Pagina 562 – Calcio News 24

Napoli Como, le formazioni ufficiali: Conte e Fabregas hanno reso note le proprie scelte

Napoli Como, le scelte ufficiali di Conte e Fabregas. Questi i calciatori che scenderanno in campo dal 1′ nel secondo match della decima giornata.

Il Napoli ospita il Como in questo secondo mach della decima giornata di campionato. Andiamo a scoprire insieme le formazioni ufficiali della sfida del Maradona. Fischio d’inizio fissato alle 18.

NAPOLI (4-3-3): Milinkovic-Savic S.; Di Lorenzo, Rrahmani, Buongiorno, Spinazzola; Anguissa, Gilmour, McTominay; Politano, Hojlund, Neres. All. Conte

COMO (4-2-3-1): Butez; Smolcic, Ramón, Kempf, Valle; Perrone, Caqueret; Addai, Paz, Diao, Morata. All. Fabregas

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Pagelle Udinese Atalanta, ecco i TOP e FLOP della sfida di Serie A

Pagelle Udinese Atalanta, i TOP e FLOP delle due squadre al termine del match finito 1-0 e valido per la decima giornata di Serie A 2025/2026

Nel primo match di questa decima giornata di Serie A l’Udinese vince 1-0 contro l’Atalanta grazie alla rete di Zaniolo verso la fine del primo tempo. Ecco i voti del match delle 15 di questo sabato.

UDINESE (3-5-2): Okoye 6.5; Bertola 7 (76′ Palma 6.5), Kabasele 7, Solet 6.5; Zanoli 6.5 (76′ Ehizibue s.v.), Ekkelenkamp 6 (69′ Piotrowski 6), Karlstrom 6.5, Atta 8, Kamara 6.5; Zaniolo 7.5 (69′ Bayo 6), Buksa 6 (86′ Zarraga s.v.).

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi 6.5; Koussounou 6 (85′ Brescianini s.v.), Hien 5.5, Djimsiti 5.5; Zappacosta 6, Ederson 5.5, Pasalic 5, Zalewski 5 (77′ Bellanova 5.5); Samardzic 4.5 (77′ De Ketelaere 5), Sulemana 5 (59′ Lookman 5); Scamacca 5 (59′ Krstovic 5.5).

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Udinese Atalanta 1-0: Zaniolo condanna la Dea alla sconfitta

Udinese Atalanta, segui il live del match che apre la decima giornata di Serie A con noi: formazioni ufficiali, cronaca e tabellino.

Udinese e Atalanta aprono la decima giornata di Serie A. Segui in diretta su CalcioNews24 il match delle 15 di questo sabato 1 novembre 2025.

IL LIVE DELLA SFIDA

90’+5 – Termina il match.

90’+4 – Ammonito Ederson.

90’+1 – Ammonito de Ketelaere.

90′ – Quattro minuti di recupero.

86′ – Terminano le sostituzioni anche in casa Udinese: Zarraga per Buksa.

84′ – Ultimo cambio in casa Atalanta. Fuori Koussounou, dentro Brescianini.

77′ – Altri cambi in casa Atalanta: fuori Zalewski e Samardzic, dentro Bellanova e de Ketelaere.

75′ – Doppio cambio nell’Udinese: fuori Bertola e Zanoli, dentro Palma e Ehizibue.

72′ – Ci prova Bayo su suggerimento di Atta, palla alta.

69′ – Cambi anche in casa Udinese: fuori Ekkelenkamp e Zaniolo, dentro Piotrowski e Bayo.

67′ – Ammonito Krstovic.

64′ – Giallo per Kamara.

59′ – Doppio cambio in casa Atalanta: fuori Scamacca e Sulemana, dentro Krstovic e Lookman.

46′ – Si riparte senza cambi.

45’+1 – Termina il primo tempo con il punteggio 1-0 per l’Udinese.

45′ – Un minuto di recupero.

43′ – OCCASIONE UDINESE! Ancora padroni di casa pericolosi. Carnesecchi dice di no alla conclusione di Kalstroom.

40′ – GOL DELL’UDINESE! Vantaggio meritato per l’Udinese. Kamara serve a rimorchio Zaniolo, che con il mancino fredda Carnesecchi e realizza il classico gol dell’ex.

23′ – GOL ANNULLATO ALL’ATALANTA! All’improvviso passa in vantaggio la Dea con Sulemana. Tutto non valido per il fuorigioco iniziale di Zappacosta.

20′ – Sempre Udinese pericolosa. Ci prova Camara dalla distanza, Carnesecchi risponde presente.

18′ – Ancora Udinese pericolosa con Atta. Palla fuori.

15′ – Al quarto d’ora il primo squillo del match. Zaniolo si crea l’opportunità e calcia dalla distanza: Carnesecchi blocca in due tempi.

1′ – Si parte. Il primo pallone è dell’Atalanta.

LE FORMAZIONI UFFICIALI

UDINESE (3-5-2): Okoye; Bertola, Kabasele, Solet; Zanoli, Ekkelenkamp, Karlstrom, Atta, Kamara; Zaniolo, Buksa.
Allenatore: Runjaic.

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Koussounou, Hien, Djimsiti; Zappacosta, Ederson, Pasalic, Zalewski; Samardzic, Sulemana; Scamacca.
Allenatore: Juric.

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Fiorentina Lecce, Di Francesco: «Non siamo vittime sacrificali. Kean? Lo si ferma in un solo modo. Sulla Fiorentina…»

Fiorentina Lecce, Di Francesco alla vigilia ha parlato in conferenza stampa analizzando nei dettagli la partita di domani.

Giornata di vigilia per Di Francesco. Il tecnico del Lecce in conferenza stampa ha analizzato la trasferta in casa della Fiorentina.

PRESTAZIONE – «Non siamo assolutamente vittime sacrificali. Loro hanno una rosa importante, ma noi andremo carichi con l’obiettivo di portare a casa i tre punti».

APPROCCIO – «Sicuramente sarà fondamentale. Loro sono una squadra che prova a costruire e avremo tantissime transizioni. Dobbiamo comunque prestare attenzione alle caratteristiche».

KEAN – «Bisogna limitare la sua profondità oltre che naturalmente lavorare sulle seconde palle».

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Cagliari, il progetto giovani funziona: c’è un dato che premia la squadra allenata da Pisacane. E sul futuro i sardi non hanno assolutamente dubbi

Cagliari, il progetto di Pisacane riparte dai giovani: Prati e Gaetano guidano la rinascita rossoblù. Una linea destinata a dare risultati importanti.

Il Cagliari di Fabio Pisacane continua a distinguersi per una chiara identità fondata sui giovani e sulla valorizzazione del talento. La società rossoblù ha scelto di costruire il proprio futuro puntando su una “linea verde” che unisce entusiasmo, lavoro e crescita costante. L’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport ha dedicato un approfondimento a due protagonisti di questa filosofia vincente: Matteo Prati e Gianluca Gaetano, veri simboli della nuova era del Cagliari.

Entrambi i centrocampisti hanno raggiunto un traguardo importante nella recente gara contro il Sassuolo: 50 presenze ufficiali con la maglia del Cagliari. Un risultato che testimonia la fiducia riposta da Pisacane e la centralità di questi due giovani nel progetto tecnico. La loro crescita rappresenta al meglio l’identità di un club che vuole costruire risultati duraturi attraverso la continuità e la valorizzazione dei propri talenti.

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Matteo Prati, classe 2003, è arrivato al Cagliari nell’estate del 2023 dalla SPAL e in breve tempo si è imposto per maturità, ordine tattico e visione di gioco. Nelle sue prime cinquanta partite in rossoblù ha collezionato due gol e un assist, diventando un punto di riferimento in mezzo al campo. Il centrocampista emiliano incarna perfettamente lo spirito del Cagliari del futuro, un mix di tecnica e intelligenza che rappresenta la base su cui costruire una squadra competitiva e moderna.

Accanto a lui cresce Gianluca Gaetano, classe 2000, giocatore di grande qualità e fantasia. Con sette reti e sei assist, il fantasista è diventato uno dei cardini del gioco offensivo del Cagliari, grazie alla capacità di creare spazi, dettare i tempi e servire i compagni con precisione. La sua costanza di rendimento ne fa uno degli elementi più preziosi dello spogliatoio rossoblù.

Il Cagliari di Pisacane si conferma così un progetto solido e ambizioso, capace di guardare oltre le difficoltà del campionato di Serie A 2025-2026. La società sarda punta su un gruppo giovane, motivato e unito, con l’obiettivo di crescere stagione dopo stagione. Prati e Gaetano sono il simbolo di un Cagliari che non smette di credere nella forza dei propri ragazzi e nella passione di una città che vive di calcio e orgoglio rossoblù.

Infortunio Thuram, brutte notizie per l’attaccante francese: è arrivata questa decisione da parte dell’Inter. Le ultimissime sul giocatore

Infortunio Thuram, l’Inter sceglie la prudenza: niente Verona per l’attaccante francese. Le condizioni del giocatore francese non rassicurano.

Arrivano aggiornamenti importanti riguardo all’infortunio di Marcus Thuram, che continua a tenere in apprensione l’ambiente nerazzurro. Alla vigilia della trasferta di Verona, l’Inter e il tecnico Cristian Chivu hanno deciso di non rischiare l’attaccante francese, che non prenderà parte alla gara del Bentegodi. Come riportato da Sky Sport, il giocatore resterà a riposo per completare il recupero fisico in vista del prossimo impegno di Champions League.

L’infortunio di Thuram, un problema di natura muscolare accusato nelle ultime settimane, ha condizionato la sua presenza nelle ultime partite. Lo staff medico dell’Inter, in accordo con Chivu, ha preferito adottare un approccio prudente, evitando di forzare i tempi di recupero. La priorità è infatti averlo al meglio per la fondamentale sfida europea che attende i nerazzurri la prossima settimana.

Thuram, autore di un ottimo avvio di stagione prima dell’infortunio, si è rivelato una pedina chiave per l’equilibrio offensivo dell’Inter. La sua intesa con Lautaro Martínez e la capacità di attaccare la profondità lo rendono un giocatore insostituibile nello scacchiere di Chivu. Tuttavia, la gestione oculata dell’infortunio di Thuram testimonia la volontà del club di preservarlo per il momento più delicato della stagione, evitando rischi che potrebbero compromettere il suo rendimento nel lungo periodo.

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Nel frattempo, sempre secondo Sky Sport, resterà ai box anche Calligaris, fermato da un problema alla mano. Buone notizie invece per Josep Martinez, che torna a disposizione dopo l’incidente delle ultime settimane e sarà convocato come secondo portiere per la gara di Verona. Il suo rientro rappresenta una nota positiva per Chivu, che potrà contare nuovamente su un’alternativa affidabile tra i pali.

L’assenza di Thuram, dunque, costringerà l’allenatore nerazzurro a rivedere l’attacco, probabilmente puntando su Bonny. Ma l’obiettivo resta chiaro: non compromettere il pieno recupero del francese.

L’infortunio di Thuram viene gestito con la massima attenzione, segno di una strategia mirata a garantire la piena efficienza dell’attaccante per la parte decisiva della stagione. L’Inter lo aspetta, consapevole che il suo ritorno potrà fare la differenza in campionato e in Champions League.

Calciomercato Juventus, clamorosa indiscrezione: possibile scambio con l’Inter a gennaio. Cosa sappiamo su questa operazione di calciomercato

Calciomercato Juventus: ipotesi di scambio clamoroso con l’Inter, Locatelli-Frattesi infiamma le voci di gennaio. I dettagli di questa operazione.

Il calciomercato Juventus potrebbe presto accendersi con una voce a dir poco sorprendente. Dalle ultime indiscrezioni emerse sui social, firmate dal giornalista Paolo Bargiggia, spunta l’idea di un clamoroso scambio di prestiti tra Manuel Locatelli e Davide Frattesi, due tra i centrocampisti più interessanti del panorama italiano. Una suggestione che, seppur di difficile realizzazione, ha immediatamente acceso il dibattito tra i tifosi di Juventus e Inter.

L’indiscrezione: Locatelli verso l’Inter, Frattesi alla Juve?

Secondo quanto riportato, l’idea sarebbe quella di un prestito incrociato a gennaio, utile a entrambe le squadre per dare nuova linfa ai rispettivi reparti di centrocampo. Da un lato, Locatelli, reduce da una panchina pesante contro il Real Madrid e da un periodo di incertezza con l’arrivo del nuovo tecnico Luciano Spalletti, che in Nazionale lo ha spesso tenuto ai margini. Dall’altro, Frattesi, classe 1999, che all’Inter non sta trovando lo spazio da titolare desiderato, complice la forte concorrenza nel reparto.

Per la Juventus, Frattesi rappresenterebbe un rinforzo giovane e dinamico, capace di aggiungere intensità e inserimenti offensivi. Per l’Inter, invece, Locatelli garantirebbe equilibrio, esperienza e un profilo tecnico adatto al gioco di possesso voluto da Simone Inzaghi.

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Un’idea di calciomercato (molto) difficile

Tuttavia, al di là del fascino di questa ipotesi, le possibilità concrete di realizzare un’operazione del genere restano estremamente ridotte. La rivalità storica tra Juventus e Inter, infatti, rende complicato qualsiasi dialogo diretto, soprattutto quando si parla di giocatori chiave. Inoltre, Locatelli è considerato un punto fermo e un leader nello spogliatoio bianconero, nonché capitano designato del nuovo corso. Allo stesso modo, l’Inter non ha alcuna intenzione di privarsi di Frattesi, acquistato meno di un anno fa come investimento strategico per il futuro.

Calciomercato Juventus: priorità alla continuità

In casa Juventus, l’attenzione della dirigenza resta concentrata sul consolidamento del gruppo e sul lavoro di Spalletti per riportare stabilità dopo una fase complicata. Le prossime mosse di calciomercato Juventus guarderanno più alla sostenibilità e alla crescita interna che a operazioni rischiose o simbolicamente delicate.

Lo scambio Locatelli-Frattesi, per ora, resta una suggestione da fantamercato. Ma come sempre accade nel mondo del calciomercato Juventus, anche le ipotesi più improbabili sanno accendere la fantasia dei tifosi e alimentare il sogno di un grande colpo a sorpresa.

Sampdoria Mantova, Gregucci: «Partita importante contro una squadra sicuramente forte. Ecco cosa penso di Barak»

Sampdoria Mantova, Gregucci in conferenza stampa ha presentato la delicata sfida contro il club lombardo. Le sue parole.

La Sampdoria non può permettersi errori contro il Mantova. Alla vigilia del match Angelo Gregucci ha parlato in conferenza stampa.

PRESTAZIONE – «Una valutazione che dobbiamo fare è che è la terza partita in otto giorni. Le valutazioni devono essere più certosine innanzitutto sui recuperi. La gara è sempre un aspetto importante. La classifica è palese e oggettiva. Il risultato è importante, la partita è importante contro un avversario che ha uno dei migliori allenatori di questa categoria. Quest’anno ha delle difficoltà ma siamo entrambi lì in basso e dobbiamo cercare di leggere bene la partita con il Mantova».

DARE TUTTO – «Con l’accortezza che quando hai l’intera settimana a disposizione si può rinforzare qualche idea. In questo caso invece il campionato ci tiene sul pezzo. Dobbiamo saper riconoscere il momento e dare risposte convincenti. Come? La strada è unica: riconoscere le difficoltà e attraversarle. Siamo un gruppo che lavora per un marchio importante e un pubblico meraviglioso. Dobbiamo dare il meglio ma metterci anche qualcosa in più. Dobbiamo valutare alcuni giocatori e vedere come stanno».

BARAK E L’IMPORTANZA DEL GRUPPO – «Quando dico il ‘tutti insieme’ intendo dire che chi ha giocato due gare da 90 minuti verrà valutato ma chi sta dietro è sempre un giocatore della Samp e se viene chiamato in causa devono essere importanti. Poi che Barak sia un giocatore importante è indubbio, così come il fatto che è entrato bene a Empoli».

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Parma Bologna, Cuesta annuncia: «Questo giocatore è in forte dubbio. Prestazione? La strada è quella giusta. Ora devono arrivare i risultati»

Parma Bologna, il tecnico dei Ducali Cuesta ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match. Le sue parole sulla sfida di domani.

Il Parma contro il Bologna per rilanciarsi. Alla vigilia del match il tecnico Cuesta ha parlato in conferenza stampa.

PRESTAZIONE – «Arriviamo da due buone prestazioni. Ora, però, è arrivato il momento di fare i punti per migliorare la classifica. Ma la strada è sicuramente quella giusta».

BOLOGNA – «Una squadra completa e che ha esterni molto forti. I dati lo confermano e sappiamo che dovremmo essere bravi ad affrontarli con le nostre forze. Speriamo che ci sia anche Italiano in panchina».

COME STA LA SQUADRA – «Vedremo come stanno e come hanno recuperato. Forse perderemo Almqvist, ma lo sapremo solamente domani».

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Tomori Milan, novità importante sul futuro del difensore inglese: i rossoneri hanno preso una decisione. Le ultimissime sul destino del centrale rossonero

Tomori Milan: il rinnovo sempre più vicino, il club punta a blindare i suoi leader. I rossoneri valutano un prolungamento anche di Saelemaekers.

In vista del cruciale mercato di gennaio, la dirigenza del Milan continua a lavorare con grande intensità per garantire stabilità e continuità ai pilastri della squadra. Tra i dossier più urgenti sul tavolo di via Aldo Rossi spiccano i rinnovi di Fikayo Tomori e Alexis Saelemaekers, entrambi con contratto in scadenza nel 2027. La priorità del club rossonero è chiara: trattenere i giocatori considerati fondamentali per il presente e il futuro del progetto tecnico.

Secondo le ultime indiscrezioni riportate da Pietro Mazzara, l’ottimismo all’interno dell’ambiente milanista è palpabile. Sia Tomori che Saelemaekers avrebbero già manifestato la loro piena disponibilità a prolungare il contratto con un adeguamento economico. Un segnale importante, che conferma il forte legame tra i due calciatori e il progetto rossonero.

Calciomercato Milan: dialoghi costanti per il rinnovo di Tomori

I contatti tra il Milan e gli entourage dei giocatori sono costanti e produttivi. Le parti si stanno confrontando in un clima di grande collaborazione, fondamentale per gettare le basi di un accordo che soddisfi tutti. Pur non essendo ancora stati fissati incontri ufficiali per la fase conclusiva della trattativa, le discussioni stanno procedendo in modo fluido, con un lavoro attento sui dettagli economici e sulla durata dei contratti.

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Nel caso di Tomori, il Milan intende riconoscere al difensore inglese il suo ruolo da leader indiscusso del reparto arretrato. Da quando è arrivato a Milano, Tomori si è imposto come una delle colonne portanti della difesa, diventando un punto di riferimento sia in campo che nello spogliatoio. Il suo rinnovo non sarebbe solo una questione economica, ma anche un messaggio di forza e continuità, soprattutto in vista dei prossimi impegni in campionato e in Europa.

Fiducia e ottimismo in via Aldo Rossi

L’atmosfera in casa rossonera è positiva: la sensazione condivisa è che entrambi i rinnovi siano destinati ad andare a buon fine. Per Tomori rappresenta molto più di un semplice contratto: è la storia di un giocatore che ha scelto di crescere e affermarsi con la maglia rossonera, incarnando i valori di solidità, professionalità e ambizione.

La dirigenza del club, dal canto suo, sa che blindare Tomori significa assicurarsi un perno difensivo di assoluto livello per gli anni a venire. E con il mercato di gennaio alle porte, il Milan vuole farsi trovare pronto, puntando prima di tutto sul rinnovo dei propri campioni.

Udinese-Atalanta, Runjaic: «Siamo delusi dall’ultima gara. Vogliamo oggi farci trovare pronti»

Udinese-Atalanta, Runjaic ha voluto rilasciare qualche dichiarazione prima della gara contro i nerazzurri


La sfida Udinese-Atalanta si avvicina e il tecnico bianconero Kosta Runjaic ha presentato la gara con chiarezza: «Dodici punti sono solidi, ma non abbastanza». Alla vigilia di un incontro così intenso, l’allenatore dell’Udinese ha voluto rimarcare come il cammino finora sia positivo ma richieda ora un salto di qualità.

«Siamo delusi dalla gara con la Juventus – ha dichiarato Runjaic – ma oggi siamo pronti per ottenerne dei nuovi, nonostante sappiamo che la partita di Udinese-Atalanta sarà difficile». Il tecnico sottolinea l’importanza del match contro l’Atalanta e invita la squadra a mostrare intensità e combattività: «L’Atalanta è senza dubbio una squadra forte, con qualità. Va giocata una partita intensa, abbiamo bisogno di combattere e sarà una partita piena di duelli».

Il riferimento ai dodici punti ottenuti finora evidenzia che la Udinese ha trovato una base solida, ma non vuole accontentarsi: servono ulteriori passi avanti per consolidare la posizione in classifica e affrontare le big con serenità. In questo senso, la gara di Udinese-Atalanta rappresenta un bivio. Se da una parte il risultato può dare slancio, dall’altra una prestazione sotto tono rischia di frenare la crescita del gruppo.

Runjaic ha anche accennato al contesto della partita, ricordando che l’Atalanta è una formazione che da anni propone un calcio propositivo, aggressivo e tecnicamente evoluto. Per la Udinese, quindi, non si tratta solo di scendere in campo, ma di farlo con determinazione, lungimiranza e compattezza. Serve essere pronti ad affrontare sia le qualità degli avversari che le proprie esigenze: migliorare nei momenti di possesso, essere reattivi nelle transizioni difensive e sfruttare le opportunità offensive con concretezza.

Il tecnico ha inoltre posto l’accento sul fatto che la crescita non è solo nei punti, ma nelle prestazioni complessive: «Il numero è importante, ma voglio che la squadra renda sul piano del gioco, della mentalità, della gestione della partita». In vista di Udinese-Atalanta, questa visione appare chiara: la Udinese non vuole limitarsi a partecipare, ma vuole essere protagonista.

In conclusione, la partita tra Udinese e Atalanta si presenta non solo come un confronto tecnico di rilievo, ma come un banco di prova per la maturità della Udinese. I dodici punti conquistati finora sono una base solida, ma Runjaic e i suoi vogliono di più. La sfida all’Atalanta può segnare una svolta: per confermarsi, per crescere e per dimostrare che la Udinese non è più una sorpresa, ma una realtà in grado di stare al passo con le migliori.


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Gasperini, spunta un ospite inatteso in conferenza! Un gatto interrompe il tecnico giallorosso – VIDEO


Gasperini e la Roma: conferenza interrotta da un gatto a Trigoria, il siparietto diventa virale

Singolare episodio questa mattina a Trigoria, durante la conferenza stampa di Gian Piero Gasperini, allenatore della Roma. Mentre il tecnico stava rispondendo alle domande dei giornalisti in vista del prossimo impegno di campionato, un ospite inatteso ha fatto irruzione nella sala stampa: un gatto. L’episodio, inaspettato e divertente, ha subito catturato l’attenzione dei presenti e, nel giro di pochi minuti, è diventato virale sui social.

Il felino, apparentemente di casa nel centro sportivo della Roma, è entrato con passo deciso nella stanza proprio mentre Gasperini stava commentando le condizioni della squadra. Il tecnico, visibilmente sorpreso ma divertito, ha interrotto la sua risposta per osservare l’improvvisa incursione. «Evidentemente anche lui vuole dire la sua sulla partita», ha scherzato l’allenatore, scatenando le risate dei giornalisti presenti.

Il curioso episodio ha offerto un momento di leggerezza in una vigilia altrimenti intensa per la Roma, attesa da un match delicato in campionato. Gasperini, sempre concentrato e metodico, ha poi ripreso la conferenza con il suo consueto rigore tattico, ma non senza un ultimo sorriso rivolto al “nuovo tifoso” giallorosso.

Fonti interne al club hanno confermato che non è la prima volta che il gatto in questione compare a Trigoria: sarebbe una presenza abituale nei dintorni del centro sportivo, tanto da essere ormai considerato una sorta di mascotte non ufficiale della Roma. Dopo l’interruzione, il felino è stato accompagnato all’esterno senza problemi, mentre la conferenza è proseguita regolarmente.

L’episodio ha comunque suscitato simpatia tra i tifosi, che sui social hanno ironizzato sulla scena, ribattezzando l’animale “il nuovo assistente di Gasperini”. Molti hanno anche sottolineato la tranquillità del tecnico, capace di gestire la situazione con il suo solito aplomb, trasformando un momento potenzialmente imbarazzante in un siparietto divertente.

Tra un sorriso e l’altro, Gasperini ha poi riportato l’attenzione sul campo, ribadendo la necessità per la sua Roma di restare concentrata: «Servirà determinazione e continuità. Le distrazioni, anche quelle simpatiche, non devono farci perdere di vista i nostri obiettivi».

Un piccolo imprevisto, dunque, che ha regalato un momento di leggerezza a Trigoria e ha mostrato un lato più umano e sorridente del tecnico giallorosso.

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Convocati Cremonese, la lista ufficiale di Davide Nicola in vista del match contro la Juve


Convocati Cremonese: la lista ufficiale di Nicola per la sfida contro la Juve

La Cremonese si prepara a vivere una serata di grande calcio allo stadio Giovanni Zini, dove affronterà la Juventus nel posticipo della decima giornata di Serie A 2025/26. Il tecnico Davide Nicola ha diramato la lista ufficiale dei convocati della Cremonese, pronti a sfidare la nuova Juve di Luciano Spalletti, al debutto sulla panchina bianconera. Una gara che vale tanto, sia per la classifica che per il morale.

Convocati Cremonese: le scelte di Nicola

L’allenatore grigiorosso dovrà fare a meno di un elemento chiave del suo attacco: Antonio Sanabria non recupera dal problema al polpaccio accusato contro l’Atalanta e non figura tra i convocati della Cremonese. Una perdita pesante per Nicola, che dovrà reinventare il reparto offensivo. Buone notizie, invece, arrivano dal centrocampo: Mattia Valoti torna a disposizione e rappresenta un’importante alternativa per qualità e inserimenti.

Il tecnico punterà sull’esperienza di Jamie Vardy, affiancato dalla fantasia di Franco Vazquez, per provare a impensierire la difesa juventina. L’obiettivo è chiaro: fermare la corazzata bianconera e allungare sulla zona retrocessione.

La sfida allo Zini

La Cremonese troverà di fronte una Juventus ferita, ma rinvigorita dal successo per 3-1 contro l’Udinese e dall’arrivo in panchina di Luciano Spalletti, chiamato a sostituire Igor Tudor. I bianconeri arrivano però in piena emergenza, con diverse assenze pesanti: Bremer, Yildiz, Kelly e Cabal sono out. Una situazione che i grigiorossi proveranno a sfruttare per strappare punti preziosi davanti al pubblico di casa.

Convocati Cremonese per la Juve

Ecco l’elenco ufficiale dei giocatori a disposizione di Davide Nicola per la sfida contro la Juventus:

Portieri: Audero, Silvestri, Nava
Difensori: Baschirotto, Bianchetti, Ceccherini, Terracciano, Faye, Folino
Centrocampisti: Barbieri, Valoti, Sarmiento, Floriani Mussolini, Vandeputte, Payero, Bondo, Lordkipanidze
Attaccanti: Vardy, Johnsen, Vazquez, Bonazzoli

Una partita che promette intensità e spettacolo: la Juventus cerca la seconda vittoria consecutiva per inaugurare al meglio l’era Spalletti, mentre la Cremonese di Nicola, spinta dal calore dello Zini, sogna l’impresa e punta a confermare la solidità mostrata nelle ultime uscite.

Il fischio d’inizio è fissato per le 20:45: allo Zini, i convocati della Cremonese sono pronti a dare battaglia.


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Palladino ritorna alla Fiorentina? L’addio di Pradé potrebbe aprire questa ipotesi. Ecco la situazione attuale


Palladino Fiorentina, ritorno possibile dopo l’addio di Pradè: il nuovo scenario in casa viola

Il futuro della Fiorentina potrebbe tingersi nuovamente di viola anche per Raffaele Palladino. L’allenatore, accostato in passato alla Juventus, potrebbe clamorosamente tornare a guidare la squadra toscana dopo gli ultimi sconvolgimenti societari. L’addio di Daniele Pradè, ufficializzato nelle scorse ore, ha infatti aperto uno scenario inaspettato che coinvolge direttamente l’ex tecnico campano.

Secondo quanto riportato da Sky Sport, e in particolare dal giornalista Luca Cilli, la separazione consensuale tra Pradè e la società non si limiterà a cambiare l’assetto dirigenziale, ma potrebbe avere conseguenze dirette anche sulla panchina. Proprio Pradè, infatti, era considerato l’ostacolo principale a un eventuale ritorno di Palladino alla Fiorentina. I rapporti tra i due erano tutt’altro che sereni, con divergenze di vedute emerse già durante la passata stagione.

Ora, con l’uscita di scena del direttore sportivo, la situazione appare radicalmente diversa. All’interno del club c’è chi spinge per riabbracciare Palladino, tecnico giovane ma già capace di lasciare un segno importante nel suo precedente passaggio in Toscana. Tra i principali sostenitori di questa ipotesi figura Roberto Goretti, attuale dirigente viola, da sempre estimatore del tecnico. Goretti, al contrario di Pradè, avrebbe sempre difeso il lavoro di Palladino e, con più libertà decisionale, potrebbe favorirne il ritorno in panchina.

La palla ora passa al presidente Rocco Commisso, chiamato a valutare il futuro del club. L’attuale allenatore Stefano Pioli resta al suo posto, ma la sua posizione non è così solida come sembrava fino a poche settimane fa. I risultati altalenanti in campionato e la delusione per una classifica al di sotto delle aspettative stanno alimentando riflessioni interne.

In questo contesto, l’ipotesi Palladino Fiorentina prende corpo come una soluzione credibile. Il tecnico, attualmente svincolato, conosce bene l’ambiente e gode della stima di parte della dirigenza. Inoltre, rappresenterebbe un segnale di rinnovamento e fiducia verso un progetto tecnico fondato su gioco propositivo e valorizzazione dei giovani.

Il ribaltone in casa viola, dunque, potrebbe non essere terminato. Dopo l’addio di Pradè, non è da escludere che Palladino possa davvero tornare a sedersi sulla panchina della Fiorentina, riaccendendo l’entusiasmo di una tifoseria che chiede nuovi stimoli e una svolta concreta.


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Gasperini carico: «Roma, ora è tempo fare il grande salto! Su quel giocatore posso dire una cosa»


Gasperini carica la Roma: «Contro il Milan serve continuità e coraggio»

La Roma di Gian Piero Gasperini si prepara al big match della decima giornata di Serie A contro il Milan, reduce dal successo sul Parma. Alla vigilia della sfida di San Siro, il tecnico giallorosso ha parlato in conferenza stampa, analizzando lo stato di forma della squadra e le insidie dell’impegno contro i rossoneri.

«Penso solo alla Roma e a come si rapporta al Milan – ha dichiarato Gasperini –. Entrambe hanno avuto un’ottima partenza, ma ora dobbiamo dimostrare di poter competere con le grandi. L’Inter e il Napoli sono le favorite per lo scudetto, ma il nostro obiettivo è crescere e confrontarci con le migliori. Il Milan è una squadra di valore, con giocatori importanti arrivati in estate: affrontarli è un’occasione per misurare il nostro livello».

Il tecnico ha poi parlato del percorso di crescita della sua Roma, sottolineando l’importanza della continuità: «Possiamo migliorare giorno dopo giorno, lavorando con tutti. Voglio una squadra sempre più competitiva. Finora i punti raccolti non rispecchiano del tutto la qualità del nostro gioco, ma dobbiamo trasformare le prestazioni in risultati concreti».

Gasperini su Dybala e il momento dell’attacco

Uno dei temi principali è stato quello legato a Paulo Dybala, protagonista in crescita nelle ultime settimane. «I problemi di Paulo sono stati gli infortuni – ha spiegato Gasperini –. È un giocatore con qualità straordinarie, sia nel tiro che nella visione di gioco. Ora si sta allenando bene e anche mentalmente è più sereno. Può ancora fare una grande stagione e raggiungere traguardi importanti con la Roma».

Il tecnico ha poi analizzato il rendimento dei suoi centrocampisti: «El Aynaoui sta crescendo, come tanti altri. Spesso chi arriva da fuori ha bisogno di tempo per adattarsi. La Roma non ha segnato tantissimo, ma la pericolosità offensiva sta aumentando. Mi aspetto più gol anche dai mediani, non solo da Cristante».

Sulle condizioni degli infortunati, Gasperini ha rassicurato: «Dovbyk sta bene, Bailey ha bisogno di un po’ di tempo per recuperare completamente, mentre Ferguson tornerà tra un paio di settimane».

Infine, una menzione per Soulé, una delle rivelazioni della stagione: «Sta facendo benissimo, è quello che gioca di più in attacco e spende tante energie. Le sue prestazioni sono sempre di alto livello».

La Roma di Gasperini arriva dunque a San Siro con entusiasmo e la consapevolezza di poter mettere in difficoltà chiunque.


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Formazioni ufficiali Udinese Atalanta, le scelte di Runjaic e Ivan Juric


Formazioni ufficiali Udinese Atalanta: Scamacca titolare, Zaniolo guida i friulani

La decima giornata di Serie A si apre con una sfida ricca di interesse e di spunti tecnici: alla Dacia Arena si affrontano Udinese e Atalanta, due squadre reduci da risultati differenti ma con la stessa voglia di riscatto. I friulani di Runjaic vogliono cancellare la sconfitta subita contro la Juventus, mentre la formazione di Juric cerca conferme dopo il pareggio ottenuto con il Milan.

L’attesa per le formazioni ufficiali di Udinese Atalanta era alta, e ora sono arrivate le scelte definitive dei due allenatori. Da una parte, Runjaic conferma il 3-5-2, affidandosi a Zaniolo e Buksa in attacco per cercare peso e fantasia offensiva. Dall’altra, Juric propone un 3-4-2-1 offensivo, con Scamacca dal primo minuto supportato da Samardzic e Sulemana.

Formazioni ufficiali Udinese Atalanta

UDINESE (3-5-2): Okoye; Bertola, Kabasele, Solet; Zanoli, Ekkelenkamp, Karlstrom, Atta, Kamara; Zaniolo, Buksa.
Allenatore: Runjaic.

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Koussounou, Hien, Djimsiti; Zappacosta, Ederson, Pasalic, Zalewski; Samardzic, Sulemana; Scamacca.
Allenatore: Juric.

Le scelte tattiche

L’Udinese conferma il suo assetto equilibrato: linea difensiva compatta e corsie laterali pronte a spingere con Zanoli e Kamara. A centrocampo, Karlstrom agirà da regista davanti alla difesa, con Ekkelenkamp incaricato di inserimenti offensivi. Davanti, Zaniolo avrà libertà di movimento alle spalle di Buksa, chiamato a fare da riferimento centrale.

Sul fronte bergamasco, Juric punta su un’Atalanta aggressiva e dinamica. In difesa si rivede Djimsiti, mentre sulle fasce spazio a Zappacosta e Zalewski per garantire ampiezza e corsa. A centrocampo, Ederson e Pasalic saranno il motore della manovra, con Samardzic e Sulemana incaricati di supportare Scamacca, pronto a guidare l’attacco nerazzurro dal primo minuto.

Obiettivi e attese

Le formazioni ufficiali di Udinese Atalanta riflettono le intenzioni di due tecnici con filosofie diverse: Runjaic cerca solidità e ripartenze veloci, Juric invece punta sul pressing alto e sull’intensità offensiva. Entrambe le squadre hanno bisogno di punti: l’Udinese per allontanarsi dalla zona calda della classifica, l’Atalanta per restare agganciata al treno europeo.

Il fischio d’inizio è fissato per le ore 18:30: alla Dacia Arena si prospetta una partita combattuta, con due formazioni pronte a dare spettacolo fin dal primo minuto.


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Balotelli esulta sull’esonero di Vieira: «Finalmente il Genoa può rinascere! Ha fatto questo in maniera molto egoista»

Balotelli si esprime così sui social dopo quello che è stato l’esonero di Vieira al Genoa: allenatore con cui ha avuto molto da ridire

Mario Balotelli e Vieira hanno aperto molte polemiche l’anno scorso in casa Genoa: con il giocatore che accusò il tecnico di agire in maniera tanto egoista quanto irrispettosa nei suoi confronti, nonostante i risultati dessero ragione all’ex giocatore. Tuttavia il Genoa è ultimo in classifica, e si è deciso in società di proseguire con un mister diverso rispetto a Vieira.

A fronte di ciò ecco cosa ha scritto Mario Balotelli in una storia Instagram nei confronti del Genoa e della decisione dei rossoblu.

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Allegri pre Milan Roma: «Equilibrio per battere Gasperini. Su Leao tengo a dire questa cosa»


Allegri carica il Milan: «Contro la Roma servirà equilibrio e concretezza»

Alla vigilia di Milan Roma, Massimiliano Allegri ha parlato in conferenza stampa da Milanello per presentare una sfida che vale molto in chiave Champions. L’allenatore rossonero ha analizzato lo stato della squadra, gli infortuni e le insidie di una Roma in grande forma.

«Abbiamo perso qualche giocatore in nazionale, ma sono situazioni che capitano. Ora dobbiamo recuperare energie e concentrazione. La Roma nel 2025 è la squadra che ha vinto di più in trasferta: sarà una partita difficile. Noi invece dobbiamo invertire la tendenza dei troppi gol subiti nelle ultime gare», ha dichiarato Allegri, consapevole dell’importanza di questa sfida a San Siro.

Sul fronte infortuni, il tecnico del Milan ha chiarito: «Leao sta bene, Tomori invece difficilmente sarà della partita. Pulisic tornerà probabilmente a Parma, mentre Rabiot è in dubbio. Estupiñán è ok, ma Jashari ha fatto un solo allenamento». Buone notizie invece per Nkunku, che potrebbe partire titolare: «Sta bene e ha grande tecnica. Ci aspettiamo molto da lui».

Riflettendo sull’avversario, Allegri ha elogiato la Roma di De Rossi: «È prima meritatamente, subisce pochi gol e dà sempre la sensazione di poter segnare. Hanno giocatori di qualità come Dybala, Pellegrini e Cristante». E proprio su Dybala, ex pupillo dei tempi della Juventus, Allegri ha aggiunto: «Le sue qualità non si discutono: quando tira in porta sbaglia raramente».

Il tecnico ha poi parlato del possibile tandem offensivo Leao-Nkunku: «Sono curioso di vederli insieme. Entrambi hanno talento e fantasia, possono fare la differenza». Sul piano tattico, Allegri non esclude sorprese: «Si può anche giocare senza un centravanti puro».

Non sono mancati i riferimenti alla gestione del gruppo: «Fofana sta crescendo molto, Loftus-Cheek potrebbe giocare in attacco. Deciderò domani. Castiello, Sia e Sala saranno con noi e potranno dare una mano».

Parlando di obiettivi, Allegri ha ribadito la priorità del Milan: «Dobbiamo tornare in Champions. La lotta scudetto vede avanti Napoli e Inter, ma noi vogliamo restare in alto insieme a Juventus, Roma e Lazio. Serve equilibrio, senza esaltarci o deprimerci dopo due pareggi».

Infine, uno sguardo alla partita di domani: «Non è uno snodo decisivo, ma una tappa importante. Serve una prestazione concreta e una gestione tecnica migliore rispetto a Bergamo. Contro una squadra fisica come la Roma, la chiave sarà mantenere lucidità e qualità nel palleggio».


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Julio Baptista svela: «Roma? Per Spalletti sarei andato in guerra. Se la guardo a 360 gradi dico che sono state annate importanti. Sul Real Madrid…»

Julio Baptista ha rilasciato alcune dichiarazioni alla Gazzetta dello Sport: «Roma? Per Spalletti sarei andato in guerra»

Julio Baptista è l’uomo delle rovesciate e del gol nel derby di Roma. Ma “La Bestia”, ora a Madrid per studiare da allenatore, ha anche l’altra faccia della medaglia: le difficoltà nella Capitale e le troppe critiche. Con La Gazzetta dello Sport ha aperto il suo cuore in una nella intervista.


TROPPE PAROLE – «Ho letto e sentito tante cazzate su di me. Molta gente, soprattutto in Italia, si permette di parlare senza sapere».
FRANCO SENSI – «Mi trovai a portare la sua bara sulle spalle. Totti mi spiegò che Sensi era la Roma. E piangeva. Lui, come tanti altri. Era una forma d’amore che raramente avevo visto in una tifoseria, mi impressionò».
IL PRIMO ANNO – «Ne ho fatte tante di grandi giocate eh! Scherzi a parte sì, è stata una buona stagione. Per Spalletti sarei andato in guerra, mi aveva messo al centro del suo gioco. Gli devo tanto».
IL DERBY – «Fu pazzesco. Cross di Totti, incornata mia e gol. Vincemmo così. Ricordo la gente in delirio. A Roma sono pazzi… in senso buono. Ma la rete nel derby per me vale quella segnata al Camp Nou contro il Barcellona. Anche lì, fui decisivo».
UN BILANCIO – «Se la guardo a 360 gradi dico che sono state annate importanti, certo mi spiace non aver vinto lo scudetto e aver chiuso così. Sembra che alcune persone si ricordino più degli errori che dei gol in rovesciata. Le sembra giusto? Forse andrebbe detto a qualcuno di fare meglio il suo lavoro e di veicolare meglio le informazioni…».
IL REAL MADRID – «Una squadra folle, era difficile trovare spazio. In panchina c’era Capello, in attacco la coppia era formata da Ronaldo e Raul con Zidane, Beckham e Figo dietro di loro».
IL MILAN – «Era il 2007, venivo da due anni così così tra Madrid e Londra. So che il Milan mi voleva. Alla fine, però, presero Pato e io andai alla Roma. E pensare che a maggio di quell’anno vinsero la Champions…».
L’INTER – «Eravamo davvero molto vicini, sì. Ci fu anche una chiamata con Moratti, piacevo a Mou. Poi non se ne fece nulla: i giallorossi volevano più soldi. L’Inter, quindi, andò su Sneijder, mio ex compagno al Real. Peccato, forse tra le due sarei riuscito a vincere una Champions…».

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Atalanta, conto alla rovescia per la sfida contro l’Udinese: Juric in conferenza indica la rotta verso la Serie A

Atalanta, tutto pronto per la sfida contro l’Udinese: Juric in conferenza traccia il percorso per la Serie A! I dettagli

L’Atalanta si prepara alla trasferta di Udine con l’obiettivo di trasformare i pareggi in vittorie e risalire una classifica non ottimale, nonostante le prestazioni positive e il fatto di essere l’unica squadra imbattuta della Serie A. Ivan Juric, in conferenza stampa, ha analizzato l’ultima gara contro il Milan e ha guardato alla prossima sfida.


Juric: «Giochiamo a grandissimi livelli, ma serve buttarla dentro»
«Penso che abbiamo fatto un’ottima partita con i rossoneri – ha dichiarato Juric –, in tutti i sensi. Il calcio a volte è così, domini e costruisci ma non riesci a segnare di più e subisci gol su rimpallo. Serve grande fiducia, mantenendo quel modo di giocare e migliorare. La squadra gioca a grandissimi livelli. A parte Cremona dove, nel primo tempo, ho visto un calo che mi ha fatto arrabbiare per il resto sono contento. Certo, un pari come quello con il Milan fa rosicare perché pensi che dovevi vincere. Alla fine quello che conta sono i punti, guardiamo avanti e lavoriamo per migliorare ma non voglio più vedere un primo tempo come contro la Cremonese».


Il tecnico ha sottolineato l’importanza di migliorare la fase conclusiva: «I pareggi non hanno pesato e non devono pesare sui giocatori. Nel calcio diventa decisivo buttarla dentro, puoi anche fare molto male ma se trovi il gol magari vinci. Ieri (giovedì, ndr) abbiamo fatto un allenamento tutto impostato sulle conclusioni, per migliorare ed essere più sicuri. Quando crei e domini così vuoi e devi fare gol, penso che siano giocatori che possono fare meglio in quella fase del gioco».


Le scelte contro il Milan e il turnover a Udine
Juric ha anche giustificato il mancato inserimento di una punta contro il Milan, nonostante la supremazia mostrata: «È giustificato pensare che con un attaccante in più magari hai più possibilità di vincere, io penso invece che la squadra alla fine ha avuto occasioni e che contro il Milan siamo stati bravi. Ci sono partite in cui l’allenatore sbaglia, non credo in quest’ultima. L’abbiamo preparata così e tutto è stato fatto bene, Modric ha giocato la sua peggior partita e secondo me inserendo una punta nella ripresa si rischiava molto di più di quello che potevi guadagnare».


Per la trasferta di Udine, Juric ha convocato 22 giocatori, con De Roon e Maldini ai box e Kolasinac che lavorerà a Zingonia. Da come ha parlato di Lookman («Lo abbiamo spremuto, ha fatto gol e ora vorrei vedere continuità, dall’inizio o a gara in corso: abbiamo 3 partite in una settimana quindi sarà prezioso») e De Ketelaere, sembra possibile che alla Bluenergy Arena schieri un tridente composto da Samardzic, Krstovic («per quello che vedo in settimana, lui sta giocando peggio di quello che può fare: credo molto in lui») e Sulemana, con Bellanova e Zalewski che potrebbero avere una nuova possibilità sulle fasce.

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Napoli Como, l’analisi di Sacchi: «Giocano entrambe un bel calcio, il calcio che piace a me. Su Conte e Fabregas…»

Napoli Como, l’analisi di Sacchi per la grande sfida di Serie A: «Giocano entrambe un bel calcio, il calcio che piace a me»

Arrigo Sacchi non nasconde il suo entusiasmo per Napoli e Como, le due squadre che più lo hanno impressionato in questo inizio di campionato. Nel suo consueto contributo su La Gazzetta dello Sport analizza il match odierno del Maradona, fischio d’inizio alle ore 18.30.


IL BEL CALCIO – «Giocano entrambe un bel calcio, il calcio che piace a me: aggressivo, coraggioso, propositivo. Attaccano in undici e difendono in undici. Così si esalta il collettivo. E il merito di tutto ciò è, senza alcun dubbio, dei due allenatori: Antonio Conte e Cesc Fabregas».
CONTE – «Antonio lo conosco da una vita, ormai sono più di 30 anni. L’ho avuto come giocatore quando ero ct della Nazionale e lui, terminati gli allenamenti, andava in camera e scriveva su un taccuino tutto quello che avevamo fatto. Era curioso, determinato. Sapevo che sarebbe diventato un grande allenatore, e ho avuto ragione. Riesce a ottenere il massimo dai calciatori, entra nelle loro teste e li cambia. Un maestro. Di più: un fenomeno».
FABREGAS – «Non lo conosco personalmente, ma vedo come fa giocare il Como. Lui viene da due scuole importanti, ha studiato nelle migliori università calcistiche d’Europa: quella dell’Arsenal e quella del Barcellona. Ha assorbito il gusto del gioco. Quando hai come maestri Arsène Wenger e Pep Guardiola è difficile che sbagli. Guardate come si muovono sul campo i suoi ragazzi: sanno sempre che cosa fare, quali spazi occupare, come uscire da situazioni complicate. Direste, osservandolo giocare, che il Como è una provinciale? No. E di chi è il merito se non dell’allenatore?».
NESSUNA BARRICATA – «Fabregas ha centrocampisti di qualità, ha un talento purissimo come Nico Paz, ama fraseggiare, ricamare l’azione e poi cercare l’imbucata. Il Napoli non dovrà farsi trovare scoperto. Da una parte c’è la sagacia tattica di Conte, e dall’altra c’è Fabregas che, in un paio d’anni, ha trasformato il Como e lo ha fatto diventare una squadra molto spagnola. L’importante è non volere la luna e non pretendere che il Como vada in Champions League. Deve ancora terminare il suo percorso di crescita. Guardo con interesse a questa realtà, perché mio papà Augusto era originario di quei luoghi e anch’io, nel sangue, ho qualcosa di comasco. Quindi dico: forza Fabregas!».
PRONOSTICO – «Gioca la tripla: 1X2. Può succedere di tutto. Aggiungo, da amante del gioco, che, finché ci saranno allenatori come Conte e Fabregas, il calcio sarà in buone mani».

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Fiorentina, ufficiale la separazione con il direttore sportivo Pradè: ecco il comunicato ufficiale del club viola

Fiorentina, adesso è ufficiale: si interrompe il rapporto con il direttore sportivo Pradè. Il comunicato ufficiale del club viola

Daniele Pradè lascia la Fiorentina. Dopo un totale di dieci anni in due diversi cicli – sei consecutivi nell’ultima esperienza e quattro nel primo – il direttore sportivo romano ha interrotto consensualmente il suo rapporto con il club viola.

La decisione è maturata anche alla luce dell’avvio difficile in questo campionato, che ha messo in discussione la guida tecnica di Stefano Pioli, poi comunque confermato alla panchina gigliata.

COMUNICATO – ACF Fiorentina comunica, di comune accordo, di aver interrotto in data odierna il rapporto professionale con il Direttore Sportivo Daniele Pradè.

La Società, a partire dal Presidente Rocco Commisso e sua moglie Catherine con il Direttore Generale Alessandro Ferrari, ringraziano sentitamente il Direttore per gli anni trascorsi insieme con passione e professionalità.

“A Daniele – le parole del Presidente e sua moglie Catherine – auguriamo, con grande stima e affetto, tutto il meglio per il suo futuro”.

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Como, giornata dopo giornata il sogno europeo cresce! Migliore partenza in Serie A nella storia del club, i dettagli

Il Como continua a sorprendere e, giornata dopo giornata, alimenta sempre di più il proprio sogno europeo

Un quinto posto in Serie A e una sfida contro la capolista Napoli: questo è il Como di Cesc Fabregas, pronto a vivere un esodo storico. Oltre 700 tifosi lariani sono attesi a Napoli, spinti dal sogno europeo che, giornata dopo giornata, si fa sempre più concreto per la squadra. Una partenza lanciata in campionato che sta rianimando una piazza tradizionalmente fredda, ora in fermento grazie al bel gioco e ai risultati. La migliore partenza in Serie A nella storia del Como è una boccata d’ossigeno dopo anni di bocconi amarissimi. Ecco cosa ha scritto oggi Tuttosport.


Fabregas e il dilemma dell’attacco: Douvikas o Morata?
Dopo la vittoria contro il Verona, che ha portato a sette partite la serie utile del Como (tre vittorie e quattro pareggi), la squadra è giunta a Napoli. Fabregas non ha rilasciato dichiarazioni, ma le sue scelte potrebbero ricalcare quelle anticipate prima delle sfide contro Parma e Verona, dove aveva parlato di un turnover non massiccio per affrontare le tre partite in una settimana con le giuste energie. Tuttavia, non è possibile ignorare quanto di buono fatto contro il Verona.


Il solito dubbio riguarda l’attacco: si punterà sull’esperienza di Morata in sfide di alto livello, o verrà premiato il ritorno al gol di Douvikas, già ben inserito nel complesso meccanismo tattico di Fabregas? La sensazione è che non si cambierà, confermando il greco, miglior marcatore stagionale tra Coppa e campionato. Tuttavia, è probabile una staffetta, con lo spagnolo rispolverabile nell’ultima mezz’ora.


Abbondanza sulle fasce e a centrocampo
Torna l’abbondanza sulle fasce. Dopo lo spezzone (con assist) contro il Verona, Rodriguez sembra destinato a una maglia da titolare a sinistra, sulla linea dei trequartisti. Una zona del campo fondamentale nel gioco di Fabregas, dove non mancherà Paz al centro, mentre a destra si giocano una maglia Kuhn (favorito) e il rientrante Addai.
A centrocampo, tre uomini per due posti: Perrone, non al meglio mercoledì, potrebbe rientrare, e a Caqueret sembra difficile rinunciare. Possibile un turno di riposo per capitan Da Cunha. In difesa, tante conferme, con il solo Kempf che potrebbe prendere il posto di Carlos.
Le scelte, dopo alcune giornate di sofferenza tra squalifiche e infortuni, ora sembrano più ampie. Fabregas può pensare di non rinunciare al suo calcio propositivo, anche grazie alle sue giovani frecce sugli esterni, pronto a stupire nella “casa di Diego”.

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Di Natale: «Spalletti non poteva dire no alla Juventus. Sarà bella e vincente. I bianconeri rientrano nella lotta scudetto? Ecco cosa penso»

Di Natale, ex bomber della Serie A, parla alla Gazzetta: «Spalletti non poteva dire no alla Juventus. Sarà bella e vincente»

Antonio Di Natale, sesto goleador di tutti i tempi in Serie A, si è pronunciato sull’arrivo di Luciano Spalletti alla Juventus, mentre lui aveva rifiutato la Signora nell’estate 2010. Ecco la sua intervista a La Gazzetta dello Sport.


LA DIFFERENZA – «Spalletti non poteva dire no alla Juventus e sono convinto che la riporterà ai vertici. Il mio caso era diverso, l’Udinese e i Pozzo erano la mia famiglia e così ho preferito continuare lì».
IL RICORDO DI SPALLETTI – «Il debutto in prima squadra, a Empoli. Giocavo nella Primavera di Domenichini, un mio secondo papà e vice storico di Spalletti, e Luciano mi anticipò che mi avrebbe fatto esordire in Serie B. Quel giorno è svoltata la mia carriera. Nel 2004 Spalletti e i Pozzo mi hanno portato a Udine, ma siamo stati insieme soltanto una stagione. A fine campionato ci qualifichiamo per la Champions: “Mister, sono appena arrivato e già te ne vai”. Non poteva rifiutare la Roma. Il secondo anno in giallorosso voleva che lo raggiungessi, ma per i Pozzo ero incedibile».
OBIETTIVO 20 GOL PER ATTACCANTE – «Certo. Mi aspetto una ventina di gol da Vlahovic e anche David e Openda possono avvicinarsi a quei numeri. Spalletti esalta i suoi attaccanti lavorando molto sui movimenti, sui sincronismi tra le linee e sulle caratteristiche dei difensori da affrontare».
YILDIZ ASSENTE A CREMONA – «È un peccato, ma sono convinto che il turco diventerà il primo degli spallettiani. Il mio amico Montella, che è il suo c.t. nella Turchia, dice che il ragazzo in allenamento lascia a bocca aperta e non faccio fatica a crederci visto quanto è decisivo in partita. Spalletti mette la qualità sempre al centro e Yildiz è uno che tira in porta 7-8 volte a gara: può segnare una quindicina di gol da qui alla fine della stagione e diventare un top assoluto».
COME SARA’ LA JUVE DI SPALLETTI – «Bella e vincente».
GIUSTO CREDERE ALLO SCUDETTO – «Sì, perché la stagione è all’inizio. Serviranno lavoro e un pizzico di pazienza. Luciano, quando ha la possibilità di lavorare tutti i giorni sul campo, fa migliorare le cose e raggiunge gli obiettivi».
IL MODULO – «Luciano, giustamente, ha fatto capire che inizialmente darà continuità al lavoro svolto dal predecessore Igor Tudor. In futuro spero di vedere la Juventus con il 4-3-3 e il tridente composto da Conceicao-Vlahovic-Yildiz».

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Milan Roma, parla il doppio ex Florenzi: «Scudetto? Favorite Inter e Napoli, alla pari. Ma è una lotta aperta. Modric è come Totti, Maldini o Zanetti»

Milan Roma, parla il doppio ex Alessandro Florenzi a poche ore dalla super sfida di Serie A: «Scudetto? Favorite Inter e Napoli, alla pari»

Alessandro Florenzi è il grande ex di Milan-Roma, gara che andrà in scena domani sera a San Siro. In un’intervista a La Gazzetta dello Sport, l’ex calciatore racconta la sua nuova vita e analizza il match delle sue due squadre.


IN PALESTRA – «Correvo pure lì e a un certo punto mi sono chiesto: “Perché lo fai?”. Non aveva più senso. Era arrivato il momento di ascoltarmi, negli ultimi due anni ho giocato in condizioni non normali. E oggi se tornassi indietro farei la stessa scelta. La prova? Sono stato allo stadio per Milan-Fiorentina e non mi è venuto voglia di essere in campo».
DUE IMMAGINI – «In maglia Roma l’esordio, nel 2011. Ma anche i quarti di Champions contro il Barça, una partita così non l’ho vissuta mai: per lo stadio, per com’eravamo perfetti noi, per la gara che venne fuori. In maglia Milan nessun dubbio: il pomeriggio di Sassuolo, quello dello scudetto».
LO SCUDETTO – «Favorite Inter e Napoli, alla pari. Ma è una lotta aperta, la classifica andrà guardata in primavera. Se la Roma resta lassù può dire la sua, il Milan ha una sola competizione e ci resterà sicuro, e non scordiamoci della Juventus che per me avrà tanti benefici dal cambio di allenatore». Sul fatto che senza coppe si allenti la tensione: «L’ho vissuto sulla mia pelle, non sono d’accordo. Secondo me lo scudetto col Milan l’abbiamo vinto perché siamo usciti dalla Champions, e quindi siamo riusciti a lavorare meglio dal punto di vista fisico».
L’AMBIENTE DI ROMA – «Non scherziamo, un valore aggiunto. Ho i brividi mentre lo dico: immaginate cosa sarebbe l’Olimpico senza la pista di atletica… Darebbe alla squadra almeno 6-7 punti in più ogni stagione».
MODRIC – «Fa la differenza con la testa, col suo modo di vedere il calcio vissuto. Modric è come Totti, Maldini o Zanetti: guardate negli anni come si sono curati a livello di alimentazione, preparazione, costanza. Modric non è quello che è perché ha iniziato una dieta l’anno scorso, per capirci… È il percorso che conta».
LEAO – «Rafa ha un suo stile, il passo ulteriore lo farà quando lui stesso capirà quanto è forte. Non è un caso che questo passo glielo chiedano tutti, perché tutti pensano che sia lì lì per diventare un campione. Altrimenti non glielo chiederebbero. Mi auguro che lo faccia presto, perché se lo merita e perché gli voglio bene».
LA DEDICA DI CAMARDA – «L’anno scorso lo stuzzicavo tanto perché in lui vedevo tanto, è un ragazzo con una fame incredibile. Gli dicevo: “Per quello che ti sto dando il primo gol in A me lo devi dedicare”. Era uno scherzo, ovviamente, ma quella dedica mi ha riempito il cuore. Gli ho scritto l’altro giorno, dopo il rigore sbagliato: “Sappi che io sarò quello che si farà sentire quando le cose vanno male. Quando fai il primo gol in Serie A so’ buoni tutti”».

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Mbappé: «Non abbiamo vinto nulla, ma siamo sulla strada giusta, speriamo di vincere più titoli possibili. CR7? Il numero uno. Su Xabi Alonso…»

Mbappé vince la scarpa d’oro e analizza: «Non abbiamo vinto nulla, ma siamo sulla strada giusta. CR7? Il numero uno»

Kylian Mbappé, 26 anni, ha ricevuto la sua prima Scarpa d’Oro al Bernabeu come miglior bomber europeo della stagione 2024-25, con 31 gol in Liga e 62 punti. Ecco le sue parole a La Gazzetta dello Sport:


LA SCARPA D’ORO – «Fin da piccolo ho sempre desiderato segnare tanti gol. Penso che ogni bambino che inizi a giocare a calcio sogni di segnare, di farlo tante volte. Questo è un premio molto importante e mi rende molto felice, ma tutti sanno che i risultati collettivi sono più importanti. Spero di vincere un’altra Scarpa d’Oro in futuro, ma soprattutto spero di vincere il campionato. Il mio obiettivo quest’anno è continuare sulla stessa scia con la squadra. Se vinciamo la Liga e ottengo un’altra Scarpa d’Oro, sarò ancora più felice di quanto non lo sia ora».
IL GOL PIU’ BELLO AL REAL – «Di solito dico sempre l’ultimo, ma questa volta sceglierei il primo, perché era il mio primo gol al Bernabeu (1-9-2024, ndr). È stata un’emozione speciale col Betis, il primo gol di tanti che spero di segnare in questo stadio. È stato un momento che ha segnato l’inizio della mia storia al Bernabeu e mi ha lasciato un ricordo molto bello».
PSG E REAL MADRID – «Sono club molto diversi, con storie diverse. Il PSG è un club più giovane, mentre il Real Madrid è molto più antico e ha una storia più profonda. Anche la cultura è diversa. Senza dubbio, il Real Madrid è il miglior club del mondo, ma anche Parigi è tra i migliori. Sono due modi diversi di intendere il calcio e sono orgoglioso di aver fatto parte di entrambi».
CR7 – «Tutti sanno che Cristiano è un punto di riferimento a Madrid, il numero uno. Io sono qui da un anno e mezzo e lui è stato qui 9 stagioni. Non posso paragonarmi a quello che ha fatto lui. Il mio percorso è diverso. Già essere citato al fianco di Cristiano è motivo di orgoglio, ma penso solo a fare la mia strada, ad aiutare la squadra e a vincere più titoli possibili».
ARDA GULER É LA SORPRESA – «No, non sono sorpreso. È un giovane con molto talento, pronto ad aiutare la squadra. Ha iniziato la stagione in modo impressionante per la sua età. Ha un tocco magico che incanta i fan del Bernabeu. Gli auguro solo di continuare così, può essere molto importante per noi e sono felice di giocare con lui».
XABI ALONSO – «Ho avuto molti allenatori e sono abituato a che ognuno abbia la propria filosofia e stile. Xabi è diverso da Ancelotti, ha il suo modo di lavorare e poco a poco stiamo capendo che vuole. Si vede in campo che siamo migliorati da inizio stagione, pur se abbiamo ancora margini di crescita. Non abbiamo vinto nulla, ma siamo sulla strada giusta, speriamo di vincere più titoli possibili».

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Vieira Genoa, è finita! Il francese non è più il tecnico dei rossoblù: ecco il comunicato ufficiale del Grifone! I possibili sostituti

Vieira Genoa, separazione con il tecnico: ufficiale l’addio del tecnico francese. Il club annuncia già il nuovo allenatore e per il futuro…

È ufficiale: Patrick Vieira non è più l’allenatore del Genoa. La separazione, arrivata a sorpresa dopo la conferma di ieri seguita all’incontro con il ds Lopez, è stata decisa di comune accordo tra il tecnico francese e la società.

In attesa di individuare il nuovo allenatore, contro il Sassuolo la panchina sarà affidata a Domenico Criscito, attuale tecnico dell’Under 17, affiancato da Roberto Murgita, collaboratore della prima squadra.

Intanto il club ha già avviato il casting per il successore: in cima alla lista figurano i nomi di Daniele De Rossi, Paolo Vanoli e Luca Gotti.

COMUNICATO – Genova, 1° novembre 2025 – Genoa CFC comunica che Patrick Vieira non è più l’allenatore della Prima Squadra.

La società desidera ringraziare il tecnico e il suo staff per la serietà e la professionalità dimostrate nel corso del loro lavoro e formula i migliori auguri per il prosieguo della loro carriera professionale.

La guida tecnica della Prima Squadra è stata affidata ad interim a mister Roberto Murgita coadiuvato da mister Domenico Criscito.

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Dybala Roma, magic moment per la Joya! Gasperini lo esalta, adesso deve prendere per mano i giallorossi per puntare alla vetta

Dybala Roma, l’argentino vive un momento d’oro con la Roma: la “Joya” è tornata protagonista e il suo rendimento sta trascinando i giallorossi

Paulo Dybala è in un momento di forma scintillante, come poche altre volte da quando è sbarcato a Roma. Gian Piero Gasperini, dopo Sassuolo-Roma, ha alzato l’asticella, parlando di un “attaccante straordinario” da «almeno 15 gol senza rigori», sottolineando le sue doti di dribbling, tiro e visione di gioco. Con queste armi, la “Joya” prenderà per mano la Roma domani, cercando di mantenerla in vetta alla classifica. Ecco cosa ha scritto La Gazzetta dello Sport


Continuità fisica e tattica: Dybala più vicino alla porta
Dopo un inizio di stagione altalenante, dovuto anche ai postumi dell’infortunio e a un paio di “stop and go”, Dybala ha trovato una continuità quasi inattesa. Quella di domani sarà la sua quarta partita consecutiva da titolare, dopo Inter (77 minuti), Sassuolo (66, «ma potevo tenerlo in campo anche di più», le parole di Gasp) e Parma (90). Ciò che più piace del momento attuale è proprio l’affidabilità fisica e atletica che sta mettendo a disposizione di Gasperini.
In campo, Dybala dovrebbe agire ancora una volta come “punta di sinistra” nel 3-4-1-2 con Cristante incursore, una mossa vincente a Reggio Emilia e nel secondo tempo contro il Parma. In quella posizione, Dybala si trova più vicino alla porta rispetto a quando gioca da trequartista. Esattamente come richiestogli da Gasperini prima della gara con il Sassuolo: «Paulo deve calpestare di più l’area di rigore, lì può essere davvero importante». E così ha fatto nelle ultime tre partite, tra campionato ed Europa League, trovando due reti e un assist, oltre a una serie di giocate che appartengono al suo DNA da campione.


Il Milan, avversario “comodo” e vittima preferita
Il Milan è un avversario “comodo” per Dybala, uno di quelli che gli ha sempre portato fortuna. Non solo per il bel gol della scorsa stagione nel pareggio per 1-1, ma in generale. I rossoneri sono l’avversario più affrontato in carriera dall’argentino (27 partite, con 15 vittorie, 6 pareggi e 6 sconfitte), ma anche una delle sue vittime preferite. Al Milan, Paulo ha già segnato dieci reti, fornendo anche sei assist. In totale, 16 partecipazioni al gol, un numero superato solo contro l’Udinese (24 partecipazioni, con 14 reti e 10 assist). Dybala proverà a migliorare questi numeri, considerando che in campionato, da quando è alla Roma, contro i rossoneri non ha mai perso (una vittoria e tre pareggi; nelle due sconfitte del 2023/24 era assente per infortunio). L’obiettivo è tenere ancora ben salda la Roma in vetta.

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Calciomercato Lazio, Sarri detta la linea di mercato: ecco l’attaccante ideale per il suo gioco! Le ultime

Calciomercato Lazio, Sarri e il rebus attacco: il tecnico della Lazio traccia il profilo del rinforzo ideale. Tutti i dettagli

Maurizio Sarri ha sempre avuto idee chiare sul tipo di attaccanti da inserire nel suo sistema di gioco: niente centravanti statici e fisici, ma interpreti mobili, capaci di dialogare con i compagni e incidere grazie a tecnica e intelligenza tattica. Non a caso, nel corso della sua carriera ha esaltato giocatori come Higuaín, Mertens, Cristiano Ronaldo e Morata, tutti in grado – pur con caratteristiche differenti – di adattarsi al suo calcio fatto di scambi rapidi e qualità nel palleggio.

Alla Lazio, però, il quadro è diverso. Gli attaccanti attualmente a disposizione non rispecchiano l’identikit ideale del tecnico: Boulaye Dia tende ad abbassarsi troppo e fatica a incidere sotto porta, mentre Castellanos, pur prezioso per il lavoro di squadra, non è un finalizzatore puro. Non sorprende quindi che Sarri avesse già manifestato in estate il desiderio di un rinforzo e che a gennaio possa tornare a chiedere un innesto, a condizione di liberare spazio con la cessione del Taty.

Il prototipo perfetto per il suo calcio ha un nome preciso: Mikel Oyarzabal. L’attaccante della Real Sociedad, leader anche della nazionale spagnola, rappresenta l’essenza del giocatore che Sarri sogna: duttile, capace di muoversi su tutto il fronte offensivo, incisivo tra gol e assist e dotato di grande intelligenza tattica. Un profilo ideale, ma difficilmente raggiungibile per la Lazio, visto che il suo valore di mercato supera i 30 milioni di euro e lo rende più un sogno che una reale possibilità.

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Compleanno Juventus, Del Piero emoziona i tifosi nel giorno dell’anniversario: «Siamo la Juventus, dal 1897 e per sempre» – VIDEO

Compleanno Juventus, Del Piero fa vibrare i tifosi: «Siamo eleganza, tradizione, orgoglio italiano. La storia continua» – VIDEO

Nel giorno in cui la Juventus celebra le proprie origini – 1° novembre 1897, 128 anni di storia – il club bianconero ha scelto il suo simbolo più eterno, Alessandro Del Piero, per dare corpo e voce al significato profondo di indossare questa maglia. In un video emozionante diffuso stamattina sui canali ufficiali, l’ex capitano ha interpretato l’anima della Vecchia Signora: un’anima che, fedele al suo nome, resta per sempre “giovane”.

Del Piero e il manifesto della “Gioventù” Le sue parole non sono semplici ricordi, ma un vero manifesto: un richiamo ai valori fondanti della Juventus, che superano il risultato del campo e si trasformano in stile, identità, appartenenza. Un messaggio forte, che arriva in un momento di transizione e difficoltà – con l’addio a Tudor e l’arrivo di Spalletti – per ricordare a tutti cosa significhi essere Juventus e quale sia la strada da percorrere.

IL NOME È IDENTITÀ – «Il nostro nome è identità, significa gioventù. Nati nel 1897, ma non è il tempo a definirci. Siamo simbolo di eleganza, tradizione, orgoglio italiano cucito addosso come una seconda pelle».

GUARDARE OLTRE – «Abbiamo radici profonde, il desiderio costante di andare oltre, di migliorare sempre. Siamo dove il tempo non è ancora arrivato».

NON SOLO VITTORIE, MA STILE – «Il nostro successo non sta solo nelle vittorie. È stile nel modo in cui vinciamo, è classe in ogni sfida. La nostra storia continua, si scrive oggi, si scrive domani. Siamo la Juventus, dal 1897 e per sempre».

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