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Calciomercato Torino, caccia al nuovo portiere: il primo nome nella lista è quello di Falcone! C’è un fattore che può favorire l’operazione

Calciomercato Torino, caccia al nuovo portiere: il preferito è Falcone del Lecce! C’è un fattore che può favorire l’arrivo dell’estremo difensore

Il Torino continua a inseguire la salvezza in una stagione molto più complicata del previsto. I granata, partiti con ambizioni differenti, non sono mai riusciti davvero a cambiare passo e si ritrovano ancora coinvolti nella lotta per mantenere la categoria. In questo contesto, nonostante il campionato sia ancora in corso, la dirigenza ha già iniziato a ragionare sulle priorità del prossimo mercato.

Secondo quanto riportato da Tuttosport, una delle prime necessità individuate dal club riguarda la porta. La scelta fatta la scorsa estate con l’arrivo di Israel, portiere che non è riuscito a imporsi, non ha dato i risultati sperati. Il numero uno granata ha infatti perso progressivamente spazio, lasciando il posto a Alberto Paleari, estremo difensore che fino a questa stagione aveva raccolto pochissime presenze in Serie A.

Falcone è il nome in cima alla lista

Per questo motivo il direttore sportivo del Toro starebbe valutando con attenzione il profilo di Wladimiro Falcone, portiere del Lecce e uno dei protagonisti della stagione dei salentini. L’estremo difensore romano si è distinto ancora una volta per continuità, personalità e interventi decisivi, confermandosi uno dei giocatori più affidabili della squadra giallorossa.

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Sempre secondo Tuttosport, il suo nome era già stato seguito la scorsa estate da Davide Vagnati, direttore sportivo granata, e dall’allora area tecnica del club. Alla fine, però, per motivi economici, il Torino aveva preferito orientarsi su altre soluzioni. A distanza di dodici mesi la pista potrebbe riaprirsi con maggiore convinzione.

Il legame con D’Aversa può favorire l’operazione

Un elemento che può incidere nella valutazione è il rapporto tra Falcone e Roberto D’Aversa, allenatore che lo ha lanciato ai tempi della Sampdoria nella stagione 2021/22 e che lo ha poi ritrovato a Lecce, confermandogli piena fiducia. Se il tecnico dovesse restare sulla panchina granata, l’idea di ricomporre questa coppia potrebbe diventare ancora più concreta.

Falcone ha un contratto con il Lecce fino al 2028 e la sua valutazione si aggira intorno ai 5 milioni di euro. Una cifra importante ma non proibitiva per un portiere che, negli ultimi anni, ha dimostrato di poter offrire affidabilità e rendimento costante. Il Torino osserva, riflette e prepara le prossime mosse: la porta, stavolta, potrebbe davvero essere il primo reparto da ritoccare.

Infortunati Inter, Thuram e Dumfries verso il rientro? Novità anche da Calhanoglu, Lautaro e Bastoni

Infortunati Inter, Thuram e Dumfries verso il rientro? Novità anche da Calhanoglu e Bastoni. Il punto sull’infermeria nerazzurra

L’Inter di Cristian Chivu si prepara a un passaggio delicatissimo nella corsa Scudetto. Sabato alle 15, a San Siro, arriverà l’Atalanta, squadra bergamasca attesa anche da un doppio impegno europeo contro il Bayern Monaco. Per la capolista sarà un’occasione preziosa per provare ad allungare in classifica e mettere ulteriore pressione al Milan, impegnato successivamente nella trasferta contro la Lazio.

Come evidenzia La Gazzetta dello Sport, il vantaggio cronologico del calendario può offrire alla formazione nerazzurra un’opportunità importante. Dopo un lungo e pesante ciclo di partite, fatto di 18 gare in 64 giorni, Chivu può finalmente lavorare con una settimana piena di allenamenti, dettaglio non secondario in un momento così decisivo della stagione.

Thuram pronto a riprendersi l’attacco

Le notizie migliori per l’allenatore arrivano dal reparto offensivo. Marcus Thuram, reduce da una tonsillite che lo aveva costretto a saltare il derby, è infatti pronto a tornare dal primo minuto. Il centravanti dovrebbe riprendere posto in attacco, con ogni probabilità accanto a Pio Esposito, giovane punta che continua a guadagnare spazio nel progetto tecnico interista.

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L’assenza di Lautaro Martinez, capitano e riferimento offensivo della squadra, si è fatta sentire nelle ultime uscite. Senza il bomber argentino, l’Inter ha faticato maggiormente a trovare continuità sotto porta, segnando appena 5 gol nelle ultime 5 partite e rimanendo anche a secco in due occasioni.

Dumfries torna, Calhanoglu si ferma ancora

Sulla fascia destra, invece, è tempo di rivedere Denzel Dumfries, che si avvia verso una maglia da titolare dopo un lungo periodo ai margini. Le recenti prestazioni poco convincenti di Luis Henrique aprono infatti la porta al suo rientro dal primo minuto.

Più complicata, invece, la situazione di Hakan Calhanoglu. Gli esami svolti, come riporta ancora La Gazzetta dello Sport, hanno evidenziato una lieve lesione all’adduttore, che lo costringerà a un nuovo stop. L’obiettivo è rientrare il 22 marzo.

Bastoni resta in dubbio per la Dea

C’è attenzione anche per le condizioni di Alessandro Bastoni. Il centrale ha riportato una forte contusione alla tibia nel derby e, pur senza fratture, continua ad avvertire dolore. Se non dovesse recuperare in tempo per affrontare la Dea, Chivu è pronto ad affidarsi a Carlos Augusto. Per l’Inter, insomma, quella contro l’Atalanta è molto più di una semplice partita: è una possibile svolta nella corsa al titolo.

Bernardeschi svela: «Gasperini mi chiamò all’Atalanta e io fui tentato, vi racconto il mio no alla Roma»

Bernardeschi svela: «Gasperini mi chiamò all’Atalanta e io fui tentato, vi racconto il mio no alla Roma». Le parole dell’attaccante del Bologna

Una carriera vissuta all’inseguimento della maglia numero 10. Da idoli come Maradona e Baggio, passando per la maglia sfiorata alla Juventus, fino a diventarne il padrone assoluto prima a Toronto e ora a Bologna. Alla vigilia della delicata sfida di Europa League contro la Roma, Federico Bernardeschi si confida sulle pagine de La Gazzetta dello Sport.

IL RITORNO IN SERIE A – «Ho trovato un calcio diverso, adesso anche le squadre più piccole sono molto più attrezzate, la tecnologia sta aiutando tutti e tutti hanno un’organizzazione. Si percepisce dal fatto che non c’è mai una partita scontata».

IL MOMENTO DEL BOLOGNA – «Credo che la squadra abbia avuto una battuta d’arresto fisiologica dopo tre anni importanti, culminati con la vittoria della Coppa Italia. Dovevamo avere qualche punto in più e stare un po’ più vicini al treno per le coppe, però l’Europa League ci può dare un vantaggio e noi dobbiamo cercare di approfittarne. Il primo step erano gli ottavi, ora che li abbiamo raggiunti vogliamo arrivare in finale».

L’INCROCIO CON LA ROMA – «Mi spiace per Paulo [Dybala, out per infortunio, ndr], lo avrei sfidato volentieri, anche se il suo sinistro è sempre meglio non averlo contro. Quando sono arrivato alla Juventus chiesi di poter avere la maglia numero 10, mi dissero che ero troppo giovane e dovevo aspettare almeno un anno. Poi la prese Dybala, che era già al terzo anno in bianconero, e quel treno per me passò. Io avrei preferito affrontare una straniera, soprattutto perché da italiano sarei stato contento di portare due squadre più avanti possibile».

COME VIVE IL DUALISMO CON ORSOLINI – «In maniera molto serena. Fa parte del calcio, io sapevo che scegliendo il Bologna mi sarei giocato il posto con lui e viceversa. La competizione sana fa solo bene».

IL CANADA – «Non sono andato in Canada per fare una passeggiata di salute, io prendo tutto con la massima serietà, anche se non nego che i soldi hanno influito per l’80%, il 20% è stata una scelta di vita. Mi sono sempre allenato e curato in modo maniacale, ho imparato da Cristiano Ronaldo quando eravamo alla Juventus a essere un professionista a 360 gradi».

L’IMPATTO A BOLOGNA – «Benissimo. Mi sento come se fossi qui da dieci anni, è un città pazzesca che vive in simbiosi con la squadra. Nello spogliatoio Lollo [De Silvestri, ndr] è il sindaco. Italiano è un martello, esigente e diretto come piace a me».

TENTAZIONE ATALANTA – «Sì, Gasperini mi chiamò prima che andassi a Toronto e io fui tentato, ma poi feci una scelta diversa, non solo calcistica. Non sono pentito, però mi sarebbe piaciuto lavorare con lui. La Roma invece mi cercò quando ero alla Juve, ma dissi no: stavo bene a Torino, lì ho ancora casa e sono vicino di Yildiz».

Mercato Napoli, Alisson Santos il simbolo della nuova strada intrapresa dal club: due i nomi sul taccuino per l’estate

Mercato Napoli, Alisson Santos il simbolo della nuova strada: due i nomi sul taccuino per l’estate! La strategia tra gioventù ed esperienza

Il Napoli sta rilanciando un progetto tecnico fondato su sostenibilità, valorizzazione dei giovani e investimenti mirati. Dopo una fase in cui il club di Aurelio De Laurentiis, presidente azzurro, aveva scelto di affidarsi anche a profili più esperti per rilanciarsi subito, la linea strategica sembra ora tornare verso un modello già noto: abbassare l’età media della rosa, mantenere sotto controllo il monte ingaggi e anticipare il mercato andando a cercare talenti prima che diventino economicamente irraggiungibili.

Come sottolinea La Gazzetta dello Sport, il Napoli vuole costruire il proprio futuro tenendo insieme competitività e sostenibilità, con la qualificazione alla Champions League che rappresenta uno snodo decisivo per finanziare la crescita del progetto e consolidare la squadra.

Manna lavora sui talenti e Conte raccoglie i frutti

Il lavoro del direttore sportivo Giovanni Manna sta già offrendo segnali concreti. Uno dei simboli di questa nuova linea è Alisson Santos, esterno offensivo brasiliano classe 2003 arrivato in prestito dallo Sporting. Il giocatore ha già lasciato il segno nelle prime apparizioni, mostrando qualità, velocità e capacità di incidere. Le sue prestazioni hanno subito conquistato Antonio Conte, allenatore salentino che sta modellando il nuovo Napoli.

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Accanto a lui c’è Rasmus Hojlund, attaccante danese arrivato dal Manchester United, profilo giovane ma già con esperienza internazionale. Il centravanti rappresenta uno degli investimenti più importanti del nuovo corso e il club punta su di lui come riferimento offensivo presente e futuro.

La linea verde prende forma in ogni reparto

La nuova identità azzurra passa anche da altri profili emergenti. Antonio Vergara, centrocampista offensivo rientrato dal prestito alla Reggiana, si sta ritagliando spazio e considerazione. Sulla fascia sinistra ha già trovato continuità Miguel Gutierrez, laterale spagnolo classe 2001 prelevato dal Girona, mentre in difesa il punto fermo è Alessandro Buongiorno, centrale italiano che, pur avendo soltanto 26 anni, viene già considerato un leader assoluto del reparto arretrato.

Giovani sì, ma con il supporto dei senatori

Il Napoli, però, non vuole rinunciare del tutto all’esperienza. L’idea è costruire un gruppo equilibrato, in cui i giovani possano crescere accanto a figure di riferimento. In questo senso restano centrali calciatori come Kevin De Bruyne, fuoriclasse belga di enorme qualità tecnica, e Amir Rrahmani, difensore kosovaro pronto a prolungare il proprio rapporto con il club.

Sul mercato, inoltre, i partenopei continuano a seguire profili come Juanlu Sanchez, esterno spagnolo del Siviglia, e Joao Gomes, centrocampista brasiliano del Wolverhampton. L’obiettivo è chiaro: costruire un Napoli competitivo, moderno e sostenibile, capace di restare ad alti livelli senza tradire la propria identità.

Nico Gonzalez Juve, occhio al ritorno in estate che avrebbe del clamoroso! Sarebbe ideale per gli schemi di Spalletti, ma Simeone…

Nico Gonzalez Juve, occhio al ritorno in estate dal prestito all’Atletico Madrid! Sarebbe ideale per gli schemi di Spalletti, la volontà di Simeone

La Juventus osserva con grande attenzione l’evoluzione del futuro di Nico Gonzalez, esterno offensivo argentino attualmente in prestito all’Atletico Madrid. Le ultime prestazioni del sudamericano, e in particolare la prova di alto livello offerta al Metropolitano, hanno riacceso i riflettori attorno a un possibile ritorno in bianconero. Come sottolinea Il Corriere dello Sport, il nome dell’argentino continua a essere considerato con interesse anche in ottica futura, soprattutto per le caratteristiche tecniche che potrebbero renderlo prezioso nello scacchiere della Juventus.

In questo quadro, Luciano Spalletti, allenatore bianconero, vedrebbe in Nico Gonzalez un profilo ideale per il proprio sistema di gioco. L’idea sarebbe quella di poter contare su un giocatore capace di dare qualità, strappi e imprevedibilità sugli esterni, magari ricomponendo anche l’intesa con Francisco Conceiçao, ala portoghese già apprezzata per dinamismo e uno contro uno.

Le clausole con l’Atletico tengono tutto in sospeso

Il futuro dell’argentino dipende però da parametri contrattuali molto precisi. Sempre secondo Il Corriere dello Sport, l’obbligo di riscatto fissato a 32 milioni di euro scatterà soltanto se il calciatore raggiungerà 20 presenze in Liga da almeno 45 minuti. Al momento, Nico Gonzalez è fermo a 13 apparizioni utili su 19 gare disponibili.

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Questo significa che, nelle ultime 10 giornate di campionato, dovrà collezionare altre 7 presenze con quel minutaggio minimo per far scattare automaticamente l’acquisto definitivo da parte del club spagnolo. In caso contrario, il ritorno alla Continassa diventerebbe un’ipotesi concreta e la Juventus si ritroverebbe nuovamente in casa un giocatore di valore da valutare con attenzione.

Spalletti lo stima, ma i conti restano decisivi

L’eventuale rientro dell’attaccante argentino potrebbe trasformarsi in una soluzione importante anche sul piano tecnico, soprattutto se in estate dovessero esserci uscite nel reparto offensivo, come quella possibile di Edon Zhegrova, esterno kosovaro accostato al club bianconero in varie fasi di mercato.

Resta però centrale il tema economico. Diego Simeone, allenatore dell’Atletico Madrid, spingerebbe per trattenere Nico Gonzalez, ma la dirigenza spagnola potrebbe anche tentare una trattativa al ribasso nel caso in cui l’obbligo non scattasse. La Juventus, da parte sua, valuta ogni scenario con prudenza, cercando di capire se il possibile ritorno dell’argentino possa davvero rappresentare un vantaggio tecnico e finanziario.

Per la società bianconera, la priorità resta costruire una rosa profonda e competitiva, con almeno due soluzioni affidabili per ogni ruolo offensivo. In questo senso, il futuro di Nico Gonzalez resta ancora tutto da scrivere.

La Penna pronto a tornare ad arbitrare in Serie A dopo lo stop post Juve Inter: e Doveri viene promosso dopo il derby!

La Penna pronto a tornare ad arbitrare in Serie A dopo lo stop post Juve Inter: e Doveri viene promosso dopo il derby! Cosa filtra dai vertici AIA

La 28ª giornata di Serie A ha lasciato in eredità diversi episodi arbitrali destinati a far discutere ancora. Tra i casi più rilevanti ci sono il derby di Milano, con il contestato tocco di braccio di Samuele Ricci, centrocampista rossonero, nell’area del Milan, e il rigore non concesso alla Roma nella sfida contro il Genoa. Secondo quanto riferisce La Gazzetta dello Sport, dalle valutazioni emerse dopo il turno di campionato arriva una doppia linea interpretativa precisa: Daniele Doveri, arbitro internazionale della sezione di Roma, esce promosso dalla gestione del derby, mentre resta la sensazione che ai giallorossi mancasse un penalty nella trasferta ligure.

Il giudizio su Doveri, dunque, non sarebbe stato compromesso dall’episodio finale di Milan-Inter, nonostante le proteste e i dubbi generati dal mancato intervento in occasione del tocco di mano di Ricci. Diversa, invece, la lettura sul match della Roma, dove la direzione arbitrale non avrebbe convinto pienamente nei momenti chiave.

La Penna pronto a rivedere la Serie A

Sempre secondo La Gazzetta dello Sport, una delle notizie più significative arrivate in queste ore riguarda Federico La Penna, arbitro romano che potrebbe presto tornare a dirigere una partita di Serie A. Dopo essere stato impiegato in due gare di Serie B, il direttore di gara sarebbe infatti vicino al rientro nel massimo campionato.

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È passato esattamente un mese da Inter-Juventus, partita che aveva scatenato infinite polemiche per il secondo cartellino giallo mostrato a Pierre Kalulu, difensore francese della Juventus, in seguito a una simulazione di Alessandro Bastoni, centrale mancino nerazzurro. Quell’episodio aveva acceso un durissimo dibattito, sia per la decisione tecnica sia per l’impossibilità di correggere l’errore attraverso il Var.

Le parole di Rocchi e il tema delle simulazioni

Nei giorni successivi a quella sfida, il designatore arbitrale Gianluca Rocchi, ex fischietto internazionale oggi responsabile del settore arbitrale di Serie A e B, aveva ammesso pubblicamente l’errore di La Penna, sottolineando però anche un altro aspetto: la simulazione di Bastoni.

Rocchi aveva infatti evidenziato come il problema non fosse soltanto la decisione arbitrale sbagliata, ma anche il comportamento del calciatore, inserendo l’episodio in un contesto più ampio fatto di tante simulazioni che stanno complicando il lavoro degli arbitri nel campionato italiano. Ora, con il possibile ritorno di La Penna in Serie A, il messaggio che filtra dai vertici arbitrali sembra essere chiaro: l’errore è stato riconosciuto, ma il percorso del direttore di gara non viene considerato compromesso in modo definitivo.

Roma, il nuovo sponsor di maglia sarà Eurobet! L’anticipazione sui dettagli dell’accordo e su quando verrà ufficializzato

Roma, il nuovo sponsor di maglia sarà Eurobet! I dettagli dell’accordo e la data dell’annuncio. Ecco cosa tutto ciò che c’è da sapere

La Roma è pronta a voltare pagina anche sul fronte commerciale e ad accogliere un nuovo main sponsor sulle proprie maglie. Dopo la conclusione dell’accordo biennale con Riyadh Season, terminato nel giugno 2025, il club giallorosso si prepara infatti a inaugurare una nuova partnership destinata a incidere in modo significativo sui ricavi societari.

Come riferisce Il Tempo, la nuova intesa sarebbe stata raggiunta con Eurobet.live, marchio che dovrebbe comparire sulle divise romaniste già a partire dalla sfida di domenica contro il Como. Si tratta di un accordo pluriennale che accompagnerebbe il club capitolino in una fase strategica della propria crescita economica e progettuale.

Un’intesa fino al 2029 con ricavi in aumento

Secondo la ricostruzione del quotidiano romano, la partnership avrebbe durata fino a giugno 2029 e garantirebbe alla società una cifra compresa tra i 13 e i 14 milioni di euro a stagione. A questa base fissa si aggiungerebbero bonus variabili, che potrebbero portare l’introito complessivo fino a 16 milioni di euro annui.

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Per la Roma si tratta di un’operazione di grande rilievo, anche perché inserita in un momento delicato dal punto di vista finanziario e di programmazione. Il nuovo contratto contribuirà infatti a rafforzare il quadro dei ricavi in vista della conclusione del settlement agreement con la UEFA, la cui scadenza è prevista per il 30 giugno.

Il nodo Decreto Dignità e la scelta del marchio

Sulle nuove maglie non comparirà direttamente il brand principale dell’operatore di scommesse, ma il logo del sito collegato alla società. Questa soluzione nasce dalla necessità di rispettare i vincoli imposti dal Decreto Dignità, che vieta l’esposizione diretta dei marchi di betting sulle divise ufficiali dei club italiani.

La Roma, dunque, si è mossa lungo un binario già noto nel calcio italiano, trovando una formula compatibile con la normativa ma comunque efficace sul piano commerciale.

Presentazione ufficiale attesa all’Eur

La presentazione ufficiale della partnership sarebbe prevista per venerdì all’Eur, in occasione di un evento organizzato dal club con la presenza di alcuni calciatori della squadra, uno shooting fotografico dedicato e una conferenza stampa di lancio.

Dopo l’accordo con Wizz Air come sponsor di manica, arrivato tre mesi fa, la Roma aggiunge così un altro tassello importante alla propria strategia commerciale. Un passaggio che guarda al presente, ma anche al futuro, soprattutto in vista dell’anno del centenario, che il club vuole vivere con un’immagine sempre più forte e con basi economiche più solide.

Rummenigge ammette: «Non mi aspettavo che l’Atalanta sarebbe stata l’unica italiana agli ottavi, ecco come vedo la sfida col Bayern Monaco»

L’ex attaccante di Inter e Bayern Monaco, Karl-Heinz Rummenigge, ha voluto dire la sua in vista della sfida tra i bavaresi e l’Atalanta

Karl-Heinz Rummenigge e l’Italia, un legame indissolubile che si rinnova in vista dell’incrocio di Champions League, Atalanta-Bayern. Sulle colonne de La Gazzetta dello Sport, l’ex due volte Pallone d’Oro e storico dirigente bavarese analizza il momento delle italiane, esalta il miracolo bergamasco e mette in guardia i suoi dai pericoli dell’Europa.

IL RICORDO DI BERGAMO E LA SFIDA ALLA DEA – «L’Atalanta? Me la ricordo anche da giocatore con l’Inter. Soprattutto quella bambola che ci diedero in casa nostra, nell’86. Vincevano 3-0 poi ho fatto un gol alla fine, su rigore. Ogni tanto li tiravo anch’io, Liam Brady mi aveva dato la palla per dire “fai tu almeno un gol”. Già ai miei tempi non era una partita facile, soprattutto in casa loro. Stadio caldo, tifosi che spingono la squadra. Noi dobbiamo provare di fare un risultato utile a Bergamo e nel ritorno tentare di passare ai quarti. Ma non è scontato. Di Bergamo purtroppo ricordo anche le immagini del Covid, con i camion che portavano i morti. Quando vedevamo le scene al telegiornale mi venivano le lacrime agli occhi».

SI ASPETTAVA LA DEA COME UNICA ITALIANA AGLI OTTAVI – «No, non me l’aspettavo. Non bisogna sottovalutare nessuno quest’anno, le cosiddette piccole stanno facendo bene. Nessuno pensava che il Bodo Glimt potesse buttare fuori l’Inter, avevano vinto all’andata ma tutti credevano che al ritorno si potesse cambiare il risultato. E invece hanno addirittura vinto a San Siro. Chi è agli ottavi non va sottovalutato».

L’INTER HA SOTTOVALUTATO IL BODO – «Non lo so, ho visto la partita, ho letto del terreno in Astroturf, è una cosa strana giocare su quella superficie e non sull’erba, ma è successo qualcosa di inspiegabile. L’Inter come squadra e qualità doveva qualificarsi, in tutti i settori è meglio del Bodo, ed è stata una sensazione il passaggio del turno dei norvegesi. Anche nelle Ligue Phase avevano battuto City e Atletico Madrid, le piccole meritano rispetto».

TUTTO SUL CAMPIONATO – «Non credo che l’Inter abbia pensato solo al campionato, anche se era molto avanti. Se tu senti Bodo, norvegesi, pensi che sicuramente li batti, sembrava un sorteggio facile ma è diventato molto complicato. Se l’Inter avesse giocato contro il Real Madrid sarebbe stato molto più facile, perché sai che incontri una grande squadra, per cui ti devi concentrare, il rispetto viene automaticamente, invece con il Bodo non viene nulla automaticamente».

L’ATALANTA – «È una piccola che va rispettata, negli anni passati ha vinto nettamente quella finale con il Leverkusen, meritata in tutti i sensi. E poi quello che si è visto contro il Borussia: all’andata poteva perdere anche di più, ma al ritorno nessuno in Germania pensava che il Dortmund potesse uscire. In questa fase della Champions, dagli ottavi in poi, per andare avanti servono umiltà, rispetto, concentrazione e mai sottovalutare l’avversario. Il Bayern vuole andare avanti, stiamo disputando una stagione molto buona, siamo in corsa per tutti gli obiettivi».

COSA GLI PIACE – «Ripeto, non è da sottovalutare, ma mi piace anche l’organico della società, ho conosciuto la famiglia Percassi, mi è piaciuto come loro vedono il calcio, come lo gestiscono in modo tranquillo, non si fanno mettere sotto pressione e poi hanno scelto bene, hanno avuto la fortuna di pescare Gasperini, che ha grandi meriti nei successi dell’Atalanta. Vincere l’Europa League non è qualcosa di normale e non parlo solo di risultati ma anche della qualità di calcio: un capolavoro. Ma mi sembra che anche il suo successore, Palladino, stia facendo veramente bene. Nel calcio oggi hai bisogno della qualità della squadra, ma hai bisogno di un mister di grande qualità anche umana».

IL BAYERN FAVORITO – «Il Dortmund pensava che un 2-0 fosse un risultato eccezionale, invece già all’intervallo era stato uguagliato. L’importante è non fare l’errore che tanti altri grandi club hanno fatto in Champions, tutti erano favoriti e poi hanno perso, tipo il City con il Bodo o il Borussia».

IL BAYERN – «La squadra ha qualità, l’attacco è tra i migliori in Europa. Olise, Kane, Luis Diaz, anche Musiala è tornato. Speriamo di continuare con questo rendimento, ogni partita segniamo tre quattro gol, si va verso il record di Bundesliga. Vincent Kompany poi è un allenatore molto bravo. È stato un colpo di fortuna averlo qui, è bravo come tecnico e come persona. Al giorno d’oggi i giocatori chiedono un mister umano, che non li critichi quando giocano male, che parli con loro. Il lavoro di un allenatore è totalmente diverso rispetto a quando giocavo. Allora pensava ad allenamento e tattica, poi era dipendente dalla squadra. Adesso deve fare molto di più, conta il rapporto umano, è diverso».

Mani Ricci, tutta l’Inter convinta dell’errore arbitrale sul rigore non concesso: ma c’è un motivo se si è deciso di non creare polemiche

Mani Ricci, tutta l’Inter convinta dell’errore arbitrale sul rigore non concesso: il motivo per cui si è deciso di non polemizzare. La linea societaria

Nel finale di Milan-Inter resta un episodio destinato a far discutere. Su un cross prolungato di petto da Denzel Dumfries, esterno olandese della formazione nerazzurra, il pallone è terminato sul braccio di Samuele Ricci, centrocampista rossonero. L’arbitro Daniele Doveri, però, ha lasciato proseguire senza assegnare il calcio di rigore e, dettaglio che ha aumentato le discussioni, non è stato nemmeno richiamato al monitor per una revisione dell’azione.

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La decisione ha inevitabilmente attirato attenzione, soprattutto per la dinamica dell’episodio e per il momento della partita in cui è avvenuto. In una sfida così pesante, ogni dettaglio può cambiare percezioni, equilibri e giudizi. Il mancato intervento del Var ha dunque lasciato aperto un tema arbitrale che, in altre circostanze, avrebbe potuto alimentare forti polemiche nel post-partita.

In casa interista la convinzione è chiara

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, all’interno dell’ambiente nerazzurro la convinzione è netta: quel contatto di mano di Ricci sarebbe stato da calcio di rigore. La sensazione, quindi, è che la squadra di Cristian Chivu si sia sentita penalizzata da una decisione arbitrale ritenuta importante nell’economia del match.

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Nonostante questo, la scelta fatta dal club è stata molto precisa. Nessuna uscita polemica, nessuna contestazione pubblica e nessuna volontà di costruire un dibattito arbitrale che potesse spostare l’attenzione da quanto accaduto sul campo. Una linea chiara, dettata dalla volontà di non cercare alibi in una fase cruciale della stagione.

Chivu guarda avanti e punta alla reazione

Il messaggio che arriva dall’Inter è soprattutto mentale. Il gruppo vuole evitare che un singolo episodio diventi un rifugio comodo o una spiegazione totale di una sconfitta dolorosa. Per questo la linea scelta è quella della responsabilità interna e della ripartenza immediata.

Chivu, tecnico che sta cercando di guidare la squadra verso il traguardo dello Scudetto, è convinto che i nerazzurri abbiano ancora tutte le risorse per rimettersi in carreggiata. L’episodio del rigore non concesso resta nella memoria della partita, ma non deve trasformarsi in un freno psicologico. L’obiettivo, in casa interista, è uno solo: reagire subito e riprendere la corsa verso il titolo senza lasciarsi trascinare da recriminazioni e rimpianti.

Fiorentina, la crisi di risultati parte dall’attacco: il dato horror sui gol fatti rispetto a quelli attesi!

Fiorentina, la crisi di risultati parte dall’attacco: il dato horror sui gol fatti rispetto a quelli attesi! L’analisi del Corriere dello Sport

Alla Fiorentina mancano 17 punti all’appello. Non è un’opinione da bar dello sport, ma la fredda e spietata sentenza degli algoritmi calcistici. I numeri avanzati dipingono un quadro paradossale per la squadra viola: una formazione impantanata nella lotta per non retrocedere che, mole di gioco alla mano, dovrebbe invece trovarsi a lottare per l’Europa. Ecco cosa ha scritto oggi il Corriere dello Sport.

La classifica virtuale e i 17 punti fantasma

La dura realtà racconta di una Fiorentina scivolata al quart’ultimo posto a quota 25 punti, frutto di 5 vittorie, 10 pareggi e ben 13 sconfitte, reduce dallo scialbo 0-0 contro il Parma. Eppure, incrociando i dati della “classifica attesa”, la truppa di mister Vanoli dovrebbe avere in cascina 42 punti. Un bottino che proietterebbe i toscani all’ottavo posto, a un soffio dal Napoli settimo e dalla Roma sesta, in piena corsa per quella Conference League che oggi sembra un miraggio. In tutta la Serie A, nessuna squadra ha un passivo così pesante tra punti reali e punti attesi: le più vicine in questa sfortunata graduatoria sono Pisa e Verona, staccate a -14.

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Il buco nero dell’attacco e le reti mancanti

Il motivo di questa voragine in classifica è evidente: la Fiorentina crea tantissimo ma non concretizza. Attualmente la squadra vanta il dodicesimo attacco del campionato con 30 reti. Il calcolo degli Expected Goals (i gol attesi), però, sentenzia che i viola avrebbero dovuto segnare 42,5 gol, piazzandosi al sesto posto assoluto per pericolosità offensiva. Il differenziale di -12,5 reti è di gran lunga il peggiore del torneo (segue il Pisa a -7,69).

Kean e Piccoli: i nove gol sprecati

Il dito è inevitabilmente puntato sui terminali offensivi. Moise Kean è il giocatore che ha tentato più conclusioni (95, dietro solo alle 96 di Nico Paz), ma è nettamente primo per differenza negativa tra gol attesi e realizzati: 8 reti vere contro un dato atteso di 14,38 (un pesantissimo -6,38). Anche Roberto Piccoli piange: 2 gol a referto contro i quasi 5 attesi (4,82). Insieme, ai due centravanti mancano all’appello oltre 9 gol. Reti fantasma che, se concretizzate, avrebbero cambiato il volto e il destino della stagione viola.

Allegri Milan, avanti insieme: Cardinale punta sul tecnico per costruire il futuro! Dall’opzione per il rinnovo al progetto

Allegri Milan, avanti insieme: il tecnico sarà al centro del progetto futuro del club rossonero. Svelati i dettagli sull’opzione per il rinnovo

Il Milan vuole continuare il proprio percorso con Massimiliano Allegri, allenatore livornese scelto per riportare stabilità, esperienza e mentalità vincente in un gruppo reduce da una stagione deludente. La vittoria nel derby ha rafforzato ulteriormente questa linea e ha consolidato la fiducia della proprietà nel lavoro svolto fin qui dall’ex tecnico della Juventus.

Come racconta La Gazzetta dello Sport, il giorno dopo il successo contro l’Inter, Gerry Cardinale, proprietario del club rossonero e numero uno di RedBird, ha lasciato l’Italia con la sensazione che il progetto avviato nell’estate del 2022 stia finalmente entrando nella fase più solida della sua crescita. Il patron americano ha voluto celebrare il risultato scendendo anche nello spogliatoio per complimentarsi con squadra, staff tecnico, dirigenza e tutti coloro che lavorano dietro le quinte.

Allegri è considerato l’uomo giusto per la crescita rossonera

La proprietà rossonera considera oggi Allegri un punto di riferimento centrale, non solo per il presente ma anche per il futuro. I risultati ottenuti finora, il ritorno in piena corsa per i vertici del campionato e la concreta possibilità di qualificarsi alla prossima Champions League hanno rafforzato l’idea di proseguire insieme.

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Secondo la ricostruzione della rosea, Cardinale è soddisfatto anche del lavoro portato avanti dall’amministratore delegato Giorgio Furlani, da Zlatan Ibrahimovic, dirigente sempre più presente nell’area sportiva, e dal direttore sportivo Igli Tare, che hanno individuato in Allegri il profilo ideale per rilanciare il Milan. Il tecnico toscano viene considerato il principale artefice della crescita della squadra sul piano della personalità, dell’atteggiamento e della convinzione nei momenti chiave.

Rinnovo fino al 2028 e obiettivo Champions

La società guarda già avanti e valuta il rinnovo del contratto fino al 2028 come una tappa naturale del progetto. L’opzione scatterebbe con l’ingresso tra le prime quattro, ma il club avrebbe comunque la possibilità di confermarla anche al di là dei risultati strettamente formali. L’idea è chiara: dare continuità a un percorso che possa riportare il Diavolo stabilmente nell’élite del calcio europeo.

Prima la Champions, poi il resto

L’entusiasmo per il derby non cambia però le priorità. La qualificazione alla prossima Champions resta il traguardo principale indicato dalla società e dallo stesso Allegri. Lo Scudetto, eventualmente, sarebbe una conseguenza di una crescita già evidente. Intanto il Milan si gode una ritrovata competitività, con la convinzione che il lavoro di Allegri possa essere il fondamento del futuro rossonero.

Inter, la società si stringe attorno a Chivu: ieri la riunione ad Appiano! C’è un concetto che la dirigenza ha voluto ribadire: il retroscena

Inter, la società si stringe attorno a Chivu dopo la sconfitta nel derby contro il Milan: ieri la riunione ad Appiano! Il retroscena

L’Inter riparte dopo il ko nel derby con la necessità di ritrovare subito compattezza, energia e lucidità. La sconfitta contro il Milan ha lasciato scorie pesanti non tanto per la classifica, dove il vantaggio accumulato dai nerazzurri resta ancora significativo, quanto per il rischio di trascinarsi dietro effetti psicologici in un momento chiave della stagione. Proprio per questo la sfida di sabato contro l’Atalanta assume un valore enorme per il gruppo guidato da Cristian Chivu, allenatore rumeno chiamato ora a gestire una delle settimane più delicate del suo percorso.

Come sottolinea La Gazzetta dello Sport, il pericolo più grande per la capolista non è tanto il margine ancora rassicurante in campionato, quanto la possibilità che le ombre lasciate dal derby possano restare in superficie anche nelle prossime partite. L’Inter, però, ha dimostrato per mesi di saper essere spietata contro le squadre di seconda fascia e di saper costruire il proprio primato con continuità e concretezza.

La società si compatta attorno a Chivu

Ad Appiano Gentile, nel giorno successivo alla sconfitta, il clima è stato eloquente. La presenza contemporanea dei dirigenti ha dato un segnale forte di unità e sostegno all’allenatore. Accanto a Chivu si sono visti il presidente Beppe Marotta, dirigente di riferimento del club, il direttore sportivo Piero Ausilio, il suo vice Dario Baccin e il vicepresidente Javier Zanetti, ex capitano e figura simbolica del mondo nerazzurro.

Il messaggio recapitato al tecnico è stato chiaro: nessun processo, ma la volontà di guardare subito avanti. Il confronto tra società e staff è continuo e non cambia in base ai risultati, positivi o negativi. Chivu, scelto nonostante un’esperienza limitata ai massimi livelli, continua a godere della fiducia del club, che ne apprezza il lavoro quotidiano e il percorso compiuto fino a questo primo posto in classifica.

Atalanta spartiacque del finale di stagione

La gara contro l’Atalanta è diventata così uno spartiacque. Contro la squadra bergamasca servirà una risposta netta, anche per allontanare qualsiasi rischio di contraccolpo dopo il derby. La prestazione contro i rossoneri è stata giudicata insufficiente da tutti, ma il peso delle assenze, soprattutto in attacco e in mezzo al campo, è stato evidente.

Chivu non ha scelto la strada dei discorsi plateali, ma quella della compattezza e della reazione immediata. L’Inter sa di avere ancora il destino nelle proprie mani. Per questo contro l’Atalanta servirà un segnale forte, per rimettere subito il campionato sui binari giusti.

Atalanta Bayern Monaco, la sfida fuori dal campo è tra due modelli opposti: il confronto economico e non solo

Atalanta Bayern Monaco, la sfida fuori dal campo è tra due modelli opposti: il confronto economico tra i due club che si sfidano agli ottavi

La super sfida di questa sera tra Atalanta e Bayern Monaco, valida per gli ottavi di finale di Champions League, mette di fronte due realtà molto diverse per dimensioni, storia e disponibilità economica, ma accomunate da un principio chiaro: spendere in modo sostenibile e programmare il futuro con equilibrio. Come sottolinea La Gazzetta dello Sport, il club bavarese e la società bergamasca condividono infatti una cultura manageriale fondata sulla disciplina di bilancio e sulla crescita costruita senza strappi.

Il paragone, però, diventa inevitabilmente impressionante quando si passa ai numeri. Il Bayern Monaco, gigante del calcio tedesco e potenza europea, viaggia su ricavi e strutture di un altro pianeta rispetto alla Dea, che resta una società cresciuta con intelligenza e gradualità. I bergamaschi hanno chiuso il 30 giugno 2024 il nono bilancio consecutivo in utile, confermandosi come una delle realtà più virtuose d’Italia. I tedeschi, invece, hanno addirittura infilato 33 esercizi consecutivi in attivo, una continuità che racconta la forza del loro modello.

Ricavi, stadio e sponsor: i numeri del divario

Sempre secondo La Gazzetta dello Sport, nella stagione 2024-25 il Bayern ha fatto registrare 861 milioni di euro di ricavi al netto del player trading, mentre l’Atalanta si è fermata a 199 milioni. Un rapporto di oltre quattro a uno che si riflette in tutte le principali voci economiche.

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Nei diritti televisivi il distacco è contenuto ma comunque netto: 252 milioni per il club tedesco contro 132 per i nerazzurri bergamaschi. Il fossato si allarga invece sensibilmente nei ricavi da stadio, con l’Allianz Arena, impianto simbolo del calcio europeo, capace di generare 147 milioni contro i 23 della rinnovata casa atalantina. Ancora più marcata la differenza nell’area commerciale: il Bayern incassa 462 milioni, l’Atalanta 44. Una distanza che nasce dalla dimensione globale del marchio bavarese e dalla forza dei suoi partner internazionali.

Sul campo resta una sfida aperta

La differenza emerge anche nel costo del lavoro sportivo. Il Bayern Monaco paga stipendi per 448 milioni, mentre l’Atalanta si attesta a 113 milioni, nel rispetto della linea costruita negli anni dalla famiglia Percassi e poi proseguita con la nuova proprietà guidata da Stephen Pagliuca.

I tedeschi hanno una valutazione aziendale che supera i 4 miliardi, mentre il club bergamasco si ferma a 573 milioni. Eppure, nel calcio, i numeri economici non bastano da soli. In campo si parte sempre undici contro undici, ed è lì che la squadra di Raffaele Palladino, tecnico ambizioso chiamato a proseguire il percorso europeo della Dea, proverà a giocarsi le proprie chance contro il Bayern di Vincent Kompany, allenatore belga alla guida di una corazzata costruita per vincere tutto.

La differenza di potenziale è evidente, ma la Champions insegna che organizzazione, intensità e coraggio possono ridurre anche i divari più larghi.

Roma, riecco Hermoso: c’è un muro difensivo da riergere! La missione di Gasperini

Roma, riecco Hermoso: c’è un muro difensivo da riergere! La missione di Gasperini per le prossime partite, rincorrendo l’Europa

La Roma ritrova Mario Hermoso, difensore spagnolo di esperienza, in una fase della stagione in cui ritrovare compattezza difensiva è diventato fondamentale. Il suo rientro arriva dopo settimane complicate per la squadra di Gian Piero Gasperini, allenatore giallorosso che continua a chiedere lucidità e fiducia nonostante gli ultimi passi falsi. Come evidenzia La Gazzetta dello Sport, la sconfitta contro il Genoa ha lasciato amarezza, così come i pareggi o le occasioni sprecate contro Napoli e Juventus, ma a Trigoria il messaggio resta chiaro: non è il momento di abbattersi.

La classifica, però, impone attenzione. Dopo aver accarezzato l’idea di allungare in modo deciso sulla concorrenza, la Roma si ritrova ora con la Juventus distante appena un punto e con il Como sempre più vicino. La corsa per il quarto posto e per l’Europa che conta resta apertissima.

I numeri difensivi spiegano il calo recente

A preoccupare maggiormente è il netto calo del rendimento difensivo. Nelle ultime quattro partite la Roma ha incassato 7 gol, una frenata evidente rispetto ai numeri precedenti. Nelle 24 gare precedenti, infatti, i giallorossi avevano subito soltanto 14 reti, mantenendo una media di 0,58 gol concessi a partita. Nelle ultime quattro uscite, invece, questa media è salita fino a 1,75.

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Il dato racconta bene il momento della squadra. L’assenza di Hermoso ha avuto il suo peso, così come il calo di forma di Gianluca Mancini, difensore centrale e leader del reparto. Ma non è solo una questione di linea arretrata. Anche il lavoro di protezione davanti alla difesa è venuto meno in parte, soprattutto con un Manu Koné, centrocampista francese di grande dinamismo, meno brillante rispetto a qualche settimana fa.

Como e Lecce, due passaggi chiave prima dell’Inter

Il ritorno di Hermoso, dunque, può rappresentare una svolta importante in vista dei prossimi impegni. Dopo la sfida contro il Bologna, la Roma sarà attesa dallo scontro diretto contro il Como di Cesc Fabregas. Sarà una partita diversa rispetto a quella di Marassi, più tecnica e probabilmente meno fisica, nella quale servirà anche maggiore supporto offensivo a Donyell Malen, attaccante olandese autore di 6 gol in 8 partite ma spesso troppo isolato.

Gasperini spera inoltre di recuperare presto Matias Soulé. Prima della sosta ci sarà poi anche il Lecce, altro appuntamento da non sbagliare, perché dopo la pausa arriverà la difficile trasferta contro l’Inter. Ritrovare equilibrio adesso, per la Roma, è una necessità assoluta.

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 10 marzo 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Grosso post Lazio Sassuolo: «Commessi tanti errori, ora bisogna rimettersi in carreggiata! Su Muric vi posso dire questo»

L’allenatore del Sassuolo, Fabio Grosso, ha voluto dire la sua dopo la sconfitta rimediata in campionato contro la Lazio: le sue parole

Intervenuto nel corso del postpartita di Lazio Sassuolo, il tecnico dei neroverdi, Fabio Grosso, ha commentato così la sconfitta rimediata nel 28° turno del campionato di Serie A 2025/26. Queste le sue parole ai microfoni di Dazn.

SCONFITTA – «Perdere dispiace sempre, fortunatamente siamo stati bravi alla fine a liberarci un pochino la testa. Le partite bisogna farle con grande energia e determinazione, non siamo stati bravi a fare la parte iniziale, poi siamo rientrati dentro la gara dopo aver preso la sveglia e l’abbiamo fatta bene. Poi è venuta fuori la Lazio, ha creato delle belle opportunità. Con due contropiedi molto belli abbiamo avuto l’occasione di pungere e di provare a portare via l’intera posta, poi quando sembrava che il punto poteva essere buono per entrambe, abbiamo preso la beffa finale. Complice la leggerezza commessa».

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REAZIONE – «Dobbiamo essere sempre presenti perché poi si va in campo e si vede ciò che abbiamo fatto nella prima parte della gara. Abbiamo commesso tanti errori sia dal punto di vista tecnico che della modalità del gioco. E’ stato un peccato, poi alla fine abbiamo provato a fare male. Dobbiamo essere bravi, abbiamo dei margini di miglioramenti e ragazzi che hanno fatto diversi campionati di livello e altri con carriere importanti alle spalle. Bisogna rimettersi in carreggiata!».

MURIC – «Si abbiamo dei giovani che stanno crescendo! Non solo lui, anche sul primo gol commettiamo ingenuità, fallo laterale, lasciamo il campo spalancato. Lui è un ragazzo che vuole aiutarci sempre, è il portiere che esce di più in assoluto, che libera tanto l’area. Queste esperienze ti lasciano il segno, ma sono quelle che ti fanno migliorare. In tante altre situazioni ci ha dato una grande mano. Sono contento di tutti: avanti con il lavoro ai fini della crescita».

Sarri dopo Lazio Sassuolo: «Olimpico vuoto? Non so cosa si possa fare ma la questione va risolta! Sul mio futuro…»

L’allenatore della Lazio, Maurizio Sarri, ha voluto dire la sua dopo la vittoria ottenuta in campionato contro il Sassuolo

Intervenuto nel corso del postpartita di Lazio Sassuolo, il tecnico dei biancocelesti, Maurizio Sarri, ha commentato così il successo ottenuto nel 28° turno del campionato di Serie A 2025/26. Queste le sue parole ai microfoni di Dazn.

VITTORIA – «La vittoria si voleva e si cercava, poi ci sembrava un’ingiustizia quell’1-1! Abbiamo passato qualche momento di difficoltà nel finale del primo tempo e nei primi dieci minuti del secondo. Nel complesso abbiamo fatto molto più di loro, è stata una liberazione arrivare a una vittoria meritata. Per noi è stata una partita difficile, abbiamo delle assenze pesanti. A fine primo tempo abbiamo perso anche Cataldi e Romagnoli: ancora maggiore il ringraziamento ai giocatori per il secondo tempo di grande anima e cuore!».

MALDINI – «Assolutamente lo può fare, è chiaro che deve ancora fare una preparazione. I giocatori tecnici quando fanno gli attaccanti centrali mi piacciono e lui lo è. Ha tali caratteristiche, ha impatto e qualità atletiche, non riesce sempre a sfruttarle, ma sta facendo dei passettini in avanti per qualche attacco della profondità. Deve farne ancora per quanto riguarda l’attacco dell’area e della porta».

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PATRIC – «Nasce dal fatto che lui ha qualche esperienza da centrocampista anche se tanti anni fa. Lo abbiamo provato negli ultimi dieci giorni e abbiamo visto una bella qualità nel muovere la palla veloce e nel nostro modo di giocare avercela ci può dare una mano. Non è stata del tutto inventata e capisco che da fuori qualcuno abbia avuto un po’ di sorpresa nel vedere l’ingresso di Patric in quel modo, ma la nostra situazione è di emergenza da luglio».

OLIMPICO VUOTO – «Non so cosa potrebbe fare la società, non ho mai fatto il dirigente e il presidente. Non ho assolutamente idea. Qualcuno dentro la società saprà quali sono le problematiche più grosse e come intervenire. Noi non possiamo andare avanti così, è deprimente. Io da giugno sono rimasto alla Lazio per il popolo laziale e ora non lo so più manco io, qualcosa va fatto!».

MLS, scoppia un incredibile caso scommesse: due calciatori sospesi a vita! Cos’è successo

MLS, scoppia un incredibile caso scommesse: due calciatori sospesi a vita! Cos’è successo e la dura presa di posizione dei club

Scoppia un caso pesantissimo negli Stati Uniti, dove la Major League Soccer ha deciso di infliggere la squalifica a vita a Derrick Jones e Yaw Yeboah, due calciatori che in passato hanno vestito la maglia del Columbus Crew. Al momento della decisione, nessuno dei due risultava sotto contratto con un club della lega, ma la sanzione è arrivata comunque in modo durissimo dopo la conclusione dell’indagine interna.

Come emerge dalla ricostruzione ufficiale diffusa dalla lega e ripresa anche dal Columbus Crew, il caso riguarda violazioni della policy MLS sulle scommesse commesse durante le stagioni 2024 e 2025. Dopo alcune segnalazioni di puntate sospette ricevute tramite i partner che monitorano l’integrità delle competizioni, la MLS ha affidato l’inchiesta allo studio legale Patterson Belknap Webb & Tyler LLP, disponendo nel frattempo il congedo amministrativo dei due giocatori.

Le puntate sui cartellini e il sospetto sulle informazioni riservate

Secondo quanto accertato dalla lega, Jones e Yeboah hanno effettuato numerose scommesse sul calcio, comprese puntate sulle proprie squadre. In un episodio specifico, entrambi avrebbero scommesso sul fatto che Derrick Jones, centrocampista statunitense, ricevesse un cartellino giallo durante la partita del 19 ottobre 2024: ammonizione che poi è effettivamente arrivata.

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La MLS ha inoltre stabilito che i due avrebbero probabilmente condiviso informazioni riservate con altri scommettitori riguardo alla loro intenzione di cercare l’ammonizione. Allo stesso tempo, la lega ha precisato di non aver trovato prove che queste attività abbiano alterato il risultato finale delle partite.

La posizione della lega e del Columbus Crew

Nel comunicato ufficiale, il commissioner Don Garber, numero uno della MLS, ha ribadito la linea durissima della lega contro qualunque comportamento che possa minare la credibilità del campionato, sottolineando anche la volontà di rafforzare educazione, controlli e contrasto alle scommesse sui cartellini gialli.

Anche il Columbus Crew, ex club dei due giocatori, ha preso posizione con fermezza. Nella nota ufficiale, il club ha ricordato che la propria reputazione si fonda su rispetto, integrità e correttezza, condannando ogni comportamento contrario ai principi della competizione leale e confermando la piena collaborazione con la lega durante l’inchiesta.

Moviola Lazio Sassuolo, l’episodio arbitrale chiave del match di Serie A: ecco cos’è successo

Moviola Lazio Sassuolo: l’episodio arbitrale chiave del match valido per la 28ª giornata del campionato di Serie A 2025/26

L’episodio chiave della moviola del match Lazio Sassuolo, valido per la 28ª giornata della Serie A 2025/26. Dirige la sfida l’arbitro Arena.

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LA MOVIOLA

La sfida del 28° turno di Serie A tra Lazio e Sassuolo si è conclusa con il risultato di 2-1 a favore dei padroni di casa. La direzione dell’arbitro Alberto Ruben Arena è risultata priva di particolari sbavature, gestendo con estrema sicurezza una gara nel complesso molto corretta. Per il fischietto si è trattato della terza presenza con la formazione di casa.

L’episodio principale è avvenuto al minuto 19 a causa di uno scontro fortuito con Romagnoli, la cui dinamica chiara non ha generato proteste. Al minuto 37 è arrivato il giusto cartellino giallo all’indirizzo di Lipani per un intervento in ritardo su Zaccagni. Poco dopo, al 41′, i locali hanno reclamato un calcio di rigore per un contatto in area su Maldini, ma il VAR ha valutato l’azione troppo lieve per richiamare il direttore di gara al monitor.

Nella ripresa l’arbitro ha mantenuto lo stesso metro di giudizio ed ha estratto correttamente i gialli per Garcia, Laurienté e Walukiewicz. Infine, al minuto 92, il gol decisivo è stato regolarmente convalidato: nessuna irregolarità ravvisata per Marusic sull’ottimo assist fornito da Cancellieri.

Pagelle Lazio Sassuolo: Marusic salva Sarri, brilla anche Laurienté

Pagelle Lazio Sassuolo: i voti e i giudizi ai protagonisti del match dell’Olimpico, valido per la 28ª giornata di Serie A 2025/26

Pagelle Lazio Sassuolo: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 28ª giornata di Serie A 2025/26. Ecco i nostri voti ai calciatori in campo.

LAZIO (4-3-3): Motta 6; Marusic 6.5, Gila 6, Romagnoli 6 (46′ Provstgaard 6), Nuno Tavares 6; Dele Bashiru 5.5, Cataldi 6 (38′ Patric 6), Taylor 6; Isaksen 6 (79′ Cancellieri 6.5), Maldini 6.5 (65′ Dia 6), Zaccagni 5.5 (79′ Pedro sv)

SASSUOLO (4-3-3): Muric 5.5; Coulibaly 5.5 (68′ Walukiewicz 6), Idzes 5.5, Muharemovic 5.5, Ulisses Garcia 6 (69′ Doig 6); Thorstvedt 6.5, Lipani 5.5 (46′ Matic 6), Koné 6 (83′ Bakola sv); Berardi 5.5, Nzola 6 (69′ Moro 6), Laurienté 6.5

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Tottenham, Tudor alla vigilia dell’Atletico Madrid: «Il nostro primo obiettivo è la Premier League, vi spiego»

L’allenatore del Tottenham, Igor Tudor, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia dell’ottavo di Champions League contro l’Atletico Madrid

Il Tottenham attraversa una fase delicatissima in Premier League, con il serio rischio della retrocessione. In vista della sfida di Champions League contro l’Atletico, l’allenatore Igor Tudor ha chiarito le gerarchie. Il mister ha confermato che la salvezza rappresenta l’obiettivo primario, considerando però la coppa europea un’occasione fondamentale per svoltare e ritrovare la giusta mentalità. Le sue parole nella conferenza stampa della vigilia.

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PAROLE – «Il nostro primo obiettivo è la Premier League, questo deve essere detto pubblicamente. Questo non significa che non vogliamo giocare un turno in più. Certo, le partite di Champions League sono importanti, come ho sempre detto. Ci concentriamo sulla nostra crescita, quindi può essere un’opportunità: c’è una mentalità completamente diversa in questo tipo di partite e forse questo può aiutarci. Credo che questo tipo di partite possa aiutarci a cambiare strada, ma l’attenzione è sempre rivolta a migliorare: questo è il punto».

Diretta gol Serie A: Lazio Sassuolo 2-1, Marusic regala la vittoria ai biancocelesti nel recupero

Diretta Gol Serie A, sfide valide per la 28esima giornata di campionato: sintesi, tabellino, risultati, moviola e cronaca LIVE

La cronaca, sintesi e diretta LIVE delle partite valevoli per la 28esima giornata del campionato di Serie A Enilive 2025/26.

SEGUI QUI IL LIVE DI LAZIO SASSUOLO

Formazioni ufficiali

LAZIO (4-3-3): Motta; Marusic, Gila, Romagnoli, Nuno Tavares; Dele-Bashiru, Cataldi, Taylor; Isaksen, Maldini, Zaccagni. Allenatore: Maurizio Sarri

SASSUOLO (4-3-3): Muric; Coulibaly, Idzes, Muharemovic, Garcia; Thorstvedt, Lipani, Koné; Berardi, Nzola, Laurienté. Allenatore: Fabio Grosso


SEGUI QUI IL LIVE DI MILAN INTER

Formazioni ufficiali

MILAN (3-5-2): Maignan; Tomori, De Winter, Pavlovic; Saelemaekers, Fofana, Modric, Rabiot, Estupiñán; Leão, Pulisic. Allenatore: Massimiliano Allegri

INTER (3-5-2): Sommer; Bisseck, Akanji, Bastoni; Luis Henrique, Barella, Zielinski, Mkhitaryan, Dimarco; Esposito, Bonny. Allenatore: Cristian Chivu


SEGUI QUI IL LIVE DI GENOA ROMA

79′ GOL VITINHA – Torna avanti il Genoa! Masini al cross dalla sinistra, in spaccata Vitinha sigilla il nuovo vantaggio dei rossoblù.

55′ GOL NDICKA – Pareggia subito la Roma. Calcio d’angolo, Mancini colpisce in terzo tempo ma respinge Messias: l’autore del gol regala però palla a Ndicka che sulla ribattuta insacca e sigilla l’immediato 1-1.

52′ GOL MESSIAS – Conclusione potente e centrale, Genoa avanti.

50′ RIGORE PER IL GENOA – Ellertsson atterrato all’imbocco dell’area di rigore da Pellegrini. Penalty per il Grifone.

Formazioni ufficiali

GENOA (3-5-2):  Bijlow; Marcandalli, Ostigard, Vasquez; Ellertsson, Malinovskiy, Frendrup, Messias, Martin; Vitinha, Colombo. Allenatore: De Rossi

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, N’Dicka, Celik; Rensch, Pisilli, Koné, Tsimikas; Venturino, Pellegrini; Malen. Allenatore: Gasperini


SEGUI QUI IL LIVE DI FIORENTINA PARMA

Nessun gol nella sfida del Franchi, regna l’equilibrio. Punti importanti per entrambe le squadre in chiave salvezza.

Formazioni ufficiali

FIORENTINA (4-1-4-1): De Gea; Dodô, Pongracic, Ranieri, Gosens; Fagioli; Harrison, Madragora, Ndour, Gudmundsson; Piccoli. Allenatore: Paolo Vanoli.

PARMA (4-3-2-1): Corvi; Delprato, Circati, Troilo, Valeri; Keita, Nicolussi Caviglia, Sorensen; Strefezza, Cremaschi; Pellegrino. Allenatore: Carlos Cuesta.


SEGUI QUI IL LIVE DI BOLOGNA VERONA

57′ SORPASSO VERONA! – Gift Orban consegna il pallone a Kieron Bowie che da due passi spara in rete rasoterra lasciando sul posto l’incolpevole portiere.

53′ PAREGGIO VERONA! – Martin Frese coglie un’oppurtinità e la sfrutta al meglio. Calcia di prima intenzione appena fuori area indirizzando magnificamente nell’angolino basso di destra.

49′ GOL BOLOGNA – Jonathan Rowe raccoglie il passaggio arrivato in area e senza pensarci troppo segna calciando un rasoterra sulla sinistra.

Formazioni ufficiali

BOLOGNA (4-2-3-1): Skorupski; Zortea, Vitik, Lucumì, Joao Mario; Moro, Ferguson; Orsolini, Odgaard, Rowe; Castro. Allenatore: Vincenzo Italiano

VERONA (3-5-2): Montipò; Nelsson, Edmundsson, Valentini; Frese, Akpa Akpro, Gagliardini, Harroui, Bradaric; Bowie, Orban. Allenatore: Paolo Sammarco


SEGUI QUI IL LIVE DI LECCE CREMONESE

47′ GOL DELLA CREMONESE – Bonazzoli accorcia le distanze col mancino, su sponda aerea di Djuric.

39′ GOL DEL LECCE – Stulic regala il raddoppio alla squadra di Di Francesco, trasformando egregiamente il calcio di rigore causato dal fallo di mano di Bianchetti.

23′ GOL DEL LECCE – Salentini avanti col colpo di testa di Pierotti sugli sviluppi di un corner.

FISCHIO D’INIZIO – Si comincia!

Formazioni ufficiali

LECCE (4-3-3): Falcone; Danilo Veiga, Siebert, Tiago Gabriel, Gallo; Coulibaly, Ramadani, Ngom; Pierotti, Stulic, Banda. Allenatore: Eusebio Di Francesco

A disposizione: Früchtl, Samooja, Ndaba, Sala, Fofana, N’Dri, Pérez, Helgason, Gandelman, Jean, Sottil, Marchwiński, Cheddira.

CREMONESE (3-5-2): Audero; Bianchetti, Folino, Luperto; Barbieri, Maleh, Thorsby, Vandeputte, Pezzella; Vardy, Bonazzoli. Allenatore: Davide Nicola

A disposizione: Silvestri, Nava, Zerbin, Djuric, Floriani, Ceccherini, Faye, Payero, Grassi, Bondo, Okereke, Sanab

SEQUI QUI IL LIVE DI JUVENTUS PISA

JUVENTUS (4-2-3-1): Perin; Kalulu, Bremer, Gatti, Cambiaso; Locatelli, Thuram; Conceicao, McKennie, Yildiz; David. All. Spalletti. A disp. Di Gregorio, Pinsoglio, Kelly, Koopmeiners, Zhegrova, Boga, Adzic, Kostic, Openda, Miretti, Cabal.

PISA (3-5-2): Nicolas, Angori, Caracciolo, Marin, Leris, Hojholt, Durosinmi, Aebischer, Coppola, Moreo, Calabresi. All. Hiljemark. A disp. Semper, Guizzo, Bozhinov, Canestrelli, Wendel, Tramoni, Cuadrado, Akinsanmiro, Toure, Iling-Junior, Stengs, Loyola, Piccinini, Raul Albiol, Stojikovic.

SEGUI QUI IL LIVE DI ATALANTA UDINESE

79′ GOL DELL’ATALANTA – Ancora Scamacca! Okoye para su Krstovic, ma non può nulla sul colpo di testa del centravanti italiano.

75′ GOL DELL’ATALANTA – Stavolta Scamacca trova la rete! Cross perfetto di Zalewski dalla sinistra, il centravanti è tutto solo al centro dell’area e batte Okoye con un colpo di testa da posizione ravvicinata.

55′ GOL DELL’UDINESE – I friulani trovano il raddoppio con Davis che pesca l’angolino basso.

50′ PALO DELL’ATALANTA – Scamacca, riceve da Pasalic e calcia dal limite: il legno gli dice di no.

39′ GOL DELL’UDINESE – Kristensen sovrasta Kossounou su corner e insacca con un colpo di testa.

Formazioni ufficiali

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Kossounou, Hien, Kolasimac; Bellanova, Musah, Pasalic, Bernasconi; Samardzic, Sulemana; Scamacca.

UDINESE: Okoye; Kristensen, Kabasele, Mlacic; Ehizibue, Piotrowski, Karlstrom, Ekkelenkamp, Kamara; Zaniolo, Davis.


SEGUI QUI IL LIVE DI CAGLIARI COMO

Formazioni ufficiali

CAGLIARI (3-5-2): Caprile; Zé Pedro, Rodriguez, Dossena, Palestra, Adopo, Liteta, Sulemana, Obert; Esposito, Folorunsho

COMO (4-2-3-1): Butez; Van Der Brempt, Kempf, Ramon, Moreno; Perrone, Da Cunha; J. Rodriguez, Paz, Baturina; Douvikas


SEGUI QUI IL LIVE DI NAPOLI TORINO

87′ GOL CASADEI – Il Torino la riapre! Casadei non sbaglia di testa in area di rigore e fissa il risultato sul 2-1.

68′ GOL ELMAS – Politano trova Elmas, che battezza il raddoppio con un gran tiro. Il Napoli blinda il risultato.

7′ GOL ALISSON SANTOS – Napoli già avanti! Alisson Santos riceve e lascia partire la conclusione che fulmina Paleari e vale il vantaggio azzurro.

Formazioni ufficiali

NAPOLI (3-4-2-1): Milinkovic; Juan Jesus, Buongiorno, Olivera; Politano, Gilmour, Elmas, Spinazzola; Vergara, Alisson Santos; Hojlund.

TORINO (3-5-2): Paleari; Ismajli, Coco, Ebosse; Lazaro, Gineitis, Prati, Vlasic, Obrador; Zapata, Simeone.

Roma, bomber Ndicka ci ha preso gusto! Cosa c’è dietro i suoi 3 gol consecutivi

Roma, bomber Ndicka ci ha preso gusto! Cosa c’è dietro i 3 gol consecutivi per il difensore ivoriano nelle ultime due settimane

Per Evan Ndicka, difensore ivoriano della Roma, il gol in Serie A sembrava quasi un dettaglio irraggiungibile. Dopo 83 presenze nel massimo campionato italiano, il centrale giallorosso non era ancora riuscito a lasciare il segno in zona offensiva, nonostante una continuità impressionante e un ruolo sempre più importante nello scacchiere della squadra capitolina. Poi, però, qualcosa è cambiato improvvisamente.

Nel giro di due settimane, infatti, Ndicka ha trovato per tre volte la via della rete, trasformandosi in una risorsa inattesa anche negli ultimi metri. Dopo il gol contro la Cremonese e quello realizzato contro la Juventus, il difensore si è ripetuto anche nella sfida contro il Genoa, confermando un momento personale di grande crescita.

I gol contro Juventus e Genoa raccontano la sua evoluzione

La rete segnata ai bianconeri è arrivata con un movimento da attaccante vero. Su un cross preciso di Lorenzo Pellegrini, centrocampista e capitano della Roma, Ndicka ha letto perfettamente l’azione, si è inserito con i tempi giusti in area e ha colpito da distanza ravvicinata, sfruttando una marcatura non impeccabile di Andrea Cambiaso, esterno della Juventus. Un’azione che ha premiato la pressione offensiva della squadra di Gian Piero Gasperini.

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Ancora più curioso, e forse ancora più significativo, il gol realizzato contro il Genoa. In quel caso, Ndicka ha mostrato anche qualità tecniche meno attese per un difensore centrale, trovando la porta con un pallonetto che ha sorpreso tutti e certificato un momento di fiducia evidente. Non si tratta solo di presenza fisica sui calci piazzati o di episodi casuali: il centrale ivoriano sta partecipando con maggiore convinzione anche alla fase offensiva.

Un’arma in più per la corsa Champions

Tre gol in due settimane dopo un lunghissimo digiuno raccontano meglio di qualsiasi statistica il periodo che sta vivendo il difensore romanista. Ndicka non è diventato improvvisamente un bomber, ma la sua capacità di incidere anche in attacco può rappresentare una risorsa preziosa nella volata finale.

In una corsa Champions League sempre più serrata, avere un difensore capace di portare reti pesanti può fare la differenza. Anche se, come visto contro il Genoa, non sempre basta per portare a casa il risultato, la crescita di Ndicka resta una delle notizie più interessanti per la Roma in questo finale di stagione.

McTominay Napoli, dal ritorno in campo al rinnovo: la tabella di marcia dei partenopei

McTominay Napoli, dal ritorno in campo al rinnovo: la tabella di marcia dei partenopei per il suo recupero dall’infortunio. la strategia

Arrivano segnali incoraggianti in casa Napoli per Scott McTominay, centrocampista scozzese ex Manchester United diventato uno degli uomini chiave della stagione azzurra. Dopo settimane complicate, il ritorno in campo del giocatore appare ormai vicino e rappresenta una notizia importante per Antonio Conte, tecnico salentino impegnato nella corsa verso la Champions League.

Il centrocampista è fermo dallo scorso 7 febbraio, quando durante Genoa-Napoli era stato costretto a uscire nonostante avesse anche trovato il gol del momentaneo vantaggio. Alla base dello stop ci sono stati un’infiammazione al tendine del gluteo destro e il riacutizzarsi di un fastidio che il giocatore si trascinava da tempo. Un problema fisico che ha costretto lo scozzese a restare ai box per oltre un mese, privando il Napoli di corsa, inserimenti e peso atletico in mezzo al campo.

Conte ritrova un’arma preziosa per il finale di stagione

Secondo quanto riferito da Sky Sport, McTominay dovrebbe tornare ad allenarsi in gruppo da martedì 10 marzo, passaggio decisivo per rientrare stabilmente tra i disponibili. Se il programma verrà rispettato senza nuovi intoppi, il centrocampista potrebbe tornare tra i convocati per Napoli-Lecce, gara valida per la 29ª giornata di Serie A 2025/26 in programma sabato 14 marzo allo stadio Maradona.

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Sarà poi Conte a decidere se utilizzarlo dal primo minuto o se inserirlo gradualmente a partita in corso. Il recupero di McTominay, però, assume un peso ancora maggiore perché si inserisce in un momento in cui il Napoli sta ritrovando anche altri uomini importanti del reparto, come Frank Anguissa, centrocampista camerunese di forza e inserimento, e Kevin De Bruyne, fuoriclasse belga di qualità e visione. Restano invece da monitorare le condizioni di Stanislav Lobotka, regista slovacco fondamentale per gli equilibri della squadra.

Il Napoli pensa già al rinnovo fino al 2030

Accanto al tema campo c’è poi quello legato al futuro. Come riporta Il Mattino, il club di Aurelio De Laurentiis starebbe lavorando per blindare McTominay con un nuovo contratto. L’attuale accordo scade il 30 giugno 2028 e garantisce al giocatore circa 3 milioni di euro netti a stagione, ma la società starebbe studiando un prolungamento fino al 2030 con adeguamento dell’ingaggio.

Una mossa pensata per premiare il rendimento dello scozzese e per allontanare gli interessamenti arrivati dall’estero, in particolare dall’Arabia Saudita. Marzo, dunque, può diventare il mese della svolta: prima il rientro in campo, poi la definizione di un futuro che il Napoli vuole costruire ancora insieme a McTominay.

Bisseck torna sul KO col Milan: «Se mi avessero detto che avremmo perso due derby per vincere lo scudetto avrei firmato. Tanti club mi vogliono? Sono concentrato solo su una cosa»

Il difensore dell’Inter, Yann Bisseck, è tornato sulla delusione per la sconfitta rimediata ieri sera nel derby di campionato contro il Milan

Salito sul palco al Carro Social Club a Sesto San Giovanni in occasione della presentazione del 21° Torneo Amici dei Bambini, il difensore dell’Inter, Yann Bisseck, è tornato sulla sconfitta rimediata nel derby contro il Milan.

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QUANTO SENTIAMO IL DERBY? – «Tanto. È una partita che vogliamo vincere ogni stagione è questa, ma negli ultimi due anni non va tanto bene. Se negli ultimi anni mi avessi detto che perdiamo entrambi i derby ma vinciamo lo scudetto, io firmo. Sette punti di vantaggio? Ci sono ancora 10 partite da giocare, essere a +7 è una cosa buona. In campionato stiamo facendo una bella stagione, ma 10 partite sono tante. Dobbiamo continuare a lavorare. Tante squadre mi vogliono? È sempre così quando fai bene, ci sono squadre che ti chiamano. Io sono concentrato sull’Inter, ci sono ancora in palio due trofei».

Pellegrino punta in alto: «L’obiettivo salvezza si sta avvicinando. Il Milan mi segue? Vi rispondo così»

L’attaccante del Parma, Mateo Pellegrino, ha analizzato il momento della squadra e ha commentato le voci di mercato che lo accostano al Milan

Il Parma si gode le parole di Mateo Pellegrino. A margine della 21^ edizione torneo Amici dei Bambini, il centravanti ha ribadito la totale dedizione. Dopo aver ritirato un premio, ha sottolineato come l’obiettivo salvezza sia ormai vicino. Sui recenti accostamenti al Milan, ha smentito ogni distrazione, dicendosi felicissimo del recente rinnovo.

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SODDISFAZIONE – «Sono davvero felici di ricevere questo premio, mi hanno scelto per essere un esempio per i più piccoli, è una grande soddisfazione».

OBIETTIVO SALVEZZA VICINO? – «L’obiettivo si sta avvicinando, ma dobbiamo continuare a lavorare perché la strada è ancora lunga. A livello personale non sono soddisfatto, io voglio sempre di più e voglio sempre migliorare».

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L’ACCOSTAMENTO IN CHIAVE MERCATO AL MILAN? – «Certo, gli interessi fanno piacere, ma io sono totalmente concentrato sul Parma. Ho appena rinnovato, sono davvero felice».

Allenamento Lecce, buone notizie per Di Francesco: rientra Gandelman! Novità anche su Berisha

Allenamento Lecce, buone notizie per Di Francesco: rientra Gandelman! Novità anche su Berisha. Il punto sulle condizioni dei salentini

Il Lecce di Eusebio Di Francesco, allenatore abruzzese chiamato a guidare i salentini nella corsa salvezza, è tornato subito al lavoro dopo il successo per 2-1 contro la Cremonese. Una vittoria pesante, arrivata in uno scontro diretto delicatissimo, che ha permesso ai giallorossi di guadagnare terreno in classifica e di portarsi al quintultimo posto, con tre punti di vantaggio sulla terzultima posizione.

Il momento, però, impone ancora grande attenzione. La salvezza resta tutta da conquistare e proprio per questo il gruppo ha ripreso immediatamente gli allenamenti in vista della prossima sfida di campionato, in programma sabato alle ore 18 contro il Napoli, avversario di alto livello e ricco di qualità.

Lavoro differenziato e primi segnali positivi

Come riferito da Gianluca Di Marzio, nella seduta successiva al match contro la Cremonese lo staff tecnico ha diviso il gruppo secondo un programma ormai abituale in questi casi. I calciatori impiegati maggiormente nella sfida di campionato hanno svolto un lavoro di scarico, con l’obiettivo di recuperare energie fisiche in vista del prossimo impegno.

Tra i singoli, attenzione particolare per Medon Berisha, centrocampista albanese che ha proseguito con un lavoro personalizzato. La sua situazione continua a essere monitorata con prudenza, in modo da valutarne le condizioni giorno dopo giorno.

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Arrivano invece segnali incoraggianti da Omri Gandelman, centrocampista israeliano che ha lavorato parzialmente in gruppo. Un passaggio importante nel suo percorso di recupero, che lascia pensare a un rientro sempre più vicino. Per Di Francesco, poter riavere un elemento con le sue caratteristiche significherebbe aggiungere soluzioni utili in mezzo al campo in una fase decisiva della stagione.

Camarda e Gaspar ancora fuori

Restano invece indisponibili Camarda, attaccante alle prese con la riabilitazione dopo il problema alla spalla, e Gaspar, difensore fermato da un infortunio al ginocchio che lo terrà ancora a lungo lontano dal campo. Due assenze pesanti per i salentini, che dovranno quindi continuare a stringere i denti anche contro un avversario complicato come il Napoli.

Il Lecce, però, arriva a questo appuntamento con maggiore fiducia e con una classifica un po’ più serena. La vittoria contro la Cremonese ha ridato ossigeno, ma il gruppo sa bene che il cammino è ancora lungo. La sfida contro i partenopei rappresenterà un altro test importante per misurare crescita, solidità e convinzione della squadra di Di Francesco.

Conferenza stampa Kompany pre Atalanta Bayern Monaco: «Vietato sottovalutarli! Ecco come sta Kane, e sull’assenza di De Ketelaere dico questo»

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La conferenza stampa di Vincent Kompany alla vigilia di Atalanta Bayern Monaco, match valevole per l’andata degli Ottavi di Finale di Champions League. Queste le parole del tecnico dei bavaresi.

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COME HO PREPARATO LA PARTITA? – «Domani giochiamo contro un squadra molto forte. Ci sono delle analogie, visto che fanno molto in profondità con le ali, ma noi dovremmo fare un gioco di pressing. L’Atalanta ha fatto grandi cose, considerando anche la vittoria dell’Europa League, ed è vietato sottovalutare l’avversario».

COME STA KANE? – «Ha fatto un grande allenamento, ma prenderemo una decisione domani: la priorità è convocarlo, indipendentemente se sarà titolare o meno».

SUI RAGAZZI DELLA PRIMAVERA CONVOCATI – «Per noi non è una novità portare giovani con noi: do molto valore al collettivo e non ai singoli».

PRESSIONE – «Noi pensiamo a fare bene, il nostro obiettivo è quello di essere competitivi in ogni competizione. Non abbiamo paura di nessuno e vogliamo sfruttare ogni singola occasione».

INVITARE I PARENTI AGLI ALLENAMENTI HA AIUTATO? – «Non è una novità. Loro sono una parte della nostra famiglia, ma non ha a che vedere con la partita contro l’Atalanta. Questi momenti sono importanti anche per il gruppo, lo abbiamo fatto una decina di volte».

CALCIO ITALIANO VISTO COME INFERIORE? – «So che è un grande tema abbastanza discusso. L’Atalanta è l’ultima squadra rimasta in Champions League, ma ho visto sia le loro partite che quelle dell’Inter: sono squadre molto competitive. Per me l’Atalanta è un grande avversario per il suo gioco e sarà una gara molto interessante per noi. Loro hanno costruito un grande percorso, soprattutto in Europa».

IN CHE POSIZIONE SAREBBE L’ATALANTA SE GIOCASSE IN BUNDESLIGA? – «Non lo so, ma penso che la differenza non sia così grande. Se l’Atalanta è tra le prime quattro in Italia penso che potrebbe fare la stessa cosa anche in Germania. Noto molta continuità con il gioco di Gasperini e non è semplice mantenere lo stesso livello per tanti anni. Palladino sta facendo un lavoro straordinario».

BAYERN MONACO FAVORITO? – «Siamo abituati ad essere favoriti, o meglio lo dicono gli altri. Giochiamo contro una grande squadre e tutti parlano bene dell’Atalanta: nelle ultime stagioni hanno scritto la storia del calcio italiano in Europa. Puntiamo a vincere».

DIFFERENZE TRA TIFO TEDESCO E ITALIANO – «Contro il Borussia Dortmund i tifosi atalantini sono stati straordinari e decisivi in questa rimonta che ha fatto la squadra. I tifosi italiano sono abbastanza calorosi, così come in Germania».

COSA APPREZZO DI LUIS DIAZ? – «E’ un grande giocatore, ma apprezzo molto il suo carattere. Siamo un grande club, perché siamo molto compatti e soprattutto un gruppo sempre pronto a tutto. Lui sta facendo una buonissima stagione».

UN VANTAGGIO NON AFFRONTARE DE KETELAERE? – «Sarei orgoglioso di vederlo ai Mondiali. Ero contento quando è andato al Milan, ma all’Atalanta si è espresso alla grande. La società e l’ambiente hanno contribuito a questa sua crescita. Penso sia un giocatore talentuoso e spero ritorni a giocare e che faccia molto bene, anche in ottica Nazionale».

Milan Inter, Estupinan riapre la corsa scudetto e si riprende la sua stagione! Allegri decisivo (ancora)

Milan Inter, Estupinan riapre la corsa scudetto e si riprende la stagione. Allegri ancora decisivo, tutti i dettagli

La notte dell’8 marzo 2026 ha cambiato il destino di Pervis Estupiñán, trasformando un giocatore smarrito in protagonista assoluto. Il suo sinistro al 35’, una traiettoria perfetta che ha battuto Sommer sotto la traversa, non ha soltanto deciso il derby e rilanciato il Milan nella corsa scudetto: ha segnato il punto di svolta di una stagione che sembrava destinata a scivolare nell’anonimato. In quell’istante, l’ecuadoriano ha ritrovato se stesso, liberandosi del peso dei rimpianti e riappropriandosi del ruolo che il club aveva immaginato per lui.

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Arrivato dal Brighton per 19 milioni complessivi, Estupiñán aveva dovuto convivere con l’ingombrante eredità di Theo Hernandez e con un avvio complicato, fatto di incertezze tattiche e fiducia vacillante. Il sorpasso in corsia di Davide Bartesaghi, la rivelazione del vivaio, sembrava averlo relegato a comparsa di lusso, mentre le voci di mercato lo dipingevano già con le valigie pronte. Tra Premier League e Bologna, il suo nome circolava come quello di un’occasione da cogliere, quasi fosse ormai un corpo estraneo al progetto rossonero.

In questo contesto, la figura di Massimiliano Allegri è stata decisiva. Il tecnico ha scelto di non abbandonare il terzino, difendendolo pubblicamente e lavorando lontano dai riflettori sulla sua crescita mentale e sulla sua capacità di incidere nelle partite più bloccate. La sua fiducia, spesso controcorrente rispetto alla critica, ha trovato conferma proprio nel derby: Estupiñán ha ripagato la pazienza dell’allenatore con una prestazione da leader, trasformando una scommessa rischiosa in una vittoria tecnica e umana.

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Sassuolo, parla Carnevali: «Grosso tecnico di grande qualità. Abbiamo inserito giocatori di qualità. Lo stadio vuoto…»

Sassuolo, l’ad dei neroverdi Carnevali ha rilasciato alcune dichiarazioni nel pre gara. ecco le sue dichiarazioni

Carnevali, amministratore delegato del Sassuolo, è intervenuto nel pre‑partita della sfida valida per la 28ª giornata di Serie A 2025‑2026 contro la Lazio di Sarri, rilasciando le sue dichiarazioni ai microfoni di DAZN.

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PRONOSTICI – «Ora è abbastanza facile dirlo ma da questa estate avevamo intuito di avere una squadra competitiva. Abbiamo inserito giocatori di qualità, qualcosa che ci ha permesso di vedere il campionato con aspettative positive, oggi ne abbiamo la conferma e ne siamo felici».

MERCATO – «Abbiamo inserito più elementi ma abbiamo voluto costruire una squadra che desse delle garanzie in un campionato difficile come la Serie A. Un campionato difficile, complicata però sappiamo che questo lavoro svolto dalla società, dal mister e dai giocatori ci hanno portato a questo punto consapevoli che possiamo ancora migliorare».

GROSSO – «Le qualità sono diverse, per prima cosa i suoi grandi pregi sono la persona che è, e il rapporto instaurato con la società e i giocatori sono molto validi. Le motivazioni che può dare loro e la gestione, un mix che mister Grosso, tecnico di grande qualità, cresce di giorno in giorno come tutti noi e penso che abbia le possibilità per andare in un grande club. Lo stadio vuoto? La cosa più importante è il pubblico e i tifosi, amo i giovani e le famiglie. Quando manca tutto questo è una sconfitta per il calcio. Speriamo che passi presto perché ne abbiamo bisogno».

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