Pagina 260 – Calcio News 24

Conferenza stampa Hiljemark alla vigilia di Pisa Cagliari: «Non penso alla pressione. Dobbiamo dimostrare orgoglio in campo»

Conferenza stampa Hiljemark alla vigilia di Pisa Cagliari: le dichiarazioni verso il match della 29ª giornata di Serie A 2025/26

Oscar Hiljemark, allenatore del Pisa, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match contro il Cagliari. Le sue parole:

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MOMENTO – «All’inizio della settimana la sensazione non era buona, è normale dopo una sconfitta così. I primi giorni sono stati duri per tutti, anche per me: devi lavorare molto sulla testa per cambiare atteggiamento. La reazione della squadra, però, è stata positiva. Nei primi 50 minuti dell’ultima partita avevamo fatto cose molto buone, poi abbiamo commesso errori che non possiamo permetterci. Ma la risposta in settimana è stata forte: ci siamo allenati bene e speriamo di trasformarlo in una prestazione di qualità per tutti i 90 minuti. Per quanto riguarda la pressione, non ci penso. In questo momento non conta la mia situazione personale: conta il Pisa. Lavoriamo insieme, io voglio vincere come tutti voi. Ho fatto solo cinque partite qui: so che devo fare molto di più. Il mio pensiero è solo migliorare ciò che posso cambiare e preparare al meglio la partita di domani».

SALVARE L’ORGOGLIO «Sì, certo. Ne parliamo ogni giorno. I primi giorni dopo la partita sono stati molto duri per tutti, ma questo è il nostro lavoro. Sappiamo in che situazione siamo e sappiamo cosa rappresentiamo per la città, per i tifosi, per noi stessi. L’orgoglio è fondamentale: dobbiamo giocare per il Pisa, per la maglia, per la gente. E dobbiamo dimostrarlo in campo, non solo a parole».

TRAMONI E GIOCATORI CHE HANNO MENO SPAZIO«In questo momento tutti i ragazzi che sono disponibili li prendo in considerazione. Sto pensando a cosa possiamo fare domani per giocare al meglio in base a come giocherà l’avversario, e scelgo sempre ciò che ritengo migliore per la squadra. È vero che alcuni hanno giocato molto e altri meno, ma il calcio è così: posso schierarne solo undici. E anche chi ha fatto due o tre buone partite consecutive non ha alcuna garanzia di giocare sempre, perché tutto può cambiare in base alla forma, agli avversari e a ciò che serve alla squadra. Per quanto riguarda Tramoni: lui sa benissimo cosa gli chiedo. Se fa molto bene e dimostra in allenamento di essere pronto, allora sarà a disposizione come tutti gli altri. Ci sono possibilità per tutti, anche per lui, come per il resto del gruppo».

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Calciomercato Pisa, il Siviglia piomba su Marin: gli spagnoli fiutano l’occasione a parametro zero. La mossa di Cordon

Calciomercato Pisa, il Siviglia vuole Marius Marin: gli spagnoli pensano al colpo a parametro zero. La mossa di Cordon

Le dinamiche del calciomercato non conoscono sosta e spesso offrono incroci inaspettati tra la Serie B italiana e la prestigiosa Liga spagnola. Nelle ultime ore, le indiscrezioni di Gianluca Di Marzio rivelano un forte e concreto interesse da parte del Siviglia per un pilastro del Pisa, individuato come un potenziale e prezioso rinforzo per la prossima annata sportiva.

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Il blitz in Italia di Antonio Cordon

La dirigenza andalusa ha deciso di muoversi in prima persona per anticipare l’agguerrita concorrenza internazionale. Antonio Cordon, ds del club spagnolo, è volato in Italia nelle scorse ore. L’obiettivo principale di questo viaggio strategico è stato quello di sondare l’operazione, avviando i primissimi colloqui dal vivo direttamente con l’entourage e la sponda legata al giocatore.

Fine di un’era al Pisa per Marius Marin

Il mirino del direttore sportivo iberico è puntato dritto su Marius Marin. Il giocatore si trova attualmente in scadenza di contratto con la società toscana e, con ogni probabilità, non apporrà la firma sul rinnovo.

Questo imminente addio segnerà la naturale conclusione di un lunghissimo e fortunato percorso con la maglia del Pisa, un’avventura ricca di soddisfazioni iniziata nel lontano 2018 e culminata con la definitiva maturazione tattica.

La strategia del Siviglia per il centrocampo

La mancata estensione contrattuale è esattamente il motivo che ha spinto gli spagnoli a sondare con insistenza il suo profilo. Il club di Siviglia è alla costante ricerca di occasioni e opportunità a parametro zero per rinforzare il proprio reparto di mezzo senza dover intaccare pesantemente il budget trasferimenti.

Al momento, quella legata a Marin si configura come una prima idea concreta e molto suggestiva. Resta ora da capire se, dopo questo importante viaggio in Italia, la società andalusa continuerà ad approfondire i dialoghi per assicurarsi le prestazioni dell’affidabile centrocampista in vista della prossima stagione.

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Roma, infortunio Dovbyk: slitta ancora il rientro in campo dell’attaccante, ecco quando è previsto ora. Ultimissime novità

Roma, infortunio Dovbyk: non c’è pace per l’attaccante ucraino. Slitta ancora il suo rientro in campo, ecco quando tornerà

Non c’è davvero pace per l’infermeria della Roma. In un momento cruciale dell’annata sportiva, dove ogni singolo punto pesa come un macigno per il raggiungimento degli obiettivi prefissati dalla società, i problemi di natura fisica continuano a tormentare la formazione capitolina, limitando pesantemente le scelte in vista del rush finale.

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La tegola Ferguson: intervento alla caviglia

Secondo Sky Sport, l’emergenza in casa giallorossa si è ulteriormente acuita. La prima nota dolente riguarda la situazione clinica di Ferguson. Il giocatore si è infatti recentemente sottoposto a un necessario intervento chirurgico per risolvere un fastidioso problema alla caviglia. Questa operazione lo terrà lontano dal rettangolo verde, privando la squadra di una pedina tattica fondamentale e costringendo lo staff a rivedere le rotazioni.

Il calvario di Dovbyk: rientro posticipato a maggio

Ma la doccia fredda più pesante per l’intero ambiente romanista riguarda le condizioni di Artem Dovbyk. L’attaccante si era operato nel mese di gennaio in seguito a una severa lesione al tendine della coscia sinistra. Purtroppo, il suo percorso di riabilitazione ha subito una frenata: i giallorossi dovranno rinunciare al proprio terminale offensivo almeno fino alla metà del mese di maggio.

I piani stravolti di mister Gasperini

Si tratta di uno slittamento temporale che cambia radicalmente le prospettive. Il rientro dell’attaccante era stato inizialmente previsto per la fine di aprile, tempistica confermata in passato anche da Gian Piero Gasperini. Con questo ulteriore ritardo nella tabella di marcia medica, la stagione del numero nove può considerarsi praticamente finita. Un durissimo colpo per la Roma, che dovrà fare di necessità virtù per affrontare lo sprint finale senza i suoi uomini migliori.

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Conferenza stampa Sarri alla vigilia di Lazio Milan: «Adoro i tifosi, siamo contenti di giocare in uno stadio pieno. Alle parole di Fabiani replico così»

Conferenza stampa Sarri alla vigilia di Lazio Milan: le sue dichiarazioni verso il match della 29ª giornata di Serie A 2025/26

Maurizio Sarri, allenatore della Lazio, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match valevole per la 29a giornata del campionato Serie A 2025/26 contro il Milan. Le sue dichiarazioni:

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ASPETTATIVE – «In quanto ai tifosi, è chiaro che io e i ragazzi siamo contenti di giocare in uno stadio pieno. A nome mio e dei giocatori vi ringraziamo e speriamo di ringraziarvi anche sul campo malgrado il match sia difficilissimo. Dobbiamo essere bravi a darci degli obiettivi che siano importanti per noi. La squadra al di là delle partite sbagliate, a livello di impegno e dedizione non si può imputare più di tanto. Vorrei vedere qualcosa di più. Ci sono stati momenti di passività che dobbiamo togliere».

MILAN – «Il Milan ha delle caratteristiche ben definite, ti colpisce nel momento meno opportuno. Le qualità tecniche e fisiche sono elevatissime. Noi dobbiamo essere bravi a non concedere a campo aperto. Sono forti, pertanto gara difficilissima tatticamente».

ROMAGNOLI E CATALDI – «Noi in questi giorni stiamo provando con queste due soluzioni e domani vediamo come andremo a definire per la partita. Tutti e due stanno provando per il ruolo, Romagnoli verificheremo domattina anche se non semplice».

TIFOSI – «Hanno un peso per le mie scelte passate, non solo future! L’ambiente mi piace, sono in sintonia, adoro i tifosi. Il fatto che mi chiedano un saluto, mi fa piacere. Solitamente non vado sotto la Curva per rispetto dei miei giocatori, i quali sono loro che devono avere il palco, ma domani andrò! I calci piazzati per noi sono un problema attualmente per limiti strutturali. Dovendo cambiare la formazione continuamente non agevola i risultati. Dobbiamo superare questo ostacolo».

MODRIC – «Modric secondo me è un mostro di umiltà! Alla sua età si rimette in gioco completamente e lo fa con un’applicazione fortissima. In campo riesce a dare tutto anche in fase difensiva, si parla di uno dei più grandi calciatori di questo periodo. Avere un Modric giovane è il sogno di tutti gli allenatori. Quando si va a prendere uno di questo tipo, o sei sicuro delle caratteristiche mentali o è un rischio».

ZACCAGNI – «Ha fatto una stagione complicata, iniziata con un’operazione chirurgica che è proseguita con problematiche che non gli hanno consentito continuità. In queste ultime partite sta crescendo, spero possa fare un gran finale di stagione perché se lo merita! Spero che nelle prossime si veda il miglior Zaccagni».

PAROLE FABIANI – «Fabiani ha detto cose reali, c’è un contratto lungo e la situazione è questa! Se la società non è contenta o io, ne parleremo. Non c’è discussione, è chiaro che si prospetta un anno zero perché tanti sono i giocatori con scadenza di contratto. Vediamo come vorrà ripartire la società, io sono alla Lazio e per tanti punti di vista ci sto benissimo».

MALDINI – «Maldini può fare l’esterno a 15 minuti dalla fine, è chiaro».

LA CONFERENZA STAMPA INTEGRALE DI SARRI

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Atalanta, Percassi nel pre-Inter: «Giochiamo contro i primi, ci vuole la nostra miglior versione. Sulla sconfitta col Bayern Monaco…»

Atalanta, Percassi ha rilasciato queste dichiarazioni prima del match contro l’Inter, valido per la 29ª giornata di Serie A 2025/26

Luca Percassi ha parlato a Dazn prima di Inter Atalanta. Queste le dichiarazioni dell’ad nerazzurro.

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PAROLE – «Ci siamo meritati sul campo gli ottavi di Champions, un obiettivo fantastico. Il Bayern è tra le squadre più forti al mondo, noi non ci siamo espressi al massimo ma la risposta del pubblico sta a testimoniare che hanno apprezzato. Noi siamo orgogliosi di questo. Assolutamente, dentro di noi siamo consapevoli che potevamo fare meglio col Bayern. Noi dobbiamo continuare a lavorare, sappiamo quale è il nostro DNA.

Il Bayern è stato un incidente di percorso che ci deve portare a fare delle riflessioni. Oggi giochiamo contro la prima in classifica, contro una squadra fortissima in uno stadio bellissimo. Sarà una gara molto difficile, abbiamo visto in questi ultimi anni quanto sia difficile portare via punti da San Siro. Ci vorrà la migliore Atalanta; saremo contenti, se non avremo rimpianti».

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Inter, Chivu nel pre-partita dell’Atalanta: «Thuram è al 100%, è importante per noi. Vi svelo qual è la mia preoccupazione»

Inter, Chivu ha rilasciato queste dichiarazioni prima del match contro l’Atalanta, valido per la 29ª giornata di Serie A 2025/26

Cristian Chivu ha parlato a Dazn prima di Inter Atalanta. Queste le dichiarazioni del tecnico nerazzurro.

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PAROLE – «Dobbiamo tornare a fare ciò che abbiamo sempre fatto in questa stagione, dare ritmo e intensità. Poi ci sono eccezioni, bisogna imparare dagli errori e andare avanti con fiducia. Thuram? Sì, è importante. Si è allenato bene, ha recuperato dal suo problema, la febbre pre-derby. Lo abbiamo al 100%, ci fa piacere perché è importante per noi. La mia preoccupazione non deriva da una partita persa, la mia preoccupazione è sempre stata la costruzione del gruppo, il nostro cammino.

L’importante è la direzione, i nostri obiettivi. Abbiamo sempre dichiarato la voglia di essere competitivi fino in fondo, dopo una partita persa non è cambiato nulla. Abbiamo lo stesso atteggiamento e la stessa determinazione che ci ha ha portato qui. Dobbiamo continuare così, anzi con più fiducia e determinazione»

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Conferenza stampa Grosso alla vigilia di Sassuolo Bologna: «Percorso importante, Matic a disposizione. Volpato è forte ma…»

Conferenza stampa Grosso alla vigilia di Sassuolo Bologna: le dichiarazioni alla vigilia del match della 29ª giornata di Serie A 2025/26

Fabio Grosso ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Sassuolo Bologna, match valido per la 29ª giornata di Serie A 2025/26.

MOMENTO – «Stiamo facendo un percorso importante, cercando di esaltare le nostre caratteristiche e nascondendo i punti deboli. Sarà una gara contro una squadra pronta, che si sta giocando l’Europa League. Hanno fatto anche un bel percorso in Supercoppa arrivando in finale».

INFORTUNATI «Matic penso sia a disposizione, lo capiremo oggi, dopo esser tornato dalla squalifica ha avuto un fastidio. Pinamonti torna dopo la squalifica. Fadera ha preso un colpo pesante, che inizialmente avevamo sottovalutato, mi auguro di averlo dopo la sosta delle Nazionali».

VOLPATO «Di 21 ne giocano 11 e ne entrano 5. So che è un ragazzo forte. L’ho visto molto bene in settimana, può diventare un giocatore di livello importante. Avrà sicuramente le sue opportunità come le ha avute in passato, poi sta a lui meritarsele».

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Riso racconta: «Ecco perché Tonali si è trasferito al Newcastle. Volevo portare via Frattesi dall’Inter, ecco cos’è successo»

Riso, agente di Tonali e Frattesi, ha svelato questo sui due centrocampisti. Ecco cosa è successo in chiave calciomercato

Giuseppe Riso, agente tra gli altri di Tonali e Frattesi, ha rilasciato una lunga intervista a Calcio e Finanza. Di seguito le sue dichiarazioni.

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I PERCORSI DEI CALCIATORI – «In Italia oggi esiste un problema di mancanza di talento e questo fa sì che basti poco per esaltare un calciatore in situazioni in cui probabilmente ci vorrebbe ancora un po’ di tempo. Io dico sempre una cosa: in tutti i percorsi, in tutti i mestieri, alla fine ci sono alti e bassi. È nei momenti difficili che riconosci il livello di una persona. Ad esempio Sandro Tonali. Lui è un campione soprattutto a livello umano, che poi diventa campione sul campo. Questa è anche l’importanza di crescerli da giovani. Il mio obiettivo è quello di far capire come reagire davanti a certe difficoltà».

SUL TRASFERIMENTO DI TONALI IN INGHILTERRA – «L’operazione è nata perché una società come il Newcastle con una disponibilità economica infinita aveva deciso di investire su Sandro. Abbiamo considerato l’idea di far fare al calciatore un campionato di livello superiore. Questo era l’obiettivo dal momento in cui è andato in Inghilterra: cercare di farlo diventare un calciatore stellare. Penso sia il calciatore italiano con uno dei valori più alti al mondo»

SUL CASO SCOMMESSE – «No, quello assolutamente no, anche perché altrimenti saremmo intervenuti. Devo dire che poi il trasferimento si è rivelato anche una scelta vincente da questo punto di vista. Perché sia il Newcastle che i suoi tifosi si sono comportati con Sandro in maniera incredibile sostenendolo sempre. In Italia ha ricevuto un trattamento diverso. Non dai tifosi del Milan che lo hanno sempre protettoIn Inghilterra d’altronde la mentalità è diversa e Sandro ogni volta che entrava allo stadio, nonostante la squalifica, c’era la standing ovation del pubblico. Parliamo di un ragazzo che ha sbagliato, i tifosi se ne sono accorti ed è stato perdonato. Ora, Sandro è cambiato completamente»

SU FRATTESI – «Ero io che volevo portare via Frattesi dall’Inter: in questa stagione si gioca la possibilità di andare al Mondiale e non lo vedevo sempre felice. Davide è un passionale, è uno che ha cuore fino all’ultimo secondo. Lo vedi anche quando esulta, lui è così caratterialmente. A me piacerebbe vederlo sempre felice, quindi sono stato io ad avergli messo in testa questo tarlo. Ma, sia lui dall’Inter, sia l’Inter da lui, fanno fatica a separarsi. È chiaro poi che non so quante volte nella vita ti possa capitare di giocare un Mondiale, sono momenti che ricordi a vita»

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Formazioni ufficiali Inter Atalanta: le scelte di Chivu e Palladino per il match di Serie A

Formazioni ufficiali Inter Atalanta: le scelte di Chivu e Palladino per il match di Serie A, valido per la 29ª giornata 2025/26

Le formazioni ufficiali di Inter Atalanta, valida per la 29ª giornata di Serie A 2025/26

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 31 Bisseck, 25 Akanji, 30 Carlos Augusto; 2 Dumfries, 23 Barella, 7 Zielinski, 8 Sucic, 32 Dimarco; 94 Esposito, 9 Thuram. A disposizione: 12 Di Gennaro, 13 J. Martinez, 6 De Vrij, 11 Luis Henrique, 14 Bonny, 15 Acerbi, 16 Frattesi, 17 Diouf, 22 Mkhitaryan, 36 Darmian, 53 Lavelli, 57 Kaczmarski, 95 Bastoni. Allenatore: Cristian Chivu.

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini, Djimsiti, Kolasinac; Zappacosta, de Roon, Pašalić, Bernasconi; Samardžić, Zalewski; Scamacca. Allenatore: Raffaele Palladino

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Conferenza stampa Pisacane alla vigilia di Pisa Cagliari: «Dispiace per l’assenza dei tifosi. Mina e Kilicsoy possono partire dal primo minuto»

Conferenza stampa Pisacane alla vigilia di Pisa Cagliari: le dichiarazioni alla vigilia del match della 29ª giornata di Serie A 2025/26

Fabio Pisacane, allenatore del Cagliari, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match contro il Pisa. Le sue parole:

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INFORTUNI – «Io amo pensare positivo nonostante le insidie siano sempre vicine mi concentrerei sui recuperi di questa settimana, come hai detto prima Mina sarà della partita, idem Mazzitelli e Gaetano che era già rientrato in gruppo e domani può iniziare dal primo minuto . Dispiace per Idrissi al quale ho detto “sei fortunato” se tifosi fatto male a luglio quando nessuno ti conosceva sarebbe stato peggio! ci piace ragionare così, è difficile guardare sempre l’aspetto positivo e concentriamoci su ciò che abbiamo. La nostra caratteristica è quellaa di non morire mai».

MOMENTI – «Siamo noi a determinare certi momenti. E’ normale che loro hanno il dovere di vincere a tutti i costi, noi vogliamo vincere ma facendo una partita da squadra matura. Quello che ci è mancato spesso vista la giovane età è aver peccato in esperienza. Nel leggere i momenti e la partita quindi dobbiamo essere bravi a colpire nel momento opportuno».

GAETANO – «Ogni partita è a sé. Dobbiamo “sfogliare la margherita”. Gaetano ci da caratteristiche che non ci da nessuno quindi se vogliamo andare in palleggio o in verticale non possiamo fare a meno di lui. Joseph ha fermato Bernabè e Nico Paz ma ha un’attitudine diversa e bisogna avere equilibrio nei giudizi. Liteta lo stiamo accompagnando in un futuro roseo. Dobbiamo avere un giusto metro e giudizio. Dobbiamo calibrare anche lo stato emotivo del ragazzo quindi domani potrebbe partire dopo. Sta prendendo una leadership sempre maggiore in quanto da sempre il suo contributo. Se le cose vanno bene poi possono essere cambiate, soprattutto se chi esce sono titolari che escono per situazioni extracampo.»

MINA – «Mina è entrato in gruppo ieri con un lavoro personalizzato detto in gergo “il differenziato”. Si conosce troppo bene, non è giovanissimo ma come ho sempre detto è una situazione che parte da lontano. Ha fatto il suo programma di recupero e può partire dall’inizio perché non ha bisogno di 4-5 allenamenti, gli basta poco per partire da subito».

PISANO – «Saluto Checco Pisano perché tutti ci aspettavamo un epilogo diverso. Sappiamo quanto lui abba sofferto questa situazione. Faccio un in bocca al lupo dal Alberto che ha una missione. Per quanto riguarda il mio staff cambia poco. Abbiamo la fortuna di pescare da dentro dove ci sono ragazzi preparati. Pezzi da 90 come in questo caso Matteo che ha grande senso di appartenenza. Lo cerco perché tutti devono sentirlo per rappresentare un popolo più che una squadra».

ESPOSITO – «Sicuramente è importante, si sacrifica anche se questo parte anche da lui. Uno non gli fa richieste eccessive per quanto riguarda il sacrificio ma da questo punto di vista è molto pro gruppo. Anche se nelle su3e corde c’è altro. Ci può dare varie soluzioni negli ultimi 30 metri. Sono contento sia tornato al gol ma so che chi giocherà farà di tutto per non farlo rimpiangere. Chi giocherà al posto suo non ne farà sentire la mancanza».

ASSENZA TIFOSI – «A me spiace molto per i tifosi. Anche a Parma ci siamo resi conto dell’importanza della loro presenza. Una partita così senza il dodicesimo uomo fa male perché sappiamo che ci servono ovunque. Fanno sempre sentire il loro supporto, faccio fatica a capire come nel 2026 ci siano ancora queste barriere soprattutto per una squadra come la nostra che si gioca una partita importante senza la propria gente. Ma so che ci seguiranno da tutto il mondo e tenteremo di onorarli in modo serio».

KILICSOY – «Quando ci sono valutazioni si fanno a 360 gradi. Nell’ultima partita abbiamo provato a gestirlo, sapevamo che Esposito fosse in diffida e le scelte vanno fatte attraverso un’analisi generale. Volevamo mettere il ragazzo nelle condizioni di avere una settimana in più. La giornata prevedeva orari stravolti rispetto alle partite precedenti. Ora siamo contati è probabile che parta dal primo minuto e sappiamo quanto ci tiene a fare bene. Il Ramadan è passato da 20 giorni e speriamo possa aiutarci».

LA CONFERENZA STAMPA INTEGRALE DI PISACANE

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Calciomercato Milan: spunta Jackson per l’attacco, intanto è stato definito il futuro di Pulisic in vista dell’estate. Cosa succederà

Calciomercato Milan: Nicolas Jackson e Christian Pulisic sono al centro delle dinamiche dei rossoneri. Cosa sta succedendo

La ricerca del “numero 9 di peso” resta il chiodo fisso del Milan. L’obiettivo fissato dalla dirigenza per la finestra estiva del 2026 è chiaro: mettere a disposizione di Massimiliano Allegri un attaccante capace di superare agevolmente la soglia dei 20 gol stagionali, requisito fondamentale per puntare allo Scudetto e competere ad alti livelli in Champions League.

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Il casting per l’attacco: occhi su Nicolas Jackson

In una lista che ha già visto sfilare nomi altisonanti del calibro di Robert Lewandowski e Dusan Vlahovic, un nuovo profilo sta rapidamente scalando le gerarchie del dirigente Igli Tare. Secondo quanto riportato sulle colonne de Il Corriere dello Sport:

«c’è Jackson tra i profili dell’attacco»

Il riferimento è a Nicolas Jackson. Il classe 2001, attualmente in forza al Bayern Monaco ma di proprietà del Chelsea, risponde perfettamente all’identikit ricercato. Il Milan osserva l’evolversi della situazione sull’asse Monaco-Londra, pronto a inserirsi qualora il riscatto da parte dei bavaresi dovesse clamorosamente vacillare.

Il rilancio di Pulisic: tenuta fisica e nodo contratto

Nel frattempo, in casa Milan si gestiscono le dinamiche interne. È un momento delicato per Christian Pulisic. Il giocatore non trova la via della rete dal 28 dicembre 2025, quando capitalizzò una spizzata di Adrien Rabiot nel tris all’Hellas Verona.

Tuttavia, mister Allegri lo difende a spada tratta. I dati raccolti durante il recente Derby contro l’Inter confermano l’ottima tenuta atletica dell’americano: oltre 11 chilometri percorsi in 84 minuti. Segnali inequivocabili di una forma fisica in netto miglioramento. Anche sul fronte societario la fiducia è assoluta. Nonostante le sirene della Premier League, il Milan ha tutta l’intenzione di esercitare l’opzione per prolungare il suo contratto fino al 2028. L’imminente trasferta contro la Lazio rappresenta la chance ideale per scacciare i fantasmi.

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Arrivabene allo scoperto: «Su Yildiz non ho meriti. Vlahovic era l’operazione da fare, posso dire questa cosa sul suo rinnovo»

Arrivabene, ex ad della Juventus, ha rilasciato un’intervista nella quale ha parlato di Vlahovic, Yildiz ma non solo. Le parole

Maurizio Arrivabene, ex ad della Juventus ed ex team principal della Ferrari, ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport. Di seguito le sue parole.

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VLAHOVIC – «Era l’operazione da fare, l’investimento fu autorizzato dal Cda. Resto orgoglioso di Vlahovic. Dusan ricorda Verstappen per la determinazione, Leclerc per tenacia e umanità. A Vlahovic scrivo ancora per trasmettergli amicizia e carica. E io non sono uno che fa molti complimenti»

VLAHOVIC HA APERTO AL RINNOVO – «Dusan è forte e il suo ritorno dall’infortunio sarà importante per la qualificazione Champions. Ma non è mai un giocatore da solo che ti porta all’obiettivo. Mi inorgoglisce vedere titolari con Spalletti i vari Locatelli, Bremer, Gatti: tutti giocatori che acquistammo io e Cherubini»

YILDIZ – «Io non ho meriti. Cherubini e i suoi collaboratori erano convintissimi. Yildiz ha classe e attaccamento alla maglia: gli auguro di vincere alla Juventus quanto ha fatto Hamilton in carriera»

SOGNO DI MERCATO – «Donnarumma alla Juventus»

RINNOVEREBBE SPALLETTI – «Sì. È una persona riflessiva, sta costruendo la Juventus e dando consapevolezza ai giocatori»

L’INTERVISTA COMPLETA DI ARRIVABENE

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Zoff convinto: «Rimonta scudetto Milan? Mi sembra difficile, andiamoci piano con l’Inter! Italia ai Mondiali al posto dell’Iran? Rispondo così»

L’ex portiere della Juventus e della Nazionale, Dino Zoff, ha detto la sua sulla situazione del calcio italiano rispetto a quello europeo

Lunga intervista concessa da Dino Zoff alla Repubblica, nella quale ha affrontato diversi temi legati alla Serie A e più in generale al calcio italiano.

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IL MILAN PUO’ RECUPERARE I 7 PUNTI DI SVANTAGGIO DALL’INTER? – «A me sembra difficile. L’Inter ha un bel vantaggio ancora. Va bene la sconfitta nel derby, ma ha la forza per resettare subito. Poi, certo, tutto è possibile nel calcio. Io lo so bene».

COSA SERVE PER COMPLETARE RIMONTE DEL GENERE? – «Bisogna crederci. Avere la convinzione di potercela fare. E ragionare un passo alla volta. Ogni partita è determinante. In situazioni così non esistono programmi. Ogni piano è settimanale. È importante non disperdere energie mentali».

UN VANTAGGIO L’ELIMINAZIONE DALLA CHAMPIONS PER L’INTER? – «Io questi discorsi non li amo. Le grandi squadre devono poter giocare tante partite. Devono saper gestire le forze. E pensare di poter vincere sempre, senza fare calcoli. Infatti, non penso Chivu ne abbia fatti in Champions con il Bodø».

A FINE STAGIONE L’INTER DOVREBBE RINGIOVANIRE LA ROSA? – «Andiamoci piano. Sono primi, stanno tenendo un ritmo altissimo in campionato. Vediamo come vanno i prossimi mesi».

IL CROLLO DELL’ATALANTA CONTRO IL BAYERN MONACO – «Ha voluto giocare alla pari, senza snaturarsi. Palladino si è preso un rischio, non ha pagato».

ENNESIMO RIDIMENSIONAMENTO DELLA SERIE A? – «Bene non è uscita dalla Champions. Il Napoli campione non ha passato il girone, la Juventus ha perso con il Galatasaray, dell’Inter abbiamo già detto. La sostanza è che sono quasi tutte fuori. I risultati non sono impressioni. È stato un percorso deludente»

IL CALCIO ITALIANO NON RIESCE A RIALZARSI? – «Forse è vero che ci sono meno bambini che giocano a pallone. Ora ci sono altri sport che hanno successo, prima c’era meno dispersione».

ESCLUSIONE DAI MONDIALI DA EVITARE – «Siamo indietro rispetto agli altri, mi sembra evidente. Per i play-off però sono fiducioso. Siamo più forti dell’Irlanda del Nord e pure di Galles o Bosnia. Ai Mondiali ci andremo»

SULL’IPOTESI RIPESCAGGIO AL POSTO DELL’IRAN – «Non tiriamo fuori ora questo discorso. Dobbiamo farcela sul campo. Poi se va male e arriva una benedizione, ce la prendiamo. Ma insomma, siamo l’Italia. Non sarebbe bello andare in America da ripescati».

QUESTO CALCIO MI DIVERTE ANCORA? – «E diventato uno sport televisivo e il Var, o meglio, il modo in cui viene utilizzato non aiuta: le partite spezzettate, le sceneggiate dei giocatori. Non si può valutare guardando un fermo immagine. Se metto una mano sulla spalla e il mio avversario crolla a terra e fa capriole, sarà più giusto che a decidere sia l’arbitro in campo piuttosto che chi è al monitor?».

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Inter Atalanta, Gattuso atteso sugli spalti di San Siro: gli osservati speciali dal ct

Inter Atalanta, Rino Gattuso atteso sugli spalti di San Siro per assistere alla super sfida: gli osservati speciali dal ct in vista dei playoff

Alle ore 15 andrà in scena Inter-Atalanta, big match valido per la 29ª giornata di Serie A e sfida dal peso enorme nella corsa ai vertici del campionato. A San Siro si affrontano due squadre ferite ma ancora pienamente in corsa per i rispettivi obiettivi. Da una parte ci sono i nerazzurri di Cristian Chivu, allenatore romeno chiamato a guidare la reazione immediata dopo la sconfitta nel derby, un ko che ha permesso al Milan di riportarsi a meno sette. Dall’altra parte c’è la Dea di Raffaele Palladino, tecnico che vuole cancellare in fretta il pesantissimo 1-6 incassato martedì scorso in Champions League contro il Bayern Monaco. La partita, dunque, si presenta come un test di forza mentale oltre che tecnica, con due squadre obbligate a dare risposte forti dopo una settimana complicata.

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Gattuso sarà in tribuna per osservare da vicino i possibili azzurri

A rendere ancora più interessante il pomeriggio di San Siro sarà anche la presenza di Gennaro Gattuso, commissario tecnico della Nazionale italiana, atteso in tribuna per seguire da vicino diversi profili in chiave azzurra. Come sottolinea La Gazzetta dello Sport nel suo focus sulla partita, il ct sarà allo stadio a dodici giorni dalla sfida contro l’Irlanda del Nord, con l’obiettivo di osservare alcuni dei giocatori che potrebbero avere un ruolo importante nei prossimi impegni della Nazionale. In casa interista gli osservati speciali saranno Nicolò Barella, centrocampista di corsa e qualità, Federico Dimarco, esterno mancino decisivo per spinta e assist, Pio Esposito, giovane attaccante in forte crescita, e Davide Frattesi, mezzala dinamica e offensiva. Non sarà invece disponibile Alessandro Bastoni, difensore mancino fermato dall’infortunio.

Anche l’Atalanta offre profili importanti per la Nazionale

Gattuso, però, avrà motivi d’interesse anche sul fronte bergamasco. Nell’Atalanta ci sono infatti diversi giocatori che restano sotto osservazione in ottica Italia. Tra questi Marco Carnesecchi, portiere affidabile e in costante crescita, Raoul Bellanova, esterno destro rapido e fisico, Giorgio Scalvini, difensore centrale di prospettiva già stabilmente nell’orbita azzurra, e Gianluca Scamacca, centravanti con qualità tecniche e peso offensivo. Inter-Atalanta, quindi, non sarà soltanto una sfida chiave per la classifica di Serie A, ma anche un appuntamento utile per il presente e il futuro della Nazionale. In palio ci sono punti pesanti, ma anche indicazioni importanti per chi vuole guadagnarsi spazio in azzurro.

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Milan, Allegri in conferenza stampa alla vigilia della Lazio: «Credere allo scudetto? Rispondo così, ecco come stanno Pulisic e Gimenez»

L’allenatore del Milan, Massimiliano Allegri, ha parlato così in conferenza stampa alla vigilia del match contro la Lazio: le sue parole

Tra le partite di domani, una delle più importanti è senza dubbio Lazio Milan: la conferenza stampa di Massimiliano Allegri alla vigilia della gara valevole per la 29^ giornata del campionato di Serie A 2025/26,

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LA VISITA DI SHEVCHENKO – «È stato un piacere. A me allo staff e a tutta la squadra. Speriamo che porti buoni in vista della partita di domani».

PERCHE’ NON CREDERE ALLO SCUDETTO? – «Non è una questione di provarci, noi dobbiamo fare il nostro, perché con 60 punti non si va da nessuna parte. Dobbiamo fare il massimo sapendo che davanti c’è una squadra che ha 7 punti di vantaggio, e comunque abbiamo anche delle squadre dietro che ci stanno rincorrendo. Dobbiamo fare corsa su noi stessi. Per entrare nei primi 4 posti bisogna vincere altre 5 partite».

COME SOPPERIRE ALL’ASSENZA DI RABIOT – «I numeri sono fatti per essere abbattuti. Domani giocherà, non so chi tra Jashari e Ricci, ma l’importante è che la squadra faccia una prestazione di ordine, di grande fase difensiva, perché loro sono una squadra che segna molto verso la fine della partita. Poi domani fortunatamente avremo lo stadio pieno, perché ci saranno 10mila tifosi del Milan che per noi è molto importante. Bisogna finire bene la settimana e domani ci giocheremo questa partita. Ripeto, se noi facciamo il nostro quelle dietro non ci possono prendere».

ATTACCO E POSSIBILE RIENTRO DI GIMENEZE – «Gimenez non sarà convocato domani ma è in una buona condizione, soprattutto a livello psicologico. Per la parte finale della stagione abbiamo bisogno di giocatori che facciano gol».

RIMONTA SCUDETTO FATTIBILE? – «Ripeto: c’è solo un modo perché noi possiamo raggiungere l’Inter. Che loro le perdano e che noi le vinciamo. Tutte queste chiacchiere…dopo i fatti diranno se saremo stati bravi a vincere tante partite e loro avranno perso punti».

CHAMPIONS FUORI CATEGORIA PER LE ITALIANE? – «Il calcio è bello perché è opinabile e perché ogni anno cambiano le situazioni. In questo momento qui vediamo le fasi finali, ma anche le inglesi sono in difficoltà. Questo format da una parte è divertente, ci sono tante partite e rischi di trovarti, in classifica, da una parte e dall’altra. Magari l’anno prossimo sarà diverso. L’importante è giocarla, poi vediamo uno cosa è capace di fare. Non c’è una regola»

COME STA PULISIC – «Fisicamente sta molto meglio. Nel derby ha fatto una buona partita. È in continua crescita. Sia lui, che Leao, Fullkrug, anche Nkunku sta molto bene».

LA CONFERENZA STAMPA COMPLETA DI ALLEGRI ALLA VIGILIA DI LAZIO MILAN

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Rakitic non ha dubbi: «Modric può giocare per altre due o tre stagioni. Ai playoff tiferò per l’Italia di Gattuso»

L’ex centrocampista di Barcellona e Siviglia, Ivan Rakitic, ha parlato così del suo caro amico Luka Modric e della stagione che sta facendo al Milan

C’è un’immagine scolpita nella storia del calcio croato che spiega meglio di mille parole il legame tra Ivan Rakitic e Luka Modric. Mondiale 2018, ottavi contro la Danimarca. Pochi attimi prima dei rigori, Rakitic riunisce i compagni in cerchio. Modric aveva appena fallito il penalty decisivo nei tempi supplementari. «Luka ci ha tirato fuori dai guai tante volte, stavolta tocca a noi aiutare lui», sussurra Ivan. Risultato? Croazia avanti, trascinata dal rigore decisivo calciato proprio da Rakitic. «Era il minimo che potessi fare per il mio amico», racconta oggi l’ex centrocampista del Barcellona, ritiratosi dal calcio giocato lo scorso luglio.
Oggi Rakitic è a Milano per la tappa del World Legend Padel Tour, e a fargli il tifo a bordo campo c’è proprio il suo gemello calcistico, Modric. Tra abbracci e sorrisi al Padel Zenter, La Gazzetta dello Sport ne ha approfittato per una lunga chiacchierata con l’attuale direttore tecnico dell’Hajduk Spalato.

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IL SEGRETO DI MODRIC E IL SOGNO SCUDETTO COL MILAN – «Sinceramente no [non mi fa effetto vederlo ancora in campo, ndr], perché Luka è diverso da tutti gli altri. Ha una passione incredibile e fisicamente pare ancora un ragazzino. Solo uno [spera il Milan di tenerselo?, ndr]? Per come lo vedo io, Modric può andare avanti per altre due o tre stagioni almeno. L’Inter ha sette punti in più e ovviamente è la favorita, ma il derby di domenica ha dimostrato che il Milan non è lì per caso e può giocarsi le sue chance. Mancano ancora parecchie partite e nel calcio mai dire mai. Conoscendo Modric, poi, non si sarà rassegnato di certo. Anzi, vi posso dire che ha ancora una gran voglia di alzare trofei. Chi lo sa [se ci riproverà l’anno prossimo in caso di mancato scudetto, ndr]. Ma state tranquilli che se Luka restasse al Milan, lo farebbe per vincere. Perché la prima cosa per lui è il bene della squadra. Se serve che Modric faccia il Gattuso [giocando da mediano, ndr], allora lo fa. È sempre stato intelligente, semplicemente un leader».

IL RAPPORTO CON GATTUSO E IL TIFO PER L’ITALIA AI PLAYOFF – «Un grande. Avevo affrontato Rino da avversario e mi ero subito reso conto fosse un tipo tosto, ma nel senso buono. A Spalato, conoscendolo meglio, ho scoperto che abbiamo tante cose in comune. Entrambi siamo molto esigenti, per esempio. Di sicuro farò il tifo per voi e per Rino. Non è facile, perché i playoff nascondono sempre insidie, giocandosi in partita secca».

LA CROAZIA SENZA LA GOLDEN GENERATION E LA NUOVA VITA DA DIRIGENTE PADELISTA – «Anche la squadra di oggi è forte e attrezzata. Ci sono giovani interessanti, come per esempio Sucic che gioca da voi, all’Inter. Poi in un torneo così particolare è complicato fare pronostici, ma sono fiducioso. Ma no [nessuna carriera nel padel, ndr]. Giocavo a tennis, quindi mi è venuto naturale provare anche il padel. Il mio lavoro è un altro, all’Hajduk. E sto studiando con l’Uefa Executive Master, anche se non so ancora cosa farò in futuro».

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Lewandowski rompe il silenzio sul proprio futuro: «Non ci penso e non ho deciso, sono sincero e vi dico che…»

Lewandowski rompe il silenzio sul proprio futuro: «Non ci penso e non ho deciso, sono sincero e vi dico che…». Le parole dell’attaccante

Intervistato da Sportweek, l’attaccante del Barcellona, Robert Lewandowski, ha risposto così in merito al proprio futuro. Il polacco nelle ultime settimane è stato accostato anche alla Juventua.

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FUTURO – «Sul mio futuro sinceramente oggi non c’è niente da dire, sono sincero. L’obiettivo è arrivare a fine stagione col maggior numero possibile di vittorie, goal e titoli. Poi vedremo. Non ci penso e non ho deciso, al momento non è una priorità».

SERIE A – «Mai stato vicino alla Serie A? Nel 2010 ero ancora in Polonia e stavo per passare al Borussia Dortmund. Il Genoa voleva acquistarmi, così mi invitarono a una partita contro la Sampdoria. Ero curioso di vedere com’era il club, lo stadio, l’ambiente. Anche per essere corretto con chi aveva mostrato interesse per me, venni ad assistere al derby a Marassi. Quella è stata l’unica volta che ho avuto a che fare con una squadra italiana. Il campionato italiano lo vedo molto competitivo, di solito è combattuto e non vince sempre la stessa squadra. In Champions League avete avuto le finali della Juventus e poi quelle dell’Inter, non mi sembra in crisi».

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Infortunio Lautaro, il capitano dell’Inter accelera per il rientro! C’è una spinta in più

Infortunio Lautaro, il capitano dell’Inter accelera per il rientro! C’è una spinta in più che dipende dalla propria nazionale

Il capitano dell’Inter, Lautaro Martinez, sta provando a stringere i tempi per tornare a disposizione il prima possibile e dare una mano ai compagni nella corsa allo Scudetto. L’attaccante argentino, fermato da un problema al polpaccio accusato nell’andata dei playoff di Champions League contro il Bodo/Glimt, ha ripreso a lavorare parzialmente sul campo e punta a rientrare per la trasferta di Firenze del 22 marzo, ultimo impegno di campionato prima della sosta. Anche fonti vicine al club e diversi aggiornamenti di questi giorni confermano che l’obiettivo realistico resta proprio quella partita, mentre per la sfida con l’Atalanta il suo rientro appare ancora prematuro.

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Secondo la ricostruzione de La Gazzetta dello Sport, lo stimolo per Lautaro non è solo legato all’Inter, ma anche alla prospettiva di rispondere alla convocazione di Lionel Scaloni, commissario tecnico dell’Argentina, in vista della Finalissima contro la Spagna. La sfida tra i campioni d’Europa e i campioni del Sudamerica resta fissata per il 27 marzo, e il centravanti nerazzurro vorrebbe esserci. In questo senso, il recupero accelerato ha una doppia motivazione: aiutare l’Inter nel finale di stagione e non perdere un appuntamento internazionale di altissimo livello con la Selección.

San Siro prende quota, ma il Qatar resta ancora in corsa

Sul fronte della sede, però, il quadro non è ancora del tutto definito. Il sito ufficiale della UEFA continua a indicare il Lusail Stadium in Qatar come stadio della Finalissima 2026, e anche il portale ufficiale di ticketing collegato all’evento mantiene al momento Doha come sede della partita. Inoltre, nei giorni scorsi la stessa UEFA ha fatto sapere che, ufficialmente, non erano ancora state individuate sedi alternative.

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Allo stesso tempo, però, nelle ultime ore sono emerse indiscrezioni sempre più insistenti su un possibile spostamento. Tra le ipotesi circolate, San Siro viene indicato come una candidatura concreta, insieme a Lisbona, mentre Madrid sarebbe meno gradita per ragioni di neutralità legate alla presenza della Spagna tra le due finaliste. Su questo punto, La Gazzetta dello Sport ha spiegato che Milano avrebbe già coinvolto i vertici di Inter e Milan e che il fascino dello stadio, oltre alla recente prova organizzativa della città, rafforzerebbe la candidatura italiana. Anche altre testate nelle ultime ore parlano di San Siro come opzione forte, ma una decisione definitiva non è ancora stata annunciata. Non posso confermare che la sede sia già stata cambiata ufficialmente.

Lautaro aspetta notizie e prepara il rientro

Per Lautaro, un’eventuale Finalissima a Milano avrebbe inevitabilmente un significato speciale. Giocare con l’Argentina a San Siro, lo stadio in cui è protagonista con la maglia interista, darebbe ancora più peso a un appuntamento già prestigioso di suo. Intanto, però, il centravanti pensa soprattutto al recupero e alla possibilità di tornare utile alla squadra di Cristian Chivu nel momento più delicato della stagione. Il resto dipenderà dalle sue condizioni fisiche e dalle decisioni che arriveranno nelle prossime ore sul futuro logistico della partita tra Spagna e Argentina.

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Yildiz Juve, prova da falso nueve superata: l’idea di Spalletti contro l’Udinese

Yildiz Juve, prova da falso nueve superata: l’idea di Spalletti contro l’Udinese. Il numero 10 bianconero confermato al centro dell’attacco

La Juventus si prepara alla trasferta contro l’Udinese con una scelta tattica che può segnare il volto della partita: Kenan Yildiz, talento turco classe 2005 e numero 10 bianconero, agirà ancora da falso nueve nel 4-2-3-1 pensato da Luciano Spalletti, allenatore juventino deciso a dare maggiore imprevedibilità alla manovra offensiva. Come sottolinea La Gazzetta dello Sport, la prova offerta contro il Pisa ha convinto il tecnico a insistere su questa soluzione, nata per aumentare qualità, mobilità e velocità negli ultimi trenta metri. Yildiz, più che interpretare il ruolo di centravanti classico, sarà chiamato a muoversi tra le linee, a dialogare con i compagni e a creare spazi per gli inserimenti delle mezzali e degli esterni. Una scelta che nasce anche dalle difficoltà mostrate finora dagli attaccanti centrali puri nel dare continuità realizzativa alla Signora.

Boga sale, David parte dietro e la Juve cambia pelle

Il nuovo assetto offensivo porterà con sé anche un’altra novità importante: Jonathan David, attaccante canadese arrivato per garantire gol e profondità, partirà inizialmente dalla panchina, mentre Jérémie Boga, ala ivoriana rapida e tecnica, verrà promosso titolare sulla corsia sinistra. Sempre secondo la ricostruzione della rosea, proprio la ripresa contro il Pisa ha dato indicazioni molto chiare a Spalletti. Dopo un primo tempo bloccato, l’ingresso di Boga e l’avanzamento di Yildiz hanno cambiato il ritmo della Juventus, che ha poi trovato quattro reti, con il turco protagonista tra gol e assist. A destra, invece, resta intoccabile Francisco Conceiçao, esterno portoghese abile nell’uno contro uno e ormai riferimento stabile sulla fascia. L’idea è dunque quella di affidarsi a tre giocatori mobili, rapidi e capaci di dribblare, lasciando David come arma da sfruttare a partita in corso.

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Vlahovic resta a Torino, Milik torna tra i convocati

Nel nuovo piano offensivo non ci sarà ancora Dusan Vlahovic, centravanti serbo che continua il proprio percorso di recupero. Lo staff medico e tecnico ha scelto la linea della prudenza, rinviando il suo rientro a quando sarà davvero pronto a giocare almeno uno spezzone consistente senza rischi. Tra i convocati, invece, torna Arkadiusz Milik, attaccante polacco reduce da un lunghissimo periodo di stop. Il suo ritorno rappresenta un’opzione in più per la panchina, ma il centro del progetto offensivo, almeno per questa sera, sarà tutto sulle spalle di Yildiz. Una Juventus diversa, più leggera e meno prevedibile, che a Udine cerca punti pesanti per la corsa Champions.

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Frattesi si racconta: «La grinta mi ha sempre aiutato, all’Inter sono maturato. Ecco la forza del nostro gruppo»

Il centrocampista dell’Inter, Davide Frattesi, si è raccontato così nel MatchDay Programme in vista della sfida contro l’Atalanta

Protagonista del MatchDay Programme per Inter Atalanta, il centrocampista nerazzurro, Davide Frattesi, si è raccontato così.

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ENERGIA E FAME QUANDO SCENDO IN CAMPO – «È una caratteristica che mi accompagna fin da quando ero piccolissimo. Non penso che sia una qualità che si possa allenare o insegnare, è una cosa innata. Di sicuro la mia grinta mi ha sempre aiutato a reagire durante la mia carriera, che si trattasse di una sconfitta o anche solo di una palla persa: è una qualità molto diffusa nella mia famiglia».

IN COSA SONO MIGLIORATO IN QUESTI ANNI ALL’INTER? – «Nella gestione di tante cose e situazioni: sicuramente sono maturato a livello mentale».

LA FORZA DEL GRUPPO – «Non è semplice da spiegare a parole, ma questa squadra ha una forza davvero speciale, che la rende in grado di superare qualsiasi tipo di difficoltà. Poi il gruppo è pieno di giocatori di grandissima qualità: se potessi “rubare” un pregio a un mio compagno forse direi la capacità di Lautaro nel primo controllo, è formidabile».

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Mercato Juve, occhi su Davis: può essere lui l’attaccante del futuro?

Mercato Juve, occhi su Davis: può essere lui l’attaccante del futuro? Oggi la sfida da avversari con l’Udinese, ma in futuro…

La Juventus si prepara a una trasferta delicata, con l’attenzione rivolta soprattutto a uno dei profili più pericolosi dell’Udinese. Secondo quanto evidenzia Tuttosport nel suo approfondimento pre-partita, Davis, attaccante fisico e potente della formazione friulana, sarà la principale minaccia offensiva per la retroguardia bianconera. La squadra di Luciano Spalletti, allenatore juventino, sa di dover mantenere altissimo il livello di concentrazione per limitare un centravanti capace di far valere forza, profondità e presenza in area. I difensori della Signora hanno studiato con attenzione i suoi movimenti, consapevoli che arginare le sue iniziative potrebbe essere uno dei fattori decisivi per indirizzare la partita.

La Juve pensa anche al mercato e segue il profilo dell’attaccante

L’interesse della Juventus, però, non riguarda soltanto la partita di questa sera. Sempre secondo Tuttosport, il nome di Davis è finito anche nei radar della dirigenza bianconera in ottica mercato. Il club starebbe infatti valutando il suo profilo come possibile rinforzo offensivo per la prossima stagione, nell’ambito di una strategia volta ad aumentare il livello tecnico e fisico del reparto avanzato. Non si tratta ancora di una trattativa vera e propria, ma di un monitoraggio costante, alimentato da relazioni positive e da osservazioni ripetute nel corso delle ultime settimane. La Juventus continua quindi a raccogliere informazioni su un attaccante considerato una delle opzioni credibili per il futuro.

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L’Udinese vuole blindarlo e prepara il rinnovo

Sul fronte friulano, però, la linea è chiara. L’Udinese non ha intenzione di farsi trovare impreparata davanti all’interesse dei grandi club e starebbe già lavorando per blindare il giocatore. Il direttore sportivo Gökhan Inler, ex centrocampista con lunga esperienza in Serie A e oggi uomo mercato dei bianconeri friulani, si sarebbe già mosso per impostare il rinnovo del contratto di Davis, attualmente in scadenza nel 2027. L’obiettivo del club è chiaro: allontanare gli assalti delle pretendenti e rafforzare la posizione della società in vista dell’estate. Intanto, però, prima del mercato c’è il campo, e questa sera Davis avrà un’occasione importante per confermare davanti alla Juventus tutto il suo valore.

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Nuovo stadio Roma, svolta decisiva: c’è l’approvazione del Comune! Si parte nel 2027

Nuovo stadio Roma, svolta decisiva: c’è l’approvazione del Comune del progetto di fattibilità! Si parte nel 2027: tutti i dettagli

La Roma vede avvicinarsi in modo concreto il progetto del nuovo stadio di Pietralata, destinato a diventare uno dei passaggi più importanti nella storia recente del club. Come riportano La Gazzetta dello Sport e diverse ricostruzioni sul voto capitolino, l’Assemblea Capitolina ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica e la conferma della pubblica utilità con 39 voti favorevoli, 5 astensioni e nessun voto contrario tra i presenti votanti. Questo passaggio consente all’iter amministrativo di entrare in una fase decisiva, dopo il precedente via libera della Giunta e delle commissioni competenti.

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Il nuovo impianto, secondo i dati diffusi in queste ore e ripresi anche dalla stampa sportiva, avrà una capienza di 60.605 posti e rappresenterà una struttura centrale non solo per il club giallorosso, ma anche per le ambizioni internazionali della città. Il progetto viene infatti considerato in corsa anche per un possibile utilizzo in vista di Euro 2032, manifestazione che l’Italia ospiterà insieme alla Turchia. La posa della prima pietra viene indicata come possibile nel 2027, proprio nell’anno del centenario romanista.

Il progetto del nuovo impianto tra numeri, Curva Sud e investimenti

Sempre secondo quanto emerso dalla documentazione e dalle ricostruzioni giornalistiche, l’investimento complessivo dei Friedkin, proprietari americani del club, supererà 1 miliardo di euro. La parte principale sarà destinata alla realizzazione dello stadio, mentre la restante quota servirà a finanziare opere di urbanizzazione, servizi e interventi collegati all’area circostante. La nuova casa della Roma sarà pensata come una struttura moderna e identitaria, con richiami espliciti al club sulle facciate e con una Curva Sud da circa 23 mila posti, destinata a diventare uno dei simboli più riconoscibili del progetto.

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Accanto all’impianto sorgeranno anche spazi aperti alla città, parcheggi, aree verdi attrezzate e un museo di circa 1.600 metri quadrati, elementi che rafforzano la dimensione urbana dell’intervento. L’idea è quella di costruire non soltanto uno stadio, ma un polo capace di vivere durante tutto l’anno, generando valore anche fuori dai giorni partita.

I prossimi passaggi dell’iter e l’obiettivo del club

Con questo voto, però, il percorso non è ancora concluso. Il progetto dovrà ora affrontare la Conferenza dei Servizi decisoria, che coinvolgerà tutti gli enti interessati e che, come ricordato nelle cronache delle ultime settimane, potrà durare fino a circa 120 giorni. Poi arriveranno la convenzione urbanistica e i passaggi necessari per l’affidamento dei lavori.

Il sindaco Roberto Gualtieri, nelle dichiarazioni riportate dopo il voto, ha parlato di una giornata storica e di un progetto capace di unire sport, riqualificazione urbana e nuovi servizi per i cittadini. Per la Roma, invece, questo sì politico rappresenta molto più di un passaggio formale: è la base concreta per iniziare a costruire una casa nuova, moderna e finalmente all’altezza delle ambizioni del club.

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Matic racconta: «Io via dalla Roma solo per mancanza di rispetto dei dirigenti, ecco come ha fatto il Sassuolo a convincermi»

Il centrocampista del Sassuolo, Nemanja Matic, si è raccontato in un’intervista concessa alla Gazzetta dello Sport: le sue parole sulla Roma

Intervenuto sulle colonne della Gazzetta dello Sport, l’esperto centrocampista del Sassuolo, Nemanja Matic, ha ripercorso alcune tappe della propria carriera come il suo addio alla Roma.

HO GIOCATO IN TANTE SQUADRE, SE CE N’E’ UNA CHE SENTO PIU’ MIA? – «Porto con me qualcosa di ogni esperienza, ogni città, ogni club. Allo United sono stato cinque anni e viene naturale pensare di più a quella squadra, ma tutte sono per me importanti».

ANCHE LA ROMA? – «Amo i tifosi giallorossi. E meritano molto di più. Lo stadio è sempre pieno, si avverte la loro passione. Dovrebbero avere la possibilità di lottare per il titolo ogni anno e invece non accade da troppo tempo. È come se qualcosa non permettesse la crescita della squadra. Io andai via solo per la mancanza di rispetto dei dirigenti che mi avevano garantito delle cose che non accaddero. Troppi rinvii al momento di rinnovare. Fu una questione di principio, non ero più un ragazzino. A Roma ragionavano solo su contratti annuali e scelsi altri progetti».

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MOURINHO IL MIO ALLENATORE AL CHELSEA, ALLO UNITED E ALLA ROMA. ERA SEMPRE LO STESSO? – «No, a Roma era più tranquillo. Mourinho è un personaggio eccezionale e ha capito che le nuove generazioni sono diverse dalla nostra».

COSA E’ CAMBIATO? – «Le pressioni e come le gestisci. I social hanno modificato tutto. Per i giovani calciatori adesso è più difficile: chiunque pensa di poter fare informazione e apre un canale YouTube per esprimere giudizi magari senza averne la competenza. Non è facile concentrarsi sul lavoro ed essere sereni. Quando avevo vent’anni, leggevo il giornale e cercavo la pagella. Di me parlavano una, due o tre persone. Stop. Adesso ognuno dice e scrive ciò che vuole, ma il problema è che i ragazzi lo leggono. Così su un sito prendi un voto alto, su un altro prendi un voto basso e non capisci come sia possibile».

COME MI SONO TROVATO CON CONTE? – «Benissimo: grande tecnico e grande uomo. Servì un periodo di adattamento perché lui voleva fare i doppi allenamenti che in Inghilterra non si usano. Però capì la situazione, ci venimmo incontro e vincemmo la Premier League».

COME MI HA CONVINTO IL SASSUOLO – «Con una bella riunione a Milano. Con me c’erano Giovanni Carnevali e Fabio Grosso. Mi hanno spiegato come funziona il club, l’importanza dei giovani. E poi ho visto lo splendido centro sportivo: per me è una cosa importante allenarmi in un posto che mi piace. È bello avere tanti ragazzi intorno, posso essere utile, spiegare alcune cose, farli crescere. Quando finirà la stagione, ci parleremo di nuovo. Il Sassuolo sa che se io sono felice non ho alcun problema ad andare avanti».

SE HO DETTO A CARNEVALI CHE VORREI GIOCARE ANCORA UNA VOLTA LE COPPE? – «Carnevali lo sa e le vorrebbe giocare anche lui. In un mese ho capito che la salvezza non poteva essere il nostro unico obiettivo, però per crescere ci vuole tempo. In fondo il Sassuolo è appena tornato dalla B».

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Convocati Juve per l’Udinese, la lista completa di Spalletti: la decisione finale su Milik e Vlahovic

Convocati Juve per l’Udinese, la lista completa di Spalletti: la decisione finale su Milik e Vlahovic. I calciatori a disposizione per la sfida di stasera

La Juventus ha ufficializzato i convocati per la trasferta contro l’Udinese, una partita pesante nell’economia di questo finale di stagione. Luciano Spalletti, allenatore bianconero, ha definito la lista dopo le valutazioni fisiche effettuate insieme allo staff medico negli ultimi giorni, con l’obiettivo di trovare il miglior equilibrio possibile tra solidità, intensità e qualità. La sfida contro i friulani rappresenta infatti uno snodo importante per la corsa juventina, e la gestione delle energie in questa fase diventa decisiva tanto quanto le scelte tattiche. Nel fare il punto sulla situazione, il club ha confermato una lista costruita con prudenza ma anche con un segnale positivo che riguarda il reparto offensivo.

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Milik torna a disposizione, Holm resta fuori

La novità più importante è il ritorno tra i convocati di Arkadiusz Milik, attaccante polacco che rientra dopo aver superato i recenti problemi fisici. Per la Juventus si tratta di un recupero significativo, perché il centravanti garantisce presenza in area, esperienza e soluzioni diverse nella gestione della fase offensiva. Il suo rientro offre a Spalletti una carta in più in un momento in cui ogni dettaglio può fare la differenza. Restano però anche assenze pesanti. Come emerge dalla lista ufficiale diffusa dalla società, non sarà della partita Emil Holm, esterno fermato ancora da problemi fisici che lo tengono lontano dal campo già da diverse settimane. Un’assenza che limita le opzioni sulle corsie e costringe la Signora a proseguire con scelte obbligate in una zona delicata del campo.

Vlahovic ancora fermo: la Juve sceglie la linea della prudenza

L’altra grande assenza è quella di Dusan Vlahovic, centravanti serbo che non figura tra i convocati per questa giornata. La decisione, presa di comune accordo con lo staff medico, va nella direzione della massima cautela. La Juventus preferisce infatti evitare qualsiasi forzatura che possa compromettere il recupero completo del numero 9. Il giocatore continuerà a lavorare a parte e servirà ancora almeno una settimana prima di rivederlo stabilmente tra i disponibili. La scelta del club è chiara: meglio rinunciare oggi a una pedina fondamentale piuttosto che correre il rischio di una ricaduta proprio nella fase più delicata della stagione.

1 Perin
3 Bremer
4 Gatti
5 Locatelli
6 Kelly
7 Conceicao
8 Koopmeiners
10 Yildiz
11 Zhegrova
13 Boga
14 Milik
15 Kalulu
16 Di Gregorio
17 Adzic
18 Kostic
19 Thuram
20 Openda
21 Miretti
22 McKennie
23 Pinsoglio
27 Cambiaso
30 David
32 Cabal

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Pio Esposito bianconero, la follia che l’Inter vuole evitare ad ogni costo

Pio Esposito continua ad essere al centro delle indiscrezioni di mercato: ipotesi bianconera, ma l’Inter vuole evitarlo ad ogni costo

Un Pio Esposito bianconero è un’immagine che qualsiasi tifoso dell’Inter non vorrebbe mai avere davanti agli occhi. L’attaccante di Castellammare di Stabia ha dimostrato con i fatti di essere pronto per palcoscenici importanti. Il primo anno all’Inter non lo ha intimidito, tanto da diventare un perno fondamentale della squadra di Chivu e rubare spesso il posto al più titolato Thuram.

Un rendimento che ha convinto Gattuso a dargli spazio in Nazionale, ripagato con tre gol da parte di Pio Esposito, ma che ha anche ingolosito le big d’Europa che in più di un’occasione hanno inviato emissari per studiare da vicino il 20enne. Giudizi ovviamente positivi, tanto che nelle scorse settimane si è parlato anche di un’offerta dell’Arsenal rispedita al mittente immediatamente dall’Inter.

La scelta della dirigenza nerazzurra da questo punto di vista è chiara: Esposito non è in vendita e per questo non c’è un prezzo. Certo, nel calcio moderno nessuno è totalmente incedibile e davanti ad una proposta fuori dai canoni normali, la posizione dell’Inter potrebbe cambiare.

Pio Esposito in bianconero, serve solo un’offerta folle

Una proposta che potrebbe arrivare, ad esempio, dal Newcastle, società che non bada certo a spese. Appena un anno fa ha acquistato Woltemade dallo Stoccarda, spendendo qualcosa come sessanta milioni di euro.

Esposito Newcastle
Pio Esposito nel mirino del Newcastle (Instagram Pio Esposito) – Calcionews24.com

Il giovane tedesco non ha però reso secondo le aspettative ed allora i Magpies stanno pensando ad un nuovo faraonico investimento in attacco. Su chi? Secondo Fabrizio Romano proprio su Pio Esposito. Il Newcastle penserebbe a lui per la prossima estate in maniera seria e la società inglese potrebbe presentarsi con un’offerta ricca all’Inter.

Questo però non dovrebbe cambiare le cose: Marotta nelle dichiarazioni rilasciate recentemente è stato chiaro ed ha detto che il futuro di Esposito è all’Inter. Per mantenere questa parola, i nerazzurri sono disposti a qualsiasi cosa, anche a respingere offerte economicamente importanti. Solo una follia, di quelle a tanti zeri, potrebbe portare il club lombardo a valutare una cessione del giovane bomber. Un’offerta da perdere la testa, ma a Casa Inter sono sicuri non accadrà: Pio Esposito è il presente e il futuro e di vederlo in bianconero, anche se la maglia è quella del Newcastle, nessuno ne ha voglia.

Napoli, riecco Anguissa! L’infortunio ha cambiato gli equilibri ma ora Conte può sorridere

Napoli, riecco Anguissa! L’infortunio ha cambiato gli equilibri ma ora Conte può sorridere: il rientro del centrocampista dopo 4 mesi di stop

Il Napoli di Antonio Conte, allenatore salentino che ha ridato identità e forza competitiva agli azzurri, ritrova finalmente Frank Zambo Anguissa, centrocampista camerunese di strappi, fisicità e leadership. Il suo rientro non è una semplice buona notizia di formazione, ma un segnale forte per tutto l’ambiente partenopeo. Come sottolinea La Gazzetta dello Sport nel suo approfondimento, l’assenza di Anguissa ha pesato enormemente negli ultimi mesi, non solo per ciò che garantisce sul piano atletico e tattico, ma anche per la personalità che sa trasmettere dentro lo spogliatoio e nelle fasi più delicate delle partite. Prima dello stop, il Napoli stava comunque viaggiando ad alta velocità e il centrocampista era riuscito anche a trasformarsi in una risorsa offensiva di primo piano, diventando uno dei giocatori più incisivi della squadra in zona gol.

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L’infortunio ha cambiato gli equilibri ma Conte aspetta il suo leader

Lo stop di Anguissa, arrivato con la nazionale camerunese durante la pausa di novembre, ha costretto Conte a rivedere assetti e soluzioni. La lesione al bicipite femorale della coscia sinistra e il successivo problema alla schiena hanno allungato enormemente i tempi di recupero, togliendo al Napoli un giocatore praticamente unico per caratteristiche. Anguissa è infatti un mediano capace di correre in avanti e all’indietro con la stessa efficacia, di spezzare le linee avversarie, di pressare alto e di riempire l’area con tempi da incursore. In questo senso, il lavoro di Conte sul centrocampista è stato evidente: il tecnico lo ha spinto a credere di più nelle proprie qualità offensive, convincendolo a essere ancora più aggressivo negli inserimenti e più coraggioso negli ultimi metri. La crescita di Frank sotto porta era stata una delle chiavi dell’inizio di stagione del Napoli, e il suo ritorno restituisce ai partenopei una dimensione più completa.

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Con McTominay e De Bruyne il Napoli ritrova profondità e alternative

Il rientro del camerunese si inserisce inoltre in un momento in cui il Napoli sta gradualmente recuperando anche altri uomini importanti. Kevin De Bruyne, fuoriclasse belga di qualità e visione, è già tornato a disposizione, mentre Scott McTominay, centrocampista scozzese ex Manchester United, è pronto a rivedersi dopo oltre un mese. Questo significa che Conte può finalmente guardarsi alle spalle e ritrovare soluzioni vere anche dalla panchina, dopo un lungo periodo di emergenza quasi continua. Certo, non mancano ancora le cattive notizie, come lo stop di Antonio Vergara, fermato da una lesione alla fascia plantare, ma il ritorno di Anguissa cambia comunque il quadro. Il Napoli ritrova uno dei suoi pilastri e con lui anche un pezzo importante delle proprie ambizioni.

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Ranocchia svela: «Conte mi voleva alla Juve, rifiutai per amore dell’Inter. Bastoni? La gente lo ha condannato come se avesse ammazzato qualcuno»

L’ex difensore e capitano dell’Inter, Andrea Ranocchia, ha svelato un retroscena riguardante il suo no alla Juventus ai tempi di Conte

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Andrea Ranocchia ha detto la sua sull’Inter di Chivu, svelando un retroscena riguardante il suo no alla Juve.

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CHIVU CHE MI ACCOLSE NELLO SPOGLIATOIO NEL 2011 – «Che squadra quell’Inter… Il primo giorno ad Appiano fu pazzesco, ricordo che mi impressionò il modo in cui tutti vivevano le partitelle: sembrava che stessero giocando la Champions League. È stata un’esperienza straordinaria. Chivu era un leader che, quando apriva bocca, non sbagliava una parola».

SE MI PIACE COME ALLENA CHIVU? – «Sì, ed ero sicuro che avrebbe fatto bene. Le sue qualità si intravedevano già ai tempi del settore giovanile, quando allenava i ragazzi a pochi passi dalla prima squadra».

COME GIUDICO LA STAGIONE DELL’INTER – «Fin qui è ottima, nonostante l’eliminazione contro il Bodo Glimt. In Champions League contano i momenti, il clima, il campo e altri piccoli dettagli. Non è un caso che in Norvegia numerosi top club abbiano fatto fatica: il calcio si è evoluto ovunque».

IL NO ALLA JUVE – «Antonio Conte alla Juventus voleva ricomporre la coppia centrale con me e Bonucci, ma io rifiutai i bianconeri perché si era creato un legame speciale con l’Inter. Sono rimasto a Milano e ho passato un brutto periodo, ma ho praticamente dimenticato la storia di Icardi. Il tema della fascia da capitano non mi è mai pesato troppo, a quei tempi c’era così tanta confusione che non potevi concentrarti su questi aspetti. Vivevamo una fase di totale rivoluzione: cambiavamo allenatore, poi presidente, poi società e non era semplice fare bene in un contesto simile».

RINASCITA NERAZZURRA – «La mia rinascita in nerazzurro passa dal prestito all’Hull City in Premier League, che mi ha disintossicato dal calcio italiano in un momento in cui era davvero esasperante. Sono tornato rigenerato, però durante il ritiro pre-campionato un tifoso mi insultò dagli spalti. Spalletti prese le mie difese e da lì è cominciata un’altra storia, ho ritrovato la fiducia e poi ho vinto lo scudetto con Conte. L’ho aspettato per più di un decennio, conquistarlo è stato incredibile e mi ha riempito d’orgoglio».

BASTONI – «Nessun collega può giudicare Bastoni, figuriamoci chi lo guarda dal divano. L’episodio con Kalulu si è verificato nella partita più sentita d’Italia, mentre l’Inter si giocava lo scudetto e con l’adrenalina a mille. L’esultanza post-espulsione è stata sbagliata, d’accordo, però Alessandro ha chiesto scusa. La gente lo ha condannato come se avesse ammazzato qualcuno».

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Spagna Argentina, prende quota l’ipotesi San Siro per ospitare la Finalissima! Lautaro guarda e spera: la situazione

Spagna Argentina, prende quota l’ipotesi San Siro per ospitare la Finalissima! Lautaro guarda e spera: le altre ipotesi al vaglio per la sede

La Finalissima tra Spagna e Argentina, in programma per il 27 marzo 2026, rischia di cambiare sede a causa delle tensioni in Medio Oriente. La sede originariamente indicata era il Lusail Stadium in Qatar, come riportato in precedenza da UEFA e Federcalcio spagnola, ma l’evoluzione del quadro geopolitico ha rimesso tutto in discussione. Negli ultimi giorni, infatti, anche Reuters ha riferito che in Qatar gli eventi sportivi erano stati sospesi per motivi di sicurezza, prima della graduale ripresa delle competizioni locali, mentre sulla Finalissima resta ancora attesa una decisione definitiva. In questo contesto, secondo quanto rilanciato da La Gazzetta dello Sport, tra le ipotesi alternative starebbe prendendo quota anche San Siro, soluzione che riporterebbe a Milano una sfida di livello mondiale tra la nazionale campione d’Europa e quella campione del Sudamerica.

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San Siro è un’idea, ma la partita resta ancora aperta

L’ipotesi milanese, secondo la ricostruzione della rosea, sarebbe stata presa in considerazione anche per il fascino internazionale dello stadio e per l’ottima impressione lasciata dalla città sul piano organizzativo negli ultimi grandi eventi. Resta però una candidatura tutta da definire, anche perché altre opzioni sono sul tavolo. Le fonti internazionali parlano infatti di una corsa ancora aperta, con Madrid, Lisbona e perfino Buenos Aires citate tra le possibili alternative, mentre ESPN ha sottolineato che la sede della partita è ancora “up in the air”, cioè tutt’altro che decisa. In più, non va trascurato che negli ultimi anni San Siro ha avuto problemi nel rispettare alcuni requisiti UEFA per altri grandi eventi, elemento che impone cautela prima di considerare Milano davvero favorita. Per questo, al momento, parlare di accordo chiuso sarebbe prematuro.

Lautaro osserva, ma decide la politica del calcio

Tra i giocatori che guardano con interesse all’evoluzione della vicenda c’è anche Lautaro Martinez, attaccante e capitano dell’Inter, che punta a recuperare dal problema al polpaccio per tornare a disposizione prima della sosta e rispondere così alla chiamata di Lionel Scaloni, commissario tecnico dell’Argentina. Una Finalissima a Milano avrebbe inevitabilmente un sapore speciale anche per lui. Prima, però, servirà una decisione condivisa tra UEFA, CONMEBOL, FIFA e le federazioni coinvolte. La partita resta confermata in calendario, ma la sede non è ancora blindata. E proprio qui si gioca la vera sfida delle prossime ore.

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Chivu Inter, avanti insieme! Il tecnico programma il futuro insieme al club: rinnovo sul tavolo?

Chivu Inter, avanti insieme! Il tecnico programma il futuro insieme al club: rinnovo sul tavolo? Il piano della società per blindarlo

Dopo la sconfitta nel derby, l’Inter vuole reagire subito sul campo e riprendere la propria corsa in campionato. Il momento, però, non cambia la linea del club nei confronti di Cristian Chivu, allenatore romeno che ha raccolto la squadra in una fase delicata e l’ha riportata in alto. Come spiega La Gazzetta dello Sport all’interno della sua analisi, la dirigenza nerazzurra considera il tecnico una scommessa vinta sotto più aspetti: gestione del gruppo, lettura tattica e capacità di ridare equilibrio a una squadra colpita anche dal peso dell’eliminazione europea. Per questo, salvo clamorosi ribaltoni oggi non immaginabili, Chivu è destinato a restare sulla panchina interista anche nella prossima stagione, con un possibile rinnovo del contratto già sul tavolo.

La società fa quadrato e guarda oltre gli ultimi scivoloni

In casa interista, dunque, la scelta è stata chiara: rafforzare la posizione dell’allenatore invece di aprire dubbi o processi. Il club ritiene che il percorso fatto finora non possa essere cancellato da qualche battuta d’arresto, per quanto pesante sia stata quella contro il Milan e per quanto abbia inciso l’uscita anticipata dalla Champions League. Chivu, del resto, ha avuto il merito di risollevare un gruppo ferito e di riportarlo in testa alla Serie A, restituendo convinzione a uno spogliatoio che sembrava in difficoltà. Naturalmente il quadro potrebbe cambiare solo davanti a un crollo verticale capace di compromettere la corsa allo Scudetto e anche il cammino in Coppa Italia, ma al momento la fiducia resta piena e condivisa da tutta la dirigenza.

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Atalanta banco di prova, ma si pensa già anche all’estate

La settimana di Chivu è proseguita senza scosse particolari, tra lavoro sul campo e preparazione della sfida contro l’Atalanta, partita chiave per ritrovare subito il ritmo giusto. Il tecnico ha chiesto ai suoi di archiviare il derby e di ricordare piuttosto il lungo tratto di campionato precedente, fatto di vittorie e continuità. Proprio questa serenità ha permesso all’allenatore di iniziare già i primi confronti con i dirigenti anche sulla prossima estate. Sempre secondo La Gazzetta dello Sport, l’Inter starebbe infatti ragionando sul programma della preparazione estiva, che potrebbe svolgersi in montagna, lontano da Appiano Gentile, destinato a lavori di ristrutturazione. Sullo sfondo c’è anche l’ipotesi di una tournée all’estero. Segnali chiari: il club guarda avanti e continua a farlo con Chivu al centro del progetto.

Esonero Tudor, la dirigenza del Tottenham al lavoro: si cerca attivamente un nuovo allenatore! Le ultimissime

Esonero Tudor, il Tottenham si muove sul serio: la dirigenza al lavoro per trovare subito un nuovo allenatore, i dettagli

Igor Tudor potrebbe aver vissuto la sua ultima conferenza stampa da tecnico del Tottenham. Il pesantissimo 5-2 incassato sul campo dell’Atletico Madrid nell’andata degli ottavi di Champions League ha aggravato una situazione già critica, resa ancora più pesante dai due errori del portiere di riserva Kinsky nei primi quindici minuti. Un ko che ha scosso l’ambiente e che arriva mentre gli Spurs lottano per non scivolare in una Premier League che li vede appena un punto sopra la zona retrocessione.

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In questo contesto, la sfida contro il Liverpool assume i contorni di un vero spartiacque. La squadra è chiamata a fare punti per evitare che la crisi tecnica e psicologica diventi irreversibile, con la pressione che cresce attorno a Tudor e alla sua gestione. La gara di domenica 15 marzo alle 17.30 potrebbe dunque determinare il futuro immediato della panchina.

Secondo quanto riportato da The Athletic, la dirigenza del Tottenham è già al lavoro “attivamente” per individuare un possibile sostituto, pronta a intervenire qualora il risultato contro i Reds dovesse precipitare ulteriormente la situazione. Un segnale chiaro: la fiducia nei confronti dell’allenatore è ormai appesa a un filo.

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