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Udinese, Bertola sicuro: «Abbiamo commesso degli errori. Tuttavia ritengo che dobbiamo migliorare su quell’aspetto»

Udinese, Bertola ha dichiarato a DAZN queste dichiarazioni in vista della gara contro il Parma di oggi

L’Udinese continua a fare i conti con un grande nodo da sciogliere: la fragilità difensiva, spesso legata — secondo quanto dichiarato da Bertola — a errori individuali che costano gol e punti. La retroguardia friulana, spiegano dentro l’ambiente, non può più permettersi leggerezze nei momenti chiave.

Bertola evidenzia che quando l’Udinese concede reti su disattenzioni o passaggi sbagliati, diventa quasi impossibile rimediare. Non servono solo intensità e grinta: servono concentrazione, lucidità e la capacità di gestire la palla con precisione anche sotto pressione. La fiducia che la difesa e tutto il gruppo devono trasmettere non può reggere su singoli episodi: la costanza è fondamentale.

Il difensore sottolinea come talvolta la squadra regali occasioni evitabili — disimpegni poco chiari, marcature saltate o errori di posizionamento — che poi si trasformano in gol per gli avversari. In questi casi, l’approccio difensivo e la comunicazione tra compagni diventano cruciali: l’Udinese deve ripartire da lì, rivedendo le basi del reparto arretrato.

Allo stesso tempo, Bertola chiede a tutti — compagni, centrocampisti e attaccanti — di essere pronti a fare la loro parte: non basta attaccare o costruire gioco se poi la difesa non regge. Il concetto è chiaro: un buon progetto offensivo va accompagnato da una retroguardia solida e affidabile.

Per ritrovare stabilità, l’Udinese ha bisogno di diventare più attenta su ogni pallone, soprattutto nei momenti di transizione. Serve ridurre le distrazioni, gestire le pause difensive, ed evitare che un singolo errore comprometta l’intera gara. Un obiettivo che passa per grinta, esperienza e consapevolezza — elementi su cui l’Udinese deve puntare fin da adesso.

Il monito di Bertola è chiaro: la squadra deve imparare a difendere bene, con ordine e coesione. Solo così l’Udinese potrà costruire risultati affidabili e riguadagnare credibilità in campo.

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Runjaic pre Parma Udinese: «Mi aspetto una partita combattuta. Sulla mia squadra dico questo»

Runjaic, allenatore dell’Udinese, ha voluto parlare così ai microfoni di DAZN in vista della gara contro il Parma

Nel giorno della sfida che attende la sua squadra, Runjaic ha trasmesso un messaggio diretto e senza fronzoli: l’Udinese deve affrontare l’impegno con serietà, coraggio e determinazione. Il tecnico bianconero ha sottolineato come l’approccio mentale sarà decisivo per ottenere un risultato importante: «Mi aspetto una gara seria, giocata con coraggio e determinazione», ha ribadito, evidenziando quanto la prestazione odierna rappresenti un passaggio significativo nel percorso di crescita del gruppo.

Runjaic sa che l’Udinese ha bisogno di consolidare ciò che di buono ha mostrato nelle ultime uscite, pur tra alti e bassi. La squadra ha dato segnali positivi in termini di gioco, aggressività e organizzazione, ma l’allenatore pretende più continuità, soprattutto nei momenti chiave della partita. Per questo insiste sulla necessità di scendere in campo da squadra vera, pronta a reagire, a restare compatta e a lottare su ogni pallone.

La partita di oggi diventa quindi un banco di prova importante per l’Udinese di Runjaic, che vuole vedere una squadra capace di imporsi sul piano mentale prima ancora che su quello tecnico. Il mister chiede personalità, capacità di soffrire quando serve e di colpire nei momenti giusti. La determinazione deve essere la base di tutto: solo così l’Udinese potrà trasformare il buon lavoro svolto durante la settimana in punti concreti.

Runjaic ha anche evidenziato come la squadra stia crescendo nella comprensione dei meccanismi richiesti, ma è convinto che margini di miglioramento ce ne siano ancora molti. L’obiettivo è presentarsi oggi con il giusto spirito: coraggiosi, concentrati, pronti a dare tutto.

Per il tecnico, la chiave sarà una prestazione collettiva, fatta di sacrificio, lucidità e carattere. L’Udinese “di oggi”, più che mai, dovrà dimostrare quanto vale.

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Parma Udinese, le formazioni ufficiali: queste le scelte di Cuesta e Runjaic per il match del ‘Tardini’

Parma Udinese, le formazioni ufficiali. Cuesta e Runjaic hanno reso note le proprie scelte per il match delle 15. Ecco chi scenderà in campo

Altro match interessante in chiave salvezza quello fra Parma e Udinese. I Ducali arrivano da un momento sicuramente positivo e vogliono dare continuità a quanto fatto fino ad oggi. Per i bianconeri l’occasione di allontanarsi ancora di più dalla zona a rischio.

Parma: in attesa

Udinese: in attesa

Genoa Verona, le formazioni ufficiali: le scelte di De Rossi e Zanetti per il match delle 15

Genoa Verona, le formazioni ufficiali delle due squadre: De Rossi e Zanetti hanno reso note le proprie scelte per il match delle 15

Il sabato di Serie A è aperto da uno scontro diretto per la salvezza fra Genoa e Verona. In palio tre punti fondamentali per De Rossi per dare continuità al lavoro fatto da quando si siede sulla panchina del Grifone. Per Zanetti vietato sbagliare altrimenti l’esonero si potrebbe trasformare in realtà.

Genoa: in attesa

Verona: in attesa

Calciomercato Inter, nuova idea per la porta per i nerazzurri: il giocatore potrebbe essere seguito da vicino nel prossimo futuro. Le ultimissime

Calciomercato Inter: Marotta per la porta valuta con attenzione anche il nome di Lunin del Real Madrid. Le ultime sul portiere ucraino

La recente partita di Champions League tra Olympiacos e Real Madrid ha offerto all’Inter l’occasione di seguire da vicino un obiettivo concreto per il suo reparto portieri: Andrij Lunin. Secondo quanto riportato da Defensa Central, il club nerazzurro sta valutando l’acquisto di un nuovo estremo difensore in vista della prossima stagione, soprattutto alla luce delle incertezze legate a Sommer, che finora non ha convinto appieno nelle prime giornate di campionato.

Lunin, classe 1999, vive una situazione complessa al Real Madrid. Con Courtois ormai confermato come titolare e con l’arrivo di altri rinforzi tra i pali, le possibilità di vedere il giovane portiere ucraino scendere in campo si sono drasticamente ridotte. Mercoledì scorso, tuttavia, Lunin ha avuto l’opportunità di giocare contro l’Olympiacos, sostituendo Courtois. La sua prestazione è stata giudicata sufficiente, ma non ha modificato la sua posizione di riserva all’interno del club spagnolo. Proprio durante questo match, un emissario dell’Inter era presente sugli spalti per monitorare da vicino le qualità del portiere.

Nonostante il recente rinnovo contrattuale con il Real Madrid, il futuro di Lunin resta incerto. Si parla infatti dell’arrivo di un nuovo portiere che potrebbe prendere il posto di Courtois, aprendo così le porte a una possibile cessione. L’Inter sarebbe pronta a muoversi concretamente la prossima estate, proponendo una cifra compresa tra i 10 e i 12 milioni di euro per assicurarsi Lunin, garantendogli il ruolo di titolare in Serie A. La decisione finale spetterà sia al giocatore che alla dirigenza madrilena, ma la società nerazzurra sembra decisa a fare il suo assalto, consolidando il reparto portieri per le stagioni a venire.

Sul fronte attacco, l’Inter continua a seguire con attenzione anche Giovane, talentuoso attaccante del Verona. Il brasiliano, arrivato a parametro zero la scorsa estate, ha mostrato subito grandi qualità, trovando la rete in due occasioni e adattandosi rapidamente al calcio italiano. L’interesse per Giovane è alimentato anche dai suoi legami con Carlos Augusto, compagno di squadra all’Inter, e dai rapporti con il suo procuratore, che potrebbero favorire un possibile trasferimento in nerazzurro.

In sintesi, il calciomercato Inter si muove su più fronti: dai portieri, con Lunin osservato attentamente, agli attaccanti emergenti come Giovane. La società dimostra così di voler rafforzare ogni reparto, guardando al futuro con ambizione e concretezza, pronta a cogliere le migliori opportunità per consolidare la rosa della prossima stagione.

Sampdoria, Gregucci in conferenza stampa: «Riccio sta recuperando. Sappiamo le difficoltà della sfida contro lo Spezia»

Sampdoria, Gregucci parla alla vigilia della sfida contro lo Spezia. Le parole del tecnico dei doriani in conferenza stampa. Le dichiarazioni

Conferenza stampa di vigilia per Angelo Gregucci. Le dichiarazioni del tecnico della Sampdoria in vista della sfida contro lo Spezia.

SPEZIA CONTESTATO- «Noi conosciamo perfettamente queste condizioni. Viviamo con la Digos da un anno e mezzo. Siamo una squadra, ad oggi, all’inferno. Avremo tutte le consapevolezze per sapere che quello che ha vissuto lo Spezia in tre giorni noi le viviamo da un anno a mezzo. Sappiamo l’importanza della gara. Per la classifica ad oggi siamo retrocessi. Quindi quello che facciamo non basta. Boosgna fare prestazioni, avere coraggio e avere la consapevolezza di sapere cosa serve domani -».

IMPORTANZA VITTORIA JUVE STABIA- «Quello che è stato ieri è archiviato. Pensiamo alla partita di domani che è difficile».

SARICCIO – «Riccio è in progressione. E’ valutato fino alla sessione di ieri era fra i papabili convocabili. L’unica a certezza è che Altare, Cuni e Abildgaard sono sicuramente indisponibili. Gli altri, Riccio, Ricci, Ferrari sono sotto precisa valutazione dello staff medico». LEGGI LE DICHIARAZIONI COMPLETE SU SAMPNEWS24.COM

Juventus, i convocati di Spalletti per la delicata trasferta di Cagliari: ecco i giocatori a disposizione

Juventus, Luciano Spalletti ha comunicato i convocati per la delicata trasferta di Cagliari. Ecco le scelte del tecnico bianconero per questa sfida

Luciano Spalletti ha diramato la lista dei convocati in casa Juventus per la trasferta di Cagliari. Le scelte del tecnico bianconero.

1 Perin

4 Gatti

5 Locatelli

6 Kelly

7 Conceicao

8 Koopmeiners

9 Vlahovic

10 Yildiz

11 Zhegrova

15 Kalulu

16 Di Gregorio

17 Adzic

18 Kostic

19 Thuram

20 Openda

21 Miretti

22 McKennie

25 Joao Mario

27 Cambiaso

30 David

32 Cabal

42 Scaglia

44 Pedro Felipe

Fiorentina, Vanoli pensa ad una nuova rivoluzione in attesa del calciomercato: le possibili mosse del tecnico della Viola

Fiorentina, Vanoli pensa ad una prima rivoluzione per andare a rinforzare la rosa. Le possibili mosse del tecnico della Viola per rilanciarsi

La Fiorentina attraversa uno dei momenti più complessi della sua recente storia sportiva. Paolo Vanoli, subentrato a Stefano Pioli, ha ereditato una squadra in evidente difficoltà tanto sul piano del gioco quanto su quello dei risultati. Il nuovo tecnico ha spiegato che cambiare subito modulo sarebbe stato rischioso: abbandonare il 3-5-2 senza un periodo di adattamento, secondo lui, avrebbe potuto peggiorare la situazione. Tuttavia, Vanoli non esclude affatto nuove soluzioni tattiche per il futuro della Fiorentina, soprattutto considerando che la fase difensiva viola necessita di una revisione profonda.

Una delle ipotesi più discusse è il possibile passaggio alla difesa a quattro. Nonostante gli errori individuali siano frequenti, il problema sembra più strutturale che legato ai singoli. Una Fiorentina schierata con una linea a quattro potrebbe teoricamente ritrovare equilibrio, ma il vero ostacolo è il tempo: con impegni ravvicinati e pochi allenamenti a disposizione, è difficile immaginare un cambio radicale già nella prossima trasferta di Bergamo. Più plausibile, invece, che un nuovo sistema venga testato nella successiva sfida contro il Sassuolo.

Pongracic, Comuzzo e Ranieri hanno già giocato in una difesa a quattro ai tempi del 4-2-3-1 di Palladino, ma la Fiorentina attuale presenta un problema strutturale: mancano esterni offensivi puri, per scelta societaria. Questo limita sia il 4-2-3-1 sia il 4-3-3, rendendoli moduli quasi impraticabili allo stato attuale. Per questo motivo, se Vanoli decidesse di andare fino in fondo con un cambio tattico così significativo, sarebbero necessari rinforzi nel mercato di gennaio. In alternativa, il tecnico dovrà lavorare su soluzioni interne, valorizzando gli uomini già presenti in rosa.

Un altro nodo cruciale per la Fiorentina riguarda il ruolo di playmaker. Nicolussi Caviglia appare in forte difficoltà, mentre Fagioli, pur avendo qualità tecniche notevoli, non è ancora riuscito a interpretare il ruolo con continuità ed efficacia. La mancanza di un regista affidabile incide ulteriormente sul palleggio e sulla costruzione dal basso, accentuando le criticità di una squadra che fatica a trovare certezze.

La crisi della Fiorentina è certificata dai numeri: appena sei punti in dodici partite di campionato, con soli due punti ottenuti al Franchi (contro Bologna e Juventus). Non sorprende, dunque, che il pubblico viola abbia perso la pazienza, soprattutto dopo l’ennesima delusione europea, la sconfitta in Conference League contro l’AEK. Un segnale forte per una Fiorentina chiamata a reagire in fretta per non compromettere definitivamente la stagione.

Dybala Benfica, l’argentino firma con il club portoghese entro l’estate? Le dichiarazioni di Rui Costa chiariscono tutto

Dybala Benfica, si è parlato tanto del possibile trasferimento in Portogallo. Ma il dirigente del club lusitano ha chiuso le porte al trasferimento

Il futuro di Paulo Dybala continua a essere uno dei temi più discussi del panorama calcistico internazionale, e la prospettiva Dybala Benfica ha acceso per ore il dibattito tra i tifosi. La situazione contrattuale dell’argentino, legato alla Roma fino al 30 giugno 2026 e ancora senza segnali di rinnovo, alimenta inevitabilmente voci e scenari che si rincorrono di settimana in settimana. La Joya rappresenta un patrimonio tecnico ed emotivo per i giallorossi, ma la mancanza di passi concreti da parte della dirigenza rende ogni ipotesi più credibile, comprese quelle provenienti dall’estero.

La pista portoghese, rilanciata dal quotidiano Record, ha generato un immediato clamore: l’idea Dybala Benfica sembrava poggiarsi su un elemento non trascurabile, ovvero la presenza di José Mourinho sulla panchina del club di Lisbona. Lo Special One ha infatti allenato Dybala alla Roma, instaurando con lui un rapporto forte, alimentato da stima reciproca e fiducia tecnica. Mourinho è stato uno dei principali artefici della rinascita del fantasista, e vederlo al Benfica ha reso plausibile un incastro che sulla carta avrebbe avuto un fascino indiscutibile.

Tuttavia, nonostante l’interesse mediatico, l’ipotesi Dybala Benfica si è rapidamente sgonfiata. A farlo è stato lo stesso presidente del club portoghese, Manuel Rui Costa, che intercettato dai giornalisti all’aeroporto prima della trasferta verso Madeira, ha spento ogni voce con decisione. «Chiedete al giornalista che ha scritto quella notizia: non c’è nulla di vero», ha dichiarato Rui Costa, smentendo in modo netto qualsiasi trattativa in corso.

Oltre alla posizione ufficiale del Benfica, c’è un altro elemento che complica oggettivamente qualsiasi tentativo: l’ingaggio. Il salario di Dybala con la Roma rappresenta un ostacolo difficilmente superabile per i parametri economici del club portoghese, che tradizionalmente mantiene una politica salariale molto più contenuta rispetto ai top club delle Big Five europee. Anche in caso di volontà reciproca, il gap economico sarebbe quasi impossibile da colmare senza un sacrificio significativo del giocatore.

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Sul fondo restano comunque altre possibilità. Il ritorno in patria al Boca Juniors rimane un sogno che affascina i tifosi argentini, mentre l’opzione MLS – con l’Inter Miami di Lionel Messi – conserva un appeal particolare. Ma nessuna di queste piste, almeno per ora, sembra pronta a trasformarsi in una vera trattativa.

In questo contesto, la suggestione Dybala Benfica si è chiusa rapidamente, ma il futuro della Joya resta tutt’altro che definito. In assenza di un rinnovo con la Roma, le sirene dall’estero continueranno a risuonare. E ogni giorno potrà portare nuove ombre e nuove speranze sul destino di uno dei talenti più amati del calcio moderno.

Cagliari, l’agente di Felici «Ha deciso di restare in Sardegna con l’obiettivo di dimostrare il suo valore. Ecco il suo ruolo

Cagliari, l’agente di Mattia Felici ha parlato ai microfoni di TMW del suo assistito facendo un piccolo punto anche sul suo futuro. Le ultime

Marco Busiello è stato intervistato da TMW relativamente alle prestazioni ed il futuro del classe 2001- L’agente di Mattia Felici, giovane talento del Cagliari, ha parlato delle possibilità del giocatore cresciuto tra Lecce, Lazio e Palermo. Le sue parole:

LA SCELTA DI RIMANERE A CAGLIARI – «Mattia è partito molto bene e non ha ancora espresso il 50% del suo potenziale. E dire che lo scorso anno è arrivato con mister Davide Nicola per giocare esterno. Con l’arrivo di mister Fabio Pisacane, e non è certo un mistero, per Mattia ci sarebbe stato qualche problema tattico, così c’erano due strade da seguire. E abbiamo scelto per quella più opportuna: rimboccarsi le maniche e, con serietà e dedizione, rispondere alle richieste del club».

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PROFILO TATTICO DI FELICI – «Mattia è un esterno d’attacco, esplosivo nella velocità, sul breve, gli piace puntare l’uomo. Per questo pensavamo, d’estate, che sarebbe stata più difficile per lui. Invece è riuscito a ritagliarsi più spazio di quello che pure speravamo e sta facendo bene. Ha segnato i primi due gol in Serie A, due-tre assist. E si sta guadagnando spazio perché sta facendo cose importanti». LEGGI LE DICHIARAZIONI COMPLETE SU CAGLIARINEWS24.COM

Verratti Juventus, l’indiscrezione fa sognare i tifosi bianconeri. Il centrocampista diventerà davvero un calciatore della Vecchia Signora? Come stanno le cose

Verratti Juventus, il centrocampista pescarese spinge per un ritorno in Italia e i bianconeri, secondo Balzarini, rappresentano una possibilità

L’ipotesi Verratti Juventus continua a circolare come una delle suggestioni più affascinanti del panorama bianconero. A parlarne è stato Gianni Balzarini ai microfoni di Radio Bianconera, fornendo un’analisi lucida su quanto un eventuale arrivo di Marco Verratti potrebbe influire sul presente e sul futuro della squadra.

Secondo Balzarini, la Juventus si trova in un momento in cui è necessario inserire in rosa un centrocampista di transizione, capace di dare equilibrio e coerenza al gioco. L’idea di un regista puro torna quindi centrale nelle valutazioni della dirigenza. Verratti, in questo senso, rappresenterebbe un profilo ideale per garantire qualità in possesso, gestione dei tempi e capacità di costruzione dal basso. Ma la strada è tutt’altro che semplice: per rendere reale la pista Verratti Juventus, il calciatore dovrebbe rinunciare all’ingaggio faraonico che percepisce attualmente, cifra che supera i 30 milioni annui.

L’ex Paris Saint-Germain, da parte sua, non ha mai nascosto il desiderio di giocare un giorno in Serie A, una lacuna importante nella sua prestigiosa carriera. La Juventus, club che Verratti ha sempre guardato con simpatia, rappresenterebbe l’occasione ideale per coronare questo traguardo. «Se fossi in lui ci farei un pensiero» ha dichiarato Balzarini, sottolineando come l’apertura del giocatore potrebbe portare la dirigenza bianconera a considerare concretamente la trattativa.

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Il possibile arrivo di Verratti implicherebbe però una riorganizzazione del centrocampo. Balzarini chiarisce che Manuel Locatelli non verrebbe escluso, anzi ritornerebbe nel suo ruolo di mezzala, dove potrebbe ritrovare maggiore freschezza e libertà di inserimento. Diverso il discorso per Miretti: l’idea di adattarlo davanti alla difesa resta suggestiva ma rischiosa, specie in un momento in cui la Juventus non può permettersi passi falsi nella corsa alla qualificazione Champions.

L’analisi si allarga poi al lavoro di Spalletti, che sta cercando di dare identità e continuità a una squadra in piena evoluzione. Per Balzarini, due o tre innesti mirati potrebbero trasformare la Juventus in una candidata immediata allo scudetto già dalla prossima stagione. Ed è proprio in questo quadro che l’ipotesi Verratti Juventus assume contorni intriganti: un leader tecnico, con esperienza internazionale e caratteristiche uniche, potrebbe diventare la chiave per completare il puzzle bianconero.

La suggestione resta tale, ma l’idea che Verratti possa finalmente misurarsi con la Serie A e farlo con la maglia della Juventus continua ad accendere l’immaginazione dei tifosi.

Modric Milan, il croato continua a stupire: anche contro la Lazio proverà a trascinare i rossoneri. I dettagli!

Modric Milan, il croato si sta rivelando sempre di più l’arma in più di questa squadra. E contro la Lazio proverà ad essere ancora decisivo

Luka Modric, a 40 anni, non smette di stupire. Il fuoriclasse croato, arrivato al Milan a parametro zero in estate, si è immediatamente imposto come leader tecnico e carismatico della squadra di Massimiliano Allegri. Stasera contro la Lazio, Modric guiderà il centrocampo rossonero alla ricerca di una vittoria che varrebbe la testa della classifica, almeno per una notte, in attesa del big match Roma-Napoli.

La sfida contro i biancocelesti rappresenta un’importante prova di maturità per il Milan, reduce dall’esaltante vittoria nel derby. Allegri ha predicato attenzione e determinazione per evitare cali di tensione dopo un successo così importante. La presenza di Modric in campo è una garanzia in questo senso: il croato, abituato a palcoscenici importanti e a gestire la pressione, saprà dettare i tempi e infondere tranquillità ai compagni.

La Gazzetta dello Sport fa un focus sui numeri di Modric, davvero impressionanti: tredicesima presenza da titolare consecutiva in campionato, oltre mille minuti giocati e un rendimento sempre elevato. La sua intelligenza tattica, la visione di gioco e la capacità di recuperare palloni lo rendono imprescindibile per il gioco di Allegri. Insieme a Rabiot, forma una coppia di centrocampo completa, che abbina qualità e quantità.

Contro la Lazio di Sarri, Modric si troverà di fronte un centrocampo solido e aggressivo, con Guendouzi, Vecino e Basic pronti a pressarlo. Sarà una sfida affascinante, anche per il confronto a distanza con l’ex rivale Pedro.

Per il Milan, la partita contro la Lazio è fondamentale per dare continuità ai risultati positivi ottenuti contro le grandi e per dimostrare di aver imparato la lezione dalle difficoltà incontrate contro le squadre di medio-bassa classifica. La vittoria contro i biancocelesti permetterebbe ai rossoneri di consolidare la propria posizione in alta classifica e di continuare a sognare lo scudetto della seconda stella.

Insigne Serie A, rischio beffa per la Lazio. Un altro club ha contattato l’agente del calciatore per capire la fattibilità dell’operazione. Le ultimissime

Insigne Serie A, il Napoli starebbe ragionando sulla possibilità di portare il classe 1991 alla corte di Conte sin da subito. Le ultime

L’emergenza infortuni continua a complicare la stagione del Napoli e il recente stop di Billy Gilmour rappresenta un’altra tegola pesante per la squadra di Antonio Conte. Gli azzurri si trovano a dover fronteggiare una serie di problemi inattesi, con diversi reparti ridotti all’osso. Per questo motivo, il direttore sportivo Giovanni Manna sta valutando come intervenire nel mercato di gennaio, consapevole che saranno necessari rinforzi mirati per mantenere competitiva la squadra.

In questo scenario, torna d’attualità il nome di Lorenzo Insigne, con l’ipotesi che si sta facendo sempre più concreta. Il classe 1991 è attualmente svincolato e, nonostante i contatti avviati con la Lazio, la trattativa non ha ancora portato a un accordo definitivo. Negli ambienti vicini al club filtra la voce che negli ultimi giorni siano ripresi i contatti tra Manna e l’entourage del calciatore, anche se al momento si sarebbe trattato soltanto di uno scambio di informazioni preliminari.

Insigne, che rimane uno dei simboli recenti del Napoli, starebbe prendendo tempo proprio per valutare un possibile ritorno in azzurro. La prospettiva di rientrare in Serie A rappresenterebbe per lui la soluzione ideale, e l’ipotesi di tornare a vestire la maglia del Napoli lo affascina profondamente. Anche la situazione incerta della Lazio, che deve risolvere alcune questioni burocratiche prima di poter procedere con eventuali tesseramenti, rallenta una decisione definitiva.

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A rendere ancora più interessante il possibile incastro è la stima reciproca tra Conte e Insigne. L’allenatore lo conosce molto bene grazie all’esperienza comune in nazionale e ne apprezza la capacità di sacrificio, soprattutto nelle fasi di non possesso. In un periodo in cui la rosa del Napoli è in emergenza, avere un giocatore esperto, duttile e pronto per il livello della Serie A potrebbe rappresentare un valore aggiunto. Lo stesso Insigne, in una recente intervista, ha elogiato Conte definendolo “una garanzia” e sottolineando come il tecnico non permetta mai cali di intensità.

Resta però un ostacolo non da poco: le regole legate all’indice di liquidità e alla composizione delle liste. Il Napoli, come tutte le società, dovrà rispettare i parametri economici e il limite relativo agli over 23. Nel caso dell’arrivo di Insigne, il club sarebbe costretto a liberare uno slot tra gli over, ipotesi che richiederebbe valutazioni accurate.

L’evoluzione di questa possibile operazione Insigne dipenderà quindi da una serie di incastri tecnici, economici e regolamentari. I prossimi giorni saranno decisivi per capire se il ritorno del “Magnifico” potrà trasformarsi da suggestione a realtà.

Juventus, la nuova Galleria dei Capitani è pronta: un omaggio a tutti coloro che hanno vestito la maglia bianconera

Juventus, è stato completato il restyling della Galleria dei Capitani. Uno dei luoghi più iconici della storia bianconera. Ecco i dettagli

La Juventus ha annunciato, attraverso il proprio sito ufficiale, il completo restyling della Galleria dei Capitani, uno degli spazi più iconici e simbolici della storia bianconera. Si tratta di un luogo che racchiude l’essenza stessa della Juventus: la leadership, la passione, l’appartenenza e quella mentalità vincente che ha attraversato generazioni di campioni. Ogni capitano che ha indossato la fascia nel corso dei decenni ha contribuito a costruire un filo invisibile che unisce passato, presente e futuro del club.

La nuova Galleria dei Capitani è un percorso narrativo e visivo dedicato ai leader che hanno fatto la storia della Juventus. Il restyling non è semplice rinnovamento estetico, ma un vero e proprio tributo ai simboli che hanno guidato la squadra nei momenti più intensi, dentro e fuori dal campo. Vestire la fascia alla Juventus non significa solo comandare il gioco: significa rappresentare valori, essere punto di riferimento umano e sportivo, trasmettere spirito di sacrificio e determinazione.

È proprio in questa direzione che la Juventus ha progettato il nuovo spazio, posizionandolo strategicamente lungo il percorso che i giocatori attraversano prima di entrare in campo. La Galleria diventa così un rituale pre-partita, un passaggio carico di emozione e silenziosa concentrazione. Ogni calciatore, percorrendola, sfiora idealmente la leggenda dei capitani che lo hanno preceduto, percependo il peso e l’onore di indossare la maglia della Juventus. L’innovazione del design esalta volti, gesti e momenti simbolici, creando un ambiente capace di infondere energia e ispirazione.

Uno degli aspetti più affascinanti del progetto è l’apertura della Galleria ai tifosi. La Juventus ha infatti deciso di rendere questo luogo parte integrante del Museum & Stadium Tour, permettendo agli appassionati di tutto il mondo di vivere un’esperienza immersiva nel cuore della storia bianconera. Camminare nello stesso corridoio attraversato da capitani leggendari permette ai tifosi di respirare la stessa atmosfera e di comprendere fino in fondo il senso di responsabilità che accompagna chi scende in campo con la maglia della Juventus.

La Galleria dei Capitani diventa così un passaggio obbligato per chi desidera conoscere da vicino l’eredità della Juventus. Un luogo dove tradizione e ambizione si incontrano e dove la juventinità trova la sua massima espressione. Un invito a sentirsi parte di una storia che continua a vivere, giorno dopo giorno, partita dopo partita.

Serie A, Valtolina racconta: «Recoba un marziano sbarcato in laguna. Vi racconto quel Venezia Cagliari. Zamparini il presidente più cult di tutti.»

Serie A, Valtolina svela: «Recoba un marziano sbarcato in laguna. Vi racconto quel Venezia Cagliari. Su Spalletti dico questo»

Fabian Valtolina ha giocato in Serie A a buoni livelli, militando in diversi club. Oggi su La Gazzetta dello Sport apre l’album dei ricordi con tanti racconti.


VENEZIA-CAGLIARI – «Fu una cosa brutta. Ci eravamo un po’ stuzzicati con quelli del Cagliari durante la partita, ma niente di eccessivo. Nel tunnel che porta agli spogliatoi vennero da me in tre e mi accerchiarono».
CHI C’ERA – «Il portiere Scarpi mi teneva fermo. Con lui c’erano Berretta e Lopez, che è poi quello che mi ha preso a cazzotti».
GANZ DENUNCIO’ TUTTO – «Eh, aveva visto la scena evidentemente. Io ho provato a difendermi ma non era facile, mi trattenevano. Presi almeno due cazzotti in faccia. E infatti alcuni giornalisti mi fotografarono con il volto insanguinato. Sarà durata trenta secondi. Purtroppo, però, fu una roba scomoda che venne ingiustamente insabbiata in fretta e furia».
ZAMPARINI – «Zamparini mi disse che se fosse stato un altro presidente avrebbe voluto giustizia ma, per via dei rapporti con il patron del Cagliari Cellino, preferiva lasciar correre. Non l’ho mai tanto capita, ma il calcio è così, quasi mai le cose vanno come devono».
IL GOL IN ROVESCIATA ALLA ROMA «Sa quando si dice istinto puro? Giocavo nel Piacenza e perdevamo 2-3 in casa. All’ultimo minuto mi arriva questa palla e io per arpionarla sono obbligato a fare un contromovimento… potevo prenderla solo così. Da quando ho sentito il rumore del pallone ho capito che l’avevo impattata bene. Fu una giocata da figurine Panini».
ZAMPARINI E LO SCIAMANO – «Forse il presidente più cult di tutti. Un pazzo, in senso buono. Un giorno si presentò in spogliatoio con uno sciamano e ci obbligò ad andare singolarmente a colloquio con questo signore. L’allenatore era Prandelli, che uscì con una faccia…». «Sì [ci andai], subito dopo. Mi aspettavo una seduta di stregoneria, invece mi fece sdraiare su un lettino e mi mise una ciotola sulla pancia. Intanto mi leggeva il futuro. Bah, cose strane».
RECOBA – «Un marziano sbarcato in laguna. Ma dovevi coccolarlo. Ricordo che andavamo in due a svegliarlo a casa la mattina, sennò non si sarebbe mai allenato. Lo facevamo entrare da dietro al campo, così non sembrava in ritardo. Faceva finta di correre, di fare gli esercizi. Poi, però, la domenica gli davi la palla e lui te la risolveva».
SPALLETTI – «Durò poco, non ha mai avuto lo spogliatoio dalla sua. Io mi trovavo bene a livello calcistico, ma non c’era un gran feeling a livello umano. Parlo del gruppo in generale. Dopo una sconfitta con la Roma ci accusò di non essere andati a festeggiare Petkovic dopo un gol. Ma eravamo sotto 3-1 e dovevamo salvarci, mi sembrò un po’ una scusa per prendersela con noi».
MAROTTA LO HA PORTATO AL VENEZIA – «Sì, una direttore fantastico. Era giovane, ma già determinato, autorevole e scaltro. Un altro mio grande sponsor fu Capello. Aveva scelto lui di portarmi al Milan. Pensi si prese anche una buona dose di insulti da Sacchi, che nel frattempo era diventato l’allenatore. “Dove l’hai pescato questo, Fabio?”».

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Milan Lazio, Pancaro: «Non mi chiedete per chi faccio il tifo perché è impossibile. Avrei chiuso la carriera alla Lazio, il Milan…»

Milan Lazio, il doppio ex Giuseppe Pancaro racconta: «Non mi chieda per chi faccio il tifo perché è impossibile»

Giuseppe Pancaro conosce bene entrambe le realtà: ha indossato la maglia del Milan e quella della Lazio, e per questo guarda con particolare interesse al big match di stasera.

L’ex difensore, protagonista in rossonero e in biancoceleste, ha raccontato le sue sensazioni e il valore della sfida in un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport.

Per Pancaro, Milan-Lazio non è solo una partita di cartello, ma un incrocio speciale che unisce due capitoli importanti della sua carriera e che promette spettacolo sul campo.


MILAN-LAZIO, LA PARTITA DEL CUORE «Non mi chieda per chi faccio il tifo perché è impossibile. La Lazio ha realizzato tutti i miei sogni, il Milan mi ha permesso di vivere uno spogliatoio straordinario e di giocare una delle annate migliori della mia vita, quella del mio secondo scudetto, 2003-04. Avevo 34 anni e mi davano tutti per finito. Ho dimostrato il contrario».
LA SUPERCOPPA EUROPEA – «Ferguson disse che la Lazio era la squadra più forte del mondo e che quel trofeo era uno dei suoi rimpianti più grossi. Ricordo Beckham, sulla mia fascia, e il naso rotto di Inzaghi dopo uno scontro contro Stam. Il bello è che Salas, subentrato proprio a Inzaghi, segnò il gol vittoria».
LO SCUDETTO DEL 2000 – «Un solo flash: io, Mihajlovic, Stankovic e Conceiçao che ci abbracciamo dopo il fischio finale di Perugia. Lacrime, radioline che saltavano, bottiglie di spumante. Qualche giorno dopo ci presentammo a Milano per giocare il ritorno della finale di Coppa Italia contro l’Inter. C’era chi aveva i capelli blu, come Ballotta. E conquistammo il trofeo».
RIMPIANTI BIANCOCELESTI – «Due. Il primo è lo scudetto perso nel 1998-99, proprio a scapito del Milan. Contro la Fiorentina ci negarono un rigore netto su Salas, poi pareggiammo 0-0 a Empoli e perdemmo 3-1 con la Juve. Lo scudetto del 2000 lavò via tutta l’amarezza, la delusione, i torti che avevamo subito. Il secondo rimpianto è legato alla sconfitta per 5-2 col Valencia ai quarti d’andata di Champions del 2000. Con un pizzico di esperienza in più, quel trofeo l’avremmo vinto».
L’ARRIVO AL MILAN – «Avrei chiuso la carriera alla Lazio, ma c’erano già le avvisaglie di qualche problemino societario. Avevo perso motivazioni, l’annata non era andata bene e alla fine andai via, ma ebbi la fortuna di entrare in uno spogliatoio di campioni. Il rosso e il nero erano i colori della squadra del mio paese, l’Acri. Per questo mi sono sempre sentito a casa».
COME MARCARE LEAO – «Stretto, duro, senza possibilità di farmi puntare. Devi giocargli attaccato alle caviglie. La sua fortuna è stata incontrare Allegri, che io conosco dai tempi in cui giocavamo a Cagliari. Lui è stato un genio nel capire che uno come Leao non deve correre all’indietro, ma fare una sola fase».
LA CORSA SCUDETTO – «La variabile è il centravanti, ma Leao può risolvere i problemi dei rossoneri. Davanti a tutti c’è sempre l’Inter, poi è un campionato equilibrato».
LA SITUAZIONE DELLA LAZIO – «E’ il momento più basso della gestione Lotito. La società non programma, non fa investimenti ed è lontana dai vertici. All’interno di queste difficoltà, Sarri e la squadra stanno facendo il massimo. Tra i giocatori che amo di più c’è Gila: fortissimo».

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Serie A, il punto sulla Cremonese. Nicola indica la strada per il futuro: le ultime verso il Bologna

Serie A, Cremonese a caccia di conferme: il tecnico Davide Nicola guida la squadra verso la sfida col Bologna

Dopo tre sconfitte consecutive contro Juventus, Pisa e Roma, la Cremonese si trova all’undicesimo posto in classifica, a pari punti con il Torino e con otto squadre alle spalle. Nonostante il momento negativo, l’allenatore Davide Nicola mantiene la calma e ribadisce che il percorso è in linea con gli obiettivi stagionali di una neopromossa. «Sapevamo che ci sarebbero stati momenti difficili», ha dichiarato, sottolineando che la salvezza va conquistata giornata dopo giornata, anche fino all’ultimo minuto.


Rimproveri e certezze tattiche
La Gazzetta dello Sport scrive che l’unico vero rimpianto riguarda lo scontro diretto perso a Pisa, dove la Cremonese ha subito gol proprio nel suo momento migliore. Contro le big Juventus e Roma, la differenza tecnica si è vista, ma la squadra ha comunque mostrato un’identità di gioco chiara e non ha mai mollato. Nicola si affida al collaudato 3-5-2, che diventa 5-3-2 in fase difensiva. La difesa a tre con Terracciano, Baschirotto e Bianchetti è una certezza, mentre il centrocampo è stato falcidiato dagli infortuni (Collocolo, Grassi, Pezzella, Payero, Zerbin). L’esperimento di Vandeputte regista ha funzionato, ma manca un uomo capace di fare le due fasi. I rientri di Pezzella e Grassi per la sfida di Bologna sono una boccata d’ossigeno, così come il dinamismo di Barbieri sulle fasce.


L’Attacco è il tallone d’Achille
Il vero problema è l’attacco. Nonostante i quattro gol di Bonazzoli e la crescita di Vardy, manca una punta di peso. Moumbagnà è ancora infortunato, Vazquez non è un vero centravanti, Sanabria non segna e Johnsen gioca a singhiozzo. Se Moumbagnà non recupera, a gennaio la società dovrà intervenire sul mercato.


Verso Bologna
Per la trasferta di Bologna, Nicola spera di recuperare Zerbin. La formazione non dovrebbe discostarsi molto dalle precedenti, con il possibile ritorno di Pezzella come quinto e la conferma della coppia Bonazzoli-Vardy in avanti, con Vazquez pronto a subentrare. La Cremonese cerca punti e fiducia per riprendere il cammino verso la salvezza.

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Chelsea Arsenal, oggi la super sfida che può riaprire i conti in Premier League: il racconto

Chelsea Arsenal, oggi alle 17:30 la grande sfida che può riaprire i conti in Premier: il racconto della partita

Domani alle 17:30, Stamford Bridge ospiterà una battaglia d’Inghilterra che potrebbe segnare in modo decisivo le sorti della Premier League. Chelsea e Arsenal, reduci da trionfi europei rispettivamente contro Barcellona e Bayern Monaco, si sfidano in un match che promette scintille. Una vittoria dei Gunners, già in fuga a +6, potrebbe virtualmente chiudere il campionato portandoli a +9. Un pareggio manterrebbe il distacco invariato, mentre una vittoria dei Blues riaprirebbe clamorosamente i giochi, riducendo il gap a tre punti e confermandoli come principale antagonista della squadra di Arteta. La capolista arriva alla sfida con la consapevolezza della forza europea, 15 punti nelle prime 5 giornate di Champions. Ma il Chelsea, occorre ricordarlo, è la squadra campione del mondo… Ecco l’analisi proposta oggi da La Gazzetta dello Sport.


Il Chelsea di Maresca
Enzo Maresca, unico tecnico italiano in Premier, annuncia il ritorno di Cole Palmer, stella della squadra assente da settembre. Nonostante la sua assenza, il Chelsea ha mantenuto un ruolino di marcia impressionante, con 10 vittorie in 13 partite. La squadra più giovane del campionato, con più teenager che giocatori esperti, è in crescita costante sia nelle prestazioni che nella mentalità, come dimostra la recente solidità difensiva. Maresca, pur cauto sulle ambizioni di titolo, vede i Blues sulla strada giusta per tornare competitivi ai massimi livelli.


L’Arsenal di Arteta
Dall’altra parte, l’Arsenal si presenta come la miglior squadra d’Europa. Imbattuti da agosto e con una difesa quasi imperforabile (nonostante qualche gol subito di recente), i Gunners hanno dimostrato di essere di un altro livello, anche di fronte a una serie impressionante di infortuni in attacco. Arteta ha saputo reinventare la squadra, trovando soluzioni alternative e sfruttando la profondità della rosa. Il ritorno degli infortunati, come Ødegaard e Trossard, potrebbe rendere l’Arsenal ancora più temibile. La loro determinazione e fiducia nei propri mezzi sembrano incrollabili, e una vittoria a Stamford Bridge potrebbe mettere una seria ipoteca sul titolo già a dicembre.

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Tacconi racconta: «Bello rivedersi tutti alla Continassa, è stupenda. Spalletti mi ha fatto una buona impressione. Su Yildiz e Locatelli…»

Tacconi svela: «Spalletti? Sono convinto che possa diventare un uomo Juve anche lui. Su Yildiz e Locatelli dico questo»

Stefano Tacconi, storico portiere della Juventus, torna a parlare del momento della sua ex squadra dopo aver incontrato i giocatori alla Continassa insieme ad altre vecchie glorie bianconere. Tra l’entusiasmo per la vittoria in Champions contro il Bodo Glimt e le difficoltà in campionato, Tacconi vede in Spalletti l’uomo giusto per riportare la Juve in alto.


L’INCONTRO CON LA SQUADRA – «È stato bello rivedersi. Spalletti ha reso il momento piacevole dicendo ai suoi ragazzi che per far bene basterebbe prendere un quarto dei presenti che hanno vinto tutto nella storia della Juve. Non ci vedevamo da un po’, mi ha fatto molto piacere rivedere Platini che mi aveva mandato un bel messaggio qualche tempo fa. Anche lui ha scherzato un po’, vedendo me e Cabrini in stampelle ha detto: “Ma come abbiamo fatto a vincere con questi qua…?”. In effetti con quel gruppo abbiamo vinto dei trofei importanti e tutte le volte è una grande festa fra noi. In più abbiamo avuto la possibilità di salutare i ragazzi, di dare loro una bella scossa. E abbiamo visitato la Continassa che è stupenda».
SPALLETTI – «Mi ha fatto una buona impressione: è simpatico, divertente. Abbiamo parlato un po’ del momento, ha detto che sta studiando la situazione per potere intervenire nel modo migliore. Sono convinto che possa diventare un uomo Juve anche lui, anche se non è facile subentrare in corsa. Ma ho visto la sua passione, ha soprattutto voglia di vincere. Un allenatore che parla così è già dentro, si vede già una maggiore organizzazione».
LA SPINTA DELLA VITTORIA DI BODO – «Vincere aiuta a vincere, e il risultato maturato in Norvegia sicuramente può dare fiducia. Considerato che la Juve era partita molto male in Champions, una vittoria del genere, arrivata con una rimonta, può dare una bella spinta».
L’ASSENZA DI GERARCHIE IN ATTACCO – «Non penso sia quello il problema. Più che altro è una questione di ambientamento dei nuovi arrivati, che non è mai semplice. Ancora di più se parliamo della Juventus, un club in cui si fa dura quando non arrivano subito i risultati: si può subire un po’ la pressione».
LA JUVE PUO’ RIENTRARE NELLA CORSA SCUDETTO – «Speriamo di sì, però ci vuole un po’ di carattere in più. Se ti presenti in campo con una personalità debole, le altre squadre lo vedono, se ne accorgono, e ne approfittano».
DI GREGORIO E PERIN – «L’importante è che Di Gregorio reagisca alle critiche, perché se giochi nella Juve ogni tanto vengono fuori e bisogna essere bravi a non perdere mai di vista il percorso. In questo Perin può dargli una mano, sono due ottimi portieri e lo si vede anche perché fra loro non c’è mai stata una polemica. In generale, comunque, mi pare che tutto il gruppo abbia reagito bene al momento di difficoltà, solo che adesso bisogna dare continuità dandosi tutti una mano».
YILDIZ – «Vedo che sta facendo bene, anche se è un ragazzo giovane. Ha voglia di fare, a volte pure troppa. Ma cerca sempre il gol e per un attaccante questo è importante. L’entusiasmo della squadra può mettere in luce le sue qualità, credo possa migliorare ancora tanto e crescere con l’aiuto del gruppo».
LOCATELLI – «Locatelli è il giocatore che ha più personalità ed esperienza. Sicuramente è uno di quelli che può far migliorare la squadra e tenere unito lo spogliatoio. Alla Continassa mi hanno fatto tutti una buona impressione. E sono convinto che un allenatore come Spalletti, con la sua grande esperienza, possa fare la differenza. La Juventus negli ultimi anni ha risentito della cessione di giocatori navigati, ma adesso ci sono delle nuove leve molto interessanti».

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Carlo Verdone: «Gasperini mi piace. I giocatori ora sanno dove devono stare, alcuni sono resuscitati. Ecco come vivo il calcio. Con Totti…»

Carlo Verdone svela tutto: «Gasperini mi piace molto. I giocatori ora sanno dove devono stare, alcuni sono resuscitati»

A Roma c’è grande entusiasmo per il primato dei giallorossi e ancora di più per la verifica di domani sera contro il Napoli. Carlo Verdone, che recentemente è stato il sindaco per un giorno della Capitale, ne ha parlato a La Gazzetta dello Sport.


L’ALLENATORE DELLA ROMA –
«Quello è il compito più delicato di tutti, puoi essere fatto fuori in un attimo, se ne sbagli tre di fila la valigia è pronta, te ne devi anna’ perché hai tutti contro e i tifosi a volte sono una brutta bestia. Quando ho iniziato ad andare allo stadio io era diverso, più scenografico, non ricordo particolari scazzottate: è cambiato tutto dopo l’omicidio del povero Paparelli, da là c’è stata una svolta verso il peggio e il calcio non è più stato lo stesso».
ANDARE ALLO STADIO – «Certo che ci vado, se non sto girando altrove ci vado sì! L’ultima che ho visto è stata Roma-Parma. Abbiamo giocato molto bene e abbiamo vinto. E ora siamo primi… Gasperini era stato annunciato come una persona che il pubblico avrebbe odiato, averlo scelto sembrava quasi un affronto alla città, forse perché si fa molto i fatti suoi. Ma se adesso vai da un romanista e gli nomini Gasperini, guai a chi glielo tocca!».
GASPERINI PIACE – «Molto, i giocatori ora sanno dove devono stare, alcuni sono resuscitati, tipo Celik che è diventato improvvisamente un fenomeno, Mancini è sicuramente migliorato, Pellegrini risorto… E poi li sa mettere bene in campo, perché noi, diciamocelo, non abbiamo una squadra completa, ci mancano i centravanti e pure una fascia. Lui è comunque riuscito a mettere a posto il mosaico. Ha fatto un lavoro molto intelligente e di grande competenza, in questo momento è al massimo del mio gradimento».
PRIMATO – «Già, io non mi faccio tante illusioni, mi basterebbe entrare in Champions League perché ci sono rivali al momento più complete. Certo, il Napoli ha Lukaku rotto e qualche altro infortunato, ma la squadra è solida, così come l’Inter. Al Milan bisogna stare attenti perché se azzecca due partite diventa tosta, quindi non mi faccio molte illusioni. Però sperare in qualcosa di importante non è male, alla fine la squadra c’è, i calciatori mi sembrano tranquilli, contenti del modo e della posizione in cui giocano, sono ben collegati, c’è molta empatia. Quindi siamo contenti anche noi, finalmente vediamo una squadra che ci dà delle soddisfazioni, andiamo allo stadio e diciamo: “Abbiamo vinto e abbiamo visto pure un bel gioco” oppure “Abbiamo perso, peccato perché abbiamo giocato bene”. Ora vengono prese con filosofia anche le sconfitte».
ROMA IN VETTA, CITTÀ SILENZIOSA – «Perché nessuno se l’aspettava, è questa la cosa bella. Non facciamo tanto rumore perché siamo tutti quanti a bocca aperta, ma nello stesso tempo con i piedi per terra perché sappiamo che ci manca ancora qualcosa. Fortunatamente la squadra, per la disciplina che ha e per il gioco piacevole che offre, ci sta dando molto, quindi chissà dove arriverà, speriamo più in alto possibile. Certo, avessimo avuto Pruzzo vincevamo il campionato. Vediamo che succede a gennaio».
COME VIVE IL CALCIO – «In modo diverso rispetto a un tempo. Prima andavo in Curva, ora ho la tribuna e non c’è niente di poetico, è tutto un salutare presunti amici, industriali… Negli Anni 70, quando non avevo i soldi, non ero nessuno e andavo in Sud era un’altra cosa».
TOTTI – «Con lui siamo amici, veramente, però ci vediamo poco: lui fa una vita molto ritirata, io ne ho una anche troppo dinamica. Dobbiamo fare ‘sta benedetta cena da me da anni, sta diventando una presa in giro! Ma la farò, adesso che mi fermo con la promozione della serie la faccio».

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Infortunati Sampdoria, la voglia di riscatto di Ricci: il centrocampista punta a esserci già alla prossima sfida

Infortunati Sampdoria, il centrocampista doriano Matteo Ricci punta al recupero già dalla prossima giornata

Il centrocampista blucerchiato Matteo Ricci è stato costretto a fermarsi di nuovo nelle ultime settimane a causa di problemi fisici. Dopo una botta e un successivo guaio muscolare, il classe 1994 ha dovuto interrompere il suo percorso di crescita, proprio mentre stava ritrovando ritmo e continuità.

Il rientro sembrava vicino e la titolarità a portata di mano, ma la sfortuna ha colpito ancora. Ricci non sarà disponibile neppure per il derby contro lo Spezia, una gara speciale per lui da ex, lasciando la Sampdoria priva di un elemento prezioso in mezzo al campo.

Nonostante lo stop, il mediano resta determinato: lo staff medico sta lavorando per un recupero sicuro e senza rischi, con l’obiettivo di rivederlo almeno in panchina già nella prossima sfida contro la Carrarese. La voglia di tornare e dare il suo contributo alla squadra è evidente, e la Sampdoria monitora con attenzione ogni passo del suo percorso.

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Lazio, missione a San Siro: per Sarri sette ko consecutivi, il tabù da sfatare

Lazio, sfida ad alta tensione contro il Milan: Sarri prova a invertire la rotta dopo sette ko consecutivi a San Siro

La Lazio di Maurizio Sarri arriva a Milano con l’ambizione di compiere un’impresa: battere una delle squadre più accreditate per lo scudetto e dare una svolta a una stagione finora segnata da alti e bassi. Una vittoria avrebbe un peso enorme, non solo in classifica ma anche sul piano mentale.

Il tecnico biancoceleste si troverà di fronte Massimiliano Allegri in un duello che va oltre il campo, quasi ideologico, tra due filosofie opposte di calcio. Ma il vero ostacolo per Sarri non è il collega toscano, bensì San Siro stesso, teatro di troppe delusioni negli ultimi anni.

I numeri infatti non lasciano spazio a interpretazioni: sette sconfitte consecutive per Sarri nello stadio milanese da quando guida la Lazio. Un tabù pesante che rende la sfida ancora più intrigante, con i biancocelesti chiamati a spezzare la serie negativa e a dimostrare di poter competere ai vertici. Lo riporta Il Tempo.

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Cagliari, arrivano buone notizie: Zé Pedro chiude il lavoro a Villa Stuart e prosegue in Sardegna

Cagliari, finalmente buone notizie per i rossoblù: Zé Pedro chiude la riabilitazione e torna sull’isola. Le ultimissime

Il difensore del Cagliari Zé Pedro ha chiuso ieri il primo capitolo del suo percorso riabilitativo, completando il ciclo di fisioterapia iniziato dopo l’operazione al ginocchio destro. Nove giorni fa il giocatore era stato sottoposto a una meniscectomia selettiva dal professor Mariani, uno dei massimi esperti in ortopedia, per risolvere un problema al menisco.

Dopo l’intervento, il rossoblù ha intrapreso un programma intensivo di riabilitazione presso la clinica Villa Stuart, centro di eccellenza nella medicina sportiva. Qui, sotto la guida di specialisti, ha lavorato per recuperare la mobilità articolare e rinforzare la muscolatura, obiettivi fondamentali per tornare a disposizione della squadra.

Questa sera Zé Pedro farà ritorno in Sardegna, dove da domani continuerà il percorso di fisioterapia nelle strutture del club, seguendo le indicazioni dello staff medico del Cagliari. Il rientro sull’isola rappresenta un nuovo passo verso la completa guarigione e il ritorno in campo, anche se non è stata ancora fissata una data ufficiale.

Determinato e motivato, il difensore punta a rientrare il prima possibile per dare il suo contributo alla squadra, impegnata nella corsa in Serie A. La società rossoblù, dal canto suo, segue con attenzione ogni fase del recupero, consapevole dell’importanza del giocatore per la solidità della retroguardia.

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Calciomercato Milan, i rossoneri osservano da vicino quel giocatore: può essere un obiettivo? Le ultime

Calciomercato Milan, i rossoneri hanno messo nel mirino quel calciatore! Può essere un obiettivo? Le ultimissime

Il calciomercato italiano si prepara a vivere settimane incandescenti e uno dei fronti più caldi potrebbe svilupparsi sull’asse Milano-Verona. Il Milan ha infatti messo nel mirino Giovane, talento emergente della squadra scaligera, con l’obiettivo di rinforzare la rosa con prospetti di qualità e prospettiva.

L’interesse rossonero è stato certificato dalla presenza a San Siro di Geoffrey Moncada, responsabile scouting e direttore tecnico del club, che ha osservato il giocatore dal vivo in occasione della recente sfida contro il Milan. Una valutazione diretta che non riguarda solo le doti tecniche e atletiche, ma anche la personalità e la capacità di reggere la pressione in un contesto di alto livello.

Il profilo di Giovane non è passato inosservato nemmeno agli altri top club. Secondo TuttoMercatoWeb, anche l’Inter e diverse società europee hanno inserito il suo nome nella lista dei possibili obiettivi. Una concorrenza che inevitabilmente fa lievitare il prezzo: la valutazione attuale si aggira intorno ai 20 milioni di euro, cifra che riflette il potenziale del giocatore e l’interesse crescente sul mercato.

Per il Milan, assicurarsi il cartellino del giovane talento significherà non solo mettere sul piatto un’offerta importante, ma anche muoversi con anticipo e costruire una strategia convincente per battere la concorrenza. La battaglia di mercato è appena iniziata e potrebbe diventare uno dei temi caldi delle prossime sessioni.

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Mercato Inter, Ederson può essere la prossima cessione dell’Atalanta? Cosa filtra

Mercato Inter, Ederson sarà la prossima cessione dell’Atalanta? Ecco cosa filtra e le ultimissime sui nerazzurri

La situazione di Ederson continua a tenere banco in casa Atalanta. Secondo quanto riportato da AS in Spagna, il centrocampista brasiliano potrebbe essere il prossimo big a lasciare Bergamo. Nonostante un contratto valido fino al 2027, non ci sono segnali di rinnovo e la Dea potrebbe decidere di cederlo a una cifra inferiore rispetto ai 65-70 milioni richiesti in passato. Le ultime indiscrezioni parlano di un prezzo più accessibile, tra i 35 e i 40 milioni di euro, come confermato dal suo agente André Cury in un’intervista a Cadena SER.

Il club più vicino al giocatore sembra essere il Barcellona, indicato come destinazione preferita, ma la concorrenza è forte. In Premier League hanno mostrato interesse Manchester United e Crystal Palace, mentre in Serie A non mancano le big: Juventus e soprattutto Inter, che già in passato aveva sondato il terreno e ora appare pronta a tornare alla carica.

Il futuro di Ederson potrebbe decidersi già a gennaio o, al massimo, nella prossima finestra estiva. L’Atalanta, pur consapevole del talento del giocatore, sarebbe disposta a trattare intorno ai 30 milioni di euro, abbassando ulteriormente le richieste iniziali. Una cifra che potrebbe scatenare una vera e propria asta internazionale per assicurarsi un centrocampista dotato di forza fisica, qualità tecniche e margini di crescita, destinato a essere uno dei protagonisti del prossimo calciomercato.

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Juventus, Spalletti cambia volto contro il Cagliari: le possibili scelte

Juventus, il tecnico dei bianconeri Luciano Spalletti cambia volto alla squadra nella sfida contro il Cagliari: le scelte

La Juventus di Luciano Spalletti si prepara alla sfida di domani contro il Cagliari con un volto diverso rispetto alla gara di Champions League contro il Bodø/Glimt. L’allenatore ha scelto di gestire le energie della rosa puntando sul rientro di quei giocatori che hanno avuto meno spazio in Europa, così da garantire freschezza e nuove soluzioni in campionato.

In porta tornerà Michele Di Gregorio, lasciato a riposo in Norvegia dove aveva giocato Perin. A centrocampo Spalletti ripartirà da Khéphren Thuram e Manuel Locatelli, mentre sulle corsie laterali Andrea Cambiaso sarà spostato a destra e Filip Kostic agirà sulla fascia opposta. La difesa non cambia e sarà ancora composta da Pierre Kalulu, Lloyd Kelly e Teun Koopmeiners, confermati dopo le ultime uscite.

La trequarti vedrà protagonisti Francisco Conceicao e Kenan Yildiz, chiamati a supportare il ritorno dal primo minuto di Dusan Vlahovic. L’attaccante serbo guiderà l’offensiva bianconera, con Openda e David pronti a subentrare a gara in corso per dare ulteriore spinta.

La scelta di Spalletti evidenzia una strategia chiara: alternare gli uomini in base agli impegni ravvicinati, mantenendo alta la competitività e sfruttando al meglio le qualità di una rosa profonda. La partita contro il Cagliari diventa così un banco di prova importante per testare nuove soluzioni e consolidare la crescita della squadra in campionato.

Probabile formazione Juventus (3-4-2-1): Di Gregorio; Kalulu, Kelly, Koopmeiners; Cambiaso, Thuram, Locatelli, Kostic; Conceicao, Yildiz; Vlahovic.

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Le prime pagine sportive nazionali – 29 novembre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Como Sassuolo, Grosso nel post partita: «Usciamo con la sensazione che le occasioni le abbiamo avute, su Berardi…»

Como Sassuolo, il tecnico Fabio Grosso ha rilasciato alcune dichiarazioni nel post gara della sfida di Serie A. Le parole

Nel post partita della sfida di Serie A al Sinigaglia, il tecnico dei neroverdi Fabio Grosso ha parlato ai microfoni di DAZN, condividendo le sue impressioni a caldo. Ecco le sue dichiarazioni:

PAROLE «Siamo consapevoli di quello che vogliamo fare in questo campionato, sappiamo che le realtà che andiamo ad affrontare sono importanti. Oggi usciamo con la sensazione che le occasioni le abbiamo avute, anche potenziali. Berardi purtroppo ha sentito fastidio e lo perderemo per un po’, speriamo di riaverlo al più presto.

Non è facile giocare contro il Como, ci è mancata un po’ di precisione e determinazione, senza nulla togliere ai loro meriti noi ci siamo stati dentro la partita. Non tante squadre hanno concesso così poche occasioni così come in pochi hanno creato quelle che abbiamo avuto noi, ci sono degli spunti positivi da cui ripartire.»

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Como Sassuolo, parla Fabregas nel post gara: «Sono molto contento. Contro l’Inter sarà un grandissimo esame»

Como Sassuolo, il tecnico Fabregas ha rilasciato alcune dichiarazioni nel post gara della sfida di Serie A

Nel post partita della sfida di Serie A al Sinigaglia, il tecnico dei lariani Fabregas ha parlato ai microfoni di DAZN, condividendo le sue impressioni a caldo. Ecco le sue dichiarazioni:

PAROLE «Fare tutti questi cambiamenti dev’essere la nostra forza, bisogna gestire gli impegni in maniera diversa. Sono molto contento, ho bisogno di tutti gli elementi della rosa dato che a gennaio avremo un calendario molto fitto a cui non siamo abituati. Oggi era importante vincere, bisogna continuare in questo modo. Quando parlo di famiglia non intendo solo la squadra ma anche i tifosi e lo staff, bisogna avere tutti la stessa idea. Lavoriamo quotidianamente sul possesso e sulla ri-aggressione della palla. 

L’inserimento di Moreno è sicuramente studiato ma dipende anche dall’avversario che affrontiamo, oggi gli va dato grande merito, ci ha fatto guadagnare 3 punti. Nel primo tempo non ero molto contento della ri-aggressione, ne abbiamo parlato all’intervallo e non facendo quello potevamo soffrire, molto meglio nel secondo tempo. Contro l’Inter sarà un grandissimo esame, proveremo a fare una grande prestazione contro la squadra per me più forte d’Italia».

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Premier League, tre giornate di squalifica a Idrissa Gueye dopo lo schiaffo a Keane

Premier League, tre giornate di squalifica a Gueye dopo lo schiaffo a Keane. Ecco cosa è successo tra i due calciatori

Uno degli episodi più clamorosi della dodicesima giornata di Premier League è arrivato durante Manchester United-Everton. Dopo appena 13 minuti di gioco, Idrissa Gueye ha perso la calma con il compagno Michael Keane, arrivando addirittura a colpirlo con uno schiaffo.

Il cartellino rosso immediato

La scena ha sorpreso tutti: Pickford ha provato a trascinare via Gueye, ma l’arbitro non ha esitato a estrarre il cartellino rosso, costringendo il centrocampista senegalese a lasciare il campo e rientrare negli spogliatoi.

La sanzione ufficiale

Quattro giorni dopo la partita, è arrivata la decisione della Premier League: tre giornate di squalifica per Gueye. Il giocatore dell’Everton salterà le sfide contro Newcastle, Bournemouth e Nottingham Forest.

Il ritorno in campo

Il rientro è previsto per il 13 dicembre, nella delicata gara contro il Chelsea. Un’assenza pesante per Fabio Grosso, che dovrà fare a meno di uno dei suoi uomini più esperti in un momento cruciale della stagione.

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