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Como Sassuolo, parla Fabregas nel post gara: «Sono molto contento. Contro l’Inter sarà un grandissimo esame»

Como Sassuolo, il tecnico Fabregas ha rilasciato alcune dichiarazioni nel post gara della sfida di Serie A

Nel post partita della sfida di Serie A al Sinigaglia, il tecnico dei lariani Fabregas ha parlato ai microfoni di DAZN, condividendo le sue impressioni a caldo. Ecco le sue dichiarazioni:

PAROLE «Fare tutti questi cambiamenti dev’essere la nostra forza, bisogna gestire gli impegni in maniera diversa. Sono molto contento, ho bisogno di tutti gli elementi della rosa dato che a gennaio avremo un calendario molto fitto a cui non siamo abituati. Oggi era importante vincere, bisogna continuare in questo modo. Quando parlo di famiglia non intendo solo la squadra ma anche i tifosi e lo staff, bisogna avere tutti la stessa idea. Lavoriamo quotidianamente sul possesso e sulla ri-aggressione della palla. 

L’inserimento di Moreno è sicuramente studiato ma dipende anche dall’avversario che affrontiamo, oggi gli va dato grande merito, ci ha fatto guadagnare 3 punti. Nel primo tempo non ero molto contento della ri-aggressione, ne abbiamo parlato all’intervallo e non facendo quello potevamo soffrire, molto meglio nel secondo tempo. Contro l’Inter sarà un grandissimo esame, proveremo a fare una grande prestazione contro la squadra per me più forte d’Italia».

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Premier League, tre giornate di squalifica a Idrissa Gueye dopo lo schiaffo a Keane

Premier League, tre giornate di squalifica a Gueye dopo lo schiaffo a Keane. Ecco cosa è successo tra i due calciatori

Uno degli episodi più clamorosi della dodicesima giornata di Premier League è arrivato durante Manchester United-Everton. Dopo appena 13 minuti di gioco, Idrissa Gueye ha perso la calma con il compagno Michael Keane, arrivando addirittura a colpirlo con uno schiaffo.

Il cartellino rosso immediato

La scena ha sorpreso tutti: Pickford ha provato a trascinare via Gueye, ma l’arbitro non ha esitato a estrarre il cartellino rosso, costringendo il centrocampista senegalese a lasciare il campo e rientrare negli spogliatoi.

La sanzione ufficiale

Quattro giorni dopo la partita, è arrivata la decisione della Premier League: tre giornate di squalifica per Gueye. Il giocatore dell’Everton salterà le sfide contro Newcastle, Bournemouth e Nottingham Forest.

Il ritorno in campo

Il rientro è previsto per il 13 dicembre, nella delicata gara contro il Chelsea. Un’assenza pesante per Fabio Grosso, che dovrà fare a meno di uno dei suoi uomini più esperti in un momento cruciale della stagione.

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Pagelle Como Sassuolo, ecco i TOP e FLOP della sfida di Serie A. I voti

Pagelle Como Sassuolo: ecco i TOP e FLOP della sfida valida per la tredicesima giornata di Serie A 2025/2026. Ecco le valutazioni

Le pagelle di Como Sassuolo terminata 2-0: le due squadre si dividono la posta in palio nella tredicesima giornata di Serie A. Ecco i voti:

PAGELLE COMO SASSUOLO

COMO – Butez 6.5; Vojvoda 6 (59′ Posch 6), Diego Carlos 6, Ramon 6.5, Moreno 7; Caqueret 6.5 (59′ Da Cunha 6), Perrone 7 (91′ Kempf s.v.); Addai 5.5 (82′ Kuhn s.v.), Nico Paz 7.5, Rodriguez 7 (59′ Baturina 6); Douvikas 7.

SASSUOLO – Muric 5; Walukiewicz 6, Idzes 5.5, Muharemovic 5, Doig 6.5 (82′ Candé s.v.); Thorstvedt 6.5, Matic 6.5, Koné 5.5 (82′ Iannoni s.v.); Berardi 6.5 (51′ Volpato 5.5), Pinamonti 5.5 (68′ Moro 5), Laurienté 5 (69′ Fadera 6).

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Bonucci parla della vittoria a EURO2020: «Abbiamo ottenuto qualcosa che rimarrà nella testa di tutti per sempre»

Bonucci racconta la vittoria a EURO2020: «Abbiamo ottenuto qualcosa che rimarrà nella testa di tutti». Le parole

Intervistato da Sport Illustrated, Leonardo Bonucci ha raccontato alcuni retroscena legati alla vittoria dell’Italia a Euro 2020, conquistata a Wembley contro l’Inghilterra. L’ex difensore della Juventus ha ripercorso momenti chiave di quella serata storica, svelando dettagli e sensazioni vissute dentro e fuori dal campo. Le sue dichiarazioni:

TIFOSI INGLESI – «Più i tifosi inglesi mi fischiavano e mi insultavano, più godevo e mi caricavo. Abbiamo ottenuto qualcosa che rimarrà nella testa di tutti per sempre. Quando ci siamo avvicinati allo stadio, tutti ci salutavano con il “3”, come se vincere 3-0 fosse scontato per loro. Io mi sono alzato, ho guardato gli altri negli occhi e ho detto: “Teniamocelo in mente per dopo”».

NIZIO DI PARTITA – «Quando abbiamo preso gol, la colpa è stata data a Di Lorenzo, ma lui è stato ingannato dal movimento anticipato necessario per coprire Kane. Poi, al cambio di Immobile con Berardi, ho pensato: “Mister, che cambio hai fatto?”. Non avevamo mai giocato in quel modo, è stata una scelta improvvisata che ha messo in difficoltà la loro difesa».

SUPPLEMENTARI – «Non ho mai avuto la sensazione che potessero segnarci. Mancini ci ha trasmesso convinzione fin da subito, dicendoci: “Siamo forti e andremo all’Europeo per vincerlo”».

RIGORI – «Quando Gigio ha parato il rigore ho avuto due secondi di confusione, poi ho realizzato. Donnarumma non ha esultato subito per lo stesso motivo».

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Serie A, la Top 5 dei portieri “salva-risultato”: Provedel domina

La Top 5 dei portieri che cambiano le partite: Provedel re della Serie A ma c’è una clamorosa sorpresa. Tutti i nomi

Nel calcio contemporaneo gli attaccanti rubano spesso la scena, ma l’impatto di un grande portiere sulla classifica è altrettanto decisivo. Grazie alle statistiche avanzate dei “Gol Evitati” (PSxG-GA), è possibile misurare quanto un estremo difensore abbia fatto meglio della media, neutralizzando tiri che, secondo le probabilità, sarebbero dovuti finire in rete. I dati di questa Serie A delineano una Top 5 di autentici protagonisti, con sorprese e conferme di livello internazionale.

Provedel, leader assoluto

In cima alla graduatoria svetta Ivan Provedel della Lazio. Con 6.2 gol evitati, il portiere biancoceleste si è rivelato decisivo in più di sei occasioni, confermandosi pilastro della solidità difensiva di Sarri. Esplosività e lettura delle traiettorie lo rendono un vero “guardiano” della porta.

Svilar e Maignan, certezze di Roma e Milan

Alle spalle di Provedel troviamo Mile Svilar: il giovane portiere della Roma ha già salvato 4.6 gol, dimostrando crescita e affidabilità. Terzo posto per Mike Maignan, leader del Milan e tra i migliori interpreti del ruolo a livello internazionale, con 4.2 gol evitati e un contributo fondamentale alla retroguardia rossonera.

Muric sorprende, Butez stupisce

Quarto posto per Aro Muric del Sassuolo, autore di 3.1 gol evitati che hanno garantito punti preziosi nella lotta salvezza. A chiudere la Top 5 c’è la sorpresa Anthony Butez del Como: il portiere francese, arrivato per dare stabilità ai lariani, ha evitato 2.7 gol, dimostrando che anche nelle squadre meno blasonate possono emergere prestazioni di altissimo livello.

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Como Sassuolo 2-0: vittoria dei ragazzi di Fabregas con i gol di Douvikas e Alberto Moreno

Como Sassuolo: segui sintesi, tabellino, cronaca e live il match della tredicesima giornata di Serie A del Sinigaglia e in campo alle 20.45

Scendono in campo alle 20.45 Como e Sassuolo per la tredicesima giornata di Serie A. Gara fondamentale per i padroni di casa, per rimanere in corsa per le zone europee, di fronte però ci sarà il Sassuolo di Grosso. Segui Live il macht con Calcionews24.com


LIVE

Fine partita

83′ GOL COMO – Alberto Moreno si trova al termine di un passaggio e da due passi colpisce di testa a porta vuota.

Inizia il secondo tempo

Fine primo tempo

40′ OCCASIONE COMO – Nico Paz effettua una buona progressione in area per fare un traversone preciso. Si ferma e tira, ma il portiere fa una splendida parata.

14′ GOL COMO – Douvikas ribatte in rete davanti alla linea di porta dopo un rimpallo fortunato finito proprio sui suoi piedi.

11′ – Doppia conclusione Como, Muric presente sul destro a girare di Rodriguez e il mancino di Paz arrivato dopo la sua respinta.

8′ – Occasione Como con l’inesrimento di Moreno che aggancia avanti a Muric, ma non riesce a inquadrare la porta in pallonetto.

1′ – Si parte!

In attesa del calcio d’inizio


Como (4-2-3-1): Butez; Vojvoda, Diego Carlos, Ramon, Moreno; Perrone, Caqueret; Addai, Nico Paz, Rodriguez; Douvikas. Allenatore: Fabregas.

Sassuolo (4-3-3): Muric; Walukiewicz, Idzes, Muharemovic, Doig; Thorstvedt, Matic, Kone; Berardi, Pinamonti, Laurientè. Allenatore: Grosso.

Calciomercato Milan, da investimento di Tare a possibile prestito: il piano per quel giocatore

Calciomercato Milan, da investimento del ds rossonero Igli Tare a possibile prestito: ecco il piano per quel calciatore

L’arrivo di David Odogu ha sorpreso l’ambiente rossonero. L’acquisto, perfezionato nell’ultimo giorno di mercato, ha portato a Milanello un difensore classe 2005 con entusiasmo contagioso e grande disponibilità, qualità che hanno colpito positivamente Massimiliano Allegri nei primi mesi di lavoro insieme.

L’investimento della dirigenza

La scelta di puntare su Odogu è stata una vera scommessa della dirigenza, guidata da Tare: il Milan ha versato 7 milioni di euro al Wolfsburg, con ulteriori 3 milioni di bonus potenziali. Considerato un talento cristallino del calcio tedesco, il giovane difensore vanta però solo un paio di presenze in Bundesliga. In estate anche Fiorentina e Bologna avevano valutato il suo profilo.

Poco spazio in prima squadra

Nonostante l’investimento, Odogu ha trovato pochissimo spazio: appena 11 minuti in Coppa Italia contro il Lecce. Con l’U23 rossonera, il Milan Futuro, ha accumulato 180 minuti complessivi, ma non sembrano sufficienti per la sua crescita.

Ipotesi prestito a gennaio

Secondo Calciomercato.com, i suoi agenti – in accordo con il club – stanno già lavorando a un possibile prestito nella sessione invernale. L’obiettivo è permettere al difensore di acquisire esperienza in un campionato più competitivo, così da valorizzare al meglio l’investimento del Milan e accelerare il suo percorso di maturazione.

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Sassuolo, tegola Berardi: infortunio contro il Como. Le condizioni

Sassuolo, si ferma Domenico Berardi: infortunio nella sfida di Serie A contro il Como. Ecco le sue condizioni

Brutte notizie per il Sassuolo di Fabio Grosso. Durante il match contro il Como, Domenico Berardi è stato costretto ad abbandonare il campo anzitempo a causa di un problema muscolare che ha subito destato preoccupazione nello staff tecnico neroverde.

L’episodio

L’attaccante si è fermato nel corso del secondo tempo, obbligando Grosso a una sostituzione forzata. Al suo posto è entrato Volpato al 51′ minuto.

Attesa per gli esami

Nelle prossime ore Berardi sarà sottoposto agli accertamenti strumentali per valutare l’entità dell’infortunio e stabilire i tempi di recupero. La speranza del Sassuolo è che lo stop non si riveli lungo, vista l’importanza del capitano nella corsa salvezza.

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Juve Cagliari, un rossoblù osservato speciale dei bianconeri! Tutti i dettagli

Juve Cagliari, un rossoblù sarà l’osservato speciale dei bianconeri nella serata dello Stadium! Le ultimissime

La sfida dell’Allianz Stadium di sabato 29 novembre (ore 18:00) non mette in palio soltanto tre punti pesanti per la classifica. Juve-Cagliari si trasforma infatti in un vero e proprio casting di mercato a cielo aperto. Tra i protagonisti più attesi c’è Marco Palestra, laterale destro classe 2005, osservato speciale della dirigenza bianconera.

I numeri della rivelazione

Di proprietà dell’Atalanta e in prestito secco al Cagliari, Palestra è una delle sorprese più liete di questo avvio di stagione. Con 11 presenze e 905 minuti giocati, il giovane esterno ha già messo a referto 2 assist, conquistando la fiducia di Fabio Pisacane che lo ha reso un punto fermo del suo 3-5-2.

La strategia della Juventus

La Juventus guarda con attenzione al mercato degli esterni. Dopo la bocciatura tecnica di João Mário, la società è alla ricerca di profili giovani, italiani e con margini di crescita. Palestra risponde perfettamente a questo identikit, ma la concorrenza non manca: Inter, Milan e Como hanno già acceso i riflettori sul talento bergamasco.

La prova del fuoco allo Stadium

Contro la Juve, Palestra si troverà di fronte avversari di livello come Filip Kostic e Andrea Cambiaso. Una sfida che rappresenta un vero esame di maturità: se saprà reggere la pressione e confermare la sua brillantezza anche contro una big, il suo nome potrebbe scalare rapidamente le gerarchie del mercato bianconero.

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Spezia Sampdoria, Foti valuta due soluzioni tattiche in vista della sfida con Donadoni

Verso Spezia Sampdoria: Foti al bivio tattico, due moduli per affrontare gli uomini di Donadoni. Le ultimissime notizie

La vigilia della Sampdoria è segnata da un’incertezza tattica in vista del derby ligure di domenica contro lo Spezia di Roberto Donadoni. Salvatore Foti si trova infatti di fronte a un bivio strategico, con due moduli principali al centro delle valutazioni per una sfida che può rivelarsi cruciale nel cammino in Serie B.

Il 3-5-2 collaudato Secondo quanto riportato dal Secolo XIX, la prima opzione resta il consolidato 3-5-2. Una retroguardia composta da Riccio, Hadzikadunic e Vulikic garantirebbe solidità, mentre in mezzo al campo Henderson, Bellemo e Barak formerebbero un reparto di qualità e dinamismo. Sulle corsie laterali spazio a Cherubini e Giordano, con l’attacco affidato alla coppia Coda-Pafundi, mix di esperienza e talento. Una scelta che darebbe densità al centro e due terminali offensivi puri.

L’alternativa più offensiva: il 3-4-2-1 Non manca però la tentazione di un assetto più propositivo: il 3-4-2-1. La difesa rimarrebbe invariata, ma la trequarti assumerebbe un ruolo centrale con Pafundi e Cherubini alle spalle dell’unica punta Coda. A centrocampo, Venuti prenderebbe il posto dello squalificato Depaoli sulla fascia destra, chiamato a garantire spinta e copertura in un ruolo chiave.

La scelta finale La decisione spetterà a Foti e al suo staff, chiamati a bilanciare la necessità di contenere la manovra dello Spezia con l’esigenza di sfruttare al meglio il potenziale offensivo doriano. Il derby ligure, oltre a essere una sfida di grande rivalità, rappresenta un banco di prova fondamentale per entrambe le squadre, alla ricerca di punti preziosi per allontanarsi dalle zone calde della classifica

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Calciomercato Inter, l’agente di quel giocatore svela: «L’Atalanta potrebbe venderlo per questa cifra»

Calciomercato Inter, l’agente di Ederson apre al trasferimento? «L’Atalanta potrebbe venderlo per questa cifra». I dettagli

Durante un intervento a Cadena SER, André Cury, procuratore di Ederson, ha espresso parole pesanti riguardo al futuro del centrocampista dell’Atalanta, protagonista negli ultimi mesi di numerosi rumors legati all’Inter.

PAROLE – «Un giocatore che credo potrebbe adattarsi molto bene al sistema di gioco del Barcellona, ​​contribuendo con grande fisicità e resistenza, è Éderson, che gioca nell’Atalanta. È un’opportunità perché il suo contratto è in scadenza. L’Atalanta non ha voluto cederlo nonostante abbia ricevuto offerte molto alte. Credo che completeranno il trasferimento in questa sessione invernale o estiva.

L’Atalanta chiedeva molti soldi, tra i 60 e i 75 milioni di euro, ma ora è quasi in scadenza di contratto, potrebbero anche dimezzarne il prezzo, tra i 30 e i 40 milioni. E’ un giocatore spettacolare con alcune delle statistiche migliori in Europa per il suo ruolo. Sono amico di Deco e del presidente del Barcellona. Faccio il mio lavoro. Li aiuterò sempre con i trasferimenti perché nutro un affetto molto speciale per il Barcellona»

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Szczesny rivela: «Ecco cosa penso delle mie squadre. Addio alla Juve? Non è che non avessi passione, ma non mi piacevano le opzioni. Non volevo fare questo»

Szczesny, ex portiere della Juventus ed ora al Barcellona, ha parlato così della sua carriera, ripercorrendo le varie tappe ed in particolare quella bianconera7

In un’intervista rilasciata a GQ Polonia, Wojciech Szczesny ha ripercorso i momenti più significativi della sua carriera alla Juventus, analizzando l’esperienza che lo ha visto crescere come portiere e come uomo, a partire dalla sostituzione di Gianluigi Buffon fino alla sua evoluzione all’interno del club.

CARRIERA «L’Arsenal è bel calcio, ma senza la pressione di vincere il campionato. La Roma mi ha fatto assaggiare il successo. Il Barcellona è puro piacere di giocare. La Juventus è lavoro quotidiano sotto pressione massima. Lì conta solo vincere. E io ho imparato a farne parte. Ho potuto sostituire Buffon. Non c’era sfida più grande per un portiere. Pensavo di giocare due o tre anni e poi avrebbero cercato un giovane. Invece ho continuato a rinnovare il contratto finché sono diventato il giocatore più anziano della Juve, con più presenze, più esperienza, quello da cui si partiva per costruire la squadra. Tornare nello spogliatoio e salutare tutti quei ragazzi è stato incredibilmente emozionante. Hanno preparato tutto alla perfezione, come sempre».

BUFFON – «Sapete qual è il più bel complimento che abbia ricevuto in tutta la mia carriera? L’ha detto Gianluigi Buffon. Alla fine della mia permanenza alla Juventus, nel 2021, mi disse che, a suo avviso, ero stato il miglior compagno di squadra della sua carriera. Chiaramente non potevo essere il miglior portiere. Per quello avrebbero dovuto prendere Yashin… Ma il miglior compagno. Questo sì, questo potevo meritarlo. Mi sono sentito il re del mondo. Era un paragone con gente come Pirlo, Vieira, Pjanic, Nedved… Ancora oggi mi vengono i brividi quando lo dico».

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Carnevali a Dazn prima di Como Sassuolo: «Siamo una neopromossa e sappiamo benissimo che è un campionato difficile. Matic? Campione e professionista serissimo»

Carnevali a Dazn prima di Como Sassuolo. Il direttore sportivo dei neroverdi ha parlato della posizione in classifica della squadra e dell’importanza di Matic

Intervenuto ai microfoni di DAZN a pochi minuti dal fischio d’inizio di Como Sassuolo, sfida che apre la tredicesima giornata di Serie A, il direttore sportivo dei neroverdi, Giovanni Carnevali, ha commentato il momento positivo della squadra, sottolineando la buona posizione in classifica e l’importanza di Nemanja Matic nel processo di crescita del gruppo.

SULLA POSIZIONE IN CLASSIFICA«Siamo una neopromossa e sappiamo benissimo che è un campionato difficile. Ho detto da subito che era stata allestita un’ottima squadra, ma non ci saremmo aspettati una posizione di classifica così buona già a questo punto della stagione. Non oso immaginare dove potremmo arrivare. Dobbiamo continuare su questa strada, siamo molto soddisfatti».

L’IMPORTANZA DI MATIC«Matic? Campione sul campo, professionista serissimo. Aiuta a crescere l’intero gruppo, nello spogliatoio è un leader e siamo veramente orgogliosi di averlo con noi».

Sorpresa Gasperini, colpo Kean: pagano la clausola

Gasperini sogna un attaccante di grande spessore per la sua Roma: spunta il nome di Moise Kean, a quanto ammonta la clausola.

Prima in classifica da sola dopo 11 anni, 9 vittorie in 12 partite e miglior difesa del campionato con sole 6 reti subite. Nel giro di pochi mesi Gian Piero Gasperini si è già preso la Roma: il tecnico di Grugliasco sta proseguendo nel migliore dei modi l’ottimo lavoro già svolto lo scorso anno da Claudio Ranieri, oggi Senior Advisor dei giallorossi.

Il primato della Roma ha ancora più valore se si tiene conto dei tanti infortuni a cui ha dovuto far fronte l’ex allenatore dell’Atalanta, specialmente in attacco. Non a caso sono in molti a chiedersi dove potrebbe arrivare questa Roma se Gasperini avesse a disposizione un centravanti da (almeno) 20 gol a stagione.

In questo momento Gasperini non può contare nemmeno su Dovbyk: la lesione muscolare lo costringerà a stare fermo almeno altri venti giorni. Ecco perché il direttore sportivo Ricky Massara sta già sondando il mercato per individuare il bomber giusto per l’allenatore piemontese: un innesto di spessore a gennaio consentirebbe davvero alla Roma di lottare fino alla fine per le prime posizioni e chissà, magari proprio per lo scudetto.

Sorpresa Gasperini, ecco Kean: è il nome giusto

Eppure la scorsa estate qualcosa in più poteva essere fatto per rinforzare nella maniera giusta il reparto avanzato. La pensa così Roberto Pruzzo, uno dei più grandi bomber della storia della Roma: in un’intervista al Corriere della Sera il 70enne ha detto di apprezzare Joshua Zirkzee, che pare essere il primo nome sul taccuino di Massara per gennaio, ma al tempo stesso ha consigliato ai giallorossi anche un altro nome di spicco.

Moise Kean intervistato
Kean può essere il nome giusto per la Roma – Calcionews24.com (Screen YouTube)

La Roma in estate avrebbe dovuto prendere Kean pagando la clausola rescissoria da 52 milioni – le parole di Pruzzo – Adesso è impossibile prenderlo, ma a giugno chissà“. Dopo i 25 gol dello scorso anno tra Serie A, Coppa Italia e Conference League, in questa stagione Kean ha finora realizzato solo 2 reti in maglia viola.

L’attaccante italiano resta comunque uno dei più richiesti sul mercato, anche se il recente rinnovo con la Fiorentina fino al 2029 ha alzato la clausola rescissoria (valida dal 1 al 15 luglio) da 52 a 62 milioni di euro.

Per gennaio, come sottolineato da Pruzzo, l’operazione appare praticamente impossibile, ma in estate la Roma potrebbe farci più di un pensierino: molto dipenderà dall’eventuale qualificazione alla prossima Champions e dagli importanti guadagni che ne deriverebbero.

Fabregas nel pre partita di Como Sassuolo: «Ho fatto vedere ai ragazzi quello che abbiamo creato a Torino. Per essere lì davanti dobbiamo avere questa cosa»

Fàbregas ha parlato in vista della sfida Como Sassuolo, sottolineando l’importanza della continuità e della mentalità della sua squadra

A pochi giorni dalla straordinaria vittoria per 1-5 sul campo del Torino, il Como di Cesc Fàbregas si prepara a scendere in campo contro il Sassuolo per la tredicesima giornata di Serie A, con l’obiettivo di ottenere l’undicesimo risultato utile consecutivo in tutte le competizioni. In conferenza stampa, l’allenatore spagnolo ha commentato vari aspetti della sua squadra e della preparazione alla partita.

IL RAPPORTO CON GROSSO«Non abbiamo avuto la fortuna di parlare molto. Però un giorno mi piacerebbe perché è un allenatore giovane e con belle idee».

LA CONTINUITÀ E LA MENTALITÀ DEL GRUPPO«Quando si lavora bene, il risultato arriva. Adesso è una questione di continuità, di mentalità. Un segnale di una buona squadra è quando si gioca bene, la partita dopo si gioca bene. Una squadra che fa molto bene una volta, la successiva così così, l’altra torna a fare bene e l’altra male, merita una media-bassa classifica. Se vogliamo essere là davanti e fare una stagione importante, dobbiamo avere quella continuità. Loro devono capirlo velocemente. Siamo una squadra giovane ma è tutto dentro la testa e volerlo sempre di più».

LA MENTALITÀ E IL GIOCO OFFENSIVO«Ho fatto vedere ai ragazzi quello che abbiamo creato a Torino. È questa la squadra che vogliamo essere, mi voglio riconoscere in questa mentalità e in questo tipo di gioco offensivo, sempre con un’attenzione importante alla fase difensiva. Noi dobbiamo essere liberi di testa. Giochiamo in casa, la gente si vuole divertire e vuole vedere una squadra che gioca un calcio propositivo. È questo quello che proviamo a fare».

Lobotka commenta la stagione del Napoli: «Crediamo in noi stessi, la Roma è un’ottima squadra. Stiamo giocando in modo diverso, ma è buono anche per i difensori»

Lobotka commenta la stagione del Napoli. Il centrocampista partenopeo è intervenuto a Radio CRC per ripercorrere le tappe della squadra di Conte

Intervenuto ai microfoni di Radio CRC, Stanislav Lobotka ha commentato la stagione del Napoli e le sfide future, esprimendo fiducia nel gioco della squadra e nelle prossime partite, soprattutto in vista del match contro la Roma, attualmente prima in classifica.

Il centrocampista slovacco ha parlato anche del percorso in Champions League, delle difficoltà incontrate e delle modifiche tattiche adottate dalla squadra.

LA STAGIONE DEL NAPOLI E LE ULTIME VITTORIE«Naturalmente non è stato un momento facile per noi prima della sosta, ma crediamo in noi stessi, nel nostro modo di giocare e lavoriamo duramente. Sono felice ovviamente delle ultime due vittorie e siamo già concentrati sulla prossima partita».

LA CHAMPIONS LEAGUE E IL MATCH CONTRO L’EINTRACHT«La Champions League è diversa dalla Serie A, ogni squadra è forte. Contro l’Eintracht abbiamo giocato bene e non abbiamo vinto la partita e quindi abbiamo perso due punti. Ora ogni partita in Champions è fondamentale per noi: vedendo anche i risultati delle altre squadre, tutti possono battere tutti. Noi dobbiamo concentrarci sul nostro modo di giocare: io penso già alla prossima partita».

LA REAZIONE CONTRO IL QARABAG E IL RUOLO DI CONTE«Contro il Qarabag non era facile reagire dopo il rigore sbagliato, anche perché loro giocavano ancora con la convinzione di poter vincere e portare a casa i tre punti senza paura. Per noi era importante segnare il primo gol, abbiamo costruito tante occasioni e questo è fondamentale per vincere le partite. Ci abbiamo creduto, sapendo che ogni partita in Champions League è difficile. Cosa ci ha detto Conte all’intervallo? Solo di crederci. Sappiamo di giocare bene, siamo consapevoli del fatto che il nostro calcio è difficile per le altre squadre».

CAMBIAMENTI TATTICI E GIOCO DEL NAPOLI«Stiamo giocando in un modo diverso rispetto a quanto fatto ad inizio stagione. È un lavoro diverso, soprattutto per le ali che hanno maggiore libertà per esprimere le proprie qualità. Neres, Noa Lang, Hojlund sono bravi nell’uno contro uno. Questo modulo è buono anche per i difensori: forse siamo più compatti quando giochiamo a tre, stiamo difendendo davvero bene e penso che dobbiamo continuare così».

CENTROCAMPO E TATTICA DIFENSIVA«Centrocampo a due piuttosto che a quattro? Onestamente per me non cambia molto, è cambiata la tattica perché abbiamo un difensore in più alle nostre spalle. Ma il gioco cambia in base alla squadra e all’approccio di ogni giocatore: dare il 100%, come si combatte l’uno per l’altro e come si mettono in campo le qualità di cui disponiamo».

LA SFIDA CONTRO LA ROMA«La Roma è prima in classifica, quindi è un’ottima squadra. Giocano un bel calcio, forse simile al nostro, hanno buoni giocatori e sappiamo quanto, già con l’Atalanta, sia difficile giocare contro le squadre di Gasperini. Sappiamo di avere le qualità per battere la Roma. Penso che sia la partita perfetta per vedere come stiamo crescendo, cercando di battere la prima in classifica».

L’IMPORTANZA DEL MARADONA E DEI TIFOSI«Zero sconfitte al Maradona? È importante per noi giocare in casa, perché hai sempre i tifosi dietro di te a sostenerti. Sono sempre vicini alla squadra, provando a spingerci per farci vincere».

Formazioni ufficiali Como Sassuolo, le scelte dei due tecnici per il match della tredicesima giornata

Formazioni ufficiali Como Sassuolo, le scelte dei due tecnici per il match della tredicesima giornata in campo al Sinigaglia alle 20.45

Sono arrivate le formazioni ufficiali per Como Sassuolo, anticipo della 13ª giornata del campionato di Serie A.

Il Como cambia qualcosa rispetto alla vittoria per 5-1 contro il Torino nel turno precedente. Vojvoda e Moreno prenderanno il posto di Smokic e Valle sugli esterni di difesa, mentre Caqueret entra a centrocampo al posto di Da Cunha. In attacco, invece, Douvikas prenderà il posto di Morata.

Il Sassuolo cambia due elementi rispetto al pareggio per 2-2 con il Pisa: Doig ritorna titolare a sinistra al posto di Candé, mentre in attacco Laurienté prende il posto di Fadera.

FORMAZIONI UFFICIALI

Como (4-2-3-1): Butez; Vojvoda, Diego Carlos, Ramon, Moreno; Perrone, Caqueret; Addai, Nico Paz, Rodriguez; Douvikas. Allenatore: Fabregas.

Sassuolo (4-3-3): Muric; Walukiewicz, Idzes, Muharemovic, Doig; Thorstvedt, Matic, Kone; Berardi, Pinamonti, Laurientè. Allenatore: Grosso.

Totti si sbilancia: «Il numero 10 della Roma è unico, ma spero che qualcuno possa indossarlo. Dybala? Non può fare quella posizione, ecco perché»

Totti si racconta a Legends Road, parlando del suo legame con i tifosi, della Roma attuale e della sua eredità come numero 10

Ospite della rubrica Legends Road su DAZN, Francesco Totti ha condiviso aneddoti emozionanti e riflessioni sulla sua carriera, a partire da un incontro commovente con un tifoso.

Durante l’intervista, il capitano indimenticato della Roma ha parlato anche della squadra di Gian Piero Gasperini, della sua eredità come numero 10 e delle sue opinioni sul futuro del club giallorosso.

IL LEGAME CON I TIFOSI E UN INCONTRO EMOZIONANTE«Un mese fa, una persona di 45/55 anni mi ha fermato al semaforo e ha iniziato a piangere. Mi ha detto: “Non sai cosa hai significato per la mia vita. TI amo più di mia madre”. Poi ha aggiunto: “Io faccio l’abbonamento, ma da quando hai smesso, dal 2017 ad oggi, l’ho fatto in Tevere perché spero che tu tutte le domeniche esci dalle scalette, sali le scalette, esci, ti metti in panchina e fai la sorpresa a tutti”».

Totti ha raccontato con emozione il legame che ancora oggi esiste tra lui e i tifosi, che continuano a sperare nel suo ritorno in campo, nonostante il suo ritiro avvenuto nel 2017.

LA ROMA DI GASPERINI«Bene, bene, ma anche se io ancora non vedo la Roma di Gasperini, per quello che ho visto a Bergamo, diciamo. Si può migliorare ancora, per quello c’è Gasperini. Può migliorare, però se migliorando poi può peggiorare, è meglio non farlo».

Totti ha espresso il suo supporto alla Roma di Gasperini, pur sottolineando che la squadra può ancora fare dei progressi, senza rischiare di tornare indietro.

DYBALA E IL RUOLO DA FALSO 9«No, perché non ha le caratteristiche per farlo, non c’è il fisico. Per me lui può giocare un po’ esterno con le due mezze punte. Diciamo che siamo due giocatori totalmente diversi».

L’ex capitano ha anche parlato di Paulo Dybala, esprimendo il suo parere sul ruolo che il fantasista argentino potrebbe avere nel sistema della Roma, ma escludendo la possibilità che possa fare la stessa evoluzione che lui ha avuto in carriera, giocando da falso 9.

LA FASCIA DA CAPITANO E IL NUMERO 10«Non ne ho più, le ho finite. Il capitano ha una responsabilità diversa sia in campo che fuori, ma fortunatamente avevo la possibilità di conoscere Roma, Trigoria e dintorni. Salire le scale dell’Olimpico non è facile. C’è chi le sale tranquillamente e chi meno».

Riguardo alla fascia da capitano, Totti ha riflettuto sul peso di quella responsabilità, ma ha anche espresso la sua visione sul futuro del numero 10 della Roma. «Non sono geloso. È un numero diverso da tutti gli altri. Va portato con talento, forza, determinazione, la testa giusta. È difficile che a Roma qualcun altro possa rimettersi quel numero. È giusto che i bambini possano sognare di indossarlo».

Insigne rivela: «Il mio addio al Napoli? Non c’erano problemi. Non ho mai chiesto i soldi del Toronto. Stagione attuale? I tifosi non devono preoccuparsi, vi spiego perché»

Insigne, ex capitano del Napoli, ha parlato del suo addio al club partenopeo e del legame mai rotto con tifosi e società. Poi il commento sulla stagione attuale

In una lunga intervista a Viva el Futbol, Lorenzo Insigne, ex capitano del Napoli e ora attaccante svincolato ma accostato in queste ore alal Lazio, ha raccontato il retroscena del suo addio al club azzurro e la scelta di proseguire la sua carriera in Canada con il Toronto FC.

Insigne ha chiarito che la decisione di lasciare il Napoli non è stata causata da problemi con i tifosi o la squadra, ma da una serie di motivi personali e professionali.

SULLA SCELTA DI ANDARE AL TORONTO«Non c’erano problemi con tifosi o la squadra. Il presidente ha fatto la sua scelta e io la mia. I matrimoni si fanno in due. Non ho mai chiesto tutti quei soldi al Napoli che poi ho preso al Toronto. Non li ho chiesti, non mi sarei mai permesso. Ho fatto una scelta che calcisticamente non è andata benissimo per tanti motivi, però sono stato bene con la famiglia, perciò».

LA STAGIONE DEL NAPOLI SOTTO CONTE«I tifosi non si devono preoccupare, ho avuto Conte in nazionale, è una garanzia, non li fa mollare un centimetro. Un po’ di polemiche inutili ci sono state, il Napoli è a -2 dal primo posto, di che parliamo? La Roma festeggia a +2 e noi critichiamo, perché? Io penso che il Napoli sta facendo benissimo, il campionato è lungo e penso che alla fine dirà la sua».

SULLA PROTEZIONE DEL NAPOLI«Purtroppo Napoli dà fastidio, se non lo proteggiamo noi napoletani, chi può farlo? È la verità».

Calciomercato estero, Guardiola apre all’addio di Bernardo Silva? Ecco cosa lasciano intendere le parole del tecnico del City sulla situazione del centrocampista

Calciomercato estero, Guardiola apre all’addio di Bernardo Silva? Ecco cosa lasciano intendere le parole del tecnico spagnolo sulla situazione del centrocampista

In conferenza stampa, Pep Guardiola ha lasciato la porta aperta per una possibile partenza di Bernardo Silva dal Manchester City, il cui contratto è in scadenza nel giugno 2026. Le parole del tecnico spagnolo hanno alimentato le voci di mercato, con il centrocampista portoghese che potrebbe essere un obiettivo di rilievo per i top club europei.

LA SITUAZIONE DI BERNARDO SILVA«Voglio il meglio per Bernardo e se vorrà restare al City sarò più che felice e contento. Voglio il meglio per lui. Ha trascorso 9 anni qui, alla fine deciderà con il club cosa è meglio».

La situazione di Bernardo Silva ha già attirato l’attenzione della Serie A, con Juventus e Milan pronte a cogliere l’opportunità. Nonostante l’ingaggio elevato del portoghese, il fatto che il suo cartellino possa essere acquistato a zero rappresenta una mossa strategica per rinforzare il centrocampo delle due squadre italiane.

La Juventus ha bisogno di qualità e leadership a centrocampo e vede in Bernardo Silva il rinforzo ideale per raggiungere gli ambiziosi obiettivi stagionali. Il centrocampista, pur avendo già smentito una sua partenza a gennaio, ha manifestato la volontà di affrontare nuove sfide in Europa, rendendo l’operazione ancora più interessante.

Con Jorge Mendes, agente di Silva, pronto a gestire la situazione, la Juventus potrebbe sfruttare l’opportunità, mentre il Milan continua a monitorare l’evolversi della situazione.

Convocati Cagliari, le scelte di Pisacane in vista del match della tredicesima giornata contro la Juventus. Ecco la lista completa: la decisione finale su Mina!

Convocati Cagliari, le scelte di Pisacane in vista del match della tredicesima giornata contro la Juventus. Ecco la lista completa

l Cagliari si prepara ad affrontare la Juventus a Torino senza diversi giocatori chiave. Nonostante le assenze pesanti di Belotti, Mazzitelli, Rog, Mina e Ze Pedro, il tecnico Fabio Pisacane ha diramato la lista dei convocati per la sfida di sabato.

I convocati sono:

  • Portieri: Caprile, Radunovic, Ciocci
  • Difensori: Palestra, Idrissi, Luperto, Obert, Rodriguez, Di Pardo, Zappa, Pintus
  • Centrocampisti: Adopo, Gaetano, Prati, Cavuoti, Folorunsho, Deiola, Liteta
  • Attaccanti: Kiliçsoy, Felici, Borrelli, Pavoletti, Luvumbo, Esposito

La grande novità in casa Cagliari verso il match riguardano il reparto difensivo, dove la presenza di Yerry Mina sarebbe stata fondamentale per il Cagliari, ma la sua assenza ha spinto il tecnico a rivoluzionare il reparto. Al posto del centrale colombiano, Pisacane ha deciso di schierare un terzetto difensivo che promette solidità ma anche dinamismo. A formare la linea a tre ci saranno Gabriele Zappa, Sebastiano Luperto e il giovane Adam Obert.

Questa configurazione tattica ha due obiettivi principali: da un lato, coprire gli spazi centrali contro l’attacco potente della Juventus, e dall’altro, garantire maggiore ampiezza in fase di possesso, con gli esterni che agiranno come pendoli, in grado di offrire supporto sia in fase difensiva che offensiva.

Galliani su Allegri: «Farà bene al Milan per questo motivo. Su di lui mi ricordo che…»


Galliani elogia Allegri: “Ha la mentalità del vincente, Milan pronto per lo scudetto”

Adriano Galliani, storico dirigente del Milan e del Monza, ha parlato con entusiasmo del ritorno di Massimiliano Allegri sulla panchina rossonera. Intervenuto alla presentazione del libro “A corto muso”, il dirigente ha alternato ricordi personali e valutazioni sul presente, offrendo uno sguardo privilegiato sul progetto attuale del Milan.

Ripercorrendo il passato, Galliani ha ricordato con orgoglio il primo incontro con Allegri: «La scelta di portarlo al Milan nacque da me», ha spiegato. L’episodio risale al 2010, giorno in cui l’Inter festeggiava il Triplete a Madrid: la decisione definitiva fu presa durante un pranzo ad Arcore con Silvio Berlusconi. Galliani ha sottolineato la fiducia immediata nel tecnico livornese: «Mi è sempre piaciuto il suo gioco. E infatti ha vinto subito lo scudetto».

Sul presente, Galliani non nasconde l’ottimismo per le ambizioni rossonere. Secondo lui, Allegri ha ormai sviluppato una mentalità manageriale, capace di gestire non solo il campo, ma l’intera struttura del club: «L’ho sempre trovato più simile a un manager che a un semplice allenatore», ha dichiarato, evidenziando le qualità che possono guidare il Milan verso il successo.

Non manca un riferimento al titolo tricolore: il dirigente ricorda il collaudato ruolino di marcia di Allegri, vincitore alla prima stagione con Sassuolo, Milan e Juventus. «Da tifoso ci spero. Allegri ha sempre centrato l’obiettivo al primo colpo», ha commentato Galliani, traendo spunto dalla cabala per alimentare la speranza dei tifosi.

Infine, Galliani ha parlato anche di innovazione e Nazionale. Pur apprezzando l’uso degli algoritmi nel calcio moderno, il dirigente ricorda che “non sono una scienza esatta” e che la capacità di cogliere le giuste sensazioni resta fondamentale. Chiusura dedicata a Gennaro Gattuso: secondo Galliani, il Commissario Tecnico ha tutte le carte in regola per guidare l’Italia ai playoff mondiali. «È un grande motivatore e determinato. Sono convinto che questa volta ce la facciamo», ha concluso.

Tra passato, presente e futuro, le parole di Galliani testimoniano la continuità tra la storia del Milan e le ambizioni attuali, con Allegri pronto a scrivere un nuovo capitolo vincente in rossonero.


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Calciomercato Verona, Giovane nel mirino di quella squadra. Destinazione big? Il punto in casa gialloblu


Calciomercato Verona, Giovane nel mirino dell’Inter: il club scaligero fa muro fino all’estate

Il nome di Giovane continua a essere al centro delle discussioni legate al Calciomercato Verona, soprattutto dopo le recenti indiscrezioni che lo accostano con insistenza all’Inter. L’attaccante brasiliano, una delle sorprese più brillanti del club scaligero in questa stagione, sta attirando l’attenzione dei grandi club grazie alle sue qualità tecniche, alla rapidità e alla capacità di creare superiorità offensiva. Un profilo che ha conquistato non solo Cristian Chivu, ma anche l’intera dirigenza nerazzurra.

A fare chiarezza sulla situazione è stato Matteo Moretto nel corso di un video pubblicato sul canale YouTube di Fabrizio Romano. L’esperto di mercato ha confermato che l’interesse dell’Inter è concreto e fondato, ma allo stesso tempo ha smorzato gli entusiasmi in merito a una possibile accelerazione già per la finestra invernale. Secondo le informazioni raccolte dal giornalista, il Calciomercato Verona non prevede un addio anticipato: il club gialloblù non ha alcuna intenzione di privarsi del giovane attaccante nel mercato di gennaio.

La scelta del Verona è chiara. Giovane rappresenta un tassello fondamentale del progetto tecnico in corso e viene considerato un investimento per il presente e per il futuro. Per questo motivo la società ha rifiutato l’idea di aprire trattative immediate nonostante l’interesse di più club, italiani e stranieri. Moretto conferma che varie società hanno chiesto informazioni, ma nessuna ha potuto andare oltre una semplice manifestazione d’interesse.

L’Inter, tuttavia, resta particolarmente vigile. Nell’ottica del Calciomercato Verona, i nerazzurri osservano il giocatore da mesi e apprezzano il suo stile di gioco, così diverso dai profili già presenti in rosa. Giovane è rapido, creativo, imprevedibile e capace di interpretare più ruoli nel reparto offensivo, caratteristiche che lo rendono molto appetibile in vista della prossima stagione.

Moretto ha inoltre sottolineato come non solo l’Inter sia pronta a monitorare il talento classe 2003. Alcuni club della Liga hanno già avviato osservazioni approfondite, interessati alla crescita del brasiliano e pronti eventualmente a farsi avanti qualora il Verona decidesse di ascoltare offerte.

Le prossime settimane saranno decisive per comprendere come evolverà il Calciomercato Verona attorno alla figura di Giovane. Al momento, però, una cosa è certa: il club scaligero vuole trattenerlo fino a fine stagione e rimandare ogni discorso concreto all’estate, quando il suo nome potrebbe diventare uno dei più caldi dell’intero mercato.

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DAZN, nuova offerta lampo per il Black Friday 2025: c’è fino a mezzanotte

Con la fine della precedente promozione terminata il 26 novembre, DAZN torna alla ribalta proponendo per il Black Friday 2025 una nuova occasione pensata per chi vuole accedere all’intero mondo sportivo della piattaforma, inclusa la Serie A.

L’offerta rappresenta uno degli sconti più consistenti mai applicati sul piano Full e sarà disponibile solo per poche ore, ovvero fino alle 23:59 di oggi. Un’opportunità molto interessante per nuovi utenti e per chi possiede un profilo inattivo.

Abbonati ORA a DAZN con il 55% di sconto

La nuova promo DAZN Full per il Black Friday 2025: prezzo scontato del 55% per tre mesi

In concomitanza con il Black Friday, DAZN mette a disposizione il suo piano Full a un costo eccezionalmente basso: fino alle 23:59 di oggi, 28 novembre 2025, è possibile attivare l’abbonamento Full al prezzo di 19,99 euro al mese. Non sono escluse possibili proroghe, ma al momento non ci sono conferme in merito.

La promo è accessibile sia ai nuovi iscritti sia a chi ha un account già creato ma senza un abbonamento attivo. Il taglio applicato supera il 50% rispetto al canone standard di 44,99 euro mensili e copre i primi tre mesi, portando il risparmio complessivo intorno ai 75 euro. Trattandosi di un piano mensile, resta la piena libertà di recesso: basta disdire con 30 giorni di anticipo per evitare il rinnovo a prezzo pieno.

Restano attivi – ma non coinvolti nella promozione – anche i pacchetti annuali: quello con pagamento mensile da 34,99 euro e l’opzione in unica soluzione da 359 euro.

Il piano DAZN Full include tutte le partite di Serie A (con sette gare a giornata in esclusiva), l’intero campionato di Serie B e numerose competizioni internazionali. A questo si aggiunge il catalogo sportivo completo della piattaforma. È possibile guardare i contenuti su due dispositivi contemporaneamente, purché connessi alla stessa rete domestica.

Calciomercato Lazio, Tavares e quel futuro tanto incerto quanto fatale per i biancocelesti! Il punto


Calciomercato Lazio, Nuno Tavares in uscita: fissata la cifra per l’addio. Ecco la situazione attuale

Il tema Calciomercato Lazio torna al centro della scena con un caso sempre più evidente: quello di Nuno Tavares. L’esterno portoghese, arrivato con l’obiettivo di dare nuova linfa alla corsia sinistra biancoceleste, non è riuscito a inserirsi nel progetto tecnico di Maurizio Sarri, trovando poco spazio e alternando prestazioni poco convincenti a periodi di stop dovuti agli infortuni. Tutti elementi che, messi insieme, sembrano aver tracciato la strada verso una separazione imminente.

Secondo quanto riportato da Il Messaggero, la dirigenza avrebbe già fissato il prezzo per l’eventuale cessione: 15 milioni di euro. Una cifra tutt’altro che proibitiva per il panorama internazionale, soprattutto considerando il forte interesse che Nuno Tavares sta ricevendo da diversi club arabi. La situazione economica, però, è più complessa di quanto sembri. La Lazio, infatti, dovrà riconoscere all’Arsenal il 40% della futura rivendita del giocatore, una clausola che riduce notevolmente il guadagno netto ma non scoraggia Lotito dall’obiettivo di chiudere l’operazione.

Nel contesto del Calciomercato Lazio, la posizione del giocatore appare già definita. Tavares, consapevole di essere ormai fuori dalle rotazioni titolari e desideroso di tornare protagonista, avrebbe manifestato apertura a un trasferimento. Il suo entourage, infatti, avrebbe già avviato colloqui con più club del Medio Oriente, pronti a garantirgli un ruolo centrale e un ingaggio importante.

Il tecnico Maurizio Sarri, per parte sua, sembra aver già valutato l’ipotesi di proseguire senza il portoghese. Gli errori commessi in alcune partite chiave e la difficoltà nell’assimilare le richieste tattiche del sistema biancoceleste hanno infatti minato la fiducia nei confronti del giocatore, rendendo sempre più rara la possibilità di un suo reinserimento stabile.

Dal punto di vista operativo, il Calciomercato Lazio può trarre vantaggio dalla cessione del terzino: liberare un ingaggio pesante e ottenere una liquidità immediata consentirebbe al club di pianificare con maggiore serenità eventuali nuovi innesti nel reparto difensivo. Sarri, che ha più volte manifestato la necessità di avere alternative affidabili sulle fasce, potrebbe così vedere soddisfatte alcune delle richieste formulate per migliorare la rosa in vista della seconda parte di stagione.

Le prossime settimane saranno decisive. Tra la volontà del giocatore di partire, la necessità della società di monetizzare e l’interesse dei club arabi, tutto lascia pensare che il Calciomercato Lazio stia preparando uno dei primi movimenti ufficiali di gennaio.

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Calciomercato Cagliari, Caprile lascerà tutti per una big? Il punto sui rossoblu non lascia alcun dubbio


Calciomercato Cagliari: Caprile al centro dei riflettori, l’Inter accelera e punta sull’asse con i rossoblù

Il tema Calciomercato Cagliari entra prepotentemente nelle cronache di mercato grazie alla situazione che coinvolge Elia Caprile, uno dei profili più apprezzati del campionato. Il giovane portiere classe 2001, protagonista di una stagione di alto livello con la maglia rossoblù, è finito nel mirino dell’Inter, che sembra aver deciso di puntare proprio su di lui per rivoluzionare il proprio futuro tra i pali. La situazione in casa nerazzurra, infatti, è in fermento: il rendimento altalenante di Yann Sommer e il suo contratto in scadenza il 30 giugno hanno aperto la strada a un cambio generazionale ormai considerato inevitabile.

Sommer, un tempo sicurezza assoluta, oggi sembra destinato a lasciare Milano. Le sue incertezze nelle gare decisive — dalla serata da incubo contro la Juventus fino al derby perso col Milan — hanno minato la fiducia del club. Per questo l’Inter ha avviato un vero e proprio casting per il ruolo di portiere del futuro, anche se le piste più suggestive appaiono difficili: Mike Maignan è considerato quasi irraggiungibile, mentre Carnesecchi resta un sogno poco praticabile a causa delle altissime richieste dell’Atalanta. Allo stesso modo non convincono pienamente alternative come Atubolu del Friburgo o Suzuki del Parma.

È in questo scenario che il nome di Caprile ha preso quota, diventando centrale non solo per l’Inter ma anche per il Calciomercato Cagliari, che potrebbe trasformarsi in uno dei protagonisti della prossima estate. Le prestazioni del giovane portiere hanno convinto gli osservatori nerazzurri: sicurezza nelle uscite, grande reattività e personalità da veterano hanno reso Caprile uno dei profili più seguiti della Serie A. Ma ciò che rende l’operazione particolarmente interessante è il solido rapporto istituzionale tra Inter e Cagliari, un asse di mercato che potrebbe semplificare la trattativa.

Secondo l’esperto Nicolò Schira, Caprile sarebbe oggi la prima scelta dell’Inter per sostituire Sommer, e i buoni rapporti tra i due club potrebbero trasformarsi nella leva decisiva per chiudere l’affare. Per il Calciomercato Cagliari, una sua eventuale cessione rappresenterebbe un’opportunità importante per monetizzare e reinvestire sul mercato, dando continuità al progetto tecnico della società.

Se le premesse saranno confermate, Caprile potrebbe diventare uno dei nomi più caldi del Calciomercato Cagliari e della prossima finestra di trasferimenti, con l’Inter pronta a un deciso affondo per assicurarsi il nuovo numero uno del futuro.

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Calciomercato Parma, Miretti obiettivo numero uno per migliorare il centrocampo. La situazione attuale


Calciomercato Parma, Miretti rimane un obiettivo ma la Juventus fa muro. La situazione attuale

Il tema Calciomercato Parma torna d’attualità grazie al nome di Fabio Miretti, uno dei giovani più discussi dell’intera Serie A. Da mesi il centrocampista della Juventus è al centro di voci e valutazioni sul suo futuro, spesso accostato a una possibile cessione per trovare spazio altrove. Nonostante ciò, Miretti è rimasto in bianconero, complice anche l’arrivo di Luciano Spalletti, che ha contribuito a rilanciarne la considerazione tecnica e il minutaggio.

La prestazione nella notte di Bodo potrebbe rappresentare un punto di svolta per il giovane talento. Spalletti ha ribadito più volte la sua fiducia, considerandolo un elemento prezioso alla luce delle nuove esigenze tattiche della squadra: lo spostamento di Koopmeiners in difesa, il calo di Thuram e l’utilizzo di McKennie in più ruoli — come sottolinea La Gazzetta dello Sport — aprono a Miretti la possibilità di ritagliarsi uno spazio sempre più importante nel centrocampo bianconero.

In ottica Calciomercato Parma, il club ducale aveva individuato in Miretti uno degli obiettivi principali già in estate. Le porte sembravano potersi aprire dopo il mancato approdo al Napoli, considerato da molti come una sorta di “sliding door” della carriera del giocatore. Anche nelle ultime settimane il Parma ha mantenuto vivo l’interesse, pronto a tentare un nuovo affondo in vista del mercato di gennaio.

Tuttavia, il rilancio vissuto sotto Spalletti cambia sensibilmente gli scenari. Miretti, consapevole di poter finalmente giocare con continuità, non sembra intenzionato a lasciare la Juventus proprio adesso. La priorità resta quella di continuare il percorso in bianconero, evitando il rischio di una nuova ripartenza altrove.

Il Calciomercato Parma rimane dunque vigile, ma il messaggio proveniente dal giocatore e dal club è chiaro: almeno per il momento, Miretti non si muove. Una scelta che potrebbe influenzare anche le strategie juventine, evitando investimenti a centrocampo in vista della sessione invernale.

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Fiorentina shock: «Questi sono solo degli str***i! La tifoseria organizzata ha colpe». Sentite cosa ha detto quel giornalista


Fiorentina, Enzo Baldini attacca duramente squadra e tifoseria organizzata. Ecco la situazione attuale

La Fiorentina finisce nel mirino delle critiche dopo la deludente prestazione contro l’AEK in Conference League. A puntare il dito contro squadra e ambiente viola è stato il giornalista Enzo Baldini, intervenuto nel post partita ai microfoni di Radio Bruno, dove ha espresso un giudizio estremamente severo su quanto visto in campo e su ciò che, a suo avviso, sta accadendo dentro e attorno al club.

Baldini non ha risparmiato la Fiorentina, sottolineando come la squadra non abbia mostrato né la cattiveria agonistica né la personalità necessarie per affrontare una competizione europea. Nel suo commento, il giornalista ha accusato i calciatori viola di affrontare con superficialità i momenti più delicati della stagione, sostenendo che alcuni elementi del gruppo sembrino quasi trarre vantaggio dal caos generato dalle sconfitte. Una critica che evidenzia un clima interno percepito come poco sereno e che, secondo Baldini, starebbe incidendo in maniera pesante sui risultati in campo.

Il giornalista ha poi esteso la sua analisi anche alla tifoseria organizzata della Fiorentina, accusandola di aver contribuito a creare un contesto complicato per la società. A suo dire, alcune pressioni provenienti dall’ambiente avrebbero finito per influenzare negativamente le dinamiche interne del club, arrivando persino a condizionare — sempre secondo Baldini — le scelte e la struttura dell’organigramma societario. Dichiarazioni forti, che mettono in luce una crescente frattura tra parte della stampa e ciò che ruota attorno al mondo viola.

Questi giocatori sono degli str***i e in queste situazioni ci sguazzano e si divertono. La tifoseria organizzata ha contribuito a distruggere l’organigramma societario

Le parole del giornalista hanno inevitabilmente alimentato il dibattito sul momento della Fiorentina, già oggetto di critiche per la continuità di rendimento e per i passi falsi compiuti in Europa. Resta ora da capire come squadra, società e ambiente reagiranno a un clima così teso, e se questo duro scossone potrà trasformarsi in un punto di ripartenza per la stagione viola.

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Bologna, giorni decisivi per Ciro Immobile? Come sta il centravanti rossoblu dopo gli ultimi allenamenti


Bologna, giorni decisivi per recuperare gli infortunati in vista del monday night

Potrebbero rivelarsi tre giorni fondamentali per svuotare l’infermeria quelli che separano il Bologna dal monday night contro la Cremonese, valido per la tredicesima giornata di Serie A. La squadra rossoblù si prepara a un impegno importante, con l’obiettivo di recuperare pedine chiave e presentarsi all’appuntamento nelle migliori condizioni possibili.

Il tema degli infortuni continua a tenere banco, ma le notizie per il Bologna iniziano finalmente a essere più incoraggianti. Ciro Immobile, che da alcuni giorni si sta allenando nuovamente con il gruppo, non è ancora rientrato tra i convocati, ma il suo percorso di recupero procede. Lo stesso Vincenzo Italiano, nella conferenza di ieri sera, ha sottolineato la necessità per il centravanti di ritrovare la confidenza con il campo, i ritmi gara e soprattutto di superare definitivamente la paura di una ricaduta. Nonostante ciò, l’impressione è che l’attaccante sia vicino al ritorno: archiviato l’impegno di Europa League e con la Cremonese in campionato seguita dal Parma in Coppa Italia, il tecnico spera di riaverlo a disposizione quanto prima.

Per il match contro la Cremonese, infatti, Immobile potrebbe già strappare una convocazione, anche se il suo utilizzo dipenderà dalle sensazioni dell’ultimo allenamento. Un recupero che sarebbe prezioso per il Bologna, desideroso di ritrovare peso offensivo e alternative in attacco.

Anche sugli esterni le prospettive sembrano migliorare: Italiano spera di allungare le rotazioni e riavere altri giocatori fondamentali. Nicolò Cambiaghi e Jonathan Rowe stanno lavorando con intensità per provare a rientrare in una delle prossime due partite casalinghe del Bologna, offrendo al tecnico ulteriori soluzioni sulle fasce, ruolo che si è rivelato cruciale nel suo sistema di gioco.

In vista del monday night, dunque, il Bologna guarda con ottimismo ai rientri in gruppo, con la speranza che questi recuperi possano trasformarsi in un nuovo slancio per affrontare al meglio le prossime sfide della stagione.

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Come Leoni, Chivu non può crederci: glielo soffiano sotto il naso

Oltre il danno la beffa. Dopo la sconfitta in Champions, l’Inter di Chivu è costretta a subire un altro sgarbo di mercato, una sorta di Leoni bis.

La scossa non è leggera e il momento impone una riflessione più profonda del semplice risultato. Nel giro di cinque giorni, l’Inter ha smarrito certezze che parevano consolidate: prima il derby, perso 1-0 contro il Milan nonostante una mole considerevole di occasioni, poi la beffa di Madrid, con il colpo di Gimenez al 93’ che ha ribaltato un pareggio ormai incanalato. Due schiaffi diversi, ma ugualmente sonori, che restituiscono ai nerazzurri una sensazione inattesa, quella di una squadra improvvisamente vulnerabile.

Cristian Chivu si ritrova a gestire una situazione che, fino alla sosta, sembrava definitivamente archiviata. L’Inter era solida, lucida, capace di imporre la propria identità anche nei momenti di sofferenza. Ora, complici episodi sfavorevoli e qualche crepa mentale, la squadra ha perso contemporaneamente la vetta del campionato e la leadership in Champions. Un doppio scivolone che non compromette nulla, sia chiaro, ma che obbliga a rimettere mano a ciò che nelle ultime settimane si dava per acquisito.

La sconfitta nel derby è stata assimilata con più fastidio che preoccupazione: pali, parate, errori sotto porta, un copione di sprechi più che di limiti strutturali. Quella di Madrid ha lasciato invece un segno più profondo, perché arrivata dopo una prova ordinata e matura, ma rovinata da un singolo dettaglio difensivo, proprio nel terreno in cui l’Inter si è sempre distinta.

Ed è su questa combinazione di vulnerabilità e stanchezza nervosa che si inserisce anche il tema mercato, mai marginale quando i risultati traballano. Non è una sorpresa che negli ambienti dirigenziali sia tornato di moda un termine che a Milano non suona mai bene: il rimpianto. Questa estate il caso Giovanni Leoni, soffiato dal Liverpool a trattativa avanzata, aveva lasciato un retrogusto amaro a Marotta. Ora il timore è che lo scenario possa ripetersi, perché gli inglesi sono tornati a inserirsi sul medesimo obiettivo che l’Inter sta valutando per rafforzare la difesa. Una coincidenza forse, ma che arriva nel momento peggiore possibile dal punto di vista psicologico.

Guehi-Liverpool: un duello che rischia di sfuggire di mano

Marc Guehi è un nome che l’Inter segue da mesi, forse da più tempo di quanto traspaia pubblicamente. Le sue caratteristiche – fisicità pulita, capacità di impostare, lettura profonda dell’anticipo – lo rendono uno dei profili più interessanti della Premier. Il centrale inglese ha collezionato un numero elevato di presenze in questa stagione e il rendimento rimane stabile, con margini di crescita importanti. È il classico difensore che un club può permettersi solo se agisce d’anticipo, prima che la sua valutazione salga oltre i 50 milioni che diversi osservatori considerano realistici per l’estate prossima.

Ed è proprio qui che si inserisce il Liverpool. La società di Anfield, che già in estate era arrivata a un passo dal chiudere l’operazione, ha riallacciato i contatti con forza, decidendo di tornare sul giocatore con un tempismo che rischia di tagliare fuori l’Inter. Il club inglese può garantire un ingaggio sensibilmente superiore a quello che i nerazzurri potrebbero proporre e, soprattutto, può sostenere commissioni molto più alte, fattore che in questo tipo di operazioni spesso incide quanto la cifra del trasferimento.

Marc Guehi
Guehi-Liverpool: un duello che rischia di sfuggire di mano – Calcionews24.com (screen Youtube)

L’Inter continua a monitorare, ma a TiAmoCalciomercato hanno ben dipinto la situazione: “A gennaio c’è chi vorrebbe anticipare la corsa per Guehi. Il Liverpool, che l’estate scorsa era vicinissimo a prenderlo, ora ci riprova a gennaio perché l’Inter è dietro al giocatore. Vorrebbero bloccarlo per giugno, o almeno l’Inter vorrebbe provare a precedere le altre squadre. Ma non è facile”. Il problema non è solo il costo del cartellino, già elevato, quanto soprattutto l’ingaggio richiesto dal giocatore e dagli agenti. Per restare in corsa servirebbe una manovra creativa, una trattativa costruita con anticipo e un contesto meno competitivo. Tutto ciò che, al momento, manca. La sensazione è che il Liverpool voglia chiudere l’operazione già in inverno, per poi portare il difensore a giugno, tagliando fuori qualunque concorrente. Per Marotta e Ausilio sarebbe l’ennesimo duello perso contro un gigante economico della Premier.

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