Pagina 589 – Calcio News 24

Calciomercato Inter, occhi puntati su quel giocatore. Nel mezzo un possibile ritorno

Calciomercato Inter, occhi su Stankovic: il ritorno non è un’ipotesi remota

Il Calciomercato Inter guarda al futuro con attenzione, e uno dei nomi più seguiti in prospettiva è quello di Aleksandar Stankovic. Dopo l’esperienza in prestito al Lucerna, il giovane centrocampista serbo ha fatto il grande salto nell’estate del 2023, trasferendosi al Club Brugge per circa 10 milioni di euro. Una scelta che, fin dai primi mesi, si è rivelata vincente: Stankovic ha conquistato subito un posto da titolare nella formazione belga guidata da Scott Parker, dimostrando qualità tecniche, personalità e grande maturità tattica.

Il talento cresciuto nel settore giovanile nerazzurro non ha deluso le aspettative, tanto che ha già collezionato dieci presenze in campionato e due apparizioni in Champions League. Prestazioni solide che gli sono valse anche la convocazione in Nazionale maggiore serba, un traguardo che conferma la sua crescita esponenziale. Ma il legame tra Stankovic e l’Inter non si è interrotto con il trasferimento: anzi, potrebbe rafforzarsi nei prossimi anni.

Il Calciomercato Inter ha infatti operato con lungimiranza, inserendo nel contratto una doppia clausola di recompra. La prima, attivabile nel 2026, è fissata a 23 milioni di euro, mentre la seconda, valida per il 2027, sale a 25 milioni. Inoltre, l’Inter ha mantenuto una percentuale tra il 12% e il 15% sulla futura rivendita del giocatore, garantendosi un ritorno economico anche in caso di cessione a terzi.

Questa strategia rientra perfettamente nella visione attuale del Calciomercato Inter, che punta a valorizzare i giovani talenti formati in casa, senza perderne il controllo. Stankovic, figlio dell’ex leggenda nerazzurra Dejan, rappresenta non solo una risorsa tecnica, ma anche un simbolo identitario per il club.

Nonostante l’interesse crescente di altri club europei, l’Inter resta vigile e ben posizionata per riportarlo a Milano, qualora le sue prestazioni continuino a crescere. Il suo profilo è già monitorato con attenzione dallo staff tecnico, e il 2026 potrebbe rappresentare il momento giusto per un rientro.

In un Calciomercato Inter sempre più attento alla sostenibilità e alla valorizzazione dei giovani, la gestione del dossier Stankovic dimostra come la società stia costruendo un futuro solido, con investimenti mirati e scelte strategiche. Il nome di Aleksandar Stankovic, dunque, è destinato a tornare di moda tra le mura di Appiano Gentile.

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Di Canio critico: «A quella squadra manca grinta e soprattutto»

Di Canio boccia la Juventus: «Squadra senza anima e senza guida». Ecco le parole

La pesante sconfitta della Juventus contro il Como ha sollevato numerose critiche, ma tra tutte spicca quella di Paolo Di Canio, che non ha usato mezzi termini per analizzare la crisi profonda del club bianconero. Intervenuto negli studi televisivi, Di Canio ha tracciato un quadro allarmante della situazione, andando oltre il risultato del singolo match e puntando il dito contro mancanze strutturali e culturali all’interno della squadra.

Per Di Canio, il problema della Juventus non è semplicemente tecnico o tattico, ma identitario. Secondo l’ex attaccante, ciò che davvero manca è l’anima: «Questa squadra non ha una guida, non ha leadership e soprattutto non trasmette alcun valore in campo». Una dichiarazione che colpisce al cuore il progetto bianconero, che fatica a ritrovare stabilità dopo anni di dominio in Serie A.

Al centro dell’analisi di Di Canio c’è il centrocampo, da tempo sotto accusa per la sua incapacità di fare la differenza. L’ex calciatore osserva come, pur essendo formata da giocatori tecnicamente validi, la mediana juventina manchi completamente di ritmo, visione e intensità. «Presi singolarmente, sono buoni elementi – ha detto – ma manca la velocità di pensiero e di esecuzione. Non c’è un vero regista».

Emblematico il paragone tra Manuel Locatelli e Luka Modric: «Locatelli è un buon giocatore, ma non ha la regia di Modric. Il croato, anche a 40 anni, vede il gioco con due secondi di anticipo. È lì la differenza tra un buon centrocampista e un leader vero».

Ma la riflessione di Di Canio va oltre il campo. La crisi, per lui, nasce prima di tutto dalla mancanza di una struttura dirigenziale forte. La Juventus, sostiene, ha smarrito la propria identità anche nei piani alti della società. «Mancano uomini di calcio italiani o comunque cresciuti nel nostro sistema. Il Milan aveva Maldini, l’Inter ha Zanetti e Marotta. Alla Juventus manca una figura di riferimento».

Secondo Di Canio, il modello vincente è quello di club che sanno unire competenza tecnica e conoscenza profonda del calcio italiano. Per tornare ai vertici, la Juventus deve ripartire da lì: dalla ricostruzione della propria anima, dentro e fuori dal campo.

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Calciomercato, possibile asse Marsiglia-Real Madrid per l’arrivo di quell’attaccante. La situazione

Calciomercato, possibile nuovo affare tra Marsiglia e Real Madrid? Ecco le ultime novità

L’Olympique Marsiglia potrebbe essere molto attivo sul mercato invernale. Il club focese starebbe valutando l’acquisto di un nuovo attaccante e, negli ultimi tempi, è emerso il nome di Endrick. Il diciannovenne attaccante brasiliano sta attraversando un periodo difficile al Real Madrid e potrebbe essere tentato dall’idea di rilanciarsi lontano dalla capitale spagnola.

Dopo un’estate particolarmente movimentata sul fronte del mercato, l’OM potrebbe replicare in inverno. Il club marsigliese non sarebbe contrario a offrire nuove opzioni a Roberto De Zerbi per la seconda parte della stagione, e l’arrivo di un altro attaccante non sarebbe da escludere. È in questo contesto che il nome di Endrick è circolato con insistenza negli ultimi giorni.

Come riportato da SPORT, il giovane attaccante brasiliano starebbe vivendo un vero e proprio malessere al Real Madrid. Endrick non ha ancora disputato un solo minuto sotto la guida di Xabi Alonso in questa stagione. Il diciannovenne attaccante starebbe vivendo male la sua situazione, come testimonia la sua reazione di domenica contro il Getafe, quando, appreso che non sarebbe entrato in campo, ha tirato un calcio a una bottiglia. Questo episodio rivela il suo disagio e la sua frustrazione per la mancanza di opportunità.

Con la Coppa del Mondo del 2026 nel mirino, Endrick potrebbe considerare l’idea di rilanciarsi lontano dalla capitale spagnola per sperare di essere convocato da Carlo Ancelotti con la Nazionale brasiliana. L’OM potrebbe quindi avere una chance in questo dossier già quest’inverno. Resta da vedere se i dirigenti marsigliesi avranno la volontà di tentare nuovamente l’acquisto del giovane talento, dopo aver già subito un primo fallimento la scorsa estate nel tentativo di portarlo al Vélodrome.
La situazione di Endrick al Real Madrid è delicata. Un talento del suo calibro ha bisogno di giocare per crescere e affermarsi. L’OM, in cerca di rinforzi in attacco e sotto la guida di un tecnico come De Zerbi, che ha dimostrato di saper valorizzare i giovani, potrebbe rappresentare la soluzione ideale per il rilancio del brasiliano. La finestra di mercato invernale si preannuncia quindi interessante per il futuro di Endrick e per le ambizioni del Marsiglia.

Calciomercato Milan, pronto il rinnovo di quel giocatore. Un passo importante tra presente e futuro

Calciomercato Milan, priorità rinnovo: Tomori verso la firma per restare a lungo

Il Calciomercato Milan non si ferma mai, nemmeno durante la stagione. Mentre la squadra vola ai vertici della classifica e mostra una solidità difensiva ritrovata, la dirigenza lavora con determinazione per blindare i suoi uomini chiave. Il nome più caldo in questo momento è quello di Fikayo Tomori, difensore centrale inglese diventato imprescindibile nel progetto rossonero.

Il Milan ha fatto del rinnovo di Tomori una priorità assoluta. Il centrale ex Chelsea, arrivato a Milano nel 2021, ha conquistato tutti grazie a prestazioni di grande affidabilità e a una personalità che si è perfettamente integrata nello spirito della squadra. Non è un caso che il Calciomercato Milan stia concentrando le sue energie sulla definizione del nuovo accordo: blindare il reparto difensivo è fondamentale per costruire un futuro vincente.

Le trattative tra il club e l’entourage del giocatore sono in fase avanzata. I contatti recenti hanno evidenziato una sintonia positiva, segno che entrambe le parti condividono lo stesso obiettivo. Tomori, infatti, ha già fatto sapere di voler restare al Milan, mettendo da parte qualsiasi proposta proveniente da altri club europei. Il suo cuore batte per i colori rossoneri, e questo rende più agevole il lavoro della dirigenza.

All’interno del Calciomercato Milan, la situazione di Tomori rappresenta un chiaro esempio di come il club voglia costruire una squadra non solo forte ma anche stabile. Rinnovare il contratto del difensore significa mantenere un punto fermo in un reparto che negli ultimi anni ha vissuto alti e bassi. Tomori è considerato inamovibile: la sua velocità, capacità di lettura e senso della posizione lo rendono il prototipo ideale del difensore moderno.

Il suo ruolo va ben oltre quello tecnico. È un leader silenzioso, rispettato dai compagni e apprezzato dalla tifoseria. Per il Milan, confermare Tomori rappresenta un investimento strategico, in linea con la visione di un progetto a lungo termine.

Il Calciomercato Milan, quindi, non è solo fatto di acquisti e cessioni, ma anche di conferme fondamentali. E quella di Tomori potrebbe essere una delle mosse più importanti dell’intera stagione. La firma è sempre più vicina: il futuro della difesa rossonera passa anche da qui.

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Parma, visite importante in casa crociata. Ecco l’indiscrezione in casa gialoblu

Parma, visita d’eccezione al centro sportivo: Gattuso e il suo staff presenti all’allenamento

Giornata speciale per il Parma, che si prepara ad accogliere ospiti d’eccezione al centro sportivo Mutti Training Center. Il club gialloblù avrà infatti la visita dell’attuale Commissario Tecnico della Nazionale, Gennaro Gattuso, accompagnato dal suo staff tecnico. Un evento importante, che aggiunge ulteriore prestigio al percorso stagionale della squadra emiliana.

La visita rientra in un’iniziativa tecnica e conoscitiva voluta dal CT, che sta toccando diverse realtà calcistiche per osservare da vicino i metodi di lavoro dei club e creare un confronto diretto con allenatori e dirigenti sportivi. Il Parma, in questo contesto, rappresenta una tappa significativa grazie alla sua struttura organizzativa e al progetto tecnico in corso.

Insieme a Gattuso saranno presenti anche figure di grande spessore come Gianluigi Buffon, Leonardo Bonucci e Luigi Riccio, tutti parte integrante dello staff azzurro. La loro presenza al Mutti rappresenta un’occasione importante sia per lo staff tecnico del Parma che per i calciatori, che avranno l’opportunità di vivere una sessione di lavoro sotto gli occhi di professionisti di altissimo livello.

Il centro sportivo, cuore pulsante della preparazione del Parma, è pronto a mostrare le proprie eccellenze organizzative, con l’obiettivo di offrire uno sguardo completo sulle dinamiche del lavoro quotidiano del club. Per i giocatori, si tratta anche di una motivazione in più: allenarsi davanti a chi guida la Nazionale è sempre uno stimolo importante.

Questo appuntamento va oltre il semplice allenamento. È un’occasione di crescita e confronto tecnico, che rafforza l’immagine del Parma come realtà attenta all’evoluzione del calcio e aperta al dialogo con i vertici del movimento. Un momento utile anche per consolidare relazioni e condividere idee sulle metodologie di allenamento e sulla gestione del gruppo.

La società crociata, già proiettata verso i prossimi impegni di campionato, vive questo incontro come un riconoscimento del buon lavoro svolto finora. Il Parma continua quindi a distinguersi non solo per le prestazioni in campo, ma anche per l’organizzazione e la professionalità dimostrata fuori dal rettangolo di gioco.

Con eventi come questo, il Parma conferma la propria centralità nel panorama calcistico italiano, dimostrando ancora una volta di essere un club in grado di attrarre l’attenzione dei protagonisti più importanti del calcio nazionale.

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Real Madrid Juve, Yildiz si racconta: «Io mi concentro sempre su me stesso. Non amo molto i paragoni. Io sono io, non sono simile a nessuno»

Real Madrid Juve, Yildiz si racconta a ridosso della sfida del Bernabéu. Il numero 10 ha condiviso le sue sensazioni e le aspettative

Per Kenan Yildiz si avvicina una delle notti più importanti della sua giovane carriera: la sfida di Champions League al Santiago Bernabéu contro il Real Madrid. A due giorni dal grande appuntamento europeo, il talento turco della Juventus si è raccontato in un’intervista esclusiva al sito ufficiale della UEFA.

Nell’occasione ha condiviso le sue emozioni in vista della partita e ha ripercorso le tappe del cammino che lo hanno portato a indossare la maglia bianconera.

La Juventus ha una grande storia. Che cosa rappresenta per te vestire la maglia numero 10?
«All’inizio ho pensato: “Oh mio Dio, sarò in grado di farcela con il numero 10?”. Ma dopo, non gli ho dato troppo peso. Semplicemente, volevo quel numero, per brillare e divertirmi. E se devo essere sincero, il numero non gioca, sono io che lo faccio. Perciò voglio sempre dare tutto e mostrare ciò di cui sono capace. Spero che finora sia andata bene e voglio continuare così».

Sei considerato uno dei migliori talenti in Europa. Per te è uno stimolo a fare sempre meglio?
«Certo, è una grande motivazione, ma io mi concentro sempre su me stesso. Non amo molto i paragoni. Io sono io, non sono simile a nessuno. Ecco perché guardo solo a me stesso».

Ti entusiasma l’idea di poterti confrontare con i più grandi nomi del calcio mondiale?
«Assolutamente sì. Mi entusiasma perché da bambino sognavo di essere lì e ora c’è anche il mio nome tra quello dei protagonisti. Quindi, sì, è un grande orgoglio e un’enorme emozione».

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Folorunsho Cagliari, le parole dopo la sconfitta: «Partita difficile, tosta. Ora testa alla prossima»

Folorunsho Cagliari, le sue dichiarazioni dopo la sconfitta contro il Bologna di Italiano: «Partita difficile, ora testa alla prossima»

Nella giornata di ieri l’Unipol Domus è stata teatro della sfida tra Cagliari e Bologna, valida per la 7ª giornata di Serie A 2025/26. Il calcio d’inizio alle 15:00 ha dato il via a un match che ha visto i felsinei imporsi con autorità, sfruttando al meglio le occasioni create e conquistando un netto 0-2. La squadra guidata da Fabio Pisacane, invece, non è riuscita a concretizzare le poche chance concesse dalla solida retroguardia avversaria, uscendo dal campo a mani vuote.

La voce di Folorunsho sui social

Al termine della gara è arrivata la reazione di Michael Folorunsho. Il centrocampista classe 1998 ha affidato a Instagram le proprie riflessioni, esprimendo amarezza per il risultato ma anche la volontà di rialzarsi subito. Nel suo messaggio ha ribadito come il gruppo stia lavorando con impegno per crescere e come sia fondamentale affrontare i prossimi impegni con determinazione e spirito di sacrificio.

PAROLE – «Partita difficile, tosta. Ora testa alla prossima, pronti per reagire subito #forzaCagliari».

La necessità di una risposta immediata

La sconfitta contro il Bologna rappresenta un passo falso in un campionato fin qui caratterizzato da alti e bassi per il Cagliari. Ora i rossoblù sono chiamati a reagire già dal prossimo incontro, spinti dal sostegno del pubblico e dalla voglia di riscatto. Le parole di Folorunsho testimoniano la volontà di non lasciarsi condizionare da questo stop, ma di trasformarlo in un punto di ripartenza per migliorare classifica e morale.

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Rugani Juve, adesso è ufficiale: il difensore rinnova il contratto con i bianconeri fino al 2028: il comunicato ufficiale

Rugani Juve, è ufficiale: il centrale bianconero rinnova il contratto con la Vecchia Signora fino al 2028: la nota ufficiale del club

Daniele Rugani e la Juventus proseguono il loro cammino fianco a fianco: il difensore ha rinnovato il contratto fino al 30 giugno 2028, rafforzando ulteriormente il legame tra la sua carriera e i colori bianconeri. Il comunicato ufficiale del club:

COMUNICATO – “La storia insieme continua: Daniele Rugani rinnova il contratto con la Juventus fino al 30 giugno 2028, legando sempre più il suo futuro e la sua carriera ai colori bianconeri.

Un cammino comune iniziato nel 2012, quando appena maggiorenne Daniele ha varcato per la prima volta i cancelli di Vinovo per indossare la maglia della Juventus, iniziando il suo percorso con la squadra Primavera.

Da lì in poi una crescita costante, in un continuo lavoro di maturazione che lo ha portato a essere l’uomo, il professionista e il calciatore che è oggi.

Tra i giocatori attualmente in rosa, Rugani è quello che ha vinto il maggior numero di match sia in Serie A (90) che tra tutte le competizioni (111) con la maglia della Juventus.

Esperienza e disponibilità che non vengono mai meno da parte di un giocatore che ha sempre saputo farsi trovare pronto, rappresentando una garanzia sul piano difensivo e anche in grado di togliersi qualche soddisfazione a livello offensivo – autore di 11 gol nelle sue 152 presenze totali con la Juventus.

Una storia fatta di vittorie e trofei, ma anche di capacità di sapersi rialzare dopo aver attraversato momenti difficili.

Una storia che andrà avanti, fino al 2028, insieme.”

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PSV Napoli, tutti i dubbi e le possibili scelte di Conte per la trasferta di Champions League: quell’attaccante è pronto a prendersi l’attacco

PSV Napoli, tutto pronto per la partita di Champions League: Lucca è il candidato principale per il ruolo di centravanti, le ultime

Il Napoli si prepara alla trasferta di Eindhoven per la terza giornata della League Phase di Champions League, con l’obiettivo di conquistare i primi punti lontano dal Maradona dopo il successo interno contro lo Sporting Lisbona.

Antonio Conte deve fare i conti con diversi dubbi di formazione, legati soprattutto ai problemi fisici che hanno colpito la rosa nelle ultime settimane. In attacco, con Hojlund ancora indisponibile dopo l’infortunio rimediato contro il Torino, il favorito per partire titolare è Lorenzo Lucca. Alle sue spalle scalpita Ambrosino, fresco di rinnovo fino al 2030 e pronto a subentrare a gara in corso.

A centrocampo resta da valutare la condizione di Scott McTominay: la sua presenza dipenderà dalle sensazioni dell’ultimo allenamento, che però non ha fornito segnali del tutto incoraggianti.

La sfida con il PSV potrebbe rappresentare l’occasione giusta per Lang, che sogna la prima maglia da titolare della stagione proprio contro la sua ex squadra.

In difesa, Conte sembra orientato a schierare dal primo minuto Beukema e Buongiorno, con Juan Jesus pronto a subentrare come alternativa sul centro-destra.

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Foti Sampdoria, le prime parole dell’ex Roma: «Sono pronto! Felice di essere tornato a casa mia». Le sue dichiarazioni

Foti Sampdoria, le dichiarazioni dell’ex Roma: «Felice di essere tornato a casa mia». Oggi le visite e il primo allenamento

È il giorno della svolta in casa blucerchiata. Dopo l’esonero di Massimo Donati, la Sampdoria ha affidato la guida tecnica a Salvatore Foti, che oggi muove i primi passi da allenatore del Doria. La mattinata è dedicata alle formalità: il nuovo tecnico sta completando le visite mediche necessarie per ottenere l’idoneità al ruolo, passaggio che segna l’avvio ufficiale della sua avventura.

Nel pomeriggio, invece, i riflettori si sposteranno sul campo del Mugnaini di Bogliasco, dove Foti dirigerà il suo primo allenamento. Una seduta che avrà un valore simbolico e pratico: stabilire il primo contatto con la squadra e iniziare a trasmettere principi di gioco e direttive tattiche.

L’eredità di Mourinho come modello

La scelta della dirigenza non è casuale: Foti porta con sé un bagaglio di esperienze maturate al fianco di José Mourinho, uno dei tecnici più vincenti della storia del calcio. Dalla sua esperienza come vice, la Samp spera di trarre benefici immediati: mentalità vincente, gestione del gruppo e capacità di imprimere una scossa emotiva e tattica.

L’obiettivo è chiaro: ritrovare compattezza difensiva e incisività offensiva. Il lavoro quotidiano a Bogliasco sarà decisivo per invertire la rotta già dalla prossima sfida di campionato, in programma il 25 ottobre contro il Frosinone.

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Milan Fiorentina, Rocchi torna sul contatto Parisi Gimenez: ecco il parere su Marinelli e Abisso: tutti i dettagli

Milan Fiorentina, il designatore arbitrale Gianluca Rocchi parla del contatto Parisi Gimenez: ecco cosa ha detto: i dettagli

La decisione del designatore arbitrale Gianluca Rocchi è arrivata: nessuna sanzione né stop per l’arbitro Marinelli e per l’addetto al VAR Abisso dopo le polemiche seguite al rigore assegnato al Milan contro la Fiorentina. L’episodio, che ha deciso la sfida di San Siro, è stato attentamente valutato dai vertici arbitrali, i quali – pur riconoscendo la necessità di migliorare alcune dinamiche – hanno confermato la correttezza della scelta tecnica, “assolvendo” i due ufficiali di gara.

Il contatto Parisi–Gimenez

Il nodo della controversia riguarda l’intervento in area di Fabiano Parisi su Santiago Gimenez. Secondo l’analisi dell’AIA, il difensore viola si è disinteressato del pallone per ostacolare l’attaccante, girandosi e allargando il braccio: prima un lieve contatto al volto, poi una trattenuta. Dinamica che, secondo regolamento, giustifica la concessione del rigore, confermato dopo l’On-Field Review.

L’atteggiamento di Gimenez

Se la decisione arbitrale è stata ritenuta corretta, meno apprezzato è stato il comportamento dell’attaccante rossonero: la caduta eccessivamente accentuata è stata giudicata “non bella” dai vertici arbitrali. Rocchi ha più volte richiamato l’attenzione sul tema delle simulazioni, invitando a maggiore sobrietà da parte dei calciatori.

Nessun provvedimento per gli arbitri

Nonostante le proteste della Fiorentina, Marinelli e Abisso non subiranno turni di riposo e torneranno regolarmente in campo già dalle prossime giornate. La decisione ribadisce come, al di là delle polemiche, il fallo sia stato valutato correttamente sul piano tecnico.

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Materazzi non ha dubbi: «Lotta Scudetto? Credo che la più forte sia l’Inter. Ha dimostrato negli anni e nella costruzione…»

Materazzi, ex difensore e colonna dell’Inter ha parlato nel corso di un’intervista della lotta Scudetto, della Champions League e non solo

Marco Materazzi, intervenuto durante un evento organizzato da Betsson.sport, ha espresso le sue considerazioni sul momento che l’Inter sta vivendo in Serie A. Le sue parole:

LOTTA SCUDETTO – «In due o tre punti ci sono tante squadre ma credo che la più forte sia l’Inter. Ha dimostrato negli anni e nella costruzione delle squadra grande equilibrio, forza e qualità. Con la Roma ha vinto bene, soffrendo solo un quarto d’ora. Ha perso due partite, ma si è rialzata e sta dimostrando di valere la testa. Anche il Milan sta facendo un grandissimo campionato anche perché non ha le coppe».

CHAMPIONS LEAGUE – «Si gioca prima di Natale e dopo Natale. Dopo la sconfitta con il Manchester City, giocando alla pari, e dopo la delusione dell’ultima finale persa con il Psg, L’Inter ha avuto la fortuna di ripartire subito con il mondiale del club. A livello tecnico è indiscutibile, poi quella di sbagliare pochi acquisti è una prerogativa di Piero Ausilio»

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Real Madrid Juve, come stanno i blancos a pochi giorni dalla sfida contro i bianconeri di Tudor? Le ultimissime notizie dall’infermeria

Real Madrid Juve, le ultime dall’infermeria sui blancos a pochi giorni dalla partita contro i bianconeri. Tutti gli aggiornamenti

Il Real Madrid si prepara a una settimana di fuoco, con il Clásico che incombe e un’infermeria sempre più affollata. Xabi Alonso si trova a fronteggiare una vera emergenza infortuni, con ben sei giocatori indisponibili, che condizionano pesantemente la preparazione al doppio impegno contro la Juventus e il Barcellona.


L’attenzione è tutta rivolta al recupero di Trent Alexander-Arnold, il terzino inglese che, dopo aver saltato le ultime sei partite e la sosta nazionali, ha ripreso ad allenarsi parzialmente con il gruppo. AS scrive che c’è ottimismo per una sua convocazione contro la Juventus, anche se la sua presenza nell’undici titolare resta incerta dopo un mese di inattività. La sua capacità di rientrare in forma rapidamente sarà cruciale per le ambizioni del Real.


La situazione è più complessa per altri tre elementi chiave: Dani Carvajal, Dean Huijsen e Dani Ceballos. Tutti e tre hanno iniziato la settimana allenandosi individualmente, e la loro disponibilità per la gara contro la Juventus è altamente improbabile. Le speranze sono riposte nel Clásico di domenica, ma anche per quella data le prospettive sono caute, con il club che li considera ancora in dubbio. La loro assenza, soprattutto in difesa e a centrocampo, costringe Xabi Alonso a rivedere i piani tattici e a cercare soluzioni alternative.


Completamente escluso per entrambe le sfide è Antonio Rüdiger, che sta affrontando la fase intermedia del recupero dall’infortunio al retto anteriore della coscia sinistra. La sua assenza è un duro colpo per la difesa, già provata. Una piccola speranza arriva da Ferland Mendy, che ha completato l’allenamento con il gruppo ed è in attesa del via libera per il rientro in campo. Il terzino francese potrebbe offrire una boccata d’ossigeno al reparto arretrato.
Infine, l’attenzione è puntata su David Alaba. Il difensore austriaco, sostituito per precauzione durante il match contro il Getafe, si sottoporrà a esami medici martedì per valutare l’entità di un fastidio al soleo destro. La sua presenza è in forte dubbio e Xabi Alonso attende il responso per capire se potrà contare su di lui. L’eventuale assenza di Alaba complicherebbe ulteriormente le scelte del tecnico, costretto a fare di necessità virtù in un momento cruciale della stagione.

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Milan, Allegri ritorna in testa e nel mezzo c’è anche un piccolo dato. Le ultime

Milan primo in classifica: la mano di Allegri dietro il ritorno al vertice

Il Milan è tornato protagonista assoluto della Serie A. Dopo la vittoria contro la Fiorentina per 2-1 nel posticipo della settima giornata, e con l’ottavo turno ormai alle spalle, i rossoneri guidano in solitaria la classifica del campionato 2025/2026. Un traguardo importante per una squadra che, dopo anni altalenanti, sembra aver ritrovato equilibrio, ambizione e soprattutto una guida solida: Massimiliano Allegri.

Il tecnico livornese, tornato alla guida del Milan dopo l’esperienza alla Juventus, ha saputo dare identità e mentalità vincente a un gruppo che ora sembra credere in sé stesso come non accadeva da tempo. Con 16 punti conquistati in otto giornate, il Milan precede di una sola lunghezza le dirette inseguitrici: Inter, Roma e Napoli, tutte ferme a quota 15. La vetta è contesa, ma in questo momento è la squadra di Allegri a guardare tutti dall’alto.

Il cammino rossonero in campionato racconta di cinque vittorie, un pareggio e due sconfitte: numeri che testimoniano la solidità della formazione e la capacità di portare a casa punti anche in partite difficili. Allegri ha costruito una squadra concreta, più attenta alla sostanza che allo spettacolo, ma estremamente efficace. Proprio quella concretezza che spesso era mancata negli anni recenti.

Il ritorno al primo posto ha un valore simbolico. Secondo i dati Opta, è la prima volta da due anni che il Milan si ritrova da solo in vetta alla Serie A dopo l’ottava giornata. L’ultima volta risale alla stagione 2023/2024, sotto la guida di Stefano Pioli, quando i rossoneri avevano totalizzato 21 punti. Ora, con un bottino più contenuto ma in un campionato più equilibrato, il Milan può sognare di restare al comando più a lungo.

Il merito di questo inizio convincente è anche — e soprattutto — di Allegri, capace di trasmettere calma, esperienza e un piano tattico chiaro. La sua gestione ha portato nuova disciplina difensiva e una maggiore compattezza tra i reparti.

Il Milan di Allegri non è ancora perfetto, ma ha tutte le carte in regola per competere fino in fondo. La sfida ora sarà mantenere il ritmo, evitare cali di concentrazione e continuare a crescere. La corsa scudetto è aperta, ma il primo segnale forte l’ha dato il Diavolo.

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Calciomercato Lazio, il West Ham ha intenzione di comprare Castellanos. Il punto

Calciomercato Lazio: il West Ham mette gli occhi su Castellanos, la società valuta l’offerta

Nonostante lo stop per infortunio che potrebbe tenerlo lontano dai campi per almeno due mesi, Valentin Castellanos è tornato al centro delle voci di calciomercato Lazio. L’attaccante argentino, arrivato a Roma con grandi aspettative, non ha ancora espresso tutto il suo potenziale in maglia biancoceleste, ma resta un profilo interessante sul mercato internazionale. Secondo quanto riportato da la Repubblica, il West Ham avrebbe manifestato interesse per il numero 19 della Lazio, in vista della sessione di gennaio.

Il club inglese sarebbe pronto a presentare un’offerta concreta già nelle prossime settimane. La Lazio, dal canto suo, non esclude la cessione. Il vincolo del mercato bloccato — che impone di vendere prima di acquistare — rende infatti ogni proposta significativa motivo di riflessione. La valutazione attuale di Castellanos si aggira sui 35 milioni di euro, cifra che permetterebbe ai biancocelesti di rifiatare sul piano economico e reinvestire in altri ruoli chiave.

Nel contesto attuale del calciomercato Lazio, cedere Castellanos potrebbe essere una mossa strategica, soprattutto alla luce del suo rendimento altalenante. Finora l’argentino ha mostrato grinta e spirito di sacrificio, ma il suo impatto in zona gol è stato limitato, e i numeri sotto porta non hanno soddisfatto le aspettative. Una partenza non sorprenderebbe più di tanto, anche se complicherebbe ulteriormente la situazione offensiva della squadra.

Con un Ciro Immobile ancora alla ricerca della miglior condizione e pochi ricambi di livello nel reparto d’attacco, la cessione di Castellanos costringerebbe la Lazio a cercare subito un sostituto. Sarri ha già espresso alla società la necessità di intervenire sul mercato a gennaio, chiedendo almeno due rinforzi: una mezzala di qualità e una nuova punta.

Il dossier Castellanos diventa quindi centrale nel quadro del calciomercato Lazio, perché da questa possibile uscita potrebbero dipendere anche le operazioni in entrata. L’eventuale cessione al West Ham aprirebbe nuovi scenari e libererebbe risorse importanti, ma solo se accompagnata da un’adeguata risposta in fase di acquisto.

Con gennaio alle porte, la Lazio è chiamata a prendere decisioni importanti per rimanere competitiva. I tifosi osservano con attenzione, consapevoli che ogni mossa potrà pesare sul futuro della stagione.

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Infortuni Juve, doppio recupero per la squadra di Tudor. Chi ci sarà contro il Real Madrid?

Infortuni Juve: doppio recupero prezioso per Tudor in vista del Real Madrid

In casa Juventus, le ultime settimane sono state segnate da difficoltà evidenti, culminate nella deludente sconfitta sul campo del Como. In un contesto segnato da frustrazione e critiche, arrivano finalmente segnali positivi sul fronte infortuni Juve, una delle principali cause delle recenti prestazioni altalenanti della squadra.

Il tecnico Igor Tudor, chiamato a gestire un momento complesso, può finalmente sorridere: due recuperi fondamentali danno nuova linfa alla rosa bianconera. Come riportato da Juventusnews24, Fabio Miretti ed Edon Zhegrova sono tornati ad allenarsi regolarmente con il gruppo, completando l’intera seduta senza accusare problemi fisici. Una notizia che rappresenta una vera e propria boccata d’ossigeno, soprattutto in vista del prossimo, delicatissimo impegno contro il Real Madrid in Champions League.

Gli infortuni Juve hanno condizionato pesantemente l’inizio di stagione, privando Tudor di alternative importanti. L’assenza di Zhegrova, fermato da un fastidioso risentimento al pube, ha limitato la creatività e l’imprevedibilità del reparto offensivo. Il suo ritorno rappresenta un’opzione preziosa per spezzare l’equilibrio nelle difese avversarie, soprattutto contro un avversario di caratura internazionale come il Real.

Ancora più significativo è il recupero di Fabio Miretti. Il giovane centrocampista bianconero era fermo da inizio stagione a causa di un infortunio muscolare che ne aveva compromesso l’inserimento negli schemi tattici di Tudor. Ora, finalmente abile e arruolato, potrà dare il suo contributo in un momento in cui servono energie fresche e idee nuove in mezzo al campo.

Il tema degli infortuni Juve resta comunque centrale nella gestione tecnica della squadra. La stagione è lunga e gli impegni si fanno sempre più ravvicinati: per questo motivo, recuperare elementi chiave della rosa può fare la differenza non solo sul piano tattico, ma anche su quello mentale. Vedere volti noti tornare in gruppo è un segnale positivo che può aumentare la fiducia generale.

Ora la palla passa a Tudor, che dovrà valutare se inserire subito Miretti e Zhegrova nell’undici titolare o dosarne l’impiego. Una cosa è certa: con il Real Madrid alle porte, la Juventus ha bisogno di tutte le sue risorse. E con due infortuni Juve ormai alle spalle, l’ottimismo può cominciare a farsi largo.

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Maamma trascina il Messico Under 20 alla vittoria del Mondiale. Ora è in mezzo ai riflettori

Un Messico Under 20 che vince il Mondiale grazie alla sua più grande stella. La situazione

Othmane Maamma è la nuova grande promessa del calcio marocchino e mondiale. A soli 20 anni, ha guidato il Marocco alla storica vittoria del Mondiale Sub-20, mettendo a segno un gol e ben quattro assist, numeri che lo hanno proiettato sotto i riflettori dei grandi club europei, in particolare il Barcellona.

Il suo impatto nel torneo giovanile è stato devastante. Decisivo con un assist contro la Spagna e autore di un gol acrobatico contro il Brasile, Maamma è stato eletto miglior giocatore del Mondiale Sub-20, conquistando il prestigioso “Golden Ball”.

La sua capacità di essere sia un fine assist-man che un realizzatore nei momenti chiave lo rende un talento emergente di valore inestimabile.Il suo percorso calcistico lo ha portato in Inghilterra prima del Mondiale. Nel luglio 2025, Maamma ha firmato un contratto quadriennale con il Watford, proveniente dal Montpellier francese. Nonostante non abbia ancora debuttato ufficialmente con la squadra inglese, il suo arrivo è stato accolto con entusiasmo, con il club che ha visto in lui un investimento sul futuro: un esterno versatile, giovane e con enorme potenziale.Dopo l’esplosione al Mondiale, il Barcellona si è mosso concretamente, cercando di anticipare la concorrenza e assicurarsi il talento marocchino prima che il suo valore di mercato lieviti ulteriormente. L’eco delle sue prestazioni non si è limitato all’Europa, ma anche in Marocco lo si considera un futuro punto di riferimento per la Nazionale maggiore. Tuttavia, la sua priorità è quella di affermarsi prima al Watford e maturare nel calcio inglese, prima di aspirare a trasferimenti più grandi.Per Maamma, la sfida immediata sarà l’adattamento al ritmo fisico e tattico della Championship. Le sue eccellenti prestazioni a livello giovanile dovranno essere replicate nel calcio professionistico di alto livello. Dalle sue performance al Watford dipenderà l’apertura delle porte per sfide sempre maggiori, inclusa una possibile convocazione nella Nazionale maggiore del Marocco.Se Maamma riuscirà a consolidarsi, combinando la sua ascesa in Europa con un ruolo di primo piano in Nazionale, potrà diventare una figura di spicco a livello globale. Da promessa continentale a realtà mondiale, Othmane Maamma si affaccia a un futuro brillante e pieno di aspettative, con il Barcellona sullo sfondo.

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Inter, Sommer sta crescendo con Chivu. E’ migliorato molto sotto quell’aspetto

Inter, Sommer guida la rinascita difensiva: meno rischi dal basso, più solidità. La situazione

La nuova Inter targata Cristian Chivu sta vivendo una fase di crescita netta, soprattutto dal punto di vista difensivo. Dopo un avvio di stagione incerto, il tecnico rumeno ha scelto di imprimere una svolta chiara alla filosofia di gioco, puntando su un approccio più pragmatico che ha già dato risultati evidenti. Al centro di questo cambiamento, non solo il lavoro del reparto arretrato, ma anche un ruolo più funzionale e meno rischioso per il portiere Yann Sommer.

Il numero uno svizzero, pilastro dell’Inter, non è più chiamato a forzare la costruzione dal basso come accadeva in passato. Nella visione di Chivu, Sommer riceve palla solo quando necessario, e non come primo regista dell’azione. Il gioco parte preferibilmente in verticale, con l’obiettivo di saltare la prima pressione avversaria e avanzare rapidamente. Una scelta tattica precisa, che ha alleggerito la pressione sulla difesa e ridotto drasticamente gli errori in fase di impostazione.

I numeri parlano chiaro: dopo aver subito sei reti nelle prime tre giornate di campionato, l’Inter ha incassato solo due gol nelle successive sei partite, entrambi arrivati in gare comunque vinte contro Sassuolo e Cremonese. Una trasformazione che passa anche per l’aumento della concentrazione individuale e per un baricentro più alto, favorito da un pressing organizzato e compatto.

Ma il dato più significativo riguarda i tiri subiti: la media è crollata da 11,3 a soli 7,1 a partita. Meno occasioni concesse agli avversari, meno interventi disperati richiesti a Sommer e al suo secondo, lo spagnolo Josep Martinez. Questo significa che la squadra è più padrona del campo, più solida e meno vulnerabile.

L’esperienza e la sicurezza trasmesse da Sommer sono state determinanti nel consolidare questa nuova identità difensiva. L’ex portiere del Bayern Monaco si è adattato con intelligenza alla nuova impostazione tattica, risultando decisivo non solo tra i pali, ma anche nel guidare il reparto e nel gestire i momenti delicati della partita.

Con questo assetto, l’Inter guarda con rinnovata fiducia ai prossimi impegni, forte di una difesa finalmente compatta e di un portiere, Sommer, che incarna alla perfezione la solidità e l’equilibrio che Chivu vuole dalla sua squadra.

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Napoli, come stanno Hojlund e McTominay dopo gli infortuni? La situazione azzurra

Napoli: aggiornamenti dall’allenamento verso la sfida con il PSV. La situazione attuale è chiara

Il Napoli ha ripreso gli allenamenti in vista della delicata trasferta in Olanda contro il PSV Eindhoven, match valido per la terza giornata della fase a gironi di Champions League. Dopo la battuta d’arresto in campionato contro il Torino, la squadra partenopea è chiamata a reagire subito sul palcoscenico europeo.

Nella seduta di lunedì 20 ottobre, aperta alla stampa, l’attenzione si è concentrata in particolare sulle condizioni fisiche di due giocatori chiave: Scott McTominay e Rasmus Hojlund. Entrambi erano rimasti fuori nella sconfitta contro i granata, ma solo uno dei due ha svolto l’allenamento con il gruppo.

Buone notizie per il centrocampo del Napoli: McTominay ha lavorato regolarmente con i compagni e si candida seriamente per una maglia da titolare nella sfida contro il PSV. Il centrocampista scozzese, arrivato in estate dal Manchester United, è ritenuto un elemento fondamentale per gli equilibri della squadra, grazie alla sua esperienza internazionale e al dinamismo che può garantire in mediana. Presente regolarmente anche Milinkovic-Savic, sempre più centrale nel progetto tecnico del club.

Situazione diversa per Hojlund: l’attaccante danese del Napoli non ha preso parte all’allenamento con il resto della squadra e resta in dubbio sia per l’impegno di Champions che per il big match di sabato contro l’Inter, previsto al Maradona alle ore 18:00. Le sue condizioni verranno monitorate giorno per giorno, ma al momento la sua presenza è fortemente in bilico.

Il tecnico del Napoli dovrà quindi valutare attentamente le opzioni disponibili in attacco. L’assenza di Hojlund, se confermata, obbligherà lo staff a trovare alternative valide per non perdere incisività in zona offensiva, soprattutto in un momento in cui il calendario propone impegni ravvicinati e di alto livello.

Il Napoli, nonostante il passo falso in Serie A, mantiene alta la concentrazione in vista di un match fondamentale per il prosieguo del cammino europeo. La trasferta in casa del PSV rappresenta un banco di prova importante per misurare ambizioni e capacità di reazione. L’allenamento odierno ha fornito segnali positivi, ma le prossime ore saranno decisive per sciogliere gli ultimi dubbi di formazione.

Allenamento Inter, cosa risulta in vista della gara di Champions League in Belgio? Le ultime

Allenamento Inter: ultime prove prima della trasferta di Champions in Belgio

Proseguono con intensità gli ultimi preparativi ad Appiano Gentile per l’Allenamento Inter, guidata da Cristian Chivu. La formazione nerazzurra è attesa dalla delicata trasferta in Belgio contro l’Union Saint-Gilloise, match valido per la fase a gironi di Champions League. L’obiettivo è chiaro: conquistare la terza vittoria consecutiva nel girone e consolidare il primato europeo.

Durante l’allenamento Inter odierno, è arrivata la conferma dell’assenza di Marcus Thuram. L’attaccante francese non sarà convocato per la sfida di Bruxelles, come anticipato dall’inviato di Sky Sport, Andrea Paventi. Una perdita importante per Chivu, che dovrà fare a meno anche del secondo portiere Di Gennaro, operato al polso destro. A sostituirlo sarà il giovane classe 2005 Alessandro Calligaris, promosso dalla Primavera e pronto a vivere la sua prima esperienza europea con la prima squadra.

Nonostante queste defezioni, l’allenamento Inter ha evidenziato segnali positivi, soprattutto nel reparto offensivo. Diversi giocatori stanno attraversando un buon momento di forma. In particolare, capitan Lautaro Martinez appare ispirato e pronto a guidare l’attacco. Accanto a lui, cresce l’attesa per i giovani talenti Ange-Yoan Bonny e Pio Esposito, che potrebbero trovare spazio nella formazione titolare.

Cristian Chivu ha lavorato su diverse soluzioni tattiche durante l’allenamento Inter, valutando la possibilità di un turnover ragionato in vista dei prossimi impegni in Serie A. Il tecnico rumeno è chiamato a gestire con attenzione energie ed equilibri, considerando anche l’assenza di Matteo Darmian per infortunio.

L’allenamento Inter si è svolto con grande concentrazione, iniziando con leggero ritardo ma confermando l’impegno e la determinazione del gruppo. L’Inter vuole dare continuità al suo momento positivo, che l’ha riportata ai vertici della classifica sia in campionato che in Europa.

Nel pomeriggio, la squadra partirà per Bruxelles, dove domani sera affronterà l’Union SG in una sfida che può risultare decisiva per il prosieguo del cammino europeo. L’Allenamento Inter di oggi ha fornito indicazioni preziose a Chivu, che si prepara a schierare la miglior formazione possibile per centrare un altro successo internazionale.

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Infortuni Cagliari, ecco le condizioni di quel difensore dopo la sfida contro il Bologna: le ultimissime notizie sui rossoblù

Infortuni Cagliari, le ultimissime sulle condizioni di Mina dopo la sfida contro il Bologna: gli aggiornamenti sui rossoblù

Una domenica amara per il Cagliari di Fabio Pisacane, che incassa la terza sconfitta consecutiva in questo avvio di Serie A 2025/26. All’Unipol Domus i rossoblù cedono 0-2 al Bologna di Vincenzo Italiano, trascinato dalle reti di Holm e di un ispirato Riccardo Orsolini.

La squadra sarda, guidata dal giovane tecnico ex bandiera rossoblù, ha mostrato sprazzi di buon gioco ma anche le solite difficoltà sotto porta. Dopo un avvio incoraggiante, le poche occasioni create non sono state sfruttate e la mancanza di concretezza ha finito per pesare sull’esito della gara.

L’infortunio di Mina complica i piani

Oltre al risultato, a preoccupare l’ambiente cagliaritano è soprattutto lo stop di Yerry Mina. Il difensore colombiano, già reduce da un problema al polpaccio, è stato costretto a lasciare il campo al 68’ per un fastidio muscolare alla coscia. Una doppia noia che ha acceso i riflettori sulla sua tenuta fisica e che rischia di privare Pisacane di un pilastro della retroguardia.

Secondo quanto riportato da Il Corriere dello Sport, l’uscita è stata precauzionale, ma resta l’incertezza sui tempi di recupero.

Le parole di Pisacane

Nel post-partita l’allenatore ha provato a rasserenare i tifosi: «Mina si è fermato in tempo, evitando guai peggiori». Tuttavia, la sua presenza nella delicata trasferta di Verona resta in forte dubbio. Un’eventuale assenza rappresenterebbe un duro colpo per una difesa già in difficoltà, chiamata a trovare soluzioni alternative contro un avversario tradizionalmente ostico.

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Allegri Milan, Zazzaroni parla così del tecnico rossonero per il primato in Serie A: ecco le sue dichiarazioni sull’ex tecnico della Juve

Allegri Milan, Ivan Zazzaroni ha rilasciato alcune dichiarazioni sul tecnico rossonero dopo il primato in classifica in Serie A: le sue parole

Nel commentare la vittoria di carattere del Milan sulla Fiorentina, il direttore de Il Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni, non risparmia giudizi e sceglie una metafora efficace per descrivere il lavoro di Massimiliano Allegri: l’allenatore rossonero è «il cuoco – livornese, naturalmente – che cucina con ciò che trova nel frigorifero».

Il riferimento è chiaro: le numerose assenze hanno costretto Allegri a reinventare la squadra in chiave pragmatica. «Se gli mancano contemporaneamente Rabiot, Pulisic, Nkunku, Estupiñán, Loftus-Cheek e Jashari – scrive Zazzaroni – lui apparecchia con Saelemaekers a sostegno di Leao, Athekame sugli esterni e, pur senza spettacolo, porta a casa il risultato». Un risultato che vale il primo posto solitario in classifica, definito dal direttore un «segnale tutt’altro che trascurabile».

Il Milan di Allegri e del DS Tare ha già superato test significativi, come il pareggio a Torino e la vittoria sul Napoli. Eppure, Zazzaroni non nasconde le ombre: della gara con la Fiorentina «c’è poco da conservare», con un primo tempo bollato come «orribile». A prevalere, ancora una volta, è stato il cinismo.

Non mancano le polemiche sull’episodio decisivo: «La doppietta è arrivata su rigore, un rigore che non c’era», afferma il direttore, che solleva «parecchi dubbi» sul contatto Parisi-Gimenez e ironizza sulla caduta dell’attaccante, «crollato come se fosse stato colpito da un destro di Tyson».

La chiusura è dedicata alla crisi viola, con un giudizio severo: «il conto lo paga Pioli». La Fiorentina, ultima con appena 3 punti, appare come «una squadra sospesa nei (suoi) vuoti». Una situazione sorprendente, vista la campagna acquisti considerata valida, ma resa drammatica dal «rendimento generale sconcertante» dei giocatori. Per Zazzaroni, la responsabilità di invertire la rotta ricade interamente su Stefano Pioli.

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Getafe Real Madrid, cartellino rosso da record! Quel giocatore espulso dopo 30 secondi dal suo ingresso: ecco cosa è successo

Getafe Real Madrid, Nyom da record: espulsione lampo dopo 30 secondi dal suo ingresso: ecco il racconto della clamorosa decisione

Serata da dimenticare per Allan Nyom nel posticipo di Liga tra Getafe e Real Madrid. Il difensore camerunense, subentrato al 76′ al posto di Kiko Femenía, è rimasto in campo appena 30 secondi: un intervento scomposto con il braccio ai danni di Vinícius Jr. è bastato all’arbitro José Luis Munuera Montero per estrarre immediatamente il cartellino rosso, tra le proteste del pubblico del Coliseum Alfonso Pérez.

Pochi minuti più tardi è arrivato il colpo del ko: Mbappé ha firmato la rete che ha consegnato i tre punti alla squadra guidata da Xabi Alonso.

La serata del Getafe si è complicata ulteriormente nel finale, quando anche l’attaccante Sancris, classe ’97, è stato espulso per doppia ammonizione nel giro di dieci minuti. La squadra madrilena ha così chiuso la partita in nove uomini, rendendo ancora più amara una sfida già segnata dall’espulsione record di Nyom.

Como Juve, Paolo Rossi non ci sta: «Non ho mai avuto la percezione che questa squadra oggi potesse recuperare. Il Como ha meritato la vittoria»

Nella nuova puntata di Ma che partita hai visto?, in onda su Juventusnews24, Paolo Rossi ha commentato la sconfitta della Juve contro il Como

Nel post-partita di Ma che partita hai visto?, andato in onda sul canale YouTube di Juventusnews24 dopo il 2-0 inflitto dal Como alla Juventus di Igor Tudor, il giornalista Paolo Rossi ha offerto la sua analisi sulla sconfitta dei bianconeri

 
 
 
 
 
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PAROLE – «Non ho mai avuto la percezione che questa squadra oggi potesse recuperare, se non sulla base dell’irrazionalità da tifoso. Oggi ha perso tutto la Juve: sulla corsa, sulle idee, sui contrasti, sugli equilibri. Il Como ha meritato la vittoria, ma avevamo il tempo per fare tutto e non siamo riusciti a fare nulla. Non è una squadra che sta migliorando, è una squadra in caduta libera».

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Milan Fiorentina, continuano le polemiche sul rigore. Una situazione all’insegna della rabbia

Milan Fiorentina, 2-1 tra polemiche: rimonta rossonera e rabbia viola per il rigore

Il match Milan Fiorentina, andato in scena sotto le luci di San Siro, si è concluso con una vittoria in rimonta per i rossoneri, capaci di imporsi 2-1 grazie a un rigore trasformato da Leao. Un successo che lancia la squadra di Allegri in vetta alla classifica, ma che allo stesso tempo accende un’ondata di polemiche per le decisioni arbitrali.

La Fiorentina, ora ultima in classifica, ha lasciato Milano furiosa, contestando apertamente la direzione di gara dell’arbitro Marinelli, in particolare l’episodio che ha portato al rigore decisivo. Il contatto in area tra Parisi e Gimenez è stato giudicato falloso con l’ausilio del VAR, ma le proteste non si sono fatte attendere.

A guidare la contestazione viola è stato il direttore tecnico Daniele Pradè, che ha parlato senza mezzi termini: «Questo è uno scandalo. È inaccettabile perdere punti così. Marinelli ha sbagliato e il VAR ha peggiorato la situazione. Un contatto del genere non è rigore, se fischiamo questi episodi allora ogni calcio d’angolo diventa un potenziale penalty».

Le dichiarazioni di Pradè, riportate da Tuttosport, hanno infiammato il post-partita di Milan Fiorentina, spostando l’attenzione dai meriti sportivi alle polemiche arbitrali. Secondo il dirigente viola, il Milan non ha bisogno di aiuti per vincere, e la decisione del direttore di gara rischia di compromettere la credibilità del campionato.

Anche l’allenatore rossonero, Massimiliano Allegri, ha sottolineato le difficoltà superate dal suo Milan, privo di uomini chiave come Rabiot e Pulisic. La squadra ha comunque trovato risorse nella profondità della rosa e nella classe di Leao, autore del gol vittoria. Dall’altra parte, però, resta il rammarico della Fiorentina, che aveva interpretato bene la gara prima del discusso episodio.

La sfida Milan Fiorentina si conferma così uno degli snodi più caldi di questa fase di Serie A, sia per i risvolti di classifica che per il clima acceso che si è generato. La direzione arbitrale è ora sotto osservazione, mentre la Fiorentina chiede chiarezza e rispetto, convinta di essere stata penalizzata in un momento cruciale della stagione.

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Tudor rischia con la Juve? I bianconeri pensano a sostituirlo con quel tecnico

Juventus in crisi: il futuro di Tudor in bilico, spunta l’ipotesi De Rossi

La sconfitta per 2-0 contro il Como ha scatenato un’ondata di malcontento in casa Juventus, riaccendendo i dubbi sul futuro di Igor Tudor alla guida tecnica della squadra. Il ko in campionato non ha solo rallentato la corsa bianconera, ma ha anche evidenziato, secondo quanto riportato da La Stampa, un atteggiamento poco convincente da parte dell’allenatore croato.

Durante la gara, infatti, Tudor sarebbe apparso eccessivamente arrendevole, incapace di trasmettere grinta e spirito di reazione ai suoi giocatori. Un aspetto che ha colpito negativamente la dirigenza juventina, la quale si sarebbe aspettata un tecnico in grado di scuotere la squadra anche nei momenti di difficoltà, come accaduto in precedenti occasioni.

L’episodio ha spinto i vertici del club a valutare con urgenza la situazione. Il nome di Tudor, inizialmente scelto per la sua capacità tattica e la conoscenza dell’ambiente, è ora finito al centro di riflessioni più ampie. L’allenatore, subentrato con grandi aspettative, potrebbe rischiare la panchina se non dovesse arrivare una reazione immediata.

Nel frattempo, la Juventus ha già cominciato a stilare una lista di possibili sostituti. Tra i profili emergenti, spicca il nome di Daniele De Rossi, ex bandiera della Roma e fresco di esperienza sulla panchina giallorossa. Considerato un allenatore dal forte carisma, De Rossi potrebbe rappresentare una scelta di rottura, in grado di portare una ventata di entusiasmo e determinazione.

Oltre a lui, anche Raffaele Palladino è tra i giovani tecnici monitorati con attenzione. Tuttavia, la dirigenza bianconera non esclude nemmeno l’ipotesi di affidarsi a un allenatore più esperto. In questo senso, i nomi di Roberto Mancini e Luciano Spalletti restano sullo sfondo come alternative di alto profilo.

La Juventus si trova così davanti a un bivio importante: continuare a dare fiducia a Tudor, sperando in una svolta già nei prossimi impegni, oppure voltare pagina puntando su un nuovo allenatore in grado di rilanciare la stagione. Le prossime settimane saranno decisive per capire se Tudor riuscirà a riconquistare la fiducia della società, o se sarà tempo di un nuovo corso in casa bianconera.

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Esonero Pioli, Fiorentina Bologna ultima spiaggia? Ecco l’indiscrezione

Fiorentina, due settimane decisive: si torna a parlare di Esonero Pioli

La Fiorentina si prepara ad affrontare due settimane estremamente delicate, tra impegni europei e campionato. Dopo la sconfitta a San Siro, l’attenzione si sposta ora su due match cruciali: il debutto nella fase a gironi di Conference League e il derby dell’Appennino contro il Bologna. Sullo sfondo, però, torna d’attualità un tema che sembrava archiviato: l’esonero di Pioli.

Giovedì sera la Viola sarà di scena a Vienna, contro il Rapid, in una sfida dal pronostico tutt’altro che scontato. Sulla carta, la Fiorentina parte favorita per qualità tecnica e profondità della rosa, ma dovrà fare i conti con l’ambiente caldo dello stadio austriaco e la determinazione dei padroni di casa. L’allenatore dovrà dosare le forze, ma senza snaturare l’identità della squadra: è probabile che ci sia spazio per alternative come Comuzzo, Piccoli e forse Dzeko, in un’ottica di turnover mirato.

Ma è soprattutto la gara di domenica contro il Bologna a tenere banco. Al Franchi, alle ore 15, andrà in scena una partita dal peso specifico elevatissimo, non solo per la classifica, ma anche per le implicazioni emotive. Il ritorno di Vincenzo Italiano da avversario — dopo la sua discussa separazione dal club viola — accende gli animi della tifoseria. E la pressione su Pioli cresce.

Il tecnico è consapevole che una nuova sconfitta potrebbe far esplodere il malcontento. Con tre KO consecutivi nelle ultime gare casalinghe, la pazienza della piazza è agli sgoccioli. Ecco perché il match contro il Bologna viene vissuto come una sorta di ultimatum: o arriva una reazione, oppure lo spettro dell’esonero di Pioli potrebbe diventare più concreto di quanto si voglia ammettere pubblicamente.

Secondo quanto riportato da La Nazione, la società osserva con attenzione. Pur non essendoci, al momento, segnali ufficiali in direzione di un cambio in panchina, è chiaro che una mancata svolta nei prossimi impegni potrebbe costringere il club a riflessioni profonde. Il nome di Pioli torna quindi al centro del dibattito, con l’esonero che, seppur non imminente, è una possibilità che aleggia sempre più presente nel futuro prossimo della Fiorentina.

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Rinnovo Lucumì, in stallo la trattativa con il Bologna. Le motivazioni in casa rossoblu

Calciomercato Bologna: il rinnovo di Lucumí in stallo, si valutano le alternative

Il tema centrale in casa Bologna in vista del prossimo calciomercato è senza dubbio il rinnovo di Lucumí, pilastro della difesa rossoblù. Il contratto del centrale colombiano, in scadenza nel 2026, è al centro di una trattativa complessa che, almeno per il momento, sembra essersi arenata. La dirigenza ha già presentato una proposta di prolungamento, ma l’entourage del giocatore ha preso tempo, lasciando intendere che se ne riparlerà solo a fine anno.

Il quotidiano Corriere dello Sport – Stadio ha sintetizzato la situazione con un titolo eloquente: “Lucumí fa muro”. Il Bologna, da parte sua, continua a spingere per il rinnovo del contratto, considerandolo una priorità tecnica e strategica. Il difensore, arrivato nel 2022 e già a quota 117 presenze con la maglia rossoblù, è un punto fermo per l’allenatore e per la squadra. Tuttavia, lo stallo attuale nel rinnovo di Lucumí sta spingendo il club a valutare scenari alternativi.

Tra novembre e dicembre sono attesi nuovi incontri per provare a riaprire il dialogo con l’agente del giocatore. Al momento, però, si registra solo una promessa generica di riprendere i contatti, senza un’intesa concreta all’orizzonte. Questo rende il dossier rinnovo Lucumí uno dei più delicati per la dirigenza felsinea in vista del mercato invernale.

Nonostante l’intenzione della società non sia quella di cedere il giocatore già a gennaio, l’interesse crescente di altri club e la possibilità di monetizzare prima di una possibile rottura potrebbero influenzare le decisioni. La volontà del Bologna è chiara: arrivare al rinnovo di Lucumí e consolidare il progetto tecnico. Tuttavia, non si esclude nulla, e i dirigenti stanno già monitorando alcuni profili alternativi per non farsi trovare impreparati.

Il rinnovo di Lucumí rappresenta quindi un crocevia importante per il futuro della squadra. Se l’accordo dovesse sfumare definitivamente, il Bologna potrebbe essere costretto a cambiare strategia già nella prossima finestra di mercato. Per ora, il club resta alla finestra, con la speranza di trovare un’intesa che soddisfi entrambe le parti.

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Lombardo Sampdoria, nuovo matrimonio? L’indiscrezione

Lombardo Sampdoria: il ritorno di “Popeye” sempre più vicino. I doriani stanno prendendo sempre più una fisionomia diversa

L’aria di Genova profuma di nostalgia e di passione blucerchiata: si fanno sempre più insistenti le voci di un clamoroso ritorno di Attilio Lombardo alla Sampdoria. Lo storico protagonista dello Scudetto del 1991, amatissimo dai tifosi e ricordato per la sua inesauribile corsa sulla fascia, è ormai a un passo dal riabbracciare la sua “Doria” in una nuova veste tecnica. Secondo quanto riportato da Il Secolo XIX, l’ex ala, soprannominato “Popeye” per la forza fisica e la determinazione che lo contraddistinguevano, avrebbe avuto un incontro decisivo con i vertici del club.

L’appuntamento tra Lombardo e Jesper Fredberg, CEO Area Football del club, si è svolto nel pomeriggio di ieri e ha rappresentato un passaggio chiave verso il ritorno in blucerchiato. L’incontro, definito come “molto positivo” dalle fonti vicine alla società, si è concentrato sugli aspetti tecnici e strategici del progetto, delineando il ruolo che Lombardo andrebbe a ricoprire all’interno dell’organigramma doriano. Nessuna trattativa economica, nessun dettaglio contrattuale: solo passione, idee e la volontà comune di riportare la Sampdoria ai livelli che le competono.

La figura di Lombardo è vista come quella di un collante ideale tra passato glorioso e futuro da ricostruire. Il suo carisma, la conoscenza dell’ambiente e la dedizione totale alla maglia lo rendono il profilo perfetto per accompagnare la società nel nuovo corso voluto dal management. Non a caso, l’ex centrocampista ha già manifestato apertamente il desiderio di rimettersi al servizio della Sampdoria, un club che considera casa sua.

Ora la palla passa alla proprietà, che dovrà dare l’ok definitivo all’operazione. La decisione spetterà al tandem formato da Nathan Walker e dall’investitore di Singapore Joseph Tey, i quali hanno preso tempo per valutare gli ultimi dettagli ma sembrano orientati a dare il via libera. L’atmosfera che si respira a Bogliasco è di cauto ottimismo, con la consapevolezza che il ritorno di Lombardo potrebbe rappresentare una spinta emotiva e simbolica di grande valore.

Le prossime ore saranno decisive, ma l’impressione è che la fumata bianca sia ormai vicina. L’obiettivo di Lombardo è chiaro: rimettere entusiasmo e identità in un progetto che mira a riportare la Doria ai vertici del calcio italiano. E chissà che “Popeye” non sia già a bordo campo sabato, pronto a vivere una nuova avventura con la sua amata maglia blucerchiata. LEGGI ANCHE – Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Italia, Gattuso presente a Milan-Fiorentina: ecco i giocatori nella lista del ct

Italia: Gattuso a San Siro per osservare i talenti azzurri. Il ct azzurro prosegue il lavoro di vedere dal vivo i possibili giocatori convocabili

L’Italia di Gennaro Gattuso prende forma passo dopo passo, e il commissario tecnico continua a seguire da vicino i protagonisti del campionato per costruire la nuova Nazionale. Ieri il ct azzurro era sugli spalti di San Siro per assistere alla sfida tra Milan e Fiorentina, un match dal forte valore simbolico per lui, doppio ex della serata: bandiera indimenticabile dei rossoneri e, seppur per un breve periodo, anche giocatore viola.

Gattuso ha approfittato dell’occasione per osservare diversi calciatori nel mirino della Italia. Il tecnico, da sempre attento ai giovani italiani emergenti, ha voluto valutare da vicino le prestazioni di giocatori come Matteo Gabbia, difensore del Milan in crescita costante, e di alcuni elementi della Fiorentina che si stanno distinguendo per dinamismo e personalità. La sua presenza non è passata inosservata, segno di un commissario tecnico che vuole costruire un gruppo solido basato sulla conoscenza diretta dei suoi potenziali convocati.

Non solo San Siro, però. Prima di approdare a Milano, Gattuso aveva fatto tappa a Como per assistere alla sfida tra Como e Juventus, un’altra occasione per monitorare da vicino diversi giocatori di interesse per la Nazionale. In particolare, il ct ha seguito con attenzione Moise Kean, Nicolussi Caviglia e Fagioli, tre talenti che potrebbero ritrovare spazio in maglia azzurra nei prossimi mesi. Il commissario tecnico dell’Italia, infatti, è determinato a ridare entusiasmo e identità alla squadra dopo un periodo di transizione, e per farlo vuole puntare su un mix equilibrato di giovani promesse e veterani di esperienza.

La sua strategia è chiara: osservare dal vivo il maggior numero possibile di calciatori italiani, capire chi ha la giusta mentalità per vestire la maglia dell’Italia e creare un gruppo unito, pronto a lottare per i prossimi obiettivi internazionali. Gattuso, che conosce bene le pressioni e il valore del sacrificio, sta lavorando per trasmettere ai suoi futuri convocati lo spirito combattivo che ha sempre caratterizzato la sua carriera.

La doppia trasferta di ieri – prima a Como, poi a Milano – testimonia l’impegno totale del ct nel suo nuovo ruolo. L’Italia riparte anche da qui: dalla voglia di ricostruire, di osservare e di scegliere con attenzione, per tornare presto protagonista in Europa e nel mondo sotto la guida di un tecnico che incarna perfettamente la grinta e il cuore azzurro. LEGGI ANCHE – Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

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