Pagina 542 – Calcio News 24

Paleari Torino, Amelia analizza: «Da quando gioca, il Toro non ha perso una gara. È stato reattivo sul colpo di testa di McKennie, ma l’intervento col coefficiente maggiore…»

Paleari Torino, l’ex portiere Marco Amelia parla dell’estremo difensore del Toro: «Da quando gioca, il Toro non ha perso una gara»

Marco Amelia, campione del Mondo ed ex portiere del Milan, intervistato da Tuttosport, esprime la sua ammirazione e non sorpresa per la carriera di Alberto Paleari, attuale saracinesca del Torino. Amelia, che fu una sorta di chioccia per Paleari ai tempi rossoneri, lo aveva individuato come un talento promettente fin da giovanissimo.


PALEARI AL MILAN – «Devo dirle che Alberto già all’epoca mi aveva colpito per i mezzi di cui era dotato. Aveva una struttura fisica importante abbinata a una grande reattività tra i pali. Doti fondamentali per arrivare a certi livelli. Ma soprattutto era un’altra la sua caratteristica che mi impressionò davvero…Pur avendo solo 18 anni, Paleari manifestava già una grande tranquillità tra i pali e fuori dal campo, era il classico ragazzo con le testa sulle spalle. Un’attitudine che ero sicuro l’avrebbe accompagnato per tutta la carriera».
CHE CONSIGLI GLI HA DATO – «Gli ho sempre detto di lavorare con costanza e umiltà, ma soprattutto di crederci sempre. Anche quando il Milan l’ha ceduto nelle categorie inferiori, ho continuato a tenerlo d’occhio e ricordo ancora i complimenti che mandai ad Alberto dopo la vittoria delle Universiadi. Se l’Italia vinse quel titolo, lo deve in buona parte alle sue parate».
ESPLOSO TARDI – «Ha fatto una lunga e dura gavetta, ma nelle categorie inferiori si è sempre imposto, anno dopo anno, come uno dei migliori nei campionati in cui giocava. Gli serviva solo un’occasione. Adesso è arrivato, seppur a 33 anni, a fare il titolare in Serie A e sta dimostrando di poterci stare con pieno merito».
SI STA IMPONENDO – «Da quando gioca, il Toro non ha perso una gara e in alcune partite Paleari è pure stato il migliore in campo, come appunto nel derby con la Juventus. Ergo i risultati arrivati con lui tra i pali non sono affatto casuali…».
BARONI DEVE INSISTERE SU DI LUI – «Per me sì. Alberto sta dando serenità al reparto difensivo e ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per tenersi stretto il posto tra i pali. Si è fatto trovare pronto, quando il Torino ha avuto bisogno di lui, e ora merita di proseguire come titolare».
LA PARATA PIU’ DIFFICILE CONTRO LA JUVE – «È stato reattivo sul colpo di testa di McKennie, ma l’intervento col coefficiente maggiore di difficoltà resta quello in uscita a terra sulla conclusione di David sia per la distanza ravvicinata sia perché è sempre molto difficile per un portiere lanciarsi sui piedi degli attaccanti avversari. Paleari è stato molto abile nella scelta di tempo, chiudendo dal basso la porta al tiro del canadese. Ha avuto un tempismo perfetto».

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Fiorentina sei ancora viva? La crisi ha un volto e un nome: l’analisi dettagliata del momento horror dei Viola, ultimi in classifica dopo undici giornate

Fiorentina l’analisi dettagliata del momento horror della squadra Viola, rilegata in ultima posizione con lo spettro della Serie B sempre più vicino

La stagione della Fiorentina, dopo undici giornate di campionato, è la fotografia più limpida e crudele di un progetto arrivato al capolinea. Una squadra ferma, senza vittorie, con appena cinque punti, che ha perso la propria identità e la fiducia di un ambiente ormai disilluso.
Eppure, nelle pieghe di questi primi mesi, ci sono dinamiche precise, errori che si ripetono con ostinazione e segnali, seppur minimi, di possibile ripartenza. Dalla gestione Pioli al debutto di Vanoli, il filo conduttore resta uno: la Fiorentina non è più padrona del proprio destino in campo.

Un avvio già pieno di crepe

La storia di questa stagione comincia a Cagliari, con un pareggio (1-1) arrivato all’ultimo respiro. Mandragora illude, ma Luperto punisce al 94’. Già lì, la sensazione era quella di una squadra incapace di chiudere le partite, di difendere i momenti decisivi.
La trasferta di Torino (0-0) ha poi mostrato l’altra faccia del problema: una Fiorentina ordinata, ma piatta, senza mordente offensivo, con un possesso palla fine a se stesso.
E quando il livello dell’avversario si è alzato, come contro il Napoli (1-3), la differenza tecnica e mentale è sembrata abissale. La squadra di Pioli ha provato a tenere palla, ma ha subito transizioni continue, faticando a leggere gli spazi e a reggere il ritmo.

Il tonfo interno contro il Como (1-2) ha poi rappresentato il punto di non ritorno. Avanti dopo pochi minuti, i viola si sono sciolti nella ripresa, subendo due gol fotocopia e mettendo in mostra tutte le proprie fragilità: mancanza di concentrazione, di leadership e di cattiveria.
Un pari sterile a Pisa (0-0) ha prolungato l’agonia, poi la sconfitta contro la Roma (1-2) ha certificato il tracollo: vantaggio iniziale, rimonta avversaria in sedici minuti, zero reazione.
Nemmeno la serata di San Siro con il Milan (2-1) ha invertito la rotta: un buon primo tempo, un vantaggio illusorio, poi il solito calo mentale e la solita incapacità di gestire la pressione.
A Bologna (2-2) si è vista la prima vera reazione di nervi, con due rigori nel finale che hanno evitato la disfatta, ma la sensazione è rimasta quella di una squadra che vive di episodi, non di gioco.
Poi il crollo contro l’Inter (3-0), l’ennesima sconfitta netta e senza appello, e il tonfo casalingo col Lecce (0-1), partita simbolo di tutto ciò che non funziona: tanto possesso, zero idee, nessuna intensità.

Un progetto tattico arrivato al limite

Il filo che unisce tutte queste gare è il medesimo: la Fiorentina è una squadra che palleggia tanto e conclude poco, che domina la quantità ma non la qualità.
Nei numeri c’è la conferma: possesso medio intorno al 55%, ma meno di un tiro “pulito” ogni cinque tentativi. La manovra è lenta, laterale, prevedibile. L’area di rigore resta deserta, con gli esterni troppo larghi e le mezzali sempre in ritardo negli inserimenti.
È il possesso “vuoto”, quello che non serve a creare superiorità ma solo a illudersi di controllare il gioco. Pioli ha insistito su un’idea scolastica, più estetica che funzionale, e la squadra si è spenta nella routine.

Dietro, i problemi non sono minori. I dati parlano chiaro: più del 60% dei gol subiti arrivano negli ultimi venti minuti. È un crollo di concentrazione e condizione, ma soprattutto di struttura mentale. Ogni vantaggio diventa un incubo, ogni palla persa una condanna.
Il blocco difensivo si abbassa troppo, le preventive non esistono, e le seconde palle diventano terreno fertile per gli avversari. Una squadra che non sa attaccare né difendere: troppo timida per dominare, troppo fragile per resistere.

Il cambio inevitabile e la prima Fiorentina di Vanoli

Dopo dieci partite senza vittorie, il cambio in panchina è stato inevitabile. Pioli paga un ciclo esaurito e una squadra che non risponde più. Al suo posto arriva Paolo Vanoli, chiamato a rianimare un gruppo senza autostima.
La sua prima “vera” Fiorentina si è vista a Genova, contro il Grifone. Il 2-2 finale non è ancora un punto di svolta, ma è almeno un segnale.
Vanoli ha riscritto la lavagna: difesa a tre, 3-5-2 più verticale e meno prevedibile. Non più il possesso lento e sterile, ma l’idea di cercare subito le punte, di accorciare il campo e di rendere più diretta la manovra.

E i numeri del Ferraris raccontano un passo avanti, anche se piccolo. Sei tiri totali, tre “puliti” dentro l’area, due gol arrivati da manovre centrali: uno su rigore di Gudmundsson, l’altro di Piccoli su azione.
Il dato più interessante è proprio quello: la Fiorentina torna a finalizzare con gli attaccanti, cosa che nel ciclo Pioli era diventata un’eccezione.
Dietro, la coppia Pablo Marí–Pongračić regge, De Gea risponde presente nelle tre parate “chiave”, e la squadra, almeno nel primo tempo, mantiene le distanze compatte.

Ma anche qui, la malattia è riemersa. Dopo il gol del 2-1, bastano tre minuti per subire il pari. È sempre la stessa storia: la Fiorentina non sa “sporcare” la partita, non sa gestire l’inerzia, non sa proteggere se stessa quando le cose girano.
È un limite mentale, prima ancora che tattico. E Vanoli lo sa: nelle sue parole post partita ha insistito proprio sulla necessità di “imparare a soffrire insieme”.

Cosa resta e cosa manca

Dopo undici giornate, il bilancio è impietoso ma non definitivo. Cinque punti, nessuna vittoria, ultima in classifica.
Eppure, per la prima volta, si è intravista una Fiorentina meno confusa. Il 3-5-2 sembra cucito su misura per valorizzare Gudmundsson e Piccoli, due giocatori che, con più libertà e più palloni “sporchi” da attaccare, possono ridare senso al reparto offensivo.
Anche dietro, la leadership di Pablo Marí e l’esperienza di De Gea possono diventare la base di una tenuta difensiva più solida, a patto di mantenere l’equilibrio tra le linee.
Ma servono interventi concreti: più aggressività dopo il vantaggio, una catena destra più lucida (Dodô continua a perdersi tra errori e scelte sbagliate) e soprattutto un atteggiamento emotivo diverso.
Non si può più affrontare ogni partita come un esercizio di palleggio sterile. Serve concretezza, cattiveria, ritmo.

Conclusione: la speranza dentro la crisi

La Fiorentina è in crisi profonda, ma non è condannata. Il problema non è più tecnico, è psicologico.
L’arrivo di Vanoli ha portato un piccolo scossone: la squadra è più corta, più diretta, più viva. Ma la salvezza passerà dalla capacità di cambiare mentalità.
Non bastano i moduli, servono nervi, sacrificio e rabbia. Serve riscoprire quello spirito che Firenze riconosce e pretende: orgoglio, appartenenza, intensità.

Undici giornate senza vittorie raccontano un disastro, ma anche una possibilità: se la Fiorentina saprà leggere i propri errori e liberarsi dal peso delle abitudini, il campionato può ancora essere riscritto.
Non basterà il talento, servirà l’anima. E dopo mesi di inerzia, è l’unica cosa che questa città chiede davvero.

Napoli, undici giocatori convocati per le nazionali: la sosta arriva tra infortuni, assenze pesanti e interrogativi tattici per Conte

Napoli, undici giocatori convocati per gli impegni internazionali, ma la sosta arriva tra infortuni, assenze pesanti e interrogativi tattici

Il Napoli si prepara alla pausa nazionali con ben undici giocatori pronti a vestire le maglie delle rispettive selezioni, un periodo che, come spesso accade, porta con sé interrogativi e spunti di riflessione per il futuro azzurro e per un Antonio Conte sempre più attento alle dinamiche della squadra.

Italia e Europa: i convocati azzurri e i talenti internazionali

Tra i convocati dell’Italia di Gattuso figurano Di Lorenzo, Politano e il rientrante Buongiorno, mentre Meret è costretto ai box per infortunio e Marianucci non è stato chiamato dall’Under 21. Ampio il contingente internazionale: Elmas sarà impegnato con la Macedonia del Nord, Rrahmani ritrova il Kosovo dopo l’infortunio, mentre Anguissa avrà una missione decisiva con il Camerun nei playoff contro la Repubblica Democratica del Congo. I due scozzesi McTominay e Gilmour affronteranno Grecia e Danimarca, dove ritroveranno da avversario Hojlund, convocato dalla Danimarca. Buone notizie anche per Lang, richiamato dal CT olandese Koeman. Resta a casa, invece, Milinkovic-Savic, escluso dalla Serbia. L’attesa è anche per la lista dell’Uruguay di Bielsa, che includerà Olivera.

Assenze pesanti e le domande di Conte

Ma la sosta porta con sé anche assenze pesanti. Oltre all’infortunio di Meret, continua a pesare la prolungata assenza di Lukaku, vero e proprio perno tattico della squadra. Il centravanti perfetto, capace di legare i reparti con il suo gioco fisico e le sue sponde, sarà costretto ai box almeno per un altro mese. La sua mancanza si fa sentire e le sue caratteristiche sono fondamentali per l’equilibrio e l’efficacia dell’attacco azzurro.

Questa serie di infortuni e assenze, unita alle prestazioni altalenanti, spinge Conte a interrogarsi sulle risposte da trovare e sulle ipotesi da valutare per il futuro. Le domande sono tante e il tecnico azzurro è chiamato a un’attenta analisi per capire come intervenire e come massimizzare il potenziale della squadra al rientro dalla sosta.

Torino, la difesa è un muro: Baroni ha costruito una delle retroguardie più solide del campionato! Con il derby salgono a quattro le big fermate dai granata

Torino, la difesa è un muro: con il pari nel derby con la Juventus, i granata confermano un trend positivo: imbattuti anche con loro dopo Roma, Napoli, Bologna

La solida prestazione difensiva del Torino nel derby contro la Juventus non è un episodio isolato, ma la conferma di un trend positivo che ha visto i granata trasformarsi in una vera e propria diga contro le big del campionato. Abbandonata l’etichetta di squadra “allegra” in fase difensiva, il Toro di Baroni ha dimostrato una ritrovata attenzione e lucidità, in grado di ripartire anche dopo qualche scivolone. Ecco l’analisi proposta oggi da Tuttosport.

Un fortino contro le prime della classe

Ad eccezione della goleada subita contro l’Inter all’esordio (e in attesa del Milan a dicembre), il Torino è uscito indenne dagli scontri con quattro delle prime sei squadre della classifica: Roma, Napoli, Bologna e, ultima in ordine cronologico, la Juventus. Un dato sorprendente, considerando il potenziale offensivo di queste formazioni. I granata hanno saputo neutralizzare attacchi importanti, mostrando una coesione difensiva che non dipendeva dall’errore del singolo.

La svolta tattica di Baroni

La svolta è arrivata a Roma contro la squadra di Gasperini, quando Baroni ha riproposto la difesa a tre. Quello che sembrava un esperimento temporaneo si è rivelato la chiave per un cambiamento di sistema generale, passando dal 3-4-2-1 iniziale al 3-5-2. Nonostante qualche difficoltà iniziale, come nella sfida contro la Lazio, la retroguardia granata ha trovato la sua quadratura.

I pilastri difensivi e il record abbattuto

Giocatori come Ismajli, Maripan e Coco (con Tameze pronto a sostituire l’ex Empoli quando necessario) sono diventati i pilastri di questa nuova solidità. Hanno saputo reggere l’urto contro avversari pericolosi come il Napoli e il Bologna, uscendo indenni da campi dove nessun’altra squadra finora era riuscita a non subire gol. E l’ultima impresa, contro la Juventus, ha cancellato un fastidioso record: la formazione bianconera non è riuscita ad andare in gol nel derby all’Allianz Stadium, infrangendosi sul muro eretto dai granata, con la preziosa partecipazione di Paleari.

Ora l’obiettivo per il Torino è mantenere alta la stessa concentrazione e determinazione anche nelle prossime partite, trasformando questa ritrovata solidità difensiva in un trampolino di lancio per ambizioni più alte.

Mondiale Italia U17, gli azzurrini chiudono a punteggio pieno il girone A: Sudafrica battuto 3-1, con il solito Inacio ancora protagonista! Attesa per l’avversaria degli ottavi

Mondiale Italia U17, gli azzurrini chiudono a punteggio pieno il girone A grazie alla doppietta di Inacio al Sudafrica poi battuto 3-1! Attesa per l’avversaria degli ottavi

Prosegue a vele spiegate l’avventura dell’Italia U17 ai Mondiali di categoria in Qatar. La squadra guidata da Massimiliano Favo ha chiuso il girone A con tre vittorie su tre, battendo il Sudafrica per 3-1 e blindando il primo posto nel gruppo. Gli azzurrini erano già qualificati aritmeticamente ai sedicesimi, ma hanno voluto concludere la prima fase da imbattuti, confermandosi tra le migliori formazioni del torneo.

Protagonista assoluto ancora una volta Samuele Inacio, attaccante classe 2007 del Borussia Dortmund, autore di una doppietta che lo porta a quota quattro gol in tre partite. A completare il successo ci ha pensato Arena, attaccante della Primavera della Roma, a segno di testa per il momentaneo 2-1.

Favo fa turnover, Inacio apre subito le danze

Con la qualificazione già in tasca, Favo ha deciso di ruotare diversi uomini per gestire le energie: sei i cambi rispetto al successo con la Bolivia, tra cui Iddrisa, Bovio e Reggiani in difesa, e Pandolfi e Maccaroni in mezzo al campo. Proprio Maccaroni, dopo appena tre minuti, ha servito l’assist che ha mandato in gol Inacio con un destro preciso sul secondo palo.

L’Italia domina la prima mezz’ora ma spreca troppo, e al 40’ viene punita: dormita difensiva su una punizione battuta in fretta e tap-in vincente di Els per il momentaneo pareggio.

Arena decisivo, Inacio chiude i conti

Nella ripresa Favo inserisce Steffanoni ed Elimoghale, e la squadra torna a spingere con continuità. Dopo diverse occasioni, arriva il 2-1 firmato Arena con un preciso colpo di testa su corner. Pochi minuti dopo, lo stesso attaccante serve un assist perfetto a Inacio, che firma il 3-1 definitivo.

Nel finale c’è tempo per una traversa su punizione di Baralla e per un piccolo spavento legato all’infortunio di Iddrisa, sostituito precauzionalmente. Gli azzurrini chiudono così un girone dominato e guardano con fiducia alla fase a eliminazione diretta, dove il sogno mondiale entra davvero nel vivo.

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Conte Napoli, legame sempre più a rischio? Incontro tra dirigenza e il tecnico pugliese dopo il ko di Bologna che decisivo per il futuro: i dettagli sull’incontro

Conte Napoli, legame sempre più a rischio? Previsto un faccia a faccia tra tecnico e dirigenza: così si deciderà il futuro dei campani

Secondo quanto riportato da Matteo Moretto, è previsto nelle prossime ore un faccia a faccia tra la dirigenza del Napoli e Antonio Conte. L’incontro, che si terrà a Castel Volturno, avrà lo scopo di analizzare nel dettaglio la situazione del club e capire se e come proseguire insieme dopo le recenti difficoltà.

La riunione arriva a pochi giorni dalla pesante sconfitta per 2-0 contro il Bologna al Dall’Ara, risultato che è costato agli azzurri il primo posto in classifica. Un passo falso che ha acceso il campanello d’allarme, non solo per il punteggio ma per la prestazione, giudicata sottotono sotto tutti gli aspetti: concentrazione, compattezza e spirito di squadra.

Conte e il Napoli al bivio

L’obiettivo dell’incontro sarà quello di discutere strategie e correttivi immediati per evitare che la crisi si allarghi. Conte, che si è assunto pubblicamente la responsabilità del momento difficile, ha parlato apertamente di una squadra “non più vera come un anno fa”, denunciando mancanza di cuore e passione.

La dirigenza, dal canto suo, vuole comprendere la disponibilità del tecnico a rilanciare il progetto e a riportare serenità nello spogliatoio, in un momento in cui i risultati e il gioco non rispecchiano le aspettative di inizio stagione.

L’esito del confronto determinerà le prossime mosse: dalla conferma della fiducia a Conte fino all’eventuale riflessione su soluzioni alternative, qualora non emergano segnali concreti di svolta.

Spalletti Juve, il tecnico sfrutterà la sosta per rivoluzionare i bianconeri? Possibile addio alla difesa a tre! Si riparte con questo modulo e un obiettivo: rilanciare questi due giocatori

Spalletti Juve, il tecnico pronto a rivoluzionare i bianconeri? Possibile addio alla difesa a tre ed un obiettivo: rilanciare questi due giocatori

Da normalizzare a rivoluzionare. L’arrivo di Luciano Spalletti sulla panchina della Juventus ha coinciso con un periodo di emergenza totale, ma dopo i primi risultati incoraggianti (due pareggi e una vittoria) il tecnico è pronto a imprimere la sua identità alla squadra. Come riportato da Tuttosport, la sosta per le nazionali sarà il punto di partenza per la rivoluzione tattica che il nuovo allenatore bianconero ha in mente.

Spalletti cambia la Juve: la difesa a quattro come base del nuovo progetto

La prima svolta riguarda la struttura difensiva. Spalletti è “ferocemente convinto” che la rosa bianconera abbia le qualità per abbandonare la difesa a tre, marchio delle precedenti gestioni, e passare al suo sistema preferito: il 4-3-3, con possibile variante 4-2-3-1. La linea a quattro rappresenta la “pietra miliare” della nuova Juventus.

In attesa dei rientri di Gleison Bremer e Juan Cabal, il tecnico lavorerà con gli uomini a disposizione. Dopo la sosta, il recupero di Lloyd Kelly permetterà di schierare una difesa tipo con Pierre Kalulu a destra, Federico Gatti e Kelly centrali, e Andrea Cambiaso a sinistra.

Lavoro sull’attacco: Vlahovic da rilanciare, Openda da recuperare

Il nodo più complesso riguarda l’attacco. Spalletti sta valutando anche un 3-4-1-2 di transizione, con Kenan Yildiz dietro due punte, Dusan Vlahovic e Loïs Openda. Il tecnico punta a recuperare il belga, finora deludente ma ritenuto funzionale al suo gioco: “ha trovato pane per i suoi denti” avrebbe confidato lo stesso Spalletti.

Diversa la situazione di Jonathan David, che sembra scivolare indietro nelle gerarchie. Le parole del tecnico nel post-derby – «è un calciatore da quei minuti lì» – fanno pensare a una scarsa compatibilità tattica tra il canadese e Vlahovic dal primo minuto.

La “cura Spalletti” è iniziata. L’obiettivo è duplice: restituire identità alla squadra e rilanciare i suoi attaccanti smarriti. La Juventus volta pagina, pronta a ripartire da un modulo nuovo e da una filosofia di gioco più vicina alle idee del suo allenatore.

Bologna, Italiano vola! Il successo contro il Napoli sembra un’impresa: i rossoblù travolgenti contro i partenopei e sempre più vicini alla zona Champions

Bologna, Italiano vola! Rossoblù travolgenti al Dall’Ara: 2-0 ai campioni d’Italia, quinto posto e miglior partenza nell’era dei tre punti

Il Bologna di Vincenzo Italiano firma l’impresa della stagione battendo per 2-0 il Napoli di Antonio Conte e portandosi al quinto posto in classifica, a soli tre punti dalla vetta. Come riportato dal Corriere dello Sport, è stata una “lezione di Italiano ai campioni d’Italia”, un successo costruito con coraggio, intensità e lucidità, nonostante le difficoltà.

La squadra rossoblù ha affrontato la gara con due giorni in meno di recupero rispetto agli avversari e con un esordiente tra i pali, Pessina, subentrato all’8’ per l’infortunio di Skorupski. Da quel momento, però, si è trasformata in una favola sportiva: pressing alto, ritmo feroce e compattezza hanno permesso al Bologna di dominare la ripresa, siglando due reti di pregevole fattura e confermandosi una realtà da zona Champions.

Il Bologna vola, Italiano incanta

La formazione di Italiano ha espresso il suo miglior calcio, sfruttando la qualità dei movimenti e la forza collettiva. Dopo un primo tempo equilibrato, la svolta è arrivata con l’ingresso di Cambiaghi, imprendibile sulla sinistra: suo l’assist per Dallinga, rapido ad anticipare Rrahmani e firmare l’1-0. Il raddoppio è poi arrivato con Lucumi, letale di testa, che ha fissato il 2-0 in un Dall’Ara in festa.

L’allenatore rossoblù, al termine del match, è apparso soddisfatto ma lucido, continuando a incitare i suoi fino al 95’: un segno della fame e della mentalità che hanno portato il Bologna alla miglior partenza in Serie A nell’era dei tre punti.

Napoli in crisi, Conte amaro: «Non siamo più una squadra vera»

Dall’altra parte, notte fonda per il Napoli, alla terza gara consecutiva senza gol. Gli azzurri hanno mostrato carenze in tutti i reparti: nessun tiro pericoloso nella ripresa, poche idee offensive e fragilità difensive evidenti. In particolare, la retroguardia con Rrahmani, Elmas e Politano ha sofferto le accelerazioni di Cambiaghi e Holm.

A fine gara, Conte ha lanciato un messaggio duro: ha parlato di mancanza di cuore e passione, di egoismo e involuzione tattica, assumendosi la responsabilità per il momento negativo. Ma il campanello d’allarme è forte: con cinque sconfitte stagionali tra campionato e Champions, il Napoli deve decidere se reagire o lasciarsi travolgere.

Juve e Torino, chi si rivede! In campo assenti da oltre un anno: Schuurs e Milik riappaiono alle ATP Finals! – FOTO

Juve e Torino, chi si rivede! Ospiti dell’Atp Finals, che si terrà a Torino, Schuurs e Milik. I due, assenti da oltre un anno sui campi, in foto con alcuni protagonisti del torneo – FOTO

Rivederli in campo è ancora un miraggio, ma per i tifosi di Torino e Juventus un piccolo segnale è arrivato, almeno sui social. Perr Schuurs e Arkadiusz Milik sono infatti “riapparsi” in pubblico in occasione delle Nitto ATP Finals di Torino, dove si sono incrociati con alcuni dei tennisti più forti del mondo.

Per Schuurs, difensore centrale olandese del Torino, l’ultima partita ufficiale risale al 21 ottobre 2023, nella sconfitta casalinga contro l’Inter. In quell’occasione riportò la rottura del legamento crociato del ginocchio, un infortunio che lo ha costretto a un lunghissimo stop e che ancora oggi ne condiziona il rientro.

All’altra sponda del Po, in casa Juventus, la situazione non è troppo diversa per Milik. L’attaccante polacco, classe 1994, non gioca una partita ufficiale dal 25 maggio 2024 contro il Monza, e la sua presenza recente al Mondiale per Club è stata solo simbolica, dalla panchina.

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Schuurs e Milik, due volti sorridenti alle Finals di Torino

In questi giorni, entrambi si sono concessi una parentesi diversa dal calcio. Milik è stato immortalato mentre salutava Carlos Alcaraz, uno dei protagonisti del torneo, mentre Schuurs ha partecipato a un incontro che ha visto protagonisti alcuni giocatori del Torino e il tedesco Alexander Zverev.

I tifosi hanno accolto con piacere le loro immagini, sperando che i sorrisi mostrati fuori dal campo siano il preludio a un ritorno imminente. Due storie parallele di recupero e pazienza, che si intrecciano in una città dove il calcio e lo sport, anche per un giorno, si sono dati appuntamento al Pala Alpitour.


Allegri Milan, il tecnico duro con la squadra nel post partita di Parma evidenzia un dettaglio assolutamente da migliorare dei rossoneri! L’analisi

Allegri Milan, il tecnico punta il dito dopo il pari di Parma: gravi disattenzioni costano due punti e riportano alla luce i limiti della scorsa stagione

Il Milan visto a Parma è sembrato la copia sbiadita di quello solido e cinico ammirato nelle vittorie contro Napoli, Bologna, Fiorentina e Roma. Al “Tardini” i rossoneri hanno mostrato gli stessi difetti della passata stagione: mancanza di concentrazione, leggerezze difensive e incapacità di gestire i momenti chiave del match.

Come sottolineato anche nel post-partita, Massimiliano Allegri non ha risparmiato critiche ai suoi, definendo «errori da polli» quelli che hanno permesso al Parma di rimontare e strappare un punto. Il Milan, in vantaggio 2-0, si è fatto raggiungere sul 2-2 per colpa di disattenzioni clamorose, in particolare dei difensori.

Estupinan e Fofana nel mirino di Allegri

Il principale imputato è Pervis Estupinan, protagonista in negativo su entrambi i gol ducali. In occasione dell’1-2 firmato Bernabé, l’ecuadoregno ha cercato un contatto inutile invece di spazzare in fallo laterale, perdendo palla in zona pericolosa. Poco dopo, sul cross di Britschgi che ha portato al pareggio di Delprato, non ha accorciato con la giusta tempestività.

Non è andata meglio a Fofana, che ha ripetuto un errore già commesso contro la Cremonese alla prima giornata: marcatura blanda e lettura sbagliata del movimento dell’avversario, decisivo per il gol.

Anche i subentrati Athekame, Ricci e De Winter non hanno inciso, fallendo nel dare equilibrio in un momento di evidente difficoltà.

Allegri chiede maturità: «Non è atteggiamento da Scudetto»

Nel suo commento a fine partita, Allegri ha spiegato come il termine «polli» vada oltre le singole responsabilità: «Non si può subire così tanto contro una squadra che lotta per non retrocedere». Per il tecnico, si tratta di un campanello d’allarme che richiama la squadra a maggiore concentrazione e disciplina tattica.

Il Milan dovrà ora reagire subito, evitando di compromettere quanto di buono costruito nelle settimane precedenti. Allegri ha già promesso correttivi, ma l’attenzione e la solidità mentale restano i veri obiettivi da ritrovare.

Conte Napoli, contro il Bologna una sconfitta amara! Il tecnico visibilmente preoccupato della situazione partenopea. Secondo il tecnico manca grinta: l’analisi

Conte Napoli, contro il Bologna una sconfitta amara! Il tecnico si assume la responsabilità della quinta sconfitta in stagione, ma accusa la squadra

Come evidenzia La Gazzetta dello Sport, il clima in casa Napoli è tutt’altro che sereno. La sconfitta contro il Bologna ha lasciato strascichi pesanti e un Antonio Conte visibilmente esasperato. Il tecnico, con i media, ha puntato il dito contro la squadra, parlando di un gruppo privo di grinta, di spirito e di fame, e ha ammesso che il momento è più complesso del previsto.

L’allenatore si è assunto la piena responsabilità per la situazione, riconoscendo che dopo quattro mesi di lavoro non è ancora riuscito a trasmettere alla squadra i propri principi e la giusta mentalità. Ha sottolineato come le difficoltà non siano di natura fisica o tattica, ma piuttosto psicologica e caratteriale, legate alla mancanza di energia e concentrazione.

Conte chiede una svolta: troppi giocatori senza stimoli

Conte ritiene che molti calciatori stiano pensando più a se stessi che al collettivo e che l’entusiasmo della passata stagione sia ormai svanito. Il tecnico ha espresso grande preoccupazione per la perdita di identità di un gruppo che sembra aver smarrito il senso di appartenenza e la voglia di lottare, ricordando che cinque sconfitte in campionato rappresentano un segnale di crisi profonda.

Il Napoli appare svuotato, privo di quella ferocia agonistica che aveva caratterizzato la corsa allo scudetto. Anche l’atteggiamento in campo, secondo Conte, riflette un problema più profondo: la squadra si limita al compitino, senza la determinazione necessaria per reagire nei momenti difficili.

Sosta decisiva per ritrovare compattezza e orgoglio

Il tecnico considera questa pausa di campionato un passaggio fondamentale per analizzare ciò che non funziona e per provare a riaccendere la scintilla. L’obiettivo è ritrovare unità, motivazioni e una mentalità vincente. La preoccupazione, tuttavia, resta alta: il Napoli sembra aver perso l’anima e lo spirito che lo avevano reso protagonista appena un anno fa.

Conte sa che non bastano cambi tattici o nuove soluzioni di gioco: serve ritrovare convinzione, cuore e fame. La sosta potrebbe essere l’ultima occasione per invertire la rotta prima che la stagione sfugga definitivamente di mano.

Bonny Inter, che inizio! L’attaccante ex Parma mantiene alto il livello anche senza Thuram: gol, assist e personalità. Adesso manca solo un traguardo per l’attaccante nerazzurro

Bonny Inter, che inizio! L’attaccante francese conquista tutti con gol, assist e personalità: la Gazzetta dello Sport ne celebra l’impatto e guarda al futuro

Come evidenzia La Gazzetta dello Sport, l’Inter si gode la sua “bella gioventù”. L’assenza di Marcus Thuram, fermo dallo scorso 30 settembre, non ha scosso i nerazzurri grazie all’impatto devastante dei due giovani attaccanti, Pio Esposito e Ange-Yoan Bonny. Il francese, soprannominato “Angelo” ad Appiano Gentile, si è rivelato il più incisivo: con il tap-in realizzato contro la Lazio, che ha fissato il risultato sul 2-0, ha raggiunto quota 4 gol e 4 assist in stagione. È il miglior assist-man della squadra insieme a Bastoni e il secondo miglior marcatore dietro ad Hakan Calhanoglu. Numeri da giocatore maturo, nonostante la giovanissima età e la prima esperienza in un top club.

Bonny, carattere e maturità da veterano

Ciò che colpisce di Bonny è la doppia personalità. Riservato e rispettoso nella quotidianità della Pinetina, ma sicuro e determinato in campo, dove si muove con la disinvoltura di chi sembra nato per palcoscenici importanti. L’attaccante si è fatto apprezzare dai compagni per disponibilità e spirito di gruppo, esaltando il lavoro collettivo e i meriti degli altri, come nell’azione del gol con la Lazio culminata con l’assist di Federico Dimarco.

Ora lo sguardo è rivolto al 23 novembre, quando l’Inter affronterà il Milan in un derby che “Angelo” vivrà per la prima volta. L’attaccante si prepara a un match che può segnare un passaggio importante nella sua crescita, consapevole della concorrenza ma deciso a farsi trovare pronto in ogni occasione.

Verso il derby e oltre: il sogno chiamato Francia

Per la sfida con i rossoneri, Bonny potrebbe tornare in panchina: Thuram avrà completato il recupero e Cristian Chivu valuterà se reinserirlo dal primo minuto. Intanto, l’ex Parma sfrutterà la sosta per allenarsi con il connazionale e consolidare la propria posizione nelle rotazioni offensive. Il suo obiettivo resta quello di continuare a crescere e incidere anche in Champions League, dove cerca ancora il primo gol europeo.

La Gazzetta sottolinea come, mantenendo questo rendimento, Bonny stia attirando le attenzioni anche della Nazionale francese. Un traguardo ambizioso, ma sempre più alla portata di un talento che ha già dimostrato di avere fame, disciplina e futuro da protagonista.

Roma in vetta dopo undici giornate! I giallorossi battono l’Udinese e l’Olimpico sogna in grande, ma c’è l’Inter fare compagnia alla squadra di Gasperini

Roma la vittoria sull’Udinese e la solidità ritrovata portano la Roma al primo posto dopo dodici anni a pari punti con l’Inter. L’Olimpico sogna

Come analizza il Corriere dello Sport, l’Olimpico può finalmente sognare. La Roma è tornata in vetta alla Serie A dopo dodici anni, grazie al 2-0 inflitto all’Udinese che conferma la straordinaria crescita della squadra di Gian Piero Gasperini. L’entusiasmo è alle stelle e la Curva Sud canta: «In Curva Sud noi staremo ad aspettar, un tricolore giallorosso per gli ultrà».

Sognare non costa nulla, ma la realtà parla di una Roma competitiva e sempre più matura. La forza e l’organizzazione della squadra hanno permesso ai giallorossi di agganciare l’Inter di Cristian Chivu in cima alla classifica, con due punti di vantaggio sul Milan, che solo una settimana fa aveva faticato a battere i capitolini a San Siro.

Contro l’Udinese, la Roma ha mostrato compattezza e qualità in entrambe le fasi. A sbloccare il match ci ha pensato Lorenzo Pellegrini, autore del rigore del vantaggio e protagonista di una prestazione sontuosa, una delle migliori versioni di se stesso. Il raddoppio porta la firma di Zeki Celik, bravo a chiudere un perfetto uno-due con Mancini, completando un’azione rapida e verticale in pieno stile Gasperini.

Il portiere Svilar, alla centesima presenza con la maglia giallorossa, è stato decisivo su Zaniolo, mentre la retroguardia, guidata da N’Dicka e Mancini, ha retto senza sbavature. Anche Koné, Dovbyk e Cristante si sono resi pericolosi, con quest’ultimo fermato dal palo.

La Roma appare sempre più una macchina ben rodata: pressing alto, recupero immediato del pallone, rapidità nella costruzione e grande equilibrio. La cosiddetta “formula Gasp” sta funzionando, con una difesa di ferro e un attacco che cresce di partita in partita.

La sosta, ora, arriva nel momento ideale per recuperare gli acciaccati Dovbyk, Dybala, Bailey e Ferguson, prima dell’ultimo intenso mese del 2025. Gasperini predica calma, ma l’Olimpico sogna davvero: dopo venticinque anni, il sogno tricolore non sembra più un’utopia.

Le prime pagine sportive nazionali – 10 novembre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Inter Lazio, il commento di Di Canio: «L’Inter di Chivu ha perso un po’ di estetica ma ha trovato la concretezza che mancava»

Inter Lazio, Di Canio ha analizzato il rendimento dell’Inter di Cristian Chivu nel big match andato in scena all’Olimpico questa sera. Le sue parole

Nel corso del post partita su Sky Sport, Paolo Di Canio ha commentato il percorso dell’Inter di Cristian Chivu, attualmente capolista in Serie A a pari punti con la Roma. L’ex attaccante e opinionista ha evidenziato come la squadra nerazzurra abbia trovato una nuova solidità, sacrificando in parte l’estetica del gioco a favore della concretezza e dell’efficacia.

SULL’INTER DI CHIVU – «L’estetica deve andarsi a fare fottere alle volte, se vuoi arrivare all’obiettivo. Serve concretezza, non è importante che sia bella: è come dire, lasciamola fare. E Chivu non dice lasciamola fare».

SUL PERCORSO DEGLI ULTIMI ANNI – «Bergomi dice che è stata la più brava e non la più forte, io dico che è stata l’unica a essere sempre lì. Nei due anni di Conte ha messo nella testa di alcuni certe cose, fa molto meglio delle avversarie. E ancora di più nei quattro anni di Inzaghi: ha segnato molto più di Napoli, Juve, Milan e via dicendo, e ha subito meno. Ha avuto numeri costanti, perché era nettamente la più forte».

SUL CAMBIAMENTO PORTATO DA CHIVU – «Cosa è mancato? In questi anni, dei dettagli che arrivano anche dall’allenatore, che portino a rompere gli schemi, a mettere magari tre mediani, un difensore al posto di un centrocampista. Ora Chivu sta togliendo quella bellezza, quella grazia, che a noi è piaciuta pure, esteticamente. Però è mancato quello. Io non ho mai visto una squadra che fa così bene in campionato, vince in Champions e viene bastonata dal suo allenatore: è stata una presa di coscienza enorme».

Thiago Motta futuro ancora incerto. L’ex Juve piace all’estero: Ajax alla porta, ma lui ha una preferenza in Serie A che potrebbe liberarsi a breve! La situazione

Thiago Motta l’ex allenatore della Juve proposto a Wolverhampton e Ajax, ma ha un sogno: tornare in Serie A. La sua situazione

Da allenatore rivelazione del Bologna a uno dei flop più discussi della recente storia Juventus: il percorso di Thiago Motta, 43 anni, ha vissuto alti e bassi negli ultimi mesi. Dopo l’esonero del 23 marzo scorso, arrivato prima della conclusione del campionato, il tecnico italo-brasiliano è attualmente senza squadra, ma il suo nome continua a circolare in diverse piazze europee.

Secondo quanto riportato da Foot Mercato, Motta sarebbe stato proposto a due club importanti: il Wolverhampton, in Premier League, e l’Ajax, dove ci sarebbe stato un primo contatto informale per valutare la possibilità di sostituire John Heitinga. Prima di queste piste, il suo nome era stato accostato anche al Monaco (prima dell’arrivo di Pocognoli) e alla Real Sociedad, oltre che al Legia Varsavia.

Thiago Motta sogna il ritorno in Italia

Nelle ultime ore, tuttavia, la sconfitta dell’Atalanta contro il Sassuolo ha alimentato nuove voci di un possibile ritorno di Motta in Serie A. L’allenatore vedrebbe infatti nella Dea la destinazione ideale per rilanciare la propria carriera, in caso di separazione del club bergamasco da Ivan Juric.

La pista Fiorentina, invece, si sarebbe raffreddata dopo l’arrivo di Paolo Vanoli, mentre nelle scorse settimane anche alcune Federazioni nazionali, tra cui Serbia e Grecia, avevano sondato la disponibilità dell’ex tecnico bianconero per il ruolo di commissario tecnico.

Al momento, la preferenza di Motta rimane chiara: tornare a guidare un club e dimostrare di poter riemergere in un contesto competitivo. L’Atalanta, almeno secondo le fonti francesi, rappresenterebbe la sua priorità assoluta, anche se la dirigenza nerazzurra sembra orientata a valutare altre soluzioni.

Chivu a Dazn dopo Inter Lazio spiega: «Orgoglioso del gruppo, Lautaro è il nostro leader. Mi è piaciuto l’approccio. Stasera farò questo»

Chivu dopo Inter Lazio si spiega: il tecnico dei nerazzurri ha commentato ai microfoni di DAZN la vittoria per 2-0 contro i biancocelesti

Dopo il successo casalingo contro la Lazio, Cristian Chivu ha espresso grande soddisfazione per la prestazione dei suoi uomini. L’Inter, grazie ai gol di Lautaro Martínez e Sucic, resta al primo posto in classifica e conferma la solidità di un gruppo che continua a crescere sotto la guida del tecnico rumeno.

SU LAUTARO MARTÍNEZ – «È la conseguenza del duro lavoro che sta facendo e di cosa mette a disposizione del gruppo. I gol arrivano quando sei sereno, consapevole di essere un leader. La serenità deve averla sempre, deve sorridere un po’ di più ed essere consapevole del cuore che mette per questa squadra. Trascina questo gruppo con l’esempio e con il lavoro. Mi fa piacere allenarlo».

SULLA PRESTAZIONE CONTRO LA LAZIO – «Mi è piaciuto l’approccio, la voglia di essere dominanti e determinanti, consapevoli che affrontavamo una squadra allenata bene che ci poteva mettere in difficoltà. Abbiamo capito cosa fare e direi che lo abbiamo fatto abbastanza bene, se non molto bene».

SULLA CRESCITA DELLE SECONDE LINEE – «Ci tengo molto, è un gruppo di 22 giocatori tutti a disposizione della causa, a lavorare sodo per migliorare questa squadra. Non è mai semplice, a volte con tutti i cambiamenti perdi un po’ di equilibrio. Direi che sono soddisfatto di cosa stanno facendo, si sono subito calati nella realtà di questa squadra. Stanno facendo bene e hanno ancora tanti margini di miglioramento».

LEGGI L’INTERVISTA COMPLETA SU INTERNEWS24

Sarri a Dazn dopo Inter Lazio: «Abbiamo reagito bene, ma gli errori ci sono costati cari. Mercato? Non mi hanno ancora detto questo»

Sarri a Dazn dopo Inter Lazio. Il tecnico biancoceleste si è esposto nel post partita analizzando il match e rivelando un dettaglio sul mercato di gennaio

Al termine della sfida di San Siro tra Inter e Lazio, conclusa con il successo dei nerazzurri per 2-0, Maurizio Sarri ha commentato la prestazione dei biancocelesti ai microfoni di DAZN. Il tecnico ha ammesso le difficoltà iniziali, aggravate dal gol subito nei primi minuti, ma si è detto soddisfatto della reazione e dell’atteggiamento della squadra.

SULLA PARTITA – «Quando entri a San Siro e prendi gol dopo due minuti e mezzo diventa dura, contro una squadra più forte di noi. Abbiamo traballato ma poi siamo rientrati in partita e abbiamo avuto le nostre occasioni. Non è stata una gara disastrosa da parte nostra. Dispiace che i due gol siano venuti su due palle perse in maniera banale. Questo ci lascia un po’ di amaro in bocca. Poi abbiamo fatto anche una discreta prestazione contro una squadra più forte».

SULL’ATTACCO – «Noi ora un attaccante da area di rigore non lo abbiamo, hanno altre caratteristiche. L’unico può essere il Taty, gli altri interpretano tutti il ruolo diversamente. In questo momento qualcosa dentro l’area stiamo pagando, anche se abbiamo avuto due palle gol, e non è facile».

SULLA MENTALITÀ DELLA SQUADRA – «È una squadra che dal punto di vista della mentalità sta crescendo. Dopo il primo gol potevamo uscire dal campo dal punto di vista mentale; invece, la squadra si è ripresa rimanendo in partita fino alla fine. Aspetti positivi ci sono sicuramente e ripartiamo da questi».

SU INFORTUNI E MERCATO – «È inevitabile quando ti trovi in una serie di difficoltà che si posano una sull’altra e anziché allentarsi si moltiplicano. O vai a fondo o reagisci e i ragazzi sono stati bravi a reagire. Io non vi so dare date sui rientri, perché non ho certezze da questo punto di vista. La speranza c’è, vediamo. A me non m’hanno ancora detto se il mercato è aperto o no, quindi non siamo entrati in tanti discorsi che vanno sui particolari. Penso che il mercato sia aperto, ma aspetto l’ufficialità e poi parleremo dei dettagli di mercato».

Serie A Femminile, colpo del Genoa: Bargi decide nel finale contro il Parma! Vittorie anche di Lazio e Como. Il quadro dopo la quinta giornata

Serie A Femminile, colpo del Genoa: le ossoblù trovano tre punti d’oro all’88’ e scavalcano le emiliane. Il quadro della 5a giornata

Si chiude con un successo pesantissimo per il Genoa la quinta giornata di Serie A Femminile. Le rossoblù superano il Parma per 1-0 grazie a una rete decisiva firmata da Bargi all’88’, che sblocca l’equilibrio di un match rimasto in bilico fino agli ultimi minuti. Un gol che vale tre punti fondamentali per la squadra ligure, ora capace di superare in classifica proprio le gialloblù e agganciare l’Inter a quota sei punti.

Genoa premiato nel finale, Parma beffato

La gara del “Begato 9” è stata intensa e combattuta, con entrambe le formazioni attente a non concedere troppo. Il Parma, ordinato e compatto, ha provato a contenere le iniziative del Genoa, ma nel finale la maggiore determinazione delle rossoblù ha fatto la differenza. All’88’, Bargi ha trovato il varco giusto, battendo il portiere emiliano e consegnando alla squadra ligure una vittoria di grande valore in ottica salvezza.

Di seguito il quadro completo della 5ª giornata di Serie A Women

Fiorentina-Roma 4-2

Inter-Sassuolo 2-2

Milan-Juventus 2-1

Ternana Women-Como Women 2-4

Lazio-Napoli Women 0-0

Genoa-Parma 1-0 (88’ Bargi)

Classifica: Roma 12, Fiorentina 10, Milan 9, Como Women 9, Napoli Women 8, Juventus 7, Lazio 7, Inter 6, Genoa 6, Parma 5, Sassuolo 5, Ternana Women 0.

Pagelle Inter Lazio, ecco i TOP e FLOP della sfida di Serie A

Pagelle Inter Lazio, ecco i TOP e FLOP delle due squadre al termine del match valido per l’undicesima giornata di Serie A 2025/2026

Ecco le nostre pagelle di Inter Lazio, match delle 20.45 e valido per l’undicesima giornata di Serie A.

Partita che ha visto i nerazzurri di Chivu superare 2-0 la Lazio rispondendo al successo del tardo pomeriggio della Roma sull’Udinese, con cui condividerà la prima posizione, e scavalcando Milan e Napoli fermate da Parma e Bologna in questo turno.

Per la Lazio la sconfitta costa un mancato aggancio alla zona europea con la squadra di Sarri che resta a metà classifica con 15 punti.

FORMAZIONI UFFICIALI

INTER (3-5-2): Sommer 7; Akanji 6.5, Acerbi 6, Bastoni 6.5; 56′ Dumfries 5.5, Barella 6.5, 81′ Calhanoglu 6, 56′ Sucic 5.5, Dimarco 7; 71′ Lautaro 7, 81′ Bonny 7. Subentrati: 56′ Augusto 6, 56′ Zielinski 6.5, 71′ Thuram 6.5, 81′ Esposito sv, 81′ Frattesi sv.

LAZIO (4-3-3): Provedel 5.5; 68′ Lazzari 5, Gila 6, 75′ Romagnoli 5, Marusic 5; Guendouzi 6, 65′ Cataldi 5, Basic 5; 65′ Isaksen 5, 65′ Dia 5, Zaccagni 6. Subentrati: 65′ Pedro 5.5, 65′ Vecino 5, 65′ Noslin 5.5, 68′ Pellegrini 5.5, 75′ Provstgaard 5.5

Diretta gol Serie A LIVE: Inter Lazio 2-0

Diretta gol Serie A: domenica vuol dire calcio, quindi segui con noi i LIVE di tutte le partite dell’11a giornata

Segui con Calcionews24 la diretta gol dei match della domenica di questo weekend valido per la 11a giornata di Serie A.

SEGUI IL LIVE DI INETR-LAZIO DA QUI

Segui il live di Inter Lazio su Internews24

FORMAZIONI UFFICIALI

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 25 Akanji, 15 Acerbi, 95 Bastoni; 2 Dumfries, 23 Barella, 20 Calhanoglu, 8 Sucic, 32 Dimarco; 14 Bonny, 10 Lautaro.
A disposizione: 13 J. Martinez, 40 Calligaris, 6 De Vrij, 7 Zielinski, 9 Thuram, 11 Luis Henrique, 16 Frattesi, 17 Diouf, 30 Carlos Augusto, 31 Bisseck, 94 Esposito.
Allenatore: Cristian Chivu.

LAZIO (4-3-3): 94 Provedel; 29 Lazzari, 34 Gila, 13 Romagnoli, 77 Marusic; 8 Guendouzi, 32 Cataldi, 26 Basic; 18 Isaksen, 19 Dia, 10 Zaccagni.
A disposizione: 35 Mandas, 55 Furlanetto, 3 Pellegrini, 4 Patric, 5 Vecino, 9 Pedro, 14 Noslin, 21 Belahyane, 23 Hysaj, 25 Provstgaard.
Allenatore: Maurizio Sarri


SEGUI IL LIVE DI ROMA-UDINESE QUI

Finisce qui, 2-0 per la Roma.

61′ – GOL DI CELIK! La rete del terzino dopo un’ottima progressione dei giallorossi che salgono palla al piede con Kone e si spostano sull’out di desta dove Celik scambia con Mancini (che aveva accompagnato l’azione) all’interno dell’area di rigore e piazza sul secondo palo il destro per il raddoppio.

Inizia la ripresa

45’+1 – Fine primo tempo.

42′ – GOL DI PELLEGRINI. Il centrocampista la sblocca su rigore.

1′ – Si parte


SEGUI IL LIVE DI GENOA-FIORENTINA QUI

90’+5 – Termina il match.

90′ – Cinque minuti di recupero

60′ – PAREGGIA IL GENOA! Immediata la reazione della squadra di De Rossi che trova il pareggio con Colombo.

57′ – GOL DELLA FIORENTINA! La ribalta Piccoli su assist di Sohm.

50′ – COLOMBO LO SBAGLIA! De Gea dice di no all’attaccante del Genoa.

49′ – RIGORE PER IL GENOA! Tocco con il braccio di Ranieri.

46′ – Inizia la ripresa.

45’+2 – Fine primo tempo.

45′ – Due minuti di recupero.

19′ – GOL DELLA FIORENTINA! Dal dischetto si presenta Gudmundsson che non sbaglia. E’ 1-1.

18′ – RIGORE PER LA FIORENTINA! Colombo colpisce la palla con il braccio largo e per l’arbitro non ci sono dubbi.

14′ – GOL DEL GENOA. Punizione di Martin e colpo di testa vincente di Ostigard.

1′ – Il primo pallone è della Fiorentina.


SEGUI IL LIVE DI BOLOGNA-NAPOLI QUI

90’+4 – Termina il match.

90′ – Quattro minuti di recupero.

66′ – RADDOPPIA LUCUMI. Cross dalla destra di Holm e il difensore del Bologna raddoppia.

50′ – GOL DEL BOLOGNA. Vantaggio meritato per i padroni di casa. Dallinga batte Milinkovic-Savic.

46′ – Inizia la ripresa.

45’+2 – Termina il primo tempo.

45′ – Cinque minuti di recupero.

9′ – INFORTUNIO PER SKORUPSKI. Il portiere si ferma per un guaio muscolare. Esordio in Serie A per il 17enne Pessina.

1′ – Si parte.


SEGUI IL LIVE DI ATALANTA SASSUOLO QUI

29′ GOL SASSUOLO – Domenico Berardi prende la rincorsa e segna dal dischetto! Palla precisa all’angolino basso di destra.

28′ – Marco Carnesecchi cercando la palla trova le gambe del suo avversario. Valerio Crezzini segnala l’infrazione. Grande gioia da una parte, disappunto dall’altra. L’arbitro ha fischiato rigore per Sassuolo.

9′ – Palla morbida verso Lookman lanciato in area che supera il portiere e calcia rasoterra in porta dove proprio sulla linea un difensore riesce nel miracolo!

INIZIA LA SFIDA!


FORMAZIONI UFFICIALI

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Kossonou, Hien, Ahanor; Bellanova, Ederson, Pasalic, Zappacosta; Samardzic, Lookman; Krstovic. Allenatore: Juric

SASSUOLO (4-3-3): Muric; Walukiewicz, Idzes, Muharemovic, Cande; Koné, Matic, Thorstvedt; Berardi, Pinamonti, Fadera. Allenatore: Grosso


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Van Dijk non si sbilancia dopo il ko col City: «Il gol annullato? Nel calcio sono gli arbitri a prendere le decisioni. Non importa ciò che dirò perché…»

Van Dijk dopo il ko col City: il difensore del Liverpool ha commentato la rete annullata nel corso del match. Le sue parole ai media

Il Liverpool torna a cadere dopo due vittorie consecutive contro Aston Villa e Real Madrid. All’Etihad Stadium, i Reds sono stati sconfitti per 3-0 dal Manchester City, con un gol annullato a Virgil van Dijk sul punteggio di 1-0. Proprio il difensore olandese, ai microfoni di Sky Sports, ha commentato la decisione arbitrale e la prestazione della squadra, mostrando lucidità e autocritica.

SUL GOL ANNULLATO – «Nel calcio sono gli arbitri a prendere le decisioni chiave e noi dobbiamo affrontarle in campo. Dal mio punto di vista, non ha senso discutere di questo. La realtà è che abbiamo perso 3-0 e questo è un duro colpo».

SULLA DECISIONE ARBITRALE E LE POLEMICHE – «Non importa cosa dico sul gol annullato, perché tutto ciò che dirò finirà sui media e tutta la sosta per le nazionali sarebbe incentrata sul mio commento sulla decisione. Mi concentro solo sul fatto che abbiamo perso. Voi ragazzi potete discutere se avrebbe dovuto essere assegnato o meno».

SULLA PARTITA CONTRO IL CITY – «Il primo tempo è stato difficile, loro erano molto più a loro agio con la palla ed era difficile per i nostri ragazzi metterli sotto pressione. Non credo che ci siano stati molti pericoli, ma Doku ha fatto una buona partita ed è stato difficile per Conor nell’uno contro uno a tratti. Non credo che fossimo in grossi guai, ma avremmo potuto fare di meglio. Abbiamo avuto più slancio nel possesso palla, ma il pressing non è stato sufficiente».

SULLA CONTINUITÀ DEL LIVERPOOL – «Si tratta di trovare costanza e andare avanti. Ora andiamo nei nostri paesi, manteniamoci in forma e siamo pronti per una grande corsa. Non molleremo mai. Siamo a novembre e siamo pronti per una lunga stagione e una grande battaglia».

Conferenza stampa Runjaic dopo Roma Udinese: «Abbiamo fatto una buona gara, ma il VAR ha cambiato la partita»

Conferenza stampa Runjaic dopo Roma Udinese, il tecnico bianconero ha parlato in dopo la sconfitta per 2-0 contro i giallorssi all’Olimpico

Dopo la sconfitta per 2-0 maturata allo Stadio Olimpico contro la Roma, firmata dalle reti di Pellegrini su rigore e Celik a inizio ripresa, Kosta Runjaic ha commentato la prestazione dell’Udinese in conferenza stampa. Il tecnico bianconero si è detto soddisfatto per l’atteggiamento e l’intensità mostrata dai suoi, nonostante il risultato finale non abbia premiato la squadra.

SULLA PRESTAZIONE CONTRO LA ROMA – «Complimenti alla Roma. È stata una gara dura, anche per loro. Avevamo un piano gara che in certe fasi ha funzionato, abbiamo avuto occasioni anche per sbloccarla ma non ci siamo riusciti. L’1-0 della Roma è arrivato da una situazione con il VAR che ha cambiato la gara. Abbiamo affrontato la partita a un altro livello rispetto all’anno scorso e di questo sono contento dell’approccio e dell’intensità. Il risultato finale comunque è 2-0, contro una delle top 3 squadre del campionato. Abbiamo anche creato un’occasione importante al 71′ per riaprirla ma non ci siamo riusciti. Ripeto: complimenti alla Roma».

SU GOGLICHIDZE – «Non ha giocato l’ultimo gol perché sta avendo difficoltà dal punto di vista fisico nelle ultime settimane. Non abbiamo voluto correre rischi e ho deciso di schierare Bertola in queste ultime due gare, dove ha fatto molto bene».

Manchester City Liverpool, Guardiola festeggia le mille panchine con un successo! Polemiche per il pareggio annullato a Van Dijk, City a -4 dalla vetta

Manchester City Liverpool: Haaland, Gonzalez e Doku firmano il successo che rilancia i Cityzens al 2° posto: per Slot segnali allarmanti

Per la sua panchina numero 1.000, Pep Guardiola non poteva chiedere di meglio: un Manchester City dominante, tornato a mostrare la forza e la qualità che lo hanno reso una delle squadre più temute d’Europa. Il 3-0 inflitto al Liverpool all’Etihad Stadium non è solo un risultato rotondo, ma un messaggio chiaro: i Cityzens sono tornati e vogliono dare la caccia all’Arsenal, ora distante quattro punti in classifica.

Il successo sui Reds è stato netto e inequivocabile, mentre la squadra di Arne Slot ha mostrato ancora una volta tutte le proprie fragilità, vanificando i segnali di ripresa visti contro Aston Villa e Real Madrid. Con sette sconfitte nelle ultime dieci gare, il Liverpool dovrà sfruttare la sosta per ritrovare compattezza e identità.

Il match si accende al 9’, quando l’arbitro Kavanagh, dopo una revisione al VAR, assegna un rigore al City: Erling Haaland però si fa ipnotizzare da Mamardashvili. Il norvegese si riscatta al 29’, con un colpo di testa potente che sblocca l’incontro. Il Liverpool reagisce e trova il pari al 38’ con Virgil van Dijk, ma la rete viene annullata per fuorigioco di Robertson, giudicato sulla traiettoria davanti a Donnarumma. Poco prima dell’intervallo arriva invece il raddoppio dei padroni di casa con un tiro da fuori di Gonzalez, deviato proprio da Van Dijk.

Nella ripresa, il Liverpool prova ad alzare il ritmo, ma viene travolto dalla classe di Jérémy Doku, autore del definitivo 3-0 con un destro imprendibile da fuori area. Un gol che sancisce la superiorità tecnica e mentale del Manchester City, rilanciato pienamente nella corsa al titolo.

Esonero Juric, panchina a rischio per il tecnico dell’Atalanta dopo il ko con il Sassuolo: riflessioni in corso sulla guida tecnica. I possibili sostituti

Esonero Juric, la dirigenza dell’Atalanta valuta il futuro del tecnico croato dopo la pesante sconfitta interna contro il Sassuolo

Come riportato da Sky Sport, sono ore di riflessione in casa Atalanta dopo la netta sconfitta per 3-0 subita al Gewiss Stadium contro il Sassuolo. Un risultato pesante che rende ancora più incerta la posizione di Ivan Juric, tecnico croato alla guida dei bergamaschi dallo scorso anno, protagonista del peggior avvio di stagione della Dea negli ultimi undici anni.

Il rendimento della squadra è ben al di sotto delle aspettative, e la società sta valutando con grande attenzione il futuro dell’allenatore. Al termine del match, lo stesso Juric ha ammesso le proprie responsabilità: «C’è sempre la responsabilità dell’allenatore, nel bene e nel male».

Atalanta, possibili scenari per il dopo Juric

In caso di esonero, il principale candidato a subentrare sarebbe Raffaele Palladino, ex tecnico della Fiorentina e allievo di Gian Piero Gasperini ai tempi del Genoa. Il giovane allenatore è attualmente libero dopo la separazione consensuale con il club viola alla fine della scorsa stagione.

Un’altra ipotesi al vaglio della dirigenza nerazzurra porta a Thiago Motta, anch’egli con un passato rossoblù e profilo stimato per la sua filosofia di gioco offensiva e il lavoro di costruzione fatto nelle sue precedenti esperienze.

La società valuterà le prossime ore con attenzione, consapevole che la sosta potrebbe rappresentare un momento cruciale per decidere se dare una nuova scossa o confermare fiducia all’attuale guida tecnica.

Infortunio Kean, salta l’Italia! Infortunio con la Fiorentina e forfait con gli azzurri in vista delle gare di qualificazione. Gattuso sostituisce così l’attaccante!

Infortunio Kean, salta l’Italia! Brutta notizia per la Nazionale italiana costretta a rinunciare alla convocazione dell’attaccante della Fiorentina

Brutta notizia per la Nazionale italiana. Moise Kean, attaccante della Fiorentina, è costretto a rinunciare alla convocazione a causa di un infortunio muscolare. Al suo posto torna Nicolò Cambiaghi del Bologna.

Cambiaghi ritrova la maglia azzurra

Classe 2000 come Kean, Nicolò Cambiaghi torna nel gruppo di Gennaro Gattuso dopo un inizio di stagione convincente con il Bologna. Il suo ritorno in Azzurro rappresenta una nuova occasione per confermare le qualità già mostrate lo scorso 14 ottobre, quando fece il suo esordio in Nazionale maggiore nei minuti finali del 3-0 contro Israele a Udine.

Per il CT Gattuso, si tratta di una sostituzione naturale: Cambiaghi garantisce dinamismo e duttilità offensiva, caratteristiche fondamentali per i prossimi due impegni di qualificazione al Mondiale 2026.

Il programma: raduno a Coverciano, poi Moldova e Norvegia

Gli Azzurri si raduneranno domani, lunedì 10 novembre, al Centro Tecnico di Coverciano, dove nel pomeriggio è prevista la prima seduta di allenamento.
In agenda anche la conferenza stampa di Gattuso alle ore 14:00, durante la quale il CT farà il punto sugli infortuni e illustrerà gli obiettivi del doppio impegno.

L’Italia affronterà la Moldova a Chisinau giovedì 13 novembre e la Norvegia a Milano domenica 16 novembre, due gare decisive per blindare il pass verso i Mondiali.

Nell’elenco dei convocati figurano anche due giocatori della Juventus, conferma della solidità del blocco bianconero in azzurro.

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Infortunati Genoa, De Rossi fa i conti con i primi stop dopo il pareggio per 2-2 contro la Fiorentina: le condizioni di Ekuban e Ekhator

Infortunati Genoa, De Rossi fa i conti con i primi stop dopo il pareggio per 2-2 contro la Fiorentina: le condizioni di Ekuban e Ekhator

Non arrivano solo buone notizie per il Genoa dopo il 2-2 contro la Fiorentina, primo match della gestione De Rossi. Due giocatori rossoblù sono infatti alle prese con acciacchi fisici.

Come riportato dal club ligure, Caleb Ekuban ha accusato un affaticamento al flessore della gamba sinistra. L’attaccante ghanese, rimasto in panchina nella sfida contro i viola, sarà monitorato dallo staff medico nei prossimi giorni per capire se potrà tornare disponibile dopo la sosta.

Ekhator alle prese con una fascite plantare

Problemi anche per Jeff Ekhator, entrato nel corso della partita e costretto a lasciare il campo per un fastidio al tallone. Gli esami hanno evidenziato una fascite plantare, un disturbo che potrebbe tenerlo fermo per qualche giorno.

De Rossi spera di recuperare entrambi al più presto, in vista dei prossimi impegni cruciali per il Genoa nella corsa salvezza.

Gasperini nel post partita di Roma Udinese: «Essere primi è un bel regalo ai tifosi, ma non parliamo di scudetto. Indubbiamente stiamo bene anche se ci sono squadre che…»

Gasperini nel post partita di Roma Udinese: il tecnico dei giallorossi ha parlato dopo il successo per 2-0 di oggi all’Olimpico

Dopo il successo casalingo della Roma per 2-0 contro l’Udinese, firmato dalle reti di Pellegrini e Celik, Gian Piero Gasperini si è presentato nella sala stampa dello Stadio Olimpico per analizzare la prestazione dei giallorossi, ora in vetta alla classifica in attesa di Inter-Lazio. Il tecnico ha espresso soddisfazione per il rendimento della squadra, evidenziando l’atteggiamento e la crescita mostrata in questo avvio di stagione.

SULLA SQUADRA E L’ATTACCO – «Adesso va bene così, vediamo chi abbiamo: si impegnano e stanno crescendo. Abbiamo una buona fase offensiva ultimamente, sono tutti ragazzi che hanno fiducia. Il merito è il loro, la partita di oggi è indicativa».

SULLA VETTA DELLA CLASSIFICA – «A fine partita eravamo felici, essere primi alla sosta è un bel regalo ai nostri tifosi. Ho visto grande gioia e grandi cori, per noi è molto bello. Non mi aspettavo di essere a questo punto, quando parti è difficile fare previsioni, ma raccogli ciò che hai e poi vedi cosa salta fuori. Ho trovato un gruppo molto disponibile, con grande ambizione. Il fatto di giocare l’Europa League ci ha aiutato, abbiamo provato tante cose e ora siamo avanti rispetto a settimane fa. La cosa importante è che i tifosi siano contenti della squadra, poi il campionato è lungo».

SULLA CONDIZIONE FISICA – «Indubbiamente stiamo bene, ci sono squadre con velocità superiori però non siamo distanti dai valori delle avversarie. Abbiamo giocato bene la palla, alzato la coralità di gioco e questo fa sembrare che corriamo di più. La squadra mi segue, fanno bene ciò che chiedo in campo».

SULLO SCUDETTO – «No, noi giochiamo ogni gara volendo dare il massimo, stiamo attenti ai recuperi. Non parliamo di obiettivi, la classifica è corta. Giocheremo nove gare tra dicembre e gennaio, voglio fare bene con la squadra e che la gente viva di queste serate».

SU BALDANZI E FERGUSON – «Non avevamo un giocatore per sostituire Dovbyk e ci siamo adattati: un altro modo di attaccare, ma non meno efficace. Ferguson? No, speriamo di recuperare qualcuno in questa sosta».

Holm Bologna, il difensore da record contro il Napoli: dal 2004/2005 è il primo giocatore nel suo ruolo a fare questa cosa! La statistica clamorosa

Holm Bologna, il difensore da record contro il Napoli è diventato il primo giocatore nel suo ruolo a fare questo! La statistica

Atmosfera di grande entusiasmo al Dall’Ara, dove il Bologna ha superato con autorità il Napoli campioni d’Italia in carica. A sbloccare il match ci ha pensato Dallinga, che trova il suo primo gol stagionale in Serie A con un preciso colpo di testa. Il raddoppio è firmato da Lucumì, che mette a segno la sua prima marcatura assoluta nel massimo campionato, chiudendo definitivamente i conti.

Ma a conquistare la storia è il protagonista che non ti aspetti. Secondo i dati di Opta, Holm è, infatti, il primo difensore dal 2004/05 — stagione in cui il campionato è tornato a 20 squadre — a partecipare attivamente ad almeno un gol in cinque gare consecutive, con un gol e quattro assist complessivi. Numeri che certificano il suo straordinario momento di forma e la sua importanza nello scacchiere di Vincenzo Italiano.

Sulla fascia destra è stato imprendibile: corsa, intensità e precisione nei cross hanno messo in crisi la retroguardia del Napoli, e l’assist per il gol di Lucumì è la fotografia perfetta del suo impatto. Holm si sta confermando una delle rivelazioni di questa Serie A, capace di unire efficacia difensiva e costanza in zona offensiva.

Con lui il Bologna vola, e il suo rendimento si conferma un fattore decisivo per la crescita della squadra rossoblù.

Fabiani a Dazn prima di Inter Lazio: «La Lazio non può arrivare da nessuna parte? Io penso c’è stato un avvio di campionato difficile»

Angelo Fabiani, direttore sportivo della Lazio, ha parlato ai microfoni di DAZN prima della sfida contro l’Inter, soffermandosi sul lavoro di Sarri

A pochi minuti dal fischio d’inizio di Inter Lazio, uno dei big match più attesi della dodicesima giornata di Serie A, Angelo Fabiani, direttore sportivo biancoceleste, ha analizzato ai microfoni di DAZN il momento della squadra e il lavoro di Maurizio Sarri, elogiando la coesione del gruppo in un periodo complicato sul piano fisico.

SU SARRI E LE ASPETTATIVE – «La Lazio non può arrivare da nessuna parte? Io penso che Sarri sia un fuoriclasse dentro e fuori, è giusto non creare aspettative per non caricare i ragazzi eccessivamente. Quello che ha detto ci sta tutto e va bene così».

SUGLI INFORTUNI E LA REAZIONE DEL GRUPPO – «Oggettivamente c’è stato un avvio di campionato difficile, Sarri non ha mai lavorato con tutti gli effettivi ma c’è stata una grande forza da parte di tutti, anche delle seconde linee che hanno dimostrato forza, carattere e fatto gruppo. Questa squadra ha sbagliato solo la partita a Como, nei derby la sconfitta non ci stava, come col Sassuolo».

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