Pagina 564 – Calcio News 24

Vieira Genoa, avanti insieme! Il tecnico francese sarà in panchina nella sfida contro il Sassuolo: le ultimissime

Vieira Genoa, il tecnico resta al timone del club: confermato in panchina per la gara con il Sassuolo. Tutti i dettagli

Il Genoa conferma la fiducia a Patrick Vieira nonostante il momento difficile. Dopo la sconfitta interna con la Cremonese e una serie di nove giornate senza vittorie, la società rossoblù ha deciso di non procedere con l’esonero del tecnico francese, che resta dunque alla guida della squadra.

Come già trapelato nelle ultime ore, la scelta è ora ufficiale: Vieira sarà regolarmente in panchina nel posticipo della 10ª giornata di Serie A contro il Sassuolo, una sfida che assume un peso particolare per il futuro del club e dello stesso allenatore.

Il tecnico ha diretto l’allenamento odierno in vista della gara, dopo un confronto con il nuovo direttore sportivo Lopez e successivamente con la squadra. La società valuterà nuovamente la posizione dell’allenatore dopo la partita con il Sassuolo, prendendo decisioni definitive in base al risultato e alle sensazioni che emergeranno dal campo.

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Sampdoria, quel calciatore blucerchiato torna leader della difesa: il tecnico Gregucci punta su di lui, i dettagli

Il ritorno di Ferrari: la Sampdoria ritrova solidità e Gregucci il suo capitano in difesa. Tutti gli aggiornamenti e le ultime

La Sampdoria sta ritrovando equilibrio e compattezza grazie al pieno recupero di Alex Ferrari, difensore centrale classe 1994. L’ex Cremonese e Verona, dopo i problemi muscolari che ne avevano frenato l’avvio di stagione, è tornato a essere un punto fermo della retroguardia blucerchiata.

Nelle ultime gare di campionato il numero 25 si è distinto per affidabilità e carisma, qualità che hanno convinto Angelo Gregucci ad affidargli la fascia di capitano nelle due uscite più recenti. Un segnale forte, che certifica il ruolo centrale di Ferrari all’interno dello spogliatoio.

Pur non potendo ancora parlare di una difesa completamente blindata, la sua presenza ha innalzato il livello di attenzione e organizzazione della squadra. La capacità di leggere le situazioni e guidare i compagni si è rivelata determinante, restituendo ordine nelle fasi di non possesso.

Cresciuto nel settore giovanile del Bologna, Ferrari sta offrendo anche un apporto prezioso sul piano mentale: la sua esperienza e il suo carisma rappresentano un punto di riferimento per i più giovani, che trovano in lui una guida nei momenti di difficoltà.

Obiettivo continuità

Con la condizione fisica ritrovata e la piena fiducia del tecnico, Ferrari punta ora a garantire continuità di rendimento. L’obiettivo è contribuire alla risalita della Sampdoria in classifica e consolidare un reparto arretrato che, nelle ultime settimane, ha mostrato segnali incoraggianti.

Determinato ad assumersi tutte le responsabilità, il difensore è consapevole di essere uno degli uomini chiave nello scacchiere di Gregucci. La Sampdoria, dal canto suo, si affida alla sua leadership per affrontare con solidità le prossime sfide della stagione.

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Convocati Juve per la partita contro la Cremonese: ecco le scelte di Spalletti per il match dello Zini: due assenze importanti!

Convocati Juve: ecco i nomi per la sfida dello Zini: le decisioni di Spalletti in vista della partita per l’11 giornata di Serie A

È il giorno della prima vera Juventus targata Luciano Spalletti. Il nuovo tecnico bianconero ha diramato la lista dei convocati per l’esordio ufficiale, in programma questa sera alle 20:45 allo Stadio Zini contro la Cremonese.

Per la sua “prima”, l’allenatore di Certaldo ritrova Thuram, ma deve rinunciare a Kenan Yildiz e Lloyd Kelly, entrambi esclusi dall’elenco. Dalla Next Gen arrivano invece le novità di Scaglia e Pedro Felipe, chiamati a rinforzare il gruppo.

Le assenze più pesanti riguardano proprio Yildiz e Kelly. Il talento turco, reduce da un avvio di stagione da protagonista e decisivo anche contro l’Udinese, resta a riposo per una gestione mirata dei carichi di lavoro: come appreso da Juvenusnews24 lo staff medico, in accordo con Spalletti, ha preferito non rischiarlo dopo i tanti minuti accumulati. Diversa la situazione di Kelly, fermato da un affaticamento muscolare alla coscia sinistra che lo costringe a dare forfait.

Verona Inter, Chivu studia le possibili rotazioni e il turnover: fiducia a Sucic, chance dal 1 minuto per Carlos Augusto e Bonny

Verona Inter: Sucic confermato, Chivu valuta il turnover con Carlos Augusto e Bonny titolari. Le ultimissime notizie

Dopo il netto successo contro la Fiorentina, l’Inter si prepara a tornare in campo domenica alle 12.30 al Bentegodi contro il Verona. Una sfida da affrontare con attenzione per la squadra di Cristian Chivu, chiamata a gestire le energie in vista del prossimo impegno di Champions League contro il Kairat.

Secondo Sky Sport, il tecnico nerazzurro sta valutando alcune rotazioni senza però stravolgere l’ossatura della formazione. In difesa confermati Akanji e Bastoni, con De Vrij pronto a rientrare dal primo minuto dopo il turno di riposo. Sulle corsie laterali spazio a Dumfries e Carlos Augusto, quest’ultimo in sostituzione di Dimarco. A centrocampo Calhanoglu guiderà la manovra, affiancato da Barella e dal croato Sucic, che ha convinto per personalità e solidità tattica.

In attacco restano i dubbi maggiori: Thuram è tornato ad allenarsi in gruppo dopo l’infortunio, ma la sua convocazione sarà decisa solo alla vigilia e non è escluso che venga preservato per la Champions. Così, al fianco di Lautaro Martinez, dovrebbe esserci ancora Ange-Yoan Bonny, in crescita dopo le reti contro Roma e Torino.

Grazie a una rosa profonda e ricca di alternative, Chivu può permettersi qualche rotazione senza abbassare il livello complessivo. L’obiettivo resta chiaro: mantenere alta la concentrazione e proseguire la rincorsa in campionato, con lo sguardo già rivolto all’Europa.

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Milan Roma, streaming LIVE e diretta tv: dove vedere la sfida di Serie A! Tutti i dettagli

Milan Roma streaming LIVE e diretta tv: dove vederla, con la sfida di Serie A valida per la 10ª giornata di Serie A 2025/26

Le due squadre sono separate da appena tre punti in classifica: il Milan è fermo a quota 18, reduce da due pareggi consecutivi contro Pisa e Atalanta e raggiunto dall’Inter al terzo posto.

La Roma, invece, si presenta all’appuntamento da capolista della Serie A: il successo sul Parma ha permesso alla formazione di Gasperini di restare agganciata al Napoli in vetta, entrambe a 21 punti.

DOVE VEDERE MILAN ROMA

Orario: 20:45

Canale TV: DAZN

Streaming: DAZN

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Spalletti è già nella storia della Juve! A 66 anni supera Sarri e diventa l’allenatore più anziano di sempre sulla panchina bianconera

Spalletti stabilisce un nuovo primato: a 66 anni prende il posto di Tudor e, battendo il record di Sarri, diventa il tecnico più anziano della Juve

Luciano Spalletti è stato ufficialmente scelto come nuovo allenatore della Juventus, subentrando a Igor Tudor dopo l’esonero seguito alla sconfitta con la Lazio. Per l’ex commissario tecnico della Nazionale si tratta di una nuova sfida in Serie A, con l’obiettivo di ridare slancio ai bianconeri in una fase particolarmente delicata della stagione.

A 66 anni, Spalletti stabilisce un primato nella storia della Vecchia Signora: nessun tecnico, prima di lui, aveva assunto l’incarico a un’età così avanzata. Con questo record, l’allenatore toscano supera Maurizio Sarri, che nel 2019/20 aveva guidato la Juventus a sessant’anni, conquistando anche lo scudetto.

Intanto, proprio Sarri è tornato a sedersi sulla panchina della Lazio, club che conosce bene. Dopo le dimissioni presentate a marzo 2024, il “Comandante” ha fatto ritorno in biancoceleste durante l’estate, pronto a rilanciare la sua squadra e a riaffermarsi come protagonista del campionato.

LEGGI LA CONFERENZA STAMPA DI SPALLETTI QUI

Calciomercato Inter, Marotta sogna un sacco di giocatori per gennaio. Ecco la situazione attuale

Calciomercato Inter, Guehi il sogno principale: da Kim a Muharemovic, la lista dei desideri di Ausilio e Marotta

L’Inter pensa già al futuro del reparto difensivo e il Calciomercato Inter potrebbe riservare sorprese importanti nei prossimi mesi. Nonostante le buone prestazioni di Yann Bisseck, capace di imporsi anche come centrale, la società nerazzurra vuole rinforzare la linea a quattro con profili giovani, affidabili e con prospettiva internazionale. Marotta e Ausilio sono già al lavoro per individuare obiettivi concreti e costruire una difesa pronta per le sfide future.

Il nome principale resta quello di Marc Guehi, 25 anni, centrale del Crystal Palace. Valutato circa 50 milioni di euro, Guehi è seguito anche da top club come Liverpool e Bayern Monaco, ma l’Inter punta a muoversi in anticipo già a gennaio. La strategia potrebbe prevedere un prestito con diritto di riscatto o una formula di pagamento dilazionata, con l’obiettivo di convincere il club inglese e assicurarsi un giocatore capace di fare la differenza nel lungo periodo.

Ma il Calciomercato Inter non si ferma a Guehi: la lista di Ausilio e Marotta comprende altri profili di spicco. Kim Min-jae, 27 anni, difensore del Bayern Monaco, valutato 60 milioni e con contratto fino al 2026, è un’opzione molto gradita per esperienza e leadership. Mario Gila, 25 anni, spagnolo della Lazio, valutato 30 milioni e legato al club fino al 2027, viene considerato per rapidità e personalità. Oumar Solet, 25 anni dell’Udinese, con contratto fino al 2027 e valutazione di 18 milioni, rappresenta una scelta più accessibile ma solida, mentre Tarik Muharemovic, 22 anni del Sassuolo, valutato 7 milioni e vincolato fino al 2030, è visto come una scommessa interessante per duttilità e margine di crescita.

Cristian Chivu, responsabile del settore difensivo, ha sottolineato l’esigenza di avere un leader capace di guidare il reparto, con forza fisica e qualità tecniche adatte a sostenere il pressing alto tipico del suo modulo. Il club non vuole farsi trovare impreparato di fronte a possibili addii estivi e lavora già per strutturare una nuova spina dorsale difensiva.

Con Bisseck in crescita e un possibile colpo internazionale di livello, il Calciomercato Inter punta a trasformare la difesa in un mix di gioventù, forza fisica e competitività. Gennaio potrebbe rappresentare il primo passo verso la squadra del futuro: più veloce, più moderna e pronta a competere su tutti i fronti, confermando la volontà della società di guardare avanti con visione strategica.

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Spalletti Juve, come giocherà la squadra bianconera da ora in avanti. La situazione attuale

Spalletti Juve: il tecnico chiarisce la sua filosofia, tra pragmatismo e innovazione

Luciano Spalletti, nuovo allenatore della Juventus, ha delineato chiaramente la sua filosofia di gioco, offrendo un messaggio limpido a tifosi e stampa. Interrogato sull’eterna questione tra “risultatisti” e “giochisti”, Spalletti non ha avuto esitazioni: il campo ha una sola verità e il primo obiettivo della squadra è vincere. Il bel gioco, seppur importante, resta un obiettivo secondario.

Durante la conferenza stampa di presentazione, Spalletti ha sottolineato come il calcio sia fatto di momenti concreti, in cui contano i punti più delle estetiche: «Quando si è in campo, ciò che diventa fondamentale è vincere la partita. A volte si vince per un rimpallo fortunato, ma la priorità è portare a casa i tre punti. Solo dopo si può pensare a costruire un buon prodotto». Questa dichiarazione mette in evidenza il pragmatismo assoluto del tecnico, che vuole impostare la Juventus su basi solide prima di inseguire il gioco spettacolare.

Nonostante la ferma attenzione ai risultati, Spalletti non si è limitato a parlare di tattica. Il tecnico ha lanciato un messaggio anche ai giornalisti presenti, invitandoli a innovare il loro linguaggio e a trovare nuove chiavi di lettura del calcio: «Siete sempre alla ricerca di parole nuove… Le parole nuove non affaticano la mente. Anche voi dovete impegnarvi per fare nuove scoperte». Con questa frase, Spalletti Juve sottolinea come la modernizzazione non riguardi solo il campo, ma anche chi racconta il calcio, spronando a superare vecchi dibattiti sterili tra estetica e risultato.

Il tecnico, noto per la sua chiarezza e coerenza, ha chiuso il tema in maniera netta, quasi brusca: «Poi si parla di altro». Un segnale chiaro della sua filosofia: nulla deve distrarre la squadra dall’obiettivo principale, i risultati concreti. Spalletti vuole una Juventus concentrata sul campo, dove il valore del lavoro e della vittoria supera qualsiasi discussione teorica.

La presentazione di Spalletti alla Juve conferma un messaggio forte: priorità ai risultati, pragmatismo in campo e apertura mentale fuori dal campo. Il tecnico non teme di sfidare consuetudini e vecchie etichette, spingendo sia la squadra sia la stampa a evolversi. La Juventus, con Spalletti alla guida, punta a una crescita strutturata, dove il bel gioco arriverà come naturale conseguenza di vittorie costanti e di una mentalità vincente.

Con questa visione, Spalletti Juve si prepara a una stagione in cui concretezza e innovazione diventano le parole chiave, con il tecnico che guida il progetto con mano ferma e mente aperta.

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Calciomercato Bologna, rinnovi e conferme in vista della prossima stagione. Questi giocatori sono nel mirino

Calciomercato Bologna: rinnovi e conferme in vista della prossima stagione. La situazione attuale

Il Bologna ha avviato la sua campagna autunnale di rinnovi, concentrandosi su diversi giocatori chiave della rosa. Secondo quanto riportato dal Resto del Carlino, il club rossoblù sta discutendo con Jens Odgaard, Santi Castro e Nikola Moro, oltre ai colloqui già in corso con Freuler, Lucumi e Orsolini. Ogni situazione presenta sfide e tempi differenti, ma l’obiettivo della dirigenza è chiaro: blindare i protagonisti che stanno contribuendo al progetto di mister Vincenzo Italiano.

Nel contesto del Calciomercato Bologna, Odgaard appare come una delle priorità. Il danese, arrivato a parametro zero o con investimenti contenuti, si è rivelato centrale nelle rotazioni del tecnico e ha convinto la società a puntare sul suo prolungamento. Odgaard percepisce attualmente uno degli ingaggi più bassi della squadra, circa 600 mila euro, ma la proposta di rinnovo prevede un adeguamento vicino al milione di euro annuo e un contratto fino al 2029, a conferma della fiducia nei suoi confronti.

Santi Castro e Nikola Moro, seppur con stipendi più elevati rispetto al giovane danese, sono considerati elementi fondamentali del centrocampo e dell’attacco del Bologna. La società è impegnata in trattative per assicurarsi la continuità dei giocatori, evitando di dover sostituire protagonisti ormai integrati nel sistema di Italiano. Castro, con la sua capacità di inserirsi e incidere nelle azioni offensive, e Moro, per la sua qualità e visione di gioco, rappresentano due pedine irrinunciabili per il progetto tecnico.

Parallelamente, il club sta seguendo anche la situazione di Freuler, Lucumi e Orsolini. Per ciascuno di loro, la strategia societaria punta a definire tempi e cifre precise, cercando di conciliare le richieste dei giocatori con la sostenibilità economica del club. In un mercato sempre più attento ai costi, il Bologna sembra voler costruire una squadra competitiva senza eccessivi rischi finanziari.

Il Calciomercato Bologna autunnale, quindi, non si limita all’acquisto di nuovi talenti, ma include anche un’operazione fondamentale di consolidamento della rosa. Il rinnovo dei contratti dei giocatori più importanti invia un messaggio chiaro: la società vuole mantenere i protagonisti che hanno dimostrato valore sul campo, garantendo stabilità e continuità al progetto tecnico di Vincenzo Italiano.

In sintesi, i prossimi mesi saranno decisivi per definire il futuro della squadra: la priorità rimane confermare i pilastri della rosa, come Odgaard, Castro e Moro, in modo da affrontare con serenità la seconda parte della stagione e programmare un Bologna competitivo anche in ottica futura.

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Calciomercato Fiorentina, tutto fatto per il rinnovo di Mandragora. Ecco le ultime novità

Calciomercato Fiorentina: Mandragora rinnova fino al 2028. La situazione attuale della squadra viola

Rolando Mandragora resterà alla Fiorentina: il centrocampista classe 1997 ha ufficialmente prolungato il suo contratto con il club viola, mettendo fine a qualsiasi speculazione sul suo futuro. Secondo quanto confermato anche da Labaroviola.com, l’accordo prevede un rinnovo fino al 2028, con opzione per la stagione successiva fino al 2029, a fronte di un ingaggio di 1,8 milioni di euro a stagione più bonus legati a presenze e risultati.

Secondo quanto raccolto da TMW, rinnovo di Mandragora rappresenta una notizia importante nel panorama del Calciomercato Fiorentina, confermando l’intenzione della società di blindare i suoi giocatori chiave e di costruire una squadra competitiva sia per la Serie A sia per le competizioni europee. La conferma del centrocampista arriva in un momento in cui la squadra viola sta cercando di consolidare la propria identità sul campo e di mantenere una rosa stabile, evitando cessioni che potrebbero indebolire il progetto tecnico di mister Italiano.

Mandragora, arrivato a Firenze dopo diverse esperienze in Italia, ha sempre dimostrato attaccamento ai colori viola e disponibilità a mettersi a disposizione della squadra. La sua volontà di restare a Firenze, anche nei momenti più difficili, ha giocato un ruolo decisivo nelle trattative. La società, dal canto suo, ha voluto premiare la professionalità e la costanza del centrocampista, riconoscendogli un contratto importante e confermando il ruolo centrale che avrà nel progetto tecnico.

Il rinnovo di Mandragora è anche un segnale chiaro ai tifosi e agli altri giocatori: la Fiorentina punta a trattenere i suoi punti di riferimento e a costruire un gruppo stabile e motivato. Nel contesto del Calciomercato Fiorentina, questo rinnovo potrebbe influenzare anche altre trattative in entrata e in uscita, dando stabilità alla mediana e consentendo alla dirigenza di lavorare su eventuali innesti senza dover sostituire un giocatore insostituibile.

In sintesi, Mandragora rimane un elemento fondamentale per la Fiorentina, e la sua permanenza garantisce continuità e qualità al centrocampo. Secondo quanto confermato anche da Labaroviola.com, il centrocampista continuerà a rappresentare un pilastro del progetto tecnico della società, incarnando professionalità e dedizione. Il rinnovo, quindi, non solo soddisfa le esigenze del club e del giocatore, ma invia anche un messaggio chiaro a tutto l’ambiente: la Fiorentina intende costruire una squadra competitiva e ambiziosa, pronta a lottare per obiettivi importanti nelle stagioni a venire.

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Petrachi rivela: «Gasperini era vicino a firmare per quella squadra. Sulla Juve penso che…»

Petrachi: «Gasp a Roma lo volevo già io. Alla Juve, chi decide davvero?». Le dichiarazioni

Gianluca Petrachi, ex direttore sportivo e ora libero da impegni dopo l’uscita dalla US Salernitana 1919, si racconta in un’intervista esclusiva a TuttoMercatoWeb. Sollecitato sulle dinamiche del calcio italiano e sulle scelte dirigenziali che stanno caratterizzando questo avvio di stagione, Petrachi non si sottrae a nessun tema, dall’idea del ds alla gestione degli allenatori.

«Sto abbastanza bene, ho voluto liberarmi del contratto con Salerno proprio per essere autonomo e potermi rimettere in gioco», esordisce Petrachi. E subito aggiunge: «Sono alla finestra, motivato a tornare in pista». Nel corso della conversazione non manca una freccia al recentissimo progresso dirigenziale del Genoa CFC: «Affidarsi oggi a dirigenti stranieri in Italia è un azzardo. Prima che capiscano la nostra passione, la nostra tifoseria… ci vuole tempo».

Petrachi rivolge poi la sua attenzione all’altrettanto visibile caos in atto alla Juventus FC. «La Juventus ha cambiato allenatore, ha cambiato strategia — dice — ma ancora non è chiaro chi prende davvero le decisioni: Comolli? Modesto? Chiellini? Chi fa il mercato alla Juve?» Una domanda serrata che mette in luce una struttura ancora in evoluzione, secondo Petrachi.

Sul capitolo allenatori, Petrachi non nasconde di aver voluto cento volte prima di altri il Gian Piero Gasperini alla Roma: «Cinque anni fa lo avrei portato io», rivela. Parlando della scelta della Juve, non manca un endorsement per Luciano Spalletti: «Ha personalità, sa imporsi. Se gli lasciano lavorare farà bene».

Petrachi tocca anche un tema a lui caro: la figura del direttore sportivo italiano. «Un ds deve saper capire il calcio, insegnare ai giocatori e agli allenatori cosa significhi far parte di un club. Uno che viene da un altro campionato impiega anni per capirlo». E ancora: «La passione vissuta qui è una religione, non un business».

Conclude con una riflessione ampia sulla Serie A, senza risparmiare analisi: «Il campionato è avvincente, ma per alcuni club la costruzione di un progetto serio è ripartita tardi. Sarà interessante vedere chi avrà la pazienza di fare le cose per bene».

Petrachi, dunque, si conferma un osservatore attento del calcio italiano, ma anche un professionista ancora pronto per rilevare una panchina dirigenziale. Le sue parole riflettono un concetto: non basta cambiare allenatore o direttore sportivo, serve chiarezza, decisioni nette e una visione condivisa.

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«Spalletti, tante critiche ma alla fine conta il gioco!». Sentite le parole di quell’allenatore

Andreazzoli difende Spalletti: «Conta il gioco, non chi siede in panchina». Le parole

Aurelio Andreazzoli ha voluto dire la sua sull’arrivo di Luciano Spalletti sulla panchina della Juventus, intervenendo in un’intervista rilasciata a Tuttosport. Il tecnico toscano ha espresso parole di grande stima nei confronti del nuovo allenatore bianconero, invitando l’ambiente juventino a concentrarsi sul lavoro in campo piuttosto che sul passato del tecnico, legato al Napoli e alle rivalità sportive.

Alla domanda se Spalletti possa incontrare difficoltà ambientali a Torino, Andreazzoli ha risposto con decisione: «L’ambiente faccia come vuole, ma non sarebbe un comportamento intelligente. Il tifoso juventino deve desiderare soltanto di vedere una squadra che gioca bene e che esprime un calcio compiuto. Chi sia alla guida, per me, è un dettaglio».

Un messaggio chiaro, quello di Andreazzoli, che sottolinea la necessità di giudicare Spalletti per ciò che saprà costruire sul campo, senza lasciarsi condizionare da pregiudizi o rivalità passate. Dopo aver condotto il Napoli allo scudetto, l’allenatore di Certaldo ha accettato la sfida più difficile: riportare la Juventus ai vertici del calcio italiano.

L’ex allenatore dell’Empoli ha poi liquidato con fermezza le polemiche nate intorno al tatuaggio che Spalletti porta ancora sul braccio, simbolo del trionfo con il Napoli: «Sono solo sciocchezze. Allora dovremmo anche discutere di come si veste un allenatore. Certe cose non meritano commento. Ciò che conta davvero è il lavoro e la capacità di costruire una squadra vincente. Serve solo dargli tempo».

Andreazzoli conosce bene Spalletti, avendolo affrontato in diverse occasioni e osservato da vicino per la sua meticolosità e la capacità di far rendere al meglio i propri giocatori. Secondo lui, il tecnico toscano incarna perfettamente la mentalità moderna e il coraggio tattico necessari per rilanciare una società come la Juventus.

Interrogato sulle ambizioni dei bianconeri, Andreazzoli ha mantenuto un tono prudente: «Una Juventus da primi quattro posti? È presto per dirlo. Dopo nove giornate c’è ancora un intero campionato davanti. I bilanci si fanno alla fine».

Conclude così con parole di rispetto e fiducia verso Spalletti, chiamato a riportare entusiasmo e identità in un ambiente che chiede solo di tornare protagonista. Per Andreazzoli, il tecnico bianconero ha tutte le qualità per riuscirci, a patto che gli venga concesso il tempo necessario per esprimere la sua idea di calcio.

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Nuovo ds Juve, Ottolini (e non solo) per il ruolo in casa bianconera. Spunta fuori una nuova indiscrezione

Nuovo ds Juve: Marco Ottolini in pole, Comolli prepara la rivoluzione bianconera

La rivoluzione in casa Juventus prosegue senza sosta. Dopo la nomina di Luciano Spalletti come nuovo allenatore, il club bianconero è pronto a completare la propria struttura dirigenziale con la scelta del nuovo ds Juve. Il direttore generale Damien Comolli, protagonista del processo di riorganizzazione societaria, ha confermato in conferenza stampa che la decisione è «quasi fatta» e che l’annuncio ufficiale potrebbe arrivare a breve.

Il nome in cima alla lista resta quello di Marco Ottolini, ex direttore sportivo del Genoa, considerato il profilo ideale per accompagnare la nuova era juventina. Ottolini conosce bene l’ambiente bianconero, avendo già lavorato a Torino per quattro anni in passato, e rappresenta una figura di continuità tra passato e futuro. La sua esperienza nella valorizzazione dei giovani talenti e nella gestione economica dei club in cui ha operato ha convinto Comolli a puntare su di lui come nuovo ds Juve.

Negli ultimi giorni, però, il percorso verso l’annuncio ufficiale ha subito un leggero rallentamento. Il cambio in panchina, con l’esonero di Igor Tudor e la necessità di chiudere rapidamente l’accordo con Spalletti, ha momentaneamente distolto l’attenzione della dirigenza dalle trattative per il nuovo direttore sportivo. La priorità era garantire alla squadra una guida tecnica stabile, per poi completare il quadro societario con calma e precisione.

Nonostante ciò, la candidatura di Ottolini non è mai stata messa in discussione. Il nuovo ds Juve potrebbe essere annunciato entro la sosta di novembre, come confermato dallo stesso Comolli, che punta a chiudere il dossier prima della ripresa del campionato. L’obiettivo è avere l’organigramma pienamente operativo per pianificare le prossime mosse di mercato in vista della sessione invernale.

Nel frattempo, la situazione di Ottolini al Genoa è diventata sempre più tesa. I risultati altalenanti dei rossoblù e il presunto interesse della Juventus hanno incrinato i rapporti con la dirigenza ligure, aprendo la strada a una separazione consensuale che lo renderebbe subito disponibile per trasferirsi a Torino.

Comolli continua a valutare anche altri profili internazionali, come Diego Lopez e Johannes Spors, ma tutto lascia pensare che il nuovo ds Juve sarà proprio Ottolini. La Juventus, dopo aver sistemato la panchina, è pronta a definire anche la cabina di regia del mercato: un altro passo decisivo nella costruzione della nuova era bianconera.

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Calciomercato Sassuolo, Muharemovic sorprende tutti! Ecco la scelta della società neroverde

Calciomercato Sassuolo: rinnovo fino al 2031 per Muharemovic, l’Inter deve rinunciare al difensore bosniaco

Il calciomercato Sassuolo continua a sorprendere con mosse strategiche mirate alla valorizzazione dei propri giovani talenti. L’ultima operazione ufficiale riguarda Tarik Muharemovic, difensore bosniaco classe 2003, che ha rinnovato il suo contratto con i neroverdi fino al 30 giugno 2031. Una mossa che non solo consolida il futuro del giocatore in Emilia, ma chiude anche la porta all’Inter, che lo seguiva da tempo come possibile rinforzo per la prossima stagione.

Muharemovic, cresciuto nel settore giovanile della Juventus, era approdato al Sassuolo nell’estate del 2024, trovando subito spazio e fiducia nell’ambiente neroverde. Dopo l’esordio in Serie A contro il Cosenza e il primo gol in Coppa Italia contro il Lecce, il giovane difensore ha rapidamente scalato le gerarchie, diventando uno dei punti fermi della retroguardia di Alessio Dionisi. Con oltre trenta presenze nella stagione 2024/25 e due riconoscimenti come “MVP” nelle prime giornate di campionato, il talento bosniaco si è imposto come una delle rivelazioni più brillanti del calcio italiano.

Il calciomercato Sassuolo dimostra così una linea chiara e coerente: blindare i propri gioielli per costruire una base solida su cui fondare il futuro del club. Il rinnovo di Muharemovic è un segnale forte, soprattutto nei confronti delle big di Serie A, come l’Inter, che aveva individuato nel difensore un profilo perfetto per ringiovanire il reparto arretrato. I dirigenti nerazzurri, Piero Ausilio e Giuseppe Marotta, lo avevano inserito nella lista dei possibili obiettivi insieme a nomi come Guehi, Gila, Solet e Kim Min-Jae.

Il prolungamento contrattuale fino al 2031 rappresenta però una vera e propria dichiarazione d’intenti da parte del club emiliano. Il Sassuolo non intende ripetere quanto accaduto in passato con altri talenti ceduti troppo presto e vuole invece consolidare un progetto sportivo basato su crescita interna, continuità e identità di gioco.

Per l’Inter, invece, si tratta di un’occasione sfumata. Il club di Milano dovrà ora orientarsi verso altri obiettivi di mercato, con Marc Guehi in cima alla lista e possibili nuovi nomi in vista della sessione invernale.

In ogni caso, il calciomercato Sassuolo si conferma tra i più dinamici e lungimiranti d’Italia: trattenere un talento come Muharemovic fino al 2031 significa non solo proteggere un patrimonio tecnico, ma anche ribadire la solidità di un progetto che guarda lontano.

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Calciomercato Barcellona, chi prenderà il posto di Lewandowski? Spunta fuori qualche nome interessante

Calciomercato Barcellona: caccia all’erede di Lewandowski, spunta il nome di Panichelli

Il calciomercato Barcellona entra nel vivo, e la priorità della dirigenza blaugrana è chiara: trovare un attaccante che possa raccogliere l’eredità di Robert Lewandowski. L’attaccante polacco, pur continuando a garantire esperienza e gol, non rappresenta più una garanzia a lungo termine, e il club catalano ha iniziato a valutare diversi profili in vista della prossima stagione.

Secondo quanto riportato dai media spagnoli, uno dei nomi finiti nel mirino del Barcellona è quello di Joaquín Panichelli, giovane centravanti argentino classe 2001 in forza allo Strasburgo. L’attaccante ha stupito in Ligue 1 grazie alle sue prestazioni e, in particolare, a una doppietta messa a segno contro il Paris Saint-Germain, che ne ha fatto schizzare la valutazione di mercato. Con 9 reti in 10 presenze, Panichelli è diventato uno dei prospetti più interessanti del calcio francese e ha attirato l’attenzione di diversi top club europei.

Il calciomercato Barcellona si muove però su più piste. La situazione economica del club resta delicata e limita la possibilità di investimenti troppo onerosi. Lo Strasburgo, inoltre, non intende privarsi facilmente del suo gioiello, legato da un contratto a lungo termine e considerato un pilastro per il futuro.

Tra le alternative valutate, il Barcellona continua a monitorare anche Julián Álvarez, profilo già seguito nel 2022 ma oggi difficile da raggiungere per motivi economici. Più accessibile potrebbe essere invece Karl Etta Eyong, attaccante camerunese che si sta mettendo in luce nella Liga con la maglia del Levante. Anche in questo caso, il club catalano osserva con attenzione l’evolversi della situazione, pronto a intervenire qualora si aprisse uno spiraglio favorevole.

La strategia del calciomercato Barcellona è chiara: individuare un attaccante giovane, dinamico e con ampi margini di crescita, capace di inserirsi gradualmente nel progetto tecnico e, nel medio periodo, prendere il posto di Lewandowski come riferimento offensivo. Panichelli, per età e caratteristiche, risponde perfettamente a questo identikit, ma la sua acquisizione dipenderà dalle condizioni economiche e dalla disponibilità del club francese a trattare.

In un contesto di rinnovamento e sostenibilità finanziaria, il calciomercato Barcellona si conferma uno dei più interessanti d’Europa: la ricerca del nuovo numero 9 sarà decisiva per definire il volto della squadra del futuro e il suo ritorno stabile ai vertici del calcio continentale.

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Allegri conta su quel giocatore: tuttavia per Milan Roma arriva un dubbio tanto importante quanto decisivo

Leao torna per Milan Roma: Allegri deve sciogliere un dubbio decisivo

Ottime notizie per il Milan in vista del big match Milan Roma, in programma domenica sera a San Siro. Come riportato da Sky Sport, Rafael Leão ha completamente recuperato dall’infortunio muscolare che lo aveva tenuto ai box e si è allenato regolarmente con il gruppo. L’attaccante portoghese ha svolto l’intera seduta con i compagni, mostrando una condizione fisica in costante crescita e il consueto entusiasmo che lo contraddistingue.

Classe 1999, Leão è una pedina fondamentale nello scacchiere offensivo di Massimiliano Allegri, tornato in estate sulla panchina rossonera per dare nuova solidità e identità alla squadra. Dopo alcuni giorni di lavoro personalizzato a Milanello, il numero 10 ha finalmente smaltito il fastidio muscolare e si candida con forza per una maglia da titolare contro la Roma.

Il dubbio principale per Allegri riguarda proprio la gestione del suo ritorno: schierarlo dal primo minuto o preservarlo per un ingresso nella ripresa? La scelta verrà presa soltanto dopo l’ultima rifinitura, quando lo staff tecnico avrà valutato con attenzione le sue condizioni fisiche. L’obiettivo è evitare ricadute e garantire a Leão continuità nei prossimi impegni ravvicinati del Milan.

Il recupero del talento portoghese è comunque una notizia di grande importanza in vista di Milan Roma. La sua velocità, la capacità di saltare l’uomo e creare superiorità numerica rappresentano armi decisive per scardinare la difesa giallorossa. In questa stagione Leão ha già firmato gol pesanti e assist di qualità, confermandosi uno dei giocatori più determinanti del campionato e punto di riferimento per l’attacco rossonero.

La Roma di Gian Piero Gasperini arriva a San Siro con l’obiettivo di fermare la corsa del Diavolo e consolidare la propria posizione in zona Champions. Si prevede una sfida intensa, tattica e spettacolare, tra due squadre che puntano in alto e che dispongono di grande talento offensivo.

Il pubblico di San Siro, che si preannuncia delle grandi occasioni, potrà così riabbracciare il suo idolo. Se Allegri deciderà di affidarsi subito a Leão, la sfida Milan Roma potrebbe accendersi sin dai primi minuti: il numero 10 rossonero è pronto a infiammare la serata con accelerazioni, dribbling e giocate da fuoriclasse. Tutti gli occhi saranno puntati su di lui, perché il destino del big match potrebbe passare proprio dai suoi piedi.

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Spalletti e le dichiarazioni sul Napoli: «Mi ricordo bellissime cose. A Napoli è venuta fuori una cosa superiore per la bellezza del calcio e lo Scudetto bellissimo»

Spalletti, chiarimento su Napoli: tutte le parole del tecnico bianconero sulla sua ex squadra. Le sue dichiarazioni

Un legame indissolubile, un tatuaggio intoccabile e una precisazione necessaria per mettere fine alle polemiche. Durante la conferenza stampa di presentazione come nuovo allenatore della Juventus, Luciano Spalletti non ha potuto evitare una domanda sul suo recente passato: il trionfo a Napoli che lo ha consegnato alla storia e quelle parole d’addio che sembravano segnare un distacco definitivo dalla panchina.

Il tecnico di Certaldo ha scelto di rispondere con sincerità, parlando a cuore aperto: ha ribadito l’amore profondo per la città partenopea, ma ha anche voluto chiarire, una volta per tutte, il significato di quelle dichiarazioni, fugando ogni equivoco.

NAPOLI – «Ho lasciato in tutte le città qualcosa. Mi ricordo bellissime cose. A Napoli è venuta fuori una cosa superiore per la bellezza del calcio e lo Scudetto bellissimo portato a casa. Ho instaurato un rapporto particolare con quella gente e quel campionato, rimarrà tutto intatto da parte mia. Stamattina dovevo tirarmi il sangue e l’ho fatto dall’altro braccio (non quello del tatuaggio ndr) perché voglio lasciare tutto intatto…

Ho amici a Napoli, in tanti mi han scritto, avrò un bel rapporto. Il fatto di estrapolare quanto io ho detto sul Napoli e sulla fine del rapporto, che non mi sarei messo nessun’altra tuta: in quella stagione non mi sarei messo la tuta di un’altra squadra. Poi è chiaro che non è che debba smettere di fare l’allenatore. Ma dopo quella stagione dovrò fare altre esperienze, altre conoscenze, di chi va a prendere quello per attaccare e scrivere ciò che vuole… Si decontestualizza la cosa reale».

LA CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE COMPLETA DI SPALLETTI

Thuram Inter, l’attaccante ritrova la forma migliore: il francese migliora, Chivu scioglie i dubbi domani? Le ultimissime

Thuram Inter, l’attaccante torna al top della condizione: il francese è ok, Chivu decide domani. Le ultime notizie

Arrivano buone notizie per l’Inter e per Cristian Chivu: Marcus Thuram ha smaltito del tutto l’infortunio muscolare che lo aveva fermato lo scorso 30 settembre in Champions League contro lo Slavia Praga. Dopo settimane di lavoro personalizzato e graduali reintegri in gruppo, l’attaccante francese ha svolto l’intera seduta con i compagni senza avvertire fastidi, ritrovando una condizione fisica ottimale.

Secondo quanto riportato da Gianluca Di Marzio, sarà Chivu a decidere nelle prossime ore se inserirlo tra i convocati per la trasferta di Verona. Il tecnico nerazzurro attenderà l’allenamento di rifinitura per valutare la risposta definitiva del giocatore, evitando qualsiasi forzatura in vista del fitto calendario tra campionato e coppe.

In caso di convocazione, Thuram partirebbe dalla panchina, pronto a subentrare per riacquisire ritmo e minuti. Il suo rientro rappresenta comunque un rinforzo prezioso per l’attacco interista, che nelle ultime settimane ha fatto affidamento su Lautaro Martínez, Bonny ed Esposito. Con il graduale ritorno del francese, la coppia “ThuLa” potrà presto tornare protagonista, probabilmente già prima della sosta di novembre.

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Serie B, la decisione sulle designazioni arbitrali per l’undicesima giornata del campionato cadetto: le scelte ufficiali

Serie B, annunciate le designazioni arbitrali per l’undicesima giornata del campionato cadetto. Queste le scelte dell’AIA per il turno

Con un comunicato ufficiale sul proprio sito, l’Associazione Italiana Arbitri (AIA) ha reso note le designazioni arbitrali del campionato di Serie B per il turno che si giocherà nel weekend, e valido per l’11a giornata del campionato cadetto.

SERIE B

AVELLINO – REGGIANA Sabato 1/11 h. 12:30

MASSIMI

GIUGGIOLI – SANTAROSSA

IV:      MARCHETTI

VAR:  NASCA (ON – SITE STADIO PARTENIO AVELLINO)

AVAR:   RUTELLA (ON – SITE STADIO PARTENIO AVELLINO)

CARRARESE – FROSINONE Sabato 1/11 h. 15:00

MARINELLI

LAUDATO – CEOLIN

IV:      GALIPO’

VAR:    PRONTERA

AVAR:      COSSO

PADOVA – SUDTIROL Sabato 1/11 h. 15:00

PERRI

GALIMBERTI – GRASSO

IV:       DRIGO

VAR: MONALDI (ON – SITE STADIO EUGANEO PADOVA)     

AVAR: AURELIANO (ON – SITE STADIO EUGANEO PADOVA)

VIRTUS ENTELLA – EMPOLI Sabato 1/11 h. 17:15

MARIANI

TEGONI – ZEZZA

IV:     RESTALDO

VAR:     MERAVIGLIA (ON – SITE STADIO COMUNALE CHIAVARI)

AVAR:     DI VUOLO (ON – SITE STADIO COMUNALE CHIAVARI)

PALERMO – PESCARA Sabato 1/11 h. 19:30

ZANOTTI

CAPALDO – LUCIANI

IV:      TURRINI

VAR:   VOLPI 

AVAR:    GUALTIERI

BARI – CESENA h. 15:00

FOURNEAU

BITONTI – EMMANUELE

IV:     URSINI

VAR: GIUA

AVAR: GHERSINI

CATANZARO – VENEZIA h. 15:00

PERENZONI

PRETI – CATALLO

IV:     VINGO

VAR:    MARINI

AVAR:     PRENNA

MODENA – JUVE STABIA h. 15:00

DIONISI

NIEDDA – VOTTA

IV:     BOZZETTO

VAR:     SANTORO

AVAR:       FERRIERI CAPUTI

MONZA – SPEZIA h. 17:15

LA PENNA

CECCON – BELSANTI

IV:       CALZAVARA

VAR:     BARONI  

AVAR:       PAGANESSI

SAMPDORIA – MANTOVA h. 19:30

MUCERA (foto)

MINIUTTI – CORTESE

IV:       DI MARCO

VAR:     MAZZOLENI 

AVAR:       DEL GIOVANE

Serie A, sono ufficiali le designazioni arbitrali della 10ª giornata di campionato: tutti i dettagli

Serie A, ufficiali le designazioni arbitrali della decima giornata di campionato: tutti i dettagli e l’elenco completo

Con la Serie A ormai nel suo pieno, l’attenzione si sposta già al prossimo turno di campionato. La 10ª giornata si preannuncia ricca di emozioni, con partite di grande fascino e big match che promettono spettacolo. Ecco le designazioni arbitrali per le sfide:

SERIE A – DESIGNAZIONI 10° GIORNATA

UDINESE – ATALANTA    Sabato 01/11 h.15.00

FABBRI

YOSHIKAWA – RICCI

IV:      CALZAVARA

VAR:     SERRA

AVAR:       PICCININI

NAPOLI – COMO    Sabato 01/11 h. 18.00

ZUFFERLI

MOKHTAR – FONTEMURATO

IV:      CREZZINI

VAR:     DI BELLO

AVAR:       ABISSO

CREMONESE – JUVENTUS    Sabato 01/11 h. 20.45

CHIFFI

CECCONI – MORO

IV:       PEZZUTO

VAR:      MAGGIONI

AVAR:        SOZZA

H. VERONA – INTER    h. 12.30

DOVERI

LO CICERO – VECCHI

IV:     COLLU

VAR:     AURELIANO

AVAR:     ABISSO

FIORENTINA – LECCE   h. 15.00

RAPUANO

PALERMO – BARONE  

IV:      AYROLDI

VAR:     MASSA

AVAR:     MARESCA

TORINO – PISA   h. 15.00

ARENA

BERTI – COLAROSSI

IV:     ALLEGRETTA

VAR:     CAMPLONE

AVAR:      SOZZA

PARMA – BOLOGNA    h. 18.00

BONACINA

MASTRODONATO – POLITI

IV:       MARCENARO

VAR:     GARIGLIO

AVAR:     PICCININI

MILAN – ROMA    h. 20.45

GUIDA (foto)

DEI GIUDICI – ROSSI C.

IV:     MARCHETTI

VAR:      DI PAOLO

AVAR:       DI BELLO

SASSUOLO – GENOA    Lunedì 03/11 h. 18.30

FELICIANI

ROSSI L. – DI MONTE

IV:       DI MARCO

VAR:      MARESCA

AVAR:      MASSA

LAZIO – CAGLIARI    Lunedì 03/11 h. 20.45

SACCHI J.L.

MONDIN – MONACO

IV:     GALIPO’

VAR:     PATERNA

AVAR:      DI PAOLO

Vieira Genoa, ore decisive in casa rossoblù: giornata determinante per il futuro del tecnico, le ultimissime

Vieira Genoa, ore decisive per il mister rossoblù: la società valuta il futuro del tecnico dopo l’addio di Ottolini e l’arrivo del ds Lopez

Sono ore decisive in casa Genoa per il futuro di Patrick Vieira. Dopo l’addio del direttore sportivo Marco Ottolini, ufficializzato in mattinata, e l’arrivo del nuovo ds Diego Lopez, anche la panchina del tecnico francese è finita in bilico. La giornata di oggi sarà determinante per capire se sarà lui a guidare la squadra nella prossima sfida contro il Sassuolo.

In caso di esonero immediato, la soluzione più probabile porta a Domenico Criscito, ex capitano e bandiera rossoblù, pronto a ricoprire il ruolo di allenatore ad interim.

Intanto, Vieira ha regolarmente diretto l’allenamento al centro sportivo “Signorini”. Il confronto con la società e con il nuovo direttore sportivo proseguirà nelle prossime ore, con l’obiettivo di arrivare a una decisione definitiva.

Alla riunione era presente anche l’amministratore delegato Andres Blazquez, che ha incontrato i giocatori insieme alla dirigenza: se dal prossimo colloquio emergeranno segnali positivi, Vieira dovrebbe restare in panchina almeno per la gara contro i neroverdi.

Nel frattempo, Ottolini ha fatto visita al centro sportivo per salutare dirigenti, allenatore e staff, chiudendo ufficialmente la sua esperienza al Genoa.

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Tomori Milan, il difensore rossonero non ci sarà contro la Roma: condizioni peggiori del previsto

Colpo duro per il Milan: Tomori costretto a saltare la Roma, stop più pesante del previsto. Le ultimissime notizie

Le condizioni di Fikayo Tomori appaiono più delicate del previsto. Il difensore del Milan, già in forte dubbio per la sfida di domenica sera contro la Roma, non è alle prese soltanto con il fastidio al ginocchio.

Come riportato da Ramazzotti su Gazzetta.it, l’inglese deve fare i conti anche con un ematoma alla coscia, che lo ha costretto a svolgere lavoro differenziato. Sebbene la risonanza al ginocchio non abbia evidenziato lesioni, la combinazione dei due problemi rende la sua presenza a San Siro ancora più incerta.

Un’eventuale assenza peserebbe molto sulla retroguardia rossonera, già sotto pressione. Lo staff medico e la dirigenza monitorano costantemente la situazione, ma un recupero in extremis sembra complicato. L’obiettivo realistico è rivedere Tomori al meglio della condizione dopo la sosta per le nazionali.

PAROLE – «Tomori non ha solo un fastidio a un ginocchio, ma ha anche subito una botta che gli ha provocato un ematoma a una coscia».

Calciomercato Lazio, Isaksen potrebbe lasciare la squadra biancoceleste? L’indiscrezione in vista di gennaio


Calciomercato Lazio: il futuro del danese Isaksen tra rinnovo e cessione

Il Calciomercato Lazio entra nel vivo, e uno dei temi più delicati che la dirigenza biancoceleste dovrà affrontare riguarda il futuro del centrocampista danese, che si trova di fronte a un vero e proprio bivio per la prossima stagione. Come riportato da Il Messaggero, la società dovrà presto decidere se puntare su di lui a lungo termine, rinnovando il contratto in scadenza nel 2028, oppure inserirlo nel progetto di “player trading” che ormai rappresenta una componente fondamentale della strategia economica del club.

La scelta non sarà presa a cuor leggero. Molto dipenderà dalle prestazioni che il giocatore offrirà nel corso dell’attuale campionato. Il tecnico e la dirigenza attendono segnali di crescita e continuità: se il danese riuscirà a confermarsi su livelli alti, diventando un punto di riferimento per il centrocampo biancoceleste, il Calciomercato Lazio potrebbe concentrarsi sul rinnovo, con l’obiettivo di blindare uno dei profili più interessanti della rosa.

Al contrario, se le prestazioni dovessero restare altalenanti, la società potrebbe scegliere la via della cessione. Non una bocciatura, ma una decisione strategica nell’ottica del “player trading”, pratica ormai consolidata che consente al club di autofinanziarsi e reinvestire su nuovi talenti. In questo scenario, il danese rappresenterebbe una risorsa preziosa: giovane, con margini di miglioramento e un buon mercato sia in Italia che all’estero.

Il Calciomercato Lazio, d’altra parte, è ormai una macchina ben oliata, capace di combinare la crescita sportiva con quella economica. Il presidente Claudio Lotito e il direttore sportivo Angelo Fabiani stanno valutando con attenzione ogni mossa, consapevoli che la decisione su questo giocatore potrebbe influenzare le prossime strategie di mercato.

Per il momento, la priorità resta il rendimento in campo: sarà questa la chiave che determinerà il futuro del centrocampista danese. La Lazio ha imparato a programmare con lungimiranza, bilanciando investimenti e cessioni senza compromettere la competitività.

Il Calciomercato Lazio, dunque, non si limita a operazioni immediate ma guarda già al medio periodo. Tra rinnovo e possibile addio, il destino del danese sarà uno dei temi centrali delle prossime settimane, simbolo di una società che punta a crescere mantenendo equilibrio tra campo e bilancio.


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Conferenza stampa Spalletti: «Spero di poter rientrare nel giro scudetto. Assoluto rispetto del lavoro di Tudor. Su Vlahovic e Koopmeiners…»

Conferenza stampa Spalletti: le sue dichiarazioni come nuovo allenatore della Juventus. Segui LIVE qui le sue prime parole

(Andrea Bargione inviato all’Allianz Stadium) – La Juventus ha un nuovo allenatore: Luciano Spalletti è il nuovo tecnico dei bianconeri.

Nel suo primo giorno in bianconero, venerdì 31 ottobre, Luciano Spalletti parla in conferenza stampa alle 12.00 per presentarsi davanti ai media. Calcionews24 ha seguito LIVE le sue parole.


COMOLLI – «Siamo lieti di averlo qui. Un grande allenatore, è un esperto di calcio italiano e sapete la sua carriera e il suo successo. Anche in piccoli club, medi e grandi. Con trofei nazionali e internazionali. E’ la persona giusta. Contratto fino a fine stagione con opzione di rinnovo per prolungare dalla prossima stagione. Abbiamo una sorta di una collaborazione potenziale a lungo termine. Entrambe le parti, abbiamo concordato che questo era l’approccio corretto, ora passo il microfono a Luciano ma prima vi spiego la procedura di questo nuovo ‘acquisto’ in panchina. Abbiamo visto in passato, per come gioca la squadra, abbiamo valutato per bene il profilo giusto, insieme a Modesto e Chiellini. Lui era il candidato perfetto per sedere sulla panchina della Juventus. Non c’è distanza nelle parti coinvolte, grazie a tutti».

Parla Luciano Spalletti

PRIME SENZAZIONI – «Buongiorno a tutti voi, sensazioni bellissime. Sappiamo bene la storia di questo club. Sappiamo che c’è un’aspettativa alta, ma poi entrarci dentro è sempre una bellissima emozione»

AMBIZIONE – «Prevale di più la voglia di portare il club ad altri livelli, ma ho assoluto rispetto del lavoro di Tudor che saluto caramente. L’ho conosciuto, è una persona splendida ed è un grande professionista. Trovo una squadra in buone condizioni e allenata bene dall’allenatore precedente. Dobbiamo lavorare per avere la possibilità per arrivare alle giuste ambizioni. Ringrazio il direttore Comolli per le bella parole, con cui parlerò italiano cosi capisco ciò che dico»

VALORE SQUADRA – «L’idea è racchiusa in tutto quello che ho accettato qua. Se non avessi visto potenzialità e valore, nonostante le difficoltà, non avrei accettato. Le intenzioni sono alte, qui alla Juve dobbiamo rientrare in Champions League ma dobbiamo fare bene perche le altre corrono veloci»

STAFF – «Con me ci sono 4 laboratori: Domenichini, Martusciello, Russo e Sinatti. Baldini ha invece deciso di terminare il rapporto di collaboratore, sono rimasto anche dispiaciuto, ma lo ringrazio per tutto. E’ uno di quelli bravi, che sa lavorare, ha avuto tutto le qualità. Ma accetto la sua volontà»

COMOLLI – «Ds? Siamo nella fase di short list ma quando avremo notizie ve lo faremo sapere.»

ATTACCANTI E LIVELLO – «Fa parte del mio lavoro, è stimolante e viene riconosciuto alzare il livello tecnico di un calciatore e nel caso dei gol un attaccante. Per vincere le partite bisogna fare gol, un calcio offensivo è una qualità importante ma l’importante è essere squadra e quello ci porterà equilibrio. Stimolante tutto per me per aver accettato questa situazione»

VLAHOVIC E GIOCATORI – «Corretta l’analisi di Vlahovic, c’è consapevolezze verso tifosi e maglia. Sulla battuta con Perin? Era una battuta. Noi dipendiamo tanto dai giocatori, ma per quanto ti impegni è poi la qualità dei giocatori che fa la differenza. Era per far capire che erano le cose fatte in campo che poi determineranno il mio futuro anche. Io non ho bisogno di essere assicurato per il mio futuro, non devo starci per forza in un posto o perchè sono legato a un contratto. Sarà un’esperienza insieme, semplice e chiara, cercando di collaborare insieme con le persone del mondo Juventus. Nessuna difficoltà di affrontare questo contratto, se fossi stata la Juve avrei fatto la stessa scelta»

SCUDETTO E CONTRATTO VLAHOVIC – «Spero di poter rientrare anche nel giro scudetto, si commentava anche di questo con i giocatori. Le intenzioni devono stare al massimo. Sono tante le partite che mancano e io ne ho viste nei miei anni di professione. Visto che ho fatto questo percorso, non vedo perchè mi devo accontentare delle cose. Ci metterò ancora più mano e capendo quello che siamo riusciti a fare. Assoluto rispetto del valore dei giocatori. Su Vlahovic non ho ricevuto nessun impedimento della società, vedrò e valuterò come gioca e impatta nella partita. Mi sembra che con l’Udinese ha fatto una ottima partita e le sue intenzioni sono chiare»

COMOLLI – «Mercato? Abbiamo parlato quando abbiamo incontrato Luciano. Non c’è pianificazione su questo. Se ci sono opportunità lo faremo, se ci sono giocatori da rimpiazzare vedremo ma al momento non c’è l’intenzione. Sono assolutamente fiducioso sugli acquisti fatti e siamo contenti e lieti su come stanno performando. Parliamone tra 12-18 mesi e poi vedremo se i giocatori avranno avuto successo. C’è bisogno di tempo per tutti ma sono fiducioso e rilassato sul mercato. »

DA DOVE SI RIPARTE – «Per me il primo allenamento è oggi, alla vigilia della partita. Se ho rispetto per i giocatori per il lavoro fatto precedentemente, credo che ci siano i presupposti per quello fatto fino ad ora a livello di modulo. Ci sono dei giocatori che preferirebbero giocatori in caselle differenti, ma per tutti ci vuole disponibilità. Si proverà a fare qualcosa di diverso con la difesa 4 anzichè a tre»

CREMONESE – «Io ho visto molte partite del campionato, poche le ho viste definite e con supremazie decise. Anche il Napoli che è la più attrezzata così come l’Inter hanno perso delle partite. Noi non dobbiamo avere slogan, bisogna che sia il rumore del pallone che scorre sull’erba, che scivola e i tifosi sentono il rumore sugli spalti va bene»

PAROLE POST NAPOLI – «Io ho avuto la possibilità di entrare in quasi tutti gli spogliatoi delle squadre, con rispetto di tutte le persone che incontravo. Serve collaborazione nello spogliatoio, in maniera si possa performare»

COMOLLI – «Già in passato aveva idea di portare Spalletti alla Juve? No, assolutamente. Quando ho iniziato ero certo di Tudor, senza altri pensieri. Quando poi domenica notte abbiamo deciso di effettuare un cambiamento. Prima non abbiamo mai parlato. Lunedì abbiamo parlato a pranzo, poi i giorni dopo e abbiamo preparato il contratto. Piuttosto ravvicinato, ma tutto è stato fatto in 3 giorni. Opzione discussa? Non è che lei non ha capito, non l’abbiamo detto. Abbiamo un opzione poi per il rinnovo del tecnico»

NAPOLI – «Io ho lasciato in tutte le città dove ho lavorato una parte di me. A Napoli abbiamo portato uno scudetto bellissimo, instaurando un rapporto con quella gente particolare. Da parte mia non è cambiato niente. Stamattina l’esame del sangue me l’hanno tirato dall’altra parte (ndr. non dalla parte del famoso tatuaggio). Queste cose di estrapolare parti del mie parole va chiarita. Le mie parole della tuta che non cambio, era riferita a quella stagione. Non è che devo smettere di fare l’allenatore dopo Napoli»

DIFFICOLTA’ RIFERITE AL DNA DELLA JUVE – «In campo poi è fondamentale vincere la partita. Visto però che il calcio poi è uno spettacolo si cerca di fare un buon prodotto. Stessa cosa vale per voi, siete alla ricerca di parole nuove. Tante volte sono venuto qui da avversario e ho percepito innovazione, tecnologia. Bisogna oltre a vincere, poi parliamo di altro.»

KOOPMEINERS – «E’ un calciatore che conosco molto bene, lo abbiamo seguito anche in passato ma costava tanto (ride ndr). Ieri ho ricordato con lui quando ci eravamo sentite perchè lo voleva ma non c’era la possibilità di prenderlo. Secondo me è un mediano-mezz’ala, lo dice la sua storia. Qui si ritorna a fare i complimenti a Gasperini che con lu ha lavorato molto bene, pressa, può dare fastidio agli avversari e ha un piede caldo quando tira in porta. Chiaro che ingabbiato e spalle alla porta, non ha quelle qualità come Yildiz ad esempio in mezzo al traffico. Ha altre qualità secondo me. Mediano/centrocampista»

DECISIONE ADDIO TUDOR – «Mancanza di risultati. Abbiamo pensato di rimanere con Igor ma poi il ciclo negativo si prolungava e abbiamo deciso di cambiare. La squadra non aveva performato bene e parlando con lui, continuando così non avremmo più vinto le partite. A quel punto ho chiesto di avere un nuovo tecnico. Spalletti era la soluzione migliore.»

PERCENTUALI PERSONALI – «Non so quanto riuscirò a incidere, ma so l’impegno che metterò. Sono più di 30 anni che faccio questo lavoro, so che la differenza la faranno i calciatori. Dobbiamo fidarci di quello che potremo fare, è il percorso che avremo davanti che farà la differenza. Il calcio è in evoluzione continua ma va capita. Ho sentito dire che alcuni giocatori non sono da Juve, ma se noi mettiamo tutti il nostro massimo noi possiamo crescere e lavoreremo per questo».

Calciomercato Cagliari, Caprile nel mirino di molti top club! Qual è la situazione in casa rossoblu?


Calciomercato Cagliari: Caprile nel mirino dei top club, anche dalla Premier League

Il Calciomercato Cagliari potrebbe presto infiammarsi attorno a uno dei talenti più brillanti della Serie A: Elia Caprile. Il giovane portiere rossoblù sta vivendo un momento di forma eccezionale e le sue prestazioni, fin qui, non sono certo passate inosservate. Parate decisive, sicurezza tra i pali e una sorprendente maturità per la sua età hanno attirato l’attenzione dei principali osservatori del calcio italiano e internazionale.

Caprile, infatti, è diventato in poco tempo una delle rivelazioni della stagione del Cagliari, imponendosi come uno dei portieri più promettenti del panorama nazionale. La sua crescita costante, unita alla personalità mostrata anche nelle partite più delicate, lo ha trasformato in un vero e proprio gioiello del club sardo. Non sorprende, quindi, che il suo nome sia finito sui taccuini di diversi top club italiani e stranieri.

Le prime voci di mercato avevano già collegato Caprile al Milan e all’Inter, ma nelle ultime settimane si sarebbe fatto avanti anche un interesse ben più prestigioso: quello proveniente dalla Premier League. Secondo quanto trapela, alcuni club inglesi avrebbero iniziato a seguire con attenzione le sue prestazioni, analizzando dati e statistiche in vista di un possibile assalto nelle prossime finestre di mercato. Un segnale chiaro della risonanza che il talento del portiere sta avendo anche oltre i confini italiani.

Nonostante queste sirene internazionali, la posizione del Cagliari resta ferma: Caprile non è sul mercato. La società rossoblù lo considera un punto fermo del progetto tecnico e una figura su cui costruire il futuro. La dirigenza è consapevole del valore del suo portiere e non ha alcuna intenzione di aprire trattative, almeno nel breve periodo.

Tuttavia, come spesso accade nel Calciomercato Cagliari e più in generale nel calcio moderno, di fronte a un’offerta davvero irrinunciabile tutto può cambiare. Se Caprile continuerà a esibirsi su questi livelli, è probabile che le proposte — soprattutto dall’estero — si moltiplicheranno, costringendo il club a valutare le proprie strategie.

Per ora, però, il messaggio è chiaro: il Cagliari si gode il suo numero uno, simbolo di talento, lavoro e continuità. Ma il prossimo capitolo del Calciomercato Cagliari potrebbe ruotare ancora intorno a lui, tra corteggiamenti, sogni di Premier League e la ferma volontà del club di difendere il proprio gioiello.


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Bologna, Dominguez deve dare una svolta alla sua annata: su di lui passa la qualità della squadra!


Bologna, il caso Dominguez: fuoco di paglia o talento da rilanciare? La situazione attuale

Il Bologna continua a essere una delle realtà più interessanti del calcio italiano, capace di unire progettualità, gioco e valorizzazione dei giovani. Tra i tanti talenti che hanno attirato l’attenzione negli ultimi mesi, uno dei nomi più discussi è quello di Benjamin Dominguez, l’esterno argentino che, solo un anno fa, aveva infiammato il Dall’Ara con le sue giocate. Oggi, però, la sua situazione appare più complessa e ricca di interrogativi.

L’esplosione di Dominguez arrivò quasi per caso, tra dicembre 2024 e gennaio 2025, quando gli infortuni di Ndoye e Cambiaghi aprirono per lui uno spazio prezioso sulla corsia sinistra del Bologna. L’argentino non si fece pregare: in poche settimane mise insieme numeri da protagonista — 4 gol e 2 assist — mostrando velocità, tecnica e personalità. Un periodo scintillante che fece pensare a molti di aver trovato un nuovo gioiello destinato a imporsi in Serie A.

Con il passare dei mesi, però, quella luce si è affievolita. Il ritorno in campo di Cambiaghi, la crescita esponenziale di Ndoye e alcuni cambiamenti tattici apportati da Vincenzo Italiano hanno relegato Dominguez ai margini del progetto tecnico. Oggi il classe 2004 fatica a trovare spazio, spesso partendo dalla panchina e vedendo ridursi il suo minutaggio.

Eppure, all’interno dell’ambiente Bologna, nessuno mette in dubbio le sue qualità. Si tratta di un giocatore giovane, esplosivo e ancora in fase di maturazione, capace di spaccare le partite quando entra con la giusta mentalità. La società, da sempre attenta ai profili di prospettiva, crede ancora nelle sue potenzialità e valuta con calma il percorso di crescita più adatto per lui. Non è escluso che, durante la prossima finestra di mercato, il Bologna possa considerare un prestito per consentirgli di trovare continuità e minuti preziosi.

La storia di Benjamin Dominguez è quindi quella di un talento ancora da scolpire, di un giocatore che ha mostrato lampi di qualità ma deve imparare a mantenere costanza e fiducia. Il Bologna, nel frattempo, continua il suo percorso di crescita, cercando di combinare risultati e valorizzazione dei giovani: una filosofia che potrebbe presto riportare Dominguez al centro del progetto, pronto a riaccendere i riflettori che, solo un anno fa, lo avevano reso protagonista.


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Esonero Pioli, ore contate per il tecnico della Fiorentina? Ecco chi potrebbe sostituirlo se non dovesse vincere


Esonero Pioli: il caso che scuote la Serie A e le possibili conseguenze sulle panchine

Il tema dell’Esonero Pioli continua a tenere banco nel mondo del calcio italiano e, come spesso accade, le voci di un possibile cambio sulla panchina del Milan stanno creando un effetto domino anche su altre società di Serie A. Le grandi manovre potrebbero infatti non limitarsi ai rossoneri: anche altri club, come il Genoa, stanno valutando eventuali alternative in caso di risultati deludenti nelle prossime settimane.

Secondo quanto riportato da Cronache di Spogliatoio, il Genoa starebbe monitorando da vicino la situazione della propria panchina. L’attuale tecnico Patrick Vieira, nonostante la fiducia confermata per la prossima giornata di campionato, resta sotto osservazione. Se il rendimento della squadra non dovesse migliorare, la dirigenza rossoblù sarebbe pronta a prendere in considerazione un cambio, valutando due profili di grande interesse: Paolo Vanoli e Daniele De Rossi.

Entrambi i nomi sono legati da un filo conduttore comune: modernità di idee e capacità di gestire giovani talenti. Vanoli, reduce dall’esperienza positiva al Venezia, rappresenta una figura capace di dare identità e organizzazione tattica, mentre De Rossi, dopo l’avventura alla SPAL e l’attuale percorso alla Roma, incarna una leadership naturale e una conoscenza profonda dell’ambiente calcistico italiano.

L’eventuale avvicendamento a Genova, però, si inserirebbe in un contesto più ampio di possibili rivoluzioni sulle panchine di Serie A. L’Esonero Pioli, che aleggia da settimane intorno al Milan, potrebbe essere il primo tassello di un domino che coinvolgerebbe diversi club. Qualora il tecnico rossonero dovesse davvero lasciare, non è escluso che altri allenatori attualmente sotto pressione possano finire nel mirino di società in cerca di una scossa.

Per il momento, Vieira resta al suo posto e prepara la prossima partita consapevole che il margine di errore si è assottigliato. Il Genoa vuole risultati concreti e continuità, ma nel frattempo mantiene aperti i contatti con i possibili successori.

In attesa di sviluppi, il dibattito sull’Esonero Pioli resta centrale nel panorama calcistico italiano. Ogni mossa del Milan — e delle altre società che meditano cambi in panchina — potrebbe ridisegnare completamente gli equilibri del campionato, aprendo una nuova fase di strategie, nomi e opportunità per allenatori in cerca di rilancio.


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Verona, serve una grande crescita: soprattutto da parte di quel giocatore gialloblu. Il punto


Verona, segnali di crescita ma serve più spirito di squadra. La situazione attuale

Il Verona ha iniziato il campionato con un rendimento altalenante in termini di punti, ma con prestazioni che lasciano intravedere segnali incoraggianti. Rispetto alla scorsa stagione, la squadra gialloblù appare più organizzata, dinamica e capace di creare diverse occasioni da gol, mettendo spesso in difficoltà le difese avversarie. Il lavoro di Paolo Zanetti inizia a vedersi, e la sensazione generale è che, con un pizzico di cinismo in più, i risultati possano presto arrivare.

Secondo quanto riportato da CalcioHellas, degli aspetti più positivi riguarda la fase offensiva. L’intesa tra Giovane e Orban è ancora in fase di costruzione, ma il tecnico ha più volte sottolineato come serva soltanto tempo perché i due imparino a dialogare con maggiore efficacia. L’obiettivo è ridurre l’individualismo e aumentare la collaborazione, trasformando le qualità dei singoli in forza collettiva.

Tra i protagonisti di questo inizio stagione del Verona, spicca il brasiliano Giovane, che sta mostrando una crescita costante. Oltre alle sue doti tecniche, l’attaccante ha iniziato a cercare maggiormente l’assist per i compagni, segno di una maturazione tattica e mentale. La sua reazione durante il secondo gol contro il Cagliari — esultando come se fosse stato lui a segnare — testimonia la voglia di partecipare al successo del gruppo e non solo alla gloria personale.

Diversa, invece, la situazione di Orban. Il classe 2002 fatica ancora a integrarsi pienamente nei meccanismi di squadra e tende spesso a cercare la giocata individuale. Nel match più recente, il giovane attaccante ha mostrato qualche segnale di nervosismo, lasciandosi andare a gesti di frustrazione e critiche verso i compagni. Comportamenti che non sono passati inosservati ai tifosi e che hanno sollevato qualche perplessità sull’atteggiamento del giocatore.

In un momento in cui il Verona sta cercando di consolidare la propria identità, episodi di questo tipo rischiano di minare il processo di crescita. È proprio su questo punto che mister Zanetti ha voluto insistere: per migliorare, serve unità di intenti. Il Verona deve imparare a ragionare da squadra, abbandonando personalismi e frustrazioni individuali.

Il percorso è ancora lungo, ma i segnali positivi non mancano. Se lo spirito di gruppo crescerà quanto la qualità del gioco, il Verona potrà presto tornare a recitare un ruolo da protagonista in campionato.


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Calciomercato Sassuolo, Muharemovic corteggiato da molte squadre: in vantaggio una grande big


Calciomercato Sassuolo: occhi puntati su Muharemovic, il difensore che piace all’Inter

Il Calciomercato Sassuolo si intreccia con quello delle grandi del calcio italiano, a dimostrazione del valore crescente dei giovani talenti presenti nella rosa neroverde. Tra i profili più osservati c’è Tarik Muharemovic, difensore bosniaco classe 2003 che ha attirato l’interesse di diverse società di Serie A, tra cui l’Inter, alla ricerca di rinforzi per il reparto arretrato in vista della prossima stagione.

Secondo quanto riportato da Calciomercato.com, i dirigenti nerazzurri hanno inserito il nome di Muharemovic in una lista di potenziali obiettivi per il futuro. Il giovane difensore, che al Sassuolo si sta mettendo in mostra per solidità, capacità di anticipo e personalità, rappresenta uno dei gioielli più interessanti del club emiliano. Il suo profilo si inserisce perfettamente nella strategia di valorizzazione dei giovani che da anni caratterizza il progetto sportivo del Sassuolo, da sempre attento a scoprire e lanciare nuovi talenti.

Nel frattempo, il Calciomercato Sassuolo potrebbe vivere un’estate calda, con diversi club pronti a bussare alla porta della dirigenza per chiedere informazioni sul difensore bosniaco. Oltre all’Inter, anche il Milan e altre società europee avrebbero iniziato a monitorare il giocatore, segno che il suo potenziale non è passato inosservato.

Il club neroverde, tuttavia, non ha alcuna fretta di privarsi del proprio talento. L’obiettivo della società è quello di farlo crescere ulteriormente all’interno di un ambiente ideale per i giovani, come quello di Sassuolo, dove il minutaggio e la fiducia non mancano mai a chi dimostra impegno e qualità.

Il Calciomercato Sassuolo, d’altra parte, ha sempre mostrato una doppia anima: da un lato, quella di società che sa valorizzare e poi cedere i propri gioielli a cifre importanti; dall’altro, quella di un club che reinveste con intelligenza, costruendo rose competitive senza mai rinunciare alla propria identità.

Muharemovic potrebbe essere il prossimo grande protagonista di questa filosofia. Se continuerà a crescere con la stessa costanza mostrata finora, non è escluso che la prossima sessione di mercato lo veda al centro di un vero e proprio duello tra le big italiane. Intanto, il Calciomercato Sassuolo resta uno dei più seguiti e dinamici della Serie A, capace ogni anno di portare alla ribalta nuovi nomi destinati a lasciare il segno nel calcio italiano.


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Galli sull’esonero di Pioli: «Contro l’Inter ho visto una fiammella diversa, ma serve una scossa. Fossi in loro fare questo»

Galli, ex portiere viola ha analizzato il momento difficile della Fiorentina e la situazione riguardante l’esonero di Pioli, difendendo il tecnico nell’intervista alla Gazzetta dello Sport

In un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, Giovanni Galli, ex portiere e bandiera della Fiorentina, ha analizzato la profonda crisi che sta attraversando la squadra di Stefano Pioli, oggi impantanata in zona retrocessione. Pur riconoscendo le difficoltà del gruppo, Galli ha evidenziato un piccolo segnale positivo emerso nell’ultima gara contro l’Inter.

LA FIDUCIA IN PIOLI – «Contro l’Inter ho visto una fiammella diversa dal punto di vista dell’atteggiamento. Aspetterei almeno le partite contro Lecce e Genoa prima di esonerarlo perché è una soluzione che non solleva i giocatori dalle preoccupazioni».

LE DIFFICOLTÀ MENTALI DELLA SQUADRA – «La vittoria porterebbe un po’ di tranquillità. Poi un allenatore ha sempre bisogno di confrontarsi con un dirigente, parlare di calcio, avere calciatori speciali nello spogliatoio. Potrebbero essere De Gea e Gosens».

QUANTO ASPETTARE – «Aspetterei almeno le gare con Lecce e Genoa. Non cambierei la guida tecnica perché è una soluzione che non solleva i giocatori dalle preoccupazioni. Sono due partite in cui la squadra deve dimostrare di non essere quella vista fino a oggi. Poi manca un uomo di personalità che guidi la difesa e un centrocampista-faro. Ci sono De Gea e Kean, manca il resto della spina dorsale».

CHI PUÒ AIUTARE PIOLI? – «In linea generale, ogni allenatore ha sempre bisogno di confrontarsi con un dirigente, oltre che con il suo staff, prima delle partite. Parlare di calcio. E poi avere dei calciatori speciali e di supporto nello spogliatoio. Carlo Ancelotti in questo è un maestro: nei 10 anni al Real Madrid con Modric e Kroos aveva un rapporto diverso, d’intesa. Per la Fiorentina potrebbero essere Gosens e De Gea».

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