Pagina 480 – Calcio News 24

Barcellona, una vittoria importante contro il Siviglia. La situazione non lascia dubbi anche per il futuro

Barcellona, grandissima vittoria in quel di Siviglia. Una goleada tanto decisiva per la squadra catalana. Il punto

Colpo grosso del Barcellona a Siviglia. In una partita pirotecnica dai due volti, i blaugrana espugnano il campo del Betis per 5-3 e lanciano un messaggio forte al campionato. La vittoria permette alla squadra di Hansi Flick di riportarsi momentaneamente a +4 sul Real Madrid, atteso stasera dalla sfida casalinga contro il Celta Vigo.

La gara è stata un ottovolante: il Barça ha dominato per oltre un’ora, ribaltando l’iniziale svantaggio firmato Antony e mettendo in mostra una potenza offensiva devastante. Nel finale, tuttavia, un brusco calo di tensione – complici le massicce rotazioni in vista dell’imminente impegno di Champions League contro l’Eintracht Francoforte – ha permesso agli andalusi di accorciare le distanze. Il tecnico tedesco Flick preferisce comunque guardare il bicchiere mezzo pieno: «Sono molto contento dei miei giocatori. Siamo sulla strada giusta e dopo le buone prestazioni recenti, l’obiettivo ora è battere l’Eintracht martedì».

Il mattatore assoluto della serata è stato Ferran Torres, autore di una splendida tripletta. «L’importante era vincere su un campo così difficile. Voglio continuare a mettere in difficoltà l’allenatore nelle sue scelte», ha dichiarato l’attaccante valenciano. A completare la “manita” ci hanno pensato la sorpresa Roony, titolare inatteso, e il solito Lamine Yamal su rigore. Assente per un affaticamento muscolare Raphinha, che dovrebbe comunque recuperare per l’Europa.
Con il Barcellona sereno, la pressione si sposta ora tutta sulla Casa Blanca. Xabi Alonso, alla vigilia del match contro il Celta, chiede al suo Real Madrid continuità e lucidità, indicando la recente vittoria di Bilbao come potenziale punto di svolta. «Vogliamo fare una partita completa al Bernabéu», ha detto il tecnico basco, rassicurando poi l’ambiente sulla propria tenuta mentale di fronte alle critiche: «So dove mi trovo e le esigenze del club. Serve calma, autocritica senza punirsi troppo, e concentrarsi sull’essenziale per costruire qualcosa di importante».

Formazioni ufficiali Cremonese Lecce, ecco le scelte per il match di Serie A

Formazioni ufficiali Cremonese Lecce. Le scelte dei due allenatori per un match decisivo nella lotta salvezza e nella corsa alla continuità

Le Formazioni ufficiali Cremonese Lecce accendono il lunch match della quattordicesima giornata di Serie A, in programma domenica 7 dicembre alle 12:30. Dopo la parentesi di Coppa Italia, il campionato torna protagonista e allo stadio Zini andrà in scena una sfida che mette in palio punti cruciali per gli obiettivi stagionali di entrambe le squadre.

La Cremonese arriva all’appuntamento con grande fiducia, trascinata dalla preziosa vittoria conquistata a Bologna. La doppietta di Jamie Vardy ha permesso agli uomini di Davide Nicola di archiviare un successo importante che li ha proiettati all’undicesimo posto con 17 punti. I grigiorossi sono una delle rivelazioni di questa Serie A: competitivi, organizzati e capaci di far male anche a club di prima fascia, come dimostrano i successi contro Milan e Bologna e il pari contro l’Atalanta.

Più complessa la situazione del Lecce di Eusebio Di Francesco, che con 13 punti occupa il quattordicesimo posto, restando però a sole tre lunghezze dalla zona retrocessione. Il recente successo per 2-1 sul Torino ha ridato morale al gruppo, ma per lasciare le zone calde della classifica servirà continuità, soprattutto nelle gare lontano dal Via del Mare. La partita dello Zini diventa dunque un crocevia fondamentale per testare la maturità dei giallorossi.

Con le Formazioni ufficiali Cremonese Lecce ormai definite, cresce l’attesa per un match che si prospetta equilibrato e combattuto.

Formazioni ufficiali Cremonese-Lecce

CREMONESE (3-5-2): Audero; Terracciano, Baschirotto, Bianchetti; Barbieri, Payero, Bondo, Vandeputte, Floriani Mussolini; Bonazzoli, Vardy.
Allenatore: Nicola.

LECCE (4-2-3-1): Falcone; Veiga, Gaspar, Tiago Gabriel, Gallo; Ramadani, Coulibaly; Pierotti, Berisha, Banda; Stulic.
Allenatore: Di Francesco.

Le Formazioni ufficiali Cremonese Lecce confermano l’importanza della sfida: la Cremonese vuole consolidare la propria sorprendente posizione, mentre il Lecce cerca punti vitali per dare continuità al proprio percorso. Una gara che promette intensità, equilibrio e un’alta posta in palio.

QUI: TUTTE LE ULTIME NOTIZIE DI SERIE A

Montella sicuro: «Napoli Juve grande partita. Turchia? Molti dicono sia superiore all’Italia, ma…»

Vincenzo Montella ha voluto rilasciare qualche dichiarazione in vista di quella che sarà stasera Napoli Juventus

Commissario Tecnico della Turchia che al parti dell’Italia dovrà passare dai playoff per accedere ai Mondiali, Vincenzo Montella guarda a Napoli-Juventus di stasera con grande interesse. Ecco cosa ha raccontato a La Gazzetta dello Sport.

LA TURCHIA NON É INFERIORE ALL’ITALIA – «Sicuri? Secondo me vi buttate troppo giù. Credo che con Gattuso l’Italia stia tornando l’Italia. Ci vuole un po’ di tempo. I giocatori non mancano».

SPALLETTI ALLA JUVE – «Lui incide quando ha tempo. Diamogli tempo».

CONTE E LO SCUDETTO – «Ripetersi non è impossibile, il primo è stato già un’impresa e il momento di crisi sembra già passato».

ARDA GULER – «Sta crescendo fisicamente e questo è importantissimo. Può giocare in tutti i ruoli della mediana: play, mediano, trequartista. E come Yildiz i margini di miglioramento sono notevoli».

I PLAYOFF DELL’ITALIA – «Il Galles lo conosco, l’ho affrontato tre volte e fatto tre pari, due dei quali fuori casa. La differenza tra quando gioca a Cardiff e quando va all’estero è notevole. Partita complicata, sono molto rognosi. La Bosnia non mi pare meglio, ma se vuoi il Mondiale…».

IL SUO FUTURO – «Ho rinnovato fino al 2028, sono stimato e apprezzato In Turchia si vive bene».

Delio Rossi sicuro: «Quella gara decisiva per la rincorsa all’Europa. Voglio pensare che…»

Delio Rossi ha voluto dire la sua opinione su quella che sarà la sfida tra Bologna e Lazio. Ecco le dichiarazioni

Delio Rossi è stato un allenatore che alla Lazio conoscono molto bene ed anche a Bologna. Per questo oggi La Gazzetta dello Sport ha chiesto un parere sul confronto tra le due squadre che oggi si affronteranno all’Olimpico alle ore 18, in un match che deve confermare quanto di buono hanno messo in scena in Coppa Italia (eliminando Milan e Parma) e cancellare quanto invece non ha funzionato nell’ultimo turno di campionato (Milan-Lazio 1-0 e Bologna-Cremonese 1-3).

COME STANNO LE DUE SQUADRE – «Si affrontano due squadre in salute. Il Bologna sta facendo molto bene, anche se ha perso l’ultima gara di campionato. Ma ormai è diventata una realtà importante del nostro calcio e può ancora migliorare. La Lazio è partita male per vicissitudini varie, ma adesso ha trovato il passo giusto ed è in crescita. Sarà un match molto equilibrato».

IL RITORNO DI IMMOBILE – «Alla Lazio manca un attaccante come lui. Ovviamente il Ciro giovane. Ma l’assenza di un centravanti che faccia tanti gol è una lacuna che hanno molte squadre in Serie A».

QUI: TUTTE LE ULTIME NOTIZIE DI SERIE A

Napoli Juve, Spalletti ritorna dove ha fatto la storia. Un grande evento per tutti!

Napoli Juve, una situazione particolare dove Luciano Spalletti ritorna dove ha fatto la storia

Il calcio si conferma un «mistero buffo», capace di disegnare traiettorie umane e professionali imprevedibili.

Il destino ha voluto che il ritorno di Luciano Spalletti a Napoli, sulla panchina della rivale storica Juventus, avvenisse proprio oggi, 7 dicembre. Un editoriale di Xavier Jacobelli su Tuttosport ricorda una data simbolica:

esattamente due anni fa, il tecnico di Certaldo riceveva la cittadinanza onoraria partenopea dopo la cavalcata trionfale del terzo scudetto.
L’emozione di quel giorno, quando Spalletti dichiarò «Mi sento ufficialmente uno scugnizzo… me ne sono andato per preservare la bellezza che avevo nel cuore», si scontra oggi con un presente che lo vede avversario.

Non sorprende che il tecnico viva un «personale tumulto dei sentimenti» e che la trasferta sia stata organizzata come un blitz per ridurre l’impatto emotivo dell’«Effetto Fuorigrotta».
Il calendario ha apparecchiato un paradosso sardonico: il cittadino onorario di Napoli (con il tricolore azzurro tatuato sul braccio) guida la Juve, mentre a difendere il titolo del Napoli c’è Antonio Conte, autentico «totem Juve» da giocatore e allenatore. Un «groviglio di emozioni e di passioni» in cui si tufferanno i cinquantamila del Maradona.


C’è poi un parallelismo storico: Spalletti è stato chiamato dalla Juventus per un’opera di ricostruzione simile a quella affidata a Conte nel 2010 dopo anni difficili. Spalletti ha accettato la sfida in una società che ha cambiato sei allenatori in cinque anni, senza badare troppo alle metafore sui “ristoranti da 100 euro” care al suo predecessore.


Resta l’ultimo dubbio: come accoglierà Napoli il suo “Scugnizzo”? Tra applausi e possibili pernacchie, per Jacobelli Spalletti merita solo i primi, perché, citando De Crescenzo, il tempo si misura sull’intensità delle esperienze vissute, e quella di Spalletti a Napoli è stata indelebile.

LEGGI ANCHE LE ULTIME DI SERIE A

Altafini senza mezzi filtri: «Napoli Juve? Se i bianconeri dovessero vincere manderebbero quel segnale»

José Altafini chiaro su quella che sarà stasera la gara Napoli Juve, nel mezzo anche qualche opinione di calciomercato

José Altafini, leggenda del calcio italiano con 216 gol in Serie A e un passato glorioso con Milan, Napoli e Juventus, analizza su Tuttosport il big match del Maradona e la corsa scudetto.

NAPOLI-JUVE «Se la Juve vince stasera a Napoli può rientrare in corsa per lo scudetto. Quello di quest’anno è un campionato davvero equilibrato e ricco di imprevisti: per questo i bianconeri – qualora dovessero fare i 3 punti oggi – possono ancora dire la loro per i primissimi posti».

LA GARA CHIAVE PER LA JUVE «Finora la Juve ha fatto fatica, ma la partita di oggi è uno scontro diretto e può permettere alla Signora di rientrare in corsa anche per la vetta in caso di vittoria».

COME VALUTA IL PRIMO MESE DI SPALLETTI «Positivamente. Si intravedono dei miglioramenti. Luciano è un bravo allenatore e sta cercando di aggiustare le cose, ma gli serve una mano anche da parte dei dirigenti».

A COSA ALLUDE «Al mercato. Finora i dirigenti in questi anni hanno fatto tanti pasticci e pagato tanto dei giocatori che non hanno reso secondo le aspettative e non si sono dimostrati all’altezza della Juve. Mancano 2-3 innesti per alzare il livello. Soprattutto a centrocampo, dove avevano un top come Rabiot ma l’hanno mandato via: che errore! Qualcuno dovrebbe mangiarsi le mani, visto che adesso il francese fa le fortune del Milan…».

FRATTESI IDEALE PER LA JUVE «Sarebbe l’ideale più per la Juve. A Napoli si troverebbe chiuso da Anguissa; mentre da Spalletti, come già accaduto, in Nazionale verrebbe valorizzato al massimo. Frattesi è forte ma all’Inter ha poco spazio: necessita di giocare e lo vedrei bene in bianconero».

L’ASSENZA DI VLAHOVIC «L’assenza di Dusan rappresenta una brutta tegola per la Juve: stava giocando benissimo e finalmente era diventato il trascinatore della squadra. La sua mancanza si farà sentire, però ho fiducia in David. Il canadese in Francia ha sempre fatto tanti gol e non può aver disimparato come si fa a segnare. Li farà anche in Italia, a patto che gli venga data fiducia per 6-7 partite di fila. Non si può giudicare un centravanti in base a pochi minuti o a qualche spezzone. Gli allenatori hanno fretta e poca pazienza, ma le punte per esprimersi al meglio hanno bisogno di fiducia e continuità»

LE ASSENZE IN DIFESA «Tanto, ma ho fiducia in Kalulu. Il francese mi sta piacendo e l’ho visto più brillante rispetto all’ultimo periodo al Milan. È cresciuto molto».

GLI INFORTUNI DEL NAPOLI «Questo è l’avversario principale e più duro da battere per Conte. Antonio è formidabile e ha trovato una valida soluzione col cambio di modulo, ma ha fuori tutto il centrocampo. Senza infortuni il Napoli può rivincere lo Scudetto. Se però ogni settimana perde un giocatore, la questione si complica e devono fare attenzione a una rivale…».

LA PRINCIPALE RIVALE «Il Milan. I rossoneri hanno il vantaggio di non giocare le coppe e avere solo un impegno a settimana: in un torneo così equilibrato può fare la differenza. Allegri poi ha dimostrato a chi lo criticava alla Juve tutto il suo valore. Qualcuno dovrebbe pentirsi per come l’ha trattato…».

ALLEGRI SEGRETO DELLA RINASCITA MILANISTA «Assolutamente sì. Alla fine la rosa milanista è praticamente la stessa dell’anno scorso, quasi nessuno dei nuovi acquisti sta giocando. Ergo il valore aggiunto è Max. A centrocampo hanno preso Modric, che è straordinario ma hanno perso un campione come Reijnders. Senza dimenticare che la società ha venduto anche un altro big come Theo Hernandez, che a sinistra faceva la differenza. Dietro poi sono e giocano gli stessi dell’anno scorso: come mai Tomori-Gabbia-Pavlovic l’anno scorso prendevano sempre 1-2 gol a partita e adesso no? È semplice: Allegri è stato bravissimo nell’inculcare loro una grande organizzazione in fase difensiva e i risultati si vedono. Ora però la società lo deve supportare, rinforzando la rosa».

COSA MANCA AL MILAN PER LO SCUDETTO «Un Altafini (ride). O anche un Van Basten non sarebbe male. A questo Milan serve un attaccante: uno di quelli che la butta sempre dentro. Bastava uno come Vardy…».

Inter, come stanno andando le cose con Chivu? L’analisi non lascia dubbi sulla squadra nerazzurra

Inter, come stanno andando le cose con Chivu dopo la vittoria contro il Como? La situazione non lascia alcun dubbio

Su La Gazzetta dello Sport, Arianna Ravelli analizza l’importante e inequivocabile poker rifilato dall’Inter al Como. Nell’anticipo di San Siro, l’Inter di Cristian Chivu ha lanciato un messaggio forte al campionato, travolgendo la rivelazione del torneo. Sebbene Cesc Fabregas abbia dichiarato nel post-partita di non aver visto «troppa differenza in campo» – affermazione che Ravelli non condivide, dati i valori espressi –, la sua squadra è stata «asfissiata con un pressing molto alto» dai nerazzurri.

La vittoria porta la firma indelebile di Chivu, che ha «stravinto la partita» contro l’allenatore che in estate era stato vicino alla panchina interista. La sua squadra ha «aggredito dal primo minuto», impedendo al Como di sviluppare il suo gioco abituale. Il «pressing selvaggio» è ormai l’impronta tattica data dal tecnico romeno, una strategia dispendiosa ma efficace, come dimostra il terzo gol di Calhanoglu, nato da una riconquista palla con «quattro giocatori dell’Inter» addosso a due difensori avversari.

Ma il vero capolavoro di Chivu, secondo Ravelli, è forse «gestionale» più che tattico. Con pazienza e scelte oculate (come l’inedito ritiro pre-partita), l’allenatore sta riuscendo a lanciare e valorizzare i nuovi acquisti inizialmente in difficoltà. Dopo Andy Diouf in Coppa Italia, contro il Como «è stato Luis Henrique finalmente a sbocciare», fornendo l’assist per il gol di Lautaro. Questo allarga le rotazioni, rendendo sostenibile il dispendioso stile di gioco e rivalutando le strategie di mercato del club.

Ora l’Inter attende le risposte delle rivali per capire se il primato reggerà, ma la prestazione di ieri è un chiaro avvertimento. E l’imminente sfida di Champions contro un Liverpool in difficoltà «potrà dare un’idea anche del valore europeo dell’Inter».

QUI: TUTTE LE ULTIME NOTIZIE DI SERIE A

Mondiali 2026, l’Italia è favorita per la vittoria? L’analisi non lascia alcun dubbio sulla vincenda

Mondiali 2026, chi sono le favorite per la vittoria del titolo? Ecco l’analisi fatta da Repubblica sulla questione

Gabriele Romagnoli affida alle colonne de La Repubblica una riflessione tra il sarcastico e il visionario sui prossimi Mondiali del 2026. L’articolo parte da un sogno iniziale: vedere trionfare una squadra inedita, rompendo l’egemonia delle solite otto nazioni che hanno già alzato la coppa.

Le favorite attuali sono le solite note (Francia, Spagna, Argentina, Brasile), mentre l’Italia, la cui qualificazione è ancora incerta, è relegata dai bookmaker a un malinconico 23° posto, dietro anche agli Stati Uniti in ascesa.

Ma l’analisi si sposta presto dal campo alla geopolitica del calcio, commentando con tagliente ironia la cerimonia del sorteggio che ha celebrato «le nozze tra Infantino e Trump, dispensatori ufficiali di felicità e pace nel mondo». Un Mondiale mastodontico che all’autore ricorda per certi versi quello del 1930, vinto dai padroni di casa anche grazie a un guardalinee che rimise in gioco un pallone uscito.

Oggi c’è la tecnologia, nota Romagnoli, ma spesso si continuano a negare le evidenze con la stessa «autocratica ineleganza». Di fronte a questo scenario, e dopo quello che definisce un «venerdì nero della dignità», Romagnoli lancia la sua vera, provocatoria fantasia: un sussulto d’orgoglio del Vecchio Continente. L’idea è che l’Europa si desti –«un volgo disperso repente si desta», citando Manzoni – e ritiri le singole nazionali per presentare un unico, fortissimo, “UE Football Team”.

Questa mossa ridurrebbe il torneo a 32 squadre «vere», eliminando le partite riempitivo di quelli che l’autore chiama «104 Super Bowl». Sarebbe una corazzata con Guardiola in panchina e un tridente da sogno composto da Mbappé, Haaland e Yamal. Una squadra anche dal forte valore simbolico, che schiererebbe in porta l’ucraino Trubin, affinché «niente e nessuno passi il confine tracciato tra i pali». La chiosa finale è un gioco di parole che suona come un manifesto: «Non abbiate fifa, abbiate Uefa».

QUI: TUTTE LE ULTIME NOTIZIE DI SERIE A

Jamie Vardy e la sua consacrazione alla Cremonese. Goal, emozioni e…

Jamie Vardy è completamente rinato alla corte della Cremonese. Goal ed emozioni

A quasi 39 anni, Jamie Vardy non ha alcuna intenzione di smettere di stupire.

Arrivato a Cremona l’ultimo giorno di mercato dopo un’estate da svincolato, l’eterno bomber inglese sta ritrovando la forma migliore e, soprattutto, il feeling con il gol. La doppietta contro il Bologna ha acceso l’entusiasmo dello Zini, che oggi, nel lunch match contro il Lecce (ore 12.30), si prepara a spingerlo verso una nuova impresa.


L’impatto di Vardy non è stato solo tecnico, ma anche umano. L’umiltà con cui si è calato nella nuova realtà ha conquistato tutti, compagni e mister Nicola. E la sua leggenda continua a varcare i confini: oggi allo stadio sono attesi circa quaranta tifosi provenienti direttamente da Leicester, pronti a sostenere il loro idolo. Una sorta di pellegrinaggio iniziato quasi per caso a fine settembre da una coppia di supporter e cresciuto di partita in partita.


Anche gli avversari non nascondono l’ammirazione. Eusebio Di Francesco, tecnico del Lecce reduce dalla vittoria sul Torino, ha speso parole al miele per l’attaccante grigiorosso: “Alla sua tenera età ha dimostrato di essere un campione. Ha una capacità di attaccare la profondità come pochi, mi ricorda Pippo Inzaghi. Quando è lì davanti perdona poco, è un’arma importante per loro”.


Nicola, che dovrà fare a meno di Pezzella febbricitante (pronto Floriani a sinistra), si affiderà alla coppia gol Vardy-Bonazzoli per scardinare la difesa salentina, finora molto solida in trasferta. “Il Lecce lotta per il nostro stesso obiettivo, sarà una battaglia”, ha avvertito il tecnico della Cremonese. Una battaglia che i grigiorossi affronteranno con una maglia speciale natalizia, dedicata alla campagna “Soli mai” contro la solitudine. Con un Vardy così, però, la Cremonese non è mai sola.

LEGGI LE ULTIME NOTIZIE DI CALCIONEWS24

Pulisic ci sarà lunedì? Le ultime indiscrezioni in casa Milan non lasciano dubbi. Il punto

Christian Pulisic ci sarà in casa Milan? Ecco l’indiscrezione sulla squadra rossonera

Anche nei pochi minuti giocati contro la Lazio, Christian Pulisic ha confermato la sua imprescindibilità per il Milan. Subentrato nel finale, come da piano gara di Allegri, l’americano ha sfiorato il pareggio e creato scompiglio, dimostrando ancora una volta di essere l’uomo in più di questa squadra.


Tuttosport vi dedica un approfondimento: Pulisic è un vero e proprio talismano per Allegri: quando segna, il Milan vince sempre. Con sette gol stagionali tra campionato e Coppa Italia, l’ex Chelsea non è solo un attaccante prolifico, ma un fondamentale raccordo tra i reparti, capace di liberare spazi per Leao. L’intesa con il portoghese cresce allenamento dopo allenamento, affinando i meccanismi del 3-5-2 che li vede come coppia titolare ideale.


Il capitano degli Stati Uniti sta vivendo il suo miglior inizio di stagione in rossonero, superando i numeri delle due annate precedenti. Con 39 reti totali, è a un passo dal traguardo dei 40 gol, che gli permetterebbe di agganciare Aldo Maldera nella classifica marcatori all-time del club, e punta deciso a quota 50.


Lunedì sera, Pulisic tornerà all’Olimpico Grande Torino con una motivazione extra: riscattare il rigore sbagliato la scorsa stagione in un momento delicato. Quell’errore contribuì alla sconfitta contro i granata, in uno stadio dove il Milan ha vinto solo una volta negli ultimi anni (il clamoroso 0-7 del 2021).
Dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia, Allegri vuole mantenere alta la concentrazione in campionato. Il ritorno a pieno regime del suo talismano è la notizia migliore per affrontare la trasferta di Torino e arrivare alla Supercoppa Italiana nella migliore posizione possibile. Con Pulisic in campo, il Milan sa di avere un’arma in più per inseguire i suoi obiettivi.

LEGGI ANCHE LE ULTIME DI SERIE A

Salvatore Esposito sicuro: «Napoli Juve sfida importante. Tra Conte e Spalletti dico…»

Salvatore Esposito si esprime così su quella che sarà Napoli Juve di campionato

Tifosissimo del Napoli, noto come Genny in Gomorra, Salvatore Esposito parla del big-match del Maradona, dove Conte e Spalletti si affrontano in una gara molto sentita e decisamente importante per la classifica. Ecco le sue parole a La Gazzetta dello Sport per quella che considera «la madre di tutte le partite».


RICORDI – «Faccio in fretta a trovare quello che ho maggiormente impresso nella memoria, e non perché è il più recente: per me la vittoria dell’anno scorso ha avuto un peso determinante per la conquista dello scudetto. Io ce l’ho ancora negli occhi quella giornata: intuii in quel momento che ce l’avremmo fatta. Fu una dimostrazione di forza».


TANTE ASSENZE – «Spero che sia una bella partita e spero anche che non ci siano infortuni, perché qui sta diventando una vicenda assurda. Non so da che cosa dipenda, se sia un mix di cause tra preparazione, clima, allenamenti, usura, sfortuna, ma ogni settimana perdiamo un pezzo».


TORNA SPALLETTI – «E io lo applaudirei, che ha merito con la società e i calciatori per il terzio scudetto ma probabilmente è quello che ha influito di più. Le scelte professionali non si discutono, bisogna rendere omaggio a chi ci ha regalato qualcosa. E non è andato via come un traditore, anzi».

LEGGI ANCHE LE ULTIME DI SERIE A

Calciomercato Juve, Yildiz corteggiato da molte squadre estere. Il punto

Calciomercato Juve: Yildiz nel mirino di un top club europeo. La posizione della Juventus e del giocatore sul rinnovo

Il tema più caldo del Calciomercato Juve riguarda senza dubbio il futuro di Kenan Yildiz, ormai considerato uno dei patrimoni tecnici più preziosi della squadra bianconera. Le sue prestazioni da leader, condite da gol decisivi e giocate di altissimo livello, hanno acceso i riflettori di tutta Europa. E nelle ultime ore è emerso un interesse concreto da parte di una big inglese, elemento che ha acceso l’allarme nella dirigenza juventina.

A evidenziare la delicatezza della situazione è stato il giornalista Gianni Balzarini, che sul suo canale YouTube ha analizzato il contesto attuale con particolare attenzione alle minacce provenienti dalla Premier League. Pur essendo legato alla Juventus da un contratto fino al 2029, Yildiz rappresenta un dossier prioritario da blindare già entro la fine di questa stagione.

Un contratto lungo non basta: la necessità di un adeguamento

Nonostante le rassicurazioni di Giorgio Chiellini, che ha ribadito la volontà della Juventus di trattenere a lungo il numero 10, Balzarini ha chiarito che la durata del contratto non è sufficiente a garantire una protezione totale. La crescita esponenziale del turco rende indispensabile un adeguamento economico e tecnico del suo ruolo nel progetto bianconero. Senza questo passaggio, spiegano gli addetti ai lavori, il rischio è di alimentare l’interesse delle big europee.

Calciomercato Juve: l’Arsenal si muove

Secondo Balzarini, la prima squadra a farsi avanti è stata l’Arsenal, che avrebbe già chiesto informazioni sul talento classe 2005. Si tratta ancora di un contatto esplorativo, ma il club londinese ritiene che le qualità fisiche e tecniche di Yildiz si sposino perfettamente con il ritmo della Premier League. Una tentazione da non sottovalutare, soprattutto se la Juventus tardasse a chiudere il discorso rinnovo.

Le richieste di Yildiz: non solo soldi, ma un progetto vincente

Il giocatore, però, non si muove solo per motivi economici. Secondo l’analisi, Yildiz vuole garanzie tecniche: desidera far parte di una squadra competitiva, capace di lottare ogni anno per obiettivi importanti. Non pretende la certezza delle vittorie, ma quella di un progetto ambizioso.

Per il Calciomercato Juve, la missione è chiara: chiudere il rinnovo entro giugno per evitare che uno dei gioielli più luminosi del club diventi un rimpianto.

LEGGI ANCHE LE ULTIME SU CALCIONEWS24

Calciomercato Sampdoria, questo giocatore potrebbe partire a gennaio: il club ha confermato l’interesse. I dettagli

Calciomercato Sampdoria, Ioannou potrebbe andare a firmare con il Pafos a gennaio. C’è l’interesse del club cipriota per lui

Il calciomercato della Sampdoria entra in una fase sempre più dinamica, con movimenti che coinvolgono non solo il panorama italiano ma anche quello internazionale. Una delle trattative più calde delle ultime ore riguarda Nikolas Ioannou, terzino sinistro approdato a Genova nel 2023 e ora al centro dell’interesse del Pafos FC. La società cipriota, infatti, ha manifestato ufficialmente la volontà di portare il giocatore in squadra, aprendo un canale di dialogo con la Sampdoria per valutare un possibile trasferimento. La notizia, diffusa attraverso l’esperto di mercato Nicolò Schira, ha immediatamente acceso la discussione attorno alle strategie del club blucerchiato.

Se l’affare dovesse concretizzarsi, rappresenterebbe un colpo significativo per il Pafos FC, deciso a rafforzare la propria retroguardia con un elemento di esperienza internazionale. Dal punto di vista del giocatore, questo scenario potrebbe tradursi in una nuova opportunità di crescita, con un minutaggio potenzialmente più alto rispetto a quello raccolto nell’attuale stagione con la Sampdoria. Il calciomercato della Sampdoria, infatti, apre spesso alla possibilità di rivalutare i profili meno utilizzati, permettendo ai calciatori di ritrovare centralità altrove e al club di gestire al meglio la rosa.

Nikolas Ioannou, classe 1995, è un nome ben noto nel suo Paese. Cresciuto nel vivaio dell’APOEL, ha vissuto esperienze importanti anche fuori dai confini ciprioti, in particolare in Inghilterra con il Nottingham Forest. Difensore abile sulla corsia sinistra, unisce una buona solidità nella fase arretrata a interessanti capacità di spinta offensiva. Caratteristiche che lo hanno reso un punto di riferimento della nazionale cipriota. Tuttavia, nella Sampdoria il suo impiego è stato altalenante, complice la forte concorrenza e le scelte tecniche. Questo potrebbe essere uno dei fattori principali che spingerà il giocatore a considerare seriamente la proposta del Pafos FC.

LEGGI ANCHE >>> Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Dal punto di vista delle trattative, il calciomercato della Sampdoria è ancora nella fase iniziale dei dialoghi, ma le parti sembrano intenzionate a trovare un’intesa in tempi ragionevoli. Rimane da definire la formula: un trasferimento a titolo definitivo o un prestito con diritto o obbligo di riscatto sono entrambe opzioni possibili e già adottate in precedenti operazioni simili. L’eventuale cessione di Ioannou consentirebbe, inoltre, alla Sampdoria di liberare risorse economiche e spazio salariale, un aspetto cruciale per una società che sta pianificando un rafforzamento mirato in vista dei prossimi impegni stagionali.

Il calciomercato della Sampdoria, dunque, si conferma vivace e ricco di spunti, con la situazione Ioannou che potrebbe diventare uno dei dossier più significativi di questa finestra di trattative.

Calciomercato Milan, Tare prosegue con la ‘linea verde’: nel mirino del ds rossonero uno dei migliori talenti presenti nel Bayern Monaco. Le ultimissime

Calciomercato Milan, Tare ha messo gli occhi su uno dei talenti del Bayern Monaco. Licina è l’ultimo nome finito nel mirino dei rossoneri

Il calciomercato del Milan continua a confermarsi come uno dei terreni su cui la società rossonera dimostra maggiore lucidità e progettualità. Sotto la guida di Massimiliano Allegri, il club non sta soltanto consolidando un’identità solida in campo, ma sta anche portando avanti una strategia chiara e mirata sul fronte delle operazioni in entrata. La filosofia adottata si fonda sulla cosiddetta linea verde, puntando su giovani talenti internazionali che possano diventare colonne portanti del futuro milanista. Un’impostazione che trova conferma nelle mosse già avviate dalla dirigenza nelle ultime settimane.

La prima operazione significativa del calciomercato del Milan è quella legata al giovane colombiano Juan David Arizala. L’esterno sudamericano è ormai considerato un obiettivo praticamente definito e rappresenta un investimento che guarda non solo all’immediato, ma soprattutto alla crescita a lungo termine. Dopo aver compiuto questo passo, la dirigenza rossonera ha spostato l’attenzione su un altro profilo di grande interesse, perfettamente in linea con la volontà di costruire un progetto che metta al centro talento, prospettiva e capacità di imporsi a livello europeo.

Nel mirino del calciomercato del Milan è finito ora Max Licina, uno dei giovani più promettenti delle giovanili del Bayern Monaco. Il suo nome è diventato rapidamente uno dei più discussi in ambito internazionale, e il Milan lo considera un rinforzo ideale per ampliare il ventaglio delle soluzioni offensive. La versatilità del giocatore è uno degli aspetti più apprezzati: Licina può occupare la fascia destra, dove può fare la differenza con velocità e dribbling, ma può anche essere impiegato sulla trequarti, ruolo in cui riesce a garantire imprevedibilità, visione di gioco e qualità nei passaggi decisivi.

LEGGI ANCHE >>> Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Portare Licina a Milano, tuttavia, non sarà semplice. Sul talento del Bayern hanno messo gli occhi anche Juventus e Inter, pronte a sfidare il Milan per aggiudicarsi un giocatore che promette un futuro importante. In un contesto così competitivo, la dirigenza rossonera potrebbe ricorrere a formule flessibili per facilitare la trattativa con il club tedesco. Una delle ipotesi sul tavolo prevede l’inserimento di una percentuale sulla futura rivendita del giocatore oppure un diritto di riacquisto a favore del Bayern. Un compromesso che permetterebbe al Milan di assicurarsi un talento di grande prospettiva, dimostrando allo stesso tempo capacità di negoziazione e visione internazionale.

Il calciomercato del Milan, dunque, prosegue con decisione su un percorso fatto di idee chiare e investimenti mirati, con l’obiettivo di costruire un futuro solido, giovane e competitivo.

Napoli, Conte ha sciolto le riserve della formazione in vista della partita contro la Juventus: questo il possibile undici

Napoli, Antonio Conte ha praticamente scelto la formazione che affronterà la Juventus. Presente Neres e anche Hojlund in attacco. Le ultime

Il Napoli di Antonio Conte si prepara a una sfida cruciale allo stadio Diego Armando Maradona, dove affronterà la Juventus di Luciano Spalletti. Nonostante l’emergenza infortuni che continua a colpire il Napoli senza tregua, il tecnico salentino ha cercato di curare ogni dettaglio per arrivare pronto a un confronto che potrebbe segnare un passaggio importante nella stagione degli azzurri. Le novità rispetto alla gara con il Cagliari non mancano e riflettono l’esigenza di adattarsi a una situazione di rosa ridotta ma comunque competitiva.

Secondo quanto emerso nelle ultime ore, Eljif Elmas prenderà il posto dell’infortunato Stanislav Lobotka, una scelta già nell’aria alla vigilia e ora praticamente certa. Il centrocampista macedone diventerà quindi il riferimento principale del Napoli in mezzo al campo, soprattutto considerando che Lobotka rappresentava l’unico regista puro a disposizione, complice anche il precedente stop di Gilmour. L’elenco degli indisponibili del Napoli rimane lungo: oltre ai due registi, mancheranno anche Anguissa, De Bruyne, Meret, Gutierrez e Lukaku. Una lista che non facilita le scelte di Conte, chiamato comunque a mantenere alto il livello competitivo della squadra.

LEGGI ANCHE >>> Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Tra le note positive per il Napoli c’è la crescita di Mathias Olivera. Dopo l’ottima prestazione contro la Roma, il terzino sembra aver convinto Conte a concedergli una maglia da titolare, superando nelle gerarchie Leonardo Spinazzola. Quest’ultimo è ormai recuperato, ma potrebbe essere inizialmente risparmiato in vista dei prossimi impegni.

Il Corriere dello Sport anticipa quello che dovrebbe essere l’undici del Napoli per la sfida contro la Juventus, sottolineando come Conte potrebbe effettuare fino a sette cambi rispetto alla formazione scesa in campo mercoledì in Coppa Italia. Nel 3-4-2-1 del tecnico, ritroveranno una maglia da titolare Rrahmani e Buongiorno, che completeranno la difesa a tre con Beukema. Sulle fasce del Napoli ci sarà Di Lorenzo a destra, mentre in mediana agiranno McTominay ed Elmas, con Olivera a completare il reparto. In avanti, il Napoli punterà sull’estro di Neres e Lang, schierati alle spalle di Hojlund, chiamato a guidare l’attacco in una serata che si preannuncia intensa. Tra i pali, come confermato, spazio ancora a Milinkovic-Savic.

Il Napoli, nonostante le difficoltà, vuole dimostrare di poter reagire e mantenere alto il livello delle proprie ambizioni. La sfida al Maradona sarà un banco di prova decisivo per misurare la forza, la resilienza e la profondità del gruppo guidato da Conte.

Roma, a Cagliari in emergenza: Gasperini pensa a questa soluzione tattica per sopperire alle diverse assenze

Roma, le diverse assenze potrebbero costringere a Gasperini di ragionare su un tridente ‘leggero’ contro il Cagliari. Presto la decisione definitiva

Nel panorama offensivo della Roma, Matías Soulé continua a rappresentare la stella più luminosa della formazione giallorossa, ma da diverse settimane anche Lorenzo Pellegrini sta attraversando un periodo di forma straordinario. Il capitano della Roma, spesso discusso nelle fasi più difficili della stagione, è tornato a imporsi come uno dei punti di riferimento tecnici ed emotivi della squadra. A confermarlo è stato ieri anche Gian Piero Gasperini, che in conferenza stampa ha voluto rimarcare la crescita dell’intero reparto offensivo della Roma, soffermandosi proprio su Pellegrini: «Pellegrini è straordinario, proprio come Soulé. È un calciatore forte, affidabile, sempre sul pezzo, e si allena alla grande. È anche un ragazzo eccellente, uno di quei capitani davvero legati alla squadra, alla stagione e al rendimento collettivo».

Le parole dell’allenatore sorprendono chi immaginava un Pellegrini mentalmente distante, visto che il suo contratto con la Roma scadrà a giugno e si era parlato di un possibile futuro lontano dalla capitale. E invece il numero 7 giallorosso ha risposto sul campo, mostrando non solo professionalità, ma anche un rinnovato entusiasmo nel guidare la Roma in una fase delicata della stagione. L’obiettivo, ora più che mai, è unico: riportare la Roma al successo ed evitare ulteriori passi falsi che potrebbero compromettere la corsa verso le zone nobili della classifica.

LEGGI ANCHE >>> Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Nel match contro il Cagliari, accanto a Soulé e Pellegrini, il terzo posto nel tridente offensivo della Roma dovrebbe essere conteso tra Baldanzi e Dybala. Al momento, secondo quanto riferisce La Gazzetta dello Sport, il giovane Baldanzi appare leggermente favorito, soprattutto perché Dybala ha trascorso la settimana condizionato dalla febbre. La scelta definitiva sulla trequarti sarà probabilmente l’ultimo nodo tattico da sciogliere nelle ore che precedono la partita.

La Roma, intanto, continua a lavorare con intensità per ritrovare ritmo, continuità e fiducia. I giallorossi sanno bene che ogni punto può essere decisivo per risalire la classifica e avvicinarsi a quelle posizioni europee che rappresentano l’obiettivo stagionale. Ritrovare una Roma brillante, concreta e consapevole delle proprie qualità è la priorità di De Rossi, che punta molto sulla leadership di Pellegrini e sulla fantasia di Soulé per alimentare nuove ambizioni.

In questo momento, più che mai, la Roma ha bisogno dei suoi uomini simbolo. E Pellegrini sembra pronto a dimostrare che il suo futuro, almeno per ora, parla ancora la lingua della capitale.

Le prime pagine sportive nazionali – 7 dicembre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Lazio, testa al Bologna: Sarri valuta la possibilità di schierare una sorpresa. Ecco le ultimissime sui biancocelesti

Lazio, Sarri lavora per portare a casa i tre punti e rilanciare i biancocelesti: possibile una nuova chance per quanto riguarda la difesa

La vigilia di campionato si presenta atipica per i biancocelesti: dopo la vittoria in Coppa Italia contro il Milan, il tecnico Sarri ha concesso un giorno di riposo, per poi organizzare una doppia seduta di allenamento prima della partita. La scelta evidenzia la volontà della Lazio di mantenere alta la concentrazione e di affrontare il Bologna nel migliore dei modi. La squadra ha lavorato principalmente su schemi tattici, movimenti difensivi e palle inattive, elementi che potrebbero fare la differenza in un match equilibrato.

Per la partita contro il Bologna, la Lazio dovrebbe presentare pochissimi cambi rispetto all’undici sceso in campo in Coppa Italia. L’unica certezza riguarda la porta, dove tornerà Provedel a sostituire Mandas. In difesa, Nuno Tavares è in vantaggio su Pellegrini per completare il quartetto difensivo, confermando la presenza di Gila, Romagnoli e Marusic. La linea mediana della Lazio sarà presumibilmente composta da Guendouzi, Vecino e Basic, con Dele-Bashiru pronto a subentrare nella seconda parte del match. Tra i convocati si rivedrà anche Cataldi, recuperato dall’infortunio al polpaccio e tornato a lavorare in gruppo; resta invece fuori Rovella, operato per la pubalgia e atteso al rientro in campo a gennaio.

In attacco, la Lazio dovrebbe confermare Castellanos come punta centrale, in vantaggio su Dia, mentre Noslin partirà dalla panchina. Le fasce vedranno Isaksen a destra e Zaccagni a sinistra, con Cancellieri pronto a guadagnare minuti nel secondo tempo, come già accaduto nel finale della partita contro il Milan.

La preparazione della Lazio riflette la volontà di Sarri di non lasciare nulla al caso: ogni dettaglio tattico e fisico è curato per affrontare un Bologna che si presenta come avversario insidioso, capace di mettere in difficoltà anche squadre di alta classifica. Il ritorno di giocatori chiave come Provedel e Cataldi aumenta le opzioni a disposizione del tecnico, dando maggiore equilibrio alla squadra.

In vista della partita, la Lazio punta a consolidare il buon momento e a mantenere alta la pressione nella corsa ai posti europei. Ogni sessione di allenamento a Formello serve a rafforzare la preparazione fisica e mentale della squadra, assicurando che i biancocelesti siano pronti a dare il massimo sul campo contro il Bologna.

Verona Atalanta, Zanetti nel post partita: “Serata davvero molto bella. Giovane? Ragazzo meraviglioso, dico una cosa”

Verona Atalanta, Zanetti nel post partita ha parlato ai microfoni di Sky Sport analizzando nei dettagli la prestazione della squadra

Nel post partita di Verona Atalanta Paolo Zanetti ha parlato ai microfoni di Sky Sport. Le parole del tecnico degli scaligeri.

PRESTAZIONE – «Davvero una serata fantastica. Loro sono una squadra di altissimo livello e non era assolutamente facile portare a casa i tre punti. Sono contento per i ragazzi. La strada è comunque molto lunga e non cambia nulla».

LEGGI ANCHE >>> IL LIVE DEL MATCH

GIOVANE – «Una settimana non facile per lui. Parliamo di un ragazzo meraviglioso e l’ho aiutato tanto visto che ha bisogno di entrare in un contesto familiare».

Verona Atalanta, Palladino nel post partita: «Chiediamo scusa ai tifosi per la prestazione. VAR? Non capisco una cosa»

Verona Atalanta, Palladino nel post partita è intervenuto ai microfoni di Sky Sport spiegando nei dettagli la prestazione dei suoi ragazzi.

L’Atalanta esce sconfitta dalla trasferta di Verona. E Raffaele Palladino ha parlato ai microfoni di Sky Sport analizzando la prestazione dei suoi ragazzi.

PARTITA – «Brutta prestazione. Chiediamo scusa ai tifosi per quanto successo. Non doveva essere questa la partita preparata. Non abbiamo capito la partita e adattarci a questo tipo di match».

ARBITRO – «Non ho capito il rigore che non ci hanno dato. Il VAR è stato fatto per migliorare le cose. Potevamo andare sull’1-2, ma ci siamo trovati sotto 3-0».

LEGGI ANCHE >>> IL LIVE DEL MATCH

PRESTAZIONE – «Non mi spiego una prestazione simile. La partita l’avevamo preparata bene, ma purtroppo sono successe cose inspiegabili. Una squadra troppo brutta e mi aspetto ora delle risposte da tutti».

Gimenez Milan, dalla Premier insistono per avere il messicano. La posizione dei rossoneri è molto chiara

Gimenez Milan, tra infortuni, dubbi sul futuro e un rendimento che preoccupa: il punto sulla situazione. Dalla Premier insistono

Il tema più caldo in casa rossonera in questi giorni è senza dubbio la situazione Gimenez Milan, diventata centrale dopo la sconfitta in Coppa Italia contro la Lazio. Mentre la squadra di Massimiliano Allegri cerca di rialzarsi preparando la delicata sfida di Serie A contro il Torino, il futuro e le condizioni dell’attaccante messicano continuano a tenere banco tra tifosi e addetti ai lavori.

Santiago Gimenez sta vivendo un periodo particolarmente difficile. L’ex Feyenoord è fermo ormai da un mese a causa di un persistente problema alla caviglia che ne sta rallentando il recupero. Anche nell’ultima seduta di allenamento ha svolto un programma personalizzato, segnale evidente che il suo rientro non è imminente. Di conseguenza, una sua convocazione per la trasferta contro il Torino appare altamente improbabile. La questione Gimenez Milan, però, non riguarda soltanto l’aspetto fisico.

Il rendimento dell’attaccante in campionato è infatti ben al di sotto delle aspettative. Nonostante l’importante investimento fatto dal club e le grandi speranze riposte in lui, Gimenez non è ancora riuscito a trovare il gol in Serie A. L’unica rete della sua stagione è arrivata in Coppa Italia contro il Lecce, troppo poco per un centravanti che dovrebbe guidare l’attacco rossonero. Questa difficoltà a incidere ha inevitabilmente acceso le prime discussioni sul suo reale inserimento nel progetto tecnico.

LEGGI ANCHE >>> Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Sul fronte mercato, la situazione Gimenez Milan si è fatta ancora più complessa dopo le recenti indiscrezioni provenienti dall’Inghilterra. Nonostante le dichiarazioni rassicuranti del suo agente, Rafaela Pimenta, che ai microfoni di ESPN ha parlato di una volontà comune – sia del giocatore che del club – di proseguire insieme, diversi club d’Oltremanica hanno iniziato a muoversi. TeamTalk ha infatti rivelato che il Leeds, già protagonista dell’acquisto di Noah Okafor dal Milan la scorsa estate, sarebbe pronto a tentare l’assalto per Gimenez. A questo interesse si è aggiunto anche quello del West Ham, che in Premier League lo vede come un possibile rinforzo per il reparto offensivo.

Il Milan per ora mantiene una linea chiara: nessuna intenzione di cedere il giocatore. Tuttavia, la fase di stallo del centravanti, unita ai primi malumori e agli interessamenti esterni, rende il quadro tutt’altro che tranquillo. La vicenda Gimenez Milan resta quindi aperta e sarà determinante capire se il messicano riuscirà a ritrovare condizione, fiducia e soprattutto gol nelle prossime settimane, elementi fondamentali per definire il suo futuro a un solo anno dal suo arrivo a Milano.

Pagelle Verona Atalanta, ecco i TOP e FLOP della sfida del Bentegodi valida per la quattordicesima giornata di Serie A

Pagelle Verona Atalanta, ecco i TOP e FLOP della sfida delle 20:45 del Bentegodi e valida per la quattordicesima giornata di Serie A

Prima vittoria per il Verona. Gli scaligeri, grazie ad un grande primo tempo, superano 3-1 l’Atalanta e salvano la panchina di Zanetti. Per la Dea un brusco ritorno alla realtà. I voti della sfida:

HELLAS VERONA (3-5-2): Montipò 6.5; Nunez 6.5, Nelsson 7, Bella-Kotchap 5; Belghali 7.5 (90’+2 Belghali s.v.), Niasse 6 (88′ Harroui s.v.), Al-Musrati 6, Bernede 7, Frese 6.5 (90’+2 Valentini s.v.); Giovane 8 (88′ Oyegoke s.v.), Mosquera 7 (81′ Sarr s.v.). 

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi 6.5; Djimsiti 5, Hien 5.5, Kossounou 5 (46′ Kolasinac 5); Zappacosta 5 (62′ Zalewski 5.5), Ederson, 5.5 (61′ Pasalic 5), De Roon 5, Bellanova 5; De Ketelaere 5.5 (70′ Samardzic 5.5), Lookman 5; Krstovic 4 (46′ Scamacca 6.5). 

Diretta gol Serie A, poker dell’Inter. Cadono Fiorentina e Atalanta

Diretta gol Serie A LIVE: sintesi, cronaca e tabellino delle sfide della 14a giornata! In campo Inter Como alle 18 e Verona Atalanta alle 20.45

Scende in campo la Serie A con i match della 14a giornata. Dopo Sassuolo-Fiorentina delle 15, in campo alle 18 Inter-Como e alle 20.45 Verona-Atalanta.

Due partite dalla storia che si preannuncia interessante con il match di San Siro vero e proprio scontro diretto per la zona Champions, con il Como che cerca l’aggancio al 4° posto, mentre l’Inter sogna una notte in vetta in attesa di Milan e Napoli in campo nei prossimi giorni.

Alle 20.45, invece, si gioca a Verona, con l’Hellas alla ricerca di punti salvezza e della prima vittoria stagionale, contro un’Atalanta che sotto la guida di Palladino prova a scalare la classifica per tornare, dopo un avvio complicato, nella zona europea.

Segui la LIVE di Diretta gol Serie A su Calcionews24.com


VERONA ATALANTA

90’+7 – Termina il match.

90’+2 – Ultimi due cambi nel Verona: fuori Belghali e Frese, dentro Kastanos e Belghali.

90′ – Sette minuti di recupero.

88′ – Altro doppio cambio in casa del Verona: fuori Giovane e Niasse, dentro Harroui e Oyegoke.

81′ – GOL ATALANTA! Dal dischetto si presenta Scamacca: Montipò spiazzato.

80′ RIGORE PER L’ATALANTA: Bella-Kotchap tocca con il braccio sulla conclusione di Scamacca e Mariani, dopo averlo visionato, assegna il tiro dal dischetto.

78′ – Primo cambio nel Verona: fuori Mosquera, dentro Sarr.

77′ – TRAVERSA ATALANTA! Lookman serve Scamacca e solamente il legno salva Montipò.

75′ – GOL DEL VERONA! Gli scaligeri chiudono il match in contropiede con Bernede.

70′ – Altra sostituzione per la Dea: fuori de Ketelaere, dentro Samardzic.

62′ – Altri due cambi in casa Atalanta: fuori Zappacosta ed Ederson, dentro Zalewski e Pasalic.

49′ – Buona occasione per la Dea. Montipò salva su un rimpallo in area di rigore.

46′ – Si riparte con due cambi: fuori Koussounou e Krstovic, dentro Kolasinac e Scamacca.

45’+2 – Fine primo tempo.

45′ – Giallo per Nelsson per un fallo su Krstovic. Termina il primo tempo.

36′ – GOL DEL VERONA! Prosegue il dominio della squadra di casa. Giovane raccoglie una respinta corta della squadra avversaria e batte Carnesecchi con una deviazione.

28′ – GOL VERONA! Meritato vantaggio degli scaligeri. Mosquera scatta sul filo del fuorigioco, assist a rimorchio su Benghali, che davanti a Carnesecchi non sbaglia.

9′ – Gol di Giovane, ma è fuorigioco. Si resta 0-0

1′ – Si parte!

In attesa del calcio d’inzio

FORMAZIONI UFFICILIA

HELLAS VERONA (3-5-2): Montipò; Nunez, Nelsson, Bella-Kotchap; Belghali, Niasse, Al-Musrati, Bernede, Frese; Giovane, Mosquera. A disposizione: Perilli, Toniolo, Oyegoke, Yellu, Valentini, Sarr, Orban, Slotsager, Kastanos, Harroui, Ebosse, Fallou, Ajayi. Allenatore: Paolo Zanetti

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Djimsiti, Hien, Kossounou; Zappacosta, Ederson, De Roon, Bellanova; De Ketelaere, Lookman; Krstovic. A disposizione: Rossi, Sportiello, Musah, Pasalic, Scamacca, Samardzic, Kolasinac, Scalvini, Brescianini, Bernasconi, Zalewski, Ahanor, Maldini. Allenatore: Raffaele Palladino


INTER COMO 4-0

SEGUI INTER COMO LIVE SU INTERNEWS24

FORMAZIONI UFFICIALI

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 25 Akanji, 15 Acerbi, 95 Bastoni; 11 Luis Henrique, 23 Barella, 20 Calhanoglu, 7 Zielinski, 32 Dimarco; 9 Thuram, 10 Lautaro.
A disposizione: 13 Martinez, 60 Taho, 6 De Vrij, 8 Sucic, 14 Bonny, 16 Frattesi, 17 Diouf, 22 Mkhitaryan, 30 Carlos Augusto, 31 Bisseck, 43 Cocchi, 49 Maye, 94 Esposito.
Allenatore: Cristian Chivu.

COMO (4-2-3-1): 1 Butez; 27 Posch, 14 Ramon, 34 Diego Carlos, 3 Valle; 23 Perrone, 33 Da Cunha; 42 Addai, 10 Paz, 17 Rodriguez; 7 Morata.
A disposizione: 22 Vigorito, 44 Cavlina, 2 Kempf, 6 Caqueret, 11 Douvikas, 18 Moreno, 19 Kühn, 20 Baturina, 28 Smolcic, 31 Vojvoda, 38 Diao, 77 Van Der Brempt, 99 Cerri.
Allenatore: Cesc Fabregas


Inter Como, Lautaro: “Abbiamo dimostrato la nostra forza contro un’ottima squadra. I miei gol? Ecco cosa posso dire»

Inter Como, parla Lautaro Martinez ai microfoni di Dazn. Le parole del capitano nerazzurro nel post partita contro i lariani

Nel post partita di Inter Como Lautaro Martinez ha parlato ai microfoni di Dazn. Ecco cosa ha detto l’attaccante argentino.

DIMOSTRAZIONE – «Oggi abbiamo dimostrato tutta la nostra forza, il Como è una squadra fortissima, ha giocatori giovani e con qualità, hanno un allenatore che propone un bel gioco. Oggi abbiamo dimostrato il nostro valore e la nostra voglia di prendere tutti i punti che abbiamo davanti, per noi questa è una vittoria importantissima».

164 GOL CON L’INTER – «Neanche io mi rendo conto di quello che mi sono guadagnato con il lavoro e col sacrificio. Da bambino ho vissuto cose non belle, ma oggi sono grato alla mia famiglia, non sarei arrivato qui senza di loro. Ringrazio mia moglie, i miei figli e questa gente che dal primo giorno che sono arrivato mi hanno supportato e il loro amore, sono grato e cerco di dimostrarlo in campo lasciando tutto». LEGGI LE DICHIARAZIONI COMPLETE SU INTERNEWS24.COM

Fiorentina, è sempre più caos: le moglie dei giocatori minacciate sui social. E una di loro ha rotto il silenzio raccontando l’accaduto

Fiorentina, clima pesantissimo dopo la sconfitta col Sassuolo: minacce social alle mogli dei giocatori, parte la denuncia. Una situazione pesante

In casa Fiorentina la situazione si fa sempre più delicata, e non soltanto per i risultati del campo. La recente sconfitta contro il Sassuolo, che ha aggravato la posizione della squadra di Paolo Vanoli in classifica, ha infatti generato un’ondata di tensione che ha oltrepassato i confini sportivi, sfociando in un fenomeno tanto grave quanto inaccettabile: una serie di minacce e insulti sui social indirizzati alle compagne dei calciatori viola.

La Fiorentina sta attraversando un momento complicato sotto il profilo tecnico, ma quanto avvenuto nelle ultime ore ha scosso profondamente l’ambiente. Alcune fidanzate e mogli dei giocatori hanno ricevuto messaggi offensivi e gravissimi, con toni che vanno ben oltre la critica calcistica. Le offese, arrivate tramite commenti e messaggi privati sui social network, hanno raggiunto livelli tali da spingerne diverse a sporgere denuncia.

A rompere il silenzio è stata Amanda Ferreira, moglie del difensore Dodô. La donna ha deciso di rendere pubblico quanto stava accadendo, condividendo sul proprio profilo alcune delle frasi ricevute, testimonianza del clima intollerabile venutosi a creare attorno alla squadra. Nel suo post, Amanda ha espresso sconcerto e indignazione per la violenza verbale subita, spiegando come sia inaccettabile che la delusione sportiva di alcuni tifosi si trasformi in attacchi personali contro familiari e minori.

Il caso ha scosso profondamente l’ambiente Fiorentina, che si trova ora a gestire non solo la crisi di risultati, ma anche un problema sociale che rischia di lasciare ferite ben più profonde di una sconfitta. La società viola, secondo quanto filtra, starebbe valutando se intervenire ufficialmente per condannare l’accaduto e offrire supporto ai propri tesserati e alle loro famiglie.

LEGGI ANCHE >>> IL LIVE DEL MATCH

Nel frattempo, il gruppo squadra è chiamato a reagire sul campo, ma anche a ritrovare serenità in un contesto che si è improvvisamente fatto pesante. I giocatori della Fiorentina avrebbero espresso solidarietà alle proprie compagne, condannando fermamente la deriva di una minoranza tossica del tifo.

La situazione resta tesa, ma un messaggio appare chiaro: la delusione sportiva non può e non deve mai trasformarsi in violenza verbale. La Fiorentina si ritrova così a combattere non solo per risalire la classifica, ma anche per proteggere la propria comunità da un fenomeno che va fermato con fermezza e responsabilità.

Carboni Genoa, addio a gennaio? L’indiscrezione conferma una voce circolata nei giorni scorsi. Ecco le ultimissime sul talento argentino

Carboni Genoa, futuro in bilico: Inter e rossoblù valutano nuovi scenari per gennaio. Il giocatore potrebbe lasciare il Grifone nelle prossime settimane

Il futuro di Valentin Carboni continua a far discutere e il tema “Carboni Genoa” è sempre più centrale nelle riflessioni di mercato dell’Inter. Il giovane talento classe 2005, attualmente in prestito al Genoa, sta vivendo mesi importanti in Serie A, ma il suo percorso potrebbe presto prendere una nuova direzione. Come rivelato da Fabrizio Romano nel suo ultimo aggiornamento pubblicato sul proprio canale YouTube, Inter e Genoa hanno iniziato un confronto interno per stabilire quale sarà la destinazione del ragazzo a partire da gennaio.

Romano ha spiegato chiaramente che le parti sono entrate nella fase operativa delle valutazioni: «Inter e Genoa stanno ragionando sul da farsi, ci sono discussioni su cosa fare a gennaio». Una frase che conferma come il tema Carboni Genoa sia tutt’altro che chiuso. L’Inter, proprietaria del cartellino, vuole tutelare il percorso di crescita del giovane trequartista, mentre il Genoa sta valutando se continuare a puntare su di lui o aprirsi a nuovi assetti offensivi.

Il giornalista ha aggiunto un dettaglio significativo: «C’è ancora tempo per decidere se tornerà all’Inter per un nuovo prestito o meno: ma si sta iniziando a ragionare». Niente è deciso, dunque, e la situazione resta fluida. Romano ha anche sottolineato un aspetto cruciale: «Il futuro di Carboni non è detto che sia al Genoa: poi un gol o un assist può cambiare tutto». Una dichiarazione che lascia intendere come le prossime prestazioni saranno decisive, e che l’Inter osserva attentamente ogni sviluppo.

LEGGI ANCHE >>> Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Nel contesto della discussione Carboni Genoa, emerge la possibilità di un nuovo prestito, magari in una squadra che possa garantirgli un minutaggio ancora maggiore. Il Genoa, dal canto suo, resta una pista concreta, soprattutto se il ragazzo dovesse trovare continuità nelle prossime settimane. La dirigenza rossoblù apprezza il talento dell’argentino e non esclude di spingere per trattenerlo fino a fine stagione, a patto che il suo ruolo nel progetto tecnico rimanga definito.

Il quadro, però, rimane aperto a molte soluzioni: rientro anticipato all’Inter, permanenza al Genoa o addirittura una nuova destinazione. Quel che è certo è che il dossier Carboni Genoa è uno dei più delicati del mercato nerazzurro invernale. Con gennaio alle porte, ogni partita può spostare gli equilibri e ogni prestazione potrebbe indirizzare la decisione finale. Tutto è ancora possibile, e il talento del 2005 si prepara a vivere settimane decisive per la sua crescita e per il suo futuro.

Napoli Juventus, De Laurentiis: «Nelle disgrazie si trovano sempre soluzioni. Sono convinto di una cosa»

Napoli Juventus, vigilia infuocata al Maradona: tra emergenze e fiducia, il centrocampo può essere la chiave del match. Le parole di De Laurentiis

La sfida Napoli Juventus che andrà in scena domani allo stadio Diego Armando Maradona non è semplicemente una partita di Serie A: è un appuntamento che vale prestigio, punti pesanti e, soprattutto, risposte. Le due squadre arrivano con ambizioni differenti ma con un punto in comune: la necessità di trovare certezze in un momento cruciale della stagione. E proprio per questo la vigilia si è accesa con riflessioni profonde, come quelle di chi conosce bene l’ambiente partenopeo e ha voluto commentare la situazione, soffermandosi su un aspetto determinante: il centrocampo.

«Su Napoli Juventus? Confido nel centrocampo», afferma il presidente ADL a margine di un evento. Parole che risuonano come una dichiarazione di speranza, ma anche di consapevolezza. In un momento in cui le emergenze non mancano, soprattutto per il Napoli, la capacità di riorganizzarsi diventa fondamentale. E qui scatta il riferimento alla tradizione e al carattere della città: «Nella disgrazia si trovano sempre le soluzioni vincenti. Noi napoletani siamo stati abituati di necessità, virtù».

Una frase che sintetizza perfettamente l’attitudine del Napoli quando viene spinto con le spalle al muro. La sfida Napoli Juventus lo dimostra ancora una volta: nonostante gli infortuni e le difficoltà recenti, l’ambiente partenopeo guarda alla gara con un misto di realismo e ottimismo. Il centrocampo, infatti, è visto come il motore che può riequilibrare il match, soprattutto contro una Juventus solida, organizzata e capace di colpire nei momenti chiave.

La Juventus arriva al Maradona con la consapevolezza di essere una squadra cinica e pragmatica. Proprio per questo la zona centrale del campo diventa un punto strategico: contrastare il palleggio del Napoli, bloccare le linee di passaggio e ripartire con velocità sarà la strategia dei bianconeri. Dall’altra parte, il Napoli dovrà affidarsi alla qualità dei suoi interpreti, alla loro capacità di creare gioco anche in condizioni non ottimali.

La vigilia di Napoli Juventus è quindi segnata da un equilibrio sottile: da un lato la determinazione bianconera, dall’altro la resilienza azzurra, quella capacità tutta napoletana di trarre forza dalle difficoltà. E alla fine, come spesso accade, saranno i dettagli a fare la differenza. E forse davvero il centrocampo, come annunciato, sarà il cuore della partita.

Giovane Verona, il brasiliano è sempre più decisivo: quelle big seguono da vicino il classe 2003 degli scaligeri

Giovane Verona, notte di magia al Bentegodi: Hellas avanti 2-0 sull’Atalanta. Il classe 2003 si sta rivelando sempre più decisivo. Le ultime

Clamoroso al “Bentegodi”, dove il primo tempo dell’anticipo di Serie A si trasforma in una favola sportiva che profuma di impresa. L’Hellas Verona, ultima in classifica e bisognosa di punti come l’aria, sorprende tutti con una prestazione travolgente, andando al riposo in vantaggio per 2-0 contro un’Atalanta irriconoscibile. La squadra di Paolo Zanetti sembra aver ritrovato orgoglio, intensità e soprattutto un’identità solida, spinta da un pubblico che non ha mai smesso di crederci. Il leitmotiv del match, però, porta un nome preciso: Giovane Verona, il talento che sta facendo sognare l’intera città.

Il gioiello brasiliano illumina la serata: Giovane fa esplodere il Bentegodi

Se il gol del vantaggio aveva già scatenato l’entusiasmo sugli spalti, la rete del raddoppio ha trasformato lo stadio in un catino di pura esaltazione. Protagonista assoluto, manco a dirlo, è Giovane, l’attaccante brasiliano classe 2003 diventato ormai il simbolo della rinascita del Giovane Verona. Su di lui si stanno accendendo i riflettori delle big italiane, Juventus e Inter in testa, pronte a fare follie per un ragazzo che il Verona valuta almeno 15 milioni.

L’azione del 2-0 racchiude tutta l’essenza del suo talento: coraggio, imprevedibilità e un pizzico di fortuna, come spesso accade ai giocatori capaci di cambiare il destino di una partita. Raccoglie palla al limite dell’area e, senza esitazioni, carica un destro potente diretto verso la porta. La deviazione di un difensore orobico trasforma il tiro in una parabola imprendibile per Carnesecchi, che può solo osservare il pallone infilarsi in rete. Un’esplosione di gioia che consacra definitivamente la serata del Giovane Verona, capace di trascinare la squadra oltre i propri limiti.

Atalanta in difficoltà, Zanetti ritrova ossigeno

Dall’altra parte, l’Atalanta vive un incubo inatteso. La formazione di Palladino appare lenta, confusa e soprattutto fragile in fase difensiva, incapace di arginare la pressione di un Verona feroce nei duelli e aggressivo sulle seconde palle. La Dea non riesce a imporre ritmo né verticalità, finendo schiacciata dalla determinazione dei padroni di casa.

Per Zanetti questo primo tempo è un’iniezione di fiducia enorme: il Giovane Verona non è solo un’occasione narrativa, ma una realtà che finalmente produce gioco, entusiasmo e punti potenzialmente fondamentali. L’intervallo diventa ora un momento cruciale: Palladino dovrà trovare una scossa, mentre il Verona ha il compito di gestire il doppio vantaggio e affidarsi ancora al suo gioiello, un Giovane sempre più decisivo per la salvezza.

Napoli Juventus, Spalletti a Dazn: «I partenopei sono un avversario forte. Ritorno al Maradona? Ecco cosa penso»

Napoli Juventus, Spalletti alla vigilia del match del Maradona ha parlato ai microfoni di Dazn. Le parole del tecnico bianconero

Alla vigilia del suo ritorno a Napoli, Luciano Spalletti ha parlato ai microfoni di Dazn. Le parole del tecnico bianconero.

NAPOLI – «Troviamo un avversario forte perché sono i campioni d’Italia e anche in questo campionato stanno dimostrando quello che è il loro livello, la loro forza. So che troveremo uno stadio pienissimo e conosco la forza del Maradona, ma so anche che i nostri 2500 tifosi, presenti domani sera, ci sapranno dare il supporto e l’energia necessaria per giocarsela alla pari».

TORNARE A NAPOLI – «Sarà un’emozione tremenda, perché io lì ho passato due stagioni bellissime. Abbiamo condiviso tantissime cose con Napoli e con la gente di Napoli. Come in altre città ho conosciuto delle persone bellissime che porterò sempre con me e porterò sempre nel mio cuore. Poi però la professione di ognuno di noi ci dice di andare avanti e domani saremo avversari. Però queste storie qui hanno il potere dell’immortalità e quella con Napoli rimarrà sempre tale». LEGGI LE DICHIARAZIONI COMPLETE SU JUVENEWS24.COM

Vanoli nel post partita di Sassuolo Fiorentina: «Non possiamo avere più alibi. Servono uomini veri. Sul rigore dico una cosa…»

Vanoli e il momento più difficile: «Basta alibi, servono uomini veri”. Le parole del tecnico della Fiorentina dopo la sconfitta contro il Sassuolo

Nel dopo partita, Vanoli non ha cercato scuse. L’allenatore ha parlato con una franchezza quasi brutale, consapevole che la squadra si trova in una situazione ormai critica. «Dobbiamo chiedere scusa ai nostri tifosi”, ha esordito. Per Vanoli, il problema non è tecnico né tattico: è prima di tutto umano. «L’ho detto ai giocatori: in momenti come questi non servono i calciatori, servono gli uomini. Basta alibi, ci vuole coraggio».

Il tecnico ha insistito molto sulla questione mentale. Secondo Vanoli, il fatto di andare in vantaggio dovrebbe togliere pressione, non aggiungerla. «La paura di cosa, quando vai sopra 1-0? È il momento più bello! Invece di crescere, ci siamo spenti. Non c’entra il modulo, c’entra l’atteggiamento, il giocare l’uno per l’altro. E questo, da quando sono arrivato, non l’ho ancora visto davvero».

Un passaggio a vuoto che, per Vanoli, affonda le radici nella fragilità psicologica dei suoi. Emblematico è stato l’episodio del rigore, che il tecnico ha voluto commentare apertamente. Il rigorista designato era Gudmundsson, che però non se l’è sentita; il secondo in lista, Mandragora, non è andato sul pallone; Kean ha chiesto di calciare. «Ma il problema non è chi tira il rigore», ha sottolineato Vanoli. «Il problema è che dopo cinque minuti trovi il gol, hai la gente che ti spinge, e invece di usare quell’energia ci blocchiamo. Gli alibi sono finiti».

Con settantadue punti ancora disponibili in campionato, Vanoli ha voluto comunque indicare una strada, seppur stretta: «Ci vogliono dieci vittorie». Un obiettivo enorme, quasi proibitivo, ma che l’allenatore non vuole considerare impossibile. Per lui non è più questione di tecnica o qualità, ma di identità e responsabilità.

LEGGI ANCHE >>> IL LIVE DEL MATCH

Alla domanda se si senta in grado di ribaltare la situazione, Vanoli è stato netto: «Non lo devo fare io, Paolo Vanoli. Lo devono fare i giocatori». Secondo il tecnico, all’interno del gruppo ci sono elementi di esperienza e carattere, ma ora devono emergere davvero. «Ci sono uomini in questa squadra, ne sono convinto. Ma devono diventarlo sul campo. I veterani devono aiutare i giovani, devono prendere per mano il gruppo. Il tempo è finito».

Il messaggio di Vanoli è chiaro: la salvezza passa dalla testa, dalla forza del collettivo, dalla volontà di assumersi responsabilità. Nessuna formula magica, nessun alibi. Solo il coraggio di reagire.

×