Pagina 591 – Calcio News 24

Roma Inter, Bonny festeggia dopo il successo contro i giallorossi: «L’obiettivo è arrivare fino in fondo in tutte le competizioni»

Roma Inter, Bonny raggiante dopo la vittoria all’Olimpico: le dichiarazioni del centravanti francese. Le sue parole

La squadra di Cristian Chivu prosegue la sua cavalcata vincente e centra il sesto successo consecutivo tra campionato e coppe. All’Olimpico, i nerazzurri piegano la Roma di Gian Piero Gasperini con un secco 1-0, firmato nel primo tempo da Ange-Yoan Bonny. L’attaccante francese, una delle sorprese più luminose di questo avvio di stagione, si conferma decisivo. Con questa vittoria, l’Inter raggiunge in vetta alla classifica proprio i giallorossi e il Napoli, rilanciando con forza le proprie ambizioni tricolori.

Bonny: «Il merito è della squadra»

Nel post-partita, Bonny – classe 2003 – ha espresso tutta la sua soddisfazione ai microfoni di Inter TV. Pur riconoscendo il suo ottimo momento di forma, ha voluto sottolineare il contributo dei compagni, segno di maturità e spirito di gruppo. Arrivato in estate tra qualche perplessità, l’ex Parma si sta imponendo come pedina sempre più importante nello scacchiere offensivo di Chivu. La sua fisicità, la capacità di attaccare la profondità e la generosità nel pressing lo rendono un’arma preziosa per il gioco nerazzurro.

Una squadra in crescita

Il successo di Roma conferma la solidità tattica e mentale costruita da Chivu in poche settimane. L’Inter appare compatta, gioca con fiducia e cresce costantemente in intensità.

Bonny, match-winner della serata, ha ribadito gli obiettivi del gruppo: «Siamo l’Inter, dobbiamo puntare in alto e provare ad arrivare fino in fondo in tutte le competizioni». Parole che riflettono l’entusiasmo e l’ambizione di una squadra tornata a credere nella propria forza, pronta a lottare per lo scudetto e a recitare un ruolo da protagonista anche in Europa.

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Atalanta Lazio 0-0: termina in parità la sfida tra Sarri e Juric

A Bergamo il match valido per la 7ª giornata di Serie A Atalanta Lazio: sintesi, tabellino, risultato, moviola e cronaca LIVE

La cronaca, sintesi e diretta LIVE della partita Atalanta Lazio, valevole per la 7ª giornata del campionato di Serie A Enilive 2025/2026.


ATALANTA LAZIO CRONACA E DIRETTA LIVE


ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Djimsiti, Hien, Ahanor; Zappacosta, De Roon, Pasalic, Bernasconi; Sulemana, De Ketelaere; Lookman. 

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Tavares; Guendouzi, Cataldi, Basic; Cancellieri, Dia, Zaccagni. 

Formazioni ufficiali Milan Fiorentina: ecco le scelte di Allegri e Pioli per la sfida!

Formazioni ufficiali Milan Fiorentina: le scelte di Allegri e Pioli. Gli schieramenti scelti dai due tecnici per il match di Serie A

Il Milan guidato dal nuovo allenatore Massimiliano Allegri sfida la Fiorentina dell’ex Pioli nella settima giornata di Serie A 2025-2026, nona gara ufficiale della stagione per i rossoneri. Fischio d’inizio alle ore 20.45.

Le formazioni ufficiali

MILAN (3-5-1-1): Maignan; Tomori, Gabbia, Pavlovic; Athekame, Ricci, Modric, Fofana, Bartesaghi; Saelemaekers; Leao. Allenatore: Massimiliano Allegri.

FIORENTINA (3-5-2): De Gea; Pongracic, Mari, Ranieri; Dodo, Mandragora, Nicolussi Caviglia, Fagioli, Gosens; Fazzini, Kean. Allenatore: Stefano Pioli.

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Cancellieri Lazio, altro infortunio per i biancocelesti! Che sfortuna per Sarri, l’attaccante costretto al cambio. Le condizioni

Cancellieri Lazio, altro stop per i biancocelesti! Che sfortuna per Sarri, l’attaccante costretto a uscire dal campo. Le ultimissime

Piove sul bagnato in casa Lazio: mister Sarri non fa in tempo a recuperare un giocatore che subito ne perde un altro. Alla New Balance Arena, nella sfida contro l’Atalanta, la partita di Matteo Cancellieri si è conclusa dopo appena 21 minuti.

Il classe 2002 ha infatti dovuto abbandonare il campo a causa di un dolore al flessore della coscia sinistra, come lui stesso ha confermato al momento dell’uscita. Le sue condizioni saranno valutate nelle prossime ore. Al suo posto è entrato Isaksen.

Secondo quanto riportato da Federico Sala, inviato di Dazn a bordocampo, a inizio ripresa Cancellieri è tornato in panchina visibilmente zoppicante e sorretto da un membro dello staff. Il giocatore si è accomodato con una vistosa fasciatura e una borsa del ghiaccio applicata sulla parte posteriore della coscia sinistra, assistendo così al resto della gara.

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Mercato Milan, sondaggi a giugno per quel giocatore prima del trasferimento. Fabrizio Romano svela: «Tare ci aveva fatto dei pensieri». Le ultime

Mercato Milan, sondaggi a giugno per Retegui prima del suo trasferimento. Romano svela: «Tare ci aveva fatto dei pensieri». Tutti i dettagli

La scorsa estate il Milan era alla ricerca di un centravanti di livello e tra i nomi valutati figurava anche Mateo Retegui, attaccante italo-argentino poi approdato in Arabia Saudita. A svelare i retroscena è stato Fabrizio Romano sul suo canale YouTube.

Il tentativo del Milan e lo scoglio economico

Il nuovo direttore sportivo Igli Tare aveva avviato diversi contatti per provare a portare Retegui in rossonero. L’interesse era concreto, ma le cifre non coincidevano: il Milan era disposto a trattare su una base di 35-40 milioni più bonus, mentre l’operazione si è poi chiusa con l’offerta araba da circa 66-67 milioni, irraggiungibile per i rossoneri. L’Atalanta, proprietaria del cartellino, non ha mai aperto a valutazioni inferiori, preferendo attendere.

L’intervento dell’Arabia Saudita

A quel punto è entrata in scena l’Arabia, capace di mettere sul tavolo numeri fuori portata per i club italiani, cambiando radicalmente lo scenario.

Futuro e sogno Serie A

Per il presente, Retegui non ha intenzione di lasciare l’Arabia già a gennaio: l’idea è di concludere la stagione lì, salvo sorprese clamorose. Tuttavia, il legame con l’Italia resta forte. L’attaccante conserva il desiderio di tornare un giorno in Serie A, convinto di poter ancora dare un contributo importante al nostro campionato e alla Nazionale, con l’obiettivo di qualificarsi al prossimo Mondiale.

PAROLE – «Retegui ogni volta che mette la maglia dell’Italia fa benissimo, segna tanto e continua a dimostrare il suo valore», ha esordito Romano, sottolineando il feeling del giocatore con il calcio italiano. Retegui ha poi firmato un contratto molto importante con l’Al-Qadisiyya in Arabia, un deal che ha fruttato all’Atalanta (sua ex squadra) un «incasso straordinario intorno ai 67 milioni di euro».

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Calciomercato Napoli, arriva il rinnovo di due giocatori partenopei. Si costruisce il presente e il futuro

Giovani blindati e progetto a lungo termine: il calciomercato Napoli punta sul vivaio per costruire il futuro

Il calciomercato Napoli non è fatto solo di trattative, cessioni o acquisti clamorosi: c’è anche una parte silenziosa ma fondamentale che riguarda la valorizzazione dei talenti cresciuti in casa. Ed è proprio su questo fronte che il club partenopeo ha deciso di muoversi con due importanti rinnovi: quelli di Antonio Vergara e Giuseppe Ambrosino, entrambi legati alla maglia azzurra fino al 2030.

La società azzurra, infatti, ha puntato forte su questi due giovani, simbolo di un vivaio che negli ultimi anni sta dando segnali sempre più incoraggianti. Il calciomercato Napoli si arricchisce così di due conferme interne, che non solo garantiscono continuità tecnica ma testimoniano anche la volontà del club di costruire un progetto solido nel tempo.

Antonio Vergara, centrocampista classe 2003, è entrato nel settore giovanile del Napoli fin da piccolo, crescendo passo dopo passo fino ad arrivare in prima squadra. Il suo percorso è quello tipico di chi conosce a fondo i valori del club e ha già dimostrato di poter dire la sua anche tra i professionisti. Lo stesso discorso vale per Giuseppe Ambrosino, attaccante dalle ottime prospettive, che ha mostrato qualità importanti anche in esperienze in prestito, prima di rientrare alla base.

In un momento in cui molti club guardano all’estero per rinforzarsi, il calciomercato Napoli sceglie di investire anche in casa propria. I rinnovi di Vergara e Ambrosino rappresentano una chiara strategia: blindare i propri gioielli per evitare assalti futuri, ma soprattutto costruire una squadra sempre più legata al territorio e alla propria identità.

Dal punto di vista tecnico, questi due giovani possono essere pedine importanti nella rosa futura. La loro permanenza fino al 2030 permette alla società di pianificare con più calma anche eventuali mosse in uscita o nuovi innesti. In un mercato spesso frenetico e imprevedibile, avere certezze interne è un vantaggio strategico.

Il messaggio lanciato è forte: il calciomercato Napoli non è solo fatto di nomi altisonanti, ma anche di programmazione, fiducia nei giovani e visione a lungo termine. E questo tipo di scelte può fare la differenza nel costruire un Napoli sempre più competitivo, sostenibile e radicato nelle proprie origini.

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Genoa Parma, Cuesta: «Io voglio sempre vincere. Mi porto a casa questa cosa»

Le dichiarazioni di Cuesta dopo quella che è stata la partita di Serie A Genoa Parma

Ai microfoni di DAZN, l’allenatore Cuesta ha voluto rilasciare qualche dichiarazione su Genoa Parma di Serie A.

LE DICHIARAZIONI – «Porto a casa la mentalità di essere sempre insieme, reagire, cercare la soluzione e quando si sbaglia gli altri sono per loro. Il percorso non sarà facile. Noi proviamo a vincere; abbiamo avuto qualche occasione ma la coperta è corta. Quindi se vuoi andare avanti, dietro lasci di più. I giocatori hanno sentito di fare altre scelte. Quello che prendiamo è quello che è successo»

Vieira post Genoa Parma: «Fischi? Stiamo attraversando un momento difficile, ma dico che…»

Le dichiarazioni di Vieira dopo quella che è stata la partita di Serie A Genoa Parma

Ai microfoni di DAZN, l’allenatore Vieira ha voluto rilasciare qualche dichiarazione su Genoa Parma di Serie A.

LE DICHIARAZIONI – «Fischi? Credo che lo sono sulle prestazione, non sull’atteggiamento. Sul fatto che non abbiamo segnato li capisco bene e noi dobbiamo accettarlo. Si aspettavano che noi vincessimo la partita, hanno fatto la loro parte e noi abbiamo provato dal primo minuto di vincere. Alla fine il punto va bene a loro mentre a noi no. Oggi, che eravamo in superiorità numerica, speravamo di far gol. Abbiamo fatto entrare giocatori che ci potevano dare ampiezza e uno contro uno. Dobbiamo accettare le critiche e andare avanti. Siamo in un momento difficile dall’aspetto dei punti. Possiamo creare di più ma oggi abbiamo creato abbastanza per fare al minimo un gol. Dobbiamo alzare il livello di esigenza e questo è importante perché quando ci sono le occasioni dobbiamo fare gol»

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Italiano entusiasta: «Prestazione di grande valore. Il Bologna ha raggiunto una consapevolezza»

Le dichiarazioni di Italiano dopo quella che è stata la partita di Serie A Cagliari Bologna

Ai microfoni di DAZN, l’allenatore Italiano ha voluto rilasciare qualche dichiarazione su Cagliari Bologna di Serie A.

LE DICHIARAZIONI – «Temevamo la capacità del Cagliari di ribaltare spesso l’azione, l’avevamo preparata nel modo giusto e abbiamo curato bene tanti aspetti, amministrando nel finale il risultato senza soffrire. Siamo riusciti a concedere poco, a parte l’intervento di Ravaglia su Felici. La prestazione è di valore, si tratta di tre punti belli per la nostra classifica. Ora si rientra a casa e mercoledì si partirà per la Romania, ci aspetta un prosieguo di settimana delicato e importante».

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Pagelle Cagliari Bologna, ecco i TOP e FLOP del match di Serie A

Pagelle Cagliari Bologna: ecco i TOP e FLOP sia degli emiliani che dei sardi. I voti

Oggi si è disputata la partita Cagliari-Bologna: sfida valevole per la settima giornata del campionato di Serie A 2025-2026. Ecco i top e flop del match.

I VOTI

Pagelle Cagliari Bologna: Orsolini decisivo, Holm brillante. Male Mina, delude Esposito

Il Bologna espugna la Sardegna Arena con un 2-0 convincente, mentre il Cagliari spreca tanto e conferma i suoi limiti in fase difensiva e di finalizzazione. Le Pagelle di Cagliari Bologna raccontano una gara in cui la squadra di Italiano si è dimostrata più solida, più concreta e cinica nei momenti chiave.

Cagliari

Caprile 6 – Attento sulle uscite, autore di una buona parata su Bernardeschi. Incolpevole sui due gol subiti.
Zappa 6 – Si adatta bene da braccetto difensivo, diligente ma senza guizzi.
Mina 5,5 – Sicuro in diversi frangenti, ma sbaglia sul gol di Holm lasciandogli troppo spazio.
Luperto 5 – Non chiude con i tempi giusti sull’azione del vantaggio ospite. Distratto.
Palestra 6,5 – Uno dei migliori: spinge bene e difende con determinazione su Cambiaghi.
Adopo 5,5 – Volenteroso ma impreciso. Spreca buone chance per ripartire.
Prati 6 – Ordinato e sempre nel vivo. Colpisce un palo a gioco fermo.
Folorunsho 5,5 – Forza troppo le giocate e fatica a trovare ritmo. Cresce leggermente nella ripresa.
Obert 5,5 – In affanno su Holm, non riesce mai ad accorciare con tempismo.
Esposito 5,5 – Elegante in qualche spunto, ma troppo inconsistente. Il Bologna lo neutralizza facilmente.
Felici 5 – Fallisce una ghiotta occasione davanti a Ravaglia. Prevedibile nelle giocate.
Pisacane (All.) 5,5 – Il suo Cagliari non ha equilibrio e fatica a uscire dal pressing. La squadra cresce, ma non punge mai veramente.


Bologna

Ravaglia 7 – Provvidenziale su Felici, sicuro per tutta la gara.
Holm 7,5 – Segna e spinge con continuità. Decisivo.
Heggem 6,5 – Affidabile, cresce di gara in gara.
Vitik 6 – Solido e senza fronzoli.
Miranda 5,5 – Soffre Palestra ma si salva con un grande recupero.
Freuler/Ferguson 6 – Ottimo filtro a centrocampo.
Bernardeschi 6,5 – Intermittente, ma crea il gol dell’1-0.
Orsolini 7,5 – Gol fantastico da fuori. Sempre più leader.
Odgaard 6,5 – Assist-man e uomo ovunque.
Cambiaghi 5,5 – Parte bene, poi si spegne.
Castro 5,5 – Grinta ma poca efficacia.
Italiano (All.) 6,5 – Ordine, qualità e pragmatismo. Il suo Bologna vola.

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Cagliari Bologna, Pisacane: «Peccato. Ecco dove abbiamo peccato. Su Esposito…»

Le dichiarazioni di Pisacane dopo quella che è stata la partita di Serie A Cagliari Bologna

In conferenza stampa, l’allenatore Pisacane ha voluto rilasciare qualche dichiarazione su Cagliari Bologna di Serie A.

LE DICHIARAZIONI – «Oggi non abbiamo avuto la palla gol. Forse è mancata l’ultima scelta: nel secondo tempo abbiamo sbagliato tre ripartenze importanti, e contro squadre come il Bologna diventa tutto più difficile – ha spiegato l’allenatore del Cagliari – . Frenesia? È soggettivo. Io dico che non tutto nel calcio viene fatto sempre in modo giusto, altrimenti le partite finirebbero sempre con risultati molto ampi. Se devo fare un’analisi a 360°, le ripartenze non sono state fatte nel modo corretto. Non penso che ci siano giocatori che non si possano sacrificare. Ognuno di noi deve farlo per il Cagliari: è uno dei nostri valori. Mi sono stufato che ogni volta si parli di sacrificio – ha aggiunto -. Esposito ha fatto delle cose buone, si è sbattuto come tutti. C’è anche il valore dell’avversario: avevamo preparato la partita con una strategia precisa. Esposito ha fatto bene quello che gli ho chiesto, e con un po’ più di fortuna potevamo segnare. Ne abbiamo sbagliato uno sullo 0-0 e ce n’è stato annullato un altro. Il suo atteggiamento è stato giusto e finché lo vedrò così sarò sempre felice»

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Pagelle Genoa Parma, TOP e FLOP del match di Serie A

Pagelle Genoa Parma: ecco i TOP e FLOP sia degli emiliani che dei liguri. I voti

Oggi si è disputata la partita Genoa Parma: sfida valevole per la settima giornata del campionato di Serie A 2025-2026. Ecco i top e flop del match.

I VOTI

Genoa – Voto 5

Leali sv – Praticamente inoperoso.
Sabelli 5,5 – Poco propositivo. Un suo errore costa l’ammonizione a Malinovskyi.
Carboni 6,5 – Entra con piglio e crea i primi veri pericoli dalla distanza.
Østigard 6 – Partita pulita, senza sbavature.
Vásquez 6,5 – Prestazione sicura, sia in marcatura che in appoggio offensivo.
Ellertsson 5,5 – Giornata anonima, si vede poco.
Masini 6,5 – Lavoro silenzioso ed efficace su Estevez e Keita.
Frendrup 6 – Ordinato, ma mai incisivo.
Colombo 5 – Giallo e poca presenza. Il rigore poteva essere la sua occasione.
Norton-Cuffy 6 – Diligente, meglio da terzino che esterno alto.
Malinovskyi 6,5 – Il migliore. Ritrovato dopo i gol in nazionale, guida l’attacco.
Cornet 4 – Entra, tira il rigore malissimo e si prende la responsabilità dell’errore.
Vitinha 6 – Buona mobilità, sfiora il gol di testa.
Venturino 5,5 – Parte bene, poi si spegne.
Ekuban 5 – Delude all’esordio da titolare.
Ekhator 6,5 – Vivace, si guadagna il rigore.
Vieira (All.) 5 – Troppo attendista nel primo tempo, offensivo nella ripresa ma senza risultati. I problemi in attacco restano evidenti. La curva comincia a perdere la pazienza.


Parma – Voto 6,5

Suzuki 7,5 – Monumentale. Para anche il rigore.
Delprato 6 – Tanta corsa.
Circati 6,5 – Bene in marcatura.
Ndiaye 4 – Espulsione ingenua che complica tutto.
Britschgi 5,5 – In difficoltà sulla corsia.
Bernabé 6 – Buona regia.
Keita/Estévez 5,5 – Qualche errore di troppo.
Almqvist 5,5 – Non incide.
Ordoñez/Valenti 6 – Ordinati.
Cutrone/Pellegrino 5 – Spenti.
Cuesta (All.) 6 – Difende il pareggio con i cambi e un’ottima organizzazione.

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De Laurentiis rivela: «Volevo creare tre squadre negli Stati Uniti. Poi però sono stato fermato da…»

De Laurentiis rivela: «Volevo creare tre squadre negli Stati Uniti. Poi però sono stato fermato da…». Le parole del presidente del Napoli

Aurelio De Laurentiis e il calcio statunitense: un binomio che oggi sembra improbabile, ma che quindici anni fa è stato a un passo dal concretizzarsi. Il patron del Napoli ha svelato questo clamoroso retroscena durante il suo intervento a Washington, ospite della serata di gala della fondazione Niaf (National Italian American Foundation), dove si è tenuta anche la premiazione del NIAF/De Laurentiis Film Prize.

Il presidente azzurro, abituato a pensare in grande, ha ammesso di aver seriamente valutato un investimento Oltreoceano, non limitandosi a un singolo club, ma immaginando un vero e proprio network. A fermarlo, però, fu la struttura stessa del campionato americano, un modello di business troppo lontano dalla concezione europea di competizione.

«Avevo provato 15 anni fa a fare una squadra in America, anzi a un certo punto avevo pensato di farne tre: una a Las Vegas, una a Detroit e una anche a Philadelphia – ha raccontato De Laurentiis –. Ho visto che però la vera competizione, tipo quella europea o sudamericana, esisteva nelle serie secondarie mentre nella prima serie nessuna squadra retrocedeva, bisognava anzi prestare i giocatori alle altre squadre e per entrare era previsto un contributo iniziale eccessivamente caro, circa 300 milioni di dollari. Insomma era un’idea molto intelligente per chi l’aveva inventata, non per chi dovesse partecipare».

Una bocciatura netta del sistema MLS, privo secondo De Laurentiis del fascino meritocratico della retrocessione e blindato da una “entry fee” proibitiva.

Questa sua visione critica dei vari sistemi calcistici si lega inevitabilmente alla sua battaglia per la riforma del calcio europeo e italiano. De Laurentiis ha approfittato del prestigioso palco americano per ribadire la necessità di una svolta radicale per garantire la sostenibilità del prodotto.

Sul sistema calcio in Europa De Laurentiis ha le idee chiare e punta a un cambiamento: «È arrivato il momento sia per le regole del gioco che per il format del campionato italiano. Bisogna guardare al futuro, senza paura di cambiare». Un appello a innovare, rompendo gli schemi tradizionali per adeguare il campionato alle nuove sfide economiche e di intrattenimento.

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Formazioni ufficiali Atalanta Lazio, le scelte in vista del match di Serie A

Formazioni ufficiali Atalanta Lazio, le scelte in vista del match di Serie A. Il punto

Oggi la sfida valida per l’attuale giornata di Serie A Atalanta Lazio. Ecco gli schieramenti del match.

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Djimsiti, Hien, Ahanor; Zappacosta, De Roon, Pasalic, Bernasconi; Sulemana, De Ketelaere; Lookman. 
Allenatore: Ivan Juric

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Tavares; Guendouzi, Cataldi, Basic; Cancellieri, Dia, Zaccagni. 
Allenatore: Maurizio Sarri

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Nottingham Forest, le ultime sulla panchina dopo l’esonero di Postecoglu

Nottingham Forest, le ultime sulla panchina dopo l’esonero di Postecoglu. Ecco chi dovrebbe subentrare come allenatore del club di Premier League

Il Nottingham Forest ha scelto: il futuro della panchina, dopo una riflessione rapida e intensa, dovrebbe essere affidato a Sean Dyche. La trattativa tra l’esperto allenatore inglese e il club sarebbe già in fase avanzata, segno della volontà del proprietario, Evangelos Marinakis, di agire con decisione.

Marinakis è intenzionato a muoversi rapidamente per trovare un sostituto dopo gli ultimi eventi turbolenti. Il precedente tecnico, il greco-australiano Ange Postecoglou, è stato infatti esonerato sabato, appena 18 minuti dopo la disastrosa sconfitta casalinga per 3-0 contro il Chelsea. Un tempismo brutale che ha immediatamente aperto la corsa alla successione, con Dyche che si prepara a un ritorno in Premier League per diventare il terzo allenatore stagionale del Forest.

Secondo quanto riportato in Inghilterra da Sky Sports, il 54enne Dyche è balzato in cima alla lista dei desideri di Marinakis. L’allenatore inglese è senza lavoro da quando è stato licenziato dall’Everton lo scorso gennaio, un fattore che lo rende immediatamente disponibile e appetibile.

Nella corsa alla panchina, Dyche sembra aver superato una concorrenza che includeva nomi a sorpresa, su tutti quello di Roberto Mancini. L’ex Commissario Tecnico dell’Italia, vincitore di Euro 2020 e della Premier League 2011/12 con il Manchester City, era emerso come un candidato di prestigio. Tuttavia, la sua recente e breve esperienza alla guida della Nazionale saudita e il fatto di non allenare una squadra di club dal 2018, hanno evidentemente pesato sulle valutazioni, favorendo il profilo di Dyche, più avvezzo alle battaglie della Premier League.

Dalla lista dei candidati sono stati esclusi anche altri nomi di rilievo come Luciano Spalletti e Pedro Martins. Un’altra pista valutata, quella che portava a Marco Silva del Fulham, si è rivelata impraticabile a causa della clausola rescissoria da 8 milioni di sterline presente nel suo contratto.

Per Dyche si tratterebbe di un ritorno particolare: sebbene non abbia mai giocato in prima squadra, ha trascorso diversi anni nelle giovanili del Forest, prima di lasciare il club nel 1990 per intraprendere la sua carriera professionistica nei campionati minori.

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Roma, Dovbyk fa disperare Gasperini: la reazione all’ultimo clamoroso errore

Roma, Dovbyk fa disperare Gasperini: la reazione all’ultimo clamoroso errore giallorosso da parte del suo tecnico che con l’Inter ha cominciato senza punte

La sconfitta della Roma contro l’Inter all’Olimpico brucia, perché appare per lunghi tratti immeritata. La forza del forcing finale dei giallorossi, specialmente in un secondo tempo di grande qualità offensiva, avrebbe meritato almeno l’1-1, sfiorato in più di un’occasione. Ma nel calcio gli episodi sono tutto, e la partita, col senno del poi, è stata segnata da un momento specifico: il mastodontico errore sottoporta di Artem Dovbyk al 60′.

Poteva cambiare tutto. Quel gol avrebbe significato evitare la sconfitta e, forse, tenersi stretto almeno un punto, difendendo la vetta della classifica. E invece, la Roma esce a testa alta ma con zero punti in tasca. Merito di un’Inter cinica, capace di finalizzare subito l’occasione avuta dopo soli sei minuti sull’asse Barella-Bonny, ma anche enorme demerito di un attacco che ha costruito tantissimo senza riuscire a segnare.

Sul banco degli imputati finisce inevitabilmente l’attaccante di punta, l’ucraino Dovbyk, che Gasperini aveva gettato nella mischia nel secondo tempo proprio per scardinare la difesa nerazzurra. E l’occasione, paradossalmente, è arrivata. Al 60′, sul risultato di 1-0 per l’Inter e nel momento di massima pressione giallorossa, Dovbyk ha sbagliato un gol clamoroso.

La dinamica è da incubo per qualsiasi centravanti: su un calcio d’angolo di Dybala, il portiere interista Sommer si è avventato in una sconsiderata uscita dai pali. La palla è finita perfettamente sulla testa del bomber ucraino che, all’altezza dell’area piccola e in posizione centrale, ha sbagliato completamente la torsione, spedendo di testa oltre la traversa a porta completamente sguarnita. Un errore imperdonabile che ha fatto infuriare lo stesso Gasperini in panchina: il tecnico, incredulo, ha perso la pazienza, è tornato sui suoi passi e si è messo le mani tra i capelli.

Per Dovbyk è stata l’ennesima gara negativa di una stagione iniziata male. Un momento nero confermato anche da un altro episodio sfortunato nel finale, quando ha “parato” un tiro di un compagno destinato in porta. Le statistiche sono impietose: per lui finora 1 solo gol in 7 presenze tra coppe e campionato.

Napoli, De Bruyne spazientito da Lucca! Svelato questo retroscena

Napoli, De Bruyne spazientito da Lucca! Svelato questo retroscena direttamente dallo Stadio Olimpico Grande Torino

La sconfitta di misura subita a Torino non è solo un intoppo in classifica per il Napoli, ma suona come un campanello d’allarme per la tenuta tecnica e nervosa della squadra. Il KO per 1-0 contro i granata ha messo in luce le difficoltà di una squadra ancora in cerca della sua forma migliore, ma soprattutto ha esposto le lacune di singoli che stanno frenando il potenziale del gruppo.

Nel mirino della critica, questa volta, è finito l’attaccante Lorenzo Lucca. La sua prestazione è stata giudicata ampiamente insufficiente, caratterizzata da errori tecnici e un senso della posizione deficitario. Ma a rendere la sua serata ancora più pesante non sono state solo le statistiche, quanto la reazione palese dei suoi compagni più talentuosi.

A commentare la prestazione degli azzurri è oggi Il Mattino, che sottolinea un dettaglio non da poco: la reazione frustrata di Kevin De Bruyne di fronte ai continui errori del centravanti. Il fuoriclasse belga, uomo chiave per gli equilibri e la creatività del Napoli, non ha nascosto il suo disappunto.

Il quotidiano descrive una scena che la dice lunga sul nervosismo in campo: “Per capire il suo essere fuori fuoco – dai tocchi di palla alla posizione – tocca guardare Kevin De Bruyne che ad ogni pallone stoppato male dall’attaccante del Napoli alza le braccia. Per comprendere la disperazione del campione belga tocca guardare il braccio di Noa Lang – che entra tardi a portare a sinistra un po’ di dribbling e spinta – e che dopo il gol, poi annullato, mima De Bruyne con Lucca ma avendocela con Antonio Conte”

Il gesto di De Bruyne, un misto di resa e plateale disappunto, è il sintomo più chiaro di una squadra scollata e di un attaccante “fuori fuoco”. La frustrazione, come evidenziato dal quotidiano, è diventata contagiosa. Anche Noa Lang, entrato nel finale per dare la scossa, ha mostrato lo stesso nervosismo. Dopo un gol (poi annullato), l’olandese ha mimato lo stesso gesto di De Bruyne, ma il suo bersaglio, in quel caso, era diverso: Antonio Conte. Un segnale di tensione che si sposta dal campo alla panchina, forse per una gestione delle sostituzioni (Lang è entrato “tardi”) o per le scelte tattiche che hanno costretto la squadra a faticare, appoggiandosi a un Lucca palesemente in serata no. La sconfitta di Torino, quindi, lascia strascichi pesanti: un centravanti in crisi di fiducia e stelle (come De Bruyne e Lang) che iniziano a mostrare segni evidenti di insofferenza.

Sacchi: «Serie A, è rivoluzione! Chivu ha fatto bene a Parma e ora fa bene all’Inter. E poi c’è questo Bonny che…»

Sacchi: «Serie A, è rivoluzione! Chivu ha fatto bene a Parma e ora fa bene all’Inter. E poi c’è questo Bonny che…». Il commento dell’ex allenatore

Arrigo Sacchi commenta così la bagarre in vetta alla Serie A su La Gazzetta dello Sport. L’ex tecnico si è soffermato in particolare sulla vittoria dell’Inter in casa della Roma.

«Rivoluzione! Perdono le prime in classifica, Napoli e Roma, e lassù in vetta, adesso, c’è una mischia pazzesca. A quota 15 punti l’Inter, che ha sbancato l’Olimpico, aggancia la vetta, e oggi la Juve, vincendo a Como (cosa tutt’altro che semplice, per la verità), può aggiungersi al terzetto, mentre il Milan, se supera la Fiorentina a San Siro, può addirittura balzare in testa. La Serie A non sarà il campionato più divertente a livello di gioco, non sarà il più qualitativo, non sarà il più innovativo, ma è di sicuro il più incerto e, di conseguenza, il più emozionante.

Il successo dell’Inter, autorevole per il modo in cui ha condotto la partita, ha dimostrato che i nerazzurri sono in netta crescita. Piano piano si sta cominciando a vedere il lavoro di Cristian Chivu che non deve aver trascorso un periodo tranquillo appena è sbarcato sulla panchina al posto di Simone Inzaghi. Chivu aveva fatto molto bene a Parma sul finire della passata stagione e ora sta facendo vedere su un grande palcoscenico come quello dell’Inter le sue qualità. E poi c’è questo Bonny che, prestazione dopo prestazione, mi sta convincendo sempre di più: attaccante moderno, che gioca con la squadra e per la squadra, che sa pressare e sa attaccare gli spazi, e che è capace anche di buttarla dentro.

La Roma avrebbe potuto pareggiare, ne ha avuto le occasioni e forse è stata un po’ sfortunata, ma pure i nerazzurri hanno creato pericoli ai giallorossi e sono andati vicino al raddoppio. Devo dire che l’Inter ha interpretato perfettamente la partita, ha saputo aspettare, colpire e ribattere sempre colpo su colpo, non dando tregua all’avversario. Per i giallorossi, che sono al primo campionato con Gasperini, questa sconfitta non deve certo essere motivo di dramma o di depressione. C’è molto da lavorare, ma questo si sa, e a Gasperini non mancherà la volontà per mettere sotto torchio i suoi ragazzi. In pochi mesi ha già costruito una squadra che sta lì davanti in classifica, che conosce i principi di gioco, e dunque bisogna essere soddisfatti di ciò che finora si è raggiunto. L’importante è non fermarsi e non abbattersi. La strada intrapresa è quella giusta».

Fabregas: «Abbiamo dimostrato cosa è il Como. Nico Paz può arrivare dove vuole»

Fabregas: «Abbiamo dimostrato cosa è il Como. Nico Paz può arrivare dove vuole». Le dichiarazioni del tecnico del Como

È un Cesc Fabregas raggiante quello che si presenta ai microfoni di DAZN dopo la storica impresa del suo Como, capace di battere 2-0 una Juventus irriconoscibile e in piena crisi. L’allenatore spagnolo è visibilmente soddisfatto, non solo per il risultato clamoroso, ma soprattutto per la prestazione e l’atteggiamento mentale messi in campo dai suoi uomini. La sua prima analisi è un inno al gruppo, la prova che il suo lavoro sulla mentalità sta dando i frutti sperati: «La parola giusta penso sia orgoglioso. Abbiamo parlato molto dell’essere vincenti, dell’odio nei confronti della sconfitta e dell’essere una famiglia, oggi lo abbiamo dimostrato».

Fabregas ha poi voluto dedicare un pensiero speciale al suo centravanti, Morata, la cui prestazione, al di là del gol, ha incarnato perfettamente lo spirito di sacrificio richiesto dal tecnico, andando oltre le semplici statistiche da attaccante. «Morata? Ha fatto la partita perfetta, quello che io volevo da lui. Gli attaccanti sono giudicati dai goal, per me non è così, il goal serve più a lui che a me. Io a lui non chiedo goal, ma esattamente quello che ha fatto oggi. Abbiamo battuto una squadra che alla prossima partita va in casa del Real Madrid».

Una vittoria preparata meticolosamente, nata da uno studio attento dell’avversario, per cui il tecnico ha voluto condividere i meriti con il suo staff. «Analizziamo tutto, c’è un grande lavoro di Marco Cassetti dietro, abbiamo interpretato con qualità. Diao? Abbiamo un po’ forzato, non ha fatto allenamenti con noi ma fa capire quanto è importante per la nostra squadra, lo vogliamo recuperare presto».

Infine, una nota personale e speciale. Sugli spalti del Sinigaglia erano presenti due mentori della sua carriera, Arsène Wenger e Thierry Henry. Fabregas li ha salutati, collegando emozionato i loro insegnamenti alla crescita del gioiello Nico Paz, autore del 2-0. «Wenger ed Henry allo stadio? Salutarli e ringraziarli è un orgoglio per me, se stiamo portando Nico Paz a un altro livello è anche merito di quello che Arsène mi ha dato. Nico può arrivare dove vuole se continua con questa voglia e con questa umiltà».

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Tudor: «Preoccupato da tutto perché l’allenatore deve esserlo sempre. Cosa migliorare? Non lo dico qui»

Tudor: «Preoccupato da tutto perché l’allenatore deve esserlo sempre. Cosa migliorare? Non lo dico qui». Le parole del tecnico della Juventus

Igor Tudor dopo Como Juve, match valido per la settima giornata di Serie A, ha parlatoai microfoni di DAZN.

Le sue dichiarazioni:  «Siamo stati bravi a momenti contro una squadra che è brava a giocare. Una partita difficile contro una squadra schierata bene. Abbiamo preso gol da calcio piazzato che non si può prendere. Nel secondo tempo abbiamo fatto anche cose interessanti ma ci sono stati tanti momenti di partita rotti. Poi è finita la partita dopo il 2-0».

GIOCARE CON LA DIFESA A 4 – «Credo che sia la cosa migliore in questo momento per la squadra. Se avessimo vinto, ci sarebbero stati altri discorsi. In attacco abbiamo giocato diversamente ma è mancato l’ultimo passaggio».

COSA GLI DISPIACE DI PIÙ – «Il Como gioca bene, bisogna correre. In due e mezzo con Chico e Kenan non è facile. Abbiamo preso contropiede ed è finita, non c’era nulla da fare».

COSA LO PREOCCUPA – «Mi preoccupa sempre tutto. L’allenatore deve essere sempre preoccupato perché vuole dire che è attento e che pensa a cosa fare meglio. Cosa possiamo fare meglio? Lo vedremo in spogliatoio, non qui».

Juventus in crisi di risultati: la terrificante striscia dopo il successo con l’Inter

Juventus in crisi di risultati: la terrificante striscia dopo il successo con l’Inter. Gli uomini di Tudor non vincono dal 13 settembre

Un’eternità sportiva. Sono passati più di trenta giorni, ma sembra un’altra epoca. Bisogna tornare al 13 settembre 2025 per trovare l’ultima vittoria ufficiale della Juventus. Quella data, segnata dall’esaltante vittoria in controrimonta sull’Inter per 3-2 (firmata da Yildiz, Kephren Thuram e Vasilje Adzic), sembra oggi un ricordo sbiadito. Da quel momento, la squadra di Igor Tudor si è inceppata, infilandosi in un tunnel di negatività che sta seriamente compromettendo l’avvio di stagione.

Da allora, i bianconeri non hanno più conosciuto la gioia dei tre punti. Il bilancio è impietoso: cinque pareggi e una sconfitta, la prima in stagione, arrivata ieri nel lunch match sul campo del Como (2-0).

La striscia negativa è iniziata nell’esordio stagionale di Champions League, con il rocambolesco 4-4 casalingo contro il Borussia Dortmund, una partita in cui la Juventus riuscì a recuperare disperatamente dal 2-4 solo in pieno recupero. A quel pari ne è seguito un altro, meno nobile, contro l’Hellas Verona. Poi, la “pareggite” è proseguita con altri tre segni X consecutivi: contro l’Atalanta, il Villarreal e il Milan.

Il punto più basso è arrivato ieri. Il KO per mano di Nico Paz e compagni non solo ha interrotto la striscia di imbattibilità, ma ha confermato un’allarmante sterilità offensiva: per la seconda partita di fila, la Juventus non ha nemmeno segnato un gol, faticando persino a centrare lo specchio della porta.

E ora, il calendario presenta il conto. Alle porte c’è la supersfida più proibitiva: la trasferta in casa del Real Madrid in Champions League. Da qui alla prossima sosta per le nazionali, i bianconeri affronteranno un ciclo terribile: dopo Madrid, ci saranno in successione Lazio, Udinese, Cremonese, Sporting Lisbona e il derby con il Torino. Una sequenza di impegni che diranno molto sulle reali prospettive degli uomini di Tudor, e sullo stesso tecnico croato, il cui operato è già oggetto di attente valutazioni da parte della dirigenza.

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Genoa Parma 0-0: termina in parità, un punto a testa per Vieira e Cuesta

A Marassi il match valido per la 7ª giornata di Serie A Genoa Parma: sintesi, tabellino, risultato, moviola e cronaca LIVE

La cronaca, sintesi e diretta LIVE della partita Genoa Parma, valevole per la 7ª giornata del campionato di Serie A Enilive 2025/2026.


46′ Inizio secondo tempo – Si ricomincia

INTERVALLO

42′ Espulso Ndiaye – Finta di corpo di Vitinha, Ndiaye lo butta giù e si becca il secondo giallo! Parma in 10 

1′ Calcio d’inizio – Si comincia a Marassi

Cagliari Bologna 0-2: Italiano batte Pisacane, vittoria importante!

All’Unipol Domus il match valido per la 7ª giornata di Serie A Cagliari Bologna: sintesi, tabellino, risultato, moviola e cronaca LIVE

La cronaca, sintesi e diretta LIVE della partita Cagliari Bologna, valevole per la 7ª giornata del campionato di Serie A Enilive 2025/2026.


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Zazzaroni incorona Nico Paz: «La cosa migliore della Serie A. Solo lui è al suo livello»

Zazzaroni incorona Nico Paz: «La cosa migliore della Serie A. Solo lui è al suo livello». La riflessione del noto giornalista sportivo

Una sconfitta storica per la Juventus, che crolla 2-0 sul campo del Como in un lunch match da incubo. A brillare, in una domenica amarissima per i colori bianconeri, è stato un talento purissimo che, ironia della sorte, vestiva la maglia dei lariani: Nico Paz. È stato proprio il giovane trequartista argentino a chiudere definitivamente i conti, siglando la rete del 2-0 con uno splendido mancino a giro che non ha lasciato scampo al portiere bianconero.

Una prestazione maiuscola, l’ennesima di questo suo inizio di stagione in Serie A, che ha fatto rumore e attirato gli elogi di molti addetti ai lavori. Tra questi, una voce autorevole come quella di Ivan Zazzaroni, che sul proprio profilo Instagram ha speso parole pesantissime per il giocatore, quasi un’investitura ufficiale.

Il direttore del Corriere dello Sport non ha usato mezzi termini per celebrare la classe del giocatore, sottolineando come un talento del genere sia una rarità per il nostro campionato e scomodando un paragone illustre: «Nico Paz è la cosa migliore offerta dalla serie A, gioca un calcio che da noi non ha eguali. Solo Dybala in condizione è del suo livello. Un altro bel 10 per Florentino».

Un complimento che suona quasi come una sentenza. Zazzaroni lo definisce “la cosa migliore” del campionato, capace di giocare un calcio che non ha eguali in Italia, accostabile solo alla versione migliore di Paulo Dybala. Ma le parole del giornalista sono anche intrise di rammarico per la Serie A. L’elogio si chiude infatti con un riferimento chiaro al suo futuro: “Un altro bel 10 per Florentino”. Nico Paz, infatti, è solo di passaggio in Italia. Al termine di questa stagione, il giocatore è destinato a tornare al Real Madrid, club proprietario del suo cartellino, pronto a riprendersi quel talento che il Como si sta godendo e che la Juventus ha appena subito.

Como Juve 2-0: finisce qui! Bianconeri ko, decide la rete di Kempf

Como Juve, sfida valevole per la 7^giornata della Serie A 2025/26: appuntamento alle 12:30 allo Stadio Sinigaglia! Segui il LIVE qui

La Juventus affronta il Como nella 7ª giornata di Serie A 2025/26, domenica 19 ottobre alle ore 12:30 allo stadio “Giuseppe Sinigaglia”. Una sfida che arriva in un momento cruciale: i bianconeri, reduci da una serie di pareggi vuole tornare al successo in una sfida complessa contro i ragazzi terribili di Fabregas. Calcionews24 segui LIVE il match:


SEGUI IL LIVE DI COMO JUVE SU JUVENTUSNEWS24


FORMAZIONI UFFICIALI

COMO: Butez; Smolcic, Kempf, Ramon, Alberto Moreno; da Cunha, Perrone, Caqueret; Paz, Morata, Vojvoda.

JUVENTUS (4-3-3): Di Gregorio; Kalulu, Rugani, Kelly, Cambiaso; Koopmeiners, Locatelli, Thuram; Conceiçao, David, Yildiz. All. Tudor. A disp. Perin, Scaglia, Gatti, Vlahovic, Adzic, Kostic, Openda, McKennie, Joao Mario

Infortunio Loftus-Cheek, la decisione definitiva da Milanello per la Fiorentina

Infortunio Loftus-Cheek, la decisione definitiva da Milanello per la Fiorentina. L’inglese aveva rimediato un affaticamento durante l’allenamento di ieri

La serata di ieri ha riservato un’altra, amarissima, notizia per Massimiliano Allegri. La già lunghissima e preoccupante lista degli indisponibili in casa Milan rischiava di allargarsi, e purtroppo, le sensazioni negative si sono concretizzate. Oltre ai forfait già noti e pesantissimi di Christian Pulisic, Adrien Rabiot, Pervis Estupiñán e Ardon Jashari, il virus infortuni ha colpito ancora, minando l’equilibrio tattico a poche ore dalla sfida contro la Fiorentina.

Il jolly di centrocampo, Ruben Loftus-Cheek, durante l’allenamento di ieri a Milanello, ha accusato un affaticamento muscolare. Un problema che, sebbene non gravissimo, è sufficiente per costringere il tecnico toscano a rivedere i suoi piani per la partita di San Siro. Secondo quanto apprende la redazione di MilanNews24, l’inglese non dovrebbe andare neanche in panchina a causa di questo problema. Un ko che spegne la speranza di avere almeno un’alternativa di lusso in mediana o sulla trequarti.

L’assenza di Loftus-Cheek, che era il candidato principale per sostituire Rabiot o Pulisic in una posizione cruciale, rende le scelte di Allegri pressoché obbligate e di pura emergenza. Al suo posto, dietro Leao, sarà schierato Alexis Saelemaekers. Il belga, solitamente esterno, si ritroverà ad agire come trequartista, sfruttando la sua corsa e disciplina tattica per raccordare i reparti in una posizione inusuale. Di conseguenza, lo slot sulla fascia destra sarà occupato da Zachary Athekame. Il giovane, anche lui chiamato in causa dall’emergenza, avrà l’occasione di debuttare dal primo minuto per dimostrare il suo valore. Allegri si affida alla versatilità e al sacrificiodei suoi giocatori per superare l’ostacolo Fiorentina e conquistare il primo posto in classifica.

Formazioni ufficiali Genoa Parma, le scelte in vista del match

Formazioni ufficiali Genoa Parma, le scelte in vista del match di Serie A. Il punto

Oggi la sfida valida per l’attuale giornata di Serie A Genoa Parma. Ecco gli schieramenti del match.

GENOA (4-2-3-1): Leali; Sabelli, Vasquez, Ostigard, Ellertsson; Frendrup, Masini; Norton-Cuffy, Malinovksyi, Vitinha; Ekuban.
Allenatore: Patrick Vieira

PARMA (4-3-2-1): Suzuki; Britschgi, Circati, Ndiaye, Delprato; Keita, Estevez, Bernabé; Almqvist, Cutrone; Pellegrino. 
Allenatore: Carlos Cuesta

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Formazioni ufficiali Cagliari Bologna, le scelte di Pisacane e Italiano

Formazioni ufficiali Cagliari Bologna, le scelte in vista del match di Serie A. Il punto

Oggi la sfida valida per l’attuale giornata di Serie A Cagliari Bologna. Ecco gli schieramenti del match.

CAGLIARI (3-5-1-1): Caprile; Luperto, Mina, Zappa; Palestra, Adopo, Prati, Folorunsho, Obert; Felici; Esposito. Allenatore: Pisacane.

BOLOGNA (4-2-3-1): Ravaglia; Holm, Vitik, Heggem, Miranda; Freuler, Ferguson; Cambiaghi, Odgaard, Bernardeschi; Castro. Allenatore: Italiano.

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Como-Juve, tantissimi ospiti di lusso durante il match (Gattuso e non solo). Il punto

Como-Juve: ospiti d’eccezione al Sinigaglia tra cui anche l’allenatore Gattuso

Il match tra Como e Juventus al Sinigaglia ha attirato l’attenzione non solo per il valore delle squadre in campo, ma anche per la presenza di illustri ospiti in tribuna d’onore. Tra i volti più noti, si sono distinti Arsène Wenger, Thierry Henry e Gennaro Gattuso, tutti legati al mondo del calcio e con storie significative alle spalle.

Wenger, ex allenatore dell’Arsenal, è noto per la sua filosofia di gioco e per aver rivoluzionato l’approccio tattico nel calcio inglese. La sua presenza a Como testimonia l’interesse per il calcio italiano e la volontà di supportare iniziative che promuovono il calcio a livello locale.

Henry, leggenda del calcio francese e ex compagno di Wenger all’Arsenal, ha recentemente assunto un ruolo di rilievo nel Como. La sua presenza in tribuna ha suscitato entusiasmo tra i tifosi, che vedono in lui una figura carismatica capace di portare valore aggiunto al club.

Gattuso, attuale allenatore della nazionale italiana, ha una lunga carriera sia da giocatore che da tecnico. La sua visita a Como sottolinea l’importanza di mantenere legami con le radici calcistiche e di supportare realtà emergenti nel panorama calcistico italiano.

La presenza di queste figure di spicco ha reso l’incontro ancora più speciale, attirando l’attenzione di media e appassionati. Il match, pur non essendo tra le sfide più attese della stagione, ha acquisito una dimensione internazionale grazie agli ospiti presenti.

In conclusione, l’incontro Como-Juve non è stato solo un confronto sportivo, ma anche un’occasione per celebrare il calcio in tutte le sue sfaccettature, con la partecipazione di leggende che continuano a influenzare il mondo del calcio.

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Lecce, si respira serenità nell’aria. Sentite cosa ha detto il presidente Sticchi Damiani

Lecce, fiducia in Di Francesco: “Ha trovato la chiave tattica giusta”. Le parole

In casa Lecce si respira ottimismo. Dopo tre risultati utili consecutivi, la squadra giallorossa sembra aver trovato finalmente una propria identità, grazie al lavoro di Eusebio Di Francesco. L’allenatore, arrivato in estate con l’obiettivo di portare equilibrio e intensità, è riuscito a trasmettere un’impronta chiara, costruendo una squadra solida e compatta.

A confermare il buon momento è stato il presidente del club, che ha dichiarato con soddisfazione: “Di Francesco ha trovato la chiave tattica giusta. Nelle ultime partite la squadra ha concesso pochissimo agli avversari e ha giocato con grande attenzione e disciplina”.

Il pareggio a reti bianche nell’ultima gara ha lasciato un pizzico di amaro in bocca, ma ha anche confermato il percorso di crescita del Lecce. “Forse è una partita che potevamo anche vincere – ha ammesso il presidente – ma abbiamo mostrato maturità e organizzazione. Questo dimostra che il lavoro del mister sta dando i suoi frutti”.

Uno degli aspetti più apprezzati dalla dirigenza è la capacità della squadra di restare compatta in campo. “La squadra ha capito cosa serve per affrontare la Serie A – ha aggiunto – c’è voglia di lottare, di aiutarsi, e anche chi entra dalla panchina si fa trovare pronto. È questo lo spirito che vogliamo”.

Il Lecce ha ottenuto cinque punti nelle ultime tre partite, subendo solo due gol e mostrando una crescita difensiva significativa. Ma il club salentino guarda oltre: il prossimo obiettivo è conquistare la prima vittoria casalinga della stagione, traguardo che manca ancora e che la tifoseria attende con ansia.

“Vincere davanti al nostro pubblico sarebbe importante – ha detto il presidente – ma non dobbiamo avere fretta. La squadra sta lavorando bene, il gruppo è sano e il tecnico ha il pieno sostegno della società”.

La sensazione è che il Lecce stia costruendo le basi per una stagione più stabile, con meno sofferenze rispetto al passato. Con una guida tecnica lucida e un gruppo unito, il cammino può diventare sempre più solido.

“C’è ancora tanto da fare, ma siamo sulla strada giusta”, ha concluso il presidente. Il Lecce, ora, vuole continuare a crescere. E a crederci.

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