Pagina 861 – Calcio News 24

Spezia-Catanzaro: dove vederla, orario e probabili formazioni

Allo Stadio Alberto Picco andrà in scena la sfida di Serie B Spezia-Catanzaro: le ultimissime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Allo Stadio Alberto Picco di La Spezia in scena la gara tra Spezia-Catanzaro, valevole per i playoff di Serie B. Andiamo a vedere chi scenderà in campo e dove si potrà vedere l’incontro.

Le probabili formazioni

SPEZIA (3-5-2): Gori; Wisniewski, Hristov, Mateju; Elia, Kouda, Nagy, Bandinelli, Aurelio; Esposito P., Lapadula. All. D’Angelo.

CATANZARO (3-5-2): Pigliacelli; Brighenti, Scognamillo, Bonini; Cassandro, Pompetti, Petriccione, Pontisso, Quagliata; Iemmello,Biasci. All. Caserta.

Orario e dove vederla in tv

Spezia-Catanzaro si gioca alle ore 19:30 di domenica 25 maggio per i playoff di Serie B. Verrà trasmessa in esclusiva DAZN. Per vedere la partita in streaming, DAZN permette la visione anche sul proprio sito ufficiale o sull’app scaricabile su Pc, tablet e smartphone.

Calciomercato Bologna, quale sarà il futuro di Italiano? Spunta fuori una nuova indiscrezione sul suo futuro

Calciomercato Bologna, quale sarà il futuro dell’allenatore rossoblu. Riecco una vera e propria carica da parte della società

Il Bologna vuole muoversi in anticipo rispetto al tradizionale valzer di panchine estivo e ha deciso di puntare forte sulla continuità tecnica. Il club rossoblù è intenzionato a blindare il proprio allenatore, il cui contratto attuale è in scadenza nel 2026, proponendogli un prolungamento fino al 2028. Nella giornata di ieri si è tenuto un nuovo incontro tra le parti per discutere gli aspetti economici dell’accordo, con segnali positivi da entrambe le parti.

Il calciomercato Bologna, forte della recente vittoria in Coppa Italia, vuole premiare il lavoro del tecnico con un ingaggio adeguato ai risultati ottenuti. L’offerta in discussione si avvicina ai 3 milioni di euro netti a stagione come base fissa, cifra che potrebbe aumentare grazie a una serie di bonus legati sia ai traguardi sportivi che alla valorizzazione dei giovani talenti presenti in rosa. Con i premi inclusi, l’ingaggio potrebbe toccare i 3,3 milioni di euro annui. Si tratta di un investimento considerevole, che il presidente Joey Saputo è disposto a sostenere per garantire stabilità e progettualità alla squadra.

Parallelamente, la dirigenza rossoblù sta lavorando anche sul fronte del mercato. In vista di possibili cessioni durante l’estate, si stanno già valutando alcune alternative. Due nomi che piacciono molto sono quello del difensore Martin Vitik, attualmente in forza allo Sparta Praga, e quello dell’esterno offensivo Thomas Van Bommel, talento dell’AZ Alkmaar. Questi profili potrebbero essere i sostituti ideali rispettivamente di Jhon Lucumí e Dan Ndoye, entrambi nel mirino di club importanti e possibili partenti.

Il Bologna, dunque, si muove con decisione per pianificare il futuro: rinnovo del tecnico, valorizzazione del progetto sportivo e attenzione al mercato in entrata per mantenere alto il livello competitivo della squadra.

Barella su PSG Inter: «Rispetto ai francesi noi siamo forti sotto quell’aspetto Su quel giocatore…»

Nicolò Barella, centrocampista dell’Inter, ha parlato della finale di Champions League contro il PSG. Tutti i dettagli in merito

Nicolò Barella, centrocampista dell’Inter, ha parlato alla RSI in vista della finale di Champions League contro il PSG.

FINALE DI CHAMPIONS – «L’anno scorso però è arrivato lo Scudetto. Noi ogni anno cerchiamo di lottare su tutti i fronti. Però questa finale, la terza in due anni, è sicuramente un grande orgoglio per noi, significa che a livello europeo siamo tornati a dire la nostra. È qualcosa di molto importante per la crescita di noi giocatori e di tutta la società; ci godiamo questa stagione che ha dato qualche delusione però cercheremo di ribaltarla».

PIU’ ESPERTI DEL PSG – «Questo può essere in parte un vantaggio per noi, perché la finale è un match che porta con sé tante cose diverse e la prima volta si può sentire un po’ più di emozione. Però alla fine tutto dipende dalla mentalità con cui approcci il match. Noi sicuramente cercheremo di riscattare quello che è successo la volta scorsa con le nostre qualità e la forza di squadra che è sempre stata la cosa più importante».

SOMMER – «Oltre a essere una persona stupenda è un grande professionista. Ha portato all’Inter tutta la sua esperienza, essendo stato in uno dei migliori club del mondo. Abbiamo cercato di prendere tutti da lui quell’esperienza e quella voglia di vincere con la quale ci ha contagiati».

FESTEGGIARE CON LA BIRRA A MONACO? – «Da buon sardo mi piace anche la birra. Ci accontentiamo di tutto, l’importante è fare la migliore partita che possiamo, cercare di vincere questa coppa e poi quello che si bevrà si vedrà».

Calciomercato Lecce, Krstovic dice addio alla squadra giallorossa? Ecco le ultime novità

Calciomercato Lecce, Krstovic dice addio? Le ultime novità tra dichiarazioni e possibili cambi di maglia in estate

Nikola Krstovic, attaccante del Lecce, ha commentato con emozione la salvezza raggiunta dal suo club ai microfoni di DAZN, dopo il successo per 1-0 in casa della Lazio. Una vittoria fondamentale, che ha sancito la permanenza aritmetica dei salentini in Serie A. Visibilmente provato al termine della gara, il centravanti montenegrino ha dichiarato:

«Onestamente, sono distrutto. Di solito non parlo molto, ma oggi è diverso. È stata una partita durissima. Questa è la mia seconda salvezza consecutiva con il Lecce, un risultato che ci siamo guadagnati con il lavoro. Ora mi aspetta la Nazionale, starò via per una settimana e poi finalmente potrò godermi le vacanze. Quest’anno la pressione era tanta, ma ce l’abbiamo fatta e ci meritiamo questo traguardo».

Alla domanda su a chi volesse dedicare questo importante risultato, Krstovic ha risposto senza esitazione:
“Alla mia famiglia, a Graziano e ai nostri tifosi. Lecce, ti voglio bene.”

« Il risultato ottenuto dalla squadra di Marco Giampaolo ha del clamoroso e rappresenta una vera impresa. Pochi avrebbero scommesso su un colpo del Lecce in trasferta contro la Lazio, più per le motivazioni dei padroni di casa, in corsa per un posto in Europa, che per i limiti dei pugliesi. Invece, nonostante l’inferiorità numerica del Lecce per un intero tempo, i biancocelesti non sono riusciti a capitalizzare la situazione. Il gol decisivo di Coulibaly ha sancito un esito sorprendente».

Sul fronte opposto della classifica, è arrivata la condanna alla retrocessione per Monza, Venezia ed Empoli. Tutte e tre le squadre hanno sperato fino all’ultimo di salvarsi, ma le sconfitte rimediate rispettivamente contro Juventus ed Hellas Verona sono risultate fatali, chiudendo il loro percorso in Serie A.

Il Lecce, invece, festeggia ancora una volta una salvezza che ha il sapore di un piccolo miracolo sportivo

Atalanta, una stagione ad alti livelli (e anche qualche piccolo rimpianto). I voti tra campionato, Champions e Supercoppe

Atalanta, il voto complessivo di una stagione storica (nonostante qualche rimpianto) tra campionato, Champions, Coppa Italia e Supercoppe

CAMPIONATO (9,5): Secondo miglior attacco, quarta miglior difesa e quinta qualificazione in Coppa dei Campioni non staccandosi mai dai primi tre posti. Un’Atalanta schiacciasassi dove ci sono di mezzo 11 vittorie consecutive e molti successi entrati nella storia (Milan, Napoli in trasferta e lo 0-4 con la Juve). Il rammarico di essere stato primo e non esserci rimasto per tutta una serie di motivi tra mercato, scelte sbagliate, la pancia piena di certi giocatori e i tanti punti persi con le piccole. Un piccolo momento d’appannamento poi l’Atalanta si riprende e arriva terza. Una grande annata, peccato per quello “zero virgola”.

CHAMPIONS LEAGUE (7): Il nuovo format vede un’Atalanta protagonista e dominatrice dal punto di vista del gioco. Il 6-1 allo Young Boys, la storica notte di Barcellona e lo 0-3 contro lo Shakhtar dal sapore nostalgico. Tuttavia, come per il campionato, è mancato lo “zero virgola” (e un po’ di fortuna): il rigore sbagliato contro l’Arsenal e l’occasione a porta vuota di Retegui con il Real Madrid, fatali per l’accesso agli ottavi. Poi i playoff che hanno visto la Dea cadere tra torti arbitrali e un ritorno disastroso con il Club Brugge. Tutto sommato un percorso positivo.

SUPERCOPPA EUROPEA (6,5): Un’Atalanta che contro il Real Madrid da tutto, ma i blancos sono pur sempre la squadra migliore del Mondo. Atteggiamento combattivo dove Pasalic sfiora l’impresa, ma nel mezzo un rimpianto: non essersela giocata con la serenità giusta considerando il mercato e le vicende Koopmeiners-Lookman. Una sconfitta a testa alta.

COPPA ITALIA-SUPERCOPPA ITALIA (5): Due trofei alla portata tralasciati con qualche rimpianto. L’Atalanta in quel periodo si giocava lo Scudetto? Non importa, perché nessuna coppa è “inutile” per la Dea. Nel primo caso uscita con il Bologna (e con il senno di poi si affrontava l’Empoli in semifinale e un Milan disastrato a Roma); in Arabia un turnover evitabile e dai mille significati inconcludenti. Peccato.

Belgio Italia Under 17: dove vederla, orario e probabili formazioni

Belgio Italia Under 17: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

La gara valevole per gli Europei Under 17: Belgio Italia. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

BELGIO UNDER 17 (4-3-3): Brughmans; De Kimpe, Jonkers, Gielen, Wins; De Wannemacker, De Cat, Da Silva; Camara, Naert, Bisiwu. Ct. Browaeys

ITALIA UNDER 17 (4-3-1-2): Nava; Iddrisa, Bovio, De Paoli, Mambuku; Stefannoni, Baralla, Luongo; Inacio; Arena, Campaniello. Ct. Favo

Orario e dove vederla in tv

Belgio Italia Under 17 si gioca alle ore 20.30 di lunedì 26 maggio ed è la terza giornata dei gironi dell’Europeo di categoria. Verrà trasmessa in diretta su RaiPlay Sport 1.

Milan, continua la protesta da parte della tifoseria rossonera contro la proprietà. Ecco le novità

Milan continua la protesta da parte della tifoseria rossonera contro la proprietà. Ecco la situazione attuale tra la contestazione

La protesta dei tifosi del Milan contro la proprietà americana non accenna a placarsi. Dopo la contestazione andata in scena sabato, sia davanti a Casa Milan nel pomeriggio che allo stadio San Siro in serata, la tensione tra la tifoseria e la dirigenza rossonera continua a crescere. Cori polemici, striscioni e scritte eloquenti hanno caratterizzato una giornata di forte dissenso, ma sembra essere solo l’inizio di una mobilitazione più ampia.

Durante la partita, sugli spalti di San Siro è apparso un chiaro messaggio: “GO HOME”, rivolto direttamente al proprietario del club, Gerry Cardinale, e al fondo RedBird. Il malcontento non si è limitato però all’ambiente dello stadio: nelle ore successive sono stati avvistati nuovi striscioni in diverse zone della città.

Uno in particolare ha attirato l’attenzione: «YANKEE GO HOME», con l’esplicito intento di prendere posizione contro la gestione americana della società. A fianco della scritta, anche l’hashtag #SaveACMilan, diventato simbolo della protesta social e fisica di parte della tifoseria.

Alla base del malcontento ci sono decisioni societarie ritenute impopolari o non all’altezza della storia e delle ambizioni del club. La mancanza di chiarezza sul progetto sportivo, l’addio di figure dirigenziali amate dai tifosi e una campagna acquisti giudicata insoddisfacente hanno alimentato la frustrazione di una parte del tifo organizzato.

La contestazione, quindi, non sembra destinata a spegnersi a breve. Al contrario, pare prendere sempre più forza, assumendo toni sempre più decisi e visibili, sia dentro che fuori dallo stadio. Il messaggio è chiaro: una parte del popolo rossonero non si riconosce nella gestione attuale e chiede un cambiamento netto di rotta.

Calciomercato Roma, movimenti in entrata interessanti: l’asse con quella squadra potrebbe scaturire sorprese

Calciomercato Roma, molti movimenti per quanto riguarda l’estate. L’asse con il Milan sarà decisivo per questi giocatori

È ufficialmente cominciata ieri la nuova avventura di Igli Tare come direttore sportivo del Milan. L’annuncio da parte del club rossonero è stato immediatamente seguito dai primi impegni operativi del dirigente, che non ha perso tempo e ha avviato subito i primi contatti di mercato. Tra questi, spicca l’incontro con il direttore sportivo del calciomercato Roma, Florent Ghisolfi, e una delegazione di intermediari guidata dall’agente Giuseppe Riso. L’edizione odierna di Tuttosport analizza i contenuti e le possibili implicazioni future di questo summit.

Tema centrale dell’incontro è stato Alexis Saelemaekers, autore di una stagione molto positiva con la maglia della Roma. Il belga, arrivato in prestito dal Milan, ha convinto tutti nella Capitale, chiudendo il campionato con 7 gol all’attivo in Serie A. Ghisolfi ha ribadito l’interesse del club giallorosso nel trattenere il giocatore, puntando all’acquisto definitivo. Tuttavia, la richiesta economica del Milan, che valuta il cartellino del giocatore tra i 20 e i 25 milioni di euro, rappresenta un ostacolo per la Roma.

Nel corso del colloquio è emersa anche la situazione di Tammy Abraham, attaccante inglese che ha compiuto il percorso opposto a quello di Saelemaekers, approdando a Milano in prestito. Tuttavia, il futuro dell’ex Chelsea appare più incerto: per restare in rossonero, Abraham dovrebbe rivedere al ribasso il proprio ingaggio, ipotesi al momento piuttosto lontana dalla realtà.

Al momento non sembrano esserci margini per un’operazione incrociata che includa entrambi i giocatori, ma la nuova gestione targata Tare lascia intendere che il Milan sarà molto attivo nelle prossime settimane, con l’obiettivo di costruire una rosa competitiva e funzionale al progetto tecnico. I primi segnali sono chiari: si vuole agire con rapidità e decisione sul mercato.

Gasperini Atalanta, si continua a trattare. Nel mezzo una richiesta: cedere soltanto un big su tre. La situazione

Gasperini Atalanta, le richieste del tecnico per quanto concerne le cessioni (aspettando novità sulla possibile permanenza o addio)

Gasperini e l’Atalanta: una partita a poker dove bisognerà essere completamente allineati tra mercato e futuro. Le richieste di Gasperini ovviamente tendono a costruire una Dea più forte, ma nel mezzo anche un’altra (non indifferente) garanzia.

Secondo quanto raccolto da CalcioNews24, una delle garanzie richieste da Gasperini per rimanere all’Atalanta sta nelle partenze: Retegui, Ederson e Lookman sono osservati da molte big estere.

Il tecnico spera soltanto in una cessione per tenerne almeno due. Per la societá sará una grande sfida: tenendo conto della volontà dei giocatori e anche delle offerte che arriveranno (una situazione che non dipende solo dall’Atalanta). Staremo a vedere nei prossimi giorni.

Gullit: «Vialli allegro e divertente, al Chelsea andò così. Il mio Milan oggi vende i big. E su Reijnders e Gimenez vi dico che…»

Le dichiarazioni di Ruud Gullit presente dalla Fondazione Vialli e Mauro Golf Cup

Ruud Gullit, leggenda olandese e icona del Milan stellare di Sacchi, ha onorato con la sua presenza la Fondazione Vialli e Mauro Golf Cup. Ieri, il «Tulipano Nero», Pallone d’Oro e campione indiscusso, ha scambiato il pallone da calcio con le mazze da golf per sostenere la ricerca, testimoniando ancora il legame indissolubile tra campioni. Ecco la sua intervista su Tuttosport.

COME STA – «Molto bene. Contento di aver accettato l’invito per la Vialli Mauro Golf Cup. Per me è la prima volta. Un’ottima occasione per fare beneficenza e rincontrare vecchi amici».

LA COSA DI VIALLI CHE VIENE IN MENTE – «L’allegria che lo ha sempre accompagnato in campo. La voglia di divertirsi…».

INSIEME AL CHELSEA – «All’epoca se Gianluca rimaneva in panchina era solo perché avevo a disposizione altri grandi calciatori che stavano facendo bene, come Mark Hughes. Poi c’erano Zola, André Flo… Era difficile tenerlo fuori, mi faceva male, ma pensavo al bene della squadra. E poi con me alla guida abbiamo vinto, quindi alla fine ho avuto ragione (ride, ndr)»

LA CRISI DEL MILAN – «Non è una brutta squadra. Sinceramente non so cosa sia successo quest’anno».

REIJNDERS – «Tijjani ha appena firmato un nuovo contratto, ma nel calcio di oggi può non significa re nulla. È un grande giocatore: è venuto al Milan per vincere dei trofei. Se non dovessero crearsi i presupposti per farlo, è normale che prima o poi possa decidere di andare via. Non credo sia questo il caso, ma, ecco, c’è da stare attenti… Se scegliesse di lasciare l’Italia, sarebbe una perdita incredibile per i rossoneri. Un tempo i grandi campioni venivano al Milan, oggi la società si trova costretta a doverli vendere…».

GIMENEZ – «Santiago in Olanda ha giocato molto bene. Credo abbia bisogno di tempo per adattarsi ai ritmi della Serie A. Dalle nostre parti hai occasione di sbagliare, in Italia no».

ANCHE VAN BASTEN FATICO’ AL PRIMO ANNO – «Vero, però lui ebbe a che fare anche con diversi problemi fisici»

Maccarone, cuore toscano: «Da bomber di provincia dissi no a Juve e Inter. Su Capello e il Milan vi racconto…». Le confessioni di Big Mac

Maccarone, cuore toscano. Le confessioni di Big Mac tra curiosità e retroscena di mercato

Massimo Maccarone, indimenticato “Big Mac” del calcio italiano, è stato un attaccante di razza con un fiuto del gol che ha infiammato piazze come Empoli e Siena, oltre a un’esperienza in Premier League.

Oggi, l’ex bomber, che ha appeso gli scarpini al chiodo per intraprendere la carriera da allenatore, apre l’album dei suoi ricordi su La Gazzetta dello Sport.

TOSCANA – «Io, piemontese di Oleggio, innamorato della Toscana. La mia oasi felice di emozioni e gol, tanti gol. In nessun’altra regione mi sono sentito così a casa come qui».

UN LUOGO SPECIALE – «Alchimia. A Prato ho debuttato tra i pro’ in C2, ricordo un giovane Alino Diamanti che si allenava con noi. Ero il suo idolo. Con il primo stipendio comprai un’Audi grigia metallizzata. Poi l’Empoli e i primi due anni in B per smaltire la delusione Milan, che non mi riscattò. Infine Siena, ancora Empoli e Massa Carrara, dove ho smesso insieme al mio amico Ciccio Tavano. Ci siamo sempre trovati a occhi chiusi».

FABIO CAPELLO – «Mi massacrava: mi correva dietro nei giri di campo o quando sbagliavo un passaggio. All’inizio non capivo, poi Rossi, Patrick Kluivert e gli altri compagni mi dissero che mi voleva bene».

IL MANCATO ESORDIO AL MILAN COME RIMPIANTO – «All’inizio lo è stato. Nel 2001 Terim mi avrebbe tenuto, l’Empoli mi riscattò alle buste. Ci rimasi male, ma il Castellani e la Toscana mi hanno reso la punta che sono. Da ragazzino giocavo a centrocampo, poi segnai cinque gol in una partita e cambiai».

SIENA – «Una cinquantina di gol in tre anni e mezzo, vittorie importanti, tanta serenità. Ho ricevuto offerte da Juve e soprattutto Inter, ma avevo trovato un equilibrio».

BOMBER DI PROVINCIA – «Non mi piace fare classifiche, ma questa nomea mi ha sempre gasato. Ho smesso a 41 anni senza niente da dire. E mi sono divertito da matti».

Non solo Ancelotti e Modric. Un’altra leggenda del Real Madrid lascia i blancos: ecco chi è

Non solo Ancelotti e Modric. Un’altra leggenda del Real Madrid lascia i blancos: Raul

Dopo 20 anni trascorsi da calciatore del Real Madrid tra giovanili e prima squadra e 7 da allenatore di diverse squadre giovanili, è arrivato il momento di Raul Gonzalez Blanco per salutare i Blancos.

L’ex attaccante, si aggiunge così agli addii di altre due leggende dei Galacticos, Modric e Ancelotti, tracciando la fine di un’era.

IL COMUNICATO – «Il Real Madrid CF comunica che Raúl ha informato il club della sua decisione di concludere il suo mandato come allenatore della nostra squadra giovanile.

Per il Real Madrid è stato motivo di orgoglio avere come allenatore e preparatore del nostro settore giovanile una delle più grandi leggende della nostra storia e del calcio mondiale. Raúl incarna in modo esemplare tutti i valori del Real Madrid. Valori che ha trasmesso anche come allenatore: ha guidato le squadre Cadet B e Juvenil B nella stagione 2018-2019. Dal 2019/20 è diventato allenatore del Castilla e nell’agosto 2020 ha allenato la squadra Juvenil A, con la quale è stato incoronato campione della Youth League.

Raúl sarà sempre nel cuore di tutti i tifosi del Real Madrid e il Real Madrid sarà sempre la sua casa. Il Real Madrid augura a Raúl e alla sua famiglia tutto il meglio in questa nuova fase della loro vita».

Aggressione nello spogliatoio della Roma dopo il match della Primavera, Zaniolo: «Voglio chiedere scusa per quanto accaduto»

Aggressione nello spogliatoio della Roma dopo il match della Primavera, arrivano le scuse di Zaniolo

A poche ore dall’annuncio dell’apertura di un’indagione della FIGC sulla presunta aggressione di Nicolò Zaniolo nello spogliatoio della Roma al termine del match di Roma-Fiorentina, semifinale del campionato Primavera, sono arrivate le scuse tramite una Instagram Stories del giocatore viola.

MESSAGGIO – «Voglio chiedere scusa con il cuore per quanto accaduto ieri. So di aver reagito male e me ne assumo la responsabilità. Sono andato lì con l’unico intento di dare un segnale positivo, di stare vicino ai ragazzi in un momento difficile dopo la partita. Purtroppo, sono stato provocato verbalmente da un ragazzo e, sbagliando, ho perso la calma. È un errore che mi pesa, soprattutto perché so di dover essere un esempio per i più giovani. Ci tengo però a precisare che i fatti sono ben lontani da quanto ricostruito e che da parte mia, oltre ad una discussione verbale, non c’è stato alcun comportamento fisicamente aggressivo.So di aver deluso qualcuno con questo episodio, ma spero che possiate capire che non era mia intenzione mancare di rispetto a nessuno. Detto questo, rinnovo le mie scuse. Da uomo, da sportivo e da persona che ama questo ambiente, voglio solo ricostruire e guardare avanti con umiltà».

Aggressione nello spogliatoio della Roma di Zaniolo dopo il match della Primavera: la Procura FIGC apre un’indagine

Aggressione nello spogliatoio della Roma di Zaniolo dopo il match della primavera: la Procura FIGC apre un’indagine

Nicolò Zaniolo è al centro di un’inchiesta della Procura Federale della FIGC dopo un presunto episodio di aggressione avvenuto al termine della semifinale del campionato Primavera tra Fiorentina e Roma. La partita, disputata al Viola Park e vinta 2-1 dai viola, ha visto la presenza in tribuna dell’ex calciatore giallorosso, attualmente in prestito alla Fiorentina. Secondo le accuse, Zaniolo sarebbe entrato negli spogliatoi della Roma al termine dell’incontro, dove avrebbe aggredito due giocatori della formazione giovanile giallorossa .

L’episodio non è stato rilevato dall’arbitro durante la partita e, di conseguenza, non è stato oggetto di sanzioni disciplinari. Tuttavia, la gravità delle accuse ha spinto la Procura Federale, guidata da Giuseppe Chinè, ad aprire un fascicolo d’inchiesta. Gli interrogatori per chiarire la dinamica dell’incidente sono stati avviati nella giornata odierna e saranno fondamentali per determinare eventuali responsabilità e sanzioni .

Zaniolo ha negato le accuse, dichiarando di essere entrato negli spogliatoi per salutare i giocatori della Roma e congratularsi per la stagione, ma di essere stato insultato verbalmente, motivo per cui ha deciso di allontanarsi per evitare ulteriori conflitti.

La vicenda ha suscitato un ampio dibattito sull’etica sportiva e sul comportamento dei calciatori, soprattutto considerando che Zaniolo è un ex giocatore della Roma e che l’incidente ha coinvolto la sua ex squadra. La FIGC ha sottolineato l’importanza di mantenere comportamenti rispettosi e professionali sia dentro che fuori dal campo.

Il caso rimane sotto indagine, e ulteriori sviluppi sono attesi nelle prossime settimane.

Calciomercato Torino, Ricci sempre più nel mirino dell’Inter. Novità sul suo futuro, è arrivata la decisione di Cairo

Calciomercato Torino, Ricci sempre più nel mirino dell’Inter. Novità sul suo futuro, è arrivata la decisione di Cairo

Ricci Inter è un accostamento di parole che tiene in ansia i tifosi nerazzurri, ma anche quelli del Torino. A fornire preziosi aggiornamenti sul centrocampista dei granata ci ha pensato questa mattina Tuttosport. Pur senza citare il club meneghino il blasonato quotidiano dà ormai per (quasi) scontata una possibile partenza dell’ex Empoli. Se l’Inter vuole davvero il giocatore è il momento di agire. Un passaggio:

RICCI INTER – «E così le parole di Vlasic suonano ancora più forti, se inquadrate in quella che autenticamente va profilandosi come una rivoluzione. L’ennesima di un presidente, Cairo, mai come dal 2005 ad ora con la piazza con tro in maniera così evidente. Aggrapparsi a qualcosa, se partendo dal portiere e arrivando al ca pitano si profilano due partenze – da Milinkovic Savic e Ricci la proprietà vuole monetizzare, poi da sostituire ci saranno i calciatori con il cartellino che pesa meno e gli svincolati – è difficile […] 

A ogni livello, così la rosa non è sufficiente. E con Elmas, Ricci e probabilmente Milinkovic tanti altri andranno via: di sicuro gli svincolati Linetty e Karamoh, poi sono da valutare Pedersen, Walukiewicz, Coco, Masina, Dembélé, Ilic, Tameze e Sanabria. E il redivivo Ilkhan».

Sparta Praga, paura per l’ex Arsenal e Dortmund Tomas Rosicky. Ricoverato in terapia intensiva per problemi cardiaci

Sparta Praga, paura per l’ex Arsenal e Dortmund Tomas Rosicky. Ricoverato in terapia intensiva per problemi cardiaci

Tomas Rosický, ex calciatore di Arsenal e Borussia Dortmund, è stato ricoverato in terapia intensiva a Praga a causa di problemi cardiaci. Attualmente direttore sportivo dello Sparta Praga, Rosický ha subito un malore la scorsa settimana, che ha richiesto un intervento medico urgente. Fortunatamente, non è stato necessario alcun intervento chirurgico e l’ex centrocampista è stato dimesso per proseguire la convalescenza a casa.

Il club ceco ha rilasciato una dichiarazione ufficiale, esprimendo solidarietà a Rosický e confermando che la situazione è sotto controllo. Nella sua comunicazione, Rosický ha attribuito il suo stato di salute a “cattive abitudini”, “mancanza di attività fisica” e una “predisposizione familiare” a disturbi cardiaci. Ha sottolineato l’importanza di prendersi cura di sé stessi e ha deciso di ridurre temporaneamente i suoi impegni professionali, pur rimanendo in contatto con il suo staff tecnico.

Rosický, 44 anni, è stato una figura di spicco nel calcio europeo. Durante la sua carriera da giocatore, ha collezionato 246 presenze con l’Arsenal, vincendo due FA Cup. Con la nazionale ceca, ha partecipato a quattro edizioni del Campionato Europeo e al Mondiale del 2006, raggiungendo le semifinali dell’Europeo del 2004.

Dopo il ritiro dal calcio giocato, Rosický ha intrapreso la carriera dirigenziale. Dal 2018, ricopre il ruolo di direttore sportivo dello Sparta Praga, contribuendo al successo del club con due titoli di campione ceco e due Coppe di Repubblica Ceca. La sua esperienza e leadership sono state fondamentali per il rilancio della squadra.

Lazio Baroni è addio? Spunta una clamorosa ipotesi in Serie A! Contatti con il Torino e un altro club, ma prima…

Lazio Baroni è addio? Spunta una clamorosa ipotesi in Serie A! Contatti con il Torino e un altro club, ma prima…

Si va sempre più verso l’addio tra Baroni e la Lazio, con il tecnico ex Verona che potrebbe lasciare i biancocelesti al termine di una stagione folle, terminata con un flop all’ultima giornata che le ha neagato l’accesso a tutte le Coppe europee.

Sul tecnico, allora, ecco spuntare subito le voci sul suo possibile futuro, che secondo Alfredo Pedullà potrebbe essere il Torino. Secondo il noto giornalista, infatti, i granata avrebbero contattato l’allenatore esprimendo il proprio interessamento, così come quello di un altro club di Serie A, aprendo ad un possibile addio di Vanoli.

Prima di quel momento, però, saranno giorni chiavi quelli tra domani e giovedì in vista di un incontro tra Baroni e la Lazio, per risolvere l’impegno.

Calciomercato estero, primo ‘rinforzo’ per la Premier del Burnley. UFFICIALE il riscatto di Edwards dallo Sporting

Calciomercato estero, primo ‘rinforzo’ per la Premier del Burnley. Ufficiale il riscatto di Edwards dallo Sporting

Con l’attivazione dell’opzione di acquisto scattata con la promozione in Premier League, Marcus Edwards è diventato ufficialmente un giocatore del Burnley.

La squadra, neo promossa in Premier, ha infatti annunciato la firma del 26enne, arrivato in prestito a gennaio dallo Sporting, con un contratto da 4 anni anni, fino al 2029 e che diventa, dunque, il primo colpo del calciomercato estivo del club.

COMUNICATO – «Il Burnley Football Club è lieto di annunciare che Marcus Edwards ha firmato a titolo definitivo per i Clarets, arrivando dallo Sporting CP con un contratto di quattro anni».

PRIME PAROLE DI EDWARDS – «Quando entri in un nuovo gruppo devi in ​​un certo senso dimostrare di nuovo il tuo valore e mostrare cosa sai fare, ed è quello che ho cercato di fare fin dal primo minuto. È lo spogliatoio migliore in cui sia mai stato; tutti sono molto uniti e, anche al di fuori del mondo del calcio, sono degli amici. È una cosa importante. Qualsiasi giocatore vuole giocare in Premier League e ora che ci siamo, sono emozionato. Non vedo l’ora».

Calciomercato Milan, Tare progetta il super colpo dalla Premier! Contatti serrati e trattativa possibile

Calciomercato Milan, Igli Tare sta pensando a Garnacho, esterno del Manchester United in uscita dal club inglese: ci sono anche Juve e Napoli

Il Milan è pronto a scuotere il calciomercato estivo con un possibile colpo di grande prestigio. Secondo quanto riportato da Diario Olé, nuovo DS del club rossonero, Igli Tare, starebbe lavorando per portare Alejandro Garnacho a Milano. L’esterno offensivo del Manchester United è uno dei giovani più promettenti del calcio europeo e potrebbe rappresentare un investimento importante per il futuro del club.

La notizia, inizialmente diffusa dalla stampa argentina, ha trovato riscontro anche in Italia. Alcuni giornalisti italiani, consultati da Olé, hanno confermato che il Milan è effettivamente in trattativa per il talentuoso argentino con passaporto spagnolo. Garnacho, classe 2004, ha già mostrato il suo valore in Premier League e in Europa, attirando su di sé l’interesse di numerosi top club.

Non solo il Milan, però, è sulle sue tracce. Secondo le ultime indiscrezioni, anche Chelsea, Juventus e Napoli starebbero monitorando la situazione con attenzione. Il Manchester United non ha ancora preso una decisione definitiva, ma una cessione in estate non è esclusa, soprattutto in caso di offerte significative. Garnacho ha un contratto in essere con i Red Devils, ma un progetto tecnico interessante come quello del Milan, unito alla possibilità di avere spazio da titolare, potrebbe convincere il giocatore.

Igli Tare, noto per i suoi colpi a sorpresa ai tempi della Lazio, sembra voler replicare il suo successo anche al Milan. L’arrivo di Garnacho darebbe nuova linfa all’attacco rossonero, offrendo qualità, velocità e imprevedibilità sulla fascia. Inoltre, sarebbe un segnale forte alla concorrenza, dimostrando le ambizioni del club per tornare ai vertici in Italia e in Europa.

Il calciomercato è ancora lontano dal vivo, ma i rossoneri si muovono con decisione: Garnacho potrebbe essere il primo grande nome della nuova era targata Tare.

Liverpool, paura durante la parata per il titolo: una macchina travolge la folla; la leggenda Kenny Dalglish: «Scosso dalla vicenda: non camminiamo mai da soli»

Liverpool, le parole della leggenda Kenny Dalglish, dopo il tragico incidente durante la parata per i festeggiamenti del titolo

La parata del Liverpool per festeggiare la vittoria della Premier League è stata sconvolta da un tragico incidente sul finale, quando un’auto ha investito la folla in Water Street, nel centro città. Ventisette persone sono rimaste ferite, tra cui un bambino in condizioni gravi, mentre quattro persone sono state estratte da sotto il veicolo. L’autore del gesto, un uomo britannico di 53 anni, è stato arrestato sul posto. La polizia, secondo il Daily Mirror, ha escluso la matrice terroristica. L’intervento tempestivo dei soccorsi ha evitato un bilancio ancora più drammatico, ma l’episodio ha lasciato la città e il mondo del calcio profondamente scossi. La società ha espresso vicinanza alle vittime e ha dichiarato di collaborare attivamente con le autorità locali.

Tra le voci più significative nel dolore collettivo spicca quella della leggenda del Liverpool Sir Kenny Dalglish, che ha condiviso un messaggio di grande empatia e solidarietà: «Scioccato, inorridito e profondamente addolorato per quanto accaduto alla fine della parata. I nostri pensieri e le nostre preghiere sono rivolti a tutti coloro che sono stati colpiti da questo tragico evento. Il nostro inno non è mai stato così significativo: You’ll Never Walk Alone. La vostra famiglia del Liverpool è con voi». Le sue parole hanno riecheggiato come un abbraccio simbolico della comunità calcistica, capace di unire e confortare nei momenti più bui. Anche altri ex giocatori dei Reds, come Jamie Carragher, Robbie Fowler e John Aldridge, hanno espresso shock e vicinanza, così come la Premier League, la FIFA e il Primo Ministro Keir Starmer, sottolineando la forza e l’unità di una città che sa stringersi nei momenti di difficoltà. Ma è proprio la voce di Dalglish, icona del club e della città, a farsi portavoce dell’anima del Liverpool, ricordando che in mezzo alla tragedia resta salda la promessa di non essere mai soli.

Scudetto conteso: Inter, Napoli e le scie di veleno arbitrale nella Serie A 2024-2025

Serie A, la lotta Scudetto si lascia dietro strascichi velenosi di contestazioni arbitrali: Inter, Napoli e le recriminazioni

La Serie A 2024-2025 ha emesso i suoi verdetti, con una lotta Scudetto che, come spesso accade in Italia, non è stata esente da episodi arbitrali controversi che hanno alimentato discussioni, sospetti e lamentele, in particolare da parte delle principali contendenti, Inter e Napoli. Il VAR, pur riducendo il numero di errori oggettivi, non ha spento le polemiche, spostando spesso il focus sull’interpretazione, sulla uniformità di giudizio e sul peso specifico di alcune decisioni chiave. Andiamo ad analizzare alcuni dei casi più discussi che hanno visto protagoniste le due squadre e come questi abbiano potenzialmente influenzato la corsa al titolo, secondo il dibattito mediatico.

Inter: quel dossier di perplessità e la sensazione di essere penalizzati

In casa Inter, al termine di una stagione tiratissima, il malcontento per alcune direzioni arbitrali è emerso a più riprese. La Gazzetta dello Sport e il Corriere dello Sport hanno riportato come la società nerazzurra e i suoi tifosi abbiano percepito una serie di episodi sfavorevoli. Si è parlato di un vero e proprio “dossier” di perplessità, alimentato da una presunta “difformità di giudizio in merito ad episodi simili“.

Un caso emblematico è stato il rigore concesso contro Bisseck in Inter-Lazio. La dinamica del tocco di mano del difensore interista, pur portando molti opinionisti e tifosi avversari a ritenerlo netto («è da manuale», «Bisseck ha fatto una sciocchezza», si legge in alcuni commenti riportati dalla Gazzetta), ha generato malumore in casa Inter per la percezione che episodi analoghi (come un presunto tocco di Baschirotto in Lecce-Inter) non avessero portato alla stessa sanzione. Il giornalista Fabrizio Biasin ha apertamente parlato di «troppi errori arbitrali contro l’Inter» come fattore che ha pesato sulla corsa Scudetto, pur riconoscendo gli inciampi della squadra.

Altre situazioni citate nel dibattito includono una spinta su Bisseck in area non sanzionata in Roma-Inter (errore poi ammesso anche dall’AIA, secondo il Corriere dello Sport) e dubbi su altre decisioni, tanto da far emergere commenti da parte di tifosi e opinionisti che parlavano di un bilancio di errori nettamente a sfavore dei nerazzurri. Un commento su Gazzetta.it (20 maggio 2025) di un presunto abbonato interista, pur ammettendo le colpe della squadra, sottolineava: «gli errori arbitrali ok ci sono e fanno male».

Napoli: il rigore tolto e la ricerca di uniformità

Anche sul fronte Napoli non sono mancate le discussioni. Un episodio che ha fatto molto rumore, come evidenziato dalla Gazzetta dello Sport in un articolo del 19 maggio 2025 intitolato “Polemiche e veleni“, è stato un rigore inizialmente assegnato al Napoli e poi tolto dopo la review del VAR per un presunto fallo a inizio azione (specificamente in Parma-Napoli, con un fallo di Simeone su Circati che ha annullato un successivo rigore per fallo di Lovik su Neres). Questo tipo di intervento del VAR, che va a sanare un’irregolarità pregressa, è spesso fonte di frustrazione quando cancella un potenziale vantaggio.

Le analisi di CalVAR (22 maggio 2025) hanno anche evidenziato un dato statistico curioso: il Napoli risultava essere l’unica squadra ancora a zero interventi OFR (On-Field Review) a favore in un determinato periodo della stagione, a fronte delle 5 della diretta concorrente Inter, un dato che, seppur statistico, ha alimentato la percezione di una certa “attenzione” o sfortuna con le decisioni arbitrali.

Lo stesso allenatore del Napoli, Antonio Conte con la sua consueta verve, ha commentato le polemiche VAR sottolineando come, sebbene «tutti si lamentano», le sue proteste avessero avuto una «risonanza diversa», quasi a voler evidenziare una maggiore pressione mediatica o una diversa percezione delle sue parole.

L’impatto sulla corsa scudetto: tra percezioni e classifiche virtuali

Inevitabilmente, ogni errore o presunto tale a favore o contro una squadra in lotta per il titolo scatena dibattiti sul suo “peso” specifico. Ci sono state le consuete «classifiche senza errori arbitrali» (arrivando a indicare un potenziale spareggio Inter-Napoli), tutta benzina sul fuoco delle discussioni, pur rimanendo esercizi teorici. La realtà è che la percezione dei “torti” subiti o dei “favori” ricevuti è parte integrante della narrazione di un campionato combattuto.

Mentre opinionisti come Ivan Zazzaroni (Direttore del Corriere dello Sport) lamentavano un generale abbassamento del livello arbitrale rispetto al passato, la stagione 2024-2025 ha confermato che, nonostante il VAR e gli sforzi di trasparenza di «Open VAR», il fattore umano e l’interpretazione restano centrali, e con essi, le polemiche che infiammano la passione dei tifosi, specialmente quando in palio c’è lo Scudetto.

Damien Comolli: acquisti, numeri e filosofia del manager nel mirino della Juve

Damien Comolli, alla scoperta del presidente del Tolosa, in queste ultime ore accostato alla Juve: la sua carriera, i suoi colpi top e i flop

Il nome di Damien Comolli, recentemente accostato da Tuttosport e altre testate a un possibile ingresso di rilievo nella dirigenza della Juve, appartiene a una figura che da decenni opera nel calcio europeo, lasciando un segno distintivo attraverso un approccio innovativo, specialmente nell’uso dei dati, e una carriera costellata di successi, intuizioni, ma anche di periodi controversi. Per comprendere appieno il profilo del manager francese, attuale presidente del Tolosa, è utile ripercorrere le tappe salienti del suo percorso, focalizzandosi sui suoi acquisti più significativi, sulle sue dichiarazioni programmatiche e sull’impatto avuto sulla gestione economica dei club in cui ha lavorato.

Gli inizi e l’affermazione della filosofia: da scout ad architetto

Partito come allenatore nelle giovanili del Monaco, Comolli si fa notare all’Arsenal (1996-2004) come scout sotto l’ala di Arsène Wenger. Qui contribuisce a segnalare e reclutare talenti che faranno la storia dei Gunners, come Kolo Touré, Gaël Clichy e Robin van Persie, pur specificando lui stesso di aver “raccomandato” più che “scoperto” un campione come Thierry Henry. Già in questa fase emerge la sua attenzione per giocatori tecnici con grande motivazione.

La prima vera sfida da direttore sportivo arriva al Saint-Étienne (2004-2005), seguita dal passaggio al Tottenham Hotspur (2005-2008). Agli Spurs, Comolli è responsabile di acquisti che si riveleranno cruciali, come Luka Modrić, Dimitar Berbatov e un giovanissimo Gareth Bale. Implementa un programma di sviluppo giovanile e introduce per primo nel club l’uso delle statistiche per migliorare il processo decisionale nel reclutamento. Dichiarerà in seguito di quel periodo, riflettendo su un errore: «Quando ho iniziato a dire ‘ne so più di tutti voi e non ascolterò’, è stato sbagliato», un’esperienza che lo ha segnato profondamente dopo l’esonero seguito a un difficile inizio di stagione, nonostante la vittoria di una Coppa di Lega.

Liverpool: l’era “Moneyball” tra luci e ombre

L’approdo al Liverpool (2010-2012) come Direttore della Strategia Calcistica prima e Direttore Sportivo poi, sotto la nuova proprietà di Fenway Sports Group (FSG), lo vede protagonista nell’implementazione di un approccio fortemente basato sull’analisi dati, antesignano del cosiddetto “Moneyball” nel calcio. Tra i suoi acquisti più celebrati figurano Luis Suárez e Jordan Henderson. Comolli stesso ha rivelato che uno dei motivi del suo licenziamento fu proprio l’acquisto di Henderson, ritenuto dai proprietari «uno spreco di soldi», mentre lui era convinto che sarebbe diventato il futuro capitano. Tuttavia, il periodo fu segnato anche da investimenti onerosi per giocatori che resero meno delle aspettative, come Andy Carroll e Stewart Downing, sebbene Kenny Dalglish, allora manager, si assunse la responsabilità delle scelte finali.

Fenerbahçe e la rinascita al Tolosa: dati, successi e conti

Dopo una parentesi al Fenerbahçe (2018-2020) come Direttore Sportivo, dove gestisce acquisti importanti (Slimani, André Ayew, Luiz Gustavo) e soprattutto realizza plusvalenze significative con le cessioni di giocatori come Elif Elmas al Napoli (16 milioni + bonus) e Vedat Muriqi alla Lazio (17 milioni + bonus), Comolli trova la sua consacrazione manageriale come Presidente del Tolosa, a partire dal luglio 2020, con l’acquisizione del club da parte di RedBird Capital.

Qui, la sua filosofia basata sui dati diventa il pilastro del club: «Prendiamo tutte le decisioni sulla base di dati e statistiche», ha affermato. E ancora: «La mia ossessione è come trovare un vantaggio competitivo sul mercato, e questo si ottiene usando i numeri quando reclutiamo allenatori e giocatori». Questo approccio, applicato a un club con «molti meno soldi di altri», ha portato alla vittoria della Ligue 2, alla promozione, e a uno storico trionfo nella Coppa di Francia nel 2023, oltre a una vittoria di prestigio contro il Liverpool in Europa League. Anche la gestione dei conti del Tolosa riflette questa strategia: ottimizzazione del budget trasferimenti e del monte ingaggi, valorizzazione dei giovani provenienti dall’accademia e aumento esponenziale delle presenze allo stadio. Comolli ha sottolineato l’importanza di una “cultura” di club unificata, con uno stile di gioco definito che si estende dalle giovanili alla prima squadra: «Non potrei nemmeno pensare di essere presidente di un club che non giochi un calcio propositivo e d’attacco».

Il suo percorso dimostra una costante evoluzione, con un forte accento sulla ricerca di vantaggi competitivi attraverso l’innovazione e una chiara visione strategica. Se le voci di un suo approdo in bianconero si concretizzassero, porterebbe con sé un bagaglio di esperienze eterogenee e un metodo di lavoro che nel calcio moderno sta diventando sempre più determinante.

Europa League: chi contro Bologna e Roma? Ecco tutte le squadre già qualificate

Europa League, ecco tutte le squadre già qualificate alla prossima edizione del torneo: Bologna e Roma le due italiane

La stagione 2025/26 dell’Europa League prenderà il via a settembre con la seconda edizione del nuovo format a 36 squadre in un girone unico. Come per la Champions, anche qui non ci saranno più gironi separati, ma una maxi fase iniziale dove ogni squadra affronterà otto avversarie diverse. Tra le partecipanti, figurano due italiane: il Bologna, vincitore della Coppa Italia sotto la guida di Vincenzo Italiano, e la Roma, quinta classificata in campionato, che sarà testa di serie al sorteggio. L’accesso diretto alla competizione è stato garantito anche alle migliori classificate nei principali campionati europei che non hanno centrato la qualificazione alla Champions League, oltre alle vincitrici delle coppe nazionali.

Tra le altre qualificate troviamo il Crystal Palace (vincitore della FA Cup) e l’Aston Villa per l’Inghilterra, mentre in Spagna tocca a Real Betis e Celta Vigo, rispettivamente sesta e settima nella Liga. In Germania sarà la volta di Stoccarda (che ha trionfato in Coppa di Germania) e Friburgo, fermatosi al quinto posto in Bundesliga. La Francia sarà rappresentata da Lione e Lille, rispettivamente quinta e sesta in Ligue 1, con il Nizza potenziale terzo club in caso di eliminazione dai playoff di Champions. Tra le sorprese, il Go Ahead Eagles approda all’Europa League grazie alla vittoria della coppa olandese, mentre il Porto torna nel secondo torneo continentale dopo il terzo posto in Portogallo. A completare il quadro saranno 24 squadre provenienti dai playoff estivi, di cui 11 retrocesse dalla Champions e le restanti vincitrici degli spareggi della stessa Europa League. Con la nuova formula e un mix tra storiche presenze e sorprendenti esordi, la competizione promette un’edizione ricca di storie, incroci inediti e grande equilibrio.

Champions League, si disegna la mappa della prossima edizione: già 29 le squadre qualificate tra big, esclusioni e sorprese

Champions League, comincia a delinearsi la mappa europea per la prossima stagione: 29 le squadre già qualificate

Con la conclusione dei campionati in Italia, Inghilterra e Spagna, si delinea il quadro delle 36 squadre che prenderanno parte alla prossima Champions League, seconda edizione del nuovo formato a girone unico con otto giornate. Al momento sono 29 le qualificate, mentre le restanti 7 usciranno dai playoff estivi. Il meccanismo della maxi fase non è cambiato rispetto alla scorsa stagione, e se il primo anno ha avuto un carattere sperimentale, il secondo dovrebbe essere più stabile. Le fasce delle teste di serie restano, ma contano meno rispetto al passato: ogni club affronterà due squadre per fascia, ma con incroci più ampi e risultati influenzati da molteplici variabili. Dopo la classifica generale, le prime 24 accederanno alla fase a eliminazione diretta, che partirà da febbraio.

Il torneo vedrà la partecipazione delle grandi d’Europa: il Real Madrid, già a quota 15 trionfi, avrà per la prima volta in panchina Xabi Alonso; Bayern Monaco e Liverpool (sei coppe ciascuno), Barcellona (cinque), Chelsea, Manchester City e PSG formeranno l’élite della prima fascia. Rientra anche l’Ajax, storico club olandese con quattro trofei, mentre restano escluse corazzate come Manchester United, Porto e Milan (sette coppe), in un’edizione dove il contingente italiano si riduce. Infatti, non è più previsto l’accesso per una quinta squadra come nel 2024: Inghilterra e Spagna, in testa al ranking UEFA, porteranno undici club complessivi. La Premier League conferma il proprio dominio anche grazie al successo europeo del Tottenham, che si aggiunge a Arsenal e Newcastle tra le qualificate. Tra le italiane, l’Inter sarà in prima fascia, Juve e Atalanta nella seconda, il Napoli in terza. Da segnalare anche il ritorno del Napoli dopo una stagione d’assenza e la continuità dell’Atalanta, ormai una realtà stabile in Europa. Tra le sorprese, l’Olympiacos è già qualificato grazie al ribilanciamento tra federazioni, e soprattutto l’Union Saint-Gilloise, club belga che torna sul palcoscenico europeo dopo 90 anni con un’incredibile vittoria nel campionato nazionale.

Real Madrid, è scattato il giorno X: ieri la presentazione di Xabi Alonso

Real Madrid, ieri la presentazione di Xabi Alonso: tanti sorrisi e poche parole per il tecnico basco: c’è subito il Mondiale per Club per lui

Xabi Alonso ha tenuto la sua prima conferenza stampa da allenatore del Real Madrid, iniziando ufficialmente un’avventura carica di aspettative. L’ex tecnico del Bayer Leverkusen, 43 anni, ha mostrato emozione ma anche prudenza, consapevole del salto in un ambiente che vive di pressione e prestigio. A Valdebebas, lo spettro di Carlo Ancelotti, che ha lasciato tra gli applausi dopo oltre 700 conferenze in bianco, era inevitabilmente presente. Xabi ha sorriso molto ma detto poco, evitando le risposte nette sui grandi temi: dal futuro di Modric al dualismo Vinicius-Mbappé, dai dubbi tattici alle tensioni con alcuni giocatori. Per ora ha preferito rifugiarsi in parole chiave come «duttilità» e «voglia di far bene», rimandando i dettagli a tempi più maturi. Il cambio di dimensione rispetto alla sala stampa di Leverkusen si è fatto sentire, ma la sensazione è che il tecnico basco, considerato intelligente e preparato, saprà adattarsi in fretta.

Alonso ha già un primo obiettivo davanti: il Mondiale per Club, in programma dal 17 giugno negli Stati Uniti a cui parteciperanno anche Inter e Juve. Un torneo che inizialmente non desiderava affrontare da allenatore del Real, ma che ha accettato per due motivi principali: avere più tempo per conoscere la squadra e puntare al primo trofeo stagionale. Le difficoltà però non mancano, soprattutto per la gestione di una rosa che arriverà stanca e decimata dagli impegni con le nazionali. I giocatori torneranno solo a fine mese, in molti casi provati e con poca voglia di rinunciare alle vacanze, che rischiano di slittare a metà luglio. In mezzo, il nuovo tecnico dovrà cominciare a costruire il suo Real, consapevole delle enormi pressioni e delle ambizioni di un club abituato a vincere. Alonso ha voluto ringraziare con calore Ancelotti, definendolo «una magnifica persona» e «una grande influenza» sulla sua carriera. Dopo le esperienze da giocatore (2009-2014) e allenatore del settore giovanile, Xabi raccoglie il testimone con umiltà e orgoglio, firmando un contratto triennale per la sfida più importante della sua vita professionale.

Zola e il ricordo di Vialli: «Al Chelsea regalò un’auto… Gli scherzi? Indescrivibili! E sull’Inter Champions penso questo…»

Le parole di Gianfranco Zola alla Golf Cup della Fondazione Vialli e Mauro: il ricordo del suo compagno di squadra al Chelsea e amico

Gianfranco Zola, l’indimenticabile «Magic Box» del calcio, ha mostrato ancora una volta il suo grande cuore. Ieri, l’ex fantasista di Chelsea e Parma ha partecipato con il consueto entusiasmo alla Golf Cup della Fondazione Vialli e Mauro, unendo la sua passione per il golf al sostegno per la ricerca e la solidarietà. Ecco le sue parole, raccolte da Tuttosport.

LA VIALLI E MAURO GOLF CUP – «É un appuntamento bellissimo. Parteciparvi, per me, significa spendere una giornata in modo piacevole incontrando molte persone e amici e giocando a golf, che è una mia grande passione. Ma, soprattutto, significa avere l’opportunità di dare una mano e aiutare le persone che ne hanno bisogno. Si tratta di un evento che facciamo ormai da tantissimi anni e fa piacere consta tare che l’associazione ha fatto tanto e lo continua a fare. Anche se probabilmente manca una delle persone più im portanti, uno dei fondatori, che è Luca. Fermo restando che quello che ha fatto Luca è ancora palpabile».

VIALLI EMOZIONA ANCORA – «Aveva una grandissima personalità e un grandissimo carisma, sì. Estremamente intelligente, e questo si percepiva. Non puoi non ammirare persone che hanno questa personalità».

INSIEME AL CHELSEA – «Ho la fortuna di avere condiviso tanti bei momenti con Gianluca. Da giocatore a giocatore e da giocatore ad allenatore. Era una persona molto avanti nelle cose. Vi racconto un aneddoto. Noi avevamo una persona, lì al Chelsea, che ci aiutava tanto: un signore di mamma italiana e papà inglese. Luca, proprio agli inizi, ebbe l’idea: parlò con me e con Di Matteo e ci mettemmo d’accordo per regalargli un’auto. Immaginatevi che sorpresa… E lo sottolineo: è vero che partecipammo anche io e Roberto, ma l’idea e l’iniziativa furono di Luca con la sua sensibilità e generosità».

FAMOSO PER GLI SCHERZI – «Sì (ride. ndr), era molto simpatico a chi non li subiva, gli scherzi… Io qualche volta ci sono passato di mezzo. Ma non posso raccontare! Scherzi indescrivibili… Alla lunga, comunque, sono cose che ricordi con molto piacere».

L’INTER PUO’ VINCERE LA CHAMPIONS – «Me lo auguro con tutto il cuore anche perché la ritengo una delle realtà più forti d’Europa. Una squadra e una società fantastiche. Se lo meriterebbe, anche se ovviamente non sarà semplice. A prescindere, resta il fatto che l’Inter è una bellissima realtà di tutta l’Italia».

Lazio, senza Europa il destino di Baroni sembra segnato: addio imminente?

Si va verso un epilogo amaro tra la Lazio e Marco Baroni: la mancata qualificazione alle coppe europee decisiva per l’addio del tecnico

La fine del rapporto tra Marco Baroni e la Lazio sembra ormai imminente. Dopo una stagione chiusa senza la qualificazione alle coppe europee, la fiducia tra il tecnico e il club si è progressivamente sgretolata. Come riportato da la Gazzetta dello Sport, un summit tra Baroni, il presidente Claudio Lotito e il direttore sportivo Angelo Fabiani è previsto a breve per valutare ufficialmente la possibilità di una separazione consensuale. Il contratto del tecnico, in scadenza nel 2025 e dal valore di 1,3 milioni di euro a stagione, non dovrebbe rappresentare un ostacolo insormontabile. La delusione per i mancati obiettivi stagionali, unita ad alcune frizioni interne, ha segnato profondamente il rapporto: lo stesso Baroni ha lasciato intendere, dopo la sconfitta con il Lecce, di non escludere l’addio, accennando anche a uno spogliatoio poco concentrato e già proiettato verso le vacanze. La società, in un comunicato ufficiale, si è assunta le responsabilità del fallimento, escludendo i tifosi da ogni colpa e promettendo un rilancio ambizioso.

La mancata qualificazione europea ha cambiato drasticamente anche le strategie per il futuro. Sempre secondo la Gazzetta dello Sport, prima della gara con il Lecce i biancocelesti erano ancora orientati a confermare Baroni, ma l’epilogo amaro della stagione ha imposto una riflessione profonda. In caso di separazione, si valutano diversi profili per la panchina: il favorito sembra essere Patrick Vieira, attualmente legato al Genoa fino al 2026. In lizza anche ex glorie biancocelesti come Miro Klose, Alessandro Nesta e Sérgio Conceição, nomi che scaldano l’ambiente ma su cui pesano diverse incognite. Non va escluso neppure un ritorno di Maurizio Sarri, molto apprezzato dalla tifoseria e compatibile con un progetto fondato su giovani talenti. Più difficile, invece, la pista che porta a Thiago Motta. Prima però, la Lazio dovrà risolvere ufficialmente la questione Baroni e voltare pagina con un progetto tecnico completamente rinnovato.

Fabregas, il Como fa muro alla Roma: il tecnico sta bene in riva al lago, ma a Trigoria sperano nel colpo di scena

La Roma non molla la presa su Fabregas: è lui il nome preferito per il post Ranieri, ma il Como fa muro: il tecnico per loro è incedibile

Il Como si gode una stagione straordinaria chiusa con un inatteso decimo posto in Serie A, ma deve anche fare i conti con il forte interesse della Roma per Cesc Fabregas. Il tecnico spagnolo, legato al club lariano da un contratto fino al 2028 e ormai perfettamente inserito nella realtà lombarda e familiare di Lugano, è considerato incedibile sia dalla società che dai tifosi. Il Como ha già respinto un’offerta del Bayer Leverkusen poche settimane fa e appare determinato a fare lo stesso con il corteggiamento giallorosso. La società punta forte su Fabregas non solo per il presente ma anche per il futuro: l’ex campione del mondo è anche azionista del club e partecipa attivamente alla costruzione della rosa, contattando personalmente i giocatori e illustrando loro il progetto. L’interesse per Yeremay Hernandez del Deportivo ne è un chiaro segnale, anche se l’operazione è complicata da una clausola da oltre 30 milioni. Il Como, in sostanza, lo considera un “manager all’inglese”, già pienamente coinvolto nella programmazione estiva.

Tuttavia, a Roma non si arrendono. La Gazzetta dello Sport spiega che la Roma ha individuato proprio in Fabregas il profilo ideale per aprire un nuovo ciclo, dopo l’addio di Daniele De Rossi e con Claudio Ranieri ora nelle vesti di senior advisor. È stato proprio Ranieri a spingere per il nome dello spagnolo, definendolo «uno degli allenatori top nei prossimi 3-4 anni». I contatti tra Florent Ghisolfi, responsabile dell’area tecnica giallorossa, e Carlalberto Ludi, ds dei lariani, sono già iniziati, ma al momento non hanno portato ad alcuna apertura. Fabregas, pur ammettendo lusinghe da club italiani e stranieri, non ha manifestato l’intenzione di lasciare il Como, a cui resta profondamente legato. Il capitano Patrick Cutrone ha dichiarato che l’allenatore ha già fissato il rientro per il 10 luglio, confermando la volontà di proseguire insieme. A oggi, quindi, Como resta casa sua, ma a Trigoria sperano ancora nel colpo di scena.

Paolo Zanetti, l’eroe della salvezza: «Ho dato l’anima. Il mio futuro al Verona? Con la nuova proprietà si vedrà… Ecco perché non ho parlato prima delle gare»

Le parole di Paolo Zanetti, tecnico del Verona, dopo la salvezza conquistata con gli scaligeri e sul suo futuro sulla panchina gialloblù

La Gazzetta dello Sport ospita oggi un’intervista di Paolo Zanetti, architetto della salvezza del Verona. Con pragmatismo e spirito battagliero, il tecnico ha guidato i gialloblù al mantenimento della Serie A, un traguardo fondamentale raggiunto al termine di una stagione impegnativa e combattuta, confermando le sue qualità di condottiero per la gioia dei tifosi. Paolo Zanetti, ha conquistato una salvezza fondamentale. Tra mille difficoltà e con grande determinazione, ha guidato la squadra gialloblù al mantenimento della Serie A, confermandosi allenatore capace di compiere imprese ardue e decisive per il club.

I TANTI INFORTUNI: SERDAR, DUDA, TENGSTEDT – «Sì, aggiungo Harroui. Gli infortuni fanno parte del gioco. La nostra bravura è che siamo riusciti sempre a sopperirvi con il lavoro di squadra. Abbiamo fatto punti anche quando eravamo rimaneggiati, affidandoci alle risorse della rosa e mai ai singoli. Questo è il nostro segreto».

LA FIDUCIA DI ZANZI – «Sì, ci è sempre stato vicino in questo finale. È venuto in ritiro, era nello spogliatoio a Empoli. Chiaro, sentiva l’obiettivo come fondamentale anche per la sopravvivenza del club perché ripartire dalla B non è la stessa cosa che farlo dalla A. Ripeto, sentivamo questa responsabilità addosso, siamo riusciti a stare dentro a questa pressione. Verona è una piazza meravigliosa e anche giustamente molto esigente e quindi dovevamo tirare fuori non solo la migliore parte tecnica ma anche quella emotiva».

IL SILENZIO PRMA DELLE GARE – «È stata una scelta condivisa con la società. Volevamo far passare il messaggio che fossimo concentrati sul lavoro, sui fatti. E parlare di meno».
LA SQUADRA – «Con la squadra ho sempre avuto un ottimo rapporto. Un feeling, una simbiosi che i ragazzi hanno subito mostrato in campo come risposta alla crisi. Dimostrando di essere con me al cento per cento
».

RIPARTIRE INSIEME – «Non lo so. Abbiamo una proprietà nuova. Fino a ieri ci siamo concentrati sul risultato sportivo. Ora ci siederemo e ne parleremo. Sicuramente sarà un altro anno di forti cambiamenti. Un altro nuovo corso. Io ho dato l’anima come sempre, tutto quello che ho, centrando gli obiettivi. La priorità, per quanto mi riguarda, è l’Hellas Verona».

Milan, le opzioni per l’allenatore stanno finendo: ecco il nuovo obiettivo di Tare per la panchina

Milan alla ricerca di un allenatore: al momento tutti i nomi nel mirino di Tare sembrano destinati ad altre panchine, ecco il nuovo obiettivo

Il Milan si trova ancora senza un nuovo allenatore, mentre le prime scelte sembrano via via sfumare. Secondo La Gazzetta dello Sport, Vincenzo Italiano – gradito al nuovo direttore sportivo Igli Tare – è vicino al rinnovo con il Bologna. Massimiliano Allegri è più vicino al Napoli che a Milano, e Antonio Conte – che Furlani ha ammesso tardivamente come occasione persa – potrebbe tornare alla Juve. Roberto De Zerbi, tra i più apprezzati dalla tifoseria rossonera, è stato confermato dal Marsiglia. Gian Piero Gasperini resta in attesa di definire il futuro con l’Atalanta, ma nulla è certo. Il Milan, insomma, resta alla finestra, nella speranza di un colpo di coda, ma con la sensazione che il proprio destino sia legato alle scelte altrui, più che a una strategia incisiva da grande club. In caso di margherita completamente sfogliata, restano vive alcune piste alternative.

La più concreta, secondo La Gazzetta dello Sport, è quella che porta a Thiago Motta, reduce da una breve e turbolenta esperienza alla Juventus. Il Milan lo aveva già seguito un anno fa, ma fu la Juve ad anticipare tutti. Ora, con entrambe le parti in cerca di rilancio, il matrimonio potrebbe davvero realizzarsi. Le perplessità ci sono, ma Motta resta un nome stimato in Italia e all’estero. Per chi storce il naso per un tecnico allontanato da Torino, viene ricordato il precedente di Carlo Ancelotti, che nel 2001 arrivò al Milan proprio dopo un’esperienza non esaltante in bianconero. In alternativa, resta sullo sfondo Roberto Mancini, non tra le prime scelte, ma con un palmarès di alto livello nonostante l’assenza da club dal 2018. Più complicate le ipotesi Sarri (per via dei rapporti freddi con Tare) o scommesse come Farioli. Quanto a Conceição, sotto contratto fino al 2026, sembra destinato comunque a lasciare: prima però, Tare vuole incontrarlo per chiarire i termini dell’addio.

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