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Ranking UEFA, Italia solo ottava: il sogno del quinto posto Champions si allontana? Tutti i dettagli

Ranking UEFA: Italia solo ottava nella corsa al quinto posto Champions. Come funzionale il meccanismo e i dettagli

Dopo l’exploit della stagione 2023/2024, che aveva permesso all’Italia di portare in Champions League una quinta squadra – il Bologna – è di nuovo tempo di calcoli. Tutto ruota attorno al ranking UEFA, la classifica che decide quali Paesi potranno ottenere un posto extra nella massima competizione europea.

Quest’anno, però, i club italiani non sono riusciti a ripetere l’impresa: la Serie A è rappresentata da quattro squadre, Inter, Napoli, Atalanta e Juventus, e dovrà provare a scalare posizioni per tornare a sognare il bonus.

Come funziona il ranking UEFA

Il meccanismo è semplice ma spietato:

  • Ogni nazione accumula i punti ottenuti dalle proprie squadre nelle coppe europee.
  • Si assegnano 2 punti per la vittoria, 1 per il pareggio, più bonus per i passaggi ai turni a eliminazione diretta.
  • Il totale viene poi diviso per il numero di club partecipanti (per l’Italia sono 7).

Alla fine della stagione, le prime due federazioni in classifica ottengono un posto aggiuntivo nella Champions League successiva.

L’esempio della scorsa stagione

Nell’ultima annata il traguardo è stato centrato da Inghilterra e Spagna. La Premier League ha beneficiato anche del successo del Tottenham in Europa League, mentre la Liga ha festeggiato grazie al trionfo del Real Betis in Conference League contro la Fiorentina. Due risultati che hanno fatto la differenza e garantito un posto in più a entrambe le leghe.

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Haaland da record: come Cristiano Ronaldo! 12 partite consecutive in gol: stasera Mbappé può agganciarlo

Haaland, record da leggenda: eguaglia Cristiano Ronaldo con 12 gare consecutive a segno. Mbappé in corsa, stasera l’aggancio?

Erling Haaland continua a riscrivere i record. Con la rete segnata al Villarreal, l’attaccante norvegese ha trovato il gol per la dodicesima partita consecutiva tra Premier League e Nazionale, eguagliando così il primato di Cristiano Ronaldo. I suoi numeri stagionali sono impressionanti: 27 gol in appena 17 presenze.

L’unica gara in cui il classe 2000 è rimasto a secco risale ad agosto, nella sconfitta interna del Manchester City contro il Tottenham. Il record di CR7, invece, apparteneva alla stagione 2017/18, quando il portoghese andò a segno per 12 match consecutivi tra Real Madrid e Nazionale.

Anche Kylian Mbappé è vicino a questo traguardo: con il gol decisivo in Liga è salito a quota 11 partite consecutive con almeno una rete. Questa sera, contro la Juventus, il francese potrebbe affiancare Haaland e Ronaldo. Curiosamente, anche per lui l’unico stop stagionale è arrivato ad agosto, contro il Mallorca.

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Villarreal Barcellona, clamoroso dietrofront della Liga! Tebas non ci sta: «Un’occasione persa per il calcio spagnolo»

Villarreal Barcellona, decisione incredibile della Liga! Javier Tebas tuona: «Un’occasione persa per il calcio spagnolo». Le parole

Clamoroso dietrofront della Liga: la partita tra Villarreal e Barcellona, inizialmente programmata per il 20 dicembre a Miami, non si giocherà più negli Stati Uniti.

La decisione di spostare l’incontro oltreoceano era stata annunciata solo poche settimane fa, seguendo l’esempio della Serie A che porterà Milan-Como a Perth. Tuttavia, le forti polemiche scoppiate tra tifosi e calciatori hanno costretto la lega spagnola a rivedere i propri piani.

I giocatori, in particolare, hanno manifestato il loro dissenso con una protesta simbolica: in tutte le partite dell’ultimo turno sono rimasti immobili per i primi 15 secondi di gioco.

Di fronte a questa contestazione, il presidente della Liga Javier Tebas ha annunciato l’annullamento della trasferta americana e ha affidato a un lungo messaggio polemico sul suo profilo X le proprie considerazioni sulla vicenda. Le sue parole:

PAROLE – «Un’occasione persa per il calcio spagnolo. Oggi il calcio spagnolo ha perso l’opportunità di progredire, di proiettarsi nel mondo e di rafforzare il proprio futuro. La difesa della “tradizione” viene invocata da una prospettiva ristretta e provinciale, mentre le vere tradizioni del calcio europeo sono minacciate dalle decisioni delle istituzioni governative che anno dopo anno distruggono i campionati nazionali, vero motore dell’industria calcistica europea, a causa dell’ingenuità e della passività dei leader europei che non riescono a distinguere il banale dall’essenziale».

Serie A, si avvicina l’ottava giornata di campionato: ecco le designazioni arbitrali di tutte le sfide

Serie A, ufficiali le designazioni arbitrali dell’ottava giornata di campionato: tutti i dettagli e l’elenco completo

Con la Serie A ormai nel pieno della sua corsa, l’attenzione si sposta già al prossimo fine settimana. L’8ª giornata si preannuncia ricca di emozioni, con partite di grande fascino e big match che promettono spettacolo. Ecco le designazioni arbitrali per le sfide:

I FISCHETTI DELL’8° GIORNATA

MILAN – PISA     Venerdì 24/10 h. 20.45

ZUFFERLI

ROSSI L. – MASTRODONATO

IV:      COLLU

VAR:     GARIGLIO

AVAR:      DOVERI

UDINESE – LECCE    Sabato 25/10 h. 15.00

FELICIANI

VECCHI – MORO

IV:      GALIPO’

VAR:     MAGGIONI

AVAR:      MERAVIGLIA

PARMA – COMO    Sabato 25/10 h. 15.00

CHIFFI (foto)

YOSHIKAWA – LAUDATO

IV:       SACCHI J.L.

VAR:      MAZZOLENI

AVAR:       DOVERI

NAPOLI – INTER    Sabato 25/10 h. 18.00

MARIANI

BINDONI – BACCINI

IV:     AYROLDI

VAR:     MARINI

AVAR:     PEZZUTO

CREMONESE – ATALANTA     Sabato 25/10 h. 20.45

ARENA

PALERMO – CIPRESSA

IV:      MARCENARO

VAR:     AURELIANO

AVAR:    MARESCA

TORINO – GENOA     h. 12.30

BONACINA

LO CICERO – BERCIGLI

IV:     MASSA

VAR:     DI BELLO

AVAR:      MAGGIONI

H. VERONA – CAGLIARI     h. 15.00

DIONISI

DEI GIUDICI – TRINCHIERI

IV:     DI MARCO

VAR:     DOVERI

AVAR:     SERRA

SASSUOLO – ROMA    h. 15.00

MANGANIELLO

BERTI – FONTEMURATO

IV:     FABBRI

VAR:     PEZZUTO

AVAR:       SOZZA

FIORENTINA – BOLOGNA    h. 18.00

LA PENNA

IMPERIALE – PRETI

IV:       GUIDA

VAR:      PATERNA

AVAR:      MARINI

LAZIO – JUVENTUS    h. 20.45

COLOMBO

ALASSIO – TEGONI

IV:     CREZZINI

VAR:    MERAVIGLIA

AVAR:      MARESCA

Torino, Claudio Sala svela: «Scudetto 76? Vi racconto quei dieci minuti in attesa…della Juve»

Claudio Sala racconta gli aneddoti e i retroscena sullo scudetto del 1976 col Torino, quei dieci minuti ‘sospesi’ in attesa del risultato della Juve e tanto altro

Dieci minuti possono durare un’eternità, dare l’impressione di non finire mai, dilazionarsi nello spazio e nel tempo al di là di ogni possibile immaginazione. A maggior ragione, se da quei dieci minuti può dipendere la vittoria di uno scudetto, il primo – nella storia del Torino – dopo la tragedia di Superga. Per sapere cosa ha provato Claudio Sala in quell’istante e conoscere i retroscena su uno dei campionati più iconici e indimenticabili della storia del calcio italiano basta ascoltare le ultime dichiarazioni rilasciate dal classe ‘47.

Intervenuto sul canale YouTube di Nicolò Bono l’ex granata ha ripercorso il cammino culminato con la vittoria del campionato nel 1967. Gli fanno eco i compagni di un tempo Giuseppe Pallavicini e Nello Santin. Spazio anche per i retroscena sulla stagione successiva (segnata dalla ‘rivincita’ della Juventus), con una panoramica conclusiva sullo stato attuale di salute del Torino targato Urbano Cairo. Ecco alcuni estratti salienti dei pensieri di Sala:

IL RICORDO DELLO SCUDETTO COL TORINO – «27 anni! Finalmente siamo riusciti a colmare questo gap (dall’ultimo scudetto del Grande Torino) con la vittoria del Toro degli Invincibili. Nessuno se l’aspettava perché siamo partiti come una formazione che poteva far bene, ma assolutamente non poteva vincere lo scudetto. Mentre invece è arrivato un allenatore come Radice che aveva un grande carattere, ha praticamente fatto fuori tutti i vecchi e ha fatto una squadra innovativa, con ragazzi giovani che l’hanno seguito. E seguendo lui siamo arrivati finalmente allo scudetto».

L’ULTIMA VITTORIA CON IL CESENA E QUEI DIECI MINUTI CRUCIALI – «L’ultima partita avevamo il braccino corto (sorride, ndr) perché sembrava sulla carta la più facile, invece è finita 1-1 con un’autorete che ha dell’incredibile. Quindi siamo stati sospesi per 10 minuti fin quando non è arrivato il fischio finale della Juventus: poi eravamo vincitori!».

LA STAGIONE SUCCESSIVA – «Abbiamo rischiato di fare il bis, ma essendo il Torino a Torino, la Juventus non poteva permettersi di perdere due anni di fila uno scudetto. Quindi quella è stata la mossa che ha fatto sì che la Juventus riuscisse ad arrivare prima per un punto. Con una media notevole, perché ha fatto 51 punti su 60 e noi abbiamo fatto 50 punti su 60. Avevamo vinto lo scudetto a 45…l’abbiamo perso a 50. La Juventus ha perso 10 punti in tutto e noi ne abbiamo persi 11».

IL TORINO DI CAIRO – «Manca una programmazione. La programmazione dipende dall’allenatore, dipende dal direttore sportivo, dipende dal presidente. Quindi questo non facilita la crescita di un Toro che cambia pelle ogni anno, quindi non ha mai un’intelaiatura base per poter costruire e poter prelevare giocatori che possono essere utili per la causa granata».

Cancellieri Lazio, confermata quella diagnosi! Ecco i tempi di recupero e la data del possibile rientro

Cancellieri Lazio, lesione muscolare per l’attaccante biancoceleste: out circa 20 giorni, il rientro dopo la sosta

La Lazio deve fare ancora i conti con gli infortuni in questo inizio di stagione complicato. L’ultimo a fermarsi è Mattia Cancellieri, vittima di una lesione di primo grado al flessore della coscia sinistra. Gli esami hanno confermato il problema muscolare e lo staff medico biancoceleste ha stimato uno stop di circa venti giorni.

Il calendario non aiuta: il 9 novembre i biancocelesti affronteranno l’Inter a San Siro, ma un recupero in tempo per quella data appare improbabile, a meno di un rientro lampo difficile da ipotizzare.

Molto più verosimile, invece, che l’attaccante torni a disposizione dopo la sosta per le nazionali. L’obiettivo realistico è la gara del 23 novembre contro il Lecce all’Olimpico, quando Sarri potrà finalmente contare di nuovo su di lui per rinforzare un reparto offensivo già messo a dura prova dalle assenze.

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Conferenza stampa Tudor, parole di fuoco prima di Real Juve: la reazione della dirigenza e il retroscena svelato

Conferenza stampa Tudor, il tecnico bianconero scuote la Juve: lo sfogo prima del Real Madrid. Dirigenza sorpresa, il retroscena

Un’uscita inattesa, un’analisi che ha spiazzato tutti. Alla vigilia di Real Madrid-Juve, Igor Tudor ha scelto di rompere gli schemi con una conferenza stampa destinata a lasciare il segno. Davanti alla dirigenza al completo, seduta in prima fila, il tecnico croato ha offerto una lettura cruda e diretta del momento difficile della squadra, tornando a puntare il dito contro episodi arbitrali e calendario.

«Senza errori saremmo primi»

Affiancato da Khéphren Thuram, Tudor ha ripreso concetti già espressi in passato, ma con una forza nuova. Ha parlato di un «calendario folle», con un ciclo serrato di sfide contro avversari di altissimo livello. Poi l’affondo sui risultati: «Alla Juve un pareggio porta frustrazione», ha ammesso, rivendicando però le buone prove contro Inter e Atalanta e recriminando per gli episodi di Verona («nessuno mi dà un rigore e l’espulsione»). La chiusura è stata netta: «Senza gli errori di Verona e con un altro sorteggio saremmo stati primi. È così, non ci sono scuse».

Dirigenza sorpresa, tifosi divisi

In sala stampa erano presenti Damien Comolli, François Modesto e Giorgio Chiellini. Secondo Tuttosport, i dirigenti sarebbero rimasti «stupiti, se non spiazzati» da parole così distanti rispetto a quanto discusso internamente appena il giorno prima.

Anche i tifosi si sono divisi: c’è chi ha apprezzato la difesa a spada tratta della squadra e chi, invece, è rimasto interdetto.

Una panchina sempre più bollente

Lo sfogo di Tudor arriva nel momento più delicato: sei partite senza vittorie, una sfida proibitiva al Bernabéu e una panchina che già scotta. La scelta di parlare senza filtri, assumendosi il rischio di una comunicazione diretta e frontale, aggiunge ulteriore pressione a una vigilia già carica di tensione.

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Cardinale Milan: il futuro ormai è chiaro! Spunta un retroscena sorprendente, tutti gli aggiornamenti sui rossoneri

Cardinale Milan: ecco quale sarà la linea del futuro societario: il retroscena che sorprende i tifosi rossoneri. I dettagli

Gerry Cardinale ha voluto mettere fine alle voci e alle preoccupazioni sul futuro della proprietà rossonera, ribadendo con decisione il proprio impegno a lungo termine con il Milan.

Il retroscena è stato raccontato da Kush di ThatMilanPod, che ha riportato un dialogo diretto con il CEO di RedBird. L’interlocutore ha posto a Cardinale la domanda che da tempo circola tra i tifosi: l’idea che il fondo americano possa limitarsi a sistemare i conti, costruire lo stadio e poi vendere il club con un maxi profitto.

La risposta del patron è stata netta e rassicurante: «Kush, non venderò mai il Milan». Una frase semplice, ma capace di dissipare i dubbi sull’orizzonte della proprietà.

Il messaggio conferma la visione di Cardinale: non una speculazione rapida, ma un progetto strutturale e duraturo, volto a riportare il Milan stabilmente ai vertici del calcio mondiale. In questa prospettiva, RedBird considera il club non come un asset da valorizzare e cedere, ma come una piattaforma strategica su cui costruire valore nel lungo periodo, anche attraverso sinergie con lo sport americano, come dimostra l’interesse per una futura franchise NBA a Milano.

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Lombardo Sampdoria, il suo ritorno non è scontato! Trattativa in salita? Ecco le condizioni per il suo rientro

Lombardo Sampdoria, trattativa in salita: le ultimissime sulle condizioni per il rientro di ‘Popeye’”, ex storico del club

La Sampdoria ha deciso di voltare pagina dopo l’esonero di Massimo Donati, ritenuto responsabile del difficile avvio di stagione in Serie B. La panchina blucerchiata passa ora a un nuovo tandem tecnico formato da due volti già noti a Bogliasco: Angelo Gregucci, che ricoprirà ufficialmente il ruolo di allenatore responsabile, e Salvatore Foti, in attesa del patentino necessario per guidare in prima persona.

L’obiettivo immediato della coppia è dare una scossa a una squadra che fatica nelle zone basse della classifica. Ma il progetto potrebbe presto arricchirsi di un nome che fa vibrare il cuore dei tifosi: Attilio Lombardo.

L’ex bandiera doriana, protagonista lo scorso anno di una clamorosa salvezza ai playout con la Salernitana al fianco di Alberico Evani, è legato da un profondo senso di appartenenza ai colori blucerchiati. La società vorrebbe riportarlo a Bogliasco, ma l’accordo non è ancora definito.

Secondo Il Secolo XIX, Lombardo sarebbe disposto a rientrare solo a precise condizioni: chiarezza sul ruolo che andrebbe a ricoprire e, soprattutto, garanzie su un progetto tecnico duraturo, che vada oltre la logica del semplice “traghettatore” chiamato a gestire l’emergenza.

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Zielinski sicuro: «Inter, possiamo continuare così. Contro il Napoli vogliamo…»

Zielinski brilla in Champions: «Contro il Napoli vogliamo vincere ancora». Le dichiarazioni

Zielinski continua a ritagliarsi un ruolo sempre più centrale nell’Inter di Cristian Chivu. Dopo l’ottima prestazione in Champions League contro l’Union Saint-Gilloise, il centrocampista polacco ha commentato con lucidità la vittoria dei nerazzurri, sottolineando punti di forza e aspetti da migliorare.

Nel post-partita, Zielinski ha ammesso che l’avvio del match non è stato semplice, ma ha lodato la capacità della squadra di reagire con carattere dopo i primi minuti difficili. «Sapevamo che sarebbe stata una partita intensa, ma non ci aspettavamo tutte queste difficoltà iniziali. Dopo qualche colpo ci siamo svegliati e abbiamo fatto vedere la nostra qualità», ha dichiarato il centrocampista.

Il numero 20 nerazzurro ha evidenziato la solidità difensiva dell’Inter, capace di non subire reti nonostante alcune situazioni pericolose create dagli avversari. Ha anche riconosciuto che sulle palle inattive c’è ancora del lavoro da fare, ma ha ribadito come la cosa più importante fosse portare a casa i tre punti.

Zielinski e l’impatto di Chivu: «Ci fa sentire tutti importanti»

Tra i temi toccati da Zielinski anche l’impatto del tecnico Cristian Chivu, che ha saputo gestire la rosa con intelligenza. «Il mister è bravissimo, ci osserva in allenamento e dà spazio a tutti. Non ci sono undici titolari fissi, e questo è un segnale importante per un gruppo competitivo come il nostro». Secondo il polacco, questo tipo di gestione aiuta a mantenere alta la concentrazione e la motivazione anche di chi parte dalla panchina.

Zielinski lancia la sfida al Napoli

Nel finale della conferenza stampa, Zielinski ha già rivolto lo sguardo alla prossima sfida contro il Napoli, la sua ex squadra, in un match che si preannuncia decisivo. «Contro il Napoli sarà una partita speciale. Vogliamo continuare a vincere, anche se siamo solo all’ottava giornata. Portare tre punti a Milano sarebbe fondamentale per dare continuità a questo momento positivo».

Per l’Inter e per Zielinski, la stagione è iniziata nel migliore dei modi. L’ex Napoli ha trovato il suo spazio e sta rispondendo con prestazioni convincenti. Il suo inserimento nei meccanismi nerazzurri procede senza intoppi, confermando quanto sia stato azzeccato l’investimento su di lui.

Pavoletti, grande ritorno in vista di Verona Cagliari? Spunta fuori una nuova indiscrezione

Pavoletti pronto a guidare il Cagliari: a Verona può tornare titolare. La situazione

Il Cagliari è chiamato a reagire dopo la sconfitta casalinga contro il Bologna. La squadra di Fabio Pisacane deve dare una scossa alla propria classifica e il match dell’ottava giornata di Serie A contro l’Hellas Verona, in programma domenica 26 ottobre al Bentegodi, rappresenta una tappa fondamentale. La grande attesa è tutta per Pavoletti, che potrebbe finalmente tornare nell’undici titolare.

Dopo mesi di assenza per infortunio, Leonardo Pavoletti è pronto a riprendersi il suo posto al centro dell’attacco rossoblù. Il suo ritorno, anche se non ancora ufficialmente confermato, rappresenterebbe una svolta importante per il Cagliari, non solo dal punto di vista tecnico ma anche sotto l’aspetto emotivo. Il capitano, simbolo di carattere e determinazione, ha lasciato intravedere buone sensazioni nel recente spezzone giocato contro l’Udinese. Ora l’ipotesi di una maglia da titolare si fa sempre più concreta.

Pavoletti, il leader che serve a questo Cagliari

Pavoletti non è solo un attaccante d’area, ma un riferimento per tutto il gruppo. Il suo ritorno al fianco dei compagni potrebbe dare la scossa necessaria in un momento delicato. Il tecnico Pisacane valuta con attenzione il suo utilizzo: la priorità resta proteggere l’integrità fisica del giocatore, ma la necessità di fare punti impone anche scelte coraggiose.

Una delle ipotesi più concrete è quella di schierare Pavoletti dal primo minuto per poi sostituirlo nella ripresa. Tuttavia, non è da escludere nemmeno un impiego più prudente, con il centravanti pronto a entrare nel secondo tempo per sfruttare la sua forza fisica contro una difesa stanca.

Contro un avversario tosto come l’Hellas Verona, il contributo di Pavoletti può rivelarsi decisivo. Il Cagliari ha bisogno di certezze e chi meglio del suo capitano per guidare la riscossa? La piazza rossoblù attende con ansia di rivedere il numero 30 partire titolare, consapevole che la sua presenza può cambiare l’approccio della squadra.

Le ultime ore saranno decisive

La decisione finale su Pavoletti verrà presa a ridosso della gara. Le sensazioni sono positive, ma sarà lo staff medico, insieme a Pisacane, a dare il via libera definitivo. In ogni caso, il rientro del bomber è una notizia che ridà fiducia all’ambiente: il Cagliari ha ritrovato il suo leader.

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Nazionale, Floccari sicuro: «Ai miei tempi era difficile essere convocati. Ecco perché»

Nazionale, ecco l’opinione di Sergio Floccari tra passato e presente azzurro. Il punto

La parola Nazionale torna protagonista in un curioso ricordo di Floccari: «Ai miei tempi doveva scoppiare un’epidemia per essere convocati in Nazionale». Un’affermazione forte, che mette in luce quanto la selezione azzurra fosse vista da molti – soprattutto in passato – come un privilegio riservato a pochi, in circostanze addirittura eccezionali. L’episodio emerge con forza nel racconto dell’attaccante, che mette a confronto le sue aspirazioni con le difficoltà di essere valorizzato ai tempi in cui militava nei club minori.

Secondo Floccari a La Gazzetta dello Sport, diventare parte della Nazionale era un’impresa quasi miracolosa, e soltanto eventi straordinari – come un’epidemia che cambiasse l’assetto di convocazioni – potevano spalancare le porte della maglia azzurra. È un’immagine che trasmette la frustrazione di chi, nonostante impegno e qualità, non riceveva riconoscimenti proporzionati. Oggi la parola «Nazionale» è invece al centro di un sistema più trasparente, con criteri chiari su meriti, prestazioni e programmazione tattica, ma le parole di Floccari ricordano che per molti giocatori del passato la speranza di una chiamata era oscillante e precaria.

Il racconto di Floccari contribuisce ad arricchire la narrazione storica di come si evolve il concetto di Nazionale nel calcio italiano. Quell’epoca, secondo l’ex calciatore, appare segnata da una selezione difficoltosa, in cui la «fortuna» e la notorietà del club spesso pesavano quanto le prestazioni sul campo. Floccari suggerisce che la Nazionale non fosse affatto una meta alla portata di tutti, ma un traguardo che richiedeva qualcosa di più del semplice talento: serviva un’occasione eccezionale, quasi una rivoluzione imprevista – come un’epidemia.

Oggi gli aspiranti azzurri sognano la Nazionale con obiettivi concreti: la convocazione non è più un’opzione remota, ma una tappa del percorso professionale, basata su criteri oggettivi, dati, numeri e continuità. Il calcio moderno ha aperto spazi per giovani emergenti, talenti fuori dai grandi club, e per chi dimostra costanza. Per Floccari, invece, quei circuiti non esistevano: la selezione era un privilegio per pochi, e la Nazionale appariva lontana come una leggenda.

La testimonianza di Floccari resta un monito: il percorso verso la Nazionale non è mai stato facile, e la sua evocazione — legata a un’immagine estrema come un’epidemia — serviva a sottolineare proprio l’eccezionalità delle convocazioni del passato. Oggi quei tempi sembrano cambiati radicalmente, ma conoscere certe frasi aiuta a comprendere quanto l’azzurro sia stato, per molti, un sogno tanto ambito quanto elusivo.

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Formazioni Napoli Inter, Chivu ha già deciso gli schieramenti? La situazione attuale

Formazioni Napoli Inter: Chivu svela le sue scelte, torna l’undici anti-Roma

Le Formazioni di Napoli Inter iniziano a delinearsi con sempre maggiore chiarezza, e le ultime mosse di Cristian Chivu contro l’Union Saint-Gilloise offrono importanti indizi in vista del big match di sabato sera al Maradona. L’Inter arriva al confronto in un momento d’oro, forte di sette vittorie consecutive tra Serie A e Champions League, compreso il roboante 4-0 ottenuto a Bruxelles. Un successo che ha permesso al tecnico rumeno di gestire al meglio le energie dei suoi titolari, pensando proprio alla sfida contro un Napoli in evidente difficoltà.

Dall’altra parte, i partenopei guidati da Antonio Conte sono reduci da una pesante sconfitta per 6-2 contro il PSV in Europa, con prestazione deludente e un’espulsione che ha complicato ulteriormente la serata olandese. Un ko che mette ancora più pressione sull’ambiente azzurro, già provato dallo stop in campionato contro il Torino.

I titolarissimi tornano: le Formazioni di Napoli Inter si delineano

Come evidenziato da La Gazzetta dello Sport, le Formazioni Napoli Inter vedranno un ritorno massiccio dei titolari nerazzurri. Contro l’Union SG, Chivu ha attuato un turnover ragionato: fuori Acerbi, Barella e Mkhitaryan, rimasti a riposo per tutti i 90 minuti. Anche Dimarco e Akanji hanno giocato solo uno spezzone, segnale evidente di una gestione pensata per presentarli al meglio sabato sera.

La formazione dell’Inter che scenderà in campo al Maradona sarà dunque molto simile a quella che ha vinto all’Olimpico contro la Roma. L’idea è di puntare su certezze, continuità e giocatori freschi, pronti per affrontare un Napoli in crisi ma sempre temibile tra le mura amiche.

Attacco: Bonny al fianco di Lautaro, out Thuram

L’unico punto interrogativo nelle Formazioni di Napoli Inter riguarda l’attacco nerazzurro. Marcus Thuram non sarà disponibile: il francese è ancora in fase di recupero e tornerà solo a novembre. Confermata quindi la coppia formata da Lautaro Martínez e Ange-Yoan Bonny, protagonista nelle ultime uscite. Pio Esposito rimane l’alternativa dalla panchina.

Sul fronte Napoli, si attendono possibili cambi da parte di Conte, anche se Piotr Zielinski — ex della partita — dovrebbe partire fuori. Tutto pronto per un duello ad alta tensione: le Formazioni di Napoli Inter saranno decisive per l’esito della sfida.

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Esonero Tudor, la Juve prende (ancora) tempo. La situazione raccontata da un noto direttore

Esonero Tudor: il futuro resta incerto, ma la Juventus prende tempo. La situazione

Il tema Esonero Tudor resta caldo, ma al momento non ci sono decisioni ufficiali da parte della Juventus. Nonostante il clima teso e alcune dichiarazioni che sembrano anticipare un addio, la società bianconera non ha intenzione – almeno per ora – di cambiare guida tecnica. Come riportato da Tuttosport, Igor Tudor ha parlato pubblicamente con il tono e l’atteggiamento di chi si sente già fuori dal progetto, quasi come se l’addio fosse imminente. Eppure, dalla dirigenza non arrivano segnali in tal senso.

Il tecnico croato appare consapevole delle difficoltà che la squadra sta attraversando e delle aspettative di un ambiente che chiede risultati immediati. Le sue parole, però, hanno sorpreso per la mancanza di grinta comunicativa e per il tono quasi dimesso, come se avesse già perso il controllo della situazione. Un atteggiamento che ha alimentato inevitabilmente le voci su un possibile esonero Tudor, pur senza conferme ufficiali.

Esonero Tudor: una valutazione ancora in corso

Secondo quanto analizzato da Tuttosport, la società osserva attentamente la situazione e pretende una svolta chiara. Non è tanto la classifica a preoccupare, quanto la mancanza di reazione da parte della squadra. I dirigenti vogliono vedere un cambio di rotta tangibile, sotto il profilo del gioco, del carattere e dei risultati. Se questa inversione non dovesse arrivare nelle prossime uscite, allora l’esonero Tudor potrebbe trasformarsi in una soluzione concreta, e non solo ipotetica.

Al momento, la Juventus non vuole prendere decisioni affrettate. La dirigenza crede ancora che ci siano margini per recuperare e invertire la rotta, ma è chiaro che la fiducia non è più incondizionata. Lo spogliatoio appare disorientato e l’allenatore, dal canto suo, non sembra trasmettere la forza necessaria per guidare una rimonta.

Esonero Tudor: tutto dipende dalle prossime partite

Il futuro di Tudor sulla panchina bianconera si giocherà nei prossimi impegni. Ogni partita potrebbe diventare decisiva. Se la Juventus dovesse fallire ancora nel reagire sul campo, allora il tanto discusso esonero Tudor si concretizzerà. Fino ad allora, il tecnico resta al suo posto, ma sa di essere in bilico. La sensazione è che il tempo per dimostrare di meritare la fiducia sia ormai agli sgoccioli.

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Galliani Milan, si complica il ritorno in rossonero? Ecco la situazione attuale

Galliani Milan, ritorno in salita: il nodo è il ruolo nel nuovo organigramma. La situazione

L’idea di rivedere Adriano Galliani al Milan continua a far battere il cuore di molti tifosi rossoneri. La sola accoppiata “Galliani Milan” evoca un’epoca irripetibile, fatta di trofei, colpi di mercato da maestro e un’identità chiara a livello internazionale. Otto Scudetti, cinque Champions League e decenni da protagonista nel calcio europeo: questo è il peso che l’ex amministratore delegato porterebbe in dote in un eventuale ritorno a Casa Milan. Ma oggi, quel ritorno appare meno scontato del previsto.

Secondo quanto riportato da calciomercato.com, il principale ostacolo al ritorno di Galliani al Milan non è la volontà – né da parte del dirigente né da parte del club – ma la definizione precisa del ruolo che dovrebbe ricoprire. In un’organizzazione già ben strutturata, con Zlatan Ibrahimovic figura centrale tra campo e proprietà, e con Furlani e Moncada operativi su mercato e strategia, trovare uno spazio coerente per Galliani non è semplice.

Galliani Milan: l’idea nata da Ibra, ma ora tutto è in standby

È stato proprio Zlatan Ibrahimovic ad accendere la scintilla. Durante un incontro avvenuto questa estate sullo yacht di Flavio Briatore in Sardegna, Ibra avrebbe proposto l’idea direttamente a Gerry Cardinale. I tre avrebbero discusso la possibilità di un ritorno di Galliani nel club rossonero, trovando anche un’intesa di massima. Tuttavia, nelle ultime settimane, tutto sembra essersi raffreddato. Il silenzio delle parti coinvolte ha sollevato dubbi sulla reale fattibilità dell’operazione.

Il nodo centrale, dunque, resta l’inquadramento di Galliani in un contesto societario ormai molto diverso rispetto ai suoi anni di gloria. Il Milan di oggi ha un’impostazione manageriale moderna, improntata su equilibrio finanziario, scouting internazionale e un modello più “aziendale” rispetto alla gestione berlusconiana.

Galliani Milan: più di un’idea, ma serve chiarezza

Nonostante tutto, il binomio Galliani Milan non è ancora da archiviare. C’è ancora tempo per riaprire il dialogo e definire una figura istituzionale adatta, magari come presidente onorario o consigliere strategico. La presenza di Galliani potrebbe rafforzare il peso politico del club in Lega e UEFA, e riportare una figura esperta in grado di affiancare i giovani manager rossoneri.

Il fascino della storia è forte, ma servirà chiarezza sui ruoli per scrivere un nuovo capitolo. Il ritorno di Galliani al Milan resta un sogno possibile, ma tutto dipenderà dai prossimi passi.

Bologna, servono i goal di Dallinga per conquistare l’Europa (e non solo). La situazione

Dallinga pronto a guidare il Bologna: occasione europea contro lo Steaua. La situazione

Giovedì alle 18:45 il Bologna torna protagonista in Europa League e lo farà sul difficile campo della National Arena di Bucarest, dove affronterà lo Steaua in una sfida che può dire molto sul futuro del girone. A guidare l’attacco dei rossoblù potrebbe esserci una novità dal primo minuto: Thijs Dallinga, l’uomo su cui i tifosi stanno riponendo grande fiducia.

Il centravanti olandese, arrivato in estate con alte aspettative, ha avuto finora un impatto a intermittenza con la maglia del Bologna, ma l’Europa potrebbe rappresentare il palcoscenico ideale per esplodere definitivamente. Dopo aver osservato tutta la gara dalla panchina nella trasferta di Cagliari, Dallinga è ora il candidato numero uno per partire titolare contro lo Steaua, in un match che potrebbe segnare una svolta nella sua avventura in rossoblù.

Il vice di Vincenzo Italiano, Daniel Niccolini, starebbe infatti pensando di affidargli il peso dell’attacco, anche in considerazione delle sue ottime prestazioni in campo internazionale. Con il Tolosa, nella passata stagione di Europa League, Dallinga ha messo a segno 4 gol e 2 assist in 8 presenze, dimostrando di sapersi esaltare contro avversari europei. E anche con il Bologna è già andato in rete fuori dai confini italiani, seppur in Champions League.

La sfida contro lo Steaua Bucarest sarà quindi un banco di prova importante per capire se Dallinga è pronto a prendersi sulle spalle l’attacco del Bologna, soprattutto in un momento in cui la squadra ha bisogno di certezze e gol pesanti. Il pubblico rossoblù lo attende con entusiasmo: molti tifosi partiranno per la Romania con la speranza di vedere finalmente il numero 24 sbloccarsi anche in Europa League con la nuova maglia.

Paragonato al famoso esempio del ketchup – che non esce finché improvvisamente esplode dal flacone – Dallinga sembra pronto a rompere il silenzio e far parlare di sé sul campo. E il Bologna, che sogna di andare lontano in Europa, ha bisogno proprio di questo: un attaccante che trasformi le occasioni in reti decisive.

Toccherà a Dallinga, giovedì sera, dimostrare di essere l’uomo giusto per questa sfida europea e per il futuro del Bologna.

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Fiorentina, crisi cominciata dopo la scomparsa di Barone? Sentite cosa dice quel procuratore

Fiorentina, Canovi duro: «Ambiente in crisi, senza Barone è crollato tutto». Le parole

Il momento difficile della Fiorentina continua a tenere banco tra tifosi, addetti ai lavori e media. Dopo un avvio di stagione promettente, la squadra viola sembra aver perso smalto e certezze. A confermare la sensazione di smarrimento che si respira in casa Fiorentina è anche Dario Canovi, noto procuratore sportivo, che ha espresso un’opinione netta ai microfoni di Tuttomercatoweb.com.

Secondo Canovi, il problema principale della Fiorentina è la totale mancanza di un’identità di gioco: «La Fiorentina non propone nulla di particolarmente interessante. Non vedo un calcio brillante, né individualità in grado di accendere la partita. L’unico vero fattore che può cambiare le sorti del match è Moise Kean. Se è in giornata, allora la Fiorentina può risultare pericolosa. Altrimenti, è una squadra che fa davvero fatica».

Parole forti, che riflettono l’idea di una Fiorentina ancora alla ricerca di sé stessa. La dipendenza da singoli, in particolare dall’ex attaccante della Juventus, è vista da Canovi come un segnale preoccupante per una squadra che ambiva a consolidarsi in zona europea.

Il procuratore ha poi puntato l’attenzione su un aspetto ancora più profondo e strutturale: il rapporto tra società e tifoseria. «L’ambiente della Fiorentina è in subbuglio» ha spiegato Canovi. «Non lo conosco nei dettagli, ma è evidente che c’è una frattura netta tra i vertici del club e la piazza. I tifosi sembrano distanti, delusi. Da quando non c’è più Barone, la Fiorentina ha subito un crollo, non solo a livello tecnico, ma anche sul piano emotivo e gestionale».

L’assenza di una figura carismatica come Joe Barone, che rappresentava un punto di riferimento per squadra e tifosi, avrebbe lasciato un vuoto difficile da colmare. Secondo Canovi, la società non è riuscita finora a ricostruire un dialogo solido con la tifoseria, e questo sta influendo negativamente sull’intero ambiente Fiorentina.

In conclusione, la Fiorentina si trova oggi davanti a un bivio: ritrovare equilibrio e unità oppure rischiare di perdere definitivamente contatto con le proprie ambizioni stagionali. Serve una scossa, dentro e fuori dal campo, per riportare serenità e fiducia attorno a una squadra che ha tutte le potenzialità per fare meglio.

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Tudor Juventus, il Real Madrid decisivo per il tecnico croato? Cosa filtra dalla Continassa e le ultime sul possibile esonero dell’allenatore bianconero

Tudor Juventus: settimana decisiva tra Real Madrid e Lazio. Il tecnico croato è chiamato a riscattare un inizio di stagione non semplice.

È una settimana ad altissima tensione per la Juventus e per Igor Tudor, con due sfide cruciali all’orizzonte. Ma se è vero che il prestigioso match di questa sera contro il Real Madrid rappresenta una vetrina importante, è soprattutto il prossimo impegno in campionato a mettere davvero in discussione il futuro del tecnico croato. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, la panchina di Tudor traballa, ma non sarà il Bernabéu a deciderne il destino: la vera prova sarà Juventus-Lazio, in programma domenica all’Olimpico.

Tudor-Juventus: fiducia a tempo?

La striscia negativa della Juventus, ferma a sei gare senza vittorie (cinque pareggi e una sconfitta contro il Como), ha inevitabilmente acceso i riflettori sul lavoro di Tudor. Le voci su eventuali sostituti iniziano a circolare con insistenza, ma al momento la società bianconera conferma la propria fiducia nel tecnico. Una fiducia, però, tutt’altro che illimitata. Lo stesso quotidiano sportivo sottolinea come la dirigenza stia osservando da vicino ogni passo e che la pazienza potrebbe finire nel giro di pochi giorni.

Real Madrid una tappa, la Lazio la svolta

La sfida contro il Real Madrid, pur importante per il cammino europeo della Juve, non sarà determinante per le sorti di Tudor. L’avversario è tra i più forti al mondo e le numerose assenze per infortunio offrono un parziale alibi. Tutt’altra storia sarà il confronto con la Lazio: una diretta concorrente per la Champions, in una gara che sarà un vero crocevia per la stagione e per la panchina del tecnico croato.

L’urgenza della vittoria

Il dato più allarmante per Tudor alla Juventus è la lunga astinenza dai tre punti: l’ultima vittoria risale a oltre 40 giorni fa, nell’epico 4-3 contro l’Inter nel Derby d’Italia. Da allora, la squadra ha mostrato segnali di fragilità, mancanza di lucidità e difficoltà a concretizzare le occasioni. Serve una svolta, e in fretta.

Tudor, Juventus e un futuro in bilico

La doppia sfida contro Real Madrid e Lazio arriva in un momento delicatissimo. Tudor-Juventus è un connubio ancora giovane, ma già sotto pressione. Ogni partita può segnare un prima e un dopo. Una vittoria contro la Lazio non solo riporterebbe i bianconeri in corsa per i primi posti, ma potrebbe anche salvare la panchina di un allenatore che, finora, non è riuscito a trovare la quadra. LEGGI ANCHE >>> Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Lautaro Inter, ancora una prestazione di alto livello in Belgio: è sempre più l’uomo di riferimento dei nerazzurri e di Chivu. E sul futuro non ci sono dubbi

Lautaro Inter: il capitano simbolo di una squadra che non si ferma mai. L’attaccante continua ad essere davvero l’uomo in più di Chivu

Ancora una volta, Lautaro Inter è l’accoppiata che racconta una storia di leadership, gol e determinazione. Il capitano nerazzurro ha messo il suo sigillo sulla vittoria contro l’Union Saint-Gilloise a Bruxelles, confermandosi il punto di riferimento assoluto per l’Inter in questo 2025. Una prestazione “esagerata”, nel bene e nel male, come sottolineato da La Gazzetta dello Sport, ma sempre nel segno della decisività.

Un primo tempo a tutto Lautaro

Nonostante la fatica accumulata dopo la trasferta di Roma e il viaggio intercontinentale, Lautaro Martinez ha scelto di essere titolare, incarnando lo spirito guerriero dell’Inter. Il primo tempo contro l’Union è stato il suo perfetto manifesto: generoso in copertura con un salvataggio miracoloso sulla linea, creativo con un assist per Pio Esposito (poi sprecato), e umano nell’errore, con un gol clamorosamente fallito a tu per tu con il portiere. Ma l’indole del campione non si nega mai, e proprio nei minuti di recupero della prima frazione, il “Toro” ha infilato il 2-0 con un destro a giro da manuale, riscattando in un attimo ogni sbavatura.

Re d’Europa nel 2025

Il gol di Bruxelles aggiorna le incredibili statistiche europee di Lautaro in questo anno solare: 11 gol in 10 presenze in Champions League. Un rendimento che lo proietta tra i migliori d’Europa e rende praticamente impossibile per Cristian Chivu fare a meno del suo capitano, anche quando non è al massimo della condizione. Che giochi accanto a Esposito o a Bonny, Lautaro mostra una maturità tattica ormai completa, adattandosi a ogni compagno senza perdere incisività.

Un leader che fa la differenza

Il peso specifico di Lautaro nell’Inter va oltre i gol: è il faro tecnico, emotivo e carismatico. I suoi 23 gol stagionali sono il doppio rispetto al secondo marcatore della squadra, Denzel Dumfries. Un divario che certifica la centralità del numero 10 nelle ambizioni nerazzurre. È lui a guidare, a prendersi responsabilità e a caricarsi l’intero gruppo sulle spalle, come farà anche nella prossima, delicata sfida contro il Napoli.

Con Lautaro, l’Inter ha un capitano vero, un simbolo di continuità e fame, che sogna in grande insieme a un gruppo pronto a seguirlo ovunque. LEGGI ANCHE >>> Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Calciomercato Milan, Tare e Allegri hanno le idee chiare: servono due rinforzi in quei ruoli per puntare allo Scudetto. I dettagli e la strategia rossonera

Calciomercato Milan: riflessioni in vista del mercato invernale. I rossoneri sono già al lavoro per rinforzare la rosa di Allegri

Il calciomercato del Milan entra nel vivo, con la società rossonera chiamata a valutare attentamente le prossime mosse in vista della sessione di gennaio. Nonostante l’emergenza infortuni — con ben sei assenti recenti tra cui nomi pesanti come Rabiot, Pulišić, Nkunku e Loftus-Cheek — Massimiliano Allegri ha finora ribadito che la rosa, in assenza di coppe europee, sia comunque adeguata. L’obiettivo resta il ritorno in Champions League, ma l’attuale primo posto in classifica impone nuove riflessioni.

Come riporta Tuttosport, se il Milan dovesse confermare la vetta anche a fine dicembre, sarà quasi inevitabile intervenire sul mercato per rinforzare la rosa e non sprecare un’occasione Scudetto. In questo contesto, il calciomercato Milan potrebbe vedere almeno due colpi in entrata per consolidare la squadra e colmare le lacune più evidenti.

Difesa: rinforzo obbligato

Il reparto arretrato è il primo ambito su cui si concentrano le valutazioni. Il Milan gioca con una difesa a tre, ma dietro ai titolari Tomori, Gabbia e Pavlovic le alternative scarseggiano. De Winter offre esperienza, ma oltre a lui c’è solo il giovane David Odogu, 19 anni e ancora una scommessa. Per una squadra con ambizioni da vertice, servono almeno cinque centrali affidabili. È quindi molto probabile che il calciomercato porti a un innesto difensivo già a gennaio.

Esterno destro: si valuta Athekame

Il secondo possibile intervento riguarda la fascia destra. Il nome di Zachary Athekame è sotto osservazione: l’ex Young Boys, con 43 presenze in campionato svizzero e otto in Champions League, deve ancora dimostrare di poter essere un vice-Saelemaekers affidabile. Se non dovesse offrire garanzie nelle prossime settimane, il Milan potrebbe muoversi per un esterno già pronto.

Attacco: rebus punta centrale

Più complessa la situazione in attacco. Gli infortuni non hanno mai permesso ad Allegri di avere tutto il reparto offensivo a disposizione, rendendo difficile valutare la reale necessità di un nuovo centravanti. L’ipotesi di un’alternativa fisica a Gimenez resta sul tavolo, ma solo se le condizioni dei rientranti non garantiranno solidità.

Il calciomercato del Milan si preannuncia strategico e mirato: senza stravolgimenti, ma con l’intenzione chiara di non lasciare nulla al caso. Se la vetta sarà ancora rossonera a fine anno, gennaio potrebbe essere decisivo per trasformare un sogno Scudetto in realtà. LEGGI ANCHE >>> Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Gasperini Roma, il tecnico giallorosso sta facendo molta fatica in casa: numeri davvero allarmanti. Le possibili mosse per invertire il trend

Gasperini Roma: la sfida della svolta in casa giallorossa. Il tecnico è chiamato a trovare le giuste contromisure soprattutto fra le mura amiche

La gara di domani rappresenta un crocevia importante per la Roma di Gian Piero Gasperini, chiamata a invertire la rotta in un avvio casalingo tutt’altro che brillante. Quella contro il Viktoria Plzen sarà infatti la sesta partita stagionale all’Olimpico per i giallorossi, reduci da tre sconfitte interne, tutte con il medesimo risultato di 0-1. Una striscia negativa che pesa, soprattutto se si considera la qualità dell’organico e l’ambizione del tecnico piemontese, arrivato nella Capitale per portare una mentalità più aggressiva e propositiva.

Il progetto Gasperini Roma è ancora in fase di assestamento, e le difficoltà emerse tra le mura amiche sono un campanello d’allarme. La Roma sembra soffrire particolarmente contro squadre che adottano un atteggiamento difensivo e attendista. Ne è un esempio lampante la recente sconfitta con l’Inter: padroni del gioco, ma incapaci di perforare la retroguardia nerazzurra, i giallorossi sono stati puniti dopo appena sei minuti da Bonny, senza poi riuscire a trovare la via del gol.

Questo tipo di difficoltà non è una novità nel percorso tattico di Gasperini. Anche ai tempi dell’Atalanta, il tecnico aveva mostrato una tendenza a ottenere risultati migliori in trasferta, dove gli avversari concedevano più spazi. Il problema sembra riproporsi oggi con la Roma, dove però l’ambiente e le aspettative sono ben diversi.

Il match di domani potrebbe rappresentare un punto di svolta nel progetto Gasperini Roma. Il Viktoria Plzen è una squadra ben organizzata ma non impenetrabile, e la necessità di un risultato positivo potrebbe spingere la Roma ad alzare il livello. Gasperini è chiamato a trovare soluzioni più efficaci contro difese chiuse: maggiore imprevedibilità negli ultimi trenta metri, inserimenti dalle seconde linee e più precisione sotto porta saranno elementi chiave.

Il rapporto tra Gasperini e la Roma sta entrando nel vivo, e ogni partita contribuisce a definirne contorni e ambizioni. Un successo convincente in casa, oltre ai tre punti, restituirebbe fiducia alla squadra e al tecnico, riaccendendo l’entusiasmo dei tifosi. La sfida contro il Viktoria Plzen non è solo una partita di coppa: è un banco di prova cruciale per misurare la crescita della nuova Roma targata Gasperini. LEGGI ANCHE >>> Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Le prime pagine sportive nazionali – 22 ottobre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Union SG Inter, le dichiarazioni di Chivu: «I miei ragazzi hanno la voglia di lavorare sodo per portare avanti una nuova stagione ai vertici»

Union SG Inter, Chivu ha affidato a Sky le sue riflessioni sulla partita giocata in serata in Belgio, soffermandosi sulla prova della squadra

Dopo il successo contro l’Union Saint-Gilloise, Cristian Chivu, tecnico dell’Inter, ha rilasciato a Sky Sport un’intervista in cui ha sottolineato i progressi della squadra e l’importanza dei giovani talenti che sta contribuendo a far crescere. Ecco un estratto delle sue parole:

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PAROLE – «Era una squadra che doveva trovare fiducia e mettere alle spalle le delusioni delle aspettative»

VISIONE – «Il calcio a volte è bastardo e ti regala delle cose negative che ti porti dietro. L’amarezza te la porti dietro, ma bisogna essere compresi, “shakerati”, come ha detto Paolo Condò. I miei ragazzi hanno la voglia di lavorare sodo per portare avanti una nuova stagione ai vertici».

PIO ESPOSITO – «I giovani bravi e forti hanno bisogno di opportunità, senza guardare la carta d’identità. Se li aspettiamo troppo non saranno mai pronti, bisogna metterli dentro e vedere di che pasta sono fatti. È cultura del lavoro. Se affiancati dai compagni più bravi, performano meglio, hanno bisogno di fiducia».

LEGGI L’INTERVISTA COMPLETA DI CHIVU SU INTERNEWS24

PSV Napoli, Conte nel post partita: «C’è delusione. Dovremo essere bravi per invertire quella tendenza. Quest’anno sarà un anno complesso»

PSV Napoli, le dichiarazioni del tecnico dei partenopei Antonio Conte al termine della sfida di Champions League

Si è appena conclusa al Philips Stadion di Eindhoven la sfida tra il PSV e il Napoli. Il match ha visto trionfare i padroni di casa con un netto 6-2.

Al termine della gara, Antonio Conte ha rilasciato le sue impressioni ai microfoni di Sky Sport, soffermandosi sia sull’andamento della partita sia sul momento che sta attraversando la sua squadra. Ecco le sue dichiarazioni:

PAROLE – «C’è delusione, ma quando capitano queste situazioni non accadono mai per caso. Dovremo essere bravi per invertire quella tendenza che per certi versi alcune volte non mi ha fatto impazzire. L’anno scorso abbiamo vinto un campionato dove i giocatori si sono spinti oltre i limiti, avevamo compattezza in tutto e per tutto. Secondo me 9 giocatori nuovi sono troppi: noi siamo stati obbligati. Inserire 9 teste all’interno dello spogliatoio non è semplice. Il livello è questo: la Champions offre questo tipo di livello. Abbiamo poco da dire e tanto da lavorare: anche lavorando tanto ci vorrà tanta fatica. Quest’anno sarà un anno complesso: non ci dobbiamo disperare»

«Abbiamo fatto mercato perché eravamo obbligati a farlo. Noi abbiamo cercato di mettere dentro nuovi giocatori, ci vuole tempo e pazienza. I vecchi che hanno fatto l’impresa dell’anno scorso devono essere bravi a guidare il gruppo. La costruzione della seconda stagione l’abbiamo fatta noi, dobbiamo riprenderci le responsabilità. Non voglio mettere le mani avanti, alla fine il mio nome viene spesso strumentalizzato per le trasmissioni. Dobbiamo cercare di lavorare sapendo che sarà un’annata difficile»

«Se vinci va tutto bene, se perdi va tutto male. Tutti avete elogiato la scelta dei 4 centrocampisti, abbiamo iniziato a farli convivere. L’equilibrio che noi abbiamo trovato adesso è quello migliore: avere due esterni offensivi non ci dà assolutamente equilibrio. E non credo sia giusto nemmeno sacrificare uno dei quattro centrocampisti. Rassegnato? Gioia non l’ho mai trasmessa, difficile farlo durante la partita. Il primo tempo è stato buono, il secondo ovviamente meno. Il mio atteggiamento? Sicuramente ero meno aggressivo, la prossima volta porterò la frusta e lo sgabello come i domatori di tigri»

LEGGI ANCHE – PSV Napoli 6-2: partita pazza e pioggia di gol, finisce così al Philips Stadion! Che tonfo per Conte!

PSV Napoli: le 3 cose che non hai notato sulla sfida del Philips Stadium

Tre curiosità sulla sfida PSV Napoli, partita valida per la terza giornata di Champions League 2024/2025

La pesante sconfitta del Napoli 6-2 contro il PSV ha messo in luce molti problemi e ha esaltato le virtù degli olandesi. Ma al di là delle prestazioni individuali e del risultato eclatante, ci sono alcuni dettagli, forse meno appariscenti, che meritano un approfondimento per capire meglio la dinamica della partita e le sfumature tattiche.

  1. IL “RITMO” PSV E LA FRENESIA DI SCHOUTEN. Se da un lato il PSV ha dimostrato una notevole rapidità nel palleggio e nella manovra, spinto dal pubblico casalingo, c’è stato un piccolo episodio che ne ha rivelato la mentalità aggressiva ma a tratti fin troppo frettolosa. Sul 2-1, il centrocampista Schouten ha battuto una punizione con eccessiva celerità, venendo bloccato dall’arbitro. Questo gesto, pur essendo un’inezia, evidenzia la volontà degli olandesi di sfruttare ogni singolo momento di euforia, forse a discapito della lucidità in alcune situazioni. Un’aggressività contagiosa, che a gioco lungo ha pagato e non poco.
  2. IL CAMBIAMENTO DI POSIZIONE DI LUCCA NEI CORNER OFFENSIVI DEL NAPOLI. Nonostante la prestazione complessivamente negativa e l’espulsione, si è notato un dettaglio tattico interessante nelle rare sortite offensive del Napoli. Lucca, attaccante tradizionalmente più abituato a presidiare l’area, è stato bravo a occupare uno spazio inusuale sul primo palo nei corner battuti da Politano. Questo suggerisce una direttiva specifica di Conte per cercare soluzioni diverse sulle palle inattive, forse per sfruttare il fisico di Lucca in movimenti a liberare l’area o a spizzare per un compagno. Un tentativo di innovazione che, nella disarmante serata azzurra, è rimasto purtroppo isolato e inefficace.
  3. IL PALLEGGIO DEL PSV. Nella prima mezz’ora di gioco, prima che la partita si sbloccasse e il Napoli crollasse, il PSV ha mostrato una fase di possesso palla molto fluida e con tanti scambi di prima. Nonostante il Napoli fosse attento e aggressivo nei raddoppi (come su Mauro Junior), gli olandesi riuscivano a far girare il pallone abbastanza velocemente e con intensità. Questo non si è tradotto immediatamente in gol, ma ha denotato una chiara intenzione tattica di Bosz di controllare il gioco attraverso il palleggio e una fiducia nelle proprie capacità tecniche, gettando le basi per il dominio che sarebbe arrivato in seguito. Un segnale precoce di una superiorità nel palleggio, mascherata inizialmente dall’attenzione difensiva del Napoli.

Pagelle PSV Napoli, ecco i TOP e FLOP della sfida di Champions League

Pagelle PSV Napoli: ecco i TOP e FLOP della terza giornata di Champions League. Le valutazioni del match del Philips Stadium


Una serata da incubo per il Napoli di Antonio Conte, che affonda in casa del PSV Eindhoven con un sonoro 6-2. La Champions League si trasforma in un palcoscenico di disillusione per gli azzurri, mentre i padroni di casa olandesi, spinti da un pubblico infuocato e da una mentalità aggressiva, volano sulle ali dell’entusiasmo. Un’analisi tra chi ha brillato e chi ha deluso in una partita che ha segnato un pesante passo falso europeo per i partenopei.

🔝 TOP

  • PEPI (PSV): Il suo ingresso conferma la supremazia dell’attacco olandese, culminato con un gol a porta vuota su assist perfetto di Driouech. Una presenza dinamica e letale. Rapace.
  • DRIOUSCH (PSV): Entra e incide su una gara già segnata, prima con l’assist per Pepi e poi con una botta imparabile da fuori area. Velocità, tecnica e concretezza che annichiliscono il Napoli. Folgorante.
  • MAN (PSV): Uomo ovunque dell’attacco olandese, firma un gol straordinario con un bolide sotto la traversa dopo avere segnato il terzo gol con una deviazione maliziosa. Una spina nel fianco costante per la difesa azzurra. Inarrestabile.
  • SAIBARI (PSV): Avvia e finalizza una ripartenza micidiale a campo aperto per il 2-1, dimostrando una capacità di strappo e lucidità sotto porta che fa male al Napoli. Fisicamente incontebile. Illuminante.
  • MAURO JUNIOR (PSV): Autore dell’assist per il terzo gol, si muove con intelligenza tra le linee, creando superiorità numerica e mettendo in difficoltà la retroguardia partenopea. Frizzante.
  • SCOTT MCTOMINAY (NAPOLI): In una notte di profonda oscurità per il Napoli, è l’unico a tenere alta la testa, firmando una doppietta di testa e dimostrando grinta. Ultimo a mollare.

👎 FLOP

  • BEUKEMA (NAPOLI): La sua palla persa in uscita innesca la ripartenza che porta al 2-1 del PSV, un errore gravissimo in una fase delicata del match che costa carissimo. Ingenuo.
  • JUAN JESUS (NAPOLI): Si fa aggredire e perde un pallone sanguinoso dal limite dell’area, concedendo un’occasione facile al PSV e mostrando incertezza nella gestione. Vulnerabile.
  • LUCCA (NAPOLI): Un cartellino rosso per un gesto di stizza, interpretato dall’arbitro come un insulto. Un’espulsione ingenua che lascia il Napoli in dieci uomini e senza il suo riferimento offensivo, aggravando ulteriormente la situazione. Incontrollabile.

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Pagelle Union SG Inter, i TOP e FLOP della sfida di Champions League

Pagelle Union SG Inter: ecco i TOP e FLOP della terza giornata di Champions League. Le valutazioni del match del Lotto Park

L’Inter è scesa in campo questa sera, al Lotto Park di Bruxelles per affrontare l’Union Saint-Gilloise nella terza giornata della Champions League 2025/2026. Una trasferta delicata per la squadra guidata da Cristian Chivu, chiamata a conquistare punti pesanti in un momento decisivo della fase a gironi. Ecco le valutazioni della sfida:


I VOTI

UNION SAINT-GILLOISE – Scherpen 5.5; Mac Allister 4.5, Burgess 5.5, Leysen 55; Khalaili 5.5, Zorgane 6 (84′ Schoofs sv), Rasmussen 5 (61′ Giger 6), Van de Perre 5.5, Niang 6 (75′ Patris 5.5); David 5 (61′ Rodriguez 6), Ait El Hadj 5.

 Inter – Sommer 7; Bisseck 6+, de Vrij 6+ (Akanji 6+), Bastoni 6,5 (Dimarco 6); Dumfries 7 (Luis Henrique s.v.), Frattesi 6-, Calhanoglu 7- (Sucic 6+), Zielinski 6, Carlos Augusto 6+; Lautaro 7,5 (Bonny 6,5), Pio Esposito 7-.

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PSV Napoli 6-2: partita pazza e pioggia di gol, finisce così al Philips Stadion! Che tonfo per Conte!

Psv Napoli, sfida valevole 3^ giornata della Champions League 2025/2026: appuntamento alle 21:00 allo Philips Stadion! Segui il LIVE qui

Il Napoli sarà ospite del Psv Eindhoven per la terza giornata di Champions League 2025/2026. Le due squadre in campo questa sera, martedì 21 ottobre alle ore 21 al Philips Stadium. Una sfida che arriva in un momento cruciale per il Napoli di Antonio Conte alla ricerca di un posto tra le prime otto per conquistare gli ottavi di finale ed evitare il passaggio dai play-off. Calcionews24 segui LIVE il match:


FINE PARTITA

89′ ALTRO GOL DEL PSV – Couhaib Driouech aggancia un buon passaggio per poi calciare dalla media distanza nel sette di sinistra. Niente da fare per l’estremo difensore.

87′ GOL PSV – Ricardo Pepi riceve un bel passaggio filtrante in area che taglia la difesa in due. Il tiro seguente termina in rete centralmente.

86′ GOL NAPOLI! – Scott McTominay ha staccato davvero altissimo ed è riuscito a sovrastare la difesa mandando il pallone alle spalle del portiere.

80′ GOL PSV – Dennis Man senza esitare tira una sassata dal limite. Pallone calciato non benissimo verso il centro ma che comunque trova il fondo della rete.

76′ ESPULSO LUCCA! – Lorenzo Lucca ha criticato troppo la decisione dell’arbitro che gli mostra il rosso.

55′ GOL PSV – Dennis Man si muove bene per raggiungere il passaggio di Mauro Junior in area e calcia il pallone dritto nell’angolino basso di sinistra.

FINE PRIMO TEMPO

39′ GOL PSV – Ismael Saibari conclude in area la sua ottima azione personale con un bel tiro. Palla centrale ma Vanja Milinkovic-Savic non riesce ad arrivarci.

36′ GOL PSV – Anche Alessandro Buongiornofinisce tra i marcatori, sfortunatamente per lui per un autogol.

31′ GOL NAPOLI – Cross morbido perfetto di Spinazzola che pesca Scott McTominayche stacca bene e incorna da distanza ravvicinata sulla sinistra. Tiro potente e preciso, Kovar non poteva proprio arrivarci.

29′ La difesa respinge il pallone su Spinazzola piazzato al limite, il quale va subito al tiro, ma senza fortuna. Palla appena fuori sulla destra.

20′ GOL ANNULLATO AL PSV – Il gol segnato da Ismael Saibari è stato annullato per fuorigioco.

INIZIA IL MATCH!


FORMAZIONI UFFICIALI

PSV 4-3-3: Kovar; Schouten, Gasiorowski, Flamingo, Salah-Eddine; Mauro Júnior, Saibari, Veerman; Man, Til, Perisic. All. Peter Bosz

NAPOLI 4-1-4-1: Milinkovic-Savic; Di Lorenzo, Beukema, Buongiorno, Spinazzola; Gilmour; Politano, Anguissa, De Bruyne, McTominay; Lucca. All. Conte

Moviola PSV Napoli, l’episodio chiave del match di Champions League

Moviola PSV Napoli LIVE, l’episodio arbitrale chiave del match valido per la terza giornata di Champions League 2025/2026

Il Napoli fa visita al PSV Eindhoven nella terza giornata della Champions League 2025/2026. Le due formazioni si affrontano questa sera, martedì 21 ottobre, alle ore 21, sul terreno del Philips Stadium. Per la squadra di Antonio Conte si tratta di un appuntamento fondamentale: i partenopei cercano punti preziosi per restare tra le prime otto del girone, conquistare l’accesso diretto agli ottavi di finale ed evitare così l’insidioso passaggio dai play-off. Segui LIVE su Calcionews24:


MOVIOLA LIVE

PRIMO TEMPO

L’arbitro è il tedesco Siebert. Prima situazione da interpretare è un duro interventpo di Buongiorno su Saibari, l’arbitro si limita a un richiamo verbale. Al 18′ Saibari chiede palla a Man: l’ex Parma indirizza bene il pallone, la deviazione è vincente, ma l’assistente segnala il fuorigioco. Il primo giallo lo riceve Gasiorowski che trattiene Lucca, bravo a resistere al contatto e ad andarsene via: il duello tra giganti lo vince l’attaccante di Conte. Altro ammonito alla mezzora è Veerman, che sbaglia un controllo e per rimediare calcia Anguissa che riesce ad anticiparlo nettamente. Interruzione del gioco per Salah-Eddine che prende un colpo alla testa su contrasto con Anguissa. Sul gol del 2-1 di Saibari il Napoli reclama che nell’area opposta Schouten prenda palla e gamba di Lucca, il Var conferma la regolarità dell’azione e convalida la rete. Giallo per Spinazzola per fallo su Man, la sensazione è che Siebert voglia raffreddare gli animi un po’ surriscaldati dopo il capovolgimento del risultato. Si va al riposo con 6 falli da parte degli olandesi e 5 del Napoli.

SECONDO TEMPO

Sul 3-1 McTominay riceve un pugno in uscita dal suo portiere Milinkovic-Savic, resta a terra ma si rialza in fretta. A metà ripresa Saibari in piena trance agonistica va a tamponare De Bruyne e si merita l’ammonizione. Rosso per Lucca che fa un gesto con dito sulla tempia interpretato dall’arbitro come un insulto, come se gli avesse indicato che è pazzo: l’attaccante prova a spiegarsi, Siebert non sente ragioni. Dubbi iniziali sul 5-2, ma la posizione di Pepi al momento del passaggio di Driouech è regolare. Bilancio finale: 11 i falli del Psv, 9 quelli del Napoli.

Union SG Inter 0-4: nerazzurri straripanti a Bruxelles! Vittoria convincente per i ragazzi di Chivu

Union SG Inter, sfida valevole 3^ giornata della Champions League 2025/2026: appuntamento alle 21:00 al Lotto Park! Segui il LIVE qui

L’Inter sarà ospite dell’Union Saint-Gilloise per la terza giornata di Champions League 2025/2026. Le due squadre in campo questa sera, martedì 21 ottobre alle ore 21 al Lotto Park. Una sfida che arriva in un momento cruciale per l’Inter d Cristian Chivu alla ricerca di un posto tra le prime otto per conquistare gli ottavi di finale ed evitare il passaggio dai play-off. Calcionews24 segui LIVE il match:


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FORMAZIONI UFFICIALI

UNION SG (4-3-3): 37 Scherpen; 25 Khalaili, 5 Mac Allister, 16 Burgess, 48 Leysen; 6 Van De Perre, 8 Zorgane, 4 Rasmussen; 10 Ait El Hadj, 12 David, 22 Niang, A disposizione: 1 Chambaere, 3 Barry, 11 Guilherme Smith, 13 Rodriguez, 17 Schoofs, 20 Giger, 23 Boufal, 26 Sykes, 27 Patris, 30 Florucz. Allenatore: David Hubert.

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 31 Bisseck, 6 De Vrij, 95 Bastoni; 2 Dumfries, 16 Frattesi, 20 Calhanoglu, 7 Zielinski, 30 Carlos Augusto; 10 Lautaro, 94 Esposito. A disposizione: 13 J. Martinez, 40 Calligaris, 8 Sucic, 11 Luis Henrique, 14 Bonny, 15 Acerbi, 17 Diouf, 22 Mkhitaryan, 23 Barella, 25 Akanji, 32 Dimarco. Allenatore: Cristian Chivu.

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