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Serie C, stangata per il Siracusa: altri 5 punti di penalizzazione e ultimo posto! La decisione del TFN sul Trapani

Serie C, 5 punti di penalizzazione per il Siracusa e ultimo posto! La decisione del TFN sul Trapani, cosa è successo

Il campionato di Serie C continua a essere profondamente scosso dalle decisioni della giustizia sportiva. La classifica del girone C subisce un nuovo e drastico scossone a causa delle recenti sentenze emesse nelle aule di tribunale. Al centro delle cronache ci sono le difficili situazioni societarie di due storici club siciliani, che vedono seriamente compromessa la loro stagione sportiva.

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Stangata per il Siracusa: ultimo posto in classifica per gli uomini di Turati

Nelle scorse ore, il TFN (Tribunale Federale Nazionale) è intervenuto con la mano pesante, avendo inflitto 5 punti di penalizzazione al Siracusa a seguito dell’inevitabile deferimento per violazioni amministrative. Una sanzione che aggrava un bilancio già drammatico per le sorti del club: sale così a 11 il totale delle penalità accumulate dalla formazione siciliana in questa stagione calcistica.

L’impatto sulla classifica è sportivamente devastante. La squadra passa dunque da 27 a 22 punti, scivolando all’ultimo posto del girone C di Serie C. Il comunicato ufficiale ha chiarito le misure disciplinari adottate, sancendo sanzioni mirate. Nello specifico, il Tribunale ha irrogato al sig. Alessandro Ricci, mesi 7 (sette) di inibizione, e alla società Siracusa Calcio 1924 Srl, punti 5 (cinque) di penalizzazione in classifica, da scontare nella corrente stagione sportiva.

Il caso Trapani: udienza rinviata e incubo esclusione dal campionato

L’attenzione degli addetti ai lavori in questa giornata era rivolta anche verso un’altra importante compagine dell’isola. Oggi, giovedì 26 marzo, era in programma l’udienza del Tribunale Federale Nazionale sul deferimento del Trapani per violazioni amministrative.

Tuttavia, il delicato procedimento ha subito uno slittamento. L’incontro è stato però rinviato: i giudici hanno deciso che il TFN attenderà prima l’esito del ricorso della Procura Federale, un organo che sta mantenendo una linea dura e che continua a chiedere l’esclusione dal campionato della squadra granata.

L’ansia dei tifosi è destinata a prolungarsi ancora per qualche giorno. Il prossimo appuntamento decisivo è ora fissato per lunedì 30 marzo, quando si terrà l’udienza che potrebbe determinare il futuro del Trapani. A confermare le esatte tempistiche dei procedimenti è lo stesso organo giudicante. Nel dispositivo diffuso dal TFN si precisa inoltre testualmente: “Rinviata invece a martedì 31 marzo la trattazione del deferimento a carico del Trapani (Girone C di Serie C)”.

Malen fa una confessione sul trasferimento alla Roma: «La Serie A mi si addice, me l’ha consigliata lui…». Di chi si tratta

Malen, punto fermo della Roma e dell’Olanda, ha svelato questo retroscena sul suo trasferimento in giallorosso. Le dichiarazioni

Dal ritiro della nazionale olandese, alla vigilia dell’importante sfida amichevole contro la Norvegia, Donyell Malen ha fatto il punto sul suo momento di forma e sulla sua nuova avventura nel campionato italiano. L’attaccante ha affrontato diversi temi in conferenza stampa, soffermandosi in modo particolare sul suo recente passaggio alla Roma e sulle ambizioni future con la maglia degli Oranje.

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Il passaggio alla Roma e la benedizione di Koeman

L’arrivo nella Capitale ha rappresentato uno snodo cruciale per la carriera dell’attaccante, una scelta tecnica e professionale ponderata e condivisa anche con i vertici della sua nazionale. Riguardo al suo approdo in maglia giallorossa, Malen ha svelato un interessante retroscena: Il trasferimento alla Roma? Ne ho parlato con Koeman e, fortunatamente, ha acconsentito, anzi mi ha consigliato la Serie A”.

L’adattamento in Italia e l’obiettivo Mondiale

Il focus della conferenza si è poi spostato sull’impatto con il calcio italiano e sulle prospettive internazionali in vista dei prossimi grandi appuntamenti. La volontà di trovare continuità per essere protagonista assoluto è chiara: “Non sono in Italia da molto tempo, ma il calcio mi si addice. Quando c’è un trasferimento come questo, si pensa anche ai Mondiali: diventa necessario giocare. Ho partecipato a due grandi tornei, personalmente è andata bene, ma a livello di squadra avremmo potuto fare meglio”.

L’orgoglio Oranje e i consigli di Van Nistelrooij

Indossare la casacca dell’Olanda rimane un traguardo dal sapore inestimabile per il giocatore, che ricorda con emozione il debutto con gol del settembre 2019 contro la Germania. Sulla sua dedizione totale alla causa nazionale ha aggiunto: “È davvero speciale, vengo da un piccolo villaggio. Ho sempre avuto maglie della nazionale olandese, ma questa è un’occasione unica per me. Non dimenticherò mai il mio debutto. Ma voglio di più. Ho appena parlato con Ruud van Nistelrooij degli aspetti in cui devo ancora migliorare. Sono sempre presente, sia come sostituto sia come titolare. Voglio sempre essere importanti. Anche se non gioco, riesco comunque a dare il massimo”.

Il rilancio in giallorosso: un calcio offensivo e di pressione

In chiusura, l’attaccante ha analizzato il suo attuale stato di forma psicofisico, esaltando il lavoro tattico svolto quotidianamente con il suo nuovo club, fondamentale per le sue recenti prestazioni: Non è sempre facile. Bisogna davvero cambiare marcia, ma è un onore essere in nazionale, e anche in dieci minuti si può fare la differenza. In questo momento mi sento un buon attaccante, in forma. Questo è anche merito del club. Alla Roma attacchiamo, esercitiamo molta pressione”.

Sassuolo, ridotta la squalifica di Tomsa dopo l’aggressione all’arbitro: fino a quando rimarrà fuori! La decisione ufficiale della Corte Sportiva d’Appello

Sassuolo, la Corte Sportiva d’Appello ha ridotto la squalifica di Tomsa dopo l’aggressione all’arbitro! La decisione ufficiale

Arriva un’importante novità sul fronte della giustizia sportiva per il Sassuolo Primavera. Il club neroverde incassa infatti una piccola riduzione di squalifica per il suo giovane tesserato, sanzionato duramente dopo un grave episodio avvenuto in campo. Il protagonista della vicenda è Troy-Leo Tomsa, che si era reso autore di un’aggressione ai danni di un arbitro.

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La decisione ufficiale della Corte Sportiva d’Appello

Inizialmente, il Giudice Sportivo aveva usato la mano pesantissima, fermando il ragazzo per circa un anno e fissando la scadenza della sanzione al 31 dicembre 2026. Tuttavia, il ricorso presentato in appello ha sortito un effetto positivo, limando di tre mesi la pena inflitta.

Il comunicato ufficiale chiarisce i dettagli del provvedimento: “La Prima Sezione della Corte Sportiva d’Appello ha parzialmente accolto il reclamo di Troy-Leo Tomsa, il calciatore classe 2007 della Primavera del Sassuolo squalificato dal Giudice Sportivo fino al 31 dicembre 2026. La Corte ha rimodulato la squalifica del giocatore, che non potrà scendere in campo fino al 30 settembre 2026.”

L’episodio in Sassuolo-Napoli e le motivazioni del Giudice

L’episodio scatenante che ha portato a questo lunghissimo stop si era verificato lo scorso 7 marzo, durante il concitato match contro il Napoli, sfida valida per la 29ª giornata del campionato Primavera. In quell’occasione, la tensione agonistica aveva purtroppo superato il livello di guardia.

Il giovane talento era stato sanzionato a seguito di un’espulsione diretta. Le motivazioni riportate nel referto ufficiale non lasciavano spazio a interpretazioni, punendo l’atteggiamento del giocatore “per aver rivolto gravissime minacce e ingiurie ed essere entrato in contatto fisico con il direttore di gara”. Un gesto inaccettabile per il codice di giustizia sportiva, specialmente a livello giovanile, dove il rispetto per la classe arbitrale deve rappresentare un pilastro formativo assoluto.

Il ritorno in campo fissato per l’autunno 2026

Grazie a questo sconto di pena, la riduzione della squalifica fino al 30 settembre 2026 permetterà al classe 2007 di poter pianificare il suo rientro agonistico per l’inizio dell’autunno di quella stagione. Resta comunque un monito severo per il calciatore, chiamato ora a un percorso di maturazione fondamentale per lasciarsi alle spalle questo brutto capitolo e riprendere in mano il proprio futuro nel mondo del calcio.

Morto Beppe Savoldi: il mondo del calcio piange la scomparsa dell’ex bomber di Bologna e Napoli. Aveva 79 anni

Morto Beppe Savoldi: il calcio piange l’ex attaccante di Bologna e Napoli. Aveva 79 anni, ecco il cordoglio per la sua scomparsa

Il calcio italiano perde Beppe Savoldi, una delle figure più iconiche e indiscutibilmente uno degli attaccanti più rappresentativi degli anni Settanta. Con la sua dolorosa scomparsa, il mondo dello sport saluta un centravanti d’altri tempi, un professionista esemplare che ha letteralmente costruito la sua lunga e prestigiosa carriera a suon di gol, diventando un idolo assoluto per diverse generazioni di tifosi in tutta la Penisola.

Dagli esordi con l’Atalanta alla consacrazione nel Bologna

La storia sportiva di questo formidabile attaccante parte dalla provincia lombarda. Nato a Gorlago nel 1947, Savoldi ha mosso i primi passi nel calcio che conta nella sua terra, dove si era messo in luce con l’Atalanta. Le sue spiccate doti offensive e il suo innato fiuto per la rete lo hanno poi portato a compiere il grande salto per esplodere definitivamente con il Bologna. Sotto le Due Torri, il bomber bergamasco non ha solo trovato la sua dimensione tattica ideale, ma è diventato un assoluto punto di riferimento offensivo e, stagione dopo stagione, uno degli attaccanti più affidabili del campionato di Serie A.

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Il mito del “Numero 9” e i successi con la maglia del Napoli

Dal punto di vista prettamente tecnico, Beppe Savoldi era il prototipo del goleador implacabile. Fisicamente forte nel gioco aereo, essenziale nei movimenti e sempre lucido sotto porta, il giocatore incarnava alla perfezione il ruolo del numero 9 puro, dominando le aree di rigore avversarie. Dopo le glorie bolognesi, la sua carriera proseguì ad alti livelli anche con il Napoli. All’ombra del Vesuvio, l’attaccante lasciò il segno grazie a gol pesanti, riuscendo in pochissimo tempo a conquistare il calore della piazza e guadagnandosi l’affetto della tifoseria partenopea, che ancora oggi lo ricorda con immensa gratitudine.

L’eredità sportiva di un attaccante al servizio della squadra

Oggi, con grande commozione, se ne va un protagonista del calcio italiano. Di Savoldi non restano solamente gli almanacchi e i tabellini dei marcatori, ma resta l’immagine di un attaccante concreto, un lottatore sempre al servizio della squadra, capace di unire le doti da finalizzatore a un grande spirito di sacrificio. Ci lascia un uomo che ha saputo farsi ricordare soprattutto per quello che faceva meglio: segnare. Un’eredità sportiva che rimarrà per sempre incisa nella memoria del nostro calcio.

Olise Liverpool: arriva la risposta del Bayern Monaco! Hoeness esce allo scoperto sul possibile addio della stella francese. Cosa ha detto

Olise Liverpool: il Bayern Monaco attraverso le parole di Uli Hoeness ha annunciato così il futuro del talento francese. Cosa ha detto

Il mercato calcistico europeo si infiamma già con le prime, infuocate dichiarazioni al vetriolo. Il Bayern Monaco fa muro e protegge i suoi gioielli dalle sirene della ricchissima Premier League. Al centro delle ultime voci di mercato c’è Michael Olise, che ha attirato le attenzioni dei principali top club internazionali. Tra questi, il Liverpool si era mosso con grande decisione per tentare di portare il forte esterno offensivo in Inghilterra dopo l’annuncio dell’addio di Salah. Tuttavia, la risposta della dirigenza bavarese non si è fatta attendere ed è arrivata in maniera perentoria.

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La dura stoccata di Uli Hoeneß ai Reds

Il presidente onorario del club tedesco, Uli Hoeneß, ha deciso di intervenire in prima persona per bloccare sul nascere qualsiasi possibile trattativa. Con il suo solito stile diretto e pungente, il decano dei dirigenti bavaresi ha rilasciato dichiarazioni molto pesanti all’agenzia di stampa DPA, attaccando apertamente le strategie della dirigenza inglese. Il messaggio inviato oltremanica è inequivocabile e non ammette repliche: Ricordate che il Liverpool ha speso € 500 milioni la scorsa estate e sta avendo una stagione pessima”.

Si tratta di una vera e propria stoccata pubblica che evidenzia le gravi difficoltà della squadra di Anfield in questa annata sportiva, mettendo in risalto il mancato ritorno sportivo nonostante le enormi risorse economiche investite per rinforzare la rosa.

Chiusura totale: il Bayern non rafforza le rivali

Il carismatico dirigente del Bayern Monaco ha poi rincarato la dose, ribadendo la ferma volontà del club di non aiutare in alcun modo una potenziale e diretta concorrente per la conquista della prossima Champions League. Aggiungendo un ulteriore commento tagliente alla questione, Hoeneß ha infatti sentenziato senza mezzi termini: Quindi non contribuiremo a far sì che giochino meglio l’anno prossimo”.

Questa chiusura totale spegne definitivamente i sogni di mercato dei britannici. Le qualità tecniche, la velocità e la duttilità tattica di Michael Olise lo rendono un punto fermo assolutamente intoccabile per il presente e il futuro della squadra tedesca. Il Liverpool, costretto a incassare questo duro e clamoroso rifiuto, dovrà ora necessariamente virare su altri profili per provare a risollevare le proprie sorti in vista della prossima stagione.

Altobelli punta su Pio Esposito: «Mi piace tantissimo, lui e Barella ci porteranno al Mondiale! Contro l’Irlanda del Nord…»

L’ex attaccante dell’Inter e della Nazionale, Alessandro Altobelli, ha voluto dire la sua in vista di Italia Irlanda del Nord di stasera

Intervistato da Tuttosport in vista di Italia Irlanda del Nord, semifinale dei playoff Mondiali, Alessandro Altobelli si è espresso così.

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SU ITALIA IRLANDA DEL NORD – «Sono più di 11 anni che non giochiamo una partita del Mondiale, quindi io penso che questa squadra debba fare di tutto, anche di più, per riuscire a raggiungere l’obiettivo qualificazione. Essere eliminati farebbe male a tutta l’Italia e a tutto il mondo del calcio del nostro Paese. Credo che gli Azzurri scenderanno in campo con la concentrazione giusta, consapevoli di che partita sia questa. E valga lo stesso per l’eventuale finale. Sono assolutamente convinto che la differenza con le altre nazionali ci sia, noi abbiamo degli ottimi giocatori. Ma badi bene, questa è una partita dove non contano tecnica e tattica, conta soprattutto il cuore. Se ce l’hai, lo devi mettere in campo e centrare il risultato, se non ce l’hai, stiamo a casa».

PIO ESPOSITO E PALESTRA – «Pio Esposito mi piace tantissimo per come gioca, interpreta la partita, per come si muove in area di rigore, per voglia e volontà, è un calciatore che mi appassiona. Quindi io mi auguro che riesca a fare in nazionale quello che fa anche con l’Inter. Palestra entrerà in un momento difficile, in uno spareggio Mondiale, dovrà dimostrare le sue qualità. Ma sono sicuro che la fiducia di Gattuso gli farà bene, solitamente tutti i giocatori forti all’esordio fanno delle belle partite».

I GIOCATORI CHE POSSONO PORTARCI AL MONDIALE – «Direi Pio Esposito e Barella. Donnarumma? Lui è il portiere, speriamo che lavori poco e possa neutralizzare tutto quanto».

L’ITALIA HA IMPARATO DALLE DUE ELIMINAZIONI PRECEDENTI? – «Non servono tante parole. Qui è arrivato il momento di ritornare a essere l’Italia che conosceva tutto il mondo. Gattuso ha le sue idee ed è giusto che le porti avanti. Chi avrei convocato di chi è rimasto fuori? Oggi non serve, né sarebbe giusto, avanzare possibili critiche, le partite che ci attendono sono gare troppo importanti. Bisogna essere tutti uniti. Poi i giocatori convocati a me piacciono. Hanno carattere, volontà, tecnica. Abbiamo tutte le carte regole per poter battere i nostri avversari».

Roma, il nodo Uefa sulle multiproprietà preoccupa i Friedkin: rischio esclusione dalle coppe europee per i giallorossi e per l’Everton!

Roma a rischio esclusione dalle coppe europee? Lo scenario sulle multiproprietà che preoccupa i Friedkin anche per l’Everton

Il rischio di un corto circuito regolamentare tra Roma ed Everton esiste davvero e nasce da un punto preciso: i due club sono controllati dalla stessa proprietà, quella della famiglia Friedkin. I regolamenti UEFA 2026/27, all’articolo 5 sull’integrità della competizione e sulla multi-club ownership, stabiliscono che nessun soggetto può esercitare controllo o influenza su più di un club partecipante a una competizione europea; se due società non rispettano questi criteri, solo una può essere ammessa. Questo significa che il problema non riguarda un eventuale incrocio diretto sul campo, ma la semplice presenza contemporanea nella stessa competizione europea. In altre parole, se i giallorossi e i Toffees dovessero qualificarsi allo stesso torneo, servirebbe una soluzione preventiva oppure una delle due rischierebbe di restare fuori.

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La classifica rende lo scenario possibile, ma molto dipenderà dal piazzamento finale

Lo scenario, oggi, è tutt’altro che teorico. La Roma è ancora pienamente in corsa per un posto europeo, mentre l’Everton continua a spingere in Premier League e si è rilanciato ulteriormente dopo il recente 3-0 inflitto al Chelsea, risultato che lo ha portato in piena lotta per l’Europa. I britannici sono saliti al settimo posto e restano vicini alle posizioni che valgono l’accesso alle coppe continentali. In base ai criteri UEFA, se due club della stessa proprietà non possono essere ammessi insieme, verrebbe favorito innanzitutto quello classificato più in alto nel proprio campionato nazionale; in seconda battuta conta la posizione della federazione nella lista di accesso UEFA. È proprio questo aspetto a rendere il finale di stagione particolarmente delicato per il gruppo Friedkin, che deve osservare con attenzione due classifiche diverse ma potenzialmente intrecciate.

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La soluzione va trovata prima, altrimenti il rischio esclusione è concreto

La UEFA consente di intervenire per tempo attraverso modifiche organizzative, strutturali o di governance, ma queste operazioni vanno impostate prima della chiusura del processo di ammissione alle coppe. In assenza di aggiustamenti riconosciuti come sufficienti, il rischio di esclusione di uno dei due club diventerebbe reale. Per questo motivo la vicenda viene seguita con crescente attenzione, anche se al momento non risultano comunicazioni ufficiali della Roma sul tema. Il punto centrale resta uno: i Friedkin hanno ancora margine per evitare il conflitto regolamentare, ma il tempo non è infinito e il finale di stagione di Roma ed Everton potrebbe trasformare una questione teorica in un vero caso europeo.

Spettatori Italia Irlanda del Nord, Bergamo risponde presente: anche Abodi atteso sugli spalti, il numero dei tifosi previsti

Spettatori Italia Irlanda del Nord, Bergamo risponde presente: anche Abodi atteso sugli spalti, il numero dei tifosi previsti alla New Balance Arena

Stasera alle 20.45 l’Italia di Gennaro Gattuso, commissario tecnico azzurro, si gioca a Bergamo una semifinale playoff che può indirizzare il cammino verso il Mondiale 2026. Il ritorno al Gewiss Stadium riporta alla mente il 5-0 contro l’Estonia del settembre scorso, prima gara di Gattuso sulla panchina azzurra e serata che aveva già creato un legame forte con il pubblico orobico. La FIGC ha confermato il tutto esaurito con circa 23.000 biglietti emessi in pochissimo tempo.

Il pubblico azzurro e i tanti ospiti sugli spalti

L’atmosfera sarà ancora più calda rispetto a sei mesi fa. Oltre alla spinta del pubblico di casa, sugli spalti ci saranno anche Guglielmo Vicario, Giovanni Di Lorenzo e Mattia Zaccagni, tutti indisponibili ma presenti in tribuna per sostenere i compagni. Diverse fonti confermano anche l’attesa per numerosi ospiti e volti noti attorno alla Nazionale in una notte ad altissima tensione.

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Anche l’Irlanda del Nord crede nell’impresa

Nel settore ospiti sono attesi circa 1.300 tifosi nordirlandesi, ma in città ne sono arrivati molti di più, con numerosi sostenitori partiti anche senza biglietto. La sfida, dunque, si giocherà in uno stadio pieno e in un clima da grande evento: per entrambe le nazionali è una serata che può cambiare la storia recente

Pazzini critico con l’Italia: «Dal 2008 abbiamo provato a scopiazzare la Spagna e ci siamo snaturati, mancano calciatori alla Cassano! Su Pio Esposito…»

L’ex attaccante di Sampdoria, Inter e Milan, Giampaolo Pazzini, ha voluto dire la sua in vista di Italia Irlanda del Nord: le sue parole

Intervistato da la Repubblica, Giampaolo Pazzini, ex attaccante della Nazionale e dell’Inter, ha indicato in Pio Esposito, giovane centravanti nerazzurro, una possibile risorsa decisiva per la sfida con l’Irlanda del Nord.

Critiche al sistema e nostalgia dei talenti

Nel corso dell’intervista, Pazzini ha parlato anche della crisi del calcio italiano, sottolineando la necessità di investire su strutture e settori giovanili, oltre al bisogno di ritrovare profili imprevedibili e talentuosi.

Il futuro tra tv e panchina

L’ex bomber ha poi riflettuto sul suo percorso da commentatore, spiegando di voler evitare banalità, e ha ammesso che la tentazione di diventare allenatore esiste, pur riconoscendo la complessità del mestiere.

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LA CRISI DEL CALCIO ITALIANO – «Dal 2008 abbiamo provato a scopiazzare la Spagna. Ci siamo snaturati, ora stiamo tornando alla tradizione ed era ora».

QUOTE MINIME – «Non servono quote minime. Dobbiamo investire in strutture e settori giovanili, si parte da lì».

GIOCATORI ALLA CASSANO – «Ne avremmo bisogno come l’aria. Mancano giocatori così».

PIO ESPOSITO – «La carta in più potrebbe essere Pio Esposito».

CARRIERA DA COMMENTATORE SPORTIVO – «Mi sono reso conto che non serve dire cose banali. Tornassi indietro, lo avrei fatto anche da calciatore. Temevo la polemica».

FUTURO DA ALLENATORE? – «La tentazione c’è, ma è un mestiere complicato».

Ritiro Inter 2026, il programma estivo prende forma: previste le amichevoli internazionali con Juve e Milan!

Ritiro Inter 2026, il programma estivo prende forma: previste le amichevoli internazionali con Juve e Milan in Australia! I dettagli

L’Inter sta iniziando a disegnare il proprio programma estivo e le indiscrezioni che arrivano in queste ore parlano di una tournée di alto profilo tra Australia e Hong Kong. Secondo il Corriere dello Sport, il piano prevede per la squadra di Cristian Chivu una serie di amichevoli di lusso tra la fine di luglio e l’inizio di agosto, con due classici del calcio italiano e una sfida internazionale di prestigio. In particolare, il quotidiano romano riferisce di possibili test contro Juventus e Milan in Australia, oltre a un’amichevole con il Chelsea a Hong Kong. Anche altre fonti sportive italiane confermano che l’Australia sarà una meta importante per l’estate dei grandi club di Serie A, con Inter, Juventus e Milan orientati verso una presenza contemporanea in Oceania.

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Due sfide italiane in Oceania e un test con il Chelsea in Asia

Il quadro, però, non è ancora definitivo. Le fonti consultate convergono sul fatto che manchino ancora gli ultimi accordi formali prima degli annunci ufficiali. Il Corriere dello Sport parla di un’estate “ancora da definire nei dettagli”, mentre SportMediaset aggiunge che il ritiro potrebbe comprendere una tappa in Germania oltre alla doppia tournée internazionale. L’ipotesi più accreditata resta comunque quella di un doppio confronto contro Juventus e Milan in Australia, in un contesto inedito per i due derby del calcio italiano, con successivo spostamento a Hong Kong per la sfida contro il Chelsea. Anche la Gazzetta dello Sport, parlando del programma della Juventus, aveva già indicato l’Inter come una delle possibili avversarie dei bianconeri in Australia, dettaglio che rafforza la solidità di questo scenario.

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Il nodo resta la disponibilità dei giocatori dopo il Mondiale 2026

La vera incognita, però, riguarda la composizione effettiva del gruppo che prenderà parte alla tournée. La prossima estate sarà infatti condizionata anche dal Mondiale 2026, che si giocherà tra 11 giugno e 19 luglio in Stati Uniti, Canada e Messico, e che inevitabilmente influenzerà i tempi di rientro dei nazionali. Per questo motivo, la prima parte della preparazione dell’Inter potrebbe svolgersi con una rosa parziale, in attesa dei ritorni scaglionati dei giocatori impegnati con le rispettive selezioni. Al momento, quindi, il programma estivo nerazzurro prende forma con contorni sempre più chiari, ma resta ancora legato a una serie di variabili organizzative e tecniche che verranno sciolte solo più avanti.

Serie C, Salernitana ci siamo quasi per il passaggio di proprietà! Firma imminente: la data

Serie C, Salernitana ci siamo quasi per il passaggio di proprietà! Firma imminente: la data per la cessione del club da parte di Iervolino

La Salernitana si avvicina a una svolta societaria che può segnare il futuro del club. Dopo mesi di contatti e trattative, il dialogo tra Danilo Iervolino, attuale proprietario granata, e Cristiano Rufini, imprenditore interessato all’acquisto, è entrato nella fase finale. Secondo gli ultimi aggiornamenti riportati da Gianluca Di Marzio, il preliminare è stato firmato e il closing viene indicato tra lunedì 30 e martedì 31 marzo, anche se restano ancora alcuni passaggi formali da completare.

Attese anche le dimissioni del CdA

Entro martedì dovrebbero arrivare anche le dimissioni dell’attuale Consiglio di Amministrazione, passaggio necessario per accompagnare il cambio di gestione. Non posso confermare che tutto sia già definitivo, perché alcune verifiche tecniche e societarie risultano ancora in corso, ma la direzione della trattativa appare ormai tracciata. L’obiettivo di Iervolino è lasciare il club con una prospettiva di continuità e stabilità.

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Cosmi e la squadra pensano ai playoff

Intanto, sul campo, la squadra di Serse Cosmi, allenatore della Salernitana, continua la corsa verso i playoff. I granata arrivano a questo passaggio societario in un momento positivo di risultati e vogliono proseguire il cammino già dalla sfida contro il Latina.

Zalewski svela: «Zielinski era il mio idolo da bambino, adesso è il migliore in Serie A. VI racconto il nostro rapporto»

Il centrocampista dell’Atalanta e dalla Polonia, Nicola Zalewski, parla del rapporto speciale che ha col suo connazionale Piotr Zielinski

Nicola Zalewski, esterno polacco attualmente all’Atalanta, ha raccontato in un’intervista a Foot Truck il rapporto speciale con Piotr Zielinski, centrocampista dell’Inter e della Polonia. Il classe 2002 ha spiegato di aver sempre ammirato Zielinski fin da bambino, considerandolo uno dei riferimenti tecnici più importanti del calcio polacco, e ha sottolineato come il centrocampista nerazzurro lo abbia aiutato molto nel percorso in nazionale, favorendo la nascita di un legame stretto anche fuori dal campo. Intanto la Polonia sfiderà l’Albania nei playoff Mondiali, ma Zalewski non sarà disponibile perché squalificato.

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ZIELINSKI – «Era il mio idolo quando ero piccolo. Guardavo la nazionale e osservavo sempre chi era tecnicamente il migliore. Penso che lui sia il migliore in Serie A in questo momento. Mi ha preso sotto la sua ala protettrice in nazionale, ecco perché abbiamo un rapporto così stretto. Appena arrivato qui, siamo diventati subito amici».

Coppa d’Africa, dopo il ricorso al TAS il Senegal prepara anche i festeggiamenti!

Coppa d’Africa, dopo il ricorso al TAS il Senegal prepara anche i festeggiamenti! La mossa della federazione africana

Il Senegal non intende fermarsi nella battaglia legale seguita alla clamorosa decisione della CAF di assegnare al Marocco la vittoria a tavolino nella finale di Coppa d’Africa 2025. Dopo il verdetto del 17 marzo, con cui la CAF Appeal Board ha trasformato l’1-0 ottenuto sul campo dai Leoni della Teranga in un 3-0 amministrativo per il Marocco, la federazione senegalese ha presentato ricorso al TAS/CAS. La stessa CAF ha confermato ufficialmente la decisione del proprio organo d’appello, mentre il TAS ha registrato l’appello del Senegal e ha chiarito che verrà nominato un collegio arbitrale, seguito poi dalla definizione del calendario procedurale.

Il procedimento arbitrale è aperto, ma i tempi restano incerti

Secondo quanto comunicato dal TAS, il procedimento seguirà i passaggi ordinari: dopo la registrazione dell’appello, verrà costituito il collegio arbitrale e saranno poi fissate le scadenze per memorie e repliche. Al momento, però, non è ancora possibile stabilire una data per l’udienza o prevedere quando arriverà una decisione definitiva, anche perché la federazione senegalese ha chiesto una sospensione dei termini in attesa delle motivazioni complete della sentenza CAF. La linea del Senegal è molto dura: il presidente federale Abdoulaye Fall ha definito la vicenda una battaglia morale e giuridica, sostenendo che il titolo conquistato sul campo non possa essere cancellato per via amministrativa.

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Festa confermata prima di Senegal-Perù, in attesa del verdetto finale

Intanto il Senegal va avanti anche sul piano simbolico e mediatico. La federazione ha infatti confermato la volontà di celebrare comunque il trofeo sabato 28 marzo, in occasione dell’amichevole contro il Perù allo Stade de France di Parigi. L’incontro è regolarmente in programma nello stadio francese e varie fonti riferiscono che la serata sarà accompagnata da una grande celebrazione davanti a decine di migliaia di spettatori, con l’esposizione del trofeo conquistato sul terreno di gioco. In attesa del giudizio del TAS, il messaggio del Senegal è quindi chiaro: sul piano sportivo e identitario, i campioni d’Africa restano loro.

Uefa, il nuovo format finisce in tribunale: guai in arrivo per Ceferin? L’accusa di plagio per la nuova Champions!

Uefa, il format finisce in tribunale: guai per Ceferin? L’accusa di plagio per la nuova Champions! La bomba pronta ad esplodere dalla Spagna

Il nuovo format “svizzero” introdotto dalla UEFA per Champions League, Europa League e Conference League nel ciclo 2024-2027 è finito al centro di una battaglia giudiziaria in Spagna. Secondo quanto riportato da El Confidencial e ripreso oggi anche da Calcio e Finanza, il Tribunale Mercantile numero 16 di Madrid si è dichiarato competente a esaminare, entro limiti territoriali ben precisi, la causa promossa dal matematico e consulente sportivo cileno Leandro Shara contro l’organo presieduto da Aleksander Ceferin. La contestazione riguarda il presunto utilizzo, senza autorizzazione, di algoritmi e modelli competitivi sviluppati da Shara e dalla sua società MatchVision SpA, che sostengono di aver ideato il sistema poi applicato dalla UEFA a partire dalla stagione 2024/25.

La decisione del giudice: competenza solo per i danni prodotti in Spagna

Il giudice madrileno non dovrà stabilire subito se vi sia stato effettivamente plagio, ma definire il perimetro della controversia e verificare quali domande possano essere discusse davanti ai tribunali spagnoli. L’ordinanza del 23 marzo 2026, citata da El Confidencial, chiarisce infatti che le azioni di natura dichiarativa, risarcitoria e per arricchimento ingiusto restano limitate ai diritti e alle eventuali violazioni che abbiano prodotto danni in Spagna. Per le richieste con portata internazionale o transfrontaliera, invece, la causa dovrebbe essere eventualmente portata nei tribunali del domicilio della convenuta, quindi in Svizzera, dove ha sede la UEFA. Lo stesso tribunale ha inoltre respinto l’eccezione con cui la federazione europea aveva contestato la competenza del foro madrileno.

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MatchVision chiede oltre 20 milioni: il caso può allargarsi anche fuori dalla Spagna

Alla base del contenzioso c’è la tesi secondo cui il format adottato dalla UEFA dal 2024 replicherebbe un sistema competitivo sviluppato per anni da Leandro Shara e protetto come proprietà intellettuale. Le fonti consultate riferiscono che la richiesta iniziale di risarcimento supera i 20 milioni di euro, a cui si aggiunge la possibilità di rivendicare una quota dei ricavi aggiuntivi generati dal nuovo format. La causa, già ammessa a giudizio nel 2025, si fonda su violazione della proprietà intellettuale, concorrenza sleale e arricchimento ingiusto. Non posso confermare che la UEFA abbia realmente copiato il modello di Shara: questo è proprio il punto che la giustizia dovrà chiarire. Al momento, il dato verificabile è che la causa esiste, che il tribunale di Madrid si è dichiarato competente solo per il mercato spagnolo e che il fronte legale potrebbe allargarsi in futuro anche alla Svizzera.

Infortunati Milan, Leao vola in Portogallo per curare l’adduttore! Novità positive per Loftus Cheek

Infortunati Milan, Leao vola in Portogallo per curare l’adduttore! Novità positive per Loftus Cheek: il punto sull’infermeria di Milanello

Il Milan prosegue il lavoro sul campo di Milanello durante l’attuale sosta. La formazione, priva dei 13 elementi convocati dalle rispettive selezioni, ha completato il secondo giorno di allenamento con una seduta mattutina. Questo programma verrà seguito dallo staff anche venerdì e sabato, prima di concedere al gruppo tre giorni di riposo. La ripresa delle attività è fissata per mercoledì primo aprile. In quella data inizierà la preparazione della sfida contro il Napoli, in programma lunedì sei aprile, sfruttando il progressivo rientro alla base di tutti i nazionali.

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Arrivano diverse notizie dall’infermeria per la rosa guidata da Massimiliano Allegri. Rafael Leao è volato in Portogallo per una visita specialistica legata a un fastidio all’adduttore. In totale accordo col club, rimarrà all’estero nei primi giorni di cura, con il rientro a Milano previsto nella prossima settimana. Segnali molto positivi giungono invece da Ruben Loftus-Cheek. Fermo dal trauma rimediato contro il Parma nello scontro con Corvi, è tornato ad allenarsi in gruppo utilizzando un bite che sta fornendo ottime risposte. Filtra ottimismo per una convocazione già contro i campani, anticipando nettamente i tempi rispetto alle otto settimane di stop inizialmente annunciate. Una splendida notizia per il mister, che ieri ha ricevuto a Roma il premio “Allenatore alleato di salute”, progetto ideato per sensibilizzare i giovani verso uno stile di vita sano, promuovendo il rispetto delle regole e la lotta a ogni discriminazione.

Risulta ben diversa la situazione clinica di Matteo Gabbia, fuori dall’inizio del mese dopo un intervento per un’ernia inguinale. Ha iniziato regolarmente il percorso di riatletizzazione, lavorando duramente per ritrovare la condizione fisica, ma difficilmente sarà a disposizione per il big match contro gli azzurri. Il rientro in rosa non dovrebbe comunque essere lontano nel tempo. Desideri che io ottimizzi un nuovo articolo sportivo applicando queste rigide regole?

Lukaku, salta il rientro in Italia! L’attaccante resta in Belgio nonostante abbia lasciato il ritiro: il motivo

Lukaku, salta il rientro in Italia! L’attaccante resta in Belgio nonostante abbia lasciato il ritiro della propria nazionale: il motivo

Si apre un piccolo caso attorno a Romelu Lukaku, attaccante belga del Napoli, che oggi non si è presentato a Castel Volturno nonostante una comunicazione precedente del club avesse indicato il suo rientro in Italia per lavorare sulla condizione fisica. La società azzurra aveva infatti spiegato due giorni fa che il centravanti non avrebbe preso parte alle amichevoli del Belgio contro Stati Uniti e Messico e che sarebbe tornato a Napoli per proseguire il lavoro personalizzato.

Atteso al centro sportivo, ma la scelta è stata diversa

La verità però è che Lukaku non è rientrato e si trova ancora in Belgio. Secondo le ricostruzioni pubblicate oggi, il centravanti avrebbe deciso di restare nel suo Paese per continuare lì la preparazione atletica.

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Il nodo resta la condizione fisica del centravanti belga

Il contesto resta legato soprattutto alla sua forma fisica. Il centravanti, 32 anni, vuole quindi ottimizzare la preparazione in vista del finale di stagione. Resta ora da capire quando riprenderà il lavoro con il Napoli e se il club chiarirà ufficialmente la sua posizione nelle prossime ore

Prandelli sta con Gattuso: «Non gli hanno concesso lo straccio di uno stage, ma credo nella sua Italia per un motivo»

Prandelli sta con Gattuso: «Non gli hanno concesso lo straccio di uno stage, ma credo nella sua Italia per un motivo». Le sue parole

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, l’ex ct della Nazionale, Cesare Prandelli, si è espresso così sull’Italia di Gattuso, attesa oggi dalla semifinale playoff Mondiali contro l’Irlanda del Nord.

OTTIMISMO – «Sono ottimista per un semplice motivo: perché Rino ha scelto una strada nuova che darà grandi risultati, non ho dubbi: quella del rapporto diretto coi suoi calciatori. Non gli hanno concesso lo straccio di uno stage, neanche due giorni per avere la squadra con sé, e lui cos’ha fatto? S’è inventato lo stage in giro per l’Italia e l’Europa, andando a incontrare tutti i suoi giocatori. A cena, a pranzo, come tra amici, non parlando necessariamente di calcio. Per lui è facile perché è una bella persona attenta a queste sfumature. I giocatori adesso pensano di essere in una famiglia. Di essere parte di un gruppo unito nel quale ci sono cose che contano più della tattica: che poi basta un episodio, un gol subito dopo un minuto, un palo, e qualsiasi progetto va subito per aria. Lo sanno tutti. Ma il gruppo resta».

E’ CAMBIATO TUTTO – «Noi abbiamo da sempre queste caratteristiche. Quando vinciamo, storicamente, è perché si crea uno spirito di squadra. Ma in un momento del genere serviva di più: gli azzurri non si sono più sentiti abbandonati, mentre attorno quella era la sensazione. Rino non ha potuto allenarli in campo prima di lunedì, li ha allenati in altro modo. Oggi la gente rimane volentieri a Coverciano anche da infortunata perché non sentono la convocazione come una fatica ma come un privilegio. In campo si vede che il loro pensiero è: come posso dare una mano agli altri? Come posso rendermi utile? Non era sempre così. In passato ho visto spesso giocatori a testa bassa o che cercavano con gli occhi soltanto la panchina quasi per chiedere aiuto. In pratica, Rino ha detto ai suoi ragazzi: ‘Non siete soli’. E loro hanno capito l’importanza del suo lavoro».

SUL VALORE DELL’IRLANDA DEL NORD – «Noi abbiamo valori superiori, ma era così anche in passato e siamo rimasti delusi. Ora tutti si aspettano un successo, ma il calcio non è così. Intanto i nostri avversari meritano rispetto assoluto. Se pensi di vincere facile, allora tutto diventa più difficile».

Chelsea, sanzione senza penalizzazione? L’Everton non ci sta e fa causa alla Premier League!

Chelsea, sanzione senza penalizzazione? L’Everton non ci sta e fa causa alla Premier League! La mossa dei Friedkin e il malumore dei club

La decisione della Premier League di non infliggere penalizzazioni sportive al Chelsea per i pagamenti non dichiarati dell’era Roman Abramovich continua a far discutere in Inghilterra. Il club londinese è stato sanzionato con una multa da 10,75 milioni di sterline e con ulteriori restrizioni sospese, dopo che l’inchiesta ha accertato l’occultamento di 47,5 milioni di sterline in pagamenti verso agenti, intermediari e soggetti collegati ai trasferimenti, distribuiti in un arco di sette anni. Il punto più controverso, però, resta proprio l’assenza di una detrazione di punti, scelta che ha generato forti perplessità tra diversi club del massimo campionato inglese. Anche The Guardian ha evidenziato come la severità economica della sanzione non sia stata accompagnata da conseguenze sportive, nonostante la gravità del caso.

Everton valuta una mossa legale, anche il Nottingham Forest osserva

Il club che più di tutti si sente danneggiato è l’Everton, oggi di proprietà del Friedkin Group, già penalizzato in passato per violazioni delle regole finanziarie della Premier League. Secondo The Guardian, i Toffees stanno preparando una lettera ufficiale da inviare alla lega per ottenere una spiegazione formale sulla disparità di trattamento rispetto al caso Chelsea e stanno anche valutando possibili opzioni legali. La società di Liverpool ritiene che, a fronte di violazioni così rilevanti, sarebbe stato necessario considerare anche il concetto di vantaggio sportivo. Nello stesso clima di tensione si muove pure il Nottingham Forest, altro club che ha subito punti di penalizzazione in epoca recente e che, secondo varie ricostruzioni, starebbe seguendo con attenzione la vicenda. Il malcontento nasce dal confronto diretto con le sanzioni inflitte a club che, per irregolarità diverse ma comunque connesse al fair play finanziario inglese, hanno invece pagato anche in classifica.

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Il timore dei club: il precedente Chelsea pesa anche sul caso Manchester City

La paura diffusa in Premier League è che questa vicenda possa creare un precedente delicato in vista di un altro dossier enorme: quello relativo alle presunte 130 violazioni contestate al Manchester City. Il verdetto su quel procedimento non è ancora arrivato e, secondo Sky News, proprio il caso Chelsea ha riacceso il dibattito su quale sarà la linea punitiva della lega nei processi finanziari più complessi. Per questo motivo il caso del club londinese non viene letto solo come un episodio isolato, ma come un passaggio potenzialmente decisivo per la credibilità futura dell’intero sistema disciplinare inglese.

Sampdoria, definito lo staff di Lombardo: in arrivo Thomassen! Ecco chi è

Sampdoria, definito lo staff di Lombardo: in arrivo Thomassen! Ecco chi è il nuovo collaboratore tecnico in arrivo per i blucerchiati

La Sampdoria ha definito il nuovo assetto dello staff tecnico che accompagnerà Attilio Lombardo, allenatore blucerchiato, in questo finale di stagione. Secondo quanto riportato da Il Secolo XIX e confermato anche da altre fonti vicine al club, il profilo individuato per affiancare l’attuale guida tecnica è quello di Dan Thomassen, ex difensore danese e tecnico con esperienza maturata anche nel calcio italiano. La società avrebbe quindi sciolto le ultime riserve dopo una serie di valutazioni interne, scegliendo una figura ritenuta adatta a lavorare con equilibrio e discrezione accanto a Lombardo. Il nome di Thomassen ha progressivamente preso quota nelle ultime ore, superando altre candidature considerate più ingombranti per ruolo e profilo.

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Chi è Dan Thomassen: esperienza tra Padova, Vicenza, Brescia e Lecce

Nato ad Aarhus e cresciuto calcisticamente anche in Italia, Dan Thomassen conosce bene il nostro calcio. Da giocatore, ex difensore centrale, aveva vissuto un passaggio importante nel vivaio del Padova, costruendo poi un percorso tra Danimarca, Norvegia e Italia. Da allenatore ha lavorato soprattutto nelle giovanili del Vicenza, arrivando anche a guidare la prima squadra in una fase particolare della stagione, e successivamente ha ricoperto il ruolo di vice allenatore al Brescia con Daniele Gastaldello e al Lecce al fianco di Luca Gotti, tecnico friulano con una lunga esperienza in Serie A. Questo curriculum ha convinto la dirigenza blucerchiata a puntare su un profilo internazionale ma già ben inserito nelle dinamiche del calcio italiano.

La scelta della Sampdoria per il rush finale di stagione

La decisione della Sampdoria si inserisce in una fase molto delicata del campionato, in cui il club cerca stabilità tecnica e organizzativa per affrontare al meglio le ultime giornate. Il rafforzamento dello staff di Lombardo viene letto come una mossa funzionale a sostenere l’allenatore senza stravolgere gli equilibri costruiti nelle ultime settimane. Insieme a Thomassen, secondo alcune ricostruzioni, potrebbe arrivare anche un ulteriore collaboratore tecnico nello staff, ma il nome principale per il ruolo di vice resta quello del tecnico danese. La linea del club appare dunque chiara: continuità in panchina, ma con un supporto tecnico più strutturato per il finale di stagione.

Cristiano Ronaldo Jr, l’allenamento col Real Madrid infiamma il mercato: futuro in Spagna insieme al padre?

Cristiano Ronaldo Jr, l’allenamento col Real Madrid infiamma il mercato: futuro in Spagna insieme al padre? Occhio al piano di CR7

Un Cristiano Ronaldo sui campi di Valdebebas fa sempre notizia. In questo caso si tratta di Cristianinho, che da inizio settimana si sta allenando con il Cadete A del Real Madrid, compagine dei nati nel 2010 e 2011. Questa apparizione ha scatenato i media iberici. Incrociando la novità con l’acquisto da parte del vincitore di cinque Palloni d’Oro del 25% dell’Almeria, si ipotizza un futuro prossimo in Spagna. Terminato il prossimo Mondiale, l’asso lusitano potrebbe anticipare l’addio al calcio giocato, nonostante un contratto con i sauditi dell’Al-Nassr valido fino all’estate del 2027.

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Il giovane talento, nato il 17 giugno del 2010, lavora agli ordini del tecnico Carlos Cura. La squadra domina la Superliga Cadete con otto punti di vantaggio sui rivali, nonostante due partite in meno. Il figlio d’arte, descritto come «umilissimo e molto educato», nelle partitelle è stato schierato come esterno offensivo o attaccante. In questo ruolo si era già disimpegnato a livello di selezione portoghese Under 15 e Under 16. Il ragazzo, ex Manchester United e Juventus, attualmente è tesserato per il club saudita. Per questo motivo, il periodo di prova in un’altra società non può superare le otto settimane.

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Se Cristianinho dovesse essere arruolato nelle fila della formazione iberica, separerebbe per la prima volta il suo percorso calcistico da quello del padre. Si aprirebbero due scenari: il trasferimento nella residenza destinata ai ragazzi presso la cittadella sportiva, oppure un trasloco a Madrid con l’intera famiglia. Secondo questa ipotesi, l’attaccante, escluso dal ct Bob Martinez dalle prossime amichevoli per un malanno muscolare, potrebbe congedarsi al termine del suo sesto Mondiale. Successivamente, l’ex talento del calcio europeo si dedicherà interamente alle molteplici attività imprenditoriali avviate, compresa la gestione della dirigenza andalusa attualmente in lotta per la promozione.

Italia Irlanda del Nord, per i Mondiali e non solo: ecco quanto incasserebbero gli azzurri!

Italia Irlanda del Nord, per i Mondiali e non solo: ecco quanto incasserebbero gli azzurri! Tutti i dettagli sui premi FIFA e sugli sviluppi lato sponsor

Quella di stasera contro l’Irlanda del Nord non è soltanto una semifinale playoff: per l’Italia di Gennaro Gattuso, commissario tecnico azzurro, è un passaggio decisivo verso il Mondiale 2026. In caso di successo a Bergamo, gli azzurri si qualificherebbero alla finale del percorso playoff contro la vincente di Galles-Bosnia ed Erzegovina, ultimo ostacolo verso il torneo in programma dall’11 giugno al 19 luglio 2026 tra Stati Uniti, Canada e Messico. Dopo le mancate qualificazioni del 2018 e del 2022, il peso sportivo ed emotivo della sfida è enorme: tornare al Mondiale significherebbe restituire centralità alla Nazionale e riaprire un capitolo che manca ormai da troppo tempo. Anche il contesto internazionale conferma la pressione sul gruppo azzurro: la gara viene raccontata come uno snodo cruciale per evitare una terza esclusione consecutiva, scenario che aprirebbe un’altra crisi profonda nel calcio italiano.

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Quanto vale il Mondiale: premi FIFA, sponsor e bonus

La qualificazione avrebbe anche un impatto economico immediato molto rilevante. Secondo il Corriere dello Sport, la FIGC incasserebbe circa 18,5 milioni di euro solo per la partecipazione, cifra che comprende il contributo fisso FIFA destinato alle nazionali qualificate. Il dato ufficiale diffuso dalla FIFA parla di 10,5 milioni di dollari garantiti a ciascuna federazione partecipante, composti da 1,5 milioni per la preparazione e 9 milioni di premio di partecipazione. Sempre secondo il quotidiano sportivo, l’eventuale passaggio al primo turno a eliminazione diretta porterebbe un ulteriore incremento di circa 1,7 milioni di euro. Sullo sfondo ci sono poi i premi più alti: la FIFA ha fissato a 50 milioni di dollari il compenso per la nazionale vincitrice del Mondiale 2026, in un quadro generale da 727 milioni di dollari di distribuzione complessiva, cifra record approvata dal Consiglio FIFA nel dicembre 2025.

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Perché qualificarsi cambierebbe anche il futuro della FIGC

Oltre ai premi diretti, l’eventuale accesso al Mondiale avrebbe riflessi molto ampi su sponsor, visibilità e ricavi commerciali della Federazione. Il Corriere dello Sport sottolinea che il ritorno alla Coppa del Mondo aumenterebbe il valore complessivo del brand Italia, anche in relazione al contratto tecnico con adidas, accordo pluriennale avviato dal 2023 e da anni indicato come uno dei più pesanti nel panorama europeo. Le ultime ricostruzioni di settore avevano stimato il valore della partnership in circa 35 milioni di euro l’anno, anche se il dato economico non è mai stato formalizzato in tutti i dettagli dalle parti. In parallelo, lo stesso quotidiano ricorda che le ultime due esclusioni mondiali hanno prodotto perdite importanti per la Federazione, mentre una nuova qualificazione porterebbe benefici non solo nei conti federali ma anche nell’appeal complessivo del calcio italiano. Per questo la sfida con l’Irlanda del Nord vale molto più di una semplice notte da playoff: vale prestigio, futuro e una fetta significativa di entrate.

Danimarca Macedonia, Hojlund ed Elmas rivali per un giorno: la sfida tra i due talenti del Napoli per il sogno Mondiale

Danimarca Macedonia, Hojlund ed Elmas rivali per un giorno: la sfida tra i due talenti del Napoli per il sogno Mondiale. Cosa aspettarsi

Al Parken Stadium di Copenaghen va in scena una semifinale playoff che pesa tantissimo nella corsa al Mondiale 2026. Danimarca e Macedonia del Nord si affrontano questa sera alle 20:45, con in palio l’accesso alla finale del percorso europeo verso la Coppa del Mondo. In questa cornice torna anche l’incrocio tra Rasmus Hojlund, attaccante danese del Napoli, ed Eljif Elmas, centrocampista offensivo macedone, compagni in azzurro e ora avversari in una serata che vale molto più di una semplice partita internazionale. Il fascino del duello nasce anche dal fatto che entrambi conoscono bene la pressione delle notti pesanti e che la gara di stasera può indirizzare in modo decisivo il loro cammino mondiale.

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Hojlund guida la Danimarca, ma le sue parole hanno acceso il clima

La pressione è soprattutto sulla Danimarca, che gioca in casa e parte favorita anche per la solidità mostrata al Parken, dove ha perso solo una delle ultime venti partite casalinghe, vincendone sedici. Hojlund, riferimento offensivo della nazionale danese, arriva a questo appuntamento dopo una stagione positiva anche a livello di club, con 14 gol segnati con il Napoli nel 2025/26. Nei giorni scorsi, parlando a TV2 Sport, l’attaccante aveva dichiarato: «Non dobbiamo affrontare Francia o Germania per qualificarci. Lo dico con tutto il rispetto per la Macedonia del Nord e per una possibile finale». Una frase che ha avuto eco immediata anche in Macedonia del Nord, dove Aleksandar Trajkovski, attaccante e uomo simbolo della selezione balcanica, ha replicato così: «Spero che le sue dichiarazioni siano una motivazione per i nostri difensori».

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La Macedonia del Nord sogna un’altra impresa, chi passa troverà la vincente di Repubblica Ceca-Irlanda

Se la Danimarca ha dalla sua numeri e fattore campo, la Macedonia del Nord si presenta con il peso specifico di chi ha già saputo sorprendere tutti in notti simili. Il ricordo dell’eliminazione inflitta all’Italia nel playoff mondiale del 2022 resta ancora vivissimo, così come la storica qualificazione a Euro 2020, prima partecipazione della nazionale a una grande fase finale. Anche per questo il ruolo di Elmas può diventare centrale: il trequartista macedone è chiamato ad accendere una squadra che continua a vivere bene le partite in cui parte sfavorita. Chi supererà questa semifinale sfiderà poi la vincente di Repubblica Ceca-Irlanda, altra gara secca del tabellone playoff in programma nello stesso percorso. Sarà dunque una notte ad altissima tensione, con un posto in finale come obiettivo immediato e il Mondiale 2026 sullo sfondo.

Vieri ci crede: «Siamo l’Italia, dobbiamo farcela! Ne ho visti pochi a 20 anni come Pio Esposito, e su Leao dico che è anche colpa sua»

L’ex bomber di Inter, Lazio, Juve e Milan, Christian Vieri, ha voluto dire la sua in vista della sfida di stasera tra Italia e Irlanda del Nord

Intervistato dal Corriere della Sera in vista della semifinale playoff per i Mondiali tra Italia e Irlanda del Nord, l’ex attaccante di Inter, Juve, Milan, Lazio e della Nazionale, Christian Vieri, si è espresso così.

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CE LA FACCIAMO AD ANDARE AI MONDIALI? – «Questo non lo sa nessuno ma io sono ottimista. Siamo l’Italia, dobbiamo farcela. Finalmente arriva questo spareggio e dobbiamo giocarlo con energia e positività.  L’Irlanda è motivata, non gioca un Mondiale da 40 anni ed è una squadra che corre tanto. Ma si gioca a Bergamo, lo stadio sarà tutto azzurro. Bisogna essere carichi e avere grande voglia. I ragazzi sicuramente ce l’hanno. Un altro Mondiale senza Italia non va bene».

GLI ATTACCANTI – «A Gattuso non devo suggerire nulla ma direi con la coppia Retegui-Kean. Fin qui hanno segnato tanto, meritano fiducia. Pio Esposito? Lo vedrei meglio a gara in corso. È il nostro futuro, però lasciamolo tranquillo. Ragazzi così forti ad appena venti anni ce ne sono pochi. È passato con naturalezza da una realtà piccola come Spezia a giocare a San Siro, dove hai puntati addosso gli occhi di tutto il mondo. In Italia c’è troppa pressione. Se in Spagna Yamal sbaglia una partita, nessuno gli dice niente. Qui succede il finimondo».

SULLA LOTTA SCUDETTO – «Ho sempre detto che l’Inter è la squadra più forte e resto coerente, ha tutto per vincere il campionato. In un anno un momento di flessione è comprensibile. Ora c’è pressione, mancano otto partite. Non si può più sbagliare. Chi può dare più fastidio tra Milan e Napoli? Vedo bene la squadra di Conte. Sta recuperando tutti gli infortunati e lotterà per il titolo fino alla fine».

CASO LEAO – «Ormai si parla di lui da tanti anni e si dicono sempre le stesse cose. Quando gioca bene è il più forte di tutti, se gioca male va dato via il giorno dopo. C’è tanta confusione e non va bene. E’ anche colpa sua».

Calciomercato Juve, Spalletti fa la lista della spesa: svelati i 3 grandi sogni del tecnico per l’estate!

Calciomercato Juve, Spalletti fa la lista della spesa: svelati i 3 grandi sogni del tecnico per l’estate! I nomi in cima alla lista per i bianconeri

La Juventus starebbe ragionando su un mercato costruito anche attorno ai giocatori più vicini al calcio di Luciano Spalletti, allenatore bianconero sempre più centrale nella programmazione del club. A rilanciare questo scenario è Tuttosport, che oggi parla di una strategia orientata verso profili già conosciuti e ritenuti affidabili dal tecnico, con l’idea di ricostruire una struttura solida in ogni reparto. Tra i nomi citati spiccano Alisson Becker, portiere brasiliano del Liverpool, Antonio Rüdiger, difensore centrale tedesco del Real Madrid, e Lorenzo Pellegrini, centrocampista italiano della Roma.

Alisson e Rüdiger, due piste suggestive ma ancora tutte da costruire

Tra i profili accostati alla Vecchia Signora, quello di Alisson, portiere di esperienza internazionale, viene descritto come particolarmente gradito per dare affidabilità a un reparto su cui il club riflette in vista dell’estate. Sul fronte difensivo, invece, il nome più caldo resta quello di Antonio Rüdiger, che Spalletti aveva già allenato ai tempi della Roma.

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Pellegrini opportunità a centrocampo, ma molto dipenderà dalla Champions

A centrocampo, Tuttosport indica Lorenzo Pellegrini, centrocampista della Roma apprezzato per duttilità e intelligenza tattica, come un’altra possibile occasione seguita dalla Juve. Il calciatore è in scadenza di contratto con i giallorossi e, con la trattativa per il rinnovo di contratto in totale stallo, potrebbe liberarsi a parametro zero. Il punto più concreto, invece, è un altro: il mercato bianconero dipenderà in modo diretto dalla qualificazione alla prossima Champions League, tema che la stessa stampa torinese considera decisivo per budget, ambizioni e margini operativi. La strategia raccontata oggi è chiara: affidarsi a profili di esperienza e di fiducia per accelerare la ricostruzione. Resta però una strategia ancora da tradurre nei fatti.

Rodri a sorpresa: «Mi resta un anno di contratto col City, un mio futuro al Real Madrid? Non si può…»

Il centrocampista del Manchester City, Rodri, ha detto la sua in merito a quello che potrebbe essere il proprio futuro: le parole dello spagnolo

Il futuro di Rodri, centrocampista del Manchester City e della Nazionale spagnola, torna al centro del dibattito internazionale dopo le dichiarazioni rilasciate a Radioestadio Noche. Il regista spagnolo, legato al club inglese fino al giugno 2027, ha confermato che nei prossimi mesi sarà necessario affrontare il tema del rinnovo contrattuale. Le sue parole hanno inevitabilmente riacceso anche le speculazioni su un possibile ritorno in Liga, soprattutto perché il nome del Real Madrid continua a essere accostato al suo profilo da tempo.

Il passaggio al Real Madrid resta uno scenario da monitorare

Nel corso dell’intervista, Rodri non ha chiuso la porta a un eventuale approdo al Real Madrid, nonostante il suo passato nell’Atlético Madrid, club in cui è cresciuto e si è formato prima dell’esplosione ad alti livelli. Le ricostruzioni dei media spagnoli confermano che il centrocampista non considera inaccessibile l’ipotesi di un trasferimento ai blancos, pur senza parlare di trattativa concreta o imminente. La situazione resta quindi aperta, ma ancora tutta da definire.

Il Pallone d’Oro e il rapporto con Vinicius

Tra i temi affrontati da Rodri c’è stato anche il confronto, spesso alimentato dai media, con Vinicius Junior, attaccante del Real Madrid e suo rivale nella corsa al Pallone d’Oro 2024. Il centrocampista spagnolo ha voluto smorzare ogni contrapposizione personale, ribadendo stima e rispetto per il brasiliano. La sfida per il premio individuale aveva generato forti discussioni, ma oggi Rodri sembra voler riportare il discorso su un piano esclusivamente sportivo. Il suo presente resta al Manchester City, ma il futuro, come ammesso dallo stesso giocatore, è destinato a entrare presto in una fase decisiva.

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PAROLE – «Il mio rapporto con il City? Mi resta un anno di contratto, arriverà il momento in cui dovremo sederci e parlare. Un passaggio al Real nonostante il mio passato nell’Atletico Madrid? Non si possono rifiutare i migliori club del mondo. Il pallone d’oro superando Vinicius? Volevano metterci l’uno contro l’altro, e io nutro una profonda ammirazione per Vinicius come giocatore».

Mercato Inter, la pista Diaby è pronta a riaccendersi? Occhio all’incastro che riguarda anche Salah!

Mercato Inter, la pista Diaby è pronta a riaccendersi? C’è un incastro che riguarda anche Salah! Attenzione a cosa può accadere in estate

L’addio di Mohamed Salah al Liverpool apre inevitabilmente una nuova fase di mercato attorno a uno dei nomi più pesanti dell’estate. La separazione dai Reds a fine stagione è stata confermata e, al momento, la destinazione più probabile resta la Saudi Pro League, anche se una decisione definitiva non risulta ancora presa. Secondo Reuters e The Guardian, diversi club sauditi stanno preparando l’assalto al fuoriclasse egiziano, considerato un profilo ideale sia per valore tecnico sia per impatto mediatico. Tra le società maggiormente accostate a Salah figurano Al-Ittihad, Al-Hilal e Al-Qadsiah, con il club di Gedda indicato da più fonti come uno dei più attivi sul dossier.

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Al-Ittihad in prima linea, possibile effetto domino su Diaby

È proprio l’eventuale arrivo di Salah all’Al-Ittihad a poter generare conseguenze importanti anche sul mercato europeo. In questo scenario, tornerebbe infatti d’attualità il nome di Moussa Diaby, attaccante esterno francese classe 1999, già seguito dall’Inter nella finestra invernale. Il Corriere dello Sport spiega come il club nerazzurro aveva già trovato un’intesa con il giocatore nei mesi scorsi, senza però riuscire a superare la resistenza dell’Al-Ittihad, contrario a un’uscita in prestito con diritto di riscatto. La pista, quindi, non si è chiusa, e un’eventuale rivoluzione offensiva del club saudita potrebbe riaprire margini finora rimasti bloccati.

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Inter e Diaby, il francese resta un profilo seguito con attenzione

Per i nerazzurri, Diaby rappresenterebbe un’opzione preziosa per aumentare velocità, imprevedibilità e soluzioni tattiche nel reparto avanzato. L’idea di fondo, già emersa a gennaio, sarebbe quella di inserire un giocatore capace di interpretare più ruoli offensivi e di offrire anche sbocchi diversi, compreso il possibile utilizzo in un sistema come il 3-4-2-1. Resta però un’operazione complessa: l’Al-Ittihad aveva investito una cifra molto alta per acquistarlo dall’Aston Villa e non ha ancora aperto realmente a formule leggere. Sullo sfondo, inoltre, va ricordato che Simone Inzaghi allena l’Al-Hilal, altro club citato tra i possibili pretendenti per Salah, ulteriore elemento che conferma quanto il mercato saudita possa incidere in modo diretto anche sugli equilibri del calcio europeo.

Italia Irlanda del Nord, ipotesi calci di rigore: ecco i tiratori più accreditati

Italia Irlanda del Nord, ipotesi calci di rigore: ecco i tiratori più accreditati per presentarsi dal dischetto in caso di lotteria dagli 11 metri

Non succede, ma se succede bisogna farsi trovare pronti. In vista della semifinale playoff Mondiali tra Italia e Irlanda del Nord, in programma questa sera alla New Balance Arena di Bergamo, lo staff azzurro ha lavorato anche su uno scenario sempre delicato come quello dei calci di rigore. A confermarlo è stato lo stesso Gennaro Gattuso, commissario tecnico dell’Italia, durante la conferenza stampa della vigilia: «ne hanno tirati tre a testa per portarci avanti con il lavoro». La seduta dedicata ai penalty si è svolta lunedì e rappresenta un passaggio tutt’altro che secondario, considerando che la sfida è da dentro o fuori e che, in caso di parità, sono previsti supplementari e rigori.

Retegui primo rigorista, Donnarumma garanzia tra i pali

Una certezza, almeno per i tempi regolamentari, c’è già: in caso di calcio di rigore durante i 90 minuti il primo incaricato sarà Mateo Retegui, attaccante italo-argentino e riferimento offensivo della squadra di Gattuso. Lo ha spiegato ancora il ct in conferenza stampa, chiarendo le gerarchie dal dischetto. Alle sue spalle restano diversi profili con esperienza dagli undici metri, a partire da Moise Kean, centravanti della Fiorentina, Matteo Politano, esterno del Napoli, Sandro Tonali, centrocampista del Newcastle, e Manuel Locatelli, regista della Juventus. Sul fronte opposto, tra i pali, l’Italia può contare su Gianluigi Donnarumma, portiere da sempre affidabile nei grandi appuntamenti. Anche per questo il lavoro sui rigori è stato impostato con attenzione: non solo scelta dei tiratori, ma anche preparazione mentale in vista di un’eventuale lotteria finale.

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I possibili specialisti azzurri e l’incognita dei 120 minuti

Il vero nodo, naturalmente, sarà capire chi arriverà effettivamente in campo fino al 120’. La probabile formazione azzurra prevede Donnarumma in porta, difesa con Mancini, Bastoni e Calafiori, esterni Politano e Dimarco, in mezzo Barella, Locatelli e Tonali, davanti la coppia Kean-Retegui. In questo quadro, diversi potenziali rigoristi potrebbero avere un ruolo decisivo se la partita dovesse allungarsi oltre i tempi regolamentari. Oltre ai nomi più attesi, restano osservati speciali anche Pio Esposito e Giacomo Raspadori, insieme ad altri profili che possono offrire qualità dagli undici metri. Per l’Italia, quindi, la missione non è soltanto vincere: è arrivare pronta a qualsiasi epilogo.

Zidane, futuro già indirizzato dopo il Mondiale: la scelta della Francia per il post Deschamps!

Zidane, futuro già indirizzato dopo il Mondiale: la scelta della Francia per il post Deschamps! La rivelazione di Fabrizio Romano

Il futuro di Zinedine Zidane, ex allenatore del Real Madrid fermo dal 2021, torna al centro dell’attenzione internazionale. Nelle ultime ore Fabrizio Romano ha rilanciato su X un aggiornamento molto preciso sul possibile approdo dell’ex fuoriclasse francese sulla panchina della Francia. Il quadro generale resta coerente con quanto emerso anche da altre fonti internazionali: Didier Deschamps, commissario tecnico dei Bleus, ha un contratto valido fino al 2026 e lascerà l’incarico dopo il prossimo Mondiale.

Le parole di Romano sul futuro di Zidane

Questo il messaggio pubblicato da Romano: «🚨🇫🇷 Nessun cambiamento per i piani di Zinedine Zidane: accordo verbale pronto da mesi per diventare il prossimo allenatore della Francia. Il piano dovrebbe entrare in vigore dopo i Mondiali, ma non è ancora stato firmato nulla, poiché Zizou e la Federazione nutrono grande rispetto per Didier Deschamps». La ricostruzione trova riscontro anche in fonti recenti che descrivono Zidane come il favorito netto per raccogliere l’eredità di Deschamps, pur in assenza di firme ufficiali al momento.

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Nessuna firma, ma Zidane resta il nome più forte

Ad oggi, quindi, non si può parlare di nomina ufficiale già definita. Si può però confermare che Zidane viene indicato come il candidato principale per guidare la Francia dopo il Mondiale 2026, scenario che resta il più accreditato. Il rispetto istituzionale verso Deschamps, tecnico campione del mondo nel 2018 con i Bleus, spiega anche perché federazione e allenatore non abbiano ancora formalizzato l’eventuale passaggio di consegne.

Convocati Italia per l’Irlanda del Nord, Gattuso spiazza tutti: c’è un’esclusione a sorpresa!

Convocati Italia per l’Irlanda del Nord, Gattuso spiazza tutti: c’è un’esclusione a sorpresa! La lista degli Azzurri a disposizione per stasera

È arrivato il giorno della verità per l’Italia di Gennaro Gattuso, commissario tecnico azzurro, attesa questa sera a Bergamo dalla semifinale playoff Mondiali contro l’Irlanda del Nord. La notizia migliore della vigilia riguarda Alessandro Bastoni, difensore centrale dell’Inter, che ha svolto il primo allenamento in gruppo dall’inizio del ritiro e adesso vede aumentare in modo concreto le possibilità di partire dal primo minuto. Il centrale mancino è stato provato nell’undici titolare dopo i giorni di lavoro personalizzato iniziati domenica, segnale importante in vista di una sfida già decisiva per il cammino mondiale degli azzurri.

Gattuso sceglie i convocati: fuori Cambiaso e Scamacca, c’è Palestra

Nel frattempo Gattuso ha definito la lista dei convocati per il match di stasera e tra le esclusioni spicca quella di Andrea Cambiaso, esterno della Juventus, rimasto fuori per scelta tecnica. Al suo posto acquista ulteriore peso la presenza di Marco Palestra, laterale del Cagliari alla prima convocazione in Nazionale maggiore. Non ci sarà nemmeno Gianluca Scamacca, centravanti dell’Atalanta, che non è riuscito a recuperare dopo il lavoro differenziato e andrà in tribuna. Fuori dai convocati anche Elia Caprile, Diego Coppola e Nicolò Cambiaghi, convocato nei giorni scorsi dopo il forfait di Federico Chiesa.

Italia, tante assenze ma cresce la fiducia per la difesa titolare

L’elenco delle indisponibilità è ancora più ampio se si considerano anche i calciatori costretti ai box per infortunio. Restano infatti fuori Guglielmo Vicario, Giovanni Di Lorenzo, de Mattia Zaccagni. In questo quadro, il recupero di Bastoni assume un valore ancora più pesante per l’equilibrio della retroguardia azzurra. Le prove della vigilia raccontano di una difesa con Gianluca Mancini sul centro-destra, Bastoni sul centro-sinistra e Riccardo Calafiori al centro, tra i possibili protagonisti del reparto davanti a Gianluigi Donnarumma, capitano e portiere dell’Italia. La rifinitura ha restituito segnali incoraggianti: ora la parola passa al campo.

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I CONVOCATI

Portieri – Donnarumma, Carnesecchi, Meret.

Difensori – Palestra, Dimarco, Spinazzola, Buongiorno, Calafiori, Gatti, Scalvini, Bastoni, Mancini.

Centrocampisti – Locatelli, Tonali, Pisilli, Cristante, Frattesi, Barella.

Attaccanti – Politano, Retegui, Raspadori, Kean, Pio Esposito.

“Imbecilli”: caos Donnarumma prima dei playoff

Gigio Donnarumma sarà il capitano dell’Italia questa sera contro l’Irlanda del Nord: intanto però arriva una presa di posizione netta

Gloria o vergogna: non ha altre strade l’Italia nei playoff mondiali che inizieranno questa sera. Contro l’Irlanda del Nord la Nazionale di Gattuso andrà alla ricerca di una vittoria che possa portare gli azzurri alla finale di martedì. Vincerla (contro Galles o Bosnia) rappresenterebbe la fine di un incubo che va avanti da 12 anni: tanto è passato dall’ultima volta che il tricolore è sventolato su un campo dei mondiali.

Era il 2014 e da allora un’intera generazione di bambini è cresciuta senza poter mai tifare Italia al Mondiale. Si spera che questo sia l’anno buono e Gattuso ha anche detto qual è la ricetta giusta per riuscirci: umiltà e concentrazione massima, dare fino all’ultima goccia di sudore, combattere su ogni pallone. Sulla carta tra gli azzurri e le tre nazionali impegnate nello stesso raggruppamento non c’è partita, ma non è la carta a dover portare l’Italia ai Mondiali, ma il campo. Ed allora le cose possono cambiare.

Certo il paragone con gli irlandesi non regge: Donnarumma, tanto per fare un nome, ha uno stipendio che tocca i 15 milioni di euro a stagione, mentre il collega Bailey Peacock-Farrell arriva ad uno appena e gioca nella serie C inglese.

Zenga difende Donnarumma: “Zero dubbi”

Proprio di Gigio Donnarumma ha parlato Walter Zenga, ex portiere dell’Inter e della Nazionale, prendendone le difese dalla critiche che spesso lo colpiscono.

Zenga Donnarumma
Walter Zenga difende Donnarumma (Instagram Walter Zenga) – Calcionews24.com

L’ex numero uno azzurro, intervistato da ‘fanpage.it’, ha voluto sottolineare la bravura del portiere del Manchester City: “Parliamo di un calciatore che ha esordito a 16 anni nel Milan, ha vinto l’Europeo ed è stato decisivo in finale. Ha un curriculum incredibile” le sue parole. Quindi Zenga ha continuato: “È andato a Paris Saint Germain, ha vinto la Champions League e adesso gioca nel Manchester City. Non capisco come si possa ancora avere dubbi su di lui. Se poi dobbiamo dare retta agli imbecilli sui social, allora siamo finiti“.

Meglio lasciar da parte i social e concentrarsi solo su quel che dice il campo. Là dove Donnarumma ha dimostrato di saper essere decisivo e guidare la sua squadra alla vittoria. Lo ha fatto con il Psg, sta facendo bene con il Manchester City, spera di riuscirci anche con l’Italia. Perché la differenza tra gloria e vergogna potrebbe farla proprio una sua parata.

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