Pagina 312 – Calcio News 24

Infortunio Dybala, il ginocchio preoccupa Gasperini e la Roma: le condizioni dell’argentino

Infortunio Dybala, il ginocchio preoccupa Gasperini e la Roma: le condizioni dell’attaccante argentino e la gestione del recupero

Il fastidio al ginocchio sinistro continua inesorabilmente a tormentare Paulo Dybala, geniale attaccante argentino, tenendo in fortissima apprensione tutto l’ambiente della Roma. Come analizzato stamani dalle colonne della Gazzetta dello Sport, la situazione fisica della Joya resta ancora in sospeso. Nemmeno nella seduta di ieri il fantasista sudamericano si è allenato in gruppo, rischiando seriamente di dare forfait anche contro la Cremonese. Nonostante il confortante esito negativo degli esami strumentali sostenuti a inizio settimana, l’ex calciatore della Juventus avverte ancora un dolore pungente all’articolazione. Al momento non viene fortunatamente preso in considerazione un intervento chirurgico, ma le condizioni del prezioso ginocchio verranno valutate scrupolosamente giorno per giorno. Questa delicata fase clinica è sotto il vigile occhio di Georg Ahlbaumer, rinomato medico di fiducia della proprietà, e del noto chirurgo finlandese Lasse Lempainen, stimato specialista internazionale.

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Di fatto, Gian Piero Gasperini, esperto tecnico di Grugliasco, potrebbe avere il suo fuoriclasse a disposizione al massimo in panchina nella sfida domenicale. La grande speranza della società capitolina è poterlo utilizzare a pieno regime nell’attesissimo incrocio contro la Vecchia Signora tra due giornate. Qualora dovesse saltare il prossimo impegno, si tratterebbe della dodicesima dolorosa assenza stagionale per il campione dei Gialloneri. Questo elevato numero di defezioni rappresenta un pesante fardello, considerato forse eccessivo dalla dirigenza romana per poter sperare di strappare un milionario rinnovo del contratto nei prossimi mesi. Il vero sorriso per il talento sudamericano, in questo periodo sportivamente complesso, arriva esclusivamente dalla sua felice vita privata, in trepidante attesa di un imminente ed emozionante evento familiare.

GRAVIDANZA – «La gravidanza di Oriana procede tutto bene. Spero che sia un parto naturale. La nascita di nostra figlia è prevista per l’11 marzo».

Infortunio Lautaro, piccolo sospiro di sollievo per l’Inter: cosa filtra sui tempi di recupero. Per Zielinski, invece…

Infortunio Lautaro, piccolo sospiro di sollievo per l’Inter: cosa filtra sui tempi di recupero. Per Zielinski, invece… Il punto sull’infermeria nerazzurra

Il polpaccio mette purtroppo ko Lautaro Martinez, carismatico capitano argentino, ma lo stop clinico per il leader indiscusso dell’Inter potrebbe fortunatamente non essere eccessivamente lungo. A parlarne questa mattina è l’edizione odierna del Corriere dello Sport.

Tutti i tifosi della Beneamata attendono di conoscere l’entità del problema muscolare che ha costretto il fuoriclasse sudamericano ad alzare bandiera bianca. Solo gli esami in programma nelle prossime ore potranno chiarire definitivamente il quadro medico. Questo riscontro non dovrebbe essere necessario per Piotr Zielinski, esperto centrocampista polacco, apparso fiducioso di poter essere a completa disposizione per la trasferta di Lecce. La dirigenza meneghina, visibilmente indispettita per aver giocato su un terreno ampiamente lontano dagli standard europei, sul mediano risulta decisamente più tranquilla. Sembra essersi trattato solo di un semplice spavento dopo il duro impatto con l’insidioso manto sintetico di Bodø. Se tutto filerà liscio, non ci sarà assolutamente bisogno di ulteriori e approfondite indagini mediche.

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Sulle condizioni del bomber sudamericano, in casa nerazzurra provano a non farsi prendere dal panico. Ogni proiezione reale sul recupero del trascinatore del Biscione dipenderà esplicitamente dal responso degli accertamenti. La sensazione generale, stando alle dichiarazioni di Cristian Chivu, preparato tecnico rumeno, è che possano servire due o tre settimane di assoluto riposo, significando saltare dolorosamente l’attesissimo derby stracittadino. La compagine lombarda affronterà successivamente l’Atalanta e la Fiorentina prima della sosta per le nazionali. Il ventidue marzo l’Argentina sfiderà infatti la Spagna per l’attesa Finalissima. Questa emergenza spingerà l’allenatore a dare maggiore spazio ad Ange-Yoan Bonny, promettente attaccante francese, e a Francesco Pio Esposito, giovane centravanti italiano, sperando di ritrovare presto la miglior versione di Marcus Thuram, letale attaccante transalpino.

Roma, con N’Dicka Gasperini ha ritrovato il suo muro in difesa: i numeri che proiettano i giallorossi al top in Europa

Roma, con N’Dicka Gasperini ha ritrovato il suo muro in difesa: i numeri che proiettano i giallorossi al top in Europa. Il confronto con i top club

Il rendimento della Roma passa indiscutibilmente dalle grandi prestazioni del suo leader arretrato. Come sottolineato dall’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, Evan N’Dicka, possente difensore ivoriano, ha smaltito definitivamente le pesanti tossine accumulate durante la Coppa d’Africa, tornando a dominare la retroguardia. La compagine capitolina ha ritrovato il suo granitico muro, garantendo a Gian Piero Gasperini la solidità e l’affidabilità necessarie per l’ottimale sviluppo della complessa fase di non possesso.

Dopo un fisiologico e comprensibile periodo di appannamento iniziale, caratterizzato da qualche lieve sbavatura, il centrale africano ha ripreso saldamente le redini del reparto. Le recenti sfide contro Cagliari e Napoli hanno certificato il suo incontrastato strapotere fisico: prima ha annullato dal campo Semih Kilicsoy, e successivamente ha limitato drasticamente la proverbiale pericolosità di Rasmus Hojlund. I numeri stagionali della formazione giallorossa parlano estremamente chiaro: con il suo baluardo titolare in campo, la squadra viaggia a un’impressionante media di zero virgola sessanta reti subite a partita. Senza di lui, il dato peggiora sensibilmente, dimostrando come l’invalicabile solidità da Champions League dei Lupi dipenda fortemente dalla sua vitale presenza.

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L’enorme importanza del giocatore è tale che nessuno ha mai osato farne a meno. Dalla totale fiducia di Daniele De Rossi, Ivan Juric e Claudio Ranieri, navigati ex allenatori, fino all’attuale gestione tattica, il difensore risulta sempre imprescindibile. Adesso incombe però la pesante ombra di una rischiosissima diffida. In vista del match contro la Cremonese di Davide Nicola, lo staff dovrà valutare attentamente l’intera situazione. Con l’imminente e vitale scontro diretto contro la Juventus alle porte, il mister potrebbe saggiamente risparmiarlo, considerando anche l’identica diffida pendente su Gianluca Mancini. Se dovesse scendere in campo, l’imperativo sarà fermare Federico Bonazzoli e Jamie Vardy, evitando a tutti i costi cartellini pesanti.

Spalletti Juve, il tecnico vuole aprire un ciclo vincente! Svelata la condizione posta al club per il rinnovo

Spalletti Juve, il tecnico vuole aprire un ciclo vincente! Svelata la condizione posta al club per il rinnovo: la società stringe i tempi

La Juventus ha un piano sportivo preciso per il futuro e ribadisce la medesima linea programmatica. Come analizzato da Tuttosport, le brucianti sconfitte maturate contro i Nerazzurri e la trasferta contro il Galatasaray non hanno scalfito le certezze della dirigenza piemontese. La Vecchia Signora vuole proseguire il cammino con Luciano Spalletti, esperto tecnico toscano, lavorando per raggiungere una quadra entro la prossima sosta. Il deludente secondo tempo turco resta una macchia passeggera. Il club bianconero rifiuta l’idea di un’altra drastica rivoluzione, volendo trovare quel solido filo conduttore mancato negli ultimi anni.

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Il mister è parso subito felice a Torino, avendo apprezzato la professionalità dell’ambiente, tanto da essere coinvolto nella foto di rito per il rinnovo di Kenan Yildiz, talentuoso fantasista turco. Tuttavia, per firmare l’atteso prolungamento, l’allenatore non transige sulla garanzia di avere un organico di altissima competitività per la corsa scudetto. Per aprire un ciclo vincente, la guida tecnica chiede a Damien Comolli e a Marco Ottolini, una campagna acquisti di livello con innesti mirati, pretendendo almeno un acquisto top per reparto tra difesa, mediana e attacco.

Le sue ferme richieste includono la necessità di avere due alternative per ruolo, funzionali per i suoi moduli. I recenti innesti invernali come Emil Holm, potente terzino svedese, e Jeremie Boga, scattante esterno ivoriano, sono considerati dallo staff tecnico dei semplici antipasti estivi. Inoltre, l’allenatore ritiene indispensabile il rinnovo di Weston McKennie, inesauribile centrocampista statunitense, e spera che le Zebre trovino i margini economici per trattenere anche Dusan Vlahovic, letale bomber serbo. Pur sapendo di non poter esigere budget faraonici, la panchina esige assoluta chiarezza per trionfare.

McTominay si racconta: «Amo Napoli, in campo divento un altro. Conte mi ha cambiato! Sul rinnovo e sullo scudetto rispondo così»

Il centrocampista del Napoli, Scott McTominay, ha raccontato il suo rapporto con i tifosi, con la città e con Conte

Intervistato dal Corriere dello Sport, il centrocampista del Napoli, Scott McTominay, si è raccontato così.

ETICA DEL LAVORO – «Prendo il mio lavoro estremamente sul serio perché è quello per cui sono pagato. Penso che in generale i calciatori siano pagati tanto per allenarsi e giocare, e se non puoi essere serio in quelle due ore di lavoro non stai facendo bene. Devi divertirti, certo, ma fuori dal campo e allora puoi scherzare con gli amici e i compagni. In campo bisogna imparare il più possibile. In campo io divento un altro».

IL MIO RAPPORTO CON I TIFOSI DEL NAPOLI – «Ammiro i tifosi e più in generale i napoletani. La loro attitudine è molto simile a quella di casa mia, quindi riesco a relazionarmi facilmente con loro. Amo questo luogo».

RUOLO – «Sono sempre stato un centrocampista, un numero 8 che può fare un po’ di tutto: inserirsi, ma anche aiutare la squadra nella costruzione, nella difesa, uno che dà una mano ai compagni insomma».

ANNI FA VENIVO CRITICATO PER DIFENDERE TROPPO? – «È vero… Le critiche fanno parte del calcio, l’ho sempre saputo e non mi sono mai offeso. Fa parte del lavoro dei giornalisti, dei media, dei social… è normale. Però non influiscono sul modo in cui gioco o su come vedo la partita. Non mi fanno star sveglio la notte. Il giudizio della gente è importante, ma le parole che contano realmente sono quelle dell’allenatore: se giochi e stai facendo ciò che lui ritiene sia giusto, sei a posto».

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SIMULAZIONI – «Io penso che il calcio stia diventando soft, morbido. Alcune decisioni sono molto, troppo tenere. Non ero abituato a questo tipo di sensazioni quando ero un ragazzino: ci insegnavano a contrastare onestamente e con forza. Ora il minimo tocco può portare a un cartellino giallo… Non tocca a me trarre le conclusioni, ma trovo che ci sia troppa attenzione, una sensibilità eccessiva».

LA SCELTA DI GIOCARE PER LA SCOZIA E NON CON L’INGHILTERRA – «È una decisione che ho preso molto tempo fa. Sono sempre stato legato a entrambi i nonni, sia a quelli inglesi sia a quelli scozzesi. Sono nato in Inghilterra, ma ho fatto quella scelta e non l’ho tradita. Amo la Scozia, amo vedere i miei nonni, i miei zii, i cugini, la famiglia… sono molto soddisfatto».

LA CRESCITA TATTICA QUI IN ITALIA – «Sicuro. Tatticamente l’Italia è diversa dalla Premier League. Ho dovuto adattarmi e imparare molto velocemente come giocare, quali movimenti fare, come smarcarmi, come diventare un problema nell’area avversaria e anche come difendere. Una bella curva di apprendimento e mi sono goduto ogni minuto perché mi piace imparare il calcio tatticamente».

SE IL MIO AGENTE STA TRATTANDO IL RINNOVO COL NAPOLI? – «Il mio agente non ha comunicato con nessuno riguardo al mio futuro. Parla solo con me e con il club. Non ha detto nulla ai giornali. Io sono estremamente felice qui e, per quanto mi riguarda, sono un giocatore del Napoli, è tutto quello a cui penso. Il futuro è molto importante e potrei vedermi nel Napoli per molto tempo».

ITALIA – «Le difficoltà sono state davvero minime. La mia famiglia è felice, io sono felice. È un momento fantastico, vivo qualcosa di diverso da un anno e mezzo a questa parte. Finché tutti nella mia vita sono felici, lo sono anche io».

L’ESORDIO CON MOURINHO – «Al posto di Pogba in una partita di Champions League. Paul è un giocatore incredibile e avere l’opportunità di giocare al suo fi anco è stato fantastico. Quel giorno toccò a me e non a lui, ma è il calcio, a volte bisogna ruotare. È stato un giorno speciale giocare in Champions per un allenatore iconico come José Mourinho».

LE MIE PAROLE IN DIFESA DI CONTE SUL TEMA INFORTUNI – «Difenderò sempre la squadra. In momenti di difficoltà e con tanti infortuni è difficile per l’allenatore e lo staff trovare il giusto equilibrio e il modo migliore di giocare. Abbiamo avuto sfortuna, non è una scusa, è solo una spiegazione seria e va accettata».

LA DIFFERENZA NEGLI ALLENAMENTI CON CONTE RISPETTO ALLA PREMIER – «Ci alleniamo molto, lavoriamo duramente, questo spiega il successo dell’anno scorso, la vittoria del campionato e della Supercoppa. Il lavoro che fai a porte chiuse emerge nelle partite. Cambiano i volumi di lavoro, l’intensità, ma i giocatori rispettano le indicazioni e devono dare il massimo ogni giorno. Antonio è un grande allenatore, molto forte, appassionato, conosce benissimo il calcio. È diverso da chiunque altro io abbia avuto in passato… Il senso d’incertezza che infonde: con lui devi dare il massimo o hai un problema».

SCUDETTO GIÀ ANDATO? – «Dobbiamo continuare a lavorare normalmente, senza parlare troppo del campionato. Prendiamo una partita alla volta e vedremo come finirà».

COME STO? DOMENICA GIOCO? – «Non lo so ancora. Ho un problema al tendine che bisogna gestire, non è semplice. Sto dando il massimo per esserci domenica. Come giocatore è dura arrivare al centro sportivo e non poterti allenare con i compagni. Voglio disperatamente giocare, ma deve essere sicuro del mio stato».

Calciomercato Juve, sprint per Senesi: Comolli prepara il colpo in difesa! C’è un fattore che ha convinto il club

Calciomercato Juve, sprint Senesi: Comolli prepara il colpo in difesa! C’è un fattore che ha convinto la società a virare con decisione sull’argentino

La Juventus guarda al futuro per sistemare le incertezze del presente, lavorando per rivisitare profondamente la propria traballante difesa. Secondo La Gazzetta dello Sport, Gleison Bremer non basta più a garantire solida continuità. Con l’uscita di Daniele Rugani, la dirigenza della Vecchia Signora cerca elementi in grado di portare esperienza e struttura europea. I problemi in Turchia hanno rimesso in luce i limiti del reparto, evidenziando una compagine piemontese decisamente vulnerabile senza il proprio perno.

Il dato statistico è molto preoccupante: tredici reti subite in quattro gare rappresentano un campanello d’allarme impossibile da ignorare. Un grave infortunio contro il Galatasaray è stato fortunatamente evitato, ma il giocatore risulta spremuto dai continui impegni. L’obiettivo dei bianconeri è farlo recuperare per l’atteso ritorno dei playoff all’Allianz Stadium e per gli impegni internazionali.

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Le risorse economiche impongono di razionalizzare le scelte, spingendo la società a valutare occasioni a parametro zero. A tessere le trattative c’è Damien Comolli, responsabile del mercato dei Bianconeri, il cui obiettivo primario è Marcos Senesi, difensore in scadenza col Bournemouth. Il calciatore ha mandato segnali positivi, attratto dal progetto tecnico. L’identikit è perfetto per completare il pacchetto arretrato con un mancino naturale. Per chiudere questo colpo vitale, la società torinese ha pronta un’offerta per un contratto di tre o quattro anni, con un ingaggio sui quattro o cinque milioni a stagione, inclusa una parte variabile legata ai vari bonus di rendimento.

Nel frattempo, le gerarchie interne stanno cambiando radicalmente. L’intenzione è consolidare la posizione di Pierre Kalulu, sempre più proiettato verso il rinnovo di contratto, mentre Federico Gatti appare meno centrale rispetto al passato. Il difensore piace in Inghilterra e potrebbe salutare Torino in estate, finanziando così le nuove mosse in entrata delle Zebre.

Milan penalizzato dagli arbitri? Il club adesso sbotta e si fa sentire! Il retroscena sulla telefonata all’AIA post Como

Milan penalizzato dagli arbitri? Il club adesso sbotta e si fa sentire! Il retroscena sulla telefonata fatta ai vertici dell’AIA post Como

Il Milan non ci sta più. All’indomani del rovente e discusso pareggio maturato contro il Como, la rabbia in casa rossonera è letteralmente esplosa. Come riportato dettagliatamente dalla Gazzetta dello Sport, il grave infortunio occorso a Strahinja Pavlovic, colpito duramente alla tibia da Ignace Van der Brempt, ha lasciato pesanti strascichi polemici. L’amarezza principale del Diavolo riguarda l’incredibile scelta di Maurizio Mariani, fischietto laziale, di non estrarre alcun cartellino. L’intervento pericolosissimo è stato ignorato clamorosamente anche dal VAR, scatenando la totale indignazione della dirigenza meneghina, che ha deciso di contattare i vertici dell’AIA con una telefonata dai toni pacati ma fermi per manifestare un malcontento diffuso.

A rendere l’atmosfera ancora più elettrica è stata la pesante espulsione comminata a Massimiliano Allegri, sanguigno allenatore livornese. Il tecnico della compagine lombarda è stato allontanato per aver difeso Alexis Saelemaekers, duttile esterno belga, durante un acceso battibecco con Cesc Fabregas, tecnico spagnolo dei lariani. Secondo la società, sarebbe stato proprio lo spagnolo a meritare il rosso. A pagare è stato il mister, che guarderà la gara contro il Parma dalla tribuna, lasciando la squadra a Marco Landucci, fidato vice allenatore. A ciò si somma la situazione di Adrien Rabiot, diffidato dopo due gialli eccessivi ricevuti col Pisa, a dimostrazione di un metro arbitrale ritenuto fin troppo severo.

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Il club di via Aldo Rossi mantiene un atteggiamento di responsabilità istituzionale, evitando accuratamente sterili polemiche televisive. Tuttavia, i troppi torti subiti pesano in modo decisivo sull’economia stagionale. Dalla rete ingiustamente annullata a Christian Pulisic contro il Sassuolo, al rigore netto negato a Christopher Nkunku nel match col Bologna, fino al vistoso fallo ignorato su Matteo Gabbia nell’incrocio di San Siro. Con ben sette rigori a sfavore accumulati, i Rossoneri chiedono massima attenzione e reclamano a gran voce un finale di campionato equo e senza ulteriori ombre.

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 20 febbraio 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Le scuse e l’addio: Bastoni sacrificato da Marotta, destinazione folle

Inter, polemiche senza fine dopo il derby d’Italia: il caso Bastoni non si chiude e il futuro ora può intrecciarsi con il mercato internazionale.

Le scorie di Inter-Juve non si sono ancora dissolte, anzi. A distanza di giorni il clima resta teso, carico di discussioni e interpretazioni che dividono tifosi e addetti ai lavori. Il derby d’Italia, già di per sé una partita che accende ogni emozione, ha lasciato dietro di sé una coda polemica che sembra non voler finire.

E al centro di tutto c’è un episodio che ha cambiato l’inerzia del match, facendo esplodere un dibattito che va ben oltre i novanta minuti. In campo la sensazione era stata immediata. Un contatto, la caduta, l’arbitro che estrae il cartellino rosso.

Bastoni scuse e addio: Marotta ha già la strategia

Kalulu espulso, Juventus in inferiorità numerica e partita che prende una direzione precisa. Rivedendo le immagini, però, molti hanno parlato di simulazione. Un gesto accentuato, forse troppo, che avrebbe indotto il direttore di gara a una decisione severa. Senza ombra di dubbio, l’episodio ha pesato sul risultato finale e ha alimentato la rabbia dei tifosi bianconeri, ma anche di tanti sportivi neutrali.

Le scuse di Alessandro Bastoni, arrivate nella conferenza stampa prima della sfida di Champions, non sono bastate a spegnere le polemiche. Il difensore nerazzurro ha ammesso di aver accentuato il contatto, assumendosi la responsabilità del gesto. Parole importanti, certo, però per qualcuno si è trattato soltanto di dichiarazioni di circostanza. Il malcontento, infatti, non si è placato. Sui social e nei salotti televisivi il confronto è acceso, e c’è chi chiede alla società un segnale forte.

Alessandro Bastoni al Real
Alessandro Bastoni al Real Madrid: lo scenario (Foto IG @alessandrobastoni
– calcionews24.com)

Marotta, in questo contesto, si trova in una posizione delicata. L’Inter difende il proprio giocatore, però sa anche che l’immagine conta. In un campionato già attraversato da tensioni arbitrali e discussioni regolamentari, ogni episodio diventa amplificato. E allora la domanda che circola è semplice: servirà un provvedimento interno per chiudere la questione o si preferirà lasciar scorrere, confidando nel tempo?

Intanto, come spesso accade nel calcio moderno, le polemiche sportive si intrecciano con il mercato. Perché mentre in Italia si discute del comportamento di Bastoni, all’estero qualcuno osserva con attenzione il suo profilo. Con la conferma della partenza di figure come Antonio Rüdiger e David Alaba al termine dei rispettivi contratti, il Real Madrid ha deciso di guardare proprio verso l’Italia per rinforzare la propria retroguardia.

I Blancos cercano un difensore che unisca leadership, qualità nell’impostazione e soprattutto il vantaggio tattico di essere mancino naturale. In questo scenario il nome di Alessandro Bastoni è emerso come priorità per ricostruire un reparto che, nell’ultima stagione, ha mostrato crepe evidenti. Il suo profilo piace per età, esperienza internazionale e capacità di guidare la linea difensiva.

Di fronte a un’offerta importante, Marotta potrebbe trovarsi davanti a una scelta complicata. Sacrificare un pilastro per ragioni economiche e strategiche, oppure blindarlo definitivamente come simbolo del nuovo corso nerazzurro. Senza ombra di dubbio, il valore di mercato del difensore è alto e il Real Madrid ha la forza per presentare una proposta significativa.

Così, mentre le polemiche non si placano e l’opinione pubblica resta divisa, l’Inter si ritrova a gestire una doppia partita. Da un lato la questione etica e sportiva legata all’episodio con la Juventus, dall’altro le sirene di mercato che arrivano da Madrid. Il calcio, infatti, non si ferma mai.

Muharemovic Inter, accelerata nerazzurra per il talento del Sassuolo: le ultime novità di mercato

Muharemovic Inter, il talento del Sassuolo sempre più nel mirino dei nerazzurri! Le ultimissime novità

Il calciomercato italiano si muove con largo anticipo e l’Inter ha deciso di accelerare per Tarik Muharemovic, difensore bosniaco classe 2003 che sta emergendo come una delle rivelazioni del Sassuolo. Le sue prestazioni hanno attirato l’attenzione di diversi club europei, ma i nerazzurri vogliono anticipare la concorrenza e assicurarsi un profilo considerato di grande prospettiva, evitando aste internazionali.

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Un nodo importante della trattativa riguarda il particolare legame economico tra Juventus e Sassuolo: come riportato da Fabrizio Romano, i bianconeri mantengono il 50% sulla futura rivendita del giocatore. Un dettaglio che complica la struttura dell’operazione, ma non frena l’Inter, forte degli ottimi rapporti con il club emiliano. L’obiettivo è trovare un accordo che soddisfi tutte le parti, inserendo Muharemovic nel progetto di rinnovamento del reparto arretrato.

La strategia nerazzurra, costruita anche sulle valutazioni tecniche di Cristian Chivu, è già entrata nella fase operativa. Non si tratta più di semplice interesse: l’Inter ha presentato una proposta verbale all’entourage del giocatore, discutendo durata e cifre del contratto. Con un’intesa di massima già vicina sui parametri dell’ingaggio, i vice‑campioni d’Italia appaiono oggi la squadra più avanti per chiudere l’operazione in vista della sessione estiva.

Fiorentina, Vanoli nel post gara: «La Conference è una competizione alla quale teniamo. Ranieri e Mandragora? Sono due ragazzi importanti»

Fiorentina, Vanoli parla nel post partita: «La Conference competizione alla quale teniamo. Ranieri e Mandragora? Due ragazzi importanti»

Si è conclusa la gara d’andata tra Jagiellonia e Fiorentina, con i viola vittoriosi per 0-3 grazie ai gol di Ranieri, Mandragora e Piccoli. Nonostante i polacchi siano primi in campionato e la Viola in piena lotta salvezza, la squadra di Vanoli ha dominato.

In attesa del ritorno al Franchi, la Fiorentina affronterà il derby con il Pisa. Nel post‑partita a Sky Sport, Paolo Vanoli ha commentato la prestazione ai microfoni. Le sue parole:

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PAROLE «Da quando sono qua dico che la Conference è una competizione alla quale teniamo, speravamo di uscire dalla zona calda un po’ prima per avere la testa più libera su questa competizione. Oggi devo fare i complimenti ai ragazzi, abbiamo portato a casa una partita seria e abbiamo saputo soffrire, come contro il Como e dobbiamo avere questo spirito fino alla fine della stagione. Abbiamo fatto un passettino indietro nel gioco, ma questo spirito è quello che ci può far fare la differenza, tutti si sentono coinvolti e mi sento di poter contare su ognuno dei miei calciatori»

FABBIAN «Un giocatore con gamba e qualità, vede la porta ed ha gol: stiamo lavorando per farlo tornare nel ruolo di mezz’ala perché negli ultimi anni ha fatto spesso il trequartista. Ha dei grandi margini di miglioramento, è un giocatore importante e si è calato nell’ambiente con grande umiltà»

RANIERI E MANDRAGORA – «Abbiamo ricevuto tante critiche giuste quest’anno, quando subentri in una piazza così importante con 5 punti da ultimo in classifica è difficile riuscire a ritirare su la testa, tutti quelli che giocano contro di te vogliono fare la grande partita. Ranieri e Mandragora? Sono due ragazzi molto importanti per la Fiorentina, sono molto felice per Luca perché ha subito una gogna mediatica davvero pesante, ha saputo reagire anche riconoscendo i suoi sbagli. Sono davvero felice per loro».

Pagelle Jagiellonia Fiorentina, i TOP e FLOP della sfida! I viola volano grazie a Ranieri, Mandragora e Piccoli

Pagelle Jagiellonia Fiorentina: ecco i TOP e FLOP della sfida valida per i playoff di Conference League 2025/2026.

La Fiorentina torna protagonista in Conference League, nella partita d’andata dei playoff di contro lo Jagiellonia. Per i viola era una sfida cruciale, in attesa della gara di ritorno al Franchi. Nonostante un possesso palla nettamente a favore dei padroni di casa (arrivato a toccare anche il 76% nella prima frazione), la Fiorentina sbanca lo Stadion Miejski di Bialystok con un secco 0-3 ai danni dello Jagiellonia. Nel primo tempo, su un terreno di gioco tutt’altro che perfetto, i polacchi tengono il pallino del gioco ma sbattono sistematicamente contro il muro ordinato dei viola. Nella ripresa, la squadra italiana sale in cattedra mostrando un cinismo letale: sblocca Ranieri, raddoppia Mandragora su punizione e chiude i conti Piccoli su rigore. Un successo d’oro in chiave qualificazione.

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Ecco i Top e Flop della serata europea.

TOP & FLOP FIORENTINA

TOP – Luca Ranieri: Il capitano di serata sblocca una partita spigolosa e bloccata al 54′, svettando di testa su un cross ben calibrato da Fazzini. Dietro non sbaglia un intervento, guidando il reparto con autorevolezza. TOP – Rolando Mandragora: Fa da diga in mezzo al campo recuperando infiniti palloni. Al 66′ si regala una perla assoluta: un calcio di punizione mancino dal limite dell’area che non lascia scampo al portiere avversario. TOP – Roberto Piccoli: Fa a sportellate per tutta la gara. La sua tenacia viene premiata all’80’, quando viene steso in area da Drachal: si incarica del rigore e spiazza freddamente Abramowicz per il 3-0.

FLOP – L’atteggiamento del primo tempo: Più che una bocciatura singola, a non convincere è stato il baricentro troppo basso dei primi 45 minuti. Lasciare l’iniziativa totale allo Jagiellonia poteva essere rischioso, sebbene la retroguardia non abbia sofferto veri pericoli.

TOP & FLOP JAGIELLONIA BIAŁYSTOK

TOP – Bartłomiej Wdowik: L’esterno polacco è senza dubbio il più pericoloso dei suoi. Lo si può proclamare con certezza come l’ultimo ad arrendersi, assieme all’impareggiabile pubblico che non ha mai smesso di sostenere la propria squadra, neanche sul 3-0 a sfavore. TOP – Alejandro Pozo: Nel primo tempo è la vera spina nel fianco della difesa viola. Dalla sua fascia nascono i cross più insidiosi per l’area di rigore italiana.

FLOP – Samed Bazdar: Si muove molto ma conclude malissimo. Ha un paio di occasioni, soprattutto di testa, ma la palla finisce sempre lontanissima dal bersaglio. Inconcludente. FLOP – Il possesso palla sterile: Chiudere una partita perdendo 3-0 in casa con oltre il 70% di possesso palla finale è l’emblema della sterilità offensiva. La squadra polacca ha fatto un lungo, infinito torello orizzontale, sbattendo costantemente contro il muro avversario senza mai trovare la via della porta.

Jagiellonia Fiorentina, la partita di Mandragora: dentro alla prestazione del calciatore viola

Jagiellonia Fiorentina, l’approfondimento su Mandragora che ha vissuto da protagonista la sfida valida per i playoff di Conference League

Jagiellonia Fiorentina è la sfida valida per i playoff di Conference League 2025/2026. Oggi proponiamo un approfondimento su Rolando Mandragora. Fermo in campionato per squalifica, il centrocampista viola era chiamato stasera a guidare una squadra inedita, rinnovata da Vanoli con alcuni innesti nuovi. Ecco come si è comportato.

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PRIMO TEMPO

É lui a battere il calcio d’inizio della sfida. Al 4′ cambio di gioco per Harrison che non riesce a controllare la sfera. Primo fallo suo al 7′, su una palla che va a contendere sull’out, Rolando non è d’accordo sul fischio dell’arbitro. Al 15′ si fa trovare puntuale in area per spazzare via un potenziale pericolo. Poco dopo viene ancora sanzionato da Gishamer una sua aggressione estremamente determinata: sulla conseguente punizione è proprio lui a intervenire di testa. Al 24′ è lui a battere una punizione da sinistra da molto lontano: Gosens impatta di testa ma senza sortire effetti rilevanti. Al 267′ buon tocco dal limite in verticale, poi va anche a recuperarla prontamente ma l’azione non trova una forma di concretizzazione. Bravo Mandragora a rubare palla sulla destra e a farsi fare fallo, la lunga circolazione palla dei polacchi lo porta a estendere la sua attenzione in più zone di campo. Al 38′ è lui a comandare il pressing: ne nasce un’azione che lo vede crossare per Fabbian che colpisce al volo, senza però impegnare seriamente il portiere. Al 41′ perde palla e per evitare guai trattiene vistosamente Joswiak, il giallo è inevitabile e dovuto.

SECONDO TEMPO

Prima azione del Jagiellonia: Mandragora segnala un mani in area che l’arbitro vede prontamente. Al 48′ calcia una punizione da sinistra: anche stavolta Gosens va all’impatto senza trovare lo specchio della porta. Un minuto dopo subisce un fallo a centrocampo, originato da una finta di corpo, grande sicurezza del numero 8 della Fiorentina. Al 65′ Mandragora disegna la punizione capolavoro per lo 0-2: un sinistro a giro fantastico che si va ad infilare all’incrocio, assolutamente imparabile: per lui è il nono gol in Conference League, dove è sceso in campo 51 volte. Poco dopo subisce una brutta botta, lo si vede molto dolorante, però resta in campo. Al 74′ prova ad andare alla conclusione da fuori, arriva in corsa e tira altissimo. Chiaramente in fiducia, è ancora lui l’uomo che guida il pressing e invita i compagni a seguirlo. Sullo 0-3, l’assalto dello Jagiellonia trova proprio in Mandragora l’uomo che allontana un pallone insidioso a centro area. Nel ridisegno finale di Vanoli dal 4-3-3 al 4-5-1 lui resta il metronomo in mezzo pronto ad andare a chiudere dove c’è bisogno. Nei minuti conclusivi i viola sono tutti asserragliati in area, Rolando non smette di essere attivo. Nei minuti di recupero lo si vede allontanare con una semirovesciata fuori area e poi in area con un disimpegno anche elegante che va a sottolineare ulteriormente una prestazione di alto profilo, impreziosita dalla gemma della punizione vincente. All’ultimo minuto è ancora lui l’uomo più avanzato ad andare in pressione.

Disfatta Juventus, attacco pesantissimo: Comolli asfaltato

Basta così, il mercato della Juventus è un disastro. Il famoso personaggio televisivo svela perché Damien Comolli ha sbagliato tutto.

Nonostante la rimonta iniziale che aveva premiato l’impegno dei ragazzi di Luciano Spalletti, la Juventus è affondata contro lo scoglio del Galatasaray in una partita drammatica, in cui il gruppo bianconero ha sicuramente risentito della batosta psicologica della sconfitta contro l’Inter viziata dalla ormai famosa simulazione di Alessandro Bastoni, scoperta solo tramite immagini televisive successivamente.

Una brutale sconfitta per 5-2 che mette in allarme la società e delude ancora una volta i tifosi al termine di una gara che ha visto pure Bremer infortunarsi, tanto per caricare altro stress sulle spalle del tecnico toscano; insomma, una situazione terribile. Che per molti supporters del equipe bianconera ha un solo responsabile.

Il mercato invernale di Damien Comolli, infatti, non è stato particolarmente soddisfacente dal punto di vista tecnico. La mancanza di un attaccante che non è stato comprato, dopo che è naufragato pure l’affare El Nesyri strappato proprio da una squadra turca, che ironia, ha sicuramente penalizzato un team orfano del suo attaccante più costante ossia Vlahovic. Insomma, la situazione è terribile. E se ne stanno accorgendo tutti, anche personaggi molto famosi.

Comolli sotto attacco: non ci saranno miracoli

Uno dei tifosi juventini più famosi della televisione italiana, il comico e presentatore Ezio Greggio che ha recitato pure come attore in diversi film recenti, non ha risparmiato critiche che, al di là della loro ferocia, ben rispecchiano il momento di grave difficoltà che la Vecchia Signora sta vivendo in queste ultime partite.

Greggio Juventus critica
Critiche terribili, non si è trattenuto (ezio_greggio Instagram) – www.Calcionews24.com

Il tifoso numero 1 della squadra bianconera ha detto queste parole, alla stampa: ” Da anni la Juve fa campagne acquisti sbagliate e oggi si è visto. Fatichiamo in Campionato figuriamoci in Champions. Non abbiamo punte, non abbiamo difensori oltre ai 2 o 3 buoni titolari e sul centrocampo apriamo un dibattito“, la dura critica diretta palesemente a Comolli, anche se questi non viene citato, dal famoso comico.

Greggio ha parlato chiaramente di “mettersi il cuore in pace” considerando il mercato impostato male e la possibilità di finire la stagione in modo positivo davvero minima: “Non si può campare sui miracoli di Yildiz, servono 2-3 punte”, afferma Greggio molto deluso da quanto si è visto in campo; possiamo dargli torto? Decisamente, no. Purtroppo.

Moviola Jagiellonia Fiorentina, l’episodio chiave del match di Conference League

Moviola Jagiellonia Fiorentina, l’episodio arbitrale chiave del match valido per i playoff di Conference League

L’episodio arbitrale chiave del match tra Jagiellonia Fiorentina, partita d’andata dei playoff  di Conference League 2025/26. Dirige la sfida l’arbitro austriaco Gishamer .

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L’EPISODIO CHIAVE

PRIMO TEMPO

Il primo fischio arriva dopo pochi secondi, il reo è Piccoli che abbatte due giocatori saltando di testa. Proteste locali per un fallo fischiato a favore di Gosens, il contatto con Pozo sembrava di spalla. Sbracciata di Fabbian per proteggere palla, l’arbitro la punisce e blocca l’azione. Si lamenta Gosens per un anticipo sullo stesso Pozo nettamente sul pallone, Gishamer condanna il piede leggermente alto. Al 21′ incredibile giallo a Fazzini segnalato dall’assistente: il viola arriva nettamente in anticipo, peraltro su una palla che aveva in possesso: una scelta davvero incomprensibile vedendo i replay. Perdonato invece Comuzzo che va in contrasto nella metà campo avversaria con troppa foga. Al 41’Mandragora perde palla e per evitare guai trattiene vistosamente Joswiak: ammonizione scontata, assolutamente giusta. Si va al riposo e i falli sono stati molti, complessivamente 20, tanti i contrasti decisi e le interruzioni di gioco.

SECONDO TEMPO

Anche la prima parte della ripresa presenta un copione fatto di diversi interventi scorretti, sebbene non ci sia particolare cattiveria. Al 59′ illusione dell’1-1 per i padroni di casa, la deviazione a colpo sicuro è in fuorigioco: Gishamer torna indietro nell’azione e fischia una punizione che si conclude con un palo di Jozwiak. All’ora di gioco Marianella, in telecronaca di Sky, dice che l’arbitraggio non gli è finora piaciuto, Minotti ne sottolinea l’incoerenza di certi interventi. Giallo mancato a Mazurek per fallo netto su Fazzini in incursione centrale. A 15′ dalla fine Lezzerini si prende un cartellino per perdita di tempo su un rinvio. Altra ammonizione poco dopo a Wdowik, frustrazione evidente su Parisi. All’80’ rigore per la Fiorentina: fallo di Drachal su Piccoli che lo anticipa, lo stessp centravanti si incarica della trasformazione. I minuti di recupero sono 4. Si chiude la gara con un numero elevato di falli: 19 da parte del Jagiellonia, 15 quelli della Fiorentina.

Jagiellonia Fiorentina 0-3: vince e convince la viola, passaggio del turno in cassaforte?

Jagiellonia Fiorentina LIVE: sintesi, cronaca, tabellino e risultato del match d’andata dei playoff di Conference League 2025-2026

Conclusi i play-off di Champions League, l’attenzione si sposta ora sulla Conference League, dove cresce l’attesa per le sfide della fase a gironi. In Polonia va in scena il confronto tra Jagiellonia e Fiorentina, un match che promette intensità e grande interesse per entrambe le formazioni. Segui il live su Calcionews24.


LIVE JAGIELLONIA FIORENTINA

81′ TRIS DELLA VIOLA! – Splendido rigore di Roberto Piccoli proprio vicino al palo di sinistra. Davvero imparabile per Abramowicz!

66′ RADDOPPIA MANDRAGORA – Rolando Mandragora ha calciato dalla media distanza. A giro è riuscito a metterla nel sette di sinistra. Che gol!

54′ GOL FIORENTINA – Luca Ranieri dopo uno splendido cross incorna di testa sulla destra. Il perfetto tempismo della sua giocata rendono tutto davvero bello.

Inizia la sfida!

FORMAZIONI UFFICIALI JAGIELLONIA FIORENTINA

JAGIELLONIA (4-4-2): Abramowicz; Wojtuszek, Pelmard, Vital,  Wdowik; Pozo, Flach, Mazurek, Jozwiak; Bazdar, Imaz.   Allenatore: Adrian Siemieniec

FIORENTINA (4-3-3): Lezzerini; Fortini, Comuzzo, Ranieri, Gosens; Fabbian, Mandragora, Ndour; Harrison, Piccoli, Fazzini. Allenatore: Paolo Vanoli

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Milan, parla Scaroni: «Aggiornare la bacheca dei trofei? Porca miseria, certo che voglio! I tempi non sono stati facilissimi ma…»

Milan, Scaroni svela: «Aggiornare la bacheca dei trofei? Porca miseria, certo che voglio! I tempi non sono stati facilissimi ma…»

In occasione dei 23 anni di Fondazione Milan, il presidente Paolo Scaroni ha rilasciato alcune dichiarazioni ai media presenti, esprimendo profonda gratitudine nei confronti di Silvio Berlusconi e sottolineando il valore del lavoro svolto dalla fondazione. Un impegno che, secondo Scaroni, rappresenta un pilastro importante non solo per il club, ma anche per la comunità che ruota attorno al mondo rossonero.

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RICORDI SU BERLUSCONI – «Voi non lo sapete, ma domani è l’anniversario di quando Silvio Berlusconi ha comprato il Milan. È una data importante, una grande percentuale di questi trofei la dobbiamo a lui. Venivo a vedere le partite, purtroppo tutte quelle che volevo perché erano gli anni in cui ero all’ENI e all’ENI, dovete sapere, il weekend lo si passa nei paesi musulmani. Non festeggiano la domenica come noi, ma festeggiano il venerdì, e quindi il weekend purtroppo non ero mai a Milano e non ho visto molte partite in quel periodo. Però le seguivo molto».

L’EREDITÀ DI BERLUSCONI – «È stato un uomo formidabile. Mi compiaccio di vedere che, purtroppo dopo la sua morte, anche i suoi oppositori riconoscono i meriti che ha avuto, perché ha avuto meriti imprenditoriali pazzeschi, meriti sportivi pazzeschi, meriti politici pure. Quante sono le persone nel mondo che possono vantare successi così importanti in tre campi diversi, in un grande paese come l’Italia? L’Italia è un grande paese. Da quel punto di vista Berlusconi è stato un uomo eccezionale».

AGGIORNAMENTO DELLA BACHECA – «Porca miseria, certo che voglio. I tempi non sono stati facilissimi, ma mi sembra che nell’insieme abbiamo preso un percorso positivo».

SU FONDATION MILAN – «A me piace molto utilizzare Fondazione Milan per utilizzare questo grande nome del Club ed intervenire su tanti campi della vita sociale. Oggi è stato un esempio di quello che facciamo. Lanciamo 2-3-4 progetti importanti all’anno, e devo dire con grandi risultati, che da un lato contribuiscono a fare del bene e tra l’altro accrescono la reputazione del nostro Club».

Girelli saluta la Juventus Women: il gesto emozionante verso i tifosi al termine della sfida con il Wolfsburg

Girelli saluta la Juventus Women: l’ultimo gesto emozionante verso i tifosi illumina il post‑partita contro il Wolfsburg

La serata europea allo Stadium ha regalato emozioni che vanno ben oltre il risultato del campo. Juventus Women‑Wolfsburg resterà impressa nella memoria degli appassionati come una partita simbolica, segnata dall’addio a Cristiana Girelli, autentica icona del calcio femminile italiano. Per la bandiera bianconera, protagonista di un ciclo ricco di successi, è stata l’ultima apparizione con la maglia della Juventus, un momento che ha inevitabilmente caricato la sfida di un significato speciale.

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Al triplice fischio, lo stadio si è trasformato in un abbraccio collettivo. Girelli si è avvicinata alle tribune gremite per salutare il pubblico, che ha risposto con un’ovazione lunga e sentita. I 4973 spettatori presenti hanno reso omaggio alla campionessa con un calore straordinario, creando un’atmosfera densa di gratitudine e affetto, degna di una giocatrice che ha lasciato un’impronta profonda nella storia del club.

Gli applausi, le lacrime e il giro d’onore finale hanno suggellato un percorso sportivo straordinario. L’uscita dal campo di Girelli non è stata solo un saluto, ma la celebrazione di un’era: un addio che chiude un capitolo luminoso e consegna alla memoria collettiva una delle figure più rappresentative del calcio femminile italiano.

Benfica presentato un reclamo formale alla UEFA! L’accusa è molto pesante: c’entra il Real Madrid… Cosa sta succedendo

Benfica, presentato un reclamo formale alla UEFA: accuse pesanti e il Real Madrid al centro del caso. Le ultimissime

La tensione tra Benfica e Real Madrid continua a crescere alla vigilia del ritorno degli ottavi di Europa League del 25 febbraio. Dopo il caso Vinicius‑Prestianni, il club portoghese ha infatti aperto un nuovo fronte polemico, portando all’attenzione della UEFA un episodio avvenuto nella gara d’andata.

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Come riportato da AS.com, il Benfica ha presentato un reclamo ufficiale per il pugno sferrato da Federico Valverde a Samuel Dahl, ex Roma. L’episodio si è verificato al 38’ della ripresa, quando il centrocampista del Real Madrid, nel tentativo di liberarsi dalla marcatura, ha colpito l’avversario al volto.

Il club lusitano contesta la mancata sanzione disciplinare, definendo “incomprensibile come questa condotta aggressiva non sia stata punita neanche con un’ammonizione”. Una presa di posizione che aggiunge ulteriore tensione a una sfida già carica di polemiche e attesa per il verdetto europeo.

Bologna, Italiano nel post gara: «Speriamo di espugnare anche il Dall’Ara, ormai sembra di avere una maledizione»

Bologna, Vincenzo Italiano ha parlato nel post partita: «Speriamo di espugnare anche il Dall’Ara, ormai sembra…»

Il Bologna si porta a casa il match d’andata contro il Brann grazie allo 0-1 firmato da Castro nei primi minuti, un gol che indirizza la sfida e consegna alla squadra di Italiano un vantaggio prezioso in vista del ritorno. Una prova solida, concreta, costruita sulla gestione dei momenti e sulla capacità di soffrire quando necessario.

Al termine della partita, Vincenzo Italiano ha analizzato la prestazione ai microfoni di Sky Sport, soffermandosi sull’approccio della squadra e sull’importanza del risultato ottenuto in trasferta.

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PAROLE – «Ci siamo adeguati perché sapevamo di trovare un terreno un po’ così. Siamo riusciti a vincerla e portarla a casa e adesso abbiamo un vantaggio di un gol. Era importante vincere oggi, i ragazzi hanno dimostrato una grande unione. Abbiamo perso tanto terreno in campionato, e adesso quello dovrà essere il nostro obiettivo»

«Permettetemi una battuta: speriamo adesso di espugnare anche il Dall’Ara, ormai sembra di avere una maledizione quando giochiamo in casa»

CASTRO «È un piacere avere ragazzi come lui, ovunque si trovi chiacchiera sempre di calcio. Ha iniziato a far gol con continuità e speriamo continui così. Ha un’educazione incredibile, è un uomo squadra. Si sacrifica tanto durante la partita, e oggi ha fatto un gran gol»

ANALISI «Abbiamo ridato un po’ di entusiasmo al gruppo dopo queste due vittorie consecutive. Giocare ogni tre giorni non è sempre facile, perché bisogna saper archiviare velocemente anche le sconfitte. Ultimamente stiamo concedendo poco, siamo molto più attenti rispetto a qualche partita fa».

Ancelotti svela a sorpresa: «Credo che rinnoverò con il Brasile per quattro anni». Le sue parole

Carlo Ancelotti sorprende tutti: «Credo che rinnoverò con il Brasile per quattro anni». Ecco le sue dichiarazioni

Carlo Ancelotti, a meno di un anno dal suo insediamento sulla panchina della nazionale brasiliana, guarda già oltre il Mondiale estivo. Il tecnico italiano, reduce dall’esperienza al Real Madrid, sembra aver trovato rapidamente il proprio equilibrio nel nuovo ruolo e non nasconde di voler proseguire il percorso intrapreso con la Seleção.

Partite oggi, stasera e domani: guida alla Diretta TV

Ai microfoni di Movistar, Ancelotti ha infatti dichiarato: “Penso che rinnoverò per quattro anni col Brasile“, lasciando intendere una forte volontà di continuità. Un’affermazione che conferma quanto si senta coinvolto nel progetto tecnico e umano che sta costruendo con la federazione verdeoro.

Lo stesso allenatore ha aggiunto: “È un nuovo lavoro… e ne sono davvero colpito“, sottolineando l’entusiasmo con cui sta vivendo questa esperienza. Qualora il rinnovo si concretizzasse, Ancelotti guiderebbe il Brasile non solo al Mondiale imminente, ma anche all’edizione del 2030, prolungando così la sua avventura alla guida della Seleção.

Pagelle Brann Bologna: Castro illumina, Cambiaghi incisivo! Male Zortea e Ferguson. I VOTI

Pagelle Brann Bologna: ecco i TOP e FLOP della sfida valida per i playoff di Europa League 2025/2026. Ecco i voti

Il Bologna torna protagonista in Europa League, nella partita d’andata dei playoff di contro il Brann. Per i rossoblù una sfida cruciale, in attesa della gara di ritorno al Dall’Ara. Ecco i voti:

I VOTI

BRANN – Dyngeland 5.5; De Roeve 5.5, Pallesen 5.5, Boakye 5.5, Soltvedt 6 (79′ Dragsnes sv); Ingason 6 (69′ Pedersen 6), Sorensen 6, Myhre 6; Mathisen 5.5 (79′ Finne sv), Holm 5, Thorsteinsson 6.5 (79′ Haaland sv).

BOLOGNA – Skorupski 6.5; Zortea 5.5, Vitik 6.5, Lucumí 6.5, Miranda 6; Freuler 6, Moro 6.5 (75′ Pobega 6); Bernardeschi 6.5 (46′ Orsolini 6.5), Ferguson 5.5 (75′ Sohm 6), Cambiaghi 7 (87′ Rowe sv); Castro 7 (46′ Dallinga 6.5). 

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Pancaro svela: «Alla Lazio realizzato il sogno della mia vita, vincere lo scudetto! Sul Cagliari…»

Pancaro si racconta: «Alla Lazio realizzato il sogno della mia vita, vincere lo scudetto! Sul Cagliari…». Le dichiarazioni

Giuseppe Pancaro è intervenuto quest’oggi ai microfoni de Il Cagliari in diretta, la trasmissione di Radiolina dedicata al mondo rossoblù. L’ex difensore della Lazio ha analizzato il momento della squadra e le prospettive in vista della sfida di sabato alla Domus contro gli uomini di Fabio Pisacane.

Di seguito le sue dichiarazioni, nelle quali ha offerto spunti e considerazioni sul percorso del Cagliari e sulle insidie del prossimo impegno.

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CAGLIARI LAZIO – «Questa è la mia partita, cinque anni a Cagliari stupendi, sei alla Lazio dove ho realizzato il sogno della mia vita, ovvero vincere lo scudetto!».

MOMENTO LAZIO – «E’ un momento molto negativo in casa Lazio, ormai il rapporto si è rotto tra tifoseria e società e la sensazione è che non si possa risanare, al punto che i tifosi non stanno andando allo stadio. E’ un sacrificio grandissimo questo, ma lo fanno perché pensano sia l’unico modo per cambiare le cose».

ENTUSIASMO – «Non c’è grande entusiasmo, ma la Lazio ha bisogno di fare punti perché è una brutta classifica. Verrà una squadra che cercherà di fare la propria partita al meglio che può».

Fiorentina, parla Paratici: «Sono molto felice di essere tornato in Italia. Vi spiego la scelta della viola. Questa sera…»

Fiorentina, Fabio Paratici ha rilasciato alcune dichiarazioni nel pre gara della sfida di Conference League contro il Jagiellonia

Ai microfoni di Sky Sport, il direttore sportivo della Fiorentina Fabio Paratici è intervenuto nel prepartita della sfida di Conference League contro il Jagiellonia, introducendo i temi principali del match e lo stato della squadra viola.

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PAROLE «Viviamo un momento delicato ma dobbiamo dividere Conference e campionato, vogliamo dare il massimo in ogni partita. Stasera abbiamo 13 giocatori su 23 che escono dal nostro settore giovanile, 4 su 5 formati all’interno del club nella linea difensiva, 9 italiani su 11. Giochiamo al massimo, spendo che affrontiamo un momento delicato.

Sono molto felice di essere tornato in Italia intanto. Vogliamo una squadra funzionale a ciò che l’allenatore vuole costruire, si voleva passare da difesa a 3 a 4, con centrocampisti che si inseriscono, esterni che saltano l’uomo: questo è stato il pensiero della società e in parte mio, visto che ero ancora al Tottenham»

SCELTA FIORENTINA – «Come ho spiegato in conferenza, è una scelta coraggiosa, anche se sembra incosciente. So benissimo dove mi porta la scelta e i rischi, ho pensato che la Fiorentina anche all’ultimo posto potesse avere risorse umane e societarie per venirne fuori e costruire qualcosa per il futuro, viste le infrastrutture di primo livello. Per questo ho firmato un contratto molto lungo, non sono un dirigente di passaggio».

Moviola Brann Bologna, l’episodio arbitrale chiave del match di Europa League

Moviola Brann Bologna, l’episodio arbitrale chiave del match valido per i playoff di Europa League. I dettagli

L’episodio arbitrale chiave del match tra Brann Bologna, partita d’andata dei playoff di Europa League 2025/26. Dirige la sfida l’arbitro Obrenovic.


L’EPISODIO CHIAVE

Nel match del Brann Stadion, l’arbitro Rade Obrenovic ha gestito una gara complessivamente corretta, intervenendo con decisione nei pochi episodi dubbi. I primi provvedimenti disciplinari arrivano presto: al 14’ ammonisce Federico Bernardeschi per un intervento irregolare, mentre al 31’ finisce sul taccuino anche Nana Boakye del Brann per un fallo in ritardo. Nessun episodio da VAR sul gol del vantaggio del Bologna al 9’, firmato da Santiago Castro dopo una splendida azione personale: posizione regolare e nessun contatto falloso nella costruzione dell’azione. Il primo tempo si chiude senza ulteriori situazioni controverse.

Nella ripresa, Obrenovic mantiene la stessa linea di giudizio, lasciando correre quando possibile e intervenendo solo nei casi necessari. La gestione dei numerosi cambi — ben sei tra il 46’ e il 75’ — avviene senza intoppi, così come il controllo dei minuti finali, in cui non emergono proteste né episodi da rivedere. Al 90’+4 il direttore di gara fischia la fine dopo aver controllato il cronometro, chiudendo una partita ordinata dal punto di vista arbitrale e priva di decisioni realmente controverse.

Partite oggi, stasera e domani: guida alla Diretta TV

Brann Bologna 0-1: vittoria importante dei rossoblù in trasferta, si decide tutto al Dall’Ara! Decide il gol di Castro

Brann Bologna LIVE: sintesi, cronaca, tabellino e risultato del match d’andata dei playoff di Europa League 2025-2026

Conclusi i play-off di Champions League, l’attenzione si sposta ora sull’Europa League, dove cresce l’attesa per le sfide della fase a gironi. Al Brann Stadion va in scena il confronto tra Brann e Bologna, un match che promette intensità e grande interesse per entrambe le formazioni. Segui il live su Calcionews24.


LIVE BRANN BOLOGNA

9′ GOL BOLOGNA – Grande azione personale di Santiago Castro conclusa con un bel tiro in area. Palla indirizzata con precisione all’angolino basso di destra. Niente da fare per Dyngeland.

Inizia la sfida!

FORMAZIONI UFFICIALI BRANN BOLOGNA

BRANN (4-3-3): Dyngeland; De Roeve, Pallesen, Boakye, Soltvedt; Ingason, Sørensen, Myhre; Mathisen, Holm, Thornsteinsson. Allenatore: Freyr Alexandersson.
A disposizione: Vidtun Nilsen, Klausen, Finne, Dragsnes, Pedersen, Sande, Haaland, Eikrem, Remmem, Holten.

BOLOGNA (4-3-3): Skorupski; Zortea, Vitik, Lucumì, Miranda; Moro, Freuler, Ferguson; Bernardeschi, Castro, Cambiaghi. Allenatore: Vincenzo Italiano.
A disposizione: Ravaglia, Pessina, Pobega, Orsolini, Rowe, Heggem, Casale, João Mário, Odgaard, Sohm, Dallinga, Dominguez.

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Cremonese, Luperto si presenta: «Felice di essere qui. Ha inciso la presenza di mister Nicola, ho parlato tanto con lui»

Cremonese, Luperto non ha dubbi: «Felice di essere qui. Ha inciso la presenza di mister Nicola, ho parlato tanto con lui»

Arrivato da poco più di due settimane, Sebastiano Luperto si è già imposto come uno dei punti di riferimento della difesa grigiorossa. Il centrale classe ’96 è stato schierato titolare sia contro Atalanta che contro Genoa, mettendosi subito in evidenza e firmando anche un assist per Thorsby nella sfida di Bergamo.

Al termine dell’allenamento mattutino, Luperto ha preso la parola in conferenza stampa, offrendo le sue prime impressioni sull’ambiente, sul lavoro svolto finora e sulle prospettive della squadra nelle prossime settimane. Le sue parole:

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Come si è evoluta la trattativa che ti ha portato a Cremona e cosa ti ha spinto a scegliere il progetto grigiorosso?
“Senza dubbio ha inciso la presenza di mister Nicola, ho parlato tanto con lui e conosco sia le sue richieste che ciò che può dare alla squadra. Mi ha detto che l’obiettivo di quest’anno è raggiungere la salvezza, per poi poter fare bene anche nel futuro. Sono felice di essere qui”.

Il calendario parla di Roma e Milan nelle prossime due partite. Come vedi queste sfide?
“Affronteremo due grandissime squadre che stanno esprimendo un grande calcio, ma sappiamo che in questo sport possono esserci delle sorprese, quindi cercheremo di fare del nostro meglio e portare a casa punti che sarebbero preziosissimi”.

In casa giallorossa il neo acquisto Malen è uno dei trascinatori. Da difensore, che sfida ti aspetti contro questo grande attaccante?
“Sta facendo benissimo, ma sono sicuro che ci faremo trovare pronti. Siamo consapevoli del valore della Roma e delle sue individualità, cercheremo di metterli in difficoltà lavorando come abbiamo fatto nelle ultime partite”.

Sei arrivato in una fase delicata del campionato, con la vittoria grigiorossa che manca da qualche giornata. Che ambiente hai trovato nello spogliatoio?
“Il fatto di non vincere da qualche giornata può incidere, ma è fondamentale rimanere lucidi e avere pazienza: basta una scintilla per cambiare tutto. Stiamo lavorando nel migliore dei modi, ci faremo trovare pronti e cercheremo di accendere questa scintilla”.

Sei un difensore con tanti campionati e tante salvezze alle spalle. Quali insegnamenti ti porti dietro alla luce di questa esperienza?
“Sicuramente serve tanta dedizione nel lavoro e questo vale per qualunque obiettivo ci si prefissi nel calcio e nella vita. Serve lucidità, voglia irrefrenabile di arrivare all’obiettivo”.

Perché i tifosi della Cremo devono mantenere la fiducia in voi?
“Perché c’è bisogno di tutti, è un fattore fondamentale per la salvezza. In campo scendiamo noi, ma alle nostre spalle c’è una macchina importante al nostro servizio e soprattutto ci sono i tifosi che ci supportano. Parlo a nome mio e di tutta la squadra, è importante che anche noi diamo supporto a loro così come loro lo hanno dato sin qui a noi”.

Cassano non ha dubbi: «Bodo? Sono convinto che è stata la peggior partita dell’Inter di Chivu. Freddo? Un alibi»

Cassano sicuro: «Bodo? Sono convinto che è stata la peggior partita dell’Inter di Chivu. Freddo? Un alibi». Le sue parole

Antonio Cassano, ex attaccante e oggi opinionista, è intervenuto a Viva El Futbol per commentare la pesante sconfitta dell’Inter contro il Bodo/Glimt nel playoff di Champions League. Il 3-1 subito dai nerazzurri, frutto di una prestazione opaca e ricca di errori, ha acceso il dibattito nel post-partita e alimentato numerose discussioni sul momento della squadra.

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LA SCONFITTA INASPETTATA, MA NON TROPPO – «La sconfitta è stata inaspettata fino ad un certo punto: ha preso tre gol il City, ha perso l’Atletico e la Juve ha rischiato le penne. Quando vai lì, sicuramente l’alibi più grande è il campo e il freddo: cagate. Perché se giochi col Barcellona in quelle condizioni, già sono forti, così sono avvantaggiati: chi non lo conosce pensa che col Bodo fai una buona partita e la porti a casa».

L’ANALISI DELLA PARTITA – «Il Bodo è una buonissima squadra, è allenata molto bene. Poi parlano del campo sintetico: ma che ritmo infernale ha avuto? Chivu dice che non se l’aspettavano, io non voglio pensarlo: io sono convinto che è stata la peggior partita dell’Inter di Chivu. Ha perso altre partite giocando bene: questa è stata la peggiore».

PREVISIONI PER SAN SIRO – «Ma sono convinto che a San Siro sarà un inferno per il Bodo e l’Inter passerà. Ma in Italia dobbiamo iniziare a capire certe cose: il calcio europeo è un’altra cosa. Il Bodo ti dà una rumba e ti è andata bene: potevano fare anche il quarto e rischi la vita. Poi se tu hai il passo come loro, viene fuori la qualità e vinci: ma devi avere ritmo, personalità e coraggio. Cose che l’Inter non ha avuto: ma sono convinto che la ribalterà».

SOTTOVALUTAZIONE E PRESTAZIONE INDIVIDUALE – «Il migliore in campo è stato Darmian che non giocava da una vita: questo ti fa capire tante robe. Se c’è stata sottovalutazione? Per me sì, ho quest’impressione».

Formazioni ufficiali Jagiellonia Fiorentina, le scelte di Vanoli per i playoff di Conference League

Formazioni ufficiali Jagiellonia Fiorentina, le scelte da parte di Vanoli per l’importante sfida in chiave qualificazione

Questa sera i viola di Vanoli saranno di scena in Polonia, nella partita d’andata dei playoff di Conference League contro lo Jagiellonia. Una partita fondamentale per i viola, che vogliono riscattarsi contro un avversario alla portata.

FORMAZIONI UFFICIALI

JAGIELLONIA (4-4-2): Abramowicz; Wojtuszek, Pelmard, Vital,  Wdowik; Pozo, Flach, Mazurek, Jozwiak; Bazdar, Imaz.   Allenatore: Adrian Siemieniec

FIORENTINA (4-3-3): Lezzerini; Fortini, Comuzzo, Ranieri, Gosens; Fabbian, Mandragora, Ndour; Harrison, Piccoli, Fazzini. Allenatore: Paolo Vanoli

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Fabregas, crolla l’immagine del “maestro”: a San Siro svanisce il mito del guru impeccabile

Fabregas, la maschera cade: a San Siro si incrina l’immagine del “guru” impeccabile e svanisce il mito del tecnico elegante

Il pareggio per 1-1 tra Milan e Como non verrà ricordato per la qualità del gioco o per il peso in classifica, ma per l’immagine simbolica di una maschera che si incrina: quella di Cesc Fàbregas. Da mesi, infatti, attorno al tecnico catalano si è costruita una narrazione quasi celebrativa, che lo dipinge come nuovo “guru” del calcio europeo, esteta del bel gioco e comunicatore impeccabile. A San Siro, però, questa immagine patinata si è scontrata con la realtà.

L’editoriale parla chiaro: il re è nudo. Fino all’80’, Fàbregas ha mantenuto la consueta postura di superiorità, quella di chi sembra voler impartire lezioni di stile e modernità calcistica. Poi, improvvisamente, è arrivato il cortocircuito che ha cambiato la percezione dell’intera serata.

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Il gesto che ha fatto discutere è stato evidente: trattenere Alexis Saelemaekers per impedirgli di rientrare in campo e fermare una ripartenza. Un comportamento che stride con l’immagine del “gentiluomo della panchina” e che ricorda più un espediente da categorie minori che l’atteggiamento di un campione del mondo. Ancora più stonata appare questa scelta se confrontata con le critiche rivolte all’andata al Milan di Allegri, accusato di risultatismo e poco palleggio. A San Siro, invece, il Como ha mostrato un pragmatismo quasi allegriano.

Massimiliano Allegri, espulso per aver difeso il proprio giocatore, ha centrato un punto fondamentale: serve rispetto. Si può proporre un calcio moderno, si può avere un’idea brillante, ma non ci si può erigere a maestri morali se poi, sotto pressione, si cade in contraddizioni così evidenti. Fàbregas farebbe bene a scendere dal piedistallo su cui parte della critica lo ha collocato: giudicare un tecnico che ha vinto tutto, definendolo “fortunato” o “superato”, è un esercizio di arroganza che ieri ha trovato la sua inevitabile controprova.

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