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Infortunio Gimenez: rientro in gruppo a Milanello per l’attaccante messicano. Potrebbe tornare a disposizione per quella partita, ultimi aggiornamenti!

Infortunio Gimenez: l’attaccante messicano è rientrato in gruppo a Milanello. Cerchiata in rosso questa partita per il ritorno in campo

Il clima a Milanello torna a farsi sorridente, non solo per le scorie smaltite dopo le recenti fatiche del derby, ma soprattutto per un recupero fondamentale in vista del prosieguo della stagione. Nella giornata di oggi, Santiago Gimenez è ufficialmente tornato ad allenarsi in gruppo, venendo festeggiato e accolto calorosamente da tutti i compagni di squadra.

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Il percorso di riatletizzazione completato

Come aveva già preannunciato e rassicurato nei giorni scorsi Massimiliano Allegri, il giocatore ha ultimato con pieno successo il lungo e faticoso processo di guarigione clinica e la successiva fase di riatletizzazione.

Nel corso del primo allenamento post-derby, lo staff tecnico ha saggiamente diviso la rosa in due tronconi: chi è sceso in campo domenica ha svolto un lavoro di scarico, rimanendo sul prato verde per meno tempo rispetto agli altri componenti del gruppo. Tra questi ultimi figurava proprio l’attaccante messicano, che ha svolto l’intera e intensa sessione di lavoro all’esterno senza accusare alcun tipo di fastidio o limitazione.

Il calvario: dall’infortunio di Bergamo all’operazione

L’ultima apparizione ufficiale in campo della punta risale ormai allo scorso 28 ottobre 2025, in occasione della spigolosa trasferta serale di Atalanta-Milan. In quel frangente, il giocatore fu costretto ad abbandonare il rettangolo di gioco anzitempo a causa di una violenta botta alla caviglia.

Il percorso di recupero non è stato lineare: dopo un primo tentativo iniziale basato sulla terapia conservativa, si è infatti resa necessaria una vera e propria operazione chirurgica per risolvere definitivamente un problema articolare che il centravanti si portava dietro già da qualche mese.

Obiettivo Lazio: i prossimi step

Ora il peggio sembra essere definitivamente alle spalle. Nei prossimi giorni, indicativamente tra le decisive sedute di giovedì e venerdì, lo staff medico e l’allenatore valuteranno le risposte fisiche del ragazzo. L’obiettivo primario è capire se potrà essere a disposizione ed essere regolarmente convocato per l’attesa sfida contro la Lazio, in programma domenica sera sotto i riflettori dell’Olimpico.

Mano Malinovskyi in Genoa Roma, Tonolini a Open VAR chiarisce l’episodio: era rigore o no? L’analisi completa di quanto successo!

Mano Malinovskyi in Genoa Roma, Mauro Tonolini a Open VAR ha analizzato l’episodio avvenuto nell’ultimo turno di Serie A 2025/26

Il programma televisivo targato DAZN, dedicato all’analisi e alla trasparenza degli episodi arbitrali, non si è limitato a esaminare il caldissimo derby di vertice tra Milan e Inter. Nell’ultima puntata di Open VAR, l’attenzione si è spostata anche su altre sfide cruciali dell’ultima giornata del campionato di Serie A, accendendo i riflettori sulle decisioni prese dalla terna arbitrale durante l’intensa partita tra Genoa e Roma.

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L’analisi di Tonolini e l’episodio al limite dell’area

A commentare le scelte dei direttori di gara in studio è intervenuto Mauro Tonolini. Per quanto riguarda la sfida disputata allo stadio Ferraris, il dibattito mediatico si è concentrato in particolar modo su un episodio dubbio avvenuto nel corso del secondo tempo.

Sotto la lente di ingrandimento è finito un presunto tocco di mano, avvenuto proprio sulla linea dell’area di rigore genoana, da parte di Ruslan Malinovskyi.

Gli audio della Sala VAR: il dialogo con l’arbitro

La trasmissione ha reso pubblici gli audio della sala video, mostrando come i due addetti, Mazzoleni e Manganiello, non abbiano avuto alcuna esitazione nel valutare la dinamica dell’azione. Il dialogo con l’arbitro Andrea Colombo, presente sul terreno di gioco, è stato rapido e inequivocabile. Le parole esatte catturate dai microfoni confermano la dinamica dell’autogiocata:

“Testissima, prima prende il petto. Petto, braccio. Check completato, Andre (Colombo, ndr)”

Il dubbio finale sulla posizione del giocatore

Nonostante l’assoluta certezza sulla regolarità del tocco — il pallone carambola in modo evidente prima sul petto e solo in un secondo momento sul braccio del calciatore, rendendo di fatto l’intervento non punibile secondo le direttive del regolamento —, dalla cabina di regia è emerso un piccolo e ininfluente interrogativo a posteriori.

Subito dopo aver comunicato all’arbitro la decisione definitiva di far proseguire regolarmente il gioco, gli addetti hanno aggiunto una rapida riflessione sulla reale posizione del centrocampista rossoblù rispetto alla linea dei sedici metri:

“Poi era pure fuori area Malinovskyi. Su questo ho qualche dubbio, però prende il petto e poi il braccio“

La trasparenza degli audio conferma dunque la correttezza della decisione finale sul campo: la dinamica scagiona il giocatore e giustifica il mancato penalty per i capitolini.

Andrè al Milan, il centrocampista rompe il silenzio! Annuncio importante sul suo futuro in rossonero, cosa ha detto davvero

Andrè al Milan, il centrocampista del Corinthians ha fatto questo annuncio sul suo futuro. Cosa ha detto l’obiettivo rossonero

Negli ultimi giorni si è parlato intensamente del possibile trasferimento di André dal Corinthians al Milan. Inizialmente l’operazione sembrava ormai vicinissima alla sua naturale e positiva conclusione, ma l’affare ha subito un improvviso e brusco stop nelle ultime ore. A bloccare l’iter è stata la netta decisione del presidente del club sudamericano, che ha scelto di non dare il via libera definitivo alla chiusura della contrattazione.

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Le cifre dell’offerta rossonera e il muro del club paulista

La scelta conservativa della dirigenza del Corinthians è stata fortemente influenzata dalle continue pressioni dell’allenatore e dal calore dei tifosi, tutti desiderosi di trattenere il proprio gioiello ancora per qualche tempo.

Eppure, la proposta messa sul tavolo dalla dirigenza meneghina era di assoluto spessore. Il Milan aveva infatti offerto 15 milioni di euro più 2 milioni legati ai bonus per acquisire il 70% del cartellino. Dal canto suo, lo stesso André si era detto persino pronto a rinunciare al restante 30% dei diritti economici a lui spettanti pur di facilitare il tanto desiderato passaggio nel calcio europeo.

Il futuro: le alternative e il virgolettato ufficiale

Al momento, la società rossonera non ha alcuna intenzione di rilanciare o di aumentare la propria proposta economica, mentre il Corinthians inizia a valutare con attenzione altri scenari. Il centrocampista potrebbe infatti essere proposto a prestigiose squadre portoghesi come Benfica e Porto, oppure a diversi club della ricca Premier League inglese, lasciando così aperta la porta a una futura e remunerativa cessione.

Intanto, in questo clima di forte incertezza, lo stesso giocatore ha deciso di esporsi pubblicamente, parlando in prima persona del suo eventuale e tanto chiacchierato approdo al Milan. Ecco le sue dichiarazioni:

“Sono molto calmo. La mia concentrazione è al 100% qui al Corinthians. Se andassi al Milan vivrei un sogno, ma anche qui lo sto vivendo. Giocare per il Corinthians è un sogno che ho avuto fin da bambino, ancora di più da professionista“.

Il ragazzo non ha affatto chiuso le porte al Diavolo, ma non esclude nemmeno una serena permanenza in patria. Seguiranno inevitabili aggiornamenti su questa intricata vicenda di mercato.

Sampdoria, Gregucci e Foti squalificati per 10 giornate! Maxi-stangata per i due ex tecnici blucerchiati, la decisione ufficiale del TFN

Sampdoria, Gregucci e Foti sono stati squalificati per 10 giornate dal Tribunale Federale Nazionale! Maxi-stangata per i due ex blucerchiati

Per Angelo Gregucci le brutte notizie non si sono affatto limitate all’allontanamento dalla panchina. Dopo la pesante sconfitta subita dalla Sampdoria sul difficile campo del Frosinone, la dirigenza ha optato per un drastico cambio, affidando le redini della prima squadra ad Attilio Lombardo. Tuttavia, alla cocente delusione sportiva si è subito aggiunto un severo provvedimento disciplinare destinato a far discutere a lungo.

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Squalifica di dieci giornate: cosa è successo

La già turbolenta situazione della panchina doriana si arricchisce di un nuovo, spinoso capitolo giudiziario che peserà enormemente sul futuro professionale dei due diretti interessati. Il Tribunale Federale Nazionale ha infatti inflitto a Gregucci e Foti una maxi squalifica di dieci giornate, in seguito al deferimento ufficialmente depositato lo scorso 16 febbraio. Si tratta di una sanzione di grande impatto, che i due dovranno obbligatoriamente scontare non appena torneranno ad allenare un club.

Le indagini della Procura: i ruoli effettivi nello staff

Ma perché è arrivata questa stangata dalla giustizia sportiva? Al centro del provvedimento c’è il ruolo effettivamente ricoperto dai due all’interno dello staff tecnico blucerchiato. Formalmente, e sui documenti ufficiali, il primo allenatore risultava essere Angelo Gregucci. Tuttavia, dagli approfonditi accertamenti condotti dalla Procura Federale è emerso un quadro operativo radicalmente differente. Stando a quanto evidenziato nelle indagini, infatti, l’incarico e le reali mansioni da primo allenatore sarebbero state di fatto svolte da Salvatore Foti.

Il nodo cruciale: il patentino UEFA Pro

È proprio da questa incongruenza che scaturisce l’inevitabile deferimento. La questione non riguarda un semplice e innocuo assetto organizzativo interno, ma viola direttamente le rigide normative federali previste per guidare una prima squadra nel campionato di Serie B.

L’elemento decisivo dell’intera vicenda è strettamente legato ai titoli abilitativi. Foti, infatti, risulta sprovvisto del patentino UEFA Pro, ovvero l’indispensabile licenza necessaria per poter allenare ufficialmente una prima squadra nel campionato cadetto maschile. Da qui la decisione degli organi federali di sanzionare severamente entrambi i tecnici, condannando l’espediente utilizzato per aggirare il regolamento.

Kyle Walker annuncia il ritiro dalla Nazionale: addio all’Inghilterra dopo 96 presenze per il terzino

Kyle Walker si ritira dalla Nazionale: il terzino dice addio all’Inghilterra dopo 96 presenze totali. La notizia

La notizia era nell’aria da diverso tempo, ma nelle ultime ore ha assunto i crismi dell’ufficialità, scuotendo il panorama calcistico d’Oltremanica. Kyle Walker ha scelto di ritirarsi dal calcio internazionale. La sua lunga e gloriosa avventura con la maglia dell’Inghilterra si conclude tagliando un traguardo di assoluto e raro prestigio: ben 96 presenze complessive.

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I tornei disputati e un ruolo da leader

Dal suo debutto fino alle più recenti e prestigiose competizioni internazionali, il difensore è sempre stato un punto di riferimento assoluto per lo spogliatoio. In particolar modo sotto la lunga gestione di Gareth Southgate, Walker ha vissuto i momenti più esaltanti della recente storia inglese.

Schierato sia come classico terzino di spinta in una linea a quattro, sia come braccetto destro in una retroguardia a tre, la sua clamorosa e ineguagliabile velocità di recupero in campo aperto si è rivelata un’arma tattica imprescindibile. Con i Tre Leoni ha sfiorato a più riprese l’impresa storica, raggiungendo le semifinali ai Mondiali di Russia 2018 e disputando ben due finali consecutive ai Campionati Europei.

Il ricambio generazionale

L’addio del veterano apre ora un vuoto tattico e carismatico importante sulla corsia di destra. La Nazionale dovrà affidarsi definitivamente alle nuove leve. I principali indiziati per raccogliere il suo pesante testimone tecnico sono Trent Alexander-Arnold e Reece James.

Per quanto riguarda il diretto interessato, la saggia decisione di abbandonare gli impegni con la selezione nazionale gli permetterà di preservare tutte le sue energie fisiche e mentali esclusivamente per i ritmi serrati dei club.

La Juve guarda alla Serie B per il centrocampista del futuro: nome nuovo per Spalletti

Scouting al lavoro per rinforzare la linea mediana in vista della prossima stagione

Sono giorni intensi per la Juventus, impegnata nella lotta per la conquista di un posto in classifica che valga la qualificazione alla prossima edizione Champions League, fondamentale anche per questioni economiche. Il 4-0 rifilato al Pisa nello scorso weekend è un punto di partenza, adesso c’è l’Udinese di Zaniolo e Davis, una sfida da prendere con le molle da parte dei bianconeri. Tre punti che contano moltissimo, anche alla luce dello scontro diretto tra la Roma di Gian Piero Gasperini e il Como di Cesc Fabregas, attualmente appaiate al quarto posto con un punto di vantaggio sugli uomini di Luciano Spalletti.

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Ma c’è, e non potrebbe essere altrimenti, anche il mercato a tenere banco in queste settimane. L’amministratore delegato Damien Comolli, il director of football strategy Giorgio Chiellini e il direttore sportivo Marco Ottolini sono chiamati ad una profonda, ed ennesima, rifondazione della rosa per cercare di fornire allo staff tecnico una rosa in grado di competere per la vittoria di qualche titolo. Il reparto, oltre all’attacco, che ha bisogno di maggiori innesti di qualità è il centrocampo, capitan Manuel Locatelli e Khephren Thuram hanno bisogno di sostegno, cosa che Teun Koopmeiners, solo per citarne uno, non è riuscito. Ed è qui che si innesta il lavoro degli osservatori sguinzagliati nel mondo.

Juventus, nel mirino Hackney del Middlesbrough: la situazione

Tra i tanti nomi circolati nelle ultime settimane, ce n’è uno meno che potrebbe sparigliare le carte.

Nome nuovo per il centrocampo della Juventus di Spalletti: nel mirino Hayden Hackney del Middlesbrough - Calcionews24.com (Instagram haydenhackney10)

Ne ha dato notizia il giornalista Luca Momblano attraverso il canale Twitch ‘Juventibus’: “Si tratta di un giocatore molto particolare che gioca in Inghilterra. Lo scouting è stato invitato a seguirlo negli ultimi mesi e sono rimasti scioccati. Il suo nome è Hayden Hackney, considerato centrocampista difensivo come natura. È un mix tra Milner, Gerrard e Gascoigne. Gioca a tutto campo, palla al piede ha passo forza, segna tanto e fornisce assist”. Il 23enne è in forza al Middlesbrough, squadra che milita nella Serie B inglese ed è sotto contratto fino al 30 giugno 2027. La sua valutazione si aggira sui 30 milioni di euro ed è una pista da tenere in considerazione in vista della sessione estiva del calciomercato.

Roma, novità importanti su Soulé: cos’è successo oggi a Trigoria. Mentre Dybala e Dovbyk…Ultimissime dall’infermeria giallorossa

Roma, gli aggiornamenti da Trigoria dopo l’allenamento riguardanti Soulé, Dybala e Dovbyk. Cosa è successo

Arrivano significativi aggiornamenti direttamente dai campi di Trigoria, dove la Roma ha regolarmente svolto la seduta pomeridiana di allenamento. L’attenzione dello staff è rivolta ai recuperi eccellenti: lavoro differenziato sul rettangolo verde per Matías Soulé, mentre Paulo Dybala e Artem Dovbyk sono stati impegnati nel percorso di fisioterapia e in lavori di recupero mirati per agevolare il rientro in gruppo. Lo staff medico continuerà a monitorare quotidianamente le loro condizioni, valutandone l’evoluzione nei prossimi allenamenti.

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I numeri di Soulé sotto la gestione Gasperini

L’argentino ex Frosinone è purtroppo ai box dalla 26ª giornata a causa di una fastidiosa pubalgia. Sotto la guida tecnica di Gian Piero Gasperini, l’esterno ha già raggiunto la doppia cifra in termini di bonus: ben 6 reti messe a segno e 4 assist forniti ai compagni. Le ultime gioie regalate ai fantallenatori risalgono alla gara di gennaio contro il Sassuolo (terminata 2-0), in cui è risultato decisivo con un gol e un assist per Manu Koné.

Stagione travagliata per Dybala e Dovbyk

Annata decisamente delicata per Dybala e Dovbyk, falcidiati da diversi infortuni muscolari. Il numero 21 è riuscito a collezionare 17 presenze a voto, impreziosite da 2 gol e 3 assist che testimoniano la sua immensa qualità tecnica. L’attaccante ex Girona, invece, ha sofferto la concorrenza e il dualismo tattico con Ferguson: quest’anno è partito titolare solo tre volte, saltando ben 13 gare. Nelle uniche 12 partite a voto, ha comunque segnato 3 gol (di cui due subentrando dalla panchina) e fornito un assist.

Il calendario: mese decisivo per i giallorossi

La squadra tornerà a lavorare intensamente nei prossimi giorni. Il calendario prevede snodi cruciali:

  • La delicata gara di andata di Europa League contro il Bologna guidato da Vincenzo Italiano.
  • La sfida di campionato contro il Como, fondamentale in ottica quarto posto.
  • Il match di ritorno di giovedì 19 marzo all’Olimpico, ancora contro gli emiliani.
  • La chiusura del mese contro il Lecce.
  • L’apertura di aprile con il big match contro l’Inter, in programma la domenica di Pasqua alle ore 20:45.

Lazio, il comunicato ufficiale degli ultras: Olimpico pieno contro il Milan, poi sciopero totale! Altra bordata a Lotito, la ricostruzione

Lazio, il comunicato ufficiale degli ultras: tutto esaurito contro il Milan, poi sciopero totale contro Lotito! La nota dei tifosi biancocelesti

Il clima in casa Lazio è sempre più rovente. Nelle ultime ore, i gruppi del tifo organizzato hanno pubblicato un lungo e appassionato comunicato in cui rivendicano con orgoglio il proprio ruolo nevralgico nella storia del club, attaccando apertamente e duramente l’attuale gestione societaria e il presidente Claudio Lotito.

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La storia biancoceleste e le icone del passato

Nel lungo messaggio, i tifosi ripercorrono oltre un secolo di storia laziale, citando figure leggendarie che hanno forgiato l’identità del club. Tra questi, vengono ricordati presidenti storici, tifosi tragicamente scomparsi come Vincenzo Paparelli e Gabriele Sandri, ma anche guide tecniche indimenticabili come Tommaso Maestrelli — mitico, saggio e indimenticato allenatore del primo storico scudetto — ed Eugenio Fascetti — tecnico carismatico e condottiero della squadra nell’eroica stagione dei nove punti di penalizzazione.

L’appello per Lazio-Milan e lo sciopero

L’apice del comunicato è però l’annuncio della protesta ufficiale. I gruppi organizzati invitano il popolo laziale a riempire lo stadio per l’imminente gara di domenica 15 contro i rossoneri, per poi disertare in blocco tutte le successive partite casalinghe. Ecco le loro esatte parole:

«La storia della SS Lazio, quella c***o di storia, siamo noi che ogni maledetta domenica la seguiamo, la amiamo come il nostro unico motivo di vita.

Solo un uomo avido dal cuore arido non può capire la storia ed i sentimenti che animano questo popolo e, per questo motivo, non possiamo far altro che lasciarlo solo, ma prima di congedarci abbiamo deciso di dedicarci un ultimo atto di amore per questa stagione sportiva, ed invitiamo tutti i nostri fratelli Laziali ad entrare e riempire tutto l’Olimpico in ogni suo settore per la partita Lazio – Milan di domenica 15.

Regaliamoci l’ultimo spettacolo coreografico, facciamo sentire il nostro calore alla squadra ed al mister, continuiamo a far sentire il nostro dissenso e poi, per le sole partite casalinghe, non entreremo più fino a fine campionato.

È una decisione molto dolorosa, che per la prima volta ci vedrà lontani da quegli spalti che sono la nostra casa ma riteniamo che questo sia l’unico modo per far comprendere a questa dirigenza che non saremo complici dei loro fallimenti. PER LA LAZIO, PER I LAZIALI, PER LA NOSTRA STORIA! I Gruppi del Tifo Organizzato»

Orsi: «Campionato riaperto ma alla fine credo che l’Inter lo vincerà. In casa Lazio situazione drammatica, sui playoff dell’Italia dico che…» – ESCLUSIVA

Orsi, ex portiere e noto commentatore sportivo, ha analizzato la corsa scudetto in Serie A e non solo. Le sue dichiarazioni

Fernando Orsi, ex portiere e noto commentatore, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Calcionews24.

L’ultimo turno di Serie A ha visto la vittoria del Milan nel derby contro l’Inter. La squadra di Allegri ha realmente riaperto la corsa al titolo o i nerazzurri possono comunque gestire il finale di stagione con serenità?

«L’Inter serena non può stare sicuramente perchè poi se hai degli inciampi… Però in generale 7 punti sono 3 partite che l’Inter dovrebbe perdere. Non perdeva dal derby d’andata dopo 15 risultati utili consecutivi. Ha comunque perso meritatamente perchè il Milan ha giocato non meglio ma si è difesa bene, non ha fatto giocare l’Inter. Ribadisco però che 7 punti sono tanti vedendo il ruolino di marcia dei nerazzurri, l’organico e soprattutto pensando che giocherà una partita a settimana quindi può preparare le partite con serenità e tranquillità. Nel corso degli anni abbiamo avuto però dei campionati in cui squadre avanti di 7-8 punti sono state riprese… In questo caso mi sembra che l’Inter abbia un vantaggio rassicurante anche se poi, ovvio, le partite le devi vincere. Il Milan però ha ancora degli scontri diretti, deve andare a Napoli. Non ha un calendario facile e 7 punti sono tanti».

Dal punto di vista tattico, dove pensi che Allegri abbia vinto la sfida con Chivu? Hanno pesato le 3-4 assenze pesanti dei nerazzurri o credi che l’atteggiamento inizialmente più aggressivo dei rossoneri abbia fatto la differenza?

«A me sembra che i primi 10 minuti abbiano giocato un pò più alti, dopo il Milan si è messo lì dietro e ha giocato di ripartenza così come piace ad Allegri. Il gol che ha fatto è stato proprio in quel modo là. Poi nel secondo tempo il Milan ha fatto una fase difensiva meravigliosa non consentendo all’Inter di fare niente. I nerazzurri facevano questo giro palla ma il Milan scivolava molto bene e raddoppiava. L’Inter ha avuto pochissime possibilità se non il tiro di Dimarco che è andato fuori. Per il resto mi pare che Allegri abbia ancora una volta dimostrato che non sempre si vincono le partite con la costruzione dal basso ma si vincono anche un pò all’italiana, quello che eravamo noi un pò di tempo fa e che abbiamo dimenticato e che forse proprio queste due esclusioni dal Mondiale ci hanno fatto capire che forse bisogna ad essere una Nazione che gioca come ha vinto i Mondiali. D’altronde questa cultura non si può dimenticare, se noi abbiamo giocato in questo modo vuol dire che la nostra cultura è quella. E Allegri ha dimostrato ancora una volta che stando lì e ripartendo è sicuramente un modo di vincere diverso, che forse può piacere o meno, ma sicuramente molto utile».

La giornata di Serie A si è chiusa con la vittoria della Lazio sul Sassuolo: una gara preceduta dalle lamentele di Sarri con la società per l’assenza dei tifosi allo stadio. Qual è la tua posizione in merito e, più in generale, pensi che l’eventuale vittoria della Coppa Italia possa salvare la stagione?

«L’eventuale vittoria della Coppa Italia per la Lazio dovrebbe rappresentare sia motivo di soddisfazione che motivo di rimpianto per quello che poteva essere e non è stato in questa stagione. Per quanto riguarda il resto, io non ho una posizione, mi attengo ai fatti. C’è una protesta, un muro contro muro di una tifoseria che non si è radunata in 60mila e ci si è messi d’accordo. Hanno deciso ognuno per le proprie posizioni di fare una protesta che a memoria d’uomo non ricordo di aver mai visto prima. Dall’altra parte c’è una presidenza molto longeva e che forse non ha dato soddisfazione ai tifosi. Ora si è arrivati ad un punto di rottura, c’è un muro contro muro che secondo me non fa bene alla Lazio, non fa bene al pubblico e non fa bene alla storia di questa società. Quindi io penso che si debba prendere una decisione. Qualcuno deve fare un passo indietro e cercare di fare qualcosa. Comunque la protesta dei tifosi è una protesta civile, forte che secondo me sarà difficile che possa rientrare. Quindi vediamo un pò come si comporteranno queste due entità. In questo momento nessuna delle due vuole cedere. Non è una battaglia e non è una guerra: è soltanto una presa di posizione civile di una tifoseria che forse è arrivata al limite».

In questo contesto quanto pensi che la figura di Sarri possa fare da collante tra le due entità e se vedi ancora un futuro del tecnico in biancoceleste…

«Guarda, non lo so. Io non mi soffermo sui singoli individui perchè ognuno ha le sue ragioni. Io mi soffermo solo su una società gloriosa che una storia di 126 anni che sta attraversando un momento veramente drammatico. Quindi io non so quale sia la soluzione migliore. Dico soltanto uno alla fine si mette d’accordo e fa qualcosa lasciando qualcosa per strada, o da una parte o dall’altra. Quindi a me interessa poco se Sarri rimane, se rimane Lotito, se i tifosi tornano allo stadio. A me interessa soltanto che la società Lazio termini questo momento drammatico che non meritava. Ribadisco, io non prendo posizione: capisco i tifosi e la loro protesta civile, capisco il presidente visto che la società è sua, può fare quello che vuole. Capisco che Sarri sia irritato perchè si è trovato in mezzo a questa situazione dove lui non pensava di essere. Capisco anche i giocatori che sono frustrati. A me però non interessa niente di tutte e 4. Io voglio solo che la società ritorni ad essere competitiva per obiettivi importanti e non vivacchiare tra la parte sinistra e la parte destra della classifica».

Passando ad analizzare la corsa alla Champions League, chi vedi favorita per il quarto posto tra Juve, Roma e Como?

«Fino a due settimane fa avrei detto che la Roma fosse favorita perchè poi dopo aveva la Juventus in casa e la Juve veniva da partite in cui aveva preso diversi gol ed era abbastanza fragile. Poi invece la rimonta tra 3-1 a 3-3 ha un pò cambiato tutto in queste due settimane. Abbiamo visto la Juventus vincere, la Roma perdere a Genoa. Secondo me proprio perchè aveva nella testa gli ultimi 15 minuti contro la Juventus dove poteva andare a +7 in classifica invece alla fine è diventato 1. I bianconeri sono invece in crescita anche se hanno incontrato un Pisa che ormai mi sembra debba pensare al futuro. In mezzo c’è il Como: una squadra giovane, fresca, ingenua, spensierata che potrebbe essere proprio per questo la mosca bianca di questa lotta perchè non ha niente da perdere. Ha ancora una semifinale di Coppa Italia da giocare con l’Inter, gioca sempre allo stesso modo. Non ha problemi di pressione a prescindere dai risultati e quindi secondo me potrebbe essere il terzo incomodo. Non so chi sia la favorita: oggi ti dico la Juventus. Sono importanti gli scontri diretti, la prossima giornata c’è Como-Roma, anche la Juve ha altri scontri diretti. E’ diventata una bella lotta e in più la sconfitta dell’Inter di domenica ci può far parlare ancora di una possibile lotta scudetto anche se sono convinto che alla fine l’Inter lo vincerà».

In casa Juve un aiuto può arrivare anche dall’imminente ritorno di Dusan Vlahovic. La Juve fa bene ad avanzare nei dialoghi per il rinnovo del contratto?

«Secondo me sì, fa bene perchè Vlahovic è un giocatore forte, un centravanti di quelli veri e nella Juve soprattutto con Spalletti può avere un’incidenza importante e un valore aggiunto. Ce l’hai in casa, gli fai il contratto, magari con lui che accetterà una decurtazione tornando a prendere cifre più consone. La Juve quindi fa benissimo perchè ripartire da Vlahovic per la Juve vuol dire avere delle sicurezze, a non essere obbligati a tutti i costi a cercare un attaccante avendocelo in casa. Secondo me ripartirà anche da Spalletti ed è questa la cosa importante. Poi dopo bisognerà vedere se va in Champions o meno perchè quello cambia il livello dei possibili investimenti sul mercato».

Chiudiamo invece sulla Nazionale: che consigli daresti a Gattuso e su quali uomini dovrebbe puntare in vista del playoff?

«Consigli non è il caso, già avrà tante persone che glieli danno. Io penso solo che Gattuso dovrà lavorare a livello mentale perchè se andavamo 7-8 anni fa a fare queste due partite non avremmo avuto nessun problema, le vincevi tutte e due tranquillamente. Adesso la difficoltà è che secondo me l’Italia entrerà in campo con la paura perchè sono due edizioni che non andiamo ai Mondiali e quindi potremmo entrare in campo con la paura e quindi anche quella con l’Irlanda del Nord diventa una partita difficilissima. Ma la questione è soltanto mentale, non tecnica. L’Italia tecnicamente è meglio dell’Irlanda del Nord, della Bosnia e del Galles, senza dubbio. Solo la paura mentale può fregare l’Italia. Per il resto io penso che giocando in ripartenza l’Italia l’Irlanda del Nord, soprattutto giocando in casa, la può battere. Quindi l’allenatore deve scegliere i giocatori che in quel momento possono dargli il rendimento migliore. Deve fare le cose semplici senza andare a complicarsi la vita con sistemi tattici particolari. Possiamo pagare qualcosa solo mentalmente».

SI RINGRAZIE FERNANDO ORSI PER LA DISPONIBILITA’ DIMOSTRATA IN QUESTA INTERVISTA

Nuovo allenatore Sampdoria: è arrivato un no! Decisione dopo il Venezia, il tecnico sarà uno di loro due. Ultimissime sulla panchina blucerchiata

Nuovo allenatore Sampdoria: dopo il primo no incassato, la scelta della dirigenza blucerchiata sarà tra uno di questi due tecnici

Come riportato da Sampnews24, la Sampdoria sceglie la via della prudenza. In una fase stagionale così fragile e decisiva, la dirigenza ha preferito non forzare i tempi, prendendosi ancora qualche giorno di attenta riflessione per individuare il profilo ideale a cui affidare la rinascita della squadra. Una decisione ponderata che, almeno nell’immediato, consegna le chiavi e la guida tecnica della prima squadra ad Attilio Lombardo. Sarà proprio lui a preparare il delicatissimo appuntamento di campionato contro il Venezia.

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Il casting per la panchina: le piste seguite dalla dirigenza

Il club ligure sembra fortemente orientato a valutare ogni singolo scenario con la massima attenzione, senza chiudere la porta a nessuna eventualità, sia che si tratti di una soluzione esterna sia di una possibile conferma interna fino al termine della stagione. La situazione attorno alla panchina doriana resta, dunque, estremamente fluida.

Nelle prime ore di ricerca, la società ha dovuto incassare il rifiuto di Luca D’Angelo. Dopo questo primo ostacolo, la dirigenza avrebbe intensificato notevolmente i contatti con Beppe Iachini. Il suo nome continua a circolare con grande insistenza nei corridoi di Bogliasco, ma al momento non è ancora arrivata la tanto attesa fumata bianca definitiva.

Lombardo: da semplice traghettatore a conferma fissa?

In questo difficile contesto, la strategia della società appare estremamente chiara: evitare a tutti i costi decisioni affrettate in un momento già molto delicato. Affidarsi intanto a una figura carismatica che conosce profondamente la piazza e l’ambiente rappresenta una vera e propria garanzia.

Lombardo rappresenta infatti una soluzione di continuità utilissima per restituire equilibrio e serenità all’interno dello spogliatoio. Tuttavia, il suo nome potrebbe trasformarsi in qualcosa di più di una semplice “soluzione tampone“. Non è affatto escluso, infatti, che l’ex campione della Sampdoria possa restare saldamente alla guida della squadra anche oltre la delicata sfida con il Venezia, prolungando il suo mandato fino al termine della stagione. Una possibilità affascinante che prenderebbe vigore qualora la risposta del gruppo sul campo si rivelasse positiva già nei prossimi giorni.

Kvaratskhelia ha dimenticato Napoli: «Adoro Parigi, apprezzo che le persone siano molto rispettose e che quando esci non ti disturbano troppo»

Kvaratskhelia, esterno del Psg ed ex Napoli, ha rilasciato un’intervista nella quale ha parlato del suo ambientamento a Parigi

Il celebre detto popolare recita che a Napoli si piange due volte: quando si arriva e quando si parte. Per Khvicha Kvaratskhelia, tuttavia, questo adagio sembra valere solo in parte. Poco più di un anno fa, il giocatore ha salutato la maglia azzurra per trasferirsi al PSG, a fronte di un faraonico assegno da 70 milioni di euro incassato dalla società di De Laurentiis.

Una scelta che, dal punto di vista sportivo, si è rivelata perfetta: nella capitale francese ha subito conquistato uno storico Triplete, regalando ai transalpini la tanto agognata Champions League.

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La nuova vita a Parigi: privacy e tranquillità

Intervistato in esclusiva dal quotidiano francese Le Parisien, il giocatore ha tracciato un bilancio della sua nuova quotidianità, sottolineando le differenze ambientali rispetto alla caldissima e passionale piazza campana:

“Adoro Parigi, mi piace tutto. Più ci penso, più apprezzo il fatto che le persone siano molto rispettose. Quando esci non ti disturbano troppo. Al ristorante, per esempio, chiedono prima di venire a fare una foto. Mi piace molto. È la miglior città dove passeggiare con tua moglie”.

La consacrazione internazionale

Il passaggio sotto la Torre Eiffel ha rappresentato lo step definitivo per la sua carriera. Ripercorrendo le tappe della sua rapida ascesa, Kvaratskhelia ha spiegato il peso di questo trasferimento:

“Quando vieni da un piccolo Paese come il mio, giocare in una delle squadre più grandi del mondo è ovviamente un sogno. Arrivare a Napoli era già qualcosa di molto importante per me. Ero molto orgoglioso. Ma quando il Psg mi ha contattato ho davvero capito di essere diventato un calciatore di caratura mondiale”.

L’uomo delle vittorie e il peso di “Kvaradona”

Il georgiano si è ormai confermato un vero e proprio talismano, capace di spezzare lunghissimi digiuni di vittorie nei club in cui milita:

“Sono molto fortunato. Anche a Napoli erano anni che non vincevano lo scudetto e siamo risusciti a farlo prima che lasciassi il club. Con il Psg e la Champions League è successa la stessa cosa. In Georgia diciamo che se entri in una stanza con il piede destro avrai fortuna. Io quindi sono arrivato a Parigi con il piede giusto”.

Infine, una chiosa inevitabile e romantica sul pesante soprannome ricevuto alle pendici del Vesuvio, che lo accostava all’indimenticabile Diego Armando Maradona:

“Essere paragonato a Maradona è ovviamente pesante. Nessuno può essere paragonato a lui. Ma quando i tifosi mi hanno dato quel soprannome ero molto felice perché mostrava quanto mi volessero bene. Mi ha toccato molto e ne ero orgoglioso”.

Jankto attacca duramente Nicola: «È un cog****e, il peggior allenatore che ho avuto!»

Jankto ha attaccato duramente Davide Nicola attraverso queste dichiarazioni. Cosa ha detto sui tempi al Cagliari

L’avventura calcistica vissuta con la maglia del Cagliari sembra aver lasciato strascichi pesanti e profondi, sia dal punto di vista umano che prettamente professionale, nella carriera di Jakub Jankto. L’ex giocatore rossoblù ha deciso di rompere definitivamente il silenzio in merito alla sua ultima parentesi nell’isola, concentrando le proprie attenzioni e le sue feroci critiche su un bersaglio ben preciso.

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Il video social e le accuse alla gestione tecnica

Attraverso un video pubblicato su TikTok, il calciatore ha scelto di parlare in maniera diretta del pessimo rapporto instaurato con Davide Nicola, che ha guidato la compagine sarda durante la tesa e difficile stagione sportiva 2024/2025.

Le dichiarazioni rilasciate dal centrocampista ceco delineano i contorni di una convivenza sportiva mai realmente decollata all’interno dello spogliatoio. Una convivenza caratterizzata da incomprensioni tattiche e, soprattutto, da un minutaggio nullo che ha inevitabilmente generato profonda frustrazione e rabbia nell’atleta nel corso dei mesi.

Le dichiarazioni durissime: il virgolettato integrale

L’ex centrocampista ha affidato il suo sfogo a dichiarazioni che non lasciano alcuno spazio a diplomazia o a libere interpretazioni. Riferendosi al tecnico, Jankto ha pronunciato parole inequivocabili, sottolineando al contempo come l’unica nota lieta della sua permanenza sia stato il forte attaccamento alla piazza.

Ecco le sue esatte parole:

«Davide Nicola è l’allenatore con quale mi sono trovato peggio. Sto c***** di c******* non mi ha mai fatto giocare neanche un minuto. Nell’ultima stagione mi sono comportato benissimo solo per la squadra e per i tifosi»

Una presa di posizione netta e frontale. L’affetto per la maglia e per i calorosi tifosi rossoblù rappresenta l’unico salvagente in un’esperienza che, dal punto di vista tecnico e della gestione relazionale, si è rivelata una rottura totale.

Moviola Milan Inter, Tonolini a Open VAR spegne le polemiche: «Rigore Ricci? Episodio valutato correttamente in campo da Doveri. Sul gol annullato ai nerazzurri…»

Moviola Milan Inter, Tonolini a Open VAR ha spento così le polemiche sul braccio di Ricci e il presunto rigore non assegnato ai nerazzurri

L’ultimo Derby della Madonnina, conclusosi sull’1-0 a favore dei rossoneri grazie alla rete decisiva di Pervis Estupiñán, continua a far discutere. A spegnere le polemiche ci ha pensato Mauro Tonolini, componente della commissione arbitrale, intervenuto durante l’ultima puntata di Open VAR. Sotto i riflettori sono finiti due episodi cruciali: il tocco di braccio in area di Samuele Ricci e una rete annullata agli ospiti.

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Il tocco di Ricci: l’audio di Doveri e l’analisi

Nei minuti di recupero, l’arbitro Doveri ha lasciato correre su un presunto fallo di mano in area rossonera. Dagli audio in presa diretta emerge la sicurezza del fischietto: “Tutto naturale“. Rispondendo alle vibranti proteste di Francesco Pio Esposito, Doveri ribadisce: “Già controllato, niente. Sta così, (Ricci) sta giocando a calcio“.

Tonolini ha confermato la bontà della scelta:

“Episodio valutato correttamente in campo da Doveri. Ci sorprendono i dubbi letti in giro, noi non ne abbiamo. È un braccio che rimane in sagoma, c’è anche il movimento a togliere di Ricci. E se il pallone non avesse battuto sul braccio, sarebbe finito sul petto“.

L’ex assistente ha poi aggiunto un dettaglio tecnico: “Aggiungo che per valutare questo tipo di situazioni, è più efficace valutarli in dinamica. A rallentatore si rischia di valutare micro movimenti che possono creare dubbi che a nostro avviso non ci devono essere in questa situazione“.

I precedenti: il paragone con Dumfries e Bisseck

Tonolini ha respinto al mittente le richieste di On Field Review avanzate nel post-gara da Federico Dimarco. L’episodio è stato accostato a un precedente tocco di Denzel Dumfries: “Non ci sono dubbi, nessuna esigenza di On Field Review come chiesta da Dimarco nel post partita. La decisione è coerente? Sicuramente, ricordiamo il tocco di mano di Dumfries in Napoli-Inter 2024/2025. Tocco di mano non punibile con il braccio che rimane in sagoma“.

Scartato invece il paragone con il fallo da rigore commesso in passato da Yann Aurel Bisseck: “Il tocco di Bisseck contro la Lazio sempre nel 2024/2025? Più pertinente Dumfries. Bisseck va ad incrementare il volume corporeo con il braccio fuori sagoma. Senza il suo intervento il pallone sarebbe passato alle sue spalle. Situazioni completamente differenti“.

“Gol annullato all’Inter? Vi spiego”

Tonolini ha infine chiarito le dinamiche della rete annullata all’Inter sugli sviluppi di un corner. Doveri aveva fermato il gioco ancor prima della deviazione decisiva, spiegando ai giocatori: “Ho fischiato un’ora prima“.

Il motivo era un contatto proibito tra Carlos Augusto e Alexis Saelemaekers. Tonolini ha sentenziato: “Come fatto in altri momenti della gara, Doveri è intervenuto in termini di prevenzione, per evitare strattoni o spinte. Il fischio arriva con il pallone in aria“. E ha poi concluso spegnendo ogni residuo dubbio: “Con le immagini, comunque, è chiaro che il gol sarebbe comunque stato annullato perché Carlos Augusto pur involontariamente tocca il pallone con la mano e lo indirizza verso la porta”.

Infortunio Provedel: stagione finita per il portiere della Lazio. Dettagli dell’operazione e tempi di recupero

Infortunio Provedel: è già finita la stagione del portiere della Lazio. Quanto dovrà rimanere fuori e quali sono i dettagli dell’operazione

Ivan Provedel ha chiuso in anticipo la sua stagione. Questa mattina, il portiere classe 1994 si è sottoposto a un delicato intervento chirurgico di stabilizzazione artroscopica della spalla.

Per la compagine guidata da Maurizio Sarri si tratta di una notizia decisamente negativa, che arriva in un momento cruciale dell’annata sportiva in cui ogni singolo dettaglio può spostare gli equilibri della corsa finale.

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I tempi di recupero e il protocollo riabilitativo

L’iter medico post-operatorio è già stato delineato con grande precisione dallo staff sanitario. Ora Provedel dovrà obbligatoriamente indossare un tutore per circa 25 giorni. Soltanto in un secondo momento potrà avviare il vero e proprio protocollo riabilitativo, un passaggio fondamentale per programmare il rientro in campo senza correre inutili rischi.

I tempi stimati per lo stop agonistico si aggirano attorno ai quattro mesi. Questa ampia finestra temporale, di fatto, lo esclude totalmente dal finale di stagione, posticipando il suo ritorno a difendere i pali direttamente al prossimo ritiro estivo. La Lazio perde così uno dei suoi uomini più affidabili proprio nel momento decisivo.

L’impatto sulla retroguardia e la fiducia a Motta

L’assenza di Provedel non rappresenta unicamente un problema di natura numerica. Negli ultimi anni, il portiere ha rappresentato una garanzia assoluta per rendimento, continuità e leadership. La sua spiccata personalità ha spesso aiutato la retroguardia a mantenere ordine e sicurezza, specialmente nelle gare più tese e delicate.

Il suo forfait obbligherà la squadra a trovare nuove certezze e a ridisegnare parte degli equilibri difensivi, puntando con forza sulla crescita di Edoardo Motta. In una fase in cui si cercano continuità e punti pesanti, perdere un elemento di tale spessore rischia di avere un impatto importante anche dal punto di vista mentale.

Calciomercato: i nodi legati al futuro

Mentre il campo richiede massima concentrazione per metabolizzare l’assenza del portiere, resta costantemente vivo il dibattito sulle future dinamiche societarie. Sono ore calde per definire il futuro di elementi chiave come Mattia Zaccagni, Boulaye Dia, Tijjani Noslin e Alessio Romagnoli.

Infortunio Vergara: c’è lesione, salta la Nazionale! L’esito degli esami e quali sono le sue condizioni ufficiali

Infortunio Vergara: l’esito degli esami a cui si è sottoposto il calciatore del Napoli. C’è lesione, salta la Nazionale

Il cammino stagionale del Napoli subisce un’inaspettata battuta d’arresto sul fronte degli infortuni. Nelle scorse ore, l’attenzione di tutto l’ambiente si è concentrata sulle condizioni fisiche di Antonio Vergara. Il calciatore ha accusato un forte dolore che ha reso necessari accertamenti clinici immediati per definire i tempi di recupero.

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Il bollettino medico: l’esito degli esami al Pineta Grande Hospital

Nella giornata di oggi, il trequartista si è sottoposto agli esami strumentali di rito presso le strutture del Pineta Grande Hospital. Il responso dei medici ha purtroppo confermato i timori della vigilia, evidenziando una lesione distrattiva della fascia plantare del piede sinistro.

Si tratta di una problematica muscolo-tendinea particolarmente fastidiosa per un professionista, che richiede massima cautela, terapie mirate e un periodo di riposo assoluto per evitare pericolose e dolorose ricadute. Il percorso riabilitativo inizierà immediatamente, con lo staff sanitario partenopeo che monitorerà quotidianamente i progressi del ragazzo.

I match saltati: emergenza contro Lecce e Cagliari

L’entità dell’infortunio costringerà inevitabilmente Antonio Conte a rivedere i propri piani tattici. Vergara, infatti, salterà con certezza le imminenti e delicate gare di campionato contro il Lecce e il Cagliari. Il mister dovrà ora attingere alla profondità della propria rosa per sostituire la fantasia e la freschezza atletica del suo giocatore.

Salta anche gli impegni internazionali di marzo

La tegola, tuttavia, non riguarda esclusivamente il club campano. Le tempistiche necessarie per la completa guarigione clinica di circa un mese annullano anche la sua disponibilità per i prossimi e cruciali impegni con la maglia dell’Italia. Gattuso dovrà fare a meno della presenza del gioiellino per i delicatissimi playoff Mondiali in programma in questo mese di marzo.

Simulazione Palestra: la decisione del Giudice Sportivo sull’esterno del Cagliari! Cosa è successo post Como, il provvedimento

Simulazione Palestra: la decisione del Giudice Sportivo dopo quanto successo durante Cagliari Como. Il provvedimento

Il Giudice Sportivo ha ufficialmente diramato i provvedimenti disciplinari relativi alla ventottesima giornata del campionato di Serie A. Per il Cagliari, l’esito del referto redatto a fine gara si è rivelato particolarmente amaro, portando con sé inattese sanzioni pecuniarie e un’assenza di assoluto rilievo per il prossimo turno. Decisioni, quelle prese sul campo, che continuano a far discutere animatamente tifosi e addetti ai lavori.

L’episodio di Palestra: giallo e sanzione economica

Il primo provvedimento ufficiale riguarda Marco Palestra. Il giocatore è stato sanzionato con una multa di 2.000 euro a seguito del contestato cartellino giallo ricevuto nella giornata di sabato, durante la delicata sfida casalinga contro il Como.

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L’episodio incriminato si è verificato al 66′ minuto di gioco: dopo un rapido e pericoloso tentativo di inserimento offensivo, l’esterno è finito a terra all’interno dell’area di rigore avversaria. Per l’arbitro Marinelli, tuttavia, la dinamica è apparsa chiara: il direttore di gara ha valutato la caduta come un tentativo volontario di ingannare la terna, estraendo immediatamente il cartellino giallo per simulazione e innescando la conseguente e automatica ammenda prevista dal regolamento sportivo.

La beffa per Esposito: un errore arbitrale che costa caro

Il danno maggiore per la squadra, tuttavia, si è materializzato appena cinque minuti più tardi, coinvolgendo direttamente Sebastiano Esposito. Esattamente per la medesima motivazione, il fischietto di gara ha sanzionato con un’ammonizione anche l’attaccante.

Si tratta di un provvedimento disciplinare dal peso specifico enorme: il giocatore era infatti nella lista dei diffidati e, a causa di questo giallo, sarà costretto a saltare l’insidiosa trasferta in programma domenica alle ore 15:00 contro il Pisa. La rabbia dell’intero ambiente cagliaritano scaturisce da un fatto inequivocabile: analizzando attentamente le immagini televisive nel post-partita, è emerso come in questo caso non si trattasse affatto di simulazione. L’attaccante aveva effettivamente subìto un fallo evidente proprio al limite dell’area di rigore. Un errore di valutazione arbitrale che, di fatto, priverà la squadra di una pedina fondamentale per la corsa ai vertici della classifica.

Atalanta, i convocati per il Bayern Monaco: la decisione ufficiale di Palladino su Ederson, De Ketelaere e Raspadori. La lista completa!

Atalanta, ufficiale la lista dei convocati per il Bayern Monaco: la decisione di Palladino su Ederson, De Ketelaere e Raspadori. Ultimissime

Tra le partite di oggi degli ottavi di Champions c’è Atalanta Bayern Monaco. Un appuntamento con la storia per la formazione orobica, pronta ad affrontare l’ennesima corazzata del calcio continentale.

Il percorso europeo e la costante tedesca

Il cammino europeo dei nerazzurri incrocia per l’ennesima volta una formazione proveniente dalla Bundesliga. L’urna e il tabellone hanno infatti riservato alla Dea un’altra squadra tedesca, consolidando un vero e proprio filo conduttore in questa entusiasmante edizione del torneo. In precedenza, l’Atalanta aveva già affrontato l’Eintracht Francoforte durante la delicata fase a girone unico (League Phase), per poi eliminare il temibile Borussia Dortmund nel turno di playoff, rendendosi protagonista di una clamorosa e indimenticabile rimonta nel match di ritorno.

Le scelte di Palladino e il bollettino medico

In vista di questo cruciale e ostico impegno, Raffaele Palladino ha ufficialmente diramato la lista dei giocatori convocati. Purtroppo per l’allenatore, l’infermeria non si svuota e le assenze si fanno sentire: non sono infatti riusciti a recuperare per la gara elementi di assoluto spessore come Ederson, Charles De Ketelaere e Giacomo Raspadori.

L’elenco completo dei convocati

Nonostante le pesanti defezioni, la rosa a disposizione resta altamente competitiva e pronta alla battaglia. Di seguito, la lista completa dei calciatori scelti per la sfida di stasera:

Ahanor, Bakker, Bellanova, Bernasconi, Carnesecchi, Cassa, De Roon, Djimsiti, Hien, Sulemana, Kolasinac, Kossonou, Krstovic, Musah, Pasalic, Rossi, Samardzic, Scamacca, Sportiello, Vavassori, Zalewski, Zappacosta. 

Giudice Sportivo Serie A: stangata per il Milan, maxi-multa ai rossoneri dopo il derby! Gli squalificati dopo la 28ª giornata

Giudice Sportivo Serie A: tutte le decisioni dopo la 28ª giornata di campionato. Multe, squalificati e diffidati

Il Giudice Sportivo dott. Gerardo Mastrandrea ha ufficialmente reso note le decisioni disciplinari relative alla 28ª giornata del campionato di Serie A (nona di ritorno). Le sanzioni colpiscono diversi club e protagonisti del rettangolo verde, delineando il quadro degli squalificati per il prossimo turno.

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Le sanzioni ai club: stangata per il Milan

La sanzione economica più pesante è stata inflitta al Milan. La società rossonera dovrà versare un’ammenda totale di € 30.000,00, così suddivisa: € 22.000,00 a titolo di responsabilità oggettiva per avere ingiustificatamente provocato un ritardo di due minuti nel secondo tempo (recidiva reiterata continuata), ed ulteriori € 8.000,00 “per avere suoi sostenitori, nel corso della gara, rivolto ripetutamente cori insultanti nei confronti di due calciatori della squadra avversaria; per avere inoltre, al 47° del primo tempo, indirizzato un fascio di luce-laser verso un calciatore della squadra avversaria”.

Altre multe per lancio di fumogeni sono state comminate a Bologna (€ 3.000,00), Genoa (€ 2.000,00) e Lecce (€ 2.000,00).

Calciatori squalificati: stangata per Pezzella

Tra i giocatori espulsi, spicca la squalifica per una giornata effettiva di gara accompagnata da un’ammenda di € 10.000,00 per Giuseppe Pezzella della Cremonese. La motivazione ufficiale recita: “per avere, al termine della gara, sul terreno di giuoco, in modo irruento, criticato l’operato arbitrale rivolgendo al Direttore di gara espressioni irriguardose”.

Fermati per un turno (quinta sanzione) i seguenti calciatori non espulsi:

  • Sebastiano Esposito
  • Lewis Ferguson
  • Patrizio Masini
  • Obite Evan Ndicka
  • Adrien Rabiot

Entrano invece nell’elenco dei diffidati Sebastiano Luperto e Luka Modrić.

Provvedimenti per dirigenti e staff

Non mancano provvedimenti per le panchine. Multa di € 10.000,00 per Dario Baccin (Inter) “per avere, al termine della gara, negli spogliatoi, con fare arrogante, criticato ripetutamente in modo irrispettoso una decisione arbitrale”. Squalificato per una giornata ed espulso con multa di € 5.000,00 il preparatore atletico Simone Folletti.

Infantino esce allo scoperto: «Sono tifoso dell’Inter, uno dei miei idoli era Beccalossi. Ecco chi è la favorita per il Mondiale»

Infantino, presidente della FIFA, ha svelato la sua fede per l’Inter e ha parlato anche dei Mondiali del 2026. Le sue parole

Gianni Infantino, presidente della FIFA, ha rilasciato un’intervista al quotidiano spagnolo AS. Le sue dichiarazioni.

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MONDIALE «La Coppa del Mondo sarà fantastica, fenomenale. C’è un’eccitazione senza precedenti negli Stati Uniti, in Messico e in Canada. In quattro settimane, abbiamo ricevuto oltre 500 milioni di richieste di biglietti. È incredibile. Abbiamo quasi sette milioni di biglietti, ma 500 milioni è una cifra mai vista prima nella storia della FIFA o di qualsiasi altra istituzione. Settantasette delle 104 partite hanno ricevuto oltre un milione di richieste di biglietti, e le restanti si aggirano intorno a quella cifra. Stiamo tenendo da parte alcuni biglietti per la parte finale del torneo e per gli ultimi giorni. Tutti gli stadi saranno pieni; sarà una festa totale. Quando si diceva che il calcio non fosse molto apprezzato negli Stati Uniti… le cose sono cambiate. Sarà un enorme successo. Sarà la prima Coppa del Mondo con 48 squadre, 104 partite, 16 città, tre nazioni… stiamo affrontando qualcosa di enorme. È più di un torneo, più di una competizione sportiva; è un evento sociale che il mondo si fermerà ad ammirare».

FAVORITA – «La Spagna è una delle favorite, insieme ad altre, ovviamente. Sappiamo già quanto sia forte la Spagna. La squadra numero uno nel ranking deve essere la favorita per la Coppa del Mondo».

MONDIALE PER CLUB – «Il Mondiale per Club che abbiamo vissuto negli Stati Uniti è stato fantastico. Ora il panorama calcistico è cambiato; abbiamo un ottimo rapporto con tutti ed è importante ascoltare e parlare con tutti per costruire qualcosa insieme. Il primo Mondiale per Club è stato un successo clamoroso, non solo dal punto di vista economico, ma anche sportivo. Alla finale tra Chelsea e PSG hanno partecipato giocatori di sedici nazionalità, provenienti da cinque continenti. In un Mondiale per nazionali, al massimo, si hanno due nazionalità e forse due continenti».

TIFOSO – «Sono un grande appassionato di calcio fin da bambino. Ho molti idoli. Ricordo il Mondiale di Spagna del 1982. L’Italia lo vinse, con Paolo Rossi e tutta quella squadra di grandi giocatori. Per me è stato spettacolare. Avevo dodici anni all’epoca. È una squadra importante, un momento che mi è rimasto impresso nel cuore. Sono anche tifoso dell’Inter. Uno dei miei primi idoli, forse poco conosciuto in Spagna, è stato Evaristo Beccalossi, un numero dieci che non giocò quel Mondiale, né in Nazionale, perché l’allenatore aveva altri progetti. Il numero dieci dell’Inter ci faceva sognare, e a volte… beh, faceva cose di cui non posso parlare. Ricordo Alessandro Altobelli, che segnò un gol in finale. Il suo terzo gol e l’esultanza contro la Germania furono spettacolari. Se guardiamo agli anni ’80 e ’90, dobbiamo parlare di Diego Maradona, uno dei più grandi di tutti i tempi. Quando vedi i filmati ora, pensi a quello che ha fatto, di cosa era capace. I giocatori non erano protetti come lo sono ora. Un idolo, un fenomeno… Non ho visto giocare Pelé, ma era un’icona globale prima dei social media, prima della globalizzazione. È ancora un idolo per i bambini di oggi, e anche se non l’hanno visto giocare, significa che ha fatto qualcosa di speciale. Anche Ronaldo Nazario è un fenomeno. Ogni volta che parli con i giocatori e chiedi loro chi è il giocatore più forte con cui abbiano mai giocato, il novanta per cento di loro dice Ronaldo. Era spettacolare. Oggi invece ci sono Messi e Cristiano Ronaldo, ma devo anche ricordare tutti gli spagnoli che hanno vinto la Coppa del Mondo del 2010. Xavi, Iniesta, Casillas, Puyol… La Spagna ha sempre avuto grandi giocatori, allenatori e manager come Del Bosque, Aragonés, Pep Guardiola… persone che hanno fatto la storia del calcio, ed è per questo che siamo così grati alla Spagna».

Capello non ha dubbi: «Solo l’Inter può perdere il campionato, ma Allegri sa che la pressione può giocare brutti scherzi…». La sua analisi dopo il derby!

Capello, allenatore, ha analizzato così il derby della Madonnina vinto 1-0 dal Milan contro l’Inter. Le sue dichiarazioni

Il cuore ha ragioni che la ragione non conosce, e la corsa scudetto viaggia spesso sulle stesse frequenze. A dieci giornate dal termine, con sette lunghezze di vantaggio sul Milan, la logica suggerisce che solo l’Inter possa perdere questo campionato. Sulle colonne de La Gazzetta dello Sport, però, Fabio Capello avverte Cristian Chivu: la carta e il campo non vanno sempre di pari passo, e il contraccolpo psicologico del recente derby perso grida ancora vendetta.

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LA SINDROME DERBY E IL COMPITO DI CHIVU

Il margine a disposizione dei nerazzurri è rassicurante, ma a patto di ritrovare fin dalla sfida con l’Atalanta la vera versione della squadra, lontana dalla copia sbiadita vista contro i rossoneri e nel doppio scivolone europeo contro il Bodø/Glimt. L’Inter di quest’anno non è mai sembrata imbattibile, e i due derby persi in campionato rappresentano il vero ostacolo mentale. Chivu non deve commettere l’errore di limitarsi a gestire il vantaggio nel prossimo trittico di fuoco (Atalanta, Fiorentina e l’insidiosissima Roma). Al contrario, deve liberare la testa dei suoi giocatori: «Ragazzi, siamo i più forti: torniamo a dimostrarlo con serenità e divertendoci».

LA PRESSIONE SULLA CAPOLISTA E L’ARMA ALLEGRI

E il Milan? Se l’Inter torna a correre sui suoi ritmi, le speranze di sorpasso si azzerano aritmeticamente. Eppure, un maestro come Massimiliano Allegri sa bene che la pressione di dover vincere a ogni costo è tutta sulle spalle dei rivali e può giocare brutti scherzi. L’obiettivo dichiarato resta blindare la Champions League con largo anticipo, ma campioni fenomenali come Luka Modric sanno leggere i momenti cruciali della stagione e spingeranno per crederci fino all’ultimo chilometro.

IL PARALLELO STORICO: COME IL REAL DEL 2007

Per i rossoneri, la missione sembra impossibile, ma la testa può spostare gli equilibri. Capello rivede nel Milan di oggi la situazione vissuta nella stagione 2006-07, quando festeggiò la Liga alla guida del Real Madrid beffando in volata il Barcellona di Ronaldinho e Messi. Una rincorsa clamorosa nata da un discorso nello spogliatoio del Bernabeu: «Siamo più forti del Barcellona, ne sono convinto: fatemi vedere che ho ragione. Se loro rallentano, li prendiamo». Allegri può imitarlo, Inter permettendo.

Probabili formazioni Atalanta Bayern Monaco: le ultime sulle possibili scelte di Palladino e Kompany per il match di Champions League

Probabili formazioni Atalanta Bayern Monaco: le possibili scelte di Palladino e Kompany per l’andata degli ottavi di finale di Champions League

Tra le partite di oggi degli ottavi di Champions c’è Atalanta Bayern Monaco. Dopo la memorabile ed entusiasmante rimonta nei playoff contro il Borussia Dortmund (un rotondo 4-1 che ha ribaltato il 2-0 subìto all’andata in terra tedesca), la Dea è pronta a sfidare il colosso tedesco. La gara d’andata è in programma martedì 10 marzo alle 21:00 alla New Balance Arena, mentre il match di ritorno si disputerà mercoledì 18 marzo all’Allianz Arena.

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Djimsiti, Hien, Kolasinac; Zappacosta, De Roon, Pasalic, Bernasconi; Samardzic, Zalewski; Scamacca. Allenatore: Raffaele Palladino

BAYERN MONACO (4-2-3-1): Urbig; Stanisic, Upamecano, Tah, Laimer; Kimmich, Pavlovic; Olise, Musiala, Diaz; Kane. Allenatore: Vincent Kompany

Infortunio Rodrygo: operazione riuscita dopo la rottura del crociato. Il comunicato ufficiale che svela le sue condizioni

Infortunio Rodrygo: operazione riuscita dopo la rottura del crociato dell’attaccante del Real Madrid. Il comunicato ufficiale e le sue condizioni

Il Real Madrid ha comunicato ufficialmente l’esito dell’atteso intervento chirurgico a cui si è recentemente sottoposto Rodrygo. La stella brasiliana è finita sotto i ferri per risolvere un gravissimo infortunio sportivo: la rottura del legamento crociato anteriore e del menisco esterno della gamba destra. Un trauma severo, che lo costringerà inevitabilmente a un lungo e faticoso percorso di recupero lontano dal rettangolo verde.

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Il comunicato ufficiale: operazione perfettamente riuscita

L’intervento chirurgico, perfettamente riuscito, rappresenta il primo e fondamentale passo verso il tanto atteso rientro in campo del madridista. L’operazione è stata condotta dal rinomato dottor Manuel Leyes, sotto la stretta e costante supervisione dei servizi medici del club spagnolo.

Per fare totale chiarezza sulle condizioni cliniche del proprio tesserato, la società ha diramato una nota per la stampa e i tifosi. Le parole del comunicato non lasciano spazio a dubbi:

“Il nostro giocatore Rodrygo è stato operato con successo per la rottura del legamento crociato anteriore e del menisco esterno della gamba destra. L’intervento è stato eseguito dal dottor Manuel Leyes sotto la supervisione dei Servizi Medici del Real Madrid. Rodrygo inizierà nei prossimi giorni il programma di riabilitazione”

La grave defezione del talento verdeoro complica enormemente i piani tattici di Arbeloa e di Ancelotti. L’emergenza offensiva si fa infatti drammatica in vista del rush finale della stagione, con Rodrygo che salterà anche il Mondiale con il suo Brasile.

I prossimi step per il rientro

Archiviata con successo la fase chirurgica, Rodrygo inizierà già nei prossimi giorni il suo programma di riabilitazione personalizzato e specifico. I tempi di recupero esatti non sono stati ancora formalizzati: saranno valutati progressivamente, settimana dopo settimana, in base all’effettiva risposta clinica del ginocchio ai carichi di lavoro.

Incubo Lautaro Martinez, per l’Inter è una batosta: Chivu non sa più che fare

Per Lautaro Martinez e l’Inter le notizie non sono positive: Chivu non sa più cosa fare dopo il derby

Quasi un mese senza Lautaro Martinez e per l’Inter è tutta un’altra musica. Uscito nel match di andata contro il Bodo a causa di un risentimento al soleo della gamba sinistra, l’attaccante argentino è ancora alle prese con il recupero.

Dopo aver saltato il derby, il Toro dovrà fare da spettatore quasi sicuramente anche nel match contro l’Atalanta e potrebbe rivedersi, almeno in panchina, contro la Fiorentina. È questa la sua speranza, anche per poter poi rispondere alla convocazione dell’Argentina per la Finalissima contro la Spagna. Certezze al momento non ce ne sono, con Chivu che spera di poter riabbracciare il suo capitano il prima possibile, ma non ha alcuna intenzione di mettere a rischio la sua incolumità, schierandolo prima del tempo.

Anche perché ci sono i numeri che testimoniano l’importanza di Lautaro Martinez: c’è un’Inter con il numero 10 e un’Inter senza il numero 10 e il rendimento è inequivocabilmente diverso. Basta confrontare le medie punti delle partite giocate dall’argentino con quelle in cui non era in campo: si passa da una media di 2,24 punti ad una di 1,4 punti, un crollo verticale che testimonia la centralità di Lautaro nella squadra di Chivu.

Inter, senza Lautaro sono dolori: Chivu ha perso gol (e punti)

Un dato che dice meglio di ogni altra cosa quanto l’assenza di Martinez abbia inciso nel rendimento dell’Inter, ma non è il solo.

Inter Lautaro Martinez
L’Inter crolla senza Lautaro Martinez (Instagram Lautaro Martinez) – Calcionews24.com

Un’altra statistica preoccupa Chivu, almeno in vista della prossima gara da affrontare senza il capitano: il numero di gol fatti senza di lui. Anche in questo caso il crollo è palese: con Lautaro in campo l’Inter ha avuto una media gol di 2,27 reti a partita, un rendimento stratosferico. Senza però le cose vanno molto peggio: la media di appena una rete a incontro nelle cinque partite disputate senza il numero 10 nerazzurro in campo.

E a complicare le cose anche il dettaglio di come sono arrivati questi gol: nelle ultime cinque partite ci sono stati cinque reti, di cui soltanto una (di Dimarco) su azione, tutte le altre sono arrivate da calcio da fermo (3 calci d’angolo e un rigore). Numeri che spiegano tutto e che fotografano la situazione in casa Inter: serve il ritorno di Lautaro Martinez per riprendere la marcia verso lo scudetto, l’unico vero insostituibile di Chivu.

Collovati a CagliariNews24: «Credo che lo scudetto sia già dell’Inter. Il motivo dei tanti derby persi? C’è una questione tattica, ecco quale»

L’ex difensore di Milan, Inter e Roma, tra le altre, Fulvio Collovati, ha tracciato una panoramica sul campionato di Serie A dopo il derby

Intervistato in esclusiva da CagliariNews24, l’ex difensore di Inter e Milan, Fulvio Collovati, ha detto la sua su diversi temi che riguardando il campionato di Serie A a partire da come cambia la lotta al vertice dopo il derby vinto dai rossoneri.

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OBIETTIVO SALVEZZA PER IL CAGLIARI «Ora non saprei dire quanti punti mancano per raggiungere la salvezza, ma sono convinto che il Cagliari si salverà. Vedo che ci sono squadre come la Cremonese di Nicola che p in difficoltà-Il Cagliari invece ha trenta punti, è in buona posizione, ma non può pensare di essere già salvo. Basta perdere tre partite per ritrovarsi nel calderone. Quella che di Pisacane è una squadra solida con un allenatore che non molla».

PALESTRA E CAPRILE PRONTI PER LA CONVOCAZIONE IN NAZIONALE? «Caprile lo conosco meno, mentre Palestra lo seguivo già quando giocava all’Atalanta. Penso che sia già pronto per indossare la maglia dell’Italia. Lui quest’anno sta facendo un gran campionato, per cui non capisco perché non debba giocare in Nazionale. È uno destinato a giocare in una big, quindi dobbiamo sfruttare le sue qualità. Penso che molto dipenderà dal modulo che vorrà usare Gattuso dato che lui è abituato a giocare nel 3-5-2. A quattro serve fare più fase difensiva, detto questo penso che abbia comunque la possibilità di giocare».

LOTTA SCUDETTO RIAPERTA DOPO IL DERBY?«L’Inter a San Siro ha perso, è vero, ma è una squadra capace di reagire. Io credo che lo scudetto sia già dei nerazzurri e che non dipendeva di certo dal derby. Il Milan è una squadra che è capace di perdere con il Parma, fare la grande impresa e poi perdere ancora con le piccole. Non penso il campionato si sia riaperto! L’Inter ha qualcosa in più, sebbene con Bodo Glimt e Milan abbia giocato male».

SE MI SONO DATO UNA SPIEGAZIONE DEL MOTIVO PER CUI L’INTER NON VINCE UN DERBY CONTRO IL MILAN DA QUELLO DELLA SECONDA STELLA?«Secondo me è una questione tattica, non di uomini. Quando giocare contro le piccole c’è una netta differenza tecnica, e l’Inter quindi riesce ad imporre il suo gioco. Invece contro le grandi la differenza è minima e quando prende gol poi fatica a produrre una reazione. Se giochi contro squadre come Juventus, Milan e Roma, le quali sanno difendersi bene, trovi delle oggettive difficoltà. Quello dei derby persi è un problema anche tecnico».

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Real Madrid, il club prepara il futuro: la panchina di Arbeloa è in discussione? C’è un nome caldo per la prossima stagione

Real Madrid, il club prepara il futuro: la panchina di Arbeloa è in discussione? C’è un nome caldo per la prossima stagione. Ecco di chi si tratta

Il Real Madrid sta già ragionando sul futuro della propria panchina e il nome di Álvaro Arbeloa, ex difensore blancos promosso alla guida della prima squadra il 12 gennaio 2026 dopo l’addio a Xabi Alonso, non appare più così saldo in vista della prossima stagione. Secondo quanto riportato da ESPN e rilanciato anche da altre testate spagnole, il club ha iniziato a muoversi sul mercato degli allenatori in previsione dell’estate, segnale chiaro di come la permanenza di Arbeloa per il 2026/27 sia tutt’altro che scontata.

Le valutazioni interne sul lavoro del tecnico spagnolo sembrano legate soprattutto alla discontinuità dei risultati e alla difficoltà nel dare un’identità stabile alla squadra. Anche voci vicine all’ambiente madridista raccontano di dubbi forti sulla sua continuità, con il mese di marzo indicato come passaggio decisivo per capire se esistano ancora margini per una conferma.

Pochettino è tra i candidati più seguiti

In questo scenario, il profilo che sta prendendo quota è quello di Mauricio Pochettino, attuale commissario tecnico degli Stati Uniti ed ex allenatore di Tottenham, Paris Saint-Germain e Chelsea. Secondo ESPN, l’argentino è presente nella shortlist del Real Madrid per la prossima stagione ed è uno dei nomi che il club sta seguendo con maggiore attenzione.

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Il suo nome non è nuovo negli ambienti del Bernabéu: già in passato era stato accostato ai blancos, grazie soprattutto al lavoro costruito al Tottenham, dove aveva portato gli Spurs a una finale di Champions League e a un ciclo di alto profilo in Premier League. Anche fonti spagnole sottolineano che Pochettino viene considerato una candidatura seria nel caso in cui il Real decidesse di cambiare ancora guida tecnica.

Il Mondiale 2026 può decidere tempi e sviluppi

L’ostacolo principale, al momento, è rappresentato dal contratto che lega Pochettino alla nazionale statunitense e soprattutto dall’imminente Mondiale 2026, che gli USA giocheranno da Paese ospitante. Questo rende molto difficile qualunque movimento prima della conclusione della competizione. Anche per questo, l’eventuale operazione sarebbe pensata in chiave post-Mondiale, con il Real pronto a valutare l’affondo solo dopo l’estate del 2026.

Sul fronte delle indiscrezioni, alcune fonti vicine al mondo madridista, tra cui contenuti attribuiti a Iñaki Angulo, parlano già di contatti o di un possibile primo confronto tra le parti

Atalanta-Bayern Monaco streaming gratis? Dove vederla in tv

Tra le partite di stasera degli ottavi di finale di Champions League c’è in programma anche la sfida Atalanta-Bayern Monaco. I bergamaschi sono gli unici rimasti a rappresentare l’Italia, dopo l’uscita ai gironi del Napoli e quelle di Inter e Juventus ai playoff.

Nell’ultimo decennio l’Atalanta ha incrociato quasi tutte le grandi squadre del calcio europeo, ma all’appello mancavano proprio i tedeschi. In realtà esiste un unico precedente tra le due formazioni, anche se non si trattava di una competizione ufficiale: nel 1973 le squadre si affrontarono in un’amichevole disputata allo stadio Sant’Alessandro di Bergamo, conclusa con un 2-0 a favore dei bavaresi e con la firma in campo anche di Franz Beckenbauer.

Di seguito ecco tutte le informazioni su dove vedere in tv e in streaming Atalanta-Bayern Monaco.

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Atalanta-Bayern Monaco: dove vederla in tv e in streaming

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Le probabili formazioni di Atalanta-Bayern Monaco

L’Atalanta ha dimostrato più volte di saper sorprendere anche contro avversari di grande livello. Non a caso l’ultimo exploit è arrivato proprio contro una squadra tedesca, quando la formazione bergamasca è riuscita a rimontare il 2-0 subito a Dortmund, risultato che le ha consentito di arrivare fin qui.

Per la sfida, Palladino sembra orientato a schierare Zalewski e Samardzic alle spalle di Scamacca, preferito a Krstovic. Sulla corsia destra Zappacosta appare in vantaggio su Bellanova, mentre per il resto non sono previste particolari novità nell’undici iniziale.

Per quanto riguarda i bavaresi, Kane è convocato per il match contro l’Atalanta. Un’ottima notizia per Kompany.

Ecco le probabili formazioni di Atalanta-Bayern:

Atalanta (3-4-2-1): Carnesecchi; Djimsiti, Hien, Kolasinac; Zappacosta, De Roon, Pasalic, Bernasconi; Samardzic, Zalewski; Scamacca. All. Palladino.

Bayern Monaco (4-2-3-1): Urbig; Laimer, Upamecano, Tah, Guerreiro; Pavlovic, Kimmich; Olise, Musiala, Diaz; Kane. All. Kompany.

Pisilli “vede” la Nazionale! Gattuso è pazzo di lui e la convocazione si avvicina: sarà testa a testa con quel centrocampista

Pisilli “vede” la Nazionale! Gattuso è rimasto stregato da lui e la convocazione si avvicina: sarà testa a testa con quel centrocampista dell’Inter

La possibilità di vedere Niccolò Pisilli, centrocampista classe 2004 della Roma, con la maglia della Nazionale italiana non è più una semplice suggestione. Il giovane giallorosso sta vivendo una fase di crescita evidente e le sue prestazioni stanno convincendo sempre di più Gennaro Gattuso, commissario tecnico dell’Italia, che nelle prossime ore scioglierà le riserve in vista dei playoff di qualificazione al Mondiale 2026. Come riportato dal Corriere dello Sport, l’ipotesi di una sua convocazione è considerata concreta e il ct sarà presente al Sinigaglia per seguire da vicino proprio il centrocampista romanista nella sfida tra Como e Roma.

Il ballottaggio con Frattesi entra nella fase decisiva

La situazione a centrocampo resta ancora aperta, ma Pisilli avrebbe guadagnato terreno in modo importante. Sempre secondo il quotidiano romano, il talento della Roma si gioca uno degli ultimi posti nel reparto con Davide Frattesi, centrocampista dell’Inter che in questa stagione ha avuto meno continuità. Accanto a nomi ormai consolidati come Manuel Locatelli, Bryan Cristante, Nicolò Barella, Sandro Tonali e Marco Verratti, il giovane giallorosso potrebbe inserirsi come profilo utile per intensità, duttilità e capacità di accompagnare l’azione.

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Gattuso, infatti, sembra orientato a premiare i giocatori più in forma del momento, senza guardare troppo alle gerarchie tradizionali. La lista ufficiale dei convocati è attesa per venerdì 20 marzo, mentre il raduno è fissato per domenica 22. Prima di allora ci saranno ancora partite decisive tra campionato e coppe europee, ma il vantaggio accumulato da Pisilli appare significativo.

Gasperini lo ha lanciato, ora l’Italia può premiarlo

La crescita di Pisilli è stata favorita anche dalla fiducia ricevuta da Gian Piero Gasperini, allenatore della Roma, che negli ultimi mesi lo ha utilizzato con continuità. Il centrocampista ha risposto con prestazioni mature, presenza costante e anche qualche gol pesante, caratteristiche che lo rendono un profilo particolarmente interessante per il 3-5-2 del ct azzurro. La sua regolarità, unita alla capacità di inserirsi e occupare più zone del campo, rappresenta un vantaggio importante in una fase in cui l’Italia cerca affidabilità e freschezza.

Il prossimo passaggio sarà decisivo, ma il segnale è chiaro: Pisilli è ormai entrato davvero nell’orbita della Nazionale maggiore e il playoff mondiale può diventare la sua grande occasione.

Empoli, è finita con Dionisi: ufficiale l’esonero! Annunciato il suo successore

Empoli, è finita con Dionisi: ufficiale l’esonero dell’allenatore! Individuato il suo successore sulla panchina del club toscano che milita in Serie B

Il club toscano ha preso una decisione definitiva per il proprio futuro sportivo. Attraverso una nota diramata sui propri canali formali, l’Empoli Football Club ha reso noto di aver sollevato ufficialmente Alessio Dionisi dall’incarico di allenatore della prima squadra. L’annuncio ufficiale sancisce inequivocabilmente la fine del ciclo.

Il provvedimento adottato dai vertici societari non riguarda esclusivamente la figura del mister, ma si estende inevitabilmente all’intero gruppo di lavoro che lo ha affiancato nel corso di questa avventura professionale. Insieme a lui, infatti, lasciano la squadra anche i diretti componenti dello staff tecnico, ovvero Luca Vigiani, Paolo Cozzi e Fabio Spighi. La società ha voluto rivolgere a tutti i professionisti coinvolti i più sentiti ringraziamenti per l’impegno profuso e il lavoro svolto, augurando le migliori fortune per i futuri impegni, sia dal punto di vista umano che strettamente sportivo.

La separazione segna un crocevia fondamentale per la stagione della compagine toscana, costretta a cambiare rotta per inseguire i propri obiettivi. L’attenzione si sposta ora immediatamente su colui che è stato designato per raccogliere l’importante eredità sulla panchina. Come ampiamente anticipato dalle cronache sportive della serata precedente, il successore prescelto dalla dirigenza è Caserta.

Prima di poter formalizzare il nuovo accordo e legarsi ufficialmente ai toscani, l’allenatore dovrà completare un passaggio burocratico indispensabile. Attualmente, infatti, il tecnico risulta ancora sotto contratto con il Bari, motivo per cui sarà necessaria una risoluzione anticipata del vincolo in essere con la società pugliese. Soltanto dopo aver completato con successo questa procedura di svincolo, potrà firmare il nuovo contratto, dirigere il suo primo allenamento e prendere in mano le redini dello spogliatoio.

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IL COMUNICATO – «Empoli Football Club rende noto di aver sollevato Alessio Dionisi dall’incarico di allenatore della Prima Squadra, ed i componenti dello staff tecnico Luca Vigiani, Paolo Cozzi e Fabio Spighi. A mister Dionisi e al suo staff vanno i più sentiti ringraziamenti per il lavoro svolto; al contempo, Empoli Football Club augura al tecnico e ai suoi collaboratori le migliori fortune per il futuro, sia umane che sportive».

Nel frattempo è arrivata anche l’ufficialità dell’arrivo di Fabio Caserta come nuovo allenatore.

L’ANNUNCIO – «Empoli Football Club comunica che Fabio Caserta è il nuovo allenatore della Prima Squadra. 

Il tecnico ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2026 e questo pomeriggio dirigerà il primo allenamento alle ore 14.30 al Sussidiario del Carlo Castellani Computer Gross Arena.

Fabio Caserta nasce il 24 settembre 1978 a Melito di Porto Salvo. Dopo una carriera da calciatore professionista, inizia il suo percorso in panchina nella stagione 2016/17 come vice allenatore alla Juve Stabia in Serie C. Nel campionato successivo viene nominato tecnico della formazione campana, conquistando poi nell’anno seguente la promozione in Serie B già nel mese di aprile. Con la Juve Stabia guida la squadra anche nel campionato cadetto. Nella stagione 2020/21 diventa il nuovo allenatore del Perugia, centrando al primo anno la promozione in Serie B. Passa quindi alla guida del Benevento, chiudendo la stagione al settimo posto e raggiungendo la semifinale playoff. Il percorso di Fabio Caserta prosegue sulle panchine di Cosenza, Catanzaro, con cui nella stagione 2024/25 raggiunge la semifinale playoff di Serie B, e Bari.»

Bierhoff ci crede: «Scudetto Milan possibile, nel derby ha dato un segnale! Modric come Boban, vi svelo il segreto della nostra rimonta del 1999»

L’ex attaccante del Milan, Oliver Bierhoff, ha voluto dire la sua sulle chance di rimonta scudetto per i rossoneri dopo la vittoria nel derby

Di rimonte impossibili, Oliver Bierhoff se ne intende eccome. Era lui, nella primavera del 1999, a guidare l’attacco del Milan di Zaccheroni capace di recuperare sette punti alla Lazio nelle ultime sette giornate. Sulle colonne de La Gazzetta dello Sport, l’ex bomber tedesco indica la via.

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IL SEGRETO DEL 1999 – «Semplice: ci abbiamo creduto e abbiamo messo insieme un filotto clamoroso di vittorie. È la realtà. Nessuno faceva calcoli, ma eravamo concentrati solo su noi stessi, sul conquistare più punti possibili, sull’aiutare i compagni. Eravamo convinti che, facendo il massimo, la Lazio avrebbe commesso qualche passo falso. Noi invece alla penultima giocammo con l’Empoli e, quando arrivò la notizia che i viola erano passati in vantaggio con una rete di Batistuta, il boato di San Siro ci fece scatenare: io segnai tre reti in mezz’ora, a cavallo tra primo e secondo tempo, e vincemmo 4-0. A fine gara eravamo primi in classifica».

COSA DEVE FARE ALLEGRI – «Quando sei dietro però non serve fare calcoli: prima di tutto bisogna vincere il più possibile, senza sprecare energie nervose, pensando a dove i diretti concorrenti possono inciampare. Secondo me non serve fare tabelle e ha ragione Allegri che continua a parlare di obiettivo Champions da raggiungere. Prima il Milan deve tornare nell’Europa che conta, poi pensare al resto. È un modo giusto per tenere la squadra concentrata su un traguardo a breve termine».

LA SVOLTA TATTICA DI ZACCHERONI – «Il passaggio dal tridente al trequartista dietro le due punte. Zac dimostrò grande intelligenza e abbandonò il suo 3-4-3 per un modulo che si adattava di più alle caratteristiche della rosa. Boban alle spalle mie e di Weah fu fondamentale per il cambio di marcia».

IL PARALLELO BOBAN-MODRIC – «Impossibile fare paragoni perché i ruoli e le caratteristiche sono diverse, ma, per l’importanza che aveva Zvone in campo e nel gruppo, dico il suo connazionale Modric. Si tratta di due fuoriclasse e di due amici. Nessuno si offenderà (ride, ndr). I campioni restano tali a tutte le età ed ero convinto che lo avrebbe dimostrato quando ha firmato per il Milan. Di lui non mi stupiscono le geometrie o la sicurezza che ha in campo, ma quanto corre… Domenica nel finale ha preso un’ammonizione per proteste dopo aver cercato di recuperare palla vicino all’area avversaria: forse sapeva che bisognava spezzettare il ritmo del match per difendere il risultato e non si è tirato indietro. Dà una mano in entrambe le fasi e si è rivelato un grande colpo. Per il bene del Milan e del calcio italiano dico di sì [che rimanga, ndr]. Un altro Modric in giro non c’è».

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I MOTORI DEL CENTROCAMPO – «Con Albertini a centrocampo potevi stare tranquillo perché leggeva le partite come pochi: controllava il ritmo da regista, ma quando c’era da recuperare il pallone, non si tirava indietro. Rabiot è impressionante: è una mezzala che ha tecnica e fisico, senso del gol e capacità di sacrificarsi. Nel derby ha preso delle belle botte senza mai tirarsi indietro o fermarsi neppure nel recupero».

WEAH – «George e io ci trovavamo bene, ma il merito era anche del mister e dei suoi schemi. Lui di attaccanti ne ha valorizzati tanti anche a Udine, da Poggi ad Amoroso. Pensate sia un caso?».

LEAO E PULISIC – «I loro gol vedrete che arriveranno, ma sono convinto che segnerà anche il mio connazionale Füllkrug che è un bravo ragazzo e che può far comodo con le sue caratteristiche».

CREDE ALLA RIMONTA – «Sì. Nel derby ho visto una squadra motivata, che ha fiducia e ha disputato un ottimo primo tempo. Forse nella ripresa si è abbassata un po’ troppo, ma ha resistito. E’ un segnale chiaro che, nonostante di fronte ci fosse l’Inter, là dietro c’è organizzazione e voglia di soffrire».

COSA PUO’ PESARE – «L’ansia di dover recuperare. Quando sei dietro e non puoi fallire, può capitare di aver un pizzico di tensione in più. Mi sembra però che l’esperienza non manchi né ad Allegri né al gruppo».

Newcastle Barcellona, ottavi di Champions tra tensioni esterne e una sfida ad alta intensità

Newcastle Barcellona, ottavi di Champions tra tensioni esterne e una sfida ad alta intensità: cosa aspettarsi dal match del St James’ Park

Questa sera il Barcellona di Hansi Flick, allenatore tedesco chiamato a guidare i blaugrana in una nuova fase del progetto tecnico, farà visita al Newcastle di Eddie Howe, tecnico inglese che ha restituito ambizione europea ai Magpies, nell’andata degli ottavi di finale di Champions League. Il match si gioca a St James’ Park e riporta di fronte due squadre che si erano già incrociate nella fase campionato: in quell’occasione vinsero i catalani per 2-1 grazie alla doppietta di Marcus Rashford, attaccante inglese oggi in maglia blaugrana, con rete finale di Anthony Gordon per i padroni di casa.

La sfida, di per sé già ricchissima di fascino, arriva però in un clima reso più teso dalle dichiarazioni rilasciate da Xavi, ex allenatore e simbolo del Barcellona, che in un’intervista ha attaccato la dirigenza catalana e chiamato in causa anche Flick. La polemica è stata ulteriormente alimentata dalla smentita pubblica di Javier Tebas, presidente della Liga, sul tema del possibile ritorno di Lionel Messi al Barça.

Flick sceglie la diplomazia e pensa solo al campo

In conferenza stampa, Flick ha scelto una linea prudente, evitando di alimentare lo scontro con Xavi e ribadendo di conoscere la verità dei fatti senza però voler entrare in dettagli pubblici. Una presa di posizione diplomatica, utile soprattutto a proteggere la squadra alla vigilia di una partita che il tecnico stesso ha definito tra le più importanti della stagione.

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Dal punto di vista tecnico, il Barcellona arriva in Inghilterra con alcune assenze rilevanti. Il club catalano ha confermato i problemi fisici di Jules Koundé e Alejandro Balde, entrambi usciti acciaccati nelle settimane precedenti, mentre nella lista dei convocati per Newcastle non figura Frenkie de Jong. Tra i presenti, invece, ci sono Robert Lewandowski, centravanti polacco e riferimento offensivo della squadra, oltre a Lamine Yamal, Raphinha, Fermín López e Rashford.

Il Newcastle si affida a Gordon e al fattore casa

Il Newcastle sa di giocarsi molto sul proprio campo. Anthony Gordon, esterno offensivo inglese già decisivo in Europa, rappresenta uno degli uomini più attesi, mentre Howe ha chiesto alla sua squadra intensità e aggressività fin dai primi minuti, proprio per non lasciare al Barcellona il controllo del possesso. L’allenatore dei Magpies ha sottolineato quanto sarà fondamentale approcciare il match con la mentalità giusta, in quella che viene percepita come una delle notti europee più importanti dell’era recente del club.

Tra polemiche, assenze e tensione competitiva, il contesto è già quello delle grandi serate. Ora, però, parlerà soltanto il campo.

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