Pagina 321 – Calcio News 24

Barcellona, Laporta rieletto? Xavi Vilajoana attacca: «Perdite per 280 milioni e le bugie sul nuovo stadio! Con Yamal ci è andata bene perché…»

Barcellona, Laporta rieletto? Xavi Vilajoana, candidato concorrete alla presidente del club, attacca senza mezzi termini il presidente uscente

Sarà Laporta a vincere nuovamente le elezioni al Barcellona. A L’Esportiu ha parlato un candidato concorrente, Xavi Vilajoana, che non ha risparmiato forti critiche all’attuale gestione del club.

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IL BARÇA OGGI – «Vedere in cosa si è trasformato il club mi distrugge l’anima. Nessuno può dirmi che stiamo meglio ora rispetto a cinque anni fa».

IL DISASTRO ECONOMICO – «Negli ultimi cinque anni questa giunta ha accumulato perdite per 280 milioni di euro pur avendo venduto asset per un valore di 900 milioni. Se non avessero venduto quegli asset, avremmo perso più di 1 miliardo di euro, che è l’attuale valore della rosa del Barça. Sono dati! E sono dati ufficiali del club».

LAPORTA – «Il cartellino rosso è per il trattamento riservato ai soci. Questa giunta si è dimenticata di loro: quando ne parlano, credono di parlare di clienti e questo mi sembra assolutamente denunciabile. Laporta crede che il club sia suo. Fa e disfa, e non gliene importa assolutamente nulla».

VICTOR FONT – «Víctor Font dice che chiamerà Messi? Prima dovrebbe avere il suo numero di telefono e non ce l’ha. Se vuole può chiedermelo, ma non glielo darò senza il permesso del diretto interessato, ovviamente. Insisto, non credo si debba usare né Messi né alcuna figura storica come esca elettorale».

LAMINE YAMAL – «Quando abbiamo preso Lamine, ho parlato con i suoi genitori e ho consigliato loro che risiedesse alla Masia. Abbiamo infranto una normativa interna con lui per una situazione personale complicata e la responsabilità del club era aiutarlo a mettere ordine in tutto questo. Gli è andata molto bene».

LE BUGIE SUL NUOVO STADIO – «Si sta lavorando molto male. Non puoi dare i lavori a un’azienda che dice che lo farà con il 30% di tempo in meno, il 30% più economico e tutto molto più bello. Bisogna essere rigorosi. Nel mondo delle costruzioni non esiste “bello, buono ed economico”. Ci hanno ingannato».

BIGLIETTI ALLE STELLE – «I soci sono scandalizzati, e a ragione. Ormai puoi comprare solo biglietti VIP a 450 euro. Tutto questo impedisce alla gente di godersi il proprio club e non si può permettere. Non vogliamo un Barça per i VIP, vogliamo un Barça per i suoi soci. Questo genera un disamore assoluto».

Espulsione Kalulu, svelato il dialogo in campo tra il francese, Bastoni e La Penna: la verità dal video della bodycam

Espulsione Kalulu, svelato il dialogo in campo tra il francese, Bastoni e La Penna: la verità dal video della bodycam dell’arbitro. I dettagli

Le polemiche successive al vibrante Derby d’Italia non accennano a placarsi, alimentate ora da un documento visivo eccezionale che getta nuova luce sull’episodio chiave del match. Le immagini dell’Haier Cam, la telecamera indossata dall’arbitro Federico La Penna durante la sfida di San Siro, hanno svelato nel dettaglio la conversazione avvenuta tra il direttore di gara, Pierre Kalulu e Alessandro Bastoni nell’istante fatidico dell’espulsione. Il video, pubblicato sul canale YouTube ufficiale della Serie A, offre una prospettiva in prima persona che immerge lo spettatore nella tensione del momento.

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Al centro della scena c’è la disperazione di Kalulu: il difensore francese della Juventus, resosi conto dell’imminente sanzione, si rivolge immediatamente al fischietto della sezione di Roma 1 con parole inequivocabili. «Non l’ho toccato», ripete più volte il centrale bianconero, alzando le mani in segno di innocenza mentre La Penna estrae prima il secondo cartellino giallo e poi il rosso, decretando la sua uscita anticipata dal campo. Nemmeno l’intervento di Manuel Locatelli, centrocampista e leader della mediana di Luciano Spalletti, serve a cambiare l’inerzia della decisione.

Dall’altra parte, le immagini mostrano la reazione diametralmente opposta di Alessandro Bastoni. Il difensore della Nazionale e pilastro della retroguardia dell’Inter, ancora a terra o in fase di rialzamento, guarda fisso l’arbitro e mima chiaramente il gesto dello strattonamento della maglietta, ribadendo la sua versione del fallo subito. Di fronte a questa dinamica accesa, La Penna cerca di mantenere il controllo emotivo della gara: si rivolge al numero 95 nerazzurro con un perentorio «Tranquillo», allontanando poi con un gesto deciso della mano sia lui che il compagno di reparto Manuel Akanji, intervenuto nelle proteste, per evitare che la situazione degeneri ulteriormente in una rissa verbale.

Torino, Cairo amaro: «Non ho visto la voglia di vincere la partita, ci vuole più di convinzione»

Urbano Cairo commenta la sconfitta del Torino per 1-2 in casa contro il Bologna, il patron è stato oggetto di un’aspra contestazione

«Il Toro non mi è piaciuto, non ha fatto una buona partita». Esordisce così Urbano Cairo sulle colonne de La Gazzetta dello Sport. Il patron del Torino ha commentato ai taccuini de La Rosea il ko casalingo maturato dai granata ieri sera contro il Bologna. L’imprenditore, che non si è soffermato a parlare con i giornalisti nel post partita come di consueto, ha espresso tutta la sua delusione per la sconfitta di campionato (l’ennesima stagionale tra le mura amiche).

Il prosieguo delle sue parole: «Aveva iniziato abbastanza bene, pur non tirando in porta. Poi però non ho visto quella voglia di vincere la partita. Questo è mancato e su questo c’è da lavorare. Non ho visto l’allenatore e nemmeno la squadra, dopo la partita non è il caso. Sicuramente ci vuole un po’ più di convinzione. Era un’opportunità interessante, è un peccato».

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Ieri sera lo Stadio Olimpico Grande Torino è stato ancora una volta teatro di una corposa contestazione da parte della tifoseria nei suoi confronti. Quella della Curva Maratona, che ha disertato la partita, lasciando così spoglio il settore a lei dedicato. Quella di un gruppo organizzato della Curva Primavera, spostatosi eccezionalmente in tribuna proprio per contestare il numero uno del club di Via Viotti. E così, tra fischi e tribune vuote, il Torino continua a collezionare sconfitte e amarezze sotto gli occhi del suo stesso presidente. Cairo parla di convinzione e voglia di vincere, ora o mai più occorre trasformarle in punti e risultati concreti.

Bayern Monaco in allarme, si ferma Neuer! C’è uno strappo: le condizioni del portiere

Bayern Monaco in allarme, si ferma Neuer! C’è uno strappo: le condizioni del portiere tedesco. Assenza pesante per la corsa al titolo in Bundesliga

Allarme rosso in casa del Bayern Monaco. La capolista della Bundesliga perde il suo leader indiscusso in una fase nevralgica della stagione. Manuel Neuer, l’esperto estremo difensore tedesco, ha riportato un serio strappo muscolare al polpaccio sinistro che lo costringerà a un periodo di stop forzato. La notizia, confermata ufficialmente dalla società bavarese nella serata di ieri, rappresenta una tegola pesantissima per le ambizioni del club.

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Il timing dell’infortunio è quanto mai sfortunato. Tra due settimane, infatti, è in calendario il big match contro il Borussia Dortmund: i Gialloneri, primi inseguitori in classifica e distanti sei lunghezze, cercheranno di riaprire i giochi per il titolo. Secondo le indiscrezioni raccolte da Sky Sport DE, i tempi di recupero per il capitano dei Roten sono stimati in almeno tre settimane. Questo verdetto medico sancisce con certezza la sua assenza nel “Klassiker”, costringendo lo staff tecnico a rivedere i piani difensivi e ad affidarsi al secondo portiere per la sfida più importante dell’anno.

Juventus, i convocati per il Galatasaray: forfait a sorpresa per David! La decisione su Thuram

Juventus, i convocati per il Galatasaray: forfait a sorpresa per David! La decisione su Thuram. Ecco chi ci sarà per il match di Champions League

Luciano Spalletti sorride a metà dopo la rifinitura. Il tecnico dei Bianconeri ha diramato la lista dei convocati per la delicata sfida di Champions League contro il Galatasaray. La buona notizia è il recupero di Khephren Thuram: il centrocampista francese ha smaltito l’edema osseo ed è partito con la squadra. Tuttavia, l’attacco perde pezzi: Jonathan David alza bandiera bianca per un fastidio all’inguine. Il bomber canadese resta a Torino insieme agli indisponibili Emil Holm, Dusan Vlahovic e Arkadiusz Milik.

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Di seguito l’elenco completo:

1 Perin
3 Bremer
4 Gatti
5 Locatelli
6 Kelly
7 Conceicao
8 Koopmeiners
10 Yildiz
11 Zhegrova
13 Boga
15 Kalulu
16 Di Gregorio
17 Adzic
18 Kostic
19 Thuram
20 Openda
21 Miretti
22 McKennie
23 Pinsoglio
27 Cambiaso
32 Cabal

Bodo Glimt, Aleesami suona la carica: «Pronti per la sfida con l’Inter! Mi manca l’Italia, vi racconto il mio gol al Dortmund»

Bodo Glimt, l’ex calciatore del Palermo, Haitam Aleesami, si è raccontato così in vista della sfida di mercoledì contro l’Inter in Champions League

Intervistato da Gianlucadimarzio.com, il difensore del Bodo Glimt ed ex Palermo, Haitam Aleesami, si è espresso così in vista della sfida di mercoledì per il playoff d’andata in Champions League contro l’Inter.

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CLIMA – «In questi giorni fa parecchio freddo e nonostante tutto, ogni tanto, lo soffro ancora».

INTER? – «Siamo pronti. Servirà grande attenzione. Mi aspetto una bella sfida contro una squadra che conosce bene questa competizione».

FREDDO – «Andiamo in campo con -10 o -16 gradi? È vero. Il campo sintetico rende la partita più particolare? Anche. Ma lo sport che praticano le due squadre è lo stesso».

COME MI TROVO AL BODO GLIMT – «Sto molto bene qui. In questo periodo siamo sui -12 o -15 gradi. Sono norvegese ma ho origini marocchine, quindi il freddo lo sento comunque. Preferisco Mondello a una località fredda come questa. Mi manca l’Italia, ma ora sto davvero bene. Qui la vita è tranquilla: si pensa solo al calcio e a lavorare bene”»

GIOCARE IN NORVEGIA – «Giocare qui è diverso rispetto ad altri Paesi. Ricordo la Lazio (Quarti d’andata di Europa League, 10/04/25, ndr): i giocatori durante il riscaldamento guardavano il campo un po’ scettici. La Juventus? Arrivò qui con l’atteggiamento giusto, con la mentalità corretta. Da quella partita (Fase a gironi di Champions League, 25/11/25, ndr) abbiamo imparato tanto».

OBIETTIVI – «Abbiamo idee chiare. Scendiamo in campo convinti e motivati. Per noi la cosa più importante è la prestazione. È la priorità. Quando sono arrivato qui non ho mai sentito l’allenatore (Kjetil Knutsen, ndr) dire: ‘Dobbiamo vincere’. Ovviamente giochiamo per ottenere il successo, ma l’importante è lavorare con qualità e intensità. Per me è stato un concetto nuovo: ho sempre sentito dire che vincere è fondamentale. Qui conta prima come giochi».

IL GOL AL DORTMUND – «Due anni fa ero al KFUM Oslo. Giocavo e facevo il terzo allenatore, perché nel frattempo avevo preso il diploma UEFA B. Poi è arrivata la chiamata del Bodø/Glimt: ho accettato, ho ricominciato a giocare con continuità e pochi mesi dopo ho segnato al Westfalenstadion contro il Borussia Dortmund. È stato il gol più emozionante della mia carriera. Non sai mai dove può portarti il calcio».

CRESCITA PER I GIOVANI – «Se un giovane, anche non norvegese, vuole crescere lavorando con serenità, questo è l’ambiente giusto. Non c’è la pressione che trovi altrove. Qui viene prima la prestazione. Oggi il Bodø può far crescere i suoi giocatori senza l’obbligo di venderli. Poi certo, se arriva un’offerta molto alta dalla Premier League… è un altro discorso. Ma siamo una realtà in forte crescita».

IL TEMPO DEL BUIO – «È una sensazione strana, mi sento sempre un po’ stanco in quel periodo. Ma per noi cambia poco: campo, allenamento e riposo. Però sì, il Mørketid si sente».

COSA MI MANCA DELL’ITALIA? – «Mi manca tutto. Anche la pressione del ‘dover vincere a tutti i costi’. Non è semplice viverla, ma ti aiuta a crescere come uomo. Il calcio italiano resta il più bello di tutti. Da juventino ci sono cresciuto. Allenare in Serie A? È un sogno. Ma ora vivo step by step».

Capello critico: «Un giocatore top come Bastoni non può comportarsi così! E sono deluso da Chivu per un motivo»

L’ex allenatore di Juve, Milan e Roma, Fabio Capello, non le manda a dire né a Bastoni né a Chivu: questo il suo pensiero dopo il Derby d’Italia

Intervenuto sulle colonne della Gazzetta dello Sport, l’ex allenatore di Juve, Milan e Roma, Fabio Capello, si è espresso così riguardo ai fatti di Inter Juventus e alla simulazione di Bastoni che ha portato al rosso per doppia ammonizione ai danni di Kalulu.

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L’AUGURIO – «È stato il weekend di Inter-Juventus e delle polemiche, non si può che cominciare da qui. Perché dire che la partita sarebbe stata diversa se l’arbitro La Penna avesse preso la giusta decisione sull’episodio Kalulu-Bastoni – senza il rosso per il francese, ma addirittura con l’espulsione del nerazzurro – è fin troppo ovvio. L’Inter sarebbe stata in dieci uomini e non la Juve. Quando finalmente il Var potrà intervenire sulle seconde ammonizioni – mi auguro già dal Mondiale – errori come questo si elimineranno. Oggi, però, c’è poco da fare».

COSA MI HA COLPITO – «Del fattaccio di San Siro mi hanno colpito in particolare due cose. La prima: un giocatore come Bastoni, di livello internazionale e punto fermo della nostra Nazionale, non può e soprattutto non deve comportarsi così. È stato qualcosa di molto brutto per tutti coloro che amano il calcio vederlo ingannare l’arbitro con una palese simulazione, tra l’altro da ammonito e quindi rischiando a sua volta il secondo giallo. La seconda: conosco molto bene Chivu, che è stato mio calciatore alla Roma, ma le sue parole nel dopogara mi hanno profondamente deluso. Il tecnico nerazzurro non è stato coerente con quanto aveva detto alla vigilia e alla fine ha dato l’impressione di giustificare ciò che è successo. Più delle sue parole, però, contano le sue azioni. Chivu ha tolto Bastoni all’intervallo perché sapeva esattamente che avrebbe rischiato restando in campo, dopo il brutto gesto sul rosso a Kalulu. Mi sarei aspettato dichiarazioni di ben altro tono, soprattutto dopo una vittoria».

IL RISULTATO – «Uscendo dalla questione arbitrale, resta il risultato, che premia l’Inter capolista. Gli otto punti di vantaggio sul Milan possono sembrare un vantaggio rassicurante, ma le difficoltà mostrate ancora una volta in uno scontro diretto lasciano qualche punto interrogativo e soprattutto la speranza di rimonta ad Allegri. L’Inter ha sofferto il palleggio e l’intraprendenza della Juve in parità numerica, ma anche in undici contro dieci non è stata brillantissima. C’è ora da vedere se il successo per 3-2 sbloccherà psicologicamente la squadra di Chivu nei cosiddetti big match oppure se resteranno le difficoltà di tutto il campionato».

Neanche il tempo di dimettersi: De Zerbi ha già un’altra panchina

Per Roberto De Zerbi, la stagione è già terminata. Il tecnico italiano ha deciso di interrompere bilateralmente il contratto che lo legava al Marsiglia fino a questo momento. Una decisione, questa, che può essere interpretata sia in maniera positiva che negativa.

Di sicuro però qualcosa sarebbe dovuto cambiare dopo la pesante eliminazione subita in Champions League e la sconfitta per 5-0 rimediata contro il PSG. Risultati, questi, che non possono fare altro che fare storcere il naso qualunque tecnico di primissimo livello, ma anche una dirigenza che ci tiene a concludere la stagione quantomeno in maniera sufficiente.

Evidentemente, questo non è stato più possibile con de Zerbi, e così possiamo spiegare e comprendere la separazione fra le parti. Comunque, a quanto pare, in ottica futura sembra che l’allenatore ex Sassuolo abbia fra le mani già la possibilità di rimettersi in gioco: scopriamo in quale squadra in particolare.

De Zerbi, pronta un’altra panchina: di chi si tratta

Roberto De Zerbi può e vuole tornare ad allenare in Premier League. Questa possibilità potrebbe ottenerla molto presto al Tottenham, dove è stato appena annunciato Igor Tudor. Il tecnico ex Juventus intende concludere la stagione degli Spurs nel modo migliore possibile, anche peché attualmente il club inglese è a rischio retrocessione, quindi una scossa è fondamentale che venga data all’intero gruppo squadra.

Il contratto di Tudor scadrà a fine stagione, però, e De Zerbi è tra i papabili nomi per realizzare – almeno nelle idee del club – un progetto a lungo termine, specialmente se l’esperienza di Tudor al Tottenham fosse suffiicente appena a salvare la squadra attualmente 16° in campionato. Oltre a De Zerbi, in ottica futura viene preso in considerazione anche Mauricio Pochettino. Entrambi gli allenatori hanno le concrete possibilità di risalire la china e far sì che uno dei due sieda effettivamente sulla panchina del Tottenham in vista del 2026/27.

Prima di arrivare a questo preciso momento, però, ci sarà ancora da aspettare e scoprire come effettivamente le cose possono andare a finire da adesso a maggio inoltrato. Se è vero che De Zerbi e Pochettino sono due candidati serissimi alla panchina del club londinese, anche Tudor lo è. Il tecnico esonerato qualche mese fa dalla Juventus intende riscattarsi dopo la difficile e alquanto amara esperienza a Torino, realizzando quella che potrebbe essere una nuova, ambiziosa e positiva esperienza della sua carriera da allenatore di una squadra di calcio.

Avellino, adesso è ufficiale: Biancolino è stato esonerato! Il comunicato del club

Avellino, adesso è ufficiale: Biancolino è stato esonerato! Il comunicato del club attualmente al quattordicesimo posto in Serie B

Nuovo scossone in Serie B. L’Avellino ha comunicato ufficialmente l’esonero di Raffaele Biancolino. Al tecnico della promozione, scivolato al quattordicesimo posto dopo tre ko consecutivi, è stata fatale la crisi di risultati. Il club irpino ha sollevato dall’incarico anche lo staff tecnico, ringraziando l’allenatore per il percorso svolto, culminato con la vittoria del campionato Primavera 3 e la storica ascesa in cadetteria nel 2025.

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IL COMUNICATO – «L’U.S. Avellino 1912 comunica di aver sollevato dall’incarico l’allenatore della prima squadra Raffaele Biancolino. Insieme al tecnico sono stati esonerati l’allenatore in seconda Vincenzo Riccio, ed i collaboratori tecnici Raffaele Ametrano, Vincenzo Biancolino e Ciro Santangelo. Il club ringrazia mister Biancolino per il lavoro svolto nelle ultime cinque stagioni in cui ha svolto il ruolo di allenatore della formazione under 19 (vincendo il campionato Primavera 3 nella stagione 2023/2024) e successivamente quello di allenatore responsabile della Prima Squadra (ottenendo la promozione in serie B nella stagione 2024/2025)».

De Sciglio riparte dalla… Repubblica Ceca! Oggi le visite mediche e la firma: ecco dove giocherà l’ex Juve e Milan

De Sciglio riparte dalla… Repubblica Ceca! Oggi le visite mediche e la firma: ecco dove giocherà l’ex terzino di Juve, Empoli e Milan

Mattia De Sciglio è pronto a scrivere un nuovo capitolo della sua carriera lontano dai confini nazionali. Il terzino classe 1992, rimasto svincolato dopo la scadenza del suo legame contrattuale in Italia, è a un passo dal trasferimento nella 1.Liga ceca. Secondo quanto rivelato dall’esperto di calciomercato Gianluca Di Marzio, l’ex difensore di Juventus e Milan ha trovato l’accordo definitivo con l’Hradec Králové, formazione che milita nella massima serie del calcio locale.

La giornata decisiva per la fumata bianca è proprio quella di oggi, lunedì 16 febbraio. Il laterale italiano è atteso in città per svolgere le visite mediche di rito, passaggio propedeutico alla firma sul contratto che sancirà l’inizio ufficiale di questa nuova avventura. L’Hradec Králové occupa attualmente il settimo posto in classifica, con 30 punti conquistati in 22 giornate, e punta sull’esperienza internazionale dell’azzurro per scalare posizioni. Per De Sciglio si tratta del ritorno in campo dopo l’ultima stagione trascorsa in prestito all’Empoli, dove aveva collezionato 19 presenze tra campionato e Coppa Italia, trovando anche la via del gol, prima di svincolarsi definitivamente dalla Vecchia Signora lo scorso 30 giugno.

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Per il trentatreenne questa sarà la seconda esperienza all’estero, dopo quella vissuta in Ligue 1 con la maglia dell’Olympique Lione nella stagione 2020/21. Il bagaglio tecnico che porta in Repubblica Ceca è di assoluto rilievo: in carriera ha disputato ben 356 partite, realizzando cinque reti e fornendo 13 assist. La sua bacheca è ricca di successi ottenuti con i club più prestigiosi della Serie A, vantando tre Scudetti, due Coppe Italia e tre Supercoppe Italiane (una vinta a Torino e due a Milano). A completare il profilo di alto livello c’è il percorso con la Nazionale, con cui ha collezionato 40 presenze.

Arbitro Milan Como, ecco chi dirigerà il recupero della 24^ giornata: la designazione completa

Arbitro Milan Como, ecco chi dirigerà il recupero della 24^ giornata: la designazione completa dell’AIA per il match di mercoledì sera

L’attesa per il recupero della 24ª giornata di Serie A è terminata: l’AIA ha comunicato ufficialmente che sarà Maurizio Mariani a dirigere la sfida tra Milan e Como, in programma mercoledì sera alle 20:45. Per il fischietto della sezione di Aprilia si tratta di un ritorno a San Siro in un momento cruciale della stagione.

Il direttore di gara incrocerà nuovamente il cammino dei Rossoneri guidati dal tecnico livornese Massimiliano Allegri per la seconda volta in questo campionato. L’unico precedente stagionale non evoca ricordi particolarmente felici per il Diavolo: si tratta del pareggio per 1-1 contro il Genoa, un match spigoloso caratterizzato da un finale concitato e da diverse polemiche sulle decisioni arbitrali. La posta in palio contro i lariani è altissima per le ambizioni Scudetto del club di via Aldo Rossi, che non può permettersi passi falsi.

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A coadiuvare Mariani ci saranno gli assistenti Tegoni e Bindoni, mentre il ruolo di Quarto Uomo è stato affidato a Marcenaro. Massima attenzione anche alla sala video di Lissone: al VAR opererà Gariglio, supportato dall’esperto Fabio Maresca nel ruolo di AVAR.

La designazione completa:

  • Arbitro: Mariani
  • Assistenti: Tegoni – Bindoni
  • IV Uomo: Marcenaro
  • VAR: Gariglio
  • AVAR: Maresca

Yilmaz in conferenza stampa alla vigilia di Galatasaray Juve: «Partita importante per il nostro Paese. Yildiz ottimo giocatore, ma vogliamo vincere noi!»

Yilmaz in conferenza stampa alla vigilia di Galatasaray Juve: le dichiarazioni in vista del match di Champions League 2025/26

Yilmaz, giocatore del Galatasaray, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro la Juventus.

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PARTITA – «Questa partita è molto importante, sia per il nostro Paese che per il nostro club. Vogliamo offrire ai nostri tifosi una grande partita da vedere. Speriamo di poter vincere contro la Juventus».

YILDIZ – «Non ho parlato con Kenan Yıldız, ma ci seguiamo sui social. È una persona molto brava e un ottimo giocatore. Spero che ci qualificheremo per il Mondiale. Può anche giocare bene contro di noi, ma speriamo di vincere noi».

CHAMPIONS LEAGUE – «La Champions League è una vetrina per i giocatori. Tutti vogliono mostrare il meglio di sé in questa competizione».

LA CONFERENZA STAMPA COMPLETA DI YILMAZ

Buruk in conferenza stampa alla vigilia di Galatasaray Juve: «Con Spalletti squadra imprevedibile e piena di sorprese». Poi annuncia il ritorno del top player

Buruk in conferenza stampa alla vigilia di Galatasaray Juve: le dichiarazioni in vista del match di Champions League 2025/26

Buruk, tecnico del Galatasaray, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro la Juventus.

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PARTITA – «All’inizio della stagione, il nostro obiettivo era finire tra le prime otto e raggiungere gli ottavi di finale. Riuscirci attraverso i play-off è per noi un’opportunità importante. Sappiamo quanto sia forte il nostro avversario. Stanno attraversando un periodo difficile e sono stati un po’ sfortunati ultimamente. Hanno giocato una partita due giorni fa. Ci aspetta una gara dura. Vogliamo vincere in casa e ottenere un vantaggio. Dobbiamo offrire una prestazione solida nell’arco delle due partite. Speriamo di poter conquistare domani una vittoria da celebrare con i nostri tifosi».

JUVENTUS – «Conosciamo molto bene il campionato italiano e la Juventus. Ricordiamo le partite precedenti contro di loro, ma siamo concentrati sul presente. Da quando Luciano Spalletti ha preso in mano la squadra, sono migliorati e hanno iniziato a utilizzare moduli diversi. Sono una squadra difficile da prevedere, piena di sorprese. Sfruttano molto bene Kenan Yıldız e Francisco Conceição in attacco. Weston McKennie è stato in buona forma nelle ultime settimane. È una squadra che non si lascia dominare facilmente. In partite come questa abbiamo già fatto bene in passato e abbiamo il vantaggio di giocare in casa. È un’opportunità molto importante per noi. Tutto si deciderà nella gara di ritorno. Giocheremo con determinazione e pazienza».

SANE – «Leroy Sané si è infortunato nella partita contro il Manchester City il 28 gennaio. Ha saltato circa 20 giorni di attività agonistica, ma si sta allenando con noi ed è a disposizione. Ha completato l’intera sessione di allenamento ieri e farà lo stesso oggi. Sarà uno dei giocatori disponibili per la partita di domani».

LA CONFERENZA STAMPA COMPLETA DI BURUK

Infortunio Solet: ansia Udinese per le condizioni del suo big. Cosa filtra e quanto potrebbe rimanere ai box

Infortunio Solet: quali sono le condizioni del giocatore dell’Udinese e cosa filtra sui possibili tempi di recupero. Novità importanti

Oltre al danno della sconfitta interna, la beffa dell’infermeria. Il day after di Udinese-Sassuolo (terminata 1-2 per gli emiliani) porta in dote non solo zero punti in classifica, ma anche una forte preoccupazione per le condizioni di uno dei pilastri della retroguardia bianconera. Kosta Runjaic rischia di dover fare a meno di Oumar Solet per le prossime uscite.

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Il problema fisico: adduttore nel mirino

Il difensore centrale classe 2000 non è al meglio della condizione fisica. Durante la sfida di ieri contro i neroverdi, Solet è stato costretto ad abbandonare il terreno di gioco prima del triplice fischio. La sostituzione, stando a quanto filtrato dagli spogliatoi del Bluenergy Stadium, è stata dettata da motivi precauzionali: il giocatore ha avvertito un fastidio all’adduttore e lo staff tecnico ha preferito non rischiare, richiamandolo in panchina per evitare guai peggiori.

Attesa per gli esami strumentali

Nonostante la cautela iniziale, l’entità del problema resta tutta da chiarire e l’allarme non è ancora rientrato. È dunque molto probabile che nelle prossime ore Solet si sottoponga agli accertamenti clinici del caso. Gli esami strumentali saranno fondamentali per escludere lesioni muscolari che potrebbero costringere il francese a un lungo stop.

Una tegola per la difesa

Per l’Udinese, perdere Solet in questo momento della stagione sarebbe una notizia pessima. Il difensore si era ritagliato un ruolo da protagonista nello scacchiere di Runjaic, garantendo fisicità e letture difensive di alto livello. L’ambiente bianconero resta col fiato sospeso: se gli esami dovessero evidenziare solo un affaticamento, il giocatore potrebbe rientrare in gruppo in pochi giorni; in caso di lesione, invece, Runjaic dovrà inventarsi nuove soluzioni per blindare la difesa nelle prossime delicate sfide di campionato.

Marotta prende posizione: «Bastoni oggetto di gogna mediatica che va al di là, chi non ha mai fatto errori!? Ricordo che anche Cuadrado simulò con la Juve»

Marotta ha preso posizione sul caso Bastoni e sui fatti riguardanti Inter Juve di sabato a San Siro. Le sue dichiarazioni

Intercettato a margine dell’Assemblea di Lega, Giuseppe Marotta è tornato a parlare di quanto successo in Inter Juve.

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POSIZIONE DELL’INTER«La nostra posizione è semplicissima, sono qua perché abbiamo notato che c’è stata una presa di posizione mediatica veramente esagerata rispetto a quello che è accaduto. Il giocatore in primis è stato oggetto di una gogna mediatica che va al di là di quello che è successo».

BASTONI «Parliamo di un giocatore di 26 anni che ha fatto più di 300 partite in Serie A, che non si è mai reso protagonista di fatti clamorosi. Un ragazzo che rappresenta il patrimonio della nostra nazionale, alcuni addirittura mettono in dubbio la sua presenza alle prossime convocazioni, che non è un danno, è ingiusto, assolutamente ingiusto. Ci troviamo davanti a un errore, certamente un errore da parte di un giovane, di un giocatore, ma chi non ha fatto errori? Quando si parla di simulazione si parla di un comportamento, di un atto che sino agli anni ‘50 ci sono stati i giocatori, di cui non faccio il nome, che erano molto famosi per questo gesto».

Quindi siamo davanti a un fatto, a mio giudizio, ordinario, non straordinario. Sicuramente deprecabile perché probabilmente è stato esagerato, legato a fattori concomitanti perché c’è il braccio del giocatore della Juventus, c’è un fischio immediato da parte dell’arbitro, tutto questo l’ha portato a una presa di condizione, una decisione sbagliata».

CLASSE ARBITRALE – «Lo riconosco, ma voglio dire, questa è una classe arbitrale che c’era l’anno scorso, c’era un designatore, noi Inter abbiamo perso lo scudetto per un punto, in un’occasione di Inter-Roma fu riconosciuto, a posteriori, un clamoroso calcio di rigore a nostra favore, che avrebbe potuto determinare l’esito finale del campionato, noi ci siamo attenuti a quello che erano le decisioni. Quest’anno l’Inter è intervenuta solo in un’occasione, quella di Napoli-Inter, quando fu decretato un calcio di rigore che, a mio giudizio, ha incamerato la partita in modo diverso come quella di sabato, un calcio di rigore che poi fu analizzato dagli organi competenti e fu dichiarato sicuramente non giusto.

Quindi, ci troviamo davanti a un malessere, ci troviamo davanti a una situazione generale? Benissimo, allora dobbiamo fare assunzioni di responsabilità tutti quanti. Gli arbitri, le società, gli allenatori, i giocatori, la federazione, tutti gli organi istituzionali. Quello quello che avviene in Italia avviene anche all’estero e certamente oggi è giunto il momento in cui dobbiamo confrontarsi in modo ampio, senza fare polemiche. Magari in questo momento inasprendo le pene nei confronti di tutti, ma anche dei dirigenti, dei tesserati, degli allenatori. Non solo disciplinari, ma anche pecuniari, perché spesso e volentieri si va oltre le righe del comportamento scorretto, del comportamento anche verbale inaccettabile come è capitato in questi ultimi mesi. Questo è il mio pensiero, ripeto, quindi sono qua a dire che Bastoni ha fatto un gesto, ha tenuto un comportamento che non era consono nei principi di lealtà? Benissimo, ma va giustificato».

SAVIANO – «C’è dispiacere come uomo, io non so neanche chi sia, non mi conosce, non so bene che ruolo abbia. Non voglio dargli importanza. Ha fatto dichiarazioni che saranno prese in considerazioni da parte degli avvocati».

CUADRADO «Volevo solo ricordare un piccolo episodio riguardo al caso coincidere con una Juventus-Inter del 2021, forse per l’ultima giornata di campionato, sul 2-2, un rigore a favore della Juventus su palese simulazione da parte di Cuadrado, arbitro Calvarese. Successivamente, sia l’arbitro che gli organi tecnici hanno acclarato che si trattava di palese simulazione. Con quella vittoria fatta all’ultimo minuto, la Juventus conseguì la qualificazione della Champions League».

Totti Roma, il Capitano esce allo scoperto! L’annuncio fa sognare i tifosi, ecco cosa ha rivelato sul bis in giallorosso

Totti Roma, il Capitano ha fatto sognare i tifosi giallorossi attraverso questo annuncio sul suo possibile ritorno

Le voci si rincorrevano da mesi ma ora c’è la conferma ufficiale. E arriva dalla voce più autorevole possibile. Francesco Totti ha aperto concretamente le porte a un suo ritorno nella dirigenza della Roma.

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La confessione: “Ne stiamo parlando”

Il “Pupone” non si è nascosto dietro al classico “no comment”. Con la schiettezza che lo ha sempre contraddistinto, ha ammesso: Ne stiamo parlando. Tre parole che bastano a infiammare una tifoseria intera, che attende questo momento dal giorno del suo addio traumatico alla scrivania qualche anno fa. Il dialogo sembra essere ripreso con vigore, con l’obiettivo di riportare a Trigoria l’uomo che più di tutti incarna l’identità giallorossa nel mondo.

Il retroscena: la cena con Gasperini

Ma la vera notizia bomba è un’altra. Totti ha svelato un dettaglio che sposta la questione dal piano puramente sentimentale a quello tecnico-operativo: Sono stato a cena anche con Gasperini...”. L’incontro con Gian Piero Gasperini è un indizio fondamentale. Se il tecnico di Grugliasco e l’ex numero 10 si sono seduti allo stesso tavolo, significa che il ruolo pensato per Totti non è quello di semplice “uomo immagine”, ma di una figura operativa a stretto contatto con la squadra e lo staff tecnico.

Quale ruolo per il Capitano?

La sintonia con Gasperini sarebbe cruciale. L’allenatore avrebbe dato il suo benestare all’operazione, vedendo in Totti un alleato prezioso per gestire lo spogliatoio e fare da scudo nei momenti di difficoltà. Che sia un ruolo da Direttore Tecnico o da Club Manager, una cosa è certa: le parti non sono mai state così vicine. Dopo il pari di ieri a Napoli, l’ambiente è in fermento: il ritorno del Re a casa potrebbe essere il tassello mancante per puntare definitivamente in alto.

Neymar è tornato! Cosa è successo nella notte con il suo Santos, segnale anche per Ancelotti. Notizia importantissima

Neymar è tornato! Notizia importante avvenuta nella notte con il suo Santos, segnale anche per il ct Ancelotti. Cosa è successo

Il calcio brasiliano trattiene il fiato, poi esulta. Nella notte che regala al Santos la qualificazione ai quarti di finale del Campionato Paulista con un tennistico 6-0 sul Velo Clube, la notizia che rimbalza dal Vila Belmiro fino al quartier generale della Seleção è una sola: Neymar Junior è tornato.

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Cinquanta minuti per sognare

L’attaccante ha disputato i suoi primi minuti ufficiali della nuova stagione, entrando all’intervallo e restando in campo per tutta la ripresa (circa 50 minuti). Un rientro atteso, gestito con il contagocce ma fondamentale per testare la tenuta fisica del fuoriclasse in vista di un 2026 che porta dritto al Mondiale. Juan Pablo Vojvoda, tecnico del Peixe, predica calma ma non nasconde la soddisfazione per la risposta del suo numero 10, pur senza garantire una maglia da titolare per la prossima sfida: «Neymar si stava già allenando bene, ma volevo vederlo in una gara ufficiale. Ha messo minuti nelle gambe, ora abbiamo una settimana per prepararci. Valuteremo con calma».

L’assist ad Ancelotti

Ma l’orizzonte di Neymar non finisce a Santos. Con la Coppa del Mondo alle porte, le parole di Vojvoda suonano come un messaggio diretto a Carlo Ancelotti, attuale commissario tecnico del Brasile. «Tutti hanno bisogno di Neymar», ha sentenziato l’allenatore argentino. «Ne ha bisogno il Santos, ne ha bisogno la Nazionale. Ancelotti sarà felice se Neymar sta bene. Una cosa porterà all’altra». Secondo il tecnico, il talento è indiscutibile (“classe mondiale”), ma ciò che fa la differenza è la testa: «Mantiene intatta la sua ambizione. Lo vedo in ogni allenamento e in ogni partita: vuole esserci e vuole vincere».

La partita

Sul campo, il Santos è stato spietato. Vojvoda ha elogiato il cinismo della squadra nel primo tempo (“abbiamo convertito le occasioni”) e la gestione del possesso nella ripresa, impreziosita dall’ingresso della stella. Il 6-0 è in archivio, ma la vera vittoria per il Brasile è aver rivisto Neymar sorridere in campo (evitando per un soffio anche un infortunio spaventoso). Ancelotti, da lontano, prende appunti.

Mourinho, c’è una clausola a sorpresa nel contratto col Benfica. Indiscrezione clamorosa: può tornare in quel club l’anno prossimo!

Mourinho, clausola a sorpresa nel contratto col Benfica. L’indiscrezione che potrebbe portarlo a tornare in quel club l’anno prossimo!

L’ombra dello Special One torna ad allungarsi minacciosa e affascinante sul Santiago Bernabéu. In un momento storico in cui il Real Madrid di Arbeloa annaspa tra crisi di gioco e tensioni di spogliatoio (che hanno già divorato Xabi Alonso), dalla Spagna rimbalza una notizia che potrebbe stravolgere il futuro della panchina blanca. Esiste una clausola nel contratto di José Mourinho con il Benfica che lo rende un obiettivo fin troppo facile per Florentino Pérez.

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L’uscita di sicurezza a costo zero

Secondo quanto rivelato da AS, il tecnico portoghese, che ha firmato per due stagioni con le Aquile, ha una via di fuga ben precisa: può liberarsi gratuitamente, senza alcuna penale, nei dieci giorni successivi all’ultima partita di questa stagione. Nessuna clausola rescissoria milionaria da pagare, nessun braccio di ferro con Rui Costa. Mourinho è, tecnicamente, “a tiro”.

Il contesto: crisi Real e il no alla Nazionale

La tempistica è sospetta. Arbeloa è sulla graticola dopo l’eliminazione shock contro l’Albacete e, soprattutto, dopo la recente lezione tattica subita proprio dal Benfica di Mou in Europa. Il portoghese a Lisbona è felice: è vicino alla famiglia, ha ritrovato serenità dopo l’addio al Fenerbahce e il progetto tecnico lo stimola. Fonti vicine al tecnico smentiscono categoricamente l’ipotesi C.T. del Portogallo dopo il Mondiale (la Federazione lo ritiene una figura troppo accentratrice), lasciando il Real come unica vera alternativa di cuore.

Il riavvicinamento con Florentino

Nonostante i rapporti diretti si fossero raffreddati negli ultimi anni per i cambi di numero e la distanza, il feeling tra Mou e il Madrid non è mai svanito. Lo stesso allenatore ha confessato di essere stato a un passo dal visitare il Bernabéu durante un recente tour europeo organizzato dall’agente Oscar Ribot, saltato solo per la firma improvvisa con il Benfica. Ora, con i sedicesimi di finale che vedranno opposte proprio le due squadre, l’incontro tra Mourinho e Florentino è inevitabile. Se il presidente deciderà di volare a Lisbona martedì o aspetterà il ritorno a Madrid, poco importa: il dossier per il ritorno dello Special One è ufficialmente aperto.

Infortunio Raspadori, c’è lesione! Ufficiale l’esito degli esami e i tempi di recupero. Quali partite salta dell’Atalanta

Infortunio Raspadori, c’è lesione! L’esito degli esami e i tempi di recupero dell’attaccante dell’Atalanta. Quali partite salta

Piove sul bagnato in casa Atalanta. Nel momento cruciale della stagione, quando il calendario non concede tregua e la posta in palio si alza vertiginosamente, la Dea perde uno dei suoi protagonisti più attesi. Lo staff medico nerazzurro ha comunicato l’esito degli esami strumentali a cui è stato sottoposto Giacomo Raspadori: la diagnosi è una doccia fredda per tutto l’ambiente bergamasco.

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La diagnosi: lesione di primo grado

L’attaccante della Nazionale ha riportato una lesione di primo grado al bicipite femorale della coscia sinistra. Un infortunio muscolare “classico” ma insidioso, che costringerà il giocatore a uno stop forzato proprio alla vigilia degli appuntamenti più importanti dell’anno solare.

Niente Europa: il peso dell’assenza contro il Dortmund

La notizia peggiore riguarda la Champions League. I tempi di recupero stimati sono di circa tre settimane, il che significa che Raspadori sarà costretto a guardare dalla tribuna il doppio confronto dei playoff contro il Borussia Dortmund. Una perdita pesante per Palladino. Il tecnico dovrà ridisegnare il reparto avanzato senza poter contare sulla duttilità dell’ex Sassuolo e Napoli, spesso decisivo a gara in corso o come titolare per scardinare le difese chiuse.

I tempi di recupero e le partite a rischio

Tabella di marcia alla mano, Raspadori salterà non solo le due sfide europee contro i gialloneri tedeschi, ma anche i prossimi impegni di Serie A. L’obiettivo dello staff sanitario è quello di riconsegnarlo a Palladino per l’inizio di marzo, evitando forzature che potrebbero portare a ricadute più gravi sul tessuto muscolare. Nel frattempo, l’Atalanta dovrà stringere i denti: le rotazioni in attacco si accorciano e la responsabilità di trovare la via del gol peserà ancora di più sulle spalle dei compagni di reparto.

Petardo Audero, 4 anni di DASPO al tifoso nerazzurro! La decisione e la ricostruzione di quanto successo dopo Cremonese Inter

Petardo Audero, 4 anni di DASPO al tifoso nerazzurro che ha compiuto l’insensato gesto durante Cremonese Inter

Tolleranza zero allo Stadio Zini. La Questura di Cremona ha emesso una serie di provvedimenti disciplinari severissimi per arginare la violenza negli stadi, colpendo tifoserie di diverse fazioni protagoniste di episodi di cronaca nera sportiva nelle ultime settimane. Il provvedimento più atteso riguarda il responsabile del ferimento di Emil Audero.

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Il caso Inter: 4 anni di stop per la bomba carta

I fatti risalgono allo scorso 1° febbraio. Pochi istanti dopo l’inizio del secondo tempo di Cremonese-Inter, un tifoso nerazzurro ha lanciato una bomba carta in campo, stordendo l’estremo difensore. Per lui è scattato un DASPO della durata di quattro anni. Il tifoso, incensurato, era stato soggetto ad arresto differito dalla Digos e successivamente posto agli arresti domiciliari dal GIP di Milano. In sede di udienza preliminare, l’uomo si è assunto le proprie responsabilità chiedendo scusa, attenuante che ha evitato il carcere ma non il ban dagli stadi. Un secondo provvedimento è stato emesso per un altro interista, colpevole di aver acceso un fumogeno.

La stangata: 50 anni di divieti per Napoli e Cremonese

La mano pesante della Questura si è abbattuta anche sui protagonisti degli scontri avvenuti a margine della gara del 28 dicembre scorso. Sono stati notificati ben 20 DASPO (16 per ultras del Napoli e 4 per quelli della Cremonese), per un totale complessivo di 50 anni di divieto.

Le indagini della Digos, supportate dalle immagini di videosorveglianza, hanno ricostruito un quadro inquietante. Un gruppo di tifosi partenopei, giunti con minivan a noleggio, aveva aggredito alcuni sostenitori locali prima del match, rapinandoli di sciarpe e cappellini. Particolarmente grave l’episodio ai danni di un tifoso anziano, salvato dall’aggressione solo a causa di un evidente stato d’ansia che ha fatto desistere i malviventi. Nel post-partita, la ritorsione dei grigiorossi: circa 50 ultras locali, travisati e armati di bastoni, hanno cercato il contatto con la tifoseria ospite, venendo fermati solo da una carica della Polizia in cui un agente è rimasto ferito. Per quattro di loro è scattato il DASPO immediato.

Zazzaroni spiazza dopo Inter Juve: «Non tolleriamo i torti che subiamo nel calcio poiché siamo spesso costretti a mangiar me**a nella vita di tutti i giorni!»

Zazzaroni ha espresso il suo punto di vista nell’analisi relativa a Inter Juve. Ecco il suo pensiero dopo quanto successo a San Siro

Sul Corriere dello Sport, il direttore Ivan Zazzaroni propone la sua visione delle cose dopo i fatti di sabato sera in Inter-Juventus. Secondo lui, il calcio è finito in una trappola psicologica da cui non si esce. L’errore di San Siro è solo la punta dell’iceberg di un sistema che ha perso la bussola. Il problema è alla radice: «Da quando c’è il Var pretendiamo che l’arbitro veda anche quello che a occhio nudo non si può vedere». Questa forma di condizionamento trasforma il direttore di gara, lo spinge spesso a sentirsi «Hawkeye, Occhio di Falco, e a commettere errori clamorosi». Sebbene il numero degli sbagli si sia ridotto per quantità, la qualità delle polemiche è rimasta intatta. La battaglia per un calcio giusto sembra persa.

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Eppure, non possiamo alzare bandiera bianca. Ivan Zazzaroni traccia una linea netta tra la rassegnazione e la resistenza civile. «Non possiamo arrenderci a un protocollo colpevolmente sbagliato, insufficiente, “ipocrita”». E soprattutto, non possiamo cedere «alla violenza dei social, alle minacce di morte rivolte con una disinvoltura e una vigliaccheria disarmanti» a arbitri, calciatori e famiglie. È una guerra culturale contro «l’ignoranza, l’incultura, la rabbia» e contro «i cretini che ci circondano e si moltiplicano».

Siamo diventati schiavi del «microscopio televisivo», vittime di un’informazione che specula sulle polemiche e di tifosi pronti a rinfacciare il passato. Ma la domanda vera è un’altra: «Saremmo in grado, oggi, di tornare indietro?». La risposta è secca: «Rispondo per tutti i sani di mente: no». Al primo episodio contrario chiederemmo l’intervento della tecnologia. La verità è amara e sociale: «Non tolleriamo i torti che subiamo nel calcio poiché siamo spesso costretti a mandar giù quelli che ci toccano nella vita di tutti i giorni. A mangiar merda insomma».
Chiude tutto una massima di Wilkie Collins, perfetta per descrivere l’ipocrisia del tifoso medio: «Le nostre parole sono come giganti quando ci fanno un torto, e come nani quando ci rendono un servigio». Evitate di minacciarlo: la natura ci ha già pensato 137 anni fa.

Juventus, il discorso di Spalletti alla squadra dopo l’Inter. Cosa ha detto il tecnico nello spogliatoio

Juventus, quale discorso ha fatto Spalletti alla squadra dopo l’Inter. Le parole del tecnico nello spogliatoio, retroscena

Alla Continassa è andata in scena una seduta di allenamento diversa dalle altre. Più che sulle gambe, Luciano Spalletti ha lavorato sulla testa. Il tecnico toscano ha scelto la via dell’emozione per archiviare le scorie del Derby d’Italia perso tra le polemiche contro l’Inter.

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Il discorso: “Così vinceremo tante partite”

Secondo quanto riportato da Tuttosport, Spalletti ha riunito la squadra prima della partenza per la Turchia con un messaggio breve ma potente, mirato a ricucire lo strappo psicologico causato dagli episodi arbitrali di San Siro. Sono orgoglioso di voi, ha tuonato il mister, guardando negli occhi i suoi giocatori. Il concetto ribadito nello spogliatoio è un inno alla fiducia: non cercare alibi, ma aggrapparsi alla prestazione. Giocando in questa maniera, in parità o in inferiorità numerica, vinceremo tante partite. Un’investitura che serve a trasformare la rabbia per la sconfitta in energia positiva in vista dell’Europa.

Verso Istanbul: “Allenamento invisibile” e infermeria

La Juventus deve voltare pagina in fretta. Domani a Istanbul attende il Galatasaray, avversario temibile che arriva all’appuntamento di Champions League fresco di un 5-1 in campionato e con un giorno di riposo in più. I bianconeri, al contrario, sono logorati da dieci giorni di fuoco. Per preparare la sfida, Spalletti ha optato per il cosiddetto “allenamento invisibile”: carichi di lavoro leggeri e focus totale sulla tattica e sulla connessione mentale. In Europa si gioca sui 180 minuti e la gestione nervosa sarà cruciale.

Sul fronte formazione, la situazione non è delle più rosee. Se l’assenza di Emil Holm, è certa, restano forti dubbi su Khéphren Thuram. Il centrocampista francese è alle prese con acciacchi che potrebbero limitarne l’impiego. Nonostante le difficoltà, la Juventus si affida al suo condottiero: il passato è alle spalle, ora conta solo l’Europa.

Moratti punge la Juventus: «Adesso si lamenta e fa la vittima del calcio italiano, ma la storia non la ricorda così». Che bordata!

Moratti, ex presidente dell’Inter, ha punto così i bianconeri dopo quanto successo a San Siro. Le sue parole sulla Juventus

Massimo Moratti, ex presidente dell’Inter, è intervenuto ai microfoni di Radio Anch’Io Sport per parlare di Inter Juve e del caso della simulazione di Bastoni.

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SIMULAZIONE BASTONI – «Le simulazioni infastidiscono, anche chi fa finta di prendere un colpo in faccia e magari l’ha preso sul petto. Hanno fatto venire noia. Questa di Bastoni è una simulazione entusiasta, ha fatto un salto incredibile da un allungamento del braccio dell’avversario che poi si è pentito ma comunque ha allungato il braccio e ha messo Bastoni nella condizione di approfittare della situazione. Quindi diciamo che il ragazzo si è entusiasmato sul fatto di avere questa possibilità e poi si è risolta in un’ingiustizia perché Kalulu non ha fatto fallo e Bastoni meritava qualche cosa per la sua simulazione».

ESCLUSIONE NAZIONALE? – «Per quanto riguarda Bastoni, Gattuso penso che possa fare a meno di castigarlo. Per Bastoni è già un castigo l’attacco che sta avendo da parte di tutti. Mi sembra che non valga la pena».

POLVERONE – «Il povero Bastoni non so cosa abbia passato in quel momento, ma ora è in mezzo a una bufera. Povero ragazzo. Spero che passi in fretta, che non rimanga come esempio quello che ha fatto e che tutt’altro serva per comportarsi correttamente. Non vale la pena andare avanti per un anno, abbiamo capito che è un errore e che ha sbagliato».

POSIZIONE INTER COL GIOCATORE – «Dipende dal rapporto tra allenatore e giocatore, non possiamo saperlo. chiaramente l’allenatore difende pubblicamente il giocatore, poi può darsi che a tu per tu gli dica stai attento. Cosa avrei fatto? Dipende dal giocatore che lo fa, da quando e come lo fa. Non conosco abbastanza i giocatori per permettermi di pensare a cosa farei io».

CHIAMATA DI ELKANN A GRAVINA E LO STILE JUVE – «Sono cambiati i tempi, adesso la Juve si lamenta, fa la vittima ed è vittima certamente di un fatto nuovo. Mi sembra che abbia un po’ esagerato nelle proteste come se fosse una vittima terribile del calcio italiano, cosa che la storia non la ricorda così. Trovo tutto abbastanza normale, ma mi fa venire in mente le vecchie storie»

Malen Roma, l’olandese ha già convinto tutti! La cifra per acquistarlo a titolo definitivo dall’Aston Villa

Malen Roma, l’olandese ha già convinto tutti! La cifra per acquistarlo a titolo definitivo dall’Aston Villa: occhio alle clausole

Tutta la Roma è ormai ai piedi di Donyell Malen. L’impatto dell’attaccante olandese classe 1999 con la realtà giallorossa è stato finora devastante, andando oltre ogni più rosea aspettativa. I numeri dell’avvio di avventura nella Capitale sono impressionanti: cinque reti realizzate in altrettante presenze, un ruolino di marcia impreziosito dalla pesantissima doppietta messa a segno ieri sera nello scontro diretto dello Stadio Maradona contro il Napoli. Una prestazione da leader tecnico che ha convinto definitivamente la dirigenza a pianificare il futuro con lui.

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Secondo le ultime indiscrezioni di mercato riportate dall’esperto Fabrizio Romano, il club guidato dai Friedkin è intenzionato a trasformare il prestito temporaneo in un trasferimento a titolo definitivo. L’accordo stipulato con l’Aston Villa, società di Premier League proprietaria del cartellino, prevede un esborso finale di 25 milioni di euro, cifra che si andrebbe ad aggiungere ai 2 milioni già versati nelle casse degli inglesi per il prestito oneroso.

I Villans incasseranno la somma pattuita qualora scattasse l’obbligo di riscatto, che è vincolato al verificarsi di due condizioni specifiche: il raggiungimento della qualificazione in Champions League o in Europa League da parte della Lupa e la presenza dell’ex Borussia Dortmund nel 50% delle gare ufficiali disputate fino al termine di giugno. Inoltre, nell’accordo è stata inserita una clausola che garantisce al club di Birmingham il 10% sulla futura rivendita del giocatore.

PAROLE – «Si prevede che la Roma trasformerà il prestito di Donyell Malen in un contratto permanente. #AVFC per ricevere € 25 milioni dopo € 2 milioni di commissione per il prestito. Obbligo di acquisto se la Roma raggiunge un posto in UCL o UEL; e 50% delle presenze fino a giugno. Il Villa ha anche una clausola di rivendita del 10%».

Infortunati Napoli, Conte in ansia per Rrahmani e McTominay: il punto

Infortunati Napoli, Conte in ansia per Rrahmani e McTominay: il punto sull’infermeria dei partenopei. C’è un rientro!

L’infermeria del Napoli continua a tenere con il fiato sospeso Antonio Conte in vista del delicato incrocio Champions contro l’Atalanta. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, la situazione clinica in casa dei Partenopei è in continua evoluzione dopo le fatiche recenti. La buona notizia arriva senza dubbio da Billy Gilmour: il regista scozzese, subentrato per 15 minuti nell’ultima uscita, ha fornito risposte fisiche rassicuranti e si candida per una convocazione certa, se non addirittura per un impiego significativo, nella difficile trasferta di Bergamo.

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Tuttavia, la retroguardia degli Azzurri deve fare i conti con un nuovo campanello d’allarme. Amir Rrahmani, pilastro della difesa e capitano del Kosovo, ha accusato una dolenzia muscolare che ne mette a forte rischio la presenza contro la Dea. A compensare l’eventuale assenza ci sarà il rientro dalla squalifica di Juan Jesus, esperto centrale brasiliano pronto a tappare la falla. Resta poi aperto il capitolo Scott McTominay: per il centrocampista offensivo vige un cauto ottimismo. La settimana “vuota”, libera da impegni infrasettimanali, potrebbe rivelarsi decisiva per permettergli di smaltire i guai fisici e tornare a disposizione per la sfida al Gewiss Stadium, evitando rischi che potrebbero compromettere il finale di stagione.

Bastoni travolto dagli insulti social: l’Inter fa scudo. Spunta il retroscena su Chiellini

Bastoni travolto dagli insulti social: l’Inter fa scudo. Spunta il retroscena su Chiellini. Il consiglio dato da Marotta e da Chivu al difensore

Sono ore di profonda amarezza e tensione per Alessandro Bastoni. Il day after del vibrante Derby d’Italia non ha portato il consueto riposo al difensore centrale dell’Inter, ma una tempesta mediatica di rara violenza che ha turbato la serenità della sua famiglia. Dopo l’episodio della simulazione che ha causato l’espulsione del terzino bianconero Pierre Kalulu, il mancino della Nazionale è stato letteralmente travolto da una valanga di odio digitale. Insulti pesantissimi come “buffone”, “pagliaccio” e minacce di morte (“devi morire”), estesi persino alla moglie Camilla e alla piccola figlia Azzurra, hanno costretto il giocatore a blindare i profili social, chiudendo i commenti per arginare la marea di fango.

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La strategia del club e il silenzio tattico

Di fronte a questo scenario preoccupante, la reazione del club di Viale della Liberazione è stata immediata e granitica. Secondo la ricostruzione de La Gazzetta dello Sport, il classe ’99 si è subito confrontato telefonicamente con la dirigenza e con il tecnico Cristian Chivu. L’allenatore rumeno e il presidente Beppe Marotta hanno fatto scudo attorno al proprio tesserato, rassicurandolo e consigliandogli la via del silenzio tattico: nessuna replica pubblica per evitare di alimentare ulteriori polemiche. L’ambiente nerazzurro ha derubricato l’accaduto a un semplice episodio di campo, respingendo le accuse di antisportività dolosa e proteggendo l’uomo prima ancora del calciatore.

Il rapporto con Chiellini e lo scampato pericolo

Un aspetto peculiare della vicenda riguarda il rapporto con la controparte della Vecchia Signora. La reazione veemente della dirigenza torinese ha colpito Bastoni, legato da stima profonda a Giorgio Chiellini, oggi Director of Football Strategy dei piemontesi. L’ex capitano azzurro, mentore del difensore lombardo durante l’Euro 2020, conosce bene le dinamiche del ruolo e la “malizia” del mestiere. Nonostante le visioni opposte dettate dai colori di appartenenza, tra i due ci sarà modo di chiarirsi lontano dai riflettori. Nel rifugio di Castelli Calepio, il numero 95 del Biscione ha incassato con dispiacere le critiche del designatore Gianluca Rocchi, ma ha tirato un sospiro di sollievo per lo scampato pericolo della prova tv. Ora l’obiettivo è dimenticare la gogna mediatica e tornare a parlare solo con le prestazioni sul campo.

Ranocchia difende Bastoni: «Ha sbagliato ma non merita questa gogna mediatica! E non si può dire che sia un campionato falsato, perché…»

L’ex difensore e capitano dell’Inter, Andrea Ranocchia, si esprime così in merito alla polemica che ha coinvolto Alessandro Bastoni dopo la Juve

Andrea Ranocchia ha una frequentazione di Alessandro Bastoni sufficiente per esprimersi sul caso esploso sabato sera. ‘ex capitano nerazzurro scende in campo per difendere il compagno dopo le polemiche di Inter-Juve. Di seguito le sue parole a La Gazzetta dello Sport.

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TROPPO CLAMORE – «Tanto, troppo clamore. Una gogna mediatica che un bravo ragazzo come Ale non merita: è tutto tranne che un simulatore seriale. Può aver sbagliato in questo specifico caso, l’ammonizione non c’era, ma credo che si stia esagerando nelle valutazioni: bisogna sempre considerare l’adrenalina del momento. E poi l’analisi deve essere generale. Se la vedi dal vivo o in tv, per velocità e dinamica dici subito: “Ok, l’ha preso, è seconda ammonizione…”. Nessun giocatore in una dinamica così veloce vuole simulare con il preciso intento di fare espellere un avversario. Ok, non era un contatto duro, ma era in velocità, ha sentito una mano addosso ed è andato giù: non è niente di anomalo, lo hanno sempre fatto tutti, me compreso. Per il resto, Kalulu avrebbe dovuto difendere in maniera diversa, senza rischiare cartellini. Se c’è un problema, quello è il protocollo, da cambiare».

LA GOGNA – «Sì, una gogna inaccettabile per un calciatore che è sempre stato corretto. Cercare in campo di portare una situazione dalla propria parte è normale: non sto difendendo le simulazioni in quanto tali, quelle vanno punite, ma qua c’è un tocco leggero e resta una situazione di gioco. Si comporta molto peggio chi prova a far male a un altro collega».

L’ESULTANZA – «Nell’adrenalina del momento capita che ti lasci andare. È successo a tutti di fare in campo qualcosa preso dall’istinto, qualcosa di cui successivamente ci si pente. Era un Inter-Juve, c’era tensione, era caduto anche perché aveva sentito quel piccolo tocco: vedendo il rosso all’avversario, non pensava di averlo ingannato, ma solo alla partita».

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HA PARLATO CON BASTONI – «No, ma ci siamo visti qualche giorno fa. Ora sarà sommerso dai messaggi di ogni tipo. Ripeto, riportiamo le cose a ciò che sono: parliamo di un errore arbitrale per un mancato giallo. Al netto di ogni accusa, Ale resta una colonna della Nazionale e dell’Inter. Sa come affrontare la situazione senza strascichi».

COSA DEVE FARE L’INTER – «Niente di diverso da ciò che sta già facendo, difendere l’onorabilità del proprio tesserato. Non si può minimamente dire che sia un campionato falsato, questo. Gli errori esistono ed esisteranno sempre: l’anno scorso l’Inter ha perso lo scudetto per un fallo enorme su Bisseck non fischiato a San Siro con la Roma».

LA POSIZIONE DI CHIVU – «Cristian è l’allenatore che deve difendere un suo giocatore accusato ingiustamente di essere uno… scorretto. Questo è il punto di partenza. Tra le righe, ha fatto capire che anche per lui non era giallo, ma come immaginare che potesse spingersi oltre nel dopopartita?».

La Penna sotto shock, l’incubo dopo Inter Juve: minacce di morte, l’arbitro denuncia tutti!

La Penna sotto shock, l’incubo dopo Inter Juve: minacce di morte, l’arbitro denuncia tutti! Giorni di paura per la famiglia dopo i fatti di San Siro

Non c’è pace per Federico La Penna. I giorni successivi al vibrante Derby d’Italia si sono trasformati in un vero e proprio incubo umano e professionale per il direttore di gara della sezione di Roma 1. “Colpevole” agli occhi dell’opinione pubblica di aver commesso l’errore tecnico decisivo sull’espulsione del terzino Pierre Kalulu, il fischietto non ha avuto nemmeno il tempo di analizzare lucidamente la prestazione di San Siro, travolto da un’ondata d’odio ingiustificabile. Secondo quanto riportato dall’edizione odierna del Corriere dello Sport, l’arbitro sta raccogliendo materiale per sporgere formale denuncia alla Polizia Postale: la sua preoccupazione primaria riguarda l’incolumità della propria famiglia, composta dalla moglie e due bambine piccole, a cui è stato caldamente consigliato di rimanere in casa per sicurezza.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Il web e i social network sono diventati teatro di minacce di morte gravissime e documentabili, con frasi agghiaccianti come «Ti sparo» o «Ti veniamo a cercare», rievocando tristemente i fantasmi del caso Pjanic-Orsato. Mentre il designatore Gianluca Rocchi riflette se fermarlo per un turno per tutelarlo psicologicamente o rimandarlo subito in campo, dai vertici della CAN fanno notare come l’errore arbitrale sia una componente del gioco, esattamente come l’autogol o il gol sbagliato a porta vuota, aggravato in questo caso specifico dalla simulazione antisportiva di Alessandro Bastoni, difensore cardine della Nazionale di Rino Gattuso.

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Tuttavia, la partita più delicata si giocherà ora nelle aule della giustizia sportiva. Il referto arbitrale e la relazione degli ispettori della Procura Federale promettono di essere decisamente corposi riguardo quanto accaduto nel tunnel degli spogliatoi all’intervallo. Sotto la lente d’ingrandimento c’è il duro faccia a faccia tentato dall’Amministratore Delegato Damien Comolli e la reazione veemente del dirigente ed ex capitano Giorgio Chiellini. Le immagini circolate mostrano un Luciano Spalletti, tecnico dei Bianconeri, costretto a vestire i panni del paciere, spingendo via fisicamente i propri dirigenti per evitare il peggio. Gli 007 federali hanno assistito a tutto: si prevedono sanzioni particolarmente pesanti per la dirigenza della Vecchia Signora per un episodio definito “non edificante” e proseguito con scambi di vedute accesi lontano dalle telecamere ma ben visibili agli occhi della legge sportiva.

Lega Serie A, Marotta e Chiellini di nuovo faccia a faccia: gli arbitri tra i temi caldi dell’Assemblea

Lega Serie A, oggi l’Assemblea: nuovo incontro tra Marotta e Chiellini. I dirigenti di Inter e Juve si ritrovano a Milano dopo le polemiche di San Siro

Beppe Marotta e Giorgio Chiellini si preparano a un nuovo confronto diretto. Dopo le scintille e le polemiche roventi scaturite sabato a San Siro durante Inter-Juventus, i due dirigenti si ritroveranno faccia a faccia questa mattina, ma in un contesto decisamente più istituzionale. L’appuntamento è fissato per le ore 11:00 presso gli uffici di Milano per l’Assemblea della Lega Serie A, un evento che si preannuncia incandescente.

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Secondo l’analisi de La Gazzetta dello Sport, sebbene sia possibile il collegamento da remoto, la gran parte dei club presenzierà fisicamente. Il Presidente nerazzurro non mancherà ed è attesa una sua esposizione chiara sul caos arbitrale che sta agitando il torneo. Sul fronte opposto, la Vecchia Signora sarà rappresentata dall’ex capitano, oggi Director of Football Strategy bianconero. Nonostante i numerosi punti tecnici all’ordine del giorno, la questione della gestione dei direttori di gara e l’utilizzo del VAR monopolizzeranno la scena, trasformando la riunione in una resa dei conti politica tra le due superpotenze del calcio italiano.

Inter Juve, il tunnel per gli spogliatoi diventa un ring: il parapiglia su La Penna nel mirino della Procura! Cosa rischiano i dirigenti

Inter Juve, il parapiglia su La Penna al rientro negli spogliatoi finisce nel mirino della Procura! Cosa rischiano i dirigenti coinvolti

Il parapiglia esploso nel tunnel che conduce agli spogliatoi di San Siro, durante l’intervallo del Derby d’Italia, è finito inevitabilmente sotto la lente d’ingrandimento della Procura Federale. Secondo quanto ricostruito da La Gazzetta dello Sport, lo stadio destinato a ospitare la prima notte olimpica si è trasformato, per alcuni minuti concitati, in un vero e proprio ring. La tensione, scaturita dalla controversa espulsione comminata da Federico La Penna al difensore bianconero Pierre Kalulu e dalla successiva reazione del centrale nerazzurro Alessandro Bastoni, ha fatto perdere la bussola ai dirigenti della Vecchia Signora.

Al centro della scena ci sono figure apicali del club torinese. Giorgio Chiellini, dirigente ed ex capitano della Juventus, e Damien Comolli, l’uomo incaricato della gestione del mercato, rischiano sanzioni pesanti che vanno dalla multa all’inibizione. I due sarebbero stati autori di frasi irriguardose e atteggiamenti evidenti nei confronti del direttore di gara romano, il quale avrà certamente annotato tutto nel referto che finirà sul tavolo del Giudice Sportivo, Gerardo Mastrandrea.

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Ma il caos non si è limitato alle proteste contro l’arbitro. Le indiscrezioni raccontano di un “tutti contro tutti” che ha coinvolto anche le panchine e le dirigenze avversarie. Luciano Spalletti, il tecnico di Certaldo alla guida della Juve, avrebbe inveito duramente contro il presidente dell’Inter, Beppe Marotta, nei pressi degli spogliatoi. Parallelamente, si è registrato un faccia a faccia teso tra Riccardo Ferri, Club Manager del Biscione, e François Modesto, direttore tecnico dei piemontesi, con vecchie ruggini riemerse nel clima avvelenato del match.

Solo l’intervento della sicurezza ha evitato che le parole grosse si trasformassero in scontro fisico. Ora la palla passa alla giustizia sportiva: il giudice potrebbe decidere già domani o richiedere un supplemento d’indagine agli “007” federali presenti a bordo campo per fare piena luce su quanto accaduto in quel tunnel trasformato in arena.

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