Pagina 343 – Calcio News 24

Viviano dice tutto: «Per un “Fai schifo” in B ho preso un rosso diretto. Zeman? Mi vide fumare dietro al pullman. Il mio rimpianto…»

Viviano svela: «Per un “Fai schifo” in B ho preso un rosso diretto. Zeman? Mi vide fumare… Il mio rimpianto…». Le parole

Emiliano Viviano, portiere dal grande carattere e senza peli sulla lingua, si è ritirato nel 2024. Oggi su La Gazzetta dello Sport apre l’album dei ricordi.

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L’EVOLUZIONE «Da calciatore tenevo viva la fiamma con quel tipo di rabbia. Oggi sono più sereno, so che la diplomazia zero dalla ragione ti porta al torto. E ha condizionato la mia carriera. Io ho fatto delle cazzate, però c’è chi è stato fuori rosa in sei squadre diverse e ne ha sempre trovata un’altra, ma Viviano era quello che litigava e parlava troppo, non quello che per un compagno avrebbe dato un arto. Il calcio italiano è un grande condominio, le voci si moltiplicano e ti stroncano».
ALLENATORI E ARBITRI «Infatti ho avuto un feeling umano splendido con allenatori ai quali non serviva nemmeno dirle, le cose: Cosmi, Zenga, Mihajlovic. Io e Sinisa abbiamo anche litigato di brutto, ma durava trenta secondi, per lui avrei fatto qualsiasi cosa. Con gli arbitri più duri, benissimo. Per un “Fai schifo” in B ho preso un rosso diretto, con Pairetto ho esagerato da bestia e lui ha fatto finta di niente. Ad alcuni facevo pure la supercazzola di “Amici miei”…».
L’INCONTRO CON ZEMAN «Mister, ho fatto il portiere per non correre”. “E allora non correre”. Mi vide fumare acquattato dietro al pullman, “Che fai ti nascondi?”. “Non è bello che si veda che un calciatore fuma”. “Si nasconde solo chi ruba”».
BAGGIO «Per me, fiorentino classe 1985, Baggio era religione. Al mio primo allenamento da aggregato della Primavera si siede nel nostro spogliatoio per presentarsi e ci chiede: come va? Amici del mio quartiere mi dicevano: “Se lo vedi, saluta Baggio”. Frase fatta, pensavo: invece era tutta gente con cui Robi era andato a caccia».
GUARDIOLA «Guardiola avevo 17 anni e a fine allenamento mi chiese: “Ti va se ti tiro un po’ in porta?”. Intelligenza e sensibilità infinite: se tu oggi gli dici – che so – che tua figlia si è rotta una caviglia e lo incontri fra due anni, ti chiederà come sta tua figlia».
LE OCCASIONI PERSE «All’Arsenal c’era Wenger: mi aspettavo un rivoluzionario, come proposta era un tecnico normale, ma non giocai perché Szczesny fece un’annata pazzesca e c’era anche Fabianski. Allo Sporting fu una questione politica: mi scelse il presidente Bruno de Carvalho, chi arrivò al suo posto mi fece la guerra. Ogni allenatore che arrivava mi chiedeva: “Perché non giochi?”. “E che ne so?”. Me lo spiegò il quarto, Keizer: “C’è l’ordine di non convocarti”».
IL RIMPIANTO INTER «Il mio unico vero rimpianto. Julio Cesar era al suo ultimo anno, ma feci di tutto per andarmene, contro il volere del club: non gli credevo. Una delle cazzate fatte di pancia di cui sopra».
SETTE ANNI DOPO «Handanovic infortunato: feci le visite mediche e anche un allenamento, poi rimasi chiuso in un hotel ad aspettare a vuoto. Qualcuno disse volontà di Handanovic, altri di Conte: boh. Mi chiamò Piero Ausilio: “Vivio, non si fa”. E amen»
LA NAZIONALE «C’era Buffon, di più era impossibile. Dopo quel biennio avrei dovuto essere più presente, e fu colpa mia, ma non andare all’Europeo 2012 fu una coltellata. Io del Palermo, Sirigu del Psg, De Sanctis del Napoli: più semplice lasciare a casa me. Decisione politica, e ovviamente a Prandelli lo dissi».
ITALIA-SERBIA «Mi arrivò un fumogeno sul polpaccio, andai dall’arbitro non perché avessi paura, sono cresciuto in curva, ma perché temevo di distrarmi: “Mandaci loro da questa parte”».
EVERTON-ARSENAL «Non sono convocato per Everton-Arsenal e faccio serata. Solo alle due leggo un sms: “Fabianski è stato male: alle sei e mezzo ti viene a prendere un’auto”. Avevo bevuto più o meno mezza bottiglia di vodka, il mio amico proprietario del locale mi guarda: “E ora?”. “Ora portami altra vodka”. A casa all’alba, doccia, arrivo a Liverpool e Santi Cazorla mi dice: “Puzzi d’alcol che fai schifo”. In panchina ebbi quasi un attacco di panico: non ci vedevo. E mi ripetevo “Se devo entrare, ho chiuso la carriera”».
IL FUTURO DA ALLENATORE «Sì: mi appassiona la proposta, però poi vedo Chivu che in sei mesi è invecchiato vent’anni, mio fratello De Zerbi che sta 15 ore al giorno con la testa lì dentro: quel lavoro non si può fare a metà e a fine carriera certe cose non le sopportavo più. Però ho 40 anni: in futuro, chissà…».

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Napoli, restyling del Maradona o un nuovo impianto? La strategia di Comune e club, verso gli Europei di calcio del 2032

Napoli, tra restyling del Maradona e ipotesi nuovo stadio: la strategia condivisa da Comune e club in vista degli Europei 2032

La strada di Napoli verso gli Europei di calcio del 2032 si fa in salita. Un ostacolo significativo, non di natura tecnica ma strategica, è emerso durante la riunione tenutasi ieri a Palazzo San Giacomo tra l’amministrazione comunale e i vertici del calcio nazionale ed europeo. Come riferisce Il Mattino, l’incontro era stato convocato per fare il punto sui lavori di adeguamento dello stadio Diego Armando Maradona, passaggio cruciale per rientrare tra le sedi ospitanti della rassegna continentale.


Erano presenti per il Comune l’assessore Eduardo Cosenza e i tecnici incaricati, mentre in videocollegamento hanno partecipato i delegati di FIGC e UEFA. Tuttavia, il vertice è stato segnato da un’assenza pesante e rumorosa: quella della SSC Napoli. Il club di Aurelio De Laurentiis ha comunicato la propria defezione solo alla vigilia, lasciando una “poltrona vuota” immediatamente notata dai vertici federali.

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Questa assenza certifica la profonda distanza di vedute sul futuro dell’impianto. Se il Comune spinge per il restyling del Maradona, il club azzurro sembra non credere in questo piano di rilancio, puntando invece con decisione sul progetto di costruzione di uno stadio nuovo di zecca altrove.
Il paradosso della situazione attuale è evidente: sotto il profilo tecnico, il progetto di ristrutturazione presentato dal Comune è stato verificato e persino apprezzato da UEFA e FIGC, poiché rispetta tutti i rigidi parametri richiesti per un moderno stadio europeo. Tuttavia, esiste un requisito fondamentale, anche se “non scritto”, per il successo della candidatura: la totale armonia e comunità d’intenti tra l’amministrazione locale e il club residente.


Questa sintonia, al momento, manca del tutto.
L’Italia dovrà selezionare solo cinque stadi per il torneo co-organizzato con la Turchia, e la concorrenza è spietata. L’intesa tra istituzioni e società sportiva è un criterio di valutazione imprescindibile, necessità ribadita in passato anche dal Ministro Abodi. Senza una ricomposizione della frattura, conclude il quotidiano, la candidatura di Napoli per Euro 2032 appare oggi decisamente “debole”.

Cagliari, Mazzitelli si racconta: «Qui le cose filano. Scudetto? Dico Inter. Gol alla Juve una gioia immensa. Il centrocampista più forte…»

Cagliari, Mazzitelli: «Qui le cose filano. Scudetto? Dico Inter. Gol alla Juve una gioia immensa. Il centrocampista più forte…»

Luca Mazzitelli, trentenne romano atipico, nato sulla collina Fleming e figlio di giornalista. Oggi è un punto fermo del Cagliari, protagonista della corsa salvezza a suon di gol pesanti dopo un inizio di stagione in sordina. Vicino alla laurea in Scienze Politiche, si racconta al Corriere dello Sport.

DALLA PANCHINA A PROTAGONISTA «Sono arrivato dal Sassuolo, dove avevo giocato poco, non al top della condizione fisica e per questo ho pagato dazio. Mi sono attaccato al lavoro, ho messo il massimo impegno in ogni allenamento. Infine, mi ha dato una grande mano Pavoletti, che mi è stato vicino e mi ha incoraggiato. Ora le cose filano».
IL GOL ALLA JUVE «Una gioia immensa. Quando ho visto la punizione radente di Gaetano ho deciso di calciare, era l’unica cosa che avrei potuto fare. Mi sono girato e ho visto il pallone che filava via bene, che Perin era coperto. Poi, lo stadio è esploso»
VITTORIE «Noi centrocampisti accompagniamo spesso la manovra offensiva. La vittoria sulla Juve resterà negli annali del Cagliari, ma quella con il Verona è stata ancora più importante, perché ci ha dato la consapevolezza di poter centrare il traguardo della salvezza».
LA SFIDA DI LUNEDÌ ALLA SUA ROMA «Bella squadra, diretta da un allenatore bravissimo. In pochi mesi, Gasperini ha impresso la sua impronta. Se la giocherà sino alla fine con la Juventus per un posto in Champions».
LO SCUDETTO «Dico Inter, ma se Spalletti, che ha rigenerato la Juventus, ci fosse stato dall’inizio, i bianconeri sarebbero stati temibili concorrenti»
COSA GLI É RIMASTO DELLA ROMANITÀ «Tutto, stando lontano dalla mia città l’ho apprezzata ancor di più. Vivendoci non mi rendevo conto. Ho la famiglia, gli amici, adoro tutto di questa città complessa ma meravigliosa».
LUVUMBO VIA «Ha mandato un messaggio a tutti, gli auguro il meglio. Un personaggio divertentissimo, non so perché, ma talvolta parla con una cadenza romanesca e in terza persona. Un mistero».
IL NUOVO RUOLO DA MEZZALA «Giocando da centrale sei abituato ad avere la visione complessiva del campo, questo aiuta a interpretare le situazioni, a intuire come si svilupperà il gioco. Mi sto trovando benissimo».
L’IMPATTO DI MISTER PISACANE «Mi ha colpito la sua forte personalità, ha superato momenti difficili dovuti ai gravi infortuni di Belotti, Felici e non solo. Come tutti noi, sta crescendo, ha un futuro luminoso davanti».
IL PIU’ BRAVO CENTROCAMPISTA «Non ho dubbi, McTominay del Napoli. Fantastico».
I MODELLI DEL PASSATO «Due della Premier, Gerrard e Lampard. Centrocampisti di grande qualità, “box to box”, dal gol facile. Gerrard col Liverpool ne ha segnato 120, Lampard col Chelsea 147. Gerrard, poi, aveva la capacità di giocare dappertutto, centrale, trequartista, ala. Gli mancava solo di fare il portiere. Sarebbe stato bravo anche tra i pali».

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Roma, i numeri non mentono! Pochi gol e Gasperini prepara la mossa a sorpresa: ecco cosa può succedere

Roma, i numeri parlano chiaro: pochi gol e Gasperini studia una mossa a sorpresa per invertire la rotta. Ecco cosa potrebbe accadere

La Roma si guarda allo specchio e l’immagine riflessa è impietosa: 27 gol in campionato sono un bottino misero, lo stesso di Genoa e Sassuolo, addirittura inferiore a quello del Cagliari, prossimo avversario all’Olimpico. Numeri che suonano come una sirena d’allarme per una squadra che ha lasciato per strada troppi punti e certezze. Gian Piero Gasperini lo sa bene e nel suo laboratorio di Trigoria cerca disperatamente la formula giusta. Contro i sardi, potrebbe schierare il diciannovesimo attacco diverso della stagione, l’ennesimo tentativo di trovare l’alchimia perduta.

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Secondo il Corriere dello Sport, la mossa che stuzzica la fantasia è un tridente tutto nuovo: Dybala, Zaragoza e Malen. Talento puro, imprevedibilità e profondità. Ma tutto ruota attorno alla “Joya”. L’infiammazione al ginocchio lo ha tenuto fermo e solo oggi, dopo il test in gruppo, si capirà se potrà essere della partita dal primo minuto o se verrà preservato per il big match contro il Napoli. In caso di forfait iniziale, toccherà a Soulé, stanco ma pronto al sacrificio. In ogni caso, la presenza di almeno un argentino è certa.


Con loro, i due nuovi acquisti. Malen chiede solo palloni giocabili. Finora ha ricevuto troppi suggerimenti sporchi, costretto a inventare più che a finalizzare. Starà all’estro dei trequartisti servirlo a dovere. Zaragoza, invece, è la scossa elettrica che serviva. Velocità, dribbling, l’imprevedibilità che è mancata come l’aria e che non appartiene alle corde di Pellegrini, destinato alla panchina. Lo spagnolo si è subito integrato, ora deve conquistare l’Olimpico con le sue giocate fuori copione.


Quattro partite cruciali attendono la Roma, inclusi gli scontri diretti con Napoli e Juventus
. La rincorsa Champions non ammette più errori. Servono gol, subito. Serve che la rivoluzione offensiva studiata da Gasperini non resti solo sulla carta, ma si traduca in reti e punti pesanti. Il laboratorio è acceso, ora si attende l’esplosione.

Mercato Lazio, cambiamenti in difesa a luglio: in entrata Pedraza. Accordo di massima anche per lui!

Mercato Lazio, estate di cambiamenti nel reparto arretrato: Pedraza in arrivo a parametro zero e intesa vicina con Leite

Il calciomercato della Lazio non si ferma mai, nemmeno dopo la chiusura della sessione invernale. Durante la conferenza stampa di presentazione dei nuovi acquisti — Daniel Maldini, Edoardo Motta e Adrian Przyborek — il direttore sportivo Angelo Fabiani ha approfittato dell’occasione per delineare le strategie future del club. La società sta infatti già lavorando alla costruzione della difesa per la prossima stagione, con operazioni importanti praticamente definite.

La novità più significativa riguarda la fascia sinistra, dove la Lazio ha di fatto blindato Alfonso Pedraza. Il laterale spagnolo, in scadenza con il Villarreal, è ormai considerato un acquisto chiuso: Fabiani ha confermato che il contratto è già stato firmato e che il giocatore approderà a Formello a parametro zero a luglio. Pedraza rappresenterà il nuovo padrone della corsia mancina, portando esperienza internazionale, continuità e affidabilità, elementi fondamentali per il salto di qualità richiesto a Sarri in vista della prossima stagione.

Parallelamente, il club sta lavorando anche per rinforzare il cuore della difesa. Il nome in cima alla lista è quello di Diogo Leite dell’Union Berlino. Fabiani ha rivelato che esiste già un accordo di massima con il legale del giocatore, anche se un recente infortunio ha rallentato l’eventuale trasferimento immediato. Il centrale portoghese è considerato il profilo ideale per guidare la rivoluzione del reparto arretrato, che — come ammesso dallo stesso dirigente — “si appresta a cambiare pelle

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Lucca, brilla all’esordio con il Nottingham Forest! Subito in gol l’ex attaccante del Napoli ma non basta

Lucca, che esordio da sogno con il Nottingham Forest! Subito in gol l’ex centravanti del Napoli ma non basta. Arriva la sconfitta

Il Leeds apre la 25ª giornata di Premier League con un convincente 3-1 sul Nottingham Forest. All’Elland Road il primo tempo è completamente a tinte biancoblù: i padroni di casa dominano e chiudono la frazione sul 2-0 grazie alle reti di Bogle e dell’ex Milan e Napoli Okafor, entrambi decisivi nel dare subito una direzione chiara al match.

Nella ripresa il copione non cambia e il Leeds trova anche il terzo gol, firmato da Calvert-Lewin. Solo dopo l’ingresso in campo di Lucca il Nottingham Forest riesce a rendersi pericoloso: proprio il centravanti ex Udinese e Napoli sigla il gol della bandiera, rendendo meno pesante il passivo. In tribuna, tra gli ospiti, presente anche l’infortunato Savona.

Successo importante anche per l’Osasuna nella Liga, capace di imporsi 2-1 in casa del Celta Vigo. All’Estadio de Balaídos, la squadra di Alessio Lisci passa grazie alle reti di Budimir e Raúl García, intervallate dal momentaneo pareggio dei galiziani firmato da Iglesias su calcio di rigore. Una vittoria preziosa per consolidare la corsa degli ospiti in campionato.

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Chivu Inter, avanti insieme: i motivi che spingono al rinnovo del tecnico e tutti i dettagli del nuovo accordo in arrivo

Chivu Inter, le ragioni della scelta nerazzurra e i punti chiave del prolungamento contrattuale. Gli aggiornamenti

L’Inter e Cristian Chivu sono pronte a rafforzare ulteriormente il loro legame. La dirigenza nerazzurra, pienamente soddisfatta del lavoro svolto finora, ha avviato i contatti per il rinnovo del contratto dell’allenatore, con l’obiettivo di estendere l’accordo fino al 2028. Oltre al prolungamento, è previsto anche un adeguamento economico. Come riportato dal Corriere dello Sport, è ancora «prematuro stabilire l’aumento», poiché l’entità dell’incremento dipenderà dai risultati che Chivu riuscirà a ottenere entro fine stagione. Ciò che è certo, però, è la stima totale della proprietà, pronta a trasformare questa fiducia in un atto formale.

Rinnovo Chivu: mentalità vincente e rapporto privilegiato con il vivaio

Le motivazioni dietro la scelta dell’Inter sono molteplici. Nonostante la giovane età, Chivu ha già dimostrato una personalità forte e un senso di appartenenza raro, frutto anche delle sette stagioni vissute da calciatore in maglia nerazzurra. Come sottolineato dai vertici societari, vincere non è mai scontato, e lui ha confermato di possedere «la mentalità giusta e l’abitudine a puntare sempre in alto».

Un ruolo decisivo lo gioca anche la sua capacità di lavorare con i giovani. Chivu ha saputo valorizzare talenti che oggi rappresentano l’ossatura della nuova Under 23, rendendolo il profilo ideale per accompagnare i ragazzi nel passaggio verso la prima squadra. Cocchi e Kamate sono solo due esempi della sua efficacia nel far crescere prospetti di livello.

Infine, la società non dimentica la sua abilità nel gestire le emergenze, come dimostrato nella scorsa stagione a Parma, quando seppe trovare soluzioni anche nelle situazioni più complicate. Un’ulteriore conferma di una dote preziosa: la capacità di mantenere lucidità e continuità di rendimento anche nei momenti più difficili.

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Yildiz Juve, ci siamo per il rinnovo del turco! Pronto un super contratto? Tutti i dettagli dell’accordo

Yildiz Juve, fumata bianca vicina: pronto un rinnovo da capogiro per il talento turco. Ecco tutti i dettagli del nuovo accordo

Il vero colpo di mercato della Juventus arriva a fari spenti, quando la sessione è ormai archiviata. Un’operazione che non riguarda nuovi innesti, ma che certifica la volontà del club di costruire fondamenta solidissime per il ciclo futuro. La società ha infatti blindato il suo diamante più prezioso: Kenan Yildiz. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, il talento turco classe 2005 ha trovato l’intesa definitiva per il rinnovo del contratto fino al 2030.

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Rinnovo Yildiz: tutti i dettagli

Le cifre raccontano meglio di qualsiasi dichiarazione quanto la Juventus creda nel suo numero dieci. L’ingaggio del giocatore viene più che triplicato: dai precedenti 1,7 milioni si passa a una base immediata di 6 milioni, destinata a salire a 7 milioni più bonus dalla prossima stagione. A questo si aggiunge un maxi premio fedeltà da 6 milioni, versato al momento della firma.

Con questo adeguamento Yildiz diventa il calciatore più pagato dell’intera rosa sotto la gestione Spalletti, un segnale inequivocabile della centralità del suo ruolo nel progetto tecnico. La Juventus ha scelto di respingere le avances dei top club europei e di puntare forte su un profilo che incarna esattamente la qualità, la fantasia e l’imprevedibilità richieste dal nuovo corso.

Reduce dal premio AIC come miglior giocatore di gennaio, Yildiz riceve ora anche il riconoscimento economico che lo proietta stabilmente nell’élite del calcio internazionale. Un rinnovo che non è solo un contratto, ma una dichiarazione d’intenti: la Juve del futuro riparte da lui.

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 6 febbraio 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Sconfitta ed esonero, è l’ultima chiamata: altro ribaltone in Serie A

In Serie A siamo abituati a parlare di esoneri, ma quello che potrebbe accadere nelle prossime ore non si vedeva da tempo.

In Serie A siamo abituati a vedere conferme, esoneri e annunci improvvisi come se piovessero, specialmente quando parliamo di allenatori. Volente o nolente, un tecnico si prende sempre le responsabilità del flalimento generale di un gruppo squadra, e infatti spesso e volentieri quando le cose non vanno esattamente verso la strada giusta è proprio il primo elemento a essere allontanato da una determinata società.

Ma quando ce ne sono addirittura due che potrebbero arrivare ai saluti, cosa può accadere? Questa situazione potrebbe effettivamente verificarsi nelle prossime ore, visto e considerato che è in programma una partita che può facilmente delineare il futuro di uno o più allenatori: parliamo di Torino-Fiorentina, un match che può presentare almeno un ribaltone in campionato in vista dei prossimi mesi di Serie A.

Torino-Fiorentina, molto più di una partita: allenatori in bilico

Torino-Fiorentina è molto più di una partita. Può infatti facilmente rappresentare una sfida spartiacque per i due allenatori. Baroni e Vanoli mai come in questa occasione sono stati effettivamente a rischio esonero, e chi perde può davvero essere licenziato e perdere così il posto che in questo momento sta occupando.

Una sorta di match a eliminazione come non se ne vedevano da un po’ di tempo a questa parte in Italia, ma che è comunque comprensibile in riferimento a quelle che sono le idee e gli interessi di entrambe le società. I Granata in questo momento hanno meno di 10 punti dalla zona retrocessione, quindi sono tutto tranne che fuori pericolo attualmente, e quindi la dirigenza del club si aspetta una scossa nelle prossime partite, onde evitare di entrare a fare parte di una zona calda e a dir poco rovente.

Senza contare l’eliminazione in Coppa Italia contro un’Inter che ha praticato veramente tantissimo turn over, e che quindi era conseguentemente affrontabile dalla prima squadra del club torinese. Se il Torino rischia di entrarci, la Fiorentina è al 100% in zona retrocessione. Dovesse arrivare l’ennesima sconfitta, ci possiamo aspettare un’altro esonero dopo quello di inizio stagione per Stefano Pioli. Come possiamo facilmente capire, per Baroni e Vanoli si prospetta un match che vale praticamente una stagione per tutti e due. E qualcuno, inevitabilmente, finirà per essere a dir poco scontento per l’epilogo di questa sfida di campionato, a meno che Torino e Fiorentina pareggino. Un punto che, però, non farebbe bene veramente a nessuno.

Pisa, Hiljemark nel post gara: «Dobbiamo migliorare, vorrei allenarli in maniera diversa da come erano abituati prima»

Pisa, Hiljemark parla nel post gara della sfida di Serie A contro il Verona: «Dobbiamo migliorare, vorrei allenarli in maniera diversa»

Verona Pisa, terminata 0-0 ha aperto la 24esima giornata di Serie A. Ecco nel post gara a DAZN le dichiarazioni del neo tecnico di nerazzurri, Oscar Hiljemark:

PAROLE «Nel secondo tempo abbiamo giocato meglio. I ragazzi hanno fatto una grande gara, in questo momento dobbiamo farci strada insieme. Nel primo tempo abbiamo sofferto e su questo dobbiamo crescere».

«Non è stata una partita fantastica ma ci portiamo un punto in più. Dobbiamo migliorare in fase difensiva e offensiva, vorrei allenarli in maniera diversa da come erano abituati prima. Milan? Grande squadra, ma siamo undici in campo anche noi e siamo pronti per combattere insieme».

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Verona, parla Sammarco: «Abbiamo diversi giocatori di spessore e mi aspetto ci diano una grande mano. Sul futuro…»

Verona, il neo tecnico degli scaligeri Sammarco parla nel post gara: «Abbiamo diversi giocatori di spessore e mi aspetto che…»

Paolo Sammarco ha commentato il pareggio per 0‑0 contro il Pisa al Bentegodi definendolo un risultato figlio dell’equilibrio e della scarsa incisività offensiva di entrambe le squadre. Il tecnico ha evidenziato la necessità di migliorare la finalizzazione e la gestione delle palle inattive — il momento più pericoloso è stato il palo di Orban — pur lodando la compattezza del gruppo e le parate decisive del portiere. Sammarco ha chiuso con un appello alla continuità e al sostegno dei tifosi, sottolineando che ogni punto va costruito con attenzione nelle prossime partite. Le parole a DAZN.

PAROLE «Non abbiamo creato molto, ma ho apprezzato il furore della squadra nel primo tempo. Nella ripresa siamo calati, anche se mi tengo la grande disponibilità e la giusta carica della squadra. Abbiamo diversi giocatori di spessore e mi aspetto ci diano una grande mano»

FUTURO «Non ho parlato con nessuno, ero concentrato solo su questa partita e vediamo nei prossimi giorni cosa accadrà»

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Pagelle Verona Pisa, vince l’equilibrio al Bentegodi! Orban bene ma non benissimo, delude Durosinmi. I VOTI

Pagelle Verona Pisa: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 24ª giornata di Serie A 2025/26

Pagelle Verona Pisa: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 24ª giornata di Serie A 2025/26. Ecco i voti:

PAGELLE VERONA PISA

VERONA – Montipò 7; Slotsager 6, Nelsson 6, Edmundsson 6.5; Niasse 5 (70’ Lirola 6), Lovric 6 (85’ Harroui sv), Al-Musrati 6.5, Bernede 6 (46’ Serdar 5.5), Frese 5.5 (46’ Bradaric 5.5); Bowie 5, Orban 6 (82’ Mosquera sv). 

PISA – Scuffet 6; Canestrelli 6, Caracciolo 6.5, Bozhinov 5.5 (69’ Calabresi 6); Touré 6.5, Loyola 6 (75’ Marin 6), Aebischer 6, Angori 6; Moreo 6; Stojilkovic 5 (69’ Meister 5.5), Durosinmi 5.5 (46’ Leris 6).

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Moviola Verona Pisa, l’episodio chiave della partita di Serie A: cosa è successo al Bentegodi

Moviola Verona Pisa, l’episodio arbitrale chiave del match valido per la 24ª giornata del campionato di Serie A 2025/26

L’episodio chiave della moviola del match Verona Pisa , valido per la 24ª giornata della Serie A 2025/26. Dirige la sfida l’arbitro Doveri.

LA MOVIOLA – La moviola del match tra Verona e Pisa si concentra su poche ma decisive situazioni che hanno inciso sull’equilibrio della partita. L’episodio più clamoroso è arrivato al 33′, quando Gift Orban ha calciato una punizione potente che ha centrato il palo destro: azione regolare, nessuna irregolarità nella battuta, episodio sfortunato per il Pisa e potenziale svolta mancata per i padroni di casa.

L’arbitro Daniele Doveri ha mostrato personalità nella gestione dei contrasti, sanzionando con il giallo Stefano Moreo al 32′ per un intervento che interrompeva una ripartenza pericolosa; la decisione è apparsa proporzionata e coerente con il metro adottato. Nella ripresa Doveri ha punito con ammonizioni anche Marius Marin e Suat Serdar per interventi duri nella fase finale, mantenendo il controllo e prevenendo escalation di nervosismo.

Sul piano tecnico‑tattico, le parate di Lorenzo Montipò hanno avuto un ruolo determinante nel preservare lo 0‑0: interventi su colpi di testa e sul tiro ravvicinato di Henrik Meister al 87′ hanno annullato le occasioni più nitide del Pisa senza che emergessero dubbi su eventuali irregolarità in area. Le sostituzioni e i cambi di ritmo non hanno generato episodi da VAR o proteste significative, confermando una direzione di gara lineare.

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Comolli copia il Napoli: il primo colpo estivo della Juve è già deciso

Anche la Juventus inizia a darsi da fare sul calciomercato in vista della sessione estiva tutt’altro che lontana.

Il lavoro di Luciano Spalletti, arrivato dopo la negativa esperienza con la Nazionale Italiana e in seguito all’esonero da parte della Juventus di Igor Tudor, fino a questo momento è stato a dir poco egregio. L’allenatore toscano è stato senza il benché minimo dubbio capace di rialzare una squadra che purtroppo è apparsa confusa, vulnerabile e affaticata negli ultimi anni, facendo fatica a lottare per le posizioni che contano in Serie A e Champions League.

Dal suo arrivo in avanti, però, possiamo dire che le cose siano notevolmente cambiate, così come i risultati sportivi sono stati decisamente più elevati rispetto al recente passato. Tuttavia, Spalletti non può fare miracoli, come non poteva farne l’attuale allenatore del Milan massimiliano Allegri.

Per tornare prepotentemente in lotta per lo scudetto e per la Champions League nei prossimi anni, sarà necessario per forza di cose un concreto aiuto direttamente dal calciomercato. Qualcosa che la dirigenza juventina ha intenzione di fare già a partire dal futuro calciomercato estivo.

Juventus, Comolli ‘copia’ il Napoli: che colpo

La Juventus intende rinforzarsi sul mercato, e quest’estate potrebbe arrivare un calciatore direttamente dalla Premier League. Facciamo riferimento al difensore argentino Marcos Senesi, attualmente in scadenza di contratto con il Bournemouth. I bianconeri potrebbero puntare proprio su di lui nel tentativo di rinforzare la retroguardia della Vecchia Signora in vista della prossima stagione.

Sembra proprio che in un certo senso la squadra allenata da Luciano Spalletti stia prendendo ispirazione dal Napoli, perché punta calciatori che militano allo stato attuale delle cose all’interno del massimo campionato inglese. Qualcosa che anche i partenopei negli ultimi anni hanno fatto, riuscendo ad avere non poco successo. Pensiamo a calciatori come McTominay e Hojlund, entrambi dimostratisi decisivi ai fini dei risultati sportivi della società azzurra.

Il che non significa che automaticamente il club più titolato d’Italia avrà la meglio dal punto di vista dei risultati sportivi in vista del futuro, ma che sicuramente questa è la direzione giusta da prendere per ritrovare la via della competitività in ogni competizione alla quale la Juventus prende effettivamente parte. Il lavoro da fare, per Comolli e colleghi, è davvero tanto. Ma quel che non manca di certo è sicuramente la possibilità di riportare i bianconeri sul tetto d’Italia e d’Europa. Almeno considerando quello che abbiamo visto effettivamente in questi pochi mesi di ‘trono Spalletti’.

Lazio, anno zero e progetto a lungo termine: perché la dirigenza guarda ai modelli Atalanta e Como per la ricostruzione

Da oggi si ricomincia: la Lazio lancia un “anno zero” tra giovani, plusvalenze e il modello di valorizzazione di Atalanta e Como

La Lazio sta attraversando una fase di profonda trasformazione che il direttore sportivo Angelo Fabiani ha definito come un vero e proprio “anno zero”. L’obiettivo è ripartire da basi solide e sostenibili, impostando una strategia che privilegi la programmazione a medio‑lungo termine piuttosto che soluzioni estemporanee.

Strategia e mercato

La finestra di mercato recente è stata caratterizzata da scelte mirate: operazioni orientate ai giovani e alla generazione di plusvalenze, con l’intento di costruire una rosa equilibrata e sostenibile dal punto di vista economico. Fabiani ha sottolineato l’approccio step by step: ogni mossa viene valutata per inserirsi in un progetto coerente, non per risolvere problemi immediati a costo di compromettere il futuro.

Obiettivi e modello

La Lazio punta a replicare modelli virtuosi come quelli di Atalanta e Como, valorizzando talenti emergenti e integrandoli in un contesto competitivo. L’idea è costruire gradualmente una squadra capace di competere ai massimi livelli senza rinunciare alla sostenibilità finanziaria. Questo percorso di ricostruzione è pensato per riconquistare fiducia e risultati nel tempo, con scelte misurate e una visione strategica chiara.

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Juve, Palladino è la vera bestia nera dei bianconeri: gli ultimi precedenti parlano chiaro! I numeri

Juve, Raffaele Palladino è il vero incubo dei bianconeri: gli ultimi confronti raccontano tutto, i numeri e i dati

Analizzando il percorso recente della Juventus emerge un dato che pesa come un macigno: dall’inizio del 2025 i bianconeri hanno incassato tre sconfitte con almeno tre gol di scarto in tutte le competizioni. Un campanello d’allarme che fotografa un momento di fragilità strutturale, soprattutto contro avversarie capaci di imporre ritmi elevati e pressione continua.

Il calendario ha infatti riservato colpi durissimi, con due pesanti ko contro l’Atalanta e uno contro la Fiorentina. Ma c’è un elemento che rende queste cadute ancora più significative: nelle ultime due disfatte, sulla panchina avversaria sedeva lo stesso allenatore. Raffaele Palladino sembra aver trovato una formula tattica capace di mettere sistematicamente in crisi la Juventus, trasformandosi in una sorta di “nemesi” tecnica per i bianconeri.

Sia con la Fiorentina sia, più recentemente, alla guida della Dea, Palladino ha costruito piani gara perfetti: isolamento dei portatori di palla juventini, aggressività costante e verticalizzazioni rapide e chirurgiche. Un mix che ha reso le sue squadre letali e ha evidenziato tutte le difficoltà della Juventus nel reggere intensità e idee così chiare

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Zappa Napoli, svelato il motivo dello stop: perché la trattativa con il Cagliari è saltata, i dettagli

Zappa Napoli, trattativa nella finestra di gennaio sfumata: ecco svelato il vero motivo dello stop con il Cagliari

Negli ultimi giorni della sessione invernale di calciomercato, il Napoli ha provato a muoversi per Gabriele Zappa, terzino del Cagliari. Il club azzurro aveva sondato la possibilità di portarlo in rosa per rinforzare il reparto difensivo, valutando concretamente l’operazione. Come rivelato da Fabrizio Romano, però, il tentativo non ha portato ai risultati sperati.

L’interesse del Napoli per Zappa era legato soprattutto alle condizioni fisiche di Giovanni Di Lorenzo. L’infortunio del capitano aveva inizialmente generato preoccupazione, spingendo la dirigenza a considerare l’idea di un innesto immediato sulla fascia destra per tutelarsi in caso di stop prolungato.

Con il passare dei giorni, gli esami hanno però escluso problemi seri per Di Lorenzo, riducendo la necessità di intervenire sul mercato. Di conseguenza, la pista Zappa è stata accantonata e il Napoli ha scelto di chiudere la finestra invernale senza ulteriori movimenti in quel ruolo.

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Calciomercato Roma, ufficiale la cessione di Devis Vasquez al Besiktas: cessione in prestito

Calciomercato Roma, adesso arriva l’ufficialità! Il portiere Devis Vasquez passa al Besiktas in prestito, i dettagli

È arrivata l’ufficialità: Devis Vasquez lascia la Roma dopo appena sei mesi. Il portiere colombiano si trasferisce al Besiktas con la formula del prestito, chiudendo così una parentesi giallorossa durata meno del previsto.

L’annuncio è stato diffuso direttamente dal club attraverso i propri canali ufficiali, confermando l’accordo con la società turca e salutando il giocatore con un messaggio di buon auspicio: “Vasquez ceduto in prestito al Besiktas. In bocca al lupo, Devis!”.

Arrivato a Trigoria da svincolato dopo l’esperienza al Milan, Vasquez lascia la Roma senza aver mai avuto l’occasione di scendere in campo. Una parentesi breve e silenziosa, che ora si chiude con la speranza di trovare maggiore continuità in Turchia.

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Dovbyk, incredibile incrocio di destini: da possibile 9 del Milan a escluso eccellente nella Roma

Dovbyk, destino ribaltato: da possibile bomber del Milan a escluso eccellente nella Roma. Tutti i dettagli

Le scelte definitive per la fase a eliminazione diretta dell’Europa League scuotono l’ambiente giallorosso e lasciano un retrogusto amaro a uno dei protagonisti del mercato estivo. La Roma, come riportato dall’ANSA, ha ufficializzato la lista UEFA inserendo i nuovi arrivi Malen, Vaz e Zaragoza, ma a far rumore è soprattutto l’esclusione di Artem Dovbyk.

Il centravanti ucraino vive un paradosso tecnico evidente: dopo essere stato a lungo nel mirino del Milan nel 2024, prima che i rossoneri virassero su Morata e oggi su Füllkrug, l’ex Girona è passato dall’essere considerato l’erede ideale di Giroud a ritrovarsi fuori dai piani europei di Gasperini. Una bocciatura pesante che conferma le difficoltà di inserimento del gigante ucraino nella nuova realtà giallorossa, mentre il Milan si gode l’impatto immediato del suo nuovo numero 9 tedesco.

Per Dovbyk, l’avventura europea del 2026 si chiude così, tra rimpianti e una concorrenza interna che lo ha fatto scivolare in fondo alle gerarchie. Se vuoi, posso rielaborarlo in una versione più breve o più tagliente.

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Sommer svela a sorpresa: «Futuro? Nelle prossime settimane incontro con l’Inter». Le dichiarazioni

Sommer spiazza tutti e svela: «Futuro? Nelle prossime settimane incontro con l’Inter». Le dichiarazioni del portiere

Mentre il Meazza si accende di luci e ghiaccio per la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali Milano‑Cortina 2026, una notizia inattesa scuote l’ambiente nerazzurro. Yann Sommer, presente all’evento come commentatore d’eccezione per la televisione svizzera SRF, ha scelto proprio il palcoscenico olimpico per rompere il silenzio sul suo futuro, inviando un messaggio diretto alla dirigenza dell’Inter.

Nonostante i 55 punti in classifica e un ruolo da protagonista nella squadra guidata da Cristian Chivu, il portiere elvetico sembra pronto a valutare un nuovo capitolo della sua carriera. Durante la diretta, Sommer ha confermato l’intenzione di discutere a breve con la società: “Nelle prossime settimane incontrerò l’Inter per parlare nel merito”, ha dichiarato. Parole che arrivano in un momento di grandi manovre, con il club che guarda con decisione a Josep Martinez e valuta il possibile rientro di Filip Stankovic, segnali di una volontà di rinnovamento che potrebbe spingere Sommer verso l’addio.

Nel frattempo, Marotta e Ausilio lavorano già alla successione. Due i profili in cima alla lista: Guglielmo Vicario, oggi al Tottenham e considerato il sogno per affidabilità ed esperienza internazionale; ed Elia Caprile, portiere in ascesa che incarna perfettamente la filosofia di investimento su giovani talenti promossa da Oaktree. Così, mentre l’Italia celebra l’inizio dei Giochi, l’Inter si prepara a gestire un passaggio di consegne che potrebbe segnare un nuovo ciclo tra i pali.

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Batistuta svela: «Fiorentina? Se potessi io scenderei anche in campo per aiutare! Se mi chiamassero…»

Batistuta racconta: «Fiorentina? Se potessi io scenderei anche in campo per aiutare! Se mi chiamassero…». Le parole

La Fiorentina rappresenta per Gabriel Omar Batistuta un legame profondo, quasi viscerale. Eppure, anche in un momento complicato come quello che il club sta attraversando, nessuno sembra aver preso in considerazione l’idea che la sua esperienza potesse rivelarsi utile o significativa per la società viola.

In un’intervista rilasciata a Cronache di Spogliatoio, l’ex bomber argentino ha raccontato il rapporto attuale con la Fiorentina, lasciando emergere un sentimento di distanza crescente. Batistuta ha spiegato come, negli ultimi anni, si sia spesso sentito messo da parte, quasi “dimenticato”, nonostante il peso della sua storia e del suo contributo al club.

Il risultato è un Batistuta visibilmente deluso e amareggiato, che fatica a nascondere la propria frustrazione per la scarsa considerazione ricevuta. Un malessere che aggiunge un’ombra ulteriore al momento già delicato vissuto dalla squadra.

PAROLE – «La chiamata della Fiorentina? Dopo Cecchi Gori sono passate due società: nessuno mi ha chiamato. Questo mi ha fatto male. Se mi chiamassero mi sentirei non dimenticato, ma ricordato e preso in considerazione. Mi darebbe vita. Vorrebbe dire che tutti i sacrifici che ho fatto sono valsi la pena»

«Se potessi io scenderei anche in campo per aiutare la Fiorentina. È quello che sento. A Firenze sono amato. Lo so. E la stessa cosa che loro provano per me, io la provo per loro e per tutta la città. Lo sentivo quando giocavo e lo sentirò fino alla morte. È così. Però i tifosi non sono i dirigenti della Fiorentina, che prendono le decisioni nella squadra in cui io ho dato molto»

«Non mi stanno prendendo in considerazione: questo mi dispiace. Credevo di poter aiutare la Fiorentina anche fuori dal calcio, con la mia conoscenza dell’ambiente e tutto. Io se voglio andare allo stadio a vedere la partita della Fiorentina non so nemmeno a chi chiedere il biglietto. La chiamata me l’aspettavo quando avevo smesso. Ora mi farebbe comunque piacere, la riceverei volentieri, sarebbe una bella cosa certo, ma non sono uno che la chiede per piacere. Io quello che sto raccontando è la realtà»

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Mbappé PSG, scoppia il caso! Il club ha otto giorni per saldare i 5,9 milioni dovuti al francese

Caso Mbappé PSG, esplode la tensione: al club restano otto giorni per pagare i 5,9 milioni dovuti al francese

La disputa legale tra il Paris Saint‑Germain e Kylian Mbappé non si è ancora conclusa. Nel dicembre 2025 il tribunale del lavoro di Parigi aveva stabilito che il club dovesse versare all’attuale attaccante del Real Madrid un totale di 60,9 milioni di euro, cifra composta da 55 milioni relativi a stipendi e bonus non corrisposti e 5,9 milioni legati a interessi e ferie maturate.

Ad oggi il PSG ha provveduto a pagare soltanto la prima parte, quella più consistente da 55 milioni. Secondo quanto riportato da L’Équipe, Mbappé avrebbe inviato un ufficiale giudiziario direttamente nella sede del club per sollecitare il versamento della seconda tranche, ancora mancante.

Il club francese dispone ora di otto giorni per completare il pagamento. In caso di ulteriore ritardo, spiegano le fonti citate, gli avvocati del giocatore avrebbero la possibilità di prelevare la somma direttamente dai conti del PSG.

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Olimpiadi Milano Cortina 2026, Mariah Carey canta Nel blu, dipinto di blu di Modugno: il web impazzisce dopo la performance – VIDEO

Olimpiadi Milano Cortina 2026, Mariah Carey ha intonato Nel blu, dipinto di blu di Modugno: il web ha reagito così dopo la performance – VIDEO

Le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 sono state caratterizzate – questa sera – da un grande momento musicale. A salire sul palco è stata la nota star internazionale Mariah Carey, che nel corso della sua esibizione si è lasciata andare anche ad una performance in ‘salsa’ italiana.

La cantante statunitense ha intonato Nel blu, dipinto di blu di Domenico Modugno, scatenando le reazioni di tutto il web. Solita, netta, divisione degli utenti sui social: c’è chi ha apprezzato l’omaggio dell’iconica artista in lingua italiana e chi non ha gradito. Ma una cosa è certa: è stata una performance di altissima intensità, che ha sottolineato – anche se non ce n’era bisogno – le doti fuori dal comune di Mariah.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Cremonese, Nicola vince il premio Allenatore Gentleman Serie B 2024/25: «Ha sempre dimostrato grande stile, incarnando principi sportivi in campo e in panchina»

Cremonese, Davide Nicola ha vinto il premio Allenatore Gentleman Serie B 2024/25. Ecco le parole sul tecnico dei grigiorossi

Il calcio non è fatto solo di tattica e punti in classifica, ma anche di uomini, comportamenti e valori. È con questo spirito che la Lega Serie B ha annunciato il vincitore di uno dei riconoscimenti più significativi del panorama calcistico italiano: il Premio ‘Allenatore Gentleman Serie B 2024/2025’ è stato assegnato a Davide Nicola. Il trofeo, istituito per onorare la memoria di Gigi Simoni, verrà consegnato ufficialmente martedì prossimo a Milano, presso la sede della Lega, in una cerimonia che vedrà la partecipazione della famiglia Simoni e dei vertici del calcio cadetto.

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Le motivazioni: grinta e signorilità

La scelta della giuria è ricaduta su Davide Nicola, capace di trasmettere alle sue squadre un’identità guerriera senza mai trascendere nei comportamenti. Secondo la motivazione ufficiale, Nicola è stato premiato non solo per gli ottimi risultati tecnici ottenuti, ma per aver “sempre dimostrato grande stile, incarnando quei principi sportivi che ha sempre portato con sé in campo e in panchina”.

Il ricordo di Gigi Simoni: il “Signore della panchina”

Il premio mantiene vivo il ricordo di Gigi Simoni, scomparso nel 2020. Simoni è stato un tecnico amato trasversalmente da tutte le tifoserie d’Italia, un vero “Signore del calcio” che nella sua lunga carriera — culminata con la vittoria della Coppa UEFA all’Inter di Ronaldo il Fenomeno — ha sempre anteposto l’educazione e il rispetto alle polemiche. Simoni detiene un record speciale legato proprio alla cadetteria: è l’allenatore che ha ottenuto più promozioni dalla Serie B alla A nella storia (ben 7), legando indissolubilmente il suo nome a questo campionato.

Le parole del Presidente Bedin

Alla cerimonia di martedì sarà presente anche Paolo Bedin, Presidente della Lega Serie B, che ha voluto sottolineare l’importanza di questo passaggio di testimone morale. “Ricordo Simoni come l’allenatore più vincente della Serie B, ma soprattutto un uomo che si è contraddistinto per stile e modi nello svolgimento del proprio ruolo”, ha dichiarato Bedin. “Mi pare dunque più che opportuno che la famiglia della B lo ricordi attraverso questo premio in quanto protagonista virtuoso della nostra storia”. Davide Nicola raccoglie dunque un’eredità pesante e prestigiosa, confermandosi come uno dei volti più positivi del nostro calcio.

Juventus, ufficiale la nuova lista UEFA: cosa è cambiato per i bianconeri dopo gennaio. L’elenco completo e aggiornato

Juventus, è stata ufficializzata la nuova lista UEFA: cosa cambia per i bianconeri dopo gennaio. L’elenco aggiornato

I giochi sono fatti, le liste sono chiuse. La Juventus è pronta a lanciarsi nella fase a eliminazione diretta della Champions League con un organico rinnovato e puntellato dal mercato di gennaio. La società bianconera ha infatti depositato presso la UEFA l’elenco definitivo dei calciatori utilizzabili per l’assalto alla “Coppa dalle grandi orecchie”, ufficializzando due cambi sostanziali rispetto alla League Phase.

Champions League in TV: programma, orari e dove vederla

Le novità: frecce e muscoli per l’Europa

Come era lecito attendersi, trovano subito spazio i due volti nuovi arrivati alla Continassa durante la finestra invernale. Nella lista entra di diritto Jeremie Boga. Insieme a lui, viene iscritto anche Emil Holm.

Gli esclusi e le cessioni

Per fare spazio ai nuovi innesti, la Juventus ha dovuto operare dei tagli, dettati dalle uscite di mercato. Non fanno più parte della lista Joao Mario, passato al Bologna, Jonas Rouhi – passato alla Carrarese – e Daniele Rugani, centrale affidabile che ha lasciato i bianconeri per cercare minutaggio altrove.

La lista completa della Juventus

Di seguito l’elenco dei convocati, suddivisi per numero di maglia:

  • Portieri: Perin (1), Di Gregorio (16), Pinsoglio (23), Scaglia (42, Lista B), Fuscaldo (43, Lista B).
  • Difensori: Holm (2), Bremer (3), Gatti (4), Kelly (6), Kalulu (15), Cambiaso (27), Cabal (32), Gil (41, Lista B), Martinez (47, Lista B).
  • Centrocampisti: Locatelli (5), Koopmeiners (8), Adzic (17), Thuram (19), Miretti (21), McKennie (22).
  • Attaccanti: Conceição (7), Vlahovic (9), Yildiz (10, Lista B), Zhegrova (11), Boga (13), Kostic (18), Openda (20), David (30).

Formazioni ufficiali Verona Pisa: le scelte di Sammarco e Hiljemark. Le primissime novità dei due neo-tecnici

Formazioni ufficiali Verona Pisa: le scelte di Sammarco e Hiljemark per il match della 24ª giornata di Serie A 2025/26

È una “partita della vita”, o quasi. La 24ª giornata di Serie A si apre sotto il segno della tensione allo stadio Bentegodi, dove va in scena uno scontro diretto che sa di ultima spiaggia. Hellas Verona e Pisa, appaiate sul fondo della classifica e accomunate da una crisi profonda, si affrontano per cercare di rianimare una stagione fin qui disastrosa. Le due compagini arrivano all’appuntamento con il morale a terra e con guide tecniche nuove di zecca, chiamate a invertire un trend da incubo: appena un punto nelle ultime cinque gare per gli scaligeri, due per i toscani.

La rivoluzione in panchina: esordi di fuoco

La settimana è stata convulsa su entrambi i fronti. A Verona, dopo il pesante 4-0 subito a Cagliari che è costato l’esonero a Paolo Zanetti, la squadra è stata affidata a Paolo Sammarco. L’ex centrocampista del club, promosso dalla Primavera al ruolo di traghettatore ad interim, ha il compito di ricompattare un ambiente depresso anche dalle cessioni invernali (pesa l’addio del talento Giovane, volato a Napoli). Sponda Pisa, il dopo-Gilardino porta il nome di Oscar Hiljemark. L’allenatore svedese, ex centrocampista visto in Italia con Palermo e Genoa, eredita una squadra che non vince dal 7 novembre (contro la Cremonese) e deve trovare subito la chimica giusta con i tanti nuovi acquisti.

Le scelte: emergenza e volti nuovi

Sammarco deve fare i conti con un’infermeria affollata. Senza pilastri come Suslov e Gagliardini, il neo-tecnico lancia dal 1′ il nuovo acquisto Bowie pronto a far coppia con Orban. In difesa spazio a Slotsager. Hiljemark risponde con un 3-4-1-2 ridisegnato dal mercato. Assenti i senatori Raul Albiol e Semper, il Pisa si affida in attacco alla fisicità di Rafiu Durosinmi, supportato dall’esperto Stefano Moreo. In difesa debutta subito Bozhinov.

Il Tabellino: le formazioni ufficiali

Di seguito le scelte dei due allenatori per il match:

HELLAS VERONA (3-5-2): Montipò; Slotsager, Nelsson, Edmundsson; Niasse, Bernede, Al-Musrati, Lovric, Frese; Orban, Bowie. Allenatore: Paolo Sammarco.

PISA (3-4-1-2): Scuffet; Canestrelli, Caracciolo, Bozhinov; Touré, Aebischer, Loyola, Angori; Moreo, Stojilkovic; Durosinmi. Allenatore: Oscar Hiljemark.

Mercato Inter: Acerbi e De Vrij ai titoli di coda? C’è un nome in pole position per ringiovanire la difesa nerazzurra. Di chi si tratta

Mercato Inter: Acerbi e De Vrij salutano a fine stagione? Il nome in pole position per svecchiare la difesa nerazzurra. Cosa sta succedendo

Mentre l’Inter viaggia a vele spiegate in campionato, forte dei 55 punti messi in cassaforte da Cristian Chivu, la dirigenza non si ferma e guarda già al futuro. In Viale della Liberazione è scattata l’operazione “ringiovanimento”. Con le colonne difensive Francesco Acerbi e Stefan De Vrij che vedranno scadere i propri contratti nel giugno 2026, il club nerazzurro ha la necessità impellente di rifondare il pacchetto arretrato. Il nome cerchiato in rosso sul taccuino di Marotta e Ausilio è uno solo: Tarik Muharemovic.

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Il casting al Mapei Stadium

Secondo le indiscrezioni rilanciate dalla Gazzetta dello Sport, la partita di domenica prossima tra Sassuolo e Inter sarà molto più di una semplice sfida di campionato. Sarà un vero e proprio esame di maturità per il difensore bosniaco classe 2003. La dirigenza interista sarà in tribuna per osservare da vicino colui che è stato eletto come l’erede designato. Muharemovic risponde perfettamente all’identikit tracciato dalla proprietà Oaktree: giovane, futuribile e tatticamente prezioso. Essendo un mancino naturale, rappresenta una merce rara, capace di alternarsi con Alessandro Bastoni o di agire come centrale puro.

Numeri da leader e l’ammissione di Carnevali

A convincere l’Inter non è solo l’età (23 anni), ma il rendimento. Muharemovic è il “re delle spazzate” in Serie A (media di 7.5 a partita) e quarto assoluto per intercetti. Un muro su cui il Sassuolo ha costruito la sua salvezza. L’interesse è concreto, come confermato da Giovanni Carnevali, l’esperto amministratore delegato neroverde: “Non posso negare che l’Inter abbia chiesto informazioni”, ha ammesso il dirigente, confermando che il giocatore non è più una sorpresa.

L’ostacolo Juventus

L’operazione, però, nasconde un’insidia economica importante. La valutazione oscilla tra i 25 e i 30 milioni di euro. A complicare i piani dell’Inter c’è una clausola che favorisce gli storici rivali: la Juventus vanta infatti il 50% sulla futura rivendita del giocatore. Questo dettaglio costringerà il Sassuolo a non fare sconti per massimizzare l’incasso, ma l’Inter ha fretta: l’obiettivo è bruciare la concorrenza e bloccare il talento bosniaco già a febbraio.

Sarri resterà l’allenatore della Lazio? Fabiani chiarisce così il suo futuro, ecco cosa filtra sulla posizione del tecnico

Sarri rimarrà l’allenatore della Lazio? Angelo Fabiani ha chiarito così il suo futuro, la posizione del tecnico biancoceleste

In un momento storico in cui le parole pesano come macigni e i silenzi fanno rumore, la Lazio sceglie la via della chiarezza. A prendere la parola per disinnescare la bomba a orologeria legata alla panchina biancoceleste è stato Angelo Fabiani. Il Direttore Sportivo del club ha approfittato della conferenza stampa odierna per tracciare una linea netta sul futuro di Maurizio Sarri. Il tecnico toscano era finito al centro di un vortice di rumors a causa delle recenti frizioni ambientali.

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Il progetto triennale non si tocca

Fabiani non ha usato giri di parole: la società non ha alcuna intenzione di interrompere il rapporto lavorativo con il suo allenatore. Al centro di questa decisione c’è la fedeltà a un progetto triennale siglato in tempi non sospetti. Nonostante le difficoltà di risultati riscontrate nelle ultime settimane, la Lazio considera Sarri il perno centrale della sua visione tecnica a lungo termine. Per il DS, la fiducia nel “Comandante” è intatta: l’idea di calcio proposta da Sarri richiede tempo e stabilità, e la dirigenza sembra disposta a garantirle, respingendo l’ipotesi di ribaltoni improvvisi che destabilizzerebbero l’ambiente.

Tensione Lotito-Sarri: pace armata?

Il vero nodo della questione, tuttavia, riguardava i rapporti con la proprietà. Le ultime settimane sono state segnate da veri e propri “scontri verbali” a distanza tra l’allenatore e Claudio Lotito. Il Presidente biancoceleste aveva lanciato frecciate che sembravano preludere a un divorzio. Fabiani ha gettato acqua sul fuoco, ammettendo implicitamente le diversità di vedute ma escludendo una crisi irreversibile. Le schermaglie dialettiche fanno parte del gioco, ma non intaccano la posizione della società: la Lazio va avanti con Sarri.

Rimandato tutto a giugno

Il messaggio è chiaro: tregua e lavoro. La società vuole chiudere la stagione senza scossoni. Sebbene il calcio sia materia fluida e i risultati comandino sovrani, ad oggi non ci sono i presupposti per un esonero o dimissioni. Solo al termine del campionato, a bocce ferme, le parti si siederanno nuovamente al tavolo per valutare se il fuoco del progetto arde ancora o se le divergenze caratteriali con la presidenza renderanno necessario un addio. Ma per ora, Sarri resta saldo al timone.

Pisa, Corrado fa questa rivelazione: «Avevamo contattato questi quattro allenatori». Nomi a sorpresa per la panchina dei toscani

Pisa, Giovanni Corrado ha parlato così della figura dell’allenatore dei toscani – occupata ora da Hiljemark dopo l’esonero di Gilardino.

A Sky Calcio Unplugged, Giovanni Corrado ha parlato così della situazione in casa Pisa.

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NUOVO ALLENATORE «Avevamo contattato Martín Demichelis, un’altra idea sempre straniera. È un ragazzo che ci è piaciuto molto, ha fatto sia Monterrey che River Plate, secondo noi è un ragazzo molto interessante. Non entro nel merito totale della shortlist, ma quest’estate noi avevamo come candidato forte Almeida, con il quale abbiamo parlato tanto, che è arrivato fino a una shortlist finale, poi dopo ha ricevuto l’offerta del Siviglia. Abbiamo contattato sempre d’estate Van Bommel, ma un altro ragazzo con cui abbiamo parlato che non è mai venuto fuori è Fernando Gago».

HILJEMARK «Noi, negli anni, anche quando abbiamo fatto questa selezione per i campionati di Serie B e Serie A, sui profili stranieri abbiamo sempre inserito come caratteristica, nelle valutazioni con i nostri scout e con il direttore, il fatto che avessero un’esperienza italiana. Perché l’esperienza italiana, al di là dell’adattamento al campionato, permette un ambientamento più semplice. Per un ragazzo come lui, intelligente, che ha dovuto interrompere bruscamente la carriera molto presto, aver fatto cinque anni in Italia ti dà già una cifra di quello che può essere il tuo lavoro rapportato a questo campionato. La cosa che ci è piaciuta, in particolare in questi primi tre giorni di allenamento, è che ti riconosce come persona e ci devi lavorare insieme. Però tre concetti ci ha dato e tre concetti ha messo in atto. Tante volte il ragazzo giovane tende ad avere un eccesso di entusiasmo nell’iniziare un’avventura così, per la voglia di far vedere tante cose. L’esperienza italiana, secondo me, gli ha dato nozioni sufficienti per sapere che l’Italia è un paese pragmatico. Puoi fare tante cose belle, ma poi vieni giudicato per il risultato. Specialmente in una situazione come quella attuale di Pisa, la pragmaticità con cui ha approcciato al nostro momento, attraverso il suo metodo di lavoro, denota un’apertura mentale e un’intelligenza già di alto livello. Se non fosse arrivato lui, non avevamo un’altra idea. Sempre straniera».

NUOVI ACQUISTI«Durosinmi ha un bellissimo spirito, come tutti gli altri, Stojlkovic, Bozhinov, Iling e Loyola. La nostra filosofia è raggiungere un risultato ma garantendo il futuro. Questo è l’unico modo che abbiamo per sopravvivere anche se poi dipende anche tutto dal rettangolo verde».

Lo riporta sestaporta.news

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