Pagina 337 – Calcio News 24

Infortunati Atalanta: si fermano Scamacca e De Ketelaere. Le loro condizioni e quanto potrebbero stare fuori

Infortunati Atalanta: stop per Scamacca e De Ketelaere prima della Cremonese. Le loro condizioni e quanto potrebbero stare fuori

Un vero e proprio incubo sportivo si è materializzato sul prato della New Balance Arena a pochi minuti dal fischio d’inizio del posticipo della 24ª giornata di Serie A. L’Atalanta di Raffaele Palladino è costretta a stravolgere i piani tattici in extremis a causa di un infortunio last-minute occorso a uno dei suoi uomini chiave: Charles De Ketelaere.

Il fantasista belga ha alzato bandiera bianca durante le fasi di riscaldamento.

Il problema di De Ketelaere: dentro Samardzic

Secondo le prime informazioni raccolte a bordo campo, De Ketelaere ha accusato un risentimento articolare al ginocchio destro.

Il dolore è stato giudicato troppo intenso dallo staff medico per rischiare l’impiego. La decisione è stata drastica: il giocatore non siederà nemmeno in panchina, finendo direttamente in tribuna a scopo precauzionale.

Al suo posto, Palladino ha lanciato dal primo minuto Lazar Samardzic. Il talento serbo avrà dunque l’onere e l’onore di sostituire il compagno in una sfida delicata, agendo sulla trequarti alle spalle dell’unica punta.

Scamacca: il retroscena svelato da Palladino

Ma le cattive notizie per la Dea non finiscono qui. Palladino ha dovuto rinunciare anche al suo terminale offensivo principale: Gianluca Scamacca.

Ai microfoni di DAZN, Palladino ha chiarito la dinamica dell’esclusione: Ha avuto un fastidio durante la rifinitura, ha provato stamattina ma purtroppo aveva male ha spiegato il mister. Nonostante l’indisponibilità, Scamacca ha dimostrato grande attaccamento alla maglia: Il ragazzo è voluto venire con noi per stare con la squadra ma non sarà disponibile. Un doppio forfait pesante che costringe l’Atalanta a ridisegnare completamente il fronte offensivo contro una Cremonese affamata di punti salvezza.

Cremonese, Nicola pre Atalanta a DAZN: «Dico questo sui nuovi arrivati», Baschirotto: «Krstovic? In campo si è nemici»

Cremonese, Nicola e Baschirotto hanno parlato a DAZN prima del match contro l’Atalanta. Queste le sue dichiarazioni

A DAZN, nel pre-partita di Atalanta Cremonese, hanno parlato Davide Nicola e Federico Baschirotto. Le loro parole.

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NICOLA «Luperto? Sì, ma anche Thörsby che non avevo mai avuto. Sono giocatori che hanno giocato nelle rispettive squadre di appartenenza. Noi oggettivamente avevamo dei problemi numerici, quindi avere le giuste alternative. Sono arrivati quattro giocatori, siamo contenti di questo. Abbiamo fatto quello che potevamo fare nel modo migliore secondo me. Sono arrivati anche uomini che sanno qual è l’obiettivo che dobbiamo per perseguire, sanno la fatica che dovremo fare per raggiungerlo, ma sanno anche che tutto attraverso il lavoro e la fiducia si può raggiungere»

BASCHIROTTO «Sono tutti ragazzi predisposti al nostro obiettivo. Sia Luperto che Thörsby, che Maleh, che Djuric, tutti i nuovi arrivati sono arrivati con il piede giusto per dare una mano alla squadra. Li ringrazio e andiamo avanti insieme. Tutti i nuovi arrivati, compreso chi c’era già, daranno sicuramente il proprio contributo per cercare di arrivare all’obiettivo. Krstovic? No, non ci siamo visti oggi. C’è un bel rapporto tra di noi perché abbiamo fatto qualcosa di bello insieme a Lecce. Resta fuori dal campo, una volta che si entra in campo si è nemici».

Atalanta, Scalvini raggiunge le 100 presenze con la Dea: «Sono cresciuto qui, è come una famiglia!». Che traguardo per il classe 2003

Atalanta, Giorgio Scalvini ha toccato quota 100 presenze con la Dea: ecco le parole del difensore nerazzurro

La sfida del lunedì sera alla New Balance Arena tra Atalanta e Cremonese non mette in palio solo punti pesanti per la corsa all’Europa o per la salvezza. Per uno dei protagonisti in campo, il fischio d’inizio sancisce l’ingresso in un club esclusivo, quello dei “centenari” con la maglia della Dea. Giorgio Scalvini ha toccato stasera quota 100 presenze ufficiali con i colori nerazzurri. Un traguardo impressionante se si considera la carta d’identità: a soli 22 anni (classe 2003), il difensore centrale è ormai un senatore dello spogliatoio.

Le parole a DAZN: “Orgoglio immenso”

Pochi istanti prima di scendere in campo, Scalvini ha affidato ai microfoni di DAZN tutta la sua emozione per questo risultato, ribadendo un legame viscerale con la città e la società che lo ha cresciuto calcisticamente. È fantastico, ha dichiarato il nerazzurro. Sono cresciuto qui, quindi per me l’Atalanta è come una famiglia. È una grandissima felicità, anche un grande orgoglio. Sono felice di farlo qui davanti al nostro pubblico”.

Da promessa a pilastro di Palladino

Cresciuto nel vivaio di Zingonia, da sempre fucina inesauribile di talenti, Scalvini ha bruciato le tappe anno dopo anno. Lanciato giovanissimo, ha saputo adattarsi a ogni evoluzione tattica della squadra, passando dalla difesa a tre gasperiniana fino a diventare il braccetto insostituibile nel 3-4-2-1 disegnato oggi da Raffaele Palladino. L’attuale tecnico dell’Atalanta non ha mai rinunciato alle qualità di Scalvini, schierandolo titolare anche in questa delicata sfida contro la Cremonese.

Una bandiera per il futuro

Festeggiare le 100 presenze in casa, davanti alla Curva Nord, chiude un cerchio perfetto. In un calcio dove le bandiere sono sempre più rare, la storia di Scalvini rappresenta l’eccezione romantica: il bambino arrivato nel settore giovanile che diventa uomo e leader della Prima Squadra. E la sensazione è che questo sia solo il primo di molti altri traguardi da festeggiare a Bergamo.

Manchester United, c’è un grande sogno per l’estate! Rovinati i piani della Juventus? L’indiscrezione dall’Inghilterra non lascia dubbi

Manchester United, il grande obiettivo dei Red Devils per l’estate è questo giocatore, sognato anche dalla Juventus. I dettagli

Il Manchester United ha rialzato la testa e guarda al futuro con rinnovato ottimismo. Con la quarta vittoria consecutiva in Premier League, ottenuta battendo il Tottenham a Old Trafford, Michael Carrick sta trasformando il suo ruolo di traghettatore in una candidatura solida per la panchina della prossima stagione. Se il tecnico riuscirà a mantenere questo passo, la conferma in estate diventerà un’opzione concreta. Ma mentre il campo sorride, la dirigenza dei Red Devils è già proiettata alla prossima finestra di mercato con una priorità assoluta: rifondare la linea mediana.

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L’addio annunciato di Casemiro e l’incertezza che aleggia sul futuro di Manuel Ugarte impongono interventi massicci. L’unica certezza, al momento, è il capitano Bruno Fernandes, autore di una stagione straordinaria e perno intoccabile su cui ricostruire. Per affiancarlo, il club ha sondato diversi profili giovani come Elliot Anderson, Carlos Baleba e Adam Wharton, e ha persino valutato timidamente il ritorno di Scott McTominay dal Napoli, pista che però appare complicata allo stato attuale.

La vera notizia, rilanciata dal Telegraph, porta però un nome italiano: Sandro Tonali. L’ex centrocampista del Milan è entrato prepotentemente nella lista dei desideri dello United. Non sarà una corsa solitaria: l’Arsenal di Mikel Arteta aveva già tentato l’assalto a gennaio, trovando il muro del Newcastle, ma è pronto a tornare alla carica considerandolo il rinforzo ideale per il centrocampo dei Gunners.

La situazione di Tonali si preannuncia come uno dei tormentoni della prossima estate. Sebbene ci siano voci ricorrenti su un suo possibile desiderio di tornare in Serie A, resistere alle sirene e alle offerte economiche di due colossi come Manchester United e Arsenal sarebbe difficilissimo per chiunque. Al momento, la squadra di Londra sembra avere un leggero vantaggio nel gradimento e nell’ottimismo, ma il nuovo United targato Carrick ha argomenti solidi e risorse per convincere il giocatore azzurro a sposare la causa di Old Trafford.

Calciomercato Bologna, Fenucci rivela: «Non siamo vicini ai rinnovi di Lucumì e Orsolini. Ecco perché Immobile è andato via»

Calciomercato Bologna, Claudio Fenucci – amministratore delegato rossoblù – ha commentato così quanto successo a gennaio

Durante la conferenza stampa di presentazione di Sohm e Helland, l’amministratore delegato del Bologna Claudio Fenucci ha rilasciato queste dichiarazioni.

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POBEGA ESPULSO«C’è sicuramente il contatto, ma manca la pericolosità. Credo che l’arbitro avesse giudicato bene dal campo, e avremmo dovuto evitare che il VAR – uno strumento importantissimo – si trasformasse in moviola in campo. Dalla prossima stagione dovremo trovarci per parlarne, il VAR a chiamata come in Serie C potrebbe essere un’idea e il professionismo una strada che possa assicurare agli arbitri di A e B di prepararsi nel modo giusto, correttamente retribuiti».

MOMENTO DEL BOLOGNA – «Le tante partite possono portare infortuni e un calo fisico, ma i punti di forza rimangono. Il gruppo è straordinario e Italiano non molla. Serve ritrovare umiltà, oltre ad allenarsi e mantenere costante l’attenzione. Ricreare l’entusiasmo che ci ha sempre contraddistinti sarebbe bello».

MERCATO DI GENNAIO «Immobile? Abbiamo scelto di rimanere con 2 punte, ed era meglio separarsi per entrambi nonostante Ciro sia un grande professionista oltre che ragazzo. Su Fabbian-Sohm abbiamo optato per un giocatore che può agire sia in mediana sia in trequarti. Fabbian è come un figlio, ma è un’operazione che andava fatta anche per le condizioni del suo obbligo di riscatto».

HOLM JOAO MARIO«Holm voleva giocare sempre e ha manifestato insoddisfazione, perciò abbiamo scelto un giocatore disposto a fare turnover».

RINNOVI LUCUMI E ORSOLINI«Stiamo parlando con i procuratori, ma non siamo vicini ai rinnovi di Lucumi e Orsolini. Molti vogliono restare, ma dipende anche dalla compatibilità economica tra la loro richiesta e la nostra offerta».

Formazioni ufficiali Atalanta Cremonese: le scelte di Palladino e Nicola per il match di Serie A

Formazioni ufficiali Atalanta Cremonese: le scelte di Palladino e Nicola per il match di Serie A, valido per la 24ª giornata 2025/26

Il sipario sulla 24ª giornata di Serie A cala questo lunedì sera alla New Balance Arena, teatro di una sfida che mette in palio punti pesantissimi per obiettivi diametralmente opposti. L’Atalanta di Raffaele Palladino ospita la Cremonese di Davide Nicola. All’andata finì 1-1 (botta e risposta tra Vardy e l’ex Brescianini), ma oggi il peso specifico del match è ben diverso.

Qui Atalanta: entusiasmo post-Juve

I nerazzurri arrivano al match con il morale alle stelle. La recente vittoria per 3-0 contro la Juventus di Spalletti in Coppa Italia ha regalato la semifinale e la consapevolezza di poter battere chiunque. In campionato, la zona Europa dista appena cinque punti e Palladino vuole accorciare le distanze prima di tuffarsi nello spareggio Champions contro il Borussia Dortmund. Per farlo, il tecnico sceglie un 3-4-2-1 propositivo. In porta c’è Marco Carnesecchi. Davanti, a supporto della punta fisica Nikola Krstovic, agiranno la fantasia del belga Charles De Ketelaere e l’intelligenza tattica di Giacomo Raspadori. A centrocampo, le chiavi della regia sono affidate all’esperienza di Mario Pasalic.

Qui Cremonese: crisi nera e mal di gol

Situazione critica per gli ospiti. La Cremonese non vince dal 7 dicembre e la classifica piange. Il dato più allarmante è la sterilità offensiva: solo due gol segnati nelle ultime nove partite. Nicola prova a scuotere l’ambiente affidandosi ai “senatori” nel suo 3-5-2. In difesa comanda Federico Baschirotto. In avanti, la speranza è tutta nei piedi (e nell’esperienza infinita) di Jamie Vardy: farà coppia con Federico Bonazzoli per cercare di scardinare la difesa orobica.

Le formazioni ufficiali

Di seguito le scelte definitive dei due allenatori per il posticipo:

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini, Djimsiti, Kolasinac; Zappacosta, Ederson, Pasalic, Zalewski; De Ketelaere, Raspadori; Krstovic. Allenatore: Raffaele Palladino. A disposizione: Rossi, Sportiello, Kossounou, Hien, Bakker, Musah, Sulemana, Scamacca, Samardzic, Bellanova, Bernasconi.

CREMONESE (3-5-2): Audero; Ceccherini, Baschirotto, Luperto; Barbieri, Thorsby, Grassi, Maleh, Pezzella; Vardy, Bonazzoli. Allenatore: Davide Nicola. A disposizione: Silvestri, Nava, Zerbin, Djuric, Moumbagna, Floriani Mussolini, Terracciano, Pavesi, Payero, Folino, Sanabria.

Pisa, completato il primo round da 3 milioni di euro per il Training Centre. Novità importanti per la struttura dei toscani!

Pisa, è stato completato il primo round da 3 milioni di euro per il Training Centre. Cosa succede per la struttura dei toscani!

Il Pisa getta le basi, letteralmente, per un futuro da protagonista. Proseguono a ritmo serrato le manovre per la realizzazione del Pisa Training Centre, l’ambiziosa infrastruttura che promette di cambiare il volto del club toscano. La società ha comunicato il completamento del primo step finanziario: un round da 3 milioni di euro, erogato grazie al supporto del Gruppo ICCREA (tramite ChiantiBanca e Banca di Pescia e Cascina).

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Si tratta solo del primo tassello di un mosaico ben più ampio. L’operazione, strutturata con la consulenza strategica di Iniziativa (boutique finanziaria specializzata in project financing sportivo), prevede un finanziamento complessivo tra gli 11 e i 12 milioni di euro, con il closing della tranche principale atteso entro il mese di marzo.

Un gioiello da 122.000 metri quadri

Il progetto non è un semplice campo di allenamento, ma una vera e propria cittadella dello sport. L’investimento totale si aggira sui 30 milioni di euro e si svilupperà su una superficie vasta 122.000 metri quadri. Il masterplan prevede la costruzione di 7 campi regolamentari, affiancati da 4 terreni di gioco ridotti per le sedute tecniche, palestre all’avanguardia, aree mediche e spazi dedicati alla Youth Academy. L’obiettivo è chiaro: trasformare il vivaio nerazzurro in una “cantera” capace di attrarre e valorizzare i migliori talenti nazionali.

Strategia e management

A guidare le operazioni finanziarie per il club è Francesco Burdese, CFO (Chief Financial Officer) del Pisa, figura chiave nella gestione economica della società, che ha definito l’opera “indispensabile per crescere a livello sportivo e rappresentare un’eccellenza internazionale”. Burdese lavora a stretto contatto con Marco Messina, partner di Iniziativa, l’advisor che sta curando anche la partita parallela e altrettanto cruciale: la riqualificazione dello stadio.

Il legame con la Cetilar Arena

Il Training Centre, infatti, è solo il primo tempo della partita infrastrutturale. Iniziativa sta affiancando il Pisa anche nel progetto di ammodernamento della Cetilar Arena (lo storico Stadio Arena Garibaldi), attraverso la formula del Partenariato Pubblico Privato (PPP). La visione della proprietà è di lungo periodo: dotare la squadra e la città di strutture da top club europeo, creando un patrimonio tangibile che vada oltre i risultati della domenica.

Ravanelli, che bordata: «È un calcio irriconoscibile! Siamo alla deriva, usando così il VAR ogni giocatore in campo può barare»

Ravanelli ha parlato così della classe arbitrale e speso parole nei confronti della Juventus dopo il pareggio contro la Lazio

Ai microfoni di Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1, Fabrizio Ravanelli ha rilasciato queste dichiarazioni.

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ARBITRI – «È un calcio irriconoscibile, siamo arrivati alla deriva e solo noi in Italia usiamo il Var in questo modo. In altri campionati, il Var viene usato in un’altra maniera. Per come lo usiamo noi, la tecnologia permette a qualsiasi giocatore in campo di barare. Oggi la classe arbitrale lascia molto a desiderare. Oggi c’è sempre una continua lotta per ingannare l’arbitro, una volta c’era molto più rispetto. Casarin, Agnolin, Di Bello; c’erano tanti arbitri con forte personalità e questo incideva nel rapporto».

JUVE LAZIO – «Bella partita, la Juve ha dimostrato ancora una volta le problematiche nel fare gol. Una difficoltà incredibile nel finalizzare e poi al primo tiro in porta ha subito gol. La Lazio, invece, ha giocato una grande partita di cuore e carattere. Nella Juve c’è un grande miglioramento nel gioco, nel senso di appartenenza. Deve continuare così, anche se mancano 3-4 giocatori per colmare quel gap con altre squadre come l’Inter».

VLAHOVIC – «Potrebbe dare una grossa mano in questo campionato. Per il futuro ci vorrà un attaccante di grande calibro. Sono innamorato di Osimhen, spero possa prenderlo. Potrebbe essere quel finalizzatore che permetterebbe alla Juve di tornare protagonista anche a livello internazionale».

DIFFERENZE COL PASSATO – «Se si vanno a scomodare Boniperti, Moggi, Giraudo e Bettega, Andrea Agnelli, stiamo parlando dell’olimpo che ha fatto la storia della Juve. Ma ho fiducia in Comolli e Chiellini. Comolli l’ho conosciuto a Marsiglia: è competente, umile e professionale. Qualche esperienza ce l’ha, bisogna dargli del tempo. Chiellini conosce benissimo l’ambiente Juve. Poi certo, bisogna riconoscere che qualche acquisto è stato sbagliato. Però sono convinto che sono persone che porteranno benefici alla Juve».

Bologna, Sohm: «A Firenze non ha funzionato, volevo cambiare aria», Helland: «L’atmosfera qui è fantastica». Le conferenze di presentazione!

Bologna, Sohm ed Helland sono stati presentati in conferenza stampa. Queste le dichiarazioni dei due giocatori

Giornata di presentazioni ufficiali in casa Bologna. Nella sala stampa del centro tecnico di Casteldebole, il club felsineo ha svelato due dei volti nuovi arrivati per rinforzare la rosa a disposizione di Vincenzo Italiano: il centrocampista svizzero Simon Sohm e il giovane difensore norvegese Eivind Helland. Due profili diversi per esperienza e ruolo, ma uniti dalla stessa determinazione nel voler lasciare il segno in Emilia.

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Simon Sohm: “Ispirazione Yaya Touré, qui per rilanciarmi”

Il primo a prendere la parola è stato Simon Sohm. Il centrocampista elvetico arriva a Bologna con l’obiettivo chiaro di voltare pagina dopo un periodo opaco. A Firenze non ha funzionato per me, sentivo l’esigenza di cambiare aria, ha ammesso con onestà l’ex giocatore della Fiorentina.

Sohm si è detto pronto a mettersi a totale disposizione di Italiano: Mi sta chiedendo di fare il mio meglio ogni giorno. Abbiamo le stesse idee. Tatticamente, lo svizzero si definisce un jolly prezioso: Ho fatto tutti i ruoli, dal più difensivo al più avanzato. Il mio idolo è sempre stato Yaya Touré. Fondamentale per il suo inserimento è stata la presenza di Remo Freuler, che lo sta guidando nei primi passi in rossoblù.

Eivind Helland: “Stregato dal Dall’Ara”

Dall’esperienza di Sohm all’entusiasmo giovanile di Eivind Helland. Il difensore centrale norvegese ha svelato un retroscena romantico sul suo arrivo. “Sono venuto qui con il Brann e penso sia stato uno dei match più divertenti mai giocati. L’atmosfera era fantastica”, ha raccontato Helland, ricordando la sfida europea che lo ha convinto a scegliere Bologna.

Nonostante l’esclusione dalla lista UEFA il ragazzo ha mostrato grande maturità: Lo sapevo. Ora devo lavorare duro per essere disponibile in campionato e Coppa Italia. Helland si descrive come un difensore moderno, “abbastanza tecnico e amante dei duelli”, e ha trovato in Torbjørn Heggem, altro difensore norvegese della rosa, un tutor fondamentale per capire i movimenti richiesti da Italiano, un allenatore che vuole sempre vincere e ha un gioco improntato sull’attacco”.

Mbappé, dalla Francia rimbalza la cifra shock! Quanto guadagna la madre-agente di Kylian, percepisce più di alcuni giocatori del Real Madrid!

Mbappé, quanto guadagna la madre-agente di Kylian. Ecco la cifra shock percepita e che ha scatenato tutti dalla Francia.

Una notizia rimbalzata dalla Francia ha scosso le fondamenta del Real Madrid, non per un colpo di mercato o un risultato sportivo, ma per una cifra che fotografa perfettamente la nuova era del calcio-business. Al centro della scena c’è Fayza Lamari, madre e ferrea rappresentante di Kylian Mbappé, il cui compenso annuale ha lasciato di stucco tifosi e addetti ai lavori, svelando una realtà economica sorprendente.

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Secondo le indiscrezioni, la signora Lamari percepisce un salario di 4,5 milioni di euro netti a stagione da quando il figlio veste la maglia blanca. È fondamentale una precisazione tecnica: questa somma monstre non grava direttamente sul bilancio del Real Madrid. Non è il club di Florentino Pérez a staccare l’assegno alla madre, bensì lo stesso Kylian, frutto di accordi privati per la gestione manageriale, la rappresentanza e la cura dei diritti d’immagine all’interno della holding familiare.

Tuttavia, il dato fa rumore per un confronto impietoso che sta infiammando il dibattito nella capitale spagnola: Fayza Lamari guadagna più di diversi calciatori della prima squadra. Il suo “stipendio” supera infatti gli ingaggi di professionisti che scendono in campo e sudano per la maglia ogni settimana, come il portiere Andriy Lunin, il giovane talento Franco Mastantuono, o elementi della rosa come Raúl Asencio, Fran García e Gonzalo García.

Questo scenario evidenzia come l’acquisto di Mbappé non sia stato solo l’innesto di un fuoriclasse, ma l’incorporazione di un intero ecosistema economico e politico. Il Real Madrid, club tradizionalmente attento alle gerarchie salariali, era consapevole fin dal primo giorno della complessità e del peso specifico dell’entourage del francese. Fayza Lamari non è una semplice figura genitoriale, ma il vero motore decisionale dietro la carriera del numero 10, capace di dettare tempi e strategie. Sebbene ciò non intacchi direttamente le casse del club, resta l’immagine potente di un calcio moderno dove gli “entourage” sono diventati strutture multinazionali, capaci di muovere cifre che superano quelle degli stessi atleti che condividono lo spogliatoio con la stella.

AIA, arriva la risposta alle parole di Spalletti: «Mai stati contrari alle riforme sul professionismo! Il calcio italiano ha bisogno di arbitri sempre più preparati»

AIA, ecco la risposta alle parole di Spalletti pronunciate dopo il match pareggiato dalla Juventus contro la Lazio. Cosa ha detto

Attraverso un comunicato ufficiale, l’AIA ha replicato così alle parole di Luciano Spalletti sul tema del professionismo arbitrale. Ecco la nota.

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IL COMUNICATO – «L’Associazione Italiana Arbitri (AIA), in relazione ad alcune dichiarazioni ed articoli di stampa odierni sul tema del professionismo degli arbitri di vertice finalizzato al miglioramento qualitativo delle prestazioni arbitrali, intende precisare di non essere stata mai contraria a proposte di riforma in questa direzione».

Il Presidente Antonio Zappi ed il Comitato Nazionale già dal settembre scorso avevano affermato la propria apertura in questa direzione, purché il rafforzamento delle tutele economiche e professionali per gli arbitri della CAN non pregiudicasse la salvaguardia dell’autonomia tecnica dell’AIA. Lavorare insieme a FIGC e Leghe per una simile riforma non solo è possibile, ma è stato a suo tempo indicato come addirittura auspicabile, per costruire una riforma condivisa e sostenibile anche sotto il profilo economico

Il calcio italiano, peraltro, ha sicuramente bisogno di arbitri sempre più preparati e pronti alle necessità di un mondo che richiede sempre maggiore professionalità, ma ciò non è raggiungibile solo con semplici trasformazioni, ancorché ormai ineludibili, dello status giuridico arbitrale professionistico per gli arbitri di Serie A, ma anche mettendo a disposizione nelle serie minori le migliori risorse tecniche e dirigenziali disponibili

Questo Comitato Nazionale, infatti, crede fermamente che arbitri di qualità in Serie A saranno possibili anche in prospettiva solo in quanto il calcio saprà ancora investire nella formazione arbitrale dei giovani in Serie C e in Serie D e, più in generale, nelle serie minori. Proprio in questa direzione si inseriva il progetto tecnico avviato dal Presidente Zappi insieme al Comitato Nazionale, un percorso che meriterebbe di essere proseguito e valorizzato per il suo reale significato e la sua qualità

L’obiettivo rimane, infatti, quello di preservare e riportare al centro del sistema una funzione arbitrale dotata di autorevolezza, carisma e forte personalità, capace di assumere decisioni con indipendenza, senza risultare subordinata alla pressione degli strumenti tecnologici»

Rennes, caos totale nel club! Esonerato Beye, avviato un procedimento disciplinare per lui e il suo staff. La ricostruzione della vicenda

Rennes, caos totale dopo l’esonero di Beye! Avviato un procedimento disciplinare per lui e il suo staff. Cosa sta succedendo

È caos totale in casa Rennes. La pesante sconfitta per 3-1 subita sabato sul campo del Lens è stata la goccia che ha fatto traboccare un vaso ormai colmo da settimane, portando la dirigenza bretone a una decisione drastica: l’allenatore Habib Beye è stato sollevato dall’incarico con effetto immediato.

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La situazione sportiva del club è precipitata rapidamente. Quella contro il Lens rappresenta la quarta sconfitta consecutiva in Ligue 1, un filotto negativo che ha fatto scivolare la squadra in una crisi di identità preoccupante. I rossoneri non assaporano il gusto della vittoria dall’11 gennaio, in occasione di un match di Coppa di Francia; da allora, sono seguite cinque partite senza successi che hanno messo a nudo le fragilità del progetto tecnico. Attualmente il Rennes occupa la sesta posizione in classifica con 31 punti, a due lunghezze dal Lille quinto, vedendo complicarsi la corsa verso l’Europa che conta.

Il club ha ufficializzato l’apertura di un procedimento disciplinare non solo contro Beye, ma anche nei confronti del suo staff, composto dagli assistenti Olivier Saragaglia, Sébastien Bichard e Yann Cavezza. Per tamponare l’emergenza, la guida tecnica è stata affidata a una soluzione interna: la squadra sarà gestita da Sébastien Tambouret (attuale allenatore della squadra B), coadiuvato da Pierre-Alexandre Lelièvre e dall’ex difensore Maxime Le Marchand.
Tuttavia, stando alle indiscrezioni della stampa internazionale, dietro la rottura non ci sarebbe solo il rendimento sportivo. Beye, arrivato nel gennaio dell’anno scorso e rinnovato solo a maggio, sarebbe entrato in rotta di collisione con la società per questioni economiche. Il tecnico senegalese, forte di un contratto fino a fine stagione, non pretenderebbe solo il pagamento integrale dello stipendio restante, ma avrebbe avanzato richieste per ottenere commissioni sui guadagni derivanti dalle cessioni dei giocatori sotto la sua gestione. Una pretesa che ha inasprito i rapporti, trasformando l’addio in una battaglia legale e mediatica che rischia di lasciare strascichi pesanti nell’ambiente bretone.

Osimhen Lookman, la verità sulla lite con la Nigeria: il ct Chelle svela cosa è successo realmente in campo. La rivelazione!

Osimhen Lookman, il ct della Nigeria Chelle ha svelato cosa è successo realmente in Coppa d’Africa nella lite con il Mozambico

Ai microfoni di‘After Afrique’ su RMC Sport, il CT della Nigeria Eric Chelle è tornato a parlare della lite avvenuta in campo tra Osimhen e Lookman contro il Mozambico in Coppa d’Africa. Le sue parole.

PAROLE – «In campo c’è stata una discussione con Lookman. “Victor gli ha detto: ‘Dobbiamo smetterla di giocare davanti alla porta’. Gli animi si sono scaldati, c’è c’è stato un piccolo scontro, ma fa parte della vita di uno spogliatoio. A fine match Victor era ancora nervoso, aveva bisogno di tempo per calmarsi. Una volta fatto, è tornato il Victor che conosciamo. Non è mai stato in dubbio che giocasse contro l’Algeria.

Quello che succede nello spogliatoio resta lì. Non ho nemmeno dovuto intervenire: tornati in hotel hanno parlato tra loro ed era tutto finito. Osimhen è una macchina. Se in allenamento non segna, impazzisce. Per lui non è una sagra della parrocchia, vuole vincere tutto. Lookman È uguale, ma più calmo. Ho visto molti attaccanti, ma come calciano loro, destro e sinistro… è un livello altissimo».

Infortunio Gudmundsson: l’esito degli esami del fantasista della Fiorentina. Le sue condizioni e quanto dovrà rimanere fuori

Infortunio Gudmundsson: l’esito degli esami. Svelate le condizioni del centrocampista della Fiorentina e quanto dovrà rimanere fuori

L’ansia che ha tenuto col fiato sospeso il popolo viola e lo staff tecnico nelle ultime 24 ore può finalmente lasciare spazio a un cauto ottimismo. Dall’infermeria della Fiorentina arrivano notizie rassicuranti sulle condizioni di Albert Gudmundsson. Il fantasista islandese era uscito malconcio dalla sfida di campionato contro il Torino, disputata domenica al “Franchi”. Un infortunio alla caviglia sinistra che aveva fatto temere un lungo stop, rischiando di privare la squadra del suo uomo più imprevedibile in una fase cruciale della stagione.

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Il verdetto degli esami: nessuna lesione grave

Nella giornata di ieri, domenica 8 febbraio, il giocatore è stato sottoposto agli accertamenti clinici e strumentali di rito per valutare l’entità del danno. Il report medico diramato dal club è stato accolto come una liberazione: gli esami hanno escluso lesioni capsulo-ligamentose acute. In termini pratici, la caviglia di Gudmundsson non ha subito rotture o interessamenti gravi ai legamenti, scongiurando così operazioni o mesi di stop. Si tratta di un trauma che richiederà gestione, ma che non compromette il finale di stagione.

Le mosse di Vanoli e i tempi di recupero

Una notizia che fa sorridere Vanoli. L’allenatore della Fiorentina considera l’islandese imprescindibile per i suoi schemi tattici. Dover rinunciare a lungo al suo giocatore avrebbe costretto il mister a ridisegnare l’assetto offensivo. Gudmundsson ha già iniziato il percorso terapeutico e riabilitativo personalizzato al Viola Park. Sebbene sia difficile ipotizzare un suo impiego immediato (la cautela sarà massima), il giocatore verrà rivalutato nei prossimi giorni per stabilire con precisione la data del rientro in gruppo.

Obiettivo rientro

Niente lunghi stop, dunque. La speranza dello staff medico è di rimetterlo in sesto nel giro di breve tempo, permettendo al giocatore di tornare a incantare la Fiesole. La “tegola” si è trasformata in un semplice intoppo di percorso: la Fiorentina può continuare la sua corsa europea sapendo che il suo gioiello tornerà presto a brillare.

Agente Vergara non ci sta: «Il pestone c’è stato! Chi strumentalizza le sue parole deve vergognarsi». L’attacco dopo Genoa Napoli!

Agente Vergara, Mario Giuffredi, è tornato a parlare dell’episodio che ha visto come protagonista l’attaccante del Napoli contro il Genoa

Ai microfoni di CRC, l’agente di Antonio Vergara Mario Giuffredi ha fatto chiarezza dopo Genoa Napoli nell’episodio da rigore che ha visto protagonista l’attaccante azzurro. Le sue parole.

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VERGARA – «Io conosco Antonio Vergara da quando si trovava alla Primavera del Napoli. È un ragazzo che pensa a giocare e non simulare e creare problemi agli arbitri. È scorretto chi cerca di strumentalizzare le sue parole per addossare tutta la colpa degli errori a loro. A me mi nausea tutta la discussione sugli arbitri. Io non voglio giudicare l’operato degli arbitri che già fanno un lavoro molto complicato. Non mi sta bene, però, quando al posto di ammettere i propri errori, li si giustifica utilizzando le parole di un ragazzo come giustificazione del proprio operato, questa roba non mi sta bene.

Le sue parole devono essere contestualizzate e non strumentalizzate. Lui aveva solo gioito ed esultato per aver procurato un rigore da un’azione scaturita da una sua iniziativa personale. Se al posto suo ci fosse stato Neres o Politano, l’immagine sarebbe stata utilizzata allo stesso modo per valutare il rigore. State esagerando, abbiate rispetto per un giovane che sta vivendo un grande momento di gioia e di felicità come lui. Chi strumentalizza le parole di Vergara deve vergognarsi! Soprattutto nei confronti di un ragazzo che vive una realtà importante come quella del nostro campionato.

Il pestone c’è stato, non capisco come si faccia a dire il contrario. Se sia pesante e leggero lo devono valutare gli arbitri di campo. Al di là di tutto, se fossi negli arbitri, quando andrei a parlare ai microfoni, mi nasconderei per tutti i danni che stanno facendo su tutti i punti di vista in tutte le partite. L’aspetto arbitrale deve essere riguardato completamente, se stanno facendo tutti questi errori, nonostante ci sia una tecnologia rilevantissima, si devono fare una domanda e darsi una risposta da soli.

Al posto di cercare il colpevole in qualche giocatore come Vergara, io se fossi negli arbitri andrei a rivedere i propri errori per cercare di avere un andamento diverso rispetto a quello che è stato fino ad oggi. Secondo me si stava meglio quando si stava peggio. Negli anni 80 e 90 c’erano solo due guardalinee e un arbitro, le partite si giocavano e i campionati si facevano. Adesso i costi sono aumentati, impiegando quasi venti persone a lavorare per poi aumentare solo le polemiche. Io tornerei all’impiego del quarto uomo e metterei fine a questa storia.

PAROLE GASPERINI«Le persone parlano a secondo della convenienze. Anche a Gasperini sarà capitato di avere un giocatore che si prende i rigori e poi magari non erano così. Questo fa parte da sempre del mondo del calcio. Oggi simulare in campo con tutte le tecnologie a disposizione è difficile. Se uno vuole fare casino a seconda di come gli fa comodo, lo può fare in qualsiasi momento. Noi, però, dobbiamo essere distanti da questo e non dargli peso. Forse, il regolamento non valeva per il Napoli perché ha vinto al 92esimo».

Tardelli attacca: «Manca qualcuno che ama la Juventus. Ora continuano a esserci i francesi nonostante abbiano fatto disastri!»

Tardelli, ex centrocampista della Juventus, ha parlato così del momento che stanno attraversando i bianconeri. Ecco cosa ha detto

Intervenuto durante un evento e ripreso dalle telecamere di Sportmediaset, Marco Tardelli ha analizzato così il momento che sta attraversando la Juventus. Di seguito riportate le sue dichiarazioni.

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PAROLE «Credo che manchi qualcuno che ama la Juventus. L’Avvocato non usava la Juventus come business, la usava perché gli piaceva, gli piaceva essere lì, la maglia, stare coi giocatori. Ora purtroppo è tutto business e i proprietari non seguono molto. Io non ho mai avuto un grande rapporto con Andrea Agnelli, ma lo rimpiango, perché era sul campo, amava la Juventus, magari sbagliava e aveva atteggiamenti strani, ma era sempre lì, era qualcuno con cui poter parlare che ora non esiste.

Anche perché non c’è più un italiano, oramai sono entrati i francesi e nonostante abbiano fatto disastri continuano ad esserci loro».

Fantacalcio Lega Serie A: affare da 40 milioni di euro! Il piano di De Siervo per acquisirne il controllo, cosa sta succedendo

Fantacalcio Lega Serie A: affare da 40 milioni di euro! Il piano per acquistare il controllo, cosa accade

Quello che per milioni di italiani è un rito sacro – fatto di aste interminabili, rilanci all’ultimo credito e domeniche passate a sperare in un +3 del proprio bomber – sta per trasformarsi in una delle operazioni finanziarie più rilevanti del calcio nostrano. Il Fantacalcio, da semplice passatempo, è diventato un colosso digitale capace di muovere un fatturato annuo vicino ai 10 milioni di euro. Una crescita esponenziale che ha attirato l’attenzione del “palazzo”: la Lega Serie A è pronta a scendere in campo per acquisirne il controllo.

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Il piano: De Siervo punta al 51%

Secondo le ultime indiscrezioni rilanciate da Calcio e Finanza, il progetto è già sul tavolo dei presidenti e sarà oggetto di discussione nella prossima assemblea di Lega, prevista per il 16 febbraio. La regia dell’operazione è affidata a Luigi De Siervo. L’Amministratore Delegato della Lega Serie A, manager esperto di diritti tv e strategie commerciali che sta lavorando per trasformare la Lega in una media company globale, ha individuato nel Fantacalcio il tassello mancante per chiudere il cerchio dell’intrattenimento.

L’obiettivo è ambizioso: acquisire il 51% delle quote di Quadronica Srl, la società che detiene il marchio e la piattaforma. La valutazione complessiva dell’azienda si aggira intorno ai 40 milioni di euro, una cifra quasi raddoppiata rispetto alle stime di un paio di anni fa, a testimonianza dell’esplosione del settore.

Quadronica: l’intuizione di due napoletani

Dietro il successo del brand c’è la lungimiranza di Nino Ragosta e Luigi Cutolo, imprenditori napoletani classe ’75 che nel 2017 hanno blindato il mercato acquistando il marchio “Fantacalcio” dal gruppo Gedi. Partiti digitalizzando i voti e le leghe che un tempo si gestivano con carta e penna, oggi guidano una realtà con 20 dipendenti e utili netti che sfiorano i 4 milioni di euro. Il loro modello di business, basato su abbonamenti premium e sponsorizzazioni non invasive (da Eni a McDonald’s), ha creato una community fedele di oltre 6 milioni di iscritti, di cui circa 3 milioni sono giocatori abituali.

Un ecosistema integrato

Per la Serie A, comprare il Fantacalcio non è solo una questione economica, ma strategica. Il fantasy game è il motore che tiene incollati i tifosi alle partite (anche quelle di cartello minore) fino al 90° minuto, generando audience e interazioni. L’acquisizione permetterebbe di creare un ecosistema unico, dove la visione della partita e l’esperienza di gioco si fondono, aumentando il valore complessivo del prodotto calcio italiano.

Zazzaroni dice la sua sul caos arbitri: «Le regole, oltre a essere intelligenti, devono essere interpretabili. Con questo regolamento si è ottenuta l’asetticità della decisione arbitrale!»

Zazzaroni, sulle pagine del Corriere dello Sport, ha analizzato così la situazione arbitrale in Serie A. Le sue dichiarazioni

Nel suo editoriale su Il Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni ha inquadrato così la situazione arbitri in Serie A.

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PAROLE – «Per i nostri arbitri la direzione in due fasi, più teste e qualche video è diventata ormai la regola, al punto che oggi chiedono di essere valutati nel complesso, non più individualmente. Il guaio è che il doppio giudizio ha via via aumentato la confusione creando il disordine interpretativo.

La colpa è anche di chi fa il mio mestiere e getta benzina sul fuoco della polemica, oltre che di tifoserie che pensano esclusivamente al proprio tornaconto, nascondendosi, quando ottengono un vantaggio, dietro lo scudo dei tanti torti subiti in un passato non sempre recente.

Quante volte ci siamo sentiti ripetere frasi del tipo «eh, ma quando l’Inter è stata danneggiata non avete mosso un dito!», «a noi del Napoli fanno pagare lo scudetto, perché col Verona…», «quando noi juventini veniamo derubati è tutto regolare, vero?…».

Potrei andare avanti per mesi, sottolineando anche le urla dei social e le dotte elucubrazioni di tanti ex professionisti (calciatori) e semi (arbitri dismessi) che per un’urgenza di riconoscibilità scaricano puntualmente badilate di merda.

Concludo con un’autocitazione che sarà anche ridicola, ma non capisco perché dovrei cambiare qualche parola per esprimere lo stesso concetto: per attribuire un valore definitivo al Var che tanti errori ha corretto, l’arbitro deve riappropriarsi di ruolo e compiti e capire l’importanza e la volontarietà di un fallo, l’importanza e la volontarietà di un tocco di mano, la forza di un pestone.

Le regole, oltre a essere intelligenti, devono essere interpretabili. Con questo regolamento si è ottenuta l’asetticità della decisione arbitrale e una decisione che pesa su una partita non può essere asettica.

Ai quattro arbitri di campo e ai tre ai video occorre aggiungere una cosa solo apparentemente semplice: il buonsenso della conoscenza.

Gli allenatori si muovano, dunque, gli arbitri ascoltino, la Federazione affronti l’imbarbarimento tecnico del “suo” calcio e la Lega si comporti da sistema.

PS. Per evitare i fuorigioco millimetrici, vedi Laurienté, consiglio ai calciatori di indossare gli scarpini di Palanca: taglia 37»

Moviola Sassuolo Inter, Cesari smonta le polemiche sul gol di Bisseck: «Il regolamento parla chiaro, il VAR non può intervenire. Ecco perché»

Moviola Sassuolo Inter, Graziano Cesari ha analizzato così gli episodi avvenuti nel 5-0 del Mapei Stadium. Le sue parole

Il rotondo 0-5 con cui l’Inter ha espugnato il Mapei Stadium non spegne le polemiche arbitrali. Se il risultato appare netto, la moviola di Pressing ha acceso i riflettori su due episodi specifici che hanno segnato l’inizio e la fine della contesa diretta dall’arbitro Chiffi. A salire in cattedra è stato Graziano Cesari, che con la consueta precisione ha analizzato i momenti di tensione, partendo dal gol che ha sbloccato la gara fino all’espulsione nel finale.

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Il caso Thuram: perché il VAR non è intervenuto?

Il primo nodo cruciale riguarda l’azione che ha portato al vantaggio nerazzurro. Tutto nasce da un calcio d’angolo, ma le proteste del Sassuolo si concentrano sull’azione immediatamente precedente. Josh Doig ha lamentato vibratamente una posizione di fuorigioco di Marcus Thuram. L’attaccante francese sarebbe scattato oltre la linea difensiva prima di guadagnare il corner.

Cesari ha spiegato perché la tecnologia è rimasta silente: «Il regolamento parla chiaro: il VAR non può intervenire sul gol se c’è una posizione di fuorigioco antecedente che porta a un calcio d’angolo». Il protocollo, infatti, prevede la review solo se l’offside porta direttamente al gol o a un rigore. Senza immagini chiare a disposizione per il pubblico, l’ex fischietto ha sottolineato la centralità della decisione di campo: «Non abbiamo certezze, mi fido dell’assistente che non ha alzato la bandierina». Il dubbio, però, resta.

Il nervosismo finale: il rosso a Matic

Se sul primo episodio c’è margine di discussione, non ci sono scusanti per quanto accaduto nel finale. Protagonista in negativo è stato Nemanja Matic. Il centrocampista serbo ha perso la testa dopo la quinta rete siglata da Manuel Akanji.

Cesari ha ricostruito la dinamica del cartellino rosso, definendolo un atto di ingenuità imperdonabile per un giocatore del suo calibro: «Dopo il gol di Akanji arrivano le proteste di Matic. Prima si prende il giallo per dissenso, poi manda a quel paese l’arbitro e Chiffi estrae il secondo giallo». Un’espulsione per somma di ammonizioni in pochi secondi che ha lasciato la squadra di Grosso in dieci uomini, macchiando ulteriormente una serata già da dimenticare.

Calciomercato Serie A, dalla Turchia non hanno dubbi: è lui il grande obiettivo del Galatasaray per la prossima estate! Lascerà l’Italia? Ultimissime

Calciomercato Serie A, dalla Turchia svelano che questo giocatore è il grande obiettivo del Galatasaray per la prossima estate! Novità importanti

Il mercato non dorme mai, specialmente sulle rive del Bosforo. Appena archiviata la sessione invernale di riparazione, in casa Galatasaray lo sguardo è già rivolto alla pianificazione della prossima stagione, con un obiettivo che non è più un segreto, ma una vera e propria dichiarazione d’intenti: portare a casa Hakan Calhanoglu. Il club più titolato di Turchia ha individuato nel centrocampista dell’Inter il pilastro su cui fondare il nuovo ciclo tecnico.

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Il piano: un’estate di fuoco

Secondo quanto rimbalza con insistenza dalla stampa turca e trova conferme anche sui media italiani, la dirigenza giallorossa ha deciso di concentrare tutte le proprie risorse economiche e diplomatiche su un unico, grande profilo. Hakan Calhanoglu è considerato il tassello mancante per il definitivo salto di qualità europeo del Galatasaray.

Un legame di cuore

L’operazione non è semplice, considerata l’importanza del giocatore nello scacchiere tattico di Chivu e il suo valore di mercato, ma il Galatasaray conta su un alleato potente: il cuore. Calha non ha mai nascosto la sua fede calcistica per i colori giallorossi. In passato, il giocatore ha più volte espresso il desiderio, un giorno, di vestire quella maglia. Dopo la chiusura del mercato di gennaio, dove timidi approcci erano stati respinti al mittente, la strategia è cambiata: l’obiettivo è lavorare sottotraccia per mesi, preparando un’offerta contrattuale faraonica e un progetto tecnico centrale per convincere il giocatore a lasciare l’Italia e la Serie A nell’estate 2026.

Infortunati Napoli, Conte recupera un big per il Como: prima luce in fondo al tunnel per il tecnico! Novità importanti

Infortunati Napoli, chi recupera e chi no Antonio Conte per il match di Coppa Italia contro il Como. Tutti i dettagli

Dopo lo spavento di Marassi, in casa Napoli prevale la linea della cautela. Le condizioni di Scott McTominay sono al centro dei pensieri di Antonio Conte e del suo staff. Il centrocampista scozzese è stato costretto ad abbandonare il campo all’intervallo della sfida contro il Genoa, non prima di aver lasciato il segno con un gol pesante, confermandosi pedina imprescindibile.

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Il piano di Conte: riposo in Coppa

Secondo quanto riportato da Sky Sport, l’orientamento di Conte è quello di preservare il suo gioiello. Per McTominay si profila dunque un turno di riposo in vista dei quarti di finale di Coppa Italia contro il Como, in programma martedì alle ore 21:00. L’obiettivo dello staff medico è chiaro: evitare rischi inutili in una gara infrasettimanale per averlo al 100% della condizione per il prossimo big match di campionato contro la Roma. Una scelta strategica che rassicura anche i fantallenatori: lo scozzese dovrebbe tornare regolarmente al suo posto in mezzo al campo per la sfida ai giallorossi.

Sorriso Politano: recupero completato

Se McTominay si ferma ai box per precauzione, l’infermeria restituisce a Conte una pedina fondamentale: Matteo Politano. L’esterno offensivo classe 1993 ha smaltito completamente i problemi fisici ed è tornato a disposizione. Il suo rientro offre al mister un’alternativa preziosa sulla fascia destra, garantendo imprevedibilità e capacità di saltare l’uomo.

Un calendario di fuoco: tour de force in arrivo

La gestione delle energie diventa cruciale guardando il calendario che attende gli azzurri. Dopo l’impegno di Coppa contro i lariani, il Napoli affronterà un ciclo terribile. Si parte con la Roma al “Maradona”, un banco di prova decisivo per le ambizioni di vertice. A seguire, la complicata trasferta a Bergamo contro l’Atalanta guidata da Raffaele Palladino, per poi chiudere il filotto con le sfide contro Verona e Torino. Un tour de force in cui Conte dovrà attingere a tutte le risorse della rosa per mantenere il ritmo scudetto.

Capitan Locatelli lascia la Juventus a fine stagione: volo di sola andata per l’Inghilterra

Locatelli è uno dei migliori elementi della Juventus di Spalletti: l’ottimo rendimento sta attirando il forte interesse di un club di Premier.

Uno degli aspetti che sembra poter avere un peso decisivo nella decisione della Juventus di rinnovare il contratto di Luciano Spalletti è certamente l’aver rivitalizzato alcuni giocatori che stavano avendo un rendimento decisamente al di sotto delle loro potenzialità.

Tra questi c’è sicuramente Manuel Locatelli. Il centrocampista ex Sassuolo e Milan era ormai preso di mira dalla tifoseria per le sue prestazioni deludenti: uno scenario completamente cambiato con l’arrivo del tecnico di Certaldo sulla panchina bianconera.

I numeri parlano chiaro: come riportato anche da Tuttosport, infatti, Locatelli è tra i quattro centrocampisti nei 5 principali campionati europei ad aver registrato almeno 900 minuti con oltre 75 passaggi ogni 90 minuti, oltre l’85% di precisione, più del 60% di duelli vinti e anche più di 3 intercetti P90.

Le prestazioni di Locatelli sono cresciute tantissimo grazie alle indicazioni di Spalletti e oggi il centrocampista italiano è tornato a essere un elemento insostituibile. Eppure proprio questa importante crescita sta attirando l’attenzione di diversi top club esteri, tra cui il Manchester United.

Offerta per Locatelli dalla Premier: la Juve ci pensa

Gli ultimi rumors che arrivano dall’Inghilterra rivelano infatti che i Red Devils hanno messo nel mirino Locatelli come possibile sostituto di Casemiro. Il centrocampista brasiliano lascerà l’Old Trafford al termine di questa stagione: la conferma è arrivata proprio dall’ex Real Madrid, che ha quindi deciso di tentare una nuova avventura altrove.

Locatelli Juventus Premier
Offerta per Locatelli dalla Premier: la Juve ci pensa – Calcionews24.com (Instagram Manuel Locatelli)

Il sito britannico The Touchline sostiene che in cima alla lista del Manchester United è finito proprio il centrocampista della Juventus. Locatelli è un vecchio pallino dei Red Devils, che lo avevano seguito molto attentamente anche nell’estate 2021, prima che l’ex Sassuolo cedesse al corteggiamento bianconero.

La Juventus superò la concorrenza del Manchester United, versando nelle casse dei neroverdi emiliani un totale di 25 milioni di euro più 12,5 di bonus. Nel novembre 2023 è poi arrivato il rinnovo di contratto per il giocatore, che oggi ha un’intesa con i bianconeri fino a giugno 2028.

L’impressione è che da parte della dirigenza juventina non ci sia alcuna disponibilità a lasciar partire Locatelli, specialmente ora che con Spalletti il suo rendimento è diventato così importante. Tuttavia il Manchester United ha grandi risorse economiche: in caso di offerta intorno ai 40 milioni qualche tentennamento in casa bianconera ci sarebbe sicuramente, a patto però che si riesca a trovare un sostituto all’altezza.

Luis Enrique resta al Psg? Annuncio importante dell’allenatore sul suo futuro, ecco cosa succederà a fine stagione

Luis Enrique rimane al Psg? Annuncio dell’allenatore riguardante il suo futuro, cosa ha detto e cosa accadrà a fine stagione

In un mondo del calcio dove le panchine scottano e i contratti spesso valgono meno della carta su cui sono scritti, c’è chi sceglie la via della stabilità e dell’appartenenza. Luis Enrique, l’allenatore del Paris Saint-Germain, ha voluto mandare un messaggio forte e chiaro a tutto l’ambiente, spazzando via in un colpo solo qualsiasi speculazione sul suo futuro. Interrogato dai media circa le prospettive per la prossima stagione, il tecnico non ha usato giri di parole.

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La dichiarazione: “Sono felicissimo”

“Sono così felice al Paris Saint-Germain. Ici c’est Paris!”. Poche parole, ma pesanti come macigni. L’ex Commissario Tecnico della Spagna ha scelto di chiudere il suo intervento citando il celebre motto della tifoseria parigina. Un segnale inequivocabile di connessione con la piazza e con la dirigenza. Luis Enrique sembra aver trovato all’ombra della Tour Eiffel l’habitat ideale per sviluppare le sue idee di calcio totale.

Un progetto a lungo termine

Le parole di “Lucho” confermano la solidità del progetto avviato dal presidente Nasser Al-Khelaifi. Dopo anni di spese folli e collezioni di figurine, il PSG ha deciso di affidarsi a un “architetto”. Luis Enrique è stato scelto proprio per costruire una mentalità vincente che vada oltre i singoli. La sua felicità dichiarata pubblicamente suggerisce che la sintonia con il direttore sportivo Luis Campos è totale. Il tecnico si sente al centro del villaggio.

Sirene spente

Questa presa di posizione allontana definitivamente le sirene che, ciclicamente, volevano l’allenatore nel mirino di top club di Premier League o suggestivi ritorni nella Liga. Luis Enrique resta a Parigi, e lo fa con il sorriso. Per i tifosi del PSG questa è la garanzia migliore per guardare al futuro con ottimismo.

Duran Zenit, ora è ufficiale: l’attaccante vola in Russia. Tutti i dettagli del trasferimento

Duran Zenit, è stato ufficializzato il trasferimento in Russia dell’attaccante. Ecco tutti i dettagli sull’operazione

Il valzer delle punte internazionali registra oggi un movimento ufficiale e per certi versi inaspettato. Jhon Duran è un nuovo giocatore dello Zenit San Pietroburgo. La conferma è arrivata direttamente dai canali ufficiali del club russo, che ha annunciato l’ingaggio dell’attaccante colombiano con la formula del prestito fino al termine della stagione. Si chiude così, con un cambio di rotta improvviso, la parentesi turca del giocatore, che ha deciso di interrompere anticipatamente la sua esperienza al Fenerbahçe per cercare fortuna e minuti nella Premier Liga russa.

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La triangolazione di mercato: via dall’Al Nassr

L’operazione di mercato è stata complessa e ha coinvolto tre società. Il cartellino di Duran, infatti, è di proprietà dell’Al Nassr. Il club di Riad, che aveva girato il colombiano in prestito al Fenerbahçe all’inizio della stagione, ha avallato l’interruzione dell’accordo con la società di Istanbul. Duran ha spinto per una nuova destinazione. Lo Zenit si è inserito con decisione, trovando l’accordo con i sauditi per un nuovo prestito.

Chi è Jhon Duran: potenza e fiuto del gol

Classe 2003, Jhon Duran è considerato uno dei prospetti più interessanti del calcio sudamericano. Punta centrale mancina, dotata di una struttura fisica imponente e di un tiro potente dalla media distanza, Duran fa della forza e dell’attacco alla profondità le sue armi migliori. Dopo essersi messo in luce in Europa con la maglia dell’Aston Villa in Premier League, dove aveva mostrato sprazzi di grande talento pur partendo spesso dalla panchina, il passaggio in Arabia e il successivo prestito in Turchia sembravano averne rallentato l’ascesa. Ora, la Russia rappresenta l’occasione per rilanciarsi e ritrovare continuità realizzativa.

La nuova sfida a San Pietroburgo

Allo Zenit, Duran troverà una squadra costruita per vincere. Il club di San Pietroburgo cercava una punta in grado di garantire peso offensivo e alternative tattiche. L’arrivo del colombiano offre al tecnico nuove soluzioni per scardinare le difese avversarie, portando in dote quell’esplosività che forse è mancata nell’ultimo periodo. Per Duran, lasciare Istanbul per San Pietroburgo non è solo un cambio geografico, ma una scommessa su se stesso: dimostrare di poter essere un titolare inamovibile in un club che punta al titolo.

Mercato Milan, che tesoretto dai prestiti: la cifra monstre che i rossoneri potrebbero incassare in estate dai riscatti

Mercato Milan, che tesoretto dai prestiti: la cifra monstre che i rossoneri potrebbero incassare in estate dai riscatti. I dettagli e i nomi

Oltre ai proventi garantiti dalla qualificazione alla prossima Champions League, il Milan si appresta a vivere un’estate da protagonista grazie a un “tesoretto” inatteso ma fondamentale. Secondo l’analisi odierna de La Gazzetta dello Sport, le casse del club di via Aldo Rossi potrebbero gonfiarsi di ben 70 milioni di euro extra. Questa cifra monstre non piove dal cielo, ma è il frutto di una strategia lungimirante sui prestiti: i riscatti di numerosi calciatori attualmente parcheggiati altrove sono pronti a trasformarsi in liquidità fresca da reinvestire immediatamente per rinforzare la rosa a disposizione di Massimiliano Allegri.

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Il quotidiano sportivo titola senza mezzi termini: «Tesoretto da 70 milioni». Una parte di questo piano è già realtà: il giovane terzino spagnolo Alex Jimenez è stato riscattato a titolo definitivo dal Bournemouth, aprendo le danze delle cessioni. La lista delle partenze è però lunga e ben avviata: si attendono le ufficialità per l’esterno offensivo nigeriano Samuel Chukwueze, destinato a rimanere in Premier League con il Fulham, per il centrocampista Tommaso Pobega, che si è imposto al Bologna, e per il jolly Filippo Terracciano, che ha convinto la Cremonese.

A questi addii programmati si aggiungono le situazioni dell’attaccante scuola Milan Lorenzo Colombo (ora al Genoa), del veterano spagnolo Alvaro Morata, al Como, e del regista algerino Ismael Bennacer, ormai stabilmente alla Dinamo Zagabria. La cifra finale potrebbe lievitare ulteriormente se andasse in porto l’operazione più complessa, quella legata a Yunus Musah. Il mediano statunitense, attualmente in prestito all’Atalanta, rappresenta l’ago della bilancia: il suo riscatto da parte della Dea non è ancora scontato, ma garantirebbe un’entrata cruciale. Grazie a queste dismissioni, il tecnico livornese del Diavolo potrà contare su un budget sostanzioso per puntare nuovi innesti di qualità e riportare i Rossoneri al vertice.

Barcellona, appuntamento storico: c’è la data per le prossime elezioni presidenziali! Laporta si dimette per ricandidarsi

Barcellona, appuntamento storico: c’è la data per le prossime elezioni presidenziali! Laporta si dimette per ricandidarsi: il punto sul club blaugrana

Il futuro istituzionale del Barcellona ha ora una data cerchiata in rosso sul calendario: il 15 marzo 2026. Con un annuncio formale diffuso oggi, lunedì 9 febbraio, la Giunta Direttiva del club blaugrana ha dato ufficialmente il via all’iter che porterà all’elezione del nuovo numero uno della società. Una mossa che ha innescato un automatismo statutario immediato: le dimissioni dell’attuale presidente Joan Laporta.

Il massimo dirigente catalano ha lasciato la carica, un passaggio tecnico obbligatorio per potersi presentare nuovamente come candidato e correre per la rielezione. Durante questo periodo di transizione, che durerà fino all’insediamento del vincitore previsto per il 1° luglio, la guida del club passa nelle mani di Rafa Yuste, attuale vicepresidente sportivo e braccio destro fidato di Laporta, che assumerà il ruolo di presidente ad interim.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Il calendario elettorale, come riportato da Calcio e Finanza, è serratissimo. Già domani avverrà il sorteggio per la Commissione elettorale, mentre dal 15 al 19 febbraio i soci potranno consultare il censimento. La fase cruciale per gli aspiranti presidenti andrà dal 23 febbraio al 2 marzo, finestra temporale utile per presentare le candidature che dovranno essere sostenute dalle firme di almeno il 50% dei compromisarios dell’Assemblea. Superata la verifica (3-5 marzo), la campagna elettorale vera e propria si accenderà dal 6 al 13 marzo, con il giorno di silenzio fissato alla vigilia del voto.

Per questa tornata, definita storica trattandosi delle quindicesime elezioni dal 1953, il Barcellona ha predisposto cinque seggi fisici: oltre al capoluogo, si voterà a Girona, Lleida, Tarragona e nel Principato di Andorra. A differenza del 2021, non sarà ammesso il voto per corrispondenza. Potranno esprimere la propria preferenza tutti i soci maggiorenni iscritti da almeno un anno, mentre chi ambisce alla poltrona più alta del Camp Nou dovrà vantare un’anzianità di tessera di almeno dieci anni.

Torino, la bella gioventù del centrocampo: Ilkhan, Casadei, Prati e Gineitis. Il futuro passa da qui

Torino, la bella gioventù del centrocampo: Ilkhan, Casadei, Prati e Gineitis. Il futuro passa da qui. Media età da record per i granata

Il futuro è già qui e veste la maglia del Torino. La sfida del “Artemio Franchi” contro la Fiorentina non è stata solo una prova di carattere, ma il vero manifesto programmatico del nuovo corso tecnico voluto da Marco Baroni. L’allenatore fiorentino, con coraggio e lungimiranza, ha schierato una linea mediana dall’età media sorprendente di soli 21 anni e mezzo, affidando le chiavi del gioco a un trio di grandi speranze: il talento turco Emirhan Ilkhan, l’instancabile lituano Gvidas Gineitis e il potente incursore Cesare Casadei. Una scelta che ha pagato dividendi immediati, trasformando una scommessa anagrafica in una solida realtà tattica.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Sotto gli occhi attenti del ct della Turchia Vincenzo Montella, Ilkhan ha sfoderato la sua prestazione più luminosa in Serie A, abbinando eleganza e concretezza degne del suo potenziale status di erede di Hakan Calhanoglu. Suo l’assist per il vantaggio firmato proprio da Casadei, che si conferma un fattore determinante in zona gol: per l’ex centrocampista del Chelsea è la terza rete dal 4 gennaio, un bottino che ne certifica la crescita esponenziale in termini di leadership e inserimenti aerei. Se il classe 2004 turco porta la luce, Gineitis garantisce i polmoni, incarnando lo spirito combattivo tipico del mondo granata.

Il progetto verde del Toro non si ferma ai titolari. Anche con il rientro imminente del fantasista Nikola Vlasic, le gerarchie sembrano ormai fluide grazie ai rinforzi del mercato di gennaio. Rafer Obrador e Matteo Prati, entrambi arrivati in prestito con diritto di riscatto, sono pedine centrali. L’esterno spagnolo ha confermato doti di spinta sulla fascia sinistra, mentre il regista italiano classe 2003, pur assente per squalifica a Firenze, aveva già mostrato ottime geometrie in Coppa Italia contro l’Inter. A Baroni ora il compito di coltivare questo talento: il Torino dei giovani corre veloce.

Real Madrid, Arbeloa incorona Mbappé: erede di CR7 e Re del mondo. Le parole del tecnico

Real Madrid, Arbeloa incorona Mbappé: erede di CR7 e Re del mondo. Le parole del tecnico spagnolo sulla stella francese

Un’investitura totale, senza mezzi termini. Dopo la vittoria sofferta ma vitale conquistata nella bolgia del “Mestalla” contro il Valencia, Álvaro Arbeloa si è presentato ai microfoni con una certezza assoluta: Kylian Mbappé siede oggi, indiscutibilmente, sul trono del calcio mondiale. Il tecnico dei Blancos ha voluto celebrare l’impatto devastante del fuoriclasse transalpino, autore della rete del definitivo 2-0 nei minuti di recupero che ha chiuso i conti di una sfida spigolosa e complicata. Con questo sigillo, l’ex stella del PSG ha toccato la mostruosa quota di 38 reti in appena 31 presenze stagionali, numeri che lo rendono per distacco l’elemento più determinante della rosa delle Merengues.

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L’asticella delle aspettative si è alzata ulteriormente quando il discorso è scivolato sul paragone più pesante che esista alla “Casa Blanca”: quello con Cristiano Ronaldo. Sebbene le statistiche totali siano ancora distanti — il fenomeno portoghese ha lasciato Madrid con l’irreale score di 451 gol in 438 partite, mentre Mbappé viaggia attualmente a quota 82 centri in 90 gare — Arbeloa vede nel suo numero 9 l’unico erede capace di tentare l’impossibile. «Quello che ha fatto Cristiano sembrava opera di un extraterrestre, qualcosa di irraggiungibile», ha spiegato l’allenatore spagnolo, «ma Kylian possiede la qualità necessaria per seguire le sue orme. Se c’è qualcuno al mondo che può riuscirci, quello è proprio lui».

Sul campo, i tre punti d’oro permettono ai Madrileni di rispondere al successo dei rivali del Barcellona sul Maiorca. Dopo che il terzino Álvaro Carreras aveva sbloccato il match nella ripresa con un gol “alla Marcelo”, la firma finale di Mbappé ha garantito alla squadra di rimanere a una sola lunghezza di distanza dai Catalani nella corsa al titolo della Liga. La caccia è aperta, guidata da colui che Arbeloa non esita a definire il migliore del pianeta.

Malagò avvisa Gattuso: «La qualificazione al Mondiale è uno spartiacque. La situazione non è più sostenibile se…»

Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha voluto dire la sua sull’obiettivo qualificazione ai mondiali per l’Italia di Gattuso: le sue parole

Ai microfoni di Radio Anch’io Sport, Giovanni Malagò ha analizzato il delicato momento dell’Italia. Il presidente del CONI ha indicato nella qualificazione mondiale lo spartiacque fondamentale per il rilancio degli Azzurri guidati dal ct Rino Gattuso. Per il dirigente romano, la storia vincente del nostro calcio impone una riflessione: chi governa il sistema ha individuato i problemi, ma serve un immediato cambio di atteggiamento perché la situazione attuale non è più ritenuta sostenibile.

PAROLE – «La qualificazione mondiale sarà uno spartiacque. Da lì ci si può rilanciare, si può tornare competitivi. Dal dopoguerra in poi, la storia del nostro calcio è caratterizzata da risultati formidabili. Chi oggi si occupa di calcio, credo abbia capito quali sono i problemi. Anche perché, se non si cambia atteggiamento, la situazione non è più sostenibile».

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Boninsegna al miele: «Con Lautaro saremmo stati una coppia micidiale! I record sono fatti per essere battuti. Quando ci siamo incontrati ad Appiano…»

L’ex attaccante dell’Inter, Roberto Boninsegna, si esprime così riguardo al record di reti in maglia nerazzurra di Lautaro che lo raggiunge sul podio

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport il giorno dopo esser stato raggiunto da Lautaro Martinez sul podio dei migliori marcatori all-time della storia dell’Inter, Roberto Boninsegna si esprime così.

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I COMPLIMENTI – «Da parte mia un grande applauso a Lautaro Martinez. Prima che un ex calciatore nerazzurro sono ancora un tifoso acceso dell’Inter e quindi non posso che rallegrarmi con lui per questa stagione che porta avanti all’insegna del gol. Era prevedibile che il Toro mi raggiungesse, non proprio scontato che lo facesse tanto rapidamente. Meglio così, del resto la squadra sta filando come una locomotiva verso lo scudetto. E lui di questa formazione inarrestabile è un degnissimo capitano. Ha proprio il carattere del condottiero e la serietà di chi si rende conto di quanto sia importante meritare con i fatti la fiducia dei compagni».

IL MIO RECENTE INCONTRO CON LAUTARO – «Sì, sì, proprio a Milano. Mi hanno dato un premio e c’era pure questo ragazzo argentino che mi ha ispirato immediatamente molta simpatia. Posso dire che è un piacere essere al suo fianco in questa prestigiosa graduatoria, e confesso il rammarico di non essergli stato accanto sul terreno di gioco perché avremmo formato una coppia di attaccanti micidiale».

CARATTERISTICHE CHE SI SPOSANO – «Alla perfezione. Io mi sarei piazzato in mezzo all’area, lui mi avrebbe girato intorno per cercare la triangolazione, io gli avrei creato spazi, lui sarebbe piombato a sorpresa in zona gol, come ama fare. Insomma per i difensori avversari saremmo stati una bella gatta da pelare. Sì, il mio calcio era molto diverso, fra l’altro si giocava di meno, i nostri campionati erano a sedici squadre, che poi passarono a diciotto e difatti ho giocato la metà dei match di cui è stato protagonista Spillo Altobelli, un altro degnissimo capitano dell’Inter che ebbe in sorte di ripetere il mio percorso: fine carriera ceduti alla Juve, il primo dei nostri rivali tradizionali… Direi crudele, ma non ci si poteva ribellare, all’epoca».

TRISTEZZA PER DOVER ABBANDONARE IL PODIO DEI MARCATORI ALL-TIME DELL’INTER? – «I record sono fatti per essere battuti. E a voler analizzare in modo completo questa classifica, posso vantare di essere alle spalle solo di Meazza nella media gol: quindi conserverò la medaglia d’argento perlomeno in questa classifica. Se non ricordo male io ho lo 0,6 si media e Meazza mi precede di un soffio con lo 0,7. Spillo Altobelli ha terminato la sua lunga avventura in nerazzurro con 0,45 di media mentre Lautaro al momento ha 0,46, come Benito Lorenzi, campionissimo del passato. Questo scrivono i siti interisti che io seguo. Un po’ più staccati cannonieri fantastici quali Nyers e Bobo Vieri, Sandro Mazzola e Mauro Icardi. Una parata di campionissimi. E del resto siamo l’Inter!».

IL CAMMINO DELL’INTER DI CHIVU – «In campionato siamo i più forti e continueremo a dimostrarlo negli imminenti confronti con Milan e Juve. La Champions è un altro discorso, i rapporti di forza cambiano inevitabilmente. Però credo che si possa fare altra strada. Adesso nello spogliatoio ci sarà il clima ideale per affrontare gli impegni più duri, mi dichiaro fiducioso».

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