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Calciomercato Juve: spunta il nome di Spence del Tottenham per rinforzare le fasce in estate. Chi è e qual è la situazione

Calciomercato Juve: Spence del Tottenham è il nome nuovo per rinforzare le fasce in vista dell’estate. Chi è e la situazione aggiornata

Il calciomercato Juve inizia già a programmare il futuro e punta con decisione al mercato inglese per blindare le proprie corsie esterne. Il profilo individuato dalla società per compiere un definitivo salto di qualità a livello internazionale è quello di Djed Spence, laterale inglese classe 2000 in forza al Tottenham. Secondo quanto riportato da Gazzetta.it, il giocatore è balzato prepotentemente in cima alla lista dei desideri di Ottolini per la sessione estiva, all’interno di un ambizioso piano di rafforzamento che resta strettamente legato all’aritmetica qualificazione alla prossima Champions League.

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L’esperienza in Serie A e l’inserimento tattico

L’operazione che porterebbe il terzino a Torino non rappresenta affatto una scommessa al buio. Il calciatore, infatti, conosce già molto bene la Serie A grazie alla positiva parentesi vissuta con la maglia del Genoa nel 2024. In quell’occasione, fu portato in Italia proprio dall’attuale dirigente bianconero Ottolini, rientrando nell’ambito dell’affare che coinvolse Radu Dragusin.

Questa preziosa esperienza nel campionato italiano è considerata un fattore chiave per garantire un inserimento immediato e senza intoppi nei rigidi schemi tattici di Luciano Spalletti. Spence, inoltre, garantisce una duttilità fondamentale: pur essendo un destro naturale, ha ampiamente dimostrato di poter agire con efficacia su entrambe le fasce, ricalcando l’eclettismo tattico di Andrea Cambiaso.

Le cifre dell’affare e i possibili sacrifici sul mercato

La trattativa con gli Spurs, tuttavia, si preannuncia complessa e dispendiosa. Il recente rinnovo contrattuale del giocatore, prolungato fino al 2029, conferisce al club londinese un forte potere negoziale, fissando il prezzo del cartellino intorno ai 30 milioni di euro.

Un investimento di tale portata potrebbe essere finanziato solamente attraverso una cessione eccellente nel medesimo reparto. Le prestazioni superlative offerte da Pierre Kalulu hanno attirato il forte interesse dei top club europei, così come resta costante il fermento del mercato attorno allo stesso Cambiaso.

L’innesto di Spence rappresenterebbe un netto upgrade tecnico rispetto a Emil Holm, attualmente descritto come una soluzione temporanea. L’obiettivo è regalare alla Juventus un calciatore di caratura europea, pronto a presidiare la fascia destra per il prossimo ciclo vincente.

Manchester City, Rodri è rinato: dietro al suo ritorno al top c’è una decisione drastica. Cosa ha fatto il Pallone d’Oro spagnolo!?

Manchester City, Rodri è ritornato: dietro alla sua rinascita c’è una decisione drastica. Il gesto del Pallone d’Oro spagnolo

Rodri sta tornando. Forse non è ancora il dominatore assoluto che ha sollevato il Pallone d’Oro 2024, ma le ultime settimane hanno riconsegnato al Manchester City un giocatore rigenerato e dominante. Dietro questo netto miglioramento c’è una decisione drastica e inusuale, presa dal centrocampista spagnolo per mettere fine a una catena di calvari fisici iniziata oltre un anno fa.

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Il crociato, le ricadute e l’incubo fisico

Tutto è cominciato nel settembre 2024 con la gravissima rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Un infortunio devastante che lo ha tenuto lontano dai campi per nove lunghi mesi. Al suo ritorno, ritrovare la condizione ottimale si è rivelato uno scoglio durissimo. L’inizio dell’attuale stagione è stato segnato da nuovi intoppi: a ottobre 2025, un problema ai flessori della coscia, inizialmente valutato in 3-4 settimane di stop, si è complicato. Al suo rientro in campo a novembre, Rodri si è subito reso conto di non essere minimamente al top della forma.

La scelta drastica: un ritiro in solitaria a stagione in corso

È in quel momento che lo spagnolo ha optato per una strategia di rottura: fermarsi del tutto, in piena stagione agonistica, per svolgere una vera e propria preparazione atletica individuale. Dopo una fugace apparizione contro il Bournemouth il 2 novembre, Rodri si è fermato completamente ed è riapparso solo il 1° gennaio contro il Sunderland. Due mesi di duro lavoro personalizzato, necessari per compensare una preparazione estiva saltata quasi interamente a causa di un precedente fastidio all’inguine.

Il ritorno al top e l’esame Real Madrid

La scommessa ha pagato i suoi dividendi. In questi primi due mesi del 2026, Rodri ha offerto un rendimento eccezionale, tornando a essere il perno imprescindibile nello scacchiere tattico di Pep Guardiola. Il tempismo di questa rinascita è perfetto: dietro l’angolo c’è l’attesissimo ottavo di finale di Champions League contro il Real Madrid, un crocevia fondamentale in cui il Manchester City avrà un disperato bisogno della miglior versione del suo asse portante.

Salta un’altra panchina: Roberto Mancini torna in Italia, ore caldissime

L’ex commissario tecnico della Nazionale Italiana è più di una suggestione: l’ostacolo principale è rappresentato dal contratto che lo lega all’Al-Sadd

La stagione calcistica sta entrando in una fase delicatissima e, come spesso accade quando i risultati non arrivano, la panchina diventa il primo tema di discussione. Le ultime settimane complicate in Serie B hanno acceso le riflessioni della Sampdoria, alla luce delle tre sconfitte patite in quattro partite, e il futuro dell’allenatore Angelo Gregucci appare sempre più in bilico.

In questo scenario, nelle ultime ore è tornato a circolare con forza un nome che a Genova non smette mai di evocare ricordi e nostalgia: quello di Roberto Mancini. L’ipotesi di un ritorno del ‘Mancio’, rilanciata dal ‘Secolo XIX’, ha immediatamente acceso l’entusiasmo dei tifosi, perché non si tratterebbe soltanto di una scelta tecnica, ma di un vero e proprio ritorno a casa per uno dei simboli più amati della storia doriana.

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A rendere la pista ancora più intrigante c’è la presenza in società di Andrea Mancini, direttore sportivo del club e figlio dell’ex Inter e Manchester City. Questo dettaglio alimenta inevitabilmente le suggestioni, anche se l’operazione resta complessa e tutta da costruire, visto anche il ricco contratto che lo lega all’Al-Sadd fino al 2027. Per ora si parla di contatti esplorativi e di una disponibilità da verificare, ma il solo fatto che il suo nome sia tornato nei discorsi interni alla società racconta molto del momento che sta vivendo la Sampdoria.

Non solo Mancini: gli altri nomi sul tavolo per la Samp

Accanto a Mancini, la dirigenza blucerchiata sta comunque valutando diverse alternative. Secondo l’esperto di mercato Gianluca Di Marzio, sono stati approcciati Luca D’Angelo, che nel corso della stagione ha allenato lo Spezia, e Fabio Pecchia, fermo dopo l’addio al Parma. Attenzione anche a Guido Pagliuca, anch’egli già visto all’opera nel campionato cadetto in corso sulla panchina dell’Empoli. Sono ore di valutazione, mentre la cosa che appare certa è la decisione di cambiare guida tecnica con il duo Gregucci-Foti che lascerebbe la squadra al quindicesimo posto in classifica, in coabitazione col Mantova, e in piena zona retrocessione. Novità sono attese a stretto giro di posta, situazione in evoluzione e ennesima rivoluzione in casa Samp dietro l’angolo, col sogno Mancini sullo sfondo.

Lazio, 18mila biglietti nelle ultime 4 partite all’Olimpico: record negativo e protesta che ancora non si placa! Il gesto dei tifosi biancocelesti

Lazio, solamente 18mila biglietti venduti nelle ultime 4 partite all’Olimpico: è record negativo. Nuove proteste dei tifosi

La gara casalinga contro il Sassuolo rappresenta uno snodo cruciale per la classifica, ma la squadra guidata da Maurizio Sarri dovrà fare i conti con un ambiente letteralmente glaciale. I sostenitori della Lazio proseguono la loro dura linea di protesta, senza alcuna intenzione di fare passi indietro. Uno scenario desolante che, secondo quanto riportato dall’edizione odierna de Il Corriere dello Sport, rischia seriamente di ripetersi con le stesse identiche modalità anche nel prossimo delicato impegno di campionato contro il Milan, in programma domenica.

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Prevendita al minimo: i numeri della frattura

Il dato più emblematico di questa profonda spaccatura arriva direttamente dalla prevendita dei tagliandi. Per la sfida odierna contro la formazione emiliana sono stati staccati appena 2.000 biglietti, il picco negativo assoluto dall’inizio della contestazione.

Nelle precedenti uscite interne si erano registrati circa 4.000 spettatori contro il Genoa in campionato, e 6.000 sia contro l’Atalanta in Serie A sia nell’impegno di coppa. Sommando questi dati, le presenze totali nelle ultime quattro gare disputate all’Olimpico toccano a malapena quota 18.000: un record negativo che pesa come un macigno sulle casse e sull’umore del club.

Silenzio totale anche fuori dallo stadio

Il messaggio della tifoseria rimbomberà nel silenzio. La protesta, infatti, si estende ben oltre i tornelli dell’impianto sportivo capitolino: non ci sarà alcun tradizionale ritrovo a Ponte Milvio, niente cori d’incoraggiamento e cancellata ogni consueta manifestazione di supporto alla squadra. La contestazione si aggiorna costantemente e già domani a mezzogiorno i gruppi organizzati annunceranno una nuova iniziativa.

Le ultime dal campo e i singoli

In questo clima di freddezza e tensione, l’ambiente attende risposte sul prato verde. Nel frattempo, tengono banco le dichiarazioni rilasciate da Fisayo Dele-Bashiru e le attente valutazioni tattiche legate agli impieghi di Boulaye Dia e di Tijjani Noslin. In un match così importante per il finale di stagione, la Lazio è chiamata a isolarsi e a cercare punti vitali in una cornice quasi irreale.

Milan Inter, l’AIA dà ragione a Doveri: pensiero chiaro sul rigore non assegnato per il tocco di braccio di Ricci! La decisione

Milan Inter, l’AIA asseconda Doveri: il pensiero sul rigore non concesso per il tocco di braccio di Ricci! La decisione

L’episodio chiave del 95° minuto, che avrebbe potuto cambiare le sorti dell’1-0 finale a favore del Milan, ha fatto discutere accanitamente tifosi e addetti ai lavori. Tuttavia, la scelta di non fischiare il penalty sta raccogliendo approvazioni pesanti e unanimi all’interno dell’ambiente arbitrale.

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La motivazione dell’AIA: il braccio di Ricci non è punibile

Secondo quanto riportato dall’edizione odierna de La Repubblica, l’AIA difenderà fermamente l’operato del direttore di gara e della sala video, dove Abisso e Di Bello hanno “vivisezionato” l’azione al monitor.

Durante la prossima puntata della trasmissione televisiva Open Var, verrà illustrata la tesi tecnica ufficiale: il movimento di Samuele Ricci è stato valutato come un chiaro tentativo di “ritrarsi” verso il corpo e non di andare incontro al pallone. Mancando un aumento significativo e innaturale del volume corporeo, decadono i criteri fondamentali per l’assegnazione della massima punizione.

Le conferme tecniche di Marelli

A supportare la correttezza della decisione presa in campo è intervenuto anche Luca Marelli. L’esperto arbitrale di DAZN ha spiegato in maniera dettagliata che l’arto del giocatore non costituiva in alcun modo un ostacolo incongruo, ma si stava chiudendo al momento dell’impatto con la sfera. Una dinamica che giustifica appieno la scelta di lasciar proseguire il gioco.

Il fair play di Chivu: testa all’Atalanta

In un clima potenzialmente incandescente, a gettare acqua sul fuoco ci ha pensato Cristian Chivu. Il tecnico nerazzurro ha scelto la signorile strada del fair play, evitando polemiche sterili per concentrare le energie sulla prossima sfida.

Nel post-partita, l’allenatore ha dichiarato testualmente:

«Ci sono Var e Avar che hanno fatto check, non ho niente da dire. Siamo sempre a +7, continuiamo con le nostre prestazioni».

Il mister preferisce dunque analizzare a mente fredda gli errori commessi dai suoi ragazzi, piuttosto che recriminare su un singolo fischio che non compromette il solido percorso della squadra verso lo scudetto.

Sampdoria, esonerati Gregucci e Foti: novità su Pozzi! Ecco chi sarà il nuovo allenatore blucerchiato, i nomi in lista

Sampdoria, sono stati esonerati Gregucci e Foti: novità Pozzi! I nomi in lista per ricoprire il ruolo di nuovo allenatore

Il momento buio della formazione ligure culmina con un inevitabile e netto ribaltone. La dirigenza della Sampdoria ha infatti deciso di sollevare ufficialmente dai rispettivi incarichi Salvatore Foti e Angelo Gregucci. Fatale, per l’ormai ex duo tecnico, l’assenza di risultati utili a invertire la rotta in un campionato fin qui decisamente al di sotto delle aspettative e delle ambizioni societarie. Lo riferisce Sky.

Panchina Sampdoria LIVE, gli aggiornamenti minuto per minuto: esonero in arrivo

La conferma nello staff: resta Nicola Pozzi

Nonostante la rivoluzione che ha investito la panchina, la società ha optato per una soluzione di continuità parziale all’interno dello spogliatoio. L’unico a mantenere il proprio posto è infatti Nicola Pozzi. La sua permanenza in blucerchiato garantirà un punto di riferimento solido e interno per i giocatori, in attesa dell’insediamento del nuovo staff.

Il toto-allenatore: da Iachini al sondaggio per D’Angelo

Con la panchina vacante, il mercato degli allenatori si è immediatamente infiammato. I primi nomi accostati al club genovese sono profili di grande temperamento. In pole position per la successione c’è Beppe Iachini. Insieme a lui, circola l’affascinante e suggestiva ipotesi legata a Gianluca Pagliuca. Nelle ultime ore, inoltre, la dirigenza ha effettuato un sondaggio esplorativo per valutare la disponibilità di Luca D’Angelo, molto apprezzato per la sua capacità di compattare i gruppi nei momenti di difficoltà.

I sogni romantici per la piazza

Oltre alle piste più concrete ed economicamente percorribili, la piazza doriana culla alcune straordinarie suggestioni che riaccenderebbero l’entusiasmo della gradinata. I sogni nel cassetto della proprietà portano a due nomi dal forte sapore nostalgico. Il primo è Marco Giampaolo, che a Genova ha già lasciato ottimi ricordi. Il vero, grande e inarrivabile sogno, tuttavia, risponde al nome di Roberto Mancini. Nelle prossime ore sono attesi sviluppi decisivi.

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Mbappé Ester Exposito, nuovo flirt per la stella del Real? Pizzicati insieme a Madrid, il gossip che ha infiammato i fans

Mbappé Ester Exposito, è impazzato il gossip tra la stella del Real Madrid e la famosa attrice spagnola. Cosa è successo

La vita professionale e privata di Kylian Mbappé sta attraversando una fase ricca di eventi e colpi di scena. Attualmente, il giocatore è costretto a rimanere lontano dai campi di calcio: sta infatti affrontando un intenso programma di riabilitazione a causa di una fastidiosa distorsione al ginocchio. L’obiettivo primario dello staff medico dei Blancos è quello di accorciare i tempi di rientro in campo per riconsegnare il prima possibile il fuoriclasse ad Arbeloa.

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Traguardi personali: la patente e le notti di Madrid

Tuttavia, le notizie che rimbalzano sui principali quotidiani internazionali non riguardano esclusivamente il suo stato di salute sportiva. Fuori dal rettangolo verde, Mbappé è finito al centro delle cronache per aver finalmente ottenuto la patente di guida all’età di 27 anni, un traguardo personale a lungo rimandato. Ma a infiammare davvero le prime pagine di cronaca rosa è la sua nuova vita sentimentale.

Il campione del Real Madrid è stato infatti recentemente paparazzato in dolce compagnia dell’attrice spagnola Ester Expósito. I due sono stati avvistati inizialmente in un esclusivo locale della movida di Madrid, dove, secondo quanto riportato con dovizia di particolari dal celebre sito Hola, sono stati visti “baciarsi tutta la notte”.

Incontri a Parigi: tra terapie e settimana della moda

La frequentazione non si sarebbe limitata alla capitale spagnola. La coppia è stata successivamente sorpresa all’interno di un lussuoso e intimo ristorante di Parigi. Nella capitale francese, le loro agende lavorative si sono incrociate alla perfezione: Kylian sta svolgendo terapie specifiche e mirate per rientrare al più presto in forma agonistica, mentre l’attrice è impegnata in una serie di prestigiosi eventi legati alla settimana della moda parigina.

La venticinquenne, che ha raggiunto la fama mondiale e un enorme successo grazie al ruolo di Carla Caleruega nell’acclamata serie televisiva Élite, starebbe accompagnando e supportando l’attaccante in questo momento fisicamente complesso. Nel frattempo, i fan si sono letteralmente scatenati: i profili social di entrambi sono stati inondati di commenti, ed Ester è già stata ribattezzata dai tifosi e dagli appassionati come la nuova “Lady Mbappé”.

Juventus, quando arriverà il rinnovo di Spalletti: c’è una data cerchiata in rosso per la firma dell’allenatore! Tutti i dettagli

Juventus, quando firmerà il rinnovo Luciano Spalletti: ecco la data cerchiata in rosso per il prolungamento dell’allenatore bianconero! Tutti i dettagli

La Juventus vive in queste ore un momento di respiro strategico assolutamente fondamentale per la corretta gestione delle energie psicofisiche. Dopo la netta affermazione in campionato, Luciano Spalletti ha deciso di imporre all’intero ambiente due giorni di “silenzio operativo“, concedendo così un meritato riposo alla squadra fino alla giornata di mercoledì.

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Questa provvidenziale pausa, resasi necessaria per rigenerare i muscoli dei giocatori dopo le fatiche del successo sul Pisa, cade proprio in concomitanza con un evento speciale: il 67° compleanno dell’allenatore, festeggiato in un clima di totale serenità in famiglia a Milano. Tuttavia, dietro l’apparente quiete che si respira tra i campi della Continassa, la società sta in realtà preparando il crocevia decisivo per il futuro del club.

Il “regalo” della società: rinnovo e progetto solido

Secondo quanto riportato sulle colonne del quotidiano sportivo Tuttosport, il “regalo” più atteso per il tecnico non è tanto la classica foto sotto la curva chiesta ai suoi giocatori per celebrare le vittorie, bensì la firma su un nuovo contratto valido fino all’estate del 2028.

L’attuale e vecchia clausola legata a un semplice rinnovo annuale è ormai ampiamente superata dai fatti e dagli ottimi risultati visti sul rettangolo verde: la dirigenza juventina ha tutta la ferma intenzione di blindare Spalletti con un progetto a lungo termine. Una mossa strategica per riconoscergli il grandissimo merito di aver ridato un’anima e una chiara identità tattica alla squadra. La tanto attesa fumata bianca è prevista addirittura prima dell’insidiosa sfida di campionato contro l’Udinese, offrendo così un segnale di stabilità vitale per affrontare l’assalto finale al quarto posto in classifica.

La palla passa ai giocatori

La ormai imminente conferma del mister al centro dell’universo bianconero sposta ora inevitabilmente tutta la pressione sui calciatori. Con la fondamentale questione legata alla guida tecnica stabilizzata, l’intero gruppo squadra è ora chiamato a seguire fedelmente la scia del proprio allenatore. I giocatori dovranno lottare duramente, partita dopo partita, per meritarsi sul campo la permanenza in un progetto estremamente ambizioso, che punta senza mezzi termini a riportare la Vecchia Signora ai vertici assoluti del calcio europeo.

Xavi svela il clamoroso retroscena: «Era cosa fatta per il ritorno di Messi al Barcellona. Laporta non dice la verità, ecco cos’è successo»

Xavi ha svelato il clamoroso retroscena relativo al mancato ritorno di Lionel Messi al Barcellona. L’attacco al presidente Laporta

Il mancato rientro dell’idolo indiscusso del Camp Nou continua a far discutere e ad alimentare feroci polemiche in Catalogna. A riaprire una ferita mai del tutto rimarginata nel cuore dei tifosi è stato Xavi Hernández — leggendario ex centrocampista spagnolo e ormai ex allenatore della formazione blaugrana. Durante una lunga e accesa intervista concessa ai microfoni del noto quotidiano La Vanguardia, il tecnico ha svelato dettagli inediti sul tentativo di riportare a casa Lionel Messi.

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L’accusa presidenziale e il patto post-Mondiale

Secondo la ricostruzione offerta dall’allenatore, l’operazione non era una semplice suggestione per far sognare la piazza, ma una trattativa concreta, definita in ogni suo dettaglio e avallata dalle istituzioni calcistiche. Un affare storico che, a detta di Xavi, è stato inspiegabilmente e deliberatamente fatto saltare da Joan Laporta — presidente del club catalano.

Le dichiarazioni dell’ex mister sono dirette, non ammettono repliche e puntano il dito contro i vertici societari, accusati di scarsa trasparenza:

Era cosa fatta il ritorno di Leo. Parliamo del gennaio 2023, a poche settimane dalla vittoria dei Mondiali con l’Argentina, quando ancora giocava nel Paris Saint-Germain. Su questa vicenda Laporta non dice la verità. Dopo i Mondiali, ho avuto un contatto con Messi e lui mi ha detto che era disposto a tornare. Abbiamo parlato di questo fino al mese di marzo e gli dissi che, non appena mi avesse dato l’ok a procedere, io ne avrei parlato col presidente. Laporta ha iniziato a trattare col padre di Messi e c’era pure il via libera della Liga per fare l’operazione. Ma ad un certo punto Laporta si è tirato indietro”

Una ferita aperta per i tifosi

Stando a questa precisa cronologia temporale, la volontà del fuoriclasse argentino di lasciare Parigi per riabbracciare il suo storico pubblico era solida, tanto da aver persino ottenuto il necessario lasciapassare finanziario della Liga spagnola. Il brusco e improvviso dietrofront del presidente Laporta rimane dunque un caso controverso, che questa intervista contribuisce a infiammare, sollevando pesanti interrogativi sulle reali strategie adottate dalla dirigenza.

Napoli, deciso il futuro di Conte: cosa succederà in estate sulla panchina azzurra. Rivelazione importante

Napoli, è stato deciso il futuro di Conte: cosa accadrà in estate sulla panchina del club partenopeo. La rivelazione

La qualificazione alla prossima edizione della prestigiosa Champions League rappresenta il tassello definitivo per blindare il progetto tecnico del Napoli. La conferma di Antonio Conte sulla panchina partenopea per la terza stagione consecutiva (il cosiddetto “Conte ter”) è ormai considerata una solida certezza.

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Il progetto azzurro: nessuna ombra sul futuro

A confermare questa totale e ritrovata sintonia tra le parti è l’edizione odierna del quotidiano Repubblica, che smentisce categoricamente ogni voce legata a un possibile addio prematuro o a malumori interni. Sulle colonne del giornale si legge infatti un dettaglio significativo sulla dedizione dell’allenatore:

“Altro che crisi del secondo anno o allenatore con la valigia. Conte è rimasto a Napoli anche durante il week-end, nonostante i tre giorni di vacanza premio concessi ai suoi giocatori”.

Un gruppo cementato nelle difficoltà

Questo aneddoto testimonia l’abnegazione del mister verso la causa azzurra, ma è il rapporto umano e professionale instaurato con l’intero spogliatoio a fare davvero la differenza. Le indisponibilità e gli ostacoli che hanno caratterizzato l’ultima delicata fase della stagione non hanno affatto sfaldato l’ambiente. Al contrario, il quotidiano evidenzia proprio questo aspetto cruciale, ripercorrendo le recenti e intense emozioni vissute sul rettangolo di gioco:

“Con il gruppo il rapporto è straordinario e si è cementato nelle colossali difficoltà degli ultimi mesi, invece di deteriorarsi. La festa davanti alla panchina dopo il gol di Elmas contro il Torino è stata liberatoria, visto che si intravede finalmente un po’ di luce in fondo al tunnel, grazie ai recuperi di Lukaku, Anguissa e De Bruyne”

I rientri fondamentali per la volata finale

L’esultanza collettiva e viscerale innescata dalla decisiva rete di Eljif Elmas ha definitivamente spazzato via le nubi. Ora il tecnico può sorridere, potendo contare su pedine di inestimabile valore appena tornate a pieno regime dopo i rispettivi stop.

I recuperi di Romelu Lukaku, di André-Frank Zambo Anguissa e del fuoriclasse Kevin De Bruyne garantiscono al Napoli tutta la forza e l’imprevedibilità necessarie per puntare in alto. Il progetto azzurro prosegue a gonfie vele.

Mano Ricci, Cesari spiazza tutti: «È sudditanza psicologica nei confronti di Doveri». La spiegazione dell’episodio!

Mano Ricci, Graziano Cesari ha parlato così dell’episodio da moviola avvenuto nel finale del derby Milan Inter. Le sue dichiarazioni

Nel vibrante derby di San Siro, vinto dal Milan grazie alla rete siglata da Pervis Estupiñán, il verdetto del campo è stato rapidamente oscurato da un infuocato episodio da moviola. In pieno recupero, su un traversone disperato dei nerazzurri, il pallone ha impattato in modo evidente il braccio di Samuele Ricci all’interno della propria area di rigore. L’arbitro Daniele Doveri ha lasciato proseguire l’azione. Il dettaglio che ha scatenato la bufera è che, dalla sua posizione, il direttore di gara non godeva di una visuale pulita.

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Il nodo dell’On-Field Review e il protocollo IFAB

Il vero dibattito non si limita a stabilire se il tocco fosse sanzionabile o meno, un tema su cui si dividono persino gli ex arbitri. Il nodo cruciale è il mancato richiamo all’On-Field Review (OFR) da parte del VAR. Il protocollo IFAB, infatti, stabilisce l’intervento in caso di “chiaro ed evidente errore”, ma consente la revisione al monitor se l’arbitro in campo non ha potuto valutare compiutamente l’azione.

I dubbi di Chivu e il “caso” sollevato da Cesari

A gettare ulteriore benzina sul fuoco sono state le dichiarazioni del post-partita. Cristian Chivu ha confermato i contatti tra campo e sala video (guidata dai direttori di gara Abisso e Di Bello), dichiarando:

“C’è un Var e un Avar che hanno fatto un check, almeno così mi è stato detto”.

Se il check c’è stato, perché non invitare Doveri a rivedere le immagini? A questa spinosa domanda ha risposto in modo durissimo Graziano Cesari. Ai microfoni della trasmissione Pressing, Cesari ha spostato il focus dal singolo fallo di mano al peso specifico delle gerarchie arbitrali:

“È sudditanza psicologica nei confronti dell’arbitro importante, Doveri. Al VAR ci sono due arbitri normali, Abisso e Di Bello, e quindi non lo chiamano”.

Una spiegazione pesantissima, che trasforma il “caso Ricci” in un tema molto più ampio e inquietante: il delicato rapporto tra un direttore di gara di prima fascia e chi, dalla cabina, dovrebbe metterlo nelle condizioni di giudicare gli episodi sfuggiti dal campo.

Inter, Marotta ‘soffia’ il dirigente alla Juventus? Può portarlo in nerazzurro, ecco di chi si tratta

Inter, Marotta porta via questo dirigente alla Juventus? Lo vuole in nerazzurro, ecco di chi stiamo parlando

Il calciomercato non riguarda esclusivamente i calciatori e, in vista della prossima stagione, entra prepotentemente nel vivo regalando un affascinante duello tra le due storiche rivali d’Italia. Secondo quanto riportato dal quotidiano Tuttosport, l’Inter avrebbe individuato nel profilo di Michele Sbravati la figura ideale per guidare e rilanciare il proprio settore giovanile.

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L’incastro di mercato: da Tarantino a De Rossi

La dirigenza meneghina si trova costretta a cercare una nuova e affidabile guida tecnica per il proprio vivaio. L’ormai imminente addio di Massimo Tarantino obbliga i nerazzurri a correre ai ripari. Il futuro di Tarantino sembra infatti già scritto: è lui il prescelto per raccogliere la pesante eredità lasciata da Alberto De Rossi alla Roma.

Per sostituirlo, l’Inter ha scelto Michele Sbravati, classe 1965, un dirigente di altissimo profilo che ha saputo lasciare un’impronta profonda e vincente ovunque abbia lavorato.

Il successo del “modello Juventus”

Approdato in bianconero nell’estate del 2024, Sbravati è stato inserito all’interno della nuova struttura voluta da Cristiano Giuntoli. A Torino ha collaborato a stretto contatto con Massimiliano Scaglia e Claudio Chiellini per consolidare e perfezionare il “modello Juventus”. I risultati non si sono fatti attendere: sotto la sua sapiente gestione, le giovanili di Vinovo si sono stabilizzate ai vertici nazionali, culminando con la conquista dello storico scudetto Under 16 della scorsa stagione.

Un autentico “maestro dei talenti”

Tuttavia, a ingolosire la dirigenza interista è soprattutto il glorioso passato di Sbravati al Genoa, un’esperienza che ne certifica in modo insindacabile lo status di “maestro dei talenti”. Sotto la Lanterna, infatti, è stato lui a svezzare e lanciare nel grande calcio giocatori di caratura internazionale. Tra i suoi pupilli figurano:

  • Andrea Cambiaso
  • Mattia Perin
  • Nicolò Rovella
  • Stephan El Shaarawy
  • Nicolò Zaniolo

Un curriculum d’eccellenza assoluta, che ha convinto la dirigenza interista a tentare il grande scippo ai rivali storici per garantire continuità e nuova linfa alla crescita dei propri giovani.

Zazzaroni sicuro dopo il derby: «Il Milan non vincerà lo Scudetto ma una fessurina nelle certezze che sembravano ormai acquisite si è aperta». Poi pizzica così Leao!

Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, ha analizzato così nel suo editoriale il derby della Madonnina tra Milan e Inter

Sulle colonne del Corriere dello Sport, il direttore Ivan Zazzaroni analizza il derby di Milano vinto di “horto muso” dalla formazione di Max Allegri. Un successo di puro pragmatismo che, seppur non riaprendo del tutto i giochi Scudetto, instilla un minimo dubbio nelle certezze dell’Inter di Chivu, condizionata dalle pesantissime assenze nel reparto offensivo.

IL PRAGMATISMO DI ALLEGRI E LA “FESSURINA” SCUDETTO

«Allegri è arrivato a 60. L’anno scorso a 60 dopo 28 giornate c’era il Napoli che a maggio vinse lo scudetto. Questo Milan non lo vincerà, il titolo, perché i 7 punti di vantaggio dell’Inter sono tanti, ma una fessura – giusto una fessurina – nelle certezze che sembravano ormai acquisite si è aperta. Un anno fa il Milan di punti ne aveva 44 e chiuse a 63, dicono che comunque giocasse meglio. Sai che gusto. Allegri, il pratico, ha vinto il secondo derby stagionale sempre 1-0 e sempre soffrendo. Per tutto il secondo tempo ha subìto l’iniziativa interista concedendo poco: un grande lavoro sotto questo aspetto l’hanno fatto Saelemaekers riducendo Dimarco e Pavlovic arrivando ovunque».

LA RISPOSTA A VIERI E LA DISGRAZIA NERAZZURRA

Rispondendo alle recenti frecciate di Bobo Vieri sulla stampa, Zazzaroni chiarisce: «Raramente abbiamo mancato di segnalare gli infortunati del Napoli […] È altrettanto vero però che abbiamo curato e curiamo con attenzione e obiettività anche le assenze di Chivu. Affrontare un derby senza Lautaro, né Thuram e in parte Dumfries, ad esempio, è una sorta di disgrazia tecnico-tattica. La rinuncia (obbligata) più pesante è quella al Toro, l’attaccante più forte del campionato, un trascinatore insostituibile, oltre che – per dirla alla Costacurta – il miglior difensore dell’Inter: non si risparmia nel pressing e nei contrasti, è stimolo e esempio».

MODRIC, L’ENIGMA LEAO E LA BATTUTA SU MAX

«Anche le presenze non sono tutte uguali. Mi riferisco in particolare a Modric e Rabiot che di derby ne hanno giocati a decine. La loro personalità è stata dominante per quasi tutta la partita, in particolare nei momenti di maggiore difficoltà dei compagni». E se i giovani Pio e Bonny restano acerbi senza un big a fianco, la vera delusione rossonera è un’altra: «Non saprei come giudicare Leão: se inserirlo tra i presenti o tra gli assenti. Ieri sicuramente ingiustificato in entrambi i casi».

Calciomercato Juventus: avviati i dialoghi per il rinnovo di Thuram. Ultimissime novità sul futuro del centrocampista

Calciomercato Juventus: sono stati avviati i contatti per il rinnovo di Khephren Thuram. Cosa succede per il futuro del centrocampista

La Juventus guarda al domani con grande ambizione e ha messo nel mirino il consolidamento dei suoi pilastri attuali e futuri, lavorando intensamente dietro le quinte sul delicato fronte dei rinnovi contrattuali. L’obiettivo primario del club piemontese è quello di trattenere i giocatori che si sono distinti maggiormente in questa stagione sportiva.

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Thuram imprescindibile per Spalletti: i dettagli del rinnovo

Al centro dei piani e del progetto della Vecchia Signora c’è indubbiamente Khéphren Thuram. La sua crescita tecnica e tattica all’ombra della Mole è stata talmente dirompente da renderlo rapidamente un elemento imprescindibile nello scacchiere di Luciano Spalletti.

Secondo quanto riportato da Tuttosport, i dialoghi per il prolungamento del contratto sono già stati ufficialmente avviati con l’entourage del giocatore. L’obiettivo della dirigenza è quello di blindare il centrocampista legandolo ai colori bianconeri fino all’estate del 2030.

Le cifre dell’adeguamento e l’ombra della Premier League

La bozza di accordo prevede un sostanzioso adeguamento economico: lo stipendio passerebbe infatti dai 2,4 milioni di euro attuali a una cifra molto più vicina ai 3,8-4 milioni netti a stagione. Si tratta, da un lato, di un meritato riconoscimento tangibile per le prestazioni fornite dal transalpino sul rettangolo verde, e dall’altro di una fondamentale mossa strategica per respingere con forza le crescenti lusinghe della Premier League. Top club inglesi del calibro di Liverpool, Manchester United e Aston Villa hanno infatti già mostrato un forte interesse per le indiscusse qualità atletiche del figlio d’arte.

Asse solido con Boga per il futuro

Blindare il centrocampista francese, insieme al riscatto ormai prossimo di Jeremie Boga, conferma la chiara volontà della dirigenza di dare continuità al progetto tecnico in corso. I dialoghi per entrambe le operazioni sono portati avanti dal medesimo agente, a testimonianza di una sinergia totale tra le parti. Per entrambi i talenti, nonostante i continui rumors esteri, il futuro appare solido e a forti tinte bianconere.

Fiorentina sotto accusa dopo lo 0-0 con il Parma: due big bocciati pesantemente. 50 milioni, e poi? La dura critica!

Fiorentina è finita sotto accusa dopo il pareggio per 0-0 con il Parma: due big sono stati bocciati pesantemente. 50 milioni, ma poi?

Che alla sfortunata Fiorentina dell’edizione 2025/26 manchi la leggerezza non è certo una novità. La classifica pesa come un macigno, il clima sugli spalti è ancora più teso e la paura di fare brutte figure blocca le gambe. In questo contesto, anche i giocatori più dotati tecnicamente finiscono per nascondersi.

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LA LUCE SPENTA DEL NUMERO DIECI

Il caso più emblematico è quello di Albert Gudmundsson. Contro il Parma, l’islandese era partito con la giusta audacia (due tunnel nei primi quindici minuti), salvo poi eclissarsi completamente dopo un sanguinoso pallone perso in fase di prima impostazione. Se in altre occasioni il pubblico fiorentino gli aveva concesso il beneficio dell’errore in virtù della sua fantasia e del peso della maglia numero dieci, stavolta la clemenza è venuta meno. I primi fischi lo hanno colpito quasi subito, trasformando la sua gara in un’insormontabile salita psicologica. I voti sui quotidiani sportivi oscillano tra il 5 e il 4,5 affibbiatogli da La Gazzetta dello Sport con la seguente motivazione: «Non è ancora al top e si vede. Scende tanto ma gli mancano spunto e lucidità. E perde palla spesso»

IL PESO DEI 50 MILIONI E LA GABBIA DEL PARMA

Una sorte identica è toccata a Roberto Piccoli, sommerso dalla disapprovazione dei ventimila presenti al Franchi dopo una banale sponda sbagliata nella ripresa. L’ex attaccante del Cagliari ha lottato aspramente con Troilo e compagni, ma non è mai riuscito a divincolarsi dalla perfetta morsa tattica predisposta dal tecnico avversario Cuesta. Anche per lui i voti sono pessimi, anzi, sono pure peggiori: 4,5 dal Corriere dello Sport e da Tuttosport, 4 da Gazzetta che lo stronca così: «Di testa per due volte non inquadra la porta, a inizio ripresa perde l’attimo davanti a Corvi e si fa fermare da Delprato»

Il malumore della piazza non nasce da un atteggiamento indolente dei giocatori – l’impegno di entrambi è stato totale – ma assume i contorni di una vera e propria bocciatura tecnica. Parliamo di due asset costati quasi 50 milioni di euro complessivi (20 per Gudmundsson, 25 più bonus per Piccoli): investimenti onerosi che, finora, hanno prodotto pochissimo e che ieri non hanno creato nemmeno l’illusione di una palla-gol.

UNA REALTÀ DA ACCETTARE?

Oggi, complici i problemi fisici dei loro alter-ego Solomon e Kean, i due restano indispensabili. Eppure, la loro prestazione incolore apre una riflessione più profonda: se una squadra si ritrova quartultima dopo ventotto giornate – senza l’alibi di particolari infortuni (Kean a parte) o sfortune arbitrali – forse è il valore assoluto dell’intero gruppo a dover essere realisticamente ridimensionato.

Mani Ricci, l’ex arbitro Bergonzi non ha dubbi: «Era rigore, guardate il braccio! Ma c’è una cosa che per me è inaccettabile»

Mani Ricci, L’ex arbitro Mauro Bergonzi ha analizzato e commentato così gli episodi da moviola più discussi del derby

Durante la Domenica Sportiva, l’ex arbitro Mauro Bergonzi ha analizzato minuziosamente gli episodi controversi del finale tra Milan e Inter.

Sull’azione di Carlos Augusto, l’esperto ha precisato che non si tratta di rete annullata. Doveri aveva già interrotto il gioco prima del tiro per placare la confusione in area.

La critica più aspra riguarda il tocco di mano di Ricci al minuto 95. Essendo l’arbitro coperto, l’intervento della tecnologia era indispensabile. L’opinionista reputa inaccettabile che il VAR di Abisso non abbia richiamato il collega al monitor per valutare l’azione, privandolo della decisione finale su un evidente calcio di rigore.

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SULL’EPISODIO DEL CALCIO D’ANGOLO – «Su Carlos Augusto non si può parlare di gol annullato, Doveri ha fischiato prima che il pallone entrasse in rete: c’era la solita confusione in area, lui ha bloccato prima per mettere ordine».

MANI DI RICCI – «Al minuto 95 però c’è un tocco di mano di Ricci: Doveri è coperto e non può vedere nulla, deve aiutarlo il VAR. Guardate il braccio di Ricci: lui non si aspetta il pallone e fa di tutto per toglierlo, ma colpisce nettamente il pallone col braccio. Abisso è al VAR, io non accetto che questa situazione la decida il VAR: manda al monitor Doveri, è il migliore, il più forte, il più esperto, e decide lui se è rigore e no. Perché lui sta roba non l’ha vista. E quando vai al monitor e vedi questo, questo è calcio di rigore. Perché non l’hanno mandato? Dovete chiederlo a loro, non hanno valutato chiaro ed evidente errore, una situazione inaspettata: tutto può essere, ma mandalo al monitor. La cosa che non è accettabile è che hai Doveri in campo e non lo mandi a vedere: ma mandalo a vedere, poi decide lui».

Milan Inter, un derby che riapre i discorsi scudetto? Il calendario dei rossoneri passa dalle prossime 4 partite

Milan Inter, un derby che riaccende le chance scudetto per Allegri? Il calendario dei rossoneri passa dalle prossime 4 partite: l’analisi

Il successo nel derby ha riacceso entusiasmo e ambizioni in casa Milan, ma la corsa Scudetto resta ancora tutta da costruire. I rossoneri di Massimiliano Allegri, allenatore livornese esperto nella gestione dei finali di stagione, hanno dato un segnale forte battendo i rivali cittadini, però la classifica impone prudenza. Il margine che separa i rossoneri dalla vetta resta importante e, per trasformare il sogno in una vera rincorsa, servirà un rendimento praticamente perfetto da qui a fine campionato.

Come sottolinea Luca Bianchin su La Gazzetta dello Sport, il vantaggio della capolista è ancora significativo e soprattutto non può essere sottovalutato il peso del calendario e della gestione delle energie. Il derby ha dimostrato che il campionato non è ancora del tutto chiuso, ma allo stesso tempo ha ricordato che il Milan non ha margine d’errore.

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Chivu ha ancora il vantaggio e il destino nelle sue mani

Dall’altra parte ci sono i nerazzurri guidati da Cristian Chivu, allenatore rumeno che sta portando avanti una stagione di alto livello. Il vantaggio in classifica resta solido e consente ancora alla squadra di guardare al finale con relativa serenità. Il tecnico della capolista sa di avere un patrimonio da difendere e anche un calendario che, in alcune fasi, potrebbe offrire opportunità importanti per gestire il margine accumulato.

Il punto centrale è chiaro: la formazione di Chivu resta padrona del proprio destino. Anche dopo il passo falso nel derby, la capolista ha ancora la possibilità di controllare la corsa e indirizzare il finale, purché riesca a evitare altri inciampi nello snodo più delicato del calendario.

Le prossime quattro giornate possono cambiare tutto

La vera chiave della lotta al titolo, infatti, si trova nelle prossime quattro giornate. Il Milan dovrà affrontare Lazio, Torino, Napoli e Udinese, mentre i rivali cittadini incroceranno Atalanta, Fiorentina, Roma e Como. È in questo tratto che la corsa potrebbe riaprirsi davvero oppure chiudersi quasi definitivamente.

Allegri, per restare agganciato, deve vincere con continuità e mettere pressione alla capolista. La sua squadra si affida alla ritrovata solidità difensiva e alla capacità dell’allenatore di gestire i momenti di maggiore tensione.

Il finale può ancora riservare sorprese

Dopo metà aprile, il calendario della capolista sulla carta si alleggerisce, mentre il Milan avrà incroci più pesanti, tra cui Juventus e Atalanta, anche se entrambi a San Siro. Per questo motivo la rincorsa rossonera passa soprattutto dal presente: servono risultati immediati, perché il tempo per recuperare non è infinito.

La rimonta, oggi, non è impossibile. Ma perché diventi reale, il Milan deve trasformare l’entusiasmo del derby in un filotto continuo. Solo così la corsa Scudetto potrà restare davvero aperta.

David Juve, aria d’addio in estate? Il retroscena sul malumore del canadese: c’è già un club alla finestra!

David Juve, aria d’addio in estate? Il retroscena sul malumore del canadese: un club è già alla finestra per il suo acquisto

Il futuro di Jonathan David, attaccante canadese arrivato per dare peso e continuità all’attacco della Juventus, appare sempre più incerto. Il lungo digiuno realizzativo sta infatti pesando sul rendimento del centravanti, che non segna dal 1° febbraio nella sfida contro il Parma. Da allora sono passate sette partite senza reti, un dato che racconta bene il momento delicato vissuto dal numero offensivo bianconero.

Come evidenzia Tuttosport, la sensazione è che l’attaccante abbia progressivamente perso fiducia, finendo per vivere ogni pallone con troppa pressione addosso. Il risultato è un gioco meno fluido, più nervoso, con scelte tecniche spesso imprecise e una presenza offensiva meno incisiva rispetto alle attese. In questo quadro, il canadese sembra aver smarrito quella leggerezza che aveva caratterizzato le sue stagioni migliori.

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Spalletti cambia gerarchie e guarda oltre

A complicare ulteriormente il quadro c’è anche la nuova situazione tattica in casa bianconera. Luciano Spalletti, allenatore della Juventus e grande estimatore degli attaccanti capaci di legare il gioco, nel match contro il Pisa ha scelto soluzioni diverse, lasciando David più ai margini. Una decisione che ha dato il senso di un cambio di rotta tecnico e che potrebbe avere ripercussioni anche in vista della prossima stagione.

Il possibile rinnovo di Dusan Vlahovic, centravanti serbo considerato ancora centrale nel progetto offensivo, rende infatti ancora più fragile la posizione di David. Il canadese non ha ricevuto segnali ufficiali di rottura dal club, ma il feeling con l’ambiente sembra essersi raffreddato sensibilmente. Per Spalletti, in questi casi, conta molto la capacità di reggere la pressione e convivere con le critiche senza lasciarsi travolgere emotivamente.

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Il Lione e Paulo Fonseca sullo sfondo

In questo scenario, il mercato potrebbe offrire una soluzione utile a tutte le parti. Sempre secondo Tuttosport, prende quota l’ipotesi di un trasferimento al Lione, club francese che potrebbe rappresentare per David l’occasione giusta per ripartire. In particolare, il possibile ricongiungimento con Paulo Fonseca, allenatore portoghese con cui il canadese aveva vissuto una delle migliori fasi della sua carriera al Lilla, viene visto come una pista concreta e credibile.

Molto dipenderà anche dagli obiettivi del club francese e dalla possibile qualificazione alla prossima Champions League. Di certo, oggi Jonathan David sembra sempre più distante dal centro del progetto juventino. E il suo futuro, a Torino, appare appeso davvero a un filo.

Napoli, gli eroi che non ti aspetti! Da Alisson Santos a Elmas passando per Gilmour: e il club pensa ai loro riscatti!

Napoli, gli eroi che non ti aspetti! Da Alisson Santos a Elmas e Gilmour: il club pensa ai loro riscatti e Conte se li gode per la corsa Champions

Il Napoli di Antonio Conte, allenatore salentino esperto nella gestione dei gruppi vincenti, ha trovato energie fresche e protagonisti inattesi in una fase cruciale della stagione. Tra infortuni pesanti e correttivi offensivi introdotti nel mercato di gennaio, gli azzurri hanno riscoperto giocatori capaci di cambiare volto alla squadra e di incidere nella corsa verso la Champions League.

Come racconta il Corriere dello Sport, il successo contro il Torino ha confermato la crescita di tre uomini diventati centrali nel nuovo equilibrio partenopeo: Alisson Santos, esterno brasiliano rapido e imprevedibile, Eljif Elmas, centrocampista macedone duttile e intelligente tatticamente, e Billy Gilmour, regista scozzese dotato di visione e ordine.

Gilmour ritrova spazio e detta i tempi

Tra i segnali più incoraggianti c’è il ritorno ad alti livelli di Billy Gilmour, mediano scozzese che ha saputo prendere in mano la regia del Napoli nel momento del bisogno. Dopo un lungo stop dovuto a un intervento per risolvere la pubalgia, il centrocampista ex Chelsea è tornato a dare qualità e ritmo alla manovra, offrendo una prestazione di spessore proprio contro il Torino.

Conte, che aveva fortemente voluto il giocatore, lo considera una pedina preziosa per equilibrio e personalità. La sua presenza davanti alla difesa permette al Napoli di ritrovare ordine e pulizia nelle uscite, soprattutto in assenza di Stanislav Lobotka, regista slovacco fondamentale negli ingranaggi della squadra.

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Elmas, il jolly che conosce Napoli

Accanto a lui si è rilanciato Eljif Elmas, centrocampista offensivo macedone che rappresenta una risorsa totale per duttilità e spirito di sacrificio. Il suo ritorno in azzurro ha ridato a Conte un calciatore capace di muoversi da mezzala, trequartista o mediano senza perdere lucidità e incisività.

Il macedone conosce bene l’ambiente partenopeo e si sta confermando un elemento utilissimo in un momento in cui ogni dettaglio può fare la differenza. La sua capacità di adattarsi alle esigenze tattiche è diventata una vera arma per il Napoli.

Alisson Santos, la sorpresa che accende il Maradona

L’altra grande novità è Alisson Santos, esterno brasiliano che nelle ultime settimane ha conquistato spazio, applausi e fiducia. Le sue accelerazioni, i dribbling e i gol pesanti hanno acceso il Maradona, riportando entusiasmo e imprevedibilità sulla corsia sinistra.

Il Napoli adesso si gode tre uomini ritrovati nel momento più delicato. E nella volata Champions, i nomi di Gilmour, Elmas e Alisson Santos stanno diventando sempre più decisivi.

Nuovo allenatore Sampdoria, il grande sogno è Mancini! Serve un maxi sforzo per il romantico ritorno: il punto

Nuovo allenatore Sampdoria, il grande sogno è Mancini! Serve un maxi sforzo per il romantico ritorno: l’idea del club ligure per la panchina

La sconfitta contro il Frosinone ha riaperto con forza il dibattito interno in casa Sampdoria sul futuro della panchina e sul nuovo allenatore. Il momento dei blucerchiati è delicatissimo e il ko dell’ultimo turno ha riportato al centro delle discussioni la posizione dell’attuale guida tecnica. Come riferito da Il Secolo XIX, la crisi emersa dopo la partita ha evidenziato ancora una volta differenze profonde tra le varie componenti della società, con visioni opposte sulla strada da seguire per provare a rilanciare la stagione.

Da una parte c’è Matteo Manfredi, presidente del club ligure, che da tempo spingerebbe per un nuovo cambio di allenatore, il terzo dell’annata. Dall’altra c’è invece la cosiddetta componente inglese, riconducibile all’investitore Joseph Tey e al suo uomo di fiducia Nathan Walker, rappresentata operativamente dal ceo sport Jesper Fredberg, che sembrerebbe orientata verso una linea più prudente e attendista.

Il destino della gestione affidata a Salvatore Foti, allenatore in prima linea in questa fase, e ad Angelo Gregucci, tecnico ancora assente per motivi di salute, dovrebbe essere definito nelle prossime ore. Il nodo principale riguarda proprio la scelta tra continuità e nuova svolta, in un momento in cui la Samp ha bisogno di risultati immediati e di una scossa forte per uscire dalle difficoltà.

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Nel frattempo prende quota anche una suggestione che accende la fantasia dell’ambiente doriano. Il nome che continua a circolare con insistenza è quello di Roberto Mancini, ex commissario tecnico della Nazionale italiana e oggi allenatore dell’Al Sadd. Il legame tra Mancini e la Sampdoria è profondo e noto, e la recente visita del tecnico al ritiro romano della squadra ha inevitabilmente alimentato le voci. In quell’occasione, Mancini ha salutato il figlio Andrea, oltre agli ex compagni Attilio Lombardo e Giovanni Invernizzi.

L’operazione, però, resta complessa. Mancini è legato al club qatariota da un contratto importante fino al 2027 e, per accettare un eventuale ritorno in blucerchiato, dovrebbe ridurre sensibilmente le proprie richieste economiche. Si parla di una cifra vicina ai due milioni di euro, comunque lontana da un’ipotesi simbolica fino a fine stagione.

In questo scenario potrebbe avere un ruolo anche Ernesto Furstenberg Fassio, presidente di Banca Ifis, sponsor del club e tifoso sampdoriano, che secondo le indiscrezioni sarebbe molto vicino a Mancini. Il sogno resta vivo, ma per trasformarlo in realtà serviranno una scelta societaria netta e un incastro economico tutt’altro che semplice.

Brasile, Cruzeiro Atletico Mineiro: finale da Far West! Maxi rissa e 23 espulsi: cos’è successo

Cruzeiro Atletico Miniero, finale da Far West in Brasile! Maxi rissa e 23 espulsi: la ricostruzione su quanto accaduto nell’accesissimo match

La sfida tra Cruzeiro e Atletico Mineiro finisce in rissa! Il Cruzeiro ha vinto il campionato del Minas Gerais superando l’Atletico Mineiro con il risultato finale di 1-0. Il trionfo sportivo in terra brasiliana è passato però tristemente in secondo piano. La finale si è trasformata in un autentico far west, macchiata da una rissa furibonda che ha portato al clamoroso bilancio di 23 espulsioni complessive, comminate direttamente nel referto post partita.

A trenta secondi dallo scadere del recupero, la tensione agonistica è esplosa. Un contatto ruvido tra Christian e il portiere Everson ha innescato il caos. L’estremo difensore, furioso per la gamba tesa dell’avversario, ha reagito colpendo il rivale con diverse ginocchiate a terra.

La reazione è stata immediata. Alcuni giocatori, tra cui Lucas Romero e Matheus Henrique, si sono scagliati contro Everson, avviando un pestaggio. La rissa ha assunto i contorni di un incontro di boxe, coinvolgendo l’attaccante di 39 anni Hulk. Il fuoriclasse, colpito da Lucas Villalba, ha risposto sferrando pugni al volto del rivale.

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Per placare gli animi è servito l’intervento della polizia militare. Dopo dieci minuti di interruzione, la partita è terminata nella confusione, senza cartellini rossi in campo. La mano pesante dell’arbitro si è abbattuta nel documento ufficiale redatto negli spogliatoi: sancite undici sanzioni per l’Atletico Mineiro, inclusi Hulk e Renan Lodi, e dodici per i rivali, tra cui Gerson.

Nel post partita, l’attaccante ha fatto mea culpa, attaccando duramente la gestione arbitrale. Il calciatore ha accusato il direttore di gara di mancanza di carattere nelle decisioni. Pur giustificando la reazione come istinto per difendere i compagni, si è mostrato pentito per la violenza, ribadendo che una direzione ferma avrebbe evitato l’epilogo.

Inter, oltre al danno la beffa: si ferma anche Bastoni? Cosa filtra sulle condizioni del difensore

Inter, oltre al danno la beffa: si ferma anche Bastoni? Cosa filtra sulle sue condizioni dopo essere uscito dolorante dal campo nel derby

L’Inter è in forte apprensione per le condizioni fisiche di Alessandro Bastoni. Il difensore è uscito dolorante dal terreno di gioco durante il concitato derby perso contro il Milan, scatenando preoccupazione generale. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, il giocatore ha riportato una forte contusione alla tibia a seguito di un duro scontro con Adrien Rabiot.

Il momento non è dei più semplici per il centrale difensivo, bersagliato dai fischi in diversi stadi. Anche durante la sfida cittadina, l’atleta ha dovuto affrontare un clima ostile. Il pubblico rossonero non ha risparmiato insulti, atteggiamento prevedibile dopo le polemiche scaturite quasi un mese fa per la simulazione nel match contro la Juve, che aveva coinvolto Pierre Kalulu. L’episodio ha lasciato strascichi mediatici, confermati dalle pesanti contestazioni in trasferta contro il Lecce e contro il Como in Coppa Italia.

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L’apice della sfortuna si è materializzato al minuto 68. In un durissimo contrasto a centrocampo, il difensore ha avuto la peggio. Mentre si contorceva a terra per il forte dolore, l’arbitro Doveri gli ha estratto il cartellino giallo, sanzione di cui non si è reso conto in quegli attimi concitati.

Zoppicando in modo vistoso, il calciatore ha abbandonato il campo lasciando il posto a Carlos Augusto. Lo staff tecnico attende i prossimi aggiornamenti. Le condizioni verranno rivalutate alla ripresa degli allenamenti. Nel caso migliore, basteranno 48 ore di riposo per smaltire il trauma, scongiurando un lungo stop. La sconfitta rappresenta un colpo durissimo per i tifosi, che non esultano in una stracittadina da due anni. Perdere un titolare peggiorerebbe ulteriormente il morale. La dirigenza spera di riaverlo presto a disposizione.

Moviola Milan Inter, il giudizio dei giornali su Doveri: bocciatura pesante dal CorSport! Che errore sul gol da corner

Moviola Milan Inter, il giudizio dei giornali su Doveri: bocciatura pesante dal CorSport! Che errore sul gol da corner. L’analisi

Il derby milanese, conclusosi con il risultato di 1-0 a favore del Milan, ha generato numerose discussioni in merito alla gestione arbitrale. I quotidiani sportivi hanno analizzato minuziosamente l’operato in campo dell’arbitro Daniele Doveri, evidenziando i diversi episodi controversi della serata.

La Gazzetta dello Sport valuta la prestazione con un 6 in pagella. Secondo il giornale, il primo tempo è scivolato via senza intoppi, giudicando corretto lasciar correre sul fortuito contatto tra Barella e Saelemaekers. Nella ripresa la sfida è diventata maggiormente ruvida e complessa. Considerata giusta l’ammonizione comminata a Bastoni su Rabiot, mentre manca un cartellino all’indirizzo di Bonny. Nel finale, il tocco di braccio in area di Ricci viene valutato come dinamica in chiusura e non punibile, salvando la decisione del direttore di gara.

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Decisamente più severo risulta il giudizio del Corriere dello Sport, che boccia clamorosamente il fischietto con un 5. La testata critica in maniera aspra la gestione disciplinare generale, sottolineando la mancanza di ben quattro cartellini gialli solari. Tra questi spiccano un fallo di Estupinan su Barella e un duro pestone di Rabiot ai danni di Dimarco. L’errore considerato più grave riguarda la totale confusione creata sul calcio d’angolo nei minuti di recupero. Il fischio, arrivato a gioco ripreso prima del tocco di mano in rete di Carlos Augusto, ha costretto alla ripetizione del corner senza alcuna logica apparente per i calciatori. Sull’episodio di Ricci, invece, c’è assoluto accordo sulla completa non punibilità per il naturale movimento a togliere.

Infine, l’analisi presentata da Tuttosport si posiziona sulla sufficienza piena, assegnando un sei al direttore di gara. Il quotidiano descrive la direzione come lineare, con venti falli fischiati e provvedimenti disciplinari adeguati, pur mantenendo qualche lecito dubbio sul tocco di braccio avvenuto nel lungo recupero.

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 9 marzo 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Milan, Allegri tiene i piedi per terra dopo la vittoria con l’Inter: «Loro han 7 punti di vantaggio, sono tanti e sono ancora i grandi favoriti del campionato!»

Milan, Massimiliano Allegri ha parlato a Dazn dopo il derby con l’Inter. Queste le dichiarazioni del tecnico rossonero

Massimiliano Allegri a Dazn dopo Milan Inter. Queste le sue dichiarazioni.

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Sulla distanza con l’Inter: «L’Inter ha 7 punti di vantaggio, sono tanti ed è ancora la squadra più forte. I ragazzi sono stati bravi. Dobbiamo essere contenti perché era importante fare risultato stasera. Ora a marzo si decide la stagione con le partite che contano».

Su cosa ha detto Cardinale alla squadra dopo la vittoria: «Non lo so io ho parlato con la squadra e poi sono uscito. Ci hanno fatto i complimenti ma ora bisogna continuare a lavorare per raggiungere il nostro obiettivo».

Sulla prestazione: «Nel primo tempo abbiamo corso molto, nel secondo invece ci siamo abbassati e abbiamo concesso qualche cross. Grandi occasioni, escludendo quella di Dimarco, non ce ne sono state. Abbiamo difeso in maniera ordinata. L’Inter, detto questo, resta la grande favorita per il campionato».

L’INTERVISTA COMPLETA AD ALLEGRI

Inter, Chivu analizza la sconfitta nel derby col Milan: «Primo tempo a ritmi bassi, sottotono! Sto ripensando ai miei errori. Sull’episodio su Ricci mi è stato detto questo»

Inter, Cristian Chivu ha parlato a Dazn dopo il derby con il Milan. Queste le dichiarazioni del tecnico nerazzurro

Cristian Chivu a Dazn dopo Milan Inter. Queste le sue dichiarazioni.

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ANALISI – «Abbiamo fatto un primo tempo a ritmi bassi, sottotono. Poi abbiamo subito il loro gol. Nel secondo tempo nei primi 20 minuti abbiamo alzato un po’ i giri del motore, abbiamo fatto meglio a tratti e avuto qualche occasione. Poi abbiamo provato ad accerchiare il blocco basso, cambiando anche modulo, purtroppo non siamo stati in grado di pareggiarla».

PERCHE’ NON SI RIESCE AD ESSERE PIU’ INCISIVI NEGLI ULTIMI METRI? – «Ci abbiamo provato. Questo non vuol dire che abbiamo giocato bene. Eravamo sporchi, siamo arrivati sul fondo arrampicati, senza avere occasioni belle per fare cross. non siamo mai riusciti ad anticipare o a colpire la palla. E’ stata una partita un po’ sottotono nel primo tempo, senza dinamicità. Loro ci aspettavano bassi. C’è da migliorare ed alzare il livello, c’è da continuare a fare le cose buone fatte finora»

SUL TOCCO DI MANO DI RICCI – «Per me c’è un Var e un Avar che hanno fatto un check, credo. Almeno così mi è stato detto. Non ho nulla da dire».

DELUSIONE – «Sto pensando a cosa potevamo fare meglio, ai miei errori. Questa squadra ha ancora 10 partite da fare, bisogna marciare e prenderci quanto di buono fatto finora».

L’INTERVISTA COMPLETA A CHIVU

Inter, Dimarco dopo la sconfitta col Milan: «Rigore? Rivedendo il video, il braccio di Ricci è largo…Sul mio gol sbagliato vi svelo cos’è successo»

Inter, Federico Dimarco ha parlato a Dazn dopo il derby con il Milan. Queste le dichiarazioni dell’esterno nerazzurro

Federico Dimarco a Dazn dopo Milan Inter. Queste le sue dichiarazioni.

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SUL FALLO DI MANO DI RICCI – «Io non lo avevo neanche visto perché ero dall’altra parte del campo. Però vabé, non so neanche cosa dire. In tutte le partite ci sono episodi a favore o a sfavore. Ovvio che da qui, rivedendo il video, il braccio è largo. Poi sta all’interpretazione dell’arbitro. Magari si poteva fare un check?».

SUL MIO GOL SBAGLIATO E SULL’APPROCCIO ALLA PARTITA – «Le partite sono tutte a sé. L’abbiamo preparata per stare in blocco medio, poi ovvio che quando vai sotto alzi il pressing. La mia occasione? L’ho presa troppo alta, non sono riuscito a tenerla bassa. Mi è rimbalzata male».

LA PARTITA CHE SI METTE MALE CON UN EPISODIO – «Sì, quando prendiamo un gol facciamo fatica a reagire. Lo facciamo ma non siamo cattivi. Poi negli scontri diretti cosa posso dire, se 8 mesi fa ci avessero detto che eravamo a +7 tutti noi avremmo firmato. Bisogna rimanere lucidi e pensare a queste 10 partite che mancano».

L’INTERVISTA COMPLETA A DIMARCO

Milan, Estupinan decisivo nel derby con l’Inter: «È il gol più importante della mia carriera! Ecco cosa mi ha detto Allegri»

Milan, Pervis Estupinan ha parlato a Dazn dopo il derby con l’Inter. Queste le dichiarazioni del match winner rossonero

Pervis Estupinan a Dazn dopo Milan Inter. Queste le sue dichiarazioni.

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PAROLE «È il gol più importante della mia carriera. Lavoriamo tutta la settimana per momenti così. Il mister mi diceva di attaccare in quel modo, ho trovato il momento giusto e ho segnato».

Pagelle Milan Inter: la notte di Estupinan, Rabiot-Modric totali. Pesano gli errori di Luis Henrique e Mkhitaryan VOTI

Pagelle Milan Inter: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 28ª giornata di Serie A 2025/26

Pagelle Milan Inter: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 28ª giornata di Serie A 2025/26

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

MILAN: Maignan 6; Tomori 6.5, De Winter 6,5, Pavlovic 6.5; Saelemaekers 6, Fofana 6.5 (73′ Ricci 6), Modric 7, Rabiot 7, Estupinan 7.5; Pulisic 6 (84′ Nkunku SV), Leao 6 (73′ Fullkrug 6). All. Allegri 7

INTER: Sommer 6; Bisseck 5,5 (80′ Diouf SV), Akanji 6, Bastoni 6 (68′ Carlos Augusto 6); Luis Henrique 5 (60′ Dumfries 6), Barella 6 (68′ Frattesi 5,5), Zielinski 6, Mkhitaryan 5 (60′ Sucic 5,5), Dimarco 6; Bonny 5, Esposito 5. All. Chivu 5.5

I GIUDIZI COMPLETI DEL MILAN

Moviola Milan Inter: gli episodi dubbi del derby diretto da Doveri. Cosa è successo a San Siro!

Moviola Milan Inter: gli episodi dubbi del derby diretto da Doveri, valido per la 28ª giornata di Serie A 2025/26

Il Derby di Milano non delude mai in termini di intensità e agonismo agonistico. La sfida tra Milan e Inter, terminata con la vittoria di misura dei rossoneri grazie alla zampata di Pervis Estupiñán, ha richiesto una direzione attenta e autorevole da parte di Daniele Doveri. Il fischietto laziale ha optato per una gestione all’inglese nei primissimi minuti, per poi stringere le maglie del regolamento con il crescere della tensione e della stanchezza sul terreno di gioco.

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Il primo tempo: regolarità sul gol e prime scintille

Nella prima frazione di gioco, Doveri ha lasciato correre molto, favorendo lo spettacolo e il ritmo della gara. Le primissime interruzioni significative sono arrivate intorno al 16′ per permettere le cure mediche a Fikayo Tomori, e al 20′ per sanzionare un fallo proprio dell’autore del futuro gol, Estupiñán.

Il momento cruciale dei primi 45 minuti è giunto al 35′, in occasione della rete del vantaggio rossonero. L’azione che ha portato al gol, nata da un assist puntuale di Youssouf Fofana, si è sviluppata in totale e assoluta regolarità. Nessun dubbio sulla posizione dell’esterno mancino al momento della conclusione vincente: gol assolutamente valido e convalidato senza esitazioni.

La ripresa: falli duri, infortuni e cartellini gialli

Il secondo tempo ha visto un prevedibile e netto innalzamento dei toni agonistici, costringendo Doveri a estrarre i cartellini per mantenere il polso della situazione. Il momento di maggiore tensione si è registrato intorno al 65′, quando Alessandro Bastoni si è reso protagonista di un’entrata considerata decisamente troppo ruvida ai danni di Rabiot. Il direttore di gara non ha avuto alcuna esitazione nell’ammonire il centrale interista, una decisione che è parsa ineccepibile.

Purtroppo, a seguito del durissimo contrasto, lo stesso Bastoni ha riportato un infortunio alla tibia che lo ha costretto, al 68′, ad abbandonare prematuramente il rettangolo di gioco, sostituito dal compagno Carlos Augusto.

Il finale incandescente

Nel finale di gara, gli animi si sono ulteriormente scaldati, rendendo necessari altri tre interventi disciplinari. Al 69′ è finito sul taccuino dei cattivi il neo-entrato Denzel Dumfries, sanzionato per un intervento irruento. Infine, all’80’, è arrivato l’inevitabile giallo anche per Rabiot: il centrocampista transalpino è intervenuto in netto e colpevole ritardo su un avversario, poi giallo anche per Modric all’89’ per fallo su Sucic. Nel finale segna l’Inter ma Doveri aveva fermato prima l’azione con un fischio deciso, poi proteste nerazzurre per un presunto tocco di mano in area di Ricci ma braccio lungo il corpo, nessun penalty concesso.

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