Pagina 248 – Calcio News 24

Convocati Germania, le scelte di Nagelsmann per i test con Svizzera e Ghana: spiccano le assenze di Musiala e Bisseck

Convocati Germania, le scelte di Nagelsmann per i test con Svizzera e Ghana: spiccano le assenze di Musiala e Bisseck. Ecco l’elenco completo

Mentre squadre come l’Italia si giocano il futuro nei playoff per i Mondiali, altre nazionali, come la Germania, approfittano della sosta per le nazionali di marzo per testare nuovi giocatori in vista della Coppa del Mondo. I tedeschi affronteranno Svizzera e Ghana, con l’obiettivo di valutare i giovani talenti che potrebbero far parte della spedizione estiva.

Le scelte di Nagelsmann
Il commissario tecnico Julian Nagelsmann, per le amichevoli di preparazione, ha convocato 26 calciatori, tra cui alcune sorprese. Una delle novità più rilevanti è la convocazione di Jonas Urbig, portiere classe 2003 del Bayern Monaco, che ha sostituito più volte Manuel Neuer in questa stagione. Inoltre, Lennart Karl, trequartista talentuoso sempre dei bavaresi, ha ricevuto la sua prima convocazione.

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Assenze e rimprovero a Karl
Manca invece Jamal Musiala, rientrato da poco dopo un lungo infortunio e ancora alla ricerca della migliore forma. Non ci sono calciatori di Serie A nella lista, tra cui spicca l’assenza di Yann Bisseck, difensore dell’Inter, titolare per gran parte della stagione.

Siparietto con Karl
Durante la conferenza stampa, Nagelsmann ha scherzosamente raccontato che Karl non aveva risposto alla sua chiamata iniziale perché era impegnato con le ripetizioni scolastiche, ma poi si è mostrato felice sia per la fine della lezione che per la convocazione.

I CONVOCATI – Sono 26 i calciatori chiamati da Julian Nagelsmann per le sfide amichevoli contro Svizzera e Ghana:

Portieri: Baumann (Hoffenheim), Nübel (Stoccarda), Urbig (Bayern Monaco)
Difesa: Tah (Bayern Monaco), Kimmich (Bayern Monaco), Anton (Borussia Dortmund), Nico Schlotterbeck (Borussia Dortmund), Raum (RB Lipsia), Brown (Eintracht Francoforte), Thiaw (Newcastle), Rüdiger (Real Madrid), Vagnoman (Stoccarda)
Centrocampo: Goretzka (Bayern Monaco), Gnabry (Bayern Monaco), Pavlovic (Bayern Monaco), Karl (Bayern Monaco), Nmecha (Borussia Dortmund), Leweling (Stuttgart), Wirtz (Liverpool), Groß (Brighton), Sané (Galatasaray), Stach (Leeds United)
Attacco: Undav (Stoccarda), Woltemade (Newcastle), Schade (Brentford), Havertz (Arsenal)

Convocati Francia, l’elenco completo di Deschamps: da Maignan e Marcus Thuram, tutti gli ‘italiani’

Convocati Francia, l’elenco completo di Deschamps: da Maignan e Marcus Thuram, tutti gli ‘italiani’ chiamati dal ct transalpino

Il commissario tecnico della Francia, Didier Deschamps, ha ufficializzato la lista dei convocati per le amichevoli contro Brasile e Colombia negli Stati Uniti. Tra le assenze spicca quella di Kephren Thuram, centrocampista classe 2001 della Juventus, e di Christopher Nkunku, attaccante del Milan arrivato in estate dal Chelsea. Al contrario, ci sono i giocatori che militano in Serie A: Mike Maignan (portiere del Milan), Adrien Rabiot (centrocampista del MIlan), Pierre Kalulu (difensore della Juve), Manu Koné (centrocampista della Roma) e Marcus Thuram (attaccante dell’Inter).

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Portieri: Chevalier, Maignan, Samba

Difensori: Digne, Gusto, Lucas Hernandez, Theo Hernandez, Kalulu, Konaté, Saliba, Upamecano

Centrocampisti: Camavinga, Kanté, Koné, Rabiot, Tchouameni, Zaïre-Emery

Attaccanti: Akliouche, Cherki, Dembélé, Doué, Ekitiké, Kolo Muani, Mbappé, Olise, Marcus Thuram

Infortunio Tonali, arriva l’esito degli esami: sospiro di sollievo per Gattuso! Rischio forfait per i playoff scongiurato, ecco come sta

Infortunio Tonali, arriva l’esito degli esami: sospiro di sollievo per Gattuso! Il centrocampista del Newcastle ci sarà ai playoff con l’Italia

Arrivano notizie rassicuranti per l’Italia e per Gennaro Gattuso, commissario tecnico azzurro, in merito alle condizioni di Sandro Tonali. Il centrocampista del Newcastle, uscito dolorante nel corso della sfida di Champions League contro il Barcellona, aveva fatto scattare subito l’allarme in vista dei prossimi impegni della Nazionale. A Coverciano, infatti, cresceva la preoccupazione per uno dei giocatori più importanti dell’equilibrio azzurro, soprattutto a pochi giorni dalla delicata sfida contro l’Irlanda del Nord.

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Gli esami fanno tirare un sospiro di sollievo

Gli accertamenti svolti oggi, giovedì 19 marzo, hanno però escluso complicazioni serie. Per il centrocampista classe 2000 si tratta soltanto di un edema, un responso che permette allo staff della Nazionale di guardare con maggiore serenità ai playoff. Tonali, dunque, non avrebbe riportato lesioni gravi e resta pienamente in corsa per essere a disposizione di Gattuso sia per il primo spareggio sia per l’eventuale finale.

Infortunio Tonali, parla Gravina: «Ho sentito il giocatore e un allarme c’è ma è di livello moderato. Gli esami…»

Infortunio Tonali, Gravina svela sull’ex Milan: «Ho sentito il giocatore e un allarme c’è ma è di livello moderato»

L’uscita dal campo di Sandro Tonali durante Barcellona Newcastle, gara di ritorno degli ottavi di Champions League, ha immediatamente fatto scattare l’allarme in vista del prossimo impegno della Nazionale. L’Italia, infatti, si prepara alla sfida contro l’Irlanda del Nord a Bergamo, primo appuntamento — si spera — del percorso playoff verso il Mondiale 2026, e le condizioni del centrocampista rappresentano un tema di grande attenzione per lo staff azzurro. Ecco le parole del presidente della Figc, Gabriele Gravina:

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GRAVINA SU TONALI – «Ho sentito il giocatore in collegamento con il mister e il nostro medico, era più sereno rispetto a quando è uscito, un allarme c’è ma è di livello moderato»

«Gli esami hanno dato rassicurazioni, c’è da recuperarlo e lo faremo con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione. Nelle prossime ore vedremo l’evoluzione, ma ci sono condizioni di ottimismo».

Conferenza stampa Runjaic: «Il Genoa è in forma, ha fatto tanti punti in casa. Sulla partita con la Juve…»

Conferenza stampa Runjaic alla vigilia della sfida contro il Genoa: «Squadra in forma, ha fatto tanti punti in casa». Poi torna sulla Juve…

Kosta Runjaic ha preso la parola nella conferenza stampa di vigilia, analizzando in modo approfondito la sfida che attende la sua squadra domani contro il Genoa. Le sue parole riprese da Udinese.it:

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La sfida di domani
“Ci aspetta una partita calda, il Genoa è in forma, ha fatto tanti punti in casa anche grazie al sostegno dei suoi tifosi. Giocano con intensità, uomo su uomo, giocano un calcio molto efficiente e di recente hanno battuto la Roma. In questa stagione stanno facendo bene anche grazie al loro allenatore, De Rossi. Dobbiamo affrontare questa sfida al meglio, l’aspetto mentale sarà fondamentale. Dobbiamo lavorare bene di squadra e saper soffrire, i duelli saranno importanti. Daremo tutto per fare risultato, è importante fornire una buona prestazione per lavorare con tranquillità durante la sosta. Sappiamo che sarà una partita non facile, ma allo stesso tempo interessante”.

Bertola e Solet
“Bertola sta lavorando bene per recuperare, questa settimana ha fatto due allenamenti parzialmente in gruppo. Siamo contenti che stia recuperando più velocemente del previsto, forse verrà con noi a Genoa, ma non vogliamo rischiare. Solet, invece, è pronto per giocare titolare”.

La partita con la Juventus
“A me piace essere obiettivo, per avere riscontro sulla qualità della Juventus basta andare a guardare il valore di mercato della loro rosa, ma già solo vedere un giocatore come Yildiz è un indizio della qualità che hanno. Questo non vuol dire che la qualità ti fa vincere automaticamente tutte le partite, ma ti può portare a determinati risultati sul lungo termine. Contro la Juventus noi non abbiamo mostrato il nostro lato migliore e loro hanno vinto in maniera meritata. Il Genoa ha qualità, mentalità, copre bene il campo, noi dovremo fare altrettanto domani. Se confrontiamo i nostri e i loro valori sono simili, quindi domani sarà decisivo l’aspetto mentale. L’obiettivo è come sempre fare punti e daremo tutto per raggiungerlo. Mi aspetto una prestazione migliore di quella contro la Juventus, proponendo un gioco più offensivo e diretto”.

Il modulo
“Con il 3-4-2-1 abbiamo funzionato bene come squadra, soprattutto in possesso, ed è sempre una possibilità. Aver giocato così non dipendeva per forza dall’assenza di Zaniolo, che in questo modulo può giocare. Nelle ultime partite ho scelto un sistema diverso e non abbiamo fatto così male. Noi pensiamo sempre a mettere in campo la squadra in modo da trarre il meglio dai nostri giocatori, pensando anche all’avversario”.

Atta
“Non bisogna pretendere troppo da Atta, che è alla sua prima stagione completa da titolare in carriera. Dal suo arrivo è migliorato molto, ha fatto due gol e cinque assist che è un bottino molto buono. Sta attraversando un processo di crescita e ci possono essere delle oscillazioni, non ci si può aspettare che un giocatore cresca in maniera sempre costante. Siamo soddisfatti della sua stagione, si sta assumendo delle responsabilità, sta imparando tante cose e può giocare anche in diverse posizioni. Stiamo lavorando molto con lui, sa che deve migliorare e domani ha una nuova occasione per dare il suo contributo”.

La crescita dei giovani e gli obiettivi stagionali
“Conosco e condivido i principi dell’Udinese sulla ricerca e sulla crescita dei giovani, un sistema che funziona da anni. Se parliamo di giovani e minuti giocati ci possono essere differenze in base al campionato di provenienza, all’età, al momento dell’anno in cui sono arrivati a Udine. Per me stiamo facendo un buon lavoro sui giovani, Atta è migliorato molto ad esempio, come sono migliorati anche giocatori che non sono anagraficamente giovani, come Zaniolo, ma che prima non giocavano tanto e qui stanno attraversando una crescita notevole. Mlacic è un profilo molto interessante, ma deve adattarsi al meglio a questo campionato e ai nostri metodi di lavoro. In Germani da vent’anni c’è un piano molto dettagliato per lo sviluppo dei giocatori nei settori giovanili, in Spagna e Inghilterra è lo stesso, ma in Croazia magari non è così e quindi va valutato il livello di sviluppo del giocatore. Semplificare tutto il discorso alla quantità di minuti giocati è riduttivo. L’obiettivo principale in ogni caso resta il bene della squadra, ci sono ancora nove giornate e abbiamo determinati obiettivi da raggiungere. La nostra priorità è questa, puntando a un ulteriore sviluppo dei nostri giocatori. Arizala ha già giocato diversi minuti e lo ha fatto perché se l’è meritato, non perché è giovane. L’obiettivo dei 50 punti è ancora raggiungibile, sicuramente vogliamo migliorare rispetto allo scorso anno, poi vedremo se come obiettivo è troppo ambizioso. Guardando la storia recente dell’Udinese si potrebbe dire di sì, ma vanno considerati tanti fattori e a me piace essere ambizioso. A volte non reagisco bene quando mi viene chiesto del futuro, ma lo faccio perché sono concentrato sul presente. Dietro le quinte parliamo del futuro, ma ora il nostro focus è il campionato. Dobbiamo fare più punti possibili da qui alla fine e fornire una buona prestazione già domani. Sono cose che vogliono fare anche le altre squadre, quindi ogni partita è un banco di prova”.

Piotrowski
“Piotrowski non è il classico giocatore da Udinese, ma lo abbiamo preso per l’intensità che ci può dare. Ha ancora margini di crescita, deve adattarsi al meglio alla Serie A ma ha comunque fatto una stagione solida finora. Può fare ancora meglio, ma dà già un contributo importante alla squadra. Ogni giocatore ha il suo ruolo nella rosa e deve dare sempre il massimo, so che i miei ragazzi danno sempre tutto, anche quando il risultato non arriva, noi pretendiamo molto da loro e sappiamo che c’è ancora molto da migliorare. Tanti giocatori possono ancora crescere, non solo i giovani. Sono contento di Piotrowski, ci dà stabilità, ci mette sempre carattere, è un grande professionista e può migliorare ancora”.

Zaniolo
“Non sono il CT della Nazionale, Gattuso prenderà le sue scelte come io prendo le mie qua. Zaniolo in questa stagione si è dimostrato molto importante per noi, fornendo prestazioni solide. Il suo obiettivo è trovare costanza e sta lavorando per questo, ma se facciamo un paragone con il suo passato vediamo come si stia sforzando per migliorare. Quest’anno ha avuto tanto spazio perché in campo sta mettendo sempre la giusta intensità. È un giocatore divisivo, in tanti stadi lo fischiano ma ha anche tanti estimatori, deve canalizzare in maniera giusta l’energia e migliorare ancora, diventando un giocatore interessante non solo per l’Udinese. Abbiamo parlato con lui e sa che le prossime partite sono importanti per noi e per lui e vuole dare il suo contributo per raggiungere gli obiettivi di squadra, oltre a mantenere l’attenzione alta su di sé. Noi lo sosteniamo e speriamo che domani possa fare una bella partita per noi e per sé stesso, a prescindere dalla convocazione in Nazionale”.

Coppa d’Africa, il presidente della CAF, Motsepe risponde al Senegal: «Non un singolo paese sarà trattato in maniera più preferenziale»

Coppa d’Africa, il numero uno della CAF, Motsepe risponde al Senegal dopo il caso degli scorsi giorni: «Non un singolo paese sarà trattato…»

Il presidente della CAF, Patrice Motsepe, è intervenuto pubblicamente per fare chiarezza sulla vicenda che sta agitando il calcio africano dopo l’ultima edizione della Coppa d’Africa. La competizione, conclusa sul campo con la vittoria del Senegal ai supplementari contro il Marocco, è stata successivamente ribaltata dalla CAF, che due mesi dopo ha deciso di assegnare a tavolino il successo alla nazionale marocchina. Una scelta che ha generato reazioni contrastanti, polemiche e conseguenze legali.

Partite oggi, stasera e domani: guida alla Diretta TV

In un video diffuso sul canale ufficiale YouTube di CAF TV, Motsepe ha espresso la sua posizione, parlando di “estrema delusione per gli episodi accaduti durante la partita finale” e sottolineando come tali eventi “mina(no) il lavoro che la CAF ha svolto nel corso di molti anni per garantire integrità, rispetto ed etica”. Il presidente ha poi richiamato l’indipendenza degli organi giudicanti, ricordando come le due commissioni coinvolte abbiano prodotto verdetti opposti: “Il comitato disciplinare ha preso una decisione; il comitato d’appello ha assunto una posizione completamente diversa”.

Motsepe ha riconosciuto che la sfiducia verso arbitri e istituzioni è un problema radicato: “Questa questione di sfiducia è un’eredità che abbiamo dal passato”, spiegando che tali sospetti “sono lì da molti molti anni”. Ha inoltre ribadito l’imparzialità della CAF, affermando che “Non un singolo paese in Africa sarà trattato in maniera più preferenziale o vantaggiosa rispetto a qualsiasi altro paese del continente africano”. Infine, ha confermato che verrà rispettato il percorso di ricorso avviato dal Senegal presso il TAS: “Rispetteremo la decisione presa al livello più alto”.

Genoa, parla De Rossi: «Deve rimanere chiaro che non siamo ancora salvi, mancano ancora tantissimi punti. A Gattuso dico questo»

Genoa, parla il tecnico dei rossoblù Daniel De Rossi in conferenza: «Deve rimanere chiaro che non siamo ancora salvi»

Daniele De Rossi presenta la sfida contro l’Udinese: in conferenza l’analisi del momento, le scelte, le sensazioni e tutte le dichiarazioni complete dell’allenatore

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PAROLE – «Il campionato non finisce domani, ma c’è la sosta e la sosta è una sorta di piccola vacanza che si prende per decomprimere. Non si può andare alla sosta senza un risultato positivo, perché non siamo ancora salvi. Positivo tornare in campo dopo una vittoria? E’ bello tornare in campo quando hai vinto l’ultima partita e quando l’ultima immagine del tuo stadio è una festa, poi le storie e gli almanacchi si scrivono in ogni partita. Al di là di tutto quello che stiamo dicendo, quello che deve rimanere chiaro è che non siamo ancora salvi, mancano ancora tantissimi punti. Siamo in un’ottima posizione, i punti che servono non saranno 50 ma molti di meno: abbiamo incanalato la strada verso la salvezza, ma non lo siamo ancora e i ragazzi lo sanno»

SINGOLI – «Norton sta bene, Sabelli contro la Roma ha fatto troppo bene per tenerlo fuori: lui come gli altri è vittima delle scelte che faccio in base a ciò che vedo, ma è un giocatore dal futuro brillante e luminoso. Baldanzi e Onana? Stanno bene tutti e due. Tommaso si sta allenando con noi con regolarità con ottimi risultati, a Verona lo volevo nel gruppo ma sapevo che non poteva giocare perché aveva pochi allenamenti. Può giocare dall’inizio, non può fare tutta la partita ma sta bene. Onana ha avuto una storta sotto i miei occhi una settimana fa, ieri si sentiva abbastanza bene. Vediamo oggi e se starà bene lo porteremo in panchina»

CONDIZIONE GIOCATORI – «Merito? Ci sono state una serie di concause che hanno fatto andare le cose bene, non c’è un allenatore che senza l’aiuto di società e giocatori possa fare bene. Il Genoa con Vieira, l’ho sempre detto, stava ottenendo meno punti di quelli che meritava sul campo. Il calcio è questo. La differenza sta come gestisci i momenti negativi: c’è stato un momento dove abbiamo fatto due punti in cinque partite, Sucu e Blazquez sono sempre stati vicino a me, non ho mai sentito una punta di abbandono. E visto che in passato mi è successo di sentire meno fiducia ai primi risultati non positivi non posso che sottolinearlo»

SALVEZZA – «Secondo me sarebbe sbagliato di parlare di 40 punti, di decimo posto. Se dovessimo trovare una vittoria fondamentale domani è ovvio che devo trovare qualcosa per dare stimoli ai miei giocatori. Credo che la società questo lo sappia e stia parlando di stimoli ai giocatori per non sedersi attorno a questi risultati, sia che dovessimo salvarci o sia per raggiungere i 40 punti domani dobbiamo vincere. Il Genoa deve riprendere a sognare, nella mia carriera di giocatore ho visto sì il Genoa in B o in C ma anche al quinto posto con Gasperini. Si va a cicli. Lo ha fatto l’Atalanta, lo fa ora il Bologna. Non si può fare calcio senza sognare o senza avere un obiettivo. Io punto a sognare e a far sognare i tifosi e i miei giocatori»

UDINESE – «Che gara mi aspetto? L’Udinese ha vinto in casa contro la Fiorentina, ha perso con la Juve e ha pareggiato a Bergamo. E’ una squadra in salute. Hanno voglia di venire qui e non fare le comparse. E’ una società che lavora bene da 40 anni, che ho voluto prendere come esempio. In questa conferenza stampa sembra un elogio di fine anno ma questo mi spaventa. Noi non siamo salvi. Lo ripeterò alla nausea. Sono convinto che ci salveremo, l’ho detto da gennaio, ma non lo siamo. Dobbiamo pensare alla partita e goderci l’abbraccio dei nostri tifosi. Ma non siamo salvi. La partita è tanto importante per noi e la sosta dobbiamo affrontarla con uno o tre punti in più”. De Rossi ha parlato anche degli infortuni: “Ekuban, Malinovskyi e Messias insieme dopo gli infortuni? Non mi piace parlare di queste cose, non porta mai molto bene. I ragazzi devono farmi vedere la disponibilità, un lavativo con me non ha tre giorni di vita calcistica. Loro tre sono giocatori che hanno voglia di dare una mano e la differenza a volte la fa l’elasticità dell’allenatore. Non meritano di rimanere in ghiacciaia, hanno sempre cercato di mettersi a disposizione. Io Malinovskyi non lo metterei in questo elenco perché da quando sono qua ha avuto solo un trauma»

ITALIA – «Una parola per Gattuso in vista dei playoff? Io penso che tante, troppe volte noi allenatori quando perdiamo in Europa poi si faccia il processo al calcio giovanile italiano. L’Inter l’anno scorso è arrivata in finale di Champions League, il Barcellona ne ha fatte tante e il settore giovanile è sempre lo stesso. Il calcio sta cambiando, il calcio cambierà. Noi stessi cambieremo. Io in pochi anni ho cambiato idea di quale giocatore vorrei avere. Poi ci sta che perdi tanto a poco col Bayern Monaco perché hanno giocatori che hanno 50-60-70 milioni, perché li prendono in giro per il mondo dai vari settori giovanili. Non bisogna fare processi tanto meno all’Atalanta che va a giocarsi un onorevole ottavo di Champions e perde contro una squadra più forte. Venendo all’argomento Nazionale, dobbiamo essere meno criticoni e più tifosi veri. Se dovesse andare male ci sarà la rivolta e ci sarà tempo di parlare di Gravina, Gattuso, Buffon. Ora giochiamo contro l’Irlanda del Nord e se passiamo contro Galles e Bosnia e non credo che abbiano settori giovanili migliori dei nostri. Ora ci sarebbe da smettere di fare processo e dire una parola in più a Rino».

Manganiello ‘fermato’ dopo Inter Atalanta? Nessuna punizione. Arbitrerà all’estero e tornerà dopo la sosta ma…

Manganiello non viene fermato dopo Inter Atalanta: designazione internazionale ora, rientro in Serie A a fine marzo

Gianluca Manganiello, al centro delle polemiche dopo la direzione di Inter‑Atalanta, non è stato fermato dall’AIA. Il fischietto della sezione di Pinerolo arbitrerà infatti all’estero nel prossimo turno, nell’ambito di un programma di scambi internazionali già definito. Fonti arbitrali spiegano che la designazione rientra nelle «regolari collaborazioni con campionati stranieri», smentendo così l’ipotesi di una sospensione tecnica dopo il discusso pareggio di San Siro.

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Il direttore di gara, criticato per alcuni episodi contestati durante la sfida dei nerazzurri di Cristian Chivu, proseguirà quindi la sua attività lontano dall’Italia per questa giornata. Dopo la sosta tornerà regolarmente in Serie A, rientrando nelle rotazioni dei designatori. La scelta di mandarlo all’estero viene interpretata come una normale alternanza, utile anche ad abbassare la tensione accumulata nella fase calda del campionato 2025/2026.

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L’invio di arbitri italiani in altri campionati europei o extra‑europei è ormai una prassi consolidata dell’AIA, pensata per accrescere l’esperienza internazionale dei direttori di gara. Per Manganiello questa parentesi rappresenta un’occasione per ricaricare le energie in vista delle sfide decisive di aprile. Mentre l’Inter si prepara alla trasferta di Firenze sotto la direzione di Andrea Colombo, il fischietto piemontese potrà concentrarsi sulla sua designazione internazionale, un passaggio previsto dai protocolli di collaborazione tra federazioni e non un segnale di sfiducia.

Tonali Juventus: il centrocampista resta un obiettivo dei bianconeri, ma il trasferimento a Torino si allontana. Il motivo

Tonali Juventus, interesse vivo ma trasferimento in salita: per il centrocampista arrivare a Torino è sempre più difficile. Le ultimissime

La Juventus continua a monitorare il mercato dei grandi ritorni, ma la pista che porta a Sandro Tonali si fa sempre più complicata. Come rivelato da Fabrizio Romano sul suo canale YouTube, il centrocampista sta vivendo un momento di forma straordinario al Newcastle, attirando l’interesse delle principali potenze della Premier League.

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Il profilo dell’ex Milan resta molto apprezzato in casa bianconera, ma l’ostacolo principale è di natura economica. Il Newcastle valuta Tonali oltre i 100 milioni di euro, una cifra fuori portata per i club italiani e che rende quasi impossibile aprire una trattativa. I “Magpies” non hanno alcuna intenzione di fare sconti, come dimostrato in passato con l’operazione Isak, e trattare con loro richiede risorse finanziarie di livello Premier.

Sul giocatore si stanno già muovendo i top club inglesi: l’Arsenal ha chiesto informazioni, mentre Manchester United e Manchester City osservano da vicino l’evoluzione della situazione. Anche il Chelsea potrebbe inserirsi in una corsa che vede la Premier League nettamente favorita. Nonostante Tonali non abbia mai nascosto il desiderio di tornare un giorno in Serie A, oggi l’orientamento per l’estate 2026 è quello di una permanenza in Inghilterra.

Per la Juventus di Luciano Spalletti, strappare un titolare della Nazionale a una concorrenza così ricca appare una missione quasi impossibile. Il divario economico con i club inglesi resta la principale barriera per riportare in Italia i migliori talenti che militano in Premier League.

Real Madrid, allarme Courtois: lesione al quadricipite e un mese e mezzo di stop. Niente Bayern per il portiere belga

Real Madrid, tegola Courtois: lesione al quadricipite e stop di almeno 40 giorni. Salta la doppia sfida col Bayern Monaco

È un infortunio pesante quello che ha colpito Thibaut Courtois durante la vittoria per 2‑1 del Real Madrid sul campo del Manchester City in Champions League. Il portiere belga, costretto a lasciare il campo all’intervallo per un problema muscolare alla gamba destra e sostituito da Lunin, si è sottoposto agli esami nelle ore successive: la diagnosi ha confermato i timori della vigilia.

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Lesione al quadricipite: stop di almeno un mese e mezzo

Come comunicato dal Real Madrid, Courtois ha riportato una lesione muscolare al quadricipite destro. Secondo Cadena Cope, le prime valutazioni dello staff medico stimano un’assenza di circa sei settimane. Una tempistica che lo esclude automaticamente dalla doppia sfida dei quarti di Champions League contro il Bayern Monaco: l’andata è in programma il 7 aprile al Bernabéu, il ritorno il 15 aprile all’Allianz Arena.

Le partite che salterà e la possibile data del rientro

L’infortunio terrà Courtois lontano dai campi anche in Liga: il belga non sarà disponibile per il derby contro l’Atletico Madrid e per le successive gare contro Maiorca, Girona, Betis Siviglia e Alavés. Nella migliore delle ipotesi, il suo rientro potrebbe avvenire a inizio maggio, in occasione di Real Madrid‑Espanyol del 3 maggio, oppure per il possibile scontro decisivo per la Liga contro il Barcellona del 10 maggio.

Oltre agli impegni con il club, Courtois dovrà rinunciare anche alle convocazioni della nazionale belga previste per fine marzo.

Un nuovo stop che complica la stagione del portiere e costringe il Real Madrid a fare nuovamente affidamento su Lunin nel momento più caldo dell’anno.

Isaksen, crescita continua e possibili prospettive di cessione: la strategia del duo Lotito Fabiani per il talento della Lazio

Isaksen al centro del progetto Lazio: tra rilancio tecnico e valutazioni di mercato, ecco la linea Lotito Fabiani

La Lazio si affida ancora una volta a Gustav Isaksen, l’esterno danese che in questa stagione si è ritagliato un ruolo sempre più centrale nello scacchiere biancoceleste. In un reparto offensivo segnato da continui alti e bassi, l’ex Midtjylland è oggi l’unica certezza sulla corsia destra, diventando un punto fermo nelle scelte tecniche.

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Il suo nome torna inevitabilmente al centro dell’attenzione in vista della delicata sfida contro il Bologna. Isaksen, infatti, aveva già colpito i rossoblù all’andata, confermando una tendenza che lo sta trasformando in uno specialista delle partite di cartello. Le sue giocate contro le big hanno spesso acceso la stagione della Lazio, e ora il danese punta a un nuovo acuto per trascinare la squadra nel rush finale.

Isaksen, un finale di stagione che può cambiare le gerarchie

Un eventuale bis contro il Bologna avrebbe un peso doppio: non solo per la classifica, ma anche per le gerarchie interne. Con un’altra rete, Isaksen supererebbe Mattia Zaccagni diventando il miglior marcatore stagionale della Lazio. Al momento è fermo a quota quattro gol, un bottino che certifica la sua crescita e alimenta le sue ambizioni in questo finale di campionato.

Isaksen‑Lazio, Lotito e Fabiani lo blindano in vista della vetrina mondiale

Come riportato da Il Messaggero, Claudio Lotito e Angelo Fabiani hanno respinto le offerte arrivate a gennaio, rinviando ogni valutazione ai prossimi mesi. La strategia è chiara: attendere il Mondiale con la Danimarca per capire se il giocatore possa compiere il definitivo salto di qualità anche sul palcoscenico internazionale.

Per la Lazio, Isaksen rappresenta oggi una risorsa tecnica di primissimo livello, ma anche un potenziale patrimonio economico. Se dovesse confermarsi ad alti livelli, il suo valore potrebbe crescere ulteriormente, trasformandolo in un asset prezioso per il club.

Prima del mercato, però, c’è un finale di stagione da vivere. E contro il Bologna, ancora una volta, gli occhi saranno tutti su di lui.

Milan Torino, Allegri verso la conferma di Leao e Pulisic in attacco: ecco come potrebbero schierarsi i rossoneri

Milan Torino, Allegri punta ancora su Leao‑Pulisic: tutte le novità sulla formazione rossonera in vista del match

Nonostante le indiscrezioni su alcune tensioni emerse dopo Lazio‑Milan, Massimiliano Allegri procede dritto per la sua strada. Il tecnico rossonero ha scelto di rispondere alle critiche sulla gestione del gruppo e sulle presunte assenze della dirigenza puntando sulla continuità tecnica: nessuna rivoluzione, solo conferme e fiducia nei propri principi tattici in vista del prossimo impegno di campionato.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Sabato, nella sfida contro il Torino in programma a San Siro alle 18:00, il Milan ripartirà infatti dal collaudato 3‑5‑2. Allegri non intende cambiare modulo dopo lo scivolone dell’Olimpico: l’obiettivo è ritrovare solidità difensiva e ordine in mezzo al campo, blindando la mediana e affidandosi alla qualità dei singoli per superare la resistenza della squadra di D’Aversa. In avanti, confermato il tandem composto da Christian Pulisic e Rafa Leão, preferito a soluzioni più fisiche o all’inserimento di Nkunku, nonostante le voci circolate negli ultimi giorni.

Le ultime indicazioni da Milanello confermano la linea del tecnico: «Si ripartirà con il 3‑5‑2», segnale chiaro della volontà di isolare la squadra dalle polemiche legate alla tribuna vuota di Roma e di mantenere compatto il gruppo. La missione è una sola: conquistare tre punti fondamentali per consolidare il secondo posto e prepararsi al meglio alla volata finale della Serie A, dimostrando che lo spogliatoio segue con convinzione la guida tecnica.

Torino, scritte offensive contro Cairo, svolta nelle indagini: denunciato un uomo di 72 anni dopo la perquisizione dei Carabinieri

Torino, offese e striscioni contro Cairo in città: un 72enne finisce denunciato al termine dell’indagine dei Carabinieri

L’indagine sulle scritte offensive rivolte al presidente del Torino, Urbano Cairo, si è conclusa con il deferimento in stato di libertà di un uomo di 72 anni. L’attività investigativa è stata condotta dai Carabinieri della Stazione Piemonte e Valle d’Aosta, con il supporto della Sezione Operativa della Compagnia di Alessandria.

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Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, diverse vie del centro erano state imbrattate con frasi ingiuriose e affissioni dal contenuto diffamatorio indirizzate a Cairo. Gli episodi, avvenuti nelle ore notturne, avevano destato preoccupazione nella comunità locale per la loro natura sistematica e per il danneggiamento del decoro urbano. L’immediato intervento dei Carabinieri ha permesso di raccogliere testimonianze e svolgere accertamenti tecnici utili a restringere rapidamente il campo dei sospettati.

Le indagini hanno portato l’attenzione su un residente settantaduenne della zona. Il punto di svolta è arrivato con una perquisizione domiciliare autorizzata dall’Autorità Giudiziaria di Alessandria: all’interno dell’abitazione sono stati rinvenuti e sequestrati capi d’abbigliamento compatibili con quelli utilizzati durante il raid vandalico, oltre a numerosi striscioni pronti per l’affissione, con contenuti sovrapponibili alle scritte apparse in città nei giorni precedenti.

L’uomo dovrà ora rispondere dei reati di deturpamento e diffamazione aggravata. L’operazione, sottolineano gli investigatori, conferma l’efficacia del controllo del territorio e la tempestività dell’Arma nel contrastare episodi che, pur non violenti, ledono il decoro pubblico e l’onorabilità dei cittadini. Le procedure giudiziarie proseguiranno nelle sedi competenti per accertare in via definitiva le responsabilità dell’indagato. Lo riporta Calcio & Finanza.

Conferenza stampa Pisacane: «Ci siamo resi conto della prestazione non all’altezza. Sentiamo fiducia verso di noi dai tifosi»

Conferenza stampa Pisacane: il tecnico del Cagliari presenta la sfida dell’Unipol Domus contro il Napoli di Antonio Conte

Fabio Pisacane, tecnico del Cagliari, presenta oggi la sfida contro il Napoli nella consueta conferenza stampa della vigilia. L’allenatore rossoblù incontrerà i media alle 12:30 dal CRAI Sport Center di Assemini, per introdurre il match valido per la 30ª giornata della Serie A 2025‑2026. Queste le sue dichiarazioni.

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INFORTUNATI E GARA DI PISA – «4 giorni dopo, come ho detto dopo la gara, dovevo rivedere la partita per rivedere cose tecniche. Ci siamo resi conto della prestazione non all’altezza da tutti i punti di vista, sentiamo fiducia verso di noi dai tifosi e non solo e questo ci dispiace data la sconfitta di Pisa. Quasi tutti recuperati, Deiola ha lavorato, Liteta però ha preso una botta allla caviglia. Serve tempo ai lungodegenti, ora dobbiamo guardare avanti».

SCELTE – «Preferisco guardare alle cose che possono incidere, abbiamo avuto pochi giorni ma dopo una aprtita come quella di Pisa non si vede l’ora di riscattarsi nella gara seguente. Napoli? Grandissima squadra, noi vogliamo riscattare la gara di Pisa: abbiamo una grande occasione. Per noi non è una partita come le altre, vogliamo rabbia per tornare in campo. I ragazzi mi hanno chiesto il ritiro, hanno capito che solo stando insieme possono fare meglio».

ESPOSITO, STEP TATTICO PER CRESCERE NEI NUMERI – «La collocazione perfetta… non lo so, è soggettivo. Abbiamo sentito la sua assenza, è un giocatore moderno e senza chiederglielo si sacrifica e corre per i compagni. Ti assicuro che lo alleno tutti i giorni e per me è un calciatore che ha molte soluzioni, la collocazione è quella che si va a trovare e non quella che gli diamo noi come staff».

NAPOLI, INFORTUNI E RECUPERI – «Non sappiamo se è un bene affrontarli in questo momento, io penso solo al fatto che sono una grande squadra con una rosa larga. Anche senza i big hanno fatto vittorie e al netto di chi giochi incide il nostro atteggiamento, come con loro all’andata o con Juve e Roma. Non ci siamo specchiati contro di loro, abbiamo giocato con la bava alla bocca che non si è vista a Pisa».

GAETANO E KILICSOY – «Gaetano è quel calciatore che ti permette di avere delle geometrie, non mi è dispiaciuto a Pisa ma poteva afre meglio. Kilicsoy da un mese fa il ramadan, non per proteggerlo ma questo può aver inciso. Dobbiamo essere bravi nel fare le scelte dal primo minuto contando anche l’aspetto del fisico e delle energie».

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Manninger sicuro: «Perin e Di Gregorio? Due portieri forti, secondo me. L’hanno già fatto vedere. Spalletti…»

Manninger, storico vice di Buffon alla Juve, parla dei portieri bianconeri: «Perin e Di Gregorio? Due portieri forti, secondo me»

Il tema della gestione dei portieri in casa Juventus torna al centro del dibattito grazie alle parole di chi quell’area di rigore l’ha vissuta davvero. Tuttosport ha raccolto le riflessioni di Alexander Manninger, per quattro anni vice di Gianluigi Buffon in bianconero, che ha analizzato con lucidità il momento delicato della squadra e le attuali gerarchie tra i pali.

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L’ex portiere austriaco ha aperto la sua analisi soffermandosi sul ritorno in società di un vecchio compagno di tante battaglie, un volto che conosce bene e che considera una garanzia per l’ambiente bianconero:

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SU CHIELLINI – «Lo vedo in quel ruolo e penso: un carattere unico! Giorgio è uno che dà tutto per il calcio e soprattutto dà ogni cosa per la Juve. Se può fare un altro step dal punto di vista sportivo, ecco, dipende da lui. La domanda dovrebbe essere un’altra: ne ha davvero voglia? Può fare tutto quello che gli chiedono. Un fenomeno da calciatore, lo è pure come persona. Darà il massimo a prescindere».

PERIN E DI GREGORIO –  «Sono due portieri forti, secondo me. L’hanno già fatto vedere prima. Ma esattamente come la squadra, adesso si trovano un po’ in difficoltà. E poi… Beh, la sicurezza di uno alla Gigi Buffon non può più esserci. Chi gli somiglia? Probabilmente ora Gigio Donnarumma, e infatti è al Manchester City. Poteva coprire davvero quella mancanza, ma andava preso prima che finisse in Inghilterra».

 «Tocca a Spalletti scegliere, così da ritrovare un bel po’ di sicurezze. Il futuro si vede ogni giorno, in ogni allenamento. Quello che un giocatore riesce davvero a darti: sensazioni, emozioni, soluzioni. Per questo, secondo me, in estate qualcosa cambierà. I giocatori non riescono a dare la qualità che serve. Per vincere ci vogliono i campioni e la Juventus li ha sempre avuti».

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Messi segna il 900º gol della sua leggenda, ma Inter Miami saluta la Champions League contro Nashville

Messi firma il gol numero 900, ma Inter Miami viene eliminata: una serata storica con finale amaro

Il goal numero 900 della straordinaria carriera di Lionel Messi non basta a evitare l’eliminazione di Inter Miami dalla Concacaf Champions League. All’Hard Rock Stadium finisce 1-1 contro Nashville, lo stesso risultato complessivo dell’andata, ma la regola dei gol in trasferta condanna la squadra della Florida all’uscita dal torneo. Una serata che avrebbe potuto essere celebrativa per la Pulce si trasforma così in un’amara delusione.

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Ventuno anni dopo la sua prima rete da professionista, Messi timbra ancora una volta il cartellino con il suo sinistro, firmando il momentaneo vantaggio con un diagonale dei suoi. È il quarto gol stagionale, dopo quelli messi a segno nelle prime uscite in MLS, e l’81º in 92 presenze con Inter Miami, club in cui milita dall’estate 2023. Una produzione offensiva che si aggiunge ai 672 gol con il Barcellona, ai 32 con il Paris Saint‑Germain e ai 115 con la Selección argentina, con cui ha conquistato il Mondiale 2022 e due Copa América. Numeri che compongono un totale da capogiro, impreziosito da trofei e record che continuano a riscrivere la storia del calcio.

A spegnere la festa per il traguardo dei 900 gol è però Cristian Espinoza, attaccante argentino di Nashville, che firma il pareggio decisivo e celebra mimando l’esultanza di Cristiano Ronaldo, eterno rivale di Messi nella corsa ai primati. Con questa rete, Inter Miami saluta la competizione mentre Messi resta fermo a quota 900, ancora distante dai 963 gol del portoghese, attualmente ai box per infortunio. Una notte simbolica, in cui la leggenda continua ma il cammino in Champions si interrompe.

Stankovic verso il ritorno all’Inter? Il progetto nerazzurro per riportare a Milano il talento del 2005

Stankovic Inter, il progetto nerazzurro prende forma: il piano per riportare a Milano il giovane figlio d’arte dell’ex Dejan

Il legame tra la famiglia Stankovic e i colori nerazzurri sembra pronto a vivere un nuovo capitolo. Da Appiano Gentile filtra un messaggio chiaro: Aleksandar Stankovic, centrocampista moderno classe 2005 e figlio dell’indimenticato Dejan, è ormai vicino a riprendersi un posto nel cuore della mediana dell’Inter. Dopo l’esperienza lontano dall’Italia, il suo nome è tornato con forza nei piani tecnici del club campione d’Italia.

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Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, la crescita del giovane al Bruges è stata seguita passo dopo passo dalla dirigenza interista. Nella mente del ragazzo, l’obiettivo è sempre stato quello di dimostrare di meritare una seconda occasione a Milano, e le sue prestazioni in Belgio hanno rafforzato questa convinzione. Il lavoro di Piero Ausilio, che aveva scelto di mandarlo all’estero per accelerarne la maturazione, si sta rivelando una mossa strategica: lo scetticismo iniziale è stato spazzato via da un rendimento che oggi rende il suo ritorno quasi naturale.

Cristian Chivu, tecnico nerazzurro e profondo conoscitore delle qualità di Stankovic, lo attende per la stagione 2026-27, salvo offerte fuori mercato. La dirigenza, sottolinea il quotidiano romano, ha gestito con attenzione ogni fase della trattativa originaria, mantenendo il controllo sul futuro di un talento che ora brilla in Europa. Per il Corriere dello Sport, i dubbi della scorsa estate non hanno più ragione di esistere: il ritorno di Aleksandar Stankovic a San Siro appare oggi la conclusione più logica e inevitabile.

Caicedo, torna in campo? La Kings League valuta l’ingaggio dell’ex calciatore della Lazio! Ecco dove potrebbe giocare

Caicedo, possibile ritorno a sorpresa: l’ex attaccante della Lazio finisce nel mirino della Kings League e dei Caesar

Il nome di Felipe Caicedo torna a circolare con forza tra i tifosi della Lazio e gli appassionati di calcio italiano. Dopo il ritiro, l’ex centravanti biancoceleste potrebbe infatti rimettersi in gioco in una veste completamente nuova, lontano dai campionati tradizionali ma comunque sotto i riflettori. Una possibilità che sorprende e incuriosisce, soprattutto considerando il legame speciale che l’attaccante ecuadoregno ha mantenuto con il pubblico laziale.

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Secondo quanto riportato da controcalciotv su Instagram, sarebbero in corso contatti tra Caicedo e i Caesar, squadra protagonista nella Kings League. La voce ha immediatamente acceso l’interesse dei tifosi: il ricordo dei suoi gol pesanti, spesso decisivi nei finali di gara, è ancora vivo. L’idea di rivederlo in campo, seppur in un contesto diverso dal calcio professionistico, rappresenta un richiamo forte e capace di generare entusiasmo.

I dialoghi tra i Caesar e Caicedo sarebbero concreti, anche se tutto dipenderebbe dalla volontà del giocatore, attualmente in Ecuador. La trattativa è dunque ancora in fase embrionale, ma il club di Er Faina ed En3rix starebbe valutando seriamente l’operazione, fiutando l’occasione di portare nella competizione un nome noto e molto amato. Un eventuale arrivo di Caicedo garantirebbe grande visibilità alla squadra e, più in generale, alla Kings League, che punta sempre più su personaggi di richiamo per aumentare spettacolo e attenzione mediatica.

Arbitri Serie A: ufficiali le designazioni della 30ª giornata. Assente Manganiello dopo Inter Atalanta

Arbitri Serie A: sono state ufficializzate le designazioni della 30ª giornata. Chi è stato scelto per tutte le sfide

Attraverso il proprio sito ufficiale, l’AIA ha reso note le designazioni arbitrali per la 30ª giornata di Serie A.

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CAGLIARI – NAPOLI    Venerdì 20/03 h 18:30

MARIANI

BINDONI – TEGONI

IV:      PERRI

VAR:  MARINI

AVAR:   SERRA

GENOA – UDINESE    Venerdì 20/03 h. 20:45

COLLU

PERETTI – BIFFI

IV:      TURRINI

VAR:   AURELIANO

AVAR:    PEZZUTO

PARMA – CREMONESE    Sabato 21/03 h. 15:00

FABBRI

CIPRESSA – YOSHIKAWA

IV:       GALIPO’

VAR:  PATERNA

AVAR:    DI BELLO

MILAN – TORINO    Sabato 21/03 h. 18:00

FOURNEAU

ROSSI M. – MORO

IV:     DOVERI

VAR:   NASCA

AVAR:    MARESCA

JUVENTUS – SASSUOLO    Sabato 21/03 h. 20:45

MARCHETTI

COSTANZO – BIANCHINI

IV:      ALLEGRETTA

VAR:   ABISSO

AVAR:    CAMPLONE

COMO – PISA    h. 12:30

PAIRETTO

MASTRODONATO – FONTEMURATO

IV:     MUCERA

VAR:   MERAVIGLIA

AVAR: DI BELLO

ATALANTA – H. VERONA    h. 15:00

AYROLDI

BERCIGLI – FONTANI

IV:     CREZZINI

VAR:    MAGGIONI

AVAR:     LA PENNA

BOLOGNA – LAZIO    h. 15:00

FELICIANI

BERTI – LAUDATO

IV:     ZANOTTI

VAR:     DI PAOLO

AVAR:      GIUA

ROMA – LECCE    h. 18:00

SACCHI J.L.

BACCINI – ZINGARELLI

IV:       MASSIMI

VAR:     GHERSINI

AVAR:  ABISSO

FIORENTINA – INTER    h. 20:45

COLOMBO

BAHRI – DEI GIUDICI

IV:       TREMOLADA

VAR:     MARESCA

AVAR:   MASSA

Fiorentina, la prova del 9 col Rakow: segnali incoraggianti di crescita? Cos’è successo dopo la vittoria con la Cremonese

Fiorentina, la prova del 9 col Rakow: segnali di crescita? Cos’è successo dopo la vittoria con la Cremonese: il punto sulla squadra di Vanoli

La Fiorentina ha ritrovato sé stessa nel momento più delicato della stagione. Il successo ottenuto sul campo della Cremonese non vale soltanto tre punti pesantissimi nella corsa salvezza, ma rappresenta anche un segnale forte sul piano mentale e tecnico. La squadra di Marco Vanoli, allenatore viola, ha finalmente mostrato coraggio, qualità e personalità, lasciandosi alle spalle paure e blocchi che per mesi ne avevano frenato il rendimento. Per lunghi tratti del campionato, infatti, la formazione toscana era sembrata intrappolata nei propri limiti, incapace di valorizzare davvero il livello della rosa. Allo Zini, invece, si è vista una squadra diversa, più convinta, più libera e soprattutto più fedele alla propria identità. Una Fiorentina capace di ricordarsi di avere esperienza, struttura e giocatori adatti non solo per lottare in basso, ma anche per continuare a essere protagonista in Conference League, competizione nella quale i viola hanno costruito una credibilità importante negli ultimi anni.

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Contro il Rakow servirà la stessa identità vista allo Zini

La sfida europea contro il Rakow Czestochowa, in programma in Polonia dopo il 2-1 dell’andata maturato al Franchi, arriva così in un momento completamente diverso rispetto a poche settimane fa. Il gol decisivo su rigore di Albert Gudmundsson, attaccante islandese di talento e fantasia, ha consegnato alla Fiorentina un piccolo vantaggio, ma la vera notizia positiva è il modo in cui la squadra è tornata a produrre calcio. Contro la Cremonese non si sono visti soltanto episodi favorevoli, ma una manovra più coraggiosa e varia: costruzione interna, verticalizzazioni rapide, giocate palla a terra e una gestione tecnica più lucida negli spazi stretti. Lo stesso Fabiano Parisi, esterno mancino adattato più in avanti, ha confermato di poter diventare una risorsa preziosa. Il Rakow, con il suo assetto basso e la difesa a tre, proporrà un contesto tattico simile a quello dei grigiorossi. Per questo la Fiorentina dovrà evitare l’errore dell’andata, quando si era affidata troppo ai cross, e riproporre invece quella qualità di gioco vista lunedì sera.

Salvezza ancora da blindare, ma la Conference può diventare una risorsa

La permanenza in Serie A non è ancora matematica, ma il successo contro la Cremonese ha migliorato in modo sensibile classifica, morale e prospettive. La Viola ha rimesso pressione alle rivali e, soprattutto, ha ritrovato fiducia nei propri mezzi. In questo senso anche la Conference League cambia significato: da possibile intralcio nel calendario a opportunità concreta per alimentare entusiasmo e autostima. Se la squadra di Vanoli continuerà a esprimersi con questo atteggiamento, potrà affrontare il finale di stagione con ambizioni diverse. Roberto Piccoli, centravanti in crescita, sta trovando continuità, Moise Kean, attaccante azzurro, recupera condizione e minuti, mentre altri elementi come Ndour e Fabbian possono ancora dare risposte importanti. Alla Fiorentina adesso serve una sola cosa: continuare ad avere coraggio.

Roma Bologna, e se si andasse ai calci di rigore? Ecco i tiratori indiziati per la lotteria

Roma Bologna, e se si andasse ai calci di rigore? Ecco i tiratori indiziati per la lotteria dagli 11 metri in caso di nuovo pareggio

Quando una sfida così equilibrata si avvicina al traguardo, anche l’eventualità dei calci di rigore smette di essere un dettaglio e diventa una variabile da preparare con attenzione. È anche per questo che Gian Piero Gasperini, allenatore della Roma, e Vincenzo Italiano, tecnico del Bologna, stanno valutando con cura chi potrebbe presentarsi dal dischetto nel caso in cui la gara dovesse restare in parità anche dopo eventuali supplementari nell’ottavo di finale di ritorno di Europa League. Per i giallorossi il primo nome è quello di Donyell Malen, attaccante olandese che si è già preso la responsabilità dagli undici metri nelle ultime occasioni utili, trasformando i rigori contro Napoli e Como. In assenza di Paulo Dybala, fantasista argentino e tradizionale riferimento tecnico della squadra, è lui il rigorista più credibile nello scacchiere di Gasperini. Alle sue spalle restano opzioni di qualità che potrebbero però partire dalla panchina proprio per essere gestite nell’ottica di un finale lungo.

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Malen davanti a tutti, ma la Roma ha più soluzioni dal dischetto

Tra i possibili specialisti romanisti ci sono infatti anche Lorenzo Pellegrini, centrocampista offensivo ed ex capitano, e Neil El Aynaoui, mediano marocchino con buona tecnica e freddezza. Pellegrini, nel corso della carriera, ha mostrato affidabilità dal dischetto, mentre El Aynaoui si era già distinto in questo fondamentale ai tempi del Lens, confermandosi giocatore lucido nei momenti delicati. Un’altra soluzione può essere Bryan Cristante, mentre il quinto rigorista potrebbe essere Gianluca Mancini. Su di lui pesa però il ricordo amaro dell’ultimo errore importante, quello nella finale contro il Siviglia. A proteggere la porta, invece, la Roma sa di poter contare su Federico Ravaglia, estremo difensore che in carriera ha già dimostrato una certa efficacia nelle serie dagli undici metri, neutralizzando rigori pesanti in varie competizioni.

Orsolini guida il Bologna, ma tutto dipenderà dagli uomini rimasti in campo

Anche il Bologna ha già individuato una possibile gerarchia. Il primo nome è quello di Riccardo Orsolini, anche se il precedente errore in Coppa Italia contro la Lazio resta un dato da considerare. Subito dietro ci sono Federico Bernardeschi, Lewis Ferguson, Remo Freuler e Jonathan Rowe, attaccante inglese che ha già mostrato sangue freddo in una situazione decisiva. Naturalmente, molto dipenderà da chi arriverà effettivamente in campo al termine dei 120 minuti. Ma una cosa è chiara: in una partita di questo peso, anche i rigori si preparano come una fase vera e propria del match.

Nesta ricorda: «Addio alla Lazio? Stavo veramente male, Maldini l’esempio da seguire. Sull’Italia e sul mio futuro rispondo così»

L’ex allenatore del Monza ed ex difensore di Milan, Lazio e della Nazionale, Alessandro Nesta, è intervenuto su diversi temi legati alla Serie A

Alessandro Nesta taglia il traguardo dei 50 anni, un compleanno vissuto senza troppi entusiasmi dal suo buen retiro di Miami. L’ex difensore campione del mondo, bandiera della Lazio prima e pilastro del grande Milan poi, si è raccontato in una lunga intervista al Corriere della Sera, ripercorrendo le tappe di una carriera leggendaria.

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TRA ROMA E LAZIO – «Mio fratello aveva problemi di postura. Gli dissero “fai sport”, così mio papà Giuseppe ci portò entrambi a fare un provino in una squadra di Cinecittà. Uno scout dei giallorossi mi selezionò ma mio padre, cuore biancoceleste, si oppose. Zeman ha avuto la follia di spostarmi di ruolo. All’inizio nelle giovanili facevo la mezzala, ero bravino. Poi in Primavera ero terzino destro finché il mister mi disse che dovevo fare il difensore centrale. Lì per lì pensai “questo è matto”. Invece mi ha cambiato la vita».

L’ADDIO ALLA LAZIO – «Stavo male veramente. Da tre anni mi dovevano vendere per questioni di bilancio e quella mattina, quando mi ero allenato a Formello, avevo pensato “vai, anche quest’anno è andata”. E invece a fine sessione avvisarono me e Crespo che eravamo stati ceduti. La sera con Adriano Galliani ero andato come ospite a Pressing. Alla prima pausa pubblicitaria venni ripreso: “Sorridi, perché i giocatori al Milan sono solo felici”».

L’ESEMPIO DA SEGUIRE – «Paolo Maldini. Quando sono arrivato a Milano e ho visto che, pur non essendo un ragazzino, andava sempre a 300 all’ora ho capito perché il Milan vinceva sempre e noi alla Lazio ci aggrappavamo a un sacco di scuse per giustificare gli insuccessi».

L’ITALIA DI GATTUSO – «La ferocia di Rino non va mai in pausa: anche in vacanza invece di rilassarsi in spiaggia va a correre come un matto. Vengo apposta in Italia a Bergamo per sostenerlo. Non possiamo non qualificarci, gli azzurri devono assumersi le responsabilità».

IL RAPPORTO CON LIPPI – «Grandissimo anche se non era partito bene. Al primo raduno mi riprese davanti a tutti per un sorriso, ci restai male. Però, quando i miei compagni andarono a ricevere gli onori al Quirinale, mi chiamò e mi fece sentire in diretta la cerimonia. Ero giù di corda perché mi ero infortunato presto al Mondiale e sentivo meno mio il successo».

IL SOGNO DELLA PANCHINA DELLA LAZIO – «Ma è matta? La mia qualità della vita precipiterebbe. Ho cominciato a girare per il centro storico di Roma quando ho smesso di giocare. Da dove ripartirò? Aspetto una squadra dove ci sia progettualità».

Perrone Inter, la pista prende quota! La mossa di Zanetti, ma c’è un’incognita col Como

Perrone Inter, la pista prende quota! La mossa di Zanetti, ma c’è un’incognita! Gli ostacoli per arrivare al centrocampista del Como

L’Inter segue con attenzione Máximo Perrone, centrocampista argentino del Como che si sta mettendo in luce nella squadra costruita da Cesc Fabregas, tecnico spagnolo che ha dato identità e ambizione al club lariano. Come sottolinea il Corriere dello Sport, l’interesse nerazzurro è reale e nasce dalle qualità di un giocatore che abbina ordine, sostanza e visione di gioco. Perrone, che possiede anche il passaporto spagnolo, forma con Da Cunha una coppia di centrocampo molto solida e rappresenta uno dei segreti della stagione del Como. Meno appariscente rispetto ad altri compagni, ma decisivo per equilibrio e pulizia tecnica, il regista argentino ha anche l’età giusta per rientrare nei parametri fissati dalla proprietà nerazzurra per il futuro.

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Il prezzo cresce e il Como non vuole fare sconti

Il vero ostacolo, però, riguarda la valutazione economica del cartellino. Perrone era arrivato sul lago nell’estate 2024 in prestito dal Manchester City, prima di essere riscattato dal club lombardo per 13 milioni di euro. Oggi, secondo il quotidiano romano, la sua quotazione è almeno raddoppiata, anche perché il Manchester City ha mantenuto il 30% sulla futura rivendita. Questo significa che, per convincere il Como a sedersi davvero al tavolo, servirà un’offerta molto importante. La società lariana, forte della crescita del giocatore e della propria solidità, non sembra infatti intenzionata a privarsene facilmente, soprattutto senza una proposta all’altezza del valore raggiunto dal centrocampista argentino in questa stagione.

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Zanetti coinvolto, ma sull’argentino c’è anche il Napoli

A confermare quanto l’Inter faccia sul serio c’è anche il coinvolgimento di Javier Zanetti, vicepresidente del club milanese e figura sempre molto influente nelle operazioni che riguardano il mercato sudamericano. Il suo interessamento viene letto come un segnale concreto della volontà interista di approfondire il discorso. Resta però viva anche la concorrenza del Napoli, altra società che apprezza molto il profilo di Perrone. Per questo i nerazzurri sanno di dover muoversi con attenzione e tempismo. Il giocatore piace, il profilo è ritenuto ideale, ma serviranno cifre pesanti e una trattativa costruita con precisione per piegare le resistenze del Como.

Morto Hartono, Como in lutto: addio ad uno dei fratelli proprietari del club. Aveva 86 anni

Morto Hartono, Como in lutto: addio ad uno dei fratelli proprietari del club. Aveva 86 anni, il cordoglio della società lombarda

Il Como piange la scomparsa di Michael Bambang Hartono, imprenditore indonesiano e uno dei fratelli proprietari del club lariano, morto all’età di 86 anni a Singapore. La notizia colpisce profondamente l’ambiente biancoblù, che negli ultimi anni ha legato una parte importante della propria crescita proprio alla visione e al sostegno della famiglia Hartono.

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Michael Bambang Hartono era considerato uno degli uomini d’affari più influenti del suo Paese e, secondo le più recenti classifiche economiche internazionali, figurava tra le persone più ricche al mondo, con un patrimonio stimato in circa 18 miliardi di dollari. Insieme al fratello Robert Budi Hartono, principale azionista della società, aveva accompagnato il Como in un percorso di forte trasformazione iniziato nel 2019, contribuendo al rilancio del club sia sul piano sportivo sia su quello strutturale.

Sotto la proprietà Hartono, il club lombardo ha cambiato dimensione, passando da una fase complicata a una realtà molto più solida e ambiziosa nel panorama calcistico italiano. Secondo quanto riportato da Lariosport, la morte di Michael Bambang Hartono non dovrebbe comunque produrre scossoni all’interno dell’assetto societario. La struttura del Como resterà stabile e il fratello Robert sarà ancora più centrale nella guida del progetto, in continuità con il percorso tracciato negli ultimi anni.

Lazio, Lotito fa un regalo alla squadra? Il premio in caso di vittoria della Coppa Italia. Per il futuro di Sarri c’è una convinzione

Lazio, Lotito fa un regalo alla squadra? Il premio in caso di vittoria della Coppa Italia. La convinzione per il futuro di Sarri: cosa aspettarsi

Per la Lazio la Coppa Italia è diventata molto più di un obiettivo secondario: oggi rappresenta la strada più concreta per provare a dare un senso a una stagione complicata, vissuta tra risultati altalenanti, contestazione crescente e un clima sempre più teso attorno alla società. In campionato i biancocelesti hanno perso terreno e l’Europa, attraverso la classifica di Serie A, appare ormai un traguardo difficilissimo da raggiungere. Per questo, come sottolinea il Corriere dello Sport, tutto si sta concentrando sulla coppa nazionale. Lo sanno i tifosi, ormai disillusi da un’annata ben lontana dalle aspettative iniziali. Lo sa Maurizio Sarri, allenatore della Lazio, che intravede la possibilità di regalare un trofeo a una piazza che continua a dimostrargli affetto e fiducia. E lo sa perfettamente anche Claudio Lotito, presidente biancoceleste, consapevole che un successo in Coppa potrebbe alleggerire almeno in parte le tensioni accumulate in questi mesi.

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Lotito alza i premi e punta su una spinta economica e sportiva

Secondo la ricostruzione del quotidiano romano, proprio Lotito avrebbe deciso di aumentare in modo significativo i premi destinati alla squadra, al tecnico e allo staff in caso di conquista del trofeo. La cifra complessiva, inizialmente attorno ai due milioni di euro, potrebbe infatti superare i quattro milioni. Un segnale forte, che racconta quanto il club consideri strategico questo traguardo. Vincere la Coppa Italia significherebbe infatti non solo mettere in bacheca un trofeo prestigioso, ma anche garantirsi l’accesso alle final four della Supercoppa italiana della prossima stagione, con ulteriori benefici economici per le casse societarie. Il passaggio del turno contro il Bologna, ottenuto ai rigori, aveva già acceso l’entusiasmo del presidente, e adesso l’attenzione è tutta rivolta alla semifinale di ritorno contro l’Atalanta a Bergamo. Da quella sfida passerà la possibilità di raggiungere la finale del 13 maggio all’Olimpico.

Sarri cerca una rivincita, ma il suo futuro dipende da altro

Anche per Sarri questa coppa ha assunto un valore speciale. Storicamente il tecnico toscano non ha mai fatto della Coppa Italia una priorità assoluta, preferendo sempre il lavoro sul lungo periodo e la costruzione di una precisa identità di gioco. Stavolta, però, il contesto è diverso. In una stagione così tormentata, arrivare fino in fondo e vincere darebbe al tecnico il sapore di una rivincita personale. Resta però un punto fermo: il percorso in coppa non basterà da solo a determinare il suo futuro. Sarri, infatti, continua a ragionare soprattutto sul progetto, sulla necessità di ritrovare un ambiente unito e uno stadio pieno, lontano dal muro contro muro tra tifoseria e società. È su questi aspetti che si giocherà davvero la sua permanenza. La Coppa può salvare la stagione, ma non cancellare tutti i problemi emersi.

Rinnovo Spalletti, la Juve studia anche l’aumento dell’ingaggio del tecnico: l’importanza del ruolo di Chiellini

Rinnovo Spalletti, la Juve studia anche l’aumento dell’ingaggio del tecnico: il ruolo di Chiellini nella trattativa per il prolungamento di contratto

Il rinnovo di Luciano Spalletti, allenatore della Juventus, è sempre più vicino. Le indicazioni arrivate nelle ultime ore convergono tutte nella stessa direzione: l’intesa tra il tecnico toscano e il club bianconero è ormai impostata e restano da definire soltanto gli ultimi dettagli formali. Tuttosport parla di fumata bianca dietro l’angolo e collega il passaggio decisivo al rientro a Torino di Giorgio Chiellini, dirigente bianconero che ha avuto un ruolo centrale nel dialogo con l’allenatore. Anche altre fonti vicine all’ambiente juventino confermano che il prolungamento viene considerato una questione di tempo più che di sostanza.

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La formula del contratto e il ruolo di Chiellini

La formula che sta mettendo tutti d’accordo sarebbe quella di un prolungamento fino al 2027 con opzione per un’ulteriore stagione fino al 2028. È lo scenario riportato con maggiore continuità da Tuttosport, che sottolinea come Spalletti non abbia mai chiesto un legame lunghissimo, preferendo piuttosto sentirsi al centro di un progetto tecnico credibile e competitivo. In questo percorso, Chiellini si è mosso da mediatore e garante dell’intesa, tanto che già a inizio mese aveva dichiarato di non vedere nessun altro sulla panchina juventina per la prossima stagione. Anche questa posizione pubblica del dirigente ha contribuito a rafforzare il quadro di continuità attorno al tecnico.

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Mercato, Champions e stipendio: i nodi che accompagnano l’accordo

Il rinnovo, però, non riguarda solo la durata. Le ricostruzioni di questi giorni insistono anche su due temi collegati: il mercato e l’aspetto economico. Tuttosport spiega che Spalletti ha ricevuto garanzie sulla volontà del club di alzare il livello della rosa, soprattutto in caso di qualificazione alla prossima Champions League, traguardo ritenuto fondamentale per avere maggiore forza negli investimenti estivi. Sulle cifre, i giornali non sono del tutto allineati: Tuttosport parla di uno stipendio in rialzo intorno ai 6 milioni netti, mentre La Gazzetta dello Sport ha riferito di due ipotesi alternative, una da un anno a 7 milioni e un’altra da due anni a 5 milioni. Il punto fermo, comunque, resta uno: la Juventus vuole andare avanti con Spalletti e la firma viene considerata ormai imminente.

Langella a CagliariNews24: «Non è ancora sicuro che l’Inter vinca lo scudetto, sulla Nazionale penso una cosa»

Langella a CagliariNews24: «Non è ancora sicuro che l’Inter vinca lo scudetto, sulla Nazionale penso una cosa». Le sue parole

Intervistato in esclusiva da CagliariNews24, l’ex calciatore di Cagliari, Bari e Atalanta, Antonio Langella, ha detto la sua su alcuni temi legati al campionato di Serie A e alla Nazionale.

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SUL MOMENTO DEL CAGLIARI«Penso che sia un periodo un po’ particolare adesso per il Cagliari. Poi affronta una squadra molto determinata come il Napoli, che ha bisogno di punti per la Champions, mentre anche i rossoblù, venendo un po’ da partite senza punti, hanno bisogno fondamentalmente dei tre punti. Quindi credo che sia una partita un po’ difficile per il Cagliari venerdì».

LA PROSSIMA COL NAPOLI«Penso che per il Napoli a Cagliari non è stato mai facile vincere e sono state sempre partite molto combattute! Al momento vedo un po’ più favorita la squadra partenopea perché ha un momento più facile anche viste le ultime partite, mentre il Cagliari si trova un po’ in difficoltà. Dalla parte dei rossoblù c’è il fattore che gioca in casa davanti al pubblico e ha sempre dato fastidio al Napoli negli ultimi campionati. Pertanto, penso che se devo fare un pronostico, vedo favorito il Napoli. Dico questo solo per l’andamento in questo frangente del campionato».

I MIEI RICORDI DI CAGLIARI NAPOLI IN CAMPO«Quello più importante sicuramente Cagliari-Napoli del 2003 quando ho fatto gol! Posso ricordare quello perché, entrando dalla panchina, feci il 2 a 2 in un’annata che era un po’ complicata. Fu il mio primo gol in Serie B e poi contro il Napoli, la squadra che tifo, per me è stato il massimo!».

LOTTA SCUDETTO «Penso che non è detto, non è sicuro al mille per mille che l’Inter vinca lo scudetto, ma è la più favorita senza ombra di dubbio perché ha una rosa fortissima. Uscendo poi dalla Champions, in questo momento l’obiettivo primario è lo scudetto. C’è stato il pareggio con l’Atalanta, ma contro uno scontro molto importante perché tutte e due le squadre sono fortissime. Penso che alla fine l’Inter a oggi sia la squadra più forte e che vincerà lo scudetto. Milan? Credo che il passo falso con la Lazio abbia un po’ non chiuso del tutto i giochi ma… se magari vinceva a Roma poteva ancora sperare nella riapertura. Io penso che ad oggi l’80% ormai dello scudetto è dell’Inter».

CAPITOLO NAZIONALE E PRE-CONVOCAZIONI DI PALESTRA E CAPRILE «Penso che l’Italia sia molto favorita e che senza nessun scongiuro deve per forza passare il turno! Siamo superiori da ogni punto di vista, quindi credo che passerà il turno senza problemi. Abbiamo una squadra forte e dei giocatori molto validi, quindi non credo e non spero che non passi di nuovo il turno perché sarebbe davvero una disgrazia. Penso che a parte Caprile, che se lo sta meritando, lui e Caprile sono due giocatori che stanno facendo benissimo! Sono due rivelazioni che in Serie A nessuno se l’aspettava! La preconvocazione per Palestra è meritata, quindi è giusto che possa fare la differenza in Nazionale visto il suo talento».

L’INTERVISTA COMPLETA A LANGELLA SU CAGLIARINEWS24.COM

Celebrità con dipendenza dal gioco

Il gioco d’azzardo ha sempre esercitato fascino anche sulle celebrità. Attori, cantanti e personaggi televisivi hanno raccontato pubblicamente la loro passione per casinò, poker e scommesse. Alcuni sono semplici appassionati, altri sono stati definiti tra i ludopatici famosi o tra i personaggi famosi rovinati dal gioco.

Le loro storie mostrano come il successo non protegga dai rischi legati al gioco eccessivo.

Quali personaggi famosi amano giocare d’azzardo?

Molti vip hanno frequentato tavoli da poker e sale da gioco. In alcuni casi si tratta di hobby controllati. In altri, il gioco ha creato difficoltà economiche e personali.

Emilio Fede

Il giornalista italiano ha dichiarato in passato di aver avuto problemi con il gioco. Le sue esperienze sono spesso citate quando si parla di ludopatici famosi in Italia.

La sua storia evidenzia come la perdita di controllo possa colpire chiunque, indipendentemente dal reddito.

Robert De Niro

L’attore è noto per la sua passione per i casinò, anche grazie ai ruoli interpretati in film ambientati nel mondo del gioco. Non risulta tra i personaggi famosi rovinati dal gioco, ma è spesso associato all’immaginario del casinò per la sua carriera cinematografica.

La differenza tra passione e dipendenza resta centrale.

Pupo

Il cantante italiano ha raccontato apertamente i suoi problemi con il gioco d’azzardo. Ha ammesso di aver perso cifre importanti nel corso degli anni.

La sua testimonianza è un esempio concreto di come si possa cadere in una spirale difficile da gestire. La consapevolezza pubblica ha contribuito a sensibilizzare il tema.

Sean Connery

L’attore scozzese era appassionato di blackjack. Amava il gioco come intrattenimento e non è stato incluso tra i ludopatici famosi.

La sua figura è legata all’eleganza del casinò, anche grazie al personaggio di James Bond.

Ben Affleck

Ben Affleck è noto per la sua abilità nel blackjack e nel poker. In alcuni casinò di Las Vegas è stato invitato a non giocare più a blackjack per la sua competenza nel conteggio delle carte.

Non rientra tra i personaggi famosi rovinati dal gioco, ma il suo caso dimostra come studio e tecnica possano incidere nei giochi con componente strategica.

Differenza tra passione e dipendenza

AspettoPassioneDipendenza
ControlloPresenteAssente
BudgetLimitatoSuperato
Impatto vita privataMinimoRilevante

In Italia il settore è regolamentato dall’ADM, che vigila sulla legalità delle piattaforme: https://www.adm.gov.it/.

Per supporto e informazioni è possibile consultare https://www.gioca-responsabile.it/.

Molti operatori offrono promozioni come il casino 5 euro bonus, ma ogni incentivo va utilizzato con responsabilità.

Il riassunto sulla dipendenza dal gioco d’azzardo delle celebrità

Le storie dei ludopatici famosi dimostrano che la notorietà non elimina il rischio. Alcuni personaggi famosi rovinati dal gioco hanno affrontato difficoltà economiche e personali.

Il gioco può essere intrattenimento se gestito con limiti chiari. Senza controllo può diventare un problema serio.

Informazione, regolamentazione e consapevolezza restano strumenti fondamentali per evitare conseguenze negative.

Batosta Gattuso, in tre saltano i playoff: è emergenza totale

Il ct Gattuso dovrà fare i conti con una vera emergenza in vista dei playoff: centrocampo ridotto ai minimi termini, in tre sicuramente out

Se il buongiorno si vede dal mattino, per l’Italia i playoff iniziano proprio male. Il ct Gattuso, a una settimana dalle convocazioni, fa la conta dei superstiti e spera di non perdere altri pezzi nei prossimi giorni. Sono già tre i sicuri assenti ai playoff e tutti si concentrano dalla mediana in su. Una vera emergenza che potrebbe ulteriormente ingigantirsi nelle prossime ore, se dovessero arrivare brutte notizie per Sandro Tonali.

Ma iniziamo dagli assenti sicuri: Mattia Zaccagni non potrà fare parte dei convocati dell’Italia per la sfida contro l’Irlanda del Nord e (speriamo) la finale contro Galles o Bosnia. L’esterno della Lazio ha riportato un nuovo infortunio durante la sfida contro il Milan e l’esito degli esami non lascia scampo: quaranta giorni almeno di stop e per lui addio alla possibilità di rispondere alla convocazione della Nazionale.

Quella che sarebbe arrivata anche per Antonio Vergara e Marco Verratti. Il talento emergente del Napoli era pronto a fare il suo esordio con la maglia azzurro Italia, ma la flascite plantare lo ha costretto ai box: tornerà tra almeno un mese e dovrà sperare nella qualificazione ai Mondiali per giocarsi poi le sue carte nel finale di stagione. Per Verratti, invece, sarebbe stato un ritorno dopo un paio di anni di assenza: il centrocampista, che attualmente gioca in Qatar, è stato costretto ad un intervento al ginocchio che lo ha tagliato fuori dai playoff.

Italia, Tonali a rischio per i playoff: le ultime

Come se non bastasse, durante Barcellona-Newcastle di Champions si è fatto male Tonali. Il centrocampista ex Milan ha riportato un problema fisico non meglio precisato: il tecnico Howe ha parlato di un problema all’inguine o all’anca e al possibile forfait nella gara del weekend.

La risonanza magnetica a cui si sottoporrà oggi chiarirà l’esatta entità dell’infortunio e la disponibilità del calciatore per la Nazionale. Una Nazionale che dovrà fare i conti anche con le non perfette condizioni fisiche di Kean: il centravanti della Fiorentina ha saltato le ultime partite per un problema alla tibia, ma dovrebbe essere in campo questa sera in Conference League.

Tonali infortunio
Tonali a rischio per i playoff (Instagram Sandro Tonali) – Calcionews24.com

Non al meglio anche Bastoni, alle prese con una contusione rimediata nel derby: il difensore dell’Inter tornerà a disposizione di Chivu per la sfida di domenica contro la Fiorentina e ci sarà tra i convocati. Con lui si spera anche Tonali perché l’Italia di Gattuso ha bisogno di tutti i suoi big per arrivare ai Mondiali.

Mercato Milan, il piano ambizioso di Tare per il ritorno in Champions: Goretzka e Gila in prima fila, ma non manca la concorrenza!

Mercato Milan, il piano ambizioso di Tare per il ritorno in Champions: Goretzka e Gila in prima fila, ma non manca la concorrenza! Il piano del club

Il ritorno in Champions League cambia prospettive, strategie e ambizioni del Milan, che ha già iniziato a pianificare il mercato estivo con l’obiettivo di consegnare a Massimiliano Allegri, allenatore rossonero, una rosa più profonda, più esperta e soprattutto più pronta ad affrontare una stagione con impegni ravvicinati su più fronti. Come sottolinea La Gazzetta dello Sport, la dirigenza vuole intervenire in modo selettivo ma incisivo, alzando il livello qualitativo della squadra e aggiungendo profili abituati a palcoscenici internazionali. Le priorità individuate riguardano tre reparti ben precisi: un difensore centrale affidabile, una mezzala di spessore europeo e un centravanti capace di garantire peso offensivo e continuità realizzativa. L’idea del club è chiara: non semplici alternative numeriche, ma giocatori pronti a entrare subito nelle rotazioni da protagonisti.

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Goretzka è il nome forte per dare esperienza e fisicità al centrocampo

In mezzo al campo il profilo che intriga maggiormente il Milan è quello di Leon Goretzka, centrocampista tedesco del Bayern Monaco e giocatore di grande esperienza internazionale. Il mediano tedesco rappresenta esattamente il tipo di innesto che Allegri ritiene ideale per aumentare personalità, fisicità e qualità nella mediana rossonera. Secondo la ricostruzione della rosea, l’operazione resta complessa soprattutto sul piano economico, considerando l’attuale ingaggio molto alto del giocatore, ma il Milan sarebbe disposto a studiare una proposta importante per provare a convincerlo. Restano comunque aperte anche piste alternative, più giovani e più sostenibili, come quelle che portano ad André, centrocampista brasiliano del Corinthians, e a Ismaël Koné, mediano del Sassuolo, due profili osservati con attenzione e ritenuti compatibili con una strategia che vuole coniugare presente e prospettiva.

In difesa piace Gila, centrale moderno e già pronto per la Serie A

Anche il reparto arretrato sarà oggetto di interventi mirati. Il Milan cerca un difensore centrale già pronto per il campionato italiano, capace di giocare sia in una linea a tre sia in una difesa a quattro. Il nome in cima alla lista è quello di Mario Gila, difensore spagnolo della Lazio, che nelle ultime settimane è stato seguito con grande attenzione. Il centrale biancoceleste viene considerato un profilo moderno, affidabile e adatto al calcio richiesto da Allegri. La sua valutazione, secondo quanto riportato, si aggira tra i 20 e i 25 milioni di euro, ma sul giocatore c’è anche l’interesse di altri club italiani. Proprio per questo il Milan vuole anticipare la concorrenza e muoversi con decisione, per costruire una squadra più competitiva e pronta a reggere il peso del ritorno in Europa che conta.

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