Pagina 430 – Calcio News 24

Mercato Milan, che bomba clamorosa dalla Spagna! Accordo ad un passo tra Sergio Ramos e i rossoneri: i dettagli

Mercato Milan, trattativa clamorosa! Che bomba dalla Spagna: Sergio Ramos sempre più vicino, le ultimissime

Il calciomercato invernale del Milan potrebbe essere travolto da un clamoroso colpo di scena. Dalle testate messicane vicine all’ambiente Monterrey rimbalza infatti una voce destinata a far rumore: Sergio Ramos sarebbe pronto a tornare in Europa e lo farebbe indossando la maglia rossonera.

Sergio Ramos–Milan, i contorni dell’operazione Reduce dall’esperienza in Messico con i Rayados, il campione spagnolo è attualmente svincolato e alla ricerca dell’ultima grande sfida della sua carriera. Secondo le indiscrezioni, il direttore sportivo Igli Tare avrebbe individuato la formula giusta per convincere il classe ’86, con un’operazione mirata, sostenibile e potenzialmente decisiva dal punto di vista tecnico.

Le cifre circolate in Messico parlano di un accordo molto preciso: contratto di sei mesi, fino a giugno 2026, senza opzioni di rinnovo; ingaggio da 1 milione netto; bonus da 1 milione in caso di qualificazione alla Champions League e un super premio da 2 milioni in caso di Scudetto.

L’impatto su Allegri e sul gruppo rossonero Per Massimiliano Allegri, l’arrivo di Sergio Ramos rappresenterebbe un innesto di enorme peso specifico. In una stagione in cui il Milan sta duellando con l’Inter per il vertice, aggiungere un leader di tale caratura — che ritroverebbe anche l’amico Luka Modrić — darebbe solidità, personalità e quella dose di esperienza internazionale che molti osservatori, Costacurta in primis, hanno indicato come mancante.

Con la situazione di Skriniar ancora da definire e Tomori impegnato nelle trattative per il rinnovo, l’eventuale approdo dello spagnolo garantirebbe una copertura di altissimo livello, utile sia per gestire il recupero contro il Como sia per affrontare la volata finale della stagione.

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Pagelle Roma Genoa, i TOP e FLOP del match di Serie A

Pagelle Roma Genoa: i voti dei protagonisti della sfida. La squadra di Gasperini ha affrontato quella di De Rossi

Roma Genoa, match valido per la 17ª giornata di Serie A 2025/26, è terminato 3-0. Ecco i Top e Flop della Sfida di Serie A.

VOTI ROMA-GENOA

ROMA – Svilar 6.5; Mancini 6 (74′ Ghilardi 6.5), Ziolkowski 7, Hermoso 6; Celik 6, Cristante 6 (74′ Pisilli 6), Koné 7.5, Wesley 7 (85′ Rensch sv); Soulé 7.5 (57′ El Shaarawy 6.5), Dybala 7.5; Ferguson 8 (85′ Dovbyk sv).

GENOA – Sommariva 6; Ostigard 5.5 (58′ Marcandalli 6), Otoa 5.5, Vasquez 6; Norton-Cuffy 6, Malinovskyi 4 (58′ Fini 6), Frendrup 5 (79′ Masini sv), Ellertsson 5, Martin 6; Vitinha 5 (58′ Ekhator 6.5), Ekuban 5.5 (58′ Colombo 6).

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Roma Genoa 3-1: i giallorossi vincono e convincono! Decidono le reti di Soulè, Kone e Ferguson

Roma Genoa: segui sintesi, tabellino, cronaca e live del match della 17a giornata di Serie A. Calcio d’inizio alle 20.45 all’Olimpico

La cronaca, sintesi e diretta LIVE della partita Roma Genoa, valevole per la 17esima giornata del campionato di Serie A Enilive 2025/2026.


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FINISCE QUI!

87′ GOL GENOA – Ekhator raccoglie palla all’interno dell’area e va al tiro sorprendendo Svilar a causa di una deviazione.

Inizia la ripresa

Fine primo tempo

31′ TRIS ROMA – Evan Ferguson insacca a porta completamente vuota dopo un tiro rimpallato contro un difensore.

19′ RADDOPPIO ROMA – Ferguson gira palla a Manu Kone il cui tiro viene deviato in area e termina in rete alle spalle di Sommariva.

14′ GOL ROMA – Matias Soule tenta il tiro in area, il pallone viene deviato e spiazza il poritere.

SI PARTE!


LE FORMAZIONI UFFICIALI

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ziolkowski, Hermoso; Celik, Koné, Cristante, Wesley; Soulé, Dybala; Ferguson. All. Gasperini

GENOA (3-5-2): Sommariva; Ostigard, Otoa, Vasquez; Norton-Cuffy, Frendrup, Malinovskyi, Ellertsson, Martin; Ekuban, Vitinha. All. De Rossi

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Gatti Milan, operazione possibile solo a una condizione: le ultime sull’interesse rossonero e sulla posizione del bianconero

Gatti Milan, pista aperta solo in un caso specifico: novità importanti tra strategie rossonere e scelte del difensore della Juve

Il calciomercato invernale è spesso fatto di accelerazioni improvvise e situazioni che sembrano chiuse, salvo poi riaprirsi all’improvviso. Tra i nomi tornati al centro delle indiscrezioni c’è quello di Federico Gatti. Il difensore della Juventus, apprezzato per temperamento e solidità, è stato accostato al Milan, alla ricerca costante di rinforzi per il reparto arretrato. Il profilo del classe ’98 piace a Milanello, ma secondo quanto riportato da Sky Sport, un suo trasferimento a gennaio appare, almeno per ora, altamente improbabile.

La situazione attuale non lascia presagire movimenti immediati. La Juventus non sembra intenzionata a privarsi con leggerezza di un giocatore che, pur non essendo un titolare fisso, rappresenta una risorsa affidabile per fisicità, duttilità e presenza nelle rotazioni in una stagione particolarmente intensa. Per questo la pista Gatti‑Milan viene al momento considerata “chiusa”: non ci sono trattative in corso né segnali concreti di un’operazione imminente.

Tuttavia, nel calcio moderno nulla è davvero definitivo. L’unico spiraglio, seppur minimo, riguarda la volontà del giocatore. Se nelle prossime settimane Gatti dovesse percepire un calo significativo del proprio minutaggio nelle gerarchie di Luciano Spalletti, potrebbe essere lui stesso a valutare l’idea di chiedere la cessione per non perdere continuità e ritmo partita. È per questo che la porta del trasferimento viene definita “socchiusa”: oggi è la Juventus a tenerla chiusa, ma un cambio di posizione del difensore potrebbe ribaltare completamente lo scenario.

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Calciomercato Sampdoria, pazza idea! Torna la pista Gabbiadini per il mercato di gennaio: ecco cosa sta emergendo

Calciomercato Sampdoria, Gabbiadini di nuovo nel mirino della Samp: la suggestione di gennaio prende forma

Il nome di Manolo Gabbiadini torna a riecheggiare con forza nell’ambiente blucerchiato. L’attaccante classe ’91, reduce dall’esperienza all’Al‑Nasr, ha infatti risolto il proprio contratto nei giorni scorsi, diventando ufficialmente svincolato. Una decisione che apre scenari intriganti in vista di un possibile ritorno in Italia e che riaccende, inevitabilmente, la suggestione di un terzo capitolo con la Sampdoria.

Sampdoria e Gabbiadini, un legame che non si è mai spezzato Il rapporto tra Gabbiadini e Genova è rimasto intatto nel tempo. L’attaccante, cresciuto nel vivaio dell’Atalanta, ha vissuto in blucerchiato alcune delle stagioni più significative della sua carriera, diventando un punto di riferimento tecnico ed emotivo per squadra e tifosi. Gol pesanti, personalità discreta e un forte senso di appartenenza hanno reso il suo nome ancora oggi molto amato dalla piazza. Un eventuale ritorno avrebbe un valore che va ben oltre l’aspetto sportivo.

Il bivio del presente: un ritorno possibile Archiviata l’avventura negli Emirati Arabi Uniti, Gabbiadini si trova ora davanti a una scelta importante. A 34 anni, è consapevole di dover individuare un progetto che sappia valorizzarlo e offrirgli un ruolo chiaro. La Sampdoria, dal canto suo, potrebbe trarre grande beneficio dalla sua esperienza e dal suo fiuto del gol: un giocatore capace di muoversi sia da prima punta sia da seconda punta, utile per ampliare le soluzioni offensive a disposizione.

Un’occasione di mercato a costo zero Il fatto che Gabbiadini sia attualmente svincolato rappresenta un’opportunità non da poco. In un mercato sempre più attento ai costi, poter ingaggiare un profilo del genere a parametro zero diventa un’opzione particolarmente appetibile.

Per ora siamo nel campo delle suggestioni, ma una suggestione concreta. Il futuro di Manolo Gabbiadini è ancora tutto da definire, e Genova potrebbe tornare a essere una tappa centrale del suo percorso calcistico.

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Calciomercato Cagliari, Mazzitelli destinato a restare in Sardegna fino a giugno: le ultime indiscrezioni

Calciomercato Cagliari, Mazzitelli verso la conferma fino a fine stagione: ecco cosa trapela. Tutti i dettagli

Le voci di mercato delle ultime settimane avevano alimentato il dibattito sul futuro di Luca Mazzitelli, centrocampista di proprietà del Cagliari. Prima la Sampdoria, poi l’Empoli: diversi club avevano manifestato interesse per il classe ’95. Ora, però, la posizione del club rossoblù sembra essersi delineata con chiarezza.

Come riportato da Sportmediaset, Mazzitelli resterà in Sardegna fino al termine della stagione, proseguendo il suo percorso con la maglia del Cagliari. Una scelta dettata da precise esigenze tecniche e strettamente legata alla situazione del reparto di centrocampo, già messo alla prova dall’infortunio di Michael Folorunsho.

Mazzitelli, un tassello fondamentale nel progetto rossoblù Arrivato in estate con aspettative importanti, Mazzitelli ha portato esperienza, ordine e una profonda conoscenza della Serie A. La sua duttilità, che gli permette di ricoprire più ruoli nella mediana, assume oggi un valore ancora più significativo alla luce delle assenze che hanno complicato le rotazioni di Ranieri.

L’infortunio di Folorunsho cambia le priorità del Cagliari Lo stop di Folorunsho ha inevitabilmente modificato le gerarchie e le strategie del club. In questo contesto, Mazzitelli può diventare un punto fermo, sia nella costruzione del gioco sia nel collegamento tra i reparti. La sua capacità di leggere le situazioni e dare equilibrio alla squadra rappresenta un elemento prezioso in una fase in cui il Cagliari ha bisogno di continuità.

Futuro scritto: fiducia totale nel centrocampista La decisione di trattenerlo fino a giugno è un segnale forte: il Cagliari punta sull’esperienza e sull’affidabilità per superare un momento delicato della stagione. Mazzitelli si conferma così una delle colonne del progetto tecnico, chiamato a incidere in maniera concreta sul rendimento della squadra.

In un periodo segnato da infortuni e indiscrezioni di mercato, la stabilità può fare la differenza. E per Mazzitelli arriva l’occasione di ribadire, ancora una volta, il suo valore nel cuore del progetto rossoblù.

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Genoa, l’ad fa il punto su Norton-Cuffy: «Ci sono richieste per i nostri giocatori, è un buon segnale. Il nostro obiettivo è questo»

Genoa, l’ad Lopez parla di Norton-Cuffy: «Ci sono richieste per i nostri giocatori, è un buon segnale. Il nostro obiettivo è questo»

A ridosso della sfida contro la Roma, il Chief of Football del Genoa, Diego Lopez, ha fatto il punto sulle voci di mercato che coinvolgono Brooke Norton-Cuffy e Morten Frendrup. I due giovani protagonisti rossoblù – rispettivamente un esterno esplosivo e un centrocampista di grande intensità – hanno attirato l’attenzione dell’Inter, che nelle ultime settimane ha manifestato un interesse concreto.

Intervistato da Sky Sport, Lopez ha confermato l’esistenza di richieste reali, sottolineando come ciò rappresenti la prova tangibile della crescita dei due giocatori. Allo stesso tempo, il dirigente ha ribadito la volontà del club di non indebolire la rosa in un momento cruciale della stagione. Pur mantenendo una linea chiara – trattenere i propri punti fermi – Lopez ha ammesso che il mercato di gennaio è, per definizione, imprevedibile. Una porta socchiusa, dunque, ma con l’intenzione dichiarata di difendere il valore tecnico del gruppo.

PAROLE – «Norton-Cuffy e Frendrup restano fino a giugno o andranno via? Sono giocatori che stanno crescendo in questi mesi. Ci sono richieste per i nostri giocatori, è un buon segnale.

Il nostro obiettivo è uscire dal mercato di gennaio con un livello più alto o uguale, dobbiamo essere pronti. Non vogliamo perdere giocatori importanti, il mercato di gennaio è sempre imprevedibile».

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Nkunku nel mirino del Fenerbahçe: il Milan trema mentre il talento francese finisce al centro delle manovre di mercato

Nkunku, allarme dalla Turchia: il Fenerbahçe irrompe sul gioiello del Milan e mette pressione al progetto di Allegri

Il mercato rossonero entra nel vivo e uno dei nomi più chiacchierati è quello di Christopher Nkunku, gioiello offensivo del Milan. L’attaccante francese, noto per la sua tecnica elegante e la rapidità devastante che lo rende imprevedibile tra le linee, è finito al centro delle attenzioni del Fenerbahçe. Il club turco sta accelerando i contatti per provare a strapparlo ai rossoneri già nelle prossime settimane, creando un clima di tensione all’interno di Milanello.

L’indiscrezione di Fabrizio Romano: primi contatti tra Fenerbahçe e Milan A confermare il fermento attorno al giocatore è Fabrizio Romano, che parla di movimenti concreti sul fronte Nkunku. “Posso confermare che c’è movimento attorno a Nkunku”, ha dichiarato il giornalista, spiegando che il Fenerbahçe ha avviato colloqui diretti con il Milan per sondare la fattibilità dell’operazione. L’interesse è reale, ma la trattativa non è ancora entrata nel vivo. Il punto decisivo, però, resta la volontà del calciatore: reduce da un periodo positivo e tornato al gol, Nkunku dovrà scegliere se proseguire il suo percorso in rossonero o aprire un nuovo capitolo in Turchia.

Le reazioni di Allegri e Tare: prudenza, strategia e un patrimonio tecnico da difendere La situazione non lascia indifferente Massimiliano Allegri, da poco alla guida del Milan. Il tecnico, maestro di equilibrio tattico e gestione del gruppo, considera Nkunku un elemento chiave per il suo progetto. La capacità del francese di cambiare ritmo e spaccare le partite è un’arma che Allegri non vorrebbe perdere a stagione in corso.

Sul fronte dirigenziale, Igli Tare osserva la situazione con la consueta fermezza. Il nuovo Direttore Sportivo rossonero non ha alcuna intenzione di cedere un talento del genere senza una proposta all’altezza e sta valutando se l’interesse del Fenerbahçe possa trasformarsi in un’occasione di mercato o se sia più saggio blindare il giocatore per puntare con decisione allo scudetto 2026.

Le prossime mosse: attesa, riflessioni e un futuro ancora da definire La vicenda è destinata a svilupparsi nelle prossime settimane, quando arriveranno segnali più chiari dall’entourage del calciatore. Nel frattempo, i tifosi rossoneri restano in apprensione, sperando che Nkunku continui a illuminare San Siro con il suo talento e che il Milan riesca a respingere l’assalto turco.

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Araujo torna ad allenarsi dopo un mese di stop per motivi personali: il Barcellona lo riabbraccia, mentre la Juve…

Araujo, rientro dopo un mese lontano dal campo per ragioni personali: il Barcellona respira, ma sul futuro del difensore…

Il Barcellona ritrova uno dei pilastri della propria retroguardia, anche se le grandi d’Europa – con la Juventus in prima fila – continuano a osservare la situazione con grande attenzione. Ronald Araujo è finalmente uscito dal periodo buio: dopo un mese lontano dal campo, il difensore uruguaiano è tornato ad allenarsi regolarmente con il gruppo. La sua pausa non è stata dettata da problemi fisici, ma da un crollo emotivo e psicologico. Dopo la notte da incubo di Champions League contro il Chelsea, il 25 novembre, culminata con un’espulsione pesantissima e una tempesta di odio sui social, il giocatore aveva scelto di fermarsi per evitare che la tensione compromettesse ulteriormente il suo rendimento.

Nel silenzio di queste settimane, Araujo ha provato a ritrovare equilibrio e serenità lontano dai riflettori: prima un viaggio spirituale a Tel Aviv per riscoprire la Fede, poi il ritorno in Uruguay per trascorrere le festività con la famiglia e ricaricare le energie mentali. Ora che il momento più difficile sembra superato, inevitabilmente tornano a muoversi anche le dinamiche di mercato.

L’interesse della Juventus non è certo una novità: già un anno fa il club bianconero aveva individuato Araujo come uno dei profili ideali per rinforzare la difesa, salvo poi cambiare strategia. E nelle ultime settimane le voci su un possibile nuovo assalto si sono riaffacciate con insistenza. La dirigenza juventina apprezza da tempo le qualità tecniche, fisiche e caratteriali del classe ’99 e continua a monitorare la situazione.

Se il rapporto tra Araujo e l’ambiente blaugrana non dovesse ricomporsi del tutto, la Juventus sarebbe pronta a valutare l’opportunità, considerandolo un potenziale colpo di livello internazionale. Il ritorno in gruppo è solo il primo passo: il resto della storia, per ora, è ancora tutto da scrivere.

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Cufrè torna sullo schiaffo a Del Piero: «Sono cose che possono succedere. Chiarito? Non mi interessa farlo. In quella partita si avvertiva qualcosa di strano in campo, non avremmo mai potuto vincere è stata rubata»

Cufrè torna sullo schiaffo a Del Piero: le parole dell’ex difensore della Roma sull’episodio del match del 2004/2005 vinto dai bianconeri

Intervenuto ai microfoni di Radio Romanista, José Samuel Cufrè, ex difensore della Roma, è tornato su uno degli episodi più discussi della sua carriera: lo schiaffo rifilato ad Alessandro Del Piero durante Roma-Juventus 1-2 della stagione 2004/05.

Un match rimasto nella memoria collettiva non solo per il risultato, ma anche per le polemiche arbitrali e per il clima che, a distanza di anni, sarebbe poi confluito nello scandalo Calciopoli.

SCHIAFFO A DEL PIERO«Sono cose che in campo possono succedere, soprattutto se uno gioca con il cuore e mette tanta passione. La mia però è stata una reazione, non mi è piaciuto farlo e infatti non ho mai commesso una cosa del genere in tutto il resto della mia carriera, non voglio giustificarmi ma so perché l’ho fatto».

CHIARITO CON DEL PIERO? – «No, e non mi interessa farlo».

CALCIOPOLI «Ti assicuro che in campo si avvertiva perfettamente che ci fosse qualcosa di strano. L’arbitro fischiò un rigore su Zalayeta per un fallo avvenuto un metro fuori area e convalidarono un gol di Cannavaro in fuorigioco. Mi dispiace essere così netto ma quella sera provai solo schifo. Era impossibile giocare perché quella squadra, che non voglio neanche nominare, doveva vincere per forza e noi in campo lo avevamo capito benissimo. Quella partita non avremmo mai potuto vincerla, perché dovevano essere loro a portarsi a casa i tre punti e fecero di tutto per indirizzare la gara. La partita è stata rubata, c’è poco da aggiungere».

Massara prima di Roma Genoa: «Il mister vuole sempre il meglio per la squadra. Raspadori e Zirkzee? Nomi ricorrenti, ma ce ne sono anche altri. Ferguson? Nessun tema»

Massara prima di Roma Genoa: le parole del direttore sportivo dei giallorossi prima del match della 17a giornata di Serie A

Intervenuto nel prepartita, Frederic Massara, direttore sportivo della Roma, ha risposto alle domande di Sky sul momento della squadra a pochi minuti dall’inizio del match contro il Genoa, partendo dal messaggio lanciato da Gian Piero Gasperini nei confronti di Evan Ferguson, fino ad arrivare alle aspettative dei tifosi sul mercato di gennaio.

IL MESSAGGIO DI GASPERINI SU FERGUSON«Il mister vuole sempre il meglio per la squadra, per la Roma, e pretende il massimo da tutti i suoi calciatori. Li stimola, ma allo stesso tempo dà loro la possibilità di dimostrare le proprie qualità, come succederà stasera per diversi giocatori. Abbiamo fiducia che Evan possa fare una bella partita e siamo convinti che darà il massimo».

ZIRKZEE E RASPADORI, CI SONO NOVITÀ?«Sono nomi ricorrenti, ce ne sono anche altri. Il mercato aprirà tra quattro giorni e non voglio cercare alibi sulle difficoltà del mercato di gennaio. Vorremmo fare qualcosa per rinforzarci, se ci saranno opportunità di portare degli attaccanti o dei nomi importanti. Cercheremo di fare quello che sarà possibile, ma in questo momento non ci sono sviluppi».

TEMPI DEL MERCATO DI GENNAIO«Vorrei fare cose corrette che possano davvero portarci un miglioramento. Non è una questione di tempistiche: tutti vorrebbero avere subito i migliori giocatori, ma a gennaio ci sono competizioni in corso, non solo nazionali ma anche internazionali, che incidono sui tempi. Cercheremo di fare le scelte giuste per ottenere un vero miglioramento della squadra».

IL FUTURO DI FERGUSON«Ogni partita è un’opportunità per tutti i calciatori per dimostrare il loro valore. Non esiste un caso Ferguson. Come ho detto prima, cercheremo di trovare le soluzioni corrette e poi, tutti insieme, valuteremo cosa sarà meglio per i calciatori, ma soprattutto per la Roma e per i suoi obiettivi».

Diego Lopez prima di Roma Genoa: «Non parliamo dei giocatori delle altre, siamo una squadra e dobbiamo proteggere il collettivo. Positive le richieste ai nostri»

Diego Lopez prima di Roma Genoa: le parole del direttore sportivo del grifone a pochi minuti dal match dell’Olimpico di questa sera

Intervenuto ai microfoni di Sky Sport prima dell’impegno del Genoa in casa della Roma, il direttore sportivo Diego Lopez ha fatto chiarezza sulle recenti indiscrezioni di mercato che hanno accostato il club rossoblù a diversi profili, ribadendo come la priorità resti la costruzione di un gruppo solido e compatto, con l’obiettivo salvezza ben chiaro.

LE VOCI SU PISILLI E PERIN«Un saluto a tutti, specie ai genoani che non possono essere qui, per decisioni dall’alto. Dei giocatori altrui non parliamo, né di Pisilli né di Perin. Il nostro focus è avere una base chiara, una squadra con un senso collettivo molto alto e dobbiamo fare un mercato per proteggere questo. Poi, se troviamo qualche giocatore che può aiutarci a raggiungere la salvezza, saremo aperti, ma oggi il focus è sulla partita».

IL LEGAME CON IL CALCIO ITALIANO«Il mio italiano? Sono sempre stato innamorato del calcio italiano e sono felice di essere qui».

FUTURO DI FRENDRUP E NORTON-CUFFY«Sono giocatori che stanno crescendo, stiamo costruendo qualcosa giorno per giorno. Ci sono richieste per i nostri giocatori e questo è positivo. Il nostro obiettivo è mantenere lo stesso livello di rosa o alzarlo. La nostra priorità è non perdere giocatori importanti per la squadra».

Lookman rivela: «Atalanta? Successe diverse cose. Gasperini ha il suo metodo, non c’è nulla da perdonare sulla frase sui rigori. Futuro? Spero sia splendente»

Lookman si è raccontato ai microfoni di OnsSport nel corso della Coppa d’Africa che lo vede protagonista con la Nigeria. Le sue parole

Intervistato da ONSport nel corso della Coppa d’Africa, Ademola Lookman è tornato sul tormentone dell’estate legato al possibile trasferimento all’Inter, poi sfumato. L’attaccante dell’Atalanta ha affrontato diversi temi: dal presente in nerazzurro (bergamasco) al rapporto con Gian Piero Gasperini, fino ai ricordi europei e allo sguardo sul futuro.

ATALANTA – «Penso che siano successe molte cose, ma ora il focus è come tornare in forma, al massimo. Sto cercando di fare meglio ogni giorno, è la cosa più importante».

SE SONO ANCORA ARRABIATO? – «No, sto vivendo il momento e cercare di performare al meglio che posso».

COME MI VEDONO I FAN – «Sono tutte le settimane allo stadio e provano a supportare la squadra, applaudendola. Alla fine del giorno la cosa più importante è la squadra, quindi io devo aiutare il club a vincere le partite».

SU GASPERINI – «Ognuno ha i propri metodi e le proprie ideologie, i modi di allenare e tu puoi prendere queste filosofie insieme. Tutti sono differenti, tra metodi di allenamento e di gestire, ma hanno le loro qualità».

SE MI HA TRATTATO IN MANIERA DIFFERENTE? – «Penso che sia un manager molto particolare con i suoi calciatori. Voleva un certo tipo di rendimento, voleva vincere. È un vincente. Ma lo sono anche io, in questo senso avevamo lo stesso obiettivo. Tutti vogliono farlo».

TRISTE PER IL SUO ADDIO? – «Ognuno prende le proprie decisioni per le sue ambizioni. Ma ha un nuovo capitolo dove può vincere qualcosa, gli auguro il meglio».

3 GOL CONTRO IL BAYER LEVERKUSEN, IL MOMENTO MIGLIORE? – «Penso un miscuglio di cose. Le celebrazioni dopo la partita, quando tutti erano lì, lo stadio stava esplodendo, i tifosi sulla luna per l’eccitazione. Ero felice per avere vinto l’Europa League, tutta la sera è stata speciale».

SE HO PERDONATO GASPERINI SULLA SUA FRASE SUI MIEI RIGORI? – «Non c’è niente da perdonare, quello che è successo è successo, quanto è stato detto è stato detto. È quello che è. Oggi è un altro giorno».

SUL FUTURO – «Spero sia grande e splendente, sono positivo e penso positivamente alle cose, sempre. Credo di avere un grande futuro davanti a me, puoi pensare a cosa sta per arrivare ma l’importante è ora e come posso essere la migliore versione di me attualmente».

LEGGI L’INTERVISTA COMPLETA SU INTERNEWS24

Calciomercato Napoli, Vergara conteso tra le rossoblù: Genoa e Cagliari si sfidano per il centrocampista classe 2003 che si sta mettendo in mostra con Conte

Calciomercato Napoli, Vergara conteso tra le rossoblù: oltre a Pisilli, è duello tra Genoa e Cagliari per il centrocampista classe 2003

Il calciomercato invernale entra nel vivo e uno dei nomi che sta catalizzando l’attenzione è quello di Antonio Vergara, gioiello di proprietà del Napoli. Secondo quanto riportato dal Corriere del Mezzogiorno, il centrocampista offensivo classe 2003 è finito nel mirino di più club di Serie A, dando vita a un vero e proprio scontro di mercato tra Liguria e Sardegna.

Il profilo di Vergara, fantasista dotato di qualità tecniche, visione di gioco e di un mancino raffinato, è considerato ideale per squadre alla ricerca di talento e dinamismo nella zona centrale del campo. Le buone prestazioni offerte in prestito nelle ultime stagioni hanno contribuito ad accendere i riflettori su di lui, rendendolo uno dei giovani più appetibili del panorama nazionale.

In prima fila c’è il Genoa, che sotto la guida di Daniele De Rossi starebbe valutando l’inserimento di Vergara per aumentare qualità e imprevedibilità nella mediana del Grifone. L’idea è quella di puntare su un giocatore giovane ma già pronto per incidere, capace di adattarsi a più ruoli e di garantire soluzioni tra le linee.

Ma il Genoa non è l’unico club sulle tracce del talento azzurro. Anche il Cagliari si è mosso con decisione. La società rossoblù è alla ricerca di forze fresche per rinforzare il centrocampo e vede in Vergara un profilo funzionale al progetto tecnico, grazie alla sua duttilità e alla capacità di abbinare qualità e corsa.

L’asse Genoa-Cagliari non riguarda però soltanto Vergara. Le due società, infatti, si starebbero incrociando anche su altri obiettivi, tra cui Nicolò Pisilli, giovane mezzala della Roma allenata da Gian Piero Gasperini, a conferma di un duello di mercato destinato a proseguire.

La palla ora passa al Napoli e al suo allenatore Antonio Conte, chiamati a decidere se e a quali condizioni dare il via libera alla partenza del giovane talento. Le prossime settimane saranno decisive per chiarire il futuro di Antonio Vergara, sempre più al centro delle dinamiche del mercato di gennaio.

Formazioni ufficiali Roma Genoa, le scelte dei due tecnici per la sfida della 17a giornata di Serie A

Formazioni ufficiali Roma Genoa, le scelte dei due tecnici per la sfida dell’Olimpico valida per la 17a giornata di Serie A. Calcio d’inizio alle 20.45

In campo alle 20.45 l’ultimo atto della 17ª giornata di Serie A 2025/2026, che chiude il 2025 con il match tra Roma e Genoa allo stadio Olimpico.

Una sfida che incrocia il passato di due allenatori: Gian Piero Gasperini, ex tecnico gialloblù e attuale allenatore della Roma, alla ricerca di tre punti fondamentali per rispondere al successo della Juventus e riprendersi la zona Champions; e Daniele De Rossi, ex allenatore e storico capitano della Roma da giocatore, oggi tecnico del Genoa, impegnato in piena lotta salvezza, ma rinato sotto la sua guida.

Queste le scelte dei due tecnici per il match.

FORMAZIONI UFFICIALI ROMA GENOA

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ziolkowski, Hermoso; Celik, Koné, Cristante, Wesley; Soulé, Dybala; Ferguson. All. Gasperini

GENOA (3-5-2): Sommariva; Marcandalli, Ostigard, Vasquez; Norton-Cuffy, Malinovskyi, Frendrup, Ellertsson, Martin; Vitinha, Colombo. All. De Rossi (da confermare)

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Ocampos Monterrey, preoccupazione per l’ex esterno di Genoa e Milan: una paralisi facciale lo terrà lontano dai campi a poche settimane dall’inizio del Torneo Clausura

Ocampos Monterrey, una paralisi facciale ferma l’ex esterno di Genoa e Milan: stop precauzionale e tempi di recupero da valutare

A poche settimane dall’inizio del Torneo Clausura 2026 della Liga MX, il Monterrey ha comunicato una notizia che desta preoccupazione: Lucas Ocampos, esterno d’attacco argentino ex Milan e Genoa, è alle prese con una paralisi facciale ed è attualmente sotto osservazione medica.

Il club messicano ha chiarito la situazione attraverso una nota ufficiale: «Il Club de Futbol Monterrey informa che il giocatore Lucas Ocampos ha presentato una paralisi facciale dell’emivolto sinistro di probabile eziologia virale. Ocampos è stato valutato da uno specialista per definire il comportamento terapeutico. Il giocatore resterà a riposo per 7 giorni e verrà valutata la sua evoluzione clinica per determinare il suo reintegro nei lavori di gruppo della preparazione precampionato».

Una problematica di natura neurologica che ha interessato la parte sinistra del volto del calciatore classe 1994.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Olé, il quadro clinico sarebbe legato a un precedente incidente domestico: Ocampos avrebbe riportato una frattura al polso e un trauma facciale dopo una caduta dal monopattino, avvenuta mentre cercava di aiutare la figlia in seguito a un incidente durante una lezione di equitazione. L’urto aveva già comportato un periodo di inattività.

In attesa di ulteriori aggiornamenti, il Monterrey si prepara al debutto stagionale: il 10 gennaio i Rayados affronteranno in casa il Toluca, campione in carica del calcio messicano, senza Sergio Ramos e con ogni probabilità senza Lucas Ocampos, il cui rientro verrà deciso solo dopo i controlli dei prossimi giorni.

Milan, gennaio decisivo: stadio, equilibri societari e il caso Maignan! Il nuovo anno potrà segnare una svolta totale per il futuro dei rossoneri

Milan, gennaio decisivo su diversi fronti: tra stadio, equilibri societari e il caso Maignan ecco come potrà segnare il futuro rossonero

Il 2026 del Milan si apre con diversi nodi ancora da sciogliere a livello societario. Come riportato da Enrico Currò su la Repubblica, il mese di gennaio sarà determinante per chiarire i rapporti di forza tra Elliott Management e RedBird Capital, con il progetto del nuovo stadio destinato a diventare il vero ago della bilancia.

Elliott-RedBird, il peso del nuovo stadio

Nonostante Gerry Cardinale resti l’azionista di maggioranza, l’influenza di Elliott è tutt’altro che marginale. Il fondo della famiglia Singer, infatti, si starebbe muovendo per assumere il ruolo di anchor lender nel finanziamento del nuovo impianto, una posizione strategica che garantirebbe un controllo significativo sull’operazione e sul ritorno dell’investimento.

Un dettaglio che non passa inosservato è l’assenza di rappresentanti RedBird nel consiglio di amministrazione della società veicolo dello stadio, dove invece figura Cocirio, espressione dell’area Elliott. Un segnale che rafforza l’idea di un equilibrio ancora instabile e di una governance tecnica non del tutto passata di mano.

Caso Maignan, attenzione Juve

Sul fronte sportivo, tiene banco la situazione di Mike Maignan, portiere francese e pilastro del Milan. Il contratto in scadenza nel 2026 e lo stallo sul rinnovo stanno attirando l’interesse della Juventus, pronta a monitorare con attenzione ogni sviluppo.

Il Milan avrebbe messo sul tavolo un’offerta da circa 5,5 milioni di euro a stagione, in linea con i top stipendi della rosa, ma Maignan chiede garanzie tecniche ed economiche più solide. La Juventus, guidata a livello dirigenziale da Damien Comolli, osserva la situazione valutando l’ipotesi di un’occasione di mercato futura, qualora la trattativa dovesse arenarsi definitivamente.

Brunori Palermo, la Sampdoria accelera per chiudere per l’attaccante! Accordo con il giocatore, restano da chiarire solo alcuni dettagli

Brunori Palermo, la Sampdoria accelera per chiudere per l’attaccante! Trattativa in chiusura: prestito al centro del confronto

Il mercato invernale della Sampdoria entra nel vivo con un’operazione destinata a incidere sugli equilibri del campionato. Il club blucerchiato ha rotto gli indugi e individuato in Matteo Brunori l’obiettivo numero uno per rinforzare l’attacco. L’attaccante italo-brasiliano, capitano e simbolo del Palermo, è considerato il profilo ideale per leadership, personalità e fiuto del gol.

Secondo quanto riportato da Il Secolo XIX, l’approdo a Genova sarebbe ormai questione di ore. Il giocatore ha già dato il proprio gradimento al trasferimento, manifestando la volontà di mettersi subito a disposizione della Samp per contribuire alla risalita in classifica.

Formula dell’operazione: nodo economico da sciogliere

L’intesa con il calciatore è solida, ma restano da limare gli ultimi dettagli tra i due club. Il confronto riguarda la formula del trasferimento: l’ipotesi condivisa è quella del prestito fino a giugno, ma con una differenza sostanziale sulle condizioni economiche.

La Sampdoria spinge per un prestito secco gratuito, facendo leva sulla volontà di Brunori di cambiare aria a metà stagione. Il Palermo, invece, chiede un indennizzo per liberare il proprio capitano nel corso del campionato. Le parti sono al lavoro sulle cifre, con fiducia crescente per una soluzione a breve.

Inserimento dello Spezia, ma la Samp resta avanti

Sul tavolo si registra anche un tentativo last minute dello Spezia, come riportato da Tuttosport. Tuttavia, da ambienti vicini all’operazione filtra ottimismo sulla volontà del giocatore, orientata con decisione verso la Sampdoria.

Le prossime ore saranno decisive: se verranno superate le ultime “scaramucce” economiche, Brunori potrà aggregarsi al gruppo blucerchiato già nei prossimi giorni.

Perin Genoa, operazione in dirittura d’arrivo! C’è l’accordo tra calciatore e club per il ritorno in rossoblù, ma resta da risolvere ancora un dettaglio per chiudere

Perin Genoa, operazione in dirittura d’arrivo! La volontà del giocatore spinge la trattativa: fumata bianca possibile in settimana. Ecco cosa manca

Mattia Perin e il Genoa sono sempre più vicini a riabbracciarsi, trasformando una semplice suggestione in una trattativa concreta e ormai prossima alla fumata bianca. A confermare l’accelerazione è l’esperto di mercato Matteo Moretto, che ha chiarito come la volontà del giocatore stia facendo la differenza.

L’estremo difensore, oggi vice alla Juventus, spinge con decisione per tornare a difendere i pali della squadra che lo ha lanciato nel grande calcio, dove è stato capitano e simbolo.

Perin Genoa, accordo totale con il giocatore

Il primo tassello è già al suo posto: c’è l’intesa completa tra Perin e il Genoa. Il portiere classe 1992 ha accettato la proposta rossoblù, preferendo la prospettiva di tornare titolare fisso e protagonista rispetto al ruolo di riserva di lusso a Torino. Una scelta di cuore e di carriera: Genova è il palcoscenico scelto per rilanciare una “seconda giovinezza” calcistica.

Perin Genoa, trattativa tra i club: distanza minima

Resta ora da definire l’accordo tra le società. Le parti hanno ridotto sensibilmente la forbice: balla circa un milione di euro tra domanda e offerta. Una cifra contenuta che lascia trasparire ottimismo. La Juventus non vuole ostacolare la volontà di un professionista stimato, ma punta a ottenere un indennizzo ritenuto congruo.

Perin Genoa, chiusura imminente

Il Genoa accelera: l’obiettivo è chiudere entro la settimana, consegnando il nuovo numero uno allo staff tecnico il prima possibile per l’inserimento immediato in gruppo. I prossimi giorni saranno decisivi per limare l’ultimo dettaglio economico e sancire il “Perin-ter”: il terzo capitolo di una storia che profuma di ritorno a casa.

Pallone invernale Serie A, il caso sul colore arancione riapre il dibattito sulla scelta della sfera: ecco i palloni più discussi del calcio moderno

Pallone invernale Serie A, il caso sul colore arancione riapre il dibattito sulla scelta della sfera: ecco i palloni più discussi del calcio moderno

Il ritiro anticipato del pallone invernale arancione della Serie A ha riaperto un vecchio dibattito: cosa succede quando i designer dei brand sportivi si spingono troppo oltre?

Il calcio è tradizione, e il pallone ne è il cuore sacro. Dagli anni ’90 in poi, la ricerca del marketing, l’innovazione tecnologica e la voglia di stupire hanno portato a creare sfere che sembravano uscite più da un rave party o da un film di fantascienza che da un campo verde.

Prendendo spunto dal recente “caso Serie A”, ecco una Top 5 dei palloni più brutti (o quantomeno discutibili) della storia del calcio recente.


1. Adidas Roteiro (Euro 2004)

Il pallone degli Europei in Portogallo fu un tentativo coraggioso di abbandonare il bianco per abbracciare il futuro. Il problema? Il futuro era color argento metallizzato. L’idea era richiamare le scoperte dei navigatori portoghesi, ma l’effetto in campo era strano: una sfera grigia, vagamente triste, che sul verde brillante dei campi lusitani sembrava sempre un corpo estraneo, pesante alla vista. Si scrostava facilmente e, televisivamente, aveva il carisma di una pentola di alluminio. Un esperimento metallico da non ripetere. Certamente è un parere che non trova d’accordo i greci, vincitori a sorpresa di quell’edizione e, di conseguenza, innamorati di quella sfera (o no?).


2. Nike Merlin Premier League “Tunnel Vision” (Stagione 2019/20)

La Nike ha prodotto palloni iconici per la Premier League (il Total 90 Aerow su tutti), ma verso la fine del decennio scorso ha vissuto una fase “psichedelica” confusa. Questo modello, utilizzato per una parte della stagione, era un tripudio caotico: pannelli bianchi interrotti da enormi macchie geometriche rosa shocking, contornate di nero e giallo volt. In Inghilterra fu presto ribattezzato “Pizza Ball”, perché le chiazze rosa sembravano fette di salame piccante sparse su una mozzarella. Troppo caotico.


3. Adidas Fevernova (Mondiali 2002 Corea e Giappone)

Un colpo al cuore per i nostalgici, ma bisogna essere onesti: il Fevernova è stato lo spartiacque tra i palloni “seri” e i giocattoli. Fu il primo Mondiale a dire addio al design classico del Tango. Al suo posto, una base color champagne con sopra un enorme shuriken dorato, rosso e verde. Sembrava il pallone comprato al supermercato per 5 euro durante le vacanze al mare. Pacchiano, dorato e simbolo di un’era che iniziava a prediligere l’apparenza alla sostanza. Anche quel Mondiale (vero Byron Moreno?) ebbe momenti di vera pacchianeria, per essere buoni.


4. Puma Orbita Serie A Winter (Stagione 2024/25)

Entra di diritto in classifica per il motivo che ha generato questo articolo: è stato ritirato a metà stagione. L’intenzione era buona: creare un pallone invernale diverso dal solito giallo fluo. Il risultato è stato disastroso. Base arancione cupa, quasi color mattone, con grafiche viola scuro e blu. Invece di risaltare nella nebbia o sotto i riflettori, il pallone si mimetizzava con il terreno di gioco, diventando una macchia scura indistinguibile per i telespettatori. Bocciato dalla prova TV.


5. Adidas Jabulani (Mondiali 2010 Sudafrica)

Il re incontrastato. Il Jabulani non è solo in cima alla lista perché era esteticamente discutibile, ma perché la sua bruttezza visiva era pari alla sua funzionalità disastrosa. Solo otto pannelli termosaldati, un design “africano” confusionario con 11 colori diversi. Ma il vero orrore era il comportamento in campo: troppo rotondo, troppo liscio, con traiettorie da Super Santos in spiaggia, mandando in crisi i portieri. Un pallone sbagliato da vedere e da calciare. Un incubo cromatico e balistico.

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Calciomercato estero, clamorosa indiscrezione in Ligue 1! Il Paris FC cerca il colpo: l’idea sarebbe riportare in Francia N’Golo Kanté! Entusiasmo nello spogliatoio

Calciomercato estero, clamorosa indiscrezione: il Paris FC pensa al colpo Kanté! Entusiasmo nello spogliatoio: Kebbal e Lopez lo vogliono, Arnault non chiude

N’Golo Kanté è un nome che infiamma il mercato, anche quando si parla del Paris FC. Il centrocampista francese, nativo di Parigi ma mai profeta in patria con le maglie dei club capitolini, potrebbe fare un ritorno sensazionale in Francia dopo l’esperienza in Arabia Saudita con l’Al-Ittihad, che si concluderà nel giugno 2026. Dopo aver respinto in passato le avances del PSG, la destinazione a sorpresa potrebbe essere proprio l’altra sponda di Parigi, il PFC, recentemente rilevato dalla famiglia Arnault.

La possibilità di vedere Kanté con la maglia del Paris FC ha suscitato entusiasmo non solo tra i tifosi, ma anche all’interno dello spogliatoio. Due giocatori in particolare, Ilan Kebbal e Maxime Lopez, entrambi con un passato legato all’Olympique Marsiglia, hanno espresso pubblicamente il loro desiderio di accogliere il campione del mondo. Kebbal, intervistato da Carré, non ha usato mezzi termini: «Francamente, che venga. Lo accolgo io, vado a prenderlo all’aeroporto. Ci sono giocatori per cui faresti questo. È una leggenda, se ce lo chiedessero, diremmo tutti di sì».

Anche Lopez vede di buon occhio l’operazione, ritenendola vantaggiosa per entrambe le parti. «Kanté ha il profilo perfetto. Forse è felice in Arabia, ma se volesse tornare in Francia, essendo della regione parigina, per lui che ha vinto tutto potrebbe essere una sfida interessante ripartire da un club meno blasonato ma ambizioso come il PFC».

Lo stesso Kanté, lo scorso novembre a Téléfoot, non ha chiuso la porta a un possibile ritorno in patria. Antoine Arnault, nuovo proprietario del club, non ha smentito le voci, alimentando ulteriormente il sogno di vedere uno dei centrocampisti più forti della sua generazione chiudere la carriera là dove tutto è iniziato, seppur con una maglia diversa da quella che molti si aspettavano.

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Pallone Serie A, stop all’arancione! Dietrofront della Lega dopo le proteste. Simonelli avverte: «Ci sono persone che non riescono a distinguere. Torneremo a quei colori»

Pallone Serie A, stop al pallone arancione! Dietrofront della Lega dopo le proteste. Simonelli: «Ci sono persone che non riescono a distinguere»

La Lega Serie A fa marcia indietro sul pallone arancione, introdotto per garantire un “impatto visivo forte e distintivo” rispetto alle tradizionali versioni bianche o gialle. Dopo le proteste formalizzate anche dall’Aidacon Consumatori e dall’associazione “Come vedono i daltonici”, è arrivato il dietro-front ufficiale.

Secondo quanto riferito dalla stessa associazione, nella mattinata odierna il presidente di Lega Ezio Maria Simonelli ha annunciato il cambio di rotta, riconoscendo le criticità emerse.

IL DIETROFRONT – «Abbiamo ricevuto tante giuste proteste, ci sono persone che non riescono a distinguere. Abbiamo chiesto al nostro fornitore di anticipare la fornitura di nuovi palloni con un colore che si possa vedere: quello arancione non è stata una scelta felice, si tornerà al giallo o al bianco».

Il pallone arancione era stato presentato come una soluzione all’avanguardia, grazie a una tecnologia capace di mantenere meglio la forma e ridurre l’assorbimento dell’acqua. Tuttavia, la scelta si è rivelata un autogol: non era stato considerato l’impatto sui tifosi daltonici.

Chi soffre di daltonismo ha infatti difficoltà a distinguere alcuni colori su determinati sfondi. In particolare, giallo e blu risultano più riconoscibili su rosso e verde, mentre la sfera arancione tende a confondersi con il manto erboso, rendendo l’azione di gioco poco leggibile, soprattutto in televisione.

La soddisfazione di Aidacon

Soddisfazione è stata espressa dall’Aidacon, per voce del presidente Carlo Claps, che ha sottolineato il disagio vissuto da molti tifosi.

LA POSIZIONE DI AIDACON – «Tantissimi tifosi si sono sentiti lesi nei loro diritti di consumatori, soprattutto quelli che da casa hanno sostenuto notevoli spese per abbonamenti annuali con le piattaforme tv. Le nostre sollecitazioni sono state finalmente accolte: non era tollerabile che la massima serie calcistica italiana ignorasse le esigenze di inclusività e qualità visiva della sua utenza, causando un danno economico e morale agli abbonati».

Ritorno al passato, scelta condivisa

La decisione della Lega segna un ritorno ai colori tradizionali, considerati più inclusivi e funzionali per tutti gli spettatori. Un passo indietro sul piano estetico, ma un passo avanti su quello dell’accessibilità e del rispetto dei diritti dei tifosi, che chiude una polemica destinata a far scuola nelle future scelte di design del calcio italiano.

Supercoppa italiana, Simonelli apre al cambio: «Liberi di scecgliere luogo e formato, ma non solo. Si potrebbe giocare a inizio stagione. «Sbavature diplomatiche? No»

Supercoppa Italia, Ezio Maria Simonelli, presidente della Serie A, ha spiegato a Radio Anch’io Sport l’ipotesi del cambio format del torneo

Addio a Riad e possibile ritorno alla finale secca per la Supercoppa italiana. È questa l’ipotesi avanzata da Ezio Maria Simonelli, presidente della Serie A, intervenuto ai microfoni di Radio Anch’io Sport. Una riflessione che nasce da un cambiamento di scenario logistico e contrattuale, ma che apre anche a una revisione più ampia del format della competizione.

ADDIO ALLA FORMULA FINAL FOUR«Non abbiamo più il vincolo della doppia semifinale. Il prossimo anno a Riad si disputerà la Coppa d’Asia e i sauditi, pur avendo ancora un’edizione prevista dal contratto, hanno già comunicato l’intenzione di rinunciare».

LIBERTÀ SU SEDE E FORMATO«Saremo quindi liberi di scegliere sia il luogo sia il formato. La mia idea è di tornare alla formula tradizionale: finale unica tra la vincitrice del campionato e la vincitrice della Coppa Italia».

POSSIBILE DATA A INIZIO STAGIONE«Se si opterà per la finale secca, la data potrebbe anche collocarsi a inizio stagione, come accadeva in passato. Ma sono decisioni che competono al Consiglio di Lega, così come la scelta della sede».

La Supercoppa italiana è stata disputata con il format della Final Four per la prima volta nella stagione 2023/24, con il successo dell’Inter. La formula è stata poi replicata nella stagione successiva, vinta dal Milan, e anche nel 2025/26, con il trionfo del Napoli.

IL CASO DE LAURENTIIS A RIAD«Sbavature diplomatiche? Assolutamente no. Era nel royal box e aveva ceduto il suo posto alla figlia Valentina. Ha quindi preso un posto normale in tribuna: essendo scaramantico, in quel momento si è seduto sulla gradinata e, visto che la semifinale era andata bene per il Napoli, ha preferito restare lì. Nessuno sgarbo».

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Semenyo Manchester City, trattativa avanzata: clausola da 65 milioni pronta ad essere sfruttata dai Citizen per portare all’Etihad il 25enne del Bournemouth

Semenyo Manchester City, trattativa avanzata grazie alla clausola di 65 milioni di sterline presente fino al 10 gennaio sul giocatore

Il Manchester City è in trattative avanzate per assicurarsi le prestazioni di Antoine Semenyo, secondo quanto riportato da fonti ESPN. I Citizens puntano a chiudere l’affare per l’esterno del Bournemouth già nei primi giorni della finestra di mercato di gennaio, che si aprirà giovedì. Sono previsti ulteriori incontri con i rappresentanti del giocatore nel corso della settimana, e il Bournemouth è stato informato dell’intenzione del City di pagare la clausola rescissoria del 25enne.

Semenyo potrà lasciare il Vitality Stadium per 65 milioni di sterline se l’accordo verrà finalizzato entro il 10 gennaio. Nonostante l’interesse di altri top club inglesi come Manchester United, Liverpool, Chelsea, Tottenham e Arsenal, fonti vicine alla trattativa indicano che il Manchester City è attualmente in pole position.

La dirigenza dei campioni d’Inghilterra ha accelerato i negoziati dopo aver appreso la preferenza di Semenyo per un trasferimento all’Etihad Stadium. Il Bournemouth sarà impegnato contro il Chelsea a Stamford Bridge martedì, prima dell’apertura ufficiale del mercato invernale. Il City, dal canto suo, inizierà il 2026 proprio contro il Chelsea il 4 gennaio.

L’attaccante ghanese sta vivendo un momento di forma straordinario, avendo segnato nelle ultime tre apparizioni e portando il suo bottino stagionale a nove gol in 17 partite di Premier League. Il suo eventuale arrivo al Manchester City potrebbe aprire la porta alla partenza in prestito di Oscar Bobb. Inoltre, il giovane talento argentino Claudio Echeverri, il cui prestito al Bayer Leverkusen è stato interrotto, potrebbe essere girato in prestito al Girona, club affiliato al City, secondo le indiscrezioni raccolte da ESPN.

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River Plate, Monumental verso la storia: copertura totale e capienza da circa 100.000 posti! Il maxi progetto del club argentino per rendere lo stadio il più grande al mondo

River Plate, Monumental verso la storia: maxi-progetto da 100 mila di posti! Diventerà lo stadio di club più grande al mondo

L’Estadio Mas Monumental del River Plate si prepara a una trasformazione storica che lo proietterà nell’élite assoluta degli impianti sportivi globali. Il club argentino ha in programma di annunciare a fine gennaio una mega-opera, con inizio lavori previsto per maggio, che cambierà il volto della sua casa: il progetto prevede la copertura totale delle tribune (un evento raro in Argentina) e un ulteriore ampliamento della capienza, portandola alla cifra “monstre” di circa 100.000 spettatori.

Attualmente, con i suoi 85.018 posti appena raggiunti, il Monumental è già il più grande stadio del Sudamerica, avendo superato icone continentali come il Monumental de Lima e il Maracanã. Ma con questo nuovo progetto, il River Plate giocherà letteralmente in un’altra lega. Al termine dei lavori, che secondo le stime richiederanno un investimento globale vicino ai 100 milioni di dollari, il Monumental diventerà lo stadio di proprietà di un club di calcio più grande del pianeta.

Supererà colossi statali come Wembley Stadium, il Rose Bowl e l’Estadio Azteca. A livello di club, si lascerà alle spalle il Santiago Bernabéu del Real Madrid (85.000 posti) e manterrà il primato mondiale fino alla fine del 2027, data in cui il Barcellona prevede di completare il nuovo Camp Nou da 104.600 posti. Nella classifica assoluta di tutti gli stadi, il Monumental lotterà testa a testa per il secondo posto con il Melbourne Cricket Ground (100.024 posti), restando dietro solo all’irraggiungibile Rungrado 1st of May Stadium in Corea del Nord (114.000 posti).

Dal punto di vista ingegneristico, per realizzare la copertura e aggiungere il nuovo anello di tribune, la pianificazione prevede di montare una struttura esterna indipendente composta da circa 100 colonne perimetrali. Il tetto coprirà il 100% dei posti a sedere, ma non sarà un domo chiuso: si estenderà fino ai limiti del campo di gioco, una scelta tecnica necessaria per consentire ai raggi UV naturali di raggiungere il manto erboso e mantenerlo in perfette condizioni. L’obiettivo della dirigenza è svolgere i lavori più invasivi durante le pause del campionato, così da minimizzare la perdita della localía.

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Premier League, Liverpool è allarme calci piazzati! La squadra di Slot non riesce a risolvere questo problema: numeri impietosi per i Reds sulle palle inattive

Premier League, Liverpool è allarme calci piazzati! Ecco la vera difficoltà della squadra di Slot che non riesce a risolvere questo problema

Il Liverpool sta affrontando una crisi difensiva su un fronte specifico che sta minando la stagione: i calci piazzati. I numeri sono impietosi: nessuna squadra nei cinque principali campionati europei ha subito più gol (12, esclusi i rigori) da situazioni di palla inattiva in questa stagione di Premier League. È diventata la vera kryptonite per il nuovo tecnico Arne Slot.

Prima della recente sfida contro i Wolves – dove i Reds hanno subito gol, prevedibilmente, da un cornerSlot aveva minimizzato il problema, definendo i calci piazzati quasi un “add-on”, un’aggiunta al gioco. Una visione che appare anacronistica nell’evoluzione tattica della Premier League moderna, dove queste situazioni sono spesso fondamentali. La realtà del campo ha punito questa prospettiva: Newcastle, Manchester United, Manchester City, Tottenham e Wolves sono solo alcune delle squadre che hanno sfruttato questa fragilità strutturale. Se la classifica si basasse sulla differenza reti netta da calci piazzati, il Liverpool sarebbe ultimo.

Ma dove nasce l’errore? Il problema principale sono i calci d’angolo. Solo il West Ham ha subito più reti delle sette incassate dal Liverpool da corner, una frequenza che lo stesso Slot ha definito “quasi ridicola”.

L’analisi tattica, però, rivela un paradosso interessante. Il Liverpool raramente viene battuto sul “primo contatto” aereo (dato che spiega un xG difensivo relativamente basso in queste situazioni). Il vero disastro, come evidenziato anche dal capitano Virgil van Dijk, avviene nella “seconda fase”.

Van Dijk ha definito “micidiale” l’incapacità della squadra di reagire quando la palla diventa vagante in area o quando l’azione viene riciclata dagli avversari dopo una prima respinta. I Reds risultano poco reattivi sulle seconde palle. L’esempio lampante è il gol vittoria di Harry Maguire per lo United: non un colpo di testa diretto sul corner iniziale, ma una rete nata da un cross nella seconda fase dell’azione, con diversi giocatori dello United lasciati colpevolmente liberi sul secondo palo. Risolvere questo deficit di attenzione e reattività è ora la priorità assoluta per Slot.

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Sarri Lazio, intervento al cuore riuscito al tecnico biancoceleste che tornerà alla guida della squadra nei prossimi giorni. Il comunicato

Sarri Lazio, intervento al cuore riuscito al tecnico biancoceleste che tornerà alla guida della squadra nei prossimi giorni. Il comunicato

La Lazio ha comunicato che Maurizio Sarri si è sottoposto a un intervento programmato al cuore. L’operazione, già prevista da tempo, comporterà alcuni giorni di riposo per il tecnico biancoceleste, che potrebbe tornare in panchina non prima di sabato, seguendo un percorso di recupero graduale.

Il club ha diffuso una nota ufficiale per chiarire le condizioni dell’allenatore e rassicurare tifosi e ambiente.

IL COMUNICATO DELLA LAZIO«La S.S. Lazio comunica che il mister Maurizio Sarri, a seguito di un riscontro di fibrillazione atriale, è stato sottoposto presso il Policlinico Tor Vergata a un intervento di ablazione transcatetere con tecnologia PFA.

L’intervento si è svolto con esito positivo. Il Mister riprenderà regolarmente nei prossimi giorni la guida della squadra.

La S.S. Lazio e il Mister ringraziano il Policlinico Tor Vergata e l’équipe del professor Natale per l’elevata professionalità e per la qualità delle cure garantite quotidianamente a tutti i pazienti».

Mbokazi Chicago Fire, il ct del Sudafrica Hugo Broos boccia il trasferimento del difensore 20enne: «Non è il posto giusto per crescere»

Mbokazi Sudafrica, il ct del Sudafrica Hugo Broos boccia il trasferimento del difensore 20enne: tra paragone con Kompany e il futuro in Europa

Il ct del Sudafrica, Hugo Broos, non nasconde la sua contrarietà per il trasferimento di Mbekezeli Mbokazi ai Chicago Fire. Nonostante la sconfitta per 1-0 contro l’Egitto nella seconda partita del girone di Coppa d’Africa, decisa da un gol di Salah, Broos ha elogiato la prestazione del giovane difensore 20enne, definendolo il migliore in campo. Mbokazi, autore di una prova impeccabile al centro della difesa, ha vinto tutti e otto i duelli in cui è stato coinvolto.

La prestazione ha rafforzato la convinzione di Broos che il trasferimento del giocatore negli Stati Uniti, per una cifra di circa 53 milioni di Rand e con un contratto quinquennale, non sia la scelta giusta per la sua crescita. In conferenza stampa, il ct belga ha paragonato il potenziale di Mbokazi a quello di Vincent Kompany, leggenda del Manchester City e attuale allenatore del Bayern Monaco, che Broos ha allenato da giovane all’Anderlecht.

«Non fraintendetemi, non voglio paragonare Mbokazi a Kompany, affatto, ma vedo le stesse cose», ha dichiarato Broos. «Anche Kompany era sicuro di sé a quell’età, ma aveva bisogno di qualcos’altro. I suoi primi due anni li ha passati all’Amburgo. Lì gli hanno insegnato come vivere e quale doveva essere il suo atteggiamento da professionista, poi è andato al City ed è diventato un giocatore fantastico. Questo è qualcosa che può succedere anche a Mbokazi. Pertanto, ripeto, Chicago non è il posto giusto».

Secondo Broos, Mbokazi dovrebbe puntare a un campionato europeo di livello superiore, come la Ligue 1 francese o la Liga spagnola (anche in squadre non di prima fascia come Real o Barcellona), per confrontarsi con avversari più forti e migliorare ulteriormente le sue già eccellenti qualità. Il ct ritiene che il livello del giovane difensore sia già molto alto e che un’esperienza in Europa possa solo accrescerne il valore.

Il Sudafrica si prepara ora alla sfida decisiva contro lo Zimbabwe, ultima partita del girone, con in palio la qualificazione alla fase a eliminazione diretta.

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Premier League, indagini in corso dopo Chelsea Aston Villa! Un episodio che coinvolge la squadra di Maresca: la ricostruzione

Premier League, indagini in corso dopo Chelsea Aston Villa! Si apre l’inchiesta del club dopo la sconfitta: possibile segnalazione nel referto arbitrale

Il Chelsea ha avviato un’indagine interna dopo quanto accaduto al termine della sfida di Premier League persa per 2-1 contro l’Aston Villa a Stamford Bridge. Secondo quanto riferito dalla BBC, il club londinese sta ricostruendo un episodio che ha coinvolto direttamente la panchina degli ospiti.

La ricostruzione dell’episodio

Dopo il fischio finale, mentre la panchina dell’Aston Villa festeggiava il successo, una bottiglia di plastica aperta è stata lanciata dagli spalti in direzione dello staff dei Villans. Il contenuto, che sembrava essere acqua, ha colpito alcuni membri dell’equipe tecnica e giocatori della squadra guidata da Unai Emery.

Un componente dello staff dell’Aston Villa ha immediatamente indicato la zona di provenienza dell’oggetto, che sembrerebbe un settore con la presenza sia di tifosi del Chelsea sia di personale del club. Al momento, tuttavia, non è stato identificato il responsabile del gesto.

Indagine in corso e silenzi ufficiali

Il Chelsea ha confermato l’apertura di un’indagine, ma non ha rilasciato commenti ufficiali sull’accaduto. Resta da chiarire anche se l’episodio sia stato notato dall’arbitro Stuart Attwell o dai suoi assistenti e se verrà inserito nel referto arbitrale. Al momento, manca inoltre una presa di posizione da parte della FA.

Campo e classifica: Villa in volo, Chelsea rallenta

Sul piano sportivo, la serata ha sorriso all’Aston Villa. Ollie Watkins è stato il grande protagonista del match con una doppietta, ribaltando il risultato a Stamford Bridge. La squadra di Emery ha così eguagliato il record storico del club con 11 vittorie consecutive in tutte le competizioni e occupa ora il terzo posto in classifica, a tre punti dall’Arsenal capolista.

Situazione diversa per i Blues di Enzo Maresca, attualmente quinti e in attesa dei risultati completi del turno per definire il proprio posizionamento definitivo.

L’episodio extra-campo rischia ora di lasciare strascichi disciplinari: molto dipenderà dall’esito dell’indagine del Chelsea e dall’eventuale valutazione della FA nelle prossime ore.

Radunovic Spezia, trattativa ormai chiusa: il portiere arriva dal Cagliari. I dettagli dell’affare

Radunovic Spezia, il calciatore è praticamente un nuovo giocatore dei liguri. Battuta la concorrenza della Sampdoria. I dettagli dell’affare

Il mercato invernale entra nel vivo con un movimento importante tra i pali che coinvolge l’asse Sardegna-Liguria: lo Spezia si è assicurato Boris Radunovic , nuovo portiere pronto a guidare la difesa bianconera. L’estremo difensore serbo lascia il Cagliari per mettersi a disposizione di Roberto Donadoni, con l’obiettivo di dare maggiore solidità alla retroguardia e aiutare gli aquilotti nella delicata corsa salvezza.

Secondo quanto riportato dalle ultime indiscrezioni di Sky Sport Italia, l’operazione ha trovato un rapido accordo: Radunovic arriva come rinforzo di spessore, portando esperienza e affidabilità in un reparto che necessitava di leadership. Il classe 1996, dopo stagioni a fasi alterne con il Cagliari, cerca ora continuità e un ruolo centrale in un progetto tecnico chiaro, sotto la guida di Donadoni.

Il nuovo allenatore bianconero ha spinto con decisione per un portiere già abituato alle pressioni della Serie A e della Serie B. La scelta di puntare su Radunovic è motivata dalla necessità di avere un estremo difensore capace di guidare la difesa con autorità, coordinando la linea e garantendo sicurezza tra i pali. La società ligure spera che il serbo possa diventare un punto di riferimento per l’intero reparto difensivo, un leader carismatico in grado di trasmettere fiducia a tutta la squadra.

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Un retroscena interessante riguarda la Sampdoria, inizialmente interessata a Radunovic. I blucerchiati, guidati da Angelo Gregucci, volevano inserire il portiere serbo come vice di Simone Ghidotti per creare una sana competizione interna. Tuttavia, lo scatto decisivo dello Spezia ha ribaltato la trattativa: la possibilità di avere una maglia da titolare e un ruolo centrale nel progetto di Donadoni ha convinto Radunovic a preferire la destinazione ligure, lasciando la Sampdoria a mani vuote.

Per il Cagliari, la cessione di Radunovic rappresenta la prima operazione in uscita del mercato invernale. La partenza del portiere serbo consente alla società isolana di snellire la rosa e ridurre il monte ingaggi, preparando il terreno per eventuali nuovi innesti mirati. Dall’altra parte, lo Spezia rafforza la propria porta con un profilo già pronto, capace di fare la differenza nelle prossime partite decisive per la salvezza.

In sintesi, l’arrivo di Radunovic segna un tassello fondamentale per Donadoni e per gli aquilotti: esperienza, leadership e sicurezza tra i pali saranno elementi chiave per affrontare la seconda parte della stagione e provare a centrare l’obiettivo salvezza.

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