Pagina 502 – Calcio News 24

Mercato Juventus, Comolli guarda in Bundesliga: sfida aperta a due big

Mercato Juventus, il dirigente bianconero Damien Comolli guarda con fiducia in Bundesliga: sfida aperta a due big

La Juventus continua a pianificare il futuro e mette nel mirino un nuovo rinforzo offensivo. L’Amministratore Delegato Damien Comolli ha avviato i contatti per un profilo giovane e internazionale, consapevole delle incertezze legate ai rinnovi dei big e alla necessità di programmare a lungo termine.

Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano, i bianconeri seguono con grande attenzione Fabio Silva, attaccante portoghese classe 2002 del Borussia Dortmund. Il talento lusitano ha già attirato l’interesse di Milan e Roma, pronte a sfidare la Vecchia Signora in un’asta tutta italiana.

Nonostante il contratto fino al 2030, la valutazione di Silva si aggira intorno ai 28 milioni di euro, cifra considerata accessibile per un investimento di prospettiva.

Con Vlahovic in scadenza 2026 e Jonathan David nel mirino della Premier League, la Juventus riflette: inserire un giovane di qualità come Silva potrebbe garantire continuità e gol al progetto tecnico di Luciano Spalletti.

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Formazioni ufficiali Fiorentina AEK Atene, le scelte di Vanoli per la partita di Conference League

Formazioni ufficiali Fiorentina AEK Atene, le scelte da parte di Vanoli per la sfida importante in chiave qualificazione

Questa sera la Fiorentina ospita l’AEK Atene allo stadio Artemio Franchi per la quarta giornata della Conference League. Una partita fondamentale per i viola, che vogliono riscattarsi contro un avversario esperto e ricco di ex Serie A.

FORMAZIONI UFFICIALI

FIORENTINA (3-5-2): De Gea; Pongracic, Comuzzo, Ranieri; Parisi, Ndour, Nicolussi, Mandragora, Fortini; Gudmundsson, Dzeko. Allenatore: Paolo Vanoli.

AEK ATENE (4-4-1-1): Strakosha; Rota, Moukoudi, Relvas, Pilios; Gacinovic, Pineda, Pereyra, Koita; Marin, Jović. Allenatore: Marko Nikolic

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Formazioni ufficiali Bologna Salisburgo, le scelte di Italiano per la partita di Europa League

Formazioni ufficiali Bologna Salisburgo, le scelte da parte di Italiano per la sfida importante in chiave qualificazione

Stasera alle ore 21:00 il Bologna ospita il Salisburgo al Dall’Ara per la quinta giornata di Europa League. Una sfida cruciale per i rossoblù, che cercano punti pesanti per consolidare il loro cammino europeo, contro un avversario in difficoltà ma sempre insidioso

FORMAZIONI UFFICIALI

BOLOGNA (4-2-3-1): Ravaglia; Zortea, Heggem, Lucumi, Miranda; Ferguson, Pobega; Orsolini, Odgaard, Bernardeschi; Dallinga. Allenatore: Italiano.

SALISBURGO (4-2-3-1): Schalager; Terzic, Rasmussen, Gadou, Lainer; Diabate, Bidstrub; Bischoff, Yeo, Vertessen; Baidoo. Allenatore: Letsch

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Inter, Javier Zanetti si racconta: ecco quale partita vorrebbe rigiocare!

Inter, il vicepresidente nerazzurro Javier Zanetti parla al canale YouTube di FantaLab: ecco quale sfida vorrebbe rigiocare!

Javier Zanetti, vicepresidente dell’Inter, è stato ospite del podcast Calcio Franco sul canale YouTube di FantaLab. Nel corso dell’intervista ha ripercorso la sua carriera da calciatore e si è soffermato su alcuni protagonisti della rosa nerazzurra attuale. Ecco un estratto:

QUALE PARTITA VORREI RIGIOCARE? – «Sicuramente quella di Madrid perché era la mia 700esima presenza in nerazzurro, per il significato che ha avuto. Ero il capitano e abbiamo riportato la Champions a Milano dopo 45 anni, è stata una notte molto emozionante, Eravamo un gruppo molto forte, guidato da un grandissimo condottiero come Mourinho che ci convinse che potevamo vincere tutto. Noi vincevamo sempre in Italia, mancava lo step in Europa e nel mondo. Il primo segnale arrivò a Kiev, eravamo fuori dalla Champions quella notte. Mourinho rischiò mettendo due attaccanti per due difensori e ci disse: ‘ce la giochiamo’. L’ultimo mese giocammo solo finali, anche con l’aiuto della Samp abbiamo vinto lo scudetto. Abbiamo dimostrato un grande senso di unione nella semifinale col Barcellona, che per me la squadra più forte in assoluto. Anche in dieci si siamo detti che dovevamo fare di tutto e di più per raggiungere la finale. Grazie a quella solidarietà ci siamo riusciti».

SU NICO PAZ – «Un talento straordinario, tra l’altro io sono molto amico di suo papà perché abbiamo fatto insieme il Mondiale del 1998. Sono felicissimo che stia facendo così bene al Como. Grande merito della società e di Fabregas che hanno creduto in lui. Il Como gioca bene e lancia i giovani. Se è pronto per il Real? Sta cercando il suo equilibrio, sta lavorando step by step. E’ un giocatore da grande squadra».

LEGGI L’INTERVISTA COMPLETA DI ZANETTI SU INTERNEWS24

ATP Finals 2026 a Torino: date, biglietti quando si gioca e albo d’oro

Dopo l’edizione 2025, conclusa con la vittoria di Sinner su Alcaraz, le ATP Finals torneranno a Torino anche nel 2026. L’entusiasmo per l’evento appena archiviato è stato così grande, dentro e fuori dal campo, che l’attenzione è già rivolta alla prossima annata.

Complice l’exploit di Sinner, il nuovo trionfo dell’Italia in Coppa Davis – il terzo di fila – o semplicemente la passione crescente per il tennis, poco cambia: la corsa ai biglietti per le Nitto ATP Finals 2026 di Torino ha registrato numeri impressionanti. In sole otto ore sono stati venduti quasi 29.000 posti, con una quota di pubblico internazionale vicina al 40%.

Il tennis, ormai divenuto uno degli sport più amati dagli italiani, continua a trainare un entusiasmo contagioso. L’edizione delle ATP Finals 2026, l’ultima in programma sotto la Mole, porterà anche a un aumento della capienza dell’Inalpi Arena, che raggiungerà circa 13.000 spettatori.

L’incredibile boom di vendite conferma quanto la città sia legata a questo evento e quanto le Finals sappiano attirare appassionati da tutto il mondo, consolidandosi come uno degli appuntamenti più prestigiosi del panorama tennistico.

Detto questo, nelle prossime righe ecco una mini-guida per arrivare preparati alla settimana più importante del tennis italiano e internazionale, comprese le info su date e biglietti.

ATP Finals 2026: le date

«L’ATP mi ha dato il via libera per comunicarvelo: anche nel 2026 le Finals si svolgeranno a Torino». Con queste parole, il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, Angelo Binaghi, ha ufficializzato una notizia che rappresenta un grande risultato per il tennis e per tutto lo sport italiano. Nel 2019 era stato definito il ciclo di cinque anni dal 2021 al 2025, ma ora è certo che l’avventura torinese continuerà per un’ulteriore stagione.

Nelle edizioni finora disputate sotto la Mole hanno trionfato, in ordine, Zverev nel 2021, Djokovic nel 2022 e 2023, Sinner nel 2024 e 2025. Le ATP Finals 2026 si disputeranno dal 15 al 22 novembre.

La nuova edizione introdurrà anche un cambiamento significativo nel meccanismo che regola la Race. Da ora in avanti, la raccolta dei punti validi per qualificarsi si interromperà al termine della finale del Masters 1000 di Parigi, senza considerare i tornei post-Parigi – come quelli che quest’anno si sono tenuti ad Atene e Metz. Una modifica ritenuta logica e utile per rendere più chiaro e uniforme il finale di stagione, accolta con favore da giocatori e tifosi.

Sarà dunque il torneo di Parigi a decidere gli otto protagonisti che si contenderanno il titolo di fine anno, come accadeva in passato.

Biglietti per le ATP Finals 2026: come acquistarli e prezzi

Per quanto riguarda le modalità di acquisto dei biglietti delle ATP Finals 2026, ticket singoli e abbonamenti possono essere acquistati direttamente sul sito di Ticketone. I prezzi sono riassunti in questa tabella, ma occhio: con il passare del tempo potrebbero subire delle variazioni, ovviamente verso l’alto.

SessioneOrarioParterreTribuna N/S Platea 1Tribuna N/S Platea 2Tribuna O/E Platea 1Tribuna O/E Platea 2Tribuna N/S Galleria 1Tribuna N/S Galleria 2Tribuna O/E Galleria 1Tribuna O/E Galleria 2
Dom 15/11/26 Diurna11:30€ 335,00€ 300,00€ 248,00€
271,00
€ 225,00€ 156,00€ 139,00€ 144,00€ 116,00
Dom 15/11/26 Serale18:00€ 329,00€ 295,00€ 244,00€ 266,00€ 221,00€ 153,00€ 136,00€ 142,00€ 113,00
Lun 16/11/26 Diurna11:30€ 223,00€ 200,00€ 166,00€ 181,00€ 150,00€ 104,00€ 92,00€ 96,00€ 77,00
Lun 16/11/26 Serale18:00€ 303,00€ 272,00€ 225,00€ 246,00€ 204,00€ 141,00€ 125,00€ 131,00€ 105,00
Mar 17/11/26 Diurna11:30€ 201,00€ 180,00€ 149,00€ 163,00€ 135,00€ 94,00€ 83,00€ 87,00€ 69,00
Mar 17/11/26 Serale18:00€ 309,00€ 277,00€ 229,00€ 251,00€ 208,00€ 144,00€ 128,00€ 133,00€ 107,00
Mer 18/11/26 Diurna11:30€ 201,00€ 180,00€ 149,00€ 163,00€ 135,00€ 94,00€ 83,00€ 87,00€ 69,00
Mer 18/11/26 Serale18:00€ 303,00€ 272,00€ 225,00€ 246,00€ 204,00€ 141,00€ 125,00€ 131,00€ 105,00
Gio 19/11/26 Diurna11:30€ 201,00€ 180,00€ 149,00€ 163,00€ 135,00€ 94,00€ 83,00€ 87,00€ 69,00
Gio 19/11/26 Serale18:00€ 309,00€ 277,00€ 229,00€ 251,00€ 208,00€ 144,00€ 128,00€ 133,00€ 107,00
Ven 20/11/26 Diurna11:30€ 271,00€ 243,00€ 201,00€ 220,00€ 182,00€ 126,00€ 112,00€ 117,00€ 94,00
Ven 20/11/26 Serale18:00€ 383,00€ 343,00€ 284,00€ 310,00€ 257,00€ 178,00€ 158,00€ 165,00€ 132,00
Sab 21/11/26 Diurna12:00€ 648,00€ 581,00€ 480,00€ 525,00€ 435,00€ 301,00€ 268,00€ 279,00€ 223,00
Sab 21/11/26 Serale18:00€ 711,00€ 638,00€ 527,00€ 576,00€ 478,00€ 331,00€ 294,00€ 307,00€ 245,00
Dom 22/11/2615:00€ 954,00€ 855,00€ 707,00€ 773,00€ 641,00€ 444,00€ 395,00€ 411,00€ 329,00

Per quanto riguarda invece gli abbonamenti per le ATP Finals 2026, i prezzi sono i seguenti:

  • Parterre € 4.545,00
  • Tribuna Nord/Sud Platea 1 € 4.075,00
  • Tribuna Nord/Sud Platea 2 € 3.370,00
  • Tribuna Ovest/Est Platea 1 € 3.685,00
  • Tribuna Ovest/Est Platea 2 € 3.055,00
  • Tribuna Nord/Sud Galleria 1 € 2.115,00
  • Tribuna Ovest/Est Galleria 1 € 1.960,00

L’albo d’oro delle ATP Finals

Jannik Sinner ha coqnuistato per la seconda volta in carriera il titolo delle ATP Finals. L’azzurro, attualmente numero 2 del ranking mondiale, si è imposto nuovamente nel torneo che un tempo portava il nome di Masters, impedendo a Carlos Alcaraz di diventare il terzo tennista spagnolo a sollevare questo trofeo.

La storia delle Finals parte dal 1970, con un periodo iniziale di sedi itineranti prima di trovare stabilità al Madison Square Garden di New York, che sembrò per anni la location definitiva. L’arrivo dell’ondata di entusiasmo tedesca alimentata da Boris Becker cambiò però gli equilibri, spostando la manifestazione prima a Francoforte e poi ad Hannover. Dopo un’altra fase di transizione, il torneo approdò per quattro stagioni a Shanghai, per poi trovare un nuovo centro nevralgico a Londra, nella O2 Arena, che per molti avrebbe potuto ospitarlo per sempre. Ma il testimone è poi passato a Torino, che continuerà ad accogliere l’evento almeno fino al 2030.

Nel corso dei decenni, quasi tutte le leggende del tennis hanno inciso il proprio nome nell’albo d’oro. Novak Djokovic guida la classifica con sette titoli: quattro ottenuti consecutivamente a Londra, due conquistati a Torino e uno vinto a Shanghai. L’unico ad aver trionfato in un numero maggiore di sedi è Ilie Nastase, capace di imporsi in quattro città diverse, mentre Federer e Djokovic condividono il primato di sei successi in tre località differenti. Sinner arriva ora a quota due vittorie e, salvo imprevisti, ha tutte le carte in regola per ampliare ulteriormente questo bottino nei prossimi anni.

Ecco l’albo d’oro:

  • 1970 Stan Smith (USA, Tokyo)
  • 1971 Ilie Nastase (Romania, Parigi)
  • 1972 Ilie Nastase (Romania, Barcellona)
  • 1973 Ilie Nastase (Romania, Boston)
  • 1974 Guillermo Vilas (Argentina, Melbourne)
  • 1975 Ilie Nastase (Romania, Stoccolma)
  • 1976 Manuel Orantes (Spagna, Houston)
  • 1977 Jimmy Connors (USA, New York)
  • 1978 John McEnroe (USA, New York)
  • 1979 Bjorn Borg (Svezia, New York)
  • 1980 Bjorn Borg (Svezia, New York)
  • 1981 Ivan Lendl (Cecoslovacchia, New York)
  • 1982 Ivan Lendl (Cecoslovacchia, New York)
  • 1983 John McEnroe (USA, New York)
  • 1984 John McEnroe (USA, New York)
  • 1985 Ivan Lendl (Cecoslovacchia, New York)
  • 1986 Ivan Lendl (Cecoslovacchia, New York)
  • 1987 Ivan Lendl (Cecoslovacchia, New York)
  • 1988 Boris Becker (Germania, New York)
  • 1989 Stefan Edberg (Svezia, New York)
  • 1990 Andre Agassi (USA, Francoforte)
  • 1991 Pete Sampras (USA, Francoforte)
  • 1992 Boris Becker (Germania, Francoforte)
  • 1993 Michael Stich (Germania, Francoforte)
  • 1994 Pete Sampras (USA, Francoforte)
  • 1995 Boris Becker (Germania, Francoforte)
  • 1996 Pete Sampras (USA, Hannover)
  • 1997 Pete Sampras (USA, Hannover)
  • 1998 Alex Corretja (Spagna, Hannover)
  • 1999 Pete Sampras (USA, Hannover)
  • 2000 Gustavo Kuerten (Brasile, Lisbona)
  • 2001 Lleyton Hewitt (Australia, Sydney)
  • 2002 Lleyton Hewitt (Shanghai, Cina)
  • 2003 Roger Federer (Svizzera, Houston)
  • 2004 Roger Federer (Svizzera, Houston)
  • 2005 David Nalbandian (Argentina, Shanghai)
  • 2006 Roger Federer (Svizzera, Shanghai)
  • 2007 Roger Federer (Svizzera, Shanghai)
  • 2008 Novak Djokovic (Serbia, Shanghai)
  • 2009 Nikolay Davydenko (Russia, Londra)
  • 2010 Roger Federer (Svizzera, Londra)
  • 2011 Roger Federer (Svizzera, Londra)
  • 2012 Novak Djokovic (Serbia, Londra)
  • 2013 Novak Djokovic (Serbia, Londra)
  • 2014 Novak Djokovic (Serbia, Londra)
  • 2015 Novak Djokovic (Serbia, Londra)
  • 2016 Andy Murray (Gran Bretagna, Londra)
  • 2017 Grigor Dimitrov (Bulgaria, Londra)
  • 2018 Alexander Zverev (Germania, Londra)
  • 2019 Stefanos Tsitsipas (Grecia, Londra)
  • 2020 Daniil Medvedev (Russia, Londra)
  • 2021 Alexander Zverev (Germania, Torino)
  • 2022 Novak Djokovic (Serbia, Torino)
  • 2023 Novak Djokovic (Serbia, Torino)
  • 2024 Jannik Sinner (Italia, Torino)
  • 2025 Jannik Sinner (Italia, Torino)

Lazio, adesso è ufficiale! Dele-Bashiru sostituisce Hysaj in lista Serie A

La Lazio comunica un cambio nella lista Serie A: Dele-Bashiru sostituisce Hysaj. La nota ufficiale del club

La Lazio ha ufficializzato un cambio nella lista della Lega Serie A: Fisayo Dele-Bashiru è stato inserito al posto di Elseid Hysaj. La società biancoceleste ha comunicato l’aggiornamento attraverso i propri canali, rendendo nota la modifica alla rosa disponibile per il campionato.

Il centrocampista nigeriano entra così a far parte della lista ufficiale, mentre il difensore albanese viene escluso. Una scelta che segna un nuovo assetto per la squadra di Maurizio Sarri, pronta ad affrontare i prossimi impegni con questa novità.

COMUNICATO – La S.S. Lazio comunica l`inserimento di Fisayo Dele-Bashiru nella lista Lega Serie A al posto di Elseid Hysaj.

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Kjaer parla prima di Roma Midtjylland: «Siamo in crescita, il divario con i top campionati si è ridotto. Franculino è un attaccante con quel sesto senso…»

Kjaer parla prima di Roma Midtjylland. Il difensore danese, membro del board del club danese, ha parlato del progetto della squadra e non solo

In un’intervista rilasciata a Sky Sport prima della sfida di Europa League contro la Roma, Simon Kjaer, ex difensore di Milan, Palermo, Roma e Atalanta, ha discusso del suo nuovo ruolo nel Midtjylland, dei giovani talenti come l’attaccante Franculino e della crescita del calcio scandinavo.

IL PROGETTO DEL MIDTJYLLAND – «È una società che sta facendo molto bene. Sono entrato un anno fa in un percorso con obiettivi chiari. Lavorano molto bene, è un ambiente dove posso imparare tanto su come funziona una società dal basso fino al campo. Attualmente la squadra sta molto bene».

CARATTERISTICHE DI FRANCULINO – «Franculino è un attaccante con quel sesto senso che non si può allenare: ha un naso per il gol, sa sempre dove arriva la palla. Ha tanta qualità, può giocare ovunque. Non è Mbappé, ma è un giovane molto talentuoso che lavora duramente. Purtroppo non ho potuto vederlo molto in campo, ma dai suoi allenamenti si vede il potenziale».

VALORE DI MERCATO DI FRANCULINO – «Parlando di mercato, quando ti chiedono quanto vale, è difficile rispondere. Ho la mia idea, ma in generale il prezzo non è basso. Ha segnato 19 gol a 21 anni, quindi un valore alto è giustificato».

DIVARIO TRA CALCIO SCANDINAVO E TOP CAMPIONATI – «La distanza si è molto ridotta, soprattutto grazie al coraggio di puntare sui giovani. Negli ultimi cinque anni il percorso è migliorato molto, e non serve più arrivare lontano per fare bene. La società ha anche inserito elementi di alto livello come Billing per aiutare la crescita dei giovani. Il Midtjylland ha sempre avuto la forza di scoprire e valorizzare giovani giocatori. La differenza rispetto a qualche anno fa è chiaramente diminuita».

Concludendo, Kjaer ha evidenziato i progressi del calcio scandinavo, sottolineando come il Midtjylland sia riuscito a ridurre il gap con i top campionati europei, continuando a puntare con successo sui giovani talenti e sulla crescita della squadra.

Massara prima di Roma Midtjylland: «Franculino è un talento, ma ci sono tanti profili da valutare. Rinnovo di Dybala? Abbiamo bisogno di questo»

Massara prima di Rom a Midtjylland: il ds dei giallorossi ha parlato prima della sfida della quinta giornata di Europa League

Prima della sfida di Europa League Roma Midtjylland, valida per la quinta giornata, Frederic Massara, direttore sportivo della formazione giallorossa, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Sky Sport riguardo al profilo di Franculino, al lavoro del club danese e alla situazione di mercato della Roma, con uno sguardo anche al recupero di Paulo Dybala.

IL PROFILO DI FRANCULINO – «Sì, è un ottimo attaccante, ma il Midtjylland ha talmente tanti talenti che non ci si può soffermare soltanto su uno».

LAVORO DEL MIDTJYLLAND – «Lavorano bene, hanno infrastrutture, investono e fanno un’ottima selezione, un grande lavoro. I frutti si vedono e il Midtjylland in questo senso lavora benissimo da molti anni. Simon Kjaer è un prodotto di questa struttura».

SUL RINNOVO DI DYBALA – «C’è bisogno di un mese per vedere Dybala e pensare alle strategie. L’ottima notizia è che recuperiamo Paulo, che ci darà una grande mano perché è sempre un’assenza pesante. Poi abbiamo anche il recupero di Bove in panchina, per il reparto offensivo è una buona notizia».

FRANCULINO PER LA ROMA O UN ALTRA SOLUZIONE? – «È sicuramente un talento però, come ho detto, si fanno moltissimi nomi in questo momento e molti di questi non sono neanche fattibili nel mercato di gennaio. Il Midtjylland ha Franculino, tanti ragazzi, a Gogorza che non è mancino, 19 anni che è un altro talento, a Diao, ce ne sono molti. Siccome ce ne sono molti anche in altre squadre però il mercato di gennaio sappiamo bene che ha fatto anche della possibilità di pensare a certi giocatori e non dipende solamente dalla volontà».

Gatti Juve, notizie incoraggianti dalla Continassa! Ecco quando è previsto il ritorno in gruppo del difensore centrale: tutti gli aggiornamenti

Gatti Juve, notizie incoraggianti dalla Continassa! Ecco quando è previsto il ritorno in gruppo del difensore centrale assente per influenza contro il Bodo

Arrivano segnali incoraggianti dalla Continassa per Luciano Spalletti e per l’intero ambiente bianconero. Dopo la vittoria in rimonta per 3-2 contro il Bodo Glimt in Champions League, una partita che ha visto la Juventus uscire vittoriosa nonostante le difficoltà difensive, l’attenzione dello staff tecnico è ora rivolta al recupero delle pedine assenti. Il nome in cima alla lista è quello di Federico Gatti, che aveva dovuto saltare la trasferta in Norvegia a causa di una forte sindrome influenzale che lo aveva debilitato nei giorni precedenti.

Continassa Juve: dopo il successo in Champions, testa al Cagliari

Come appreso da Juventusnews24, nella seduta di allenamento odierna, Gatti ha fatto registrare progressi significativi. Il difensore centrale ha finalmente rimesso piede sul terreno di gioco, anche se ha lavorato ancora a parte. Tuttavia, il semplice fatto che abbia ripreso l’attività fisica è un chiaro segno del suo miglioramento. Il programma differenziato che ha seguito è mirato a riattivare il fisico dopo lo stop forzato, e la fase acuta del malessere sembra ormai alle spalle.

Le prospettive per il suo immediato futuro sono ottime. Secondo quanto filtra dal centro sportivo, Gatti è atteso in gruppo per domani. Se il programma verrà rispettato, il difensore tornerà regolarmente a disposizione di Spalletti per la rifinitura e, di conseguenza, per la sfida di Serie A contro il Cagliari, in programma sabato allo Stadium.

Il suo rientro è particolarmente cruciale per gli equilibri difensivi della Juventus. Contro il Bodo Glimt, il tecnico ha dovuto adattare Lloyd Kelly come centrale puro in una linea d’emergenza. Ritrovare Gatti significherà restituire alla difesa il suo marcatore più fisico e carismatico, permettendo a Spalletti di avere maggiore libertà nelle scelte tattiche. Il tecnico potrà così decidere se confermare la difesa a tre o proseguire con i test per la linea a quattro.

Strakosha ricorda: «Gli anni in quella Lazio sono stati i più belli della mia carriera. Inzaghi? Ti toglie la pressione di dosso. All’AEK sono tornato felice»

Strakosha x portiere della Lazio e attuale numero uno dell’AEK Atene ha ricordato alcuni momenti in biancoceleste e della sua rinascita in Grecia

Intervistato da Cronache di Spogliatoio, Thomas Strakosha, ex portiere della Lazio e ora al AEK Atene, ha condiviso le sue emozioni e riflessioni sulla carriera, passando dal suo periodo in biancoceleste alla rinascita in Grecia, dove gioca attualmente. L’intervista ha toccato temi legati al suo percorso nella Serie A, al rapporto con Simone Inzaghi e alla sua nuova realtà calcistica in Grecia.

GLI ANNI ALLA LAZIO – «La Lazio di Immobile, Luis Alberto e Milinkovic-Savic? Mi sono divertito un sacco a giocare con loro. Forse sono stati gli anni più belli della mia carriera. Il più forte, però, per me a livello tecnico è stato Pedro. Impressionante».

INZAGHI E L’ESORDIO – «Mi ha fatto esordire: è uno che scherza molto, ti toglie la pressione di dosso. Lo ringrazierò per sempre. Sta facendo benissimo anche in Arabia, merita la carriera che sta avendo. Spero di aver contribuito in minima parte!».

RAMMARICO E ADDIO ALLA LAZIO – «Sono stati dieci anni bellissimi alla Lazio. Il rammarico di non essere rimasto a vita? No, sapevo che sarei tornato a casa prima o poi. Andare via di casa a sedici anni non è stato semplice, ma mi ha aiutato a crescere come uomo. Ci sentiamo ancora tutti, anche se della mia Lazio ormai non è rimasto quasi nessuno».

LA RINASCITA IN GRECIA – «Dopo l’infortunio in Premier ho perso quasi un anno di carriera. Lì sono stato preso dai dubbi: ‘Tornerò mai quello di prima?’. All’AEK sono tornato ad essere felice, e in campo si vede. Qui è pieno di ex Serie A: Joao Mario, Jovic, Brignoli, Pereyra e Marin, scherziamo sempre. Ho scelto l’Albania per la mia famiglia, ma sono nato ad Atene, questa è casa mia. Mi ha sorpreso il livello del campionato greco, non mi aspettavo che fosse migliorato così tanto. Ve lo garantisco, le grandi squadre greche non hanno nulla da invidiare ai club di Spagna, Italia o Inghilterra».

Conferenza stampa Spalletti alla vigilia di Juventus Cagliari: il tecnico bianconero parlerà soltanto dal campo! Ecco i motivi della scelta

Conferenza stampa Spalletti alla vigilia di Juventus Cagliari: annullato l’appuntamento. L’allenatore bianconero non risponderà alle domande dei media. I motivi

Niente conferenza stampa per Luciano Spalletti alla vigilia di Juventus Cagliari, in programma sabato all’Allianz Stadium. La consueta chiacchierata con i media, prevista per domani, è stata annullata a causa dello sciopero generale dei giornalisti. Un’assenza che priverà i tifosi di risposte ufficiali sullo stato della squadra e sulle scelte tattiche del tecnico bianconero.

In assenza della conferenza stampa, l’unica fonte di informazioni sulla formazione e sulla strategia di Spalletti arriverà direttamente dal campo sabato sera. La Juventus si prepara ad affrontare il Cagliari di Fabio Pisacane, con l’obiettivo di ottenere i tre punti per non perdere terreno nella corsa verso la zona Champions League.

In questa delicata fase della stagione, la squadra di Spalletti dovrà dimostrare di aver assimilato a fondo i concetti tattici e mentali che il tecnico ha cercato di trasmettere. Senza la possibilità di parlare alla vigilia, Spalletti si affiderà completamente alla prestazione dei suoi giocatori, sperando che siano loro, sul campo, a mettere in pratica ciò che è stato preparato durante la settimana.

Formazioni Ufficiali Roma Midtjylland, le scelte dei due tecnici per il match della quinta giornata di Europa League

Formazioni Ufficiali Roma Midtjylland, le scelte dei due tecnici per il match delle 18.45 valido per la quinta giornata di Europa League

Sono state diramate le formazioni ufficiali di Roma Midtjylland, match valevole per la quinta giornata della League Phase di Europa League e che avrà inizio alle 18.45 allo Stadio Olimpico.

Roma di Gasperini alla ricerca di punti importanti per scalare la classifica dopo un avvio di alti e bassi che vede i giallorossi sostare in 18a posizione con 6 punti. Per l’occasione i giallorossi ospitano però la capolista del mega gruppone europeo, con la squadra danese unica squadra ancora a punteggio pieno dopo 4 gare.

FORMAZIONE UFFICIALE

Roma (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ndicka, Ghilardi; Celik, El Aynaoui, Koné, Wesley; Soulé, Pellegrini; Dybala
A disposizione: De Marzi, Gollini, Rensch, Cristante, Ferguson, Tsimikas, Hermoso, Ziolkowski, Bailey, Pisilli, El Shaarawy
Allenatore: Gasperini 

Midtjylland (3-4-2-1): Olaffson; Diao, Erlic, Bech; Mbabu, Bravo, Billing, Castillo; Bak, Gogorza; Franculino
A disposizione:  Lössl, Ugboh, Lee Han-beom, Paulinho, Dani Silva, Djabi, Byskov, Osorio, Simsir, Etim, Brumado, Cho Gue-sung
Allenatore: Tullberg 

Milan Lazio, Allegri a carte coperte: Pulisic a rischio forfait, c’è Saelemaekers! Ecco cosa filtra in vista della tredicesima giornata sugli infortunati rossoneri

Milan Lazio, Allegri a carte coperte: Pulisic a rischio forfait, c’è Saelemaekers! Ecco cosa filtra in vista della tredicesima giornata sugli infortunati rossoneri

Oggi, durante la conferenza stampa, Massimiliano Allegri ha adottato una strategia di “carte coperte”, definendosi quasi ironicamente “impreparato” di fronte al fuoco di fila delle domande sulla formazione titolare del Milan che affronterà la Lazio nella tredicesima giornata di Serie A.

Non si tratta solo di una manovra di pretattica, ma di una reale necessità di valutare la condizione dei giocatori fino all’ultimo minuto disponibile. Il tecnico bianconero ha infatti sottolineato che, al fischio d’inizio di sabato sera a San Siro, mancano ancora due sessioni di allenamento cruciali, con una prevista proprio per domani pomeriggio. Sarà proprio quella la rifinitura decisiva per sciogliere i dubbi sulle scelte tattiche.

Infortunio Pulisic, le ultime notizie

Tuttavia, secondo le informazioni riportate da Milannews24, la situazione sembra ormai chiara per quanto riguarda il caso Pulisic. Il verdetto definitivo sullo stato fisico dell’esterno statunitense arriverà domani, ma le notizie che filtrano da Milanello non sono affatto rassicuranti: sembra infatti che Pulisic vada verso il forfait per la partita contro la Lazio. Lo staff medico conferma le preoccupazioni di Allegri, che aveva già espresso prudenza riguardo alla condizione fisica del giocatore. L’esterno è ancora alle prese con un affaticamento muscolare, motivo per cui verrà adottato un riposo precauzionale, escludendolo così dalla trasferta a San Siro contro i biancocelesti di Maurizio Sarri.

Saelemaekers disponibile per la sfida

Dall’infermeria, però, arriva una buona notizia per Allegri. Alexis Saelemaekers, che aveva accusato un problema alla schiena durante la settimana, ha completamente smaltito il suo infortunio e sarà a disposizione per la sfida contro la Lazio. Il belga rappresenta una preziosa alternativa per il tecnico livornese, che potrà contare su di lui per ridisegnare l’assetto tattico della squadra, offrendo nuove opzioni sulle fasce in una partita fondamentale per il campionato del Milan.

Infortuni Psg, nuovo stop nei parigini: si fa male anche… Al-Khelaifi! Il Presidente avvistato con fascia al braccio contro il Tottenham: ecco il motivo

Infortuni Psg, nuovo stop nei parigini: si fa male anche… Al-Khelaifi! Fascia al braccio per il presidente del club durante la partita contro gli Spurs

Nasser Al-Khelaïfi, presidente del Paris Saint-Germain, ha dimostrato una dedizione incrollabile verso il suo club, nonostante un infortunio fisico che lo ha costretto a presentarsi al Parc des Princes con il braccio sinistro immobilizzato in una fascia. Nonostante il dolore e la necessità di un intervento chirurgico, programmato per oggi, il numero uno del PSG ha voluto essere presente per sostenere la squadra durante il cruciale incontro di Champions League contro il Tottenham, terminato con una vittoria per 5-3.

Secondo quanto riportato da RMC Sport, Al-Khelaïfi si sarebbe infortunato durante una partita di padel, uno sport che pratica regolarmente e di cui è noto appassionato. La lesione al braccio sarebbe sufficientemente grave da richiedere un intervento chirurgico, ma nonostante ciò, il presidente ha scelto di assistere alla partita di persona, volendo mostrare vicinanza alla squadra in un momento decisivo della stagione europea.

La sua presenza è stata un gesto simbolico di supporto, soprattutto in un match che ha visto il PSG prevalere con una vittoria significativa, rinvigorendo le ambizioni del club nella competizione internazionale.

Conferenza stampa Fabregas alla vigilia di Como Sassuolo: «Vogliamo creare una squadra completa. Grosso? Mi piace, fa vedere cose diverse. Diao? Ecco quando torna»

Conferenza stampa Fabregas alla vigilia di Como Sassuolo: il tecnico dei lariani ha parlato in vista della sfida di domani valida per la 13a giornata

Alla vigilia della 13ª giornata di Serie A, che vedrà il Como affrontare il Sassuolo, l’allenatore Cesc Fabregas ha parlato in conferenza stampa, poche ore dopo Grosso, toccando temi riguardanti il gioco della sua squadra, il talento dei giovani e le difficoltà previste per il match contro i neroverdi. Fabregas ha anche espresso il suo sostegno alla Nazionale Under 17, elogiando i risultati ottenuti dai giovani calciatori italiani.

IL GIOCO E LA STABILITÀ DEL COMO – «Tutti hanno diversi obiettivi. Qui proviamo a portare un progetto con stabilità, coraggio, tanta continuità e creare un’identità, una famiglia e un modello. Serve continuità per portare le idee in avanti, altrimenti senza processo e idee chiare il futuro non sarà bello. L’allenatore della Primavera, ad esempio, guardiamo quello che sta facendo e come lavora la squadra, non se abbiano vinto o perso».

SODDISFAZIONE DEGLI ESTERNI E CRESCITA – «Sono contento per loro, ma sono loro a doverci credere. Il primo gol di Addai, erano pari con il difensore, ha messo la gamba prima davanti e ha fatto gol. Prima invece sarebbe rimasto più fuori, non lo avrebbe sentito. È una questione di tempo, devi lavorarci su e che capiscono che in questa maniera si fanno più gol. E si sta sempre più vicino alla vittoria. Noi vogliamo dominare le partite, mettere tanta gente in area e con l’attenzione giusta, ma con la libertà mentale di fare male alla squadra avversaria. Non parlo di tattica o altre cose, ma devi volerlo più dell’avversario».

SASSUOLO E CAMBI DI GIOCO – «Quando inizi la partita si è tutti al 100% delle energie, del piano gara e della tensione, e naturalmente è sempre più difficile fare gol. Le partite cambiano però, l’allenatore con i cambiamenti in corso anche. Sono pesante con loro, per l’incazzatura mancante di chi entra dalla panchina magari. Una volta che capiscono questo, allora sarai più vicino alla vittoria. L’idea di gioco del Sassuolo? Siamo abbastanza simili, mi piace quello che fa mister Grosso, giocano con gli esterni molto forti, poi giocano 4-3-3… mi piacciono perché si vede qualcosa di diverso rispetto a quanto si vede invece in settimana. Penso che sarà una partita molto bella».

NICO PAZ E LA POSSIBILE PARTENZA A GENNAIO – «Non si deve dire niente. È un giocatore del Como, sarà con noi, poi dipende quello che decide l’altra squadra. Però non scarto che Nico possa essere qui anche l’anno prossimo. È ambizioso, può fare una strada importante nel calcio, ma perché non può farla qui al Como? Lui ha fatto crescere noi e viceversa. Si vede. Tu vedi se una persona è contenta dagli occhi e io penso che lui in questo momento si senta felice e bene qui».

RICORDI SU MATIC E POSSIBILE ARRIVO A COMO – «Nemanja è giocatore, in tutto il senso della parola. Grandissimo uomo. Io ho fatto una delle mie migliori stagioni vicino a lui al Chelsea, perché è devastante. Fa tutto bene. Recupera palla e fa sempre la cosa facile o la decisione giusta. Era un regalo per me giocare con lui. Anche per come parla, e questo si sta perdendo tanto. Nel gestire la comunicazione e la parola col compagno di quello che succede intorno a te. Fisicamente è forte, conduzione di palla o cambio di gioco. Per me è un giocatore impressionante, uno dei migliori compagni avuti».

SITUAZIONE GOL E RISULTATI – «È servito, si è visto. Quando il mister ti fa vedere una cosa, tu vuoi far vedere che hai capito e dimostrarlo. Ma solo adesso si vede. Portando la continuità avanti, essere questa squadra sempre. Questo dipende da me, avere questa mentalità e continuità, ma anche essere la squadra più completa possibile. Ma questo non dipende tanto dalla tattica, poi conta la fame, quello che hai dentro e quello che vuoi fare di più. Di quanto ho visto a Torino sono contento».

POSIZIONAMENTO IN CLASSIFICA E STABILITÀ – «Tutto dipende dalla continuità della stagione. Se ora facciamo bene e poi faremo male, sarà una cosa diversa. Serve stabilità, crescita continua, migliorare ed essere competitivo in tutte le partite».

AFFRONTARE LA FLessione DURANTE LA STAGIONE – «Tra Lecce e Milano, con l’Australia forse di mezzo, sono 16-17 partite. Qualcuno l’ha fatto mai? Abbiamo la squadra per farlo? Non lo so. Tutte le settimane troviamo un nuovo stimolo però, ma se arriveranno momenti più delicati? A tutti succede. Anche al PSG l’anno scorso in Champions, che sembravano fuori e se non avesse vinto quell’ultima partita sarebbe stato fuori. Con questa gioventù ci saranno alti, altre i bassi. Ma io devo avere l’attenzione giusta, se martellare o se essere più soft e gestirli. Per me è come andare in università tutti i giorni. Però io sono curioso, credo tantissimo in questa squadra. Non mi importa essere giovane o vecchio, vogliamo vincere. Andiamo a giocarcela, con la testa libera, completamente. Cresciamo tutti insieme, ma sono convinto sarà una buona stagione».

SOSTITUZIONE DI SMOLCIC E VISTA SU FADERA – «Fadera bene, lo vedo con le gambe di Serie A. Un grandissimo ragazzo, che vuole migliorare, sta facendo molto bene e ha portato anche dei rigori, oltre a gol e assist. Al posto di Smolcic? No (ride, ndr), al 70%».

GESTIONE DELLA VITTORIA E CLIMA IN SQUADRA –

«Ho detto di non festeggiare per rispetto dei tifosi del Torino. Ho chiesto anche all’arbitro perché avesse dato 3 minuti di recupero alla fine. Poi sono tre punti per noi, quando la partita è già finita in quel modo là la prima cosa da fare è rispettare i tifosi. Quindi non festeggiare in quel momento là, sarebbe stato esagerato. Bisognava gestire le emozioni. Poi ho detto che mi hanno fatto godere tantissimo, ho visto la squadra che volevo vedere, che ho in mente e che tutte le settimane vedo in allenamento. Ripeto, si può vincere o perdere, però alle volte preferisco perdere perché siamo troppo ambiziosi. Col Cagliari sono convinto avremmo dovuto vincere, ma dopo il 60′ la squadra ha un po’ mollato. Può succedere durante la stagione, gli altri possono anche essere migliori di noi, ma con la qualità che abbiamo alcune volte dobbiamo prendere più rischi. Preferisco perdere punti ora, crescendo però e analizzando le cose giuste. Senza il freno a mano tirato. Lascialo, andiamo e vediamo dove possiamo arrivare».

IL MODELLO DI GIOCO E LA FASE DIFENSIVA – «La fase difensiva è molto importante per me, anche se la gente non lo crede. Noi qua vogliamo creare la squadra più completa possibile, l’Arsenal e il Bayern Monaco sono punti di riferimento, ero con i pop corn a vedere la partita. Anche le palle inattive, situazioni diverse, è un livello da cui si impara di più. Con una personalità devastante, giocano fuori, attaccano bene la profondità, difendono bene in avanti. Neuer ha sbagliato, però più volte ha recuperato palla così in carriera. Comunque sono le due squadre che analizziamo di più con lo staff e che proviamo a portare qui».

GESTIRE LA PRESSIONE IN UN GRUPPO GIOVANE – «Non parlando della classifica, solo della performance. Alcune volte si perde, ma io faccio un rinforzo sul risultato. Quando sei alla Juve, al Milan… è diverso. Qua ho la responsabilità di gestire le cose in maniera diversa. Ieri l’Inter ha perso, anche giocando bene. La mia responsabilità è fare questo con i miei giocatori: la nostra fortuna è il tempo e lo spazio da dare al giocatore. E non c’è pressione perché non si gioca in un top club. Si cresce in un clima salutare. Addai? Ha fatto due gol, è la prima volta e se domani gioca o entra dalla panchina, deve rifarli. Loro mi devono dare quel tipo di risposta. Nico? Dal primo giorno si è visto un giocatore dalla personalità devastante, lo vedo anche con Ramon, Valle. Jesus Rodriguez e Addai che giocano da poco nel calcio professionista devono spingere. Ma dipende da loro, devono trovare forza dentro di continuità».

SUI GIOCATORI COME BERARDI E CAPUTO – «Lui è un giocatore differenziale, tecnicamente e individualmente fa una grande prestazione. Col mancino, quando viene dentro, ti puoi sempre aspettare qualcosa. Cambio gioco, uno-due, calcia molto bene, anche da palla inattiva. Un giocatore molto pericoloso. Volpato o Fadera».

IL RICORDO DI DE ZERBI E L’INFLUENZA SU FABREGAS – «Lo conosco, ho avuto la fortuna di giocare contro di lui. Dopo una partita con il Monaco contro lo Shakhtar gli ho stretto la mano e gli ho detto che speravo di trovare più allenatori come lui in giro. Lo seguo tantissimo, trova soluzioni che ti fanno pensare. Si vede che ha studiato molto, è in un progetto molto interessante e presto lo vedremo allenare ad una delle squadre più grandi del calcio. Di allenatori così sicuramente ne abbiamo bisogno».

DIAO E SERGI ROBERTO – «Diao torna il primo dicembre ad allenarsi, progressivamente vedremo poi. Sergi Roberto per la Roma».

Calcio femminile, Usa Italia: parla Cantore per presentare la sfida! L’ex Juve: «NWSL?Un’avventura che mi sta dando tanto. Campionato meno tattico, la mia velocità è dimezzata»

Calcio femminile, Usa Italia: parla Cantore per presentare la sfida! L’ex Juve: «NWSL?Un’avventura che mi sta dando tanto. Campionato meno tattico, la mia velocità è dimezzata»

Sofia Cantore, attaccante della Nazionale italiana e del Washington Spirit, ha condiviso le sue emozioni e riflessioni riguardo alla sua esperienza negli Stati Uniti, dove gioca dalla scorsa estate in vista della doppia amichevole tra le azzurre e le quattro volte campionesse del mondo.

In un’intervista rilasciata a Vivoazzurrotv.it, Cantore ha raccontato le difficoltà iniziali, la sua adattabilità al calcio statunitense e la crescente soddisfazione per questa nuova avventura.

LA PARTENZA E L’ADATTAMENTO AL CALCIO USA – «Il primo giorno in cui sono sbarcata ho pensato ‘dove sono?’, ‘cosa sto facendo?’. Finito l’Europeo ho avuto una settimana per prepararmi prima di partire e arrivando a Washington mi sono sentita spaesata anche perché ero ancora provata dall’esperienza e dalle emozioni vissute nel torneo continentale e mi sembrava di essere in vacanza, nel senso che i primi giorni ero presa da mille cose da fare e non riuscivo a realizzare cosa stavo facendo».

LA DECISIONE DI ANDARE OLTREOCEANO – «Ho preso questa decisione perché sentivo che sarebbe potuta essere un’esperienza che mi riempiva, mi sento piena perché sto vivendo qualcosa che mi sta dando tanto. È un’esperienza a 360° sia in campo sia fuori e a oggi sono molto felice. È un calcio abbastanza diverso, più fisico, con maggiori spazi e meno tattica rispetto a quello italiano. C’è stato da parte mia un piccolo adattamento perché questo è un calcio più fisico, con ritmi più alti e quindi all’inizio ho un po’ faticato, ma a livello di squadra ho trovato un gruppo molto forte e questo ha facilitato il mio adattamento».

L’IMPACTO CON I TIFOSI E I MEDIA – «Se dovessi scegliere una cosa direi il rapporto che ha la squadra con i fan, ti senti parte di una comunità. Abbiamo giocato quarti e semifinale in casa e abbiamo sentito la vicinanza della gente di Washington, sono stati l’uomo in più. Qui negli Usa sono bravi a pompare le situazioni, il giorno prima della finale abbiamo fatto un media day in cui eravamo sedute a coppie e le varie emittenti venivano a intervistarti e il tutto è durato circa due ore. C’è grande attenzione da questo punto di vista anche la finale sembrava la partita della vita».

ADATTAMENTO A UN CALCIO PIÙ FISICO E VELOCE – «Contro molte squadre della lega ho visto che la mia velocità, che è una delle mie caratteristiche, è dimezzata. Nel senso che contro le avversarie se attacco la profondità e parto alla pari con le difenditrici loro riescono a recuperarmi. Contro il Kansas City mi sono detta ‘benvenuta in NWSL’ perché le avversarie erano davvero forti fisicamente e in mostri contrasti sono caduta a terra, bisogna essere più intelligenti in altre cose. Noi abbiamo uno staff spagnolo e molto spesso il mister mi chiede di essere più furba perché sono italiana e io cerco di metterci più furbizia».

SODDISFAZIONE PER I GOL MA ANCORA IN CERCA DI MIGLIORAMENTO – «Trovare subito il gol è importante per un’attaccante, ma non basta perché ci sono tanti aspetti che devo e voglio migliorare. Sono soddisfatta da una parte, ma sono anche paziente perché so di dover fare ancora meglio».

IL RAPPORTO CON LISA BOATTIN – «È bello sapere che c’è un’altra italiana qui negli USA. Ci siamo sentite soprattutto all’inizio visto che lei è arrivata dopo di me. Io sono contenta, lei è contenta e quindi mi ha fatto piacere vederla quando abbiamo giocato contro la sua squadra anche se è stato strano affrontarci dopo aver giocato assieme alla Juventus».

Concludendo, Sofia Cantore ha rivelato come la sua esperienza negli Stati Uniti stia arricchendo sia la sua carriera che la sua vita personale, con un adattamento graduale a un calcio più fisico e veloce, ma con una grande soddisfazione per il percorso intrapreso.

Aggressione arbitro 17enne in Calabria, primi provvedimenti: 5 anni di DASPO ad un calciatore colpevole della violenza durante la partita dello scorso 23 novembre

Aggressione arbitro 17enne in Calabria, ha ricevuto un DASPO di cinque anni e un obbligo di presentazione ai Carabinieri il calciatore colpevole

Dopo l’aggressione subita da un giovane arbitro di 17 anni durante la partita “Francica – Girifalco”, disputata il 23 novembre a Francica (Vibo Valentia), il Questore di Vibo Valentia ha preso i primi provvedimenti. L’incidente è avvenuto dopo che l’arbitro aveva adottato un provvedimento disciplinare nei confronti di un calciatore della squadra locale. Il giocatore, in seguito, ha colpito ripetutamente l’arbitro con condotte violente, scatenando un episodio che ha suscitato indignazione.

A conclusione delle indagini condotte dalla Divisione Anticrimine, il Questore ha emesso un provvedimento di Divieto di Accedere a Manifestazioni Sportive (DASPO) nei confronti del calciatore, con una durata massima di cinque anni. Questo provvedimento gli vieta l’accesso non solo agli stadi e impianti sportivi dove la Francica giocherà, ma anche alle aree circostanti gli impianti, comprese quelle di parcheggio, per un raggio di 500 metri, durante gli incontri della squadra.

Il calciatore è stato inoltre obbligato a comparire presso la Stazione dei Carabinieri di Francica durante ogni incontro della squadra locale per i prossimi due anni, a causa della reiterazione delle condotte violente.

Il Presidente dell’AIA, Antonio Zappi, ha espresso gratitudine al Questore per l’efficace intervento e ha dichiarato: «Grazie al Questore di Vibo Valentia. Che ora giustizia sportiva e ordinaria facciano il loro corso.» Zappi ha sottolineato l’impegno dell’AIA nella protezione dei propri arbitri, affermando che “la tutela dei nostri associati è un dovere imprescindibile”. L’associazione continuerà a battersi affinché nessun episodio di violenza resti impunito, difendendo il rispetto, la legalità e il calcio stesso.

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Mondiale Under 17, l’Italia conquista la medaglia di bronzo! Storico traguardo per la formazione di Favo che supera nella finalina il Brasile ai calci di rigore

Mondiale Under 17, l’Italia conquista la medaglia di bronzo! Gli Azzurrini superano il Brasile in una finalina emozionante e portano a casa il terzo posto nel torneo

L’Italia Under 17 ha concluso il Mondiale con un risultato senza precedenti, conquistando il terzo posto, il miglior piazzamento di sempre per gli Azzurrini in questa competizione. La squadra di Massimiliano Favo ha battuto il Brasile ai calci di rigore dopo un intenso 0-0 che ha caratterizzato tutti i tempi regolamentari.

Dopo la delusione della semifinale persa contro l’Austria (2-0), l’Italia si è rialzata con determinazione nella finalina contro i verdeoro, che erano stati eliminati in precedenza dal Portogallo. I ragazzi di Favo hanno gestito bene anche una lunga superiorità numerica, scaturita dall’espulsione di Vitor Fernandes al 14′ del primo tempo. Nonostante le numerose occasioni create, il gol non è arrivato nei 90 minuti regolamentari.

A decidere tutto sono stati i calci di rigore. Il portiere Longoni è stato il grande protagonista, con due parate decisive che hanno dato l’opportunità agli Azzurrini di chiudere il match. A siglare il rigore della vittoria è stato Baralla, con un tiro che ha consegnato all’Italia una medaglia storica e pesantissima, segnando così il culmine di un percorso indimenticabile per i giovani talenti italiani.

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Fiorentina Aek Atene, allarme a Firenze- Previsti oltre 2 mila tifosi greci in più per la sfida di Conference League: tenteranno di entrare senza biglietto!

Fiorentina Aek Atene, sicurezza aumenta al Franchi e in città: oltre 2.000 tifosi dell’AEK senza biglietto tenteranno comunque di entrare allo stadio

In vista della sfida di Conference League di questa sera, l’attenzione è rivolta ai tifosi greci, con circa 4.000 sostenitori dell’AEK che sono arrivati a Firenze per seguire la propria squadra nella partita contro la Fiorentina. Il portale FirenzeViola.it solleva una domanda interessante: «Milletrecento sostenitori dell’AEK saranno all’interno del Franchi, ma gli altri?». Secondo quanto riportato dal sito specializzato Atene Enwsi.gr, 2.000 tifosi gialloneri si trovano già in città, ma molti di loro sono sprovvisti del biglietto, e proveranno comunque a entrare allo stadio.

Per prevenire possibili disordini, la Questura ha deciso di aumentare il dispositivo di sicurezza sia nel centro di Firenze che attorno allo stadio Franchi. Le forze dell’ordine sono in allerta per garantire il regolare svolgimento dell’incontro, evitando che la presenza di tifosi non autorizzati all’ingresso possa causare problemi. La tensione cresce in vista del match, ma le autorità sono pronte ad affrontare qualsiasi evenienza.

L’atmosfera si preannuncia tesa, con la città che si prepara a gestire l’ingente afflusso di tifosi greci, pronti a sostenere la loro squadra con la passione che contraddistingue i tifosi dell’AEK. La sicurezza rimane la priorità per garantire che la partita si svolga senza incidenti.

Parma, ecco Guaita! Il portiere spagnolo si presenta: «Sono pronto a dare il massimo per la squadra. Io titolare? Si vedrà alla fine della stagione. Ho queste possibilità»

Parma, ecco Guaita! Il portiere spagnolo si presenta al nuovo club. Arrivato da svincolato per sostituire l’infortunato Suzuki, queste le sue parole

Vicente Guaita, nuovo portiere del Parma, ha tenuto oggi la sua conferenza stampa di presentazione presso il Mutti Training Center di Collecchio, rispondendo alle domande dei giornalisti e iniziando ufficialmente la sua avventura con la squadra crociata. Dopo aver firmato la scorsa settimana, il portiere spagnolo si è già unito alla squadra e ha parlato del suo arrivo, delle sue prime impressioni e delle sue motivazioni.

COME È NATA LA TRATTATIVA? – «La situazione è complicata, con il club che cercava un sostituto di Suzuki. Il club si è messo in contatto con noi, per sapere se fossi disposto a mettermi a disposizione della squadra e abbiamo fatto il possibile per arrivare a Parma. Spero di essere pronto al più presto per essere a disposizione del mister».

PRIMI INCONTRI E IMPRESSIONI SUL GRUPPO – «Quando sono arrivato l’ho detto a Pellegrino che sono stato allenato da suo padre, lo ricordo anche come un grande calciatore al Valencia di quando ero bambino. Mateo sta facendo molto bene, anche nella gara col Verona ha segnato due gol, ne sono contento. Cuesta non lo conoscevo, ma ha molta voglia, trasmette molto ai giocatori, ha obiettivi chiari. Vogliamo rimanere in Serie A e migliorare il più possibile».

PERCHÉ PARMA? – «Questo genere di chiamate non se le aspetta nessuno. Il mio augurio è che non capitino più questi incidenti. Però è vero che si deve essere sempre pronti. Ci stavamo anche avvicinando al mercato, ma sono già qui».

COME SI È MANTENUTO IN FORMA – «Il mio desiderio è essere a disposizione, pronto al prima possibile. Sto cercando di capire la lingua, lo stile di gioco della squadra e i miei compagni, ho bisogno di un po’ di tempo. Cerchiamo di fare in modo che avvenga il prima possibile. Me lo stanno rendendo molto facile perché c’è un grande staff e la squadra è disponibile. Sono fermo da maggio, ho avuto offerte ma ho preferito rimanere fermo. Mi sono tenuto in forma con un mio amico di Valencia e mi sono dedicato anche ad altri sport».

IL SUO SOPRANNOME E IL RICORDO PIÙ BELLO DELLA CARRIERA – «Il mio soprannome non lo so, ma è vero che nelle squadre in cui sono stato ci sono rimasto per vari anni. La gente intorno a me è sempre stata grata, i tifosi, i compagni e lo staff, ho sempre avuto riconoscimento. Alla fine il mister decide la squadra, ma avere il riconoscimento di chi ci sta intorno è sempre molto bello».

COSA LO HA CONVINTO AD ARRIVARE A PARMA? – «La verità è che il tempo passa per tutti. Inizio a vedere molti giovani. Ma la mia passione non passa. È un campionato nuovo, che non conosco. Ma ho tanti colleghi che mi hanno parlato bene di questa realtà. È stata una decisione difficile da prendere, cambiare lingua anche, spostare la mia famiglia. Siamo qui e spero di essere pronto il prima possibile».

SI SENTE UN TITOLARE? – «Si vedrà alla fine della stagione. Ho avuto la possibilità e la fortuna di giocare molto nei club dove sono stato. Spero appunto di poter lavorare al più presto anche qui e fare il meglio per la squadra».

PRIMI APPROCCI CON CORVI E LA SQUADRA – «Ricordo di quando ho iniziato e ora è la stessa situazione del mio compagno. La cosa più importante è aiutarlo, mi è sempre piaciuto farlo. A Verona era una partita non facile, ma ha fatto una grande partita. Deve continuare così, perché il campionato ti obbliga a stare sempre ad alto livello».

MIGLIORARE ANCHE A 38 ANNI? – «Sì, tutti vogliamo migliorare, come sportivi e come persone. Io posso aiutare il club e giocare al massimo e se non posso, aiutarli fuori dal campo e in questo voglio migliorare qui. Anche chi non gioca deve essere pronto a entrare in qualunque momento».

ESSERE UN ESEMPIO PER I COMPAGNI – «Io posso essere esempio per loro e loro per me. L’età passa, però la cosa più bella è la passione che giovani e meno giovani hanno di allenarsi tutti i giorni. Alla fine bisogna poter dire: “Ho giocato nel Parma”».

IDOLI E ISPIRAZIONI – «Come portieri i miei riferimenti sono stati Canizares, con cui ho avuto la fortuna di condividere lo spogliatoio, e anche Casillas, contro il quale ho giocato ma è stato un’ispirazione. Canizares mi ha dato tanti consigli. Oggi cerco di fare ciò che ha fatto lui con me».

Copenaghen Kairat Almaty: dieci tifosi in trasferta per oltre 5 mila km! Il gesto della squadra padrone di casa non passa inosservato: ecco cosa hanno fatto

Copenaghen Kairat Almaty: dieci tifosi kazaki hanno percorso migliaia di chilometri per seguire la loro squadra in Danimarca, ricevendo un omaggio dai padroni di casa

Una delle storie più emozionanti dell’ultima serata di Champions League non ha avuto luogo sul campo, ma sulle gradinate dello stadio di Copenaghen. Dieci tifosi del Kairat Almaty, provenienti dal Kazakhstan, hanno compiuto un’impresa straordinaria: percorrere ben 5.000 chilometri per seguire la propria squadra in Danimarca. Un gesto unico che ha immediatamente conquistato il rispetto del club ospitante e degli altri tifosi.

Il Copenaghen ha voluto omaggiare questi appassionati sostenitori con regali ufficiali, consentendo loro anche di scendere sul terreno di gioco per scattare alcune foto ricordo. La risposta del pubblico danese è stata entusiasta, con alcuni spettatori locali che hanno commentato: «Non conta quanti siete, ma quanto ci tenete». Il loro applauso ha celebrato la dedizione dei tifosi kazaki, che hanno trasformato una trasferta faticosa e una sconfitta sul campo in un’esperienza indimenticabile.

Per i tifosi del Kairat Almaty, quella giornata è stata molto più di una semplice partita. È stata l’opportunità di stare vicini alla squadra, cantare e tifare in uno stadio straniero, rendendo la loro passione per il calcio il vero protagonista della serata. In un mondo in cui spesso i numeri e i risultati contano più delle emozioni, questo gesto ha mostrato che l’amore per una squadra si misura nella dedizione e nel sacrificio, e non solo nei trionfi sul campo.

Un applauso sincero è arrivato anche dai tifosi di Copenaghen, che hanno riconosciuto il valore di quella passione travolgente, confermando che, in fondo, il calcio è più di uno sport: è una comunità che unisce cuori e storie, senza confini.

Mondiale Russia, i Medvedi pronti a lanciare una Coppa del Mondo alternativa per le nazionali escluse: il progetto che sfida la FIFA!

Mondiale Russia, Mosca prepara un torneo parallelo per le squadre non qualificate con forte componente politica: ecco chi sono gli invitati!

La Russia sta preparando una risposta clamorosa al Mondiale 2026, che si disputerà in Stati Uniti, Canada e Messico. Secondo le indiscrezioni riportate da World Soccer Talk e dall’emittente cilena ADN Radio, Mosca starebbe organizzando un torneo internazionale parallelo, una sorta di Coppa del Mondo alternativa destinata alle nazionali che non si sono qualificate alla competizione FIFA.

Al momento, l’iniziativa non è stata confermata ufficialmente dalla Federazione Calcistica Russa, ma il significato di questa proposta va ben oltre l’aspetto sportivo. Dopo essere stata esclusa nel 2022 da tutte le competizioni FIFA e UEFA a causa del conflitto in Ucraina, la Russia vuole tornare a giocare un ruolo da protagonista nel calcio mondiale, creando una piattaforma competitiva autonoma. Un progetto che, se realizzato, assumerebbe anche una forte valenza politica.

La lista delle squadre invitate, trapelata da Mosca, include nazionali di prestigio che non parteciperanno ai prossimi Mondiali, tra cui Cile, Serbia, Grecia, Perù, Venezuela, Nigeria, Camerun e Cina. La selezione di queste squadre non è casuale: molti di questi paesi hanno rapporti diplomatici stretti con la Russia, dal Venezuela di Maduro alla Cina di Xi Jinping. Tuttavia, il progetto russo sembra avere ambizioni ancora più ampie. Fonti anonime indicano che al torneo potrebbero partecipare anche diverse ex repubbliche sovietiche, come Bielorussia, Georgia, Armenia, Azerbaigian, Moldavia, Kazakistan e le repubbliche baltiche.

Dal punto di vista logistico, la Russia potrebbe sfruttare gli stadi moderni e funzionali costruiti per il Mondiale 2018, che sarebbero perfettamente utilizzabili per ospitare questa nuova competizione. Se il progetto dovesse concretizzarsi, il calcio potrebbe trasformarsi ancora una volta in un palcoscenico politico di portata internazionale, dove lo sport si mescola con la diplomazia e le dinamiche geopolitiche.

Conferenza stampa De Rossi in vista di Genoa Verona: «Loro squadra tosta, dobbiamo essere più smaliziati. Stadio valore aggiunto. Ecco alcuni dettagli sulla formazione»

Conferenza stampa De Rossi in vista di Genoa Verona. Le parole del tecnico rossoblù in vista della sfida della 13a giornata che si terrà sabato

Alla vigilia della partita casalinga contro il Verona, valida per la 13a giornata di Serie A, Daniele De Rossi, allenatore del Genoa, ha parlato in conferenza stampa, facendo il punto della situazione in vista dello scontro diretto che arriva dopo i pareggi contro Fiorentina e Cagliari e la vittoria a Sassuolo. Il tecnico ha toccato vari argomenti, dalla difficoltà di vincere al Ferraris alle migliorie da fare in difesa, senza dimenticare la crescita di alcuni giovani come Colombo e Vitinha.

SETTIMANA LAVORATIVA E EMOZIONI IN PANCHINA – «Non abbiamo avuto tutti a disposizione. Però di base abbiamo avuto un numero tale da lavorare sugli aspetti che chiediamo. Abbiamo lavorato bene. I ragazzi hanno spinto tanto con grande partecipazione nei contenuti tattici. Sono soddisfatto di come lavorano i ragazzi, sono super disponibili nell’alzare l’intensità. Stiamo arrivando bene alla gara».

«E’ stato importante tornare in panchina a Cagliari. Ti senti meno bloccato di quando sei in tribuna. Sono tutte emozioni per cui faccio questo lavoro. Sentimenti a volte contrastanti a seconda del risultato. Sono abituato a questi piccoli shock emotivi e sono contento di essere in panchina al ‘Ferraris’».

LAVORO SULLA DIFESA E COMBATTERE LE DIFFICOLTÀ IN CASA – «Ci stiamo lavorando, sia sul campo ma anche con i video. A volte prendi gol per atteggiamenti, non comportamenti, legati a posture che magari accadono dieci secondi prima del gol. A Cagliari per esempio abbiamo preso i primi due gol su palle alte, considero il secondo in questo senso. E’ più facile da analizzare mentre il terzo si può analizzare in due maniere diverse: la prima è che sono stati bravi loro, la seconda è che noi dobbiamo partecipare di più alla fase difensiva in area. Le aree sono troppo importanti e dobbiamo avere più presenza, non solo numerica ma anche fisica usando le braccia senza fare fallo. Deve diventare fastidioso per gli avversari entrare in area e fare gol. I ragazzi lo sanno, sono giocatori esperti ma puntarci il dito in ogni riunione e in ogni allenamento su quanto sia importante essere smaliziati farà bene».

«Il ‘Ferraris’ è un fattore aggiunto ma dobbiamo lavorare sulle nostre basi di calcio. E se faremo così lo stadio ci verrà dietro e diventerà ancora più difficile per gli avversari».

ATTACCO E CRESCITA DI COLOMBO E VITINHA – «Sono contento di come stanno giocando. Anche degli altri che giocano un po’ meno. Ekhator l’ho visto bene. Non posso parlare di coppia di attaccanti. Io ne ho quattro-cinque, più trequartisti. Il reparto mi fa stare tranquillo. Il gol è una spinta emotiva per loro. Questo sentirsi comodi vicino al compagno di reparto può darti degli appigli a cui aggrapparti in campo quando arriva la stanchezza o quando devi difendere un risultato positivo».

IDEA SUL VERONA E SINGOLI GIOCATORI – «Dobbiamo ripetere le stesse cose dette contro la Fiorentina con valori diversi. Arrivano da risultati negativi e saranno pronti a fare una partita tosta. Ad occasioni create sono sesti in campionato, una squadra molto diretta con due attaccanti molto forti. Ha fatto tante partite dove non meritava di perdere».

«Lo ringrazio per il suo commento, ma non penso che sia così. Ci sono tanti leader, alcuni silenziosi, in questa squadra e usciranno fuori. E’ un gruppo che mi piace, hanno giocato tante gare in A, vanno d’accordo fra di loro».

«Masini può essere una mezzala diversa da Malinovskyi o Gronbaek. Ha grandi potenzialità e la sua disponibilità mi fa pensare che a breve sarà un giocatore ancora più fondamentale per il Genoa».

FUTURO E MERCATO DI GENNAIO – «Ne stiamo parlando col direttore. Mancano ancora cinque-sei partite prima di gennaio. Come tutte le altre squadre, se c’è qualcosa da fare la faremo, c’è disponibilità da parte della società».

Conferenza stampa Allegri pre Milan Lazio: «Loro una squadra organizzata, dobbiamo andare oltre il derby. Pulisic e Saelemaekers? Uno è a posto. Mese difficile»

Conferenza stampa Allegri pre Milan Lazio: il tecnico dei rossoneri ha parlato a due giorni dal match della tredicesima giornata contro i biancocelesti

In vista della sfida di sabato sera a San Siro contro la Lazio, Massimiliano Allegri, allenatore del Milan, ha parlato in conferenza stampa, rispondendo alle domande dei giornalisti. Il tecnico rossonero ha sottolineato l’importanza di continuare a lavorare, affrontando ogni partita con la giusta mentalità, nonostante la vittoria nel derby e le difficoltà che la Lazio sta affrontando.

LA LAZIO DI SARRI – «Sabato affronteremo una squadra organizzata che sembra ti conceda, ma ti concede poco. Sarri sta facendo un ottimo lavoro, nonostante abbiano avuto alcuni problemi sul mercato. Loro hanno anche l’occasione di rientrare in corsa per la Champions».

ANDARE OLTRE – «Bella la vittoria nel derby ma ormai sono passati quattro giorni è tempo di andare avanti e fare un altro passetto verso il nostro obiettivo».

LAZIO UNA GRANDE? – «Tutte le squadre vanno affrontate come se fossero grandi, la Lazio comunque è una squadra che negli ultimi 10/12 anni ha vinto vari trofei ed è andata spesso in Champions».

LE CONDIZIONI DEI GIOCATORI – «Pulisic difficilmente sarà della partita, mi viene anche difficile dare certezze perché mancano due giorni alla partita. Saelemaekers è a posto. Gimenez dalla prossima settimana lavorerà con la squadra. Gli altri stanno bene».

UN MESE INTENSO –«Sarà un mese tosto, la Coppa Italia sempre contro la Lazio sarà difficile, ma è un obiettivo che abbiamo in testa. Arrivare a maggio a Roma sarebbe bello, perché lì si sta sempre bene. Anche in Supercoppa per l’Arabia non sarà facile. Intanto pensiamo a sabato che sarà una gara diversa rispetto a quella di Coppa».

A LEAO HA CHIESTO 15 GOL – «Per ora ha 4 gol, non è che io trasformo Leao, lui ha le caratteristiche per fare il centravanti, è anche bravo di testa, deve abituarsi ad attaccare la porta, ad uscire meno dall’area, è molto più dentro al gioco e a disposizione della squadra anche nel fare il lavoro sporco».

NKUNKU AL POSTO DI PULISIC? – «I giocatori che arrivano a fine agosto come Nkunku e che poi va due volte in Nazionale, non mi aspettavo di più, mi aspetto che in futuro si esprima al massimo. Sono fiducioso in lui come negli altri, non scordiamoci di Jashari, di Odogu che è andato con la squadra».

IL FUTURO DI MAIGNAN – «E’ sempre stato uno tra i portieri più forti che ci sono, non mi meraviglio. Sul contratto c’è la società che ci pensa e che sta lavorando per dare un futuro alla squadra. Io con Mike ci parlo ma per robe di campo. Lo vedo sereno, sta confermando le sue qualità».

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Milan Como in Australia: obiettivo sempre più vicino! Arriva un nuovo sì: ecco cosa manca per vedere la prima storica partita di Serie A all’estero

Milan Como in Australia: la prima storica partita all’estero della Serie A sempre più vicina! Arriva un nuovo sì, ecco cosa manca adesso

Il 8 febbraio 2026, la sfida tra Milan e Como potrebbe non disputarsi a San Siro. Infatti, a causa della cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, il match di Serie A si trasferirà in Australia. L’operazione, mai vista prima, è stata pianificata dalla Lega Serie A in collaborazione con i due club.

Secondo Corriere della Sera, nelle ultime ore è arrivato il via libera della Confederazione asiatica (AFC), una fase fondamentale dopo le autorizzazioni già ottenute da FIGC, UEFA e dalla Federazione calcistica australiana. Tuttavia, l’AFC ha posto delle condizioni da esaminare, prima che il progetto possa essere completamente approvato. Se la Lega Serie A accetterà tutte le richieste, mancherebbe solo un’ulteriore autorizzazione: quella della FIFA, senza la quale l’operazione non sarebbe completa.

Nonostante i progressi, la Lega Serie A mantiene cautela. L’annuncio ufficiale verrà fatto solo dopo aver superato tutti gli ostacoli burocratici e aver ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie.

Se il trasferimento a Perth dovesse concretizzarsi, si tratterebbe di un evento storico per il calcio italiano. Un match di Serie A in Australia sarebbe una mossa innovativa per aumentare la visibilità internazionale e il marketing della Lega, un passo audace che porterebbe il campionato italiano a nuovi orizzonti.

Conferenza stampa Grosso pre Como Sassuolo: «Gara tosta, dobbiamo essere bravi a fare questo. Fadera o Larienté? Mi piace alternare. Paz? Focalizzarsi su di lui significa…»

Conferenza stampa Grosso pre Como Sassuolo. Il tecnico dei neroverdi ha parlato alla vigilia del match di apertura della tredicesima giornata

Alla vigilia della sfida tra Sassuolo e Como, valida per la 13ª giornata di Serie A, Fabio Grosso ha parlato in conferenza stampa, esprimendo le sue aspettative e le preparazioni per il match contro una squadra che, secondo lui, sta mettendo in mostra qualità importanti.

LA PARTITA DIFFICILE CONTRO IL COMO – «L’hai introdotta bene perché sarà una gara tosta contro un avversario bravo che sta mettendo in mostra le sue qualità. Con pochi giorni ma stiamo provando a prepararci per un appuntamento che richiede un livello alto, restare nella gara, ma anche quel coraggio di riuscire a stare in partita».

COMPLIMENTI AL COMO E IDEE CHIARE – «Andiamo ad affrontare una squadra che ha idee chiare e gli faccio complimenti. Sono in un percorso accelerato vuoi perché hanno potuto investire tante risorse ma questo è superficiale, sanno quello che vogliono, hanno il coraggio di crederci e portano avanti le loro idee. Dobbiamo essere bravi a fare tante partite nella stessa gara, dovremo saper resistere, restare dentro le difficoltà e poi provare a venire fuori con coraggio e determinazione. Riempire questa gara sarà il primo obiettivo».

RIFLESSIONI SULLA GARA D’EUROPA – «All’epoca gli abbiamo dato lo slancio, era una squadra ricca di talenti, tra cui Fabregas. Me l’hanno ricordato, l’ho rispolverato. Non ci conosciamo ma ho grande rispetto e stima perché sta dimostrando avere doti importanti, sostenuto da una società che sta dimostrando di avere qualità importanti».

INDICAZIONI DALLA COPPA ITALIA – «Ce le ha date, sia positive che negative. In quella gara, senza nulla togliere ai meriti dell’avversario, noi avremmo potuto fare qualcosa di meglio e proveremo a ricordarcela per cercare di crescere».

SITUAZIONE INFORTUNI – «Seba sta bene, Cas Odenthal ha un attacco influenzale e non so se ci sarà, anche Lipani è stato colpito da un attacco influenzale e vediamo se sarà il caso di portarlo nella gara».

SODDISFAZIONE O RIMPIANTO PER IL PAREGGIO CON IL PISA? – «Ci sono tante sensazioni all’interno della partita. Una partita che a 30 secondi dalla fine stai perdendo, riprendendola, riesci a pareggiare e togli 2 punti all’avversario è un aspetto positivo, quello meno positivo è stato quello di aver avuto una bella occasione. Dopo un primo tempo soporifero abbiamo fatto una bella ripresa, abbiamo avuto tante occasioni per andare in vantaggio e se ci fossimo riusciti staremmo parlando di altro. Dentro la gara devi analizzare tanti momenti e la squadra ha avuto la forza nel finale di riprendere la partita e non era facile».

FADERA O LAURIENTÉ? – «Nelle ultime due partite ha giocato Fadera. Dopo una prima partita a Bergamo dove abbiamo fatto bene mi è sembrato abbastanza logico dare continuità, anche se non possiamo sapere se è stata la scelta giusta. Mi piace alternare, mi piace rendere partecipi i giocatori, a volte ci sono riuscito, a volte ho pensato non fosse il caso, ma di volta in volta provo a fare delle scelte che siano le più giuste».

VOLPATO A SINISTRA? – «È una considerazione interessante, anche durante gli allenamenti abbiamo fatto delle prove con alcuni ragazzi in posizioni diversi. Può giocare tranquillamente anche a sinistra ma mi piace mettere i giocatori a proprio agio, spesso lo ha fatto sul centro-destra o in quella centrale, capiremo quali saranno i giocatori migliori per le gare da affrontare».

COME FERMARE NICO PAZ? – «Ho fatto tanti complimenti al Como perché ci sono delle qualità importanti, sostenuti da un’idea bella chiara che viene portata avanti, andarsi a focalizzare su un giocatore significa perdere di vista gli altri ragazzi perché questa è una squadra che fa un gioco corale, che ama prevalere sull’avversario, mette grande ritmo e intensità. Sappiamo che andiamo incontro a una partita difficile, cercheremo di alzare il nostro livello perché se non saremo bravi a farlo sarà difficile uscire con un risultato positivo».

SUL GIOCATORE NICO PAZ – «Non a caso sento dire che nell’arco di qualche mese possa provare ad andare in una squadra diversa (Real Madrid, ndr). È uno dei giocatori forti di questa squadra. Tanti giovani sostenuti da alcuni meno giovani che sono importanti nella gestione. Questa è una squadra costruita bene, con qualità, con investimenti importanti. Da poco sono tornati in Serie A ma obiettivi e percorsi sono diversi, questo non significa che non andremo lì a fare la partita che possiamo fare».

Raspadori-Roma, annuncio a sorpresa: colpo di gennaio

Giacomo Raspadori potrebbe vedere il proprio futuro cambiare durante la sessione invernale di calciomercato di gennaio: ecco in quale modo.

Giacomo Raspadori, da quando si faceva notare in Italia al Sassuolo, ne ha fatta di strada. Al Napoli è stato grande protagonista sia sotto la guida tecnica di Luciano Spalletti che di Antonio Conte, conquistando due scudetti e dimostrando le sue grandi qualità sul piano tecnico, tattico e anche di personalità.

Un giocatore importante che attualmente milita all’Atletico Madrid, e chissà che nei prossimi mesi non possa vedere variato il proprio futuro in qualità di calciatore. In questo sport possono sempre esserci gli estremi per notare un certo tipo di cambiamento: a partire dal mese di gennaio, in cui tornerà il calciomercato.

Raspadori, Roma e non solo: la rivelazione

Giacomo Raspadori ha dimostrato nel corso della sua carriera di essere un giocatore veramente molto importante, e lo ha fatto tanto al Sassuolo quanto al Napoli. In futuro potrebbe farlo pure altrove, anche se sembra trovarsi molto bene all’Atletico Madrid in questo preciso momento. In ogni caso, i Colchoneros in passato non sono stati l’unica squadra interessata al suo cartellino.

A dirlo è lui stesso in un’intervista al Corriere dello Sport, parlando proprio dell’attrazione della Roma nei suoi confronti: “Lo scorso gennaio ci fu un interessamento perché al Napoli giocavo poco, ma niente di concreto. Il Marsiglia di De Zerbi ha insistito di più, in inverno e in estate, poi non se ne è fatto nulla. Mai avrei immaginato di indossare una maglia così importante nella mia carriera come quella dell’Atletico Madrid”. Dichiarazioni, queste, che senza ombra di dubbio dimsotrano che Giacomo Raspadori si trova più che bene in Spagna, e in questo inizio di stagione dimostra di integrarsi alla grande nel club madrileno, dove ha già segnato in Champions League.

Si tratta chiaramente di uno step decisamente avanzato per quanto riguarda la sua carriera, quindi non c’è il benché minimo dubbio del fatto che stiamo parlando di una svolta notevole. Anche se, nella Roma di Gian Piero Gasperini, avrebbe trovato spazio e rappresentato un supporto importante alla manovra offensiva giallorossa, vero tallone d’Achille del club capolista in Serie A fino a questo momento. Ormai si tratta di una storia semplicemente passata, perché come abbiamo potuto constatare Giacomo Raspadori è un calciatore dell’Atletico Madrid, interessato sostanzialmente a fare la differenza con i Colchoneros guidati da Diego Simeone.

Tomori sicuro sul Milan: «Voglio raggiungere quel grande obiettivo. Su Ibrahimovic vi dico questo»


Tomori, futuro, ambizioni e retroscena rossoneri: l’intervista integrale tra Inghilterra, Milan e grandi sfide

Fikayo Tomori, pilastro difensivo del Milan, si è raccontato a tutto campo nel podcast FilthyFellas, affrontando temi legati alla sua crescita personale, al rapporto con la Nazionale inglese e alle differenze tra il calcio italiano e quello d’oltremanica. Le sue parole offrono uno spaccato sincero e ricco di aneddoti sulla sua vita rossonera e sull’evoluzione del suo percorso professionale.

Parlando dell’Inghilterra, Tomori ha spiegato di aver dialogato con Thomas Tuchel per comprendere le sue reali possibilità di tornare stabilmente in Nazionale: il tecnico lo avrebbe rassicurato dicendogli che è “molto vicino”. Pur riconoscendo che le partite disputate in Premier siano più visibili, il difensore non crede che il fatto di giocare in Italia rappresenti un ostacolo: per lui conta solo continuare a lavorare con continuità.

La scelta di trasferirsi al Milan, secondo Tomori, è stata decisiva per la sua carriera. L’inglese ha raccontato come il passaggio in rossonero sia stato naturale: “È il Milan, non ho avuto dubbi”. Nei primi mesi in Serie A ha percepito immediatamente quanto il calcio italiano sia diverso: tattica, intensità mentale e attenzione ai dettagli lo hanno fatto crescere rapidamente. Quando Maldini e Massara gli proposero il riscatto definitivo, non ebbe esitazioni: stava bene, si sentiva valorizzato e aveva già instaurato un rapporto unico con l’ambiente.

Tra gli aneddoti più curiosi, Tomori ha ricordato le sfide con Cristiano Ronaldo, affrontato ai tempi della Juventus, sottolineando la difficoltà di marcarlo e le differenze difensive tra Italia e Inghilterra. Non sono mancati i racconti su Zlatan Ibrahimovic, definito “la persona più competitiva che abbia mai incontrato”, capace di cambiare il clima di un allenamento con la sua sola presenza.

Tomori ha poi rivelato la sua top 3 dei compagni più forti avuti al Milan: Modric, Reijnders e Theo Hernández, sottolineando le qualità tecniche e caratteriali di ciascuno. Spazio anche ai ricordi del trionfo dello Scudetto 2022, definito “un’esperienza incredibile”, e a una riflessione lucida sulle differenze tra Serie A e Premier League: in Italia molte squadre giocano per non perdere, mentre in Inghilterra tutte cercano sempre di vincere.

L’intervista conferma un aspetto: Tomori è ormai un leader maturo, consapevole del suo valore e del suo ruolo in un Milan che continua a crescere con lui al centro della difesa.

Cagliari, Pisacane sicuro: «Voglio vedere una squadra competitiva. Sulla Juve di Spalletti dico che…»


Cagliari, Pisacane alla vigilia della sfida contro la Juventus: analisi, autocritica e fiducia nel gruppo

Fabio Pisacane ha parlato in conferenza stampa dal CRAI Sport Center per presentare la delicata sfida tra Cagliari e Juventus, valida per la tredicesima giornata della Serie A 2025-2026. L’allenatore rossoblù ha affrontato vari temi, dall’amarezza per il recente pareggio contro il Genoa fino alle difficoltà legate agli infortuni, passando per l’atteggiamento mentale che servirà ai suoi uomini contro la squadra di Luciano Spalletti.

Pisacane ha esordito parlando del pari contro i liguri, risultato che ha lasciato sensazioni contrastanti nello spogliatoio del Cagliari: «C’era amarezza, prendere tre gol non fa mai piacere. La squadra ha mostrato delle lacune nella fase difensiva, cose che possiamo sistemare solo con il lavoro. Abbiamo perso una grande occasione per vincere». Guardando alla partita con la Juventus, il tecnico sottolinea che, pur essendo una sfida complicata, nulla è scontato: «Guardando la classifica la Juve è al livello del Como, ma ogni gara parte dallo 0-0. Dobbiamo credere nelle nostre qualità».

L’allenatore del Cagliari ha poi approfondito l’aspetto psicologico della squadra, spiegando come gli errori difensivi contro il Genoa siano frutto delle scelte tattiche adottate: «In casa volevamo aggredirli alti da subito, ma abbiamo sbagliato nelle scalate. Dobbiamo crescere tutti, io per primo. La partita ci ha comunque lasciato spunti positivi». Pisacane ha evidenziato l’importanza dei singoli, elogiando Folorunsho per la sua duttilità e sottolineando come Adopo sia entrato bene in campo, mentre da Prati si aspetta prestazioni più incisive.

Infine, l’attenzione si è spostata sull’infermeria e sulle difficoltà degli impegni ravvicinati. La situazione del Cagliari non è delle più semplici: Mina è in dubbio per una botta rimediata, mentre restano out Zé Pedro e Belotti. «Dipende tutto dal nostro approccio», ha ribadito Pisacane. «Anche contro Lazio e Como erano trasferte difficili, ma ci siamo distinti. La squadra ha sempre saputo reagire dopo le sconfitte, e questa è una grande qualità».

Il Cagliari si prepara così a una delle sfide più impegnative del calendario, consapevole dei propri limiti ma anche della forza mentale costruita in questi mesi di lavoro.

LEGGI QUI LA CONFERENZA STAMPA COMPLETA DI PISACANE

Calciomercato Fiorentina, via tutti a gennaio? Paolo Vanoli ha le idee molto chiare sul futuro della squadra viola

Calciomercato Fiorentina, la situazione attuale richiesta da Paolo Vanoli in vista della sessione di gennaio. Il punto


Calciomercato Fiorentina, il nome di Albert Gudmundsson continua a essere al centro dell’attenzione mediatica e tecnica, soprattutto dopo le parole di Paolo Vanoli, che ha analizzato in profondità il rendimento dell’attaccante islandese. Il tecnico, pur riconoscendo il valore del giocatore, ha voluto chiarire perché la Fiorentina non abbia ancora visto la sua versione migliore, indicando quali passi ulteriori siano necessari per far emergere tutto il suo potenziale.

Secondo Vanoli, giudicare un calciatore esclusivamente da ciò che mostra in nazionale è un errore frequente. Spesso, infatti, si tende a dare troppo peso agli highlights o ai tabellini, perdendo di vista il contesto tattico e le dinamiche della squadra di club, che possono essere molto differenti. È da questo punto che il tecnico è partito per spiegare il percorso che Gudmundsson deve ancora completare per diventare un leader vero, un giocatore capace di trascinare la Fiorentina nei momenti difficili.

Vanoli è stato molto diretto: Albert ha qualità di alto livello e un talento che può fare realmente la differenza, ma per compiere un salto definitivo deve acquisire quella mentalità tipica dei campioni, ovvero la capacità di emergere quando la squadra ne ha più bisogno. Questo, secondo l’allenatore, è l’aspetto che farà la differenza e che potrà trasformarlo da ottimo giocatore a riferimento assoluto del gruppo.

Nel parlare del presente e del futuro dell’islandese, le parole di Vanoli si intrecciano inevitabilmente con le prospettive del Calciomercato Fiorentina. Gudmundsson è infatti uno dei profili più osservati sul mercato: il suo talento, la sua duttilità offensiva e la sua crescita continua lo rendono un obiettivo ambito da diverse società europee. Tuttavia, la Fiorentina crede nel giocatore e nelle sue potenzialità, e le dichiarazioni del tecnico sembrano andare nella direzione di un percorso di valorizzazione interna, puntando sulla sua maturazione più che su un trasferimento immediato.

Vanoli ha inoltre sottolineato come dagli elementi più giovani si possa accettare anche lo sbaglio, purché accompagnato dall’energia giusta. Ciò che però si aspetta da Gudmundsson, così come da altri elementi chiave della rosa, è la capacità di farsi trascinatori nei momenti cruciali della stagione. È questa la qualità che distingue i buoni giocatori da quelli decisivi, e il tecnico è convinto che l’islandese possa diventare proprio questo.

Il Calciomercato Fiorentina rimane dunque sullo sfondo, ma le parole di Vanoli indicano chiaramente la rotta: l’obiettivo è far crescere Gudmundsson e ottenere da lui il meglio, convinti che il suo apporto possa essere determinante sia per il presente che per il futuro del club.

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