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Le prime pagine sportive nazionali – 20 dicembre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Dybala a Torino con la Roma: come è stato accolto l’argentino dai tifosi bianconeri

Dybala è pronto a tornare a Torino da avversario e i tifosi della Juventus lo hanno accolto sicuramente con tanto calore. Cosa è successo

La Roma è arrivata a Torino con circa ventiquattro ore di anticipo rispetto al fischio d’inizio del big match contro la Juventus, una sfida decisiva per le ambizioni Champions di entrambe le squadre. I giallorossi, guidati da Gian Piero Gasperini, hanno scelto di anticipare la partenza per vivere la vigilia in ritiro e preparare con la massima concentrazione una gara che può indirizzare il prosieguo della stagione. Fin dallo sbarco all’aeroporto di Caselle, però, l’attenzione si è concentrata su un solo nome: Dybala.

Paulo Dybala è stato il grande protagonista dell’arrivo della Roma a Torino. L’argentino è stato accolto da cori, applausi e richieste di foto già all’uscita dell’aeroporto, in un clima che ha ricordato più una festa che l’arrivo di una squadra avversaria. Un segnale chiaro di come il legame tra Dybala e la città di Torino sia rimasto intatto nonostante il suo addio alla Juventus e il trasferimento nella Capitale. Il calore dei tifosi lo ha accompagnato anche davanti all’hotel che ospita la squadra, dove la Joya si è fermata a lungo per firmare autografi e scattare selfie.

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A rendere l’accoglienza ancora più significativa è stato il fatto che tra la folla non ci fossero soltanto tifosi romanisti. Molti sostenitori juventini hanno voluto salutare Dybala, dimostrando un affetto che va oltre la rivalità sportiva. Un aspetto che si ripete puntualmente a ogni ritorno dell’argentino all’Allianz Stadium da avversario: applausi, cori e tributi che raccontano quanto il suo passato bianconero abbia lasciato un segno profondo.

La presenza di Dybala rappresenta un elemento emotivo fortissimo anche in vista della gara. Per la Juventus è un avversario temibile, capace di accendere la partita con una giocata, mentre per la Roma è il simbolo di qualità ed esperienza nei momenti chiave. Gasperini sa bene quanto il suo numero dieci possa incidere in una sfida di questo livello, sia dal punto di vista tecnico sia sotto il profilo mentale.

Anche per lo stesso Gasperini la partita avrà un significato speciale. Il tecnico ha recentemente spiegato di aver scelto la Roma perché attratto dalla difficoltà e dalla sfida del progetto, preferendola ad altre possibilità, compresa quella bianconera. In questo contesto, Dybala diventa il filo conduttore tra passato e presente, tra Torino e Roma.

La sfida contro la Juventus sarà dunque molto più di una semplice partita di campionato. Con Dybala al centro dell’attenzione, l’Allianz Stadium si prepara a vivere una notte carica di emozioni, dove il rispetto e l’affetto per la Joya si intrecceranno con la tensione di una gara fondamentale per la corsa alla Champions.

Moviola Bologna Inter, Chiffi non è stato assolutamente perfetto: l’analisi di Cesari è molto chiara su quanto successo nel match

Moviola Bologna Inter, Cesari ha analizzato la prestazione di Chiffi non promuovendo il direttore di gara. E’ stato fondamentale il Var

La moviola di Bologna Inter è stata uno dei temi centrali della semifinale di Supercoppa Italiana, una partita intensa e combattuta che ha acceso il dibattito soprattutto per alcuni episodi arbitrali decisivi. Al termine della gara, vinta dal Bologna, dagli studi Mediaset è intervenuto Graziano Cesari, che ha analizzato nel dettaglio le situazioni più controverse, elogiando in modo particolare il lavoro del VAR.

Secondo Cesari, la moviola di Bologna Inter certifica una serata positiva per la tecnologia, che ha avuto un ruolo determinante nel supportare l’arbitro Chiffi. «Sono molto contento del VAR stasera – ha spiegato l’ex arbitro – perché ha aiutato e salvato due volte Chiffi». Un giudizio netto, che sottolinea come l’intervento della sala VAR, guidata da Maresca, sia stato fondamentale per arrivare alle decisioni corrette in due momenti chiave del match.

Il primo episodio analizzato nella moviola di Bologna Inter riguarda il calcio di rigore assegnato al Bologna per il fallo di mano di Bisseck. Cesari chiarisce subito come Chiffi non potesse vedere il tocco in presa diretta, vista la sua posizione in campo. «Il pallone arriva in area e c’è questo contatto col braccio che l’arbitro non può assolutamente vedere», ha spiegato. Da qui la necessità dell’intervento del VAR, che ha richiesto una revisione piuttosto lunga per valutare la dinamica completa dell’azione.

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Nel corso del check, infatti, sono stati analizzati più elementi: un possibile contrasto tra Castro e Bisseck, l’eventuale deviazione di testa e, infine, il tocco con il braccio. La moviola di Bologna Inter evidenzia come Bisseck tenti l’intervento di testa ma manchi il pallone, che finisce poi sul braccio tenuto largo e fuori dalla sagoma. «Revisione giustissima – ha sottolineato Cesari – anche perché il braccio è larghissimo e ci sono tante componenti da valutare». Una decisione, dunque, considerata corretta sotto tutti i punti di vista.

Il secondo episodio chiave della moviola di Bologna Inter è il calcio di rigore inizialmente assegnato all’Inter e poi revocato dopo l’on field review per il contatto tra Heggem e Bonny. Anche in questo caso, Cesari evidenzia come Chiffi fosse troppo lontano dall’azione per valutare correttamente il contatto. Tuttavia, le immagini hanno chiarito tutto in pochi secondi: «La revisione VAR dura appena 16 secondi. È Bonny che fa fallo colpendo Heggem».

L’ex arbitro fa anche un paragone con un episodio simile visto in Milan-Sassuolo, spiegando che non si tratta di protezione del pallone. «La protezione è lineare – conclude Cesari – qui l’attaccante allarga la gamba e commette fallo». In definitiva, la moviola di Bologna Inter promuove l’operato del VAR, decisivo per garantire correttezza e coerenza in una partita ad alta tensione.

Fullkrug Milan, la fumata bianca in questa trattativa è sempre più vicina. Ecco cosa manca per chiudere l’affare

Fullkrug Milan, i rossoneri restano fortemente interessati al giocatore e sono pronti a definire gli ultimi dettagli con il West Ham. Le ultime

Il tema Fullkrug Milan è ormai al centro del calciomercato rossonero, che entra nella sua fase più calda con un’accelerazione decisa per l’attaccante tedesco. Quella che fino a pochi giorni fa sembrava soltanto una suggestione sta prendendo contorni sempre più concreti: l’intesa tra il Milan e Niclas Füllkrug è infatti totale, e l’operazione è ormai arrivata ai dettagli finali. A riportarlo è Daniele Longo, che conferma come il club rossonero abbia bruciato la concorrenza grazie a un lavoro rapido e mirato.

Il dossier Fullkrug Milan è stato portato avanti con grande determinazione dalla dirigenza, consapevole della necessità di rinforzare il reparto offensivo. Dopo l’operazione Santiago Gimenez, il Milan aveva bisogno di un’alternativa affidabile e fisica a Nkunku, soprattutto in vista di una seconda parte di stagione ricca di impegni. In questo senso, Füllkrug rappresenta il profilo ideale: esperienza internazionale, struttura fisica importante e capacità di giocare da riferimento centrale.

Per quanto riguarda l’accordo con il giocatore, l’operazione Fullkrug Milan è già definita. L’attaccante tedesco firmerà un contratto di sei mesi, con scadenza a giugno 2026, percependo uno stipendio di circa 1,5 milioni di euro. Si tratta della stessa cifra che avrebbe guadagnato al West Ham nella seconda parte della stagione, un dettaglio che ha facilitato il raggiungimento dell’intesa personale. Fondamentale, inoltre, è stata la volontà del calciatore, deciso a vestire la maglia rossonera e a rilanciarsi in Serie A.

Sul fronte dei rapporti con il West Ham, il capitolo Fullkrug Milan si basa su una formula di prestito con diritto di riscatto fissato a 13 milioni di euro. Gli Hammers, inizialmente, avevano chiesto circa 16 milioni per evitare una minusvalenza, ma nelle ultime ore il club inglese ha ammorbidito la propria posizione, aprendo di fatto al via libera definitivo. Un segnale chiaro di come la trattativa sia ormai in dirittura d’arrivo.

Definito anche il piano per l’inserimento in squadra. Le visite mediche di Fullkrug Milan sono già state programmate, così da permettere al giocatore di unirsi al gruppo subito dopo il rientro dalla Supercoppa. L’obiettivo dello staff tecnico è averlo a disposizione per la gara dell’8 gennaio contro il Genoa a San Siro. In quella sfida, Allegri potrà finalmente contare su un centravanti fisico e strutturato, capace di dare soluzioni diverse a un attacco che nelle ultime uscite ha spesso faticato.

Il progetto Fullkrug Milan, dunque, è pronto a diventare realtà, con l’obiettivo di dare subito un impatto concreto sul presente e aprire nuove prospettive per il futuro rossonero.

Bologna Inter, Italiano nel post partita: «Immobile lo abbiamo preso proprio per essere decisivo. Ecco dove siamo stati bravi»

Bologna Inter, Vincenzo Italiano ai microfoni di Mediaset ha analizzato nei dettagli la prestazione della sua squadra dopo la qualificazione in finale

Vincenzo Italiano nel post partita della partita fra Bologna ed Inter ha parlato ai microfoni di Mediaset analizzando la prestazione della squadra.

IMMOBILE DECISIVO? – «L’abbiamo preso proprio per quello. È cascato a pennello Immobile. È rimasto per tempo fuori, è rientrato, gli è capitato questo pallone, bravissimo lui, c’era una maledizione su quella porta, ma quello decisivo è caduto sui piedi di chi ha dimostrato negli anni di essere un cecchino».

LA REAZIONE DELLA SQUADRA – «Iniziare con  l’handicap di andare sotto non è facile in una partita che hai preparato per esserci tutti i novanta minuti può essere una mazzata. Meglio l’Inter nel secondo tempo, poi la lotteria dei rigori ci ha premiato perché non è facile. Quando l’Inter prende palla è difficile togliergliela, siamo stati bravi ad arrivare ai rigori e siamo stati premiati. Avevano alzato la pressione e non riuscivamo a tenere palla avanti, siamo stati nella nostra metà campo». LEGGI LE DICHIARAZIONI COMPLETE SU INTERNEWS24.COM

Bologna Inter, Chivu nel post partita: «I rigori sono una lotteria. Mi prendo il coraggio di batterli. Arbitri? Dico solo una cosa»

Bologna Inter, Chivu nel post partita ai microfoni di Mediaset ha analizzato nei dettagli la prestazione dei nerazzurri. Ecco le sue dichiarazioni

Nel post partita di Bologna Inter Cristian Chivu ha parlato ai microfoni di Mediaset. Le parole del tecnico romeno.

IL MAGGIOR RIMPIANTO? – «Per me i calci di rigore sono una lotteria. A me basta il coraggio, la personalità di alzare il braccio e di dire “io vado a batterlo”. E’ una cosa che non si può allenare. Mi prendo il coraggio di questi campioni che oggi hanno fatto una grande gara, soprattutto nel secondo tempo dove hanno messo qualità, intensità… Cose che voglio vedere sempre dalla mia squadra».

SUGLI EPISODI ARBITRALI – «Io non parlo di arbitri e delle loro decisioni. Hanno il Var e la possibilità di rivedere le azioni. Io parlo della prestazione, del mio gruppo. Mi preoccupo di cosa dobbiamo fare, di come crescere e migliorare. Si va avanti sempre a testa a alta, bisogna imparare che si può sbagliare da tutte le parti, come sbagliamo anche noi».

LA MAGGIOR DIFFICOLTA’ DI OGGI? – «Subito dopo il gol, la pressione che ci hanno messo. Abbiamo faticato a trovare le vie di uscita, ci siamo appoggiati a volte alle punte, ma è arrivato poco. Abbiamo attaccato poco la profondità. Cose che abbiamo fatto meglio nel secondo tempo, abbiamo preso il dominio del campo e li abbiamo messi in difficoltà. Purtroppo il calcio è così: se non riesci a chiudere le occasioni si va ai rigori». LEGGI LE DICHIARAZIONI COMPLETE SU INTERNEWS24.COM

Atalanta, Scamacca si è finalmente ritrovato: l’attaccante della Dea ora va a caccia di un nuovo record. I dettagli

Atalanta, la Dea ha finalmente ritrovato Scamacca ed ora l’attaccante di Palladino è alla ricerca di un nuovo record. Ecco tutti i dettagli

Dopo un periodo complicato segnato da gravi infortuni che lo hanno tenuto lontano dai campi per gran parte della scorsa stagione, Gianluca Scamacca sta finalmente tornando protagonista con la maglia dell’Atalanta. L’attaccante nerazzurro sta ritrovando continuità, brillantezza fisica e soprattutto incisività sotto porta, elementi che lo rendono di nuovo una pedina fondamentale nello scacchiere offensivo della squadra di Gasperini.

Il momento è particolarmente significativo perché domenica sera l’Atalanta affronterà il Genoa, una sfida dal sapore speciale per Scamacca. Proprio con la maglia rossoblù del Grifone, infatti, il centravanti romano ha mosso i primi passi importanti in Serie A, realizzando le sue prime otto reti nel massimo campionato durante la stagione 2020/21. Un passato che riaffiora, ma che oggi lascia spazio soprattutto alla voglia di confermarsi in nerazzurro.

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Scamacca, infatti, non guarda soltanto al valore simbolico della partita, ma punta dritto a un obiettivo personale mai raggiunto prima. Nelle ultime quattro gare disputate in tutte le competizioni con l’Atalanta, l’attaccante ha sempre lasciato il segno, partecipando attivamente ad almeno un gol: quattro reti e un assist che certificano il suo stato di forma crescente. Un rendimento che lo avvicina a un primato inedito nella sua carriera in Serie A, ovvero prendere parte a un gol per cinque partite consecutive, traguardo mai centrato finora dal suo esordio nel campionato italiano.

La sensazione è che l’Atalanta stia ritrovando uno dei suoi uomini chiave proprio nel momento decisivo della stagione. Gasperini punta molto su Scamacca, non solo per la sua capacità realizzativa, ma anche per il lavoro spalle alla porta, la fisicità e l’abilità nel far salire la squadra. Caratteristiche che permettono ai nerazzurri di essere più pericolosi e imprevedibili negli ultimi trenta metri.

Inoltre, i precedenti contro il Genoa alimentano l’ottimismo. Scamacca ha già colpito i rossoblù in passato: nell’ottobre 2021, quando vestiva la maglia del Sassuolo, mise a segno una doppietta che lasciò il segno. Un ricordo che potrebbe trasformarsi in ulteriore motivazione per continuare il suo momento positivo.

Tra ambizioni personali e obiettivi di squadra, l’Atalanta si affida dunque a un Gianluca Scamacca ritrovato. La sfida contro il Genoa rappresenta un banco di prova importante, ma anche l’occasione perfetta per confermare che il peggio è alle spalle e che il presente, finalmente, parla di gol, fiducia e continuità.

Bologna Inter: le tre cose che non hai notato del match di Serie A

Le tre curiosità sulla partita delle 20 Bologna Inter: partita valida per la semifinale di Supercoppa Italiana

E’ andata in scena in Arabia la sfida fra Bologna ed Inter, sfida valida per la semifinale di Supercoppa Italiana. Ecco le tre cose che non sono state notate durante la partita vinta da Italiano ai calci di rigore.

Bologna e Inter chiudono la gara con un pirotecnico 1-1 a Riad, risultato che porta la sfida ai rigori dove hanno la meglio i rossoblu. Un match partito a razzo, con Thuram subito a segno, ma poi riequilibrato da un rigore di Orsolini dopo il mani di Bisseck. Partita viva, con occasioni da entrambe le parti e un altro rigore, poi revocato dal VAR, concesso ai nerazzurri. Alla fine, serve un super Martinez per evitare il tracollo interista nei minuti di recupero. Ecco tre aspetti secondari ma significativi della contesa.

1) Il piede caldo di Bernardeschi. Nonostante una partita a corrente alternata per il Bologna, Bernardeschi ha dimostrato di avere il piede caldo. Al 21′, su un recupero alto e un cross dal fondo di Holm, l’ex juventino arriva a rimorchio e scarica una conclusione potente, seppur centrale, che impegna Martinez in una respinta non banale. Un lampo in una prima frazione in cui il Bologna ha faticato a creare pericoli concreti. Pecato che poi abbia un problema serio alla clavicola che lo costringe a uscire e a spegnare una vivacità distribuita in diverse occasioni. Lo si vede poi in panchina, a soffrire e gioire durante l’esecuzione dei rigori.

2) La presenza in area di De Vrij. L’olandese si è fatto notare spesso nell’area avversaria, cercando di sfruttare la sua abilità nel gioco aereo. Al 49′, ci ha provato con una conclusione murata dopo una respinta, dimostrando la volontà dell’Inter di chiudere in avanti. Poi, all’84’, è saltato tutto solo su corner di Barella, ma ha sbucciato clamorosamente il colpo di testa, sprecando una potenziale occasione da gol. Due tentativi a vuoto, il terzo invece assolutamente perfetto: calcia il quinto rigore dei suoi e lo trasforma perfettamente, andando a scaricare un tiro potente che bacia la traversa, la palla rimbalza in campo e finisce dentro.

3) La spinta di Diouf. Entrato nella ripresa, Diouf ha mostrato buone doti fisiche ma anche qualche incertezza. Al 72′, dopo aver stretto bene verso il centro, ha sbagliato completamente la misura del passaggio, servendo il pallone nel vuoto come se non avesse guardato la posizione dei compagni. Un errore di lettura che ha vanificato una buona iniziativa personale. Poi all’82’ si rifà parzialmente toccando per Zielinski, ma l’esecuzione del polacco non è all’altezza. Forse Chuvu avrebbe anche potuto inserirlo prima al posto di Luis Henrique.

Pagelle Bologna Inter, i TOP e FLOP del match di Supercoppa Italiana

Pagelle Bologna Inter: i voti dei protagonisti della sfida di Supercoppa Italiana. La squadra di Conte ha affrontato quella di Allegri

Lo stadio King Saud University ha vissuto Bologna Inter, match valido per la semifinale di Supercoppa Italiana 2025/26. Ecco i Top e Flop della Sfida.

Finisce 1-1 la semifinale di Supercoppa a Riad tra Bologna e Inter dopo i tempi regolamentari. Partenza fulminea dei nerazzurri che sbloccano il match dopo soli 72 secondi con un gran gol al volo di Thuram su assist perfetto di Bastoni. Il Bologna però non si scompone, reagisce e trova il pareggio alla mezz’ora con un rigore glaciale di Orsolini, concesso dopo revisione VAR per un fallo di mano di Bisseck. Gara vibrante: Italiano perde Bernardeschi per infortunio alla spalla, mentre nella ripresa il VAR interviene nuovamente per revocare un rigore inizialmente assegnato all’Inter. Nel finale succede di tutto: Castro si divora il gol del vantaggio rossoblù a porta vuota dopo un pasticcio difensivo nerazzurro, e al 90′ serve un miracolo vero di Martinez su Fabbian per salvare l’Inter e mandare la sfida oltre i 90 minuti. Ai rigori meglio il Bologna, con Immobile a porre la firma definitiva e a determinare il passaggio in finale con il Napoli.

I TOP

Martinez (Inter): Semplicemente decisivo nei 90 minuti. Se l’Inter resta in piedi fino al fischio finale è merito suo. Compie una buona parata su Bernardeschi nel primo tempo, ma il vero miracolo arriva al 90′ su Fabbian: un riflesso strepitoso che salva un gol praticamente fatto. Rimedia anche a una sua stessa incomprensione con De Vrij che poteva costare cara al 55′.

Thuram (Inter): Un lampo nella notte di Riad. Gli bastano 72 secondi per timbrare il cartellino con un pregevole tocco al volo, finalizzando al meglio il cross di Bastoni. È il secondo gol più veloce nella storia della competizione. Sostituito al 70′ dopo aver dato tutto.

Orsolini (Bologna): Freddissimo dal dischetto nel momento più delicato, riportando a galla il Bologna dopo l’inizio shock. Si carica la squadra sulle spalle e guida la reazione rossoblù con personalità e leadership.

Ravaglia (Bologna). Ai rigori fa la differenza. Ed è questo ciò che più conta. Peraltro anche in gara si dimostra molto sicuro, con diversi interventi e uno su tutti, quello a mano aperta sulla conclusione di Dimarco al volo nella ripresa.

I FLOP

Bisseck (Inter): Il suo fallo di mano in area, per quanto forse sfortunato, è l’episodio che rimette in partita un Bologna che sembrava aver accusato il colpo a freddo. Un’ingenuità che pesa enormemente nell’economia del primo tempo e del match.

Bonny (Inter). Non è l’unico a sbagliare il rigore, ci sono anche gli errori dei compagni Bastoni e Barella e degli avversari Moro e Miranda. Ma il suo è quello più decisivo ed è anche quello calciato in modo presuntuoso.

Castro (Bologna): Praticamente non tocca palla. Inutili i tanti movimenti che fa, lo spazio per agire non lo trova e, probabilmente, Italiano avrebbe anche potuto sostituirlo prima.

Udinese, com’è andata a finire la questione legata a Rolando Mandragora. La decisione definitiva

Udinese, arriva la sentenza per quanto riguarda la plusvalenza di Rolando Mandragora

L’Udinese è stata deferita al Tribunale Federale Nazionale dalla FIGC in merito alla plusvalenza relativa a Rolando Mandragora. Il deferimento riguarda anche Stefano Campoccia e Franco Collavino, rispettivamente vice presidente e consigliere del club friulano all’epoca dei fatti.

Secondo quanto comunicato, nel luglio 2018, durante la cessione definitiva di Mandragora dalla Juventus all’Udinese, fu concordata una pattuizione diversa da quella documentata ufficialmente. In particolare, si passò da un’opzione di riacquisto fissata a 26 milioni di euro all’obbligo di riscatto effettivamente avvenuto nell’ottobre 2020 per 10,7 milioni. Questo avrebbe permesso di ottenere benefici contabili e fiscali sui bilanci 2019, 2020 e 2021, eludendo la normativa federale.

L’Udinese è stata deferita a titolo di responsabilità diretta per le violazioni disciplinari imputabili ai dirigenti con poteri di rappresentanza. La vicenda si inserisce nell’ambito di un’indagine iniziata nel 2022 a carico della Juventus e dei suoi tesserati, con la trasmissione di atti da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Udine.

Il club friulano dovrà ora rispondere davanti al Tribunale Federale Nazionale, con possibili conseguenze sul piano disciplinare e finanziario. Il caso evidenzia l’attenzione della FIGC verso operazioni societarie che possano incidere sui bilanci, confermando l’impegno delle autorità federali a garantire trasparenza e correttezza contabile nelle trattative tra club.

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Calciomercato Verona, Belghali sempre desiderato da quella big che per gennaio tenterà l’assalto!

Calciomercato Verona, Belghali nel mirino dell’Inter: l’infortunio di Dumfries apre nuovi scenari a gennaio

In vista della sessione invernale, il Calciomercato Verona si intreccia in modo sempre più evidente con le strategie delle grandi del campionato. L’Hellas, da tempo fucina di giovani interessanti, potrebbe diventare protagonista indiretto delle mosse dell’Inter, alla ricerca di soluzioni sulla fascia destra dopo l’infortunio di Denzel Dumfries. Il grave stop del laterale olandese, sottoposto a intervento chirurgico, lo terrà lontano dai campi per circa tre mesi, costringendo Cristian Chivu a rivedere le rotazioni in un momento cruciale della stagione.

Nonostante l’assenza di un titolare imprescindibile, in casa nerazzurra non c’è alcuna corsa contro il tempo. La dirigenza interista sta infatti valutando con attenzione il da farsi, consapevole che ogni mossa di gennaio deve essere coerente con il progetto tecnico ed economico del club. Secondo quanto riportato da Sportitalia, Beppe Marotta e Piero Ausilio stanno analizzando diversi profili, senza però perdere di vista la sostenibilità finanziaria imposta dalla proprietà Oaktree.

In questo contesto, il Calciomercato Verona entra in scena con il nome di Rafik Belghali. L’esterno destro classe 2002 dell’Hellas è considerato uno dei profili più interessanti del panorama italiano per rendimento e margini di crescita. Dotato di grande velocità, buona tecnica e capacità di coprire tutta la fascia, il laterale algerino rappresenterebbe per l’Inter una soluzione “ponte”: un rinforzo utile nell’immediato, ma non vincolante in ottica futura. Un’operazione sostenibile, che permetterebbe ai nerazzurri di tamponare l’emergenza senza rinunciare a investimenti più importanti in estate.

Allo stesso tempo, Oaktree spinge per una valutazione interna delle risorse già presenti in rosa. Se le alternative attuali dovessero offrire garanzie sufficienti, l’Inter potrebbe decidere di rinviare qualsiasi operazione onerosa alla finestra estiva, concentrandosi su un profilo di livello superiore.

Molto dipenderà dal lavoro quotidiano di Chivu e dalle risposte del campo nei prossimi impegni ufficiali. Intanto, il Calciomercato Verona osserva con attenzione: una possibile cessione di Belghali a gennaio rappresenterebbe non solo un’importante plusvalenza, ma anche l’ennesima conferma della capacità dell’Hellas di valorizzare giovani talenti pronti per il grande salto.

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Calciomercato Roma, si complica la pista Frattesi? Quella rivale può beffare la squadra giallorossa

Calciomercato Roma, il futuro di Frattesi tra Juventus e possibili scenari di ritorno: gennaio decisivo per il centrocampista

In vista della prossima finestra invernale, il calciomercato Roma entra indirettamente in gioco anche nelle strategie delle big di Serie A. Tra queste c’è la Juventus, determinata a intervenire a centrocampo per aumentare qualità, dinamismo e gol dalla mediana. Secondo quanto riportato da Tuttosport, i bianconeri avrebbero individuato in Davide Frattesi il profilo ideale per rinforzare il reparto, un nome che da tempo è seguito con attenzione anche nell’ambiente del calciomercato Roma per il suo passato in giallorosso e per le caratteristiche perfettamente compatibili con il calcio moderno.

Il centrocampista dell’Inter, nonostante le buone prestazioni quando chiamato in causa, sembra aver perso centralità nel progetto tecnico di Cristian Chivu. Il nuovo corso nerazzurro non gli garantisce continuità e, con l’Europeo alle porte, Frattesi valuta seriamente un trasferimento per ritrovare spazio e responsabilità. In questo scenario, la Juventus si è mossa con decisione, pronta ad approfittare della situazione. Tuttavia, il suo nome continua a circolare anche nei radar del calciomercato Roma, dove non è mai stato dimenticato dai tifosi.

La stima di Luciano Spalletti per Frattesi è ben nota. Il tecnico toscano, oggi alla guida dei bianconeri, lo ha valorizzato al massimo durante l’esperienza in Nazionale. Con l’ex ct azzurro, Frattesi è diventato il miglior marcatore del ciclo recente, mettendo a segno 7 gol in 22 presenze: numeri importanti per un centrocampista, che testimoniano il suo innato senso dell’inserimento e la capacità di incidere negli ultimi metri.

Dal punto di vista tattico, Frattesi rappresenta un jolly prezioso. Può giocare in una mediana a due, ma rende al meglio da mezzala in un 4-3-3, ruolo che Spalletti conosce e valorizza alla perfezione. La sua energia, unita al fiuto del gol, garantirebbe alla Juventus quella verticalità che spesso è mancata. Nonostante ciò, il suo profilo resta estremamente interessante anche per il calciomercato Roma, sempre alla ricerca di centrocampisti capaci di unire quantità e qualità.

Con gennaio alle porte, il futuro di Frattesi è uno dei temi più caldi del mercato italiano. Juventus in pole, ma con il calciomercato Roma che osserva con attenzione, pronta a inserirsi se si aprissero spiragli inattesi.

Napoli Milan, che caos! Scatta la squalifica per il tecnico dei rossoneri Allegri? Ecco cosa può succedere

Napoli Milan, caos totale tra le panahcine: rischio squalifica per Massimiliano Allegri? Ecco gli scenari possibili, le ultime

Il clima post‑Supercoppa in casa Milan resta rovente, non solo per il risultato sul campo ma soprattutto per il caso che coinvolge Massimiliano Allegri. Sebbene il direttore di gara non sia intervenuto durante la semifinale contro il Napoli, la posizione del tecnico rossonero è ora al vaglio della giustizia sportiva. A pesare non sarà il referto arbitrale, giudicato incompleto, bensì il rapporto dettagliato degli ispettori federali presenti a bordocampo.

Secondo le prime indiscrezioni, il Procuratore Giuseppe Chinè avrebbe già ricevuto tutta la documentazione. Nel rapporto si parlerebbe di offese personali reiterate che Allegri avrebbe rivolto a Gabriele Oriali. La prova TV non è applicabile al caso, ma le testimonianze dirette degli ispettori FIGC descrivono un momento di forte tensione sfociato in un acceso diverbio verbale.

Napoli–Milan, possibili sanzioni

Ora la decisione passa al Giudice Sportivo, chiamato a stabilire l’entità della sanzione. Le ipotesi sul tavolo sono due: una multa significativa oppure, nello scenario più severo, una squalifica da scontare nelle prossime giornate. Al momento, l’orientamento più probabile sembra quello di una sanzione economica, che permetterebbe ad Allegri di restare regolarmente in panchina nei prossimi impegni.

Attesa per il comunicato

Il Milan attende il comunicato ufficiale previsto per domani, mentre il Napoli continua a rimarcare la gravità dell’episodio. Per il club rossonero è fondamentale archiviare rapidamente la vicenda e ritrovare serenità, evitando che le polemiche extracampo possano distogliere la squadra dal lavoro quotidiano e dagli obiettivi stagionali.

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Il Bologna vola in finale in Supercoppa: Inter battuta ai rigori

Supercoppa Bologna-Inter, ecco la cronaca e diretta del match tra nerazzurri e rossoblu

Tutto è pronto all’Al-Awwal Park Stadium di Riyadh per Bologna-Inter, seconda semifinale della Supercoppa Italiana 2025/26. Dopo la vittoria del Napoli contro il Milan, rossoblù e nerazzurri si sfidano per l’ultimo posto in finale. Il Bologna arriva con l’obiettivo di sorprendere, mentre l’Inter punta a confermare il suo ottimo momento di forma. La partita si annuncia intensa e combattuta, con ogni dettaglio che potrebbe fare la differenza. Segui con noi la cronaca live testuale di Bologna-Inter, aggiornamenti minuto per minuto, formazioni, azioni salienti e tutte le emozioni della semifinale in diretta.

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Almeyda si prepara alla sfida contro il Real Madrid. Ecco le dichiarazioni del tecnico del Siviglia

Matías Almeyda, allenatore del Siviglia, ha presentato in conferenza stampa la difficile trasferta al Santiago Bernabéu

Matías Almeyda, allenatore del Siviglia, ha presentato in conferenza stampa la difficile trasferta al Santiago Bernabéu contro il Real Madrid. Consapevole della forza dell’avversario, l’argentino non ha usato mezzi termini: «Per vincere, il Siviglia deve fare una partita che non fa dal 2009. È estremamente difficile, inutile sottolineare le virtù individuali e collettive dei blancos. Dobbiamo trovare il modo di neutralizzare la loro potenza offensiva di livello mondiale».

Archiviata la delusione per l’eliminazione dalla Coppa del Re («Siamo stati vicini, ma è mancato l’ultimo passo. Ora concentriamoci su questa nuova finale»), Almeyda ha espresso solidarietà al collega Xabi Alonso, sotto pressione nonostante il secondo posto in classifica: «Parlare della sua situazione è ingiusto. Difenderò sempre un collega, so quanto soffriamo. Xabi è una persona corretta e merita rispetto per quanto ha dato al Real Madrid».

L’allenatore ha poi commentato la possibilità che Mbappé stabilisca un nuovo record di gol proprio contro la sua squadra: «Spero non accada contro di noi. Il Real ha i tre migliori giocatori al mondo: Vinicius, Mbappé e Bellingham. Non so se esista una medicina per fermarli, hanno inventiva e arte. Proveremo a bloccarli, ma giocatori così possono sempre inventare qualcosa di nuovo». Rispetto alla recente sfida contro il Barcellona, Almeyda si aspetta una partita diversa: «Barça e Real giocano in modo differente, soprattutto davanti. Non sarà la stessa gara né in fase offensiva né difensiva».

L’incontro avrà un sapore particolare per Almeyda, che giocò la sua ultima partita con la maglia del Siviglia proprio al Bernabéu. Ricordando il suo passato da calciatore, ha svelato un retroscena di mercato: «Quando ero giovane e giocavo nel River, dopo le Olimpiadi mi cercarono sia il Siviglia che il Real Madrid con offerte identiche. Scelsi il Siviglia perché avevo già dato la mia parola, anche grazie ai consigli di Maradona e del suo agente».

Infortunio Bernardeschi, brutto ko per l’attaccante del Bologna. Ecco le condizioni del giocatore

Infortunio Bernardeschi, ecco le condizioni attuali dell’attaccante del Bologna

Brutte notizie per Vincenzo Italiano e il suo Bologna nella semifinale di Supercoppa contro l’Inter: Federico Bernardeschi è stato costretto a lasciare il campo a causa di un problema fisico. L’infortunio Bernardeschi è avvenuto poco dopo il gol del pareggio realizzato da Orsolini, momento in cui il giocatore sembrava stesse iniziando a sentire dolore alla spalla.

Subito dopo l’episodio, Bernardeschi si è accasciato al suolo, mostrando evidente disagio. In un primo momento, il calciatore ha tentato di proseguire, ma il dolore ha reso necessario l’intervento dello staff medico, che ha deciso per il cambio immediato. La situazione ha generato preoccupazione tra compagni e tifosi, dato che Bernardeschi è uno dei punti di riferimento offensivi del Bologna e la sua presenza è fondamentale per le manovre della squadra.

L’infortunio Bernardeschi arriva in un momento delicato della stagione e proprio durante una gara di grande importanza come la semifinale di Supercoppa, aumentando l’incertezza sulle prossime settimane. Il club rossoblù dovrà valutare attentamente la gravità del problema e definire i tempi di recupero, mentre Vincenzo Italiano dovrà adattare la strategia di gioco senza uno dei giocatori chiave del reparto offensivo.

La sostituzione di Bernardeschi rappresenta un cambio significativo per il Bologna, sia a livello tattico che emotivo. Lo staff medico della squadra ha già iniziato gli accertamenti necessari per capire l’entità dell’infortunio Bernardeschi e stabilire il percorso di recupero più adatto.

Resta da monitorare l’evoluzione delle condizioni del calciatore nelle prossime ore: il Bologna spera di poter contare nuovamente su Bernardeschi il prima possibile, ma ogni decisione dipenderà dai risultati degli esami clinici e dalle indicazioni dello staff sanitario. L’incertezza sul rientro del giocatore pesa sulle strategie future della squadra.

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Nico Paz, stupendo rendimento quello del centrocampista del Como. E sul mercato finirà che…

Nico Paz sta stupendo tutti in casa Como, ora però occorre capire quello che sarà il futuro del centrocampista offensivo

L’impressionante evoluzione di Nico Paz con la maglia del Como, sotto l’attenta guida di Cesc Fàbregas, sta influenzando profondamente le strategie future del Real Madrid. Il centrocampista argentino, naturalizzato spagnolo, ha compiuto un salto di qualità notevole in Serie A, passando dallo status di promessa a quello di solida realtà. I numeri confermano la sua crescita: dopo un’ottima stagione passata, quest’anno ha già registrato cinque gol e cinque assist prima ancora del giro di boa del campionato.

A Madrid, il riacquisto di Paz è considerato ormai una formalità; l’unico dubbio riguarda le tempistiche. La dirigenza si interroga se riportarlo alla base già a gennaio, rinforzando subito la rosa, o attendere l’estate per permettergli di completare una stagione di crescita costante e senza le pressioni soffocanti del Bernabéu. L’ambiente lariano, con la fiducia incondizionata di Fàbregas, si è rivelato fondamentale per la sua maturazione tattica e di leadership.

Questo successo ha acceso un dibattito interno riguardante un altro giovanissimo talento argentino: Franco Mastantuono. Il diciottenne, arrivato con aspettative altissime, sta faticando ad adattarsi ai ritmi e alle esigenze immediate del Real Madrid. Il poco minutaggio e la pressione stanno generando una preoccupante sensazione di stallo nel suo percorso di crescita, allarmando la dirigenza di Valdebebas che teme di bruciare un talento cristallino.
Proprio per questo, il “modello Como” appare come la soluzione ideale. Lo scrive Fichajes.net: se la formula ha funzionato perfettamente con Nico Paz, l’idea che sta prendendo corpo è quella di replicarla con Mastantuono. Il club lombardo, con la filosofia di gioco propositiva di Fàbregas, rappresenta l’habitat perfetto per un centrocampista creativo che necessita di continuità e fiducia per esplodere.
Si profilerebbe così una strategia di mercato curiosa ma coerente: il Real Madrid potrebbe esercitare la recompra per Nico Paz, ormai pronto per la prima squadra, e contestualmente inviare Mastantuono a Como, affidandolo alle stesse cure che hanno trasformato il suo connazionale in una stella, proteggendo così il suo talento in attesa del momento giusto per il grande salto.

Castro carica il Bologna: «Vogliamo portare a casa la Coppa. Contro l’Inter sarà necessario…»

Castro carica il Bologna alla vigilia di Bologna-Inter: “Partita secca, zero errori contro un’Inter fortissima”

È il giorno di Bologna-Inter, semifinale di Supercoppa Italiana che mette in palio l’accesso alla finale contro il Napoli. Poco prima del calcio d’inizio, Santiago Castro, attaccante argentino del Bologna, ha parlato ai microfoni di Mediaset, offrendo una lettura chiara e concreta della partita che attende i rossoblù nella cornice internazionale di Riyadh.

Castro ha subito sottolineato l’approccio richiesto per una sfida di questo livello: «Sappiamo cosa dobbiamo fare, tutte le squadre hanno punti deboli dove possiamo fare bene. Dobbiamo sbagliare zero, anzi meno uno». Parole che rendono evidente quanto ogni minimo errore possa costare caro contro una squadra come l’Inter, abituata a sfruttare ogni disattenzione.

L’attaccante argentino ha insistito sull’importanza dei dettagli: «Se regali anche solo l’1% di qualcosa può essere difficile». La semifinale di Bologna-Inter si giocherà proprio sulla concentrazione costante e sulla capacità di restare dentro il match per tutti i novanta minuti, o anche oltre, considerando la posta in palio. Castro evidenzia come la squadra debba mantenere lucidità in ogni fase del gioco, senza concedere spazi ai nerazzurri.

Riguardo alla sfida contro l’Inter, Castro non mostra timore ma rispetto, consapevole della forza dell’avversario e del prestigio della Supercoppa: «Lautaro è un grandissimo giocatore, ha fatto grandi cose in carriera, anche in Nazionale. Uno vuole sempre giocare con calciatori di questo livello». Il riferimento a Lautaro Martínez sottolinea il valore tecnico dei nerazzurri e la qualità degli avversari che il Bologna dovrà affrontare.

Le dichiarazioni di Castro restituiscono l’immagine di un Bologna concentrato, maturo e pronto ad affrontare una partita secca in cui ogni errore può essere decisivo. In Bologna-Inter, la squadra di Vincenzo Italiano dovrà alzare il livello sotto tutti i punti di vista: tattico, fisico e mentale. Come ha ricordato lo stesso attaccante, per provare a vincere servirà una prestazione quasi perfetta, con attenzione massima a ogni dettaglio e zero concessioni agli avversari. La semifinale si preannuncia intensa e spettacolare, e il palcoscenico della Supercoppa offrirà ai rossoblù l’occasione di misurarsi con una delle formazioni più forti del campionato.

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Moviola Bologna Inter, l’episodio chiave del match di Supercoppa Italiana

Moviola Bologna Inter, l’episodio arbitrale chiave del match valido per la semifinale di Supercoppa Italiana 2025/26

L’episodio chiave della moviola del match Bologna Inter, valido per la semifinale di Supercoppa Italiana 2025/26. Dirige la sfida l’arbitro Daniele Chiffi della sezione di Padova


LA MOVIOLA LIVE

PRIMO TEMPO

Segnalato con molto ritardo il fuorigioco di Bonny quando già l’Inter è passata in vantaggio, la conclusione è comunque fuori e a quel punto la bandierina si alza. Altro offside di Thuram che effettua un taglio in realtà regolare: l’azione non riesce ma la segnalazione era sbagliata. Bonny rimane a terra per un’uscita alta di Ravaglia che si scontra con lui colpendolo con un gomito quando è già in presa. Importante azione dell’Inter che porta Zielinski al tiro e a una grande parata di Ravaglia, ma ancora una volta nello sviluppo c’era un fuorigioco, stavolta di Dimarco. Thuram resta a terra quando va a disturbare un passaggio di Holm, il piede rimane sotto a quello dell’avversario. Al 31′ Bisseck vuole andare di testa ma buca e colpisce con la mano: Chiffi non fischia il rigore che Castro, impegnato nell’azione, reclama a viva voce: il rigore appare netto, l’interista leva la palla dalla disponibilità del bolognese. Check molto lungo, arbitro chiamato al Var, Chiffi si prende molto tempo per la revisione e decreta il penalty. Molte proteste di Barella che contesta un fallo di Bonny su Bernardeschi, costretto a uscire perché si fa male alla spalla sinistra. Molte le interruzioni nella prima frazione di gioco, tali da determinare un recupero corposo di 5 minuti. Un dato in controtendenza rispetto al risicato numero di falli. Pobega ferma un’avanzata di Bisseck, protesta ma il fallo c’è. Si va al riposo sull’1-1: 9 i falli, 4 del Bologna e 5 dell’Inter.

SECONDO TEMPO

Chivu perplesso per un fallo di Mkhitaryan su Moro, si lamenta che appena prima l’armeno era stato aggredito a sua volta. Lamentele anche di Barella per un intervento da dietro su Castro che appare abbastanza evidente. Al 56′ rigore per l’Inter: Bonny prende posizione e si fa tamponare da Heggem che non tocca il pallone: Chiffi viene richiamato dal Var, si percepisce da un’attenta revisione che è l’interista a toccare il bolognese. Subito dopo De Vrij allarga il braccio, Odgaard resta a terra: nessuna sanzione. Bravo Bisseck a respingere un cross di Cambiaghi pericoloso tenendo le mani dietro la schiena. Anche nella ripresa sono 5 i minutio extra-time, spiegabili con le sostituzioni e la revisione Var. Gara esemplare per correttezza: Chiffi chiude i 100 minuti complessivi senza estrarre mai un cartellino! 20 i falli: 12 i nerazzurri, 8 i rossoblu.

Supercoppa Italiana, Marotta sicuro: «Inter, per gennaio sono disposto a comprare questi giocatori!»

Supercoppa Italiana, Marotta carica l’Inter: “Competizione prestigiosa, vogliamo arrivare fino in fondo”

Alla vigilia della semifinale di Supercoppa Italiana contro il Bologna, l’attenzione mediatica si è concentrata sulle parole di Giuseppe Marotta, Presidente dell’Inter, intervenuto ai microfoni di Mediaset pochi minuti prima del calcio d’inizio. Un appuntamento importante per i nerazzurri, che puntano a conquistare l’accesso alla finale dopo che il Napoli ha già staccato il primo pass battendo il Milan nella semifinale disputata giovedì 18 dicembre.

La sfida tra Bologna e Inter mette di fronte due squadre che arrivano alla gara con stati d’animo differenti. I rossoblù sono reduci dalla sconfitta in campionato contro la Juventus, maturata al Dall’Ara con il punteggio di 0-1. Un risultato amaro, ma che non cancella il buon percorso della squadra emiliana, capace di restare competitiva anche contro avversari di alto livello. Di segno opposto il momento dell’Inter, che si presenta alla Supercoppa forte della vittoria ottenuta a Marassi contro il Genoa, un successo prezioso per morale e classifica.

Nel prepartita, Marotta ha sottolineato l’importanza della competizione e il valore dell’avversario, ribadendo come l’Inter debba affrontare la semifinale con la massima concentrazione. Il presidente nerazzurro ha evidenziato il prestigio della Supercoppa e la volontà del club di onorare ogni impegno, soprattutto quando c’è in palio un trofeo. Parole che confermano la mentalità vincente costruita negli ultimi anni, frutto di una programmazione solida e di una visione chiara a livello dirigenziale.

Marotta ha inoltre rimarcato il buon momento dell’Inter, sottolineando come la squadra stia rispondendo positivamente sul campo nonostante un calendario fitto di impegni. La crescita del gruppo, la profondità della rosa e il lavoro dello staff tecnico rappresentano, secondo il presidente, elementi fondamentali per restare competitivi su più fronti.

La semifinale contro il Bologna rappresenta dunque un passaggio chiave nel percorso stagionale dell’Inter. Per Marotta, abituato a vivere partite decisive, la Supercoppa è un obiettivo concreto e una tappa importante nel cammino di una squadra che vuole continuare a vincere. Toccherà ora al campo stabilire se i nerazzurri riusciranno a raggiungere il Napoli in finale e giocarsi fino in fondo il trofeo.

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Bonny sicuro: «Vogliamo portare a casa questo trofeo. L’Inter deve affrontare il Bologna in questo modo»

Le parole dell’attaccante nerazzurro prima della semifinale di Supercoppa: maturità, rispetto per il Bologna e voglia di incidere

Poco prima del fischio d’inizio della semifinale di Supercoppa Italiana tra Bologna e Inter, disputata in Arabia Saudita, Ange-Yoan Bonny si è fermato ai microfoni di SportMediaset per condividere pensieri ed emozioni alla vigilia di una sfida dal grande valore simbolico. L’attaccante francese classe 2003, scelto da Cristian Chivu per partire titolare al fianco di Marcus Thuram, ha mostrato personalità e maturità, confermando il buon momento che sta vivendo con la maglia nerazzurra.

Bonny ha aperto il suo intervento parlando dell’impatto avuto con l’Inter e di un avvio di stagione che, per certi versi, ha sorpreso anche lui: «Non so se mi aspettavo di partire così forte, ma cerco sempre di dare il massimo. Le cose stanno andando bene per me e per la squadra». Parole semplici, ma significative, che raccontano di un giovane attaccante capace di inserirsi rapidamente nei meccanismi di un gruppo ambizioso, trovando spazio e fiducia in un contesto di alto livello.

Il discorso si è poi spostato sull’attacco e sulla coppia offensiva scelta per la semifinale. Bonny ha sottolineato l’importanza del gioco di squadra e della concorrenza interna: «Parto con Thuram, ma tutti i miei compagni di reparto sono grandi giocatori. Io cerco solo di aiutare la squadra». Un messaggio chiaro, che evidenzia uno spirito collettivo forte e la volontà di mettersi al servizio del gruppo, indipendentemente dal ruolo o dai minuti in campo.

Non è mancato un passaggio sull’avversario. Il Bologna di Vincenzo Italiano, protagonista di un percorso in crescita costante, ha ricevuto il massimo rispetto da parte dell’attaccante nerazzurro: «Hanno meritato di essere qui, lo hanno dimostrato già l’anno scorso. Se sono in semifinale è perché lo meritano, non ci sono favoriti». Una dichiarazione che riflette concentrazione e consapevolezza dell’importanza della partita, soprattutto in una competizione secca come la Supercoppa.

Le parole di Bonny restituiscono l’immagine di un giocatore lucido, ambizioso e pienamente calato nella realtà Inter. Per i nerazzurri la Supercoppa è un’occasione per arricchire la bacheca; per Bonny, rappresenta un ulteriore passo nel suo percorso di crescita su un palcoscenico internazionale. Come sempre, però, sarà il campo a dare le risposte definitive.

Bologna Inter, Di Vaio sicuro: «Abbiamo meritato questo traguardo e vogliamo vincere la Supercoppa»

Supercoppa Italiana, Di Vaio carica i rossoblù: “Ci siamo meritati Bologna-Inter e vogliamo onorare la competizione”

Alla vigilia della semifinale di Supercoppa Italiana, l’attenzione è tutta rivolta a Bologna-Inter, sfida che assegnerà l’ultimo pass per la finale dopo la vittoria del Napoli contro il Milan. Un appuntamento prestigioso, che mette di fronte due squadre reduci da risultati diversi in campionato ma accomunate dall’ambizione di giocarsi un trofeo importante in un contesto internazionale.

Il Bologna arriva a Bologna-Inter dopo la sconfitta interna contro la Juventus, maturata con il punteggio di 0-1 al Dall’Ara. Un ko che non ha però scalfito le certezze del gruppo di Vincenzo Italiano, protagonista di una crescita costante nelle ultime stagioni. L’Inter, dal canto suo, si presenta all’appuntamento forte del successo ottenuto a Marassi contro il Genoa, risultato che ha confermato l’ottimo momento di forma dei nerazzurri.

Prima del calcio d’inizio, Marco Di Vaio, direttore sportivo del Bologna, ha parlato ai microfoni di Sport Mediaset, condividendo le sensazioni dell’ambiente rossoblù in vista di Bologna-Inter. «C’è tensione, ma anche tanta voglia di fare una grande partita – ha spiegato –. Affrontiamo probabilmente la squadra più in forma del campionato e speriamo di essere all’altezza». Di Vaio ha poi sottolineato l’orgoglio del club per il traguardo raggiunto: «Siamo qui perché ce lo siamo meritati. Vogliamo goderci questa partita e onorare al meglio la competizione».

Nel corso dell’intervista, il dirigente rossoblù ha parlato anche dei singoli, soffermandosi in particolare su Castro. «È un ragazzo con grande fame e tanta voglia di imparare – ha detto –. Allenarsi ogni giorno con un attaccante come Ciro è una fortuna enorme. Deve osservare, rubare con gli occhi e applicare quello che vede». Di Vaio ha evidenziato come il lavoro quotidiano sia la chiave della crescita del giovane attaccante, destinato a ritagliarsi uno spazio sempre più importante.

Le parole del direttore sportivo restituiscono l’immagine di un Bologna consapevole delle difficoltà di Bologna-Inter, ma anche determinato a giocarsi le proprie carte senza timori, con entusiasmo e rispetto per l’avversario.

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Formazioni ufficiali Bologna Inter, le scelte dei tecnici per la semifinale di Supercoppa Italiana

Formazioni ufficiali Bologna Inter, le scelte dei tecnici per la semifinale di Supercoppa Italiana che andrà in scena alle 20.00 a Riyadh

Sono state annunciate le formazioni ufficiali della semifinale di Supercoppa Italiana tra Bologna Inter, in campo alle 20.00 allo stadio Al Awwal park.

FORMAZIONI UFFICIALI

BOLOGNA (4-2-3-1): 13 Ravaglia; 2 Holm, 14 Heggem, 26 Lucumí, 33 Miranda; 4 Pobega, 6 Moro; 7 Orsolini, 21 Odgaard, 10 Bernardeschi; 9 Castro. A disposizione: 25 Pessina, 82 Franceschelli, 11 Rowe, 15 Tomasevic, 17 Immobile, 19 Ferguson, 20 Zortea, 22 Lykogiannis, 24 Dallinga, 28 Cambiaghi, 29 De Silvestri, 30 Dominguez, 41 Vitik, 77 Sulemana, 80 Fabbian. Allenatore: Vincenzo Italiano.

INTER (3-5-2): 13 J. Martinez; 31 Bisseck, 6 De Vrij, 95 Bastoni; 11 Luis Henrique, 23 Barella, 7 Zielinski, 22 Mkhitaryan, 32 Dimarco; 14 Bonny, 9 Thuram. A disposizione: 1 Sommer, 60 Taho, 8 Sucic, 10 Lautaro, 16 Frattesi, 17 Diouf, 20 Calhanoglu, 25 Akanji, 30 Carlos Augusto, 43 Cocchi, 50 Cinquegrano, 57 Kaczmarski, 94 Esposito. Allenatore: Cristian Chivu.

Manchester City, è giunta al termine l’era di Pep Guardiola? La clamorosa indiscrezione che rimbalza dall’Inghilterra! Cosa sta succedendo

Manchester City, l’era Guardiola è davvero ai titoli di coda? Dall’Inghilterra rimbalza un’indiscrezione clamorosa, le ultimissime

Il mondo del calcio inglese è stato scosso ieri dalle indiscrezioni lanciate da The Athletic. Secondo l’autorevole testata britannica, l’era di Pep Guardiola al Manchester City sarebbe giunta al capolinea, con un addio previsto al termine dell’attuale stagione. Non solo: il report indicava già il possibile successore, identificando in Enzo Maresca, attuale tecnico del Chelsea ed ex collaboratore di Pep, il profilo ideale per la panchina degli Skyblues.


Inevitabilmente, la conferenza stampa di questo venerdì si è trasformata in un interrogatorio sul suo futuro. Guardiola, 54 anni e un contratto teoricamente valido fino al 2027, si è trovato a dover fronteggiare una raffica di domande. La sua prima reazione è stata laconica e diretta: «Sono qui», ha tagliato corto quando i giornalisti hanno provato a sondare il terreno.
Successivamente, il tecnico catalano ha elaborato il concetto, mostrando una certa assuefazione a questo tipo di voci che ciclicamente ritornano. «Sono tre o quattro anni che mi fate sistematicamente la stessa domanda», ha spiegato con un pizzico di ironia. «Prima o poi, magari a 75 o 76 anni, lascerò il City, questo è ovvio. Capisco il vostro interesse e la domanda, ma la realtà è che mi restano ancora 18 mesi di contratto e ne sono felice. È un tormentone che torna ogni stagione e non mi disturba».


Incalzato ulteriormente dai reporter che cercavano una smentita o una conferma definitiva, Guardiola ha provato a chiudere il discorso con fermezza: «Punto e basta. Non sarò eterno, nessuno è immortale, ma punto. Quello che deve succedere succederà. Il club deve essere pronto a ogni evenienza, ma questo argomento non è all’ordine del giorno in questo momento».


Pep ha poi ribadito l’imprevedibilità del suo mestiere, indipendentemente dalla durata degli accordi scritti: «Ho già risposto poco fa. Eccomi qui. Cosa accadrà? Nessuno lo sa. Che io abbia un contratto di dieci anni o di sei mesi, il calcio resta imprevedibile. Per ora, la mia concentrazione è tutta sul West Ham, poi giocherò a golf per qualche giorno con mio padre, e questo è tutto». Il messaggio, almeno per ora, è stato recepito.

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John Elkann tra i miliardari d’Italia, ma Ardoino e Devasini (Tether) lo superano nettamente: ecco la classifica Forbes completa

Elkann nella lista dei miliardari italiani, ma i vertici di Tether (Ardoino e Devasini) lo superano di gran lunga: ecco la classifica Forbes

La geografia della ricchezza in Italia sta cambiando, delineando un panorama in cui i grandi gruppi industriali convivono con l’ascesa rapidissima della nuova finanza digitale. Secondo l’ultima classifica Forbes, al comando resta saldamente Giovanni Ferrero: il 61enne alla guida del colosso dolciario di Alba domina la graduatoria con un patrimonio stimato in 41,3 miliardi di euro.

Alle sue spalle, però, lo scenario si muove. Cresce in modo impetuoso Andrea Pignataro, fondatore del gruppo Ion specializzato in software finanziari, che conquista il secondo posto con 36,9 miliardi. E soprattutto irrompono i protagonisti del mondo crypto: sul terzo gradino del podio sale Giancarlo Devasini, CFO e stratega di Tether, con 22,4 miliardi, mentre poco più indietro compare Paolo Ardoino, CEO della stessa società, con 9,5 miliardi.

L’intreccio con la Juventus: la sfida Elkann–Tether

La presenza dei vertici di Tether nella lista non è solo un dato economico: ha ricadute dirette anche sul calcio italiano. La società che gestisce la celebre stablecoin possiede già l’11,5% della Juventus ed è finita al centro delle cronache per l’offerta vincolante presentata a Exor per rilevare il controllo del club. Un tentativo di scalata respinto con decisione da John Elkann, che tramite comunicato e videomessaggio ha ribadito la centralità della Juventus nel portafoglio della holding.

Elkann stesso compare nella graduatoria Forbes con un patrimonio di 2,8 miliardi, accanto ad altri nomi storici dell’imprenditoria italiana come Francesco Gaetano Caltagirone, la famiglia Ferrari, i Del Vecchio e i Berlusconi.

Un’Italia a due velocità

La classifica 2025 racconta dunque un Paese diviso tra i pilastri del Made in Italy e la nuova finanza 2.0, capace di muovere capitali enormi e di avvicinarsi sempre più ai centri nevralgici dello sport e dell’economia nazionale.

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Lazio, Di Canio commenta: «Se Lotito pensava di risistemare l’immagine del club dopo il mercato è sbagliato»

Lazio, Di Canio svela: «Se Lotito pensava di risistemare l’immagine del club dopo il mercato è sbagliato». Le sue parole

Ai microfoni de Il Messaggero, l’ex attaccante della Lazio Paolo Di Canio ha analizzato l’andamento della stagione biancoceleste, soffermandosi su vari temi: dal lavoro di Maurizio Sarri alla guida tecnica fino alle strategie del presidente Claudio Lotito, impegnato nel progetto che porterà il club alla quotazione in borsa a New York. Le parole:

PAROLE – «Sarri? Bravo, bravo e bravo Mau che ha saputo cambiare se stesso. Lo celebravano tutti per il suo modo di giocare, spettacolare, sempre alla ricerca del gol e al possesso palla. Ora sta passando alla storia per i suoi clean sheet, che sono gia otto. Castellanos? È stato fuori per molto tempo, ha bisogno di tempo. Ma il sistema di gioco funziona e può produrre risultati»

MERCATO – «Lazio al Nasdaq? Un evento che mi ha fatto sorridere, se il presidente Lotito pensava di risistemare l’immagine del club dopo il blocco del mercato estivo penso che si sia sbagliato. Quella resterà una macchia indelebile: tre indici superati dopo che per anni ci siamo sentiti dire che nessuno più della Lazio aveva i conti in ordine»

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PSG, che tegola per Luis Henrique! Stop per Safonov: frattura alla mano dopo i rigori parati al Flamengo

PSG, infortunio per il portiere Safonov: mano fratturata dopo la notte dei rigori parati al Flamengo. Tutti i dettagli

Il PSG festeggia ancora il trionfo in Coppa Intercontinentale, ma deve fare i conti con una brutta notizia. Matvei Safonov, eroe della finale contro il Flamengo, sarà infatti costretto a fermarsi per circa un mese a causa di una frattura alla mano sinistra, arrivata nel momento migliore della sua stagione.

A Doha, Luis Enrique gli aveva affidato la porta nella notte più importante, scelta rivelatasi decisiva per il successo parigino. Safonov ha sfoderato una prestazione straordinaria, respingendo quattro rigori — quelli di Saul, Pedro, Pereira e Araujo — grazie anche agli appunti preparati in anticipo e nascosti nell’asciugamano.

Arrivato nel 2024 dal Krasnodar come vice di Gianluigi Donnarumma, poi trasferitosi al Manchester City, il classe ’99 era riuscito a ritagliarsi spazio e continuità proprio mentre le gerarchie interne del PSG vivevano una fase delicata. La finale vinta contro il Flamengo aveva ulteriormente rafforzato la sua candidatura come alternativa credibile a Chevalier, nonostante qualche tensione emersa tra i due nel post‑gara.

Ora però l’infortunio rischia di rallentare la sua ascesa. Le quattro settimane di stop potrebbero congelare i progressi mostrati finora e costringere Luis Enrique a rivedere le proprie scelte nel breve periodo.

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Napoli Milan, Gravina durissimo sulla lite tra Allegri e Oriali: «Una sconfitta per l’immagine del calcio italiano». Le parole

Napoli Milan, il presidente della FIGC Gabriele Gravina parla della lite tra Allegri e Oriali: «Una sconfitta per il calcio italiano»

Le polemiche non accennano a spegnersi dopo la tesissima semifinale di Supercoppa Italiana tra Milan e Napoli. A tenere banco non è più il risultato del campo, ma il duro confronto verbale tra Massimiliano Allegri e Lele Oriali. Sulla vicenda è intervenuto con decisione il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, che nella conferenza stampa successiva al consiglio federale ha parlato di un episodio che rappresenta “una sconfitta per l’immagine del calcio italiano”.

Per Gravina, il botta e risposta tra l’allenatore rossonero e il dirigente azzurro è il segnale di una deriva culturale preoccupante, alimentata da una crescente mancanza di educazione e dal convincimento – ormai radicato – che alzare la voce possa influenzare arbitri e addetti ai lavori.

Gravina richiama all’etica: “Serve recuperare il rispetto”

Il monito del presidente non si è limitato ai fatti di Riad. Gravina ha infatti richiamato anche il recente episodio degli insulti di Folorunsho a Hermoso durante Cagliari‑Roma, denunciando una “aggressività costante” che attraversa tutte le componenti del sistema: calciatori, dirigenti, presidenti e tifosi.

Ha poi evidenziato la contraddizione tra le campagne istituzionali dedicate al fair play – spesso esibite sulle maglie – e ciò che accade realmente in campo, dove si moltiplicano scene di scarsa educazione e violenza verbale.

Secondo il numero uno della Federcalcio, è urgente ristabilire un clima di rispetto reciproco per evitare che il calcio italiano continui a compromettere la propria credibilità a livello internazionale.

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Sampdoria, Gregucci in conferenza: «Noi siamo ancora giù e dobbiamo lottare con le unghie e con i denti contro tutti»

Sampdoria, il tecnico Gregucci parla in conferenza: «Noi siamo ancora giù e dobbiamo lottare con le unghie e con i denti»

Angelo Gregucci, tecnico della Sampdoria, è intervenuto in conferenza stampa nel post‑gara della sfida contro il Padova, valida per la 17ª giornata della Serie B 2025‑2026. Le parole:

PADOVA-SAMPDORIA ED EVOLUZIONI NEL GIOCO – «Tutte le gare saranno importanti, noi siamo ancora giù e dobbiamo lottare con le unghie e con i denti contro tutti. Nel calcio c’è sempre evoluzione, per cui non ti dico che ci sarà qualcosa di nuovo, ma in campo vorrei vederlo. Si vedrà in partita se ci saranno delle proposte di gioco nuove. Giochiamo contro un avversario che ha una buona classifica, è una squadra coriacea, difendono bene».

PREPARAZIONE DELLA PARTITA – «Abbiamo lavorato nel ribadire il fatto che per fare più gol servirà aggredire l’area di rigore con più vemenza e uomini possibile».

CUNI – «Cuni è disponibile, valuteremo se ci sarà il tempo e l’occasione di impiegarlo. E’ un giocatore che ha recuperato da un infortunio che è stato piuttosto grave e che l’ha tenuto fuori per un po’ di tempo. Dovremo ovviare a quello che è il problema della propensione offensiva e del fare gol».

PEDROLA – «Pedrola è in progessione, ha recuperato già da un po’ e quando l’abbiamo chiamato in casua ha fornito la sua prestazione. Ha dato le sue risposte e lo valuteremo per domani!».

BARAK – «Barak è a disposizione ed è pronto a fare la sua prestazione, lo valuteremo per Padova. Il campionato di Serie B è uno di quelli nei quali la differenza la fa chi entra, i cambi ti permettono di cambiare la metà dei giocatori di movimento. Dalle ultime uscite emerge quanto sia indubbio che è in crescita, devo dare il suo contributo alla squadra».

LEGGI LA CONFERENZA COMPLETA DI GREGUCCI SU SAMPNEWS24

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