Pagina 35 – Calcio News 24

Funerale Baresi, il Milan in Australia non potrà rientrare: rossoneri presenti solo con il cuore

Funerale Baresi, la prima squadra del Milan non sarà a Sant’Ambrogio per la cerimonia in suffragio dell’ex difensore: il motivo

Il Milan sarà idealmente tutto accanto a Franco Baresi, ma la prima squadra impegnata nella tournée in Australia non potrà partecipare fisicamente al funerale dell’ex capitano rossonero, in programma martedì nella chiesa di Sant’Ambrogio. Come spiegato dalla Gazzetta dello Sport, l’ipotesi di un rientro immediato a Milano non è mai stata presa concretamente in considerazione per ragioni logistiche e organizzative.

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La distanza tra Perth e Milano rappresenta l’ostacolo principale. Per essere presenti martedì mattina, giocatori e staff dovrebbero affrontare un viaggio di oltre venti ore, con almeno uno scalo. Organizzare il rientro per l’intero gruppo significherebbe trovare 40-50 posti sullo stesso volo in pieno inizio agosto, oppure allestire in pochissimo tempo un charter intercontinentale. Una soluzione complicatissima, anche perché il Milan dovrebbe poi tornare subito in Australia per disputare il derby contro l’Inter, previsto mercoledì alle 13 italiane, le 19 locali.

Milan, impossibile annullare la tournée

L’altra opzione sarebbe stata quella di interrompere la tournée, ma anche questa strada avrebbe creato problemi enormi. Da tempo sono esauriti i circa 60.000 posti dell’Optus Stadium per la sfida contro l’Inter, mentre è previsto il pienone anche per il match dell’8 agosto a Giacarta contro il Chelsea.

Oltre all’aspetto sportivo e logistico, ci sono anche accordi già firmati con gli organizzatori. Per questo motivo la squadra resterà a Perth, dove potrebbe essere organizzato un momento collettivo di raccoglimento in concomitanza con il funerale.

Milan, chi rappresenterà il club al funerale di Baresi

La società rossonera sarà comunque rappresentata a Milano dal patron Gerry Cardinale, dal presidente Paolo Scaroni, dagli altri dirigenti e da numerosi dipendenti di Casa Milan. Possibile anche la presenza di Christian Pulisic e Santiago Gimenez, rimasti a lavorare a Milanello perché infortunati.

Il gruppo squadra non ci sarà fisicamente, ma il sentimento sarà unanime. Il Milan vuole essere vicino a Baresi, alla sua famiglia e alla memoria di una leggenda che resterà per sempre parte dell’identità rossonera.

Fifa Forward Enterprise, Infantino fa marcia indietro: stop al progetto che aveva diviso il calcio mondiale

FIFA Forward Enterprise, il progetto non andrà avanti: il presidente della FIFA, Gianni Infantino, ci ripensa! Le sue parole

La FIFA fa un passo indietro sul progetto Fifa Forward Enterprise. Dopo le forti reazioni arrivate nelle ultime ore da più parti del calcio internazionale, Gianni Infantino ha deciso di accantonare ufficialmente l’iniziativa che avrebbe aperto alla presenza di investitori privati nella gestione di licenze, diritti commerciali e organizzazione delle competizioni FIFA, compresi i Mondiali.

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Il presidente della massima organizzazione calcistica mondiale ha comunicato la decisione attraverso una nota ufficiale diffusa nella notte italiana. Il messaggio è netto: «La proposta non sarà portata avanti». Una scelta arrivata dopo le critiche di UEFA, AFC, Concacaf e di diversi membri interni alla stessa FIFA.

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FIFA Forward Enterprise, il comunicato di Infantino

Nella nota, la FIFA ha spiegato che il progetto era stato pensato per rafforzare le federazioni associate e sostenere lo sviluppo del calcio mondiale. Tuttavia, il livello di divisione generato dall’iniziativa ha portato al dietrofront.

Questo il passaggio centrale del comunicato: «Il progetto Fifa Forward Enterprise – si legge nella nota – era stato concepito per porre le fondamenta per un futuro rafforzamento delle federazioni associate alla Fifa e del calcio mondiale, soprattutto laddove c’è più bisogno di sostegno».

Infantino ha poi chiarito che l’iniziativa sarebbe andata avanti soltanto con il sostegno della maggioranza delle federazioni e dopo un processo di consultazione con Consiglio FIFA, Confederazioni e stakeholder. La conclusione, però, è stata diversa: «Avendo ascoltato attentamente tutti i punti di vista, è diventato chiaro che il progetto ha creato divisioni che, su più livelli, non rendono più sostenibile gli obiettivi fondanti che il progetto stesso si era posto».

FIFA, la reazione dell’AFC dopo il dietrofront

La prima reazione ufficiale è arrivata dalla AFC, con il presidente Salman bin Ebrahim Al Khalifa che ha accolto con favore il ritiro della proposta. La Confederazione asiatica ha ribadito la necessità di maggiore trasparenza e confronto preventivo su iniziative capaci di incidere sul futuro del calcio globale.

Nel comunicato si legge che «il futuro del calcio globale deve sempre essere plasmato attraverso un’adeguata consultazione, un dialogo collettivo e il rispetto delle consolidate strutture di governance del nostro sport».

Il caso si chiude, almeno per ora, con una frenata significativa. La FIFA evita lo scontro frontale e prova a ricompattare il fronte internazionale attorno a un principio chiave: il calcio mondiale deve crescere, ma senza creare nuove fratture istituzionali.

Spalletti punge la FIGC sulla Nazionale: «Con Maldini si poteva mettere una marcia in più». Poi ricorda sua madre e Baresi

Luciano Spalletti critica apertamente la scelta presa per la Nazionale, la stoccata dopo Juventus-Nizza e la sua difesa a Paolo Maldini

Dopo le parole di Carnevali, arrivano dichiarazioni forti anche da parte di Luciano Spalletti sulla situazione della Nazionale italiana. Il tecnico della Juventus, intervenuto dopo la vittoria in amichevole contro il Nizza, ha affrontato diversi temi: dal ricordo della madre alla scomparsa di Franco Baresi, fino alla gestione federale legata a Paolo Maldini e Leonardo.

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Il passaggio più significativo riguarda proprio il nuovo corso azzurro e le scelte della FIGC. Spalletti ha espresso rammarico per il mancato coinvolgimento stabile di Maldini, figura che secondo lui avrebbe potuto rappresentare un cambiamento profondo per il calcio italiano.

Spalletti su Maldini e la FIGC

Il tecnico bianconero ha usato una metafora molto chiara per commentare quanto accaduto: «Paolo Maldini rappresentava assolutamente il nuovo di cui c’era bisogno. È stato un po’ come fare un aggiornamento sul telefonino: era troppo vecchio e l’aggiornamento non è stato possibile farlo. Invece di comprare un telefonino nuovo siamo rimasti con quello che avevamo, senza poter fare quell’aggiornamento.

Maldini era l’uomo che rappresentava il mettere una marcia in più mentre l’auto è già in corsa. Invece, anziché inserire la quarta, siamo tornati in seconda e abbiamo continuato a viaggiare in seconda».

Parole destinate a far discutere, soprattutto in un momento in cui la Nazionale sta provando a ricostruire identità, credibilità e prospettive dopo settimane di grande confusione.

Spalletti ricorda Franco Baresi

Nel corso del suo intervento, Spalletti ha voluto anche dedicare un pensiero a Franco Baresi, storico capitano del Milan e della Nazionale, scomparso nelle ultime ore. Il tecnico ha ricordato il peso tecnico e simbolico di una leggenda del calcio italiano, accostandolo a una definizione fortissima.

Queste le sue parole: «Le mamme sono l’emblema della vita, anche quando vengono a mancare. Mi ha fatto piacere il board della Juve in chiesa, gli sarò sempre grato per il pensiero. Mi sento di dire tutte le belle cose sentite, molti hanno usato frasi che descrivono benissimo il carattere dell’uomo e del campione. Ho visto il video di Maradona con la maglia di Baresi. E’ lui che lo ha elevato al Maradona dei difensori».

Spalletti tra Juventus, lutti personali e calcio italiano

Per Spalletti è stato un intervento dal forte peso emotivo e sportivo. Da una parte il ricordo personale della madre e l’omaggio a Baresi, dall’altra una riflessione severa sul futuro del calcio italiano.

La critica alla gestione di Maldini e Leonardo apre un nuovo fronte nel dibattito sulla FIGC. Il messaggio del tecnico è chiaro: per rilanciare davvero la Nazionale servivano coraggio, visione e figure capaci di rappresentare un cambiamento autentico.

Il giocatore di casino online in Italia nel 2026: abitudini, preferenze e piattaforme di riferimento

Diciotto milioni di italiani hanno giocato almeno una volta nell’ultimo anno, secondo i dati elaborati dall’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con diversi osservatori indipendenti sul settore. Di questi, circa cinque milioni e mezzo sono giocatori abituali, con sessioni regolari su piattaforme online. Non si tratta di una nicchia. Si tratta di uno degli ecosistemi di intrattenimento digitale più consolidati e più regolamentati del paese, e nel 2026 sta attraversando una fase di trasformazione profonda, sia sul fronte normativo che su quello delle abitudini dei giocatori.

Capire chi sono questi giocatori, cosa scelgono e come lo fanno, è utile per chiunque voglia leggere il mercato del casino online in Italia senza fermarsi ai numeri di superficie.

Chi gioca e quanto

Il profilo del giocatore di casino online italiano è cambiato in modo significativo rispetto a dieci anni fa. La fascia demografica più attiva è quella tra i 25 e i 44 anni, con una crescita costante nella componente femminile, che oggi rappresenta una quota rilevante degli utenti attivi sulle piattaforme digitali. La geografia del gioco online è distribuita su tutto il territorio nazionale, con concentrazioni più elevate nelle regioni del nord, ma con tassi di crescita più rapidi in alcune province del sud.

Il mercato del casino online ha generato un Gross Gaming Revenue superiore ai 4,5 miliardi di euro nel 2024, con i giochi da casino a rappresentare oltre il 50% del totale del segmento digitale, secondo i dati statistici ufficiali sul gioco a distanza in Italia. Per la prima volta nel 2025, il gioco online ha superato quello su rete fisica in termini di entrate nette, un cambio di equilibrio che sembrava inevitabile da anni e che ora è diventato strutturale.

Cosa scelgono i giocatori

Tra i giochi disponibili sulle piattaforme regolamentate, le slot rappresentano il segmento con il maggior numero di utenti. La loro accessibilità, la varietà dei titoli e la progressiva evoluzione verso meccaniche narrative più elaborate le rendono il formato preferito per le sessioni casuali. I giochi da tavolo digitali, roulette e blackjack in primo luogo, mantengono una base utenti fedele e tendenzialmente più esperta. Il segmento live, con dealer reali in diretta, è quello che ha registrato la crescita più rapida negli ultimi tre anni, spinto dalla qualità tecnologica raggiunta dai principali provider e dalla domanda di un’esperienza più autentica e interattiva.

Le scommesse sportive e il casino tendono a convivere sulle stesse piattaforme, con utenti che spesso alternano i due formati all’interno della stessa sessione. Questo ha reso la distinzione tra operatori di scommesse e operatori di casino sempre meno netta, e ha favorito lo sviluppo di piattaforme integrate come AdmiralBet casino, che coprono entrambe le aree all’interno di un’unica offerta regolamentata.

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Come si gioca: mobile prima di tutto

Il cambiamento più rilevante degli ultimi anni riguarda il dispositivo. Il 74% dei giocatori italiani usa lo smartphone come strumento primario, e oltre il 68% di quelli che operano nel segmento regolamentato accede alle piattaforme esclusivamente da mobile, senza mai aprire un browser desktop. Le sessioni si sono accorciate ma sono diventate più frequenti: qualche minuto durante una pausa, una mezz’ora la sera, una sessione breve nel fine settimana.

Questo ha modificato l’offerta stessa delle piattaforme. Le app native hanno sostituito il browser perché riducono il tempo tra l’apertura e il gioco. I titoli sono stati ottimizzati per schermi verticali. La navigazione è diventata più immediata. Le piattaforme che non hanno adattato la propria esperienza utente al formato mobile hanno perso utenti in modo costante negli ultimi tre anni.

Il nuovo quadro normativo

Il mercato italiano del casino online ha vissuto una delle riforme più radicali della sua storia tra la fine del 2024 e il 2025. Il Decreto Legislativo 41/2024, entrato pienamente in vigore il 13 novembre 2025, ha ridisegnato il sistema delle concessioni: da 93 operatori attivi si è passati a 46 concessionari, ciascuno autorizzato a gestire un unico sito con dominio .it. Il costo della licenza è salito a sette milioni di euro, con una durata di nove anni. L’obiettivo dichiarato della riforma è la concentrazione del mercato su operatori più grandi, più controllabili e più responsabili verso il giocatore.

Per il giocatore, questo si traduce in un ecosistema più trasparente, con requisiti tecnici imposti dall’ADM che vanno dalla verifica dell’identità tramite SPID alla segregazione obbligatoria dei conti. La stessa spinta tecnologica che sta ridefinendo il calcio a tutti i livelli agisce in modo analogo sulle piattaforme di gioco online, dove l’intelligenza artificiale viene usata per personalizzare l’offerta e per identificare pattern di rischio nei comportamenti dei giocatori, costruendo un perimetro di tutela che non ha equivalenti nel mercato non regolamentato.

Un mercato in evoluzione

Il casino online italiano del 2026 è un settore maturo ma non statico. La convergenza tra gaming tradizionale e casino digitale sta producendo nuovi formati. Gli strumenti di auto-esclusione sono diventati più flessibili dopo la riforma. Le sessioni si accorciano ma si moltiplicano.

Il giocatore italiano è oggi più giovane, più mobile e più consapevole dei propri diritti rispetto a dieci anni fa. Il mercato che gli si offre è più ristretto in termini di operatori ma più solido nelle garanzie. Questa combinazione sta ridefinendo le dinamiche competitive tra le piattaforme, spingendo verso investimenti in qualità dell’esperienza che vanno ben oltre il catalogo di titoli disponibili.

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 1 agosto 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

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Vlahovic, dove giocherai la prossima stagione? I possibili scenari

Vlahovic, il futuro è un rebus: il Besiktas prepara l’assalto mentre in Italia le porte restano chiuse

Dove giocherà Dusan Vlahovic nella prossima stagione? È la domanda che accompagna l’estate del centravanti serbo, svincolatosi il 30 giugno alla naturale scadenza del contratto con la Juventus. Un addio silenzioso, arrivato dopo mesi difficili e senza un vero rilancio tecnico. Da quel momento, il futuro dell’ex numero 9 è diventato un rebus che merita un’analisi approfondita.

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Vlahovic ha avuto un incontro con la dirigenza bianconera quando il club era ancora guidato da Comolli, ma il faccia a faccia non ha prodotto aperture: le parti sono rimaste distanti sia sul progetto tecnico sia sulle cifre dell’ingaggio. Con l’arrivo di Carnevali, invece, non c’è stato alcun contatto. Eppure, Luciano Spalletti continua a sperare, almeno in fondo, in un clamoroso ritorno: il tecnico stima il serbo e lo considera un profilo ideale per completare il reparto offensivo. Ma la realtà, oggi, racconta altro.

In Italia, infatti, le possibilità sono praticamente nulle. Le richieste economiche di Vlahovic – sia sullo stipendio sia sulle commissioni – sono fuori portata per i club di Serie A. Nessuna squadra, allo stato attuale, può permettersi un’operazione di quel livello senza cessioni pesanti o stravolgimenti di bilancio.

E allora lo scenario più concreto porta all’estero. La società che ha mostrato l’interesse più forte e più convinto è il Besiktas, che ammira da tempo il serbo e lo considera il profilo ideale per guidare l’attacco nella prossima stagione. Il club turco ha già sondato il terreno e potrebbe presto sferrare l’attacco decisivo: economicamente è una delle poche realtà in grado di soddisfare le richieste del giocatore, e tecnicamente gli garantirebbe un ruolo centrale.

La corsa al nuovo Vlahovic è appena iniziata, ma una certezza c’è: il suo futuro, salvo sorprese, sarà lontano dall’Italia. E il Besiktas, oggi, è la pista più calda.

Roma, Gasperini alza l’asticella: con Castro, Malen e Dybala nasce un attacco da titolo?

Roma, Gasperini festeggia: con Castro, Malen e Dybala nasce uno degli attacchi più completi d’Italia

La Roma di Gian Piero Gasperini entra nella nuova stagione con un’idea chiarissima: tornare a vincere. Il ritorno in Champions League, certificato dopo l’ultima annata di crescita e risultati, ha alzato l’asticella delle ambizioni giallorosse: non basta partecipare, ora si vuole competere davvero, in Italia e in Europa.

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Il segnale più forte arriva dal mercato: Santiago Castro è il primo grande colpo della seconda era Gasperini. L’accordo con il Bologna è stato chiuso sulla base di 35 milioni di euro, 33 di parte fissa più 2 di bonus, con il 10% sulla futura rivendita a favore dei rossoblù. Un investimento pesante, che racconta meglio di qualsiasi dichiarazione la volontà della Roma di costruire un attacco di livello assoluto.

Castro, classe 2004, arriva per indossare la maglia numero 9 e per affiancare Donyell Malen, protagonista dell’ultima stagione e già al centro del progetto offensivo. Gasperini lo vede come un centravanti moderno: sa giocare spalle alla porta, attaccare l’area, muoversi anche da seconda punta. Malen, invece, è l’uomo che attacca la profondità, che si muove su tutto il fronte e che può aprire spazi per i compagni. Insieme, possono diventare una coppia devastante, soprattutto con Paulo Dybala alle loro spalle, libero di cucire gioco e inventare assist.

Le prime amichevoli hanno già mostrato il potenziale del nuovo reparto: Dybala e Malen hanno firmato i gol nel 3-3 contro il Cannes, confermando che la qualità offensiva è il vero punto di forza di questa Roma.

Con Castro, Malen e Dybala, il parco attaccanti giallorosso può diventare uno dei migliori in Italia: soluzioni diverse, grande tecnica, capacità di segnare e di far segnare. Gasperini ha finalmente gli interpreti giusti per il suo calcio verticale e aggressivo. Ora, alla Roma, manca solo una cosa: trasformare questo potenziale in trofei.

FA, stangata al Chelsea: 12 milioni per irregolarità con gli agenti e stop al mercato

FA, maxi‑sanzione al Chelsea: dodici milioni e stop condizionale a due finestre di calciomercato

La Football Association ha multato il Chelsea per 10 milioni di sterline per irregolarità nei rapporti con gli agenti sportivi, imponendo anche il divieto condizionale di tesserare nuovi giocatori per due finestre di mercato, chiudendo così il procedimento aperto lo scorso settembre che contestava al club 74 violazioni del regolamento su agenti, intermediari e investimenti legati a terze parti.

La Commissione Regolamentare indipendente aveva disposto una penalizzazione di sei punti sospesa fino al 2027, poi annullata dal Collegio d’Appello dopo il ricorso dei Blues, che invece non hanno impugnato la multa, destinata allo sviluppo dell’attività di base. Con questa sanzione, il totale delle multe inflitte al Chelsea supera 18 milioni di sterline, considerando anche i 10 milioni imposti dalla UEFA nel 2023 e la sanzione della Premier League per violazioni finanziarie durante la gestione Abramovich.

Al centro della vicenda ci sono rendicontazioni incomplete e pagamenti irregolari: tra il 2011 e il 2018 il club ha versato oltre 23 milioni di sterline a sette agenti non registrati o entità collegate per operazioni legate a giocatori come Eden Hazard, Ramires, David Luiz, André Schürrle e Nemanja Matić.

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COMUNICATO – «Il Chelsea Football Club è lieto di confermare che gli organi giudiziari della FA hanno raggiunto una decisione definitiva in merito a questioni regolamentari pregresse che il club aveva segnalato spontaneamenteNel 2022, il club ha segnalato spontaneamente a tutti gli organi di controllo competenti potenziali violazioni storiche del regolamento. In seguito a tale segnalazione, ha collaborato in modo aperto e trasparente con tutti gli organi di controllo, divulgando volontariamente e proattivamente migliaia di documenti»

«Come già annunciato, sono stati raggiunti accordi transattivi con la UEFA e la Premier League in merito alle stesse questioni e problematiche regolamentari auto-segnalate e già affrontate in precedenza. Il club è lieto di confermare che, con la conclusione del procedimento della FA, si pone fine a tutte le azioni disciplinari intraprese nei confronti del club»,

Cellino mastica amaro: «Tornare nel calcio? Non ci penso proprio. Questo calcio non lo saprei più fare»

Cellino: «Tornare nel calcio? Non ci penso proprio. Questo calcio non lo saprei più fare». Le sue dichiarazioni

Nel giorno del suo 70° compleanno, il 28 luglio, Massimo Cellino ha ricevuto l’ufficialità dal Tribunale di Brescia: il Brescia Calcio è stato dichiarato fallito. Un passaggio pesante, arrivato a poche ore dalla decisione che ha sancito anche l’assegnazione dei simboli storici del club, compreso lo stemma, all’Union Brescia guidato dal patron Giuseppe Pasini. Le sue parole a Il Giorno:

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PAROLE – «Con una sentenza pronta da una settimana e che invece mi è stata notificata in una giornata di festaEsattamente come quattro anni fa, quando proprio il 28 luglio ricevetti la notizia di un maxi-sequestro preventivo dei miei beni. Mi sento una vittima? Dico solo che tutto questo mi pare un far west. Chi non vive in quei posti non si rende conto di ciò che accade: pensano che il mondo cominci in un rione di Brescia, c’è gente astiosa e provinciale. Non credo di meritare quel che è accaduto».

FUTURO – «Osservo le prossime due ore per provare ad aggiustare una sentenza che oggi penalizza non solo me ma anche i creditori, che sarebbero stati soddisfatti con i soldi per la vendita di Tonali al Tottenham, di cui una percentuale spetta al Brescia. Ma sembra che a 70 anni sia io quello impazzito, è la triste realtà. Anche se nella vita i giudici per bene li ho trovati. Tornare nel calcio? Non ci penso proprio. Io ho avuto la fortuna di conoscere il più bel calcio del mondo dal 1992 in poi. Oggi è cambiato troppo: proprietari incerti, direttori sportivi che guadagnano una fortuna, giocatori strapagati. Questo calcio non lo saprei più fare».

«Vivo nel mondo del calcio da quasi 35 anni, ho ricoperto cariche istituzionali in Federazione e in Lega Calcio, ho sempre pagato tutti regolarmente, mai preso multe e sanzioni. Sa quante tasse avrò versato fino ad oggi? Fra i 500 e i 600 milioni di euro, considerato che la media degli stipendi dei miei giocatori è sempre stata di 30 milioni l’anno, 60 miliardi quando c’erano le lire. Ho fatto quel che potevo, altri no. Se oggi mi trovo in questa situazione è perché sono stato truffato: a maggio l’ha detto anche alla Procura di Brescia, fui ingannato da persone accusate di aver organizzato il sistema di cessione dei crediti inesistenti».

TIFOSI BRESCIA – «Che colpa posso avere io se sono finito nelle mani di un amministratore e di un commercialisti disonesti, per poi poter scoprire nel maggio del 2025, dopo il benestare della Covisoc, che quei crediti erano falsi, senza neppure avere la possibilità di ricorrere? Era una sentenza scritta, c’era volontà di farci del male anche da parte della Federazione e io mi ritrovai in Serie C con 7 milioni da pagare e senza alcuna disponibilità. Escluso dai campionati e senza calciatori. Solo Dio sa quel che ho passato quest’anno per cercare di mettermi a posto coi creditori. E invece prima mi hanno chiuso lo stadio, dove dentro c’erano nostre attrezzature per un valore di 9 milioni; poi hanno mandato i vigili e hanno sequestrato tutto dando a chi è venuto dopo. Posso pure aver sbagliato a fidarmi di certe persone, ma io con i soldi del Brescia non mi sono pagato neppure un pranzo. Nessuno ha mai detto la verità, erano solo concentrati a dire che “Cellino aveva fatto fallire il Brescia”. Ma sono sempre stato assolto o prosciolto ed ora mi chiedo cosa ho fatto di male».

Juve, ora serve il colpo decisivo: dopo Kolo Muani e Alajbegovic è il momento del nuovo portiere

Juve, il mercato entra nel vivo: dopo Kolo Muani e Alajbegovic è caccia al nuovo portiere, mentre si prepara la rivoluzione delle cessioni

La Juventus ha finalmente acceso il mercato con gli arrivi ormai imminenti di Kolo Muani e Kerim Alajbegovic, due operazioni che valgono complessivamente circa 80 milioni di euro e che segnano il primo vero scatto della dirigenza Carnevali–Massara . Ma, sistemato l’attacco, ora la priorità assoluta diventa il nuovo portiere, tassello indispensabile per consegnare a Spalletti una squadra più solida e competitiva.

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Il nome più caldo è quello di Zion Suzuki, protagonista di una crescita impressionante al Parma. Il club ducale valuta il giapponese non meno di 30 milioni, cifra che ha già fatto indietreggiare Leeds e Newcastle, mentre il giocatore ha chiaramente espresso la volontà di scegliere la Juventus come prossima destinazione. Suzuki vede Torino come il luogo ideale per diventare titolare in un top club, e la Juve sta lavorando per chiudere l’operazione prima che il PSG – anch’esso interessato – possa inserirsi definitivamente.

Alle spalle di Suzuki resta viva la pista Guglielmo Vicario, che il Tottenham sarebbe disposto a liberare a condizioni vantaggiose. È un profilo affidabile, già pronto, che garantirebbe esperienza internazionale e continuità immediata . La Juventus, però, ha ormai abbandonato la strada che portava a Emiliano “Dibu” Martinez: la trattativa con l’Aston Villa procede troppo lentamente e non offre le garanzie economiche necessarie .

Parallelamente, la Juve deve anche sfoltire la rosa. Tra i giocatori considerati cedibili ci sono, tra gli altri, Jonathan David, Michele Di Gregorio e Nico Gonzalez, tutti inseriti nella lista delle possibili uscite per finanziare i prossimi colpi e alleggerire il monte ingaggi . Carnevali e Massara stanno lavorando su più tavoli, consapevoli che le cessioni saranno decisive quanto gli acquisti.

La Juventus ha iniziato a muoversi davvero. Dopo Kolo Muani e Alajbegovic, ora serve completare la rivoluzione: il portiere, altre uscite mirate e almeno un altro innesto di livello. Il mercato bianconero, finalmente, è entrato nel vivo.

Stadio Ferraris, semaforo verde al progetto dei club: assegnazione lavori fissata per marzo 2027

Via libera al restyling dello stadio Ferraris: Genoa e Samp verso l’affidamento dei lavori nel 2027

La Conferenza dei servizi decisoria sul progetto di restyling dello stadio Luigi Ferraris si è conclusa con esito positivo. A comunicarlo è il Comune di Genova, impegnato in prima linea insieme a Genoa e Sampdoria nella definizione del percorso di riqualificazione dell’impianto. Non mancano, naturalmente, condizioni, prescrizioni e raccomandazioni che dovranno essere rispettate nelle fasi successive.

Pubblico interesse confermato

La sindaca Silvia Salis e gli assessori hanno confermato il pubblico interesse sulla proposta di riqualificazione del Ferraris, di Villa Musso‑Piantelli e delle aree pertinenziali. La proposta arriva da Genova Stadium S.r.l., società partecipata in modo paritetico da Genoa e Sampdoria, e prevede la ristrutturazione e l’ammodernamento dell’impianto esistente.

Tutta la documentazione è stata trasmessa alla FIGC per sostenere la candidatura del Ferraris — che resterà di proprietà pubblica anche dopo i lavori — a ospitare gli Europei 2032.

Entro il 15 settembre, Genova Stadium dovrà inoltre inviare all’amministrazione gli impegni vincolanti degli operatori finanziari, necessari per attestare la disponibilità definitiva delle risorse economiche. Al momento, tali risorse sono documentate tramite lettere di supporto.

Passaggi amministrativi: il ruolo del Consiglio comunale

A settembre, con una successiva proposta di giunta, il Consiglio comunale sarà chiamato a esprimersi su vari aspetti fondamentali:

  • la sdemanializzazione di una porzione di area oggi appartenente al demanio stradale e coinvolta nel progetto;
  • la sua acquisizione al patrimonio comunale;
  • gli aspetti economici e patrimoniali dell’operazione;
  • il diritto di superficie da concedere.

Il passo successivo: gara pubblica in autunno

Come specificato dal Comune, pur non essendo obbligatorio secondo la Legge Stadi, dopo le determinazioni del Consiglio comunale l’amministrazione procederà — nel prossimo autunno — a mettere a base di gara:

  • il Progetto di fattibilità tecnico‑economica (PFTE),
  • il Piano economico‑finanziario (PEF),
  • lo schema di Convenzione approvati.

L’obiettivo è chiaro: aggiudicare gli interventi entro fine marzo 2027 e concludere i lavori entro fine marzo 2031, così da rispettare le tempistiche richieste per la candidatura agli Europei.

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PAROLE SINDACA SALIS – «La delibera approvata dalla giunta segna un passaggio decisivo e concreto nel percorso avviato per dotare Genova di uno stadio all’altezza delle grandi capitali europee e pienamente conforme agli standard UEFA di Categoria 4, requisito indispensabile per sostenere la nostra candidatura a EURO 2032 – ha commentato la sindaca Salis – oggi disponiamo di un Progetto di fattibilità tecnico-economica completo sotto il profilo tecnico, ambientale e idraulico, che integra in modo armonico lo sport con il tessuto urbano».

«Abbiamo mantenuto con coerenza i nostri capisaldiLo stadio Luigi Ferraris non sarà venduto ai privati e la sua riqualificazione non comporterà investimenti finanziari diretti a carico delle casse comunali. Non sarà uno spazio vissuto solo una volta alla settimana per il calcio, ma un motore di rigenerazione quotidiana per il quartiere di Marassi, arricchito dal recupero funzionale di Villa Musso-Piantelli per attività culturali, museali e ricreative».

«La strada della concessione del diritto di superficie a lungo termine garantisce stabilità agli investitori privati, che metteranno in campo circa 100 milioni di euro, mentre il Comune, a fronte della gratuità del canone per i primi 50 anni, si assicurerà la disponibilità gratuita dell’infrastruttura per eventi di interesse pubblico e cittadino per almeno 20 giorni all’anno. Ora la parola passerà al Consiglio Comunale per gli adempimenti patrimoniali e, subito dopo, si procederà all’indizione della gara pubblica con la massima trasparenza che abbiamo voluto dare a questo percorso fin da quando ci siamo insediati».

Juventus-Nizza 2-0, Douglas Luiz lancia segnali a Spalletti: «La mia priorità è restare qui»

Juventus-Nizza, i bianconeri chiudono il precampionato europeo con una vittoria per 2 a 0: protagonista del match Douglas Luiz, le sue parole

La Juventus batte il Nizza per 2-0 alla Continassa e chiude il precampionato europeo con un altro successo. Davanti a circa 400 tifosi, la squadra di Luciano Spalletti ha trovato il vantaggio dopo soli 11 minuti grazie a Douglas Luiz, autore di un destro preciso dal limite dell’area. Nel finale è poi arrivato il raddoppio del giovane Oboavwoduo, bravo a finalizzare una ripartenza letale.

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La vittoria conferma alcuni segnali positivi, soprattutto sul piano difensivo, ma racconta anche una Juventus ancora incompleta. Mancano diversi nazionali e i nuovi innesti dovranno ancora inserirsi, mentre in zona offensiva la squadra continua a faticare nella produzione di occasioni pulite.

Juventus-Nizza, attacco ancora poco incisivo

Dopo i test di Basilea e Liegi, anche contro il Nizza la Juventus ha mostrato qualche limite negli ultimi metri. Spalletti ha scelto Milik dal primo minuto, con il polacco titolare dopo 797 giorni, ma il risultato sul piano offensivo non è cambiato molto: poche occasioni e poca pericolosità dentro l’area.

Non a caso, il precampionato europeo dei bianconeri si chiude con appena due gol, entrambi segnati da centrocampisti: prima Miretti contro lo Standard Liegi, poi Douglas Luiz contro il Nizza. L’arrivo di Randal Kolo Muani dal PSG e di Kerim Alajbegovic dal Bayer Leverkusen, per una cifra complessiva vicina agli 80 milioni di euro, dovrà servire proprio a dare nuova energia all’attacco.

Juventus, Douglas Luiz vuole restare

Il protagonista della giornata è stato Douglas Luiz. Il brasiliano ha segnato un gol di qualità e ha dato ordine alla manovra, pur dovendo ancora crescere sul piano dell’intensità. Dopo la partita, il centrocampista ha parlato a Sky Sport, chiarendo la propria posizione sul futuro: «Se voglio restare alla Juve? E’ quello che ho in mente. È stato il mio obiettivo fin dal primo allenamento, quando sono arrivato. Questa è la mia priorità: restare qui e dimostrare a tutti che posso dare il massimo per questo club. Sono qui per dimostrare al mio allenatore e al club che posso dare il massimo qui. Voglio dimostrare perché mi hanno acquistato e spero di riuscire a farlo ogni volta che scendo in campo».

Juventus, difesa solida ma da completare

La nota più positiva per Spalletti arriva dalla difesa: tre test internazionali e zero gol subiti. Contro il Nizza hanno convinto soprattutto Gatti e Kelly, attenti contro gli attaccanti francesi e tra i migliori in campo.

Resta però qualche nodo aperto. Kalulu adattato a terzino sinistro non ha convinto pienamente e negli ultimi giorni di mercato servirà trovare un’alternativa a Cambiaso. La Juventus vince, non subisce e prova a voltare pagina: ora servirà aumentare ritmo, qualità offensiva e profondità della rosa.

Donati a MilanNews24, il suo ricordo di Franco Baresi: «Esempio di capitano vero senza fare cose scenografiche»

Franco Baresi si è spento all’età di 66 anni, il ricordo di Massimo Donati: le sue parole sullo storico capitano del Milan

Un ritratto pieno di stima, rispetto e ammirazione quello tracciato da Massimo Donati nel ricordo di Franco Baresi. L’ex centrocampista del Milan, intervenuto in esclusiva ai microfoni di Milannews24, ha voluto rendere omaggio allo storico capitano rossonero, sottolineandone il peso umano e calcistico all’interno della storia del club.

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Baresi è stato per generazioni di tifosi molto più di un difensore. È stato un simbolo di appartenenza, una guida silenziosa e un punto di riferimento capace di trasmettere autorevolezza senza mai cercare il protagonismo. Proprio questo aspetto emerge con forza dalle parole di Donati, che ha ricordato l’essenza della leadership del Capitano.

Franco Baresi, la leadership raccontata da Donati

Secondo Massimo Donati, la grandezza di Franco Baresi stava anche nella sua capacità di essere leader con naturalezza: «Leader con la sua semplicità che poi lo ha sempre contraddistinto».

Una frase che racconta bene il modo in cui l’ex difensore interpretava il proprio ruolo dentro e fuori dal campo. Baresi non aveva bisogno di gesti plateali per imporsi sul gruppo. La sua forza nasceva dalla credibilità, dal lavoro quotidiano e dalla capacità di guidare attraverso l’esempio.

Baresi Milan, un capitano vero e senza protagonismi

Nel ricordo dell’ex centrocampista rossonero c’è anche l’immagine di un capitano autentico, lontano da ogni forma di teatralità. Donati lo ha definito così: «Esempio di capitano vero senza fare cose scenografiche».

Un concetto che riassume l’eredità lasciata da Kaiser Franz al Milan e al calcio italiano. La fascia da capitano, per Baresi, era responsabilità, servizio alla squadra e senso profondo della maglia.

Franco Baresi, intelligenza tattica fuori dal comune

Oltre al valore umano, Donati ha evidenziato anche la grandezza tecnica del calciatore: «Poi ovviamente giocatore con capacità di lettura fuori dal normale».

Franco Baresi resta infatti uno dei difensori più intelligenti e completi della storia. Anticipo, posizione, personalità e visione del gioco lo hanno reso un modello irripetibile. Un campione capace di unire semplicità, leadership e talento, lasciando un’eredità indelebile nella memoria del Milan e di tutto il calcio italiano.

Morte Franco Baresi, l’omaggio di Zazzaroni: «La sua interpretazione del ruolo di libero resta unica, senza di lui non ci sarebbe stato quel Milan»

Ivan Zazzaroni omaggia Franco Baresi: il ricordo del direttore del Corriere dello Sport per la bandiera del Milan scomparsa oggi

Nel giorno della scomparsa di Franco Baresi, anche Ivan Zazzaroni ha voluto rendere omaggio allo storico capitano del Milan e della Nazionale italiana. Interpellato ai microfoni di CalcioNews24, il direttore del Corriere dello Sport ha ricordato il peso umano e sportivo di una delle figure più iconiche del calcio italiano.

Zazzaroni ha sottolineato come Baresi sia stato non soltanto il capitano, ma anche il volto di un Milan straordinario, capace di segnare un’epoca. La sua interpretazione del ruolo di libero viene ricordata come qualcosa di irripetibile, per intelligenza tattica, personalità e leadership.

Nel ricordo del giornalista emergono soprattutto la semplicità, la serietà, la riservatezza e il coraggio di Kaiser Franz. Un campione che ha rappresentato un modello per chi ha vissuto quel calcio e per chi continua a tramandarne la memoria.

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PAROLE – «È stato il capitano e il volto di una squadra fantastica. La sua interpretazione del ruolo del libero resta unica. Di Franco mi colpivano la semplicità, la serietà, la riservatezza, il coraggio.
Senza Kaiser Franz non ci sarebbe stato quel Milan.
Fortunato chi – come me, come tanti di voi – ha potuto vivere quel calcio
».

Mastantuono via dal Real Madrid in prestito: Roma e Fiorentina osservano, ma decide l’argentino. Ecco a chi farebbe più comodo

Franco Mastantuono è ufficialmente in uscita Real Madrid, decisione presa: niente tournée in Austria e cessione in prestito in estate

Il futuro di Franco Mastantuono sarà lontano dal Real Madrid, almeno nell’immediato. Il talento argentino classe 2007 è ormai fuori dal gruppo squadra dei Blancos e non partirà per la tournée in Austria. Una decisione chiara da parte del club spagnolo, intenzionato a cederlo in prestito per permettergli di trovare spazio, continuità e minuti veri in una fase delicata del suo percorso di crescita.

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Il giocatore, dopo aver inizialmente spinto per un possibile ritorno al River Plate, sta ancora valutando quale possa essere la destinazione migliore. Sulle sue tracce si sono mossi diversi club, tra cui Fiorentina, Roma e alcune società francesi e spagnole. Al momento, però, non c’è ancora una trattativa avanzata con i viola.

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Mastantuono Fiorentina, informazioni chieste al Real Madrid

La Fiorentina si è inserita nella lista delle pretendenti e segue con attenzione l’evoluzione della situazione. Il club viola ha chiesto informazioni al Real Madrid, anche mentre portava avanti altri dossier di mercato, tra cui quello legato a Valdepeñas. Per ora, però, la società toscana non intende mettere pressione al giocatore.

Non risultano incontri o meeting in programma con i Blancos. La Fiorentina aspetta che sia Mastantuono a maturare una decisione definitiva, valutando liberamente quale progetto possa offrirgli il contesto migliore. Firenze resta una pista da monitorare, soprattutto perché potrebbe garantire un percorso di crescita più lineare e un minutaggio importante.

Mastantuono Roma, perché può piacere a Gasperini

Dal punto di vista tecnico, Mastantuono farebbe molto comodo alla Roma. Nel calcio di Gian Piero Gasperini, un mancino creativo capace di partire da destra, accentrarsi e giocare tra le linee potrebbe rappresentare una soluzione preziosa per aumentare imprevedibilità e qualità negli ultimi metri.

La Roma cerca giocatori in grado di saltare l’uomo, creare superiorità e dare strappi alla manovra offensiva. In questo senso, l’argentino avrebbe caratteristiche molto adatte al progetto giallorosso. Il nodo, però, resta lo spazio: in una piazza ambiziosa e competitiva come Roma, il rischio sarebbe quello di entrare in una rotazione più ampia senza avere subito continuità.

Mastantuono, Roma o Fiorentina: dove farebbe più comodo?

La risposta dipende dall’obiettivo principale del prestito. Se il Real Madrid vuole valorizzare il giocatore garantendogli minuti, la Fiorentina può rappresentare la soluzione più logica. A Firenze avrebbe probabilmente meno pressione e maggiori possibilità di diventare centrale in tempi brevi.

Se invece l’obiettivo è inserirlo in un progetto più competitivo, con un allenatore abituato a valorizzare talenti offensivi e giocatori duttili, la Roma sarebbe la destinazione più intrigante. A livello tecnico farebbe più comodo ai giallorossi, mentre a livello di crescita immediata la Fiorentina sembra oggi il contesto più favorevole.

La decisione finale, però, passerà soprattutto da Mastantuono: il talento argentino vuole scegliere con attenzione la tappa più giusta per il suo futuro.

Ousmane Diallo Thiao è del Parma: chi è il talento spagnolo arrivato dal Borussia Dortmund

Ousmane Diallo Thiao è un nuovo giocatore del Parma, colpo ufficiale fino al 2031: l’esterno offensivo arriva dal Borussia Dortmund

Ousmane Diallo Thiao è un nuovo giocatore del Parma. Il club ducale ha completato l’acquisto a titolo definitivo dell’esterno offensivo classe 2007 dal Borussia Dortmund, blindando il giovane talento con un contratto fino al 30 giugno 2031. Un’operazione di prospettiva, ma anche un segnale preciso sulla volontà del Parma di investire su profili giovani, internazionali e con margini di crescita importanti.

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L’annuncio ha confermato i dettagli dell’operazione: «Parma, 31 luglio 2026 – Parma Calcio 1913 comunica di aver acquistato a titolo definitivo dal Borussia Dortmund le prestazioni sportive del calciatore Ousmane Diallo Thiao. Il giovane talento e neo Campione d’Europa con la Spagna Under 19 ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2031.

Esterno offensivo classe 2007, nato a Las Palmas, Diallo muove i primi passi nel settore giovanile dell’UD Las Palmas, prima di trasferirsi al Deportivo Alavés, dove continua a crescere e a costruire il proprio percorso calcistico. Nel 2023 approda al vivaio del Borussia Dortmund, una delle realtà più prestigiose del calcio europeo, con cui disputa la UEFA Youth League e, il 25 ottobre 2024, realizza il sogno dell’esordio tra i professionisti.

Un cammino importante anche con la Nazionale spagnola, con la quale ha attraversato le diverse tappe del settore giovanile, vestendo le maglie delle selezioni Under 15, Under 16 e Under 17».

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Chi è Ousmane Diallo Thiao: ruolo e profilo

Ousmane Diallo Thiao è nato a Las Palmas de Gran Canaria il 12 giugno 2007. È un esterno offensivo di piede destro, utilizzabile principalmente da ala sinistra, ma capace di agire anche sulla corsia opposta. Ha doppia cittadinanza spagnola e senegalese e una struttura fisica interessante, con i suoi 1,81 metri.

Il suo profilo è quello di un attaccante esterno moderno: rapido, verticale, portato all’uno contro uno e alla ricerca della profondità. Non è soltanto un giocatore da fascia, perché sa anche attaccare l’area con i tempi giusti e partecipare alla fase di rifinitura.

Diallo Thiao Parma, carriera tra Spagna e Dortmund

Il percorso di Diallo Thiao è iniziato nel settore giovanile dell’UD Las Palmas, prima del trasferimento al Deportivo Alavés. Nel 2023 è arrivata la chiamata del Borussia Dortmund, ambiente ideale per completare la crescita di un talento offensivo ancora giovanissimo.

In Germania ha giocato nelle formazioni giovanili del club, confrontandosi anche con competizioni internazionali come la UEFA Youth League. Il suo percorso lo ha portato fino al debutto tra i professionisti, tappa fondamentale prima del salto in Italia.

Ousmane Diallo Thiao, qualità tecniche e fisiche

Dal punto di vista tecnico, Diallo è un esterno che vive di strappi, dribbling e cambio di passo. Ama partire largo, puntare il difensore e creare superiorità numerica. Può rientrare verso il centro per cercare la conclusione o attaccare il fondo per servire i compagni.

Le sue qualità principali sono velocità, verticalità, capacità di attaccare gli spazi e buona presenza negli ultimi metri. Deve ancora crescere nella continuità, nelle scelte finali e nella gestione dei momenti più tattici della partita, ma le basi sono di alto livello.

Fisicamente ha una struttura già interessante per un classe 2007. Non è solo un esterno brevilineo, ma un giocatore con falcata, gamba e margini per diventare più resistente nei duelli.

Cosa può dare Diallo Thiao al Parma

Per il Parma, Ousmane Diallo Thiao rappresenta un investimento tecnico e strategico. Può portare imprevedibilità sulle corsie, energia, profondità e soluzioni nell’uno contro uno. Non va considerato un giocatore già completamente formato, ma un talento da accompagnare con pazienza.

Nel breve periodo potrà aumentare le rotazioni offensive; nel medio termine può diventare un esterno capace di alzare qualità, ritmo e pericolosità del reparto offensivo gialloblù.

Mudryk può tornare a giocare, chiuso il procedimento antidoping: il Chelsea lo riaccoglie in gruppo. Le sue parole

Mykhailo Mudryk e il Chelsea possono esultare, finisce il lungo stop di 4 anni per doping: l’esterno d’attacco può tornare in campo

Dopo una lunga assenza dal campo, Mykhailo Mudryk può finalmente guardare avanti. L’esterno ucraino del Chelsea tornerà a disposizione dopo la risoluzione del procedimento antidoping aperto nei suoi confronti dalla Football Association inglese. La vicenda si è chiusa nella giornata di oggi, venerdì 31 luglio, permettendo al giocatore di riprendere la propria carriera con effetto immediato.

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Mudryk era lontano dal campo dal 28 novembre 2024, giorno in cui aveva giocato e segnato in Conference League contro l’Heidenheim. Da quel momento è iniziato un periodo estremamente complesso, segnato dallo stop, dalle accuse e dall’attesa dell’esito del procedimento. Ora il Chelsea potrà reinserirlo gradualmente nel gruppo squadra, con l’obiettivo di riportarlo alla piena condizione fisica.

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Mudryk Chelsea, il comunicato ufficiale del club

Il Chelsea ha accolto con soddisfazione la chiusura del caso, sottolineando il sostegno garantito al calciatore durante tutto il percorso. Questa la nota pubblicata dal club londinese:

«Il Chelsea FC prende atto dell’annuncio odierno della Football Association che conferma la risoluzione del procedimento antidoping a carico di Mykhailo Mudryk. Fin dall’inizio, questo è stato un periodo estremamente difficile per Misha, sia a livello professionale che personale, e siamo lieti che la questione si sia finalmente conclusa, consentendogli di tornare a giocare a calcio con effetto immediato.

Abbiamo sempre sostenuto Misha durante tutto questo processo, nel pieno rispetto dell’integrità del sistema antidoping e del procedimento legale. Accogliamo con favore il riconoscimento che i progressi negli standard di refertazione scientifica applicabili per test più affidabili implicano che, se il campione di Misha fosse stato analizzato secondo i requisiti tecnici attuali, non sarebbe stato segnalato come positivo e non si sarebbe verificata alcuna violazione delle norme antidoping. Questo è un elemento importante del contesto in cui si inserisce l’accordo raggiunto e consente a tutte le parti coinvolte di guardare avanti.

Misha ha sempre sostenuto di non aver mai fatto uso, consapevolmente o intenzionalmente, di sostanze proibite e di non sapere come tracce di tali sostanze siano entrate nel suo organismo. Durante tutto questo processo si è comportato con professionalità e resilienza, in quello che è stato senza dubbio uno dei periodi più difficili della sua carriera. Sappiamo quanto sia importante per lui questa opportunità di tornare. Ora il nostro obiettivo è supportare il reinserimento di Misha nella squadra e aiutarlo a riprendere la sua carriera. Il Chelsea FC rimane pienamente impegnato a rispettare i più elevati standard di integrità sportiva e tutte le normative antidoping. Ora tutti nel Club non vedono l’ora di aiutare Misha a recuperare la piena forma fisica, a rientrare in squadra e a tornare in campo».

Mudryk, le prime parole dopo la chiusura del caso

Subito dopo la notizia, anche Mudryk ha rotto il silenzio con un messaggio pubblicato su Instagram. Il calciatore ha espresso sollievo per la fine della vicenda e ha ribadito la propria posizione:

«Dopo una lunga battaglia, il divieto di quattro anni che mi è stato imposto è stato revocato e sono libero di riprendere la mia carriera con effetto immediato. Sono grato che questo processo sia giunto a una conclusione, che mi sia stato dato il via libera per tornare al calcio e che ora possa guardare al mio futuro. Questo è stato il periodo più difficile della mia carriera. Come ho sempre sostenuto fin dall’inizio di questo caso, non ho mai assunto consapevolmente o intenzionalmente alcuna sostanza vietata. Il mio impegno nel competere lealmente e nel rappresentare il mio club e il mio paese con professionalità e integrità è sempre stato importante per me».

Mudryk Chelsea, il prossimo obiettivo è il rientro

Nel prosieguo del messaggio, Mudryk ha ringraziato famiglia, amici, compagni, tifosi e staff legale per il supporto ricevuto durante il periodo più delicato della sua carriera:

«Vorrei ringraziare la mia famiglia e i miei amici per il loro sostegno e la loro fiducia durante tutto questo periodo. Desidero inoltre esprimere la mia profonda gratitudine a tutti coloro che lavorano al Chelsea FC, ai miei compagni di squadra e ai tifosi del Chelsea che mi hanno accompagnato per tutto il tempo. Desidero inoltre ringraziare il mio team legale e tutti coloro che mi hanno assistito per il loro instancabile lavoro sul mio caso. Ora il mio obiettivo è tornare a giocare a calcio, lavorare sodo ogni giorno e dare un contributo positivo in campo. Grazie a tutti coloro che hanno continuato a credere in me. Non vedo l’ora di iniziare il prossimo capitolo della mia carriera».

Per Mudryk si apre ora una nuova fase. Il Chelsea lo accompagnerà nel reinserimento in squadra, mentre l’esterno ucraino punta a ritrovare ritmo, fiducia e continuità dopo un’assenza durata quasi due anni.

Tottenham, mercato da urlo per De Zerbi: già spesi 267 milioni, ma gli Spurs preparano un’altra “bomba”

Tottenham scatenato sul mercato, De Zerbi guida la rivoluzione degli Spurs e annuncia un nuovo acquisto “bomba”: le parole del tecnico

Il Tottenham si prepara a vivere una stagione da protagonista in Premier League. Senza coppe europee da disputare e con un mercato estremamente ambizioso, gli Spurs possono diventare una delle grandi mine vaganti del campionato inglese. Al centro del nuovo progetto c’è Roberto De Zerbi, tecnico bresciano in carica dal marzo 2026 e sempre più coinvolto nelle scelte strategiche del club.

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La dirigenza del Tottenham ha già investito cifre imponenti per rinforzare la rosa. Il colpo più costoso è stato Sandro Tonali, acquistato per 108 milioni di euro. A lui si aggiungono Matheus Fernandes, arrivato dal West Ham per 99 milioni, e Jan Paul van Hecke, prelevato dal Brighton per 60 milioni.

Tottenham mercato, non solo acquisti milionari

Oltre ai grandi investimenti, il Tottenham ha lavorato anche sui parametri zero, assicurandosi giocatori di esperienza come Senesi, Robertson e Dubravka. Un mix di qualità, fisicità e leadership pensato per alzare subito il livello della squadra.

In conferenza stampa, De Zerbi si è detto soddisfatto del lavoro svolto finora, ma ha lasciato intendere che il mercato non sia ancora chiuso: «Abbiamo completato solo il 60% del nostro mercato. Non è ancora finito, ora abbiamo un’altra bomba».

Un messaggio chiaro: il Tottenham non ha intenzione di fermarsi.

Nando Orsi ricorda Franco Baresi: «L’ultima bandiera, ha fatto crescere tutti quelli che gli sono stati vicino» – ESCLUSIVA

L’ex portiere della Lazio, Nando Orsi, ha voluto rendere omaggio e ricordare Franco Baresi: la bandiera del Milan si è spento all’età di 66 anni

Oggi il mondo del calcio piange la scomparsa di Franco Baresi. La leggenda del Milan e della Nazionale, storico difensore e capitano, si è spento all’età di 66 anni per via di una malattia. Intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni di CalcioNews24.com, Nando Orsi ha voluto ricordare così Kaiser Franz.

PAROLE – «Franco Baresi è stato l’ultimo dei giocatori bandiera. E’ stato sempre nel Milan, senso di appartenenza straordinario. Giocatore di un’intelligenza tattica… Ha fatto crescere tantissimi giocatori vicino a lui. La linea difensiva: i famosi Maldini, Baresi e Costacurta, o gli stessi Filippo Galli e Tassotti, son cresciuti soprattutto perché era lui che comandava la salita o il tornare indietro. Tatticamente era straordinario, senso dell’anticipo, letture preventive. Ma soprattutto una persona, un leader carismatico che ha influenzato tantissimo. Una grandissima perdita, il ricordo di un grande calciatore ma soprattutto di una persona tranquilla, ma con un carisma che si vedeva sia in campo che fuori. Era un giocatore sul quale si appoggiavano un po’ tutti quanti. La perdita è stata importante e tragica proprio per questo».

SI RINGRAZIA NANDO ORSI PER LA DISPONIBILITA’ DIMOSTRATA IN QUESTA INTERVISTA

Lecce, caso Banda sempre più teso: dallo Zambia accuse sul contratto, il club valuta la linea dura

Il caso Banda-Lecce è tutt’altro che rientrato, il giocatore si allena in Zambia, torna ad apparire sui social e riaccende il caso: la situazione

Il caso Lameck Banda resta aperto in casa Lecce. Dopo due settimane di assenze dagli allenamenti, voli mai presi e chiamate senza risposta, l’esterno zambiano è tornato a farsi vedere sui social. Il calciatore ha pubblicato su Instagram alcuni video in cui si allena in palestra, tra corsa, flessioni ed esercizi con il bilanciere.

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Immagini che ridimensionano i timori sulle sue condizioni personali, ma aumentano il malumore del club giallorosso. Nei giorni scorsi il presidente Sticchi Damiani e il ds Trinchera avevano espresso preoccupazione per la situazione, arrivando a dire: «speriamo non sia accaduto qualcosa di grave di cui non siamo a conoscenza».

Banda Lecce, il club valuta azioni legali

Il ritorno social di Banda non ha chiarito i motivi della sua assenza, ma ha alimentato nuove tensioni. Anche l’ex compagno Ylber Ramadani, appena trasferitosi al Corum, ha commentato ironicamente: «Amico, hai bisogno di un jet privato!».

Il Lecce finora ha multato il giocatore per gli allenamenti disertati, ma ora potrebbe passare a provvedimenti più duri. La società valuta il ricorso al collegio arbitrale per chiedere la riduzione degli emolumenti, quindi un taglio dello stipendio. Sullo sfondo resta anche l’ipotesi di una richiesta di risarcimento danni, legata all’immagine del club e al possibile deprezzamento del cartellino.

Banda Lecce, la versione arrivata dallo Zambia

A complicare ulteriormente il quadro sono arrivate le parole riportate dai media zambiani. Secondo BolaNews, un amico del giocatore avrebbe spiegato così il malumore di Banda: «Banda non è contento di come il Lecce si è comportato con lui. Ha fatto tanti sforzi per il club, ma il suo contratto non è stato gestito nel modo giusto. Nessuno gli ha comunicato che l’accordo con il Lecce sarebbe stato prolungato fino al 2027 (il contratto, originariamente in scadenza a giugno 2026, prevedeva l’opzione di rinnovo unilaterale in favore del club, ndr), gli hanno fatto firmare un pezzo di carta in italiano senza spiegargli cosa ci fosse scritto. Si stanno approfittando della sua incapacità di leggere la lingua italiana e non gli hanno pagato lo stipendio per un mese. Lameck merita un trattamento migliore».

La preoccupazione, ora, sembra aver lasciato spazio alla rabbia. Il rapporto tra Banda e il Lecce appare sempre più compromesso.

Baresi, la FIGC rende omaggio alla leggenda del Milan: minuto di raccoglimento nelle amichevoli

Il tributo e l’omaggio della FIGC per Franco Baresi, il calcio italiano si ferma per ricordare il Capitano del Milan: un minuto di silenzio nelle amichevoli

La scomparsa di Franco Baresi ha profondamente colpito tutto il calcio italiano. L’ex capitano del Milan e della Nazionale italiana lascia un vuoto enorme non solo nel mondo rossonero, ma nell’intero movimento calcistico nazionale. Figura simbolo di eleganza, appartenenza e leadership, Baresi è stato per decenni uno dei riferimenti assoluti del calcio italiano.

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Dopo i tanti messaggi di cordoglio arrivati da club, ex compagni, tifosi e protagonisti del mondo dello sport, anche la FIGC ha deciso di rendere omaggio alla memoria dell’ex difensore. Per volontà del presidente federale Giovanni Malagò, verrà osservato un minuto di raccoglimento prima di tutte le gare amichevoli in programma in Italia nella giornata di oggi, venerdì 31 luglio, e nel fine settimana.

Baresi FIGC, il primo omaggio prima di Juventus-Nizza

Il primo momento di raccoglimento è previsto prima dell’amichevole tra Juventus e Nizza, in programma alle 18:00. Sarà il primo tributo ufficiale disposto dalla Federazione per ricordare una delle più grandi leggende della storia del calcio italiano.

L’iniziativa coinvolgerà poi tutte le altre amichevoli previste sul territorio nazionale nel corso del weekend. Un gesto simbolico, ma dal forte valore emotivo, per onorare un campione che ha rappresentato valori profondi come fedeltà, rispetto, professionalità e senso di appartenenza.

Baresi FIGC, il comunicato ufficiale

Attraverso una nota, la FIGC ha comunicato la decisione presa dal presidente Malagò per ricordare Franco Baresi prima delle partite. Questo il testo del comunicato federale: «Il presidente della FIGC Giovanni Malagò ha disposto un minuto di raccoglimento in memoria di Franco Baresi da osservare prima di tutte le gare amichevoli in programma in Italia nella giornata odierna e nel fine settimana».

Un omaggio doveroso per un campione che ha segnato un’epoca con la maglia del Milan e con quella dell’Italia. Il calcio italiano si stringe attorno alla sua memoria.

Sazonov riparte dal Getafe: l’ex Torino firma a parametro zero con il club spagnolo

Saba Sazonov è un nuovo giocatore del Getafe, nuova avventura dopo l’esperienza al Torino per il difensore georgiano: i dettagli

Nuova esperienza professionale per Saba Sazonov. Il difensore georgiano, rimasto svincolato dopo la parentesi con il Torino, è pronto a ripartire dalla Liga con la maglia del Getafe. Come riferito da Marca, il club spagnolo è ormai vicino a chiudere l’operazione per portare il centrale alla corte di José Bordalás.

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Per Sazonov si tratta di una nuova occasione per rilanciarsi dopo un periodo non semplice in Italia. L’ex granata arriva a parametro zero e ha già iniziato a lavorare con il gruppo presso il centro sportivo del Getafe, segnale concreto di una trattativa ormai indirizzata verso la fumata bianca.

Sazonov Getafe, il retroscena sul mancato arrivo della scorsa estate

Secondo quanto riportato da Marca, il trasferimento di Sazonov al Getafe era già stato vicino nella precedente sessione estiva di mercato: «Il Getafe è in procinto di ingaggiare il difensore georgiano Saba Sazonov. Il giocatore, che si è già allenato con la squadra presso il loro centro sportivo, si unisce agli Azulones dopo essere stato a un passo dal trasferimento la scorsa estate».

Il difensore, però, non era riuscito a completare l’operazione in tempo. Il quotidiano spagnolo ha spiegato: «Il giocatore si unisce alla squadra di José Bordalás a parametro zero dopo la sua esperienza al Torino. Problemi con il club italiano gli avevano impedito di arrivare in tempo per l’ultimo giorno della finestra di mercato estiva. Ora, finalmente, ha raggiunto l’obiettivo prefissato da tutte le parti».

Sazonov Getafe, rinforzo per la difesa di Bordalás

Con l’arrivo di Sazonov, il Getafe aggiunge fisicità e profondità al reparto arretrato. Il centrale georgiano avrà ora l’opportunità di misurarsi con un campionato competitivo come la Liga, cercando continuità e spazio dopo l’esperienza al Torino.

Getafe, possibile doppio colpo georgiano

Il mercato del club spagnolo potrebbe però non fermarsi qui. Sempre secondo Marca, il Getafe lavora anche su un altro profilo georgiano: «Inoltre, il Getafe potrebbe ingaggiare due calciatori georgiani nella stessa sessione di mercato , dato che la squadra continua a lavorare per l’arrivo di Giorgi Kochorashvili, che giungerebbe dallo Sporting Lisbona in prestito con diritto di riscatto».

Un doppio asse georgiano che conferma la volontà del Getafe di rinforzare la rosa con profili fisici, internazionali e funzionali al progetto tecnico di Bordalás.

Genoa, colpo Mario Mitaj per la fascia sinistra: chi è il terzino albanese atteso per visite e firma

Il Genoa piazza il colpo Mitaj, trattativa chiusa per il difensore prelevato dall’Al-Ittihad: superata la concorrenza del Porto. Ecco chi è

Il Genoa piazza un colpo importante per rinforzare la corsia mancina. Come riportato da Matteo Moretto su X, il club rossoblù ha trovato l’intesa totale per l’arrivo di Mario Mitaj, terzino sinistro albanese di proprietà dell’Al-Ittihad. Il giocatore è ora atteso in città per sostenere le visite mediche e firmare il contratto con il Grifone.

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La notizia conferma l’accelerata decisiva della dirigenza rossoblù, capace di superare anche la concorrenza del Porto. Questo il messaggio riportato dal giornalista: «Mario Mitaj al Genoa, trattativa chiusa. Il calciatore è atteso in città per visite e firma. Superata la concorrenza del Porto».

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Chi è Mario Mitaj: ruolo e caratteristiche

Mario Mitaj è un terzino sinistro albanese classe 2003, nato ad Atene il 6 agosto 2003. Mancino naturale, può giocare da laterale basso in una difesa a quattro, ma anche da esterno a tutta fascia in un sistema con tre centrali. È un profilo fisicamente strutturato, alto tra 1,80 e 1,83 metri a seconda dei database, ma il suo gioco non si basa soltanto sul duello fisico.

Mitaj è un esterno moderno, capace di unire attenzione difensiva, corsa e buona qualità nella gestione del pallone. Non è un laterale puramente offensivo, ma un giocatore equilibrato, utile sia nella costruzione bassa sia nell’accompagnamento dell’azione.

Mario Mitaj, carriera tra AEK, Lokomotiv e Al-Ittihad

Il percorso di Mitaj è iniziato nel settore giovanile dell’AEK Atene, club con cui ha debuttato molto presto tra i professionisti. Il suo esordio nella Super League greca è arrivato nel 2020, quando aveva appena 17 anni, contro il PAOK. In Grecia ha raccolto anche presenze nelle competizioni europee, diventando uno dei giovani più interessanti del club.

Nel 2022 è passato al Lokomotiv Mosca, dove ha vissuto una fase importante della sua crescita, trovando maggiore continuità e completando la propria maturazione come laterale sinistro. Successivamente è arrivato il trasferimento all’Al-Ittihad, prima in prestito e poi a titolo definitivo.

Mitaj Genoa, qualità tecniche e fisiche

Dal punto di vista tecnico, Mitaj è un terzino ordinato, affidabile e dotato di buona pulizia nel palleggio. Sa accompagnare l’azione sulla sinistra, garantire ampiezza e offrire soluzioni semplici ma efficaci in fase di uscita. Con l’Albania ha mostrato personalità anche a livello internazionale, diventando un riferimento sulla fascia.

Fisicamente è longilineo, con buona falcata e discreta resistenza. Deve ancora crescere nella continuità ad alta intensità e nella gestione dei duelli contro esterni particolarmente rapidi, ma ha già strumenti interessanti per adattarsi al calcio italiano.

Cosa può dare Mitaj al Genoa

Al Genoa, Mario Mitaj può portare profondità sulla corsia sinistra, equilibrio tattico e maggiore qualità nella prima costruzione. Non è un esterno da grandi numeri offensivi, ma può garantire affidabilità, esperienza internazionale e margini di crescita.

Per il Grifone si tratta di un investimento tecnico mirato: un giocatore giovane, già abituato a contesti competitivi e pronto a entrare nelle rotazioni, con il potenziale per diventare un titolare stabile.

Il Bayer Leverkusen piomba su Miguel Gutierrez: ma resta ancora una forbice ampia con il Napoli. Cosa sta succedendo

Il Bayer Leverkusen vuole Miguel Gutierrez: distanza tra le cifre messe sul piatto e le richieste del Napoli. Novità importanti

Il calciomercato del Napoli entra nel vivo con una nuova trattativa internazionale che riguarda la corsia di sinistra. Il Bayer Leverkusen ha infatti messo nel mirino Miguel Gutiérrez, terzino sinistro in forza alla formazione azzurra. L’interesse del club tedesco è concreto e testimonia il grande apprezzamento per il profilo dello spagnolo, diventato un elemento di spicco nello scacchiere partenopeo. A rivelare i dettagli del deciso inserimento delle Aspirine è stato il giornalista Francesco Modugno ai microfoni di Sky Sport.

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Le cifre dell’affare: la distanza tra domanda e offerta

Tra le due società è attualmente in corso un dialogo per valutare la fattibilità economica di un’operazione che potrebbe decollare nelle prossime settimane. La dirigenza del Bayer Leverkusen valuta il cartellino del calciatore attorno ai 25 milioni di euro, ritenendola una cifra idonea al valore dell’esterno difensivo. Di parere diverso è invece la dirigenza del Napoli, che considera Miguel Gutiérrez una risorsa preziosa e parte da una valutazione minima di 30 milioni di euro.

Sebbene sussista una distanza di 5 milioni di euro tra la richiesta del club campano e la proposta della compagine di Bundesliga, i canali di comunicazione restano apertissimi. I club continueranno a trattare nei prossimi giorni per verificare se vi sia la possibilità di limare la differenza, magari tramite l’inserimento di bonus o una diversa strutturazione dei pagamenti.

Le prospettive per la fascia sinistra azzurra

L’eventuale cessione del classe 2001 garantirebbe un’importante plusvalenza per il bilancio azzurro, ma imporrebbe al contempo la ricerca di un sostituto di pari livello sulla corsia mancina. Gutiérrez ha dimostrato in Serie A una spiccata capacità di accompagnare l’azione d’attacco, garantendo velocità, precisione nei traversoni e una crescente solidità in fase di ripiegamento.

Qualora il Bayer Leverkusen decidesse di rilanciare per avvicinarsi ai 30 milioni di euro richiesti, la trattativa potrebbe subire un’accelerazione improvvisa. Nel frattempo, il Napoli attende le prossime mosse del club tedesco senza fretta di svalutare uno dei propri pezzi pregiati.

Caso FIFA Forward Enterprise, la risposta della FIFA alle polemiche: «Nessuno sta vendendo il calcio»

La FIFA ha emesso un comunicato ufficiale per rispondere alle polemiche relative al caso FIFA Forward Enterprise

Dopo le accese polemiche sollevate dalla proposta sul nuovo piano commerciale, la FIFA è intervenuta con un secondo comunicato ufficiale per fare chiarezza sulla FIFA Forward Enterprise (FFE). Respingendo categoricamente le accuse di svendita e puntando il dito contro le notizie imprecise diffuse dai media, l’organo di governo del calcio mondiale ha voluto ribadire la propria apertura a una consultazione aperta e democratica che coinvolga tutte le 211 federazioni affiliate.

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La nota ufficiale della FIFA: “Processo interrotto da informazioni errate”

L’organismo internazionale ha voluto rispondere punto su punto ai dubbi emersi negli ultimi giorni, sottolineando come la proposta miri alla valorizzazione del movimento calcistico globale:

«Abbiamo ascoltato i commenti forniti dalle rispettive confederazioni in relazione alla proposta di istituzione della FIFA Forward Enterprise (FFE) – si legge nella nota FIFA – e desideriamo affrontare le questioni emerse dopo le prime notizie apparse sui media martedì. Rispettiamo i commenti e le preoccupazioni espressi pubblicamente e ribadiamo il nostro impegno a una consultazione aperta e democratica. Il processo di consultazione che avevamo programmato è stato interrotto da informazioni errate diffuse dai media. Proseguiremo con questo processo di consultazione per garantire che ogni Federazione affiliata abbia la possibilità di esprimere il proprio voto sulla base dei fatti»

Nel prosieguo della nota, la FIFA ha difeso fermamente la natura del progetto FFE:

«FFE è stata proposta esclusivamente per garantire che tutte le Federazioni affiliate alla FIFA abbiano l’opportunità di assumere una partecipazione significativa nell’opportunità commerciale del calcio nei rispettivi Paesi e che ciò non avvenga a discapito né dello spirito né della governance della FIFA o del calcio stesso. Nessuno sta vendendo il calcio. Non è qualcosa che la FIFA prenderebbe mai in considerazione. Tutti hanno il diritto di esprimere la propria opposizione e di chiedere ulteriori chiarimenti, ma nessuna singola entità può affermare di rappresentare tutte le 211 Federazioni affiliate nel mondo. Ogni Federazione affiliata dovrebbe poter esaminare la proposta e avere voce in capitolo nel plasmare il proprio futuro. Questi sono i principi democratici della FIFA».

Come funziona la FIFA Forward Enterprise e i finanziamenti per lo sviluppo

Qualora la proposta ottenesse il via libera dal Consiglio FIFA e dalla maggioranza dei paesi membri, la FFE trasferirebbe le attività commerciali e operative relative agli eventi in una società controllata in modo permanente dalla FIFA.

I proventi generati consentirebbero a ogni associazione di ricevere 20 milioni di dollari di finanziamenti per lo sviluppo nel quadriennio 2027-2030 attraverso il programma FIFA Forward. A questi si aggiungerebbe l’opzione del FIFA Fast Forward Programme, un fondo straordinario da ulteriori 20 milioni di dollari per ciascuna federazione, finanziato tramite investimenti esterni su base volontaria.

A sigillare la propria posizione, la governance di Zurigo ha ribadito che, senza il sostegno della maggioranza, la struttura commerciale rimarrà invariata:

«Questi elementi rappresentano il punto di partenza del processo di consultazione e sono aperti alla discussione nell’ambito di tale processo. Ciò può includere l’approvazione, il rigetto o la modifica, integralmente o singolarmente, di ciascun elemento. Questi principi sono alla base della proposta FFE: finanziamenti allo sviluppo senza precedenti, una reale partecipazione globale alle opportunità commerciali del nostro sport e la piena autodeterminazione attraverso un processo democratico per tutte le Federazioni affiliate».

Monza, parla Juric: «Sono molto motivato, si può fare bene e ho trovato tanti giocatori giovani con cui lavorare»

Monza, si presenta Ivan Juric in conferenza stampa: «Sono molto motivato, si può fare bene e ho trovato tanti giovani»

Ivan Juric si è presentato ufficialmente come nuovo allenatore del Monza in conferenza stampa.

Il tecnico croato ha colto l’occasione per fare il punto sul percorso svolto finora, sulle prime sensazioni avute con il gruppo e sulle linee guida che accompagneranno la squadra verso la nuova stagione, segnando così l’inizio formale della sua avventura brianzola.

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PAROLE – «Nelle prime tre settimane abbiamo spinto molto. I ragazzi hanno risposto bene, con fatica ma senza mollare mai. Sono molto motivato, si può fare bene e ho trovato tanti giocatori giovani con cui si puó lavorare»

PASSATO E PRESENTE «Ho fatto cinque anni sulla parte sinistra della classifica e va tutto bene, poi ci sono dei momenti di difficoltà ma non bisogna buttarsi giù»

DIREZIONE CLUB – «Il nuovo corso sarà composto da giocatori giovani e affamati su cui si può lavorare. Akinsamiro ne è un esempio. Vogliamo giocatori giovani con margini di crescita“, ha affermato. Poi, sempre in merito alla rosa attuale: “Manca ancora un po’ di tutto. Non è facile, abbiamo appena cominciato. Ci servono tante cose. Il mercato sorprende: a volte uno va via e non te lo aspetti. Comunque siamo partiti abbastanza bene, abbiamo preso i giocatori giusti»

ORGANIZZAZIONE CLUB «Mi ha conquistato il lavoro. Ho trovato una società di altissimo livello a livello medico e organizzativo, qualcosa che non si trova in tutti i posti. Prendiamo giocatori giovani e talentuosi sapendo che hanno margini di miglioramento: in Italia si fa fatica, ma noi ci proveremo e siamo convinti di poter far bene»

MERCATO E RETROSCENA «Pessina è uno di quei ragazzi ‘top’. Ha fame, voglia di lavorare, intelligenza. Rispetto a quando l’ho avuto a Verona e ha fatto sette gol, oggi gioca un po’ più indietro, ma voglio comunque che vada più dentro l’area di rigore. Retroscena? Lo volevo a Torino, poi ha scelto Monza. C’è grande rispetto: avere un giocatore così in rosa è sicuramente importante per me. Colpani? Non viene da anni semplici, ma ho trovato un ragazzo con voglia di fare, che ha voglia di recuperare e di far vedere le sue qualità»

BARESI – «Baresi per voi italiani è molto importante: è uno di quelli che resta sempre nella stessa squadra. Mi dispiace che se ne sia andato così giovane»

DEBUTTO – «Ci sono giocatori che stiamo valutando, poi prenderemo decisioni; prima vogliamo valutare bene. L’esordio con l’Inter? Cosa devo dire? Grande squadra, vedremo a che punto saremo»

SINGOLI – «Ci sono tanti ragazzi che ancora non si sono espressi ai massimi livelli. In sei mesi o un anno saremo molto meglio: questo è il mio obiettivo. Akinsamiro, ad esempio, tra sei mesi o un anno sarà un giocatore migliore. Bakune e Colombo sono giovani interessanti, così come Galazzi, mentre Antov ha avuto qualche problema».

Frosinone, idea Enem per l’attacco: primi contatti con la Stella Rossa

Calciomercato Frosinone, occhi su Jay Enem: sondaggio per il classe 2003 della Stella Rossa

Il Frosinone si muove con decisione sul mercato per rinforzare il reparto offensivo in vista della prossima stagione di Serie A. Nelle ultime ore il club giallazzurro ha effettuato un sondaggio per Jay Enem, attaccante della Stella Rossa, profilo che la dirigenza considera interessante per caratteristiche tecniche e prospettiva. Lo riporta Sky Sport.

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Il sondaggio per Enem

I contatti sono già stati avviati per provare a riportare Enem in Italia, ma l’operazione si presenta complessa: la Stella Rossa valuta il giocatore 8 milioni di euro, cifra che rende la trattativa tutt’altro che semplice per il Frosinone.

Il percorso del classe 2003

Nato nel 2003, Enem conosce già il calcio italiano: ha vestito le maglie di Venezia e Vis Pesaro prima di trasferirsi al Belgrado e successivamente alla Stella Rossa, dove è stato riscattato dopo un prestito di sei mesi. Un percorso di crescita rapido, che lo ha portato a imporsi in un contesto competitivo e a finire nel mirino di diversi club europei.

La strategia del Frosinone

Il club ciociaro valuta con attenzione la fattibilità dell’operazione: Enem rappresenta un profilo giovane, fisico e con margini di crescita, ma l’investimento richiesto dal club serbo impone riflessioni approfondite. Il Frosinone, comunque, resta vigile e pronto a cogliere eventuali aperture nelle prossime settimane.

Nani: «Zaniolo? Il rinnovo ha fatto clamore ma non è successo nulla. Su Solet e Kristensen…»

Udinese, Nani dice tutto «Zaniolo? Il rinnovo ha fatto clamore ma non è successo nulla. Su Solet e Kristensen…». Le parole

Gianluca Nani, Group Technical Director dell’Udinese, è intervenuto in diretta a Sky Speciale Calciomercato, soffermandosi sia sulle strategie di mercato dei friulani sia sulla visione della proprietà bianconera.

Il dirigente ha analizzato le linee guida che stanno orientando la costruzione della rosa, spiegando criteri, obiettivi e filosofia operativa del club. Allo stesso tempo, Nani ha dedicato spazio anche al ruolo della proprietà, illustrando approccio, ambizioni e continuità progettuale che caratterizzano l’Udinese in questa fase della stagione.

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PAROLE – «Lavorare con la famiglia Pozzo? Io iniziai al Watford nel 2013. Lavorare con loro è come fare un master all’Università. Nel corso del lavoro ti rendi conto che hai sempre tanto da imparare. Quello che ha fatto la famiglia Pozzo è qualcosa di straordinario che viene celebrato anche poco»

 MERCATO – «Solet e Kristensen? Noi non abbiamo necessità di vendere e per noi questo è un privilegio. Ci piacerebbe trattenere i nostri migliori giocatori, purtroppo non è sempre possibile. Da noi guadagna stipendi che magari in altre società vengono moltiplicati. Solet sta benissimo, ho sentito dire che ha un problema al ginocchio e ne sono sorpreso. Vorrei che tutti avessero i suoi problemi allora. Non ha saltato un allenamento e su 60 partite ne ha giocate 57 Kristensen è uno dei giocatori che ci chiedono. Io non mi preoccupo quando mi chiedono i calciatori ma mi preoccupo quando non ce li chiedono. Sul ragazzo c‘è più di una squadra ma noi vorremmo tenerlo. Se poi arriva l’offerta giusta e il giocatore manifesta di andare, valuteremo anche questa possibilità»

ZANIOLO  – «Il rinnovo ha fatto molto clamore ma in realtà non è successo nulla».

Colpo Venezia: Halhal a un passo! Ha giocato il Mondiale con il Marocco

Venezia, affare Redouane Halhal in chiusura: il centrale 2003 ha giocato il Mondiale col Marocco

Il Venezia è vicino a chiudere un nuovo colpo in difesa: Redouane Halhal, centrale del Mechelen in Jupiler Pro League, è a un passo dal trasferimento in Laguna. L’operazione si aggira intorno ai 5 milioni di euro più bonus, cifra che conferma quanto il club arancioneroverde stia investendo su un profilo giovane e di prospettiva.

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Chi è Halhal

Classe 2003, Halhal è cresciuto nel settore giovanile del Montpellier prima di intraprendere un percorso internazionale che lo ha portato all’Atletico Madrileno, all’Helmond Sport e infine al Mechelen. Nel 2026 ha disputato il Mondiale con il Marocco, esperienza che ne ha consolidato la crescita e attirato l’attenzione di diversi club europei.

Un profilo già seguito dalla Serie A

Il suo nome circola da tempo in Italia: nella scorsa sessione invernale era stato un obiettivo concreto del Verona, che aveva provato a portarlo in Serie A. Ora il Venezia è pronto a chiudere, inserendolo nel progetto tecnico che sta prendendo forma attorno a una rosa giovane e fisica.

Sidibé verso il Portogallo

Parallelamente, il club lagunare sta definendo un’altra operazione in uscita: Ahmed Sidibé è vicino al trasferimento al Guimarães, in Portogallo. La formula è quella del prestito con diritto di riscatto, soluzione che permette al Venezia di mantenere il controllo sul futuro del difensore mentre apre spazio per l’arrivo di Halhal.

È morto Franco Baresi, il mondo del calcio piange la leggenda del Milan. Aveva 66 anni

È morto Franco Baresi, addio al capitano e alla leggenda del Milan. Aveva 66 anni

Il mondo dello sport piange una delle sue figure più iconiche ed emblematiche. All’età di 66 anni è scomparso Franco Baresi, storico capitano e simbolo indistruttibile del Milan. L’ex difensore, nato nel 1960, lottava da tempo contro una grave malattia. La notizia della sua morte lascia un vuoto incolmabile nel cuore dei tifosi rossoneri e di tutti gli appassionati del calcio italiano e internazionale.

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Il doloroso comunicato dell’AC Milan

Ad annunciare ufficialmente la triste notizia è stata la stessa società rossonera attraverso i propri canali social, esprimendo il profondo cordoglio di un’intera comunità sportiva che ha visto in Baresi un punto di riferimento fondamentale:

“La Storia del Milan è in lacrime per la scomparsa di Franco Baresi. Il suo esempio e la sua profondità saranno, per sempre come la sua maglia numero 6, parte integrante e fondamentale del DNA e del cammino di tutto il Club. Le condoglianze che AC Milan porge alla famiglia tutta di Franco Baresi sono le stesse che ogni tifoso rossonero fa a sé stesso in un’ora così dura”.

I trionfi in rossonero e la maglia numero 6

Con la sua straordinaria visione di gioco e l’inimitabile capacità di guidare il reparto arretrato, Franco Baresi ha segnato un’epoca irripetibile. Il suo legame con il Milan si è tradotto nel record storico di 719 presenze ufficiali. Durante la sua gloriosa militanza a San Siro, l’ex capitano ha conquistato un palmarès stellare: 6 scudetti in Serie A, 3 Coppe dei Campioni, 2 Coppe Intercontinentali e 4 Supercoppe Italiane.

L’impatto di Baresi sulla storia del club è stato così profondo da spingere la società a ritirare per sempre la sua maglia numero 6. Inoltre, a conferma di una stima incondizionata, dal 2020 l’ex numero sei ricopriva il ruolo di vicepresidente onorario della società milanese.

Il percorso con la Nazionale e l’eredità sportiva

Oltre ai successi ottenuti con il club, l’ex difensore è stato una colonna portante della Nazionale italiana, collezionando ben 81 presenze in tutte le competizioni ufficiali. Considerato all’unanimità tra i migliori interpreti del ruolo di tutti i tempi, Baresi lascia in eredità un modello fatto di classe, leadership silenziosa e attaccamento ai colori. La figura di Franco Baresi resterà scolpita per sempre nella memoria collettiva del calcio mondiale.

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