Pagina 484 – Calcio News 24

Coppa Italia, la Lazio piega il Milan in Coppa Italia: il Corriere titola ‘Giustizia è stata fatta’

Lazio, trionfo dal sapore di rivalsa per i biancocelesti: contro il Milan il Corriere titola così: ‘giustizia è stata fatta’

Maurizio Sarri ha evitato di parlare apertamente di rivincita, ma il successo conquistato ieri all’Olimpico porta con sé una soddisfazione che va oltre il semplice passaggio ai quarti di finale di Coppa Italia. Lo spogliatoio biancoceleste ha respirato un’aria di riscatto, condivisa anche dai tifosi presenti.

Il fantasma di San Siro

Appena cinque giorni fa la sfida contro il Milan a San Siro si era chiusa nel modo più amaro: non tanto per la sconfitta, quanto per il rigore negato in pieno recupero. Un episodio che aveva lasciato rabbia e frustrazione nella squadra e nello staff tecnico. Per questo motivo la vittoria in Coppa Italia assume i contorni di una sorta di “giustizia sportiva”, come sottolineato anche dal titolo scelto dal Corriere dello Sport.

Zaccagni, l’uomo della rivalsa

Il quotidiano ha celebrato la serata con l’immagine dell’esultanza di Mattia Zaccagni, autore del gol decisivo, accompagnata dalla scritta: “Giustizia è stata fatta!”. Un messaggio che racchiude il sentimento di rivalsa della Lazio e che rende questo successo ancora più significativo: non solo per il cammino in Coppa, ma anche per il morale di un gruppo che aveva bisogno di rialzarsi.

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Lookman Inter, spunta un incredibile retroscena: ecco il motivo per cui è saltato tutto la scorsa estate

Lookman Inter, dietro le quinte di un colpo di mercato mancato: il motivo della rinuncia estiva, tutti i dettagli

L’Inter sta attraversando un periodo d’oro, trascinata da un reparto offensivo capace di garantire qualità nella manovra, gol e assist. A sorprendere non sono soltanto i titolari Marcus Thuram e il capitano Lautaro Martínez, ma soprattutto le cosiddette seconde linee: il giovane italiano Pio Esposito e il francese Ange-Yoan Bonny, entrambi protagonisti di un rendimento oltre le aspettative.

Chivu, l’architetto dei talenti

Secondo il Corriere dello Sport, dietro a questo exploit non c’è la fortuna, bensì la mano sapiente di Cristian Chivu. Il tecnico rumeno conosceva già bene le potenzialità dei due ragazzi: Esposito lo aveva seguito nel vivaio nerazzurro, costruendo un rapporto di fiducia e crescita reciproca; Bonny lo aveva incrociato brevemente ai tempi del Parma. Ritrovatisi insieme nel ritiro estivo, Chivu ha intuito subito che non servivano ulteriori innesti sul mercato.

La rinuncia a Lookman e la scelta vincente

Questa convinzione ha portato la società a non insistere sull’acquisto di Ademola Lookman, fantasista dell’Atalanta a lungo valutato come possibile rinforzo. Una decisione che, alla prova dei fatti, si è rivelata azzeccata: l’Inter ha risparmiato risorse economiche e, sul campo, non ha sofferto l’assenza di un esterno abile nell’uno contro uno. Le occasioni da rete continuano ad arrivare copiose e i numeri confermano l’efficacia del reparto offensivo.

Giovani e fiducia: la formula del successo

La scelta di puntare su Esposito e Bonny, unita alla capacità di Chivu di valorizzarli, ha dimostrato che la fiducia nei giovani può essere un’arma vincente. L’Inter, pur senza un dribblatore puro, mantiene un attacco prolifico e imprevedibile. La scommessa sui due ragazzi si sta trasformando in una delle chiavi di questo brillante avvio di stagione.

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Mercato Sampdoria, ecco quali sono gli obiettivi per la sessione invernale! Le ultimissime notizie

Mercato Sampdoria, ecco le strategie dei blucerchiati: gli obiettivi per la sessione invernale e le ultime novità

La Sampdoria guarda già alla prossima finestra di mercato, considerata cruciale per raddrizzare una stagione iniziata in salita. Come sottolineato da Il Secolo XIX, prima di pensare a nuovi innesti sarà necessario sciogliere diversi nodi legati alla rosa.

Lista piena e uscite complicate

La lista dei 18 è al completo: ogni ingresso dovrà quindi corrispondere a un’uscita. Il direttore sportivo Andrea Mancini ha ribadito la difficoltà di piazzare giocatori poco richiesti, aggravata da contratti pesanti e da un rendimento che non facilita le cessioni. L’obiettivo della società è inserire almeno un rinforzo per reparto, il che comporterebbe la necessità di liberare tre slot. Tra i nomi in bilico ci sono Vulikic e Ferri, quest’ultimo vincolato fino al 2027 con cifre impegnative.

Ricci e Bellemo, destini diversi

Ricci potrebbe lasciare Genova con un indennizzo minimo, anche se il tecnico Foti continua a considerarlo utile nelle rotazioni. Diversa la situazione di Bellemo, apprezzato per dinamismo e sacrificio: il suo profilo non rientra tra quelli destinati all’uscita.

Attacco sotto osservazione

Il reparto offensivo è quello più attenzionato. Narro, legato da un contratto fino al 2028 ma finora ai margini delle gerarchie, è il principale indiziato a partire. La sua cessione aprirebbe la strada a un nuovo innesto, ritenuto indispensabile per aumentare la competitività in avanti.

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Napoli Juve, chi giocherà in attacco: David o Openda? Ecco la scelta di Spalletti! Sarà lui il titolare per il match del Maradona

Napoli Juve, chi sarà il titolare in attacco? David o Openda? Spalletti ha deciso: ci sarà lui in avanti per la sfida del Maradona

La sfida contro il Napoli segnerà la prima volta in campionato in cui la Juventus dovrà fare a meno di Dušan Vlahović. Il lungo stop del centravanti serbo costringe Luciano Spalletti a ridisegnare il reparto offensivo, con i riflettori puntati sui due acquisti estivi: Jonathan David e Lois Openda. Le prime risposte sono arrivate dalla vittoria in Coppa Italia contro l’Udinese.

David, segnali di risveglio

Schierato titolare, Jonathan David ha mostrato un atteggiamento diverso rispetto alle ultime uscite. Pur vedendosi annullare un gol dal VAR per un fuorigioco millimetrico, il canadese è apparso più libero e coinvolto, lasciando intravedere un cambio di passo soprattutto sul piano mentale. Un segnale importante, considerando che Vlahović resterà fuori almeno tre mesi.

Openda in rincorsa

Il confronto diretto con Openda vede David in vantaggio per una maglia da titolare contro i campioni d’Italia. L’attaccante belga, anche lui arrivato dal mercato estivo, non ha ancora inciso come ci si aspettava.

Le spalle del centravanti

Alle spalle di David agirà Kenan Yildiz, chiamato a garantire imprevedibilità e qualità negli spazi stretti. Probabile anche la presenza di Francisco Conceição sulla trequarti.

Le alternative di Spalletti

Non mancano però soluzioni più duttili: Weston McKennie e Fabio Miretti possono essere utilizzati come trequartisti “a elastico”, capaci di abbassarsi in mediana per dare equilibrio. Una scelta che dipenderà dalle esigenze tattiche e dalla crisi di uomini a centrocampo, aggravata dalle assenze di Lobotka e Anguissa.

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Calciomercato Milan, Tare ha praticamente definito il primo colpo per gennaio: accordo trovato. I dettagli di questa operazione

Calciomercato Milan: Arizala è il primo colpo del 2026, operazione definita. I rossoneri hanno praticamente definito il primo colpo. I dettagli

Il calciomercato del Milan entra nel vivo con largo anticipo rispetto all’apertura ufficiale della sessione invernale. La vigilia di Lazio–Milan in Coppa Italia è stata infatti sconvolta da un’indiscrezione diventata notizia certa nel giro di poche ore: l’arrivo a Milanello del giovane terzino sinistro colombiano Juan David Arizala, classe 2005, attualmente in forza al Deportivo Independiente Medellín. La notizia, inizialmente filtrata da ambienti vicini al club, ha trovato conferme rapide da parte di due tra i più autorevoli esperti di mercato, Matteo Moretto e Fabrizio Romano, che hanno definito l’operazione praticamente chiusa e pronta a essere formalizzata nei primi giorni di gennaio.

La Gazzetta dello Sport, nelle sue pagine di oggi, ha confermato ulteriormente lo scenario, sottolineando come il calciomercato del Milan abbia accelerato con decisione per anticipare la concorrenza internazionale e bloccare uno dei profili più interessanti del calcio sudamericano. La cifra riportata per il trasferimento è di circa 3 milioni di euro, un investimento significativo considerando la giovane età del calciatore. Si tratta di una somma importante anche in relazione agli standard del campionato colombiano, al punto che l’operazione potrebbe entrare tra le più costose nella storia del Paese.

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La strategia del Milan appare chiara: puntare su giocatori di prospettiva, capaci di crescere gradualmente e diventare patrimonio tecnico ed economico del club. L’ingresso di Arizala si inserisce perfettamente in questa logica. Terzino sinistro moderno, rapido e dotato di buona struttura fisica, il colombiano viene considerato un prospetto ideale per dare profondità alla rosa, soprattutto in un reparto che negli ultimi mesi ha evidenziato la necessità di nuove energie.

L’accordo tra Milan e Deportivo Independiente Medellín comprende anche una clausola sulla futura rivendita, ulteriore segnale della fiducia reciproca e della previsione di una crescita significativa del calciatore. Una scelta che testimonia la volontà del club rossonero di ampliare il proprio bacino di scouting, abbracciando sempre più convintamente mercati emergenti come quello sudamericano.

Se tutto procederà senza intoppi, Arizala sarà il primo rinforzo ufficiale del calciomercato del Milan di gennaio. Il suo arrivo permetterà allo staff tecnico di lavorare su un profilo giovane e plasmabile, capace di rappresentare una valida alternativa ai titolari e, allo stesso tempo, un investimento per il lungo periodo. Un segnale chiaro: il Milan guarda al presente, ma costruisce il futuro con determinazione e lungimiranza.

Fiorentina, Vanoli sempre più in emergenza: si è fermato anche questo giocatore. A forte rischio la sua presenza contro il Sassuolo

Fiorentina, emergenza esterni e scelte obbligate: la situazione verso la sfida con il Sassuolo. Si è fermato anche Fortini in vista del prossimo match

La Fiorentina continua a vivere giorni di grande incertezza sul fronte degli esterni, un aspetto che sta complicando seriamente la preparazione alla delicata trasferta di Reggio Emilia. L’allenamento di ieri mattina al Viola Park ha infatti confermato l’emergenza: Robin Gosens resta in forte dubbio, ancora alle prese con il problema alla coscia che lo tiene fuori da oltre un mese. Il tedesco ha svolto lavoro personalizzato e, a oggi, la sua presenza contro il Sassuolo rimane tutt’altro che scontata.

Ma non è l’unico grattacapo per la Fiorentina. Anche Fortini, considerato da Paolo Vanoli la prima alternativa naturale a Gosens, non è al meglio. Alcuni fastidi muscolari dell’ultima ora lo hanno costretto a rallentare i carichi di lavoro, rendendo complicata una valutazione immediata sulle sue possibilità di recupero. Per entrambe le situazioni sarà decisiva la rifinitura di questa mattina, seguita dalla conferenza stampa di Vanoli alle 15.45, in cui il tecnico dovrebbe chiarire il quadro generale.

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Ulteriori verifiche saranno necessarie anche per Fazzini, ancora lontano dal raggiungere il 100% della condizione fisica. Il centrocampista ha alternato parti di allenamento con il gruppo a momenti di lavoro individuale, segnale che il suo impiego è tutt’altro che certo.

Oltre alle numerose defezioni, la Fiorentina dovrà inoltre fare i conti con la squalifica di Pongracic, fermato per un turno dopo il cartellino giallo rimediato a Bergamo. Una perdita importante, soprattutto in una fase in cui il reparto difensivo necessita di stabilità e soluzioni affidabili.

Alla luce di tutte queste criticità, Vanoli sta valutando come ridisegnare la formazione senza stravolgere il sistema di gioco. I dubbi sugli esterni rendono infatti improbabile un cambio di assetto proprio alla vigilia di un match così delicato. L’ipotesi più concreta resta quella di confermare la difesa a tre: Comuzzo è il candidato principale per sostituire Pongracic, mentre Pablo Marì e Ranieri dovrebbero completare il pacchetto arretrato.

La Fiorentina, dunque, si avvicina alla sfida con il Sassuolo in piena emergenza, con tanti interrogativi ancora aperti e un tecnico chiamato a trovare soluzioni immediate. Al Viola Park si lavora senza sosta per recuperare quanti più giocatori possibili, consapevoli che ogni dettaglio potrà fare la differenza in un momento della stagione così complesso. Lo riporta Il Corriere dello Sport.

Carboni Genoa, possibile addio a gennaio: quella squadra italiana ha chiesto informazioni per la seconda parte di stagione. Le ultime

Carboni Genoa: un’avventura più difficile del previsto e nuovi scenari di mercato. Il Pisa si è mosso con convinzione per il talento argentino

L’esperienza di Valentin Carboni al Genoa sta assumendo contorni ben diversi rispetto alle aspettative iniziali. Arrivato in rossoblù la scorsa estate con la formula del prestito secco dall’Inter, il giovane trequartista argentino – classe 2005 e tra i talenti più promettenti del settore giovanile nerazzurro – avrebbe dovuto trovare spazio e minuti utili per accelerare la propria crescita. Tuttavia, il progetto Carboni Genoa non ha ancora preso davvero forma.

Sia sotto la guida di Patrick Vieira sia con il successivo arrivo di Daniele De Rossi, il tempo trascorso in campo dal giocatore è stato decisamente limitato. Poche presenze, pochi minuti e la sensazione che il suo percorso tecnico-tattico non si stia sviluppando come previsto dall’Inter al momento della cessione temporanea.

Proprio questo scenario ha attirato l’interesse di altri club, pronti a intervenire nella finestra di mercato invernale per restituire continuità al talento argentino. Secondo quanto riportato dal giornalista Nicolò Schira, il Pisa ha già avviato contatti concreti per ottenere il giocatore in prestito per sei mesi, con l’obiettivo di rilanciarlo in un ambiente dove possa godere di maggiore centralità. Sarebbe un’operazione simile a quella tentata per Tommaso Baldanzi della Roma, con l’intento di valorizzare giovani trequartisti in cerca di minuti e responsabilità.

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Per l’Inter, il mancato sviluppo del progetto Carboni Genoa rappresenta un problema da risolvere. Il club aveva infatti impostato il prestito con una chiara finalità: garantire al classe 2005 un percorso di crescita basato sul gioco, sull’intensità e sull’adattamento graduale alla Serie A. La scarsa utilizzazione, invece, rischia di vanificare gli obiettivi tecnici stabiliti la scorsa estate.

Nei prossimi giorni, la dirigenza nerazzurra – impegnata parallelamente su diversi fronti di mercato – sarà chiamata a valutare con attenzione la scelta migliore per il futuro di Carboni. Tenere il giocatore al Genoa significherebbe confidare in un cambio di rotta da parte di De Rossi, mentre accettare la proposta del Pisa permetterebbe al trequartista di ritrovare spazio immediato in un contesto competitivo ma senza l’elevata pressione della Serie A.

Il dossier Carboni resta dunque uno dei più delicati per l’Inter in vista del mercato di gennaio. La priorità è chiara: preservare la crescita di un talento considerato fondamentale per il futuro. La sensazione è che la decisione finale potrebbe arrivare rapidamente, con l’obiettivo di assicurare a Carboni il percorso più funzionale alla sua maturazione calcistica.

Nico Paz Inter, i nerazzurri non hanno perso di vista l’argentino del Como: Marotta punta su questa cosa per anticipare il Real Madrid

Nico Paz Inter: il sogno nerazzurro che può diventare realtà. I nerazzurri continuano a sperare nel legame con Zanetti per arrivare alla fumata bianca

L’interesse dell’Inter per Nico Paz non è certo una novità, ma nelle ultime settimane questo legame sembra aver assunto contorni sempre più concreti. Il club nerazzurro, secondo quanto riportato da Tuttosport, non ha mai perso di vista il trequartista argentino, oggi una delle stelle più luminose dell’intero campionato. La strategia impostata da Piero Ausilio e Dario Baccin affonda le sue radici oltre un anno fa, ben prima che il classe 2004 esplodesse definitivamente al Como, trasformandosi in un protagonista assoluto della stagione.

I dati confermano l’impatto devastante del giovane talento: primo in classifica assist (5), terzo miglior marcatore (5 gol) e leader per azioni da gol create. Non sorprende che Nico Paz sia arrivato a ottenere la stima pubblica di Leo Messi e un posto nella Nazionale argentina. Tutti segnali che rendono l’ipotesi “Nico Paz Inter” non solo suggestiva, ma realisticamente ambiziosa.

Il fattore Zanetti: un legame umano che può orientare il futuro

A Milano esiste poi un elemento speciale che potrebbe avere un peso determinante nell’operazione: Javier Zanetti. L’ex capitano e attuale vicepresidente nerazzurro è da anni molto vicino alla famiglia Paz. Durante il Mondiale del ’98, Zanetti divideva la stanza proprio con Pablo Paz, padre di Nico. Un’amicizia autentica, rimasta intatta nel tempo, tanto che le due famiglie continuano a frequentarsi tra Milano e il lago di Como.

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Questo rapporto ha trasformato Zanetti in una sorta di “mentore naturale” per il giovane talento. E, nella prospettiva di vedere un giorno la formula “Nico Paz Inter” diventare realtà, la componente affettiva rappresenta una leva che pochi altri club possono vantare.

Il nodo Real Madrid: clausola di recompra e percentuali sulla rivendita

L’ostacolo principale resta il Real Madrid. I Blancos detengono una clausola di recompra fissata a 10 milioni valida fino al 2027, oltre a un diritto del 50% sulla futura rivendita. Le intenzioni di Florentino Perez sembrano chiare: riportare il giocatore alla base al termine della stagione. Tuttavia, Nico Paz non vuole ritrovarsi a vivere un ruolo marginale e chiede garanzie tecniche prima di un ritorno nella capitale spagnola.

Lo spiraglio per l’Inter: una strategia possibile

È proprio qui che potrebbe inserirsi l’Inter. Se il Real decidesse di riacquistare Paz per poi rimetterlo sul mercato, i nerazzurri sarebbero pronti a giocarsi tutte le carte possibili, nonostante la concorrenza della Premier League, dove il Tottenham aveva già messo sul tavolo 60 milioni.

La recente presenza di Nico alla cena della Fundacion Pupi, accolto calorosamente da Sommer, Mkhitaryan e altri giocatori interisti, è sembrata quasi un messaggio. Una sorta di anteprima di ciò che potrebbe diventare un matrimonio calcistico attesissimo: Nico Paz all’Inter, un sogno che il popolo nerazzurro continua a coltivare con entusiasmo crescente.

Serie B, ecco le designazioni arbitrali per la quindicesima giornata del campionato cadetto: le scelte ufficiali

Serie B, annunciate le designazioni arbitrali per la quindicesima giornata del campionato cadetto. Queste le scelte dell’AIA

Con un comunicato ufficiale sul proprio sito, l’Associazione Italiana Arbitri (AIA) ha reso note le designazioni arbitrali del campionato di Serie B per il turno che si giocherà nel weekend, e valido per l’15a giornata del campionato cadetto.

SERIE B

EMPOLI – PALERMO Domenica 7/12 h. 17:15

DIONISI

YOSHIKAWA – BARONE

IV:      GALIPO’

VAR:  SANTORO  

AVAR:   PAGANESSI  

SAMPDORIA – CARRARESE Domenica 7/12 h. 19:30

SOZZA

BERTI – GALIMBERTI

IV:      ALLEGRETTA

VAR:   FOURNEAU  

AVAR:    MARINELLI

MODENA – CATANZARO h. 12:30

TURRINI

CORTESE – SANTAROSSA

IV:       PICARDI

VAR:       NASCA 

AVAR:    DEL GIOVANE

AVELLINO – VENEZIA h. 15:00

BONACINA

LAUDATO – REGATTIERI

IV:     ARENA

VAR:  BARONI (ON SITE STADIO PARTENIO AVELLINO)

AVAR:   PRENNA (ON SITE STADIO PARTENIO AVELLINO)

FROSINONE – JUVE STABIA h. 15:00

PERENZONI

VECCHI – ZINGARELLI

IV:      DI MARCO

VAR:   COSSO

AVAR:    PRONTERA

MANTOVA – REGGIANA h. 15:00

MASSIMI

DI GIACINTO – RICCI

IV:     CALZAVARA

VAR: GUALTIERI

AVAR: DI VUOLO

MONZA – SUDTIROL h. 15:00

AYROLDI

BITONTI – LAGHEZZA

IV:     MADONIA

VAR:    MONALDI

AVAR:     GARIGLIO

PADOVA – CESENA h 15:00

ZANOTTI (foto)

MONACO – EL FILALI

IV:     IANNELLO

VAR:     VOLPI (ON SITE STADIO EUGANEO PADOVA) 

AVAR:      SANTORO (ON SITE STADIO EUGANEO PADOVA)

BARI – PESCARA h. 17:15

MARCENARO

SCATRAGLI – TRINCHIERI

IV:       MAROTTA

VAR:     GIUA 

AVAR:       RAPUANO

VIRTUS ENTELLA – SPEZIA h. 19:30

COLOMBO

CECCON- MORO

IV:       PASCULLI

VAR:     MERAVIGLIA (ON SITE STADIO COMUNALE CHIAVARI)

AVAR:       FELICIANI (ON SITE STADIO COMUNALE CHIAVARI)

Serie A, sono ufficiali le designazioni arbitrali della 14ª giornata di campionato: tutti i dettagli e tutte le partite del weekend

Serie A, ufficiali le designazioni arbitrali della quattordicesima giornata di campionato: tutti i dettagli e l’elenco completo

Con la Serie A ormai nella sua piena attività, l’attenzione si sposta già al prossimo turno di campionato. La 14ª giornata si preannuncia ricca di emozioni, con partite di grande fascino e big match che promettono spettacolo. Ecco le designazioni arbitrali per le sfide:

SERIE A – DESIGNAZIONI 14° GIORNATA

SASSUOLO – FIORENTINA    Sabato 06/12 h. 15.00

PAIRETTO

BINDONI – SCARPA

IV:      FERRIERI CAPUTI

VAR:     MARINI

AVAR:      FOURNEAU

INTER – COMO       Sabato 06/12 h. 18.00

DI BELLO

IMPERIALE – BIANCHINI

IV:      PICCININI

VAR:     GARIGLIO

AVAR:      GUIDA

H. VERONA – ATALANTA    Sabato 06/12 h. 20.45

MARIANI

ROSSI L. – BIFFI

IV:       COLLU

VAR:      AURELIANO

AVAR:       GHERSINI

CREMONESE – LECCE     h. 12.30

MUCERA

COSTANZO – PASSERI

IV:      MASSA

VAR:     PRONTERA

AVAR:     MARINI

CAGLIARI – ROMA    h. 15.00

ZUFFERLI

TEGONI – FONTEMURATO

IV:      DI MARCO

VAR:     GUIDA

AVAR:    PEZZUTO

LAZIO – BOLOGNA    h. 18.00

FABBRI

PRETI – POLITI

IV:     SACCHI J.L.

VAR:     MAZZOLENI

AVAR:      NASCA

NAPOLI – JUVENTUS     h. 20.45

LA PENNA (foto)

PERETTI – COLAROSSI

IV:     CREZZINI

VAR:     ABISSO

AVAR:     AURELIANO

PISA – PARMA     Lunedì 08/12 h. 15.00

DOVERI

MONDIN – LUCIANI

IV:     PERRI

VAR:     CAMPLONE

AVAR:       PEZZUTO

UDINESE – GENOA     Lunedì 08/12 h. 18.00

MARESCA

ROSSI C. – CEOLIN

IV:       GALIPO’

VAR:      MAGGIONI

AVAR:      MARINELLI

TORINO – MILAN    Lunedì 08/12 h. 20.45

CHIFFI

BACCINI – BERCIGLI

IV:     TREMOLADA

VAR:    GHERSINI

AVAR:      ABISSO

Liga, il presidente Tebas: «Serie A? Resta un campionato di riferimento ma sta perdendo il treno. Sulla Superlega…»

Liga, parla il numero uno Javier Tebas: «Serie A? Resta un campionato di riferimento ma sta perdendo il treno»

A dodici anni e mezzo dalla sua elezione, il presidente della Liga Javier Tebas non ha perso la voglia di combattere. “Madridista confesso”, è paradossalmente considerato il nemico numero uno proprio da Florentino Perez, presidente del Real. In un’intervista a La Gazzetta dello Sport Tebas rivendica il successo del nuovo contratto tv per il quinquennio 2027-2032, chiuso a cifre record (5,25 miliardi di euro, +6%) nonostante lo scetticismo iniziale di alcuni club.


IL SUCCESSO DEI DIRITTI TV: INCREMENTO DEL 6% – «Che in realtà è un 9% se consideriamo anche il pacchetto Horeca (per i locali pubblici, ndr) che noi in Spagna siamo gli unici a vendere e gestire direttamente, e la Segunda, con incasso totale di 6135 milioni. E va ricordato che la Spagna è penalizzata rispetto agli altri grandi competitor per numero di abitanti, reddito pro capite, diffusione della pay tv».
LE CHIAVI DEL SUCCESSO «Sono tre. La prima è la lotta alla pirateria. Abbiamo ridotto del 60% il mercato illegale e la cosa inizia a riflettersi sul consumo della tv a pagamento. È stata fondamentale una sentenza giuridica che ci permette il blocco in diretta dell’usuario. In Italia sono in contatto con qualcuno? Sì, chiaro. Questa è una cosa che interessa tutti: quando interveniamo in Sud America aiutiamo anche gli altri campionati europei e la Champions. Io passo il weekend collegato a occuparmi del tema pirateria, e la Liga investe circa 10 milioni all’anno in questa battaglia. Le altre due chiavi? Abbiamo migliorato il prodotto allungando pre e post partita con qualità: l’operatore ha molti più minuti a disposizione con un’audience elevata. E poi la strategia. Abbiamo deciso di lanciare l’asta a due anni dalla scadenza dell’attuale per farla coincidere con quella della Champions. Non volevamo che i nostri offerenti portassero altrove le proprie risorse. Era un rischio ma è andata bene».
PREMIER LEAGUE E SOSTENIBILITÀ «Più che spendere direi sprecare: ci sono ranking che analizzano il costo e l’impiego dei nuovi acquisti e i club della Liga mostrano grande efficienza. Qui le squadre spendono ciò che possono spendere. In Inghilterra, Italia e Francia c’è chi spende più di quanto guadagna e a medio termine lo paghi. Ci sono Paesi che creano inflazione nel mercato e nei salari. La Liga continua a essere competitiva in Europa, e bisogna anche comparare i risultati con la sostenibilità economica dei club. In Inghilterra incassano molto più di noi e della Bundesliga, che necessità hanno di indebitarsi tanto? Stanno costruendo un modello d’industria sequestrato dal debito».
REGOLE FINANZIARIE, INFRASTRUTTURE E GIOVANI «Proteggiamo i club con norme che hanno votato loro e che ne difendono l’integrità economica. Puntiamo su infrastrutture e talento: il 75% dei 2 miliardi che abbiamo messo a disposizione delle società grazie al “Plan Impulso” del fondo Cvc è stato vincolato a investimenti in stadi e centri di formazione. Migliorano le entrate da Matchday e la produzione di qualità, anche attraverso le competizioni: in Italia si continua a giocare il Primavera, che non è competitivo. Non serve a niente. In Inghilterra lo stesso. Le seconde squadre dei nostri club giocano in seconda, terza o quarta serie contro rivali forti. E i giovani si formano».
LA SERIE A PERDE IL TRENO «Resta un campionato di riferimento ma sta perdendo il treno perché non tutti hanno capito che al centro del movimento va messa la Serie A e non gli interessi personali».
SUPERLEGA E CALCIO GRATIS «Prima parliamo della Superlega: in 4 anni hanno presentato 4 formati diversi di competizione, non è una cosa seria. Unify (la piattaforma per il calcio gratis promessa da A22, ndr) è la stessa cosa. Mi viene da ridere: parlano del successo tv del Mondiale per Club quando si sa che per i diritti è stata fatta un’operazione Arabia-Dazn-Fifa. Il Ceo di Dazn Segev l’ha detto qualche settimana fa, il calcio gratis non è un modello sostenibile. Perché? Perché il mercato pubblicitario del calcio è saturo, e lo sanno. Quella della Superlega è una strategia per rovinare il modello attuale, che è sostenibile, e farne uno proprio. Non sono riusciti a trovare una sola persona che si occupi di diritti tv in ambito sportivo che dica che può funzionare il calcio gratis. Lo dice solo Bernd Reichart, il Ceo di A22».
LA RICHIESTA DANNI DEL REAL ALLA UEFA «Una barzelletta. Potranno richiedere i danni per le spese sostenute, ma non certo quella cifra (4,5 miliardi, ndr): non hanno perso niente perché nella loro competizione non c’erano club. La denuncia serve solo per fare pressione sulla Uefa».

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Flamengo da record! Dopo la vittoria in Coppa Libertadores, conquista il suo nono campionato nazionale

Flamengo da leggenda: dopo il trionfo in Coppa Libertadores, mette in bacheca anche il nono titolo nazionale

Il Flamengo non si ferma più. A soli quattro giorni dal trionfo in Coppa Libertadores, il club di Rio de Janeiro, con la tifoseria più grande del Brasile (e forse del mondo, con oltre 42 milioni di fan), ha festeggiato anche la conquista del suo nono campionato nazionale, superando così il Palmeiras fermo a otto titoli. Proprio il Verdão è stato il rivale più accanito su entrambi i fronti, piegato in campionato grazie a un finale di stagione in calando e sconfitto nella finale continentale dal gol decisivo dell’ex juventino Danilo.


E proprio l’impronta “italiana” è evidente nel successo del Mengão. Oltre al capitano Danilo, la rosa rossonera vanta una lunga lista di giocatori con un passato in Serie A: Alex Sandro (ex Juve), l’italo-brasiliano Jorginho (arrivato a maggio), il cileno Pulgar (ex Bologna e Fiorentina), Emerson Royal (ex Milan), l’uruguaiano Viña (ex Roma) e l’attaccante Pedro (ex Fiorentina), autore di 12 reti e 6 assist in campionato nonostante un infortunio. A guidare la squadra c’è Filipe Luís, ex terzino dell’Atletico Madrid, già vincitore di 5 trofei da allenatore a soli 40 anni.
Ma il Flamengo è anche una corazzata piena di talenti rientrati dall’Europa, come Bruno Henrique, Saúl Ñíguez, Samuel Lino (suo il gol scudetto), Luiz Araújo e Guillermo Varela. Il leader tecnico è stato però l’uruguaiano Giorgian de Arrascaeta, autore di una stagione strepitosa con 18 gol e 14 assist in campionato. La forza del gruppo è stata evidente anche in Libertadores, dove ben 10 giocatori sono andati a segno.


Il successo sportivo si fonda su una solidità economica invidiabile. Valutato 750 milioni di euro e capace di generare 200 milioni di ricavi annui, il Flamengo ha chiuso l’ultimo mercato con un saldo positivo di quasi 40 milioni. A questo si aggiungono i ricchi premi della Conmebol, che per la sola vittoria della Libertadores garantiranno oltre 30 milioni di euro. Un dominio, dunque, destinato a durare, con i conti in ordine e una bacheca sempre più piena.

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Mario Rui si racconta: dallo scudetto con il Napoli, al rapporto con Spalletti fino alla sua voglia di tornare in campo. Le sue parole

Mario Rui si confida: dal trionfo con il Napoli allo speciale legame con Spalletti, fino alla determinazione di tornare in campo

Protagonista indiscusso del terzo scudetto del Napoli, Mario Rui è rimasto nel cuore dei tifosi partenopei. Dopo l’addio al club azzurro e un periodo da svincolato, il terzino portoghese si racconta a Tuttosport, tra la voglia di tornare in campo, i ricordi indelebili del tricolore e il rapporto speciale con Luciano Spalletti, ora sulla panchina della Juventus.


LA VOGLIA DI TORNARE IN CAMPO «Tantissima. Anche se mi sono disconnesso un po’ dal calcio, mi sto godendo la famiglia. Continuo ad allenarmi tanto e penso di essere molto vicino a ricominciare».
IL FUTURO TRA ITALIA ED ESTERO «Sì, ci sono state delle opportunità anche in Serie A, ma l’anno scorso facevo molta fatica a vedermi in un club diverso dal Napoli. Non me la sono sentita di firmare per altre squadre, penso che ripartirò dall’estero: sto molto bene fisicamente e penso di poter ancora dare qualcosa al calcio, per cui aspetto solo la chiamata giusta».
L’IMMORTALITÀ A NAPOLI PER LO SCUDETTO «Immortale è una parola forte, forse troppo grande per me. Sono stato fortunato: lo scudetto lì è una gioia immensa, indescrivibile. È travolgente. Principalmente ricordo che le basi per quel trionfo le mettemmo in ritiro: erano andati via tanti giocatori importanti per la squadra. A Dimaro ci siamo uniti e compattati, abbiamo fatto un patto. C’era tanta gente che dubitava di noi, tranne Spalletti. In ritiro ci siamo uniti e siamo diventati un gruppo fortissimo, stavamo proprio bene insieme».
SPALLETTI ALLA JUVE «Non mi sono stupito: è il migliore, l’allenatore più affidabile. Alla Juve avevano bisogno di un grande allenatore. Col mister abbiamo trascorso tanti momenti stupendi: trovarne uno migliore di lui libero era impossibile».
SARRI VS SPALLETTI «Farei fatica a scegliere tra lui e Sarri. Maurizio mi ha formato tecnicamente e tatticamente, mi ha trasmesso delle conoscenze calcistiche che mi sono portato dietro dappertutto. Spalletti invece è il più completo che io abbia mai avuto, penso sia il migliore per come riesce a gestire ogni aspetto del gruppo: dal campo allo spogliatoio, fino alla comunicazione».
L’EMOZIONE DEI DISCORSI «Il bello di Spalletti è questo: lui preparava ogni discorso pre-partita per farci vivere un’emozione forte. Sapeva toccare il cuore, entravi in campo e volavi. Il merito di quello scudetto ritengo sia suo all’80%: basti pensare che dormiva a Castelvolturno, era il suo bunker. Ha sacrificato tutto per la squadra, anche la sua vita privata».
SPALLETTI VS CONTE «Mi ha colpito tantissimo Conte, ma ho avuto poco tempo con lui. Non lo conoscevo, pensavo fosse un allenatore difensivo. Invece da subito ha trasmesso una mentalità vincente, in ritiro ha subito imposto la sua missione: voleva che il Napoli fosse padrone del gioco. Lui e Spalletti sono onesti e diretti: caratteristiche rare da trovare nel calcio».
LO SCUDETTO DI CONTE «No, non è stato un miracolo. Metà di quella squadra aveva già vinto con Spalletti, anche se i giocatori venivano da un’annata molto complessa. Penso abbia avuto lo stesso peso di Spalletti nel nostro scudetto».
NAPOLI-JUVE E LA CORSA SCUDETTO «Secondo me la Juve con una vittoria può tornare in corsa per lo scudetto, anche se è molto difficile. Il Napoli penso che stia facendo bene: ha più competitività in ogni reparto e sta uscendo più forte dall’emergenza infortuni. Gli azzurri vanno temuti, pure in Europa».
IL PIÙ FORTE COMPAGNO DI SQUADRA «Totti nell’ultimo anno di carriera aveva dei colpi assurdi. Ma in quella Roma c’erano dei campioni incredibili: penso a De Rossi, Salah, Nainggolan. Anche il Napoli che ho vissuto aveva dei fuoriclasse: Hamsik, Reina, Albiol, Koulibaly. E poi Kvara e Osimhen: sono stato fortunato».
IL PRONOSTICO SU NAPOLI-JUVE «Non lo so, ma sarà una partita importante per il campionato. Il Napoli può dare un segnale alle altre, la Juve può tornare in corsa per lo scudetto se vince. E sarebbero dolori per tutti: in panchina c’è Spalletti, uno che ha già vinto. Vuol dire tanto».

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Mondiali, oggi è il giorno dei sorteggi dei giorni! Ecco come sarà il nuovo format

Mondiali, ci siamo! Questo è il giorno dei sorteggi dei giorni della Nazionali! Ecco come funzionerà il nuovo format

I riflettori del Kennedy Center di Washington sono puntati sul sorteggio che definirà il percorso della 23ª edizione della Coppa del Mondo, la più imponente e complessa di sempre. La FIFA, utilizzando l’immagine iconica delle più grandi star globali – da Messi a Ronaldo, da Mbappé a Davies – lancia un torneo che dall’11 giugno (apertura a Città del Messico) al 19 luglio 2026 (finale nel New Jersey) cambierà radicalmente volto.


Sarà il Mondiale delle distanze siderali, un netto contrasto con la compattezza del Qatar. Organizzato per la prima volta da tre nazioni (Stati Uniti, Canada e Messico), l’evento coinvolgerà 16 città spalmate su tre fusi orari diversi. Una sfida logistica immensa per le 48 nazionali partecipanti, che dovranno affrontare viaggi lunghissimi, con un rischio elevato di affaticamento e infortuni per i calciatori, nonostante la promessa della FIFA di regionalizzare i gironi e garantire tre giorni di riposo tra i match.


Il nuovo format prevede 12 gironi da quattro squadre: passeranno le prime due e le otto migliori terze, introducendo un inedito turno di sedicesimi di finale. Per alzare la coppa, dunque, serviranno otto partite. Il sorteggio, visibile in Italia dalle 18:00, seguirà vincoli precisi: le teste di serie Argentina (campione in carica) e Spagna (numero uno del ranking) non potranno incrociarsi prima di un’eventuale finale se vinceranno i rispettivi gruppi. Inoltre, non ci saranno derby continentali nei gironi, ad eccezione dell’Europa (massimo due squadre).
In questo scenario grandioso, l’Italia resta per ora una spettatrice interessata e preoccupata. Inserita virtualmente in quarta fascia come una “X”, la Nazionale non avrà rappresentanti a Washington: né il ct Gattuso né il presidente Gravina sono volati negli USA. L’attenzione è tutta rivolta ai playoff di fine marzo contro Nord Irlanda, Galles o Bosnia. Prima di pensare agli avversari americani, c’è da evitare l’incubo di una terza esclusione consecutiva.

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Napoli Juve, il doppio ex Altafini: «Partita per uomini forti, piena di attesa, di storie incrociate. Su Conte e Spalletti…»

Napoli Juve, lo storico doppio ex Josè Altafini racconta la sfida: «Partita per uomini forti, piena di attesa, di storie incrociate»

José Altafini, leggenda vivente del calcio, ha lasciato un segno indelebile in Italia con le maglie di Milan, Napoli e Juventus. Proprio la sfida tra azzurri e bianconeri evoca in lui ricordi agrodolci: sette anni magici a Napoli negli anni ’60, culminati poi con quel gol decisivo per lo scudetto segnato con la maglia della Juve nel 1975, che gli valse l’etichetta di “core ‘ngrato”. A 87 anni, con la sua inconfondibile verve, analizza l’imminente big match del Maradona su La Gazzetta dello Sport.


NAPOLI-JUVE, PARTITA SPECIALE «Certamente sì. Partita per uomini forti, piena di attesa, di storie incrociate. Sfida con grandi calciatori, con tantissime assenze che incideranno».
LE ASSENZE PESANTI «Il Napoli che ha perso l’intero centrocampo. Ma la Juventus senza Vlahovic deve fare a meno di un punto di riferimento offensivo di grosso spessore, uno che ti aiuta perché fa reparto. Però, se togli tutti quei calciatori a un allenatore, come sta succedendo a Conte, un po’ ti scoccia. Anzi, più di un po’».
L’ATMOSFERA DEL MARADONA «Bella per l’atmosfera, come può esserla Napoli-Juventus. E anche nei contenuti. Non direi quanto spettacolare, a questo provvederà il campo, ma le premesse per divertirsi ci sono tutte».

GLI UOMINI CHIAVE «Ci fosse Anguissa nel Napoli, non avrei dubbi. Ha tutto quello che serve per farti innamorare: corsa, fisico, intelligenza e pure il senso del gol. Allora punto su Hojlund, a cui manca un gol da mesi ma che può decidere una grande sfida. Della Juventus scelgo Conceição, con quegli strappi che ti fanno male, quella capacità di creare la superiorità».
CONTE VS SPALLETTI «Per Conte sono i risultati che parlano: ha vinto ovunque sia andato e tranne qualche delusione, è sempre riuscito a conquistare lo scudetto. Primo o secondo posto. Spalletti ha riportato il titolo a Napoli dopo 33 anni, mica poco. Mi sta piacendo come sta intervenendo sulla Juve, non era semplice».
LA CORSA SCUDETTO «Penso che Napoli e Inter stiano davanti alle altre, non so se l’una o l’altra abbia qualcosa in più, differenza minima. Però in questo periodo della stagione, con tutte queste rinunce, qualcosa può essere spostato in termini di punti, e quelli valgono sempre. Continuo a pensare che resti un duello tra Conte e Chivu. Con le altre, il Milan, la Roma, la Juventus, leggermente staccate».
L’IMPORTANZA DEL MATCH «Il traguardo è lontanissimo, non siamo neanche a metà della stagione, e il gap può essere colmato o accresciuto. Ma dal punto di vista psicologico, qualcosa lascia: chi vince Napoli-Juve esce con maggiore convinzione. È autostima che si alimenta, perché non è una partita come le altre. Lo sanno tutti e non è un modo di dire».
TROPPI INFORTUNI «Chiaro che sì. Se insistiamo a fare giocare partite ogni santo giorno, è inevitabile. E più sei una grande, più appuntamenti hai da dover affrontare. Il fisico si logora, i giocatori non sono fatti di ferro. C’è il campionato, poi la Champions League, poi la Coppa Italia, ora in quattro andranno a Riad per la Supercoppa, poi durante le soste — chiamiamole così — in tanti vanno con le nazionali. Ditemi voi quando riposano. Tra un po’ rimarranno 3 o 4 per club».

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Torino, brutte notizie per i granata? La scelta su Coco è ormai presa, cosa può succedere

Torino, non arrivano belle notizie per i granata di Baroni? La decisione su Coco è ormai presa, ecco cosa può sta succedendo

Brutte notizie per il Torino: Saul Coco è stato convocato dalla Guinea Equatoriale per la prossima Coppa d’Africa, in programma dal 21 dicembre. Il difensore sarà disponibile per le gare contro Milan e Cremonese (13 dicembre), ma poi salterà sicuramente le sfide con Sassuolo e Cagliari, e la sua assenza potrebbe prolungarsi a seconda del cammino della sua nazionale.


Secondo Tuttosport, potrebbe non essere l’unico granata a partire: si attende la lista del Marocco, paese ospitante, con Masina in forte odore di convocazione dopo le recenti chiamate. Queste potenziali assenze rendono ancora più urgente il recupero di Ismajli. Il difensore albanese, fermo per un problema muscolare che gli ha fatto saltare Como e Lecce, prosegue il lavoro personalizzato. La sua presenza contro il Milan, anche solo in panchina, rimane in forte dubbio.


A parte anche Simeone, ancora alle prese con l’infortunio rimediato in nazionale. Buone notizie invece da Njie, Biraghi e Ilic: i primi due hanno smaltito l’influenza, mentre il centrocampista serbo è rientrato in gruppo dopo l’infortunio subito con la propria nazionale e si candida per una maglia da titolare contro il Milan, dopo le buone prove fornite prima dello stop. Baroni dovrà fare i conti con queste defezioni e valutare le condizioni dei rientranti per preparare al meglio la delicata sfida contro i rossoneri.

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Boni a Sampnews24: «Non ho capito la scelta di Gregucci. Siamo quasi all’assurdo. Ecco cosa dovrebbe fare la società»

Boni a SampNews24 ha fatto un punto della situazione sui doriani soffermandosi anche sulle difficoltà che la squadra blucerchiata

Loris Boni, ex giocatore della Sampdoria, ha analizzato ai microfoni di SampNews24 il momento dei doriani ed è andato giù in maniera molto dura.

La stagione della Sampdoria rischia di diventare un incubo. Qual è il suo giudizio sul percorso dei blucerchiati finora?

«Parlare della Sampdoria è come stilare un romanzo, è una situazione assurda! Parliamo di una società di calcio che dovrebbe essere un po’ più lineare, con un programma per riportarla a livelli accettabili. La cosa che mi preoccupa di più è il fatto che ci siano diverse persone avvicendate nel progetto dei blucerchiati, le quali creano solo confusione. Tutto questo per non parlare a livello di capacità. Questa società ha rilevato una Sampdoria a pezzi e l’ha fatta diventare ancora peggio».

Prima l’esonero di Donati e poi l’arrivo di Gregucci e Foti. Cosa ne pensa dello staff tecnico della Samp?

«Non mi stanno convicendo Gregucci e Foti, secondo me hanno solo aumentato ancora di più la confusione. Prima prendi Foti e poi richiami Lombardo, non si capisce bene chi abbia fatto queste scelte. Va bene l’esonero di Donati, ma ci si auspicava una scelta un po’ più gradita ai tifosi. In panchina bisognava richiamare Lombardo e basta! Mi crea molto imbarazzo vedere Lombardo far parte di una triade così, non vedo il perchè della scelta di Gregucci e Foti. L’ambiente della Sampdoria aveva bisogno di concretezza e gente che avesse vissuto certe esperienze, com’è successo nella scorsa stagione. Io penso che sarebbe stata questa la scelta da fare».

Crede che il calciomercato possa mettere una pezza ai problemi della rosa della Sampdoria? Cosa serve oltre ad un ricambio per Coda?

«Credo che non servano dei geni per andare a trovare i giocatori giusti per rinforzare questa squadra! Non c’è bisogno di andare in Francia o da altre parti a prendere dei calciatori che siano utili alla Samp, ne servono di adatti al calcio che si fa in Serie B. Serve gente che conosca la categoria e che venga per sposare la causa, non giocatori che vengano a svernare. Ne servono di grande personalità e penso che ce ne sia bisogno in tutti i reparti, dalla difesa al centrocampo, passando per l’attacco. La Sampdoria finora ha fatto acqua in tutti i reparti, serve prendere 3/4 giocatori indispensabili. Non bisognerà sbagliare la scelta di chi acquistare, non servono dei nomi che poi non si rilevino utili alla causa. Non si possono fare certi errori, bisogna calarsi in questa realtà e capire che serve concretezza e non il nome!». LEGGI L’INTERVISTA COMPLETA SU SAMPNEWS24.COM

Milan, Zazzaroni non ha dubbi: «Senza Modric una squadra monca. E per gennaio Allegri ha una certezza»

Milan, Zazzaroni sul ‘Corriere dello Sport’ ha analizzato la prestazione dei rossoneri criticando un po’ alcune scelte di Allegri. I dettagli

Nell’edizione odierna del Corriere dello Sport, il direttore Ivan Zazzaroni apre la sua riflessione interrogandosi sul potenziale inespresso della Lazio, chiedendosi cosa potrebbe essere la squadra con «un po’ di mercato, tre novità, una per settore» in una stagione dai valori appiattiti, e con una presidenza più vicina ai sogni dei tifosi.

Secondo lui, la squadra di Sarri esprime «una generosità e una voglia di fare quasi commoventi», ma mostra «evidenti difetti di qualità»: si esalta nelle partite importanti, mentre si “fa di nebbia” nelle sfide ordinarie dove servirebbe eccellenza tecnica. Contro il Milan, comunque, ha disputato «una signora partita», limitando la sofferenza a tratti specifici della ripresa.

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Sul fronte opposto, Zazzaroni definisce il Milan «una squadra monca» a causa delle assenze (vedi Modric, entrato solo nel finale) e della mancanza di una punta centrale di ruolo, costretta ad attaccare con fantasisti adattati. Da questi limiti è scaturito un primo tempo senza emozioni, seguito da una ripresa migliore dove la Lazio ha sfruttato la velocità dei suoi esterni.
In conclusione, se Sarri «comincia a dare un senso alla stagione», Allegri esce dalla Coppa Italia sapendo che la proprietà non sembra intenzionata a investire a gennaio per completare l’organico. Nel post scriptum, Zazzaroni elogia l’arbitraggio “all’europea” di Guida per aver fischiato poco, rendendo il gioco fluido, pur segnalando un’incongruenza su un contatto di Rabiot simile a uno non sanzionato in una gara precedente: «O era fallo quello di Rrahmani o non lo era quello di Rabiot».

Cremonese, la squadra di Nicola sta sorprendendo tutti in Serie A: i segreti di queste prestazioni di livello assoluto

Cremonese, la squadra di Nicola è l’assoluta protagonista di questa prima parte di Serie A: 17 punti e decimo posto in classifica. I dettagli

Un’eccellenza italiana che sorprende la Serie A. La Cremonese, fresca reduce dalla vittoria esterna a Bologna, si gode un decimo posto in classifica a quota 17 punti, in piena corsa per quella “parte nobile” della graduatoria che spetta alle sorprese del campionato. Un ruolino di marcia impressionante per una neopromossa: i grigiorossi sono solo la seconda squadra, dopo il Frosinone dello scorso anno, a superare i 16 punti nelle prime 13 gare dal ritorno nella massima serie.

Secondo La Gazzetta dello Sport, che vi dedica un approfondimento, il segreto di questo successo ha una forte identità tricolore. L’impresa del Dall’Ara è stata costruita su uno zoccolo duro italiano: ben sette undicesimi della formazione titolare erano composti da calciatori nostrani (considerando anche Audero), inclusa l’intera linea difensiva. Un numero che è salito a dieci considerando i cambi effettuati da Davide Nicola nella ripresa. E domenica, contro il Lecce, il tecnico potrebbe addirittura schierare otto italiani dal primo minuto, inserendo Grassi.

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Non si tratta di un caso, ma di una precisa strategia aziendale che parte dall’alto, dal Cavaliere Giovanni Arvedi. Una filosofia sposata in pieno da Davide Nicola, che crede fermamente nel valore delle relazioni e della lingua condivisa per cementare un gruppo in costruzione. Non a caso, i primi sette acquisti del mercato estivo sono stati tutti italiani (come Baschirotto, Grassi, Audero), prima dell’arrivo di star straniere come Vardy.

I numeri confermano questa tendenza, che è un marchio di fabbrica delle squadre di Nicola (già visto a Empoli e Cagliari): la Cremonese è seconda in Serie A per utilizzo di giocatori italiani (58,2%), dietro solo ai sardi. Una scelta che paga anche in zona gol: il 62,5% delle reti grigiorosse (10 su 16) porta la firma di calciatori italiani, con Bonazzoli capocannoniere di questo speciale gruppo.

Roma, fra Cagliari e calciomercato: i giallorossi nelle prossime settimane decideranno come muoversi a gennaio. Le ultime

Roma, il Cagliari in questo momento è il prossimo obiettivo dei giallorossi. Ma il club capitolino pensa con attenzione anche al calciomercato

La trasferta di Cagliari rappresenta un crocevia fondamentale per la stagione della Roma e, in particolare, per il futuro di Evan Ferguson. L’attaccante irlandese, complici le indisponibilità di Dovbyk e Baldanzi, partirà titolare con l’assoluta necessità di invertire un trend finora deludente. Dopo l’unico gol stagionale contro la Cremonese e la bocciatura contro il Napoli, Ferguson deve convincere Gasperini e la società a puntare ancora su di lui, evitando l’interruzione anticipata del prestito a gennaio. Il suo rendimento è stato finora al di sotto delle grandi aspettative estive: ora, supportato da Soulé e Pellegrini, è chiamato a ritrovare il filo del gol in una squadra che non può permettersi flessioni nella lotta al vertice.

Scrive oggi La Gazzetta dello Sport che la sfida di Cagliari sarà importante anche per valutare il possibile apporto di Leon Bailey e Paulo Dybala, appena rientrati dai rispettivi infortuni. I due attaccanti partiranno dalla panchina, ma Gasperini spera di poter contare sui loro lampi di classe a gara in corso per scardinare la difesa rossoblù. Il loro rientro è cruciale in vista di un ciclo di partite intenso e decisivo, con nove impegni in 35 giorni tra campionato, Europa e Coppa Italia.

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Gasperini ha lavorato molto sulla preparazione atletica per far arrivare la squadra al top della forma tra dicembre e gennaio, periodo storicamente favorevole alle sue squadre. Con le imminenti partenze di Ndicka ed El Aynaoui per la Coppa d’Africa, la Roma ha bisogno di trovare nuovi protagonisti e nuove risorse offensive. Oltre ai “titolarissimi” che hanno già superato i 1000 minuti stagionali, è il momento che anche chi ha giocato meno, come Ferguson, Bailey e Dybala, dia il suo contributo per continuare a inseguire i sogni di gloria.
Parallelamente, il ds Massara è attivo sul mercato di gennaio. L’obiettivo principale per l’attacco è Joshua Zirkzee, che ha già dato il suo ok al trasferimento. Resta da convincere il Manchester United, che preferirebbe una cessione a titolo definitivo. L’alternativa è Mathys Tel del Tottenham, profilo molto apprezzato da Gasperini. Più defilata la pista Raspadori.

Genoa, testa all’Udinese: buone notizie per De Rossi: ci sono due rientri a disposizione del tecnico. Ecco i dettagli

Genoa, Malinovskyi e Norton-Cuffy rientrano a disposizione di De Rossi. L’obiettivo è quello di portare a casa i tre punti contro l’Udinese

Il Genoa prova a voltare pagina dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia e si concentra sulla prossima sfida di campionato contro l’Udinese. La sconfitta di Bergamo, seppur dolorosa, ha fornito indicazioni utili al tecnico Daniele De Rossi per valutare le seconde linee in vista del mercato di gennaio. L’allenatore ha ribadito la necessità di sfoltire una rosa giudicata troppo ampia, e il Chief of Football Lopez è già attivo in tal senso.

Scrive Tuttosport che dal campo arrivano buone notizie: Ruslan Malinovskyi ha smaltito la febbre ed è tornato ad allenarsi, pronto per la trasferta in Friuli. Rientra anche Norton-Cuffy dopo la squalifica. Ancora out Sabelli, mentre restano da valutare le condizioni di Cornet e Gronbaek, in fase di recupero. Ieri, prima di tornare a concentrarsi sul calcio giocato, una delegazione del club guidata dal DG Ricciardella e da De Rossi ha visitato l’ospedale pediatrico Gaslini, portando doni ai bambini ricoverati.

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Se sul campo si cerca la normalità, dagli Stati Uniti continuano a giungere notizie allarmanti sul fronte societario, che coinvolgono indirettamente il futuro del club. Prosegue infatti la battaglia legale tra gli ex proprietari di 777 Partners, il gruppo A-Cap (attualmente detentore delle quote di minoranza del Genoa e gestore della fase di transizione) e i creditori di Leadenhall.

Il sito investigativo Josimar ha rivelato dettagli pesanti sull’inchiesta FBI in corso. L’accusa penale nei confronti di Josh Wander, co-fondatore di 777 Partners, sarebbe quella di aver architettato un piano per “frodare finanziatori e investitori” almeno dal 2021 al 2024. L’inchiesta evidenzia un punto critico: dalla primavera del 2023, momento in cui il presunto schema fraudolento iniziava a crollare, i vertici di A-Cap (incluso il CEO King) sarebbero entrati attivamente in un “comitato direttivo” di 777, prendendo parte alle decisioni finanziarie chiave. Un ruolo attivo che solleva interrogativi, soprattutto perché A-Cap non figura nell’elenco delle presunte vittime della frode.

Lazio Milan, Allegri bocciato dai quotidiani sportivi. Bene Sarri. I voti ai due tecnici dopo la partita di ieri di Coppa Italia

Lazio Milan, i biancocelesti passano in Coppa Italia grazie alla rete di Zaccagni. Ecco il giudizio nei confronti dei due allenatori. Le ultime

Lazio batte Milan 1-0, è bastata la rete di Zaccagni a 10 minuti dalla fine per regalare l’accesso ai quarti di finale di Coppa Italia, dove andranno in casa del Bologna. Sarri ha rotto il tabù che lo vuole poco competitivo in questa manifestazione, Allegri – specialista con ben 6 vittorie – è costretto invece a leccarsi le ferite, anche se non ha drammatizzato il passaggio a vuoto. Come viene valutata la sfida dei due allenatori? Analizziamo i voti dei quotidiani sportivi, che cercano di indagare i perché del risultato che ha premiato i padroni di casa.

LA GAZZETTA DELLO SPORT – La differenza è di un voto. Il tecnico laziale prende 7: «Una delle migliori Lazio stagionali. Bene nella proposizione di gioco, concentrata nella fase difensiva. Interpretazione tattica e sostituzioni perfette: Noslin, Dele-Bashiru e Tavares danno il cambio di marcia». Allegri resta sulla sufficienza: «Fuori dalla Coppa Italia con parecchi rammarichi. Gli episodi non lo premiano, però la sua squadra gioca bene solo un tempo (il secondo): poco contro questa Lazio. É il secondo ko stagionale, ma sfuma un obiettivo».

CORRIERE DELLO SPORT – Qui la distanza raddoppia: 7,5 a 5,5. Giudizio su Sarri: «La rivincita su Allegri, prendendosi i quarti, raddrizzando il destino contrario con una Lazio che è una muraglia mobile e pungente». La bocciatura di Allegri: «Cinque cambi rispetto a San Siro non hanno pagato. Dal campionato alla Coppa, passo del gambero».

TUTTOSPORT – Sta esattamente in mezzo: 7 a 5,5. Per la testata torinese Sarri viene valutato così: «Ai quarti con merito: la sua Lazio ci mette aggressività e voglia di prendersi la rivincita e il passaggio del turno con caparbietà». Allegri ha alcune responsabilità e i motivi sono questi: «Ancora un primo tempo sotto ritmo, nella ripresa manca la solita stoccata per svol tare. Lì davanti manca un riferimento pesante».

Juventus, Spalletti ritorna a Napoli: dal ‘Maradona’ potrebbe ripartire la rinascita bianconera: le ultime sul big match di domenica

Juventus, c’è sicuramente grande attesa per il ritorno di Spalletti a Napoli. L’accoglienza non sarà delle migliori, ma il tecnico ha un solo obiettivo

È un ritorno “incandescente”, eppure complicato, quello di Luciano Spalletti a Napoli. Torna a casa, nel teatro del suo capolavoro assoluto, ma lo fa in punta di scarpini, indossando la tuta della Juventus con una spavalderia nuova, forte di tre vittorie consecutive e un assetto stabile.
La Gazzetta dello Sport, a firma Marco Ciriello, propone un pezzo che racconta come Lucio abbia vissuto nella città che lo ha visto trionfare nel 2023, non certo un’era fa, anche se di acqua ne è passata tanta sotto i ponti e l’esperienza della Nazionale è stata tanto intensa quanto negativa.

Il tecnico di Certaldo si conferma un “contadino” toscano che mira al cielo: mischia, ricicla, reinventa e sprona i suoi nuovi interpreti, come David e Openda, ad avere la faccia “giusta”. È lo Spalletti “spregioso” (alla Malaparte): spigoloso, polemico, ironico, ma tremendamente vincente. A Napoli ha scritto la storia: uno scudetto atteso 33 anni, un dominio tattico e sentimentale nato da una dedizione totale, quasi monacale, vissuta nell’isolamento di Castel Volturno, lontano dall’ammuina cittadina, con il poster di Maradona come unica compagnia. “Uomini forti, destini forti” era il mantra di quell’annata irripetibile.

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Oggi, però, Spalletti lavora contro quel passato felice. Fa parte del gioco, anche se per molti napoletani è difficile accettare che il celebre tatuaggio dello scudetto sia ora sovrapposto dal marchio della rivale storica. Se nel tango nessuno toglie ciò che si è ballato, nel calcio nessuno toglie ciò che si è vinto, ma la ferita resta.

Lui torna “pacificato”, per quanto possa esserlo un toscano fumantino, alla guida di una squadra forte da irregimentare. Napoli si conferma una “Cape Canaveral calcistica”, una piazza dove ci si rilancia per poi spiccare il volo, spesso proprio verso Torino, come successo con Higuain, Sarri e Giuntoli. È il paradosso di una città che oggi coccola lo juventino di ferro Antonio Conte per rinascere ancora, mentre l’artefice del terzo scudetto siede sulla panchina nemica, pronto a spargere miele sul passato ma deciso a vincere nel presente.

Cagliari, tegola Felici per Pisacane: l’infortunio è più grave del previsto. Le ultime sulle condizioni del giocatore rossoblu

Cagliari, piove sul bagnato in casa sarda. Pisacane rischia di perdere Felici fino al termine della stagione. Possibile lesione del legamento crociato

La beffa oltre il danno per il Cagliari. Dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia ai rigori contro il Napoli, arriva una notizia terribile dall’infermeria: stagione probabilmente finita per Mattia Felici. L’attaccante, uscito dolorante dal Maradona, ha riportato una sospetta lesione del legamento crociato del ginocchio sinistro.

La dinamica dell’infortunio ha del clamoroso: Felici si è fatto male nel finale dei tempi supplementari durante un contrasto, ma è rimasto stoicamente in campo avendo il Cagliari esaurito i cambi. Ha addirittura calciato, sbagliandolo (traversa), uno dei rigori della serie finale. Inizialmente si pensava a una distorsione, ma gli esami successivi hanno evidenziato un problema ben più grave.

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Oggi Felici sarà visitato a Roma dal professor Mariani a Villa Stuart per la diagnosi definitiva e l’eventuale operazione. Se la rottura del crociato fosse confermata, i tempi di recupero sarebbero di almeno sei mesi, chiudendo di fatto la sua stagione.

Per il Cagliari si tratta di una vera maledizione: Felici è il secondo attaccante a subire questo grave infortunio dopo Andrea Belotti, operatosi a fine settembre e fuori ancora per mesi. Una situazione d’emergenza per l’attacco rossoblù, già privo anche di Yerry Mina per problemi fisici. La squadra di Pisacane dovrà ora ricompattarsi e trovare soluzioni alternative per affrontare il prosieguo della stagione, a partire dalla delicata sfida contro la Roma.

Marchetti svela: «Mi piace che il Cagliari ama giocare, la mano di Pisacane c’è. Roma? Partita difficile, con Gasp stanno facendo bene»

Marchetti ammette: «Mi piace che il Cagliari ama giocare. Roma? Partita difficile, con Gasp stanno facendo bene»

Federico Marchetti ha vissuto anni importanti in Sardegna prima di approdare alla Lazio. L’ex portiere del Cagliari è intervenuto ai microfoni della trasmissione radiofonica Il Cagliari in Diretta, in onda su Radiolina, per analizzare il momento della squadra rossoblù. La formazione di Fabio Pisacane si prepara infatti alla difficile sfida dell’Unipol Domus contro la Roma guidata da Gian Piero Gasperini. Ecco le sue parole

CAGLIARI DI OGGI E GARA CON LA ROMA – «Mi piace che i Cagliari ama giocare, la mano di Pisacane è presente. Lui ha fatto il corso con me ed era un martello, si vedeva che aveva le idee chiare. Faceva tante domane ad Ulivieri, aveva la mentalità giusta! Roma? Partita difficile, con Gasp stanno facendo bene, ma i sardi hanno le qualità per fare risultato».

RICORDI PIU’ BELLI – «La convocazione in Nazionale, ci sono riuscito grazie al Cagliari. Cito delle partite: la vittoria con il Napoli in casa, una gara rocambolesca. Mia parata e poi ripartenza ed un gol nostro. La vittoria con la Juve in casa loro, non capitava da 40 anni. Ricordo le gare con piacere, al ritorno all’aeroporto c’erano molti tifosi».

LEGGI LE PAROLE INTERGRALI DI MARCHETTI SU CAGLIARINEWS24

Playoff Mondiali, l’ex medico della Nazionale è sicuro: l’Italia conquisterà la qualificazione. Ecco le sue dichiarazioni

Playoff Mondiali, l’ex medico della Nazionale si espone: l’Italia ce la farà a qualificarsi. Le sue parole sul tema

La vigilia del sorteggio per la fase a gironi del Mondiale 2026 porta con sé grande attesa per la Nazionale Italiana e per l’intero panorama calcistico internazionale. L’appuntamento è fissato per domani alle 18:00 (ora italiana), quando verranno definiti i gironi delle squadre già qualificate e quelli che potrebbero accogliere le nazionali ancora impegnate nei playoff di marzo, tra cui l’Italia di Gennaro Gattuso.

A poche ore dall’evento, l’ex responsabile medico della Nazionale, Andrea Ferretti, ha espresso fiducia nei confronti degli azzurri. Nonostante le critiche, ha sottolineato come la selezione sia spesso sottovalutata ma composta da “buoni giocatori”, ribadendo la convinzione che la squadra abbia le qualità per imporsi.

Ferretti ha inoltre commentato la recente prova altalenante contro la Norvegia, spiegando il calo del secondo tempo come conseguenza di una gara ormai priva di grande peso in classifica. Ha invece giudicato positivamente la prima frazione, rimarcando che nei playoff di marzo non ci saranno distrazioni. Secondo lui, Gattuso saprà gestire al meglio la rosa e condurre l’Italia verso la qualificazione al Mondiale.

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Mercato Inter, il giornalista non ha dubbi! Ecco cosa ha detto su quel nerazzurro, i dettagli

Mercato Inter, il giornalista Paolo Paganini rivela: Davide Frattesi è il primo obiettivo del Napoli, anche se…

Paolo Paganini, intervenuto ai microfoni di TMW Radio, ha analizzato la lunga serie di infortuni che hanno colpito la Serie A in questa stagione. Il discorso si è poi concentrato sul Napoli, alle prese con numerosi problemi a centrocampo, e sull’eventuale interesse degli azzurri per Davide Frattesi. Le sue parole:

LE PAROLE DI PAGANINI – «Il Napoli è più forte dell’anno scorso, ma ora oltre al campionato ci sono da giocare Champions League, Coppa Italia e Supercoppa Italiana. Di sicuro verrà fatto qualcosa a centrocampo, dato che l’assenza a lungo termine di Anguissa potrebbe pesare.

Ci sono stati sondaggi sia all’estero che in Italia, anche se Conte preferirebbe qualcuno dalla Serie A. Il prediletto sarebbe Frattesi, per quanto si sia fatto anche il nome di Goretzka. Il punto è che certi giocatori è difficile che possano arrivare in prestito a Gennaio» 

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Vlahovic Juve, che tegola per i bianconeri! Svelati i tempi di recupero del serbo dopo l’operazione, le ultime

Vlahovic Juve, i bianconeri perdono l’attaccante! Ecco i tempi di recupero del serbo dopo l’operazione, le ultimissime

La Juventus deve fare i conti con l’assenza prolungata di Dusan Vlahovic. Dopo l’intervento chirurgico perfettamente riuscito per la lesione di alto grado all’adduttore, lo staff medico ha definito la tabella di marcia per la riabilitazione: serviranno almeno 14 settimane di stop. Una tempistica lunga ma necessaria per garantire la completa guarigione della giunzione muscolo-tendinea ed evitare rischi di ricadute, motivo per cui giocatore e società hanno scelto la via dell’operazione.

Tradotto sul calendario, significa che Luciano Spalletti dovrà rinunciare al suo bomber per tutto l’inverno. Il rientro non avverrà prima della metà di marzo, in piena primavera, con conseguenze pesanti: Vlahovic salterà il big match contro il Napoli, la Coppa Italia, gran parte del girone di ritorno di Serie A e gli eventuali playoff di Champions League. Una perdita che obbliga la Vecchia Signora a ridisegnare il proprio assetto offensivo senza il suo terminale principale.

Il peso dell’attacco ricadrà ora su Jonathan David e Loïs Openda, mentre Kenan Yildiz potrebbe essere utilizzato con maggiore continuità nel ruolo di falso nove. La stagione di Vlahovic ripartirà soltanto nel rush finale, quando la Juventus spera di ritrovare il suo numero 9 per gli ultimi mesi decisivi.

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Le prime pagine sportive nazionali – 5 dicembre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Lazio Milan, Sarri a Mediaset: «Se arriviamo a fine stagione 7-8 giocatori con cui fare un salto di qualità…»

Lazio Milan, il tecnico biancoceleste Sarri: «Se arriviamo a fine stagione 7-8 giocatori con cui fare un salto di qualità…»

All’Olimpico è andata in scena Lazio-Milan, gara valida per gli ottavi di Coppa Italia. La formazione di Maurizio Sarri ha avuto la meglio su quella di Massimiliano Allegri. Di seguito le dichiarazioni del tecnico biancoceleste rilasciate a Sport Mediaset.

RISPOSTA CAMPO «Sì, intanto ci ha fatto piacere vedere cosi tante persone allo stadio e avere questo sostengo. Mi ha fatto piacere per i ragazzi. Dopo San Siro ho visto i ragazzi giù di morale e mortificati e mi è dispiaciuto. Siamo contenti del passaggio, soprattutto contro una squadra come il Milan, noi andiamo avanti ma non possiamo goderci nemmeno la vittoria perchè tra poco si ritorna in campo»

BASIC «E’ vero, è arrivato qua anni fa con grandi prospettive. Poi si era perso, ma io ora non ho avuto dubbi a riportarlo dentro e ci sta ripagando tutto. Ha dei movimenti da giocatore affidabile»

PROSSIMI MESI – «Mi aspetto di continuare a lavorare nel mio percorso, è questo che conta. Il percorso è solo questo se arriviamo a fine stagione 7-8 giocatori con cui fare un salto di qualità sarebbe tanta roba, il percorso i ragazzi lo stanno facendo anche se ci manca un pizzico di continuità, ultimamente abbiamo perso contro Milan e Inter in trasferta che ci sta ma se riusciamo a costruire una bella base è importante. Dobbiamo lavorare, con lo stesso gusto di oggi magari»

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