Pagina 222 – Calcio News 24

Bernardo Silva ha deciso il suo futuro: sarà addio a fine stagione a zero dal Manchester City! Quando deciderà la sua prossima destinazione

Bernardo Silva lascerà a fine stagione a parametro zero il Manchester City! Quale sarà la sua prossima destinazione

La Juventus osserva con estrema attenzione le grandi manovre del mercato internazionale, consapevole che la prossima sessione estiva potrebbe regalare colpi a sorpresa in grado di spostare gli equilibri. All’orizzonte, infatti, si sta profilando un’opportunità di altissimo livello per rinforzare il reparto offensivo e la trequarti bianconera. Il nome che sta infiammando le indiscrezioni di mercato è quello di uno dei talenti più cristallini del panorama europeo, pronto a iniziare un nuovo capitolo della sua carriera.

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L’indiscrezione di mercato: addio al Manchester City

Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano sul proprio profilo X, Bernardo Silva ha ormai pianificato in modo definitivo il proprio futuro professionale. Il fantasista ha infatti deciso di lasciare il Manchester City a parametro zero durante la prossima estate, mettendo la parola fine a una lunga e vincente epopea con la maglia dei Citizens. I segnali lanciati dal calciatore portoghese alla dirigenza inglese sono stati inequivocabilmente chiari fin dal mese di gennaio, e la sua drastica decisione appare ormai presa e irreversibile.

Sirene estere e la scelta a fine stagione

Nonostante la ferma volontà di cambiare aria, l’addio non avverrà prima del tempo prestabilito. Il giocatore sceglierà la sua prossima destinazione definitiva solo dopo aver concluso l’attuale stagione agonistica con la squadra inglese, volendo concentrarsi prima sugli obiettivi sportivi rimasti. Nel frattempo, i corteggiatori non mancano di certo: si registra infatti l’interesse di diversi club europei, oltre alle immancabili e ricchissime sirene provenienti dall’Arabia Saudita e dalle ambiziose franchigie della MLS americana.

La strategia della Vecchia Signora

In questo intricato scenario internazionale si inserisce la Vecchia Signora. La possibilità di ingaggiare un top player di tale caratura tecnica ed esperienza internazionale, senza l’onere di dover pagare il cartellino, stuzzica enormemente i vertici bianconeri, da sempre attenti alle occasioni d’oro offerte dal mercato dei futuri svincolati. La Juve, da tempo sulle tracce del geniale calciatore lusitano, resta vigile alla finestra. La dirigenza studia la strategia migliore per tentare l’affondo, pur essendo pienamente consapevole che la concorrenza sarà agguerrita e spietata. L’eventuale arrivo di un fuoriclasse del suo calibro garantirebbe alla squadra quel salto di qualità tecnico fondamentale per competere ai massimi vertici.

Trapani resta in Serie C o no? La decisione ufficiale della Corte Federale d’Appello, ecco qual è la sentenza per il club siciliano

Trapani rimane in Serie C o no? La decisione ufficiale della Corte Federale d’Appello, la sentenza per il club siciliano

Il Trapani tira un sospiro di sollievo e mantiene la categoria, scongiurando lo scenario peggiore per i propri tifosi. La Corte d’Appello della FIGC ha ufficialmente respinto il ricorso avanzato dalla procura federale, confermando la permanenza del club siciliano nel campionato di Serie C. Al centro del delicato dibattimento c’era la sentenza di primo grado emessa il 9 marzo dal Tribunale federale, che aveva sanzionato la società granata con una penalizzazione di 5 punti in classifica da scontare nell’attuale annata sportiva, a causa di accertate irregolarità amministrative. L’accusa, ritenendo la pena decisamente troppo lieve, premeva invece per la clamorosa esclusione dal campionato.

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Le decisioni della Corte e la classifica del Girone C

L’intero iter giudiziario aveva preso il via lo scorso 3 gennaio, quando la società era stata deferita in seguito alle attente segnalazioni della commissione indipendente incaricata di vigilare sull’equilibrio economico-finanziario dei club professionistici. Nello stesso provvedimento odierno, la Corte ha inoltre dichiarato inammissibile il contro-ricorso presentato dal Trapani, il quale puntava a ottenere la revoca di una precedente penalizzazione di 8 punti inflitta nel maggio 2025, sempre per violazioni di natura amministrativa.

Alla luce di queste sentenze, la graduatoria del girone C di Serie C non subisce alcuna variazione. La compagine siciliana resta attualmente bloccata al 18° posto con 27 punti totali, un bottino che deriva dai 47 punti effettivamente conquistati sul rettangolo verde, a cui vanno però sottratti i pesantissimi 20 punti complessivi di penalizzazione accumulati finora nel corso del torneo.

Nuova udienza in Tribunale per il presidente Valerio Antonini

Le battaglie legali per il club, tuttavia, non sono ancora giunte al termine. Proprio domani, la dirigenza dovrà presentarsi nuovamente davanti al Tribunale federale per discutere un nuovo e spinoso deferimento. Le contestazioni riguardano il mancato pagamento di Irpef e contributi Inps sugli emolumenti della passata stagione, legati a un accordo stipulato con l’Agenzia delle Entrate. Sotto la lente d’ingrandimento della giustizia sportiva ci sono anche gli stipendi saldati fino a dicembre 2025 tramite conti correnti riconducibili direttamente al presidente Valerio Antonini, bypassando il conto ufficiale della società.

Per questa udienza, la richiesta della procura federale sarà differente. Poiché il bimestre oggetto delle verifiche è stato nel frattempo regolarizzato dal club, non verrà domandata l’esclusione dal campionato. Stando alle norme vigenti, la sanzione massima applicabile consisterà in una nuova penalizzazione in classifica — stimata presumibilmente in altri 5 punti — che andrebbe ad aggravare ulteriormente il fardello da scontare nella stagione in corso.

Brasile, Ancelotti torna a convocare Danilo: «Farà parte della squadra, ho scelto!». L’annuncio del ct

Brasile, Ancelotti torna a convocare Danilo: «Farà parte della squadra, ho scelto!». L’annuncio del ct verdeoro in vista dei Mondiali 2026

Intervenuto in conferenza stampa, il ct del Brasile, Carlo Ancelotti, ha parlato così delle prossime convocazioni in vista dei Mondiali 2026, preannunciando la presenza di Danilo: il difensore ex Juve, tornerà dunque a vestire la maglia verdeoro.

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BEL GIOCO – «Bel gioco? Gli ultimi due Mondiali vinti dal Brasile sono stati conquistati unendo talento e difesa. Con ‘Felipão’ (Scolari, ndr) e i suoi tre difensori centrali nel 2002, per esempio, e nel 1994 Parreira utilizzò due linee di quattro per sfruttare Romario in attacco».

PRAGMATISMO – «Non c’è altro modo che difendere bene. Il Mondiale lo vince la squadra che subisce meno gol, non quella che ne segna di più. Non mi piace essere definito difensivo, ma è molto importante per la squadra».

IDEA DI GIOCO – «Abbiamo analizzato molti giocatori e abbiamo un’idea molto chiara e definita per la prima partita, e abbiamo anche una lista definitiva dei giocatori. Vogliamo movimento in attacco, magari con un centravanti di riferimento, ma con movimenti che rendano la partita imprevedibile. Abbiamo bisogno di calma e compostezza, e anche di critiche, ovviamente, ma anche se la cosa più importante è il risultato, alcuni risultati sono più importanti di altri, e quello importante è la Coppa del Mondo».

LE STELLE VERDEORO – «Madrid è Madrid e il Brasile è il Brasile. Con Raphinha e Vini abbiamo due dei migliori al mondo. Dobbiamo fare in modo che contribuiscano con tutta la qualità che stanno dimostrando ora alla squadra, ma so che faranno bene grazie al loro carattere e alla loro personalità. Danilo? Sarà sicuramente nella lista definitiva dei 26, perché mi piace come carattere, come personalità, come giocatore. Può giocare in tutte le posizioni difensive. Quindi, tra i nove difensori, Danilo ci sarà».

ENDRICK – «Conoscevo Endrick come attaccante, come centrale, e ora gioca più sull’ala, e se la cava bene anche lì. È una posizione che richiede più lavoro difensivo, ma per la sua età e corporatura, ci riesce, è in grado di farlo. Stiamo seguendo la sua crescita, come molti altri, sarà senza dubbio il futuro della nazionale».

Palladino Atalanta, avanti insieme: pronto il rinnovo! Intesa vicina per il tecnico, con cui il club programma il futuro

Palladino Atalanta, avanti insieme: pronto il rinnovo! Intesa vicina per il tecnico, con cui il club programma il futuro: il piano della Dea

L’Atalanta vuole ripartire da Raffaele Palladino e consolidare il nuovo corso tecnico avviato dopo l’esonero di Ivan Juric. Arrivato sulla panchina nerazzurra lo scorso 11 novembre 2025, l’allenatore campano ha rapidamente conquistato la fiducia della famiglia Percassi, rilanciando la squadra in questi mesi e riportandola stabilmente in corsa per l’Europa. Il club bergamasco, infatti, considera il tecnico una figura centrale del progetto e starebbe già lavorando per blindarlo con un nuovo accordo. L’attuale contratto scade nel 2027, ma l’idea della società è quella di allungarlo fino al 2029, lanciando un segnale chiaro di continuità e programmazione.

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Atalanta Palladino, i risultati hanno convinto i Percassi

Il rendimento ottenuto da Palladino da novembre in poi ha rafforzato ulteriormente la sua posizione. L’Atalanta, che al momento del cambio in panchina occupava il 13° posto, ha saputo risalire la classifica fino a inserirsi nella lotta per le zone europee, costruendo anche un percorso credibile nelle coppe. Proprio questa crescita ha spinto il club a muoversi con anticipo, senza attendere l’estate per impostare i discorsi sul futuro. Secondo le ricostruzioni emerse nelle ultime settimane e riportate da Calciomercato.com, l’incontro tra la dirigenza e l’entourage del tecnico c’è già stato, anche se la fumata bianca non è ancora arrivata. Il messaggio, però, resta netto: l’Atalanta vuole continuare con Palladino e aprire un ciclo tecnico duraturo.

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Rinnovo Palladino, la Dea vuole blindare il suo allenatore

La proposta di prolungamento fino al 2029 va letta anche in una chiave strategica. Oltre a premiare il lavoro svolto fin qui, la società punta a proteggersi dall’interesse di altri club e a costruire basi solide per il prossimo futuro. Il profilo di Palladino, allenatore giovane, ambizioso e già capace di incidere in tempi brevi, è considerato perfetto per una realtà come Bergamo, che da anni privilegia programmazione e crescita. In città qualcuno continua a evocare il passato e il nome di Gian Piero Gasperini, ma il club sembra aver scelto con decisione di guardare avanti. L’orizzonte è chiaro: proseguire con Palladino e dare continuità a un progetto che vuole restare competitivo in Italia e in Europa.

Padova, stagione finita per il Papu Gomez! Che tegola per il club veneto

Padova, stagione finita per il Papu Gomez! Che tegola per il club veneto: le condizioni dell’attaccante argentino ex Atalanta

La stagione di Alejandro Gomez con la maglia del Padova si chiude con largo anticipo. L’attaccante argentino, arrivato in Veneto nell’estate del 2025 dopo la fine della lunga squalifica per doping, dovrà fermarsi ancora a causa dei persistenti problemi alla caviglia, un ostacolo che ne ha fortemente limitato il rendimento negli ultimi mesi. Secondo quanto riferito da Sky Sport, il quadro clinico ha portato alla decisione di intervenire chirurgicamente, con uno stop previsto di circa tre mesi tra recupero, terapie e fase di riatletizzazione. Per il Papu, dunque, il campionato di Serie B è già terminato.

Papu Gomez Padova, nove presenze e un ritorno frenato dagli infortuni

Il bilancio stagionale dell’ex fantasista di Atalanta e Monza si ferma a 9 presenze complessive, con 565 minuti raccolti dal ritorno in campo dopo la squalifica. Il debutto era arrivato il 22 novembre contro il Venezia, in un momento che sembrava poter segnare l’inizio di una seconda parte di stagione diversa. Invece, i continui problemi fisici hanno compromesso la continuità del numero 10 biancoscudato. Dopo i 90 minuti disputati contro il Mantova il 17 gennaio, Gomez si era già fermato una prima volta, restando ai box per oltre un mese e saltando diverse gare decisive. Il rientro del 21 marzo contro il Palermo, con uno spezzone da 32 minuti, non è bastato per cambiare il quadro: la scelta di operarsi è diventata inevitabile.

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Padova, Breda perde un uomo chiave nel rush salvezza

L’assenza del Papu Gomez pesa in un momento molto delicato per il Padova, che dovrà affrontare senza di lui le ultime giornate della corsa salvezza. Il club veneto ha da poco cambiato guida tecnica, esonerando Matteo Andreoletti e affidando la panchina a Roberto Breda, chiamato a condurre i biancoscudati verso la permanenza in categoria. In questo contesto, l’esperienza e la qualità dell’argentino avrebbero potuto rappresentare un valore aggiunto importante. Invece, il suo primo anno a Padova si chiude con molte più difficoltà che soddisfazioni. Il contratto del giocatore resta valido fino al 30 giugno 2027, ma ormai tutti gli sguardi sono rivolti alla prossima stagione, quando proverà a ripartire dopo un’annata segnata dagli stop.

Conferenza stampa Gattuso pre Bosnia Italia: «Loro metteranno il bus? Rispondo così. Se non dovessimo andare ai Mondiali…»

Conferenza stampa Gattuso pre Bosnia Italia: le parole del ct degli azzurri alla vigilia della finale playoff per l’accesso ai Mondiali 2026

La conferenza stampa di Rino Gattuso: il commissario tecnico della Nazionale italiana si presenterà in sala stampa intorno alle ore 19:30 per parlare della finale playoff per i Mondiali 2026 di domani tra la Bosnia e l’Italia.

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Le sue parole a Sky Sport.

EMOZIONI E RESPONSABILITA’ – «Penso che chi gioca a calcio vive per notti di questo tipo. Se non hai questo vuol dire che devi smettere o di giocare o di allenare. Ci giochiamo tanto perché non abbiamo giocato gli ultimi due mondiali. Daremo tutto. Sento grande responsabilità dal primo giorno che ho preso in mano la Nazionale. Non posso pensare se succederà qualcosa di positivo o di negativo. Voglio trasmettere fiducia ai miei perché so che possiamo raggiungere questo obiettivo. In questi mesi il gruppo è migliorato tanto. Oggi dobbiamo consapevoli che con mentalità, voglia e capacità di soffrire abbiamo raggiunto obiettivi inaspettati».

Inizia la conferenza stampa.

SENSAZIONI – «Uguale a quando eravamo a Bergamo, cambia poco. Oggi ci giochiamo tanto, lo sappiamo io, il mio staff, i miei giocatori. Giochiamo contro una squadra forte, con giocatori di qualità, forti fisicamente. Ci vuole una grandissima Italia per riuscire a coronare il sogno di tornare ai Mondiali».

I MOTIVI PER ESSERE POSITIVI – «Spero di non deluderli, scenderemo in campo con grande voglia e veemenza. È l’aspetto più importante della nostra storia calcistica, siamo diventati campioni pur non essendo i più forti, ma con grande cattiveria agonistica e sofferenza. Non deve mancare questo».

PAURA – «Quando fai il calciatore o l’allenatore… Le partite sono difficili, soprattutto quando non puoi sbagliare, non puoi fallire. Poi puoi dire quel che vuoi ai calciatori. Loro vanno in campo e tatticamente l’altra sera l’abbiamo sbagliato. Secondo me qualche problematica, sotto l’aspetto tattico, l’abbiamo trovata. Siamo stati molto bravi, la verità è una sola. Parlo del mio percorso: noi sette mesi fa non eravamo questi, soffrivamo gli avversari, arrivavano facilmente in porta, ci creavano occasioni da gol. In sette mesi questa squadra nell’annusare il pericolo, lavorare in maniera diversa, è migliorata. Forse non abbiamo giocato in maniera ultra-offensiva e ci sta essere meno brillanti. Preferisco in questo momento una squadra che stia bene in campo, che soffra meno, per essere meno belli. Pensiamo ad essere concreti».

SUL TERRENO DI GIOCO – «Non dobbiamo pensare a quello. È un alibi. Se il campo è brutto lo è per entrambi, la partita bisogna giocarla. Se pensiamo al campo, alla tribuna… No, è da deboli. L’ho visto il campo e può andare. Io ho fatto un anno qui vicino, so bene cosa vuol dire. I campi brutti erano quelli dove giocavo con l’Hajduk. Sinceramente anche se fosse stato brutto possiamo fare poco. Dobbiamo pensare a che squadra sono loro».

IL CT DELLA BOSNIA HA DETTO CHE PIAZZERA’ IL BUS? – «Sergej Barbarez è un grande giocatore di poker… Lo apprezzo. Giocava attaccante, capelli biondi, al Leverkusen, all’Amburgo. È un allenatore preparato, si sa far volere bene, entra nell’animo dei suoi calciatori. Era un giocatore importante, con la maglia della Nazionale penso che abbia fatto 45-47 partite, segnato diversi gol. Lasciamo stare i discorsi della polemica con Dimarco, quelle sono stupidaggini. Siamo stati stupidi noi a farci del male da soli. Abbiamo sempre saputo che la Bosnia è di qualità, fisica, quando ti viene addosso si fa sentire. Sa soffrire e sa giocare, i due attaccanti, quando devono ricevere il cross, sanno muoversi molto bene. Per legare il gioco fanno robe interessanti con Dzeko. Sanno cosa devono fare. Scherzava? Lo avevo capito. Gli sto facendo un complimento, mi piace molto come personaggio».

COSA SUCCEDE SE NON CI QUALIFICHIAMO? – «Non credo sia la sede adatta. Sicuramente posso parlare di me, sarà una delusione. Una mazzata importante, dovrò assumermi le mie responsabilità perché sono il ct, ma ne parleremo dopo. Per ora la testa non ce la siamo spaccata, se succederà ci metteremo i punti. C’è gente preposta a dire cosa succederà, il mio pensiero lo tengo dentro di me».

SE RIESCO A CAPIRE MEGLIO LA MENTALITA’ BALCANICA ESSENDO STATO AL’HAJDUK? – «Io sono stato bene all’Hajduk, quello che vedo nella nazionale bosniaca è un mix. Di giocatori forti fisicamente. Ho fatto giocare tantissimi giovani, non hanno paura, sono sfacciati. Hanno grande forza fisica, mi aspetto questo. Perché ha queste caratteristiche qui».

DZEKO – «Ho una buona amicizia da qualche anno, la stagione scorsa quando ero all’Hajduk poteva venire a giocare qui. I primi anni che ci parlavo avevo percepito lo spessore dell’uomo, come calciatore lo conoscete tutti. Come uomo non mi sorprendono le parole, ha grandissimi valori. Penso che stamattina non si sia smentito. Complimenti a lui per quello che ha fatto e sta facendo. Ma anche per lo spessore dell’uomo. Loro sono qui, si giocano la loro partita, nel loro stadio. Ripeto: quello che è successo non mi è piaciuto per questo motivo. Non è capitato niente, Dimarco era là con i suoi famigliari, tranquillo, è successo quel che è successo. Il rispetto che abbiamo nei confronti della Bosnia è enorme, per quello che dimostrano in campo. Poi i tifosi… Non hanno mai fatto gol, non mi è capitato».

SU LOCATELLI – «Ha fatto una buona prestazione, la mia scelta era tecnico-tattica. La squadra ce l’ho in testa, ci sono cinque cambi che sono fondamentali. Vediamo domani, ho marcato quello che abbiamo fatto male, ma la sua gara è stata buona, alla fine».

CHI IN ATTACCO TRA PIO ESPOSITO E RETEGUI? – «Vediamo domani, non voglio fare favori agli avversari. Ho detto di una squadra anche tecnica, loro sono forti e anche fisici. Speriamo di fare meno danni possibili».

MIGLIORAMENTI – «Siamo un gruppo unito, vedo questi ragazzi dal primo giorno. All’inizio abbiamo preso gol assurdi, eravamo fragili, facevamo fatica a tenere il campo. Con Israele, alla prima difficoltà, abbiamo rischiato di buttare una partita finita. Questo è un aspetto e siamo migliorati. Oggi è venuto Di Lorenzo che si sta curando da un doppio infortunio, una fascite plantare e un problema al ginocchio. Tantissimi altri giocatori a Bergamo: Zaccagni doveva fare la risonanza oggi e ha priorità il club giustamente. È fondamentale vedere questo attaccamento. Dicevano non ci fosse amor proprio, che a nessuno importava. Io lo vedo e mi auguro di cuore, ma non a livello personale bensì per questi ragazzi, di raggiungere questo obiettivo qui. Per come la vivono. Sono orgoglioso, sono contento, anche se le cose andranno male. Spero di no, mi tocco».

Conferenza stampa Donnarumma pre Bosnia Italia: «Andranno a 100 all’ora, ecco cosa servirà domani. Saremo pronti, su Dzeko vi dico questo»

Conferenza stampa Donnarumma pre Bosnia Italia: le parole del capitano degli azzurri alla vigilia della finale playoff per l’accesso ai Mondiali 2026

La conferenza stampa di Gianluigi Donnarumma: il portiere e capitano della Nazionale italiana si presenterà in sala stampa intorno alle ore 19:30, in compagnia del ct Rino Gattuso, per parlare della finale playoff per i Mondiali 2026 di domani tra la Bosnia e l’Italia.

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Le sue parole a Sky Sport.

PRESSIONE – «Siamo essere umani, inutile dire di come questa partita sia sentita anche da noi, abbiamo voglia di far bene e andare al Mondiale, c’è la tensione giusta, siamo pronti e carichi al punto giusto. Dobbiamo pensare a noi e a quello che sappiamo fare, il resto va in secondo piano. Siamo un gruppo giovane, normale ci sia un po’ di nervosismo o di adrenalina, fa parte del gioco. Quella di domani è una partita da approcciare nel migliore dei modi, senza ripetere gli errori del primo tempo con l’Irlanda del Nord. La squadra si è preparata per fare una grande partita».

IL MIO PERCORSO PERSONALE CON LA NAZIONALE – «Sono orgoglioso di quanto fatto finora con la Nazionale. Ho passato gioie e dolori, ho perso due Mondiali e c’è voglia di riportare l’Italia dove merita».

Inizia la conferenza stampa.

COSA SERVIRA’ DOMANI – «Abbiamo diritto di mettere tutto in campo, domani sarà una partita difficile, bisogna affrontarla con la serenità giusta. Dovremo essere duri. Andranno a 100 all’ora e non dovremo essere da meno, hanno grandi campioni e ottime individualità. Abbiamo la tensione giusta, chi sarà qui dei nostri tifosi – e chi sarà a casa – saranno con noi spingendoci e saranno fondamentali».

PARTITA SENTITA – «È una delle più importanti, una delle più sentite. Siamo esseri umani, le partite le sentiamo anche noi. Bisogna saperla gestire, tenere le energie solamente per domani, è normale che il pensiero ci sia. Domani sarà importante, importantissima, una delle gare più importanti che farò. Il pensiero c’è, bisogna dare il 100% perché poi quando sei al massimo hai l’anima pulita. Saremo pronti, abbiamo lavorato bene, abbiamo la carica giusta per affrontare una sfida come domani. Dobbiamo pensare solo a noi, se pensi solo a quello che devi fare, non sprecare energie su altre situazioni».

GLI ATTACCANTI DELLA BOSNIA – «Abbiamo visto un po’ di partite, hanno grande gamba, grande tecnica, conosco bene Dzeko perché ci ho giocato contro. Sono una squadra molto organizzata collettivamente, giocano bene, lo hanno dimostrato nell’ultima partita. Bisognerà giocare una ottima gara se si vuole andare al Mondiale. Li conosciamo bene e li abbiamo studiati».

Satriano Getafe, accordo col Lione: delineato il futuro dell’uruguaiano! Il comunicato ufficiale

Satriano Getafe, accordo col Lione: delineato il futuro dell’uruguaiano! Il comunicato ufficiale del club spagnolo sull’ex Inter

Il Getafe ha deciso di puntare ancora su Martin Satriano e ha definito il riscatto dell’attaccante uruguaiano dal Lione. L’ex giocatore di Inter ed Empoli, arrivato in prestito nella finestra invernale, ha convinto il club spagnolo grazie al buon rendimento mostrato al Coliseum. Per lui, infatti, sono arrivati 3 gol in 10 partite ufficiali e 884 minuti complessivi. Il nuovo accordo legherà Satriano al Getafe fino a giugno 2030.

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IL COMUNICATO – «Il Getafe CF e l’Olympique de Lyon hanno raggiunto un accordo per il trasferimento di Martín Satriano al club bluulón fino a giugno 2030.

L’attaccante uruguaiano, arrivato in prestito durante questa sessione di mercato invernale, ha avuto un grande impatto da quando è approdato al Coliseum e ha segnato tre gol contro Villarreal, Real Madrid e Real Betis in 884 minuti giocati in 10 partite ufficiali».

Tchouaméni Real Madrid, dai fischi del Bernabéu al ruolo di pilastro assoluto: così si è imposto nei Blancos

Tchouaméni Real Madrid, dai fischi del Bernabéu al ruolo di pilastro assoluto: così si è imposto nei Blancos. La sua crescita con Arbeloa

Il percorso di Aurélien Tchouaméni, centrocampista francese nato a Rouen nel 2000, non è stato privo di ostacoli. Al Real Madrid, dove la pressione è costante e il livello di aspettativa non concede margini d’errore, il mediano ha attraversato anche momenti complicati, finendo nel mirino del pubblico del Santiago Bernabéu in una fase delicata della sua esperienza in maglia blanca. Eppure, proprio nei passaggi più difficili, Tchouaméni ha mostrato la sua forza caratteriale. Nessuna risposta polemica, nessuna fuga dalle responsabilità: il francese ha scelto di affidarsi soltanto al lavoro quotidiano e alla continuità delle prestazioni. Oggi quella scelta si è trasformata in una piena consacrazione. Legato al club da un contratto fino al 2028, il centrocampista è diventato una figura centrale e ormai imprescindibile nel progetto del Real Madrid, tanto da spegnere sul nascere l’interesse delle altre big europee.

Tchouaméni Real Madrid, numeri da regista totale tra Liga e Champions

La stagione di Tchouaméni racconta perfettamente questa crescita. Se da un lato spiccano anche gli acuti individuali, come i due gol e i due premi di MVP in Champions League, dall’altro il dato più significativo riguarda il suo impatto collettivo. Il francese è infatti il simbolo dell’equilibrio della squadra e il principale riferimento nella costruzione del gioco. In Liga ha completato 1.426 passaggi in 26 partite, con una precisione del 91,41%. In Champions League, invece, ha fatto registrare 600 passaggi riusciti in 12 incontri, con il 92% di efficacia. Numeri che spiegano bene il suo peso nel sistema madridista: Tchouaméni è il giocatore che dà ordine, pulizia tecnica e continuità di manovra, oltre a garantire protezione davanti alla difesa. Il suo rendimento non si misura soltanto nelle giocate appariscenti, ma soprattutto nella capacità di far funzionare la squadra.

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Tchouaméni Francia, la crescita confermata anche da Zidane e Deschamps

La sua affermazione ai massimi livelli parte da lontano. Zinedine Zidane fu tra i primi a intravedere il potenziale del giocatore quando muoveva ancora i primi passi nel Bordeaux, intuizione poi confermata definitivamente durante l’esperienza al Monaco. Da lì nacque l’investimento da circa 80 milioni di euro del Real Madrid, oggi considerato pienamente ripagato. Da allora, ogni tecnico ha valorizzato una parte diversa del suo repertorio: Carlo Ancelotti ne ha fatto un perno dell’equilibrio, Xabi Alonso lo ha interpretato come asse organizzativo del gioco, mentre con Arbeloa ha ampliato il suo raggio d’azione anche in fase offensiva. La sua influenza si riflette anche nella Francia di Didier Deschamps, dove continua a offrire prestazioni di alto profilo. Tutto porta a una conclusione chiara: Tchouaméni è ormai una certezza assoluta del calcio internazionale.

Barbarez a Sky: «L’esultanza dell’Italia? Sono cose normali, dimostra una cosa»

Il commissario tecnico della Bosnia, Sergej Barbarez, ha voluto dire la sua alla vigilia della finale dei playoff Mondiali contro l’Italia

Barbarez ha parlato a Sky Sport alla vigilia di Bosnia-Italia, definendo normale l’esultanza degli azzurri dopo la precedente sfida. Il ct bosniaco ha sottolineato il valore emotivo e sportivo del match, attesissimo dal pubblico di casa e importante per entrambe le nazionali.

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PAROLE – «L’esultanza dei giocatori dell’Italia? Sono cose normali, quelle immagini dimostrarono l’emozione dell’Italia: Anche pero noi questa finale è di per sé già una motivazione extra. Sarà una partita importante, per entrambe. Non solo a livello sportivo, ma anche perché tutto il pubblico bosniaco si aspetta molto da questa partita. Siamo orgogliosi e felici di giocare con l’Italia in casa nostra, si diventa calciatori anche per questo. Ha avuto una carriera migliore della mia ma entrambi abbiamo una storia da raccontare. Questo si riflette anche nel gioco».

Bayern Monaco, decisione a sorpresa di Guerriero: scelto il futuro dell’esterno portoghese! Il comunicato

Bayern Monaco, decisione a sorpresa di Guerriero: deciso il futuro dell’esterno portoghese! Il comunicato dei bavaresi con tutti i dettagli

Si avvia alla conclusione l’avventura di Raphaël Guerreiro con il Bayern Monaco. Dopo tre stagioni e 89 presenze complessive tra tutte le competizioni, il laterale portoghese lascerà il club tedesco al termine dell’annata. La decisione è stata formalizzata dalla società bavarese, che ha comunicato come le parti abbiano scelto di non proseguire insieme oltre la naturale scadenza del contratto.

Arrivato nell’estate del 2023 a parametro zero dal Borussia Dortmund, Guerreiro ha dato il proprio contributo in una fase importante del percorso del Bayern, mettendo a disposizione esperienza, duttilità e qualità tecnica. In questi anni il nazionale portoghese, oggi 32enne, ha collezionato un bottino significativo in termini di presenze e ha preso parte ai successi della squadra.

Il suo percorso a Monaco si chiuderà dunque con la conquista di una Bundesliga e di una Supercoppa di Germania. A fine stagione, Guerreiro sarà libero di valutare una nuova destinazione da svincolato, aprendo così un nuovo capitolo della sua carriera.

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IL COMUNICATO – «Le parti hanno concordato di comune accordo di non estendere il suo contratto in scadenza al termine della stagione. Il nazionale portoghese, 32 anni, si era unito ai campioni record di Germania a parametro zero dal Borussia Dortmund nell’estate del 2023. Ad oggi, ha vinto con il club di Monaco un titolo di Bundesliga e una Supercoppa di Germania.

Il membro del consiglio direttivo per lo sport, Marx Eberl, ha commentato così la decisione del portoghese: “Vorremmo esprimere i nostri più sinceri ringraziamenti a Rapha per il tempo trascorso con noi: abbiamo sempre potuto contare su di lui in campo, ed è una di quelle personalità che arricchiscono ogni spogliatoio. Le nostre discussioni con lui sono state costruttive, basate sulla fiducia e sulla comprensione reciproca. Ora siamo concentrati, insieme a lui, sui nostri obiettivi per il resto della stagione: c’è ancora molto che vogliamo raggiungere insieme”».

Infortunio Gabbia, conto alla rovescia per Napoli: il difensore accelera verso il rientro! Buone notizie da Milanello

Infortunio Gabbia, conto alla rovescia per Napoli: il difensore accelera verso il rientro! Buone notizie da Milanello, gli aggiornamenti

In casa Milan è già partito il conto alla rovescia verso la delicata sfida del Maradona contro il Napoli, in programma lunedì 6 aprile. Tra i temi più seguiti in queste ore c’è senza dubbio quello legato alle condizioni di Matteo Gabbia, difensore centrale classe 1999, fermo dallo scorso 22 febbraio. Il rossonero si era fermato nel prepartita della gara contro il Parma, quando un problema fisico accusato durante il riscaldamento lo aveva costretto a fermarsi e, successivamente, a sottoporsi a un intervento chirurgico per risolvere un’ernia addominale.

L’operazione, effettuata all’inizio di marzo, è andata bene e da quel momento il giocatore ha iniziato un percorso mirato di recupero per tornare il prima possibile a disposizione di Massimiliano Allegri, allenatore del Diavolo. Secondo quanto appreso da MilanNews24, anche nella giornata odierna Gabbia si è recato a Milanello per proseguire il proprio programma personalizzato. Un segnale importante, che conferma la volontà del centrale di provare a esserci per uno degli appuntamenti più pesanti del finale di stagione.

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Gabbia ci sarà col Napoli? Il centrale lavora a Milanello per il rientro

Lo staff tecnico rossonero continua a monitorare con attenzione l’evoluzione della situazione. Al momento non esistono ancora certezze assolute sulle tempistiche e la presenza di Gabbia contro il Napoli resta in dubbio, ma la sua determinazione rappresenta un elemento che lascia spazio all’ottimismo. Il difensore sta forzando i tempi con prudenza, consapevole dell’importanza della gara ma anche della necessità di rientrare soltanto quando sarà nelle condizioni migliori.

Milan, Gabbia pedina preziosa per il rush finale

Il possibile recupero di Gabbia avrebbe un peso notevole per il Milan, soprattutto in un momento in cui il reparto arretrato è stato messo alla prova tra infortuni e impegni con le nazionali. La sua affidabilità, la sua solidità e il suo spirito di sacrificio potrebbero rivelarsi preziosi per dare equilibrio alla squadra nel rush conclusivo. Per questo motivo, il suo ritorno viene atteso come quello di un vero “soldato” rossonero, pronto a dare una mano nel momento più delicato della stagione.

Morte Emiliano Sala, nuova sentenza a sette anni dalla tragedia: respinto il ricorso del Cardiff!

Morte Emiliano Sala, nuova sentenza a sette anni dalla tragedia: respinto il ricorso del Cardiff! Il contenzioso legale col Nantes

A sette anni dalla tragedia che ha sconvolto il calcio europeo, arriva un nuovo pronunciamento sul caso Emiliano Sala. Come riportato da RMC Sport, il Tribunale del commercio di Nantes ha respinto il ricorso presentato dal Cardiff, che aveva chiesto un risarcimento danni nei confronti del Nantes in relazione alla morte dell’attaccante argentino, scomparso nel gennaio del 2019 mentre era in viaggio verso il Galles per completare il trasferimento.

Caso Sala, il tribunale esclude responsabilità del Nantes

Secondo quanto riferito da RMC Sport, la sentenza ha stabilito che il club francese non ha commesso alcun reato e non ha alcuna responsabilità diretta nell’accaduto. I giudici hanno evidenziato come Willie McKay agisse in quella circostanza come rappresentante del Nantes, ma senza alcun coinvolgimento nell’organizzazione del volo privato su cui viaggiava il calciatore. Un passaggio che ha avuto un peso decisivo nella valutazione finale del tribunale, chiamato a pronunciarsi sulla richiesta avanzata dal club gallese.

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Cardiff condannato al pagamento di 480 mila euro

Sempre stando a RMC Sport, il tribunale ha inoltre ritenuto che il Cardiff non abbia subito un danno giuridicamente rilevante. Per questo motivo, il club gallese è stato condannato a versare circa 300 mila euro al Nantes a titolo di risarcimento, oltre ad altri 180 mila euro, per un totale di 480 mila euro. Alla lettura della sentenza era presente anche Mercedes Taffarel, madre del giocatore.

Si chiude così, almeno in primo grado, l’azione legale avviata nel 2023 dal Cardiff, che sosteneva di aver subito perdite economiche legate alla morte di Sala. La difesa del Nantes ha sempre ribadito che l’unico responsabile fosse David Henderson, già condannato nel Regno Unito per aver organizzato un volo non autorizzato con un pilota non qualificato. Una vicenda ancora dolorosa, che continua a lasciare un segno profondo nel mondo del calcio.

Mondiali 2026, le favorite per il titolo: Argentina, Spagna, Inghilterra e Francia davanti a tutte?

Mondiali 2026, le favorite per il titolo: Argentina, Spagna, Inghilterra e Francia davanti a tutte? Ecco come arrivano le big 4

L’edizione 2026 della Coppa del Mondo sarà la più imponente di sempre. Il nuovo formato allargato introdurrà dinamiche inedite, offrendo potenzialmente a squadre ricche di talento ma storicamente meno forti – come Marocco, Norvegia, Stati Uniti o Portogallo – l’opportunità di spingersi fino in fondo. Tuttavia, sebbene le sorprese non manchino mai, nel calcio alla fine sono quasi sempre i pronostici della vigilia a essere rispettati. Ecco un’analisi delle quattro nazioni con le maggiori probabilità di alzare il trofeo.

Argentina

Nessuna nazionale è riuscita a difendere il titolo mondiale dai tempi del Brasile di Pelé nel 1958, capace di ripetersi in Cile 4 anni dopo. Ma gli standard dell’Argentina non si sono affatto abbassati dopo il trionfo in Qatar nel 2022. L’Albiceleste, attuale numero due del ranking globale, vanta una statistica impressionante: non ha mai perso una semifinale mondiale, raggiungendo l’atto conclusivo in tutte e sei le occasioni in cui è arrivata tra le prime quattro. Inoltre, ha confermato il proprio dominio continentale difendendo con successo la Copa America nel 2024.

Spagna

Generalmente, i campioni d’Europa in carica si presentano al Mondiale tra i favoriti assoluti (con la dolorosa eccezione dell’Italia nel 2022). Sotto la guida di Luis De La Fuente, le Furie Rosse hanno abbandonato il puro tiki-taka del passato per abbracciare uno stile ibrido, fatto anche di un asfissiante pressing alto. Con Lamine Yamal – secondo classificato al Pallone d’Oro 2025 ad appena 18 anni – e un centrocampo dalla profondità invidiabile che costringe a scegliere tra due come Rodri e Martin Zubimendi, la Spagna fa paura a chiunque.

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Inghilterra

I Tre Leoni non vincono un trofeo maggiore dal 1966 e spesso sembrano mancare del piglio necessario nei momenti decisivi, ma la loro costanza è innegabile: hanno raggiunto la finale degli ultimi due Europei. Dopo aver ricostruito la squadra nell’ultimo decennio, Gareth Southgate ha lasciato la panchina al termine di Euro 2024. Al suo posto è arrivato Thomas Tuchel, un tattico d’élite e collaudato. Sarà il 2026 l’anno giusto per spezzare l’infinita maledizione inglese?

Francia

I Bleus si presentano con una profondità di rosa ineguagliabile e un mix perfetto di gioventù ed esperienza. Kylian Mbappé, a 27 anni, è all’apice della carriera ed è a un passo dal diventare il miglior marcatore di sempre della sua nazionale. Il veterano N’Golo Kanté farà da chioccia ad astri nascenti come Olise, Barcola e Doué, mentre Camavinga e Tchouameni blindano la mediana. Didier Deschamps lascerà l’incarico dopo il Mondiale (con Zinedine Zidane in pole per sostituirlo): vincere la Coppa del Mondo sarebbe il modo perfetto per chiudere in gloria un ciclo lungo 14 anni.

Infortunio e niente Bosnia-Italia: Gattuso lo manda in tribuna

L’Italia è in Bosnia dove domani giocherà la finale playoff contro la Bosnia: già certa un’assenza, Gattuso lo spedisce in tribuna

Più si avvicina il momento decisivo, più sale la tensione. L’Italia è arrivata in Bosnia dove domani sera affronterà i padroni di casa nella finale playoff: in palio c’è un posto al Mondiale e gli azzurri sperano di rompere la maledizione che dura ormai da 12 anni.

L’ultima volta iridata è stata nel 2014, poi le delusioni contro Svezia e Macedonia del Nord: Gattuso spera di smentire il detto del ‘non c’è due senza tre’ ed intanto fa i conti con i problemi di formazione. Ha già dovuto rinunciare a diversi elementi che avrebbero fatto parte della truppa: Di Lorenzo e Vicario, ad esempio, che pure si sono fatti vedere a Bergamo per stare vicino ai compagni che scendevano in campo.

Ora c’è però l’ultimo ostacolo da superare e il commissario tecnico si deve arrendere ad un’altra assenza: Gianluca Scamacca non ha recuperato dal problema muscolare avvertito in allenamento con l’Atalanta. Anche oggi l’attaccante ha svolto allenamento differenziato, dopo aver fatto soltanto il torello con il resto del gruppo, e sarà uno dei giocatori che si accomoderà in tribuna.

Bosnia-Italia, la scelte di formazione di Gattuso

Con Scamacca out, Gattuso dovrà scegliere gli altri calciatori che non andranno neanche in panchina. Probabile che siano gli stessi della scorsa settimana (Caprile, Coppola, Cambiaghi e Cambiaso), con Palestra che però potrebbe cedere il posto allo juventino.

Di certo l’undici titolare è ormai fatto e sarà lo stesso dell’Irlanda del Nord: spazio quindi a Donnarumma in panchina, con il terzetto Mancini, Bastoni e Calafiori in difesa. Sugli esterni giocheranno Politano da un lato e Dimarco dall’altro, mentre sulla mediana agirà il trio formato da Tonali, Locatelli e Barella. Davanti la coppia Retegui-Kean con Pio Esposito pronto a dare il cambio all’italo-argentino.

Dall’altro lato, il ct bosniaco Barbarez schiererà un prudente 3-5-1-1 con Edin Dzeko davanti e la stellina Alajbegovic a centrocampo. A dirigere l’incontro il francese Turpin, legato all’Italia da un precedente non piacevole: era l’arbitro anche della semifinale playoff nel 2022 con la Macedonia del Nord.

Queste le probabili formazioni di Bosnia-Italia:

BOSNIA (3-5-1-1): Vasjli; Muharemovic, Katic, Kolasinac; Memic, Tahirovic, Alajbegovic, Sunjic, Dedic; Dzeko, Demirovic. Ct Barbarez

ITALIA (3-5-2): Donnarumma; Mancini, Bastoni, Calafiori; Politano, Barella, Locatelli, Tonali, Dimarco; Kean, Retegui. Ct Gattuso

Joao Mario sicuro: «Posso ancora avere un futuro alla Juventus. A Bologna posso dimostrare che posso giocare in Serie A»

Joao Mario: «Juve in Futuro? Poi si vedrà. Non dipende solo da me. Dipende da tutta la struttura e da mister Spalletti»

Joao Mario, esterno portoghese attualmente in prestito al Bologna, ha rilasciato un’intervista al quotidiano sportivo “A Bola”. Nel corso della conversazione ha analizzato il proprio rendimento in rossoblù, ripercorso i mesi trascorsi alla Juventus e riflettuto sulle prospettive legate al suo futuro professionale. Le parole:

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PAROLE – «Posso ancora avere un futuro alla Juventus, è anche un’opportunità per dimostrare che posso davvero fare la differenza in questo campionato, molto tattico e molto fisico. Qui gli allenatori hanno una mentalità un po’ più prudente, anche se ovviamente devo attaccare e difendere. A Bologna posso dimostrare che posso giocare in Serie A e mostrare il mio potenziale. È quello che sto facendo e penso anche bene. Mancano due mesi alla fine della stagione e spero che le cose continuino così».

JUVE – «Nei primi mesi mi sentivo bene. Stavo giocando, ho avuto opportunità da titolare, entravo quasi in tutte le partite, sentivo che le cose andavano come mi aspettavo. Futuro? Poi si vedrà. Non dipende solo da me. Dipende da tutta la struttura e da mister Spalletti, se resterà davvero alla Juventus. Sono tranquillo e sto dando tutto per dimostrare che merito di giocare a questo livello».

CAMBIO SQUADRA – «Non sono stato ingenuo al punto da pensare di impormi subito alla Juventus è un club diverso, una cultura diversa, è normale che fosse necessario un processo di adattamento. Ero felice, ma a un certo punto ho sentito che lo staff tecnico cercava caratteristiche diverse per il mio ruolo. Ho iniziato a perdere spazio. Con Tudor ho giocato di più quando la squadra era in svantaggio, ma era comunque meno di quanto mi aspettassi. Poi è arrivato Spalletti, che cercava caratteristiche un po’ più difensive. Abbiamo parlato e gli ho detto che avevo bisogno di più minuti. È arrivato il Bologna ed eccomi qui».

Kostic Milan, il vice-presidente del Partizan non ci sta e tuona: «Offerta irrisoria che mai avrei accettato!»

Kostic Milan, le dichiarazioni vice-presidente del Partizan Mijatović scaldano il clima: ecco cosa ha detto sul colpo dei rossoneri

Il trasferimento di Andrej Kostić al Milan ha provocato un vero terremoto all’interno del Partizan Belgrado. Con un durissimo comunicato rilasciato a sportske.net, il vicepresidente Predrag Mijatović ha preso nettamente le distanze dalla decisione societaria, contestando apertamente l’operazione. L’ex bandiera del Real Madrid ha denunciato di non essere stato minimamente coinvolto, nonostante la delega all’area sportiva, e ha criticato la gestione del dossier.

Mijatović ha definito l’offerta del Milan — stimata tra i 3 e i 4 milioni di euro — «irrisoria» e «mortificante» rispetto al valore del giovane attaccante classe 2007. Parole che fotografano una frattura interna profonda e che rischiano di aprire un caso politico‑sportivo destinato a far discutere ancora a lungo

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PAROLE – «In merito alle informazioni sul trasferimento di Andrej Kostić al Milan, mi sento in dovere di rivolgermi innanzitutto ai tifosi del Partizan, ma anche al resto del pubblico sportivo, e di precisare chiaramente che prendo completamente le distanze da tale decisione.

Affermo responsabilmente di non essere stato in alcun modo consultato in merito al trasferimento di Andrej Kostić e di non aver mai nemmeno visto l’offerta del Milan. Sottolineo che, se fossi stato coinvolto nel processo decisionale, avrei fatto sapere in modo chiaro e inequivocabile a tutti i membri del Consiglio di Amministrazione di essere assolutamente contrario ad accettare un’offerta così irrisoria. Questo comportamento costituisce una grave violazione dello statuto societario, considerando che, in virtù della mia funzione e delle mie competenze ben definite, sono responsabile dell’intero settore sportivo del club, comprese le questioni relative alla politica di mercato e alla crescita dei giocatori.

È questo il modo in cui il club intende operare in futuro, vendendo i suoi calciatori più promettenti a parametro zero? Avete preso questa decisione nonostante il resto del Consiglio di Amministrazione, guidato da Rasim Ljajić, sappia che negli ultimi mesi ho avuto intensi contatti e colloqui con i rappresentanti di diverse squadre dei cinque principali campionati europei, riguardo ad alcuni dei nostri giovani giocatori, tra cui Kostić, e che ho chiarito a tutti che tutti i nostri giocatori hanno clausole di rescissione multimilionarie e che la politica del club è quella di valorizzare adeguatamente il loro talento e il loro potenziale calcistico. Sono dell’opinione che con questa cessione sia stato creato un pericoloso precedente, che avrà un impatto estremamente negativo sulla percezione del valore dei nostri giovani giocatori sul mercato calcistico».

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Infortunio Dodo, sospiro di sollievo per la Fiorentina! Ecco come sta il brasiliano, la nota del club

Infortunio Dodo allarme rientrato: la Fiorentina conferma l’esito degli esami e spiega il programma dei prossimi giorni

La Fiorentina ha comunicato che Domilson Cordeiro Dos Santos, noto come Dodô, è stato sottoposto questa mattina a nuovi accertamenti dopo l’uscita anticipata dall’allenamento di sabato. Gli esami clinico‑strumentali hanno escluso lesioni ai muscoli flessori della coscia destra, scongiurando quindi problemi più seri.

Il difensore proseguirà nei prossimi giorni con un programma di lavoro personalizzato, monitorato dallo staff medico viola, in attesa di valutare il suo rientro graduale in gruppo.

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COMUNICATO “ACF Fiorentina comunica che, nella mattinata di oggi, il calciatore Domilson Cordeiro Dos Santos Dodô è stato sottoposto ad accertamenti clinico-strumentali dopo essere uscito anzitempo dal campo durante la sessione di allenamento di sabato. Gli esami diagnostici svolti hanno escluso lesioni a carico dei muscoli flessori della coscia destra. Il calciatore nei prossimi giorni proseguirà il suo programma personalizzato.

Lang: «Napoli è stata un’esperienza estremamente formativa. Non ho alcun rimpianto. Koopmeiners? Vi racconto…»

Lang svela alcuni dettagli: «Napoli è stata un’esperienza estremamente formativa. Non ho alcun rimpianto. Vi racconto un dettaglio»

Ritrovata la maglia della Nazionale olandese grazie alle ottime prestazioni in Turchia, Noa Lang è tornato a sorridere. L’attaccante, attualmente in forza al Galatasaray (che sta seriamente valutando il suo riscatto), ha rilasciato un’intervista ripresa da Marca in cui ha ripercorso le tappe recenti della sua carriera, soffermandosi in particolar modo sulla dura parentesi al Napoli e sull’impatto travolgente con la nuova realtà di Istanbul.

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La cura Conte
L’esperienza all’ombra del Vesuvio non è decollata dal punto di vista tecnico e dell’adattamento, ma Lang non nutre alcun rancore.
Al contrario, riconosce l’incredibile valore del lavoro fisico svolto sotto la guida di Antonio Conte: «A volte semplicemente non si riesce ad adattarsi a un contesto, ma a Napoli è stata un’esperienza estremamente formativa. Non ho alcun rimpianto: se un grande allenatore come Conte ti chiama, tu vai senza pensarci. In Olanda ero abituato a preparazioni diverse: giocavo tornei, facevo tiri in porta, mi divertivo. A Napoli, invece, nelle prime settimane non ho letteralmente mai toccato il pallone. Eppure, mi sono reso conto che grazie a quella mole di lavoro stavo sempre meglio. Ero in una forma atletica straripante, mi sentivo pronto a spaccare le partite in qualsiasi momento, anche subentrando dalla panchina».


La benedizione di Koeman
La necessità di ritrovare continuità e centralità nel progetto lo ha poi spinto verso il Bosforo
. Una scelta ponderata e avallata da una figura di assoluto rilievo: «Prima di accettare il Galatasaray ne ho parlato con il ct Ronald Koeman. Anche lui riteneva fosse un’ottima idea per ritrovare minutaggio e fiducia».


L’impatto con il club turco è stato clamoroso, ben oltre le aspettative del giocatore. «Sapevo fosse una grande piazza, ma quando ci giochi non puoi credere ai tuoi occhi. È un club immenso, con circa 30 milioni di tifosi in tutto il Paese. Il rumore nello stadio è assordante e finisce per intimidire gli avversari. Molti giocatori alla loro prima volta qui, inclusi quelli del Liverpool, restano terrorizzati dal frastuono. Teun Koopmeiners, ad esempio, è letteralmente impazzito per il rumore durante la nostra recente partita di Champions contro la Juventus».


Infine, un’esaltazione del tasso tecnico della rosa giallorossa, costruita per competere ai massimi livelli: «Il livello qui è altissimo. Abbiamo in squadra campioni del calibro di Victor Osimhen, che ha solo 28 anni, e Leroy Sané, che ne ha 29. È una rosa di caratura mondiale».

Dumfries svela: «I miei compagni dell’Italia? Non sono in contatto con loro, ma spero di vederli ai Mondiali»

Dumfries: «Sono felice di essere tornato. La cosa fondamentale è continuare su questa strada». Le parole

Dal ritiro dell’Olanda, alla vigilia dell’amichevole contro l’Ecuador, Denzel Dumfries ha voluto rassicurare l’Inter di Cristian Chivu dopo il lungo stop seguito all’operazione alla caviglia sinistra dello scorso dicembre. L’esterno nerazzurro, tornato protagonista nel successo contro la Norvegia, ha confermato di aver definitivamente superato il periodo più difficile della sua riabilitazione. Le parole:

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PAROLE – «Non è stato un periodo piacevole. Se sei un calciatore, vuoi giocare. Ora la mia preparazione in allenamento è diversa rispetto a prima. Questo richiede più tempo e comporta un programma ben preciso. I miei compagni dell’Italia? Non sono in contatto con loro, ma spero di vederli ai Mondiali. Sarebbe bello

Quando le cose non sono andate bene in difesa nella partita precedente, toccava a me dire qualcosa, ed è esattamente quello che faccio. Io e gli altri giocatori esperti non abbiamo paura di esprimere la nostra opinioneSono felice di essere tornatoOra la cosa fondamentale è continuare su questa strada, e non sono ancora il calciatore di una volta. Ci vorrà ancora un po’ di tempo».

Pisacane si racconta: «Cagliari ti rapisce, ti prende. Non sono il primo, e non sarò neanche l’ultimo a fare questa scelta»

Pisacane parla così del suo amore per Cagliari: «Ti rapisce, ti prende. Non sono il primo, e non sarò neanche l’ultimo a fare questa scelta»

Fabio Pisacane ha affrontato numerosi temi in una lunga intervista concessa a Cronache di Spogliatoio. L’allenatore del Cagliari si è soffermato sulla scelta di continuare a vivere in Sardegna, sul proprio percorso di crescita tecnica e su diversi aspetti della sua esperienza professionale e personale. Le sue parole:

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ALLENARE IL CAGLIARI – «Quando mi hanno nominato allenatore del Cagliari, ero alla prima esperienza in Serie A e non me lo aspettavo. Non ho avuto problemi a mostrare le mie fragilità alla squadra, anche perché penso che un uomo non si giudichi dalle sue fragilità, dal fatto che non ha paura di mettere fuori quel suo lato debole. In questi mesi ho solo cercato di essere me stesso, entrando in punta di piedi e umilmente mostrando le mie debolezze. E nello stesso momento ho messo fuori i miei lati forti, i miei pregi. Perché quando sei umano e credibile, tutto diventa più facile. La paura non è un limite, è il linguaggio dei vincenti»

GLI INSEGNAMENTI DI RANIERI – «Ho tanta ambizione. Ispirato anche da un maestro come Claudio Ranieri, che una volta mi ha detto: ‘Puoi essere bravo quando vuoi nell’aspetto tecnicotattico, ma se non sai gestire il gruppo è tutto inutile’. Questo mi ha portato a volermi evolvere partendo da un concetto che mi ha sempre accompagnato nella vita: la curiosità. Il calciatore Fabio Pisacane è un capitolo chiuso, quando mi manca mi guardo qualche video, ma devi scindere le due carriere: quel personaggio non esiste più, ma da quel personaggio mi sono preso la voglia di essere curioso ed evolvere. Questo andare avanti mi ha portato a fare un master alla Bocconi, in comunicazione, mi ha portato a fare uno studio sulla generazione, mi ha portato a cercare di imparare più lingue. L’ambizione è quella di voler fare questo lavoro su più latitudini. Sono tre anni e mezzo che faccio inglese. Faccio lezioni private con una madrelingua che si chiama Haiti, che vive qua a Cagliari, ha il padre canadese e la mamma sarda, ha scelto di vivere in Sardegna. E poi ne faccio una qui a Cagliari, in centro. Ho provato anche lo spagnolo e anche francese: i dittonghi mi piacciono tantissimo…».

LA SCELTA DI RIMANERE A VIVERE A CAGLIARI – «Sono rimasto a vivere a Cagliari a prescindere dalla mia carriera già quando ero un calciatore. Cagliari ti rapisce, ti prende. Non sono il primo, e non sarò neanche l’ultimo a fare questa scelta. È questo che la notte non mi fa dormire perché sento di avere addosso una grandissima responsabilità. Arrivando dalla formazione giovanile sicuramente mi permette di arrivare prima su certe cose, di capire prima i ragazzi e di sapere in quel preciso momento di cosa hanno bisogno».

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Zaniolo, l’agente svela: «Inutile nascondere che ci sperava, la Nazionale è un obiettivo comune per tutti i calciatori. In futuro…»

Zaniolo, l’agente Vigorelli: «Inutile nascondere che ci sperava, la Nazionale è un obiettivo comune per tutti. In futuro si vedrà»

Nicolò Zaniolo continua a far parlare di sé. Nonostante l’ottimo rendimento con l’Udinese, il fantasista non è stato inserito da Gattuso nella lista dei convocati per questa sosta, in cui l’Italia si gioca l’accesso ai Mondiali. Il suo agente, Claudio Vigorelli, intervistato dal Gazzettino del Friuli, ha confermato la volontà di Zaniolo:

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AMORE IN TURCHIA– «Lui è ancora amatissimo in Turchia, con il Galatasaray ha vinto il campionato e un suo gol ha fatto vincere loro un derby. In Premier ha poi passato un anno difficile, anche per via della situazione delle scommesse da cui è uscito alla grande. A parte lo scorso anno tra Atalanta e Fiorentina, Nicolò ha sempre fatto stagioni da leader e protagonista. Ha dimostrato più volte le stigmate del campione»

UDINESE – «Ora l’Udinese ha possibilità di riscattarlo, sono sicuro che quanto prima ci siederemo al tavolo per decidere che percorso fare. Lui a Udine sta benissimo, questo è certo, immaginare che possano arrivare altri interessamenti fa parte del calcio, ma qui si naviga a vista: a Udine sta bene, ribadisco. Pensiamo intanto a chiudere la pratica con il Galatasaray»

ITALIA – «Inutile nascondere che ci sperava, la Nazionale è un obiettivo comune per tutti i calciatori. Ne abbiamo preso atto, non significa che la chiamata non possa arrivare poi. Apprezziamo comunque la trasparenza e le parole di Gattuso, in futuro si vedrà»

ETICHETTE «C’è solo un modo per togliersi etichette e polvere di dosso, lavorare e continuare a fare bene come adesso. Sono sicuro che piano piano saranno tolte, non voglio cercare alibi ma non si possono dimenticare gli infortuni, per cui ha sofferto molto, è caduto e si è rialzato alla grande».

Mercato Milan, prende quota l’idea Bellanova: primi contatti con entourage e Atalanta, e c’è anche un vantaggio…

Mercato Milan, pista Bellanova sempre più concreta: dialoghi avviati con agente e Atalanta, il terzino garantirebbe un prezioso bonus

Il Milan guarda già alla prossima stagione con l’obiettivo di costruire una rosa competitiva su tutti e tre i fronti, indipendentemente dall’esito finale di questo campionato. Massimiliano Allegri ha delineato le priorità per il mercato estivo, indicando i reparti che necessitano di interventi mirati. Tra questi spicca quello degli esterni difensivi, dove il tecnico vorrebbe inserire un giocatore duttile, capace di agire sia come laterale a tutta fascia in un sistema a tre, sia come terzino in una linea a quattro. In quest’ottica si inserisce il nome di Raoul Bellanova, profilo che il club ha iniziato a monitorare con attenzione.

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La bocciatura di Pervis Estupiñán, nonostante il gol nel derby, ha rafforzato la convinzione di Allegri che solo Alexis Saelemaekers e Davide Bartesaghi siano pienamente all’altezza del progetto tecnico. Da qui la richiesta alla dirigenza, in particolare a Tare e Furlani, di aggiungere almeno un terzino destro, soprattutto se l’ex Brighton dovesse essere ceduto. Secondo Tuttosport, i primi contatti per Bellanova sono già avvenuti sia con l’entourage del giocatore sia con l’Atalanta. Il laterale, retrocesso nelle gerarchie con l’arrivo di Raffaele Palladino e reduce dalla perdita del treno Nazionale, sarebbe interessato a un ruolo più centrale. Tuttavia, la Dea non è intenzionata a concedere sconti significativi, considerando i 25 milioni investiti per acquistarlo dal Torino solo un anno fa.

Il nome di Bellanova, inoltre, presenta un vantaggio strategico non trascurabile: essendo un prodotto del settore giovanile rossonero, rientrerebbe nella categoria dei giocatori “cresciuti nel vivaio”, facilitando la compilazione delle liste per Serie A e Champions League. Attualmente il Milan può contare solo su Gabbia, Bartesaghi e Torriani per la quota homegrown, e l’inserimento del classe 2000 andrebbe a completare il quarto slot disponibile. Un dettaglio che, unito alla sua duttilità e alla conoscenza dell’ambiente, rende l’operazione particolarmente interessante per il club.

Bosnia Italia, ultime indicazioni da Coverciano: Scamacca ancora a parte, Gravina osserva l’allenamento da bordocampo

Bosnia Italia, prove anti‑Zenica per gli azzurri: Scamacca non si allena con il gruppo, Gravina supervisiona la sessione

L’Italia è a un passo dall’appuntamento decisivo che potrebbe riportarla ai Mondiali dopo dodici anni, e la vigilia si sta consumando tra attese, lavoro sul campo e qualche incertezza fisica. La nazionale di Gennaro Gattuso si è allenata questa mattina a Coverciano, dopo il rinvio della partenza per Zenica. Il primo a scendere in campo è stato Gianluca Scamacca, che ha svolto inizialmente lavoro personalizzato, poi il torello con i compagni e infine un differenziato, senza prendere parte alla partitella. L’attaccante dell’Atalanta, così come l’infortunato Vicario, ha voluto comunque restare vicino al gruppo.

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Durante il torello si è visto anche Leonardo Bonucci, finito addirittura al centro del gioco, sotto lo sguardo attento del presidente FIGC Gabriele Gravina e di Gattuso, sempre presente a bordocampo. Dalla partitella sono arrivate indicazioni sulla possibile conferma dell’undici sceso in campo a Bergamo: da una parte Kean e Retegui, dall’altra Esposito e Raspadori, a testimonianza di un blocco titolare ormai definito.

Intanto da Zenica arrivano aggiornamenti sulle condizioni del campo. La UEFA ha chiesto di posticipare la partenza per evitare di stressare ulteriormente il terreno, già provato dalla pioggia. La squadra volerà in Bosnia alle 16:30 da Firenze e alloggerà in un hotel a pochi passi dallo stadio. Nella città bosniaca c’è ancora neve, anche se ha smesso di nevicare e piovere; le temperature restano vicine allo zero, aggiungendo un ulteriore elemento di difficoltà alla sfida che vale il ritorno dell’Italia sul palcoscenico mondiale.

Arsenal, scoppia il caso infortuni! 11 giocatori costretti a rinunciare alla nazionale e Arteta ora trema

Arsenal, esplode il caso infortuni: 11 rinunce alle nazionali e Arteta affronta un’emergenza senza precedenti. Le ultime

La pausa per le nazionali si conferma un periodo ad altissimo rischio per i club, e l’Arsenal ne è l’esempio più evidente. In Inghilterra tiene banco l’emergenza infortuni che ha colpito la squadra di Mikel Arteta: ben undici giocatori sono stati costretti a rinunciare alla convocazione o a rientrare anticipatamente a Londra per problemi fisici. Una situazione che preoccupa non poco i Gunners, impegnati in una fase cruciale della stagione.

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Tra i nomi più pesanti figurano Bukayo Saka, rientrato in via precauzionale per alcuni fastidi, e Noni Madueke, fermato da un infortunio al ginocchio sinistro durante l’amichevole contro l’Uruguay. Eberechi Eze ha dovuto dare forfait per un problema al polpaccio, mentre William Saliba ha rinunciato alla Francia per un guaio alla caviglia. Gabriel Magalhães è ai box per un problema al ginocchio, Jurriën Timber sta recuperando da un fastidio all’inguine e Piero Hincapié si è fermato nell’amichevole contro il Marocco. A completare il quadro ci sono Martin Ødegaard, ancora in riabilitazione dopo l’infortunio al ginocchio, e Martin Zubimendi, che ha rimediato un fastidio al ginocchio destro contro la Serbia.

Nei prossimi giorni Arteta si confronterà con lo staff medico per capire chi potrà recuperare in vista dei prossimi impegni. L’Arsenal tornerà in campo sabato 4 aprile nei quarti di FA Cup contro il Southampton, poi volerà a Lisbona per l’andata dei quarti di Champions League contro lo Sporting. Infine, l’11 aprile affronterà il Bournemouth in Premier League, dove guida la classifica con un margine di 11 punti sul Manchester City. Una serie di appuntamenti decisivi che i Gunners rischiano di affrontare in piena emergenza.

Bosnia, parla il ct Barbarez: «Ci sono tante emozioni per l’Italia, ma anche per noi. Dovremo avere coraggio, curando i dettagli»

Bosnia, il ct Barbarez non ha dubbi: «Ci sono tante emozioni per l’Italia, ma anche per noi. Dovremo avere coraggio, curando i dettagli»

Barbarez, commissario tecnico della Bosnia-Erzegovina, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida della finale playoff contro l’Italia. Le sue dichiarazioni:

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PAROLE – «Ci sono tante emozioni per l’Italia, ma anche per noi. Dal punto di vista della situazione nel paese è ancora più importante. Galles? Tutti stanno bene tranne l’allenatore, che ha perso la voce. Abbiamo avuto tempo per riprenderci, la gara è stata impegnativa e siamo stati felici. Speriamo di riuscire a reggere fino alla fine»

CRESCITA NAZIONALE – «Il primo compito di questa Nazionale era di restituire velocità e corsa, ci siamo riusciti con la selezione dei giocatori. Ci è mancata la volontà che abbiamo ottenuto a novembre, con Romania e Austria. Una nazionale così piccola senza la corsa non può andare avanti. Alcuni giocatori hanno avuto i crampi ma non sono usciti. Per me è fondamentale. Schema? Non voglio parlare di questo, uno si può preparare ma l’avversario ti sorprende. È importante preparare un piano B e un piano C».

ITALIA – «Dovremo avere abbastanza coraggio, curando i dettagli. Non bisogna creare una situazione di panico, avere un po’ di fortuna e segnare qualche gol. Cosa facciamo se vinciamo 1-0? Parcheggiamo l’autobus davanti alla porta. E se perdiamo 1-0? Lo parcheggiamo dall’altra parte“. Sulle scelte di formazione in vista del match, invece: “Già da un anno e mezzo giochiamo con un sistema che corrisponde a quello che possiamo fare. Non so se è un momento di fare esperimenti».

Nuovo stadio Lazio, altra frenata! Spunta un nuovo ostacolo burocratico che complica il progetto biancoceleste

Nuovo stadio Lazio, c’è un’altra insidia: nuovo intoppo burocratico rallenta il percorso verso il restyling biancoceleste

Il progetto della Lazio per trasformare lo Stadio Flaminio nella futura casa biancoceleste si scontra con un nuovo ostacolo burocratico. Come riportato dal Corriere della Sera, la documentazione presentata dal club risulterebbe incompleta in un aspetto decisivo: manca il riferimento al Piano di Conservazione “Keeping it Modern”, lo strumento che tutela l’integrità architettonica dell’impianto progettato da Pier Luigi Nervi. Senza l’integrazione di queste linee guida, sostenute dalla Getty Foundation e adottate dal Campidoglio nel 2018, ottenere l’ok della Soprintendenza appare estremamente difficile.

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Secondo Federsupporter, il nodo è tutt’altro che marginale: il piano di tutela riguarda ogni parte del Flaminio, dai sotterranei alle piscine, e rappresenta un vincolo imprescindibile per qualsiasi intervento strutturale. La Lazio, guidata da Claudio Lotito, si trova così davanti a un bivio. Una strada prevede l’accettazione della natura polifunzionale dello stadio, mantenendo le strutture originarie e condividendo gli spazi secondo quanto stabilito dal Piano di Conservazione. È la via più complessa dal punto di vista gestionale, ma anche quella che permetterebbe di proseguire senza ripartire da capo.

L’alternativa, molto più radicale, sarebbe modificare profondamente il progetto attuale. Una scelta che comporterebbe però la ripartenza da zero dell’intero iter autorizzativo presso i Beni Culturali, con tempi lunghi e incerti. In casa Lazio cresce la preoccupazione: senza un rapido adeguamento alle norme di tutela, il rischio di vedere nuovamente bloccato il restyling dello Stadio Flaminio è più concreto che mai.

Infortunio Wesley, pessime notizie per la Roma: gli esami confermano la lesione e i tempi di recupero complicano la corsa Champions

Infortunio Wesley, diagnosi peggiore del previsto: un mese di stop per il brasiliano e nuovi interrogativi sulla corsa al quarto posto

La sosta per le nazionali porta cattive notizie a Trigoria: gli ultimi esami hanno confermato i timori della vigilia e l’infortunio di Wesley si rivela più serio del previsto. Il brasiliano, rientrato anticipatamente dal ritiro con la sua selezione, è stato sottoposto a nuovi accertamenti al centro sportivo della Roma, che hanno confermato quanto già rilevato dallo staff medico sudamericano. La diagnosi parla di una lesione al muscolo tendineo del bicipite femorale destro, un problema che richiede prudenza assoluta per evitare ricadute.

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I tempi di recupero stimati sono di circa quattro settimane, un mese che rischia di pesare enormemente sulla corsa giallorossa verso il quarto posto. Wesley salterà infatti un ciclo di gare particolarmente delicato, proprio nel momento in cui la stagione entra nella fase più intensa e ogni dettaglio può fare la differenza. La sua assenza obbligherà il tecnico a rivedere i piani tattici e a trovare soluzioni alternative per mantenere equilibrio e profondità sulle corsie.

Per la Roma si tratta di una perdita pesante: l’esterno era diventato un punto di riferimento nella manovra offensiva, garantendo velocità, strappi e imprevedibilità utili a scardinare le difese avversarie. La speranza è che il recupero proceda senza intoppi, ma nel frattempo il club dovrà fare a meno di una delle sue armi più incisive proprio nel momento cruciale della stagione.

Calciomercato Milan, pronto un clamoroso ritorno in rossonero per Tonali? Un rivelazione spiazza tutti

Calciomercato Milan, c’è l’idea Tonali: il sogno dei tifosi rossoneri torna a prendere forma: spunta un piano sul futuro

Il futuro di Sandro Tonali torna al centro delle voci di mercato internazionali. Secondo quanto riportato da Daniele Longo su X, il centrocampista italiano starebbe valutando l’idea di chiudere anticipatamente la sua avventura al Newcastle United per puntare a un’esperienza di livello ancora superiore. Nonostante il grande investimento dei Magpies per portarlo via dalla Serie A, Tonali sembrerebbe intenzionato a compiere un ulteriore salto di qualità, segnale di un’ambizione che non si è mai affievolita.

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Le indiscrezioni parlano di una preferenza per la permanenza in Premier League, ma in un club stabilmente in corsa per il titolo, oppure di un possibile approdo in Liga, dove le big seguono con attenzione profili dotati della sua combinazione di visione di gioco, intensità e forza fisica. Classe 2000, leader del centrocampo della Nazionale e cresciuto ulteriormente sotto la guida di Gennaro Gattuso, Tonali è oggi considerato uno dei mediani più completi del panorama europeo, motivo per cui il suo nome continua a circolare tra i top club del continente.

Accanto alle valutazioni tecniche, però, resta forte anche una componente emotiva. Il sogno di Tonali, infatti, sarebbe quello di tornare al Milan entro tre o quattro anni, riabbracciando la maglia che più di tutte ha segnato la sua crescita e la sua consacrazione. Per i rossoneri, un suo eventuale ritorno rappresenterebbe un colpo tecnico e simbolico di enorme valore. Nel frattempo, i tifosi del Diavolo osservano con attenzione l’evoluzione della situazione, sperando in un futuro “secondo atto” della storia d’amore tra il centrocampista e San Siro.

Bernardo Silva Juventus, arriva la decisione attesa: perché la scelta del portoghese può aprire una nuova era per i bianconeri

Bernardo Silva Juventus, verso un nuovo capitolo: la decisione che accende le speranze dei bianconeri e scuote il mercato

Il calciomercato internazionale si infiamma con un’indiscrezione che potrebbe ridisegnare gli equilibri della Serie A: il futuro di Bernardo Silva sembra ormai destinato a lasciare la Premier League. Le voci che collegano il fuoriclasse portoghese alla Juventus si fanno sempre più insistenti, alimentando l’entusiasmo dei tifosi bianconeri in vista della prossima stagione. L’idea di vedere uno dei talenti più raffinati del calcio europeo a Torino non appare più una semplice suggestione, ma un’ipotesi concreta.

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Secondo quanto riportato da fonti inglesi, il giocatore avrebbe comunicato al Manchester City la volontà di non rinnovare il contratto, scegliendo di lasciare il club a parametro zero a fine stagione. Una decisione che ha immediatamente attirato l’attenzione delle big europee, consapevoli dell’occasione irripetibile di assicurarsi un centrocampista del suo livello senza costi di cartellino. La Juventus, che segue da settimane l’evoluzione della situazione, valuta con interesse l’operazione, pur sapendo di dover sostenere un ingaggio importante e di dover fronteggiare una concorrenza agguerrita: dal Napoli alle spagnole Barcellona e Atlético Madrid, fino alle offerte economicamente poderose provenienti da Arabia Saudita e Stati Uniti.

Nonostante la pressione internazionale, la Juventus punta sul proprio progetto tecnico e sulla centralità che Bernardo Silva avrebbe nel nuovo assetto tattico. La dirigenza bianconera ritiene che il fascino della maglia e un ruolo da protagonista possano fare la differenza nella scelta del giocatore. Arrivare a un’intesa preliminare prima della fine del campionato sarà cruciale per anticipare le mosse dei club spagnoli e contrastare le proposte milionarie delle leghe estere, in una corsa che si preannuncia serrata e ricca di colpi di scena.

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