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Calciomercato Cagliari, quale sarà il futuro di Caprile? Ecco la situazione attuale del portiere rossoblu

Calciomercato Cagliari, quale sarà il futuro di Caprile? Spunta fuori una nuova indiscrezione


Il Calciomercato Cagliari si accende grazie a uno dei nomi più chiacchierati del momento: Elia Caprile. Il giovane portiere rossoblù, protagonista di una stagione di grande livello, è finito nel mirino dell’Inter, che sta già pianificando il futuro tra i pali. Con Yann Sommer verso la parte finale della sua esperienza in nerazzurro, la dirigenza guidata da Giuseppe Marotta e Piero Ausilio è alla ricerca di un nuovo numero uno capace di garantire continuità e affidabilità nel lungo periodo.

Caprile, 23 anni, ex portiere del Napoli, è oggi una delle rivelazioni più interessanti del campionato. Le sue prestazioni con la maglia del Cagliari hanno colpito per reattività, senso della posizione e maturità. In più occasioni, le sue parate hanno permesso ai rossoblù di conquistare punti preziosi, confermando il valore di un portiere che combina tecnica e carattere. Non sorprende, quindi, che diversi club di Serie A e persino esteri abbiano acceso i riflettori su di lui, ma l’Inter sembra la più decisa a tentare il colpo.

Dal punto di vista economico, l’operazione rappresenta un tema centrale nel Calciomercato Cagliari. Il club sardo ha riscattato Caprile dal Napoli per circa 8,5 milioni di euro, ma oggi la sua valutazione è schizzata fino ad almeno 35 milioni, cifra che riflette la sua crescita e l’importanza che ha assunto all’interno del progetto rossoblù. Un investimento significativo, che il Cagliari non intende svendere: la società valuta tutte le opzioni, consapevole che una sua eventuale cessione potrebbe finanziare il futuro mercato estivo.

Per l’Inter, invece, Caprile rappresenta l’occasione di assicurarsi un portiere giovane, italiano e già pronto per la Serie A. Gli osservatori nerazzurri lo hanno seguito più volte, rimanendo impressionati dalla sicurezza con cui guida la difesa e dalla tranquillità che trasmette ai compagni. Tuttavia, la cifra richiesta dal Cagliari obbliga il club di Milano a studiare soluzioni alternative, come un prestito con diritto di riscatto o l’inserimento di contropartite tecniche gradite ai sardi.

In ogni caso, il futuro di Caprile sarà uno dei temi più caldi del Calciomercato Cagliari. Se dovesse partire, il portiere lascerebbe l’isola da protagonista, simbolo della crescita di un club che continua a valorizzare i propri talenti. Se invece dovesse restare, diventerebbe il perno attorno a cui costruire la squadra del futuro. In entrambi i casi, il nome di Elia Caprile è destinato a restare al centro delle cronache calcistiche dei prossimi mesi.


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Inter, Chivu risolleva la situazione dei nerazzurri. Dove sta la strategia del tecnico? La situazione

Inter, Chivu risolleva completamente la situazione in casa nerazzurra dopo i problemi iniziali. Ecco la strategia


L’Inter si gode la sosta con il sorriso e il primato in classifica. La vittoria per 2-0 contro la Lazio ha consolidato il percorso della squadra nerazzurra, capace di approfittare dei passi falsi di Milan e Napoli e di raggiungere la Roma in vetta alla Serie A. Ma questo successo non è frutto del caso: dietro i tre punti dell’Olimpico si nasconde una settimana intensa, fatta di riflessioni, autocritica e un cambio di mentalità voluto fortemente dal tecnico Cristian Chivu.

Dopo le sofferte vittorie contro Verona e Kairat, l’allenatore dell’Inter aveva manifestato apertamente la propria insoddisfazione. Se a Verona aveva preferito comprendere la difficoltà del momento, la prestazione opaca in Champions League è stata la scintilla che ha portato a un confronto diretto e deciso con lo spogliatoio. Chivu ha tenuto un «faccia a faccia molto duro ma anche onesto», chiedendo ai suoi di abbandonare le reazioni permalose e di mettere da parte l’individualismo. Il messaggio è stato recepito, soprattutto dai senatori, e il risultato si è visto subito in campo.

Contro la Lazio, infatti, si è rivista un’Inter coesa, brillante e concentrata. La squadra ha ritrovato compattezza e fluidità, giocando con l’armonia che aveva contraddistinto le prime giornate di campionato. Hakan Çalhanoğlu ha dominato a centrocampo con intelligenza tattica, Nicolò Barella ha gestito meglio i tempi di gioco e la linea difensiva ha mantenuto un equilibrio impeccabile. I gol di Lautaro Martínez e Ange-Yoan Bonny hanno suggellato una prestazione completa, in cui l’Inter avrebbe potuto dilagare vista la superiorità mostrata per lunghi tratti.

Ma la vera novità è stata l’attitudine mentale. L’Inter ha finalmente mostrato una maturità diversa: è stata pronta a “sporcarsi le mani” quando necessario, ricorrendo ai falli tattici per spezzare le ripartenze e mantenere il controllo emotivo del match. È un tratto che mancava alla gestione precedente, quando la paura del cartellino spesso frenava l’aggressività del gruppo.

Un episodio simbolico è arrivato con l’ingresso di Pedro, l’uomo che la scorsa stagione aveva spezzato i sogni Scudetto nerazzurri. In quell’istante, giocatori come Bastoni e Dimarco hanno reagito con orgoglio e concentrazione, segno di un carattere nuovo, più maturo.

L’Inter di Cristian Chivu sta crescendo: non solo nei risultati, ma nella consapevolezza di poter dettare i propri ritmi e affrontare ogni sfida con mentalità vincente. È un gruppo che ha imparato la lezione e che ora, più che mai, vuole restare al comando.


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Calciomercato Bologna, Pessina ha stupito tutti! Sentite cosa ha appena detto il suo procuratore

Calciomercato Bologna, ecco le ultime novità per quanto concerne Pessina e le parole del suo agente


La vittoria del Bologna contro la capolista Napoli ha rappresentato molto più di tre punti in classifica: è stata una serata simbolica, il segno tangibile della crescita di una squadra che crede nel proprio progetto tecnico e umano. Tra i protagonisti di questo successo c’è una storia che ha emozionato tifosi e addetti ai lavori: quella di Massimo Pessina, portiere di appena diciassette anni, gettato nella mischia dopo l’infortunio di Skorupski.

Il giovane estremo difensore ha esordito in Serie A con una calma sorprendente, senza errori, senza timori e con una personalità rara per la sua età. Il suo debutto ha mostrato come il vivaio rossoblù stia diventando una risorsa concreta per la prima squadra, un segnale importante anche in chiave «Calciomercato Bologna», dove l’obiettivo è valorizzare i talenti interni oltre che individuare nuovi prospetti sul mercato.

Intervistato da TMW, l’agente di Pessina, Lorenzo Lazzari, ha raccontato le emozioni vissute dal ragazzo e il percorso che l’ha portato fin qui: «Sono i momenti che sogni da bambino. Massimo è un grande lavoratore e lo fa in silenzio. Con il club avevamo deciso di fargli vivere un anno di formazione per crescere e ieri ha raccolto i frutti del suo impegno».

Parole che testimoniano la solidità del progetto tecnico del Bologna, sempre più attento alla crescita dei giovani. Lazzari ha poi aggiunto: «In questi anni abbiamo vissuto tante emozioni, ma ora bisogna continuare a lavorare e restare umili, pensando partita dopo partita. È stata una grande emozione, ma serve mantenere i piedi per terra».

La fiducia mostrata dal club nei confronti di Pessina non è casuale. «Il Bologna ha creduto in lui quando aveva solo 14 anni – ha ricordato l’agente – ed è un club ambizioso, con una guida ben chiara. Questo esordio è un premio per tutti, non solo per il ragazzo ma per tutto il settore giovanile».

Il debutto del giovane portiere arriva in un momento chiave per il Bologna, che attraverso il proprio «Calciomercato» sta cercando di costruire un futuro sostenibile, fatto di giocatori di talento cresciuti all’interno del club e di innesti mirati. Pessina, con la sua serenità e maturità, rappresenta perfettamente la filosofia rossoblù: credere nei giovani, dare spazio al merito e costruire con pazienza un’identità forte, dentro e fuori dal campo.

Il Bologna vince, convince e guarda avanti, con un occhio sempre attento al proprio vivaio e alle opportunità che il «Calciomercato Bologna» potrà offrire per continuare a crescere.


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Esonero Conte, spunta la quota dei bookmakers sulla separazione con il Napoli! Fine dell’incanto, l’aria si fa pesante in casa azzurra

Esonero Conte, i bookmaker fiutano la rottura con il Napoli: l’idillio è già finito. Dalla festa Scudetto alla crisi in tre mesi

Sembra trascorsa un’eternità, eppure solo pochi mesi fa Napoli viveva l’euforia della conquista dello Scudetto con Antonio Conte. Quell’idillio oggi appare incrinato, se non addirittura ai minimi termini. La tensione è palpabile e le dichiarazioni del tecnico, dopo il ko per 2-0 contro il Bologna, hanno avuto il tono di una rottura imminente.

Quella in Emilia è già la quinta sconfitta stagionale in appena tre mesi: un crollo che ha spinto Conte a uno sfogo durissimo — «Qualcosa bisogna fare perché non ho voglia di accompagnare un morto» — parole pesanti che fotografano un clima tossico. Paradossalmente, la classifica vede ancora il Napoli a ridosso della vetta, distante solo due punti, ma i problemi sembrano ben più profondi. La fiducia tra allenatore e dirigenza appare logorata, tanto che durante la prossima sosta per le Nazionali è previsto un incontro decisivo per chiarire il futuro.

La precarietà è tale che i bookmaker hanno iniziato a quotare un clamoroso addio. Secondo Snai, l’ipotesi di un esonero o di dimissioni entro il 6 gennaio — fine del girone d’andata — è concreta, proposta a 2,50.

Eppure, Conte non è il tecnico più a rischio secondo gli analisti di Goldbet: in cima alla lavagna c’è Carlos Cuesta del Parma (1,50), seguito da Paolo Zanetti ed Eusebio Di Francesco, entrambi a 1,65.

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Leao Milan, il portoghese è da record! Contro il Parma il rossonero ha raggiunto un nuovo traguardo personale. Ecco quale

Parma Milan, Leao entra nella storia dei rossoneri? Il portoghese eguaglia il suo primato personale, i dettagli

Il Milan deve accontentarsi di un 2-2 amaro contro il Parma, dopo aver accarezzato la vittoria grazie al doppio vantaggio firmato da Saelemaekers e Leão. Sembrava tutto in discesa per i rossoneri, ma la reazione degli emiliani con Bernabé e Delprato ha gelato San Siro, fissando il risultato sul pari.

Un’occasione persa per consolidare la vetta della classifica: la squadra resta comunque nelle posizioni di vertice, ma il rammarico è forte per i punti sfumati che avrebbero potuto rafforzare la leadership.

Leao, trascinatore con numeri da fuoriclasse

Al di là della delusione finale, la gara ha confermato lo stato di forma scintillante di Rafael Leão. L’attaccante portoghese non solo ha trovato la rete, ma ha impreziosito la sua prestazione con giocate di qualità e statistiche impressionanti, ribadendo il suo ruolo di trascinatore assoluto nell’attacco milanista.

Le statistiche fornite da Opta sottolineano il suo impatto:

  • Da inizio ottobre 2025, nessun giocatore ha preso parte a più gol in Serie A rispetto a Rafael Leão: sono ben cinque (quattro reti e un assist).
  • Inoltre, tra i giocatori che hanno disputato al massimo cinque incontri da titolari in questa stagione di Serie A, nessuno ha segnato più gol di Rafael Leão (quattro), a pari merito con il compagno di squadra Christian Pulisic.

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Lazio, il comunicato sugli arbitri: la società sottolinea rispetto e collaborazione verso la categoria: l’AIA ringrazia il club

La Lazio prende posizione sugli arbitri con una nota: l’AIA accoglie con favore le parole della società e ringrazia il club biancoceleste

La Lazio ha pubblicato un comunicato ufficiale per precisare la propria posizione dopo le recenti dichiarazioni di Maurizio Sarri sugli arbitri. La società ha voluto ribadire la vicinanza al movimento arbitrale italiano, sottolineando l’importanza di sostenerlo in questa fase di rinnovamento e trasformazione.

Le parole del club non hanno incontrato unanime consenso tra i tifosi biancocelesti, ma hanno ricevuto un riscontro positivo da Antonio Zappi. Il presidente dell’Associazione Italiana Arbitri, secondo quanto appreso da LaPresse da fonti vicine all’AIA, ha infatti espresso apprezzamento per la nota diffusa dalla Lazio.

Nella stessa giornata, Zappi ha partecipato a un incontro istituzionale che ha visto coinvolti arbitri, Figc, Lega Serie A e società di massima serie. Un appuntamento che ha contribuito a rafforzare il dialogo tra le diverse componenti del calcio italiano, in un momento particolarmente delicato per la categoria arbitrale.

Atalanta Juric, è finita! E’ ufficiale l’esonero del tecnico croato! Il comunicato del club nerazzurro: separazione anche con il suo staff

Atalanta Juric, è finita: ufficiale l’esonero del tecnico croato. Il club nerazzurro annuncia la separazione anche dal suo staff

È già giunta al termine l’esperienza di Ivan Juric sulla panchina dell’Atalanta. La società bergamasca ha scelto di voltare pagina, esonerando il tecnico croato insieme al suo staff.

Decisiva per la sua sorte è stata la pesante sconfitta interna per 3-0 contro il Sassuolo, che ha fatto seguito al precedente ko in campionato contro l’Udinese. Due battute d’arresto consecutive che hanno convinto la dirigenza a cambiare guida tecnica. Ecco la nota del club

COMUNICATO – “Atalanta BC comunica che Ivan Jurić è stato sollevato dall’incarico di allenatore della Prima Squadra assieme ai suoi più stretti collaboratori, vale a dire Matteo Paro, Miguel Veloso, Paolo Barbero, Stjepan Ostojić e Michele Orecchio.

Atalanta BC ringrazia Ivan Jurić e il suo staff per l’impegno profuso, augurando loro il meglio per il futuro“.

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Infortunio Suzuki, che tegola per il Parma: tre mesi di stop e riflessioni sul futuro tra i pali. Spunta l’opzione tra gli svincolati?

Infortunio Suzuki, Parma senza portiere: tre mesi di stop e l’ipotesi svincolati sul tavolo. Le ultimissime notizie

Brutta notizia per il Parma: Zion Suzuki, titolare fisso da oltre un anno, ha riportato una frattura scomposta al terzo dito della mano sinistra e allo scafoide. Un infortunio serio che potrebbe richiedere un intervento chirurgico e tenerlo lontano dal campo per circa tre mesi.

Se l’operazione sarà confermata, il portiere giapponese rientrerà soltanto tra febbraio e marzo, saltando un terzo della stagione. Un’assenza pesante che costringerà i ducali a correre ai ripari.

Le gare saltate

Suzuki non sarà disponibile a partire dalla 12ª giornata e la sua assenza peserà su un calendario fitto. Nel mese di novembre dovrà saltare le sfide contro Verona e Udinese, mentre a dicembre non potrà essere presente contro Pisa, Lazio, Napoli e Fiorentina. Gennaio si annuncia ancora più complicato, con gare delicate contro Sassuolo, Inter, Lecce, Genoa e Atalanta. Infine, a febbraio, il portiere rischia di non esserci contro Juventus, Bologna, Verona e Milan, proprio la squadra contro cui si è procurato l’infortunio.

Le soluzioni interne

Il primo nome è quello di Edoardo Corvi, classe 2001, cresciuto nel vivaio e già protagonista di qualche presenza tra Serie B e Coppa Italia. In alternativa c’è Filippo Rinaldi, terzo portiere, anch’egli prodotto delle giovanili e reduce dal prestito alla Feralpisalò.

L’ipotesi mercato

Come evidenziato da La Gazzetta di Parma, resta aperta la pista degli svincolati. All’estero non mancano profili interessanti, mentre in Italia ci sono portieri di grande esperienza come Sepe, Sirigu, Consigli e Rui Patricio. Prima di un eventuale ingaggio, però, sarà indispensabile verificarne la condizione fisica, visto che molti di loro sono fermi da mesi.

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Juve, il club lancia la campagna Moments to Remember: presentato il nuovo maglione ufficiale del club per le festività. Tutte le informazioni

Juventus, parte Moments to Remember: ecco il maglione ufficiale natalizio e i dettagli per l’acquisto. Tutti i dettagli

Sul proprio sito ufficiale, la Juventus ha inaugurato la nuova campagna Moments to Remember, accompagnata dal lancio del maglione ufficiale dedicato alle festività natalizie. La nota del club:

COMUNICATO – «La stagione delle feste è il momento perfetto per fermarsi, sorridere, emozionarsi e creare nuovi ricordi destinati a durare nel tempo. I momenti che restano con noi: la gioia della vittoria, la forza nelle sfide, le risate condivise con le persone che contano di più.

Con Moments to Remember, Juventus celebra lo spirito delle feste e le emozioni che uniscono le generazioni bianconere: dalle leggende di ieri ai protagonisti di oggi, fino ai tifosi che portano nel futuro il cuore della Juventus.

Ogni esultanza, ogni abbraccio, ogni sguardo – in campo o fuori – diventa parte di qualcosa di più grande. Perché alla Juventus, ogni momento si trasforma in un ricordo che dura per sempre.

er celebrare il lancio della campagna, debutta il maglione ufficiale Juventus, simbolo di connessione, calore e spirito di squadra. Un capo pensato per essere condiviso, regalato e indossato con orgoglio in ogni occasione, per sentirsi sempre parte della stessa famiglia.

Il maglione è disponibile in tutti i Juventus Official Store e Online.

Nel corso della stagione, Moments to Remember prenderà vita attraverso iniziative e attivazioni digitali dedicate alla community bianconera in tutto il mondo. Per rivivere i ricordi più belli e crearne di nuovi, che restino ben oltre questa stagione.

Celebriamo i momenti che restano per sempre».

We are Juventus. We are Youth. Since 1897.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Flaminio Lazio, attese novità entro Natale: l’assessore Onorato assicura tempi rapidi. Tutti gli aggiornamenti

Flaminio Lazio: Il futuro si chiarirà entro le festività natalizie, parola dell’assessore Onorato. Le ultimissime notizie

Il progetto di uno stadio come regalo di Natale per la Lazio potrebbe diventare realtà entro il 2025 con il Flaminio che torna al centro delle attenzioni come possibile nuova casa biancoceleste.

L’Assessore allo Sport di Roma Capitale Alessandro Onorato ha lasciato intendere che un aggiornamento decisivo sulla vicenda potrebbe arrivare proprio sotto le feste. Se ne parla da anni ma negli ultimi due il percorso sembra essersi fatto più concreto con la presentazione di un rendering e di un piano di investimento che coinvolgerebbe l’intero quartiere Flaminio. Restano però da completare passaggi fondamentali come documenti certificazioni e soprattutto il via libera formale delle istituzioni.

Claudio Lotito ha più volte ribadito di voler evitare blocchi burocratici a lavori avviati e per questo procede con estrema cautela preferendo consolidare ogni autorizzazione prima di muovere i primi passi concreti. Nonostante dall’esterno sembri tutto fermo dietro le quinte l’iter continua anche se con tempi molto più lunghi rispetto alle aspettative iniziali.

PAROLE – Non c’è nulla da sbloccare. Un’operazione da 400 milioni di euro non si fa in due secondi. Le interlocuzioni sono costanti. Un incontro potrebbe esserci a brevissimo per chiarire alcuni aspetti tecnici, magari poco interessanti ma sostanziali per tutelare chi investe, chi abita la città e tutte le parti in gioco.

Il presidente Lotito ha posto pubblicamente delle questioni, non è un segreto. C’è un progetto che immagino verrà integrato con tutti gli elementi necessari. Ci sono in ballo non solo la Lazio e il Comune di Roma, ma anche il Ministero dei beni culturali, la Regione. Entro Natale per forza ci saranno novità

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Infortunio Dovbyk, che tegola per Gasperini! Quante partite salterà l’attaccante giallorosso e chi giocherà al suo posto? Le possibili soluzioni

Infortunio Dovbyk: l’attaccante costretto allo stop per una lesione muscolare, Gasperini perde il suo bomber: ora deve reinventare l’attacco

Artem Dovbyk deve fermarsi: l’attaccante della Roma ha lasciato il campo durante la sfida con l’Udinese a causa di una lesione al tendine del retto femorale sinistro. Gli esami hanno confermato uno stop di 4-6 settimane, cui seguirà inevitabilmente un periodo di recupero della condizione fisica. Tradotto: il 2025 dell’ex Girona può considerarsi quasi chiuso, con la possibilità al massimo di qualche apparizione a dicembre.

Le gare che salterà

Il centravanti ucraino non sarà disponibile contro Cremonese (subito dopo la sosta), Midtjylland in Europa League, Napoli e Cagliari in campionato, oltre al Celtic in Europa League. Restano da valutare le ultime sfide dell’anno contro Como, Juventus e Genoa.

Emergenza offensiva

L’infortunio di Dovbyk complica ulteriormente la situazione offensiva della Roma di Gasperini, già priva di Dybala e Bailey. Ferguson è vicino al rientro, ma al momento il reparto resta in piena emergenza. Contro l’Udinese, al posto del numero 9 è entrato Tommaso Baldanzi.

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Mkhitaryan Inter, brutte notizie per i nerazzurri! Sarà out per il derby di Milano: rientro fissato a dicembre, le ultimissime

Mkhitaryan Inter, tegola per il tecnico nerazzurro Chivu: salta il derby con il Milan, rientro atteso a dicembre. Le ultime

L’Inter approfitta della sosta per le nazionali da prima della classe. Il successo per 2-0 sulla Lazio ha permesso ai nerazzurri di Cristian Chivu di raggiungere la Roma in vetta a quota 24 punti, un’iniezione di fiducia preziosa in vista del prossimo impegno: il derby contro il Milan, che segnerà la ripresa del campionato.

Per Chivu non sarà una partita come le altre. Il tecnico romeno vanta infatti un bilancio positivo nei derby disputati alla guida delle giovanili interiste: 10 sfide contro i rossoneri con 5 vittorie, 4 pareggi e una sola sconfitta. Un trend che spera di confermare anche con la prima squadra, nonostante da calciatore il suo score contro il Milan fosse meno favorevole (8 sconfitte, 7 vittorie e 2 pareggi).

Situazione infermeria

La pausa servirà anche a recuperare uomini importanti. Matteo Darmian, fermo da otto gare per un problema al soleo della gamba sinistra, punta a rientrare proprio in occasione della stracittadina. Finora ha collezionato soltanto due brevi apparizioni stagionali, contro Juventus e Slavia Praga.

Più lunghi invece i tempi di recupero per Henrikh Mkhitaryan, infortunatosi ai flessori contro il Napoli. Lo staff medico conta di riaverlo disponibile per la Coppa Italia contro il Venezia del 3 dicembre, mentre appare complicata una sua convocazione per la trasferta di Pisa del 30 novembre.

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Serie B, salta una panchina! La dirigenza ha ormai deciso, l’ultima sconfitta è stata fatale: quattro profili principali sondati, le ultimissime

Serie B, terremoto in panchina! La società ha preso la sua decisione: l’ultima battuta d’arresto è stata determinante. Quattro candidati

Il Pescara ha scelto di voltare pagina in panchina. Dopo una lunga riflessione, la dirigenza biancazzurra ha deciso di interrompere il rapporto con Vincenzo Vivarini, ritenuto responsabile del difficile avvio di stagione. L’ultima sconfitta contro il Monza, che ha lasciato la squadra al penultimo posto in classifica con appena 8 punti, è stata determinante per la scelta.

Ora il club è al lavoro per individuare il nuovo tecnico. Sul tavolo ci sono quattro profili principali:

  • Francesco Modesto, allenatore giovane e con idee offensive, già apprezzato per il suo lavoro in Serie C.
  • Giorgio Gorgone, tecnico emergente, stimato per la sua capacità di lavorare con i giovani.
  • Pierpaolo Bisoli, allenatore esperto, con numerose panchine in Serie B e una reputazione di “salvatore” nelle situazioni difficili.
  • William Viali, reduce da esperienze solide in cadetteria, considerato un profilo equilibrato e pragmatico.

La società punta a prendere una decisione definitiva entro poche ore, così da dare subito una nuova guida tecnica alla squadra e provare a invertire la rotta in campionato. Lo riporta Gianluca Di Marzio.

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Deiola Cagliari, il punto sul recupero del centrocampista rossoblù: ecco le ultimissime novità fanno sperare i tifosi

Deiola Cagliari, buone notizie su calciatore rossoblù: il centrocampista accelera il recupero, tifosi fiduciosi

Alessandro Deiola non ha potuto prendere parte alla sfida contro il Como, valida per l’11ª giornata di Serie A 2025/26, a causa di un problema muscolare. Il capitano rossoblù, simbolo e leader carismatico della squadra, ha provato fino all’ultimo a recuperare, ma le sue condizioni non erano tali da consentirgli di scendere in campo al “Giuseppe Sinigaglia”.

Il tecnico Fabio Pisacane, consapevole dell’importanza del giocatore e della delicatezza della partita, ha scelto la via della prudenza, evitando di rischiarlo per non compromettere il pieno recupero. Deiola, classe 1995 e tra i più esperti del gruppo, resta comunque un punto fermo nello spogliatoio e una pedina chiave nello scacchiere tattico rossoblù.

Recupero mirato durante la sosta

La pausa per le Nazionali arriva nel momento ideale: consentirà al centrocampista sardo di lavorare con calma sul recupero, sotto la costante supervisione dello staff medico e tecnico. L’obiettivo è riaverlo a disposizione già alla ripresa del campionato, così da restituire solidità e personalità al centrocampo.

Uomo squadra e riferimento tattico

Negli ultimi anni Deiola si è distinto per la sua duttilità e per la capacità di incidere in entrambe le fasi di gioco. La sua presenza è considerata fondamentale per il sistema di Pisacane, che punta sul capitano per guidare la squadra nella corsa alla salvezza.

Il club resta fiducioso: il lavoro mirato durante la sosta dovrebbe permettere a Deiola di tornare presto protagonista con la maglia del Cagliari, pronto a dare nuova linfa e leadership al gruppo.

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Sarri e le dichiarazioni ‘chiarite’ dalla società biancoceleste: «E’ l’ora di noleggiare gli arbitri all’estero, non ne vedo più all’altezza»

Maurizio Sarri e quelle parole post Inter ‘rettificate’ dalla società: «Penso sia l’ora di noleggiare gli arbitri all’estero»

Dopo la sconfitta maturata a San Siro contro l’Inter, Maurizio Sarri si è presentato in conferenza stampa per analizzare la prestazione della Lazio. Le parole del tecnico biancoceleste hanno però sollevato polemiche, tanto che la società ha scelto di intervenire ufficialmente con un comunicato, prendendo le distanze dalle dichiarazioni del proprio allenatore.

SUL SUO NERVOSISMO E GLI ARBITRI – «Io ero nervoso per un semplice motivo. Non è stato ammonito Lautaro su un fallo su Zaccagni, e l’arbitro ha fatto uscire Zaccagni senza farlo rientrare. Si incazzava pure Padre Pio lì.

L’arbitro non ha inciso sul risultato, l’Inter ha fatto meglio e avrebbe vinto comunque. Ma penso sia l’ora di noleggiare gli arbitri all’estero, perché non ne vedo più all’altezza».

LEGGI IL COMUNICATO UFFICIALE DEL CLUB SULLE PAROLE DI SARRI QUI

Italia, Gattuso in conferenza: «Voglio vedere il massimo impegno per proseguire su quello che abbiamo iniziato. Chiesa assente? Scelta sua. Su Zaniolo…»

Italia, il ct della Nazionale Gennaro Gattuso parla in conferenza stampa in vista dei due impegni con Moldavia e Norvegia

Archiviata l’11ª giornata di Serie A con il posticipo tra Inter e Lazio, l’attenzione si sposta ora sulla Nazionale. Gli azzurri, guidati da Gennaro Gattuso, si preparano a due appuntamenti cruciali per le qualificazioni ai Mondiali 2026. Ecco le parole del ct in conferenza stampa:

PARTITE – «Non sarà una scampagnata, voglio vedere l’impegno per proseguire su quello che abbiamo iniziato a settembre. Proveremo giocatori che non hanno avuto spazio nella prima partita, ma dobbiamo pensare a noi e non a quello che farà la Norvegia nella sua partita».

ZANIOLO E CHIESA – «Bisogna essere onesti, gente come Zaniolo ha fatto cose interessanti ma le scelte vengono fatte con un criterio. Mi piace lavorare con giocatori che ho da tempo, ma le porte della Nazionale non sono chiuse. Chiesa? Parlo spesso con lui, bisogna rispettare scelte e problematiche che ognuno ha. La scelta è di Chiesa? Sì, è di facile lettura altrimenti non davo spiegazioni per la quinta volta»

RAPPORTI CLUB – «Non si potrà anticipare il calendario. In questo mese abbiamo lavorato 4-5 giorni di fila su tutto il programma con la Federazione e non c’è spazio. Forse a febbraio ma i calendari sono pieni. Starà a noi essere bravi e trovare il modo di incontrare i ragazzi in Italia e all’estero. Penso sia molto difficile intervenire sul calendario»

CENTROCAMPO – «Barella è con noi e salterà la prima partita per squalifica. Tonali sa che non possiamo permetterci di perderlo per la semifinale playoff. Difficile che possa giocare contro la Norvegia. Locatelli per me è un regista, come Ricci».

KEAN – «Non doveva giocare giovedì in Conference, ha preso un colpo e l’abbiamo perso. Ma in 4 mesi c’è tempo e abbiamo attaccanti forti: ci aspettiamo tanto da chi è qua»

BERARDI E SCAMACCA – «Nessuno mette in dubbio le qualità di Berardi, lo sto seguendo e so cosa ci può dare. Sappiamo le sue qualità. Scamacca non deve dimostrarmi niente: sa cosa voglio vedere in allenamento, se è qua è perché credo in lui. Ha avuto infortuni brutti, ma è innegabile che abbia ottime qualità . Mi aspetto che faccia le cose per bene»

MANCINI – «Mi piace il coraggio di Italiano e di Gasperini, Mancini sembra Cafu nelle ultime partite. Non hanno paura, complimenti »

SPALLETTI – «Ho sentito Luciano, gli ho fatto i complimenti. Posso dire poco sul Napoli, ha un grande allenatore che ha vinto tanto e che sa come muoversi. Conte ha le capacità per superare il momento».

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Bargiggia in esclusiva a Milannews24: «La prestazione del Milan a Parma è stata molto deludente. Sullo Scudetto e sulla Nazionale…»

Paolo Bargiggia, noto giornalista ed esperto di mercato, ha offerto un’analisi esclusiva sul momento del Milan. Le parole

In un’intervista esclusiva concessa a Milannews24, il giornalista Paolo Bargiggia ha analizzato la situazione del Milan dopo il pareggio maturato sul campo del Parma nell’undicesima giornata di Serie A:

PARMA MILAN – «La prestazione del Milan a Parma è stata molto deludente a parte un avvio fulminante. Però è stata la conferma che il calcio di Allegri dipende troppo dalla qualità dei singoli giocatori. Il livornese, se non è supportato da calciatori di livello, fatica a stare al passo con le dinamiche del calcio moderno. Si è visto anche a Parma quando la squadra di casa si è messa a spingere e a produrre gioco. Si dice tanto degli errori della difesa ma il problema per me è che il Milan, appena va in vantaggio con una giocata dei singoli, abbassa il baricentro e si mette a difendere. Questo Allegri lo faceva alla Juve quando allenava i campioni. Purtroppo io vedo che manca un minimo di spirito critico tra i tanti opinionisti sportivi e giornalisti, come se ci fosse una venerazione inspiegabile per Allegri che quest’anno pensavo si fosse aggiornato anche vedendo le gare contro Udinese e Bologna invece poi con il tempo è tornato il solito ritornello. Anche i migliori difensori continuamente stressati in 90 minuti vanno in difficoltà».

FAVORITA SCUDETTO – «Sono passate poche giornate ma per quello che ho visto vedo l’Inter quest’anno favorita a meno che il Napoli non esca presto dalla Champions League visto che Conte sta confermando i suoi problemi quando gioca la doppia competizione. Addirittura lo scorso anno si è fatto buttare fuori dalla Champions».

NAZIONALE – «Le sensazioni sulla Nazionale sono buone nella misura in cui credo che finalmente riusciremo ad andare ai Mondiali. Queste convocazioni non hanno creato grossi scossoni, l’avvicendamento tra Caprile e Di Gregorio ci sta. Gattuso ha creato una buona armonia nel gruppo e una buona spinta emotiva e questo è molto importante per centrare la qualificazione»

LEGGI L’INTERVISTA ESCLUSIVA COMPLETA A BARGIGGIA SU MILANNEWS24

Juventus, Elkann chiarisce: «Chiunque sia interessato alla Juventus, azionisti o sponsor, noi siamo sempre aperti ma…»

Juventus, l’amministratore Delegato di Exor John Elkann fa il punto: «Chiunque sia interessato alla Juve, noi siamo sempre aperti ma…»

La Juventus apre ufficialmente un nuovo capitolo della sua storia. Durante la presentazione della partnership tra Stellantis e la Fondazione Milano Cortina 2026, l’Amministratore Delegato di Exor, John Elkann, ha delineato il futuro della società bianconera, affidando piena fiducia al nuovo allenatore Luciano Spalletti.

“Spalletti riporti la Juventus alla vittoria”

Il passaggio più atteso riguardava proprio la guida tecnica. Dopo la lunga crisi di risultati – otto gare senza successi – che ha portato all’esonero di Igor Tudor, Elkann ha consegnato a Spalletti un mandato chiaro: riportare la Juventus a vincere. Una frase netta, che certifica la convinzione della proprietà nel tecnico toscano, ritenuto l’uomo giusto per rilanciare la squadra. Le prime due vittorie consecutive (contro Udinese e Cremonese) hanno già dato un segnale di inversione di rotta.

Apertura a nuovi investitori, ma Exor resta il perno

Il futuro della Juve non si gioca solo sul campo. Elkann ha affrontato anche i temi societari, ricordando l’apertura a nuovi azionisti e sponsor, come già avvenuto con l’ingresso di Tether. «Chiunque sia interessato alla Juventus, azionisti o sponsor, noi siamo sempre aperti», ha dichiarato. Una disponibilità che, tuttavia, non mette in discussione il ruolo centrale di Exor: «L’importante è che il nostro rapporto con il club non venga mai messo in discussione».

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“Il punto di rottura che non arriva”: ecco perché Genoa Fiorentina era scritto che finisse 2-2. L’approfondimento

Genoa Fiorentina, un pari che smuove la classifica ma che palesa le solite amnesie Viola. I dati che raccontano il match

Certe partite sembrano decise da un equilibrio superiore, quasi da una forza invisibile che riporta tutto alla parità. Genoa–Fiorentina è esattamente questo: una sfida giocata dentro uno specchio, dove ciò che accade a una parte si riflette nell’altra. Due squadre con lo stesso modulo, le stesse idee, gli stessi limiti. Il 2-2 finale non è un compromesso: è il risultato più logico possibile.

A Marassi la gara è un continuo gioco di rimandi. Il Genoa di De Rossi si affida al fisico e alla densità, la Fiorentina di Vanoli alla ricerca di un’identità che ancora non trova. Entrambe partono con il 3-5-2, si annullano, si puniscono e si salvano a vicenda. E quando succede questo, la matematica del calcio fa il resto.

Il copione della partita

Al quarto d’ora il Genoa passa avanti. Punizione laterale, difesa viola distratta, Ostigard stacca e segna. È un film già visto: la Fiorentina continua a concedere troppo sulle palle inattive, tema ormai cronico. La risposta arriva quasi subito con il rigore di Gudmundsson, assegnato per un tocco di mano di Colombo e realizzato con freddezza islandese. È il lampo di un primo tempo caotico, dominato più dai contrasti che dalle giocate.

La ripresa si apre con un episodio che pesa. Ranieri manca il pallone e lo tocca col braccio, Guida concede rigore al Genoa ma De Gea si distende e para Colombo, tenendo la squadra in vita. Cinque minuti più tardi la Fiorentina trova il vantaggio grazie alla combinazione più pulita della sua serata: Gudmundsson vince un duello, Sohm serve in verticale Piccoli che, in area, controlla e buca Leali. È la prima volta che la Viola sembra poter comandare la partita.

Ma come spesso accade, la squadra di Vanoli non riesce a gestire. Passano tre minuti e il Genoa trova subito il pari. Martin crossa, De Gea respinge corto, Colombo da terra ribadisce in rete. È l’ennesima dimostrazione della fragilità emotiva di questa Fiorentina, che dopo ogni vantaggio arretra e si spegne. Nel finale è ancora De Gea a evitare il ko, con una parata prodigiosa su Masini al novantesimo. Il triplice fischio congela un 2-2 che racconta più di mille parole.

Due squadre speculari

Genoa e Fiorentina hanno giocato con lo stesso modulo e con principi di gioco quasi identici. Difesa a tre, quinti alti, densità centrale e ripartenze verticali. La differenza è che il Genoa ha portato più duelli vinti, mentre la Fiorentina ha mostrato una maggiore pulizia tecnica nei primi 30 metri.

Il baricentro medio del Genoa è stato di 50 metri, quello della Fiorentina di 42. Dati che raccontano una squadra rossoblù più alta e coraggiosa, ma non necessariamente più pericolosa. Anche il possesso palla è bilanciato: 52% contro 48%, un equilibrio perfetto.

Il Genoa ha tirato otto volte, cinque nello specchio, creando quattro vere occasioni da gol. La Fiorentina ha risposto con sei tiri, tre nello specchio, e tre occasioni nitide. Tutte le reti sono nate da dentro l’area di rigore. Nessuna delle due ha costruito nulla da lontano. È il segno di una partita giocata a bassa creatività, dove l’efficacia delle aree ha deciso ogni cosa.

La Fiorentina non crolla ma non cresce

Il dato più evidente è che la Fiorentina non riesce mai a trasformare un momento positivo in controllo. L’azione del 2-1, con Gudmundsson e Piccoli protagonisti, è un raro esempio di verticalità riuscita. Ma subito dopo la squadra si abbassa, concede campo e viene punita. È la fotografia di una squadra fragile, che vive di reazioni e non di pianificazione.

La fase difensiva resta un problema enorme. Sul gol di Ostigard la linea dorme, sul rigore concesso a inizio ripresa Ranieri sbaglia il tempo e provoca l’ennesimo episodio pericoloso. I numeri confermano che la Fiorentina subisce troppo in area e perde sistematicamente le marcature sulle palle alte.

Vanoli ha provato a cambiare l’inerzia con le sostituzioni, inserendo Parisi e Viti per Ranieri e Fortini, poi Ndour e Džeko per dare peso e centimetri. Nulla è cambiato. L’unico vero salto di qualità l’ha dato De Gea, che con le sue parate ha tenuto a galla la barca.

De Gea e Piccoli, i simboli della serata

L’ex portiere del Manchester United è l’unico vero punto fermo di questa Fiorentina. Para un rigore, compie tre interventi decisivi e mostra finalmente quella leadership che mancava da mesi. È lui a impedire che il Genoa completi la rimonta nel recupero.

Davanti, Piccoli dimostra di essere in fiducia. Segna un gran gol da attaccante puro, lotta, protegge palla e si muove bene anche spalle alla porta. In una squadra senza idee, la sua concretezza è ossigeno. Bene anche Gudmundsson, autore del rigore e dell’assist potenziale per il 2-1, unico a dare verticalità e imprevedibilità.

Molto male invece Dodo, generoso ma confusionario. Sei cross tentati, nessuno riuscito. L’errore nel contropiede del 72’ fotografa il momento: idee giuste, esecuzioni sbagliate.

Perché il pareggio era inevitabile

Quando due squadre si annullano in tutto – moduli, atteggiamenti, limiti e qualità – il pareggio diventa una legge naturale. Genoa e Fiorentina hanno avuto le stesse opportunità, le stesse distrazioni e la stessa incapacità di gestire i momenti chiave.

Il rigore segnato da una parte e parato dall’altra, i gol nati da situazioni sporche, le mischie, le palle inattive: tutto porta allo stesso punto. Nessuna delle due ha meritato più dell’altra. Il 2-2 è l’equilibrio perfetto di una partita imperfetta.

Joe Jordan svela: «Quando seppi del Milan decisi di andare. L’Italia mi ha cambiato la vita. Era un momento diffiicile. Verona? Non ne sapevo molto, ma…»

Joe Jordan, l’ex attaccante scozzese ha raccontato alla Gazzetta dello Sport la sua esperienza in Serie A, tra Milan e Verona tra aneddoti, difficoltà e momenti

Joe Jordan, l’indimenticabile “Squalo” del calcio italiano, racconta a La Gazzetta dello Sport i suoi anni in Serie A tra Milan e Verona, un periodo che, nonostante le difficoltà, ha segnato profondamente la sua vita e quella della sua famiglia. Oggi è nonno, ma sempre nel cuore dei tifosi.

PERCHÉ SCELSE L’ITALIA – «Volevo giocare all’estero. Nel 1975 mi voleva il Bayern di Beckenbauer, ma il mio club disse no. Nel 1981 ero al Manchester United, ero felice, ma quando seppi del Milan decisi di andare. Volevo una nuova sfida».

IL SUO IMPATTO A MILANO – «Arrivai con mia moglie e i miei tre figli. La società, con il signor Colombo come proprietario, si prese cura di noi. Sua moglie portava spesso la mia al supermercato. Adattarsi alla vita in Italia fu facile, vincere le partite molto meno: il Milan era un grande club, ma in un momento difficile, appena tornato in A dopo la retrocessione per il Calcioscommesse».

SULLA RETROCESSIONE IN SERIE B – «Penso che tutti, me compreso, dobbiamo accettare la responsabilità di non aver fatto meglio. Non ci fu un solo motivo, ma un insieme di tanti fattori».

SU BARESI E TASSOTTI – «Erano giovani ma già con esperienza. Franco aveva vinto uno scudetto. Mi aiutavano molto: andavamo spesso insieme agli allenamenti con Buriani e Antonelli. Tanti di loro sarebbero poi diventati ottimi giocatori».

IL MILAN IN SERIE B – «La squadra cambiò molto. Entrarono giovani che approfittarono della chance e fecero una grande carriera. Fu l’inizio di una generazione importante».

L’ESPERIENZA A VERONA – «Non ne sapevo molto, ma mi avevano impressionato in Coppa Italia. Parlai con Ciccio Mascetti e mi convinsero. Ottima squadra, ottimo allenatore, città bellissima. Andai via dopo un anno, ma sapevo di lasciare un gruppo destinato a vincere: lo scudetto dell’anno successivo fu meritato».

GLI AVVERSARI PIÙ FORTI – «La Juve era la più forte, con stranieri e italiani di altissimo livello. L’Italia vinse il Mondiale dell’82 e io ero a Madrid, grazie ai biglietti di Franco Baresi. Tifai Italia, e quella finale la vinse la squadra migliore».

SUL SOPRANNOME “LO SQUALO” – «Forse perché mi mancavano due denti davanti, persi per un calcio in bocca alla mia prima partita in Inghilterra. Al Milan ne persi un altro, poi sistemai tutto a fine carriera».

PERCHÉ IN ITALIA È ANCORA RICORDATO – «Arrivai in un momento difficile, ma restai anche dopo la retrocessione. Ho provato a dare tutto, come a Verona. I tifosi lo hanno capito».

IL SUO BILANCIO ITALIANO – «Se non fossi venuto in Italia, sarebbe stato un grande rimpianto. Giocare e vivere in un Paese diverso è stata la scelta migliore della mia carriera».

SULLA LITE CON GATTUSO NEL 2011 – «Penso che avesse perso la testa. Mi passò davanti e ci fu un faccia a faccia, ma non volevo andare oltre. Da allenatore devi avere disciplina, e sono sicuro che oggi lui la pensa come me. Per me era finita dopo la partita».

Manchester United, quanti grattacapi per Amorim! Il tecnico portoghese perde Sesko: rebus in attacco e ipotesi Zirkzee dopo il ko col Tottenham

Manchester United, Amorim perde Sesko. L’infortunio dello sloveno apre un dilemma tattico per il tecnico portoghese: chance di rilancio per l’olandese

La sconfitta del Manchester United contro il Tottenham (3-0) ha lasciato strascichi non indifferenti in casa Red Devils, soprattutto per l’infortunio di Benjamin Sesko. Il giovane attaccante sloveno, subentrato a Matheus Cunha al 58′, ha sprecato diverse occasioni da gol e ha concluso anzitempo la sua partita dopo un contrasto con Micky van de Ven, lasciando il tecnico Ruben Amorim senza cambi a disposizione. Con la sosta per le nazionali alle porte, Amorim è chiamato a prendere una decisione cruciale sulla gestione dell’attacco.

L’opzione “senza punta”

L’alternativa più probabile per Amorim è quella di optare per un sistema senza un attaccante designato, una tattica già utilizzata contro Spurs e Liverpool. Questa strategia si adatta perfettamente a Matheus Cunha nel ruolo di “falso nove”. L’ex Wolves ha esperienza come centravanti e la sua versatilità è stata spesso sfruttata da Amorim. Nonostante il suo impegno nella gara di sabato, al brasiliano è mancato il tocco finale, rendendo necessario l’ingresso di Sesko. Un aspetto intrigante sarà la scelta di Amorim per i ruoli di trequartista. Di solito, Bryan Mbeumo gioca a destra, Mason Mount a sinistra e Amad in posizione di esterno a tutta fascia destro. Tuttavia, contro il Tottenham, Mazraoui è stato schierato come esterno, spingendo Amad più avanti e spostando Mbeumo a sinistra. Sebbene ciò non abbia diminuito la minaccia di Mbeumo nel primo tempo, l’attacco dello United è apparso meno incisivo con un Mazraoui più difensivo sulla destra. Amorim dovrà considerare questi fattori se deciderà di riproporre questa formazione.

Il richiamo di Zirkzee: una chance per il “dimenticato” olandese?

Un’altra opzione che potrebbe aprirsi è il richiamo di Joshua Zirkzee. Attualmente ai margini dei piani di Amorim, Zirkzee starebbe spingendo per una partenza a gennaio. Tuttavia, l’infortunio di Sesko potrebbe offrirgli la piattaforma per ottenere il tempo di gioco di cui ha disperatamente bisogno. Nella scorsa stagione, Zirkzee ha dimostrato la sua capacità di guidare l’attacco dello United quando gli è stata data l’opportunità, recuperando da un inizio difficile e affermandosi come un attaccante che i tifosi preferivano a Rasmus Hojlund. Zirkzee crederà di avere un’opportunità per affermarsi in squadra durante il periodo di assenza di Sesko. Tutto dipenderà dalla volontà di Amorim di riporre fiducia in lui. La situazione in attacco per il Manchester United si complica, e Amorim ha il difficile compito di trovare la soluzione migliore per affrontare le prossime sfide.

Brasile, Neymar durissimo nei confronti dell’arbitraggio durante l’intervallo di Flamengo Santos: «Arbitro pessimo e arrogante, mi ha minacciato»

Brasile, Neymar al veleno nei confronti dell’arbitraggio. La stella brasiliana ha attaccato duramente il direttore di gara durante l’intervallo di Flamengo Santos

Dure accuse di Neymar all’arbitraggio durante l’intervallo di Flamengo-Santos, partita del Campeonato Brasileiro. Il fuoriclasse santista, infuriato, ha rilasciato un’intervista al canale Premiere, rivelando di essere stato addirittura minacciato dal direttore di gara, Sávio Pereira Sampaio. Al momento delle dichiarazioni, il Flamengo conduceva per 1-0.

«Arbitro pessimo e arrogante, mi ha dato un giallo per una minaccia»

«L’arbitro è pessimo, e oltre a essere pessimo, è arrogante. Con tutto il rispetto», ha esordito Neymar con tono polemico. Ha poi proseguito raccontando l’episodio che ha portato alla sua ammonizione: «Quando andiamo negli spogliatoi, ci dicono che solo il capitano può parlare con l’arbitro. Poi vai a parlargli e lui ti volta le spalle e scappa. Vai a parlargli e lui ti minaccia. Ho preso il giallo perché mi ha minacciato. Ha detto: ‘Se ti avvicini a me, ti ammonisco’. Ho chiesto: ‘Non posso parlarti?‘». Un racconto che dipinge un quadro di tensione e incomprensione tra il giocatore e l’arbitro.

Le critiche sul gol del Flamengo e sull’arbitraggio in Brasile

Il numero 10 del Santos ha anche contestato la regolarità del gol del Flamengo, lamentando una mancata assegnazione di un fallo prima del calcio d’angolo che ha originato la rete: «Secondo me, è stato fallo su Brazão. Bisogna fischiarlo, e così non ci sarebbe stato il calcio d’angolo del gol. Sono errori che l’arbitraggio in Brasile sta commettendo molto. L’arroganza dell’arbitro di oggi… Non so nemmeno il suo nome». Una critica estesa non solo al singolo arbitro, ma anche allo standard complessivo del campionato brasiliano.

L’analisi della partita

Nonostante le aspre critiche all’arbitro, Neymar ha elogiato la prestazione del Santos nel primo tempo e, pur riconoscendo la forza dell’avversario, ha svelato il “segreto” per la sua squadra per avere più successo nella ripresa. «Stiamo provando, non stiamo giocando male. Sappiamo che il Flamengo è la migliore squadra del paese, conosciamo la qualità dei giocatori. Giocare al Maracanã pieno è complicato, non è facile. Ma abbiamo retto bene, è stato un ottimo primo tempo. Nell’ultimo terzo di campo, devono cercarmi di più, è l’unico modo per fare gol», ha concluso il campione, sottolineando la sua importanza nel finalizzare le azioni offensive della squadra. Le sue parole, dunque, hanno acceso un vivace dibattito sull’arbitraggio in Brasile e sulla gestione delle partite da parte dei direttori di gara.

Lewandowski Barcellona, l’attaccante zittisce tutti contro il Celta: tripletta e volo a New York per fare questo! Poi il sogno qualificazione al Mondiale con la Polonia

Lewandowski Barcellona, il polacco torna protagonista con tre gol, guida il Barça a -3 dal Real Madrid e parte per gli Stati Uniti prima di unirsi alla Nazionale

Robert Lewandowski ha messo a tacere le critiche sul suo rendimento con una sontuosa tripletta nella vittoria del Barcellona contro il Celta Vigo, un risultato che ha permesso ai blaugrana di avvicinarsi a soli tre punti dal Real Madrid.

Con sette reti, il polacco è ora il capocannoniere della squadra. Ma prima di concentrarsi sulla sua Nazionale per la qualificazione ai Mondiali, il bomber ha fatto una tappa inaspettata a New York.

Da Vigo a New York per una “cerimonia natalizia”

Secondo il media ‘Przegląd Sportowy One’, Lewandowski si è recato a New York per partecipare a una “ceremonia natalizia”. La moglie, Anna Lewandowska, ha pubblicato su Instagram una foto con il marito, con la didascalia: «Ieri tripletta, oggi a New York». Questo viaggio improvvisato significa che l’attaccante 37enne atterrerà in Polonia solo martedì, dove terrà una conferenza stampa prima di allenarsi con i compagni mercoledì.

La Polonia e la difficile corsa ai Mondiali 2026

La Polonia ha ancora delle chance, seppur remote, di qualificarsi direttamente ai Mondiali 2026. Attualmente si trova al secondo posto con 13 punti, tre in meno dei Paesi Bassi. Venerdì le due nazionali si affronteranno a Varsavia, ma una vittoria non basterebbe alla Polonia, che dovrebbe vincere con un largo scarto o sperare che gli olandesi perdano nell’ultima partita contro la Lituania, data la differenza di 13 gol tra le due squadre. Prima di tornare a Barcellona, Lewandowski volerà a Malta per l’ultima partita della fase di qualificazione

Il miglior momento: infortunio alle spalle e pieni poteri in campo

Questa pausa per le nazionali arriva in un momento d’oro per Lewandowski. Oltre alla tripletta, l’attaccante ha recuperato la titolarità e ha giocato per tutti i 90 minuti contro il Celta. Ha anche superato la rottura muscolare al bicipite femorale subita in Nazionale a ottobre, che lo ha tenuto lontano dai campi per quasi un mese, facendogli perdere tre partite con il Barcellona. La sua ritrovata forma fisica e l’efficacia sotto porta sono un’ottima notizia sia per il Barcellona che per la Polonia, impegnata in una corsa all’ultimo respiro per i Mondiali.

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Infortunio Dovbyk, vetta amara per la Roma! Brutte notizie per Gasperini che dovrà fare a meno dell’attaccante ucraino dopo l’Udinese: l’esito degli esami

Infortunio Dovbyk, vetta amara per la Roma! Brutte notizie per Gasperini: l’attaccante ucraino salterà almeno un mese di gare. L’esito degli esami

Piove sul bagnato sul fronte infortuni in casa Roma. Gian Piero Gasperini, già alle prese con diverse assenze, dovrà fare a meno di Artem Dovbyk più a lungo del previsto. L’attaccante ucraino, uscito acciaccato nell’ultima gara prima della sosta contro l’Udinese (vinta 2-0 e che ha regalato la vetta), si è sottoposto a nuovi esami strumentali che hanno evidenziato una lesione del tendine del retto femorale sinistro.

Come riportato dagli esiti clinici, i tempi di recupero stimati sono di 4-6 settimane, il che significa che Dovbyk salterà almeno quattro partite di campionato e potrebbe rientrare solo a fine dicembre. Un’assenza pesante per Gasperini, che contava di riaverlo subito dopo la pausa per le nazionali.

L’ex Girona, autore di un buon inizio di stagione in maglia giallorossa, sarà sottoposto a un programma di riabilitazione personalizzato a Trigoria, con l’obiettivo di evitare ricadute.

Liverpool, Rooney duro con Salah dopo il ko col City: «Deve dare il doppio, metto in dubbio la sua etica del lavoro. Devi tornare indietro e aiutare il tuo compagno»

Liverpool, Rooney duro con Salah dopo il ko col City: l’ex attaccante del Manchester United critica l’atteggiamento dell’egiziano

La pesante sconfitta del Liverpool contro il Manchester City (3-0) ha fatto scattare l’allarme ad Anfield, e la leggenda del Manchester United, Wayne Rooney, non ha avuto pietà nel puntare il dito contro uno dei pilastri ‘red’: Mohamed Salah.

Rooney, intervenuto al programma Match of the Day della BBC, è stato categorico: «Salah è in squadra per segnare gol e creare occasioni. È stato uno dei migliori giocatori della Premier League negli ultimi anni, ma nelle partite importanti deve dare il doppio di sé».

La critica principale si è concentrata sul sacrificio difensivo dell’egiziano: «Devi tornare indietro e aiutare il tuo compagno. Connor Bradley ha avuto una partita molto difficile ed è rimasto solo in difesa. Gravenberch ha fatto del suo meglio per aiutarlo, ma questo lascia spazi liberi in altre posizioni. Credo che Salah debba tornare e aiutare il suo compagno».

L’ex giocatore di United ed Everton ha messo in discussione il suo impegno generale: «Quando le cose vanno bene e segni gol la squadra lo tollera, ma durante l’ultima settimana metterei in dubbio la sua etica del lavoro», ha concluso Rooney, accendendo il dibattito sul ruolo e l’impegno di Salah in un momento delicato per il Liverpool.

Dybala Roma, bomba dall’Argentina! Il padre di Paredes rivela: «Vuole giocare al Boca Juniors». Ecco perché il sogno potrebbe diventare realtà

Dybala Roma, bomba dall’Argentina! Il padre di Paredes rivela i piani di Paulo: il sogno Bombonera potrebbe diventare realtà. La “Joya” valuta il futuro

Daniel Paredes, padre di Leandro, ha scatenato l’entusiasmo dei tifosi del Boca Juniors con una rivelazione clamorosa: Paulo Dybala sarebbe pronto a sbarcare al Boca Juniors per giocare al fianco del figlio. La bomba è stata sganciata in piena euforia post-Superclásico (2-0 al River Plate), riaccendendo una vecchia congettura che ora sembra avere basi concrete.

La rivelazione del padre di Paredes

Daniel Paredes, in un’intervista a Cadena Xeneize, ha fornito dettagli precisi sui piani di Dybala, campione del mondo con l’Argentina in Qatar: «Io so delle cose, so che Paulo vuole venire. Ha un cuoricino del Boca. Ho sentito una conversazione tra loro e Paulo gli ha detto che veniva. Paulo verrà, giocheranno insieme. La bambina sarà tifosa del Boca e vedrà suo padre alla Bombonera», ha affermato, alludendo alla prossima paternità del cordobese. Una dichiarazione che ha il peso di una conferma, arrivando da una fonte così vicina a Leandro Paredes.

Un sogno che prende forma: il contratto con la Roma scade a giugno

Il nome di Dybala è sempre circolato come possibile acquisto del Boca negli ultimi anni, ma le differenze economiche con l’Europa avevano sempre fatto sembrare l’ipotesi poco realistica. Ora, però, il contesto è cambiato. Il contratto di Dybala con la Roma scade a giugno 2026, e la prospettiva di un ritorno in Argentina, a 31 anni, potrebbe pesare più di un rinnovo in Italia. Il dialogo fluido con Paredes, la possibilità di giocare la Copa Libertadores 2026, l’ondata di campioni del mondo che stanno tornando nel calcio argentino e il sogno latente di giocare nel club del suo cuore sono tutti fattori che potrebbero spingere la “Joya” a prendere una decisione sorprendente.

Tra Roma e Nazionale: una situazione complessa

Attualmente, Dybala è una delle figure di spicco della Roma, che guida la Serie A insieme all’Inter. Tuttavia, sta affrontando un periodo difficile a causa di un infortunio muscolare al bicipite femorale sinistro, rimediato calciando un rigore contro il Milan. Questa inopportuna lesione lo ha escluso anche dalla convocazione per l’ultima finestra FIFA dell’anno, un segnale di come la sua considerazione in Nazionale, sotto Lionel Scaloni, stia venendo meno.
La prospettiva di un futuro al Boca, dunque, non è più un semplice rumors, ma un’ipotesi concreta, alimentata dalle parole del padre di Paredes e da una serie di circostanze che potrebbero far avverare il sogno di vedere Dybala con la maglia azul y oro. I tifosi del Boca sono in estasi, in attesa di capire se la “Joya” farà davvero il suo ritorno a casa.

Liga, passo falso del Real Madrid nel derby contro il Rayo Vallecano: ne approfitta il Barça che ne fa 4 al Celta Vigo e si porta a -3! La situazione

Risultati Liga, Lewandowski show a Vigo con una tripletta che stende il Celta e porta il Barcellona a -3 dalla vetta dopo lo 0-0 del Real contro il Rayo

Tra i risultati della giornata di ieri di Liga, il grande colpo di scena arriva dal Bernabéu, dove il Real Madrid inciampa nel derby contro il Rayo Vallecano, frenando sul pareggio e riaprendo la corsa al titolo. Un risultato che consente al Barcellona di accorciare in classifica, portandosi a -3 dai blancos grazie al 4-2 inflitto in trasferta al Celta Vigo.

Protagonista assoluto del match è stato Robert Lewandowski, autore di una tripletta, con Lamine Yamal a completare il tabellino dei marcatori blaugrana. Il successo rilancia la squadra di Flick, ora a quota 28 punti, e riaccende l’entusiasmo in vista del prossimo turno di campionato.

Le altre in campo domenica

Allo stadio “San Mamés”, l’Athletic Bilbao ha superato di misura il Real Oviedo per 1-0 grazie a un gol del talento spagnolo Nico Williams, sempre più protagonista nella formazione basca. Stesso risultato per il Mallorca, che ha avuto la meglio sul Getafe con una rete al 14’ di Vedat Muriqi, ex Lazio, tornato al gol dopo un periodo complicato.

Finisce 1-1, invece, tra Valencia e Betis con gli andalusi che passano in vantaggio al 74’ con Cucho Hernández e il pareggio dei padroni di casa arrivato otto minuti più tardi con Rioja, che ha firmato un punto prezioso in ottica salvezza.

La classifica

Dopo l’11ª giornata, il Real Madrid resta al comando con 31 punti, seguito dal Barcellona a 28 e dal Villarreal a 26. A ridosso del podio l’Atletico Madrid, attualmente a quota 25, mentre a completare la zona europea ci sono Betis, Espanyol e Athletic Bilbao.

In coda, respiro per il Valencia che non lascia scappare il Girona, vittorioso in settimana contro il Deportivo Alaves, e lo aggancia: ora 17° con 10 punti avanti ai catalani, allungando sui cugini del Levante (9) e sul Real Oviedo (8).

Italia, tutto pronto per le sfide a Moldavia e Norvegia: le scelte di Gattuso, le assenze e qualche novità: tutti gli aggiornamenti

Italia, attesa per le ultime sfide con Moldavia e Norvegia: le decisioni di Gattuso, gli indisponibili e le novità dell’ultima convocazione

La Nazionale di Rino Gattuso si prepara ai prossimi impegni contro Moldavia e Norvegia con alcune novità e scelte ponderate, dettate soprattutto dalla necessità di coprire l’assenza di Kean e di rafforzare la manovra offensiva con giocatori versatili. Il grande beneficiario è Cambiaghi del Bologna, che strappa la convocazione in extremis. Ecco quanto scrive il Corriere dello Sport.


Kean out, Cambiaghi in: le motivazioni di Gattuso
Moise Kean, attaccante della Fiorentina, non ha recuperato dal trauma alla tibia e Gattuso ha preferito escluderlo dalla lista dei convocati. Dopo una domenica di riflessione e la visione di Roma-Udinese, la scelta è ricaduta su Andrea Cambiaghi, esterno del Bologna. Già chiamato per la prima volta a ottobre e debuttante nel finale della partita con Israele, Cambiaghi ha convinto Gattuso grazie alla sua duttilità e alla sua splendida forma, culminata nell’assist per Dallinga al Dall’Ara. La sua convocazione ha avuto la meglio su quella di Piccoli, a cui non è bastato il gol a Marassi.


Un attacco versatile e senza “centravanti pesanti” extra
Gattuso ha optato per un esterno da accoppiare a Zaccagni sulla fascia sinistra, preferendo un “jolly” come Raspadori, l’unico vero “10” in organico e all’occorrenza centravanti. La lista degli attaccanti comprendeva già Retegui (titolarissimo), Pio Esposito (in crescita e parte del progetto azzurro) e Scamacca, richiamato non appena tornato a giocare con l’Atalanta. Il CT ha ritenuto non necessario chiamare un ulteriore centravanti “pesante”.


Le scelte su Berardi, Zaniolo e Pellegrini
Tra le altre opzioni valutate, Berardi, autore di una doppietta con il Sassuolo, non ha trovato spazio in un ruolo già coperto da Politano e Orsolini. Anche Nicolò Zaniolo, nonostante tre gol nelle precedenti quattro giornate, è stato giudicato bisognoso di pedalare ancora prima di meritare l’azzurro. Lorenzo Pellegrini, un jolly offensivo che Mancini spesso utilizzava da esterno nel 4-3-3, era una possibile soluzione per aggiungere l’ultimo passaggio, ma alla fine il “passo potente” di Cambiaghi ha avuto la meglio.


Il raduno e gli obiettivi futuri
Gattuso spiegherà le sue scelte in apertura di raduno, analizzando gli ultimi due impegni, giovedì in Moldavia e domenica a San Siro con la Norvegia. Queste partite saranno certamente una preparazione ai playoff in calendario a marzo, a meno di un clamoroso inciampo dei norvegesi a Oslo con l’Estonia che riaprirebbe la corsa al primo posto. La lista dei 27 convocati riflette la volontà di Gattuso di costruire una squadra dinamica e adattabile, pronta a ogni evenienza.

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Lazio, il club prende le distanze dalle parole del tecnico Sarri: «Il lavoro dell’arbitro non ha influenzato l’andamento della partita né il risultato finale»

Lazio, il club attraverso una nota ufficiale ha voluto chiarire le parole del Sarri: «Il lavoro dell’arbitro non ha influenzato l’andamento della partita»

La Lazio interviene ufficialmente con un comunicato per chiarire la propria posizione dopo le dichiarazioni di Maurizio Sarri, che aveva espresso critiche sull’operato degli arbitri nelle ultime gare. La nota ufficiale:

COMUNICATO – La S.S. Lazio, in riferimento alle dichiarazioni rese dal tecnico Maurizio Sarri al termine della gara di campionato, precisa che – come lo stesso allenatore ha successivamente chiarito – il lavoro dell’arbitro non ha in alcun modo influenzato l’andamento della partita né il risultato finale.

Le considerazioni espresse a caldo vanno lette nel contesto immediatamente successivo alla gara, dopo momenti di comprensibile tensione sportiva.

In un periodo di grande cambio generazionale all’interno della classe arbitrale, è fondamentale che questo processo venga accompagnato e sostenuto con equilibrio, valorizzando la formazione e la crescita dei giovani arbitri.

Nella mattinata di oggi, il confronto organizzato da FIGC e Lega Serie A rappresenterà l’occasione più opportuna per esaminare con serenità quanto stiamo vivendo, in un momento di confronto e riflessione che coinvolge tutto il movimento calcistico, con l’obiettivo comune di far crescere ulteriormente il livello del nostro calcio e di tutte le sue componenti.

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Spalletti Juve, un bilancio in chiaroscuro nelle prime tre partita con il nuovo tecnico: ecco l’analisi sul momento dei bianconeri

Spalletti Juve, luci e ombre nelle prime tre uscite con il nuovo allenatore: ecco l’analisi sul momento bianconero

L’avventura di Luciano Spalletti sulla panchina della Juventus è iniziata all’insegna della cautela e della ricerca di equilibrio, come dimostrano i numeri delle sue prime tre uscite. Tre partite, tre risultati diversi e una chiara impronta nella gestione dei titolari.


Un bilancio in chiaroscuro nelle prime tre gare
Spalletti ha guidato la Juventus in tre occasioni, con un bilancio di una vittoria, due pareggio e zero sconfitte. L’esordio contro la Cremonese ha portato un successo per 2-1, seguito da un pareggio per 1-1 contro lo Sporting e l’ultimo 0-0 nel derby contro il Torino. In queste tre gare, la sua Juventus ha segnato un totale di 3 gol, mantenendo una media di un gol a partita, e ne ha subiti 2, con una media di 0,67 a incontro.


Gol distribuiti e gerarchie consolidate
Interessante notare come i tre gol segnati siano stati opera di tre marcatori diversi: Kostic, Cambiaso e Vlahovic. Questo suggerisce una distribuzione delle responsabilità offensive, anche se il numero complessivo di reti indica una fase ancora di rodaggio per l’attacco, con una povertà realizzativa da parte dei nuovi acquisti che non può non preoccupare. Un dato che salta subito all’occhio è la fiducia di Spalletti in un nucleo fisso di giocatori.

Il tecnico ha sempre schierato 8 giocatori nella formazione titolare: Di Gregorio, Kalulu, Koopmeiners, Cambiaso, McKennie, Locatelli, Thuram e Vlahovic. Questo testimonia la volontà di dare subito un’identità precisa alla squadra, consolidando le gerarchie e puntando su elementi che garantiscano solidità e qualità, in attesa di affinare i meccanismi e trovare maggiore brillantezza in fase offensiva.

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