Pagina 88 – Calcio News 24

Krosche è l’ultimo nome forte per la dirigenza del Milan: i rossoneri fanno la corte al ds dell’Eintracht Francoforte

Krosche è l’ultimo nome forte per la dirigenza del Milan: i rossoneri fanno la corte all’attuale ds dell’Eintracht Francoforte. La situazione

Giorni di incontri, meeting e valutazioni in casa Milan. Dopo l’azzeramento arrivato al termine della stagione 2025/26, il club rossonero è chiamato a ricostruire rapidamente la propria struttura sportiva e societaria. Al momento restano ancora da definire tre caselle fondamentali: amministratore delegato, direttore sportivo o direttore tecnico e allenatore. Nessuna scelta è stata ancora formalizzata, ma il lavoro della proprietà guidata da Gerry Cardinale prosegue con l’obiettivo di dare una nuova identità al progetto.

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Tra i nomi emersi nelle ultime ore per un ruolo dirigenziale c’è quello di Markus Krösche, attuale direttore sportivo dell’Eintracht Francoforte. A riportarlo è stato Matteo Moretto su X, indicando il dirigente tedesco come uno dei principali candidati per entrare nel management del nuovo Milan.

Krösche Milan, il profilo piace per esperienza e visione internazionale

Il nome di Krösche è stato rilanciato anche da Fabrizio Romano, che sui propri canali ha confermato l’interesse rossonero: «Markus Krösche, nome forte che emerge per un ruolo dirigenziale al Milan. Krösche è l’attuale ds dell’Eintracht Frankfurt, ora corteggiato dal Milan».

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Il dirigente tedesco rappresenta un profilo interessante per esperienza internazionale, conoscenza del mercato europeo e capacità di lavorare all’interno di progetti tecnici strutturati. Il Milan, reduce da una stagione complicata e dalla mancata definizione immediata del nuovo assetto, cerca una figura capace di portare competenza, metodo e continuità nella gestione sportiva.

Krösche Milan, alternativa dopo lo stop di Rangnick

L’eventuale pista Krösche si inserisce in un momento delicato, soprattutto dopo il rifiuto, almeno temporaneo, di Ralf Rangnick. Il ct dell’Austria ha infatti deciso di concentrarsi sul proprio incarico in vista del Mondiale, rallentando i piani rossoneri.

Per questo il club sta valutando soluzioni alternative per rafforzare l’area sportiva. Krösche può diventare un nome concreto per dare struttura al nuovo corso del Milan, chiamato a ridefinire strategie, mercato e guida tecnica in vista della prossima stagione.

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 13 giugno 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

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Pagelle Canada Bosnia: David e Oluwaseyi deludono, Lukic-Kolasinac trascinano. Larin provvidenziale – TOP E FLOP

Top e Flop di Canada Bosnia: i giudizi ai protagonisti del match, valido per la prima giornata dei Mondiali

Top e Flop di Canada Bosnia: i giudizi ai protagonisti del match, valido per la prima giornata dei Mondiali. Sfida terminata 1-1 con una rete per tempo: prima la nazionale che ha eliminato gli azzurri, poi i padroni di casa che hanno meritato il punto per quanto mostrato nella ripresa.

I Top

  • Cyle Larin (Canada): subentrato al 76′ al posto di Oluwaseyi, ha impiegato pochissimo per incidere sul match. Al 78′ ha trovato la rete dell’1-1 girandosi in area in un fazzoletto e facendo partire un destro potente e violento. Su Dazn Fabio Bazzani l’ha descritto come il classico gol da centravanti d’area, Questa marcatura rappresenta il primo storico gol del pareggio segnato da un canadese in una fase finale dei Mondiali. Nel lunghissimo recupero, al 96′, ha persino sfiorato la rete della doppietta ravvicinata, impeditagli da un intervento a muro di Muharemovic.
  • Jovo Lukic (Bosnia): ha sbloccato l’incontro al 21′ con un colpo di testa vincente da distanza ravvicinata. Per trovare la rete del momentaneo vantaggio ha sfruttato perfettamente una spizzata del compagno Kolasinac sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Ha potuto così festeggiare il gol al suo esordio nella competizione mondiale, dimostrando che la scelta di Barbarez di puntare su di lui al posto di Dzeko ha avuto un senso preciso.
  • Sead Kolasinac (Bosnia): si è reso protagonista in fase offensiva confezionando l’assist di testa per Lukic in occasione dello 0-1. Al 53′ si è rivelato altrettanto decisivo in fase difensiva, deviando provvidenzialmente sulla traversa un tiro pericolosissimo di Laryea a portiere battuto. Ha dovuto abbandonare il campo all’84’ a causa dei crampi. Buchanan è un brutto cliente, lui lo ha praticamente annullato.

I Flop

  • Jonathan David (Canada): l’attaccante della Juventus ha disputato una prestazione molto deludente, sprecando un’enorme occasione da rete al 17′ calciando debolmente e centralmente tra le braccia del portiere Vasilj. Al 40′ ha inoltre fallito un controllo di palla apparentemente semplice che lo avrebbe lanciato tutto solo davanti all’estremo difensore bosniaco. La sua partita anonima si è conclusa con la sostituzione al 61′ per far posto a Promise David.
  • Tani Oluwaseyi (Canada): al 32′ ha avuto sui piedi una clamorosa chance da rete nata da un’ingenuità del bosniaco Muharemovic, ma ha sprecato tutto calciando altissimo di sinistro da un’ottima e invitante posizione. Non essendo riuscito a lasciare il segno sulla partita, è stato sostituito al 76′ da Larin, l’uomo che ha poi risolto la gara.

Moviola Canada Bosnia: gli episodi dubbi del match diretto da Tello

Moviola Canada Bosnia: gli episodi dubbi del match diretto da Tello, valido per la prima giornata dei Mondiali 2026

Moviola Canada Bosnia: gli episodi dubbi del match diretto da Tello, valido per la prima giornata dei Mondiali 2026

PRIMO TEMPO

Novanta secondi per il primo fallo: l’autore è Johnston, vittima è l’atalantino Kolasinac. Al 9′ scintille sull’out tra Buchanan e Kolasinac senza che però il duello vada ad accendersi. All’undicesimo minuto prima ammonizione per Johnston che mette giù Memic, bravo ad andarsene via su un pallone perso dal Canada nella propria metà campo. Al 15′ Tello viene colpito da una pallonata e ferma il gioco. Al 19′ Eustaquio meritava il giallo su Bajraktarevic, molto bravo a girarsi e andare via con l’esterno. Poco prima dell’intervallo anche la Bosnia riceve un cartellino: Demirovic va in pressione troppo decisa su Cornelius. Recupero di 4 minuti, condizionato anche dal cooling break. Giallo anche per Lukic per un’entrata in spaccata su Buchanan: i due attaccanti di Barbarez sono pertanto entrambi ammoniti in pochi minuti. Non tanti falli nel primo tempo, 12, la Bosnia ne ha commessi il doppio: 8 a 4.

SECONDO TEMPO

Al 49′ scontro in area di rigore tra Vasilj e Oluwaseji, c’è un anticipo di pugno del portiere della Bosnia e quindi nessuna irregolarità, peraltro forse l’attaccante canadese è partito in fuorigioco. Primo giallo della ripresa per il canadese De Fougerolles. Al 57′ controfallo su una rimessa bosniaca, dopo 5 secondi viene applicata l’inversione. Al 74′ Kone si arrabbia moltissimo con Tello che gli fischia un fallo, rischia il giallo perché lo manda apertamente a quel paese. Gara ovviamente nervosa con il passare dei minuti dato il risultato in bilico. Sulla rete dell’1-1 a tenere in gioco Larin c’è Kolasinac, un passo indietro rispetto all’autore del tiro decisivo. Molti palloni contesi e un Canada più fisico rendono il finale un po’ spezzettato. L’extra-time è di 6 minuti, tra sostituzioni e cooling break è difficile immaginare un tempo minore nelle gare del Mondiale. Al 93′ fatale giallo per Katic che spende il fallo su Larin che sta avviando una ripartenza: il giocatore bosniaco si dichiara totalmente d’accordo con l’arbitro. La gara si chiude con le stesse proporzioni del primo tempo: la Bosnia ha commesso il doppio dei falli del Canada, ben 20 contro 10.

Reijnders lascerà il Manchester City: possibile ritorno in Serie A? La decisione sul futuro dell’ex Milan

Reijnders dirà addio al Manchester City in estate: futuro in Serie A? Cosa filtra sulla sua decisione

Il futuro di Tijani Reijnders potrebbe essere lontano dall’Inghilterra a partire dalla prossima sessione estiva di trasferimenti. Le ultime indiscrezioni sul centrocampista olandese, ex colonna del Milan, arrivano direttamente dal canale YouTube di Fabrizio Romano. Durante una diretta, l’esperto di mercato Matteo Moretto ha fatto il punto della situazione, rivelando che il Manchester City sarebbe ormai pronto a lasciar partire il giocatore in estate. Una decisione, quella dei Citizens, maturata al termine di un’annata considerata complessivamente deludente da parte del club inglese.

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L’Atletico Madrid in pole position, pista difficile per la Serie A

Di fronte alla forte volontà di privarsi del calciatore, l’entourage di Reijnders si è immediatamente attivato per trovare una sistemazione di primissimo livello. I rappresentanti dell’olandese hanno già avviato i contatti con l’Atletico Madrid da diverse settimane. Al momento, i Colchoneros guidati da Diego Simeone rappresentano la prima squadra in lizza e la destinazione più probabile per il futuro del classe ’98.

Per quanto riguarda un possibile e suggestivo ritorno in Italia, la situazione appare decisamente in salita. Per i club italiani di prima fascia, infatti, l’operazione legata a Reijnders rimane un affare estremamente costoso dal punto di vista economico e, di conseguenza, molto complicato da portare a termine.

I numeri e le statistiche della stagione di Tijani Reijnders

Nonostante la delusione manifestata dalla dirigenza del Manchester City, l’impiego del centrocampista nel corso dell’annata è stato comunque costante in tutte le competizioni. Questi i dati salienti della sua stagione:

  • Premier League: 28 presenze complessive per un totale di 1636 minuti in campo, con ben 18 partite disputate per tutti i 90 minuti, impreziosite da 5 gol e 2 assist.
  • Champions League: 10 presenze e 579 minuti giocati, collezionando 6 partite intere e fornendo 3 assist ai compagni.
  • FA Cup: 5 apparizioni (374 minuti totali, 4 gare da 90 minuti) arricchite da 1 gol e 2 assist.
  • Carabao Cup: 4 presenze, 221 minuti sul terreno di gioco e un bottino finale di 1 gol e 1 assist.

Il mercato estivo è alle porte e il nome di Reijnders si preannuncia come uno dei più caldi sull’asse Manchester-Madrid, con le squadre di Serie A destinate, salvo sorprese, a rimanere alla finestra a causa delle elevate richieste economiche.

Modric valuta il ritiro dopo il Mondiale! Real Madrid pronto ad offrirgli un ruolo in dirigenza

Modric potrebbe ritirarsi dopo il Mondiale! Il Real Madrid gli offre un ruolo in dirigenza

Il mondo del calcio potrebbe presto dover salutare uno dei suoi interpreti più brillanti, eleganti e vincenti dell’epoca moderna. Le ultime indiscrezioni provenienti dalla Spagna tratteggiano uno scenario che i tifosi madridisti e gli appassionati di questo sport temevano da tempo. Secondo quanto riportato da Diario AS, Luka Modric valuta il ritiro definitivo dal calcio giocato. Il fuoriclasse croato del Milan avrebbe infatti individuato la fine del Mondiale come il momento ideale per appendere gli scarpini al chiodo e chiudere una carriera a dir poco irripetibile.

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L’indiscrezione di Diario AS: il Mondiale come ultimo ballo

Nonostante una longevità sportiva che lo ha visto competere ai massimi livelli mondiali ben oltre le normali aspettative anagrafiche, dettando i tempi a centrocampo con una classe immutata, il momento dei saluti sembra ormai imminente. La fonte spagnola, da sempre molto vicina alle dinamiche interne della Casa Blanca, rivela che il fantasista originario di Zara sta seriamente considerando di dire addio al terreno di gioco subito dopo la conclusione del Mondiale.

Per Modric, vestire per l’ultima volta la maglia della sua amata nazionale croata sul palcoscenico più prestigioso rappresenterebbe il perfetto coronamento di un percorso straordinario. Una sorta di “ultimo ballo” per un giocatore che ha saputo trascinare il suo Paese a traguardi inimmaginabili, incarnando lo spirito di un’intera nazione.

La mossa strategica: un futuro nella dirigenza dei Blancos

Tuttavia, l’addio al calcio giocato non coinciderà necessariamente con un allontanamento dal mondo del pallone, tantomeno da quella che è diventata la sua seconda casa. Il Real Madrid è pienamente consapevole dell’enorme spessore umano, tecnico e carismatico del suo storico numero 10. Proprio per questo motivo, la dirigenza spagnola non ha alcuna intenzione di disperdere il patrimonio di esperienza del croato.

Il club presieduto da Florentino Pérez sta infatti già valutando attivamente un ruolo in dirigenza, preparandogli un posto di massimo rilievo dietro la scrivania per quando vorrà davvero lasciare il calcio.

Un passaggio di testimone storico per il Real Madrid

L’idea di integrare le grandi leggende del passato nei quadri dirigenziali è una strategia consolidata e vincente per il Real Madrid. Offrire a Modrić un incarico operativo all’interno dell’area sportiva o istituzionale permetterebbe al club di mantenere un filo conduttore fortissimo con i successi del recente passato, garantendo allo stesso tempo una figura di riferimento assoluta per i giovani talenti. I prossimi mesi saranno decisivi per le scelte del croato, ma il suo futuro sembra destinato a essere ancora indissolubilmente legato ai colori madridisti.

Chi è Americo Branco, il nuovo Direttore Sportivo della Sampdoria. La sua storia e il suo identikit

Chi è Americo Branco, nuovo Direttore Sportivo della Sampdoria. Storia e quello che c’è da conoscere

Dopo giorni di grande attesa e fitte indiscrezioni, la Sampdoria ha ufficialmente varato il nuovo corso dirigenziale. Il club blucerchiato ha annunciato la nomina di Americo Branco come nuovo direttore sportivo, affidandogli il gravoso ma stimolante compito di raccogliere l’eredità di Andrea Mancini e prendere in mano le redini del calciomercato. La sua investitura rappresenta un punto di svolta fondamentale per la società doriana, determinata a rilanciarsi dopo due annate al di sotto delle aspettative.

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Il progetto tecnico per la stagione 2026/27

L’arrivo del dirigente portoghese si inserisce in un contesto di profonda ricostruzione. L’obiettivo primario sarà quello di allestire una rosa altamente competitiva, capace di lottare stabilmente per i vertici della Serie B e di ambire, in prospettiva, al ritorno nella massima categoria.

La strategia della Sampdoria si fonderà sulla valorizzazione del settore giovanile e su una rigorosa sostenibilità economica. Per farlo, Branco lavorerà a stretto e quotidiano contatto con il presidente Francesco De Gennaro e il CEO sport Jesper Fredberg. Insieme, avranno il compito di delineare gli obiettivi nevralgici della stagione 2026/27, bilanciando calciatori di grande esperienza con giovani promesse per ridare un’identità forte e vincente a tutti i reparti della squadra.

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Il comunicato ufficiale: il nuovo organigramma blucerchiato

La riorganizzazione dell’area sportiva non si ferma al solo direttore sportivo, ma coinvolge diverse figure chiave. Come si legge nella nota diramata dalla società:

” L’U.C. Sampdoria annuncia di aver raggiunto un accordo con Americo Branco per la nomina a direttore sportivo, una volta espletate le necessarie formalità con la FIGC. Contestualmente, Lorenzo Ariaudo assumerà il ruolo di direttore tecnico del club, mentre Mattia Stante sarà il nuovo team manager. José Manuel Barbosa Alves sarà il coordinatore dell’area scouting. “

Ecco, nel dettaglio, i profili che andranno a comporre il nuovo assetto tecnico:

  • Americo Branco (Direttore Sportivo): Portoghese, 35 anni. Dal 2014 ha maturato una solida carriera dirigenziale, ricoprendo incarichi di crescente responsabilità presso Olhanense, Académica de Coimbra, Tondela e Fortuna Sittard.
  • Lorenzo Ariaudo (Direttore Tecnico): 37 anni. Dopo una lunga carriera da calciatore in Serie A (Cagliari, Sassuolo, Empoli, Frosinone e il vivaio della Juventus) e tre eccellenti stagioni come team manager blucerchiato, assume una posizione di maggiore responsabilità. Coordinerà il lavoro quotidiano facendo da raccordo tra squadra, staff e dirigenza.
  • Mattia Stante (Team Manager): 35 anni, laureato con lode in Economia. Sostituisce Ariaudo forte di un solido background avviato a Ravenna e proseguito, dal 2019, alla Ternana.
  • José Manuel Barbosa Alves (Coordinatore Area Scouting): 36 anni. Ex calciatore (cresciuto tra Paços de Ferreira, Porto, Inter e Benfica), ha già collaborato come uomo mercato di fiducia al fianco di Branco sia al Tondela che al Fortuna Sittard.

A fare il punto definitivo sulle ambizioni del club è intervenuto direttamente il management. «Abbiamo lavorato senza sosta per riorganizzare la gestione sportiva in vista della nuova stagione – afferma Jesper Fredberg, CEO Football -. Con le nomine di Branco, Auriado, Stante e Barbosa Alves, stiamo apportando nuove competenze per assicurarci di essere sulla strada giusta verso il successo. Insieme getteremo le basi per gli anni a venire, a partire dalla nomina di un nuovo allenatore e da un ambizioso calciomercato estivo».

Mondiali, Thomas Partey escluso dal Canada: salta l’esordio del Ghana. Il comunicato della FIFA

Mondiali, Thomas Partey salta l’esordio con il Ghana perché non ammesso in Canada. Il comunicato della FIFA

Inizio decisamente in salita per la nazionale del Ghana in vista del tanto atteso debutto ai Mondiali. La squadra africana, infatti, dovrà fare a meno di uno dei suoi pilastri fondamentali a centrocampo: Thomas Partey. L’ex calciatore dell’Arsenal non potrà prendere parte alla primissima partita del torneo a causa di un ostacolo di natura legale e burocratica che gli ha impedito di varcare i confini del paese ospitante.

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Il negato ingresso in Canada e i problemi legali

Secondo quanto riportato dal The Athletic, al centrocampista ghanese è stato ufficialmente negato l’ingresso in Canada. La motivazione alla base di questo divieto di transito risiede nelle stringenti normative locali in materia di immigrazione. Nello specifico, la regolamentazione presente sul sito web ufficiale del governo canadese stabilisce in maniera inequivocabile che “se hai commesso o sei stato condannato per un reato, potresti non essere ammesso in Canada”.

L’attuale situazione dell’atleta rientra in questa delicata casistica: Partey è stato incriminato ed è attualmente in attesa di affrontare il relativo processo, pur non essendo ancora stato formalmente condannato in via definitiva dalle autorità competenti.

L’esordio nel Gruppo L contro il Panama

La defezione forzata di Thomas Partey rappresenta una tegola pesantissima per il Ghana, inserito nel complicato Gruppo L della rassegna iridata. Il raggruppamento vede la presenza di avversari di assoluto livello internazionale come Inghilterra e Croazia, oltre al Panama. Sarà proprio contro la formazione panamense che la nazionale ghanese farà il suo esordio ufficiale nella competizione. Il calcio d’inizio della gara è fissato per giovedì 18 giugno, all’01:00 italiana.

La dichiarazione della FIFA sul caso Partey

La risonanza mediatica della vicenda ha richiesto un tempestivo e doveroso chiarimento da parte del massimo organo calcistico. Attraverso una dichiarazione ufficiale, è stata confermata l’assenza del calciatore, specificando i limiti d’azione dell’organizzazione sulle leggi nazionali:

“La FIFA può confermare che il giocatore Thomas Partey non sarà in grado di viaggiare dal Campo Base della squadra del Ghana a Boston, USA, al Canada per la loro prima partita contro il Panama mercoledì 17 giugno, poiché la sua domanda di visto è stata rifiutata dal governo canadese.”

Il testo prosegue chiarendo in modo definitivo la posizione dell’ente organizzatore rispetto alle autorità governative locali: “La FIFA non è coinvolta nei processi di immigrazione dei paesi ospitanti, inclusa l’istruttoria dei visti. Come per i precedenti eventi FIFA, il governo ospitante determina in ultima istanza chi riceve un visto ed è ammesso nel paese.”

Il Lecce ufficializza il rinnovo di Stefano Trinchera, blindato il Direttore Sportivo fino al 2029

Il Lecce continua con Stefano Trinchera, il Direttore Sportivo ha ufficialmente rinnovato fino al 2029

Il calciomercato del Lecce non si concentra esclusivamente sui calciatori da inserire in rosa o sulle possibili cessioni, ma riparte inevitabilmente dalla scrivania e dalla costruzione di una solida e inossidabile base dirigenziale. In quest’ottica di totale programmazione a lungo termine, la società salentina ha deciso di blindare uno dei principali architetti del progetto tecnico. È infatti arrivata la tanto attesa firma per il rinnovo di Stefano Trinchera, che continuerà a ricoprire il ruolo chiave di direttore sportivo del club giallorosso per le prossime stagioni.

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I dettagli dell’accordo e il comunicato ufficiale del club

La forte volontà di proseguire il cammino lavorativo insieme era già nell’aria da diverso tempo, ma adesso l’operazione ha assunto tutti i crismi dell’ufficialità istituzionale. Il club di Via Costadura ha voluto lanciare un chiaro segnale di enorme compattezza e fiducia, prolungando l’intesa contrattuale con il proprio dirigente. Attraverso una nota formale diramata sui propri canali, la società ha annunciato l’intesa raggiunta: “L’U.S. Lecce comunica di aver prolungato il rapporto contrattuale con il Direttore Sportivo Stefano Trinchera, in scadenza il 30 giugno 2028, fino al termine della stagione sportiva 2028/29”.

Questa strategica estensione contrattuale di un ulteriore anno certifica, senza alcuna ombra di dubbio, la piena e totale sintonia tra la presidenza e l’intera area tecnica.

Continuità aziendale e visione a lungo termine: il progetto giallorosso

La scelta strategica di legarsi a Stefano Trinchera fino al 30 giugno 2029 non è affatto casuale. Il Lecce ha sapientemente costruito i suoi recenti successi sportivi e la sua invidiabile stabilità proprio sull’attenta e meticolosa pianificazione. Il dirigente pugliese rappresenta il profilo ideale per portare avanti questa precisa e virtuosa filosofia aziendale, da sempre basata su un’oculata gestione economica unita a uno scouting capillare a livello internazionale. La sua tempestiva riconferma permette all’intero ambiente di lavorare con la massima serenità organizzativa, confermando una guida esperta nelle sempre insidiose dinamiche di mercato.

Le sfide future e le prossime strategie di mercato

Con l’importante firma sul nuovo contratto saldamente in tasca, il direttore sportivo può ora concentrarsi a pieno regime sulle prossime, imminenti mosse per rinforzare l’ossatura della squadra. Il vivo del calciomercato impone tempistiche strette e scelte tattiche oculate per garantire un organico sempre più competitivo, in grado di affrontare con coraggio le ardue sfide del campionato.

L’obiettivo primario di Trinchera sarà quello di individuare e bloccare tempestivamente profili funzionali, operando in perfetta sinergia con lo staff tecnico. Con questa mossa di consolidamento, il Lecce lancia un messaggio forte e inequivocabile: la programmazione giallorossa guarda al futuro con ambizione e straordinaria continuità.

Verona traccia le linee per il futuro: rinnovo ufficiale per il ds Sogliano, possibile panchina a Baroni. Ultimissime

Verona ha ufficializzato il rinnovo del direttore sportivo Sogliano e ha incontrato Baroni per la panchina

Il mercato dell’Hellas Verona inizia a prendere forma in vista della prossima stagione. Dopo un’annata complicata, che ha portato alla retrocessione in Serie B, la dirigenza scaligera ha deciso di ripartire dalle proprie certezze dirigenziali per costruire un progetto solido e ambizioso. La prima e fondamentale mossa strategica riguarda il vertice dell’area sportiva: il club veneto ha infatti blindato la posizione del proprio direttore, allontanando in maniera definitiva le insistenti sirene provenienti da altre piazze italiane.

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Il rinnovo di Sean Sogliano: accordo siglato fino al 2029

Sean Sogliano e il Verona andranno orgogliosamente avanti insieme. L’esperto dirigente ha deciso di sposare nuovamente la causa gialloblù, firmando un importante prolungamento contrattuale valevole per i prossimi tre anni. A spazzare via ogni minimo dubbio sul suo futuro ci ha pensato direttamente la società con una nota formale: “Hellas Verona FC è lieto di comunicare il prolungamento del contratto del Direttore Sportivo Sean Sogliano, fino al 30 giugno 2029“.

Questa firma cruciale mette di fatto fine a tutti i discorsi e alle indiscrezioni di mercato portate avanti nelle scorse settimane con il Lecce. La società salentina, infatti, aveva individuato in lui il profilo ideale per la ricostruzione sportiva in seguito al recente addio del decano Pantaleo Corvino.

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La ripartenza dalla Serie B e gli obiettivi futuri

Il prolungamento del rapporto professionale rappresenta un segnale di enorme compattezza. Sogliano, tornato a operare all’interno del club scaligero nel corso del 2022, avrà ora il difficile ma stimolante compito di dare totale continuità al progetto tecnico. L’obiettivo primario del management sarà quello di iniziare a programmare fin da sùbito la prossima e delicata stagione agonistica, che vedrà il club veneto costretto a ripartire dalle insidie del campionato di Serie B, con il chiaro intento di allestire una rosa competitiva per il vertice.

L’incontro per la panchina: contatti positivi con Marco Baroni

Le grandi manovre del direttore sportivo non si limitano però esclusivamente alle questioni di scrivania. C’è un nodo vitale da sciogliere: la guida tecnica. Nella giornata di ieri, a tal proposito, è andato in scena un primo e fondamentale incontro esplorativo con Marco Baroni, con l’intento di valutare un suo possibile e clamoroso ritorno sulla panchina dell’Hellas secondo Di Marzio.

Le prime sensazioni filtrate dal vertice sono estremamente positive: tra le due parti è emersa una forte e sincera disponibilità reciproca a trovare un punto d’incontro. Adesso, il Verona e l’entourage dell’allenatore continueranno a lavorare intensamente e senza sosta per provare a raggiungere un’intesa definitiva, con la speranza di poter riportare al più presto l’amato tecnico a difendere i colori gialloblù.

Caso Negreira, scontro Barcellona-Real Madrid! I blaugrana minacciano azioni legali contro Florentino Perez, cosa sta succedendo

Caso Negreira, il Barcellona minaccia azioni legali contro Florentino Perez, la ricostruzione di quanto successo

Il Barcellona ha deciso di passare alle vie di fatto contro il presidente del Real Madrid, Florentino Pérez, innescando una battaglia legale che rischia di scuotere profondamente gli equilibri istituzionali de La Liga. Al centro della bufera ci sono le pesanti esternazioni rilasciate dal numero uno dei Blancos lo scorso 12 maggio, che hanno spinto i vertici societari catalani a pretendere scuse ufficiali.

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L’accusa sui campionati sottratti e la mossa blaugrana

L’origine del durissimo scontro risiede nelle recenti e controverse dichiarazioni di Florentino Pérez, il quale aveva pubblicamente lamentato la presunta sottrazione di ben sette titoli di campionato ai danni della sua squadra. Parole pesantissime che hanno inevitabilmente scatenato l’ira e la reazione immediata della dirigenza catalana. In risposta a queste gravi insinuazioni, il club blaugrana ha formalmente presentato una richiesta di conciliazione rivolta direttamente al massimo dirigente madrileno. L’ultimatum imposto è estremamente chiaro e perentorio: ritrattare immediatamente le accuse mosse nei confronti della società, oppure affrontare direttamente le aule di giustizia spagnole.

Il comunicato ufficiale: verso la denuncia per calunnia

La posizione della società catalana è stata esplicitata attraverso una nota formale che non lascia alcuno spazio a interpretazioni o mediazioni silenziose. La dirigenza ha infatti diramato il seguente testo ai media: “L’FC Barcelona informa che oggi è stata presentata la richiesta di conciliazione obbligatoria, preliminare alla presentazione di una denuncia per il reato di calunnia ai sensi dell’articolo 205 del Codice Penale contro il presidente del Real Madrid, il sig. Florentino Pérez, a seguito delle dichiarazioni da lui rese durante la conferenza stampa dello scorso 12 maggio e in un’intervista rilasciata a un organo di stampa il giorno successivo“.

Difesa dell’immagine e il rischio di una denuncia penale

La strategia del club catalano mira a tutelare il proprio prestigio e la propria onorabilità internazionale, ritenuti duramente attaccati dalle parole del rivale storico. Come specificato nel proseguo della nota ufficiale, l’intento primario dell’azione è netto: “L’obiettivo di questa richiesta è che il sig. Pérez ritratti determinate dichiarazioni rese con la consapevolezza della loro falsità e che risultano calunniose e offensive per l’immagine e la reputazione del Club“.

Se il presidente del Real Madrid non dovesse compiere un passo indietro smentendo le proprie parole, la vicenda degenererà inevitabilmente in un vero e proprio processo. Il documento catalano si chiude infatti con un avvertimento categorico per il futuro: “Nel caso in cui questa richiesta non venga debitamente soddisfatta, l’FC Barcelona procederà alla presentazione della relativa denuncia penale”. L’attesa è ora tutta rivolta alla risposta della dirigenza madrilena, in quello che si preannuncia come il Clásico istituzionale più teso degli ultimi decenni.

Rangnick dice stop: sfuma clamorosamente l’accordo per l’area tecnica del Milan

Rangnick non va al Milan: il dirigente spazientito fa saltare l’accordo per l’area tecnica del Milan

Ralf Rangnick ha deciso di dire basta. L’infinita attesa di una risposta concreta da parte del Milan, che lo aveva esplicitamente cercato per affidargli il ruolo chiave di capo dell’area tecnica, ha inevitabilmente indispettito il manager tedesco. Poco avvezzo ai silenzi prolungati e alle mancanze di chiarezza, Rangnick è ora intenzionato a concentrare tutte le sue energie esclusivamente sulla nazionale dell’Austria, pronta a debuttare al Mondiale negli Stati Uniti (nella notte italiana tra martedì e mercoledì contro la Giordania). Lo riferisce La Gazzetta dello Sport.

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Le richieste per firmare e lo scoglio dell’autonomia

Durante gli intensi colloqui tenutisi un paio di settimane fa, Rangnick era stato estremamente diretto con Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic. Il tedesco aveva preteso il pieno e totale controllo dell’area tecnica, senza alcuna ingerenza esterna, memore delle dinamiche complesse che hanno coinvolto la panchina rossonera nella passata stagione. La sua richiesta di autonomia era assoluta e comprendeva la libertà di scegliere l’allenatore (i nomi caldi indicati erano Oliver Glasner o Matthias Jaissle), i collaboratori fidati (come il direttore sportivo Johannes Spors e il capo scout Christopher Vivell), fino ad arrivare alla gestione diretta dei giocatori e del settore giovanile.

L’obiettivo era imporre una precisa filosofia calcistica basata su altissima intensità, pressione e aggressività. Di fronte a queste condizioni, il Milan – che necessita di una profonda e complessa rifondazione dopo la clamorosa mancata qualificazione in Champions League – ha ascoltato, ma di fatto è poi sparito dai radar senza dare il definitivo via libera.

L’ottimismo dell’Austria e le parole di Pröll

Mentre il club meneghino prende tempo, nel ritiro austriaco di Santa Barbara si respira un’aria di assoluta serenità. I vertici della federazione sono sicuri della permanenza del loro ct, con l’intenzione di prolungare il solido progetto tecnico fino al 2028. A certificare questa fiducia è intervenuto direttamente il presidente della federcalcio, Josef Pröll, che ha ribadito: “Sono molto ottimista sul fatto che sceglierà l’Austria. Noi lo vogliamo e lui conosce i punti chiave dell’offerta di rinnovo. Io e lui sappiamo su cosa possiamo contare l’uno sull’altro perché comunichiamo in modo molto aperto”.

Il futuro rossonero: una ricostruzione in salita

Per Rangnick, la mancanza di programmazione è stata fatale. Se fosse arrivato subito il “sì” della dirigenza, la sua squadra di lavoro avrebbe già iniziato a operare sul calciomercato per allestire il precampionato, permettendogli di vivere il Mondiale senza distrazioni. Questo ingranaggio, però, non è scattato. Salvo clamorosi e violenti ritorni di fiamma improvvisi, il tedesco non sarà il nuovo leader dell’area sportiva. Per il Milan, il percorso verso la necessaria ricostruzione si fa sempre più ripido e pieno di ostacoli.

Lipsia, Demichelis sempre più vicino alla panchina: accordo raggiunto

Il club tedesco avrebbe scelto Martin Demichelis come nuovo allenatore. Decisiva l’attivazione della clausola rescissoria

Il Lipsia è pronto ad aprire un nuovo capitolo tecnico. Secondo quanto riferito da Fabrizio Romano, che riprende le informazioni pubblicate da Marca, il club tedesco avrebbe raggiunto un accordo per affidare la guida della prima squadra a Martin Demichelis.

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L’ex difensore argentino, che negli ultimi anni ha costruito il proprio percorso in panchina ottenendo risultati significativi, sarebbe stato individuato dalla dirigenza come il profilo ideale per raccogliere l’eredità di Ole Werner e avviare un nuovo progetto tecnico.

La trattativa sarebbe ormai nelle fasi conclusive, con il Lipsia che avrebbe deciso di procedere attraverso l’attivazione della clausola rescissoria prevista nel contratto dell’allenatore. Un passaggio che ha permesso di accelerare l’operazione e di avvicinare in maniera concreta la definizione dell’accordo.

Per il club della Bundesliga si tratta di una scelta importante in vista della prossima stagione, con l’obiettivo di mantenere elevata la competitività della squadra sia in campionato sia nelle competizioni europee.

Salvo sorprese dell’ultima ora, Martin Demichelis è dunque destinato a diventare il nuovo tecnico del Lipsia, con l’annuncio ufficiale che potrebbe arrivare nelle prossime settimane.

Usa Paraguay: stanotte il remake della sfida che scrisse la storia nel 1930

Dal leggendario 3-0 di Montevideo con la prima tripletta assoluta dei Mondiali firmata Patenaude, al decisivo incrocio di stanotte. Un tuffo nel passato in attesa del fischio d’inizio

Stanotte gli Stati Uniti padroni di casa scendono in campo contro il Paraguay per una sfida ricca di fascino e aspettative in questo Mondiale 2026. Ma per gli amanti delle statistiche e del calcio romantico, questo incrocio non è una novità assoluta. Esiste un precedente lontano, sfumato nei toni seppiati degli anni ’30, che ha letteralmente segnato i libri di storia della Coppa del Mondo.

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Bisogna riavvolgere il nastro fino al 17 luglio 1930. Siamo a Montevideo, in Uruguay, durante la prima, pionieristica edizione dei campionati del mondo. Allo stadio Parque Central, di fronte a circa 18.000 spettatori, gli Stati Uniti affrontano proprio l’ Albirroja sudamericana nella fase a gironi. Quella squadra americana era una formazione solida e sorprendente e il risultato finale fu un perentorio e inaspettato 3-0 in favore degli Yankees, che poi sarebbero stati spazzati via dall’Argentina in semifinale con un tennistico 6-1.

L’eroe indiscusso di quel pomeriggio sudamericano fu Bert Patenaude, un formidabile attaccante ventenne originario del Massachusetts. Patenaude gonfiò la rete paraguaiana per ben tre volte, segnando al 10′, al 15′ e al 50′ minuto. Quella prestazione monstre fu fondamentale per spianare la strada agli Stati Uniti, che chiusero quel torneo con uno storico terzo posto (tuttora il loro miglior piazzamento di sempre ai Mondiali), ma soprattutto gli garantì l’immortalità calcistica.

Curiosamente, il record di Patenaude è stato avvolto nel mistero per oltre settant’anni:

  • Per decenni, i referti dell’epoca avevano fatto confusione sull’autore del secondo gol.
  • Alcune fonti lo attribuivano al compagno di squadra Tom Florie, altre lo catalogavano come un autogol del difensore paraguaiano Aurelio González.
  • Solo il 10 novembre 2006, dopo attente ricerche storiche promosse dalla federazione statunitense, la FIFA ha ufficialmente riconosciuto a Patenaude la paternità di tutte e tre le reti.

Questa correzione postuma ha sancito in via definitiva che quella di Bert Patenaude contro il Paraguay fu la primissima tripletta mai realizzata nella storia dei Mondiali di calcio, superando di due giorni quella dell’argentino Guillermo Stábile (che si credeva fosse stato il primo).

A quasi un secolo di distanza, le due nazionali tornano a incrociarsi sul palcoscenico più prestigioso. Stanotte il calcio giocato sarà profondamente diverso e infinitamente più veloce, ma il fascino di Stati Uniti-Paraguay porterà sempre con sé l’eco indelebile del primo, storico record della Coppa del Mondo.

Dybala Roma, inviata la controproposta per il rinnovo: ora la decisione spetta al club

Paulo Dybala e i suoi agenti hanno presentato la propria contro-offerta per accelerare il rinnovo contrattuale

Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano, proseguono i contatti tra Paulo Dybala e la Roma per definire il futuro dell’attaccante argentino.

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Paulo Dybala e i suoi agenti hanno infatti inviato la contro-offerta ufficiale al club giallorosso con l’obiettivo di arrivare alla chiusura del rinnovo in tempi brevi.


La palla passa alla Roma

Dopo la proposta avanzata dall’entourage del giocatore, la situazione è ora nelle mani della Roma, chiamata a valutare le condizioni presentate e a prendere una decisione definitiva per raggiungere l’intesa.

Come riferito da Fabrizio Romano, il numero 21 giallorosso ha già indicato le proprie preferenze, manifestando la volontà di trovare un accordo che possa soddisfare entrambe le parti.


Si attende la risposta del club

Le prossime ore potrebbero risultare decisive per il futuro di Dybala nella Capitale. Con la controproposta formalmente recapitata, resta da capire quale sarà la posizione della società e se verrà trovato il punto d’incontro necessario per definire il rinnovo.

La trattativa entra così nella sua fase più delicata, con la decisione finale che spetta ora alla Roma.

Ignazio Abate è il nuovo allenatore del Torino: contratto fino al 2028

Dal 1° luglio 2026 la guida tecnica del Torino sarà affidata all’ex difensore granata e della Nazionale Ignazio Abate

Il Torino Football Club è lieto di annunciare che dal primo luglio 2026 la conduzione della Prima Squadra sarà affidata al tecnico Ignazio Abate. L’allenatore ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2028.

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Il percorso da calciatore: dal Milan al Torino, fino alla Nazionale

Ignazio Abate è nato il 12 novembre 1986 a Sant’Agata de’ Goti (provincia di Benevento). Ex calciatore, di ruolo difensore, è cresciuto nel settore giovanile del Milan, debuttando nel professionismo con la casacca rossonera il 3 dicembre 2003, appena diciassettenne, negli ottavi di finale di Coppa Italia contro la Sampdoria.

Nel corso della sua carriera ha maturato importanti esperienze con le maglie di Napoli, Piacenza, Modena ed Empoli, e conosce già l’ambiente granata, avendo militato nel Torino nella stagione 2008-2009.

Si è poi affermato definitivamente con il Milan, con cui ha disputato 306 partite ufficiali e segnato 3 gol, conquistando uno Scudetto e due Supercoppe Italiane.

Vanta, inoltre, 22 presenze e un gol con la Nazionale Italiana maggiore, con la quale ha raggiunto il secondo posto all’Europeo del 2012 e il bronzo alla Confederations Cup del 2013.


La carriera da allenatore e la crescita in panchina

Conclusa la carriera da calciatore, nel 2021 ha intrapreso il percorso da allenatore partendo dal settore giovanile del Milan.

Ha, poi, assunto l’incarico di tecnico della Primavera del Milan, con cui ha conquistato risultati di assoluto rilievo, portando la squadra a disputare la semifinale di UEFA Youth League nella stagione 2022-23 e la finale nella stagione successiva.

Nella stagione 2024-2025 ha fatto il suo esordio alla guida di una Prima Squadra sulla panchina della Ternana.

Nello scorso campionato Abate, alla sua prima esperienza in Serie B, è stato protagonista, come allenatore della Juve Stabia, di un’ottima annata, conclusasi con la semifinale dei playoff per la promozione, persa contro il Monza, che ha poi conquistato il ritorno in Serie A.


Il ritorno in granata

Il Torino Football Club riabbraccia dunque Ignazio Abate, che torna in granata dopo l’esperienza da calciatore vissuta nella stagione 2008-2009.

Tutta la Società riabbraccia Ignazio Abate con il più affettuoso: “Bentornato a Torino! Buon lavoro e Sempre Forza Toro!”

Torino e D’Aversa si separano ufficialmente, c’è la nota dei granata! Abate sarà il nuovo allenatore

Torino e D’Aversa hanno ufficialmente separato le proprie strade: Abate sarà il nuovo tecnico dei granata

Il Torino ha ufficializzato il cambio di rotta per la guida tecnica della squadra in vista della prossima annata. Le strade della società granata e di Roberto D’Aversa si separano qui: l’allenatore e il suo staff non proseguiranno il loro cammino lavorativo sotto l’ombra della Mole. Una decisione netta che chiude un’era e apre immediatamente a un nuovo affascinante capitolo, con la dirigenza che ha già individuato e bloccato il suo successore: il nuovo allenatore del club piemontese sarà infatti Ignazio Abate.

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L’addio a D’Aversa: il comunicato e i ringraziamenti del club

L’avventura dell’ormai ex tecnico sulla panchina del Torino si conclude dopo mesi caratterizzati da grande lavoro quotidiano e massima dedizione, che hanno portato alla salvezza dei granata. Attraverso una nota ufficiale diramata sui propri canali, i vertici societari hanno voluto congedarsi dal mister in modo formale e rispettoso, riconoscendo l’abnegazione mostrata durante il suo mandato. Il club ha infatti sottolineato come il Presidente Urbano Cairo ancora una volta desideri “ringraziare Roberto D’Aversa e il suo staff per l’impegno, il temperamento e per la qualità del lavoro svolto in questi mesi alla guida del Toro”. La società ha inoltre voluto estendere i propri saluti a tutti i collaboratori tecnici, augurando loro il meglio nel proseguimento della loro carriera professionale.

Il nuovo corso: Ignazio Abate alla guida del Torino

Chiuso definitivamente il capitolo D’Aversa, il Torino non ha perso tempo per riprogrammare il proprio futuro e rilanciare le ambizioni nel campionato di Serie A. La scelta definitiva per la panchina è ricaduta su un profilo giovane, dinamico ed estremamente motivato: Ignazio Abate. Per il nuovo mister si tratta di un romantico ritorno, avendo già vestito con grande temperamento la maglia granata da calciatore nella stagione 2008-2009. L’ex difensore è ora pronto ad assumere la guida della Prima Squadra. La sua nomina rappresenta una chiara e precisa inversione di tendenza per il management di Urbano Cairo, che ha deciso di puntare su idee tattiche moderne, grande carisma e su un approccio metodologico fresco per rivitalizzare l’intero ambiente.

Le prospettive sul calciomercato e il prossimo ritiro

Con l’investitura di Abate come nuovo allenatore, la dirigenza può ora tuffarsi a capofitto nella programmazione della stagione e nelle complesse strategie di calciomercato. Il neo-tecnico lavorerà a stretto e quotidiano contatto con la direzione sportiva per delineare il nuovo assetto, valutare i profili in entrata e definire il sistema di gioco più idoneo a esaltare le qualità dell’organico. I tifosi granata attendono ora di conoscere la data della conferenza stampa di presentazione, pronti a sostenere il nuovo progetto tecnico che prenderà vita a partire dal prossimo ritiro estivo.

Aquilani è il nuovo allenatore del Sassuolo, ora è ufficiale: il comunicato e l’accoglienza di Veronica Squinzi

Aquilani è ufficialmente il nuovo allenatore del Sassuolo: il comunicato del club neroverde e le parole di Veronica Squinzi

Il Sassuolo ha ufficialmente delineato la propria guida tecnica per la prossima stagione agonistica. Attraverso un comunicato diramato sui propri canali, la società emiliana ha annunciato che Alberto Aquilani è stato nominato nuovo allenatore della Prima Squadra. Per il mister originario di Roma, classe 1984, si tratta di un ritorno a dir poco gradito in una piazza in cui ha già avuto modo di farsi apprezzare in passato.

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Il passato neroverde e la brillante carriera in campo

Prima di intraprendere la carriera in panchina, Aquilani ha calcato i più importanti palcoscenici del calcio europeo. Da calciatore ha infatti difeso i colori di top club prestigiosi come Roma, Liverpool, Juventus e Milan. Il suo primo incontro con la realtà emiliana risale alla finestra di mercato di gennaio 2017, quando giunse al Sassuolo. Durante quella parentesi agonistica collezionò 16 presenze per un totale di 1237 minuti in campo, riuscendo a conquistare l’intero ambiente non soltanto per le innate geometrie a centrocampo, ma soprattutto per l’elevato spessore umano lasciato in dote al termine del campionato.

L’ascesa in panchina: dai trionfi con la Fiorentina alla cavalcata col Catanzaro

Il percorso da tecnico inizia ufficialmente a luglio 2019 con l’Under 18 della Fiorentina. Le sue idee tattiche convincono la dirigenza toscana a promuoverlo rapidamente come collaboratore tecnico di Giuseppe Iachini in prima squadra. Dal luglio 2020 prende le redini della Primavera viola, dove costruisce un vero e proprio ciclo vincente: conquista tre edizioni consecutive della Coppa Italia Primavera (dal 19/20 al 21/22) e due rispettive Supercoppe. Un dominio culminato nella stagione 22/23 con il premio di miglior allenatore del torneo, dopo aver ottenuto un ottimo piazzamento nella regular season e nella fase finale.

A giugno 2023 accetta la sfida della Serie B approdando al Pisa, dove conclude l’annata in 13^ posizione con 46 punti. In seguito a un anno di pausa, arriva la grande occasione alla guida del Catanzaro. Sulla panchina dei giallorossi sfiora un’impresa sportiva clamorosa, chiudendo il campionato al quinto posto con 59 punti. Nei caldissimi playoff, dopo aver estromesso squadre blasonate come Avellino e Palermo, il sogno della promozione si infrange solamente nella finalissima contro il Monza (i lombardi, forti di un miglior piazzamento in classifica, salgono in Serie A dopo una combattutissima doppia sfida terminata in parità).

Le parole di Veronica Squinzi e l’inizio del nuovo progetto

Ad accogliere il nuovo allenatore è intervenuta Veronica Squinzi, Amministratore Delegato di Mapei e Vicepresidente del club, che ha suggellato il nuovo accordo con parole cariche di entusiasmo: “Sono molto contenta di questa scelta. In realtà, si tratta anche di un gradito ritorno, visto che come calciatore ha indossato la maglia neroverde nel 2017. Da allora siamo cresciuti entrambi e penso che, insieme, potremo scrivere nuovi entusiasmanti capitoli di storia della nostra squadra”.

Tutta la famiglia neroverde si prepara dunque a dare il bentornato al nuovo mister, pronta a inaugurare un progetto tecnico affascinante e ambizioso.

Josep Martinez come Onana e Julio Cesar: la storia dei secondi portieri dell’Inter che diventano primi

Josep Martinez come Onana e Julio Cesar: la storia dei secondi portieri dell’Inter che diventano primi. I precedenti in epoca recente

La nuova stagione è ancora lontana, ma in casa Inter alcune scelte sembrano già indirizzate. Una delle più importanti riguarda la porta, reparto destinato a cambiare volto dopo l’addio di Yann Sommer, arrivato alla naturale scadenza del contratto all’età di 37 anni.

Dopo una stagione non sempre brillante dello svizzero, il club nerazzurro avrebbe deciso di non cercare un nuovo titolare sul mercato, ma di promuovere Josep Martinez, arrivato nell’estate del 2024 dal Genoa per una cifra vicina ai 15 milioni di euro.

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Il piano dell’Inter è chiaro: affiancare allo spagnolo un vice affidabile, con Ivan Provedel della Lazio in pole tra i profili valutati. Una scelta che consegnerebbe a Martinez la responsabilità della porta nerazzurra dopo due stagioni vissute alle spalle di Sommer.

Josep Martinez Inter, due anni di apprendistato alle spalle di Sommer

Nelle ultime due annate, Josep Martinez ha lavorato nell’ombra, accumulando esperienza e conoscendo dall’interno il mondo Inter. Nella prima stagione aveva raccolto 10 presenze, mentre nell’ultima, con Cristian Chivu in panchina, è salito a quota 11 apparizioni. Il minutaggio avrebbe potuto essere anche superiore, ma l’inizio di stagione del portiere spagnolo è stato inevitabilmente condizionato dal grave incidente stradale nel quale è rimasta vittima una persona anziana in carrozzina elettrica.

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Un episodio drammatico, destinato a lasciare un segno profondo anche dal punto di vista personale. Sul campo, però, Martinez ha saputo rispondere con prestazioni convincenti, trasmettendo sicurezza al reparto e mostrando qualità importanti tra i pali e nella gestione del pallone.

Josep Martinez Inter, i precedenti di Julio Cesar e Onana

André Onana, ex portiere dell'Inter
Josep Martinez Inter, i precedenti di Julio Cesar e Onana – CalcioNews24.com

La promozione da secondo a primo portiere non sarebbe una novità assoluta nella storia recente dell’Inter. Il caso più noto resta quello di Julio Cesar, arrivato nel 2005 quando il titolare era ancora Francesco Toldo. In pochi mesi, il brasiliano ribaltò le gerarchie e diventò il nuovo numero uno nerazzurro.

Un percorso simile lo ha vissuto anche André Onana nel 2022. Arrivato a parametro zero dall’Ajax, inizialmente partì alle spalle di Samir Handanovic, ma le prestazioni in Champions League e in campionato gli permisero di prendersi il posto da titolare.

Diverso il discorso per altri vice recenti, da Ionut Radu a Castellazzi, passando per Padelli e Audero, mai riusciti a ribaltare stabilmente le gerarchie. Ora tocca a Josep Martinez: l’Inter è pronta a consegnargli la porta.

Prandelli ricorda Astori e guarda al futuro: «Con Grosso, Firenze può tornare a sognare lo scudetto»

In occasione del memorial per Davide Astori, Cesare Prandelli ha commentato l’arrivo di Fabio Grosso sulla panchina della Fiorentina

Cesare Prandelli è intervenuto a margine del Memorial Davide Astori a Firenze, soffermandosi sul ricordo dell’ex capitano viola, scomparso tragicamente nella notte del 4 marzo 2018 a Udine. L’ex commissario tecnico della Nazionale ha parlato con emozione del legame umano con Astori, prima di analizzare anche alcuni temi legati al futuro della Fiorentina e al momento del calcio italiano.

Prandelli su Astori, il ricordo dell’ex capitano viola

Il primo pensiero di Prandelli è stato inevitabilmente per Davide Astori, figura ancora profondamente presente nella memoria della città e del mondo viola: «Il ricordo è sempre straziante. Quando perdi una persona giovane il momento del ricordo è emozionante. Ricordo il suo carattere, un giorno ero in via dei Serragli, lo incrociai con la macchina, lui scese e venne ad abbracciarmi per dirmi che era diventato papà».

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Parole semplici ma intense, che confermano quanto Astori abbia lasciato un segno non solo come calciatore, ma soprattutto come uomo.

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Prandelli su Grosso, Vanoli e il ruolo di Paratici

Spazio poi alla situazione tecnica della Fiorentina, con Prandelli che ha ringraziato Paolo Vanoli per il lavoro svolto e si è espresso con fiducia su Fabio Grosso: «Doverosi i ringraziamenti a Vanoli, che si è blindato nel centro sportivo e ha completato una missione non facile. Grosso ha dimostrato di essere un allenatore di spessore, quindi i tifosi in questo momento possono permettersi di pensare allo Scudetto. Firenze è così, dopo un anno di depressione devi ripartire con entusiasmo, tutti dovrebbero sognare».

Sul rapporto tra Grosso e Fabio Paratici, l’ex tecnico ha aggiunto: «Possono cambiare da subito tante cose, Paratici e Grosso si conoscono da tempo. L’input dell’allenatore è fondamentale, se arrivi che è tutto fatto come è capitato a me diventa difficile incidere».

Prandelli sulla Nazionale e sui giovani

Infine, Prandelli ha parlato anche della Nazionale italiana e della necessità di intervenire in modo strutturale sul movimento: «I Mondiali sono i Mondiali, li guarderemo tutti. Mi auguro che si pensi a qualcosa di concordato tra Federazione e Lega, altrimenti passeranno ancora tanti anni. Dopo il 2014 avevamo fatto analisi approfondite, purtroppo non sono bastate. La prima cosa che si dovrebbe fare è una seconda squadra, così si andrebbero ad aiutare i ragazzi non ancora pronti».

Un messaggio chiaro: per ripartire servono programmazione, collaborazione e maggiore attenzione alla crescita dei giovani.

Mondiali 2026, Infantino punge l’Italia: «Potremmo arrivare a 208 per vedere se si qualifica»

Mondiali 2026, Infantino punge l’Italia: «Potremmo arrivare a 208 per vedere se si qualifica». Le parole del presidente della FIFA

Sono ufficialmente iniziati i Mondiali 2026, prima edizione della storia organizzata in tre Paesi: Stati Uniti, Messico e Canada. Una scelta fortemente sostenuta dal presidente della FIFA, Gianni Infantino, che in queste ore sta intervenendo su diversi media internazionali per commentare l’avvio del torneo e il nuovo format a 48 squadre.

Tra le interviste più discusse c’è quella concessa al canale brasiliano CazéTV, nella quale il numero uno del calcio mondiale ha parlato anche dell’Italia, assente per la terza edizione consecutiva dalla fase finale dei Mondiali. Un tema doloroso per gli Azzurri, affrontato da Infantino con una battuta destinata inevitabilmente a far discutere.

Mondiali 2026, la battuta di Infantino sull’Italia

Il presidente della FIFA ha commentato così il nuovo format allargato e la possibilità, in futuro, di aumentare ulteriormente il numero delle partecipanti: «Vediamo come andrà questa Coppa del Mondo con 48 squadre. È chiaro che è un evento enorme. Abbiamo già discusso di 64 squadre, per coinvolgere ancora di più tutto il mondo. La domanda è stata fatta nel Consiglio della FIFA, ma intanto godiamoci questa prima edizione della Coppa con 48 squadre. Forse l’Italia si qualificherebbe con 64 squadre… potremmo arrivare a 208 per vedere se si qualifica».

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Una frase pronunciata con tono scherzoso, ma che tocca un nervo scoperto del calcio italiano. Il riferimento è chiaro: nonostante l’allargamento a 48 nazionali, l’Italia non è riuscita comunque a conquistare il pass per il torneo, confermando una crisi ormai storica nelle qualificazioni mondiali.

Mondiali 2026, il format può cambiare ancora

Questa edizione rappresenta una svolta per la competizione, con 16 squadre in più rispetto al passato. Ma il processo di espansione potrebbe non fermarsi qui. Nel 2025, la CONMEBOL aveva già avanzato la proposta di portare il Mondiale a 64 nazionali in vista del 2030, con un torneo composto da 128 partite e 16 gironi da 4 squadre.

Per ora l’idea non ha avuto seguito concreto, ma resta sul tavolo per il futuro. Un eventuale ulteriore allargamento permetterebbe a più Paesi di partecipare alla fase finale. E, come ironizzato da Infantino, potrebbe offrire anche all’Italia una strada meno complicata per tornare finalmente sul palcoscenico mondiale.

Con Carnevali si può ribaltare il futuro alla Juve di Vlahovic: l’indiscrezione

Con l’arrivo di Carnevali come amministratore delegato, si può ribaltare il futuro alla Juventus di Vlahovic: l’indiscrezione

L’arrivo di Giovanni Carnevali alla Juventus può modificare anche il futuro di Dusan Vlahovic. Dopo l’addio di Damien Comolli, ormai fuori dal progetto bianconero, il club apre una fase nuova, più legata alla conoscenza del calcio italiano, ai rapporti diretti e alla gestione tradizionale del mercato. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, la rivoluzione basata su dati e algoritmi non ha prodotto i risultati attesi e ha finito per accentuare le distanze interne, soprattutto con Luciano Spalletti.

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Il rapporto tra Comolli e il tecnico non sarebbe mai davvero decollato. Visioni differenti, caratteri lontani e una gestione del mercato poco condivisa hanno portato alla rottura. Le prime mosse estive si sono scontrate con diversi ostacoli, mentre il club ha incassato una serie di no su obiettivi importanti. In questo contesto, John Elkann ha scelto di intervenire direttamente, affidandosi a un dirigente come Carnevali, considerato più adatto a ricostruire equilibrio, contatti e credibilità operativa.

Calciomercato Juventus, Vlahovic torna un dossier aperto

Tra le questioni che potrebbero essere rimesse in discussione c’è proprio quella legata a Vlahovic. Il centravanti serbo aveva chiuso al rinnovo alle condizioni proposte dalla Juventus, ovvero un ingaggio da circa 6 milioni più bonus, in linea con quello di Kenan Yildiz. La trattativa, però, si era irrigidita anche per la presenza di Comolli al tavolo, con il quale non si sarebbero mai creati punti di contatto concreti.

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Ora il cambio di scenario può riaprire uno spiraglio. Non si tratta di un’operazione semplice, perché Vlahovic resta convinto di poter ottenere condizioni migliori altrove da giocatore in scadenza. Tuttavia, la nuova gestione potrebbe provare a ricostruire il dialogo, anche perché Spalletti resta il primo sponsor della permanenza dell’attaccante.

Calciomercato Juventus, Carnevali guarda anche a Muharemovic

Il difensore del Sassuolo, Tarik Muharemovic
Calciomercato Juventus, Carnevali guarda anche a Muharemovic – CalcioNews24.com

La nuova fase bianconera potrebbe incidere anche su altri dossier. Il profilo di Tarik Muharemovic, cresciuto e valorizzato al Sassuolo, prende sempre più consistenza. La Juventus continua inoltre a cercare un portiere, con Dibu Martinez in cima alla lista, e un attaccante come Alexander Sorloth, al netto dell’evoluzione del caso Vlahovic.

Con Carnevali, la Juve può tornare a puntare con maggiore decisione anche sui giocatori italiani e su una gestione più relazionale del mercato. Un cambio di filosofia netto dopo l’era Comolli, con Spalletti finalmente al centro del nuovo progetto tecnico.

Calciomercato Roma, il punto tra uscite e rinnovi: Baldanzi verso il Genoa, Dybala aspetta

Calciomercato Roma, il punto tra uscite e rinnovi: Baldanzi verso il Genoa, Dybala aspetta. Le prossime mosse dei giallorossi

La Roma continua a muoversi con decisione sul mercato, soprattutto sul fronte delle uscite. In vista della prossima stagione e del ritorno in Champions League, la volontà del club giallorosso resta quella di trattenere i principali big della rosa, così da permettere a Gian Piero Gasperini di affrontare al meglio anche il palcoscenico europeo.

Per questo motivo, in questa fase, la società sta lavorando soprattutto su alcune cessioni mirate, considerate utili per sistemare la rosa e liberare spazio in vista dei prossimi innesti. A riportarlo è Sky Sport.

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Calciomercato Roma, Baldanzi resta il nome più caldo in uscita

Il dossier principale riguarda Tommaso Baldanzi. Il trequartista, reduce dalla seconda parte di stagione vissuta in prestito al Genoa, potrebbe proseguire la sua avventura in rossoblù. Il club ligure, infatti, vorrebbe riscattarlo e negli ultimi giorni i contatti tra le parti sono andati avanti con continuità. La possibile intesa potrebbe arrivare intorno ai 9,5 milioni di euro, cifra leggermente inferiore rispetto ai 9,7 milioni ipotizzati inizialmente.

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La cessione di Baldanzi rappresenterebbe un’operazione importante per la Roma, sia dal punto di vista economico sia per la gestione degli spazi all’interno della rosa. Il club giallorosso vuole evitare partenze pesanti tra i titolari e punta quindi a intervenire soprattutto su profili non centrali nel nuovo progetto tecnico.

Calciomercato Roma, non solo Baldanzi: le altre uscite

Abdulhamid Roma Braga

La Roma ha già definito alcune operazioni in uscita. Dopo la cessione di Saud Abdulhamid al Lens e quella di Sangaré all’Elche, la dirigenza giallorossa sta concentrando la propria attenzione anche sulle situazioni di Cherubini, Romano e Salah Eddine.

Tutti profili che potrebbero lasciare la Capitale nelle prossime settimane, permettendo al club di alleggerire il gruppo e costruire una rosa più funzionale alle esigenze di Gasperini.

L’obiettivo resta chiaro: mantenere alta la competitività senza sacrificare i giocatori più importanti. La qualificazione alla prossima Champions League impone una rosa profonda, ma anche sostenibile e coerente con le idee del nuovo allenatore.

Calciomercato Roma, Dybala aspetta il rinnovo

Parallelamente, la Roma continua a lavorare anche sul fronte rinnovi. La situazione più delicata resta quella di Paulo Dybala, con la trattativa per il prolungamento del contratto che prosegue da diversi giorni. L’entourage dell’argentino attende di capire se ci saranno presto le condizioni per arrivare a un accordo definitivo.

La priorità della «Joya» resta comunque la Roma. Nonostante i tempi si siano allungati più del previsto, la volontà del calciatore è sempre stata quella di dare precedenza al club giallorosso. Le parti restano in contatto e la prossima settimana potrebbe portare aggiornamenti importanti per provare a chiudere definitivamente la questione rinnovo.

Carnevali saluta il Sassuolo: è il nuovo ad della Juventus! Ora è ufficiale, il doppio comunicato

Carnevali saluta il Sassuolo: è il nuovo ad della Juventus e prende il posto di Comolli! Ora è ufficiale, il comunicato dei due club

Il Sassuolo ha annunciato l’addio di Giovanni Carnevali con una nota ufficiale: «L’U.S. Sassuolo Calcio comunica di aver accettato le dimissioni di Giovanni Carnevali dalla carica di Amministratore Delegato e Direttore Generale del Club. Si conclude così un percorso che ha segnato profondamente la storia della società neroverde. Nei suoi tredici anni alla guida del Club, Giovanni Carnevali ha accompagnato il Sassuolo in una crescita costante, contribuendo ad affermarlo tra le realtà più apprezzate del calcio italiano. In questi anni la società ha saputo coniugare ambizione sportiva e sostenibilità, costruendo un modello riconosciuto per la valorizzazione dei giovani talenti e la solidità gestionale e organizzativa».

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Nel comunicato sono arrivate anche le parole di Veronica Squinzi, amministratore delegato Mapei e vicepresidente del Sassuolo: «Ringraziamo Giovanni Carnevali per tutto quello che ci ha dato e insegnato in questi tredici anni di collaborazione con la nostra famiglia e la nostra squadra, augurandogli di raggiungere nuove soddisfazioni professionali. Si apre per il Sassuolo un’era nuova ma basata sulla continuità garantita da una proprietà che crede fermamente nel progetto e da un gruppo di professionisti che ogni giorno contribuiscono a fare di questa società un modello di calcio sostenibile».

Carnevali Juventus, il saluto al Sassuolo

Lo stesso Carnevali ha voluto salutare il club neroverde dopo una lunga esperienza professionale e umana: «Dopo 13 anni, lascio un club che considero casa. Desidero ringraziare la famiglia Squinzi, Veronica e Marco, che mi hanno dato fiducia e l’opportunità di vivere un’esperienza umana e professionale unica. Ringrazio il Presidente, il Club in tutte le sue componenti e i tifosi per questi anni ricchi di emozioni. – Ha dichiarato Carnevali – Questa è una società che ho sempre considerato come una famiglia, con dei valori importanti su cui si è fondato il passato, si basa il presente e si costruirà il futuro. Il Sassuolo resterà una parte importante della mia vita e del mio percorso professionale. Auguro a tutti un futuro ricco di soddisfazioni e nuovi successi».

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Carnevali Juventus, nuova fase bianconera dopo Comolli

La Juventus, attraverso il proprio consiglio di amministrazione, ha deliberato la nomina di Carnevali come nuovo amministratore delegato e direttore generale. Il dirigente avrà il compito di guidare il percorso di sviluppo del club, rafforzando il progetto sportivo e industriale bianconero dopo l’uscita di scena di Comolli.

Queste le prime parole da nuovo dirigente juventino: «Sono orgoglioso e onorato di entrare a far parte di questo Club ricco di storia e identità – ha sottolineato Carnevali – Ringrazio la Società, l’azionista di maggioranza e John Elkann, per la fiducia che mi è stata accordata. Affronto questa nuova sfida con grande senso di responsabilità e con la convinzione che, attraverso l’impegno quotidiano, sia possibile costruire un percorso di crescita duraturo e un futuro di successi. Insieme a tutte le componenti della Società lavoreremo per rendere la Juventus sempre più protagonista in ambito nazionale e internazionale nel rispetto della storia del Club e delle ambizioni dei tifosi bianconeri».

Per la Juventus inizia dunque una nuova fase gestionale, affidata a un dirigente profondo conoscitore del calcio italiano e reduce da un lungo ciclo di risultati al Sassuolo.

Argentina, il grande rebus di Scaloni: Lautaro e Alvarez insieme? Le idee per l’attacco

Argentina, il grande rebus di Scaloni: Lautaro e Alvarez insieme? Le idee per l’attacco dell’Albiceleste in questo Mondiale 2026

Lautaro Martinez vede crescere le possibilità di iniziare il Mondiale 2026 da titolare con l’Argentina. Julian Alvarez ha ripreso a correre e a lavorare con il pallone, ma non è ancora nelle condizioni migliori dopo i problemi fisici accusati nelle ultime settimane. Una situazione che può favorire il capitano dell’Inter, pronto a prendersi un ruolo centrale nell’esordio della Selección contro l’Algeria, in programma martedì prossimo a Kansas City.

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L’Argentina campione del mondo arriva al debutto con diversi dubbi da risolvere. Il ct Lionel Scaloni ha dovuto fronteggiare una preparazione condizionata dagli infortuni e soltanto ieri sera ha consegnato alla FIFA la lista definitiva dei 26 convocati. Dopo il forfait di Balerdi, difensore del Marsiglia, il selezionatore ha scelto Marcos Senesi, appena approdato a parametro zero al Tottenham di De Zerbi dopo le esperienze con Feyenoord e Bournemouth. La sua duttilità può risultare preziosa, visto che può giocare sia da centrale sia da terzino.

Argentina, forma brillante e rivincita dopo il Qatar per Lautaro

Il momento di Lautaro Martinez è molto diverso rispetto a quello vissuto nel Mondiale 2022. In Qatar era arrivato con forti dolori alla caviglia e non riuscì a esprimersi sui suoi livelli, perdendo progressivamente spazio proprio a favore di Alvarez. Ora lo scenario sembra ribaltato. I test atletici effettuati allo Sporting Center di Kansas City hanno confermato una condizione molto positiva dell’attaccante nerazzurro, indicato anche da Javier Zanetti come uno dei punti fermi dell’Argentina.

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Scaloni sta valutando l’idea di partire con il 4-4-2, modulo già utilizzato nelle amichevoli vinte negli Stati Uniti contro Honduras e Islanda. In questo assetto, Messi e Lautaro avrebbero maggiore libertà offensiva e minori obblighi in fase di non possesso. Più complessa, almeno dall’inizio, l’ipotesi di un tridente con Messi, Lautaro e Alvarez, soprattutto con un centrocampo formato da Mac Allister, De Paul ed Enzo Fernandez.

Argentina, Messi verso le 200 presenze

Lionel Messi con la maglia dell'Argentina
Argentina, Messi verso le 200 presenze – CalcioNews24.com

Il ritorno al top di Messi rappresenta la grande certezza dell’Argentina. Al debutto nel suo sesto Mondiale, il fuoriclasse toccherà quota 200 presenze con la nazionale. Sul suo futuro, il presidente federale Claudio Tapia ha dichiarato: «Chi ha detto che sarà l’ultimo? Io non lo so. Intanto godiamocelo: averlo visto in campo nell’ultimo test ha dato una grande carica a tutti».

Messi compirà 39 anni durante il torneo, ma in Argentina nessuno vuole fissare limiti. Intanto Scaloni si affida alle sue certezze: il talento della Pulce, la solidità del gruppo e un Lautaro Martinez finalmente pronto a vivere il Mondiale da protagonista.

Pulisic ottimista: «Il Milan è un grande club, sistemeranno tutto e torneremo lassù dove meritiamo»

L’attaccante del Milan, Christian Pulisic, commenta la situazione legata al club rossonero e si esprime prima dell’inizio dei Mondiali

Christian Pulisic guarda al futuro con lucidità, diviso tra il presente con la nazionale degli Stati Uniti e le prospettive del Milan. L’attaccante rossonero, impegnato con la selezione americana in vista del Mondiale, ha parlato in un’intervista a La Gazzetta dello Sport, soffermandosi anche sulla fase delicata vissuta dal club milanese, ancora alle prese con la definizione di allenatore e direttore sportivo.

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Sul momento del Milan, Pulisic ha mostrato fiducia nella capacità della società di risolvere la situazione: «Siamo ancora senza allenatore e direttore sportivo? Il Milan è un grande club e penso che sistemeranno tutto. Alla fine sono sicuro che andrà tutto bene e la squadra tornerà lassù dove merita. Sono in contatto con alcuni dei ragazzi, ci siamo sentiti e mi hanno anche semplicemente fatto gli auguri per il Mondiale, ho tanti amici molto stretti in Italia con cui parlo quotidianamente».

Pulisic Milan, testa al Mondiale con gli Stati Uniti

Il focus dell’esterno, però, resta oggi completamente sulla nazionale americana. Pulisic vuole vivere da protagonista il torneo davanti al proprio pubblico e sente di essere arrivato all’appuntamento con maggiore maturità rispetto al passato: «In questo momento, però, il mio focus è qui in America. Penso di essere un giocatore migliore rispetto a 4 anni fa in Qatar: sono cresciuto molto sotto tutti gli aspetti, anche in Italia».

Pulisic Milan, il rapporto con Pochettino e le ambizioni degli USA

L'ex allenatore del Tottenham, Mauricio Pochettino
Pulisic Milan, il rapporto con Pochettino e le ambizioni degli USA – CalcioNews24.com

Ampio spazio anche al rapporto con Mauricio Pochettino, commissario tecnico degli Stati Uniti. Pulisic ha spiegato: «Io lo vedo solo come il mio commissario tecnico, qui e ora. Il nostro rapporto è buono, decisamente buono. Abbiamo avuto delle belle conversazioni negli ultimi giorni: so cosa mi chiede e cosa posso dargli. Penso che con lui ci stiamo preparando al meglio possibile per affrontare il torneo».

Poi ha aggiunto: «Non faccio paragoni, ma credo sia il primo allenatore sudamericano che ho in carriera. È stata una bella esperienza, una grande scoperta. Mi piace la passione, mi piacciono le idee di calcio che porta con il suo stile. Pretende grande energia e intensità continua in campo. Penso che ci stia dando soprattutto fiducia e convinzione nei nostri mezzi, la convinzione di poter affrontare squadre forti senza paura. Questo è il nostro momento e vogliamo essere una vera forza in questo Mondiale, capace di giocarsela con tutti».

Parole che confermano la centralità di Pulisic nel progetto americano e la sua fiducia nel rilancio del Milan.

L’INTERVISTA COMPLETA A PULISIC

Aumenta la fiducia del Como nell’affare Nico Paz: c’è l’apertura del Real Madrid!

Aumenta la fiducia del Como nell’affare Nico Paz: c’è l’apertura del Real Madrid! Ecco come sta andando la trattativa per l’argentino

Il futuro di Nico Paz resta uno dei temi più caldi in casa Como. I tifosi lariani, Cesc Fabregas e anche tanti fantallenatori attendono di capire se il trequartista argentino potrà continuare a giocare in Serie A anche nella prossima stagione. Dopo settimane di attesa e segnali contrastanti, qualcosa potrebbe sbloccarsi nei prossimi giorni, con il Real Madrid che avrebbe iniziato a valutare seriamente l’ipotesi di un nuovo prestito sul Lago.

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Nico Paz Como, contatto con il Real Madrid

Secondo quanto riportato da Sportitalia, nelle scorse ore ci sarebbe stato un contatto tra il Como e il Real Madrid per discutere del futuro di Nico Paz. Per la prima volta, le Merengues avrebbero aperto concretamente alla possibilità di lasciar tornare il giocatore in Lombardia. Un cambio di scenario importante, soprattutto considerando il valore tecnico del classe 2004 e l’impatto avuto nella squadra di Fabregas.

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Il Como vorrebbe trattenere il talento argentino per affrontare una stagione ambiziosa, con l’obiettivo di consolidare il proprio percorso dopo la storica qualificazione alla prossima Champions League. Nico Paz, da questo punto di vista, rappresenterebbe un tassello centrale per qualità, fantasia e capacità di incidere tra le linee.

Nico Paz Como, Mourinho e Bernardo Silva cambiano gli scenari

A incidere sulla situazione potrebbe essere anche il nuovo corso del Real Madrid. L’arrivo di José Mourinho sulla panchina delle Merengues sta portando con sé valutazioni profonde sulla rosa. In più, l’ingaggio ormai vicino di Bernardo Silva costringe il club spagnolo a fare scelte anche dal punto di vista numerico, soprattutto nel reparto offensivo e sulla trequarti.

Le condizioni poste dal Real Madrid vengono però considerate ancora alte dal Como, che continuerà a lavorare per trovare una formula sostenibile. I ragionamenti proseguiranno nei prossimi giorni, ma la fiducia sta crescendo. La speranza dei lariani è chiara: rivedere Nico Paz con la maglia del Como anche nella prossima stagione

Jaissle Milan, contatto diretto nelle prossime ore: casting aperto per la panchina

Prosegue la ricerca del prossimo allenatore per il Milan: i rossoneri incontreranno Jaissle nelle prossime ore, ma il casting è aperto

Il Milan continua a lavorare alla scelta del nuovo allenatore e, tra i profili monitorati, prende quota anche il nome di Matthias Jaissle. Secondo quanto riferito dalle ultime Milan news di Fabrizio Romano, il tecnico tedesco dell’Al Ahli rientra tra gli allenatori che nelle prossime ore avranno un contatto diretto con il club rossonero.

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Jaissle Milan, l’Al Ahli chiede un indennizzo

La pista non è semplice dal punto di vista economico. L’Al Ahli, infatti, chiederebbe un indennizzo non trascurabile per liberare Jaissle, aspetto che il Milan dovrà valutare con attenzione prima di approfondire l’operazione. Il profilo resta comunque sul tavolo, in un casting ancora aperto e in continua evoluzione.

Jaissle Milan, restano vive anche le piste Glasner e Amorim

Parallelamente, il club rossonero continua i colloqui anche con Oliver Glasner e Rúben Amorim. Per Glasner, nonostante le voci circolate nelle ultime ore, non ci sarebbe ancora nulla di fatto. La dirigenza del Milan vuole prendersi il tempo necessario per individuare il profilo più adatto al nuovo progetto tecnico.

Dalla trattativa per Alisson alla gestione Vlahovic, ecco come si è arrivati alla rottura tra la Juve e Comolli: i retroscena

Tutti i motivi che hanno portato alla rottura tra la Juve e l’ad Comolli: rapporti tesi anche per via del calciomercato! I retroscena

L’era di Damien Comolli alla Juventus è arrivata al capolinea. Quando ieri il dirigente francese con cittadinanza italiana ha varcato i cancelli della Continassa, il suo destino appariva già definito. Non si è trattato di una decisione improvvisa, ma dell’epilogo di settimane complicate, segnate da tensioni interne, risultati deludenti e un mercato che non ha prodotto gli effetti sperati. Secondo quanto riportato dalle ultime news Juventus di Tuttosport, l’idea del ribaltone non sarebbe mai uscita dai pensieri di John Elkann, deciso a cambiare rotta e a puntare su un profilo più radicato nel calcio italiano.

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Il nome forte per il dopo Comolli resta quello di Giovanni Carnevali, dirigente del Sassuolo, considerato un porto sicuro per esperienza, capacità gestionale e conoscenza profonda delle dinamiche della Serie A. La Juventus cerca stabilità dopo una stagione chiusa con un deludente sesto posto e con la qualificazione alla sola Europa League, un risultato lontano dagli obiettivi fissati a inizio anno.

Comolli Juventus, il progetto algoritmi non ha convinto

La rivoluzione basata su dati, algoritmi e modelli gestionali importati dall’esperienza al Tolosa non ha funzionato nel contesto bianconero. A Comolli verrebbe contestata una gestione del mercato considerata poco efficace, con operazioni affidate anche a intermediari e consulenti esterni, mentre l’area scouting tradizionale avrebbe perso centralità.

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I mancati colpi su Bernardo Silva e Alisson, insieme alle difficoltà nelle trattative per Brahim Diaz e Alexander Sorloth, hanno aumentato la pressione sul dirigente. Il caso del portiere brasiliano sarebbe stato particolarmente pesante: Alisson era stato indicato come obiettivo prioritario per Luciano Spalletti, ma la gestione dei rapporti con il Liverpool sarebbe stata sottovalutata.

Comolli Juventus, isolamento interno e rottura definitiva

Comolli Modesto Spalletti Chiellini
Comolli Juventus, isolamento interno e rottura definitiva – CalcioNews24.com

A far precipitare la situazione sarebbe stato anche l’isolamento progressivo di Comolli all’interno della società. Secondo un retroscena de La Gazzetta dello Sport, il dirigente avrebbe interrotto quasi ogni dialogo interno, compreso quello con Giorgio Chiellini, proprio nella fase più delicata della stagione. Gli inviti della proprietà a modificare metodo e atteggiamento non avrebbero prodotto gli effetti sperati.

Questa mattina, durante un CdA straordinario, Comolli dovrebbe presentare le dimissioni, destinate a essere accettate senza resistenze. L’addio avverrà sotto lo sguardo della proprietà e del nuovo assetto di controllo societario.

Comolli Juventus, anche Vlahovic pesa sul bilancio finale

Tra i dossier più delicati resta quello legato a Dusan Vlahovic. La linea rigida di Comolli, senza ritocchi e con rinnovo solo alle condizioni della Juve, avrebbe contribuito ad allontanare il serbo. Ora, con l’eventuale arrivo di Carnevali, comincia una nuova fase: la stagione di Spalletti può davvero partire, ma serviranno decisioni rapide per ricostruire mercato, rapporti interni e ambizioni bianconere.

Corea del Sud in rimonta sulla Repubblica Ceca: vittoria all’esordio nel gruppo A. Ecco com’è andata

La Corea del Sud supera la Repubblica Ceca in rimonta e si aggiudica il match del primo turno del gruppo A del Mondiale 2026: la sintesi

La Corea del Sud comincia nel migliore dei modi il proprio cammino nella fase finale dei Mondiali 2026. La nazionale asiatica ha battuto in rimonta la Repubblica Ceca per 2-1 nella gara valida per la prima giornata del gruppo A, conquistando subito tre punti preziosi in classifica.

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All’Estadio Akron di Zapopan, nei pressi di Guadalajara, in Messico, la partita si è accesa nella ripresa. I cechi sono passati in vantaggio con Krejci, ma la reazione sudcoreana è stata immediata e decisiva. Prima Hwang In-Beom ha firmato il pareggio, poi Oh Hyeon-Gyu ha completato la rimonta regalando alla Corea del Sud una vittoria pesante.

Con questo successo, i sudcoreani raggiungono a quota tre punti il Messico, padrone di casa, che affronteranno il prossimo 19 giugno. Il giorno prima, invece, si giocherà Repubblica Ceca-Sudafrica, sfida tra due squadre ancora ferme a zero punti.

In serata, alle 21 italiane, debutto nel gruppo B tra Canada e Bosnia-Erzegovina.

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