Pagina 390 – Calcio News 24

Morte Commisso, quella volta in cui si commosse davanti alla lapide del Grande Torino…Il tributo da brividi di Jacobelli

Morte Commisso, il tributo da brividi del giornalista Xavier Jacobelli dopo la morte del presidente della Fiorentina. Le sue parole

In ricordo del presidente della Fiorentina Rocco Commisso, Xavier Jacobelli ripercorre su Tuttosport momenti privati e lotte pubbliche di un uomo che ha segnato il calcio italiano con passione e visione.

Era l’8 dicembre 2019. A Torino, prima della sfida contro il Toro, Rocco Commisso volle salire a Superga. Un pellegrinaggio sentito, compiuto con la moglie Catherine, Joe Barone e Alessandro Ferrari. Davanti alla lapide del Grande Torino, tra i nomi di Capitan Valentino e Renato Casalbore, fondatore di Tuttosport, Commisso si commosse. Il suo sguardo si posò sul drappo viola con il numero 13 di Davide Astori. Mormorò: «Raggiunta Torino con la squadra, venire qui è stata la prima cosa che ho pensato fosse giusto fare. Per pregare e per pensare a questi Eroi, anche a nome dei tifosi della Fiorentina. Il Grande Torino appartiene a tutti, è la squadra nel cuore di tutti».

Quel giorno svelò l’anima sensibile di un uomo spesso descritto come focoso e diretto. Un uomo di “pietra”, Pitozzu, come lo chiamavano da bambino in Calabria. Ma capace di piangere per gli eroi granata e per le ferite della sua Fiorentina.

L’altra immagine indelebile è quella del 5 febbraio 2021, durante la visita al cantiere del Viola Park. «Fast fast fast», ripeteva Commisso, impaziente di vedere realizzato il suo gioiello, la sua eredità più tangibile. Un’opera voluta con «feroce determinazione», parte di un investimento massiccio che allora ammontava già a «oltre 300 milioni di euro».

Si è battuto come un leone per la Fiorentina, Commisso. Ha combattuto contro le pastoie burocratiche per regalare a Firenze uno stadio di proprietà, pronto a investire cifre da capogiro. Una battaglia spesso impari nel nostro Paese.

L’ultimo anno è stato il più duro. La perdita improvvisa di Joe Barone, suo “amato fratello minore”, braccio destro e alter ego a Firenze, è stato un colpo al cuore. Poi la malattia, che lo ha tenuto lontano dall’Italia ma non dalla sua Fiorentina, seguita passo dopo passo fino all’ultimo giorno.

Astori, Barone, Commisso: tre lutti devastanti in pochi anni per il popolo viola. Ma anche tre esempi di coraggio e passione. Rocco, l’ingegnere industriale partito da Marina di Gioiosa Ionica e diventato gigante della Mediacom negli USA, è stato padrone del suo destino. Come scrive Camus, oltre la fatalità della morte resta la libertà di costruire il proprio mondo. E Rocco Commisso il suo mondo lo ha costruito con tenacia, lasciando un segno indelebile nel calcio italiano. «Ci mancherai sempre», ha scritto la Fiorentina. Sarà così.

L’INTERVISTA ESCLUSIVA DI MILANNEWS24 A JACOBELLI

Commisso ricordato così da Zazzaroni: dalla cena con Della Valle alla telefonata del papà di Bove. Il ritratto emozionante

Commisso è stato ricordato così da Ivan Zazzaroni nel suo editoriale sul Corriere dello Sport: ecco il ritratto da brividi

Nel suo editoriale sul Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni offre un ritratto intimo e potente di Rocco Commisso, partendo da un ricordo personale che risale a sette anni fa. Il direttore era a cena con Diego Della Valle la sera in cui si decise la vendita della Fiorentina, testimone involontario di una trattativa serrata conclusasi con l’ex proprietario che urlava al telefono: «Rocco, il prezzo è quello e quello resta!».

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Commisso la voleva e la pagò fino all’ultimo euro, portando immediatamente “risorse, passione e idee ambiziose”. Zazzaroni descrive un uomo «battagliero», con una visione chiara: «Squadra e strutture, strutture e squadra, questo aveva in testa: il gioiello, il Viola Park, uno dei centri più belli d’Europa; il rimpianto, lo stadio che non gli hanno permesso di costruire come l’avrebbe voluto».

Il cuore dell’editoriale verte sullo scontro tra la mentalità pragmatica di Commisso e la realtà italiana. Il presidente «capì immediatamente che l’Italia non era l’America dove s’era conquistato credibilità, riconoscibilità, ricchezza, e che da noi i progetti si scontrano con la politica, la burocrazia, l’invidia». Ha combattuto contro questi ostacoli, fiaccato anche dalla recente perdita del fidato Joe Barone, arrendendosi infine solo alla malattia.

Al di là delle strutture e delle battaglie politiche, Zazzaroni chiude con l’aspetto umano, citando la telefonata in lacrime di Giovanni Bove, padre del calciatore Edoardo, alla notizia della scomparsa di Rocco: «Per me oggi è un giorno molto particolare, è morto un uomo meraviglioso che per noi ha fatto tanto». Un’eredità di affetto che si lega al destino, proprio nel giorno in cui Edoardo Bove tornava al calcio giocato.

Torino Roma, Gasperini punta sulla fantasia: Soulé e Dybala dietro Malen. I granata bestia nera dei giallorossi, ecco perchè

Torino Roma, la mossa di Gasperini: creatività con Soulé e Dybala dietro Malen. Perché i granata restano la bestia nera della Roma

L’ultimo atto della scorsa stagione romanista portò la firma indelebile di Matias Soulé. Suo l’assist, quasi un manifesto del calcio di Gasperini, per l’inserimento vincente di Saelemaekers nel 2-0 al Torino. La Gazzetta dello Sport scrive che oggi, sette mesi dopo, Soulé torna all’Olimpico Grande Torino con una nuova consapevolezza: quella di essere diventato un protagonista assoluto della Roma.


Gasperini si affida alla sua formula fantasia: Soulé e Dybala agiranno alle spalle del neo acquisto Malen, l’attaccante scelto per guidare il reparto offensivo. All’argentino spetterà il compito di innescare l’olandese, di servirgli i palloni giusti, proprio come quello recapitato a Saelemaekers. La Roma cerca la terza vittoria consecutiva dopo quelle contro Lecce e Sassuolo, un filotto riuscito finora una sola volta in stagione. Inoltre, in caso di clean sheet di Svilar, si raggiungerebbero tre gare di fila senza subire gol per la prima volta in campionato.
Ma la sfida di oggi ha anche il sapore della rivincita. Il Torino si è rivelato la bestia nera della Roma in questa stagione, battendola sia in campionato (1-0) che in Coppa Italia (3-2). In entrambe le occasioni, Soulé non ha brillato, portando il suo bilancio personale contro i granata a sole due vittorie in sei confronti, con quell’unico assist come lampo. Troppo poco per il talento argentino, che punta a crescere in leadership anche per conquistare un posto fisso nella nazionale albiceleste.


I numeri certificano la sua crescita: nelle ultime otto partite ha preso parte a sei reti (due gol e quattro assist), e con 13 partecipazioni totali in stagione (7 gol, 6 assist) è a un passo dal suo record personale stabilito con il Frosinone. Oggi deve prendere per mano la Roma e guidarla alla vittoria, fondamentale per presentarsi al meglio al big match contro il Milan della prossima settimana, snodo cruciale per la corsa Champions.

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Bologna Fiorentina, clima surreale e il pensiero a Commisso: ecco come arrivano le due squadre alla sfida

Bologna Fiorentina, atmosfera surreale e pensiero rivolto a Commisso: così le due squadre si presentano alla sfida

Nonostante il clima surreale e il pensiero rivolto alla scomparsa di Rocco Commisso, la sfida tra Bologna e Fiorentina si avvicina, portando con sé dubbi di formazione e importanti trame di mercato. Ecco come la presenta il Corriere della Sera.


Le scelte di Italiano
Il tecnico rossoblù valuta un cambio tra i pali: Skorupski potrebbe tornare titolare dopo oltre due mesi al posto di Ravaglia. La vicinanza con il match di Verona (giocato meno di 72 ore fa) impone diverse riflessioni: ballottaggi aperti al centro della difesa (Vitik-Casale), sulla fascia sinistra (Miranda-Lykogiannis) e in mediana (Moro-Pobega). In attacco, il rientro di Cambiaghi dalla squalifica è una certezza, mentre Dallinga insidia Castro per una maglia da titolare.


L’emergenza viola
Vigilia ancora più complessa in casa Fiorentina, dove un minuto di silenzio ha preceduto l’allenamento. Vanoli deve fare i conti con l’assenza pesante di Kean, out per un problema alla caviglia. Per sostituirlo, le opzioni principali sono Piccoli come centravanti puro o Gudmundsson in versione “falso nove”, con il possibile esordio dal primo minuto del neoacquisto Solomon sulla corsia mancina.


Mercato in primo piano
La partita sarà anche l’occasione per un vertice di mercato tra le due dirigenze. Al centro dei discorsi c’è Giovanni Fabbian: tramontata l’ipotesi Bournemouth, la Fiorentina è in forte pressing sul centrocampista scuola Inter. Il ds “in pectore” Paratici ha proposto alcune contropartite: piace ma non convince appieno Fazzini per via dei frequenti infortuni, mentre stuzzica maggiormente Simon Sohm, centrocampista svizzero di 24 anni pagato 15 milioni la scorsa estate dal Parma. Oggi si discuterà di un possibile scambio, con il Bologna che punta ad ottenere un conguaglio economico e la Fiorentina che spinge per un’operazione più vicina alla pari.

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Formazioni ufficiali Parma Genoa, le scelte di Cuesta e De Rossi per la sfida di Serie A

Formazioni ufficiali Parma Genoa, gli schieramenti scelti da Cuesta e De Rossi per la partita valida per la 21esima giornata

Le formazioni ufficiali Parma Genoa, match delle 12:30 e valido per la 21esima giornata di Serie A 2025/2026. Ecco le scelte di Cuesta e De Rossi:

FORMAZIONI UFFICIALI PARMA GENOA

PARMA (4-3-3): Corvi; Delprato, Circati, Valenti, Valeri; Bernabé, Keita, Estevez; Oristanio, Pellegrino, Ondrejka. All. Cuesta

GENOA (3-5-2): Leali; Marcandalli, Ostigard, Vasquez; Sabelli, Malinovskyi, Frendrup, Ellertsson, Martin; Vitinha, Colombo. All. De Rossi

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Champions League, Juventus-Benfica: i bianconeri ospitano i portoghesi

La squadra di Mourinho farà visita a quella di Spalletti la sera di mercoledì 21 gennaio, gara valida per la 7^ giornata del girone unico di Champions League

Lunedì sera terminerà la 21^ giornata di Serie A, ma martedì sarà già la volta della nuova Champions League. Va in scena infatti la 7^ e penultima giornata del girone unico della coppa dalle grandi orecchie e tra le protagoniste italiane ci sarà anche come al solito la Juventus.

La squadra di Luciano Spalletti ospiterà il Benfica di José Mourinho, che tornerà così dopo anni all’Allianz Stadium di Torino. Gara in programma per la sera di mercoledì 21 gennaio 2026 a partire dalle ore 21.00. Come si evince dalle statistiche e dai pronostici presenti su questa piattaforma specializzata https://www.22bet1.it.com/, gli esperti prevedono una partita davvero emozionante e divertente dall’inizio alla fine.

Champions League, Juventus-Benfica: come arrivano le due squadre

La Juventus viene dalla doccia gelata di Cagliari: dopo infatti 5 vittorie nelle ultime 6 partite di campionato, la squadra di Spalletti ha clamorosamente commesso un brutto passo falso perdendo contro i sardi per 1-0. I bianconeri sono dunque rimasti al 5^ posto in classifica a quota 39 punti, a -3 dalla Roma quarta. In Champions League le cose non stanno andando meglio, nonostante le ultime due vittorie: la Juve infatti è al 17^ posto in classifica con 9 punti totalizzati nelle prime 6 partite.

Discorso diverso per il Benfica, che da qualche mese ha richiamato in panchina proprio Mourinho. Grazie al successo sul Rio Ave in trasferta per 0-2, i lusitani contano 42 punti nel campionato portoghese validi per il 3^ posto in classifica, solo a -3 dallo Sporting Lisbona ma a -10 dal Porto primo assoluto. Complicatissima la situazione europea, ma Mou sta provando di fare il miracolo: Benfica con 6 punti e al 25^ posto della graduatoria, subito fuori dalle squadre che accederanno ai playoff. Ma mancano ancora due partite e tutto può succedere.

Champions League, Juventus-Benfica: precedenti e statistiche

Juventus e Benfica si sono mai incontrate nella loro storia fra tutte le competizioni 9 volte. Bilancio terribile per i bianconeri, che hanno conquistato fin qui solo 1 vittoria, 1 pareggio e ben 7 sconfitte.

L’unico successo della Vecchia Signora è arrivato nel marzo del 1993, al ritorno dei quarti di finale di Coppa Uefa: il successo per 3-0 a Torino ha permesso alla Juve di passare il turno ed accedere alle semifinali. Per il resto, al di là dello 0-0 nel dolorosissimo ritorno della semifinale di Europa League sempre a Torino nel maggio del 2014, solo sconfitte. I portoghesi vengono infatti da 3 vittorie di fila, l’ultima all’Allianz Stadium per 0-2 nel gennaio del 2025 nel girone unico della scorsa Champions League.

Chiesa Juventus, il ritorno si allontana: in casa bianconera filtra forte pessimismo e prende corpo una virata netta su…

Chiesa Juventus, sempre più complicato: cresce il pessimismo e la società accelera con decisione su un nuovo obiettivo

Il mercato della Juventus sta attraversando una fase di forte razionalizzazione, con le scelte tecniche di Luciano Spalletti che stanno orientando in modo chiaro le strategie del direttore sportivo Claudio Ottolini. Il tormentone legato a un possibile ritorno di Federico Chiesa, che per giorni ha monopolizzato l’attenzione mediatica, si sta ormai sgonfiando: alla Continassa non se ne parla più. La ragione è semplice e molto pragmatica. Spalletti vuole un vice‑Yildiz il prima possibile, ma non intende inserire in rosa un profilo “ingombrante” come l’ex numero 7, sia per peso tecnico sia per personalità. Serve un giocatore utile, di qualità, ma disposto ad accettare le attuali gerarchie senza alterare gli equilibri dello spogliatoio.

Chiesa‑Juve, pista in raffreddamento: Maldini balza in testa

Dentro questo scenario prende forma una conclusione quasi naturale: il nome in cima alla lista è quello di Daniel Maldini. Il fantasista, ormai ai margini dell’Atalanta, è considerato il rinforzo ideale per completare il reparto offensivo. Ma tra l’interesse e la chiusura c’è un nodo tutt’altro che banale: la formula. La Juventus, coerente con la propria linea di sostenibilità, propone un prestito con diritto di riscatto. La Dea, invece, vuole monetizzare e spinge per l’obbligo, condizione che garantirebbe un incasso certo.

Trattativa in evoluzione: svolta possibile a breve

La partita a scacchi è entrata nel vivo, ma la sensazione è che si sia vicini a un punto di svolta. Basterebbe una minima apertura dell’Atalanta sulla formula per far decollare l’operazione: in quel caso, già all’inizio della prossima settimana potrebbe arrivare l’accelerata decisiva. Maldini sarebbe l’innesto perfetto per Spalletti: un talento italiano, duttile, pronto a mettersi al servizio del progetto bianconero.

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Jacobelli in esclusiva a Milannews24: «Inter e Milan denotano una condizione migliore rispetto al Napoli. La Juve si candida…»

Jacobelli ha parlato in esclusiva a Milannews24: «Inter e Milan denotano una condizione migliore rispetto al Napoli. La Juve…»

Xavier Jacobelli è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Milannews24. Di seguito le sue dichiarazioni:

Il Milan passa a Como e consolida il secondo posto: come valuta la gara e il percorso dei rossoneri fino a questo momento?

«Direi che questi tre punti conquistati al Senigaglia valgono doppio perchè intanto hanno consentito al Milan di rimanere nella scia dell’Inter che altrimenti avrebbe incrementato il suo vantaggio sui rossoneri e sulle dirette inseguitrici. Inoltre valgono doppio perchè ottenuti contro un grande Como. Io credo che soprattutto nella prima ora di gioco la formazione di Fabregas abbia confermato una volta di più la brillantezza e la qualità del suo gioco. I meriti del Milan riconducibili innanzitutto a Maignan che con almeno tre parate ha confermato la statura da portiere internazionale (Allegri lo ha infatti definito uno dei primi tre portieri al mondo); e poi Rabiot che incarna lo spirito del Milan che cambia in maniera camaleontica l’assetto tattico. Io credo che debba essere evidenziato questo aspetto del Milan di Allegri. Una squadra che non disdegna di lottare e di difendersi quando gli avversari prendono il comando del gioco e poi colpisce al momento giusto come è accaduto a Como. Va ricordato che la formazione di Fabregas non aveva mai perso in casa quest’anno».

In questi giorni potrebbe arrivare l’agognato rinnovo di Mike Maignan. Che impatto avrebbe una mossa del genere su tutto l’ambiente rossonero?

«L’eventuale rinnovo di Maignan avrebbe un impatto corroborante su tutto l’ambiente rossonero. Questo è dimostrato anche dalla proposta economica fatta dal Milan: cinque anni di contratto per un portiere trentenne, tra i più forti al mondo e che è tornato sui livelli dell’anno dell’ultimo scudetto, titolo di cui è stato indiscusso protagonista. Nella carriera di un grande portiere possono esserci annate dove non si è all’altezza delle precedenti ma il valore assoluto di Maignan è indiscusso e indiscutibile e bene fanno il Milan ed Allegri a tenerselo stretto. Il livornese lo ha ribadito anche dopo Como. Ci sono giocatori che valgono 100 milioni, magari esagerando, e altri che ne valgono meno. Maignan è un grande campione, il Milan fa benissimo ad accelerare le pratiche per il rinnovo perchè il francese è un caposaldo dei rossoneri».

Allargando il discorso alla corsa scudetto e Champions League in Serie A, come valuta il percorso delle rivali del Milan e l’avvento di Spalletti sulla panchina della Juve?

«A prescindere dai dibattiti sul gioco un dato è incontrovertibile: la classifica non mente. E la classifica dice che in questo momento l’Inter è legittimamente la capolista del campionato, vanta il miglior attacco, vanta il capocannoniere, che è in grande forma, e un reparto offensivo che a mio avviso è il migliore della Serie A. Il Milan dal canto suo merita il secondo posto e sarebbe addirittura più in alto se non avesse perso diversi punti con le cosiddette piccole. Ma questo nell’arco di una stagione ci sta. Nelle prossime settimane conosceremo anche chi andrà avanti in coppa e chi invece si dovrà fermare: questo è un aspetto che inciderà molto in primavera visto che gli scudetti si decidono solitamente da marzo in poi, aspetto che Allegri sottolinea spesso. In questo momento, con caratteristiche diverse, Inter e Milan denotano una condizione migliore rispetto al Napoli che arriva da tre pareggi consecutivi e che paga, a proposito di organico, la costante emergenza infortuni nonostante l’ultima vittoria contro il Sassuolo. In questo senso McTominay ha ragione quando dopo l’Inter ha sottolineato tutte le assenze della squadra di Conte ipotizzando che uno scenario simile per l’Inter in riferimento ai vari Barella, Calhanoglu, Lautaro e via dicendo. Per quanto riguarda la Juve, Spalletti si è insediato sulla panchina bianconera il 30 ottobre e sotto la sua guida finora, in 15 partite, ne ha persa soltanto una, quella col Napoli, in Champions si è rimessa in carreggiata con le ultime due gare che saranno decisive (contro Benfica in casa e Monaco in trasferta) ma soprattutto è migliorata come organizzazione di gioco. David ha cominciato a segnare con regolarità, ed era strano non lo facesse prima viste le sue medie in Francia. Lo stesso Zhegrova sta migliorando dopo il lungo periodo di inattività. Miretti è un calciatore recuperato. La Juve si candida quindi quantomeno ad un posto nella prossima Champions League nonostante l’ultimo scivolone col Cagliari. Champions League che è poi l’obiettivo minimo del Milan. Come ricorda sempre Galliani la Champions è l’habitat naturale del Milan. Per capire quanto sia importante a livello economico e non solo sportivo basti dare un’occhiata all’elenco ufficiale del montepremi UEFA degli incassi delle italiane nella scorsa campagna europea. L’Inter ha incassato 133 milioni, l’Atalanta 69 circa, 68 la Juventus, 35 il Bologna. Il Milan che ha incassato una cifra superiore ai 64 milioni di euro deve fare i conti con i mancati introiti in questa annata».

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Antognoni ricorda Commisso: «Il Viola Park è un’eccellenza che rimarrà come regalo di Rocco»

Antognoni ricorda Rocco Commisso: «Il Viola Park è un’eccellenza che rimarrà come regalo di Rocco». Il suo messaggio

Giancarlo Antognoni, icona viola e attuale capo delegazione dell’Under 21, ricorda Rocco Commisso su La Gazzetta dello Sport con un’intervista.


L’ARRIVO A FIRENZE «Quando Rocco arrivò a Firenze ero sostanzialmente l’unico dirigente viola, e fra l’altro accadde in un momento nemmeno semplice. Ero club manager, non ricordo esattamente, ma resta il fatto che lo accolsi in quanto punto di riferimento della società. Praticamente sono colui che lo ha introdotto a Firenze, lui e Joe Barone. E quel giorno, con diecimila tifosi della Fiorentina ad accoglierlo e io a fargli da Cicerone, beh, chi se lo scorda più».
LA PRIMA IMPRESSIONE «Gli dissi: “Vedrai che questa città ti coinvolgerà” e così è stato. E glielo dissi non solo in veste di “trait d’union” fra lui nuovo proprietario e Firenze, ma perché era pieno di entusiasmo e la città con lui».
LA NOTIZIA DELLA SCOMPARSA «Ho scoperto la notizia dal telegiornale. Commisso era venuto con buonissimi propositi e credo che lo abbia dimostrato con i fatti. Che poi i risultati sportivi non siano sempre stati all’altezza delle aspettative, ok; ma resta il fatto che la Fiorentina è arrivata anche a giocarsi tre finali, roba non da tutti e anche questo aspetto è giusto ricordarlo».
IL RAPPORTO«Ci siamo visti pochissimo in questi anni ma in passato mi ha interpellato più volte, per un parere su giocatori e anche dirigenti, per esempio Pradé. È sempre stato curioso e collaborativo. E io con lui».
L’USCITA DALLA SOCIETA’ «Mi proposero un ruolo che non ritenni opportuno. Senza entrare nel particolare ma si trattava di un ruolo un po’ troppo marginale. Rifiutai. Poco tempo dopo sarei potuto rientrare ma poi non se ne fece nulla».
IL VIOLA PARK «Davanti alla posa di uno dei primi mattoni del Viola Park, l’inizio della costruzione del centro tecnico, Rocco mi invitò. E fu bello andarci e capire, intuire o immaginare cosa sarebbe poi stato costruito per la Fiorentina e il popolo viola. Divenni testimone dei primi passi del Viola Park ma poi non successe quando venne inaugurato. Io al Viola Park non sono mai entrato: l’ho visto nascere sì, ma non crescere e diventare grande, diciamo così…».
UN MOMENTO DIFFICILE «Da Astori a Barone, poi è chiaro che calcisticamente anche una retrocessione fa parte dei miei ricordi, ma davanti a certe cose la parte calcistica conta giustamente meno: è uno dei momenti più brutti ed è chiaro, parlando dal punto di vista calcistico, che non si pensava che potesse andare tutto così. Ma magari qualche responsabile è emerso… Come se ne esce? Semplice: con i risultati».
SQUADRA IN RIPRESA «Sì, in questo ultimo periodo è andata meglio ma credo che potrà salvarsi anche perché a livello di organico è certamente la più forte di quelle che lottano per non retrocedere. Come in ogni situazione della vita, da questa se ne potrà uscire tutti insieme: nessuno può fare da solo. I presupposti calcistici per ricominciare bene ci sono».
IL LASCITO DI COMMISSO «Il Viola Park è un’eccellenza che rimarrà come regalo di Rocco: e anche su questo non ci sono dubbi».

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Serie A, l’analisi sulla 21 giornata di Serie A: l’Inter avanza inesorabile, il Napoli resta aggrappato e la Juve…

Serie A, l’analisi completa della 21ª giornata: Inter inarrestabile, Napoli in scia e Juve in affanno… I dettagli

Cosa sta dicendo la giornata numero 21 della Seria A? Massimiliano Gallo sul Corriere dello Sport propone questa analisi. L’Inter avanza inesorabile, prendendo possesso del campionato «alla maniera di Indurain più che di Pogacar». Non uno strappo improvviso, ma un ritmo costante, crescente, che porta gli avversari a mollare uno dopo l’altro. Dopo la Juventus, che dice «addio ai residui sogni di gloria», il Napoli resta aggrappato tra mille difficoltà, mentre «l’Inter quasi non suda».


A Udine, la capolista ha offerto una «plastica dimostrazione di superiorità»: un paio di accelerazioni, il gol di Lautaro e pratica archiviata. Merito del lavoro di Chivu, evidente dentro e fuori dal campo, soprattutto nella capacità di reazione della squadra dopo le sconfitte. Dalla batosta nel derby di novembre, sono arrivate otto vittorie e un pareggio: «Numeri da dominatori». E poco importa degli scontri diretti: «I punti in classifica sono come i voti alle elezioni: si contano, non si pesano». Chivu ha creato una formazione solida, capace di vincere in scioltezza anche con assenze pesanti (Bastoni, Dumfries, Calhanoglu, Thuram), rivalutando giocatori come Bisseck, che fino a pochi mesi fa i tifosi «non volevano vedere nemmeno col cannocchiale».


Il Napoli, pur restando a -6, ha offerto sensazioni opposte, arrancando contro il Sassuolo e aggrappandosi al gol iniziale di Lobotka. «Il Napoli è parso irriconoscibile» rispetto alle recenti ottime prestazioni. A preoccupare è soprattutto lo stillicidio di infortuni che ricorda «“I dieci piccoli indiani” di Agatha Christie», con Conte che lancia frecciate allo staff medico: «Non ho informazioni sugli infortuni, posso solo aspettare. Chiedete ai medici».

Infine la Juventus, grande delusa di giornata. Il lavoro di Spalletti si vede, ma «il risultato non mente quasi mai». David è stato un fuoco di paglia, Koopmeiners un’illusione. Davanti Yildiz si danna l’anima, ricordando «il Voeller di Roma che se avesse potuto, avrebbe crossato e poi colpito di testa». Purtroppo per i bianconeri, si vedono anche i limiti delle recenti campagne acquisti.

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Milan, contro il Lecce serve una risposta a Inter e Napoli: l’obiettivo dichiarato resta la zona Champions, ma…

Milan, sfida al Lecce per restare in corsa: obbligatoria una risposta a Inter e Napoli, con la Champions nel mirino e…

La vittoria del Como va archiviata in fretta. Il Milan di Max Allegri è chiamato stasera a rispondere ai successi di Inter e Napoli, che hanno allungato in classifica (nerazzurri a +6, azzurri momentaneamente agganciati al secondo posto). L’obiettivo dichiarato resta la zona Champions, ma per blindarla serve un cambio di passo contro le squadre della parte destra della classifica, vero tallone d’Achille dei rossoneri in questa stagione. Contro Lecce, Cremonese, Pisa, Parma, Sassuolo, Genoa e Fiorentina, infatti, sono arrivati solo cinque pareggi e una sconfitta.


La Gazzetta dello Sport dedica un approfondimento su Rabiot scrivendo che oer invertire la rotta, Allegri punta tutto sul suo “pretoriano”: Adrien Rabiot.
Il centrocampista francese, protagonista assoluto della vittoria a Como con una doppietta e un rigore procurato, è l’uomo della provvidenza. I numeri parlano chiaro: in Serie A, con Rabiot in campo (13 presenze), il Milan non ha mai perso (9 vittorie e 4 pareggi), viaggiando a una media di 2,38 punti a partita.


Arrivato in estate dal Marsiglia per soli 7 milioni, il trentenne Rabiot ha già triplicato il suo valore di mercato. Ma è soprattutto il suo apporto tecnico e di leadership a fare la differenza. Con Modric non al top della condizione (anche se il croato dovrebbe giocare), sarà Rabiot a doversi caricare la squadra sulle spalle, facendo da guida ai compagni più giovani come Ricci. La sua esperienza internazionale (21 trofei in bacheca) e la sua abitudine a giocare ad alti livelli sono fondamentali per trascinare il Milan.


La sfida contro il Lecce di Di Francesco (ore 20.45, DAZN) è l’occasione per dare continuità ai risultati e consolidare la posizione in classifica. Allegri schiererà il consueto 3-5-2 con Leao e Pulisic in attacco, supportati da un centrocampo di qualità e sostanza guidato proprio da Rabiot. I salentini, privi degli squalificati Gaspar e Veiga, proveranno a fare lo sgambetto con il loro 4-2-3-1. Per il Milan non sono ammessi passi falsi.

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Napoli Sassuolo, i voti dei giornali nel day after dell’importante vittoria dei partenopei: ecco i top e i flop

Napoli Sassuolo, i giudizi dei quotidiani dopo la vittoria azzurra: tutti i top e i flop della partita di Serie A

Ecco i Top, Flop e le differenze di voto tra La Gazzetta dello Sport, Corriere dello Sport e Tuttosport per Napoli-Sassuolo terminata 1-0.

NAPOLI
TOP
: Milinkovic-Savic è il migliore per la Gazzetta (7), decisivo con le sue parate. Per il Corriere, il migliore è Lobotka (7), autore del gol vittoria e padrone del centrocampo. Anche Tuttosport premia Lobotka (7) per il gol difficile e importante.
FLOP: Beukema è il peggiore per la Gazzetta (5), in costante difficoltà su Laurienté. Il Corriere dà 5 a Hojlund, giudicato stanco e annullato da Idzes. Tuttosport boccia sia Hojlund che McTominay con un 5, sottolineando la scarsa ispirazione di entrambi.
DIFFERENZE DI VOTO:
Milinkovic-Savic: 7 per la Gazzetta, 6.5 per Corriere e Tuttosport.
McTominay: 6 per Gazzetta e Corriere (che ne apprezzano la gestione e i tiri da fuori), 5 per Tuttosport che lo definisce “spento” e “acceso di rado”.
Spinazzola: 6 per Gazzetta e Corriere (decisivo nell’azione del gol), 5.5 per Tuttosport (pericoloso solo a tratti).
Politano: 5.5 per Gazzetta e Corriere (poco incisivo e infortunato nel finale), 6.5 per Tuttosport (apprezzato per un paio di ottime giocate nonostante il problema fisico).
Conte/Stellini (all.): 6 per Gazzetta e Corriere, 6.5 per Tuttosport che premia la partenza “a tavoletta” che ha indirizzato il match.


SASSUOLO
TOP: Idzes è il migliore per la Gazzetta (7), perfetto nella marcatura su Hojlund. Per il Corriere, il migliore è Lobotka (del Napoli), ma tra i neroverdi spiccano Idzes e Laurienté con 7. Tuttosport elegge Laurienté come migliore (7), definendolo “attivissimo” e spina nel fianco.
FLOP: Vranckx è il peggiore per la Gazzetta (5.5) e per il Corriere (5), colpevole di non aver seguito Lobotka in occasione del gol. Tuttosport dà 5 a Vranckx e anche a Pinamonti, giudicato poco coinvolto e mai pericoloso.
DIFFERENZE DI VOTO:
Pinamonti: 5.5 per la Gazzetta, 6 per il Corriere (apprezzato per il lavoro e l’intraprendenza), 5 per Tuttosport (toccati rari palloni).
Grosso (all.): 6.5 per la Gazzetta (coraggio e gioco apprezzabili), 6 per Corriere e Tuttosport (buona prestazione ma mancata la scintilla per il pari).

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Calciomercato Roma, il paradosso dei giallorossi! Tanti acquisti ma resta l’emergenza in attacco: l’analisi

Calciomercato Roma, il grande paradosso: tanti arrivi ma l’emergenza in attacco non si risolve. Tutti i dettagli

Secondo il Corriere dello Sport, il mercato della Roma vive un paradosso: il club acquista, ma l’attacco rimane in piena emergenza. Sembra un eterno gioco dell’Oca dove si torna sempre al punto di partenza: la necessità di fornire a Gasperini gli strumenti adatti per la sua rivoluzione tattica. Nonostante gli arrivi di Malen e Vaz e il recupero di Pellegrini, l’infermeria è piena: fuori Ferguson, Dovbyk ed El Shaarawy. Un caso a parte è Bailey: la sua “indisposizione” ufficiale nasconde voci di un ritorno all’Aston Villa.


Sistemate le punte centrali, ora Gasperini chiede esterni offensivi per far decollare la sua idea di calcio. Il ds Massara ha sondato Noa Lang del Napoli: la richiesta è di 27 milioni. Una cifra complessa da investire dopo aver già impegnato 52 milioni complessivi per Vaz e Malen, a meno che i Friedkin non garantiscano un extra budget. Le alternative sono giovani talenti che promettono imprevedibilità: piacciono molto Leo Sauer (2005 del Feyenoord, valutazione over 15 milioni) e Andreas Schjelderup del Benfica.


La necessità di costruire oggi l’attacco del domani è dettata anche dalle scadenze estive dei contratti pesanti di Dybala, El Shaarawy e Pellegrini (un risparmio potenziale di 30 milioni di ingaggi), oltre ai probabili addii di Dovbyk e Ferguson. Intanto, l’arrivo di Malen ha leggermente raffreddato la pista Zirkzee, ma l’olandese è ormai in rottura totale con il Manchester United. Escluso dal derby e attivo sui social con “like” ai post romanisti dell’amico Malen, Zirkzee spinge per la cessione. Se la Roma vuole provare a piegare la resistenza dello United, che chiede ancora 40-45 milioni, questo è il momento di forzare la mano.

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Morte Commisso, il ricordo di Jacobelli: dall’emozione per il grande Torino, a quel «Fast fast fast» per il Viola Park

Morte Commisso, il ricordo di Xavier Jacobelli: l’emozione per il Grande Torino e quel famoso “Fast fast fast”

In ricordo del presidente della Fiorentina, Xavier Jacobelli ripercorre su Tuttosport momenti privati e lotte pubbliche di un uomo che ha segnato il calcio italiano con passione e visione.
Era l’8 dicembre 2019. A Torino, prima della sfida contro il Toro, Rocco Commisso volle salire a Superga. Un pellegrinaggio sentito, compiuto con la moglie Catherine, Joe Barone e Alessandro Ferrari. Davanti alla lapide del Grande Torino, tra i nomi di Capitan Valentino e Renato Casalbore, fondatore di Tuttosport, Commisso si commosse. Il suo sguardo si posò sul drappo viola con il numero 13 di Davide Astori. Mormorò: «Raggiunta Torino con la squadra, venire qui è stata la prima cosa che ho pensato fosse giusto fare. Per pregare e per pensare a questi Eroi, anche a nome dei tifosi della Fiorentina. Il Grande Torino appartiene a tutti, è la squadra nel cuore di tutti».


Quel giorno svelò l’anima sensibile di un uomo spesso descritto come focoso e diretto. Un uomo di “pietra”, Pitozzu, come lo chiamavano da bambino in Calabria. Ma capace di piangere per gli eroi granata e per le ferite della sua Fiorentina.
L’altra immagine indelebile è quella del 5 febbraio 2021, durante la visita al cantiere del Viola Park. «Fast fast fast», ripeteva Commisso, impaziente di vedere realizzato il suo gioiello, la sua eredità più tangibile. Un’opera voluta con «feroce determinazione», parte di un investimento massiccio che allora ammontava già a «oltre 300 milioni di euro».
Si è battuto come un leone per la Fiorentina, Commisso. Ha combattuto contro le pastoie burocratiche per regalare a Firenze uno stadio di proprietà, pronto a investire cifre da capogiro. Una battaglia spesso impari nel nostro Paese.


L’ultimo anno è stato il più duro. La perdita improvvisa di Joe Barone, suo “amato fratello minore”, braccio destro e alter ego a Firenze, è stato un colpo al cuore. Poi la malattia, che lo ha tenuto lontano dall’Italia ma non dalla sua Fiorentina, seguita passo dopo passo fino all’ultimo giorno.


Astori, Barone, Commisso: tre lutti devastanti in pochi anni per il popolo viola. Ma anche tre esempi di coraggio e passione. Rocco, l’ingegnere industriale partito da Marina di Gioiosa Ionica e diventato gigante della Mediacom negli USA, è stato padrone del suo destino. Come scrive Camus, oltre la fatalità della morte resta la libertà di costruire il proprio mondo. E Rocco Commisso il suo mondo lo ha costruito con tenacia, lasciando un segno indelebile nel calcio italiano. «Ci mancherai sempre», ha scritto la Fiorentina. Sarà così.

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Cagliari Juve, impresa dei rossoblù contro la squadra di Spalletti: ecco i voti dei quotidiani

Cagliari Juve, rossoblù da sogno contro i bianconeri di Spalletti: ecco le pagelle dei quotidiani sportivi

Successo pesantissimo quello conquistato ieri sera all’Unipol Domus nella 21ª giornata di Serie A. Il Cagliari ha superato la Juventus 1-0 grazie a una splendida conclusione di Luca Mazzitelli, decisiva per consegnare tre punti fondamentali alla squadra di Fabio Pisacane. Di seguito i giudizi assegnati dai principali quotidiani sportivi alla prestazione dei rossoblù

GAZZETTA DELLO SPORT: Caprile 7; Zé Pedro 5,5, Mina 7, Luperto 7, Obert 6,5; Adopo 6, Gaetano 7, Mazzitelli 7,5; Palestra 6,5, S. Esposito 5 (dal 19’ s.t. Idrissi 6); Kiliçsoy 4,5 (dal 9’ s.t. Borrelli 6,5). Allenatore: Fabio Pisacane 6,5.

CORRIERE DELLO SPORT: Caprile 7,5; Zé Pedro 6,5, Mina 7, Luperto 7, Obert 6,5; Adopo 6,5, Gaetano 6,5, Mazzitelli 7; Palestra 6, S. Esposito 6 (dal 19’ s.t. Idrissi 6,5); Kiliçsoy 6 (dal 9’ s.t. Borrelli 6). Allenatore: Fabio Pisacane 7,5.

TUTTOSPORT: Caprile 6,5; Zé Pedro 6,5, Mina 6,5, Luperto 6,5, Obert 6,5; Adopo 5,5, Gaetano 6,5, Mazzitelli 7,5; Palestra 6, S. Esposito 6 (dal 19’ s.t. Idrissi 6,5); Kiliçsoy 6,5 (dal 9’ s.t. Borrelli 6,5). Allenatore: Fabio Pisacane 7.

Tre punti fondamentali per il Cagliari contro la Juventus, che all’Unipol Domus ha centrato un successo di grande valore nella 21ª giornata di Serie A

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Calciomercato Inter, sfuma quel clamoroso ritorno? Il tecnico svela: «C’è agitazione, ma resterà qui con noi»

Calciomercato Inter, niente da fare per quel ritorno in nerazzurro? Quel tecnico sicuro: «C’è agitazione, ma resterà qui con noi»

Il futuro di Ivan Perisic continua a essere al centro del dibattito, ma in casa PSV la linea della guida tecnica è chiarissima. Nonostante le indiscrezioni che parlano di un possibile addio e di un ritorno all’Inter, Peter Bosz ha voluto spegnere ogni voce durante il suo ultimo intervento pubblico, ridimensionando l’allarme mediatico. Il tecnico è stato netto: «È una situazione fuori dal mio controllo, ma parto dal presupposto che resterà».

Bosz ha riconosciuto che certi rumors possono creare agitazione nell’ambiente, ma ha sottolineato come la sua tranquillità non sia stata minimamente scalfita. Le sue dichiarazioni hanno trasmesso pragmatismo e fiducia nel progetto: «Quando emergono notizie del genere un po’ di agitazione è normale. Ma non per me».

Perisic‑Inter, il PSV fa muro

La priorità del club olandese è trattenere i propri giocatori chiave per continuare a competere ai massimi livelli. Per Bosz, la presenza di Perisic rappresenta un valore tecnico e di esperienza imprescindibile per la stagione in corso, motivo per cui la società non intende aprire spiragli.

Il tecnico ha poi chiuso definitivamente la questione, ribadendo un concetto semplice e diretto che non lascia margini di interpretazione: «Perisic resterà». Una presa di posizione forte, pensata per rassicurare i tifosi e inviare un messaggio chiaro alle pretendenti: il croato è e rimarrà un pilastro del progetto PSV.

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Lazio, summit infuocato a Formello: venerdì confronto tra Lotito, Fabiani e Sarri. Il tecnico valuta l’addio? Le ultime

Lazio, faccia a faccia tra Lotito, Fabiani e Sarri: tensione alle stelle e futuro del tecnico in bilico. Le ultime indiscrezioni

Il clima in casa Lazio è sempre più rovente. Come riportato dal Corriere dello Sport, il centro sportivo di Formello si è trasformato in un vero e proprio ring, dove tensioni mediatiche e frizioni interne stanno raggiungendo livelli critici. Dopo la conferenza stampa di venerdì, è stato necessario un confronto acceso tra Claudio Lotito, il ds Angelo Fabiani e Maurizio Sarri. Un faccia a faccia duro, nato con l’obiettivo di evitare che la situazione degeneri proprio nel momento più delicato della stagione.

Formello, tra accuse incrociate e sospetti di complotti

Il summit, inizialmente pensato per riportare serenità, si è rapidamente trasformato in uno scambio serrato di accuse. La società ha provato a stemperare i toni, parlando di un presunto “complotto mediatico” volto a destabilizzare l’ambiente. Sarri, però, non ha arretrato di un millimetro: nessuna diplomazia, nessuna maschera. Il tecnico ha ribadito con decisione le sue posizioni, confermando le critiche che da mesi rivolge alla gestione del mercato e alla costruzione della rosa.

Il nodo Ratkov, scintilla della frattura

Il punto più caldo resta il caso Ratkov. La frase di Sarri dopo Lazio‑Fiorentina — «Non conosco Ratkov» — continua a pesare come un macigno. La società sostiene che l’operazione fosse stata approvata, ma una ricostruzione alternativa racconta altro: il vice Ianni avrebbe visionato il giocatore, apprezzandone alcune qualità ma sottolineando che non fosse adatto al sistema di Sarri. Un cortocircuito comunicativo che mette in luce una distanza profonda tra area tecnica e dirigenza, difficile da ricucire nel breve periodo.

Sarri resta, ma giugno incombe

Nonostante il clima da resa dei conti, non si prevedono scossoni immediati. Sarri, legato da un contratto triennale e sostenuto da una parte importante della tifoseria, intende portare a termine la stagione. Ma giugno sarà il vero bivio: eventuali offerte verranno valutate con attenzione. Per ora, a Formello regna una tregua fragile. Lotito e Fabiani provano a ricompattare l’ambiente, ma l’equilibrio è instabile e un singolo passo falso potrebbe far precipitare definitivamente la situazione.

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Fullkrug Milan, furto shock in hotel a Milano: all’attaccante del Milan sottratti beni di lusso

Fullkrug Milan, che disavventura per il rossonero! Colpo nella sua stanza d’albergo, rubati orologi e gioielli, i dettagli

Brutta disavventura per Niclas Füllkrug, attaccante del Milan, che è stato vittima di un furto nella stanza d’albergo in cui alloggiava a Milano. Il centravanti tedesco, ancora in attesa di una sistemazione definitiva in città, soggiornava in una struttura della zona Fiera quando alcuni sconosciuti sono riusciti a introdursi nella sua camera, forzare la cassaforte e portare via diversi oggetti di grande valore.

Furto scoperto al rientro dalla trasferta di Como

Il colpo sarebbe stato messo a segno tra mercoledì e giovedì, mentre la squadra era impegnata nella trasferta di Como. Solo nella mattinata di venerdì 17 gennaio, una volta rientrato in hotel, Füllkrug ha scoperto la sparizione dei beni custoditi nella cassetta di sicurezza. Il valore complessivo della refurtiva si aggirerebbe intorno ai 500mila euro. Tra gli oggetti sottratti figurerebbero orologi di lusso e gioielli, elementi dal forte valore economico e personale. Immediata la richiesta di intervento delle forze dell’ordine.

Indagini in corso

Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato e la Scientifica della Questura di Milano, che hanno effettuato i rilievi nella stanza per raccogliere tracce utili. Gli investigatori stanno analizzando le immagini delle telecamere interne e verificando eventuali accessi sospetti nei giorni precedenti. Al momento nessuna pista è esclusa: si valuta sia l’ipotesi di un furto mirato sia quella di un’azione opportunistica, favorita dall’assenza del giocatore.

Un episodio che agita l’ambiente rossonero

La vicenda ha inevitabilmente creato tensione nell’ambiente rossonero, anche se il club mantiene il massimo riserbo, lasciando pieno spazio al lavoro degli inquirenti. Per Füllkrug, impegnato a inserirsi nella nuova realtà milanese, si tratta di un episodio spiacevole che complica un momento già delicato fuori dal campo. Come riportato dalla Gazzetta dello Sport, le indagini proseguiranno nei prossimi giorni con l’obiettivo di risalire ai responsabili e tentare di recuperare la refurtiva.

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Mateta Juventus, pronta l’offerta: la strategia dei bianconeri per il colpo dal Crystal Palace

Mateta Juventus, accelerata decisiva dei bianconeri: svelata la strategia per il colpo dal Crystal Palace, le ultimissime

La sessione invernale di mercato della Juventus potrebbe presto prendere una piega inattesa, sospinta da necessità tecniche e occasioni improvvise. Marco Ottolini e la dirigenza bianconera stanno valutando una deroga alla rigorosa linea di bilancio per tentare l’assalto a Jean‑Philippe Mateta. Il Crystal Palace, per voce di Oliver Glasner, ha aperto alla cessione: il francese può partire, purché arrivi un’offerta adeguata. La Juve ha colto il segnale e, secondo La Gazzetta dello Sport, sta preparando una proposta articolata: prestito oneroso con obbligo di riscatto condizionato, per un totale di circa 30 milioni.

Mateta-Juve: un’operazione per il presente e per il futuro

Il club inglese chiede 40 milioni, ma la distanza non appare insormontabile. L’affare avrebbe un duplice valore strategico: potenziare subito l’attacco a disposizione di Spalletti e anticipare il colpo estivo destinato a sostituire Dusan Vlahovic. Mateta, grazie alla sua fisicità dominante, risponde perfettamente al profilo del centravanti d’area richiesto dal tecnico.

Il mercato, però, offre alternative intriganti. Una di queste è Joshua Zirkzee: l’ex Bologna sta vivendo un periodo complicato al Manchester United, con appena 482 minuti giocati, e cerca spazio altrove. Le sue qualità, però, lo rendono un attaccante diverso dal classico finalizzatore che la Juve sta cercando.

Le altre mosse: vice‑Yildiz e terzino destro

Mentre Giorgio Chiellini invita alla prudenza, la dirigenza continua a muoversi su più fronti. Rimane aperta la ricerca del vice‑Yildiz, con un duello a distanza tra Federico Chiesa e Daniel Maldini. Sul versante difensivo, oltre al nome ricorrente di Oscar Mingueza, emerge anche quello di Noussair Mazraoui, pronto a lasciare il Manchester United.

La Juventus si prepara così a una trasformazione profonda, con investimenti immediati pensati per costruire la squadra del futuro.

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Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 18 gennaio 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Real Madrid, rottura totale con Vinicius: fischi e lacrime nel tunnel. Arbeloa lo difende nel caos: cos’è successo

Real Madrid, rottura totale con Vinicius: fischi e lacrime nel tunnel. Arbeloa lo difende nel caos: cos’è successo dopo il match contro il Levante

È una serata che segna un potenziale punto di non ritorno quella vissuta al “Santiago Bernabéu”. Il popolo Madridista sembra aver definitivamente voltato le spalle al suo numero 7. Durante la sfida di Liga contro il Levante, vinta per 2-0 dalle Merengues, Vinicius Junior è stato il bersaglio di una contestazione feroce e inaspettata. Fischi assordanti e continui hanno accompagnato il talento brasiliano prima, durante e dopo il match, certificando una frattura ambientale che appare oggi insanabile.

Le immagini che circolano in queste ore raccontano il dramma umano dell’esterno verdeoro: nel tunnel degli spogliatoi, resosi conto dell’ostilità del proprio pubblico, Vinicius è crollato emotivamente, non riuscendo a trattenere le lacrime di frustrazione. A consolarlo è intervenuto Kylian Mbappé, il fuoriclasse francese autore di una delle due reti (l’altra porta la firma del giovane difensore Raul Asencio) che hanno permesso ai padroni di casa di incamerare tre punti vitali. Il secondo classificato al Pallone d’Oro 2024 paga un profilo estremamente divisivo e un periodo di nervosismo che ha eroso la pazienza dei tifosi, già provati da una stagione turbolenta.

Il clima nella capitale spagnola è infatti incandescente e la contestazione a Vinicius è la punta dell’iceberg. Il Real Madrid sta attraversando una crisi tecnica profonda, culminata con il clamoroso esonero di Xabi Alonso, l’allenatore basco scelto per il dopo-Ancelotti e allontanato dopo la sconfitta in Supercoppa contro gli eterni rivali del Barcellona. Al suo posto è subentrato d’urgenza Alvaro Arbeloa, il quale ha avuto un impatto traumatico venendo eliminato in Copa del Rey dal modesto Albacete.

Proprio il neo-allenatore ha provato a gettare acqua sul fuoco nel post-partita, erigendosi a scudo del suo giocatore. Arbeloa ha ricordato come Vinicius abbia trascinato la squadra sulle spalle fin da bambino, regalando diverse Champions League alla bacheca dei Blancos. “È uno di noi e lo sarà ancora a lungo”, ha sentenziato il tecnico, ribadendo la volontà di lavorare per recuperarlo. Tuttavia, ricucire lo strappo con una tifoseria che vede i catalani scappare in classifica sarà un’impresa ardua.

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Pisacane post Cagliari Juve: «Vittoria che certifica una cosa, sono soddisfatto! Mercato? Spero che arrivi qualcuno»

Pisacane post Cagliari Juventus: le parole del tecnico dei sardi dopo la vittoria ottenuta stasera in campionato contro i bianconeri

Le parole di Fabio Pisacane, tecnico del Cagliari, dopo il successo ottenuto per 1 a 0 sulla Juventus. Le sue dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport.

SENSAZIONI – «Indubbiamente c’è soddisfazione perché la squadra ha messo dentro la partita, ordine, spirito e sacrificio. Abbiamo ottenuto una vittoria contro una grandissima squadra. Questo certifica ancora di più il fatto che poi quando manchiamo in certe gare è perché fa parte del percorso. Per la squadra piano piano sta mettendo quello che gli si chiede e questa sera veramente i ragazzi sono stati eroici»

PRESTAZIONE E MERCATO – «Faccio fatica a trovare uno da 6 in pagella. Penso che la squadra abbia dato una grande risposta. Mercato? Spero che arrivi qualcuno, ma mi auguro che la squadra abbia accresciuto la sua consapevolezza».

LA SCELTA DI GAETANO – «Volevamo dire la nostra e Gaetano ci permetteva di dare palleggio e l’ha fatta in maniera ottima. Mi ha colpito la sua fase di non possesso e stasera porto a casa anche questo. Già col Bologna l’avevo messo lì da subentrato, lo vedo in quella porzione di campo e lui la pensa come me».

Spalletti dopo Cagliari Juventus: «Loro hanno meritato la vittoria, c’è una cosa che non va bene!»

L’allenatore della Juventus, Luciano Spalletti, ha voluto dire la sua dopo la sconfitta rimediata stasera in campionato contro il Cagliari

Intervenuto nel postpartita di Cagliari Juventus, il tecnico bianconero Luciano Spalletti ha commentato così la sconfitta maturata nel 21° turno di Serie A 2025/26: queste le sue dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport.

SCONFITTA – «Me lo spiego che il Cagliari l’ha meritata perché poi ha lottato su ogni pallone, si è chiuso bene, tentato di ripartire bene. Non siamo riusciti probabilmente ad essere più cattivi nel prepararci delle situazioni e ci sono delle partite che debbono andare così e si va a quella successiva».

CAMBI – «Anche se loro hanno le caratteristiche per entrare in quella densità lì si lasciano trascinare dalla frenesia, perdono la lucidità. Conceicao veniva a fare il mediano, Zhegrova si allontanava dalla zona calda. Costringendo Kalulu e Kelly a fare la fascia. Non va bene, loro devono restare nelle zone pericolose e fare la differenza. Però noi la partita l’abbiamo fatta, abbiamo tenuto il ritmo, soffocato ogni tentativo loro. Doveva andare così. Sono tutti con la testa tra le mani, ma abbiamo fatto quello che la partita richiedeva, dobbiamo essere bravi a sfruttare qualche episodio in più tipo la punizione concessa sul goal. Loro poi sono stati un pochettino fortunati, ma questi episodi nel calcio capitano a sfavore o a favore. Magari la prossima volta andrà bene a noi. Bisogna essere bravi, abbiamo un obbligo verso il ruolo e la professione, dobbiamo essere pignoli nel prendere tutti i vantaggi perché anche quello minimo può fare la differenza».

TIRI – «L’ultimo cambio va in questa direzione qui: ad Adzic ho detto di rimanere un po’ fuori per cercare quella cosa lì. Yildiz, poi, è stato sfortunato due o tre volte. Ho visto quattro o cinque episodi in cui la palla ha girato dalla parte sbagliata. Diventa difficile andare a rimproverare i giocatori. Come il palo contro il Lecce: palo, attraversa linea e torna al portiere. Sono cose che capitano. Si fanno i complimenti agli avversari anche se probabilmente non hanno meritato. Pensiamo a mettere qualcosa in più alla prossima partita».

Pagelle Cagliari Juventus: Mazzitelli eroico e Mina cancella David, si salva solo Yildiz

Pagelle Cagliari Juventus: Mazzitelli eroico e Mina cancella David, si salva solo Yildiz. I voti ai protagonisti in campo all’Unipol Domus

La Juventus cade rovinosamente in Sardegna, incassando una sconfitta pesante in ottica classifica. Nel 21° turno di Serie A, il Cagliari supera 1-0 i bianconeri grazie a una prestazione di cuore e organizzazione tattica. La squadra di Luciano Spalletti domina nel possesso ma si rivela estremamente fumosa dalla trequarti in su, pagando a caro prezzo l’unica vera disattenzione difensiva.

Tra le fila dei Sardi, guidati magistralmente da Fabio Pisacane (7), brilla la stella di Luca Mazzitelli (7.5). Il centrocampista non solo decide il match con una rete pregevole, ma giganteggia in mediana salvando anche un gol sulla linea. Monumentale la prova del reparto arretrato: il portiere Elia Caprile (7) è un muro su Miretti e Cambiaso, mentre Yerry Mina (7) annulla fisicamente il bomber canadese Jonathan David (5), costretto a un lavoro sporco che lo allontana dalla porta. Ottima l’intuizione del tecnico rossoblù su Gianluca Gaetano (7), perfetto nell’insolito ruolo di playmaker.

Notte fonda per la Vecchia Signora. Sul banco degli imputati finisce la gestione del gol subito: Mattia Perin (5.5) appare mal posizionato e in ritardo, mentre Pierre Kalulu (5) commette un errore grave perdendo la marcatura e lasciando l’avversario libero di girarsi. Delude pesantemente Teun Koopmeiners (5): l’olandese è l’ombra di se stesso, autore di una prova opaca e imprecisa. Gli ingressi dalla panchina non aiutano: Lois Openda (5.5) e l’esterno Edon Zhegrova (5) risultano impalpabili, sbattendo contro il muro eretto dai padroni di casa.

Le uniche note liete per i Piemontesi arrivano dai singoli. Il talento turco Kenan Yildiz (6.5) è l’ultimo ad arrendersi, creando scompiglio con i suoi slalom, mentre in difesa convince la puntualità dell’inglese Lloyd Kelly (6.5). Spalletti paga la sterilità offensiva: ora la palla passa a Damien Comolli, chiamato a intervenire sul mercato per risolvere il cronico “mal di gol”.

QUI: Moviola Cagliari Juventus, Massa salvato dal Var: gli episodi dubbi del match

Conferenza stampa Cuesta pre Parma Genoa: «Loro con una identità chiara da quando c’è De Rossi, ecco cosa servirà domani»

Conferenza stampa Cuesta pre Parma Genoa: le dichiarazioni del tecnico dei crociati alla vigilia del match del 21° turno di Serie A

La conferenza stampa di Carlos Cuesta alla vigilia di Parma Genoa, sfida valevole per la 21^ giornata di Serie A 2025/26.

SU COMMISSO E SUL MATCH – «Prima di tutto vorrei unirmi alle condoglianze per la famiglia Commisso. Comunque sì, cerchiamo la continuità, essere super concentrati per domani, una partita importantissima per noi, vogliamo toglierci una soddisfazione di fronte ai nostri tifosi. Abbiamo bisogno di approcciare la gara con tanta grinta, sapendo che sarà una partita di duelli, dove loro andranno a cento all’ora. Dobbiamo essere non solo all’altezza, ma al nostro massimo livello».

SUL GENOA – «Una squadra con identità molto chiara da quando c’è De Rossi, con tanta volontà di giocare aggressiva e verticale, nella metà campo avversaria. Hanno tanta capacità di trovare le punte e trovare vantaggi, che sta facendo veramente bene. Siamo consapevoli della loro qualità, dobbiamo approcciare la gara con i nostri punti di forza, con massima umiltà e compattezza e sfruttando le nostre qualità, che ci stanno permettendo di fare un ottimo lavoro».

CHI IN PORTA TRA CORVI E RINALDI – «Sapete che lo scoprirete domani in campo. Sappiamo che la squadra è pronta, tutti i giocatori si stanno allenando molto bene. Le scelte sono difficili da fare, è senza dubbio una cosa molto positiva, significa che c’è competitività e crescita. C’è quell’attenzione e quell’agonismo che portano ad alzare il livello. Siamo fiduciosi e abbiamo la testa focalizzata su domani».

CRITICHE – «Io mi considero super fortunato di essere dove sono, di essere con chi sono e di avere la possibilità di lavorare con ragazzi straordinari e una grande società. Mi concentro su quello che devo fare, ossia lavorare al massimo possibile per aumentare il livello delle prestazioni e portare risultati. Giochista o risultatista? Per me devi aumentare la probabilità di vincere. Quello è l’obiettivo di un allenatore e di una squadra. Per fare quello devi fare le cose molto bene e per fare ciò devi giocare molto bene. Quindi il focus principale è giocare molto bene. Poi cosa significa giocare bene per ciascuno è un altro discorso. Per me per arrivare ai risultati devi giocare bene. Secondo me devi essere un giochista con risultati! Devi giocare bene per portare risultato. Di solito quando giochi molto bene le conseguenze sono positive».

IO EREDE DI ALLEGRI? – «Nel bene e nel male, sono Carlos Cuesta, farò errori e scelte giuste, ma provo sempre a fare il massimo per raggiungere i nostri obiettivi».

Moviola Cagliari Juventus, Massa salvato dal Var: gli episodi dubbi del match

Moviola Cagliari Juventus, Massa salvato dal Var: gli episodi dubbi del match dell’Unipol Domus, valido per la 21^ giornata di Serie A

La trasferta in terra sarda si rivela amara per la Juventus, sconfitta 1-0 dal Cagliari nel 21° turno di Serie A. Ma oltre al risultato del campo, che premia la grinta dei padroni di casa, a far discutere è la direzione di gara di Davide Massa. L’arbitro della sezione di Imperia si è reso protagonista di una prestazione giudicata “opaca” e incerta, salvata in extremis da un errore marchiano solo grazie all’intervento provvidenziale della sala VAR.

L’episodio chiave che avrebbe potuto indirizzare diversamente il match arriva al minuto 16. Fabio Miretti, talentuoso centrocampista classe 2003 cresciuto nel vivaio bianconero, si inserisce pericolosamente in area di rigore sfruttando una sponda aerea del difensore Pierre Kalulu. Nel momento della conclusione, il giovane della Vecchia Signora entra in contatto con Luca Mazzitelli e finisce a terra. La dinamica inganna Massa, che indica immediatamente il dischetto concedendo il penalty.

Tuttavia, la tecnologia corregge la svista. Richiamato al monitor per l’On Field Review, il direttore di gara è costretto a tornare sui suoi passi: le immagini chiariscono che è il capitano dei Rossoblù, ex centrocampista di Frosinone e Como, a guadagnare per primo la posizione mettendo il piede davanti a quello dell’avversario. È Miretti, dunque, a colpire il difendente nel tentativo di calciare, commettendo fallo. Il rigore viene revocato: decisione corretta dal punto di vista regolamentare.

La serata complicata degli ospiti prosegue al 30′, quando Kenan Yildiz finisce sul taccuino dei cattivi. Il gioiello turco cade in area reclamando un fallo, ma per Massa si tratta di una caduta accentuata: scatta l’ammonizione per simulazione. Nessun dubbio, infine, al 65′: sugli sviluppi di una punizione corta, la palla arriva al limite per Mazzitelli che batte a rete sul primo palo. Il gol è assolutamente regolare e condanna la Juventus alla sconfitta.

QUI: Le notizie di oggi sulla Serie A.

Pagelle Napoli Sassuolo: Lobotka decide, Juan Jesus è un muro, bene Doig!

Pagelle Napoli Sassuolo: azzurri di misura, Lobotka decisivo. Neroverdi positivi sulla corsia mancina. I voti ai protagonisti in campo al Maradona

Il Napoli archivia la pratica Sassuolo con una vittoria di misura, fondamentale per il cammino in campionato. Nel 21° turno di Serie A, i Partenopei si impongono per 1-0 grazie a una prova di solidità difensiva e al guizzo vincente del suo metronomo di centrocampo.

Il migliore in campo è senza dubbio Juan Jesus (voto 7.5). Il difensore brasiliano, chiamato a guidare il reparto, sfodera una prestazione monumentale: sempre attento e reattivo, al 10′ compie un intervento decisivo salvando una rete praticamente fatta. Un muro invalicabile. La copertina, però, spetta al match-winner: Gol Stanislav Lobotka (voto 7). Il regista slovacco sblocca la gara con un destro potente al volo, capitalizzando una ribattuta in area e regalando tre punti d’oro ad Antonio Conte.

Sufficienza piena per Vanja Milinkovic-Savic (6), attento quando chiamato in causa, e per la coppia difensiva BeukemaRrahmani (6), con il kosovaro costretto poi all’uscita per infortunio. In mediana, Scott McTominay (6) sfiora il raddoppio, mentre Giovanni Di Lorenzo e Leonardo Spinazzola si limitano a una gara ordinata (6). La nota stonata è Antonio Vergara (voto 5.5): il giovane trequartista agisce da play avanzato ma fatica a trovare la posizione, perdendo troppi duelli e risultando poco incisivo palla al piede.

Tra le fila dei Neroverdi, la spinta arriva dalla fascia sinistra. Josh Doig (voto 6.5) è il migliore dei suoi: lo scozzese si sovrappone con costanza, creando grattacapi alla retroguardia azzurra in tandem con Armand Laurienté (6+). Sufficiente la prova di Andrea Pinamonti (6), isolato ma combattivo. Male invece Sebastian Walukiewicz (voto 5.5): il centrale polacco va in affanno nella ripresa, soffrendo terribilmente la velocità e l’imprevedibilità del subentrato Noa Lang.

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Moviola Napoli Sassuolo, Fourneau promosso: gli episodi dubbi del match

Moviola Napoli Sassuolo, Fourneau promosso: gli episodi dubbi del match del Maradona, valevole per la 21^ giornata di Serie A 2025/26

La sfida del “Maradona” tra Napoli e Sassuolo, valida per il 21° turno di Serie A, va in archivio con il successo di misura dei padroni di casa. Sotto la lente d’ingrandimento finisce la direzione di gara di Francesco Fourneau della sezione di Roma 1, che conduce in porto il match con una sufficienza piena (voto 6,5), coadiuvato da una sala VAR rimasta sostanzialmente inoperosa per l’assenza di episodi critici.

Il momento decisivo arriva subito, al 7′: Leonardo Spinazzola serve Eljif Elmas, il cui tiro viene respinto da Muric. Sulla ribattuta si avventa Stanislav Lobotka: il metronomo slovacco, con un piatto al volo preciso, sigla la rete dell’1-0. Tutto regolare nell’azione che rompe un digiuno personale del centrocampista che durava dall’agosto 2022.

Se la gestione tecnica è impeccabile, qualche dubbio emerge sulla disciplina nel primo tempo. Al 21′, Nemanja Matic, esperto capitano dei Neroverdi, stende Rasmus Hojlund a centrocampo: l’intervento meritava il giallo, che avrebbe fatto scattare la squalifica essendo il serbo in diffida, ma Fourneau grazia l’ex Roma. Stessa sorte al 35′ per Aster Vranckx, autore di una trattenuta vistosa sul trequartista Antonio Vergara.

Nella ripresa il metro cambia. Al 53′ arriva il giallo per Vranckx per un ritardo su Giovanni Di Lorenzo. Nervosismo in panchina al 63′: ammonito il tecnico Fabio Grosso per proteste su un presunto fallo di Juan Jesus ai danni di Andrea Pinamonti. Nel finale, sanzionato anche Iannoni. La gara si chiude con un maxi-recupero dovuto agli infortuni in casa Partenopea: stop per Elmas (giramenti di testa) e Amir Rrahmani (flessore), mentre Matteo Politano resta stoicamente in campo zoppicando dopo un colpo subito al 92′, esaurendo gli slot di Antonio Conte.

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Milan Lecce, Pavlovic ha recuperato? La decisione finale sulla sua convocazione

Milan Lecce, Pavlovic ha recuperato? La decisione finale sulla convocazione del difensore serbo da parte di Massimiliano Allegri

Sciolto definitivamente il dubbio della vigilia in casa Milan. Alla fine, Strahinja Pavlović ce la fa. Il roccioso centrale difensivo serbo, rimasto in bilico fino all’ultimo a causa di alcune noie fisiche, sarà a disposizione per la sfida casalinga contro il Lecce in programma domani. La decisione finale è arrivata soltanto al termine della seduta di rifinitura odierna, durante la quale il tecnico Massimiliano Allegri ha valutato positivamente le risposte atletiche del giocatore, inserendolo regolarmente nella lista dei convocati.

Tuttavia, la prudenza resta la parola d’ordine a Milanello. Nonostante il recupero in extremis, il possente difensore ex Salisburgo non dovrebbe scendere in campo dal primo minuto. Le ultime indicazioni tattiche suggeriscono che Pavlović si accomoderà inizialmente in panchina: lo staff medico e tecnico del Diavolo preferisce non forzare i tempi per evitare pericolose ricadute, gestendo il suo rientro con estrema cautela. Una notizia comunque rassicurante per i Rossoneri, che ritrovano un’alternativa preziosa nel pacchetto arretrato per fronteggiare i Salentini e gestire le energie della rosa.

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Coppa d’Africa, Lookman regala il terzo posto alla Nigeria: battuto l’Egitto ai rigori della finalina

Coppa d’Africa, Lookman regala il terzo posto alla Nigeria: battuto l’Egitto ai rigori della finalina! Ecco com’è andata la sfida di oggi

Cala il sipario sulla penultima recita della Coppa d’Africa 2025 con il verdetto della “finalina”. La Nigeria conquista la medaglia di bronzo superando l’Egitto al termine di una sfida equilibrata e tesa, decisa solamente alla lotteria dei calci di rigore dopo che i tempi regolamentari si erano conclusi su un bloccato 0-0. Le Super Eagles, ancora scottate dall’eliminazione in semifinale contro i padroni di casa del Marocco, trovano il riscatto dal dischetto, lasciando i Faraoni al quarto posto e con l’amaro in bocca.

L’eroe della serata è senza dubbio Ademola Lookman. L’attaccante di proprietà dell’Atalanta, entrato in campo nella ripresa per spaccare la partita, si è preso la pesante responsabilità di calciare il rigore decisivo, trasformandolo con freddezza glaciale. Destino opposto per Mohamed Salah: il fuoriclasse del Liverpool, già sconfitto nel duello a distanza con Mané contro il Senegal, ha aperto la sequenza degli errori sbagliando il primo penalty. Una serata da incubo per l’attacco egiziano, condannato anche dall’errore di Omar Marmoush, stella dell’Eintracht. Ininfluente, per la Nigeria, il tiro fallito dal centrocampista della Lazio, Fisayo Dele-Bashiru, grazie alla precisione dei compagni Adams, Simon e Iwobi.

Mentre l’attenzione internazionale si sposta sulla finalissima tra Marocco e Senegal, per i club italiani è tempo di riaccogliere i propri tesserati. Oltre a Dele-Bashiru e al giovane Ebenezer Akinsanmiro del Pisa, rientra a Bergamo proprio Lookman. Il suo ritorno alla corte di Raffaele Palladino, tuttavia, si intreccia con complesse dinamiche di mercato. L’arrivo in nerazzurro di Giacomo Raspadori potrebbe ridurre il minutaggio del nigeriano, alimentando i dubbi sulla sua permanenza. Sullo sfondo restano vigili le potenze economiche della Süper Lig turca: il Fenerbahce monitora la situazione, pronto a un possibile assalto finale nelle ultime ore di trattative.

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