Pagina 338 – Calcio News 24

Lautaro l’insaziabile: preso Boninsegna, ora caccia al record di Altobelli! E contro la Juve ha una missione

Lautaro l’insaziabile: preso Boninsegna, ora caccia al record di Altobelli! E contro la Juve ha una missione: i numeri del capitano dell’Inter

Con la rete siglata nell’ultimo turno, Lautaro Martinez entra di diritto nell’Olimpo della storia dell’Inter. Il capitano argentino ha raggiunto quota 171 gol ufficiali con la maglia nerazzurra, eguagliando una leggenda sacra come Roberto Boninsegna. I numeri del “Toro” in questa stagione sono semplicemente spaventosi: 18 centri complessivi, di cui ben 14 in campionato, con un ruolino di marcia impressionante che lo ha visto andare a segno 10 volte nelle ultime 12 uscite di Serie A.

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Ora l’obiettivo del campione del mondo si sposta ancora più in alto: nel mirino c’è Alessandro Altobelli, secondo marcatore all-time della Beneamata con 209 reti. La distanza è di sole 38 lunghezze, un traguardo ampiamente alla portata considerando il contratto in scadenza nel 2029 che lega il numero 10 a Milano. Il prossimo banco di prova sarà il Derby d’Italia contro la Juventus: un’occasione d’oro per zittire chi critica il suo score nei big match e continuare la scalata verso l’eternità sportiva.

Mercato Roma, occhi su Corvi: il giovane portiere del Parma ha stregato Massara! Pronto l’assalto in estate

Mercato Roma, occhi su Corvi: il giovane portiere del Parma ha stregato Massara! Pronto l’assalto in estate: la strategia per il futuro

Nonostante il gong della sessione invernale di calciomercato sia suonato da pochissimo, negli uffici di Trigoria il lavoro di programmazione non conosce soste. La dirigenza della Roma, sempre attenta a cogliere le opportunità per rinforzare la rosa in prospettiva, ha già iniziato a pianificare le strategie per la prossima stagione. Sotto la lente d’ingrandimento del direttore sportivo Frederic Massara è finito il reparto dei portieri, dove non sono escluse rivoluzioni o innesti di spessore durante i mesi estivi. L’obiettivo è garantire a lungo termine affidabilità e sicurezza tra i pali dei Capitolini.

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Secondo quanto riportato dalle indiscrezioni di Calciomercato.it, il nome nuovo sul taccuino del dirigente giallorosso è quello di Edoardo Corvi. L’estremo difensore attualmente in forza al Parma si sta rendendo protagonista di una stagione di altissimo livello, attirando su di sé le attenzioni di diverse big della Serie A. Il portiere dei Ducali, cresciuto nel vivaio e ormai maturato, rappresenta una delle opzioni monitorate con maggiore interesse per giugno, complice un rendimento che sta contribuendo in modo decisivo al cammino della sua squadra.

I numeri stagionali di Corvi parlano chiaro e certificano la bontà delle sue prestazioni. Finora, il guardiano della porta dei Crociati ha collezionato 12 presenze complessive, tutte nel massimo campionato, restando in campo per l’intera durata delle gare e totalizzando 1.080 minuti giocati. Nonostante le difficoltà intrinseche di difendere la porta di una squadra che lotta su ogni pallone, ha subito 16 reti ma è riuscito nell’impresa di mantenere la porta inviolata in ben 4 occasioni (clean sheet). Un dato significativo che evidenzia non solo le sue doti tecniche tra i pali, ma anche una personalità da leader e una continuità di rendimento che la Roma cerca disperatamente per blindare il proprio futuro.

Calciomercato Milan, casting per l’attacco: non solo Vlahovic! Tre nomi sul taccuino, il sogno di Tare gioca in Premier League

Calciomercato Milan, casting per l’attacco: non solo Vlahovic! Tre nomi sul taccuino, il sogno di Tare gioca in Premier League: ecco di chi si tratta

Archiviata definitivamente la pista che portava al possente Jean-Philippe Mateta, il Milan non perde tempo e avvia le grandi manovre per rifondare l’attacco in vista della stagione 2026/27. La dirigenza del Diavolo, sotto la sapiente regia del direttore sportivo Igli Tare, sta valutando attentamente ogni mossa per potenziare il reparto avanzato a disposizione di Massimiliano Allegri. Mentre si attendono risposte definitive sul campo dal panzer tedesco Niclas Füllkrug e dal talentuoso jolly francese Christopher Nkunku, e confidando nel pieno recupero fisico del bomber messicano Santiago Gimenez, il club di via Aldo Rossi ha già individuato tre obiettivi di lusso per il futuro.

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Secondo le indiscrezioni rilanciate da Tuttosport, il casting rossonero si è ristretto a profili di altissimo livello internazionale, capaci di infiammare San Siro. In pole position ci sono due vecchie conoscenze della Serie A: Moise Kean e Dusan Vlahovic. L’attaccante azzurro della Nazionale e il potente centravanti serbo rappresentano garanzie tecniche che l’allenatore livornese ha già avuto modo di apprezzare e valorizzare in passato. La strategia è chiara: serve una punta capace di garantire profondità, fisicità e, soprattutto, un bottino di reti assicurato per competere ai vertici in Italia e in Europa.

Ma il vero sogno di mercato, la ciliegina sulla torta, porta direttamente a Londra. Il terzo nome cerchiato in rosso sulla lista di Tare è Gabriel Jesus. L’attaccante brasiliano dell’Arsenal, giocatore di tecnica sopraffina e grande mobilità, sembra deciso a non rinnovare il contratto con i Gunners. Una situazione di stallo che lo trasformerebbe in un’occasione irripetibile di mercato. La dirigenza meneghina è pronta a cogliere l’attimo per questo colpo a parametro zero, monitorando però con estrema attenzione le condizioni fisiche del giocatore, variabile decisiva per l’affondo finale.

Albertini racconta: «A Barcellona trattato da re, litigai con Ancelotti. Ho un retroscena sul mio ritiro dal calcio»

Albertini racconta: «A Barcellona trattato da re, litigai con Ancelotti. Ho un retroscena sul mio ritiro dal calcio». Le parole dell’ex Milan

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Demetrio Albertini si racconta a partire dagli inizi nel calcio, fino al Milan e poi al Barcellona.

RICORDI, GLI INIZI ALL’ORATORIO – «Sono stati anni belli, formativi. Mi hanno permesso di crescere nel modo giusto: un pallone, tanta spensieratezza e un grande senso di comunità».

LE GIOVANILI NEL MILAN E LO SCATTO DA RACCATTAPALLE – «Fu un caso, ma fa parte di una serie di memorie che ho collezionato in tantissimi anni di Milan. Sono arrivato che avevo 11 anni e sono andato via a trentuno. Ho vissuto un’epoca gloriosa, è stato un periodo fantastico della mia vita».

IL MIO ESORDIO IN SERIE A A 17 ANNI CON SACCHI – «Di quel giorno ricordo tutto e niente, un saliscendi d’emozioni. Di Sacchi mi porto l’essere maniacale. A volte, quando aveva un momento libero, mi prendeva da parte e mi parlava di tattica, schemi, movimenti, spostava pedine sulla lavagnetta: era iperattivo, spinto da una passione rara».

LA CONSACRAZIONE CON CAPELLO – «Dico sempre che esordire in Serie A è un conto, restare per oltre quindici anni ad alti livelli è la vera sfida. Di Fabio ricordo i rapporti fantastici con i calciatori, aveva un’empatia unica… pur non essendo un chiacchierone».

LA LITE CON ANCELOTTI – «Partiamo dal presupposto che io ho discusso con tutti gli allenatori che ho avuto, penso sia un record. Con Carlo sì, litigammo, e mi uscì una frase molto forte. Ma poi è tutto rientrato, abbiamo un rapporto ottimo e lo stimo tantissimo come tecnico».

IL MOMENTO MIGLIORE DELLA CARRIERA? – «Difficile sceglierne uno, ma se proprio devo dico la finale di Atene del ‘94. Fu un anno strepitoso e quella la partita perfetta. Doppietta di Massaro, gol del genio Savicevic e del mio amico Desailly. Io e Marcel formavamo una grande coppia».

IL PEGGIORE? – «L’Europeo del 2000. Perdemmo all’ultimo, al Golden gol e forse ebbi la sensazione che sarebbe stata l’ultima vera occasione di vincere in azzurro. Vederla sfumare così mi ha fatto male…».

LA FINALE PERSA AD USA 94 – «Sì, perdere una finale dei mondiali in quel modo è stato tremendo. Però, sa, avevo 22 anni e tutta la carriera davanti. Avevo l’incoscienza e la spensieratezza del più giovane del gruppo. Ricordo che Sacchi mi chiese me la sentissi di calciare e io andai senza pensare. Mentre c’era chi si nascondeva dietro alla panchina pur di non calciare. Non dirò mai i nomi, ma giocavano uno nel Milan e l’altro nell’Inter…».

IL BARCELLONA – «Mi chiamò Rijkaard, mio compagno al Milan, e mi disse che aveva bisogno di un uomo spogliatoio. Io andai di corsa. A Barcellona sono stato trattato da re. Credo che più che il calciatore sia emerso l’uomo. Pensi che una volta sono tornato con Baggio a Barcellona e lui, vedendo l’affetto della gente, mi disse: ‘Demetrio ma quanti anni sei stato qui?’».

L’ACCOGLIENZA DI MESSI – «Mi vergogno un po’ a dirlo, ma non lo conoscevo. Era appena tornato dal mondiale U20 vinto con l’Argentina. Joan ci presentò. Lui, invece, sapeva tutto. ‘Sei Albertini, centrocampista del grande Milan’. Io invece non sapevo chi fosse. Mi sono bastati due allenamenti per capire che era un marziano. E in quella squadra c’erano Ronaldinho, Eto’o e compagnia».

IL RAPPORTO CON I PRESIDENTI – «Fantastico. Sia con Berlusconi sia con Bartomeu e Laporta. Josep è anche un amico, venne a Villa Raverio quando morì mio padre. Non voleva mancare al funerale. È stato un gesto che non dimenticherò».

L’ADDIO AL CALCIO – «C’è anche un retroscena. Laporta mi chiese di farla al Camp Nou, io chiamai Galliani e chiesi di trovare un accordo per giocarla invece a San Siro. E la facemmo lì alla fine. C’erano 8 palloni d’oro in campo, ricordo che Van Basten in campo era stupito. ‘Solo tu potevi raggruppare tutte queste leggende, ci hai fatto vivere una serata magica’. Lui venne da Rotterdam.. e voleva vincere anche lì. In panchina c’era Capello, sembrava di essere tornati indietro nel tempo. E quando fece gol Marco venne giù lo stadio. In tribuna c’erano papà che spiegavano ai figli che quella squadra aveva segnato la storia. La loro, del Milan, ma in fondo anche la nostra».

Ghilardi Roma, chance col Cagliari e non solo: può scattare l’obbligo di riscatto! I dettagli

Ghilardi Roma, chance col Cagliari e non solo: domani contro i sardi può scattare l’obbligo di riscatto! I dettagli e le cifre dell’accordo

Da possibile esubero a perno della retroguardia, il passo è stato breve ma intenso. La parabola di Daniele Ghilardi alla Roma ha subito un’accelerazione improvvisa e la sfida casalinga contro il Cagliari potrebbe rappresentare il punto di svolta definitivo della sua stagione. L’emergenza in difesa, dettata dall’indisponibilità di Mario Hermoso, costringe Gian Piero Gasperini a rivedere i piani. Il centrale spagnolo, uscito malconcio dalla trasferta di Udine per una forte contusione al collo del piede, non sarà rischiato. Al suo posto, il tecnico dei Capitolini è pronto a lanciare dal primo minuto il difensore classe 2003, che ha saputo scalare le gerarchie scavalcando anche il polacco Ziolkowski, inizialmente preferito nelle rotazioni.

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La gara contro i Sardi assume un valore doppio per il giovane difensore. Oltre all’opportunità di riscattare la prestazione opaca dell’andata, in ballo c’è il futuro contrattuale. Arrivato in prestito oneroso dall’Hellas Verona, il suo riscatto fissato a 9 milioni di euro totali diventerà obbligatorio, secondo Il Messaggero, al primo punto conquistato dai Giallorossi nel mese di febbraio. Un pareggio o una vittoria all’Olimpico, dunque, sancirebbero il matrimonio definitivo con il club.

La crescita del ragazzo è stata certificata dallo stesso Gasperini, il quale ha sottolineato come, dopo un avvio complicato dovuto al ritardo di condizione e all’adattamento tattico rispetto al sistema degli Scaligeri, Ghilardi abbia mostrato un’evoluzione esponenziale. La sua marcatura rocciosa e la duttilità hanno convinto l’ambiente, facendo dimenticare anche qualche sbavatura europea contro il Panathinaikos. A benedire il suo percorso è arrivato anche il parere illustre di Aldair: lo storico difensore brasiliano ha elogiato la personalità e la tranquillità messa in campo dal giovane, doti fondamentali per imporsi in una piazza esigente come quella romana.

Moviola Sassuolo Inter, c’era fuorigioco di Thuram prima del gol di Bisseck? Dubbi sul var, il giudizio dei giornali

Moviola Sassuolo Inter, c’era fuorigioco di Thuram prima del gol di Bisseck? Dubbi sul var, il giudizio dei giornali sull’operato di Chiffi

La schiacciante vittoria dell’Inter al Mapei Stadium, terminata con un rotondo 0-5, non ha esentato la direzione di gara di Daniele Chiffi dall’analisi critica dei principali quotidiani sportivi. Sebbene il risultato non sia mai stato in discussione, la prova del fischietto padovano viene giudicata sufficiente ma con riserva, a causa di un episodio chiave che ha sbloccato il match e che ha evidenziato un “buco” nell’attuale protocollo VAR.

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Il nodo del contendere riguarda la rete del vantaggio siglata da Yann Bisseck. Il difensore centrale tedesco dei Nerazzurri ha segnato regolarmente sugli sviluppi di un calcio d’angolo, ma le polemiche nascono dall’azione precedente che ha portato al tiro dalla bandierina. Secondo il Corriere dello Sport e la Gazzetta dello Sport, l’attaccante francese Marcus Thuram sembrava essere in posizione di fuorigioco al momento di avviare l’azione. Tuttavia, poiché dal corner nasce tecnicamente una “nuova azione”, il VAR non ha potuto intervenire per sanare l’errore dell’assistente, che avrebbe dovuto segnalare l’offside in origine. Una situazione definita “da annullare” moralmente, ma inattaccabile proceduralmente.

Nessun dubbio, invece, sul raddoppio firmato dallo stesso Thuram: la posizione del numero 9 della Beneamata era tenuta in gioco dal centrale polacco Sebastian Walukiewicz. Corretta anche la decisione di annullare la rete della bandiera del Sassuolo: il gol dell’incursore norvegese Kristian Thorstvedt è stato invalidato per un fuorigioco millimetrico dell’esterno francese Armand Laurienté (un pezzetto di rotula oltre la linea) nella costruzione della manovra.

Infine, giusta la gestione disciplinare sul poker nerazzurro. Le proteste del portiere kosovaro Arijanet Muric per un presunto fallo (in realtà uno scontro con il compagno di squadra) hanno scatenato la reazione del veterano serbo Nemanja Matic. L’ex Roma, dopo aver perso le staffe, è stato prima ammonito e poi espulso per qualche parola di troppo, macchiando il finale di una gara già compromessa.

Atalanta Cremonese, Palladino sfida il tabù neopromosse: obiettivo Europa e continuità

Atalanta Cremonese, Palladino sfida il tabù neopromosse: obiettivo Europa e continuità. Oggi la prova del nove per la Dea

È il giorno della verità per l’Atalanta, chiamata a un esame di maturità fondamentale tra le mura amiche del “Gewiss Stadium”. Contro la Cremonese, la truppa guidata da Raffaele Palladino deve dimostrare di aver superato il suo più grande limite stagionale: l’allergia alle cosiddette “piccole”. L’analisi della Gazzetta dello Sport evidenzia un paradosso statistico che stride con il recente rendimento della Dea: se il 2026 ha portato in dote un ruolino di marcia invidiabile con quattro vittorie, due pareggi e una sola rete incassata in sei gare, il tallone d’Achille restano le formazioni neopromosse.

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I numeri raccontano una storia di occasioni sprecate. Contro Pisa, Sassuolo e proprio i Grigiorossi, gli Orobici hanno racimolato la miseria di 3 punti sui 12 disponibili. Un bottino magro, frutto di tre pareggi e della pesante sconfitta interna per 0-3 contro gli emiliani, che rappresentò l’ultimo atto della gestione del tecnico croato Ivan Juric. La proiezione virtuale lascia l’amaro in bocca: con quei 9 punti lasciati per strada, oggi i bergamaschi sarebbero appaiati alla Juventus al quarto posto, in piena zona Champions League. Invece, la media punti contro le neopromosse crolla drasticamente rispetto al rendimento generale della squadra.

Vincere oggi assume un significato doppio. Significherebbe mettere pressione al Como, atteso dal complicato recupero contro il Milan, e allungare sul Bologna in fase calante. Palladino, allenatore campano subentrato in corsa, ha il compito di interrompere questa maledizione. Nonostante le assenze pesanti per squalifica del giovane difensore Honest Ahanor e del capitano Marten de Roon, il tecnico può contare sull’entusiasmo generato dal recente trionfo in Coppa Italia contro i Bianconeri. La ricetta del mister è chiara: basta alti e bassi. Palladino si è assunto la responsabilità della discontinuità e chiede ai suoi di replicare lo spirito guerriero visto nell’ultimo mese per frantumare definitivamente questo tabù.

Juve, Kalulu è il bomber che non ti aspetti! Il pari con la Lazio e i numeri della svolta: il francese è l’uomo in più per Spalletti

Juve, Kalulu è il bomber che non ti aspetti! Il pari con la Lazio e i numeri della svolta: l’importanza del difensore francesi per Spalletti

Il pareggio acciuffato in extremis all’Allianz Stadium contro la Lazio porta la firma indelebile di Pierre Kalulu. Il gol del 2-2 siglato nei minuti di recupero non vale solo un punto prezioso per la Juventus, ma certifica la definitiva trasformazione del difensore francese. Come evidenziato dall’analisi della Gazzetta dello Sport, l’ex Milan sta vivendo una stagione di grazia sotto il profilo realizzativo, diventando un fattore determinante nello scacchiere tattico di Luciano Spalletti.

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I numeri non mentono: in sole 24 presenze di questo campionato, il duttile centrale classe 2000 ha partecipato attivamente a cinque reti, collezionando due gol e tre assist. Un rendimento offensivo sorprendente se paragonato al passato: nelle precedenti 100 apparizioni in Serie A, Kalulu aveva messo a referto lo stesso numero complessivo di contribuzioni (tre marcature e due passaggi vincenti). Per il tecnico toscano della Vecchia Signora, il venticinquenne non è più solo una garanzia in copertura, ma un’arma tattica aggiunta capace di scardinare le difese avversarie con inserimenti puntuali e decisivi.

Moviola Juve Lazio, Guida bocciato: il contatto Gila-Cabal fa discutere! Il caso che divide i tifosi

Moviola Juve Lazio, Guida bocciato, il contatto Gila-Cabal fa discutere! Il caso che divide i tifosi: il giudizio del Corriere dello Sport sull’arbitro

All’indomani del vibrante pareggio andato in scena all’Allianz Stadium, la direzione di gara di Marco Guida finisce inevitabilmente sotto la lente d’ingrandimento della critica. Il Corriere dello Sport assegna un’insufficienza lieve (voto 5.5) al fischietto campano, sottolineando una gestione della partita che ha scontentato la Juventus in almeno un episodio chiave. Il focus principale della moviola riguarda il contatto avvenuto nel primo tempo all’interno dell’area della Lazio tra Mario Gila e Juan Cabal. Il difensore centrale spagnolo, nel tentativo disperato di recuperare, è entrato in scivolata mancando l’appuntamento con il pallone e travolgendo l’esterno colombiano. Un intervento ad altissimo coefficiente di rischio che l’arbitro ha lasciato correre e su cui il VAR Paolo Mazzoleni (voto 6) ha scelto di non intervenire, trattandosi di una valutazione di campo. Tuttavia, se fosse stato assegnato il penalty, la decisione sarebbe stata ineccepibile.

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Corretta, invece, la chiamata che ha portato all’annullamento del gol di Teun Koopmeiners. Il centrocampista olandese aveva trovato la via della rete, ma la posizione di Khephren Thuram è stata giudicata attiva e punibile: il mediano francese, trovandosi oltre la linea difensiva, ha alzato la gamba ostruendo la visuale a Ivan Provedel, l’estremo difensore dei Biancocelesti. Giusta anche la decisione nel finale di gara sul gol del potenziale 2-2 di Weston McKennie, pescato in evidente offside sulla conclusione del compagno Pierre Kalulu.

Nessun dubbio sulla regolarità delle marcature ospiti. Il vantaggio siglato da Pedro nasce da un recupero palla pulito di Daniel Maldini su Manuel Locatelli, mentre sul raddoppio di Gustav Isaksen, l’attaccante danese scatta in posizione regolare sul lancio del regista Danilo Cataldi. Infine, corretta la valutazione sul presunto fallo di mano di Adam Marusic: il tocco del terzino montenegrino avviene con il braccio aderente al corpo dopo una carambola fortuita, escludendo il rigore.

Inter, manita al Sassuolo e fuga scudetto: ora la prova del nove con la Juve. I numeri impressionanti e l’ultimo ostacolo da superare

Inter, manita al Sassuolo e fuga scudetto: ora la prova del nove con la Juve. I numeri impressionanti e l’ultimo ostacolo da superare per Chivu: l’analisi

La matematica del campionato inizia a delineare uno scenario impressionante a favore dell’Inter. La netta vittoria per 5-0 ottenuta al “Mapei Stadium” contro il Sassuolo non è solo una dimostrazione di forza bruta, ma un messaggio chiaro inviato alle rivali. La squadra guidata da Cristian Chivu allunga momentaneamente a +8 in classifica sul Milan, anche se i Rossoneri possono aggrapparsi alla speranza del recupero contro il Como, previsto per il 18 febbraio, per sentirsi virtualmente a meno cinque. Tuttavia, la “manita” di Reggio Emilia certifica la quinta vittoria consecutiva della Beneamata contro avversari di medio-piccolo calibro, un filotto che ha permesso al tecnico rumeno di costruire la sua fortuna e accumulare gran parte dei 58 punti attuali.

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I numeri della sfida in Emilia raccontano di un dominio tattico assoluto, specialmente sulle palle inattive. Federico Dimarco, l’esterno mancino della Nazionale, si è confermato un’arma letale fornendo ben tre assist, due dei quali da calcio d’angolo per le teste di Yann Bisseck e Manuel Akanji. Con questi passaggi vincenti, il laterale sale a quota 13 assist in campionato, cifre da trequartista puro. La festa è stata completa grazie a Lautaro Martinez: il “Toro” argentino, con la perla del provvisorio 0-3, ha raggiunto la leggenda Roberto Boninsegna a quota 171 reti, salendo sul podio dei marcatori all-time del club.

Ora, però, arriva l’esame di maturità definitivo. Sabato a San Siro andrà in scena il Derby d’Italia contro la Juventus. La formazione di Luciano Spalletti, apparsa “contraddittoria” e zoppicante nell’ultimo turno, rappresenta l’ostacolo ideale per sfatare l’ultimo tabù dei Meneghini: la difficoltà negli scontri diretti. Finora, l’unico scalpo eccellente è stato quello della Roma. Chivu, forte di una settimana intera di lavoro ad Appiano Gentile senza coppe, ha l’obbligo di battere la “Vecchia Signora” per legittimare la fuga e togliersi di dosso l’etichetta di capolista forte solo con le piccole.

Fiorentina, le rimonte sono un incubo: 22 punti persi da situazioni di vantaggio! La maledizione di Vanoli

Fiorentina, le rimonte sono un incubo: 22 punti persi da situazioni di vantaggio! La maledizione di Vanoli: l’analisi dei problemi della Viola

La stagione della Fiorentina rischia seriamente di trasformarsi in un incubo sportivo senza via d’uscita. L’analisi impietosa fornita dalla Gazzetta dello Sport fotografa una realtà allarmante per la compagine guidata da Paolo Vanoli: i Viola occupano attualmente la terzultima posizione in classifica, distanti tre lunghezze dalla zona salvezza presidiata dal Lecce. Il dato statistico che fa più male, tuttavia, è quello relativo alle occasioni sprecate: i Gigliati hanno perso ben 22 punti da situazioni di vantaggio, una cifra monstre che supera addirittura il totale dei punti reali conquistati finora in campionato.

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Il vero tallone d’Achille è la gestione dei minuti finali, una vera “Zona Cesarini” al contrario che sta condannando la squadra. Sono 10 i punti gettati alle ortiche nei minuti di recupero, frutto di una serie di blackout iniziata ad agosto con il pareggio di Sebastiano Luperto del Cagliari e proseguita inesorabilmente con le reti beffa firmate da Christopher Nkunku del Milan e dall’eterno Pedro della Lazio, fino agli ultimi episodi contro Como e Verona. Se le partite fossero finite al 90′, i toscani sarebbero oggi a quota 40 punti, in piena corsa per l’Europa che conta, invece di lottare nel fango della zona retrocessione.

Sotto accusa non c’è solo la sfortuna, ma un atteggiamento tattico spesso rinunciatario che innesca la paura di vincere. Con 38 reti al passivo, la difesa vacilla vistosamente quando il baricentro si abbassa troppo. L’esempio del match contro il Torino è lampante: se l’ingresso dell’esterno Jack Harrison aveva propiziato il gol del bomber Moise Kean, i successivi cambi difensivi di Vanoli — dentro la punta Roberto Piccoli e il difensore Luca Ranieri per passare a un coperto 5-4-1 — hanno schiacciato la squadra nella propria area. Per sperare nella salvezza, il tecnico deve trovare un antidoto psicologico e tattico a questa fragilità: difendere il risultato smettendo di giocare a calcio si sta rivelando una condanna capitale.

Lazio, missione Coppa Italia: ritiro a Coverciano. Lotito torna in trasferta dopo un anno. La decisione

Lazio, missione Coppa Italia: ritiro a Coverciano. Lotito torna in trasferta dopo un anno. La decisione di Sarri e del club biancoceleste

Dopo il vibrante 2-2 strappato all’Allianz Stadium contro la Juventus, non c’è tempo per rifiatare in casa Lazio. L’attenzione di Maurizio Sarri e del suo staff è già interamente rivolta al prossimo, cruciale appuntamento stagionale: la sfida di Coppa Italia contro il Bologna, valida per l’accesso alle semifinali. Per preparare al meglio questo scontro da dentro o fuori, la società ha optato per una soluzione logistica mirata, ordinando un ritiro immediato presso il Centro Tecnico Federale di Coverciano.

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Un segnale di compattezza arriva direttamente dai vertici societari. Come riportato dall’edizione odierna de Il Corriere dello Sport, il presidente Claudio Lotito è stato avvistato in tribuna a Torino: un evento significativo, dato che il patron dei Capitolini non seguiva la squadra in trasferta da un anno intero. La sua presenza testimonia la volontà della dirigenza di stare vicina al gruppo in questo snodo fondamentale della stagione.

Il programma stilato dal tecnico toscano è serratissimo. Le Aquile lavoreranno a Firenze con una seduta pomeridiana oggi e la rifinitura domani, per poi trasferirsi nella città felsinea solamente mercoledì mattina. Dopo il pranzo in un hotel cittadino e il riposo pomeridiano, fischio d’inizio al “Dall’Ara” previsto per le ore 21:00 contro i Rossoblù.

Il rientro nella Capitale avverrà con un volo charter subito dopo il match. Non sono previste pause: giovedì mattina allenamento di scarico nel centro sportivo di Formello, mentre venerdì Sarri ha fissato una doppia seduta intensiva per preparare l’anticipo di campionato contro l’Atalanta previsto per sabato. Solo dopo la sfida con la Dea, il gruppo potrà godere di due giorni di meritato riposo (domenica e lunedì). La Lazio punta tutto sulla coppa nazionale: l’obiettivo semifinale è troppo prestigioso per lasciarselo sfuggire.

De Zerbi dopo il KO col PSG per 5 a 0: «Chiedo scusa ai tifosi. Futuro? Parlerò col club! Non ho rimpianti, vi spiego perché»

L’allenatore del Marsiglia, Roberto De Zerbi, ha voluto dire la sua dopo la pesante sconfitta rimediata in campionato contro il PSG

Un’umiliazione storica scuote l’Olympique Marsiglia. Nel sentito “Classique” contro il Paris Saint-Germain, la squadra guidata da Roberto De Zerbi è crollata rovinosamente per 5-0 al “Parco dei Principi”. Il tecnico bresciano, apparso visibilmente deluso in conferenza stampa, ha chiesto scusa ai tifosi per la prestazione inaccettabile, ammettendo senza mezzi termini la gravità del momento.

L’ex allenatore del Foggia ha sottolineato l’inspiegabile instabilità psicologica della sua rosa, capace di buone prove in campionato contro Rennes e Lens ma estremamente fragile in appuntamenti cruciali, tracciando un amaro parallelo con la recente eliminazione in Champions League per mano del Bruges. De Zerbi ha annunciato un confronto imminente con i dirigenti Medhi Benatia e Pablo Longoria per analizzare le prospettive future, confessando di non aver mai gestito un gruppo così altalenante nel corso della sua carriera.

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MOMENTO NO – «È un periodo difficile… abbiamo fatto una buona prestazione contro Rennes e Lens, e poi cadiamo nella disperazione più totale. Ancora una volta chiedo scusa ai tifosi. Futuro? Parleremo con Benatia e Longoria per capire cosa possiamo fare. Perché queste sconfitte fanno male, soprattutto a Parigi, soprattutto in questo modo».

NIENTE RIMPIANTI? – «Non sono nella testa dei giocatori, non so cosa stia succedendo. Ci siamo preparati per la partita il più possibile. Ma chiaramente non ci siamo preparati bene. Dobbiamo capire perché. Perché andiamo a Bruges e giochiamo in quel modo? Perché veniamo qui e giochiamo in quel modo? E perché giochiamo partite completamente diverse contro Lens e Rennes? Non ho rimpianti perché non credo ci sia molto da salvare in questa partita».

SQUADRA INSTABILE – «Non ho mai avuto una squadra così instabile in carriera. Non abbiamo bisogno di parlare quando perdiamo così. Dobbiamo guardare dentro di noi e pensare che avremmo potuto fare meglio».

Infortunio McTominay, sospiro di sollievo per Conte: può saltare solo il Como! L’entità del problema fisico

Infortunio McTominay, sospiro di sollievo per Conte: può saltare solo il Como! L’entità del problema fisico riscontrato in Genoa Napoli

Un sospiro di sollievo attraversa il centro sportivo di Castel Volturno. Le condizioni di Scott McTominay, uscito malconcio dalla battaglia di Marassi contro il Genoa, preoccupano ma non allarmano lo staff medico del Napoli. L’analisi della Gazzetta dello Sport evidenzia come il problema fisico accusato dal centrocampista scozzese sia riconducibile a una fastidiosa infiammazione al tendine che collega il gluteo all’ischiocrurale. Non si tratta di una lesione grave, ma di un segnale che il fisico d’acciaio dell’ex Manchester United, mai fermatosi dal 18 ottobre e impiegato in 27 partite consecutive (Nazionale inclusa), necessita di una gestione oculata.

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La parola d’ordine per Antonio Conte è prudenza. Con il reparto di centrocampo già in emergenza per le assenze di Kevin De Bruyne, Billy Gilmour e André-Frank Zambo Anguissa, rischiare il numero 8 nella sfida di Coppa Italia contro il Como sarebbe un azzardo imperdonabile. L’obiettivo primario è preservare il giocatore in vista del big match di domenica sera al “Maradona” contro la Roma, una sfida che mette in palio una fetta decisiva di qualificazione alla prossima Champions League. McTominay, che avrebbe voluto restare in campo anche a Genova, dovrà accettare il riposo forzato o la tribuna contro la formazione di Cesc Fabregas.

I numeri, d’altronde, certificano la sua centralità assoluta nel progetto partenopeo. McTominay non è solo un “bomber aggiunto” — con sette reti in campionato, tra cui quelle pesanti contro Inter e Verona — ma un vero e proprio talismano: quando lui segna, gli Azzurri non perdono mai. La sua versatilità tattica, che lo ha visto agire da mezzala, mediano, esterno e persino regista, lo rende insostituibile. Senza di lui, Conte dovrà inventarsi una soluzione alternativa contro i lariani, probabilmente virando verso un 3-5-2 più coperto, consapevole che rinunciare al “mago” scozzese per una partita è l’unico modo per non perderlo nel momento clou della stagione.

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 9 febbraio 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Fumata nerazzurra, la firma del titolarissimo fino al 2030 non è più sicura

La trattativa per la firma fino al 2030 del titolarissimo non è affatto chiusa: ora l’Inter teme l’assalto di altri club.

In casa Inter si sta già lavorando per costruire una rosa ancora più forte e competitiva di quella attuale. L’organico a disposizione di Chivu sta dando risposte molto importanti, ma la dirigenza del club di Viale della Liberazione è sempre molto attenta alle occasioni che può presentare il mercato per andare a migliorare ulteriormente i vari reparti.

Inoltre Marotta e Ausilio hanno anche un obiettivo ben preciso, ovvero respingere gli assalti – in arrivo soprattutto dai club esteri – per i vari gioielli della squadra e garantire a Chivu quella forte base con cui proseguire l’ottimo lavoro iniziato in questa stagione.

Per farlo bisogna passare anzitutto per i rinnovi di contratto. Per quanto riguarda i giocatori in scadenza nel 2026 sembra che il club abbia già deciso: l’unico che ha ancora qualche possibilità di estendere l’intesa di almeno un’altra stagione è Henrikh Mkhitaryan, mentre Acerbi, De Vrij, Darmian e Sommer lasceranno quasi sicuramente Appiano Gentile.

E per quanto riguarda invece i calciatori che hanno un contratto fino al 2027? Al momento sono tre, ovvero Calhanoglu, Zielinski e Dimarco. Il centrocampista turco era sul punto di partire la scorsa estate e ci sono diversi rumors su una possibile separazione a giugno 2026; stesso discorso per l’ex Napoli, tutt’altro che sicuro di rimanere in nerazzurro.

Chivu preoccupato: il rinnovo del titolarissimo è a rischio

Dimarco è invece uno di quei giocatori che l’Inter ritiene imprescindibili anche in ottica futura. Il rinnovo di contratto deve però arrivare al più presto: in estate, infatti, potrebbero arrivare offerte molto allettanti per il 28enne, molto richiesto soprattutto in Premier League.

Dimarco rinnovo Inter
Chivu preoccupato: il rinnovo di Dimarco è a rischio – Calcionews24.com (Instagram Federico Dimarco)

Marotta e Ausilio vorrebbero proporre al giocatore un prolungamento fino al 2030 con adeguamento dello stipendio. Attualmente l’ex Parma guadagna 4 milioni di euro a stagione: un ingaggio che può essere considerato piuttosto basso, dato che stiamo parlando di uno dei migliori esterni d’Europa.

La Gazzetta dello Sport sottolinea che le sirene inglesi non spaventano l’Inter. La società è infatti certa di riuscire a trovare un accordo con l’entourage del giocatore, che ha sempre espresso la sua volontà di rimanere in nerazzurro per raggiungere nuovi e importanti successi con questo club.

Di certo, però, la dirigenza della Beneamata sa bene che è meglio chiudere il discorso il più velocemente possibile: Liverpool e Arsenal sono in agguato.

Spalletti post Juve Lazio: «Dobbiamo vivere nelle pressioni. Rigore? Tutti devono essere professionisti! C’è una cosa che crea squilibrio»

L’allenatore della Juventus, Luciano Spalletti, ha voluto dire la sua dopo il pareggio ottenuto stasera in campionato contro la Lazio

Intervenuto nel corso del postpartita di Juventus Lazio, il tecnico dei bianconeri Luciano Spalletti ha commentato così il pareggio ottenuto per 2 a 2 nel 24° turno del campionato di Serie A 2025/26. Queste le sue dichiarazioni ai microfoni di Dazn.

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ERRORE CHE PORTA AL GOL – «Probabilmente è colpa delle richieste che gli si fanno. Gli ho sempre chiesto che qualsiasi palla recuperata va giocata e non va buttata via. Dobbiamo riuscire ad uscire anche sotto pressione. Poi naturalmente dobbiamo riuscire ad anticipare quelle che sono le situazioni di pericolo, bisognerebbe riuscire a vedere due cose insieme e invece noi ne vediamo una sola e la paghiamo a caro prezzo. Però Locatelli è uno di quelli che sta rendendo meglio, sono cose che nel calcio succedono. Quello che dobbiamo portarci dietro è la reazione che ha avuto la squadra, ma non bisogna tradurre il voler recuperare la partita in frenesia, senza fare confusione. Invece anche stasera siamo stati fortissimi e bravissimi, però ci sono molte azioni che potevamo portarle in fondo invece questo alzare ritmo e livello lo facciamo debordare nella confusione. Noi dobbiamo vivere nelle pressioni, è quando dobbiamo ribaltare un risultato di 2-0 che viene il bello, dove tutti stanno zitti. Lì si vede se sei di quel livello top in cui capisci se riesci a gestire pressioni e difficoltà. Dobbiamo viverci bene là dentro. Dobbiamo avere la lucidità nel fare le scelte, ma hanno fatto tante cose fatte bene e si va avanti con tranquillità provando a migliorare».

POSSIBILE RIGORE – «Quello lì è una cosa che il direttore di gara può andare ad interpretare come vuole. Il difensore commette un gesto imprudente e lì qualsiasi cosa colpisce può essere interpretata, ma io non sono qui a dire se è rigore o no, mi interessa relativamente. Sono episodi che capitano. È un gesto imprudente ma allargherei il discorso: ormai si va tutti a protestare su quelle che sono le regole. Ma c’è sempre l’interpretazione, c’è sempre da dover valutare quella che è la situazione. Non è che tutti i falli di mano sono rigori e tutti gli step on foot sono rigori. Va fatta una riforma che metta a posto anche gli arbitri, sono troppo importanti. Tutti debbono essere professionisti. Perché poi si va a parlare sempre di questo. L’altra domenica ce l’ha dato Abisso dopo un minuto e mezzo, ma la regola dice che se la prendi di mano è rigore. Di tutto lo stadio non se n’è accorto nessuno, Palladino si è girato e ha chiesto chi avesse fatto rigore. È una regola troppo rigida che non va bene. Non possono essere tutti rigori, bisogna sempre decidere. Ma se si va così quello di stasera è rigore tutta la vita. La cosa che non va bene è che l’unico che non è professionista è l’arbitro. Alla base c’è questa cosa qui che crea uno squilibrio».

Khephren Thuram dopo Juve Lazio: «Abbiamo dato tutto, prendere gol al primo tiro dà fastidio. L’Inter? Giocheremo ancor di più per vincere!»

Il centrocampista della Juventus, Khephren Thuram, ha rilasciato alcune dichiarazioni dopo il pareggio ottenuto contro la Lazio in campionato

Ai microfoni di DAZN, Khephren Thuram non ha nascosto la frustrazione per il pareggio maturato contro la Lazio. Il mediano francese ha evidenziato il paradosso di una prestazione dominante macchiata dal risultato, lamentando la beffa di aver subito gol alla prima occasione utile. Lo sguardo del numero 19 bianconero è però già rivolto al big match contro l’Inter: contro i Nerazzurri servirà la solita mentalità vincente, ripartendo subito a testa alta per preparare la sfida.

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GOL AL PRIMO TIRO – «Dà fastidio perchè stavamo facendo una grande partita con tante occasioni da gol. Abbiamo dato tutto, abbiamo fatto una buona partita ma non abbiamo vinto»

INTER – «La Juve gioca sempre per vincere, ancora di più contro l’Inter che è una grandissima squadra. Dopodomani torniamo a lavorare a testa alta, testa alla prossima»

Sarri a Dazn: «Rammarico per aver sprecato il terzo gol, ma quando fai un punto qui è sempre un risultato positivo. Sulla mancanza dei tifosi rispondo così»

L’allenatore della Lazio, Maurizio Sarri, ha voluto dire la sua dopo il pareggio ottenuto stasera in campionato contro la Juventus

Intervenuto nel corso del postpartita di Juventus Lazio, il tecnico dei biancocelesti Maurizio Sarri ha commentato così il pareggio ottenuto per 2 a 2 nel 24° turno del campionato di Serie A 2025/26. Queste le sue dichiarazioni ai microfoni di Dazn.

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RAMMARICO PER I GOL SPRECATI  «Non sembrava chiusa perché la Juventus stava attaccando con vigore. Il rammarico è aver sprecato due/tre occasioni per il terzo gol. Il pareggio poteva arrivare, il rammarico è più dei gol sbagliati».

UN PLAUSO AI RAGAZZI – «Quando fai 1 punto in questo Stadio è sempre un risultato positivo. Mi porto dietro che questi ragazzi sono indistruttibili, dal punto di vista del morale mi dà grande gioia».

IL BISOGNO DEI TIFOSI  «Dentro il gruppo squadra c’è un clima abbastanza positivo. Poi non è bello giocare tra certe diatribe, ci farebbe piacere che alcune diatribe tra società e tifosi finissero, perché noi abbiamo bisogno dei nostri tifosi».

Pagelle Juve Lazio: Kalulu salva Spalletti, Isaksen indomabile. I VOTI

Pagelle Juve Lazio: i voti e i giudizi ai protagonisti del match dell’Allianz Stadium, valido per la 24ª giornata di Serie A 2025/26

Pagelle Juve Lazio: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 24ª giornata di Serie A 2025/26.

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JUVENTUS (4-2-3-1): Di Gregorio 6; Kalulu 7, Bremer 5.5, Koopmeiners 6 (77′ Kelly sv), Cabal 6 (46′ Zhegrova 6); Locatelli 5 (85′ Openda sv), Thuram 6; Cambiaso 5.5 (76′ Boga 6.5), McKennie 6.5 (84′ Miretti sv), Yildiz 6; David 5.

LAZIO (4-3-3): Provedel 6.5; Marusic 6+, Gila 6.5 (78′ Romagnoli 5.5), Provstgaard 6 (83′ Patric sv), Nuno Tavares 6; Taylor 6, Cataldi 6.5, Basic 6 (46′ Dele-Bashiru 6); Isaksen 67 (65′ Cancellieri 6), Maldini 6.5, Pedro 7 (65′ Noslin 6)

Non solo Lobotka, Spalletti fa i nomi: Napoli saccheggiato

Luciano Spalletti potrebbe presto rinnovare il suo contratto da allenatore della Juventus. Ci sarebbe il nome di Lobotka (e di altri giocatori del Napoli) fra le richieste di mercato del tecnico per la prossima estate.

Luciano Spalletti da qualche mese si è insediato sulla panchina della Juventus al posto dell’esonerato Igor Tudor. Dopo qualche partita non proprio brillante, il tecnico di Certaldo è riuscito a imprimere la sua identità di gioco nella squadra bianconera. Da inizio di dicembre, infatti, le prestazioni della Juventus sono salite di livello. E ciò, anche al netto di alcuni passi falsi in campionato – pari contro il Lecce in casa e sconfitta a Cagliari – e dell’eliminazione dalla Coppa Italia per opera dell’Atalanta.

La Juventus attualmente è al quarto posto in campionato e, quindi, sarebbe – finissero così le cose – qualificata per la prossima Champions League. Per Spalletti, in caso di qualificazione alla massima competizione europea, scatterebbe il rinnovo automatico del contratto. La Vecchia Signora, però, potrebbe anticipare i tempi e scegliere di allungare il contratto da allenatore a Spalletti già nelle prossime settimane. Per lui sarebbe, infatti, pronto un contratto fino al 30 giugno del 2028.

Luciano Spalletti, inoltre, avrebbe già fatto delle espresse richieste alla società per quanto concerne il prossimo mercato. Da sempre il tecnico apprezza il lavoro di Stanislav Lobotka a centrocampo. Tutti i dettagli sulle possibili mosse della Juve in estate, attraverso una indiscrezione delle ultime ore.

Spalletti vuole “saccheggiare” il Napoli in estate: le scelte della Juve

Durante un intervento a Radio Marte, Sandro Sabatini ha parlato del possibile interessamento della Juventus di Luciano Spalletti per il centrocampista slovacco del Napoli Stanislav Lobotka per il prossimo anno. Ecco che cosa ha detto il giornalista a riguardo.

Stanislav Lobotka
Stanislav Lobotka nel mirino di Luciano Spalletti e della Juventus: le ultime – www.calcionews24.com (Instagram Lobotka)

Le parole di Sandro Sabatini sul possibile interessamento dei bianconeri per Lobotka e non solo: “Lobotka alla Juventus l’anno prossimo? Non posso aggiungere nulla a queste parole. Si sa che Spalletti abbia due o tre calciatori del suo ex Napoli nei suoi pensieri e che porterebbe serenamente alla Juventus. Penso ci sia Lobotka tra questi tre, lo slovacco migliorò molto con Spalletti che vuole anche Osimhen e Anguissa“.

Il giornalista ha aggiunto: “Spalletti ha trovato un mini surrogato di Anguissa in Thuram, mentre uno come Lobotka non ce l’ha. Ah, è stato Cassano a parlare di Lobotka? Con Cassano sono spesso d’accordo, con lui non sono d’accordo solo quando mi insulta. Però resterei sorpreso che Spalletti si sia confidato con Cassano“.

Moviola Juve Lazio: gol annullati e rimonte folli, la prestazione dell’arbitro Guida

Moviola Juve Lazio: gli episodi dubbi del match dell’Allianz Stadium, valido per la 24ª giornata di Serie A 2025/26

L’episodio chiave della moviola del match Juve Lazio, valido per la 24ª giornata della Serie A 2025/26. Dirige la sfida l’arbitro Marco Guida.

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La sfida dell’Allianz Stadium, affidata alla direzione arbitrale di Marco Guida, si trasforma in un thriller ricco di episodi da moviola. Il primo caso spinoso arriva al 26′: il tuttocampista olandese Teun Koopmeiners trafigge Ivan Provedel, ma la gioia viene strozzata dal VAR che ravvisa un fuorigioco attivo di Khephren Thuram, colpevole di ostruire la visuale al portiere laziale. Nessun rigore, invece, per il precedente contatto in area su Juan Cabal, giudicato regolare dal direttore di gara. Dopo il giallo al terzino inglese Charlie Taylor per trattenuta, la Lazio piazza un uno-due micidiale prima dell’intervallo: l’eterno Pedro punisce un errore in impostazione di Locatelli, seguito a ruota dal danese Gustav Isaksen, che brucia Andrea Cambiaso per lo 0-2 shock.

Nella ripresa, la Vecchia Signora di Luciano Spalletti reagisce con furia. Al 59′ Weston McKennie, incursore statunitense sempre pericoloso negli inserimenti, accorcia le distanze capitalizzando un cross perfetto proprio di Cambiaso. Il finale è incandescente: all’80’ Alessio Romagnoli viene ammonito per un fallo tattico sull’esterno ivoriano Jeremie Boga. Un minuto dopo, ancora McKennie trova la via del gol, ma la rete viene annullata per un offside millimetrico dell’americano. Serve il minuto 96 per l’apoteosi: proprio Boga, scatenato nel dribbling, serve l’assist decisivo per l’incornata vincente del difensore francese Pierre Kalulu, che fissa il 2-2 definitivo beffando i Capitolini di Maurizio Sarri all’ultimo respiro.

Infortunio Gila, dopo Basic si ferma anche lui in Juve Lazio: doppia tegola per i biancocelesti!

Infortunio Gila, dopo Basic si ferma anche lui in Juve Lazio: doppia tegola per i biancocelesti! Cos’è successo e cosa filtra sullo stop

Quella che doveva essere una serata trionfale per il doppio vantaggio maturato all’Allianz Stadium si è trasformata in un vero e proprio bollettino di guerra per la Lazio. Nonostante il risultato di 0-2 inflitto alla Juventus, Maurizio Sarri lascia Torino con tre pesanti infortuni muscolari che rischiano di compromettere le rotazioni delle prossime settimane.

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La serie nera è iniziata con Toma Basic: il centrocampista croato, perno della mediana, ha alzato bandiera bianca all’intervallo per un problema fisico, lasciando il posto al possente nigeriano Fisayo Dele-Bashiru. Nella ripresa, la sfortuna si è accanita sul reparto arretrato. Mario Gila, il veloce centrale spagnolo, si è arreso a un fastidio al flessore destro; il suo ko ha spalancato le porte al rientro di Alessio Romagnoli, tornato in campo dopo le recenti polemiche ambientali. A completare l’ecatombe ci ha pensato Provstgaard, anche lui costretto al cambio per noie muscolari in favore del veterano Patric. Nelle prossime ore, lo staff medico dei Capitolini effettuerà gli esami strumentali per stabilire i tempi di recupero di questo triplice stop.

Galatasaray, Noa Lang è già Re: assist e magie per Osimhen. L’olandese ha già dimenticato il Napoli (e Conte)

Galatasaray, Noa Lang è già Re: assist e magie per Osimhen. L’olandese ha già dimenticato il Napoli (e Conte): i numeri del suo super impatto in Turchia

Bastano due partite a Noa Lang per trasformarsi da oggetto misterioso a idolo indiscusso della tifoseria di Istanbul. L’esterno offensivo olandese, approdato in Turchia solo poche settimane fa dopo l’addio al Napoli, ha immediatamente lasciato il segno con la maglia del Galatasaray, dimostrando un adattamento lampo ai ritmi agonistici della Süper Lig. Nella sfida valida per la 21ª giornata contro il Rizespor, il talento classe ’99 è stato il motore inesauribile della manovra offensiva dei Giallorossi, mettendo lo zampino determinante in due delle tre reti che hanno sancito la vittoria della capolista.

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Schierato dal primo minuto nel suo habitat naturale, largo a sinistra nel 4-2-3-1 disegnato dal tecnico, Lang ha spaccato l’equilibrio del match al 19′: una sua giocata di alta scuola ha liberato un cross perfetto per l’incornata vincente di Baris Alper Yilmaz, che ha superato il portiere avversario Fofana. Dopo il raddoppio firmato da Yunus Akgun, l’ex Azzurro è salito nuovamente in cattedra al minuto 73, propiziando il tris definitivo con un’azione personale. Accentrandosi dalla sinistra e saltando il diretto marcatore, ha servito l’assist per Victor Osimhen: il centravanti nigeriano, altra vecchia conoscenza dei Partenopei, ha poi concluso con una serpentina spettacolare saltando due uomini e l’estremo difensore.

Per Lang si tratta di una vera liberazione tecnica dopo i mesi complicati vissuti alla corte di Antonio Conte, dove la continuità era stata una chimera. Dal suo arrivo ufficiale il 23 gennaio, ha collezionato 150 minuti in due gare da titolare, contribuendo a lanciare il “Gala” a +6 sul Fenerbahce. Un rendimento che fa sorridere anche le casse del Napoli: come riporta Calciomercato.com, l’operazione prevede un prestito oneroso da 2 milioni con un diritto di riscatto fissato a 30 milioni di euro. Se l’olandese continuerà a incantare, il riscatto diventerà una formalità, garantendogli lo stipendio da 1,75 milioni pattuito fino al termine della stagione.

Infortunio Basic, cambio all’intervallo e Sarri in ansia: le condizioni del centrocampista della Lazio

Infortunio Basic, cambio all’intervallo contro la Juventus e Sarri in ansia: le condizioni del centrocampista della Lazio. Cosa filtra

La sfida di cartello della ventiquattresima giornata di Serie A, andata in scena nella cornice dell’Allianz Stadium, lascia in eredità non solo il risultato del campo, ma anche una pesante tegola per la Lazio. Durante il primo tempo del match contro la Juventus, i piani tattici di Maurizio Sarri sono stati bruscamente complicati dall’infortunio occorso a Toma Basic. Il centrocampista croato, divenuto ormai un perno imprescindibile nella mediana dei Biancocelesti per la sua capacità di abbinare quantità e qualità, ha accusato un problema fisico significativo a seguito di uno scontro di gioco.

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Il numero 26 dei Capitolini ha avvertito un dolore acuto localizzato tra la coscia e l’inguine, una fitta che ha immediatamente allarmato la panchina. Nonostante la sofferenza evidente, l’ex giocatore del Bordeaux ha mostrato grande spirito di sacrificio, stringendo i denti e rimanendo in campo fino al duplice fischio dell’arbitro per non lasciare i suoi compagni in inferiorità numerica in un momento topico della gara.

Il cambio obbligato e l’ingresso di Dele-Bashiru

Nell’intervallo, tuttavia, la resa è stata inevitabile. Lo staff medico dei Romani, dopo una prima valutazione negli spogliatoi, ha sconsigliato il rientro in campo per evitare complicazioni peggiori. Maurizio Sarri, tecnico noto per la sua maniacale gestione delle risorse, ha dovuto quindi ridisegnare il suo assetto, lasciando Basic sotto la doccia e lanciando nella mischia Fisayo Dele-Bashiru. Il centrocampista nigeriano, dotato di una fisicità prorompente e di strappi verticali, è stato chiamato a rilevare i compiti di regia e interdizione in una partita ad altissima tensione contro la corazzata guidata da Luciano Spalletti.

Attesa per gli esami: il punto sull’infermeria

L’apprensione in casa Lazio è ora tutta rivolta ai prossimi giorni. Basic dovrà sottoporsi agli esami strumentali di rito per chiarire l’esatta entità del danno muscolare e definire i tempi di recupero. Per i Biancocelesti, perdere una risorsa del genere in questa fase cruciale della stagione rappresenta un duro colpo, specialmente considerando il calendario fitto e la necessità di mantenere il passo nella corsa all’Europa. L’assenza del croato ha privato la squadra di geometrie fondamentali proprio nel momento in cui la Juventus tentava di alzare il baricentro.

Thorstvedt amaro dopo Sassuolo Inter: «Col mio gol la gara avrebbe potuto prendere una piega diversa. Loro sono i più forti! Sul rosso a Matic vi posso dire una cosa»

Il centrocampista del Sassuolo, Kristian Thorstvedt , ha voluto dire la sua dopo la sconfitta rimediata in campionato contro l’Inter

La conferenza stampa di Kristian Thorstvedt al termine di Sassuolo Inter.

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AMAREZZA – «Se il mio gol fosse stato valido la partita avrebbe potuto prendere una piega diversa, saremmo stati di più dentro la partita. Peccato che era fuorigioco ma è così. Abbiamo creato altre occasioni per far gol ma è un peccato».

CE LA SIAMO GIOCATA TROPPO? – «Abbiamo provato nel primo tempo a fare pressione alta, non siamo riusciti sempre a far bene, ma per me in queste partite dobbiamo almeno provare a fare la pressione alta altrimenti siamo troppo bassi e loro possono giocare come vogliono».

SUL ROSSO A MATIC E SU QUANTO MI HA IMPRESSIONATO L’INTER – «Perdere Matic non va bene per noi ma abbiamo anche altri giocatori che possono fare un buon lavoro in questo ruolo. L’Inter sappiamo che sono forti, per me è la più forte in Serie A in questo momento, ora devono andare in Norvegia a giocare contro il Bodo e sarà dura per loro».

I MOTIVI DELLE PROTESTE CHE HANNO PORTATO ALLA SUA ESPULSIONE – «Non ho sentito cosa è successo. Sicuramente ha perso la testa in quel momento, peccato per noi perché è un giocatore molto importante ma dobbiamo pensare alla prossima».

SE CI SENTIAMO DANNEGGIATI DALL’ARBITRO? – «Ogni partita è differente, l’arbitro fa il suo lavoro. Noi non siamo sempre d’accordo ma dobbiamo provare a mantenere la testa lucida, per non fare delle espulsioni così».

Liverpool Manchester City 1-2, vittoria in rimonta per Guardiola che non molla l’Arsenal: ecco com’è andata

Liverpool Manchester City 1-2, vittoria in rimonta per Guardiola che non molla l’Arsenal: ecco com’è andato il big match di Premier League

Il sipario sulla venticinquesima giornata di Premier League cala con un finale thrilling ad Anfield Road. Il big match tra Liverpool e Manchester City ha regalato emozioni vibranti, condensando tutto lo spettacolo nei minuti conclusivi di una gara giocata su ritmi altissimi fin dal fischio d’inizio. A sbloccare l’equilibrio ci ha pensato Dominik Szoboszlai: il talentuoso centrocampista ungherese dei Reds ha illuso la truppa di casa con una delle sue specialità, disegnando una punizione magistrale che sembrava aver indirizzato i tre punti verso la Merseyside.

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La reazione dei campioni in carica, però, è stata veemente e immediata. Gli uomini guidati da Pep Guardiola, tecnico catalano che non smette di credere nel titolo, hanno ribaltato il fronte grazie alla classe cristallina di Bernardo Silva. Il fantasista portoghese ha suonato la carica siglando il pareggio, aprendo la strada al sorpasso definitivo firmato da Erling Haaland. Il bomber norvegese, glaciale dagli undici metri, si è riscattato dopo l’errore commesso nel match d’andata, trasformando il rigore che vale la vittoria. Un successo pesantissimo per i Citizens, che rispondono così alla vittoria dell’Arsenal e mantengono invariato il distacco di sei lunghezze dalla vetta della classifica.

Lautaro nella leggenda: il gol in Sassuolo Inter lo manda nel podio dei marcatori all-time nerazzurri! Eguagliato Boninsegna

Lautaro nella leggenda: il gol in Sassuolo Inter lo manda nel podio dei marcatori all-time nerazzurri! Eguagliato Boninsegna: i numeri record

Il “Mapei Stadium” di Reggio Emilia, spesso terreno ostico e insidioso per i colori della Beneamata, si trasforma ufficialmente nel palcoscenico della storia. Al minuto 51 della sfida contro il Sassuolo, Lautaro Martinez ha deciso di incastonare il proprio nome, ancora una volta, nel grande libro dei record del club milanese. Il capitano e simbolo dei Nerazzurri, fresco campione del mondo con l’Argentina, ha messo la firma su un momento destinato a restare negli annali con un gol di rara bellezza tecnica e coordinazione, fissando il punteggio sul provvisorio 0-3 e chiudendo virtualmente la contesa (terminata poi sullo 0 a 5).

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L’azione che ha portato alla marcatura è un vero e proprio manifesto delle doti balistiche del “Toro”: un controllo di petto orientato alla perfezione per addomesticare la sfera, seguito da una conclusione al volo fulminea e potente che non ha lasciato scampo ad Arijanet Muric, l’estremo difensore kosovaro dei padroni di casa. Con questa rete, il numero 10 sale a quota 171 gol ufficiali con la maglia del Biscione, raggiungendo una leggenda sacra come Roberto Boninsegna. “Bonimba”, iconico bomber degli anni ’70, viene così agganciato al terzo posto nella classifica dei marcatori all-time della società, consacrando definitivamente l’attaccante di Bahía Blanca nell’Olimpo dei più grandi di sempre.

Mentre Lautaro si prende la scena individuale, l’Inter guidata da Cristian Chivu invia un segnale fortissimo al campionato. Il tecnico rumeno ha disegnato una squadra solida, cinica e spietata, capace di sfatare il tabù emiliano con una prestazione dominante sotto ogni punto di vista. I tre punti messi in ghiaccio permettono ai Meneghini di volare a quota 58 in classifica, mantenendo un ritmo forsennato. La corsa verso gli obiettivi stagionali non è mai stata così luminosa, spinta dalla forza di un collettivo che ha trovato nel suo capitano il condottiero perfetto per sognare ancora in grande.

Sarri presenta Juve Lazio: «Romagnoli importante per noi, ecco perché è in panchina»

L’allenatore della Lazio, Maurizio Sarri, ha voluto dire la sua poco prima del calcio d’inizio del match di stasera in campionato contro la Juve

Intervenuto nel corso del prepartita di Juve Lazio, il tecnico biancoceleste nonché ex della sfida, Maurizio Sarri, ha presentato così la gara del 24° turno di Serie A 2025/26. Le sue parole ai microfoni di Dazn.

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GARA DI LIVELLO – «È una partita a livello alto, affrontiamo degli avversari che in questo momento stanno bene. Hanno fatto partite di grande intensità, di grande aggressività, di ritmo e accelerazioni. Quindi è una squadra in grande salute, per rimanere in partita dobbiamo esprimerci forse ai livelli più alti visti in questa stagione».

ROMAGNOLI – «Romagnoli per noi è sempre stato un giocatore importante, va in panchina solamente perché abbiamo tre partite in sei giorni e quindi preferiamo farlo allenare un altro paio di giorni prima di buttarlo dentro».

MALDINI – «Il potenziale ce l’ha elevatissimo. Poi ora serve tirarglielo fuori… ci abbiamo provato con diversi, però resta dura per tutti e vediamo se il ragazzo fa il passo di maturazione e ci riesce».

TAYLOR – «Taylor è più esperto, è un giocatore che non era in grande condizione quando è arrivato, sta un po’ crescendo, però è sicuramente il giocatore più esperto fra quelli arrivati, nonostante la giovane età è un giocatore più pronto».

Chiellini prima di Juve Lazio: «Felicissimi di Spalletti, fa parte del futuro e del presente di questo club. Sul suo rinnovo vi dico questo»

Il dirigente della Juventus, Giorgio Chiellini, ha risposto così ad alcune domande prima dell’inizio del match di campionato contro la Lazio

Pochi istanti prima del fischio d’inizio del match contro la Lazio, Giorgio Chiellini è intervenuto ai microfoni di DAZN per fare il punto sulla guida tecnica. L’ex capitano e ora dirigente della Juventus ha manifestato la piena soddisfazione del club per il lavoro svolto da Luciano Spalletti.

Secondo Chiellini, l’allenatore di Certaldo sta vivendo l’esperienza sulla panchina della Vecchia Signora con gioia ed entusiasmo evidenti. Nonostante il contratto firmato senza garanzie a lungo termine, la società non ha fretta: Spalletti è considerato un pilastro fondamentale sia per il presente che per il futuro del progetto sportivo bianconero.

SPALLETTI – «Siamo felicissimi di Spalletti, si vede dalle sue parole la sua gioia nell’allenare la Juventus. Non c’è fretta. Ha firmato un contratto senza alcuna garanzia, voleva mettersi in gioco e sta facendo un ottimo lavoro. Fa parte del presente e del futuro di questa squadra».

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