Pagina 838 – Calcio News 24

Gasperini si presenta alla Roma: «Voglio raggiungere un grande obiettivo. Tifosi? Per me un modello»

Gasperini Roma, ecco le prime dichiarazioni dell’allenatore dopo aver ufficializzato con i giallorossi. Le parole

Gian Piero Gasperini ha rilasciato la sua prima intervista da allenatore della Roma ai canali ufficiali del club, esprimendo entusiasmo e fiducia per l’inizio di questa nuova avventura. «Le prime impressioni sono molto positive. Oggi ho visto per la prima volta Trigoria, un centro che non conoscevo: è meraviglioso e funzionale, il massimo per chi vuole lavorare seriamente», ha dichiarato il neo tecnico giallorosso.

La scelta della Roma
«Ho scelto la Roma perché è una grande sfida. Le sfide importanti mi stimolano, e qui ho trovato passione, entusiasmo e un’opportunità concreta che mi hanno dato sia la società che Ranieri», ha spiegato. «Avevo bisogno di questa adrenalina per cercare di fare qualcosa di significativo».

Una società ambiziosa
Gasperini ha poi sottolineato la solidità dell’ambiente romanista: «La Roma è spinta da una grande passione e ha obiettivi ambiziosi. C’è una proprietà forte, motivata a portare il club in alto. Ranieri è una figura di riferimento assoluta, mentre il direttore sportivo, giovane ma competente, garantisce una struttura solida e ben organizzata. Le condizioni per lavorare bene ci sono tutte».

L’identità di gioco
Parlando del gioco, Gasperini ha ricordato le sue precedenti esperienze nella Capitale: «Anche da giocatore ho sempre percepito Roma come una piazza dove si pretende qualità nel calcio. Negli ultimi anni forse c’è stato un calo, ma Ranieri ha riportato entusiasmo e risultati. Se si gioca bene, il pubblico ti sostiene con grande forza».

Cosa chiede ai suoi giocatori
«Chiedo che giochino bene. Le mie squadre hanno sempre puntato su intensità, qualità e gol. Preferisco segnare uno in più piuttosto che prenderne uno in meno. Non ci sono segreti, bisogna mettere in campo le proprie caratteristiche, e io voglio farlo anche qui a Roma».

Il rapporto con la tifoseria
Infine, una riflessione sul legame con i tifosi: «Li ho sempre visti come un modello di entusiasmo. Lo stadio è sempre pieno e sarà fondamentale coinvolgerli. Serve che si identifichino nella squadra, e questo accadrà solo con prestazioni convincenti. I risultati, naturalmente, faranno il resto».

Il messaggio ai tifosi
«Il nostro primo obiettivo sarà portarli dalla nostra parte. Questo è l’impegno che mi sento di prendere».

Calciomercato Genoa, Bondo fortemente nel mirino della squadra rossoblu. La situazione attuale

Calciomercato Genoa, la situazione attuale considerando il forte interesse di Bondo (Milan). L’indiscrezione

Warren Bondo torna a essere un nome caldo per il calciomercato Genoa. Il giovane centrocampista classe 2002, da tempo nel mirino della dirigenza rossoblù, potrebbe finalmente diventare un obiettivo concreto per il mercato estivo. A rilanciare l’interesse del Grifone è la situazione attuale del giocatore al Milan, dove ha trovato poco spazio da quando è arrivato dal Monza.

Secondo quanto riportato da Il Secolo XIX, il futuro di Bondo potrebbe passare da un prestito. Il Milan starebbe valutando l’ipotesi di mandarlo a giocare altrove per garantirgli minutaggio e favorirne la crescita, e il Genoa osserva attentamente la situazione. Finora, infatti, il centrocampista ha collezionato solo una manciata di presenze con la maglia rossonera, troppo poche per un talento in cerca di continuità.

Il club ligure, che già in passato aveva seguito Bondo con interesse, potrebbe approfittare dell’occasione per rinforzare il proprio centrocampo. Le qualità del franco-congolese, cresciuto nel settore giovanile del Nancy e dotato di grande dinamismo, fisicità e buona visione di gioco, sarebbero un’aggiunta importante per la mediana di Alberto Gilardino.

L’idea di portarlo a Genova in prestito rappresenterebbe una soluzione vantaggiosa per entrambe le società: il Milan permetterebbe al ragazzo di crescere in Serie A senza allontanarsi troppo, mentre il Genoa si assicurerebbe un profilo giovane e di prospettiva, utile anche in ottica futura.

La trattativa non è ancora entrata nel vivo, ma il nome di Bondo resta cerchiato in rosso tra le possibili operazioni estive del Grifone. Molto dipenderà dalle prossime mosse del Milan e da eventuali concorrenti che potrebbero inserirsi nella corsa al centrocampista.

Nel frattempo, il Genoa resta alla finestra, pronto a cogliere l’occasione se si presenterà. Bondo, a caccia di minuti e conferme, potrebbe trovare proprio in rossoblù il contesto giusto per rilanciarsi.

Cannavaro racconta: «Facevo il raccattapalle e con Maradona è successa questa cosa. Su Lippi vi racconto che…»

L’ex difensore del Napoli Fabio Cannavaro ha voluto rilasciare qualche dichiarazione tra Nazionale e Conte

Fabio Cannavaro, ex difensore della Juve, si è raccontato con grande sincerità al Festival della Serie A di Parma, ripercorrendo i momenti più significativi della sua straordinaria carriera. Dagli esordi con il Napoli al trionfo del Pallone d’Oro, l’ex difensore azzurro ha condiviso emozioni, ricordi e riflessioni, con la consapevolezza di chi ha vissuto il calcio in tutte le sue forme.

Il sogno Napoli e la foto con Maradona
«Facevo il raccattapalle e mi ero imbucato negli spogliatoi il giorno dello scudetto», ha raccontato Cannavaro, ricordando uno dei momenti simbolici della sua giovinezza. In quell’occasione, riuscì a scattare una foto con Diego Armando Maradona, una vera icona per tutti i tifosi partenopei. «Giocavo per strada e sognavo di vestire la maglia del Napoli. Quando era in vantaggio, bisognava rallentare; quando perdeva, bisognava accelerare. Ma quel Napoli vinceva sempre, quindi io perdevo tempo», ha aggiunto con un sorriso. Realizzare quel sogno è stato, per lui, motivo di immenso orgoglio: «Era l’orgoglio della mia famiglia e del quartiere».

Un posto speciale nel cuore di Cannavaro è occupato dal Centro Paradiso, storico campo d’allenamento del Napoli. «Lì ho fatto tutta la trafila, dalle giovanili alla Primavera. Maradona si allenava lì… quando si allenava», ha ricordato con affetto. Dopo anni di abbandono, è riuscito ad acquistare quel centro: «Ci ho messo quindici anni, ma ne è valsa la pena. È un campo a cui sono molto legato, una parte importante della mia vita».

Gli esordi, le difficoltà e la svolta
Parlando dei primi anni da professionista, Cannavaro ha spiegato: «Lippi inizialmente non puntava su di me, pensava ad altri. Stavo per andare in prestito all’Acireale, poi mi fece giocare un mercoledì e da lì non sono più uscito». Quel momento segnò l’inizio di una carriera brillante, fatta di successi e di incontri con grandi allenatori: «Ogni tecnico ti lascia qualcosa. Con Ranieri, Ancelotti e Malesani ho vissuto esperienze molto diverse. A Parma, con la zona, ho unito la tattica alla ‘cazzimma’, come diciamo a Napoli».

Il calcio che cambia
Cannavaro ha riflettuto anche sull’evoluzione del ruolo del difensore: «Una volta si marcava a uomo, ora si gioca a zona. Ma quella grinta resta fondamentale». E a proposito di VAR: «Avrei concesso molti più gol». Tra gli attaccanti più difficili da affrontare, ha citato senza esitazioni: «Vieri era forte, ma Ronaldo il brasiliano era devastante. Faceva tutto, dribbling, tunnel… imprendibile».

Il legame con Parma
Tornare a Parma ha un significato particolare: «Sono passati trent’anni dal mio arrivo qui. Avevamo una squadra fortissima. Ci è mancato solo il campionato. Malesani era un visionario, ci insegnava a costruire dal basso e a rompere le linee. Mi ha cambiato il modo di pensare la fase difensiva».

Un racconto ricco di umanità e passione, che restituisce l’immagine autentica di un campione che ha segnato un’epoca.

Gasperini Roma, ora è UFFICIALE l’arrivo dell’ex tecnico dell’Atalanta. Il comunicato

Gasperini Roma, ora è UFFICIALE l’arrivo dell’ex allenatore della squadra giallorossa. Il comunicato

Ora è ufficiale: Gian Piero Gasperini è il nuovo allenatore della Roma. Ecco il comunicato ufficiale della società giallorossa sul tecnico ex Atalanta.

IL COMUNICATO UFFICIALE

La carriera di Gasperini è stata finora caratterizzata da tattiche innovative, cultura del lavoro e una straordinaria capacità di valorizzare i giocatori.

La Proprietà e Claudio Ranieri sono convinti che Gasperini sia l’uomo giusto per questo incarico.

Benvenuto, Mister!

Forza Roma!

Calciomercato Fiorentina, quale sarà il futuro di Beltran? Spunta fuori una nuova indiscrezione per l’estate

Calciomercato Fiorentina, quale sarà il futuro di Beltran? Spunta fuori una grande indiscrezione in vista dell’estate

Il futuro di Lucas Beltrán alla Fiorentina è ancora tutto da definire. A parlarne è stato il noto giornalista argentino César Luis Merlo, esperto di calcio sudamericano, durante un’intervista rilasciata a Picado TV. Merlo ha analizzato la situazione dell’attaccante argentino, sottolineando come il destino del giocatore sia strettamente legato alla scelta del prossimo allenatore della squadra viola.

Beltrán, arrivato a Firenze con grandi aspettative, ha vissuto un ciclo a Firenze alterno. Secondo Merlo, molto dipenderà da chi guiderà la Fiorentina nella prossima stagione: sarà il nuovo tecnico a decidere se puntare ancora su di lui o se, invece, dar via libera a una cessione.

In caso di addio alla maglia viola, Beltrán preferirebbe restare in Europa. Questa volontà raffredda le speranze del River Plate, club nel quale l’attaccante è cresciuto e che avrebbe manifestato interesse per riportarlo in Argentina. Tuttavia, secondo quanto riportato da Merlo, al momento non si sono registrati contatti ufficiali tra la dirigenza del River e l’entourage del calciatore.

Il legame tra Beltrán e il River Plate resta forte, ma non abbastanza da convincere il giocatore a tornare in patria, almeno per ora. La sua intenzione è quella di continuare a misurarsi con il calcio europeo, cercando una nuova esperienza che gli permetta di crescere e affermarsi definitivamente. La sua giovane età e il potenziale ancora inespresso fanno di lui un profilo interessante per diversi club del continente.

Nel frattempo, la Fiorentina osserva e valuta le mosse da fare. Il club toscano è consapevole del valore dell’attaccante, ma dovrà attendere l’arrivo del nuovo allenatore prima di prendere una decisione definitiva. Solo allora si capirà se ci sarà spazio per Beltrán nel nuovo progetto tecnico oppure se per lui sarà tempo di cercare una nuova destinazione.

In ogni caso, la situazione resta in evoluzione, e nelle prossime settimane potrebbero emergere novità significative. Gli occhi sono puntati su Firenze, dove il destino di Lucas Beltrán si incrocia con quello di una Fiorentina ancora in cerca di identità per la prossima stagione.

Atalanta, pronti tre rinnovi contrattuali in casa nerazzurra (aspettando novità sul mercato)

Rinnovi alle porte per l’Atalanta: Zappacosta, Francesco Rossi e Mario Pasalic sono pronti a firmare i loro contratti nerazzurri. La situazione

Secondo quanto riportato da CalcioNews24, l’Atalanta è pronta sul mercato a rinnovare i contratti di alcuni suoi beniamini, aspettando nuove entrate dal punto di vista tecnico

In chiusura tre rinnovi per l’Atalanta: Zappacosta e Francesco Rossi prolungheranno il contratto fino al 30 giugno 2026 con opzione sino 2027. Mario Pasalic firmerà un contratto fino al 2027 con opzione 2028. 

Bulgaria-Cipro: dove vederla, orario e probabili formazioni

All’Hristo Botev andrà in scena la sfida tra Bulgaria-Cipro: le ultimissime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

All’Hristo Botev di Plovdiv si giocherà la sfida amichevole tra Bulgaria-Cipro. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

Bulgaria (4-1-4-1): Mitov; Popov, Petkov, Petrov, Nürnberger; Kraev; Milanov, Panayotov, Kirilov, Petkov; Despodov. Ct: Iliev

Cipro (3-4-3): Mall; Karo, Andreou, Laifis; Antoniou, Charalampous, Artymatas, Ioannou; Kastanos, Pittas, Sotiriou. Ct: Avgousti.

Orario e dove vederla in tv

Bulgaria-Cipro si gioca alle ore 18:00 di venerdì 6 giugno per una sfida amichevole. Verrà trasmessa in diretta su SKY SPORT UNO, SKY SPORT CALCIO e in streaming su SKY GO e NOW.

Italia-Paraguay U20: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al Bruno Recchioni andrà in scena la sfida tra Italia-Paraguay U20: le ultimissime di formazione con orario e dove vedere il match

Al Bruno Recchioni di Fermo, l’Italia U20 di Bernardo Corradi affronta il Paraguay in una partita amichevole.

Le probabili formazioni

ITALIA U20 (4-3-3): Torriani; Bakoune, Kofler, Stabile, Cocchi; Berenbruch, Lipani, Zeroli, Caprini, Vacca, Konate.

Orario e dove vederla

Italia-Paraguay U20 si gioca venerdì 6 giugno 2025 alle ore 17:00. La partita dello Stadio Bruno Recchioni di Fermo sarà trasmessa in diretta in streaming per tutti su VIVO AZZURRO TV.

Calciomercato Bologna, Ndoye potrebbe lasciare l’Emilia? I rossoblu hanno richiesto quel giocatore

Calciomercato Bologna, la situazione attuale tra la possibile cessione di Ndoye e anche una richiesta molto particolare per questa estate

Secondo quanto riportato da TuttoBolognaweb, il calciomercato Bologna vede Ndoye uno dei candidati più importanti per quanto riguarda offerte e grandissime voci che lo vedrebbero lontano dall’Emilia Romagna.

Su molte squadre ci sarebbe anche il Napoli, ma i rossoblu sono anche abbastanza chiari per quanto riguarda il prezzo: 40 milioni di euro più il cartellino di Raspadori. Staremo a vedere come si evolverà la situazione.

Brescia vicino al fallimento! La situazione drammatica dietro la gestione di Cellino. Il punto

Brescia vicino al fallimento. La gestione di Cellino è stata un disastro completo. Il punto sulla situazione delle rondinelle

Il Brescia Calcio si trova sull’orlo del baratro, vicino al fallimento e a un’eventuale scomparsa dopo ben 114 anni di storia. La situazione è precipitata a causa della decisione del presidente Massimo Cellino, che, salvo ripensamenti dell’ultima ora, ha scelto di non versare i 3,2 milioni di euro necessari per rispettare le scadenze economiche di oggi. La conferma è arrivata anche dal direttore sportivo delle Rondinelle, Renzo Castagnini, che ha ammesso la gravità della crisi.

A fronte di questa situazione drammatica, si stanno muovendo le istituzioni locali nel tentativo di evitare che il calcio bresciano venga cancellato dal panorama professionistico. Secondo quanto riportato dall’edizione online del Giornale di Brescia, la sindaca Laura Castelletti ha convocato un incontro urgente a Palazzo della Loggia, sede del Comune. Attorno al tavolo sono stati invitati Giuseppe Pasini, Lodovico Camozzi e Sandro Musso, rispettivamente patron o presidenti di Feralpisalò, Lumezzane e Ospitaletto, tre realtà calcistiche della provincia che parteciperanno alla prossima Serie C.

L’obiettivo è quello di impedire che Brescia sia costretta a ripartire dai campionati dilettantistici. Una delle ipotesi al vaglio è la creazione di un nuovo soggetto giuridico, che possa utilizzare lo storico marchio “Brescia Calcio 1911”. Questo marchio, che rappresenta un forte legame con la tradizione sportiva cittadina, fu oggetto di disputa legale tra la vecchia proprietà guidata da Gino Corioni e quella attuale di Cellino, che decise poi di adottare una nuova denominazione societaria.

Il Comune, nel frattempo, ha avviato una serie di consultazioni con esperti di diritto sportivo per esaminare ogni possibile via d’uscita. L’intenzione è preservare la continuità sportiva del calcio a Brescia, magari attraverso una fusione o una rifondazione supportata da altre realtà calcistiche del territorio.

La comunità bresciana, intanto, attende sviluppi con grande apprensione, sperando in una soluzione che possa salvare non solo una squadra, ma un simbolo della città e un pezzo importante della sua identità sportiva.

Juric è il nono allenatore straniero nella storia dell’Atalanta: quando fu l’ultima volta nerazzurra in Serie A?

Juric Atalanta, Ivan è il primo allenatore straniero nerazzurro in Serie A dal 1951: l’ultimo fu Deniss Neville

L’Atalanta oggi ha certificato quello che sarà il nuovo allenatore della Dea (Ivan Juric), con una prima pillola statistica molto interessante.

Ivan Juric sarà il nono allenatore straniero nella storia dell’Atalanta Bergamasca Calcio. L’ultimo mister non italiano a cominciare una stagione in Serie A con la Dea dalla prima giornata fu l’inglese Denis Charles Neville nel 1951-1952: autore di una grande salvezza a campionato in corso l’anno precedente, ma esonerato dopo sei giornate il campionato dopo.

Vlahovic pronto ad abbandonare la Juve? Una big italiana fa sul serio per strappare l’attaccante bianconero

Vlahovic pronto a lasciare la Juve? Quella big italiana è pronto a fare faville per il centravanti bianconero

Il calciomercato Milan vorrebbe tentare il grande colpo per Dusan Vlahovic. A riportare la notizia è il giornalista di calciomercato.com Daniele Longo, che sul proprio profilo X (ex Twitter) ha svelato l’interesse concreto del club rossonero per l’attaccante serbo della Juventus.

Vlahovic è ormai sempre più lontano da Torino: l’attuale contratto con la Juventus scadrà a giugno 2026, ma il giocatore non ha intenzione di rinnovarlo. Per questo motivo, la società bianconera sta seriamente considerando l’idea di cederlo già in questa finestra di mercato estiva, evitando così il rischio di perderlo a parametro zero tra due anni.

La Juventus punta a incassare una cifra importante dalla sua cessione, considerando l’investimento iniziale fatto nel gennaio 2022 per strapparlo alla Fiorentina. E i risultati hanno indotto a prendere una determinata decisione.

Il Milan, dal canto suo, è alla ricerca di un nuovo centravanti di livello internazionale, che possa raccogliere l’eredità di quella maglia numero 9 che pesa sempre come un macigno.

L’operazione non si presenta semplice, soprattutto dal punto di vista economico. L’ingaggio elevato del serbo e le richieste della Juventus potrebbero rappresentare ostacoli importanti, ma il Milan sta valutando seriamente la fattibilità dell’affare, anche in funzione delle cessioni e del budget disponibile.

Calciomercato Parma, Leoni nel mirino di molte big di Serie A. Chi vuole il gioiello dei crociati?

Calciomercato Parma, il baby difensore crociato Leoni potrebbe lasciare l’Emilia Romagna per approdare in quella big (ma occhio alla concorrenza)

Giovanni Leoni, gioiello del calciomercato Parma, secondo quanto riportato da Tuttosport, sarebbe nel mirino di tre squadre: Inter, Milan e Juve.

LEONI INTER – «Al tempo stesso, l’Inter non è mai uscita dalla contesa per Giovanni Leoni, il 18enne centrale che proprio il tecnico romeno ha imposto da titolare dopo le prime apparizioni con Pecchia. Leoni era stato vicino all’Inter nell’estate 2024 quando era alla Sampdoria, poi non se ne fece nulla. Oggi ha una valutazione alta (15-20 milioni) e tanti club su di lui, su tutti Milan e Juventus. Non sarà semplice – l’Inter segue anche De Winter, Beukema e Lucumì -, ma i nerazzurri faranno le loro valutazioni».

Pazzini su Juric: «Atalanta, hai preso l’uomo giusto post Gasperini. Roma e Premier? Non è andata bene per quel motivo, e dal punto di vista tattico…»

Juric Atalanta, l’ex attaccante nerazzurro Pazzini ha voluto parlare così nei confronti del nuovo tecnico orobico

A L’Eco di Bergamo, l’ex attaccante dell’Atalanta Pazzini ha voluto rilasciare qualche dichiarazione nei confronti di Ivan Juric: nuovo tecnico nerazzurro e successore di Gian Piero Gasperini dopo 9 anni. Ecco le sue parole tra fiducia, punti in comune con il mister di Grugliasco e pronostici.

JURIC PERFETTO PER L’ATALANTA – «Sì,può essere l’uomo giusto, perché può continuare nel solco di Gasperini: è un suo allievo, i principi sono gli stessi. È umile, affamato e ha una grande cultura del lavoro. Mi aspetto che l’Atalanta continui su questi livelli considerando sia la fame della squadra che l’operato di questa società».

CONTINUITA’ CON GASPERINI – «È il ragionamento che ci si doveva porre: credo che cambiare tutto sarebbe stato difficile, dopo aver raggiunto obiettivi così clamorosi in questi anni, dalla vittoria dell’Europa League ai tanti piazzamenti Champions. Così si mantengono i principi calcistici, ma trovando stimoli diversi, perché un allenatore nuovo ne porta sempre. Il matrimonio funzionerebbe visto che la filosofia è sempre la stessa».

DIFFERENZE CON GASPERINI – «Le prime si notano a vista d’occhio: difesa aggressiva, pressione in avanti, quinti che spingono. È un calcio propositivo, anche se l’Atalanta ha un potenziale superiore a quello delle altre squadre allenate da Juric, che hanno sempre avuto obiettivi diversi. Juric sa anche infiammare il pubblico: la sua squadra non sbaglia mai atteggiamento, dà tutto, entra in simbiosi con la gente. Le differenze ci sono, ma direi con sono minime, magari gli esterni fanno un lavoro leggermente diverso».

RAPPORTO CON I CALCIATORI – «Mantiene un certo distacco, non è il fratello maggiore: ma, al di là della faccia che mostra, è un buono ed è sempre schietto, non ti nasconde niente. A Bergamo ritroverebbe Tony D’Amico: i due si conoscono bene e si completano, il punto di partenza sarebbe ottimo».

ESPERIENZA TRA PREMIER E ROMA – «Non so cosa sia successo, ma la situazione ambientale era delicata e proprio solo Ranieri, probabilmente, avrebbe potuto sistemarla. Posso dire che Juric non ha trovato giocatori adatti al suo gioco e poi lui ha bisogno di partire dall’inizio. I carichi di lavoro suoi e di Gasperini sono diversi da quelli degli altri: la preparazione è importante».

Fonte foto: atalantini.com

Norvegia-Italia: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al Ullevaal Stadion di Oslo andrà in scena la sfida delle qualificazioni ai Mondiali Norvegia-Italia: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Al Ullevaal Stadion di Oslo si giocherà la gara valevole per le qualificazioni ai Mondiali tra Norvegia-Italia. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

NORVEGIA (4-4-2): Nyland; Ryerson, Ajer, Ostigard, Wolfe; Odegaard, Berge, Berg, Schjelderup; Haaland, Sorloth. Ct. Solbakken.

ITALIA (3-5-1-1): Donnarumma; Di Lorenzo, Gabbia, Bastoni; Cambiaso, Barella, Ricci, Tonali, Udogie; Raspadori; Retegui. Ct. Spalletti.

Orario e dove vederla in tv

Norvegia-Italia si gioca alle 20.45 di venerdì 6 giugno 2025 per le qualificazioni ai mondiali. Verrà trasmessa in diretta tv su Rai 1. Vedere la partita in streaming, sarà possibile da Rai Play.

Calciomercato Fiorentina, il Manchester United piomba su Kean: può pagare subito la clausola, la situazione

Le ultime sul futuro di Moise Kean, attaccante della Fiorentina, nel mirino del Manchester United per il calciomercato estivo

L’estate di Moise Kean si preannuncia rovente sul fronte mercato. L’attaccante, protagonista di una stagione ricca di gol con la maglia della Fiorentina, è vincolato da una clausola rescissoria da 52 milioni di euro, attiva nelle prime due settimane di luglio. Al momento, secondo quanto riportato dal Corriere Fiorentino, non ci sono offerte formali né sviluppi concreti. I primi colloqui tra l’entourage del giocatore e la dirigenza viola, compreso un contatto diretto con il presidente Rocco Commisso durante la trasferta a Cagliari, non hanno fatto emergere segnali di rottura: Kean sembra intenzionato a proseguire il suo percorso a Firenze.

Tuttavia, le sue prestazioni hanno attirato l’attenzione di diversi club esteri, soprattutto in Premier League. Il Manchester United avrebbe già cominciato a valutare internamente il suo profilo, e non è escluso che possa formulare un’offerta concreta a breve. Il destino di Kean resta dunque in bilico: tutto dipenderà dalle prossime settimane e dalla volontà, vera o presunta, di restare in viola.

Pisa, clamorosa idea Tedesco per la panchina: può essere il successore di Inzaghi, la situazione

Le ultime sul possibile nuovo allenatore del Pisa, con l’idea Domenico Tedesco come successore di Filippo Inzaghi. I dettagli

Il Pisa è alla ricerca del sostituto di Filippo Inzaghi, sempre più vicino al Palermo, e secondo il Corriere dello Sport la dirigenza nerazzurra starebbe valutando una clamorosa suggestione: Domenico Tedesco. L’italo-tedesco, cresciuto professionalmente in Germania, ha lasciato il segno nel 2017 portando lo Schalke 04 al secondo posto in Bundesliga. Successivamente ha guidato il Lipsia alla vittoria della Coppa di Germania e, più di recente, ha avuto una breve e meno fortunata esperienza come CT del Belgio.

Il suo nome rappresenta l’identikit perfetto del profilo che il dg Giovanni Corrado e il ds Davide Vaira cercano: un allenatore da progetto, capace di costruire e valorizzare talenti, con una chiara identità tecnico-tattica. Il condizionale è d’obbligo – la trattativa è tutt’altro che semplice – ma Tedesco piace. E la sua eventuale nomina sarebbe il primo tassello di un percorso ambizioso: costruire un Pisa stabile in Serie A, con basi solide e idee chiare.

Ruud Krol, l’Olanda e l’aneddoto su Michels: «Mi mise terzino e poi libero. Era un uomo speciale. Cruijff come Messi. Ho gioito molto per lo scudetto del Napoli»

Le parole di Ruud Krol, ex calciatore olandese del Napoli, sulla sua carriera e lo scudetto appena conquistato dagli azzurri

Difensore olandese e libero iconico, Ruud Krol è stato l’interprete per eccellenza del Calcio Totale. Ha guidato l’Ajax a tre Coppe dei Campioni e l’Olanda a due finali Mondiali, giocando poi in Italia nel Napoli alla riapertura delle frontiere all’inizio degli anni ’80. Oggi su La Gazzetta dello Sport c’è una sua intervista.

IL SUO AJAX – «Un movimento di idee che vennero considerate innovative. E forse lo sembrerebbero pure adesso. La risposta al catenaccio attraverso vari elementi che si fusero: il genio di Rinus Michels, la classe di Johan Cruijff, la presenza nell’Ajax di tanti ragazzi di Amsterdam che rappresentavano una generazione di campioni. Piccoli o grandi ditelo voi».
MICHELS – «Un visionario che ha anticipato di decenni certe influenze. Noi si palleggiava dal basso già con l’Ajax e con l’Olanda, era sconsigliato perdersi in controlli orizzontali, se si andava sull’esterno bisognava procedere sempre in verticale, ma era preferibile farlo centralmente. L’orizzonte era la porta degli avversari, perciò se ripenso alla semifinale di quest’anno tra Barcellona e Inter credo di essermi divertito, anche se le organizzazioni difensive…».
CRUIJFF – «La luce di quegli anni, che però poi si accese al Barcellona. Calciatore strepitoso, tra i più grandi di sempre, il Messi degli Anni 80, la stessa velocità doppia – uno scatto secco, poi subito un altro dopo il dribbling – e per me che ritengo “la pulce” il numero 1, vi sarà chiaro cosa significhi Cruijff».
LO SPOSTAMENTO – «Viene Michels, alla vigilia di una partita, e mi dice: giochi a sinistra. Mister, ma io non l’ho mai fatto. E lui, sì però puoi farlo. Poi Rinus va al Barcellona, torna in Olanda e mi ridice: ora vai in mezzo. Mi servi lì. Era un uomo speciale».
NAPOLI – «Amo la città, amo la gente che mi tratta come se ancora fossi un calciatore dell’80, quando arrivai dal Canada. Ci torno spesso, passeggiate lunghe e piene di un sentimento che non sparisce. Ho gioito per il quarto scudetto, lo hanno meritato, è stato sofferto ma sono stati premiati per averci creduto sino all’ultimo secondo».

Juric Atalanta, è fatta per il nuovo allenatore nerazzurro. Inizia un nuovo capitolo nella storia della Dea

Juric Atalanta, sarà lui il nuovo allenatore della squadra nerazzurra dopo nove anni con Gian Piero Gasperini in panchina

Dopo 9 anni di Gasperini e una settimana piena di valutazioni, l’Atalanta ha deciso su tutti i fronti: sarà Ivan Juric il nuovo allenatore nerazzurro, battendo la concorrenza sia di Thiago Motta (ex Juve) che di Palladino (dimissionario in casa Fiorentina).

Secondo quanto raccolto da CalcioNews24, Ivan Juric firmerà l’Atalanta con un contratto di 2 anni (2027). Per la Dea è tempo di cominciare subito un nuovo capitolo.

Brescia, ora il rischio fallimento è reale: giornata decisiva, cosa può succedere

Le ultime sul caso Brescia, a rischio fallimento dopo la penalizzazione e la conseguente retrocessione in Serie C. Tutti i dettagli

Ore decisive per il futuro del Brescia, che rischia seriamente l’esclusione anche dalla prossima Serie C. Entro le 23:59 di oggi, il club di Massimo Cellino dovrà saldare gli stipendi arretrati di aprile e maggio, oltre a effettuare altri versamenti obbligatori per garantire l’iscrizione al campionato.

Secondo Il Secolo XIX, fino alla tarda serata di ieri non c’era alcuna disponibilità concreta da parte della società lombarda a onorare questi impegni, nemmeno per il mese di marzo. La situazione si complica ulteriormente con l’incognita legata alla fideiussione del 24 giugno, che comunque resta subordinata ai pagamenti immediati. La Sampdoria osserva con attenzione: un eventuale fallimento delle Rondinelle potrebbe stravolgere gli equilibri della cadetteria, aprendo scenari inattesi sul piano sportivo e giudiziario. La giustizia sportiva sarà chiamata a decidere nelle prossime ore, ma il rischio di un clamoroso epilogo è ormai concreto

Abbiati incorona Allegri: «Con Max si torna a vincere. Con lui quando non si lavora si ride. Vi svelo il segreto del mio Milan che conquistò lo scudetto»

Le parole di Christian Abbiati, ex portiere del Milan, sulla scelta dei rossoneri di affidare la panchina a Massimiliano Allegri

Nel mosaico di campioni che composero il Milan capace di vincere lo Scudetto, nella stagione 2010-11, la tessera di Christian Abbiati fu tra le più solide e pesanti. Mentre i riflettori celebravano le prodezze di Ibrahimović, la classe di Pirlo e Nesta o gli inserimenti di Boateng, tra i pali c’era un guardiano silenzioso e incredibilmente efficace. Sotto la guida del pragmatismo di Massimiliano Allegri, al suo primo anno in rossonero, Abbiati visse una seconda giovinezza, disputando una delle sue migliori stagioni in carriera. Le sue parate, spesso tanto decisive quanto poco appariscenti, furono un fattore costante di equilibrio per una squadra a trazione offensiva. In un’annata che vide il Milan subire solo 24 reti in 38 partite, il suo contributo fu fondamentale. Ora che il nome di Allegri torna a scaldare l’ambiente milanista, il ricordo di quel trionfo non può prescindere dalla sicurezza che Abbiati seppe infondere a tutto il reparto, ergendosi a baluardo insuperabile di un successo indimenticabile. Oggi Christian ha parlato a La Gazzetta dello Sport del futuro che si sta apparecchiando in casa rossonero col ritorno di Max alla direzione tecnica.

LO SCUDETTO DEL 2011 – «Dopo il triplete dell’Inter la voglia di rivincita per noi e per il popolo rossonero era grande. Gli stimoli sono stati importanti, ma fondamentale è stato soprattutto l’arrivo negli ultimi giorni di mercato di Ibrahimovic, che ha portato un entusiasmo incredibile in tutto l’ambiente».
LA GARA MIGLIORE DI QUEL TORNEO – «Il derby di ritorno che vincemmo 3-0 interrompendo la rimonta in classifica dell’Inter, ma a livello personale sono affezionato anche alla vittoria per 1-0 a Brescia (23 aprile 2011, ndr) grazie al gol di Robinho: fu importantissima».
ALLEGRI 15 ANNI FA ERA MENO ESPERTO – «Ma era bravo anche allora. Era ed è uno che… non te le mandava a dire, un tecnico molto diretto che si è dimostrato straordinario nel guidare il gruppo».
I MERITI DI MAX – «È una persona simpatica, che sta allo scherzo e, quando non si lavora, ride. Entrare in uno spogliatoio con campioni che avevano vinto tantissimo non era semplice, ma da una parte è stato aiutato dai leader, dall’altra lui è stato intelligente a porsi nel modo giusto. Ha gestito bene le forze a sua disposizione e le situazioni non facili: quando l’Inter stava cercando di rimontare, Max non ha mai perso la calma e la squadra ha trovato la forza per restare davanti fino alla fine».
COSA FARE PER TORNARE VINCENTI – «Rimotivare lo zoccolo duro: l’Inter e il Napoli ce l’hanno e anche il Milan deve ritrovarlo. I calciatori che inizieranno la stagione dovranno capire subito la mentalità di Allegri. Se lo seguiranno e la società si muoverà per rinforzare la rosa, non ho dubbi che le cose andranno diversamente rispetto agli ultimi mesi. Tare sotto questo aspetto può essere un innesto molto importante perché è un uomo di calcio e conosce bene sia il mercato sia lo spogliatoio».
TORNERA’ ALLO STADIO – «Quest’anno non sono mai venuto… La prima cosa che mi ha detto Marco (Landucci, ndr) è “Ti aspetto a Milanello”. Ci andrò volentieri perché stimo molto lo staff di Allegri, composto da professionisti e uomini eccezionali. In particolare sono amico di Landucci: pensate che quando giocavo avevo i suoi guanti… Spero di veder spesso vincere il Milan: quello che è successo nell’ultima stagione va dimenticato in fretta e con Max credo sia possibile farlo».

Norvegia-Italia, tocca a Coppola esordire in azzurro. Ecco chi sono gli altri debuttanti lanciati da Spalletti in Nazionale, uno sarà in campo oggi

Tutto su Diego Coppola, difensore centrale pronto a fare il suo esordio in Norvegia Italia. I precedenti nella storia degli azzurri

Oggi al centro della difesa in Norvegia-Italia dovrebbe debuttare in azzurro Diego Coppola, 21 anni, giocatore del Verona. Non sarebbe una novità per l’attuale Ct lanciare un volto nuovo, anche se in questo caso è la lunga lista degli infortuni (o degli “ammutinati” alla Acerbi) ad avere determinato questa opzione. Dalla sua nomina nell’agosto del 2023, Spalletti ha aperto le porte di Coverciano a cinque debuttanti, dosando esperienza e novità con l’obiettivo di costruire un gruppo solido e proiettato al futuro. Un processo di rinnovamento graduale, mirato a inserire forze fresche in un’intelaiatura già collaudata.

Il primo a ricevere il “battesimo” azzurro è stato Destiny Udogie, che stasera sarà nell’undici di partenza. Il 14 ottobre 2023, nella sfida di qualificazione europea contro Malta vinta per 4-0 a Bari, il terzino sinistro del Tottenham è subentrato al 79′ a Federico Dimarco. Nonostante il poco tempo a disposizione, il suo impatto è stato folgorante. Con la sua fisicità e la sua prorompente velocità, ha immediatamente messo in difficoltà la difesa avversaria, servendo a Davide Frattesi l’assist per il gol del definitivo 4-0 con una pregevole percussione sulla fascia. Un esordio che ha confermato le sue enormi potenzialità e il suo profilo da giocatore internazionale.
Per vedere altri esordienti si è dovuto attendere la tournée americana del marzo 2024. Nella prima amichevole contro il Venezuela a Fort Lauderdale, vinta 2-1 grazie a una doppietta di Retegui, ha fatto il suo ingresso nel mondo dei grandi Michael Folorunsho. Il centrocampista del Verona, autore di una stagione straordinaria in Serie A, è entrato all’87’ al posto di Giacomo Bonaventura. Pochi minuti per saggiare il campo, un premio meritato per un giocatore che ha fatto della grinta e della duttilità i suoi marchi di fabbrica, convincendo Spalletti a puntare sulla sua energia per il centrocampo.
Tre giorni dopo, il 24 marzo, nell’amichevole contro l’Ecuador disputata alla Red Bull Arena nel New Jersey, è stata la volta di ben due prime volte. La prima, da titolare, è stata quella di Raoul Bellanova. L’esterno del Torino ha presidiato la fascia destra per tutta la partita, vinta 2-0 dagli Azzurri. La sua è stata una prestazione solida e diligente, caratterizzata da grande corsa e attenzione in fase difensiva, pur senza le sgasate offensive che lo contraddistinguono nel suo club. Ha dimostrato di poter essere un’alternativa affidabile e di grande spinta.
Nella stessa gara, al 76′ minuto, ha calcato per la prima volta l’erba con la maglia della Nazionale maggiore anche Lorenzo Lucca. L’attaccante dell’Udinese, subentrato a Raspadori, ha avuto un quarto d’ora per mostrare le sue qualità. Si è mosso bene, ha cercato il dialogo con i compagni e ha fatto valere la sua imponente stazza fisica contro i difensori ecuadoriani, pur senza trovare l’occasione per concludere a rete. Un debutto importante per un centravanti atipico nel panorama italiano, che Spalletti osserva con interesse.
L’ultimo, in ordine cronologico, a unirsi alla lista è stato Riccardo Calafiori. Il difensore del Bologna, protagonista di una stagione eccezionale sotto la guida di Thiago Motta, ha fatto il suo esordio il 4 giugno 2024, nell’amichevole pre-europea contro la Turchia a Bologna. Subentrato all’85’ a Dimarco, ha giocato i minuti finali con personalità e sicurezza, dimostrando quella tranquillità nel palleggio e quella qualità nell’impostazione che lo hanno reso uno dei talenti più luminosi della Serie A.
Questi cinque giocatori rappresentano le prime scelte di Spalletti per rinfrescare e arricchire la rosa azzurra. Cinque storie diverse, cinque percorsi che si sono incrociati nel sogno di vestire la maglia della Nazionale, uniti dalla fiducia di un commissario tecnico che, guardando al presente, ha già iniziato a costruire l’Italia di domani. Oggi farà il suo debutto il sesto e la speranza è che Coppola non tremi davanti a Haaland.

Chivu allenatore Inter: la storia dei contratti biennali da Cuper a Inzaghi

Tutti i precedenti degli allenatori dell’Inter con contratti biennali dopo la decisione di affidare la panchina a Cristian Chivu

«Cristian Chivu, uno dei ragazzi del Triplete, si è commosso quando ieri mattina il presidente Marotta lo ha chiamato per proporgli la panchina dell’Inter: oggi l’allenatore che ha condotto il Parma alla salvezza firmerà con la squadra orfana di Simone Inzaghi il contratto biennale».
Questo è l’incipit del pezzo che il Corriere della Sera dedica all’avvicendamento in panchina in casa Inter. Non racconta solo l’inizio di una nuova avventura, quella di un ex eroe che torna a casa in una nuova veste, ma riapre un capitolo specifico e quasi rituale della storia interista: la firma di un contratto biennale. Un accordo di due anni non è una semplice formalità burocratica; è una dichiarazione d’intenti, un patto di fiducia che sottintende la volontà di costruire un “progetto”. Eppure, scorrendo l’albo degli allenatori nerazzurri dal 2000 a oggi, questa promessa di stabilità si è spesso rivelata fragile, un auspicio più che una garanzia. Chivu è solo l’ultimo di una lunga serie di tecnici a cui è stata offerta questa base di partenza, con esiti tanto diversi quanto emblematici delle varie ere interiste.

Il primo della lista in questo nuovo millennio fu Hector Cuper nel 2001. Dopo il turbolento epilogo del rapporto con Tardelli, Massimo Moratti affidò all’allenatore argentino, reduce da due finali di Champions con il Valencia, un contratto biennale per dare vita a un ciclo. Cuper sfiorò l’impresa, ma il suo progetto si schiantò contro il dramma del 5 maggio 2002 e una semifinale di Champions persa l’anno dopo. Non completò il suo percorso, venendo esonerato a inizio della terza stagione dopo un rinnovo, ma quel biennio iniziale rappresentò la prima grande scommessa progettuale.
Per ritrovare un patto di fiducia simile bisogna arrivare all’era post-Triplete, un periodo di smarrimento in cui il biennale divenne il tentativo disperato di ritrovare una rotta. Rafa Benitez firmò per due anni nel 2010 per gestire la pesantissima eredità di Mourinho, ma il suo progetto naufragò in appena sei mesi. L’estate seguente, nel 2011, toccò a Gian Piero Gasperini, a cui fu offerto un biennale per avviare una rivoluzione tattica che durò appena cinque partite. Nello stesso, convulso, inizio di stagione, anche il subentrante Claudio Ranieri ottenne un contratto fino al 2013, un altro tentativo di programmazione infrantosi con l’esonero a marzo. In questa fase, il biennale simboleggiava un desiderio di stabilità che la società non riusciva a sostenere.
Con l’avvento di Erick Thohir, un altro biennale segnò l’inizio di un nuovo corso: quello di Walter Mazzarri nel 2013. L’obiettivo era ricostruire. Mazzarri portò a termine la prima stagione, ma venne allontanato a metà della seconda, confermando il trend di un progetto interrotto.
La vera svolta nella gestione dei contratti biennali arriva con la proprietà Suning. Nel 2017, a Luciano Spalletti viene affidata la panchina con un accordo di due anni. La missione era chiara: tornare in Champions League. Spalletti centrò l’obiettivo in entrambe le stagioni, diventando il primo allenatore di questa lista a completare interamente il suo mandato iniziale. Il suo fu un progetto con un inizio, uno svolgimento e una fine definita, che pose le basi per le ambizioni future.
Infine, l’esempio più virtuoso: Simone Inzaghi. Arrivato nel 2021 dopo l’addio di Conte, firmò un contratto biennale che non solo ha onorato, ma ha trasformato nel trampolino di lancio per un ciclo vincente, costellato di coppe nazionali, una finale di Champions e lo Scudetto della seconda stella. Il suo biennio iniziale si è evoluto in rinnovi che ne hanno consolidato la posizione, dimostrando come la fiducia iniziale possa, finalmente, tradursi in un’era di successi duraturi.
Cristian Chivu, oggi, si inserisce in questa tradizione. Il suo contratto biennale è un attestato di stima, ma anche una sfida: dimostrare di appartenere alla categoria di Spalletti e Inzaghi, trasformando la promessa di un progetto in una solida e vincente realtà.

Inter, Zanetti: «Chivu sta facendo bene, avrà una lunga carriera. Mastantuono ci piace, ma c’è un problema…»

Le parole di Javier Zanetti, vicepresidente dell’Inter, su Cristian Chivu e l’interesse per il talento di Mastantuono. Tutti i dettagli

Javier Zanetti ha parlato a Flashscore del momento dell’Inter.

CHIVU INTER– «Sì, Cristian sta facendo davvero bene. Prima è stato con la nostra Primavera per tre anni e anche lì ha fatto un grande lavoro e ora ha avuto questa opportunità al Parma che ha preso in un momento difficile, quando era in zona retrocessione. Il campionato è finito e il Parma è rimasto in Serie A. Sono convinto che Cristian sia un allenatore che avrà una lunga carriera».

MASTANTUONO – «Il River ha un giocatore giovane come Mastantuono, che ha solo diciassette anni, ma gioca con una personalità che lo fa sembrare uno che gioca in Serie A da dieci anni. A chi non piace Mastantuono? Tutte le squadre lo vorrebbero, ma costa troppo».

Stramaccioni: «Inter spiazzata da Inzaghi, ma Chivu è una garanzia. Da calciatore mi aveva colpito una cosa»

Le parole di Andrea Stramaccioni, allenatore e opinionista Tv, sul cambio in panchina dell’Inter da Inzaghi a Chivu. I dettagli

Andrea Stramaccioni ha parlato a La Gazzetta dello Sport della scelta dell’Inter di affidare la panchina a Cristian Chivu.

CHIVU DA CALCIATORE – «Di solito un calciatore, anche di alto livello, è sempre molto concentrato su sé stesso e sulla sua prestazione. Cristian era invece sempre molto attento anche all’analisi collettiva, a una visione di squadra simile a quella degli allenatori».

LA SUA FORZA – «La capacità di leggere il gioco sia in costruzione che in fase difensiva. Capiva prima cosa accadeva in campo, grazie a un’intelligenza calcistica superiore alla media. Ha contenuto giocatori molto più veloci o abili nel dribbling di lui, come ad esempio Robben, anticipando le sue mosse e ricorrendo alle maniere forti quando serviva. Ma sempre con furbizia».

ADDIO INZAGHI – «Io credo che l’Inter sia stata un po’ spiazzata dalla decisione di Inzaghi, ed entro questo scenario abbia fatto delle valutazioni ben precise. Ovvero puntare su un allenatore giovane, molto positivo come atteggiamento e nella gestione di calciatori importanti come quelli dell’Inter, che ha idee, che conosce il 3-5-2 e soprattutto perfettamente conscio dell’ambiente interista dentro e fuori dal campo».

L’INTERVISTA INTEGRALE A STRAMACCIONI SU INTER NEWS 24

Brasile, Ancelotti: «Il punto ci dà fiducia, l’Ecuador si è difeso bene. Per migliorare dobbiamo fare una cosa»

Le parole di Carlo Ancelotti, allenatore del Brasile, dopo la sua prima partita alla guida dei verdeoro. Tutti i dettagli in merito

Carlo Ancelotti, ex allenatore di Real Madrid e Milan, ha parlato in conferenza stampa dopo lo 0-0 contro l’Ecuador nella sua prima partita alla guida del Brasile.

COMMENTO SULLO 0-0 – «È stata un’ottima partita difensiva, ho visto più fluidità nel possesso palla. È un buon punto e affrontiamo con fiducia la prossima sfida».

DIFFICOLTA’ NEL FARE GOL – «Le condizioni non erano ideali per una gara ben coordinata. Abbiamo avuto chance con Vinicius e Casemiro, ma l’Ecuador ha difeso molto bene. Non è stato semplice trovare spazi. Non sempre avevamo palla pulita negli ultimi metri, ma non voglio cercare scuse. Dobbiamo migliorare».

ATMOSFERA – «Grande calore e rispetto, seppur in uno stadio tutto a favore dell’Ecuador. Usciamo fiduciosi».

Macedonia del Nord-Belgio: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al Tose Proeski andrà in scena la sfida tra Macedonia del Nord-Belgio: le ultimissime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Al Tose Proeski di Skopje si giocherà la sfida di qualificazione ai prossimi Mondiali tra Macedonia del Nord-Belgio. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

Macedonia del Nord (3-4-1-2): Dimitrievski; Zajkov, Serafimov, Musliu; Ilievski, Alimi, Kostadinov, Alioski; Bardhi; Miovski, Elmas. Ct: Milevski.

Belgio (4-3-3): Sels; Meunier, Faes, Debast, Castagne; De Bruyne, Raskin, Vanaken; Trossard, Lukaku, Doku. Ct: Garcia.

Orario e dove vederla in tv

Macedonia del Nord-Belgio si gioca alle ore 20:45 di venerdì 6 giugno per la sfida di qualificazione ai prossimi Mondiali. Verrà trasmessa in diretta su SKY SPORT UNO e in streaming su SKY GO e NOW. Non è prevista alcuna trasmissione televisiva.

Locatelli: «Juve in Champions? Non potevamo mancare l’obiettivo, ecco cosa ci ha detto Tudor. Sul Mondiale per Club…»

Le parole di Manuel Locatelli, centrocampista e capitano della Juve, sulla stagione dei bianconeri in vista del Mondiale per Club

Manuel Locatelli ha parlato a La Stampa della stagione della Juve in vista del Mondiale per Club.

RIGORE VENEZIA – «Quanto pesava quel pallone? Tantissimo, ma da capitano toccava a me. Il quarto posto era l’obiettivo minimo, non potevamo mancarlo».

TUDOR – «Secondo me è bravissimo, si è presentato in modo intelligente cercando il dialogo, è una brava persona come i componenti del suo staff e conosce bene la Juve. La sua capacità, oltre al gioco, è il modo di comunicare, la capacità di trasmettere ciò che sente: presentandosi ci disse che saremmo arrivati in Champions. Non ha mai avuto dubbi».

MONDIALE PER CLUB – «Una bellissima esperienza: i migliori club di tutto il mondo nello scenario americano garantiscono spettacolo. Cercheremo di arrivare il più avanti possibile».

L’INTERVISTA INTEGRALE A LOCATELLI SU JUVENTUS NEWS 24

Chiesa: «Norvegia-Italia sarà dura, non possiamo fallire ancora. Rivoglio quella maglia». Poi la rivelazione sul futuro e la Juve

Le parole di Federico Chiesa, attaccante del Liverpool, in vista di Norvegia-Italia e sul momento della sua carriera. I dettagli

Federico Chiesa, attaccante del Liverpool, ha parlato al Corriere dello Sport in vista di Norvegia-Italia.

NAZIONALE – «Fuori anche Kean, è dura. Ma i nomi non contano più. Spalletti può dare molto a questa squadra, non possiamo fallire l’obiettivo per la terza volta di seguito. Siamo l’Italia, le attenzioni del ct mi hanno fatto piacere. Rivoglio quella maglia».

FUTURO – «L’anno è finito, presto mi siederò al tavolo con la mia famiglia e il mio agente Ramadani per trovare la soluzione migliore. Restare a Liverpool non mi dispiacerebbe affatto».

JUVE – «Che Szczesny e Rabiot fossero fuori dal progetto lo sapevano tutti. Le esclusioni di Fagioli e Danilo mi hanno sorpreso. Dani era il punto di riferimento nello spogliatoio, è juventino dentro: il suo taglio è una scelta che non ho capito e non ho condiviso».

L’INTERVISTA INTEGRALE A CHIESA SU JUVENTUS NEWS 24

Brasile, flop Ancelotti all’esordio: solo 0-0 contro l’Ecuador, ora la qualificazione Mondiale è in salita!

Tutto sull’esordio di Carlo Ancelotti sulla panchina del Brasile, con i verdeoro fermati sullo 0-0 dall’Ecuador. I dettagli in merito

Il debutto di Carlo Ancelotti sulla panchina del Brasile non lascia il segno: a Gayaquil, contro un Ecuador compatto e ben organizzato, finisce 0-0 nel match valido per le qualificazioni ai Mondiali 2026. Prestazione deludente quella di Vinicius e compagni, apparsi poco incisivi e per lunghi tratti in balia degli avversari, che hanno sfiorato il gol sia nei primi minuti che nel finale.

Il pareggio, unito alla vittoria del Paraguay sull’Uruguay per 2-0, costa caro alla Seleção: ora è quarta nel girone sudamericano e rischia di essere superata anche dalla Colombia, impegnata domani notte contro il Perù. Un avvio amaro per l’ex allenatore di Real Madrid e Milan, che dovrà subito trovare soluzioni per ridare smalto alla sua squadra.

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