Pagina 436 – Calcio News 24

Formazioni ufficiali Torino Cagliari, le scelte dei due tecnici per la sfida delle 15

Formazioni ufficiali Torino Cagliari, Baroni e Pisacane hanno reso note le scelte per il match di questo pomeriggio. Ecco le ultime notizie

Il Torino contro il Cagliari in un match fondamentali per entrambe le squadre. Andiamo a scoprire le formazioni ufficiali delle due squadre:

TORINO (3-4-1-2): Paleari; Tameze, Maripan, Ismajli; Pedersen, Asllani, Gineitis, Lazaro; Vlasic; Adams, Simeone. Allenatore Baroni.

CAGLIARI (3-5-2): Caprile; Zappa, Luperto, Mazzitelli; Palestra, Adopo, Deiola, Prati, Idrissi; Gaetano, Kilicsoy. Allenatore: Pisacane

Formazioni ufficiali Lecce Como, le scelte dei tecnici per il match delle 15

Formazioni ufficiali Lecce Como. I lariani fanno visita a Di Francesco in una sfida sicuramente fondamentali per entrambe le compagini

Il Como farà visita al Lecce in una sfida importante per entrambe le compagini. I padroni di casa arrivano da due vittorie nelle ultime tre sfide e proveranno a dare continuità per allontanarsi dalla zona pericoloso. Momento non facile per i lariani, che vogliono ritrovare il successo.

LECCE (4-2-3-1): Falcone, Veiga, Siebert, Gabriel, Gallo, Kaba, Ramadani, Maleh, Pierotti, Stulic, Sottil. All. Di Francesco

COMO (4-2-3-1): Butez, Smolcic, Ramon, Diego Carlos, Moreno, Perrone, Da Cunha, Vojvoda, Paz, Rodriguez, Douvikas. All. Fabregas

Roma Genoa, De Rossi: «I ragazzi stanno bene. Recuperiamo Cuenca. Su Ellertson ed Ekuban…»

Roma Genoa, De Rossi in conferenza stampa ha presentato la delicata trasferta contro i giallorossi. Le dichiarazioni del tecnico del Grifone

Conferenza stampa di vigilia per Daniele De Rossi. Il tecnico del Genoa ha presentato la delicata trasferta in casa della Roma.

CONDIZIONE – «I ragazzi li ho trovati bene. Gli indisponibili sono sempre i soliti. La novità è rientro di Cuenca».

EKUBAN – «Per me continua ad essere una sorpresa. Sta trovando continuità a scalando le gerarchie. Sono molto contento dei miei attaccanti».

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ELLERTSSON – «Mi sta sorprendendo. Qualità tecnica oltre che fisica. Un giocatore molto importante per questa squadra».

Atalanta Inter, Palladino: «E’ fondamentale sfruttare il fattore casa. Sul tabù con i nerazzurri dico una cosa»

Atalanta Inter, Palladino in conferenza stampa ha presentato la delicata sfida contro i nerazzurri. Ecco alcune parole del tecnico della Dea

Vigilia di Atalanta Inter per Palladino. Il tecnico della Dea ha parlato in conferenza stampa per presentare la sfida.

INTER – «Affrontiamo una squadra diversa rispetto a quando ero sulla panchina della Fiorentina e del Monza. I tabù sono fatti per essere sfatati e giocare davanti al nostro pubblico è fondamentale».

MERCATO – «Non mi piace come periodo, ma dobbiamo affrontarlo. I giocatori non devono mai avere distrazioni perché è necessario restare concentrati».

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MALDINI O SULEMANA – «Per domani ho tre soluzioni e li ho provati entrambi. Daniel si è comportato bene e solamente dopo rifinitura prenderemo le decisioni».

Bologna Sassuolo, Grosso in conferenza stampa: «Pinamonti è rientrato in gruppo. Sul mercato qualcosa la faremo. Il nostro obiettivo? E’ assolutamente chiaro»

Bologna Sassuolo, Grosso in conferenza stampa ha presentato la delicata trasferta del ‘Dall’Ara’. Le parole del tecnico neroverde

Giornata di vigilia in casa Sassuolo. I neroverdi domani impegnati sul campo del Bologna. Alcune delle dichiarazioni di Grosso in conferenza stampa.

INFORTUNATI – «Pinamonti è rientrato in gruppo e sarà convocato. Decideremo se utilizzarlo dall’inizio oppure a partita in corso. Ha recuperato anche Skjellerup, ma con lui bisogneranno valutati modi e tempi di recupero».

BOLOGNA – «Una squadra costruita nel tempo. E’ sicuramente forte. Noi ci siamo preparati al meglio per provare a fare la nostra partita».

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PRIMATO REGIONALE – «Il nostro obiettivo è chiaro. Al momento non ambiamo allo stesso traguardo del Bologna. Loro sono stati strutturati nel corso degli anni e lo stesso dovremmo fare noi».

MERCATO – «Alcune cose le faremo. Accontenteremo chi ha giocato di meno e andremo a puntellare la rosa. Ma ora la priorità è la partita contro il Bologna».

Atalanta Inter, Chivu in conferenza stampa: «Con loro sempre una partita molto dura. Mercato? Difficile parlare ora. Sul bilancio del 2025 dico che…»

Atalanta Inter, Chivu in conferenza stampa ha parlato della trasferta di Bergamo. Una sfida molto delicata per il club nerazzurro

Giornata di vigilia per l’Inter. Cristian Chivu in conferenza stampa ha presentato la delicata trasferta in casa dell’Atalanta.

CHE PARTITA MI ASPETTO? L’IMPORTANZA DELL’APPROCCIO – «Sempre stata una partita ostica, a prescindere dalla guida. Con Gasperini hanno costruito qualcosa di importante, poi hanno cercato di mantenere la stessa identità. Con Raffaele hanno trovato quella continuità nelle vittorie e nel dare gli stimoli giusti. Sappiamo che non sarà facile, con loro non sono mai partite semplici. Dobbiamo essere bravi, coraggiosi, mantenere la voglia di vincere qualche seconda palla ed essere concreti nelle poche occasioni che ti concederanno».

SERVE QUALCOSA DAL MERCATO? – «Ci sono ancora 5-6 giorni fino all’apertura del mercato, poi per un allenatore è sempre difficile parlare di mercato. Se lo fai sembra che manchi di rispetto ai tuoi giocatori. Un allenatore non potrà mai dirvi cosa manca, cosa serve e cosa vorrebbe prendere, perché vuol dire che quei 25 giocatori che ha a disposizione al momento non sono all’altezza delle proprie idee».

IL MIO BILANCIO DEL 2025 E IL SOGNO PER IL 2026 – «Non parlo mai di me stesso, ma della squadra. Sono stati 5 mesi difficili, credo all’inizio, per quello che era stato il vissuto e la fine dalla stagione scorsa, ma abbiamo fatto di tutto per rimetterci sulla strada giusta, per essere competitivi, abbiamo lavorato sodo, lasciandoci alle spalle la delusione del passato. Ci siamo messi in carreggiata, abbiamo provato fin dall’inizio ad aggiungere cose che servivano al gruppo sia a livello tattico che mentale. Abbiamo alti e bassi, non siamo perfetti e non abbiamo mai cercato di esserlo. Stiamo cercando di migliorare quegli aspetti che a volte indirizzano l’andamento di una stagione. Direi che, anche se siamo a dicembre, dire che siamo un cantiere aperto non è semplice da dire, però la realtà è che una squadra che vuole essere competitiva bisogna che ogni giorno mantiene l’ambizione giusta per portare avanti una stagione». LEGGI LA CONFERENZA STAMPA COMPLETA SU INTERNEWS24.COM

Esposito Sampdoria, operazione praticamente chiusa: i dettagli della trattativa e quando il giocatore sarà a disposizione

Esposito Sampdoria, l’operazione è stata praticamente definita. Ecco quando il centrocampista sarà a disposizione di Gregucci

La sessione invernale di calciomercato si apre con un colpo di grande rilievo per i blucerchiati: Esposito è ora una realtà. Il club doriano ha infatti chiuso l’operazione per Salvatore Esposito, regista classe 2000 proveniente dallo Spezia, assicurandosi uno dei centrocampisti più interessanti della categoria. Una trattativa lunga e complessa, conclusa grazie a un rilancio decisivo che ha permesso alla Sampdoria di superare la concorrenza e ottenere il sì definitivo del club ligure.

L’affare Esposito è stato strutturato con una formula che tutela entrambe le società. Secondo quanto riportato da Il Secolo XIX, il trasferimento prevede un prestito oneroso da 500.000 euro, accompagnato da un obbligo di riscatto fissato a un milione. A completare l’accordo c’è anche un bonus da 500.000 euro, che scatterà solo in caso di promozione in Serie A della Sampdoria entro il 2030. Un incentivo legato non solo ai risultati della squadra, ma anche al rendimento del giocatore.

Il bonus, infatti, sarà riconosciuto allo Spezia soltanto se, nell’anno della promozione, Esposito collezionerà almeno il 50% delle presenze ufficiali. Un dettaglio che conferma come Esposito non sia solo un’operazione di mercato, ma un investimento tecnico a lungo termine. Il centrocampista firmerà un contratto pluriennale e sarà uno dei pilastri su cui costruire il futuro della squadra.

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Dal punto di vista economico, la Sampdoria ha deciso di puntare forte sul giocatore. Esposito percepirà circa 800.000 euro netti a stagione in Serie B, con un adeguamento automatico dell’ingaggio in caso di ritorno nella massima serie. Una scelta importante, che certifica la volontà del club di affidargli un ruolo centrale nel progetto tecnico. Negli ultimi mesi, il rapporto tra il giocatore e l’ambiente spezzino si era incrinato, rendendo la cessione la soluzione più logica per tutti.

Per vedere Esposito in campo servirà però ancora un po’ di pazienza. Il centrocampista è infatti squalificato e non sarà disponibile per la prossima gara contro il Pescara. Il tecnico Angelo Gregucci dovrà attendere la ripresa del campionato per poterlo schierare. Il debutto ufficiale con la maglia blucerchiata è previsto per il 10 gennaio, nella trasferta contro l’Avellino.

L’arrivo di Esposito rappresenta un segnale forte: la Sampdoria vuole essere protagonista e costruire una squadra competitiva, partendo dal cuore del gioco.

Vlahovic Juventus, possibile separazione a zero in estate: il rinnovo si fa sempre più complicato. Il motivo

Vlahovic Juventus, le strade fra il serbo e il club bianconero potrebbero separarsi entro l’estate. Il rinnovo è sempre più difficile. Le ultime

Mentre la Juventus si prepara a chiudere il 2025 con la sfida contro il Pisa, il futuro di Vlahovic diventa sempre più un tema centrale e delicato in casa bianconera. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il destino di Dusan Vlahovic sembra infatti allontanarsi progressivamente da Torino. Dal 1° gennaio 2026, l’attaccante serbo entrerà ufficialmente negli ultimi sei mesi di contratto, una situazione che lo renderebbe libero di accordarsi con un altro club a parametro zero per la stagione successiva.

La gestione del dossier Vlahovic da parte della dirigenza è stata finora improntata al rinvio. L’amministratore delegato Damien Comolli ha scelto di posticipare i dialoghi per il rinnovo a fine stagione, una mossa che oggi appare rischiosa e che certifica la distanza tra le parti. Le possibilità di vedere Vlahovic ancora in bianconero il prossimo anno vengono definite minime, soprattutto a causa del nodo economico che blocca ogni trattativa.

Il problema principale riguarda l’ingaggio dell’attaccante. Le cifre attuali non rientrano nei nuovi parametri finanziari del club, impegnato in un percorso di sostenibilità. L’unico spiraglio per riaprire la trattativa Vlahovic sarebbe una clamorosa retromarcia del giocatore, che dovrebbe accettare una riduzione significativa dello stipendio. Al momento, però, questa ipotesi appare poco realistica, considerando il valore del calciatore e le opportunità che il mercato potrebbe offrirgli.

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In questo scenario di stallo si è inserito con decisione Darko Ristic, agente di Vlahovic, già al lavoro per individuare una nuova destinazione per il suo assistito. Le pretendenti non mancano e sono tutte di altissimo livello. In Serie A, il Milan osserva con grande attenzione l’evolversi della situazione. I rossoneri, alla ricerca di un attaccante su cui costruire un nuovo ciclo, sognano il colpo a parametro zero che rappresenterebbe anche uno sgarbo storico ai rivali bianconeri. In rossonero, Vlahovic ritroverebbe inoltre Massimiliano Allegri.

Il pericolo maggiore per la Juventus, però, arriva dalla Premier League. Diversi club inglesi hanno messo gli occhi su Vlahovic, attratti dalle sue qualità e dall’occasione di mercato. In particolare, il Liverpool sembra essere in pole position: i Reds vedono nel serbo l’erede ideale per il loro reparto offensivo e dispongono della forza economica necessaria per soddisfare le richieste dell’entourage.

Il futuro di Vlahovic resta quindi avvolto nell’incertezza. Senza un cambio di rotta improvviso, l’addio a parametro zero appare uno scenario sempre più concreto, con la Juventus che rischia di perdere uno dei suoi simboli senza incassare nulla. Le prossime settimane saranno decisive.

Parma Fiorentina, Cherubini a Dazn: «In attacco siamo completi numericamente, ma faremo tutte le valutazioni. Esonero Cuesta? Lui è consapevole di una cosa»

Parma Fiorentina, Cherubini ha parlato ai microfoni di Dazn parlando nei dettagli sia del calciomercato che del futuro di Cuesta. Le sue dichiarazioni

A pochi minuti dalla sfida contro la Fiorentina, Cherubini, ds dei Ducali, ha parlato ai microfoni di Dazn. Le sue parole.

ATTACCO – «Abbiamo passato un periodo dell’anno con qualche difficoltà numerica. I ragazzi stanno rientrando e siamo fiduciosi».

MERCATO – «Numericamente siamo convinti che la rosa sia completa anche in attacco. Ci piacerebbe prima ritrovare i nostri ragazzi e poi faremo una valutazione con calma».

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CUESTA – «E’ un percorso che abbiamo iniziato in estate cambiando tantissimo. Il mister ha fatto un grande lavoro. Adesso dobbiamo alzare l’asticella e lui ne è consapevole. Dobbiamo assolutamente raggiungere l’obiettivo che è quello di restare in Serie A».

Probabili formazioni calcio internazionale: gli schieramenti delle grandi d’Europa

Ecco come scenderanno in campo le grandi squadre d’Europa il prossimo weekend: probabili formazioni calcio internazionale

Come ogni weekend, anche questo fine settimana è ricco di appuntamenti per il calcio internazionale. Probabili formazioni calcio internazionale: Real Madrid, Barcellona, Arsenal, Manchester City, Manchester United, Liverpool, Chelsea, Aston Villa, Nottingham Forest, Newcastle United, Crystal Palace, Atletico Madrid, Athletic Bilbao, Villarreal, Bayern Monaco, Borussia Dortmund, Lipsia, Bayer Leverkusen, Eintracht Francoforte, Olympique Marsiglia, PSG, Benfica, Porto, Sporting CP, le grandi squadre d’Europa scenderanno infatti in campo nei vari campionati: Premier League, Liga, Bundesliga, Ligue 1 e Primeira Liga, solo per citare i più importanti.

Ecco come potrebbero giocare le big del vecchio continente nella prossima giornata dei rispettivi campionati.

Probabili Formazioni Calcio internazionale

Queste le probabili formazioni calcio internazionale, con le partite che vedranno protagoniste le big d’Europa fra il prossimo fine settimana e l’inizio della settimana successiva, da sabato 27 a lunedì 29 dicembre:


PROBABILI FORMAZIONI CALCIO INTERNAZIONALE – SABATO 27 DICEMBRE

NOTTINGHAM-FOREST-MANCHESTER CITY (Sabato 27 dicembre, ore 13.30) – SKY SPORT e NOW

NOTTINGHAM FOREST (4-2-3-1): Victor; Savona, Milenkovic, S. Murillo, Neco Williams; E. Anderson, Nico Domínguez; Hudson-Odoi, Gibbs-White, Hutchinson; Igor Jesus. All. Dyche

MANCHESTER CITY (4-1-4-1): G. Donnarumma; Matheus Nunes, Ruben Dias, Gvardiol, O’Reilly; Nico González; Bernardo Silva, Reijnders, Foden, Cherki; Haaland. All. Guardiola


ARSENAL-BRIGHTON (Sabato 27 dicembre, ore 16.00) – SKY SPORT e NOW

ARSENAL (4-3-3): David Raya; J. Timber, Saliba, Calafiori, Lewis-Skelly; Ødegaard, Zubimendi, Rice; Trossard, Gyökeres, B. Saka. All. Arteta

BRIGHTON (4-2-3-1): Verbruggen; Veltman, Van Hecke, Dunk, Kadioglu; Ayari, Hinshelwood; Minteh, Gruda, Diego Gómez; Rutter. All. Hürzeler


LIVERPOOL-WOLVERHAMPTON (Sabato 27 dicembre, ore 16.00) – SKY SPORT e NOW

LIVERPOOL (4-2-3-1): Alisson; Frimpong, Van Dijk, Robertson, Kerkez; Gravenberch, C. Jones; Wirtz, Mac Allister, F. Chiesa; Ekitiké. All. Slot

WOLVERHAMPTON (3-4-2-1): José Sá; Mosquera, Santiago Bueno, Krejci; Doherty, João Gomes, André, Møller Wolfe; Fer López, Hwang; Strand Larsen. All. Edwards


CHELSEA-ASTON VILLA (Sabato 27 dicembre, ore 18.30) – SKY SPORT e NOW

CHELSEA (4-2-3-1): R. Sánchez; Malo Gusto, W. Fofana, T. Chalobah, Cucurella; R. James, M. Caicedo; Pedro Neto, Enzo Fernández, Palmer; João Pedro. All. Maresca

ASTON VILLA (4-2-3-1): E. Martínez; Cash, Konsa, Lindelöf, Maatsen; B. Kamara, Am. Onana; McGinn, Tielemans, Rogers; Watkins. All. Emery


PROBABILI FORMAZIONI CALCIO INTERNAZIONALE – DOMENICA 28 DICEMBRE

CRYSTAL PALACE-TOTTENHAM (Domenica 28 dicembre, ore 17.30) – SKY SPORT e NOW

CRYSTAL PALACE (3-4-2-1): D. Henderson; Lerma, Lacroix, Guehi; Clyne, W. Hughes, Wharton, Mitchell; Yéremi Pino, Nketiah; Mateta. All. Glasner

TOTTENHAM (4-2-3-1): Vicario; Pedro Porro, Danso, Van de Ven, Spence; Bentancur, Gray; Kudus, Bergvall, Odobert; Richarlison. All. Frank


BRAGA-BENFICA (Domenica 28 dicembre, ore 19.00) – DAZN

BRAGA (3-4-3): Hornicek; Paulo Oliveira, Carvalho, Arrey-Mbi; Victor Gomez, Gorby, Moutinho, Lelo; Ricardo Horta, Fran Navarro, Pau Victor. All. Carlos Vicens

BENFICA (4-2-3-1): Trubin; Dedic, Antonio Silva, Otamendi, Dahl; Richard Rios, Barrenechea; Prestianni, Aursnes, Sudakov; Pavlidis. All. Mourinho


SPORTING CP-RIO AVE (Domenica 28 dicembre, ore 21.30) – DAZN

SPORTING CP (4-4-2): Rui Silva; Vagiannidis, Eduardo Quaresma, Gonçalo Inacio, Mangas; Trinção, Hjulmand, João Simões, M. Araujo; Luis Suárez, Ioannidis. All. Rui Borges

RIO AVE (3-4-3): Miszta; Petrasso, Abbey, Panzo; Vrousai, Ntoi, Br. Aguilera, Athanasiou; André Luiz, Zoabi, Pohlmann. All. Silaidopoulos


PROBABILI FORMAZIONI CALCIO INTERNAZIONALE – LUNEDÌ 29 DICEMBRE

PORTO-AVS FUTEBOL SAD (Lunedì 29 dicembre, ore 21.15) – DAZN

PORTO (4-3-3): Diogo Costa; Martim Fernandes, Prpic, Kiwior, Francisco Moura; Froholdt, Varela, Rodrigo Mora; Gül, Samu Aghehowa, Pepê. All. Farioli

AVS FUTEBOL SAD (3-4-3): Verza Bertelli; Devenish, Rivas, Paulo Vitor; Spencer, Pedro Lima, Grau, Kiki; Akinsola, Tomane, Óscar Perea. All. João Pedro Sousa


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Mercato Cagliari, obiettivo bianconero: Angelozzi punta un giovane della Juventus per rinforzare la rosa

Mercato Cagliari, un nome scalda l’ambiente: nel mirino un talento della Juventus. Spunta la nuova idea firmata Angelozzi

Il mercato di gennaio si infiamma attorno a uno dei talenti più promettenti del panorama internazionale: Vasilje Adzic. La Juventus, che ne detiene il cartellino, sta valutando con attenzione il percorso del giovane montenegrino e l’ipotesi di un prestito semestrale appare sempre più concreta. L’obiettivo è chiaro: garantirgli minuti, continuità e un ambiente meno pressante rispetto alla quotidianità della Continassa, così da favorirne la crescita senza bruciare le tappe.

Chi è Adzic: il gioiello montenegrino

Come riportato da Tuttosport, il classe 2006 è considerato un vero predestinato. Trequartista moderno, fisico importante e tecnica di livello superiore, Adzic può muoversi sia da mezzala offensiva sia da rifinitore dietro le punte. Arrivato a Torino con l’etichetta di futuro crack, ha ora bisogno di misurarsi con continuità nel calcio dei grandi per completare la sua maturazione. La Juventus crede molto in lui, ma la concorrenza nella rosa di Spalletti è tale da rendere un’esperienza temporanea altrove la soluzione più logica. Non a caso, mezza Serie A ha già bussato alla porta bianconera.

Derby di mercato: Cagliari in pole, ma non solo

In prima fila c’è il Cagliari, da sempre attento ai giovani da valorizzare. Il club rossoblù ha avviato i primi contatti per capire margini e condizioni dell’operazione, convinto che Adzic possa portare imprevedibilità e qualità a una squadra che ha bisogno di nuove soluzioni offensive.

La concorrenza, però, è folta. Oltre al Pisa, anche Genoa, Parma e Cremonese hanno sondato il terreno per un possibile prestito. La decisione finale spetterà alla Juventus e al giocatore, chiamati a scegliere il progetto tecnico più adatto per accompagnare la crescita di uno dei talenti più interessanti della nuova generazione.

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Dybala rompe gli indugi e svela il suo desiderio per il futuro: scelta a sorpresa dell’ex Juve, ma la Roma…

Futuro Dybala, colpo di scena: l’ex Juve fa una scelta chiara, ma la Roma non cambia strategia. Gli aggiornamenti

A Trigoria si è aperto uno dei dossier più delicati degli ultimi anni. Il futuro di Paulo Dybala è un equilibrio fragile tra sentimento e pragmatismo: da un lato il talento puro del suo sinistro, dall’altro la realtà di una condizione fisica spesso instabile. Con il contratto in scadenza il 30 giugno, la Roma è davanti a un bivio: rinnovare il suo fuoriclasse o prepararsi a un addio doloroso. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, le intenzioni delle due parti sono chiare, ma i tempi e le priorità non coincidono.

Dybala ha scelto: vuole restare a Roma

Dal lato del giocatore non ci sono incertezze. L’argentino vuole legarsi alla Capitale a lungo, forse per sempre. Il rapporto con la città è diventato profondo, rafforzato anche dall’imminente nascita della sua prima figlia, prevista per marzo. Dybala ha già deciso: la bambina nascerà a Roma, un gesto che racconta più di mille dichiarazioni. Per restare, la “Joya” sarebbe persino pronta a ridursi l’ingaggio, un sacrificio raro nel calcio moderno che testimonia quanto desideri continuare a essere il simbolo della tifoseria giallorossa.

La Roma frena: pesa l’incognita degli infortuni

Se il cuore del giocatore spinge verso il rinnovo, la società sceglie la prudenza. Pur riconoscendo il valore assoluto del numero 21, la dirigenza ha congelato ogni trattativa. Nessun incontro è stato programmato e non ce ne saranno a breve. Il motivo è semplice: l’affidabilità fisica. Negli ultimi anni Dybala ha saltato troppe partite per problemi muscolari, spesso nei momenti decisivi della stagione. La Roma vuole monitorare la sua continuità nei prossimi mesi prima di prendere una decisione definitiva. Solo se l’argentino dimostrerà stabilità atletica, il club riaprirà il dialogo. Fino ad allora, il futuro della Joya resterà sospeso tra un grande atto d’amore e una valutazione fredda e necessaria.

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Formazioni ufficiali Parma Fiorentina, le scelte dei due allenatori per la 17a giornata di Serie A

Formazioni ufficiali Parma Fiorentina, le scelte dei due tecnici per la 17a giornata di Serie A. Calcio d’inizio alle 12:30 al Tardini

Le formazioni ufficiali di Parma Fiorentina, match delle 12:30 e valido per la diciassettesima giornata di Serie A 2025/2026. Ecco le scelte di Cuesta e Vanoli:

FORMAZIONI UFFICIALI PARMA FIORENTINA

PARMA (4-3-3): Corvi; Britschgi, Delprato, Valenti, Valeri; Bernabé, Estévez, Keita; Ondrejka, Benedyczak, Pellegrino. All. Cuesta

FIORENTINA (3-5-2): De Gea; Pongracic, Comuzzo, Ranieri; Dodo, Mandragora, Fagioli, Ndour, Parisi; Gudmundsson, Kean. All. Vanoli

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Juve, Birindelli svela: «Mi farebbe piacere rivedere una Juventus più dominante: non tanto come risultati, ma come atteggiamento. Pisa in Serie A? Sono Strafelice»

Juve, Birindelli si racconta: «Mi farebbe piacere rivedere una Juventus più dominante. Pisa in Serie A? Sono Strafelice»

Alessandro Birindelli, ex difensore cresciuto a Empoli e bandiera della Juventus per 11 anni, ha un legame speciale sia con Luciano Spalletti, suo compagno di squadra e poi allenatore agli inizi della carriera, sia con il Pisa, la squadra della sua città. In un’intervista a La Gazzetta dello Sport, Birindelli ripercorre i suoi ricordi e analizza il momento attuale delle due squadre che si affronteranno in Serie A.


SPALLETTI «Luciano ha sempre avuto curiosità e determinazione, cercava sempre qualcosa di diverso: si inventò soluzioni nuove già nei primi anni da allenatore, quando abbiamo fatto la scalata dalla C fino alla Serie A. Aveva già mostrato intuizioni importanti, facevano parte del suo repertorio. Aveva sempre qualcosa da inventarsi».
COMPAGNO E LEADER «Era un collante per noi giovani, un giocatore d’esperienza che aveva grande visione: a fine carriera aveva qualche problema fisico, però arrivava sempre prima con la testa, aveva delle letture diverse dagli altri. Dentro e fuori dal campo era un compagno che assicurava grande leadership».
LA JUVE IN RICOSTRUZIONE «Io ho ricordi di una società e di una squadra forte, che aveva nel dna il “non mollare mai”, l’andarsi a cercare la vittoria con determinazione, anche in maniera “sporca”: a volte queste caratteristiche vengono un po’ meno e fa effetto per chi ha vissuto il club per anni in un’altra ottica. Fare paragoni però sarebbe stupido: cambiano i tempi, la comunicazione, le regole del gioco. Però mi farebbe piacere rivedere una Juventus più dominante: non tanto come risultati, ma come atteggiamento».
COSA MANCA «La continuità nelle prestazioni. Le partite si possono perdere e vincere, però l’atteggiamento nell’affrontarle non può essere diverso ogni partita: una la affronto bene, quella dopo ho dei cali di tensione. Questo up and down non ci può essere. L’abitudine alla responsabilità di giocare per questa maglia la devi allenare tutti i giorni, con gente che ti ripete l’importanza di questo fattore».
PISA IN A «Sono strafelice. Quando il Pisa era in Serie A con Anconetani andavo in Curva Nord a vedere le partite. Mi ricordo ancora bene Kieft, Dunga, Mannini in porta… Rivedere il Pisa in Serie A riempie di grande orgoglio».
L’INSIDIA DELL’ARENA GARIBALDI «Le squadre che arrivano trovano un ambiente caldo, in campo si percepisce: sia per gli avversari che per chi indossa la maglia nerazzurra. I giocatori hanno un dovere importante verso i tifosi, perché non ti accompagnano solo durante la partita, ma anche durante la settimana: arrivano numerosi durante la rifinitura, ti accompagnano dall’albergo allo stadio. Chi arriva a Pisa e pensa di fare una passeggiata, trova delle difficoltà, come già è accaduto»
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Juve, i convocati per il Pisa: McKennie recupera, ecco la scelta su Conceicao e Cabal. Spalletti comunica la lista

Juve, le scelte di Spalletti per il Pisa: McKennie rientra, fuori Conceicao e Cabal. Pubblicata la lista ufficiale dei convocati

La Juventus si prepara a chiudere il 2025 con una trasferta insidiosa in Toscana, dove affronterà il Pisa. Luciano Spalletti ha ufficializzato la lista dei convocati, confermando un quadro complessivo fatto di buone notizie ma anche di assenze pesanti.

Rientri importanti: Koopmeiners torna, McKennie recupera

La novità più rilevante è il ritorno di Teun Koopmeiners. L’olandese ha scontato la squalifica ed è pronto a riprendere posto dal primo minuto, garantendo qualità e ordine nella linea difensiva. Sorrisi anche per Weston McKennie: lo statunitense, reduce da qualche acciacco dopo la battaglia contro la Roma, ha superato i test fisici e si è allenato regolarmente con il gruppo. La sua presenza offre a Spalletti una soluzione preziosa per gli inserimenti e la pressione senza palla.

Le assenze: stop precauzionale per Conceição e Cabal

Non mancano però le note negative. Francisco Conceição resta a Torino: l’esterno portoghese ha accusato un fastidio muscolare dopo la sfida con i giallorossi. Gli esami hanno escluso lesioni, ma lo staff medico ha scelto la prudenza, rimandando il suo rientro direttamente al 2026. Assente anche Juan Cabal, ancora alle prese con l’affaticamento che lo aveva già fermato nel turno precedente.

Lungodegenti e assenze pesanti

Fuori causa anche Carlo Pinsoglio, Federico Gatti e Daniele Rugani, ancora in fase di recupero. E soprattutto, continua a pesare l’assenza di Dusan Vlahovic, il cui forfait rimane uno dei nodi più delicati per Spalletti in vista della sfida di Pisa.

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Mercato Milan, clamorosa indiscrezione su Nkunku: si apre un duello infuocato tra due club e sul tavolo spunta una maxi offerta

Mercato Milan, indiscrezione pesantissima su Nkunku: il francese verso l’addio dopo soli sei mesi, mentre in Turchia…

Il futuro di Christopher Nkunku sembra ormai lontano da Milanello, nonostante siano passati appena sei mesi dal suo arrivo. Secondo Repubblica, il francese è stato inserito nella lista dei cedibili dopo un rendimento ben al di sotto delle aspettative nel sistema di Massimiliano Allegri. Malgrado l’investimento estivo da circa 37-38 milioni di euro, il Milan ha fissato il prezzo di uscita a 35 milioni per evitare una pesante minusvalenza.

Calciomercato Milan: la pista turca prende quota

Le indiscrezioni provenienti dalla Premier League e l’ipotesi di uno scambio con la Juventus (con nomi come Gatti o altri profili graditi a Tare) restano sullo sfondo. La trattativa più concreta porta però a Istanbul.

  • Fenerbahçe in vantaggio: il club turco è al momento l’unico disposto a soddisfare le richieste economiche del Milan con un’offerta cash e un ruolo tecnico di primo piano per Nkunku.
  • Galatasaray in agguato: i campioni di Turchia monitorano la situazione e potrebbero inserirsi se il dialogo con il Fenerbahçe dovesse rallentare.

Proiezioni 2026: chi dopo Nkunku?

L’eventuale cessione del francese libererebbe spazio salariale e un posto in rosa utile per i grandi obiettivi fissati dal Milan per il 2026.

  • Pista Zirkzee: una partenza immediata a gennaio permetterebbe ai rossoneri di reinvestire subito su Joshua Zirkzee, in difficoltà al Manchester United.
  • Idea Vlahovic: l’uscita di Nkunku agevolerebbe anche l’incastro economico per tentare il colpo a parametro zero nell’estate 2026, un sogno che a Milanello continua a stuzzicare.

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Bright parla dell’Inter Miami: «Tutto è iniziato con un messaggio ricevuto su Instagram, devo ancora realizzare veramente quello che è accaduto. Adesso gioco con Messi, Busquets e Jordi Alba»

Bright racconta l’esperienza all’Inter Miami: «Tutto è iniziato con un messaggio su Instagram, devo ancora realizzare…»

Nell’agosto 2020, in piena pandemia, Yannick Bright ha preso la decisione che gli ha cambiato la vita: lasciare l’Arconatese in Serie D per trasferirsi negli Stati Uniti, conciliando calcio e studio. Cinque anni dopo, è campione MLS con l’Inter Miami, il terzo italiano a riuscirci dopo Giovinco e Chiellini. Compagno di squadra di Lionel Messi, Sergio Busquets e Jordi Alba, Bright racconta la sua favola a stelle e strisce in questa intervista a La Gazzetta dello Sport.


UN SUCCESSO INCREDIBILE «Devo ancora realizzare veramente quello che è accaduto. Vincere insieme a Leo è qualcosa di incredibile. Se me lo avessero detto qualche anno fa non ci avrei creduto. Abbiamo festeggiato insieme alle famiglie in un attico di Miami. Peccato solo che i miei genitori non siano venuti alla festa: per loro era troppo tardi…» (ride).
LA SCELTA AMERICANA «Tutto è iniziato con un messaggio ricevuto su Instagram nel 2020 quando giocavo all’Arconatese. In quel momento sentivo di dover cambiare vita e insieme ai miei genitori abbiamo deciso di fare questo salto nel vuoto. Ora posso dire che è stata la decisione migliore della mia vita. Ho sempre dato molta importanza alla scuola perché non sapevo come sarebbe andata con il calcio».
MESSI «Leo è una persona molto umile con un’aura incredibile. Ricordo che la prima volta che l’ho visto sono quasi svenuto, nonostante avessi cercato di prepararmi mentalmente prima del suo arrivo. Si è presentato come una persona qualsiasi, è un leader dentro e fuori dal campo, prima delle partite sa sempre trovare le parole giuste per motivarci. Un professionista modello, con una cura maniacale per i dettagli. È un ragazzo tranquillo, ma in campo si trasforma in un animale, a 38 anni e dopo tutto quello che ha vinto non vuole mai perdere neanche in allenamento. In spogliatoio poi ha un’ottima relazione con tutta la squadra».
IL RAPPORTO CON LEO «Un buon rapporto da compagni di squadra: parliamo tantissimo di calcio, mi racconta della sua famiglia e mi chiede della mia. È stato di grande aiuto in questi due anni sia dentro che fuori dal campo. Mi ha raccontato che gli piace l’Italia e delle sfide che ha giocato a San Siro. Quando vinse con il Barcellona contro il Milan nel 2011, c’ero anch’io sugli spalti, grazie a mio fratello che giocava nelle giovanili».
IL LEGAME CON BUSQUETS «Sergio Busquets è quello che mi è stato più vicino: giochiamo nello stesso ruolo e ha cercato di farmi assimilare il suo stile, anche se siamo due giocatori completamente diversi. Lui è molto più tecnico, mentre io sono più grintoso… Giocare come lui è quasi impossibile (ride). Io e lui parliamo molto di football americano e giochiamo assieme in una lega di fantafootball. Mi mancherà tantissimo ora che si è ritirato».
MASCHERANO E BECKHAM «Mascherano è molto bravo a livello umano, riesce a mettersi sullo stesso piano dei giocatori. Mi chiede di mettere in campo la mia grinta per compensare la perdita delle qualità tecniche di Sergio. Beckham è un vero leader, molto presente: prima delle partite viene sempre a caricarci uno per uno».
IL FRATELLO KEVIN E IL MILAN «Abbiamo un bellissimo rapporto, lo seguo spesso nonostante la distanza. Grazie a lui in famiglia siamo tifosi del Milan. Sarebbe bello un giorno giocare insieme o affrontarci da avversari».

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Piovanelli si racconta: «Pisa Juve è una partita strana per me. Con Spalletti ho passato anche un’estate insieme. Alla Juve ho trovato un grande ambiente ma poi…»

Piovanelli parla della sfida di Serie A e non solo: «Pisa Juve è una partita strana per me. Alla Juve ho trovato un grande ambiente ma poi…»

Lamberto Piovanelli vanta ancora un cospicuo credito con la fortuna. Bisogna tornare indietro di 35 anni: è il dicembre 1990. Si fa male Roberto Mancini, così per la sfida del 22 dicembre contro Cipro il ct Azeglio Vicini chiama l’allora attaccante del Pisa dei miracoli del presidente Romeo Anconetani. Tra quella chiamata dell’Italia e l’infortunio la Juve, allora guidata a livello dirigenziale da Luca Cordero di Montezemolo, perfeziona il colpo: 4 miliardi e mezzo al Pisa. Oggi ne ha parlato a Tuttosport.


LA NUOVA VITA «Gestisco un negozio di alimentari. Si chiama “Pane & Vino dal Piova”, a Pisa. E sto benissimo. Certo, sono tifoso della Fiorentina e abito a Pisa, per cui non può andare tutto bene per me in questo momento: bisogna sperare in tempi migliori. Menomale che c’è il mio amico Luciano che mi dà soddisfazioni».
L’AMICIZIA CON SPALLETTI «Sono molto legato a lui, con me è stato un fratello maggiore. Mi è rimasto nel cuore. Abbiamo stretto una grandissima amicizia, ero legato anche al suo caro fratello Marcello. Gli voglio bene. Mi tocca tifare anche per lui, nonostante la mia grande fiorentinità».
L’AIUTO DI LUCIANO «Mi ha insegnato a far venire fuori la mia personalità nonostante la timidezza. Mi ha aiutato a stare con la gente: l’ho avuto da compagno e sapeva vivere bene con tutti. Sapeva convivere coi giovani e coi vecchi. Per me è stato un grande riferimento, guai a chi me lo tocca. Con Spalletti ho passato anche un’estate insieme. Per un periodo mi ha davvero preso sotto braccio, nel mondo del calcio dilettantistico fiorentino ha saputo accompagnarmi verso i professionisti».
PISA-JUVE «Pisa-Juve è una partita strana per me. Mi fa piacere che la Serie A sia tornata in questa piazza: aspettavamo questo momento da 35 anni. Quando pensi alla Juve è quasi una sfida segnata, spero di fare uno sgambetto al mio mister: i punti ci servono tantissimo. Anche se devo dire che l’impatto di Spalletti a Torino è stato straordinario: la squadra è cambiata profondamente, anche nel modo di approcciare le partite. E ora i punti sono tanti. Luciano ha sempre dimostrato di poter rendere possibile l’impossibile e alla Juve ci riuscirà di nuovo».
IL PISA PER LUI «Si tratta di un legame viscerale: non mi perdo nessuna partita. Se ripenso al mitico presidente Anconetani, per esempio, mi emoziono. Ha creduto tanto in me, se sono arrivato in Nazionale lo devo anche a lui. Poi sono arrivato a scegliere tra Fiorentina e Juventus, ma ho fatto la mossa sbagliata. La vita andrebbe vissuta due volte, ma magari avrei sbagliato di nuovo (ride, ndr)».
SI É STACCATO DAL CALCIO «Ma no, non è andata così. In negozio sono sommerso da magliette e foto della mia vita da calciatore e non solo, non ho mai avuto la nausea del calcio. Ora spero che Luciano mi regali la sua maglia da allenamento. Ho tante sue casacche, mi ha donato anche quelle di Maradona e di Lautaro Martinez. Il mio forno è circondato dal calcio e da Spalletti: ho pure il suo vino qui in negozio. Ora gli hanno dato la possibilità di allenare senza condizionamenti di alcun tipo: i grandi risultati di questo periodo non mi sorprendono. E lo vedo veramente entusiasta».
IL RIMPIANTO NAZIONALE «La Nazionale è chiaramente un mio rimpianto, Vicini mi apprezzava tanto. Sento solo di averla sfiorata, ma mai vissuta pienamente. Potevo restare in quel gruppo dopo Italia ‘90: Tacconi, Baggio e Schillaci mi volevano bene. Avrei potuto avere visibilità, ma il destino con gli infortuni mi ha presentato il conto».

LA SUA JUVE «Alla Juve ho trovato un grande ambiente: avevo un ottimo rapporto con Bendoni, Brio, Morini. Penso anche a Peruzzi e Tacconi. Stavo bene con tutti. Ma il ritorno di Boniperti mi spezzò le gambe. Così finii alla porta, anche Trapattoni non mi voleva. Ho sbagliato ad accettarla la Juve, questo è stato il problema: con più lucidità avrei scelto la Fiorentina».

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Infortunio Pellegrini, la Roma non sorride: i tempi di recupero non sono brevi. Quando rientrerà a disposizione il centrocampista

Infortunio Pellegrini, le notizie non sono positive. Il centrocampista della Roma dovrà stare ai box per almeno 3-4 settimane. Le ultime

L’infortunio di Pellegrini rappresenta una tegola pesante per la Roma in un momento cruciale della stagione. Il centrocampista giallorosso si è sottoposto agli esami strumentali dopo il problema fisico accusato in allenamento due giorni fa, e gli accertamenti hanno chiarito definitivamente il quadro clinico. Per Lorenzo Pellegrini è stata riscontrata una lesione di secondo grado al bicipite femorale sinistro, una diagnosi che impone uno stop forzato piuttosto rilevante.

L’infortunio di Pellegrini obbligherà il capitano della Roma a fermarsi per un periodo stimato tra le tre e le quattro settimane. Secondo le prime valutazioni dello staff medico giallorosso, il percorso di recupero sarà gestito con grande attenzione, attraverso un programma personalizzato di terapie e lavoro specifico. L’obiettivo principale è quello di garantire una guarigione completa, evitando qualsiasi rischio di ricaduta che potrebbe allungare ulteriormente i tempi di rientro.

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In una fase così delicata della stagione, la prudenza sarà fondamentale. L’infortunio di Pellegrini priva infatti la Roma non solo di uno dei suoi giocatori più rappresentativi dal punto di vista tecnico, ma anche di un leader riconosciuto all’interno dello spogliatoio. La sua assenza pesa sotto il profilo della qualità, della personalità e della capacità di gestire i momenti chiave delle partite, soprattutto contro avversari di alto livello.

Dal punto di vista tattico, l’allenatore sarà costretto a rivedere le rotazioni a centrocampo e sulla trequarti. Senza Pellegrini, la Roma dovrà affidarsi a soluzioni alternative per mantenere equilibrio e imprevedibilità nella manovra offensiva. L’infortunio di Pellegrini potrebbe quindi rappresentare anche un banco di prova per alcuni giocatori chiamati a prendersi maggiori responsabilità nelle prossime settimane.

Il recupero del numero 7 sarà monitorato giorno dopo giorno. Sono previsti nuovi controlli nel corso delle prossime settimane per valutare l’evoluzione dell’infortunio e capire quando sarà possibile iniziare la fase di riatletizzazione. Solo successivamente si potrà programmare con maggiore precisione il rientro in campo, che avverrà esclusivamente quando Pellegrini sarà al 100% della condizione.

In sintesi, l’infortunio di Pellegrini è un colpo duro per la Roma, ma la priorità resta la salute del giocatore. Forzare i tempi sarebbe un rischio inutile. Il club giallorosso punta a ritrovare il suo capitano nel pieno delle forze, pronto a dare il proprio contributo nella parte decisiva della stagione, senza compromessi e con la massima sicurezza fisica.

Capello: «L’ultimo Milan è da resettare. Deve stare attento anche al quarto posto. Sulla lotta Champions…»

Capello in un’intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’ fa il punto sulla Serie A soffermandosi in particolare sul Milan e sulla lotta Champions

Fabio Capello, 79 anni e una vita spesa nel calcio, osserva il Milan da lontano, con l’occhio critico e l’esperienza di chi ha scritto la storia del club. In questa intervista a La Gazzetta dello Sport, l’ex tecnico rossonero analizza il momento delicato della squadra di Allegri, tra passi falsi in campionato, l’eliminazione dalla Supercoppa e un mercato invernale che ha già portato il rinforzo di Füllkrug.

IL MILAN E LE “PICCOLE” «Partiamo da un presupposto: queste cose non si possono allenare, è solo questione di testa. Bisogna trovare un leader che ti aiuti a stimolare la squadra e a tirare fuori quello che i compagni hanno».

IL MOMENTO ROSSONERO «Sì, l’ultimo Milan è da resettare e, se prende così tanti gol, non può nemmeno battere squadre alla portata. Facciamo un’analisi. È mancato un centravanti: troppo spesso non c’è stata pericolosità in avanti. Poi vanno evidenziati soprattutto il calo di Modric e quel periodo di assenza di Rabiot: la squadra ha fatto molto meno filtro. Prima vinceva per corto muso, ora sta subendo troppi gol perché manca protezione a metà campo e i difensori si perdono un po’».

LA SCONFITTA IN SUPERCOPPA «I giocatori mi sono sembrati non convinti, come se volessero liberarsi di questo impegno per lavorare sul campionato. Non mi è piaciuto. Il Milan è secondo, non ha le coppe e può programmarsi. Anche Allegri non mi ha convinto, non ha messo in campo la formazione migliore. È vero che un allenatore vuole far sentire tutti coinvolti, però…».

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ATTENZIONE ALLA JUVE «Sì, ora il Milan deve stare attento al posto Champions. È un discorso generale: sarà una bella lotta. La Juve delle ultime partite è veloce, aggressiva: vedo cambi di campo, palloni giocati in verticale. E poi ha fantasisti che fanno la differenza. Alla Roma manca il centravanti però, se prendesse Zirkzee, potrebbe risolvere. Ha convinzione, forza, voglia, anche contro la Juve ha dimostrato di giocare alla pari. Gasperini sta stimolando la squadra e i giocatori gli stanno rispondendo».

LE ALTRE PRETENDENTI ALLA CHAMPIONS «Il Bologna e l’Atalanta hanno le coppe, che pesano sempre. Io vedo bene la Lazio, che non ha le coppe, sta crescendo, ha un allenatore di esperienza: per me, lotterà fino a primavera».

Vieri: «Il Napoli è ancora quello tosto e forte di Conte. Vuole il bis scudetto. Sull’Inter dico una cosa. Ed Esposito non è il mio erede»

Vieri in una lunga intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’ si è soffermato su diversi temi parlando della lotta Scudetto e di alcuni calciatori

Bobo Vieri, ex bomber di Inter e Nazionale, analizza su La Gazzetta dello Sport il momento della Serie A dopo la Supercoppa e in vista della ripresa del campionato.

IL NAPOLI DI CONTE «Resta che il Napoli è ancora… il Napoli. Quello tosto e forte di Conte, che vuole il bis scudetto. Ha dimostrato di essere una grande squadra nella finale a Riad: è finita 2-0, ma potevano essere 4 o 5. È stato come un avvertimento per il campionato. Antonio non si è “ripreso” la squadra, in realtà non l’aveva mai persa: ha avuto sempre il controllo di tutto, anche nelle difficoltà. Il Napoli ha perso delle partite, anche malamente, ma è normale, soprattutto se fai la Champions. Nei momenti più duri non serviva alzare i toni, inutile andare in tv a lamentarsi: Conte è un campione della panchina e, se ci sono problemi, deve semplicemente risolverli. Così ha fatto, è stato bravissimo, ha corretto ciò che non andava e ora ha un titolo in più. È stato furbo a mischiare un po’ le carte, ma non perdere mai è impossibile».

BOLOGNA SORPRESA POSITIVA «Merita solo complimenti: non ha il budget delle grandi, ma è a tutti gli effetti una big. Anche solo giocarla, questa finale, è un segnale: dimostra che competenza e idee fanno la differenza. E Italiano è già… “arrivato”: è moderno, europeo, coraggioso. Potrebbe allenare ovunque e avrà una grande carriera, ma il Bologna uno così se lo tiene stretto».

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I PROBLEMI DELL’INTER «Partiamo dalla classifica: l’Inter è prima, vorrà pur dire qualcosa… Queste sconfitte sono figlie di piccole grandi disattenzioni, dettagli che Chivu riuscirà a sistemare. La sua squadra comanda quasi sempre il gioco, ma quando perde palla rischia spesso il contropiede. Deve essere più attenta e concentrata lì, nelle zone calde del campo, ma è la migliore del campionato, di questo resto convinto».

EMERGENZA DUMFRIES E LUIS HENRIQUE «Io dico che senza Dumfries… non bisogna lamentarsi! Vale per tutte le squadre, non solo per Napoli o Inter: basta piangere, le rose sono tutte profonde. Gli infortuni fanno parte del gioco e si tirano in ballo solo quando si perde. A prescindere dal mercato, l’Inter dovrebbe dare definitiva fiducia a Luis Henrique: si vede che è forte, gli serve solo la continuità che finalmente sta trovando. C’è un tempo per tutto, questo è il suo per dimostrare di essere un top».

LE QUATTRO PUNTE NERAZZURRE «Avercene… Meglio quattro punte che fanno almeno dieci gol in stagione, come nella squadra di Chivu, che una soltanto da 20, anche se all’Inter, come sempre, Lautaro segnerà un sacco. Il bello, però, è che ci sono tantissime soluzioni: oltre a lui e Thuram, quest’anno con Pio e Bonny si va sul sicuro».

IL MOMENTO DI BONNY «Ha un gran talento, ma ora sta scoprendo quello che abbiamo imparato tutti giocando nei top club: c’è pressione, sempre. Magari all’inizio ti aspettano perché sei giovane, poi però ti giudicano in maniera troppo severa. Avrà sbagliato un rigore, e allora? La verità è che quando non vinci ci si attacca a tutto».

ESPOSITO “NUOVO VIERI” «Penso che chi lo dice non ci capisca poi molto… Ai miei tempi dicevano che ero il nuovo Boninsegna, ma Pio ha caratteristiche diverse dalle mie. È più simile, come struttura, a Toni, altro bomber vero».

IL 2026 ANNO DI PIO «Sta andando benone quando gioca, ma è molto giovane, dobbiamo avere pazienza. Tutti lo vedono grosso, alto, biondo, ma non dicono che l’anno scorso era allo Spezia in B: passare da lì all’Inter è un salto triplo. Finisci per avere subito gli occhi addosso, anche troppo. Pio può migliorare, ha testa ed è nel posto giusto: dipenderà solo da lui. Ma non sono Harry Potter, non so se esploderà subito o dopo».

LUKAKU VS HOJLUND AL NAPOLI
«Considero Hojlund, potenzialmente, uno dei cinque centravanti migliori del mondo. Può far gol, ma sa attaccare in profondità e sfiancare le difese. Aggiungiamoci che ha un mancino morbido, che è forte di testa e di fisico: ha tutto, insomma. Non è facile togliergli il posto, ma va detto che anche Lukaku sa far giocare bene i compagni. Servono entrambi, ma decidere chi gioca spetta solo e soltanto a Conte: ecco un altro bellissimo problema da risolvere!».

L’IMPATTO DI NERES «Certamente (Conte ha corretto la squadra anche grazie a Neres, ndr), ha visto che non è più il calciatore dell’anno scorso: è molto più concreto, ora “spacca” letteralmente le partite. È veloce, rapido, con un tocco geniale: la gente ama questi giocatori, fanno innamorare e divertire tutti».

IL MILAN CON FÜLLKRUG «Tutti dicevano che al Milan serviva un 9 vero e l’hanno preso subito. Ora deve ambientarsi, ma intanto ha già risolto un problema: Pulisic e Leao, anche grazie all’apporto di Modric e Rabiot da dietro, hanno fatto finora grandi prestazioni, ma per caratteristiche non possono dare presenza in area e fisicità. Queste doti le aggiunge il nuovo arrivato tedesco: Allegri è un maestro nella gestione, sta a lui capire come e quando usarlo».

IL VANTAGGIO DI NON GIOCARE LE COPPE «È un grande vantaggio, ma bisogna comunque fare punti sempre: qui nessuno ti regala niente. Ad esempio, il Milan fa bene con le grandi e poi stecca con le piccole, mentre all’Inter succede l’esatto contrario. Le annate a volte vanno così, sono strane e per fortuna imprevedibili: inutile cercare un perché, ogni partita è una battaglia e contiene mille partite all’interno. Chi riuscirà a gestire meglio gli imprevisti, alla fine ce la farà. In ogni caso, la Serie A è il campionato più bello d’Europa: la capolista cambia sempre, ma ci divertiremo ancora con quelle quattro là davanti».

LA JUVENTUS DA SCUDETTO «Ma due settimane fa non era tutto nero e negativo? E adesso, dopo qualche vittoria, è tutto bello e positivo? Basterebbe solo mantenere un po’ di equilibrio. Penso sia presto per parlare di una Juve da scudetto: qualcosa di nuovo si inizia a vedere, ma l’effetto Spalletti lo valuteremo davvero tra 2 o 3 mesi».

FRATTESI ALLA JUVE «Frattesi starebbe bene in tutte le squadre d’Europa e non solo di Italia. Non ne trovi in giro di mezzali di questo tipo, capaci di inserirsi con quella forza dentro l’area di rigore».

Infortunio Rovella, buone notizie per la Lazio e Sarri: il giocatore rientrerà presto a disposizione. La possibile data

Infortunio Rovella, i biancocelesti possono sorridere. Il centrocampista dovrebbe essere a disposizione di Sarri per il prossimo 7 gennaio

L’infortunio di Rovella sta finalmente entrando nella sua fase conclusiva, portando un sospiro di sollievo in casa Lazio. Dopo mesi complessi e una lunga attesa, Nicolò Rovella comincia a vedere la luce in fondo al tunnel e a programmare concretamente il ritorno in campo sotto la guida di Maurizio Sarri. Anche se non è ancora stata fissata una data precisa per il rientro ufficiale, c’è la certezza che il centrocampista tornerà disponibile nel corso del mese di gennaio.

Il percorso di recupero dall’infortunio di Rovella è iniziato subito dopo il derby del 21 settembre, gara che ha visto il giovane centrocampista fermarsi proprio nel momento in cui stava acquisendo continuità e fiducia. La lesione ha richiesto tempi di recupero molto lunghi, con uno staff medico che ha gestito ogni fase con attenzione e scrupolo. Durante le festività natalizie Rovella ha continuato a seguire il protocollo riabilitativo senza interruzioni, consolidando progressivamente la condizione fisica e mentale necessaria per tornare a disposizione.

La priorità, dopo uno stop così prolungato, è stata la riatletizzazione. E su questo fronte arrivano segnali positivi: come riportato dal Corriere dello Sport, Rovella ha ripreso a correre e si è allenato parzialmente con il gruppo a Formello. Un passo importante che conferma come l’infortunio di Rovella sia ormai superato, anche se lo staff tecnico procederà con cautela per evitare rischi di ricaduta.

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Per i prossimi impegni della Lazio, l’assenza di Rovella è certa nelle sfide contro Udinese e Napoli. Tuttavia, già per la gara contro la Fiorentina del 7 gennaio si può sperare in una convocazione simbolica, utile a far riprendere al centrocampista confidenza con l’ambiente partita senza forzare i tempi.

L’obiettivo realistico per un rientro effettivo in campo resta la sfida contro il Verona dell’11 gennaio, quando Sarri potrà valutarne la condizione fisica e il minutaggio. In alternativa, il tecnico potrebbe decidere di posticipare il ritorno al match successivo contro il Como, in programma il 19 gennaio, per avere un Rovella al massimo della forma.

In sintesi, l’infortunio di Rovella sta per diventare un capitolo chiuso nella stagione della Lazio. Il centrocampista si avvicina gradualmente al pieno recupero, pronto a dare nuovo equilibrio al reparto e ad arricchire le scelte tattiche di Sarri, segnando un ritorno atteso e fondamentale per il prosieguo della stagione biancoceleste.

Calciomercato Bologna, la priorità di Italiano è un centrale in caso di addio di Casale: e c’è un nome in pole position. Di chi si tratta

Calciomercato Bologna, Freytes è il profilo in pole position per la difesa dei felsinei in caso di addio di Casale. Le ultime del ‘Corriere dello Sport’

Il calciomercato del Bologna entra nel vivo con una strategia sempre più chiara: rinforzare la difesa puntando su profili giovani e di prospettiva, pronti a inserirsi gradualmente nel progetto tecnico di Vincenzo Italiano. Nelle ultime settimane, l’attenzione della dirigenza rossoblù si è spostata con decisione dai difensori “europei” a quelli sudamericani, che avrebbero addirittura superato le prime opzioni nelle preferenze di Giovanni Sartori e Marco Di Vaio.

In un primo momento, il calciomercato del Bologna sembrava orientato su nomi provenienti dai campionati europei, come Otavio del Paris FC, Fedde Leysen dell’Union Saint-Gilloise e Axel Disasi del Chelsea. Tuttavia, alcune difficoltà oggettive e valutazioni tecniche hanno portato a un cambio di rotta. È invece definitivamente uscita di scena la pista che portava a Marc-Oliver Kempf del Como, giudicato incedibile da Cesc Fabregas nonostante il suo utilizzo non continuativo.

Oggi, il focus principale del calciomercato del Bologna è sul Sudamerica. Tre i nomi finiti sul taccuino della dirigenza, tutti attualmente in Brasile ma non brasiliani: Juan Pablo Freytes del Fluminense, argentino classe 2000 cresciuto nel Newell’s Old Boys; Alexis Duarte, paraguaiano classe 2000 del Santos; e Nahuel Ferraresi, venezuelano classe 1998 del San Paolo, in possesso anche di passaporto italiano.

Tra questi, Freytes sembra essere il profilo in vantaggio. Il motivo è principalmente tecnico: è un difensore mancino naturale, caratteristica che il Bologna sta cercando con insistenza per completare il reparto arretrato. Duarte e Ferraresi, infatti, sono entrambi di piede destro. Il club rossoblù segue Freytes già dai tempi del Newell’s e lo considera il primo nome della lista. Solo in caso di difficoltà nella trattativa con il Fluminense, Sartori e Di Vaio tornerebbero con decisione sugli altri due profili, che restano comunque monitorati.

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Come da tradizione, da Casteldebole filtra pochissimo. Il calciomercato del Bologna viene gestito con grande riservatezza, sia per quanto riguarda gli obiettivi in entrata sia per i possibili giocatori in uscita. Molto dipenderà anche dal futuro di Nicolò Casale, sul quale sono arrivati recentemente alcuni interessamenti dalla Serie A. Il difensore sta recuperando da un problema muscolare e sarà lui a decidere se ascoltare le sirene del mercato o proseguire la sua avventura in rossoblù.

In caso di partenza di Casale, il Bologna accelererebbe per l’arrivo di un giovane centrale da far crescere con calma, anche accettando inizialmente un ruolo da quinto difensore. Una scelta coerente con la filosofia del calciomercato del Bologna, sempre attento alla sostenibilità e allo sviluppo dei talenti.

Calciomercato Napoli, il possibile blocco cambia la strategia di Manna: prima le uscite. Da Lucca a Marianucci: i nomi dei calciatori con la valigia pronta

Calciomercato Napoli, lo stop della Commissione costringe gli azzurri ad operare a saldo zero. Priorità, dunque, alle uscite. Le ultime

Il calciomercato del Napoli di gennaio si preannuncia complesso e guidato da un principio chiave: la prudenza. Dopo la valutazione dell’Authority sul bilancio, il club azzurro non è bloccato nelle operazioni in entrata, ma è obbligato a muoversi nel rispetto assoluto del saldo zero. In termini pratici, ogni eventuale acquisto dovrà essere compensato da una o più cessioni, senza mai superare l’equilibrio tra costi e ricavi. Una linea chiara che condizionerà tutte le strategie del club nelle prossime settimane.

Proprio per questo, il calciomercato del Napoli parte dalle uscite. Secondo il Corriere dello Sport, sono cinque i giocatori inseriti nella lista delle possibili cessioni: Lucca, Marianucci, Mazzocchi, Vergara e Ambrosino. Profili che, per motivi diversi, hanno trovato poco spazio dall’inizio della stagione fino alla Supercoppa e che ora cercano continuità e minuti. Tutti, inoltre, vantano estimatori sia in Italia che all’estero, rendendo realistiche eventuali operazioni.

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Il nome più caldo è quello di Lorenzo Lucca. L’attaccante, arrivato in estate dall’Udinese con un’operazione complessa tra prestito e obbligo di riscatto, ha attirato l’interesse del West Ham in Premier League dopo la cessione di Füllkrug al Milan. Anche la Juventus ha chiesto informazioni. Lucca ha bisogno di ritrovare centralità, ma il suo futuro è strettamente legato alle condizioni di Lukaku, fermo da agosto dopo l’infortunio rimediato a Castel di Sangro e tornato solo recentemente in panchina senza però scendere in campo.

Nel calciomercato del Napoli trovano spazio anche altri nomi in uscita. Pasquale Mazzocchi è seguito dal Sassuolo già dalla scorsa estate, mentre Vergara, giovane talento cresciuto nel vivaio e lanciato da Conte in tutte le competizioni, piace a club come Cagliari e Lecce. Proprio il Cagliari osserva con attenzione anche Marianucci, arrivato dall’Empoli con un investimento importante, anche se sul difensore resta vigile il Torino. Ambrosino, infine, è un altro profilo destinato a muoversi per trovare spazio.

Questi giocatori rappresentano il “tesoro” del Napoli, la chiave per sbloccare eventuali entrate. Solo dopo aver definito le cessioni, il club potrà valutare dove intervenire: se a centrocampo, per aggiungere qualità e rotazioni, oppure in attacco, dove al momento Hojlund è il punto di riferimento principale.

Il calciomercato del Napoli è quindi a un bivio. Le ambizioni restano alte, ma ogni mossa dovrà essere ponderata, sostenibile e perfettamente bilanciata. Le prossime settimane saranno decisive per capire che volto avrà il Napoli nella seconda parte della stagione.

Calciomercato Fiorentina, Paratici già al lavoro per rinforzare la rosa: questi sono gli obiettivi principali della Viola. I nomi

Calciomercato Fiorentina, Paratici ha individuato le priorità della squadra Viola. Boga, Martic e Coppola i primi nomi sulla lista del dirigente

Il calciomercato della Fiorentina entra in una fase decisiva con una novità fondamentale: il primo vero colpo non riguarda il campo, ma la dirigenza. Fabio Paratici è infatti atteso a Firenze nei primi giorni di gennaio, una volta concluso il suo rapporto con il Tottenham, per assumere ufficialmente il ruolo di responsabile dell’area sportiva viola. Il suo arrivo segna l’inizio di una nuova fase e le prime scelte saranno subito strategiche: capire se puntare su una rivoluzione profonda della rosa o su interventi mirati e funzionali.

Una cosa appare certa nel calciomercato della Fiorentina: serviranno almeno tre innesti, uno per reparto. Paratici, insieme alla proprietà, dovrà valutare attentamente dove intervenire per dare equilibrio e qualità a una squadra che finora ha mostrato limiti evidenti.

Stando a La Gazzetta dello Sport, la priorità assoluta riguarda gli esterni offensivi. In quest’ottica, Jeremie Boga rappresenta più di una semplice idea. L’esterno franco-ivoriano, che compirà 29 anni a gennaio, ha caratteristiche attualmente assenti nella rosa viola: piede destro, partenza da sinistra, grande abilità nel dribbling, velocità e dinamismo. I suoi limiti sono noti, soprattutto la discontinuità e una produzione realizzativa non sempre costante, fatta eccezione per la stagione 2019-2020 al Sassuolo, chiusa con 11 gol in Serie A. Il fatto che conosca bene il campionato italiano e che la sua esperienza al Nizza sia ormai ai titoli di coda rende l’operazione concreta nel calciomercato della Fiorentina.

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Nei dialoghi con il club francese potrebbe entrare Amir Richardson, centrocampista in uscita da Firenze e ormai fuori dal progetto tecnico. Il giocatore piace anche al Genoa, ma il Nizza resta una destinazione gradita, come da lui stesso dichiarato recentemente. Richardson è quindi uno dei nomi destinati a muoversi a gennaio.

A centrocampo, il calciomercato della Fiorentina guarda con interesse a Eric Martel del Colonia. Classe 2002, è un titolare fisso in Bundesliga e ha il contratto in scadenza nel 2026. La possibilità di liberarsi a parametro zero a fine stagione può favorire una trattativa a costi ridotti già a gennaio. Martel è un profilo già seguito in passato, così come resta ciclicamente viva la pista Lovric dell’Udinese.

Capitolo difesa: i numeri parlano chiaro, con 27 gol subiti in Serie A. Servono rinforzi immediati. Attenzione a Diego Coppola, ex Verona ora al Brighton, dove trova pochissimo spazio. Il centrale, che compirà 22 anni, sarebbe pronto a tornare in Italia. Più complicata invece la pista Dragusin, su cui c’è molta concorrenza e il momento difficile della Fiorentina non aiuta.

Il calciomercato della Fiorentina è pronto a entrare nel vivo, con Paratici chiamato subito a lasciare il segno.

Zirkzee Roma, si è mosso anche Gasperini: contatto telefonico con l’olandese. E spunta la data del suo possibile arrivo in giallorosso. Le ultime

Zirkzee Roma, secondo la Gazzetta entro metà gennaio l’olandese potrebbe essere un nuovo giocatore giallorosso. I dettagli della trattativa

Joshua Zirkzee resta il nome in cima alla lista dei desideri della Roma per il calciomercato di gennaio. Il dossier Zirkzee è più caldo che mai e nelle ultime settimane ha registrato nuovi contatti e segnali incoraggianti. L’attaccante olandese, attualmente al Manchester United, non rientra pienamente nei piani tecnici del club inglese e guarda con crescente interesse alla possibilità di trasferirsi nella Capitale per rilanciarsi e ritrovare centralità.

La Roma sta lavorando con decisione per portare avanti l’operazione Zirkzee, consapevole che il profilo dell’ex Bologna rappresenterebbe un salto di qualità importante per il reparto offensivo. Il giocatore non è soddisfatto dello spazio avuto finora in Premier League e, anche nelle ultime uscite, è rimasto a lungo in panchina. Una situazione che ha rafforzato la sua volontà di cambiare aria già a gennaio, aprendo concretamente alla soluzione giallorossa.

Secondo quanto filtra da Trigoria, Zirkzee è rimasto colpito dal progetto illustrato dalla dirigenza romanista. Il direttore sportivo Massara gli ha presentato una Roma ambiziosa, in crescita e pronta a investire su di lui come uomo chiave dell’attacco. Anche Gian Piero Gasperini ha avuto un ruolo centrale nel dialogo: il tecnico continua a spingere per l’arrivo immediato del giocatore e gli ha spiegato come potrebbe essere valorizzato nel suo 3-4-2-1, sia come riferimento offensivo principale sia come attaccante mobile capace di legare il gioco e occupare più zone del campo.

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Il possibile approdo di Zirkzee potrebbe concretizzarsi a metà gennaio. In quel periodo, infatti, il Manchester United recupererà diversi giocatori impegnati in Coppa d’Africa, rendendo più semplice una sua uscita. Restano però alcune resistenze interne al club inglese, in particolare da parte di Ruben Amorim, che non vorrebbe indebolire la rosa. Tuttavia, una presa di posizione netta del giocatore potrebbe cambiare gli equilibri della trattativa.

Dal punto di vista economico, l’operazione Zirkzee non sarebbe semplice. Si parla di un prestito oneroso con obbligo di riscatto per una cifra complessiva tra i 38 e i 40 milioni di euro. Un investimento molto importante, che renderebbe Zirkzee uno degli acquisti più costosi nella storia del club giallorosso, al livello – se non oltre – di nomi come Schick e Abraham. Un segnale chiaro delle ambizioni della Roma, pronta a puntare forte su Zirkzee per costruire il proprio futuro.

Le prime pagine sportive nazionali – 27 dicembre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Calciomercato Fiorentina, futuro in bilico per Nicolussi Caviglia: si apre una nuova pista in Serie A

Calciomercato Fiorentina, Nicolussi Caviglia può cambiare di nuovo maglia: ecco l’ipotesi Serie A per l’ex Juventus

Il Cagliari ha iniziato a muoversi con decisione per rinforzare il centrocampo e guarda con particolare attenzione in casa Fiorentina. Come riportato da Nicolò Schira su X, il club rossoblù avrebbe effettuato un sondaggio ufficiale per Hans Nicolussi Caviglia, centrocampista di qualità cresciuto nel settore giovanile della Juventus e oggi in forza alla squadra viola.

La dirigenza isolana è alla ricerca di profili capaci di garantire dinamismo, tecnica e visione di gioco. Nicolussi Caviglia, mediano di Aosta apprezzato per la pulizia nei passaggi, la precisione sui calci piazzati e la maturità tattica già mostrata in Serie A, risponde perfettamente a queste caratteristiche. In Sardegna potrebbe trovare continuità e minuti, elementi fondamentali per compiere il definitivo salto di qualità.

L’interesse del Cagliari non sorprende: la squadra ha bisogno di alzare il livello tecnico della mediana per affrontare una stagione che si preannuncia impegnativa. Per ora si tratta di un semplice sondaggio, un primo passo per valutare la fattibilità dell’operazione, ma non è escluso che la trattativa possa entrare nel vivo nei prossimi giorni.

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Marocco Mali, che sorpresa sugli spalti! Mbappé indossa la maglia di… Hakimi, il curioso retroscena

Kylian Mbappé stupisce tutti nella sfida Marocco Mali: in tribuna con la maglia di Hakimi, il curioso retroscena

L’amicizia tra Kylian Mbappé e Achraf Hakimi continua a essere solidissima. Prima del trasferimento dell’attaccante francese al Real Madrid, i due avevano costruito un legame speciale dentro e fuori dal campo durante gli anni condivisi al Paris Saint‑Germain, un rapporto che andava ben oltre la semplice intesa professionale.

La conferma è arrivata anche questa sera, in occasione del match tra Marocco e Mali. Mbappé è stato infatti inquadrato dalle telecamere sugli spalti dello Stade Prince Moulay Abdallah di Rabat, presente per sostenere da vicino il suo grande amico Hakimi. Una visita che non è passata inosservata e che testimonia quanto il loro legame resti forte nonostante le strade calcistiche si siano separate.

A colpire i tifosi è stato soprattutto un dettaglio: Mbappé, sorridente, indossava sotto la giacca la maglia del Marocco con il numero 2, quella del terzino del PSG. Un gesto semplice ma significativo, accolto da un lungo applauso del pubblico, che ha apprezzato la vicinanza e l’affetto mostrati dal campione francese nei confronti di Hakimi.

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Juve, ricordi Kolo Muani? Lui ha le idee chiare: «Dobbiamo vincere più partite e se voglio andare al Mondiale»

Juve, l’ex Kolo Muani non ha dubbi: «Dobbiamo vincere più partite e se voglio andare al Mondiale». Le sue parole

Il cammino di Randal Kolo Muani verso i Mondiali del 2026 è entrato in una fase di grande consapevolezza e lavoro quotidiano, complice anche il recente trasferimento al Tottenham. L’attaccante francese, reduce da sei mesi intensi in prestito alla Juventus prima dell’approdo a Londra nell’estate 2025, sa bene che ogni possibilità di convincere Didier Deschamps passerà dalle sue prestazioni con la maglia degli Spurs.

Determinazione, continuità e rendimento saranno le chiavi per ritagliarsi un posto nella Francia che volerà al prossimo Mondiale, un obiettivo che Kolo Muani considera prioritario nella sua crescita professionale.

Intervistato da ESPN, Kolo Muani ha ribadito tutta la sua determinazione a imporsi in Premier League, consapevole che solo attraverso prestazioni di alto livello potrà conquistarsi un posto nella Francia che volerà ai Mondiali.

PAROLE – «Mi sento molto bene e i miei compagni sono bravi con me. Per il momento voglio solo giocare davvero bene nel club. Questo è davvero importante e poi vedremo per il Mondiale. Per questo devo e voglio mostrare di più le mie qualità e voglio anche segnare. Dobbiamo vincere più partite e se voglio andare al Mondiale, devo fare altre buone prestazioni».

La carriera di Kolo Muani ha preso una direzione decisiva nell’ultimo giorno del mercato estivo 2025. Dopo un lungo duello tra Paris Saint‑Germain e Juventus, i bianconeri hanno scelto di puntare su Lois Openda, aprendo così la strada al trasferimento dell’attaccante francese al Tottenham con la formula del prestito annuale.

L’avventura in Premier League non è partita con grande continuità, complice un minutaggio iniziale piuttosto ridotto. Kolo Muani, però, è determinato a ritrovare la brillantezza mostrata durante i mesi a Torino, quando si era imposto rapidamente fino a diventare uno dei principali obiettivi della dirigenza juventina per tutta l’estate.

La sua sfida ora è chiara: trasformare ambizione e talento in gol pesanti, indispensabili per trascinare gli Spurs nelle zone alte della classifica e, allo stesso tempo, lasciarsi definitivamente alle spalle l’amarezza della finale mondiale del 2022.

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