Pagina 854 – Calcio News 24

Bologna, premiato De Silvestri. Lui: «Coppa Italia? Emozione grandissima. Sono felice di aver rinnovato»

Bologna, premiato De Silvestri. Le dichiarazioni del capitano dei rossoblù al Festival del Top Calcio Umbro

Al ‘Festival del Top Calcio Umbro‘, è stato premiato dopo l’ottima stagione del Bologna, di cui è capitano, Lorenzo De Silvestri, che ha parlato al ritiro del premio della stagione dei rossoblù e della vittoria della Coppa Italia.

PAROLE – «Mi sento come l’ultimo dei calciatori di un calcio romantico. Vincere la Coppa Italia con il Bologna, da capitano, in una città che non vinceva questo trofeo da 51 anni è stata una emozione grandissima. Cerco sempre di dare il massimo per i miei compagni, anche aiutandoli nel far integrare i miei compagni. Mi fanno piacere le parole che ha avuto il nostro allenatore Vincenzo Italiano nei miei confronti, è motivo di grande orgoglio. Sono molto felice del rinnovo con il Bologna, per me è casa».

Fabregas a Barcellona in estate? Sì, ma per il Trofeo Gamper. Il Como possibile avversaria dei blaugrana nel torneo

Fabregas a Barcellona in estate? Sì, ma per il Trofeo Gamper. Il Como possibile avversaria dei blaugrana nel torneo

Potrebbe essere il Como la prossima avversaria del Trofeo Gamper del Barcellona. L’edizione odierna del quotidiano spagnolo SPORT‘, infatti, racconta come il club lombardo allenato da Cesc Fabregas, sia la principale candidata a disputare la prossima edizione dello storico torneo che i blaugrana organizzano tutte le estati in ricordo del loro presidente e fondatore del club.

Il match sarebbe anche occasione per la prima volta che mister Fabregas affronta la sua ex squadra da quando ha assunto l’incarico in panchina, mentre come possibile data dell’incontro si penserebbe al 10 agosto.

La prima edizione del Trofeo Gamper fu nel 1966 in memoria di Hans Gamper, fondatore ed ex presidente del club. Ogni edizione si è sempre disputata al Camp Nou, eccezion fatta per le quelle del 1990, 1996, 2023 e 2024, disputate all’Estadi Olímpic Lluís Companys, stadio che attualmente il Barcellona utilizza per le partite interne in attesa del restauro del Camp Nou, mentre l’edizione 2021 si è disputata invece allo Stadio Johan Cruijff.

Anche altre italiane hanno partecipato al torneo e nel 2005 il trofeo se lo aggiudicò la Juventus, mentre nel 2012 la Sampdoria. Dal 2013 al 2023 vince ininterrottamente il Barcellona mentre l’edizione dello scorso anno vide il Monaco alzare la coppa.

Calciomercato estero, il Barcellona prova a convincere Szczesny: pronto il rinnovo di un anno. Addio di ter Stegen?

Calciomercato estero, il Barcellona prova a convincere Szczesny. Pronto il rinnovo di un anno, ter Stegen può lasciare

Durerà ancora una stagione la carriera di Wojciech Szczesny. Il portiere polacco ex Juve, infatti, ha fatto sapere al Barcellona e ad Hansi Flick, dopo un incontro, che è pronto a rinnovare il suo contratto.

Da definire non restano che i dettagli con Szczesny che è pronto a firmare con l’ipotesi di un’opzione di altri 12 mesi.

Il Barcellona ha deciso diverse settimane fa e tutto faceva presagire che non ci sarebbero stati problemi con la permanenza di Szczesny, nonostante i possibili consulti con la moglie per la decisione da prendere su eventuale ritiro o prolungamento.

Szczesny comporrà dunque, ancora per un anno, la coppia di portieri con ter Stegen, salvo una cessione del tedesco, su cui cominciano ad esserci dubbi per quanto riguarda la condizione fisica dopo l’infortunio che lo ha tenuto fuori per gran parte della stagione e che aveva portato i blaugrana a puntare sul portiere polacco. Nel mirino nel Barca in caso di addio, Joan Garcia, estremo difensore dell’Espanyol.

Szczesny ha avuto un ruolo determinante per tutta la stagione blaugrana, determinante in Champions e in campionato, e mostrando sicurezza nonostante gli azzardi difensivi dovuti alla linea alta che hanno messo in difficoltà Inaki Pena, prossimo certamente all’addio visto il contratto in scadenza nel 2026.

Calciomercato Milan, Allegri incide subito sulla rosa! Pronti già due rinnovi importanti? Tutti gli aggiornamenti

Calciomercato Milan, Allegri incide subito sulla rosa! Pronti già due rinnovi importanti? Tutti gli aggiornamenti

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, Massimiliano Allegri ha ricevuto rassicurazioni riguardo al mercato del Milan, con l’intenzione di rinforzare la difesa. Nelle prossime ore, l’allenatore inizierà a contattare i suoi nuovi giocatori per presentarli e spiegare il progetto del Milan, che mira a tornare a essere competitivo.

Una delle priorità potrebbe essere quella di recuperare Mike Maignan e Theo Hernandez, entrambi in scadenza di contratto l’anno prossimo e con un futuro incerto. Il carisma e l’esperienza di Allegri potrebbero convincere i due giocatori francesi a rimanere al Milan.

Il direttore sportivo Tare giocherà un ruolo importante in queste trattative e cercherà di riaprire i dossier dei due giocatori per convincerli a restare. Tuttavia, sembra che Theo Hernandez sia il più difficile da convincere e che la sua permanenza a Milanello sia ancora incerta.

Calciomercato Bologna, deciso il futuro di Lucumi? Ecco il piano rossoblu in vista dell’estate

Calciomercato Bologna, quale sarà il futuro di Lucumi. Intanto i rossoblu pensano già al sostituto. Ecco le novità

Il destino di Jhon Lucumí al calciomercato Bologna è sempre più legato alle sue decisioni personali. Il difensore colombiano, protagonista di ottime stagioni con la maglia rossoblù, ha più volte manifestato il desiderio di misurarsi con campionati di maggior prestigio, come la Premier League o LaLiga. Nonostante ciò, fino a oggi ha sempre scelto di restare in Emilia, preferendo non lasciare la squadra nel bel mezzo della stagione e dimostrando un forte senso di responsabilità verso il progetto tecnico del club.

Con la stagione ormai conclusa e il Bologna proiettato verso nuove ambizioni – anche grazie alla storica qualificazione in Champions League – si apre però un nuovo capitolo per Lucumí. Se dovesse arrivare un’offerta concreta e convincente da parte di una squadra straniera, la dirigenza rossoblù, rappresentata da Marco Di Vaio e Giovanni Sartori, non si opporrebbe alla partenza del centrale colombiano. Anzi, è pronta a sostenere il giocatore nel compiere un ulteriore passo avanti nella sua carriera.

Proprio per questo, il Bologna si sta già muovendo sul mercato per farsi trovare pronto in caso di addio. Due sono i nomi attualmente sotto osservazione. Il primo è Otavio Ataide da Silva, classe 2002 di proprietà del Porto: un giovane difensore brasiliano dal grande potenziale, capace di interpretare bene sia la fase difensiva che quella d’impostazione. L’altro nome caldo è quello di Lilian Brassier, centrale francese che ha attirato l’attenzione di Sartori già ai tempi del Brest, grazie alla sua affidabilità e alla capacità di giocare in una difesa a quattro con grande solidità.

Insomma, tutto ruota attorno alla volontà di Lucumí. Bologna non chiude le porte, ma si prepara a ogni scenario. Se arriverà l’offerta giusta, il club sarà pronto a lasciarlo andare, ma solo a fronte di un’alternativa adeguata che possa garantire continuità e qualità al reparto difensivo.

Calciomercato Genoa, occhi puntati su due attaccanti talentuosi e promettenti. La situazione dei rossoblu

Calciomercato Genoa, occhi puntati sull’attacco rossoblu per riuscire a potenziare la squadra: nel mirino Esposito e Piccoli

Il calciomercato Genoa si prepara con largo anticipo alla prossima sessione di calciomercato estivo. Secondo quanto riportato dall’edizione odierna de Il Secolo XIX, la dirigenza rossoblù è già al lavoro per definire strategie e rinforzi, con l’obiettivo di costruire una rosa competitiva e in grado di affrontare al meglio la prossima stagione.

Uno dei primi nodi riguarda il futuro di Miguel Veloso Vieira. Il centrocampista portoghese, che ha fornito buone prestazioni nel corso dell’annata, è considerato un elemento importante nello spogliatoio e sul campo. Proprio per questo motivo, il club starebbe valutando la possibilità di proporgli un rinnovo di contratto, come segnale concreto di fiducia e riconoscimento del suo contributo.

Sul fronte uscite, è quasi certo che alcune cessioni saranno inevitabili, sia per esigenze di bilancio sia per favorire il naturale ricambio tecnico. In quest’ottica, la società è intenzionata a dare maggiore spazio ai giovani talenti già presenti in rosa o in arrivo dal vivaio. Tuttavia, l’inserimento di profili d’esperienza sarà fondamentale per garantire equilibrio e solidità al gruppo.

Tra i nomi seguiti con interesse ci sono Francesco Pio Esposito, giovane attaccante di proprietà dell’Inter, e Roberto Piccoli, reduce da una buona stagione in prestito al Lecce. Entrambi rappresentano opzioni interessanti per rinforzare il reparto offensivo, ma al momento restano da definire le condizioni economiche e le strategie delle rispettive società di appartenenza. In particolare, il riscatto di Piccoli potrebbe rivelarsi complicato, vista la concorrenza e le richieste dell’Atalanta.

Il Genoa, dunque, si muove con cautela ma con idee chiare: valorizzare i giovani, confermare le certezze già presenti e individuare i giusti rinforzi per completare la squadra. La volontà della società è quella di affrontare la nuova stagione con un progetto solido, ambizioso e sostenibile, nel segno della continuità e del rafforzamento graduale.

Calciomercato Pisa, quali sono le prime in estate considerando il ritorno in Serie A? Ecco la situazione

Calciomercato Pisa, quali sono le prime mosse dei nerazzurri dopo il grande ritorno in Serie A? Ecco le ultime novità

Il calciomercato Pisa è già attivo sul fronte mercato e punta a chiudere in tempi rapidi alcune operazioni chiave per la prossima stagione. La priorità assoluta riguarda il riscatto di Giovanni Bonfanti, difensore centrale classe 2003 che ha disputato una stagione molto positiva in Serie B. Il giovane, arrivato in prestito dall’Atalanta, ha collezionato 22 presenze e messo a referto anche un assist, dimostrando affidabilità e margini di crescita importanti.

Il Pisa vorrebbe acquistarlo a titolo definitivo, ma le richieste della Dea rischiano di complicare l’operazione. Attualmente il giocatore è valutato intorno ai 2 milioni, ma l’Atalanta sembra intenzionata a chiedere almeno 5 milioni per lasciarlo partire. Se non si troverà un accordo economico, non è escluso che Bonfanti possa comunque restare in Toscana con un nuovo prestito.

Parallelamente, il club nerazzurro lavora per rinforzare il reparto offensivo e ha messo nel mirino Gennaro Borrelli. L’attaccante classe 2000, attualmente al Brescia, ha disputato una buona stagione con 34 presenze, 6 gol e 2 assist. La società lombarda ha fissato il prezzo a circa 3 milioni di euro, ma l’instabilità societaria e il rischio retrocessione in Serie C potrebbero portare a una diminuzione delle richieste economiche. Il Pisa punta ad affiancare Borrelli ai già presenti Lind e Moreo, anche in vista del possibile ritorno in Francia di Meister. Il profilo di Borrelli è particolarmente apprezzato per la sua versatilità: può giocare sia come centravanti unico che in coppia con un altro attaccante.

Infine, resta da definire il futuro di Francesco Coppola, difensore classe 2005 reduce da un ottimo prestito alla Vis Pesaro. Con 29 presenze e 3 gol, il giovane si è fatto notare e ha attirato l’interesse di club importanti come Tottenham, Juventus e Fiorentina. Il Pisa, però, vorrebbe trattenerlo e farlo crescere in prima squadra già dalla prossima stagione. Tuttavia, in caso di offerta importante, la dirigenza potrebbe prendere in considerazione la cessione, valutando con attenzione il beneficio economico e tecnico dell’operazione.

Calciomercato Sassuolo, quale sarà il futuro di Domenico Berardi? Spunta fuori una big molto importante

Calciomercato Sassuolo, quale sarà il futuro di Domenico Berardi? Una big è pronta a fare faville per lui. Ecco le novità

Il Bologna guarda con sempre maggiore attenzione ai movimenti del calciomercato Sassuolo in vista del prossimo calciomercato estivo. Dopo l’interesse manifestato per Kristian Thorstvedt e Andrea Pinamonti, emerso nelle ultime ore, arriva una nuova suggestione che coinvolge uno dei volti più rappresentativi della squadra neroverde: Domenico Berardi.

Il numero 10 calabrese, simbolo e capitano del Sassuolo, è da anni al centro di voci di mercato, spesso smentite o mai concretizzate. Tuttavia, dopo la retrocessione in Serie B del club emiliano, sembra inevitabile che diversi pezzi pregiati della rosa possano lasciare il club, e Berardi è certamente tra i profili più appetibili sul mercato. Il Bologna, forte della qualificazione alla prossima edizione della Champions League e intenzionato a rinforzare ulteriormente l’organico, sta valutando la possibilità di portare il fantasista a Casteldebole per aggiungere qualità, esperienza e imprevedibilità al reparto offensivo.

L’operazione non si preannuncia semplice, soprattutto per i costi legati al cartellino e all’ingaggio del giocatore, ma l’ipotesi potrebbe prendere forma se ci fosse la volontà comune di Berardi e del Sassuolo di separarsi. Il club rossoblù, che sta studiando attentamente il mercato interno per rinforzare la rosa con giocatori già pronti per la Serie A, guarda con interesse anche alla possibilità di integrare profili con esperienza e leadership, caratteristiche che Berardi incarna perfettamente.

Intanto, i tifosi del Sassuolo iniziano a fare i conti con un’estate che si preannuncia turbolenta. Le indiscrezioni legate al possibile addio del numero 10 non sono una novità: anche negli anni passati si sono rincorse voci su un suo trasferimento, spesso smentite dai fatti o bloccate per scelta del giocatore stesso. Stavolta, però, con la prospettiva della Serie B e un ciclo ormai concluso, la separazione sembra più concreta.

Il Bologna osserva e resta alla finestra, pronto ad approfittare dell’occasione. Dopo gli interessamenti per Thorstvedt e Pinamonti, il possibile inserimento su Berardi conferma l’intenzione del club felsineo di puntare in alto e cogliere le opportunità offerte dal mercato nazionale.

Napoli, De Laurentiis pronto ad accontentare Antonio Conte: trattativa in corso per quel grande fuoriclasse!

Napoli, la permanenza di Antonio Conte prevede un grande regalo da parte di Aurelio De Laurentiis per l’attacco. Ecco la situazione attuale

La conferma di Antonio Conte sulla panchina del Napoli ha avuto un impatto immediato sul mercato, segnando un’accelerazione significativa nella pianificazione delle operazioni estive. Una conseguenza prevedibile, visto il peso specifico dell’allenatore pugliese e la sua abitudine a dettare con chiarezza le linee guida per la costruzione della rosa. Già durante le incertezze legate al futuro della panchina, il direttore sportivo Giovanni Manna aveva comunque avviato contatti e trattative, nel tentativo di muoversi con anticipo e assicurarsi alcuni obiettivi prima della concorrenza.

Il primo nome di spicco per il nuovo corso del Napoli è Kevin De Bruyne. Il fuoriclasse belga, in uscita a parametro zero dal Manchester City dopo dieci anni di successi, è pronto a vestire l’azzurro. Un colpo sensazionale, reso possibile dalla tempestività di Manna, capace di anticipare club blasonati e di convincere il centrocampista a intraprendere una nuova avventura in Serie A.

Ma il lavoro del direttore sportivo non si è fermato qui. È praticamente fatta anche per Jonathan David, centravanti canadese in scadenza con il Lille, e per Edon Zhegrova, esterno kosovaro classe 1999, anche lui in uscita dal club francese. Manna aveva già tentato di portare Zhegrova a Napoli lo scorso gennaio, in seguito alla cessione di Kvaratskhelia, ma allora il Lille bloccò tutto. Ora, con condizioni più favorevoli, l’affare può finalmente andare in porto.

Zhegrova è considerato un innesto molto gradito a Conte, mentre su Jonathan David lo staff tecnico sta ancora riflettendo: talento indiscusso, ma da valutare in relazione alle esigenze tattiche. In ogni caso, tutte le operazioni seguiranno sempre le indicazioni precise dell’allenatore, che punta a costruire una squadra competitiva su tutti i fronti: campionato, Champions League, Coppa Italia e Supercoppa.

Nel frattempo, tornano d’attualità altri profili già seguiti in passato. Tra questi, Moise Kean, oggi alla Fiorentina, che ha una clausola rescissoria da 52 milioni valida fino al 15 luglio. Un’opzione che il Napoli tiene d’occhio, insieme a Viktor Gyökeres, altro nome importante che Manna aveva sondato l’anno scorso. Da non escludere nemmeno Lorenzo Lucca, centravanti dell’Udinese, e l’ipotesi suggestiva Darwin Núñez: l’uruguaiano del Liverpool ha avuto poco spazio in Premier e potrebbe rappresentare un’occasione di mercato interessante.

Conte ha tracciato la rotta. Ora spetta al Napoli seguirla con decisione.

Disfattismo post Gasperini? Il carro Atalanta lo si spinge tutti insieme tra fiducia e responsabilità (e non solo nelle vittorie)

Atalanta, un dopo Gasperini è inevitabile: un malumore dei tifosi nerazzurri che non fa bene alla piazza quando la fede deve essere oltre il risultato

Il futuro di Gasperini ha spaccato come non mai l’intera critica atalantina: c’è chi pensa che sia giusto cambiare percorso e chi invece preme per il concetto “Gasp a vita”.

Fino a qui nulla di trascendentale, il bello della democrazia calcistica nerazzurra, fino a quando ci si scorda che prima dei giocatori, dei dirigenti e ovviamente anche dei tecnici (di cui l’ultimo il migliore nella storia orbica) c’è l’Atalanta Bergamasca Calcio: unico bene superiore dove non si dipende mai da un singolo bensì dal collettivo.

Abbonamenti stracciati, grida contro la società e al ritorno alla mediocrità (al 27 di maggio dove non si sa neanche chi si prenderà e chi andrà via?) con tanto di parole “Niente Gasperini! Niente abbonamento!”. Una roba fuori dal mondo e totalmente incoerente su cosa voglia dire essere parte dell’Atalanta.

Il bigottismo di professarsi atalantini per poi abbandonare lo stadio a 15 minuti dalla fine in caso di sconfitta; decantare (giustamente) le lodi di Gasperini ma infangare una società (che ha salvato l’Atalanta dal fallimento e costruito delle basi solide) dove senza di essa Gian Piero non avrebbe raggiunto determinati risultati; parlare di “fede oltre il risultato” per poi attaccarsi ai nomi piuttosto che alla maglia, e infine salire sul carro dei vincitori quando 9 anni fa dopo la sfida contro il Palermo nel 2016 si contestava quell’allenatore che ad oggi è considerato come Dio.

Ovviamente fare qualunquismo sarebbe poco oggettivo considerando che i veri tifosi dell’Atalanta sono la maggioranza, in buona fede e che sosterranno la squadra. Va sempre tutto bene? No, il diritto alla critica deve esserci, infangare tutto e non rispondere “presente” solo per determinate scelte è inaccettabile.

Sarà difficile? Non è mai stata una passeggiata. Ci saranno dei momenti delicati? Mai esenti da ciò. Quello che conterà sarà l’unione di tutti e fiducia su chi porterà nel cuore quello stemma con responsabilità e professionalità.

Nessuno sarà esente da giudizi, ma con o senza Gasperini la musica non cambia: il carro lo si spinge tutti insieme (e chissà quanti si riavvicineranno se le cose dovessero andare bene), altrimenti è inutile parlare di patriottismo solo quando si alzano trofei. Il sostegno non si basa sui nomi, ma sull’eterno attaccamento all’A.B.C: Atalanta Bergamasca Calcio.

Gasperini Roma, ormai ci siamo: l’allenatore ha mantenuto la parola ai giallorossi. Beffata quella rivale!

Gasperini Roma, l’allenatore dell’Atalanta mantiene la parola sull’offerta dei giallorossi. A breve la fumata bianca decisiva nonostante l’interesse della Juve

Secondo quanto riportato da Sky Sport, Gian Piero Gasperini mantiene la parola data alla Roma, per quanto ci fosse stato all’ultimo il tentativo della Juventus: un contesto dove la fumata bianca.

Ora è soltanto questione di ore prima che possa arrivare il comunicato ufficiale su Gian Piero Gasperini come nuovo allenatore della Roma.

Italia-Svezia femminile: dove vederla, orario e probabili formazioni

All’Ennio Tardini va in scena la sfida tra Italia-Svezia femminile: le ultimissime di formazione con orario e dove vedere il match

All’Ennio Tardini di Parma si giocherà la gara di Nations League tra Italia-Svezia femminile. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Italia femminile-Finlandia, le probabili formazioni

ITALIA (3-5-2): Giuliani; Di Guglielmo, Lenzini, Linari; Bonfantini, Giugliano, Caruso, Severini, Boattin; Cambiaghi, Beccari.

SVEZIA (4-3-3): Falk, Lundkvist, Bjorn, Eriksson, Andersson; Angeldahl, Asllani, Zigotti Olme; Rytting Kaneryd, Blackstenius, Rolfo.

Orario e dove vederla

Italia-Svezia femminile si gioca giovedì 29 maggio 2025 alle ore 20:30. La partita sarà trasmessa in diretta tv in chiaro su Rai Sport (canale 58) e in streaming su RaiPlay.

Lautaro Martinez su PSG Inter: «Significa tanto questa finale per me. Rispetto a due anni fa è cambiato questo…»

Lautaro Martinez, capitano dell’Inter, ha voluto rilasciare qualche dichiarazione in vista della finale di Champions League

Lautaro Martinez, attaccante e capitano dell‘Inter, ha voluto rilasciare qualche dichiarazione alla vigilia alla finale di Champions League contro il PSG.

COSA SIGNIFICA PER ME GIOCARE UN’ALTRA VOLTA UNA FINALE DI CHAMPIONS E COME E’ CAMBIATO IL GRUPPO RISPETTO A ISTANBUL? – «Mi manca solo la Champions? Ho vinto tanto con la nazionale e con l’Inter, è un obiettivo questo che mi manca, anche se non ci penso. Domani proveremo a fare una partita perfetta per portare a Milano la Coppa che manca da tantissimo tempo».

COME SI VINCE UNA FINALE COME QUELLA DI DOMANI? – «Facendo la partita perfetta, curando tutti i dettagli. Dobbiamo essere concentrati per prepararla al meglio e affrontarla così. Pronti ad affrontare ciò che il PSG metterà in campo».

LA DIFFERENZA RISPETTO ALLE ALTRE FINALI – «Sicuramente affrontarla da capitano è diverso, però ogni partita la giochiamo per tutto il gruppo. Una finale ha un significato diverso dalle altre partite, però l’importante è pensare a ciò che possiamo fare. Rispettiamo l’avversario, ma dobbiamo prepararci per fargli male».

SUL PALLONE D’ORO – «I premi individuali passano in secondo piano. Non penso al premio, non mi passa per la testa, non perché non voglia vincerlo, ma perché l’obiettivo principale è riportare a Milano una coppa che manca da quindici anni e voglio regalare il sogno ai tifosi».

IO PIU’ CONSIDERATO IN ITALIA CHE IN ARGENTINA? – «Gioco in Italia da sette anni, mi vivono ogni giorno lì da anni. La cosa principale è aiutare i miei compagni all’Inter».

QUESTA LA STAGIONE DELLA CONSACRAZIONE? – «Sicuramente ho fatto tanti gol, ho giocato partite importanti, ma cerco di crescere ogni giorno a livello europeo e nazionale. Questo è il mio pensiero, ogni giorno voglio migliorare e aiutare la squadra a raggiungere gli obiettivi. E’ ciò che conta. Sono felice del percorso, felice di giocare un’altra finale e questa cosa è merito del lavoro e del sacrificio di tutti».

COSA MI FA PENSARE CHE QUESTA PUO’ ESSERE LA VOLTA BUONA? – «Siamo migliorati tantissimo come squadra, siamo cresciuti e abbiamo affrontato avversari di valore in stadi difficili. Ci siamo guadagnati il rispetto in questa competizione e oggi abbiamo la possibilità di portare l’obiettivo a casa dopo tantissimo tempo e speriamo che questa sia la volta buona».

SU KVARATSKHELIA – «Lo conosciamo, lo abbiamo affrontato tante volte col Napoli. Ha tanta qualità, un giocatore da uno contro uno. Dovremo stare attenti non solo a lui ma a tanti loro giocatori che hanno queste qualità. Oggi avremo l’ultimo allenamento per preparare gli ultimi dettagli e poi riposare e pensare a fare una grandissima gara domani sera, che è quello che tutti vogliamo».

QUANTA VOGLIA ABBIAMO DI DEDICARE QUESTO SUCCESSO AL NOSTRO MISTER? – «Tutti i giorni escono cose, anche nostre. Siamo tranquilli perché è con noi, lavora ogni giorno per migliorare il gruppo e la squadra. Sicuramente la dedichiamo a lui come ai tifosi e alle famiglie, tutti insieme lavoriamo ogni giorno per dare il meglio».

PER COSA DEVO DIRE GRAZIE ALL’INTER? – «Dal giorno uno, per tutto. L’Inter mi ha adottato e ringrazierò sempre per quello che hanno fatto per me, darò sempre il 110% per la maglia. Quello che contano sono i titoli, domani abbiamo la possibilità di alzarne uno importante e cercheremo di prepararci al meglio e a goderci la serata per la quale abbiamo faticato tanto».

PSG Inter, Inzaghi in conferenza stampa: «Stagione molto particolare per questo motivo. La differenza rispetto a due anni fa…»

PSG Inter, le dichiarazioni in conferenza stampa dell’allenatore nerazzurro Simone Inzaghi sulla Finale di Champions

PSG Inter, le parole in conferenza stampa di Simone Inzaghi sulla finale di Champions League.

CHE INTER HO IN QUESTO MOMENTO? CHE STAGIONE E’ STATA? – «Di differente rispetto a 2 anni fa, l’esperienza che ci lascia Istanbul è nella preparazione e nel come arrivare alla finale. Gli allenamenti fatti dopo il media day fino ad oggi. Sappiamo che ogni partita è storia a sé. Abbiamo cercato di curare ogni dettaglio, per domani i ragazzi son tutti disponibili. Quest’anno, su 59 gare, solo in 3 partite li ho avuti tutti disponibili come sono domani. C’è grande fiducia. Per un allenatore avere tutta la rosa a disposizione è il meglio che si può chiedere».

SEGUI QUI LA CONFERENZA STAMPA DI SIMONE INZAGHI

Gasperini Atalanta, protesta del gruppo ultras sulla possibile separazione: stasera manifestazione in centro

Gasperini Atalanta, la protesta del gruppo “Ultras” sulla situazione: manifestazione in centro Bergamo questa sera. Il comunicato

Dopo quelli che sono stati gli striscioni di ieri sera a Zingonia, il gruppo “Ultras” della Curva Nord ha deciso di scendere in piazza per l’ultimo disperato tentativo per provare a risolvere questa “spaccatura” con l’Atalanta seppur il tecnico si sia proposto a molte big.

atalanta

Stasera infatti ci sarà intorno alle 20:00 presso il centro di Bergamo una manifestazione del gruppo per unire il popolo atalantino all’insegna della permanenza tra il tecnico di Grugliasco e la società. Staremo a vedere come si evolverà la situazione nelle prossime ore.

Calciomercato Empoli, quale sarà il futuro di Fazzini considerando la retrocessione dei toscani? Le ultime

Calciomercato Empoli, quale sarà il futuro di Fazzini considerando anche la retrocessione in Serie B dei Toscani? Le ultime

Il calciomercato Empoli, retrocesso in Serie B al termine di una stagione combattuta fino all’ultimo respiro, si prepara ora ad affrontare un’estate calda sul fronte mercato. Tra i gioielli destinati ad attrarre l’interesse di diversi club di Serie A c’è senza dubbio Jacopo Fazzini, centrocampista classe 2003, emerso come uno dei talenti più promettenti del vivaio azzurro. Il giovane empolese, cresciuto calcisticamente nel club toscano, ha mostrato maturità e personalità in mezzo al campo anche in un’annata difficile, diventando un punto fermo della squadra nonostante la giovane età.

Secondo quanto riportato da Il Resto del Carlino, il Bologna ha messo gli occhi proprio su Fazzini per rinforzare il proprio centrocampo in vista della prossima stagione. La dirigenza rossoblù sta monitorando da vicino il profilo del giocatore, convinta che possa rappresentare un investimento intelligente sia per il presente che per il futuro, soprattutto in un contesto tecnico come quello creato da Vincenzo Italiano, possibile nuovo tecnico felsineo. Fazzini piace per la sua capacità di unire qualità tecnica, visione di gioco e dinamismo: caratteristiche che lo rendono particolarmente appetibile in un calcio sempre più orientato verso giovani capaci di reggere ritmi alti.

L’Empoli, dal canto suo, è consapevole del valore del proprio talento e non ha alcuna fretta di cederlo, anche perché Fazzini rappresenta perfettamente il modello di crescita e sostenibilità su cui il club ha sempre costruito i propri cicli. La società toscana sa che, nonostante la retrocessione, c’è un patrimonio tecnico e umano su cui ricostruire. E Fazzini, salvo offerte irrinunciabili, potrebbe anche diventare il simbolo della rinascita azzurra in Serie B.

Il centrocampista era stato accostato anche alla Lazio durante la scorsa finestra invernale di calciomercato, segno di un interesse che va ben oltre l’ultima stagione. Ora è il Bologna a muoversi, ma i rossoblù stanno valutando anche altri nomi, tra cui Tomáš Suslov del Verona e Gaetano Oristanio, che ha appena concluso la stagione al Venezia.

In ogni caso, l’Empoli resta al centro delle attenzioni, con Fazzini come principale ambasciatore del proprio settore giovanile. Il club azzurro dovrà decidere se monetizzare subito o puntare su di lui per ripartire con ambizione e identità dalla Serie B.

PSG Inter, Barella sicuro sulla finale: «Bisognerà impostare la partita in quel modo per vincere»

PSG Inter, le parole di Nicolò Barella in vista della finale di Champions League di domani sera

Ai microfoni di Sky Sport, in vista di PSG Inter, Nicolò Barella ha parlato della finale di Champions League.

SENSAZIONI – «Sicuramente è un bellissimo ricordo, quella contro il Bayern Monaco qui all’Allianz Arena è stata una partita giocata alla grande dall’Inter. Cercheremo di replicare una partita del genere, dato che il Bayern, il Barcellona e il PSG sono tra le 3 squadre migliori al mondo. Cercheremo di fare la stessa partita e di regalare un bel finale».

CHE PARTITA DOVREMO FARE? – «Sicuramente la partita sarà simile, con delle minime differenze perché ogni squadra ha le proprie qualità. Come abbiamo rispettato il Bayern e il Barcellona, quando giochi contro queste squadre devi avere rispetto, devi avere grandissima consapevolezza che ci sarà da soffrire perché è una finale di Champions League. Dovremo fare una partita da Inter, compatta, e poi cercare di arrivare più volte davanti alla porta per fare gol».

CHE ENERGIA CI LASCIA IL CAMPIONATO? – «Così è il calcio e la vita. A volte si cade e bisogna avere il coraggio e la forza per rialzarsi. Noi l’abbiamo fatto tante volte e lo abbiamo dimostrato in questi anni. Sicuramente si poteva fare meglio, ora ci giochiamo la partita più importante della stagione. Cercheremo di non rimanere dopo una stagione del genere senza trofei, sarebbe la chiusura di un cerchio».

SETTIMANA DIVERSA DA QUELLA CHE HA PRECEDUTO ISTANBUL? CI SIAMO DETTI QUALCOSA? – «Diciamo che ci sono tanti giocatori che hanno già vissuto quella settimana. Ce la stiamo godendo, stiamo bene e cerchiamo di dare il cuore e mettere tutto quello che ci è rimasto dopo tante partite».

Calciomercato Verona, Duda pronto a dire addio alla squadra gialloblu? I tifosi sono molto preoccupati. Le ultime

Calciomercato Verona, Duda potrebbe essere ceduto? La situazione tra possibile rinnovo contrattuale e addio in estate. Le ultime

Il futuro di Ondrej Duda rappresenta uno dei nodi cruciali del calciomercato Verona. Il centrocampista slovacco, tra i protagonisti della salvezza conquistata dagli scaligeri nella stagione appena conclusa, è in scadenza di contratto il prossimo 30 giugno e il club gialloblù sta valutando attentamente come muoversi. Duda non è stato solo un punto fermo in mezzo al campo, ma anche un riferimento per equilibrio, esperienza e personalità, elementi fondamentali per una squadra che ha dovuto lottare fino all’ultimo per mantenere la categoria.

Secondo quanto riportato dal quotidiano L’Arena, la società veronese ha già avanzato una proposta di rinnovo biennale, accompagnata da un leggero ritocco dell’ingaggio. Una dimostrazione di fiducia e riconoscenza nei confronti del giocatore, ma anche un chiaro segnale della volontà del Verona di costruire su basi solide la prossima stagione, confermando i suoi elementi più affidabili.

Tuttavia, la risposta di Duda non è ancora arrivata. Il centrocampista sta riflettendo sul proprio futuro, consapevole di trovarsi in una fase della carriera in cui ogni scelta pesa doppio. Dopo l’esperienza positiva in Serie A e i suoi trascorsi in Bundesliga con il Colonia, l’ex Legia Varsavia potrebbe valutare anche nuove sfide all’estero. Le voci di mercato parlano infatti di interessamenti da parte di club francesi e turchi, destinazioni che offrono competitività e, in alcuni casi, condizioni economiche più vantaggiose.

Si è parlato anche di un possibile inserimento del Torino, che apprezza il profilo di Duda, ma al momento in mezzo al campo i granata sembrano essere coperti con Ricci e altri elementi già presenti in rosa. Qualora però ci fossero delle uscite a centrocampo, il club piemontese potrebbe tornare alla carica.

In ogni caso, il Verona resta in prima fila. Il rinnovo di Duda rappresenterebbe un tassello importante nella costruzione della squadra per la prossima stagione, e la società è determinata a fare tutto il possibile per trattenerlo. La dirigenza scaligera vuole evitare di perdere a parametro zero un giocatore che ha dato tanto, non solo in termini tecnici, ma anche sotto il profilo umano e caratteriale.

Il destino di Duda è ancora incerto, ma a Verona c’è attesa e fiducia: la speranza è che il legame costruito in questi mesi possa tradursi in un nuovo capitolo insieme.

Calciomercato Parma, Bonny tra addio e possibile asta. Quella squadra vuole anticipare subito la concorrenza!

Calciomercato Parma, quali sono le novità dietro all’attaccante Bonny? Una big spinge per chiudere la trattativa

Il calciomercato Parma si prepara a vivere un’estate di mercato da protagonista, e tra i nomi che stanno attirando l’attenzione dei grandi club c’è quello di Ange-Yoan Bonny. L’attaccante classe 2003, reduce da una stagione brillante con la maglia dei ducali, è finito nel mirino dell’Inter, che vorrebbe assicurarsi le sue prestazioni già nelle prime settimane di trattative estive. L’obiettivo dei nerazzurri è chiaro: chiudere in tempi rapidi l’accordo per poter contare su Bonny in occasione del Mondiale per Club, in programma dal 17 giugno a Los Angeles.

Il club emiliano, che ha appena festeggiato il ritorno in Serie A, è consapevole del valore del suo giovane talento e non ha alcuna intenzione di svenderlo. Bonny rappresenta non solo un elemento prezioso in campo, ma anche un simbolo del progetto di crescita e valorizzazione dei giovani portato avanti con coerenza dalla società gialloblù. La dirigenza del Parma ha dimostrato di saper lavorare con intelligenza sul mercato, e la posizione di forza acquisita grazie alla promozione potrebbe permetterle di condurre la trattativa con l’Inter alle proprie condizioni.

Secondo quanto riportato dall’edizione odierna di Libero, il direttore sportivo nerazzurro Piero Ausilio ha già visionato da vicino Bonny, presente a Bergamo durante la sfida tra Atalanta e Parma. L’Inter considera l’attaccante francese il profilo ideale per completare il reparto offensivo, come alternativa giovane e dinamica alla coppia titolare. Il Parma, dal canto suo, sa di avere tra le mani un potenziale tesoro e intende monetizzare adeguatamente, valutando anche l’ipotesi di una cessione con eventuale permanenza in prestito per un’ulteriore stagione in Emilia.

Nel frattempo, il club crociato lavora anche sul fronte entrate per rafforzare la rosa in vista del ritorno nella massima serie, ma la priorità resta la gestione oculata dei propri gioielli. Bonny è uno di questi: esplosivo, fisicamente forte e con ampi margini di crescita, ha attirato l’interesse di diversi osservatori anche all’estero.

Il Parma, dunque, non è un semplice comprimario in questa vicenda, ma un protagonista deciso a difendere il proprio progetto sportivo. La trattativa con l’Inter potrebbe decollare presto, ma solo alle giuste condizioni. E il futuro di Bonny, nel frattempo, rimane una delle questioni più calde del mercato gialloblù.

Calciomercato Fiorentina, Robin Gosens potrebbe lasciare Firenze! Quella rivale è molto interessata visto che…

Calciomercato Fiorentina, Robin Gosens potrebbe partire? Quella rivale sta bussando alla porta della squadra viola

Il calciomercato Fiorentina continua a osservare con attenzione i movimenti di mercato delle grandi squadre italiane, pronta a inserirsi con intelligenza nelle trattative che potrebbero arricchire la rosa in vista della prossima stagione. Tra i nomi che circolano con insistenza, c’è quello di Robin Gosens, esterno sinistro tedesco che conosce molto bene Gian Piero Gasperini, uno dei tecnici accostati con maggiore forza alla panchina viola dopo l’addio di Vincenzo Italiano. Gasperini fu proprio colui che, ai tempi dell’Atalanta, lanciò Gosens nel calcio che conta, valorizzandolo come esterno a tutta fascia nel suo ormai collaudato 3-4-3.

L’interesse nei confronti di Gosens, che attualmente milita nell’Union Berlino, potrebbe coinvolgere anche la Fiorentina, alla ricerca di soluzioni di qualità sulle corsie laterali. Se Gasperini dovesse realmente arrivare a Firenze, non è da escludere che possa chiedere uno dei suoi pupilli per cominciare un nuovo ciclo. L’esperienza e la duttilità tattica del tedesco rappresenterebbero un upgrade importante per i viola, specialmente se dovessero ripartire da un sistema di gioco più vicino alle idee dell’ex tecnico nerazzurro.

La Roma, dal canto suo, osserva la situazione e valuta Gosens come possibile rinforzo per la fascia sinistra, dove Angelino ha fatto bene da gennaio in poi, ma dove resta da risolvere la questione legata a Salah-Eddine. Tuttavia, l’eventuale concorrenza della Fiorentina, forte di un progetto tecnico interessante e dell’eventuale arrivo proprio di Gasperini, potrebbe rappresentare un ostacolo concreto per i giallorossi.

Un altro profilo che lega Roma, Fiorentina e il tecnico piemontese è quello di Tammy Abraham. L’attaccante inglese era stato seguito da Gasperini già ai tempi dell’Atalanta, prima che approdasse in giallorosso. Ma era un Abraham diverso: giovane, in piena forma e con un ingaggio più accessibile. Oggi, dopo il grave infortunio al ginocchio e con un contratto oneroso, la sua situazione è più complessa. Tuttavia, se la Fiorentina decidesse di cambiare volto al proprio attacco, Abraham potrebbe diventare un’ipotesi concreta, magari proprio su suggerimento di Gasperini, che ne ha sempre apprezzato le caratteristiche.

Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il mercato potrebbe presto intrecciare i destini di Roma, Fiorentina e vecchie conoscenze del tecnico bergamasco, con i viola pronti a inserirsi con ambizione.

Gasperini-Atalanta, la protesta del gruppo “Ultras” a Zingonia (con Pagliuca sotto accusa) – FOTO

Gasperini Atalanta, la posizione del gruppo “Ultras” con tanto di striscione al Centro Bortolotti di Zingonia. Il punto

La questione Gasperini Atalanta sta aprendo molti dibattiti, e nella sera non è mancata anche la posizione di alcuni gruppi della Curva Nord: in particolar modo di quello “Ultras” che si esposto non senza qualche presa di posizione.

Infatti al Centro Bortolotti di Zingonia sono stati appesi due striscioni: uno nei confronti di Gasperini e della società, l’altro invece andando contro il Chairman Pagliuca.

Corazzi a Internews24.com: «Finale? Il PSG ha difetti meno palesi del Barcellona, ma l’Inter se la può giocare»

Le parole di Manuele Corazzi, direttore de Le Cronache di Spogliatoio, in una intervista esclusiva a Internews24.com

Emaneule Corazzi, direttore de Le Cronache di Spogliatoio, ha rilasciato un’intervista esclusiva a Internews24.com in vista della finale di Champions League di domani sera. Di seguito le sue parole.

Mancano pochissimi giorni a PSG Inter. Nerazzurri che arrivano alla finale in maniera totalmente diversa rispetto a quella di Istanbul contro il Manchester City. Quale squadra vede favorita tra le due?

«Io credo che il PSG rispetto al Barcellona abbia meno difetti palesi, per quanto il Barcellona avesse dei pregi palesi. Il PSG è una squadra ben organizzata, con dei terzini che spingono e che ogni tanto lasciano dei buchi. In questo sono sicuro che l’Inter avrà già studiato le modalità per colpire. Il PSG è una squadra forte. Ha eliminato il Liverpool, ha dimostrato che la chimica conta più dei palloni d’oro, perché via Neymar, via Messi, via Mbappé… Luis Enrique e Campos hanno puntato su giocatori funzionali, non egoisti, che sul campo hanno una resa pazzesca. Basti pensare a Vitinha o agli stessi giocatori davanti. Ad esempio Dembelé a me ha sorpreso perché finalmente ha espresso il suo potenziale. Kvaratskhelia si è inserito a meraviglia, Doué ha praticamente tolto il posto a Barcola. Non mi piace fare pronostici, ed in questo caso è anche complesso: dico che il PSG è una squadra forte, non invincibile. L’Inter ha dalla sua l’esperienza di aver giocato già una finale con un gruppo che in sostanza è rimasto lo stesso, quindi ci arriva sapendo cosa vuol dire fare una finale. È una squadra quadrata che punterà su quelle che sono le sue qualità: ovvero stare in campo molto bene, e non dimentichiamoci che l’Inter col Barcellona ha fatto 7 gol! Sicuramente se la può giocare, non è come la finale col Manchester City. È una partita un po’ più aperta, col PSG che lo vedo leggermente favorito».

LE PAROLE DI EMANUELE CORAZZI NELL’INTERVISTA ESCLUSIVA A INTERNEWS24.COM

Verona, il presidente Fontana: «Salvezza eletrizzante; Zanetti? Aveva un obiettivo e…»

Le parole di Lorenzo Fontana, presidente della Camera dei Deputati e tifoso del Verona, dopo la salvezza degli scaligeri

Il presidente della Camera dei Deputati e grande tifoso del Verona Lorenzo Fontana è stato intervistato dal Corriere di Verona. Di seguito le sue parole sulla salvezza degli scaligeri.

FINALE DI STAGIONE – «Elettrizzante. Ci siamo accorti presto che da altri campi non sarebbero arrivati risultati che fossero d’aiuto. Il secondo tempo è stato in apnea. Era chiaro che dipendeva tutto da noi. A perdere saremmo andati allo spareggio, eventualità da scongiurare. La preoccupazione è svanita solo alla fine, anche se al gol di Bradaric ho tirato un sospiro di sollievo. L’Empoli stava premendo e aver segnato quella rete, tra l’altro di buonissima fattura, ci ha dato respiro in un momento cruciale. E dopo il Verona si è difeso con attenzione, rischiando poco».

BILANCIO DEL CAMPIONATO – «Salvarsi per l’Hellas non è mai scontato. Lo dice la storia del Verona. Il club, in questi anni, ha dovuto lavorare con budget contenuti, con gli occhi fissi sul bilancio. Restare in Serie A è sempre una grande impresa. Il campionato è stato altalenante e il morale ha risentito di certe sconfitte pesanti. Con l’Atalanta, con l’Inter, ma anche con il Monza e l’Empoli. Batoste che però sono servite, che hanno scosso il gruppo. L’Hellas è stato premiato per la tenacia e quasi mai è stato nella fascia delle retrocesse. È indicativo».

CONFERMA DI ZANETTI – «Aveva un obiettivo da raggiungere, ossia salvarsi, e c’è riuscito. Direi che già questa sia la base per dire che sia corretto proseguire insieme. Anche perché in queste ultime annate l’Hellas ha cambiato spesso in panchina. Ritengo che sia buona cosa avere della continuità tecnica. Aggiungo che è maturato molto nella stagione appena conclusa. Ha modificato idee che non funzionavano in pieno, ha dato altre sembianze alla squadra sul piano tattico e dell’atteggiamento. Un allenatore che è migliorato e l’ha fatto con il Verona».

FUTURO DELL’HELLAS – «In grado di salvarsi con maggiore tranquillità. Le capacità di chi lavora nell’Hellas le abbiamo sotto gli occhi, con un budget aumentato potrebbero essere ulteriormente incisive. Andiamo avanti con piena fiducia: sette anni di fila in Serie A sono qualcosa di eccezionale».

Pisa, Inzaghi verso l’addio: Pirlo in pole position, ecco gli altri nomi in lizza

Il Pisa verso il cambio allenatore: Andrea Pirlo è tra i principali candidati per sostituire Filippo Inzaghi, ma non è l’unico

Il Pisa si prepara a vivere la sua stagione di ritorno in Serie A con un cambiamento importante in panchina: Filippo Inzaghi sembra destinato a lasciare il club. Il tecnico sarà libero di valutare eventuali offerte, e per questo la dirigenza nerazzurra si sta muovendo per individuare un nuovo allenatore. Secondo Sky Sport, uno dei primi nomi sul taccuino è quello di Andrea Pirlo, reduce dalle esperienze con Juve e Sampdoria. I contatti tra le parti sarebbero già stati avviati, a conferma dell’interesse concreto del club toscano verso una figura giovane ma già abituata alle pressioni del grande calcio.

Un altro profilo che piace molto è quello di Paolo Vanoli, attualmente al Torino. Nonostante il recente summit con il presidente Urbano Cairo abbia riportato un clima di distensione, non è escluso che Vanoli possa lasciare i granata. Il Pisa segue da vicino l’evoluzione della situazione, consapevole che l’allenatore varesino rappresenterebbe una scelta ideale per il progetto tecnico del club. Vanoli è noto per il suo approccio tattico basato sulla difesa a tre e uno stile di gioco aggressivo, oltre che per la valorizzazione dei giovani, elemento che ben si sposa con le ambizioni e la struttura della rosa nerazzurra. Il suo percorso è fortemente influenzato dalla scuola di Antonio Conte, con cui ha collaborato a lungo, e che ne ha forgiato la mentalità da tecnico esigente e pragmatico.

Flick: «Una stagione di cui essere felici. Champions League? Dobbiamo migliorare, ma ci riproveremo»

Le parole di Hans Flick, tecnico del Barcellona, sul bilancio della stagione appena conclusa alla guida dei blaugrana

Hans Flick ha parlato ai canali ufficiali del Barcellona per fare un bilancio sulla stagione appena terminata. Di seguito le sue parole.

BILANCIO DI STAGIONE – «Possiamo essere felici. È davvero bello lavorare con questi giocatori, ma anche per questo club. Alla fine, è sempre così per il Barcellona: bisogna vincere trofei».

IL PERIODO DIFFICILE – «Novembre e dicembre sono stati duri per noi. Ma siamo rimasti calmi e abbiamo creduto in quello che stavamo facendo. È stato un momento difficile, ma alla fine siamo riusciti a proseguire sulla strada giusta. Ho detto alla squadra che giocando in questo modo avremmo vinto di nuovo. Qui a Barcellona è come se pensassero in modo troppo negativo. Abbiamo perso, sì, ma abbiamo giocato molto bene; ho chiesto loro di mantenere la calma, di credere nella squadra, e poi avremmo visto cosa sarebbe successo. Penso che la cosa più importante sia credere nelle cose, credere nei giocatori, nella famiglia. È sempre così».

MENTALITÀ DELLA SQUADRA – «Hanno qualità, fame, un buon atteggiamento e si vede che hanno un grande potenziale. Quindi abbiamo lavorato molto su questo e stiamo facendo molte cose nel modo giusto. Per me è sempre bello vedere cosa succede in allenamento, perché l’allenamento è la cosa più importante. Quando vedi che c’è atteggiamento positivo, che ai giocatori piace lavorare, è un buon segno. Cerchiamo solo di migliorare ogni giorno».

RAPHINHA, LAMINE YAMAL E PEDRI – «Raphinha ha bisogno di fiducia. Ha qualità, ma ha anche cuore, mentalità e atteggiamento giusti. Inoltre, ci aiuta sempre in difesa. Ha un grande potenziale. Lamine Yamal è un genio. Ma penso che dobbiamo aiutarlo perché è giovane, e ora tutto sembra facile, ma non lo è. Se vuoi giocare a quel livello per i prossimi 15 anni, devi anche allenarti e lavorare sodo; devi essere al massimo anche mentalmente. È fantastico vedere Pedri giocare, per me potrebbe essere uno dei leader nei prossimi anni. Lo aiuterò perché è un giocatore fantastico e penso che potrebbe essere un leader fantastico».

L’OBIETTIVO CHAMPIONS – «Non si tratta di perfezione, ma di miglioramenti. Quando vedo la squadra continuare a migliorare, sono contento. Siamo qui per aiutare ogni giocatore a mostrare la migliore versione di sé per questo incredibile Club. Lavoriamo sodo e cerchiamo di raggiungere il livello più alto, ovvero la Champions League. Inoltre, vogliamo vincere il trofeo. So che non è facile, ma ci riusciremo rimanendo uniti. Dobbiamo dimostrare la grande squadra che siamo, e dobbiamo dimostrarlo in campo, in difesa, ma anche in attacco, ed è questo che voglio vedere dalla squadra».

Lunga vita a Gian Piero Gasperini: colui che ha spiegato le ali all’Atalanta. Lode eterna di un ciclo incredibile (e l’addio nell’ombra)

Gasperini e l’Atalanta: 9 anni straordinari tra imprese europee, record, tantissimi giocatori entrati nella storia e il 22 maggio 2024

“Tutti hanno un paio d’ali, ma solo chi sogna impara a volare.” Jim Morrison attraverso questo concetto creò una band (“The Doors”) trasformandola da sconosciuta a celebre in tutto il mondo. Tante porte l’Atalanta ha aperto e chiuso nella sua storia, ma quando è stato Gasperini ad aprirla, è scaturita la Sliding Door più importante di tutti i tempi.

Ci si ricorda bene quell’estate del 2016, quando arrivò l’annuncio ufficiale: dove nacque una chimica particolare tra il presidente Percassi e il tecnico. Antonio voleva replicare ciò che avrebbe voluto fare con Guidolin nel 1993 (un calcio spettacolare e divertente, ma con esito diverso da quell’annata). Gasperini cercava una piazza con cui sviluppare un progetto coerente con il suo credo.

Riadattando Light my fire “Sai che sarei un bugiardo se ti dicessi, cara Atalanta, che non possiamo arrivare molto più in alto” E come ha portato in alto l’Atalanta lui non ci è riuscito nessuno. Un condottiero per il quale l’impossibile non è mai stata un’opzione: lavoro, ambizione e la convinzione di ribaltare il tavolo delle grandi anche quando gli altri ti dicono: “Non hai storia.”

Detto, fatto: 2 quarti posti, 4 terzi posti, un settimo posto, un quinto posto, fuori dall’Europa solo una stagione, 3 finali di Coppa Italia, 5 qualificazioni in Champions League e il 22 maggio 2024 alzando la Coppa UEFA.

Un vero esteta, il primo a non dare mai nulla per scontato, insegnando alla società ad osare a fare sempre meglio, portando Bergamo a vivere serate magiche in giro per l’Europa: Liverpool, Dortmund, Manchester, Lisbona, Marsiglia, Varsavia, Dublino.

Non sono mancati momenti difficili: l’inizio incerto, l’eliminazione con il Copenaghen, alcune dichiarazioni sopra le righe. Al tempo stesso però capace di mettere tutti d’accordo credendo nelle sue idee, inseguito da un popolo che lo ha venerato come un Dio (cosa che altrove non accadrà mai).

Dal 2016 c’è chi ha vissuto la propria giovinezza con Gasperini e oggi si ritrova adulto dopo il ciclo Gasp. Nel mezzo però un grande rimpianto. Tricolore? No, essere andato via un po’ nell’ombra quando la gente fino all’ultimo era in piazza per lui, perché solo a Bergamo è considerato un Dio.

L’eredità che dovrà raccogliere l’Atalanta sarà la sua mentalità: quell’ambizione assimilata in questi nove anni per un futuro sempre vincente.

I giocatori, gli allenatori, i dirigenti passeranno, ma l’Atalanta resterà per sempre. Così come l’eterna lode a Gian Piero Gasperini, colui che con quelle ali ha fatto sognare una città intera.

Kvaratskhelia punta al poker: può diventare la bestia nera della stagione dell’Inter

Kvaratskhelia può diventare la bestia nera dell’Inter in questa stagione: obiettivo poker di trofei, ben due ai danni dei nerazzurri

Khvicha Kvaratskhelia è pronto a chiudere una stagione da sogno con il PSG, puntando al poker di trofei nella finale di Champions League contro l’Inter. Dopo aver vinto la Ligue 1 e la Coppa di Francia con il club parigino, e aver contribuito allo scudetto del Napoli nella prima metà di stagione, il georgiano potrebbe mettere le mani sul suo quarto titolo stagionale. Sebbene non abbia concluso l’annata con gli azzurri, il suo impatto iniziale – 5 gol e 3 assist in 17 partite – è stato fondamentale per tenere l’Inter dietro in classifica e gettare le basi del tricolore poi conquistato da Antonio Conte. Per questo, Kvara rischia di diventare il vero incubo stagionale della squadra nerazzurra: già decisivo in Serie A, ora potrebbe infrangere anche il sogno europeo dei milanesi.

Nonostante una tradizione negativa contro l’Inter – 0 gol e 0 assist in cinque confronti – Kvaratskhelia è chiamato a sbloccarsi nella notte più importante. L’ex Napoli dovrà affrontare un doppio duello sulla fascia: rendersi pericoloso contro Benjamin Pavard e contenere le incursioni di Denzel Dumfries, due elementi chiave dello scacchiere nerazzurro. Al PSG, però, ha già dimostrato di poter unire qualità tecnica e spirito di sacrificio, come visto contro Aston Villa e Arsenal. Arrivato a gennaio in un PSG che rischiava l’eliminazione europea, ha contribuito in modo decisivo alla sua rinascita con 6 gol e 5 assist. Luis Enrique lo ha subito reso titolare, segno dell’impatto avuto all’interno della squadra. Ora, l’ultima prova: trascinare i parigini a un traguardo storico e completare un’annata personale irripetibile. Se ci riuscisse, l’Inter lo ricorderà a lungo.

Fiorentina, Delio Rossi: «L’addio di Palladino è strano, deve essere successo qualcosa; dimissioni Pradé? No, sarebbe ingiusto»

Fiorentina, le parole di Delio Rossi sulle dimissioni di Raffaele Palladino e quelle possibili di Pradè in dirigenza

La situazione in casa Fiorentina è sempre più tesa. Raffaele Palladino ha lasciato la panchina, risolvendo consensualmente il contratto con la società. Una decisione improvvisa, che ha scosso un ambiente già turbato e acceso ulteriormente il dibattito tra tifosi e società. Anche Daniele Pradè, direttore sportivo in carica dal 2019, starebbe valutando l’addio. Le forti contestazioni della Curva Fiesole nei suoi confronti hanno lasciato il segno, alimentando un clima di sfiducia e tensione. Il dirigente, profondamente colpito, si trova ora in una posizione delicata e dovrà decidere se proseguire o meno il suo percorso a Firenze. Intanto anche il presidente Rocco Commisso è finito nel mirino della tifoseria, accusato di scarsa trasparenza e progettualità.

I prossimi giorni saranno decisivi per fare chiarezza sul futuro del club: dalla scelta del nuovo allenatore a un possibile rimpasto dirigenziale, fino a un riequilibrio nei rapporti tra società e tifosi. In questo contesto è intervenuto Delio Rossi, ex tecnico viola, che in un’intervista rilasciata a Italia7 ha espresso la propria opinione sia sull’addio di Palladino che sul ruolo di Pradè. Di seguito le sue parole.

ADDIO PALLADINO – «Mi sembra strano che un tecnico confermato un mese fa con rinnovo contrattuale decida di dimettersi. Dev’essere successo qualcosa…».

CAOS IN DIRIGENZA – «Partire con un allenatore non convinto o con la dirigenza non soddisfatta sarebbe stato ingiusto nei confronti del club. Forse è stato meglio decidere di non proseguire piuttosto che andare avanti solo perché legittimati da un contratto».

DIMISISONI PRADÉ– «Assolutamente no: le dimissioni mica possono chiederle i tifosi. E neppure i giornalisti, non sarebbe giusto».

Juve, addio a Giuntoli e nuova rivoluzione in dirigenza: al comando ci saranno Comolli, Tognozzi e Chiellini

Juve, finisce l’esperienza di Giuntoli alla Juve: al suo posto Elkann affida il progetto a Comolli, Tognozzi e Chiellini

La Juve si prepara a un nuovo ribaltone dirigenziale, con l’addio ormai imminente di Cristiano Giuntoli. Arrivato come uomo della rifondazione, l’ex direttore sportivo del Napoli paga una stagione al di sotto delle aspettative, nonostante la qualificazione in Champions League. Alla base della rottura con la proprietà ci sono il mancato salto di qualità tecnico, gli errori sul mercato – dagli acquisti onerosi di Douglas Luiz e Koopmeiners alle cessioni affrettate di giovani rivelatisi poi talenti altrove – e una gestione incerta della guida tecnica. La goccia che ha fatto traboccare, come riportato da la Gazzetta dello Sport, il vaso è stata l’assenza sua e del suo staff alla commemorazione della tragedia dell’Heysel, episodio che ha confermato la distanza ormai insanabile con l’ambiente. Nonostante un contratto valido fino al 2028, John Elkann ha scelto di voltare pagina, affidando ai bianconeri un nuovo assetto operativo e strategico.

A guidare la rivoluzione sarà Damien Comolli, ex presidente del Tolosa con una lunga carriera nel mondo del calcio internazionale. Francese, classe 1972, Comolli ha alle spalle esperienze in Premier League (Arsenal, Tottenham, Liverpool) e in Ligue 1, dove ha costruito una solida reputazione come dirigente capace di coniugare visione sportiva e rigore gestionale. Alla Juventus assumerà la guida dell’area sportiva, con ampi poteri e risponderà direttamente all’amministratore delegato Scanavino. Il suo ruolo sarà simile a quello che un tempo ricopriva Beppe Marotta: una figura centrale, garante del progetto tecnico ma con una forte impronta manageriale.

Torna in bianconero anche Matteo Tognozzi, che riabbraccia la Juve dopo l’esperienza da direttore sportivo del Granada. Già collaboratore fidato di Paratici e Cherubini, Tognozzi si era distinto per alcune delle intuizioni più brillanti del recente vivaio juventino, come gli arrivi di Huijsen, Soulé e Yildiz. Proprio la valorizzazione del talento giovane sarà al centro della sua nuova missione: scoprire i campioni del futuro con una politica sostenibile, lontana da spese folli per nomi già affermati. Rispetto al passato, godrà di un’autonomia maggiore e di un mandato chiaro: costruire una rosa competitiva partendo dalle fondamenta.

Infine, Giorgio Chiellini è pronto al grande salto dietro la scrivania. L’ex capitano bianconero, dopo un periodo di formazione e affiancamento, prenderà il posto di Francesco Calvo come volto istituzionale del club. Avrà un ruolo centrale nei rapporti con le leghe e le istituzioni sportive, ma potrebbe incidere anche sulle scelte tecniche, forte della sua esperienza sul campo e del carisma maturato in oltre quindici anni di militanza in bianconero.

Nani si butta in politica: dall’ala sinistra alla… sinistra nel suo paese! Si candida con il partito comunista portoghese

Nani, ex di Manchester United e Lazio, un anno dopo il ritiro ha deciso di entrare in politica: candidato al partito comunista portoghese

L’ex stella del Manchester United, Nani, ha annunciato il suo ingresso in politica, schierandosi con la sinistra portoghese a poco più di un anno dal ritiro dal calcio. Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo alla fine del 2024, al termine di una breve esperienza con l’Estrela Amadora, il campione d’Europa 2016 ha deciso di intraprendere una nuova avventura nelle istituzioni. Il suo volto è comparso sui manifesti della Coligação Democrática Unitária, la coalizione che riunisce il Partito Comunista Portoghese, il Partito Ecologista “Os Verdes” e il Partito Democratico d’Intervento, storicamente collocata nell’area della sinistra radicale. Una scelta che, con un gioco di parole inevitabile, richiama anche la fascia sinistra del campo che Nani ha occupato per gran parte della sua carriera. Tra le tappe del suo percorso calcistico anche due parentesi italiane, con la Lazio e il Venezia.

Il ritorno alle urne in Portogallo – per la terza volta in tre anni – è stato il contesto che ha spinto Nani a esporsi pubblicamente in sostegno dell’opposizione. Un gesto significativo in un momento politico instabile, che ha sorpreso molti tifosi ma non chi conosce l’impegno sociale e la storia personale del calciatore cresciuto nelle periferie di Lisbona. Con un palmarès di tutto rispetto – 12 trofei con il Manchester United, 4 con lo Sporting, oltre al titolo europeo con il Portogallo – Nani si unisce al ristretto gruppo di ex sportivi che scelgono di impegnarsi attivamente nella vita politica. La sua candidatura non è ancora stata ufficialmente annunciata, ma la sua presenza nei materiali elettorali della coalizione ha già acceso il dibattito pubblico. Dopo una carriera all’insegna della velocità e della creatività sul campo, Nani sembra pronto a portare la stessa energia nella sua nuova sfida politica.

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