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Tudor post Villarreal Juve: «Minuti finali fatali, ma sono contento di una cosa»


Tudor analizza il pareggio con il Villarreal: «Peccato per quei secondi finali, ma la Juve è viva»

Il tecnico della Juventus Igor Tudor ha commentato con lucidità e un pizzico di rammarico il pareggio per 2-2 contro il Villarreal in Champions League, intervenendo ai microfoni di Amazon Prime Video subito dopo il fischio finale. Un match combattuto, deciso nei minuti finali, che lascia alla Juventus un punto prezioso ma anche tanti interrogativi da risolvere.

«Dispiace molto – ha detto Tudor – perché perdere due punti così, su un calcio d’angolo all’ultimo secondo, brucia. Ma fa parte del calcio. Bisogna accettare anche questo e guardare avanti. Ci prendiamo il punto, che comunque muove la classifica». Una dichiarazione che riflette la mentalità dell’allenatore croato, sempre concentrato sul lavoro e sulla crescita del gruppo.

Nel corso dell’intervista, Tudor ha parlato anche dell’approccio della squadra durante i momenti chiave del match: «All’intervallo ho chiesto ai ragazzi di restare positivi. È entrato Chico e ha dato un buon contributo. Abbiamo commesso qualche errore, è vero, ma fa parte del gioco. Peccato perché eravamo a pochi istanti da una vittoria importantissima».

La Juventus ha mostrato buoni segnali, ma ha anche evidenziato limiti soprattutto nella gestione degli ultimi metri. «Siamo stati troppo frenetici e nervosi – ha aggiunto Tudor –. In quelle zone di campo servono lucidità e calma, invece abbiamo sbagliato anche passaggi semplici». Un’analisi onesta, in linea con lo stile diretto e concreto del tecnico bianconero.

Sul piano difensivo, nonostante i due gol subiti, Tudor ha voluto elogiare il reparto arretrato: «I tre difensori stanno facendo bene, probabilmente meglio di tutti. Ci manca un po’ di aggressività sulle seconde palle, ma dietro reggiamo». E non poteva mancare un cenno alla prestazione di Gatti, autore di uno splendido gol in rovesciata: «Una grande giocata, e una gara solida la sua».

Infine, Tudor ha parlato dello stato d’animo del gruppo: «Prendere gol all’ultimo minuto fa male. Ma la squadra c’è. È viva. Stiamo lavorando tanto, sappiamo di avere dei limiti, ma continuiamo a migliorare. Sarebbe bello giocare 90 minuti di altissimo livello, ma non è facile: anche noi abbiamo le nostre fragilità».

Con il suo stile schietto e combattivo, Tudor continua a plasmare la sua Juventus, cercando equilibrio tra determinazione e crescita.

Monaco Manchester City 2‑2: partita aperta fino alla fine. Haaland non basta!


Monaco Manchester City 2‑2: spettacolo e tensione fino all’ultimo secondo

Il match tra Monaco e Manchester City si è concluso con un emozionante pareggio per 2-2, al termine di una gara combattuta, ricca di colpi di scena e continui capovolgimenti di fronte. Allo Stade Louis-II, gli uomini di Guardiola non riescono a portare a casa i tre punti, complici una serata di grandi occasioni sprecate e un finale rocambolesco che ha premiato la determinazione del Monaco.

Il primo tempo del match Monaco Manchester City inizia con una rete spettacolare di Erling Haaland: il bomber norvegese riceve un filtrante preciso di Gvardiol e con un sinistro potente insacca sotto la traversa. Ma la reazione del Monaco non si fa attendere: al 18′, Jordan Teze pareggia i conti con un missile da fuori area che si insacca sotto la traversa, imprendibile per Donnarumma.

Il City torna in vantaggio al 44′ ancora con Haaland, che questa volta segna di testa su assist di O’Reilly. È il gol del 2-1 che chiude un primo tempo vivace e con tante occasioni da entrambe le parti. Gli inglesi colpiscono due traverse, con Foden e Reijnders, e mostrano superiorità tecnica, ma il Monaco resta aggrappato alla partita con grinta e determinazione.

Nel secondo tempo, la gara si mantiene su ritmi altissimi. Il Manchester City spreca varie opportunità per chiudere la partita, e viene punito nel finale. All’85’, un fallo ingenuo in area di Nico González su Eric Dier regala ai padroni di casa un rigore. Lo stesso Dier si presenta sul dischetto e realizza con freddezza il definitivo 2-2, gelando la difesa inglese.

Gli ultimi minuti del confronto Monaco Manchester City sono infuocati: fioccano ammonizioni, interventi duri e tentativi disperati da entrambe le squadre. Gvardiol prova il colpo grosso al 97′ con un sinistro pericoloso, ma la difesa del Monaco tiene.

Il pareggio lascia l’amaro in bocca al City, che vede sfuggire una vittoria fondamentale in Champions League, mentre il Monaco guadagna un punto d’oro contro una delle squadre più forti d’Europa. Il match Monaco Manchester City ha offerto spettacolo, tensione e due squadre che non hanno mai smesso di lottare: un pareggio giusto che riflette l’equilibrio visto in campo.


Villarreal Juve 2-2, partita spettacolare dei bianconeri. Ancora una volta è X


Villarreal Juve 2‑2: spettacolo e rimonta in una serata folle alla Ceramica

Dopo il pareggio all’esordio contro il Borussia Dortmund, la Villarreal Juve è stata caratterizzata da una partita pazza e ricca di colpi di scena. Al Madrigal, lo Stadio de la Ceramica, il risultato finale è stato un 2‑2 che lascia sensazioni contrastanti per i bianconeri di Tudor, che dopo aver guidato parte del match hanno visto gli spagnoli rimontare in extremis con un ex inaspettato, Renato Veiga.

La gara parte con il Villarreal in avanti: al 17′ Mikautadze sfonda la difesa bianconera grazie a un assist da Pepe, segnando con un destro incrociato che trafigge Perin. I padroni di casa sembrano in controllo, ma la risposta della Juve arriva presto. Al 49′, una rimessa laterale diventa l’azione del pari: Gatti, con una rovesciata fulminante, batte il portiere e accende l’Olimpico spagnolo.

Non passa molto e arriva il sorpasso juventino: Conceicao ruba un pallone a centrocampo, parte in progressione e con un sinistro chirurgico infila il 2‑1. La Villarreal Juve assume i contorni di un derby europeo combattuto. Per diversi minuti, la Juve sembra gestire bene il gioco. Ma al minuto 90, nel finale drammatico, è Veiga, ex della partita, a sfruttare un corner e a gonfiare la rete con un colpo di testa rasoterra: 2‑2 e partita riaperta all’ultimo respiro.

Il secondo pareggio consecutivo in Champions della Juve sottolinea un dato: difficoltà a chiudere le partite, specie in trasferta. Eppure, la squadra ha mostrato coraggio e reazione, riconquistando terreno dopo un avvio difficile. Nel corso della gara, la formazione bianconera ha avuto momenti di supremazia territoriale, con il Villarreal chiamato spesso a difendersi con ordine.

Dal punto di vista individuale, le scelte di Tudor e le risposte dei giocatori emergono come elementi decisivi. La Villarreal Juve ha messo in luce pregi e limiti: la capacità di reagire sotto pressione, ma anche la fragilità nei minuti finali. Il club spagnolo, dal canto suo, dimostra ancora una volta duttilità, rimonta e abilità nei momenti chiave.

In prospettiva, questo 2‑2 alla Ceramica sarà un punto su cui la Juve dovrà riflettere: nei prossimi match servirà più concretezza e lucidità per evitare che il vantaggio svanisca nel finale. Ma nel calcio moderno, soprattutto in Champions, i dettagli fanno la differenza – e la Villarreal Juve di stasera ne è stata la prova.

Napoli Sporting Lisbona 2-1, gli azzurri vincono nel segno di Hojlund


Napoli Sporting Lisbona: doppietta di Højlund e salvataggio finale, gli azzurri vincono una gara difficile

Il confronto Napoli Sporting Lisbona ha regalato emozioni e tensione fino all’ultimo istante. Gli azzurri sono riusciti a spuntarla grazie a una doppietta di Højlund, con due segnature decisive che hanno rotto l’equilibrio, ma il successo è stato sigillato anche grazie a una parata fondamentale di Milinković‑Savic nel finale, che ha respinto l’assalto finale degli avversari e preservato il risultato.

La partita si è mossa inizialmente su binari equilibrati: lo Sporting Lisbona era riuscito ad agganciare il pareggio momentaneo con Luis Suárez, che non ha fallito dal dischetto dopo che Politano aveva commesso un intervento ritardato su Araujo, provocando il penalty. La rete del 1‑1 ha dato nuova linfa agli ospiti, ma il Napoli ha saputo reagire con freddezza.

Højlund, arrivato al suo momento di gloria, ha messo in mostra il suo istinto da finalizzatore. Il suo primo gol è arrivato con freddezza, sfruttando un’azione ben costruita e piazzando la palla con precisione. Il bis, invece, è venuto con un colpo di testa puntuale, che ha sorpreso la difesa portoghese e ha fissato il punteggio sull’2‑1. Con queste due reti, Højlund segna ancora una volta il suo peso nella competizione europea e dimostra il motivo per cui è considerato un uomo chiave dentro l’organico partenopeo.

Inoltre, gli assist decisivi arrivati da De Bruyne hanno avuto un ruolo fondamentale: in entrambe le occasioni, il belga ha fornito i passaggi perfetti per innescare le incursioni di Højlund, dimostrando ancora una volta la sua visione di gioco e l’intesa con il centravanti.

Ma non è stato solo l’attacco a fare la differenza: sul finale, quando lo Sporting pressava alla ricerca del pari, è emerso il valore di Milinković‑Savic. Il portiere serbo ha compiuto un intervento miracoloso, anticipando un avversario e respingendo una conclusione a botta sicura, consegnando al Napoli tre punti fondamentali.

Questa vittoria nel match Napoli Sporting Lisbona non è stata semplice, ma evidenzia carattere, cinismo e equilibrio. Il Napoli ha saputo gestire i momenti difficili, colpire con azioni ben costruite e resistere al forcing finale. Un risultato che può dare fiducia alla squadra per il prosieguo in Champions League e nei confronti internazionali.

Haaland, fuoriclasse assoluto: una macchina da goal che stasera compie un grande record!


Haaland, una macchina da gol: doppietta in Champions e record con il City

Quando sente l’odore del gol, Erling Haaland si trasforma: preciso, implacabile, spietato. Come uno squalo in caccia, l’attaccante norvegese non si ferma mai. E anche nell’ultima serata di Champions League ha ribadito la sua natura di predatore dell’area di rigore, firmando una nuova doppietta che aggiorna i suoi numeri mostruosi e lo conferma al centro dell’universo offensivo del Manchester City.

Dopo aver raggiunto il traguardo dei 133 gol in 153 presenze con la maglia del City nell’ultima partita di Premier League, Haaland ha aggiunto un nuovo tassello alla sua leggenda personale nella serata europea contro il Monaco. In una gara fondamentale per consolidare il cammino europeo dei Citizens, l’attaccante classe 2000 ha risposto presente, come sempre.

Il primo squillo è arrivato con una giocata di rara bellezza: un tocco morbido, perfetto, su assist delizioso di Gvardiol che ha sbloccato la partita portando il City sull’1-0. Non pago, dopo il momentaneo pareggio degli ospiti firmato da Teze, Haaland ha colpito ancora: stacco imperioso su cross dalla sinistra e colpo di testa letale per il 2-1 allo scadere del primo tempo. Un gol pesantissimo che ha ribaltato l’inerzia del match.

Questa doppietta non è solo decisiva ai fini del risultato, ma rappresenta un nuovo record: con questi due gol, Haaland arriva a quota 52 reti in 50 partite di Champions League, un numero semplicemente impressionante per un attaccante di appena 25 anni. Nessuno prima di lui era riuscito a mantenere una media simile nella massima competizione europea.

Il norvegese, che continua a infrangere record con la stessa naturalezza con cui segna, è ormai una figura centrale nel progetto di Pep Guardiola. Il Manchester City sa di avere tra le mani un fuoriclasse assoluto, e Haaland lo conferma partita dopo partita. Non solo per la quantità di reti segnate, ma anche per la qualità delle sue giocate e la sua capacità di essere decisivo nei momenti cruciali.

In una stagione ancora lunga e piena di obiettivi, Erling Haaland è pronto a guidare il City verso nuove conquiste. Se il gol è il suo linguaggio, allora il suo messaggio è chiaro: non è ancora sazio.

Piccoli: «Fiorentina, puoi riprenderti! Hai la squadra con giocatori di qualità e in Conference…»


Piccoli in primo piano: la Fiorentina si prepara al debutto in Conference League

La Fiorentina è pronta a vivere la sua vigilia europea: domani, giovedì 2 ottobre, lo stadio Artemio Franchi ospiterà il debutto viola in Conference League, con il match contro il Sigma Olomouc valido per la prima giornata della fase a gironi. Tra i protagonisti attesi in campo c’è Roberto Piccoli, che ha parlato ai microfoni di Sky Sport alla vigilia di questa grande occasione.

«Le prime impressioni quando sono arrivato alla Fiorentina sono state positive», ha dichiarato Piccoli. «In squadra ci sono giocatori di altissimo livello. È vero che finora i risultati non sono sempre arrivati, ma dobbiamo alzare il livello per esprimere al meglio le nostre caratteristiche».

Il giovane attaccante viola ha poi aggiunto: «Siamo una squadra forte, possiamo affrontare un percorso importante, soprattutto grazie all’esperienza che molti compagni portano. Io lavoro ogni giorno per dare il massimo, sia per me che per la squadra. Le voci dall’esterno? Noi dobbiamo ascoltare il mister e la società, è questo il modo giusto».

Durante la conferenza stampa con Pioli, Piccoli ha anche parlato della presenza della famiglia sugli spalti e dell’emozione che accompagna una competizione europea: «È una grande emozione disputare questa prima gara europea con la Fiorentina. Ci sarà la mia famiglia: vogliamo fare bene e ottenere la vittoria».

Inoltre, l’attaccante ha sottolineato l’importanza dell’efficacia sotto porta: «Davanti dobbiamo essere più cinici, più cattivi nelle conclusioni. Occorrono freddezza e concretezza per sfruttare le occasioni che ci vengono concesse. Siamo consapevoli che dobbiamo dare un contributo maggiore tutti, anche dal punto di vista del carattere: ce lo siamo detti fra noi».

La presenza di Piccoli assume un peso particolare: il suo inserimento nel progetto viola è visto come un elemento di crescita, non solo per l’attacco ma per tutta la squadra. In una Fiorentina che sta cercando un’identità e maggiore continuità, il contributo del giovane attaccante può fare la differenza in partite come questa.

Domani sera, la Fiorentina e Piccoli saranno sotto i riflettori del Franchi europei. L’obiettivo è partire con il piede giusto, portare in campo grinta, qualità, e il desiderio di sfidare l’avversario con determinazione. Per il club viola, il debutto è un momento cruciale per dare segnali forti davanti al proprio pubblico.

Giroud sicuro: «Roma squadra molto forte, ma noi ci faremo trovare pronti a questo»


Giroud in conferenza stampa: «Roma forte, ma il Lille è pronto. Voglio lasciare un buon ricordo»

Olivier Giroud, attaccante del Lille ed ex protagonista della Serie A con la maglia del Milan, ha parlato nella conferenza stampa della vigilia in vista della sfida tra Roma e Lille, valida per la seconda giornata della League Phase di Europa League. L’incontro si giocherà domani allo Stadio Olimpico alle ore 18.45.

L’esperto centravanti francese, punto di riferimento per i giovani del Lille, si è presentato in sala stampa insieme al tecnico Genesio, manifestando fiducia e determinazione nonostante il momento non brillante del club francese.

Giroud ha iniziato commentando il suo stato di forma e il ruolo all’interno dello spogliatoio:
«Mi sento sempre positivo. Stiamo preparando questa partita con grande attenzione. Dopo una sconfitta, la voglia di riscatto è forte. Metto la mia esperienza a disposizione dei giovani, lo faccio fin dall’inizio della stagione».

Sulla Roma e sul suo ritorno in Italia, Giroud ha mostrato grande rispetto:
«La Roma sta facendo molto bene. Gasperini ha dato un’impronta importante e i risultati lo dimostrano. Ma anche noi abbiamo lavorato duramente per affrontarli al meglio. Tornare a giocare contro un’italiana mi emoziona sempre. In Serie A ho vissuto momenti bellissimi, come la vittoria dello Scudetto col Milan. Tanti tifosi rossoneri mi scrivono ancora che gli manco, e questo mi riempie d’orgoglio».

Interpellato su alcune dichiarazioni di Gasperini, che ha detto che sarà fondamentale tenere Giroud lontano dall’area di rigore, il francese ha risposto con un sorriso:
«Le sue parole mi fanno piacere e mi stimolano ulteriormente. Non so se giocherò titolare, ma per me conta il gruppo. La spirale negativa può interrompersi domani, dobbiamo essere più cinici sotto porta».

Parlando dei giovani del Lille, Giroud ha elogiato in particolare Ayoub Bouaddi:
«Ha 21 anni meno di me, ma è già molto maturo. Mi ha stupito positivamente, e spero di vederlo in campo domani. Il Lille ha talento e voglia, e io sono qui per aiutare i ragazzi a crescere».

La conferenza stampa di Giroud si è conclusa tra sorrisi e speranze. Domani sarà lui uno dei protagonisti più attesi all’Olimpico.

Roma, si temono scontri in vista della gara contro il Lille. La situazione attuale


Roma si prepara a una serata di calcio e sicurezza: attesa per il match con il Lille

Roma si appresta a vivere una serata intensa all’insegna del grande calcio europeo. Domani, infatti, lo Stadio Olimpico sarà il teatro della sfida di Europa League tra Roma e Lille, un appuntamento molto atteso che richiamerà sugli spalti oltre 60.000 tifosi. L’atmosfera si preannuncia carica di energia e passione, ma anche di grande attenzione sul piano della sicurezza.

La Questura di Roma, consapevole della portata dell’evento, ha predisposto un imponente piano di controllo che entrerà in funzione già dalla serata di oggi. L’obiettivo è duplice: garantire l’ordine pubblico e assicurare che tutto si svolga senza disordini, in una città già coinvolta da altri eventi sensibili.

Sono infatti attesi in Roma diverse centinaia di tifosi francesi del Lille, la cui presenza richiede una gestione accurata. Per questo motivo, è stato attivato un meeting point presso il consueto piazzale delle Canestre, all’interno di Villa Borghese, dove verranno radunati i supporter ospiti. Da lì, i tifosi saranno accompagnati allo stadio attraverso bus navetta messi a disposizione dall’Atac, l’azienda di trasporti della Capitale. L’accesso all’Olimpico sarà consentito solo dopo rigidi controlli di sicurezza.

Nel frattempo, il centro storico di Roma sarà presidiato da forze dell’ordine già dalla notte precedente all’incontro. Pattuglie, reparti mobili e agenti in borghese saranno distribuiti nei punti sensibili della città, con un focus particolare sulle aree turistiche e i luoghi ad alto afflusso. L’intervento non riguarda solo l’evento sportivo, ma si inserisce in un contesto più ampio che in questi giorni coinvolge Roma: in programma, infatti, anche alcune manifestazioni pro-palestinesi e l’arrivo della missione umanitaria “Global Sumud Flottilla”.

Il dispositivo di sicurezza si configura quindi come una rete complessa e articolata, che abbraccia l’intera città di Roma, coinvolgendo istituzioni, trasporti, tifoserie e cittadini. La Capitale, ancora una volta, è chiamata a dimostrare la propria capacità di ospitare eventi internazionali di grande rilevanza in piena sicurezza e con efficienza organizzativa.

Roma si conferma non solo città eterna e culla della storia, ma anche protagonista nel presente, tra sport, cultura e gestione dell’ordine pubblico. Una serata europea che andrà oltre il campo da gioco.

Tudor pre Villarreal Juve: «Vogliamo vincere a tutti i costi. Perin? Vi spiego la scelta»


Tudor prima di Villarreal-Juve: «Sarà dura, ma vogliamo giocarci tutto»

Alla vigilia del delicato match tra Villarreal e Juventus, valido per la seconda giornata della fase a gironi di Champions League, il tecnico bianconero Igor Tudor è intervenuto ai microfoni di Sky Sport, commentando le scelte di formazione, lo stato della squadra e le difficoltà della sfida che attende i suoi uomini.

Tudor ha subito chiarito il livello dell’avversario e le insidie della trasferta in Spagna:
«Mi aspetto una partita difficile, molto tosta. Il Villarreal è un avversario di livello, con qualità, esperienza e organizzazione. In Champions non si regala nulla, bisogna sudare e guadagnarsi tutto, facendo bene ogni singola cosa», ha detto con fermezza l’allenatore croato.

Sul fronte delle scelte tecniche, Tudor ha spiegato le rotazioni in porta e la decisione di affidare la maglia da titolare a Perin:
«Abbiamo deciso da tempo: Di Gregorio ha giocato contro Atalanta e Milan, oggi tocca a Perin. È un portiere affidabile e merita spazio. La gestione dei portieri è stata pianificata e condivisa con lo staff».

Tra i protagonisti della serata figura Manuel Locatelli, che per l’occasione indosserà la fascia da capitano. Tudor ha voluto sottolineare l’importanza del momento per il centrocampista azzurro:
«Sta benissimo. Scendere in campo da capitano in una sfida di Champions è qualcosa da vivere con orgoglio. È una partita da godere, anche se con fatica e sofferenza», ha dichiarato il tecnico.

Parlando del lavoro svolto in vista del match, Tudor ha evidenziato come il tempo a disposizione sia limitato, ma ogni dettaglio conta:
«Lavoriamo su tutto quello che è possibile in uno o due allenamenti. La squadra deve essere pronta ad adattarsi e ad affrontare ogni situazione», ha spiegato.

L’approccio di Tudor si conferma pragmatico e intenso, in linea con il suo stile di gioco basato su disciplina, aggressività e organizzazione. Dopo l’ottimo esordio europeo, la Juventus cerca conferme e punti fondamentali in un girone equilibrato.

Con questa mentalità, Igor Tudor vuole trasmettere ai suoi uomini il messaggio che ogni partita va giocata al massimo, soprattutto in una competizione come la Champions League, dove ogni errore può costare caro.

Infortunio Thuram, arriva il comunicato ufficiale da parte dell’Inter. Le condizioni


Infortunio Thuram: risentimento muscolare al bicipite femorale, Inter in attesa degli sviluppi

L’infortunio di Marcus Thuram tiene in apprensione l’ambiente nerazzurro. Dopo la brillante prestazione in Inter-Slavia Praga di Europa League, vinta 3-0, l’attaccante francese ha riportato un problema fisico che ha reso necessaria la sua sostituzione nel secondo tempo. Oggi pomeriggio il giocatore si è sottoposto ad accertamenti presso l’Istituto Humanitas di Rozzano, per valutare l’entità del fastidio accusato alla gamba sinistra.

Gli esami clinici e strumentali hanno confermato un risentimento muscolare al bicipite femorale sinistro, una condizione che, sebbene non grave, impone cautela. L’infortunio di Thuram sarà monitorato nei prossimi giorni, con una nuova valutazione prevista per la prossima settimana. Solo allora lo staff medico dell’Inter potrà stabilire con maggiore precisione i tempi di recupero.

L’episodio è avvenuto al minuto 67 della sfida europea: Thuram, dopo aver avvertito un fastidio, ha segnalato il problema alla panchina. Nonostante il dolore, ha cercato di gestirsi fino alla sostituzione, senza segnali evidenti di stop traumatico. Tuttavia, la prudenza ha suggerito un controllo approfondito per evitare complicazioni.

L’infortunio di Thuram arriva in un momento delicato della stagione, con l’Inter impegnata su più fronti e attesa da match importanti sia in campionato che in Europa. L’attaccante francese si è rivelato uno dei migliori innesti della rosa, contribuendo con gol, assist e giocate decisive. Il tecnico Cristian Chivu spera in un recupero rapido, anche se l’idea di forzare i tempi è esclusa: si procederà con la massima attenzione per evitare ricadute.

Nonostante il comprensibile allarme iniziale, filtra ottimismo da ambienti vicini al club. Il risentimento muscolare è un problema comune, ma gestibile con il giusto riposo e il trattamento adeguato. L’Inter confida di poter riavere Thuram a disposizione già dopo la sosta o comunque in tempo utile per le prossime sfide di vertice.

Nel frattempo, l’infortunio di Thuram costringerà Chivu a rivedere temporaneamente le rotazioni offensive, puntando magari su Arnautovic o su alternative tattiche. La speranza è che si tratti solo di uno stop breve per uno dei protagonisti assoluti della stagione nerazzurra.

Formazioni ufficiali Barcellona PSG, ecco le scelte per il match di Champions

Formazioni ufficiali Barcellona PSG: le scelte dei due allenatori in vista del match di Champions League

Ecco le formazioni ufficiali del match Barcellona PSG, partita valida per la seconda giornata di Champions League.

Barcellona PSG, le formazioni ufficiali:

BARCELLONA (4-2-3-1): Szczęsny; Koundé, Eric García, Cubarsí, Gerard Martín; de Jong, Pedri; Yamal, Dani Olmo, Rashford; Ferrán Torres. Allenatore: Hans-Dieter Flick.

PSG (4-3-3): Chevalier; Hakimi, Zabarnyi, Pacho, Nuno Mendes; Fabián Ruiz, Vitinha, João Neves; I. Mbaye, S. Mayulu, Barcola. Allenatore: Luis Enrique.

Formazioni ufficiali Villarreal Juve, ecco le scelte per il match di Champions

Formazioni ufficiali Villarreal Juve: le scelte dei due allenatori in vista del match di Champions League

Ecco le formazioni ufficiali del match Villarreal Juve, partita valida per la seconda giornata di Champions League.

Villarreal Juve, le formazioni ufficiali:

VILLARREAL (4-4-2): Arnau Tenas; Mouriño, Rafa Marín, Veiga, Pedraza; Buchanan, Pape Gueye, Comesaña, Parejo; Pepé, Mikautadze. All. Marcelino

JUVENTUS (3-4-2-1): Perin; Kelly, Gatti, Kalulu; Cabal, McKennie, Locatelli, Cambiaso; Yildiz, Koopmeiners; David. All. Tudor.

Formazioni ufficiali Napoli Sporting Lisbona, ecco le scelte per il match di Champions

Formazioni ufficiali Napoli Sporting Lisbona: le scelte dei due allenatori in vista del match di Champions League

Ecco le formazioni ufficiali del match Napoli Sporting Lisbona, partita valida per la seconda giornata di Champions League.

Napoli Sporting Lisbona, le formazioni ufficiali:

NAPOLI (4-1-4-1): Milinkovic-Savic; Spinazzola, Beukema, Juan Jesus, Gutierrez; Lobotka; Politano, Anguissa, De Bruyne, McTominay; Hojlund. Allenatore: Antonio Conte

SPORTING (4-2-3-1): Rui Silva; Fresneda, Quaresma, Gonçalo Inácio, Maxi Araújo; Hjulmand, João Simões; Quenda, Trincão, Catamo; Ioannidis. Allenatore: Rui Borges

Grifo pre Bologna-Friburgo: «Partita speciale per me. Domani vogliamo vincere al Dall’Ara»


Grifo alla vigilia di Bologna-Friburgo: «Giocare in Italia è speciale, ma ora penso solo al Friburgo»

Alla vigilia del match tra Bologna e Friburgo, valido per la seconda giornata della UEFA Europa League 2025-2026, ha parlato in conferenza stampa Vincenzo Grifo, fantasista italiano in forza al club tedesco. La sfida è in programma giovedì 2 ottobre alle ore 18:45 allo stadio Renato Dall’Ara, e Grifo ha raccontato emozioni, aspettative e sensazioni legate a questo ritorno in Italia da avversario.

«Abbiamo studiato bene il Bologna, una squadra organizzata, con ottimi giocatori», ha esordito Grifo. «A Lecce sono stati sfortunati, ma hanno mostrato qualità. Giocare in Italia per me è sempre emozionante. Quando penso al mio Paese mi viene in mente il sole, il cibo, il caffè… ma non sono qui per una vacanza. Sono concentrato e felice di respirare aria italiana», ha aggiunto con un sorriso.

Interrogato su Orsolini, esterno del Bologna e suo compagno in Nazionale, Grifo ha avuto parole di grande stima: «Riccardo è cresciuto tantissimo. È un mancino molto forte nell’uno contro uno e può cambiare le partite. La convocazione in Nazionale è meritata. Il Bologna ha diversi giocatori pericolosi, ma lui è senza dubbio uno dei più temibili».

Soffermandosi sulla preparazione al match, Grifo ha spiegato: «Abbiamo lavorato con fiducia, cercando di recuperare le energie. La stagione non è iniziata al meglio, ma le ultime prestazioni contro Stoccarda, Werder Brema, Basilea e Hoffenheim hanno mostrato segnali positivi. Ora ci sentiamo pronti. Sappiamo che il Bologna è aggressivo e gioca uomo su uomo, quindi sarà fondamentale vincere i duelli individuali».

Un pensiero speciale anche alla città di Bologna, dove Grifo non era mai stato prima. «Ho dei parenti qui, la famiglia della sorella di mia madre, e saranno allo stadio a tifare per me. Non conosco il Dall’Ara, ma mi aspetto una grande atmosfera. Giocare partite europee come questa è ciò per cui ho lavorato duramente tutta la scorsa stagione».

Infine, sulla possibilità di un ritorno in Serie A, Grifo ha risposto con sincerità: «Ho rinnovato con il Friburgo e sto bene. Vivo in Germania da sempre, ma la Serie A mi affascina. Il sogno di chiudere la carriera in Italia c’è, anche se ora sono felice dove sono».

Donnarumma: «Voglio migliorarmi partita dopo partita. Passato? Ora conta solo una cosa»


Donnarumma torna in Francia con il Manchester City: «Parare resta la cosa più importante»

Gianluigi Donnarumma torna questa sera in Francia per la prima volta da ex, dopo il suo trasferimento estivo dal Paris Saint-Germain al Manchester City. L’occasione è la sfida di Champions League contro il Monaco, un match carico di significato per il portiere italiano, che torna nel Paese dove ha vissuto due stagioni intense, ricche di successi ma anche di critiche.

Donnarumma, che di recente ha vinto il prestigioso Trofeo Yashin 2025 come miglior portiere dell’anno, è stato uno dei protagonisti assoluti della vittoria in Champions League con il PSG. Nonostante questo trionfo, la scelta del club francese di separarsi da lui ha suscitato discussioni. Ora, al Manchester City, il portiere della Nazionale italiana si è rimesso in gioco in un nuovo contesto tecnico e tattico.

In un’intervista rilasciata a France Football, Donnarumma ha parlato della sua crescita personale e professionale, ribadendo la sua filosofia di lavoro: «Cerco sempre di essere completo, di migliorarmi in tutto. Non lascio nulla al caso, lavoro sui minimi dettagli. Questa è la mia ambizione e il mio obiettivo quotidiano». Parole che dimostrano quanto Donnarumma sia motivato a rimanere al vertice del calcio mondiale.

Il portiere classe 1999 ha poi riflettuto sull’importanza del gioco con i piedi, uno degli aspetti che lo avrebbe penalizzato durante l’ultima stagione con il PSG, dove il tecnico Luis Enrique sembrava preferire un portiere più abile nella costruzione dal basso. Donnarumma, con la consueta schiettezza, ha risposto così: «Per me, la cosa più importante per un portiere è fare parate. Certo, si può aiutare la squadra anche con i piedi, ma la priorità resta salvare il risultato».

Dopo aver vinto praticamente tutto con il Paris Saint-Germain, Donnarumma è ripartito con una nuova sfida, pronto a dimostrare il suo valore anche in Premier League. E ora, il ritorno in Francia rappresenta non solo un momento simbolico, ma anche un test importante per misurare il suo stato di forma e la sua maturazione calcistica.

La serata contro il Monaco sarà una tappa speciale nel percorso di Donnarumma, che continua a scrivere la sua storia da protagonista, tra ambizione, lavoro e quella determinazione che lo ha reso uno dei migliori portieri al mondo.

Gasperini avvisa: «Dobbiamo resettare e pensare a vincere. La Roma ha bisogno di una cosa»


Gasperini: «Dobbiamo dimenticare le vittorie e pensare subito alla prossima sfida»

Alla vigilia dell’importante sfida di Europa League contro il Lille, Gian Piero Gasperini, allenatore della Roma, ha parlato ai microfoni di Sky Sport, analizzando il momento della sua squadra e la mentalità da adottare in un calendario sempre più fitto di impegni.

Gasperini ha sottolineato l’importanza di non adagiarsi sugli allori, anche dopo vittorie significative: «Dobbiamo avere la forza di dimenticare le vittorie, per quanto siano sempre belle e importanti. Il calcio non concede pause: si gioca spesso, anche tre volte a settimana, e gare come il derby possono prosciugare più energie nervose che fisiche. Per questo serve lucidità, capacità di riciclarsi mentalmente. Contro il Lille ci attende una partita difficile, contro una squadra propositiva. Sarà una gara aperta e dovremo farci trovare pronti».

Il tecnico ha poi fatto il punto sulla condizione generale della squadra e sul processo di crescita del gruppo, lasciando trasparire ottimismo: «Vedo molto bene la squadra. C’è grande partecipazione da parte di tutti, ed è un elemento fondamentale. Stiamo inserendo diversi nuovi giocatori, siamo ancora in una fase iniziale, ma già le prime sei partite ci hanno dato indicazioni importanti, non tanto per i risultati quanto per l’atteggiamento e la voglia di tutti di contribuire».

Gasperini, alla guida della Roma, ha sempre posto l’accento sull’identità e sull’intensità del suo calcio, elementi che restano al centro del suo progetto anche quest’anno. L’obiettivo non è solo ottenere risultati, ma costruire una squadra capace di esprimere un gioco riconoscibile in Italia e in Europa.

«Ogni stagione è diversa, ma la chiave rimane sempre la mentalità. E quest’anno vedo nei ragazzi la giusta predisposizione, anche da parte dei nuovi arrivati. Dobbiamo crescere ancora, ma la base è molto solida», ha concluso Gasperini, consapevole delle sfide che attendono la sua Atalanta, ma fiducioso nella risposta del gruppo.

Con il Lille alle porte e un calendario intenso, Gasperini sa che la gestione delle energie, mentali prima ancora che fisiche, sarà determinante per affrontare al meglio le prossime settimane.

Fifa, Amnesty International chiede la sospensione dalle competizioni per Israele. Le ultime


Israele, Amnesty International chiede la sospensione dalle competizioni calcistiche internazionali

Israele torna al centro del dibattito sportivo internazionale. Amnesty International ha infatti lanciato un appello ufficiale a FIFA e UEFA, sollecitando la sospensione della Federazione calcistica israeliana (IFA) da tutte le competizioni internazionali. Secondo l’organizzazione per i diritti umani, la IFA non dovrebbe più essere ammessa ai tornei finché continuerà a includere nei propri campionati squadre provenienti dagli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati.

In una nota diffusa alla stampa, Amnesty International ha sottolineato come Israele, parallelamente alla sua attività sportiva internazionale, stia «perpetrando un genocidio» nella Striscia di Gaza. La segretaria generale Agnès Callamard ha denunciato: «Oltre 800 tra atleti, giocatori e operatori sportivi sono tra le oltre 65.000 vittime della campagna militare israeliana».

Amnesty International Italia ha inoltre scritto alla FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio), invitandola a sostenere la richiesta presso FIFA e UEFA. Secondo la ONG, Israele sta continuando a espandere insediamenti illegali in Cisgiordania, consentendo alle squadre di questi insediamenti di partecipare ai campionati nazionali, in violazione del diritto internazionale e dello statuto FIFA. L’articolo 64.2, infatti, proibisce a una federazione di far giocare le proprie squadre sul territorio di un’altra senza autorizzazione.

Attualmente, almeno sei squadre appartenenti a insediamenti israeliani operano nei campionati gestiti dall’IFA. Amnesty denuncia che, così facendo, Israele sfrutta lo sport come strumento per rafforzare la sua presenza nei territori occupati. La prossima riunione del Consiglio FIFA, prevista per il 2 ottobre, sarà un momento cruciale: la Federazione calcistica palestinese attende ancora una risposta ufficiale al reclamo presentato nel marzo 2024.

Un’eventuale sospensione dell’IFA significherebbe l’esclusione di Israele da tornei internazionali e la perdita dei finanziamenti da parte di FIFA e UEFA. Inoltre, l’IFA non potrebbe più esercitare diritti di voto all’interno delle istituzioni calcistiche globali. Amnesty ha evidenziato che i fondi ricevuti da Israele per la partecipazione a competizioni europee potrebbero indirettamente contribuire all’espansione degli insediamenti illegali.

«Non c’è spazio nel calcio per le squadre degli insediamenti illegali», ha ribadito Callamard. «FIFA e UEFA devono agire, perché anche lo sport ha delle responsabilità di fronte alle violazioni commesse da Israele nei territori occupati».

Italiano: «Non capisco cosa vi aspettavate dal Bologna e da quel giocatore. Sull’Europa League…»


Bologna, Italiano: «Non so cosa vi aspettavate da Rowe, serve solo pazienza»

Alla vigilia dell’impegno europeo contro il Friburgo, l’allenatore del Bologna, Vincenzo Italiano, si è presentato in conferenza stampa per parlare della crescita della squadra e, in particolare, di Jonathan Rowe, esterno offensivo arrivato negli ultimi giorni del mercato estivo dall’Olympique Marsiglia.

Interpellato sulle prestazioni del giovane inglese, il tecnico del Bologna è stato chiaro: «Non so cosa vi aspettavate da Rowe. A me è piaciuto molto nel primo tempo contro il Lecce: era la sua prima gara da titolare, in trasferta, in un contesto non semplice. Ambientarsi in una nuova realtà come quella di Bologna non è immediato, ci vuole tempo. Io non mi aspettavo di più da quanto ha mostrato finora. Tutto e subito non è possibile».

Italiano ha sottolineato come la filosofia del Bologna sia improntata sulla crescita graduale dei suoi giocatori, specie quelli giovani e con meno esperienza nel campionato italiano. «Tra qualche settimana – ha proseguito – Rowe farà gol, perderà meno palloni, ridurrà gli errori e alzerà la qualità delle sue giocate. Serve solo pazienza, ma sono convinto che sarà un giocatore importante per il Bologna».

Alla domanda su chi, tra Rowe, Cambiaghi e Dominguez, possa sostituire al meglio le giocate che Ndoye garantiva lo scorso anno, Italiano ha ricordato il grande impegno dell’esterno svizzero: «Ogni fine allenamento Dan si fermava da solo per migliorare il tiro, anche rischiando infortuni. Aveva fame, come Vlahovic ai tempi della Fiorentina. È questo salto mentale che fa la differenza. Gli esterni del Bologna devono diventare attaccanti aggiunti».

Il messaggio dell’allenatore è chiaro: nel progetto tecnico del Bologna, l’attitudine e la determinazione personale sono fattori determinanti tanto quanto il talento. E Rowe, pur essendo all’inizio del suo percorso in rossoblù, ha già dimostrato segnali incoraggianti.

Con la sfida al Friburgo ormai alle porte, il Bologna guarda avanti con fiducia, consapevole che la crescita dei suoi giovani, come Rowe, sarà decisiva per affrontare al meglio sia il campionato che l’Europa League.

San Siro, le parole del sindaco Sala: «Alle squadre sto dicendo ‘dovete correre’ per questa cosa»

San Siro, le dichiarazioni del sindaco Sala: «Alle squadre sto dicendo ‘dovete correre’ per questa cosa». Le sue dichiarazioni

Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, in occasione dell’inaugurazione della Digital Week, è tornato a parlare del progetto del nuovo stadio di Inter e Milan. Sala ha sottolineato come l’iniziativa rappresenti non solo un passaggio cruciale per la città, ma anche un tassello di rilievo nel panorama calcistico internazionale.

Accanto all’entusiasmo per le prospettive urbanistiche e sportive, il primo cittadino ha richiamato l’attenzione su un tema delicato: la trasparenza nella proprietà delle società calcistiche milanesi. Una questione sollevata dal Comitato Legalità e Contrasto alla Criminalità Organizzata del Comune, che Sala ha definito centrale per garantire correttezza e credibilità.

Il sindaco ha quindi ribadito la necessità di una gestione limpida e responsabile, rimarcando l’impegno dell’amministrazione nel contrastare ogni forma di illegalità legata al mondo del calcio.

COSA SUCCEDE ORA PER SAN SIRO – Non so quando Milan e Inter inviteranno Norman Foster a Milano per iniziare a spiegare quello che sarà il progetto. Alle squadre sto dicendo ‘dovete correre’ per questa cosa perché evidentemente c’è l’agenda di Norman Foster e c’è anche il progetto che non so a che punto è. Certamente è la cosa più importante, perché dalla fase amministrativa bisogna passare alla fase di comunicazione alla città, per fare vedere ai cittadini le qualità che potrà avere lo stadio.

PERICOLO CRIMINALITA’ PER IL NUOVO SAN SIRO – Non mi preoccupa tanto però bisogna lavorarci, bisogna fare le cose per bene. A questo punto deve preoccupare di più le squadre che noi e quindi le squadre sentiranno il dovere di essere molto trasparenti da questo punto di vista.

ASSE CON LETIZIA MORATTI DI FORZA ITALIA? – Ma no, sono malignità. Io con Moratti ho lavorato, abbiamo idee diverse ma in questi lunghi anni ci siamo sempre parlati. Non c’è nessuno asse, e non c’è nessuna voglia di partiti della nazione, ma ci deve essere la volontà di intenderci su alcuni temi. Il tema dell’urbanistica, non lo risolve solo Milano, va risolto a livello nazionale. Quindi, se Forza Italia vuole partecipare a una riflessione io sono totalmente favorevole.

J. League, Schmidt nominato Global Football Advisor: al via il progetto per lo sviluppo del calcio giapponese

Schmidt guiderà un programma internazionale di formazione per allenatori, dirigenti e giovani talenti, con l’obiettivo di innalzare il livello

La J.League ha ufficializzato il lancio del progetto “Overseas Coach Invitation”, un’iniziativa volta a portare in Giappone metodologie e filosofie calcistiche internazionali. Per guidare questo percorso è stato scelto Roger Schmidt, allenatore tedesco di grande esperienza, noto per aver guidato club prestigiosi come il Bayer Leverkusen in Bundesliga, il Benfica in Portogallo e il PSV Eindhoven nei Paesi Bassi. Schmidt ricoprirà il ruolo di Global Football Advisor con un contratto di nove mesi, da ottobre 2025 a giugno 2026.

Un progetto per la crescita del calcio giapponese

L’obiettivo del programma è rafforzare la formazione di allenatori, dirigenti e giovani calciatori giapponesi, favorendo lo scambio culturale e tecnico con il calcio europeo. Schmidt terrà sessioni pratiche per i ragazzi delle Academy, organizzerà seminari per allenatori e direttori sportivi e condividerà le proprie competenze con i club affiliati alla lega.

Il calendario delle attività è già definito:

  • Ottobre 2025: 1° Special Program per allenatori e direttori sportivi.
  • Novembre 2025: programma di formazione in Europa per la selezione U-18.
  • Dicembre 2025: training camp per la selezione U-16.
  • Febbraio 2026: 2° Special Program.
  • Marzo 2026: tour europeo con la selezione U-16.
  • Primavera 2026: sessione speciale dedicata alla FIFA World Cup per tecnici e dirigenti.

Le dichiarazioni dei protagonisti

Schmidt ha commentato con entusiasmo la nomina: “È un grande onore diventare Global Football Advisor della J.League. Condivido la visione e la strategia di crescita della lega e sono pronto a contribuire allo sviluppo del calcio giapponese, allenando giovani e scambiando idee con allenatori e direttori sportivi”.

Anche il presidente della J.League, Yoshikazu Nonomura, ha sottolineato l’importanza del progetto: “Migliorare il livello di giocatori, allenatori e dirigenti è fondamentale per competere a livello mondiale. Roger Schmidt porta esperienza e visione internazionale, e il suo contributo rappresenta un passo importante verso l’eccellenza globale della J.League”.

Un passo verso l’internazionalizzazione

Con questa iniziativa, la J.League punta a consolidare il proprio ruolo nel panorama calcistico mondiale, offrendo ai giovani talenti giapponesi l’opportunità di crescere con il supporto di un tecnico che ha lasciato il segno nei principali campionati europei.

Cagliari, stop muscolare per due giocatori durante l’allenamento: le ultime in vista della sfida con l’Udinese

Problemi fisici per due giocatori del Cagliari nella settimana che porta al match di domenica. Lo staff medico valuta i tempi

Il Cagliari di Fabio Pisacane, ex difensore rossoblù oggi alla guida della squadra, prosegue la marcia di avvicinamento al prossimo impegno di campionato. Domenica 5 ottobre i sardi saranno di scena al “Bluenergy Stadium” per affrontare l’Udinese di Kosta Runjaic, tecnico tedesco di origini croate, in una gara che si preannuncia fondamentale nella corsa alla salvezza.

Allenamenti tra palestra e tattica

La seduta odierna si è aperta con un intenso lavoro in palestra, mirato al potenziamento muscolare e alla prevenzione degli infortuni. Successivamente, la squadra è scesa in campo per esercitazioni tecniche, con particolare attenzione al possesso palla e alla rapidità nelle transizioni. La parte centrale dell’allenamento è stata dedicata agli aspetti tattici, elemento chiave per migliorare la compattezza del gruppo in vista della sfida contro i friulani. La sessione si è conclusa con esercizi sulle conclusioni a rete, utili ad affinare la precisione sotto porta.

Programmi personalizzati per alcuni giocatori

Come di consueto, alcuni elementi hanno seguito un percorso differenziato. Nicola Pintus, preparatore atletico della squadra, ha supervisionato il lavoro individuale di Boris Radunovic, portiere serbo classe 1996, e di Gabriele Zappa, terzino destro cresciuto nel settore giovanile dell’Inter. Entrambi stanno proseguendo il loro programma di recupero.

Situazione simile per Gianluca Gaetano, centrocampista offensivo ex Napoli, alle prese con un affaticamento ai flessori della coscia sinistra, e per Juan Rodríguez, difensore argentino con esperienza in Liga, che sta smaltendo un problema al retto femorale. Entrambi hanno svolto un lavoro personalizzato per recuperare al meglio in vista dei prossimi impegni.

Verso la sfida di Udine

Il programma di preparazione proseguirà domani, giovedì 2 ottobre, con una nuova sessione mattutina fissata da mister Pisacane. L’obiettivo del Cagliari è chiaro: arrivare al match contro l’Udinese con la massima concentrazione e ottenere un risultato positivo, fondamentale per allontanarsi dalla zona calda della classifica.

Con una settimana di lavoro intenso e mirato, i rossoblù puntano a presentarsi al Bluenergy Stadium con la giusta determinazione per affrontare una diretta concorrente nella lotta salvezza.

Milan, futuro blindato per Pulisic: il rinnovo è sempre più vicino, i dettagli

Milan, futuro scritto con Pulisic: rinnovo vicino e dettagli dell’accordo. Tutti gli aggiornamenti sull’americano

Le prestazioni di Christian Pulisic, esterno offensivo statunitense classe 1998, stanno trascinando il Milan in questa stagione. Arrivato dal Chelsea nell’estate 2023, l’americano si è imposto come uno dei leader tecnici della squadra, diventando un punto fermo nello scacchiere di Massimiliano Allegri, allenatore tornato sulla panchina rossonera per dare continuità al progetto.

Secondo quanto riportato dall’esperto di mercato Matteo Moretto, intervenuto sul canale YouTube di Fabrizio Romano, la dirigenza del Milan ha già iniziato a pianificare il futuro del suo numero 11. Il contratto di Pulisic, inizialmente in scadenza nel 2027, prevede infatti un’opzione unilaterale a favore del club per estenderlo fino al 2028. “Nella testa del Milan – ha spiegato Moretto – la scadenza è già fissata al 2028”.

Nonostante la scadenza non sia imminente, i rossoneri hanno mosso passi concreti per blindare ulteriormente il giocatore. Già a febbraio, le parti avevano raggiunto una base di intesa per un prolungamento con adeguamento economico: si parlava di un contratto fino al 2028 con opzione per un ulteriore anno e uno stipendio vicino ai 5 milioni di euro netti a stagione.

La firma, tuttavia, non è arrivata subito. Pulisic, che in carriera ha vestito anche le maglie di Borussia Dortmund e Chelsea, ha preferito prendersi del tempo per valutare le garanzie sportive offerte dal club. Una scelta che oggi, con il Milan in testa alla classifica di Serie A e con l’americano in uno stato di forma straordinario, sembra preludere a un accordo definitivo.

La volontà di riprendere i dialoghi è forte da entrambe le parti. “Il calciatore merita questo tipo di premio”, ha sottolineato Moretto, lasciando intendere che il rinnovo non sia una priorità immediata, ma una questione destinata a concretizzarsi nei prossimi mesi.

Per il Milan, blindare Pulisic significherebbe non solo assicurarsi un fuoriclasse nel pieno della maturità calcistica, ma anche consolidare il progetto tecnico attorno a un giocatore capace di fare la differenza in Serie A e in Champions League.

Con il rinnovo, il club rossonero punta a cristallizzare il ruolo di Pulisic come simbolo del presente e del futuro del Diavolo.

Greenwood incanta con l’Olympique Marsiglia: l’Atletico Madrid prepara 75 milioni per l’attaccante

Dopo una stagione da protagonista in Ligue 1 con la guida di Roberto De Zerbi, Greenwood è finito nel mirino dei Colchoneros

La prima stagione di Mason Greenwood con la maglia dell’Olympique Marsiglia si è trasformata in un autentico successo. L’attaccante inglese, classe 2001, arrivato in Ligue 1 dopo un periodo complicato della sua carriera, ha ritrovato brillantezza e continuità sotto la guida di Roberto De Zerbi, tecnico italiano noto per il suo calcio offensivo e propositivo. Grazie al lavoro dell’allenatore bresciano, Greenwood ha dimostrato di essere tornato vicino ai suoi massimi livelli, attirando nuovamente l’attenzione dei grandi club europei.

Durante l’ultima estate, il giocatore e la società francese avevano respinto con decisione sia i sondaggi provenienti da diversi club di Premier League, sia le ricche offerte arrivate dall’Arabia Saudita, intenzionata a portarlo nel nuovo campionato in crescita. Nonostante ciò, l’interesse per l’attaccante non si è mai realmente sopito. Secondo quanto riportato dal portale spagnolo Fichajes, il nome di Greenwood è ora finito sul taccuino di una delle squadre più prestigiose della Liga: l’Atletico Madrid.

Il club guidato da Diego Simeone, allenatore argentino che da oltre un decennio ha plasmato i Colchoneros con il suo stile grintoso e pragmatico, sarebbe pronto a investire una cifra importante pur di assicurarsi il talento inglese. Le indiscrezioni parlano di un’offerta potenziale da 75 milioni di euro, segnale evidente della considerazione che Greenwood ha riconquistato nel panorama internazionale.

Tuttavia, l’operazione non sarebbe immediata. L’Atletico, infatti, valuterebbe l’affondo soltanto nel caso in cui Julian Alvarez, attaccante argentino attualmente in forza ai madrileni e campione del mondo con l’Argentina nel 2022, dovesse lasciare la squadra in una delle prossime sessioni di mercato. In questo scenario, Greenwood diventerebbe la priorità assoluta per rinforzare il reparto offensivo.

Il futuro dell’ex Manchester United, dunque, resta avvolto da incertezza. Dopo aver chiuso la porta in estate, il suo nome è tornato con forza al centro delle voci di mercato. L’OM, dal canto suo, spera di trattenere il suo gioiello almeno per un’altra stagione, ma la corte di un club come l’Atletico Madrid potrebbe rivelarsi difficile da respingere.

Lutto Hellas Verona: addio al dottor Giorgio Biscardo, medico sociale dello scudetto 1985

Scomparso Giorgio Biscardo, medico sociale dell’Hellas Verona campione d’Italia con Osvaldo Bagnoli

L’Hellas Verona piange la scomparsa del dottor Giorgio Biscardo, storico medico sociale del club gialloblù. Figura di riferimento per la società scaligera, Biscardo fu parte integrante dello staff che, sotto la guida di Osvaldo Bagnoli – l’allenatore milanese capace di trasformare una provinciale in una squadra da leggenda – conquistò il clamoroso scudetto della stagione 1984/1985, unico titolo nazionale nella storia del Verona.

Una carriera legata al trionfo gialloblù

Il nome di Giorgio Biscardo resterà per sempre legato a quella straordinaria impresa sportiva. In un campionato dominato da grandi campioni come Diego Armando Maradona al Napoli e Michel Platini alla Juventus, l’Hellas Verona seppe imporsi grazie a un gruppo compatto e a un gioco organizzato. Tra i protagonisti di quella stagione irripetibile spiccarono calciatori come Preben Elkjær Larsen, attaccante danese noto per la sua potenza e generosità, e Hans-Peter Briegel, centrocampista tedesco dalla straordinaria forza fisica.

All’interno di quel contesto, Biscardo svolse un ruolo fondamentale garantendo assistenza medica e supporto costante alla squadra, contribuendo al successo di un gruppo che ancora oggi rappresenta un simbolo di orgoglio per la città di Verona.

Il riconoscimento della città

Lo scorso maggio, in occasione del quarantesimo anniversario dello scudetto, il Comune di Verona aveva conferito a Giorgio Biscardo la cittadinanza benemerita, un riconoscimento che sottolineava non solo il suo contributo sportivo ma anche il legame profondo con la comunità.

Il cordoglio del club

In una nota ufficiale, l’Hellas Verona ha espresso il proprio dolore: “Il Presidente Esecutivo Italo Zanzi e tutto il Club esprimono profondo cordoglio per la scomparsa di Giorgio Biscardo, figura storica del Club gialloblù e Medico Sociale della squadra Campione d’Italia nella stagione 1984/85”.

La scomparsa di Biscardo rappresenta una perdita significativa per l’intero ambiente gialloblù e per tutti coloro che hanno vissuto e ricordano l’epopea dello scudetto. La sua memoria resterà indissolubilmente legata a una delle pagine più belle della storia del calcio italiano.

Como, tegola per Fabregas: Sergi Roberto out per infortunio muscolare

Il centrocampista spagnolo del Como ha riportato una lesione al retto femorale della coscia sinistra dopo la gara con la Cremonese

Brutte notizie in casa Como 1907. La squadra allenata da Cesc Fabregas, ex centrocampista di Arsenal, Barcellona e Chelsea, deve fare i conti con un infortunio pesante che priva i lariani di uno dei giocatori più esperti e carismatici della rosa.

Dopo la sfida di campionato contro la Cremonese, gli esami clinici hanno evidenziato per Sergi Roberto, centrocampista spagnolo classe 1992 cresciuto nella cantera del Barcellona, una lesione al muscolo retto femorale della coscia sinistra. Si tratta di un problema muscolare che richiederà tempi di recupero non brevi e che costringerà il giocatore a uno stop forzato.

Il club lariano ha comunicato attraverso una nota ufficiale che il calciatore ha già iniziato il percorso terapeutico e che le sue condizioni saranno monitorate quotidianamente dallo staff medico. La società non ha fornito una data precisa per il rientro in campo: il ritorno di Sergi Roberto dipenderà infatti dai progressi della riabilitazione e dalla risposta del muscolo ai trattamenti.

Per Fabregas, alla sua prima esperienza da allenatore in Serie A dopo aver chiuso una carriera da campione sui campi di mezza Europa, si tratta di una perdita significativa. Sergi Roberto, arrivato al Como per portare qualità ed esperienza internazionale, rappresentava un punto di riferimento sia in campo che nello spogliatoio. La sua duttilità tattica, capace di coprire più ruoli tra centrocampo e fascia destra, era un’arma preziosa per l’allenatore spagnolo.

L’assenza del centrocampista obbligherà Fabregas a rivedere le proprie scelte di formazione nelle prossime giornate di campionato. Il Como, che punta a consolidare la propria posizione in classifica e a lottare per un posto nelle zone alte della Serie A, dovrà trovare nuove soluzioni per mantenere equilibrio e competitività.

La speranza del club e dei tifosi è di rivedere presto Sergi Roberto in campo, ma la priorità resta il pieno recupero fisico del giocatore. Nel frattempo, Fabregas dovrà affidarsi alla profondità della rosa per sopperire a questa assenza pesante.

Lazio, svelato il retroscena sul modulo: i senatori avevano chiesto a Sarri di cambiare dopo Como

Secondo Il Messaggero, dopo la pesante sconfitta di Como alcuni leader della Lazio dello spogliatoio avevano suggerito al tecnico di abbandonare il 4-3-3

Una rivoluzione tattica nata dall’emergenza, ma che potrebbe cambiare il destino della stagione biancoceleste. La vittoria della Lazio a Genova contro il Genoa non è stata soltanto un’iniezione di fiducia, ma il segnale di un Maurizio Sarri diverso dal solito: l’allenatore toscano, noto per il suo calcio offensivo e dogmatico, ha scelto la via del pragmatismo, abbandonando i principi del “Sarrismo” per una notte di concretezza.

La scelta del nuovo modulo

Il passaggio dal tradizionale 4-3-3 a un più solido 4-4-2 non è stato un colpo di testa. Le radici della svolta affondano nella crisi di inizio stagione, quando dopo la pesante sconfitta di Como alcuni senatori dello spogliatoio avevano suggerito al tecnico di rivedere il sistema di gioco. Il 4-3-3, marchio di fabbrica di Sarri, sembrava poco adatto alle caratteristiche della rosa. A spingere definitivamente verso il cambiamento sono stati i problemi fisici di Pedro, attaccante spagnolo di grande esperienza, e l’emergenza a centrocampo.

I protagonisti della nuova Lazio

A Marassi è andata in scena una Lazio inedita: Matteo Cancellieri, giovane esterno offensivo, e Mattia Zaccagni, ala di grande corsa e qualità, hanno agito larghi a centrocampo, garantendo equilibrio e copertura. In avanti, la coppia formata da Boulaye Dia, attaccante senegalese potente e dinamico, e Taty Castellanos, centravanti argentino abile nel gioco aereo e nel pressing, ha guidato la manovra offensiva. La loro intesa è stata la chiave del successo: movimenti coordinati, scambi rapidi e capacità di alternarsi tra profondità e appoggio hanno dato nuova linfa a una squadra che sembrava bloccata.

Un esperimento destinato a durare?

In conferenza stampa Sarri ha parlato di un 4-2-3-1, ma la sostanza non cambia: la Lazio ha trovato un nuovo abito tattico, cucito su misura dalle necessità e dal dialogo interno. La vittoria di Genova, la prima in trasferta della stagione, potrebbe rappresentare molto più di una parentesi. Se confermata, questa scelta potrebbe trasformarsi in una vera e propria svolta, capace di rilanciare le ambizioni biancocelesti in campionato e in Europa.

Juventus, sorpresa in porta: Perin favorito su Di Gregorio a poche ora dalla sfida col Villarreal

Clamoroso cambio di rotta per Tudor: il tecnico della Juventus valuta Perin titolare in Champions League, con Di Gregorio…

A poche ore dalla sfida di Champions League contro il Villarreal, arriva una notizia che ribalta le certezze della vigilia. Igor Tudor, allenatore della Juventus ed ex difensore croato noto per il suo pragmatismo tattico, starebbe valutando una scelta sorprendente tra i pali: Mattia Perin potrebbe partire titolare al posto di Michele Di Gregorio.

Secondo quanto riportato dal giornalista Giovanni Albanese, il portiere classe 1992, ex Genoa e da anni secondo affidabile in bianconero, avrebbe scalato le gerarchie fino a diventare il principale candidato per difendere la porta juventina nella delicata sfida europea.

Perin titolare: la decisione di Tudor

Fino a ieri, la presenza di Michele Di Gregorio, estremo difensore arrivato dal Monza e considerato uno dei migliori prospetti italiani nel ruolo, sembrava una certezza assoluta. Lo stesso Tudor, solo pochi giorni fa, lo aveva definito il titolare indiscusso per l’intera stagione. Tuttavia, le ultime riflessioni dello staff tecnico avrebbero portato a un cambio di rotta.

La scelta di puntare su Perin non sarebbe legata a una bocciatura di Di Gregorio, ma a una logica di turnover strategico. L’allenatore croato, infatti, vorrebbe preservare il suo numero uno in vista del big match di campionato contro il Milan, in programma domenica sera. Una partita che potrebbe rivelarsi decisiva nella corsa scudetto e per la quale Tudor desidera avere Di Gregorio al massimo della condizione fisica e mentale.

Fiducia in Perin e gestione della rosa

Mattia Perin, 31 anni, è considerato un portiere di grande esperienza e affidabilità, capace di garantire sicurezza alla retroguardia bianconera. La sua presenza tra i titolari rappresenterebbe non solo un segnale di fiducia da parte dell’allenatore, ma anche la dimostrazione della volontà di Tudor di mantenere alta la competitività interna, evitando cali di concentrazione tra i giocatori.

In definitiva, la scelta di affidarsi a Perin per la sfida di Champions League contro il Villarreal appare come una mossa coraggiosa e ponderata. Salvo ulteriori sorprese, questa sera sarà lui a difendere la porta della Juventus, con Di Gregorio pronto a riprendersi il suo posto domenica contro il Milan.

Udinese Cagliari, emergenza in casa bianconera: Runjaić perde pedine importanti, le ultime

Il tecnico Runjaić dovrà rinunciare a diversi giocatori chiave nella sfida di domenica alla Dacia Arena: ecco chi non ci sarà

La 6ª giornata di Serie A propone una sfida interessante: Udinese–Cagliari, in programma domenica 5 ottobre alle ore 12:30 alla Dacia Arena di Udine. I friulani, guidati dal tecnico croato Kosta Runjaić , cercano punti preziosi davanti al proprio pubblico, mentre i rossoblù di Fabio Pisacane, ex difensore e oggi allenatore emergente, vogliono confermare i progressi mostrati nelle ultime uscite.

Le assenze pesano in casa Udinese

La formazione bianconera dovrà fare i conti con alcune assenze importanti. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, non sarà della partita Iker Bravo, giovane attaccante spagnolo classe 2005, decisivo nell’ultima vittoria contro il Pisa. Il talento iberico è infatti impegnato con la Nazionale Under 20 della Spagna al Mondiale di categoria. La sua mancanza priverà Runjać di un’arma offensiva in grado di dare imprevedibilità al reparto avanzato.

Un altro forfait riguarda Idrissa Gueye, centrocampista senegalese arrivato in estate con grande esperienza internazionale. L’ex PSG ed Everton non ha ancora raggiunto la condizione fisica ideale per reggere i ritmi della Serie A e resterà fuori anche contro il Cagliari. Il suo inserimento sarà graduale, con l’obiettivo di averlo al meglio nelle prossime settimane.

Infine, non sarà disponibile neppure Bayo, attaccante ivoriano che sta completando il percorso di recupero. Il suo rientro è vicino, ma non arriverà in tempo per la sfida di domenica.

La preparazione dei friulani

Nonostante le defezioni, l’Udinese si prepara con fiducia. La squadra ha già mostrato solidità difensiva e cercherà di sfruttare il fattore campo per conquistare tre punti fondamentali. Runjać punta su organizzazione tattica e compattezza, elementi che hanno già dato segnali incoraggianti nelle prime giornate.

Il Cagliari di Pisacane

Dall’altra parte, il Cagliari arriva a Udine con entusiasmo e determinazione. Pisacane, alla sua prima esperienza da allenatore in Serie A, ha trasmesso carattere e disciplina a un gruppo che vuole allontanarsi dalle zone calde della classifica.

La sfida tra Udinese e Cagliari si preannuncia equilibrata: i friulani dovranno sopperire alle assenze, mentre i rossoblù cercheranno di sfruttare il momento positivo.

Pellegrino, il gioiello del Parma che incanta la Serie A e attira i grandi club. E Gasperini…

Il Parma non ci sta e respinge 15 milioni per Pellegrino: anche Gasperini lo aveva richiesto per la Roma

La prima vittoria stagionale del Parma Calcio contro il Torino porta la firma di Mateo Pellegrino, attaccante argentino classe 2003, autore di una doppietta decisiva che ha acceso i riflettori su di lui. Figlio d’arte – il padre Mauricio è stato difensore e allenatore in Europa – Pellegrino si sta affermando come uno dei talenti più interessanti del panorama calcistico internazionale.

Secondo quanto riportato da Tuttosport, diversi top club hanno già messo gli occhi sul giovane centravanti, soprannominato “El Tanque” per la sua fisicità e capacità di incidere in area di rigore. Il Parma, però, non sembra intenzionato a privarsene a breve. In estate, infatti, la società ducale avrebbe rifiutato un’offerta dall’estero superiore ai 15 milioni di euro, convinta che il valore del giocatore possa crescere fino a raddoppiare. Da ricordare che il Vélez Sarsfield, club argentino da cui Pellegrino è stato acquistato, detiene ancora il 50% sulla futura rivendita.

Le squadre interessate a Pellegrino

Oltre alla Roma, che segue con attenzione l’evoluzione del ragazzo, anche diversi club stranieri hanno manifestato interesse: Atletico Madrid, Villarreal, Tottenham, West Ham e Nottingham Forest figurano tra le società che monitorano da vicino le prestazioni del bomber argentino. Tuttavia, per convincere il Parma a cedere il suo gioiello servirà una maxi offerta, e ogni discorso concreto sembra rimandato almeno alla prossima estate.

La posizione del Parma e il ruolo di Cuesta

Il tecnico gialloblù Fabio Cuesta, allenatore spagnolo con un passato nelle giovanili del Barcellona, considera Pellegrino un elemento imprescindibile del suo progetto tattico. I numeri lo confermano: cinque gol in sette presenze stagionali, di cui due in campionato, testimoniano l’impatto dell’attaccante sul gioco offensivo della squadra.

Difficile, se non impossibile, che la Roma o altri club possano affondare il colpo già a gennaio. L’intenzione del Parma è chiara: trattenere Pellegrino almeno fino al mercato estivo del 2026, blindando così il proprio talento più prezioso.

La crescita di Mateo Pellegrino rappresenta una delle storie più interessanti della Serie A 2025/26. Con le sue prestazioni, l’attaccante argentino non solo sta trascinando il Parma, ma si candida a diventare uno dei protagonisti del calcio europeo nei prossimi anni.

Gabbia, il Milan lo lancia e Gattuso pensa alla convocazione in Nazionale

Gabbia sta vivendo un momento di grande crescita: il CT valuta seriamente di inserirlo tra i convocati per il prossimo raduno azzurro

La Nazionale italiana si prepara a due sfide decisive per la qualificazione, e il commissario tecnico Gennaro Gattuso, ex centrocampista campione del mondo nel 2006 e oggi alla guida degli Azzurri, sembra intenzionato a rinfrescare le gerarchie. La sosta di ottobre sarà infatti l’occasione per inserire volti nuovi e premiare i giocatori che stanno vivendo un momento di crescita nei rispettivi club. L’obiettivo è chiaro: trovare nuove soluzioni tattiche e blindare il pass per la fase successiva.

Federico Chiesa, l’arma in più in attacco

Tra i nomi più caldi c’è quello di Federico Chiesa, esterno offensivo classe 1997, oggi protagonista al Liverpool. L’ex Juventus sta attraversando un periodo di forma straordinario: velocità, dribbling e capacità di creare superiorità numerica lo rendono un’arma ideale per scardinare le difese avversarie. Gattuso punta su di lui per dare imprevedibilità al reparto offensivo.

Cristante, equilibrio e visione a centrocampo

In mezzo al campo l’attenzione è rivolta a Bryan Cristante, centrocampista della Roma cresciuto nel vivaio del Milan e ormai punto fermo del progetto di Gian Piero Gasperini ai tempi dell’Atalanta. La sua solidità difensiva unita a una visione di gioco lucida lo rendono un profilo prezioso per garantire equilibrio e qualità nella mediana azzurra.

Gabbia, la sorpresa in difesa

La novità più interessante potrebbe arrivare dal reparto arretrato. Matteo Gabbia, difensore centrale classe 1999, è diventato un pilastro del Milan guidato da Massimiliano Allegri. La sua maturità tattica e la continuità di rendimento hanno convinto Gattuso a considerarlo come rinforzo per una difesa che punta a ritrovare solidità ai massimi livelli europei.

Le prossime sfide degli Azzurri

Il calendario propone due appuntamenti cruciali: sabato 11 ottobre alle 20:45 l’Italia affronterà in trasferta l’Estonia, mentre martedì 14 ottobre, sempre alle 20:45, gli Azzurri ospiteranno Israele. Due gare fondamentali per consolidare i progressi e testare le nuove soluzioni tattiche di Rino Gattuso.

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