Pagina 320 – Calcio News 24

Beukema Napoli, il difensore lascia alle spalle il periodo difficile e un dato conferma la sua crescita

Beukema Napoli, il difensore è in netta ripresa dopo un periodo complicato: il dato parla chiaro! I dettagli

La prestazione contro la Roma ha segnato una netta ripresa: rientrato dopo un periodo complicato, Sam si è fatto trovare pronto, rispondendo sul campo e mostrando maturità e personalità anche nel post‑gara. Il fatto che il club gli abbia dato spazio per parlare dopo la partita è un segnale preciso della considerazione che sta riconquistando.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Tra le sue parole ha colpito soprattutto la frase “sono qui per 5 anni”, una dichiarazione che va oltre il semplice entusiasmo: è un messaggio di responsabilità, appartenenza e progettualità, che conferma la volontà di essere un punto fermo nel percorso del Napoli. Un atteggiamento da leader, in un momento in cui la squadra ha bisogno di riferimenti solidi.

A supporto di questa crescita c’è anche un dato significativo: ogni volta che Sam è sceso in campo da titolare, il Napoli è rimasto imbattuto contro le prime cinque della Serie A. Un dettaglio che racconta il suo impatto e che rafforza la sensazione di un giocatore finalmente ritrovato.

Moviola Cagliari Lecce, ecco l’episodio arbitrale chiave del posticipo della sfida di Serie A

Moviola Cagliari Lecce, l’episodio arbitrale chiave del match valido per la 25ª giornata del campionato di Serie A 2025/26

L’episodio chiave della moviola del match Cagliari Lecce, valido per la 25ª giornata della Serie A 2025/26. Dirige la sfida l’arbitro Feliciani.

LA MOVIOLA

La direzione di Ermano Feliciani in Cagliari‑Lecce (0‑2) del 16 febbraio 2026 è stata caratterizzata da una gara molto fisica e spezzettata, con numerosi falli soprattutto da parte dei rossoblù. Interventi duri come quello di Marco Palestra al 43’ – «Intervento davvero rabbioso…» – o i falli ripetuti di Zappa e Idrissi hanno imposto all’arbitro una gestione continua del gioco, pur senza ricorrere spesso ai cartellini. Nessun episodio da rigore nel primo tempo, nonostante diversi contatti e situazioni potenzialmente insidiose. La linea arbitrale è rimasta coerente: tanti fischi, pochi provvedimenti disciplinari, forse una scelta un po’ permissiva ma comunque ordinata.

Il momento chiave arriva nella ripresa, con i due gol del Lecce. Il primo, firmato Gandelman al 65’, nasce da una punizione di Sottil e risulta regolare. Sul raddoppio di Ramadani al 76’ Feliciani ricorre al VAR: «L’arbitro vuole rivedere l’azione al VAR», ma dopo il check conferma la rete al 79’: «Gol valido!». Nessun fuorigioco né fallo nella costruzione. Nel finale, gestione tranquilla dei 5 minuti di recupero e chiusura al 90+7’: «L’arbitro controlla il proprio cronometro e fischia la fine della partita». Nel complesso, prova sufficiente: corretta la gestione degli episodi decisivi, qualche cartellino in più avrebbe dato maggiore controllo a una gara molto intensa.

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VAR, cambia tutto! IFAB verso una svolta storica: il 28 febbraio il via libera per le doppie ammonizioni

VAR, cambia tutto: IFAB verso una svolta storica. Il 28 febbraio atteso il via libera all’intervento anche sulle doppie ammonizioni

L’International Football AssociationConsiglio (IFAB), lche stabilisce le regole del gioco del calcio, è pronto a introdurre una modifica rilevante al protocollo VAR. Durante l’assemblea del 28 febbraio in Galles – il meeting annuale chiamato a formalizzare le proposte discusse a gennaio a Londra – verrà infatti valutato il via libera all’estensione dell’intervento del VAR anche nei casi di espulsione per doppia ammonizione.

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Ad oggi il VAR può intervenire solo in quattro situazioni: gol, rigori, espulsioni dirette e scambi di identità. La novità consisterebbe nell’ampliare il perimetro d’azione: in presenza di un chiaro errore, gli ufficiali al video avrebbero la possibilità di richiamare l’arbitro anche su un secondo cartellino giallo, permettendo così di correggere decisioni che finora non erano revisionabili.

Si tratterebbe di un cambiamento storico, poiché fino a questo momento le doppie ammonizioni sono sempre rimaste escluse dal protocollo VAR. L’assemblea del 28 febbraio potrebbe dunque segnare un passaggio decisivo verso un utilizzo più esteso e incisivo della tecnologia arbitrale.

Infortunio Pedro, lo spagnolo accelera: nel mirino c’è l’andata della semifinale di Coppa Italia

Infortunio Pedro, lo spagnolo accelera il recupero: nel mirino c’è l’andata della semifinale di Coppa Italia contro l’Atalanta

La Lazio segue con grande attenzione l’evoluzione dell’infortunio a Pedrocostretto a fermarsi per un problema alla caviglia durante la sfida contro il Bologna. L’ex Barcellona, uno dei giocatori più esperti e preziosi nello scacchiere di Maurizio Sarri, ha iniziato subito un programma personalizzato per accelerare il recupero e tornare a disposizione il prima possibile.

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L’obiettivo dichiarato è quello di essere presente per l’andata della semifinale di Coppa Italia contro l’Atalanta, appuntamento chiave nella stagione biancoceleste. Lo staff medico mantiene un approccio prudente, ma non esclude un rientro anticipato qualora la caviglia rispondesse bene nei prossimi giorni. Pedro sta svolgendo terapie e lavoro differenziato per ridurre l’infiammazione e ritrovare stabilità articolare, un percorso che lo spagnolo sta affrontando con la consueta professionalità. Non sarebbe la prima volta che riesce a bruciare le tappe grazie alla sua determinazione.

Le prossime sedute di allenamento saranno decisive per capire se potrà essere convocato per la Coppa Italia. La decisione finale arriverà solo a ridosso del match, sulla base delle sensazioni del giocatore e dei riscontri clinici. In casa Lazio c’è attesa e ottimismo moderato: rivedere Pedro in campo in un momento così delicato sarebbe un segnale importante per tutta la squadra.

Pisa, buone notizie per Hiljemark: Raul Albiol è tornato ad allenarsi in gruppo! I dettagli

Pisa, segnali positivi per Hiljemark: Raul Albiol torna ad allenarsi con il gruppo. Tutti i dettagli e le ultimissime

Recupero fondamentale per il Pisa: Raul Albiol è tornato ad allenarsi con continuità insieme al gruppo e, salvo sorprese, sarà disponibile per la trasferta di Firenze. Il rientro dell’ex difensore di Real Madrid e Napoli rappresenta un innesto di grande peso per il reparto arretrato nerazzurro, che potrà contare sulla sua esperienza in un momento delicato della stagione.

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La squadra di Hiljemark si prepara infatti a una sfida ad alta tensione contro la Fiorentina di Vanoli. Un derby toscano che promette intensità e battaglia, con il Pisa chiamato a una prova di carattere per invertire la rotta e ritrovare fiducia. La presenza di Albiol potrebbe rivelarsi decisiva per dare solidità e leadership alla retroguardia.

Per i nerazzurri, quella del Franchi ha il sapore dell’ultima spiaggia: un match che può segnare un punto di svolta o complicare ulteriormente la corsa salvezza. Il ritorno del veterano spagnolo, in questo contesto, è una delle poche buone notizie in vista di un appuntamento che vale molto più dei tre punti.

Chiesa, altra occasione sprecata: tifosi delusi e addio sempre più vicino! Gattuso valuta per i playoff

Federico Chiesa non decolla: Liverpool e tifosi si allontanano, adesso il ct degli azzurri Gattuso resta dubbioso per i playoff

Federico Chiesa ha collezionato la sua quinta presenza da titolare in stagione nella sfida di FA Cup vinta 3-0 dal Liverpool contro il Brighton. L’ex Fiorentina e Juventus era già partito dal primo minuto in Premier League contro il Wolverhampton, in due gare di Coppa di Lega e nel match di FA Cup contro il Barnsley. Anche stavolta, però, non è riuscito a lasciare il segno, perdendo un’altra occasione per convincere Arne Slot, che continua a considerarlo una seconda o terza scelta nelle rotazioni.

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Con i 77 minuti giocati sabato, Chiesa ha superato quota 630 minuti stagionali, un bottino modesto che difficilmente crescerà nelle prossime settimane. Schierato da falso nove, ha lavorato molto per la squadra ma senza incidere sotto porta, alimentando le critiche di una parte dei tifosi che speravano in un segnale forte per rimettere in discussione le gerarchie. La sensazione è che da qui a fine stagione il suo ruolo resterà marginale, con un addio ormai scontato a giugno. Il Liverpool, che a gennaio aveva rifiutato offerte per mancanza di alternative, in estate lo metterà sul mercato con una valutazione tra i 15 e i 20 milioni di euro, a cui si aggiunge un ingaggio da 7,5 milioni annui. L’ipotesi di un ritorno in Italia resta la più concreta, ma dipenderà dal progetto tecnico e dalla volontà del giocatore di tornare protagonista.

Resta da capire quale sarà il suo futuro anche in chiave Nazionale. La cena londinese con il ct Gennaro Gattuso e gli altri italiani della Premier non garantisce la convocazione per i playoff contro Irlanda del Nord e, in caso di passaggio, contro Galles o Bosnia. Gattuso valuterà Chiesa come tutti gli altri, senza preclusioni né ripicche per i “no” di ottobre e novembre. Se l’attaccante darà disponibilità, toccherà al ct stabilire se potrà essere utile. Un Chiesa ritrovato, fisicamente e mentalmente, rappresenterebbe comunque un valore aggiunto per l’Italia.

Lecce, parla il ds Trinchera nel pre partita: «Cheddira si è integrato subito alla grande con questo gruppo. Sul mercato…»

Lecce, il ds Trinchera non ha dubbi: «Cheddira si è integrato subito alla grande con questo gruppo. Sul mercato…». Le parole

Stefano Trinchera, direttore sportivo del Lecce, è intervenuto nel prepartita della sfida contro il Cagliari, valida per la 25ª giornata di Serie A 2025-2026. Queste le sue parole ai microfoni di DAZN:

Partite oggi, stasera e domani: guida alla Diretta TV

CALCIOMERCATO – «Noi abbiamo fatto il massimo delle nostre possibilità, ovviamente scelte dettate da esigenze che mettono nella condizione questa squadra di poter sfruttare al meglio certe caratteristiche. E Gandelman, per esempio, si va a sposare con quel tipo di giocatore che attacca porta e dà supporto al reparto offensivo e quindi siamo contenti di tutto quello che abbiamo fatto».

AMBIENTE POSITIVO NECESSARIO – «Noi abbiamo bisogno di energia positiva. Abbiamo un pubblico che sta sempre dalla nostra parte, c’è una grande passione dei nostri tifosi, non ci fanno mai mancare assolutamente il loro supporto, però è chiaro che nei momenti difficili noi siamo abituati a lottare. E più di tante altre volte abbiamo bisogno di un ambiente positivo perché questa è una squadra che ha dei valori e fino alla fine faremo l’impossibile per mantenere la categoria».

CHEDDIRA – «Cheddira si è integrato subito alla grande con questo gruppo, un gruppo di persone che hanno preso a cuore le sorti di questo club. E’ un ragazzo che anche lui, con caratteristiche che ci consente di attaccare la profondità, un giocatore veloce che subito ha dato il suo grande contributo e speriamo che oggi vada bene».

Cagliari, Pisacane nel pre gara: «Ci siamo preparati cercando di lavorare sui loro punti deboli. Mi auguro che…»

Cagliari, Pisacane non ha dubbi: « Noi abbiamo lavorato per cercare di limitare la profondità soprattutto di Cheddira». Le parole

Nel pre‑partita della sfida tra Cagliari e Lecce valida per la 25ª giornata di Serie A 2025‑2026, il tecnico dei rossoblù , Pisacane, è intervenuto ai microfoni di Dazn, offrendo le sue impressioni sulla gara e sul momento della squadra.

Partite oggi, stasera e domani: guida alla Diretta TV

MATCH POINT – «Io penso che, come ho detto, tutte queste tredici partite possono essere dei match point, come sicuramente sono tutte delle finali. E poi dipende dai punti di vista. Ci siamo preparati cercando di lavorare sui loro punti deboli, ma anche sui loro punti di forza, per cui è una partita che dobbiamo stare attenti e mettere in pratica quello che abbiamo provato».

DETTAGLI TATTICI – «Ma i dettagli fanno parte del piano gara. È normale che soprattutto le letture in certe zone di campo possono fare la differenza. Noi abbiamo lavorato per cercare di limitare la profondità soprattutto di Cheddira e per mettere la squadra nelle condizioni di avere dei vantaggi. Poi all’interno di una gara ci sono sempre più gare. E mi auguro che poi la squadra in base ai momenti si faccia trovare pronta».

PAVOLETTI E KILICSOY – «Ma Leo è un professionista esemplare, un ragazzo che comunque ha voluto già anticipare che forse questo può essere il suo ultimo anno. Conoscendo Leo so che poi possa cambiare anche idea, me lo auguro, significherebbe che ha dato il suo contributo in questo rush finale importante per poterlo mettere poi anche in una condizione di pensare diversamente. Detto questo, abbiamo avuto anche Kilicsoy in settimana che ha avuto vomito, per cui c’erano tutti i presupposti per premiare un ragazzo che, nonostante l’età, ripeto, è un professionista serio, esemplare, è una guida per questi ragazzi. E a volte anche il destino ti mette di fronte certe situazioni, e questo in riferimento a lui, e mi auguro che questa sera lui si possa togliere qualche soddisfazione».

Atalanta, Palladino svela: «La Champions ci dà stimoli incredibili. Il Borussia Dortmund è forte, vogliamo metterli in difficoltà»

Palladino alla vigilia: «La Champions ci dà stimoli incredibili. Il Borussia Dortmund è forte, vogliamo metterli in difficoltà»

I tifosi dell’Atalanta si preparano a vivere un’altra grande notte europea. Domani, 17 febbraio alle 21:00, i nerazzurri sfideranno il Borussia Dortmund in Champions League. Nel frattempo, l’allenatore Raffaele Palladino ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport, tracciando la rotta in vista del match.

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PAROLE «Indubbiamente i tifosi sono la parte bella del calcio, anche averli contro fa bene al calcio. Domani giochiamo in uno stadio affascinante e caldo. La Champions ci dà stimoli incredibili, anche se abbiamo giocato poco fa abbiamo recuperato»

INFORTUNI «Ci dispiace, sono importanti per noi, sono giocatori forti ma il calcio è fatto di questo, siamo una famiglia un grande gruppo chi li sostituirà lo farà al meglio. Abbiamo entusiasmo, abbiamo voglia di continuare. In Champions League il livello è alto, hanno grandi individualità. Il Borussia Dortmund è forte, vogliamo metterli in difficoltà e sappiamo che ci sono 2 partite»

«Le partite vanno giocate, non faccio percentuali prima, cerco di trasmettere autostima e personalità ai ragazzi, bisognerà capire i momenti della partita ma la mentalità dovrà essere quella di fare sempre il risultato»

KOVAC E PASSIONE CALCIO – «Conosco Robert, lo abbraccerò con piacere domani, abbiamo condiviso lo spogliatoio della Juve in Serie B. Calcio? Posso dire che è uno sport e un lavoro che dà emozioni incredibili, ho l’adrenalina a mille per preparare la partita, siamo eccitati. È tutto molto bello, sono molto felice e carico, e cerco di trasmetterlo ai ragazzi».

Formazioni ufficiali Cagliari Lecce, le scelte di Pisacane e Di Francesco per il posticipo di Serie A

Formazioni ufficiali Cagliari Lecce: le scelte di Pisacane e Di Francesco per la partita del 25° turno di Serie A 2025/26

Scendono in campo Cagliari Lecce per la sfida valevole per il 25° turno di Serie A 2025/26. Di seguito le formazioni ufficiali scelte da Pisacane e Di Francesco.

Le scelte ufficiali: le formazioni

CAGLIARI (4-3-3): Caprile; Zappa, Zé Pedro, Mina, Obert; Palestra, Adopo, Sulemana, Idrissi; Esposito, Pavoletti (C)

LECCE (4-3-3): Falcone; Veiga, T. Gabriel, Gaspar, Gallo; Gandelman, Ramadani, Coulibaly; Sottil, Cheddira, Pierotti

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Bastoni Inter, Sala non ci sta: «Ci sono filmati di Chiellini e Del Piero che hanno fatto simulazioni incredibili…»

Bastoni Inter, Sala sicuro: «Ci sono filmati di Chiellini e Del Piero che hanno fatto simulazioni incredibili…»

Presente alla Triennale di Milano, il sindaco Beppe Sala non ha evitato il tema caldo del Derby d’Italia. Da tifoso nerazzurro dichiarato, ha commentato con equilibrio l’espulsione di Kalulu.

Pur riconoscendo la prova di forza dell’Inter di Cristian Chivu, ora a quota 61 punti, Sala ha auspicato un clima più disteso in vista della volata scudetto, ricordando come Milano meriti che i successi sportivi vadano di pari passo con uno stile impeccabile, dentro e fuori dal campo.

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PAROLE – «Certamente Bastoni ha sbagliato, poi vedo commentatori che nella loro carriera hanno fatto delle simulazioni incredibili. Ci sono filmati in giro di Chiellini e Del Piero che hanno fatto simulazioni incredibili e che adesso fanno i censori. Chiaro che io son i parte perché l’Inter è la mia squadra del cuore, però andiamoci piano.

Scatenano una rabbia e una violenza sui social che ha degli effetti negativi. Detto ciò è evidente che Bastoni ha sbagliato e lo sa anche lui visto che è un ragazzo intelligente. Le fa piacere la lotta scudetto a Milano? Molto».

Milan, parla Scaroni: «Messaggio per i tifosi rossoneri? Di sostenerci sempre. Su Var e cambio regolamento…»

Milan, Scaroni svela: «Messaggio per i tifosi rossoneri? Di sostenerci sempre. Su Var e cambio regolamento…». Le parole

In una Milano già immersa nell’atmosfera dei Giochi Olimpici Invernali 2026, il presidente del Milan Paolo Scaroni è arrivato questa mattina alla Triennale, sede d’eccezione di Casa Italia.

Il dirigente rossonero figura tra i protagonisti di “Your Next Milano 2026”, il summit dedicato alla competitività del territorio che riunisce attorno allo stesso tavolo il sindaco Sala, il governatore Fontana e il presidente dell’Inter Beppe Marotta.

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PAROLE – «Sì, è stato accolto molto bene. VAR e cambio del regolamento? Non lo so, di tutte queste cose non parlo. Messaggio per i tifosi del Milan? Certo, di sostenerci sempre».

Baggio svela: «Compagno più forte? Forse Ronaldo. Lo stadio più bello? Roma ai Mondiali ’90. La Brignone…»

Baggio: «Compagno più forte? Forse Ronaldo. Lo stadio più bello? Roma ai Mondiali ’90. La Brignone…». Le sue parole

Roberto Baggio è stato uno dei protagonisti dell’evento organizzato questa mattina da Betsson.Sport a Milano. Ecco le sue parole:

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PAROLE «I dieci di oggi? Aspettiamo che arrivino, penso sia una cosa generazionale. Sicuramente la strada era una bella palestra di vita. Tanti grandi atleti escono dagli oratori, dalla strada. Lì si imparano tante cose».

BRIGNONE «Quello che ti smuove è principalmente l’obiettivo. Io avrei fatto qualunque cosa per arrivare all’obiettivo quando volevo recuperare per gli Europei, ho pensato anche che avrei potuto farmi male e smettere perché andavo troppo forte e non sapevo come poteva andare a finire».

COMPAGNO PIU’ FORTE «Forse Ronaldo. Sono le cose che odio perché ne devi dire uno. Lo stadio più bello? Roma ai Mondiali ’90 era unico ma anche San Siro ha qualcosa… Il giorno più bello? Forse la semifinale in America con la Bulgaria perché ci dava la possibilità di giocare la finale. Sogno mille volte la finale, ma il risultato non cambia. E’ qualcosa che non puoi cancellare, la puoi accettare. E’ stato un po’ come andare a Roma e non vedere il Papa. E’ stata la delusione più grande della mia vita, l’avevo rincorso da sempre, sognato mille volte e sempre in maniera positiva. Avrei preferito perdere 3-0 che così».

Conferenza stampa McKennie alla vigilia di Galatasaray Juve: «Spero di rimanere. Per questa squadra farei anche il portiere»

Conferenza stampa McKennie alla vigilia di Galatasaray Juve: le parole verso l’andata dei playoff di Champions League 2025/26

Weston McKennie in conferenza stampa alla vigilia di Galatasaray Juve, valida per l’andata dei playoff di Champions League.

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L’IMPORTANZA DELLA PARTITA – «È molto importante. Vogliamo vincere tutte le partite perché siamo la Juventus. Per andare avanti voglio vincere questa partita».

ATTACCANTE – «Io sono sempre disponibile per la squadra e per il mister. Gioco dove vuole lui, anche in porta…».

FUTURO ALLA JUVE – «Ci pensiamo dopo. Siamo qua per giocare una partita domani ed è la cosa più importante ora. Spero di rimanere ma è tutto da vedere».

IL RINNOVO – «Una cosa tra me, la Juventus ed il mio agente. Io mi concentro sul campo, il mio agente pensa a questo».

SENSAZIONI POST INTER – «Un po’ difficile quando succedono queste cose. Dobbiamo concentrarci solo su domani e pensare a vincere. Vogliamo dare il massimo».

LA CONFERENZA STAMPA INTEGRALE DI MCKENNIE

Conferenza stampa Spalletti alla vigilia di Galatasaray Juve: «La simulazione offende il calcio e il professionista. Se convocherei Bastoni in Nazionale…» – VIDEO

Conferenza stampa Spalletti alla vigilia di Galatasaray Juve: le parole verso l’andata dei playoff di Champions League 2025/26

Luciano Spalletti in conferenza stampa alla vigilia di Galatasaray Juve, valida per l’andata dei playoff di Champions League.

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COMMENTO ALLE PAROLE DI CHIVU – «Non parlo sopra le parole di Elkann e dei direttori. Io posso dire che Pierre è un bravo ragazzo, una persona perbene e che debba prendere del fesso dall’allenatore avversario è una cosa che non mi sarei mai aspettato. Questo mi darebbe la possibilità di parlare dei giocare dell’Inter e non voglio farlo».

SIMULAZIONE – «Offende il calcio ed il professionista. Non voglio parlare di questo perché significherebbe tornare a quella situazione. Io devo essere bravo non ad aiutarli a dire che abbiamo subito un torto ma a farli diventare di un livello che non permette agli altri di determinare per noi. Non conta che cosa ti capita, ma conta cosa ci fai con quello che ti capita e questo dipende da noi. Abbiamo dovuto ribaltare la situazione nella totalità. Dobbiamo pensare a come diventare migliori, a non concedergli quel primo gol perché è quello che dipende da noi. Sono test di maturità. Dobbiamo essere bravi ad uscire da quella situazione il prima possibile. Ci serviranno tutte le energie. Non portiamo qua cosa è accaduto in precedenza ma cosa riusciremo a fare e a creare. In queste poche ore abbiamo fatto pulizia e dobbiamo avere l’entusiasmo corretto».

YILDIZ – «Stiamo tutti bene per giocare questa partita. Lo determina il contesto, la sua bellezza, ti obbliga ad essere di questo livello. Non devi alzare l’asticella ma devi essere di questo livello, altrimenti rischi brutte figure».

OPENDA – «Queste partite possono essere una svolta per chiunque. Poi però va pensata in generale: nell’inizio e nelle sostituzioni. Si devono fare i ragionamenti corretti e si deve prevedere qualcosa perché se poi tenti di reagire hai già fatto tardi. Lui ha avuto situazioni per far vedere chi è e probabilmente avrà a disposizione altre possibilità. Come e quando lo vedremo tutti insieme».

CONVOCHEREBBE BASTONI? – «Non devo creare restrizioni alla volontà di Gattuso. Deve scegliere chi vuole, senza condizionamenti. Io non sono più il ct e mi porterò sempre dietro con dispiacere quella condizione. C’è un ct forte che va lasciato lavorare libero di fare come vuole».

MCKENNIE NUMERO 9? – «Potrebbe essere la volta buona. Penso che nelle sue dimostrazioni lo abbia già fatto vedere più volte che in area finalizza di testa e si fa trovare pronto sulle .respinte. Lui parte subito andando a sperare che non ci sia pulizia e bloccaggio. Ha personalità di giocare con le spalle girate alla porta, sa ribaltare l’azione in poco tempo perché è veloce oltre che tecnico. Ha fatto goal girandosi su se stesso nello stretto, ha fatto vedere di tutto. Noi gli abbiamo creato tutti i problemi possibili per un calciatore: gli faccio attraversare tutto il campo e gli cambio ruolo e lui sa adattarsi. Sarebbe opportuno però per il momento non possiamo farlo, ritagliargli uno spazio lì vicino all’area avversaria dove può finalizzare, la sua generosità di aiutare i compagni è qualcosa da valorizzare».

LA CONFERENZA STAMPA COMPLETA DI SPALLETTI

Batistuta fa una rivelazione shock: «Ho chiesto che mi tagliassero le caviglie, volevo smettere di soffrire!»

Batistuta ha fatto una rivelazione shock: «Ho chiesto che mi tagliassero le caviglie». Queste le sue dichiarazioni

Dietro la leggenda del “Re Leone”, l’attaccante indistruttibile che con la sua potenza devastante ha segnato un’epoca della Serie A, si nasconde un dramma umano e fisico fatto di sofferenza estrema. In un nuovo estratto dell’intervista concessa a Cronache di Spogliatoio, Gabriel Omar Batistuta ha svelato i retroscena più oscuri della sua carriera, raccontando il calvario vissuto a causa delle condizioni critiche delle sue caviglie.

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L’inizio del calvario: “Ero giovane e ignorante”

L’ex numero 9, icona della Fiorentina e campione d’Italia con la Roma, ha individuato l’origine dei suoi mali nei primi anni di carriera al River Plate. Avevo le caviglie a pezzi, ma era una cosa che mi ero cercato, ha ammesso Batistuta con brutale onestà. La causa principale? L’abuso di infiltrazioni. “Ero ignorante, non conoscevo le conseguenze. Se dovevi giocare, giocavi. Arrivava un dottore e mi diceva di prendere delle cose per la partita successiva”. Una gestione medica superficiale che ha compromesso articolazioni già fragili di natura.

La paura di perdere il posto e il crollo

Arrivato in Italia, nonostante i medici lo avessero avvertito della pericolosità di quelle punture, Batistuta ha continuato a stringere i denti. La motivazione era duplice: la paura che qualcuno potesse rubargli il posto e un profondo senso di responsabilità verso i club che lo pagavano profumatamente. Per dieci anni, il bomber argentino ha isolato il dolore durante le partite, trasformandosi in una macchina da gol, finché il corpo non ha presentato il conto: Le mie caviglie hanno detto basta ed è scoppiato tutto”.

La richiesta shock: “Tagliatemi le caviglie”

Il passaggio più drammatico dell’intervista riguarda il post-ritiro. Il dolore era diventato talmente insopportabile da spingere Batistuta a una richiesta estrema: l’amputazione. Sì, ho chiesto che me le tagliassero”, ha confermato l’ex attaccante. “Avevo dolori anche stando seduto e dormendo. Ero nervoso, litigavo con i miei cari. Per me l’amputazione era una soluzione per smettere di soffrire. Fortunatamente, la medicina ha offerto un’alternativa: grazie a un intervento specializzato, Batistuta ha ritrovato la serenità. Oggi non può correre come un tempo, ma vive una vita normale, senza dolore, e riesce persino a tirare qualche calcio al pallone.

Mourinho in conferenza stampa alla vigilia di Benfica Real Madrid: «Non serve un miracolo per eliminarli! Sul mio ritorno sulla panchina dei blancos…»

Mourinho in conferenza stampa alla vigilia di Benfica Real Madrid: le dichiarazioni verso l’andata dei playoff di Champions League

José Mourinho sa bene che la prima partita di una notte di Champions si gioca sempre davanti ai microfoni. Alla vigilia della sfida del Da Luz contro il Real Madrid, lo Special One non si nasconde e affronta di petto sia il campo che le voci di mercato che lo vorrebbero di nuovo sulla panchina dei Blancos per il dopo-Arbeloa.

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“Serve la perfezione, non un miracolo”

Il tecnico portoghese ha le idee chiare sulla doppia sfida che attende le sue Aquile. «Non penso serva un miracolo per eliminare il Real Madrid, serve un Benfica al livello massimo, che rasenti la perfezione», ha spiegato Mou. Nonostante la storia e l’ambizione delle Merengues, Mourinho crede nell’impresa: «Siamo due giganti e nel calcio tutto può succedere. Battere il Madrid è difficile, ma possiamo farlo». L’obiettivo è non far giocare gli avversari come vogliono loro, sfruttando la fiducia di un Benfica in salute contro un Real ferito.

Il rapporto con Perez e quella clausola…

Il tema più caldo resta però il futuro. Mourinho ha confermato l’esistenza di una clausola nel suo contratto che permetterebbe un addio agevole a fine stagione (“facile da eseguire per entrambe le parti”), ma ha spento, almeno a parole, l’incendio del gossip. «C’è zero con il Madrid», ha tagliato corto, pur ammettendo il legame affettivo con Florentino Pérez. «L’ultima volta che ci siamo sentiti è stato quando ho firmato qui, era felice per me. Ho una grande amicizia con lui, ma si può dire di no a Florentino? Certo che sì. Si può dire no a lui e al Real».

Orgoglio e rispetto

Nessuna “operazione nostalgia”, dunque. Mourinho rivendica di aver dato tutto nella sua epoca madridista («Ho fatto cose buone e meno buone, ma ho dato tutto e la gente mi rispetta per questo»), ma ora il suo unico desiderio è sportivo e spietato: «Mi piacerebbe molto eliminare il Real Madrid, ma spero anche che Arbeloa vinca la Liga». Un colpo al cerchio e uno alla botte, in perfetto stile Mou.

Il ciclo infinito delle polemiche: da Bastoni Kalulu al “benaltrismo” permanente

Da Inter-Juve con Bastoni Kalulu alla “gogna social”: perché ogni polemica calcistica segue sempre lo stesso copione.

C’è un momento, in ogni stagione, in cui il calcio smette di essere calcio e diventa un format. Non una partita: una serie. Non un episodio: una saga. Cambiano i protagonisti, cambiano le maglie, ma la sceneggiatura è sempre la stessa.

L’ultimo capitolo lo conoscete: Inter-Juventus, la simulazione attribuita ad Alessandro Bastoni, il secondo giallo e rosso a Pierre Kalulu, e il VAR che, per protocollo, resta a guardare perché “non può intervenire” sui gialli (anche se il secondo ti manda sotto la doccia).
Da qui in poi, però, non si parla più di calcio: si entra nel ciclo.

Fase 1: l’indignazione

Accade l’episodio e partono indignazione e rabbia nell’immediato.
La “combo” perfetta, in questo caso, ha avuto degli ingredienti specifici:

  • una simulazione (vera o presunta),
  • un’esultanza (possibilmente sopra le righe),
  • un’ingiustizia percepita (espulsione “sbagliata” da una parte, mancata espulsione dall’altra).

In questa fase, sul tavolo non sembrano esserci dubbi: c’è solo la richiesta di giustizia.
Che però dura poco, perché il calcio moderno non vive di giustizia: vive di reazioni.

Fase 2: minimizzazione e/o negazione

Poco dopo, la controparte mette sul tavolo tesi opposte, volte a giustificare il gesto:

“Eh, ma comunque lo tocca col braccio.”

In questo caso è lo stesso allenatore dell’Inter Chivu a cercare il dettaglio minimo per smontare la tesi originale. Non importa se quel dettaglio spiega o se assolve: basta che esista, perché il dibattito non deve chiarirsi, deve continuare.
Innegabile che con delle scuse, tutto si sgonfierebbe: se tutti ammettessero l’ errore, la discussione si sposterebbe sulla ricerca delle punizioni, e (forse) la polemica finirebbe lì.
Ma scusarsi non rientra (ancora) nella cultura sportiva, soprattutto se indossare una casacca ti convince che quella casacca ti renda moralmente superiore. A prescindere dalla squadra.

(In contemporanea) Fase 3: gli attacchi social

Mentre una parte nega, l’altra deve trovare un bersaglio su cui sfogare rabbia e indignazione. E quale bersaglio migliore dei profili social del giocatore?
Ma perché fermarsi al giocatore? Meglio “allargare”: moglie, figli, famiglia.
È la fase degli insulti, delle denunce alla polizia postale e dei commenti bloccati.
E qui succede il capovolgimento di fronte: anche la parte che riteneva di avere ragione passa dalla parte del torto, consegnando all’altra l’alibi perfetto per il contrattacco.

Fase 4: il contrattacco

La difesa, ora, attacca, e lo fa “ad oltranza”: si cercano frame, foto, episodi simili, e si butta tutto nel calderone. Il caso specifico non va spiegato: va diluito.
Ed ecco che le rispettive community trovano i propri baluardi: influencer, pagine, reaction, opinionisti.
Se poi gli influencer sono anche giornalisti, il loro punto di vista diventa automaticamente “autorevole” (anche quando è identico al commento del cugino, ma con una fotocamera migliore e un pass appeso al collo).

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Fase 5: il benaltrismo

Qui il focus si sposta dall’episodio contestato a tutti gli episodi che hanno segnato la storia delle due squadre e si ripescano classici intramontabili:

  • “Iuliano-Ronaldo”
  • “il giallo di Pjanic”
  • “il gol di Muntari”
  • “Calciopoli”
  • lo “scudetto di cartone”
  • le “finali di Champions perse”

Tutto diventa uguale a tutto. Il dibattito è un rimpallarsi di palle di fango, lanciate con convinzione e ricevute con entusiasmo. La simulazione di Bastoni? È già un ricordo.
E qui urge mettersi d’accordo: se è fallo di Kalulu, allora non serve parlare di “vendette” o del “ora tocca a noi”. Oppure no?
Benvenuti nel dibattito calcistico attuale.

Fase 6: la richiesta di sanzioni (impossibili, improponibili, inevitabili)

Arriva il momento delle punizioni, e devono essere esemplari.

  • “Squalifica con la prova TV!” (ah già: non c’è più, o comunque non è la scorciatoia magica che molti immaginano).
  • “Fuori rosa per condotta antisportiva!” (ma la società difende il suo tesserato, e il contatto Bastoni Kalulu è rivendicato).
  • “Non convocato in Nazionale!” (poi però c’è una partita importante, un playoff, una qualificazione, e improvvisamente la morale diventa un concetto… elastico).

In parallelo, giusto per non farsi mancare nulla, salta fuori anche il tema protocollo: Rocchi ha spiegato che l’errore resta anche perché il VAR non può intervenire sui gialli, persino quando il secondo porta a un rosso.

Fase 7: il dibattito social-televisivo

Qui il sistema si autoalimenta.
Ogni influencer (di parte e “super partes”, che super partes non è mai) sente l’obbligo morale di accendere lo smartphone e dire la sua. Aggiungendo cosa? Un altro punto di vista, spesso vestito coi colori della propria squadra del cuore.

E la TV? Uguale, ma con la scenografia:

  • si viviseziona l’episodio,
  • ci si indigna delle reazioni indignate,
  • si scava nel passato dell’arbitro e del designatore,
  • si portano numeri e dati per “elevare” il dibattito.

Poi arrivano le proposte:

  • cambiare protocollo,
  • inasprire sanzioni,
  • riformare il VAR.

Spoiler: non succederà nulla.
E se succederà qualcosa, non servirà a nulla.
Perché il problema non è solo una regola: è la cultura.

E l’attualità recente ci aiuta poco

Negli ultimi mesi in Serie A le polemiche VAR/arbitrali hanno continuato a presentarsi a ondate, spesso legate a episodi interpretati come “errori di protocollo” o a ricostruzioni contestate (linee, frame, contatti). Per esempio, a dicembre 2025 ha fatto discutere un gol annullato per fuorigioco a Jonathan David in Juventus-Udinese, con polemiche sulle linee/tracciamenti mostrati in TV.
E a novembre 2025 diversi commenti di stampa hanno parlato di una stagione segnata da errori e chiamate controverse.
Non cito questi casi per dire “allora siamo tutti uguali”: li cito perché dimostrano quanto sia facile riaccendere la miccia. Basta un episodio e il ciclo riparte.

Chiusura: l’unica riforma che non entra nei protocolli

Finché non sapremo vivere il calcio con la cultura sportiva che merita, cambieremo mille regolamenti e non cambierà niente.
Vivere lo sport (e i suoi valori) a prescindere dalla maglia che indossiamo.
Il resto è solo intrattenimento travestito da giustizia.

Infortunati Roma: sospiro di sollievo per Gasperini. L’esito degli esami di Wesley e Dybala, le loro condizioni e cosa filtra sul rientro

Infortunati Roma: l’esito degli esami di Wesley e Dybala, quali sono le loro condizioni e cosa filtra sul rientro e i tempi di recupero

Il day after del pareggio al Diego Armando Maradona porta in dote a Trigoria sorrisi non solo per la classifica, ma anche per le condizioni fisiche dei suoi gioielli. Dopo l’apprensione vissuta durante e prima del match contro il Napoli, lo staff medico della Roma può tirare un sospiro di sollievo: gli accertamenti su Wesley e Paulo Dybala hanno escluso complicazioni gravi.

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Wesley: solo una contusione, il messaggio social

L’allarme per Wesley era scattato al momento del rigore procurato (e poi trasformato da Malen). L’esterno brasiliano era stato costretto al cambio immediato dopo un duro contrasto con il difensore del Napoli Amir Rrahmani. Uscito dal campo zoppicante e con il ghiaccio sulla caviglia sinistra, si temeva il peggio. Tuttavia gli esami hanno evidenziato un semplice trauma contusivo al compartimento mediale della caviglia sinistra. Sono state dunque escluse fratture o lesioni legamentose. A rassicurare l’ambiente ci ha pensato lo stesso giocatore tramite una storia su Instagram: “Grazie a Dio niente di grave, grazie a tutti per i messaggi”. Per Gian Piero Gasperini riavere presto il brasiliano è fondamentale.

Dybala: ginocchio ok, rientro vicino

Ottime notizie anche sul fronte Paulo Dybala. La “Joya” aveva saltato la trasferta partenopea a scopo precauzionale per un fastidio al ginocchio che lo tormentava dalla sfida interna contro il Milan. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, i nuovi esami strumentali svolti oggi hanno evidenziato soltanto una lieve infiammazione. L’articolazione è stabile e in buone condizioni. Nessun allarme rosso, dunque: con un programma mirato di terapie e gestione prudente dei carichi, il numero 21 è pronto a tornare in gruppo. L’obiettivo è rivederlo tra i convocati, e possibilmente titolare, già per i prossimi impegni ravvicinati di campionato ed Europa.

Endrick e quel contratto ‘folle’ con la moglie Gabriely Miranda: clausole matrimoniali che hanno fatto il giro del mondo…Tutti i retroscena – VIDEO

Endrick ha firmato un contratto ‘folle’ con la moglie Gabriely Miranda: ecco le clausole matrimoniali che hanno fatto il giro del mondo

Il calciomercato invernale si è chiuso da appena due settimane e le cronache sportive sono ancora piene di cifre da capogiro e clausole rescissorie miliardarie. Tuttavia, nel panorama del calcio moderno, esiste un contratto che sta facendo discutere più di quelli firmati con i grandi club europei. Protagonista è Endrick, il giovanissimo attaccante in prestito al Lione dal Real Madrid e della nazionale brasiliana, considerato uno dei talenti generazionali più puri del decennio.

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Il gioiello verdeoro ha dovuto negoziare anche con la sua sfera privata. Endrick e la sua compagna (oggi moglie), la modella e influencer Gabriely Miranda, hanno infatti redatto e firmato un documento ufficiale davanti a un notaio per stabilire regole ferree all’interno della loro relazione.

Le clausole del “contratto”: niente sbalzi d’umore

Il documento, ben lontano dalla classica promessa romantica, impone una serie di obblighi comportamentali che hanno sollevato sopracciglia in tutto il mondo. Ecco i punti salienti emersi:

  • L’obbligo sentimentale: La regola numero uno impone di dirsi “Ti Amo” in qualsiasi situazione, indipendentemente dal contesto o dall’umore del momento.
  • Divieto di cambio umore: È severamente vietato avere “drastici cambiamenti di personalità”. Al calciatore è richiesto di mantenere un atteggiamento positivo e simpatico sempre, anche dopo una sconfitta pesante.
  • Il vocabolario proibito: Nel testo sono bandite alcune espressioni considerate sintomo di disinteresse. Nei messaggi è vietato utilizzare parole come “Ehm”, “Boh”, “Ok” o “Bellezza”.

Le multe e la preoccupazione di Abel Ferreira

Come ogni contratto che si rispetti, esistono delle penali. Chi trasgredisce le regole deve pagare una “multa” a fine mese, che consiste nel comprare al partner “quello che vuole”. Lo stesso Endrick ha ammesso di aver già dovuto regalare delle cuffie costose per aver dimenticato la regola del “Ti Amo”.

La questione aveva sollevato perplessità anche in ambito tecnico. Abel Ferreira, l’allenatore portoghese del Palmeiras (club che ha lanciato Endrick), aveva commentato la vicenda con preoccupazione: Spero che questo ragazzo riesca a concentrarsi sul calcio con tutte queste carte da firmare. In un calcio sempre più mediatico, la gestione della vita privata diventa una sfida complessa quanto quella sul campo: per Endrick, il vero “boss” sembra essere tra le mura domestiche.

Inter Juve finisce nel mirino del Codacons: «La partita va rigiocata!». Il duro comunicato dopo quanto successo a San Siro

Inter Juve, duro comunicato del Codacons: «La partita va rigiocata!». Mirino puntato dopo quanto successo a San Siro

Il Derby d’Italia non finisce al novantesimo, anzi. Le polemiche roventi scaturite dalla sfida di sabato sera tra Inter e Juventus, conclusasi con il punteggio di 3-2 a favore dei nerazzurri, si arricchiscono di un nuovo, clamoroso capitolo. Il Codacons ha diramato una nota ufficiale chiedendo formalmente la ripetizione della partita.

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L’accusa: “Simulazione evidente, errore tecnico”

Al centro della contestazione c’è l’episodio che ha spaccato il match: l’espulsione per doppia ammonizione di Pierre Kalulu. Il difensore francese della Juventus è stato sanzionato dall’arbitro Federico La Penna lasciando i bianconeri in inferiorità numerica per oltre un tempo di gioco. Secondo il Codacons, la decisione è “viziata da un errore” macroscopico. L’associazione sostiene che tra Kalulu e Alessandro Bastoni “non avviene alcun contatto di gioco, con il secondo che simula un intervento falloso inesistente del primo”.

Scommettitori danneggiati: la richiesta di Donzelli

La tesi del Codacons sposta il focus dal mero risultato sportivo al danno economico. L’errore arbitrale avrebbe infatti “influenzato gravemente la partita”, creando un pregiudizio non solo alla Juventus, ma a tutti coloro che avevano investito denaro sull’evento. Durissimo l’intervento dell’avvocato Marco Donzelli, Presidente Nazionale del Codacons: La partita deve essere rifatta. Le scommesse devono essere annullate e gli scommettitori completamente rimborsati dei soldi spesi”.

Per l’associazione, la conferma del risultato omologato metterebbe a rischio “la credibilità del settore scommesse e del mondo del calcio”, minando la fiducia dei consumatori nella regolarità del campionato di Serie A. Una presa di posizione forte che alimenta ulteriormente il clima di tensione attorno ai vertici arbitrali.

Lega Serie A Fantacalcio: comprato il 51%, affare monstre da 40 milioni di euro! Tutti i dettagli del nuovo business

Lega Serie A Fantacalcio: acquisito il 51%, operazione da 40 milioni di euro! Tutti i dettagli del nuovo affare

Il gioco più amato dagli italiani, capace di condizionare umori e amicizie ogni weekend, entra ufficialmente nella “stanza dei bottoni” del calcio nostrano. La Lega Serie A ha dato il via libera all’acquisizione del 51% di Fantacalcio, mettendo le mani su un business milionario che coinvolge quotidianamente circa 3 milioni di iscritti.

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L’annuncio e i protagonisti: Simonelli e i fondatori

La fumata bianca è arrivata nella giornata odierna al termine dell’Assemblea di Lega. A ufficializzare l’operazione è stato Ezio Simonelli, attuale presidente della Lega Serie A. “Abbiamo preso una serie di decisioni, tra cui l’acquisto della maggioranza del Fantacalcio, per poterlo arricchire con le nostre immagini e dare un prodotto sempre più appetibile”, ha dichiarato il numero uno di via Rosellini.

La controparte dell’accordo è Quadronica Srl, la società fondata nel 2008 che ha digitalizzato e reso scalabile il gioco. A cedere il controllo sono Nino Ragosta e Luigi Cutolo, imprenditori napoletani visionari (classe 1975) che hanno trasformato una passione popolare in una “media company” di successo, resistendo in passato alle sirene dei fondi d’investimento.

I numeri dell’affare: valutazione monstre

L’operazione si basa su una valutazione complessiva dell’asset vicina ai 40 milioni di euro, una cifra quasi raddoppiata rispetto alle stime di un paio di anni fa. A spingere per la chiusura è stato soprattutto Luigi De Siervo, amministratore delegato della Lega, che ha visto nel Fantacalcio il partner naturale per aumentare l’engagement delle partite reali.

Il business gode di ottima salute: dai 1,2 milioni di fatturato del 2015 si è passati agli oltre 9 milioni previsti nel bilancio 2025. Con utili netti che sfiorano i 4 milioni di euro, la piattaforma monetizza grazie agli abbonamenti “Premium” e a un modello pubblicitario integrato che ha attirato brand come Eni e McDonald’s. Ora inizia una nuova era: con l’ingresso della Lega, i fantallenatori potranno presto godere di video ufficiali, highlight e integrazioni dati in tempo reale direttamente nell’app.

Fenucci non ha dubbi: «VAR? All’estero lo usano meno, dobbiamo pensare a come far tornare l’arbitro protagonista. Sull’espulsione di Kalulu la penso così»

Fenucci, amministratore delegato del Bologna, ha parlato a margine dell’Assemblea di Lega degli arbitri e del VAR

Claudio Fenucci, amministratore delegato del Bologna, ha espresso il suo pensiero sul VAR e gli arbitri a margine dell’Assemblea di Lega.

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ARBITRI – «Non è stato toccato il tema. Ne parleremo più avanti, prima tra di noi e poi cercando di incontrare i vertici arbitrali. Io credo che dopo essere stati i primi ad introdurre il VAR, abbiamo pensato che con quel dispositivo potessimo raggiungere un’oggettività che è molto difficile da stabilire. Perché anche vedendo gli episodi col fermo immagine i criteri restano soggettivi. Il VAR interviene molto e adesso per me dovremmo pensare a come far tornare ad essere l’arbitro protagonista. Servirà un confronto con tutte le società».

FIDUCIA – «Io non credo sia un problema di persone, ma di interpretazioni. E quindi dobbiamo essere i primi a cercare di capire in come il calcio venga arbitrato e a dare anche un’educazione a tutti i media che ci circondano, perché le polemiche sono troppo frequenti. E’ uno strumento che all’estero viene usato meno, per correggere chiari ed evidenti errori. Dobbiamo riportarlo a quella dimensione».

ESPULSIONE KALULU IN INTER JUVE«Quell’episodio nella fattispecie non entrava nel protocollo. Non sono il presidente della Federazione e della Lega e questo ragionamento lo devono fare gli organi istituzionali. Ma ognuno di noi può dare il proprio contributo».

Infortunio Zinchenko, stagione finita per il terzino dell’Ajax! Grave problema al ginocchio, dovrà operarsi. Il comunicato ufficiale e le sue condizioni

Infortunio Zinchenko, stagione finita per il terzino ucraino in forza all’Ajax! Grave problema al ginocchio, dovrà sottoporsi a intervento. Il comunicato

Una notizia terribile scuote l’ambiente dei Lancieri e getta un’ombra pesante sul finale di stagione all’Amsterdam Arena. L’Ajax perde uno dei suoi leader tecnici più importanti: Oleksandr Zinchenko ha finito anzitempo la sua annata calcistica. Il club olandese ha confermato la gravità dell’infortunio occorso al difensore durante l’ultimo turno di Eredivisie.

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La dinamica: ko alla Johan Cruijff ArenA

Tutto è accaduto lo scorso fine settimana, durante le prime battute della sfida casalinga contro il Fortuna Sittard. Zinchenko si è fermato quasi subito, costretto ad abbandonare il campo tra la preoccupazione generale dei compagni e dello staff tecnico. Il 29enne nazionale ucraino ha capito immediatamente la gravità della situazione.

Il verdetto medico: serve l’operazione

Gli esami strumentali effettuati in ospedale nelle ore successive non hanno lasciato scampo a interpretazioni ottimistiche. La diagnosi evidenzia un danno strutturale al ginocchio che richiede un intervento chirurgico immediato. L’operazione avrà luogo nel prossimo futuro, ma i tempi di recupero sono già stati delineati e sono impietosi: Zinchenko dovrà affrontare un lungo periodo di riabilitazione.

Stagione finita: Ajax nei guai

La nota del club non lascia spazio a dubbi: “Non giocherà più in questa stagione”. Per l’allenatore dell’Ajax, perdere un elemento del calibro di Zinchenko in questa fase cruciale del campionato è un colpo durissimo. La sua intelligenza tattica e la capacità di gestire i ritmi della manovra erano fondamentali per gli equilibri della squadra. Ora per l’ex giocatore di Manchester City e Arsenal inizia la partita più difficile: quella per tornare in campo al 100% in vista della prossima stagione, mentre i Lancieri dovranno trovare soluzioni interne per coprire il vuoto lasciato sulla fascia sinistra.

Simonelli (presidente Serie A) dopo l’Assemblea di Lega: «Faremo un incontro tra le società e gli arbitri. Kalulu Bastoni? Protocollo assurdo»

Simonelli, presidente della Lega Serie A, ha parlato dopo l’Assemblea di Lega: queste le sue dichiarazioni sui temi d’attualità

Il presidente della Lega Serie A, Ezio Maria Simonelli, ha parlato in conferenza stampa dopo l’Assemblea di Lega tenutasi oggi. Le sue dichiarazioni.

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ESITO DELL’ASEMBLEA«Assemblea molto tranquilla, abbiamo preso una serie di decisioni, a partire dall’avvio della trattativa per acquisire la maggioranza del Fantacalcio, per poterlo arricchire con le nostre immagini e dare un prodotto sempre più appetibile. L’altra decisione importante, forse meno pubblicizzata, è aver modificato lo statuto per il paracadute: chi retrocederà in Serie B potrà usare il paracadute già a fini dell’indice di liquidità. Per la Serie B è un indice ammissivo: per una serie di motivi tecnici, questo paracadute non poteva essere utilizzato per potersi iscrivere».

INCONTRO SOCIETA’ ARBITRI«Abbiamo fissato per il 23 marzo l’incontro tra le società e gli arbitri. Ci saranno gli allenatori, più che i capitani, e i vertici arbitrali. Oggi c’è stata la visita di Gerry Cardinale, per la prima volta in Lega: ci ha fatto molto piacere parlare di quelli che potrebbero essere gli sviluppi e le attività che la Lega potrebbe vivere negli Stati Uniti. RedBird ha tra le sue partecipazioni anche la CBS, noi abbiamo un problema di orari delle partite: le 20.45 mal si conciliano con molti Paesi esteri, a Est è troppo tardi e negli Stati Uniti ti scontri con i grandi sport americani. Abbiamo provato a ragionare sugli orari, vedremo. Sarà il primo giorno dello stop per le Nazionali, avevamo pensato al 12 febbraio ma era difficile farlo la tanta partecipazione degli allenatori con il campionato in corso».

KALULU BASTONI – «Per me il VAR dovrebbe intervenire su tutti i gialli, non solo i secondi. Il VAR ci deve aiutare in tutte le situazioni, non può essere che, per un protocollo assurdo e scritto da chi non conosce bene il gioco del calcio, non possa farlo».

OBIETTIVI DELLA RIUNIONE DEL 23 MARZO – «Cercheremo di chiedere un’uniformità di applicazione delle regole, sono riunioni in prospettiva: ne faremo anche in futuro. Non si trova una data prima? Vero, ma sapete tutti com’è fatto il calendario: se vogliamo l’adesione di tutti gli allenatori, dobbiamo trovare una data in cui si può staccare dalla squadra per venire a Milano. Io avevo pensato ingenuamente che il 12 febbraio, dato che nessuno giocava, fosse una buona data: mi hanno detto che non era così, perché c’era comunque la partita successiva da preparare. Il 23 marzo ci saranno tutti, comunque da Rocchi abbiamo avuto ampia disponibilità: è più colpa nostra».

RICHIESTE DA FARE AGLI ARBITRI – «Chiarire, secondo gli allenatori, quelle che sono le situazioni da fischiare, rispetto al contrasto da non fischiare. Le società vogliono stabilire le regole: ci sono delle cose oggettive, come il fuorigioco. Altre sono interpretazioni soggettive, penso al VAR: qualcuno lo vorrebbe utilizzato per tutta la partita, qualcuno lo vorrebbe utilizzato all’inglese solo quando c’è un evidente errore».

Odgaard Bologna, ufficiale il rinnovo dell’attaccante: l’annuncio del club

Odgaard Bologna, ufficiale il rinnovo dell’attaccante: l’annuncio del club dopo la firma. Tutti i dettagli del nuovo contratto

Il Bologna pensa al futuro e blinda i suoi gioielli. Attraverso una nota diramata sui propri canali, il club emiliano ha annunciato il rinnovo di contratto di Jens Odgaard. L’attaccante danese, classe 1999, si è legato ai colori rossoblù con un nuovo accordo valido fino al 30 giugno 2029. L’intesa sottoscritta tra la società dei Felsinei e il giocatore prevede inoltre la possibilità di estendere la collaborazione per un’ulteriore stagione sportiva.

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IL COMUNICATO – «Il Bologna FC 1909 comunica di aver raggiunto l’accordo con il centrocampista Jens Odgaard per il prolungamento del contratto fino al 30 giugno 2029, con opzione per la stagione successiva».

Allenamento Milan, buone notizie per Allegri: Saelemaekers torna in gruppo! Le ultime verso la sfida col Como

Allenamento Milan, buone notizie per Allegri: Saelemaekers torna in gruppo! Le ultime dalla seduta odierna a Milanello verso la sfida col Como

Il Milan tira finalmente un sospiro di sollievo e ritrova un tassello fondamentale del suo scacchiere in vista dell’imminente turno infrasettimanale di Serie A. In una fase cruciale della stagione, dove la gestione delle energie psicofisiche e la profondità della rosa diventano fattori determinanti per restare ai vertici, arrivano conferme ufficiali e positive dal centro sportivo di Milanello: Alexis Saelemaekers è tornato pienamente a disposizione del gruppo. L’esterno belga, autentico jolly tattico apprezzato per la sua capacità di coprire l’intera fascia con dedizione e inesauribile spirito di sacrificio, ha svolto l’intera seduta di allenamento odierna insieme al resto dei compagni. Secondo quanto riferito dagli inviati di Sky Sport, il giocatore ha superato definitivamente i fastidiosi problemi fisici che lo avevano tenuto ai box nelle ultime settimane.

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Il rientro dell’ex Bologna rappresenta un’ottima notizia per Massimiliano Allegri. Il tecnico livornese, allenatore pragmatico e plurititolato, noto per la sua abilità nel leggere i momenti della partita e adattare il sistema di gioco alle esigenze dell’avversario, accoglie con grande favore il ritorno di un calciatore estremamente versatile. Il classe ’99 è infatti un elemento prezioso, capace di interpretare più ruoli con la stessa efficacia: può agire come ala pura nel tridente offensivo, garantendo copertura, oppure come esterno di centrocampo a tutta fascia o, all’occorrenza, come terzino bloccato. Questa duttilità assicura quell’equilibrio tra le due fasi che il mister dei Rossoneri considera imprescindibile.

La disponibilità di Saelemaekers per la sfida casalinga contro il Como, in programma mercoledì sera a San Siro, offre al Diavolo diverse soluzioni tattiche. Complice la necessità fisiologica di applicare un mirato turnover per far rifiatare i titolarissimi, il numero 56 potrebbe fin da subito insidiare una maglia da titolare. Il suo dinamismo sarà fondamentale per liberare l’estro di Rafael Leão, l’astro portoghese capace di spaccare le partite con le sue accelerazioni fulminee. Contro la formazione lariana, il club meneghino non può permettersi passi falsi: il recupero del belga aggiunge quella dose di affidabilità che spesso risulta decisiva contro squadre chiuse. Allegri scioglierà le ultime riserve solo dopo la rifinitura di domani, ma il giocatore scalpita.

Spalletti al veleno con Marotta, la frase urlata dal tecnico al presidente nerazzurro durante Inter Juve: il retroscena

Spalletti al veleno con Marotta, la frase urlata dal tecnico al presidente nerazzurro all’intervallo di Inter Juve: il retroscena e la ricostruzione

C’è un’attesa spasmodica per le decisioni del Giudice Sportivo in merito a quanto accaduto nel ventre dello stadio Meazza durante l’intervallo di Inter-Juventus. Le indiscrezioni rilanciate da SportMediaset dipingono un quadro a tinte fosche: l’arbitro Federico La Penna avrebbe redatto un referto fiume di ben quattro pagine per descrivere minuziosamente il caos esploso dopo la contestata espulsione di Pierre Kalulu. A confermare la gravità dell’episodio ci sarebbero anche le relazioni degli ispettori della FIGC, testimoni oculari della rissa sfiorata nel tunnel.

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Sotto accusa ci sono i vertici della dirigenza della Vecchia Signora. Il più esagitato sarebbe stato l’Amministratore Delegato Damien Comolli, affiancato dal Director of Football Strategy ed ex capitano Giorgio Chiellini. I due avrebbero affrontato a muso duro il direttore di gara, contestando con veemenza il doppio giallo comminato al difensore francese. Per loro si profila il rischio concreto di pesanti squalifiche o inibizioni, oltre a una probabile ammenda per il club piemontese. La sentenza potrebbe arrivare già nella giornata di martedì, a meno che il Giudice non richieda un supplemento d’indagine per visionare eventuali filmati di sicurezza.

LEGGI ANCHE: Espulsione Kalulu, svelato il dialogo in campo tra il francese, Bastoni e La Penna: la verità dal video della bodycam

Un ruolo centrale in questo psicodramma lo ha recitato Luciano Spalletti. Il tecnico di Certaldo ha vissuto momenti di grande nervosismo: pur lamentando che la partita fosse stata falsata dall’arbitraggio, si è adoperato fisicamente per allontanare il proprio dirigente dall’arbitro ed evitare conseguenze peggiori. Tuttavia, emergono retroscena inquietanti anche sul fronte dei rapporti istituzionali tra i due club rivali. Stando ad alcune testimonianze, l’allenatore bianconero si sarebbe rivolto direttamente al presidente del Biscione, Beppe Marotta, con toni decisamente accesi. La frase incriminata, riportata dai presenti, accuserebbe la dirigenza nerazzurra di aver compiuto una vera e propria “maialata”, termine che fotografa il clima avvelenato di un Derby d’Italia destinato a far discutere ancora a lungo nelle aule della giustizia sportiva.

Barcellona, Laporta rieletto? Xavi Vilajoana attacca: «Perdite per 280 milioni e le bugie sul nuovo stadio! Con Yamal ci è andata bene perché…»

Barcellona, Laporta rieletto? Xavi Vilajoana, candidato concorrete alla presidente del club, attacca senza mezzi termini il presidente uscente

Sarà Laporta a vincere nuovamente le elezioni al Barcellona. A L’Esportiu ha parlato un candidato concorrente, Xavi Vilajoana, che non ha risparmiato forti critiche all’attuale gestione del club.

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IL BARÇA OGGI – «Vedere in cosa si è trasformato il club mi distrugge l’anima. Nessuno può dirmi che stiamo meglio ora rispetto a cinque anni fa».

IL DISASTRO ECONOMICO – «Negli ultimi cinque anni questa giunta ha accumulato perdite per 280 milioni di euro pur avendo venduto asset per un valore di 900 milioni. Se non avessero venduto quegli asset, avremmo perso più di 1 miliardo di euro, che è l’attuale valore della rosa del Barça. Sono dati! E sono dati ufficiali del club».

LAPORTA – «Il cartellino rosso è per il trattamento riservato ai soci. Questa giunta si è dimenticata di loro: quando ne parlano, credono di parlare di clienti e questo mi sembra assolutamente denunciabile. Laporta crede che il club sia suo. Fa e disfa, e non gliene importa assolutamente nulla».

VICTOR FONT – «Víctor Font dice che chiamerà Messi? Prima dovrebbe avere il suo numero di telefono e non ce l’ha. Se vuole può chiedermelo, ma non glielo darò senza il permesso del diretto interessato, ovviamente. Insisto, non credo si debba usare né Messi né alcuna figura storica come esca elettorale».

LAMINE YAMAL – «Quando abbiamo preso Lamine, ho parlato con i suoi genitori e ho consigliato loro che risiedesse alla Masia. Abbiamo infranto una normativa interna con lui per una situazione personale complicata e la responsabilità del club era aiutarlo a mettere ordine in tutto questo. Gli è andata molto bene».

LE BUGIE SUL NUOVO STADIO – «Si sta lavorando molto male. Non puoi dare i lavori a un’azienda che dice che lo farà con il 30% di tempo in meno, il 30% più economico e tutto molto più bello. Bisogna essere rigorosi. Nel mondo delle costruzioni non esiste “bello, buono ed economico”. Ci hanno ingannato».

BIGLIETTI ALLE STELLE – «I soci sono scandalizzati, e a ragione. Ormai puoi comprare solo biglietti VIP a 450 euro. Tutto questo impedisce alla gente di godersi il proprio club e non si può permettere. Non vogliamo un Barça per i VIP, vogliamo un Barça per i suoi soci. Questo genera un disamore assoluto».

Espulsione Kalulu, svelato il dialogo in campo tra il francese, Bastoni e La Penna: la verità dal video della bodycam

Espulsione Kalulu, svelato il dialogo in campo tra il francese, Bastoni e La Penna: la verità dal video della bodycam dell’arbitro. I dettagli

Le polemiche successive al vibrante Derby d’Italia non accennano a placarsi, alimentate ora da un documento visivo eccezionale che getta nuova luce sull’episodio chiave del match. Le immagini dell’Haier Cam, la telecamera indossata dall’arbitro Federico La Penna durante la sfida di San Siro, hanno svelato nel dettaglio la conversazione avvenuta tra il direttore di gara, Pierre Kalulu e Alessandro Bastoni nell’istante fatidico dell’espulsione. Il video, pubblicato sul canale YouTube ufficiale della Serie A, offre una prospettiva in prima persona che immerge lo spettatore nella tensione del momento.

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Al centro della scena c’è la disperazione di Kalulu: il difensore francese della Juventus, resosi conto dell’imminente sanzione, si rivolge immediatamente al fischietto della sezione di Roma 1 con parole inequivocabili. «Non l’ho toccato», ripete più volte il centrale bianconero, alzando le mani in segno di innocenza mentre La Penna estrae prima il secondo cartellino giallo e poi il rosso, decretando la sua uscita anticipata dal campo. Nemmeno l’intervento di Manuel Locatelli, centrocampista e leader della mediana di Luciano Spalletti, serve a cambiare l’inerzia della decisione.

Dall’altra parte, le immagini mostrano la reazione diametralmente opposta di Alessandro Bastoni. Il difensore della Nazionale e pilastro della retroguardia dell’Inter, ancora a terra o in fase di rialzamento, guarda fisso l’arbitro e mima chiaramente il gesto dello strattonamento della maglietta, ribadendo la sua versione del fallo subito. Di fronte a questa dinamica accesa, La Penna cerca di mantenere il controllo emotivo della gara: si rivolge al numero 95 nerazzurro con un perentorio «Tranquillo», allontanando poi con un gesto deciso della mano sia lui che il compagno di reparto Manuel Akanji, intervenuto nelle proteste, per evitare che la situazione degeneri ulteriormente in una rissa verbale.

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