Pagina 369 – Calcio News 24

Calciomercato Sassuolo: piace Ulisses Garcia per la fascia. Chi è il nuovo obiettivo dei neroverdi e qual è la situazione per l’affare

Calciomercato Sassuolo: Ulisses Garcia è il nome nuovo per la fascia. Chi è il nuovo obiettivo dei neroverdi e tutti i dettagli dell’affare

Il Sassuolo guarda oltreconfine per puntellare la propria difesa in vista del girone di ritorno. La dirigenza emiliana, sempre attenta alle opportunità che offre il mercato internazionale, ha acceso i riflettori sulla Francia, individuando un obiettivo preciso per rinforzare la catena di sinistra: Ulisses Garcia. Secondo quanto riportato dall’esperto di calciomercato Gianluca Di Marzio, l’interesse del club neroverde per il difensore attualmente in forza all’Olympique Marsiglia è concreto ed è emerso con forza proprio in queste ore.

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Il profilo: esperienza internazionale per la fascia

Ulisses Garcia, terzino sinistro svizzero classe 1996, non è un nome nuovo per gli scout europei. Giocatore dotato di una buona struttura fisica e di una notevole propensione alla corsa, Garcia vanta un curriculum di tutto rispetto che include esperienze significative in Bundesliga (con il Werder Brema), nel campionato svizzero (Young Boys) e, più recentemente, in Ligue 1 con la maglia dell’OM. Per il Sassuolo, l’acquisto di Garcia rappresenterebbe un’iniezione di esperienza e affidabilità. La dirigenza è alla ricerca di un elemento “pronto all’uso”, capace di interpretare le due fasi di gioco con disciplina tattica e di garantire spinta sulla corsia mancina, caratteristiche fondamentali per il gioco propositivo richiesto dallo staff tecnico.

La trattativa: fase esplorativa

Al momento, come sottolineato da Di Marzio, non si è ancora entrati nella fase operativa vera e propria della trattativa. Non c’è un’offerta ufficiale sul tavolo dei francesi, ma i contatti esplorativi sono già stati avviati. Il Sassuolo sta dialogando con l’entourage del calciatore e con il Marsiglia per capire i margini di manovra: si valutano la fattibilità economica dell’operazione e la disponibilità del giocatore a trasferirsi in Italia. Resta da vedere se nei prossimi giorni, con la chiusura del mercato che si avvicina, il club emiliano deciderà di affondare il colpo, trasformando il semplice interesse in una trattativa serrata per regalare a Fabio Grosso un nuovo titolare per la fascia sinistra.

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Douglas Luiz Aston Villa, accordo trovato per il ritorno del brasiliano: la formula dell’operazione con la Juventus

Douglas Luiz Aston Villa, è fatta per il ritorno del centrocampista brasiliano: la formula dell’operazione con la Juventus. Ultimissime

La “telenovela” di mercato che ha tenuto banco negli ultimi giorni alla Continassa ha finalmente trovato il suo epilogo. Dopo una serie di voci, smentite e contatti frenetici, il futuro immediato di Douglas Luiz è stato scritto: si torna a casa. Il centrocampista brasiliano di proprietà della Juventus, che nella prima parte di questa stagione ha militato in prestito tra le fila del Nottingham Forest senza riuscire a incidere come sperato, cambia nuovamente maglia. O meglio, la ritrova. È fatta per il suo ritorno all’Aston Villa, il club dove è esploso e si è consacrato a livello internazionale.

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Matteo Moretto conferma: operazione conclusa

A mettere il sigillo sulla trattativa è stato l’esperto di calciomercato Matteo Moretto. Già nella giornata di ieri, il giornalista aveva anticipato il buon esito dei discorsi tra le tre società coinvolte (Juve, Forest e Villa), ma proprio pochi minuti fa, attraverso un post su X, ha annunciato la fumata bianca definitiva: la trattativa è chiusa. Douglas Luiz ha svuotato l’armadietto a Nottingham ed è pronto a rimettersi a disposizione di Unai Emery. Il tecnico basco è stato il primo sponsor dell’operazione, convinto di poter rigenerare il giocatore.

La strategia della Juventus

Per la Juventus, che detiene ancora il cartellino del giocatore, questa mossa rappresenta una speranza strategica fondamentale. Il prestito al Nottingham non ha portato i frutti sperati in termini di rivalutazione del cartellino. Il ritorno a Birmingham, in un ambiente che il giocatore considera una “comfort zone” e dove ha offerto il miglior calcio della sua carriera, è visto dalla dirigenza bianconera come l’unica via per recuperare l’investimento. L’obiettivo di Ottolini è chiaro: permettere a Douglas Luiz di giocare con continuità in questi sei mesi, rilanciarsi ad alti livelli e trasformare questo nuovo prestito in un trasferimento a titolo definitivo in estate, monetizzando così una cessione che oggi sarebbe stata impossibile.

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Conferenza stampa Pocognoli pre Monaco Juve: «Spalletti è una fonte d’ispirazione, è tra i migliori in Europa. Pogba non ci sarà domani»

Conferenza stampa Pocognoli pre Monaco Juve: le parole alla vigilia del match di Champions League 2025/26

Nel giorno di vigilia di Monaco Juve, il tecnico Sebastien Pocognoli è intervenuto in conferenza stampa alle 12.00 per presentare il match davanti ai media. Le sue parole.

LA SQUADRA – «Dopo il pareggio contro il Le Havre è stata una settimana pesante per tutto quello che è successo, ma i giocatori hanno fatto una partita che rispettava le nostre aspettative. Domani dovremo fare di meglio ma questo spirito di squadra deve esistere in ogni partita a prescindere dai risultati. Dobbiamo restare uniti».

SUL RISULTATO – «Conosciamo il tabellone, però sappiamo che fare troppi calcoli può metterci in difficoltà. Ovviamente dobbiamo gestire la partita anche sapendo i risultati delle altre gare. Dobbiamo trovare il miglior modo per essere intelligente e gestire la partita».

POGBA E BIERETH – «Pogba non ci sarà domani. Non voglio parlare delle sue assenze, ma posso dire che sta lavorando duro. Biereth? Non parlo di mercato».

SULLA JUVE – «La Juventus ha tante qualità, ma noi dobbiamo preparare la partita nel miglior modo possibile e non pensare alle nostre assenze».

SU AKLIOUCHE – «Da lui mi aspetto tanto. Mi aspetto uno spirito da guerriero in tutte le fasi. Lui deve fare meglio perchè ha problemi di continuità, ma le sui qualità sono evidenti a tutti. Per noi è un giocatore chiave anche se adesso sta attraverso un momento di difficoltà, ma ci appoggeremo su di lui».

SU SPALLETTI – «Giocare contro una squadra italiana è speciale. Lo scorso anno ho giocato contro la Roma è stato speciale e lo sarà anche domani. È molto importante per affrontare un tecnico tra i migliori in Europa come Spalletti. Lui per me è una fonte di ispirazione come i tanti in Europa e ho tanto rispetto per lui. Spero sia una bella partita per i tifosi».

SULLA JUVE – «Abbiamo guardato la partita contro il Napoli e abbiamo visto una bella impresa tattica. La Juventus è molto intelligente in campo e ha tanta esperienza. Noi non dobbiamo fare un paragone con loro e dobbiamo credere nelle nostre qualità, perché abbiamo tanta qualità».

COSA FARE PER VINCERE – «Creiamo molte opportunità ma non segnato abbastanza. Poi prendiamo tanti gol però sappiamo anche non prenderli. Questi sono i due punti dove dobbiamo lavorare meglio e di squadra. Domani speriamo di segnare quando abbiamo le opportunità e così possiamo puntare ad avere il risultato giusto per passare».

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Conferenza stampa McTominay pre Napoli Chelsea: «Infortuni? È difficile ma bisogna accettarlo. Vogliamo passare il turno»

Conferenza stampa McTominay pre Napoli Chelsea: le sue dichiarazioni alla vigilia dell’ottavo match della League Phase di Champions League

In conferenza stampa alla vigilia dell’ottavo match della League Phase di Champions League contro il Chelsea, Scott McTominay ha parlato così. Le dichiarazioni del centrocampista del Napoli.

COME STA«Si fa il massimo per avere il miglior recupero possibile. Siamo professionisti, lavoriamo per questo, speriamo di fare una grande partita in una grande atmosfera».

INFORTUNI – «Si giocano tante partite, è difficile, ma è il gioco, bisogna quindi accettarlo. Non è semplice gestire tutto per lo staff, ma noi diamo il massimo, anche domani e non vediamo l’ora di scendere in campo».

HA GIA’ SEGNATO AL CHELSEA – «Sembrano lontanissimi in questo momento, è cambiato tanto, giochiamo contro una squadra forte, ma vogliamo passare il turno».

ROSENIOR «Ha tante idee, ma pensiamo a cosa dobbiamo fare noi. Credo però che sarà una bella sfida, un bel confronto».

Conferenza stampa Conte pre Napoli Chelsea: «Spalletti ci ha definito ex campioni d’Italia? Frase infelice, bisogna portare rispetto. Deve stare più attento quando parla!»

Conferenza stampa Conte pre Napoli Chelsea: le sue dichiarazioni alla vigilia dell’ottavo match della League Phase di Champions League

In conferenza stampa alla vigilia dell’ottavo match della League Phase di Champions League contro il Chelsea, Antonio Conte ha parlato così. Le dichiarazioni del tecnico del Napoli.

MOMENTO NAPOLI«Al peggio non c’è mai fine, ma bisogna essere ottimisti. Pensavamo di aver visto tutto a dicembre, c’era un giocatore che usciva e diventava determinante per noi come Neres che invece s’è operato. Bisogna essere ottimisti, ma anche preparati al peggio, il nostro compito è questo anche quando le cose non vanno per il verso giusto. Quando il vento te lo trovi contrario ci sono onde alte, altrimenti sono bravi tutti. Io ho un gruppo di calciatori che è pronto ad andare avanti. Non possiamo rimproverarci niente, stiamo dando tutto, quello che è mancato forse… ma inutile guardare al passato, col Copenaghen potevamo sistemare la situazione e non siamo stati bravi. Ora c’è il Chelsea, campione del mondo per club, lo conosco benissimo, che visione ha, che investimenti fa, che ambizione ha, dovremo cercare di giocarci tutto il possibile sapendo che possiamo contare su un alleato forte che è il Maradona e non dobbiamo sottovalutarlo. Il tifoso sa che al di là del risultato dovrà essere decisivo, sappiamo cosa significa giocare da noi col sostegno dei tifosi, sarebbe bello vedere un’onda azzurra che ci spinge».

SPALLETTI HA DETTO EX CAMPIONI D’ITALIA «Dopo la partita preferisco staccare, soprattutto quando ci sono le tre partite. Io non ho capito cosa ha detto. Ex campioni? Se ha detto una cosa del genere non è stata una frase felice.. è stata una frase infelice, noi abbiamo ancora lo Scudetto sul petto e bisogna portare rispetto. Io non mi sarei mai permesso di dire una cosa del genere verso un’altra squadra. Lo sento ora e mi dispiace perché Luciano Spalletti è un bravo allenatore, ma deve stare un po’ più attento quando parla. Non può dirlo perché mancano ancora 16 partite, poi se ci ha visto così male… ci ha tolto già lo Scudetto, dispiace perché abbiamo fatto tanto per cucirlo e serve rispetto, in bocca al lupo a lui!».

PERIODO PIU’ DIFFICILE DA QUANDO ALLENA «Credo di avere esperienza, quanto accaduto quest’anno ha dell’inspiegabile. Ogni anno tutte le squadre hanno gli infortuni, di solito sono muscolari, due settimane, tre settimane, poi rientrano, avere infortuni da operazione, articolari, lì è difficile da spiegare. Il fatto che Lukaku sia stato fuori 6 mesi, De Bruyne da 5, Gilmour pubalgia, Neres speravamo proprio non accadesse niente, operato alla caviglia, Anguissa si strappa in nazionale 4 mesi, è difficile da gestire. Non posso piangere e perdere energie, devo concentrarmi su quelli che ho e cercare soluzioni, ma sfido chiunque a portarmi una squadra con queste problematiche e siamo a metà anno, incrociamo le dita… l’emergenza non è finita ma è peggiorata, abbiamo vinto una Supercoppa intanto e non dimentichiamolo, i ragazzi stanno facendo qualcosa di straordinario ma passa inosservato. Se partissimo oggi, o un mese fa, con questa rosa, molti si chiederebbero “ma dove vanno?” invece lottiamo, testa alta, diamo tutto, compreso a Torino con il risultato molto bugiardo ma abbiamo preso la legnata, non siamo stati dominati per niente, non ci ha dominato nessuno quest’anno e andremo a testa alta senza paura di niente e di nessuno quando si dà il massimo».

ATTACCO DI DIEGO COSTA – «Onestamente io non perdo energie leggendo o seguendo cosa si dice sui giornali. Nel calcio ci sono persone intelligenti e stupide, io non perdo il mio tempo per leggere cosa dicono. Costa è stato con me una stagione, io posso parlare di calcio, abbiamo vinto il campionato e poi è andato via tre volte nella stessa stagione. Dopo poi non so cosa è successo».

Coco Torino, ufficiale il rinnovo di contratto: annuncio e dettagli – FOTO

Coco Torino, il difensore rinnova con il club granata, ecco l’annuncio e tutti i dettagli sulla firma del nuovo contratto

Una notizia per certi versi inaspettata, che arriva direttamente dallo Stadio Filadelfia (in questi giorni sede del ritiro del Torino). Come reso noto dalla società sui propri portali ufficiali il contratto del difensore granata Saul Coco è stato rinnovato fino al 30 giugno del 2029. Una firma che dimostra – ancora una volta – la fiducia nutrita dal Toro nei confronti del classe ‘99, per il quale in estate erano state rifiutate alcune importanti offerte di calciomercato arrivate dall’estero. Sempre sui canali del club di Via Viotti si attende ora un’altra ufficialità: quella di João Pedro de Sousa Rodrigue, detto Tchoca. Vale a dire il difensore brasiliano in arrivo dal Corinthians in prestito con diritto (che può diventare obbligo a base a certe condizioni) atterrato questa mattina a Milano e che proprio in questi istanti sta svolgendo le visite mediche di rito. In attesa di questo secondo annuncio ecco la nota con tutti i dettagli relativi al rinnovo contrattuale di Coco. Segue il messaggio via social.

COCO TORINO – «Il Torino Football Club è lieto di annunciare di aver rinnovato il contratto per le prestazioni sportive del calciatore Saúl Basilio Coco-Bassey Oubiña fino al 30 giugno 2029. Coco è nato il 9 febbraio 1999 ad Arrecife, in Spagna. Ha mosso i primi passi nel calcio nei vivai di Las Palmas, Orientación Marítima ed Espanyol. Nell’agosto del 2018 è approdato in prestito all’Horta, per poi fare ritorno al Las Palmas, con cui ha debuttato in Seconda Divisione nel marzo 2021. Nel campionato 2022-23, con 36 presenze e una rete all’attivo, ha avuto un ruolo importante nel raggiungimento del secondo posto, risultato che ha permesso al club delle Canarie di conquistare la promozione nella Liga. L’anno seguente, terminato con la permanenza nella massima serie, ha totalizzato 30 presenze in campionato, una in Coppa del Re e un gol su calcio di punizione, premiato come gol del mese in Liga. Al Toro dal luglio 2024, con i granata ha totalizzato 56 presenze e segnato 3 gol tra campionato e Coppa Italia».

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Mercato Bologna, idea Fazzini per il centrocampo: avviati i contatti con la Fiorentina! Ecco la possibile formula

Mercato Bologna, idea Fazzini per il centrocampo: avviati i contatti con la Fiorentina! Svelata la possibile formula della trattativa

L’avventura di Jacopo Fazzini con la maglia della Fiorentina potrebbe concludersi prematuramente dopo appena pochi mesi dal suo arrivo. Il talentuoso centrocampista classe 2003, cresciuto nell’Empoli, è finito concretamente nel mirino del Bologna in queste ultime battute di mercato. Secondo le indiscrezioni rilanciate da Nicolò Schira, la dirigenza dei Felsinei ha avviato i contatti con il club Viola per sondare il terreno. L’intenzione della società emiliana è quella di prelevare il giovane regista con la formula del prestito con diritto di riscatto, offrendogli l’opportunità di rilanciarsi in un altro ambiente della Serie A.

MERCATO BOLOGNA – «Il Bologna ha avviato le trattative con la Fiorentina per provare ad ingaggiare Jacopo Fazzini in prestito con opzione di acquisto».

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Di Maria incorona Mastantuono: «È molto più talentuoso e più bravo di me! Anche Nico Paz è da Real Madrid? Rispondo così»

Di Maria incorona Mastantuono: le parole del fantasista argentino del Rosario Central sulla giovane stella del Real Madrid e su Nico Paz

Ángel Di María, esterno offensivo del Rosario Central, ha rilasciato un’intervista ad As analizzando il futuro dell’Argentina. Il campione del mondo ha definito Franco Mastantuono tecnicamente superiore a lui e ha esaltato Nico Paz: secondo il Fideo, il centrocampista attualmente in forza al Como sarebbe già pronto per vestire nuovamente la maglia del Real Madrid.

MBAPPE IL MIGLIORE AL MONDO? – «Sì. Kylian è tra i migliori al mondo da anni. I titoli di squadra influenzano certamente i riconoscimenti individuali, ma dimostra ogni giorno di essere tra i grandi. E oggi è il migliore. Quando ha trovato il suo stile di gioco, ha cambiato le carte in tavola».

SU MASTANTUONO – «E’ stato paragonato a me, ma è molto più talentuoso e molto più bravo nel palleggio. È un giocatore di altissimo livello. E’ stato anche criticato e liquidato quando le cose non andavano bene, proprio come Xabi Alonso, ma ha tutta la carriera davanti a sé. Ora sta meglio, ha iniziato a giocare di più e migliorerà molto, il che è facile quando hai i migliori giocatori intorno a te».

NICO PAZ – «Oltre a Mastantuono, Nico Paz ha attirato la mia attenzione. Ha un enorme potenziale di crescita. Lo seguo regolarmente e il suo livello è altissimo. Sta giocando in modo spettacolare e mostra segnali di miglioramento continuo, portando tanta gioia all’Argentina. Ma Nico Paz è un giocatore da Real Madrid? Sì, sicuramente. Il problema è che il Real Madrid ha molti buoni giocatori, e portarlo qui solo per lasciarlo in panchina non è una buona idea. Stare al Como gli sta facendo molto bene; è sicuro di sé, è anche migliorato rispetto alla scorsa stagione e sono molto contento per lui. Avrà la possibilità di giocare per un grande club».

Iezzo a CagliariNews24: «Pisacane, Chivu e Cuesta, finalmente si sta cambiando rotta in Serie A! C’è una cosa che può far bene alla Nazionale»

L’ex portiere del Cagliari, Gennaro Iezzo, ha voluto dire la sua sulla stagione della squadra di Pisacane: questo anche il suo pensiero sulla Serie A

Intervistato in esclusiva da CagliariNews24, l’ex portiere del Cagliari, Gennaro Iezzo, ha detto la sua sulla stagione della squadra di Pisacane e su altri temi legati alla Serie A.

SULLA STAGIONE DEL CAGLIARI«Penso che il cammino del Cagliari sia regolare, quello di chi deve prima mettere in cassaforte la salvezza e poi tutto quello che viene è di guadagnato. La squadra esprime un gioco piacevole, Pisacane sta facendo un buonissimo lavoro. Ci sono tanti giovani in rosa e penso che il cammino sia positivo».

SU CAPRILE«Con il suo agente siamo stati compagni a Verona. Caprile penso che sia uno dei profili più importanti per quanto riguarda i portieri italiani, abbiamo avuto il piacere di averlo a Napoli e devo dire che lo ricordo con piacere anche a Bari. E’ sempre stato un portiere di grande affidabilità, il suo percorso con il Cagliari segue questa linea. In Italia è uno dei portieri più forti e per fortuna ce l’ha la squadra di Pisacane, è una cosa sicuramente molto positiva».

SU PISACANE, CHIVU E CUESTA«Si deve dare merito alla società di aver puntato su un ragazzo giovane! Si sente sempre parlare di esperienza ed è una cosa che a me fa rabbia, sembra sempre che per allenare si debbano avere sempre degli anni alle spalle. Io penso che bisogna dare una possibilità ai tecnici giovani. Se uno ha le qualità per quanto riguarda la conoscenza del calcio e ha nelle corde il saper gestire il gruppo puoi avere 30 anni o 50, cambia poco! Quando tu hai delle idee e una società che, come nel caso del Cagliari con Pisacane, assorbe quello che vuole l’allenatore, poi escono fuori delle cose importanti. E’ quello che sta facendo Pisacane e la squadra con lui.

Come nel caso di Chivu e Cuesta? Finalmente si sta cambiando rotta da questo punto di vista, è lo stesso discorso che vale per i calciatori in Italia. Vanno buttati dentro ed è giusto che sia così, ma all’estero si fa sempre. Basterebbe andare a vedere i calciatori per poi buttarli in campo, ora però si sta andando verso questa strada con i giovani.

Credo che questa cosa possa far bene anche alla Nazionale, perché ce ne sono tanti giovani, uno su tutti Esposito a Cagliari. E’ giovane ed è un giocatore forte, penso anche a Borrelli, un altro forte. Cito anche Pio Esposito all’Inter o Vergara al Napoli, giocatori che vengono buttati dentro adesso, queste anche se pure in passato si poteva dare un’opportunità ai giovani. Meglio tardi che mai, però a volte ci sono giovani talenti italiani più forti di quelli che andiamo a prendere da fuori. Bisogna aver più fiducia sui profili italiani, ora sembra che si stia andando in questa direzione».

SULLA LOTTA SCUDETTO«Fino alla partita contro la Juventus ci potevano essere ancora delle possibilità per il Napoli, una squadra comunque tartassata dagli infortuni. Io non ricordo un anno con così tanti infortuni, è questo che gli ha fatto perdere terreno rispetto all’Inter. A pieno organico i partenopei sono una squadra che se la può giocare con i nerazzurri, una che di base però come rosa è più forte. L’antagonista più seria era il Napoli dato il mercato estivo, però ora dopo la sconfitta di Torino la vedo dura. Il discorso però è sempre quello degli infortunati, questo anche perché non si capisce quando recupereranno. Il Milan fa delle prestazioni importanti, ma poi si perde in altre partite. Al momento la squadra di Allegri non ce la vedo a fare un cammino regolare come potrebbero delle altre come Napoli e Inter. C’è la Juventus che ora sta iniziando a risalire la china, questo anche grazie al cambio di allenatore e a Spalletti che è uno che sa il fatto suo. Non dimentichiamo che anche i bianconeri hanno 4/5 giocatori talentuosi che possono alzare l’asticella. Penso che l’Inter quest’anno sarà una squadra con meno rivali, vuoi per gli infortuni del Napoli o per il cammino irregolare del Milan. Penso che la Lazio già all’inizio non potesse lottare con le altre, questo guardando anche solo la rosa che ha a disposizione Sarri. Io sono sempre stato calcisticamente innamorato di Sarri perché è un grande allenatore, ma quando non c’è il materiale si fa molta fatica. Diciamo che sicuramente un posto in Europa se lo poteva giocare però vedendo l’ultima parte del campionato io noto una Lazio irriconoscibile. Ad inizio stagione alcune cose le aveva fatte vedere, ma con il tempo ha perso le proprie convinzioni: secondo me i biancocelesti faranno più fatica».

L’INTERVISTA COMPLETA A IEZZO SU CAGLIARINEWS24.COM

Infortunio Neres, svelati i tempi di recupero dopo l’operazione: ecco quando Conte potrà contare nuovamente su di lui!

Infortunio Neres, svelati i tempi di recupero dopo l’operazione: ecco quando Conte potrà contare nuovamente su di lui! Ecco cosa filtra

Il Napoli deve fare i conti con un’assenza pesante nel reparto offensivo. David Neres, talentuoso esterno brasiliano arrivato in estate, è stato sottoposto ieri a un intervento chirurgico alla caviglia sinistra a Londra. L’operazione è andata a buon fine, come confermato dal giocatore stesso sui social e successivamente dalla società tramite un comunicato: NOTA UFFICIALE – «L’intervento è perfettamente riuscito. Il calciatore osserverà alcuni giorni di riposo e, successivamente, inizierà il proprio iter riabilitativo».

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, i tempi di recupero sono stimati in circa tre mesi. Una brutta notizia per Antonio Conte: il tecnico salentino perde uno dei giocatori più in forma del momento (sei gol dalla sosta di novembre) proprio nella fase cruciale del campionato. L’ex Benfica si era infortunato il 4 gennaio contro la Lazio all’Olimpico riportando una distorsione; nonostante il tentativo di rientro contro il Parma, il dolore persistente ha reso inevitabile il ricorso al bisturi. I Partenopei, che avevano appena ritrovato Romelu Lukaku contro la Juventus, dovranno attendere la primavera per rivedere il numero 7 in campo.

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Mandas Bournemouth, ufficiale l’addio alla Lazio: il comunicato del club e le parole del portiere

Mandas Bournemouth, ufficiale l’addio alla Lazio: il comunicato del club inglese e le parole del portiere greco dopo la firma

Christos Mandas lascia ufficialmente la Lazio e la Serie A: il portiere greco classe 2001 è un nuovo giocatore del Bournemouth. Di seguito il comunicato del club inglese.

IL COMUNICATO – «L’AFC Bournemouth è lieto di annunciare l’ingaggio del portiere greco Christos Mandas in prestito fino al termine della stagione dalla Lazio, club di Serie A.

Il ventiquattrenne è arrivato alla Lazio nel 2023 dalla squadra greca OFI e da allora si è affermato a livello senior, collezionando 33 presenze in prima squadra, ottenendo due presenze con la nazionale greca e completando un percorso internazionale completo che lo ha visto rappresentare il suo paese in ogni fascia d’età a partire dall’Under 16.

Parlando dell’arrivo di Mandas nella squadra, il responsabile delle operazioni calcistiche dell’AFC Bournemouth, Tiago Pinto, ha dichiarato: “Christos è un portiere che aggiungerà vera forza e qualità alla nostra squadra e siamo lieti di dargli il benvenuto a bordo. Avendo giocato in Italia, ha già dimostrato le sue capacità ai massimi livelli sia con la Lazio che con la nazionale greca. Siamo entusiasti dell’impatto che potrà avere, perché porterà maturità e compostezza, continuando al contempo a crescere come giocatore“.

Mandas ha anche condiviso il suo entusiasmo per l’ingresso nei Cherries in questa stagione: “È una sensazione incredibile far parte di questo club. Sono così orgoglioso, è un sogno per me venire qui e sono davvero, davvero felice. Fin dall’inizio, quando ho saputo che il Bournemouth era interessato, ho capito che volevo venire qui. C’è un’atmosfera magica tra giocatori e tifosi, e mi piace il modo in cui gioca la squadra, quindi è stata la scelta giusta per me venire qui”.

Mandas sarà il primo giocatore dell’AFC Bournemouth a provenire dalla Grecia e indosserà la maglia numero 29».

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Baturina, che retroscena! Prima del Como era stato un obiettivo di quella big di Serie A!

Baturina, che retroscena! Prima del Como era stato un obiettivo di quella big di Serie A! Ecco come i lariani hanno avuto la meglio

La strategia di mercato dell’Inter guarda con sempre maggiore insistenza all’altra sponda dell’Adriatico. La dirigenza meneghina ha deciso di investire pesantemente sulla “linea verde”, attingendo a piene mani dal serbatoio inesauribile del calcio croato per costruire la squadra del futuro. Dopo aver ufficializzato nelle scorse ore l’arrivo di Leon Jakirovic, roccioso difensore centrale classe 2008 prelevato dalla Dinamo Zagabria, il club campione d’Italia è pronto a raddoppiare. È infatti in dirittura d’arrivo l’accordo totale per Branimir Mlacic, altro prospetto difensivo nato nel 2007 e attualmente in forza all’Hajduk Spalato. Un doppio colpo che conferma la volontà precisa di blindare la retroguardia del domani con i migliori talenti emergenti del panorama europeo.

Tuttavia, questo intenso traffico sulla rotta Milano-Croazia riporta alla luce un retroscena di mercato che lascia un pizzico di amaro in bocca ai tifosi della Beneamata. Oggetto del desiderio mancato è Martin Baturina, il fantasista che oggi incanta la Serie A con la maglia del Como. Il centrocampista offensivo, dotato di una visione di gioco fuori dal comune e di una tecnica cristallina, era finito concretamente nei radar degli scout interisti molto prima della sua esplosione definitiva in riva al lago.

A svelare i dettagli della trattativa sfumata è stata la Gazzetta dello Sport, che ha raccontato come i Nerazzurri avessero tentato l’affondo decisivo pochi mesi fa. L’operazione si è arenata di fronte alla potenza economica della società dei fratelli Hartono e al progetto tecnico guidato da Cesc Fabregas, ex campione del mondo spagnolo che ha fatto di Baturina il fulcro del suo gioco.

Ecco quanto riportato dalla “Rosea” sulla dinamica dei fatti e sulle cifre:

OFFERTA MONSTRE – «L’Inter pochi mesi fa aveva provato a strappare all’Hajduk anche Martin Baturina, oggi talento a disposizione di Fabregas. Ma il Como offrì 25 milioni più bonus diventando un interlocutore irraggiungibile».

Una cifra imponente, quella messa sul piatto dai Lariani, che ha tagliato fuori la concorrenza milanese, costringendo Beppe Marotta a virare su altri obiettivi e lasciando il rammarico per non aver potuto regalare a Simone Inzaghi uno dei numeri 10 più promettenti del calcio internazionale.

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Benfica Real Madrid, Mourinho ritrova il fedelissimo Arbeloa: storia di un’amicizia nata nella tempesta

Benfica Real Madrid, va in scena la reunione tra Mourinho e Arbeola: un legame d’acciaio cementato nella guerra a Casillas

José Mourinho è una figura che non ammette mezze misure: o si ama visceralmente o si odia. Nella schiera dei suoi pretoriani più fedeli, un posto d’onore spetta di diritto ad Álvaro Arbeloa. Il rapporto tra i due, forgiato nel fuoco degli anni più turbolenti della “Casa Blanca”, sarà uno dei temi centrali della sfida di Champions League che vedrà opposti il Benfica e il Real Madrid nella suggestiva cornice dello Stadio da Luz.

A ricostruire la genesi di questa alleanza è il quotidiano Mundo Deportivo. Tutto ha inizio nell’estate del 2010, quando lo Special One sbarca nella capitale spagnola con una missione titanica: arginare l’egemonia del Barcellona di Pep Guardiola e riportare la “Decima” ai Blancos. Arbeloa, arcigno terzino destro rientrato dal Liverpool, viene immediatamente sedotto dal carisma magnetico e dai metodi diretti del tecnico di Setúbal. Il difensore sposa in toto la filosofia del mister, diventandone il braccio armato in campo e fuori, combattendo in prima linea contro quelli che venivano percepiti come nemici sistemici: i rivali catalani, la classe arbitrale e una parte della stampa ostile.

Il legame si cementa definitivamente durante la stagione 2012/13, l’annata della guerra interna con Iker Casillas. Quando Mourinho decide di escludere l’iconico portiere e capitano, Arbeloa si schiera apertamente dalla parte dell’allenatore, creando una frattura insanabile nello spogliatoio delle Merengues. Il destino vuole che sia proprio lui a infortunare involontariamente il numero uno in una gara contro il Valencia, episodio che costrinse il club a ingaggiare Diego López. Nonostante l’addio del portoghese nel 2013 senza la Champions, quell’amicizia ha resistito al tempo e alle distanze. Oggi, a Lisbona, i due si ritrovano da avversari, riaccendendo i riflettori su una delle “fratellanze” più discusse del calcio moderno.

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Calciomercato Napoli: Holm obiettivo in difesa, frenata Terrier e c’è un retroscena su Alisson Santos

Calciomercato Napoli: Holm obiettivo in difesa, frenata Terrier e c’è un retroscena su Alisson Santos. Tutte le mosse del ds Manna

Sono giorni di lavoro febbrile a Castel Volturno. Il calciomercato di riparazione è entrato nella sua fase più calda e il Napoli vuole regalare ad Antonio Conte i tasselli mancanti per affrontare al meglio il girone di ritorno. Il Direttore Sportivo Giovanni Manna è attivo su più fronti, districandosi tra proposte di intermediari e obiettivi concreti per puntellare la rosa. A fare chiarezza sulle manovre azzurre è stato Alfredo Pedullà, che ha svelato un retroscena riguardante Martin Terrier: l’esterno offensivo del Bayer Leverkusen, classe 1997, è stato offerto al club nelle scorse ore. Tuttavia, la dirigenza dei Partenopei non si è scaldata, non ritenendo il francese una priorità tattica e decidendo di non aprire alcuna trattativa.

Sondaggio per Holm: Mazzocchi in uscita

Sempre secondo quanto riportato dal noto giornalista, il discorso è ben diverso per la difesa, dove la caccia al terzino destro è aperta. Se lo spagnolo Juanlu Sanchez resta il sogno nel cassetto, la pista più percorribile porta a Emil Holm. Il laterale svedese, classe 2000 in forza al Bologna, è un profilo molto gradito e gli Azzurri hanno effettuato un sondaggio approfondito per capire i margini dell’operazione. Un suo eventuale arrivo darebbe il via libera alla partenza di Pasquale Mazzocchi, finito nel mirino di Sassuolo e Torino, pronti a cogliere l’occasione.

Il jolly Alisson Santos e il muro dello Sporting

Ma è in attacco che si gioca la partita più intrigante e complessa. Come rivelato da Gianluca Di Marzio, Manna sta provando a strappare Alisson Santos allo Sporting CP con la formula del prestito. L’impresa si preannuncia ardua poiché i Leões (Leoni) nutrono una stima altissima per l’ala brasiliana. Santos è considerato infatti un “dodicesimo uomo” di lusso, un vero e proprio jolly capace di spaccare le partite sia partendo titolare che subentrando, come dimostrato dai due gol siglati in Champions League. Una vera favola sportiva quella del ventitreenne: nel 2024 militava nella terza divisione brasiliana con il Figueirense e oggi è protagonista in Europa. Figlio d’arte (il padre è Ady, ex nazionale tunisino), Santos è un talento esploso tardi ma cristallino. Il Napoli ci proverà, consapevole che il muro portoghese sarà difficile da sgretolare.

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Rocchi furioso con Mariani e Doveri dopo Juve Napoli! Cosa è successo all’Allianz Stadium, il retroscena del CorSport

Rocchi si è arrabbiato con Mariani e Doveri dopo Juve Napoli! Il retroscena sull’episodio che ha scatenato la furia all’Allianz Stadium

Il risultato netto maturato sul campo non basta a placare le polemiche, né tantomeno a calmare i vertici dell’AIA. La scure di Gianluca Rocchi, il designatore degli arbitri di Serie A e B, si è abbattuta pesantemente sulla direzione di gara di Maurizio Mariani e sull’operato al VAR di Daniele Doveri nel big match Juve Napoli. Secondo la ricostruzione del Corriere dello Sport, l’episodio avvenuto a cinque minuti dal termine del primo tempo, è stato giudicato inammissibile.

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L’episodio incriminato: l’abbraccio Bremer-Hojlund

Al centro della discussione c’è il doppio contatto nell’area bianconera. Le immagini hanno mostrato Gleison Bremer avvinghiare Rasmus Hojlund. L’attaccante danese del Napoli è stato fermato con una dinamica che Rocchi ha faticato a comprendere: braccio sinistro attorno al collo e destro sul fianco. Un vero e proprio “abbraccio a due mani”, seguito da un intervento deciso di Pierre Kalulu su Antonio Vergara. Per i vertici arbitrali, non si tratta di un semplice scontro di gioco, ma di un errore chiaro ed evidente: quel rigore andava fischiato, soprattutto perché il cross stava spiovendo proprio in quella zona, rendendo l’intervento punibile al 100%.

Fallimento VAR e lo scudo “Mondiale”

La rabbia del designatore non ha risparmiato la sala VAR di Lissone. Da Doveri ci si aspettava una chiamata all’OFR (On Field Review), specialmente in un momento storico in cui la tendenza arbitrale sembrava virare verso una maggiore assistenza tecnologica (“moviola pura”) piuttosto che sul rigido protocollo dell’errore manifesto. Mariani, tuttavia, gode di una protezione particolare. Designato come rappresentante italiano per i prossimi Mondiali in Nord America, l’arbitro di Aprilia beneficia di quello “scudo istituzionale” che storicamente tutela i fischietti d’élite prima delle grandi rassegne (come accaduto a Rizzoli e Orsato). Ciononostante, la svista resta pesante. Questa sera, durante la trasmissione Open VAR su DAZN, l’episodio verrà analizzato nel dettaglio e l’audio tra arbitro e VAR sarà reso pubblico, ma la sentenza tecnica è già scritta: è stata una serata “no”.

Palermo, Augello allo scoperto: «Inzaghi ci trasmette la voglia di arrivare e di vincere! Ecco cosa fa durante gli allenamenti e le partite»

Palermo, Tommaso Augello ha rilasciato un’intervista nella quale ha inquadrato la stagione dei rosanero di Filippo Inzaghi

È uno degli stakanovisti del Palermo: Tommaso Augello, esterno sinistro classe 1994 ex Sampdoria e Cagliari, si racconta in esclusiva al Corriere dello Sport-Stadio.

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IL PAREGGIO DI MODENA «Partita difficile su un campo difficile. Primo tempo equilibrato, nel secondo c’era la sensazione di potere fare qualcosa in più. Loro erano calati tanto fisicamente e fino all’episodio del gol annullato avevamo in mano la partita ma negli ultimi 25-30 metri non siamo stati molto qualitativi e non siamo riusciti a mettere veramente in difficoltà il Modena dal punto di vista delle occasioni».

LA SOLIDITÀ DIFENSIVA «Il fatto di non prendere gol per così tante partite è un aspetto importante. Difenderci in maniera ordinata e di conseguenza subire pochi gol è una nostra caratteristica e alla lunga pagherà. Sono convinto che faremo qualche gol in più nelle partite più tirate in modo da ottenere un maggior numero di risultati pieni rispetto a qualche pareggio di troppo».

LA CLASSIFICA E IL RITMO DELLE PRIME «E’ ancora molto presto, tutte le squadre avranno un calo. E’ capitato a noi e sono certo che capiterà anche alle altre che sono sopra. Dobbiamo essere pronti, continuare questa striscia positiva e sono convinto che alla fine saremo tutte lì nel momento decisivo».

L’IMPATTO DI INZAGHI E IL CONFRONTO CON RANIERI «La determinazione e la fame che ci inculca tutti i giorni sia in partita che durante gli allenamenti. Ci trasmette la voglia di arrivare, di vincere ed essere sempre determinanti in tutto ciò che facciamo ogni giorno».

L’APPELLATIVO DI “PROFESSORE” E GLI STUDI UNIVERSITARI «L’ho saputo attraverso la stampa. Ricevere questo complimento da un allenatore così importante e una persona così carismatica mi fa sicuramente piacere»

IL RENDIMENTO PERSONALE E IL DIGIUNO DA GOL «Giocare tutte le partite e contribuire a raggiungere l’obiettivo di squadra. Penso solo a quello. Poi se dovessero arrivare gli assist sarei contento e lo stesso vale per un gol ma non è questa la mia priorità».

BILANCIO PERSONALE «Sono soddisfatto degli ultimi due mesi. All’inizio forse c’è stato un periodo un po’ di adattamento. Sicuramente posso fare meglio ma, anche per quello che richiede il mister, penso che sto facendo un buon lavoro. Certamente posso mostrare di più le mie caratteristiche e sono sicuro che lo farò».

LA NUOVA SERIE B «Mi sembra che ci sia molta più intensità e fisicità. I ritmi, inoltre, sono più alti».

Mercato Juve: chi sarà il nuovo attaccante? Non solo Kolo Muani, spunta una suggestione a sorpresa. Tutti i nomi in lista

Mercato Juve: dentro alle scelte del club bianconero per il ruolo di attaccante. Tutti i nomi nella lista di Comolli e Ottolini

A pochi giorni dalla chiusura della sessione invernale, il mercato Juve vive un improvviso ritorno di fiamma che scalda i cuori dei tifosi ma gela i dirigenti per la difficoltà dell’operazione. Il nome che rimbalza con insistenza alla Continassa è quello di Randal Kolo Muani. L’attaccante francese sta vivendo una parentesi opaca in prestito al Tottenham. Tramite il suo entourage, ha manifestato chiaramente la volontà di interrompere l’esperienza inglese per tornare a Torino, dove aveva lasciato un ottimo ricordo nei suoi sei mesi di permanenza precedenti.

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Il nodo diplomatico: Spalletti approva, il PSG no

Luciano Spalletti ha dato il suo pieno avallo all’operazione “Kolo-bis”. Tuttavia, come spiega La Gazzetta dello Sport, la strada è in salita a causa di ostacoli diplomatici quasi insormontabili. Il cartellino è di proprietà del PSG, e i rapporti tra il club parigino e la Juventus sono ai minimi storici dopo le tensioni dello scorso agosto. I francesi non intendono fare favori, e il Tottenham, pur deluso dal rendimento, non vorrebbe privarsi di un elemento a metà stagione senza sostituti. Un intreccio burocratico che rischia di bloccare tutto.

Piano B: da Beto alla sorpresa Biereth

Preso atto delle difficoltà per il francese e del definitivo tramonto della pista Youssef En-Nesyri (l’accordo è saltato nonostante l’intesa iniziale), il duo di mercato composto da Damien Comolli e Marco Ottolini ha attivato i piani alternativi. L’obiettivo è consegnare a Spalletti la fisicità necessaria in area di rigore entro il 31 gennaio. In pole position sale le quotazioni di Beto: il centravanti portoghese dell’Everton, vecchia conoscenza della Serie A dai tempi dell’Udinese, è il profilo “usato sicuro”. Ma attenzione alla sorpresa: la dirigenza sta monitorando con grande interesse Mika Biereth, giovane bomber in ascesa del Monaco. Sullo sfondo, più defilate e complesse, restano le suggestioni legate a Zirkzee e Mateta. La caccia al numero 9 è aperta: la Juve non può permettersi di sbagliare colpo.

Borussia Dortmund Inter vista da Nevio Scala: «Il ‘muro giallo’ è emozionante. Chivu non vende fumo, proverà a vincere. Se dovessi fare un nome…»

Borussia Dortmund Inter, Nevio Scala ha presentato così il match di Champions League in programma domani al Signal Iduna Park

Nevio Scala è l’uomo che conosce i segreti del Westfalenstadion meglio di chiunque altro in Italia. Nel 1997, seduto su quella panchina, guidò il Borussia Dortmund alla conquista della Coppa Intercontinentale. Su Tuttosport presenta la sfida di domani sera tra i tedeschi e l’Inter di Chivu.

Champions League 2025/2026: calendario, risultati, classifica

IL MIO DORTMUND «Fu anno bello, ma pure difficile. Arrivai in Germania con la squadra che aveva vinto gli ultimi due campionati, più la Coppa dei campioni contro la Juventus. Eravamo forti, ma i calciatori avevano la pancia piena. Mi è stato difficile trovare argomenti per motivarli nuovamente. Quando andavamo a giocare nelle grandi platee non c’era questa necessità, i calciatori reagivano al meglio, quando invece affrontavamo avversari meno blasonati, rischiavamo sempre qualcosa. Per me comunque resta un’annata straordinaria, culminata con la vittoria della Coppa Intercontinentale, l’unica volta della storia giallonera. Me la sono goduta».

LA MAGIA DEL “MURO GIALLO” «Sì, è emozionante. La chiamano curva, ma è una gradinata straordinaria piena di colori situata dietro a una delle due porte. Ti prende la vista, ti ammalia. E la cosa fondamentale è che quei tifosi non offendono mai gli avversari, ma cantano dal primo all’ultimo secondo per i propri beniamini. Zero parolacce e invettive contro i rivali, ho un ricordo davvero bello di queste migliaia e migliaia di tifosi che vanno allo stadio con bandiera e maglia del Borussia incitando incessantemente il Dortmund. L’impatto iniziale può essere forte, l’aiuto del pubblico è importante, si sente sempre, però se sei più forte, devi cercare di vincere».

CRISTIAN CHIVU «L’Inter cercherà in tutte le maniere di vincere, non sarà impossibile riuscirci. Chivu mi piace molto. Lo vedo, lo ascolto, lo sento. Mi sembra una persona di grande spessore, non vende fumo, non si esalta, né si deprime. Sta dando all’Inter caratteristiche che prima magari la squadra non aveva. I nerazzurri sono forti, sia nell’undici che nelle alternative. A Dortmund non sarà facile, ma vale lo stesso anche per il Borussia».

I KO IN CHAMPIONS «Dalle sconfitte subite saranno nate delle indicazioni che Chivu sarà in grado di cogliere, non credo che il morale sia stato scalfito dai tre ko in Champions. Per me non possiamo definirla prova della verità: non è una sconfitta o una vittoria che condiziona il lavoro di squadra e allenatore».

L’UOMO PARTITA «Non ho mai fatto classifiche, se facessi solo un nome metterei in difficoltà un’intera squadra. L’Inter mi piace, ha sempre voglia di vincere le partite, rischia molto e prova sempre a mettere in campo la propria supremazia. Sono due squadre che possono equivalersi. L’Inter non ha niente da perdere e questo è importante. Ha la necessità di vincere e sono sicuro che Chivu potrà essere in grado di approfittarne».

Moviola Verona Udinese, i giornali giudicano così la direzione di Manganiello! Cosa è emerso dal suo operato al Bentegodi

Moviola Verona Udinese, i giornali hanno giudicato così l’operato di Manganiello! I voti del suo operato al Bentegodi

Ecco la moviola di Verona-Udinese a confronto tra i tre principali quotidiani sportivi.

GIUDIZIO GENERALE: Tutti d’accordo su una direzione di gara molto tranquilla per l’arbitro Manganiello, al rientro in Serie A dopo un’assenza per motivi di salute. La partita, terminata 1-3 per l’Udinese, è stata corretta e facile da gestire, senza episodi controversi.

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CORRIERE DELLO SPORT Il voto non è esplicitato, ma il giudizio è positivo: “partita estremamente facile, sempre in controllo”. Il giornale sottolinea che i due gialli estratti (Lirola e Gagliardini) sono “condivisibili”, anche se forse ne manca uno per Solet per un fallo scomposto su Serdar. Tutti i gol dell’Udinese sono giudicati regolari. In particolare:
• Gol di Orban: Tenuto in gioco da Kristensen al momento del passaggio di Sarr.
• Gol di Davis (3-1): Posizione “chiaramente in gioco”, con Ebosse e Slotsager che lo sanano sul passaggio di Atta. VAR (Aureliano): SV. Serata senza lavoro a Lissone.

TUTTOSPORT Voto 6.5. Giudizio sintetico ma positivo: “Gestione attenta della partita”.

LA GAZZETTA DELLO SPORT Voto 6. Conferma l’assenza di “situazioni spinose” e una gestione “sotto controllo” con due cartellini gialli corretti. Viene citato il primo ammonito, Lirola, per un intervento in ritardo su Zemura, e il fallo di Gagliardini su Davis che ha portato alla punizione del secondo gol ospite, anche questo giudicato un “fischio corretto”. VAR (Aureliano): Serata tranquilla anche per lui, nessun episodio da approfondire.

Bove racconta: «Ho pensato di smettere, ma non ho paura. Ho capito come accettare ciò che mi è successo. Vi spiego la scelta di giocare al Watford»

Bove, trasferitosi al Watford, ha raccontato il suo adattamento in Inghilterra e come sta in questo momento della sua vita. Le dichiarazioni

Dopo l’arresto cardiaco del dicembre 2024 durante Fiorentina-Inter, l’impianto di un defibrillatore sottocutaneo e «un anno molto difficile», Edoardo Bove ricomincia dal Watford, «una squadra che è un po’ come una grande famiglia». Ecco la sua intervista al Corriere della Sera.

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COME VA «Bene, sto imparando a conoscere il mio nuovo corpo. Ho capito come accettare ciò che mi è successo. Ci convivo senza problemi e sono felice di essere qui. Il Watford non è una seconda scelta, è una sfida. Questa è una squadra competitiva, che ha un obiettivo chiaro, quello di tornare in Premier. Per me è il posto giusto».

HO PENSATO DI SMETTERE «Certo. Ci sono momenti così. Puoi solo accettarli. Queste emozioni negative fanno parte di te: ti dici, Edoardo, andiamo avanti, un giorno alla volta, e facciamo del nostro meglio»

PENSIERI «All’inizio quando ho cominciato a correre, sei sette mesi fa, quando mi sentivo il cuore che batteva veloce me ne rendevo conto, ci pensavo. È l’aspetto psicologico. È chiaro che dopo un evento del genere hai pensieri diversi, ma devi abituarti».

LA FORZA DELLA FAMIGLIA «Devo ringraziare la mia famiglia, e la mia ragazza, che è stata molto importante in questo periodo. È stato un anno difficile ma siamo contenti di come lo abbiamo superato. A volte nella vita arrivano prove che superi e ti fanno sentire meglio. Se tenti di attraversare le difficoltà da solo è complicato. I miei problemi sono stati un evento pubblico, tutti hanno visto cosa mi è successo, ma ognuno di noi ha delle difficoltà. Io le ho superate grazie alle persone che ho attorno»

HA PAURA «No. Il mio problema si è verificato all’età perfetta, non ero troppo giovane per capire cosa mi stava successo o troppo anziano per ricominciare. Ho consultato diversi esperti, siamo arrivati alla decisione che posso riprendere a giocare. Mi tengo sotto controllo»

IL WATFORD «Cercavo una squadra dove sarei stato felice e mi sarei sentito a mio agio ed è per questo che ho scelto di venire qui. Con lo staff medico e tecnico stiamo facendo tutto il possibile per tornare in campo in tempi brevi, anche se è difficile dire quando sarà. È molto bello far di nuovo parte di una squadra, conoscere i giocatori, lo spogliatoio. Mi mancava»

HA PARLATO CON ERIKSEN «Si, ci siamo scambiati vari messaggi. Il defibrillatore ora è parte di me, anche se non gli ho dato un nome… È come un telefono, un po’ più piccolo, tra le costole e la pelle. Si sente al tocco, senza la maglietta si vede, ma non mi dà alcun problema. Il primo mese, dopo l’intervento, ho dovuto abituarmi. Credo che sarebbe peggio avere un problema al ginocchio».

UNA SECONDA CHANCE «Una seconda chance con la vita, non solo col calcio. Quando fai il calciatore non ti chiedi mai perché fai questo mestiere, da piccolo sai che stai facendo la cosa più bella al mondo. Quando per un periodo sei costretto a vivere senza, ti manca, ti rendi conto che è una tua vera passione. Continuerò a cercare di riempire la mia vita di cose che mi piace fare».

L’INGLESE «Devo studiare di più, migliorare. Devo parlare con i genitori della mia fidanzata, che è nata qui, a Banbury».

Capello perentorio: «Milan squadra più passiva dell’Inter, la rimonta Scudetto non è possibile!»

Capello, ex allenatore ed ora opinionista, ha posato la lente d’ingrandimento della sua analisi sull’Inter e sul Milan. Le sue dichiarazioni

L’ultimo turno di Serie A ha parlato chiaro: l’Inter allunga, il Milan frena, la Juventus risale. Su La Gazzetta dello Sport Fabio Capello, ex mister pluriscudettato, analizza la nuova situazione.

INTER SUPERIORE «L’Inter partiva con un organico più forte, il Milan almeno sulla carta con l’obiettivo di tornare a giocarsi l’Europa anche se c’è sempre chi si aspetta qualcosa in più. Credo che almeno ad oggi la classifica della Serie A rispecchi i valori delle protagoniste, soprattutto di quelle che da qui a maggio si giocheranno il titolo».

NERAZZURRI CONVINTI «La squadra di Chivu ha preso un indirizzo ormai ben preciso, vedo proprio una convinzione generale notevole, profonda, tra i calciatori. E il nuovo tecnico è stato bravo ad entrare nelle teste dei suoi, soprattutto dopo il difficile finale della scorsa stagione: fa molto turnover, e lo fa bene perché ha una rosa adeguata, una squadra forte, pochi punti deboli».

IL PUNTO DEBOLE «Se non per quanto riguarda la fascia destra: l’assenza di Dumfries sta pesando e peserà ancora… Credo che invece siano eccessive tutte le critiche che sono state fatte a Sommer nelle ultime settimane. È un portiere con esperienza, noto che i difensori nerazzurri si fidano ciecamente di lui ed è molto bravo nel gioco con i piedi, nonostante l’errore grave commesso nella partita di venerdì scorso contro il Pisa. Forse era dovuto ad un eccesso di confidenza…».

PERISIC «Ha 37 anni, ma se stanno valutando di acquistarlo sarà perché la dirigenza sarà convinta di averne bisogno… In ogni caso non pareggerebbe il livello tecnico su cui invece può contare l’Inter a sinistra dove resta tra le migliori d’Europa, capace di far male alla prima occasione. Meglio non lasciare spazio a Dimarco».

I DIFETTI DEL MILAN «Personalmente vedo una squadra molto passiva, a differenza dei nerazzurri che spesso cambiano marcia a seconda dei momenti delle partite. Anche quando hanno perso contro l’Arsenal in Champions League, per esempio, di occasioni in ripartenza ne hanno avute. Il Milan ha un grosso difetto: la fase offensiva è accettabile, ma quando deve difendere i due attaccanti non danno alcun supporto alla squadra quando c’è da ripiegare. Non lo fanno Leao e Nkunku, ma neppure Pulisic e Fullkrug. Non è possibile sperare solo di recuperare palla e ripartire».

RIMONTA POSSIBILE «No, perché continua a mancare qualcosa: sicuramente un difensore, e poi anche altro. Il Milan avrebbe bisogno di qualcosa in più, qualcuno che determini, che imponga un cambio di ritmo anche subentrando. Come Dimarco contro il Pisa? Esatto. Ha cambiato la partita. E l’Inter è troppo convinta, troppo superiore al Milan. Però va aggiunta un’altra cosa: il Diavolo andava rivitalizzato. È una squadra in costruzione che prima deve rientrare tra le quattro qualificate in Champions. Nonostante tutti pensino di arrivare ben più in alto…».

L’ASSENZA DALLE COPPE É UN FATTORE «A questo punto non credo sia più così: anche la Roma gioca le coppe, pensavo che contro i rossoneri avrebbe patito particolarmente la stanchezza e invece così non è stato. Anzi, ha dimostrato quella freschezza, quell’agonismo e quella determinazione che mi aspettavo di trovare nel Milan. Se c’è una squadra che ha sofferto, è quella di Allegri».

CHIVU E LA GESTIONE DELLO SPOGLIATOIO «Mi piacciono le novità che ha introdotto ultimamente, come il giorno libero prima della partita recuperata contro il Lecce. Nessuno più di lui capisce e “sente” lo spogliatoio: se ha deciso di muoversi in questo modo, è perché lo ritiene importante per il recupero dei suoi giocatori. Che allo stesso tempo vengono molto responsabilizzati: devono ripagare la fiducia dell’allenatore, perché tutti hanno bisogno di vivere anche nel mondo esterno al calcio. Ma lo stanno facendo. Sia in campo che fuori».

Rinnovo Spalletti Juve: strada ormai tracciata per il futuro del tecnico. Ha fatto tre richieste sul mercato, i dettagli!

Rinnovo Spalletti Juve: definito il futuro del tecnico. Intanto sono tre le richieste sul mercato, tutti i dettagli!

La vittoria convincente contro il Napoli ha spazzato via ogni residua incertezza alla Continassa: Luciano Spalletti è l’uomo giusto, non solo per il presente, ma per aprire un nuovo ciclo vincente. Quella che a ottobre era nata come una “scommessa” di otto mesi per raddrizzare la stagione, si è trasformata in un progetto solido. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, la dirigenza bianconera ha esplicitato nelle ultime ore la volontà di blindare l’allenatore toscano con un contratto a lungo termine, con scadenza fissata almeno al 2028.

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L’asse Spalletti-Yildiz: destini incrociati

La strategia della Juventus non è solo legata ai risultati del campo, ma a una visione politica precisa. Il rinnovo di Spalletti è considerato il miglior “assist” possibile per sbloccare definitivamente la trattativa con Kenan Yildiz. Il talento turco classe 2005 vede nella permanenza del tecnico la garanzia necessaria per il suo futuro. Se firma Spalletti, firma anche Yildiz (fino al 2031): un doppio colpo che blinderebbe il patrimonio tecnico ed economico della società per il prossimo lustro.

Le richieste del tecnico: garanzie, non solo soldi

Se la società ha fretta di chiudere per trasmettere stabilità, Spalletti predica calma. Forte della credibilità acquisita, l’allenatore chiede garanzie tecniche precise per trasformare la Juve in una corazzata da Champions. Non si tratta solo di adeguare l’ingaggio (oggi fermo a 3 milioni), ma di condividere le strategie per giugno. Tre i punti cardine messi sul tavolo dal mister:

  • Operazione Tonali: L’obiettivo numero uno per il centrocampo è Sandro Tonali, l’ex milanista attualmente al Newcastle, considerato il leader ideale per la mediana.
  • Il nuovo bomber: Serve risolvere il rebus del numero 9 con un profilo di caratura internazionale che garantisca i gol pesanti.
  • Blindature interne: Priorità ai rinnovi dei giocatori chiave per evitare impoverimenti tecnici.

La strada è tracciata: la Juventus vuole correre, Spalletti attende le garanzie giuste, ma la volontà comune è quella di tornare a dominare.

Sannino si racconta: «Tornare in Italia? Non voglio entrare in una centrifuga. Al manicomio ho conosciuto la sofferenza vera…Zamparini voleva darmi 500mila euro»

Sannino, attuale allenatore del Bellinzona con un lungo passato in Serie A, si è raccontato in questa intervista

Beppe Sannino, 68 anni, allenatore del Bellinzona, seconda serie svizzera ha al suo attivo sei promozioni, quattro campionati vinti, una panchina d’oro di Serie C e un’altra d’argento, più svariate dimissioni. A La Gazzetta dello Sport ha raccontato la sua vita.

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LE NOVE DIMISSIONI «Io sono così: parlo in faccia. Mi sono dimesso per dignità lasciando dei soldi. Al Watford salutai 550mila sterline dopo 4 vittorie nelle prime 5. E dopo aver vinto la prima partita della storia del Carpi in A, dissi che era tutta di Castori, non mia»

TORNARE IN ITALIA «Non vivo sulla luna. So che il meglio l’ho dato e che sono in una fase calante, ma in Italia diventi un personaggio. Ti chiedono se mangi il panettone. E i social sono dilanianti. Alla mia età non voglio entrare in una centrifuga. Io sono uno che è partito dal niente e che si è fatto da solo».

LE ORIGINI «Nasco scugnizzo napoletano, poi mi sono trasferito a Torino. Ero l’unico che girava in pantaloni corti e infradito, da qui il soprannome “ciabattino”. Giocavo e basta, saltavo spesso la scuola. Una volta mio padre per punirmi diede fuoco alle scarpe da calcio sul balcone con l’alcol».

DA CALCIATORE «Ero genio e sregolatezza, uno come me non l’ho mai allenato. Sono arrivato alla Serie C, poi ho smesso a 31 anni e ho iniziato ad allenare gli allievi della Vogherese. Andavo a vedere di nascosto il Milan di Sacchi».

L’ESPERIENZA IN MANICOMIO E LA SVOLTA «Pulivo i cessi per l’equivalente di 900 euro di oggi. Lavavo i pavimenti con la segatura, c’erano scarafaggi e quant’altro. E poi aiutavi i pazienti. Inoltre, al manicomio, ho conosciuto la sofferenza vera. Ricordo una pittrice bravissima che se ne stava lì a dipingere e ti chiedevi come mai. Al civile, invece, ho visto morire anche amici e tifosi della Vogherese».

LA SVOLTA «Nel 1998, alla Biellese. Presi un anno di aspettativa. Ma la svolta è stata al Sudtirol, nel 1999-2000, dove vinsi il campionato di Serie D. In estate mi ero licenziato apposta per poterci andare. Dopo aver vinto due campionati a Lecco e a Crema sono rimasto a casa. E correvo. Sui colli del Monferrato, ogni giorno, finché nel 2008, in primavera, un agente mi consigliò di andare a Como a vedere Como-Varese in C2. Gli allenatori rischiavano entrambi…».

LA SERIE A COL SIENA «All’Olimpico, contro la Roma, pensai: “Ce l’ho fatta”. Totti e gli altri uscirono da sotto la Sud, sembravano gladiatori. Chiesi al mio vice: “Oggi quanti ne prendiamo?”. Finì 1-1. Una delle partite più belle mai fatte».

IL NAPOLI SFIORATO «Mandai a quel paese De Laurentiis. Ovviamente non pensavo fosse lui, ma uno scherzo. “Hai già fatto con Zamparini a Palermo?”. Gli risposi di sì».

PALERMO «Non ho mai avuto così tante richieste come alla fine di quella stagione, conclusa con la retrocessione. Genoa, Lazio e non solo. Andò male, ma non lo meritavamo. Ho avuto la fortuna di allenare Dybala, il più forte di tutti».

ZAMPARINI «Litigai con lui prima di un Palermo-Cagliari 1-1, con gol subito all’ultimo. Mi fece chiamare nella hall per dirmi la formazione. Io gli risposi a modo mio. “Ma chi si crede di essere?”, rispose. Il giorno dopo pareggiamo e mi esonerò, ma era un uomo generoso. Se ci fossimo salvati mi avrebbe dato 500mila euro, ma gli dissi che non li avrei accettati. Io sono così».

WATFORD «L’unico rimpianto: dissi stop dopo 4 vittorie nelle prime 5. Non mi piaceva la libertà di alcuni giocatori. Io devo essere me stesso. Se fossi andato avanti mi sarei scornato con tutti. A fine anno la squadra andò in Premier»

Perisic all’Inter: Psv-Bayern Monaco decisiva per il ritorno in nerazzurro. Il motivo e cosa filtra sul possibile affare

Perisic all’Inter: Psv-Bayern Monaco giocherà un ruolo decisivo per il ritorno in nerazzurro dell’esterno croato. Il motivo

L’attenzione dell’Inter non è rivolta solo al campo di allenamento di Appiano Gentile, ma si sposta in queste ore verso l’Allianz Arena di Monaco di Baviera. L’intreccio tra il calcio giocato e le dinamiche di mercato domina le prime pagine dei quotidiani sportivi e, come sottolineato dall’edizione odierna del Corriere dello Sport, il destino di una possibile operazione in entrata dipende da un risultato che non vede i nerazzurri direttamente protagonisti. Il titolo “Chivu tifa Bayern” è emblematico e svela la strategia della dirigenza di Viale della Liberazione in vista della sfida di domani sera tra Bayern Monaco e PSV Eindhoven, valida per l’ultimo turno della League Phase della Champions League.

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Il piano di Chivu: esperienza sulla fascia

Cristian Chivu guarda con estremo interesse al match. Il motivo ha un nome e un cognome ben noti al popolo interista: Ivan Perisic. L’esterno croato milita attualmente nel club olandese. Il dossier legato a un suo clamoroso ritorno a Milano, mai del tutto archiviato, sta riprendendo quota nelle ultime ore, ma è vincolato a una condizione precisa: il cammino europeo del PSV.

Tutto dipende dalla Champions

La strategia di Marotta e Ausilio è chiara e legata ai verdetti continentali. Se il Bayern Monaco dovesse battere il PSV, sancendo l’eliminazione degli olandesi dalla Champions League, lo scenario cambierebbe radicalmente. Senza la vetrina della massima competizione europea, Perisic potrebbe spingere per lasciare Eindhoven e tornare in un ambiente che conosce alla perfezione, portando quella dose di esperienza e carisma internazionale che Chivu richiede per il rush finale della stagione.

L’attesa per il verdetto

Al momento, si tratta di un’ipotesi di lavoro, una suggestione che prende forma sullo sfondo. L’operazione “cavallo di ritorno” diventerebbe d’attualità concreta solo in caso di uscita del PSV dall’Europa che conta. L’Inter resta alla finestra: domani sera Chivu sarà il primo tifoso dei bavaresi, sperando che il risultato del campo possa sbloccare l’ultimo tassello del suo mercato di febbraio.

Yildiz Juventus, decisione presa sul rinnovo: la mossa di Comolli ed Elkann, la frase di Spalletti. Cos’è successo nell’ultimo incontro

Yildiz Juventus, novità importanti sul suo rinnovo: la mossa di Comolli ed Elkann, ha parlato anche Spalletti. I retroscena dell’ultimo incontro

Il futuro della Juventus ha un volto, un nome e ora, quasi certamente, una data di scadenza a lungo termine: giugno 2031. Il matrimonio tra la Vecchia Signora e Kenan Yildiz è destinato a durare ancora a lungo. L’accordo per il rinnovo contrattuale del talento turco, ormai simbolo tecnico e mediatico del nuovo corso bianconero, è arrivato ai dettagli finali. Secondo quanto riportato da Tuttosport, l’ossatura dell’intesa è solida e manca soltanto da limare la questione legata al bonus alla firma richiesto dall’entourage e dalla famiglia del giocatore. Superato questo scoglio, Yildiz metterà nero su bianco un contratto che lo renderà il re di Torino: percepirà circa 6 milioni di euro annui. Una cifra che, a partire dal prossimo luglio, lo renderà il giocatore più pagato della rosa, un dettaglio che sembra confermare implicitamente la probabile partenza estiva di Dusan Vlahovic.

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La regia di Comolli e l’investitura di Elkann

Dietro l’accelerata decisiva c’è una strategia precisa. Il prolungato soggiorno dei genitori di Kenan a Torino è servito a definire il progetto con Damien Comolli. Il dirigente bianconero ha illustrato un piano tecnico ambizioso che mette il classe 2005 al centro dell’universo Juve. Cruciale anche la mossa della proprietà: John Elkann ha dato il via libera definitivo all’investimento (l’impatto a bilancio salirà da 2,9 a oltre 11 milioni lordi) pur di neutralizzare sul nascere l’interesse di top club europei come il Real Madrid.

Il fattore Spalletti: “È un extraterrestre”

Ma il vero garante dell’operazione è Luciano Spalletti. L’allenatore toscano ha giocato un ruolo fondamentale. Ha saputo gestire Yildiz, arrivando a definirlo un “extraterrestre”. Interpellato dalla dirigenza sul rinnovo, Spalletti non ha avuto esitazioni: «Blindatelo! Va tenuto per i prossimi 10 anni». Parole che sanno di sentenza. La firma è attesa per febbraio, subito dopo la chiusura del mercato invernale. Un atto che potrebbe anticipare anche il rinnovo dello stesso allenatore, sempre più saldo alla guida di una Juve che ha riconquistato tifosi e critica

Zola rivela: «Ammirevole come il Napoli stia affrontando questo momento, contro il Chelsea… La Juve ha iniziato un nuovo percorso mentre sull’Inter dobbiamo aspettare»

Zola ha rilasciato queste dichiarazioni alla vigilia delle ultime partite di Champions League: cosa ha detto su Napoli, Inter, Juve e Atalanta

Intervistato dal Corriere dello Sport, Gianfranco Zola ha parlato delle italiane in Champions League ma non solo. Anche un occhio alla Serie A. Le sue dichiarazioni.

Champions League 2025/2026: calendario, risultati, classifica

NAPOLI CHELSEA «Una con tanti significati e molta tensione perché entrambe si giocano qualcosa di importante: il Chelsea punta a entrare nelle prime otto, il Napoli a rientrare in zona playoff. Basta questo, no? È chiaro che il Napoli si gioca molto di più: se non dovesse vincere andrebbe fuori, e tra l’altro non dipende soltanto dal suo risultato. Il Chelsea, male che vada, farà gli spareggi». 

IL NAPOLI HA DELLE CHANCE«Certo, sì. Contro la Juve è stato in partita fino al 2-0, giocando anche bene, ma è chiaro che la difficoltà è grande per la quantità di infortunati importanti. Mancano giocatori fondamentali, ma è ammirevole il modo in cui la squadra sta affrontando il momento: può perdere, però la gioca fino in fondo. È segno di coraggio, è personalità. È l’identificazione totale con il carattere del suo allenatore: non si arrende mai come Conte».  
 
CHELSEA DI ROSENIOR «Lo conoscevo con Maresca: aveva idee molto chiare ed era ben organizzato. Lo è anche ora, ma sta cercando di cambiare forma: non so che tipo di Chelsea diventerà, il nuovo allenatore è al lavoro da poco, ma è pericoloso perché ha tanta energia e tanta qualità. Sa colpire soprattutto con ripartenze veloci, ha giocatori estremamente rapidi. Fisico e qualità».
 
SCUDETTO ANCORA APERTO«Per me si, certo. E ora arriveranno i momenti difficili per tutti: la stagione è intensa come poche e il cumulo dei minuti comincerà a farsi sentire senza le soste».  
 
FORMAT DELLA CHAMPIONS«Le perplessità iniziali sono state ovvie, soprattutto quando sei affezionato a una struttura specifica, ma le sensazioni sono cambiate già dopo le prime giornate della scorsa edizione. Oggi possiamo dire che la formula è più avvincente rispetto al passato. Siamo all’ultima giornata e tanti verdetti sono in sospeso: questo è il dato che certifica la qualità».  
 
JUVE «Le ultime due partite della Juve, soprattutto quella con il Napoli, sembrano tracciare l’inizio di un nuovo percorso: il miglioramento dei giocatori è costante, si vede che credono in ciò che fanno. E questo significa che hanno totale fiducia in Spalletti».  
 
NUOVO CICLO CON CHIVU«La sua Inter ha tanta qualità e sta facendo un percorso da grande squadra, in linea con il suo potenziale. I test importanti verranno più avanti, quindi dobbiamo aspettare. Un giudizio potrei darlo da marzo in poi». 
 
ATALANTA – «Una bella novità, sì. Palladino si sta confermando allenatore di livello. Ha la grande qualità di riuscire a entrare in sintonia con i suoi giocatori e questo è ciò che permette a un tecnico di poter chiedere e ottenere il massimo. Per me non è un sorpresa: è una conferma».  
 
VIALLI «Gianluca. Gianluca è una cosa molto significativa per me: spesso io e lui non abbiamo avuto la stessa opinione, a volte ci siamo anche confrontati, ma il rispetto per ciò che ha fatto e per la persona che era è stato assoluto. Non era un uomo banale, non era un uomo comune e lo ha sempre dimostrato nei momenti belli e nelle difficoltà. Nella malattia. Nei suoi confronti ho sempre provato grande ammirazione. Un’ammirazione che andava al di là dell’affetto. Gianluca…». 

Mercato Torino, che intreccio per il futuro di Ngonge! Ci prova l’Espanyol ma serve l’ok anche del Napoli: il motivo

Mercato Torino, che intreccio per il futuro di Ngonge! Ci prova l’Espanyol ma serve l’ok anche del Napoli: il motivo e cosa sta succedendo

Il futuro di Cyril Ngonge potrebbe tingersi dei colori della Liga spagnola. Dopo essere stato oggetto del desiderio di diverse squadre italiane nelle fasi iniziali di questa sessione di mercato, l’attaccante esterno belga è finito prepotentemente nel mirino dell’Espanyol. Secondo quanto rivelato dall’esperto Gianluca Di Marzio, il club di Barcellona ha deciso di affondare il colpo per assicurarsi le prestazioni del talentuoso classe 2000, apprezzato per la sua capacità di saltare l’uomo e per il mancino velenoso.

L’operazione, tuttavia, si presenta come un delicato rompicapo burocratico che richiede un’intesa totale tra tre parti. Attualmente, infatti, l’ex giocatore del Verona milita in prestito tra le fila del Torino, dove sta cercando di trovare continuità, ma il suo cartellino resta di proprietà esclusiva del Napoli. Per concretizzare il trasferimento, i Pericos (i “Pappagallini”, storico soprannome dell’Espanyol) dovranno quindi trovare la quadratura del cerchio: ottenere il via libera dai Partenopei per la cessione e convincere contemporaneamente i Granata a interrompere anticipatamente l’accordo temporaneo. I contatti sono già in corso per sbrogliare la matassa.

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Zanetti post Verona Udinese: «Siamo ridotti all’osso, dovevamo fare di più. Nessun confronto con la società ma…»

L’allenatore dell’Hellas Verona, Paolo Zanetti, ha voluto dire la sua dopo la sconfitta rimediata stasera in campionato contro l’Udinese

Intervenuto nel corso del postpartita di Hellas Verona Udinese, il tecnico degli scaligeri, Paolo Zanetti, ha commentato ed analizzato così la sconfitta rimediata dai suoi per 1 a 3 nel match che ha chiuso il 22° turno del campionato di Serie A 2025/26.

PAROLE – «Alla lunga siamo andati in difficoltà contro una squadra fisica e di qualità. In questo momento, oltre al mercato che ci ha tolto due titolari, abbiamo nove infortunati per cui arriviamo a queste sfide ridotti all’osso. Abbiamo provato a compattarci e rimanere uniti di fronte alle difficoltà. Dovevamo fare di più, l’Udinese è stato superiore. Con la società non c’è stato nessun confronto. Io la mia dignità la porto a casa dando il massimo ogni giorno. La cosa importante è che la squadra rimanga al mio fianco, in campo ci andiamo noi. Capisco le dinamiche, però poi ci sono le difficoltà che si riflettono sul campo. I nostri tifosi meriterebbero di più di quanto stiamo facendo vedere. Abbiamo bisogno di fare punti contro chiunque, ci hanno messo in difficoltà in ogni parte del campo. È una situazione emotivamente difficile per tutti, non siamo riusciti a reggere. Nel girone d’andata meritavamo di fare 4/5 punti in più che ci hanno condotto in queste circostanze. Uscite importanti non coperte da degli arrivi? Non dipendono da noi, il nostro compito è dare il massimo in campo. Posizione a rischio? Non mi sento mai tranquillo».

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Runjaic esulta dopo Verona Udinese: «Sono molto contento, ma non serviamo abbastanza Davis!»

L’allenatore dell’Udinese, Kosta Runjaic, ha voluto dire la sua dopo la vittoria ottenuta stasera in campionato contro l’Hellas Verona

Intervenuto nel corso del postpartita di Hellas Verona Udinese, il tecnico dei friulani, Kosta Runjaic, ha commentato ed analizzato così il successo ottenuto dai suoi per 1 a 3 nel match che ha chiuso il 22° turno del campionato di Serie A 2025/26.

PAROLE – «Sono molto contento. Penso che la squadra ha giocato molto bene, ma abbiamo concesso un gol troppo facilmente. Concludere a metà classifica sarebbe un buon risultato. Il Verona è pericoloso nelle transizioni, non è facile difendere contro di loro. Ci serviva un buon posizionamento difensivo, abbiamo controllato il gioco tramite il possesso. Bertola aveva già giocato braccetto di sinistra, mettendo Solet sul suo piede forte ci ha aiutato nel giro palla. Davies è molto fisico, sta bene sa come controllare e proteggere il pallone. Non lo serviamo abbastanza, sono felice per la sua crescita».

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Calciomercato Napoli, nuova idea per la fascia: tentativo in corso per Alisson Santos dello Sporting! I dettagli

Calciomercato Napoli, nuova idea per la fascia: tentativo in corso per Alisson Santos dello Sporting! I dettagli sulla formula che ha in mente Manna

Il Napoli accelera sul mercato alla ricerca di un nuovo interprete per la corsia mancina. La dirigenza dei Partenopei ha individuato il profilo ideale in Alisson Santos, estrosa ala offensiva brasiliana classe 2002 attualmente in forza allo Sporting CP. Secondo quanto rivelato dall’esperto di mercato Gianluca Di Marzio, il club azzurro ha avviato i contatti per portare il giocatore in Serie A, lavorando sulla base di un prestito.

La trattativa non è priva di ostacoli, in primis l’alta valutazione che i Leões (Leoni) fanno del proprio gioiello. Tuttavia, i recenti innesti offensivi a Lisbona, con gli arrivi di Faye e Luis Guilherme, potrebbero ridurre drasticamente il minutaggio del brasiliano, spingendo la società a considerare la cessione. Santos ha vissuto una stagione a due facce: se in Liga Portugal ha faticato a incidere (un solo assist in 17 gare), in Champions League si è dimostrato decisivo, collezionando 7 presenze e siglando due reti pesanti contro Marsiglia e Kairat Almaty.

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