Pagina 221 – Calcio News 24

Kostic Milan, ora è ufficiale: il comunicato del club rossonero con tutti i dettagli del nuovo acquisto

Kostic Milan, è stato ufficializzato il suo arrivo per il Milan Futuro: il comunicato del club rossonero e tutti i dettagli

Il calciomercato Milan si muove con decisione all’insegna della linea verde e della programmazione a lungo termine. La dirigenza rossonera continua a progettare il domani con grandissima attenzione, assicurandosi le prestazioni di uno dei prospetti offensivi più interessanti dell’intero panorama calcistico europeo. La strategia del club di via Aldo Rossi appare sempre più chiara ed evidente: investire in modo mirato sui migliori giovani talenti internazionali per garantire un ricambio generazionale di altissimo livello e mantenere la rosa competitiva nel tempo. In quest’ottica lungimirante si inserisce la fumata bianca arrivata proprio in queste ore, che certifica ufficialmente un nuovo e importante colpo in entrata.

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Il comunicato del club: i dettagli dell’operazione

Attraverso i propri canali istituzionali, la società meneghina ha diramato la nota che mette nero su bianco il buon esito dell’affare. Ecco il testo integrale che annuncia l’arrivo della punta:

“AC Milan è lieto di comunicare di aver acquisito a titolo definitivo le prestazioni sportive del calciatore Andrej Kostic a partire dal 1° luglio 2026. L’attaccante, nato nel 2007, arriva dal Fudbalski Klub Partizan e farà parte del Progetto Milan Futuro, dedicato alla crescita e allo sviluppo dei giovani talenti”.

Alla scoperta di Kostic: da Belgrado a Milano

L’operazione di mercato porta nel capoluogo lombardo un attaccante classe 2007 dotato di enormi margini di miglioramento. Il ragazzo, cresciuto calcisticamente e messosi in mostra con la maglia del glorioso Fudbalski Klub Partizan di Belgrado, è considerato in patria un vero e proprio predestinato. Le sue innate doti tecniche, unite a uno spiccato fiuto del gol, hanno convinto la fitta rete di scouting milanista ad anticipare l’agguerrita concorrenza estera, chiudendo in tempi rapidi un trasferimento a titolo definitivo.

Il ruolo centrale nel Progetto Milan Futuro

L’approdo in Italia del promettente centravanti seguirà un percorso di inserimento molto scrupoloso. Andrej Kostic diventerà un elemento centrale del progetto Milan Futuro, per facilitare lo sviluppo dei giovani talenti e il loro delicato passaggio al professionismo. A partire dal 1° luglio 2026, il serbo inizierà ufficialmente la sua avventura a tinte rossonere, lavorando nelle strutture del Diavolo con il grande obiettivo di conquistare, un domani, il palcoscenico di San Siro.

Retegui Juve, il suo nome resta sul taccuino bianconero ma l’affare si sblocca solo con un sacrificio del giocatore

Retegui Juve, interesse confermato: per arrivare alla fumata bianca il giocatore deve abbassare le sue richieste economiche

La Juventus continua a valutare nuove opportunità per rinforzare la rosa in vista della prossima stagione, e tra le piste monitorate spunta anche quella che porta a Mateo Retegui. Come riportato da Tuttosport, il club bianconero sta osservando con attenzione il centravanti, reduce da un percorso altalenante in Nazionale con Luciano Spalletti ma apprezzato per la sua capacità realizzativa.

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L’operazione, però, presenta ostacoli significativi. L’ingaggio attuale dell’attaccante è considerato troppo elevato per i parametri economici della Juventus, che non intende discostarsi dalla propria linea di sostenibilità. Per approdare a Torino, Retegui dovrebbe accettare una riduzione importante dello stipendio e dimostrare piena disponibilità a inserirsi nel nuovo progetto tecnico.

La dirigenza bianconera sta quindi valutando se affondare il colpo, consapevole che l’eventuale arrivo del giocatore sarebbe possibile solo a fronte di un sacrificio economico da parte dello stesso Retegui. Un ritorno in Europa resta uno scenario concreto, ma subordinato alla volontà dell’attaccante di rientrare in un contesto competitivo accettando condizioni più in linea con quelle del club.

De Biasi parla del Toro: «Vlasic? Ogni volta l’ho visto giocare a un livello superiore. Sulla ‘scossa’ D’Aversa dico questo»

De Biasi torna a parlare del Torino: «Vlasic? Ogni volta l’ho visto giocare a un livello superiore. Su D’Aversa…». Le parole

Gianni De Biasi, l’uomo che nel settembre 2005 tenne a battesimo l’era di Urbano Cairo sulla panchina del Torino, non ha mai reciso il cordone ombelicale che lo lega al mondo granata. In questa intervista a La Gazzetta dello Sport il momento delicato del club.

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LA SCOSSA D’AVERSA «Sicuramente i risultati sono cambiati in maniera importante. Ora c’è da fare una valutazione sul gruppo. Il tema è capirne il valore, se può fare di più oppure se ciò che è stato ottenuto nell’ultimo mese sia in linea con le sue potenzialità».
IL GIUDIZIO SUL TORO ATTUALE «Ho visto il Torino dal vivo una sola volta, a Verona, e devo dire che nonostante la vittoria non mi aveva impressionato. Mi pareva di vedere un potenziale che però non veniva sfruttato fino in fondo. Con questo ovviamente non voglio dire che il demerito fosse di Marco Baroni, non voglio certo gettargli la croce addosso. Nelle ultime quattro partite ho visto delle buone prestazioni. Contro la Lazio e il Parma sono arrivate due vittorie, poi è “normale” che tu possa perdere quando giochi contro il Napoli e contro il Milan».
IL RISVEGLIO DEGLI ATTACCANTI «Di base credo che gli attaccanti, come gran parte dei calciatori, abbiano dei picchi più o meno positivi e vivano anche momenti in cui le cose non girano bene nemmeno se hanno tante occasioni davanti alla porta. Mi sembra comunque che la squadra creda un po’ di più in quello che sta cercando, in ciò che sta chiedendo l’allenatore».
VLASIC «Ogni volta l’ho visto giocare a un livello superiore. Come all’inizio della scorsa stagione Duvan Zapata era stato l’artefice di quella partenza sprint, prima che il suo infortunio si facesse sentire, allo stesso modo Nikola in questa annata ha dimostrato di essere un calciatore di qualità, importante nell’economia di gioco del Toro».
IL REBUS CASADEI «Non so se abbia trovato una sua collocazione precisa nel campo (come trequartista, ndr), se riesca a far vedere quelle che sono le sue qualità. Da fuori è difficile capire come faccia a non giocare. Evidentemente ci sono dei motivi».
IL PARADOSSO DIFENSIVO «Questo paradosso delle tante partite senza subire reti, pur subendo molti gol totali è strano, probabilmente si spiega con il fatto che la squadra, quando sta perdendo, avrebbe la tendenza a mollare le ancore e a perdersi in mezzo al mare. È un tema di tenuta più psicologica che fisica».
COME SFRUTTARE LE ULTIME OTTO GARE «Cercherei di fare più punti possibile, anche per capire di che pasta è fatta la squadra. Farei delle valutazioni sui singoli per capire su chi si potrà contare per la prossima stagione. Questa è l’opportunità che D’Aversa in questo momento ha in mano: può conoscere lo spogliatoio, farsi un’idea sulle varie situazioni. Questo lo aiuterà per un’eventuale pianificazione del futuro».
I PRO E I CONTRO DEL “TRAGHETTATORE” «Mi era capitato di andare via e di ritornare, ma di essere chiamato per un periodo così breve no. Non è facilissimo, perché prima di tutto bisogna entrare nelle teste dei calciatori, trovare il modo giusto per farsi apprezzare e seguire nel proprio modo di intendere il calcio, sperando che i risultati siano favorevoli. Cerchi di lavorare un po’ su tutto, testa e gambe, e di capire quali sono le situazioni migliori che puoi sfruttare per raggiungere gli obiettivi. Tirare una linea però è anche un vantaggio, dici “da questo momento facciamo in questo modo” ed è un buon modo per approcciare la squadra: mettere una pietra sopra a quello che è stato, concentrarsi solo su ciò che si farà».

San Siro, inchiesta sulla vendita dello stadio: turbativa d’asta, nove indagati e blitz della GDF

Vendita di San Siro, nove indagati per turbativa d’asta: la GDF effettua perquisizioni a Milano. Gli aggiornamenti


L’indagine sulla vendita di San Siro entra in una fase cruciale: sono in corso perquisizioni negli uffici del Comune di Milano, nella sede di M‑I Stadio (società partecipata da Milan e Inter) e nelle abitazioni di ex dirigenti, consulenti dei club e degli ex assessori Giancarlo Tancredi e Ada De Cesaris, oltre che del direttore generale di Palazzo Marino, Christian Malangone. Lo riferisce l’ANSA. La Guardia di Finanza sta eseguendo un decreto del gip Roberto Crepaldi, su richiesta dei pm, nell’ambito dell’inchiesta che ipotizza i reati di turbativa d’asta e rivelazione di segreto d’ufficio. Tra gli indagati figurano anche Mark Van Huuksloot, Giuseppe Bonomi e l’ex CEO corporate dell’Inter, Alessandro Antonello.

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Gli indagati sono nove: Malangone, Tancredi, la dirigente comunale Simona Collarini, l’avvocato De Cesaris (già vicesindaco e consulente dell’Inter), l’advisor nerazzurro Fabrizio Grena, i consulenti del Milan Giuseppe Bonomi e Marta Spaini, oltre ai manager interisti Antonello e Van Huuksloot. Le perquisizioni e il sequestro dei cellulari arrivano dopo l’analisi di chat e mail emerse dalla maxi‑inchiesta sull’urbanistica milanese, che aveva già coinvolto alcuni degli stessi nomi. L’indagine sullo stadio è stata avviata dopo vari esposti, tra cui quello dell’ex vicesindaco Luigi Corbani e del promoter Claudio Trotta, fondatori del comitato “Sì Meazza”.

Il nodo da chiarire riguarda la correttezza della procedura che ha portato alla vendita del Meazza a Milan e Inter per 197 milioni di euro. La Procura vuole verificare se la scelta della “raccolta di manifestazioni di interesse”, avviata nel marzo 2025, abbia rispettato i vincoli di legge o se sarebbe stata necessaria una gara internazionale. Il sospetto è che la normativa sugli stadi possa essere stata utilizzata per favorire progetti di urbanizzazione e interessi privati. Nei giorni scorsi erano già stati ascoltati diversi funzionari comunali come testimoni, in un clima di crescente allerta per l’evoluzione dell’inchiesta. Il blitz odierno punta ora ad acquisire dispositivi e documenti utili a ricostruire l’intera operazione. Lo riporta Calcio & Finanza.

Rivera sicuro: «Noi siamo l’Italia, 4 titoli mondiali! Niente scherzi e niente processi. Si va, si parte e basta. Si giocherà in Messico, vi racconto quel 4-3»

Rivera è stata una delle icone del calcio italiano, con la maglia azzurra e con quella del Milan: ecco le sue parole

Gianni Rivera è l’eroe di Mexico ‘70 con il famoso gol del 4-3 sulla Germania Ovest, In questa intervista a La Gazzetta dello Sport, parla dell’eterno amore per il Milan, della cruciale sfida della Nazionale di Gattuso e di quel patentino da allenatore preso a 76 anni.

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IL CUORE ROSSONERO «Certo che l’incontro a Roma era in un Milan club. Il cuore è sempre rossonero. Il Milan è una parte bellissima della mia vita. Vent’anni in campo, scudetti, Coppe dei campioni. Nel 1979, dopo l’ultima partita dello scudetto della stella, mi sono alzato dalla tavola con un po’ di fame. Avevo 36 anni».
IL PARAGONE CON LUKA MODRIC «Modric va verso i 41 anni ed è saldamente con i piedi sotto la tavola. È un grande giocatore, un vero talento. Gioca bene, con grande passione, fa quello che si sente. Preparare il suo quinto Mondiale a quell’età… è una bella cifra! Io mi sono fermato a quattro».
L’ITALIA DI GATTUSO
«Siamo in Bosnia per il lasciapassare e dobbiamo andare in America, assolutamente. Abbiamo fallito due qualificazioni consecutive. Basta spareggi, stop. Gattuso ha detto che Galles e Bosnia sono le partite della sua vita? Lo capisco, si gioca tutto. Ma Gattuso ha vissuto altri momenti importanti: Campione del Mondo con la Nazionale, Campione d’Europa col Milan».
IL GIUDIZIO SUL CT «È serio e solido. A Milano direbbero un “bel fioeu”. È il tecnico e non deve piacere a me. Deve guidare la squadra e vincere. Gattuso sta lavorando bene. Punta anche sui giovani, ha la fiducia del gruppo. Lo seguono. Poi c’è un’altra cosa che si vede: la grinta. È riuscito a trasmettere la passione e la grande voglia a tutti. Sono uniti, concentrati, si nota persino quando cantano l’inno. Belli, veramente».
COME SEGUIRÀ LA PARTITA «La vedrò a Roma, a casa, davanti alla tv. Solo e in totale relax, sono l’unico in famiglia a seguire il calcio. Seguirò con attenzione la squadra. Noi siamo l’Italia, 4 titoli Mondiali, come la Germania. Solo il Brasile ha fatto meglio. Niente scherzi e niente processi. Si va, si parte e basta. Mi piacerebbe che, visto che si giocherà anche in Messico, questi ragazzi entrassero nel nostro mitico Azteca, dove c’è la targa della partita del secolo. L’hanno messa per noi: Italia-Germania 4-3».
IL 4-3 É L’EMOZIONE PIU’ GRANDE DELLA CARRIERA «Sì, penso proprio di sì. Una partita così non si ripeterà mai più, c’erano 30 milioni di italiani davanti alla tv. È un pezzo unico di storia del calcio, un eterno romanzo che continua a emozionare. Però io avrei preferito battere il Brasile del meraviglioso Pelè e poi vincere il Mondiale».
LA PANCHINA AZZURRA SFIORATA «Me lo propose il presidente della Figc Carlo Tavecchio, dopo l’esonero di Giampiero Ventura, nel 2017. Ma non avevo ancora il tesserino da tecnico. E l’associazione allenatori mise il veto. Niente da fare. Poi quando ho compiuto 80 anni mi sono proposto. Vi interessa un ct? Sono qui, libero. Allenavo quando andavo in campo da giocatore, perché non farlo dalla panchina? Nel 2019 ho preso il patentino Uefa Pro».
I MANCATI INCARICHI TECNICI NEL MILAN «Ai tempi della presidenza Farina, a metà anni Ottanta potevo diventare il tecnico del Milan, poi Berlusconi mi propose di diventare il presidente dei Milan club. Che fare? Ho lasciato, sono entrato in politica, sono diventato parlamentare e ho seguito il Milan da lontano».
IL DECLINO DEI TALENTI ITALIANI «Gattuso è un vecchio cuore rossonero, ma in Nazionale non c’è un milanista. Beh, sono pochi anche gli italiani nel Milan, Bartesaghi e Gabbia, che adesso non sta giocando. Anche il presidente è straniero, in società ormai non credono più alle politiche che creavano, facevano crescere i Baresi e i Maldini. Non nascono i campioni ed è dura senza di loro ottenere grandi risultati. In A i pochi calciatori bravi sono praticamente tutti stranieri. Esclusa l’Inter, credo. Prima i migliori erano quasi tutti italiani e arrivavano con merito in Nazionale. Ora il nostro calcio non crea più i fuoriclasse. La colpa? Soprattutto dei club che, invece di far crescere i ragazzi e portarli ad alti livelli, hanno lasciato tutto in mano ai procuratori. Io ho esordito in Nazionale a 18 anni, eravamo in sette del Milan».
LEÃO «Nel Milan di adesso c’è Leão finto nueve e di passaggi ne riceve pochi. Beh, io lo aiuterei. Farebbe tanti gol, ama attaccare gli spazi, sarebbe la mia freccia ideale. Da giocatore cercavo di fare bene il mio lavoro: i lanci e i passaggi. Li ho fatti ad Altafini, Prati, Maldera. E a qualcun altro…».

Bremer Juventus, il difensore non è più intoccabile: i bianconeri valutano la cessione e fissano il prezzo per l’estate

Bremer Juventus, il club bianconero rivede le proprie strategie e considera l’addio del brasiliano, stabilita la cifra richiesta

La dirigenza della Juventus è entrata in una fase di valutazioni profonde per programmare il prossimo calciomercato. L’obiettivo è reperire risorse utili a rinforzare la rosa, con una sola certezza: Kenan Yildiz è considerato l’unico vero incedibile. In caso di mancata qualificazione alla Champions League, però, davanti a offerte importanti il club sarebbe costretto a prendere in considerazione qualsiasi cessione.

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Tra i nomi sul tavolo c’è quello di Gleison Bremer, ormai non più ritenuto intoccabile. Secondo Tuttosport, una sua eventuale partenza potrebbe rappresentare un’opportunità per tutte le parti. La Juventus valuta il difensore circa 60 milioni di euro, cifra che permetterebbe di alleggerire il bilancio dopo la decadenza della clausola rescissoria. Il brasiliano, seguito da tempo in Premier League, potrebbe cogliere l’occasione per un salto di carriera, ma l’addio sarebbe possibile solo dopo aver individuato un sostituto all’altezza. Intanto Bremer è concentrato sul finale di stagione e sugli impegni con il Brasile, dove ha trovato continuità e fiducia da parte di Carlo Ancelotti dopo il rientro dall’infortunio.

Alla Continassa, però, resta la sensazione che il centrale non abbia ancora ritrovato il dominio mostrato negli anni migliori. Luciano Spalletti ha elogiato la sua tenuta mentale post‑infortunio, evidenziando però un limite: la tendenza a modulare intensità e forza in base al livello dell’avversario. Una flessione che rende più accettabile l’idea di una sua cessione. Con i 30 anni alle porte e un contratto fino al 2029, Bremer e la Juventus si trovano davanti a un bivio: monetizzare in estate o proseguire insieme. In caso di addio, serviranno tempi adeguati e non trattative dell’ultimo minuto.

Lukaku assente alla ripresa degli allenamenti: l’attaccante è ancora in Belgio! I possibili scenari

Lukaku, il caso in casa Napoli continua: alla ripresa degli allenamenti di oggi il belga è ancora in patria. Le ultime

Il “caso Lukaku” continua a tenere banco e, nonostante le sensazioni positive filtrate nelle ultime ore, la situazione resta tutt’altro che risolta. Il centravanti belga non ha ancora fatto rientro in Italia e non sarà presente alla ripresa degli allenamenti, contrariamente a quanto richiesto dal club. Come riportato da Massimiliano Ugolini su SkySport24, la società si aspettava di rivederlo oggi a Castel Volturno, primo giorno di lavoro dopo la pausa.

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La posizione del Napoli è rimasta rigida fin da venerdì, quando Lukaku ha deciso di non rientrare nonostante l’impossibilità di rispondere alla convocazione del Belgio per le amichevoli internazionali. Una scelta motivata dal desiderio di ritrovare la miglior condizione fisica in vista del finale di stagione. Resta ora da capire quali provvedimenti adotterà il club: nei giorni scorsi si era parlato di ultimatum e di una possibile multa in caso di assenza ingiustificata, ma al momento non è arrivata alcuna comunicazione ufficiale né all’entourage del giocatore né all’esterno.

L’ipotesi di misure drastiche viene considerata un’extrema ratio, da valutare solo se non si dovesse trovare un accordo definitivo sulla gestione del rientro. Per questo i contatti tra le parti non si sono mai interrotti: il dialogo resta costante, con l’obiettivo di conciliare le esigenze dello staff tecnico con quelle dell’attaccante. La priorità del Napoli è evitare una rottura e riportare Lukaku nelle migliori condizioni possibili, ma il tempo stringe. La data di oggi, martedì 31 marzo, segna uno snodo cruciale della vicenda: alla ripresa degli allenamenti, il belga non sarà tra i presenti.

Mercato Lazio, Diogo Leite sempre più vicino: il centrale può arrivare in biancoceleste a parametro zero

Mercato Lazio, accelerata per Diogo Leite: il difensore portoghese pronto a sbarcare nella Capitale a zero

Il calciomercato della Lazio comincia a prendere forma, soprattutto in difesa, il reparto destinato ai maggiori interventi nella prossima estate. Il nome più caldo è quello di Diogo Leite, centrale portoghese dell’Union Berlino, tornato con forza nei piani biancocelesti dopo i contatti avviati nei mesi scorsi. Come riportato dal Corriere dello Sport, i dialoghi interrotti a gennaio sono ripartiti e ora si attende soltanto il via libera definitivo per arrivare alle firme. Il profilo del 27enne è particolarmente gradito perché potrebbe liberarsi a parametro zero a fine stagione, nonostante un contratto in scadenza nel 2026: una condizione che permetterebbe alla Lazio di rinforzare la retroguardia senza investire sul cartellino.

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Il centrale mancino, cresciuto tra Porto e Braga, rappresenta una soluzione di esperienza e struttura per un reparto che potrebbe cambiare volto. Se la trattativa procederà senza intoppi, Leite potrebbe sostenere le visite mediche e firmare un contratto quadriennale o quinquennale. Il difensore è reduce da uno stiramento, ma è già tornato in panchina nell’ultima gara contro il Bayern Monaco, un segnale incoraggiante in vista delle prossime settimane.

Parallelamente resta viva anche la pista Arnau Martinez, terzino del Girona seguito già a gennaio. Il giocatore piace per duttilità e prospettiva, ma l’operazione è più complessa dal punto di vista economico: la clausola è fissata a 14 milioni di euro e la scadenza nel 2027 lascia margini di trattativa, ma non semplici. Per questo, ad oggi, la strada che porta a Diogo Leite appare nettamente più avanzata.

Leao verso il rientro a Milano: per Napoli la scelta sarà presa insieme ad Allegri e al suo staff! Le ultime

Leao rientra a Milano: per la sfida col Napoli servirà una decisione congiunta con Allegri e staff medico. I dettagli

Mancano sei giorni al ritorno in campo del Milan, atteso nel giorno di Pasquetta per la sfida ad alta quota sul campo del Napoli. A tenere banco è soprattutto la situazione di Rafael Leao: il numero 10 è volato in Portogallo per trascorrere qualche giorno con i figli e lavorare con il proprio preparatore atletico per smaltire i recenti problemi fisici. Secondo La Gazzetta dello Sport, il suo rientro a Milano è previsto per domani.

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Il club rossonero spera di poterlo recuperare per il match del Maradona, ma la decisione non sarà immediata. Leao verrà valutato attentamente una volta tornato a Milanello, dove inizierà un confronto con lo staff tecnico e medico per capire se potrà essere arruolabile per una delle partite più delicate della stagione.

Il quotidiano sottolinea infatti che la scelta finale sulla convocazione sarà condivisa tra giocatore, allenatore e medici. Solo dopo le verifiche sul campo si capirà se Leao potrà essere presente nella sfida tra seconda e terza della classifica, un appuntamento cruciale per il cammino del Milan.

Addio Milan, ora è ufficiale: i rossoneri hanno già deciso

Il Milan ha già preso la decisione e chiuso in maniera definitiva l’affare: non sarà più un calciatore di Allegri

Addio Milan, la trattativa è ormai chiusa. Primo affare di calciomercato per i rossoneri con la decisione di Tare di porre fine ad una trattativa che durava ormai da mesi.

La conclusione non è però di quelle sperate visto che il calciatore non vestirà più la maglia rossonera. Eppure sembrava davvero tutto fatto per André: il 19enne centrocampista brasiliano del Corinthians aveva già trovato un accordo economico con il club italiano e erano già pronti i documenti per chiudere in maniera formale l’accordo.

Peccato che il presidente del club brasiliano abbia cambia improvvisamente le carte in tavola: forte dell’interesse di altri club europei, Atletico Madrid e Benfica su tutti, il numero uno del Corinthians ha di fatto ‘cancellato’ l’accordo per il quale la segreteria del club stava già preparando i documenti. Un dietrofront che ha innervosito il Milan che ha così deciso di ritirarsi dalla trattativa e non partecipare ad aste per il giovane talento sudamericano.

Niente Milan per André: Tare si tira fuori

Da ieri circolavano notizie di un possibile rilancio del Milan: in particolare ESPN Brasile aveva lanciato l’indiscrezione di una nuova offerta complessiva da 22 milioni. Una proposta formata da 18 milioni di parte fissa e quattro milioni di bonus per acquisire il 70% del cartellino del giocatore, con il restante 30% che lo stesso André era pronto a cedere per far andare a buon fine la trattativa.

Stando a quanto riporta il ‘Corriere dello Sport’ però, dal Milan è arrivata una netta smentita alla nuova offerta e anzi la decisione presa è quella di ritirarsi dalla trattativa per il giocatore. André così non vestirà la maglia del Milan il prossimo anno, ma non è detto che il suo futuro non sia ugualmente in Europa.

Sfumata l’ipotesi rossonera, il Corinthians ora proverà a far partire un’asta tra Atletico Madrid e Benfica, sperando che la mossa del presidente non porti ad un buco nell’acqua. Per il Milan, invece, la necessità di andare ad individuare un altro calciatore con le caratteristiche di André, dopo aver chiuso l’acquisto di un altro giovane: l’attaccante serbo Kostic.

Thuram Inter, la Francia per ritrovare il gol e il sorriso: ora punta a riprendersi il suo posto in nerazzurro!

Thuram Inter, la Francia per ritrovare il gol e il sorriso: ora punta a riprendersi il suo posto in nerazzurro! La missione dell’attaccante

Il gol ritrovato con la Francia può rappresentare una svolta importante per Marcus Thuram e, di riflesso, anche per l’Inter. L’attaccante nerazzurro, reduce da un periodo meno brillante sotto porta con il club, ha sfruttato la pausa per le nazionali per ritrovare fiducia, serenità e soprattutto una rete che mancava in un momento delicato della stagione. Come sottolineato da La Gazzetta dello Sport, quel centro ha avuto il peso di una vera liberazione, sia per il valore tecnico del gesto sia per tutto ciò che si portava dietro. Nel sorriso del francese c’erano le critiche arrivate nelle ultime settimane, i dubbi sul suo momento e anche la necessità di ribadire il proprio valore in vista del Mondiale 2026. Un segnale che osserva con attenzione anche Cristian Chivu, chiamato a gestire il rush finale di campionato con l’obiettivo di tenere l’Inter in piena corsa per lo scudetto.

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Thuram Inter, il rendimento in nerazzurro resta sotto osservazione

Prima della sfida del Franchi contro la Fiorentina, lo stesso Chivu aveva provato a spegnere ogni discussione attorno al suo attaccante, chiarendo che Marcus non è un problema. Una presa di posizione netta, arrivata in un momento in cui i numeri del francese avevano inevitabilmente aperto qualche riflessione sul suo peso nel reparto offensivo. Thuram resta legato all’Inter da un contratto fino al 2028, con uno stipendio importante e una clausola da 85 milioni di euro esercitabile entro metà luglio. Elementi che confermano il valore del giocatore, ma che al tempo stesso aumentano l’attenzione sul suo rendimento. Questa estate, proprio nell’anno del Mondiale, il francese si giocherà molto anche sul piano delle gerarchie future.

Inter Roma, Thuram si candida per una maglia accanto a Lautaro

Ora il focus torna tutto sul campionato. Thuram rientra a Milano con l’intenzione di trasformare il gol segnato in nazionale in una spinta concreta anche in maglia nerazzurra. Alla ripresa della Serie A, contro la Roma, l’attaccante si candida con forza per una maglia da titolare. Il ritorno imminente di Lautaro Martinez riapre infatti il tema della coppia offensiva, anche perché la crescita di Francesco Pio Esposito offre a Chivu un’alternativa credibile e in fiducia. Proprio questa concorrenza può diventare uno stimolo ulteriore per Thuram, deciso a riprendersi un ruolo centrale nell’attacco dell’Inter. Per i nerazzurri, ritrovare il miglior Marcus significherebbe aggiungere peso, profondità e gol nel momento più delicato della stagione.

Convocati Italia per la Bosnia, la lista ufficiale di Gattuso: questi i 5 che finiranno in tribuna, la scelta su Scamacca!

Convocati Italia per la Bosnia, la lista completa decisa dal ct Gattuso: questi i 5 che finiranno in tribuna, la scelta su Scamacca!

È il giorno di Bosnia-Italia, sfida decisiva per il cammino degli azzurri verso i Mondiali, e arrivano anche le indicazioni ufficiali sulle scelte del commissario tecnico. Nella lista dei giocatori a disposizione dell’Italia non figurano Elia Caprile, Giorgio Scalvini, Diego Coppola, Nicolò Cambiaghi e Gianluca Scamacca.

I cinque calciatori, dunque, non andranno neppure in panchina nella gara di Zenica e seguiranno il match dalla tribuna, sostenendo i compagni in una serata delicatissima per il futuro della Nazionale. La notizia positiva riguarda invece Andrea Cambiaso, che torna a disposizione almeno per la panchina dopo essere rimasto fuori nella precedente partita contro l’Irlanda del Nord. Di seguito la lista completa dei convocati dal ct Rino Gattuso.

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Portieri: Donnarumma, Carnesecchi, Meret;

Difensori: Bastoni, Buongiorno, Calafiori, Cambiaso, Dimarco, Gatti, Mancini, Palestra, Spinazzola;

Centrocampisti: Barella, Cristante, Frattesi, Locatelli, Pisilli, Tonali;

Attaccanti: Esposito, Kean, Politano, Raspadori, Retegui.

Salihamidzic avvisa l’Italia: «Stasera il popolo bosniaco sarà il giocatore in più. Anche se qualcuno pensa il contrario…»

L’ex centrocampista della Juventus, Hasan Salihamidzic, ha voluto dire la sua in vista di Bosnia Italia, finale playoff per accedere ai Mondiali

Intervenuto sulle colonne della Gazzetta dello Sport, il centrocampista bosniaco ex Juventus, Hasan Salihamidzic, si è espresso così in vista di Bosnia Italia.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

BOSNIA ITALIA – «Non so da quanti anni ci mancava una notte così speciale, per una nazionale come la nostra è qualcosa di più di una singola partita. In campo andrà una generazione di talenti, ma con due giocatori d’esperienza alla guida: Kolasinac e Dzeko, in Italia li conoscete bene. Siamo una squadra interessante, con un grande ct come Sergej Barbanez: io e lui abbiamo vissuto serate di questo tipo, in una decisiva per la qualificazione a Euro 2004 contro la Danimarca potevamo chiudere in vetta al girone, ma finì 1-1 e arrivammo quarti…Nessuno vuole rivivere quella delusione».

STADIO – «Sarà pure uno stadio piccolo, a capienza ridotta, ma ci sarà un’atmosfera unica: non la dimenticherete. Il popolo sarà un giocatore in più, poi parlerà il campo: anche se qualcuno pensa il contrario, ci sarà qualità».

SULLA CRISI DEL CALCIO ITALIANO – «Il termometro del calcio si chiama Juventus. Quando la Signora non è al massimo anche la Nazionale la segue ma, ovviamente, la stessa cosa funziona al contrario. Sono sicuro che Juve e Italia torneranno in cima, ma spero accada dopo questo playoff: per la nostra gente è troppo importante andare in America».

Lukaku via dal Napoli? Il belga torna tra i pensieri della Juve! Così la pista può riaccendersi in estate

Lukaku via dal Napoli? Il belga torna tra i pensieri della Juve! Così la pista può riaccendersi in estate: occhio allo scenario per l’estate

La Juventus si muove già in vista della prossima stagione e ha individuato una priorità molto precisa per il reparto offensivo: affiancare a Dusan Vlahovic un attaccante fisico, strutturato e capace di interpretare il ruolo del classico numero nove. Secondo quanto riportato da Tuttosport, il club bianconero sta valutando più soluzioni per completare l’attacco, con un budget che dovrebbe aggirarsi tra i 30 e i 40 milioni di euro, cifra destinata a cambiare anche in base all’eventuale qualificazione alla prossima Champions League. Parallelamente, sempre secondo Tuttosport, proseguono i contatti per il rinnovo di Vlahovic, considerato ancora centrale nel progetto tecnico.

Juventus Lukaku, la suggestione prende quota per l’attacco

Tra i nomi finiti sul tavolo della dirigenza, emerge anche quello di Romelu Lukaku. Sempre Tuttosport riferisce che l’attaccante belga, oggi sotto contratto con il Napoli fino al 2027, sarebbe tornato nei pensieri della Continassa come profilo da monitorare con attenzione. L’idea nasce da una valutazione complessiva tra costi, esperienza e caratteristiche tecniche: Lukaku rappresenterebbe infatti un’opzione diversa rispetto ad altri obiettivi, ma coerente con l’identikit ricercato dalla Juventus. In questa fase, si tratterebbe ancora di una pista esplorativa, ma abbastanza concreta da essere inserita nella lista dei centravanti osservati dal club.

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Mercato Juve, il futuro dell’attacco dipende anche da Vlahovic

Il tema attacco resta quindi uno dei dossier più importanti per la prossima estate. La Juventus vuole farsi trovare pronta e sta mantenendo aperti più tavoli, senza restringere troppo presto il campo delle opzioni. In questo quadro, la posizione di Vlahovic inciderà inevitabilmente sulle scelte finali, ma non esclude l’arrivo di un altro centravanti di spessore. La pista Lukaku, rilanciata da Tuttosport, si inserisce proprio in questa strategia: un nome pesante, di esperienza internazionale, che potrebbe diventare una vera opportunità se le condizioni economiche e tecniche dovessero allinearsi nelle prossime settimane. Per ora è una suggestione forte, ma nel mercato della Juventus nulla viene lasciato al caso.

Italia: dal pulcino Pio a Retegui in versione giocatore di hockey! Ecco com’erano gli azzurri all’epoca dell’ultimo mondiale nel 2014

Italia: dal pulcino Pio a Retegui in versione giocatore di hockey! Com’erano gli azzurri all’epoca dell’ultimo mondiale dell’Italia nel 2014

L’ultima volta che l’Italia giocò una partita al Mondiale era il 24 giugno 2014, contro l’Uruguay. Da allora sono passati dodici anni e il gruppo che oggi si gioca la qualificazione era composto, in larga parte, da ragazzi poco più che adolescenti. Come evidenzia La Gazzetta dello Sport, quel ko in Brasile, arrivato dopo il successo iniziale contro l’Inghilterra e le successive cadute con Costa Rica e Uruguay, ha lasciato un vuoto enorme nella storia recente azzurra. Oggi, però, quella ferita può trasformarsi in spinta. Per molti dei protagonisti attuali, infatti, il Mondiale è un obiettivo mai vissuto davvero in prima persona, ma inseguito da anni come un traguardo capace di dare senso a un’intera carriera.

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Azzurri Mondiale, da Donnarumma a Barella: dove erano nel 2014

Nel 2014 Gianluigi Donnarumma aveva appena 15 anni ed era passato dal Club Napoli al Milan. Alessandro Bastoni, anche lui quindicenne, cresceva nelle giovanili dell’Atalanta. Gianluca Mancini aveva da poco compiuto 18 anni e completava il suo percorso nelle giovanili della Fiorentina. Riccardo Calafiori, invece, aveva soltanto 12 anni e si era appena trasferito dalla Petriana alla Roma. Tra i titolari possibili di oggi, il solo Matteo Politano giocava già tra i professionisti, con la maglia del Pescara. Nicolò Barella, a 17 anni, aveva già assaggiato la prima squadra del Cagliari, mentre Manuel Locatelli, sedicenne, era appena passato dall’Atalanta al vivaio del Milan. Sandro Tonali aveva 14 anni e muoveva i primi passi nel Brescia, club destinato a lanciarlo nel grande calcio.

Italia 2014 2026, la fame di Dimarco, Kean e Pio Esposito

Anche altri volti centrali dell’Italia di oggi erano ancora all’inizio del loro percorso. Federico Dimarco, già nel giro dell’Under 18, aveva 17 anni ed era uno dei talenti più promettenti del settore giovanile dell’Inter. Moise Kean, quattordicenne, segnava con continuità nelle giovanili della Juve dopo essere cresciuto tra Torino e bianconeri. L’oriundo azzurro, allora quindicenne, attraversava persino un momento di riflessione sul proprio futuro calcistico, prima della svolta che lo avrebbe portato in alto. E poi c’è Francesco Pio Esposito, la speranza più giovane: nel 2014 aveva appena 9 anni e giocava ancora nei pulcini del Brescia, prima del passaggio all’Inter. Oggi tutti loro portano sulle spalle il peso e il sogno di una nazionale che vuole tornare dove manca da troppo tempo: sul palcoscenico del Mondiale.

Toni non ha dubbi: «Ecco che partita mi aspetto con la Bosnia, non va sottovalutata! Questo è il mio messaggio per l’Italia»

L’ex attaccante della Fiorentina, Luca Toni, ha voluto dire la sua in vista della super sfida di stasera tra la Bosnia e l’Italia: le sue parole

Intervenuto sulle colonne della Gazzetta dello Sport, Luca Toni si è espresso così in vista di Bosnia Italia di stasera.

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CHE PARTITA MI ASPETTO – «Non facile perché tutta l’Italia l’aspetta da anni: dopo due Mondiali saltati, i tifosi azzurri la prossima estate vogliono vedere la loro squadra in America, Canada e Messico. Giocheremo contro una Bosnia tosta, che ha battuto il Galles e per vincere bisognare…fare l’Italia».

PRESSIONE – «Quando indossi la maglia dell’Italia rappresenta una delle nazionali più importanti nel mondo ed è normale che cia pressione. L’importante è non farsi travolgere e pensare al campo».

COME VIVEVA LA TENSIONE GATTUSO DA GIOCATORE – «Era uno dei più agitati. Adesso, essendo il capo branco, anche se la sente più degli altri, dovrà mascherare la tensione. Sa cosa vuol dire giocare queste partite e, nonostante sia una persona vera e istintiva, cercherà di tranquillizzare i suoi uomini».

KEAN DECISIVO? – «A me piace. Adesso lo vedo più in forma rispetto a qualche settimana fa e viene da una bella partita contro l’Irlanda del Nord. E’ giusto puntare su di lui».

RETEGUI HA FATICATO – «Per un centravanti è importante avere le occasioni e toccare la palla in area avversaria. Lui lo ha fatto anche se forse poteva proteggere meglio la palla. In Nazionale ha mostrato di sapere come si fa gol».

CON PIO ESPOSITO LA SQUADRA E’ SEMBRATA PIU’ IN PALLA – «Con le sue caratteriste Pio è ideale sia per entrare se dovessimo andare sotto, un’eventualità che certo non mi auguro, sia per partire titolare. Sono sicuro che sarà della partita perché è in forma e psicologicamente è carico dopo i gol segnati con l’Inter. Può darci una bella mano».

RASPADORI – «Raspadori è molto diverso rispetto a Kean, Retegui ed Esposito e può essere utile per creare la superiorità numerica con il suo dribbling».

DZEKO – «Dzeko è uno di qualità, un bomber che di gare importanti ne ha fatte molte. Dovremo marcarlo con attenzione: in Incontri cosi non conta solo l’aspetto fisico, ma anche quello mentale. Ha 40 anni però è un leader e in Galles ha segnato…».

UN MESSAGGIO AGLI AZZURRI – «Vestire la maglia dell’Italia è magico e farlo al Mondiale è ancora più speciale. Non abbiamo giocato le ultime due edizioni ed è il momento di interrompere la tradizione negativa. Magari non vinceremo la Coppa del mondo, ma almeno participare deve tornare a essere una routine. Quindi dico: ‘Forza azzurri, potete farcela’. La Bosnia non va sottovalutata, ma dobbiamo batterla»

Pellegrini Roma, 8 partite per prendersi il futuro! Dalla volontà di rinnovare alle big alla finestra: cosa filtra

Pellegrini Roma, 8 partite per prendersi il futuro! Dalla volontà di rinnovare alle big alla finestra: la posizione del club giallorosso

Il finale di stagione può cambiare tutto per Lorenzo Pellegrini. La Roma si avvicina alla sfida contro l’Inter con la necessità di fare risultato e con diverse difficoltà di formazione, motivo per cui Gian Piero Gasperini si aspetta una risposta forte dai suoi giocatori di maggiore qualità. Tra questi c’è proprio il centrocampista giallorosso, reduce da un ultimo periodo in crescita prima della sosta. Le sue recenti prestazioni, tra gol pesanti e assist decisivi, hanno rilanciato il suo peso all’interno della squadra in un momento delicato della stagione. La sensazione è che il tecnico voglia ritrovare subito quel Pellegrini determinante, capace di incidere nelle partite importanti e di trascinare la squadra nella corsa finale. In queste ultime otto partite, il numero 7 si gioca molto, forse tutto, sia sul piano tecnico sia su quello personale.

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Pellegrini Roma, il contratto in scadenza pesa sulle scelte del club

Il tema del futuro, infatti, resta centrale. Come ricorda la Gazzetta dello Sport, infatti, Pellegrini ha il contratto in scadenza il 30 giugno e questa situazione continua inevitabilmente a influenzare il contesto attorno a lui. Da una parte c’è la volontà del giocatore, che dopo tanti anni in giallorosso vorrebbe ancora proseguire la sua avventura nella Capitale; dall’altra ci sono le valutazioni economiche della società, chiamata a trovare un equilibrio sostenibile. L’attuale ingaggio del centrocampista è molto elevato e, in caso di rinnovo, l’eventuale nuovo accordo dovrebbe essere impostato su cifre sensibilmente inferiori. È proprio questo il nodo principale della vicenda: la Roma potrebbe spingersi fino a una certa soglia (intorno ai 2 o 2,5 milioni di euro all’anno), ma non oltre. Toccherà allora anche al giocatore capire se accettare un ridimensionamento pur di restare nel club che sente suo. Sullo sfondo, intanto, non mancano gli estimatori, perché un profilo come il suo a parametro zero fa gola a diversi club italiani.

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Gasperini punta su Pellegrini, ma Juventus, Napoli e Inter osservano

Nel frattempo, però, c’è un dato che potrebbe avere un peso decisivo: Gasperini stima Pellegrini e vorrebbe continuare a lavorare con lui. Se all’inizio del rapporto tra i due c’era stata una certa distanza, oggi il quadro appare molto diverso. Il tecnico ha imparato ad apprezzarne qualità tecniche, professionalità e spessore umano, mentre il giocatore ha ritrovato centralità grazie a un allenatore che gli ha restituito fiducia in un momento complicato della carriera. Questo può aprire uno scenario nuovo. La permanenza non è semplice, ma neppure impossibile. Molto dipenderà dalle prossime settimane, dal rendimento in campo e dalla volontà reciproca di venirsi incontro. Sullo sfondo restano Juventus, Napoli e Inter, tutte interessate a monitorare la situazione. Ma il desiderio di Pellegrini, almeno per ora, sembra restare uno solo: continuare a scrivere la sua storia con la Roma.

Bosnia Italia, notte da Mondiale a Zenica: gli Azzurri sfidano il freddo e non solo!

Bosnia Italia, notte da Mondiale a Zenica: gli Azzurri sfidano il freddo e non solo! Tutti i pericoli in uno stadio infernale come il Bilino Polje

L’Italia si prepara a vivere una serata ad altissima tensione sportiva a Zenica, dove il clima attorno alla sfida con la Bosnia ha già assunto i contorni del grande evento. L’attesa è fortissima, dentro e fuori lo stadio, in una città che sente il calcio come poche altre e che questa sera spingerà la propria nazionale in una gara dal peso enorme. Sullo sfondo ci sono i palazzi, il freddo, la pioggia leggera e un’atmosfera carica di elettricità. Il terreno di gioco, osservato da vicino, non appare perfetto sul piano estetico, ma non preoccupa il commissario tecnico Gennaro Gattuso, che ha liquidato subito ogni possibile alibi: «Di campi peggiori ne ho visti anche qui e per qui intendo i Balcani dove ho allenato per una stagione: quindi niente scuse, niente alibi, si va e si gioca facendo quello che dobbiamo…».

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Tutti a Zenica, stadio piccolo e pressione altissima per gli azzurri

La nazionale azzurra è arrivata a Zenica soltanto nel pomeriggio di ieri, scegliendo un approccio sobrio e concentrato: niente allenamento vero e proprio, ma solo una breve presa di contatto con il campo durante una passeggiata di gruppo. Sorrisi, qualche scambio tra compagni e grande attenzione a ogni dettaglio, in una cornice che si annuncia caldissima. Lo stadio ospiterà 8.800 spettatori, con una capienza ridotta del 20 per cento per via della sanzione imposta dalla Fifa alla federazione bosniaca dopo cori discriminatori. Un fattore che però non abbasserà certo la pressione. Anzi, da quelle parti l’Italia viene percepita come una selezione importante, ma non imbattibile. Ed è proprio questa convinzione ad alimentare ulteriormente l’entusiasmo del pubblico di casa, che da giorni vive l’avvicinamento alla partita come un appuntamento storico.

Bosnia Italia, una sfida che vale il futuro davanti agli occhi della città

A Zenica il calcio si respira ovunque. La Bosnia ha partecipato a un solo Mondiale, quello del 2014, e proprio per questo la possibilità di tornare a sognare accende l’intera città. Attorno all’albergo che ospita gli azzurri c’è curiosità, ci sono ragazzi con il pallone tra i piedi, richieste di autografi e uno sguardo costante rivolto verso il pullman della nazionale. Il tifo arriverà anche dai balconi dei palazzi che circondano l’impianto, rendendo ancora più particolare una sfida che mette in palio molto più di una semplice vittoria. La sensazione è chiara: sarà una notte in cui ogni dettaglio peserà. E l’Italia, per continuare a inseguire il proprio obiettivo, dovrà farsi trovare pronta in un ambiente acceso, compatto e pieno di aspettative.

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 31 marzo 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Infortunio Norton-Cuffy: arrivano novità importanti in vista di Juventus Genoa! Ci sarà o no? Cosa filtra sulle sue condizioni

Infortunio Norton-Cuffy: quali sono le sue condizioni in vista del match tra Juventus e Genoa in programma lunedì 6 aprile

Pessime notizie per il Genoa durante questa delicata sosta per gli impegni delle Nazionali. Il club rossoblù deve infatti fare i conti con un nuovo problema fisico per Brooke Norton-Cuffy. Il talentuoso esterno destro è stato costretto a lasciare con netto anticipo il ritiro dell’Inghilterra Under 21 a causa di un inaspettato infortunio muscolare. Il contrattempo gli ha impedito di prendere parte alla sfida contro Andorra (terminata con un pareggio per 1-1 e valida per le qualificazioni ai prossimi Europei di categoria). Il giocatore, escluso persino dalla panchina, ha fatto rientro a Genova già nella giornata di sabato.

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La diagnosi iniziale e gli esami strumentali

Secondo le prime ricostruzioni, l’ex esterno dell’Arsenal ha accusato un doloroso risentimento muscolare al flessore della coscia destra. Il trauma si è verificato durante una normale sessione di allenamento con la selezione giovanile britannica guidata dal commissario tecnico Carsley. Le sue condizioni fisiche verranno valutate con maggiore precisione all’inizio della prossima settimana, quando il calciatore si sottoporrà a specifici esami strumentali approfonditi. Solo allora si potrà chiarire l’effettiva entità del danno e definire i precisi tempi di recupero necessari per il rientro in campo.

Verso Juventus-Genoa: tegola per mister De Rossi

Allo stato attuale, la sua presenza per il prossimo impegno ufficiale di campionato è da considerarsi a fortissimo rischio. Nella 31ª giornata di Serie A, il Genoa allenato da Daniele De Rossi scenderà in campo all’Allianz Stadium proprio contro la Juventus. La difficile e molto attesa partita è in programma nel giorno di Pasquetta, fissato per lunedì 6 aprile 2026 alle ore 18:00.

Il precedente infortunio e l’attesa del club

Per il club rossoblù si tratta purtroppo di una ricaduta davvero preoccupante in questa fase cruciale della stagione sportiva. Il laterale Norton-Cuffy aveva già affrontato problemi fisici molto simili nel corso delle scorse settimane. Un precedente risentimento al flessore lo aveva infatti costretto a dare forfait per l’impegnativa trasferta di campionato contro l’Inter dello scorso 28 febbraio. Successivamente, l’esterno era rimasto seduto in panchina per tutta la durata del match interno contro la Roma, per poi riassaggiare il terreno di gioco solamente da subentrato contro il Verona e ritrovare finalmente una maglia da titolare nell’ultimo incontro disputato contro l’Udinese. Adesso la società attende fiduciosa i responsi medici ufficiali per stabilire con certezza assoluta il piano terapeutico adeguato.

Lazio, infortunio alle spalle per Basic: rientro in gruppo e clamorosa ipotesi di rinnovo. Come cambia il futuro del croato

Lazio, Toma Basic si è lasciato l’infortunio alle spalle e tornerà in gruppo. Spunta anche l’ipotesi di rinnovo. Cosa sta succedendo

Buone notizie in casa Lazio. L’emergenza a centrocampo che ha tormentato Maurizio Sarri nelle ultime settimane potrebbe presto alleggerirsi. Dopo un lungo e complicato stop fisico, Toma Basic è pronto a rimettersi a disposizione dello staff tecnico e dei compagni. Secondo quanto riportato dall’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, il centrocampista croato intravede finalmente la fine del proprio calvario e dovrebbe tornare ad allenarsi con il gruppo a Formello già a partire da domani.

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L’importanza del rientro in vista della sfida contro il Parma

Il tecnico biancoceleste accoglie questa novità con grande sollievo, potendo finalmente contare su rotazioni più ampie in un reparto centrale ridotto all’osso dai recenti infortuni. Il progressivo reinserimento di Basic può rappresentare una risorsa preziosa in vista della sfida contro il Parma. Questo delicato appuntamento stagionale, infatti, potrebbe restituire al croato anche il campo dopo quasi due mesi di assenza, offrendo nuova linfa vitale alla mediana capitolina nel momento più caldo dell’anno.

La rivincita nelle gerarchie tattiche di Maurizio Sarri

Fino al momento dello stop, la stagione dell’ex calciatore del Bordeaux si era rivelata un percorso in netta ascesa. Partito inizialmente in sordina, con spazio ridotto e poche certezze sul suo effettivo minutaggio, con il passare delle settimane il croato era riuscito a ritagliarsi uno spazio sempre più rilevante. A suon di ottime prestazioni, abbinate a continuità, equilibrio e applicazione tattica, Basic è diventato una vera e propria presenza affidabile nella squadra di Sarri, riuscendo a scalare le gerarchie e a guadagnarsi la totale fiducia dell’allenatore.

Il mercato: torna d’attualità il prolungamento del contratto

Le novità, però, non riguardano esclusivamente il rettangolo verde. Negli uffici del club, infatti, intorno al nome di Basic si riaccende anche la questione legata al contratto. Nelle ultime ore è prepotentemente tornata d’attualità, seppur con prudenza, l’ipotesi di un rinnovo. Le indiscrezioni di mercato parlano di un possibile prolungamento fino al 2030, con un ingaggio vicino ai 2 milioni di euro a stagione.

Si tratta di uno scenario che sembrava remoto fino a poco tempo fa, ma che ora inizia seriamente a riprendere quota. Molto del suo futuro passerà dalle imminenti risposte sul campo: prima il recupero completo, poi la rincorsa a una maglia e infine i discorsi sul futuro. Questo finale di stagione sarà lo snodo decisivo per il centrocampista e per tutta la Lazio.

Calciomercato Napoli: svolta decisiva nel futuro di Lukaku! Cambia tutto rispetto alle ultime indiscrezioni, ecco cosa sta succedendo

Calciomercato Napoli: novità importanti nel futuro di Romelu Lukaku, ecco cosa sta succedendo per l’attaccante belga. Tutti i i dettagli

Il mondo Napoli resta in attesa di novità definitive circa le condizioni del suo centravanti. Stando alle ultime indiscrezioni sportive riportate da Nicolò Schira, il tanto atteso rientro nel capoluogo campano di Romelu Lukaku non avverrà nelle prossime ore. L’allarme in casa azzurra resta acceso, ma la situazione appare gestita con lucidità, smentendo le recenti voci di presunte e gravi frizioni tra il giocatore e la società partenopea.

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Le cure in Belgio e i dettagli dell’infortunio

Secondo gli ultimi aggiornamenti, al momento il ritorno di Lukaku previsto per domani a Napoli non sembra in programma. L’attaccante è infatti fortemente orientato a proseguire le cure in Belgio per l’intera durata di questa settimana. Il problema fisico che lo costringe ai box è delicato: gli esami hanno evidenziato un’infiammazione e la presenza di liquido nel flessore dell’anca, fastidio localizzato proprio vicino al tessuto cicatriziale. Una condizione clinica che richiede massima cautela e terapie specifiche per scongiurare il rischio di pericolose ricadute muscolari.

Nessuna rottura con il club: smentiti gli ultimatum

Nelle scorse ore si erano rincorse numerose speculazioni giornalistiche in merito a una presunta rottura con la dirigenza. Tuttavia, rispetto alle voci relative a ultimatum ufficiali filtra che non sarebbero mai stati imposti degli aut aut all’attaccante. Il clima tra le parti rimane sereno e collaborativo. Inoltre, la voce sull’assenza di contatti col mondo Napoli appare destituita di fondamento, visto che, come confermato dalle fonti, ci sono stati contatti con un dirigente anche nei giorni scorsi. La linea di comunicazione tra il bomber e la sede di Castel Volturno, dunque, non si è mai interrotta.

Il duplice obiettivo: rush finale e Mondiali

La scelta di posticipare il rientro in Italia è dettata esclusivamente dalla necessità di completare il percorso riabilitativo al meglio. Big Rom vuole tornare in forma per aiutare il club nel finale di stagione, un momento cruciale in cui il Napoli avrà bisogno del suo miglior realizzatore per centrare gli obiettivi prefissati. All’orizzonte, poi, c’è un altro grandissimo palcoscenico che attende il centravanti: la vetrina iridata con la nazionale del Belgio al Mondiale. Prudenza e lavoro personalizzato sono oggi le priorità assolute per tornare a dominare in area di rigore.

Newcastle, colpo Johan Martinez! I Magpies mettono le mani sul baby prodigio classe 2009. Tutti i dettagli sull’affare

Newcastle, Johan Martinez sarà un nuovo giocatore dei Magpies. Tutti i dettagli dell’operazione per il classe 2009

Il calciomercato internazionale guarda sempre più al futuro e il Newcastle non vuole assolutamente farsi trovare impreparato. La dirigenza del club inglese, forte di una programmazione a lungo termine e di un’attenta rete di scouting, continua a investire in modo mirato e massiccio nella ricerca dei migliori prospetti a livello mondiale. L’ultima brillante operazione in entrata riguarda direttamente il florido mercato del Sudamerica: i Magpies hanno infatti messo le mani su uno dei gioielli più brillanti e promettenti del panorama giovanile sudamericano.

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Il colpo di mercato: accordo in chiusura

Le indiscrezioni trapelate nelle ultime ore confermano il grande attivismo della società britannica. Secondo Fabrizio Romano, il Newcastle ha raggiunto un accordo di massima per ingaggiare l’ala dell’Independiente del Valle Johan Martinez. Si tratta di un’operazione condotta con grande tempismo per anticipare la folta e agguerrita concorrenza delle altre big europee. Le eccellenti qualità tecniche, l’esplosività e la rapidità palla al piede del ragazzo hanno letteralmente stregato la dirigenza inglese, spingendola ad affondare immediatamente il colpo decisivo.

Le tempistiche e le regole sui trasferimenti

Per vedere il giovanissimo attaccante calcare i prestigiosi campi della Premier League, tuttavia, i tifosi dovranno attendere ancora qualche anno, nel pieno e rigoroso rispetto delle normative FIFA sui trasferimenti internazionali dei minori. I report di mercato precisano infatti che il talento ecuadoriano classe 2009 si unirà alla squadra non appena compirà 18 anni, dopo aver raggiunto un accordo verbale.

Fino a quel momento, il giocatore continuerà il suo fondamentale percorso di crescita tattica e fisica in patria. L’Independiente del Valle si conferma così, ancora una volta, una vera e propria fucina di campioni inesauribile, un’accademia capace di sfornare talenti generazionali esportati poi con successo in tutto il Vecchio Continente.

L’attesa per le firme e i documenti ufficiali

L’iter burocratico dell’intera operazione è ormai giunto alle sue battute conclusive e la fumata bianca definitiva è davvero a un passo. I legali delle due società e l’entourage del calciatore stanno lavorando incessantemente sui dettagli finali, tanto che i club sperano di firmare tutti i documenti questa settimana. Un passo formale che metterà nero su bianco un trasferimento strategico, pronto a regalare all’Inghilterra una futura e luminosa stella del calcio mondiale.

Juventus Women, Ana Capeta boom! L’agente Raquel Sampaio svela: «È nata per il gol. Per il suo riscatto dallo Sporting credo che succederà questo»

Juventus Women, l’agente di Ana Capeta – Raquel Sampaio – ha parlato così dell’impatto avvenuto in bianconero dell’attaccante

Raquel Sampaio, agente e fondatrice di Teammate Football, ha parlato in esclusiva a Juventusnews24 della sua assistita Ana Capeta, autrice di un impatto clamoroso con la Juventus Women. Le sue dichiarazioni.

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Ana si è trasferita alla Juventus nell’ultimo giorno della sessione di mercato di gennaio. L’accordo è stato davvero chiuso all’ultimo secondo? 
«Non letteralmente all’ultimo secondo, ma ci siamo andati molto vicini, avevamo solo due minuti di margine. Abbiamo iniziato le negoziazioni alle 17:00 dell’ultimo giorno disponibile, tutti i documenti dovevano essere presentati entro le 20:00 (ora italiana) e siamo riusciti a finalizzare il tutto alle 19:58. È stato come segnare un gol nei minuti di recupero. Un momento di forte pressione, il che ha reso la chiusura ancora più soddisfacente».

In Portogallo si è parlato di alcuni problemi “ambientali” durante le sue ultime settimane allo Sporting. Ha percepito una mancanza di fiducia da parte del club? 
«Non parlerei di mancanza di fiducia. Ana ha semplicemente ricevuto un’offerta migliore, sia dal punto di vista sportivo che economico, e l’ha accettata. Attualmente ha accesso a condizioni di lavoro e strumenti superiori per sviluppare il suo gioco, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti – la Juventus ha segnato 8 gol da quando è arrivata e lei ha contribuito a 7 di questi».

A livello personale, questo trasferimento rappresenta una sorta di riscatto per lei? 
«Ana è in ottima forma e gioca per uno dei migliori club al mondo. È un passo molto positivo nella sua carriera e lo sta sfruttando al massimo. È felice, sta bene ed è molto motivata. Si tratta di una nuova sfida, sta trovando più minutaggio in campo e sta già producendo risultati. Naturalmente, questo aumenta la fiducia di qualsiasi giocatrice».

L’impatto della ragazza è stato istantaneo e micidiale a livello di numeri: un gol dopo appena 6 minuti al debutto, in Champions. 5 G/A nelle sue prime 5 presenze e infine la doppietta di ieri
«Non ho mai dubitato di Ana, ma ho capito che le cose sarebbero andate bene nel momento in cui ha segnato dopo soli sei minuti all’esordio in Champions League. È una giocatrice molto determinata, arrivata con un grande desiderio di contribuire alla squadra, e lo ha dimostrato subito. Per un’attaccante, i minuti giocati, i gol e gli assist sono fondamentali per la fiducia. Acquisendo questa sicurezza fin dall’inizio, è naturale che il contributo continui a crescere. Lo stile di gioco della Juventus si adatta perfettamente alle sue caratteristiche, un fattore determinante nella scelta di trasferirsi a Torino. Non ha bisogno di molto spazio per finalizzare, le basta avere il pallone tra i piedi. È una finalizzatrice nata».

Sappiamo che la Juventus ha un’opzione di riscatto dallo Sporting al termine del prestito: restare a Torino è il suo obiettivo principale? È fiduciosa che ciò accada? 
«Sì, credo che accadrà. Sta dando segnali molto positivi, ha fiducia e i tifosi apprezzano chiaramente vederla giocare e credono in lei. Sarebbe una situazione vantaggiosa per tutti. Ad Ana piace il progetto, le piace la squadra e sente di evolvere e contribuire. Quando ci si sente utili, necessari e valorizzati nel proprio lavoro quotidiano, è naturale voler mantenere questo legame».

L’INTERVISTA COMPLETA A RAQUEL SAMPAIO SU JUVENTUSNEWS24

Calciomercato Inter: nome nuovo come alternativa a Manu Koné. Dirigenza pronto a ‘sacrificare’ questi giocatori per il super colpo a centrocampo

Calciomercato Inter: il punto a centrocampo tra acquisti e cessioni in vista dell’estate. Quali sono i piani del club nerazzurro

La rivoluzione silenziosa dell’Inter guidata da Cristian Chivu prende forma e parte direttamente dal cuore del campo. Mentre la squadra consolida e blinda il proprio primato in classifica a quota 69 punti, le ultime indiscrezioni trapelate da Sky Sport CH delineano un piano strategico e ambizioso tracciato dalla proprietà Oaktree. L’obiettivo primario della dirigenza nerazzurra è quello di rifondare totalmente la mediana, con il chiaro intento di abbassare l’età media della rosa e inserire nuova, fondamentale, energia atletica nel motore della squadra milanese.

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Il piano di Ausilio: Koné la priorità assoluta per il centrocampo

Nel fitto taccuino del direttore sportivo Piero Ausilio, il centrocampista giallorosso rappresenta la priorità assoluta per la prossima sessione di calciomercato. Nonostante la prevedibile resistenza della Roma, che attualmente valuta il cartellino del talentuoso classe 2001 oltre i 40 milioni di euro, il giocatore avrebbe già manifestato il proprio gradimento per un eventuale trasferimento a Milano. Koné, che spera di trovare la consacrazione definitiva in vista dei prossimi Mondiali 2026, incarna perfettamente l’identikit tattico richiesto da Chivu: un mediano moderno, fisico, capace sia di interdire l’azione avversaria sia di far ripartire la manovra con strappi atletici devastanti. Sullo sfondo resta viva l’alternativa internazionale rappresentata da Mandela Keita, ma il centrocampista francese della Roma rimane a tutti gli effetti il “chiodo fisso” della dirigenza meneghina.

Le strategie di Oaktree: sacrifici eccellenti per finanziare il mercato

Per finanziare il decisivo assalto a Koné e agli altri obiettivi strategici (tra cui figurano la ricerca di un nuovo portiere e di un affidabile vice-Bastoni), il fondo Oaktree non esclude a priori dei sacrifici illustri in uscita. Secondo quanto riportato dall’emittente svizzera, persino pilastri intoccabili dello scacchiere nerazzurro come Nicolò Barella e Hakan Calhanoglu potrebbero clamorosamente partire di fronte a offerte economiche giudicate irrinunciabili. Parallelamente, l’addio di Henrikh Mkhitaryan a parametro zero appare ormai uno scenario quasi scontato.

Infine, un capitolo a parte merita la situazione legata al futuro di Marcus Thuram. Il destino dell’attaccante francese resta fortemente legato alle ricche sirene provenienti dalla Premier League e dai club dell’Arabia Saudita. Una sua eventuale cessione “monstre” garantirebbe alle casse interiste il prezioso tesoretto necessario per chiudere l’operazione Koné e, contemporaneamente, regalare a mister Chivu una rosa profondamente rinnovata, più giovane e soprattutto sostenibile a livello finanziario.

Modena, la lettera emozionante di Silvio e Carlo Rivetti dopo la tragica morte della piccola Nina! Annullati tutti gli impegni pubblici

Modena, emozionante lettera di Silvio e Carlo Rivetti dopo la tragica morte di Nina! La nota ufficiale del club

Il mondo del calcio italiano e l’intera comunità emiliana si stringono attorno alla dirigenza del Modena, colpita da una tragedia incommensurabile nella giornata di domenica 29 marzo 2026. Si è spenta a soli 10 anni la piccola Nina Rivetti, figlia del vicepresidente della società gialloblù Silvio Rivetti e nipote del presidente Carlo Rivetti. La bambina ha lottato a lungo e con coraggio contro una grave malattia, lasciando un vuoto incolmabile nella sua famiglia e in tutto l’ambiente sportivo che le era stato vicino e l’aveva supportata durante questo difficile percorso.

La vicinanza del mondo sportivo e le parole del papà

A poche ore dal drammatico evento, il padre di Nina ha voluto rompere il silenzio per esprimere la propria riconoscenza verso i tanti tifosi, appassionati e addetti ai lavori che hanno manifestato profonda e sincera solidarietà. Attraverso il profilo Instagram della società sportiva emiliana, il vicepresidente ha condiviso un pensiero carico di immensa commozione, ricordando i bei momenti vissuti allo stadio.

«Vi ringrazio a nome della mia famiglia per il vostro affetto e cordoglio. L’ambiente canarino, insieme a quello del Calcio, ci ha regalato momenti di spensieratezza, unione, condivisione e grande passione. Onoreremo la nostra speciale Nina tutti i giorni della nostra vita, con il cuore pesante ma pieno di amore infinito! Con gratitudine, Silvio».

Annullati tutti gli impegni pubblici del club

In segno di profondo rispetto e per onorare la memoria della piccola, il Modena ha diramato una nota ufficiale per comunicare una decisione inevitabile: tutti gli impegni pubblici della squadra, dello staff e della dirigenza previsti per questa settimana sono stati completamente annullati. La società sportiva ha scelto la via del silenzio, chiudendosi nel dolore per supportare la famiglia proprietaria del club in questo momento di indicibile e ingiusta sofferenza.

In queste ore, tifoserie avversarie, istituzioni calcistiche e semplici cittadini stanno inondando i canali social della squadra con messaggi di vicinanza, dimostrando come lo sport sappia unirsi e andare oltre qualsiasi rivalità. La perdita della piccola Nina rappresenta una ferita profonda per tutto l’ambiente canarino, unito oggi più che mai nel grande abbraccio alla famiglia Rivetti.

Napoli, hai visto Beukema!? Numeri da record del difensore in Serie A, nessuno come lui. Cosa sta facendo sotto la guida di Conte

Napoli, Beukema si sta rendendo protagonista di numeri da record in questa Serie A, nessuno come lui. Ecco tutti i dati del difensore olandese

La stagione calcistica entra nel vivo e il Napoli guidato da Antonio Conte si candida a essere una delle assolute protagoniste in questo avvincente finale di campionato. Tra i segreti della rincorsa azzurra verso un posto nella prossima Champions League e il sogno di agganciare l’Inter capolista, spicca l’eccezionale e costante rendimento di Sam Beukema.

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L’evoluzione tattica: dalla difesa a quattro al braccetto di destra

Da praticamente inizio stagione, il tecnico leccese ha deciso di schierare l’olandese come braccetto di destra all’interno della sua collaudata difesa a tre. Si tratta di un ruolo specifico a cui il giocatore ha dovuto adattarsi con grande dedizione e intelligenza tattica. L’anno passato, infatti, Sam Beukema si era contraddistinto eccellendo nella linea difensiva a quattro di Vincenzo Italiano. Questo cambiamento di posizione gli ha però permesso di evolvere ulteriormente, trasformandolo nel primo costruttore del gioco partenopeo.

I dati da primato in Serie A e la crescita esponenziale

Le statistiche stagionali confermano in modo inequivocabile questo salto di qualità. L’ex Bologna è attualmente il 1° difensore centrale dell’intera Serie A per passaggi in avanti per 90′, con un incredibile dato di 25.68. Questo è il segno evidente di un coinvolgimento continuo e sistematico all’origine delle operazioni offensive azzurre, supportato dall’ottima intesa con il compagno di fascia Matteo Politano.

In maglia felsinea, l’anno scorso, il centrale aveva registrato una media di 18.8 passaggi in avanti per 90′. Oggi, a sole 8 giornate dalla fine del campionato, il dato è già stato migliorato di quasi 8 passaggi. Il difensore ha affinato in modo decisivo le sue qualità nella progressività dei passaggi, una caratteristica vitale nel sistema di gioco di Antonio Conte, che fa spesso affidamento alle capacità tecniche e di precisione dei propri difensori per scardinare le linee avversarie.

Non a caso, Beukema è nettamente il primo tra tutti i difensori del Napoli per metriche chiave: vanta 8.73 passaggi progressivi per 90′, un eccezionale tasso di azioni progressive pari a 17.44 e ben 9.48 azioni progressive per 90′.

La rincorsa Champions e la fiducia dell’allenatore

Giocando da titolare le ultime 3 partite su 4 disputate in Serie A, ha contribuito a far sì che il Napoli facesse bottino pieno conquistando 12 punti pesantissimi. L’olandese sta ricevendo un’enorme fiducia e crescenti responsabilità, rispondendo in modo estremamente positivo, specialmente in queste ultime partite che stanno definitivamente rilanciando il Napoli verso la delicata volata Champions e mantenendo vivo il sogno rimonta in vetta.

Cucurella lascia il Chelsea e torna al Barcellona? «Si pensa sempre a…». L’annuncio dell’esterno spagnolo non lascia dubbi

Cucurella, esterno del Chelsea, ha parlato così di un suo possibile ritorno al Chelsea. Queste le dichiarazioni sul suo futuro

Il calciomercato internazionale non dorme mai e le recenti dichiarazioni di Marc Cucurella accendono i riflettori sul suo futuro professionale. Il talentuoso terzino spagnolo, attualmente in forza al Chelsea, ha recentemente affrontato il delicato tema di un suo possibile rientro in patria, aprendo a scenari decisamente interessanti per la Liga e, in particolar modo, per il Barcellona, club in cui è cresciuto e si è formato calcisticamente.

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Il presente al Chelsea: stabilità e felicità a Londra

Nonostante le costanti voci di mercato che lo circondano, il difensore iberico ha voluto innanzitutto ribadire la sua attuale serenità in Inghilterra. Il progetto tecnico dei Blues e la vita nella capitale britannica sembrano soddisfare pienamente le sue esigenze familiari e sportive. Intervistato in esclusiva ai microfoni del portale Flashscore, il giocatore ha tracciato un bilancio ampiamente positivo della sua esperienza inglese, allontanando l’ipotesi di un addio a breve termine: Sono molto felice a Londra e al Chelsea, così come la mia famiglia, quindi aspetterò ancora qualche anno.

Una conferma importante che blinda la sua permanenza in Premier League. Tuttavia, il richiamo della terra natia rimane un pensiero latente e impossibile da ignorare. Riguardo alle indiscrezioni su un suo rientro nel campionato spagnolo, l’esterno ha infatti ammesso in modo molto candido: Si pensa sempre a un ritorno…”.

Le sirene del Barcellona e le valutazioni per il futuro

Il nodo cruciale dell’intervista ha riguardato l’eventualità di un forte e concreto interessamento da parte del Barcellona. Alla precisa domanda su cosa succederebbe se il club blaugrana si facesse avanti per riportarlo a casa, Cucurella non ha nascosto che un’offerta del genere cambierebbe inevitabilmente le carte in tavola. La tentazione di tornare a vestire la maglia catalana al Camp Nou è molto forte: È chiaro che se si verificassero situazioni del genere, sarebbe difficile ripensarci…Dovrei pensarci e parlarne con la mia famiglia, non ci sto pensando adesso”.

La priorità del classe 1998 resta quindi il campo e il consolidamento con il Chelsea, mantenendo un approccio estremamente lucido. La porta per un clamoroso ritorno nella Liga, però, non è affatto chiusa a chiave. Il giocatore ha concluso la sua riflessione lasciando ogni opzione aperta per le prossime finestre di trasferimento: Se dovesse accadere, valuteremo quale decisione prendere. Il futuro del laterale resta tutto da scrivere, in bilico tra il ricco progetto londinese e il fascino irresistibile delle proprie origini.

Tresoldi incanta mezza Europa: Serie A, Bundesliga e Premier League studiano il colpo in estate. Qual è il prezzo fissato dal Club Bruges

Tresoldi ha già stregato mezza Europa: Serie A, Bundesliga e Premier League hanno posato gli occhi su di lui. Ecco il prezzo del Club Bruges

Il calciomercato internazionale si accende attorno a uno dei profili giovani più interessanti e discussi dell’attuale panorama calcistico europeo. I riflettori dei top club continentali sono ormai puntati su Nicolò Tresoldi, talentuoso e promettente attaccante di 21 anni che sta attirando le attenzioni delle principali potenze di mercato. Con l’avvicinarsi della prossima sessione estiva, il suo nome è già al centro di un fitto intreccio internazionale. Lo riporta Florian Plettenberg di Sky Sport Deutschland.

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Il pressing della Bundesliga: Dortmund e Leverkusen in prima fila

In Germania, l’interesse per il giovane centravanti è particolarmente forte e concreto. Società storicamente molto attente alla linea verde e allo sviluppo dei giovani campioni come il Borussia Dortmund e il Bayer Leverkusen stanno monitorando da vicino l’evoluzione tecnica e tattica del ragazzo. Entrambe le dirigenze tedesche vedono nell’attaccante un potenziale investimento a lungo termine, ideale per rinforzare e ringiovanire i rispettivi reparti offensivi con un elemento di assoluta prospettiva.

Sirene inglesi: l’Arsenal si informa, il Tottenham osserva

Non solo Germania, anche le ricche sirene della Premier League inglese hanno iniziato a suonare con insistenza. L’Arsenal ha chiesto informazioni su Tresoldi per comprendere i margini di manovra e la fattibilità dell’operazione. Tuttavia, le fonti vicine al club londinese precisano che al momento non ci sono sviluppi e non sono in corso trattative avanzate. Parallelamente, anche i rivali cittadini del Tottenham non restano a guardare: il club londinese sta monitorando la situazione con i propri scout, pronto a inserirsi qualora si presentasse l’occasione giusta.

Le big italiane e il prezzo del cartellino

Il richiamo del campionato italiano potrebbe però giocare un ruolo cruciale in questa complessa partita a scacchi. Le indiscrezioni confermano infatti che anche i principali club italiani sono interessati alle prestazioni del ventunenne. Le big della nostra Serie A sognano di assicurarsi il centravanti del futuro, fiutando il colpo per battere la folta e agguerrita concorrenza estera.

Strappare il giocatore, però, non sarà un’impresa economica di poco conto. Grazie alle sue prestazioni e agli ampi margini di miglioramento mostrati, Tresoldi è attualmente valutato tra i 25 e 30 milioni. Una cifra importante che fissa l’asticella per chiunque voglia sedersi al tavolo delle negoziazioni. Le prossime settimane saranno decisive per capire chi affonderà per primo il colpo decisivo.

Bernardo Silva ha deciso il suo futuro: sarà addio a fine stagione a zero dal Manchester City! Quando deciderà la sua prossima destinazione

Bernardo Silva lascerà a fine stagione a parametro zero il Manchester City! Quale sarà la sua prossima destinazione

La Juventus osserva con estrema attenzione le grandi manovre del mercato internazionale, consapevole che la prossima sessione estiva potrebbe regalare colpi a sorpresa in grado di spostare gli equilibri. All’orizzonte, infatti, si sta profilando un’opportunità di altissimo livello per rinforzare il reparto offensivo e la trequarti bianconera. Il nome che sta infiammando le indiscrezioni di mercato è quello di uno dei talenti più cristallini del panorama europeo, pronto a iniziare un nuovo capitolo della sua carriera.

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L’indiscrezione di mercato: addio al Manchester City

Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano sul proprio profilo X, Bernardo Silva ha ormai pianificato in modo definitivo il proprio futuro professionale. Il fantasista ha infatti deciso di lasciare il Manchester City a parametro zero durante la prossima estate, mettendo la parola fine a una lunga e vincente epopea con la maglia dei Citizens. I segnali lanciati dal calciatore portoghese alla dirigenza inglese sono stati inequivocabilmente chiari fin dal mese di gennaio, e la sua drastica decisione appare ormai presa e irreversibile.

Sirene estere e la scelta a fine stagione

Nonostante la ferma volontà di cambiare aria, l’addio non avverrà prima del tempo prestabilito. Il giocatore sceglierà la sua prossima destinazione definitiva solo dopo aver concluso l’attuale stagione agonistica con la squadra inglese, volendo concentrarsi prima sugli obiettivi sportivi rimasti. Nel frattempo, i corteggiatori non mancano di certo: si registra infatti l’interesse di diversi club europei, oltre alle immancabili e ricchissime sirene provenienti dall’Arabia Saudita e dalle ambiziose franchigie della MLS americana.

La strategia della Vecchia Signora

In questo intricato scenario internazionale si inserisce la Vecchia Signora. La possibilità di ingaggiare un top player di tale caratura tecnica ed esperienza internazionale, senza l’onere di dover pagare il cartellino, stuzzica enormemente i vertici bianconeri, da sempre attenti alle occasioni d’oro offerte dal mercato dei futuri svincolati. La Juve, da tempo sulle tracce del geniale calciatore lusitano, resta vigile alla finestra. La dirigenza studia la strategia migliore per tentare l’affondo, pur essendo pienamente consapevole che la concorrenza sarà agguerrita e spietata. L’eventuale arrivo di un fuoriclasse del suo calibro garantirebbe alla squadra quel salto di qualità tecnico fondamentale per competere ai massimi vertici.

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