Pagina 342 – Calcio News 24

Formazioni ufficiali Genoa Napoli: le scelte di De Rossi e Conte

Formazioni ufficiali Genoa Napoli: le scelte di Daniele De Rossi e Antonio Conte per la partita valevole per il 24° turno di Serie A 2025/26

Il sabato di Serie A si apre al “Luigi Ferraris” con la sfida tra Genoa e Napoli. I Rossoblù guidati da Daniele De Rossi, a caccia di punti salvezza dopo la recente beffa contro la Lazio, schierano in avanti il portoghese Vitinha affiancato da Lorenzo Colombo.

Gli Azzurri di Antonio Conte, costretti a vincere per difendere il terzo posto dal pressing della Juventus, rispondono con una sorpresa: Romelu Lukaku parte dalla panchina. Spazio al centravanti danese Rasmus Hojlund, supportato sulla trequarti da Eljif Elmas e Antonio Vergara. In difesa torna titolare il centrale kosovaro Amir Rrahmani.

GENOA – Bijlow; Marcandalli, Ostigard, Vasquez; Norton-Cuffy, Malinovskyi, Frendrup, Ellertsson, Martin; Vitinha, Colombo.

NAPOLI – Meret; Rrahmani, Buongiorno, Juan Jesus; Gutierrez, Lobotka, McTominay, Spinazzola; Elmas, Vergara; Hojlund.

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Juventus, Spalletti alla vigilia della Lazio: «Conceicao e Kelly da valutare. Rinnovo Yildiz? Oggi un giorno importante, sul mio rinnovo…» – VIDEO

Juventus, Luciano Spalletti interviene in conferenza stampa alla vigilia del match di campionato contro la Lazio: le sue dichiarazioni

La conferenza stampa di Luciano Spalletti alla vigila di Juventus Lazio, match valevole per il 24° turno del campionato di Serie A 2025/26.

RINNOVO YILDIZ – «Ci siamo vestiti tutti così perchè è un giorno importante per il futuro della Juventus. È significativo sulle intenzioni di questo club ed è bellissimo pensare di avere Kenan in squadra più anni possibile».

YILDIZ E CONCEICAO COME STANNO – «Yildiz è a disposizione, oggi ha sviluppato tutto l’allenamento con la squadra. Conceicao e Kelly han fatto a parte oggi, c’è da valutare domani perché è passato talmente poco tempo che il percorso per valutarli è meglio domattina».

VICINANZA DELLA PROPRIETA’ E SUO RINNOVO – «Giusto non mettere pressione alla cosa. La società deve aver tempo di fare valutazioni. Quando riuscirò a dimostrarlo come Kenan poi sarà una cosa possibile penso. Ma siamo tutti concentrati sulla nostra priorità. La mia deve essere quella di preparare bene le partite. La Juventus ha da sistemare qualcosa come ha fatto oggi che diventa fondamentale per il futuro, ha da parlare di contratti in scadenza. C’è anche il mio ma sono venuto con l’intenzione di lasciargli a disposizione la scelta. Ci sono ancora partite da giocare che possono far cambiare opinione facilmente a tutti, nel calcio si fan le cose con calma senza far rincorrere niente. Con Elkann ho parlato spesso, lo sento molto vicino, molto partecipe a quelle che sono le voglie di diventare sempre più forti. Con lui vicino ci sentiamo ancora più forti».

DIFFERENZE TRA PRIME E ‘SECONDE’ LINEE – «Dipeso anche un po’ da me. Siamo costretti a fare delle scelte. Siccome siamo una squadra con un comportamento ben preciso, questa capacità di relazionarsi diventa fondamentale nel gioco. Sempre probabilmente io facendo giocare quelli lì sono riuscito a far condizionare di più chi ha giocato di più rispetto chi ha giocato di me. Questa differenza non la vedo, viene fuori dalla prestazione. In una partita come quella giocata a Monaco, non indico quelli subentrati dalla panchina come i colpevoli del mancato risultato. Ho visto la squadra al di sotto, che non è stata così capace come le altre partite. Scagionerei i subentrati».

PRESTAZIONI MA NON RISULTATO – «Com’è? Giochisti e risultatisti? Ci sono in mezzo gli equilibristi. Poi da un punto di vista mio diventa facile. Ad avere più palla si riescono a decidere le sorti. In una partita come domani, se dai la palla alle squadre di Sarri fanno la cosa che gli piace più fare e riescono a sviluppare più cose di quelle che preparano e provano. Ci sono partite che ti fanno rimanere un po’ in sospeso e ti fan sentire incompleto. Questo è quello che vogliamo fare, sviluppare dentro le partite. Non ci sono ruoli, i giocatori si adattano al contesto del comportamento degli avversari. Si va a tentare di avere più palla noi. Poi che cosa farne e dove andare a portarla più o meno veloce è un altro discorso. Io posso decidere anche di non attaccare e di fare un possesso sterile che non ti porta niente se non a statistiche, oppure verticalizzare e finalizzare prima possibile. Dipende anche dal comportamento degli avversari. Come sviluppare il nostro gioco. È un sistema un po’ liquido, si valuta di volta in volta».

BOGA E HOLM – «Due giocatori forti, ci possono dare una mano. Noi dicevamo un calciatore che avesse quelle caratteristiche lì e sapesse partire da quella posizione lì ma Boga sa stare in altri ruoli, ha questa rapidità anche lui, questa tecnica, sensibilità palla al piede. Ha ugualmente la caratteristica di saper saltare il suo avversario. Son tutte cose importanti che messe in un contesto che funziona diventa più facile adattarle in altri ruoli. Ti aiuta a essere ancora più campione di quello che sei. Poi ci ha fatto vedere subito la personalità, è andato a puntare, ci ha creato, avevamo spiragli in più per finalizzare l’azione. Holm è uno che conosco da più tempo perché ha giocato a Spezia, mia moglie è di lì, sono andato più volte a vedere lo Spezia e mi ha colpito. Poi ha avuto una crescita, son due giocatori che ci possono dare un contributo importante».

LAZIO – «La Lazio è una squadra in continuo movimento, ha palleggio, sa giocare a calcio. Sapersi adattare a scenari che cambiano di continuo è una qualità importante. È una chiave per prendere in mano il pallino del gioco. Contro di loro distanze e ritmo devono essere allineati in tutta la squadra, Sarri avete visto allenare. Loro son sempre compatti, uniti, nelle scelte che fanno. Bisognerà essere bravi, una squadra collegata. Bisogna leggere i momenti della partita, giocano meglio della loro classifica».

LA CONFERENZA STAMPA INTEGRALE DI SPALLETTI ALLA VIGILIA DI JUVE LAZIO

Conferenza stampa Di Francesco pre Lecce Udinese: «Sappiamo che dobbiamo migliorare, non abbiamo a disposizione Berisha. In futuro…»

Conferenza stampa Di Francesco pre Lecce Udinese: le parole del tecnico dei salentini alla vigilia del match del 24° turno di Serie A 2025/26

La conferenza stampa di Eusebio Di Francesco alla vigilia di Lecce Udinese, match valevole per la 24^ giornata del campionato di Serie A 2025/26.

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PAROLE – «La difesa a 3 è una possibilità che varia in base all’avversario che abbiamo difronte ma l’abbiamo già attuata in diverse occasioni. Domenica ci sono state tante opportunità che non abbiamo sfrutto, sappiamo che dobbiamo migliorare, in futuro potremmo pensare ad un attacco a due. Stulic oggi si è allenato con la squadra, spero di averlo a disposizione per domani. Pierotti ha caratteristiche fisiche e tecniche importanti, nel caso in cui dovessimo cambiare modulo, può giocare da quinto. Purtroppo non abbiamo a disposizione Berisha, la nostra arma in più, che è un po’ in ritardo rispetto ai tempi che ci eravamo prefissati. Esteban sta facendo molto bene in primavera, lo stiamo monitorando, in futuro potrebbe essere convocato».

Yildiz Juve, l’ufficialità del rinnovo arriva in conferenza stampa! Le parole del talento turco

Yildiz Juve, l’ufficialità del rinnovo arriva in conferenza stampa! Le parole del numero 10 bianconero dopo la firma sul contratto

(inviato all’Allianz Stadium) Kenan Yildiz ha rinnovato con la Juventus. Firma fino al 2030 per il gioiello turco, blindato così dal club bianconero.

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Nel giorno del prolungamento di contratto, sabato 7 febbraio, il numero 10 parla in conferenza stampa alle 16. Juventusnews24 segue LIVE le sue parole.

PAROLE – «Ringrazio Comolli, il mister, i compagni e i tifosi. Sono felice di rinnovare, stare nella famiglia Juventus. Sono convinto che faremo belle cose in futuro. Sono sicuro che dietro di me ci sono i tifosi e la mia famiglia. Grazie mille e fino alla fine».

Il sabato di vigilia che precede il big match contro la Lazio si è trasformato in un evento storico per il futuro della Juventus. Quella che doveva essere una consueta conferenza stampa alla Continassa ha regalato un colpo di scena teatrale: davanti ai giornalisti è apparso Kenan Yildiz. Il talento turco, attuale numero dieci e simbolo del nuovo corso bianconero, si è presentato affiancato da Luciano Spalletti e dall’Amministratore Delegato Damien Comolli per ufficializzare il prolungamento del contratto fino al 2030.

Un annuncio a sorpresa che blinda il classe 2005 alla Vecchia Signora con un adeguamento economico da vero top player. L’accordo prevede un salto vertiginoso dell’ingaggio: dai precedenti 1,7 milioni, Yildiz passerà immediatamente a una base fissa di 6 milioni di euro, cifra destinata a salire a 7 milioni più bonus a partire dalla prossima stagione sportiva. Mentre il fantasista ha ribadito il suo legame viscerale con il club, il tecnico di Certaldo ha benedetto l’operazione con parole che sanno di investitura definitiva per il suo pupillo, ormai perno imprescindibile del progetto tecnico.

Manchester United inarrestabile! Battuto anche il Tottenham: 4° successo consecutivo per i Red Devils di Carrick! Ecco com’è andata

Manchester United inarrestabile! Battuto anche il Tottenham: 4° successo consecutivo per i Red Devils di Carrick! Com’è andata la sfida di Premier

L’effetto Michael Carrick continua a trasformare l’Old Trafford in un fortino inespugnabile. Il Manchester United conquista la quarta vittoria consecutiva, superando per 2-0 il Tottenham in una sfida segnata dall’inferiorità numerica degli ospiti. La partita si è messa in discesa per i padroni di casa al 29′, quando il difensore argentino Cristian Romero è stato espulso, lasciando gli Spurs in dieci uomini per oltre un’ora. A capitalizzare il vantaggio sono stati Bryan Mbeumo, l’esterno offensivo che ha sbloccato il match al 38′, e il capitano Bruno Fernandes, che ha chiuso i conti all’81’ con la solita freddezza.

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Un calendario da brividi superato di slancio

Dall’avvento in panchina dell’ex centrocampista inglese, la musica è cambiata radicalmente. I Red Devils non hanno solo vinto, ma hanno convinto contro avversari di altissimo coefficiente di difficoltà. Il filotto di successi comprende il derby contro il Manchester City, il trionfo all’Emirates contro l’Arsenal capolista e la vittoria al cardiopalma contro il Fulham (arrivata al 94′ dopo il pari dei Cottagers al 91′). Quella contro i londinesi è stata anche la rivincita della recente finale di Europa League, vinta proprio dal Tottenham contro lo United.

La dinastia Fletcher e la scommessa del barbiere

La serata ha regalato anche un momento amarcord: al 92′ ha fatto il suo esordio Tyler Fletcher, centrocampista 18enne e figlio d’arte. Suo padre, Darren Fletcher, è stato compagno di squadra di Carrick e traghettatore del club nelle sfide contro Burnley e Brighton dopo l’esonero del tecnico portoghese Ruben Amorim.

Ora l’attenzione si sposta a mercoledì, quando lo United affronterà il West Ham a Londra. In ballo non ci sono solo i tre punti, ma la chioma di Frank Ilett. Il popolare tifoso, diventato virale sui social, non taglia i capelli da 493 giorni: ha giurato di non farlo finché la squadra non avesse vinto 5 gare di fila. Il barbiere è già avvisato.

Mercato Inter, pericolo scippo per Aleksandar Stankovic: le big europee sono pronte a contenderselo!

Mercato Inter, pericolo scippo per Aleksandar Stankovic: le big europee sono pronte a contenderselo! Le novità dal Belgio sul suo futuro

La stagione della definitiva consacrazione di Aleksandar Stankovic non è passata inosservata ai piani alti del calcio europeo. Il centrocampista serbo, classe 2005 e figlio dell’indimenticato “Drago”, sta vivendo un’annata da protagonista assoluto con la maglia del Club Brugge. Le prestazioni di altissimo livello fornite in Jupiler Pro League hanno acceso i riflettori dei maggiori club continentali, trasformando il giovane mediano in uno dei pezzi pregiati della prossima sessione estiva. Secondo quanto riportato dai media fiamminghi, in particolare da HLN, la concorrenza è spietata e ha già tagliato fuori le società di fascia medio-alta della Bundesliga, come il Borussia Dortmund, ormai consapevoli di non poter competere economicamente.

La finestra di giugno e l’assalto da Londra

Il futuro del giocatore è intrecciato a doppio filo con le strategie dell’Inter. Il club nerazzurro, che ne ha curato la crescita nel vivaio, vanta un’opzione di riacquisto fissata a 23 milioni di euro, esercitabile in una finestra temporale ristretta tra il 1° e il 15 giugno. Tuttavia, lo scenario si complica a causa del forte inserimento della Premier League. Arsenal e Chelsea avrebbero già avviato contatti concreti sia con la dirigenza belga che con l’agenzia Roc Nation, che cura gli interessi del ragazzo. Le due potenze londinesi vedono in Stankovic il profilo ideale per rinforzare la mediana, grazie a un mix di fisicità, tecnica e personalità.

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L’incastro economico: recompra o plusvalenza?

La dirigenza della Beneamata si trova ora di fronte a un bivio strategico. Se Beppe Marotta decidesse di non esercitare il diritto di “recompra”, lascerebbe al Club Brugge la libertà di scatenare un’asta internazionale, con la possibilità di vendere il cartellino a una cifra ben superiore ai 23 milioni pattuiti con i milanesi. In questo caso, però, l’Inter non rimarrebbe a mani vuote: gli accordi prevedono infatti che il 50% della plusvalenza sulla futura rivendita finisca nelle casse di Viale della Liberazione. Una situazione win-win che potrebbe garantire ai Meneghini un tesoretto importante o il ritorno a casa di un talento cristallino.

Conferenza stampa Cuesta pre Bologna Parma: «Vogliamo mantenere la nostra identità, Estevez è out. Sulla classifica rispondo così»

Conferenza stampa Cuesta pre Bologna Parma: le parole del tecnico dei crociati alla vigilia della sfida valevole per il 24° turno di Serie A 2025/26

La conferenza stampa di Carlos Cuesta alla vigilia di Bologna Parma, match valido per la 24^ giornata del campionato di Serie A 2025/26.

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INFORTUNATI – «Estevez non sarà disponibile. Poi gli indisponibili sono i soliti».

NICOLUSSI CAVIGLIA – «Nicolussi può portare tanta progressione con la palla, un grande calcio che gli permette di fare gol, aiuti sulle palle inattive, grande lucidità per leggere situazioni sia offensive che difensive. Ha anche capacità di ricoprire diversi ruoli, sia come mediano sia come play. Anche gli altri arrivati ci possono dare tanto: siamo focalizzati sul farli integrare, con la consapevolezza che ogni partita è diversa e che dobbiamo affrontarla nel miglior modo in base a quello che ci aspettiamo».

SULLA PARTITA – «Siamo consapevoli. Proviamo ad analizzare in modo equilibrato le cose. Dobbiamo affrontare la gara con determinazione e convinzione delle nostre qualità. Una partita importante, un derby importante per i tifosi».

IDENTITA’ – «Vogliamo mantenere la nostra identità: ossia essere una squadra compatta, che difende bene e attacca ogni volta meglio. Proveremo sempre a essere pragmatici e portare i risultati a casa. Dentro questo, i giocatori sono a disposizione e ci aiutano al massimo per avere i risultati che vogliamo. In base alla partita faremo le valutazioni».

CLASSIFICA – «L’ho detto fin dal primo giorno: non avevo aspettative, volevo standard alti, quello è ciò che ti porta alla prestazione e ai risultati. Mi focalizzo su ciò che vogliamo fare. Sappiamo il nostro obiettivo, che serve determinazione e fiducia. Ogni partita sarà una battaglia e sono convinto che abbiamo tutto per fare bene».

PRESSIONE – «Non mi mette nessuna pressione, ne sono consapevole. Sono grato di avere scelte che mi possano permettere di fare cose diverse. I nuovi acquisti ci permettono di avere versatilità e possibilità diverse, è positivo. Io mi concentro su quello che può aiutarci a fare punti e aiutare questi ragazzi affinché siano più pronti possibile per affrontare ogni partita».

STREFEZZA – «La sua posizione può influire su quella di Ondrejka? È una possibilità in funzione della partita e del contesto. Abbiamo una rosa che ha la capacità di fare diverse cose dentro una stessa linea guida».

DIFESA – «Sono diversi motivi: in primo luogo lo sviluppo di Drobnic e poi anche perché è mancino. Noi abbiamo Valenti e Ndiaye che sono mancini ma sono indisponibili».

Conferenza stampa Runjaic pre Lecce Udinese: «Ci dispiace per Davis, il nostro obiettivo è di rimanere in Serie A». Poi l’annuncio su Zaniolo

Conferenza stampa Runjaic pre Lecce Udinese: le parole del tecnico dei friulani alla vigilia del match valevole per il 24° turno di Serie A 2025/26

La conferenza stampa di Kosta Runjaic alla vigilia di Lecce Udinese, sfida valevole per la 24^ giornata del campionato di Serie A 2025/26.

PAROLE – «Contro il Lecce non sarà una partita semplice, ma dobbiamo dare tutto per portare a casa il massimo dei punti. Zaniolo è tornato a disposizione, sta meglio ma non posso ancora dirvi se giocherà titolare. Se dovesse partire dall’inizio, non potrà comunque fare 90 minuti. Siamo contenti del rientro di Buksa, che verrà in panchina e potrà avere uno spezzone di partita. Ci dispiace per Davis ma lì davanti abbiamo diverse soluzioni come Zaniolo, Bayo e Gueye. Piotrowski tornerà in gruppo dalla prossima settimana, Kamara sta migliorando e anche per lui è questione di tempo. Zanoli e Davis saranno indisponibili.

Il nostro obiettivo è quello di rimanere in Serie A, dobbiamo fornire grandi prestazioni e fare meglio delle scorse stagioni. Mlacic e Arizala sono due ragazzi molto giovani e rappresentano quel tipo di giocatore di cui abbiamo bisogno, come Miller e Gueye. Hanno talento e carattere per crescere qui a Udine, devono lavorare intensamente. Mlacic può dare molto, deve affermarsi in Serie A, è un ragazzo che può essere molto importante per questo progetto. Sono soddisfatto dei nuovi arrivati. Ekkelenkamp e Atta hanno lavorato molto a livello difensivo, sono stati pericolosi anche a livello offensivo, hanno segnato e hanno speso molte energie, dobbiamo evitare che si infortunino. Entrambi sono in ottima forma. Zaniolo è un giocatore versatile, può giocare a centrocampo, da trequartista e da punta al posto di Davis. Non ha ancora 90 minuti nelle gambe e non voglio rischiarlo».

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Allenamento Roma, Gasperini con gli uomini contati: Vaz, Hermoso ed El Shaarawy a parte: le ultime sugli infortunati

Allenamento Roma, Gasperini con gli uomini contati: Vaz, Hermoso ed El Shaarawy a parte: le ultime sugli infortunati in casa giallorossa

L’avvicinamento alla ventiquattresima giornata di Serie A si sta trasformando in un vero e proprio percorso a ostacoli per la Roma. Dal centro sportivo di Trigoria arrivano aggiornamenti preoccupanti riportati dall’esperto di mercato Gianluca Di Marzio: Gian Piero Gasperini, tecnico dei Capitolini, si trova a dover gestire una vera e propria emergenza in vista del Monday Night programmato per lunedì 9 febbraio contro il Cagliari, guidato in panchina da Fabio Pisacane. Il momento è particolarmente delicato per i Giallorossi, che non assaporano il gusto dei tre punti dal lontano 18 gennaio (vittoria contro il Torino). Da allora, il ruolino di marcia ha registrato un pareggio contro il Milan e una recente, amara sconfitta contro l’Udinese, risultati che rendono la sfida contro i Sardi un crocevia fondamentale.

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Sette big a rischio per il Monday Night

Il report dell’allenamento odierno assomiglia a un bollettino di guerra. Mario Hermoso, esperto difensore spagnolo, e Robinio Vaz hanno svolto lavoro differenziato a causa, rispettivamente, di una contusione al piede e di una lesione al soleo. Ma la lista degli indisponibili o acciaccati non finisce qui: si sono allenati a parte anche pedine cardine dello scacchiere tattico come il bomber ucraino Artem Dovbyk, il fantasista argentino Paulo Dybala, l’attaccante Evan Ferguson, il mediano francese Manu Koné e l’esterno Stephan El Shaarawy. Una situazione critica che costringerà l’allenatore di Grugliasco a scelte quasi obbligate per schierare l’undici titolare.

Il tour de force: Napoli e Juventus all’orizzonte

Il calendario non concede tregua alla Magica. Dopo la sfida casalinga contro i Rossoblù, la squadra è attesa da un vero e proprio spareggio per la zona Champions League: domenica 15 febbraio andrà in scena al “Maradona” il big match contro il Napoli. Fortunatamente, il percorso netto nel girone di Europa League permette a Donyell Malen e compagni di saltare i playoff di febbraio, avendo guadagnato l’accesso diretto agli ottavi di finale. Il rientro all’Olimpico è fissato per il 22 contro la Cremonese, prima di inaugurare marzo con un’altra sfida ad altissima tensione: quella contro la Juventus dell’ex CT Luciano Spalletti.

Bayern Monaco, Kompany rivela: «Abbiamo la stessa fame di sempre. Rinnovo Gnabry? Ecco la verità»

Bayern Monaco, Vincent Kompany ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match contro l’Hoffenheim. Le sue dichiarazioni

Alla vigilia del confronto casalingo con l’Hoffenheim, Vincent Kompany, tecnico del Bayern Monaco ha parlato in conferenza stampa. Sarà un turno importante, la ventunesima giornata vede i campioni di Germania affrontare la terza in classifica e il vantaggio sul Borussia Dortmund, si è ridotto di 5 punti nelle ultime due gare, passando da un netto +11 a un più contenuto +6. Ecco le principali tematiche affrontate da Kompany.

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L’HOFFENHEIM «Sono una squadra che lavora molto duramente, con un buon mix di profili diversi. Sono molto attivi. Abbiamo sempre dimostrato che quando una squadra vuole portare quell’intensità in campo, noi ci siamo e possiamo giocare bene. Penso sia sempre positivo quando un avversario porta quell’intensità. È un bene anche per i tifosi. Tira fuori il meglio da una partita. Siamo pronti per questa sfida, perché questa è una delle nostre forze, ma anche una delle loro»

LA DIFESA «Il mio ruolo è guardare tutto molto attentamente. Il fatto che stiamo segnando molti gol fa parte del mio ruolo. Anche voler subire il minor numero di gol possibile fa parte del mio ruolo. Non ci piace subire gol, ma rimaniamo la miglior difesa in Germania. Dobbiamo trovare un equilibrio, fare meglio, ma considerare anche che nessuno sta facendo meglio di noi. Dobbiamo guardare le cose in quel contesto, se dipenda dal numero di partite o dalla struttura. Cerchiamo sempre di essere propositivi. Abbiamo segnato 74 gol. Questa è l’altra faccia della medaglia. Dovrebbe essere considerato accettabile. Non è tutto bianco o nero».

VUSKOVIC IPOTESI DI MERCATO «Innanzi tutto, ci occuperemo delle nostre questioni contrattuali interne. Quando avremo risolto questo, allora avremo difensori centrali di alto livello. Questo non significa che Vuskovic non sia un ottimo giocatore. Ma abbiamo anche noi ottimi difensori centrali. Il nostro focus principale è sulle nostre questioni interne, come è noto»

IL BORUSSIA DORTMUND «Non sono preoccupato di questo. Devi stare nel tuo posto e prendere le cose con calma, una partita alla volta, e continuare ad andare avanti. A un certo punto raggiungi il tuo obiettivo»

LE AMBIZIONI DELLA SQUADRA «È la stessa fame di sempre. Abbiamo avuto sette partite in 20 giorni. Abbiamo mostrato quella fame dal 1° gennaio, incluse quelle prime partite con quei risultati. Ma quando hai così tante partite, anche in trasferta, una settimana come quella che abbiamo appena avuto a volte è un bene. Puoi godertela. Abbiamo potuto prepararci. Avremo di nuovo tre partite in sei giorni la prossima settimana, ma poi avremo tre settimane come questa».

IL RINNOVO DI GNABRY «Serge ha spesso mostrato le sue qualità. Inoltre, è molto importante nello spogliatoio. Ha un ruolo speciale, anche fuori dal campo. Apprezzo il suo ruolo. Crediamo che possa continuare a fare quello che ha fatto ultimamente anche nei prossimi anni».

Nuovo stadio Bologna, la svolta di Lepore! Il sindaco apre a questa ipotesi, arrivano aggiornamenti importanti sull’impianto rossoblù

Nuovo stadio Bologna, il sindaco Lepore ha aperto a questa ipotesi per il futuro dell’impianto rossoblù. Le sue parole

Il futuro della casa del Bologna è a un bivio. Mentre il progetto di restyling dello storico “Renato Dall’Ara” vive una fase di stallo preoccupante a causa dell’aumento dei costi, il sindaco Matteo Lepore spariglia le carte. Il primo cittadino ha aperto ufficialmente alla possibilità di costruire un nuovo stadio totalmente privato, delineando però confini precisi e annunciando una mossa finanziaria che mette pressione alla società rossoblù.

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Le condizioni per il nuovo impianto: no al consumo di suolo

L’apertura di Palazzo d’Accursio non è una cambiale in bianco. Lepore ha chiarito che, qualora imprenditori privati o lo stesso club volessero percorrere la strada di una nuova cittadella dello sport, dovranno rispettare vincoli urbanistici stringenti. È un’ipotesi che prenderemo in considerazione, ha assicurato il sindaco, ponendo però un veto assoluto sul consumo di suolo vergine: Non si devono consumare aree agricole, che abbiamo protetto. Si dovrebbe immaginare il progetto all’interno della riqualificazione di un’area dismessa”.

In questo scenario “da sogno”, come definito dallo stesso Lepore, il Dall’Ara non verrebbe abbandonato ma “rifunzionalizzato”, seguendo esempi virtuosi già visti in Europa per gli stadi storici, mantenendolo come patrimonio inalienabile della città (esclusa categoricamente la vendita).

Il nodo dei costi e i 40 milioni “congelati”

Il vero nodo della questione resta però economico. Il progetto originario di ristrutturazione, già dichiarato di pubblico interesse dalla Giunta, è fermo perché il Bologna ha chiesto tempo. L’esplosione dei costi delle materie prime ha creato un “buco” nel budget che i privati non riescono al momento a coprire.

Di fronte a questa incertezza, il Comune ha deciso di tutelare i propri bilanci. Lepore ha annunciato l’intenzione di svincolare i 40 milioni di euro inizialmente destinati al restyling: Li utilizzeremo per la città, visto che ce n’è tanto bisogno”, ha spiegato il sindaco.

La porta resta aperta

Non si tratta di una chiusura definitiva, ma di un atto di pragmatismo amministrativo. “Quando il Bologna sarà pronto ad aggiornare il progetto, reperiremo nuovamente le risorse necessarie”, ha ribadito Lepore. La palla passa ora alla dirigenza rossoblù: proseguire sul difficile cammino del restyling o presentare un piano per una nuova casa altrove?

Tottenham, frecciate di Paratici agli inglesi? Frank replica in conferenza, la ricostruzione di quanto accaduto in Inghilterra!

Tottenham, Paratici ha lanciato una frecciata agli inglesi? Frank ha replicato in conferenza, ecco cosa è successo in Inghilterra!

È bastata una conferenza stampa di presentazione a Firenze per riaccendere vecchie scintille oltremanica. Le parole di Fabio Paratici, appena insediatosi come nuovo Direttore Sportivo della Fiorentina, non sono passate inosservate a Londra. L’ex dirigente di Juventus e Tottenham, nel giorno del suo battesimo in viola, ha posto più volte l’accento sulla “serietà” del club toscano. Un elogio che in Inghilterra è stato interpretato maliziosamente come una frecciata velenosa rivolta al suo passato recente, ovvero a quel Tottenham. A spegnere le polemiche ci ha pensato direttamente Thomas Frank.

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La replica del tecnico danese

Interpellato in conferenza sulla questione, l’attuale allenatore degli Spurs non si è scomposto. Thomas Frank ha liquidato la questione con un sorriso ironico, difendendo a spada tratta la sua dirigenza. “Abbiamo proprietari molto, molto seri. Non capisco perché me lo chiediate. Non posso che riderci su”, ha dichiarato Frank in conferenza stampa.

La difesa sul mercato di gennaio

Frank ha poi voluto approfondire il discorso, proteggendo l’operato della società anche in ottica calciomercato, spesso terreno di scontro e critiche. Il tecnico ha sottolineato come sia prematuro trarre conclusioni affrettate sulla gestione attuale. “Parlo con loro, sono dalla loro parte e non ho dubbi che facciano sul serio”, ha aggiunto l’allenatore. “Penso che sia un po’ ingiusto, se non molto ingiusto, giudicarli in base alla sessione di mercato di gennaio. Questa è l’unica sessione di mercato in cui hanno gestito”.

Le parole di Frank servono a compattare l’ambiente Spurs in una fase delicata della stagione, mentre a Firenze Paratici ha già voltato pagina, pronto a costruire la nuova Fiorentina. Ma l’asse Londra-Firenze, evidentemente, resta ancora caldo.

Milan, Allegri pronto a lanciare questo giovane talento: chi è il baby rossonero che potrebbe presto brillare in Prima squadra!

Milan, Allegri potrebbe presto far esordire questo giovane talento: chi è il rossonero pronto a brillare in Prima squadra!

La lista dei giovani talenti lanciati da Massimiliano Allegri continua ad allungarsi, confermando una costante della sua carriera: la capacità di valorizzare i prodotti del vivaio o le promesse in rampa di lancio. Se in passato è stato il turno di giocatori come Astori, Nainggolan, Cristante o Kean, la stagione 2025-26 vede l’affermazione di una nuova generazione di rossoneri.

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La Gazzetta dello Sport sostiene che la copertina spetti di diritto a Davide Bartesaghi. Il terzino classe 2005, cresciuto nel vivaio, è diventato un punto fermo dell’undici titolare, prendendosi con personalità l’eredità di Theo Hernandez. Dopo le prime apparizioni con Pioli, Fonseca e Conceição, sotto la gestione Allegri Bartesaghi ha trovato continuità, collezionando già 20 presenze (16 da titolare) e costringendo spesso in panchina l’oneroso acquisto Estupinan. Oltre alle ottime prove difensive, ha trovato anche la gioia della prima doppietta contro il Sassuolo, guadagnandosi le attenzioni del CT dell’Under 21 Gattuso e un rinnovo contrattuale che lo blinda al Milan.

Decisiva anche l’affermazione di Koni De Winter. Il difensore belga, che Allegri aveva già fatto esordire in Champions ai tempi della Juventus, è arrivato in estate dopo le esperienze a Empoli e Genova. Superate le iniziali difficoltà di adattamento e qualche errore di troppo fino a dicembre, De Winter ha conquistato la fiducia del tecnico, diventando titolare inamovibile nelle ultime uscite grazie a una concentrazione e una solidità nuove.

A completare il quadro c’è Zachary Athekame, esterno svizzero prelevato dallo Young Boys come alternativa a Saelemaekers. Anche per lui spazio e fiducia: sedici presenze, due da titolare, un gol e prestazioni convincenti, come l’ultima a Bologna condita da ottimi cross. Un’intuizione del DS Tare che ha già portato Athekame nel giro della nazionale maggiore elvetica.

Il prossimo della lista? Potrebbe essere David Odogu, giovane centrale tedesco classe 2006 che Allegri sta studiando a Milanello, pronto a scommettere ancora una volta sul talento.

Messi in Arabia Saudita! No, non è Lionel…La curiosa storia che arriva dalla Francia, ecco cosa è successo

Messi va in Arabia Saudita! Ma non è Lionel…La storia proveniente dalla Francia, cosa è accaduto

Il nome evoca leggende, il talento prometteva scintille in Europa, ma il futuro sarà nel deserto. Rayane Messi, una delle promesse più chiacchierate del calcio giovanile transalpino, lascia ufficialmente la Francia. L’esterno offensivo ha accettato la corte del Neom SC, club saudita in forte ascesa, chiudendo così la sua parentesi nel calcio europeo molto prima del previsto. La notizia, che ha del clamoroso considerando la giovanissima età del ragazzo (nato nel 2007), conferma la potenza attrattiva del calcio arabo, capace ormai di sedurre non solo le stelle a fine carriera, ma anche i prospetti in rampa di lancio.

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I dettagli dell’operazione: addio Strasburgo

Il cartellino del giocatore apparteneva allo Strasburgo, storico club della Ligue 1 recentemente entrato nell’orbita della proprietà americana BlueCo (la stessa del Chelsea). Tuttavia, l’offerta arrivata dall’Arabia Saudita è stata ritenuta irrinunciabile sia dal club alsaziano che dall’entourage del ragazzo. Rayane Messi si trasferisce dunque a titolo definitivo al Neom SC, squadra che rappresenta l’ambizioso progetto della “città futuristica” saudita e che sta costruendo una rosa per scalare rapidamente le gerarchie del calcio.

Interrotto il prestito al Pau FC

Per concretizzare il trasferimento, è stato necessario interrompere anticipatamente l’accordo di prestito in essere. Rayane Messi, infatti, stava disputando la stagione corrente con la maglia del Pau FC. La compagine, che milita in Ligue 2 (la seconda divisione francese) e lotta per mantenere la categoria valorizzando giovani talenti, perde così una delle sue frecce offensive. Fino a questo momento, la stagione di Messi era stata di apprendistato ma promettente: l’esterno aveva collezionato 14 presenze complessive, mettendo a segno 2 gol. Numeri che lasciavano intravedere un potenziale di crescita importante, che ora si svilupperà lontano dai riflettori del Vecchio Continente.

Chi è Rayane Messi

Esterno d’attacco brevilineo, dotato di baricentro basso, dribbling secco e grande esplosività, Rayane Messi è un nazionale francese giovanile che ha attirato su di sé le attenzioni non solo per il cognome “pesante”, ma per le sue qualità tecniche. Dopo aver brillato nelle giovanili del Digione e dello Strasburgo, il salto tra i professionisti sembrava il preludio a una carriera nei top 5 campionati europei. La scelta del Neom SC cambia le carte in tavola, portando il suo talento in una realtà completamente nuova.

Conferenza stampa Grosso alla vigilia di Sassuolo Inter: «Sulla carta è proibitiva ma…Su Bakola voglio dirvi questa cosa»

Conferenza stampa Grosso alla vigilia di Sassuolo Inter: le dichiarazioni alla vigilia del match della 24ª giornata di Serie A 2025/26

Fabio Grosso, allenatore del Sassuolo, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match contro l’Inter. Le sue parole.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

INTER «È una gara del campionato, è una squadra che nei numeri è sopra le altre e viene da un percorso lungo di tante cose belle fatte e le difficoltà sono altissime. Noi ci siamo preparati per saper resistere alle loro qualità che sono altissime e provare a creare loro delle difficoltà. Sulla carta è una sfida proibitiva ma noi proveremo a dire la nostra».

INFORTUNATI «Boloca sta per rientrare, per questa non è a disposizione, Turati non ci sarà perché ha avuto un attacco influenzale, Candé e Pieragnolo non ci saranno fino alla fine. Ci saranno i nuovi a disposizione e approfitto per salutare i ragazzi che sono andati via, a Cheddira già lo abbiamo fatto, lo faccio anche a Paz, Skjellerup, Odenthal e Pierini per un bel finale di stagione e ai nuovi sperando possano integrarsi quanto prima per raggiungere i nostri obiettivi».

FIRMA PER IL PARI«Cerchiamo una grandissima partita perché senza in queste gare diventa impossibile andare a raccogliere qualcosa. Conosciamo le insidie e le difficoltà ma vogliamo provare a toccare i nostri picchi, è fondamentale riuscirci in queste gare e delle volte potrebbe anche non bastare, dovremo anche essere un pizzico fortunati: ci sono queste tre componenti che devono andare in un’unica direzione. Potendo incidere solo sulla prima cercheremo di presentarci al meglio».

NZOLA – «Entra M’Bala ed escono Skjellerup e Cheddira, acquisiamo delle caratteristiche che prima mancavano, sono contento di lui e di Ulisses che va a raddoppiare con Doig. Mettiamo un giocatore in più all’interno della difesa come Pedro Felipe che è un ragazzo giovane con ottimo potenziale e inseriamo un altro giovane con grande potenziale come Bakola. Sono contento di questi innesti ma sono contenti dei ragazzi che ho a disposizione, io cerco sempre di migliorare i ragazzi che ho a disposizione, quando hai dei giovani i margini sono grandissimi e sono contento di averli a disposizione tutti e quattro e proveremo insieme a fare tutto quello che abbiamo fatto».

PINAMONTI – «Ho affrontato questo argomento con lui perché nei numeri siamo con i numeri degli altri attaccanti. Lui sa che può sempre cercare di fare meglio, soprattutto la partecipazione e l’energia che mette all’interno della gara, perché a Pisa ha avuto una doppia occasione prima che uscisse, deve essere bravo a sapersi sporcare perché quando le partite diventano pulite lui ha grandissime qualità, questo è il suo grande margine che vedo in lui, ci stiamo lavorando, e ogni giorno cerchiamo di progredire al di là dei numeri rispetto a un periodo o a un altro. Sono contento di quello che ha proposto e chiedo sempre, come a tutti, di cercare di dare il massimo per migliorarsi sempre».

BAKOLA «Work in progress, bisogna testarlo per capire bene le caratteristiche però il potenziale è quello di un giocatore forte, ha personalità, sa giocare a calcio, lui è uno di prospettiva e siamo contenti di averlo all’interno e cercheremo di valorizzarlo. Per ora è un centrocampista offensivo, oppure un offensivo centrocampista, può essere utilizzato in varie posizioni, poi il tempo lo indirizzerà, ma è ancora tanto giovane per identificarlo in un ruolo specifico e capiremo meglio quali sono le caratteristiche e come sfruttarlo».

Lo riporta Sassuolonews.net

Gasperini fa piazza pulita, via in tre: non cambia idea

Gian Piero Gasperini ha già deciso come muoversi: a fine stagione in tre saluteranno la Roma.

La sconfitta subita a Udine ha fatto scivolare la Roma fuori dalle prime quattro posizioni. La distanza dalla Juve, attualmente quarta in classifica, è però di soli due punti: i giallorossi hanno quasi tutto il girone di ritorno per colmare il divario, ma per riuscirsi Gasperini ha bisogno di tutti i suoi uomini nelle migliori condizioni.

In vista del match casalingo contro il Cagliari, in programma lunedì sera alle 20:45, il tecnico di Grugliasco dovrà fare a meno di Dovbyk, Dybala e Koné, oltre a El Shaarawy e Ferguson. La Joya punta a rientrare già nella sfida successiva contro il Napoli, mentre per Koné potrebbero essere necessarie almeno altre due settimane di stop.

Tuttavia l’argomento Dybala tiene banco non solo in merito al rientro in campo, che ovviamente in casa Roma ci si augura possa davvero avvenire il prima possibile. Il gioiello di Laguna Larga ha il contratto in scadenza a giugno 2026 e al momento non sembra che da parte del club capitolino stia per arrivare una proposta di rinnovo.

Gasperini fa piazza pulita: a fine stagione vanno via in tre

Secondo quanto riportato dal quotidiano ‘Il Messaggero’ la Roma avrebbe già fatto la sua scelta: a fine stagione le strade dei giallorossi e dell’ex Juve si separeranno. Dybala non sarà l’unico: altri due giocatori in scadenza di contratto sono infatti destinati a lasciare la Roma.

Paulo Dybala con la maglia della Roma
Gasperini fa piazza pulita: via anche Dybala – Calcionews24.com (Instagram Paulo Dybala)

Zeki Celik metterà fine alla sua esperienza a Trigoria dopo quattro stagioni: l’esterno turco è cercato soprattutto dalla Juventus, ma non è da escludere una nuova avventura in qualche club estero. Anche Stephan El Shaarawy svestirà la maglia giallorossa: i Friedkin non gli proporranno nessun rinnovo, pertanto il Faraone si sta già guardando intorno per decidere dove proseguire la sua carriera.

L’unico giocatore in scadenza che ha ancora speranze di rimanere alla Roma è Lorenzo Pellegrini. Sempre ‘Il Messaggero’ precisa che lo stipendio che percepisce attualmente – 4,5 milioni di euro all’anno – è considerato troppo elevato dalla dirigenza giallorossa: Ranieri e Massara vorrebbero convincerlo ad abbassarlo, così da prolungare l’intesa almeno di un altro paio di stagioni.

Pellegrini sa bene che nessun altro club di Serie A sarebbe disposto a garantirgli tra i 4 e i 5 milioni di euro a stagione: ecco perché l’ex Sassuolo potrebbe accettare di rinnovare con la Roma a cifre più basse.

Juventus Lazio sotto stretta osservazione del ct Gattuso: sarà presente all’Allianz Stadium per visionare questi giocatori. Retroscena

Juventus Lazio con la presenza del ct Gennaro Gattuso: all’Allianz Stadium osserverà questi giocatori. Retroscena

Non saranno solo tre punti pesanti per la classifica di Serie A quelli in palio domani sera, 8 febbraio, all’Allianz Stadium. Il big match tra Juventus e Lazio, con fischio d’inizio alle 20:45, si trasforma in un vero e proprio casting per la maglia azzurra. Sugli spalti dell’impianto torinese, infatti, è attesa una presenza d’eccezione: Rino Gattuso. L’attuale Commissario Tecnico della Nazionale italiana sarà in tribuna per monitorare da vicino lo stato di forma dei candidati alla maglia azzurra.

Missione Playoff: il taccuino del CT

L’agenda di Gattuso è fitta e non ammette distrazioni. Marzo è alle porte e con esso arrivano le sfide cruciali dei playoff, crocevia fondamentale per il destino dell’Italia nel calcio internazionale (in ottica Mondiale 2026). Secondo quanto riportato da Nicolò Schira attraverso il suo profilo X, il viaggio del CT a Torino ha obiettivi specifici. Nel mirino di “Ringhio” ci sono quattro profili ben precisi, chiamati a dimostrare di avere la personalità giusta per reggere la pressione delle grandi notti.

I sorvegliati speciali: tre bianconeri e un laziale

Il blocco Juventus è quello sotto la lente d’ingrandimento principale. Gattuso osserverà con attenzione Manuel Locatelli, centrale nel progetto tecnico del club. Accanto a lui, fari puntati su Fabio Miretti, che sta cercando la definitiva consacrazione. Non mancherà l’attenzione per Andrea Cambiaso.

Sulla sponda biancoceleste, l’osservato numero uno è Alessio Romagnoli. Il difensore centrale mancino è chiamato a confermare la sua affidabilità in marcatura contro un attacco stellare. Per questi quattro giocatori, Juventus-Lazio non è solo una sfida di campionato, ma un biglietto da visita da presentare a Gattuso per non perdere il treno della Nazionale.

Barcellona dice addio alla Superlega: ufficiale! Anche i blaugrana escono di scena dalla competizione attraverso questo comunicato

Barcellona si tira fuori dalla Superlega: ora è anche ufficiale! I blaugrana escono dalla competizione attraverso questa nota

Il progetto che prometteva di rivoluzionare l’equilibrio del calcio continentale perde oggi uno dei suoi ultimi, fondamentali pilastri. Il Barcellona ha comunicato ufficialmente il suo ritiro definitivo dalla Superlega. La notizia, nell’aria da tempo ma priva finora dei crismi dell’ufficialità, è stata confermata da una nota diramata dal club blaugrana. Un comunicato secco, burocratico, ma dal peso politico enorme, che sancisce un cambio di rotta drastico nella strategia internazionale della società.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Il comunicato: notifica formale e immediata

Nel testo diffuso attraverso i propri canali ufficiali, la società catalana non lascia spazio a interpretazioni: «L’FC Barcelona comunica di aver formalmente notificato in data odierna alla European Super League Company e ai club coinvolti la propria uscita dal progetto della Superlega europea». Si tratta di un atto formale che scioglie ogni vincolo con la società veicolo creata per gestire la competizione scissionista. La decisione porta la firma della giunta direttiva guidata da Joan Laporta, che fino a ieri era stato uno dei più strenui difensori della necessità di una lega alternativa alla UEFA.

Il crollo del fronte ribelle

L’uscita di scena del Barcellona rappresenta un colpo forse letale per le ambizioni della Superlega. Il progetto, nato con il clamoroso annuncio del 2021 che coinvolgeva 12 top club europei, si è sgretolato pezzo dopo pezzo. Prima la fuga delle squadre inglesi, poi il passo indietro delle italiane (Inter, Milan e Juventus), e ora l’addio dei catalani.

Pastore: «Juve incompleta ma sufficiente per la Champions, Yildiz rinnoverà. Grande lavoro di Allegri, forse dovrebbero ascoltarlo di più. L’era Lotito alla Lazio finirà solo in un caso» – ESCLUSIVA VIDEO

Pastore, noto giornalista, ha analizzato in esclusiva la situazione in Serie A e non solo: le sue dichiarazioni

Intervenuto in esclusiva a Calcionews24, Giuseppe Pastore, noto giornalista, ha dichiarato:

Partiamo dalla Juve: i bianconeri arrivano dalla cocente eliminazione in Coppa Italia per mano dell’Atalanta, anche un pò a sorpresa visto il trend dei bianconeri nell’ultimo periodo. Come pensi possa impattare un risultato del genere e quali sono le prospettive della squadra di Spalletti in campionato?

«Diciamo che la Juve ha perso l’occasione più grande di vincere un trofeo in questa stagione visto che difficilmente i bianconeri vinceranno una tra scudetto e Champions. Era quindi un’occasione che andava sfruttata meglio. Non penso che la Juve abbia fatto una prestazione disastrosa. Il punteggio sembrerebbe andare in questa direzione ma la partita è stata ben giocata per un’ora. Non mi è piaciuta l’ultima mezzora dopo i cambi di Spalletti. La squadra si è spenta. Cambi che peraltro, volendoli interpretare in maniera un pò maligna, possono sembrare una denuncia di Spalletti rispetto alla mancanza di quell’attaccante vanamente cercato a gennaio. Se stai perdendo e togli David per mettere Holm evidentemente mandi un messaggio. Ma non è questo il punto. E’ mancato Yildiz che è un giocatore importantissimo non solo a livello tecnico ma per come migliora la partita degli altri. Rende più liberi i compagni e più vario lo sviluppo del gioco. Senza di lui la Juve diventa un pò banale e con poca cattiveria negli ultimi 16 metri, difetto per il quale ha perso diversi punti in campionato. Sono cose che ci stanno, a Bergamo si può perdere, una gara comunque indirizzata anche da un rigore al limite. Vediamo con la Lazio. E’ una partita che la Juve non deve affrontare pensando già all’Inter, è una gara da affrontare seriamente magari recuperando proprio Yildiz, trovando una serata migliore da quelli che sono mancati l’altro ieri sera, a cominciare da Bremer. E’ comunque una gara alla portata contro una Lazio che in trasferta si sta un pò spegnendo. La Juve può vincere tranquillamente. A San Siro e all’Inter ci si penserà successivamente».

La Juve ha cercato a più riprese un centravanti in questo mercato di gennaio da poco concluso. Secondo te per quale motivo Spalletti ha richiesto con insistenza questa tipologia di calciatore?

«Innanzitutto per variare il gioco, giocare in maniera più diretta proprio sull’attaccante, un giocatore che fa salire la squadra e prende falli. Anche come cattiveria di fronte alla porta. David è un giocatore che ha queste caratteristiche solo in parte ma per esempio quando manca Yildiz David viene fortemente depotenziato. Facendo un parallelismo con la Roma, è come quando a Malen manca Dybala come abbiamo visto ad Udine. Spalletti vorrebbe variare lo spartito perchè sa che una volta serve una torre e una volta un calciatore più di manovra. Openda non si è inserito, Vlahovic per ora non c’è e David non sta certamente facendo la stagione di Hojlund a Napoli. E’ una denuncia che poi si scontra con la difficoltà del mercato di gennaio e non tanto con l’incapacità della dirigenza juventina. La sessione invernale è complicata per tutte le squadre. Ci ha provato con En-Nesyri, col prestito di Kolo Muani, peraltro calciatori anche diversi per caratteristiche, ma non è andata. Come ho detto dall’inizio della stagione, più in generale la Juve è una squadra incompleta e imperfetta, manca qualcosa secondo me anche in mezzo al campo nonostante il grosso lavoro di Spalletti su Thuram, su Locatelli e su Mckennie. Credo che però basti per arrivare nelle prime quattro viste anche le altre però forse ci voleva qualcosa in più per avere una Juve più forte anche in prospettiva futura».

Rimanendo in tema di attaccanti, in casa Juve Vlahovic pare destinato all’addio mentre Yildiz molto vicino al rinnovo. Quale pensi sarà il futuro di entrambi?

«Yildiz penso rimanga soprattutto se la Juve farà la Champions League. Il turco è un giocatore su cui costruire un pezzo di strada, forse non un’intera carriera, non voglio illudere nessuno, ma un pezzo di strada sì. Per quanto riguarda Vlahovic ormai credo sia chiaro: andrà a scadenza liberandosi a zero e poi si piazzerà da qualche parte. Sinceramente non so dove anche perchè Vlahovic lo abbiamo perso a novembre quindi vediamo anche in che modo tornerà e in che modo anche lui vorrà abbassare le sue pretese d’ingaggio che sono poi quelle che l’hanno portato a rimanere alla Juve tutto questo tempo. Su Yildiz invece secondo me la Juve ha l’obbligo di costruire almeno i prossimi due anni, poi probabilmente sarà un giocatore destinato ad attirare le attenzioni di tutto il mondo e lì poi si vedrà, dipenderà anche dal giocatore. La Juve che è vuole tornare ad essere tale non può prescindere dal turco e da Spalletti visto il lavoro fatto dal tecnico in questi tre mesi. Impensabile cambiare il quarto allenatore, quindi loro due e poi il resto si trova».

Passando al Milan di Allegri, che impatto pensi possa avere l’arrivo di Fullkrug e quanto c’è di vero su questi presunti dissapori interni tra Tare e Furlani sul mercato?

«Partiamo da Fullkrug. Il tedesco è un giocatore importante che ha migliorato e completato un reparto in cui mancava terribilmente una prima punta di quel tipo che per il momento ha giocato anche una sola volta da titolare. I margini quindi sono enormi a livello di crescita e di minutaggio. Allegri lavora bene coi giocatori, si sta esaltando in questi giorni a valorizzare anche giocatori che sembravano fuori dal progetto quindi non ho dubbi che Fullkrug, con quella testa che gli permette di giocare anche con un dito rotto, verrà utile anche se le partite non è che siano tante da qui alla fine. Sul mercato del Milan vale quello detto per altre squadre. In Italia il mercato è difficile, i soldi non sono tanti e c’è una concorrenza spietata che arriva di solito su tutti i nomi migliori e bisogna lavorare di fantasia. Al Milan è troppo importante ritornare in Champions per avere un budget il prossimo anno all’altezza del Milan. Un pò è stato fatto anche quest’anno. Giocatori che secondo me miglioreranno e lo stanno già facendo come Nkunku, Athekame, De Winter, giocatori che negli ultimi due mesi si stanno portando a livello quasi dei titolari e la strada è questa. L’allenatore non è certamente il più brillante e il più moderno ma fa una cosa che in pochi sanno fare in Europa: gestire il gruppo. Lo gestisce in maniera serena, senza tensioni, smorzando tutto. Non è uscito un singolo caso, un singolo momento di malumore. I giocatori non fanno altro che ripetere quanto è unito il gruppo. Queste cose valgono esattamente quanto un allenatore che ti fa giocare bene e ti fa crescere a livello tecnico-tattico. Ecco, al Milan dovrebbero ascoltare un pò di più Allegri perchè a volte le strade sono un pò separate su questo».

Nelle ultime settimane è divampata la polemica a livello mediatico sul calendario e sui troppi impegni con Allegri e Conte su posizioni diametralmente opposte. Qual è la tua opinione in merito?

«Io non credo molto al fatto che giocare di più sia un problema. Certamente ci si stanca ma i giocatori si divertono, il loro lavoro è giocare partite di calcio quindi giocarne poche li fa allenare di più ma i giocatori amano più giocare che allenarsi. Il discorso degli infortuni è invece un discorso molto serio che può però essere prevenuto o quantomeno limitato. Non è che chi gioca 50 partite alla fine si riempie di infortuni. Per esempio non capita all’Inter. Ci sono 72 squadre che partecipano all’Europa League e Champions League, che hanno già giocato 8 partite più i campionati più le coppe nazionali, non è che hanno gli infortuni del Napoli o sono falcidiate. Conte questo lo sa benissimo e spesso utilizza polemiche strumentali a volte anche per cambiare discorso, per nascondere errori che anche lui come tutti gli allenatori commette. C’è chi li ammette e chi no ma nessuno è perfetto. Sono polemiche strumentali. Chi gioca poco si lamenta perchè ha tanti giocatori poco utilizzati e quindi è difficile coinvolgerli tutti, chi gioca molto dice che ci si fa sempre male. Nessuno è mai contento. Io preferisco gli allenatori che tengono la testa bassa e lavorano alla Chivu o alla Allegri quest’anno o anche alla Gasperini che l’ha detto che il problema non sono le partite ma gli infortuni. Ripeto, si possono prevenire. Ci sono metodi modernissimi per limitarli, se poi Conte ha fatto male i conti o ha preferito ignorare certi giocatori che andavano coinvolti di più nel corso della stagione forse è anche per questo che ha così tanti infortuni».

Passando a Chivu: a prescindere dallo splendido lavoro che sta facendo all’Inter, volevo sapere da te innanzitutto se l’assenza di un sostituto di Dumfries possa incidere negativamente da qui al termine della stagione e soprattutto cosa ne pensi di tutte le polemiche dopo i fatti di Cremona e la levata di scudi sul possibile 3-0 a tavolino

«Non credo che ci sia molto da discutere: il 3-0 a tavolino non era assolutamente scritto da nessuna parte. Sono più di 30 anni che non si fa più ed è giusto che non si faccia più perchè questo portava anche alcune tifoserie a minacciare i club con metodi di estorsione. Se non mi accontenti su una cosa io ti faccio perdere la partita a tavolino lanciando una monetina addosso a un giocatore. Una barbarie che per fortuna è stata cancellata. Chivu a me piace, non è soltanto apparenza. Innanzitutto è molto bravo a smorzare ogni polemica e a ricondurre il ruolo del calciatore a quello di una persona molto ben pagata che si deve divertire a fare il suo lavoro e soprattutto non deve essere preso da ansie inutili e controproducenti. Il lavoro di Chivu è proprio in opposizione a come era finita la scorsa stagione dell’Inter che fu divorata dall’ansia e dall’aspettativa di una vittoria che poi non è arrivata lasciando tutti molto delusi. Chivu ha lavorato da inizio stagione per cancellare questa scorza di fastidio poi rimane nei tifosi e nell’ambiente perchè i tifosi dell’Inter stanno ora iniziando ad agitarsi in maniera positiva perchè vedono una stagione promettente ma lo era anche lo scorso anno. Bisogna stare sereni ma Chivu e i giocatori lo sanno. Il lavoro di Chivu è tutto improntato sulla responsabilità dei giocatori. Loro sanno benissimo gli errori commessi lo scorso anno, chiaramente non vorranno ripeterli e Chivu non deve aggiungere molto altro. Deve tenere bassa la pressione, ruotarli come sta facendo e come ha fatto in Coppa Italia e sperare che non ci si faccia male. E infine intervenire quando vede che c’è qualche cambio di gerarchia perchè in questo momento secondo me Esposito è davanti a Thuram, Zielinski è davanti a tutti gli altri centrocampisti, e come ha messo Bisseck davanti ad Acerbi. Queste cose le ha notate e le ha assecondate ed è quello che deve fare. L’assenza di Dumfries è pesante ma anche qui il mercato non accontenta gli allenatori e si deve fare di necessità virtù».

A prescindere dalla matematica tu credi che lo scudetto sia già indirizzato o credi ci possa essere un remake del 2022?

«Penso che a decidere il campionato sarà il derby dell’8 marzo. Sarà quella la partita da cui capiremo qualcosa in più. Se il Milan supera il derby con un distacco dai 5 punti in giù, quindi non per forza vincendolo, sarebbe ancora in corsa, soprattutto se l’Inter facesse strada in Champions League perchè ovviamente sappiamo che in questo caso paghi qualcosa in campionato. Se dopo il derby invece l’Inter avrà un vantaggio di almeno 6 punti e avendo già tolto a quel punto gli scontri diretti con Napoli, Juve e Milan la strada sarebbe spianata anche perchè la squadra in questo momento sta affrontando il campionato in maniera molto convinta quindi avere il traguardo non in volata ma chiaramente in posizione di vantaggio darà alla squadra una determinazione ancora maggiore. L’Inter soffre gli scontri diretti. Se li supererà senza danni allora per me sarà tutta discesa secondo me».

Analizzando invece il momento in casa Lazio ti faccio una domanda molto diretta: credi che l’era Lotito sia giunta al termine?

«L’era Lotito può giungere al termine se arriva qualcuno con dei soldi e compra la Lazio. Ogni tifoso e ogni addetto ai lavori ha la sua visione ma non conta nulla se non arriva qualcuno a porre fine a questa era. Poi è evidente che c’è mancanza di entusiasmo, mancanza di fiducia, mancanza di ambizione. Sono cose che si vedono da anni e si sono ulteriormente inasprite in questa stagione. Però protestare, scendere in piazza aumenta le frizioni sicuramente ma non porta nuova gente ad interessarsi alla Lazio. Questo è un pò il paradosso del calcio di oggi in cui molti presidenti vorrebbero anche vendere, penso a Cairo col Torino, ma non siamo in un periodo in cui c’è la fila fuori per comprare i club. Io sono di Bari, ho una squadra che vive una stagione più che mediocre, una proprietà come i De Laurentiis che non hanno neanche tutto questo trasporto… Magari arrivasse qualcuno. E quindi è questa la questione. Certo anche Lotito dovrebbe avere un pò più di sentimento però a tutto c’è un limite. Vedere Sarri e diversi giocatori essere sotto sotto contro la società è un qualcosa che deve far riflettere e fa riflettere. Non ho nulla da dire ai tifosi della Lazio che protestano perchè la situazione è molto chiara ed è comprensibile. C’è da sperare che passi presto. Da un lato non si può pensare che Lotito finalmente, colto da un raptus di generosità, si rimetta ad investire ma dall’altro non è semplice far passare di mano una squadra di calcio».

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Chiudiamo con il Cagliari: che tipo di prospettiva pensi possa avere la carriera di Pisacane e che futuro intravedi per Palestra anche in ottica Nazionale?

«Per una volta i complimenti a Palestra non sono esagerati perchè quello che ci sta facendo vedere in tutte le partite è qualcosa di molto promettente e brillante. Io spero che giochi titolare nei playoff, sperando siano due, si è fatto male Di Lorenzo quindi c’è spazio. Sarebbe anche un messaggio di coraggio dato da Gattuso alla sua squadra perchè lancerebbe un ventenne che attacca molto meglio di come difende perchè c’è da attaccare e c’è da fare gol. E’ uno dei migliori giocatori di questo campionato, sicuramente l’U21 migliore della stagione. Anche più di Pio Esposito che comunque sta avendo un livello molto alto. Pisacane invece è molto bravo perchè si è soprattutto calato nella filosofia dell’allenatore che deve aprire un progetto ma che deve anche fare i punti perchè a parole sono bravi tutti a proporre un calcio nuovo ma la Serie A è fatta di pragmatismo, di punti e di salvezza. Lui adesso ha capito, dopo qualche errore fatto a dicembre-gennaio, che c’era da fare i punti. Si è abbassato un pò, ha vinto a Firenze col 30% di possesso palla, ha avuto fortuna magari con la Juve, ha dominato lo scontro diretto col Verona che altre volte avrebbe potuto essere una buccia di banana, un netto 4-0. La squadra è salva, gioca bene, valorizza giocatori. Mi pare una storia positiva quella del Cagliari nel suo progetto anche di creare una specie di piccolo Athletic Bilbao di Sardegna valorizzando un settore giovanile sul quale Giulini sta investendo molto. Ci sono giocatori che non sono ancora esplosi, penso ad Esposito o Idrissi che mi piace molto e secondo me diventa forte e quindi è un modello interessante. Un modello sostenibile che non ha sceicchi alle spalle, non ha neanche investimenti faraonici. Ha due tre cose molto chiare, uno sviluppo del settore giovanile molto brillante e molto fatto bene e anche un senso di appartenenza che la Sardegna può avere in più rispetto ad altre squadre di altre regioni. Spero che Pisacane rimanga a Cagliari perchè vorrei vederlo anche crescere senza farsi bruciare magari in qualche piazza un pò più ambiziosa dove non c’è tempo e nemmeno pazienza. Mi auguro quindi che abbia un miniciclo alla guida del Cagliari».

SI RINGRAZIA GIUSEPPE PASTORE PER LA DISPONIBILITA’ DIMOSTRATA IN QUESTA INTERVISTA

Lazio, Sarri in conferenza: «Ho un contratto e se non ci saranno cose che ci faranno cambiare opinione continueremo insieme»

Lazio, conferenza stampa Sarri: il tecnico presenta la sfida alla Juve in programma domani sera all’Allianz Stadium

A Formello cresce la tensione e l’atmosfera si fa sempre più elettrica. La Lazio si prepara a una delle sfide più delicate e affascinanti della stagione: la trasferta di Torino contro la Juventus. Un appuntamento che può dire molto sul momento dei biancocelesti e sulle ambizioni future della squadra.

Per fare il punto della situazione e introdurre i temi caldi del match, Maurizio Sarri interviene oggi in conferenza stampa. Il tecnico analizzerà lo stato della squadra, le scelte possibili e le insidie della sfida contro i bianconeri. Le sue parole raccolte da Lazionews24:

POST CALCIOMERCATO – «Lo sai benissimo che penso alle partite e alla squadra anche se non rispondo sul calciomercato. Squadra indebolita? Prima era una squadra più pronta, ora ci sono dei ragazzi da crescere. Taylor doveva ritrovare condizione ed abituarsi alla Serie A, gli altri hanno qualità ma per loro sarà un percorso lungo».

FUTURO SARRI – «Ho un contratto e se non ci saranno cose che ci faranno cambiare opinione continueremo insieme. Come i tifosi i vorrei sognare, non dico vincere. Possono dirci che siamo scarsi ma non che non abbiamo fato tutto».

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ROMAGNOLI – «Ha avuto 5 giorni di permesso, si sta allenando bene ed è pronto per giocare domani o in Coppa Italia».

BREMER VS MALDINI – «Se non ce lo mangia è la mossa giusta, vedremo perché non ho ancora scelto. Ho provato due formazioni diverse e vedrò cosa sceglierò date le 3 partite in sei giorni».

SCELTE E ANDATA – «Hanno giocato date le necessità. Maldini giocherà punta domani o mercoledì. Partita dell’andata? La partita è difficile, la Juventus ha grande intensità e prima non aveva questo. Hanno grande riaggressione, solidi e vengono da una sconfitta sulla quale si può discutere, ma non hanno giocato male; gli sono girati male gli episodi. Sono in salute fisica e mentale, sarà una gara complicata e mentalmente è difficile per tutti giocare in casa loro. Nel calcio a priori non vince nessuno».

LEGGI LA CONFERENZA STAMPA COMPLETA DI SARRI SU LAZIONEWS24

Sampdoria, quel blucerchiato verso il cambio di ruolo? Ecco cosa filtra dalle ultime prove, le ultimissime

Sampdoria, novità per la sfida col Modena: Barak provato in un ruolo inedito. Le ultimissime indiscrezioni

Il calcio vive di parabole improvvise, e quella di Antonin Barak ne è l’ennesima conferma. Nel giro di poche ore il centrocampista ceco è passato dall’essere ai margini del progetto Sampdoria — complice l’infortunio alla caviglia nel pre‑Entella e le voci su una possibile risoluzione anticipata del prestito — a ritrovarsi improvvisamente sotto i riflettori. Secondo Il Secolo XIX, il destino ha rimescolato le carte: oggi, al “Braglia”, Barak è addirittura in corsa per una maglia da titolare in un ruolo completamente nuovo.

Barak reinventato: il nuovo esperimento tattico della Sampdoria

Nelle ultime sedute a Bogliasco, lo staff tecnico di Gregucci e Foti ha provato una soluzione sorprendente. Nel 3‑4‑2‑1 disegnato per la sfida odierna, Barak è stato testato con continuità nel cuore del centrocampo, accanto a Ricci. Non più trequartista, dunque, ma mediano puro: compiti di filtro, protezione della difesa e avvio dell’azione. Una posizione che il ceco ha ricoperto raramente in carriera — bisogna tornare all’Udinese di Oddo nel 2018 o al Verona di Juric nel 2020 — ma che oggi potrebbe diventare una necessità.

Partite oggi, stasera e domani: guida alla Diretta TV

La sfida fisica contro il “marziano” del Modena

La scelta nasce anche da una valutazione sugli avversari. Il Modena schiera Massolin, mezzala di quasi due metri definita dal presidente Rivetti un vero “marziano”, già promesso all’Inter per giugno. Per contrastarlo servono centimetri e presenza fisica: da qui il ballottaggio con Conti, che paga una struttura meno imponente. Barak, pur non essendo un interditore naturale, garantisce muscoli e corporatura utili per reggere l’urto contro un avversario così dominante.

Un’occasione di rilancio in un momento delicato

Per Barak, quella di oggi è molto più di una semplice partita: è un’occasione di riscatto. Dopo giorni di tensioni, malumori e indiscrezioni di mercato, il ceco può rimettersi al centro del progetto blucerchiato mostrando disponibilità e spirito di sacrificio in un ruolo inedito. Una prestazione convincente potrebbe cambiare la sua stagione e, forse, anche il suo futuro alla Sampdoria.

Dimarco Inter, decisione presa sul rinnovo: i nerazzurri vedono la strada tracciata! Ecco il possibile scenario

Dimarco Inter, scelta definitiva sul rinnovo dell’esterno nerazzurro: il finale ormai sembra ormai segnato. Le ultimissime

Federico Dimarco non ha lasciato spazio a interpretazioni: vuole restare all’Inter «chissà per quanto ancora». Come riportato dalla Gazzetta dello Sport, l’esterno nerazzurro ha compiuto una scelta chiara per il proprio futuro, ribadendo il legame profondo con la squadra che considera casa sua. A Milano è cresciuto, ha tifato dagli spalti del Meazza e oggi si sente parte integrante di un progetto che lo valorizza e lo rappresenta. Un sentimento identitario che la dirigenza condivide pienamente, entusiasta del rendimento del numero 32.

Le prestazioni di Dimarco, infatti, hanno raggiunto livelli altissimi. Secondo il quotidiano, in Italia — e forse anche in Europa — non c’è un altro giocatore capace di incidere con la stessa continuità partendo dalla fascia sinistra. La sua capacità di “piegare” le partite alla propria volontà è diventata un marchio di fabbrica, rendendolo uno dei punti fermi dell’Inter di Inzaghi. Non sorprende, dunque, che il club voglia blindarlo il prima possibile.

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Il contratto di Dimarco scade nel 2027, ma quella data sembra destinata a essere aggiornata. Società e giocatore sono pronti a sedersi al tavolo entro fine stagione per discutere un rinnovo che appare poco più di una formalità. L’idea è prolungare l’accordo fino al 2030, con un adeguamento dell’ingaggio rispetto agli attuali 4 milioni netti a stagione. Un passo che permetterebbe all’Inter di assicurarsi uno dei suoi pilastri per molti anni ancora. Nonostante le tentazioni estere non siano mai mancate, Dimarco ha sempre ribadito dove si sente davvero a casa: in nerazzurro.

Juve Lazio, parla il doppio ex Ravanelli: «Mi aspetto una bellissima partita. Effetto Spalletti positivo. Spiace vedere la Lazio così…»

Juve Lazio, il doppio ex Fabrizio Ravanelli: «Mi aspetto una bellissima partita. Effetto Spalletti positivo. Spiace vedere la Lazio così…»

Juventus-Lazio è la partita di Fabrizio Ravanelli, che nel 1995 ha vinto lo scudetto in bianconero e 5 anni dopo si è ripetuto a Roma. Ecco i suoi pensieri sulla sfida di domenica sera, affidati a Tuttosport.

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JUVE-LAZIO «
Mi aspetto una bellissima partita; perché la Juve adesso gioca un gran calcio, ma pure le squadre di Sarri affrontano le sfide sempre a viso aperto. Pertanto sarà un match divertente e caratterizzato da diversi gol, ma con la Juve favorita».
LA JUVE CRESCIUTA GRAZIE A SPALLETTI «Assolutamente si. Parlerei di effetto Spalletti molto positivo sulla squadra e su tutto l’ambiente. Nonostante qualche sconfitta come quelle contro il Cagliari in campionato e l’Atalanta in Coppa Italia, la Juve ora sta facendo molto bene. Il merito va dato a Luciano, che ha messo i giocatori al posto giusto ottenendo il massimo profitto. Inoltre Spalletti ha ridato senso di appartenenza alla squadra e imposto rapidamente le sue idee tecnico-tattiche con una feroce riaggressione della palla in fase di non possesso. Adesso la Juve gioca veramente bene ed è merito dell’allenatore».
RIMONTA SCUDETTO «La ritengo difficile, bisogna essere onesti. L’Inter è lontana, anche se nel calcio sperare non costa nulla. Certamente se la Juve non avesse perso quei 5 punti con Cagliari e Lecce in due gare dominate, oggi la storia sarebbe molto diversa. Avessero fatto bottino pieno, i bianconeri si sarebbero giocati il primo posto».
DAVID «David al Lille era un top. Dopo un avvio di stagione complicato, adesso lo vedo più tranquillo a livello interiore. Si vede che ora gioca sereno e che la fiducia incassata da Spalletti lo sta aiutando. Il canadese può essere l’uomo in più nella seconda parte di stagione e aiutare la Juve a centrare gli obiettivi».
LA JUVE PUO’ GIOCARE A 2 PUNTE «Direi proprio di no. Ritengo impossibile che Vlahovic e David possano coesistere, visto che entrambi sono due centravanti: finirebbero per pestarsi i piedi…»
CI VOLEVA UNA PUNTA PESANTE «Condivido il pensiero di Luciano, che è uno dei migliori allenatori in circolazione. A questa Juve sarebbe servito certamente un pennellone là davanti. Manca una punta con quel tipo di caratteristiche nella rosa bianconera».
SU CHI PUNTARE IN ESTATE «Andrei all’assalto di un top come Osimhen. La Juve deve provarci per il nigeriano; per ché sarebbe perfetto per il gioco di Spalletti, che tra l’altro lo conosce bene e saprebbe valorizzarlo al massimo. Osimhen sarebbe un grande acquisto: è forte di testa, veloce, fa reparto da solo e attacca la profondità. In più in fase di non possesso fa anche pressing sui difensori avversari: attaccanti così ce ne sono davvero po chi in giro».
CHI AVREBBE PRESO A GENNAIO «Kolo Muani sicuramente poteva dare una mano: è un ottimo giocatore, inoltre già conosceva compagni e ambiente. Il francese sarebbe stato utile; mentre En-Nesyri non centrava granché coi bianconeri. Non è da Juve e non avrebbe spostato gli equilibri. Piuttosto che uno come En-Nesyri è stato meglio non prendere nessuno».
LA LAZIO «Spiace vedere la Lazio in questa situazione non semplice. La sensazione è che il giocattolo si sia rotto. Va chiarita al più presto la frattura creatasi tra società e tifosi per ricompattare l’ambiente in fretta. Solo così si può provare ad andare avanti e soprattutto cercare di ripartire. Altrimenti diventa complicato fare bene e ottenere risultati».

Mateta Milan, spunta il retroscena! Allegri non era convinto dell’attaccante: le ultimissime

Mateta Milan, spunta il retroscena: Allegri non era convinto dell’attaccante francese. Le ultimissime sulla pista di mercato

Jean-Philippe Mateta non era l’attaccante che Massimiliano Allegri sognava per rinforzare il reparto offensivo del Milan. È questo il retroscena cruciale emerso nei giorni successivi alla chiusura del calciomercato invernale, durante il quale il centravanti francese è stato a un passo dal vestire la maglia rossonera.

La trattativa, infiammatasi nelle ultime ore della sessione, sembrava destinata alla fumata bianca, con il giocatore che si era addirittura sottoposto a visite mediche mentre i club limavano i dettagli. Proprio quegli esami, tuttavia, hanno fatto suonare l’allarme: i problemi evidenziati al ginocchio del giocatore, che necessiterà di un intervento chirurgico, hanno portato al collasso dell’affare.

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Ma oltre alle questioni cliniche, c’era una perplessità tecnica di fondo. Come riferito dall’esperto di mercato Matteo Moretto, sebbene la dirigenza rossonera seguisse Mateta da tempo e avesse provato ad anticipare a gennaio un colpo inizialmente programmato per l’estate, l’allenatore non era pienamente convinto. Allegri aveva in mente profili diversi per il ruolo di numero 9 e non considerava il francese la scelta ideale su cui puntare.

Pur non opponendo un veto insormontabile, la freddezza del tecnico livornese ha pesato. Questa combinazione di dubbi fisici e tecnici ha chiuso definitivamente la porta: il mancato arrivo di gennaio non sarà un semplice rinvio. Secondo Moretto, il discorso è chiuso anche in vista della prossima estate: Mateta non sarà un giocatore del Milan.

Osimhen Juventus, suggestione di mercato o realtà? Può ritrovare Spalletti dopo Napoli, lo scenario

Osimhen Juventus, l’ex Napoli può diventare la carta vincente di Spalletti: suggestione possibile solo a una condizione

Secondo quanto riportato da Tuttosport, l’attaccante nigeriano — oggi protagonista al Galatasaray con 8 gol in 14 presenze — sarebbe il grande sogno di Luciano Spalletti per la prossima stagione. Il rapporto speciale nato durante l’anno dello scudetto a Napoli alimenta una suggestione affascinante, ma che si presenta fin da subito come un’operazione ai limiti dell’impossibile.

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Osimhen Juventus, la suggestione che infiamma il mercato

Il possibile affondo bianconero dipende da due condizioni fondamentali, che l’amministratore delegato Damien Comolli e il direttore sportivo Marco Ottolini stanno valutando con estrema prudenza. La prima riguarda la panchina: l’arrivo di Osimhen diventerebbe un’ipotesi concreta solo con la conferma — sempre più probabile — di Luciano Spalletti, considerato l’unico in grado di esaltare le caratteristiche del centravanti nigeriano.

La seconda condizione è di natura economica e passa inevitabilmente dalla cessione di Dusan Vlahovic. Solo l’addio del serbo permetterebbe alla Juventus di liberare spazio salariale e budget per tentare l’assalto al bomber del Galatasaray. Nel frattempo, però, la dirigenza mantiene i piedi per terra: il profilo di Kolo Muani resta infatti in pole position anche in vista dell’estate.

Il valore di Osimhen si aggira intorno ai 75 milioni di euro, una cifra che la Juventus potrebbe permettersi solo in caso di qualificazione alla prossima Champions League e di almeno una cessione eccellente. I tifosi sognano già la maglia numero 9 sulle sue spalle, ma per ora la suggestione resta tale, sospesa tra ambizione e realtà di mercato

Bologna, i numeri parlano chiaro: la squadra è Orsolini dipendente. Quando l’esterno brilla arrivano i tre punti, il focus

Bologna, i numeri non mentono: sei Orsolini dipendente! Quando brilla la squadra vince, il focus sui rossoblù

Non ci sono più dubbi: questo Bologna è diventato Orsolini-dipendente. Questa è l’analisi odierna di Tuttosport, che parte da una constatazione: il rendimento della squadra di Vincenzo Italiano è calato vistosamente in concomitanza con la flessione del suo esterno offensivo, scivolando dal terzo al decimo posto in due mesi. Un bimestre nero, con una sola vittoria in dieci giornate, durante il quale “Orsonaldo” ha segnato appena una volta. Numeri che stridono con l’avvio show di stagione, quando il classe 1997 aveva realizzato ben sei reti nelle prime tredici gare.

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Ora, però, non c’è tempo per piangersi addosso. Arriva una settimana cruciale per le sorti della stagione rossoblù. Domani il derby emiliano al Dall’Ara contro il Parma, una sfida da non fallire per restare aggrappati al treno europeo. Mercoledì, poi, la gara secca dei Quarti di Finale di Coppa Italia contro la Lazio, sempre in casa. Il tabellone offre al Bologna la concreta possibilità di tornare a Roma a maggio, per provare a difendere il trofeo alzato al cielo la scorsa stagione.

Per centrare questi obiettivi, Italiano ha bisogno di ritrovare in fretta il miglior Riccardo Orsolini. Il numero 7 non è solo il leader tecnico, ma anche quello spirituale della squadra, tanto da indossare sempre più spesso la fascia da capitano.

Un segnale importante anche in ottica rinnovo. Le trattative tra il club di Joey Saputo e l’entourage del giocatore proseguono: Orsolini chiede un contratto fino al 2030 a 3 milioni a stagione, mentre il Bologna offre un prolungamento fino al 2029 a 2,5 milioni. Le distanze non sono incolmabili e filtra ottimismo per una fumata bianca in primavera.

Genoa, countdown per il match con il Napoli: De Rossi sfida Conte in una gara ad alta tensione. La situazione in casa rossoblù

Genoa, tutto pronto per la partita di Serie A contro il Napoli: sfida De Rossi Conte! Il punto e le ultime sui rossoblù

Archiviato il mercato invernale, il Genoa di Daniele De Rossi torna nel “fortino” del Ferraris per una sfida sulla carta proibitiva: arriva il Napoli di Antonio Conte, tecnico mai battuto dal Grifone. I rossoblù, reduci dalla sconfitta polemica contro la Lazio ma soprattutto dall’epica rimonta sul Bologna, cercano un altro exploit casalingo contro un avversario che vanta il doppio dei punti in classifica.

La rosa, ora ridotta e rinforzata secondo i desideri del tecnico, presenta le sue novità. L’attesa più grande è tutta per il brasiliano Amorim, centrocampista classe 2005 definito da De Rossi un giocatore duttile, capace di agire da play o di spaziare su tutto il centrocampo. Dopo la prima settimana di lavoro con i compagni, il suo esordio è certo, resta solo da capire se dal primo minuto o a gara in corso. La forza della panchina, decisiva con i tre gol dei subentrati contro il Bologna, sarà ancora un’arma fondamentale.

De Rossi, in attesa del recupero di Baldanzi per fine mese che aprirà a nuove soluzioni tattiche, si affida al collaudato 3-5-2. L’unico vero dubbio riguarda proprio l’impiego di Amorim. In difesa, le chiavi sono affidate a Ostigard, fresco di riscatto definitivo dal Rennes.

In attacco, confermata la coppia Colombo-Vitinha, che sotto la guida del tecnico romano ha iniziato a produrre gioco, occasioni e gol. De Rossi ha speso parole importanti per il portoghese, sottolineando il suo grande lavoro di sacrificio ma indicando la necessità di sgravargli compiti difensivi per riportarlo al suo ruolo naturale di seconda punta o trequartista, più vicino alla porta e al tiro: “Lui fa tutto, è il più diverso tra i nostri attaccanti. Dobbiamo trovare il modo per liberarlo”.

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Falcao svela: «Ho cambiato la storia della Roma? Forse un po’ sì. Giocare nel calcio di oggi? Sarebbe stata una meraviglia»

Falcao non ha dubbi: «Ho cambiato la storia dell Roma? Forse un po’ sì. Giocare nel calcio di oggi? Sarebbe stata una meraviglia»

A 72 anni, Paulo Roberto Falcao torna nel cuore di Roma, ospite della Fao per un evento internazionale sui giovani e lo sport insieme all’amico ed ex rivale Marco Tardelli. Il Corriere dello Sport ha raccolto i suoi racconti


HA CAMBIATO LA STORIA DELLA ROMA
«Forse un po’ sì. Di sicuro io feci di tutto per far capire a Roma e alla Roma che se fino a quel momento era stato fatto “5” si poteva fare “7”. Potevamo e dovevamo credere di più in noi stessi e questo andava fatto comprendere nello spogliatoio, ancora prima che in campo. Si poteva giocare contro la Juve a Torino o contro l’Inter ad un livello alto, senza partire sconfitti in partenza. E infatti piano piano iniziarono a rispettarci, Juve-Roma divenne un derby nazionale. Non so quanto di Paulo Falcao ci fosse in tutto questo, ma probabilmente oggi posso dire che con me si iniziò ad andare in campo a testa alta».
FIDUCIA IN GASPERINI «Sicuramente la Roma ha un allenatore con cui può, almeno, lottare per la Champions. Gasperini mi piace, penso possa fare delle belle cose. Lui è bravo, ha fatto bene all’Atalanta, per cui gli va lasciato spazio per lavorare. Roma non è Bergamo, ma ha tutte le capacità. Ripeto: gli sia dato tutto il tempo di cui ha bisogno per lavorare e far crescere la Roma».
ANCELOTTI CT DEL BRASILE «Uomo straordinario, allenatore fantastico. La persona giusta per la Seleçao, semplicemente: sono fiducioso, farà un bel Mondiale».

GLI CAMBIO’ RUOLO «Sì, dissi a Liedholm, ma solo perché mi era stato chiesto, di portarlo a centrocampo con me e Ago avanzando Scarnecchia. Fu la mossa giusta».
CARLETTO TATTICO ITALIANO AMATO IN BRASILE «Senza dubbio. Bisogna capire i giocatori che si hanno e in base a questo organizzare la parte tattica. Si sono stupiti in tanti che con lui la nazionale abbia subìto meno gol, Carlo ha risposto subito a tono: “Non dimenticate che sono italiano”. Non capisco perché non abbia mai allenato la vostra Nazionale, da noi lo adorano tutti, già gli vogliono bene e si fidano, fa delle battute come quelle di Liedholm. Poi certo, bisogna portare i risultati».
MERCATO «Mi dispiace che la Roma non abbia preso Yuri Alberto perché è veramente un gran bel giocatore, molto interessante. Ma ecco, in Italia in questo momento è così. E devo dire che anche in Brasile non è così semplice trovare campioni. Oppure il talento che gioca in strada e diventa un fenomeno. A 15 o 16 anni ci sono giocatori che guadagnano tanto e non lo meritano. Vi assicuro che c’è crisi anche da noi, non ci sono più Pelé e Zico».
WESLEY «A Gasperini piace giocare con tre difensori e lui è uno che sulla fascia parte e arriva in fondo. In Brasile era impiegato più a destra, ora vedo che Gasp lo schiera anche a sinistra. Anarchico? Ha talento e i giocatori di quel tipo un po’ lo sono».
LA CRISI DEL CALCIO ITALIANO «Non penso ci sia un solo problema, ce ne sono tanti, altrimenti le cose sarebbero già state risolte. Sicuramente in passato tutti ambivano alla Serie A, adesso vengono prima l’Inghilterra e la Spagna, è come se ci fosse meno prestigio, non credo sia solo una questione di soldi. Non ci sono grandi talenti e non ci sono grandi investimenti».
GIOCARE NEL CALCIO DI OGGI «Sarebbe stata una meraviglia».

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Calciomercato Milan, quel bianconero è il primo nome di Allegri sulla lista: ecco l’alternativa, i dettagli

Calciomercato Milan, Allegri ha scelto: il difensore bianconero è il primo nome sulla lista. Spunta anche l’alternativa

Mentre la squadra è concentrata sulla corsa a un posto nella prossima Champions League, la dirigenza rossonera ha già acceso i motori in vista del mercato estivo. L’obiettivo è costruire una rosa competitiva su tre fronti, e la priorità indicata da Massimiliano Allegri è chiara: inserire un difensore esperto, affidabile e pronto all’uso. Secondo quanto riportato da Tuttosport, il nome in cima alla lista è quello di Federico Gatti.

Mercato Milan, il piano di Tare e il difensore ideale per Allegri

Il direttore sportivo Igli Tare sta valutando diverse soluzioni per soddisfare le richieste del tecnico. La pista che porta a Mario Gila resta monitorata, ma è Gatti il profilo considerato realmente decisivo per il salto di qualità. Se la situazione del centrale bianconero dovesse sbloccarsi, il Milan sarebbe pronto a intensificare i contatti: Allegri lo considera da tempo un suo “pupillo”, ritenendolo perfetto per guidare la nuova retroguardia rossonera.

Perché serve un rinforzo: fisicità, leadership e immediatezza

La necessità di intervenire nel reparto arretrato nasce dalla volontà di aggiungere centimetri, personalità e capacità di gestione nei momenti chiave. Allegri ha chiesto giocatori pronti subito, evitando scommesse a lungo termine. Gatti offrirebbe solidità, presenza fisica e affidabilità, qualità fondamentali per reggere il ritmo delle competizioni europee. La dirigenza di via Aldo Rossi è pronta a muoversi con decisione, consapevole che per competere ai massimi livelli serviranno innesti di spessore in ogni reparto.

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Cristiano Ronaldo in rotta con l’Al Nassr! Clamoroso ritorno in quel club? Ecco cosa può succedere

Cristiano Ronaldo, tensione alle stelle con l’Al Nassr: si apre lo scenario clamoroso di un possibile ritorno in un vecchio club

Un terzo, storico ritorno di Cristiano Ronaldo al Manchester United appare ormai improbabile, nonostante la rottura pubblica tra il portoghese e la Saudi Pro League. Footballtransfers scrive che i Red Devils hanno chiarito la loro posizione: non sono interessati a riportare CR7 a Old Trafford.


Ronaldo si trova attualmente al centro di una disputa con il campionato saudita, tanto da aver saltato le ultime due partite dell’Al Nassr in una sorta di sciopero.
L’ex stella di Real Madrid e Juventus ritiene che la sua squadra non abbia ricevuto lo stesso sostegno sul mercato rispetto agli altri club controllati dal fondo sovrano PIF, partendo svantaggiata nella corsa ai titoli. In particolare, il passaggio di Karim Benzema ai rivali dell’Al Hilal sembra essere stato il catalizzatore del suo malcontento, aggravato dalla sospensione di alcune figure chiave dietro le quinte dell’Al Nassr.


Sebbene Ronaldo non sia ufficialmente sul mercato, nel suo contratto (in scadenza tra un anno) esiste una clausola rescissoria da 50 milioni di euro che dovrebbe essere attivata per un addio estivo.


Con lo United fuori dai giochi, le voci su un possibile ritorno allo Sporting Lisbona prendono quota come opzione più probabile, mentre MLS e Qatar restano sullo sfondo come potenziali destinazioni.


Dal punto di vista prettamente calcistico, il valore stimato di Ronaldo (ETV) è oggi di circa 10,4 milioni di euro, ben lontano dalla cifra della clausola. Tuttavia, il portoghese resta una figura unica in termini di marketing e visibilità globale: il suo impatto non si misura solo in termini sportivi, motivo per cui percepisce ancora uno stipendio record dalla Saudi Pro League.

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