Pagina 590 – Calcio News 24

Italia, Gattuso presente a Milan-Fiorentina: ecco i giocatori nella lista del ct

Italia: Gattuso a San Siro per osservare i talenti azzurri. Il ct azzurro prosegue il lavoro di vedere dal vivo i possibili giocatori convocabili

L’Italia di Gennaro Gattuso prende forma passo dopo passo, e il commissario tecnico continua a seguire da vicino i protagonisti del campionato per costruire la nuova Nazionale. Ieri il ct azzurro era sugli spalti di San Siro per assistere alla sfida tra Milan e Fiorentina, un match dal forte valore simbolico per lui, doppio ex della serata: bandiera indimenticabile dei rossoneri e, seppur per un breve periodo, anche giocatore viola.

Gattuso ha approfittato dell’occasione per osservare diversi calciatori nel mirino della Italia. Il tecnico, da sempre attento ai giovani italiani emergenti, ha voluto valutare da vicino le prestazioni di giocatori come Matteo Gabbia, difensore del Milan in crescita costante, e di alcuni elementi della Fiorentina che si stanno distinguendo per dinamismo e personalità. La sua presenza non è passata inosservata, segno di un commissario tecnico che vuole costruire un gruppo solido basato sulla conoscenza diretta dei suoi potenziali convocati.

Non solo San Siro, però. Prima di approdare a Milano, Gattuso aveva fatto tappa a Como per assistere alla sfida tra Como e Juventus, un’altra occasione per monitorare da vicino diversi giocatori di interesse per la Nazionale. In particolare, il ct ha seguito con attenzione Moise Kean, Nicolussi Caviglia e Fagioli, tre talenti che potrebbero ritrovare spazio in maglia azzurra nei prossimi mesi. Il commissario tecnico dell’Italia, infatti, è determinato a ridare entusiasmo e identità alla squadra dopo un periodo di transizione, e per farlo vuole puntare su un mix equilibrato di giovani promesse e veterani di esperienza.

La sua strategia è chiara: osservare dal vivo il maggior numero possibile di calciatori italiani, capire chi ha la giusta mentalità per vestire la maglia dell’Italia e creare un gruppo unito, pronto a lottare per i prossimi obiettivi internazionali. Gattuso, che conosce bene le pressioni e il valore del sacrificio, sta lavorando per trasmettere ai suoi futuri convocati lo spirito combattivo che ha sempre caratterizzato la sua carriera.

La doppia trasferta di ieri – prima a Como, poi a Milano – testimonia l’impegno totale del ct nel suo nuovo ruolo. L’Italia riparte anche da qui: dalla voglia di ricostruire, di osservare e di scegliere con attenzione, per tornare presto protagonista in Europa e nel mondo sotto la guida di un tecnico che incarna perfettamente la grinta e il cuore azzurro. LEGGI ANCHE – Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Simeone Torino, Cairo non ha dubbi: cosa succederà in estate

Simeone Torino: il Cholito conquista i granata e Cairo svela il futuro. L’argentino si sta rivelando l’arma in più dei granata in questa stagione

Il gol decisivo di Giovanni Simeone contro il Napoli non è solo una vittoria di prestigio per il Torino, ma anche la conferma che il “Cholito” è ormai entrato pienamente nel cuore dei tifosi e della società granata. L’attaccante argentino, arrivato in estate in prestito, ha siglato la rete che ha permesso alla squadra di Baroni di superare i campioni d’Italia e di consolidare una classifica sempre più interessante.

A commentare il successo è stato il presidente Urbano Cairo, ospite di Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1. «Quello di Simeone Torino è davvero un gol importante per noi – ha spiegato Cairo –. Abbiamo fatto bene contro la Roma qualche settimana fa e, in generale, con le grandi. In questo avvio di campionato abbiamo già affrontato sei delle prime dieci dello scorso anno e ci siamo comportati alla grande».

Il numero uno granata ha poi svelato i dettagli dell’operazione di mercato e la volontà del club di trattenere l’attaccante anche in futuro: «Un futuro in granata di Simeone? Sicuramente sì. È un prestito con riscatto che diventa obbligatorio molto facilmente. Lo consideriamo già un giocatore acquistato, siamo davvero contenti. Mi piaceva da tempo e quest’estate ho detto al mister di prenderlo subito, di anticipare tutti, invece di inseguire un altro attaccante difficile da raggiungere».

Cairo ha raccontato anche il dietro le quinte dell’affare: «A Simeone pensavamo già da gennaio della scorsa stagione. Appena si è presentata l’occasione, siamo stati rapidi. Baroni era felicissimo dell’idea e abbiamo concluso in fretta. È stata una scelta azzeccata, perché Giovanni incarna alla perfezione lo spirito del Toro: determinato, generoso e sempre pronto a lottare».

E in effetti, i numeri e l’atteggiamento in campo parlano chiaro. Simeone ha portato grinta, personalità e gol pesanti, qualità che hanno contribuito a dare una nuova identità offensiva al Torino. Il suo modo di vivere la partita, la capacità di trascinare i compagni e la mentalità vincente ereditata dal padre Diego lo rendono un simbolo perfetto del progetto granata.

Con Simeone, il club di Cairo sembra aver trovato non solo un attaccante affidabile, ma anche un leader carismatico su cui costruire il futuro. Il “Cholito” ha già conquistato il popolo granata, e il suo cammino sotto la Mole è appena iniziato. LEGGI ANCHE >>> Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Infortunio Cancellieri, rischio lungo stop: cosa sappiamo sul giocatore della Lazio

Infortunio Cancellieri: stop al flessore e ansia per i tempi di recupero. La possibilità di uno stop molto più lungo è davvero alta

Nuovo match e nuova tegola per la squadra: questa volta a fermarsi è Matteo Cancellieri, costretto a lasciare il campo dopo pochi minuti per un problema muscolare. L’infortunio di Cancellieri è arrivato in maniera improvvisa durante il primo tempo, quando l’attaccante ha avvertito un dolore al flessore della coscia sinistra che lo ha costretto a chiedere immediatamente il cambio. “Ho sentito un pizzicare, meglio non rischiare”, avrebbe detto il giocatore ai compagni mentre abbandonava il terreno di gioco, visibilmente contrariato.

L’episodio ha destato subito preoccupazione tra tifosi e staff tecnico, soprattutto perché Cancellieri stava vivendo un buon momento di forma. Dopo l’intervallo, l’attaccante è tornato in panchina con una vistosa fasciatura alla coscia sinistra e un’andatura zoppicante, accompagnato dai medici del club. Le prime immagini televisive hanno fatto temere il peggio: un nuovo stop che rischia di interrompere la crescita e la continuità che il giovane esterno offensivo stava finalmente trovando.

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, le prime valutazioni parlano di una lesione muscolare al flessore, con tempi di recupero stimati intorno ai venti giorni. Tuttavia, la diagnosi definitiva sull’infortunio di Cancellieri arriverà solo dopo gli esami strumentali previsti nei prossimi giorni. Lo staff medico, consapevole della fragilità muscolare del giocatore, preferisce mantenere la massima cautela per evitare ricadute o complicazioni.

L’auspicio è che Cancellieri si sia fermato in tempo e che il fastidio sia solo una contrattura leggera. In caso contrario, il tecnico dovrà rivedere le proprie scelte offensive per le prossime settimane, considerando anche gli altri problemi fisici che stanno colpendo il reparto d’attacco. La possibile assenza di Cancellieri rappresenterebbe un problema serio in un momento della stagione particolarmente intenso, con partite ravvicinate e una rosa già provata dagli impegni.

L’infortunio di Cancellieri riaccende inoltre il dibattito sulla condizione fisica dei giocatori professionisti, sottoposti a un calendario sempre più fitto e logorante. L’esterno romano, che nelle ultime gare aveva impressionato per energia, velocità e disponibilità al sacrificio, dovrà ora concentrarsi esclusivamente sul recupero.

Lo staff medico e tecnico monitorerà costantemente la situazione, in attesa degli esiti degli esami. Solo allora si saprà se per Cancellieri si tratterà di un breve stop precauzionale o di un’assenza più lunga, che rischierebbe di complicare ulteriormente i piani della squadra. LEGGI ANCHE – Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Potter Svezia, ora è ufficiale: i dettagli del contratto

Potter Svezia: il nuovo corso della nazionale gialloblù. L’ex Chelsea è chiamato ad una vera e propria impresa. Ecco le ultime

La Svezia riparte da Graham Potter. Dopo l’esonero di Jon Dahl Tomasson, la Federazione svedese ha scelto l’allenatore inglese per guidare la nazionale verso una difficile ma possibile qualificazione al Mondiale 2026. Il nuovo commissario tecnico, ex manager di Brighton e Chelsea, ha firmato un contratto a breve termine fino a marzo 2026, con la possibilità di rinnovo automatico in caso di qualificazione. Nasce così il progetto Potter Svezia, un tentativo di rilanciare una squadra storica che negli ultimi mesi ha faticato a trovare identità e risultati.

L’esonero di Tomasson è arrivato dopo un avvio di qualificazioni disastroso: solo un punto conquistato in quattro partite. Una partenza troppo negativa per una nazionale che, fino a pochi anni fa, rappresentava una presenza fissa nelle grandi competizioni internazionali. La Federazione ha quindi deciso di voltare pagina affidandosi a un tecnico conosciuto per la sua capacità di costruire gruppi solidi e di valorizzare i giovani talenti. Potter alla Svezia nasce con una missione chiara: ridare fiducia a un gruppo in difficoltà e ricostruire un’identità di gioco moderna e coraggiosa.

Le prime sfide che attendono Potter saranno tutt’altro che semplici. La Svezia affronterà a metà novembre la Svizzera e la Slovenia, due avversarie in piena corsa per la qualificazione. Gli svedesi sono ultimi nel loro girone e hanno bisogno di risultati immediati per restare in gioco. Per questo, Potter dovrà agire rapidamente, trasmettendo alla squadra il suo stile dinamico e organizzato, basato su pressing alto e costruzione dal basso, caratteristiche che lo hanno reso uno degli allenatori inglesi più innovativi della sua generazione.

Nel comunicato ufficiale della Federcalcio svedese, si legge che il tecnico assumerà l’incarico a partire da lunedì 20 ottobre. Il contratto coprirà tutto il percorso delle qualificazioni e, in caso di successo, verrà esteso automaticamente fino alla Coppa del Mondo.

«Sono onorato di questo incarico e incredibilmente motivato – ha dichiarato Potter –. La Svezia ha giocatori di grande qualità che ogni settimana si confrontano nei migliori campionati del mondo. Il mio obiettivo è creare un ambiente che permetta alla squadra di esprimersi al massimo e di riportare il Paese ai Mondiali».

Con Potter Svezia, la nazionale scandinava apre un nuovo capitolo, puntando su un tecnico di caratura internazionale per tornare protagonista nel panorama calcistico mondiale. LEGGI ANCHE – Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Roma, l’attacco è un problema: la mossa a sorpresa di Massara

Roma: il problema del gol e le mosse per gennaio. Il direttore sportivo sta già valutando la possibilità di andare a prendere un attaccante

Un solo gol in nove partite tra campionato ed Europa League. È questo il preoccupante bilancio della coppia offensiva Dovbyk–Ferguson, simbolo di un problema ormai evidente in casa Roma: la mancanza di concretezza sotto porta. L’attacco giallorosso fatica a trovare continuità e lucidità, e il tema del centravanti è tornato a essere centrale nei piani tecnici e dirigenziali del club capitolino.

L’irlandese Ferguson, arrivato con grandi aspettative, non ha ancora trovato la sua prima rete stagionale e, di conseguenza, è progressivamente scivolato nelle gerarchie di Gasperini. Diversa la situazione di Dovbyk, che sembrava essersi sbloccato contro il Verona, ma gli errori nelle ultime gare – contro Lille, Fiorentina e Inter – hanno riacceso i dubbi. La Roma si trova così con un reparto offensivo talentuoso ma poco incisivo, e se la tendenza non verrà invertita in tempi brevi, sarà inevitabile intervenire nel mercato di gennaio.

Il tecnico giallorosso sta cercando soluzioni interne, ma i segnali non sono incoraggianti. Gasperini ha provato a rilanciare Dovbyk, anche per valorizzare un giocatore di proprietà della Roma, ma il ritorno in forma di Bailey sta spingendo verso un’altra direzione tattica. Secondo quanto riportato da Leggo, l’allenatore starebbe valutando un tridente più leggero e tecnico, con Bailey, Dybala e Soulè. Una scelta che punta su velocità, qualità e imprevedibilità, anche a costo di rinunciare a un riferimento fisico tradizionale in area di rigore.

Nonostante gli sforzi, però, la Roma sa che per competere ai massimi livelli servirà un rinforzo di peso nel reparto offensivo. Per questo motivo, la dirigenza ha già avviato i primi contatti per individuare un nuovo attaccante. In cima alla lista dei desideri c’è Zirkzee, attualmente al Manchester United, che potrebbe arrivare in prestito a gennaio. Il profilo dell’olandese piace per tecnica e capacità di dialogare con i trequartisti. Tra le alternative monitorate c’è anche Promise David, attaccante dell’Union Saint-Gilloise, considerato un prospetto interessante e in crescita.

La Roma di Gasperini resta una squadra viva, intensa e combattiva, ma il gol continua a essere il suo tallone d’Achille. E senza una soluzione concreta davanti, anche le buone prestazioni rischiano di non bastare. Gennaio, dunque, si preannuncia come un mese decisivo per ridare alla Roma quella forza offensiva indispensabile per restare ai vertici. LEGGI ANCHE – Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Furlani Milan, l’ad assente contro la Fiorentina: il motivo

Furlani Milan: la missione americana per espandere il brand rossonero. I rossoneri in questo momento si stanno muovendo su più fronti

Mentre San Siro esplodeva di gioia per la vittoria del Milan contro la Fiorentina e per il primo posto in classifica, un’assenza di peso è passata quasi inosservata. Giorgio Furlani, Amministratore Delegato del club, non era sugli spalti. Il motivo? Un impegno strategico di grande importanza per il futuro del club: Furlani Milan era a Washington, ospite del prestigioso Gala della National Italian American Foundation (NIAF), uno degli eventi più influenti della comunità italo-americana negli Stati Uniti.

La trasferta americana di Furlani non è stata un semplice viaggio istituzionale, ma una tappa fondamentale di un piano di espansione globale del marchio Milan. L’obiettivo è chiaro e ambizioso: rafforzare la presenza commerciale del club nel mercato nordamericano, creare nuove partnership e consolidare la fanbase rossonera oltreoceano. In un contesto calcistico in cui la visibilità internazionale è diventata cruciale, Furlani Milan sta lavorando per trasformare il club in un punto di riferimento anche fuori dall’Europa.

Secondo quanto riportato da Gazzetta.it, il Milan avrebbe già avviato contatti concreti con potenziali sponsor e collaboratori americani. Gli Stati Uniti rappresentano oggi una delle frontiere più promettenti per il calcio europeo: la crescita esponenziale di tifosi, investitori e aziende interessate al calcio offre opportunità economiche enormi. Furlani, in questo senso, si sta muovendo con grande lungimiranza, cercando di sfruttare il momento d’oro del club per ampliare la sua influenza globale.

Non è escluso che questa missione americana preluda a un nuovo viaggio della squadra negli Stati Uniti. L’ipotesi di una tournée estiva pre-campionato oltre oceano, infatti, è sempre più concreta. Tale iniziativa permetterebbe non solo di preparare al meglio la squadra in vista della prossima stagione, ma anche di consolidare le relazioni con i nuovi partner commerciali e di celebrare la crescente popolarità del club tra i tifosi americani.

L’impegno di Furlani per il Milan dimostra come la dirigenza rossonera stia investendo su una strategia a 360 gradi: successi sportivi e sviluppo economico devono procedere di pari passo. Seguendo la scia dei grandi club europei che vedono negli Stati Uniti una frontiera strategica, il Milan vuole continuare a crescere, esportando nel mondo non solo il proprio calcio, ma anche i valori e la tradizione di una società che da oltre un secolo è sinonimo di eccellenza. LEGGI ANCHE – Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Atalanta, la Dea è ancora imbattuta: un record nel mirino per la squadra di Juric

Atalanta, imbattuta come il Bayern: solidità e continuità per un avvio storico. La squadra di Juric sta dimostrando di essere sempre più solida

Dopo il pareggio con la Lazio, l’Atalanta continua a stupire per costanza e compattezza, restando una delle sole due squadre ancora imbattute nei cinque principali campionati europei, insieme al Bayern Monaco. Un dato che testimonia la solidità del gruppo guidato da Juric, ma che al tempo stesso evidenzia un equilibrio forse eccessivo: i nerazzurri, infatti, hanno vinto soltanto due delle prime sette gare di campionato, pareggiandone ben cinque.

La capacità dell’Atalanta di non perdere mai è certamente un punto di forza, ma il prossimo passo dovrà essere quello di trasformare i pareggi in vittorie. Le prestazioni, fino a questo momento, hanno mostrato una squadra organizzata, compatta e difficile da superare, ma ancora poco cinica negli ultimi metri. In diverse occasioni, la Dea ha creato più del proprio avversario, senza però riuscire a concretizzare quanto prodotto, lasciando per strada punti che avrebbero potuto rendere la classifica ancora più interessante.

Un andamento da record

Con queste sette partite iniziali senza sconfitte, l’Atalanta si avvicina al secondo miglior avvio della propria storia in Serie A. Il precedente risale alla stagione 2000/01, quando sotto la guida di Giovanni Vavassori i bergamaschi rimasero imbattuti per otto giornate, cedendo solo alla nona contro il Parma. Un traguardo che Juric potrebbe eguagliare già nel prossimo turno, in programma sabato contro la Cremonese, con la possibilità di scrivere un nuovo capitolo nella storia recente del club.

Equilibrio e crescita

In questo avvio di stagione, l’Atalanta si è distinta per la solidità difensiva e l’efficienza del collettivo. Il pressing alto, la qualità nella costruzione e la mentalità aggressiva imposta da Juric hanno permesso di contenere squadre di alto livello come Lazio, Roma e Milan. Tuttavia, l’allenatore croato sa che per ambire alle prime posizioni serve qualcosa in più in fase realizzativa: maggiore lucidità negli ultimi venti metri e la capacità di chiudere le partite quando se ne presenta l’occasione.

Il prossimo impegno a Cremona rappresenta dunque un bivio importante: consolidare l’imbattibilità o trasformarla finalmente in un salto di qualità concreto. L’Atalanta ha dimostrato di essere solida, matura e competitiva — ora deve solo tornare a vincere con continuità per rendere questo avvio già storico anche memorabile. LEGGI ANCHE – Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Infortuni Napoli, Conte in apprensione: da verificare le condizioni di quei due giocatori

Infortuni Napoli: allarme in vista della Champions League contro il PSV. Le condizioni dei giocatori con problemi fisici in casa azzurra

Il Napoli si prepara a vivere una serata decisiva in Champions League, dove affronterà il PSV Eindhoven in un match che potrebbe pesare molto sul cammino europeo degli azzurri. La squadra di Antonio Conte è alla ricerca della seconda vittoria nella fase a gironi, ma a preoccupare l’ambiente partenopeo è la situazione legata agli infortuni del Napoli, che continua a essere una delle principali emergenze di questo avvio di stagione.

Tra acciacchi, recuperi parziali e giocatori non ancora al meglio, Conte deve fare i conti con una rosa ridotta e con alcuni elementi chiave ancora in dubbio. Secondo quanto riportato dall’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, uno dei casi più delicati riguarda Scott McTominay, che sta cercando in tutti i modi di stringere i denti per esserci contro il PSV.

McTominay in dubbio ma pronto a rischiare

Il centrocampista scozzese, autore di buone prestazioni nelle prime uscite stagionali, ha accumulato 180 minuti complessivi in pochi giorni, giocando tra campionato e impegni europei. A questo si è aggiunto un contrasto doloroso in allenamento, che gli ha provocato una ferita con sei punti di sutura, come confermato dallo stesso Conte dopo la gara di Torino. Un problema non grave ma fastidioso, che potrebbe limitarne la piena efficienza.

L’assenza di McTominay e di altri “colossi” dell’area di rigore si è già fatta sentire nelle ultime partite, dove il Napoli ha mostrato difficoltà soprattutto nei duelli fisici e nel gioco aereo. Tuttavia, il centrocampista scozzese non vuole arrendersi e spera di essere della partita, coprendosi la zona interessata per poter calciare e muoversi senza dolori. “Vuole esserci, rinunciare non gli piace”, scrive la Gazzetta, sottolineando la sua determinazione.

Conte e l’emergenza fisica

Gli infortuni del Napoli stanno mettendo a dura prova le rotazioni di Conte, che in pochi mesi ha dovuto gestire diverse assenze contemporanee. Con il PSV servirà equilibrio e freschezza atletica, elementi che al momento mancano a una squadra ancora alla ricerca della condizione migliore.

L’obiettivo, oltre al risultato europeo, sarà anche limitare i rischi di ulteriori stop muscolari, programmando un turnover intelligente e monitorando con attenzione la condizione dei giocatori più utilizzati. L’allarme infortuni Napoli resta alto, ma Conte confida nel recupero di uomini chiave per uscire al meglio da una fase della stagione già molto intensa. LEGGI ANCHE – Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Pioli Fiorentina, il tecnico è sempre più a rischio: ultimatum del club?

Pioli Fiorentina: settimane decisive tra Conference League e il ritorno al Franchi col Bologna. Le ultime sul futuro del tecnico parmense

Settimana intensa per Pioli e la Fiorentina, reduce dalla trasferta di San Siro e attesa ora da un doppio impegno che potrebbe pesare molto sul futuro immediato della squadra. Due settimane toste, una dietro l’altra, che metteranno alla prova la solidità e la gestione del gruppo. Tra l’avventura in Conference League e la sfida del Franchi contro il Bologna, la Fiorentina dovrà ritrovare certezze, risultati e fiducia, dopo un periodo tutt’altro che brillante in campionato.

Il primo banco di prova: la Conference League

Giovedì sera, alle 18.45, la Pioli Fiorentina sarà di scena a Vienna per affrontare il Rapid, in un match delicato e tutt’altro che scontato. Sulla carta i viola partono favoriti per qualità tecniche e valore complessivo della rosa, ma il fattore campo e la grinta della squadra austriaca rendono la partita insidiosa. Pioli dovrà gestire con intelligenza il turnover: Comuzzo, Piccoli e Dzeko sono candidati per una maglia da titolare, ma il tecnico non sembra intenzionato a rivoluzionare l’undici di partenza. La priorità resta mantenere equilibrio e compattezza, evitando cali di concentrazione che in Europa possono costare caro.

Il derby dell’Appennino: Fiorentina-Bologna

Domenica, alle 15, il Franchi ospiterà una sfida che ha il sapore del derby. Fiorentina-Bologna non sarà una partita come le altre, non solo per la rivalità storica ma anche per il ritorno di Vincenzo Italiano, ex allenatore viola oggi sulla panchina rossoblù. Il suo ritorno a Firenze promette scintille: il tecnico, dopo l’addio estivo, ha diviso la tifoseria, e la gara rappresenterà una nuova occasione di confronto tra passato e presente.

Per la Pioli e la Fiorentina questa partita assume un valore speciale: è l’occasione per interrompere una serie negativa di tre sconfitte consecutive al Franchi. Servono punti e risposte, soprattutto sul piano del carattere e dell’identità di gioco, aspetti che Pioli ha messo al centro del suo progetto sin dal suo ritorno a Firenze.

Due sfide ravvicinate, due occasioni per rilanciare una stagione fin qui altalenante. Pioli e la Fiorentina sono chiamati a reagire con orgoglio e determinazione, trovando continuità di prestazioni e risultati. Vienna e Bologna, Conference e campionato: il futuro passa da qui. LEGGI ANCHE – Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Calciomercato Inter, fari sul talento francese: la strategia di Marotta

Calciomercato Inter: occhi puntati su Djylian N’Guessan, il talento francese che brilla al Mondiale Under 20. I dettagli della possibile trattativa

Il calciomercato dell’Inter si arricchisce di un nuovo nome interessante. Il Mondiale Under 20 in corso di svolgimento in Cile sta offrendo una vetrina di primo piano ai migliori giovani talenti del panorama internazionale, e gli osservatori nerazzurri non stanno perdendo l’occasione per monitorare da vicino i protagonisti più promettenti. Tra questi spicca Djylian N’Guessan, attaccante francese classe 2008 che, nonostante la giovanissima età, si è messo in mostra con prestazioni di alto livello.

Il profilo di N’Guessan

Secondo quanto riportato da L’Équipe, l’Inter avrebbe inserito N’Guessan in cima alla lista dei possibili colpi futuri. Il giovane attaccante milita nel Saint-Étienne, storica formazione francese, e si è distinto per la sua grande versatilità: può agire sia da centravanti puro sia come esterno offensivo su entrambe le fasce. Rapido, tecnico e dotato di una buona struttura fisica, N’Guessan viene considerato uno dei prospetti più interessanti del calcio europeo.

Protagonista al Mondiale Under 20

Pur essendo sotto età, N’Guessan è stato protagonista del sorprendente percorso della Francia al Mondiale, chiuso al quarto posto dopo la semifinale persa ai rigori contro il Marocco. Anche senza segnare, ha impressionato per maturità, disciplina tattica e capacità di incidere nelle fasi cruciali del torneo. Ha disputato tutte le sette partite della competizione, cinque delle quali da titolare, confermandosi una pedina fondamentale per la sua nazionale. Il suo feeling con il gol, però, è ben noto: nelle selezioni giovanili francesi ha realizzato 23 reti in 25 presenze tra Under 16 e Under 17.

Situazione contrattuale e concorrenza

Dal punto di vista contrattuale, N’Guessan è legato al Saint-Étienne fino al 30 giugno 2027. Tuttavia, il giovane talento non sembra intenzionato a rinnovare, aprendo così uno scenario interessante per il calciomercato dell’Inter. La dirigenza nerazzurra, da sempre attenta ai prospetti internazionali, starebbe valutando un investimento a medio termine, anche per anticipare la concorrenza di club come Chelsea, Udinese e Watford, tutti interessati al giocatore e attivi con contatti durante il torneo in Cile.

Il nome di Djylian N’Guessan è dunque uno dei più caldi del momento. In questo calciomercato Inter che guarda sempre più al futuro, l’attaccante francese rappresenta un’opportunità concreta per rinforzare il settore giovanile e, chissà, per gettare le basi di una futura stella a tinte nerazzurre. LEGGI ANCHE >>> Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Tudor Juventus, è davvero finita? La posizione del tecnico dopo il ko di Como

Tudor Juventus: crisi profonda dopo la sconfitta con il Como. La sfida contro il Real Madrid sembra essere ormai terminata

“Tudor bene?” titola in modo provocatorio Tuttosport dopo la pesante sconfitta per 2-0 rimediata dai bianconeri contro il Como. Un risultato che ha lasciato il segno, non solo per il punteggio ma soprattutto per la prestazione: la Juventus di Igor Tudor è apparsa smarrita, confusa e priva di un’identità tattica chiara. I gol di Kempf e Nico Paz hanno sancito il ko, ma il vero campanello d’allarme è arrivato dalla totale mancanza di reazione di una squadra che sembra aver perso fiducia e compattezza.

Il progetto Tudor Juventus, nato con l’obiettivo di riportare intensità, aggressività e gioco verticale dopo l’era Thiago Motta, sta attraversando un momento critico. L’impronta del tecnico croato, che doveva rendere la squadra più moderna e dinamica, non è ancora visibile. La Juventus fatica a costruire azioni fluide, concede troppo in difesa e appare spesso spezzata in due tronconi, incapace di sostenere ritmi alti per tutta la partita.

Le difficoltà tattiche si sommano a un ambiente teso. All’interno dello spogliatoio non mancano malumori, e alcuni senatori sembrano poco convinti delle scelte dell’allenatore. In conferenza stampa, Tudor ha provato a difendere il lavoro del gruppo, parlando di un percorso di crescita e chiedendo tempo, ma la pazienza della società e dei tifosi sembra ormai agli sgoccioli.

A rendere la situazione ancora più incandescente ci ha pensato Cesc Fabregas, allenatore del Como, che nel post partita ha lanciato una stoccata pesante: «Non ho capito cosa volesse fare la Juventus. Sembravano senza idee». Parole che hanno fatto il giro dei social e alimentato il dibattito sulla reale direzione del progetto Tudor Juventus.

La dirigenza bianconera osserva con preoccupazione. Un altro passo falso potrebbe portare a decisioni drastiche, con l’ombra di un possibile esonero che si fa sempre più concreta. L’obiettivo minimo resta la qualificazione alla Champions League, ma con prestazioni così deludenti il traguardo appare lontano.

Il prossimo match sarà decisivo: Tudor dovrà dare risposte immediate, sia sul piano del gioco sia su quello dei risultati. La Juventus ha bisogno di ritrovarsi, di recuperare compattezza e orgoglio. Il progetto Tudor Juventus è già a un bivio: rilancio o crisi definitiva. LEGGI ANCHE – Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Le prime pagine sportive nazionali – 20 ottobre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Real Madrid, la Liga è sempre più blindata: chiaro messaggio alla Juve

Real Madrid, vittoria pesantissima a Getafe: Mbappé decide nel finale e lancia un segnale alla Juventus. Per i ‘Blancos’ testa alla Champions League

Un lampo di classe, tre punti fondamentali e un messaggio diretto alla Juventus. Il Real Madrid continua a vincere e convincere: la squadra di Xabi Alonso espugna il campo del Getafe con una vittoria di misura per 1-0, firmata da Kylian Mbappé all’80’. Un successo sofferto ma prezioso, che consente ai Blancos di mantenere la vetta della Liga e di arrivare con il morale alle stelle al prossimo impegno di Champions League contro i bianconeri.

Mbappé decide la sfida e salva il Real Madrid

Il match contro il Getafe non è stato semplice per il Real Madrid, costretto a fronteggiare una squadra ben organizzata e molto aggressiva. Gli uomini di Alonso hanno faticato a trovare spazi e ritmo per buona parte della gara, ma quando la partita sembrava ormai avviata verso un pareggio, è arrivata la magia del fuoriclasse francese.

All’80’, su una palla vagante in area, Mbappé ha mostrato tutto il suo istinto da bomber, trovando la deviazione vincente che ha piegato le mani al portiere avversario. Un gol pesantissimo, che consolida il primo posto in classifica e certifica il momento d’oro del Real.

Real Madrid, primato in Liga e testa alla Champions

Con questo successo, il Real Madrid raggiunge quota 24 punti, conservando due lunghezze di vantaggio sul Barcellona in vista del prossimo “Clásico”. Ma prima del grande appuntamento di campionato, il pensiero è tutto rivolto alla super sfida europea contro la Juventus.

La squadra di Alonso, nonostante le numerose assenze in difesa – tra cui Rüdiger, Carvajal e Alexander-Arnold – ha dimostrato di saper soffrire e di poter vincere anche senza dominare il gioco. Un segnale di forza, di carattere e di mentalità da grande squadra, esattamente ciò che ci si aspetta dal Real Madrid.

Messaggio alla Juve: il Real Madrid non si ferma

Il successo di Getafe è anche un chiaro avvertimento alla Juventus di Igor Tudor, reduce dalla sconfitta contro il Como. Per i bianconeri, uscire indenni dal Bernabéu sarà un’impresa: il Real Madrid è in piena forma, trascinato da un Mbappé scintillante e da un gruppo che sembra sempre più consapevole dei propri mezzi.

Il messaggio è chiaro: il Real Madrid è pronto per la Champions e non ha alcuna intenzione di rallentare. LEGGI ANCHE – Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Milan Fiorentina, Allegri: «Abbiamo fatto una buona partita. Sul primato…»

Milan Fiorentina, le dichiarazioni di Massimiliano Allegri nel post partita della sfida di San Siro. Cosa ha detto il mister rossonero.

Il Milan batte la Fiorentina e conquista il primato. Queste le dichiarazioni di Allegri ai microfoni di Dazn.

RISPOSTA ALLE POLEMICHE DELLA FIORENTINA – «No, posso solamente dire che la squadra ha fatto una buona partita. Fino al gol non avevamo concesso neanche un tiro in porta e abbiamo preso un gol che potevamo evitare: abbiamo avuto due occasioni nel primo con Tomori e Pavlovic, oltre un cross di Athekame. Dopo il gol subito c’è stata una bella reazione: non era semplice e siamo contenti di questo».

LEAO PRIMA PUNTA – «Quando aveva Gimenez nel secondo tempo era sicuramente più libero di andare ma ci si può anche abituare a giocare senza centravanti perché questa sera Fofana, soprattutto nel secondo tempo, ha iniziato a fare inserimenti da mezzala ed è un vantaggio molto importante».

PRIMI IN CLASSIFICA – «Non lanciamo nessun messaggio, dobbiamo goderci questa vittoria. Mancano tanti punti per il nostro obiettivo e da domani dobbiamo recuperare più energie possibili: venerdì siamo qui di nuovo e speriamo di recuperare forse Loftus e Nkunku. Se saremo questi giocheremo lo stesso nel migliore dei modi. Dobbiamo giocare con questo entusiasmo ma senza esaltarci perché il cammino è ancora lungo». LEGGI SU MILANNEWS24 LE DICHIARAZIONI COMPLETE DI ALLEGRI

Milan Fiorentina, Pradè non ci sta: «Errore gravissimo di Marinelli»

Milan Fiorentina, il dirigente della Viola nel post partita di San Siro si sfoga ai microfoni di Dazn accusando duramente l’arbitro

La Fiorentina esce sconfitta da San Siro, ma le polemiche nel post partita non mancano. La decisione del rigore assegnato al Milan, poi trasformato da Leao, sta facendo molto discutere e dai toscani è arrivata una dura protesta nei confronti di Marinelli.

Ai microfoni di Dazn, Pradè ha duramente attaccato il direttore di gara: «Errore enorme del VAR, Marinelli non ha avuto il coraggio di mantenere la sua decisione. Questa cosa è scandalosa, brutto da vedere. Poi è rimasto a terra per 20 minuti, non meritavamo di perdere».

«Poco prima c’era stato il fallo su Ranieri che poteva essere espulso. Ci dispiace molto. Abbiamo una brutta classifica, Pioli ci può togliere da questa situazione: mi prendo tutta la responsabilità. Pioli deve stare tranquillo, l’unico che rischia sono io», ha concluso Pradè. LEGGI ANCHE – Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Bonny Inter, spunta un retroscena: poteva finire in un’altra big di A

Bonny Inter, la nuova stella che illumina San Siro: da occasione mancata della Juve a colpo d’oro dei nerazzurri. Ecco i dettagli

Il campionato di Serie A sta scoprendo, giornata dopo giornata, un nuovo talento che promette di diventare una delle sorprese più brillanti della stagione: Ange-Yoan Bonny. Il giovane attaccante francese, dopo l’esperienza al Parma, sta vivendo un momento d’oro con la maglia dell’Inter, conquistando tifosi e critica grazie a prestazioni di grande intensità e personalità.

Arrivato in estate con la curiosità generale di chi lo conosceva per le sue potenzialità, Bonny all’Inter ha trovato un ambiente ideale per esplodere. In poche settimane ha già collezionato numeri importanti: tre gol e tre assist nelle prime partite di Serie A, contribuendo in modo decisivo al successo nel big match contro la Roma. La sua forza fisica, l’intelligenza tattica e la capacità di incidere negli ultimi metri lo stanno trasformando in un’alternativa di altissimo livello a Marcus Thuram, confermando la bontà della scelta della dirigenza nerazzurra.

Bonny Inter: un colpo che poteva essere della Juve

E pensare che la carriera di Bonny avrebbe potuto prendere una strada completamente diversa. Nel 2021, infatti, la Juventus era a un passo dal tesserarlo, dopo averlo individuato come uno dei prospetti più interessanti del calcio francese ai tempi dello Châteauroux. Tuttavia, come rivelato da L’Équipe, il trasferimento saltò all’ultimo istante per via di un problema cardiaco riscontrato durante le visite mediche. Un episodio che cambiò il destino del ragazzo, costringendolo a ripartire dal Parma, dove avrebbe poi trovato la maturità calcistica.

Dalla Serie B al grande palcoscenico nerazzurro

Dopo le buone stagioni con i ducali, l’Inter ha deciso di investire su di lui, anticipando la concorrenza di club come il Napoli e la stessa Juve. Oggi il club di Inzaghi può dire di aver trovato un jolly offensivo moderno, potente e generoso, capace di adattarsi ai meccanismi di gioco nerazzurri con rapidità sorprendente.

Bonny e l’Inter, un futuro da protagonisti

Il feeling tra Bonny e l’Inter cresce di partita in partita. La sensazione è che il francese possa diventare una pedina fondamentale per il presente e il futuro della squadra. San Siro ha già imparato a conoscerlo e ad applaudirlo: da “occasione mancata” per la Juventus a colpo azzeccato per l’Inter, il destino di Bonny sembra finalmente aver imboccato la strada giusta. LEGGI ANCHE – Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Pagelle Milan Fiorentina, ecco i TOP e FLOP della sfida di Serie A

Pagelle Milan Fiorentina: ecco i TOP e FLOP della squadra rossonera di Allegri e i viola di Pioli. Le valutazioni del match di San Siro

Il Milan vince e si prende il primo posto in classifica. Prestazione dai due volti per i rossoneri. Nel primo tempo la squadra di Allegri è sembrata molto timida con la Fiorentina che si è difesa con ordine senza rischiare praticamente nulla. Nella ripresa è Gosens a sbloccare e poi Leao la ribalta con una doppietta da sogno.

I VOTI

MILAN (3-5-1-1): Maignan 6.5; Tomori 6, Gabbia 6, Pavlovic 6.5; Athekame 6.5 (57′ Gimenez 7), Ricci 5.5, Modric 7.5, Fofana 6.5, Bartesaghi 6.5; Saelemaekers 6.5 (90′ de Winter s.v.); Leao 8 (90’+3 Balentien s.v.). Allenatore: Massimiliano Allegri 7.

FIORENTINA (3-5-2): De Gea 6.5; Pongracic 6, Mari 6, Ranieri 6; Dodo 6.5, Mandragora 6.5 (88′ Dzeko s.v.), Nicolussi Caviglia 6, Fagioli 5.5, Gosens 6.5 (69′ Parisi 4); Fazzini 6 (70′ Gudmundsson), Kean 5.5 (77′ Piccoli s.v.). Allenatore: Stefano Pioli 5.5.

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Fiorentina, allarme Gosens: come sta l’esterno della Viola

Fiorentina, le condizioni di Gosens sono da valutare dopo il problema accusato contro il Milan. Ecco cosa è successo nella ripresa

Piccolo allarme in casa Fiorentina nella ripresa contro il Milan. Gosens, come evidenziato anche da Dazn, ha lasciato il campo per un piccolo problema fisico e le sue condizioni dovranno essere valutate nelle prossime ore.

Stando alle informazioni che si hanno a disposizione, il giocatore si è toccato la gamba sinistra e si teme un problema muscolare anche se, almeno fino ad oggi, non si hanno certezze. La speranza, visto anche i diversi impegni che sono in programma, è quella di riuscire a recuperare in poco tempo.

La prestazione a Milano del giocatore è stata sicuramente positiva visto anche il gol realizzato del momentaneo 0-1. Ora si teme un problema muscolare per Gosens e si spera che non sia davvero nulla di grave. LEGGI ANCHE – Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Milan Fiorentina 2-1: Leao regala il primo posto ai rossoneri

Milan Fiorentina, sfida valevole per la 7^giornata della Serie A 2025/26: appuntamento alle 20.45 allo Stadio San Siro! Rivivi il LIVE qui

Il campionato di Serie A 2025/26 si è chiuso in questa domenica di ottobre con una sfida di altissimo livello: allo Stadio San Siro è andato in scena il big match tra Milan e Fiorentina, valido per la 7ª giornata.

Partita dai due volti. Nel primo tempo è successo davvero molto poco con le due squadre che hanno pensato a non prenderle. Nella ripresa la sblocca Gosens, poi Leao la ribalta sfruttando anche alcune ingenuità della squadra ospite.

Segui con noi la cronaca testuale live di questa supersfida che promette spettacolo.


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Le formazioni ufficiali

MILAN (3-5-1-1): Maignan; Tomori, Gabbia, Pavlovic; Athekame, Ricci, Modric, Fofana, Bartesaghi; Saelemaekers; Leao. Allenatore: Massimiliano Allegri.

FIORENTINA (3-5-2): De Gea; Pongracic, Mari, Ranieri; Dodo, Mandragora, Nicolussi Caviglia, Fagioli, Gosens; Fazzini, Kean. Allenatore: Stefano Pioli.

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Mancini Nottingham Forest, accordo possibile? L’indiscrezione

Mancini Nottingham Forest, salta la trattativa: nessun accordo tra le parti. Per il tecnico jesino si allontana il ritorno in Premier League

Sfuma definitivamente l’ipotesi Mancini Nottingham Forest. Dopo giorni di contatti e indiscrezioni, è arrivata la conferma: Roberto Mancini non sarà il nuovo allenatore del club inglese. L’ex commissario tecnico della Nazionale italiana e della Arabia Saudita era stato individuato dalla dirigenza dei “Tricky Trees” come il profilo ideale per risollevare la squadra, ma le trattative non hanno portato a un accordo.

Mancini Nottingham Forest: le trattative si fermano

Secondo quanto riportato dal giornalista Fabrizio Romano, i contatti tra Mancini e il Nottingham Forest si sono intensificati negli ultimi giorni, ma l’intesa non è mai stata raggiunta. Il club, attualmente in piena zona retrocessione in Premier League, aveva messo l’allenatore jesino in cima alla lista dei desideri dopo l’ennesimo cambio in panchina. Tuttavia, le divergenze economiche e progettuali hanno impedito la chiusura della trattativa.

Nottingham Forest in crisi: terzultimo con soli 5 punti

Il Nottingham Forest, squadra storica del calcio inglese, sta attraversando un periodo di profonda crisi. Dopo un inizio di stagione disastroso, il club ha già esonerato due allenatori e si trova ora al terzultimo posto in classifica con soli cinque punti conquistati.
La società cerca disperatamente una figura di esperienza per rilanciare la stagione, e l’arrivo di Mancini sarebbe stato un segnale forte per l’ambiente e per la tifoseria. Tuttavia, l’operazione si è rivelata troppo complessa, anche per la volontà del tecnico di prendersi ancora del tempo prima di tornare su una panchina europea.

Il profilo di Mancini e le alternative del Nottingham

Dopo aver guidato l’Italia alla vittoria di Euro 2020, Roberto Mancini ha accettato la sfida con la nazionale dell’Arabia Saudita, dove ha deciso di lasciare nei mesi scorsi. Il suo nome era stato accostato al Nottingham Forest come possibile sostituto ad interim, ma l’accordo non si è concretizzato.
Il club inglese valuterà ora altre opzioni, tra cui tecnici liberi con esperienza in Premier League e allenatori emergenti disposti a lavorare in un contesto difficile ma prestigioso. LEGGI ANCHE – Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Lazio, Gila tuona: «Infortuni? Forse qualcuno ha fatto una magia nera su di noi»

Lazio, Mario Gila: «Punto importante contro l’Atalanta, dobbiamo imparare a soffrire insieme». Le parole del difensore dopo l’Atalanta

Dopo il pareggio a reti bianche tra Atalanta e Lazio al Gewiss Stadium, il difensore biancoceleste Mario Gila ha commentato la prestazione della squadra ai microfoni di DAZN, sottolineando l’importanza del risultato e la capacità del gruppo di reagire in un momento complicato della stagione.

Gila: «Un punto che vale tanto per la Lazio»

Il difensore spagnolo ha analizzato la prestazione della Lazio con grande lucidità, riconoscendo le difficoltà affrontate contro un’avversaria di alto livello:
«È un punto importantissimo – ha dichiarato Gila –. Sapevamo che la partita contro l’Atalanta sarebbe stata difficile. Nel secondo tempo loro hanno mostrato tutta la loro qualità e ci hanno messo in difficoltà, ma abbiamo saputo soffrire insieme. Dobbiamo abituarci a fare questa fase in maniera eccellente e prendere questa partita come esempio».

Le parole di Gila riflettono la consapevolezza di una Lazio ancora in cerca della migliore condizione, ma capace di mostrare spirito di sacrificio e compattezza difensiva, aspetti fondamentali per ritrovare continuità in campionato.

«Tanta sfortuna con gli infortuni, ma nessuna scusa»

Nel corso dell’intervista, Gila ha poi toccato un tema che sta pesando molto sul cammino della Lazio: gli infortuni.
«Abbiamo tanta sfortuna – ha ammesso il difensore –. Non so cosa stia succedendo, magari qualcuno ha fatto magia nera su di noi, ma dobbiamo sistemare questa situazione».
Una battuta amara ma sincera, che riassume il clima di difficoltà all’interno dello spogliatoio biancoceleste, dove il tecnico Maurizio Sarri ha dovuto spesso rinunciare a giocatori chiave in più reparti.

La Lazio ritrova compattezza, ma serve più continuità

Il pareggio contro l’Atalanta rappresenta comunque un segnale incoraggiante per la Lazio, reduce da settimane complicate e alla ricerca di una svolta. La squadra ha mostrato carattere e attenzione difensiva, elementi che fanno ben sperare in vista dei prossimi impegni di Serie A.

La prestazione di Gila è stata tra le più positive: l’ex Real Madrid ha guidato la retroguardia con autorità, confermando la sua crescita sotto la guida di Sarri.

Ora la Lazio è chiamata a trasformare le buone sensazioni in risultati, per risalire la classifica e ritrovare quella solidità che negli ultimi mesi è spesso mancata. Il punto di Bergamo, come ha detto Gila, può rappresentare una base importante da cui ripartire.

Pagliuca Spezia, accordo ad un passo: ecco tutti i dettagli

Pagliuca nuovo allenatore dello Spezia: il tecnico pronto a raccogliere l’eredità di D’Angelo. L’ufficialità è attesa nelle prossime ore

Cambio in panchina per lo Spezia Calcio, che ha deciso di voltare pagina dopo un avvio di stagione deludente. La società ligure, reduce da sole tre punti in otto giornate e ancora a secco di vittorie, ha scelto di esonerare Luca D’Angelo e affidare la squadra a Guido Pagliuca, tecnico toscano reduce dall’esperienza all’Empoli.

La decisione è maturata dopo un summit avvenuto nella sede del club, alla presenza della proprietà americana rappresentata da Thom Roberts e Charlie Stillitano, insieme all’amministratore delegato Andrea Gazzoli e al direttore sportivo Stefano Melissano. Un incontro definito decisivo per il futuro della panchina spezzina, conclusosi con la scelta di puntare su Pagliuca come nuovo allenatore.

Pagliuca, contratto fino al 2026 e opzione per la salvezza

Il 49enne tecnico nativo di Cecina si sta liberando ufficialmente dal vincolo con l’Empoli e, salvo imprevisti, firmerà un contratto con lo Spezia fino a giugno 2026, con opzione di rinnovo per un’ulteriore stagione in caso di salvezza.
Pagliuca arriva con l’obiettivo di rilanciare una squadra in crisi di risultati, ma dotata di qualità e potenziale per risalire la classifica. Il suo nome è stato preferito, dopo un lungo confronto interno, a quello di Pierpaolo Bisoli, considerato fino all’ultimo una valida alternativa per esperienza e conoscenza della Serie B.

Il profilo di Guido Pagliuca

Allenatore dal carattere deciso e dallo stile pragmatico, Pagliuca si è distinto negli ultimi anni per la capacità di motivare i gruppi e dare identità tattica alle sue squadre. Dopo le esperienze a Siena, Lucchese e Gavorrano, il tecnico ha conquistato l’attenzione di diversi club per la sua attenzione ai dettagli e per la propensione a valorizzare i giovani.
La chiamata dello Spezia rappresenta per Pagliuca una grande occasione di rilancio dopo l’esperienza interrotta con l’Empoli, e la possibilità di misurarsi in un ambiente ambizioso ma consapevole delle proprie difficoltà.

D’Angelo lascia, Pagliuca raccoglie la sfida

Con l’esonero di Luca D’Angelo, artefice della salvezza nelle ultime due stagioni, si chiude un ciclo importante. Tuttavia, la dirigenza spezzina ha ritenuto necessario un cambio per dare una scossa alla squadra.
Nei prossimi giorni Pagliuca verrà presentato ufficialmente e dirigerà il primo allenamento con l’obiettivo di imprimere subito la sua impronta tattica e mentale.

La nuova era Pagliuca allo Spezia può cominciare: la missione è chiara, rialzare una squadra che ha ancora molto da dire in questa stagione. LEGGI ANCHE – Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Tudor Fabregas, scintille post partita fra i due tecnici: cosa è successo

Tudor Fabregas, scintille dopo Como-Juve: il botta e risposta infiamma il post partita. Cosa è successo e la posizione di entrambi i tecnici

La sfida tra Como e Juventus non si è conclusa al fischio finale. Dopo il 2-0 inflitto dai padroni di casa alla squadra bianconera, il vero spettacolo si è spostato fuori dal campo, dove è andato in scena un acceso botta e risposta tra i due allenatori, Igor Tudor e Cesc Fabregas. Il confronto verbale tra i tecnici ha monopolizzato il dibattito post-partita, accendendo ulteriormente il clima intorno alla Serie A.

Tudor Fabregas, la miccia si accende alla vigilia

La tensione tra Tudor e Fabregas non nasce dopo il triplice fischio, ma già alla vigilia del match. In conferenza stampa, l’allenatore croato aveva infatti lanciato una frecciata verso gli avversari: «Il Como è una finta piccola, visto che spende così tanti soldi. Inoltre, tutti i giocatori li sceglie l’allenatore, cosa che non succede spesso».
Parole che non sono passate inosservate e che hanno fatto inevitabilmente discutere. Lo stesso Fabregas, giovane tecnico emergente alla sua prima esperienza da allenatore in Italia, non ha tardato a rispondere.

La replica di Fabregas: “Noi siamo un’altra storia”

Dopo la vittoria del suo Como contro la Juventus, Cesc Fabregas ha colto l’occasione per replicare alle dichiarazioni del collega croato:
«Mister Tudor allena un grande club. Ha detto che scelgo io tutti i giocatori, ma forse non gli hanno spiegato bene le cose…» ha affermato l’ex centrocampista di Arsenal, Barcellona e Chelsea.
Poi, con eleganza ma fermezza, ha evidenziato la diversa pressione che accompagna i due progetti: «Tudor deve sempre vincere con la Juventus, noi no. Siamo un’altra storia».
Una risposta che, pur senza toni polemici diretti, ha chiarito la posizione del tecnico spagnolo e difeso il lavoro del suo Como, autore di una prestazione brillante e concreta.

La controreplica di Tudor: “Non è il momento per parlarne”

Alla domanda dei giornalisti sulle parole di Fabregas, Tudor ha scelto di non alimentare ulteriormente la polemica: «Non è una domanda appropriata per questo momento. Non so cosa abbia detto Fabregas, sono cose sue. Io dico cose mie».
Una chiusura diplomatica che, tuttavia, non ha spento il dibattito.

Il duello Tudor Fabregas aggiunge così un nuovo capitolo alla rivalità tra i due tecnici, simbolo di due visioni diverse di calcio: l’esperienza e la concretezza del croato contro la freschezza e l’ambizione del giovane spagnolo. Intanto, per la Juventus, la sconfitta contro il Como pesa come un macigno: la prima dopo cinque pareggi consecutivi, resa ancora più amara dal post-partita infuocato. LEGGI ANCHE – Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Drenthe, paura dopo l’ictus: come sta l’ex giocatore del Real Madrid

Paura per Royston Drenthe: l’ex Real Madrid colpito da un ictus. Come sta l’olandese dopo il malore che lo ha colpito in queste ore

Momenti di grande apprensione per Royston Drenthe, ex talento del Real Madrid e del Feyenoord, colpito da un ictus nei giorni scorsi. L’ex calciatore olandese, oggi 38enne, è attualmente ricoverato in ospedale in gravi condizioni. La notizia è stata diffusa attraverso un comunicato ufficiale pubblicato sull’account Instagram dell’FC De Rebellen, la squadra di ex giocatori di cui Drenthe fa parte.

Nel messaggio si legge: «Venerdì scorso Royston Drenthe ha avuto un ictus. Attualmente è in cura ed è in buone mani. La squadra e tutte le persone coinvolte sperano in una guarigione tranquilla. La famiglia chiede rispetto, pace e privacy in questo periodo, in modo da poter offrire a Royston il supporto e lo spazio necessari per la sua ripresa».

La carriera di Drenthe

Drenthe è stato uno dei talenti più promettenti del calcio olandese nei primi anni 2000. Nato a Rotterdam, è cresciuto calcisticamente nel vivaio del Feyenoord, club con cui ha debuttato da professionista nel 2005. Le sue prestazioni lo portarono rapidamente all’attenzione dei grandi club europei e, nel 2007, arrivò la chiamata del Real Madrid, dove giocò al fianco di stelle come Raúl, Casillas, Robinho e Van Nistelrooy.

Dopo tre stagioni con i Blancos, Drenthe ha proseguito la sua carriera in diversi campionati internazionali, vestendo le maglie di Hercules Alicante e Everton, per poi vivere esperienze in Russia, Turchia ed Emirati Arabi Uniti. Rientrato in Olanda, ha chiuso la sua carriera agonistica nel 2019, dopo un breve periodo con lo Sparta Rotterdam.

Dalla musica alla televisione

Terminata l’attività calcistica, Royston Drenthe ha intrapreso una nuova strada nel mondo dello spettacolo, lanciandosi nella musica rap con lo pseudonimo di Roya2Faces. Negli ultimi anni è diventato anche opinionista sportivo per la televisione olandese Ziggo Sports, dove ha offerto la sua competenza e la sua esperienza ai tifosi.

L’abbraccio del mondo del calcio

La notizia dell’ictus che ha colpito Drenthe ha scosso profondamente il mondo del calcio. Numerosi messaggi di vicinanza e solidarietà sono arrivati da ex compagni, club e tifosi, che sui social hanno espresso affetto e sostegno al giocatore. Tutti sperano che Royston Drenthe possa superare questo momento difficile e tornare presto a sorridere, forte dello stesso spirito combattivo che lo ha sempre contraddistinto, in campo e nella vita.

Atalanta Lazio, Sarri ammette: «Non siamo al massimo. Le condizioni di Cancellieri»

Atalanta Lazio: Sarri analizza il pareggio del Gewiss Stadium tra rammarico e fiducia. Il commento del tecnico biancoceleste dopo Bergamo

Il match Atalanta Lazio, disputato al Gewiss Stadium, si è concluso con un pareggio a reti bianche che lascia sensazioni contrastanti. Lo 0-0 finale fotografa una gara intensa e tatticamente equilibrata, ma anche condizionata dalle numerose assenze e dalle precarie condizioni fisiche di diversi giocatori biancocelesti. Per la Lazio di Maurizio Sarri è un punto utile ma amaro, mentre l’Atalanta di Gasperini conferma solidità e continuità, pur senza riuscire a sfruttare le occasioni create.

Sarri analizza la partita Atalanta Lazio

Al termine del match, ai microfoni di DAZN, Sarri ha offerto la sua analisi lucida:
«Nel primo tempo abbiamo fatto meglio di loro – ha dichiarato –. Nel secondo tempo, invece, abbiamo pagato la loro crescita. Su quindici giocatori di movimento scesi in campo, cinque hanno svolto il primo allenamento solo ieri. Molti rientravano da infortuni».

Il tecnico ha evidenziato come la condizione fisica non ottimale abbia inciso sull’andamento della gara, soprattutto nella ripresa, quando l’Atalanta ha alzato il ritmo e costretto la Lazio a difendersi più bassa. Tuttavia, Sarri ha anche sottolineato alcuni aspetti positivi nella gestione tattica:
«Avevamo preparato una soluzione offensiva per togliere un difensore dalla loro linea. Il centrale di centrosinistra rompeva su Guendouzi e così si creavano spazi enormi per attaccare».

Gli infortuni continuano a pesare sulla Lazio

Il tema degli infortuni resta centrale nelle parole del tecnico toscano. «Stiamo facendo valutazioni di tutti i tipi – ha spiegato –. Più della metà dei problemi deriva da vecchie problematiche, non da un unico fattore. Marusic ha un’infiammazione legata a un infortunio di tre anni fa, Zaccagni soffre ancora del problema che lo ha portato all’operazione, mentre Dia convive con un fastidio cronico alla caviglia».

Cancellieri e le occasioni mancate

Un altro punto toccato da Sarri riguarda Cancellieri, la cui assenza si è fatta sentire nella sfida Atalanta Lazio: «Ci dispiace, era il più adatto a questa partita. L’avevamo preparata proprio sui suoi attacchi negli spazi».

Il pareggio di Bergamo lascia dunque la Lazio a metà del guado: la squadra mostra segnali di crescita tattica e solidità, ma è frenata dagli acciacchi e dalla poca brillantezza offensiva. L’Atalanta, invece, esce dal confronto con la consapevolezza di essere ancora tra le formazioni più organizzate del campionato, pur dovendo migliorare nella concretezza sotto porta. LEGGI ANCHE – Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Atalanta Lazio, Zappacosta: «Non è solo sfortuna. Ci manca una cosa»

Atalanta Lazio: Zappacosta analizza lo 0-0 e guarda con fiducia al futuro. Le parole dell’esterno subito dopo la partita contro i biancocelesti

Lo 0-0 tra Atalanta Lazio lascia un pizzico di rammarico in casa nerazzurra, ma anche la consapevolezza di aver disputato una buona prestazione. Dopo una gara intensa e ricca di occasioni, la squadra di Gian Piero Gasperini non è riuscita a trovare la via del gol, pur mostrando la solita identità aggressiva e organizzata. In conferenza stampa, Davide Zappacosta ha commentato la partita, analizzando le difficoltà e i progressi visti in campo.

Le parole di Zappacosta dopo Atalanta Lazio

«Manca un po’ di qualità in più nonostante le tante occasioni – ha spiegato Zappacosta –. Dobbiamo solo migliorare, non c’entra la sfortuna. Nel secondo tempo abbiamo creato tanto e volevamo vincere. Peccato, perché avevamo giocato bene».

Il difensore dell’Atalanta ha evidenziato come la squadra avesse approcciato con determinazione la sfida contro la Lazio, ma sia mancato quel guizzo decisivo negli ultimi metri. Una mancanza di lucidità sotto porta che ha impedito ai nerazzurri di conquistare tre punti che sarebbero stati preziosi nella corsa europea.

Il cambio di passo nella ripresa

Zappacosta ha poi spiegato la differenza tra i due tempi della partita Atalanta Lazio: «Nel primo tempo era difficile trovare spazi, perché loro erano molto compatti. Nella ripresa invece si sono allargati e noi siamo riusciti a venirne fuori. Ora conta solo guardare avanti e sono fiducioso per il futuro».

Un’analisi lucida che fotografa bene l’andamento della gara: una Lazio più chiusa e attenta nella prima parte, poi costretta ad arretrare di fronte alla crescente pressione dell’Atalanta, capace di creare numerose occasioni ma senza concretizzare.

L’adattabilità di Zappacosta e la fiducia nel gruppo

Sul suo impiego sulla fascia sinistra, Zappacosta ha dichiarato: «Faccio quello che mi chiede il mister. Giocare a destra o a sinistra non fa alcuna differenza. Sono contento di riuscire ad aiutare la squadra». Parole che confermano la disponibilità e la maturità del giocatore, sempre pronto a sacrificarsi per il bene del gruppo.

Infine, sul gol mancato, ha concluso con realismo: «Pesa, certo, ma nel calcio capita. Bisogna soltanto migliorare».

Nonostante il pareggio, la prestazione dell’Atalanta contro la Lazio lascia segnali positivi: la squadra di Gasperini continua a creare gioco e a mantenere una solidità che sarà fondamentale per le prossime sfide di campionato. LEGGI ANCHE – Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Milan Fiorentina, Ricci: «Per me occasione importante. Sulle ambizioni…»

Milan Fiorentina: Ricci carica i rossoneri prima del big match di San Siro. Il centrocampista vuole sfruttare la grande occasione data da Allegri

Cresce l’attesa per Milan Fiorentina, una delle sfide più attese della giornata di Serie A. A poche ore dal fischio d’inizio di San Siro, Ricci, centrocampista del Milan, è intervenuto ai microfoni di DAZN per condividere le sue sensazioni prima della partita, che potrebbe rivelarsi decisiva per le ambizioni di vertice dei rossoneri.

Le parole di Ricci prima di Milan Fiorentina

«Per me è un’occasione importante – ha dichiarato Ricci –. Ho lavorato tanto in queste settimane. Ho trovato meno spazio ma lo sapevo: oggi può essere la mia e la nostra occasione per prendere il primo posto in classifica».
Parole che trasmettono concentrazione, determinazione e voglia di mettersi in mostra in una gara dal valore simbolico e sportivo altissimo. Il centrocampista del Milan sa che la sfida contro la Fiorentina rappresenta una possibilità concreta per conquistare minuti importanti e contribuire all’obiettivo primario della squadra: la vetta della Serie A.

Il contesto del big match

La sfida Milan Fiorentina arriva in un momento cruciale della stagione. I rossoneri cercano continuità dopo alcune prestazioni altalenanti, mentre la squadra viola punta a confermare il proprio percorso di crescita sotto la guida di un allenatore ambizioso e capace di valorizzare il talento dei suoi giocatori.
Per il Milan, ottenere i tre punti significherebbe mandare un segnale forte alle dirette concorrenti nella corsa scudetto. La Fiorentina, invece, vuole dimostrare di potersi misurare alla pari con le grandi e portare via da San Siro un risultato di prestigio.

La determinazione di Ricci

Ricci incarna perfettamente lo spirito del gruppo rossonero: lavorare nell’ombra, farsi trovare pronto e sfruttare ogni occasione. La sfida Milan Fiorentina potrebbe segnare per lui una svolta personale, ma anche un momento chiave per la squadra di Pioli, chiamata a rispondere sul campo con concretezza e personalità.

Una partita dal sapore speciale

Milan Fiorentina è sempre una gara ricca di fascino, tradizione e rivalità sportiva. San Siro sarà il teatro di una sfida tra due formazioni che cercano la conferma delle proprie ambizioni. Per Ricci e per tutto il Milan, questa è l’occasione per dimostrare che la corsa al primo posto passa anche dalle partite più difficili e dalle sfide in cui serve cuore, sacrificio e mentalità vincente. LEGGI ANCHE – Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Milan Fiorentina, Pioli: «Emozionante tornare qui. Sulla partita…»

Milan Fiorentina: le parole di Pioli prima del big match di San Siro. Le parole del tecnico della Viola anche sul ritorno su un campo speciale

Cresce l’attesa per Milan Fiorentina, sfida dal sapore speciale per Stefano Pioli, che torna a San Siro da avversario. Il tecnico della Fiorentina, intervenuto ai microfoni di DAZN prima del fischio d’inizio, ha condiviso le sue sensazioni e le scelte tattiche per la delicata trasferta contro i rossoneri.

Le sensazioni di Pioli

«Emozione – ha dichiarato Pioli –. Quello che abbiamo vissuto qui a Milano è stato qualcosa di eccezionale. Ora però sono alla Fiorentina e credo che abbiamo la possibilità di fare una buona partita. Vogliamo un risultato positivo».
Parole che raccontano rispetto e nostalgia per la sua esperienza al Milan, ma anche determinazione e fiducia verso la squadra viola, chiamata a una prova di carattere contro un avversario di altissimo livello.

Le scelte tattiche

Nel presentare la formazione della Fiorentina per la sfida Milan Fiorentina, Pioli ha spiegato una decisione importante: «Ho scelto Fagioli per avere un centrocampista in più. Una volta recuperata palla vogliamo anche avere maggiore proprietà di palleggio».
Un chiaro segnale della volontà del tecnico di controllare il gioco e di non lasciare troppi spazi al Milan, squadra abituata a ripartire con grande velocità grazie ai suoi esterni offensivi. La scelta di Fagioli aggiunge qualità al possesso palla e può consentire ai viola di mantenere equilibrio tra le due fasi di gioco.

Focus su Kean

Pioli ha poi parlato anche di Moise Kean, una delle armi offensive a disposizione della Fiorentina: «Kean è un giocatore molto importante. Da giovedì si è allenato con la squadra e sta bene. Abbiamo altri attaccanti forti anche».
Il tecnico punta sulla profondità del reparto offensivo per sorprendere la difesa del Milan, che dovrà prestare grande attenzione ai movimenti e alla fisicità degli attaccanti viola.

Una partita di alto livello

Milan Fiorentina si preannuncia come una sfida equilibrata, tra due squadre con ambizioni europee e un’identità di gioco ben definita. Da una parte, il Milan vuole confermarsi ai vertici della classifica; dall’altra, la Fiorentina di Pioli cerca un risultato prestigioso che possa rilanciare entusiasmo e fiducia.

Il ritorno di Pioli a San Siro rende Milan Fiorentina una partita dal fascino particolare, dove emozione e tattica si intrecciano in una serata che promette spettacolo. LEGGI ANCHE – Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Manchester United, tabù sfatato. Al Liverpool non basta Chiesa

Il Manchester United trionfa ad Anfield: Amorim firma l’impresa contro il Liverpool. Una vittoria importante per i ‘Red Devils’.

Il Manchester United torna a sorridere con una vittoria dal sapore storico: i Red Devils espugnano Anfield battendo il Liverpool per 2-1, un risultato che mancava addirittura dal 2016. È il successo più prestigioso dell’era Rúben Amorim, capace di riportare entusiasmo e fiducia in una squadra che sta finalmente trovando continuità dopo un avvio di stagione difficile.

La partita è stata intensa e combattuta, con il Manchester United capace di imporsi grazie alle reti di Bryan Mbeumo e Harry Maguire, autore di una prova monumentale sia in difesa che in attacco. Inutile, invece, per i Reds, il momentaneo pareggio firmato da Cody Gakpo su assist di Federico Chiesa, uno dei pochi a salvarsi nella formazione di Arne Slot.

Con questa vittoria, il Manchester United centra il secondo successo consecutivo in Premier League e risale fino all’ottavo posto in classifica, a quota 13 punti, gli stessi del Crystal Palace. Un risultato che segna un’inversione di tendenza importante per Amorim, arrivato a Manchester con l’obiettivo di dare un’identità chiara e moderna alla squadra. Il tecnico portoghese sta lavorando su pressing alto, transizioni rapide e una maggiore solidità difensiva: elementi che ad Anfield si sono visti in tutta la loro efficacia.

Per i tifosi del Manchester United, la vittoria contro il Liverpool non è solo una questione di classifica, ma anche di orgoglio. Superare i rivali storici nel loro stadio rappresenta una vera e propria iniezione di fiducia in vista dei prossimi impegni, sia in Premier League che in Europa. Amorim, intervistato a fine gara, ha sottolineato l’atteggiamento della squadra: “Abbiamo giocato con coraggio e intensità. Questo è lo spirito che voglio vedere sempre”.

Dall’altra parte, il Liverpool attraversa invece un momento di difficoltà. Quella contro lo United è la quarta frenata consecutiva tra tutte le competizioni, un campanello d’allarme per Arne Slot, che dovrà ritrovare equilibrio e lucidità in una fase cruciale della stagione.

Con questo risultato, il Manchester United dimostra di poter competere ai massimi livelli e di essere tornato protagonista in Premier League. La vittoria di Anfield potrebbe rappresentare la svolta definitiva per i Red Devils, decisi a riconquistare un posto d’onore nel calcio inglese e a scrivere un nuovo capitolo della loro gloriosa storia. LEGGI ANCHE >>> Zirkzee Roma, l’attaccante del Manchester United piace anche a un altro club di Premier! Tutti i dettagli

Roma Inter, Bonny festeggia dopo il successo contro i giallorossi: «L’obiettivo è arrivare fino in fondo in tutte le competizioni»

Roma Inter, Bonny raggiante dopo la vittoria all’Olimpico: le dichiarazioni del centravanti francese. Le sue parole

La squadra di Cristian Chivu prosegue la sua cavalcata vincente e centra il sesto successo consecutivo tra campionato e coppe. All’Olimpico, i nerazzurri piegano la Roma di Gian Piero Gasperini con un secco 1-0, firmato nel primo tempo da Ange-Yoan Bonny. L’attaccante francese, una delle sorprese più luminose di questo avvio di stagione, si conferma decisivo. Con questa vittoria, l’Inter raggiunge in vetta alla classifica proprio i giallorossi e il Napoli, rilanciando con forza le proprie ambizioni tricolori.

Bonny: «Il merito è della squadra»

Nel post-partita, Bonny – classe 2003 – ha espresso tutta la sua soddisfazione ai microfoni di Inter TV. Pur riconoscendo il suo ottimo momento di forma, ha voluto sottolineare il contributo dei compagni, segno di maturità e spirito di gruppo. Arrivato in estate tra qualche perplessità, l’ex Parma si sta imponendo come pedina sempre più importante nello scacchiere offensivo di Chivu. La sua fisicità, la capacità di attaccare la profondità e la generosità nel pressing lo rendono un’arma preziosa per il gioco nerazzurro.

Una squadra in crescita

Il successo di Roma conferma la solidità tattica e mentale costruita da Chivu in poche settimane. L’Inter appare compatta, gioca con fiducia e cresce costantemente in intensità.

Bonny, match-winner della serata, ha ribadito gli obiettivi del gruppo: «Siamo l’Inter, dobbiamo puntare in alto e provare ad arrivare fino in fondo in tutte le competizioni». Parole che riflettono l’entusiasmo e l’ambizione di una squadra tornata a credere nella propria forza, pronta a lottare per lo scudetto e a recitare un ruolo da protagonista anche in Europa.

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