Pagina 286 – Calcio News 24

Cassano spiazza tutti: «Thuram lo sacrificheranno per me sul mercato, poi Calhanoglu andrà via e…»

Cassano svela a sorpresa: «Thuram lo sacrificheranno per me sul mercato, poi Calhanoglu andrà via e…». Le sue parole

Il futuro dell’Inter è già tema caldo in vista del mercato estivo, e le parole di Antonio Cassano a Viva el Futbol hanno alimentato il dibattito: l’ex attaccante, noto per i giudizi senza filtri, ha indicato i reparti che secondo lui andrebbero rinforzati e i profili utili per far compiere alla squadra un ulteriore salto di qualità, scatenando subito discussioni tra i tifosi nerazzurri sugli innesti davvero necessari.

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PAROLE – «L’Inter deve cambiare modulo, sono quasi sicuro che lo faranno in estate. Prenderanno esterni di livello, per fare uno step anche a livello internazionale. Chi può andare a prendere però l’Inter? Mal che vada devi pagare 70 milioni per me… Per prenderli di quel livello. Martinelli fa la panchina oggi, costa 60/70 milioni. Diventa dura così. 

Thuram lo sacrificheranno per me sul mercato, stavo riflettendo. Ne sono quasi sicuro che lo sacrificano. Poi scadono quei 5 contratti e per me poi Calhanoglu andrà via. Questi addii, Calha e Thuram, si può andare sugli esterni offensivi in quel caso. Dietro Dumfries può fare il terzino, anche Dimarco può farlo, al centro Akanji e Bastoni vanno bene. Il portiere poi. E gli esterni d’attacco, servono tanti soldi».


Nainggolan durissimo sulla Juve: «Non sarei mai andato per gli arbitri, sulla mia pelle ho provato grandi ingiustizie. Spalletti? Mi ha chiuso a Trigoria di notte» 

Nainggolan ci va giù pesante sulla Juventus: «Non sarei mai andato per gli arbitri, sulla mia pelle ho provato ingiustizie» 

Radja Nainggolan, ospite del podcast Sportium Fun, ha rilasciato un’intervista in cui si è espresso in modo particolarmente critico nei confronti della Juventus. Nel corso della conversazione, l’ex centrocampista ha affrontato diversi temi legati al club bianconero, senza risparmiare giudizi netti.

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SU SPALLETTI – «Il mister mi ha chiuso a Trigoria di notte. Non mi ricordo esattamente il motivo, forse una partita importante o una punizione. E mi disse, ‘Questa settimana dormi qui perché non voglio che esci’. Lui dormiva nella camera accanto e ogni sera, fino alle 10.30, veniva a controllare che fossi in camera perché aveva paura che scappassi. Poi però ho giocato male… Era meglio lasciarmi libero. Dicevano che se non bevevo e non fumavo potevo giocare al Real Madrid, ma senza il mio stile vita non avrei avuto la mia felicità e non avrei reso come ho reso. Avevamo una sintonia bellissima con lui. È stato l’allenatore più forte che ho avuto in carriera. La sua visione di calcio era scritta sulla mia pelle. Come persona è molto particolare, ma quando ti vuole bene, ti vuole bene. Quando senti la sua fiducia, capisci che persona è. Però non è uno che accetta facilmente tutti quanti. Costruisce certi tipi di rapporti con un paio di giocatori e, quando fai parte di questi, senti cosa ti può dare. Io con lui ho avuto questo rapporto» 

SULLA JUVE – «A me piaceva Football Manager e io non prendevo mai la squadra più forte. Quando una società come la Roma vince lo Scudetto sarà festa per 20 anni, mentre alla Juve lo devi vincere ogni anno. È diverso come sentimento. E poi c’è il discorso arbitri. L’ho provato sulla mia pelle. Quando hanno inaugurato la Juventus Stadium, col Cagliari ci ho giocato e ricordo una partita che pareggiammo 1-1 con un rigore inesistente a favore della Juve. Poi arrivo alla Roma. Prima partita allo Juventus Stadium, perdiamo 3-2 con due rigori fuori area, e c’è stata la stessa storia con la Roma. Lo hanno visto tutti. È la verità, ma non tutti riescono a dirlo. Ed è da lì che mi nasce questa sensazione» 

SU POGBA – «Ai miei tempi, in Serie A, forti come me ce n’erano forse due. Solo Vidal e De Rossi. E Pogba? Ero più forte di lui, ha fatto solo 3 anni buoni in carriera. Io non mi sono mai infortunato gravemente. In questo momento sto ancora giocando, ma sto pensando di prendere il patentino. A vedere quello che c’è in giro… Credo di poter fare l’allenatore. Parlo con tanti miei ex compagni del Piacenza. Parlo con Daniele Conti, lo sento spesso lo vedo spesso. De Rossi è stato importante, Totti è stato importante. Francesco non lo vedevi mai fuori dal campo, ma avevamo un bellissimo rapporto» .

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Davide Ancelotti di nuovo con Carlo alla guida della Selecao: il tecnico torna nello staff per la preparazione Mondiale

Ancelotti Jr. rientra nello staff del Brasile: collaborazione rinnovata con il padre per il percorso verso il Mondiale 2026

Davide Ancelotti, figlio del commissario tecnico del Brasile Carlo Ancelotti, rientrerà nello staff della Seleção per le amichevoli di preparazione ai Mondiali della prossima estate. Il tecnico, 36 anni, affiancherà nuovamente il padre nelle due sfide in programma negli Stati Uniti a fine mese: il 26 contro la Francia a Boston e il 31 contro la Croazia a Orlando.

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Ancelotti Jr. aveva lasciato il ruolo di vice allenatore della nazionale brasiliana lo scorso luglio per assumere la guida del Botafogo. La sua prima esperienza da capo allenatore si è conclusa a metà dicembre con un sesto posto in campionato e la qualificazione al turno preliminare della prossima Copa Libertadores. Ex centrocampista cresciuto nel Milan e poi ceduto in prestito al Borgomanero, ha interrotto presto la carriera da giocatore per dedicarsi alla panchina.

Nel corso degli anni ha lavorato stabilmente al fianco del padre, seguendolo nelle esperienze a Napoli, Bayern Monaco e Real Madrid (2021-2025). Il Brasile, che non vince un Mondiale dal 2002, affronterà la fase a gironi dell’edizione 2026 nel Gruppo C contro Marocco (13 giugno), Haiti (19 giugno) e Scozia (24 giugno).

Sono tutti d’accordo, follia Inter per questo super colpo

La società nerazzurra interverrà in maniera importante sul mercato e già prepara il piano per un grande colpo

Lo scudetto è ormai vicino e domenica nel derby potrebbe essere messo il sigillo al campionato. Stasera, invece, l’Inter andrà a caccia della finale di coppa Italia contro il Como, provando a mantenere viva la speranza di una doppietta che renderebbe fantastica la stagione nonostante la delusione europea.

Una stagione che si preannuncia comunque come quella degli addii: numerosi i calciatori che ha fine anno di toglieranno di dosso la maglia nerazzurra. Cinque i giocatori in scadenza (da Sommer a de Vrij, da Acerbi a Mkhitaryan, passando per Darmian), diversi quelli che potrebbero essere ceduti (Calhanoglu e Thuram, ma anche Frattesi). Numerosi, per logica conseguenza, anche gli acquisti che andranno fatti.

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Qualcuno è già stato deciso, come la recompra di Aleksandar Stankovic, centrocampista attualmente in forza al Brugge, qualche altro resta un sogno da provare a realizzare. Appartiene proprio a quest’ultima categoria un acquisto che mette d’accordo tutti all’Inter: da Ausilio e Marotta, passando per Oaktree lo stesso Chivu, sono tutti convinti che Nico Paz sarebbe il grande colpo dell’estate.

L’Inter non molla l’idea Nico Paz: come può arrivare

Il problema però è rappresentato dal diritto di recompra in possesso del Real Madrid. Non serve dunque trattare con il Como, ma occorrerà attendere le mosse della società spagnola.

Il Real ha la possibilità di riportare a casa il centrocampista per una cifra intorno ai 10 milioni di euro, somma decisamente bassa visto il valore del calciatore. Per questo è difficile che i blancos non sfruttino anche quest’anno l’opzione per il 21enne, ma occorrerà poi capire cosa succederà dopo.

Nico Paz Inter
L’Inter non molla l’idea Nico Paz (Instagram Nico Paz) – Calcionews24.com

A Madrid vorranno puntare su di lui e farlo restare in rosa, ovviamente con garanzia di un impiego costante, oppure cederlo al migliore offerente? In quest’ultimo caso l’Inter sarebbe in prima fila, anche grazie ai rapporti di Javier Zanetti con la famiglia di Nico Paz. Certo servirà una offerta importante, si parla di una valutazione di almeno quaranta milioni di euro, destinata a crescere nel momento in cui il Real deciderà di cedere il calciatore che piace, e tanto, anche in Premier League.

L’Inter però non ha intenzione di lasciarsi scappare il talento argentino: se non sarà al Real Madrid, a Milano vogliono che il suo futuro sia in nerazzurro e su questo c’è accordo unanime da parte di tutti.

Mercato Inter, nerazzurri in pole sulle italiane per Goretzka! E anche Oaktree adesso ha cambiato idea

Mercato Inter, nerazzurri in pole sulle italiane per Goretzka! E anche Oaktree adesso ha cambiato idea: occhio a cosa può accadere in estate

L’Inter è sempre più decisa a puntare su Leon Goretzka per la prossima stagione. Il 31enne centrocampista tedesco, attualmente in forza al Bayern Monaco, è in scadenza di contratto e potrà firmare con qualsiasi club a partire dalla prossima estate. Secondo quanto riportato da Tuttosport, i nerazzurri sono al momento i favoriti in Italia per l’ingaggio di Goretzka, con la concorrenza principale che arriva dalla Premier League, in particolare dall’Arsenal. Nonostante il pressing da parte dei club inglesi, l’Inter sembra aver preso un vantaggio decisivo nella corsa al giocatore.

A gennaio, Goretzka era stato vicino a un trasferimento all’Atletico Madrid, ma l’affare è poi naufragato. Ora, oltre ai nerazzurri, anche il Milan aveva mostrato interesse per il tedesco, ma negli ultimi giorni ha virato su André del Corinthians, mentre Napoli e Juventus sono in seconda fila rispetto all’Inter. La società milanese ha visto in Goretzka una delle principali opportunità a parametro zero, dopo un mercato estivo nel 2025 che non ha visto arrivi di giocatori svincolati.

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La proprietà Oaktree, che ha investito nel club, aveva inizialmente preferito puntare su profili giovani, ma la perdita di alcuni senatori della squadra ha spinto la dirigenza a rivedere questa strategia. A fine stagione, l’Inter perderà tra i 4 e i 5 titolari, tra cui Sommer, Acerbi, De Vrij, Darmian e Mkhitaryan, tutti in scadenza di contratto. La squadra, quindi, dovrà rinnovarsi ma senza perdere il suo spessore, e Goretzka rappresenta una pedina fondamentale in questo processo di rafforzamento.

Il tedesco, che chiede un contratto triennale e un ingaggio da 6-6,5 milioni di euro, sarebbe in linea con i salari di giocatori come Nicolò Barella, Hakan Calhanoglu e Marcus Thuram. La sua agenzia, la Roof, ha già ottimi rapporti con l’Inter, avendo offerto Lookman la scorsa estate. Potrebbe essere la volta giusta per vedere Goretzka con la maglia nerazzurra nella prossima stagione. Con un mix di giovani talenti e giocatori esperti, l’Inter punta a rafforzare la squadra per competere al massimo livello in Europa.

Vlahovic Juve, rientro in gruppo imminente! Buone notizie dall’allenamento

Vlahovic Juve, rientro in gruppo imminente! Buone notizie dall’allenamento alla Continassa. Ecco quando può tornare dall’infortunio

Arrivano ottime notizie per la compagine bianconera. Secondo quanto riportato da Sky Sport 24, Dusan Vlahovic potrebbe tornare ad allenarsi in gruppo a partire da domani, mercoledì 4 marzo. Si tratta di un recupero fondamentale per Luciano Spalletti, che attende con trepidazione il rientro del proprio centravanti. Non si esclude la presenza del tesserato nella lista dei convocati per la delicata sfida di campionato contro il Pisa, programmata per sabato 7 alle ore venti e quarantacinque. Ovviamente l’atleta non potrà essere al meglio della forma e avrà pochissimi minuti nelle gambe, ma la convocazione rappresenterebbe una grande iniezione di fiducia per l’ambiente.

Il centravanti è assente dai campi dalla fine del mese di novembre, quando riportò una grave lesione di alto grado all’adduttore. Questo problema muscolare lo ha costretto a un faticoso percorso di riabilitazione, tenendolo lontano dal campo nel momento cruciale dell’annata. Ora Dusan Vlahovic fa il conto alla rovescia per il definitivo ritorno. Il suo rientro fornirà una preziosa soluzione in più a Luciano Spalletti, ancora alla disperata ricerca di un riferimento in grado di unire in maniera efficace fisicità a una spietata finalizzazione sotto porta. La prolungata assenza ha inevitabilmente pesato sulle prestazioni generali.

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Durante questo periodo di emergenza, la scelta tecnica del mister per sostituire il titolare è ricaduta su David, preferito nelle gerarchie a Openda. Purtroppo, i numeri statistici dell’attacco restano poco incoraggianti. Il giocatore schierato dal primo minuto ha collezionato un desolante ruolino di marcia, registrando zero gol nelle ultime quattro giornate di campionato disputate. Dall’altra parte, Openda è finito progressivamente ai margini del progetto tattico, partendo nell’undici titolare solamente una volta nel corso delle ultime dieci partite ufficiali. Numeri allarmanti che rendono del tutto urgente il recupero.

Real Madrid in crisi nera, i tifosi ora puntano il dito contro Florentino Perez: «Dimettiti!»

Real Madrid in crisi nera, i tifosi ora puntano il dito contro Florentino Perez: «Dimettiti!». Il malcontento esplode dopo il KO contro il Getafe

Prosegue senza sosta la crisi di risultati per il Real Madrid. Ieri sera la compagine dei Blancos ha rimediato un’amara sconfitta contro il Getafe in campionato. Questo passo falso ha permesso al Barcellona di prendere il volo, allungando in maniera decisa nella corsa per la conquista della Liga.

LEGGI ANCHE: Real Madrid, sconfitta inaspettata col Getafe! Arbeloa punito da un’ex meteora dell’Inter: ecco com’è andata

Secondo quanto riportato dal quotidiano Marca, il clima intorno all’ambiente madrileno è incandescente. Durante il match si sono sollevati cori di contestazione indirizzati verso la dirigenza, con inviti espliciti alle dimissioni del presidente Florentino Perez. Questo rappresenta un segno inequivocabile del malcontento generale: una fetta consistente dei tifosi considera l’attuale progetto sportivo in totale confusione.

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Quando l’attenzione critica si sposta dall’allenatore e dai giocatori direttamente ai vertici della presidenza, il messaggio risulta chiaro. La profonda sfiducia nel progetto sta crescendo a dismisura e il mese di marzo sarà decisivo per le sorti future del club.

Calciomercato Inter, rivoluzione in estate: 5 addii certi! L’obiettivo è puntare tutto su quell’acquisto

Calciomercato Inter, rivoluzione in estate: 5 addii certi! L’obiettivo è puntare tutto su quell’acquisto: la strategia del club meneghino

L’Inter si prepara a una vera e propria rivoluzione sul mercato estivo. Come riportato nell’edizione odierna di Tuttosport, diversi giocatori in scadenza di contratto lasceranno il club, portando a cambiamenti significativi nella rosa. I cinque giocatori in scadenza, Sommer, Acerbi, De Vrij, Darmian e Mkhitaryan, sono destinati a partire, e il club dovrà sostituirli prontamente con innesti di qualità.

Le aree che subiranno i maggiori cambiamenti sono il centrocampo e la difesa. Nella retroguardia, l’Inter sta monitorando alcuni profili come Muharemovic, Solet e Celik, che potrebbero rinforzare il reparto. Ma le modifiche non si fermano lì: nel centrocampo, Frattesi (desideroso di trovare maggiore spazio) e Calhanoglu, con contratto in scadenza nel 2027 e richieste dal Galatasaray, sono in bilico. La partenza di due o tre elementi chiave obbligherà l’Inter a cercare rinforzi.

In questo scenario, Massolin, giovane centrocampista 23enne proveniente dal Modena, è già stato acquistato, ma potrebbe essere ceduto in prestito per guadagnare esperienza in Serie A. Inoltre, l’Inter ha opzionato la recompra di Aleksander Stankovic per 23 milioni di euro, e il giovane serbo potrebbe avere un ruolo importante nel progetto di Cristian Chivu, tecnico dei nerazzurri.

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Il club ha anche messo gli occhi su alcuni talenti di spicco. Domenica scorsa, un osservatore nerazzurro era presente per seguire Ismael Koné del Sassuolo, classe 2002, che ha impressionato per le sue prestazioni. In Serbia, invece, cresce la convinzione che l’Inter stia preparando una scommessa su Vasilije Kostov, un trequartista classe 2008 della Stella Rossa, che ha segnato 10 gol in campionato. Con l’ex Inter Dejan Stankovic come possibile sponsor, il giovane talento potrebbe diventare un obiettivo concreto per il club.

Con l’Inter pronta a una serie di movimenti sul mercato, i tifosi possono aspettarsi un’estate di grande fermento, con l’obiettivo di rinforzare la squadra e prepararsi al meglio per le sfide future, tra cui la qualificazione alla Champions League.

Josep Martinez Inter, chance dal 1′ contro il Como? Chivu ci pensa, ma il futuro resta incerto!

Josep Martinez Inter, chance dal 1′ contro il Como? Chivu ci pensa, ma il futuro resta incerto! Cosa filtra sulla decisione del club per la porta

L’Inter affronta una gara cruciale della propria stagione sportiva. Stasera, nella semifinale di andata di Coppa Italia contro il Como, la formazione guidata da Chivu registrerà una novità importante. Come svelato dal Corriere dello Sport, toccherà a Josep Martinez difendere i pali della compagine lombarda. Nonostante questa occasione da titolare, il futuro del portiere spagnolo rimane estremamente incerto in vista del prossimo mercato estivo.

Il quotidiano analizza le scelte dell’allenatore e le prospettive dell’estremo difensore. Tra le novità previste per questa serata, il tecnico ha inserito l’impiego del portiere di scorta. Al Sinigaglia tornerà a esserci l’ex portiere del Genoa, una decisione coerente con le rotazioni, considerando che il giocatore ha difeso la porta nerazzurra anche negli impegni precedenti del torneo. Questa mossa permetterà a Sommer di godere di un turno di riposo. Lo svizzero è desideroso di cancellare l’incertezza che nel derby d’andata ha portato al gol decisivo, per cui avrà modo di recuperare le energie e concentrarsi direttamente sulla sfida contro il Milan.

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Finora, il ragazzo ha trovato spazio in campo solamente in cinque partite durante l’attuale annata. Questo minutaggio ridotto è stato causato anche dal tragico episodio extra campo che lo ha visto protagonista verso la fine di ottobre. La sua ultima apparizione ufficiale risale alla sfida di coppa disputata a Monza contro il Torino. I dati evidenziano che soltanto una delle gare in cui è stato impiegato si è conclusa con la rete inviolata. Pur non avendo mostrato evidenti responsabilità sui gol incassati, l’atleta non è riuscito a ribaltare le gerarchie prestabilite. Questa dinamica aprirà sicuramente un profondo fronte di riflessione all’interno della dirigenza in vista dei mesi estivi.

Real Madrid, sconfitta inaspettata col Getafe! Arbeloa punito da un’ex meteora dell’Inter: ecco com’è andata

Real Madrid, sconfitta inaspettata col Getafe! Arbeloa punito da un’ex meteora dell’Inter: adesso si complica la corsa al vertice per i Blancos

Una sconfitta inaspettata per il Real Madrid di Arbeloa quella di ieri sera contro il Getafe. Il gol decisivo è arrivato da Martin Satriano, attaccante uruguaiano ex Inter, che ha infilato Thibaut Courtois al 39’ del primo tempo con un destro al volo su un rimpallo aereo. Con questa sconfitta per 1-0, il Real Madrid si trova a 4 punti di distanza dal Barcellona, che ora prende il largo in testa alla Liga.

La partita, come riportato da La Gazzetta dello Sport, è stata una vera e propria battaglia. Getafe, squadra allenata da José Bordalás, ha giocato come piace al suo tecnico: difesa solida, gioco fisico e compatto. Non sono mancati episodi discussi, come un colpo a Diego Rico da parte di Antonio Rudiger che non ha attirato l’attenzione del VAR, con l’arbitro che non è intervenuto. Nonostante l’assenza di giocatori fondamentali come Mbappé, Bellingham e Militao, il Real Madrid ha faticato a creare pericoli seri. La squadra ha colpito spesso sui piedi di David Soria, portiere del Getafe, che è stato decisivo con una serie di parate, tra cui una su Vinicius nel primo tempo e su Rodrygo nella ripresa.

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Satriano, arrivato al Getafe in prestito a gennaio, sta vivendo un momento positivo, con due gol già segnati da quando è arrivato. L’attaccante uruguaiano, che in passato ha giocato per Brest, Empoli e Lione, ha finalmente trovato spazio dopo un periodo difficile, segnando la rete che ha dato al Getafe una vittoria storica al Bernabeu.

Il Real Madrid non riesce a reagire e il risultato è sancito non solo dal gol di Satriano, ma anche dalla tensione che ha caratterizzato il finale di partita. Arbeloa e i suoi uomini dovranno riprendersi rapidamente, mentre il Barcellona sorride, approfittando della crisi del Real per allungare in vetta alla classifica. Nel frattempo, la Liga resta aperta e il Real Madrid dovrà cercare di reagire nelle prossime settimane per non perdere contatto con i rivali.

Quagliarella elogia Conceicao: «Tanto di cappello per il suo gol alla Roma! Buffon per complimentarsi con me mi diceva una cosa»

L’ex attaccante della Juventus, Fabio Quagliarella, commenta così il bellissimo gol realizzato dal bianconero Conceicao contro la Roma

Fabio Quagliarella è stato un maestro di reti dall’alto contenuto estetico e su La Gazzetta dello Sport ha detto la sua sull’exploit di Conceicao in Roma-Juventus.

IL GOL DI CONCEIÇÃO – «É una conclusione con un coefficiente di difficoltà elevatissimo. In quei casi hai l’80 per cento di possibilità di calciare in curva e il 20 di trovare lo specchio della porta perché il pallone ti rimbalza davanti. Conceiçao non solo ha centrato la porta, ma ha mandato la palla nel sette. Tempismo e impatto sono stati perfetti. Tanto di cappello, però…».

I MARGINI DI MIGLIORAMENTO – «Magari non sempre così belli, ma uno come Conceiçao deve incidere di più negli ultimi metri. Come dice Spalletti, il portoghese ha le qualità per segnare e fornire molti più assist. Sono pochine 4 reti tra Serie A e Coppe. Chico deve diventare un’ala da almeno 7-8 gol a campionato e altrettanti passaggi decisivi. Non gli manca nulla: deve provarci di più e senza pensare troppo, come all’Olimpico».

IL GOL PIÙ BELLO DEL CAMPIONATO – «Sicuramente è tra i migliori insieme a quello di Folorunsho di venerdì in Cagliari-Parma e a quello di Dimarco contro il Genoa. Tre conclusioni diverse, però tutte complicatissime. Folorunsho ha trovato una traiettoria pazzesca e da posizione quasi impossibile; Dimarco aveva pochissimo angolo di tiro e Conceiçao ha impattato la palla in modo straordinario. Diciamo che nell’ultima giornata siamo stati davvero fortunati».

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I PROSSIMI GOL DA VIDEOGAME – «Hojlund, Leao, Dybala, Marcus Thuram. E ovviamente Yildiz, che è il più forte della Juventus per distacco. Il turco possiede colpi incredibili e si sacrifica parecchio anche in fase di non possesso. Evitandogli qualche ripiegamento può diventare ancora più lucido in zona gol».

IL PARAGONE YILDIZ-DEL PIERO – «Yildiz è fantastico, però non facciamo il suo bene quando lo paragoniamo a Del Piero. Ho giocato con Ale e parliamo di un fuoriclasse assoluto».

IL SEGRETO DEI GOL IMPOSSIBILI – «Devi averli dentro. Sono un mix di capacità balistiche e follia: io quando vedevo un pallone da calciare al volo non ci pensavo due volte. Non devi mai aver paura di tirare in curva, che ovviamente capita».

SIMILITUDINI CON CONCEIÇÃO – «Può essere, anche se io preferivo la conclusione al volo».

IL PODIO DEI SUOI GOL – «Il mio gol preferito, per gesto e difficoltà, è il colpo di tacco volante con cui ho segnato al Napoli con la maglia della Sampdoria. Al secondo posto, sempre con la Samp, il gol al Chievo quasi da centrocampo. E poi ai tempi del Napoli la cannonata a giro nella sfida di Bergamo contro l’Atalanta».

LE MAGIE IN ALLENAMENTO – «I gol migliori, soprattutto in pallonetto, li ho realizzati in allenamento, dove sei più sciolto. Cercavo di sorprendere sempre i miei portieri durante le partitelle».

TEVEZ E DI DI NATALE – «Con Carlos calciavamo in porta a fine allenamento, che sfide. Tevez era fenomenale in tutto, aveva un carisma straordinario. Totò Di Natale forse è il compagno che più mi ha lasciato a bocca aperta: artista vero, si inventava dei gol difficili anche soltanto da immaginare».

I COMPLIMENTI PIÙ BELLI – «Buffon mi diceva: “Fabio, hai fatto un’altra quagliarellata”. Handanovic e Marchetti una volta mi svelarono che quando mi vedevano con la palla a centrocampo “scappavano” subito in porta per evitare che io provassi a sorprenderli. Carlo Osti, all’epoca ds della Sampdoria, dopo il gol di tacco al Napoli mi ringraziò: “Un gol così bello dal vivo non lo avevo mai visto”».

GLI IDOLI D’INFANZIA – «Sono cresciuto con il mito di Maradona, il migliore della storia. Mi hanno sempre affascinato anche Montella e Shevchenko, due attaccanti che segnavano tanto e spesso anche in maniera spettacolare».

LA CORSA CHAMPIONS DOPO ROMA-JUVE – «La lotta per il quarto posto sarà tosta e avvincente. La Roma ha un piccolo vantaggio, ma la Juventus c’è. Occhio al Como».

Totti torna alla Roma? I dettagli sulla cena andata in scena con Gasperini: ecco per quando è prevista la fumata bianca

Totti torna alla Roma? La famosa cena con Gasperini è finalmente andata in scena: ecco per quando è prevista la fumata bianca

Il tanto atteso ritorno in dirigenza sembra essere sempre più vicino. C’è stata un’importante cena tra Gian Piero Gasperini e Francesco Totti per discutere concretamente del rientro dell’ex capitano nella Roma. Come riportato dal Corriere dello Sport, a favorire l’incontro sarebbe stato l’amico Vincent Candela.

I due si sono visti in uno dei ristoranti preferiti dalla bandiera giallorossa. Durante la serata hanno analizzato la rosa attuale, gli obiettivi stagionali e le prospettive future con l’intento di fare grande la squadra. Non si tratta più di una semplice suggestione, ma di una trattativa concreta con contatti fitti e avanzati.

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L’allenatore ha aperto le porte e l’ex giocatore è entusiasta. L’obiettivo è affidargli un ruolo dirigenziale per incidere nelle dinamiche interne, motivare i giocatori e trasmettere identità. Già in passato si era registrata l’apertura di Ranieri. Pochi giorni fa, lo stesso Gasperini aveva rilasciato dichiarazioni inequivocabili:

RISORSA ENORME – «Avrei diverse idee su quale ruolo affidargli»

La strada è ormai tracciata e l’accordo definitivo potrebbe arrivare entro la fine dell’attuale stagione.

Probabili formazioni Como Inter, Chivu pensa al turnover in Coppa Italia? 5 titolarissimi possono riposare!

Probabili formazioni Como Inter, Chivu pensa al turnover in Coppa Italia? 5 titolarissimi possono riposare! Le idee per la semifinale di stasera

Questa sera, alle ore 21.00, i riflettori si accendono sulla semifinale d’andata di Coppa Italia tra Como e Inter, che sarà trasmessa in diretta su Canale 5. La sfida segna l’inizio di un doppio confronto che si concluderà ad aprile allo Stadio Meazza. Entrambe le squadre arrivano al match con morale alto, grazie alle vittorie in campionato di sabato scorso contro Lecce e Genoa. La posta in palio è alta: il vincitore si guadagnerà un posto nella finale contro la vincente dell’altra semifinale tra Atalanta e Lazio.

Nonostante il largo successo dell’Inter per 4-0 nel match di andata del girone di campionato a San Siro, la gara di oggi nasconde diverse insidie. Cesc Fabregas, allenatore del Como, dovrà fare a meno di Morata e Addai, quest’ultimo fuori per il resto della stagione a causa di infortunio. Il tecnico spagnolo avrà quindi a disposizione una rosa rimaneggiata per affrontare i nerazzurri.

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Anche in casa Inter, le scelte di formazione sono influenzate dalle assenze. Cristian Chivu, allenatore della squadra milanese, non potrà contare su Bonny e soprattutto su Lautaro Martínez, capitano e trascinatore dell’attacco, fermo per un infortunio. Nonostante ciò, le scelte sembrano ormai delineate: in difesa, il terzetto composto da Bisseck, Acerbi e Bastoni dovrà blindare la porta, mentre a centrocampo Darmian e Frattesi sono favoriti per partire titolari nei ballottaggi con Dumfries e Thuram.

In attacco, l’intero peso della manovra offensiva sarà sulle spalle del giovane Pio Esposito, che sta emergendo come punto di riferimento per l’Inter. Chivu farà affidamento sulla solidità di Calhanoglu e Mkhitaryan per gestire i ritmi di una partita che si preannuncia combattuta e vibrante fin dal primo minuto.

Questa semifinale si prospetta come una sfida decisiva per entrambe le squadre, con l’Inter che cercherà di confermare il suo ruolo di favorita e il Como che, pur con assenze importanti, lotterà per sorprendere i nerazzurri.

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COMO (4-2-3-1): Butez; Smolcic, Ramon, Kempf, Valle; Perrone, Da Cunha; Vojvoda, Nico Paz, Jesus Rodriguez; Douvikas. All. Fabregas.

INTER (3-5-1-1): Martinez; Bisseck, Acerbi, Bastoni; Darmian, Sucic, Calhanoglu, Mkhitaryan, Carlos Augusto; Frattesi; Esposito. All. Chivu.

Milan Inter, un derby che vale una stagione: svelato il piano gara di Allegri! Da De Winter alla fantasia di Nkunku, tutte le idee

Milan Inter, un derby che vale una stagione: svelato il piano gara di Allegri! Da De Winter alla fantasia di Nkunku, tutte le idee per battere i nerazzurri

Il Milan si prepara alla sfida cruciale contro l’Inter nel derby di domenica, con Massimiliano Allegri che sta già lavorando su alcune varianti tattiche per cercare di sovvertire il pronostico e centrare la vittoria. Come riferito da La Gazzetta dello Sport, Allegri ha in mente alcune novità, soprattutto in difesa e a centrocampo, per mettere sotto pressione i nerazzurri e ottenere un risultato positivo.

Allegri ha deciso di riproporre Koni De Winter, che nelle ultime partite ha dimostrato grande leadership e fisicità, caratteristiche fondamentali per arginare l’attacco potente dell’Inter, specialmente sui calci piazzati. Il difensore belga, che ha impressionato con la sua presenza fisica (191 cm), è visto come un’arma contro l’abilità aerea dei rivali, capace di dare stabilità alla linea difensiva, insieme ai compagni Pavlovic (1,94 m) e Tomori (1,85 m).

A centrocampo, il tecnico toscano farà affidamento su un giocatore dal fisico imponente come Youssouf Fofana, per proteggere la difesa e interrompere le manovre avversarie. La concorrenza è agguerrita, ma Fofana, nonostante le critiche per la sua qualità, è stato fondamentale nelle ultime due partite casalinghe, dove il Milan ha raccolto un solo punto.

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In attacco, Allegri potrebbe lanciare Christopher Nkunku, reduce da un periodo di panchina ma pronto a dare il suo contributo offensivo. Pulisic, attualmente in difficoltà fisiche, potrebbe perdere il posto da titolare, con il tecnico che sembra volersi affidare maggiormente a Leao e Nkunku per la fase offensiva. Leao, con 9 gol stagionali, sta attraversando una stagione positiva, ma l’incertezza su Pulisic resta un tema centrale, dato che l’ex Chelsea non segna da diverse settimane.

Il derby di domenica rappresenta un’opportunità importante per Allegri e il Milan di consolidare il loro rendimento e di fare un passo decisivo in campionato. Con la squadra che cerca una stabilità tattica e fisica, il tecnico ha già scelto la strada da percorrere per affrontare i nerazzurri e cercare di trionfare in un match che potrebbe segnare un punto di svolta nella stagione rossonera.

Flamengo, ufficiale l’esonero di Filipe Luis: decisive le due finali perse!

Flamengo, ufficiale l’esonero di Filipe Luis: decisive le due finali perse in Supercoppa e in CONMEBOL! La decisione del club brasiliano

L’avventura di Filipe Luis sulla panchina del Flamengo è già terminata. Come riportato da Fabrizio Romano, il club brasiliano ha comunicato l’esonero immediato dell’allenatore. Una decisione clamorosa, maturata nonostante la rotonda vittoria per otto a zero nella semifinale del Carioca, ma pesantemente influenzata dalle finali perse in Supercopa do Brasil e Recopa.

PAROLE – «🚨🇧🇷 Filipe Luis è stato informato dal Flamengo della decisione del club di esonerarlo con effetto immediato.
Ciò accade dopo aver perso la finale della Supercopa do Brasil e la finale della CONMEBOL Recopa…
…ma anche dopo aver vinto 8-0 contro il Madureira nella semifinale del Carioca ieri sera
».

Berti già carico per il derby: «Una volta dissi ‘meglio sconfitti che milanisti’, ai miei tempi non ci guardavamo neanche in faccia! Pio un mostro, sullo scudetto dico…»

L’ex centrocampista dell’Inter, Nicola Berti, entra in pieno clima derby ricordando le sue battaglie in campo contro il Milan: le sue parole

Nicola Berti è un stato un giocatore da derby, uno che le sfide con il Milan le viveva con particolare determinazione. L’ex centrocampista dell’Inter ne ha parlato nell’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport.

LA CHIAMATA ALLE ARMI DI LEAO – «Sapete che vi dico? Ha fatto bene, bravo Leao! In una partita così è giusto caricare il proprio esercito, soprattutto se sei palesemente inferiore all’avversario: questi dieci punti di differenza in classifica non sono casuali: in città c’è un cugino che è nettamente meglio dell’altro, lo sappiamo noi e lo sanno pure loro… Detto questo, il derby è bello anche perché non devi essere per forza politicamente corretto: devi farti trasportare perché questa partita ti eccita prima, durante e dopo. Sopra e sotto. Non dico che si debba fare come ai nostri tempi, quando ci tiravamo le pallonate durante il riscaldamento, ma evviva queste bollicine. Ricordiamo che è una partita che ci invidia tutto il mondo, unica e speciale, a maggior ragione se si affrontano la prima contro la seconda… a distanza».

I MILANISTI PIÙ MOLESTI – «Con gli italiani era diverso perché giocavamo insieme anche in Nazionale e capitava di incontrarsi spesso in città. Ma i tre olandesi, credetemi, erano particolarmente molesti… Oggi forse tutti sentono molto meno questo derby, ma noi non ci guardavamo davvero in faccia».

LA LINGUA LUNGA – «Lo sanno tutti che ho la lingua lunga… Una volta dopo un derby di Coppa Italia dissi “meglio sconfitti che milanisti” e lo ripeterei altre cento volte. Ma ci tengo a chiarire un concetto: chi ha deciso che per la tensione da derby non si dorme? Io, ad esempio, dormivo benissimo… Anche perché così poi potevo essere me stesso in campo, spensierato e leggero. E riuscivo a fare male ai milanisti spesso e volentieri. Se lo ricorderanno sicuro…».

IL DERBY DEL 1992-93 – «Nel 1992-93 dopo un tunnel a Costacurta litigai anche con Baresi che mi tirò una pallonata: presi un giallo, ma mi sentivo che avrei segnato in qualche modo. Lo dicevo anche a loro: “Vedete che adesso vi segno!”. Mi sentivo come Michael Jordan, mostravo la linguaccia e alla fine… tac! Poi pareggiò Gullit dopo un errore di Taccola. Ma mi ricordo anche il tiro al volo e la capocciata di Rossi con la palla che entra dentro: quel gol è mio, ci tengo. Comunque, mi è sempre piaciuto essere il più odiato dai milanisti. Sapeste quante botte ci siamo dati, ma sempre in amicizia (ride, ndr)».

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L’AFFETTO DEI TIFOSI – «L’affetto dei tifosi dell’Inter è sempre tanto, ogni volta che vado allo stadio incontro i tifosi e mi sorridono. Questa cosa mi fa impazzire. Si vede il piacere che hanno nell’incontrarmi, ed è reciproco. Non sono uno a cui non piace essere salutato, anzi mi gasa ancora. Come quando, prima di un derby in casa, stavo dentro San Siro a prendermi tutta l’energia».

I NUOVI CUSTODI DELL’INTERISMO – «L’anima italiana che traina il gruppo da anni. Gente come Bastoni, che è stata messo in croce senza un motivo per puro perbenismo. O come Barella, il mio preferito: N.B. è sempre una garanzia. È vero che Nicolò è stato un po’ in calo perché tutti vogliamo il massimo da un fenomeno così, però me lo terrò sempre stretto. E ovviamente metto dentro anche Dimarco, con quel piedino lì…».

PIO ESPOSITO – «Il mostro! Quanto mi gasa anche lui quando mostra i muscoli dopo un gol. Gli altri se lo sognano un bomber così, potrebbe fare il titolare ovunque, dal Milan alla Juve, invece da noi cresca tranquillo con Lautaro e Thuram. Abbiamo in casa il talento migliore di questa generazione e dobbiamo aiutarlo. Su questo aspetto Chivu è un maestro, ma io non ho mai avuto il minimo dubbio su Cristian».

CHIVU – «Parliamo di un interista vero, di un ragazzo intelligentissimo e di un allenatore preparato. Mi piace sempre cosa dice e come lo dice, e mi piace anche il tipo di squadra killer che ha creato: non era facile farsi seguire così, ma adesso trascina tutti. A capo dell’Inter ora c’è lui».

LA DELUSIONE IN CHAMPIONS – «Questi norvegesi sono tosti, dovremmo saperlo. È stata una delusione considerando il punto di partenza, ma mai come quest’anno ci serve uno scudetto perché ne abbiamo buttati già troppi in passato: direi almeno due negli ultimi quattro anni. In Europa ci sono purtroppo squadre più attrezzate, ma in Italia possiamo continuare a fare il vuoto come adesso».

IL TABÙ DERBY DA SFATARE – «Un po’ di sfortuna e qualche errore, ma sono semplicemente cicli: a volte ti va bene e a volte ti va male. Il derby, però, ti mette davanti a uno specchio, ti obbliga a capire se hai anima e questa Inter ce l’ha: poco, ma sicuro. Però, ora è arrivato il momento di scacciare tutta questa sfiga».

IL REGALO DI COMPLEANNO – «Beh, direi di sì, a +13 non ci prendono neanche se ci inseguono in motoretta. Vincere questo derby è importante anche per il giorno in cui cade. Alla mezzanotte di domenica sarà il 9 marzo, l’Inter festeggerà il suo 118esimo compleanno: questo è un meraviglioso segno del destino. Può mai esistere un regalo più bello che vincere contro quelli là?».

IL PRONOSTICO FINALE – «Vinciamo lo scudetto sul Milan con duecento punti di distanza, così tanti che se ti giri non li vedi neanche alle spalle. E aggiungiamo pure la Coppa Italia anche se adesso battere il Como non è facile. Poi, con la pancia piena, torneremo a parlare di Europa perché ci interessa anche quella».

Rugani, un esordio da incubo! Lui tra i principali colpevoli del KO della Fiorentina contro l’Udinese: l’analisi

Rugani, un esordio da incubo! Lui tra i principali colpevoli del KO della Fiorentina contro l’Udinese: ecco com’è andato il debutto dell’ex Juve

Daniele Rugani, difensore classe 1994, ha avuto un debutto difficile con la maglia della Fiorentina nella sfida contro l’Udinese, che si è conclusa con una sconfitta per 3-0 per i viola. L’ex difensore della Juventus, arrivato a Firenze a gennaio con la formula del prestito con obbligo di riscatto in caso di salvezza, è stato protagonista in negativo in tutte e tre le reti subite dalla sua squadra.

Come riportato da La Gazzetta dello Sport, l’esordio di Rugani al Bluenergy Stadium è stato tutt’altro che da ricordare. Nonostante l’impegno del tecnico Paolo Vanoli, che aveva cambiato modulo per rilanciarlo, il difensore ha commesso errori pesanti che hanno indirizzato la partita in favore dei friulani. Rugani non era mai stato impiegato dalla sua nuova squadra a causa di un infortunio muscolare che lo aveva tenuto fermo dalla partita contro la Roma a dicembre, quando subì uno stiramento al polpaccio. La lunga inattività ha inciso negativamente sulla sua prestazione.

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Nel primo gol dell’Udinese, Rugani, in marcatura su Kabasele durante un angolo battuto da Zaniolo, scivola e lascia il suo avversario libero di segnare. Nel secondo tempo, perde il duello fisico con Davis, facendolo cadere in area e causando un rigore per il 2-0. Infine, al terzo minuto di recupero, Rugani commette un altro errore, rinviando male di testa e permettendo a Buksa di girargli intorno e segnare il terzo gol.

Un esordio da dimenticare per l’ex bianconero, che sperava di dare stabilità alla difesa viola, ma che ha visto la sua prestazione penalizzata dalla lunga inattività. Rugani dovrà lavorare duramente per recuperare la forma fisica e riscattarsi dopo una serata che resterà difficile da digerire. La Fiorentina si augura che il difensore possa contribuire al miglioramento della difesa nelle prossime partite, ma per ora il suo debutto non è certo stato dei migliori.

Pisilli l’oro della Roma e della Nazionale: la svolta negli ultimi due mesi!

Pisilli l’oro della Roma e della Nazionale: la svolta negli ultimi due mesi! L’exploit del centrocampista italiano, e Gasperini sogna l’Europa

La Roma si gode il talento di Niccolò Pisilli e punta alla qualificazione in Champions League. Come evidenziato dalla Gazzetta dello Sport, il centrocampista è l’uomo centrale del progetto giallorosso. Sfrontato e affamato, rappresenta il futuro capitolino e un’opzione preziosa per la Nazionale di Rino Gattuso verso il Mondiale. Il classe originario di Casal Palocco potrebbe ripercorrere la favola di Nicolò Barella, sfidandolo per una maglia contro l’Irlanda del Nord. L’allenatore Gian Piero Gasperini lo ha paragonato a Marco Tardelli il 22 gennaio, dopo la bellissima doppietta contro lo Stoccarda in Europa League.

In due mesi la carriera del mediano è svoltata. Domenica contro la Juventus ha sfoderato una prestazione monumentale davanti a Luciano Spalletti, che lo aveva lanciato in azzurro il dieci ottobre. I numeri sono impressionanti: novantacinque per cento di precisione nei passaggi, un assist per il momentaneo 1-0 di Wesley, tredici palloni recuperati e cinque chiusure. Questa crescita nel 2026 è esplosa complice la Coppa d’Africa di El Aynaoui e l’infortunio di Manu Kone. Da allora, ha collezionato cinque presenze dal primo minuto su nove gare complessive.

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Ora il tesserato punta a partire titolare contro il Genoa di Daniele De Rossi, il maestro che gli regalò l’esordio in Serie A. Il ragazzo gioca con incredibile personalità e continuità, muovendosi su un’ampia porzione del campo. Il suo percorso, impreziosito dal gol con José Mourinho nel 2023 contro lo Sheriff, è magico. Nato in una famiglia sportiva e fidanzato con Anastasia Conti, nipote del celebre Bruno, l’atleta incarna l’anima della squadra. Insieme a Lorenzo Pellegrini, Gianluca Mancini e Bryan Cristante, spinge l’ambiente verso traguardi davvero prestigiosi.

Milan, riecco Cardinale! Il patron torna a San Siro per il derby: uno sguardo sul futuro tra stadio e NBA Europe

Milan, riecco Cardinale! Il proprietario dei rossoneri torna a San Siro per il derby contro l’Inter: uno sguardo sul futuro tra stadio e NBA Europe

Gerry Cardinale, proprietario del Milan, è atteso a San Siro domenica per il derby contro l’Inter, una scelta che conferma la sua crescente presenza fisica al fianco del club. Come rivelato da La Gazzetta dello Sport, Cardinale ha deciso di essere presente a Milano per parlare con la squadra e i dirigenti su temi cruciali per il futuro del club, con particolare attenzione allo stadio e al progetto NBA Europe, che sta guadagnando terreno.

Questa visita rappresenta la terza in meno di due mesi: a gennaio, Cardinale aveva incontrato il management del Milan, confermato per i mesi successivi, mentre a febbraio era presente alla Lega, nella sua prima apparizione ufficiale insieme agli altri proprietari di club. Questo derby sarà il sesto visto da Cardinale dal vivo a San Siro, il primo dei quali risale al 3 settembre 2022, quando il Milan vinse per 3-2 contro l’Inter, conquistando lo scudetto.

Due i temi più rilevanti per il futuro del club: il nuovo San Siro e l’iniziativa NBA Europe. Il progetto per il nuovo stadio è cruciale e le trattative tra Milan e Inter per trovare un accordo sul progetto, affidato agli studi Manica e Foster + Partners, sono in fase avanzata. Cardinale, inoltre, è fortemente impegnato nell’idea di far entrare una franchigia con il nome e i colori del Milan nell’NBA Europe, la nuova lega di basket che la NBA intende lanciare in Europa nell’autunno del 2027. Le prime offerte per questa iniziativa sono attese entro fine marzo.

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Infine, l’acquisizione di Warner Bros Discovery da parte di Paramount, società in cui RedBird (il fondo di Cardinale) è socia, per 94 miliardi di euro, è stato uno dei grandi colpi finanziari recenti negli Stati Uniti, e rappresenta un ulteriore passo importante nel rafforzamento delle risorse a disposizione del Milan.

Vincere il derby contro i nerazzurri potrebbe essere un bel modo per festeggiare, con il club che si prepara a una stagione ricca di sfide e opportunità.

Como Inter, Fabregas a lezione dal Bodo Glimt! Dieta e droni: il retroscena sull’incontro con i norvegesi

Como Inter, Fabregas a lezione dal Bodo Glimt! Dieta e droni: il retroscena sull’incontro con i norvegesi. Ecco di che cosa si è parlato

Stasera, Cesc Fabregas guida il Como nella sfida contro l’Inter per l’andata delle semifinali di Coppa Italia. L’attuale tecnico spagnolo, ex Barcellona e Arsenal, ha sempre avuto una certa difficoltà a battere i nerazzurri, pur riuscendo a ottenere risultati positivi contro squadre di alto calibro come Juventus e Napoli. Per provare a sovvertire il pronostico contro l’Inter, Fabregas ha preso esempio dal Bodo Glimt, club norvegese che ha recentemente eliminato la squadra di Cristian Chivu dalla Champions League.

Come riportato da La Gazzetta dello Sport, Fabregas ha dichiarato di voler creare l’“effetto Bombonera” a Como, proprio come fece il Bodo Glimt. Il tecnico ha enfatizzato l’importanza del calore del pubblico, sottolineando come i tifosi possano fungere da “dodicesimo uomo” in campo. “Tutti i miei giocatori devono dare energia ai tifosi e viceversa”, ha detto Fabregas, evidenziando la simbiosi tra squadra e supporters. Per rendere l’atmosfera ancora più coinvolgente, sono attesi diecimila tifosi al Sinigallia, pronti a dare il loro massimo supporto.

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Oltre all’aspetto emotivo, Fabregas ha introdotto innovazioni tecnologiche per migliorare le performance dei suoi giocatori. Come il Bodo Glimt, che ha visitato il centro sportivo di Mozzate per discutere di nutrizione e tecniche di allenamento, il Como ha investito in strumenti all’avanguardia. Tra questi, un megaschermo che trasmette in tempo reale le immagini degli allenamenti, riprese da un drone per analizzare le prestazioni atletiche, monitorando dati come distanze percorse e movimenti corretti. Questo approccio, già utilizzato da top club come Real Madrid, Barcellona e il PSG, segna il passo verso l’innovazione nel calcio.

Fabregas punta a sfruttare la tecnologia non solo per ottenere immagini spettacolari, ma per ottimizzare le performance dei suoi giocatori, un passo avanti rispetto ad altri sport come la Formula 1, che ha da tempo integrato simili soluzioni tecnologiche. Con l’intera squadra in crescita e il supporto di una tifoseria appassionata, il Como di Fabregas cerca la grande impresa in Coppa Italia.

Rinnovo Vlahovic, l’apertura dopo l’incontro cruciale: il serbo ha rassicurato la Juve su un aspetto!

Rinnovo Vlahovic, l’apertura dopo l’incontro cruciale: il serbo ha rassicurato la Juve su un aspetto! Ecco la richiesta del club per la sua permanenza

Il futuro di Dusan Vlahovic alla Juventus sembra finalmente chiarirsi. Dopo settimane di incertezze, il centravanti serbo ha avuto un incontro cruciale con la dirigenza bianconera alla Continassa per discutere il suo futuro. L’incontro, avvenuto alla vigilia della trasferta a Roma e alla presenza del padre Milos, dell’AD Damien Comolli e di Giorgio Chiellini, ha sancito una rinnovata apertura al rinnovo del contratto, che sembrava destinato a concludersi a giugno.

Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, Vlahovic ha rassicurato la Juventus, dichiarando di non avere alcun accordo con altri club nonostante i numerosi interessamenti, tra cui quelli di top club come Barcellona, Bayern Monaco e Milan. Il centravanti serbo ha confermato che la sua priorità resta il club bianconero, un segnale importante dopo i contrasti e la distanza degli ultimi mesi. In particolare, il giocatore ha rivelato di essere motivato dal buon rapporto con l’allenatore Luciano Spalletti, che lo considera un elemento fondamentale nel suo progetto tecnico.

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La trattativa si concentra ora su un delicato aspetto economico. La Juventus è pronta a blindare Vlahovic, ma chiede un significativo abbassamento del suo ingaggio. La proposta sarebbe quella di ridurre i 12 milioni previsti per la stagione 2025-2026 a circa 7 milioni annui, cifra simile a quella percepita dal giovane Kenan Yildiz. Questo accordo sarebbe in linea con il nuovo assetto societario, che ha recentemente rinnovato i contratti di Yildiz e Weston McKennie.

Sul fronte del recupero fisico, Vlahovic sta progressivamente tornando in forma dopo un lungo stop per un intervento agli adduttori. Il serbo è previsto di nuovo in allenamento con il gruppo nella prossima settimana e potrebbe essere convocato già per la partita di sabato contro il Pisa, con l’obiettivo di tornare a pieno regime per la trasferta a Udine a metà marzo.

La sua permanenza potrebbe cambiare anche i piani di mercato per l’estate. La Juventus, infatti, non sarebbe più alla ricerca di un sostituto, ma potrebbe puntare all’acquisto di un attaccante di livello per affiancarlo, formando una coppia offensiva devastante sotto la guida di Spalletti.

Taremi shock: «Vado in guerra per l’Iran!». Il conflitto in Medio Oriente ferma il mondo del calcio: la decisione dell’ex Inter

Taremi shock: «Vado in guerra per l’Iran!». Il conflitto in Medio Oriente ferma il mondo del calcio: la decisione presa dall’ex Inter, ora all’Olympiakos

La guerra tra USA e Iran, che sta scuotendo il Medio Oriente, ha avuto impatti anche sul mondo del calcio. Mehdi Taremi, ex attaccante dell’Inter e ora in forza all’Olympiacos, ha deciso di interrompere momentaneamente la sua carriera calcistica per dare una mano al suo paese, l’Iran, durante il conflitto. Secondo quanto riportato da Tuttosport, Taremi ha dichiarato di sentirsi “ansioso” non per la tensione prima di una partita, ma per una preoccupazione molto più profonda, legata al suo paese natale. Il calciatore ha confidato che l’Iran ha bisogno di lui, preferendo rispondere al richiamo della sua terra piuttosto che continuare a inseguire la carriera calcistica.

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Questo gesto segna un punto di rottura con la tradizionale fuga da conflitti e difficoltà. In un momento in cui molti sportivi cercano rifugio all’estero, Taremi ha scelto di rimanere e lottare per un futuro migliore per il suo paese, nonostante le difficoltà politiche. La situazione che coinvolge anche la Nazionale di calcio femminile dell’Iran, che ha rifiutato di cantare l’inno del regime, evidenzia il forte contrasto tra sport e politica in un periodo di forte tensione geopolitica.

Il calcio, come altri sport, è stato colpito dalla crisi in Medio Oriente. La Qatar Football Association ha sospeso temporaneamente tutte le competizioni, e il conflitto ha causato la chiusura degli spazi aerei in paesi come Qatar, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita, paralizzando gli aeroporti e sospendendo eventi internazionali. Marco Verratti, che gioca in Qatar, e Roberto Mancini, allenatore dell’Al Sadd SC, hanno affrontato preoccupazioni personali durante questo periodo turbolento.

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Anche Mario Balotelli, attualmente in forza all’Al Ittifaq, è riuscito a rientrare in Italia appena in tempo, prima della chiusura degli spazi aerei. In questo scenario incerto, la geopolitica sta avendo un impatto diretto sul mondo del calcio, con diverse partite cancellate e sfide di alto profilo sospese.

La crisi in corso sta mettendo in evidenza come il calcio, pur essendo uno sport globale, non possa rimanere estraneo alle dinamiche politiche internazionali.

Sassuolo, boom Kone: valore raddoppiato, ora se lo contendono le big di Serie A! 5 anni fa sarebbe potuto essere del Bologna: il retroscena

Sassuolo, boom Kone: valore raddoppiato, ora se lo contendono le big di Serie A! Ecco chi si è già fatto avanti per il centrocampista

Ismael Koné, centrocampista classe 2002 del Sassuolo, sta vivendo una stagione straordinaria che lo sta proiettando sotto i riflettori delle grandi squadre, sia italiane che europee. Dopo essere stato riscattato dal club neroverde per 12,5 milioni di euro dal Marsiglia, il talento canadese ha visto il suo valore di mercato più che raddoppiare. Secondo quanto riportato da Tuttosport, ora il Sassuolo valuta Koné circa 30 milioni di euro, con molteplici club pronti a fare un’offerta per portarlo via dalla Serie A.

Il centrocampista, che finora ha collezionato 5 gol in 24 presenze, ha giocato un ruolo fondamentale nel cammino della squadra di Fabio Grosso, spingendo i neroverdi vicino alle posizioni europee. L’ultimo exploit di Koné è arrivato nella vittoria contro l’Atalanta, un gol che ha contribuito a consolidare il buon momento del Sassuolo, con 5 vittorie nelle ultime 6 partite di campionato. La sua prestazione ha attirato l’attenzione di vari club, tra cui Roma, Juventus e Inter, con gli emissari dei nerazzurri presenti sugli spalti durante la partita contro la Dea.

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Le prestazioni di Koné stanno facendo rumore anche fuori dall’Italia, con squadre inglesi interessate al giocatore, il cui valore potrebbe crescere ulteriormente in vista del Mondiale 2026 con la Nazionale canadese. La partecipazione alla Coppa del Mondo potrebbe fungere da ulteriore vetrina per il talento del Sassuolo, spingendo ancor di più le trattative di mercato.

Il club emiliano, guidato da Giovanni Carnevali e Checco Palmieri, spera di scatenare una vera e propria asta milionaria per Koné, ottenendo una plusvalenza importante, come già successo in passato con altri giocatori. In estate, il Sassuolo potrebbe trovare una proposta allettante che permetterebbe di capitalizzare sul giovane centrocampista, ora uno dei più promettenti della Serie A. Spunta, inoltre un retroscena: il canadese sarebbe potuto sbarcare in Serie A già 5 anni. Il Bologna era pronto ad accoglierlo ma il Covid-19 e il Lockdown bloccarono tutto.

Pio Esposito Inter, l’Arsenal ci prova! Telefonata ad Ausilio: perentoria la risposta arrivata da Viale della Liberazione

Pio Esposito Inter, l’Arsenal ci prova! Telefonata ad Ausilio: la risposta arrivata da Viale della Liberazione. La posizione del club nerazzurro

Pio Esposito, giovane attaccante classe 2005 dell’Inter, sta vivendo una stagione da protagonista e ha catturato l’attenzione di numerosi club, tra cui l’Arsenal. Durante la sfida di Champions League contro i Gunners, Esposito ha impressionato l’allenatore Mikel Arteta con una prestazione brillante, che ha portato il tecnico spagnolo a parlarne con il direttore sportivo Andrea Berta. Dopo il match, Berta ha subito contattato Piero Ausilio, ds dell’Inter, per saperne di più sul futuro del giovane centravanti.

Tuttavia, la risposta dell’Inter è stata chiara e perentoria: Esposito non è in vendita. Come riferito da La Gazzetta dello Sport, nonostante l’interesse delle squadre della Premier League, i nerazzurri considerano il 20enne come un pilastro per il futuro e intendono blindarlo. Il giovane attaccante, che ha firmato un contratto fino al 2030 con uno stipendio di circa 1 milione di euro a stagione, ha visto la sua importanza crescere nelle ultime settimane, complice l’infortunio di Lautaro Martinez. Esposito ha già messo a segno 7 gol in stagione e punta a raggiungere la doppia cifra. Molto probabile che il club di Viale della Liberazione decida di rivedere al rialzo il suo stipendio al termine della stagione.

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Con il mercato che si avvicina, l’Inter non ha intenzione di cedere Esposito, considerando che il suo valore è destinato a crescere ulteriormente. Nonostante le offerte provenienti dall’estero, il club milanese ha deciso di investire nel giovane talento, forte della sua visione a lungo termine. Esposito ha dimostrato grande maturità, apprezzando il percorso che lo ha portato a diventare una risorsa fondamentale per la squadra.

Ora, Esposito è pronto a continuare a dimostrare il suo valore, con la speranza di chiudere la stagione nel migliore dei modi, puntando a un posto da titolare fisso. Con il supporto di Lautaro e l’affetto della famiglia, il giovane attaccante è solo all’inizio di un percorso che potrebbe rivelarsi straordinario per la sua carriera.

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 3 marzo 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Udinese, parla Runjaic nel post gara: «Arrivavamo da tre sconfitte di fila, la squadra ha risposto con una prova solida. Su Davis…»

Udinese, il tecnico degli bianconeri Runjaic ha rilasciato alcune dichiarazioni dopo la gara contro la Fiorentina. Le sue parole

Nel post‑partita della sfida tra Udinese e Fiorentina valida per la 27ª giornata di Serie A 2025‑2026, il tecnico dei nerazzurri, Kosta Runjaic , è intervenuto ai microfoni di Sky Sport. Ecco le sue parole:

 PAROLE – «Arrivavamo da tre sconfitte di fila, con molta pressione addosso e una gara d’andata persa in modo pesante. La squadra però ha risposto con una prova solida, c’era grande voglia di riscatto. Questo successo ci permette di fare un passo avanti in classifica ed è arrivato contro un avversario tutt’altro che semplice. Ci siamo fatti trovare pronti. Davis ha confermato ancora una volta quanto sia fondamentale per noi: in rosa non abbiamo altri giocatori con le sue caratteristiche. Ha spinto forte per rientrare prima del previsto e questo atteggiamento è motivo di orgoglio. Ha velocità, qualità nell’uno contro uno, sa proteggere bene il pallone e ha dato un contributo importante alla squadra».

Partite oggi, stasera e domani: guida alla Diretta TV

 ANALISI – «Atta non era nemmeno in panchina per una scelta precauzionale: ha avuto qualche fastidio fisico e non aveva senso correre rischi, considerando le tante partite che ci attendono. Il campionato è molto competitivo e affronteremo avversari di livello. Speriamo di recuperarlo già per la sfida contro l’Atalanta, ma solo se sarà al cento per cento. Per quanto riguarda Bertola, purtroppo il momento sul fronte infortuni non è dei migliori: temo una distorsione alla caviglia, aveva molto dolore e questo mi dispiace. Solet è già fuori, ora perdiamo anche lui e speriamo di poter ritrovare presto l’intero gruppo a disposizione».

Fiorentina, Vanoli nel post partita: «Stasera la prestazione è da cancellare. Kean? Ha avuto un fastidio alla tibia»

Fiorentina, il tecnico degli viola Vanoli ha rilasciato alcune dichiarazioni dopo la gara contro l’Udinese. Le sue parole

Nel post‑partita della sfida tra Udinese e Fiorentina valida per la 27ª giornata di Serie A 2025‑2026, il tecnico dei viola, Paolo Vanoli , è intervenuto ai microfoni di Sky Sport. Ecco le sue parole:

 PARTITA – «Stasera la prestazione è da cancellare completamente, da quando sono qua abbiamo sempre sbagliato la partita decisiva. Ciò che fa la differenza è l’atteggiamento, credevo gli ultimi risultati ci dessero fiducia e invece ci siamo ricaduti. Non è una questione di difesa a 3 o a 4, oggi ho scelto quella a 3 perché giovedì ci siamo complicati la vita giocando 120 minuti. Questa squadra deve giocare ma lo deve fare, nel primo tempo per esempio non abbiamo mai attaccato la profondità e questo non va bene. È mancata la determinazione e la cattiveria che ci avrebbero fatto fare un passo in più».

Partite oggi, stasera e domani: guida alla Diretta TV

ANLISI MOMENTO – «È una questione di mentalità, giovedì ci sono rimasti gli strascichi e ho cercato di ricordare ai ragazzi la partita d’andata. Oggi abbiamo fatto due passi indietro, ero convinto di averne fatto uno avanti nelle gare contro Como e Jagiellonia all’andata ma ultimamente è mancato lo spirito. Questo sta diventando un po’ pericoloso e spero i ragazzi lo capiscano. Kean? Ha avuto un fastidio alla tibia».

Premier League, passo indietro sui corner: niente VAR per correggere le decisioni dagli angoli

Premier League, passo indietro sui corner: no VAR per le decisioni dagli angoli. Sì alla linea dura contro l’ampliamento del protocollo

La richiesta di ampliare il protocollo VAR continua a far discutere, ma mentre in Italia cresce la pressione per introdurre nuove casistiche — in particolare la possibilità di intervenire anche sulle doppie ammonizioni — la Premier League mantiene una linea molto più rigida. Come riportato da Sky Sports, il massimo campionato inglese non ritiene necessario alcun ampliamento ulteriore e si oppone all’idea di estendere il VAR a situazioni oggi escluse dal protocollo.

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La posizione della Premier League sulle nuove casistiche VAR

Secondo Sky Sports, la Premier League ha espresso la propria contrarietà a un possibile intervento del VAR per correggere errori nell’assegnazione dei calci d’angolo. L’attuale protocollo non lo prevede perché si tratta di un’azione già conclusa: eventuali sviluppi successivi — come rigori o gol — verrebbero considerati parte di una nuova azione, quindi non revisionabili. Le nuove norme VAR saranno testate ai Mondiali 2026, ma non sono state ancora inserite nel regolamento ufficiale dell’IFAB, l’unico organismo autorizzato a modificare le regole del gioco. I dirigenti della Premier restano molto prudenti e non intendono ampliare le casistiche di intervento senza una riflessione approfondita.

Il peso delle interruzioni e la filosofia inglese sul VAR

In Inghilterra, le interruzioni prolungate per decisioni VAR sono spesso contestate dal pubblico, sia allo stadio sia davanti alla televisione. Proprio per questo la Premier League valuta con estrema cautela ogni possibile modifica: l’obiettivo è evitare pause che spezzino il ritmo della partita e generino malcontento tra gli spettatori. Per questa ragione, il VAR interviene solo su episodi chiari e decisivi, ovvero situazioni che in campo sono completamente sfuggite all’arbitro. L’idea di fondo è preservare la fluidità del gioco, limitando la tecnologia ai casi davvero determinanti.

Pagelle Udinese Fiorentina, Rugani intervento horror, Davis bomber a sorpresa. Kean non incide

Pagelle Udinese Fiorentina: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 27ª giornata di Serie A 2025/26

Pagelle Udinese Fiorentina: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 27ª giornata di Serie A 2025/26. Ecco le valutazioni:

PAGELLE UDINESE FIORENTINA

UDINESE -Okoye 6; Kristensen 6, Kabasele 7, Bertola 6,5 (73′ Mlacic sv); Ehizibue 6, Piotrowski 6 (73′ Zarraga sv), Karlstrom 6, Ekkelenkamp 6, Zemura 6,5 (73′ Kamara sv); Zaniolo 7 (87′ Miller sv), Davis 7,5 (68′ Buksa 5)

FIORENTINA – De Gea 5,5; Parisi 6, Pongracic 5,5 (46′ Comuzzo 6), Rugani 4, Ranieri 6; Mandragora 6 (71′ Fabbian sv), Fagioli 5 (87′ Fazzini sv), Brescianini 5,5 (46′ Ndour 6); Harrison 5,5, Kean 5 (71′ Piccoli sv), Gudmundsson 5.

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Moviola Udinese Fiorentina: rigore giusto assegnato ai bianconeri, tutti gli episodi della sfida

Moviola Udinese Fiorentina: l’episodio arbitrale chiave del match valido per la 27ª giornata del campionato di Serie A 2025/26

L’episodio chiave della moviola del match Udinese Fiorentina, valido per la 27ª giornata della Serie A 2025/26. Dirige la sfida l’arbitro Pairetto.

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LA MOVIOLA

La partita si accende già al 10’, quando l’Udinese passa in vantaggio: sul corner battuto da Zaniolo, Kabasele anticipa tutti e insacca di testa l’1-0. Rete regolare, nessun dubbio per Pairetto. Al 18’ e al 27’ la Fiorentina spreca due buone occasioni con Mandragora, mentre sul fronte disciplinare arrivano tre ammonizioni corrette: Pongračić (28’), Ehizibue e Parisi (32’) vengono puniti per interventi evidenti e senza possibilità di interpretazione. Al 37’ Davis sfiora il raddoppio, ma De Gea salva. Il primo tempo si chiude senza episodi controversi.

La svolta arriva al 61’: Rugani entra in ritardo su un avversario in area e Pairetto assegna il rigore per l’Udinese, mostrando anche il giallo al difensore viola. Decisione corretta: il contatto è netto e non sul pallone. Dal dischetto Davis spiazza De Gea e firma il 2-0. Poco dopo, al 64’, l’Udinese sfiora ancora il gol e la Fiorentina prova a reagire con i cambi, ma senza incidere. Tutti gli interventi arbitrali risultano coerenti con il regolamento e non richiedono interventi VAR.

Nel secondo tempo Pairetto mantiene una direzione coerente, punendo al 80’ un intervento duro di Luca Ranieri con un giallo inevitabile. La gestione dei cambi è regolare e senza contestazioni: numerose sostituzioni da entrambe le parti, tutte effettuate nei tempi e modi previsti. L’Udinese continua a spingere e al 90+4’ arriva il sigillo finale: Adam Buksa conclude una splendida azione personale con un tiro all’incrocio imprendibile per De Gea. Anche qui nessun dubbio: posizione regolare e nessun fallo nella costruzione dell’azione.

Nei minuti finali Pairetto controlla il recupero senza ulteriori episodi dubbi e al 90+6’ decreta la fine del match. Nel complesso, arbitraggio solido: rigore giusto, cartellini corretti, nessuna situazione che richiedesse un intervento VAR prolungato. Una direzione lineare in una gara comunque intensa e ricca di duelli.

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