Pagina 540 – Calcio News 24

Lewandowski Serie A, quel club italiano sogna il colpo: contatti già avviati con il polacco per il 2026. Le ultimissime

Lewandowski Serie A: il sogno del Milan sulle orme di Modrić. Per adesso è solo una suggestione. Vedremo cosa succederà in futuro.

Luka Modrić continua a dimostrare che il tempo, per i veri campioni, è solo un dettaglio. A 40 anni, il centrocampista croato sta per toccare quota 1000 minuti in Serie A con la maglia del Milan, un traguardo che pochi avrebbero pronosticato a inizio stagione. La sua classe, unita a una condizione fisica invidiabile, ha trasformato lo scetticismo iniziale in ammirazione totale. Modrić è diventato il simbolo di come l’esperienza e la mentalità vincente possano ancora fare la differenza nel calcio moderno.

Sull’esempio del croato, nelle ultime settimane è emersa con forza un’altra suggestione di mercato che infiamma i tifosi rossoneri: Robert Lewandowski in Serie A. L’attaccante polacco, oggi trentasettenne, continua a segnare con la stessa fame e precisione che lo hanno reso uno dei migliori bomber del XXI secolo. Le sue prestazioni, unite a una cura maniacale per il proprio corpo, lo rendono ancora oggi un professionista d’élite capace di incidere ai massimi livelli.

Secondo quanto riportato da Tuttosport, il Milan starebbe valutando l’idea di replicare il “modello Modrić”, puntando su un fuoriclasse di comprovata esperienza e mentalità vincente. Un eventuale approdo di Lewandowski in Serie A, e in particolare al Milan, rappresenterebbe un colpo di altissimo profilo, non solo dal punto di vista tecnico ma anche mediatico. L’attaccante del Barcellona porterebbe con sé un bagaglio di leadership, gol e professionalità che potrebbe rivelarsi determinante per la crescita dei giovani rossoneri.

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Il progetto del Milan mira infatti a coniugare talento e maturità: un equilibrio che Modrić ha già saputo incarnare alla perfezione. L’arrivo di Lewandowski in Serie A andrebbe a completare questo percorso, offrendo a Stefano Pioli (o al suo eventuale successore) un terminale offensivo letale e un esempio inimitabile nello spogliatoio.

Per ora si tratta solo di un’idea, ma il fascino di vedere Lewandowski in Serie A — magari con la maglia rossonera — è troppo grande per non sognare. Come Modrić, anche il bomber polacco sembra immune al passare del tempo, e il suo nome continua a far sognare i tifosi italiani e gli appassionati di calcio di tutto il mondo.

Fiorentina, Guanciale: «Qualcosa non funziona e faccio molta fatica ad essere lucido. Sulla Nazionale…»

Fiorentina, Lino Guanciale in un’intervista ha analizzato il momento della Nazionale e della Fiorentina, squadra per cui è tifoso da tempo.

Lino Guanciale, nato ad Avezzano (L’Aquila) il 21 maggio 1979, è un volto noto del cinema e della televisione italiana, protagonista di serie di successo come “La porta rossa”, “L’allieva” e “Il commissario Ricciardi”. Prima di calcare i palcoscenici, Guanciale è stato un promettente rugbista, vestendo la maglia azzurra dall’Under 16 all’Under 19. La sua passione per lo sport traspare anche quando analizza il calcio italiano, con un occhio critico e propositivo, oltre che tifoso (della Fiorentina).

LA SUA FIORENTINA – «Non mi sarei mai aspettato un avvio di stagione così, il percorso fatto in questi anni, compreso l’ultimo, faceva pensare a tutt’altro. Viene da interrogarsi molto su quale sia il male della squadra e non mi riferisco solo ai calciatori. Qualcosa non funziona e faccio molta fatica a riuscire a essere lucido, viene voglia di dire andatevene tutti e ricominciamo da capo. Fossimo in Commisso mi farei tante domande, ma molto puntuali, sulla direzione sportiva della squadra. I giocatori alla fine non sono male, ma non si è investito nel modo in cui forse si sarebbe dovuto. È evidente che un piano, se c’era, era schizofrenico. Bisogna ottimizzare le risorse e la prospettiva, qui per ora nessuno è riuscito a occuparsene. O forse nessuno ha voluto. Per questo chiamavo in causa il presidente: occorre fare un restauro in corsa tipo quelli dei reality americani, avete presente? Serve un Extreme Makeover…».

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LA NAZIONALE – «Mi auguro che Gattuso riesca a portare la solidità necessaria per venir fuori dall’impasse degli spareggi, perché salvo miracoli dovremo farli e stavolta bisogna passarli. Chi va in campo sembra poco convinto, di certo abbiamo avuto organici più forti, ma anche chi c’è oggi ha un ottimo potenziale: il problema è la mentalità e riguarda tutto il calcio, non solo chi gioca. Le giovanili azzurre vanno forte, ma riusciamo comunque a disperdere sistematicamente il nostro patrimonio, cosa che invece non accade in sport come rugby, volley, nuoto o pallacanestro. Lì i talenti vengono protetti, nel calcio no, bisogna ripensare qualcosa nell’architettura di questo sport, a partire dai club. Altrimenti questi ragazzi continueranno ad entrare in campo con le gambe che tremano e noi a restare fuori dai Mondiali».

Bologna, i numeri da record premiano il lavoro di Italiano. E sul futuro il club ha le idee molto chiare

Bologna, la squadra di Italiano continua a far sognare una intera città. E Di Vaio sta già iniziando a programmare il futuro con attenzione

Il Bologna di Vincenzo Italiano è la vera rivelazione di questa Serie A, una squadra che continua a stupire e a sognare in grande, nonostante le cessioni eccellenti e le voci prudenti del direttore sportivo Di Vaio. Dalla promessa di riportare la gente in piazza alla conquista della Coppa Italia e un piazzamento da Champions League, il tecnico ha trasformato la squadra rossoblù in un fenomeno di passione e gioco. Ecco l’analisi odierna fornita da La Gazzetta dello Sport.

La promessa mantenuta: dalla piazza alla Coppa Italia
Il 13 giugno 2024, al suo arrivo a Bologna dopo tre anni alla Fiorentina, Vincenzo Italiano fece una promessa che sembrava quasi un’utopia: «Proveremo a far tornare la gente in piazza, non so come si potrà fare a ripetere una cosa del genere ma troveremo il modo». Quella frase, pronunciata in un contesto di euforia per la qualificazione in Champions, è stata esaudita in pieno: vittoria della Coppa Italia e conseguente sfilata trionfale. Un successo straordinario, ottenuto con una squadra che aveva perso pezzi importanti come Zirkzee e Calafiori, poi Beukema e Ndoye l’estate scorsa. Eppure, il Bologna è oggi a soli tre punti dalla vetta.

La ricetta Italiano
Il segreto di Italiano è una combinazione di qualità, turnover e un attacco sempre pronto a colpire. La sua squadra ha un dogma: non arretrare di un metro, giocare con qualità e aggressività costante, rubare spazio e tempi. In difesa, come dimostrato anche contro il Napoli, se avverte aria di quattro punte, passa a tre o cinque, senza farsi “problemi”. La vera rivoluzione, però, è passata dalle ali, che per Italiano «devono essere attaccanti, non solo esterni d’attacco». Una filosofia che ha portato Ndoye da un gol a undici, e Orsolini a 17 reti l’anno scorso.

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Numeri da record e un futuro luminoso
I numeri fotografano un presente da sogno: +10 di differenza reti (18 a 8), secondo miglior attacco del campionato, la squadra che da inizio ottobre ha segnato più gol insieme all’Inter. Non perde dalla terza giornata in campionato (Milan) e in assoluto da fine settembre, con 10 risultati utili consecutivi. Un inizio di stagione mai visto nell’Era dei tre punti, con 3 punti in più rispetto a un anno fa. Nelle cinque gare casalinghe di questo campionato, ha vinto quattro volte (un pari) con ben quattro “clean sheets”, e contro il Napoli ha giocato anche con il giovanissimo Massimo Pessina in porta, classe 2005.

Le parole di Di Vaio e la missione mercato
Nonostante l’onda anomala di entusiasmo, Marco Di Vaio, ds del Bologna, ha cercato di placare gli animi: «Non possiamo definirci una squadra che può lottare per lo scudetto, almeno in questo momento della stagione. Non è scaramanzia, è realismo». Un realismo che non frena la missione di Di Vaio, che nel frattempo è già al lavoro sul mercato, visionando giovani talenti come Mattia Felici e Riyad Idrissi.

Infortuni e rientri: un equilibrio da mantenere
Il Bologna deve fare i conti con gli infortuni, con Freuler fuori fino a dicembre e Skorupski che potrebbe stare fermo per un mese e mezzo. Ma la buona notizia è il rientro di Immobile, finalmente pronto. Tutto questo è reso possibile dalla profondità della rosa e dalla filosofia di Italiano: «Ha fatto capire quanto sia importante costruire un gruppo lungo e solido. Non ha mai schierato una formazione uguale all’altra in due partite di fila. C’è prima il Bologna e poi ogni singolo». Un modello di successo che continua a far sognare la città.

Stramaccioni: «L’Inter è conscia di poter battere chiunque giocando al massimo. Sulla Roma dico una cosa»

Stramaccioni in una lunga intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’ ha fatto il punto sul campionato soffermandosi su Inter e Roma.

Andrea Stramaccioni, ex tecnico dell’Inter e ora opinionista DAZN, analizza ai microfoni de La Gazzetta dello Sport la sorprendente situazione in cima alla classifica di Serie A, con Inter e Roma a contendersi il primato. Un’analisi lucida che mette in risalto il valore dei due allenatori, Chivu e Gasperini, e il potenziale delle rispettive squadre.

IL PUNTO IN COMUNE TRA LE DUE SQUADRE – «In panchina: in questo primato c’è parecchio di Chivu e Gasperini. Cristian ha riportato entusiasmo, compattezza e ha arricchito uno stile di gioco ereditato integrandolo con le sue idee, ma senza mai stravolgerlo. Nella Roma l’impronta di Gasp è molto forte: i suoi principi di pressione, di intensità e verticalizzazione sono evidenti. Credo che sia l’allenatore più impattante sullo stile di gioco di una squadra negli ultimi 15 anni, dal Genoa all’Atalanta fino a questa Roma».

IL PERCHÉ DEL PRIMATO
– «Il nostro campionato ha sempre avuto un debole per i grandi numeri difensivi… La Roma ha insieme all’Arsenal la miglior difesa d’Europa, grazie a una fase di non possesso granitica e aggressiva e al contributo dei singoli: Svilar è il miglior portiere della A, Mancini sta giocando a livelli straordinari. L’Inter è l’unica italiana di vertice a trovare con continuità i gol degli attaccanti, e in un campionato in cui quasi tutti hanno il problema dei gol delle punte non è poco. E non dimentichiamo Calhanoglu, tornato a livelli spaziali e oggi capocannoniere…».

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IL VERO PUNTO DI FORZA DELL’INTER – «La dimensione internazionale. Le sfide europee degli ultimi tre anni portano un’enorme consapevolezza che rende la squadra conscia di poter battere chiunque giocando al massimo: è una forza mentale che in Italia oggi nessuno ha».

LA ROMA PUO’ CREDERE ALLO SCUDETTO – «Di certo per l’entusiasmo della piazza: è un primato inaspettato che mancava da più di un decennio e la gente sogna. Soprattutto, la squadra ha grandi margini di crescita: tutto quello che ha fatto finora lo ha praticamente ottenuto senza continuità di rendimento delle punte».

UN DUALISMO CHE DURERA’ FINO ALLA FINE
– «L’Inter si giocherà lo scudetto, nessun dubbio. Ha valori innegabili e ha aumentato la qualità del contributo della panchina con Bonny, Pio, Sucic e con Zielinski, che senza infortuni è un nuovo acquisto. A Roma c’è un entusiasmo travolgente e questo è bellissimo, ma ora la squadra non deve pensare al titolo, solo ad avere continuità per tornare tra le prime quattro: la differenza fra stare stabilmente in Champions o meno cambia il futuro, i bilanci e soprattutto l’appeal di un club a livello internazionale. E la Roma ne ha bisogno per costruire il progetto di alto livello voluto dai Friedkin».

LE MIGLIORI INSEGUITRICI – «Continuo a pensare che il Napoli abbia qualcosa in più insieme all’Inter ovviamente, ma le altre sono lì, dal Milan a Juventus e Bologna».

David Juventus, addio a gennaio? Tre club pensano a lui per rinforzare l’attacco. C’è anche una squadra di Serie A. La posizione dei bianconeri

David Juventus: crisi, dubbi e futuro incerto per il canadese. Il giocatore è finito nel mirino di tre club di Serie A per il calciomercato invernale.

Il momento di Jonathan David alla Juventus è tutt’altro che semplice. L’attaccante canadese, arrivato a parametro zero dal Lille nella scorsa estate, sta attraversando una fase di evidente difficoltà. Le aspettative erano alte, ma finora il contributo dell’ex Ligue 1 è stato ben al di sotto delle attese. Secondo quanto riportato da Tuttosport, David appare sfiduciato e scontento, incapace di incidere come vorrebbe e in difficoltà nel trovare la giusta collocazione nel sistema di gioco disegnato da Luciano Spalletti.

Le prestazioni opache e la mancanza di gol hanno alimentato i dubbi sulla reale compatibilità tra David e la Juventus. In particolare, il canadese fatica ad adattarsi alla tattica rigorosa della “Vecchia Signora”, dove l’equilibrio e il sacrificio sono elementi imprescindibili. Spalletti ha provato più volte a inserirlo accanto a Vlahovic in un modulo a due punte, ma il feeling tra i due non è ancora sbocciato. L’allenatore, ora, dovrà decidere se insistere su di lui o se valutare soluzioni alternative in vista del mercato di gennaio.

Nonostante il rendimento deludente, la Juventus non sembra intenzionata, almeno per il momento, a mettere David sul mercato. La dirigenza bianconera considera il giocatore un investimento importante e preferisce proteggerlo, convinta che il talento del canadese possa emergere con il tempo e la fiducia giusta. Tuttavia, la situazione potrebbe cambiare rapidamente: se le difficoltà dovessero proseguire, Spalletti potrebbe dare il via libera a una cessione temporanea per permettergli di ritrovare minuti e serenità.

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Intanto, il nome di David alla Juventus continua a far parlare di sé anche in chiave mercato. In Italia, il Milan osserva con interesse l’evolversi della situazione: i rossoneri lo ritengono un profilo ideale per rinforzare l’attacco, ma ogni eventuale trattativa dipenderà dalla cessione di Santiago Gimenez, necessaria per liberare spazio e risorse economiche.

Anche in Premier League l’attenzione è alta: Chelsea e Tottenham avrebbero già chiesto informazioni, valutando la possibilità di un prestito a gennaio. Una soluzione che potrebbe convenire a tutti — alla Juventus per non svalutare il giocatore, e a David per ritrovare fiducia lontano dalle pressioni torinesi.

Il futuro di Jonathan David alla Juventus resta dunque in bilico. Le prossime settimane saranno decisive: o la rinascita in bianconero, o un nuovo capitolo altrove, in cerca del riscatto perduto.

Hernandez, ritorno in Serie A per il francese? Il post della compagna apre a questa possibilità. E quella squadra spera in un sì del giocatore

Hernandez: nostalgia Milan e il sogno di un ritorno in rossonero. La compagna non chiude le porte ad una nuova esperienza a Milano

Basta un semplice messaggio social per riaccendere la speranza dei tifosi del Milan. Nelle ultime ore, il nome di Theo Hernandez è tornato a infiammare i cuori rossoneri dopo le parole cariche di affetto della sua compagna, Zoe Cristofoli, che hanno subito fatto il giro del web. Oggi il terzino francese milita all’Al-Hilal in Arabia Saudita, ma il legame con il mondo Milan sembra tutt’altro che spezzato.

Tutto è nato su Instagram, dove una tifosa rossonera ha scritto un messaggio nostalgico alla Cristofoli, ricordando quanto manchi la famiglia Hernandez a Milano. La risposta della modella e influencer non si è fatta attendere e ha avuto l’effetto di una miccia accesa nel cuore del popolo milanista:

«Un giorno torneremo, anche voi ci mancate. Ci sono posti che restano casa».

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Parole semplici ma dal significato profondo, che hanno immediatamente riacceso le voci di un possibile ritorno di Theo Hernandez al Milan in futuro. La frase, riportata da Gazzetta.it, non lascia dubbi sul legame affettivo che il giocatore e la sua compagna conservano con la città di Milano e con l’ambiente rossonero.

Durante la sua esperienza al Milan, Hernandez è diventato uno dei simboli della rinascita del club. Arrivato nel 2019, ha saputo imporsi come uno dei migliori terzini sinistri al mondo grazie alle sue accelerazioni devastanti, alla potenza fisica e alla capacità di incidere in zona gol. Il suo contributo è stato determinante per la conquista dello scudetto nel 2022 e per il ritorno stabile del Milan ai vertici del calcio europeo.

Nonostante il trasferimento in Arabia Saudita, la nostalgia per San Siro e per l’atmosfera del calcio italiano resta viva. Lo stesso Hernandez, in più occasioni, ha espresso gratitudine verso la società e i tifosi che lo hanno accompagnato nella sua crescita personale e professionale. L’amore per il Diavolo, dunque, non si è mai davvero affievolito.

Oggi il futuro di Theo Hernandez appartiene all’Al-Hilal, ma le parole di Zoe Cristofoli lasciano aperto uno spiraglio. I tifosi rossoneri, da sempre legati al loro ex numero 19, sognano un epilogo romantico: quello di rivedere Hernandez tornare a indossare la maglia del Milan. Per ora è solo un sogno social, ma nel calcio – si sa – i sogni a volte diventano realtà.

Infortuni Roma, Gasperini in emergenza subito dopo la sosta. Il tecnico è chiamato a trovare delle soluzioni per non perdere la vetta della classifica. I dettagli

Infortuni Roma: emergenza continua per Gasperini. La situazione indisponibili a Trigoria non è sicuramente delle migliori. Le ultime.

Gli infortuni Roma stanno diventando una vera e propria emergenza per Gian Piero Gasperini. La squadra giallorossa, reduce da un buon avvio di stagione, è ora costretta a fare i conti con una lunga lista di indisponibili che rischia di compromettere il rendimento nelle prossime settimane. Gli ultimi a fermarsi sono Artem Dovbyk ed Evan N’Dicka, due pedine fondamentali nello scacchiere del tecnico di Grugliasco.

Il caso più recente riguarda proprio N’Dicka, costretto a rinunciare alla convocazione con la Costa d’Avorio per una distorsione alla caviglia. Il difensore resterà a Trigoria per sottoporsi a nuovi controlli e decidere, insieme allo staff medico, se unirsi o meno al gruppo nazionale. La situazione non sembra grave, ma l’obiettivo è evitare rischi inutili: con la qualificazione al Mondiale già in tasca, il club preferisce preservare il giocatore. Tuttavia, l’ennesimo stop conferma che l’allarme infortuni Roma resta altissimo.

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Secondo quanto riportato da Il Messaggero, sono già 14 gli infortuni stagionali, di cui sette di natura muscolare. Una cifra che preoccupa Gasperini, costretto a continui cambi di formazione e a rinunciare spesso ai suoi titolari. Tra i più sfortunati c’è Ferguson, fermato in tre diverse occasioni da problemi alla caviglia e da un affaticamento muscolare durante il ritiro inglese. Anche il reparto offensivo non se la passa meglio: Bailey e Dybala hanno accusato più di una ricaduta, rendendo difficile per il tecnico trovare equilibrio e continuità in avanti.

Bailey, in particolare, non è mai riuscito a entrare stabilmente nelle rotazioni: da quando è arrivato, ha saltato 10 delle 15 partite giocate tra Serie A ed Europa League. Un’assenza pesante, che si aggiunge a quella di Dovbyk, fermo per un problema muscolare la cui entità verrà valutata nei prossimi giorni.

A preoccupare ulteriormente è anche la situazione di Angeliño, fuori da oltre un mese per una bronchite asmatica complicata da un infortunio al polpaccio. Il terzino spagnolo ha appena superato la fase più delicata ma non è ancora pronto per tornare in campo.

In questo contesto, gli infortuni della Roma stanno diventando un vero ostacolo per Gasperini, che dovrà inventarsi soluzioni alternative per affrontare la prossima sfida contro la Cremonese. L’obiettivo è recuperare almeno alcuni elementi chiave, ma la priorità resta una sola: mettere fine a un’emergenza che sembra non avere tregua.

Modric Milan, svolta inattesa: il giocatore ha preso una decisione molto importante. Le ultimissime sul centrocampista croato

Modric Milan: il nuovo faro del centrocampo rossonero. Il croato non pensa al ritiro, ma è pronto a rinnovare il contratto con il club italiano

In molti, all’annuncio del suo arrivo, avevano immaginato un Luka Modric al tramonto della carriera, pronto a vivere una parentesi finale prima dell’addio al grande calcio. E invece il “caso Modric Milan” si è rivelato tutt’altro: un esempio di longevità, classe e leadership che ha sorpreso tifosi e addetti ai lavori. A 40 anni, il fuoriclasse croato è diventato una delle pedine fondamentali del nuovo corso del Milan targato Massimiliano Allegri, dimostrando di poter ancora dettare i tempi di gioco come pochi al mondo.

Nel corso della stagione, Modric ha già collezionato quasi 1000 minuti in campo tra campionato e coppe, mantenendo un livello atletico e mentale impressionante. Il suo contributo non è soltanto tecnico, ma anche psicologico: la sua calma, la sua visione e la capacità di guidare i compagni nelle fasi più delicate delle partite sono qualità che stanno facendo la differenza. Per il Milan, il “fattore Modric” rappresenta una risorsa strategica nel processo di crescita di una squadra giovane ma ambiziosa.

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Modric Milan: il rinnovo è più vicino che mai

Fino a questo momento, Luka Modric è stato titolare in tutte le undici partite di Serie A disputate dal Milan, totalizzando 989 minuti in campo. Nonostante l’età, il croato non mostra segni di cedimento e sembra aver trovato una seconda giovinezza in rossonero. Proprio per questo, la dirigenza milanista e l’entourage del giocatore stanno già valutando un rinnovo di contratto per un’altra stagione. La decisione ufficiale verrà presa in primavera, ma le sensazioni sono estremamente positive: il legame tra Modric e il Milan potrebbe proseguire fino ai suoi 41 anni.

Un esempio per i giovani del Milan

L’impatto del croato non si limita al campo. Modric, infatti, è diventato una figura di riferimento per i giovani del Milan come Jashari e Ricci, che vedono in lui un modello di professionalità e dedizione. Allenarsi al suo fianco significa apprendere i segreti di un campione che ha vinto tutto, ma che non ha mai smesso di lavorare con umiltà.

La storia di Modric al Milan è la dimostrazione che la qualità e la mentalità possono superare ogni barriera anagrafica. Il croato non è soltanto un rinforzo d’esperienza: è il simbolo di un Milan che crede nella sapienza calcistica e nella continuità. Se continuerà così, Luka Modric resterà uno dei protagonisti più luminosi del progetto rossonero, un punto di riferimento per Allegri e per tutto il popolo milanista.

Le prime pagine sportive nazionali – 11 novembre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Atalanta, inizia l’era Palladino! Come giocherà la Dea con il nuovo tecnico e quali giocatori utilizzerà? Tutti i dettagli in casa nerazzurra

Atalanta, parte il nuovo corso Palladino! Quale sarà l’impronta tattica del tecnico e quali uomini sceglierà per guidare la Dea? Le ultime

Raffaele Palladino è stato scelto dall’Atalanta per raccogliere l’eredità di Ivan Juric. Per il tecnico si tratta di un ritorno in Serie A dopo le esperienze positive con Monza e Fiorentina, dove ha dimostrato di saper valorizzare i giocatori e ottenere risultati importanti. La società bergamasca punta sulla sua capacità di dare continuità a un progetto già consolidato, senza stravolgimenti ma con nuove energie.

Dal punto di vista tattico, Palladino non dovrebbe introdurre rivoluzioni: l’idea è quella di proseguire sulla strada tracciata da Gasperini e, in parte, da Juric. La difesa a tre resterà il punto fermo, così come l’utilizzo del doppio trequartista alle spalle di una punta centrale. Un’impostazione che garantisce equilibrio e permette di sfruttare al meglio la qualità offensiva della rosa.

Per quanto riguarda la formazione titolare, Palladino ripartirà dalle certezze già presenti. Hien guiderà la retroguardia, con Bellanova e Zalewski sulle corsie esterne e la coppia Ederson–De Roon in mezzo al campo. In attacco, De Ketelaere e Lookman agiranno alle spalle della punta, ruolo per cui Scamacca e Ksrtovic si contenderanno una maglia da titolare. In questo modo, l’Atalanta manterrà la sua identità ma con la possibilità di crescere ulteriormente sotto la nuova guida tecnica.

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Gravina non ha dubbi e chiarisce: «Arbitri? Non possiamo pretendere da loro l’infallibilità». Le sue dichiarazioni

Gravina, il presidente della FIGC non ha dubbi e chiarisce: «Arbitri? Non possiamo pretendere da loro l’infallibilità»

Nella giornata di oggi, lunedì 10 novembre a Roma, si è svolto un incontro promosso dalla FIGC.

Alla riunione hanno preso parte i vertici della Federazione, dell’AIA, della Lega Serie A, tutti gli arbitri della CAN e i dirigenti delle società di massima serie. Un appuntamento importante, sottolineato anche dalle dichiarazioni del presidente Gravina.

PAROLE GRAVINA – «Mi sono fatto promotore di questo incontro, per il quale ringrazio della disponibilità i Club e tutti gli arbitri, per consolidare il necessario spirito di collaborazione tra tutti i protagonisti del nostro campionato. 

Per questo chi difende gli arbitri, difende la dignità del calcio, di chi lo gioca e anche di chi tifa, non possiamo pretendere da loro l’infallibilità»

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Cassano durissimo: «La Sampdoria usa gli algoritmi, chi ha fatto venire questi fondi stranieri gli algoritmi se li deve mettere nel c…!»

Cassano durissimo sul mercato dei blucerchiati: «La Sampdoria usa gli algoritmi, chi ha fatto venire questi fondi stranieri…!»

Antonio Cassano, intervenuto nell’ultima puntata di Viva El Futbol, non ha risparmiato dure critiche alla dirigenza della Sampdoria. L’ex bomber blucerchiato ha contestato apertamente la decisione del club di affidare le strategie di calciomercato all’utilizzo dei cosiddetti algoritmi, giudicando questa scelta priva di logica e lontana dalla realtà del calcio giocato.

«La Sampdoria usa gli algoritmi, chi ha fatto venire questi fondi stranieri gli algortmi se li deve mettere nel c…! Servono i giocatori, quelli forti, non i bidoni dell’immondizia che vanno a prendere dal terzo mondo e che poi non sanno stoppare la palla.

Questo qua, non faccio il suo nome per non metterlo in difficoltà, è venuto dalla Danimarca e in un’intervista ha detto “sono da 30 anni del calcio e lavoro con gli algoritmo”. Se io facessi il direttore sportivo e sentissi una cosa del genere, a lui gli farei pare tre giri. Servono il giocatori e bisogna andarli a vedere!».

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Atalanta Palladino, accordo con l’ex tecnico della Fiorentina ma mancano ancora dei dettagli su un altro aspetto: tutti gli aggiornamenti

Atalanta Palladino: intesa raggiunta con l’ex allenatore della Fiorentina, restano da definire alcuni dettagli. Tutti gli aggiornamenti

Dopo l’ufficialità dell’esonero di Ivan Juric, l’Atalanta si è mossa rapidamente per individuare il nuovo allenatore. La scelta è ormai ricaduta su Raffaele Palladino, che ha già dato il proprio assenso e con cui l’intesa è praticamente raggiunta.

Restano da definire alcuni dettagli legati al suo staff, ma l’accordo di base è stato fissato: contratto di un anno e mezzo, con scadenza a giugno 2027. La società bergamasca punta a chiudere entro poche ore e a formalizzare la firma, così da poter annunciare ufficialmente Palladino già domani, martedì 11 novembre.

Dopo le voci che lo avevano accostato alla Juventus e a un possibile ritorno alla Fiorentina, il 41enne è pronto a legarsi ufficialmente all’Atalanta, club che già in estate aveva manifestato interesse nei suoi confronti. La società bergamasca ha scelto lui dopo aver superato la concorrenza di Roberto Mancini – approdato all’Al Sadd in Qatar – e di Thiago Motta.

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Calciomercato Juve, svolta a sorpresa di Comolli: la nuova strategia adesso spiazza i tifosi bianconeri! Le ultimissime

Calciomercato Juve, Comolli rivede i piani: nuova strategia che sorprende l’ambiente bianconero, le ultimissime

Il destino di Dusan Vlahovic torna al centro delle strategie bianconere. Dopo un’estate vissuta da separato in casa e un avvio di stagione incerto sotto Tudor, l’arrivo di Luciano Spalletti ha cambiato le prospettive: il tecnico ha restituito fiducia al centravanti serbo, che ha risposto con prestazioni convincenti. La società, di conseguenza, sta rivalutando la sua posizione contrattuale.

Il giornalista Gianni Balzarini, sul suo canale YouTube, ha svelato i dettagli della nuova linea della Juventus. Fino a poche settimane fa la rottura sembrava definitiva, ma le esigenze tecniche hanno riaperto i dialoghi. L’attuale contratto di Vlahovic, che prevedeva 8 milioni più 2 di bonus, rischiava di lievitare fino ai 12 milioni. La dirigenza, invece, starebbe pensando a una rimodulazione: base di 7-8 milioni, con un bonus alla firma e uno finale, senza cifre eccessive.

Secondo Balzarini, la svolta non è solo tecnica ma anche economica. La Juventus ha compreso che, cedendo Vlahovic, sarebbe comunque costretta a investire su un altro attaccante di livello, con costi complessivi superiori. Inoltre, la fiducia limitata in Jonathan David complica ulteriormente la situazione: se anche lui dovesse partire, l’attacco andrebbe rifondato da zero, rendendo l’operazione insostenibile.

La conclusione è chiara: rinnovare Vlahovic conviene più che acquistare un nuovo bomber. Nessun cartellino da pagare, solo un prolungamento. La Vecchia Signora sembra aver capito che, paradossalmente, la soluzione più logica e vantaggiosa è trattenere il suo numero 9.

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Milan, spunta l’indiscrezione per la nuova maglia della stagione 2026/2027: ritorno alla tradizione rossonera! Strisce classiche e dettagli bianchi, le ultimissime

Milan, indiscrezioni sulla maglia 2026/27: tornano le strisce rossonere classiche con dettagli bianchi, le ultimissime

Il futuro del Milan passa anche dall’identità visiva. Secondo le anticipazioni di Footy Headlines, la prima maglia per la stagione 2025/26 segnerà un deciso ritorno alle origini: stop agli esperimenti, spazio alle iconiche strisce rosse e nere nella loro versione più classica.

Negli ultimi anni il club aveva osato con design più audaci e fantasie innovative, ma ora la scelta è quella di un look minimalista e fedele alla storia rossonera, destinato a conquistare i tifosi che chiedevano un recupero dell’estetica tradizionale.

Il kit sarà arricchito da dettagli bianchi per loghi e applicazioni, con la possibile introduzione di un monochrome crest: lo stemma del Milan in versione monocromatica bianca, una novità assoluta nella storia del club.

Questa svolta stilistica riflette la volontà di Puma e del Milan di valorizzare l’heritage rossonero, offrendo ai fan una maglia che torni a essere simbolo immediato e inconfondibile della tradizione milanista.

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Mancini torna in panchina! L’ex ct azzurro ha accettato la nuova sfida. La firma sul contratto è attesa a breve, i dettagli

Mancini ha detto sì: l’ex commissario tecnico dell’Italia pronto a iniziare una nuova avventura. Firma imminente

Roberto Mancini ha scelto la sua nuova avventura. L’ex Commissario Tecnico della Nazionale italiana ha accettato la proposta dell’Al Sadd e si prepara a tornare in panchina, questa volta nel campionato qatariota. La notizia è stata confermata dall’esperto di mercato Fabrizio Romano, che ha rivelato come il tecnico abbia comunicato al club la sua decisione definitiva.

Con questa mossa si chiudono le speculazioni sul suo futuro, alimentate negli ultimi mesi da continui accostamenti alle panchine più prestigiose d’Europa e della Serie A. Anche la Juventus aveva valutato il suo profilo durante il casting per il dopo-Allegri, prima di puntare su Luciano Spalletti, ma Mancini non era mai stato un obiettivo prioritario.

La trattativa con l’Al Sadd si è sbloccata nelle ultime ore grazie alla definizione di un punto cruciale: la durata del contratto. Mancini ha ottenuto l’inserimento di una clausola di uscita valida dall’estate 2026, condizione ritenuta fondamentale per lasciare aperta la possibilità di un ritorno in Europa o di un incarico con una nazionale in vista dei prossimi cicli internazionali.

Con l’accordo ormai definito su tutti i fronti, la firma è attesa a breve. Il tecnico di Jesi porterà la sua esperienza in Medio Oriente, uscendo così dal mercato degli allenatori “liberi” che interessava diversi club europei in cerca di soluzioni. Mentre la Juventus prosegue con Spalletti e la Fiorentina ha appena affidato la panchina a Vanoli, Mancini ha scelto di intraprendere una nuova sfida professionale lontano dall’Italia.

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Mercato Inter, il giornalista fa il punto sul prossimo futuro di Frattesi! Pronto l’assalto di un club di Serie A? Tutti gli aggiornamenti

Mercato Inter, occhi di diverse big puntati sul nerazzurro Frattesi: spunta l’interesse di un’altra squadra italiana, le ultime

Negli ultimi giorni il nome di Davide Frattesi è tornato al centro delle voci di mercato. Il centrocampista dell’Inter è stato accostato con insistenza alla Juventus in vista della finestra di gennaio. Tuttavia, l’esperto di mercato Matteo Moretto ha chiarito la situazione: non ci sono stati contatti tra le parti e l’operazione, al momento, è ferma.

Arrivato in nerazzurro nell’estate 2023, Frattesi è considerato da Cristian Chivu un tassello prezioso per la profondità della rosa. Nonostante in questa stagione abbia trovato meno spazio del previsto, resta uno dei talenti italiani più stimati. Anche in ottica Nazionale, Luciano Spalletti lo vede come un centrocampista moderno e completo, capace di abbinare qualità tecniche e intensità.

PAROLE – «Si è parlato tanto di Frattesi e di un’operazione tra Inter e Juve, magari legata a uno scambio, ma al momento non c’è nulla di concreto. Luciano Spalletti è un grandissimo ammiratore di Frattesi, lo stima e lo conosce bene, ma oggi il giocatore è concentrato solo sul suo presente nerazzurro».

«Non ci sono contatti tra club, né tra l’entourage del calciatore e la Juventus. Tutto fermo per ora, l’Inter non ha aperto a nessuna trattativa e il giocatore sta lavorando per recuperare al meglio condizione e minutaggio dopo i problemi fisici delle ultime settimane».

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Ravezzani su Conte: «Maledetto qualcuno». Sentite cosa ha detto il direttore di Telelombardia sul tecnico


Napoli, lo sfogo di Conte e la strategia del “qualcuno” secondo Ravezzani

La sconfitta del Napoli a Bologna ha scatenato un nuovo capitolo di polemiche, dopo il durissimo sfogo di Antonio Conte. L’allenatore, che aveva espresso preoccupazione e messo in dubbio il proprio operato, sembra ora aver spostato il bersaglio all’esterno, tornando a utilizzare la sua tipica strategia comunicativa di accerchiamento. A sottolineare questo cambio di approccio è Fabio Ravezzani, direttore di Telelombardia, che ha commentato ironicamente la vicenda sui social, sintetizzando il nuovo messaggio del tecnico azzurro.

Secondo Ravezzani, Conte avrebbe dichiarato che i tifosi del Napoli sono stati “presi in giro”. Dietro questa affermazione si celerebbe un generico “qualcuno”, colpevole di danneggiare la squadra. Questo “qualcuno” – spiega il direttore – sarebbe responsabile di aver fatto credere ai tifosi che la squadra valesse più di quanto realmente meriti, di aver manipolato arbitri e VAR contro il Napoli, di essere infastidito dal ritorno della squadra tra le protagoniste del campionato e, addirittura, di non avere cuore tra i giocatori. Ravezzani ha chiuso il suo intervento con una battuta sarcastica, sottolineando la vaghezza e l’onnipresenza di questo “qualcuno”.

L’analisi del direttore evidenzia come questa strategia rientri in una logica comunicativa ben nota: Conte utilizza spesso insinuazioni su presunte manipolazioni arbitrarie o su avversari infastiditi dal Napoli per caricare la squadra e alzare la tensione contro rivali storici, Juventus in testa. La tattica mira a creare un fronte comune contro nemici esterni, scaricando al contempo responsabilità e pressioni.

Secondo Ravezzani, la comunicazione di Conte risulta però confusa e a tratti contraddittoria: l’allenatore coinvolge allo stesso tempo media, arbitri, rivali e giocatori, in una strategia che copre ogni possibile fronte di critica. L’obiettivo, spiega il direttore, è difendere la propria posizione e proteggere il gruppo in vista della difficile rincorsa allo Scudetto.

Dopo l’intervento di Aurelio De Laurentiis, che ha blindato il tecnico confermandone la fiducia, Conte sembra pronto a rilanciare. La Juventus e l’Inter sono avvisate: il Napoli, seppur momentaneamente in difficoltà, ha attivato la modalità “accerchiamento”, uno strumento che l’allenatore ha sempre utilizzato per motivare e caricare le sue squadre nella corsa al titolo.

Ravezzani sintetizza così la filosofia di Conte: «I tifosi del Napoli sono presi in giro perché qualcuno ha fatto credere che la squadra valesse di più, qualcuno ha manipolato arbitri e VAR, qualcuno è infastidito dal Napoli protagonista, qualcuno in squadra non ha cuore. Maledetto qualcuno».


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Sampdoria, si va verso un summit tra Manfredi, Tey e Walker per il futuro del club? Le ultimissime in casa blucerchiata

Sampdoria: Manfredi pronto a incontrare Tey e Walker, emergono nuovi dettagli. Le ultimissime notizie

Il momento difficile della Sampdoria non accenna a placarsi. La squadra blucerchiata ha chiuso il ciclo di partite prima della sosta per le Nazionali con un’altra sconfitta: al Penzo, il Venezia ha inflitto un nuovo colpo che aggrava la crisi di risultati e di classifica.

Incontro tra Manfredi, Tey e Walker

Secondo Il Secolo XIX, le settimane di pausa potrebbero rivelarsi decisive per il futuro assetto societario. È infatti previsto un vertice tra il presidente Matteo Manfredi e l’investitore Joseph Tey, figura centrale nell’orbita finanziaria del club. All’incontro parteciperà anche Nathan Walker, braccio destro di Tey. L’obiettivo sarà fare il punto sulle strategie di sviluppo e, soprattutto, sulle strutture di governance della società genovese.

Possibile rimodulazione delle deleghe

Il tema più delicato riguarda la possibile redistribuzione delle deleghe tra i dirigenti. La crisi di risultati avrebbe infatti innescato una riflessione interna sulla catena di comando e sulle responsabilità dei manager, aprendo la strada a cambiamenti significativi nella gestione del club.

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Portogallo, Benfica: pareggio amaro contro il Casa Pia. Mourinho e Rui Costa infuriati nel post partita: «Rigore inesistente, il calcio portoghese è malato»

Portogallo, Benfica: pareggio amaro contro il Casa Pia! L’arbitro Gustavo Correia nel mirino dopo il discusso rigore del 2-1. L’attacco

La rabbia ribolle in casa Benfica dopo il pareggio per 2-2 contro il Casa Pia. José Mourinho, tecnico dei portoghesi, è furioso per l’arbitraggio, e la sua ira è stata rincarata dal presidente Rui Costa. Il caso scatenante? Un rigore controverso assegnato agli avversari, che ha riaperto una partita che sembrava in controllo.

Il rigore fantasma che ha scatenato la bufera

Il Benfica conduceva per 2-0 all’Estádio da Luz, con un gol su rigore di Pavlidis, quando la partita ha preso una svolta inattesa. Al 60′, Casa Pia ha ottenuto un calcio di rigore per un tocco di braccio di Antonio Silva, dopo che la palla gli era rimbalzata sulla coscia. L’arbitro Gustavo Correia ha indicato il dischetto, e, con grande sorpresa di Mourinho, il VAR non è intervenuto. Trubin ha parato il rigore di Cassiano, ma sulla ribattuta il difensore del Benfica Tomas Araujo ha sfortunatamente insaccato nella propria porta. Nel finale, Casa Pia ha completato la rimonta, portando il risultato sul 2-2, e facendo esplodere la rabbia di Mourinho al fischio finale. Il pareggio ha fatto perdere terreno al Benfica nella corsa al titolo, lasciandolo indietro rispetto al Porto.

Mourinho attacca l’arbitraggio

Il tecnico portoghese non ha usato mezzi termini, sia sul campo che in conferenza stampa. «È molto strano ed è difficile accettare che l’arbitro conceda quel rigore», ha dichiarato Mourinho.

«Ma è ancora più difficile capire perché il VAR non sia intervenuto in una situazione di gioco così evidente. Questa è una di quelle situazioni che UEFA, FIFA e le leghe nazionali citano come chiari esempi all’inizio di ogni stagione». Mourinho ha poi continuato il suo sfogo, pur cercando di non superare i limiti per evitare sanzioni: «Se l’arbitro sbaglia, il VAR aiuta, quindi perché non ha aiutato? Sono domande a cui non posso rispondere. È difficile approfondire senza percorrere strade che è meglio non percorrere, altrimenti verrò punito di nuovo. Il VAR e l’arbitro hanno deciso di riaprire la partita. Ma alla fine sta a noi non subire il secondo gol. Questa è colpa nostra». Il tecnico ha poi allargato la critica alla percezione generale del Benfica: «Il Benfica merita più rispetto da parte di tutti. Quando dico tutti, intendo anche i miei giocatori, non solo me stesso. Può capitare che alcuni giocatori non sappiano cosa sia il Benfica. C’è un’evidente doppia morale a tutti i livelli, sia nei media che negli arbitri».
Rui Costa chiede un’udienza: «Il calcio portoghese è malato
».

Anche il presidente del Benfica, Rui Costa, era furioso dopo la partita, puntando il dito contro lo stato del calcio portoghese.

«Questa squadra ha molte più qualità di quelle che stiamo mostrando finora. Ma quanto accaduto questo fine settimana dimostra ancora una volta quanto sia malato il calcio portoghese. Ciò che è successo qui di nuovo è inaccettabile. Senza sottrarci alle responsabilità del Benfica, un rigore come questo testimonia una completa mancanza di comprensione delle regole del gioco. Il Benfica chiederà un’udienza con la Federazione calcistica portoghese, la commissione arbitrale, perché quanto accaduto è troppo grave». La vicenda, dunque, non sembra destinata a placarsi facilmente.

Infortunio Pafundi, la Samp spera nel rientro: arrivano buone notizie sul talento ex Udinese! Al Penzo assente per precauzione, ma può tornare in questa data

Infortunio Pafundi, la Samp spera nel rientro: il talento classe 2006 non è stato convocato al Penzo per precauzione. Buone notizie in vista?

La Sampdoria ha dovuto rinunciare a Simone Pafundi nella trasferta del Pier Luigi Penzo contro il Venezia, valida per la 12ª giornata di Serie BKT 2025/2026. Il giovane talento classe 2006, tra i prospetti più interessanti del calcio italiano, non è stato convocato da Angelo Gregucci per via di una condizione fisica non ancora ottimale.

L’attaccante, che aveva ripreso ad allenarsi in gruppo nei giorni scorsi, è stato tenuto precauzionalmente a riposo dallo staff tecnico per evitare rischi di ricaduta muscolare. Come riportato da Il Secolo XIX, nella giornata di oggi il giocatore sosterrà ulteriori esami di controllo per valutare i progressi del recupero.

Pafundi punta la Juve Stabia: occasione dopo la sosta

L’ex Udinese, arrivato in estate per aggiungere fantasia e imprevedibilità al reparto offensivo blucerchiato, ha vissuto un inizio di stagione complicato tra piccoli infortuni e condizione non ancora al top. La pausa per le Nazionali rappresenta ora l’occasione ideale per completare il lavoro di recupero e tornare disponibile in vista del prossimo impegno interno.

L’obiettivo fissato dallo staff tecnico è il 24 novembre, data della sfida del Luigi Ferraris contro la Juve Stabia, match in cui Pafundi potrebbe finalmente ritrovare il campo e dare un contributo importante nella corsa alla zona playoff.

Gregucci lo aspetta: «Pedina fondamentale per il progetto»

Il tecnico Angelo Gregucci, subentrato per rilanciare la stagione doriana, considera Pafundi un elemento chiave per la seconda parte di campionato. Il fantasista friulano, dotato di ottima visione di gioco e grande rapidità nello stretto, è stato provato più volte nel tridente offensivo durante gli allenamenti e potrebbe diventare la marcia in più della Doria nella fase decisiva del torneo.

Nel frattempo, la Sampdoria prosegue il programma misto di lavoro atletico e tattico, in attesa di riabbracciare il suo talento più atteso: Pafundi, pronto a tornare protagonista davanti al pubblico del Ferraris.

Lutto nel mondo del giornalismo. Si è spento Giuseppe Milicchio: storico radiocronista delle partite del Cosenza


Addio a Giuseppe Milicchio: una voce storica del Cosenza Calcio e del giornalismo sportivo calabrese

Il mondo del giornalismo sportivo piange la scomparsa di Giuseppe Milicchio, deceduto all’età di 64 anni. La notizia ha suscitato un’ondata di cordoglio in Calabria, in particolare tra i tifosi del Cosenza Calcio, società per la quale Milicchio è stato voce amata e autorevole per oltre quattro decenni.

Milicchio aveva iniziato la sua carriera come radiocronista sportivo dedicandosi in modo particolare al Cosenza. Per circa 40 anni ha commentato le vicende della squadra rossoblù: dalle promozioni storiche agli anni più difficili, fino alle retrocessioni. La sua voce è diventata parte integrante dell’identità dei tifosi di Cosenza, un filo che collegava la piazza al campo durante ogni partita, trasmettendo emozioni e passione in ogni racconto.

La società del Cosenza ha voluto esprimere la propria vicinanza alla moglie e ai figli di Milicchio, evidenziando come tutto il club si unisca al dolore della famiglia. Anche il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha ricordato Milicchio come una voce storica del giornalismo sportivo calabrese, sottolineando la passione, la professionalità e l’amore che nutriva nei confronti della squadra e del territorio.

Non sono mancati i messaggi di cordoglio anche da colleghi e professionisti del settore. Tra questi, molti hanno voluto sottolineare la dedizione di Milicchio, la sua capacità di raccontare con autenticità le emozioni del calcio calabrese e il legame profondo con il Cosenza Calcio e i suoi tifosi.

La carriera di Milicchio va ben oltre quella di semplice radiocronista: è stato un punto di riferimento per generazioni di tifosi e giornalisti, capace di dare voce a storie spesso meno raccontate dai grandi media nazionali. La sua dedizione al Cosenza e al mondo del calcio regionale ha contribuito a rendere più viva la passione per questo sport nel territorio, facendo sentire ogni tifoso parte integrante delle vicende della squadra.

In questa fase di lutto, è importante sottolineare che la comunità sportiva cosentina non dimenticherà Milicchio: la sua eredità resta viva nei ricordi delle partite, nei commenti e nelle cronache che ha lasciato. Il silenzio lasciato dalla sua voce storica rappresenta un vuoto profondo, ma anche l’occasione per riflettere sul ruolo insostituibile del giornalismo sportivo nella vita di una città e nella storia di una squadra.

In conclusione, la morte di Giuseppe Milicchio segna la fine di un’era per il Cosenza Calcio e per il giornalismo sportivo calabrese. Con profondo rispetto e gratitudine, tutti coloro che lo hanno conosciuto e apprezzato si uniscono al cordoglio per la scomparsa di una figura che ha lasciato un segno indelebile nel cuore dei tifosi.


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Calciomercato Lazio, tante cessioni in vista di gennaio. Ecco la situazione attuale dei biancocelesti


Calciomercato Lazio: possibili cessioni a gennaio per i giocatori in ombra

Il Calciomercato Lazio potrebbe entrare in una fase molto intensa già a partire da gennaio, con la società biancoceleste pronta a valutare alcune cessioni strategiche. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, ci sono almeno cinque giocatori che potrebbero lasciare Formello a causa di un rendimento altalenante e di un minutaggio ridotto. La dirigenza, guidata da Maurizio Sarri, intende sbloccare il mercato invernale intervenendo sia in uscita sia in entrata per rinforzare la squadra nella seconda parte della stagione.

Tra i nomi in bilico c’è Mandas, il quale fatica a trovare spazio sotto la gestione di Sarri, a differenza della passata stagione con Baroni. L’ex Spezia Provedel, infatti, ha convinto pienamente con le sue prestazioni: fino a oggi ha parato 43 conclusioni su 50 subite, rendendo difficile qualsiasi chance per Mandas di rilanciarsi in campionato. La possibile partenza di Mandas potrebbe rappresentare un’opportunità per la Lazio di liberare spazio nel reparto e destinare risorse per rinforzi mirati durante il Calciomercato Lazio di gennaio.

Altri giocatori a rischio partenza includono Noslin, Dele-Bashiru e Belahyane. Dele-Bashiru, attualmente fermo per infortunio, potrebbe valutare un trasferimento per ritrovare continuità, mentre Belahyane non sta trovando spazio nemmeno con il centrocampo in piena emergenza, rendendo probabile una sua cessione a titolo temporaneo o definitivo. Infine, Nuno Tavares appare lontano dalla forma della passata stagione, quando aveva già collezionato 8 assist in Serie A a questo punto del campionato. Va ricordato che l’Arsenal detiene ancora il 35% sulla futura rivendita del giocatore, aspetto che potrebbe influenzare la strategia della società capitolina durante il Calciomercato Lazio.

L’arrivo di gennaio rappresenterà quindi un momento cruciale per la Lazio, non solo per eventuali acquisti mirati, ma anche per sfoltire la rosa e dare maggior spazio ai giocatori più in forma. La gestione di Sarri sarà fondamentale per valutare chi potrà essere valorizzato e chi, invece, potrebbe cercare fortuna altrove.

In sintesi, il Calciomercato Lazio di gennaio si prospetta come un momento chiave per ridisegnare la squadra e migliorare il rendimento complessivo. Le possibili partenze di Mandas, Noslin, Dele-Bashiru, Belahyane e Nuno Tavares potrebbero liberare risorse e consentire interventi mirati sul mercato, con l’obiettivo di rafforzare la Lazio per la seconda parte della stagione e mantenere alta la competitività della rosa.


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Commisso vende la Fiorentina? Arriva il comunicato schietto del presidente della squadra viola!


Commisso chiarisce: la Fiorentina non è in vendita. La situazione attuale dei viola

In seguito alle numerose voci infondate circolate nelle ultime ore, il presidente della Fiorentina, Rocco Commisso, è intervenuto per fare chiarezza e smentire categoricamente ogni ipotesi di cessione del club. Le indiscrezioni, definite dallo stesso Commisso come prive di fondamento, hanno creato tensione tra tifosi e ambiente, in un momento in cui la società sta cercando di ritrovare compattezza dopo alcune difficoltà iniziali della stagione.

“Smentisco categoricamente le voci che stanno circolando in queste ore su una possibile vendita della Società”, ha dichiarato il presidente. Le parole di Commisso vogliono essere un messaggio chiaro: la proprietà della Fiorentina rimane saldamente nelle sue mani e non ci sono trattative in corso per una cessione. Il patron italo-americano ha sottolineato come queste notizie siano dannose soprattutto nei momenti di difficoltà, quando sarebbe invece fondamentale l’unità di tutto l’ambiente: società, squadra, città e tifosi.

Il presidente ha inoltre ribadito l’importanza del nuovo progetto tecnico intrapreso dalla Fiorentina, che richiede tempo e fiducia nelle persone che lo stanno portando avanti. “Siamo ripartiti da pochi giorni con un nuovo assetto tecnico, lasciamo il tempo di lavorare alle persone che hanno la mia fiducia, a cominciare da Alessandro Ferrari fino a tutte le altre persone presenti nel nostro Club”, ha precisato Commisso. Con queste parole, il presidente evidenzia la volontà di dare stabilità all’ambiente e di non farsi distrarre da voci infondate che potrebbero minare la serenità del club.

Il messaggio del presidente della Fiorentina arriva in un momento delicato della stagione, in cui il supporto dei tifosi e la coesione interna sono considerati elementi fondamentali per il futuro del club. Commisso ha voluto ribadire con forza che la squadra e la società devono concentrarsi sul lavoro quotidiano, lasciando da parte speculazioni e rumor di mercato.

In conclusione, Rocco Commisso ha chiarito una volta per tutte: la Fiorentina non è stata messa in vendita e non è in vendita. La proprietà resta impegnata a consolidare il progetto tecnico e a costruire un futuro stabile per la società, con l’obiettivo di crescere insieme alla squadra e mantenere un legame forte con i tifosi. Le dichiarazioni del presidente vogliono essere un segnale di fiducia e unità per tutto l’ambiente viola, sottolineando l’importanza di guardare avanti senza farsi distrarre dalle falsità circolanti.


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Calciomercato Inter, Frattesi lascerà la squadra nerazzurra? Spunta una nuova notizia su di lui


Calciomercato Inter: Frattesi deciso a ritagliarsi il suo ruolo in nerazzurro. La situazione attuale

Il futuro di Davide Frattesi resta uno dei temi più seguiti nel Calciomercato Inter, ma al momento il centrocampista appare completamente concentrato sulla sua avventura in nerazzurro. Nonostante le numerose speculazioni estive, l’ex Sassuolo ha le idee chiare: vuole affermarsi come elemento centrale nel progetto tecnico di Simone Inzaghi e guadagnarsi maggiore spazio nelle settimane decisive della stagione.

Frattesi è pienamente consapevole della concorrenza nel centrocampo dell’Inter, uno dei reparti più profondi e competitivi d’Europa. Tuttavia, la presenza di giocatori di alto livello non lo intimorisce. Secondo l’esperto di mercato Matteo Moretto, il centrocampista non intende cercare una nuova sistemazione né in prestito né a titolo definitivo, ma punta a combattere per il proprio posto. L’obiettivo di Frattesi è chiaro: recuperare pienamente la forma fisica ottimale, aumentare il minutaggio e convincere Inzaghi a puntare su di lui in maniera più regolare.

Il Calciomercato Inter resta però sempre attento ai possibili sviluppi. Nonostante le voci di un possibile interesse della Juventus, al momento non esistono contatti concreti tra l’entourage del giocatore e la dirigenza bianconera. Secondo Moretto, le indiscrezioni su un trasferimento a Torino sono da considerarsi più suggestioni che trattative reali. Frattesi gode della stima di Luciano Spalletti, che lo ha seguito anche in Nazionale, ma questo non si traduce in un reale movimento di mercato.

Il centrocampista sembra dunque intenzionato a concentrarsi esclusivamente sull’Inter, cercando di sfruttare ogni occasione per consolidare il suo ruolo nel reparto. Il tecnico Simone Inzaghi, da parte sua, apprezza la dedizione del giocatore e il lavoro svolto in allenamento, fattori che potrebbero determinare un aumento del minutaggio nelle prossime partite.

In sintesi, il Calciomercato Inter conferma che, nonostante gli interessamenti esterni, il futuro di Frattesi è saldamente legato a Milano. La volontà del centrocampista di emergere all’Inter, unita alla stima dell’allenatore e alla qualità del reparto, rendono improbabile un addio nel breve periodo. Il giocatore è pronto a dimostrare il suo valore, convinto che la sua crescita passi attraverso una permanenza in nerazzurro e un ruolo sempre più determinante nel progetto tecnico della squadra.

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Rinnovo Vlahovic, cambia tutto in casa Juve? Ecco cosa risulta nei confronti della punta bianconera per il futuro


Rinnovo Vlahovic: la Juventus pronta a blindare il suo attaccante

Il Rinnovo Vlahovic torna a essere uno dei temi più caldi in casa Juventus. Dopo un’estate complicata, durante la quale il serbo era apparso separato in casa, e un avvio di stagione altalenante sotto la gestione di Tudor, l’arrivo di Luciano Spalletti ha cambiato drasticamente la situazione. Il nuovo tecnico ha ridato fiducia a Vlahovic, che ha risposto con prestazioni convincenti, riaccendendo l’interesse della dirigenza per un possibile Rinnovo Vlahovic.

Secondo quanto riportato dal giornalista Gianni Balzarini sul suo canale YouTube, la Juventus starebbe valutando un approccio concreto per trattenere l’attaccante. Fino a poche settimane fa, le possibilità di prolungare il contratto apparivano nulle, con la rottura che sembrava definitiva. Tuttavia, le esigenze tecniche della squadra e l’impatto positivo del giocatore sotto Spalletti hanno spinto la società a riaprire i dialoghi sul Rinnovo Vlahovic.

Balzarini ha svelato anche alcuni dettagli economici della strategia bianconera. L’attuale contratto di Vlahovic, che prevedeva 8 milioni di euro più 2 di bonus fino alla passata stagione, sarebbe destinato a essere rivisto. La proposta della Juventus potrebbe aggirarsi su una base di 7-8 milioni, con un bonus alla firma non troppo elevato e un bonus finale legato agli obiettivi. L’obiettivo è convincere il giocatore ad accettare questa rimodulazione e al contempo evitare l’ingaggio “monstre” da 12 milioni previsto dal vecchio contratto.

Il Rinnovo Vlahovic non è dettato solo da ragioni tecniche, ma anche da motivazioni economiche e strategiche. La Juventus, infatti, ha compreso che vendere il serbo comporterebbe la necessità di acquistare un altro attaccante di livello, una scelta costosa e rischiosa. La situazione si complica ulteriormente considerando gli altri attaccanti in rosa. Secondo Balzarini, la società non sembrerebbe pienamente convinta delle qualità di Jonathan David. Questo scenario rende il Rinnovo Vlahovic una scelta logica, perché assicurerebbe continuità al reparto offensivo e ridurrebbe l’incertezza sulla prossima campagna acquisti.

In conclusione, la Juventus sembra pronta a dare una svolta sul fronte del Rinnovo Vlahovic, trasformando un rapporto complicato in un progetto a lungo termine. La fiducia ritrovata dal giocatore e le esigenze strategiche della società potrebbero portare a un accordo che garantisca stabilità e competitività all’attacco bianconero. Il futuro di Vlahovic, dunque, appare sempre più legato alla possibilità di un rinnovo contrattuale che soddisfi entrambe le parti.


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Dimissioni Conte, De Laurentiis si sfoga: «Soltanto una favola! Molti utilizzano i social per fare una cosa»


De Laurentiis chiarisce: “Le dimissioni di Conte sono solo una favola”. Le dichiarazioni del Presidente

Aurelio De Laurentiis ha commentato sui social, in particolare su X, la recente notizia riguardante presunte dimissioni di Antonio Conte. Il presidente del Napoli ha scelto di intervenire con un messaggio chiaro e diretto, che mette in guardia contro la diffusione di voci non confermate.

«Leggo sul web la favola delle dimissioni di Conte», ha scritto De Laurentiis, sottolineando come il mondo digitale, pur essendo uno strumento moderno e immediato per condividere idee, non sempre rifletta la realtà dei fatti. Il presidente ha aggiunto: «Io amo molto i social perché sono un modo contemporaneo e veloce di far viaggiare i pensieri. Ma voi sapete che non sempre i pensieri sono giusti o condivisibili».

Con queste parole, De Laurentiis evidenzia due punti fondamentali: l’importanza e la velocità della comunicazione online, ma anche la necessità di un approccio critico verso le notizie che circolano senza conferme ufficiali. La dichiarazione arriva in un momento in cui il mondo del calcio è sempre più influenzato dai social, dove voci e indiscrezioni si diffondono rapidamente, talvolta generando confusione tra tifosi e addetti ai lavori.

Il messaggio del presidente del Napoli, quindi, non è solo un chiarimento sulla situazione di Conte, ma anche un invito a valutare con attenzione ciò che si legge online.


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Calciomercato Lecce, una big bussa alla porta dei giallorossi per quel grande giocatore. La situazione


Calciomercato Lecce, il Milan punta Tiago Gabriel: talento e prospettiva per la difesa rossonera

Il Calciomercato Lecce torna protagonista grazie all’interesse di uno dei club più prestigiosi d’Italia: il Milan. I rossoneri, impegnati nella programmazione per la prossima stagione, hanno puntato i riflettori su Tiago Gabriel, difensore portoghese rivelazione del campionato, che con la maglia del Lecce ha stupito tutti per maturità, fisicità e capacità tattiche.

Il direttore sportivo Igli Tare, da poco alla guida dell’area tecnica milanista, sta monitorando con attenzione il mercato dei difensori di Serie A, e tra i profili valutati in vista della sessione invernale è proprio quello di Tiago Gabriel a emergere con forza. L’obiettivo è rinforzare un reparto che, tra infortuni e rotazioni, ha mostrato la necessità di nuovi innesti affidabili e futuribili.

L’operazione si inserisce in un contesto più ampio, dove il Calciomercato Lecce si conferma terreno fertile per i grandi club. La società salentina, infatti, negli ultimi anni ha dimostrato una straordinaria capacità di scoprire e valorizzare giovani talenti, trasformandoli in risorse preziose sia in campo che sul mercato. Tiago Gabriel ne è l’esempio perfetto: arrivato in punta di piedi, si è imposto come uno dei difensori più solidi e moderni del torneo.

Ciò che rende il portoghese così interessante per il Milan è la combinazione tra forza fisica e capacità di lettura del gioco. Abile nell’uno contro uno, dotato di un buon piede per impostare l’azione e rapido nell’adattarsi ai ritmi della Serie A, Tiago Gabriel incarna il profilo ideale per la difesa di Massimiliano Allegri. Secondo quanto trapela da ambienti vicini al club rossonero, Tare avrebbe già avviato i primi contatti esplorativi per capire i margini di trattativa con il Lecce.

La valutazione economica del giocatore resta elevata: il Lecce sa di avere tra le mani un patrimonio tecnico e non ha intenzione di svenderlo. Tuttavia, come accade spesso nel Calciomercato Lecce, la società è aperta al dialogo, consapevole che certe cessioni possono finanziare nuovi investimenti e rafforzare il progetto sportivo.

Per il Milan, Tiago Gabriel rappresenta una scommessa interessante: giovane ma già maturo, ambizioso e con margini di crescita enormi. Per il Lecce, invece, è l’ennesima conferma della bontà del proprio lavoro di scouting. Il prossimo mercato potrebbe così portare a una delle operazioni più intriganti della stagione, con il nome di Tiago Gabriel pronto a diventare protagonista assoluto del Calciomercato Lecce.


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Leao, cosa si è riscontrato dopo la gara contro il Parma? Questa indiscrezione in casa Milan porterà a questo

Leao e la sua nuova posizione in casa Milan. Cosa ha riscontrato la gara contro il Parma?


Nonostante il pareggio deludente contro il Parma, la partita ha offerto al Milan un segnale chiaro: Rafael Leao resta il punto di riferimento assoluto dei rossoneri. Il talento portoghese continua a crescere e a confermarsi come uno dei giocatori più decisivi della Serie A. Con 53 gol e 40 assist nelle ultime sei stagioni – unico a raggiungere il traguardo del 40+40 – Leao è ormai il simbolo del progetto milanista, un trascinatore capace di combinare estro e concretezza. Al Tardini, pur in una serata difficile per la squadra, è stato il migliore in campo per qualità, intensità e atteggiamento.

L’evoluzione tattica di Leao sotto Allegri

L’arrivo di Massimiliano Allegri ha portato con sé un’intuizione tattica precisa: trasformare Leao in un vero centravanti, un’evoluzione che rompe con il suo passato da esterno d’attacco. Il percorso non è ancora completo, ma i segnali sono incoraggianti. Contro il Parma, Leao ha mostrato nuove sfumature del suo gioco: ha saputo difendere palla spalle alla porta, ha fatto salire la squadra e ha contribuito anche in fase difensiva. È migliorato nel gioco aereo e nella gestione delle sponde, mentre dal dischetto ha dimostrato freddezza e maturità, realizzando il secondo rigore consecutivo della stagione — un aspetto che in passato era stato un punto debole per il Milan.

Dopo la gara, Leao ha speso parole di grande stima per il suo allenatore: «Parliamo tanto, non solo di calcio ma anche della vita. Allegri ha esperienza e sa gestire noi giovani: avere una figura così è importante», ha dichiarato a DAZN.

Leao e il peso dell’attacco rossonero

Se Leao è in continua ascesa, non si può dire lo stesso di altri giocatori offensivi. Christopher Nkunku, in particolare, attraversa un momento complicato: appare spento, poco incisivo, lontano dai livelli mostrati ai tempi del Lipsia. Con il rientro di Pulisic, il francese rischia di scivolare nelle gerarchie, lasciando a Leao e all’americano il peso dell’attacco milanista.

Allegri si trova quindi a contare su due certezze — Leao e Pulisic — mentre gli altri, come Nkunku e Gimenez, restano indietro sia per rendimento sia per continuità.

In un Milan che sogna di tornare protagonista, Leao rappresenta la chiave di tutto: il simbolo della rinascita, il talento su cui costruire un futuro fatto di ambizione, maturità e, soprattutto, gol pesanti.


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Serie A, come sono andati gli ascolti dopo l’undicesima giornata? Ecco tutti i dati raccolti

Serie A, come sono andati gli ascolto dopo l’undicesima giornata di campionato? Ecco il dato

La Serie A continua a crescere non solo in campo, ma anche davanti agli schermi. L’11ª giornata del massimo campionato italiano ha infatti registrato numeri record su DAZN, confermando l’enorme interesse del pubblico per il calcio nazionale. Secondo i dati ufficiali, quasi 6 milioni di telespettatori hanno seguito le partite del turno, per la precisione 5.916.523 spettatori complessivi: un risultato che segna un nuovo traguardo per la piattaforma streaming.

Il confronto con la scorsa stagione è eloquente: la Serie A guadagna un +18% rispetto allo stesso turno dell’anno precedente, quando gli appassionati collegati erano poco più di cinque milioni. Un incremento che non può essere considerato un semplice picco momentaneo, ma un vero e proprio trend di crescita. Il campionato italiano si conferma così un prodotto sempre più competitivo anche sul piano mediatico, con lo streaming che ormai rappresenta il canale principale di fruizione per milioni di tifosi.

A trainare gli ascolti di questa 11ª giornata di Serie A sono state, come prevedibile, le sfide di cartello. Su tutte, Inter-Lazio, che ha fatto registrare l’audience più alta: 1.326.487 spettatori collegati su DAZN per seguire il big match di San Siro. Una cifra impressionante che, secondo la piattaforma, rientra perfettamente nella media dei grandi incontri d’andata e conferma il fascino delle sfide al vertice.

Ottimo risultato anche per il Derby della Mole, un classico intramontabile del calcio italiano. La partita tra Juventus e Torino ha appassionato ben 1.210.660 spettatori, tra tifosi delle due squadre e curiosi attratti dall’atmosfera speciale del derby piemontese.

Questi numeri dimostrano la straordinaria vitalità della Serie A, che continua ad attrarre pubblico, sponsor e investitori. L’aumento degli ascolti non è solo un segnale positivo per DAZN, ma anche per tutto il movimento calcistico italiano, che sta riuscendo a riconquistare spazio mediatico e interesse internazionale.

La piattaforma, che detiene i diritti esclusivi di trasmissione del campionato, può dunque brindare a un successo costruito su una strategia mirata: qualità di produzione, copertura capillare e contenuti sempre più interattivi.

In un panorama televisivo in costante evoluzione, la Serie A si conferma il motore principale dello sport italiano, capace di unire generazioni e appassionati, dentro e fuori dal campo. Gli ascolti record dell’11ª giornata sono l’ennesima prova che il calcio italiano è vivo, seguito e, soprattutto, più digitale che mai.


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