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Milan, parla Scaroni: «Il Derby di Milano è unico al mondo. Stadio? Noi dobbiamo riprodurre la cosa bella di San Siro: come si vedono le partite»

Scaroni ha preso la parola allo Sport Industry Talk, soffermandosi su Milan, stadio e RedBird. Ma non solo: ecco cosa ha detto

Il presidente del Milan, Paolo Scaroni, è intervenuto allo Sport Industry Talk organizzato da RCS, affrontando temi legati alla squadra, al nuovo stadio e alle prospettive future. Di seguito un estratto delle sue dichiarazioni.

Sul primo Derby da co-proprietari di San Siro: «Il Derby di Milano è unico al mondo, puoi vedere amici e famigliari camminare verso lo stadio indossando maglie di Inter e Milan: questo lo rende speciale ed ecco perché l’atmosfera è così bella”.. Quando cerco di capire perché Milan e Inter, fuori dal campo, abbiano fatto un percorso complicatissimo ma sempre in perfetto accordo, penso a Milano. Quando vado a vedere il derby vedo famiglie o gruppi con la maglia rossonera e l’altro con la maglia nerazzurra che camminano insieme. Attribuisco tutto questo a Milano: è capace di trasformare un antagonismo in campo in un clima amichevole fuori dal campo. Questa città riesce a creare un clima così positivo che ci ha consentito di realizzare il progetto stadio».

Sul nuovo stadio:
«Noi dobbiamo riprodurre la cosa bella di San Siro: come si vedono le partite. Sono critico del Meazza, l’ho sempre considerato vecchio, ma ha un grande pregio: si vedono bene le partite. Nel nuovo stadio si vedranno meglio, perché sarà più verticale e vicino al campo.
Sarà uno stadio che funziona sempre: supereremo il tema di una zona troppo piena nei giorni di partita e vuota negli altri. Vivrà tutti i giorni, come accade ai grandi stadi del Real Madrid o in Inghilterra.
Sarà più confortevole, accessibile a tutti, garantirà maggiori entrate da match day senza aumentare i biglietti popolari. E farà di San Siro un nuovo capitolo della città, un quartiere verde e moderno».

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Playoff Mondiale, Materazzi svela: «Abbiamo persone pronte alla guida della Nazionale come Buffon e Gattuso. Se fossi ancora un giocatore…»

Playoff Mondiale: Materazzi, ex Inter e protagonista del trionfo del 2006, ha espresso il suo parere sul sorteggio

Il sorteggio dei playoff ha delineato la strada degli Azzurri: la squadra di Gennaro Gattuso affronterà l’Irlanda del Nord nella semifinale di marzo, con il vantaggio di giocare in casa. In caso di successo, la qualificazione si deciderà in trasferta contro la vincente tra Galles e Bosnia Erzegovina, un ostacolo certamente più insidioso.

Materazzi ambasciatore e voce di esperienza Presente a Zurigo come ambasciatore, Marco Materazzi – campione del mondo 2006 e simbolo dell’Inter – ha commentato il sorteggio ai microfoni di Sky Sport. L’ex difensore ha raccontato come, da calciatore, amasse le sfide lontano da casa, trovando energia e motivazione nell’affrontare un pubblico ostile. Ha poi espresso grande fiducia nel gruppo azzurro, sottolineando la solidità della guida tecnica di Gattuso e l’esperienza di Gigi Buffon come capo delegazione: due figure abituate a gestire la pressione dei momenti decisivi.

PAROLE – «Se fossi ancora un giocatore dove preferirei giocare? Sempre in trasferta, mi piaceva da morire perché mi sono sempre sentito più forte ad avere tutti contro. Abbiamo persone pronte alla guida della Nazionale, Buffon, Gattuso. Se soffrono la pressione? Non penso, penso sappiano cosa vuol dire giocare sotto pressione»

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Irlanda del Nord, alla scoperta della prossima avversaria dell’Italia: dalla stella Bradley ai punti di forza della nazionale allenata da O’Neill

Irlanda del Nord: tutto sull’avversaria dell’Italia nella semifinale playoff per il Mondiale 2026. Non una squadra semplice da battere

L’Irlanda del Nord sarà l’avversaria dell’Italia nella semifinale dei playoff che mette in palio un posto al Mondiale 2026. La nazionale guidata dal c.t. Michael O’Neill arriva a questo appuntamento dopo aver chiuso il girone A al terzo posto, alle spalle di Germania e Slovacchia ma davanti al Lussemburgo. Un piazzamento che testimonia la crescita del movimento calcistico nordirlandese, capace di imporsi nelle due gare contro la squadra di Huet e di espugnare il campo del gruppo allenato da Calzona nella partita di ritorno.

Durante il percorso di qualificazione l’Irlanda del Nord ha segnato sette gol e ne ha subiti sei, confermando una struttura solida, molto attenta in fase difensiva e capace di colpire nelle ripartenze. La vincente della sfida con gli Azzurri affronterà in finale una tra Galles e Bosnia, rendendo questo incrocio decisivo per le ambizioni mondiali.

La formazione tipo

Il sistema di riferimento dell’Irlanda del Nord è il 3-5-2, modulo che garantisce solidità al blocco difensivo e ampiezza sulle fasce. La probabile formazione titolare è composta da:
Peacock-Farrell tra i pali; linea difensiva con McConville, Brown, McNair; a centrocampo Bradley, Lyons, McDonnell, Galbraith, Lewis; davanti Donley e Price. Un undici giovane, dinamico e costruito su meccanismi collaudati dal c.t. O’Neill.

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Bradley e Donley: i talenti da seguire

Molti calciatori dell’Irlanda del Nord militano nei campionati inglesi, anche se solamente cinque giocano stabilmente in Premier League. Il talento più brillante è senza dubbio Conor Bradley, esterno destro del Liverpool classe 2003. Nonostante la giovane età, O’Neill gli ha affidato la fascia da capitano nelle ultime tre partite, segno della sua centralità nel progetto tecnico. Bradley conta già 30 presenze e 4 reti in nazionale e può essere impiegato sia sulla fascia che in posizione più centrale.

Accanto a lui cresce l’interesse per Jamie Donley, trequartista del 2005 di proprietà del Tottenham, attualmente in prestito allo Stoke City in Championship. A soli vent’anni rappresenta uno dei prospetti più interessanti del calcio britannico. L’Irlanda del Nord non dispone di un attaccante puro: anche Price, infatti, è un centrocampista offensivo adattato nel ruolo di punta.

Il c.t. Michael O’Neill

Alla guida dell’Irlanda del Nord c’è Michael O’Neill, figura fondamentale per i progressi della nazionale. Già commissario tecnico tra il 2011 e il 2020, ha riportato identità e compattezza al gruppo dopo l’esperienza allo Stoke City, conclusa nel 2022. Da calciatore ha collezionato 31 presenze con la sua nazionale, ulteriore testimonianza del legame profondo con il movimento nordirlandese.

Con una squadra giovane, organizzata e in crescita, l’Irlanda del Nord si candida a essere un avversario ostico e insidioso per l’Italia nella corsa al Mondiale 2026.

Napoli, decisione a sorpresa di Conte: il tecnico dei partenopei ha fatto questa scelta in vista dell’Atalanta

Napoli, silenzio strategico prima dell’Atalanta: Conte cambia il protocollo comunicativo. Il tecnico dei partenopei non parlerà prima del match

È una delle settimane più delicate della stagione del Napoli, e la scelta del club di blindare l’ambiente appare tutt’altro che casuale. In vista del big match di sabato sera contro l’Atalanta, arriva una decisione sorprendente: Antonio Conte non parlerà alla vigilia della partita. Una mossa studiata, che segna un cambio netto nella gestione comunicativa voluta da società e allenatore.

Blackout pre-partita: niente conferenza a Castel Volturno

La quiete che avvolge il Napoli non è frutto del caso. Domani, venerdì 21 novembre, la sala stampa di Castel Volturno resterà chiusa. Conte ha deciso di non presentarsi davanti ai microfoni, evitando così di alimentare nuove discussioni sulle polemiche esplose dopo il match con il Bologna e sulle tensioni interne parzialmente ricomposte nel recente confronto con Aurelio De Laurentiis.

Il silenzio durerà fino al termine della sfida del “Maradona”, quando Conte tornerà a parlare ai media. Un appuntamento obbligatorio, invece, sarà quello di lunedì, quando il tecnico dovrà presentare la fondamentale partita di Champions League tra Napoli e Qarabag, valida per la quinta giornata della fase campionato.

Il calendario del Napoli è infernale: sette gare da dentro o fuori

La scelta di ridurre le apparizioni pubbliche nasce anche dalla necessità di concentrare tutte le energie sul campo. Il Napoli rientra dalla sosta per le nazionali con un calendario serratissimo: sette partite ravvicinate che definiranno con precisione le reali ambizioni della squadra. I partenopei saranno impegnati contemporaneamente in Serie A, Champions League e Coppa Italia, in un ciclo terribile che metterà alla prova la condizione fisica e la profondità della rosa.

Ogni gara avrà un peso specifico enorme, perché il Napoli ha bisogno di punti, continuità e identità dopo un avvio di stagione caratterizzato da alti e bassi. Conte vuole una squadra concentrata, convinta e totalmente focalizzata sulla reazione.

Obiettivo Supercoppa: il Napoli verso Riyad per sfidare il Milan

Il tour de force culminerà con una competizione che il Napoli vuole provare a vincere. Il 14 dicembre la squadra volerà a Riyad per la Supercoppa Italiana: in semifinale l’avversario sarà il Milan di Massimiliano Allegri, una sfida dal sapore fortissimo per Conte. Ma prima di pensare alla caccia al trofeo, c’è da superare l’esame Atalanta del neo allenatore Raffaele Palladino.

Il Napoli ha scelto il silenzio come arma: meno parole, più fatti. E ora, nel momento decisivo della stagione, ogni scelta pesa doppio. La sfida comincia adesso.

Infortuni Juventus, finalmente dalla Continassa arrivano delle buone nuove: le ultimissime sui bianconeri

Infortuni Juventus: finalmente segnali di svolta alla vigilia del match con la Fiorentina. Buone notizie per Spalletti in vista della prossima sfida

Il tema degli infortuni Juventus ha accompagnato la settimana bianconera come una costante preoccupazione, ma alla Continassa il clima sta cambiando proprio nel momento più delicato. A due giorni dalla sfida decisiva contro la Fiorentina, Luciano Spalletti può sorridere: l’allenamento odierno ha infatti offerto indicazioni incoraggianti sia per il reparto arretrato sia per l’attacco, dove la situazione nelle ultime ore sembrava più complessa.

Cabal e Kelly verso il recupero: emergenza finita in difesa

La prima buona notizia riguarda Juan Cabal, uno dei giocatori maggiormente penalizzati dagli infortuni Juventus delle ultime settimane. Il terzino colombiano, fermo da tempo per un problema muscolare, è finalmente tornato a lavorare con il gruppo per l’intera seduta. Il suo recupero non solo restituisce profondità alla rosa, ma permette a Spalletti di valutare soluzioni tattiche che fin qui erano rimaste solo teoriche.

Situazione positiva anche per Lloyd Kelly. Il difensore inglese, già protagonista di segnali incoraggianti nella giornata precedente, ha confermato di essere sulla strada giusta completando un nuovo allenamento senza limitazioni. Con entrambi di nuovo disponibili, il tecnico può pensare seriamente a un ritorno stabile alla difesa a quattro, un’idea che aveva dovuto accantonare proprio per via dei numerosi infortuni che hanno colpito la Juventus in avvio di stagione.

Vlahovic, la notizia più attesa: l’attaccante accelera

L’attenzione dei tifosi, però, resta concentrata su un nome: Dusan Vlahovic. Il serbo, alle prese con un sovraccarico agli adduttori rimediato durante la pausa per le Nazionali, rappresenta la principale incognita legata agli infortuni Juventus in vista del match del Franchi. Oggi, però, è arrivato il segnale che Spalletti sperava: l’attaccante ha svolto parte dell’allenamento con i compagni, lasciando intendere che il recupero procede spedito.

Non è ancora certo se partirà titolare o se verrà utilizzato con prudenza dalla panchina, anche per non compromettere la sua presenza in Champions League. La decisione arriverà solo dopo la rifinitura di domani, ma la sensazione è che Vlahovic voglia esserci a tutti i costi contro la sua ex squadra.

Infortuni Juventus: situazione in miglioramento

Nel complesso, la giornata porta un messaggio chiaro: l’emergenza sembra finalmente alle spalle. La Juventus si avvicina alla sfida di Firenze con nuove certezze e con la speranza di avere a disposizione tutti i giocatori più importanti nel momento chiave della stagione.

Italia, Gattuso: «Prima pensiamo all’Irlanda e poi alla finale. Spero una cosa»

Italia, Gattuso ai microfoni di Rai Sport affronta il tema del sorteggio del prossimo Mondiale e spera una cosa. Ecco tutti i dettagli

Gennaro Gattuso ha parlato ai microfoni di Rai Sport subito dopo il sorteggio per i play-off al prossimo Mondiale.

DOPPIA SFIDA – «Affrontiamo squadre completamente differenti fra di loro. Prima pensiamo all’Irlanda del Nord e solamente dopo alla finale».

SPERANZA – «In Turchia per quelle partite fermeranno il campionato. Mi auguro che una cosa simile possa succedere anche da noi»

Sorteggi play off Mondiali, il percorso dell’Italia: prima l’Irlanda del Nord, poi la finale in trasferta

Sorteggi play off Mondiali, per l’Italia non sicuramente un cammino semplice se si guarda al fatto che la finale si giocherà in trasferta

L’urna sorride solamente in parte all’Italia. Gli azzurri escono con il mezzo sorriso dal sorteggio per i play off del prossimo Mondiale. La speranza degli uomini di Gattuso era sicuramente quella di giocare tra le mura amiche entrambe le sfide, ma purtroppo non sarà così. E si prospetta sin da ora una semifinale molto complicata.

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Ad aprire comunque il cammino sarà la sfida contro l’Irlanda del Nord del 26 marzo. Una partita che si disputerà in casa e questo può essere un vantaggio importante per gli uomini di Gattuso. In caso di un passaggio del turno, gli azzurri affronteranno la vincente di Galles e Bosnia in trasferta il 31.

Di seguito il percorso dell’Italia

Italia Irlanda del Nord 26 marzo
Galles/Bosnia Italia/Irlanda del Nord 31 marzo

Dalla Juve all’Inter, firma a un passo: così Marotta frega Comolli

L’Inter è pronta a fregare un giocatore alla Juve: Marotta ha avviato i contatti, con 20 milioni di euro si può chiudere già a gennaio.

Il mercato di gennaio si sta avvicinando e l’impressione è che quasi tutti i club che competono per i primi posti faranno qualche movimento, sia in entrata che in uscita. Anche Inter e Juventus dovrebbero essere tra le protagoniste della finestra di mercato invernale: i nerazzurri hanno meno esigenze rispetto ai bianconeri ma Marotta e Ausilio sono sempre pronti a cogliere le occasioni giuste per rafforzare l’organico.

Non a caso proprio nelle ultime ore è cominciata a trapelare un’indiscrezione che sta già scatenando i tifosi nerazzurri. L’Inter è infatti pronta a rifilare un grosso sgarbo ai rivali di sempre: il club di Viale della Liberazione ha messo gli occhi su un difensore che pareva ormai entrato nell’orbita bianconera.

Stiamo parlando di Tiago Gabriel, difensore classe 2004 arrivato al Lecce la scorsa estate e in questa prima parte di stagione tra i protagonisti della squadra allenata da Eusebio Di Francesco.

Dalla Juve all’Inter: colpo grosso di Marotta

Il centrale difensivo portoghese è una delle tante intuizioni azzeccate dal ds Pantaleo Corvino, che lo ha prelevato dall’Estrela Amadora spendendo poco più di un milione di euro. Oggi il suo valore è cresciuto enormemente: il prezzo del 20enne supera ormai i 20 milioni.

Tiago Gabriel
Dalla Juve all’Inter: colpo grosso di Marotta – Calcionews24.com (Instagram Tiago Gabriel)

La Juve ha messo da tempo nel mirino Tiago Gabriel. I bianconeri sono infatti alla ricerca di un giocatore che abbia quelle caratteristiche: il difensore del Lecce piace non solo per la fisicità e la bravura nel gioco aereo, ma anche per il buon livello tecnico e per la duttilità che gli consente di rendere bene anche da terzino destro.

L’idea di Comolli era quella di affondare il colpo già a gennaio, così da regalare a Spalletti un rinforzo di spessore per la seconda parte di stagione. L’Inter si è però inserita nel discorso: Marotta ha bussato alla porta del Lecce per chiedere informazioni su Tiago Gabriel e le ultime indiscrezioni danno i nerazzurri in vantaggio sui bianconeri.

Corvino non è intenzionato a fare sconti: chi vuole il classe 2004 deve essere pronto a sborsare tra i 20 e i 25 milioni. Il giocatore è un punto fermo dei salentini: finora Di Francesco lo ha schierato titolare in tutte le gare.

Italia Irlanda del Nord, è questa la semifinale: tutto sulla partita

Italia Irlanda del Nord, gli azzurri hanno beccato una nazionale molto insidiosa. Ecco tutti i dettagli sul sorteggio di oggi

L’Italia è finita nel gruppo A e ha ‘pescato’ l’Irlanda del Nord. Una partita sicuramente molto insidiosa per diversi motivi, ma che porterà la Nazionale di Gattuso di avere comunque i favori del pronostico.

Senza dimenticare che la partita si giocherà in casa e questo dovrebbe consentire il 26 marzo di avere una chance in più di qualificarsi.

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Naturalmente le esperienze passate costringono Gattuso e i suoi ragazzi a non sottovalutare praticamente nulla.

Inter, buone notizie per Chivu. Il tecnico nerazzurro ha recuperato due giocatori. Ecco tutti i dettagli

Inter, buone notizie per quanto riguarda Chivu. Il tecnico nerazzurro ha recuperato alcuni giocatori in vista del derby. Le ultimissime.

Con il rientro di Manuel Akanji, l’Inter ritrova finalmente la rosa quasi al completo, anche se restano da valutare le condizioni di Darmian, Mkhitaryan e Dumfries. I tre continuano a lavorare a parte e, salvo sorprese, non saranno a disposizione per il derby contro il Milan di domenica sera. Terminati gli impegni delle Nazionali, Cristian Chivu può ora dedicarsi interamente alla preparazione delle prossime due sfide, tra le più delicate della stagione: la stracittadina di San Siro e la gara di Champions League contro l’Atletico Madrid in programma mercoledì.

La settimana alla Pinetina entra nel vivo, con l’Inter che prosegue gli allenamenti quotidiani fino a sabato, giorno della rifinitura che precederà il derby. Chivu è consapevole di trovarsi davanti a un doppio appuntamento cruciale non solo per la classifica di Serie A, ma anche per il cammino europeo. In vista della sfida ai rossoneri, l’allenatore dell’Inter sta lavorando su dettagli tattici e intensità, forte del buon momento attraversato dalla sua squadra, soprattutto sul piano difensivo. Secondo quanto emerso dagli ultimi allenamenti, l’Inter ha mostrato progressi importanti nella fase di non possesso, confermando una solidità che mancava nelle prime giornate di campionato.

Questi miglioramenti si sono visti anche in Champions League, dove l’Inter ha saputo mantenere equilibrio nonostante le rotazioni necessarie contro avversari dalle caratteristiche diverse. I nerazzurri arrivano al derby con tre clean-sheet consecutivi in Serie A, un dato significativo che mancava da quasi un anno. Un segnale che testimonia la qualità del lavoro svolto da Chivu e dalla linea difensiva, oggi uno dei reparti più affidabili della squadra. La solidità dell’Inter rappresenta un elemento fondamentale in vista di un derby che, come sempre, verrà deciso anche dalla capacità di sfruttare i dettagli e limitare le disattenzioni. Contro un avversario come il Milan, ogni errore potrebbe essere fatale.

Dall’altra parte, anche il Milan di Massimiliano Allegri si avvicina alla sfida con ritrovata fiducia. Saelemaekers, Bartesaghi, De Winter e Athekame sono rientrati a Milanello, permettendo ai rossoneri di prepararsi con un gruppo quasi al completo, fatta eccezione per Gimenez, ancora alle prese con un problema alla caviglia. Allegri avrà dunque a disposizione una rosa competitiva, ma dovrà fare i conti con un’Inter solida, determinata e concentrata come non mai. I nerazzurri arrivano al derby con convinzione e compattezza, pronti a lottare in una delle sfide più attese e significative degli ultimi anni.

Cagliari, Pisacane: «Abbiamo recupera Deiola. Gaetano ha il calcio nel sangue. Sul Genoa dico una cosa»

Cagliari, Pisacane in conferenza stampa ha presentato la delicata sfida contro il Genoa. E si è soffermato anche su alcuni singoli.

A pochi giorni da Cagliari Genoa, il tecnico dei sardi Pisacane ha presentato in conferenza stampa la partita.

INFORTUNATI E QUANTO MANCA LA VITTORIA – «Ci auguriamo di vincere prima possibile, lavoriamo per quello ma c’è sempre l’avversario. Lo meritano i ragazzi, li vivo ogni giorno e so quanto vogliono vincere. Abbiamo recuperato Deiola, è importante e abbiamo sentito l’assenza. Abbiamo perso Zé Pedro, restano a casa anche Belotti e Ciocci. La sosta ci ha permesso di lavorare, Mina è abituato a tornare dopo la nazionale e stringere i denti. Non lo dico per strategia, rispetto per il vostro lavoro: il giorno della gara ho fatto altre scelte per avere un vantaggio!».

GENOA – «Anche se hanno cambiato da venti giorni, ho seguito la squadra di Vieira e fatico a vederli in quella posizione: hanno una buona squadra. Hanno fatto vedere buone cose e sono stati penalizzati dagli eventi. Con l’arrivo di De Rossi hanno avuto una fiammata, si è visto contro la Fiorentina, hanno fatto intravedere alcune cose. Fatico a dire quanto sia cambiata la squadra da Vieira a De Rossi, penso lo direbbe pure Daniele. Lui si è sempre contraddinto con il carattere, penso che la squadra questo lo farà vedere».

GAETANO – «Ha il calcio nel DNA e se lo fai giocare a calcio si esprime sui suoi livelli e nella sua zona di comfort. Non possiamo farlo giocare con le palle alte, lo ringrazio per le parole, ma so che può dare di più. Ci parlo spesso, ha pagato il non aver fatto il ritiro, a sosta gli è servita. Nelle prossime gare potrà migliorare la sua condizione, non possiamo usarlo per soli 50/60 minuti». LEGGI LA CONFERENZA STAMPA COMPLETA SU CAGLIARINEWS24.COM

Buffon: «Contro la Norvegia l’Italia ha dimostrato di essere competitiva. Sul sorteggio mi auguro una cosa»

Buffon a pochi minuti dal sorteggio si è soffermato sulla sfida contro la Norvegia, ma affrontato anche altri temi. Le sue parole

A pochi minuti dal sorteggio, Gianluigi Buffon ha parlato ai microfoni di Sky soffermandosi sulle due sfide di marzo e non solo.

SORTEGGIO – «Non si dice mai chi vorresti scegliere. Mi piacerebbe non incontrare la Svezia in semifinale o la finale in trasferta con la Polonia».

NORVEGIA – «Fino al 78′ eravamo 1-1 questo significa che siamo una squadra competitiva. Loro hanno tre fenomeni che fanno la differenza».

Fiorentina, Vanoli presenta la sfida contro la Juventus: «Sappiamo quanto vale la partita per i tifosi. Su Kean…»

Fiorentina, Vanoli in conferenza stampa ha presentato la sfida contro la Juventus. Ecco le parole del tecnico a due giorni dal match.

A due giorni dalla delicata sfida contro la Juventus, Vanoli ha parlato in conferenza stampa. Le dichiarazioni del tecnico della Fiorentina.

JUVENTUS – «Loro sono una squadra forte. Voglio ferocia all’interno della partita. Sappiamo quanto vale questa partita per i tifosi e noi proveremo a regalargli una soddisfazione».

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INDISPONIBILI – «Ha recuperato Kean. Gosens non potrà esserci visto che ha lavorato a parte. Per il resto ci sono da valutare i nazionali».

SPALLETTI – «E’ un allenatore che stimo molto. Mi sono confrontato molto spesso con lui quando era ct».

Napoli, Conte prepara una rivoluzione dopo il confronto: sono tre i calciatori che rischiano la panchina. I dettagli

Napoli, il futuro di Conte è ancora sulla panchina azzurra. Ma il tecnico prepara una sorta di rivoluzione per dare una svolta alla stagione

Il giorno del confronto tanto atteso tra Antonio Conte e la squadra del Napoli è finalmente arrivato. A Castel Volturno, il tecnico potrà oggi dialogare con il gruppo quasi al completo, ad eccezione di Olivera ancora impegnato con la nazionale. Sarà un passaggio cruciale in vista della ripresa del campionato, un momento in cui l’ambiente partenopeo cercherà di ritrovare lucidità e compattezza dopo settimane vissute tra tensioni, critiche e risultati al di sotto delle aspettative. L’attenzione è tutta rivolta al Napoli e al modo in cui Conte intende rilanciare la squadra.

Dopo aver metabolizzato la rabbia per la prestazione contro il Bologna, il tecnico è pronto a una riflessione ampia e profonda sul momento del Napoli. Non si tratterà solo di analizzare ciò che non ha funzionato, ma soprattutto di guardare avanti: Conte ribadirà infatti l’importanza della sfida contro l’Atalanta, la prima di cinque gare consecutive al Maradona. Il messaggio sarà chiaro: il Napoli deve dare tutto, ritrovare energia, convinzione e identità. Le parole dell’allenatore sono molto attese, anche perché questo è uno dei momenti più delicati dell’intera stagione.

Il confronto con i calciatori sarà diretto e senza filtri. Conte non vuole zone d’ombra e pretende risposte immediate dal gruppo. Gli ultimi giorni, contrassegnati dalle tensioni nate dopo il match con il Bologna, hanno mostrato quanto il Napoli sia fragile dal punto di vista mentale. Per questo, il tecnico chiederà un cambio di atteggiamento: serve solidità, senso di appartenenza e compattezza, valori fondamentali per un Napoli che sta rendendo meno del previsto in termini di prestazioni e continuità. L’allenatore vuole che la squadra torni a esprimere il carattere che da sempre contraddistingue il pubblico e la città.

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In questo quadro, Conte lancerà anche un messaggio forte sulla gestione dei titolari. Nessuno avrà il posto garantito se non mostrerà di essere all’altezza, nemmeno i leader dello spogliatoio. Tra i giocatori sotto osservazione ci sono infatti alcuni big del Napoli, compreso il capitano Giovanni Di Lorenzo, reduce da un periodo non brillante. Il tecnico pretende di più anche da Buongiorno e Politano, due elementi fondamentali nello scacchiere tattico che però non hanno ancora espresso tutto il loro potenziale.

Il faccia a faccia di oggi rappresenta quindi una tappa decisiva per il Napoli: da qui dovrà ripartire la risalita, con Conte pronto a scuotere l’intero gruppo per riportarlo ai livelli attesi.

Milan, Rabiot: «Mi manca solo il campo, ma sto molto bene. Sul rientro posticipato dico una cosa»

Milan, Rabiot ai microfoni di Dazn si è soffermato sulla sua condizione dopo l’infortunio e anche sulla decisione di rientrare dopo la sosta

Il derby si avvicina e Rabiot sarà della partita. Il francese ha parlato ai microfoni di Dazn affrontando diversi temi.

Sulla sua condizione: «Sto bene, in queste settimane ho lavorato in palestra e fuori. Mi manca solo il campo! Muscolarmente e a livello mentale sto molto bene».

Sulla sua determinazione: «A nessun atleta piace essere infortunato, mi dispiace non aver potuto aiutare la squadra in questo periodo. Ho preso un po’ più di tempo per recuperare, perché quando si tratta del polpaccio bisogna fare attenzione. Meglio non rischiare di rimanere altre 3-4 settimane fuori».

Sulla sua assenza: «Penso sempre di poter aiutare, se ci sono, siamo più forti. Do sempre tutto, faccio il massimo per i miei compagni. Ci sono stati momenti positivi e negativi, abbiamo fatto bene contro le grandi (Roma, Napoli e Atalanta) ma ci è mancato qualcosa contro Pisa e Parma. C’era meno concentrazione, la squadra era meno solida».  LEGGI LE DICHIARAZIONI COMPLETE SU MILANNEWS24.COM

Ayroldi svela: «Siamo gli unici che ammettono gli errori pubblicamente. Open Var ci sta facendo conoscere ancora di più, siamo trasparenti»

Ayroldi ha raccontato la realtà del mondo arbitrale, sottolineando come le nuove tecnologie stiano rendendo il lavoro più semplice

L’arbitro Giovanni Ayroldi, intervistato da Tutto Mercato Web in occasione del Premio Viareggio Sport 2025, ha tracciato un bilancio sereno sulla prima parte della stagione. Nel suo intervento ha evidenziato la professionalità e la preparazione con cui i direttori di gara affrontano ogni incontro, sottolineando come la tranquillità sia un elemento fondamentale del loro lavoro. Ayroldi ha inoltre rimarcato il valore della trasparenza nelle decisioni arbitrali, richiamando l’attenzione sul ruolo innovativo della Open Var, strumento che sta contribuendo a rendere il calcio sempre più chiaro e comprensibile agli occhi di tutti.

ARBITRI – «Al nostro interno c’è tranquillità totale, abbiamo a capo Gianluca Rocchi che è nostro amico prima che designatore. Seguiamo le sue direttive, cerchiamo di fare del nostro meglio: al netto di qualche errore, he è abbastanza fisiologico perché siamo esseri umani anche noi, il nostro ambiente è tranquillissimo e ce la mettiamo tutta per prepararci al massimo».

NUOVE TECNOLOGIE – «Siamo gli unici che ammettono gli errori pubblicamente. È difficile sentire un dirigente o un allenatore che dica di aver sbagliato mercato o formazione: Open Var ci sta facendo conoscere ancora di più, siamo trasparenti e lo comunichiamo anche all’esterno. Sentire gli audio fa un certo effetto, però la trasparenza credo sia la cosa migliore. Come vengono vissute dall’arbitro le innovazioni di questa stagione, come la refcam o l’announcement? A volte non si sentiva benissimo…Siamo aperti a qualsiasi tipo di tecnologia, l’abbiamo dimostrato. A volte non si è sentito, ma non per colpa nostra. Forse ci metteranno un bottone per aprire la comunicazione, ma penso comunque sia una cosa giusta: esiste anche in altri sport. E giusto spiegare la decisione, è utile a tutti»

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Cagliari, nuovo stadio sempre più vicino: il progetto entra nella fase decisiva! Le ultimissime notizie

Nuovo stadio Cagliari, il progetto entra adesso davvero nel vivo: segnali concreti e nuove prospettive. Le ultime

Il Cagliari è pronto a compiere un passo fondamentale verso la costruzione del nuovo stadio. Un percorso iniziato anni fa dal presidente Tommaso Giulini, segnato da ostacoli e rallentamenti, ma che oggi sembra finalmente arrivato al momento cruciale.

Gli aggiornamenti dal Social Football Summit

Durante il Social Football Summit di Torino, il dirigente Melis ha illustrato lo stato di avanzamento del progetto. La società rossoblù ha ottenuto il via libera dalla Conferenza dei Servizi decisoria, un passaggio chiave che avvicina sempre di più la realizzazione dell’impianto.

Piano Economico-Finanziario e prossimi step

Il club sta aggiornando il Piano Economico-Finanziario (PEF) insieme a Deloitte, con l’obiettivo di ottenere la certificazione di UniCredit. La Sfirs, società finanziaria regionale, ha confermato il proprio ruolo da capofila nella raccolta del debito con l’Istituto per il Credito Sportivo. La consegna del piano è prevista entro la prima metà di dicembre, segnando un ulteriore passo avanti verso la costruzione.

L’obiettivo: 30.000 posti per Euro 2032

Il progetto prevede un impianto da 30.000 posti, moderno e all’avanguardia, pensato non solo per il Cagliari ma anche per candidarsi come sede degli Europei 2032. Un traguardo che rappresenterebbe un salto di qualità per il club e per l’intera città, trasformando lo stadio in un punto di riferimento per il calcio in Sardegna.

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Lotta Scudetto, Totti non ha dubbi: ecco secondo l’ex Roma chi se la giocherà fino alla fine! Le sue dichiarazioni

Lotta Scudetto: l’ex capitano della Roma indica Inter, Napoli e Milan come protagoniste della corsa fino alla fine

Francesco Totti, intervenuto al Grand Slam Padel Show, ha condiviso con DAZN il suo pronostico sulla lotta Scudetto, individuando tre protagoniste assolute.

Secondo l’ex capitano della Roma, le principali candidate al titolo sono Inter, Napoli e Milan. Proprio sui rossoneri Totti ha posto particolare attenzione, sottolineando due elementi che potrebbero rivelarsi decisivi:

  • Vantaggio logistico: il Milan, impegnato solo in campionato, può beneficiare di una settimana intera per recuperare energie e preparare le partite con maggiore cura.
  • Guida tecnica: la presenza di «un grande allenatore come Allegri, capace di gestire ogni aspetto», rappresenta per Totti un valore aggiunto fondamentale.

«Sono queste le squadre che si contenderanno lo Scudetto fino all’ultima giornata», ha concluso, immaginando una sfida serrata tra le potenze calcistiche del Nord e del Sud.

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Fiorentina, parla l’ex presidente Cecchi Gori: «Non c’è più fiorentinità nella Fiorentina: in tutto l’ambiente, non c’è più nulla». Le parole

Fiorentina Juve, Cecchi Gori attacca la società: persa la fiorentinità, rosa costruita male. Il derby è l’unica vera partita che conta

Vittorio Cecchi Gori, storico ex presidente della Fiorentina, ha commentato ai microfoni di Radio FirenzeViola il momento delicato del club e l’imminente sfida contro la Juventus. L’ex patron ha definito la situazione attuale “brutta”, sottolineando come i problemi siano nati dopo la sua gestione.

La critica più dura riguarda l’identità: secondo Cecchi Gori, nella Fiorentina non c’è più “fiorentinità”, è venuto meno quel senso di appartenenza che caratterizzava l’ambiente. Il licenziamento di Stefano Pioli, da lui considerato un ottimo allenatore e una persona perbene, è stato un errore. La responsabilità, a suo avviso, non è dell’allenatore ma di una rosa costruita male. Pur augurando buona fortuna al nuovo tecnico Paolo Vanoli, Cecchi Gori ha espresso forti dubbi, evidenziando problemi societari che riflettono le difficoltà dell’intero calcio italiano.

Sul mercato, l’ex presidente non ha risparmiato critiche: la mancata acquisizione di Rodrigo De Paul e l’investimento pesante su Nico Gonzalez sono, per lui, scelte sbagliate. Al contrario, giudica positivo l’arrivo di Moise Kean, centravanti raro nel panorama attuale e capace di decidere le partite, anche se rischia di logorarsi se lasciato troppo isolato.

Infine, Cecchi Gori ha ribadito che la sfida con la Juventus è l’appuntamento più importante dell’anno: un vero e proprio derby che vale più dell’intero campionato, simbolo autentico della fiorentinità. Una partita che, secondo lui, può rappresentare la scossa necessaria per risvegliare la squadra.

PAROLE – «Questa è una brutta situazione. II problema prima o poi sarebbe venuto fuori, forse nasce da tutti i problemi che ha avuto la Fiorentina da dopo la mia gestione. Non c’è più fiorentinità nella Fiorentina: in tutto l’ambiente, non c’è più nulla. Non serve risalire ai miei tempi della balaustra, adesso proprio non c’è più nulla di fiorentino.

A volte la squadra va meglio, altre peggio, ma se c’è una politica del genere i problemi diventano grandi. Aver bruciato anche Pioli, giocatore viola dai tempi miei nonché bravissima persona e allenatore, è grave: non è questione dell’allenatore, sono assortiti male i giocatori. Vanoli? Magari sarà decisivo e gli faccio tutti i migliori auguri, ma ho diversi dubbi. Perché? Ci sono problemi societari, vale per tutto il calcio italiano. Le partite della Fiorentina le guardo tutte ma noto una mentalità sbagliata, che riguarda in generale tutto il nostro calcio, a partire dal nuovo regolamento. Fiorentina-Juve? Era un altro mondo.

Ma la cosa più fastidiosa è che Fiorentina-Juventus vale più di tutto il campionato della Fiorentina, la fiorentinità è questa. Anche se in questo momento è un bene che ci sia la partita con la Juventus, perché può scuotere i giocatori. Anche col Bologna, per la Fiorentina il pareggio è stato come vincere alla lotteria. Kean è stato un grande colpo. Quasi tutte le squadre non hanno centravanti, la Fiorentina invece ce l’ha. Lui è quello che può cambiare le partite, però giocando da solo si consuma».

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Brozovic ritorna in Serie A! Quella squadra vuole comprare l’ex centrocampista dell’Inter. Ecco la situazione

Brozovic e Juventus: opportunità di mercato tra Al Nassr e Spalletti. Le ultime sul calciomercato

Il futuro di Brozovic è al centro di un momento delicato, tra rinnovi bloccati e possibili ritorni in Europa. Attualmente, il centrocampista croato è in stand-by con l’Al Nassr: il rinnovo contrattuale proposto dal club saudita non ha ancora ricevuto una risposta definitiva. La trattativa è ferma principalmente per motivi economici, e la situazione ha immediatamente riacceso l’interesse di diversi club europei, con la Juventus pronta a monitorare da vicino ogni sviluppo, come riportato dal Corriere dello Sport.

L’offerta dell’Al Nassr, infatti, prevede cifre sensibilmente inferiori rispetto ai 18 milioni annui percepiti da Brozovic, un netto calo che il giocatore non è disposto ad accettare al momento. Nonostante il benessere economico e la stabilità in Arabia Saudita, il centrocampista valuta con attenzione il suo percorso professionale e il desiderio di rimanere competitivo a livello tecnico. In questo quadro, un fattore chiave è rappresentato dal legame con Luciano Spalletti: Brozovic ha già lavorato con l’attuale allenatore della Juventus all’Inter e sarebbe molto incuriosito dalla possibilità di riprendere quella collaborazione, in un contesto stimolante e tatticamente definito.

La Juventus, da parte sua, osserva la situazione con interesse strategico, in chiave Brozovic e mercato. L’Amministratore Delegato Damien Comolli ha più volte sottolineato come la finestra di gennaio sarà orientata a cogliere occasioni a condizioni vantaggiose, rispettando le rigide regole finanziarie imposte dal club. Brozovic potrebbe rappresentare proprio un’occasione di questo tipo: il suo contratto scadrà a giugno, rendendolo un potenziale parametro zero. Inoltre, l’Al Nassr potrebbe essere disposta a trattare già a gennaio per monetizzare prima di perderlo a costo zero, creando una finestra concreta di opportunità per la Juventus.

Dal punto di vista tecnico, Brozovic sarebbe un innesto di grande valore per il centrocampo bianconero. La sua capacità di dettare i tempi, gestire la fase di costruzione e coprire l’area di mezzo lo rende perfettamente in linea con le esigenze tattiche di Spalletti. La chiave sarà trovare un accordo economico sostenibile: stipendio e eventuale costo del cartellino dovranno rientrare nei parametri stabiliti dal club.

In sintesi, la situazione di Brozovic resta in evoluzione. Tra un rinnovo sospeso con l’Al Nassr e l’interesse concreto della Juventus, il centrocampista croato potrebbe rappresentare una delle opportunità di mercato più interessanti per i bianconeri nella sessione invernale e un innesto di qualità in vista della prossima stagione.

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Calciomercato Inter, Calhanoglu lascerà i nerazzurri. Ecco la situazione attuale del centrocampista

Calciomercato Inter: Calhanoglu tra derby e futuro in nerazzurro. Ecco la situazione attuale della squadra nerazzurra. Il punto

Il nome di Calhanoglu torna prepotentemente al centro del dibattito legato al Calciomercato Inter, non solo per il suo impatto in campo, ma anche per le insistenti voci di trasferimento che accompagnano il centrocampista turco da tempo. Alla vigilia del derby di Milano, la sfida tra Inter e Milan diventa il palcoscenico perfetto per osservare i duelli tattici e tecnici dei due registi: Calhanoglu e Luka Modric. Due giocatori esperti, fondamentali per le rispettive squadre, che promettono spettacolo e qualità nella sfida più sentita della città.

In questa stagione, Calhanoglu si è confermato uno dei punti di riferimento dell’Inter guidata da Cristian Chivu. Dal suo arrivo in nerazzurro nel 2021, il turco ha saputo conquistarsi un ruolo di primo piano grazie a qualità tecniche di alto livello: visione di gioco, precisione nei calci piazzati e capacità di dettare i ritmi del centrocampo. Il suo contributo è stato determinante per garantire equilibrio alla squadra, rendendolo un perno imprescindibile nell’assetto tattico della formazione milanese.

Nonostante la sua importanza sul campo, le voci di mercato continuano a circondarlo. Il Galatasaray, che aveva provato a riportarlo in Turchia durante la scorsa estate, non ha mai nascosto il suo interesse e potrebbe tornare alla carica già a gennaio. Un’ipotesi che, seppur suggestiva, risulta complicata da accettare per l’Inter: il club nerazzurro considera infatti Calhanoglu incedibile nel mercato di gennaio, vista la sua centralità nella squadra e il ruolo chiave nel progetto di Chivu.

Il centrocampista turco ha un contratto valido fino al 2027, e sebbene in futuro possa aprirsi la possibilità di discutere un rinnovo o altre soluzioni contrattuali, al momento l’Inter intende mantenere stabile la rosa senza indebolirla. Anche il Galatasaray, pur continuando a monitorare la situazione, dovrà fare i conti con la decisione ferma del club di viale della Liberazione.

Sul piano tecnico, invece, il derby rappresenta un test cruciale per Calhanoglu, chiamato a confrontarsi con Modric, leader del centrocampo rossonero. La sfida tra i due veterani promette grande intensità e duelli da fuoriclasse, con il turco pronto a guidare l’Inter in una partita decisiva per la classifica.

Il futuro di Calhanoglu resta dunque aperto, ma il presente è chiaro: l’Inter non può fare a meno del suo cervello di centrocampo. In chiave Calciomercato Inter, ogni decisione su di lui sarà ponderata con attenzione, confermando quanto sia prezioso per il club e quanto la sua permanenza sia una priorità strategica.

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Corvino sicuro: «La Fiorentina si rialzerà per quel motivo. Penso che Vanoli porterà una cosa molto importante»

Corvino: “La Fiorentina si rialzerà, contro la Juve troverà nuovi stimoli”. Le dichiarazioni dell’ex dirigente viola

Pantaleo Corvino, uno dei dirigenti più rappresentativi del calcio italiano e uomo che ha segnato profondamente la storia sportiva della Fiorentina, ha rilasciato una lunga intervista a Tuttosport in vista della sfida tra viola e Juventus. Le sue parole sono state cariche di affetto, ricordi e fiducia nei confronti della società gigliata, attualmente protagonista di un periodo complicato dal punto di vista dei risultati.

«Mi dispiace per il momento che sta passando la Fiorentina», ha esordito Corvino, evidenziando come la squadra stia vivendo settimane delicate. Pur riconoscendo le difficoltà, però, ha voluto lanciare un messaggio di ottimismo: «Sono certo che si rialzeranno. La Fiorentina ha una struttura solida, un gruppo valido e una tifoseria che non smette mai di sostenere. E proprio una partita come quella contro la Juventus può diventare una scintilla importante per ritrovare entusiasmo». Secondo Corvino, infatti, le sfide più prestigiose riescono spesso a tirare fuori energie e motivazioni nascoste: «Contro la Juve troverà nuovi stimoli, ne sono convinto».

Ripercorrendo la sua lunga esperienza in viola, Corvino ha rievocato uno dei ricordi più emozionanti vissuti durante la sua dirigenza: la vittoria per 3-2 a Torino con il gol di Osvaldo nel finale. «Ho ancora negli occhi quel settore ospiti in visibilio», ha raccontato. Un’immagine vivida, simbolo della passione del popolo viola e della capacità della squadra di scrivere pagine memorabili anche in momenti difficili.

Parlando dei colpi di mercato messi a segno nella sua carriera, Corvino ha scelto due nomi come estremi ideali di un percorso ricco di intuizioni e talenti scoperti: «Parto da Luca Toni e chiudo con Dusan Vlahovic», ha detto, pur sapendo che citare solo questi due significa fare un torto a tanti altri giocatori che ha portato a Firenze e che hanno lasciato il segno. Una scelta simbolica, che mette insieme l’esperienza del bomber campione del mondo e la potenza del giovane serbo lanciato proprio da Corvino nel grande calcio.

Sul conto di Vlahovic, oggi alla Juventus, l’ex direttore generale non ha dubbi: «Dusan è forte, fortissimo. In giro per l’Europa ce ne sono pochi come lui». Parole che confermano ancora una volta quanto Corvino credesse e creda tuttora nelle qualità del centravanti serbo, uno dei suoi intuizioni più brillanti.

Concludendo, Corvino ha preferito non dare consigli, ma il suo messaggio di fondo è stato chiaro: la Fiorentina ha tutte le risorse per rialzarsi e tornare protagonista, anche passando attraverso sfide prestigiose come quella con la Juventus.

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Calciomercato Real Madrid, Vinicius Junior lascerà i blancos? Spunta fuori una nuova indiscrezione

Calciomercato Real Madrid e Milan: tra il sogno Vinícius e l’obiettivo Lewandowski per l’estate. La situazione attuale non lascia dubbi

Nel mondo del Calciomercato Real Madrid, le parole dei grandi campioni hanno spesso un peso specifico capace di scuotere club e tifoserie di tutta Europa. È esattamente ciò che è accaduto nelle ultime ore al Milan, dove l’entusiasmo dei supporters rossoneri è esploso dopo le dichiarazioni di Vinícius Júnior. L’attaccante brasiliano del Real Madrid, rispondendo a una domanda sul club di via Aldo Rossi, ha affermato senza esitazioni: «Se mi piace? Sì, il Milan è il top». Una frase semplice ma potentissima, riportata da Tuttosport, che ha riacceso fantasie e sogni nel cuore dei tifosi.

Tuttavia, quando si passa dalla suggestione alla concretezza, lo scenario cambia radicalmente. Nel contesto del Calciomercato Real Madrid, Vinícius rappresenta uno dei profili più preziosi, tutelati e inaccessibili dell’intero panorama europeo. Il suo valore di mercato, sommato a uno stipendio da top player mondiale, pone di fatto un muro invalicabile per il Milan, almeno nel futuro prossimo. La dirigenza rossonera ne è perfettamente consapevole: per quanto affascinante, l’idea di portare Vinícius a Milano rimane oggi irrealizzabile.

Diverso è invece il discorso legato al centravanti che il club considera un obiettivo reale per la prossima estate: Robert Lewandowski. Pur essendo fuori dal perimetro diretto del Calciomercato Real Madrid, il suo nome rientra in quella sfera di attaccanti di livello mondiale che ruotano ciclicamente tra i grandi club europei. L’attuale bomber del Barcellona è in scadenza di contratto al termine della stagione, una condizione che apre scenari molto più concreti rispetto alla pista Vinícius.

Il Milan, alla ricerca da mesi di un centravanti d’esperienza capace di garantire gol, leadership e personalità, vede in Lewandowski il profilo ideale. Secondo le prime indiscrezioni, alcuni contatti esplorativi tra le parti ci sarebbero già stati e, dato ancora più interessante, il polacco non avrebbe chiuso la porta a un trasferimento in Serie A. Il club rossonero, per parte sua, monitora con grande attenzione la situazione, consapevole che un suo possibile arrivo a parametro zero rappresenterebbe un colpo straordinario dal punto di vista tecnico, economico e mediatico.

In sintesi, mentre il Calciomercato Real Madrid alimenta sogni come quello legato a Vinícius, il Milan resta concentrato sull’obiettivo realmente raggiungibile: Lewandowski. Un’operazione difficile, ma non impossibile, che potrebbe ridisegnare il futuro offensivo dei rossoneri.

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Mbappé al Milan! Colpo possibile per la squadra rossonera dal Real Madrid. Il piano dei rossoneri

Mbappé e Milan: un sogno di mercato che potrebbe diventare realtà tra qualche anno. La situazione attuale

Nel panorama del grande calcio internazionale c’è un legame affettivo che continua a far sognare il popolo rossonero: quello tra Mbappé e il Milan. Ogni sessione di mercato porta con sé suggestioni, ma alcune, per fascino e radici profonde, resistono al tempo. È il caso del fuoriclasse francese, che non ha mai nascosto la sua simpatia per i colori rossoneri e che, secondo molti osservatori, potrebbe un giorno trasformare quel sentimento in un approdo concreto a Milano. Se oggi l’operazione appare impossibile per costi, ingaggio e dinamiche del mercato europeo, la prospettiva cambia quando si guarda più avanti.

Secondo Tuttosport, il fascino del Milan, capace di attraversare generazioni e confini, potrebbe tornare centrale nella carriera di Mbappé non appena il campione francese supererà la soglia dei 31-32 anni. In quel punto della sua parabola professionale, quando potrebbe essere alla ricerca di una nuova sfida ricca di significato, la possibilità di indossare la maglia rossonera non sarebbe più fantascienza. Il quotidiano non esita a rilanciare un’ipotesi destinata ad alimentare l’immaginazione dei tifosi: «mai dire mai».

Il Milan, infatti, continua a esercitare un richiamo unico nel panorama mondiale. Lo dimostrano non solo le parole di Mbappé, ma anche quelle recentissime di un’altra stella planetaria: Vinícius Júnior. L’attaccante del Real Madrid, intercettato dopo una gara con il Brasile, non ha nascosto la sua ammirazione spontanea verso i rossoneri. Alla domanda su cosa pensasse del club, la risposta è stata chiara, diretta e quasi sorprendente: «Il Milan è il top». Un’affermazione semplice, ma che conferma come il brand rossonero continui a essere riconosciuto come un’icona internazionale capace di sedurre campioni di ogni generazione.

Il legame emotivo tra questi fuoriclasse e il Milan non basta, ovviamente, a rendere realistica una trattativa nel presente. Né Mbappé né Vinícius sono oggi obiettivi accessibili dal punto di vista economico o progettuale. Tuttavia, nel mondo del calcio, dove le carriere si allungano e i percorsi cambiano rapidamente, queste dichiarazioni hanno un peso simbolico che va oltre la cronaca.

Per i tifosi rossoneri, rappresentano un messaggio potente: la maglia del Milan continua ad avere un fascino che non sbiadisce mai. E chissà, tra qualche anno, quel sogno chiamato Mbappé potrebbe davvero trovare spazio nella realtà rossonera.

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Dumfries Inter ecco la statistica che fa impazzire gli allenatori sull’esterno olandese

Dumfries Inter, le statistiche stagionali dell’esterno olandese che fanno capire i suoi punti di forza e anche quelli in cui le lacune sono maggiori

La doppia natura di un esterno sempre in bilico

Denzel Dumfries è uno di quei giocatori che sembrano vivere costantemente fra due mondi: devastante quando attacca, vulnerabile quando difende. Le statistiche stagionali confermano questa natura “a due facce”, con picchi altissimi nelle voci offensive e numeri preoccupanti in quelle difensive .

Il dato più evidente è la sua capacità di incidere negli ultimi trenta metri. I numeri offensivi mostrano un impatto quasi da ala: 0.13 gol non su rigore per 90’ (percentile 90) e soprattutto un npxG al 96° percentile, segno che arriva in area con continuità e che le occasioni che genera sono tutt’altro che casuali. Non male per uno che nasce terzino e che ormai interpreta il ruolo di esterno a tutta fascia in modo molto personale, spingendo sempre, comunque, anche quando la squadra richiederebbe un minimo di gestione.

Dati che parlano chiaro: quando Dumfries parte palla al piede cambia la partita

Uno dei punti più sorprendenti della sua stagione è la capacità di trasformarsi da semplice cursore a vera arma per spaccare le difese. A livello di partecipazione offensiva, Dumfries è un outlier: 4.26 tocchi in area avversaria a partita, valore da 99° percentile, praticamente il migliore in Serie A nel ruolo.
È il classico esterno che non si accontenta di accompagnare l’azione, vuole entrarci dentro, sporcarsi, finalizzare. Quando l’Inter si schiaccia e riparte, il primo riferimento verticale è quasi sempre lui.

E anche se il suo contributo in termini di assist resta modesto (0.00 a gara, 21° percentile), l’xAG dice che il potenziale c’è (0.13 per 90’, 64° percentile), ma non sempre trova rifiniture precise o letture pulite nell’ultimo passaggio. La parte più importante, per ora, è come arriva lì: progressive passes received da 90° percentile, vuol dire che è uno dei giocatori più trovati in profondità della sua posizione.

L’ombra che non scompare mai: le difficoltà difensive

Se l’attacco vola, la fase difensiva precipita. E i numeri lo raccontano senza pietà.
Il dato più pesante è quello delle tackle+interceptions: appena 1.50 a gara, 4° percentile, un valore che per un esterno è estremamente basso. In generale, i duelli difensivi non sono la sua specialità: solo 1.00 tackle a partita (7° percentile) e pochi interventi risolutivi nella propria metà campo.

Anche sui contrasti individuali la sensazione è sempre la stessa: grande fisicità, grande corsa, ma letture lente, e una certa tendenza a inseguire l’azione invece di anticiparla. Lo si vede anche dal numero di blocchi (0.38, 4° percentile) e dalle pochissime recuperate. È un giocatore che difende più correndo all’indietro che aggredendo in avanti.

L’Inter lo usa in modo chirurgico, ma quando manca si vede

Se si osservano le sue ultime prestazioni gara per gara (dati delle sue ultime cinque apparizioni ufficiali) si nota un utilizzo molto “mirato”: tantissimi minuti quando la partita richiede ampiezza, gamba, attacchi alle spalle. Meno quando serve controllo, fraseggio, gestione paziente.

Il fatto che contro il Verona abbia toccato appena 17 palloni, mentre contro il Qarabag sia salito a 59, racconta quanto il contesto influenzi la sua prestazione: Dumfries rende al massimo quando c’è campo da attaccare, quando la partita si apre, quando l’Inter può correre.

E questo ci porta al punto più attuale.

L’incognita fisica che pesa sul derby: un’assenza che cambierebbe tutto

LEGGI ANCHE >>> In vista del derby di Milano, la presenza di Dumfries è in forte dubbio per un problema fisico accusato negli ultimi giorni. Ed è un’assenza che, più di quanto sembri, rischia di cambiare gli equilibri della partita.

Senza di lui, l’Inter perde: il suo principale sfogo in ampiezza, il giocatore più bravo ad attaccare lo spazio ma soprattutto una valvola di sfogo fondamentale per Lautaro e Thuram quando l’azione si incaglia centralmente.

Ma guadagna paradossalmente qualcosa in stabilità difensiva, perché Dumfries è sempre stato l’anello più fragile nelle transizioni difensive. Da questo punto di vista, un profilo più “controllato” come Darmian dà maggior sicurezza.

Il derby vive tanto sulle corsie, e la possibile assenza dell’olandese sposta parecchio peso tattico sul lato destro nerazzurro.

Conclusione: Dumfries resta un paradosso affascinante

Denzel Dumfries è un giocatore che divide, e il motivo è semplice: ciò che fa bene lo fa benissimo (a livelli quasi da attaccante esterno), ciò che fa male lo fa male davvero.
Non esistono vie di mezzo: è esplosivo in avanti, vulnerabile dietro; è un’arma nelle partite rotte, un problema in quelle bloccate; è un laterale totale quando c’è spazio, un limite quando c’è da difendere posizionalmente.

Ed è proprio questa dualità che lo rende un personaggio perfetto da analizzare: non c’è niente di scontato in Dumfries.
Può deciderti una partita, e può complicartene un’altra.

Ed è per questo che, nel derby, la sua eventuale assenza pesa più di quanto dica il semplice tabellino dei numeri.

Paleari sicuro: «Il Toro ha svoltato la stagione dopo quella brutta sconfitta. Sul mio percorso penso che…»

Paleari: la svolta del Torino dopo l’Inter e la nuova mentalità granata. Le dichiarazioni del portiere granata

Alberto Paleari è diventato una delle voci più lucide e carismatiche del Torino in questo inizio di stagione. In una lunga intervista concessa a DAZN, il portiere granata ha analizzato il percorso della squadra dopo il pesante ko contro l’Inter, un 5-0 che aveva fatto tremare l’ambiente ma che, come lui stesso racconta, ha rappresentato anche il punto di svolta del gruppo. Per Paleari, quella partita non è stata soltanto una sconfitta, ma un vero momento di consapevolezza che ha permesso al Torino di ritrovare unità, concentrazione e fame.

Rievocando quel passaggio delicato, Paleari ha spiegato come il risultato di San Siro abbia lasciato il segno ma abbia anche avuto l’effetto di compattare lo spogliatoio. «Il 5-0 subito con l’Inter ha fatto rumore ovunque, ma dentro lo spogliatoio è stato soprattutto un segnale forte. Ci siamo guardati negli occhi e ci siamo detti che da quel momento bisognava spingere molto di più», ha raccontato il portiere. Una presa di responsabilità collettiva che, secondo Paleari, ha permesso alla squadra di analizzare gli errori, di correggerli e di trasformare quella delusione in una risorsa per ripartire.

Da quel giorno, il Torino ha mostrato una crescita costante. Paleari sottolinea come il gruppo abbia trovato una mentalità nuova, basata su concentrazione, lavoro quotidiano e volontà di migliorare a ogni partita. «Quella sconfitta è stata un campanello d’allarme, ma ci ha anche dato la carica per andare avanti. Ora sappiamo bene cosa vogliamo ottenere e siamo consapevoli che possiamo fare molto di più», ha aggiunto, evidenziando come il percorso intrapreso sia il risultato di una forte unione interna.

Il portiere granata, sempre più punto di riferimento del gruppo, ha parlato anche della determinazione che sta animando l’intera squadra. Per Paleari, la nuova fase del Torino non è frutto del caso, ma di un atteggiamento ritrovato: concentrazione altissima, spirito di sacrificio e volontà di affrontare ogni gara con la massima intensità. Con questa mentalità, sostiene, il club può continuare a scalare la classifica e puntare a traguardi più ambiziosi.

Paleari conclude guardando al futuro con fiducia: il morale è alto, la squadra crede nei propri mezzi e il cammino intrapreso sembra quello giusto. Se il Torino riuscirà a mantenere questa compattezza e la stessa fame mostrata dopo il ko di San Siro, per il portiere non ci sono dubbi: il gruppo granata ha tutte le carte in regola per crescere ancora e non porsi limiti.

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Bartesaghi carico per il derby: «Voglio vincere contro l’Inter. Quel giocatore per me è un riferimento»

Bartesaghi: «Giocare il derby dal primo minuto sarebbe un sogno. Modrić un esempio, Theo il mio modello. Sto costruendo la mia identità»a

Davide Bartesaghi continua a rappresentare una delle note più liete della stagione del Milan. Il giovane terzino, cresciuto nel vivaio rossonero, sta trovando spazio nelle rotazioni di Massimiliano Allegri e si gioca la maglia da titolare sul lato sinistro con Estupiñán. In vista del derby contro l’Inter, in programma domenica sera, il classe 2005 ha raccontato emozioni, ambizioni e punti di riferimento.

Verso il Derby: emozione e responsabilità

Per Bartesaghi, quello contro l’Inter non è certo un match come gli altri. Il difensore ha ricordato come la stracittadina sia stata una costante della sua carriera sin dai tempi del settore giovanile:

«Di derby ne ho giocati tanti nelle giovanili, e l’anno scorso ho anche avuto la possibilità di entrare nel finale della semifinale di Coppa Italia. Scendere in campo dal primo minuto sarebbe un sogno, lo è da quando sono bambino. Sono milanista e lo è anche mio papà, quindi questa partita ha un valore speciale. Io mi metto sempre a disposizione del mister e dei compagni».

Modrić e i campioni da cui imparare

Nel gruppo rossonero, Bartesaghi ha la fortuna di confrontarsi ogni giorno con giocatori di grande esperienza, su tutti Luka Modrić, arrivato in estate per dare qualità e leadership:

«Modrić è un campione vero, uno di quelli da cui puoi imparare ogni giorno. Parliamo spesso, ci aiuta tantissimo. Da lui prendo esempio soprattutto per la mentalità e per il carattere che mette in campo in ogni partita».

Theo Hernández resta il riferimento, ma cresce la consapevolezza

Nonostante la presenza di Modrić e degli altri veterani, il modello calcistico di Bartesaghi resta Theo Hernández, ora impegnato in Arabia Saudita:

«Theo è sempre stato il mio punto di riferimento. Ogni tanto guardo i suoi spezzoni o gli highlights, soprattutto i gol. Però sto cercando di costruirmi un’identità mia. Voglio diventare semplicemente Bartesaghi, con le mie caratteristiche».

L’esperienza in Under 21 e la crescita personale

Reduce da due buone prove con l’Italia Under 21, Bartesaghi ha spiegato l’importanza del saper dosare le proprie qualità offensive:

«Cerco sempre di capire quando posso spingere. Se la mezzala mi copre, allora posso andare più alto. Contro il Montenegro siamo scivolati in diversi, ma avevo i tacchetti nuovi e il campo era molto difficile. Sono situazioni che capitano, l’importante è saper reagire».

Il giovane terzino conclude con la serenità di chi sente di essere sulla strada giusta: concentrato, motivato e pronto a giocarsi ogni chance.

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Dumfries riuscirà ad esserci per il derby contro il Milan? Spunta una nuova indiscrezione in casa Inter

Dumfries-Inter, derby a rischio: Chivu spera nel recupero ma l’allarme cresce per l’esterno nerazzurro

In casa Inter cresce la preoccupazione riguardo alle condizioni di Denzel Dumfries, uno dei giocatori più importanti nello scacchiere nerazzurro, in vista dell’attesissimo derby di Milano. L’esterno olandese, fondamentale per gli equilibri tattici dell’Inter, rischia infatti di saltare uno degli appuntamenti più sentiti della stagione, complicando i piani di Cristian Chivu a pochi giorni dalla sfida contro il Milan.

Il problema è noto da settimane: la distorsione alla caviglia rimediata nella gara contro la Lazio non accenna a migliorare. Nonostante il lavoro costante dei fisioterapisti dell’Inter e un programma personalizzato per accelerare il rientro, Dumfries continua ad avvertire dolore. Il lungo periodo trascorso con la nazionale olandese non ha aiutato; anzi, il laterale è rientrato a Milano con sensazioni peggiori rispetto a quelle registrate prima della sosta.

Il dottor Volpi e lo staff medico dell’Inter stanno facendo il massimo per tentare un recupero in extremis, consapevoli dell’importanza del giocatore sia per il derby sia per l’imminente sfida di Champions League contro il Real Madrid. La missione, però, sembra complicata: ogni test svolto nelle ultime ore conferma che la caviglia non ha ancora raggiunto un livello di stabilità sufficiente per sostenere un match ad alta intensità come il derby di Milano.

L’Inter, che sta vivendo una fase cruciale della stagione tra campionato ed Europa, teme di perdere un titolare capace di dare profondità, corsa e fisicità sulla fascia destra. Senza Dumfries, Chivu potrebbe essere costretto a modificare assetto e soluzioni tattiche, andando a toccare uno dei reparti più delicati della squadra. L’olandese, oltre al suo contributo tecnico, garantisce infatti esperienza nei big match, un elemento che in un derby pesa sempre in maniera determinante.

La sensazione che filtra dall’ambiente Inter è che il giocatore difficilmente sarà disponibile per la sfida contro il Milan e che, nel migliore dei casi, potrà accomodarsi in tribuna per sostenere i compagni. Le prossime 48 ore saranno decisive per capire se potrà almeno riprendere parte del lavoro in gruppo, ma al momento l’ottimismo è ridotto al minimo.

Il derby, come sempre, rappresenta molto più di una semplice partita per l’Inter, che si prepara ad affrontare il Milan con la consapevolezza di dover forse rinunciare a uno dei propri punti fermi. La speranza di Chivu è di recuperarlo almeno per la Champions, ma la prudenza rimane la linea guida: l’obiettivo è evitare ricadute che potrebbero compromettere il resto della stagione nerazzurra.

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Calciomercato Lazio, Guendouzi sacrificato in casa biancoceleste? L’involuzione del centrocampista

Calciomercato Lazio: Guendouzi da intoccabile a sacrificabile. Ecco la situazione attuale in vista di gennaio. Il punto

Nel Calciomercato Lazio sta prendendo forma uno dei casi più inattesi della stagione: la possibile cessione di Mattéo Guendouzi. Il centrocampista francese, arrivato come punto fermo del progetto tecnico, sta vivendo un’involuzione che lo ha trasformato da perno insostituibile a giocatore considerato sacrificabile per finanziare le operazioni in entrata.

Nelle sue prime stagioni in biancoceleste Guendouzi aveva convinto tutti. Sarri lo aveva reso elemento chiave del centrocampo, utilizzandolo con continuità e valorizzandone intensità, corsa e capacità di copertura. Anche il periodo complicato sotto Tudor era sembrato una parentesi, poi chiusa con l’arrivo di Baroni. La coppia che il francese formava con Rovella nella prima parte del 2024-25 era diventata un modello in Europa: due giocatori capaci di sostenere una squadra a fortissima trazione offensiva, spesso schierata con quattro attaccanti.

Quell’equilibrio, però, aveva un prezzo. Il contributo realizzativo quasi nullo dei due (appena un gol complessivo) aveva iniziato a pesare sulle valutazioni complessive, proprio mentre Guendouzi restava fuori dalla Nazionale da oltre cinque mesi. Il ritorno al 4-3-3, modulo in cui con Sarri era stato determinante, non è bastato a rilanciarlo. Il vero problema, come sottolineato da più fonti vicine alla squadra, è stata l’assenza di un giocatore in grado di incidere come Luis Alberto. Senza un elemento capace di sbloccare le partite con una giocata di classe, il francese è stato costretto a caricarsi sulle spalle compiti offensivi non adatti alle sue caratteristiche.

Il risultato è evidente: un solo gol nelle prime nove presenze stagionali, accompagnato da un nervosismo crescente. L’espulsione nel derby e alcuni errori sotto porta hanno completato un quadro non all’altezza delle aspettative. Il valore del giocatore, inevitabilmente, è sceso: dai 50 milioni legati alla clausola si è passati a una valutazione tra i 25 e i 30 milioni.

Ed è qui che entra in gioco il Calciomercato Lazio. Il club, che potrebbe essere costretto a operare a saldo zero nelle prossime finestre, è pronto ad ascoltare offerte anche inferiori a quelle inizialmente richieste. Dalla Premier League sono arrivati sondaggi di Newcastle e Aston Villa, mentre in Francia si parla di un interesse dell’Inter. Proposte che, in un altro momento, sarebbero state respinte senza esitazione, ma che oggi assumono un peso completamente diverso.

Guendouzi entra dunque ufficialmente nel gruppo dei possibili sacrificabili. Un addio che potrebbe consentire alla Lazio di finanziare i rinforzi richiesti da Sarri, soprattutto a centrocampo, e di rilanciare il proprio progetto tecnico nella prossima fase del Calciomercato Lazio.

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Leao lascerà il Milan? Le voci intorno all’attaccante rossonero potrebbero influenzare il suo futuro

Leao: il Milan accelera per blindare il suo numero 10. Priorità al rinnovo e massima attenzione ai rumors provenienti dalla Turchia

Il tema Leao è tornato centrale in casa Milan. Nonostante il contratto del fuoriclasse portoghese sia valido fino al 2028, la società rossonera non vuole più correre rischi e ha deciso di anticipare i tempi per mettere al sicuro uno dei suoi patrimoni tecnici più preziosi. Le ultime prestazioni di Leao, unite alla sua crescente leadership nello spogliatoio e in campo, hanno convinto il club a rendere il prolungamento del contratto una questione di assoluta priorità.

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, nelle prossime settimane il Milan inizierà a definire i dettagli di una nuova proposta per Leao. L’obiettivo è chiaro: evitare situazioni di tensione, come accaduto nell’ultimo rinnovo, firmato soltanto in extremis e dopo mesi di preoccupazione tra i tifosi. La dirigenza vuole costruire un percorso più lineare, blindando il giocatore con largo anticipo e senza lasciare margini a possibili interferenze esterne.

Il dossier Leao non riguarda solo la continuità tecnica del club, ma anche una risposta decisa alle voci provenienti dall’estero. In Turchia, nelle ultime settimane, è circolata l’indiscrezione di un forte interesse del Galatasaray, pronto a tentare un assalto già nella sessione invernale di mercato. Una voce che ha fatto rumore, ma che non trova riscontri concreti né a Milano né nell’entourage del giocatore.

Il Milan, infatti, non ha alcuna intenzione di sedersi al tavolo delle trattative per gennaio. La posizione del club è netta: Leao non si muove. E la stessa sensazione arriva dal giocatore, che vive serenamente il suo presente in rossonero. A Milano, Leao si sente al centro del progetto, è il leader tecnico della squadra e non sembra minimamente incline ad ascoltare offerte che potrebbero distoglierlo dalla crescita intrapresa negli ultimi anni.

Parallelamente, la società lavora per assicurargli un adeguato riconoscimento economico. Il Milan sa che il valore di Leao è in continua ascesa e vuole costruire attorno a lui il progetto del prossimo futuro. Blindarlo con un rinnovo anticipato rappresenta quindi una scelta strategica, sia per consolidare la competitività della squadra, sia per proteggere un asset fondamentale da ipotetici assalti di mercato.

Il messaggio è chiaro: Leao è il perno del Milan che verrà. E il nuovo rinnovo è destinato a diventare la priorità assoluta dei prossimi mesi.

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