Pagina 452 – Calcio News 24

Juve Roma, i convocati di Gasperini per la sfida dello Stadium: c’è qualche sorpresa, la lista completa

Juve Roma, ecco i convocati di Gasperini per la sfida allo Stadium: spunta qualche sorpresa nell’elenco. Di seguito la lista

Gian Piero Gasperini ha ufficializzato l’elenco dei giocatori convocati per la sfida Juventus‑Roma, valida per la 16ª giornata di Serie A. La lista completa scelta dal tecnico:

I CONVOCATI

Portieri: Svilar, Gollini, Vasquez

Difensori: Rensch, Angelino, Tsimikas, Celik, Hermoso, Mancini, Ziolkowski, Wesley, Sangaré, Mirra, Ghilardi 

Centrocampisti: Cristante, Pellegrini, Kone, Baldanzi, Pisilli, Bah

Attaccanti: Ferguson, Soulé, Dybala, Bailey, El Shaarawy

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Bologna Inter, parla ds Di Vaio: «Come ha detto Italiano è un sogno conquistato sul campo e ora vogliamo provare a essere all’altezza»

Bologna Inter, parla ds Di Vaio a poche ore dalla sfida di Supercoppa Italiana contro i nerazzurri di Chivu: le parole

Nel giorno di Bologna Inter, il direttore sportivo rossoblù Marco Di Vaio, intervistato dal Corriere dello Sport, si è espresso così.

SEMIFINALE APERTA QUELLA DI OGGI – «Beh, dobbiamo sempre tenere i giri al massimo per essere al livello delle altre, però come ha detto Italiano è un sogno conquistato sul campo e ora vogliamo provare a essere all’altezza».

400 TIFOSI ROSSOBLÙ QUI A RIAD, GIOCHEREMO PER LORO? – «È tutto per loro. Il viaggio complicato conferma ancora quanto tengano alla squadra. Anche per la gente è stato un percorso lungo, troppi anni e molti frangenti delicati: hanno sofferto e ora si godono la gioia. Siamo felici per loro e di poterla condividere insieme. E siamo onorati di rappresentare nell’élite una città importante come Bologna e un club che ha fatto la storia del calcio italiano: il nostro dovere è di mantenere l’entusiasmo più alto possibile».

IL BOLOGNA NON SI PONE LIMITI – «Vogliamo giocarcela con tutti con la filosofia insegnata dall’allenatore: l’obiettivo è stare nelle zone alte della classifica a marzo e rientrare in Europa»

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Cagliari, parla Pisacane in conferenza: «Sono tutte finali ed è normale che ci sono delle partite dove bisogna capire l’importanza»

Cagliari, Pisacane svela: «Sono tutte finali ed è normale che ci sono delle partite dove bisogna capire l’importanza». Le parole

Fabio Pisacane, tecnico del Cagliari, è intervenuto in conferenza stampa ad Assemini a due giorni dalla sfida contro il Pisa, valida per la 16ª giornata della Serie A 2025/2026. Le parole:

CONDIZIONI BORRELLI – «Sono tutte finali ed è normale che ci sono delle partite dove bisogna capire l’importanza ai fini della classifica. Abbiamo lavorato bene, Borrelli ha preso una distorsione durante la gara a Bergamo, era quasi out alla fine del primo tempo, ma ci ha dovuto lasciare. Stiamo andando avanti con lo staff medico per capire, si è sempre allenato, oggi ha fatto un po’ di corsetta e vediamo se sarà del match. In passato ha già avuto il problema, sono fiducioso. Come sostituto vi è Pavoletti che per caratteristiche può farlo, poi Semih ed Esposito. Mi piace guardare le cose positive e non pensare agli alibi e alle assenze. Ho un ventaglio da poter sfogliare».

MATCH DOMENICA – «Dentro ci metterei anche Napoli, dove la squadra ha fatto risultato perché se fosse stata una gara di campionato, saremo usciti indenni dal Maradona. La squadra risponde bene dal punto di vista della crescita e lo stato d’animo non è mai stato abbattuto anche se in certe occasioni c’erano i presupposti per farlo. Dopodomani vedremo dove ci ha portato il nostro lavoro. Per una squadra come la nostra è importante che si scavi dentro nel profondo».

PISA – «Indipendentemente dalla classifica, mi aspetto una squadra allenata bene da un collega preparato. Se non fosse stato per le battute d’arresto, ora sarebbe stata in linea! Facciamo tutto quello che abbiamo preparato perché possiamo creare qualche difficoltà».

OBIETTIVO, MINA – «L’obiettivo è quello di fare la partita e di interpretarla nel migliore dei modi! Magari andremo più su un attacco diretto e meno costruito dal basso perché è il modo migliore per poter aggredire una squadra e tenerli nella metà campo propria. Fare la partita non significa che ci dobbiamo mettere a palleggiare dal basso, ma bisogna andare a sfruttare la verticalità. Mina è da venerdì che cerca di lavorare in personalizzato, ieri ha fatto quasi tutto l’allenamento con la squadra. E’ un giocatore troppo importante, ognuno ha la sua storia. Ha 7/8 giorni in più di gestione graduale. Oggi è in una condizione migliore sicuramente»

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Conferenza stampa Spalletti pre Juve Roma: «I ragazzi si sono allenati in maniera corretta. Milik domani è convocato. Bremer gioca e…»

Conferenza stampa Spalletti pre Juve Roma: le sue dichiarazioni del tecnico alla vigilia del match di Serie A

Domani torna la Serie A e torna la Juve, attesa alle 20:45 dalla sfida contro la Roma allo Stadio Dall’Ara.

Nel giorno di vigilia, venerdì 19 dicembre, Luciano Spalletti parla in conferenza stampa alle 16:00 per presentare il match davanti ai media. Calcionews24 segue LIVE le sue parole.


COSA VUOL RIVEDERE DOPO BOLOGNA – «Mi ha fatto piacere perché poi quando vengo qui sembra si dicano le cose tanto per dire ma ho visto i ragazzi allenarsi in maniera corretta. Siamo andati a far vedere questo miglioramento e quello che deve essere il modo di proiettarsi verso un calcio attuale. Lo han fatto in una partita tosta, difficile, questo penso riesca a determinare una rivoluzione. Ce l’abbiamo lì a portata di mano, poi è il mantenerle nel lungo periodo».

MILIK – «Domani è convocato. L’ho trovato come un bambino felice che ha la possibilità di rifare il gioco che gli è sempre piaciuto. Ha entusiasmo, sa che tipo di sport e ruolo fa. È un calciatore ben preciso, ha caratteristiche importanti per quel ruolo lì. Quindi viene con noi».

CENE CON GASPERINI – «Io sto bene con tutti, con molti di questo campionato qui. Io sto quasi bene con tutti. Mi ha sempre messo curiosità: è il modo di fare, di ragionare, di praticare un mestiere a fare la differenza. Da uno come lui c’è da imparare, è un marchio di fabbrica il Gasp-brand. Quanti ho sentito dire ‘Fanno come l’Atalanta’. Lui già quando era all’inizio, a Crotone, era meno rigido ma andava già a difesa alta, andava a prenderti fino fuori dalla porta di casa tua. Riesce a incuterlo a tutti quelli che ha allenato. Tutti i suoi ex calciatori che ora fanno gli allenatori giocano tutti come lui: Palladino, Juric, Bocchetti, Modesto. Guarda la Roma attuale: calciatori trasformati da un punto di vista di mentalità, sono calciatori totali. Ti sgama se hai dei difetti, ti mette in superficie tue non completezze e debolezze. Mancini ora fa gol da tutte le parti, chiunque della squadra è disponibile a sapersi comportare in qualsiasi posizione di campo si viene a trovare. Questa cosa della Roma che ti recinta è difficile da liberarsi, da trovare la possibilità di spazi per esibire le tue qualità. Ha poi dei controsensi, però poi lui attraverso il suo modo asfissiante riesce a non farteli acchiappare quelle difficoltà. Lo fa in maniera talmente continuativa, opprimente, avvolgente, che non ti rimane possibilità di praticare il tuo calcio. O sei bravo a ritagliartela, se non andremo oltre i duelli andremo nella loro partita. Ha inventato il modo a cui fan riferimento in tanti ora. Come Sacchi, che ha creato situazioni nuove, gli si fanno i complimenti perché giocano un calcio totale».

YILDIZ E MCKENNIE GIOCATORI MODELLO – «Prima c’era l’impostazione che la posizione di uno ti desse l’impressione di dove fossero gli altri. Ora non è così, non sai dove sono gli avversari. Vedere dove non guardo, questa è la battaglia che sto facendo nello spogliatoio. I calciatori modificano di continuo nelle loro posizioni, gli spazi sono tra gli avversari non tra le linee. Ti devi rendere conto di dove sono gli avversari. Questo radar deve essere fatto in maniera continuativa. È un po’ quello che faceva Totti quando giocava o Del Piero: con le sue giocate lui anticipava e vedeva l’impossibile, per altri era impossibile giocare quei palloni lì. Andava a creare da una situazione pensata, da una fantasia, ci creava una situazione reale. Questi calciatori qui determinavano gli altri di stare al loro livello, Perrotta e Salah sapevano che il pallone arrivava. Ora ci sono piccoli prigioni che le squadre ti portano, per uscirne devi trasformare l’immaginazione in realtà. E i giocatori ci possono stare tutti. Questo fatto di non avere ruolo è una cosa su cui adattarsi. Se non hai ruolo e poi lasci per 10′ la squadra senza apporto in fase difensiva, contro la Roma ti fan pesare quella superiorità lì. Ci vogliono giocate e atletica, ci vuole fisico, corsa, tante cose per riempire la scatola della partita».

BREMER – «Bremer gioca e c’è anche un po’ di valutazioni da fare. Sia Rugani sia Cabal dovrò vederli domattina per poterli usare siccome hanno un po’ di affaticamento muscolare».

DAVID – «Hanno fatto bene a non portarlo a cena…La prima volta che lo hanno invitato ha grattato il parmigiano sulla pasta alle vongole e non l’han più portato (ride ndr)».

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Sampdoria, Pafundi è in crescita: ecco cosa manca al trequartista per completare il salto di qualità. I dettagli

Sampdoria, Pafundi cresce: cosa serve al trequartista per completare il salto di qualità? Tutti i dettagli qui

La Sampdoria segue con attenzione e ottimismo la crescita di Simone Pafundi, uno dei profili più promettenti a disposizione di Angelo Gregucci. Dopo una prima parte di stagione condizionata da alcuni problemi muscolari, il classe 2006 ha finalmente trovato continuità, mostrando progressi evidenti sotto diversi aspetti.

Il giovane trequartista, arrivato a Genova per rilanciarsi e ritrovare minuti, nelle ultime settimane ha aumentato sensibilmente il proprio impiego. Le sue prestazioni sono cresciute gara dopo gara: più coinvolto nella manovra offensiva, più coraggioso tra le linee e sempre presente nelle zone calde del campo.

Pafundi sta lavorando con grande cura anche sul piano fisico, consapevole che solo la continuità può permettergli di lasciare un segno concreto in Serie B. Il prossimo obiettivo è chiaro: trovare il secondo gol stagionale, una rete che potrebbe rappresentare la svolta definitiva dal punto di vista mentale e tecnico nel suo percorso in blucerchiato.

Nel sistema di Gregucci, il fantasista può essere impiegato sia da trequartista puro sia da esterno offensivo, offrendo qualità, imprevedibilità e soluzioni tra le linee. La Samp, che punta a una seconda parte di stagione più solida e ambiziosa, conta anche sulle sue giocate per aumentare il peso offensivo e creare superiorità negli ultimi metri.

La sensazione è che Pafundi sia vicino al momento della consacrazione. Il talento non è mai mancato: ora servono numeri, continuità e giocate decisive per dimostrare quanto possa incidere davvero nel progetto tecnico blucerchiato.

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Biasin sicuro: «Dumfries? La mia sensazione è che vogliano fare come lo scorso anno in cui arrivò Zalewski. Su Frattesi…»

Inter, Biasin analizza: «Dumfries? La mia sensazione è che vogliano fare come lo scorso anno in cui arrivò Zalewski. Su Frattesi…»

Ospite de L’ascia raddoppia di Cronache di Spogliatoio, il giornalista Fabrizio Biasin ha analizzato le strategie dell’Inter in vista del mercato di gennaio. Le sue parole:

SUL MERCATO DELL’INTER – «Dumfries operato, rientro previsto per marzo inoltrato. La prima cosa che uno pensa è andare sul mercato. Non sono così convinto che al 100% arriverà un giocatore, io sono più convinto che non arrivi. La mia sensazione è che vogliano fare come lo scorso anno in cui arrivò Zalewski. Ora non stanno dicendo troviamo uno per forza. Ora non hai le risorse economiche e le possibilità per arrivare a quello che è il tuo obiettivo, magari per l’anno prossimo. Piuttosto che prendere un giocatore che ti resta lì e magri non entra a regime con gli altri, penso che anche Chivu stia pensando: sto lavorando da 4 mesi con Luis Henrique, c’è anche Diouf, rientra Darmian…

Anche l’idea che arriva un altro e passa davanti a tutti… Si è parlato tanto di Norton-Cuffy, ma l’idea che arrivi e riesca a fare subito quello che gli viene chiesto non è scontato. Non è così scontato che arrivi qualcuno, poi se c’è opportunità legata a una squadra che ti fa una proposta, allora magari la colgono. Ma in partenza no. il giocatore che vorrebbero tutti è Palestra, ma non si muove sicuramente a gennaio. Credo si andrà avanti così, a meno non ci siano opportunità».

FRATTESI? – «Siamo al punto dell’anno scorso peggiorato. Non ha migliorato la sua situazione, gioca meno e gioca anche meno bene. In estate pensava di avere più spazio, lui anche quando ha giocato non ha trovato l’incastro. Ci sono delle situazioni per cui certi matrimoni non funzionano. Non è impossibile che vada via, non è neanche così semplice. Il prezzo è alto e a gennaio non tutti hanno i soldi che chiede l’Inter. Più facile vada via quest’anno rispetto all’anno scorso, ma non è facile. La Juve vorrebbe un giocatore come Frattesi, l’Inter risponde Thuram e loro giustamente dicono di no»

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Milan, operazione riuscita alla caviglia per l’attaccante Gimenez! Svelati i tempi di recupero

Milan, operazione riuscita alla caviglia per l’attaccante rossonero Santiago Gimenez! Ecco i suoi tempi di recupero

Il Milan deve fare i conti con una pesante assenza nel reparto offensivo. Come comunicato ufficialmente dal club, Santiago Gimenez – centravanti messicano noto per istinto realizzativo e prestanza fisica – è stato sottoposto ieri a un intervento di pulizia artroscopica alla caviglia destra. L’operazione, eseguita ad Amsterdam dal professor Gino Kerkhoffs con il supporto dello staff medico rossonero, è perfettamente riuscita. Dopo una settimana di convalescenza in Olanda, l’attaccante rientrerà in Italia per iniziare il percorso riabilitativo.

Le parole di Massimiliano Allegri

Massimiliano Allegri, tornato sulla panchina del Milan per riportare equilibrio e competitività, ha commentato la situazione ai microfoni di SportMediaset poco prima della sfida contro il Napoli. Il tecnico ha confermato l’esito positivo dell’intervento, pur mantenendo prudenza sui tempi di recupero: trattandosi di una procedura minore, il club valuterà il rientro del giocatore in base alla risposta alle prime terapie.

Le strategie di Igli Tare per gennaio

L’assenza di Gimenez apre ora un dossier importante per Igli Tare, nuovo Direttore Sportivo rossonero. Conosciuto per fiuto nello scouting e gestione attenta del mercato, Tare dovrà stabilire se l’attuale rosa possa reggere l’urto o se sarà necessario intervenire nella sessione invernale. Nel frattempo, il peso dell’attacco ricadrà soprattutto su Rafael Leao, talento cristallino e riferimento tecnico della squadra, e su Christopher Nkunku, chiamato ad aumentare il proprio impatto offensivo.

Il percorso verso il rientro

Mentre il Milan prosegue la sua corsa in campionato, lo staff medico seguirà con attenzione l’evoluzione del recupero di Gimenez. L’obiettivo è riaverlo al massimo della forma nel minor tempo possibile. La coordinazione tra le scelte tecniche di Allegri e la programmazione di Tare sarà decisiva per superare questa fase delicata e mantenere la squadra competitiva su tutti i fronti.

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Pjanic svela: «Giocare allo Stadium non è mai facile, è uno stadio speciale, sempre difficile giocare ma vedo la Roma molto solida»

Pjanic non ha dubbi e rivela: «Giocare allo Stadium non è mai facile, sempre difficile giocare ma vedo la Roma molto solida…»

Miralem Pjanić, che in carriera ha vestito sia la maglia della Juventus sia quella della Roma, è intervenuto ai microfoni di Rete Sport alla vigilia del big match valido per la 16ª giornata di Serie A.

ROMA – «Quando sono andato via non è stato facile, ho amato e amo la Roma, poi ovviamente c’è la carriera e ci sono delle scelte che si fanno pensando che sia la strada giusta, ma ero legatissimo a tutti, alla tifoseria, alla squadra, alla gente che lavorava nel club e fu difficile lasciare la Roma».

PERCHE’ LA ROMA NON VINCEVA IN QUEGLI ANNI – «Nel primo anno fu tutto difficile, nuovo progetto americano, Luis Enrique e Sabatini che mi hanno portato. Negli anni successivi la squadra migliorava sempre di più, Walter ogni anno scovava giocatori fantastici, basta vedere che carriere hanno fatto. Tutti si chiedono perché non siamo riusciti a vincere, purtroppo la Juve era invincibile, aveva un gruppo di giocatori straordinari e di uomini ancor più straordinari, che non mollarono nulla, neanche un punto. È un peccato perché una Roma così avrebbe meritato dei titoli».

JUVE ROMA – «Giocare allo Stadium non è mai facile, è uno stadio speciale, sempre difficile giocare ma vedo la Roma molto solida, in forma in questo momento. È tutto possibile, i giallorossi hanno più certezze rispetto ai bianconeri. La Roma se la può giocare, la Juve non ha trovato ancora tutte le certezze, hanno preso un grande allenatore ma ancora non sono quadrati come vorrebbe. Giocare contro la Roma di Gasperini è difficilissimo, corre tantissimo, hanno la miglior difesa d’Europa».

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Allegri squalificato? Ecco cosa rischia il mister rossonero dopo la Supercoppa Italiana


Allegri verso la squalifica: il rapporto degli ispettori federali inchioda il tecnico rossonero

La semifinale di Supercoppa Italiana disputata a Riad continua a far discutere ben oltre il verdetto del campo. Se il successo per 2-0 ha premiato il Napoli di Antonio Conte, l’attenzione mediatica e disciplinare si è rapidamente spostata sul comportamento di Massimiliano Allegri, protagonista di una serata tutt’altro che tranquilla sulla panchina del Milan. La sconfitta rossonera, infatti, rischia ora di essere accompagnata da conseguenze pesanti per il tecnico livornese.

Durante il match, Allegri è apparso visibilmente nervoso, spesso al centro di proteste e tensioni con la panchina avversaria. Episodi che, inizialmente, sembravano destinati a rientrare nella normale foga agonistica di una semifinale. Tuttavia, nelle ore successive, lo scenario è cambiato radicalmente.

Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, a risultare decisivo non è stato il referto arbitrale – privo di segnalazioni particolarmente dettagliate – bensì il lavoro degli ispettori federali presenti a bordo campo. Gli inviati della FIGC hanno monitorato con attenzione ogni fase della gara, raccogliendo elementi che la terna arbitrale non avrebbe potuto percepire con chiarezza. Il risultato è un rapporto dettagliato che descrive offese personali ripetute attribuite proprio ad Allegri.

Il documento è già finito sul tavolo del procuratore federale Giuseppe Chiné, che lo sta valutando con attenzione. Le accuse contenute nel rapporto vengono definite circostanziate e gravi, tanto da rendere ormai molto probabile l’apertura di un procedimento disciplinare. Un quadro che, di fatto, conferma anche la dura presa di posizione del Napoli, che aveva pubblicato un comunicato ufficiale di condanna immediatamente dopo la gara.

Non si tratterebbe quindi di semplici proteste isolate, ma di un atteggiamento ritenuto reiterato e non conforme ai principi di correttezza sportiva. Per Allegri, già sotto pressione per il risultato negativo, si profila ora una possibile squalifica che aggraverebbe ulteriormente il bilancio della trasferta araba.

Il Milan rischia così di tornare in Italia non solo senza trofeo, ma anche con il proprio allenatore al centro dell’attenzione della giustizia sportiva. Le prossime decisioni del procuratore Chiné chiariranno l’entità della sanzione, ma per Allegri il momento resta delicato e carico di tensione.

Torino, Baroni in conferenza pre Sassuolo: «Evitare cali di tensione. In porta? Ecco chi gioca»

Baroni in conferenza stampa prima di Sassuolo Torino, ecco le dichiarazioni del tecnico verso la sfida di Serie A

Il conto alla rovescia sta per terminare. Domenica alle 15 il Torino diMarco Baroni farà tappa al Mapei Stadium, per affrontare il Sassuolo di Fabio Grosso. I neroverdi sono una delle rivelazioni di questo campionato e – forti dei già 21 punti conquistati – promettono di dare del filo da torcere ai granata. C’è poi un tabù da sfatare: il Torino non vince la partita prima dell’arrivo del Natale da ben 9 anni! All’epoca l’allenatore eraSinisa Mihajlovic, ora tocca a lui tornare a “scaldare” le feste. Ecco un passaggio del suo intervento:

La conferenza stampa di Marco Baroni verso Sassuolo Torino:

Coco e Masina non ci sono, giocherà Tameze? E in generale chi può essere un’alternativa, ad esempio Biraghi, in una linea a tre?
«Sì, Tameze sicuramente è in campo. Biraghi non è un’alternativa, è un giocatore che sta lavorando bene ed è importante. Lui e Dembele ci sono. Abbiamo riportato in lista Sazonov. Il ragazzo è sempre a disposizione. Era in uscita, ma porteremo anche lui»

Ilic può giocare come play davanti alla difesa? «Guardate Ilic è un giocatore molto bravo, il problema è solo di condizione fisica e mentale. Poi lui può ricoprire vari ruoli a centrocampo perché ha corsa e qualità, sa fare l’azione, la sa chiudere. E’ più un fattore legato alla sua presenza psico-fisico che non l’impiego nel ruolo»

Mister Baroni, cosa si aspetta di vedere contro il Sassuolo?

«Di giocare senza cali di tensione. A volte queste piccole disattenzioni, queste situazioni che ci hanno penalizzato. Bisogna giocare la partita dal primo all’ultimo minuto con presenza, dedizione, attenzione ed energia. E’ il passo definitivo che deve fare questa squadra».

Simeone ha i 90 minuti nelle gambe?

«Guarda Simeone è un giocatore fantastico, e io sono orgoglioso di allenarlo. Non ha ancora la condizione al 100% ma è normale. Sta lavorando per trovare la miglior condizione. Ha un’energia in allenamento che è incredibile, è disponibile e in quel ruolo ne ho quattro. Ci sono lui, Zapata, Adams, Ngonge e anche Njie, che è sempre pronto e sta lavorando bene, quindi è un’alternativa importante».

Buongiorno mister Baroni, Paleari in conferenza stampa dopo la Cremonese ha detto che vi siete dati delle regole, può parlarcene?

«Stare di più insieme, è una cosa che fa solo bene. E’ stato un input dato dal direttore e la squadra lo ha accolto bene. Ciò che ti serve in campo, lo costruisci fuori. Quello che ti serve in cam,po lo costruisci fuori. Quando ci sono regole, compattezza e unità fuori lo ritrovi anche in dal campo»

Dopo un calendario difficile a inizio stagione ora arriva un filotto di partite un po’ più abbordabili…

«E’ quello che vogliamo, ma nel campionato italiano non esistono gare facili. Pensiamo a noi, alla ricerca di questa identità che dobbiamo avere, in ogni prestazione. Dobbiamo affrontare questo: la continuità, la voglia, la compattezza. La crescita sta lì»

Mister Baroni, la difesa del Torino è in emergenza, ma si sapeva da tempo della Coppa d’Africa. Ci racconta come è andata? Aveva chiesto un difensore in più?

«No, guarda, noi abbiamo chiuso il mercato pensando di giocare con una difesa a quattro, poi abbiamo cambiato. Tenendo conto che La Coppa d’Africa è invasiva dal punto di vista numerica, ma avevamo le risorse interne per sopperire alle assenze»

Avete già intavolato dei discorsi di mercato con Petrachi?

«Guarda, il confronto con il direttore è quotidiano. Ma il mio ruolo è di stare attento alla squadra, all’oggi. E’ chiaro che nel confronto c’è anche un’analisi attenta, ma io sono concentrato solo sulla squadra ed affrontare gara dopo gara»

Ngonge è uno di quei giocatori che sta trovando meno spazio, potrebbe andare via?

«Ngonge è un ragazzo che intanto ha qualità, la qualità la vorrei sempre in campo. Predilige più lavorare sull’esterno, ma può ricoprire benissimo il ruolo di attaccante. Spetta a lui, deve togliere qualcosa e mettere dentro qualcos’altro al suo modo che aveva di lavorare. Ma io credo che con la sua partecipazione e il nostro lavoro, si può arricchire»

Domani gioca Paleari?

«Sì, in questo momento sì. Ma sempre con grande attenzione da parte mia e dello staff di lavorare su tutti e portare alla miglior condizione psico-fisica Franco (Israel, ndr). Ha partecipazione nel lavoro e con il compagno, quindi noi lo aspettiamo»

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Gasperini pre Juve Roma: «Noi siamo abbastanza ambiziosi. Su Dybala voglio pensare che…»


Gasperini presenta Juve-Roma: ambizione, crescita e una sfida chiave per la stagione

Alla vigilia di Juve-Roma, gara valida per la 16ª giornata di Serie A 2025/26, Gian Piero Gasperini è intervenuto in conferenza stampa analizzando il momento della Roma, le condizioni della squadra e il peso di una sfida che può dire molto sul prosieguo del campionato.

Il tecnico giallorosso ha iniziato facendo il punto sugli indisponibili, soffermandosi su Dovbyk: l’attaccante non è ancora al meglio, soprattutto nel gesto del tiro, anche se il recupero procede. Qualche dubbio anche su Hermoso, mentre il resto del gruppo è a disposizione.

Perché Gasperini ha scelto la Roma

Uno dei passaggi più significativi riguarda la scelta di allenare la Roma. «Ho scelto questa sfida perché era la più difficile», ha spiegato Gasperini, sottolineando come affrontare un progetto complesso e ambizioso rappresenti uno stimolo continuo. La Roma arriva alla gara forte di buone prestazioni recenti e con la voglia di misurarsi contro una Juventus solida e sempre competitiva.

Capitolo Dybala: l’argentino sarà valutato fino all’ultimo. Per Gasperini, le motivazioni non sono in discussione, ma tutto dipenderà dalla condizione fisica e dalla capacità di incidere ai massimi livelli.

Roma in crescita e consapevolezza

Il +4 in classifica sulla Juventus è un dato importante, ma Gasperini predica equilibrio. Dopo quindici giornate, la Roma ha mostrato solidità, compattezza e una crescita evidente sia sotto il profilo tecnico sia mentale. I pochi gol subiti restano un punto di forza, ma il tecnico ha evidenziato anche la continuità nella creazione di occasioni e nella fase offensiva.

Sulle voci di mercato, Gasperini è stato chiaro: nessuna distrazione. La concentrazione è tutta su Juve-Roma, una partita fondamentale per mantenere o aumentare il vantaggio sui bianconeri.

Infine, il rapporto con Spalletti e il valore storico della Juventus: affrontarla resta sempre un banco di prova decisivo. Per Gasperini, questa sfida rappresenta un parametro chiaro per capire quanto la Roma possa essere davvero competitiva ad alti livelli.

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Calciomercato Inter, Frattesi lascerà i nerazzurri? Il punto sulla situazione del centrocampista

Calciomercato Inter, Frattesi in bilico: la Juve studia l’affondo per gennaio

Il nome di Davide Frattesi continua a essere uno dei più caldi sull’asse Milano-Torino e il Calciomercato Inter potrebbe presto entrare in una fase decisiva. Il centrocampista della Nazionale italiana, dopo un avvio di stagione complicato, è finito progressivamente ai margini del progetto tecnico nerazzurro guidato da Cristian Chivu. Una situazione che non è passata inosservata alla Juventus, pronta a muoversi con decisione per rinforzare la mediana di Luciano Spalletti.

Secondo quanto riportato da Tuttosport, negli ultimi giorni si sarebbero aperti nuovi spiragli per una possibile uscita di Frattesi già nella sessione invernale. Un cambio di scenario significativo nel Calciomercato Inter, soprattutto considerando che fino a poche settimane fa il club nerazzurro sembrava intenzionato a trattenere il giocatore a ogni costo.

La formula che può sbloccare l’affare

Saltata definitivamente l’ipotesi di uno scambio con Khéphren Thuram, ritenuto incedibile dalla Juventus, l’Inter avrebbe ammorbidito la propria posizione. L’idea sul tavolo è quella di un prestito oneroso con obbligo di riscatto, legato al raggiungimento di determinate condizioni come presenze e risultati di squadra. Una formula che permetterebbe ai bianconeri di dilazionare l’investimento e allo stesso tempo garantire subito a Spalletti un centrocampista dinamico, capace di inserimenti e gol.

Dal punto di vista del Calciomercato Inter, questa soluzione consentirebbe di monetizzare un giocatore non più centrale nel progetto, evitando allo stesso tempo una cessione immediata a titolo definitivo a condizioni svantaggiose.

Le alternative della Juventus e il fattore Frattesi

La Juventus, comunque, non intende farsi trovare impreparata. Con il supporto di Giorgio Chiellini, la dirigenza bianconera monitora anche profili alternativi come Xaver Schlager, centrocampista austriaco di grande intensità, e Quinten Timber del Feyenoord, talento olandese capace di unire fisicità e qualità nel palleggio.

Nonostante ciò, la priorità resta Frattesi. Il suo malcontento e la situazione creatasi all’interno del Calciomercato Inter rappresentano l’assist ideale per la Juve, pronta ad affondare il colpo se le condizioni economiche diventeranno sostenibili.

Le prossime settimane saranno decisive: il futuro di Frattesi potrebbe diventare uno dei temi centrali del Calciomercato Inter e dell’intero mercato invernale.

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Calciomercato Roma, Mckennie occasione importante per la squadra giallorossa. La situazione non lascia dubbi


Calciomercato Roma, McKennie occasione a zero: giallorossi in corsa con il Milan

Il nome di Weston McKennie è destinato a diventare uno dei più discussi della prossima estate e il Calciomercato Roma osserva con grande attenzione. Il centrocampista statunitense della Juventus, protagonista di una stagione in costante crescita, si trova infatti al centro di una situazione contrattuale delicata che potrebbe aprire scenari molto interessanti per diversi club di Serie A.

Il contratto di McKennie con la Juventus scade il 30 giugno 2026, ma i colloqui per il rinnovo non hanno ancora prodotto risultati concreti. Lo stallo tra l’entourage del giocatore e la dirigenza bianconera sta alimentando l’interesse delle big italiane, pronte a sfruttare l’opportunità di un eventuale addio a parametro zero. Tra queste, oltre al Milan, si inserisce con decisione anche il Calciomercato Roma.

La Roma fiuta l’occasione

La dirigenza giallorossa monitora da tempo il profilo di McKennie, considerato ideale per rinforzare il centrocampo grazie alla sua fisicità, alla capacità di inserimento e alla duttilità tattica. Il centrocampista americano può infatti ricoprire più ruoli, dalla mezzala alla fascia destra, qualità molto apprezzate nell’ottica di costruzione di una rosa equilibrata e competitiva.

Per il Calciomercato Roma, l’eventuale arrivo di McKennie senza esborso per il cartellino rappresenterebbe un’operazione strategica, in linea con una politica sempre più attenta alla sostenibilità economica ma senza rinunciare alla qualità.

La concorrenza del Milan

Il Milan resta però un avversario temibile. Massimiliano Allegri spinge per riabbracciare un giocatore che conosce bene e che si adatterebbe perfettamente ai suoi principi tattici. La possibilità di giocare un ruolo centrale in un progetto ambizioso e di lottare subito per i vertici potrebbe pesare nella scelta finale del giocatore.

Nonostante ciò, il Calciomercato Roma non parte battuto. Il progetto tecnico giallorosso, il ruolo da protagonista promesso al giocatore e la centralità all’interno della squadra potrebbero rappresentare fattori decisivi.

I prossimi mesi saranno cruciali: se la Juventus non riuscirà a chiudere il rinnovo, il nome di McKennie diventerà uno dei più caldi del Calciomercato Roma, con un vero e proprio derby italiano pronto ad accendersi.

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Calciomercato Fiorentina, Dodò possibile partente in vista del mercato di gennaio? La situazione non lascia alcun dubbio


Calciomercato Fiorentina: Dodò possibile uomo mercato, l’Inter osserva per la fascia destra

Il calciomercato Fiorentina potrebbe intrecciarsi in modo diretto con le strategie dell’Inter, alla ricerca di rinforzi sulla corsia destra. Per i nerazzurri, infatti, la priorità della sessione invernale è individuare un profilo affidabile che possa garantire copertura immediata sulla fascia, ruolo considerato scoperto nella rosa a disposizione di Cristian Chivu. La dirigenza interista, con Marotta e Ausilio in prima linea, sta valutando diversi nomi, ma uno dei più interessanti arriva proprio da Firenze.

Il primo obiettivo dell’Inter resta Marco Palestra, giovane talento di proprietà dell’Atalanta attualmente in prestito al Cagliari. Tuttavia, i costi elevati e la concorrenza rendono l’operazione complicata. In caso di fumata nera, le alternative diventano fondamentali e qui entra in gioco il calciomercato Fiorentina.

Secondo quanto riportato da Tuttosport, Dodò sarebbe considerato in uscita dal club viola. Il terzino brasiliano rappresenta un profilo esperto, già abituato ai ritmi della Serie A e pronto all’uso. Una sua eventuale cessione permetterebbe alla Fiorentina di riorganizzare la rosa e allo stesso tempo offrirebbe all’Inter una soluzione immediata per le proprie esigenze tattiche.

Le altre piste sul tavolo dell’Inter

Restano vive anche altre opzioni. Idrissa Touré, centrocampista del Pisa capace di adattarsi a tutta fascia, è un nome monitorato grazie agli ottimi rapporti tra i due club. Più complesse, invece, le trattative per Brooke Norton-Cuffy del Genoa, su cui pesa la forte concorrenza di Napoli e squadre di Premier League, e per Rafik Belghali dell’Hellas Verona, la cui partecipazione alla Coppa d’Africa ne limiterebbe la disponibilità.

Valincic, pista congelata

Infine, si raffredda momentaneamente la candidatura di Moris Valincic della Dinamo Zagabria. L’Inter stava valutando un’operazione in prospettiva estiva, ma un recente infortunio ha bloccato ogni discorso. L’agente del giocatore ha confermato che una frattura da stress ha rallentato l’interesse di diversi club italiani.

In questo scenario, il calciomercato Fiorentina resta da monitorare: il futuro di Dodò potrebbe diventare una delle chiavi più interessanti della sessione invernale.

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Calciomercato Juve, Brozovic decide il suo futuro? I bianconeri provano il pressing sul centrocampista


Calciomercato Juve: Brozovic decide il suo futuro, la posizione dei bianconeri

Il futuro di Marcelo Brozovic torna al centro delle voci di mercato e potrebbe intrecciarsi, almeno a livello di suggestione, con il Calciomercato Juve. L’esperienza del centrocampista croato in Saudi Pro League sembra infatti avviata verso la conclusione: Brozovic avrebbe deciso di non rinnovare il contratto con l’Al Nassr, in scadenza nel giugno 2026, rinunciando così alle ricchissime offerte provenienti dall’Arabia Saudita.

Secondo quanto riportato da Nicolò Schira, il giocatore avrebbe già comunicato al club la volontà di chiudere il proprio ciclo in Medio Oriente per tentare un ultimo ritorno nel calcio europeo. Una scelta dettata non solo da motivi sportivi, ma anche dal desiderio di confrontarsi nuovamente con campionati più competitivi.

Obiettivo Europa e nuova sfida

Dopo aver accumulato ingaggi importanti, Brozovic sente di avere ancora molto da dare sul piano tecnico. A 33 anni, il croato si considera integro fisicamente e pronto a guidare il centrocampo con la sua consueta visione di gioco, l’intelligenza tattica e una capacità di corsa che lo hanno reso uno dei migliori interpreti del ruolo negli ultimi anni.

Questa decisione ha inevitabilmente riacceso l’attenzione del Calciomercato Juve, soprattutto per il legame tra Brozovic e Luciano Spalletti. L’attuale tecnico bianconero fu decisivo nella trasformazione del croato ai tempi dell’Inter, reinventandolo davanti alla difesa e valorizzandone al massimo le qualità. Un rapporto professionale solido che alimenta le voci su un possibile ricongiungimento a Torino.

La strategia del Calciomercato Juve

Nonostante la suggestione, la Juventus sembra avere idee diverse. La dirigenza bianconera, almeno per ora, è orientata verso profili più giovani e sostenibili dal punto di vista economico, in linea con il nuovo corso societario. Per la sessione di mercato, il club starebbe valutando alternative con ingaggi più contenuti e maggiore prospettiva futura.

La pista Brozovic-Juve resta quindi sullo sfondo del Calciomercato Juve: affascinante, ma priva al momento di conferme concrete su una vera trattativa.

Maresca ritorna in Italia? Molti club di Serie A valutano, ma il tecnico ha le idee molto chiare su questo


Maresca, futuro lontano dalla Serie A: il tecnico del Chelsea spegne le voci su Juve e Manchester City

Il futuro di Enzo Maresca continua a far discutere, ma il diretto interessato ha deciso di mettere un punto fermo alle indiscrezioni. Negli ultimi giorni, il nome dell’attuale allenatore del Chelsea è stato accostato con insistenza a due panchine di primissimo livello: quella della Juventus, in ottica Serie A, e quella del Manchester City, come possibile erede di Guardiola. Rumors che hanno trovato ampia eco sia in Inghilterra sia in Italia, ma che Maresca ha prontamente smentito.

Alla vigilia della sfida di Premier League contro il Newcastle, il tecnico italiano è intervenuto in conferenza stampa per chiarire la sua posizione, ribadendo la totale concentrazione sul progetto Chelsea e allontanando qualsiasi ipotesi di ritorno in Serie A nel breve periodo.

Maresca: “Solo speculazioni, penso esclusivamente al Chelsea”

Le parole di Maresca sono state nette e senza spazio a interpretazioni:
«So che si tratta al 100% di speculazioni e non ho tempo da perdere con queste voci. Ho un contratto fino al 2029 e il mio unico focus è il Chelsea. Sono orgoglioso di allenare questo club».

Il tecnico ha poi fatto riferimento anche alle voci provenienti dall’Italia: «Una settimana fa è successa la stessa cosa con la Juventus. Non ci ho fatto caso, sono solo speculazioni». Una dichiarazione che raffredda l’interesse dei bianconeri e allontana, almeno per ora, un possibile ritorno di Maresca in Serie A.

Progetto a lungo termine e risultati concreti

Interrogato sulla sua permanenza a Londra anche nella prossima stagione, Maresca ha risposto senza esitazioni: «Assolutamente sì». L’allenatore ha poi rivendicato il lavoro svolto nei suoi primi 18 mesi alla guida dei Blues, sottolineando i progressi della squadra e i risultati ottenuti: «Abbiamo raggiunto la terza semifinale in un anno e mezzo. La scorsa stagione è stata positiva, con trofei e il quarto posto in campionato. Ora vogliamo migliorare ulteriormente».

Il messaggio è chiaro: Maresca guarda avanti, il Chelsea rappresenta il presente e il futuro, mentre la Serie A e la Juventus restano, almeno per ora, solo suggestioni di mercato.

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Calciomercato Cagliari, si accende il duello con un club di Serie A: ecco la suggestione che infiamma la piazza rossoblù

Calciomercato Cagliari, duello aperto con un’altra squadra di Serie A: la suggestione che accende l’entusiasmo dei tifosi rossoblù

Il calciomercato invernale non è ancora ufficialmente iniziato, ma le manovre sono già in pieno fermento. Come riportato da L’Unione Sarda, in casa Cagliari circola una voce che ha immediatamente acceso l’entusiasmo dei tifosi: Edin Dzeko potrebbe sbarcare in Sardegna.

Cagliari, il sogno Dzeko per un 2026 da protagonisti

La piazza rossoblù sogna in grande e l’arrivo di un campione internazionale sarebbe la scintilla ideale per un salto di qualità definitivo. Anche perché l’attacco di Fabio Pisacane è in piena emergenza: l’infortunio di Andrea Belotti ha stravolto i piani e il rischio è di non rivederlo in campo fino alle ultime giornate della stagione.

Con Borrelli ai box per la sfida contro il Pisa e Pavoletti chiamato agli straordinari, le difficoltà di ambientamento di Semih Kiliçsoy spingono la dirigenza a cercare un rinforzo esperto, affidabile e subito pronto.

Dzeko, addio alla Fiorentina e nuova occasione in Serie A?

A Firenze, il rapporto tra Dzeko e la Fiorentina sembra ormai ai titoli di coda. Il bosniaco, 39 anni e una classe che non accenna a spegnersi, non è mai riuscito a integrarsi nel sistema di Paolo Vanoli, trovando sempre meno spazio.

Il suo futuro, però, resta apertissimo. Oltre al Cagliari, anche il Genoa è fortemente interessato: sulla panchina del Grifone c’è Daniele De Rossi, amico fraterno del centravanti dai tempi della Roma. Ma l’inserimento dei rossoblù potrebbe cambiare lo scenario, offrendo a Dzeko un ruolo centrale e una piazza pronta a eleggerlo leader tecnico e carismatico.

Il mercato non è ancora iniziato, ma la corsa a Dzeko è già partita.

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Mercato Inter, per la fascia destra emerge anche l’opzione Dodò: possibile assist in arrivo da Firenze

Mercato Inter, caccia al nuovo esterno: tra i nomi spunta anche Dodô. Possibile occasione in arrivo direttamente da Firenze

L’Inter ha un obiettivo chiaro per il mercato di gennaio: tappare il buco sulla fascia destra. La dirigenza di Viale della Liberazione, con Beppe Marotta e Piero Ausilio al timone, sta passando al setaccio ogni opportunità per consegnare a Cristian Chivu un rinforzo immediato. Il profilo preferito resta Marco Palestra, talento dell’Atalanta in prestito al Cagliari. Il classe 2005 è considerato il candidato ideale, ma i costi dell’operazione rendono la trattativa tutt’altro che semplice. Ecco perché il club ha già pronte diverse alternative.

Dalla Fiorentina può arrivare un aiuto inatteso

Come riportato da Tuttosport, un’opportunità potrebbe nascere da Firenze: Dodô è in uscita dalla Fiorentina e rappresenta un profilo già formato, pronto a inserirsi subito nei meccanismi nerazzurri. Una soluzione pratica e immediata.

Sul taccuino resta anche Idrissa Touré del Pisa, centrocampista fisico e duttile capace di coprire tutta la fascia. I rapporti eccellenti tra i due club rendono questa pista particolarmente agevole.

Le piste più complicate: Norton-Cuffy e Belghali

Molto più complessi gli altri obiettivi. Brooke Norton-Cuffy del Genoa è un nome gradito, ma la concorrenza di Napoli e Premier League è forte. Inoltre, il fatto che condivida la stessa agenzia di Luis Henrique potrebbe creare incastri scomodi nelle strategie dell’Inter.

Diverso il caso di Rafik Belghali dell’Hellas Verona: il giocatore piace, ma la sua convocazione per la Coppa d’Africa lo renderebbe indisponibile proprio nel periodo in cui Chivu ha più bisogno di rinforzi.

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McKennie Juve, futuro in bilico: senza rinnovo si aprono questi scenari! Ecco le ultime sul centrocampista texano

McKennie Juve, il futuro è ancora da scrivere: senza rinnovo di contratto si aprono 5 scenari! Le ultimissime sul texano

Il futuro di Weston McKennie è diventato uno dei dossier più urgenti e delicati sulla scrivania della Juventus. Il centrocampista statunitense, classe 1998, trasformato da Luciano Spalletti in un jolly totale grazie alla sua duttilità, alla forza negli inserimenti e alla generosità in campo, è oggi un ingranaggio imprescindibile. Capace di muoversi con naturalezza sia in mezzo al campo sia sulla fascia destra, il texano rappresenta un equilibrio tattico che pochi altri in rosa possono garantire. Ma c’è un problema che pesa come un macigno: il suo contratto scade il 30 giugno.

McKennie–Juve: le big italiane osservano

L’amministratore delegato Damien Comolli, affiancato da Giorgio Chiellini, deve prendere una decisione rapida: rinnovare o rischiare di perderlo. E il mercato, nel frattempo, non resta a guardare. Come riportato da Tuttosport, alcune squadre della MLS stanno provando a riportarlo negli Stati Uniti già a gennaio, ma l’ipotesi è considerata impraticabile: McKennie è troppo importante per la Juve in questa fase.

Molto più insidiose, invece, sono le mosse che arrivano dall’Europa. Il suo entourage sta sondando la Premier League, ma il vero pericolo per la Juventus è un altro: un addio a parametro zero restando in Serie A. Se il rinnovo non dovesse arrivare, Milan e Roma sono pronte a fiondarsi sull’occasione, attratte dalla possibilità di prendere un titolare di livello internazionale senza pagare il cartellino.

Per Comolli il tempo stringe: perdere McKennie gratis e, peggio ancora, rinforzare una diretta concorrente sarebbe un errore pesantissimo.

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Calciomercato Milan: pronto un clamoroso ritorno per la difesa. L’idea prende forza, Allegri spinge. E sul contratto…

Calciomercato Milan, spunta l’ipotesi Thiago Silva: il veterano potrebbe diventare il pilastro per raddrizzare la difesa rossonera

La pesante sconfitta di Riad contro il Napoli ha lasciato un messaggio inequivocabile: al Milan manca leadership, personalità e una vera alternativa affidabile in difesa. Come sottolineato da Pietro Mazzara, la scelta di puntare su Koni De Winter come unico sostituto dei titolari si sta rivelando insufficiente, trasformando l’investimento post-Thiaw in un errore che la dirigenza dovrà necessariamente correggere già a gennaio.

Il fattore Allegri: “Max lo sente spesso”

In questo contesto di piena emergenza, un nome ha ripreso a circolare con forza nei corridoi dell’Al-Awwal Stadium: quello di Thiago Silva. Non si tratta di una semplice suggestione nostalgica, ma di una richiesta precisa di Massimiliano Allegri.

  • Leadership immediata: il tecnico vuole un difensore capace di alzare subito il livello tecnico e mentale del reparto.
  • Sintonia totale: Allegri e Thiago sono rimasti in contatto negli anni, e il mister è convinto che il brasiliano potrebbe inserirsi nei meccanismi rossoneri dal primo giorno.

I dettagli dell’operazione: un ponte verso il Mondiale

L’eventuale ritorno del centrale brasiliano poggia su basi economiche e motivazionali molto chiare, che rendono l’operazione conveniente per tutti.

  • Contratto leggero: si valuta un accordo di sei mesi con ingaggio contenuto, così da non gravare sul bilancio.
  • Obiettivo Mondiale 2026: svincolato dopo l’addio al Fluminense, Thiago Silva cerca una vetrina di alto livello per presentarsi al meglio alla sua ultima Coppa del Mondo. Al Milan avrebbe minuti, responsabilità e la possibilità di alternarsi con Gabbia o inserirsi in una difesa a tre.

La sensazione è che tra il Milan e Thiago Silva il legame non si sia mai davvero spezzato. Ora resta da capire se la dirigenza deciderà di accontentare Allegri e riportare a casa il più affidabile dei “vecchi maestri”.

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Genoa, testa all’Atalanta: buone notizie per De Rossi. Il punto sull’infermeria del Grifone in vista della partita contro la Dea

Genoa, De Rossi recupera Ostigard per la sfida contro l’Atalanta. Restano ai box Cornet e Gronbaek. Il punto sull’infermeria del Grifone

Il Genoa si prepara ad affrontare la prossima sfida di campionato contro l’Atalanta con un bollettino medico che porta notizie contrastanti. La prima buona notizia riguarda Leo Ostigard, che dopo un periodo di assenza per infortunio torna finalmente disponibile. Come riportato da Tuttosport, il difensore norvegese rientrerà oggi in gruppo e sarà pienamente abile e arruolabile per la gara di domenica, offrendo a mister De Rossi nuove soluzioni per la retroguardia. Il tecnico rossoblù dovrà ora decidere chi affiancherà Ostigard nella linea difensiva: la scelta sarà tra Marcandalli e Otoa, con l’obiettivo di completare un trio difensivo solido e affidabile.

Sul fronte opposto, però, il Genoa dovrà fare i conti con alcune assenze importanti. Cornet e Gronbaek sono costretti a dare forfait a causa di problemi muscolari, che li terranno fuori almeno per la prossima partita. A loro si aggiungono altri giocatori già indisponibili come Messias, Cuenca e Siegrist, riducendo le opzioni a disposizione di De Rossi e complicando la gestione della formazione titolare. La situazione richiede quindi grande attenzione nella gestione delle risorse, soprattutto considerando l’importanza della partita contro l’Atalanta e la necessità di non compromettere la continuità dei risultati.

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Nonostante le assenze, il Genoa può guardare con fiducia al ritorno di Ostigard, la cui presenza in campo rappresenta un rinforzo fondamentale per la stabilità difensiva. Il rientro del centrale norvegese non solo rafforza la retroguardia, ma offre anche maggiori possibilità di alternanza e gestione del minutaggio dei difensori, particolarmente utile in una stagione intensa come quella attuale.

Il tecnico del Genoa dovrà quindi valutare attentamente le condizioni dei giocatori ancora infortunati e impostare la formazione in modo da garantire equilibrio tra difesa e attacco. La scelta tra Marcandalli e Otoa sarà cruciale per determinare la solidità del reparto difensivo, mentre l’assenza di Cornet e Gronbaek obbligherà a rivedere le alternative offensive e di centrocampo.

In vista della sfida contro l’Atalanta, il Genoa punta quindi a sfruttare al massimo le risorse disponibili, confidando nel recupero di Ostigard e nella capacità del gruppo di adattarsi alle assenze. La gestione oculata degli uomini sarà fondamentale per ottenere un risultato positivo e mantenere stabilità e fiducia nella squadra, preparando al meglio le prossime sfide di campionato.

Moviola Napoli Milan, Zufferli bocciato: gli errori commessi dal direttore di gara nella semifinale di Supercoppa

Moviola Napoli Milan, Zufferli non ha diretto bene la partita di Riad. Ecco i voti dei quotidiani italiani all’arbitro di Udine

La semifinale di Supercoppa Italiana tra Napoli e Milan a Riad ha lasciato il segno non solo per il risultato sul campo, ma anche per le numerose polemiche legate all’arbitraggio. La moviola di Napoli Milan è diventata subito il tema dominante, con il fischietto Luca Zufferli della sezione di Udine al centro delle critiche per la gestione di alcuni episodi chiave. La Gazzetta dello Sport gli ha assegnato un voto di 5, definendo la sua prestazione “ondivaga” e poco incisiva nei momenti decisivi, mentre il Corriere dello Sport ha addirittura dato 4,5, sottolineando un metro di giudizio incoerente.

Il caso più discusso riguarda l’episodio al 55′, quando Mike Maignan, dopo aver respinto un tiro di Rrahmani, ha colpito Matteo Politano con una manata al volto. La moviola di Napoli Milan mostra chiaramente il gesto, che a molti è apparso come un fallo di reazione netto. Tuttavia, dopo l’intervento del VAR, gli arbitri hanno deciso di non estrarre il cartellino rosso: secondo la Rosea, “il gesto è stato compiuto nel tentativo di liberarsi e non per colpire intenzionalmente”. Nonostante ciò, molti esperti ritengono che Maignan avrebbe dovuto essere espulso, lasciando il Milan in dieci e cambiando potenzialmente l’andamento della partita.

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Le polemiche non si sono fermate qui. Zufferli è stato criticato anche per la gestione dei falli, soprattutto quelli commessi da Adrien Rabiot. Nei primi minuti, il centrocampista francese ha commesso un intervento su Politano senza ricevere alcuna ammonizione. Solo al 37′ è stato sanzionato per un fallo su Di Lorenzo, provocando le proteste della panchina del Napoli e l’ira di Antonio Conte. La moviola di Napoli Milan evidenzia come alcune decisioni siano state contraddittorie e abbiano influito sulla percezione di equità della direzione di gara.

In generale, l’arbitraggio di Zufferli è stato definito troppo permissivo in avvio e solo parzialmente corretto grazie all’intervento del VAR, che ha evitato decisioni più clamorose. Nonostante il Napoli sia rimasto in partita con tutti i giocatori, la discussione sulla moviola di Napoli Milan resta centrale tra tifosi e addetti ai lavori, alimentando un dibattito sulla coerenza dei criteri applicati in situazioni simili.

In definitiva, oltre al successo del Napoli per 2-0, la semifinale di Supercoppa sarà ricordata per le polemiche arbitrali, con la moviola di Napoli Milan che continuerà a far discutere nelle prossime settimane, soprattutto per il confronto con episodi simili avvenuti in altre partite recenti. La partita ha messo in luce come la tecnologia VAR, pur utile, non possa eliminare completamente le discussioni sulle interpretazioni soggettive degli episodi più delicati.

Napoli-Parma biglietti: vendita libera al via oggi

In questo momento il Napoli è impegnato in Supercoppa Italiana: ieri la formazione di Conte ha vinto 2-0 contro il Milan e si è guadagnata la finale del torneo. Sono ben pochi i tifosi che hanno seguito la squadra in Arabia, ma nelle prossime settimane potranno farlo direttamente allo stadio Maradona.

Nel calendario Serie A 2025-26 gli azzurri salteranno una sfida, proprio per via della Supercoppa, che verrà recuperata mercoledì 14 gennaio 2026: si tratta di Napoli-Parma, i cui biglietti in vendita libera escono proprio oggi venerdì 19 dicembre. Ecco tutti i dettagli.

I biglietti di Napoli-Parma sono su Ticketone

Napoli-Parma biglietti: modalità di acquisto e prezzi

La fase di vendita libera avrà inizio alle ore 12:00 di giovedì 18 Dicembre 2025 e terminerà ad esaurimento posti (ovvero, in ogni caso, al fischio di inizio della Partita). Ogni tifoso potrà acquistare fino ad un massimo di 4 biglietti sul sito di Ticketone. Ecco i prezzi:

  • CURVE INFERIORI € 25
  • CURVE SUPERIORI € 40
  • DISTINTI INFERIORI € 55
  • DISTINTI SUPERIORI € 65
  • DISTINTI SUPERIORI PREMIUM € 75
  • TRIBUNA NISIDA € 85
  • TRIBUNA POSILLIPO € 105
  • TRIBUNA POSILLIPO PREMIUM € 120

Le informazioni generali per assistere alla partita

L’accesso allo Stadio dovrà avvenire in maniera ordinata, nel rispetto delle istruzioni impartite dalla SSC Napoli tramite il proprio personale, al fine di evitare assembramenti. Al termine della gara, al fine di non creare assembramenti, il deflusso sarà contingentato e regolato dal personale di sicurezza. Pertanto, si invita il pubblico a restare al proprio posto ed attendere le indicazioni degli steward per l’uscita.

La non osservanza dei protocolli può comportare sanzioni da parte delle autorità competenti. La titolarità di un titolo di accesso allo Stadio Maradona comporta automaticamente l’accettazione del Regolamento d’uso dello Stadio e del Codice di regolamentazione della cessione dei titoli di accesso alle manifestazioni calcistiche della S.S.C. Napoli S.p.A. (‘Codice di Condotta’), entrambi consultabili sul sito ufficiale sscnapoli.it.

Il Codice di Condotta contempla tutte le condotte ritenute rilevanti ai fini dell’applicazione di eventuali sanzioni da parte della SSC Napoli, le varie tipologie di sanzioni nonché le relative procedure di applicazione.

La SSC Napoli ricorda ai propri tifosi di prendere visione e di attenersi scrupolosamente alle prescrizioni del Codice di Condotta e del Regolamento d’uso dello Stadio. Lo Stadio Maradona è dotato di un sistema di videosorveglianza all’avanguardia in grado di indentificare gli autori delle violazioni del Regolamento d’uso dello Stadio e del Codice di Condotta.

La SSC Napoli condanna qualunque comportamento violento, anche verbale, e ogni condotta che direttamente o indirettamente comporti offesa, denigrazione o insulto per motivi di razza, colore, religione, lingua, sesso, nazionalità, origine etnica ovvero configuri propaganda ideologica vietata dalla legge o comunque inneggiante a comportamenti discriminatori o, più in generale, che la SSC Napoli ritenga non rappresentativi della propria tradizione e della propria identità sportiva.

Boniek: «Napoli, Milan ed Inter sono più attrezzate per lo Scudetto. Juve Roma? Sognare è lecito, ma…»

Boniek in un’intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’ ha parlato della lotta Scudetto soffermandosi anche sulla sfida fra Juventus e Roma

Intervenuto in un’intervista a La Gazzetta dello Sport, Zbigniew Boniek ha parlato della Serie A facendo un breve punto anche su Juventus e Roma.

JUVE E ROMA OLTRE IL QUARTO POSTO – «Sognare non è mai vietato e non costa neanche niente. Soprattutto dalle parti di Roma, dove le meraviglie succedono ogni trenta anni… Ma dobbiamo anche essere realisti, le altre sembrano più attrezzate, parlo di Napoli, Milan e Inter. Insomma, lo scudetto per la Roma sarebbe un miracolo, la Juventus invece ha giocatori forti, ma non dei campioni. L’importante però è lottare, poi magari puoi arrivare secondo o terzo. O anche quarto, il che vale la Champions. In generale, però, non bisogna mai lasciare niente per strada. Hanno tre competizioni, le grandi squadre puntano a far bene ovunque».

RICORDI JUVE – «Tante cose, ad iniziare dai ricordi e dalle vittorie. Mi dispiace solo che qualcuno a Torino mi veda sempre come un “nemico”. La stella tolta? Ne ho parlato già tante volte. In quei tre anni ho dato tutto quello che potevo alla Juventus e penso di aver lasciato qualcosa di importante. Ma, soprattutto, non ho mai detto niente di offensivo sui bianconeri».

DYBALA E SOULE‘ – «Soulé sta diventano fondamentale, anche se deve allargare la gamma delle sue giocate. Ma ha un sinistro importante. La qualità di Dybala invece non si discute, però bisogna sempre vedere come sta. La cosa sorprendente è che la Roma è lassù, a tre punti dalla vetta, senza aver potuto contare quasi mai sul suo giocatore più forte. Se possono giocare insieme? Certo che sì, i giocatori forti possono sempre convivere. È chiaro che per vederli insieme bisogna anche preoccuparsi della fase difensiva, bisogna partecipare anche a quella». LEGGI LE DICHIARAZIONI COMPLETE SU JUVENEWS24.COM

Mainoo Napoli, il giocatore ha dato l’ok al trasferimento alla corte di Conte: cosa manca per chiudere l’affare

Mainoo Napoli, il giocatore è disposto a trasferirsi in Italia a gennaio. Si attende l’ok per l’indice di liquidità per chiudere l’affare. Le ultime

Mainoo Napoli sembra destinato a diventare uno dei temi caldi del mercato invernale per la società partenopea. Giovanni Manna, direttore sportivo del Napoli, lavora da tempo per individuare rinforzi mirati a centrocampo, reparto che, al momento, presenta lacune evidenti soprattutto in termini di quantità e profondità. Nelle sue recenti interviste, Manna non si è sbilanciato sui nomi, ma è chiaro che l’obiettivo principale dei partenopei rimane Kobbie Mainoo, giovane centrocampista attualmente in forza al Manchester United.

Il Napoli, in vista della sessione di calciomercato, valuta attentamente la situazione della mediana. Con diversi giocatori attualmente indisponibili — tra cui Romelu Lukaku, ufficialmente recuperato ma non ancora pronto a scendere in campo — la necessità di inserire almeno un elemento di qualità è diventata prioritaria. Mainoo rappresenterebbe il profilo ideale per rinforzare il centrocampo della squadra guidata da Spalletti, grazie alla sua versatilità e al dinamismo che può offrire sia in fase di costruzione sia nella copertura delle zone centrali.

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, il giovane talento del Manchester United avrebbe già dato il suo consenso al trasferimento in Serie A: il famoso binomio Mainoo Napoli potrebbe quindi concretizzarsi molto presto. Mainoo è consapevole delle potenzialità della piazza partenopea: come successo in passato con giocatori come McTominay e Hojlund, Napoli può rappresentare l’ambiente ideale per rilanciarsi, accumulare esperienza e crescere sia a livello tecnico sia mentale.

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Nonostante il via libera del giocatore, il percorso verso l’ufficialità dell’operazione presenta ancora ostacoli. La prima difficoltà riguarda la posizione del Manchester United, che al momento appare ferma e poco incline a facilitare la cessione. A questo si aggiunge la concorrenza di altri club europei interessati al centrocampista, fattore che potrebbe complicare le trattative. Inoltre, il Napoli resta in attesa di novità legate all’indice di liquidità, parametro fondamentale per concretizzare eventuali operazioni importanti senza compromettere la stabilità economica del club.

Mainoo Napoli resta dunque un’operazione in evoluzione, seguita con attenzione dai tifosi e dal club. La società partenopea, conscia dell’importanza di rinforzare la mediana, continuerà a monitorare la situazione da vicino, cercando di accelerare i tempi appena possibile. L’arrivo di Mainoo potrebbe rappresentare un tassello fondamentale per dare più equilibrio, qualità e freschezza alla squadra in vista della seconda parte di stagione, consolidando le ambizioni europee e rafforzando la competitività dei campani.

Fiorentina, prosegue la caccia al ds: la scelta finale spetterà a Commisso. Sono tre i nomi in pole position per questo ruolo

Fiorentina, Commisso dovrà ragionare sulla possibilità di un ds. I nomi sono quelli di Vagnati, Sabatini oltre naturalmente a Giuntoli. Le ultime

La Fiorentina si prepara ad affrontare la prossima finestra di calciomercato con l’obiettivo di rinforzare la rosa e costruire un gruppo in grado di centrare la salvezza. L’attuale classifica impone interventi mirati, sia per consolidare i reparti più fragili sia per dare maggiore profondità a una squadra che, fino a questo momento, ha faticato a trovare continuità. Le scelte di gennaio saranno quindi decisive per delineare il futuro immediato dei viola, a prescindere da chi siederà sulla panchina, Vanoli o altro, nelle prossime settimane.

Oltre alle operazioni sul campo, c’è un interrogativo importante che riguarda l’organizzazione dirigenziale della Fiorentina. La società sta valutando se introdurre una nuova figura all’interno dello staff, una scelta che potrebbe avere un impatto significativo anche sul calciomercato. L’idea è quella di inserire un profilo tecnico che possa affiancare il direttore sportivo Goretti, lavorando a stretto contatto con lui per programmare in maniera più efficace le mosse sul mercato.

Diversi nomi circolano in questo contesto. Tra i papabili ci sono Cristiano Giuntoli, ex ds del Napoli, e Walter Sabatini, noto per la sua esperienza nella costruzione di rose competitive. Un’altra candidatura è quella di Davide Vagnati, recentemente libero dopo l’esperienza al Torino. Tutti e tre i profili hanno esperienza consolidata, ma ciascuno presenta criticità da valutare prima di poter concretizzare un accordo. La scelta della nuova figura dirigenziale della Fiorentina non sarà dunque immediata e richiederà approfondimenti e valutazioni dettagliate.

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Il compito della società sarà bilanciare esigenze immediate e prospettive future. L’obiettivo primario è garantire che la squadra possa mantenere la categoria, ma è altrettanto importante creare basi solide per i prossimi anni. Un rinforzo nello staff tecnico potrebbe accelerare il processo decisionale, consentendo di individuare giocatori funzionali alla rosa e pronti a fare la differenza.

In questo scenario, il calciomercato della Fiorentina diventa più di una semplice finestra di acquisti e cessioni: rappresenta una possibilità per imprimere una direzione chiara alla stagione e per costruire una squadra più competitiva e strutturata. La capacità del club di muoversi in modo tempestivo e intelligente sarà fondamentale per consolidare la posizione dei viola in classifica e per gettare le basi per un progetto duraturo.

In definitiva, il mercato e la riorganizzazione dirigenziale si intrecciano. La Fiorentina dovrà fare scelte oculate, combinando visione tecnica e strategia, per dare una risposta concreta alle sfide che il campionato e la gestione interna pongono davanti. Il 2026 sarà un anno di decisioni decisive per i viola, dentro e fuori dal campo.

Atalanta, Palladino ha cambiato il rendimento in casa: ora il tecnico della Dea deve arrivare ad un’altra svolta

Atalanta, la nuova era Palladino è iniziata sicuramente nel migliore dei modi. Ora c’è la necessità di cambiare passo anche in trasferta

Il 2025 dell’Atalanta si chiude con un segnale chiaro e incoraggiante: la Dea ha finalmente ritrovato il feeling con il proprio stadio. Dopo diverse stagioni in cui il fattore campo non aveva rappresentato un vero valore aggiunto, l’arrivo di Raffaele Palladino in panchina ha completamente cambiato la tendenza. Il Gewiss Stadium, oggi ribattezzato New Balance Arena, è tornato a essere un punto di forza, come dimostrano i numeri delle prime settimane del nuovo corso.

Con Palladino alla guida, l’Atalanta ha ottenuto quattro vittorie su quattro nelle gare casalinghe, senza concedere pareggi né sconfitte. Un rendimento impeccabile, impreziosito da successi contro avversari di primo piano, tra cui spicca quello contro il Chelsea campione del mondo. Dati che non solo sorprendono, ma che risultano addirittura superiori a quelli fatti registrare in passato da allenatori come Gian Piero Gasperini e Ivan Juric, entrambi andati spesso in difficoltà tra le mura amiche.

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Nel 2025, Gasperini aveva raccolto soltanto tre vittorie interne in sei mesi, con sei pareggi e cinque sconfitte. Juric, subentrato in estate, aveva migliorato solo in parte il bilancio, chiudendo con due successi, cinque pari e una sconfitta. Palladino, invece, ha impiegato appena un mese per superare entrambi, dando all’Atalanta un’identità più solida e convincente in casa.

Il dato è significativo anche dal punto di vista storico. Negli anni, lo stadio nerazzurro ha cambiato più volte nome — Brumana, Comunale, Atleti Azzurri d’Italia, Gewiss Stadium, fino all’attuale New Balance Arena — ma raramente ha rappresentato un vero fortino. Al di là di singole imprese memorabili, come il 5-0 al Milan nel 2019, il rendimento interno era spesso inferiore alle aspettative. Come sottolinea il Corriere Bergamo, con Palladino qualcosa sembra essersi finalmente rotto: maggiore compattezza, intensità e qualità di gioco stanno riportando entusiasmo sugli spalti.

Resta però un aspetto da sistemare: il rendimento in trasferta. Se l’Atalanta di Gasperini compensava le difficoltà interne con grandi exploit lontano da Bergamo, la versione di Palladino ha mostrato fragilità esterne, evidenziate dalle sconfitte contro Verona in campionato e PSG in Champions League. Ora, le ultime due partite dell’anno offriranno un test importante: prima la trasferta sul campo del Genoa, poi la sfida all’Inter in casa. Due banchi di prova fondamentali per capire se la Dea ha davvero cambiato marcia.

Mancini: «Non sono cattivo, i miei sono tutti scontri di gioco. Voglio disputare la Champions con la Roma. Sulla Juventus…»

Mancini ha parlato ai microfoni de ‘La Stampa’. Il difensore della Roma ha affrontato diversi temi e fra questi anche la sfida contro la Juve

Gianluca Mancini ha parlato ai microfoni de La Stampa alla vigilia della sfida della Roma contro la Juventus.

CATTIVO – «Assolutamente no, basta parlare con chi mi conosce bene. Poi in campo subentrano tanti fattori, come l’adrenalina e la tensione, che fanno parte di una competizione. Ma non mi sembra di essere mai stato protagonista di gomitate, entrate killer o pugni in faccia: i miei sono tutti scontri di gioco».

CONTRO LA JUVE – «Tutte le partite rappresentano degli step: ogni incrocio può rappresentare una trappola. Dopo gli inciampi con Napoli e Cagliari, portare a casa una gara come quella col Como è stato importante. La sfida con la Juve è bella e stimolante: ci sarà da sudare, ma ci arriviamo carichi».

GIOCARE LA CHAMPIONS – «Mi manca. Non è un peso, ma un obiettivo. Vincere la Conference, così come arrivare in semifinali e finale di Europa League, è stato bellissimo. Ma sentire quella musichetta dei campioni piacerebbe». LEGGI LE DICHIARAZIONI COMPLETE SU JUVENEWS24.COM

Sarri Lazio, separazione a giugno? Questi due club di A restano alla finestra. C’è un fattore destinato a diventare decisivo

Sarri Lazio, Atalanta e Fiorentina sono interessate al tecnico biancoceleste. Il mese di gennaio si preannuncia decisivo per l’allenatore toscano

Il mese di gennaio si profila come un passaggio decisivo non solo per l’andamento della stagione, ma anche per il futuro dell’intero progetto tecnico biancoceleste. Il rapporto Sarri Lazio è arrivato a un bivio importante: le scelte che il club effettuerà nella sessione invernale di calciomercato potrebbero influenzare in maniera determinante la permanenza dell’allenatore toscano sulla panchina capitolina.

L’estate scorsa è stata particolarmente complessa per l’ambiente laziale. Il blocco del mercato ha impedito alla società di intervenire sull’organico, lasciando la squadra con una rosa ritenuta incompleta dallo stesso Sarri. Nonostante ciò, il tecnico ha deciso di restare, compiendo una scelta tutt’altro che scontata. Una decisione dettata dal senso di responsabilità, dal legame con l’ambiente e soprattutto da una promessa precisa: a gennaio sarebbero arrivati i rinforzi necessari per rendere la squadra più competitiva.

Ora quel momento è arrivato e il tema Sarri Lazio è più attuale che mai. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, il futuro dell’allenatore dipenderà in larga parte dalle mosse che la società riuscirà a concretizzare nella prima finestra di mercato utile. Sarri è convinto che l’attuale rosa non sia sufficiente per sostenere una corsa credibile all’Europa, sia attraverso il campionato sia puntando sulla Coppa Italia. Servono innesti mirati, soprattutto in alcuni reparti chiave, per alzare il livello tecnico e garantire continuità di rendimento.

Il tecnico non ha mai nascosto le sue perplessità, pur continuando a lavorare con grande professionalità e dedizione. La sua posizione è chiara: senza interventi concreti, il progetto rischia di perdere forza e prospettiva. Sarri non ha alcuna intenzione di dimettersi, ma è altrettanto evidente che, al termine della stagione, verranno fatte valutazioni profonde se le aspettative non dovessero essere rispettate.

Il discorso Sarri Lazio diventa ancora più delicato se si guarda al contesto esterno. Durante l’estate, diversi club avevano manifestato interesse per l’allenatore toscano. In particolare Fiorentina e Atalanta avevano sondato la situazione e continuano a osservare con attenzione l’evolversi degli eventi, segno di quanto il profilo di Sarri resti apprezzato nel panorama calcistico italiano.

In estate Sarri ha fatto una scelta di cuore, accettando sacrifici e limitazioni. Adesso, però, tocca alla società e al presidente Claudio Lotito dimostrare con i fatti la volontà di dare continuità al progetto. Gennaio sarà il mese della verità: dalle operazioni di mercato dipenderanno non solo le ambizioni stagionali della Lazio, ma anche il futuro del binomio Sarri Lazio.

Calciomercato Milan, testa ai rinforzi dopo l’eliminazione in Supercoppa: questi due nomi sono in cima alla lista di Tare. Le ultimissime

Calciomercato Milan, l’eliminazione in Supercoppa porta i rossoneri a ragionare sui rinforzi. Fullkrug e Thiago Silva i nomi in cima alla lista

Il calciomercato del Milan entra nel vivo con giorni decisivi sia sul fronte offensivo sia su quello difensivo. La dirigenza rossonera sta lavorando su più tavoli, cercando di bilanciare le richieste dell’area tecnica con una strategia sostenibile nel medio-lungo periodo. Secondo quanto riportato da Daniele Longo, l’attacco è ormai a un passo dalla definizione, mentre in difesa resta aperto un confronto interno su una scelta tanto affascinante quanto delicata.

Per quanto riguarda il reparto offensivo, il calciomercato del Milan ha registrato un’accelerazione significativa. Il club ha infatti deciso di puntare con decisione su Niclas Füllkrug, centravanti tedesco individuato come rinforzo ideale per aumentare peso e alternative nel reparto avanzato. Nonostante alcune perplessità emerse nei giorni scorsi sulle condizioni fisiche del giocatore, il Milan ha proseguito senza esitazioni, trovando un accordo totale con l’attaccante.

L’operazione è stata impostata sulla base di un prestito secco di sei mesi. Füllkrug percepirà un ingaggio pari a 1,5 milioni di euro fino al termine della stagione, una cifra ritenuta sostenibile e in linea con i parametri societari. Ora si attende soltanto il via libera definitivo del West Ham, club proprietario del cartellino, che potrebbe arrivare nei prossimi giorni. L’obiettivo è permettere al giocatore di essere a Milanello fin dall’apertura ufficiale del mercato di gennaio.

Se l’attacco sembra ormai definito, il calciomercato del Milan resta invece più complesso sul fronte difensivo. Dopo la sconfitta di Riad, Massimiliano Allegri ha espresso con forza la necessità di inserire un leader esperto per ridare solidità a un reparto apparso in difficoltà. Il nome indicato dal tecnico è quello di Thiago Silva, grande ex rossonero e profilo di enorme esperienza internazionale.

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La richiesta dell’allenatore, però, non ha trovato piena condivisione all’interno della dirigenza. Tare e Moncada stanno valutando con cautela l’operazione, frenati soprattutto dall’età del difensore brasiliano, che ha 41 anni, e dalla volontà di continuare a investire su giocatori più giovani e futuribili. In quest’ottica, profili come quello di Mario Gila vengono considerati più coerenti con la linea societaria.

Il calciomercato del Milan si muove quindi su un equilibrio sottile tra presente e futuro. Con Füllkrug pronto a rinforzare l’attacco e un acceso dibattito sulla difesa, le prossime settimane saranno decisive per capire quale direzione prenderanno le scelte rossonere e quanto peso avrà la visione di Allegri nelle decisioni finali.

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