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Calciomercato Inter: il tesoretto per l’estate sale a 90 milioni tra riscatti e addii eccellenti. Quali saranno le mosse del club

Calciomercato Inter: 90 milioni di euro tra riscatti e addii eccellenti in vista dell’estate. Ecco le mosse del club nerazzurro

Il calciomercato estivo dell’Inter inizia a delinearsi partendo da una certezza economica importante. Con la conquista della salvezza matematica da parte del Cagliari, il diritto di riscatto di Sebastiano Esposito si è ufficialmente trasformato in obbligo. L’attaccante, protagonista in Sardegna con 7 gol e 5 assist, porterà nelle casse del club nerazzurro almeno 4 milioni di euro (più bonus e il 40% sulla futura rivendita). Una cifra che va ad rimpinguare il budget iniziale stanziato dalla proprietà Oaktree per la prossima sessione di trasferimenti. Lo riporta Gazzetta.it.

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Il piano di Oaktree e i tagli al monte ingaggi

Dopo lo storico “doblete” conquistato dalla squadra sotto la guida tecnica di Cristian Chivu, la dirigenza ha fissato un budget di partenza di circa 40 milioni di euro. Questa disponibilità è però destinata a lievitare sensibilmente, potendo raggiungere gli 80-90 milioni di euro complessivi a disposizione di Marotta e Ausilio.

Una spinta importante arriverà dall’alleggerimento del monte ingaggi: il mancato rinnovo dei contratti in scadenza di senatori come Sommer, Acerbi, De Vrij, Darmian e Mkhitaryan garantirebbe un risparmio di circa 14 milioni di euro netti (quasi il doppio al lordo). Al momento, solo per l’olandese e l’armeno restano aperti spiragli di trattativa.

Le cessioni e l’obiettivo Marco Palestra

La fetta più corposa del tesoretto arriverà dalle cessioni eccellenti. I principali indiziati a lasciare Milano sono Davide Frattesi e Luis Henrique. Per l’ex centrocampista del Sassuolo, reduce da un’annata altalenante, l’Inter conta di incassare tra i 20 e i 25 milioni di euro. Il brasiliano Luis Henrique, invece, non ha mai convinto del tutto e saluterà in estate per fare spazio all’obiettivo numero uno in entrata: Marco Palestra dell’Atalanta, profilo che rispecchia perfettamente la filosofia societaria basata su “un mix tra giovani italiani e stranieri esperti”.

Infine, restano da valutare le ultime due grandi variabili di mercato. Benjamin Pavard rientrerà dal prestito al Marsiglia ma verrà immediatamente ceduto per monetizzare circa 12 milioni e tagliare un ingaggio da 5 milioni netti. Discorso diverso per Alessandro Bastoni: il difensore, inizialmente tentato da una nuova esperienza al Barcellona, sembra ora maggiormente orientato a rimanere a Milano.

Allegri incontra Cardinale, le richieste del tecnico per restare al Milan: può dire addio nonostante la Champions!

Allegri incontra Cardinale, le richieste del tecnico per restare al Milan: può dire addio nonostante l’eventuale qualificazione in Champions!

Il futuro di Massimiliano Allegri al Milan sarà definito soltanto al termine della stagione. Lo ha spiegato lo stesso tecnico rossonero, ripreso anche da La Gazzetta dello Sport: «A fine stagione ci incontreremo per valutare l’annata, per vedere quello che abbiamo sbagliato e per migliorare la squadra, sempre nell’interesse del club». Il punto di partenza sarà la sfida contro il Cagliari, decisiva per capire se il Milan riuscirà a centrare la qualificazione alla prossima Champions League.

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Allegri Milan, senza Champions l’addio resta possibile

Dal punto di vista contrattuale, Allegri è legato al club fino al 30 giugno 2027. In caso di qualificazione alla Champions League, l’accordo si allungherebbe automaticamente fino al 2028, con ingaggio aumentato a 6 milioni netti. Ma la permanenza del tecnico livornese non dipenderà solo dal contratto.

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Secondo la Gazzetta dello Sport, senza Champions l’addio diventerebbe uno scenario possibile e probabilmente concreto. Con l’accesso alla massima competizione europea, invece, la continuità sarebbe la soluzione più naturale. Gerry Cardinale, patron di RedBird, avrebbe già avuto un confronto con l’allenatore e, pur con insoddisfazione per il finale di stagione, vorrebbe proseguire con lui.

Allegri Milan, mercato e dirigenza al centro del confronto

Il nodo sarà il progetto. Allegri chiederà garanzie tecniche, rinforzi mirati e una programmazione chiara. Il Milan dovrà costruire una rosa in grado di affrontare campionato e coppa europea con esperienza, intensità e senso di appartenenza.

Restano però da chiarire anche gli assetti dirigenziali. Igli Tare, direttore sportivo, sembra destinato all’addio; la posizione dell’ad Giorgio Furlani è in bilico; il ruolo di Zlatan Ibrahimovic, senior advisor, andrà definito meglio. Il tecnico vuole capire con chi programmare il futuro.

Tra i profili graditi ci sarebbero giocatori di spessore come Dusan Vlahovic, Leon Goretzka, Mario Gila e Filip Kostic. Come riferito da Matteo Moretto sul canale YouTube di Fabrizio Romano, il Milan difficilmente si separerà da Allegri per scelta propria. Molto dipenderà, però, dalle valutazioni dello stesso allenatore.

Lo Sporting all’assalto di Doumbia: fissato l’incontro col Venezia per il centrocampista

Lo Sporting all’assalto di Doumbia: fissato l’incontro col Venezia per il centrocampista box to box classe 2003. La situazione

Sono ore decisive per il futuro di Issa Doumbia, centrocampista box-to-box del Venezia e tra i grandi protagonisti della promozione arancioneroverde in Serie A. Lo Sporting Club de Portugal ha messo nel mirino il classe 2003 e vuole provare ad accelerare per chiudere l’operazione, anticipando la concorrenza che nelle ultime settimane si è fatta sempre più intensa.

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Issa Doumbia, lo Sporting atteso in Italia

La giornata chiave, come rivelato da Gianluca Di Marzio, sarà martedì 19 maggio, quando i dirigenti dello Sporting CP sono attesi in Italia per incontrare la dirigenza del Venezia. L’obiettivo del club portoghese è chiaro: avanzare in maniera concreta nella trattativa e provare a trovare un’intesa prima che altri club possano inserirsi con decisione.

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La valutazione dell’operazione si aggira intorno ai 20 milioni di euro, bonus compresi. Una cifra importante, ma coerente con la crescita del giocatore, che nell’ultima stagione ha mostrato continuità, qualità fisiche e capacità di incidere anche in zona offensiva. Il Venezia, appena tornato in massima serie, sa di avere in rosa uno dei profili più interessanti del panorama italiano e non intende fare sconti.

Issa Doumbia, numeri da protagonista col Venezia

Il rendimento di Doumbia ha avuto un peso enorme nel percorso del Venezia. In stagione il centrocampista originario di Treviglio ha collezionato 37 presenze, mettendo a segno 8 gol e servendo 6 assist. Numeri rilevanti per un giocatore utilizzato in mezzo al campo, capace di unire dinamismo, inserimenti e presenza fisica.

Il classe 2003 si è imposto come uno degli elementi più completi della rosa arancioneroverde, attirando inevitabilmente l’attenzione del mercato internazionale. Nel suo percorso c’è anche la crescita con la maglia dell’Italia Under 21, con cui ha raccolto 3 presenze, l’ultima durante gli Europei di categoria del giugno 2025.

Lo Sporting ora vuole fare sul serio. Il futuro di Issa Doumbia può decidersi nelle prossime ore.

Flick e il Barcellona avanti insieme: ufficiale il rinnovo fino al 2028. Ecco com’è andato finora il suo cammino in Blaugrana

Flick e il Barcellona avanti insieme: ufficiale il rinnovo fino al 2028 per il tecnico olandese. Il comunicato del club blaugrana e i dettagli

Il Barcellona ha ufficializzato il rinnovo di Hansi Flick fino al 2028, confermando la piena fiducia nel tecnico tedesco dopo un ciclo iniziato nel 2024 e già ricco di risultati. L’ex allenatore del Bayern Monaco ha riportato i blaugrana ai vertici del calcio spagnolo, costruendo una squadra dominante per rendimento, continuità e capacità di incidere nei momenti decisivi.

La media punti complessiva di Flick sulla panchina del Barcellona è di circa 2,36 punti a partita. Il suo bilancio complessivo parla di 116 partite, con 88 vittorie, 10 pareggi e 18 sconfitte. Nella sola stagione 2025/26, in 55 gare, ha collezionato 43 successi, 3 pareggi e 9 ko, per una media di 2,40 punti a partita.

Anche il palmarès racconta la forza del progetto. Nella stagione 2024/25, Flick ha conquistato il treble nazionale, vincendo Liga, Copa del Rey e Supercoppa di Spagna. Nel 2025/26 ha aggiunto un’altra Supercoppa di Spagna, battendo il Real Madrid in finale, e una nuova Liga, conquistata con tre giornate d’anticipo dopo il successo nel Clasico.

Il totale dice 5 trofei: 2 Liga, 1 Copa del Rey e 2 Supercoppe di Spagna. Numeri che spiegano il rinnovo e certificano un impatto già storico.

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IL COMUNICATO – «Il Barcellona e Hansi Flick hanno raggiunto un accordo per il prolungamento del suo contratto, che lo legherà al club fino al 30 giugno 2028 con un’opzione per un’ulteriore stagione. 

Il tecnico tedesco ha firmato il suo nuovo contratto lunedì presso la sede del club, alla presenza del presidente del Barcellona Rafa Yuste, del direttore dell’area calcistica Anderson Luis de Souza “Deco” e di altri membri della commissione sportiva. Era presente anche il presidente eletto Joan Laporta.

Se nella sua prima stagione Hansi Flick ha ridato speranza ai tifosi del Barça, nella seconda ha confermato che l’entusiasmo era fondato. L’allenatore tedesco ha costruito una squadra competitiva, fedele all’identità del Club, capace di dominare il campionato nazionale e di riconquistare un posto nell’élite europea. Con il rinnovo del suo contratto, l’FC Barcelona si assicura la continuità dell’allenatore e del progetto.  

I risultati portano l’impronta di Hansi Flick. In due stagioni alla guida del Barça ha vinto cinque trofei su otto disponibili: due scudetti, due Supercoppe di Spagna e una Coppa del Re. Un palmarès impressionante, con il secondo scudetto consecutivo conquistato di recente con la vittoria sul Real Madrid nel Clásico, un risultato che entrerà nella storia.  

L’influenza di Flick non si limita ai risultati: l’allenatore ha infatti riposto la sua fiducia nei talenti cresciuti nel vivaio del Barça. Ben 13 giocatori provenienti dalla Masia hanno esordito sotto la sua guida, e un’intera generazione di calciatori ha trovato in Flick un allenatore pronto a dare loro un’opportunità e a valorizzarne il potenziale. 

La combinazione di gioventù ed esperienza è stata una delle chiavi del successo del Barça. Con una rosa ricca di talenti emergenti e uno stile di gioco decisamente offensivo, Flick è riuscito a costruire una squadra capace di competere a tutti i livelli. In sole due stagioni al Barcellona, ​​Flick ha già scritto il suo nome nella storia del club, conquistando trofei, stabilendo record e dimostrando una visione lungimirante. Il tecnico tedesco vuole proseguire su questa strada e portare ancora più successi alla guida del Barça».

Croazia, i preconvocati di Dalic per il Mondiale! C’è Modric e altri 6 “italiani”

Croazia, i preconvocati di Dalic per il Mondiale! C’è Modric e altri 6 “italiani”. La lista completa dei calciatori chiamati dal ct

Luka Modric si prepara a vivere il suo quinto Mondiale con la Croazia. La Federazione croata ha diramato la lista dei preconvocati per la Coppa del Mondo, in programma dall’11 giugno tra Stati Uniti, Messico e Canada, inserendo anche il centrocampista del Milan, vent’anni dopo la sua prima partecipazione nel 2006.

Tra i nomi scelti dal ct Dalic figurano anche diversi giocatori della Serie A, come Baturina, Pongracic, Sucic e Moro, oltre agli esperti Kovacic e Perisic. Presente anche Gvardiol, reduce dalla frattura della tibia: «Ha ripreso a giocare ed è nella lista».

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Portieri: Dominik Livakovic, Dominik Kotarski, Ivor Pandur.

Difensori: Josko Gvardiol, Duje Caleta-Car, Josip Sutalo, Josip Stanisic, Marin Pongracic, Martin Erlic, Luka Vuskovic.

Centrocampisti: Luka Modric, Mateo Kovacic, Mario Pasalic, Nikola Vlasic, Luka Sucic, Martin Baturina, Kristijan Jakic, Petar Sucic, Nikola Moro, Toni Fruk.

Attaccanti: Ivan Perisic, Andrej Kramaric, Ante Budimir, Marco Pasalic, Petar Musa, Igor Matanovic.

Primo acquisto del nuovo Chelsea di Xabi Alonso: Milan sotto assedio

La stagione di Serie A si avvia verso il finale e già fuori dal campo si muovono le prime ombre lunghe del mercato estivo.

Tra voci e conferme, c’è un nome che rimbalza da Londra a Milano, un giocatore che ha fatto parlare di sé per prestazioni di livello internazionale e che potrebbe presto lasciare il suo attuale club per approdare in Premier League.

L’interesse del Chelsea e il ruolo di Xabi Alonso

Il calciatore in questione ha recentemente rinnovato il suo contratto con la squadra italiana, ma fonti come teamtalk raccontano di un interesse costante e rinnovato da parte del Chelsea, pronto a fare il primo acquisto sotto la gestione di Xabi Alonso.

Il tecnico spagnolo, che si appresta a sedere sulla panchina dei Blues, avrebbe infatti dato indicazioni precise alla dirigenza: vuole avere voce in capitolo su ogni arrivo, evitando gli errori dei precedenti anni in cui la scelta dei giocatori spesso veniva imposta dall’alto.

Il prezzo di Maignan e la posizione del Milan

Il nodo principale rimane il prezzo. Lo scorso anno, i londinesi avevano sondato il terreno per Mike Maignan senza mai trovare un accordo, giudicando eccessiva la richiesta per un trentenne.

Ora, però, il quadro potrebbe cambiare. L’eventuale partenza del giocatore potrebbe dipendere da due condizioni: la qualificazione del Milan alla Champions League e la conferma di Max Allegri in panchina.

La stagione italiana non è ancora chiusa e ogni punto potrebbe fare la differenza tra rimanere o partire, rendendo il finale di campionato decisamente teso.

I prossimi giorni potrebbero essere decisivi, le strade di Milano e Londra potrebbero incrociarsi ancora una volta, in attesa di capire chi avrà l’ultima parola.

Carvajal lascia il Real Madrid dopo 14 anni: ufficiale l’addio a parametro zero! Il comunicato

Carvajal lascia il Real Madrid dopo 14 anni: ufficiale l’addio a parametro zero! Il comunicato del club e le dichiarazioni di Florentino Perez

Si chiude un capitolo lungo ben 14 anni in casa Real Madrid: i Blancos, attraverso un comunicato ufficiale, hanno annunciato che Dani Carvajal lascerà il club a giugno, in scadenza di contratto.

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IL COMUNICATO – «Il Real Madrid CF e il nostro capitano Dani Carvajal hanno concordato di chiudere un capitolo meraviglioso della sua carriera con il nostro club al termine della stagione in corso.

Il Real Madrid desidera esprimere la propria gratitudine e il proprio affetto a una delle più grandi leggende del nostro club e del calcio mondiale.

Carvajal è uno dei cinque giocatori che nella storia del calcio sono riusciti a vincere 6 Coppe dei Campioni, e ha fatto parte di una squadra che è stata protagonista di una delle epoche più brillanti della nostra storia.

È arrivato al Real Madrid nel 2002 e ha difeso la nostra maglia per 23 stagioni: 10 nelle giovanili e 13 in prima squadra, con la quale ha vinto 27 titoli: 6 Coppe dei Campioni, 6 Coppe del Mondo per club, 5 Supercoppe Europee, 4 Campionati del Mondo, 2 Coppe del Re e 4 Supercoppe di Spagna.

A livello individuale, Carvajal è stato incluso nella FIFPro World XI 2024, ha vinto il premio The Best FIFA Men’s XI 2024 ed è stato nominato miglior giocatore della finale di Champions League 2024, in cui ha segnato un gol.

Carvajal ha disputato 450 partite con la nostra squadra, segnando 14 gol.

Con la nazionale spagnola ha disputato 51 partite, vincendo il Campionato Europeo nel 2024 e la Nations League nel 2023.

Per il presidente del Real Madrid, Florentino Pérez, “Dani Carvajal è una leggenda e un simbolo del Real Madrid e del suo settore giovanile. La sua immagine accanto al nostro amato e indimenticabile Alfredo Di Stéfano, mentre posa la prima pietra della Ciudad Real Madrid, resterà per sempre nei cuori di tutti i madridisti e nella storia del nostro club. Carvajal ha sempre incarnato i valori del Real Madrid. Questa è e sarà sempre casa sua.”

Il Real Madrid augura a Dani Carvajal e alla sua famiglia tutto il meglio per questa nuova fase della sua vita.

Lo stadio Santiago Bernabéu gli renderà omaggio questo sabato in occasione dell’ultima partita di campionato che la nostra squadra disputerà».

Ndicka si ferma e salta Verona Roma: c’è lesione! Ecco chi può prendere il suo posto in difesa

Ndicka si ferma e salta Verona Roma: c’è lesione! Ecco chi può prendere il suo posto in difesa nella sfida chiave per la Champions

In casa Roma arriva una notizia pesante dall’infermeria. Dopo il derby vinto contro la Lazio, successo che ha permesso ai giallorossi di raggiungere momentaneamente il quarto posto in classifica, Gian Piero Gasperini, allenatore romanista, deve fare i conti con lo stop di Evan Ndicka, difensore centrale ivoriano e punto fermo della retroguardia.

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Ndicka Roma, gli esami confermano la lesione

Ndicka era stato costretto al cambio al 37’ del primo tempo della stracittadina, dopo aver accusato un problema muscolare. Nella mattinata successiva il giocatore si è sottoposto agli esami strumentali, che hanno evidenziato una lesione di secondo grado al bicipite femorale destro.

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Uno stop importante, che lo costringerà a saltare l’ultima partita della stagione contro il Verona, in programma domenica alle 20.45. Una gara decisiva per la Roma, ancora pienamente coinvolta nella lotta per la qualificazione alla prossima Champions League.

Ndicka Roma, Rensch favorito per sostituirlo

La domanda ora riguarda le scelte di Gasperini in difesa. Nel derby contro la Lazio, al posto di Ndicka è entrato Devyne Rensch, difensore olandese arrivato per dare alternative al reparto arretrato. Proprio lui sembra il principale candidato a partire titolare contro il Verona.

In questo scenario, Gianluca Mancini, difensore italiano e leader della retroguardia giallorossa, potrebbe agire al centro della difesa a tre, prendendo il posto dell’infortunato Ndicka. Ai suoi lati verrebbero poi valutate le soluzioni più adatte per garantire equilibrio e copertura.

Ndicka Roma, le alternative Ghilardi e Ziolkowski

La seconda opzione porta a Ghilardi, che potrebbe essere schierato come braccetto destro, con Mancini centrale ed Hermoso sul centrosinistra. Più defilata, ma comunque possibile, la candidatura di Ziolkowski, utilizzabile nella stessa posizione.

La scelta definitiva arriverà nei prossimi allenamenti, ma una cosa è certa: la Roma dovrà affrontare l’ultima gara senza uno dei suoi riferimenti difensivi.

La concentrazione è tutto: dentro la mente dei grandi giocatori

Un tennista al servizio nel tie-break decisivo, un pianista alla prima nota di un concerto, un chirurgo davanti al bisturi: esiste un filo sottile che accomuna mestieri e passioni apparentemente lontani fra loro, e quel filo porta il nome di concentrazione. La capacità di isolare il rumore esterno, di restare ancorati al momento presente, di guidare i pensieri lungo un binario preciso senza deragliare, rappresenta una delle qualità più ricercate in ogni ambito competitivo.

Chi pratica attività che richiedono lucidità mentale sa bene quanto pesino i secondi di distrazione, quanto costi un pensiero fuori posto. Questa guida racconta il funzionamento della mente quando lavora al massimo delle sue possibilità, con uno sguardo alle tecniche usate dai professionisti per mantenere il focus quando conta davvero.

La mente come primo strumento del giocatore

Gli allenatori sportivi ripetono da anni una frase che suona quasi come un mantra: il corpo segue la mente. Un atleta con gambe fresche ma testa affaticata rende meno di un collega stanco fisicamente ma lucido dentro. La mente guida, anticipa, legge, decide. Il resto viene dopo.

Le radici psicologiche del focus

Gli studi di neuroscienza hanno mappato con precisione crescente i meccanismi dell’attenzione. La corteccia prefrontale gestisce la capacità di filtrare gli stimoli irrilevanti, mentre il sistema limbico regola le risposte emotive agli eventi esterni. Quando queste due aree lavorano in armonia, la persona raggiunge quello stato che lo psicologo Mihaly Csikszentmihalyi ha descritto con il termine flow: una condizione di totale immersione, dove il tempo sembra dilatarsi e il compito scorre con naturalezza quasi disarmante.

Gli studi su scacchisti, musicisti e atleti di alto livello mostrano pattern cerebrali sorprendentemente simili durante le fasi di massima prestazione. La mente filtra, seleziona, concentra l’energia disponibile sul compito in corso, ignorando tutto il resto con una lucidità che molti vorrebbero riprodurre anche nella vita quotidiana.

Come si allena la concentrazione

Contrariamente a una credenza diffusa, la concentrazione somiglia più a un muscolo che a un talento innato. Si allena con pazienza, ripetizione, metodo. Gli sportivi professionisti dedicano ore a tecniche di visualizzazione, esercizi di respirazione diaframmatica, pratiche di mindfulness che aiutano a gestire il pensiero ossessivo.

Roger Federer parlava spesso del suo rituale pre-partita come di un momento quasi meditativo, dove la preparazione mentale superava per importanza quella tecnica. I pianisti studiano la partitura a occhi chiusi, gli scacchisti rivedono mentalmente le aperture durante lunghe passeggiate solitarie.

I campioni e la gestione delle distrazioni

Rafael Nadal raccontava di un rituale preciso con le bottigliette d’acqua: allineate con etichetta rivolta verso il campo, nessuna eccezione. Qualcuno parlava di superstizione, ma lo scopo vero era un altro. Quel gesto ripetuto aiutava il tennista spagnolo a ritrovare il ritmo interno tra un punto e l’altro, creando una piccola bolla mentale al riparo dal pubblico e dall’avversario.

Il ruolo dell’ambiente di gioco

L’ambiente circostante pesa più di quanto si creda. Una luce troppo intensa, un rumore di fondo costante, uno spazio disordinato possono minare la lucidità anche del professionista più navigato. Chi si misura con attività che richiedono attenzione prolungata sceglie con cura il contesto in cui si trova a operare.

Per gli amanti dei casinò, le sessioni live con dealer rappresentano un esempio interessante di come la presenza umana e il ritmo reale della partita richiedano una qualità diversa di attenzione rispetto ai formati digitali più rapidi, dove il giocatore deve leggere le dinamiche del tavolo, adattarsi al tempo del croupier e mantenere la lucidità per tutta la durata della sessione. Il fattore umano cambia le regole del gioco mentale, introduce variabili che richiedono presenza autentica.

Gli errori che spezzano la concentrazione

Stanchezza accumulata, sessioni troppo lunghe, pasti pesanti prima di un’attività impegnativa: l’elenco degli errori classici si ripete con monotonia. Anche l’uso eccessivo dello smartphone nelle ore precedenti una prova di concentrazione rappresenta un sabotatore silenzioso, perché abitua il cervello a stimoli brevi e frammentati, rendendo faticoso il lavoro prolungato su un singolo compito.

Il valore di giocare con la testa giusta

Qualsiasi forma di intrattenimento trova il proprio equilibrio nella misura. Gli appassionati che vivono meglio il tempo dedicato allo svago sanno che la giornata ha ritmi precisi, che le pause contano, che la famiglia e gli amici hanno il loro spazio prioritario. Gli operatori regolamentati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli mettono a disposizione strumenti di autolimitazione, tetti di spesa, pause programmate, opzioni di autoesclusione temporanea.

Un tifoso vero del proprio benessere usa questi strumenti con naturalezza, come userebbe il casco per andare in bicicletta. La testa serena rende il divertimento autentico, preserva il gusto dello svago, tiene al sicuro ciò che conta davvero nella vita quotidiana.

Il ritmo tra mente e tempo libero

Gli psicologi dello sport parlano spesso di recupero attivo: il cervello, come i muscoli, ha bisogno di riposo vero per tornare al massimo. Una camminata nel verde, una cena con amici, una serata senza schermi aiutano la mente a ricaricarsi meglio di mille esercizi specifici. Il tempo libero ben gestito alimenta la lucidità del giorno dopo. La mente lucida resta la prima alleata di chiunque voglia dare il meglio in ciò che ama, dentro e fuori dal tavolo di gioco.

Spalletti Elkann, cosa c’è dietro la richiesta di un vertice da parte del tecnico verso la proprietà. Motivi e retroscena

Spalletti Elkann, tutti i retroscena dietro al vertice in settimana tra il tecnico e la proprietà della Juventus

La dolorosa sconfitta interna contro la Fiorentina certifica la quasi perdita del pass per la prossima Champions League da parte della Juventus. Dopo la forte delusione, l’allenatore Luciano Spalletti ha lasciato lo Stadium visibilmente distrutto, ma è pronto a chiedere un rinnovato voto di fiducia alla proprietà per proseguire il suo progetto biennale, nonostante un contratto a lungo termine che lo lega alla Vecchia Signora fino al giugno del 2028. A riportare i dettagli della situazione è La Gazzetta dello Sport.

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Il vertice decisivo con la proprietà Exor

Il tecnico toscano ha annunciato un imminente e cruciale confronto con il numero uno di Exor per tracciare le linee guida del futuro:

«Sì, in settimana parlerò con Elkann… ci parliamo spesso, ci parlerò perché devo presentare il mio lavoro, qualcosa di meglio di ciò che ho fatto fino ad ora…»

L’ex ct azzurro ha ereditato la squadra al settimo posto a ottobre e, dopo sette mesi di gestione, si ritrova in sesta posizione con un distacco di 18 lunghezze dalla vetta. Un cammino altalenante che Spalletti difende con fermezza, attirandosi però le dure contestazioni dei tifosi sui social network:

«Il giudizio che do alla Juventus è positivo, abbiamo fatto un grande percorso che solo gli episodi non hanno trasformato in grandissimo. Da quando ci sono io è andata così, siamo comunque in Europa League, non era scontato esserci… e non è ancora finita»

Spalletti si assume le colpe e difende la squadra

Davanti allo spettro del fallimento europeo, l’allenatore di Certaldo si è assunto le proprie responsabilità, tentando di blindare lo spogliatoio dalle critiche mediatiche:

«Se non riusciamo a reagire dal punto di vista mentale, il primo responsabile sono io. Evidentemente devo tornare a studiare di più, devo mettermi in discussione io, non i giocatori… voi, però, smettetela di dare dei falliti, di caricare ogni partita come se si andasse in guerra, vita o morte, non funziona così altrimenti ci sarà sempre qualcuno che non reggerà la pressione»

L’ingegnere John Elkann, assente allo Stadium perché all’estero, nutre profonda stima ed empatia verso il tecnico e al momento non ha nei piani una rivoluzione totale. Alla Continassa si punta sulla stabilità aziendale per il prossimo biennio, ma l’amaro verdetto del campo contro i viola costringerà inevitabilmente le parti a un’analisi profonda in ottica calciomercato.

Caos societario al Milan: Furlani riflette sull’addio e scoppia il caso Ibrahimovic. Cosa sta succedendo davvero

Milan nel caos societario: Furlani può dire addio, scoppia il caso Ibrahimovic. Cosa succede

Giornate di profonde riflessioni e possibili scossoni societari in casa rossonera. L’amministratore delegato del Milan, Giorgio Furlani, sta valutando con attenzione il proprio futuro professionale dopo settimane particolarmente intense e delicate sul fronte societario. Secondo quanto riportato questa mattina da La Gazzetta dello Sport, non è affatto escluso che l’attuale ad possa decidere autonomamente di lasciare il club per tornare a occuparsi di altri business finanziari. Questa decisione aprirebbe di fatto la strada a un profondo ridisegno del management rossonero, che verrebbe attuato subito dopo l’ultima gara di campionato contro il Cagliari.

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I piani di Gerry Cardinale per il nuovo Milan

La linea della proprietà statunitense è comunque improntata alla prudenza. Ogni decisione strategica relativa al futuro del club, infatti, verrà presa ufficialmente da Gerry Cardinale solo a stagione conclusa. In quel momento, il numero uno di RedBird potrà valutare con freddezza il percorso complessivo della squadra e l’operato del management. Nonostante i rumors d’addio, Furlani rimane comunque presente e pienamente operativo nelle sue funzioni; lo ha dimostrato ieri a Marassi, dove ha seguito da vicino la delicata sfida di campionato contro il Genoa.

Il caso Ibrahimovic: assenza pesante a Marassi

A fare rumore all’interno dell’ambiente milanista è stata invece la clamorosa assenza di Zlatan Ibrahimovic. Il Senior Advisor di RedBird è rimasto lontano sia da Genova sia da Milano, nonostante si trattasse di una partita cruciale e dal peso specifico enorme per la corsa alla Champions League del club.

Se da un lato è vero che da tempo l’ex fuoriclasse svedese ha scelto di non seguire la squadra in stadi diversi da San Siro, questa volta la sua mancata presenza vicino al gruppo è stata particolarmente notata dai media e dai tifosi, proprio in un contesto così decisivo per il finale di stagione del Milan. Questo vuoto di rappresentanza istituzionale a Marassi non fa che alimentare i dubbi sulla reale stabilità dell’organigramma e sulle future strategie che RedBird intende adottare per il rilancio del club.

Conte apre il bivio per il suo futuro e divide la stampa: delusione o addio consensuale? Tre ipotesi post-Napoli, una è clamorosa

Conte è davanti ad un rebus per quanto riguarda il suo futuro: tre ipotesi, di cui una clamorosa, in caso di separazione dal Napoli

Aleggia il mistero e il riserbo più totale attorno al futuro di Antonio Conte sulla panchina del Napoli. Dopo le dichiarazioni rilasciate al termine della sfida contro il Pisa, match che ha sancito l’aritmetica qualificazione in Champions League, il tecnico salentino ha preferito rimandare ogni tipo di comunicazione ufficiale all’ultima gara della stagione contro l’Udinese. In quell’occasione, dovrebbe essere direttamente il patron Aurelio De Laurentiis a sciogliere ogni tipo di dubbio. La sensazione forte in città è che, nonostante ci sia ancora un altro anno di contratto, le strade tra Conte e il club azzurro possano separarsi qui.

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Le indiscrezioni della stampa: tra delusione e addio consensuale

I media nazionali offrono ricostruzioni differenti sulla vicenda. Il Mattino evidenzia la delusione dell’allenatore per essere stato messo in discussione — anche dai vertici societari — durante un’annata complessa e ricca di imprevisti, tra cui il difficile inserimento dei nuovi acquisti di calciomercato e una lunga catena di gravi infortuni. Conte pretenderebbe garanzie e una campagna acquisti estiva importante per concretizzare il suo desiderio di restare.

Al contrario, Il Corriere dello Sport e Repubblica sostengono che la decisione sia già stata presa in un colloquio definitivo avvenuto settimane fa. I rapporti tra le parti restano cordiali, tanto che De Laurentiis avrebbe invitato Conte a Los Angeles a metà giugno per assistere alle partite dei Mondiali. In questo clima di gratitudine, dopo uno Scudetto e una Supercoppa Italiana vinti, si profila un addio consensuale.

Il futuro di Conte: Nazionale o il clamoroso ritorno alla Juventus?

Una volta sancita la separazione dal Napoli, gli scenari per il futuro di Antonio Conte sono molteplici:

  • Nazionale Italiana: si fa largo l’ipotesi di un ritorno alla guida dell’Italia (già allenata dal 2014 al 2016). È uno dei nomi caldeggiati dal possibile nuovo presidente della FIGC Giovanni Malagò, che valuta anche il profilo di Massimiliano Allegri.
  • Anno di sabatico: il tecnico potrebbe decidere di concedersi un periodo di riposo dopo le intense fatiche dell’esperienza napoletana.
  • Il ritorno alla Juventus: la pista più clamorosa potrebbe riprendere corpo in caso di ribaltone sulla panchina bianconera qualora la squadra non centrasse la Champions. Per Conte si tratterebbe di un rientro in grande stile nel club di cui è stato bandiera da calciatore e tecnico pluriscudettato.

Roma, fattore corner: Mancini eredita lo scettro dei gol da Ndicka

Roma, i calci d’angolo sono un fattore per i giallorossi di Gasperini: Mancini ha ereditato lo scettro da Ndicka

I calci d’angolo si confermano la vera e propria arma impropria nello scacchiere tattico della Roma. Con la straordinaria doppietta firmata nel derby contro la Lazio, i giallorossi sono saliti all’impressionante quota di 13 gol stagionali sviluppati da corner. Una cooperativa del gol aereo che ha visto ruotare diversi protagonisti nel corso dei mesi: dalle precise torsioni sul primo palo di Bryan Cristante alle fiammate europee di Matias Soulé ed Evan Ndicka, fino alla fame sotto misura di Artem Dovbyk. Le traiettorie disegnate dai piedi educati di Lorenzo Pellegrini, Paulo Dybala e del giovane Niccolò Pisilli hanno trasformato ogni rincorsa dalla bandierina in un terrore costante per le difese avversarie, sia in Serie A che in Europa.

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Il dominio di Ndicka nella prima parte di stagione

Per lunghi mesi, il punto di riferimento assoluto in area di rigore è stato Evan Ndicka. Il difensore ivoriano ha vissuto una striscia realizzativa senza precedenti, trovando la via della rete in partite cruciali come la trasferta contro la Juventus o la rocambolesca sfida di Europa League contro il Bologna. Memorabile la sua striscia di tre gol consecutivi in campionato, sigillata dal curioso “pallonetto lento” di testa contro il Genoa nato da una precedente spizzata di Mancini. Ndicka ha dimostrato una straordinaria capacità di lettura dei tempi, sfruttando i blocchi dei compagni e inserendosi con i tempi giusti sia sui traccianti tesi che sulle palle vaganti dopo le spizzate sul primo palo.

Il passaggio di testimone: il momento di Mancini

Nelle ultime settimane, tuttavia, le gerarchie aeree della Roma hanno visto una clamorosa e decisiva evoluzione. Gianluca Mancini ha ufficialmente ereditato lo scettro di re dell’aria, diventando il nuovo specialista letale della squadra. Il numero 23 giallorosso ha aperto la sua striscia personale nella netta vittoria per 4-0 contro la Fiorentina, fulminando il portiere con una secca girata di testa su assist di Pisilli. Il capolavoro assoluto è andato però in scena nel pesantissimo derby contro la Lazio, dove Mancini ha letteralmente dominato la stracittadina con una doppietta d’autore: prima una violenta incornata su cross di Pisilli, poi un imperioso stacco su parabola a uscire di Dybala capace di piegare le mani all’estremo difensore biancoceleste. Tre gol pesantissimi che certificano il passaggio di testimone e regalano alla Roma una nuova certezza per il finale di stagione.

Serie A, date e orari della 38ª giornata: quando si decideranno la volata Champions e la corsa salvezza. Il programma completo

Serie A, sono stati resi ufficiali date e orari della 38ª giornata: il programma completo tra corsa Champions e lotta salvezza

La Lega Serie A ha ufficializzato il programma della 38ª e ultima giornata di campionato, delineando il quadro definitivo dei match che assegneranno gli ultimi verdetti stagionali. Come ampiamente prevedibile per garantire la massima contemporaneità e regolarità sportiva, i riflettori saranno quasi interamente puntati sulla serata di domenica 24 maggio alle ore 20:45, momento in cui andranno in scena i verdetti definitivi per la corsa Champions e per la caldissima lotta salvezza.

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Il blocco delle 20:45: novanta minuti di fuoco

Domenica sera si preannuncia una notte ad altissima tensione emotiva, con ben cinque partite in contemporanea. Per quanto riguarda la volata verso l’Europa che conta, la Roma sarà impegnata nella delicata trasferta del Bentegodi contro il Verona, mentre il Milan ospiterà a San Siro il Cagliari. Contemporaneamente si consumerà anche il sentitissimo derby della Mole tra Torino e Juventus, un incrocio che potrebbe rimescolare le carte per i piazzamenti europei e che terrà i tifosi bianconeri con il fiato sospeso, così come la sfida tra Como e Cremonese – valida sia per la corsa Champions dei lariani che per quella salvezza dei grigiorossi. Negli stessi istanti, il Genoa cercherà i punti della tranquillità al Via del Mare contro il Lecce.

Gli altri anticipi del fine settimana

Il lungo weekend conclusivo della Serie A si aprirà in realtà già venerdì 22 maggio alle 20:45 con l’anticipo del Franchi tra Fiorentina e Atalanta, un match che aprirà ufficialmente le danze. Sabato 23 maggio sarà invece il turno di Bologna-Inter alle ore 18:00, seguita in serata dal match dell’Olimpico tra Lazio e Pisa alle 20:45.

La domenica si aprirà invece alle 15:00 con Parma-Sassuolo, mentre alle 18:00 il Napoli saluterà il proprio pubblico ospitando l’Udinese al Maradona, prima di lasciare spazio al grande show simultaneo delle 20:45. Le emittenti DAZN e Sky (quest’ultima per i tre match in co-esclusiva con Lecce, Juventus e Lazio) sono pronte a trasmettere ogni singolo verdetto.

Comolli a rischio senza Champions League: John Elkann riflette. Quale può essere il segnale forte della proprietà alla Juventus

Comolli a rischio senza la qualificazione della Juve alla prossima Champions League: John Elkann riflette sul futuro del club bianconero

Trema la Juventus, finita sotto la lente d’ingrandimento per il fallimento di un intero progetto sportivo ed economico. Sebbene l’esclusione dalla prossima Champions League non sia ancora matematica, l’incubo è ormai concreto e rischia di riportare il club indietro di oltre dieci anni, precisamente ai tempi dei due settimi posti consecutivi registrati nelle stagioni 2009-10 e 2010-11. Un vero e proprio terremoto sportivo che, secondo quanto riportato dalla La Gazzetta dello Sport, si tradurrà in un bagno di sangue finanziario da almeno 70-80 milioni di euro, costringendo il patron John Elkann a profonde riflessioni sul piano affidato la scorsa estate all’amministratore delegato Damien Comolli.

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Il bivio societario di John Elkann

Il nipote dell’Avvocato aveva scelto personalmente l’ex presidente del Tolosa, concedendogli carta bianca per ristrutturare la società. Ora, però, la mancata conquista degli obiettivi minimi stagionali — ovvero il quarto posto in campionato e il raggiungimento degli ottavi di Champions — mette tutto profondamente in discussione. A tormentare l’ad di Exor è un dilemma cruciale: far pagare subito il fallimento al manager francese o concedergli una seconda chance in nome della stabilità aziendale? A pesare negativamente sul bilancio ci sono anche le pesanti bocciature sul campo degli acquisti estivi, a partire dai 44 milioni spesi per Loïs Openda, oggetto misterioso della rosa e di fatto ignorato prima da Igor Tudor e poi da Luciano Spalletti.

I segnali della proprietà e lo spettro del derby

I segnali pubblici lanciati da Elkann, d’altronde, sono indicativi: nelle sue ultime dichiarazioni il patron ha blindato i soli Spalletti e Kenan Yildiz in ottica futura, senza mai citare l’ad transalpino. Già un anno fa la proprietà non aveva esitato a silurare l’ex direttore tecnico Cristiano Giuntoli subito dopo la conquista della Champions, pagando le scelte sul cambio in panchina da Thiago Motta a Tudor e alcune cessioni contestate come quella di Dean Huijsen.

Il rapporto tra Elkann e Comolli resta stretto e i contatti giornalieri sono proseguiti anche dopo il recente tracollo con la Fiorentina. Il numero uno di Exor è fortemente contrariato, ma teme che l’ennesimo azzeramento societario possa peggiorare ulteriormente le cose. Il bilancio definitivo verrà tracciato dopo il sentitissimo derby contro il Torino: senza l’Europa che conta alle porte, la Continassa rischia un nuovo, clamoroso tsunami in cui potrebbe salvarsi il solo Giorgio Chiellini.

Mourinho torna al Real Madrid, sarà lui il nuovo allenatore! Perché lo Special One è la scelta giusta per i blancos

Mourinho sarà il nuovo allenatore del Real Madrid. Scelta fatta per la panchina dei blancos, ecco perché è l’uomo giusto da cui ripartire

José Mourinho torna al Real Madrid. A distanza di anni dalla sua prima e vincente esperienza nella capitale spagnola, lo “Special One” è pronto a riprendersi la guida tecnica dei Blancos per avviare una vera e propria rivoluzione sportiva.

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I dettagli dell’accordo e la firma del contratto

La macchina organizzativa della “Casa Blanca” si è mossa con estrema rapidità. Secondo Fabrizio Romano, tutti i termini sono stati concordati verbalmente tra Mourinho e il Real, in attesa di firmare i documenti che sanciranno il vincolo formale tra le due parti.

La dirigenza madrilena, capitanata dal presidente Florentino Pérez, ha definito un piano per un contratto iniziale di due anni, una durata che testimonia la volontà di aprire un ciclo solido a medio termine per riportare il club ai vertici del calcio mondiale. La tabella di marcia del tecnico portoghese è già delineata nei minimi dettagli: Mourinho viaggerà verso Madrid dopo la partita contro l’Athletic, l’ultimo impegno ufficiale prima di immergersi completamente nella nuova avventura.

Perché lo Special One è l’uomo giusto da cui ripartire

Il ritorno del tecnico di Setúbal risponde a una precisa esigenza di leadership e mentalità vincente, elementi che sono clamorosamente mancati nell’ultimo periodo all’interno dello spogliatoio. Mourinho rappresenta l’uomo giusto da cui ripartire per ridare carattere a un ambiente reduce da una stagione sportivamente drammatica.

Il Real Madrid ha infatti chiuso l’annata con lo score record di 0 titoli con Xabi Alonso prima e Arbeloa poi in panchina. Il fallimento ha spinto la proprietà a virare sull’usato sicuro di un gestore carismatico e vincente. Con lo “Special One” alla guida, i tifosi del Real Madrid sperano di ritrovare immediatamente quella solidità e quel cinismo necessari per tornare a dominare in Spagna e in Europa, cancellando i passi falsi della gestione precedente.

Premier League, l’Arsenal vede il titolo: vietato sbagliare contro il Burnley. L’analisi verso il match che può chiudere i giochi

Premier League, l’Arsenal può chiudere i conti e strappare il titolo nel match contro il Burnley. L’analisi

L’Arsenal si affaccia alla settimana che potrebbe mettere fine a un digiuno lungo ventidue anni. La rincorsa al trofeo della Premier League, che manca dalla storica stagione del 2004, prevede il primo decisivo passaggio questa sera tra le mura amiche contro il Burnley, per poi chiudersi domenica prossima sul campo del Crystal Palace. Il popolo dei Gunners è pronto a riempire l’Emirates Stadium non solo per l’ultimo saluto casalingo della stagione, ma con la forte speranza di assistere a un passaggio storico. Vincere stasera significherebbe costringere il Manchester City a inseguire: se domani il Bournemouth dovesse fermare la squadra di Guardiola, l’Arsenal sarebbe matematicamente campione d’Inghilterra con un turno d’anticipo. Mikel Arteta, tuttavia, predica calma e chiede di superare prima l’ostacolo rappresentato dai Clarets.

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Numeri da favorita e l’importanza della differenza reti

Sulla carta l’impegno rasenta il testacoda perfetto: l’Arsenal capolista ospita un Burnley già matematicamente retrocesso, capace di vincere una sola volta nelle ultime ventisette giornate e tormentato dalla peggior difesa dell’intero torneo. I precedenti storici sorridono ai londinesi, che vantano una sola sconfitta nei diciannove confronti più recenti. Oltre ai tre punti, la gara di stasera rappresenta un’occasione d’oro per rimpinguare il bottino dei gol segnati. In caso di arrivo a pari punti, infatti, il primo criterio di assegnazione del titolo è la differenza reti, statistica che al momento vede il Manchester City in vantaggio di due lunghezze rispetto ai londinesi. Un passo falso dei Gunners (un pareggio o una sconfitta) offrirebbe il sorpasso su un piatto d’argento al City, impegnato martedì sul campo del Bournemouth.

Infermeria e sogni di “Sextuple”

La gestione delle forze diventa cruciale in un finale di stagione che vede l’Arsenal atteso anche dalla finalissima di Champions League contro il Paris Saint-Germain a Budapest. Arteta deve fare i conti con assenze pesanti: Ben White e Mikel Merino hanno riportato infortuni che li terranno fuori per il resto dell’anno, mentre Jurrien Timber è sulla via del recupero ma non verrà rischiato (al suo posto a destra è pronto Mosquera). La nota lieta è il recupero lampo di Riccardo Calafiori, tornato regolarmente in gruppo dopo l’allarme scattato nel match contro il West Ham. L’obiettivo è blindare la Premier stasera, per poi concentrarsi sull’Europa e regalare al club la miglior stagione della sua storia.

Pisa Napoli: dominio di tre azzurri. Un voto umiliante per Hiljemark, Conte centra l’obiettivo

Pisa Napoli: le pagelle dei giornali con tutti i giudizi dopo il 3-0 della 37ª giornata di Serie A 2025/26

Ecco l’analisi dettagliata dei migliori, dei peggiori e delle principali discrepanze di voto per la sfida Pisa-Napoli 0-3, basata sulle pagelle dei tre quotidiani sportivi.

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I Top del match

Per il Napoli, che blinda aritmeticamente la qualificazione in Champions League, spiccano tre assoluti protagonisti. Scott McTominay riceve un 7 unanime su tutte le testate: la Gazzetta lo definisce “Supereroe straripante” per il suo gol da record in diagonale, mentre il Corriere celebra il suo quattordicesimo centro stagionale definito “un colpo da biliardo“. Stesso copione per Amir Rrahmani, che colleziona tre 7 grazie alla rete dello 0-2 e a una prestazione da “Ministro della Difesa” (Corriere). Anche Rasmus Højlund convince tutti: prende 7 da Gazzetta e Corriere e 6,5 da Tuttosport, premiato per l’assist a McTominay e per il gol che spezza il digiuno sotto porta.

Nel deserto del Pisa, l’unico a salvarsi è Stefano Moreo. L’attaccante strappa un 6 pieno su tutti e tre i quotidiani, venendo applaudito dall’Arena Garibaldi per la sua generosità, l’impegno nel servire il compagno di reparto e l’unico vero tiro che impegna Meret.

I Flop del match

Le insufficienze più gravi colpiscono l’attacco e la panchina del Pisa. Dusan Stojilkovic vive una giornata da incubo: incassa un 4,5 da Gazzetta e Corriere, e sprofonda fino al 4 su Tuttosport a causa del clamoroso gol divorato davanti a Meret dopo il “regalo” di Buongiorno.

Male anche Ebenezer Akinsanmiro, sanzionato con un 5 dalla Gazzetta, un 4,5 dal Corriere (per non aver pressato Lobotka sul primo gol) e un altro 4,5 da Tuttosport per la totale mancanza di concentrazione.

Il crollo definitivo si registra però sulle valutazioni per l’allenatore Hiljemark. Il tecnico del Pisa viene bocciato con un 5 dalla Gazzetta, un 4,5 dal Corriere dello Sport (squadra definita annichilita e senza idee) e un pesantissimo 3 da Tuttosport, che sottolinea la miseria dei 4 punti conquistati nelle sue ultime quattordici partite.

Le differenze di voto più nette

In una sfida dal risultato così netto, i pagellisti hanno mostrato giudizi divergenti su due giocatori in particolare.

Il primo caso è quello di Stanislav Lobotka. Il regista del Napoli riceve un 7 pieno sia dalla Gazzetta dello Sport che da Tuttosport, esaltato per la capacità di dettare i tempi di gioco e per aver avviato l’azione dello 0-1. Di parere più moderato è il Corriere dello Sport, che si ferma alla sufficienza piena con un 6,5.

Il secondo caso, di segno opposto, riguarda l’allenatore del Napoli. Antonio Conte viene premiato con un 7 pieno da Gazzetta e Corriere dello Sport per le scelte iniziali azzeccate (Elmas e De Bruyne) e per aver centrato l’obiettivo Champions senza affanni. Tuttosport, al contrario, assegna al tecnico leccese un più contenuto 6,5, limitandosi a definire la sua prova solida e la “missione compiuta“.

Il Torino del ’76 visto da Pallavicini: «Una favola di uomini veri e grandi valori»

L’ex granata, Giuseppe Pallavicini, ricorda lo scudetto a cinquant’anni dal trionfo: «Radice e Pianelli erano fantastici, Claudio Sala il migliore di tutti»

Giuseppe Pallavicini a 19 anni ha vinto lo scudetto del 1976 da giovane riserva del Torino. A Tuttosport ha raccontato quella straordinaria avventura in granata che sabato 16 maggio ha celebrato i 50 anni.

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LA FESTA «Al Boccaccio, in corso Casale. E poi un festa grandissima a Palazzo del Lavoro qualche giorno dopo. Quando ci ripenso mi vengono ancora i brividi, se ricordo da dove eravamo partiti. Poi, come si dice, la fame viene mangiando e così partita dopo partita iniziammo a pensarci e crederci».

IL PENSIERO DELLO SCUDETTO «Nel girone di ritorno. Eravamo al secondo posto e i più grandi iniziarono a dire nello spogliatoio: “Ragazzi, ma perché non dovremmo vincere lo scudetto…?”. Vincevamo in casa e fuori: davanti al nostro pubblico, alla fine, tutte vittorie, tranne l’ultima col Cesena che finì pari. E poi avevamo un allenatore, Radice, che come grinta e determinazione era unico. Ti faceva vorrei credere in qualcosa. Per non parlare dei giocatori, poche storie: quel Toro era una squadra forte!».

SI RICORDA LE SUE 4 GARE «Come no: due da titolare e due entrando dalla panchina».

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LA QUALITA’ PIU’ IMPORTANTE DI QUEL TORO «La fame di vincere e il gruppo: eravamo uniti. Ora ci sono troppi stranieri. Noi riserve, quando si andava in ritiro, ci toccava andare un giorno prima: a Villa Sassi andavamo il venerdì sera. Zero polemiche. E poi come secondo allenatore c’era Giorgio Ferrini, sempre molto vicino ai giovani».

IL FILADELFIA «Unico, e poi ci ho vissuto la trafila da giovane: ci venivano a vedere in 5 mila. Un ambiente famigliare».

LA CITTA’ «Era diversa. Innanzitutto faceva più freddo. Era difficile la sera uscire, non c’erano posti per svagarsi. Ma ebbi la fortuna di conoscere Patrizia che poi diventò mia moglie. Ci incontrammo per caso, grazie a una sua amica che conosceva un mio compagno di squadra».

IL PIU’ GENEROSO «Direi Claudio Sala, aveva sempre una bella parola per chi aveva bisogno di un incoraggiamento. Un vero capitano».

IL PIU’ FORTE TECNICAMENTE «Ce n’erano molti, ma sopra a tutti dico ancora lui: Claudio. Era quello che faceva girare la squadra e metteva i palloni a Pulici e Graziani per fare gol. Dribblava in un modo che era bellissimo da vedere e la palla non gliela portavi mai via: sotto questo aspetto era cattivo. Non voleva mai perdere manco in settimana nella partitella. E poi avevamo un portiere fortissimo: Castellini».

CASTELLINI «Spesso ci si fermava dopo gli allenamenti a fargli dei tiri: io, Garritano e altri. Garritano gli sparava la palla all’incrocio: una, due, tre, quattro, cinque. Sempre gol. A un certo punto Luciano si arrabbiò, uscì dalla porta e iniziò a rincorrerlo per tutto il campo… Poi, quando c’erano le partitelle, Luciano voleva sempre giocare in avanti: era bravissimo coi piedi. Si sarebbe trovato benissimo in questo calcio moderno. E poi in porta era eccezionale: e io tra lui e Zoff avrei scelto sempre Luciano. Usciva in presa alta sino a metà area. Era spericolato».

PIANELLI «Grandissima persona. Io ero giovane, per cui non avevo molti contatti con lui direttamente. Ricordo però che quando veniva in ritiro a Villa Sassi, lui veniva con la 131 e la parcheggiava proprio davanti all’ingresso. Nell’auto aveva già il radiotelefono incorporato. Posteggiava e dopo poco Castellini entrava dentro l’auto per chiamare sua moglie!».

IL SIGNIFICATO DEL TRICOLORE «Favola, magia e un po’ di fortuna, che nella vita serve sempre. Eravamo un gruppo forte che credeva davvero di poter vincere e ce l’abbiamo fatta».

LA RIVALITA’ CON LA JUVE «Non la temevamo, in quegli anni vincemmo tutti i derby. Quando entravamo in campo sapevamo sempre cosa fare e come giocare. Noi rispetto ai bianconeri avevamo più fame e poi avevamo tre giocatori che, messi insieme, facevano la differenza: Claudio Sala, Graziani e Pulici».

Genoa Milan: i Top, i Flop e le stranezze dei voti del Grifone

Genoa Milan: Grifone KO all’ultima sfida davanti al proprio pubblico. Ecco i giudizi della critica sportivi sugli uomini di De Rossi

I Top del Genoa

  • Johan Vásquez (Voto medio: 6,66): è l’uomo della speranza rossoblù. Riceve un 6,5 sia dalla Gazzetta (che ne loda la personalità) sia dal Corriere (da capitano vero), fino a toccare il 7 su Tuttosport, che definisce la sua zampata un “gol da bomber” premiando il suo costante aiuto a centrocampo.
  • Morten Frendrup (Voto medio: 6,33): eletto nettamente il migliore in campo dalla Gazzetta dello Sport (6,5) che lo paragona a un’aspirapolvere per la quantità industriale di palloni recuperati. Stesso voto (6,5) sul Corriere dello Sport che lo definisce “destinato a lidi più importanti“, mentre si attesta sul 6 (sufficienza piena) nelle pagelle di Tuttosport.

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I Flop del Genoa

  • Amorim (Voto medio: 4,16): la palma del peggiore in campo è unanime. Il suo sciagurato retropassaggio costa carissimo ai rossoblù. Incassa un 4 pieno sia dalla Gazzetta (“retropassaggio che ha ferito a morte la partita“) sia da Tuttosport (colpevole anche sul raddoppio rossonero), mentre il Corriere dello Sport è leggermente più clemente con un 4,5, pur sottolineando l’errore da matita rossa.
  • Tommaso Baldanzi (Voto medio: 5): prestazione impalpabile per il trequartista, che prende un 5 tondo su tutti e tre i quotidiani. La Gazzetta rimarca l’assenza di assist o tiri, il Corriere lo definisce del tutto “assente per un’ora” e Tuttosport chiosa con un evocativo “genio che ha smarrito la lampada
  • Bijlow: è la differenza più marcata. Per Gazzetta e Tuttosport merita ampiamente il 6,5 grazie alle parate decisive nel finale su Pulisic e Rabiot. Di parere opposto il Corriere dello Sport, che lo punisce con un 5 a causa del fallo da rigore su Nkunku (“frana su di lui”) e per essersi fatto bucare sul secondo gol rossonero.
  • Malinovskyi: all’ultima recita davanti al pubblico di Marassi, il Corriere dello Sport lo boccia con un 5 sostenendo che non abbia ripagato il tributo dei tifosi. Al contrario, Tuttosport gli assegna la sufficienza piena (6) vedendolo sempre nel vivo del gioco, mentre la Gazzetta si posiziona nel mezzo con un 5,5.
  • Ekhator: per il suo ingresso in campo, Gazzetta e Tuttosport scelgono il 6 evidenziando la fisicità e l’impatto sul match (nonostante il gol fallito davanti a Maignan). Per il Corriere dello Sport, invece, quell’errore a tu per tu con il portiere milanista è decisivo e costa al giovane subentrato un’insufficienza da 5.

Crollo Juve, la Champions si allontana e può cambiare tutto per i piani sul mercato! Da Alisson a Bernardo Silva, il punto

Crollo Juve, la Champions si allontana e può cambiare tutto sul mercato! Da Alisson a Bernardo Silva, occhio al cambio di rotta per l’estate

La Juventus si gioca le ultime residue speranze di qualificazione alla prossima Champions League nell’ultima giornata di campionato. Lo scenario è complicatissimo: i bianconeri devono vincere il derby contro il Torino, sperare che una tra Roma e Milan non vinca e, allo stesso tempo, che anche il Como non conquisti i tre punti. Una combinazione difficile, quasi proibitiva, che rende il mancato accesso alla massima competizione europea molto probabile a 90 minuti dalla fine della stagione.

Juventus Champions League, senza coppa meno risorse sul mercato

L’assenza dalla Champions League avrebbe conseguenze pesanti sulle strategie della Vecchia Signora. Non partecipare al torneo significherebbe rinunciare ad almeno 70-80 milioni di euro di introiti, tra premi UEFA, botteghino e ricavi collegati. Una perdita che ridurrebbe il margine d’azione della dirigenza sul mercato e renderebbe più complicato convincere profili di alto livello a sposare il progetto bianconero.

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Il primo dossier delicato riguarda Dusan Vlahovic, attaccante serbo classe 2000. La trattativa per il rinnovo resta in stallo: l’ad Damien Comolli non sarebbe andato oltre una proposta da 6 milioni più bonus, cifra ancora distante dalle richieste del giocatore. Senza Champions, avvicinarsi alle pretese economiche del centravanti diventerebbe ancora più difficile.

Juventus Champions League, Bernardo Silva più lontano senza Europa

Anche il sogno Bernardo Silva rischia di complicarsi. Il fantasista portoghese del Manchester City, in scadenza e corteggiato da Luciano Spalletti, allenatore della Juventus, sarebbe attratto dal progetto bianconero. Ma senza Champions League, l’operazione diventerebbe molto più complessa, anche per via di un ingaggio da top player.

Diverso il discorso per Alisson, portiere brasiliano del Liverpool ed ex Roma. Secondo La Gazzetta dello Sport, l’estremo difensore sarebbe disposto ad accettare anche un anno di Europa League, pur di lottare subito per lo scudetto. Con la Juventus ci sarebbe già un accordo di massima per un triennale.

Juventus Champions League, possibili sacrifici per il bilancio

Senza i ricavi europei, però, qualche cessione diventerebbe inevitabile. Gleison Bremer, difensore brasiliano, resta seguito in Premier League e potrebbe valutare progetti più immediati. Attenzione anche a Khephren Thuram e Francisco Conceiçao, entrambi con estimatori in Inghilterra. L’unico vero incedibile resta Kenan Yildiz, volto del progetto bianconero.

In 400 mila per la parata scudetto dell’Inter, la cronaca di una festa indimenticabile: i cori, gli sfottò e gli striscioni

In 400 mila per la parata scudetto dell’Inter, la cronaca di una festa indimenticabile: i cori, gli sfottò e gli striscioni. Tutto quello che è successo

Una festa infinita, lunga undici ore, da San Siro al Duomo, con almeno 400 mila tifosi interisti a spingere idealmente il pullman scoperto dei campioni d’Italia. A guidarlo c’era Patrizio, autista romano ma da anni a Milano, chiamato a gestire una vera e propria marea nerazzurra tra cori, fuochi d’artificio, bandiere e tifosi arrampicati ovunque pur di vedere da vicino la squadra di Cristian Chivu.

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Inter, Chivu guida la festa con scudetto e Coppa Italia

Il viaggio si è concluso poco prima delle 23.30, quando il pullman è arrivato in zona Duomo tra una folla compatta e in delirio. In alto, i giocatori hanno mostrato la coppa dello scudetto e la Coppa Italia, simboli di una stagione vissuta come rinascita collettiva dopo le ferite dell’anno precedente. Chivu, tecnico romeno e condottiero del Double, è rimasto ancora una volta al centro della scena senza cercarla: le due coppe tra le mani, il sorriso misurato e poi il microfono per intonare «Pazza Inter» insieme ai tifosi.

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Prima della parata, il pubblico si era già radunato a San Siro, dove la festa era iniziata con ospiti di fede nerazzurra, una coreografia imponente a tema Double e il minuto di silenzio per Evaristo Beccalossi. Un momento toccante, vissuto con emozione anche da Marcus Thuram, spesso vicino all’ex numero 10 nerazzurro.

Inter, Lautaro alza il trofeo e i tifosi chiedono Bastoni

Sul prato del Meazza, Lautaro Martinez, capitano dell’Inter, aveva alzato al cielo lo scudetto consegnato dal presidente della Lega Ezio Simonelli, accanto al presidente nerazzurro Giuseppe Marotta. Presenti anche Piero Ausilio, Dario Baccin, Javier Zanetti e i rappresentanti di Oaktree, Alejandro Cano e Katherine Ralph.

Sul pullman, invece, il clima è diventato sempre più caldo. Hakan Calhanoglu, Federico Dimarco e Lautaro hanno guidato i cori, mentre dalla piazza è partito anche un forte «Bastoni resta con noi». Il difensore ha risposto sorridendo e battendo la mano sullo stemma, gesto accolto con un boato dai tifosi.

Inter, notte storica al Duomo

Tra striscioni, sfottò, occhiali da sole lanciati ai giocatori e il caschetto di Chivu indossato da Thuram, il corteo ha attraversato lentamente Milano. L’arrivo al Duomo ha chiuso una giornata storica: giocatori in terrazza, tifosi in piazza e tutti a cantare «O mia Bela Madunina». Una festa totale, simbolo di un’Inter tornata a vincere e a sentirsi unita al suo popolo.

Arriva all’Inter con i soldi di Bastoni: dopo Akanji, nuovo affare con Guardiola

La voce gira da qualche giorno nei corridoi del mercato milanese e non è certo uno dei soliti pettegolezzi di stagione.

L’Inter sta seguendo con attenzione la situazione di un difensore centrale di altissimo profilo del Manchester City, un giocatore il cui nome da solo cambia la prospettiva di una retroguardia interista che quest’anno ha vinto lo Scudetto e la Coppa Italia, ma sa che in estate ci sarà da fare i conti con addii importanti.

La pressione sul reparto difensivo di casa nerazzurra nasce soprattutto dall’incertezza attorno ad Alessandro Bastoni, uomo simbolo della linea a tre di Cristian Chivu e oggetto di un interesse insistente da parte del Barcellona.

I catalani, secondo i reportage spagnoli e italiani, lo hanno messo in cima alla lista dei loro obiettivi per rinforzare il centro della difesa nella prossima stagione e il giocatore non è rimasto indifferente a questa ipotesi.

Se Bastoni dovesse davvero partire, l’Inter avrebbe un tesoretto su cui lavorare per rinforzare la squadra.

E qui torna di moda il nome che circola negli ambienti di mercato: quello dell’esperto difensore portoghese Ruben Dias, riconosciuto come uno dei leader della squadra di Pep Guardiola.

Il nodo più spinoso resta l’ingaggio e la richiesta economica del club inglese. Sappiamo da fonti come fichajes.net che il City non ha alcuna intenzione di svendere e che per portare l’ex Benfica in Italia servirebbe una proposta di altissimo profilo, con un’offerta che tenga conto sia del valore del giocatore sia delle ambizioni del club inglese.

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 18 maggio 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Milano si tinge di nerazzurro: la sfilata del pullman scoperto per il 21° Scudetto dell’Inter – VIDEO

Inter, Milano si tinge di nerazzurro: la sfilata del pullman scoperto per festeggiare il 21° Scudetto – VIDEO

(inviato a Milano) – Milano è diventata un immenso mare nerazzurro per celebrare una stagione che entra di diritto nella storia del club. Dopo la conquista del 21° titolo nazionale, il popolo interista si è riversato in massa nelle strade per l’evento più atteso: la spettacolare sfilata del pullman scoperto dei campioni d’Italia, che ha attraversato le vie principali della città in un clima di pura estasi collettiva.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

La parata del bus, partito da San Siro e arrivato in una Piazza del Duomo completamente blindata e colorata da fumogeni e bandiere, è stata l’apoteosi di un percorso straordinario. I calciatori, guidati da Cristian Chivu e dal capitano Lautaro Martínez, hanno cantato e ballato insieme a centinaia di migliaia di tifosi, immortalando un pomeriggio indimenticabile. Cori per tutti, dai protagonisti del campo fino alla dirigenza, per un legame tra squadra e città che non è mai stato così solido.

Oltre alla conquista della storica seconda stella, la piazza ha celebrato con orgoglio un prestigioso “double” domestico: l’Inter ha infatti unito al trionfo in Serie A la vittoria della Coppa Italia, arrivata pochi giorni prima nella finale di Roma contro la Lazio. Questo doppio successo nazionale certifica la superiorità assoluta della corazzata nerazzurra in Italia e premia il grande lavoro di programmazione svolto da Beppe Marotta e da tutta la società sotto la nuova gestione targata Oaktree. Una festa totale, destinata a rimanere impressa a lungo nei cuori dei tifosi, che proietta l’Inter verso un futuro con l’ambizione di esportare questa abitudine a vincere anche sui più grandi palcoscenici d’Europa.

Playoff Serie B: rimonta d’oro del Monza, il Catanzaro ipoteca la finale. Il tabellone completo

Playoff Serie B: i risultati delle semifinali d’andata, con la rimonta d’oro del Monza e il Catanzaro a valanga. Il tabellone completo

I playoff di Serie B entrano nella fase più calda con la disputa delle prime due semifinali di andata. I verdetti dei primi novanta minuti regalano grandi emozioni e delineano gli scenari in vista delle sfide di ritorno, decisive per staccare il pass per l’ultimo atto che mette in palio la promozione nella massima serie.

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Juve Stabia-Monza: cuore biancorosso e rimonta d’oro

Il Monza compie un’autentica impresa di carattere sul difficile campo del Menti. I brianzoli sono riusciti a ottenere un prezioso pareggio a Castellammare di Stabia, sventando una situazione che si era messa decisamente nei binari sbagliati: la squadra di casa si era infatti portata sul momentaneo 2-0. Nella seconda frazione di gioco, la reazione d’orgoglio degli uomini di Paolo Bianco ha permesso di agguantare il definitivo 2-2.

Un risultato d’oro in vista del match di ritorno: la squadra di Bianco avrà infatti a disposizione due risultati su tre per centrare la qualificazione alla finalissima e potrà sfruttare il fattore campo, giocando davanti ai propri tifosi.

Il Catanzaro travolge il Palermo: finale a un passo

Nell’altra semifinale di andata, prova di forza devastante del Catanzaro, che ha letteralmente strapazzato 3-0 il Palermo tra le mura amiche del Ceravolo. I giallorossi hanno dominato l’incontro, mettendo una seria ipoteca sul passaggio del turno. La formazione calabrese ora dovrà semplicemente difendere il tris al ritorno, in programma il prossimo mercoledì sera al Barbera, dove il Palermo sarà costretto all’impresa per ribaltare il passivo.


Il tabellone dei Playoff di Serie B

Di seguito la situazione dettagliata dei turni e il calendario ufficiale dei prossimi incontri:

TURNO PRELIMINARE

  • Modena – Juve Stabia 0-1
  • Catanzaro – Avellino 3-0

SEMIFINALI (Andata)

  • Juve Stabia – Monza 2-2
  • Catanzaro – Palermo 3-0

SEMIFINALI (Ritorno)

  • Monza – Juve Stabia: Martedì 19 maggio ore 20:00
  • Palermo – Catanzaro: Mercoledì 20 maggio ore 20:00

FINALI

  • Andata: Domenica 24 maggio ore 20:00
  • Ritorno: Venerdì 29 maggio ore 20:00

Il Cagliari è matematicamente salvo! Il 2-1 contro il Torino vale la permanenza in Serie A per la squadra di Pisacane

Cagliari è matematicamente salvo! Decisivo il 2-1 contro il Torino per la permanenza in Serie A della squadra di Pisacane

Il Cagliari festeggia il traguardo più importante della sua stagione. Al termine di novanta minuti di pura passione e sofferenza, la formazione rossoblù ha conquistato i tre punti decisivi che certificano la permanenza nel massimo campionato italiano. Il verdetto dell’Unipol Domus è insindacabile: grazie alla vittoria in rimonta per 2-1 nel match contro il Torino, i sardi ottengono la salvezza matematica con una giornata di anticipo rispetto alla naturale conclusione del torneo.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

La rimonta salvezza firmata Esposito e Mina

La sfida si era messa subito in salita per i padroni di casa, contratti a causa dell’altissima posta in palio. Il Torino era infatti riuscito a sbloccare il punteggio e a portarsi in vantaggio con Obrador, una rete che ha gelato lo stadio e complicato i piani tattici dei rossoblù. La reazione del Cagliari, però, è stata da grande squadra. Trascinati dal proprio pubblico, gli uomini di Fabio Pisacane hanno trovato la forza di ribaltare il destino della contesa.

Il gol del pareggio è arrivato grazie alla determinazione di Sebastiano Esposito. A completare l’opera e a regalare il gol vittoria è stato il leader difensivo Yerry Mina, che ha fatto esplodere i tifosi sardi, fissando il risultato sul definitivo 2-1.

Cagliari a quota 40 punti alla penultima giornata

Con questo successo fondamentale ottenuto alla penultima giornata di Serie A, il club isolano è ufficialmente salito a quota 40 punti in classifica. Si tratta di una soglia psicologica e aritmetica che mette al riparo la squadra da qualsiasi brutta sorpresa nell’ultimo turno, garantendo la certezza di disputare la Serie A anche nella prossima stagione.

I sardi sono salvi al termine di una cavalcata caratterizzata da momenti complessi, ma che ha premiato la continuità e la compattezza del gruppo. L’ultima giornata di campionato si trasformerà così in una passerella d’onore, permettendo alla dirigenza di iniziare a pianificare in anticipo le mosse per il prossimo calciomercato estivo.

Diretta gol Serie A LIVE: il Cagliari batte il Torino ed è matematicamente salvo, clamoroso sorpasso e controsorpasso tra Cremonese e Lecce!

Diretta Gol Serie A, sfide valide per la 37esima giornata di campionato: sintesi, tabellino, risultati, moviola e cronaca LIVE

La cronaca, sintesi e diretta LIVE delle partite valevoli per la 37esima giornata del campionato di Serie A Enilive 2025/26.

Le partite delle ore 20.45

CAGLIARI TORINO 2-1 (38′ Obrador, 39′ Esposito, 45’+2′ Mina)

SASSUOLO LECCE 2-3 (14′ Cheddira, 20′ Laurientè, 25′ Cheddira, 82′ Pinamonti, 90+6′ Stulic)

UDINESE CREMONESE 0-1 (9′ Vardy)

SEGUI QUI IL LIVE DI ATALANTA BOLOGNA

78′ GOL ORSOLINI – Il Bologna si porta avanti! Fa tutto benissimo Rowe, che disegna un traversone perfetto per Orsolini che non sbaglia in area e fulmina Carnesecchi.

Formazioni ufficiali:

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini, Djimsiti, Ahanor; Zappacosta, De Roon, Ederson, Zalewski; CDK, Raspadori; Krstovic. Allenatore: Raffaele Palladino.

BOLOGNA (4-3-3): Skorupski; Joao Mario, Heggem, Helland, Miranda; Ferguson, Freuler, Pobega; Bernardeschi, Castro, Rowe. Allenatore: Vincenzo Italiano

SEGUI QUI IL LIVE DI INTER HELLAS VERONA

Formazioni ufficiali:

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 6 De Vrij, 15 Acerbi, 30 Carlos Augusto; 11 Luis Henrique, 17 Diouf, 8 Sucic, 22 Mkhitaryan, 36 Darmian; 14 Bonny, 10 Lautaro. A disposizione: 12 Di Gennaro, 13 J. Martinez, 2 Dumfries, 7 Zielinski, 9 Thuram, 16 Frattesi, 20 Calhanoglu, 23 Barella, 25 Akanji, 31 Bisseck, 32 Dimarco, 43 Cocchi, 48 Mosconi, 94 Esposito, 95 Bastoni. Allenatore: Cristian Chivu.

HELLAS VERONA (3-5-1-1): 1 Montipò; 5 Edmundsson, 15 Nelsson, 6 Valentini; 7 Belghali, 4 Lovric, 63 Gagliardini, 24 Bernede, 3 Frese; 10 Suslov; 18 Bowie. A disposizione: 34 Perilli, 94 Toniolo, 9 Sarr, 11 Akpa Akpro, 12 Bradaric, 14 Lirola, 19 Slotsager, 21 Harroui, 36 Niasse, 37 Bella-Kotchap, 41 Aguiar, 70 Cham, 72 Ajayi, 73 Elmusrati, 90 Vermesan. Allenatore: Paolo Sammarco.

La classifica LIVE:

INTER – 86
NAPOLI – 73
MILAN – 70
ROMA – 70
COMO – 68
JUVENTUS – 68
ATALANTA – 58
BOLOGNA – 55
LAZIO – 51
UDINESE – 50
SASSUOLO – 49
TORINO – 44
PARMA– 43
GENOA – 42
FIORENTINA – 41
CAGLIARI – 40
LECCE – 35
CREMONESE – 34
VERONA – 21
PISA – 18

Le partite delle ore 12:00

ROMA LAZIO 2-0 (Clicca qui per la cronaca live)

COMO PARMA 1-0 (58′ Moreno)

GENOA MILAN 0-2 (Clicca qui per la cronaca live)

JUVE FIORENTINA 0-2 (Clicca qui per la cronaca live)

PISA NAPOLI 0-3 (21′ McTominay, 27′ Rrahmani, 90+3′ Hojlund)

Addio commovente ad Antoine Griezmann: “Pasillo de honor” all’Atletico Madrid prima del volo in MLS – VIDEO

Addio ad Antoine Griezmann: “Pasillo de honor” per salutare l’Atletico Madrid prima dell’approdo all’Orlando City in MLS

Il Metropolitano ha celebrato l’ultima recita casalinga di uno dei calciatori più iconici e amati della sua storia recente. Antoine Griezmann ha ufficialmente salutato l’Atlético Madrid e il pubblico spagnolo in un’atmosfera carica di emozione e gratitudine. Al termine della sua ultima partita interna con la maglia dei Colchoneros, il fuoriclasse francese è stato omaggiato da un commovente pasillo de honor sul terreno di gioco, tributato da tutti i suoi compagni di squadra, dai membri dello staff tecnico e dall’allenatore Diego Pablo Simeone.

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La fine di un’era gloriosa a Madrid

Il tributo sul campo rappresenta il giusto riconoscimento per un calciatore che ha legato a doppio filo il proprio nome ai successi moderni dell’Atlético. Griezmann chiude una parentesi straordinaria a Madrid, caratterizzata da gol decisivi, giocate di classe pura e una leadership silenziosa ma totale all’interno dello spogliatoio. I tifosi biancorossi hanno tributato una standing ovation interminabile al numero sette, visibilmente commosso di fronte alle manifestazioni d’affetto del popolo colchonero.

La decisione di separarsi era già nell’aria da diverse settimane, ma vederla concretizzarsi sul rettangolo verde ha formalmente sancito la fine di un’epoca per il club madrileno, che ora dovrà trovare sul calciomercato un sostituto all’altezza per non perdere competitività nella prossima stagione di Liga.

Il futuro in MLS: Griezmann vola all’Orlando City

Per “Le Petit Prince” si aprono ora le porte di una nuova ed entusiasmante avventura professionale oltreoceano. Il campione del mondo 2018 giocherà in MLS all’Orlando City, franchigia statunitense che ha piazzato un vero e proprio colpo da novanta per innalzare il livello tecnico e mediatico del campionato americano.

Griezmann non ha mai nascosto il suo debole per lo stile di vita statunitense e per gli sport d’oltreatlantico, e la scelta di sposare il progetto calcistico della Florida si sposa perfettamente con i suoi desideri di fine carriera. L’impatto del suo arrivo negli Stati Uniti si preannuncia devastante, sia per la crescita del brand di Orlando sia per l’intero movimento calcistico della Major League Soccer, pronto ad abbracciare una delle stelle più luminose del calcio europeo.

Italiano commenta la vittoria di Atalanta Bologna: «Questa squadra ha dei valori, mi dispiace sentire certe critiche. Futuro? Servirà valutare ogni aspetto»

Italiano, allenatore del Bologna, ha commentato così la vittoria contro l’Atalanta nella 37ª giornata di Serie A 2025/26

Il verdetto del campo premia il campo ma non la classifica in ottica europea. Atalanta-Bologna, sfida valevole per la 37ª giornata di Serie A, è terminata con il punteggio di 0-1 in favore degli ospiti grazie al sigillo decisivo di Orsolini. Nonostante il successo ottenuto alla New Balance Arena, la squadra guidata da Vincenzo Italiano non potrà più agganciare il settimo posto, utile per la Conference League: anche in caso di un ipotetico arrivo a pari punti con i nerazzurri, i rossoblù restano infatti condannati dagli scontri diretti a sfavore. Al termine dei novanta minuti, il tecnico Vincenzo Italiano ha analizzato la prestazione e il momento della sua squadra nella consueta conferenza stampa post-partita.

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Il bilancio stagionale e le riflessioni sul futuro

L’allenatore del Bologna ha esordito esprimendo la propria soddisfazione per il percorso complessivo, gettando anche uno sguardo a quello che sarà il domani del club felsineo:

“Sono molto contento di questi risultati. Alla vigilia temevo davvero di faticare, invece ci siamo tolti grandi soddisfazioni. Futuro? Non giocheremo le coppe come in questa stagione, quindi servirà valutare ogni aspetto”.

Il tecnico ha poi voluto sottolineare quanto gli impegni ravvicinati abbiano pesato sul rendimento atletico e strategico del gruppo nel corso dei mesi passati: Giocare il giovedì ti complica la stagione: avere una sola partita a settimana ci ha permesso di recuperare qualche giocatore e ci ha aiutato dal punto di vista fisico. Purtroppo non siamo riusciti a replicare l’andamento della passata stagione al Dall’Ara e abbiamo perso diversi punti nelle sfide casalinghe”.

La difesa del gruppo e la risposta alle critiche

Nonostante il rammarico per una qualificazione europea sfumata al fotofinish, Italiano ha voluto blindare lo spogliatoio, rivendicando con orgoglio l’attitudine mostrata dai suoi giocatori su tutti i palcoscenici: È un peccato non essere riusciti a tenere il passo nelle tre competizioni, ma siamo usciti a testa alta da tutto: questo Bologna ha dei valori. Mi dispiace sentire certe critiche verso alcuni giocatori che hanno dato tanto per il Bologna. Abbiamo dimostrato il nostro valore”.

Con una sola giornata ancora da disputare, per il Bologna comincia già la fase delle grandi valutazioni di calciomercato per programmare una stagione senza l’impegno delle coppe ma con l’obiettivo di tornare subito ai vertici del calcio italiano.

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