Pagina 592 – Calcio News 24

Trevisani critico: «A Firenze si lamentano sempre. Andare alla Fiorentina è diverso rispetto a quella squadra»

Trevisani: «Bologna ti fa rinascere, a Firenze si vive il calcio in modo più ingrugnito»

Riccardo Trevisani, noto giornalista sportivo, si è raccontato in una lunga intervista a ZeroCinquantaBologna, dove ha analizzato le differenze tra due piazze molto calde del calcio italiano: Bologna e Firenze. Partendo da un suo intervento recentemente diventato virale per le critiche rivolte alla tifoseria viola, Trevisani ha spiegato il suo punto di vista in modo diretto, ma con uno sguardo equilibrato.

«C’è un differente modo di vivere la vita e il calcio», ha dichiarato Trevisani. «A Bologna vedo un’atmosfera più serena, più leggera. I bolognesi sembrano affrontare tutto con un sorriso, anche le partite di calcio. A Firenze, invece, si respira un’aria più pesante, dove la critica è più feroce e il giudizio arriva spesso prima del sostegno».

Secondo Trevisani, queste due città – pur simili per obiettivi sportivi e ambizioni – esprimono un’anima calcistica molto diversa. Bologna, spiega, è una piazza che non solo sostiene, ma accoglie. «Mi sembra una città che ti aiuta a risorgere», aggiunge. «Basta pensare a campioni come Roberto Baggio, Beppe Signori o Marco Di Vaio: tutti giocatori che, dopo momenti difficili, hanno ritrovato fiducia e amore proprio a Bologna. È un posto dove si può ricominciare, dove anche chi ha vissuto crisi personali o professionali riesce a sentirsi di nuovo a casa».

Nel suo stile schietto e sincero, Trevisani non risparmia una riflessione anche sulla componente emotiva del tifo: «A Firenze c’è una passione intensa, ma a volte sembra mancare il piacere di godersi il momento. Il calcio diventa troppo spesso motivo di tensione invece che di condivisione».

La chiacchierata tocca anche l’allenatore Vincenzo Italiano, molto legato a entrambe le piazze, avendo lasciato un’impronta forte alla Fiorentina e ora al centro del progetto Bologna. Trevisani riconosce le qualità del tecnico e sottolinea come Bologna possa essere l’ambiente ideale per valorizzare il suo gioco e la sua filosofia calcistica.

L’intervista offre così uno spaccato profondo sul modo in cui il calcio viene vissuto nelle due città e conferma ancora una volta la capacità di Trevisani di leggere tra le righe del mondo sportivo, cogliendo non solo gli aspetti tattici, ma anche quelli umani ed emozionali che rendono questo sport unico.

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Calciomercato Real Madrid, nel mirino un altro grande talento per fare il salto con i blancos

Calciomercato Real Madrid: nel mirino un nuovo talento sudamericano, si chiama Gilberto Mora

Il calciomercato del Real Madrid continua a guardare con grande attenzione al mercato sudamericano, da sempre terreno fertile per scoprire nuovi talenti. Secondo quanto riportato dalla stampa spagnola, il club blanco avrebbe messo gli occhi su Gilberto Mora, giovane promessa del calcio messicano, considerato una delle rivelazioni più interessanti del panorama latinoamericano.

Mora, classe 2007, è un centrocampista offensivo dotato di grande tecnica, visione di gioco e personalità. Nonostante la giovane età, si è già messo in luce con prestazioni brillanti sia a livello di club che in ambito internazionale giovanile. Il suo stile di gioco ricorda quello di alcuni campioni già affermati, e la sua maturità in campo ha attirato l’attenzione dei top club europei, con il Real Madrid in prima fila.

Il club di Florentino Pérez, da anni impegnato in una strategia ben precisa sul fronte del calciomercato, continua a puntare fortemente su giovani talenti da formare e valorizzare. L’eventuale arrivo di Gilberto Mora si inserirebbe perfettamente in questo progetto. Dopo aver investito su profili come Vinícius Júnior, Rodrygo e più recentemente Endrick, la società madrilena prosegue nella costruzione di una rosa che possa durare nel tempo, combinando gioventù e qualità.

Il Real Madrid, infatti, non si limita a osservare i grandi nomi già affermati, ma cerca di anticipare la concorrenza puntando su giocatori ancora poco conosciuti al grande pubblico. Mora rappresenta proprio questo tipo di profilo: un calciatore che, se inserito in un contesto come quello madridista, potrebbe esplodere definitivamente.

La stampa spagnola parla di un interesse concreto, anche se per il momento non ci sarebbero trattative avanzate. Tuttavia, l’attenzione del Real Madrid è reale e il club starebbe monitorando da vicino le prossime evoluzioni del giocatore.

In un calciomercato sempre più competitivo, muoversi con anticipo è fondamentale. Il calciomercato Real Madrid lo dimostra ancora una volta, guardando al futuro con la consueta lungimiranza. Se l’interesse per Gilberto Mora dovesse concretizzarsi, potremmo assistere a un’altra scommessa vincente da parte dei Blancos, proiettati a costruire la nuova generazione di stelle.

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Como, Ludi sicuro: «Vogliamo continuare a crescere. Il nostro obiettivo? Penso che…»

Como, parla il ds Ludi: «Orgogliosi del percorso, ma vogliamo crescere ancora»

A pochi minuti dalla sfida di cartello contro la Juventus, il direttore sportivo del Como, Carlalberto Ludi, è intervenuto ai microfoni di DAZN per commentare il momento della squadra, il progetto in crescita e alcuni dei protagonisti più attesi. Le sue parole riflettono entusiasmo, ambizione e una visione chiara per il futuro del club lariano.

Uno dei temi centrali è stato il confronto tra due giovani talenti in rampa di lancio: Nico Paz e Kenan Yildiz. Ludi ha voluto sottolineare l’importanza di avere profili del genere in Serie A: «La nostra scelta è ricaduta su Nico Paz perché è un calciatore straordinario e sta facendo un percorso importante. Vedere un duello tra lui e Yildiz, due giovani destinati a fare grandi cose, è un bel segnale per il calcio italiano e per la Serie A in generale».

Parlando della crescita del progetto Como, Ludi ha evidenziato i passi avanti fatti negli ultimi anni, ma ha anche ribadito come la mentalità del club sia orientata al miglioramento costante: «Siamo molto orgogliosi di ciò che abbiamo costruito finora, ma non ci accontentiamo. La nostra motivazione è quella di crescere partita dopo partita. L’obiettivo è arrivare a marzo con una squadra ancora più forte rispetto a quella che siamo oggi. Ogni sfida è un’opportunità per alzare il livello».

Un pensiero anche per un volto noto del calcio europeo, Álvaro Morata, che recentemente ha lavorato con la squadra: «Siamo stati felici di averlo avuto con noi in queste settimane. È un campione, un leader dentro e fuori dal campo. Trascina i giovani e siamo convinti che potrà darci una grande mano sia in termini tecnici che di mentalità».

La società Como, che ha già stupito per organizzazione e ambizione, punta ora a consolidarsi in Serie A con un progetto serio, giovani di talento e l’esperienza di figure internazionali. Le parole di Ludi fotografano un ambiente positivo, che guarda avanti senza dimenticare il percorso fatto.

Contro una big come la Juventus, il Como ha l’occasione non solo di misurarsi ad alti livelli, ma anche di dimostrare che il suo progetto ha basi solide e prospettive concrete.

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Di Gregorio su Como Juve: «Per noi non esistono partite facile. Vogliamo agire così»

Como Juve, parla Di Gregorio: «Ogni partita è una battaglia. Vogliamo una grande prestazione»

In vista della sfida Como Juve, valida per la settima giornata di Serie A, Michele Di Gregorio ha parlato ai microfoni di DAZN, condividendo le sue sensazioni prima del match. Il portiere ha sottolineato la difficoltà crescente del campionato e l’importanza della mentalità di squadra in un periodo ricco di impegni ravvicinati.

«Credo che tutte le partite siano diventate difficili», ha detto Di Gregorio riferendosi al livello sempre più competitivo della Serie A. «In particolare questa settimana ci aspetta un tour de force, con tre trasferte consecutive a partire da oggi. Siamo pronti ad affrontarle con la giusta determinazione».

Como Juve si preannuncia come una gara ostica per entrambe le formazioni. Il Como cercherà di sfruttare il fattore campo per mettere in difficoltà i bianconeri, mentre la Juventus dovrà gestire energie e assenze, in particolare quella di Bremer, out per infortunio.

Sul tema dell’assenza del difensore brasiliano, Di Gregorio ha commentato: «Sicuramente cambia qualcosa a livello numerico. Bremer è un giocatore importante e dà il suo contributo come tutti i componenti della squadra. La sua mancanza si fa sentire, ma abbiamo un gruppo serio e compatto. L’obiettivo è sempre lo stesso: fare una grande prestazione».

La partita Como Juve sarà un test significativo per entrambe le squadre. Per il Como, è un’occasione per misurarsi contro una delle big del campionato, mentre per la Juventus rappresenta un banco di prova utile per valutare la tenuta del gruppo in un momento denso di partite e possibili rotazioni.

Con un calendario serrato, ogni punto diventa prezioso, e le parole di Di Gregorio rispecchiano la mentalità che mister Tudor sta cercando di trasmettere: concentrazione, coesione e spirito di sacrificio. Anche senza uno dei suoi leader difensivi, la Juventus non intende concedere nulla e vuole continuare la propria corsa ai vertici della classifica.

Como Juve non è solo una tappa di campionato, ma uno scontro che metterà alla prova solidità, approccio mentale e capacità di adattamento di entrambe le squadre. E per Di Gregorio e compagni, è un’occasione per dimostrare che nulla è impossibile, nemmeno contro una corazzata come la Juve.

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Tudor pre Como Juve: «Noi siamo pronti. Quella di oggi sarà una sfida che…»

Como Juve, Tudor: «Sfida difficile, ma siamo pronti. Niente è mai deciso in anticipo»

Alla vigilia di Como Juve, match valido per la settima giornata di Serie A, il tecnico Igor Tudor ha parlato ai microfoni di DAZN, offrendo spunti interessanti su formazione, motivazioni e avversari. Una gara che, pur non essendo decisiva a livello di classifica, rappresenta un crocevia importante per l’equilibrio della squadra e per il morale del gruppo.

Como Juve si presenta infatti come una sfida affascinante, con due squadre in cerca di conferme. La Juventus vuole consolidare la propria posizione ai vertici della classifica, mentre il Como, ben organizzato e pericoloso in casa, cerca un risultato prestigioso.

Tudor ha commentato così l’importanza della partita: «Non c’è niente di decisivo, è tutta la vita che è decisivo. Per un allenatore, ogni partita lo è. Dobbiamo fare una bella gara, cercare di imporci su un campo difficile. L’abbiamo preparata in soli due giorni dopo la sosta per le nazionali, ma i ragazzi sono motivati».

Sul tema caldo della formazione in vista di Como Juve, il tecnico ha glissato con intelligenza, mantenendo il riserbo sul modulo e sugli interpreti: «L’infortunio di Bremer non influisce sulle scelte. Si fa sempre quello che è meglio per la squadra. I ragazzi li ho visti bene in questi giorni. E poi, chi ha detto che giochiamo a quattro? Tra poco si vedrà».

Il mister ha poi scherzato parlando del suo amico Thierry Henry, leggenda del calcio internazionale: «Gli ho detto che oggi deve tifare Juve. È un grande, capisce tanto di calcio». Una battuta che stempera la tensione, ma rivela anche quanto il match Como Juve sia sentito anche al di fuori del campo.

Con la Juventus chiamata a dare continuità ai risultati e il Como pronto a giocarsi le proprie carte davanti al pubblico di casa, la partita promette spettacolo. Tudor, da parte sua, sembra avere le idee chiare, pur lasciando spazio a un po’ di pretattica.

Como Juve sarà dunque una sfida da seguire fino all’ultimo minuto, non solo per i punti in palio ma anche per capire la vera forza mentale e tattica delle due squadre in campo.

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Como Juve, Del Piero sicuro: «Sarà una sfida interessante oggi tra questi due giocatori»

Como Juve, Del Piero accende i riflettori: «Yildiz e Paz? Una sfida nella sfida»

La sfida Como Juve non è solo un appuntamento di cartello della giornata di campionato, ma un vero e proprio duello generazionale tra due giovani talenti destinati a lasciare il segno: Kenan Yildiz e Nico Paz. A sottolineare l’importanza dell’incontro è una voce autorevole del calcio italiano, Alessandro Del Piero, che ha parlato ai microfoni de La Stampa, regalando una lettura intensa e appassionata della gara.

Secondo l’ex capitano bianconero, la sfida Como Juve non può essere ridotta a una semplice partita di campionato. È un’occasione per ammirare due gioielli del calcio moderno che, pur giovanissimi, stanno affrontando il palcoscenico della Serie A con grande maturità. «È una bellissima sfida – ha dichiarato Del Piero – ed è bello che si parli di ragazzi così giovani che hanno accettato una tale responsabilità. Sia Nico Paz che Kenan Yildiz stanno esprimendo un calcio fantastico, sono dei gioielli. La loro sarà una sfida nella sfida da non perdersi».

Il match Como Juve arriva in un momento particolare del campionato, in cui le gerarchie non sono ancora ben definite. Del Piero ha sottolineato come sei giornate non bastino per delineare i veri valori in campo: «Alcune squadre affrontano più difficoltà di altre, ma è entusiasmante vedere così tante formazioni in corsa. Non si può ancora dire chi vincerà, e questo rende il torneo più interessante». Per l’ex numero 10 della Juve, la bellezza della Serie A sta proprio nell’imprevedibilità, qualità che la sfida tra Como e Juve incarna perfettamente.

Uno sguardo anche alla Nazionale, per cui Del Piero conserva ancora grandi speranze. Dopo le mancate qualificazioni agli ultimi due Mondiali, l’obiettivo è chiaro: «Come tifosi abbiamo un sogno, anzi due. Il primo è tornare a partecipare al Mondiale, ma sappiamo anche che durante la competizione possiamo dare tantissimo. L’Italia sa sorprendere nei momenti chiave».

Il fascino di Como Juve è quindi doppio: da una parte la corsa ai vertici della classifica, dall’altra la scoperta dei campioni di domani. E in questo equilibrio tra presente e futuro, Del Piero invita tutti a non perdere di vista lo spettacolo.

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Formazioni ufficiali Como Juve, le scelte in vista del match di oggi

Formazioni ufficiali Como Juve, le scelte in vista del match di Serie A. Il punto

Oggi la sfida valida per l’attuale giornata di Serie A Como Juve. Ecco gli schieramenti del match.

COMO (4-3-3): Butez; Smolcic, Kempf, Ramon, Alberto Moreno; da Cunha, Perrone, Caqueret; Paz, Morata, Vojvoda. All. Guindos.

JUVENTUS (4-3-3): Di Gregorio; Kalulu, Rugani, Kelly, Cambiaso; Koopmeiners, Locatelli, Thuram; Conceiçao, David, Yildiz. All. Tudor. A disp. Perin, Scaglia, Gatti, Vlahovic, Adzic, Kostic, Openda, McKennie, Joao Mario

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Bologna, chiavi della porta a Ravaglia. La situazione in casa rossoblu è chiara

Bologna ritrova Ravaglia: il ritorno del figliol prodigo tra i pali. La situazione attuale

È di nuovo tempo di Federico Ravaglia. Il giovane portiere torna a difendere la porta del Bologna, in una stagione che si preannuncia ricca di sfide e opportunità. Ravaglia, cresciuto nel vivaio rossoblù dopo i primi passi nel Progresso a Castel Maggiore, è pronto a prendersi la scena. Oggi alla Unipol Domus sarà lui il titolare tra i pali: lo ha annunciato ieri il tecnico Vincenzo Italiano in conferenza stampa, confermando il turno di riposo per Skorupski, reduce dagli impegni con la nazionale.

Il Bologna, in questo momento della stagione, deve affrontare un calendario fitto di partite e, inevitabilmente, il turnover diventa fondamentale. Per Ravaglia si tratta di un’occasione importante: premiato il suo impegno costante durante la sosta, il giovane estremo difensore avrà finalmente modo di esordire in questa stagione. Un’opportunità attesa a lungo, soprattutto dopo le grandi prestazioni offerte da Skorupski nelle prime giornate di campionato.

Nella passata stagione, Ravaglia ha dimostrato di poter essere una garanzia, restando imbattuto in cinque occasioni. Un dato che fa ben sperare i tifosi del Bologna, chiamati a sostenere una squadra che ambisce a confermarsi protagonista anche quest’anno. Oggi, davanti a lui, ci sarà una difesa rinnovata con Heggem e Casale, inseriti da Italiano per gestire le energie dei nazionali appena rientrati.

Il ritorno tra i pali di Ravaglia non è solo una questione tecnica, ma anche simbolica. Il Bologna ritrova uno dei suoi talenti cresciuti in casa, un portiere che conosce profondamente l’ambiente e che ha sempre dimostrato grande attaccamento alla maglia. Per molti tifosi, il suo debutto stagionale rappresenta un momento atteso e carico di emozione.

Con tre partite in una settimana, la gestione delle risorse sarà cruciale per il Bologna, e Ravaglia ha l’occasione giusta per dimostrare di poter essere un’alternativa affidabile nel lungo periodo. Oggi il destino del Bologna, almeno per 90 minuti, è letteralmente nelle sue mani. E chissà che questa partita non sia l’inizio di qualcosa di più grande, in una stagione che potrebbe segnare la sua definitiva consacrazione in maglia rossoblù.

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Nuovo allenatore Sampdoria: oggi è atteso l’annuncio ufficiale dell’ex Roma Foti: le ultimissime novità

Nuovo allenatore Sampdoria: ci sarà nella giornata di oggi l’annuncio dell’ex Roma Foti: le ultimissime sui blucerchiati

La Sampdoria apre un nuovo capitolo. Dopo l’esonero di Massimo Donati, ufficializzato ieri pomeriggio a causa di un avvio di stagione ben al di sotto delle aspettative, la società ha deciso di affidarsi a un volto familiare: Salvatore Foti, ex attaccante doriano e reduce dalle esperienze come vice di José Mourinho alla Roma e al Fenerbahçe.

Secondo quanto riportato da Il Secolo XIX, l’annuncio ufficiale è atteso in giornata. Foti dovrebbe dirigere già domani pomeriggio il suo primo allenamento al centro sportivo di Bogliasco, in un clima di grande attesa e tensione. Una scelta rapida, dettata dalla necessità di dare una scossa immediata all’ambiente.

I dettagli del contratto

Per Foti, alla sua prima vera esperienza da allenatore capo, è stato predisposto un accordo fino a giugno. Non è escluso che possa essere affiancato da un tecnico con patentino, come Lombardo o Gregucci. Elemento chiave dell’intesa è la clausola di rinnovo automatico in caso di promozione in Serie A. Inoltre, la società si è riservata un’opzione unilaterale di prolungamento, così da garantirsi continuità qualora i risultati fossero soddisfacenti.

La scelta interna dopo l’addio a Donati

La decisione di puntare su Foti chiude il periodo di incertezza seguito alla pesante sconfitta contro l’Entella, che è costata la panchina a Donati. La dirigenza aveva valutato diversi profili – da Maran a Nesta, passando per De Rossi, Iachini e persino la pista estera che portava a Friis – ma alla fine ha preferito una soluzione interna.

Nonostante la giovane età e la limitata esperienza da primo allenatore, Foti porta con sé un bagaglio prezioso, maturato accanto allo “Special One”. L’obiettivo è chiaro: rilanciare la Sampdoria in classifica e inseguire con decisione il sogno della Serie A.

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Infortuni Juventus, stop per Zhegrova: pubalgia in riacutizzazione. Rischia anche il Real Madrid: tutti i dettagli

Infortuni Juventus: Zhegrova ancora ai box. Recupero senza date, Real Madrid a rischio. Le ultimissime notizie

L’emergenza in casa bianconera non conosce tregua. Dopo i lunghi stop di Bremer e Cabal, anche Edon Zhegrova è costretto a fermarsi. L’esterno kosovaro non sarà disponibile contro il Como e resta in forte dubbio per la supersfida di Champions League contro il Real Madrid. A confermare l’assenza è stato Igor Tudor in conferenza stampa.

Secondo Tuttosport, il problema non è affatto banale: ufficialmente si parla di un “fastidio al pube esteso fino all’anca”, ma in realtà si tratta di una pubalgia che lo accompagna già dalla scorsa stagione e che ne ha frenato la crescita. Non a caso il CT del Kosovo, Franco Foda, aveva già avvertito: “Dobbiamo trattarlo con cura”.

Il bilancio stagionale di Zhegrova è finora deludente: appena 36 minuti in campo distribuiti in tre presenze, troppo poco per incidere davvero. Tudor aveva in programma di offrirgli presto una chance da titolare, ma dovrà rivedere i suoi piani.

Alla Continassa la parola d’ordine è cambiata: non più un rientro affrettato, ma un recupero completo. Per il giocatore è stato predisposto un percorso personalizzato di rinforzo muscolare, con l’obiettivo di evitare ricadute.

La Juventus non vuole correre rischi dopo i casi Bremer e Cabal, rientrati in fretta e poi nuovamente fermati. Per questo il ritorno di Zhegrova non ha una data precisa: sarà valutato giorno per giorno, seguendo le sensazioni del calciatore.

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Infortunio Milan, che tegola per Allegri! Quel giocatore è in dubbio per la Fiorentina, ecco la possibile alternativa. Tutti gli aggiornamenti

Infortunio Milan, nuovo ko: Allegri in ansia per la Fiorentina. Un titolare in dubbio, pronta l’alternativa. Tutti i dettagli

L’emergenza infortuni in casa Milan assume i contorni di un vero e proprio allarme rosso a ridosso della sfida interna contro la Fiorentina. A confermare la situazione è stato Peppe Di Stefano, inviato di Sky Sport, che nelle ultime ore ha riportato un aggiornamento pesante sulla formazione rossonera: un nuovo, inatteso stop che complica ulteriormente i piani di Pioli.

PAROLE – «Oltre agli infortuni risaputi dopo le nazionali, c’è stato un problema oggi in allenamento e non é un problema semplice perché potrebbe condizionare la partita di domani», ha riferito Di Stefano.

La tegola dell’ultima ora riguarda Ruben Loftus-Cheek, individuato da Massimiliano Allegri come trequartista d’emergenza per sopperire all’assenza di Rabiot. L’inglese ha accusato un affaticamento muscolare durante l’allenamento odierno, mettendo seriamente a rischio la sua disponibilità per la sfida di San Siro.

L’attesa per il provino e l’opzione Saelemaekers

Un’eventuale forfait complicherebbe ulteriormente i piani del tecnico bianconero, già costretto a rinunciare a pedine fondamentali come Pulisic, Rabiot e Nkunku. La perdita di Loftus-Cheek in quella zona del campo, dove avrebbe potuto sfruttare fisicità e capacità di inserimento, obbligherebbe Allegri a un’ennesima revisione tattica.

Il centrocampista sosterrà un test decisivo domani mattina, poche ore prima del calcio d’inizio (20.45). Nel frattempo, lo staff ha già predisposto un piano alternativo: l’inserimento di Saelemaekers, chiamato a ricoprire un ruolo che inizialmente non era stato pensato per lui.

«Domani farà un provino e, se non dovesse farcela, giocherà Saelemaekers trequartista con Athekame a destra», ha concluso Di Stefano.

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Gasperini Roma, l’allenatore giallorosso affonda ancora consecutiva contro i nerazzurri: la statistica sul tecnico ex Inter

Gasperini Roma, senza scampo: nove sconfitte consecutive contro l’Inter, la curiosa statistica che pesa sulla sua carriera

All’Olimpico la Roma di Gian Piero Gasperini si è arresa ancora una volta all’Inter, confermando il trend negativo che accompagna il tecnico giallorosso contro i nerazzurri. Lo 0-1 maturato a Roma rappresenta infatti la nona sconfitta consecutiva per l’allenatore bergamasco contro la squadra milanese, un dato che fotografa la difficoltà cronica di Gasperini nel superare quella che ormai è diventata la sua vera “bestia nera”.

Bonny firma il colpo decisivo

La partita si è decisa già nei primi minuti: al 6′ Ange-Yoan Bonny ha sfruttato al meglio un assist perfetto di Nicolò Barella, battendo Svilar e regalando all’Inter il vantaggio che si sarebbe rivelato definitivo. Nonostante i tentativi della Roma nella ripresa, con qualche occasione costruita soprattutto da Dybala e Dovbyk, la difesa nerazzurra ha retto senza sbavature, blindando i tre punti.

Roma generosa, Inter implacabile

La squadra di Gasperini ha provato a reagire, ma si è scontrata con la solidità e la compattezza dell’undici guidato da Cristian Chivu, capace di gestire il risultato con maturità e determinazione. Per i giallorossi resta l’amarezza di una prestazione volenterosa ma poco incisiva, mentre l’Inter conferma la propria superiorità negli scontri diretti.

Un dato che pesa sulla carriera di Gasperini

Secondo i dati riportati da Sky, le nove sconfitte consecutive contro l’Inter rappresentano una macchia significativa nel percorso di Gasperini, che pure con la Roma ha raccolto risultati importanti. Contro i nerazzurri, però, il tecnico continua a sbattere contro un muro che sembra insormontabile.

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Calciomercato Napoli sotto accusa: «Si sono fatti fregare! Lucca è costato 40 milioni, Bonny 26»

Calciomercato Napoli sotto accusa: «Si sono fatti fregare! Lucca è costato 40 milioni, Bonny 26». Il duro attacco all’operato del ds Manna

La sconfitta per 1-0 sul campo del Torino, la seconda in questo avvio di campionato, fa scattare il primo campanello d’allarme in casa Napoli. A finire sotto la lente d’ingrandimento, dopo il gol decisivo dell’ex Giovanni Simeone, non è solo la prestazione della squadra, ma l’intera strategia di mercato estiva.

Sulle colonne del quotidiano Libero, il giornalista Claudio Savelli analizza in modo critico le scelte della dirigenza e di Antonio Conte. L’accusa è chiara: il club si è fatto prendere dalla “smania” di acquistare, spendendo tanto e, in alcuni casi, male. L’analisi tocca diversi punti nevralgici: dall’investimento oneroso per il portiere Milinkovic-Savic, quando si era già ceduto Caprile a meno della metà, ai soldi che sarebbero serviti per un vice-Di Lorenzo.

Savelli critica anche le “fissazioni” di Conte, come la scelta di schierare Juan Jesus al posto di Buongiorno, definendola un “azzardo” che ha spianato la strada al Torino. Infine, un affondo pesante sull’attacco: l’investimento da 40 milioni per Lucca, ritenuto non all’altezza né nel gioco spalle alla porta richiesto dal tecnico, né nell’attacco alla profondità, specialmente se paragonato ad alternative (come Bonny all’Inter) costate molto meno.

Ecco l’intervento completo di Savelli: «Il Napoli si è fatto un po’ fregare da questa smania di inserire rinforzi. Ha speso tanto e, in alcuni casi, troppo. I 20 milioni per Milinkovic-Savic si potevano investire altrove, soprattutto perché Caprile era stato ceduto per meno della metà. Erano più utili per un terzino destro, peraltro a lungo inseguito, ad esempio: Di Lorenzo le gioca tutte nonostante mostri sempre qualche lacuna, e non è lesa maestà farlo notare. Lang entra sempre e solo in situazioni disperate, ovvero le peggiori per guadagnare fiducia. Poi Conte ha qualche fissazione sugli uomini che lo hanno portato a vincere. Far giocare Juan Jesus quando Buongiorno è disponibile è un azzardo: il Torino, e l’ex Simeone, ringraziano. In panchina resta anche Marianucci che nell’Under 21 è un leader, non l’ultimo arrivato. E chissà dove sarebbe il Napoli se Lukaku si fosse fatto male a mercato chiuso: Lucca non è all’altezza della situazione. Non riesce a fare il lavoro che gli chiede Conte – tenere i palloni spalle alla porta, pulirli, essere preciso tecnicamente – e nemmeno quello che Hojlund offre in più, ovvero lo sgancio in profondità per allungare la squadra e offrire una linea di passaggio filtrante. Su questo attaccante sono stati investiti 35 milioni più 5 di bonus, totale 40. A quella cifra c’era qualcosa di meglio. Bonny all’Inter, per dire, è costato 23 più 3 di bonus».

Hernanes punge la Roma in diretta su Dazn: «Menomale che ha perso». Tifosi furibondi

Hernanes punge la Roma in diretta su Dazn: «Menomale che ha perso». Tifosi furibondi per le parole dell’ex centrocampista della Lazio

Al termine di una partita persa, specialmente una di questa importanza, i nervi sono inevitabilmente a fior di pelle. Basta un nonnulla, una parola fuori posto, per provocare reazioni rabbiose. Ci ha pensato Hernanes, l’ex “profeta” di Lazio e Inter, a far saltare la mosca al naso ai tifosi della Roma, che sono andati su tutte le furie con il brasiliano per una battuta di troppo rilasciata in sede di commento per Dazn.

La miccia è stata accesa al termine della sfida dell’Olimpico, vinta dai nerazzurri di Chivu. In realtà, l’analisi iniziale di Hernanes sul match era stata essenzialmente lucida ed equilibrata, riconoscendo i meriti di entrambe le squadre e la reazione giallorossa dopo un primo tempo difficile.

«Nel primo tempo sembravano due squadre di livelli diversi: l’Inter aveva in mano il gioco e la Roma non riusciva ad attaccare. Sembravano timidi, ma poi nel secondo tempo hanno cambiato e si è vista una Roma interessante. L’Inter è il miglior attacco del campionato, ma ha dovuto difendersi».

Fin qui, un’analisi tecnica ineccepibile. Poi, però, è arrivata la battuta di troppo, il commento che ha tradito il suo passato e infiammato gli animi. Condita da un sorriso furbetto, quello di chi sa perfettamente che sta per combinare un guaio, è arrivata la chiosa finale: «Meno male che ha vinto l’Inter perché mi piace il calcio offensivo, ho un passato lì e poi è meglio che la Roma perda».

Quell’ultima frase, “è meglio che la Roma perda”, pronunciata da un ex laziale in diretta televisiva subito dopo una sconfitta bruciante, è stata la scintilla che ha scatenato l’ira dei tifosi romanisti, che hanno riversato la loro frustrazione sull’opinionista, reo di aver mancato di rispetto e di aver provocato in un momento di massima delusione.

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Marsiglia primo in Ligue 1: Greenwood devastante e De Zerbi gode

Marsiglia primo in Ligue 1: Greenwood devastante e De Zerbi gode in vetta al campionato francese. Piazzato il sorpasso al PSG

L’ottava giornata della Ligue 1 2025/2026 ha riscritto la geografia della classifica, regalando un weekend di sorpassi e conferme. Il Marsiglia di Roberto De Zerbi ha sfruttato appieno i passi falsi delle rivali, balzando da solo in testa al campionato. Un evento che non accadeva dal lontano maggio 2010, l’anno in cui l’OM vinse il suo ultimo titolo nazionale.

A spianare la strada ai marsigliesi è stato un sabato di risultati inaspettati. Il Paris Saint-Germain, pur protagonista di una rimonta orgogliosa in casa (capace di recuperare dall’1-3 al 3-3 contro l’ottimo Strasburgo), ha lasciato per strada due punti pesanti. È andata peggio al Lione, crollato 2-3 sul campo del Nizza. Così, l’OM si è preso il palcoscenico con una prestazione dominante al Velodrome.

Contro il Le Havre, la squadra di De Zerbi ha trionfato per 6-2 in rimonta. Dopo essere andati sotto al 24′ (gol di Kechta), i padroni di casa sono stati presi per mano da un Mason Greenwood in stato di grazia, autore di un poker sensazionale. L’attaccante inglese ex Manchester United ha pareggiato su rigore al 35′ (guadagnato da Aubameyang), per poi scatenarsi nel secondo tempo: complice l’espulsione di Lloris tra gli ospiti, Greenwood ha siglato tre reti in nove minuti, tra il 67′ e il 76′.

Questa è la quarta vittoria consecutiva in campionato per l’OM (18 punti in 8 giornate) e la settima di fila in casa, a dimostrazione della solidità trovata con De Zerbi. Con 19 gol fatti e solo 6 subiti, il Marsiglia vanta ora il miglior attacco e la miglior difesa della Ligue 1. Greenwood è il trascinatore assoluto: 7 gol e 4 assist in 8 partite di campionato (22 reti in 36 gare stagionali).

In attesa di altri test, il Velodrome torna a sognare un testa a testa col PSG. Il calendario ora prevede la trasferta europea con lo Sporting Lisbona, poi un ciclo intenso con Lens, Angers, Auxerre e Brest, inframmezzato dalla sfida di coppa contro l’Atalanta.

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Torino, non solo le scuse per il gol dell’ex: cosa ha fatto Simeone dopo la gara col Napoli. Retroscena

Torino, non solo le scuse per il gol dell’ex: cosa ha fatto Simeone dopo la gara col Napoli. Serata di enorme emozione per il Cholito

È stata una serata di emozioni contrastanti, quasi impossibili da gestire, quella vissuta da Giovanni Simeone. Ieri sera, il suo Torino ha battuto 1-0 il Napoli, e a decidere la partita è stato proprio lui, con il più classico e doloroso dei “gol dell’ex”. L’attaccante argentino, nel momento in cui la palla ha gonfiato la rete, ha mantenuto la promessa non scritta del rispetto: non ha esultato, bloccando l’istinto e omaggiando quella che, fino a poco tempo fa, era la sua tifoseria.Un gesto di grande professionalità che, tuttavia, nascondeva un turbine di sentimenti. Per tutti i 90 minuti, Simeone ha giocato con il peso di affrontare il suo passato, e dopo aver deciso il match, ha dovuto reprimere la gioia per il gol e, contemporaneamente, gestire il dispiacere per aver condannato i suoi ex compagni.L’inevitabile decompressione è arrivata solo al fischio finale, lontano dagli occhi delle telecamere. Come svelato oggi dal quotidiano La Repubblica, la vera reazione del “Cholito” Simeone è avvenuta a fine partita, quando la tensione si è sciolta. Dopo aver regalato tre punti pesantissimi ai granata, l’attaccante si è lasciato andare. La Repubblica racconta che «Simeone ha finalmente potuto sciogliere in un pianto liberatorio le sue emozioni». Una scena commovente, avvenuta al riparo da sguardi indiscreti: «(…) Solo negli spogliatoi Simeone si è asciugato le lacrime».

È stata, insomma, una serata che l’argentino difficilmente dimenticherà, divisa perfettamente a metà. Come sottolinea il quotidiano, Simeone era «contento per aver regalato il successo di misura, ma anche dispiaciuto per aver condannato il Napoli con il classico gol dell’ex». Un conflitto interiore che si è manifestato in quelle lacrime, segno tangibile di quanto il calcio, a volte, possa essere una questione di cuore prima ancora che di agonismo.

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Inter, Akanji al top contro la Roma. Lo spogliatoio lo esalta: «Giocatore folle»

Inter, Akanji al top contro la Roma. Lo spogliatoio lo esalta: «Giocatore folle». L’ex City ha già convinto tutti in nerazzurro

La marcia dell’Inter non conosce ostacoli. I nerazzurri centrano la sesta vittoria consecutiva in campionato, espugnando un campo difficile come l’Olimpico e battendo la Roma. Un successo di misura, sofferto ma pesantissimo, che consolida il primato della squadra di Cristian Chivu e ne conferma la solidità.

A decidere il big match è stata la rete di un eccezionale Bonny, che ha regalato i tre punti ai suoi. Ma il successo non è stato solo merito dell’attacco. L’Inter, specialmente nel corso del secondo tempo, ha dimostrato di saper soffrire, resistendo alla pressione giallorossa e mantenendo la porta inviolata grazie alle parate di Yann Sommer, ma soprattutto grazie a una prestazione difensiva sontuosa guidata da Manuel Akanji.

Il difensore svizzero, arrivato quasi in sordina nelle ultime ore del mercato estivo dal Manchester City, si è rivelato un colpo straordinario. L’allenatore ex Parma, Cristian Chivu, ha capito subito il suo valore e, mettendolo a disposizione della squadra, lo ha trasformato in un pilastro insostituibile della retroguardia. Nella notte dell’Olimpico, Akanji ha confezionato una partita ai limiti della perfezione, annullando gli attaccanti avversari con chiusure e anticipi di assoluto livello e dando sicurezza a tutto il reparto.

La sua performance non è passata inosservata, tanto che sui social sono arrivati i complimenti pubblici da parte dei compagni di squadra. Lo stesso Akanji ha celebrato la vittoria sul proprio profilo Instagram: «90 minuti di battaglia, attenzione e disciplina! Fatto il nostro lavoro a Roma, andiamo avanti». Pronta la reazione dei veterani dello spogliatoio. Nicolò Barella, sempre su Instagram, ha commentato con un eloquente «giocatore folle», mentre Alessandro Bastoni ha sintetizzato l’ammirazione generale con un emblematico «mamma mia». Un’investitura ufficiale: anche i senatori dell’Inter incoronano e tessono le lodi di Akanji, certificando come l’ultimo arrivato sia già diventato un leader tecnico della capolista.

Roma, Gasperini perde le staffe con Dimarco: «Ma che caz… fai!?». Cosa è successo

Roma, Gasperini perde le staffe con Dimarco: «Ma che caz… fai!?». Cosa è successo nei minuti finale del match dell’Olimpico con l’Inter

Finale di partita ad alta tensione all’Olimpico, nelle battute decisive del match valido per la settima giornata di Serie A tra Roma e Inter. Protagonista assoluto del nervosismo a bordocampo è stato il tecnico giallorosso, Gian Piero Gasperini, che ha perso la pazienza durante una doppia sostituzione operata dagli ospiti all’82’. L’ingresso in campo di Barella per Zielinski e di Sucic per Dimarco è avvenuto, secondo il tecnico, con un ritmo volutamente compassato, finalizzato unicamente a perdere secondi preziosi.

È stato in particolare il momento dell’uscita di Federico Dimarco a scatenare l’ira incontenibile di Gasperini. Il terzino della Nazionale ha impiegato qualche istante di troppo per abbandonare il rettangolo di gioco, dirigendosi verso la panchina con eccessiva calma. Una mossa che ha fatto esplodere l’allenatore della Roma.

«Ma che fai? Che caz… fai!» ha urlato Gasperini, rivolgendosi poi platealmente al direttore di gara, Massa. Con ampi cenni ed energia, l’allenatore ha evidenziato il proprio disappunto per la palese perdita di tempo, chiedendo un intervento arbitrale per velocizzare le operazioni. La sua frustrazione era palpabile, dettata dall’impossibilità di riprendere a giocare rapidamente in un momento cruciale della gara, con la sua squadra alla ricerca del risultato.

Dimarco, mentre usciva, ha seguito con la coda dell’occhio le rimostranze e la rabbia di Gasperini ed è apparso visibilmente tentato di rispondere a tono all’allenatore avversario, prima di essere allontanato e invitato a proseguire dritto verso la panchina dai suoi compagni e dallo staff.

Sono stati momenti concitati, che hanno richiesto l’intervento del quarto uomo. Feliciani, infatti, si è prontamente avvicinato all’area tecnica giallorossa e ha cercato di riportare la situazione alla normalità, invitando Gasperini a calmarsi e a moderare i toni. Un finale infuocato, che ha mostrato ancora una volta tutto il disappunto e la carica agonistica del tecnico romanista, furioso per l’atteggiamento degli avversari.

Napoli, quando rientrano McTominay e Hojlund? Uno può può farcela col PSV, l’altro…

Napoli, quando rientrano McTominay e Hojlund? Uno può può farcela col PSV, l’altro… Le ultime sulle condizioni dei due big infortunati

Piove sul bagnato in casa Napoli. Contro il Torino è arrivata la seconda sconfitta in campionato, un pesante stop figlio anche delle tante assenze per infortunio che stanno falcidiando la rosa di Antonio Conte. Proprio alla vigilia della trasferta in Piemonte, l’elenco degli indisponibili si è allungato ulteriormente: gli ultimi due in ordine di tempo ad aver alzato bandiera bianca sono stati infatti Rasmus Hojlund e Scott McTominay, che non hanno potuto prendere parte alla sfida.

McTominay Hojlund tempi di recupero

La diagnosi per i due giocatori desta preoccupazione, soprattutto in vista dei prossimi impegni ravvicinati. Per McTominay si tratta di un trauma contusivo alla caviglia sinistra (con tanto di sei punti di sutura), mentre per Hojlund è stato confermato un affaticamento muscolare alla coscia sinistra.

Il calendario, però, non concede tregua e incombe la trasferta europea di Eindhoven. Come analizzato da La Gazzetta dello Sport, i tempi di recupero sono il nodo cruciale. Il quotidiano sportivo fa il punto sulla corsa contro il tempo dei due azzurri:

«Tra due giorni, però, si torna già in campo ed è quindi corsa contro il tempo per il loro recupero. La sensazione, al momento, è che sarà complicato vedere McTominay in campo a Eindhoven – dovrebbe giocare con i punti? -, mentre forse Rasmus potrebbe farcela.»

La prognosi è chiara: il centrocampista scozzese è quasi certamente fuori dai giochi per la sfida europea. La presenza dei punti sulla caviglia rende impensabile un suo impiego a così breve distanza. Qualche spiraglio in più, invece, per l’attaccante danese: se l’affaticamento muscolare non nasconderà lesioni, Hojlund potrebbe quantomeno essere aggregato alla spedizione e rendersi disponibile per uno spezzone di gara. Conte si trova così a dover gestire l’emergenza, costretto a fare a meno di due pedine fondamentali già contro il Torino e ora a forte rischio anche per la Champions.

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Juventus, Tudor cambia dopo l’infortunio di Bremer: nuovo modulo. C’è una rinuncia importante

Juventus, Tudor cambia dopo l’infortunio di Bremer: nuovo modulo. C’è una rinuncia importante nella nuova idea tattica del tecnico

La Juventus è costretta a cambiare pelle. L’antidoto contro la “pareggite” che affligge la squadra, reduce da cinque pareggi consecutivi in campionato, e la pesante tegola dell’infortunio al menisco di Gleison Bremer, consigliano a Igor Tudor il più classico dei cambi di stagione. Per l’insidioso appuntamento dell’ora di pranzo sul lago di Como, il tecnico croato prepara una Signora inedita.

Gli interpreti restano più o meno gli stessi, ma l’abito tattico sarà completamente differente: “dal vestito lungo alla minigonna”. Il “Mr Wolf” di Spalato, specialista nel gestire le emergenze, è pronto a rivoluzionare l’assetto della squadra. Per la prima volta, Tudor sembra intenzionato a rinunciare alla sua amata difesa a tre, un marchio di fabbrica della sua carriera, per passare a una linea a quattro. Il modulo si trasformerà da 3-4-2-1 a un 4-2-3-1 (o 4-3-3) più offensivo. È un segnale chiaro alla truppa: il momento è difficile, ma invece di subirlo, la Juventus prova ad attaccarlo. Tra Como, Real Madrid e Lazio, i bianconeri si giocano molto, e l’allenatore punta sul coraggio. Lo riporta La Gazzetta dello Sport.

Tudor non è un dogmatico, ma la difesa a tre è la sua “coperta di Linus”. Se la abbandona, come successo nel finale dello scorso campionato, è perché lo ritiene necessario per l’efficacia della squadra. E ora, più che mai, la Signora ha bisogno di una vittoria.

In 4 per Bremer, fiducia a David

Dove finisce la tattica, inizia il pragmatismo. Un clone di Bremer in rosa non c’è, e con Juan Cabal anch’egli ai box, il tecnico preferisce adattare il sistema ai suoi uomini. Oggi, a protezione della porta di Di Gregorio, non ci sarà il leader brasiliano, ma una difesa a quattro composta da Kalulu e Cambiaso come terzini, con Gatti e Kelly a formare la coppia centrale.

La rivoluzione parte dalla difesa ma si estende all’attacco. Tudor conferma la fiducia in Jonathan David come centravanti. Il canadese, dopo il gol al debutto contro il Parma, ha risentito delle rotazioni con Vlahovic e Openda, ma ora ha bisogno di una scintilla. Toccherà all’intoccabile Kenan Yildiz, a Teun Koopmeiners e a Francisco Conceicao accendere e supportare la punta.

Tudor ha anche speso parole d’elogio per gli avversari (“Il Como è una finta piccola, ha investito tanto”) e ha lasciato trasparire, per la prima volta, “qualche prurito di mercato”, non essendo un mistero che avrebbe voluto un mediano e un laterale destro in più. Infine, una risposta alle leggende Platini e Trezeguet sul posizionamento di Yildiz: “«Il bello del calcio è che parlano tutti e ognuno ha la propria idea: rispetto tutti. Yildiz, a parte contro il Milan o in nazionale dove sta facendo grandi cose, gioca sempre in mezzo. Se Yildiz è il problema, non abbiamo problemi».

Prime pagine sportive nazionali – 19 ottobre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Gasperini analizza nel post gara di Roma Inter: «Un episodio ha determinato la partita, ma noi abbiamo comunque fatto bene»

Roma Inter, sconfitta pesante per i giallorossi. Ecco le dichiarazioni del tecnico dei capitolini Gasperini nel post partita

L’Inter sbanca l’Olimpico piegando la Roma e si issa in cima alla classifica, affiancando proprio i giallorossi e il Napoli, fermato a sorpresa dal Torino nell’altro anticipo.

La squadra di Chivu centra il quarto successo consecutivo e il primo scontro diretto vinto, lanciando un segnale inequivocabile al campionato: la crescita è costante, le ambizioni sempre più concrete. Le parole di Gasperini a Sky Sport:

L’episodio che ha deciso il match – «Hermoso ha seguito le mie indicazioni, non dovevamo fare l’errore su Bonny, non era il caso di rischiare tanto. A inizio partita forse non avevamo ancora preso le misure. Forse dopo le Nazionali non riesci a fare bene questi movimenti e ce li siamo dimenticati un po’».

L’allenatore ha sottolineato come l’episodio del gol abbia influenzato l’intera partita, ma ha anche voluto mettere in evidenza la solidità della sua squadra: «Un episodio che ha determinato la partita, ma noi dobbiamo guardare al di là degli episodi e convinti che abbiamo comunque fatto bene».

La reazione nel secondo tempo – «Nel finale abbiamo cercato anche di fare mischia e sulle palle alte e non puoi giocare così dal primo minuto. L’Inter è forte, normali le difficoltà e al di là del risultato ci sono sconfitte che ti danno qualcosa a livello di convinzione. Contro l’Inter non è facile e nel secondo tempo abbiamo concesso poco, gli esterni hanno avuto continuità, abbiamo avuto spinta sulle fasce».

Il lavoro di Chivu e il futuro – «Chivu non è facile sostituire Inzaghi, ma lo sta facendo con le sue idee che si vedono, quindi tanti meriti»

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Roma Inter, Chivu nel post partita: «Alla fine mi prendo questi 3 punti perché qui a Roma non sarà facile per nessuno»

Roma Inter, vittoria importante per i nerazzurri. Ecco le dichiarazioni del tecnico Chivu nel post gara. Le parole

L’Inter conquista l’Olimpico superando la Roma e si prende la vetta della classifica, condivisa con gli stessi giallorossi e con il Napoli, bloccato a sorpresa dal Torino nell’altro anticipo.

La formazione guidata da Chivu firma così il quarto successo consecutivo e il primo scontro diretto vinto, lanciando un segnale chiaro al campionato: la crescita è costante e le ambizioni diventano sempre più concrete. Le sue parole di Chivu a Dazn:

OGGI L’INTER HA DIMOSTRATO ANCHE DI SAPER SOFFRIRE – «E’ la forza di questo gruppo che è calata subito nelle richieste di un campionato che vuole esser fatto ad alti livelli, a cercare di far di tutto per raggiungere i nostri obiettivi. Non era semplici dopo la delusione dello scorso anno, ma i ragazzi meritano i nostri complimenti. Cercano sempre di fare il loro meglio, oggi non era semplice dopo la sosta, solo ieri abbiamo fatto un allenamento al completo. Abbiamo fatto un buon primo tempo con pressioni fatte bene e qualche ripartenza che potevamo fare meglio, nel secondo siamo calati anche per merito degli avversari che ci hanno fatti mettere più bassi, ma abbiamo difeso bene. Alla fine mi prendo questi 3 punti perché qui a Roma non sarà facile per nessuno».

I MOTIVI DIETRO AL CAMBIO DI LAUTARO – «Un po’ tutto, la sua disponibilità e suoi sforzi nel tornare il più presto possibile, ieri ha fatto un unico allenamento, aveva un forte raffreddore negli ultimi due giorni, però da capitano vero si è messo a disposizione del gruppo cercando di dare il massimo. E’ da apprezzare perché lui da capitano è calato in questa realtà con umiltà, sacrificio, tanto lavoro. I frutti si vedono perché, a quanto mi risulta, ha iniziato a segnare e a trascinare questo gruppo sia in campo che fuori».

L’ABBRACCIO DI TUTTA LA SQUADRA A FINE PARTITA – «Mi sono capitati nella strada mentre andavano a festeggiare (scherza, ndr.). C’è la consapevolezza di aver ottenuto un risultato importante. Questa era una partita importante, sono partite che indirizzano il cammino di una squadra in stagione. Torniamo a casa più contenti di prima».

ANCHE DOMANI SERA NFL? – «Red Zone, io quella non la manco. Potrei anche scegliere perché ho un IPad e una tv, la partita di calcio devo scegliere dove vederla ma le guardo tutte e due più che volentieri. La guarderò? Dipende da cosa dicono mia moglie e i miei figli, comandano loro»

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Nottingham Forest, rebus nuovo allenatore: chi guiderà gli inglesi dopo Postecoglou? Due tecnici italiani sono in lista! Tutti gli aggiornamenti

Nottingham Forest, panchina bollente: chi prenderà il posto di Postecoglou? Mancini e Spalletti tra i nomi in lizza, tutti i dettagli

Il Nottingham Forest è a un bivio. Dopo il pesante ko contro il Chelsea e l’esonero di Ange Postecoglou, la società inglese è alla ricerca di un nuovo allenatore capace di ridare slancio a una stagione partita nel peggiore dei modi. La lista dei candidati è già pronta e comprende nomi di grande spessore, tra cui due tecnici italiani di fama internazionale: Roberto Mancini e Luciano Spalletti.

Dyche, il profilo ideale per la salvezza

Secondo Sky Sport, il favorito numero uno è Sean Dyche. L’ex manager di Burnley ed Everton è considerato il tecnico perfetto per una squadra che deve lottare con le unghie e con i denti per la permanenza in Premier League. Pragmatico, esperto e abituato a gestire situazioni delicate, Dyche rappresenta la scelta più logica per un club che non può permettersi altri passi falsi.

Mancini, il fascino del ritorno in Premier

La dirigenza del Forest, però, non smette di guardare all’Italia. Roberto Mancini, ex CT della Nazionale e campione d’Inghilterra con il Manchester City, è un nome che intriga molto il proprietario Evangelos Marinakis. I contatti sono stati confermati e l’interesse è concreto: il suo carisma e la sua esperienza internazionale potrebbero dare nuova linfa a un progetto in difficoltà.

Spalletti, un sogno quasi impossibile

Tra i sondaggi effettuati figura anche Luciano Spalletti, ex commissario tecnico dell’Italia. Tuttavia, la pista appare complicata: il tecnico toscano sembra orientato verso altre strade per il suo futuro, rendendo difficile immaginare un suo approdo a Nottingham.

Ore decisive

Il tempo stringe e il Forest deve decidere in fretta. Che sia l’esperienza di Dyche o il prestigio di Mancini, la missione resta la stessa: guidare la squadra fuori dalle zone calde della classifica e salvare una stagione che rischia di trasformarsi in un incubo.

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Donati Sampdoria, arriva l’attacco alla società: «Non gli avete dato strumenti! Il karma esiste, raccoglierete quel che state seminando»

Donati Sampdoria, arriva l’attacco a sorpresa alla società blucerchiata: «Il karma esiste, raccoglierete quel che state seminando»

La Sampdoria ha incassato una pesante sconfitta contro la Virtus Entella (3-1), un risultato che ha segnato la fine dell’avventura di Massimo Donati sulla panchina blucerchiata. La prestazione opaca della squadra, unita a una serie di risultati deludenti in Serie B, ha spinto la società a esonerare il tecnico friulano.

Il sostegno della moglie

Dopo l’ufficialità della decisione, Luana Di Bella, moglie di Donati, ha scelto di intervenire pubblicamente attraverso i social. Con un messaggio condiviso su Instagram, ha espresso vicinanza e sostegno al marito in questo momento difficile, attirando l’attenzione di tifosi e media. Le sue parole hanno messo in evidenza la compattezza della famiglia, nonostante l’amaro epilogo dell’esperienza doriana.

«Complimenti. Avete avuto il coraggio di esonerare una persona che non ha mai avuto la possibilità di dimostrare il suo valore. Non gli avete mai permesso di mettere in atto i suoi schemi fin dall’inizio. Non gli avete dato strumenti, voce nelle scelte, e quando c’era da potenziare la squadra avete comprato giocatori a vostra scelta senza nemmeno consultare l’allenatore. Avete preferito chi conta i milioni in banca a chi ha fame, voglia e cazzimma necessaria per vincere le partite.

Quando chiedeva “il fuoco dentro”, vi preoccupavate solo delle apparenze e dei vostri interessi. Ora per coprire i vostri errori fate pagare lui, l’unico che non si meritava questo. Una persona umile, rispettosa, seria e determinata. Una delle poche rimaste così nel mondo del calcio. L’avete lasciato solo in ogni conferenza stampa, senza mai avere il coraggio di metterci la faccia. Gli avete fatto prendere tutta la merda sparsa in questi ultimi anni e siete riusciti a farlo sembrare il colpevole. Lui è arrivato solo alla fine dei vostri disastri già compiuti in passato, quando in realtà è stato solo vittima dei vostri giochi sporchi. Il karma esiste, raccoglierete quel che state seminando».

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Pagelle Roma Inter, ecco i TOP e FLOP della sfida di Serie A

Pagelle Roma Inter: ecco i TOP e FLOP della squadra giallorossa di Gasperini e i nerazzurri di Chivu. Le valutazioni

L’Inter espugna l’Olimpico e supera la Roma, conquistando la vetta della classifica in compagnia proprio dei giallorossi e del Napoli, fermato a sorpresa dal Torino nell’altro anticipo. La squadra di Chivu manda così un messaggio forte al campionato: quarto successo consecutivo e primo scontro diretto vinto, a conferma di una crescita costante e di ambizioni sempre più concrete. I voti del match:

I VOTI

ROMA: Svilar 5; Hermoso 6 (73′ Baldanzi sv), Mancini 6.5, N’Dicka 5.5 (56′ Ziolkowksi 6); Celik 6, Koné 6.5, Cristante 6, Wesley 5.5; Soulé 5 (80′ Ferguson sv), Pellegrini 5 (55′ Dovbyk 5.5); Dybala 6.5 (73′ Bailey sv)

INTER: Sommer 6,5; Akanji 6,5, Acerbi 6+, Bastoni 6,5; Dumfries 6+, Barella 7- (Zielinski s.v.), Calhanoglu 6,5 (Frattesi 6), Mkhitaryan 6-, Dimarco 6 (Carlos Augusto s.v.); Lautaro 5,5 (Pio Esposito 6,5), Bonny 7+ (Sucic 6).

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Cristiano Ronaldo tocca quota 950 gol con una magia! L’Al-Nassr resta ‘imbattibile’ e tiene l’Al-Hilal di Inzaghi a distanza

Cristiano Ronaldo segna il 950º gol: l’Al-Nassr continua la marcia da imbattuta e tiene l’Al-Hilal di Inzaghi a distanza

Cristiano Ronaldo non conosce soste. Nella sua nuova avventura in Arabia Saudita, l’ex fuoriclasse di Real Madrid, Manchester United e Juventus continua a brillare come stella dell’Al-Nassr, protagonista di un avvio di stagione impeccabile con cinque vittorie su cinque in Saudi Pro League. L’ultima è arrivata contro il modesto Al-Fateh, travolto 5-1 grazie soprattutto alla tripletta dell’altro portoghese, l’ex Milan João Félix.

E pensare che poco prima del gol del 2-1 Ronaldo aveva fallito un rigore: ma la sua reazione è stata immediata, con un capolavoro balistico dal limite sinistro dell’area, un destro a giro che si è insaccato all’incrocio dei pali. A segno anche l’ex juventino Coman, mentre Sadio Mané ha firmato l’assist per la rete più significativa della serata: il 950º gol in carriera di CR7, che ha già toccato quota 800 con le sole maglie di club.

In vetta alla classifica resta dunque saldo l’Al-Nassr, che mantiene quattro punti di vantaggio sull’Al-Hilal di Simone Inzaghi. Nonostante il netto 5-0 rifilato all’Al-Ettifaq, con doppiette di Marcos Leonardo e Darwin Núñez e la firma di Ruben Neves, Milinković-Savić e compagni non sono riusciti a ridurre il distacco dai gialloblù, sempre più padroni della scena saudita.

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Roma Inter 0-1: decide la sfida il gol di Bonny! La squadra di Chivu vola al primo posto

Roma Inter, sfida valevole per la 7^giornata della Serie A 2025/26: appuntamento alle 20.45 allo Stadio Olimpico! Segui il LIVE qui

Il campionato di Serie A 2025/26 riparte dopo la sosta per le nazionali di ottobre con una sfida di altissimo livello: allo Stadio Olimpico va in scena il big match tra Roma e Inter, valido per la 7ª giornata.

La squadra di Gian Piero Gasperini, capolista con 15 punti, arriva all’appuntamento forte del successo esterno per 1-2 contro la Fiorentina. Dall’altra parte i nerazzurri guidati da Cristian Chivu, reduci dal netto 4-1 rifilato alla Cremonese, occupano il quarto posto in classifica con 12 punti.

Segui con noi la cronaca testuale live di questa supersfida che promette spettacolo.


SEGUI LI LIVE DI ROMA INTER SU INTERNEWS24


FORMAZIONI UFFICIALI

ROMA (3-4-2-1): 99 Svilar; 22 Hermoso, 23 Mancini, 5 Ndicka; 19 Çelik, 17 Koné, 4 Cristante, 43 Wesley; 18 Soulé, 7 Pellegrini; 21 Dybala. A disposizione: 32 Vasquez, 95 Gollini, 2 Rensch, 8 El Aynaoui, 9 Dovbyk, 11 Ferguson, 12 Tsimikas, 24 Ziolkowski, 31 Bailey, 35 Baldanzi, 61 Pisilli, 66 Sangare, 87 Ghilardi, 92 El Shaarawy. Allenatore: Gian Piero Gasperini

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 25 Akanji, 15 Acerbi, 95 Bastoni; 2 Dumfries, 23 Barella, 20 Calhanoglu, 22 Mkhitaryan, 32 Dimarco; 14 Bonny, 10 Lautaro. A disposizione: 13 J. Martinez, 40 Calligaris, 6 De Vrij, 7 Zielinski, 8 Sucic, 11 Luis Henrique, 16 Frattesi, 17 Diouf, 30 Carlos Augusto, 31 Bisseck, 42 Palacios, 94 Esposito. Allenatore: Cristian Chivu.

Cagliari, l’analisi Albertosi: «Mi sembra che stia giocando bene. Il Bologna avendo giocato anche in Coppa ha delle partite non facili da disputare…»

Cagliari, Albertosi si sbilancia: «Mi sembra che stia giocando bene. Credo che i rossoblù possano vincere». Le sue parole

Il Cagliari di Fabio Pisacane si prepara a vivere la 7ª giornata del campionato di Serie A 2025/26. All’Unipol Domus i rossoblù affronteranno il Bologna in una sfida delicata e ricca di significati.

In vista dell’atteso appuntamento, ai microfoni di CagliariNews24 è intervenuto Enrico Albertosi, storico ex portiere del club sardo e della Nazionale italiana. Con gli Azzurri ha conquistato il titolo di campione d’Europa nel 1968 e il secondo posto ai Mondiali del 1970. Nel corso dell’intervista, Albertosi ha toccato diversi temi legati al momento della squadra e al cammino in campionato. Le sue parole:

Il Cagliari dovrà affrontare il Bologna di Italiano questa domenica. E’ una partita di un certo spessore. Secondo lei quale compagine avrà la meglio?

«Difficile dirlo perché più o meno si equivalgono! Dopo sei partite ci sono due punti di differenza tra le due. Il Cagliari mi sembra che stia giocando bene, in più il Bologna avendo giocato anche in Coppa ha delle partite non facili da disputare. Credo che i rossoblù possano vincere».

In casa rossoblù una figura in particolare è tanto amata e venerata! Parliamo del giovane tecnico Fabio Pisacane che quest’anno si è ritrovato alle redini della squadra. Lo convince il suo Cagliari?

«Mi convince anche tanto! Ha saputo unire l’utile al dilettevole, nel senso che la squadra sta giocando bene e fa anche risultato. Pertanto, credo che se dopo sei partite, hai otto punti, una squadra come il Cagliari (avendo già incontrato Napoli, Inter, Fiorentina) penso che possa essere più che soddisfatta».

LEGGI L’INTERVISTA ESCLUSIVA A ALBERTOSI SU CAGLIARINEWS24

Calciomercato Milan, Moncada indica quel nome a Tare! Spunta la nuova idea per l’attacco, numeri clamorosi: le ultimissime

Calciomercato Milan, Moncada indica un nome a sorpresa a Tare! Ecco la nuova idea per il reparto offensivo, numeri clamorosi: i dettagli

Non si ferma più Joaquin Panichelli. L’attaccante dello Strasburgo è diventato la rivelazione assoluta della Ligue 1: 7 gol in 8 partite, gli ultimi due messi a segno al Parco dei Principi contro il Paris Saint-Germain, hanno regalato agli alsaziani un prezioso 3-3 e lasciato la Francia intera a bocca aperta.

Il suo impatto è stato immediato e devastante. Nato a Córdoba il 7 ottobre 2002, Panichelli ha avuto un percorso atipico: in Argentina è stato solo di passaggio, vestendo le maglie giovanili di Belgrano, Racing Avellaneda e River Plate senza mai esordire in Primera División. La sua crescita è avvenuta in Spagna, prima con il Mirandés e poi con l’Alavés, che la scorsa estate lo ha ceduto allo Strasburgo per 16 milioni di euro. Un investimento che oggi appare come un affare.

In realtà, Panichelli non sta facendo altro che confermare quanto di straordinario aveva già mostrato lo scorso anno in Segunda División con il Mirandés. Sotto la guida dell’italiano Alessio Lisci, il club castigliano sfiorò la promozione in Liga, fermandosi solo in finale playoff contro l’Oviedo. Merito soprattutto dei 20 gol in 40 partite del centravanti argentino, 190 cm di potenza e istinto realizzativo, cresciuto con il modello di Julián Álvarez.

Il suo nome è già finito sul taccuino delle grandi d’Europa. Secondo la stampa francese, anche il Milan sta monitorando il giocatore, sempre attento ai giovani talenti offensivi. Ma in caso di addio allo Strasburgo, il Chelsea avrebbe una corsia preferenziale: il club alsaziano, infatti, appartiene al gruppo BlueCo, lo stesso dei Blues di Todd Boehly e Behdad Eghbali.

Il sogno di Panichelli, però, resta chiaro: giocare la Champions League e, un giorno, tornare al River Plate per prendersi la rivincita mai avuta in patria. Nel frattempo, le big europee dovranno fare i conti con la sua esplosione e con le ambizioni di un goleador che sembra solo all’inizio della sua scalata.

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