Pagina 459 – Calcio News 24

Cagliari, le ultime sull’infortunio di Borrelli: le novità sulle sue condizioni! Tutti gli aggiornamenti

Cagliari, le ultimissime notizie sull’infortunio di Gennaro Borrelli: ecco le novità sulle sue condizioni! I dettagli

I rossoblù hanno ripreso subito gli allenamenti in vista del prossimo impegno casalingo di Serie A: domenica 21 dicembre alle 12:30, all’Unipol Domus, il Cagliari affronterà il Pisa nel match valido per la 16ª giornata di campionato, una sfida che richiederà attenzione, intensità e continuità di rendimento.

La seduta odierna ha segnato il primo passo verso la gara contro i nerazzurri toscani, con esercizi tecnici per affinare la precisione, lavori sul possesso palla per aumentare ritmo e qualità nella circolazione e attività aerobiche per mantenere alto il livello della condizione fisica, chiudendo con la consueta partitella su campo ridotto.

Sul fronte individuale, Gennaro Borrelli è rimasto a riposo precauzionale dopo la distorsione alla caviglia rimediata nella trasferta di Bergamo: le sue condizioni saranno monitorate nei prossimi giorni. La preparazione proseguirà con sedute tattiche e atletiche, con l’obiettivo di arrivare alla sfida nelle migliori condizioni e sfruttare il sostegno del pubblico per conquistare un risultato positivo in un momento delicato della stagione.

LEGGI ANCHE – Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Juve, ecco la nuova ADP Collection in collaborazione con Adidas per celebrare Alessandro Del Piero: che testimonial! – FOTO

Juve, è uscita oggi la nuova ADP Collection insieme ad Adidas per celebrare Pinturicchio: e che testimonial! – FOTO

La Juventus presenta la ADP Collection, realizzata insieme ad Adidas per rendere omaggio a una delle più grandi icone del calcio mondiale e della storia bianconera: Alessandro Del Piero. Capitano, simbolo di eleganza e lealtà, miglior marcatore di sempre del Club con 290 gol in 19 anni di carriera, Alex incarna una passione che va ben oltre il campo da gioco.

Tra il 1993 e il 2012 ha collezionato 705 presenze e vinto ogni trofeo possibile, dall’Italia all’Europa, consacrandosi come leggenda eterna della Juventus. Ancora oggi continua a ispirare chi indossa la maglia numero 10 e tutti i tifosi che vivono la sua eredità.

La collezione

  • Maglia pre-match: il pezzo forte, impreziosito da dettagli iconici come il numero 10, il totale dei gol e le celebri esultanze. Il design, ispirato all’arte rinascimentale, fonde cultura italiana e calcio moderno, celebrando Del Piero come artista del pallone.
  • Abbigliamento e accessori: una linea completa arricchita dalla firma e dal logo personale di Alex, pensata per offrire ai tifosi un legame senza tempo con la sua leggenda.

Dove trovarla

La ADP Collection è già disponibile online e negli Juventus Official Store di Torino, Milano e Roma.

LEGGI ANCHE – Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Udinese, un Natale felice con Ekkelenkamp che fa sognare tutto il mondo bianconero. La situazione

Jurgen Ekkelenkamp e l’Udinese che sorride in un Natale che l’ha vista assoluta protagonista sotto tutti i punti di vista

Il Natale è arrivato in anticipo a Udine, e il regalo più bello lo ha scartato Jurgen Ekkelenkamp. Il suo gol straordinario ha steso il Napoli, regalando all’Udinese una vittoria di prestigio e tre punti fondamentali. L’olandese, già giustiziere degli azzurri la scorsa stagione, ha ritrovato il feeling con la porta e la condizione migliore, trascinando un centrocampo che sta diventando il vero punto di forza della squadra di Kosta Runjaic. La Gazzetta dello Sport dedica un pezzo alla squadra friulana partendo dall’idea che l’allenatore tedesco abbia saputo reagire alla brutta sconfitta con il Genoa trovando la quadratura del cerchio in mediana. Se il capitano Jesper Karlstrom è l’inamovibile faro, la diga davanti alla difesa che ha anche trovato la via del gol contro il Lecce, ai suoi lati la competizione è alta. In attesa del rientro del talentuoso Arthur Atta, fuori per infortunio fino a fine anno, Ekkelenkamp e il polacco Jakub Piotrowski si sono presi la scena, superando nelle gerarchie Sandi Lovric (possibile partente a gennaio).

Piotrowski, arrivato in estate dal Ludogorets, si è inserito perfettamente nei meccanismi di Runjaic. Autore di un gran gol contro il Genoa e fermato dalla traversa contro il Napoli, incarna la filosofia muscolare e di qualità voluta dal club. “Col Napoli si è vista l’Udinese che tutti vorremmo vedere”, ha dichiarato fiducioso. Con il loro apporto, la squadra non dipende più solo dai gol della coppia d’attacco Davis-Zaniolo (quattro reti a testa finora), ma può contare su una mediana che abbina quantità e qualità, mandando in gol ben dieci giocatori diversi, inclusi tutti i centrocampisti titolari.

L’Udinese ha già superato quota 20 punti con quattro giornate d’anticipo sulla fine del girone d’andata, mettendosi al riparo da brutte sorprese. Le prossime sfide contro Fiorentina, Lazio, Como e Torino diranno molto sulle reali ambizioni di una squadra capace di battere le grandi (Inter, Atalanta, Napoli) ma spesso discontinua contro avversarie più abbordabili. Se riuscirà a trovare continuità, la parte sinistra della classifica è un obiettivo alla portata. Intanto, giovani talenti come lo scozzese Lennon Miller scalpitano, pronti a prendersi il futuro.

LEGGI LE ULTIMISSIME DELLA SERIE A 

Zirkzee-Roma, una rivale valuta l’attaccante del Manchester United. La situazione non lascia dubbi

Zirkzee-Roma, il Milan valuta l’attaccante olandese tra concorrenza e costi

Il Milan entra nel vivo del calciomercato di gennaio con una priorità assoluta: rinforzare l’attacco in emergenza per Massimiliano Allegri. La dirigenza rossonera sta valutando diverse opzioni, tra cui il centravanti tedesco Niclas Fullkrug e il giovane olandese Joshua Zirkzee.

Fullkrug rappresenta la soluzione più immediata e accessibile economicamente. Attualmente al West Ham, il centravanti sarebbe disponibile con un semplice prestito, utile a tamponare la carenza offensiva del Milan. Tuttavia, come riportato da La Gazzetta dello Sport, il profilo non convince del tutto la dirigenza: le perplessità riguardano soprattutto l’età e il recente rendimento del giocatore, elementi che spingono il nuovo DS Igli Tare a valutare alternative più promettenti per l’impatto tecnico sulla squadra di Allegri.

In cima alla lista dei desideri c’è invece Joshua Zirkzee. L’attaccante olandese, oggi al Manchester United, ha già esperienza in Serie A con la maglia del Bologna e ha manifestato la volontà di tornare in Italia. Zirkzee rappresenta il profilo ideale per il Milan: qualità, versatilità e capacità di adattarsi ai diversi schemi offensivi di Allegri, rendendo l’attacco meno prevedibile.

Tuttavia, l’operazione Zirkzee-Roma si complica per diversi motivi. Il Manchester United richiede un obbligo di riscatto di 35 milioni di euro, cifra alta per il mercato di gennaio, e la concorrenza della Roma rende la trattativa una vera corsa. Il club giallorosso segue da vicino il giocatore e potrebbe inserirsi rapidamente, aumentando la pressione sul Milan.

Igli Tare dovrà quindi muoversi con grande attenzione, bilanciando l’urgenza di un rinforzo immediato con Fullkrug e il sogno tecnico e tattico rappresentato da Zirkzee. La sfida sarà trovare la soluzione che soddisfi Allegri e permetta al Milan di affrontare la seconda parte di stagione con un reparto offensivo all’altezza della rincorsa Scudetto, senza farsi soffiare il giocatore dalla concorrenza, soprattutto dalla Roma.

In questo scenario, il nome di Zirkzee-Roma resta uno dei più caldi del mercato, simbolo della trattativa più complicata e ambiziosa per i rossoneri.

LEGGI LE ULTIMISSIME DELLA SERIE A 

Calciomercato Lazio, Tavares lascerà i biancocelesti? La situazione in casa biancocelesti

Calciomercato Lazio, Nuno Tavares verso l’addio: occhi su Aaron Martin. La situazione non lascia dubbi

Le strade di Nuno Tavares e della Lazio sembrano allontanarsi sempre di più. Dopo un avvio di stagione promettente, segnato da otto assist nelle prime otto partite, le prestazioni del portoghese non hanno più convinto e il suo rendimento è sceso drasticamente. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, Luca Pellegrini ha ormai superato Tavares nelle gerarchie di Sarri, rendendo il giocatore uno dei principali candidati a lasciare la Lazio nella finestra di calciomercato di gennaio.

Il club biancoceleste, tuttavia, non rimane fermo e valuta diverse alternative per rinforzare la corsia sinistra. Tra i nomi più monitorati c’è Aaron Martin, 28enne spagnolo del Genoa, in scadenza di contratto a fine stagione. Martin rappresenterebbe per la Lazio un’opportunità interessante, sia per l’esperienza maturata in Serie A sia per il costo potenzialmente contenuto, vista la possibilità di trattare un trasferimento in tempi brevi senza onerosi investimenti.

Oltre ad Aaron Martin, la Lazio sta valutando anche altri profili giovani e promettenti, come Gaaei e Netz, che potrebbero essere integrati nella rosa per garantire maggiori alternative a Sarri sulla fascia sinistra. L’obiettivo della società è chiaro: trovare giocatori capaci di adattarsi rapidamente al sistema tattico e garantire qualità e affidabilità sia in fase offensiva sia difensiva.

La strategia del club biancoceleste punta dunque a combinare esperienza e prospettiva, valorizzando giocatori già pronti e investendo su profili che possano crescere nel tempo. La decisione finale su Nuno Tavares dipenderà dalle offerte che arriveranno e dalle possibilità di inserire nuovi elementi in rosa senza stravolgere l’equilibrio del gruppo.

Il calciomercato Lazio di gennaio si preannuncia quindi molto movimentato, con l’obiettivo di rinforzare la squadra senza compromettere la competitività in campionato e nelle competizioni europee, trovando soluzioni efficaci per la corsia sinistra.

LEGGI LE ULTIMISSIME DELLA SERIE A 

Juventus, cosa dice la Borsa tra bilanci e costo delle azioni? La situazione in casa bianconera non lascia dubbi

Juventus, come stanno andando i conti considerando le azioni bianconere. Il punto sulla situazione

La Borsa scommette sulla contesa per la Juventus. Secondo il Corriere dello Sport, il balzo del 18,5% registrato ieri dalle azioni bianconere, che hanno chiuso a 2,60 euro avvicinandosi sensibilmente ai 2,66 euro offerti da Tether, suggerisce che il mercato finanziario nutra fiducia nella proposta, o quantomeno nella prospettiva che la presenza di un investitore così liquido porti, prima o poi, a un’acquisizione remunerativa. Tuttavia, l’entità del movimento va tarata sulla realtà tecnica del titolo: il flottante è esiguo. Con Exor che detiene il 65,4% e Tether già all’11,5%, i titoli realmente scambiabili sono pochi.

Di conseguenza, volumi relativamente bassi sono sufficienti a generare forti oscillazioni di prezzo, depotenziando in parte la significatività del balzo di ieri.Al di là delle dinamiche di Borsa, lo scontro è politico ed economico. I fondatori di Tether sostengono di avere la liquidità necessaria per migliorare una prima offerta oggettivamente bassa rispetto al valore reale del club. Dall’altra parte, John Elkann ha chiuso la porta evocando la storia, la tradizione familiare e i valori bianconeri “non in vendita”.

Molti hanno criticato la forma del suo messaggio, definito algido, costruito e poco spontaneo perché letto, ma la sostanza rimane: il rifiuto è netto.Eppure, la sola motivazione affettiva non basta. Exor è una holding quotata con una pluralità di azionisti, e dopo aver iniettato oltre 700 milioni di euro nel club in pochi anni, deve giustificare l’investimento con logiche economiche, non sentimentali. Il ritorno non si attende dai dividendi, ma dall’incremento del valore dell’asset nel tempo, un fenomeno che sta interessando tutto il calcio internazionale.

La freddezza di Exor verso Tether è palpabile. Il comunicato di rifiuto sottolineava polemicamente la sede di Tether in El Salvador (non garanzia di massima trasparenza), e in precedenza la proprietà aveva negato un secondo consigliere d’amministrazione ai soci di minoranza. La mossa di Tether, però, mette pressione all’azionista di controllo in un momento storico di risultati sportivi deficitari. Una pressione che rischia di infiammare una tifoseria già divisa: nell’era dei social, senza vittorie sul campo, anche la storia più gloriosa non basta a proteggere la proprietà dalle critiche della piazza.

Palermo, Inzaghi sta volando con i rosanero. La situazione non lascia alcun dubbio vista la Serie B

Palermo, Inzaghi sta trascinando i rosanero. La situazione attuale della squadra!

Il Palermo corre veloce verso la fine del girone d’andata, spinto dall’entusiasmo per le tre vittorie consecutive che lo hanno proiettato in piena lotta per la promozione diretta. Ma non sono solo i punti a far sorridere mister Inzaghi: la vera forza dei rosanero sta nella ritrovata solidità difensiva, una base di cemento armato su cui costruire sogni di gloria, come analizza oggi il Corriere dello Sport.

La gara contro la Sampdoria non ha portato solo tre punti pesantissimi, ma ha anche confermato un trend fondamentale: al “Renzo Barbera”, il Palermo non prende gol. Terzo successo interno di fila e terzo clean sheet consecutivo tra le mura amiche. Una statistica non casuale, visto che i rosanero avevano già blindato la porta in casa a inizio stagione contro Frosinone, Bari e Venezia.Inzaghi può gongolare: la sua squadra, insieme alla Juve Stabia, è la regina dei clean sheet casalinghi in Serie B, con ben 6 partite senza subire reti. Un dato che sale a 8 in stagione considerando anche la Coppa Italia a Cremona e la vittoria di Bolzano. Proprio il successo contro il Sudtirol rappresenta però l’unica eccezione in trasferta, dove il Palermo mostra ancora qualche fragilità, subendo gol da 6 gare consecutive.

La prossima sfida ad Avellino sarà un banco di prova cruciale per invertire la rotta anche lontano dalla Sicilia.Nonostante il mal di trasferta, i numeri complessivi sono da primato: con sole 11 reti al passivo, il Palermo vanta la miglior difesa del torneo insieme al Modena. Un risultato frutto del grande lavoro di Inzaghi, che ha saputo dare compattezza e organizzazione a una squadra che l’anno scorso, sotto la guida di Dionisi, pagava spesso dazio per le disattenzioni difensive.

Merito del collettivo, ma anche dei singoli. Joronen tra i pali è una sicurezza, e il terzetto di difensori centrali composto dagli esperti Bereszynski, Bani e Ceccaroni offre garanzie assolute. Il vento è cambiato, soprattutto al “Barbera”, che continua a essere un fattore: contro la Sampdoria c’erano oltre 25.000 spettatori, un dato che, pur in leggero calo, in Serie A varrebbe le zone alte della classifica delle presenze. La squadra è tornata ad allenarsi a Torretta dopo due giorni di riposo, pronta a blindare ancora la sua porta e a continuare la scalata verso il sogno promozione.

Roberto Beccantini racconta la sua storia: nel mezzo anche quella che fu la famosa sentenza Bosman

Roberto Beccantini sicuro su quella che è stata la sentenza Bosman

Sul Corriere dello Sport Roberto Beccantini ripercorre, a trent’anni di distanza, la storica sentenza Bosman del 15 dicembre 1995, che «fece esplodere l’arsenale dello sport» .

liberalizzando il mercato dei calciatori nell’Unione Europea. Un evento che ha segnato un prima e un dopo nel mondo del calcio, mandando in soffitta il vecchio sistema dei parametri e dei vincoli contrattuali che legavano i giocatori ai club anche dopo la scadenza del contratto. Beccantini ricorda come, alla vigilia del “Big Bang”, Roberto Baggio fosse stato uno degli ultimi a generare un ingente indennizzo (18 miliardi di lire) nel suo trasferimento dalla Juventus al Milan.

Poi arrivò Jean-Marc Bosman, centrocampista belga di modesta caratura, che con la sua battaglia legale contro la Federazione belga e il Liegi ottenne la libertà di trasferirsi gratuitamente a fine contratto. Una vittoria che ha trasformato il mercato libero nel «viagra del sistema», spostando il potere dalle società ai procuratori, figure come Jorge Mendes e Mino Raiola che hanno scalato le gerarchie dell’influenza mediatica ed economica.

L’articolo rievoca le reazioni dell’epoca, tra l’attendismo dell’UEFA di Lennart Johansson, le previsioni rassicuranti (e sbagliate) di Antonio Matarrese («Non prevedo attentati alle istituzioni»), e i timori di Luciano Nizzola e Mario Pescante. Spicca, riletta oggi, la dichiarazione di Luciano Moggi, allora dirigente della Juventus: «L’abolizione del parametro potrebbe mandare in fallimento i club. Abbiamo delle plusvalenze che sono un sostegno importante per i bilanci. Senza indennizzo, si trasformeranno in debiti». Un presagio, nota Beccantini, che fa sorridere alla luce delle successive vicende.

La sentenza Bosman ha avuto un impatto devastante su modelli virtuosi come quello dell’Ajax, basato sulla formazione dei giovani e sulla loro valorizzazione economica. Beccantini conclude con un’amara riflessione sul destino di Bosman stesso, il “piromane” che non ha beneficiato della sua rivoluzione, a differenza del suo avvocato Jean-Louis Dupont: «Bosman, per non far morire i colleghi (anzi), in un certo senso si è ammazzato».

Sacchi sullo Scudetto: «Mi fa piacere una cosa. Quella squadra è favorita, ma ha molti infortuni»

Arrigo Sacchi si esprime così su quella che sarà la prossima lotta Scudetto. Ecco le dichiarazioni

Lo scudetto è una questione aperta. Ai primi tre posti la classifica dice: Inter, Milan e Napoli. Poi la Roma. Su La Gazzetta dello Sport Arrigo Sacchi osserva l’andamento del torneo, lo valuta e pesa la forza delle contendenti.

LA SERIE A «Mi fa piacere che non ci sia un padrone, perché l’incertezza è il sale delle emozioni, però mi aspetto qualcosa di più sul piano del gioco. Vedo ancora troppa discontinuità di rendimento nelle tre squadre di testa».

LA ROMA PUO’ INSERIRSI «Nulla lo vieta, c’è il tempo per farlo. Bisogna anche vedere che cosa succederà al mercato di gennaio».

IL GIUDIZIO SULLE 15 GIORNATE «Abbastanza semplice, e parlo di Inter, Milan e Napoli: più che mostrare la loro forza, mi sembra che abbiano fatto vedere i loro difetti e questo, ovviamente, ne ha pregiudicato il cammino».

L’INTER «Pesa tantissimo il fatto che non abbia vinto nessuno scontro diretto. Bisogna chiedersi il perché. L’Inter ha perso il derby, ha perso a Torino contro la Juve e ha perso a Napoli. E in Champions, dopo un buon inizio, è stata sconfitta nelle ultime due partite contro Atletico Madrid e Liverpool, cioè contro due avversari pesanti».

IL MILAN «Se consideriamo quello che hanno fatto nella passata stagione, i rossoneri sono certamente migliorati. Allegri ha dato una struttura e una mentalità alla squadra. Però, anche in questo caso: perché tanti punti persi contro avversari di medio e basso livello? Mancanza di attenzione e di concentrazione? L’allenatore ha parecchio da lavorare, in particolare sulla fase difensiva che non è sempre perfetta».

IL NAPOLI «La rosa è migliorata rispetto alla stagione scorsa, e si è allargata, però ci sono stati moltissimi infortuni. E nella lista degli indisponibili, non dobbiamo dimenticarlo, ci sono elementi del calibro di Lukaku e De Bruyne. Gli alti e bassi della squadra di Conte li spiego così: troppe assenze e poca abitudine ad affrontare il doppio impegno campionato-Champions».

CHI GLI PIACE DI PIU’ «Il Napoli, quando gioca bene, è quella che ha lo stile più europeo. L’Inter ha un attacco micidiale, però in difesa traballa un po’. Il Milan è, secondo le idee di Allegri, molto concreto, ma forse gli manca qualcosa là davanti. Se dovessi fare una classifica “estetica”, direi: Napoli primo, Inter seconda, Milan terzo».

CHI VINCERA’ LO SCUDETTO «A oggi nemmeno Nostradamus riuscirebbe a indovinare. Però il Napoli, se recupera in fretta gli infortunati, mi sembra quella più avanti. L’Inter deve fare il salto di qualità contro le grandi, mentre il Milan è un’incognita, anche se ha il vantaggio di non disputare le coppe».

Estudiantes, magic moment per gli argentini! Dallo scontro con l’AFA, all’inibizione del presidente Verón, la squadra ha fatto gruppo

Estudiantes, momento da sogno pr la squadra argentina! Dallo scontro con l’AFA, all’inibizione delll’ex Inter e presidente Verón, il gruppo c’è!

L’Estudiantes de La Plata sta vivendo un momento magico, culminato con la vittoria del Torneo Clausura dopo un percorso accidentato ma eroico. La squadra di Eduardo Domínguez ha trasformato le difficoltà extracalcistiche in benzina pura: lo scontro aperto con l’AFA (Asociación del Fútbol Argentino), che ha portato a pesanti sanzioni e persino all’inibizione del presidente Juan Sebastián Verón, ha compattato il gruppo.


Il cammino nei playoff è stato esaltante: eliminazioni illustri come quella del Rosario Central quasi imbattuto, poi Central Córdoba, i rivali cittadini del Gimnasia in semifinale e infine il Racing in una finale tiratissima a Santiago del Estero. Una cavalcata incredibile, soprattutto se si pensa a una stagione regolare altalenante, con soli 21 punti in 16 gare e un ottavo posto nel girone A che è valso l’accesso ai playoff solo grazie a combinazioni favorevoli.


Ma è proprio nel momento più buio, con la Federazione contro e le sanzioni che piovevano, che il “Pincha” ha tirato fuori l’orgoglio. E Juan Sebastián Verón, la “Brujita”, bandiera e presidente del club, non ha perso occasione per sottolinearlo. Con un messaggio social carico di emozione, accompagnato da una foto dei festeggiamenti, ha ringraziato la squadra: “Grazie per averci rappresentato così bene e per averci creduto. Per esservi mantenuti fermi di fronte all’ingiustizia e per il cuore che ci avete messo”. Un chiaro, seppur indiretto, riferimento ai vertici federali, Claudio Tapia e Pablo Toviggino.


Ma la festa non è finita. Ora l’Estudiantes ha nel mirino il Trofeo de Campeones, che lo vedrà opposto al Platense sabato 20 dicembre a San Nicolás. L’obiettivo è alzare il secondo trofeo in una sola settimana. “Grazie per averci dato questa gioia immensa. Andiamo a prenderci di più”, ha concluso Verón. Come ha poi dichiarato a TyC Sports: “Abbiamo chiarito che nel calcio le cose buone sono sempre superiori a quelle cattive”. Un messaggio forte per un Estudiantes che ha dimostrato che, unito contro le avversità, sa essere imbattibile.

LEGGI ANCHE – Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Bruno Fernandes svela: «Avrei potuto andarmene nell’ultimo mercato, guadagnando molto di più ma amo sinceramente il club»

Bruno Fernandes racconta: «United? Ho percepito dal club che ‘se te ne vai, non è poi così male per noi’. Mi fa male e mi rattrista»

In una rivelatrice intervista concessa al programma ‘Soltinhos Pelo Mundo’ di Canal 11, il capitano del Manchester United, Bruno Fernandes, ha svelato retroscena sorprendenti sul suo recente passato all’Old Trafford. Il centrocampista portoghese ha ammesso chiaramente che la sua permanenza al club è stata dettata esclusivamente dalla sua volontà, mentre la società avrebbe preferito una sua cessione.


Fernandes ha confessato di sentirsi “in bilico” ultimamente, percependo come in Inghilterra, una volta raggiunti i 30 anni, si pensi subito alla necessità di rimodellare la squadra, mettendo in secondo piano la lealtà. «Avrei potuto andarmene nell’ultimo mercato, guadagnando molto di più, oppure andando a vincere trofei altrove. Ho deciso di non farlo perché amo sinceramente il club», ha spiegato. Tuttavia, l’atteggiamento della dirigenza lo ha ferito profondamente: «Ho percepito dal club che ‘se te ne vai, non è poi così male per noi’. Questo mi fa male e mi rattrista».


Il punto cruciale riguarda proprio la mancata cessione. Secondo Fernandes, i dirigenti «non hanno avuto il coraggio» di prendere la decisione definitiva solo perché l’allenatore spingeva per la sua permanenza. «Ma se io avessi detto di voler andare via, il club mi avrebbe lasciato partire», ha garantito.


Riguardo alle ricche offerte dall’Arabia Saudita, Fernandes ha ammesso che la differenza economica è “abissale”, confermando di averne parlato anche con Cristiano Ronaldo. Se avesse accettato, però, sarebbe stato più per un cambio di stile di vita (il sole contro la pioggia di Manchester) per la sua famiglia che per i soldi.


Infine, spazio a qualche nota più leggera: sul suo carattere in campo, ha scherzato dicendo che Bernardo Silva in Nazionale è «molto più fastidioso» di lui con gli arbitri, ma «politicamente corretto». Sul rapporto col nuovo tecnico Ruben Amorim, Fernandes ne elogia la serietà ma confessa di punzecchiarlo dicendogli che è «uguale a Jorge Jesus».

LEGGI ANCHE – Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Al-Qadsiah: Brendan Rodgers è il nuovo allenatore del club! Contratto fino al 2028 per l’ex Liverpool e Leicester

Al-Qadsiah: novità in panchina! Brendan Rodgers è il nuovo tecnic dei sauditi! Accordo fino al 2028 per l’ex Liverpool: i dettagli

Svolta in panchina per l’Al-Qadsiah: Brendan Rodgers è ufficialmente il nuovo allenatore del club saudita. Il tecnico nordirlandese, reduce dall’esperienza al Celtic terminata lo scorso ottobre e con un passato illustre sulle panchine di Liverpool e Leicester, ha firmato un contratto con scadenza 2028. I dettagli economici dell’accordo non sono ancora stati resi noti.
Rodgers subentra a Míchel con il chiaro obiettivo di dare una scossa immediata alla stagione.

Accolto dal club con l’appellativo di “gigante”, il neo-allenatore dovrà risollevare le sorti di una squadra – in cui milita anche l’attaccante della Nazionale italiana Mateo Retegui – che attualmente occupa la quinta posizione in campionato, con un ritardo di dieci punti dalla vetta. Il momento difficile è testimoniato anche dalle recenti delusioni nelle coppe: l’eliminazione ai quarti di King’s Cup e la pesante sconfitta per 5-1 nella semifinale di Supercoppa, entrambe subite per mano dell’Al-Ahli.
La dirigenza dell’Al-Qadsiah punta su Rodgers per riprendere quel percorso di crescita che, nella passata stagione, aveva portato a un quarto posto in campionato e a una finale di King’s Cup.


Nel comunicato ufficiale, il club ha annunciato anche la composizione dello staff tecnico che supporterà Rodgers: John Kennedy e Jack Lyons ricopriranno il ruolo di assistenti, coadiuvati da Alvaro Gomez Rey, Antolin Martín ed Elliot Tyebo.

LEGGI ANCHE – Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Juventus, Chiellini ha ricevuto il premio come dirigente dell’anno 2025 dall’USSI: «Il calcio è il mio mondo e la parte manageriale è quella che preferisco. Su Juve Roma…»

Juventus, Giorgio Chiellini ha ricevuto il premio dirigente dell’anno 2025 dall’USSI Subalpina: «Su Juve Roma dico questo»

Giorgio Chiellini, oggi Director of Football Strategy della Juventus, ha ricevuto il premio come dirigente dell’anno 2025 dall’USSI Subalpina. Nel suo intervento ha sottolineato l’importanza della sfida Juventus–Roma, ha rivolto auguri per le festività e ha ringraziato figure chiave del club come Francesco Calvo. JuventusNews24 ha seguito live l’evento e ha raccolto le sue parole:

ESSERE DIRIGENTE – «Sicuramente non diventerò allenatore e non tornerò a giocare. Quello che succederà non si può sapere ma questa è la parte che mi piace di più e che mi interessava. L’ho coltivata negli studi e negli ultimi anni di carriera. Il calcio è il mio mondo e la parte manageriale è quella che preferisco per il post ritiro». 

INGRESSO IN FEDERCALCIO – «Devo ringraziare Francesco Calvo che era in quella posizione prima di me. Credo sia un percorso importante per imparare nuove cose. Conosco le dinamiche ma viverle dall’interno è diverso. Spero di portare un tocco di più di campo in un ambiente in cui ce n’è poco per qualche miglioramento oggettivo di cui il calcio italiano ha bisogno». 

SULLA JUVE – «Speriamo di festeggiare un buon Natale, sabato c’è una partita importante».

LEGGI L’INTERVENTO COMPLETO DI CHIELLINI SU JUVENTUNEWS24

Stramaccioni si esprime così sulla lotta Scudetto: «Serie A molto bella, ma penso che sia favorita…»

Stramaccioni analizza così la lotta Scudetto considerando ovviamente le squadre tutte incollate

Con Inter, Milan, Napoli e Roma racchiuse in appena tre punti, il campionato di Serie A sta regalando un equilibrio inatteso. Su La Gazzetta dello Sport Andrea Stramaccioni analizza la corsa scudetto, tra i punti di forza delle favorite e i rimpianti per le occasioni perse in questa prima parte di stagione.

IL CAMPIONATO «Finora è stato bellissimo e apertissimo e non avrei detto fosse così equilibrato a dicembre. Le prime quattro hanno perso già 14 partite. Sono tante, erano 20 anni che non accadeva e questo ti dà la misura dell’attuale equilibrio».

CHI HA PIÙ RIMPIANTI «Credo che le prime quattro di rimpianti ne abbiano tutte: il Milan per i punti persi con le piccole, il Napoli per il rendimento in trasferta, l’Inter per le partite dominate e perse, la Roma per alcuni errori pagati molto cari negli scontri diretti».

L’ATTACCO DELL’INTER «Questo è un altro dato interessante che testimonia l’equilibrio: delle prime sei, tutte tranne la Roma, che ha la miglior difesa, hanno preso esattamente fra 13 e 14 gol. Incredibile. L’Inter invece è senza rivali in attacco».

IL NAPOLI LONTANO DAL MARADONA «La spinta del Maradona è un fattore innegabile, ma il problema è la palese differenza di personalità della squadra nell’imporre il proprio calcio in trasferta. Solo a Roma il Napoli ha giocato un primo tempo dominante come di solito fa in casa. Da questo punto di vista il recupero di Lukaku può aiutare Conte ed alzare il contributo di leadership lontano da Napoli».

IL MOMENTO DI CHIVU «Cristian sta lavorando benissimo sul campo e sulla testa della squadra. L’Inter è sicuramente in un buon momento da tutti i punti di vista. Oggi in questo mini break pre Supercoppa mi sembra quella che sta meglio anche se ha un calendario terribile al rientro con Atalanta, Bologna e Napoli (piu il Parma ) in 15 giorni».

I PUNTI PERSI «Ora mi sembrano pesare più quelli del Milan per l’andamento delle partite. Nel senso che l’Inter nelle sue sconfitte non ha mai demeritato giocando sempre buone gare. Ma il Milan ha dalla sua due elementi molto importanti: il primo è che gioca una volta a settimana, il secondo è che la reputo molto più migliorabile sul mercato rispetto all’Inter».

CORSA A TRE O SI ALLARGA? «Se Roma e Juve decidessero di intervenire sul mercato per migliorare la qualità dei primi undici potrebbero rientrarci. Altrimenti sarà difficile».

LE FAVORITE «Vedo Inter e Napoli favorite allo stesso livello. Ma i nerazzurri finora mi hanno convinto globalmente di più. Il Milan è il terzo “incomodo”, con un grande allenatore e il vantaggio di non avere le coppe. Ma ha bisogno di almeno una punta, se non due. Se resterà attaccato alla vetta fino al derby di marzo però…nulla sarà impossibile».

LEGGI LE ULTIMISSIME DELLA SERIE A 

Capello sullo Scudetto: «Io vedo favorita quella squadra nonostante la concorrenza. Su Conte penso…»

Fabio Capello si esprime così su quella che sarà la lotta Scudetto considerando la concorrenza

Lotta scudetto apertissima, forse la più incerta di sempre. Fabio Capello, sulle colonne della Gazzetta dello Sport, analizza il momento del campionato, confermando l’Inter come favorita principale ma aprendo scenari interessanti anche per le inseguitrici, inclusa una Juventus che lo ha sorpreso positivamente nell’ultimo turno.

L’INTER «Contro il Genoa l’ho vista pimpante, ha pressato con continuità come poche altre volte quest’anno. Si è portata subito avanti meritatamente, ma come al solito si è persa un po’ nel momento di difficoltà. Uno sbandamento dopo il gol del Genoa c’è stato, l’Inter non riesce ad essere padrona del campo durante tutta la partita, però ha saputo soffrire».

NERAZZURRI FAVORITI «Sì: ha più giocatori e può far riposare per esempio la ThuLa con ricambi che nessun’altra concorrente ha in rosa. Un buon turnover, quello che permette alla squadra di non abbassare il livello, può portare risultati importanti. Milan e Napoli non hanno rincalzi dello stesso livello, anche se metto gli azzurri dietro all’Inter quando recupereranno tutti gli infortunati. Le altre lotteranno per un posto in Champions».

IL NAPOLI «Conte aveva avvertito: dopo tante partite, rischiava di soffrire la fisicità dei bianconeri. Vedo una certa stanchezza, poca brillantezza. L’Udinese non ha segnato solo un gol, ma 3. Di cui 2 annullati per centimetri. C’è bisogno di recuperare gli infortunati: Anguissa, De Bruyne e Lukaku sono le vere colonne della squadra. Il Napoli paga i tanti impegni ravvicinati».

IL MILAN «È una squadra strana: soffre con avversarie che sulla carta dovrebbe dominare, mentre non gioca con la stessa attenzione che mantiene contro le big. Sta perdendo punti importanti. Anche se il gol annullato a Pulisic contro il Sassuolo è qualcosa che succede solo in Italia, con questi arbitri e Var che capiscono poco di calcio. Non è balletto, in cui alla prima spinta si fischia fallo. Ma il possesso di domenica è stato sterile, troppo laterale, noioso».

LA JUVE «È la grande sorpresa del weekend, per la tonicità e la rapidità con cui ha giocato. Positiva al massimo. Ha messo sotto il Bologna, una squadra che mette in difficoltà chiunque, e invece i bianconeri sono stati dominanti. L’ho vista davvero bene, per la prima volta negli ultimi due anni una squadra vera. La mano di Spalletti è stata evidente, la voglia dei giocatori pure. Non so se questo slancio fosse dovuto all’annuncio di Elkann relativo alla proprietà, non conosco il perché o il percome. Finalmente la Juventus ha giocato da squadra».

IL MILAN NON HA LE COPPE «Molto dipenderà dai risultati che Inter, Napoli e Juve otterranno in Champions, come la stessa Roma in Europa League che comunque resta lì in lotta. Sotto questo aspetto la favorita resta il Milan: avere la possibilità di preparare solo il campionato, senza competizioni europee, Supercoppa o Coppa Italia, è un grandissimo vantaggio».

LEGGI LE ULTIMISSIME DELLA SERIE A 

Tiribocchi rivela: «Quella big mi voleva comprare, ma io ho avuto paura. L’anno con Antonio Conte…»

L’ex centravanti Simone Tiribocchi rivela un retroscena molto interessante su quella che è stata la sua carriera

Simone Tiribocchi, il “Tir”, 150 gol in carriera tra i professionisti, oggi a 47 anni allena in Seconda Categoria al Città di Brugherio dopo un’esperienza nelle giovanili del Monza. Su La Gazzetta dello Sport si racconta a tutto campo, tra l’amore per il calcio “autentico”, i rimpianti per la troppa timidezza che gli è costata l’Inter, e gli aneddoti su allenatori come Spalletti e Conte.

IL NUOVO RUOLO «Dopo sei anni da coordinatore delle società affiliate al Monza, ora alleno il Città di Brugherio, in Seconda categoria. Non è cambiato nulla nel calcio giovanile. C’è ancora l’agente che porta i soldi per far giocare un suo assistito, chi paga per allenare e via così. Alla fine, mio figlio ha 13 anni e si diverte nei dilettanti. Quando perde o sta in panchina mette il muso. Come suo padre».

IL GRAN RIFIUTO ALL’INTER «Sono stato un cinghialone silenzioso. Debuttai in A col Torino il 9 settembre 2001, contro il Brescia di Baggio: non ebbi il coraggio di andargli a chiedere la maglia. Fino ai 26-27 anni sono stato così. Gli esami mi mettevano ansia, stress. Per questo rifiutai l’Inter a gennaio 2006. All’Inter serviva una punta per la Coppa Italia. Un paio erano in Coppa d’Africa, altri erano infortunati. Ho avuto paura. E Moratti stravedeva per me. A Campedelli e Percassi diceva: “Voi ne avete uno forte: Tiribocchi”. Stesso discorso per il figlio di Galliani. Dopo un Milan-Atalanta a San Siro il magazziniere mi fermò: “Il direttore vuole la tua maglia”. “Chi?”. “Galliani”. Me l’ha ricordato a Monza».

GLI INIZI «A Fiumicino, giocando per strada o in spiaggia. D’estate davo una mano ai bagnini a portare i lettini. Forse se non avessi giocato a calcio avrei fatto quello, o magari il benzinaio. Amavo l’odore della benzina. Ho giocato alla Lazio per anni, poi da un giorno all’altro mi mandarono via e a 16 anni mi ritrovai senza squadra. Per Mimmo Caso non ero pronto. Anni dopo disse che ero stato uno dei suoi più grandi rimpianti».

A BRACCIO DI FERRO CON SPALLETTI «Arrivai ad Ancona a gennaio insieme a… Spalletti e lo feci subito arrabbiare. Colpa di una serata passata in discoteca che mi costò un problema alla schiena. Ma gli devo molto: era già un predestinato. E la sera, in albergo, ti sfidava a braccio di ferro. Io non sono un piccoletto eh, ma lui mi sfondò lo stesso. Ebbi un dolore al polso per giorni».

GLI ALLENAMENTI DI CONTE ALL’ATALANTA «I suoi allenamenti erano degni dei Marines. Gian Piero Ventrone ci distruggeva. Una volta vomitai. Dovevi lavorare al di sopra del 90% delle tue capacità per un tot di tempo. Purtroppo fu esonerato dopo 13 partite, ma fisicamente volavamo».

L’EXPLOIT A LECCE E I RIMPIANTI «Questione di incastri: fui pagato 3 milioni, il ds Angelozzi e il presidente Semeraro mi volevano. E in più c’era Papadopulo, che stravedeva per me. All’inizio fischi, ma la promozione in A fu top.

FOLLIE DA SPOGLIATOIO «A Benevento uno spalmò la cacca sulla maniglia della porta, mentre al Chievo Baronio trasformò il letto in una bara con tanto di croce sulle coperte».

LEGGI LE ULTIMISSIME DELLA SERIE A 

Fiorentina, Bucciantini è molto chiaro sulla situazione attuale della squadra viola. Il punto

Bucciantini analizza il momento attuale della Fiorentina vista la crisi che c’è in casa viola. La situazione non lascia dubbi

In un editoriale su La Gazzetta dello Sport, Marco Bucciantini analizza la profonda crisi della Fiorentina, descrivendo un rituale post-sconfitta ormai stanco e ripetitivo, che vede la squadra confrontarsi con la rabbia dei tifosi.

Per l’autore, questo scenario conferma una «disintegrazione» in atto, un male di fondo che ha fatto smarrire il senso stesso del club.Bucciantini traccia una “foto” impietosa delle cause: una proprietà distante che non ha saputo strutturare la società per gestire questa lontananza; una dirigenza dove le figure di riferimento non sono state sostituite adeguatamente; una squadra costruita male, «per un solo modo di giocare» (la difesa a tre), senza esterni offensivi e senza possibilità di variare tatticamente se non per disperazione. Il mercato è stato costoso ma «poco curioso, frugando nel paniere del procuratore amico superando il senso della misura e forse della decenza». A questo si aggiungono una preparazione estiva nell’afa cittadina e uno stadio cantiere che ormai «sembra un fantasma spolpato di significato».

Il risultato è una classifica mortificante per una squadra che «non è, non esiste. Non difende, non attacca». I giocatori appaiono paralizzati dalla paura, nascosti nel «cantuccio vittimista e improduttivo della paura, perché comunque retrocedere a Firenze è cosa grossa». L’ambiente è descritto come una stanza senza finestre, dove l’inerzia peggiora le cose e dove ci si aggrappa alla storia come a una speranza ottusa: «alla Fiorentina non può succedere, mentre sta già accadendo». L’immagine simbolo dello smarrimento è la maglia indossata nella disperata partita contro il Verona: un «insolente arancione, per volontà dello sponsor. Ma la storia è viola».

Juventus Women, ci si gioca il tutto per tutto con quella squadra per raggiungere la Champions League

Juventus Women, ci si gioca il tutto per tutto per provare ad entrare in Champions League

La Juventus Women si prepara a una notte europea decisiva allo Stadium contro il Manchester United, con l’obiettivo (difficilissimo) dell’accesso diretto ai quarti di Champions League. A commentare il momento è Lianne Sanderson, grande ex attaccante bianconera, che tra ricordi torinesi e analisi sul calcio femminile globale, fa il punto sulla competizione.

LA NUOVA CHAMPIONS E LA SFIDA ALLO STADIUM «Seguo sempre con attenzione la Juventus, ovviamente, da ex: la partita allo Stadium con il Manchester United all’ultima giornata sarà complicata. Il nuovo format con 18 squadre ha creato un po’ di scetticismo all’inizio, ma ora la gente è entusiasta. Stiamo vedendo partite come Chelsea-Barcellona, Arsenal-Real Madrid, Bayern-Barcellona già nella fase a gironi, match che prima vedevi solo nelle fasi finali. Anche squadre come Vålerenga, St. Pölten, Twente stanno crescendo e riescono a pareggiare contro grandi club. Barcellona e Lione restano le due squadre di riferimento, ma anche il Manchester United sta facendo una stagione straordinaria, a parte la partita contro il Wolfsburg».

LE FAVORITE PER IL TROFEO «È difficile, perché prima dell’inizio della stagione avevo detto che il Chelsea doveva vincerla, senza se e senza ma, per via del mercato e degli investimenti. Ma guardando il gioco espresso finora, le migliori squadre sono state Barcellona e Lione. Se la finale fosse domani, direi che vincerebbe il Lione».

QUANDO VINCERA’ UN’ITALIANA «Ricordo che nel mio primo anno alla Juventus l’obiettivo era chiarissimo: vincere la Champions League. Poi il progetto è un po’ cambiato, con meno turnover di giocatrici. La Roma ha vinto il campionato due stagioni fa con Alessandro Spugna, che è un mio grande amico. Però il calcio femminile in Italia è diventato professionistico solo da pochi anni: Juventus e Milan hanno fatto da apripista, il campionato è più competitivo, ma penso che un club italiano sia ancora un po’ lontano dal vincere la Champions».

I RICORDI DI TORINO, CR7 E I TIFOSI «Ero infortunata quando ho firmato, e sarò sempre grata alla Juventus per avermi preso comunque. Mi allenavo in palestra con Allegri, Buffon, Higuain: la squadra maschile mi ha trattata benissimo. Uno dei miei ricordi più belli è stato l’arrivo di Cristiano Ronaldo, il mio giocatore preferito di sempre. Guardavo ogni allenamento e ogni partita, anche sotto la neve. Amavo vivere a Torino, soprattutto d’estate. Lì il calcio è una religione, soprattutto la Juventus. I tifosi sono stati sempre molto gentili con me e ne sarò sempre grata. Dal punto di vista calcistico non è andata come avrei voluto, se devo essere onesta. E penso che se Joe Montemurro fosse stato allenatore in quel periodo, avrei avuto un’esperienza diversa. Ma Stefano Braghin è stato fantastico con me come direttore e sarò sempre grata al club per aver investito su di me in un momento difficile».

LA COPERTURA TV «Il fatto che tutte le partite siano trasmesse in diretta è incredibile. Posso rivedere subito highlights e partite senza aspettare giorni. Lavorare con loro è fantastico: ci sono ex compagne, grandi commentatori e una produzione enorme».

DIRITTI ED EMPOWERMENT «A livello globale la situazione sta migliorando, ma ci sono ancora grandi differenze tra paesi. Negli Stati Uniti il calcio femminile è molto avanti, in Inghilterra anche. In Spagna e in Italia c’è ancora tanto lavoro da fare sull’empowerment delle donne. Spero di aver contribuito a cambiare mentalità viaggiando e giocando in questi paesi: siamo in una situazione migliore rispetto al passato, ma c’è ancora molta strada da fare».

Cannavaro sicuro: «Italia, sarebbe l’ennesima umiliazione non andare al Mondiale. Penso che negli anni…»

Fabio Cannavaro è uno dei difensori più forti nella storia del calcio. Ecco le dichiarazioni dell’ex Campione del Mondo

Fabio Cannavaro, uno dei difensori più forti della storia del calcio, ha parlato a giornalisti e tifosi a Napoli. Nella città che lo ha visto ragazzino e riaccolto da adulto, l’ex Pallone d’Oro ha voglia di raccontarsi a tutto campo. Ecco le battute riprese oggi dal Corriere dello Sport.

L’ITALIA E IL MONDIALE «Sarebbe umiliante se non ci fossimo. Faccio il tifo per Gigi e Rino, spero di vederli in America. L’Italia deve fare il Mondiale: eravamo la Nazionale del “wow”, ora siamo quelli del “mamma mia” e non va bene. Il fatto che io sia stato scelto senza fare le qualificazioni ha fatto rumore, ma la mia è una nazionale di terza-quarta fascia che per la prima volta va al Mondiale».

LA VOGLIA DI ALLENARE E LA PANCHINA AZZURRA «Nessun però, ho la mia storia e la conosco. Si è parlato di me, di De Rossi… poi hanno scelto Gattuso, un bravissimo allenatore e un ragazzo eccezionale. Non ha solo grinta e forza, ma è anche uno che studia. Magari non tutti mi vedono come allenatore, forse sono ancora considerato un uomo immagine… In ogni caso io continuo a lavorare, non mollo e giro il mondo. Mi piace fare l’allenatore e mi ero scocciato di aspettare».

UN PERSONAGGIO “SCOMODO” «Io so fare solo una cosa: lavorare. Poi in Italia fa fatica gente come Maldini, Totti e Del Piero, ma il fatto che siamo stati dei grandi giocatori non vuol dire che non possiamo fare altro».

LA SCELTA DELL’UZBEKISTAN «Le cifre non sono quelle che qualcuno ha tirato fuori, posso dire che fortunatamente i soldi li ho guadagnati anche da calciatore. Anzi, se è per quello potevo stare anche a casa. Ho voluto mettermi in gioco e fare esperienza. Il Mondiale resta una delle cose più importanti per chi fa calcio, già essere nella saletta con tutti i ct è stato emozionante».

IL CENTRO PARADISO DI SOCCAVO «Ogni volta che entro nel centro mi emoziono. È la storia di tutti noi, del Napoli, di Diego, dei ragazzini che eravamo e di quelli che ci saranno. L’ho preso per questo».

LA SERIE A «Per me è il campionato più interessante perché capisci che da ragazzino quando marcavo mi dicevano che dovevo seguire la punta anche in bagno. Poi ci sono anche tante cose negative».

LA SUPERCOPPA «Con questa formula, che non mi fa impazzire, non c’è una favorita. Il Napoli ce la può fare. Ripeto: nonostante tutta l’emergenza Conte sta sempre lì. E questo qualcosa vorrà dire. Faccio fatica a comprendere le critiche, davvero. Posso capire che il Napoli soffra i tanti impegni, ma i risultati parlano. Le chiacchiere lasciano il tempo che trovano, Antonio è Antonio».

CONTE «Martello. E vincente».

ALLEGRI «Una volpe».

CHIVU «Serio e bravo. Si dice che è inesperto, ma sta da una vita nel calcio. Mica faceva il salumiere…».

SPALLETTI «Mi fa impazzire. È un punto di riferimento».

LA ROMA DI GASPERINI «Forte, anche senza una punta di altissimo livello sta lì. Gasperini è molto esigente, mi ricorda Capello e sappiamo cosa ha fatto a Roma».

DOVEVA ANDARE ALLA ROMA NEL 2001 «Sì, con Buffon e Thuram. Ma poi Sensi fece i conti e capì che era complicato, se non impossibile, prendere tutti e tre. Penso che abbia fatto il bene della Roma».

CHI GLI PIACE «Mi piacciono il Bologna di Italiano, Grosso sta facendo bene a Sassuolo e poi c’è De Rossi con il Genoa e Gila al Pisa… Insomma, noi ragazzi di Lippi ci diamo da fare».

Napoli, crisi totale in Champions League e il campionato non aiuta per lo Scudetto. La situazione

Napoli, una crisi tra Champions League e campionato: obiettivo ora risalire completamente la china

Le sconfitte di Lisbona e Udine hanno lasciato il segno, inutile nasconderlo. Il periodo è complicato, l’emergenza infortuni continua a mordere, ma in fondo al tunnel si intravede una luce fondamentale: il ritorno di Stanislav Lobotka. Pochi minuti a Udine sono bastati per capire che lo slovacco è pronto a riprendersi le chiavi del centrocampo del Napoli già dalla semifinale di Supercoppa contro il Milan. Ecco quali sono le conseguenze del suo ritorno in squadra secondo l’analisi proposta da La Gazzetta dello Sport.

Il suo rientro non è banale, perché nella rosa azzurra non esiste un alter ego di Lobotka. Nemmeno Gilmour, arrivato per dargli il cambio e ora ai box, è riuscito a non far rimpiangere la sua assenza; anzi, le sue migliori prestazioni sono arrivate proprio al fianco dello slovacco. Lobotka ha quella personalità e quel carisma evocati da Conte dopo il ko di Udine: è il punto di riferimento, il compagno a cui affidare il pallone nei momenti difficili, capace di migliorare chi gli sta intorno.Il suo ritorno non cambierà, almeno per ora, l’assetto tattico. Conte è deciso a confermare il 3-4-2-1 che aveva dato ottimi frutti prima del recente blackout.

Con Lobotka in mezzo, la squadra ritrova il suo metronomo, il leader capace di dettare i tempi, trovare corridoi invisibili agli altri e spezzare la pressione avversaria, aprendo il campo alle ripartenze di Neres, Lang e Hojlund.Il “Lobocentrismo” permetterà anche di liberare le incursioni di McTominay. E se il centrocampo resta in emergenza (Anguissa tornerà solo a fine gennaio, Gilmour dopo, De Bruyne a febbraio), il rientro di Gutierrez offre nuove soluzioni sulla fascia sinistra, dove l’abbondanza è un paradosso rispetto alla mediana. Lo spagnolo, insieme a Olivera e Spinazzola (quest’ultimo chiamato a ritrovare la forma migliore), offre diverse opzioni tattiche a Conte.

«Con Lobotka e Gutierrez aggiungiamo due giocatori nuovi rispetto a quelli che non abbiamo», ha detto il tecnico guardando il bicchiere mezzo pieno. Con Lukaku pronto per Riad e Lobotka di nuovo al centro del villaggio, il Napoli può affrontare l’emergenza con maggiore fiducia e sperare di invertire la rotta già in Supercoppa.

Vicenza, continua la striscia vincente da parte dei biancorossi. Ci si distacca da quella rivale

Vincenza, non ci si ferma più all’insegna dei trionfi per provare a risalire completamente la china

Il L.R. Vicenza non conosce ostacoli. La cavalcata trionfale dei biancorossi prosegue senza sosta, con un ritmo insostenibile per le inseguitrici. Il successo a Crema ha consolidato il primato in classifica, portando a +12 il vantaggio sul Lecco e a +13 sul Brescia, quando manca solo una giornata al termine del girone d’andata. I numeri parlano chiaro: 14 vittorie, 4 pareggi, zero sconfitte, miglior attacco (32 reti) e miglior difesa (10 gol subiti). Un’imbattibilità unica nel panorama professionistico italiano, simbolo di una superiorità finora schiacciante.Il grande artefice di questo capolavoro è Fabio Gallo.

Il tecnico ha raggiunto un traguardo storico: 50 partite consecutive senza sconfitte in Serie C, un filotto iniziato quasi 15 mesi fa sulla panchina dell’Entella e proseguito con successo a Vicenza. Gallo ha plasmato un gruppo solido e compatto, gestendo con maestria le rotazioni. La vittoria con la Pergolettese, decisa dal gol del giovane Pellizzari (14° marcatore stagionale), ne è l’ennesima dimostrazione: anche in emergenza, la squadra risponde presente.«Stiamo facendo un ottimo campionato, il problema più grosso è tenere sempre tutti vivi», ammette Gallo, consapevole delle insidie che nasconde un torneo così lungo.

Il ricordo della rimonta subita l’anno scorso è un monito costante: «Dobbiamo restare concentrati, l’esempio lo abbiamo davanti e bisogna farne tesoro»Domenica al Menti arriva la Triestina per un derby sentitissimo, che registrerà l’ennesimo tutto esaurito. Gallo, però, guarda già oltre: «Nel ritorno avremo avversarie agguerrite, non si molla di un centimetro». Il Vicenza vuole continuare a stupire, per centrare l’obiettivo grosso senza lasciare scampo alle rivali.

LEGGI LE ULTIMISSIME DELLA SERIE A 

Fiorentina, momento tanto particolare quanto delicato per la squadra viola. Il punto

Fiorentina, uno dei momenti più delicati della sua storia e con una Serie B sempre più vicina

La Fiorentina vive uno dei momenti più bui della sua storia recente, sprofondata in una crisi senza fine che ha trasformato anche l’Europa in un incubo.

La Conference League, obiettivo sognato a inizio stagione per riscattare le due finali perse e riportare un trofeo a Firenze dopo 25 anni, è ora un’incombenza gravosa, schiacciata tra la disastrosa situazione in campionato (ultimo posto) e la contestazione dei tifosi. Giovedì a Losanna i viola si giocano l’accesso agli ottavi, in bilico tra qualificazione diretta e playoff, ma la testa è inevitabilmente altrove.


La sconfitta interna contro il Verona ha fatto esplodere la rabbia della piazza. L’Associazione Centro Coordinamento Viola Club ha diramato un duro comunicato, sancendo una rottura netta con la proprietà: “Vergognatevi! L’eventuale retrocessione sarà una macchia indelebile. Non ci riconosciamo più in questa proprietà”. Nel mirino le recenti dichiarazioni del presidente Rocco Commisso, definito “il fantasma dei Cosmos”, accusato di vivere in un mondo parallelo. Nonostante tutto, 600 tifosi seguiranno la squadra in Svizzera.


Al Viola Park, dove la squadra è in ritiro punitivo a tempo indeterminato dopo la “fuga” in van dallo stadio, il clima è pesantissimo. Il tecnico Paolo Vanoli, confermato dalla dirigenza, cerca di ricompattare il gruppo attraverso continui confronti nello spogliatoio, presenti anche il ds Goretti e il dg Ferrari. L’obiettivo è salvare il salvabile, aggrappandosi ai flebili segnali di vita visti contro l’Hellas, in attesa del mercato di gennaio e del recupero degli infortunati Fazzini e Gosens.

Il silenzio stampa prosegue, rotto solo da un post social del club sommerso dagli insulti dei tifosi. La partita di Losanna diventa così un crocevia fondamentale, non solo per l’Europa, ma per la sopravvivenza stessa di una squadra allo sbando.

FioreLEGGI LE ULTIME NOTIZIE DELLA SERIE A

Bartesaghi predestinato al Milan. Doppietta al Sassuolo e un futuro che dice questo

Bartesaghi e la sua doppietta contro il Sassuolo. La nascita di una nuova stella al Milan

I luoghi plasmano le persone, e per Davide Bartesaghi, il paesino di Annone di Brianza è stato una culla perfetta. La Gazzetta dello Sport oggi vi dedica un pezzo per raccontarlo.

Semplice, concreto, con i piedi per terra, proprio come “Dade”, come lo chiamano tutti lì. Un ragazzo rimasto quello di sempre, nonostante la ribalta di San Siro e la doppietta al Sassuolo che ha scatenato una festa improvvisata in paese, tra clacson suonati ai semafori e abbracci tra i ragazzi che giocavano con lui all’oratorio. «È un esempio di valori e un orgoglio per la nostra comunità», ha sottolineato il sindaco Luca Marsigli.


Il destino rossonero di Bartesaghi è stato scritto dall’intuizione di Mauro Bianchessi, ex responsabile scout del Milan, che lo strappò a Inter e Atalanta quando aveva solo 8 anni, folgorato dal suo talento puro. «Dissi a Galliani che sarebbe stato il terzino titolare del Milan del futuro», ricorda Bianchessi. Marino Frigerio, uno dei suoi primi allenatori, lo vedeva più centrale difensivo “alla Bastoni”, ma ne ha sempre apprezzato la duttilità e l’abilità anche in fase difensiva.


Dietro il successo di Bartesaghi c’è una famiglia solida: papà Daniele, artigiano che gli ha trasmesso i valori del lavoro e del sacrificio, e mamma Stefania, sempre pronta a intervenire con una parola giusta. Sono stati loro a supportarlo senza mai interferire, accompagnandolo per anni nei lunghi viaggi tra casa e il Vismara.


La crescita di Davide non è stata senza ostacoli. C’è stato un periodo, intorno ai 15 anni, in cui faticava a trovare spazio e a crescere fisicamente. Ma è stato proprio il carattere a fare la differenza: «Un musone, sembra schivo, ma è un ragazzo d’oro», assicura Bianchessi. Una forza mentale che gli ha permesso di superare le difficoltà e di prendersi la fascia sinistra del Milan, stregando anche Allegri. E ora, mentre San Siro lo acclama, ad Annone di Brianza continuano a vederlo semplicemente come “Dade”, il ragazzo che va matto per i salamini di capra.

LEGGI LE ULTIME NOTIZIE DI SERIE A

Juventus, spunta un nome nuovo per il mercato dei bianconeri ! Colpo a zero per la prossima estate? Ecco di chi si tratta

Juventus, nome nuovo per i bianconeri ! Arriverà a parametro zero per la prossima estate? Ecco di chi stiamo parlando

Mentre l’attenzione dei tifosi e degli addetti ai lavori è rivolta alla prossima finestra di mercato invernale, la dirigenza della Juventus guarda oltre e inizia a pianificare la stagione 2026/27. Secondo quanto riportato da Gianluca Di Marzio, i bianconeri avrebbero messo nel mirino un profilo di spessore internazionale proveniente dalla Bundesliga: Xaver Schlager.

Il profilo del centrocampista austriaco

Classe 1997 e attualmente in forza all’RB Lipsia, Schlager rappresenta una ghiotta opportunità di mercato. Il suo contratto scadrà il 30 giugno 2026, rendendolo uno dei parametri zero più interessanti del panorama europeo. Cresciuto nel vivaio del Salisburgo, è un centrocampista centrale mancino dotato di grande intelligenza tattica e dinamismo. Nonostante l’altezza contenuta (1,74 m), può ricoprire diversi ruoli: mediano davanti alla difesa, mezzala o trequartista d’inserimento. Non essendo un titolare inamovibile dei Roten Bullen, potrebbe valutare una nuova sfida lontano dalla Germania.

Palmarès e numeri

Il curriculum di Schlager è già ricco: con il Salisburgo ha vinto 4 campionati austriaci e 3 coppe nazionali, mentre in Germania ha conquistato una DFB Pokal (2022/23) e una Supercoppa di Germania (2023/24). Con la Nazionale austriaca vanta 49 presenze. In questa stagione ha collezionato 10 apparizioni in Bundesliga, segnando un gol contro il Werder Brema. Non è un goleador puro (5 reti e 13 assist in carriera nel massimo campionato tedesco), ma per la Juventus rappresenterebbe un innesto prezioso: un centrocampista affidabile, duttile e con mentalità vincente, ideale per arricchire le rotazioni a costo zero.

LEGGI ANCHE – Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Mercato Milan, quell’attaccante si avvicina! Le parti sono al lavoro, quando arriva la fumata bianca? I dettagli

Mercato Milan, quell’attaccante sempre più vicino! Le due parti sono al lavoro per chiudere, ecco quando arriva la fumata bianca

Le ultime indiscrezioni di mercato si intrecciano direttamente con gli aggiornamenti clinici sugli infortunati del Milan. Il peggioramento delle condizioni alla caviglia di Santiago Gimenez, per il quale si profila un intervento chirurgico e un conseguente lungo stop, ha infatti spinto il club rossonero ad accelerare con decisione nella ricerca di un rinforzo immediato per l’attacco.

Come riportato da Luca Cohen, la situazione legata a Gimenez ha indirizzato ulteriormente il Milan verso Niclas Füllkrug. «I rossoneri vorrebbero un prestito, parti al lavoro», si legge nelle sue dichiarazioni.

La formula del prestito, già considerata la più sostenibile dal punto di vista economico e con rischi contenuti, diventa ora la soluzione ideale per colmare l’assenza prolungata del centravanti messicano e soddisfare la richiesta di Massimiliano Allegri, che ha bisogno di un attaccante subito disponibile. Nel frattempo, la trattativa tra Milan e West Ham è entrata in una fase operativa sempre più concreta.

LEGGI ANCHE – Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Calciomercato Roma, ecco i due nuovi nomi per l’attacco dei giallorossi! Tutti gli aggiornamenti

Calciomercato Roma, ecco i due nuovi nomi per l’attacco di Gasperini! Le ultimissime notizie sui giallorossi

La Roma di Gian Piero Gasperini ritrova il successo dopo due sconfitte consecutive in campionato. Anche contro il Como è bastato l’ennesimo 1-0, firmato questa volta da Wesley, per riportare i giallorossi sulla strada giusta e ridare fiducia all’ambiente.

In vista di gennaio, però, la società continua a lavorare sul mercato alla ricerca di un centravanti affidabile. Finora Ferguson e Dovbyk non hanno offerto le garanzie sperate, motivo per cui la dirigenza sta valutando diversi profili per rinforzare il reparto offensivo.

Oltre al già noto interesse per Joshua Zirkzee, due nuovi nomi sono finiti sul taccuino: il giovane Ekhator del Genoa e Beto dell’Everton. Due attaccanti molto diversi per età ed esperienza, ma entrambi considerati potenziali rinforzi utili per completare l’attacco di Gasperini. Lo riporta Gianluca Di Marzio.

LEGGI ANCHE – Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Lazio, Lotito duro: «La Lazio è inscalabile, i tifosi purtroppo mi dovranno sopportare»

Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, ha preso la parola a margine della cena di Natale del club, rilasciando alcune dichiarazioni

Claudio Lotito, presidente della Lazio, è intervenuto a margine della cena di Natale del club, soffermandosi su alcuni temi chiave. Le sue dichiarazioni, riportate dal Corriere dello Sport, hanno acceso nuovamente il dibattito:

PAROLE – «Se i tifosi si sentono traditi? Il tradito sono io perché ho sempre lavorato solo e soltanto per la Lazio. La Lazio è inscalabile, purtroppo mi dovranno sopportare, non è che se mi fanno i cori contro o mi mettono pressione io vendo la società.

Casomai saranno loro che devono fare un passo indietro. Io faccio l’imprenditore e vivo fuori dalla Lazio, loro no. Il clima di tensione non l’ho creato io, c’è qualcuno che l’ha creato. Questo clima sta nuocendo alla Lazio ma nuocerà anche alle stesse persone che lo creano».

LEGGI ANCHE Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Le prime pagine sportive nazionali – 16 dicembre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Roma Como, Fabregas nel post gara: «Nessuno mi chiederà più dell’Europa e sono contento. Per il mercato si vedrà… Ecco cosa è successo a Diao e Addai»

Roma Como, le dichiarazioni del tecnico lariani Cesc Fabregas nel post partita di Serie A: le sue parole

Il tecnico della Como, Cesc Fabregas, ha analizzato il match di Serie A Roma Como. Ecco le sue parole raccolte da CalcioNews24:

PAROLE «Diao e Addai si sono infortunati al flessore, non so quanto sia grave ma è un peccato, sono giovani e hanno voglia di giocare. Ci sono cose da migliorare, si può sempre crescere, ma la squadra ha lottato

Con Mancini c’è stata una chiacchierata onesta, so che c’è esperienza e furbiziasono cose che succedono nel calcioNessuno mi chiederà più dell’Europa e sono contento. Per il mercato si vedrà, ci confronteremo con la societàOggi ha giocato Baturina, sarà il momento di Kuhn, Nico Paz può giocare attaccante

LEGGI ANCHE Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Roma Como, Gasperini nel post gara: «Soulé ha fatto una grande partita. Questa è la nostra miglior partita in casa fino a ora»

Roma Como, le dichiarazioni del tecnico giallorosso Gian Piero Gasperini nel post partita di Serie A: le sue parole

Il tecnico della Roma, Gian Piero Gasperini, ha analizzato il match di Serie A Roma Como. Ecco le sue parole riprese da Gianluca Di Marzio:

PAROLE «Soulé ha fatto una grande partita. Stasera fai fatica a fare dei distinguo nel rendimento, ma da parte di tutte e due le squadre. Entrambe volevano vincere, e noi siamo stati bravi, sempre molto precisi. Questa è la nostra miglior partita in casa fino a ora»

«Da inizio anno siamo solidi. Quando perdiamo è sempre di misura, ma da qualche giornata abbiamo iniziato anche a creare diverse occasioni. Anche stasera abbiamo prodotto tantissimo, giocando con molta qualità. Se firmerei per il 4 posto? Non firmo mai, ma sarei contento. In questo momento a me interessa che si facciano questo tipo di partite, il pubblico ha una passione incredibile, c’è un entusiasmo contagioso e in casa ci mancava questo»

«Ci sono squadre più attrezzate, sì. Però questi ragazzi danno l’anima e non è detto che dei giocatori sulla carta migliori poi abbiano lo stesso spirito e la stessa disponibilità. Siamo una buona squadra, giocare contro di noi non è facile per nessuno».

LEGGI ANCHE Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

×