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Lazio, parla Fabiani: «Questo è stato l’anno più complicato. Sarri e i ragazzi, quando sono stati chiamati all’opera hanno fatto un qualcosa di straordinario»

Lazio, Fabiani: «Anno più complicato. Sarri e i ragazzi, quando sono stati chiamati all’opera hanno fatto un qualcosa di straordinario»

Durante i Media Days organizzati con i club, DAZN ha pubblicato una lunga intervista al direttore sportivo della Lazio, Angelo Fabiani. Realizzata alla vigilia della sfida contro il Milan, l’intervista affronta temi centrali per il presente e il futuro biancoceleste: strategie di mercato, ambizioni della squadra e linee guida del progetto tecnico.

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ANNATA – «Tutti gli anni sono difficili! Questo probabilmente è stato l’anno più complicato, perché coincide con una ristrutturazione dell’intero organico: è l’anno zero. Come si sa, quando è in corso una ricostruzione ci possono essere degli  imprevisti. Devo dire che al di là di tutto, molti punti che abbiamo perso per strada, li abbiamo persi immeritatamente. Ci sono stati tanti episodi negativi e Sarri si è trovato solennemente a scendere in campo anche senza 6-7-8 titolari, come successe a Genova. Ovviamente non accade solo alla Lazio, a onor del vero, basti vedere quello che è successo al Napoli, fino a 12-13. Purtroppo sono quelle annate un po’ segnate, ma l’importante è credere in ciò che si fa, nel progetto. Seguirlo e camminare dentro quel solco tracciato per una ricostruzione e se vogliamo anche per ringiovanire una rosa tirando dentro dei giovani di prospettiva».

MERCATO GENNAIO – «Io penso che la Lazio sia stata la società che più ha movimentato sia in uscita che in entrata. In uscita vorrei spendere due parole: noi non abbiamo messo alla porta nessuno e sul mercato nessuno. Ma quando ti trovi di fronte a delle reiterate richieste, da parte del calciatore, dei procuratori che intendono andare via perché ci sono altre squadre che gli allungano i contratti, gli danno il triplo dei guadagni che hanno, che comunque non se la sentono. Con molta tranquillità e onestà è necessario accontentarli perché ritengo che all’interno di un gruppo e di uno spogliatoio ci debbano essere dei giocatori motivati!».

SARRI E INFORTUNI – «Molti sono infortuni traumatici, tanti sono dovuti ad affaticamenti. Non capita solo alla Lazio, bisognerebbe porsi un po’ il problema e il tema di queste partite divise tra venerdì, sabato e domenica, poi ci sono pure le altre competizioni, lo stress del giocatore, come vive la partita, appunto sotto stress. Quindi stress più stress può portare a determinati infortuni. Come la vive Sarri? Non la si vive ovviamente bene, però l’allenatore e i ragazzi, anche i non titolari, quando sono stati chiamati all’opera hanno fatto un qualcosa di straordinario».

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Juve Sassuolo, scoppia l’allarme pertosse tra i neroverdi: un positivo e cinque con sintomi. Partita in bilico? Le ultimissime

Juve Sassuolo, caso di pertosse nel gruppo squadra: altri 5 con sintomi. C’è un rischio per la partita? Tutti i dettagli e le ultime

Il club neroverde, attraverso un comunicato ufficiale, ha reso noto che è stato accertato un caso di pertosse all’interno del gruppo e che altri cinque tesserati presentano sintomi compatibili. La situazione è monitorata con attenzione dallo staff medico, ma al momento la gara contro la Juventus non risulta a rischio.

Di seguito la nota diffusa dalla società.

IL COMUNICATO – «Il Sassuolo Calcio comunica che, a seguito di alcuni accertamenti effettuati negli ultimi giorni, è stato riscontrato un caso di pertosse diagnosticata e 5 casi con sintomatologia compatibile all’interno del gruppo squadra.

I soggetti che presentano sintomi sono attualmente isolati e da 3 giorni sotto costante monitoraggio da parte dello staff medico del club che sta applicando tutte le procedure previste dai protocolli sanitari vigenti in accordo con le autorità sanitarie. Si informa inoltre che, allo stesso tempo, tutti i componenti del gruppo asintomatici sono stati sottoposti prontamente a specifica profilassi.

Il club, ha già informato la Lega Serie A della situazione presente e continuerà a seguire con attenzione l’evolversi della situazione adottando tutte le misure necessarie a tutelare la salute dei propri tesserati e dello staff» .

Cagni: «Il calcio di quest’anno non mi è piaciuto, l’unica eccezione è il Como. VAR? Bisogna semplificare le cose, sta creando diversi problemi» – ESCLUSIVA VIDEO

Cagni, noto allenatore, ha parlato in esclusiva a Calcionews24: tanti i temi affrontati, dal VAR al modello Como

Gigi Cagni, noto allenatore con diverse esperienze in Serie A, è intervenuto in esclusiva a Calcionews24. Le sue dichiarazioni:

Partiamo dalla gara di ieri sera tra Roma e Bologna: l’ha sorpresa il passaggio del turno dei felsinei e cosa ne pensa del rendimento della Roma, crollato nell’ultimo mese?

«La partita è stata molto bella. Fortunatamente fanno un calcio antico perchè in quello moderno bisogna fare il Tiki Taka… Calcio antico che però diverte. Forse dovremmo rivedere un pò le cose. A prescindere da questo, io a inizio anno sulla Roma di Gasperini ho detto che sarebbe stata dura però col tempo, perchè quando prendi un allenatore devi fare una programmazione, le cose sarebbero migliorate. In questo primo anno penso che abbia fatto di più di quello che si aspettasse, la realtà è questa. Non ha una rosa importantissima sotto l’aspetto numerico, poi ha avuto infortuni importanti come Dybala e altri giocatori. Ieri sera si è capito che la squadra fosse stanca, giocando sempre gli stessi diventa difficile. Per quanto riguarda il Bologna, quest’anno è stato abbastanza altalenante ma è vero anche che hanno fatto dei cambiamenti e ci si deve adattare. Ieri sera hanno giocato bene e la qualificazione è meritata anche se la Roma non ha fallito niente ed essendo arrivata ai supplementari avrebbe anch’essa meritato di passare».

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L’ultimo turno di campionato, col passo falso del Milan a Roma con la Lazio nonostante il pareggio dell’Inter, ha per lei chiuso il discorso scudetto? Si aspettava la sconfitta dei rossoneri?

«Il Milan ha avuto un’occasione grossa e l’ha persa. Questa però non era un’annata nella quale il Milan doveva lottare per lo scudetto. Anche il Milan quest’anno era in costruzione. Le due più attrezzate erano sicuramente l’Inter e il Napoli, per me una delle due avrebbe vinto lo scudetto sicuro. L’Inter ha 8 punti di vantaggio, mi sembra un buon margine visto che appunto il Milan ha perso un’occasione grossa e non credo ce ne saranno di più da qui alla fine anche perchè se una squadra ha fatto più di 60 gol e ne ha presi un ventina fino ad oggi non è che cambia il rendimento all’improvviso nel finale di stagione. Quello che non è stato all’altezza è stato il Napoli che ha avuto però un’annata difficilissima dal punto di vista degli infortuni, purtroppo per Conte. Adesso, vedendo anche la formazione che schiererà oggi, è un’altra musica perchè giocatori come De Bruyne, Angussa, McTominay, Lobotka cambia tutto. Questi sono 4 giocatori che sono mancati molto quindi è inevitabile che non potesse lottare per lo scudetto. L’Inter penso che lo vincerà».

Secondo lei il Milan sul mercato dove dovrebbe intervenire per colmare il gap con l’Inter?

«Credo sia un problema più generale del calcio italiano: mancano i centravanti. Sono tutti alla ricerca di questo ruolo che sembra non ci sia più, soprattutto in Italia e soprattutto italiani. Quindi c’è qualcosa che non funziona in questo senso. A tutte le squadre tranne il Napoli, che ha trovato Hojlund che si sta rivelando un ottimo attaccante, mancava proprio questo. La verità è che il calcio di quest’anno a me non è piaciuto perchè è stato un calcio senza ritmo, un calcio nel quale si vede poco tirare in porta. L’unica eccezione, e ne parlo proprio per questo, è il Como. Il Como è una squadra che diverte, è una squadra che guarda caso ha messo come obiettivo primario la tecnica individuale che vuol dire avere tutti i giocatori individualmente molto bravi a livello tecnico e anche molto giovani. Questo vuol dire ritmi alti, verticalizzazioni, tiri in porta… E poi c’è un numero che mi ha sorpreso e che non pensavo fosse così: è una delle difese migliori. Quindi vuol dire che ha trovato il mix giusto per giocare a calcio, il calcio che piace a me. Le altre non lo hanno ancora trovato».

Proprio in relazione a quanto ha appena detto, lei dove si schiera nell’annosa diatriba tra giochiesti e risultatisti, ammesso che questa differenza esista realmente?

«Il discorso è che non si può fare solo bianco o nero, esiste il grigio. Personalmente, è chiaro che non puoi vincere se non giochi bene. Devi avere un calcio che sia propositivo e tecnicamente forte e il Como ha questa filosofia. Poi ci sono delle partite in cui devi pensare al risultato. Non sei nelle condizioni di poter fare cose diverse e devi avere anche questa mentalità. Non è una brutta cosa giocare un calcio sporco. Io sono per il risultato giocando bene ma se non posso guardo al risultato perchè questo è. Poi c’è da aggiungere che lo sportivo italiano è quello che preferisce il risultato… E’ l’unico paese dove si cambiano 50 allenatori all’anno in tutte le categorie, forse anche di più».

Citando il pesante passivo passivo subito dall’Atalanta contro il Bayer Monaco, crede che la differenza tra l’Italia e l’Europa sia solo a livello di ritmo di gioco o influisce anche la diversa qualità dei calciatori singoli?

«Bisogna partire dalla cosa più importante che una squadra dovrbbe avere: la tecnica, soprattutto nelle categorie superiori. Secondo me oggi però il calcio è moderno solo dal punto di vista fisico. Più mezzi di preparazione, i calciatori sono più forti fisicamente. Se non hai la tecnica però questa forza fisica non basta. Allora il discorso da fare è questo: ma se tu hai un campionato con ritmi bassi come quello italiano degli ultimi anni è chiaro che la differenza in Europa, dove ci sono partite anche brutte tecnicamente, da questo punto di vista si nota. La mentalità è quella giusta, raramente ti annoi vedendo le partite inglesi, tedesche, francesi e spagnole. Poi in Spagna c’è anche una tecnica di base superiore perchè lì nascono con questa mentalità. Però questa è la realtà dei fatti. Noi siamo indietro, lo vediamo anche dalla Nazionale. Oggi ci saranno le convocazioni di Gattuso e non mi sembra che Gattuso abbia grande difficoltà a fare le scelte perchè il numero di giocatori buoni in Italia è quello lì. Poi se te leggi i giornali noi abbiamo difficoltà a livello psicologico al pensiero di dover giocare contro l’Irlanda. Dov’è questo calcio moderno se l’Italia si preoccupa dell’Irlanda? ».

Lei crede che la Nazionale riuscirà a qualificarsi ai Mondiali?

«Io non voglio pensare che la Nazionale non vada al Mondiale anche questa volta, non lo posso pensare perchè sarebbe veramente una debacle. Però io sono uno che vede sempre il 50% positivo: qualunque cosa succeda, comunque serve. Le sconfitte ti fanno crescere quindi non è un problema. Io penso che andremo al Mondiale però in caso contrario non sarebbe una cosa per cui diventerei matto perchè sarebbe una conseguenza… Da lì forse qualcuno capirebbe cosa bisogna fare. Se non andiamo al Mondiale noi bisogna capirlo che stiamo sbagliando qualcosa. Ieri in questo senso c’era un’intervista di Gravina che diceva di tornare a fare la tecnica individuale. Arrivano un pò in ritardo ma arrivano anche loro delle volte».

Chiudiamo col VAR: lei crede che il suo inserimento e l’utilizzo che se ne fa in Italia abbia influito negativamente sul discorso dei ritmi bassi di cui abbiamo parlato prima?

«Il mio pensiero, da sempre è questo: se io ho una cosa da risolvere e continuo a cambiare, a mettere delle cose sempre in più, pensando di risolverle, secondo me sbagli. Delle volte bisogna essere capaci a togliere, non a continuare ad aggiungere. Questo perchè mi sembra, parlando del VAR, che si stia facendo molta molta confusione e quindi vuol dire che bisogna cambiare qualcosa. Siamo in tempo, si può fare. Noi facciamo sempre tutto con le persone che secondo me non dovrebbero avere il comando. Ripeto: bisogna semplificare, non far diventare le cose più difficili. Sono le cose semplici che rendono. Invece noi continuiamo a complicare. E allora adesso vediamo cosa succede perchè poi la responsabilità è di chi dirige. Gli arbitri probabilmente hanno delle difficoltà, non sono in un periodo buono anche se pure l’arbitro di ieri sera in Europa non è che fosse nulla di eccezionale. E poi, e chiudo, il tempo secondo me non lo perde l’arbitro che fischia più o fischia meno. Io sono stufo di vedere giocatori che prendono un calcetto e si rotolano per un quarto d’ora per terra ad urlare. Che soglia del dolore hanno i giocatori di oggi? Con gli urli che fanno dovrebbero andar fuori e non rimanere in campo… Due minuti fuori e si va avanti».

SI RINGRAZIA GIGI CAGNI PER LA DISPONIBILITA’ DIMOSTRATA IN QUESTA INTERVISTA

Convocati Italia playoff Mondiali, la lista ufficiale di Gattuso: sorpresa Palestra, torna Chiesa! Chi sono gli esclusi del ct azzurro

Convocati Italia playoff Mondiali, la lista ufficiale di Gattuso per il match contro l’Irlanda del Nord. Chi è presente e chi invece è stato escluso

Domenica sera, con il consueto raduno presso il Centro Tecnico Federale di Coverciano, gli Azzurri inizieranno a preparare lo snodo più importante della stagione. L’Italia affronterà giovedì 26 marzo allo Stadio di Bergamo la decisiva semifinale dei play-off contro l’Irlanda del Nord.

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Il percorso verso il Mondiale: gli scenari per il 31 marzo

Il cammino della Nazionale non ammette errori. In caso di successo contro i nordirlandesi, l’Italia si giocherà il pass definitivo per la rassegna iridata martedì 31 marzo in trasferta, affrontando la vincente dell’altra semifinale tra Galles e Bosnia ed Erzegovina. Qualora le cose dovessero andare male, le due nazionali sconfitte del percorso A si affronteranno comunque nella stessa data in una partita amichevole, che gli Azzurri giocherebbero a Cardiff o a Zenica.

Le scelte del Ct Gattuso: prima chiamata per Palestra, rientra Chiesa

Sono 28 i calciatori convocati dal Commissario Tecnico per questo appuntamento da dentro o fuori. La grande novità è rappresentata da Marco Palestra che festeggia la sua prima chiamata in Nazionale maggiore.

L’elenco segna anche il ritorno di Federico Chiesa: l’attaccante in forza al Liverpool mancava dal giro azzurro da EURO 2024. Si registrano, inoltre, le prime convocazioni sotto la gestione Gattuso per Giorgio Scalvini e Niccolò Pisilli, assenti per infortuni e scelte tecniche rispettivamente dal marzo e dal novembre 2024.

L’elenco completo degli Azzurri convocati

Di seguito la lista ufficiale diramata dalla Federazione per i play-off:

  • Portieri: Elia Caprile (Cagliari), Marco Carnesecchi (Atalanta), Gianluigi Donnarumma (Manchester City), Alex Meret (Napoli).
  • Difensori: Alessandro Bastoni (Inter), Alessandro Buongiorno (Napoli), Riccardo Calafiori (Arsenal), Andrea Cambiaso (Juventus), Diego Coppola (Paris FC), Federico Dimarco (Inter), Federico Gatti (Juventus), Gianluca Mancini (Roma), Marco Palestra (Cagliari), Giorgio Scalvini (Atalanta), Leonardo Spinazzola (Napoli).
  • Centrocampisti: Nicolò Barella (Inter), Bryan Cristante (Roma), Davide Frattesi (Inter), Manuel Locatelli (Juventus), Niccolò Pisilli (Roma), Sandro Tonali (Newcastle).
  • Attaccanti: Federico Chiesa (Liverpool), Francesco Pio Esposito (Inter), Moise Kean (Fiorentina), Matteo Politano (Napoli), Giacomo Raspadori (Atalanta), Mateo Retegui (Al-Qadsiah), Gianluca Scamacca (Atalanta).

Conferenza stampa Grosso alla vigilia di Juve Sassuolo: «È stata una settimana difficile ma vogliamo cogliere l’opportunità. Ho fatto anni bellissimi alla Juventus»

Conferenza stampa Grosso alla vigilia di Juve Sassuolo: le dichiarazioni verso il match della 30ª giornata di Serie A 2025/26

Fabio Grosso, allenatore del Sassuolo, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match con la Juventus. Le sue dichiarazioni.

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GIOCATORI OUT PER PERTOSSE «Affrontiamo una squadra forte e in salute, con tanti interpreti bravi che ha grandissime qualità. Partita difficile, per noi si è aggiunta qualche altra complicazione. Settimana particolare, abbastanza difficile, perché giorno dopo giorno abbiamo rimodellato i vari piani e speriamo di non doverlo più fare. Ci prepariamo a questa gara con i ragazzi a disposizione, ma abbiamo dei ragazzi in grado di poter fare partita, sappiamo che sarà difficile ma abbiamo voglia di cogliere questa opportunità, cercando di fare gara piena».

CAMBI COL BOLOGNA«Io riesco spesso a portare la cosa positiva. Abbiamo affrontato una squadra che ha dimostrato di avere delle qualità. Nel secondo tempo eravamo sotto nel punteggio a differenza della gara con la Lazio, quindi la modalità di ingresso è stata migliore, a differenza di Roma dove i subentrati dovevano riuscire a resistere ai giri alzati della Lazio. Chi è entrato domenica è stato bravo perché abbiamo creato i presupposti per pareggiare ma è stata una gara che ha dato degli spunti importanti e abbiamo cercato fino alla fine di acciuffarla senza riuscirci».

PRIMA VOLTA CHE TORNA DA AVVERSARIO – «Sarei voluto arrivare in condizioni diverse ma è la prima volta che torno a casa. Ho fatto anni bellissimi, sia da giocatore, che da allenatore nel settore giovanile. Parliamo di una società di primissimo livello e sono stato contento di averne fatto parte».

COSA NON RIPETERE DALL’ANDATA «Quando incontri questo livello alcune cose dipendono anche come vengono fatte dagli avversari, in questo tipo di partite tre cose devono andare nella stessa direzione perché la struttura, il percorso e il livello è diverso. C’è bisogno di una grande prestazione di tutti e c’è bisogno che gli avversari non stiano nel loro momento migliore e c’è bisogno di un pizzico di fortuna. All’andata la Juve era nel loro momento bello, noi abbiamo incontrato delle difficoltà. L’obiettivo è incidere sulla nostra prestazione perché bisognerà avere grande forza».

JUVE GIOCA COL FALSO 9 «La loro modalità è abbastanza chiara, il modulo rimane simile anche muovendo i giocatori di qualche metro, cercano di preparare l’azione per creare questi uno contro uno laterali o degli attacchi alla profondità quindi i riferimenti sono pochi. Quando gioca la punta forse per assurdo diventa l’unico riferimento perché gli altri riescono a interscambiarsi la zona per poi riconoscere il compito. L’allenatore è di primissimo livello e gli faccio i complimenti ma penso non ce ne sia bisogno. È una squadra che ha delle conoscenze chiare, ci sono le difficoltà, e dobbiamo andare in campo per esaltare le nostre perché anche noi abbiamo delle qualità da mettere in campo».

lo riporta sassuolonews.net.

Conferenza stampa Allegri alla vigilia di Milan Torino: «Gimenez convocato, il futuro di Modric dipende da lui. Ecco cos’è successo con Leao»

Conferenza stampa Allegri alla vigilia di Milan Torino: le dichiarazioni verso il match della 30ª giornata di Serie A 2025/26

Massimiliano Allegri, allenatore del Milan, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del match contro il Torino. Le sue dichiarazioni.

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IL GESTO DI MODRIC «Luka ha sempre dimostrato chi è sul campo e non solo, anche a livello umano e personale. Vedere un uomo di 40 anni con una passione e un amore per quello che fa è incredibile, questo crea entusiasmo e porta positività all’ambiente».

L’UMORE? «Siamo in un momento della stagione in cui contano molto i punti. L’unica cosa che bisogna fare è rimanere sereni, domani abbiamo una partita importante e difficile, perché il Torino con D’Aversa sta facendo buoni risultati. Lasciamo perdere quello che è successo, sono cose che possono succedere».

GIMENEZ «Sta bene, sarà convocato».

LOTTA SCUDETTO CHIUSA? «Normale che la sconfitta con la Lazio, come ho detto dopo la partita l’Inter pensava di aver perso 2 punti e ne hanno guadagnato 1. Loro hanno il destino nelle mani per lo Scudetto, noi per la Champions. Poi quando la matematica dirà che l’Inter ha vinto lo Scudetto e noi saremo in Champions League allora diremo che non potremo più vincerlo».

PULISIC E LEAO «Mancano due mesi alla fine che sono determinanti, speriamo di far bene. Pulisic domenica ha fatto una buona prestazione dal punto di vista fisico, gli è mancata precisione. Leao ha fatto 9 gol in campionato e ha la possibilità di andare in doppia cifra. Senza dimenticare che abbiamo Nkunku, Fullkrug e ora anche Gimenez. Per giocare serve che si danno una sveglia, tutti».

MODRIC RESTERA’? «Non ho parlato con Luka, ci parla società e direttore, dipende da lui, lasciamolo tranquillo e lasciamolo divertire».

RABBIA DI LEAO ALL’USCITA «Chi ha la palla deve vedere quello smarcato, se non lo vede non gliel’ha può dare. Non gliel’ha data perché non l’ha visto (ride n.d.r). La differenza nel calcio è la scelta dell’ultimo passaggio. A Leao ho detto, non t’ha visto se no te la dava».

LA CONFERENZA STAMPA COMPLETA DI ALLEGRI

Calciomercato Atalanta, via al piano per il 2026/27: pronti 6 rinnovi! Ma un big è pronto a dire addio, futuro già definito. Tutti i dettagli

Calciomercato Atalanta, è iniziata la pianificazione per la stagione 2026/27: pronti 6 rinnovi! Un big dirà addio, definito il suo futuro

Come riferito da Tuttosport, l’Atalanta non si ferma e programma già il futuro. Messa alle spalle la delusione per l’eliminazione dalla Champions League contro il Bayern Monaco, la famiglia Percassi è già al lavoro per mantenere la Dea ai vertici del calcio italiano e internazionale.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

L’obiettivo primario è staccare il pass per la qualificazione alle coppe europee per la nona volta nelle ultime dieci stagioni. Un traguardo da inseguire attraverso il campionato (che oggi varrebbe l’accesso alla Conference League) o puntando forte sulla Coppa Italia, trofeo sfumato in finale per ben tre volte nell’ultimo decennio. Alzare la coppa nazionale significherebbe non solo arricchire la bacheca, ma anche garantirsi l’accesso diretto alla prossima Europa League.

I rinnovi contrattuali: Palladino e i senatori restano a Bergamo

In casa nerazzurra è ufficialmente partita la campagna per la blindatura dei protagonisti. La dirigenza vuole tenersi stretta l’artefice della rinascita stagionale: sono già stati avviati i contatti con l’agente Beppe Riso per prolungare il contratto di mister Raffaele Palladino fino al 2029.

Sul fronte della rosa, la strategia è chiara:

  • Marco Carnesecchi: è in dirittura d’arrivo l’accordo fino al 2030. Il portiere della Nazionale vedrà il proprio ingaggio lievitare dagli attuali 800 mila euro a 2,5 milioni a stagione.
  • Lorenzo Bernasconi: già blindato con un rinnovo fino al 2030.
  • Marten De Roon e Davide Zappacosta: sono ormai una formalità i prolungamenti dei due senatori fino al 2027.
  • Gianluca Scamacca: la società intende sedersi presto al tavolo delle negoziazioni per rinnovare il contratto del bomber, attualmente in scadenza nel 2027.

Mercato in uscita: Ederson prenota il volo per Madrid

Se per molti si profila una lunga permanenza a Zingonia, il destino di Ederson sembra ormai segnato. Il centrocampista brasiliano sarà l’ennesimo gioiello destinato a salutare Bergamo: l’Atletico Madrid ha infatti già prenotato l’ex Salernitana.

I Colchoneros hanno raggiunto un principio d’accordo con il mediano per un contratto quinquennale da 4 milioni netti all’anno (più bonus), sfruttando gli ottimi rapporti con la società bergamasca per bruciare la concorrenza internazionale.

Napoli, Manna allo scoperto: «De Bruyne un campione, è tornato in buona condizione. Alisson Santos un’opportunità. Ecco quale sarà il futuro di Conte e McTominay»

Napoli, Giovanni Manna – direttore sportivo del club – è tornato a parlare di alcune dinamiche di calciomercato ma non solo. Le sue parole

Intervistato da DAZN, il direttore sportivo del Napoli Giovanni Manna ha rilasciato queste dichiarazioni.

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DE BRUYNE«Arriva da un periodo di lungodegenza purtroppo per noi. È tornato in un buono stato di forma, in una buona condizione. Ha lavorato molto, ma da qui a dire che è meglio di quanto è arrivato. È difficile, sono 4 mesi che non gioca. È un campione, è intelligente, sono sicuro che ci possa dare una mano in queste partite»

RIENTRI DEI BIG«Sicuramente siamo contenti di averli, non li abbiamo avuti quasi per tutta la stagione. Averli a disposizione per noi è un valore aggiunto, spetta al mister utilizzarli al meglio. La stagione è comunque positiva, nelle difficoltà siamo sempre riusciti a trovare soluzioni e bisogna dare atto al mister, alla squadra e allo staff di aver lavorato molto bene. È chiaro che l’avevamo pensata in modo diverso, ci aspettavamo una crescita durante l’anno, era una squadra praticamente nuova. Non è stato così, ma non abbiamo rimpianti, abbiamo portato a casa un titolo. Dobbiamo consolidare la nostra posizione in classifica».

ALISSON SANTOS«È un ragazzo molto umile, ha fatto un percorso molto lungo per arrivare a un calcio importante, ha le caratteristiche che ricercavamo per migliorarci e dare una mano al mister. Spesso è subentrato allo Sporting CP, penso sia stata una buona opportunità, viste le condizioni in cui operavamo a gennaio».

CONTE «Per come si è lavorato quest’anno e per le difficoltà che abbiamo avuto posso dire che il lavoro del mister è stato fondamentale perché ci ha permesso di vincere un titolo ed essere pienamente dentro l’obiettivo principale della stagione, che era la qualificazione in Champions. Ha un altro anno di contratto, non penso sia nulla assolutamente in discussione, siamo estremamente contenti di quanto fatto in questi 2 anni».

MCTOMINAY – «Ha ancora 2 anni di contratto, c’è un rapporto estremamente sano e trasparente con lui e i suoi rappresentanti. Ha espresso la volontà di rimanere a Napoli, ne stiamo parlando, non abbiamo fretta, non è questo il momento di farlo diventare un tormentone. È molto importante per noi, lo sappiamo e ne apprezziamo il valore».

Inghilterra, i pre convocati di Tuchel per il Mondiale: torna Tomori, spiccano delle esclusioni eccellenti! La lista completa

Inghilterra, i pre convocati di Tuchel per il Mondiale: la lista completa tra grandi ritorni ed esclusioni eccellenti

L’attesa per la massima rassegna iridata cresce e le Nazionali iniziano a scoprire le proprie carte. Nelle scorse ore, lo staff tecnico della Nazionale dei Tre Leoni guidato da Thomas Tuchel ha reso nota la lista ufficiale dei 35 pre-convocati dell’Inghilterra. Si tratta di un gruppo allargato e di una rosa molto importante, un bacino fondamentale da cui, al termine dei prossimi ritiri, verranno scelti i 26 convocati per i Mondiali che voleranno in Nord America.

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Le esclusioni eccellenti: fuori Watkins, Shaw e Alexander-Arnold

Come spesso accade in queste occasioni, a fare rumore sono soprattutto i grandi assenti. Le scelte diramate hanno sorpreso critica e tifosi, confermando l’incredibile profondità della rosa britannica. Spicca su tutte l’esclusione di Trent Alexander-Arnold. Niente Mondiale neanche per l’esperto laterale mancino Luke Shaw e per il bomber Ollie Watkins. Out anche il difensore della Juventus Lloyd Kelly.

I grandi ritorni: da Tomori a Mainoo, passando per Maguire

A fronte di queste pesanti defezioni, la lista accoglie giocatori che sembravano ormai lontani dal giro della Nazionale. La grande notizia, che interessa da vicino anche il calcio italiano, è il ritorno di Fikayo Tomori: il difensore del Milan è pronto a giocarsi un posto per la competizione.

Insieme a lui, il reparto arretrato riabbraccia la leadership e l’esperienza di Harry Maguire. A centrocampo ritrova una maglia il talentuoso Kobbie Mainoo, mentre in attacco si rivedono i muscoli e i gol di Dominic Calvert-Lewin e Dominic Solanke, entrambi determinati a strappare il pass per i Mondiali.

Le vere sorprese: prima chiamata per Steele e Garner

A completare un elenco già di per sé molto competitivo, sono state inserite due assolute novità che premiano il rendimento stagionale. Sono stati infatti convocati Jason Steele e James Garner, chiamati a vivere il sogno mondiale e a provare a convincere lo staff tecnico a inserirli nella lista definitiva dei 26. La competizione interna è appena iniziata.

Sampdoria, Lombardo già a rischio? Tensione dei tifosi, faccia a faccia dirigenza-squadra. Avellino decisivo, qual è la situazione!

Sampdoria, Lombardo già a rischio? Il match contro l’Avellino potrebbe già essere decisivo. Ecco qual è la situazione in casa blucerchiata

La pesante sconfitta per 2-0 subita contro la Carrarese ha aperto una profonda fase di riflessione in casa Sampdoria. La posizione del tecnico ad interim Attilio Lombardo è attualmente al vaglio della dirigenza: il prossimo Consiglio di Amministrazione e la delicata sfida contro l’Avellino delineeranno il destino della panchina blucerchiata.

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L’ambiente doriano sta attraversando ore di grandissima incertezza. Come riportato dall’edizione odierna de Il Secolo XIX, il passo falso in terra toscana ha lasciato strascichi pesanti che si sono riversati immediatamente sulle dinamiche della squadra. La giornata al centro sportivo Mugnaini è stata caratterizzata da una mattinata ad altissima tensione: i giocatori sono stati convocati per un vertice alle 8:30 del mattino, con colazione e pranzo di squadra clamorosamente annullati a causa delle tensioni con i tifosi e di un rientro notturno particolarmente complicato.

Il confronto tra dirigenza e spogliatoio

Per cercare di comprendere le reali motivazioni di questo crollo e tastare il polso dello spogliatoio, i vertici dell’area sportiva si sono mossi in prima persona. Il CEO sport Jesper Fredberg e il Direttore sportivo Andrea Mancini hanno organizzato una serie di colloqui, confrontandosi faccia a faccia con l’intera rosa e, separatamente, con i capitani della squadra. Da questi incontri è emerso come tema centrale proprio la posizione di Attilio Lombardo, con inevitabili dubbi e valutazioni sulla sua permanenza alla guida tecnica.

Il CDA da remoto e la difesa social della figlia Chiara

Il futuro dell’allenatore sarà l’argomento prioritario di un CDA da remoto, già in programma da tempo per il pomeriggio odierno. Al tavolo virtuale siederanno il presidente Manfredi, il vicepresidente De Gennaro, l’AD corporate Fiorella, lo stesso Fredberg e il rappresentante dell’investitore Tey, Ting Yong Tan.

Al momento non filtra una posizione unanime all’interno del board, ma la sensazione prevalente è che la prossima e delicatissima partita contro l’Avellino rappresenterà un vero e proprio spartiacque per la stagione e per le sorti dell’allenatore. Nel frattempo, a inserirsi in questo clima di incertezza ci ha pensato Chiara Lombardo, figlia del tecnico, che è intervenuta sui social network per prendere le difese del padre con toni estremamente chiari e perentori. La lotta per la salvezza della Sampdoria entra così nella sua fase più calda e imprevedibile.

Roma eliminata dall’Europa League ma che riscopre il ‘fattore’ Ndicka: l’improvvisa metamorfosi del difensore. Così è cambiata la squadra di Gasperini

Roma eliminata dall’Europa League ma con una certezza in più nella propria stagione: Evan Ndicka. I dati non mentono

L’eliminazione dalla stordente giostra dell’Europa League, maturata ieri sera al termine di un pirotecnico 3-4 ai supplementari nell’ottavo di ritorno contro il Bologna, lascia in casa Roma scorie pesanti e inevitabili rimpianti. Eppure, tra le pieghe di una notte europea dal sapore amaro, c’è una certezza che continua a confermarsi e che rappresenta ormai un fattore tattico imprescindibile per i giallorossi: lo strapotere aereo di Evan Ndicka sulle palle inattive.

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UNA MACCHINA DA GOL INASPETTATA

Fino a poche settimane fa, il difensore ivoriano non aveva mai trovato la via della rete in questa stagione di Serie A. Poi, l’improvvisa metamorfosi. Ndicka si è trasformato in un attaccante aggiunto, inanellando una striscia clamorosa: tre gol consecutivi in campionato (Cremonese, Juventus e il beffardo pallonetto di testa contro il Genoa su respinta di Messias), a cui si è aggiunta la zuccata schiacciata di ieri sera contro i rossoblù che aveva momentaneamente illuso l’Olimpico. Senza dimenticare l’incornata sul primo palo contro il Nizza nella primissima fase europea. Un’escalation realizzativa impressionante per un centrale.

L’ASSE CON PELLEGRINI

La genesi di questo exploit non è casuale, ma frutto di un lavoro maniacale sui piazzati e di un feeling tecnico evidente. Il “partner in crime” perfetto è il capitano Lorenzo Pellegrini, dal cui piede nascono quasi tutte le fortune aeree del difensore. Ndicka ha dimostrato di avere un bagaglio di soluzioni da vero bomber d’area di rigore: domina le palle alte schiacciandole a terra, legge i rimbalzi, sfrutta le sponde dei compagni (come il tacco di Cristante contro la Cremonese) e brucia gli avversari sul tempo, come nell’anticipo al volo ai danni di Cambiaso nel 3-3 contro la Juve.

IL FATTORE SUI CORNER

L’esplosione di Ndicka è, di fatto, la punta dell’iceberg di una Roma che ha trasformato i calci d’angolo in una miniera d’oro. Il report stagionale parla chiaro: la manovra offensiva si appoggia costantemente sulle torri. Dalle torsioni chirurgiche di Cristante sul primo palo (a segno contro Fiorentina e Cremonese), fino ai blitz sotto misura di Soulé, Hermoso e Dovbyk. In un momento in cui lo sviluppo fluido della manovra a volte si inceppa, il fattore corner si conferma la grande ancora di salvezza della squadra.

Infortunati Lazio: Romagnoli recupera per il Bologna, emergenza a centrocampo e tegola Zaccagni. Il punto della situazione in casa biancoceleste

Infortunati Lazio: le novità su Romagnoli, Zaccagni e il centrocampo in vista del match contro il Bologna. Cosa sta succedendo

La marcia di avvicinamento della Lazio verso l’importante sfida del Dall’Ara contro il Bologna porta in dote notizie in chiaroscuro per lo staff tecnico. La priorità di Maurizio Sarri è quella di calcolare i rischi a ridosso dell’imminente sosta del campionato, cercando di onorare al meglio la Serie A, ma mantenendo un occhio già rivolto alla cruciale semifinale di ritorno di Coppa Italia contro l’Atalanta. Lo riferisce il Corriere dello Sport.

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Romagnoli torna titolare, Patric confermato in regia

La notizia più confortante arriva dal reparto arretrato. Alessio Romagnoli ha definitivamente smaltito il fastidioso problema al polpaccio che si portava dietro dalla gara contro la Dea e si è regolarmente allenato in gruppo. Salvo sorprese durante l’ultima rifinitura, il difensore si riprenderà il suo posto dal primo minuto per fare coppia al centro con Mario Gila.

Questo rientro offre un respiro vitale alla squadra: Provstgaard partirà inizialmente dalla panchina, mentre Patric verrà con ogni probabilità impiegato nuovamente nell’inedito ruolo di regista a centrocampo per sopperire alle pesanti assenze nel settore nevralgico del campo.

L’infortunio di Zaccagni e le scelte in attacco

Il vero dramma sportivo si consuma però sul fronte offensivo. La Lazio dovrà fare a meno di Mattia Zaccagni per almeno un mese di stop. L’esito degli esami strumentali non lascia scampo, evidenziando “una lesione muscolare post traumatica di media entità a carico del vasto mediale e vasto intermedio della coscia destra“.

Per sostituire l’esterno azzurro, l’allenatore vaglia diverse alternative: Pedro e Noslin sono i principali candidati (con lo spagnolo leggermente favorito), ma resta viva anche l’opzione dello spostamento di Cancellieri sulla corsia mancina.

Out anche Basic e Cataldi: rientro previsto contro il Parma

La situazione resta critica anche per quanto riguarda i centrocampisti di ruolo. Basic ha dovuto rinviare il rientro a causa di un persistente fastidio al tendine dell’adduttore. Anche Cataldi resta fermo ai box per una lieve distrazione al soleo sinistro. In entrambi i casi prevale la massima prudenza: l’obiettivo dello staff medico è sfruttare le due settimane di pausa per il riposo, garantendo il rientro di tutti gli effettivi in vista della gara del prossimo 4 aprile contro il Parma allo Stadio Olimpico.

Rinnovo Pio Esposito Inter, club al lavoro per blindarlo: ingaggio quadruplicato! Le cifre e i dettagli del prolungamento dell’attaccante

Rinnovo Pio Esposito Inter, pronto il prolungamento dell’attaccante nerazzurro. Le cifre e i dettagli, club pronto a blindarlo

La stagione di altissimo livello disputata finora da Pio Esposito non è passata inosservata agli occhi degli scout internazionali. Il promettente centravanti moderno cresciuto nel vivaio dell’Inter è finito prepotentemente nel mirino di diverse big della Premier League e della Bundesliga, pronte a fare follie per assicurarsi le sue prestazioni. Tuttavia, la risposta arrivata dai vertici di Viale della Liberazione è stata tanto rapida quanto categorica: il giocatore non è sul mercato e rappresenta un pilastro inamovibile del progetto tecnico a lungo termine della Beneamata.

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Le cifre del rinnovo: ingaggio quadruplicato per Esposito

Secondo Il Giorno, il club meneghino sta lavorando alacremente per blindare il proprio talento. L’obiettivo primario della società è quello di prolungare l’attuale accordo contrattuale, la cui scadenza è attualmente fissata al 2030, di un ulteriore anno.

La vera novità, però, riguarda l’aspetto economico. La nuova busta paga di Pio Esposito subirà un’impennata clamorosa: lo stipendio sarà quasi quadruplicato, passando dall’attuale milione di euro circa (più bonus) a cifre da vero top player del futuro. Un adeguamento strameritato, pensato per premiare la crescita costante del ragazzo e per spegnere sul nascere qualsiasi sirena di mercato estera.

Il legame speciale con Cristian Chivu

A gioire maggiormente per questa blindatura societaria è Cristian Chivu. L’allenatore dell’Inter ha un rapporto privilegiato con l’attaccante, avendolo visto crescere e maturare fin dai tempi del settore giovanile.

Il tecnico nerazzurro conosce alla perfezione il ragazzo. Chivu sa esattamente come esaltare le doti fisiche e tecniche di Esposito all’interno del proprio scacchiere tattico. Poter contare su una guida tecnica che ha seguito l’intera trafila del giocatore garantisce all’Inter una continuità di rendimento rarissima nel calcio moderno. Con questa mossa, il futuro dell’attacco del Biscione appare in mani sicurissime.

Calciomercato Napoli: gli agenti di De Bruyne sono in città! Novità sul futuro, il belga ha espresso la sua volontà in vista della prossima stagione. Dove vuol giocare

Calciomercato Napoli: gli agenti di Kevin De Bruyne sono in città! Quale sarà il futuro del centrocampista belga, tutti i dettagli

Dopo un periodo di stop forzato a causa di un lungo infortunio, Kevin De Bruyne tornerà in campo dal primo minuto contro il Cagliari. Una notizia che infiamma i tifosi, rassicurati anche dalle indiscrezioni che confermano la sua ferrea volontà di restare all’ombra del Vesuvio.

Antonio Conte è pronto a varare una formazione inedita pur di rilanciare subito la sua stella dal fischio d’inizio. L’impatto dell’ex Manchester City dal suo clamoroso arrivo a Castel Volturno è stato a dir poco devastante: prima del fastidioso infortunio che lo ha tenuto lontano dal rettangolo verde, il trequartista si era preso d’autorità la leadership del centrocampo del Napoli. Nessuna intenzione di fare passi indietro: il campione ha trasformato il volto della squadra partenopea, garantendo un mix perfetto di esperienza internazionale e una visione di gioco di altissimo livello. Adesso, il belga ha un traguardo preciso: vuole dominare le ultime nove partite di campionato, iniziando proprio dalla delicata sfida in trasferta contro il Cagliari.

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Il vertice in città: De Bruyne non si muove da Napoli

Oltre alle dinamiche tattiche, a tenere banco nell’ambiente partenopeo è il futuro del giocatore. Da mercoledì, infatti, i suoi avvocati sono presenti in città per un incontro formale con il club. Un summit che si è rivelato un semplice e cordiale saluto istituzionale, ma che ha ribadito la volontà inequivocabile del trequartista.

Secondo le indiscrezioni rivelate dall’edizione odierna de Il Mattino, infatti, KDB sta bene in azzurro e non ha alcuna intenzione di andare via. La sua permanenza sotto il Vesuvio non è in discussione: ecco perché, salvo clamorose sorprese, il faro della mediana resterà al Napoli anche durante la prossima stagione.

Un legame nato nei giorni dello Scudetto

Il rapporto tra il campione e la città è nato sotto una stella speciale. Il colpo di scena che aveva infiammato i sogni dei tifosi in primavera è diventato una splendida realtà proprio nei giorni del trionfo dello scudetto. Le voci sull’approdo del belga, infatti, arrivavano e si rincorrevano proprio mentre si concretizzava la storica festa per il tricolore tra aprile e maggio. Un matrimonio tecnico e ambientale perfetto, che il giocatore è pronto a onorare ancora a lungo.

Arbitri Serie A, non solo Open VAR: a rischio cancellazione anche gli annunci al pubblico e la ref cam! Scontro con le tv, cosa sta succedendo

Arbitri Serie A, oltre ad Open VAR sono a rischio cancellazione anche gli annunci al pubblico e la ref cam! Cosa sta accadendo

Il progetto Open VAR potrebbe essere clamorosamente cancellato. Questa ipotesi, già anticipata con insistenza nei giorni scorsi, è strettamente legata a un malumore serpeggiante tra i direttori di gara. Molti arbitri si sentono messi in difficoltà e sovraesposti mediaticamente, soprattutto dopo che i vertici arbitrali hanno riconosciuto pubblicamente in televisione alcuni errori nelle partite del campionato attualmente in corso. Queste ammissioni, nate con l’intento di fare didattica e ammettere le criticità, hanno finito per generare relative polemiche che hanno inasprito il clima attorno alla categoria.

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La rivelazione: non solo l’audio VAR a rischio

Il ridimensionamento della comunicazione potrebbe non limitarsi ai soli salotti televisivi. Secondo quanto riportato dal quotidiano La Repubblica, un altro passo nel complicato rapporto di questi mesi con il mondo arbitrale potrebbe tradursi nell’eliminazione totale di altre recenti innovazioni.

Nello specifico, sarebbero a forte rischio:

  • Gli annunci al pubblico: la spiegazione delle decisioni dell’arbitro ai tifosi presenti allo stadio tramite l’impianto audio, pensata per chiarire in tempo reale le scelte prese al monitor.
  • La ref cam: le spettacolari immagini riprese dalla prospettiva dell’arbitro, ottenute grazie a una piccola telecamera installata sul microfono.

Lo scontro con le TV: la richiesta dell’audio integrale

Una scelta di questa portata farebbe inevitabilmente segnare un pesante arretramento nel tentativo di puntare su maggiore trasparenza con la classe arbitrale, un obiettivo a lungo inseguito dai vertici del calcio per placare le dietrologie dei tifosi.

La possibile retromarcia dell’AIA si scontra però con le esigenze del broadcasting. Tutto questo avviene mentre, nel frattempo, le emittenti da parte loro starebbero chiedendo che diventi obbligatoria la diffusione integrale dei dialoghi tra il direttore di gara in campo e la sala VAR di Lissone. L’obiettivo delle televisioni è avere totale libertà sui file audio, così da evitare accuse di nascondere informazioni scomode o di censurare gli episodi più controversi del fine settimana.

Ravanelli ‘sponsorizza’ il colpo della Juventus: «In Italia può fare molto bene, tutti gli juventini lo vorrebbero». Di chi si tratta

Ravanelli, ex attaccante della Juventus, ha rilasciato un’intervista nella quale ha parlato delle mosse di calciomercato dei bianconeri

Fabrizio Ravanelli è stato intervistato da La Gazzetta dello Sport. Di seguito riportate le dichiarazioni dell’ex Juventus.

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COSA SERVE PER FARE L’ATTACCANTE DELLA JUVE – «Serve fare reparto, pulire il gioco, tenere palla per far salire la squadra e finalizzare. Serve forza fisica, con qualità alla Osimhen o alla Lautaro, e una leadership forte insita nel dna, indipendentemente dai gol. Non si crea con le parole, ma con il modo di agire in partita, con il body language, volendo la palla senza nascondersi e senza paura. Serve sapere cosa fare con la palla tra i piedi»

VLAHOVIC – «Lui può stare nella Juve, ma questo dipenderà dalle strategie della società, che dovrà capire se proseguire con Vlahovic o cercare attaccanti nuovi che possano partire da zero. Dusan è stato criticato in passato: se resta e il prossimo anno “cicca” qualche partita, si creano problematiche non costruttive. Se sta bene può essere importante».

KOLO MUANI – «In Italia può fare molto bene e lo ha dimostrato, garantisce 15-20 gol stagionali: è veloce, con strappo e dribbling, lo vedrei bene. Se si pensa a Kolo Muani Osimhen, Kolo Muani Thuram o Thuram Osimhen, sono coppie che gli juventini vorrebbero».

VLAHOVIC E KOLO MUANI – «Insieme in campo non possono giocare. Più in generale, se si centra la qualificazione alla Champions, Vlahovic e Kolo Muani non bastano, serve qualcosa di più perché le partite sono tante e si deve sempre competere».

OPENDA E DAVID – «Hanno avuto difficoltà insieme a tutta la squadra: le loro prestazioni sono dovute anche a una stagione turbolenta, senza chiarezza nel sistema di gioco. Loro però hanno mostrato lacune caratteriali».

L’INTERVISTA COMPLETA DI RAVANELLI

Flop Roma, Gasperini rischia il fallimento: “Esonero immediato”

L’eliminazione dall’Europa League ha fatto rumore e il tecnico è finito sotto accusa: in casa Roma è quasi già tempo di bilanci

Fuori dall’Europa League, cinque punti nelle ultime cinque partite: la Roma sta rischiando di gettare al vento la stagione con i risultati dell’ultimo mese.

La sconfitta contro il Bologna in casa non soltanto ha sancito l’eliminazione dalla coppa, ma può avere ripercussioni anche su una squadra che vive un momento di sbandamento. Attualmente i giallorossi sono al sesto posto in classifica, lontani quattro punti dalla zona Champions, obiettivo dichiarato di inizio stagione e imprescindibile in ottica calciomercato. Riuscire a rimontare non sarà facile, anche perché Gasperini vive una situazione complicata a livello offensivo.

L’attacco è sempre stato il punto dolente della Roma di quest’anno e ora le cose si sono complicate ulteriormente: fuori Soulé (forse l’unico che può rientrare a breve), Dybala, stagione finita o quasi per Dovbyk, Ferguson già in vacanza dopo l’operazione. A Gasperini resta il solo Malen, con il giovane Robinio Vaz come alternativa. Le attenuanti quindi ci sono, ma il tecnico è finito comunque sotto accusa per gli ultimi risultati e c’è chi invoca il suo esonero.

Roma, tifosi divisi: “Gasperini fallimentare”

Così dopo la vittoria all’Olimpico del Bologna, in casa Roma sembra già tempo di resa dei conti e i tifosi si sono divisi tra chi accusa la società per il mercato non all’altezza e chi, invece, individua in Gasperini il colpevole principale.

Roma Gasperini esonero
Gasperini da esonero per i tifosi (Screen Youtube As Roma) – Calcionews24.com

“Gasperini fallimentare su tutta la linea, da esonero immediato” scrive un tifoso giallorosso su X e il suo pensiero non è isolato, anche se c’è chi gli darebbe fiducia per le ultime nove giornate di campionato, per poi fare un bilancio definitivo: “Pessima notizia la Roma fuori dalle coppe. Pessima – il giudizio di un altro tifoso -. Gasperini se non arriva quarto è da esonero, inaccettabile uscire contro il Bologna con la partita di ritorno in casa”.

C’è poi chi analizza le scelte del mister: “La partita della Roma l’ha persa Gasperini con il cambio Celik-Zaragoza. Poi mettere in campo giocatori rotti come Kone o ‘morti’ come El Shaarawy”. Non manca chi però si scaglia con la società e ipotizza le dimissioni del tecnico in estate: “Questa volta e per la prima volta, sarà l’allenatore a chiamarsi fuori – il tweet di un altro tifoso giallorosso -. Gasperini è un uomo di principio e dalle idee chiare. Lo hanno preso in giro da giugno, Ranieri in testa. Se penso alla rosa che ha vinto la Conference e questa squadra, è stata completamente smantellata”. Un pensiero che non convince tutti e c’è chi sentenzia: “Gasperini si arrenda una volta per tutte, era – è – e sarà un provinciale”.

Calciomercato Milan: tesoretto da 100 milioni di euro proveniente dai prestiti! Così i rossoneri si ‘rinforzeranno’ per l’estate, ecco cosa succederà

Calciomercato Milan: pronti 100 milioni di euro come tesoretto proveniente dai prestiti! Le mosse in vista dell’estate rossonera

Il Milan guarda al futuro con grande ottimismo dal punto di vista finanziario. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, il club rossonero è pronto a incassare un clamoroso “tesoretto” dalle cessioni dei giocatori attualmente in prestito, garantendo linfa vitale per il prossimo mercato estivo.

Il Direttore Sportivo Igli Tare è al lavoro per concretizzare un piano in uscita che potrebbe portare nelle casse della società oltre 100 milioni di euro. Questa importante liquidità sarà messa a disposizione del tecnico Massimiliano Allegri, con l’obiettivo di rinforzare l’organico attraverso innesti di esperienza e qualità per tornare a competere ai vertici del calcio europeo.

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I riscatti già ufficiali: Jimenez, Pobega e Morata

Le prime certezze economiche per le casse del Diavolo arrivano da operazioni ormai definite. Alex Jimenez passa al Bournemouth per un’operazione da 20 milioni di euro più bonus; al Milan andrà però solo il 50% della cifra, essendo la restante metà destinata al Real Madrid.

Anche Tommaso Pobega saluta definitivamente Milano, riscattato dal Bologna per 7 milioni di euro. A queste cifre si aggiungono i 15 milioni di euro sicuri garantiti dal Como per Alvaro Morata: l’attaccante si era trasferito in riva al lago con la formula del prestito oneroso con obbligo di riscatto.

Le trattative calde: Chukwueze e Colombo

Il certosino lavoro diplomatico di Igli Tare prosegue per monetizzare gli altri esuberi. Ci sono ottime sensazioni per il riscatto di Lorenzo Colombo da parte del Genoa, operazione che frutterebbe una cifra vicina ai 10 milioni di euro. Ancora più ricca si prospetta la potenziale cessione di Samuel Chukwueze: il Fulham è pronto a sborsare ben 28 milioni di euro per le sue prestazioni.

Le situazioni spinose: Musah e Bennacer

Restano invece in bilico le posizioni di due centrocampisti, i cui riscatti appaiono al momento più complessi per la dirigenza e per Massimiliano Allegri:

  • Ismael Bennacer: il regista algerino è valutato 10 milioni di euro per il passaggio definitivo alla Dinamo Zagabria.
  • Yunus Musah: il centrocampista statunitense ha un diritto di riscatto fissato a 26 milioni di euro, una cifra importante su cui l’Atalanta sta ancora compiendo le proprie attente valutazioni.

Roma, infortunio Koné: giallorossi in apprensione dopo lo stop col Bologna. Salta la Nazionale, svelate le sue condizioni!

Roma, infortunio Koné: il centrocampista giallorosso salterà la Nazionale, ecco le sue condizioni dopo lo stop contro il Bologna

Le sensazioni negative della vigilia si sono purtroppo rivelate corrette. Il tecnico della Roma, Gian Piero Gasperini, aveva suonato un campanello d’allarme già nella giornata di mercoledì scorso, indicando chiaramente le condizioni fisiche di Manu Koné come una delle principali criticità in vista del delicato incrocio contro il Bologna.

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La previsione dell’allenatore si è puntualmente avverata sul rettangolo verde. Il centrocampista transalpino ha stretto i denti e ha tentato di scendere regolarmente in campo per aiutare i compagni, ma si è dovuto arrendere quasi subito. La causa dello stop è un fastidioso problema muscolare alla coscia destra che non gli ha lasciato scampo.

Si tratta di un allarme che era già suonato nei giorni precedenti: questo stesso fastidio lo aveva infatti costretto a saltare la sfida contro il Como. In quell’occasione, lo staff medico e tecnico aveva optato per il riposo assoluto, facendola sembrare una semplice scelta precauzionale per averlo al meglio nel match contro i felsinei, ma la situazione si è rivelata più complessa del previsto, privando la squadra di una pedina preziosa per l’equilibrio della mediana.

Niente impegni con la Francia: si attendono gli esami

Le conseguenze dell’infortunio si ripercuotono anche sull’agenda internazionale. Come riportato dall’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, il centrocampista giallorosso dovrà inevitabilmente rinunciare alla convocazione con la Francia. Koné salterà le amichevoli di lusso contro Brasile e Colombia, originariamente in programma per le prossime settimane.

L’attenzione dello staff medico di Trigoria è ora rivolta agli esami strumentali, previsti tra oggi e domani, che saranno fondamentali per chiarire l’esatta entità della lesione. La speranza dell’ambiente romanista è che la sosta per le Nazionali possa attutire l’impatto della sua assenza. Questo periodo senza partite ufficiali di club consentirà a Koné di svolgere il protocollo di riabilitazione con maggiore calma, limitando i match saltati con la Roma e puntando a un rientro ottimale.

Genoa, intrigo Norton-Cuffy: via in estate? Chi può arrivare al suo posto, spunta l’affare. Novità importanti per l’inglese

Genoa, Norton-Cuffy potrebbe partire in estate: ecco chi potrebbe arrivare al suo posto, tutti i dettagli sul possibile affare

La Juventus riaccende i motori e punta i fari verso la Liguria per puntellare le proprie corsie laterali. Secondo Tuttosport, il profilo tornato prepotentemente in cima alla lista dei desideri è quello di Brooke Norton-Cuffy. Dopo un intenso corteggiamento durante la passata finestra invernale, il laterale difensivo è nuovamente una priorità assoluta per le strategie della Continassa.

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I contatti con l’agenzia e la concorrenza estera

A spingere verso la chiusura dell’affare è la profonda stima nutrita dall’attuale dirigenza juventina, la stessa che con lungimiranza lo aveva portato in Italia strappandolo all’Arsenal per una cifra quasi irrisoria. L’operazione è già entrata nel vivo: i primi dialoghi esplorativi sono stati avviati con il Gruppo Roc Nation, la celebre agenzia che cura gli interessi del calciatore.

Sebbene il ragazzo vanti diverse e ricche richieste provenienti dalla Premier League, il solido rapporto di fiducia instaurato nel tempo con il management juventino potrebbe rivelarsi la carta vincente per sbaragliare l’agguerrita concorrenza d’oltremanica.

La valutazione del Genoa e la carta “Next Gen”

La valutazione del cartellino fissata dal Grifone oscilla attualmente tra i 15 e i 20 milioni di euro. Tuttavia, la Juventus ha in mente una precisa strategia: abbassare sensibilmente la spesa economica inserendo nell’affare alcune contropartite tecniche di prospettiva provenienti dal serbatoio della Next Gen.

Il club ligure ha già ampiamente dimostrato in passato di gradire i talenti in uscita dal vivaio bianconero, come confermato dai precedenti e proficui affari legati a Radu Dragusin e Koni De Winter.

Per monitorare da vicino i progressi del laterale e sciogliere le ultime riserve, uno scout bianconero sarà presente questa sera sugli spalti dello stadio Marassi in occasione della delicata sfida tra Genoa e Udinese. L’obiettivo è chiaro: capire se il calciatore sia definitivamente pronto per il definitivo salto di qualità in una big.

Napoli, Conte ha una forte tentazione per il match contro il Cagliari: potrebbe davvero pensare a questa mossa di formazione. Ultimissime

Napoli, le probabili formazioni per il match contro il Cagliari. Antonio Conte ha una forte tentazione, di cosa si tratta

Il clima caldo di Cagliari accoglie un Napoli determinato e pronto non solo a blindare la qualificazione alla prossima Champions League, ma a puntare ancora più in alto. La squadra azzurra non vuole accontentarsi: con il Milan distante una sola lunghezza, l’obiettivo dichiarato di questo finale di stagione è la conquista della seconda piazza. Di fronte, però, ci sarà un Cagliari attualmente quindicesimo, con un disperato bisogno di punti per mettere al sicuro la permanenza in massima serie e approfittare di un turno ricco di scontri diretti per le concorrenti. Lo riporta il Corriere dello Sport.

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Sfida in panchina: lo scontro generazionale tra Conte e Pisacane

La gara rappresenta un vero e proprio scontro agli antipodi, perfettamente incarnato dai due tecnici. Da una parte Antonio Conte, dominatore degli ultimi quindici anni e alla guida della rosa più esperta del campionato (età media di 28 anni e 184 giorni). Dall’altra Fabio Pisacane, napoletano doc ma cagliaritano d’adozione, reduce dal trionfo in Coppa Italia Primavera 2025 e oggi al timone della seconda squadra più giovane del torneo (25 anni e 59 giorni).

Il momento dei sardi è estremamente delicato: solo due punti raccolti negli ultimi sei turni, l’amara sconfitta per 3-1 contro il Pisa (in dieci uomini) e il conseguente ritiro punitivo.

Le mosse del Napoli: torna Lobotka e brilla l’asse ex Manchester

Il Napoli, forte di tre vittorie consecutive, si prepara a calare i carichi pesanti. Conte ritrova Stanislav Lobotka dopo venti giorni di stop. Una notizia che, unita ai recuperi di Anguissa, De Bruyne e McTominay, riapre le porte alla riunione dei “Fab Four” a centrocampo, tutti a disposizione per la prima volta dallo scorso 5 ottobre 2025.

La grande tentazione tattica del tecnico salentino parla decisamente inglese. L’idea è quella di schierare un tridente mascherato forgiato a Manchester: l’ex City Kevin De Bruyne e l’ex United Scott McTominay potrebbero agire contemporaneamente alle spalle del centravanti Rasmus Hojlund. In mezzo al campo, al fianco di Lobotka, prende quota l’inserimento di Gilmour per un centrocampo di grande palleggio.

Tanta abbondanza potrebbe spingere inizialmente in panchina pedine di lusso come Alisson, Anguissa ed Elmas. Una profondità di rosa spaventosa, che rende la missione secondo posto un traguardo assolutamente alla portata degli azzurri.

Arthur riavvolge il nastro: «Alla Juve non è andata come mi sarei aspettato ma con Spalletti potrei adattarmi bene. Yildiz pazzesco, se Neymar mi chiedesse di andare in Serie A…»

Arthur, in forza al Gremio ma di proprietà della Juventus, ha rilasciato un’intervista nella quale ha parlato di passato, presente e futuro

Arthur, centrocampista del Gremio ma di proprietà della Juventus, ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport. Le sue dichiarazioni.

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TORNARE ALLA JUVE «A Luciano piace avere un centrocampista organizzatore, un fulcro della squadra, e a me quel ruolo piace. Pizarro e Lobotka si sono esaltati con Spalletti giocando un calcio basato su possesso palla e intelligenza tattica. Non è assurdo pensare che potrei adattarmi bene. Vedremo».

GREMIO «Tornare al Gremio, casa mia, è stato incredibile. Mi sento nuovamente integrato nel club e sto giocando con grande fiducia, peccato soltanto per il recente infortunio. Ma la prossima settimana sarò già in campo. Stare vicino alla mia famiglia e ai tifosi che mi hanno visto crescere è una motivazione in più. Mi sto godendo il calcio come non riuscivo da tempo».

ALLA JUVE NON SI E’ VISTO L’ARTHUR DEL BARCELLONA – «Sono arrivato a Torino in un periodo di transizione del club, con molti cambiamenti e probabilmente questo ha influito su tutti, anche su di me. Ho il rimpianto di non aver potuto mostrare quello che sto dimostrando al Gremio. Alla Juventus le cose non sono andate come mi sarei aspettato, però in Italia ho imparato molto».

PENTITO DI AVER LASCIATO IL BARCELLONA «Ogni esperienza ti insegna qualcosa, se ci penso mi resta un sapore agrodolce. Al Barça mi trovavo bene, non so cosa sarebbe successo se fossi rimasto. La Juventus, però, mi ha permesso di conoscere un altro calcio, un’altra cultura e di crescere come uomo, anche nelle difficoltà. Ho imparato lezioni che forse non avrei appreso se fossi rimasto nella mia zona di comfort a Barcellona».

DA QUALE ALLENATORE DELLA JUVE SI E’ SENTITO TRATTATO PEGGIO«Nessuno mi ha trattato male, ma alcuni hanno capito meno di altri il mio calcio. Ma non fatemi andare oltre, adesso voglio pensare solamente positivo. Alla Juventus ho anche tanti amici. Alcuni li ho ritrovati in Brasile, per esempio Danilo».

NEYMAR «Neymar è un giocatore fenomenale e una persona a cui sono affezionato. Se me lo chiedesse, gli direi che la Serie A è un campionato bellissimo in cui potrebbe divertirsi molto e la Juventus un top club con una storia immensa, tifosi esigenti e appassionati. Un’esperienza unica, da prendere al volo. Sono sicuro che la gente accoglierebbe Neymar a braccia aperte. Se Ney me lo chiedesse, gli direi che la Serie A è un campionato bellissimo in cui potrebbe divertirsi molto e la Juventus un top club con una storia immensa».

MESSI E RONALDO – «Ammiro tanto Leo, abbiamo sempre avuto feeling. Il suo calcio fantastico lo conoscono tutti, ma è anche una persona eccezionale. Mi sento un privilegiato: al Barcellona ho giocato con Messi, alla Juventus con Cristiano Ronaldo. Il migliore? Parliamo di due tra i più forti della storia. Leo è magia, ti lascia a bocca aperta col suo talento naturale. Cristiano è lavoro, fame, ambizione, mentalità vincente: spinge se stesso e chi gli sta vicino a superarsi ogni giorno. Mi sento un privilegiato: al Barcellona ho giocato con Messi, alla Juventus con Cristiano Ronaldo. Il migliore? Parliamo di due tra i più forti della storia».

ANEDDOTO AL BARCELLONA – «Non dimenticherò mai il primo giorno. Coutinho mi porta in spiaggia a Castelldefels, troviamo anche Messi e Luis Suarez e ci mettiamo a giocare a footvolley. Non potevo crederci, ero appena arrivato dal Brasile: un sogno, come tutta l’esperienza in blaugrana».

COMPAGNO PIU’ PAZZO – «Vidal. Sempre allegro, a Barcellona faceva scherzi a tutti. Arturo era il dj: metteva la musica nello spogliatoio e poi ballava. Giocatore unico: divertente fuori, ma affamato, competitivo ed esemplare in partita».

YILDIZ – «Kenan è un ragazzo con un talento pazzesco. Quando ha iniziato ad allenarsi con la prima squadra, ci siamo resi subito conto che fosse un ragazzino speciale. Tecnica, visione di gioco, mentalità e soprattutto tanta voglia di imparare, aspetto importantissimo alla sua età».

MONDIALE – «Sto lavorando e giocando al massimo per meritarmi questa opportunità. So che il Brasile ha tanti giocatori di qualità e la concorrenza è altissima, ma visto il livello che sto tenendo al Gremio spero di essere preso in considerazione».

Retegui torna in Serie A? Può (e vuole) già lasciare l’Arabia Saudita: contatti avviati con una big italiana. L’indiscrezione non lascia dubbi!

Retegui può già tornare in Serie A: avviati i contatti per il ritorno dell’attaccante in Italia. Dove potrebbe trasferirsi

La Juventus accende i motori in vista della prossima sessione estiva di calciomercato, con l’obiettivo primario di rivoluzionare e rinforzare il reparto offensivo a disposizione di mister Luciano Spalletti. Il nome nuovo che infiamma l’ambiente bianconero è quello di Mateo Retegui, ma le piste sul tavolo della dirigenza sono molteplici.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Secondo le ultime indiscrezioni riportate da Tuttosport, il centravanti italo-argentino desidera ardentemente tornare a calcare i campi della Serie A, ad appena un anno di distanza dal suo trasferimento in Arabia Saudita. Il padre del giocatore ha già avviato dei contatti diretti con il direttore sportivo della Juventus, Marco Ottolini, sfruttando un solido legame professionale nato ai tempi della comune esperienza al Genoa.

Si tratta di una pista esplorativa ma concreta, sebbene l’operazione si preannunci in salita. L’ostacolo principale è rappresentato dal faraonico ingaggio da 20 milioni di euro annui percepito dall’attaccante, unito alla rigidità del club saudita, poco propenso a concedere il giocatore in prestito. Ad agevolare un potenziale addio, tuttavia, potrebbe contribuire l’attuale instabilità politica nei paesi arabi.

Da Openda a Kolo Muani: le strategie per l’attacco

Parallelamente, la dirigenza lavora sulle certezze e sulle inevitabili uscite. Se da un lato si registrano importanti progressi per il rinnovo di contratto di Dusan Vlahovic, dall’altro si definisce il futuro di Lois Openda. Il belga, nonostante il riscatto, sembra destinato a fare le valigie: in prima fila per lui c’è il Fenerbahce guidato da Domenico Tedesco.

Il grande obiettivo per l’attacco di Luciano Spalletti rimane però Randal Kolo Muani. Il francese è il profilo che mette d’accordo tutte le componenti societarie per qualità tecniche e fisiche.

Le alternative e il nodo Champions League

Sullo sfondo resistono alternative di spessore, pronte a diventare priorità in caso di necessità:

  • Joshua Zirkzee: il talento olandese è in cerca di rilancio e ha una valutazione abbordabile che si aggira intorno ai 25 milioni di euro.
  • Nicolas Jackson: il centravanti è di ritorno al Chelsea dopo la parentesi al Bayern Monaco ed è un profilo monitorato con attenzione.

Le ambizioni della Vecchia Signora dipenderanno in larga parte dalla qualificazione alla prossima Champions League, snodo fondamentale per garantire il budget necessario a sostenere colpi di tale portata. La certezza è che l’attacco bianconero vivrà una profonda e decisiva rivoluzione estiva.

Calciomercato Juventus, all-in su Bernardo Silva: pronto il super contratto per averlo a zero! Le cifre e la durata, ecco i dettagli del possibile colpo

Calciomercato Juventus, bianconeri pronti a tutto per Bernardo Silva: pronto il super contratto per il colpo a parametro zero. Ecco tutte le cifre

La Juventus fa sul serio per Bernardo Silva. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, i bianconeri sognano il grande colpo a parametro zero per compiere un immediato salto di qualità e permettere a Luciano Spalletti di lottare per lo Scudetto già dalla prossima stagione.

Il 31enne capitano del Manchester City, in scadenza di contratto, rappresenta il profilo ideale per alzare il livello tecnico e caratteriale della squadra. Con un palmarès di 24 trofei (tra cui 6 Premier League e una Champions), Bernardo Silva porterebbe alla Continassa un concentrato di leadership, esperienza e duttilità tattica.

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La strategia della Juventus: un’eccezione alla regola

Non potendo competere sul piano puramente economico con alcune superpotenze, la dirigenza bianconera sta provando a convincere il portoghese puntando sul fascino della Vecchia Signora e sull’ambizione di aprire un nuovo ciclo vincente. La società ha già fatto sapere all’agente del giocatore, Jorge Mendes, di essere pronta a un importante sacrificio, derogando alle regole interne sui giocatori over 30:

  • Il contratto: È pronto un accordo pluriennale, nello specifico un triennale con opzione per una quarta stagione.
  • L’ingaggio: Le cifre dello stipendio ammonterebbero a circa 7-8 milioni di euro annui.

Luciano Spalletti, prossimo al rinnovo fino al 2027, stravede per lui e lo collocherebbe perfettamente nel ruolo di trequartista o tuttocampista. Sullo sfondo resta vivo anche il nome di Leon Goretzka, altro svincolato di lusso in uscita dal Bayern Monaco, su cui però è in forte pressing il Milan.

La concorrenza estera e l’assist di Conceicao e Pjanic

Il fantasista ex Monaco apprezza la corte della Juventus, ma cerca un ultimo “ballo” affascinante per la sua carriera e prenderà una decisione definitiva solo verso la fine di aprile. La lista delle pretendenti è lunga e insidiosa: Barcellona, Benfica, Galatasaray, club dell’Arabia Saudita e della MLS.

In casa Juve, però, si gioca anche la carta dei connazionali. Francisco Conceicao, compagno di nazionale di Silva e gestito dallo stesso procuratore, ha lanciato un messaggio inequivocabile:

“Se Bernardo Silva mi chiede della Juventus gli dirò che qui vogliamo vincere. Bernardo è un top e tutti i club del mondo lo vorrebbero dalla loro parte”.

Calciomercato Inter: blitz a Londra di Ausilio. Vicario in pole per la porta, fari su Gimenez e Goretzka. Dentro alle mosse nerazzurre per l’estate

Calciomercato Inter: blitz da parte di Piero Ausilio a Londra. Vicario, Gimenez e Goretzka i nomi forti in vista dell’estate.

Un viaggio a Londra nel cuore delle notti di Champions League per gettare le basi dell’Inter del futuro. Come riferito da La Gazzetta dello Sport, il direttore sportivo Piero Ausilio, accompagnato dal vice Dario Baccin, è stato avvistato sulle tribune del Tottenham Stadium durante il match contro l’Atletico Madrid. Una trasferta europea, che ha incluso anche la visione di Chelsea-Psg, nata per presenziare a un summit tra direttori sportivi e agenti, ma rivelatasi l’occasione perfetta per sondare il terreno per Guglielmo Vicario.

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L’incontro per Vicario: il prescelto per sostituire Sommer

Nell’area hospitality dello stadio era presente anche Gabriele Giuffrida, mediatore internazionale e procuratore dell’estremo difensore italiano. L’Inter ha individuato in Vicario il sostituto ideale di Yann Sommer, giunto alla naturale scadenza del contratto dopo un triennio in chiaroscuro.

Nonostante un accordo con gli Spurs valido fino al 2028, il portiere classe 1996 sta vivendo un’annata complessa, con la squadra londinese affidata a Igor Tudor e clamorosamente invischiata nella lotta per non retrocedere. I margini per un trasferimento indolore esistono: l’operazione potrebbe chiudersi per una cifra non superiore ai 20 milioni di euro, raggiungibile attraverso bonus facilmente attivabili.

Le alternative e la benedizione di Chivu e Marotta

La dirigenza aveva sondato anche altri profili: da Caprile (oggi al Cagliari ma dal costo elevato) a Lunin del Real Madrid, fino a Svilar della Roma. Tuttavia, Vicario rappresenta l’investimento più sicuro per rapporto qualità-prezzo. Piace molto al presidente Marotta e al tecnico Cristian Chivu, che lo apprezza fin dai tempi di Empoli. Il suo status di italiano esperto conoscitore della Serie A garantirebbe un inserimento immediato ad Appiano Gentile.

Rivoluzione in difesa: spunta Gimenez, occhio a Bastoni

Il meeting londinese è servito anche per valutare altri reparti. Con gli imminenti addii a parametro zero di Acerbi e De Vrij, l’Inter ha un disperato bisogno di difensori. Ausilio avrebbe chiesto informazioni su José Gimenez, 31enne capitano dell’Uruguay in scadenza con l’Atletico Madrid. Un innesto “pronto all’uso” che si affiancherebbe alla ricerca di giovani talenti (come Muharemovic del Sassuolo), rivelandosi cruciale soprattutto qualora Alessandro Bastoni decidesse di cedere alle lusinghe del Barcellona per cambiare aria.

Infine, fari puntati anche sul centrocampo: tra i profili discussi spicca quello del 31enne Leon Goretzka, in uscita dal Bayern Monaco e offerto a diverse big italiane.

Roma, Gasperini nel post partita: «Partita molto avvincente, usciamo con tanto rammarico. Abbiamo visto il meglio e il peggio»

Roma, Gasperini parla nel post partita della sfida contro il Bologna valida per gli ottavi di finale di Europa League

Il tecnico della Roma, Gian Piero Gasperini , ha parlato a Sky Sport nel post partita della sfida valida per gli ottavi di finale di Europa League contro il Bologna. Le sue parole:

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PAROLE – «Sicuramente è stata una partita molto avvincente, usciamo con tanto rammarico. Abbiamo visto il meglio e il peggio. Il meglio in quasi tutta la partita. Il peggio alla fine quando ci hanno rimontato nonostante avessimo fatto cose importanti, è un peccato aver fatto certi errori. Ci sono state situazioni abbastanza anomale che hanno portato a dei gol, come quando Mancini su una trattenuta è rimasto per terra e si è liberato Rowe»

PARTITA – «Probabilmente quando si arriva a questo punto, i livelli si alzano e aumenta la pressione. Una squadra come la nostra, che si esprime in questo modo, andando sotto all’intervallo e subendo l’1-3 all’inizio del secondo tempo, ma che riesce a recuperare in quel modo, ha fatto bene. Poi quando sbagli così ci sta che perdi. Nei supplementari c’era fatica in difesa, ma non potevamo fare cambi. Loro hanno messo attaccanti freschi e veloci e non era facile. Se ti mancano 4-5 giocatori tutti nello stesso reparto è ovvio che soffri. Noi però abbiamo trovato un Malen straordinario. All’andata avevamo più soluzioni un po’ da uno e un po’ dall’altro. In questa ultima settimana non ho molto da dire ai mie giocatori perché hanno fatto una prestazione di livello. Il fatto dell’attacco ce lo portiamo avanti da inizio anno. Io sono arrivato a Roma sperando di poter replicare delle tattiche offensive ma poi per una cosa o un’altra non è stato possibile»

ROBINIO VAZ – «Vaz è giovanissimo ma su di lui pesa il fatto che è stato un investimento molto alto e quindi ci si aspetta molto. Ha bisogno di crescere e giocare a questi livelli non è facile. Ma a gara in corso può essere utile per dare vivacità. Poi per puntare a traguardi più alti ci sono venuti a mancare giocatori di uno spessore notevole».

Bologna, Italiano nel post gara: «Quel 51 – 49% siamo riusciti a ribaltarlo e siamo qui a gioire per una partita bellissima»

Bologna, Vincenzo Italiano parla nel post partita della sfida contro la Roma valida per gli ottavi di finale di Europa League

Il tecnico del Bologna, Vincenzo Italiano, ha parlato a Sky Sport nel post gara della sfida valida per gli ottavi di finale di Europa League contro la Roma. Le sue parole:

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PAROLE – «Quel 51 – 49% siamo riusciti a ribaltarlo e siamo qui a gioire per una partita bellissima. Andiamo avanti e siamo contenti. L’esito finale è quello di venire a fare un’impresa qui in questo stadio contro una squadra forte. Venire qua e fare cosa abbiamo fatto era una montagna da scalare. Complimenti ai ragazzi che hanno fatto una prestazione straordinaria»

ATTACCANTI – «Avevamo detto che nel momento in cui ribaltavamo l’azione e non andavamo diretti nella loro area, dovevamo scaricare ai centrocampisti. Rowe e Berna potevano agire così, poi però in un’azione in cui abbiamo trovato Castro è cambiato il modo di stare in campo. Siamo stazionati più nella loro metà campo e abbiamo portato a casa il risultato. Alla fine chi fa il risultato vince e questo è l’importante. Onorare al meglio ogni competizione e arrivarci con grande spirito e preparazione. Bisogna preparare ogni singolo dettaglio e cercare in queste partite qualche strategia dove puoi mettere in difficoltà anche un avversario a noi superiore. Abbiamo superato un girone tosto, vinto un playoff difficile e oggi abbiamo battuto una squadra superiore a noi, non ci sono dubbi. Arrivare e giocarsela con tutte le proprie caratteristiche è stata la cosa vincente»

ASTON VILLA «Sarà un’altra partita da preparare bene, contro una squadra che abbiamo già affrontato. Anche lì saremo sfavoriti e dovremo cercare di fare gli straordinari anche in questo quarto di finale»

Pagelle Roma Bologna, notte da sogno per i rossoblù! Cambiaghi la decide con un gol al 111′. I VOTI

Pagelle Roma Bologna: ecco i TOP e FLOP della sfida valida per gli ottavi di finale di Europa League 2025/2026. I voti

I voti ai protagonisti della sfida tra Roma Bologna allo stadio Olimpico. Ecco le valutazioni per la partita valida per gli ottavi di finale di Europa League:

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I VOTI

ROMA – Svilar 6; Mancini 5, Ndicka 5.5, Hermoso 5.5; Celik 5.5 (109′ Zaragoza 5.5), Koné 6 (20′ Pellegrini 7.5), Pisilli 6 (104′ El Ayanaoui 6), Wesley 6.5; Cristante 5.5; El Shaarawy 5 (57′ Robinio Vaz 7.5), Malen 7.

BOLOGNA – Ravaglia 6.5; Zortea 5.5, Vitik 6 (73′ Casale 5.5), Lucumi 5.5, Joao Mario 6.5; Ferguson 6, Freuler 5 (114′ Heggem sv), Pobega 5.5 (90′ Moro 6); Bernadeschi 7 (79′ Orsolini 5.5), Castro 7.5 (73′ Dallinga 6.5), Rowe 8 (73′ Cambiaghi 7).

Diretta gol Europa League: Bologna batte la Roma e vola ai quarti di finale!

Diretta gol Europa League, segui con noi tutti gli aggiornamenti sulle partite valevoli per gli ottavi di finale di ritorno: in campo Bologna Roma

Scendono in campo per gli ottavi di finale di ritorno di Europa League le squadre europee, in campo la super sfida tutta italiana tra la Roma di Gian Piero Gasperini e il Bologna di Italiano, dopo l’1 a 1 dell’andata al Dall’Ara.

Segui con Calcionews24 la Diretta gol delle italiane in Europa League

Midtjylland Nottingham Forest 1-3

Lione Celta Vigo 0-2

Friburgo Genk 5-1

Real Betis Panathinaikos 4-0

Aston Villa Lille 2-0

Roma Bologna 3-4

Porto Stoccarda 2-0

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Kessié Juventus, la pista resta calda: il centrocampista è un obiettivo concreto dei bianconeri. Le ultime indiscrezioni

Kessiè Juve: il profilo dell’ex giocatore del Milan resta in cima alla lista per rinforzare la mediana. Ecco cosa filtra

Il prossimo calciomercato estivo si annuncia incandescente e uno dei nomi destinati a infiammare la Serie A è quello di Frank Kessié. L’ivoriano, reduce dall’esperienza in Arabia Saudita, sarebbe infatti disposto a tornare nel nostro campionato, come riportato da Schira. Una disponibilità che ha immediatamente attirato l’attenzione delle big italiane, consapevoli del valore di un centrocampista capace di unire forza fisica, inserimenti e grande affidabilità nei momenti decisivi. Il suo contratto con l’Al-Ahli scade a giugno, rendendolo una delle occasioni a parametro zero più appetibili dell’intera sessione.

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In questo scenario, la Juventus appare in prima fila. I bianconeri cercano da tempo un profilo in grado di dare muscoli, intensità e personalità alla mediana di Spalletti, e Kessié risponde perfettamente a queste esigenze. Non a caso, due club italiani avrebbero già chiesto informazioni, ma la Juve sembra la più attrezzata per offrirgli un progetto tecnico di alto livello e il ritorno in Champions League. La concorrenza non manca, ma il fascino della maglia bianconera potrebbe rivelarsi un fattore decisivo nella scelta finale del giocatore.

Il richiamo di Kessié è legato soprattutto alla sua versatilità: può giocare in un centrocampo a due, da mezzala d’assalto o come equilibratore nelle transizioni. Un profilo prezioso in un calcio sempre più fisico e dinamico. Con la scadenza del contratto saudita ormai vicina, il pressing dei club italiani aumenta e la volontà del giocatore sembra orientata verso un ritorno in Serie A. Resta da capire chi riuscirà a piazzare l’affondo decisivo per riportare il “Presidente” nel campionato che lo ha consacrato.

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