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Addio commovente ad Antoine Griezmann: “Pasillo de honor” all’Atletico Madrid prima del volo in MLS – VIDEO

Addio ad Antoine Griezmann: “Pasillo de honor” per salutare l’Atletico Madrid prima dell’approdo all’Orlando City in MLS

Il Metropolitano ha celebrato l’ultima recita casalinga di uno dei calciatori più iconici e amati della sua storia recente. Antoine Griezmann ha ufficialmente salutato l’Atlético Madrid e il pubblico spagnolo in un’atmosfera carica di emozione e gratitudine. Al termine della sua ultima partita interna con la maglia dei Colchoneros, il fuoriclasse francese è stato omaggiato da un commovente pasillo de honor sul terreno di gioco, tributato da tutti i suoi compagni di squadra, dai membri dello staff tecnico e dall’allenatore Diego Pablo Simeone.

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La fine di un’era gloriosa a Madrid

Il tributo sul campo rappresenta il giusto riconoscimento per un calciatore che ha legato a doppio filo il proprio nome ai successi moderni dell’Atlético. Griezmann chiude una parentesi straordinaria a Madrid, caratterizzata da gol decisivi, giocate di classe pura e una leadership silenziosa ma totale all’interno dello spogliatoio. I tifosi biancorossi hanno tributato una standing ovation interminabile al numero sette, visibilmente commosso di fronte alle manifestazioni d’affetto del popolo colchonero.

La decisione di separarsi era già nell’aria da diverse settimane, ma vederla concretizzarsi sul rettangolo verde ha formalmente sancito la fine di un’epoca per il club madrileno, che ora dovrà trovare sul calciomercato un sostituto all’altezza per non perdere competitività nella prossima stagione di Liga.

Il futuro in MLS: Griezmann vola all’Orlando City

Per “Le Petit Prince” si aprono ora le porte di una nuova ed entusiasmante avventura professionale oltreoceano. Il campione del mondo 2018 giocherà in MLS all’Orlando City, franchigia statunitense che ha piazzato un vero e proprio colpo da novanta per innalzare il livello tecnico e mediatico del campionato americano.

Griezmann non ha mai nascosto il suo debole per lo stile di vita statunitense e per gli sport d’oltreatlantico, e la scelta di sposare il progetto calcistico della Florida si sposa perfettamente con i suoi desideri di fine carriera. L’impatto del suo arrivo negli Stati Uniti si preannuncia devastante, sia per la crescita del brand di Orlando sia per l’intero movimento calcistico della Major League Soccer, pronto ad abbracciare una delle stelle più luminose del calcio europeo.

Italiano commenta la vittoria di Atalanta Bologna: «Questa squadra ha dei valori, mi dispiace sentire certe critiche. Futuro? Servirà valutare ogni aspetto»

Italiano, allenatore del Bologna, ha commentato così la vittoria contro l’Atalanta nella 37ª giornata di Serie A 2025/26

Il verdetto del campo premia il campo ma non la classifica in ottica europea. Atalanta-Bologna, sfida valevole per la 37ª giornata di Serie A, è terminata con il punteggio di 0-1 in favore degli ospiti grazie al sigillo decisivo di Orsolini. Nonostante il successo ottenuto alla New Balance Arena, la squadra guidata da Vincenzo Italiano non potrà più agganciare il settimo posto, utile per la Conference League: anche in caso di un ipotetico arrivo a pari punti con i nerazzurri, i rossoblù restano infatti condannati dagli scontri diretti a sfavore. Al termine dei novanta minuti, il tecnico Vincenzo Italiano ha analizzato la prestazione e il momento della sua squadra nella consueta conferenza stampa post-partita.

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Il bilancio stagionale e le riflessioni sul futuro

L’allenatore del Bologna ha esordito esprimendo la propria soddisfazione per il percorso complessivo, gettando anche uno sguardo a quello che sarà il domani del club felsineo:

“Sono molto contento di questi risultati. Alla vigilia temevo davvero di faticare, invece ci siamo tolti grandi soddisfazioni. Futuro? Non giocheremo le coppe come in questa stagione, quindi servirà valutare ogni aspetto”.

Il tecnico ha poi voluto sottolineare quanto gli impegni ravvicinati abbiano pesato sul rendimento atletico e strategico del gruppo nel corso dei mesi passati: Giocare il giovedì ti complica la stagione: avere una sola partita a settimana ci ha permesso di recuperare qualche giocatore e ci ha aiutato dal punto di vista fisico. Purtroppo non siamo riusciti a replicare l’andamento della passata stagione al Dall’Ara e abbiamo perso diversi punti nelle sfide casalinghe”.

La difesa del gruppo e la risposta alle critiche

Nonostante il rammarico per una qualificazione europea sfumata al fotofinish, Italiano ha voluto blindare lo spogliatoio, rivendicando con orgoglio l’attitudine mostrata dai suoi giocatori su tutti i palcoscenici: È un peccato non essere riusciti a tenere il passo nelle tre competizioni, ma siamo usciti a testa alta da tutto: questo Bologna ha dei valori. Mi dispiace sentire certe critiche verso alcuni giocatori che hanno dato tanto per il Bologna. Abbiamo dimostrato il nostro valore”.

Con una sola giornata ancora da disputare, per il Bologna comincia già la fase delle grandi valutazioni di calciomercato per programmare una stagione senza l’impegno delle coppe ma con l’obiettivo di tornare subito ai vertici del calcio italiano.

Palladino dopo la sconfitta dell’Atalanta contro il Bologna: «L’importante era la qualificazione in Conference. Merito ai ragazzi per il raggiungimento di questo obiettivo»

Palladino, allenatore dell’Atalanta, ha parlato dopo la sconfitta contro il Bologna nella 37ª giornata di Serie A 2025/26

La sfida della New Balance Arena tra Atalanta e Bologna si è conclusa con il punteggio di 0-1 a favore degli ospiti, decisivo il sigillo siglato da Orsolini. Nonostante il passo falso casalingo, la formazione orobica ha potuto festeggiare la matematica certezza del settimo posto, un piazzamento blindato anche in caso di un eventuale arrivo a pari punti con i rossoblù in virtù della superiorità negli scontri diretti. Al termine del match, il tecnico nerazzurro Raffaele Palladino è intervenuto nella consueta conferenza stampa per analizzare la prova dei suoi e tracciare il bilancio stagionale.

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La gioia per la qualificazione europea

L’allenatore ha voluto subito mettere da parte l’amarezza per il risultato della singola partita, focalizzandosi sul grande traguardo internazionale raggiunto dal club:

“Dispiace per aver perso e per aver subito dei gol evitabili. Al di là della partita l’importante era la qualificazione alla Conference League. Ringrazio la società, i tifosi e la squadra per questo risultato”.

Palladino ha poi ripercorso le tappe di un’annata intensa, sottolineando la crescita esponenziale del gruppo dopo un avvio non privo di insidie: All’inizio, quando sono arrivato, ci sono state alcune difficoltà. Abbiamo fatto un’importante risalita e va dato merito ai ragazzi per il raggiungimento di questo obiettivo, che è la rappresentazione di una società ambiziosa, nella quale si possono fare grandi cose. Con la società ho un grande rapporto, ci confrontiamo molto e quando una squadra raggiunge determinati obiettivi è anche merito di una proprietà che la sostiene”.

Le scelte tattiche: i casi Samardzic, Scamacca e il rientro di Bakker

Rispondendo alle domande dei giornalisti presenti in merito alla gestione delle sostituzioni e al mancato impiego di alcuni elementi di spicco del reparto offensivo, il mister ha chiarito la propria posizione: “Avrei voluto farli entrare, ma la partita si è incanalata in un altro binario e ho preferito effettuare scelte diverse. Sono contento del ritorno di Bakker, che ha giocato in un ruolo che non gli appartiene ma volevo che dimostrasse le sue qualità. Una mossa che dimostra la volontà del tecnico di valorizzare l’intera rosa in vista dei futuri impegni europei.

Atalanta in Conference League: KO con il Bologna ininfluente, il settimo posto per i nerazzurri di Palladino è blindato!

Atalanta in Conference League: nonostante la sconfitta contro il Bologna, la Dea ha matematicamente centrato l’accesso al settimo posto

L’Atalanta cede il passo nell’ultimo turno di campionato, ma può comunque sorridere per il raggiungimento di un traguardo fondamentale. Nonostante la sconfitta casalinga per 1-0 subita alla New Balance Arena contro il Bologna, la formazione orobica centra ufficialmente l’obiettivo della qualificazione europea. Ai rossoblù non è bastato l’acuto esterno a Bergamo per sperare nel sorpasso in classifica all’ultima curva della stagione: il settimo posto resta saldamente nelle mani degli uomini di Raffaele Palladino.

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Gli scontri diretti premiano i nerazzurri

A fare la differenza in questo convulso finale di campionato sono stati i criteri regolamentari. In virtù del confronto favorevole negli scontri diretti, i bergamaschi sarebbero rimasti avanti in classifica anche in caso di un ipotetico arrivo a pari punti. Nel match d’andata, infatti, la sfida si era conclusa con un netto 2-0 orobico. Questo vantaggio aritmetico permette all’Atalanta di blindare il piazzamento e di staccare il pass per i prossimi playoff di Conference League, in programma durante la stagione estiva, necessari per accedere alla prestigiosa League Phase della terza competizione continentale.

Pagelle Atalanta Bologna: Orsolini entra e graffia, Rowe sempre più certezza! Carnesecchi decisivo, l’attacco nerazzurro non punge VOTI

Pagelle Atalanta Bologna: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 37ª giornata di Serie A 2025/26

Pagelle Atalanta Bologna: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 37ª giornata di Serie A 2025/26

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ATALANTA: Carnesecchi 6.5; Scalvini 6, Djimsiti 6, Ahanor 6; Zappacosta 5.5 (88′ Kolasinac SV), De Roon 6 (63′ Pasalic 5), Ederson 6, Zalewski 5.5 (64′ Musah 6); De Ketelaere 5.5 (82′ Bakker SV), Raspadori 5.5 (64′ Sulemana 6); Krstovic 5.5. All. Palladino 5.5

BOLOGNA: Skorupski 6; Joao Mario 6, Heggem 6.5, Helland 6.5, Miranda 6; Ferguson 6.5, Freuler 6.5, Pobega 6 (69′ Moro 6); Bernardeschi 6 (69′ Orsolini 7), Castro 5.5 (69′ Dallinga 5.5), Rowe 6.5 (88′ Dominguez SV). All. Italiano 7

Simeone Atletico Madrid, il binomio continua: la verità sul futuro dell’allenatore argentino è stata finalmente svelata

Simeone Atletico Madrid, ecco quale sarà il futuro dell’allenatore argentino. È finalmente arrivato l’annuncio

Il legame tra Diego Pablo Simeone e l’Atletico Madrid è destinato a continuare, pronto a scrivere un nuovo capitolo di una delle storie d’amore più longeve e viscerali del calcio moderno. A spegnere definitivamente le cicliche voci di mercato che lo volevano lontano dalla capitale spagnola è stato lo stesso tecnico argentino. Con la schiettezza che lo contraddistingue, il Cholo ha blindato la sua panchina in vista del futuro:

«Se ti dico la verità penso alla prossima stagione. Resterò, ma penso a come affrontare una nuova stagione».

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Queste parole non sono una semplice conferma formale, ma il manifesto programmatico di un allenatore che non ha ancora esaurito la sua fame di vittorie. Alla guida dei Colchoneros dal lontano dicembre 2011, Simeone ha letteralmente plasmato il club a sua immagine e somiglianza, trasformando l’Atlético da “eterna seconda” a superpotenza del calcio europeo, capace di spezzare a più riprese il duopolio Real Madrid-Barcellona.

La sfida che attende il tecnico in vista del prossimo anno si preannuncia tuttavia complessa e affascinante. L’Atlético Madrid si trova in una fase di profondo rinnovamento strutturale e tecnico. Gli innesti mirati e le manovre di mercato — come la trattativa avanzata per trattenere a titolo definitivo Nico Gonzalez dalla Juventus — dimostrano come la dirigenza sia intenzionata a supportare le richieste del proprio leader.

Simeone è già proiettato sul lavoro di campo: l’obiettivo è ridisegnare una squadra che sappia abbinare lo storico “cholismo” — fatto di garra, solidità difensiva e sacrificio — a un gioco più europeo e offensivo. La permanenza del Cholo garantisce all’Atlético la continuità e la leadership necessarie per dare l’assalto alla Liga e sognare un percorso da protagonista in Champions League.

Caos sostituzione per Neymar: clamoroso in Brasile, pasticcio del quarto uomo e giallo per proteste! La ricostruzione di quanto successo – VIDEO

Neymar è finito al centro di un caso per la sua sostituzione errata durante la sfida con il Santos. La ricostruzione dell’accaduto

Un clamoroso pasticcio burocratico ha scosso l’ultima sfida del Santos, trasformando una normale gestione dei cambi in un autentico caso da moviola. Protagonista assoluto dell’episodio è stato Neymar, rimasto vittima di un incredibile malinteso tra la panchina e la terna arbitrale, che ha scatenato la furia del fuoriclasse brasiliano a favore di telecamera.

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Il pasticcio del quarto ufficiale e l’uscita dal campo

L’episodio si è verificato nel corso del secondo tempo. Durante la partita del Santos, il quarto ufficiale ha sollevato il tabellone luminoso segnalando che Neymar doveva essere sostituito. Il numero dieci, visibilmente sorpreso e perplesso dalla scelta tecnica, ha comunque imboccato la via dell’out, abbandonando il terreno di gioco nel rispetto delle decisioni ufficiali.

Tuttavia, una volta raggiunta la linea laterale, l’attaccante ha consultato i dirigenti e ha realizzato che un altro giocatore avrebbe dovuto uscire, come chiaramente indicato sul foglio di sostituzione ufficiale compilato dallo staff del Santos. Si è trattato quindi di un evidente errore di trascrizione o di lettura da parte degli ufficiali di gara, che hanno scambiato i numeri di maglia al momento della chiamata.

Il tentativo di rientro e il cartellino giallo

Accortosi dell’abbaglio collettivo, Neymar ha cercato immediatamente di porre rimedio alla situazione prima che il gioco riprendesse. Ma era troppo tardi, perché la sostituzione era già stata effettuata a livello regolamentare e il direttore di gara non ha potuto fare retromarcia.

Nel caos generale, l’attaccante ha provato a tornare in campo senza l’autorizzazione del direttore di gara nel disperato tentativo di annullare la procedura. Un movimento istintivo che il direttore di gara ha punito severamente: applicando alla lettera il regolamento, gli è stato mostrato un cartellino giallo per questo ingresso non autorizzato.

La furia di Neymar in mondovisione

Il provvedimento disciplinare ha fatto letteralmente perdere le staffe al giocatore. Neymar era furioso per l’ingiustizia subita e, prima di accomodarsi definitivamente in panchina, ha preso la distinta ufficiale e ha mostrato il foglio alla telecamera, evidenziando l’errore degli ufficiali in mondovisione. Le immagini del foglio con il numero corretto hanno fatto immediatamente il giro dei social, aprendo un acceso dibattito sulla preparazione dei direttori di gara.

L’Inter alza al cielo il 21^ Scudetto, parla Chivu: «Queste due Coppe sono la conseguenza di un gruppo di uomini che ha messo la faccia e ha lavorato sodo»

L’Inter ha alzato al cielo il 21^ Scudetto della sua storia. Queste le dichiarazioni di Cristian Chivu dopo il match col Verona

Così Cristian Chivu a DAZN dopo la vittoria dello Scudetto dell’Inter, festeggiato a San Siro con capitan Lautaro Martinez che ha sollevato il trofeo davanti ai tifosi.

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PAROLE – «Faccio il mio, cerco sempre di dare entusiasmo e quando hai a che fare con giocatori fantastici è tutto più semplice. Queste due Coppe sono la conseguenza di un gruppo di uomini che ha messo la faccia e ha lavorato sodo».

QUANDO LO AVETE VINTO? – «Sono episodi, momenti, devi saperli gestire. A Lecce abbiamo messo un mattone importante, siamo andati a +10. Poi magari non riesci a vincere, pareggi con l’Atalanta, perdi il derby, pareggi con la Fiorentina. probabilmente Roma e Como sono state le gare decisive che ci hanno dato a livello motivazionale e hanno tolto molto alla concorrenza».

DEDICA – «Sono le solite frasi banali che si fanno ma non era scontato ricompattare l’ambiente, era l’obiettivo principale e lo abbiamo fatto alla grande».

GRAZIE A SE’ STESSO? – «Non ho bisogno, so cosa sono e cosa metto sul tavolo. Lascio dire agli altri. Mi interessa il gruppo, la società che mi ha dato fiducia e la gente dell’Inter che mi è stata vicina».

ALZATO IL TROFEO? – «Mi hanno spinto i giocatori là dentro, non volevo. È un momento dei giocatori. Io farò una foto con lo staff dopo, basta quelloFesta lunga? Sì, ma ce la siamo meritata tutta».

Marotta svela: «Vincere gli scudetti è sempre un’impresa straordinaria. Sul mercato non sarà rivoluzione»

Marotta non ha dubbi: «Vincere gli scudetti è sempre un’impresa straordinaria. Sul mercato non sarà rivoluzione». Le sue parole

Intervenuto nel post‑partita di Inter‑Verona, il presidente nerazzurro Beppe Marotta ha preso la parola a pochi minuti dall’inizio dei festeggiamenti per lo Scudetto, commentando clima, percorso e prospettive del club.

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SCUDETTO – «Vincere gli scudetti è sempre un’impresa straordinaria. Sono contento per il mondo Inter, meritava questo straordinario traguardo»

MERCATO – «Qualche cambiamento sì, è un processo evolutivo non rivoluzionario. Ci sono giocatori il cui ciclo si chiude per una questione anagrafica»

ACQUISTI PER LA CHAMPIONS? – «Credo che lo zoccolo duro c’è. Anche oggi abbiamo avuto alla fine 4 giocatori formati nel nostro settore giovanile, questa è la strada da seguire».

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Disastro Juventus: umiliazione interna contro la Fiorentina, l’analisi VIDEO di Andrea Bargione

Juventus travolta all’Allianz Stadium: Fiorentina dominante e crollo totale, il VIDEO commento di Andrea Bargione

Una Juventus irriconoscibile crolla all’Allianz Stadium contro la Fiorentina, complicando in modo pesantissimo la corsa alla qualificazione Champions. Quella subita dai bianconeri è una vera e propria umiliazione: non solo per le dimensioni del risultato, ma soprattutto per l’atteggiamento arrendevole mostrato in campo davanti al proprio pubblico.

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Nel nuovo episodio di Upload, il giornalista Andrea Bargione ha analizzato a caldo la disfatta, sottolineando il vuoto emotivo di una squadra apparsa incapace di reagire e priva della cattiveria agonistica indispensabile nei momenti chiave della stagione. Una resa mentale prima ancora che tecnica.

Con soli 90 minuti ancora da giocare, la gestione Luciano Spalletti tocca il punto più basso dell’annata: la Champions sembra ormai lontanissima e la crisi è apertamente conclamata.

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Formazioni ufficiali Atalanta Bologna: le scelte di Palladino e Italiano per la sfida di Serie A

Formazioni ufficiali Atalanta Bologna: le scelte di Palladino e Italiano per il match di Serie A, valido per la 37ª giornata 2025/26

Le formazioni ufficiali di Atalanta Bologna, sfida valida per la 37ª giornata di Serie A 2025/26. Ecco le scelte di Palladino e Italiano:

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Le scelte degli allenatori: le formazioni ufficiali

In attesa del calcio d’inizio, sono state diramate le decisioni tattiche definitive prese dai due allenatori per questo snodo cruciale. Ecco i ventidue protagonisti che scenderanno sul prato verde dal primo minuto:

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FORMAZIONI UFFICIALI

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini, Djimsiti, Ahanor; Zappacosta, De Roon, Ederson, Zalewski; CDK, Raspadori; Krstovic. Allenatore: Raffaele Palladino.

BOLOGNA (4-3-3): Skorupski; Joao Mario, Heggem, Helland, Miranda; Ferguson, Freuler, Pobega; Bernardeschi, Castro, Rowe. Allenatore: Vincenzo Italiano

Sarri sul suo futuro: «A me non ha parlato assolutamente nessuno. Come ogni allenatore vorrei avere più voce in capitolo»

Sarri svela: «Futuro? A me non ha parlato assolutamente nessuno. Come ogni allenatore vorrei avere più voce in capitolo»

Nel post‑partita di Roma‑Lazio, ai microfoni di DAZN è intervenuto Maurizio Sarri. Queste le sue dichiarazioni.

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SULLA PARTITA «Abbiamo fatto una buona partita per 60 minuti. Trovarsi sotto a fine primo tempo è stato pesante, abbiamo fatto meglio di loro nel primo tempo e anche ad inizio secondo tempo. Abbiamo la responsabilità di aver preso due gol da palla ferma perché non abbiamo attaccato la palla».

MOMENTO DIFFICILE «Perdi una finale e dopo tre/quattro giorni perdi un derby, non è un momento semplice, è il momento di lasciarli liberi, da soli, dargli un giorno di riposo».

IL PERCORSO IN COPPA «Sono abituato a perdere le finali di coppa purtroppo. Probabilmente ci metto anche del mio. Abbiamo perso contro i campioni d’Italia dopo un percorso di grande livello».

SUL FUTURO «Programmi futuri a me non ha parlato assolutamente nessuno. Chiaro che come ogni allenatore vorrei avere più voce in capitolo. Come allenatore sono stato ascoltato zero».

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Spalletti: «Questa settimana parlerò con Elkann ma sarà un’analisi di me stesso, io devo presentare qualcosa in più»

Spalletti svela: «Ritiro? Io vedo dei ragazzi che son distrutti. Il ritiro è quello della prigione mentale dopo questo risultato qui»

Luciano Spalletti è intervenuto in conferenza stampa al termine di Juve‑Fiorentina, gara valida per la 37ª giornata di Serie A 2025/26, analizzando la prestazione dei bianconeri e i temi principali emersi dalla sfida. Le sue parole:

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PERSO CONTRO LA PRESSIONE – «Ha perso contro diverse cose. Sono state più di una, anche se questo fatto di non saper gestire, di non essere rimasti lucidi e dare continuità in un momento determinante come questo è la cosa che viene messa in risalto. Poca valutazione, poca testa che ragiona, che sa considerare, che sa rimanere lucida dentro gli episodi di scorrimento della partita. Poca roba per quello che è l’importanza del risultato. Mi nasce facile andare a dover cercare su me stesso la ricerca della squadra, il comportamento di squadra in questa partita qui. Diventa difficile spiegarselo. Abbiamo condotto un campionato, è qualche mese che si lavora e ci eravamo preparati per questo momento. Non era figlia di un episodio, come quello di Roma. Figlia di un comportamento corretto, di lavorare in modo corretto, di essere professionisti. Dentro alla possibilità di prenderci i giusti meriti, che ci venissero riconosciuti, abbiamo fatto male e abbiamo non reagito a situazioni non di gioco normali. Abbiamo preso il gol quando non era ancora successo niente e si va sotto 1-0».

LA SQUADRA ANDRA’ IN RITIRO – «Ma perché ci vuole mandare in ritiro? Io vedo dei ragazzi che son distrutti. Il ritiro è quello della prigione mentale dopo questo risultato qui. Non si va a far niente. Si dice la partita della vita, della stagione, bisogna togliere questi sovraccarichi. Era Juventus Fiorentina, giocata in un teatro del calcio bellissimo, abbiamo la fortuna di essere la Juventus. Possiamo giocarci un risultato importantissimo. Non si può essere ridimensionati dal fatto che loro giochino liberi e noi diventiamo più piccoli di quelli che siamo. Ma il calcio racconta, racconta sempre delle cose. Poi dentro ognuno va a prendere delle cose che mi pare, trasferisce quello che vede. Sotto l’aspetto della lucidità, della personalità, del carattere, dell’essere un professionista di livello ho ancora da fare dei passi in avanti, devo tornare a scuola. Siamo tutti i giorni in ritiro, pensiamo sempre a dare soddisfazioni ai tifosi. Questa settimana parlerò con John Elkann ma sarà un’analisi di me stesso, io devo presentare qualcosa in più di quanto presentato oggi».

METTE IN DISCUSSIONE IL SUO FUTURO? – «Vado ad analizzare me stesso in tutto, soprattutto il mio operato. Devo anche analizzare me stesso. Questa cosa delle pressioni subite o non subite fatto prima, poi vengo qui e si subiscono, significa che devo approfondire di più questo discorso. Il discorso dei giocatori da andare a prendere va pulito, non si dice chi deve andare via prima di una partita del genere. Dobbiamo assumerci le responsabilità».

HA SENTITO I DIRIGENTI E CHE GIUDIZIO DA’ ALLA STAGIONE – «I dirigenti erano tutti negli spogliatoi, eravamo con i giocatori. Li ho visti lì dentro. Io do un giudizio molto positivo alla stagione della Juventus: ha giocato una grande stagione, parlo del mio periodo, dove degli episodi ci hanno penalizzato per farla essere grandissima. Non siamo stati bravi a direzionare episodi che avevamo a portata di mano per farla diventare grandissima. Abbiamo giocato un grande calcio, fatto dei passi avanti notevoli. La mia idea rimane questa della Juventus e dei calciatori della Juventus».

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Conte apre il punto interrogativo sul proprio futuro: «Sarò sempre grato a De Laurentiis per aver allenato il Napoli, giusto fare chiarezza in modo sereno»

L’allenatore del Napoli, Antonio Conte, ha voluto dire la sua dopo la vittoria in campionato col Pisa che vale la Champions matematica

Il Napoli è ufficialmente qualificato alla prossima Champions League. Il successo per 3-0 sul campo del Pisa, già retrocesso, permette alla squadra di Antonio Conte, tecnico azzurro, di salire a 73 punti, una quota ormai irraggiungibile per le formazioni al quinto e al sesto posto. Un traguardo centrato con una giornata d’anticipo, arrivato dopo la sconfitta interna contro il Bologna e in una serata gestita con grande maturità dai partenopei.

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Napoli in Champions League, McTominay e Rrahmani indirizzano la gara

La pratica viene chiusa già nel primo tempo. A sbloccare il match è Scott McTominay, centrocampista scozzese del Napoli, con una conclusione dal limite dell’area che tocca il palo e finisce in rete. Poco dopo arriva anche il raddoppio di Amir Rrahmani, difensore kosovaro, con un colpo di testa parato da Semper quando però il pallone aveva già superato la linea.

Nella ripresa il Napoli controlla il vantaggio e in pieno recupero trova anche il terzo gol con Rasmus Hojlund, attaccante danese, bravo a sfruttare l’assist di Pasquale Mazzocchi e a firmare il definitivo 3-0. Ora agli azzurri resta da blindare il secondo posto: potrebbe bastare un punto, o anche una sconfitta in caso di mancati successi di Roma e Milan. Come sottolineato nel post gara, «La ciliegina è quindi di arrivare sotto all’Inter».

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Napoli in Champions League, Conte guarda al futuro

Al termine della partita Conte ha parlato in conferenza stampa, ripercorrendo il cammino della stagione: «Se ricordate la prima intervista fatta a Dimaro dissi che ci saremmo dovuti preparare, perché la stagione sarebbe stata complessa dati i tanti acquisti e gli infortuni gravi. Ho sempre espresso la mia volontà di lasciare una base solida per dare fastidio alle solite note. Se siamo in Champions è grazie ai ragazzi che hanno tenuto nel momento dei tanti infortuni. Certo, un rammarico stagionale c’è, la partita di Copenaghen».

Poi il ringraziamento al gruppo e ai tifosi: «Grande ammirazione per tutti. Hanno sudato tutti la maglia. Dobbiamo ringraziare anche le curve, che ci sono state vicine».

Sul futuro, il tecnico ha aggiunto: «C’è ancora una partita. Mi lega l’amicizia con il presidente e sa benissimo, già da un mese, il mio pensiero. Le cose positive e quelle che mi sono piaciute meno. Sarà giusto fare chiarezza in maniera serena. Io gli sarò sempre grato per avere allenato qui. Io sono arrivato a Napoli in un momento di difficoltà, dopo un decimo posto, con una situazione che era dipinta molto nera. Voglio lasciare una base solida, una squadra che possa dare fastidio. Ricordiamo: Juventus, Milan e Inter partono sempre un metro in avanti. Dare fastidio per il Napoli significa spodestare, ed è una grande cosa. Mi hanno sempre detto che vincere a Napoli vale dieci volte rispetto a un’altra piazza».

Marotta risponde a tono a Cardinale: «Gli auguro di fare lo stesso percorso dell’Inter negli ultimi 6 anni, la risposta ironica me la tengo per me»

Il presidente dell’Inter, Beppe Marotta, ha detto la sua prima del match di campionato con l’Hellas Verona, rispondendo alle parole di Cardinale

Intervenuto nel prepartita di Inter Verona, il presidente nerazzurro Beppe Marotta ha parlato così a Dazn.

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EMOZIONI – «Grande emozione, felicità personale. Questi 80mila sono qua a feteggiare una squadra straordinaria come l’allenatore»

LA COSA PIÙ FACILE E QUELLA PIÙ DIFFICILE DI QUESTA STAGIONE? – «La cosa più facile è sapere di avere a che fare con gicatori che avrebbero risposto ai nostri obiettivi essendo dei professionisti seri. La cosa più difficile è stata la scelta dell’allenatore, abbiamo fatto la nostra scelta consapevoli di chi fosse Chivu e siamo stati ripagati»

CARDINALE DICE CHE NON SI PUO’ PERDERE UNA FINALE DI CHAMPIONS 5 A 0? – «Ho due risposte nel taschino. Una ironica e una seria. Dico quella seria: gli auguro il percorso fatto da noi negli ultimi sei anni, 9 titoli, due finali di Champions, una di EL, quella ironica me la tengo per la prossima cattiveria».

IN SETTIMANA L’INCONTRO CON CHIVU – «Aspetto formale, Chivu è presente e futuro dell’Inter. Abbiamo un allenatore bravo e l’Inter se lo deve tenere stretto»

LA RICHIESTA DI MATERAZZI DI FAR GIOCARE ALTRE 5 FINALI DI CHAMPIONS ALL’INTER? – «Speriamo dai, speriamo anche di vincerne qualcuna…».

Fabregas fa spesa in Serie A: 40 milioni per Moise Kean, regalo per l’Europa

Capita così, nel calcio di oggi, che una squadra arrivata per la prima volta a respirare un po’ d’aria europea cominci a guardarsi intorno con occhi diversi e progetti più ambiziosi.

Dopo la vittoria in Coppa Italia dell’Inter, che ha spalancato le porte della Champions League o dell’Europa League al Como, la dirigenza del club guidato in panchina da Cesc Fabregas avrebbe messo gli occhi su un attaccante italiano ben noto ai tifosi e alle difese avversarie, uno che ha dimostrato abilità e personalità in Serie A: Moise Kean.

La notizia gira con insistenza nei corridoi del mercato: il club sarebbe pronto ad offrire circa 40 milioni di euro per convincere la Fiorentina a lasciare partire il 26enne attaccante, con ingaggio vicino ai 5 milioni netti annui e con una clausola per le squadre estere da 62 milioni valida dal fino al 15 luglio.

Kean, Fiorentina e mercato: il Como osserva

La presenza di Kean nel mirino del Como non è un caso: parliamo di un attaccante che ha già fatto vedere di saper segnare e creare gioco, capace di adattarsi a ruoli diversi nel reparto offensivo.

Il problema vero è capire se la Fiorentina sia disposta a lasciarlo andare per quella cifra o se invece punterà a spingere per il pagamento della clausola per l’estero, certi che così valorizzerebbe al massimo il suo investimento.

La decisione potrebbe dipendere da come la stessa Fiorentina affronterà la prossima stagione, da eventuali altri obiettivi di mercato e da quanto Kean stesso voglia restare o provare nuove sfide. Per ora si tratta solo di una voce, nessun passo concreto è stato mosso, ma la pista è da seguire con estrema attenzione.

Hojlund è ufficialmente un giocatore di proprietà del Napoli: il riscatto con la Champions matematica

Hojlund è ufficialmente un giocatore di proprietà del Napoli: il riscatto con la matematica qualificazione alla prossima Champions League

La qualificazione del Napoli alla prossima Champions League porta con sé anche una conseguenza importante sul mercato: Rasmus Hojlund diventa ufficialmente un giocatore azzurro a titolo definitivo. La squadra di Antonio Conte, allenatore del club partenopeo, ha conquistato l’obiettivo europeo con una giornata d’anticipo grazie al netto 3-0 contro il Pisa, risultato che ha fatto scattare automaticamente l’obbligo di riscatto previsto nell’accordo con il Manchester United.

Hojlund Napoli, decisivo anche contro il Pisa

La serata è stata speciale anche per lo stesso Hojlund, attaccante danese classe 2003, protagonista nel successo del Napoli. Il centravanti ha infatti firmato il terzo gol della partita e fornito anche l’assist per la rete d’apertura di Scott McTominay, confermando il proprio peso nel sistema offensivo azzurro.

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Hojlund Napoli, al Manchester United vanno 50 milioni

L’operazione è dunque confermata nei termini già impostati la scorsa estate. Il Manchester United incasserà complessivamente 50 milioni di euro: 6 milioni per il prestito definito ad agosto e altri 44 milioni legati all’obbligo di riscatto. Per il Napoli, Hojlund diventa così uno dei punti fermi del progetto futuro.

Formazioni ufficiali Inter Verona: le scelte di Chivu e Sammarco

Formazioni ufficiali Inter Verona: le scelte di Cristian Chivu e Paolo Sammarco per il match valevole per la 37^ giornata di Serie A 2025/26

Sono state diramate le formazioni ufficiali di Inter Verona, match del 37° turno di Serie A. Tante sorprese nelle scelte di Chivu.

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INTER (3-5-2): 1 Sommer; 6 De Vrij, 15 Acerbi, 30 Carlos Augusto; 11 Luis Henrique, 17 Diouf, 8 Sucic, 22 Mkhitaryan, 36 Darmian; 14 Bonny, 10 Lautaro. A disposizione: 12 Di Gennaro, 13 J. Martinez, 2 Dumfries, 7 Zielinski, 9 Thuram, 16 Frattesi, 20 Calhanoglu, 23 Barella, 25 Akanji, 31 Bisseck, 32 Dimarco, 43 Cocchi, 48 Mosconi, 94 Esposito, 95 Bastoni. Allenatore: Cristian Chivu.

HELLAS VERONA (3-5-1-1): 1 Montipò; 5 Edmundsson, 15 Nelsson, 6 Valentini; 7 Belghali, 4 Lovric, 63 Gagliardini, 24 Bernede, 3 Frese; 10 Suslov; 18 Bowie. A disposizione: 34 Perilli, 94 Toniolo, 9 Sarr, 11 Akpa Akpro, 12 Bradaric, 14 Lirola, 19 Slotsager, 21 Harroui, 36 Niasse, 37 Bella-Kotchap, 41 Aguiar, 70 Cham, 72 Ajayi, 73 Elmusrati, 90 Vermesan. Allenatore: Paolo Sammarco.

Roma Lazio, cambio forzato per Gasperini: infortunio muscolare per Ndicka

Roma Lazio, cambio forzato per Gasperini: infortunio muscolare per Ndicka. Cosa filtra sullo stop avuto dal difensore

Brutte notizie per Gian Piero Gasperini, allenatore della Roma, durante il derby contro la Lazio, valido per la 37ª giornata di Serie A. Al minuto 37 del primo tempo Evan Ndicka, difensore centrale giallorosso, è stato costretto a chiedere il cambio dopo un problema muscolare accusato nel corso dell’azione.

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Roma Lazio, Ndicka costretto al cambio

L’episodio è arrivato dopo una corsa di copertura all’indietro su una ripartenza biancoceleste. Ndicka si è prima toccato il flessore destro, poi si è accasciato a terra, rendendo necessario l’intervento immediato dello staff medico della Roma. Il difensore non è riuscito a proseguire la partita e ha lasciato il campo, facendo scattare l’allarme in casa giallorossa.

Roma Lazio, entra Rensch al posto di Ndicka

Al suo posto Gasperini ha inserito Rensch, senza modificare l’assetto tattico iniziale. Un cambio forzato pesante nell’economia della gara, soprattutto per l’importanza di Ndicka negli equilibri difensivi della squadra. Nelle prossime ore il giocatore sarà sottoposto a esami strumentali per valutare l’entità dell’infortunio e stabilire i tempi di recupero.

In arrivo un docufilm sulla vita di Ancelotti, il regista sarà Paolo Sorrentino: tutti i dettagli

In arrivo un docufilm sulla vita di Carlo Ancelotti, il regista sarà Paolo Sorrentino: tutti i dettagli del progetto cinematografico

Paolo Sorrentino torna a occuparsi di calcio. Dopo L’uomo in più del 2001, ispirato alla vita di Agostino Di Bartolomei, e È stata la mano di Dio del 2021, il regista napoletano premio Oscar nel 2014 per La Grande Bellezza dirigerà un docufilm dedicato alla vita di Carlo Ancelotti, oggi commissario tecnico del Brasile. Come anticipato da Calcio e Finanza, il progetto sarà prodotto da Tart Productions e rappresenterà il primo documentario della carriera di Sorrentino.

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Ancelotti, l’annuncio social e l’inizio delle riprese

L’ufficialità è arrivata direttamente da Ancelotti, che sul proprio profilo Instagram ha rilanciato la notizia condivisa dalla casa di produzione. Il tecnico ha commentato così il progetto: «È un onore raccontare la mia storia al fianco del grande Paolo Sorrentino. Ho sempre ammirato i suoi capolavori e la sua dedizione alla narrazione artistica».

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Le riprese inizieranno a giugno, in occasione della sfida tra Brasile e Marocco ai Mondiali 2026 negli Stati Uniti. Un punto di partenza simbolico, considerando che il percorso potrebbe coincidere con il sogno della Seleção di conquistare la sesta Coppa del Mondo, la tanto attesa Exa.

Ancelotti, una carriera da record tra campo e panchina

Il film racconterà una delle figure più vincenti nella storia del calcio. Ancelotti, nato a Reggiolo, ha vinto da allenatore i cinque principali campionati europei: Serie A con il Milan, Premier League con il Chelsea, Ligue 1 con il Paris Saint-Germain, Bundesliga con il Bayern Monaco e Liga con il Real Madrid.

Ancora più pesante il suo curriculum europeo: è il tecnico con più Champions League vinte, due con il Milan e tre con il Real Madrid, oltre a numerose Supercoppe UEFA e titoli nazionali.

Prima della panchina, anche una carriera importante da calciatore: Roma, Milan, scudetti, Coppe dei Campioni e 26 presenze con la Nazionale italiana. Una storia lunga, ricca e internazionale, ora pronta a diventare cinema con lo sguardo di Sorrentino.

Fiorentina in ansia, brutto infortunio al ginocchio per Parisi: esce in barella contro la Juve! Cosa filtra

Fiorentina in ansia, brutto infortunio per Parisi: esce in barella nel match contro la Juventus! Cosa filtra sulle condizioni dell’esterno

Sale la preoccupazione in casa Fiorentina per le condizioni di Fabiano Parisi, esterno viola costretto a lasciare il campo nel primo tempo della sfida contro la Juventus. Al minuto 31, il giocatore si è fermato dopo un duro contrasto che ha provocato una torsione del ginocchio apparsa subito poco rassicurante.

Fiorentina, cambio forzato per Vanoli

Paolo Vanoli, allenatore della Fiorentina, è stato obbligato a intervenire immediatamente dalla panchina. Parisi non è riuscito a proseguire la gara e ha lasciato il terreno di gioco in barella, accompagnato dallo staff medico viola. Un episodio che ha inevitabilmente acceso l’allarme, soprattutto per la dinamica dell’infortunio.

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Al suo posto è entrato Harrison, scelto dal tecnico per mantenere un assetto simile a quello iniziale e non modificare troppo l’equilibrio tattico della squadra.

Fiorentina, attesi gli esami per Parisi

Nelle prossime ore Parisi sarà sottoposto a esami strumentali e ulteriori controlli medici per chiarire l’entità del problema. Solo dopo gli accertamenti sarà possibile stabilire i tempi di recupero e capire se l’esterno potrà essere disponibile per l’ultima gara della stagione.

Sarri tuona nel prepartita di Roma Lazio: «Parlo per il bene del nostro sport, ci vogliono meno esperti di politica sportiva e più esperti di calcio!»

L’allenatore della Lazio, Maurizio Sarri, ha voluto dire la sua poco prima del calcio d’inizio del derby di campionato contro la Roma

Maurizio Sarri, allenatore della Lazio, ha criticato duramente la Lega Serie A prima del derby contro la Roma, parlando ai microfoni di DAZN. Il tecnico biancoceleste ha contestato la gestione del calendario e dell’orario della stracittadina, sottolineando come servano più competenze calcistiche nelle decisioni. Sarri ha poi chiarito che la sua posizione nasce dalla volontà di tutelare il prodotto calcio.

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PAROLE – «La Lega non sta gestendo al meglio il nostro prodotto. Sto parlando solo per il bene del calcio. Non è che se oggi facciamo una brutta partita è colpa della Lega. Meno esperti di politica sportiva e più esperti di calcio. La mia era solo una provocazione, poi io i giocatori lasciati da soli in questa bolgia non li avrei mai mandati. Volevo solo esprimere una mia opinione riguardo alla cattiva gestione della Lega verso il nostro prodotto».

Milan, sorpresa Cardinale! Presente a Marassi, visita alla squadra negli spogliatoi prima del match

Milan, sorpresa Cardinale! Presente a Marassi, visita alla squadra negli spogliatoi prima del match contro il Genoa: la mossa del patron

Il Milan si gioca una parte fondamentale della propria stagione nella trasferta del Ferraris contro il Genoa. La squadra rossonera, guidata da Massimiliano Allegri, allenatore chiamato a blindare il quarto posto, scenderà in campo alle ore 12 in una partita dal peso enorme nella corsa alla prossima Champions League. Dopo un periodo complicato, il Diavolo deve ritrovare subito risultati, compattezza e certezze: per ottenere l’aritmetica qualificazione alla massima competizione europea servono due vittorie contro Genoa e Cagliari.

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Milan, Cardinale arriva a Genova per sostenere i rossoneri

A confermare l’importanza del momento c’è anche la presenza di Gerry Cardinale, patron di RedBird e proprietario del Milan, arrivato questa mattina in Liguria con un volo da Londra. Le indiscrezioni della vigilia hanno trovato conferma: oltre all’amministratore delegato Giorgio Furlani e al direttore sportivo Igli Tare, anche Cardinale assisterà alla partita direttamente dallo stadio Luigi Ferraris.

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Una presenza non casuale, ma fortemente simbolica. Il numero uno rossonero vuole dimostrare vicinanza alla squadra in un passaggio decisivo della stagione. L’obiettivo è chiaro: vedere il Milan chiudere il campionato con due successi e conquistare il pass per la prossima Champions League, traguardo considerato fondamentale sia sul piano sportivo sia su quello economico.

Milan, visita negli spogliatoi prima della partita

Come raccontato da Sky Sport, appena arrivato a Marassi, Cardinale si è recato subito negli spogliatoi per stare vicino alla squadra e ad Allegri. Un gesto pensato per caricare il gruppo, mantenere alta la concentrazione e trasmettere fiducia prima di una partita che può indirizzare il finale di stagione.

Secondo DAZN, anche Furlani e Tare hanno raggiunto gli spogliatoi insieme al proprietario, nel tentativo di compattare ulteriormente l’ambiente. Cardinale mancava in trasferta con la squadra dall’agosto 2024, in occasione del 2-2 dell’Olimpico contro la Lazio. Stavolta la sua presenza vale come messaggio diretto: il Milan deve reagire e prendersi la Champions.

Xabi Alonso è il nuovo allenatore del Chelsea, adesso è ufficiale! Il comunicato

Xabi Alonso è il nuovo allenatore del Chelsea, adesso è ufficiale! Il comunicato dei Blues e i dettagli sul contratto firmato dal tecnico

È ufficiale: Xabi Alonso sarà il nuovo allenatore del Chelsea a partire dal 1° luglio 2026, firmando un contratto quadriennale con il club londinese. Lo spagnolo torna in panchina dopo la separazione consensuale dal Real Madrid avvenuta a gennaio 2026. La squadra di McFarlane è attualmente al nono posto in Premier League, e Alonso dovrà guidare i “blues” verso un piazzamento europeo nelle ultime due giornate di campionato.

La nomina dello spagnolo è stata comunicata ufficialmente dal club tramite il proprio profilo X, annunciando l’inizio del percorso a Stamford Bridge e dando il benvenuto al tecnico: «Il Chelsea è lieto di annunciare la nomina di Xabi Alonso come allenatore della Prima Squadra maschile. Lo spagnolo inizierà il primo luglio 2026, avendo concordato un quadriennale a Stamford Bridge. Benvenuto al Chelsea, Xabi!»

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La carriera di Xabi Alonso da allenatore ha registrato una crescita rapidissima. Dopo l’esperienza nelle giovanili del Real Madrid e la storica promozione della Real Sociedad B in Segunda División nel 2020/21, il tecnico ha centrato il successo internazionale con il Bayer Leverkusen. Subentrato nell’ottobre 2022 a una squadra in difficoltà, ha trasformato il club tedesco, conquistando nel 2024 la prima Bundesliga della storia del club e la Coppa di Germania, stabilendo un record europeo di 51 risultati utili consecutivi.

L’estate successiva Alonso ha preso le redini del Real Madrid, sostituendo Ancelotti. L’esperienza madrilena si è rivelata complessa: nonostante il rendimento positivo sul campo, le frizioni nello spogliatoio hanno portato a una separazione consensuale nel gennaio 2026, chiudendo un ciclo difficile ma formativo per lo spagnolo.

Con l’arrivo al Chelsea, Alonso eredita un club in piena ricostruzione, chiamato a risalire la classifica della Premier League e a ritrovare competitività europea. Il suo approccio, basato sull’organizzazione tattica e sulla valorizzazione dei giovani talenti, rappresenta un punto di partenza importante per rilanciare i “blues” e riportarli ai livelli di eccellenza nazionale e internazionale. La sua nomina segna un nuovo capitolo per il Chelsea, che punta a costruire un progetto tecnico solido e ambizioso con uno degli allenatori più in vista del calcio europeo.

Formazioni ufficiali Roma Lazio: le scelte di Gasperini e Sarri per la sfida di Serie A

Formazioni ufficiali Roma Lazio: le scelte di Gasperini e Sarri per il match di Serie A, valido per la 37ª giornata 2025/26

Le formazioni ufficiali di Roma Lazio, sfida valida per la 37ª giornata di Serie A 2025/26. Ecco le scelte di Gasperini e Sarri:

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Le scelte degli allenatori: le formazioni ufficiali

In attesa del calcio d’inizio, sono state diramate le decisioni tattiche definitive prese dai due allenatori per questo snodo cruciale. Ecco i ventidue protagonisti che scenderanno sul prato verde dal primo minuto:

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, N’Dicka, Hermoso; Celik, Cristante, El Aynoaui, Wesley; Pisilli, Dybala; Malen. All.: Gasperini.

LAZIO (4-3-3): Furlanetto; Marusic, Gila, Provstgaard, Tavares; Basic, Rovella, Taylor; Cancellieri, Dia, Noslin. All.: Sarri. 

Abete sicuro: «Guardiola? Nulla da dire ma penso che abbiamo tecnici di qualità che possono guidare la nazionale»

Abete non ha dubbi: «Guardiola? Nulla da dire ma penso che abbiamo tecnici di qualità che possono guidare la nazionale»

Il candidato alla presidenza della FIGC e attuale numero uno della Lega Nazionale Dilettanti, Giancarlo Abete, è intervenuto ai microfoni della trasmissione Rai Sabato al 90°. In studio, insieme a lui, era presente anche l’altro candidato, Giovanni Malagò.

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GUARDIOLA – «Ci sono i selezionatori che sono in grado di creare l’alchimia giusta anche se esiste il problema dei pochi giorni l’anno per allenare. Guardiola? Nulla da dire ma ci sono tecnici italiani che hanno vinto all’estero, penso che abbiamo tecnici di qualità che possono guidare la nazionale»

TALENTI – «L’unica modalità per stimolare l’impiego di giovani calciatori italiani è quella di incentivarlo con dei riconoscimenti economici che magari potrebbero arrivare dai diritti tv, quindi da una legge dello Stato. Si può premiare chi utilizza giovani selezionabili come avviene con la riforma Zola della Serie C»

MALAGO’ – «In un confronto elettorale è fisiologico che ci sia chi prende più voti ma se partissimo dal presupposto che chi è sfavorito alla fine ritira la candidatura non va bene – ha detto – In una logica di democrazia dobbiamo credere nel confronto accettando che ci sia un vincitore e un perdente. Ritirare la candidatura con un programma condiviso? Il problema è che sui programmi finora non ci ha lavorato nessuno»

Malagò: «Il nuovo ct della nazionale? Deve innamorarsi del progetto, gettare il cuore oltre l’ostacolo. Non possiamo permetterci di sbagliarlo»

Malagò non ha dubbi: «Il nuovo ct della nazionale? Deve innamorarsi del progetto, gettare il cuore oltre l’ostacolo»

La corsa alla presidenza della FIGC entra nella fase decisiva. Ospite della Rai durante la trasmissione Sabato al 90°, il candidato Giovanni Malagò ha illustrato i punti cardine della sua visione per il futuro del calcio italiano, toccando temi centrali come la scelta del prossimo Commissario Tecnico, la riforma dei campionati e il rapporto con le istituzioni sportive.

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PAROLE – «Che caratteristiche deve avere il ct della nazionale? Deve innamorarsi del progetto, gettare il cuore oltre l’ostacolo. Ovviamente non possiamo permetterci di sbagliarlo perché lo vediamo dal 2006, tu puoi essere il miglior gestore della Federazione ma se non ottieni almeno il risultato minimo, poi devi dimetterti»

RIDUZIONE SERIE A – «Sarebbe la soluzione migliore, lo pensano anche i grandi club, ma le squadre che lottano per salvarsi non sono d’accordo, qui bisogna tirar fuori il coniglio dal cilindro. Però dico anche che nelle nazioni dove si vince sia a livello di nazionali sia a livello di club, a parte Francia e Germania, giocano tutti a 20. E in Inghilterra giocano anche due coppe di lega”. Da qui parte un messaggio chiaro anche per i futuri selezionatori azzurri: “I ct giustamente si lamentano che hanno poco tempo per allenare la nazionale però anche dalle altre parti è così, bisogna adattarsi»

ELEZIONE E ABETE – «Sinceramente non mi aspetto sorprese, altrimenti non mi sarei candidato, anche se con il passare del tempo faccio fatica a non aspettarmi sorprese… Abete? lo conosco da decenni, la nostra storia dirigenziale ha avuto reciproci elementi di vicinanza, sono stato molto felice quando è diventato ministro e abbiamo festeggiato a casa mia. Poi, nella vita tante cose possono cambiare ma non da parte mia».

Manu Koné proposto all’Atlético Madrid: l’Inter osserva, la Roma ha una scadenza vicina

Manu Koné tra Inter e Atlético Madrid: la Roma deve fare i conti con una deadline sempre più vicina. Tutti i dettagli

La stagione dell’Inter sta per chiudersi e la giornata di domenica 17 maggio sarà interamente dedicata ai festeggiamenti per Scudetto e Coppa Italia. Ma mentre la squadra celebra, la società guarda già avanti: il futuro nerazzurro sta prendendo forma e alcune decisioni strategiche verranno definite nei prossimi giorni.

Tra le novità allo studio, condivise con Cristian Chivu, c’è anche una possibile rivoluzione tattica a centrocampo. L’Inter potrebbe infatti abbandonare la linea a tre classica (regista + due mezzali) per passare a un triangolo con due mediani e un fantasista alle spalle delle punte. In quest’ottica, il nome in cima alla lista resta quello di Manu Koné, obiettivo seguito da tempo, ma la concorrenza cresce e il tempo non è infinito.

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Il no della Roma nel 2025

Il francese è un vecchio pallino della dirigenza nerazzurra, che aveva provato un affondo già nel luglio 2025. All’epoca, però, la Roma respinse i 40 milioni offerti: la famiglia Friedkin non voleva alimentare ulteriori tensioni con una piazza già in protesta per le possibili cessioni. La volontà politica del club fu decisiva nel bloccare l’operazione.

La nuova situazione: spunta anche l’Atlético

A distanza di un anno, lo scenario è cambiato. La Roma non si opporrebbe a una cessione davanti a un’offerta adeguata, con una valutazione non troppo distante da quella rifiutata nel 2025. Secondo Matteo Moretto, il giocatore è stato proposto anche ad altre big, tra cui l’Atlético Madrid, alla ricerca di un mediano tecnico dopo aver abbandonato la pista Ederson. I Colchoneros hanno mostrato interesse, ma stanno virando su João Gomes del Wolverhampton, ormai vicino alla chiusura.

La deadline del 30 giugno

Il futuro di Koné dipenderà anche dalla qualificazione della Roma alla prossima Champions League, che inciderebbe pesantemente sul bilancio. In ogni caso, il club dovrà realizzare una plusvalenza importante entro il 30 giugno 2026: tra i candidati alla cessione ci sono proprio Koné, Ndicka e Svilar. Superata quella data, gli scenari cambieranno in base alle esigenze di Gasperini e del nuovo direttore sportivo che prenderà il posto di Massara.


Marsiglia, è finita con Benatia: l’ex Juve non è più il direttore sportivo, ecco il comunicato e le sue parole

Mehdi Benatia lascia il Marsigli dopo due anni: adesso è ufficiale la separazione dal direttore sportivo marocchino

L’Olympique Marsiglia ha ufficializzato la separazione da Mehdi Benatia. L’ex difensore di Juventus e Roma, arrivato nel club due anni fa come consulente sportivo e promosso a direttore sportivo a inizio 2025, conclude così la sua esperienza nella dirigenza dell’OM.

Il club francese ha comunicato l’interruzione del rapporto attraverso una nota diffusa sui propri canali ufficiali, confermando la fine del percorso comune con il dirigente marocchino. Il comunicato:

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COMUNICATO – “L’Olympique Marsiglia annuncia la partenza di Medhi Benatia. Dopo due anni e mezzo trascorsi nel club che lo ha formato come giocatore agli inizi della sua carriera, Medhi Benatia lascerà il suo incarico il 18 maggio 2026. Tornato a Marsiglia alla fine del 2023 come consulente sportivo, era stato nominato direttore sportivo all’inizio del 2025. Durante il suo periodo all’Olympique de Marseille, ha lavorato instancabilmente per il club, dimostrando un impegno incrollabile e una costante attenzione alla promozione delle ambizioni del Marsiglia. Il suo lavoro è stato caratterizzato in particolare dal secondo posto in Ligue 1 nella stagione 2024-2025, da una gestione attiva del mercato dei trasferimenti che ha migliorato il potenziale sportivo del club e da una riorganizzazione del settore giovanile, i cui primi risultati si stanno già rivelando molto promettenti. Medhi Benatia ha coltivato la leadership grazie alla forza delle sue convinzioni e alla sua capacità di motivare le squadre. Ha incarnato quotidianamente gli elevati standard e lo spirito combattivo che contraddistinguono questo club“.

PAROLE BENATIA – “Infine, anche lo stesso Benatia ha salutato il clib e i tifosi: “Sono tornato all’OM con il desiderio di servire questo club, che significa tantissimo per me, e con la volontà di dare il massimo. Voglio ringraziare Frank McCourt per la fiducia incrollabile che ha riposto in me. Questo legame rimarrà impresso nella mia memoria. Auguro all’Olympique de Marseille tutto il successo che merita. Questo club, questa città, questi tifosi lo meritano pienamente”.

Manuel Neuer è pronto al grande ritorno: difenderà la porta della Germania al Mondiale 2026

Manuel Neuer torna in Nazionale tedesca: sarà lui il portiere della Germania al Mondiale 2026. La scelta dopo il ritiro post Europeo

Secondo quanto riportato da SkySportDE, Manuel Neuer ha raggiunto un’intesa con il CT Julian Nagelsmann per tornare in Nazionale, due anni dopo il ritiro annunciato nell’agosto 2024. Il portiere quarantenne è pronto a rimettersi i guanti per la Germania in vista del Mondiale 2026.

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Neuer sta gestendo un lieve problema al polpaccio, ma non dovrebbe compromettere la sua convocazione. Le scelte ufficiali di Nagelsmann arriveranno giovedì 21 maggio, quando verrà definita la lista definitiva dei convocati.

Per Neuer si tratterebbe del quinto Mondiale in carriera, un traguardo che lo renderebbe il decimo giocatore nella storia a riuscirci. L’ultima presenza risale alla semifinale dell’Europeo 2024 persa 2‑1 contro la Spagna. Con la Germania vanta 81 presenze e soprattutto il Mondiale vinto nel 2014, eredità che lo rende ancora oggi un simbolo della Mannschaft.


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