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Atalanta, Palladino ha il duro compito di rilanciare i big. Le possibili mosse del tecnico della Dea

Atalanta, Palladino deve assolutamente rilanciare i big nel corso delle prossime settimane. Un nuovo percorso per cambiare passo

L’Atalanta è in piena fase di riscoperta. L’arrivo di Raffaele Palladino sulla panchina nerazzurra rappresenta più di un semplice cambio tecnico: è l’inizio di un percorso di ricostruzione per una squadra che, nelle ultime settimane, ha perso certezze, ritmo e protagonisti. L’obiettivo del nuovo allenatore è chiaro: riportare continuità ai risultati e recuperare quei giocatori che finora hanno deluso le aspettative.

Il caso più evidente riguarda Ederson. Il brasiliano, una volta leader indiscusso del centrocampo, appare oggi opaco e rallentato. La sua intensità è il termometro del gioco atalantino: quando manca, l’intera squadra ne soffre. Il calo è iniziato nella seconda metà della scorsa stagione e non si è arrestato, complici anche alcune scelte poco brillanti sotto la gestione Juric. Palladino dovrà motivare Ederson, puntando sul suo desiderio di rilancio in Serie A e su un posto nella Seleção per i prossimi impegni internazionali.

In fase offensiva, le incognite non mancano. De Ketelaere, talento emotivo ma fragile nei momenti chiave, ha avuto un rendimento altalenante nel 2025 ed è diventato spesso un corpo estraneo al progetto. La fiducia e la continuità saranno fondamentali per rimetterlo al centro del gioco. Stesso discorso per Samardzic, che ha brillato a intermittenza, in particolare in Champions League. La sfida contro l’Eintracht potrebbe essere un’occasione speciale per il giovane tedesco di ritrovare motivazioni in patria.

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Lookman, dopo un inizio promettente, deve ritrovare il suo impatto decisivo: è il vero top player della rosa e una pedina essenziale per accendere la luce nei momenti difficili. In difesa, Hien ha mostrato fragilità, spesso aggravate da un reparto che concede troppo spazio. Palladino dovrà lavorare sulla solidità collettiva per far rendere al meglio anche le individualità in difficoltà.

Tra le seconde linee, spunta Daniel Maldini. Il figlio d’arte, mai pienamente convincente a Bergamo, aveva trovato la sua migliore versione sotto Palladino al Monza. L’ingresso a gara in corso contro il Napoli segnala fiducia da parte del tecnico, che potrebbe trasformarlo in una risorsa inattesa.

Altri giocatori, come Brescianini e Musah, scalpitano per una chance, mentre Krstovic dovrà ritrovare fiducia e gol. L’unica certezza al momento è Gianluca Scamacca: fisicità, presenza e voglia di protagonismo lo rendono un punto di riferimento immediato per l’attacco. L’Atalanta di oggi è un cantiere aperto, dove ogni giocatore ha una sfida personale. Palladino non lavora solo sul piano tattico, ma anche su quello mentale, cercando di risvegliare i big, valorizzare le seconde linee e ridare identità a un gruppo che punta a ritrovare le ambizioni perse.

Infortunio Dodo, le sensazioni non sono assolutamente positive: la Fiorentina rischia di perdere il brasiliano per tanto tempo. I possibili tempi di recupero

Infortunio Dodo, il giocatore potrebbe rientrare direttamente nel 2026. Le sensazioni sui tempi di recupero in casa Fiorentina non sono positive

Il percorso di Dodò in questa stagione della Fiorentina somiglia a un vero e proprio stop & go. Da una parte ci sono accelerazioni fulminee, la capacità di bruciare gli avversari in pochi istanti, dall’altra c’è stato uno stop doloroso e inaspettato, che ha lasciato tifosi e squadra con il fiato sospeso. L’infortunio di Dodo di sabato scorso, infatti, ha interrotto bruscamente il suo apporto in campo: il brasiliano ha dovuto lasciare il terreno di gioco dopo soli 45 minuti, costretto negli spogliatoi da una problematica fisica che già inizialmente aveva destato preoccupazione.

La situazione era apparsa subito complessa. Domenica, la Fiorentina aveva deciso di rinviare gli esami strumentali, segnale che si temeva la presenza di un edema, condizione che rende difficili diagnosi immediate e precise. Ed è stato proprio ciò che si è confermato ieri: Dodò si è sottoposto a nuovi accertamenti, ma la natura dell’edema ha impedito di stabilire con chiarezza l’entità del problema. L’incertezza, dunque, resta alta, e il giocatore continuerà a essere monitorato attentamente dallo staff medico viola nei prossimi giorni.

L’infortunio di Dodo non è solo un ostacolo fisico, ma anche tattico per la Fiorentina. L’esterno brasiliano, con la sua velocità e le sue incursioni sulla fascia, rappresenta un elemento chiave per la manovra offensiva di Vanoli. La sua assenza obbliga il tecnico a ripensare soluzioni alternative, sia per la fase difensiva che per l’attacco, e costringe la squadra a rivedere equilibri già consolidati. La speranza è di evitare ulteriori complicazioni e di permettere a Dodò di rientrare in campo in sicurezza, senza forzare tempi che potrebbero aggravare il problema.

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Al momento, i segnali sono contrastanti: da un lato c’è la fiducia nello straordinario potenziale del giocatore, dall’altro la cautela dettata dalla prudenza medica. L’obiettivo dello staff tecnico e dello stesso Dodò è chiaro: tornare a disposizione pienamente per la Fiorentina il prima possibile, ma senza correre rischi inutili. L’infortunio di Dodo, dunque, segna una sosta forzata, ma non spegne la speranza di rivedere presto il brasiliano accelerare sulla fascia come nelle migliori giornate, pronto a far male agli avversari e a guidare la manovra viola con la sua tipica energia.

Con la Fiorentina che osserva con attenzione e i tifosi in ansia, la fase di stop sarà solo temporanea: il talento di Dodò aspetta di ripartire, più determinato che mai.

Infortunio Dumfries, il rientro dell’olandese rischia di slittare ancora: le ultime sulle condizioni del giocatore dell’Inter

Infortunio Dumfries, le condizioni dell’olandese continuano a preoccupare in casa Inter. Il rientro del giocatore potrebbe avvenire a metà dicembre

Le notizie che arrivano dall’infermeria di Appiano Gentile non sorridono all’Inter, impegnata a ritrovare equilibrio dopo la sconfitta nel derby. Lo staff medico continua a lavorare senza sosta, ma l’infortunio di Dumfries resta la preoccupazione principale di Cristian Chivu. L’esterno olandese è una pedina fondamentale nello scacchiere nerazzurro e la sua assenza si è fatta sentire in maniera evidente nella gara contro il Milan, dove l’adattamento forzato di Carlos Augusto sulla fascia destra ha mostrato tutti i suoi limiti. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, servirà ancora tempo prima di rivedere Dumfries padrone della propria corsia: il rientro è previsto non prima della metà di dicembre.

La caviglia del numero 2, reduce da un trauma che continua a provocare dolore e instabilità, sarà sottoposta a nuovi esami strumentali soltanto la prossima settimana. L’infortunio di Dumfries non è semplice da gestire e richiede un mix di terapie mirate e riposo per evitare ricadute. La sua potenza fisica, la capacità di spinta e il lavoro in transizione rappresentano elementi chiave nel sistema di Chivu, che già contro il Milan ha sperimentato cosa significa farne a meno. Per questo motivo la corsa contro il tempo verso il 9 dicembre, data della supersfida di Champions League contro il Liverpool, appare ormai compromessa.

Gli scenari più realistici indicano uno slittamento del rientro. L’obiettivo è recuperare Dumfries in modo graduale, senza forzare: il mirino è puntato tra la trasferta di Genova del 14 dicembre e l’esordio in Supercoppa Italiana contro il Bologna del 19 dicembre. Solo allora l’esterno potrebbe tornare a disposizione, compatibilmente con l’evoluzione dell’infortunio di Dumfries, monitorato giorno dopo giorno.

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Se da un lato la fascia destra soffre, qualche sorriso arriva da altri reparti. Matteo Darmian, ai box da metà ottobre, è vicino al pieno recupero e potrebbe rientrare prima dell’olandese, anche se lo staff tecnico non ha intenzione di correre rischi. Più confortanti ancora le notizie su Henrikh Mkhitaryan: l’armeno non sarà convocato per la trasferta di Champions contro l’Atletico Madrid, ma da giovedì è atteso in gruppo e dovrebbe tornare tra i disponibili per la sfida di campionato contro il Pisa.

Nota negativa, invece, per Tomas Palacios. Il giovane difensore argentino, appena recuperato, ha riportato un nuovo problema muscolare che lo terrà fuori per diverse settimane, riducendo ulteriormente le alternative nel reparto arretrato.

In questo quadro, l’infortunio di Dumfries resta il tema più delicato per l’Inter, impegnata a gestire un periodo fitto di impegni senza una delle sue armi principali.

Nico Paz Como, addio a gennaio? Dall’Argentina una clamorosa ipotesi sul giocatore. I dettagli

Nico Paz Como, il futuro del giocatore potrebbe essere lontano dai lariani già a gennaio. Su di lui ha messo gli occhi il Real Madrid. Le ultime

Il futuro di Nico Paz potrebbe cambiare radicalmente nelle prossime settimane. Quello che fino a ieri sembrava soltanto un esercizio di fantasia, un semplice “what if” di mercato, oggi assume contorni concreti. Dall’Argentina arrivano infatti conferme che potrebbero scuotere l’intera sessione invernale: il talento argentino sarebbe vicino a un clamoroso ritorno al Real Madrid.

A lanciare la bomba è Gastón Edul, noto giornalista di TyC Sports, il quale sostiene che il Real Madrid abbia deciso di anticipare i tempi e di esercitare già a gennaio l’opzione di recompra. Una possibilità che il club spagnolo si era riservato al momento della cessione e che, alla luce delle prestazioni del giocatore in Serie A, si sarebbe trasformata in una vera priorità. Secondo Edul, il Real avrebbe comunicato ufficialmente al Como l’intenzione di riportare il classe 2004 a Madrid già durante la prossima finestra di mercato.

L’indiscrezione non finisce qui: “Giocherà con Franco Mastantuono!”, scrive Edul sul suo account X, seguito da oltre un milione di persone. Una frase che rafforza l’idea di un Real Madrid intenzionato a costruire il futuro puntando sui propri giovani più promettenti. Per questo la situazione Nico Paz Como sta catalizzando l’attenzione degli addetti ai lavori: un suo addio improvviso aprirebbe scenari imprevedibili per la squadra di Fabregas, che fino ad oggi ha potuto contare sulla classe e sulla fantasia del giovane argentino.

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Ma quanto costerebbe al Real Madrid riportarlo in Spagna? Qui entra in gioco un dettaglio che potrebbe rendere l’operazione quasi inevitabile. Sebbene il valore di mercato attuale del fantasista del Como oscilli tra i 50 e i 60 milioni di euro — un’esplosione dovuta alle sue prestazioni in Serie A e alla qualità mostrata fin dal debutto — il club di Florentino Pérez gode di un accordo privilegiato. La recompra, valida fino al 2027, permetterebbe infatti al Real di riacquistare il calciatore per soli 9 milioni di euro. Una cifra irrisoria rispetto al valore reale del talento e un’occasione difficilmente ignorabile per un club che, da sempre, punta a blindare i prospetti migliori cresciuti nella propria cantera.

Per il Como, perdere Nico Paz a stagione in corso sarebbe un duro colpo sia tecnico che simbolico. Ma con una clausola così vantaggiosa per il Real Madrid, trattenere il giocatore sembra quasi impossibile. La sensazione è che il conto alla rovescia sia già iniziato: il capitolo Nico Paz Como potrebbe chiudersi molto prima del previsto, lasciando spazio a un nuovo capitolo nella capitale spagnola.

Svilar Roma, il portiere giallorosso è sempre più al centro del progetto capitolino. E sul futuro non ci sono dubbi

Svilar Roma, il portiere sta aiutando i giallorossi ad inseguire il sogno Scudetto. Una crescita che lo ha portato ad essere uno dei migliori in Serie A

La straordinaria crescita della Roma in questa stagione passa da tanti aspetti, ma uno in particolare sta diventando il simbolo della trasformazione giallorossa: Svilar Roma è ormai un binomio inscindibile, il marchio della nuova solidità che ha portato la squadra ai vertici della classifica. Mile Svilar non è più soltanto una scommessa o un giovane di prospettiva: è un portiere completo, maturo, decisivo, capace di inserirsi stabilmente tra i migliori interpreti del ruolo in Europa.

Il classe ’99 ha saputo scalare le gerarchie nonostante l’iniziale preferenza di Mourinho per Rui Patricio. Con determinazione e personalità, Svilar ha dimostrato di saper reggere la pressione di una piazza esigente come Roma, trasformandosi in un riferimento assoluto per lo spogliatoio e per il reparto difensivo. Oggi la sua presenza garantisce sicurezza in ogni situazione di gioco: non solo nelle parate, ma soprattutto nella gestione dei tempi, nelle uscite e nella qualità con cui partecipa alla costruzione dal basso.

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«I nostri numeri difensivi sono merito anche di Svilar» riportava Il Messaggero, citando un’analisi di Gian Piero Gasperini. «È protagonista anche quando non deve compiere interventi eccezionali: è sempre nella posizione giusta, sempre sicuro, con un tempismo impressionante nelle uscite. Abbiamo un grande portiere, un top». Parole che sintetizzano perfettamente l’essenza della nuova dimensione raggiunta dal giocatore.

La centralità di Svilar non è solo tecnica, ma anche economica. Il portiere è oggi uno dei tesori della rosa, insieme a Ndicka, Soulé e Koné. Il suo valore di mercato è ormai stimato tra i 40 e i 50 milioni, una potenziale plusvalenza enorme per un giocatore arrivato praticamente a costo zero. Ma ciò che conta davvero, per tifosi e società, è che il suo valore sportivo appare incalcolabile. Tra i pali rappresenta un simbolo di affidabilità e coraggio, uno di quei profili che elevano il livello di tutta la squadra.

La Roma, che continua a sorprendere per prestazioni e continuità, ha trovato nel suo giovane portiere una colonna portante del proprio progetto tecnico. Svilar non è più un esperimento: è un’intuizione vincente che oggi dà forma ai sogni di una città intera. E se la squadra continua a mantenere il passo delle grandi, molto del merito passa dalle mani — e dalla leadership silenziosa — del suo numero uno.

Raspadori: «A Madrid sto bene. Resto molto ambizioso. La sfida contro l’Inter? Loro sono molto forti, ma…”

Raspadori in un’intervista al ‘Corriere dello Sport’ si è proiettato sulla sfida del suo Atletico Madrid contro l’Inter. Ecco cosa ha detto

Intervenuto ai microfoni del Corriere dello Sport, Raspadori ha parlato della sfida del suo Atletico Madrid contro l’Inter.

FELICE A MADRID, ANCHE SE GIOCO POCO? – «Sì. Ma sono ambizioso, molto: lavoro e vado per la mia strada».

IL MIO GOL CONTRO IL GETAFE PUÒ ESSERE LA SVOLTA? – «Quando si hanno opportunità ci si deve far trovare pronti. Tutto qui».

DOMANI L’INTER, LA SQUADRA PER CUI TIFAVO DA BAMBINO – «Avversario importante che dopo il derby avrà una motivazione in più. Ma noi dobbiamo e vogliamo vincere, anche se sappiamo di avere davanti un gruppo che in Champions negli ultimi anni è stato protagonista fino alla fine. Siamo pronti».

CHI VINCERÀ? – «Vogliamo dire la nostra, ovviamente. Per quanto fatto finora, vedo un Arsenal molto competitivo».

CHI VINCE LO SCUDETTO IN SERIE A? – «La Roma sta facendo un percorso incredibile, ma è difficile fare previsioni. Il Milan non avendo le coppe starà lì, come è successo a noi la scorsa stagione. E poi Napoli o Inter». LEGGI LE DICHIARAZIONI COMPLETE SU INTERNEWS24.COM

Lazio, la Figc inguaia Lotito: mercato ancora bloccato nel 2026? C’è un dato che preoccupa molto i biancocelesti. Il punto!

Lazio, non ci sono buone nuove sul mercato in vista del prossimo anno. C’è un dato che mette in serio pericolo il club biancoceleste. I dettagli

C’è un’immagine che descrive la Lazio meglio di qualsiasi tabellino: una squadra che torna a rialzarsi, ritrova ritmo, identità e armonia. In campo si vede la mano di Sarri, capace di ricucire gioco e fiducia dopo mesi difficili. Ma dietro questa rinascita tecnica si nasconde una verità meno rassicurante: i conti della Lazio continuano a lanciare segnali allarmanti. Il bilancio chiuso al 30 giugno 2025 è eloquente: ricavi scesi a 143,49 milioni, quasi cinquanta in meno rispetto alla stagione precedente; un rosso da –17,16 milioni e un patrimonio tornato in negativo. Numeri che pesano enormemente sulla programmazione futura e che non possono essere ignorati.

Come riportato da Lalaziosiamonoi, il nodo principale riguarda il costo del lavoro allargato. Per la Lazio questa voce oscilla tra 125 e 130 milioni, includendo stipendi, ammortamenti e oneri accessori. Una cifra troppo elevata rispetto ai ricavi, soprattutto dopo l’inasprimento dell’indice di sostenibilità FIGC, passato allo 0,7. Ciò significa che la società non può superare il 70% dei ricavi nella spesa per la rosa, fissando un tetto poco sopra i 100 milioni. È evidente, dunque, quanto la Lazio sia fuori equilibrio economico: il divario tra ciò che spende e ciò che può realmente permettersi è un problema strutturale.

La vera fragilità della Lazio, però, non sta nella spesa in sé. Altri club di Serie A presentano bilanci peggiori e indebitamenti ben più pesanti. Il punto critico è l’incapacità del club di aumentare i ricavi strutturali. La Lazio non ha modernizzato il proprio modello commerciale, non ha ampliato la base economica e non è riuscita a trasformare i risultati sportivi in crescita finanziaria. Quando le entrate non si espandono, l’unico modo per rientrare nei parametri è tagliare: tagliare costi, investimenti, ambizioni. Una spirale che il mercato bloccato dell’estate 2025 ha reso ancora più evidente agli occhi dei tifosi.

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In questo scenario nasce una domanda che rimbalza ormai da mesi nell’ambiente biancoceleste: perché la Lazio continua a rimanere immobile mentre la Serie A cambia volto? Il campionato sta vivendo un’ondata di nuovi investitori stranieri, fondi e capitali internazionali. La Lazio, invece, resta ancorata a un modello gestionale guidato da un’unica figura da oltre vent’anni, sempre meno competitivo nel contesto moderno. Perché Lotito non apre a un partner o a una cessione parziale?

Il rischio per la Lazio è concreto. La squadra corre, ma il club fatica a tenere il passo. Se il vento non cambia, la tempesta economica rischia di travolgere tutto ciò che Sarri sta provando a ricostruire. E allora, davvero, potrebbe essere troppo tardi per correggere la rotta.

Calciomercato Milan, lo Scudetto resta un obiettivo: le richieste di Allegri per gennaio. L’obiettivo è quello di rinforzare la rosa

Calciomercato Milan, Allegri spinge per avere dei rinforzi importanti a gennaio. E in via Aldo Rossi le idee sono molto chiare. Le ultime

Dopo dodici giornate di Serie A, il quadro in casa rossonera è cambiato in modo sorprendente. Il Milan, reduce da una stagione chiusa all’ottavo posto e da un’estate segnata da un calciomercato del Milan confusionario e prolungato fino all’ultima ora, si ritrova oggi saldamente al secondo posto. La Roma capolista è distante appena due punti, e nello scontro diretto di un mese fa i rossoneri hanno dimostrato di poter battere anche la squadra più in forma del campionato. Un’evoluzione che pochi avrebbero pronosticato, ma che è il frutto concreto del lavoro di Massimiliano Allegri, bravo a ridare equilibrio, identità e credibilità a un gruppo che sembrava aver perso ogni riferimento.

Il calendario ora propone una sfida delicata con la Lazio e, dopo la parentesi con il Como, per il Milan termineranno gli scontri diretti del girone d’andata. L’obiettivo strategico è chiaro: arrivare alla sosta invernale mantenendo una posizione di alta classifica per poi intervenire con decisione nel calciomercato del Milan di gennaio. Proprio Tuttosport, nell’edizione odierna, ribadisce come la società dovrà supportare Allegri con almeno tre rinforzi mirati: un difensore centrale affidabile, un esterno capace di garantire profondità e un centravanti puro in grado di elevare il livello offensivo.

La necessità di intervenire non nasce solo da una questione di ambizioni, ormai inevitabilmente cresciute, ma anche da un dato numerico: la rosa rossonera è composta da soli 19 giocatori, troppo pochi per sostenere il ritmo di una stagione lunga e densa di impegni. Un organico così ridotto rischia di frenare la scalata del Milan proprio nel momento in cui la squadra sembra aver ritrovato competitività e continuità. Per questo il calciomercato del Milan invernale assume un peso decisivo, forse ancor più rispetto alle ultime estati.

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La dirigenza sa che gennaio rappresenta un bivio: intervenire significa consolidare la rincorsa ai vertici, mentre rinviare ancora potrebbe esporre la squadra ai soliti cali di primavera. L’arrivo di tre pedine mirate, come richiesto da Allegri, darebbe al Milan profondità, alternative e soluzioni tattiche che oggi mancano. La stagione sta offrendo un’occasione importante e il calciomercato del Milan può trasformarla in una reale possibilità di competere fino alla fine.

Se il campo ha riportato entusiasmo, ora tocca alla società dimostrare di voler restare agganciata al vertice. E gennaio, per il Milan, non sarà una semplice sessione di mercato: sarà un esame di ambizione.

Maignan Inter, ipotesi clamorosa: il piano di Marotta per portare in estate il francese in nerazzurro. Tutti i dettagli!

Maignan Inter, Marotta pensa al francese per sostituire Sommer in estate. E il fatto di prenderlo a zero è un vantaggio ancora maggiore

Il day after del Derby della Madonnina non lascia solo il verdetto del campo, ma apre un dibattito profondo sul futuro della porta nerazzurra. La stracittadina ha mostrato un contrasto netto tra i due estremi difensori: da una parte la prestazione dominante di Mike Maignan, dall’altra le incertezze di Yann Sommer. Il portiere svizzero, in scadenza il 30 giugno, non sembra più il baluardo affidabile della scorsa stagione. La reattività ridotta, evidente nel tuffo tardivo sul gol subito, ha aumentato i dubbi della retroguardia nerazzurra, già consapevole che un cambio generazionale potrebbe diventare inevitabile.

In questo contesto nasce il piano più sorprendente delle ultime settimane: Maignan Inter, una combinazione che fino a poco tempo fa sarebbe sembrata fantascienza. Eppure, secondo il Corriere della Sera, la dirigenza nerazzurra sta valutando concretamente la possibilità di puntare proprio su Mike Maignan come erede di Sommer. Il portiere francese, numero uno della nazionale, è destinato a lasciare il Milan a parametro zero: la trattativa per il rinnovo si è arenata sulla richiesta di un ingaggio da 5,5 milioni, cifra considerata insostenibile per le nuove linee rossonere.

L’ipotesi Maignan va oltre la semplice operazione di mercato. In linea teorica, il profilo del francese non coincide con i parametri voluti dalla proprietà Oaktree, orientata verso calciatori giovani e con stipendi meno pesanti. Ma l’eccezione potrebbe essere giustificata dal valore assoluto del giocatore, oltre che dal peso simbolico di un simile sgarbo ai rivali cittadini. Mettere sotto contratto Maignan a parametro zero equivarrebbe a un colpo tecnico e psicologico insieme, un segnale di forza nel derby infinito tra le due sponde del Naviglio.

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A rendere il progetto ancora più plausibile c’è il fattore Champions League. Maignan vuole restare nel calcio d’élite europeo, e l’Inter negli ultimi tre anni ha costruito una presenza stabile ai vertici della competizione, arrivando alle fasi finali con continuità. Il Milan, invece, vive un periodo più incerto sotto il profilo internazionale. Anche questo può pesare nella scelta del francese, desideroso di un ambiente competitivo e ambizioso.

Per tutti questi motivi, l’opzione Maignan Inter è passata in poche ore da semplice suggestione a scenario da monitorare. Un affare complesso, costoso, ma non impossibile. E, come spesso accade nel mercato, soprattutto quando si incrociano le due squadre di Milano, la regola è sempre la stessa: mai dire mai.

Torino, Cairo amaro: «Sconfitta troppo brutta per essere vera. Le assenze? Ecco cosa ne penso»

Torino, Urbano Cairo mastica amaro dopo la sconfitta con il Como, il patron granata interviene così con i giornalisti ai margini del match 

Quando lascia la sua postazione sky box allo Stadio Olimpico Grande Torino per recarsi nel parcheggio dell’impianto e salire sull’Audi dai vetri oscurati la delusione gliela si legge in volto. Parliamo, naturalmente, di Urbano Cairo; costernato, amareggiato (e forse persino sorpreso) ai margini dell’incontro con il Como. D’altronde in pochi si sarebbero aspettati un parziale simile alla vigilia del match valido per la dodicesima giornata di Serie A. Il punteggio quasi tennistico (1-5 per i lariani) annichilisce l’entusiasmo figlio delle ultime partite e ridimensiona le ambizioni della stagione granata. «Incredibile» commenta secco il presidente sul secondo tempo, quando i piemontesi staccano la spina e vengono travolti dai lariani. «Sono veramente dispiaciuto» aggiunge. E non potrebbe essere altrimenti. 

L’intervista di Urbano Cairo dopo Torino Como:

Presidente Cairo, un commento su Torino Como:
«Partita troppo brutta per essere vera. Primo tempo abbiamo tenuto bene, abbiamo fatto anche molti contropiedi, molte transizioni. Nel secondo tempo incredibile. Hai fatto sei partite di alto livello contro Napoli, la Juve nel derby, Roma, Bologna… e poi fai una partita così. Mancavano alcuni giocatori importanti. Mancava Simeone, mancava Adams, Coco, Ismajli, rispetto al derby ne mancavano 4. Sono dispiaciutissimo, veramente…»

Calcionews24: è evidente che a questa squadra servano rinforzi, state già pensando a gennaio?
«Noi dobbiamo dobbiamo pensare a tutto. Intanto abbiamo davanti ancora tante partite, quindi dovremo fare bene le partite che mancano da qui a gennaio. Poi faremo tutte le considerazioni. Se opportuno interverremo sul mercato».

Un commento sulla crescita del Como?
«Sicuramente il Como ha investito cifre piuttosto importanti. Ho letto 300 milioni, quindi cifre notevolissime. Hanno buoni giocatori, poi al Toro di oggi mancavano alcuni giocatori importanti. Rispetto all derby con la Juve ne mancavano 4 importanti. Al Como uno, Diao. Diciamo che il Como è un’ottima squadra però il Toro oggi non è stato quello contro il derby. Però non ci sono scusanti. Sono veramente dispiaciuto, secondo tempo troppo brutto!»

E’ anche brutto vedere i tifosi abbandonare lo stadio prima della fine
«No no, ci mancherebbe: dobbiamo ripartire»

Calcionews24: parlerà alla squadra?
«Ma… ha già parlato il mister. Non c’è bisogno che parli io, andrò a trovarli in settimana»

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Addio Scudetto, per l’Inter si mette male: prove schiaccianti

Dopo l’ennesima sconfitta in un big match, per l’Inter si mette davvero male dal punto di vista della lotta scudetto: prove schiaccianti.

L’Inter ha subito l’ennesima sconfitta nei big match nel corso di questa stagione. I nerazzurri sono stati battuti dal Milan per 1-0 e, anche se sono ancora pienamente in lotta per le primissime posizioni in Serie A, hanno già subito quattro sconfitte. Troppe per chiunque per pensare di poter conquistare la Serie A.

Certo, il calcio è a dir poco imprevedibile e tutto quanto può ancora succedere, inoltre la squadra allenata da Cristian Chivu ha dimostrato di poter ottenere risultati assolutamente convincenti. In ogni caso, che la si pensi in un modo o nell’altro, una cosa è certa: grazie alle ultime dimostrazioni, per il club milanese si mette davvero male in chiave scudetto.

Inter, si mette male per lo scudetto: ecco perché

Il momento positivo del Bologna continua, e così si inserisce nella lotta per la conquista dello scudetto. Il lavoro di Vincenzo Italiano sta portando frutti rigogliosi, lui che è arrivato in Emilia-Romagna per sostituire Thiago Motta ha ottenuto sicuramente quelli che possiamo considerare risultati eccezionali e di assoluto livello fino a questo momento. Se le favole Bologna e Roma al momento dimostrano di poter stare al top in Serie A, meritandolo anche particolarmente, l’Inter ha l’obbligo di iniziare a preoccuparsi.

inter scudetto problema
Cosa preoccupa tanto del percorso dell’Inter (www.calcionews24.com – X Inter)

Dopo aver perso contro Juventus e Napoli, anche il derby contro il Milan è terminato con zero punti per la squadra allenata da Cristian Chivu. Risultati, questi, che raccontano una difficoltà generale per la squadra di sfruttare le occasioni al meglio (pensiamo ai legni colpiti contro i rossoneri) per evitare di ritrovarsi durante i finali di partita a rincorrere gli avversari. Finché la matematica non condanna nessuno, è giusto parlare di scudetto anche per l’Inter, per quanto abbia perso già quattro partite in Serie A nel corso di questa stagione.

Un risultato che può contribuire a preoccupare l’allenatore e il suo staff. Anche perché, quella che stiamo vivendo, non è una stagione come tutte le altre. Oltre a nerazzurri, Milan e Napoli, anche Roma e Bologna si stanno facendo valere. In più, la classifica è molto corta nelle prime 7-8 posizioni del campionato, il che significa che il margine di errore è molto più sottile rispetto al passato. Un campionato più equilibrato e divertente che, però, può mettere nei guai l’Inter, che ha già perso fin troppe partite. E siamo soltanto a fine novembre.

Le prime pagine sportive nazionali – 25 novembre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Sassuolo Pisa, Grosso commenta: «Abbiamo creato i presupposti per il vantaggio, non ci siamo riusciti. Sui singoli…»

Al termine del match del Mapei, Sassuolo Pisa, Fabio Grosso ha commentato la prestazione in conferenza stampa

Nel post-partita di Sassuolo Pisa, Fabio Grosso ha parlato in conferenza stampa commentando la sfida del Mapei. Ecco un estratto:

PAROLE – «Abbiamo avuto un paio di occasioni con Pinamonti e Laurienté, abbiamo creato i presupposti per il vantaggio, non ci siamo riusciti, ma abbiamo preso la ripartenza in campo aperto. Walukiewicz non l’avrei levato nonostante il giallo ma ha accusato un fastidio, ho preferito non rischiarlo perché siamo deficitari dietro e ho preferito sostituirlo e ritrovarlo per la prossima»

«È entrato Coulibaly che ha alternato cose buone e meno buone, sa che deve alzare il livello di intensità e di energia durante la gara. Volpato l’ho messo dentro per poco tempo. Non avrei voluto rischiarlo, una serata fredda, entrare così dopo un infortunio non era facile ma sono contento di come è entrato. Potevo mettere lui, Cheddira o Moro, ho deciso di provare lui ed è stato bravo a creare l’opportunità».

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Pisa, Gilardino analizza: «Il pareggio è giusto. Mi sento di dire che questa squadra ha margini di miglioramento»

Al termine del match del Mapei, Sassuolo Pisa, Alberto Gilardino ha commentato la prestazione ai microfoni di DAZN

Nel post-partita di Sassuolo Pisa, Alberto Gilardino ha parlato ai microfoni di DAZN commentando la sfida del Mapei. Ecco un estratto:

PAROLE – «Mi soffermerei sulla prestazione dei ragazzi. Il pareggio è giusto, nel primo tempo abbiamo fatto forse un po’ più noi e potevamo concretizzare. Nella ripresa sono venute fuori le qualità del Sassuolo. Prendere gol a trenta secondi dalla fine non è bello, ma dobbiamo mantenere la consapevolezza e la fiducia»

INTER – «Questa squadra ha margini di miglioramento sotto l’aspetto mentale, è successo lo stesso contro il Milan, probabilmente ci manca qualcosa. Con la Cremonese non è stato così. Non rimprovero nulla ai ragazzi, per la prestazione e la voglia di soffrire»

TATTICHE – «È indispensabile il sacrificio di tutti. Oggi abbiamo creato occasioni da gol, anche dopo il rigore. Con più lucidità e concretezza potevamo fare gol. Nella ripresa il Sassuolo ha alzato la qualità, ci hanno messo in difficoltà. Ci portiamo a casa il punto e la prestazione»

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Icardi si racconta: «Ho avuto un infortunio e sono in squadra da circa quattro o cinque mesi. Vi spiego»

Mauro Icardi, attaccante del Galatasaray, si racconta: «Ho avuto un infortunio e sono in squadra da circa quattro o cinque mesi»

Mauro Icardi, capitano del Galatasaray, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della sfida di Champions League contro l’Union Saint Gilloise.

L’attaccante argentino ha ribadito la sua fiducia nel gruppo, sottolineando come la squadra abbia tutte le carte in regola per ottenere risultati importanti e conquistare l’accesso alla fase successiva della competizione.

SUL FUTURO IN CHAMPIONS LEAGUE – «Abbiamo una squadra importante. Abbiamo una grande possibilità di ottenere buoni risultati in Champions League e passare alla fase successiva. È su questo che ci concentreremo ora, e poi ci concentreremo sul derby».

VITA PRIVATA – «Sono un giocatore professionista. Faccio il mio lavoro al meglio delle mie capacità. Tutti abbiamo problemi nella vita privata. Ognuno cerca di trovare soluzioni al meglio delle sue possibilità. Questa non è un alibi. Ho ottenuto il permesso dal club. Non potevo vedere le mie figlie da cinque mesi. Mi hanno dato il permesso di vederle».

SULLE DIFICOLTÀ FISICHE – «So di essere un giocatore importante per la squadra. So che sei il capitano. Certo, voglio sempre giocare al 100%. Ho avuto un infortunio e sono in squadra da circa quattro o cinque mesi. Sto lavorando al massimo ogni giorno. Non so esattamente a che percentuale mi trovo. Al Galatasaray, ho sempre giocato con infortuni e fastidi».

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Premier League, clamoroso in Everton Manchester United! Espulsione per lite tra compagni, cosa è successo

Premier League, episodio incredibile in Everton Manchester United: espulsione per una lite tra compagni. Ecco i dettagli

L’Everton è rimasto in dieci uomini dopo appena 13 minuti di gioco nella sfida contro lo United, a causa di una clamorosa lite tra compagni di squadra. Tutto è nato in seguito a un tiro di Bruno Fernandes, quando Gueye ha reagito con veemenza nei confronti di Keane, arrivando addirittura ad alzare le mani.

La tensione è rapidamente salita: dopo alcuni spintoni, i due sono finiti faccia a faccia e Gueye ha colpito il compagno con uno schiaffo. A quel punto il portiere Pickford si è avvicinato per cercare di calmare la situazione, ma l’arbitro ha deciso di espellere immediatamente il numero 27, lasciando i Toffees in inferiorità numerica. Keane, visibilmente scosso, ha continuato a discutere animatamente mentre Gueye veniva accompagnato fuori dal campo.

Le dinamiche precise dell’episodio non sono ancora del tutto chiare, così come le ragioni che hanno portato a una reazione tanto violenta in campo. L’accaduto resta un caso singolare e preoccupante, che rischia di avere ripercussioni pesanti sulla squadra e sull’ambiente dell’Everton.

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Pagelle Sassuolo Pisa, ecco i TOP e FLOP della sfida di Serie A! I voti

Pagelle Sassuolo Pisa: ecco i TOP e FLOP della sfida valida per la dodicesima giornata di Serie A 2025/2026. Ecco le valutazioni

Le pagelle di Sassuolo Pisa terminata 2-2: le due squadre si dividono la posta in palio nella dodicesima giornata di Serie A. Ecco i voti:

PAGELLE SASSUOLO PISA

SASSUOLO – Muric 6; Walukiewicz 5 (46′ Coulibaly 5), Idzes 5, Muharemovic 5.5, Candé 5.5 (72′ Doig 6); Koné 5 (72′ Lipani 6), Matic 7 (87′ Volpato sv), Thorstvedt 7; Berardi 5, Pinamonti 6.5, Fadera 5 (61′ Laurientè 6)

PISA – Semper 6; Calabresi 5 (46′ Albiol 6), Caracciolo 6, Canestrelli 6; Toure 6.5, Piccinini 6.5, Aebischer 5 (82′ Vural sv), Leris 7, Angori 6.5 (72′ Hojholt 6.5); Tramoni 5 (58′ Moreo 6.5), Nzola 7 (58′ Meister 7)

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Maignan Milan, cresce la distanza: il portiere francese sempre più lontano dai rossoneri! Le ultime novità

Maignan Milan, il futuro si complica: il portiere francese sembra sempre più lontano dai rossoneri. Ultimissime

Il futuro di Mike Maignan al Milan resta avvolto da incertezze nonostante le sue prestazioni straordinarie, decisive anche nel Derby. Il portiere francese, considerato tra i migliori al mondo, si trova al centro di una situazione contrattuale delicata che sta creando apprensione nell’ambiente rossonero.

Secondo quanto riportato da Matteo Moretto, i rapporti tra il club e l’entourage del giocatore sono segnati da una forte distanza, tale da aprire scenari di mercato potenzialmente destabilizzanti. La Premier League osserva con grande attenzione, pronta a muoversi, mentre in Italia la Juventus rappresenta la minaccia più concreta: un eventuale approdo del numero uno rossonero a Torino sarebbe un colpo durissimo anche sul piano morale.

La questione rinnovo è ormai il dossier prioritario per Igli Tare, nuovo direttore sportivo del Milan, chiamato a ricucire lo strappo e blindare il futuro del portiere. Allegri, dal canto suo, considera Maignan un pilastro insostituibile: garantirne la permanenza è fondamentale per le ambizioni Scudetto e per respingere le sirene estere e l’ombra ingombrante della Vecchia Signora.

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Sassuolo Pisa 2-2: succede di tutto al Mapei, le due squadre si dividono la posta in palio

Sassuolo Pisa, sfida valevole per la 12^giornata della Serie A 2025/26: appuntamento alle 20:45 allo Mapei Stadium! Segui il LIVE qui

Sassuolo Pisa, match valido per la 12ª giornata della Serie A 2025/26: calcio d’inizio fissato alle 20:45 al Mapei Stadium. Calcionews24 segue LIVE il match:


SEGUI IL LIVE DI SASSUOLO PISA

FINE PARTITA

95′ PAREGGIO SASSUOLO – Volpato crossa in mezzo all’area trovando Thorstvedt che aggancia e spara in rete sulla sinistra

91′ GOL PISA – Meister con la sua rapidità di gambe ed i sui dribbling supera alcuni avversari e arriva alla conclusione, il pallone viene deviato e spiazza l’incolpevole Muric.

67′ OCCASIONE PISA – Henrik Meister riceve una gran palla in area ma non riesce a concretizzare, il portiere para con un intervento prodigioso.

52′ OCCASIONE SASSUOLO – Pinamonti raccoglie uno splendido filtrante in area ma spreca un’occasione d’oro. Il tiro basso era diretto all’angolino di sinistra ma il portiere con un intervento strepitoso ha respinto la sfera.

INIZIA LA RIPRESA

FINE PRIMO TEMPO

2′ di recupero

6′ GOL SASSUOLO – Il pallone carambola fuori area sui piedi di Matic che senza pensarci tanto spara un siluro all’angolino basso di destra. Pallone fuori dalla portata di Semper.

4′ GOL PISA – Nzola parte, ferma la sua rincorsa, guarda fino all’ultimo i movimenti di Arijanet Muric e infine lo buca nel sette di destra.

INIZIA LA SFIDA!


FORMAZIONI UFFICIALI

SASSUOLO (4-3-3): Muric; Walukiewicz, Idzes, Muharemovic, Candè; Thorsvedt, Matic, Koné; Berardi, Pinamonti, Fadera. Allenatore: Fabio Grosso.
A disposizione: Satallino, Zacchi, Doig, Volpato, Cheddira, Moro, Coulibaly, Lipani, Iannoni, Laurienté, Pierini.

PISA (4-4-2): Semper; Calabresi, Caracciolo, Canestrelli, Angori; Touré, Aebischer, Piccinini, Leris; Tramoni, Nzola. Allenatore: Alberto Gilardino.
A disposizione: Leris, Hojholt, Meister, Andrade, Buffon, Vural, Scuffet, Coppola, Moreo, Albiol, Denoon, Maucci, Bonfanti, Lorran.

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Guardiola si scusa dopo gli episodi post Newcastle: «Sono imbarazzato e mi vergogno quando rivedo le immagini»

Guardiola fa mea culpa dopo gli episodi post Newcastle con il cameramen: «Mi vergogno quando rivedo le immagini»

Alla vigilia della sfida di Champions League contro il Bayer Leverkusen, Pep Guardiola ha affrontato in conferenza stampa un episodio spiacevole avvenuto pochi giorni prima. Il tecnico del Manchester City ha parlato apertamente di “imbarazzo” e “vergogna” per quanto accaduto al termine della gara persa contro il Newcastle, mostrando grande autocritica.

La scena incriminata si è verificata dopo il 2-1 subito a St James’ Park. Guardiola, già nervoso per la sconfitta, ha avuto un acceso confronto con Bruno Guimaraes. In quel frangente un operatore ha ripreso la lite e il tecnico, infastidito, ha reagito togliendogli le cuffie e rivolgendogli parole concitate, come documentato dalle immagini diffuse dai fotografi presenti.

Consapevole dell’errore, Guardiola ha voluto chiarire la sua posizione pubblicamente: “Sono imbarazzato e mi vergogno quando rivedo le immagini. Non mi piace. Mi sono scusato subito. Anche dopo mille partite non sono perfetto, ho commesso un grande errore”. Un gesto di responsabilità che conferma la volontà dell’allenatore di chiudere l’incidente e riportare l’attenzione sul campo.

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Fabregas parla dopo il successo contro il Toro: «Consapevole che ci sono alti e bassi ma questa è la squadra che voglio vedere»

Fabregas dopo la vittoria contro il Torino: «Consapevole che ci sono alti e bassi ma questa è la squadra che voglio vedere»

Dodicesima giornata di Serie A: il Como espugna Torino con un netto 1-5. Al termine della sfida, Cesc Fàbregas ha parlato ai microfoni di Sky Sport.

PAROLE – «Questa deve essere la nostra forza, è la nostra strada e quello che abbiamo deciso. Gente giovane, con fame e talento. Sono consapevole che ci sono alti e bassi, però questa è la squadra che voglio vedere. Una squadra con energia, che va avanti e pressa. Che entra in area e ha quell’aggressività non solo fisica ma anche mentale. Contento però spero che questo sia solo l’inizio»

LEGAME TIFOSI – «Li ringrazio, faccio un grande complimento. Perché il calcio italiano e molto passionale e loro hanno capito bene quello che vogliamo fare qua. Hanno una grande pazienza. Dobbiamo stare tutti insieme: quanto più famiglia saremo, più bella sarà la strada e il processo. E noi sappiamo che siamo in un processo importante, con dei ragazzini praticamente. Per questo grazie mille a tutti i comaschi perché sono molto, molto importanti per noi»

SQUADRA – «Quello che si vede alla fine è il risultato, non si vede mai il lavoro che c’è in allenamento. Tutti i gol di oggi sono il lavoro di tutti i giorni. Vediamo che tutti possono fare tante cose. E questa è la cosa più importante, quando sono tutti coinvolti nel programma che vogliamo fare della famiglia, quella continuità e quella cultura del lavoro».

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Torino, Cairo dopo il Como: «Tanti assenti, noi crollati nella ripresa. Sul mercato…» – VIDEO

Cairo commenta Torino Como 1-5, il patron granata sulla debacle: dal risultato al calciomercato, gli assenti e tanto altro. La video intervista

Un Torino «Troppo brutto per essere vero». Parola di Urbano Cairo, vistosamente deluso, ai margini del ko maturato questa sera col Como. Un 1-5 che non lascia spazio a troppe interpretazioni, come dimostrano i fischi dello Stadio Olimpico Grande Torino (e se vogliamo anche le parole dello stesso Cairo). Dal risultato nella sfida di Serie A ai tanti infortunati, ma anche le ultime partite e il calciomercato. La video intervista al Presidente del Torino da Calcionews24 presente sul posto.

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Torino, Baroni: «Bisogna chiedere scusa ai nostri tifosi, alla nostra gente. Non si può uscire dal campo così. Su Zapata…»

Torino, Baroni nel post partita: «Bisogna chiedere scusa ai nostri tifosi. Non si può uscire dal campo così. Su Zapata dico questo»

Dopo il pesante 5-1 incassato in casa contro il Como, Marco Baroni ha analizzato la prova della squadra granata ai microfoni di DAZN.

Il tecnico ha espresso le proprie considerazioni sulla prestazione, soffermandosi sugli aspetti che hanno condizionato la gara e sul momento vissuto dal gruppo.

PAROLE – «Bisogna chiedere scusa ai nostri tifosi, alla nostra gente. Non si può uscire dal campo così, nonostante le assenze mi assumo io le responsabilità. La squadra ha ceduto a livello di equilibrio. Nel primo tempo eravamo partiti bene ma abbiamo subito gol facili. Loro sono stati bravi a pressare, noi stati bravi a gestire le riconquiste. Sono io il responsabile di questo»

«Zapata ha bisogno di minuti, secondo me ha fatto bene, poteva essere aiutato di più dalla squadra. Quando ho cambiato, ho messo Nkounkou perché volevo una maggiore produzione sugli esterni. Dopo il terzo gol la squadra ha ceduto dal punto di vista nervoso. È una cosa che non deve avvenire perchè è già successo».

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Calciomercato Inter, Moretto svela: «In estate lo voleva il Napoli. A gennaio resterà in nerazzurro, ecco il motivo»

Calciomercato Inter, il giornalista Moretto sicuro: «In estate lo voleva il Napoli. A gennaio resterà in nerazzurro, ecco perchè»

Il futuro di Andy Diouf resta un tema caldo per l’Inter, ma la situazione appare già delineata. Il giovane centrocampista francese, classe 2003, ha mostrato qualità e intraprendenza nel finale del derby perso contro il Milan, alimentando ipotesi su un possibile prestito per garantirgli maggiore continuità lontano da San Siro. A chiarire definitivamente la sua posizione è intervenuto il giornalista Matteo Moretto, ospite sul canale YouTube di Fabrizio Romano.

Durante l’estate, infatti, Diouf era stato al centro di un vero duello di mercato: il Napoli aveva presentato un’offerta concreta, ma l’Inter ha accelerato per chiudere l’operazione e affidarlo a Cristian Chivu. Oltre alle scelte tecniche, però, c’è un vincolo regolamentare che blocca ogni ipotesi di addio nella sessione invernale.

Come spiegato da Moretto, Diouf ha già giocato partite ufficiali con il Lens in Ligue 1 prima di trasferirsi all’Inter. Le norme FIFA vietano di vestire tre maglie diverse nella stessa stagione, e questo dettaglio rende impossibile un nuovo trasferimento a gennaio. Di conseguenza, il centrocampista resterà a disposizione dei nerazzurri almeno fino al termine della stagione.

DIOUF INTER – «Oggi parliamo di Diouf. In estate lo voleva il Napoli, il club lo aveva trattato e aveva offerto soldi importanti per lui fino all’arrivo dell’Inter, che ha accelerato e chiuso per lui. Si sta parlando tanto del suo futuro: non mi soffermo sulla prestazione di ieri nel finale del derby, ma sulle voci di mercato degli ultimi giorni. Diouf a gennaio resterà in nerazzurro, perché ha giocato in Ligue 1 con il Lens e non può cambiare squadra a gennaio, avendo già vestito due maglie in questa stagione. Diouf rimarrà all’Inter fino a giugno. Questo è un dettaglio importante che io oggi voglio sottolineare»

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Superlega, A22 avvia l’iter per il risarcimento danni contro l’UEFA: comunicato ufficiale e sviluppi in corso

Superlega, A22 porta l’UEFA in tribunale: avviata la richiesta di risarcimento danni, ecco il comunicato ufficiale con tutti i dettagli

Con un comunicato ufficiale, A22 ha annunciato di aver avviato la procedura per ottenere un risarcimento danni dall’UEFA, in relazione al progetto Superlega.

La società ha reso nota la propria iniziativa legale, sottolineando come la richiesta sia direttamente collegata alle vicende che hanno coinvolto la competizione.

COMUNICATO – «A22 Sports Management ha annunciato oggi di aver avviato, in data 21 novembre 2025, le procedure obbligatorie MASC, previste dalla legge spagnola, prima di avviare un procedimento legale, per ottenere il risarcimento dei danni subiti a causa dell’abuso di posizione dominante da parte della UEFA, come operatore monopolistico delle competizioni calcistiche europee transfrontaliere per club.

Il 21 dicembre 2023, la Grande Camera della Corte di giustizia dell’Unione europea (“CGUE”) ha stabilito che la UEFA ha abusato della sua posizione dominante di monopolio nel mercato delle competizioni calcistiche transfrontaliere tra club, violando il diritto della concorrenza dell’UE. Nell’ambito della sua sentenza, la CGUE ha imposto alla UEFA di aprire il mercato a organizzatori terzi come A22.

Nonostante le chiare sentenze di tre diversi tribunali europei, tra cui la CGUE e una Corte d’Appello spagnola, la UEFA continua a mantenere regolamenti e pratiche in diretto contrasto con le decisioni giudiziarie. Ciò include le nuove regole introdotte nel 2024, dopo la storica sentenza della CGUE. Ignorando queste sentenze, la UEFA rischia ora di dover affrontare ingenti richieste di risarcimento danni da parte dei club e di A22.

Nel dicembre 2024, A22 ha chiesto alla UEFA di riconoscere la Unify League, la sua proposta per nuove competizioni paneuropee. La richiesta era pienamente coerente con i requisiti della sentenza della CGUE. Successivamente, A22 ha avviato negoziati in buona fede con la UEFA per sette mesi (tra marzo e settembre 2025) nel tentativo di concordare una soluzione globale e condivisa alle controversie in corso. Durante tali negoziazioni, A22 ha fatto concessioni significative per colmare il divario tra la sua proposta di Unify League e le attuali competizioni calcistiche della UEFA. Le proposte di A22 si concentravano su tre questioni fondamentali: miglioramento del formato, modernizzazione della governance e implementazione della piattaforma di streaming Unify, al fine di offrire maggiore accessibilità e tecnologia all’avanguardia ai tifosi che guardano le partite da casa. Nonostante questi compromessi sostanziali, non è stato raggiunto alcun accordo.

Pertanto, l’unico passo appropriato da compiere è quello di chiedere un risarcimento per i danni subiti a causa del comportamento illegale della UEFA»

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Bye bye David, nuovo bomber per Spalletti: arriva gratis

Nonostante l’approdo solo in estate, David potrebbe presto lasciare Torino per far spazio a un nuovo bomber, in arrivo gratis

L’arrivo di Luciano Spalletti ha completamente rimescolato i piani della Juventus. Il nuovo tecnico toscano, però, non è ancora riuscito a incidere pienamente: sotto la sua guida sono arrivati tre pareggi consecutivi, compreso quello in Champions League, proseguendo una tendenza già iniziata con Tudor e che il club vuole assolutamente invertire per rilanciare la squadra verso livelli più alti.

Nonostante questo avvio complicato, l’impatto di Spalletti si è già fatto sentire, soprattutto sul piano tattico. Tra le scelte più sorprendenti c’è l’arretramento di Koopmeiners in difesa, nonostante il suo ruolo naturale sia quello di centrocampista. Con il cambio in panchina, anche la centralità di alcuni giocatori può essere riconsiderata: uno di questi è Jonathan David, arrivato in estate a parametro zero dal Lille, che potrebbe presto lasciare Torino per fare spazio a un nuovo bomber, anch’esso potenzialmente in arrivo a costo zero.

Juve, in arrivo gratis un nuovo bomber per Spalletti

Il mercato, infatti, si avvicina e la Juventus sta valutando i profili giusti per rinforzare i vari reparti. In questo scenario è spuntato il nome di un nuovo centravanti che potrebbe approdare a Torino: secondo le ultime indiscrezioni, si starebbe addirittura valutando un clamoroso ritorno di Mauro Icardi in Serie A. Dopo gli anni all’Inter, il passaggio al Paris Saint-Germain e l’attuale esperienza al Galatasaray, l’argentino sembra ormai a fine ciclo in Turchia, anche perché il suo contratto scadrà nel giugno 2026, aprendo scenari interessanti sul suo futuro.

icardi
Juve, in arrivo gratis un nuovo bomber per Spalletti (Foto Instagram) – Calcionews24.com

In caso di mancato rinnovo, diverse squadre avrebbero l’opportunità di ingaggiarlo a parametro zero. Nonostante i 33 anni – che compirà il 19 febbraio – e qualche problema fisico che talvolta ne limita il rendimento, Icardi resta un’occasione di mercato: parliamo di un attaccante di caratura internazionale, con qualità indiscutibili e che potrebbe rappresentare un colpo a basso costo per molti club di Serie A.

Di recente è stato accostato al Milan, alla ricerca di un nuovo riferimento offensivo, ma non solo: come affermato da Riccardo Ruffani nel corso di Top Calcio 24, “Juve, Roma e Napoli si stanno interessando a Icardi”. La Juventus, quindi, potrebbe realmente valutare il suo arrivo, trasformando una semplice ipotesi in una possibile trattativa concreta.

L’eventuale approdo di Icardi a Torino cambierebbe inevitabilmente anche le prospettive di Jonathan David, che potrebbe lasciare il club nonostante sia arrivato soltanto nella scorsa finestra di mercato.

Pagelle Torino Como 1-5: ecco i TOP-FLOP e i voti della partita

I voti, i top e i flop del match valido per la 12ª giornata del campionato di Serie A 2025/26: pagelle Torino Como

(Lorenzo Bosca – Inviato allo Stadio Olimpico Grande Torino). Il Torino affonda in una notte di totale smarrimento, travolto in casa da un Como che infligge un clamoroso 1-5 che sa di umiliazione sportiva. L’avvio dei granata di Baroni è altalenante: pur provando a rispondere alle trame lariani, i padroni di casa mancano di lucidità e vanno sotto al 36′ per la rete di Addai, abile a finalizzare. Solo un tocco di mano in area di Rodriguez in pieno recupero regala l’illusione del pari, trasformato su rigore da Vlasic. Nel secondo tempo il copione cambia. Appena rientrato dagli spogliatoi, il Torino va in tilt: i lombardi ritrovano subito il vantaggio con una rasoiata imparabile di Addai (52′), che firma la sua doppietta e apre le cateratte del diluvio.

I cambi tentati da Baroni per scuotere la squadra risultano vani, anzi. Una palla persa con superficialità innesca il tris lariano di Jacobo Ramon (71′). Il crollo è ormai totale e il divario tecnico emerge prepotentemente con il quarto gol di Nico Paz (76′), convalidato dopo un check del VAR. Finita qui? Niente affatto. Il punto più basso si tocca all’86’, quando un passaggio scellerato all’indietro di Njie si trasforma in un assist perfetto per il neo-entrato Baturina, che sigilla un inaccettabile 1-5. I granata, inermi di fronte alla disfatta, concludono la partita tra i fischi e gli ironici “olè” della Curva Maratona, in attesa di un confronto che si preannuncia durissimo. I voti, i top e i flop del match valido per la 12ª giornata del campionato di Serie A 2025/26: pagelle Torino Como.


PAGELLE TORINO-COMO:

TOP TORINO COMO: Addai
FLOP TORINO COMO: Maripan, Masina


PAGELLE TORINO COMO:

Torino (3–4-1-2): Paleari 5; Tameze 5, Maripan 4.5, Masina 5; Pedersen 5 (dal 61’ Nkounkou 6), Asslani 5.5, Casadei 6 (dal 66’ Anjorin 5.5), Lazaro 5.5; Vlasic 6.5 (dal 78’ Gineitis SV), Ngonge 5 (dal 66’ Aboukhlal 5.5), Zapata 5 (dal 78’ Njie SV).
Baroni: 4.5

Como (4-2-3-1): Butez 6; Smolcic 6 (dal 58’ Vojvoda 6), Ramón 7, D. Carlos 6, Valle 6; Perrone 7 (dall’83 Baturina 7), Da Cunha 7; Addai 8, Paz 7.5 (dall’83 Posch SV), Rodriguez 7 (dal 75’ Kempf 6); Morata 5 (dal 75’ Douvikas 6).
Fabregas: 7.5

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Torino Como 1-5: Baroni a lezione da Fàbregas, granata (fischiati) travolti dai lariani (spumeggianti)

Torino Como, allo Stadio Olimpico Grande Torino il match per la dodicesima giornata di Serie A: ecco sintesi, tabellino, risultato, moviola e cronaca LIVE

(Lorenzo Bosca – inviato allo Stadio Olimpco Grande Torino). Riflettori accesi su Torino Como, allo Stadio Olimpico Grande Torino (ore 18:30) va in scena il primo dei due posticipi della dodicesima giornata di Serie A. I granata di Marco Baroni vogliono tornare a vincere dopo tre pareggi consecutivi, tra cui l’ultimo nel derby con la Juventus, per rilanciarsi verso le posizioni europee. L’ex Lazio e Lecce dovrà fare a meno di pedine importanti come Simeone e Ismajli, mettendo alla prova la sua capacità di adattamento contro una delle compagini più in forma del campionato. Il Como di Cesc Fàbregas, infatti, arriva all’ombra della Mole con rinnovata fiducia, imbattuto dalla seconda giornata e forte di un gruppo compatto e organizzato. Le due squadre, divise da soli quattro punti, si preparano a una sfida tattica e intensa. Una sfida aperta e incerta, da vivere fino al fischio finale Vediamo cronaca, sintesi e diretta LIVE di Torino Como.


TORINO COMO LIVE:

🔴90 + 3′ Finisce 1-5 Torino Como. Baroni a lezione da Fàbregas, granata (fischiati) travolti dai lariani (spumeggianti)

90′ – Assegnati 3 minuti di recupero

88′ – Partita virtualmente chiusa, si attende solo il triplice fischio

⚽86′ – GOL DEL COMO: Baturina cala la manita! Tiro a incrociare dopo aver sorpreso Tameze. Nulla da fare per Paleari. Il var conferma la rete

83′ – Doppio cambio Como: Nico Paz lascia spazio a Stefan Posch e Máximo Perrone a Martin Baturina

78′ – Doppio cambio Torino: esce Duván Zapata per Alieu Njie. Fuori anche Nikola Vlasic per Gvidas Gineitis

⚽76′ – GOL DEL COMO: convalidata dal Var la rete di Nico Paz

76′ – Segna Nico Paz. Il talento di Fabregas aveva battuto Paleari con una bella conclusione precisa, ma l’arbitro ferma tutto per fuorigioco

76′ – Rumoreggia il pubblico del Grande Torino: i tifosi si aspettano una reazione

75′ – Doppio cambio Como: fuori Jesús Rodríguez, entra Marc Oliver Kempf. Esce anche Álvaro Morata, al suo posto Tasos Douvikas.

75′ – Ultimi quindici giri di orologio in questo Como Torino

⚽71′ – GOL DEL COMO: Jacobo Ramón chiude (virtualmente) la partita! Jesus Rodriguez intercetta il pallone e serve Perrone. Precisa la sfera per Ramon che infila di testa. Il var conferma la rete

70′ – I sabaudi provano a riorganizzarsi. Il Como gestisce il vantaggio

66′ – Doppio cambio Torino: Cyril Ngonge lascia spazio a Zakaria Aboukhlal. Mentre Cesare Casadei esce per Tino Anjorin

61′ – Cambio per il Torino: fuori Marcus Pedersen, entra Niels Nkounkou

59′ – Vojvoda accolto tiepidamente dai suoi ex tifosi. Pochi, pochissimi applausi per l’esterno

58′ – Sostituzione per il Como. Vojvoda entra, esce invece Smolcic

57′ – Cambi in arrivo

57′ – Buon momento del Como ora. Piemontesi in confusione

⚽52′ – GOL DEL COMO: Addai porta i lariani nuovamente avanti! Doppietta personale del talento del Como, che riceve palla sulla trequarti e calcia dal limite dell’area. Il tiro è potente e preciso, ma la difesa granata è in netto ritardo. Il var conferma la rete

47′ – Il Torino sembra entrato bene in campo

🔴Inizia il secondo tempo di Torino Como


🔴45 + 4′ – Fine primo tempo: Torino Como 1-1

⚽47′ – GOL DEL TORINO: pareggio di Vlasic. Rigore glaciale. Il var conferma la rete

45′ + 1 – Confermato il rigore. Lo tirerà Vlasic!

45′ – Tre minuti di recupero

44′ – Il VAR richiama l’arbitro . Da valutare il tocco!

43′ – Calcio di rigore per il Torino! Tocco di mano di Jesus Rodriguez in area. Per l’arbitro non ci sono dubbi!

⚽36′ – GOL DEL COMO: Jayden Addai porta in vantaggio Fabregas! Jesus Rodriguez salta Pedersen e crossa al centro. Addai prima di tutti indirizza in porta. Il var conferma la rete

30′ – Ritmi lenti, diminuiscono i ‘giri del motore’ del match quando arriviamo alla mezz’ora di questo Torino Como

26′ – SUPER PARATA DI PALEARI: prima Tameze in scivolata, poi Paleari si supera! Il Torino respinge due conclusioni (quasi) sulla linea

22′ – Buon momento del Torino: i granata ora mantengono il pallino del gioco

18′ – Buon traversone di Pedersen. Nessun granata arriva all’appuntamento col gol, ma il Torino sta crescendo

15′ – Ci prova Zapata! Murato il suo tiro-cross

10′ – Il Torino fatica a costruire. Bloccate sul nascere tutte le possibili ripartenze granata

6′ – Occasione Como: spizzata di Morata. Il colpo di testa dell’ex Milan e Juve termina a lato

5′ – Posseso palla Como: i ragazzi di Fabregas mantengono il pallone

3′ – Clima freddo, ma atmosfera (almeno dentro lo stadio) decisamente calda. Si fa sentire la Curva Maratona, presenti anche tantissimi fan lombardi

🔴1′ – Il match è iniziato!


TORINO COMO LIVE:

Torino (3–4-1-2): Paleari; Tameze, Maripan, Masina; Pedersen, Asslani, Casadei, Lazaro; Vlasic, Ngonge, Zapata. A disposizione: Popa, Israel, Ilkhan, Aboukhlal, Anjorin, Dembele, Coco, Nkounkou, Biraghi, Gineitis, Njie. Allenatore: Baroni.

Como (4-2-3-1): Butez; Smolcic, Ramón, D. Carlos, Valle; Perrone, Da Cunha; Addai, Paz, Rodriguez; Morata. A disposizione: Vigorito, Cavlina, Kempf, Caqueret, Douvikas, Alberto Moreno, Kuhn, Baturina, Posch, Vojvoda, Van Der Brempt, Cerri. Allenatore: Fabregas.

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Formazioni ufficiali Sassuolo Pisa, le scelte dei due allenatori per il match di Serie A

Formazioni ufficiali Sassuolo Pisa, le scelte dei due allenatori per il match dello stadio Mapei delle 20:45: i dettagli

Sono state annunciate le formazioni ufficiali di Sassuolo Pisa. Il match del Mapei in campo alle 20:45 è valido per la dodicesima giornata di Serie A 2025/2026.


FORMAZIONI UFFICIALI SASSUOLO PISA

SASSUOLO (4-3-3): Muric; Walukiewicz, Idzes, Muharemovic, Candè; Thorsvedt, Matic, Koné; Berardi, Pinamonti, Fadera. Allenatore: Fabio Grosso.
A disposizione: Satallino, Zacchi, Doig, Volpato, Cheddira, Moro, Coulibaly, Lipani, Iannoni, Laurienté, Pierini.

PISA (4-4-2): Semper; Calabresi, Caracciolo, Canestrelli, Angori; Touré, Aebischer, Piccinini, Leris; Tramoni, Nzola. Allenatore: Alberto Gilardino.
A disposizione: Leris, Hojholt, Meister, Andrade, Buffon, Vural, Scuffet, Coppola, Moreo, Albiol, Denoon, Maucci, Bonfanti, Lorran.

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Mancini sogna: «Scudetto alla Roma? Siamo primi in classifica, ma credo che con Gasperini si possa…»

Mancini dal palco del Premio Viola: “La Roma è prima, ma non è ancora il momento di volare”

Gianluca Mancini, difensore della Roma, è salito sul palcoscenico del Salone d’Onore del CONI per ritirare il prestigioso Premio Beppe Viola, dedicato ai talenti sportivi emergenti. Nel suo intervento, il centrale giallorosso ha espresso orgoglio e gratitudine per il riconoscimento: “Ha un valore importantissimo questo premio, sono fiero e onorato. Rappresentiamo un esempio per i giovani: giocare con disciplina e il sorriso è fondamentale”.

Riguardo al cammino della Roma in campionato, Mancini ha voluto mettere i piedi per terra: “Siamo primi, è vero, ma non siamo a maggio. Siamo a novembre e il campionato è ancora lungo. Ogni partita ce la stiamo sudando e dobbiamo continuare su questa strada”. Con queste parole, il difensore ribadisce umiltà e concentrazione, invitando il gruppo a non illudersi nonostante il buon momento.

Mancini ha poi messo in evidenza la solidità e le qualità del reparto: “Gli ingredienti per fare bene ci sono: abbiamo qualità, un gruppo unito e un’idea di gioco forte. Come dice il mister, si può sognare, ma serve lavoro e concentrazione quotidiana”. Il riferimento è al progetto di crescita voluto dalla società e dallo staff tecnico, che punta a mantenere alto il livello di rendimento.

Dal punto di vista personale, Mancini ha parlato anche della sua propensione offensiva: “Per noi difensori segnare è una gioia doppia: è un modo in più per aiutare la Roma, grazie al gioco che ci chiede il mister, posso spingere di più e rendermi pericoloso”.

Infine, ha accennato all’impegno internazionale: “Il Mondiale lo vogliamo anche noi, ma prima ci sono obiettivi importanti da raggiungere con la nostra maglia. Dobbiamo restare uniti per arrivarci”.

Con il suo intervento al Premio Viola, Mancini si conferma una figura centrale nella Roma, capace di unire senso di responsabilità, ambizione e spirito di squadra nel momento più positivo della stagione.

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