Pagina 457 – Calcio News 24

Calciomercato Lazio, Claudio Lotito vuole bloccare la contestazione tentando di comprare quel giocatore

Calciomercato Lazio: il club punta al Nasdaq e al mercato americano. La situazione attuale non lascia dubbi

La Calciomercato Lazio non si limita alle trattative sul campo, ma guarda anche a strategie di espansione globale e investimenti finanziari. Lunedì 16 dicembre, Enrico Lotito, figlio del presidente Claudio Lotito, ha partecipato alla cerimonia di chiusura del Nasdaq a New York, suonando la celebre campanella che segna la fine delle contrattazioni. Un gesto simbolico che potrebbe anticipare l’interesse del club biancoceleste a esplorare il mercato azionario americano e aumentare la propria visibilità internazionale.

Il Nasdaq, seconda borsa mondiale per capitalizzazione dopo il NYSE di Wall Street, è noto per il focus sul comparto tecnologico e per i rigorosi standard richiesti alle società quotate. Come riportato dal Corriere dello Sport, l’ingresso di un club calcistico come la Lazio in questo mercato richiederebbe un percorso complesso e lungo, con controlli severi da parte della SEC (Securities and Exchange Commission) e il rispetto di regole stringenti in termini di trasparenza e governance.

Per affrontare questa sfida, la Lazio dovrebbe rafforzare la propria struttura interna, dotandosi di personale amministrativo qualificato, un sistema di compliance più avanzato e una comunicazione aziendale efficace. Sarebbe inoltre necessario presentare progetti di crescita concreti, in grado di attrarre investitori americani disposti a scommettere sul brand biancoceleste.

L’ingresso al Nasdaq comporterebbe anche obblighi specifici, come la pubblicazione di bilanci trimestrali certificati da società di revisione secondo standard molto più rigorosi rispetto a quelli italiani. Essendo già quotata in Italia, la Lazio possiede una base operativa e contabile, ma dovrà adottare ulteriori accorgimenti per soddisfare le regole della SEC.

In definitiva, il gesto di Enrico Lotito potrebbe essere il primo passo di una strategia ambiziosa che va oltre la Calciomercato Lazio tradizionale: rafforzare il marchio, attrarre nuovi investitori e creare opportunità di sviluppo negli Stati Uniti, puntando a trasformare il club biancoceleste in un protagonista anche fuori dal campo europeo.

LEGGI LE ULTIMISSIME DELLA SERIE A 

Calciomercato Roma, non solo Zirkzee! Ipotesi scambio con l’Everton per l’ex Serie A Beto: ecco tutte le possibili opzioni per gennaio dei giallorossi

Calciomercato Roma, i giallorossi cercano un nuovo attaccante per la seconda parte di stagione: non solo Zirkzee, ipotesi Beto tramite scambio!

La Roma guarda al mercato di gennaio per completare il proprio reparto offensivo. Dopo un avvio di stagione positivo, che ha visto i giallorossi restare stabilmente nei quartieri alti della classifica e toccare anche la vetta in alcuni momenti, la società è consapevole della necessità di rinforzare la rosa in vista della fase decisiva dell’annata. L’obiettivo è consegnare a Gian Piero Gasperini, allenatore della Roma, un nuovo elemento offensivo in grado di alzare il livello qualitativo e garantire più soluzioni.

Il nome in cima alla lista resta quello di Joshua Zirkzee, attaccante olandese ex Bologna, oggi al Manchester United. Il giocatore sta trovando poco spazio in Premier League e l’ipotesi di un’uscita a gennaio è concreta. I Red Devils hanno aperto alla formula del prestito, ma pongono una condizione chiara: un obbligo di riscatto non inferiore ai 45 milioni di euro, richiesta che rende l’operazione complessa ma non impossibile.

Le alternative: Beto e Yuri Alberto

Le manovre della Roma, però, non si limitano a Zirkzee. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, tra le ipotesi valutate c’è anche quella di riportare in Italia Beto, ex attaccante dell’Udinese e attualmente riserva all’Everton. L’idea che prende forma sarebbe uno scambio con Dovbyk, soluzione che permetterebbe ai giallorossi di inserire un profilo già esperto di Serie A.

Sul tavolo resta inoltre il nome di Yuri Alberto, centravanti del Corinthians, che rappresenta un’ulteriore opzione per completare il reparto. Le varie piste non si escludono a vicenda: la Roma valuta più scenari, con l’intenzione di intervenire in modo deciso per affrontare al meglio la seconda parte della stagione.

Serie C, altro rischio penalizzazione! Nel girone C situazione sempre più delicata per il Siracusa: tra stipendi non pagati e presidente irreperibile, il rischio è un -4 in classifica

Serie C, Siracusa a rischio penalizzazione! Situazione delicata nel girone C: stipendi non pagati e presidente irreperibile, si rischio un -4 in classifica

La situazione in casa Siracusa si fa sempre più delicata. Il club azzurro non avrebbe provveduto al pagamento di stipendi e contributi relativi all’ultimo trimestre, la cui scadenza era fissata per la giornata di ieri. Un mancato adempimento che espone la società al concreto rischio di una penalizzazione di quattro punti in classifica, con conseguenze pesanti sul prosieguo della stagione.

A rendere il quadro ancora più complesso è il silenzio del presidente Alessandro Ricci, che non avrebbe fornito chiarimenti ufficiali sulla vicenda e risulterebbe, al momento, irreperibile. Un’assenza che alimenta preoccupazione e incertezza nell’ambiente.

Appello al sindaco e alle istituzioni

Per scongiurare il -4, la tifoseria guarda ora alle istituzioni locali. In particolare viene invocato l’intervento del sindaco Francesco Italia, nella speranza che il primo cittadino possa favorire un’azione di mediazione con il tessuto imprenditoriale locale.

L’obiettivo è individuare soluzioni d’emergenza che garantiscano la liquidità necessaria per saldare gli adempimenti arretrati e consentire al Siracusa di portare a termine la stagione, evitando un epilogo sportivo e societario ancora più drammatico. Le prossime ore saranno decisive.

Il rischio che corre il Siracusa si inserisce in un contesto più ampio, segnato da numerose penalizzazioni che stanno incidendo sull’equilibrio dei tre gironi. Di recente, dopo il fallimento del Rimini, si è aperto anche il caso della Ternana, alle prese con sanzioni e incertezze societarie.

Situazioni simili hanno coinvolto inoltre Trapani e Brescia, realtà colpite da provvedimenti disciplinari che hanno modificato la classifica e aumentato la tensione tra i club. Un quadro che conferma come la stabilità finanziaria sia diventata un fattore decisivo almeno quanto i risultati sul campo.

Designazioni arbitrali Serie A, le scelte per la sedicesima giornata dell’Aia: a Pairetto Lazio Cremonese, Sozza il big match del turno. Tutte le scelte

Designazioni arbitrali Serie A: queste le scelte dell’Aia per i direttori di gara e gli assistenti del sedicesimo turno, in campo sabato 20 e domenica 21 dicembre

Sono state rese note le designazioni arbitrali per le gare della sedicesima giornata di Serie A in programma sabato 20 dicembre e domenica 21 dicembre.

Un turno che vedrà scendere in campo solo 12 delle 20 squadre per via della Supercoppa, ma capace comunque di proporre sfide di grande interesse sia in ottica classifica sia per il peso delle singole partite, con arbitri esperti chiamati a gestire match delicati.

Lazio–Cremonese (sabato 20/12, ore 18.00)

La gara dell’Olimpico tra Lazio e Cremonese sarà diretta da Luca Pairetto, arbitro internazionale.

  • Assistenti: Laudato – Regattieri
  • IV uomo: Bonacina
  • VAR: Camplone
  • AVAR: Manganiello

Juventus–Roma (sabato 20/12, ore 20.45)

Big match di giornata affidato a Simone Sozza, uno dei fischietti più affidabili del panorama italiano.

  • Assistenti: Baccini – Perrotti
  • IV uomo: Sacchi
  • VAR: Ghersini
  • AVAR: Mazzoleni

Cagliari–Pisa (domenica 21/12 ore 12.30)

All’Unipol Domus la sfida tra Cagliari e Pisa sarà arbitrata da Fourn eau.

  • Assistenti: Bindoni – Monaco
  • IV uomo: Collu
  • VAR: Manganiello
  • AVAR: Ghersini

Sassuolo–Torino (ore 15.00)

Per il match del Mapei Stadium è stato designato Calzavara.

  • Assistenti: Cecconi – Ceccon
  • IV uomo: Doveri
  • VAR: Mazzoleni
  • AVAR: Baroni

Fiorentina–Udinese (ore 18.00)

Al Franchi dirigerà Mariani, arbitro di grande esperienza.

  • Assistenti: Alassio – Tegoni
  • IV uomo: Arena
  • VAR: Giua
  • AVAR: Di Paolo

Genoa–Atalanta (ore 20.45)

La sfida serale di Marassi sarà affidata ad Abisso.

  • Assistenti: Di Gioia – Barone
  • IV uomo: Marchetti
  • VAR: Gariglio
  • AVAR: Marini

Un turno che si preannuncia intenso anche dal punto di vista arbitrale, con diverse partite ad alto coefficiente di difficoltà chiamate a essere gestite da direttori di gara di primo piano.

Inchiesta Doppia Curva, condanne complessive vicino ai 90 anni di carcere per gli imputati: i dettagli e il punto del Corriere dello Sport

Inchiesta Doppia Curva, emergono dettagli durissimi che coinvolgonoil tifo organizzato di Milan e Inter: il punto del Corriere dello Sport

Non è una pagina sportiva, ma una vicenda giudiziaria che allo sport si è intrecciata in modo profondo e pericoloso. A quasi sei mesi dal verdetto del 17 giugno, le motivazioni della sentenza del processo abbreviato relativo all’inchiesta “Doppia Curva” restituiscono un quadro allarmante sul mondo ultras di Milan e Inter, fatto di intimidazioni, violenze e affari illeciti.

Il procedimento, legato al maxi blitz del settembre 2024, ha portato a condanne complessive vicine ai 90 anni di carcere per 16 imputati. A fare il punto è oggi Corriere dello Sport.

Curva Sud e Curva Nord: due sistemi criminali

Secondo la giudice Rossana Mongiardo, la Curva Sud milanista operava attraverso «azioni di intimidazione e violenza», riuscendo a gestire in modo autonomo introiti superiori ai 100mila euro annui. Un sistema consolidato, capace di generare profitti rilevanti sfruttando la forza del gruppo e la pressione sul territorio.

Ancora più grave il quadro delineato per la Curva Nord interista, definita nelle motivazioni come un «contesto materiale di copertura» per attività criminali di ampia portata. La sentenza parla esplicitamente di un «rapporto di protezione di matrice mafiosa» con il clan Bellocco della ’ndrangheta, riconoscendo l’aggravante mafiosa per la componente nerazzurra.

Dalla gestione dei parcheggi al patto di non belligeranza

Le carte descrivono un sistema ramificato che andava dal bagarinaggio alla gestione dei parcheggi attorno allo stadio San Siro, passando per il merchandising. Il tutto in un clima di estorsioni, ricatti e aggressioni, con una spartizione degli affari resa possibile da un vero e proprio «patto di non belligeranza» tra le due curve, finalizzato a evitare scontri e massimizzare i profitti.

Le condanne e il ruolo dei club

Le pene più pesanti sono state inflitte agli ex capi ultras: 10 anni di reclusione per l’interista Andrea Beretta e per il milanista Luca Lucci. Situazioni differenti, però, sul piano processuale. A Beretta sono state riconosciute attenuanti legate alla collaborazione con la giustizia e al contributo fornito alle indagini; a Lucci, invece, sono state negate, anche per l’atteggiamento tenuto durante il processo.

Nelle motivazioni viene citata anche l’Inter, accusata di una posizione di sudditanza che avrebbe finito per agevolare, seppur «ob torto collo», alcuni esponenti della Curva Nord. Un passaggio che apre interrogativi pesanti sul rapporto tra club e tifo organizzato.

Un capitolo amaro che va ben oltre il campo e che impone riflessioni profonde sul confine, sempre più fragile, tra passione sportiva e criminalità organizzata.

Conferenza stampa Allegri: «Domani partita diversa. Ecco quali sono le condizioni di Fofana e Leao. Modulo? E’ lui che da equilibrio. Gli U23? importanti per il futuro»

Conferenza stampa Allegri: il tecnico del Milan ha presentato la sfida di domani dei rossoneri contro il Napoli in semifinale di Supercoppa

Alla vigilia della semifinale di Supercoppa Italiana contro il Napoli, Massimiliano Allegri, tecnico del Milan, è intervenuto in conferenza stampa per analizzare la sfida in programma domani sera.

Un appuntamento di grande prestigio, da dentro o fuori, che mette di fronte due squadre di alto livello e che, come sottolineato dall’allenatore rossonero, va interpretato in maniera diversa rispetto alle gare di campionato. Allegri ha parlato di approccio, equilibrio tattico e delle condizioni di alcuni giocatori chiave.

Sulle differenza tra le sfide con le piccole e i big match: «Domani è una partita completamente diversa, è una partita secca contro un Napoli molto forte. Sarà complicata e difficile. Ci sono dei momenti in cui prendiamo dei gol in cui possiamo fare meglio».

Sulle condizioni di Fofana e Leao: «Fofana è a completa disposizione, Leao vedremo dopo l’allenamento di oggi».

Su possibili variazioni tattiche: «Non è questione di 4-3-3 o 3-5-2. Il giocatore che ti dà equilibrio è sempre Saelemaekers, poi abbiamo recuperato qualcuno come Athekame e Jashari. Per noi l’importante è recuperarli tutti, perché finora abbiamo giocato sempre con gli stessi».

Sulle differenze rispetto alla partita di campionato: «Il Napoli, indipendentemente dall’aspetto tattico, è una squadra molto forte. Segna molto dentro l’area, ma domani è una partita secca quindi diversa da quella vista in campionato. In campo ci sono dei giocatori di ottimo valore».

LEGGI LA CONFERENZA STAMPA COMPLETA SU MILANNEWS24

Cristante rivela: «La Capitale ti entra dentro, viverla ogni giorno è speciale. Momenti più belli? La vittoria della Conference. Gasperini non è cambiato. E sull’inno…»

Cristante rivela il suo rapporto speciale con la città di Roma. Il centrocampista ha parlato di questo e tanto altro nell’intervista per Idealista

Intervistato da Idealista.it, Bryan Cristante, centrocampista della Roma e uno dei leader dello spogliatoio giallorosso, ha raccontato il suo legame con la Capitale, soffermandosi sulla quotidianità fuori dal campo, sulla casa ideale, sui ricordi più emozionanti vissuti in maglia romanista e sul ruolo dei senatori all’interno del gruppo.

Un ritratto intimo e autentico, che restituisce l’immagine di un calciatore maturo, profondamente legato alla città e ai valori del club.

IL RAPPORTO CON ROMA«A livello professionale non mi ero mai fermato tanto in un posto. La Capitale è bellissima, non la scopro io. Ha tantissimi posti da scoprire, anche se la vivi da molto tempo. Difetti? Diciamo il traffico».

LE ZONE PREFERITE DELLA CITTÀ«Non esco tantissimo: quando non sono al campo resto a casa con la famiglia e mi godo un po’ di tranquillità. Però mi piace molto il centro di Roma, la zona del Colosseo, i luoghi storici, dove capisci davvero la grandezza della città».

LA CASA IDEALE«Deve essere una casa comoda, con diversi spazi per la famiglia. Questa è la cosa più importante per me».

COME STACCARE LA SPINA«In generale mi piace vedere le serie tv, ma non escludo il mare, una camminata o un libro. Dipende dai momenti e dal tempo libero».

I MOMENTI PIÙ BELLI IN GIALLOROSSO«La vittoria della Conference League, con l’abbraccio della città intera, praticamente tutta riversata sulle strade».

GASPERINI ALLA ROMA«No, non è cambiato. È sempre il solito mister Gasperini: carico, voglioso di fare bene e di trasmettere le sue idee alla squadra. Ci è già riuscito dopo i primi mesi di lavoro e in campo si vede».

LO SPOGLIATOIO E I LEADER«Siamo davvero un bel gruppo. Non è una frase fatta. Convivono tante personalità diverse. Noi che siamo qui da più anni, come me, Lorenzo Pellegrini, Gianluca Mancini, Stephan El Shaarawy, cerchiamo di far capire ai più giovani dove si trovano e la responsabilità che comporta indossare questa maglia».

IL SEGRETO DI CRISTANTE«Nessuno in particolare. Mi metto a disposizione degli allenatori e cerco di fare sempre il mio lavoro al meglio, con le mie caratteristiche».

COSA NON PERDERSI DELLO STADIO«Il momento dell’inno “Roma Roma”, pochi minuti prima del calcio d’inizio. È una delle cose più emozionanti che si vedano in assoluto in uno stadio di calcio».

LEGGI ANCHE – Ultime notizie Serie A

Supercoppa Italiana, Milan: Gabbia resta fuori dai convocati per la sfida contro il Napoli! La mossa concordata con Allegri, ma che non lo esclude definitivamente dal torneo: il motivo

Supercoppa Italiana, Milan: Gabbia resta fuori dai convocati per la sfida contro il Napoli! La mossa concordata con Allegri porta a questo scenario

Il Milan è atterrato in Arabia Saudita per la Supercoppa Italiana 2025, ma la spedizione rossonera presenta assenze importanti. Oltre al lungodegente Santiago Gimenez, sull’aereo partito da Malpensa non è salito nemmeno Matteo Gabbia, difensore centrale e punto di riferimento della retroguardia di Massimiliano Allegri.

Il classe 1999 è rimasto a Milanello per sottoporsi alle terapie dopo l’infortunio al ginocchio rimediato nella sfida di campionato contro il Sassuolo. Uno stop che, al momento, lo tiene fuori dalla semifinale contro il Napoli, ma che non chiude definitivamente le porte alla sua Supercoppa.

Secondo quanto riportato da Tuttosport, la speranza di Gabbia è ancora viva. Se le cure dovessero dare risposte positive e, soprattutto, se il Milan riuscisse a superare il Napoli nella semifinale, il club sarebbe pronto a organizzare un volo last-minute per permettere al difensore di raggiungere la squadra in vista della finale.

Un’ipotesi che testimonia quanto il giocatore sia considerato centrale nello scacchiere di Allegri, non solo per equilibrio tattico ma anche per leadership all’interno dello spogliatoio.

Calciomercato estero, Tomiyasu riparte dall’Ajax! L’ex Bologna si presenta dopo un anno di stop: «Periodo durissimo, ma sono pronto a ripartire e dare tutto»

Calciomercato estero, Tomiyasu riparte dall’Ajax! L’ex Bologna si presenta dopo un anno di stop che lo ha portato a svincolarsi dall’Arsenal

È iniziata ufficialmente una nuova avventura per Takehiro Tomiyasu. Il difensore giapponese classe 1998, svincolatosi in estate dall’Arsenal, è un nuovo giocatore dell’Ajax, pronto a lasciarsi alle spalle dodici mesi complicatissimi lontano dal campo.

Un periodo segnato da difficoltà fisiche e mentali, superato grazie al lavoro quotidiano e al sostegno delle persone a lui vicine. Nelle sue prime parole ai canali ufficiali del club di Amsterdam, l’ex Bologna ha raccontato con sincerità il percorso che lo ha riportato al calcio giocato e le motivazioni che lo hanno spinto a scegliere l’Ajax per il suo rilancio.

L’EMOZIONE PER LA FIRMA«Sono davvero felice di essere qui. Voglio ringraziare tutte le persone che mi sono state vicine. Sono rimasto fermo per un anno intero, è stato un periodo molto duro. Senza il loro supporto oggi non sarei qui».

LA SCELTA DELL’AJAX«Ho lavorato duramente e non ho mai mollato. Questo club rappresenta per me un nuovo inizio. Quando ho parlato con l’Ajax, ho percepito subito la fiducia che avevano in me. È stato questo a convincermi».

IL RUOLO NEL GRUPPO«Conosco la situazione dell’Ajax. Ci sono tanti giovani e non è un periodo semplice. Ho giocato in grandi club europei e ho accumulato molta esperienza. Voglio essere un esempio per i più giovani, sia in campo che fuori».

IL RICONGIUNGIMENTO CON ITAKURA«È bellissimo avere uno dei tuoi migliori amici in squadra. Giochiamo insieme da quando avevo sedici anni, ci conosciamo alla perfezione»,

VERSATILITÀ E PROMESSA AI TIFOSI«Posso giocare centrale o terzino. Non importa la posizione: darò tutto in ogni partita. Dopo questi dodici mesi so quanto ho lavorato per tornare più forte. Ora mi sento pronto».

Stadio Napoli a Poggioreale, si complica il progetto! Stop della ZES e iter congelato: arriva l’ufficialità della sospensione della conferenza: la situazione

Stadio Napoli a Poggioreale: la ZES sospende la conferenza dei servizi sul progetto di fattibilità. L’iter si blocca: la situazione nel dettaglio

Si complica il percorso verso la nuova casa del Napoli a Poggioreale. La ZES ha ufficialmente sospeso la conferenza dei servizi relativa al progetto di fattibilità, congelando di fatto l’iter avviato dal club. La comunicazione è arrivata nella giornata di ieri e rappresenta una battuta d’arresto significativa per un’operazione considerata strategica.

Secondo quanto riportato da La Repubblica, il responsabile unico del procedimento, l’ingegnere Salvatore Puca, ha risposto alle osservazioni avanzate dal Comune di Napoli nell’incontro del 18 novembre, ribadendo il carattere preliminare e non vincolante della conferenza. In assenza di modifiche sostanziali al progetto presentato dal club, non sono previste nuove convocazioni.

I nodi irrisolti: parcheggi e mercato Caramanico

Le criticità evidenziate non riguardano soltanto il tema dei parcheggi, destinati a restare inutilizzati per gran parte della settimana, ma soprattutto il futuro del mercato Caramanico. Dal verbale emerge come non sia stata adeguatamente considerata la presenza di circa 500 aziende attive nell’area, con ricadute dirette sull’indotto e su centinaia di famiglie.

Un tema che ha attirato anche l’attenzione dell’Associazione nazionale ambulanti, preoccupata dall’assenza di un piano concreto di ricollocazione che tuteli i lavoratori coinvolti. Su questo punto, al momento, non sono arrivate garanzie sufficienti.

Scenari futuri: Poggioreale o alternative

Lo stop imposto dalla ZES obbliga ora il Napoli a una riflessione profonda: rilanciare il progetto Poggioreale con una proposta rivista oppure riaprire a soluzioni alternative come Afragola, già valutata in passato nei pressi della stazione firmata da Zaha Hadid.

Fuorigrotta e Maradona: posizioni distanti

Sul fronte Fuorigrotta non si registrano aperture del club su nuovi investimenti allo Stadio Diego Armando Maradona. Il presidente Aurelio De Laurentiis, partito per Riad insieme all’ad Andrea Chiavelli per la Supercoppa Italiana, ha ribadito la propria linea. Il Comune resta disponibile al dialogo e prosegue nel piano di riqualificazione, mentre il presidente della Regione Roberto Fico garantirebbe le risorse per un impianto moderno da 65-70mila posti.

LEGGI ANCHE – Ultime notizie Serie A

Calciomercato Inter, Dumfries si opera: adesso i nerazzurri valutano alternative a destra! Le riflessioni della dirigenza puntano a questa ipotesi

Calciomercato Inter: l’intervento di Dumfries accelera le riflessioni. Con l’olandese ai box, la dirigenza nerazzurra valuta un rinforzo a gennaio

L’Inter deve fare i conti con lo stop di Denzel Dumfries, esterno destro olandese finito sotto i ferri e destinato a restare fuori per un periodo ancora da definire. Un’assenza pesante che riapre in modo concreto il tema della fascia destra, ruolo chiave nello scacchiere nerazzurro.

Luis Henrique non convince del tutto

Nelle ultime partite lo spazio è stato occupato da Luis Henrique, esterno brasiliano ex Marsiglia acquistato per dare respiro a Dumfries. Il rendimento, però, non basta: al giocatore viene chiesto maggiore intraprendenza offensiva. Per questo l’Inter sta valutando se intervenire subito, riducendo il rischio di rimandare tutto all’estate.

Norton-Cuffy in pole

Il profilo che convince di più è Brooke Norton-Cuffy, esterno inglese classe 2003 del Genoa, già seguito in ottica futura. I nerazzurri lo apprezzano per fisicità e spinta, e i rapporti con Roc Nation, l’agenzia che lo rappresenta e che gestisce anche Federico Dimarco, potrebbero facilitare i contatti, anche se la valutazione resta elevata.

Le altre opzioni

Restano sullo sfondo Rafik Belghali, laterale del Verona, e Moris Valinčić, esterno destro croato della Dinamo Zagabria, profilo giovane e in linea con la strategia di scouting di Oaktree.

Lo stop di Dumfries ha quindi anticipato riflessioni già in corso: il calciomercato Inter potrebbe regalare novità a destra già nelle prossime settimane.

Rino Rado in vista di Bologna Inter: «I nerazzurri si possono battere, ma sono la squadra più forte! Ecco cosa serve. Finito l’effetto sorpresa, contro la Juve ho visto questo»

Rino Rado in vista di Bologna Inter: l’ex portiere dei rossoblù ha parlato della sfida, valida per la semifinale di Supercoppa, di giovedì

Rino Rado, 84 anni, storico portiere del Bologna e reduce dei mitici “Ragazzi del ’64” che portarono lo scudetto in città, analizza su La Gazzetta dello Sport il momento attuale dei rossoblù in vista della sfida contro l’Inter, la sconfitta con la Juve e gli obiettivi stagionali della squadra di Vincenzo Italiano.

IL GIUDIZIO SULL’INTER«Si può battere ancora, anche se oggi è la squadra più attrezzata e forte del campionato: giocano cattivi e fluidi. Ma siccome il Bologna ha già vinto recentemente, perché non fare il bis? Nulla è impossibile, ma bisogna spingere e andare a cento all’ora».

COSA HA DETTO BOLOGNA-JUVE«Il Bologna deve riprendere e mantenere la propria identità. Nonostante stanchezza e infortuni, Italiano troverà la soluzione, ma è importante non snaturarsi più. L’assenza di Freuler è difficile da regalare, Skorupski non c’è anche se Ravaglia si sta comportando benissimo. Poi, però…».

L’EFFETTO SORPRESA«È finito: prima ci snobbavano, ora no. Il Bologna è ben fisso nella mente di tutti. È bello, ma porta controindicazioni: esistono le contromosse degli avversari».

LA RICETTA ANTI-INTER«Ondeggiare meno in difesa: Lucumì è forte, ma a volte va un po’ a spasso. E soprattutto rimanere se stessi, con il solito assetto. Il Bologna ha stupito tutti con la propria identità. Poi i cambi: se qualcuno non rende, vanno fatti subito, come faceva Mazzone. Ferguson non è al meglio e Odgaard, per il quale stravedo, è rimasto fuori: il danese deve giocare».

GLI OBIETTIVI STAGIONALI«Provare a vincere la Supercoppa e poi puntare tra il quarto e il sesto posto: per meriti».

Marchetti si racconta: «La fede mi ha salvato in tanti casi, anche con la depressione. Blessin? Il peggiore mai avuto, odiava gli italiani e ci umiliava. Dovevo andare al Napoli, ma…»

Marchetti si racconta tra fede, depressione ed esperienze calcistiche. Le parole dell’ex portiere di Cagliari, Lazio e Genoa nel ricordo della sua carriera

Federico Marchetti, ex portiere di Cagliari, Lazio e Genoa, si racconta a cuore aperto a La Gazzetta dello Sport. Una carriera fatta di alti e bassi, segnata dalla fede, dalla lotta contro la depressione e da rapporti complessi con allenatori e presidenti. Tra ricordi indelebili, come la Coppa Italia vinta con la Lazio nel derby, e momenti bui, Marchetti non si nasconde e affronta il suo passato senza filtri.

L’INCIDENTE DA GIOVANE«Potrei farle tanti esempi in cui mi ha salvato, ma gliene voglio citare uno. Quando avevo vent’anni ero in macchina con due compagni di squadra e un tir invase la nostra corsia. Ho visto la morte in faccia. Poi c’è stato come un bagliore e ci siamo salvati. È stato un intervento divino: eravamo in mezzo alle fiamme, ma illesi».

LA FEDE E LA DEPRESSIONE«Fondamentale, altroché. Ero depresso, non ho vergogna nel dirlo. Avevo smarrito me stesso, non riuscivo nemmeno più a tuffarmi tra i pali».

IL PERIODO A CAGLIARI«Stavo male, non ero nello stato mentale adatto per scendere in campo. Lo dissi al preparatore dei portieri: “Non me la sento”. Non fu capito. La società insabbiò tutto, venne detto che ero infortunato. In realtà avevo bisogno di sostegno. La depressione è una malattia e va trattata con serietà».

LA GUERRA CON CELLINO«Ho subìto un mobbing camuffato. Mi allenavo con la prima squadra ma non venivo mai convocato. Tornavo dal Mondiale e mi fu addossata la colpa di aver detto che mi sarebbe piaciuto giocare la Champions. Da lì iniziò una guerra senza fine. In tribunale mi presentai con un vestito viola per far innervosire Cellino: aveva gli occhi sbarrati».

LE OFFERTE RIFIUTATE«Mi volevano in tanti: Sampdoria, Roma, Milan. Allegri mi voleva con sé, ma il presidente rifiutava ogni proposta. Era impossibile muoversi».

GLI ANNI ALLA LAZIO«Magici. Ancora oggi mi fermano per strada e dicono ai figli: “Lui era il portiere della finale del 2013”. Con quella vittoria siamo diventati immortali».

LE CRITICHE E LE BUGIE«Roma è una piazza complicata. Facevi un errore e ti mettevano in croce. Dicevano che mi sarei depresso di nuovo, inventavano voci su uscite notturne e vizi. Tutte bugie. Ma uno che fa uso di cocaina fa più click di un depresso».

IL RITORNO ALL’OLIMPICO DA AVVERSARIO«Roma è casa mia. Quelle lacrime furono doverose. Era la prima volta che tornavo all’Olimpico. I tifosi del Genoa non la presero bene e mi diedero del laziale».

L’ESPERIENZA AL GENOA«Dovevo andare a Napoli al posto di Meret. Invece finii al Genoa e non giocai mai. Una gestione ridicola da parte di personaggi rivedibili».

BLESSIN«È il peggior allenatore mai visto. Ci trattava di m… e ci umiliava continuamente».

GLI INSULTI E PANDEV«Odiava gli italiani. Insultava i giocatori. Pandev veniva umiliato ogni giorno. Se ne andò prima di mettergli le mani addosso».

I RIMPIANTI«Sì, mi è mancata una big, ma sono felice del percorso fatto. Mi è dispiaciuto per come è finita al Genoa».

LA NAZIONALE«Ringrazio Lippi, Prandelli e Conte. Però per molti ero sempre “quello del Cagliari”. Se fossi stato il portiere del Milan, sarebbe stata un’altra storia».

LEGGI ANCHE ULTIME NOTIZIE SERIE A

Di Gennaro sulla Fiorentina: «È la crisi più brutta della sua storia, serve una scossa immediata! La sensazione da fuori è che stia mancando questo»

Di Gennaro, ex calciatore e allenatore della Fiorentina, ha analizzato su Tuttosport il momento drammatico dei viola, ultimi in classifica dopo 15 giornate

Antonio Di Gennaro, ex calciatore e allenatore della Fiorentina, analizza su Tuttosport la profonda crisi della squadra viola, ultima in classifica e ancora a secco di vittorie dopo 15 giornate di campionato.

LA CRISI VIOLA«Non si spiega. Per buona parte è la stessa squadra, almeno nei ruoli più importanti, che la scorsa stagione ha fatto 65 punti. Dopo il mercato estivo e l’arrivo di un tecnico come Pioli i presupposti per alzare il livello c’erano tutti. È qualcosa di incomprensibile. Il club ha vissuto altri momenti difficili, penso anche al fallimento, ma credo che questo sia il più brutto della sua storia».

COSA SERVE DAVVERO«Da fuori sembra mancare tutto: compattezza, mentalità, spirito di gruppo. Sarebbe grave se società e giocatori non ne fossero consapevoli. La Fiorentina ha un piede e mezzo in B, ma mollare ora sarebbe imperdonabile. I margini ci sono. Serve però prima di tutto un dirigente esperto e carismatico, capace di dettare regole, responsabilizzare i giocatori e mettere fuori chi non ci crede. Solo così può arrivare una scossa, e serve subito. Se Commisso vuole provare a uscire dalla crisi deve ingaggiare un dirigente di caratura, come Sabatini o Giuntoli, ma con piena autonomia».

RITIRO E SILENZIO STAMPA«Sono cose che non servono a nulla, come chiedere scusa sotto la curva. I litigi nello spogliatoio esistono da sempre, li ho vissuti anche nel Verona dello scudetto. Quello che conta è compattarsi in campo, scacciare la paura e lottare insieme. Si può anche retrocedere, ma con dignità e orgoglio».

KEAN E DE GEA COME LEADER«L’anno scorso le certezze erano Kean e De Gea. Il primo ha ottenuto un contratto importante, il secondo un accordo triennale. Devono trascinare il gruppo. La Fiorentina non può retrocedere nell’anno del centenario».

IL RUOLO DI VANOLI«È un grande professionista e conosce l’ambiente, ma ho la sensazione che sia un po’ solo. A Firenze si lavora meglio se hai dalla tua parte i tifosi e i leader della squadra».

LA DIFESA E L’IDENTITÀ«Dell’attuale difesa mi piace solo Comuzzo, anche se non è al 100%. Ranieri e gli altri non mi convincono. E poi c’è un altro aspetto fondamentale: la fiorentinità va preservata sempre».

Marco Simone e la Supercoppa: «Partite secche, pronostici impossibili. Milan e Napoli restano grandi. Chi mi assomiglia? Un giocatore dell’Inter, del ’93 mi colpì questo!»

Marco Simone e la Supercoppa: le parole dell’ex attaccante del Milan alla vigilia del match di apertura del torneo tra i rossoneri e il Napoli

È stato il pioniere delle Supercoppe italiane all’estero. Estate 1993, Washington, Milan–Torino. Marco Simone segnò il gol decisivo che portò il trofeo ai rossoneri.

Oggi, alla vigilia della semifinale di Supercoppa tra Milan e Napoli a Riad, l’ex attaccante ricorda su La Gazzetta dello Sport quella prima volta e analizza il calcio attuale, tra equilibrio in campionato, pronostici e riflessioni su Allegri, Conte e i campioni di oggi.

LA PRIMA SUPERCOPPA ALL’ESTERO«Non fu una partita memorabile, si giocava nel pomeriggio di Washington e faceva molto caldo. Da una parte c’era Capello, dall’altra Mondonico: allenatori pragmatici, che concedevano poco allo spettacolo».

IL MILAN DI BERLUSCONI«Il Milan di Berlusconi era un’eccellenza riconosciuta in tutto il mondo, non solo in Italia. Giocammo in uno stadio mitico come il Robert Fitzgerald Kennedy, allora casa dei Washington Redskins. Per me, che ho sempre amato l’estero e viaggiare, fu una grande esperienza, al di là dell’aver vinto e segnato il gol decisivo».

I RICORDI DI WASHINGTON«Mi colpì l’entusiasmo della gente. Quel Milan era seguito ovunque, era un simbolo. Forse per altri calciatori oggi queste esperienze lo sono meno».

IL CAMPIONATO EQUILIBRATO«È ancora presto e il campionato mi sembra molto equilibrato. In vetta ora ci sono i nerazzurri, ma prima ci sono stati Napoli, Roma e Milan. Tutto cambia rapidamente e spesso si danno giudizi frettolosi, anche per colpa dei social».

ALLEGRI E I GIUDIZI AFFRETTATI«Dicevano che Allegri fosse cotto, finito, poco aggiornato. E invece… Si può criticare il suo gioco, ma i risultati li porta sempre. L’unica cosa che non gli perdono è dire che l’obiettivo è arrivare tra le prime quattro: il Milan deve partire sempre per vincere. Questo vale anche per Inter e Juventus».

IL NAPOLI DI CONTE«Antonio ha fatto un’impresa straordinaria solo pochi mesi fa. Ripetersi a Napoli non è mai scontato e invece è ancora lì, nel gruppo di testa».

MILAN-NAPOLI, IL PRONOSTICO«In una partita secca è ancora più difficile fare previsioni. E poi c’è anche Leao in dubbio».

LEAO«È il mio preferito del Milan attuale. Ha quella capacità di accendersi e fare la differenza che mi emoziona. Secondo me diventerà ancora più completo».

MODRIC«Gioca con l’entusiasmo di quando era un signor nessuno. Ha vinto tutto, ma ha una passione genuina che i tifosi percepiscono».

IL SIMONE DI OGGI«Per caratteristiche scelgo Lautaro: sa fare la punta e il raccordo, ed è ancora più strutturato di me. È proprio un Toro».

IL FUTURO NEL CALCIO FEMMINILE«Ho fondato il Monaco United, club femminile di cui sono presidente, allenatore e anche magazziniere. In quattro anni puntiamo alla Serie A».

Crippa tra Supercoppa e ricordi: «Torneo impronosticabile, ma vedo il Napoli favorito. Allegri sta facendo un miracolo. Ricordo questa cosa di quella vinta nel ’90!»

Crippa tra Supercoppa e ricordi: intervenuto sulla Gazzetta dello Sport, l’ex centrocampista dei partenopei ha ricordato la competizione vinta nel 1990

Massimo Crippa, centrocampista di fatica e sostanza, è stato uno dei pilastri del grande Napoli di fine anni ’80 e inizio ’90. Con la maglia azzurra ha vinto uno scudetto, una Coppa UEFA e, soprattutto, una Supercoppa Italiana memorabile, quel 5-1 alla Juventus del 1990 che rievoca ancora oggi con orgoglio.

A 35 anni di distanza da quel trionfo, sulle colonne de La Gazzetta dello Sport, Crippa analizza l’imminente Supercoppa Napoli Milan, sfida tra due squadre che hanno segnato la sua carriera e la storia del calcio italiano.

IL RICORDO DELLA SUPERCOPPA 1990«Ovviamente tutto. L’atmosfera, la pienezza di una vittoria contro un’avversaria storica, direi proprio una grande abbuffata. Anche l’incredulità generale, perché l’avevamo fatta grossa, battendo la Juve di Baggio e di Schillaci, di Tacconi e di Casiraghi. Però noi, lo dico senza presunzione, eravamo il Napoli e si vedeva anche in campo».

UN’EPOCA D’ORO«Il secondo scudetto ci aveva offerto una nuova dimensione. Io fui acquistato nell’88 e avevo intorno la crème de la crème del calcio: i più forti giocavano in Italia e il più forte tra i più forti era Maradona, con lui Careca. Uno squadrone, sembravamo invincibili».

IL DECLINO INASPETTATO«Non avremmo mai immaginato che quello sarebbe stato l’ultimo successo. Sembrava l’inizio di una nuova serie, invece da lì a poco il mondo si è capovolto: andò via Diego, il club dovette vendere e iniziò un percorso lento e doloroso verso il fallimento».

NAPOLI-MILAN DI IERI E DI OGGI«All’epoca erano gare equilibrate: noi vincevamo in casa nostra, loro in casa loro. Affrontavamo colossi come Baresi, Maldini, Costacurta, Donadoni, Ancelotti, gli olandesi. C’era rispetto reciproco».

IL PRONOSTICO PER LA SUPERCOPPA«Sfida impronosticabile, ma per me il Napoli è leggermente favorito. I campioni d’Italia restano i campioni d’Italia, anche se hanno avuto tante assenze. La differenza rimane e non lo dico solo per ragioni di cuore».

L’ASPETTO TATTICO«Le gare secche hanno un’interpretazione diversa, un pizzico di prudenza ci può stare. Pesano le fatiche, le assenze e le scelte obbligate, ma la statura di Napoli e Milan è talmente rilevante che lo spettacolo lo prevedo».

CONTE E ALLEGRI«Due tra i migliori tecnici del campionato italiano. Hanno identità forti e le loro squadre li rappresentano pienamente, incidono tatticamente e psicologicamente».

COSA COLPISCE DI PIÙ«Del Milan lo spessore: Allegri sta facendo un miracolo, senza centravanti ha sempre trovato soluzioni. Del Napoli mi colpisce la consistenza: sette sconfitte non lo ridimensionano, si vede la mano di Conte».

GLI UOMINI CHIAVE«Modric per il Milan, un giocatore spaziale anche a quarant’anni. Per il Napoli scelgo il collettivo di Conte, aspettando l’uomo a sorpresa».

CHI VINCE SUPERCOPPA E SCUDETTO«Il Napoli, ovviamente».

IL RITORNO A NAPOLI«Devo tornarci. La sfilata del quarto scudetto l’ho vista in tv, uno spettacolo. Se succede ancora, posso anche prenotare un viaggetto: ho tanti amici che mi aspettano».

Napoli Milan, Supercoppa Italiana: Conte fa un passo indietro? Il tecnico dei partenopei pensa a questa mossa per decidere la semifinale del torneo

Napoli Milan, Supercoppa Italiana: Conte fa un passo indietro? Il tecnico pensa a questa mossa in vista della semifinale del torneo

In attesa della semifinale di Supercoppa Italiana, Napoli Milan, sono in corso, nei padroni di casa, nuove riflessioni tattiche e scelte che potrebbero incidere sul momento della stagione.

Dopo una fase altalenante, fatta di picchi di entusiasmo e brusche frenate, Antonio Conte, allenatore azzurro, non intende arretrare. La competizione in Arabia Saudita rappresenta un’occasione concreta per ritrovare certezze e provare a riportare un trofeo a Napoli, assente dal 2014.

Come sottolinea Tuttosport, il percorso del Napoli in Supercoppa racconta una storia fatta di cinque finali disputate e due vittorie, entrambe contro la Juventus. L’ultima apparizione, due anni fa, si è però chiusa con la sconfitta contro l’Inter. Ora, contro il Milan di Massimiliano Allegri, Conte cerca risposte immediate dopo due ko consecutivi senza reti segnate.

Il momento del Napoli e la gestione di Conte

Il quotidiano torinese descrive bene la fase vissuta dagli azzurri: «Partire per ricominciare, di nuovo. Il Napoli non riesce a smontare dalle montagne russe sulle quali è salito dall’inizio della stagione». Dopo il richiamo all’ordine seguito alla gara di Bologna, il Napoli aveva infilato cinque vittorie di fila tra campionato e coppe, prima di spegnersi improvvisamente con due sconfitte consecutive, l’ultima a Udine.

Conte, però, non intende mollare e continua a rivedere gerarchie e gestione della rosa, anche alla luce delle numerose assenze.

Politano-Lang: cambio di gerarchie sugli esterni

Uno dei casi più evidenti riguarda Matteo Politano, esterno offensivo italiano. Fino all’ultima sosta per le Nazionali era stato un punto fermo, con 14 presenze da titolare su 15 e una media di 70 minuti a partita. Nelle ultime sette gare, invece, è partito dall’inizio una sola volta, scendendo a 35 minuti di media.

Parallelamente sono cresciuti David Neres, esterno brasiliano, e Noa Lang, ala olandese. Neres è passato da 36 a 75 minuti di media, mentre Lang è diventato titolare in sei delle ultime sette partite. Ora, però, Conte sembra orientato a invertire nuovamente la rotta: Politano è favorito per tornare a destra, con Neres a sinistra e Lang pronto a rifiatare.

Probabile formazione e assenze pesanti

Contro il Milan mancheranno Meret, Anguissa, Gilmour e De Bruyne, un dato che conferma come Conte raramente abbia avuto la rosa al completo: solo in 4 gare su 64. La buona notizia è il ritorno tra i convocati di Romelu Lukaku, attaccante belga e leader carismatico, anche se il suo impiego sarà valutato con cautela.

In mediana Lobotka è pronto a riprendersi il posto accanto a McTominay, mentre a sinistra Olivera è in vantaggio su Spinazzola e Gutierrez. Conte scioglierà gli ultimi dubbi solo a ridosso del match, senza anticipare nulla in conferenza stampa. In palio non c’è solo un trofeo da circa 11 milioni di euro, ma una possibile svolta psicologica per il Napoli.

Women’s Champions League: oggi si chiude la fase campionato! La Juventus sogna l’accesso diretto ai quarti di finale, la Roma per chiudere bene il suo percorso

Women’s Champions League: oggi si chiude la fase campionato! Bianconere a un passo dall’accesso diretto ai quarti di finale, giallorosse già fuori

Questa sera cala il sipario sulla fase a campionato della Women’s Champions League e per la Juventus Women l’appuntamento è di quelli da non fallire. Le bianconere, già certe del passaggio del turno, ospitano il Manchester United Women all’Allianz Stadium con un obiettivo chiaro: provare a chiudere tra le prime quattro e staccare il pass diretto per i quarti di finale, evitando il turno intermedio.

La classifica rende la sfida ancora più affascinante. La Juventus ha un solo punto di vantaggio sulle inglesi, che sognano il sorpasso proprio nello scontro diretto. Un match di alto profilo europeo che si spera possa essere accompagnato anche da una cornice di pubblico importante, degna del palcoscenico.

Juventus Women, vittoria necessaria ma non decisiva

Una vittoria contro il Manchester United potrebbe non bastare alle ragazze bianconere. La Juventus, infatti, è attualmente a pari punti con Real Madrid Women e Bayern Monaco Women, entrambe impegnate in gare sulla carta favorevoli. Le spagnole affronteranno il Twente, già eliminato, mentre le tedesche ospiteranno il Valerenga davanti al proprio pubblico.

Questo scenario obbliga la squadra juventina non solo a cercare i tre punti, ma anche a guardare con attenzione ai risultati sugli altri campi. L’obiettivo resta comunque alla portata: chiudere nel gruppo di testa significherebbe compiere un ulteriore passo nella crescita europea del club.

Roma Women, ultima chance per chiudere con dignità

Situazione completamente diversa per l’altra italiana in corsa. La Roma Women, allenata da Luca Rossettini, è già matematicamente eliminata dalla competizione e questa sera affronterà il St. Pölten con un traguardo minimo ma significativo: evitare l’ultimo posto nel girone e conquistare la prima vittoria stagionale in Champions League, preliminari esclusi.

Per le giallorosse sarà soprattutto un test d’orgoglio e un’occasione per chiudere l’avventura europea con un risultato positivo, dopo una fase a campionato complessa e avara di soddisfazioni.

La serata di Champions League femminile promette quindi emozioni contrastanti per le italiane: da un lato la Juventus Women che sogna un traguardo prestigioso, dall’altro la Roma Women chiamata a salutare l’Europa con dignità.

Infortunati Milan, decisione importante su quel giocatore: si opera! Ecco come cambiano i tempi di recupero per rivederlo in campo. Le ultimissime

Infortunati Milan: dopo oltre un mese di stop e il tentativo di evitare l’intervento, quel giocatore dovrà operarsi. Cambiano i tempi di recupero

La notizia che l’ambiente rossonero temeva è diventata realtà: Santiago Gimenez, attaccante messicano del Milan, dovrà sottoporsi a intervento chirurgico alla caviglia. Il dolore, emerso dopo la sfida contro l’Atalanta, non è mai scomparso nonostante un mese e mezzo di stop e un percorso di terapia conservativa che il giocatore ha provato a seguire fino all’ultimo.

Secondo quanto riportato da Milannews24, il consulto specialistico svolto ieri, martedì 16 dicembre, in Olanda ha certificato il fallimento delle cure alternative. Da qui la decisione definitiva: Gimenez andrà sotto i ferri per risolvere una volta per tutte il problema e tornare a disposizione senza ricadute.

Infortunio Gimenez: tempi di recupero e obiettivi

Il percorso di riabilitazione non sarà breve e richiederà grande attenzione. Nella migliore delle ipotesi, lo stop sarà di almeno due mesi, con un rientro che non avverrà prima di febbraio 2025. L’obiettivo di Gimenez, numero 7 rossonero, è chiaro: tornare al 100% della condizione fisica per la fase decisiva della stagione e soprattutto farsi trovare pronto per il Mondiale estivo con il Messico, appuntamento centrale nella sua carriera.

Le conseguenze sul calciomercato del Milan

La scelta medica ha un impatto diretto e profondo sulle strategie del Milan. I piani del direttore sportivo Igli Tare e dell’allenatore Massimiliano Allegri vengono inevitabilmente rivisti. Una cessione di Gimenez a gennaio diventa di fatto impossibile: nessun club è disposto a investire su un giocatore infortunato e in piena fase di recupero.

Al tempo stesso, il club è chiamato a intervenire. Con Gimenez ai box e Nkunku ancora alla ricerca della migliore condizione fisica, serve un innesto offensivo immediato. La dirigenza è quindi al lavoro per individuare un profilo in grado di garantire peso specifico e gol, con Füllkrug che resta uno dei nomi più caldi sul taccuino.

A Casa Milan sono ore di riflessione intensa: l’infortunio di Gimenez non è più un’incognita, ma una certezza che impone decisioni rapide e una decisa accelerata sul mercato in entrata.

Perin Genoa, asse caldo per il calciomercato invernale! Il Grifone sogna il ritorno del portiere bianconero: la Juve medita alla ricerca di cessioni per fare cassa

Perin Genoa, asse caldo per il calciomercato invernale! La dirigenza valuta cessioni per fare cassa: ipotesi di uno scambio tra portieri

La Juventus inizia a muoversi con anticipo in vista del calciomercato di gennaio, con l’obiettivo di costruire un piccolo tesoretto da reinvestire per alzare il livello della rosa a disposizione di Luciano Spalletti, allenatore bianconero chiamato a dare continuità a un progetto ancora in fase di consolidamento. Secondo Tuttosport, le risorse arriveranno soprattutto da cessioni mirate di giocatori oggi considerati non centrali.

Perin-Juventus, possibile addio a gennaio

Uno dei dossier più caldi riguarda Mattia Perin, portiere classe 1992 e secondo di Michele Di Gregorio. Alla Continassa lo spazio per lui è limitato e l’ipotesi di un addio invernale prende quota. Il Genoa, alla ricerca di un nuovo numero uno, è pronto a tornare alla carica per riportarlo a Marassi, dove Perin avrebbe la garanzia del posto da titolare.

Il tecnico rossoblù Daniele De Rossi lo considera la prima scelta per la porta, preferendolo ad altri profili come Livakovic e Mandas. Sul tavolo ci sarebbe un contratto triennale, proposta che intriga il portiere, desideroso di tornare protagonista con continuità.

Le mosse della Juve e l’ipotesi Leali

In caso di cessione di Perin, la Juventus dovrebbe però tutelarsi individuando un sostituto affidabile. Non è esclusa una contropartita tecnica nell’operazione con il Genoa: il nome che circola è quello di Nicola Leali, portiere classe 1993, che potrebbe arrivare a Torino come vice Di Gregorio almeno per il prossimo semestre.

Una mossa funzionale sia sul piano economico sia su quello tecnico, utile a liberare risorse e a garantire equilibrio alla rosa. La Juve studia incastri e tempi: gennaio si avvicina e il mercato bianconero potrebbe accendersi presto.

LEGGI ANCHE – Calciomercato Juve: scambio Frattesi-Thuram

Biglietti Mondiale 2026, la FIFA corre ai ripari dopo le proteste: annunciata la nuova “Tribuna per i Supporter”! Cifre popolari per assistere alle partite, ma i posti sono limitati

Biglietti Mondiale 2026, la FIFA corre ai ripari dopo le proteste dei tifosi: annunciata la nuova “Tribuna per i Supporter”! Costi ridotti, ma posti limitati

La FIFA prova ad abbassare la tensione dopo la protesta dei tifosi contro i prezzi giudicati proibitivi dei biglietti per la Coppa del Mondo 2026. Dopo le prese di posizione di numerose associazioni di supporter europei, l’organismo guidato da Gianni Infantino ha annunciato l’introduzione di una nuova categoria di biglietti a prezzo calmierato: la «Tribuna per i Supporter», disponibile al costo di 60 dollari (circa 51 euro).

Questi tagliandi saranno validi per tutte le 104 partite del torneo, finale compresa, ma saranno riservati esclusivamente ai tifosi delle nazionali qualificate. La gestione delle richieste sarà affidata alle associazioni ufficiali dei supporter, che distribuiranno i biglietti in base a criteri di fedeltà e partecipazione. Tuttavia, l’impatto reale dell’iniziativa appare limitato: solo lo 0,8% della capienza di ogni stadio sarà destinato a questa categoria, rendendo i posti estremamente pochi e trasformando la misura in un segnale più simbolico che strutturale.

La restante parte dei biglietti sarà suddivisa tra le fasce «Tribuna Economica» e «Tribuna Standard», mentre le aree premium manterranno prezzi molto elevati. Un tema che continua a far discutere, soprattutto alla luce dei numeri già registrati: nella fase di vendita a sorteggio sono arrivate oltre 20 milioni di richieste.

Secondo alcune stime, seguire una nazionale come la Francia fino alla finale potrebbe costare oltre 6.400 euro solo di biglietti, senza considerare viaggi e alloggi. La FIFA ribadisce che i ricavi verranno reinvestiti nello sviluppo del calcio maschile, femminile e giovanile nelle 211 federazioni affiliate, ma il malcontento tra i tifosi resta alto.

Le prime pagine sportive nazionali – 17 dicembre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Dybala Roma, il calciatore sembra essere sempre più vicino all’addio: contatti continui con un club. I dettagli

Dybala Roma, i contatti fra l’argentino e il Boca continuano in maniera intensa. Il calciatore scioglierà i dubbi solamente nelle prossime settimane

Il futuro di Dybala continua a essere uno dei temi caldi del calciomercato invernale. Secondo quanto riportato da TyC Sports, il Boca Juniors ha già avviato i primi contatti con l’entourage di Paulo Dybala, con l’obiettivo di portare la Joya in Argentina. L’attaccante argentino, infatti, sta vivendo una stagione complicata nella capitale italiana, con prestazioni altalenanti e qualche difficoltà a trovare continuità sotto la guida del tecnico giallorosso.

Il contratto di Dybala scade a giugno 2026, e questo rende il suo futuro una priorità sia per il club sia per il giocatore. Il Boca Juniors, desideroso di rinforzare l’attacco in vista della Coppa Libertadores, ha presentato una proposta iniziale inferiore all’attuale ingaggio del giocatore, pari a circa 8 milioni di euro a stagione. La strategia della società argentina è chiara: convincere Dybala a trasferirsi a parametro zero, garantendosi così un top player senza esborsi eccessivi per il cartellino.

LEGGI ANCHE >>> Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Nonostante la distanza economica tra le richieste del giocatore e le possibilità del Boca, l’interesse rimane vivo. La società sudamericana spera di poter anticipare il trasferimento già a gennaio, così da avere Dybala a disposizione per le prime sfide della competizione continentale. L’eventuale arrivo anticipato permetterebbe a Dybala di ambientarsi velocemente, integrarsi nel gruppo e iniziare a incidere fin da subito nella fase a gironi della Libertadores.

Dal canto suo, l’attaccante argentino dovrà valutare attentamente la proposta, considerando sia le implicazioni sportive che quelle economiche. La permanenza a Roma, infatti, garantirebbe continuità in Serie A e la possibilità di riscattare una stagione finora al di sotto delle aspettative, mentre il trasferimento al Boca rappresenterebbe un ritorno in patria, con nuove sfide e la pressione di un club ambizioso a livello internazionale.

In questo contesto, il futuro di Dybala resta quindi aperto. Le prossime settimane saranno decisive per capire se la Joya proseguirà la sua avventura in Serie A o se accetterà la nuova sfida in Sud America. Il dialogo tra il Boca Juniors e l’entourage del giocatore è già iniziato, e tutti gli occhi sono puntati sulle trattative che potrebbero concretizzarsi già nelle prossime settimane, sancendo uno dei trasferimenti più chiacchierati del mercato invernale.

Lukaku Napoli, l’attaccante convocato per la Supercoppa. Sarà in panchina contro il Milan? Le ultimissime sul giocatore belga

Lukaku Napoli, il giocatore partirà con la squadra in Arabia. Ma potrebbe non sedersi in panchina contro il Milan. Possibile una chance in finale

Romelu Lukaku è pronto a tornare protagonista con la squadra azzurra. Il centravanti belga è partito insieme al resto del gruppo diretto a Riyad, dove il Napoli di Antonio Conte affronterà il Milan nella semifinale di Supercoppa Italiana. Dopo mesi di assenza dai campi, la presenza di Lukaku tra i convocati rappresenta una svolta significativa per il club e per i tifosi, che attendono con ansia il ritorno in campo del loro numero 9.

Il percorso di recupero di Lukaku è stato lungo e complesso. Il belga, infatti, non scendeva in campo dallo scorso 14 agosto, quando durante un’amichevole di precampionato contro l’Olympiacos a Castel di Sangro subì una lesione d’alto grado al retto femorale della coscia sinistra. Da allora, il giocatore ha seguito un programma di riabilitazione intensivo, alternando fisioterapia, lavoro in palestra e sedute specifiche per ritrovare forza, mobilità e velocità nei movimenti, fondamentali per il suo ruolo da centravanti.

Nonostante la lunga pausa, la convocazione per la Supercoppa Italiana conferma la fiducia dello staff medico e di Antonio Conte nelle condizioni fisiche di Lukaku . Il giocatore è inserito tra i 23 che partiranno per l’Arabia Saudita, e anche se non è ancora al massimo della forma, la sua presenza in panchina rappresenta un’opzione tattica importante per il tecnico azzurro. Conte potrà contare su di lui sia come titolare che come arma a gara in corso, in base all’andamento della partita.

LEGGI ANCHE >>> Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

La partenza per Riyad segna anche un momento psicologicamente significativo per Lukaku . Dopo mesi di lavoro lontano dai riflettori, il centravanti torna a respirare l’atmosfera delle grandi competizioni, circondato dai compagni e pronto a dare il proprio contributo. La squadra azzurra, dal canto suo, vede in lui un elemento chiave per completare il reparto offensivo, al fianco di giocatori di talento come Victor Osimhen e Khvicha Kvaratskhelia.

In conclusione, la convocazione di Lukaku per la semifinale di Supercoppa Italiana rappresenta un segnale chiaro: il belga è sulla strada del pieno recupero e potrebbe tornare a incidere in maniera decisiva nelle gare future. I tifosi del Napoli attendono con entusiasmo il suo rientro ufficiale in campo, pronti a sostenerlo in una stagione che può vedere la squadra protagonista sia in Italia che in Europa.

Infortunio Dumfries, il difensore sui social fa un annuncio molto importante: le parole dell’olandese dopo l’operazione

Infortunio Dumfries, l’olandese spinge per un recupero in poco tempo e dare una mano all’Inter. Il suo messaggio sui social

Il recente infortunio di Dumfries ha tenuto in apprensione l’ambiente interista, ma le ultime notizie arrivano direttamente dal diretto interessato. Pochi istanti dopo l’uscita dalla sala operatoria, Denzel Dumfries ha voluto rassicurare tifosi e compagni attraverso un messaggio pubblicato sui suoi canali social ufficiali, confermando la perfetta riuscita dell’intervento chirurgico alla caviglia.

Il laterale olandese, fermatosi per risolvere definitivamente un problema che lo aveva condizionato nelle ultime settimane, ha voluto condividere anche le difficoltà emotive vissute. “È stato un periodo duro e intenso, pieno di emozioni contrastanti”, ha scritto Dumfries, sottolineando come il momento più critico sia ormai alle spalle. L’infortunio, infatti, aveva rappresentato un vero ostacolo per il giocatore, sia a livello fisico che psicologico, costringendolo a fermarsi e a concentrarsi su cure e terapie mirate.

Nonostante la pausa forzata, il messaggio di Dumfries è proiettato al futuro. Il giocatore ha promesso massima determinazione nel percorso riabilitativo, con l’obiettivo di recuperare pienamente e tornare quanto prima a disposizione di Cristian Chivu. La mentalità dell’esterno della Nazionale Oranje appare chiara: lavorare con costanza e intensità per ridurre i tempi di recupero e ritrovare la forma migliore per contribuire al rendimento della squadra.

L’infortunio di Dumfries aveva inevitabilmente acceso i riflettori sul reparto difensivo dell’Inter, considerando l’importanza del laterale olandese sia in campionato che nelle competizioni europee. La società e lo staff medico hanno monitorato attentamente la situazione, scegliendo di intervenire chirurgicamente per garantire una guarigione completa e prevenire eventuali ricadute. La decisione appare oggi vincente, alla luce della comunicazione positiva del giocatore e della riuscita dell’operazione.

LEGGI ANCHE >>> Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Il post di Dumfries ha anche avuto un forte impatto emotivo sui tifosi, che hanno ricevuto un messaggio chiaro: nonostante le difficoltà, il numero 2 nerazzurro è pronto a tornare più forte di prima. L’infortunio di Dumfries diventa quindi un punto di partenza per un percorso di crescita, in cui concentrazione, pazienza e professionalità saranno determinanti per il rientro in campo.

In sintesi, l’infortunio di Dumfries rappresenta una parentesi difficile, ma il giocatore ha saputo trasformarla in un’occasione per dimostrare resilienza e determinazione. Il futuro dell’esterno nerazzurro sembra promettente, e i tifosi dell’Inter possono guardare con fiducia al suo ritorno sulla fascia.

Raspadori, è caccia all’attaccante dell’Atletico Madrid? Tre squadre sono sulle tracce dell’ex giocatore del Napoli. Le ultimissime

Raspadori, la caccia all’attaccante dell’Atletico Madrid continua. Roma, Lazio e Juventus sono sulle tracce dell’ex Napoli. I dettagli

Il calciomercato invernale potrebbe infiammarsi con un derby della Capitale giocato non sul prato dell’Olimpico, ma sulle scrivanie dei direttori sportivi. Al centro dell’attenzione c’è Giacomo Raspadori, attaccante in grande crescita che ha attirato l’interesse di Roma e Lazio, seppur con modalità e progetti tattici molto diversi.

Secondo l’esperto di mercato Alfredo Pedullà, il futuro di Raspadori a gennaio sarà influenzato dalle esigenze tecniche dei due club romani e dalle strategie dei rispettivi allenatori. La situazione rimane in evoluzione, ma il giovane attaccante italiano rappresenta un profilo interessante per entrambe le squadre della Capitale.

Sponda Roma, Gian Piero Gasperini valuta Raspadori principalmente come esterno nel tridente offensivo. Il tecnico piemontese lo segue da tempo, già dai tempi dell’Atalanta, e lo considera una pedina in grado di dare qualità alle fasce più che come terminale centrale. Nonostante l’interesse per il giocatore, Gasperini spinge per una punta di manovra con caratteristiche fisiche differenti: i nomi in cima alla lista restano Joshua Zirkzee e, in alternativa, Yuri Alberto. Il ruolo di Raspadori in questo schema sarebbe quindi secondario rispetto alle priorità tattiche del tecnico giallorosso.

Dall’altra parte del Tevere, invece, la Lazio vede in Raspadori un’opportunità per il proprio attacco centrale. Maurizio Sarri lo inserirebbe come punta centrale o falso nueve, sfruttando i suoi movimenti per creare spazi e favorire gli inserimenti delle ali, in uno schema già collaudato con Dries Mertens a Napoli. Questo approccio tattico rende l’idea di come il giovane attaccante possa integrarsi perfettamente nel progetto biancoceleste, giocando un ruolo da protagonista nel reparto offensivo.

LEGGI ANCHE >>> Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Inoltre, per la Roma spunta un’alternativa in chiave mercato: Beto, centravanti portoghese dell’Everton, potrebbe essere un’opzione facilitata dalla proprietà comune dei Friedkin. Tuttavia, Pedullà chiarisce che Beto rappresenta una soluzione di logistica comoda, ma non la priorità assoluta del club giallorosso, che continua a inseguire profili di qualità superiore.

In sintesi, il nome di Raspadori resta centrale nelle trattative di mercato di gennaio per Roma e Lazio. La differenza chiave tra le due società riguarda il ruolo che l’attaccante ricoprirebbe: esterno offensivo con Gasperini o punta centrale con Sarri. Nei prossimi giorni, il futuro di Raspadori potrebbe diventare uno degli elementi più seguiti del calciomercato invernale italiano, con scenari che potrebbero cambiare rapidamente in base alle strategie dei club e alle esigenze dei tecnici.

Bartesaghi in Premier? Una big del campionato inglese potrebbe decidere di mettere sul tavolo una proposta per il terzino del Milan

Bartesaghi potrebbe lasciare il Milan e andare a firmare in Premier League. Non è da escludere una proposta importante per il terzino rossonero

Il giovane terzino Bartesaghi, protagonista con una doppietta nell’ultimo match contro il Sassuolo, sta attirando l’attenzione anche oltre i confini italiani. Secondo le ultime indiscrezioni, alcuni club della Premier League potrebbero monitorare il giocatore in vista della sessione di calciomercato di gennaio, aprendo scenari di valutazioni sorprendenti per la dirigenza rossonera.

Il calciomercato Milan invernale, infatti, non riguarderà soltanto gli arrivi: oltre ai due prestiti già programmati e all’inserimento di giovani prospetti, la società dovrà valutare con attenzione eventuali offerte per i propri talenti. In questo contesto, il nome di Bartesaghi è emerso come uno dei più interessanti, considerando le sue qualità tecniche e la capacità di incidere anche in fase offensiva, come dimostrato nel match contro il Sassuolo.

Secondo il giornalista Luca Bianchin, la dirigenza del Milan mantiene alta la guardia sulle proposte provenienti dall’estero: “Nelle scorse settimane, ad esempio, si è scritto di un possibile interesse di club esteri per Bartesaghi. Al momento, nulla di concreto”, ha spiegato. Tuttavia, l’attenzione su giocatori come Bartesaghi è significativa, perché rappresentano elementi giovani con ampi margini di crescita e potenziale valorizzazione futura.

LEGGI ANCHE >>> Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Il discorso su Bartesaghi evidenzia come il Milan non voglia farsi trovare impreparato. Il club deve bilanciare le esigenze tattiche di Stefano Pioli, le ambizioni del giocatore e le eventuali offerte economiche che potrebbero arrivare da fuori Italia. Un’offerta importante, se valutata attentamente, potrebbe portare la società a considerare una cessione strategica senza compromettere il progetto tecnico.

Nonostante l’interesse estero, per ora non ci sono trattative ufficiali su Bartesaghi, e la priorità del Milan rimane quella di consolidare la rosa in vista della seconda parte della stagione. Il terzino, grazie alle prestazioni convincenti e alla capacità di contribuire sia in difesa sia in attacco, si conferma un talento su cui la società punta a lungo termine.

In conclusione, il nome di Bartesaghi continua a essere associato a possibili scenari di mercato intriganti. La finestra di gennaio potrebbe rappresentare un momento cruciale sia per eventuali rinforzi sia per valutare l’interesse di club esteri su giovani promesse. Il Milan, pur monitorando con attenzione il mercato, dovrà ponderare con equilibrio le eventuali offerte per Bartesaghi, tenendo conto delle esigenze tecniche, dello sviluppo del giocatore e della strategia futura del club.

Calciomercato Milan, Tare ha preso una decisione molto importante: questa sarà una priorità a gennaio. Le ultimissime

Calciomercato Milan, Tare ha preso una decisione importante per gennaio. Sarà data priorità al reparto difensivo. Le ultime

Nonostante il grande fermento in attacco con nomi come Füllkrug e Vlahovic, il calciomercato del Milan non trascura il reparto difensivo. La dirigenza rossonera ha chiaro l’obiettivo: rinforzare il pacchetto arretrato con un profilo di esperienza, capace di integrarsi subito nella rosa e offrire solidità in una fase cruciale della stagione.

Secondo il giornalista Luca Bianchin, il piano della società, a metà dicembre, è chiaro: il Milan punta a ingaggiare un difensore centrale esperto, preferibilmente con la formula del prestito. “Il piano del Milan, a metà dicembre, è prendere un difensore centrale. Esperto. In prestito”, ha dichiarato Bianchin, sottolineando come il club voglia offrire a Massimiliano Allegri un’opzione affidabile e pronta all’uso.

L’obiettivo del calciomercato del Milan è garantire equilibrio alla squadra, soprattutto in vista della seconda parte della stagione, quando gli impegni diventano più intensi e la solidità difensiva può fare la differenza. Allegri, infatti, ha più volte evidenziato la necessità di avere alternative solide al centro della difesa, e la dirigenza rossonera intende rispondere alle esigenze tattiche del tecnico con interventi mirati sul mercato.

Tuttavia, il percorso non è semplice. Il mercato dei difensori centrali esperti è complesso e i tempi per chiudere l’operazione non saranno immediati. Bianchin ipotizza che la fumata bianca potrebbe arrivare solo nella seconda metà della finestra di gennaio: “L’impressione è che la soluzione arriverà solo a gennaio inoltrato, quando i club – piccoli e soprattutto grandi – prenderanno le loro decisioni”, ha spiegato.

LEGGI ANCHE >>> Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Generalmente, i grandi club definiscono le cessioni dei propri esuberi o dei giocatori meno utilizzati nella parte finale della sessione di mercato, dopo aver chiarito strategie e impegni futuri. Per questo motivo, il Milan dovrà attendere il momento giusto per assicurarsi un centrale di esperienza a condizioni favorevoli, senza affrettare la scelta.

In conclusione, il calciomercato del Milan invernale non è solo all’insegna dei nomi in attacco: la priorità resta rinforzare la difesa, trovando un profilo pronto e affidabile che possa rispondere alle necessità tattiche di Allegri. La pazienza sarà fondamentale, così come la capacità di cogliere l’occasione giusta nel momento più opportuno della sessione di mercato. Il rinforzo giusto potrebbe fare la differenza per il Milan nella corsa ai vertici della Serie A e negli impegni europei, completando una squadra già competitiva e pronta a dare battaglia fino alla fine.

Scambio Frattesi Thuram: la posizione del club nerazzurro e la risposta del giocatore romano alla proposta della Vecchia Signora

Scambio Frattesi Thuram: la posizione dell’Inter è molto chiara. Via libera solamente in caso di arrivo del francese. Le ultimissime sulla trattativa

Il Derby d’Italia continua anche fuori dal campo, con l’avvicinarsi della sessione invernale di calciomercato che accende nuove tensioni tra Milano e Torino. Al centro delle trattative c’è Davide Frattesi, centrocampista della Nazionale, desideroso di maggiore spazio in squadra, e la risposta dell’Inter che ha scatenato indiscrezioni su uno scambio Frattesi Thuram.

Secondo il giornalista Gianni Balzarini, che ha fatto il punto sulla vicenda tramite il suo canale YouTube, la situazione si è trasformata rapidamente in un braccio di ferro dai toni molto alti. La Juventus ha manifestato interesse per Frattesi, considerando il centrocampista romano un rinforzo ideale per la mediana di Spalletti. Tuttavia, l’Inter ha risposto con una provocazione, chiara e strategica: “Ah sì, volete Frattesi? Allora dateci Thuram”.

LEGGI ANCHE >>> Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Il riferimento è a Khéphren Thuram, pilastro della Juventus sia per fisicità che per qualità tecnica. La proposta di scambio Frattesi Thuram non è un’offerta concreta quanto un modo elegante per ribadire un “no”: l’Inter non intende rafforzare una diretta concorrente per lo Scudetto cedendo uno dei suoi migliori elementi, a meno di ricevere in cambio un giocatore di pari valore. La strategia dei nerazzurri, quindi, è chiara: mantenere le proprie pedine chiave e gestire con attenzione la pressione del mercato.

Sul fronte bianconero, la posizione è altrettanto netta. Thuram è considerato incedibile e centrale nel progetto tecnico della Juventus, come ribadito anche da Giorgio Chiellini. Qualsiasi discussione su uno scambio Frattesi Thuram al momento è bloccata dalla volontà della società torinese di trattenere il francese, elemento fondamentale per il presente e il futuro della squadra.

Nonostante il muro della Juventus, la volontà di Frattesi tiene viva la trattativa. Secondo le indiscrezioni, il centrocampista avrebbe già dato il suo “sì” al trasferimento a Torino, attratto dalla possibilità di giocare con continuità da titolare. Questo elemento potrebbe pesare nella strategia dell’Inter, che fino al 31 gennaio dovrà valutare se cedere il giocatore o mantenere la propria linea dura.

In sintesi, lo scenario dello scambio Frattesi Thuram resta complesso: da una parte l’Inter protegge i suoi gioielli, dall’altra la Juventus spinge per un rinforzo a centrocampo. La volontà del giocatore, le esigenze dei club e la pressione del mercato rendono la trattativa incerta fino all’ultimo giorno della sessione invernale, con la possibilità che nelle prossime settimane emergano sviluppi clamorosi.

Norton Cuffy Genoa, una big potrebbe accelerare nel corso delle prossime settimane per l’esterno rossoblù: le ultimissime sul giocatore

Norton Cuffy Genoa, l’Inter è pronto ad accelerare sul giocatore visto l’infortunio di Dumfries. Ma c’è un ostacolo da superare. Le ultime

Il verdetto arrivato da Londra non lascia margini: l’intervento chirurgico subito da Denzel Dumfries ha costretto l’Inter a ridisegnare le strategie per la stagione in corso. Il laterale olandese resterà fuori per almeno tre mesi, con un rientro stimato verso la metà di marzo, troppo tardi per garantire la copertura della fascia destra in questo momento cruciale. Cristian Chivu, tecnico nerazzurro, deve quindi affrontare un’emergenza che rende indispensabile un intervento sul mercato già a gennaio.

Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, la dirigenza dell’Inter ha individuato tre profili per colmare la lacuna. In cima alla lista c’è Brooke Norton Cuffy del Genoa. L’esterno inglese è stato attentamente osservato durante l’ultimo turno di campionato a Marassi, e il suo rendimento ha convinto gli osservatori interisti. Il giocatore del Grifone rappresenta il profilo ideale: giovane, dinamico e pronto ad integrarsi in una squadra di alto livello. Tuttavia, l’ostacolo principale è economico. Il Genoa valuta Norton Cuffy tra i 15 e i 20 milioni di euro, dopo aver già respinto un’offerta di 12 milioni del Napoli, a testimonianza dell’alto valore attribuito al giovane talento.

LEGGI ANCHE >>> Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Se l’affare con il Genoa dovesse rivelarsi troppo oneroso, l’Inter ha due alternative. La prima è Moris Valinčić, difensore classe 2002 della Dinamo Zagabria, una soluzione low-cost ma meno pronta per il calcio ad alto livello rispetto a Norton Cuffy del Genoa. La terza opzione porta invece a Idrissa Touré, centrocampista del Pisa adattabile anche a ruolo di esterno, un profilo affidabile e più economico che potrebbe garantire una copertura temporanea sulla fascia destra.

Meno percorribile appare la pista Marco Palestra. Nonostante il gradimento tecnico, strappare il giovane talento al Cagliari e trovare un accordo con l’Atalanta, proprietaria del cartellino, durante la stagione sarebbe estremamente complesso per Marotta e Ausilio.

In questo contesto, diventa evidente come Norton Cuffy sia al centro delle strategie dell’Inter. Il giovane inglese rappresenta non solo un’opzione tecnica di alto livello, ma anche un investimento a lungo termine per garantire continuità sulle fasce. La trattativa con il Genoa, quindi, resta il nodo cruciale del mercato nerazzurro, con il club pronto a valutare attentamente costi e benefici per assicurarsi un rinforzo capace di rispondere all’emergenza generata dall’infortunio di Dumfries.

Se tutto dovesse andare per il meglio, l’arrivo di Norton Cuffy del Genoa potrebbe dare nuova linfa alla squadra, garantendo dinamismo sulla fascia destra e supportando l’Inter in vista della volata finale di campionato.

×